Giovedì 5 maggio 2011 INSERTO SPECIALE allegato al numero odierno de 7-8 MAGGIO 2011 Benedetto XVI nel NordEst Da Aquileia a Venezia tutto sulla visita del Pontefice nei luoghi simbolo della Chiesa triveneta Nella terra di San Marco di Edoardo Pittalis Saranno 150 mila al Parco di San Giuliano di Mestre e lungo la strada decine di migliaia, tra Aquileia e Venezia. A Caorle sulla spiaggia si stenderanno per scrivere coi corpi “W il Papa” mentre passerà l’elicottero con a bordo il pontefice. Tra momenti di confronto e slanci anche ingenui, c’è grande attesa nella gente per questa visita di Benedetto XVI. È il Nordest che si prepara al dialogo e alla sfida in un momento particolare; è la stessa Chiesa che guarda a un’Europa allargata. È lo spirito di un tempo difficile nel quale la crisi economica ha scavato cicatrici profonde, tanti giovani sono disoccupati e troppi rimangono precari, l’immigrazione impone domande e chiede risposte anche di coscienza. (Segue a pagina 23) il PAPA tra noi PAG 4 Messa al Parco San Giuliano: istruzioni per l’uso di Alberto Francesconi PAG 12 Tra divieti e permessi, come muoversi in laguna di Michele Fullin PAG 16 I tre Patriarchi che salirono al soglio di Pietro di Rolando Damiani PAG 17 Quando cucinai per Paolo VI e il suo successore di Arrigo Cipriani 2 Giovedì 5 maggio 2011 INS T R A C C E In occasione della visita di Papa Benedetto XVI del 7 maggio, la Fondazione Aquileia apre le porte della Süd Halle, un nuovo spazio dove poter ammirare due FDSRODYRULÀQRUDPDLYLVWLHUHVWLWXLWLDOORURVSOHQGRUH grazie a un delicato intervento di restauro: il pavimento D I F U T U R O musivo del IV secolo dell’Aula meridionale del Battistero e il bellissimo mosaico ”del Pavone” realizzato al tempo del vescovo Cromazio nell’abside del nartece. Visite gratuite da domenica 8 maggio. Per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative iscrivetevi alla mailing-list su: [email protected] w w w . f o n d a z i o n e a q u i l e i a . i t Giovedì 5 maggio 2011 3 INS Forse 150 mila fedeli per la Santa Messa che Benedetto XVI celebrerà alle 10 di domenica nel Parco di San Giuliano a Mestre che s’affaccia sulla laguna e ha di fronte il profilo di Venezia e sopra i tetti il Campanile. Una folla mai vista, nemmeno per i più osannati concerti rock che hanno tenuto a battesimo uno dei parchi urbani più grandi d’Europa. È chiaro che la Messa con il Papa, aperta a tutti sarà il momento culminante della visita di Benedetto XVI nel Nordest. Esserci ha un significato profondamente diverso. Il palco (costato 380 mila euro) è già stato allestito, curato dall’architetto Stefano Bianchi e montato da 250 addetti. Pronti anche i maxi schermi per consentire di seguire la cerimonia in ogni parte della grande aerea verde sia. Le spese, pari a un milione e mezzo di euro, sono state autofinanziate con una colletta straordinaria nelle 15 diocesi del Nordest alla quale ha aderito finora oltre un milione di persone. Le prenotazioni per assistere alla Messa sono andate oltre le previsioni. È scattato, infatti, da tempo il sistema della “adesione” che consente di ottenere in anticipo il pass gratuito d’ingresso. Ma è possibile ancora essere presenti: basterà presentarsi direttamente ai varchi di San Giuliano che saranno aperti dal mattino prestissimo, praticamente dalle 5 alle 9. Ovviamente chi arriva tardi sarà sistemato nei settori più esterni. Per le 9 tutto deve essere pronto per accogliere il Pontefice. Al momento della consegna dei pass, a chi arriverà in bus o in auto sarà assegnato il parcheggio di riferimento dal quale raggiungere il Parco con navette apposite o a piedi. Dai parcheggi più vicini si può giungere camminando per 15 minuti. Ci sarà anche una vasta area per le biciclette. Tantissimi, poi, specie dalle parrocchie della terraferma giungeranno direttamente a piedi. Alcune parrocchie si sono organizzate per un tragitto via acqua utilizzando mezzi privati. L’area intorno al Parco e i servizi di trasporto pubblico subiranno modifiche sostanziali nelle ore immediatamente precedenti e successive alla celebrazione. Per chi arriverà da Venezia , tutti i mezzi effettueranno fermate speciali ai piedi del cavalcavia di San Giuliano. Per chi arriva in treno, è possibile raggiungere il Parco con bus navetta gratuito o anche a piedi, in questo caso però occorre Il saluto di Caorle dalla spiaggia I due pellegrini a piedi da Rovigo Indossando magliette bianche e gialle e sventolando fazzolettini dello stesso colore, giovani, pescatori, politici, parrocchiani, volontari, scriveranno “W IL PAPA” sulla spiaggia di Caorle al passaggio dell’elicottero che sabato porterà Benedetto XVI da Aquileia a Venezia. Per adesioni e informazioni: [email protected]. C’è chi arriverà a piedi da lontano. Si tratta di due pellegrini di Villadose (Rovigo): Patrizio Coltro e Luigi Zamana, 55 e 54 anni, sabato si muoveranno dal loro paese, si fermeranno a Campagna Lupia, dopo 47 chilometri, e ripartiranno alle 4 di domenica per coprire gli ultimi 23 chilometri fino a San Giuliano. BENEDETTO XVI Joseph Ratzinger è nato il 16 aprile 1927 Domenica al parco di Mestre l’evento principale Per la messa basta presentarsi all’ingresso entro le 9 Obiettivo 150mila armatidipass armarsi di buone gambe e pazienza: occorrono dai 40 ai 50 minuti a passo sostenuto. Sono attesi molti treni speciali da Verona, da Padova e da Udine, già confermati con meno di 5mila pellegrini; forse mille da Trento, un altro migliaio confermato da Trieste. Ma si pensa che saranno moltissimi i pellegrini provenienti dalle vicine regioni di confine, dalla Slovenia, per esempio, ma anche da più lontano. Quasi un migliaio le adesioni di pellegrini disabili. Migliaia gli addetti ai servizi d’ordine, tra uomini dei Vigili Urbani, Polizia e Carabinieri, e volontari chiamati a collaborare perché la celebrazione si svolga nel modo migliore. Migliaia i giovani della Agesci, di gruppi Scout, delle parrocchie, di Comunicazione e Liberazione del Nordest. Per la Comunione sono state predisposte 600 pissidi e si stima che a ricevere il Sacramento saranno forse 100mila persone, il che richiederà l’opera di centinaia di sacerdoti e anche un bel po’ di tempo. Alcuni più fortunati riceveranno la particola dalle mani del Santo Padre. La Messa, seguita dal Regina Coeli, si concluderà alle 12,15 e dopo un giro nel Parco sulla Mercedes dai vetri blindati per benedire la folla, Benedetto XVI ripartirà a bordo di una motovedetta in direzione Venezia. Al termine i fedeli potranno lasciare il parco, ma anche restarvi fino a pomeriggio inoltrato: alle 17 l’ultima corsa delle navette gratuite. Presso la Porta Rossa sarà allestita, a cura di 200 volontari della rete triveneta dell’associazione “Noi”, un’area di giochi e di animazione per bambini, ragazzini e famiglie. Tutto pronto per il grande giorno. NAVETTE IN CAMMINO Si avvicina il fine settimana della visita del Papa: domenica, alle 10, messa a San Giuliano I FEDELI Prenotazioni oltre le previsioni ma c’è posto Corse gratis fino alle 17 per lasciare San Giuliano © riproduzione riservata Il programma SABATO 7 MAGGIO 2011 15.30 Partenza in aereo dall'Aeroporto di Roma Ciampino per Ronchi dei Legionari DOMENICA 8 MAGGIO 2011 10.00 SANTA MESSA nel Parco San 16.45 ASSEMBLEA PER LA CHIUSURA Giuliano di Mestre. Omelia del Santo Padre DELLA VISITA PASTORALE DIOCESANA nella Basilica San Marco di Venezia. RECITA DEL REGINA COELI nel Parco San Discorso del Santo Padre 16.15 Arrivo all'Aeroporto di Ronchi 18.45 Arrivo all'Eliporto del Collegio Navale Giuliano di Mestre. Saluto del Santo Padre dei Legionari (Gorizia) "F. Morosini" a Sant'Elena 12.30 Partenza in motovedetta da Mestre 17.45 Partenza in gondola dalla Piazza San 16.45 INCONTRO CON LA CITTADINANZA Marco per la Basilica della Salute di Venezia 19.00 INCONTRO CON LA CITTADINANZA per la Piazza San Marco di Venezia nella Piazza Capitolo di Aquileia. nella Piazza San Marco di Venezia. Saluto del Santo Padre 18.00 INCONTRO CON IL MONDO 13.30 Pranzo con i Vescovi Discorso del Santo Padre DELLA CULTURA E DELL'ECONOMIA nel Palazzo Patriarcale 17.00 ASSEMBLEA DEL SECONDO nella Basilica della Salute di Venezia. 19.30 Venerazione delle Reliquie di San CONVEGNO DI AQUILEIA nella Basilica di Aquileia. Discorso del Santo Padre Discorso del Santo Padre Marco nella Basilica San Marco di Venezia 18.15 Partenza in elicottero dall'Area di Mercato adiacente alla Basilica di Aquileia per Venezia 18.45 Benedizione al termine del restauro della Cappella della SS. Trinità e Inaugurazione dei locali della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia 19.15 Partenza in motovedetta dalla Sede del Seminario Patriarcale per Tessera 19.45 Partenza in aereo all'Aeroporto "Marco Polo" di Venezia Tessera per Ciampino 20.30 Arrivo all'Aeroporto di Roma Ciampino 4 Giovedì 5 maggio 2011 INS EMERGENZA Una sala operatoria e tre punti medici SOCCORSO Un’ambulanza al Parco di San Giuliano Una sala operatoria a totale disposizione del Papa in caso di emergenze, tre punti medici avanzati al Parco di San Giuliano a disposizione del pubblico. Da almeno due mesi il personale dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre è mobilitato per assicurare i servizi sanitari in occasione della visita del Papa. Nell’area accoglienza del Parco di San Giuliano (ingresso Porta Rossa) e alla Porta Gialla sono stati allestiti due gazebo nei quali il personale sanitario e della Croce Rossa sarà a disposizione delle persone bisognose di assistenza. Per eventuali interventi d’emergenza sarà disponibile anche un elicottero. Il vademecum per i fedeli che domenica saranno a Mestre Scarpe comode, berretto, bottiglia d’acqua e tanta pazienza MessaalParco tutteleistruzioni di Alberto Francesconi Scarpe comode, berretto e kway per affrontare sia il sole che la pioggia, possibilmente una bottiglia d’acqua con un contenitore in cartone. Oltre al pass per accedere all’area liturgica del Parco di San Giuliano. Per l’incontro con Papa Benedetto XVI, tutto sommato, non serve altro, se non una buona dose di pazienza e resistenza fisica. Sconsigliati zaini e borse ingombranti (soggetti a controlli di sicurezza), ombrelli a punta, sedie metalliche e oggetti potenzialmente pericolosi. I centomila fedeli che si sono prenotati per partecipare alla Messa dell’8 maggio a Mestre dovranno mettere in conto una sveglia antelucana e una bella camminata, anche se si muovono in pullman, in treno o in macchina. Le porte del Parco, sottoposto nelle scorse settimane a rigidi controlli di sicurezza, apriranno alle 5.30 di mattina, per dare modo ai primi fedeli di affluire in prossimità del palco che ospiterà il pontefice e i vescovi sorte dal patriarcato di Aquileia. Prima, però, bisogne- rà parcheggiare auto e pullman nei rispettivi parcheggi. Per i veicoli privati sono state allestite sette aree di sosta (per oltre 16mila posti auto) in via don Tosatto, in prossimità dell’ipermercato Auchan e dell’area commerciale del Terraglio (raggiungibile dagli svincoli della tangenziale Terraglio e Castellana). Per i pullman il Comune di Venezia ha messo a disposizione cinque aree di sosta in terraferma: sono ubicate in via Fratelli Bandiera a Marghera (svincolo tangenziale Marghera), in via Torino e in via dei Petroli (uscita tangenziale Miranese, Mar- 2 1 17 4 13 10 7 18 15 3 14 8 5 16 12 11 11 6 9 2005 2006 2007 1 2 3 4 5 Germania Polonia Spagna Germania Turchia 6 Brasile 2007 2008 2009 2009 Austria USA Australia 2010 Francia Camerun-Angola 12 Giordania-Israele 7 8 9 10 11 AUTO Previste 7 aree di sosta per oltre 16mila posti ghera o Venezia Porto), oltre ai parcheggi del Tronchetto a Venezia e a una serie di aree di 13 14 15 16 17 Rep. Ceca Malta Portogallo Cipro Regno Unito 18 Spagna sosta supplementari secondo le necessità. In totale si prevede che possano trovare posto 4.100 pullman per oltre 67mila passeggeri. Questi potranno raggiungere il Parco di San Giuliano con i bus navetta che faranno la spola con i parcheggi. I fedeli dovranno tenere presente il numero di codice del parcheggio (oltre ai numeri di telefono del capogruppo e del conducente), che torneranno utili al momento del rientro. Per arrivare al Parco è previsto un percorso in bus PAPA BENEDETTO XVI CARITAS VENEZIANA Viene a confermarci nella fede e nella carità verso i fratelli. Grata al Signore e al Papa per il dono di questa visita Evidenzia alcune attività a sostegno di coloro che soffrono: Betania • Betlemme • Casa Beato Giovanni XXIII Casa Mons. Vianello • Casa G. Giuseppe alla Tana Centro Lucio Cerchier • Opera Casa S. Raffaele Puoi aiutarli con versamenti (deducibili) intestati a CARITAS VENEZIANA - S. CROCE 495/A, 30135 VENEZIA c/c postale n° 16095309 - Banca: IBAN IT12H03359 01600 100000006662 Giovedì 5 maggio 2011 INS L’ALTARE Stefano Bianchi, l’architetto che ha disegnato il palco di San Giuliano mentre mostra il bozzetto della struttura sulla quale avverrà la celebrazione RELIGIOSI In seicento per distribuire la comunione navetta di circa dieci minuti, mentre chi va a piedi impiegherà da 20 a 30 minuti a seconda dei parcheggi. Per risparmiare fiato, i pullman potranno far scendere i pellegrini in prossimità del parco, nell’area compresa fra viale Vespucci e via Forte Marghera che per l’occasione sarà a traffico limitato. Anche dalla stazione di Mestre è previsto un servizio di bus navetta per il Parco di San Giuliano. Un apposito parcheggio per le biciclette sarà allestito in prossimità dell’ingresso principale del Parco. È bene tenere presente che i 5 RISTORO Chioschi e un’area giochi per i bambini FAMIGLIE Anche un’area giochi per i più piccoli pass, istituiti per dare modo all’organizzazione dell’evento di tarare i servizi, consentiranno di accedere al Parco fino alle 9. Oltre quest’ora a San Giuliano potranno accedere anche le persone prive di pass. Va detto che, una volta all’ingresso del Parco, si dovrà camminare per circa un quarto d’ora per raggiungere l’area liturgica. Lungo il cammino ci saranno una decina di posti di ristoro e 500 servizi igienici, oltre ai punti di primo soccorso per il pubblico. Un migliaio di volontari sarà incaricato di assistere i fedeli dall’arrivo in città fino al luogo dove il Papa celebrerà la Messa. La funzione, trasmessa in Mondovisione, comincerà alle 10 e si concluderà alle 12 con la recita del "Regina Coeli". Al momento della Comunione, cui si stima parteciperà l’80 per cento dei presenti, un "esercito" di 600 sacerdoti, diaconi e seminaristi sarà a disposizione dei fedeli. Dalla fine della Messa, verso le 12.15, comincerà il deflusso del pubblico. Chi vuole, naturalmente, potrà approfittare delle strutture del Parco o fare una puntata in centro storico. Gli altri potranno affrontare con calma il rientro a piedi o con i bus navetta che faranno servizio fino alle 17. Poi, una volta saliti in treno, in pullman o in auto, ci si potrà finalmente riposare. Una decina di punti ristoro all’interno del Parco di San Giuliano, oltre ai chioschi degli ambulanti autorizzati nei parcheggi scambiatori per auto e pullman a Mestre. L’organizzazione dell’evento ha pensato anche a rifocillare i fedeli prima e dopo la Messa del Papa (dato che per quella data il Comune di Venezia non prevede deroghe all’abituale chiusura festiva di bar, negozi e ristoranti). Per i più piccoli sarà allestita all’interno del Parco di San Giuliano anche un’apposita area giochi gestita dall’associazione degli oratori "Noi". Sicominciada Aquileia poiilvolofino aVenezia L’incontro con i cittadini e la preghiera in basilica Diretta tv e due maxi-schermi allestiti nelle piazze di Paola Treppo PRIMA TAPPA La storica basilica di Aquileia, chiesa "madre" del Nordest, sarà visitata sabato da Benedetto XVI dopo l’arrivo a Ronchi © riproduzione riservata Il Santo Padre pronuncerà il suo discorso nella basilica di Aquileia sabato alle 17 dopo aver salutato i pellegrini su un palco allestito all'aperto, al limitare del Battistero, a fianco del sindaco della città, Alviano Scarel. Il rituale rientra in un cerimoniale del tutto simile, nella forma e nei modi, alla struttura tipica delle udienza tenute in piazza San Pietro il mercoledì mattina di ogni settimana. Seguirà la preghiera con l'arcivescovo di Gorizia, Dino De Antoni. La presenza di Benedetto XVI in chiesa si protrarrà fino alle 18. Il Papa lascerà allora la basilica, attraverserà piazza Patriarcato e da lì si porterà verso l'elicottero per la partenza da Aquileia verso Venezia. Per chi non potrà assistere al discorso direttamente in basilica, il Comitato organizzatore che fa capo all'Arcidiocesi di Gorizia ha disposto l'allestimento nelle piazze Patriarcato e Capitolo di due maxi-schermi. Nel primo slargo potranno trovare posto a sedere circa 1.500 fedeli; sul prato a destra del battistero, invece, sarà possibile accogliere 3mila persone, in piedi. Il complesso basilicale sarà completamente circondato e vi saranno due accessi, uno da via Popone e uno da via Patriarchi, regolati dagli uomini della Protezione civile regionale. Per chi non potrà assistere di persona all'evento è prevista una diretta Rai Tre Fvg e di Tele Capodistria. © riproduzione riservata ASSIEME A BENEDETTO XVI SULLE TRACCE DEI PRIMI CRISTIANI DEL NORD-EST EUROPA “Figio, recordete, che Gravo xè figia de ‘Quileia e Mare de Venessia“ : ricordati, che Grado è figlia di Aquileia e Madre di Venezia, dicevano nei loro racconti i “veci de l’isola“. Storicamente questa frase è ineccepibile. Gradus significa scalo, il primo per le navi che, solcato l’Adriatico, risalivano il corso del fiume Natissa verso Aquileia, la più importante città dell´Oriente Romano, capitale della “X Regio Venetia et Istria”. Con le invasioni barbariche il Patriarca di Aquileia vi trovò la nuova sede e il piccolo borgo con edifici di culto rafforzando la cattedra patriarcale. Da Grado partirono i fondatori della vicina città di Venezia. Grado divenne la capitale religiosa di una zona che andava dall´Istria a Chioggia ed ebbe un grande sviluppo economico, commerciale ed artistico. Fino al 1451 fu metropoli e madre di tutte le chiese litoranee, ivi compresa Venezia, sulle cui strutture esercitò un costante e lungo influsso. Ma con il trasferimento del Patriarcato e la sempre maggior potenza di Venezia, l’isola divenne un piccolo borgo di pescatori che sopravvisse per secoli in quasi totale isolamento. Dopo il trattato di Campoformido, nel 1797, Grado passò all´Austria e solo nel 1918 tornò all´Italia. Durante la dominazione asburgica vide la sua rinascita economica sotto il profilo di importante località balneare e nel 1892 diventò stazione di cura ufficiale dell´Impero. Con le nostre numerose offerte turistiche potrete immergervi in un’atmosfera senza tempo, tornare sulle tracce dei primi cristiani, e del Pontefice Bendetto XVI, per rileggere le ricche simbologie espresse dallo spettacolare tappeto di mosaico che riveste il pavimento della Basilica Patriarcale di Aquileia (da maggio a settembre anche con visita guidata individuale) o farvi rapire da sorprendenti paesaggi lagunari raggiungendo in barca l’Isola di Barbana, su cui sorge uno fra i più antichi Santuari mariani. Nel 1237, per riconoscenza alla Madonna che aveva posto termine all’epidemia di peste, venne istituito ogni prima domenica nel mese di luglio un grande pellegrinaggio su pescherecci in partenza da Grado, che si perpetua fino ai nostri giorni, sempre con maggiore fervore: il «Perdòn de Barbana». Trascorrete un po’ di tempo in intimità nel “salotto buono” della cultura e della tradizione gradese… passeggiate attraverso le calli del vecchio Castrum che regala agli ospiti l’incanto delle due basiliche paleocristiane di S.Maria e S.Eufemia, degustate un buon bicchiere di vino… ed ecco che già vi attende un’ esperienza da veri gourmet che non dimentica mai l’antica cucina isolana del pesce. Grado, oggi ridente destinazione turistica con le storiche Terme Marine e la spiaggia, offre relax, svago e momenti per ritrovare se stessi… in qualsiasi stagione a Grado potete liberarvi dallo stress quotidiano, rilassare corpo e mente: lasciatevi cullare dalla calda acqua di mare e fatevi coccolare da mani esperte. Offerte Itinerario Spirituale o Soggiorno Benessere per 2 notti/3 giorni a partire da 180 a persona Consorzio Grado Turismo 0431 80383 [email protected] www.gradoturismo.org (ph G. Baronchelli) 6 INS Giovedì 5 maggio 2011 Giovedì 5 maggio 2011 7 INS Il record dei 100mila per Vasco Rossi Il primato dell’affluenza risale al giugno del 2008: sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival sale Vasco Rossi e il parco di riempie di 100mila fans. Da quel momento l’affaccio verde su Venezia diventa il luogo dei grandi eventi. E per il Papa l’affluenza di annuncia superiore. Era una discarica con gli scarti di Porto Marghera Ora San Giuliano è diventato il belvedere di Venezia di Maurizio Dianese La collina dei veleni è diventata il belvedere. Il campo da cross si è trasformato nel tamburello. Gli acquitrini di cianuro e cherosene, di mercurio e bitume sono diventati romantici laghetti per le anatre. E chissà se qualcuno spiegherà al Papa che sta dicendo messa nel luogo simbolo del riscatto di Mestre. Quello che fino a vent’anni fa era un posto dimenticato da Dio e dagli uomini è diventato un parco di 70 ettari in riva alla laguna. Unico al mondo. Ma in tanti ricordano che il belvedere di oggi era una collina che aveva gli strati colorati che raccontavano la storia della prima zona industriale. Qui erano state depositate tonnellate di scarti chimici, che avevano creato vere e proprie stratificazioni, come una pasta sfoglia, strato su strato. Solo che qui erano veleni. E un paio di generazioni di mestrini sono andati a giocare lì e a fare ciclocross su un terreno biancastro, lunare, bellissimo, che faceva una polvere tipo borotalco quando saltavi in bici, che poi si scoprì essere formata dai fosfogessi radioattivi che produceva il Petrolchimico. San Giuliano era la pattumiera dell’industria. E anche in anni recenti qui c’era la stazione di travaso delle spazzature che, sulle chiatte, arrivavano da Venezia. Il visionario che ha avuto l’intuizione di trasformare una discarica di rifiuti tossici e nocivi in un parco alberato è Gaetano Zorzetto, allora prosindaco di Mestre. Poi due assessori, Gianni Caprioglio - che è pure l’attuale presidente dell’istituzione parchi di Mestre - e Stefano Boato trasformarono in un bando di concorso internazionale l’idea di un parco anfibio, allungato tra terra e acqua. Il concorso lo vinse un architetto italo-americano, Antonio Di Mambro, con studio a Boston. Lui inventò il parco che conosciamo oggi. Fatto di querce, di prati, ma soprattutto di un affaccio sulla laguna che Mestre non aveva. E da lì, dalla riscoperta laguna, è nato il riscatto della Mestre anfibia, quella che non aveva mai rinne- BENVENUTI AL PARCO Vasco Rossi sul palco di San Giuliano nel 2008 (che registrò il record di presenze sul prato verde); un’immagine dell’evento musicale; e, a destra, maratoneti e giovani con l’aquilone Dalle rockstar al Papa sull’ex collina dei veleni gato Venezia. Ma per realizzarlo, il parco di San Giuliano, bisognava trovare il modo di liberarsi dei veleni che per anni le industrie di Porto Marghera avevano scaricato qui. Allora era ancora in vigore una legge che permetteva la sola messa in sicurezza invece della bonifica e vuol dire che l’intero parco è stato ricoperto con un metro di "rovinassi" cioè materiale di riporto, mentre la collina dei veleni è stata incamiciata con una colata di cemento armato che la isola dal resto del parco. Sopra il materiale di riporto un metro di terra buona, che proviene dal Passante di Mestre che la Regione stava allora realizzando. Il IL PARCO Settanta ettari affacciati sulla laguna metodo messo a punto a San Giuliano è stato segnalato come uno dei migliori dall’Unione europea, ma questo non significa che tutto sia filato liscio. Al contrario. Il cantiere del parco è stato sequestrato per oltre un anno, proprio perché la magistratura veneziana non era affatto convinta che fosse giusto coprire con i resti delle demolizioni delle vecchie case veneziane i veleni di Porto Marghera. Analisi e controanalisi, dissequestri e sequestri. Alla fine ha vinto il parco. Grazie all’allora sindaco Paolo Costa e al suo assessore, Marco Corsini, che in un colpo solo sbloccò due cantieri che rischiavano di diventare eterni, quello della Fenice e quello del parco di San Giuliano. E così il 7 novembre 2003 i 70 ettari di parco si aprirono ai mestrini. Il taglio del nastro con Romano Prodi, allora presidente della Commissione europea. Ma non è che da quel momento la vita del parco sia stata in discesa. Ad esempio nessuno voleva aprire un bar e il primo bando per il Porta gialla andò deserto. Ma una volta aperti i battenti, visto il successo incredibile di pubblico, sul Porta gialla si abbatterono denunce di ogni tipo. Archiviata questa storia, ne nacque un’altra a proposito del tendone da circo - un tentativo di portare gli spettacoli teatrali al parco. E poi un’altra sulle bonifiche di punta San Giuliano. Ma ci fu chi protestò anche per la maratona di Venezia che passava per il parco di San Giuliano prima di raggiungere Venezia. Non parliamo poi dell’Heineken Jammin’ Festival che solo adesso, alla quarta edizione, tutti danno per scontato. Ma la prima edizione fu travolta prima dalle polemiche DAL 2003 Tempo libero eventi sportivi e grande musica e poi da un nubifragio talmente imponente che fece crollare sul pubblico le torrette che reggevano le luci e i maxischermi. Per poco non ci scappò il morto. L’anno dopo Vasco Rossi con i suoi 100mila spettatori ridiede fiato a chi da sempre sostiene che il parco di San Giuliano è perfetto per i grandi eventi. Qui 100mila persone ci stanno perfettamente e quasi si perdono nello spazio infinito dei 70 ettari. Qui si possono organizzare manifestazioni che si possono vedere da terra e dall’acqua. Qui ormai sono di casa Venice Marathon, Heineken Jammin’ festival e da quest’anno il salone nautico e il concorso internazionale di cavalli. Pensare che era una discarica a cielo aperto. Pensare che il Papa sbarcherà a pochi metri da quella che era la stazione di travaso delle spazzature e salirà sul palco che dà le spalle a San Marco e guarda verso quella che una volta era la collina dei veleni e adesso è uno dei belvedere più belli di Venezia. © riproduzione riservata 8 Giovedì 5 maggio 2011 INS Anche Wojtyla in Canal Grande L’onore di portare il Papa nell’imbarcazione più tipica di Venezia ha scatenato contese e gelosie tra i gondolieri. Non è comunque la prima volta che capita. Anche Karol Wojtyla, a Venezia nel 1985, venne trasportato in gondola tra i canali. Eccolo nella foto con l’allora patriarca Marco Cè. 1985 Giovanni Paolo II in gondola a Venezia di Edoardo Pittalis Di viaggi finora dovrebbe averne fatti una cinquantina, tra quelli lunghi fino al Brasile o all’Australia, e quelli limitati all’Italia: viste pastorali di un paio di giorni, da Aosta a Palermo, da Torino a Bari. Nel Veneto c’è già stato nell’ottobre 2006 per il IV Convegno Ecclesiale nazionale a Verona e l’incontro con la folla avvenne nello stadio Bentegodi. Anche il 2011 è pieno: dopo Aquileia e Venezia, attendono il Papa la Croazia in giugno, poi la Spagna e infine la Germania, dove sarà per la prima volta in viaggio ufficiale, le altre erano state visite pastorali. Per arrivare nel Nordest e muoversi tra Friuli e Veneto, Benedetto XVI userà questa volta diversi tipi di mezzi, qualcuno anche insolito, qualche altro adattato per l’occasione, qualche altro decisamente e tipicamente locale. L’arrivo del Santo Padre è previsto a Ronchi dei Legionari in aereo; per spostarsi il pontefice usa solitamente velivoli della compagna di bandiera l’Alitalia che decollano dall’aeroporto militare di Ciampino e che affiancano al nome della compagnia quello della Città del Vaticano. Dallo scalo friulano, Aquileia dista meno di 15 chilometri, su strada occorre un quarto d’ora di tempo, ma con la papamobile tra Ecco come il Pontefice si sposterà tra Friuli e Veneto durante il fine settimana Due papamobili e una gondola L’itinerario e i mezzi di trasporto a Aereo Udine 16.15 Ronchi dei Legionari (da Roma Ciampino) Pordenone b e Papamobile a b Papamobile f Motovedetta 16.45 Aquileia c Elicottero 18.45 Venezia (Sant’Elena) 19.00 piazza S. Marco d Minipapamobile d Trieste c Aeroporto h Marco Polo 10.00 Mestre (Parco San Giuliano) 13.00 Venezia (San Marco) 17.45 Mestre g Gondola Venezia e San Giuliano g 18.00 Basilica della Salute 19.15 h Motoscafo 19.45 Tessera aeroporto f Venezia i i Aereo due ali di gente il calendario ufficiale prevede almeno trenta minuti. Da Aquileia il Pontefice ripartirà alle 18,15 in elicottero per Venezia. La distanza da coprire è su strada di circa 130 chilometri, un tempo che in auto richiede un’ora e mezzo e che in elicottero sarà coperto in meno di tre quarti d’ora: alle 19, infatti, il Santo Padre avrà l’in- contro in piazza San Marco da dove parlerà alla folla. Durante il tragitto, l’elicottero sorvolerà Caorle e si abbasserà sulla cittadina storica che vanta un campanile antico e in passato sede di vescovado: gli abitanti di Caorle stanno preparando una sorpresa per il pontefice, scriverà con i loro corpi un enorme “W il Papa” visibile dall’alto. L’ingresso del Papa attraverso la porta d’acqua di Venezia, tra le due colonne che si affacciano sul bacino di San Marco, sarà accolto dalla coloratissima presenza di barche a vela. A Venezia per il giro di San Marco (che poi si ripeterà nella giornata di domenica) Benedetto XVI adopererà una mini papamobile creata per l’occasione: un’auto elettrica sul tipo di quelle usate nei campi da golf per gli spostamenti, molto leggera (350 chili) perché il peso possa essere assorbito senza problemi dal delicatissimo pavimento della piazza. Il veicolo è stato modificato in un’officina di Cervia specializzata nell’allestimento di mezzi speciali per le forze Giovedì 5 maggio 2011 9 INS 130 2200 350 370 dell’ordine. La modifica comporta anche la dotazione di un divanetto e di una pedana. Al volante guida sarà il vigile urbano Francesco Martucci specializzato in guida sicura. L’auto sarà poi donata al Papa dal Comune di Venezia perché possa utilizzarla all’interno della Città del Vaticano. La domenica mattina il Pontefice sarà alle 10 per la Santa Messa nel Parco San Giuliano di Mestre, dove arriverà con una motovedetta attraccando al molo del grande parco che guarda Venezia. All’interno del parco, dopo la celebrazione, Benedetto XVI per salutare la folla si muoverà con la solita Mercedes con i vetri blindati guidata da autisti del Vaticano. Alle 13,30 partenza in motovedetta per San Marco e attorno si formerà un festoso e colorato corteo acqueo che incomincerà dall’altezza della chiesa di Santa Lucia, Rio Cannaregio. E tra i mezzi usati in questo viaggio ci sarà anche la gondola: alle 17,45 Ratzinger verrà trasportato dai più famosi maestri del remo da piazza San Marco alla Basilica della Salute dove incontrerà il mondo della cultura e dell’economia. Quindi, la partenza in motovedetta per Tessera fino all’aeroporto dove per le 19 è prevista la partenza in aereo per Ciampino. L’arrivo del Pontefice è fissato tra le 20 e le 20,30. le cerimonie religiose) e dell’Ispettorato Vaticano che controllano gli spostamenti tra le varie sedi. Sono inoltre previste bonifiche specifiche del percorso (e a tal proposito in collaborazione con Veritas saranno effettuati controlli nei contenitori dei rifiuti e nelle aree a rischio), mentre il personale in borghese e in divisa dalla giornata precedente effettuerà verifiche in tutti gli obiettivi sensibili di Venezia e Mestre. Anche sul versante dei mezzi l’impegno è notevole con motoscafi, moto d’acqua della Polizia che garantiranno la sicurezza durante tutti gli spostamenti del Papa nel centro storico lagunare e verso San Giuliano. Ai residenti viene rivolto l’appello di collaborare segnalando eventuali situazioni sospette, visto che l’arrivo del Papa, dal punto di vista della sicurezza, per le forze dell’ordine rappresenta uno sforzo organizzativo pari alla vista del capo di Stato di una grande potenza mondiale, come gli Stati Uniti. Negozi chiusi, infine, intorno al Patriarcato, zona-rossa a San Marco, dalle 15 di sabato alle 20 di domenica. E massima attenzione anche per gli spostamenti del pontefice sulla papamobile in piazza San Marco. chilometri: la distanza tra Aquileia e Venezia gli agenti di tutte le forze dell’ordine chilogrammi: il peso della mini-papamobile © riproduzione riservata i vigili urbani del Comune di Venezia IN PIAZZA SAN PIETRO Benedetto XVI tra la folla: gli uomini della sicurezza vigilano attorno all’auto che lo trasporta Super mobilitazione perlasicurezza di Gianpaolo Bonzio Una ragnatela di controlli per garantire la sicurezza del Papa. L’imponente apparato di sicurezza, al lavoro da diverse settimane, sta per entrare in azione. Tiratori scelti sui palazzi, artificieri, elicotteri in servizio costante tra San Giuliano e San Marco e sommozzatori assicureranno la massima attenzione per un evento che, tanto per capirci, vedrà impegnati oltre 2200 persone tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, volontari della Protezione civile ed altro ancora. Un piccolo esercito che sarà quantificato dal ministero dell’Interno solo poco prima della visi- CONTROLLI In azione sub, tiratori scelti ed elicotteri ta, in base alle richieste di rinforzi per le varie manifestazioni a livello nazionale. Se al momento è stato fornito solo il numero esatto di vigili (saranno 370) è certo che a Mestre e Venezia arriveranno agenti dalle Questure di Bologna, Milano, Padova e da altri centri del Nordest. A questi vanno aggiunti i circa cinquanta agenti che seguono costantemente il Papa. In questo gruppo fanno parte gli investigatori della Gendarmeria Vaticana (che seguono il pontefice soprattutto durante © riproduzione riservata Porcellane da Anniversario Tognana Porcellane S.p.A. Via Capitello, 22 - 31030 Casier (Treviso) Italy Ph. + 39 0422 6721 - Fax + 39 0422 672300 E-mail: [email protected] - http://www.tognanaporcellane.it Tognana Porcellane Factory Outlet, via Ca’ Barbaro - Casier (TV) tel. 0422 672273 10 Giovedì 5 maggio 2011 INS IL KIT DEL PELLEGRINO C’è anche un “kit del pellegrino”, a richiesta o dietro una semplice offerta: una bandiera con i colori del Vaticano e un cappellino, una borsa, un poncho anti-pioggia, un libretto per la liturgia e una copia del settimanale diocesano. Tra i giovani chi aiuterà a diffondere il kit riceverà un contributo per l’autofinanziamento in vista della Giornata mondiale dei Giovani in programma a Madrid ad agosto Con il Papa e l’Assemblea ecclesiale di domenica si conclude dopo 6 anni la visita pastorale di Scola Il lungo viaggio del Patriarca nella sua diocesi di Michele Trabucco Il Papa concluderà la visita pastorale del Patriarca. Non poteva esserci finale più importante e significativo. Un lungo viaggio durato sei anni. Quel 10 aprile 2005, con una lettera pastorale, il cardinale Angelo Scola, arrivato a Venezia da soli tre anni, annunciò nella basilica di San Marco l’inizio della sua visita pastorale e sempre nella medesima chiesa cattedrale si concluderà domenica (ore 16,45) con l’Assemblea ecclesiale e poi l’incontro con il mondo della cultura e dell’economia. Il titolo scelto dal Patriarca, “Oggi devo fermarmi a casa tua” tratto dal vangelo di Luca, ha dato il tono a tutte le iniziative e le modalità della visita: “come uno scambio di testimonianze che a partire dai cristiani tende a coinvolgere in un virtuoso circolo di amore tutti gli uomini e donne battezzati e non, che ogni giorno amano, soffrono, lavorano e lottano al nostro fianco”. Sono migliaia le persone incontrate dal Patriarca durante le “soste pastorali”, centinaia i luoghi visitati, da quelli propri della comunità cristiana, come le chiese, i patronati, le L’INCONTRO Papa Benedetto XVI con il cardinale Angelo Scola nel 2007 a Lorenzago di Cadore sale di catechesi, a quelli più ‘laici’ come le istituzioni, e altri luoghi che caratterizzano il nostro territorio, come le fabbriche, le associazioni, le fondazioni, gli ospedali e le case di cura e di accoglienza. Il Patriarca scrive che “il cristiano è il testimone, ma il testimone è un “uomo riuscito”, e ogni persona, “uomini e donne, giovani ed anziani, che vivono sulle orme di Gesù Cristo e, nella misura della loro speranza, diventano ponte tra il Salvatore e l’altro”. Una visita che ha voluto sottolineare ancora una vota il senso di essere chiesa: “Non si deve vivere come in una riserva indiana, ma aprirsi alle altre realtà del territorio. L’obiettivo – ha detto più volte il Patriarca – è abbattere i muri. Cercare il confronto con chiunque” purché sia Cristo il contenuto e il metodo. La proposta della fede, spiega Scola nella sua lettera pastorale “Tu conferma la nostra fede” a conclusione della visita, “non coincide automaticamente con il superamento delle nostre contraddizioni o incoerenze, né tantomeno significa che i cristiani siano migliori di coloro che pensano o dicono di non credere. Vuol dire unicamente che ori ciali per grazie di Dio abbiamo ricevuto questa possibilità che vogliamo condividere con tutti”. Facendo leva su una visione antropologica aperta al Bene, il cardinale spiega che “per ogni uomo e donna è naturale comunicare ogni giorno spontaneamente ciò a cui uno tiene più di ogni altra cosa”. E questo può non sempre essere gradito e accolto. Il ruolo pubblico della fede, infatti, non è sempre e da tutti condiviso. Nonostante la nostra secolare tradizione cattolica italiana e veneziana, il morso del secolarismo e del tecnicismo ha reso la fede sempre meno rilevante sia personalmente che socialmente. C’è bisogno, quindi, di ridare la bellezza della fede sia ad una comunità cristiana veneziana che a volte è stanca, smarrita e scarica, sia ad una società che non può rinnegare le sue radici storiche e morali e deve riscoprire i fondamenti di giustizia e convivialità. In questa prospettiva, cioè di ridare forza e vigore al fondamento razionale, ragionevole, e pienamente umano della fede cristiana, il Patriarca si trova in piena sintonia con Benedetto XVI. La conclusione della visita pastorale compiuta dal successore di Pietro sembra davvero la logica conseguenza della piena convergenza della loro visione teologica ed antropologica. © riproduzione riservata terrecotte e terricci bbq articoli regalo irrigazione attrezzature da giardino Aperto da martedì a sabato dalle 9.00-12.30 alle 15.00-19.30 REANA DEL ROJALE SS Udine - Tricesimo Via Nazionale 3 - Tel. 0432.851684 Fax 0432.882378 - [email protected] Giovedì 5 maggio 2011 INS 11 12 Giovedì 5 maggio 2011 INS Il Papa a Mestre PARCO SAN GIULIANO ACCOGLIENZA SETTORI AREA LITURGICA PORTA ROSSA ASSEMBLEA CAPPELLE EUCARIS SEMINARISTI /CHIERICHETTI Ca AMMALATI / DISABI Vi a CORO AREA GIOCHI Zona Arrivo Partenza Navette ZELAR ALTARE PORTA BLU AREA LITURGICA CORO CENTRO STAMPA APPRODO ACQUEO Via Miranese CHIRIGNAGO ALTARE LIMITE AREA LITURGICA CATENE USCITA MARGHERA ss 30 9 Ro mea PORTA GIALLA L'altare da cui Papa Ratzinger celebrerà la Santa Messa, domenica 8 maggio, alle 10.00 di Michele Fullin I pellegrini che arriveranno in occasione della visita del Santo Padre troveranno una città blindata solo in alcuni punti, in modo da garantire la massima sicurezza per il pontefice e nello stesso tempo il flusso delle molte decine di migliaia di persone che arriveranno tra il parco di San Giuliano e piazza San Marco. La complessità dell’evento e degli spostamenti ha richiesto un notevole sforzo organizzativo da parte del Comune che si è concretizzato in una serie di ordinanze di polizia municipale. In terraferma, le zone da evitare assolutamente per l’attraversamento di domenica sono ovviamente quelle intorno al parco. Vi potranno accedere in auto solo i residenti. Chi volesse raggiungere le spiagge dovrà prendere strade diverse da via Orlanda o semplicemente passare per la tangenziale. Dalle 4 del mattino, il Comune chiuderà la grande rotatoria di San Giuliano dal cavalcavia compreso) fino alla rotatoria per via Orlanda, viale MESTRE Dalle 4 alle 20 chiusa l’area VENEZIA Traffico interdetto in Canal di San Giuliano: passano solo gli autobus Grande per il corteo San Marco-Salute Pellegrini,divietiepermessi Vespucci, viale San Marco e via Forte Marghera. Nessun attraversamento sarà possibile, se non ai mezzi Actv, attraverso il by-pass viale Vespucci-via Orlanda. I divieti dureranno fino alle 20 circa. I pullman sbarcheranno i fedeli davanti al parco e raggiungeranno le aree di sosta già assegnate. I fedeli, al termine della messa all’aperto, si imbarcheranno invece sulle 70 navette (già assegnate anche quelle) che li porteranno al parcheggio in cui si trova il loro pullman. I parcheggi sono davvero tanti: 19 per i bus, per una capacità teorica di 4mila 164 mezzi, e 27 per le automobili, per complessivi 16mila 604 mez- zi. In tutto, tra pullman e auto, la capacità massima teorica è di 275mila 416 persone. Un tale afflusso di mezzi dovrebbe coprire (attraverso la Ztl) la maggior parte dei 380mila euro che la città spenderà per la logistica. A Venezia, i divieti saranno ad SICUREZZA Patriarcato off limits per due giorni NO Bivacchi vicino al Patriarcato intermittenza, nel senso che scatteranno solo quando ce ne sarà bisogno. Non sono previste chiusure totali dei canali e del Bacino di San Marco, ma il traffico acqueo sarà interdetto solo per la durata del corteo, cioè una quarantina di minuti, dalla confluenza con il rio di Cannaregio e il canal Grande fino a San Marco. Questi i percorsi: il Papa arriverà alla Scuola Militare Morosini verso le 18.30 di sabato in elicottero (orario indicativo, il programma prevede la partenza da Ronchi dei Legionari alle 18,15) da qui si imbarcherà su un motoscafo della Guardia di Finanza per raggiungere piazza Giovedì 5 maggio 2011 13 INS PARCHEGGI A MESTRE 30 Park Autobus 29 E 28 Ospedale 7-8 MAGGIO 2011 27 4 Vi i de lla L l ste Ca Via l an Cecc a Fra del etto Incrocio Viale Vespucci Via Sansovino iave Via P aA Vi te Via To ri rici tà rtà lett ell’ E Via d ier a and 30 min. di servizio Le auto potranno accedere ai parcheggi esibendo, all’ingresso, il pass dei fedeli X Park Biciclette Via Forte Marghera PARCO SAN GIULIANO Viale della Libertà Via L is V Via ell ad tri us nd eI U 45 min. 15 min. Via le Via Ferraris Vi e G Stazione FS Venezia-Mestre direzione parco Fer rar T Park Auto Dal 25 al 31 Via don Tosatto zona commerciale X Parcheggio Forte Marghera Fra tel li B a rland Via O Park bici no Libe CAMPALTO Incrocio Via Orlanda sr 14 or nc on a Cor so d el P opo lo aF della i cc pu es eV al le Vi zia en rco sid a re n M hera ea Sa rg Ar ale Ma Vi Vi E F Per l’accesso e la sosta nelle aree di parcheggio assegnate è necessario esporre in maniera visibile il contrassegno fornito con i pass, compilato in ogni sua parte i della Libertà Incrocio Viale San Marco Via Sansovino Incrocio Via Forte Marghera Via Sansovino sr 14 Via Martir i ucc esp le V Via Incrocio Via Pertini Via Porto di Cavergnago MESTRE Viale 30 min. 10 min. G Via f.lli Bandiera H-L-T-U-V Parcheggi secondo necessità 25 min. FAVARO se V H 25 min. 20 min. ni ane MARGHERA B-C Via dei Petroli tà heri GAZZERA Miranese iber 20 min. E-F Via Torino Via SCITA RANESE artir 31 USCITA CASTELLANA ir ia M aM Benedetto XVI nel NordEst Terraglio Via Via Don Tosatto 25 sr 1 USCITA TERRAGLIO 26 a A Via dei Petroli de lla A Lib Area traffico limitato (solo autorizzati) Area arrivo autobus pellegrini (solo discesa) ert à Vi ad ei C Pe tro li Orario navetta gratuita per San Giuliano Dalle 5,30 alle 9,30 B da San Giuliano Dalle 12,30 alle 17,00 San Marco. Alle 19 salirà su un piccolo palco tra le colonne di Marco e Todaro per ricevere il benvenuto della città e poi, a bordo di una piccola "papamobile" elettrica (pesante solo 350 chili) farà il giro tra i fedeli prima di entrare a palazzo patriarcale. Alle 9 di domenica si imbarcherà direttamente sul motoscafo che lo porterà a San Giuliano attraverso il rio delle Galeazze e le Fondamente Nuove. Alle 13 riattraverserà nuovamente la piazza per recarsi al palazzo Patriarcale per il pranzo con i vescovi e alle 17, dopo l’assemblea diocesana in Basilica, attraverserà a remi il Bacino per andare alla Salute, dove inaugurerà la Biblioteca del Marcianum e la Cappella del Santissimo Sacramento. Per questo, dalle 15 di sabato alle 20 di domenica il palazzo patriarcale sarà off limits e nessuno potrà passare né tantomeno sostare nella zona e tutti i negozi che vi si affacciano dovranno rimanere chiusi. © riproduzione riservata Il Papa a Venezia 4 In occasione della Visita del Santo Padre a Venezia, la chiesa di San Lio, situata nel cuore della città, nei pressi di Rialto e a dieci minuti da Piazza San Marco, sarà il luogo in cui i visitatori potranno ricevere accoglienza e informazioni sulla visita del Santo Padre. Per un’accoglienza festosa del Papa, sempre presso la chiesa di san Lio,si potrà richiedere il kit ufficiale della Visita con un’offerta minima di 5 euro. SANTA CROCE 1 TRASFERIMENTO IN MOTOVEDETTA DALL’ELIPORTO DEL COLLEGIO “F. MOROSINI” A PIAZZA SAN MARCO 3 SAN POLO Piazza S. Marcoo DORSODURO SAN MARCO 2 1 CASTELLO Bacino di S.Marco ORARIO DI APERTURA: lunedì -sabato: 8.30-11.30; 14.30-17.30 Sabato 7 maggio: 8.00-20.00 Domenica 8 maggio: 15.00-19.00 SABATO 7 MAGGIO Ore: 18.40 - 19.00 Parco di San Giuliano 5 GIUDECCA Ore: 19.00 - 19.30 INGRESSO DEL PAPA ATTRAVERSO LA PORTA ACQUEA DI VENEZIA 2 DOMENICA 8 MAGGIO Ore: 10.00 - 12.15 CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA Laguna Veneta 3 Ore: 12.30 - 13.30 4 TRASFERIMENTO IN MOTOVEDETTA DA PARCO SAN GIULIANO A PIAZZA SAN MARCO Ore: 17.45 - 17.55 IL PAPA IN GONDOLA 5 14 Giovedì 5 maggio 2011 INS INFORMAZIONE COMMERCIALE PROVA GRATUITA DELL’UDITO Salute In tutte le sedi Maico, con la tecnologia più avanzata, lo staff specializzato è a disposizione per la prova gratuita dell’udito. MAICO contro la Sordità “Lo indossi e lo dimentichi” Il direttore dott. William Lloyd ha presentato il nuovo apparecchio di 3° generazione La Maico ha avuto il piacere di ospitare il dott. Peter William Lloyd direttore Maico Italia, in occasione della presentazione degli apparecchi acustici ad orecchio aperto di terza generazione; non si vedono e non danno nessun fastidio a livello fisico, ma risolvono il problema del fischio e del rimbombo. Come dicono i nostri assistiti: “lo indossi e lo dimentichi”. Si è lavorato molto dal punto di vista estetico, perché l’estetica è un elemento di miglioramento psicologico importante per tutti coloro che necessitano di un sistema uditivo. Queste tecnologie per l’udito, hanno avuto riconoscimenti internazionali per il loro design moderno e funzionale. Il dott. Peter William Lloydnel suo intervento, ha sostenuto Non è mai troppo presto per un controllo dell’udito, GRATIS, da che questa è una rivoluzione senza precedenti nella già vasta gamma di ausilii tecnologici Maico. Questa nuova generazione è il risultato di tutta l’esperienza e della cultura protesica Maico maturata già nel 1937 con il fondatore dottor A. Leland Wilson, e proseguita ora con il dott. Peter William Lloyd. Oggi a migliorare – ha affermato il Direttore Generale Maico Italia – non è solo la tecnologia, ma l’attenzione che gli audioprotesisti Maico pongono ai loro assistiti. In occasione della presentazione della nuova generazione di apparecchi acustici ad orecchio aperto, ti aspettiamo senza alcun impegno a provare questa nuova frontiera a favore dei deboli di udito e saremo a disposizione per ascoltare le tue esigenze. 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Min. Conc DGFDM 0027640-P-14/07/2010 Solo alla NUOVO APPARECCHIO ACUSTICO QUASI INVISIBILE, DIGITALE Giovedì 5 maggio 2011 15 INS I Papi veneti Pontificato Pontificato BENEDETTO XI Nicolò Boccasino Valdobbiadene CLEMENTE XIII Carlo Rezzonico Venezia GREGORIO XII Angelo Correr Venezia GREGORIO XVI Mauro Cappellari Belluno EUGENIO IV Gabriele Condulmer Venezia PIO X Giuseppe Sarto Riese PAOLO II Pietro Barbo Venezia GIOVANNI PAOLO I Albino Luciani Canale d'Agordo ALESSANDRO VIII Pietro Ottoboni Venezia di Anna Renda “Questa non è mia madre, perché povera qual è non veste seta!”, con queste parole Benedetto XI avrebbe respinto sua madre che si era recata a fargli visita in abiti eleganti. L’austero Benedetto XI, nato a Treviso 1240, fu il primo dei nove Papi veneti. Gli ultimi due, Giuseppe Sarto e Albino Luciani, risalgono al secolo scorso e, prima di essere eletti in conclave, furono patriarchi di Venezia. Per questo le figure di Pio X e Giovanni Paolo I sono tuttora celebrate e riconosciute tra i fedeli del Nordest. La memoria degli altri invece si è sopita sotto l’incedere dei secoli. Papa per soli otto mesi, Benedetto XI morì improvvisamente a 64 anni, forse per indigestione o avvelenamento, dopo aver mangiato da un cesto di fichi che gli era stato offerto in dono. Fu definito “buono uomo, e onesto e giusto, e di santa e religiosa vita che avea voglia di fare ogni bene”, e venne proclamato beato, ma per qualche inimicizia che si era creato dovette fuggire da Roma. Si dice che il monumentale tempio di San Nicolò che volle far costruire nella piccola città del Sile, fosse in previsione di un possibile trasferimento della sede papale a Treviso. Ma non fece in tempo a vederlo completato. Fu l’ultimo Papa romano prima della “cattività avignonese”, e forse è lui il misterioso veltro di cui parla Dante Alighieri alla fine del primo canto della Divina Commedia. Un secolo dopo divenne Papa a Roma il veneziano Gregorio XII (1406-1417) in un periodo in cui di Papi ve ne furono tre contemporaneamente (insieme a lui Benedetto XIII e dopo Alessandro V) ed è stato uno dei pochissimi pontefici della storia ad aver abdicato. Morì ad Ancona e fu inumato nella cattedrale di Recanati; dopo di lui tutti i Papi sono stati sepolti a Roma. Seguirono altri due veneziani, Eugenio IV (1431-1447) e Paolo II (1464-1471). Paolo II era nipote di Eugenio IV che era nipote di Gregorio XII. Il pontificato del primo fu sfortunato, tempestoso e infelice. Venne eletto in tempi difficilissimi, già con delle forti limitazioni al suo potere imposte dai cardinali, ed entrò subito in conflitto con il Concilio di Basilea che lo depose nominando nel 1439 un antipapa, l'ambizioso Amedeo VIII, Duca di Savoia, che prese il nome di Felice V, e che in seguito rinunciò alla carica. Nemico acerrimo dei Colonna, dopo la restaurazione a Ro- CARDINALI Per 9 volte un veneto è uscito Papa dal conclave. Sotto, il ritratto di Clemente XIII di Anton Raphael Mengs (1758); Pio X, il trevigiano Giuseppe Sarto; Neri Marcorè nel ruolo di Giovanni Paolo I nella fiction "Papa Luciani, il sorriso di Dio" Dal trevigiano Boccasino al bellunese Gregorio XVI sette pontefici del Nordest prima di Pio X e Luciani Ilprimopapaveneto fupropriounBenedetto GLI ALTRI Anche cinque veneziani (tre nel ’400) ma di un governo comunale autonomo appoggiato dalla potente famiglia, dovette fuggire, vestito da monaco, lungo il Tevere a bordo di una barca a remi, inseguito dalla milizia comunale e sotto il lancio di pietre gettate da entrambe le rive, fino a Ostia, dove lo attendeva un vascello fiorentino. Di temperamento diverso Paolo II, salì al trono con un accordo limitante dei poteri del papa ma appena eletto annullò quanto stabilito dal conclave, concedendo in cambio ai cardinali lauti aumenti nei sussidi finanziari. Gentile e maestoso nel portamento, Paolo II era ricchissimo, vanitoso e amante del lusso e dell’arte, generoso con sé e con gli altri. A fini demagogici, ripristinò la vecchia concezione politica del panem et circenses, facendo rivivere per la plebe il Carnevale e le antiche feste pagane. Morì a soli 54 anni, non si sa se per una indigestione di melone o per un attacco di cuore forse durante un incontro con un paggio. Venne descritto dai contemporanei come "un collezionista di statue, gioielli e bei giovani". Nel 1689, a settantanove anni, venne innalzato al soglio pontificio col nome di Alessandro VIII, ancora un veneziano, Pietro Ottoboni, che morirà due anni dopo. Da oltre due secoli la Repubblica di San Marco non dava un papa alla Chiesa e la sua nomina fece esultare i veneziani. Caritatevole con i bisognosi e generoso con i nipoti, Alessandro VIII finì per esaurire le casse pontificie. Nel 1758 fu eletto un altro veneziano, Clemente XIII, al secolo Carlo della Torre di Rezzonico, figlio di Giambattista che acquistò il palazzo sul Canal Grande iniziato il secolo prima da Baldassarre Longhena (oggi Ca' Rezzonico) e lo fece completare da Giorgio Massari. Nel Registro Annuale del 1758, Clemente XIII fu definito "l'uomo AUSTERO Fece costruire la grande chiesa di San Nicolò più onesto del mondo; un ecclesiastico esemplare; dai valori più puri: devoto, saldo, istruito, diligente...". Ma nonostante la mitezza del suo carattere retto, tranquillo e tanto pudico da far ricoprire le statue classiche del Vaticano con le foglie di fico, tutto il suo pontificato venne disturbato dall’annosa questione della soppressione della Compagnia di Gesù. Fu Papa per undici anni fino alla morte, avvenuta, forse per avvelenamento, nel 1769. Il bellunese Gregorio XVI (1831-1846) fu invece un estremo conservatore sia in politica che in teologia, continuamente contrastato dai liberali di tutta Europa che lo accusarono di essere un reazionario, chiuso ad ogni novità, persino alle scoperte scientifiche e mediche. Nel 1831, quando i moti carbonari provocarono vari subbugli a Roma, Gregorio XVI li soppresse con l'aiuto austriaco. E tuttavia sotto il suo pontificato venne affrontato con fervore il tema della schiavitù (che definì un "delitto") ancora fortemente presente soprattutto nelle Americhe. © riproduzione riservata 16 Giovedì 5 maggio 2011 INS La fede di Marco Marco è un ragazzo all'epoca della crocifissione di Gesù (circa 30 d.C.) Segue Pietro a Roma, ne raccoglie l'insegnamento e scrive per primo un Vangelo (prima del 70 d.C.) di Rolando Damiani Sotto il sole dell’aprile 1959 le spoglie di Pio X furono accompagnate lungo il Canal Grande da un corteo di barche e da una folla tale sulle rive e sui balconi che il ricordo visivo di quell’evento, risalente per alcuni all’infanzia, pare l’immagine mentale di un altro mondo. Giovanni XXIII, eletto da meno di un anno, inviò nella circostanza un’“esortazione apostolica” alla chiesa veneziana, in cui diceva che già da patriarca avrebbe voluto, quando papa Sarto era stato nel ’54 santificato, un simbolico ritorno della sua reliquia alla “terra natale” e alla Basilica d’oro dove era risuonata “la dolcezza del suo eloquio”, da lui stesso quindicenne ascoltato a Bergamo. È implicito che a questa “dolcezza”, cui Roncalli guardava come a un modello proveniente da una figura speculare, conferisse una patina l’accento veneto rafforzato dall’uso mantenuto persino fra le mura vaticane del dialetto originario, come tramanda una ricca aneddotica su Pio X. Bisognerebbe interrogarsi sul significato o valore di questo particolare “accento” che per tre volte si è udito durante il ‘900 nella voce di papi entrati in conclave come patriarchi di Venezia. Un nesso logico è Il tratto comune dei tre grandi pontefici eletti mentre erano alla guida di Venezia, diocesi fondamentale per il Cristianesimo Va ad evangelizzare Alessandria, di cui diviene il primo vescovo; qui viene sepolto (dopo il 70); nasce la Chiesa copta Attraverso gli scambi commerciali e militari la fede di Marco raggiunge Aquileia e si diffonde nel Nord Italia e in Europa centrale (II-IV secolo) I veneziani lo eleggono loro patrono e vanno a rapinare il suo corpo ad Alessandria d'Egitto (X secolo) Simbolo dell'evangelista (leone alato) Sarto, Roncalli e Luciani Patriarchi della dolcezza offerto da Giovanni XXIII nell’“esortazione apostolica” ora citata quando ricorda che alla nomina di Pio X si disse subito che era “un povero parroco delle campagne venete” insignito del triregno: un ventennio dopo le identiche parole saranno ripetute per Albino Luciani forse senza più memoria delle precedenti. Il breve e quasi fulmineo pontificato del sacerdote agordino fu uno snodo verso l’ecumene “globale” cui si sono indirizzati i due successori dall’accento straniero (per uditori italiani): Wojtyla con il suo carisma, Ratzinger con cognizione storica del ruolo papale e del patrimonio di sapere e di fede custodito dalla Chiesa. SERENISSIMA Dialogo storico con le altre religioni Con un polacco e un tedesco è iniziata un’altra epoca del cattolicesimo. Se non si crede all’intervento del “Creator Spiritus”, invocato nell’inno liturgico che apre il conclave, si può ritenere un caso che al confine fra questi due tempi compaia la triade “veneziana” Sarto-Roncalli-Luciani e che a quest’ultimo Paolo VI in piaz- Isola di Grado (GO) www.hotelastoria.it - www.wellnessgrado.it Tel. 0431.876375 - [email protected] Centro idroterapie marine, fisioterapia, thalassoterapia Wellness & Beauty via del Seminario 8/4, 34170 GORIZIA tel 0481 281249 - www.depieroarredisacri.it Amicizia su Facebook Giovedì 5 maggio 2011 INS I TRE PAPI VENUTI DALLA CATTEDRA DI SAN MARCO L’apostolo San Marco, patrono di Venezia, fu l’evangelizzatore del Nordest. Con questa missione sbarcò ad Aquileia, proveniente da Roma, dove aveva seguito Pietro da Gerusalemme. Vescovo di Alessandria d’Egitto, lì i veneziani ne trafugarono il corpo Icona copta di San Marco ANSA-CENTIMETRI za San Marco, durante il suo viaggio, abbia regalato la propria stola in segno di cortesia e ringraziamento. Ma Venezia prima di ridursi a una piccola e incomparabile dimensione urbana ha rappresentato per oltre un millennio un’entità politica essenziale per la civiltà edificata dal cristianesimo. Nella sua storia la Repubblica oligarchica ha sempre professato una “religione civile” che riconosceva al clero il suo rango ma non l’ultima parola quando era in gioco lo Stato. Per questa ragione volle che la Basilica di San Marco, divenuta cattedrale cittadina dieci anni dopo la fine della Serenissima, fosse la “cappella del Doge” ed egli in essa fungesse da ideale celebrante che delegava il rito al primo dei canonici di sua nomina con prerogati- ve episcopali. E per la medesima ragione il governo dogale coltivò il dialogo, come ora si dice, con le altre religioni, che comportava scambi di culture e di commerci. Se poi accadeva che un figlio del patriziato o dell’alta classe mercantile ascendesse al pontificato, come fu a partire dal Quattrocento per un Correr (Gregorio XII), un Condulmer (Eugenio IV), un Barbo (Paolo II), un Ottoboni (Alessandro VIII) e un Rezzonico (Clemente XIII), subito la marangona e tutte le altre campane suonavano a distesa per la maggiore gloria di Venezia e al tempo stesso scattavano restrizioni e controlli per i familiari del prescelto. Di questi fatti lontani, valutabili anche nella logica dei rapporti spesso bellicosi fra la Repubblica veneziana e la Santa Sede, ci piace pensare che papa Sarto, Roncalli e Luciani potessero intelligentemente sorridere. Ma il patriarcato veneziano si è formato storicamente in una società “plurale”, secondo la definizione cui per il presente ricorre Angelo Scola, in uno Stato che prima della sua svendita all’impero asburgico e dell’annessione all’Italia si era nei secoli ampliato nei confini, mantenendo il suo “accento” primario, per aggiunte di etnie, di confessioni e di lingue. © riproduzione riservata 17 IL RICORDO L’Harry’s bar e un pranzo storico Cipriani:cosìhocucinato per due Papi in una volta sola Nel 1972 Paolo VI venne in visita in laguna e il celebre ristoratore curò il menu dell’incontro con l’allora Patriarca Albino Luciani di Arrigo Cipriani HARRY’S BAR Arrigo Cipriani Ai primi di settembre del 1972 Venezia aspettava, senza particolari celebrazioni mediatiche, la visita di Papa Paolo VI che sará ricordato come un essere profondamente spirituale, umile, riservato, gentile e di infinita cortesia. Patriarca era Albino Luciani il quale, durante la sua permanenza nella cittá ed il suo brevissimo pontificato, ha lasciato un messaggio straordinario di una santitá semplice e sincera. Sará stato il 2 o il 3, di mattina presto, mi telefonò a casa il Commendator Salomone che era il direttore generale della Società Italia di Navigazione, il colosso italiano del mare sotto la cui bandiera navigavano, tra le altre grandi navi, le ammiraglie Raffaello e Michelangelo. Mi disse che aveva avuto incarico da Roma di fornire cibo e servizio in Patriarcato per il pranzo privato del Papa. A Venezia in quei giorni non ci sarebbe stato alcun transatlantico per così dire d’appoggio, e negli uffici della Società non c’erano cucine né grandi chefs. Mi chiese se avessi potuto aiutarlo. Lui era, oltre a tutto, un nostro cliente affezionato e gli risposi subito di sì. Così iniziò l’avventura, che si protrasse alcuni giorni, per stabilire il menù che non doveva essere troppo LE PIETANZE Passato di verdura branzino di mare e meringata pesante, che non poteva essere confezionato al momento nella cucina spartana del Patriarcato e che d’altra parte doveva anche essere all’altezza dell’illustrissimo ospite. Non mi ricordo quante scelte passammo in rassegna, ma furono molte. Antipasti? esclusi! Pasta o riso, o forse zuppa? Pesce o carne? E i dolci? Come avremmo dovuto regolarci? Durante la prima settimana del mese Salomone venne tutti i giorni all’Harry’s Bar a provare primi piatti e pietanze e, lui che mangiava sempre molto poco, sono sicuro che in quei giorni ingrassò almeno un paio di chilogrammi. Decidemmo infine per un passato di verdura, seguito da un branzino di mare bollito (allora si trovavano ancora!) e per finire una torta meringata che fu approvata dal Commendatore, “obtorto collo”. Sull’esuberanza di calorie vinse facile la delicatezza della meringa. Venne così il gran giorno. Gli ambasciatori dell’Harry’s Bar furono un capo cuoco e tre moschettieri scelti tra i veterani. Chi ci aiutò in maniera determinante furono le Suore del Patriarcato, veri angeli, che si prodigarono durante tutto il pranzo con una grande allegria leggera e contagiosa. Gli illustrissimi convitati fecero onore a tutto, e la meringata fu un grande successo. Albino Luciani fu eletto papa il 26 Agosto del 1978. Così accadde che l’Harry’s Bar ebbe il privilegio di servire due Papi in una volta sola. © riproduzione riservata 18 Giovedì 5 maggio 2011 INS Papa Sarto il contadino buono Albino Luciani riformatore mancato Giuseppe Melchiorre Sarto nacque in una modesta famiglia di Riese (Treviso) nel 1835. Ordinato prete nel 1858, divenne prima vescovo di Mantova e poi Patriarca di Venezia. Fu eletto Papa nel 1903, morendo alla vigilia della Guerra Mondiale (1914). Papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, nacque nel 1912 a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno. Nominato vescovo di Vittorio Veneto nel 1958, 12 anni dopo divenne Patriarca di Venezia, per essere eletto Papa il 26 agosto 1978 e morire improvvisamente 33 giorni dopo. VENEZIA 1903 Il cardinale Sarto parte per il Conclave di Daniela De Donà "Dio è papà, più ancora mamma". Così, a corredo di un cartellone con foto, ti accoglie la citazione all'entrata di Canale d'Agordo, paese natale di Albino Luciani che per 33 giorni fu papa Giovanni Paolo I. Era il 26 agosto 1978 quando si designò il successore di Paolo VI. Del Conclave faceva parte anche un porporato di Germania di nome Joseph Ratzinger, arcivescovo di Monaco e Frisinga. Anche lui votò per eleggere papa chi dal 1969 era patriarca di Venezia? Diremmo che è probabile visto il rapporto di amicizia e stima che legava i due cardinali. "Era un uomo di grande fede, di impressionante cultura, di fermezza dottrinale. Sapeva puntare all'essenzialità, andando sul semplice, ma senza essere semplicista. Per questi motivi è una figura che ho molto amato", ebbe a dire Ratzinger alcuni anni fa. Luciani andò a trovarlo in un periodo di riposo che come abitudine - visto che la nonna materna era nativa di Rio Pusteria - l'attuale papa Benedetto XVI trascorreva a Bressanone: "Ero giovanissimo arcivescovo di Monaco - sono parole di Ratzinger - la sua bontà di cuore e la sua umiltà mi fecero una grande impressione. Una bontà e una umiltà che, però, non volevano dire debolezza". Nato il 17 ottobre 1912 all'ombra di Marmolada e Pale di San Martino - in provincia di Belluno - Albino Luciani è noto come "il papa del sorriso". Di lui è a buon punto la causa di beatificazione: "Sarà un esempio per tutti", Ratzinger commentò a tal proposito nel 2004, quando la causa era SORRISO Albino Luciani fu Papa solo per 33 giorni nel 1978: simbolo della semplicità, è rimasto nei cuori non solo della sua gente veneta Albino Luciani, sul soglio di Pietro per soli 33 giorni Da Canale d’Agordo la semplicità unita alla fermezza Ilbrevesorriso di Giovanni Paolo I stata da poco avviata. Ora il segno dall'alto, il miracolo che è base necessaria per divenire beati, è accertato: la Congregazione per le cause dei santi ne ha riconosciuto la validità. Si tratta di una guarigione repentina e permanente da linfoma maligno avvenuta in Puglia per intercessione di Luciani. Ora si stanno riordinando le testimonianze e i documenti. Seguirà la fase di scrittura. Ne uscirà una sorta di libro che racchiude la "positio", ovvero il racconto del modo "eroico" di Luciani di vivere la fede. Un testo che, come dichiarato dal postulatore, il salesiano Enrico dal Covolo, smentirà le numerose illazioni nate intorno alla morte improvvisa, a fine settem- bre 1978. A Canale d'Agordo, intanto, si pensa già al 2012, anno del centenario della nascita. Il sindaco Rinaldo De Rocco, il direttore della Fondazione "Papa Luciani" Loris Serafini, e il parroco don Mariano Baldovin stanno lavorando alla costituzione di un museo intitolato al pontefice che, dodicenne, amava portare a pascolare le due mucche di casa all'altarino di Col dei Prai. In mostra ci saranno il quaderno di quarta elementare, le pagelle, il bauletto marrone con cui partì per il seminario, il pastorale. Poi la serie di copricapo: il cappello da viaggio, il tricorno, lo zucchetto. E ancora i libri con le annotazioni, i guanti verdi che usava a Venezia nella celebrazione della messa e le pantofole rosse che indossò da papa. Ed è avviato, grazie anche alla Regione Veneto, il progetto di una "Via dei Papi" con i due rami che da Lorenzago di Cadore e da Canale d'Agordo toccano Belluno, quindi Vittorio Veneto, dove Luciani fu vescovo, per giungere infine a Venezia. Un desiderio di preghiera e devozione che è sentito già ora. Basta leggere il registro ai piedi della statua bronzea di Luciani nella chiesa di Canale. O riflettere sui numeri: nel 2010 tra Pasqua e ottobre - sono passati davanti alla casa natale di Luciani 50mila pellegrini. © riproduzione riservata Pio X, il Pontefice che ha dato il suo nome a un intero paese di Gabriele Zanchin Ricorre quest’anno il sessantennale della beatificazione di Giuseppe Sarto. A Riese ogni cosa lo ricorda «El paese del Papa», in una parola Riese Pio X. A Riese quasi tutto parla di Giuseppe Sarto, Papa Pio X che nacque nel 1762 da papà Giovanni Battista e dalla mamma Margherita Sanson di Vedelago. «A caseta del Papa» in centro a Riese è ancora lì, vistabile e intatta come in quegli anni. E per ripercorrere la vita di Giuseppe Sarto bambino c'è il santuario della Madonna delle Cendrole un luogo dove il piccolo «Bepi» andava a pregare e dove ancor oggi è possibile percorrere a piedi «el curioto», il sentiero che il futuro Papa faceva solitamente per recarsi in quel luogo. A Vallà, popolosa frazione del comune verso Castelfranco, è ben visibile per chi imbocca la strada per Riese la statua bronzea di «bepi Sarto» bambino, con la sua «cartea» lo zainetto scolastico e le scarpe a penzoloni (per non consumarle). Il piccolo Bepi frequentò le scuole a Castelfranco (una rarità in quegli anni) e lì in Borgo Asolo, prima del centro cittadino, c'è un monumento che lo ricorda. A Riese, dedicati al Papa ci sono anche l'asilo che egli volle donare al suo paese e un monumento offerto dalla Spagna. Ancora, a «Bepi Sarto» è intitolata la filodrammatica che mette in scena rappresentazioni teatrali molto legate alla vita o al tempo dell'illustre cittadino; all’epoca del papato di Pio X (1903-1914) è anche dedicata la sagra del paese con la tradizionale sfilata delle contrade con figuranti in costumi dei primi del ‘900 a rappresentare gli antichi mestieri. E poi il tradizionale Palio dei mussi, dove l'asino è animale simbolo, visto e considerato che una delle immagini storiche che immortalano l'allora Patriarca di Venezia monsignor Giuseppe Sarto lo ritrae a dorso di una mula bianca sulle pendici del Monte Grappa. Tradizione quindi, ma anche cultura visto che da una trentina d'anni è viva la «Fonda- PIO X L’omaggio di Giovanni XXIII e la camera da letto in Patriarcato zione Sarto» il cui presidente è il sindaco e composta da insigni docenti e studiosi veneti, che si occupa di sviluppare la figura storica, morale ed intellettuale del famoso personaggio. Quest'anno cade il 60˚ della sua beatificazione e diverse sono le iniziative in programma. A dare impulso alla figura e all'opera di Papa Pio X ha concorso la visita di Giovanni Paolo II, avvenuta nel 1985. Il Papa polacco ha visitato e pregato nella chiesa delle Cendrole e poi è stato a visitare la casetta del papa e il museo che è stato realizzato dalla Diocesi di Treviso nel retro della casetta. Ma c'è anche una curiosità che va ricordata. A Vallà di Riese il centro sociale è dedicato a Giovanni XXIII mentre a Riese il Centro Culturale è stato dedicato a Giovanni Paolo II. Così Riese non è più il paese del Papa ma «dei Papi». © riproduzione riservata Giovedì 5 maggio 2011 INS 19 20 Giovedì 5 maggio 2011 INS DEVOZIONE Le tre basiliche del Nordest: qui accanto l’antica Aquileia; sotto, le cupole di San Marco con il leone alato; in basso la Salute illuminata dai fuochi del Redentore, due simboli di Venezia Ecco i templi nei quali si soffermerà il Santo Padre preziose tappe di un inimitabile percorso di fede e arte di Aldo Andreolo Narra la leggenda che, durante il suo avventuroso viaggio da Aquileia a Roma assieme a Ermagora, San Marco venne colto da una bufera che lo costrinse a trovare riparo con la sua imbarcazione in uno degli isolotti “rialtini” della laguna. Qui, narra ancora la leggenda, cadde in estasi e gli apparve un angelo, il quale gli predisse che, dopo la sua morte, il suo corpo avrebbe trovato riposo in una meravigliosa città, che non si fa fatica a identificare con Venezia. Aquileia e Venezia sono dunque i due poli ideali, fra i quali scorre la vicenda terrena di questo straordinario santo, rappresentato nell’iconografia ufficiale della Serenissima dal leone alato con il libro aperto e la scritta “PAX TIBI MARCE, EVANGELISTA MEUS”. Un’immagine, che diventerà col tempo il simbolo della gloria e della potenza di Venezia. È giusto, quindi, che il viaggio di Benedetto XVI nel Nordest inizi da Aquileia per concludersi a Venezia. Con tre momenti significativi: la visita ad altrettanti luoghi di culto, carichi di memorie storiche e artistiche, quali la Basilica di Aquileia e, a Venezia, quelle di San Marco e di Santa Maria della Salute. La Basilica di Aquileia, così come si presenta oggi, è il risultato di modifiche e ricostruzioni, che si sono succedute nel corso di un millennio. La basilica attuale, tuttavia, è sostanzialmente quella ricostruita nel 1031 dal vescovo Poppone dopo il terremoto del 988. Anche l’imponente campanile, ispirato - è stato detto - al faro di Alessandria, risale allo stesso periodo. Ma la suggestione maggiore, più che dalle architetture, proviene dal luogo stesso, dove, duemila anni fa, era arrivato da Roma, mandato da Pietro, il missionario Marco per diffondeva il Vangelo di Cristo. Le spoglie di San Marco, trafugate ad Alessandria d’Egitto nell’828, sono ora custodite nella basilica di San Marco a Venezia, come aveva profetizzato l’angelo. Si sa che furono due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, gli autori del clamoroso furto delle reliquie dell’Evangelista, che sarebbe poi diventato il santo patrono della città. La basilica attuale, con pianta a croce greca AQUILEIA Il campanile ispirato al faro di Alessandria Trebasilichenelnome diSanMarcoedellaVergine e le cinque grandi cupole, di evidente ispirazione bizantina, venne iniziata nel 1063 al posto della precedente, molto danneggiata da un incendio, ma fu consacrata solamente nel 1094. I mosaici dorati che, senza soluzione di continuità, ricoprono le pareti del tempio, lo splendore abbagliante della Pala d’Oro, la dovizia di marmi pregiati, portati dall’Oriente (come, del resto, i famosi quattro cavalli bronzei, che facevano parte del bottino di Costantinopoli), i fregi marmorei romanici e gotici degli arconi della facciata e la miracolosa coesistenza di stili diversi, fanno della Basilica di San Marco un esempio architettonico unico in tutto l’Occidente. Un altro capolavoro architettonico, ma dell’arte barocca, è la Basilica di Santa Maria della Salute di Baldassarre Longhena, eretta come ex voto della città di Venezia alla “Vergine Santissima” a “perpetua memoria della pubblica gratitudine” per averla liberata dalla VENEZIA I mosaici dorati e la vittoria sulla peste peste. Tra gli undici progetti presentati al concorso per la costruzione del nuovo tempio, venne scelto quello del Longhena, che aveva allora 26 anni. Il giovane architetto era tuttavia conscio di aver creato un capolavoro. perché orgogliosamente affermava che la sua era un’opera «che mai più si è veduta, né mai inventata, né in tutto né in parte per altre chiese di questa città». Il tempio, concepito a pianta centrale, è sormontato da una cupola, sostenuta da contrafforti, trasformati in quelle bizzarre e inedite volute, che contribuiscono a creare la singolarità di questa architettura. I lavori, iniziati nel 1631, si conclusero nel 1681 ma la chiesa fu consacrata il 9 novembre 1687, quando Longhena era già morto da cinque anni. Il 21 novembre di ogni anno, in occasione della Festa della Madonna della Salute, si svolge il pellegrinaggio di tutti i veneziani al grande tempio. © riproduzione riservata Giovedì 5 maggio 2011 INS 21 22 Giovedì 5 maggio 2011 INS A COLLOQUIO Arcangelo Paglialunga, storico vaticanista del Gazzettino scomparso qualche giorno fa, assieme all’allora cardinale Joseph Ratzinger: un rapporto profondo fino alla morte del giornalista Arcangelo Paglialunga era il decano dei vaticanisti, ha raccontato per oltre 50 anni sul Gazzettino le storie e gli atti di sei pontefici. Era amico di Ratzinger allora cardinale e quando questi fu eletto Papa nel 2005 fu tra i più felici nel tratteggiare il ritratto del nuovo pontefice. Qualche giorno fa Paglialunga, a 91 anni, se n’è andato. Ai familiari per il funerale Benedetto XVI ha voluto affidare un messaggio personale, pubblicato anche dall’Osservatore Romano, nel quale definisce Arcangelo “caro amico”. In occasione del viaggio di Benedetto XVI nel Veneto, riproponiamo quell’articolo del 2005 nel quale Paglialunga ricorda come era nata la sua amicizia col futuro Papa. di Arcangelo Paglialunga Per una decina di anni, molte volte, ho incontrato il cardinale Ratzinger in piazza San Pietro. Tutto cominciò così: il cardinale era venuto in Sala stampa vaticana per presentare un documento papale, feci una domanda alla quale rispose: riguardava il sacerdozio nei tempi moderni. L’indomani, alle nove, mentre mi recavo, come ogni giorno in Sala stampa, incontrai nei pressi dell’Obelisco il cardinale che si recava in Congregazione. Mi fece un cenno di saluto, mi avvicinai. Parlammo di quanto Ilracconto delvaticanista del Gazzettino recentemente scomparso: «Così lo incontrai...» A passeggio con l’amico Joseph aveva affermato il giorno prima. Lo accompagnai fino al portone del Sant’Uffizio. Lo incontrai di nuovo anche il giorno dopo. Mi accorsi che era puntualissimo e sempre vestito in talare nera e portava una borsa. D’inverno aveva in testa un basco nero che, puntualmente, si toglieva quando parlava con qualcuno. Gli incontri mattutini sono stati tanti e restano nel mio ricordo. Credo che dedicasse il mattino alla preghiera ed alla Messa, i giornali li leggeva più tardi. E così io gli anticipavo le notizie. Gli annunciai, e fece un gesto di sorpresa, che Arafat andava in udienza dal Papa. Il 21 marzo del 1991 gli detti l’informazione che nella notte era morto il vescovo ribelle, monsignor Lefebvre: rimase pensieroso. Erano i tempi nei quali stava lavorando per far rientrare il prelato nella disciplina ecclesiastica. Seppi, che arrivato in Congregazione, più di qualcuno gli si fece incontro per dargli la notizia. «So tutto, so tutto...», disse. Nella mia borsa c’era un piccolo libretto scritto dal suo predecessore al Sant’Uffizio, cardinale Seper; in esso si narrano i particolari dei suoi incontri con Lefebvre. Avevo portato con me quel raro volumetto: mi sarebbe servito per l’articolo che dovevo scrive- IN PIAZZA I miei 10 anni di conversazioni mattutine re. Vidi Ratzinger sfogliarlo con interesse. E, allora, glielo offrii. Quando venne all’Istituto Augustinianum per presentare un suo libro, colsi tra le pagine una sua idea che mi parve importante. Questa: certe cause matrimoniali presentano casi così chiari ed evidenti che, senza le lungaggini burocratiche dei tribunali ecclesiastici, il vescovo potrebbe emettere la sentenza con il riconoscimento di nullità o la riconferma del vincolo, in una sola giornata. Presi la parola e sottolineai quell’affermazione contenuta RISTORANTE ★★★ PATRIARCHI Speciale Matrimoni Forniture Ecclesiastiche - Articoli da Regalo Presepi - Quadri e Icone - Statue - Lumini Candele Votive e Ceroni - Portalumini Portacandele - Vini per S. Messe Riparazioni - Argentature e Dorature Via Lovaria, 6 33100 UDINE 0432/295246 Via G. Simeoni, 6 33010 RASPANO di Cassacco (UD) 0432/852428 A TUTTI GLI SPOSI VERRÀ OFFERTO GRATUITAMENTE L’USO DELLA ROLLS ROYCE PER IL GIORNO DEL FATIDICO “SÌ” 3 SALE DA PRANZO DA 20 A 250 PERSONE Via Giulia Augusta, 12 - 33051 Aquileia (UD) - Tel. 0431.919595 Fax 0431.919596 - www.hotelpatriarchi.it Giovedì 5 maggio 2011 nel volume e che, pensavo, non sarebbe piaciuta alla Romana Rota. Mi parve un po’ contrariato perché così pubblicamente avevo sottolineato quel passo del libro. Era una mia impressione. L’indomani, incontrandolo in piazza San Pietro, fu cordiale come sempre. Non avrebbe mai lasciato Roma: «Roma è una città dell’anima», mi ha scritto in una lettera. Sapevo che suonava il pianoforte e che era ammiratore della musica di Mozart. Quando gli feci sapere che ero stato per dodici anni vicino al grande maestro Lorenzo Perosi, mi accorsi che conosceva la musica del grande musicista italiano, direttore della Cappella Sistina: e mi ricordò che don Lorenzo aveva studiato, in gioventù, alla scuola di musica sacra di Ratisbona, la grande città vicina al suo paese natale. A Ratisbona il fratello Georg, sacerdote e musicista, era maestro di cappella nel duomo. Talora il cardinale apriva la sua borsa e mi donava i "compact" con le musiche sacre dirette dal fratello. Ed ebbi poi dal maestro Georg l’ultimo suo lavoro, scritto prima che lo colpisse una fastidiosa indisposizione agli occhi: una Messa polifonica dal titolo in italiano, "Messa dell’Anno Santo". In una lettera avevo scritto al cardinale che pregavo... per il suo futuro, lasciando capire che lo avrei visto volentieri Papa. Sorrise e non mi disse nulla. Un giorno gli narrai una storiella che girava in Vaticano tra i giornalisti: «Se il nuovo Papa lo elegge lo Spirito Santo sarà Ratzinger, se lo eleggono gli uomini, ci sarà un dibattito di più giorni per decidere se eleggere un Papa italiano o uno straniero. Ci può essere una terza ipotesi: potrebbe essere eletto dal Diavolo. In tal caso ci sarebbero due nomi... ma non si possono dire». Lo vidi sorridere. © riproduzione riservata 23 INS inserto a cura di Edoardo Pittalis dal 1887 Direttore responsabile Roberto Papetti Vice Direttore vicario Stefano Regolini Vice Direttore province Vittorio Pierobon Ufficio centrale Vittorino Franchin (responsabile) Alessandro Comin, Ugo Pollesel Consiglieri Presidente Francesco G. Caltagirone Alessandro Caltagirone Mario Delfini Vice Presidente Albino Majore Amministratore Delegato Franco Fontana Azzurra Caltagirone Marco Dugato Gaetano Caltagirone Gianni Mion Fabio Corsico Paola Venegoni Registrazione Tribunale Venezia, n. 18 dell’1/07/1948 Il Gazzettino S.p.A. Direzione, redazione e amministrazione: Via Torino, 110 - 30172 Venezia-Mestre tel. 041 665.111 - fax 041 665.386 Sede legale: Via Barberini, 28 - 00187 Roma ................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................. 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Un viaggio lungo il percorso che unisce i luoghi dell’evangelista Marco, tra Aquileia che per prima lo ha accolto, secondo la leggenda, e la città che ne conserva le reliquie e che nel suo nome ha creato la propria grandezza nella storia. Tra Friuli e Veneto, Benedetto XVI ritroverà la realtà con la quale il cattolicesimo deve confrontarsi. Una terra che rimane serbatoio di sacerdoti e suore, una terra di missionari, ma nella quale - negli ultimi anni - molti seminari sono stati chiusi, il clero è invecchiato, i fedeli sono in calo, la realtà è in trasformazione e non sempre disposta ad accettare tutto solo per fede. Il Papa passerà in pochi giorni dalla Chiesa trionfante ed esultante che ha beatificato Giovanni Paolo II, alla Chiesa della quotidianità. Dalla folla di Piazza San Pietro che gridava “Santo subito” a quella che troverà al parco di San Giuliano e che chiederà certezze anche più terrene. Con questo viaggio Benedetto XVI impone un taglio nuovo al suo pontificato, si mostra meno conservatore del suo grande predecessore e più attento nell’avvertire il pericolo di tagliare fuori il cattolicesimo dalla svolta della Storia. Di fronte a tempi che scorrono velocissimi nella loro trasformazione e rischiano di non essere interpretati nella loro spinta innovativa, occorre rispondere con un pensiero forte e con gesti proporzionati. A una frenesia mediatica tipica dell’era di Wojtyla, Ratzinger fa seguire un “ottimismo teologico”, senza resistenza ideologica e teologica, più difficile forse da cogliere d’impatto, ma più innovativo nella sfida col futuro. Il pontefice opera sul progresso di oggi che costituirà la tradizione di domani. Siamo in un’area chiamata a ripensarsi; vive una fase di trasformazione radicale, è rimasta fortunatamente solida durante la gravissima crisi non ancora conclusa, ma con presenta Il Papa nelle terre di San Marco UN SECOLO DI PONTEFICI A NORDEST molte certezze in meno. Ha sacrificato a questa solidità anche valori: pezzi di solidarietà, frammenti di carità. Ha ceduto per strada a tentazioni non propriamente cattoliche, a certo egoismo, a certa indifferenza. Siamo tra giovani che rischiano di invecchiare senza futuro, tra comunità che dedicano il giorno del Signore alla spesa nei centri commerciali. Ma è anche un Veneto primo in Italia per i numeri del volontariato e dell’assistenza. Un Veneto di tanti “fedeli laici”, ma anche di molti che si proclamano cristiani senza esserlo nella pratica. È un’area che può diventare il laboratorio sociale, garantire la piena integrazione di quello che il patriarca Scola chiama da anni con realismo e con speranza il “meticciato”: l’integrazione tra uomini di culture, fedi, tradizione diverse. Quale posto più adatto per rivendicare la centralità dell’uomo? O per sollecitare quel patto tra generazioni che sembra impossibile perfino per le forze sociali? Per questo si è detto che Benedetto XVI potrà intravvedere nel suo viaggio il Nordest del futuro. E potrà farlo soprattutto dal palco di San Giuliano che rappresenterà anche l’abbraccio delle genti del Nordest. Il parco di San Giuliano è fisicamente tra terra e acqua, tra terra e cielo, tra passato e futuro, tra quello che queste regioni sono state e ciò che vorranno essere, tra le ciminiere ormai quasi spente del Petrolchimico di Porto Marghera e l’ambizione ambientalista del più grande e più verde parco urbano d’Europa. Il Papa vedrà questo futuro passando – sia pure in una gabbia di vetro a prova di bomba - tra la gente, anche se non è facile trascinare all’entusiasmo parlando di fede. Bisogna saper dare motivazioni. E il Nordest le attende da questo Papa che pur riservato, capace di arrossire, attento a non lasciarsi spettinare dal vento i capelli candidi, ha scoperto un suo carisma nell’impatto con la folla e, soprattutto, nel dialogo. Edoardo Pittalis © riproduzione riservata In occasione della visita di Papa Benedetto XVI Il Gazzettino presenta un’opera inedita ed esclusiva. “Il Papa nelle terre di San Marco”: in uno splendido libro riccamente illustrato, le pagine d’epoca dall’archivio del Gazzettino che raccontano il legame strettissimo cio. Da Pio X a Giovanni XXIII, da Paolo VI a Giovanni Paolo I, da Papa Wojtyla ci a Benedetto XVI che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della nostra fede. a soli € 5,90* In edicola VENERDÌ 6 MAGGIO con 24 Giovedì 5 maggio 2011 INS Benvenuto Benedetto XVI 7-8 maggio 2011 L’energia friulana dà il benvenuto all’Energia della Fede.