Insulinoresistenza ed ipertensione arteriosa nell’iperteso diabetico Epidemiologia Ipertensione e Diabete in Italia PREVALENZA IPERTENSIONE 20% Ipertesi con diabete 8-10%* PREVALENZA DIABETE 4-5% Diabetici con ipertensione >70% > 1 milione di ipertesi diabetici * Fino al 20% nei centri specialistici Schillaci et al. JAC. 2002;39:2005-2011 Haris et al.Diabetes Care. 1998;21:518 ESH-ESC Guidelines. J Hypertens. 2003;21:1011-1053 Data on file. Centro Ipertesnsione dell’anziano. Osp. Careggi. Fiirenze Un problema in rapido aumento % Prevalenza del diabete nella popolazione adulta mondiale 6 5,4 5 4 4,2 4 3 1995 145 milioni 2000 155 milioni 2025 299 milioni anno King et al, Diabetes Care, 21(9),1998,1414-1431 Diabete come fattore di moltiplicazione del rischio CV nell’ipertensione Tasso di Mortalità 250 cardiovascolare 225 /10.000 pazientianno 200 Non diabetici Diabetici 175 150 125 100 75 50 25 0 < 120 120–139 140–159 160–179 180–199 ³ 200 Pressione arteriosa sistolica (mm Hg) Stamler J et al. Diabetes Care. 1993;16:434-444. Effetto dell’ipertensione sulla mortalità nei diabetici nefropatici p <0.001 Diabetici Normotesi Diabetici Ipertesi (10 morti) (75 morti) *Tasso di mortalità corretto in base all’età Sievers ML, et al. Circulation. 1999;100(1):33-40. La proteinuria come fattore di rischio indipendente di mortalità nel Diabete di Tipo 2 (mortalità per tutte le cause) Sopravvivenza 1.0 Normoalbuminuria 0.9 Microalbuminuria 0.8 0.7 Macroalbuminuria 0.6 0.5 0 1 2 3 4 5 6 Anni p<0.01 normo vs micro- e macroalbuminuria p<0.05 micro vs macroalbuminuria Gall MA et al. Diabetes 1995;44:1303-09 Microalbuminuria Escrezione urinaria di albumina 30-300 mg/24 ore Marker precoce di danno renale e aumentato rischio cardiovascolare nel paziente iperteso e nel diabetico L’aggiunta ad altri fattori di rischio aumenta esponenzialmente la possibilità di eventi La sua ricerca è raccomandata nell’iperteso e essenziale nel diabetico (linee guida ESH-ESC 2003) Valore prognostico della microalbuminuria Correlazione tra microalbuminuria e IVS nell’iperteso MA: microalbuminuria IVS: ipertrofia ventricolare sinistra Pontremoli et. AJH. 1998;11:430-438 Complicanze dell’iperteso diabetico Tessuti coinvolti: nervi, cute, retina, vasi, reni, cuore, cervello Base comune è il danno su base macro e microcircolatoria Occhio Retinopatia Cecità Nervi Neuropatia Amputazioni Reni Nefropatia terminale Morte Danno d’organo su base microcircolatoria Retinopatia Stadio 1 Stadio 2 Stadio 3 Danno d’organo su base microcircolatoria Piede diabetico Ulcera grado 1 di Wagner Ulcera grado 3 di Wagner Ulcera grado 2 di Wagner Artropatia di Charcot Danno d’organo su base microcircolatoria Il glomerulo è il fulcro dell’insufficienza renale nell’iperteso diabetico Microscopio ottico Microscopio elettronico Storia naturale della nefropatia nei diabetici di tipo 2 Variazione della funzionalità renale * Modifiche strutturali† Microalbuminuria Proteinuria Aumento livelli creatinina sierica Insufficienza renale terminale Insorgenza diabete Morte cardiovascolare 0 2 5 10 20 30 anni * Alterazione dell’emodinamica renale, iperfiltrazione glomerulare † ispessimento della membrana basale glomerulare, espansione mesangiale, alterazioni microvascolari Nefropatia diabetica Interessa circa il 20-40% dei pazienti Tre stadi: Incipiente (microalbuminuria, 30-299 Manifesta (albuminuria 300 mg/24h) Terminale (diabete prima causa) mg/24h) Prevenzione con buon controllo glicemico e pressorio Glomerulosclerosi diabetica monolaterale, di caratteristico aspetto nodulare (KimmelstielWilson), visibile nel rene sx di un paziente con stenosi arteria renale dx. Linee Guida ESH-ESC 2007 Indicazioni per l’iperteso diabetico • Obiettivo trattamento antiipertensivo: <130/80 mmHg • Necessità frequente di una terapia di associazione • Raccomandato l’uso di farmaci ben tollerati, vista la necessità di associazione e di target pressori bassi • Importanza di una precoce ed efficace nefroprotezione ottenibile includendo nella terapia un bloccante del RAS • La presenza di microalbuminuria rappresenta un’indicazione al trattamento a prescindere dai valori pressori Linee Guida ESH-ESC 2003 Flow-chart del trattamento antipertensivo Scelta tra Monoterapia a dose minima Precedente monoterapia a dose piena Se non viene raggiunto l’obiettivo pressorio Passare a farmaco differente a dose minima Associazione di due farmaci a dosaggio ridotto Precedente associazione a dose piena Aggiungere un terzo principio attivo a dose ridotta Se non viene raggiunto l’obiettivo pressorio Associazione di 2-3 principi attivi Monoterapia a dose piena Associazione di tre principi attivi a dose piena ESH-ESC. J Hypertens. 2003;21:1011-1053 Razionale delle associazioni fisse a dosaggio ridotto 165/105 mmHg Monoterapia (titolazione della dose, switches, aggiunta di un secondo farmaco…) Associazioni a dosaggio ridotto Tratto da B Waeber. Presentazione ESH Milano, 2003 130/80 mmHg Diabete e Patologie Cardiovascolari • • • Il Diabete è un fattore di rischio cardiovascolare La patologia Cardiovascolare è la principale causa di morte nel diabetico (55%), particolarmente nel diabetico di tipo II. I pazienti diabetici presentano da 2 a 4 volte più facilmente patologie cardiovascolari e morte per malattie cardiovascolari rispetto ai soggetti non diabetici. L’Insulinoresistenza è correlata alle patologie Cardiovascolari Iperglicemia Iperinsulinemia Ipertensione Dislipidemia Insulino resistenza Riduzione dell’attività fibrinolitica(PAI-1) Disfunzione endoteliale Markers infiammatori di aterosclerosi Microalbuminuria Rischio CV Patogenesi della patologia macrovascolare diabetica Iperglicemia + Dislipidemia + Ipertensione causa Disfunzione Endoteliale produce Aggregazione di Macrofagi e Piastrine, Proliferazione di Cellule Muscolari Lisce, Deposizione di foam cells risultando in Aterogenesi Accelerata Diabete e Ipertensione • • • L’Ipertensione si presenta due volte più frequentemente nei diabetici rispetto ai non diabetici. La coesistenza di Ipertensione e Diabete raddoppia il rischio di ictus e morte Cardiovascolare L’Ipertensione accelera la progressione delle complicanze vascolari del Diabete Ipertensione nel Diabete di Tipo 1 e di Tipo 2 DM tipo I • Associato con: – Sviluppo di nefropatia diabetica DM tipo II • Associato con : – Insulino-resistenza – Intolleranza glucidica – Dislipidemia – Obesità – Accidenti coronarici (sindrome metabolica) Diabete e Ipertensione: Obiettivi Terapeutici • Basati sulle Linee Guida: (Joint Task Force: EAS, ESC,ESH (1998); ADA Clinical Recommendations (1999); WHO/ISH (1999) – PA Target: <130/<85 mmHg • Obiettivo meno ambizioso nei soggetti anziani – Trattamento • Prima Linea: Scelta Aperta tra ACE inibitori, Beta-Bloccanti, Ca-antagonisti, bloccanti dei recettori AT1, alfa-bloccanti • Seconda Linea: Aggiungere un secondo agente Ipertensione Arteriosa L'aumento della pressione arteriosa sia sistolica (PAS) che diastolica (PAD) si correla positivamente con il rischio cardiovascolare sia nei soggetti con diabete mellito che nei non diabetici. Questa relazione è forte, continua, consistente, indipendente, eziologicamente significativa e ha valore predittivo. I rischi più bassi si osservano per PAS <120 mmHg e PAD <80 mmHg. Ipertensione Arteriosa L'attuale classificazione della pressione arteriosa nei soggetti adulti prevede le seguenti categorie : ottimale (PAS <120 mmHg e PAD < 80 mmHg); normale (PAS <130 mmHg e PAD < 85 mmHg); ai limiti della norma (PAS 130-139 mmHg o PAD 85-89 mmHg); ipertensione stadio 1 (PAS 140-159 mmHg o PAD 90-99 mmHg); ipertensione stadio 2 (PAS 160-179 mmHg o PAD 100-109 mmHg); ipertensione stadio 3 (PAS ≥180 mmHg o PAD ≥110 mmHg). Ipertensione Arteriosa Il soggetto diabetico, considerato l'elevato rischio cardiovascolare, presenta indicazione al trattamento farmacologico già per valori pressori che rientrano nella categoria ”ai limiti della norma". Teoricamente l'obiettivo della terapia anti-ipertensiva nei pazienti diabetici, non in gravidanza e di età uguale o superiore a 18 anni, è quello di ridurre e mantenere : la PAS inferiore a 130 mmHg la PAD inferiore a 80 mmHg. Ipertensione Arteriosa Nel paziente diabetico (studi HOT e UKPDS) sembra più importante il buon controllo pressorio che non il tipo di farmaco utilizzato. Va sottolineato, inoltre, che spesso è necessario ricorrere all'associazione di più farmaci. Alcuni farmaci anti-ipertensivi possono migliorare o normalizzare la disfunzione endoteliale: è probabile che questi farmaci possano essere particolarmente utili nel paziente diabetico, in cui la disfunzione dell'endotelio sembra essere costantemente presente Controllo della pressione arteriosa nel diabete Obiettivi pressori Pressione Accettabile PAS (mmHg) <140 PAD (mmHg) <85 Buona <130 <85 Strategia terapeutica non farmacologica • Normalizzazione del peso corporeo • Attività fisica regolare • NaCl <6 gr/die • Astensione dal fumo • Adeguato apporto di K, Ca, Mg Ottimale <120 <80 NHANES III 1988-1994 Prevalenza di Ipertensione Arteriosa* in Adulti Diabetici NHANES III=Third US National Health and Nutrition Examination Survey (1988-1994) *130/85 mmHg o impiego attuale di farmaci antipertensivi Geiss LS, et al. Am J Prev Med. 2002;22:42-48. Eventi per 1000 pazienti-anno UK Prospective Diabetes Study (UKPDS) - Tasso di eventi per Endpoint selezionati tra Rigoroso vs Meno Rigoroso controllo della PA P=0.005 Rigoroso(n=758) Media raggiunta di PA 144/82 mmHg Meno Rigoroso (n=390) Media raggiunta di PA 154/87 mmHg P=0.02 Ogni Endpoint Morte correlata a Diabete Diabete-correlato UKPDS Group. BMJ. 1998;317:703–713. P=0.01 Ictus P=0.009 Complicanze Microvascolari UKPDS - Riduzione del Rischio Relativo tra Rigoroso* Vs Meno Rigoroso† controllo della PA % Riduzione rischio relativo p Ogni Endpoint diabetecorrelato Morti Diabete-correlate 24 0.005 32 0.02 Scompenso Cardiaco Ictus Infarto Miocardico 56 44 21 0.004 0.01 NS Complicanze Microvascolari Progressione Retinopatia Deterioramento del visus 37 34 47 0.009 0.004 0.004 Endpoint *n=758 (media raggiunta di PA di 144/82 mmHg) †n=390 (media raggiunta di PA di 154/87 mmHg) UKPDS Group. BMJ. 1998;317:703–713. UKPDS Kaplan-Meier Plots of Proportion di Pazienti per ogni Endpoint Diabete-Correlato Pazienti con eventi (%) Meno Rigoroso controllo della PA Captopril Atenololo 0 N. Di pz a rischio: Captopril Atenololo P=0.43 400 358 1 2 3 4 5 6 7 Anni dalla randomizzazione 327 314 UKPDS Group. BMJ. 1998;317:713–720. Reprinted with permission from the BMJ Publishing Group. 257 237 8 9 124 112 UKPDS – Curva di Kaplan-Meier - Pazienti deceduti per Patologie Diabete-Correlate Pazienti con eventi (%) Meno Rigoroso Controllo della PA Captopril Atenololo 0 N. Di pz a rischio: Captopril Atenololo P=0.28 400 358 1 2 3 4 5 6 7 8 Anni dalla randomizzazione 383 346 UKPDS Group. BMJ. 1998;317:713–720. Reprinted with permission from the BMJ Publishing Group. 328 303 9 172 154 Beneficio dei Beta-Bloccanti nel Diabete: Importanti risultati di un Trial Clinico Maggiore UKPDS (1998) Captopril e atenololo sono risultati ugualmente efficaci nel ridurre la PA ad un valore medio di 144/83 mmHg e 143/81 mmHg, rispettivamente, e hanno un effetto analogo sulle complicanze del diabete. UKPDS Risultati inerenti il Rigoroso controllo della PA e della Glicemia Rigoroso vs Meno Rigoroso controllo della PA riduce il rischio di Ogni Endpoint Diabete-correlato 24% p=0.005 Complicanze Microvascolari 37% p=0.009 Ictus 44% p=0.01 Rigoroso Controllo (usando captopril o atenololo) PA media raggiunta di 144/82 mmHg (n=758) Meno Rigoroso Controllo (evitando ACE-I e ß-bloccanti) PA media raggiunta di 154/87 mmHg (n=390) Un Controllo Rigoroso della Glicemia rispetto ad un Controllo Convenzionale riduce il rischio di Ogni Endpoint Diabete-correlato 12% P=0.03 Complicanze Microvascolari 25% P<0.01 Infarto Miocardico 16% P=0.05 Oltre I 10 anni, HbA1c era 7.0% (6.2-8.2) nei gruppi trattati intensivamente con sulfaniluree o insulina (n=2,729) rispetto al 7.9% (6.9-8.8) nel gruppo trattato in modo convenzionale (n=1,138) con modifiche della dieta UKPDS Group. BMJ. 1998;317:703–712. UKPDS Group. Lancet. 1998;352:837-853. Riduzione del Rischio Relativo con ACE-Inibitori in ABCD, CAPPP e FACET IMA Eventi Cardiovascolar i Mortalità per tutte le cause Ictus NS P=0.01 P<0.001 P<0.001 Pahor M, et al. Diabetes Care. 2000;23:888-892. Risultati Studio HOT* 85 80 Numero di eventi 90 Eventi Infarto Cardiovascolari Miocardico Maggiori Stroke Mortalità Mortalità Cardiovascolare Totale *Le differenze nei risultati tra I differenti gruppi non erano statisticamente significative Hansson L, et al. Lancet. 1998;351:1755–1762. HOT Sottogruppo Diabetici Riduzione di Eventi Cardiovascolari P=0.005 PAS Raggiunta PAD Raggiunta # di pz. con Diabete † † (mmHg) (mmHg) 90 143.7 85.2 501 85 141.4 83.2 501 80 139.7 81.1 499 †media di tutte le PA per tutti i pazienti dello studio in follow-up da 6 mesi fino alla fine dello studio. *Incluso infarto miocardico, ictus e tutte le altre morti cardiovascolari Hansson L, et al. Lancet. 1998;351:1755–1762. Numero di eventi* per 1000 pazienti-anno PAD Target (mmHg) Beneficio dei Calcio-antagonisti nel Diabete: Importanti Risultati di due Trial Clinici Maggiori HOT (1998) Una riduzione intensiva di PAD (basato sul confronto di PAD di 80 vs 85 vs 90 mmHg) con felodipina ha portato ad un minor numero di eventi cardiovascolari e ad una minore mortalità cardiovascolare Syst-Eur (1997) Il trattamento con nitrendipina ha ridotto significativamente il tasso di complicanze cardiovascolari nel diabetico Nei pazienti diabetici anziani con Ipertensione Sistolica Isolata il trattamento con diidropiridine (nitrendipina) ha indotto benefici (1999) EFFICACIA DI LERCANIDIPINA INPAZIENTI DIABETICI IPERTESI Blood pressure (mmHg) 170 Enalapril plus HCTZ Enalapril plus lercanidipine 150 130 110 90 70 Week 4 Week 12 Week 24 Agrawal R, 2006 Time EFFICACIA DI LERCANIDIPINA INPAZIENTI DIABETICI IPERTESI Response rate (%) 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Lercanidipine- HCTZ-enalapril enalapril <130/85 mmHg <130/85 mmHg LE HE Percentuale di responders nei pazienti diabetici dopo 20 settimane di trattamento Agrawal R, 2006 Syst-Eur - Endpoint Combinati Fatali e Non-Fatali % Riduzione Rischio Relativo Stroke Endpoints Cardiaci * - 26 P=0.03 - 42 Scompen so Cardiaco Infarto Miocardico - 29 - 30 P=0.12 P=0.12 Tutti gli endpoints Cardiovascolari - 31 P<0.001 P=0.003 *Incluso Scompenso cardiaco fatale e non-fatale, Infarto Miocardico fatale e non fatale e morte improvvisa Staessen JA, et al. Lancet. 1997;350:757-764. Syst-Eur - Risultati in Pazienti Diabetici e Non-Diabetici % Riduzione Rischio Relativo Mortalità Totale Mortalità per cause Cardiovascolari Tutti gli Eventi Cardiovascolari* P=0.04 P=0.02 Diabetici (n=492) Non-diabetici (n=4,203) *Inclusi eventi fatali e non fatali Tuomilehto J, et al. N Eng J Med. 1999;340:677-684. P=0.01 TOLLERABILITA’ DI LERCANIDIPINA 3400 Amiodipine Leg weight (g) 3380 Lercanidipine 3360 3340 3320 3300 3280 3260 3240 Baseline After treatment Amlodipina produce più edema pretibiale di lercanidipine dopo 2 settimane di trattamento Borghi C, 2005 Lercanidipina nel trattamento dell’ipertensione