ALLEGATO 1 CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO DI PERSONALE MEDICO NEGLI OSPEDALI DELL'AUSL DI RAVENNA (approvati nella seduta del Collegio di Direzione del 09.11.2006) 0. Premessa Il Collegio di Direzione, riunito in data 09.11.2006 alle ore 15, ha approvato l’impianto generale dei criteri di seguito illustrati, con le seguenti specificazioni relative ai valori attribuiti ad alcuni criteri, che sono stati modificati in seguito alle discussioni dipartimentali e più precisamente: 1. i 45’ all’ammissione vengono attribuiti ai ricoveri effettuati in urgenza, mentre ai ricoveri programmati vengono attribuiti 30’, indipendentemente dalla specialità di ammissione. L’oggettivazione del carattere urgente del ricovero è basata sulla valorizzazione dell’apposito campo della SDO. 2. l’assistenza medica in minuti è confermata a 20’/giorno/giornata di degenza ad eccezione delle malattie infettive, nelle quali viene stimata a 30’, e dei posti letto GRACER, per i quali la stima di 20’ viene maggiorata dalla ripartizione giornaliera del tempo medico necessario alla riunione quindicinale d’équipe. 3. il tempo medico alla dimissione viene stimato in 30’, ad eccezione dei casi in cui sia riscontrabile evidenza di pianificazione della dimissione attraverso la documentazione clinica. Il collegio di direzione precisa che i criteri qui adottati e i valori relativi agli stessi rimangono fermi fino a giugno del 2007, quando sarà operata una revisione complessiva degli stessi e dei valori attualmente attribuiti, che saranno applicati nel 2008. Eventuali modificazioni degli stili di lavoro o dei processi coinvolti che dovessero avere riflessi sulla stima dei tempi attribuiti ai criteri, vanno supportati da evidenze empiriche e da studi e/o analisi di benchmarking per poter essere adottati prima della data indicata. 1. Metodo A seguito delle discussioni tenutesi nel Collegio di Direzione e negli incontri sindacali relativi, si è adottato il metodo per la stima delle necessità di personale medico che si basa su quantificazioni precedenti effettuate presso altre aziende, e che sono state qui corrette in seguito alle osservazioni ricevute, e di cui è possibile trovare la discussione in dettaglio nei verbali degli incontri del Collegio di Direzione e con le OO.SS. Si ribadisce qui quanto illustrato negli incontri citati e ripetuto in apertura di ciascuna riunione, che il metodo utilizza dei parametri quantitativi che non hanno funzione normativa, ma che piuttosto danno un’idea di ciò che in linea di massima ci si aspetta in termini di impiego 1 quantitativo delle risorse professionali in discussione. Il confronto con i primari, e, molto spesso, con dirigenti delle unità operative considerate, ha portato a discussioni che correggono, modificano, o lasciano interpretare in altra luce le risultanze delle stime. Le stesse peraltro sono quantificate in base all’attività storica, e un’applicazione delle risultanze in qualche modo “automatica” implicherebbe la decisione di mantenere nelle condizioni attuali il sistema di produzione che, per i motivi riportati in altri documenti di questa direzione, non appare essere scelta sufficiente per la realizzazione del mandato ricevuto, per la sostenibilità non solo dell’attuale produzione, ma per uno sviluppo compatibile dell’assistenza sanitaria della nostra provincia. Per questo la stima delle necessità è stata confrontata con i clinici una volta effettuata sulla base dei parametri che vengono di seguito decritti. Per lo stesso motivo sono riportate le considerazioni fatte durante gli incontri, in quanto costituiscono informazioni indispensabili all’assunzione delle decisioni conseguenti, alla pari degli indicatori numerici. Ciò che è non è ciò che dovrà essere fatto. Ciò che dovrà essere fatto non può essere derivato algebricamente da ciò che è, ed è perfettamente legittimo tecnicamente prospettare diverse alternative. Tuttavia l’ancoraggio delle prospettive a dati il più possibile oggettivi, il confronto tra gli stili di lavoro delle unità operative pluri rappresentate in azienda, definiscono il contesto all’interno del quale le diverse prospettive possono essere esaminate 1.1. Degenza I valori utilizzati per l’impegno medico in degenza sono i seguenti: a) Minuti all’ingresso: 45’x ingressi x %uale di ingressi in urgenza come rilevabile dalla SDO b) Minuti al giorno: 20’ ad eccezione di Malattie Infettive e posti letto GRACER (vedasi premessa) c) Minuti all’uscita: 30’ in generale e 45’ per le dimissioni in cui ci sia evidenza nella documentazione clinica della pianificazione della dimissione Per quanto riguarda il DH sono stati utilizzati tempi di 30 minuti per l'ingresso e l'uscita e di 20 minuti per ogni accesso. 1.2. Attività ambulatoriale La valutazione dell'attività ambulatoriale è stata condotta attraverso la valutazione dell'estensione oraria dell'attività ambulatoriale formalizzata. Le direzioni mediche, i costituitisi dipartimenti hanno naturalmente il compito, mentre cureranno la formalizzazione delle agende relative, di rivedere le opportunità di rimodulazione dell’attività ambulatoriale e di accordare il più possibile il volume e la tipologia delle prestazioni offerte alle necessità del territorio e agli stili di lavoro ritenuti migliori. 2 1.3. Sala Operatoria È stata considerata l’estensione oraria delle sedute, moltiplicata per il numero di medici necessario. Questo è stato stimato pari a 2 per tutte le specialità, tranne per la chirurgia vascolare e per l’ortopedia dove sono stati quantificati 2,5 medici per seduta in media. La discussione nei dipartimenti e in Collegio di Direzione ha evidenziato la necessità che in questa area siano maggiormente specificate le finalizzazioni delle diverse posizioni di sala operatoria e che, specialmente per le posizioni aggiuntive, queste siano messe in relazione ai programmi formativi individuali dei chirurghi, evidenziando a questo proposito l’uso di quota parte dell’orario contrattualmente dedicabile ad attività non assistenziale. 1.4. Guardia Sono state considerate le diverse attività di guardia, secondo l’attuale piano delle guardie. In linea di massima è stata considerata l'attività di guardia diurna qualora le necessità di assistenza stimate come al punto 1.1. non consentissero di coprire le 12 ore diurne (e, più precisamente, tale caso ricorre nelle terapie intensive e in ostetricia). 1.5. Altro Diverse attività sono state considerate all'interno di questa categoria. 1.6. Debito orario Il debito orario considerato è stato quello contrattuale decurtato delle 4 ore di aggiornamento professionale. Si è considerato che tale debito venga reso per un numero di settimane pari a 1. Personale non esposto a rischio radiologico: 52 - 6 settimane di ferie – assenze medie riscontrate negli ultimi 2 anni rapportate alla settimana lavorativa di 6 giorni – 10 giorni di festività infrasettimanali rapportate alla settimana lavorativa. Cioè: 8.65 10 ⎞ ⎛ 34 ⋅ ⎜ 52 − 6 − − ⎟ 6 6⎠ ⎝ = 28.04 do no rischio = 52 2. Personale esposto a rischio radiologico: 52 - 6 settimane di ferie – 2 settimane di rischio radiologico - assenze medie riscontrate negli ultimi 2 anni rapportate alla settimana lavorativa di 6 giorni – 10 giorni di festività infrasettimanali rapportate alla settimana lavorativa. Cioè: do rischio 3 8.65 10 ⎞ ⎛ 34 ⋅ ⎜ 52 − 6 − 2 − − ⎟ 6 6⎠ ⎝ = 26.74 = 52 Si nota che nelle assenze medie sopra riportate sono ricomprese le assenze per permesso di cui all’art. 23 del CCNL 05.12.1996, secondo quanto effettivamente riscontrato in media in questa azienda negli ultimi 2 anni. Inoltre, in base all’accordo del 17.06.2004, ogni dirigente ha un debito orario “virtuale” di un’ora la settimana ogni € 400 mensili di retribuzione di risultato fino a un massimo di 96 h. Tale debito orario “virtuale” costituisce condizione per la ricuperabilità dell’eccesso orario. In altre parole, lo spirito dell’accordo citato recepisce quanto previsto dal contratto del ’96 (i cui dettami sono stati resi validi anche nel successivo CCNL e nella preintesa attualmente in discussione) che non poneva più come obbligatorio l’orario aggiuntivo, ma legava il riconoscimento della retribuzione di risultato al raggiungimento degli obiettivi, prevedendo un margine di elasticità, in quel contratto definito solo per quanto riguarda il margine inferiore (orario minimo contrattuale), e definito nel margine superiore dall’accordo aziendale. Pertanto nel debito orario tale margine viene computato indicando le possibilità operative prima dell’eventuale integrazione organica. Il Direttore di Unità Operativa non è stato considerato all’interno dell’équipe in tutti i casi in cui la dimensione dell’organico medico assegnato superava le tre unità. La sottostima del debito orario derivante dalla non inclusione del direttore e dalla variabile utilizzabilità del margine di orario flessibile definito dal citato accordo del 2004, consente di disporre dello spazio necessario per quelle attività la cui valutazione in termini di orario sarebbe meno agevole che per le altre attività considerate (attività gestionale, riunioni di reparto, ecc.) e anche spiacevolmente riduttivo, essendo tali attività quelle in cui più propriamente si esercita la funzione dirigenziale e la riflessione sull’agire professionale organizzato. 4 TEMPI MEDI DI ESECUZIONE DELLE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE DI 1° LIVELLO E PRESTAZIONI SUCCESSIVE (approvati nella seduta del Collegio di Direzione del 09.11.2006) 0. Premessa I tempi medi delle prestazioni specialistiche costituiscono uno strumento di difficile sostituzione nella gestione dell’attività corrente di servizi sanitari di diagnosi e cura. Non c’è gestione di liste d’attesa, valutazione della necessità di professionisti, del loro impiego preferenziale sulle attività che richiedono ricovero o su quelle ambulatoriali, se non utilizzando approssimazioni medie che consentano di prevedere il volume di attività generato dalle risorse professionali impiegate. Si è adoperata l’espressione “di difficile sostituzione” perché ai tempi medi delle prestazioni specialistiche viene spesso associata l’idea di appiattimento e omogeneizzazione di un’attività intellettuale che di per sé poco si presta alla standardizzazione (dei modi di fare), e che inoltre pesantemente si appoggia sul rapporto interpersonale, che di nuovo mal si adatta alla standardizzazione. Tuttavia nella programmazione di un’attività sistematicamente esercitata l’uso dei tempi massimi ragionevolmente ipotizzabili o riscontrati si rivela uno sciupio di risorse. È anzi uso comune nei poliambulatori pubblici come (e forse più) in quelli privati, l’uso di intervalli di prenotazione inferiori ai tempi di esecuzione al fine di proteggere il servizio dai tempi morti derivanti da esecuzione di prestazioni in tempi inferiori alla media e mancata presentazione degli utenti (overbooking). Dunque i tempi medi delle prestazioni hanno lo scopo di descrivere il volume di attività che ci si aspetta a fronte delle risorse impiegate o dell’impiego delle risorse professionali, e di permettere delle valutazioni di opportunità (economica) circa modalità diverse di approvvigionamento delle prestazioni. Essi non sono in nessun caso perciò normativi. Sono invece indicativi e modificabili nel senso della specificazione ulteriore. È ragionevole, ad esempio, che prestazioni effettuate in ambulatori superspecialistici possano essere di durata inferiore a quella richiesta nella fase di primo contatto avvenuta nell’ambulatorio più generale. Per migliorare il sistema sono perciò utilizzabili i percorsi diagnostico-terapeutici già esistenti o la creazione dei relativamente pochi che spiegano la maggior parte della casistica. 1. Metodo di costruzione I tempi medi aziendali delle prestazioni specialistiche scaturiscono dalla valutazione delle proposte pervenute, considerando anche le seguenti informazioni: 9 tempari delle attuali prestazioni aggiuntive già eseguite e contrattate dai professionisti; 9 confronto con altre unità operative di area vasta; 5 9 tempi desunti dalla libera professione intramoenia allargata e non ( dividendo i volumi per le ore autorizzate); 9 accordo con specialisti ambulatoriali interni del 2005; In riferimento alle osservazioni pervenute sui tempari delle prestazioni specialistiche si è integrato l’elenco con alcune prestazioni non comprese nella prima stesura e si sono considerate le prestazioni per grandi gruppi, quantitativamente rilevanti e in grado di servire da parametro di riferimento per le altre prestazioni non esplicitamente ricomprese. In questo modo si evita di costruire un nomenclatore tariffario prestazionale, per disporre invece di uno strumento operativo utile ai fini gestionali. Le prestazioni non ricomprese o sono quantitativamente non rilevanti o possono essere assimilate ad altre voci comprese nell’elenco. Tutte le prestazioni specialistiche, per poter essere considerate ai fini della valutazi0ne delle attività ambulatoriali delle singole unità operative, devono rispondere ai seguenti due requisiti: 1. che almeno l’80% (in volume) delle singole prestazioni considerate per ogni unità operativa sia incluso nell’offerta alla popolazione tramite il Centro Unificato di Prenotazione; e 2. essere rendicontate attraverso il sistema informativo aziendale ufficiale, ed essere quindi incluse nei relativi flussi di rendicontazione, interni all’azienda e verso la regione Come definito nella nota della Direzione dell’Assistenza Ospedaliera dell’8/09/2006 il tempo della Prima Visita Specialistica (che secondo la definizione aziendale comprende la gestione come prima volta del problema clinico del paziente) è proposto dall’azienda con 25 minuti come tempo medio, (il tempo medio naturalmente rende possibile la stima dell’attività con tempi anche inferiori, come hanno segnalato i direttori dei dipartimenti chirurgici che si orientano sui 15’) all’interno del quale sono compresi: o anamnesi, in quanto paziente non noto, o registrazione della documentazione sanitaria di accompagnamento, o esame clinico o impostazione del successivo iter assistenziale del paziente, es: richiesta di ulteriori prestazioni, visione esami etc….secondo la decisione professionale “estemporanea”, che non utilizza cioè un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale o la complessità dell’entità richiede la successiva specificazione degli attributi che consentano di distinguere attività congruenti a questa fattispecie da quelle che invece rientrano nella nozione di prima visita. Raccogliendo le osservazioni esposte nella riunione del 06.11.2006 avanzate prevalentemente da Zauli, Stefanini e Marangolo, che tendevano a valorizzare maggiormente le visite di presa in 6 carico, e accentuando l’aspetto che nelle loro osservazioni aveva la soluzione ovvero la gestione integrata della problematica sanitaria del paziente, si propone la seguente definizione di prestazione: visita con presa in carico del paziente, la cui proposta di tempo medio è 45 minuti. Questa espressione intende descrivere l’attività svolta da un’équipe sanitaria in cui il problema complesso del paziente viene affrontato nelle sue diverse articolazioni e quindi viene effettuata un’attività di programmazione delle successive tappe diagnostiche, terapeutiche e assistenziali. Questa attività richiede, al fine di distinguerla dalla precedente: 9 un legame organizzativo con setting operativi finalizzati alla soluzione o gestione di problemi clinici sufficientemente definiti 9 una chiara definizione dei problemi clinici oggetto del percorso progettato 9 un percorso con partecipazione appropriata delle figure professionali che complessivamente forniscono il servizio. L’attività sarà documentata da: 9 apertura di un dossier clinico 9 elaborazione di un piano individuale di trattamento con step valutativi con evidenza dell’integrazione delle professionalità coinvolte 9 rintracciabilità della documentazione nel sistema informativo dell’azienda Per essere valorizzata con il tempo sopra definito, la “visita con presa in carico del paziente” deve essere presente e rintracciabile, con la documentazione appena citata, nella procedura ambulatoriale del sistema informativo (informatico) in via di implementazione generalizzata. Nella more della diffusione di tale procedura, si farà riferimento alla corrispondente documentazione clinica cartacea. La visita di controllo è definita come una visita in cui un problema già noto viene rivalutato, in cui la documentazione sanitaria scritta viene aggiornata o modificata, e che viene effettuata in ambito aziendale e nella stessa disciplina, entro almeno sei mesi dalla visita precedente. Ciò non toglie che rientrino nella definizione di visite di controllo anche visite effettuate oltre questo periodo di tempo e la cui cadenza è determinata dallo specialista, anche sulla base di follow up ( esempio controlli ad un anno). Il fatto che la normativa definisca la prestazione visita di controllo nella stessa disciplina di ambito aziendale, rende ragione della necessità di omogeneizzare i tempi su quello proposto dall’Azienda che è 15 minuti. Da queste linee generali possono, come sopra argomentato, derogare quelle prestazioni inserite in un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale che vengano motivatamente ed esplicitamente descritte come necessitanti di diversa valutazione oraria (evidentemente sia in senso accrescitivo che diminutivo). Nella costruzione di detti percorsi uno degli errori da evitare è quello di scomporre l’assistenza complessiva in prestazioni che, seppur singolarmente correttamente valutate, porti7 no a una redditività scarsa. Ad esempio, in linee di produzione caratterizzate da scarsa appropriatezza di accesso ma da rilevante efficacia dei metodi terapeutici per la quota di popolazione che appropriatamente utilizza il servizio, la stima delle necessità basate sulla richiesta attuale, potenzialmente governabile in senso migliorativo, va corretta sulle evoluzioni probabili a seguito dell’implementazione della riorganizzazione dell’assistenza specialistica ambulatoriale che assegna ai primari ospedalieri la leadership clinica nella negoziazione coi Medici di Medicina Generale relativamente al disegno dei piani assistenziali e delle modalità d’accesso dei loro pazienti a quegli stessi piani. Nella tabulazione della revisione dei tempi assistenziali sono state recepite molte delle osservazioni fatte dai dipartimenti. Da un punto di vista generale, senza entrare nelle singole fattispecie, è interessante rilevare che l’eccesso di valorizzazione in alcuni casi riscontrabile sembra determinato dalla scorretta preoccupazione che alcune prestazioni specialistiche, che frequentemente si accompagnano a una visita, siano valorizzate all’interno del tempo previsto per quest’ultima. Naturalmente non è così, a patto che la registrazione delle prestazioni erogate sia fedele. Altre valorizzazioni risentono in modo eccessivo della organizzazione delle presenti attività, come il controllo dell’INR, e per quelle si rimanda alle considerazioni relative all’opportunità di effettuare la stima delle necessità non sulla base di ciò che è in procinto di essere organizzato in altra maniera. 8 TEMPARIO AZIENDALE PRESTAZIONE Tempo MEDICO (minuti) PRESTAZIONI SPECIALISTICHE DI 1° LIVELLO prima visita specialistica visita di controllo ECG Ecografie/ecocolordoppler Ecografie/ecocolordoppler morfologica ostetrica spirometria globale elettromiografia tunnel carpale EEG altre elettromiografie Ecografie encefalo/anca bambini test cutanei a lettura immediata pediatria e allergologia RMN colonna smc RMN muscolo scheletrica smc RMN cervello e tronco encefalico smc RMN con mdc TC senza mdc TC con mdc RX tradizionale RX tradizionale con mdc uroflussometria 25 15 5 20 45 5 10 10 45 15 10 30 30 30 40 20 30 7 10 10 visita con presa in carico del paziente (es: percorso senologico, oncologico, cardiologico ecc..). Condizionatamente all'esistenza di protocolli formalizzati 45 PRESTAZIONI SPECIALISTICHE SUCCESSIVE Ecografia preoperatoria/biopsia ecoguidata piccoli interventi chirurgici colposcopia isteroscopia ecocolordopplergrafia cardiaca 9 30 30 20 30 30 PRESTAZIONE test da sforzo con pedana controllo pace-maker tomoscintigrafia ECG dinamico Holter pressorio lettura mammografia screening Agoaspirato nodulo solido Agoaspirato nodulo cistico Secreto mammario Microbiopsie Microbiopsie CPO Stereotassi Agoaspirato in stereotassi Galattografia angioscopia percutanea Biopsia midollo osseo rettosigmoidopancolonscopia EGDS ERCP PH metria e/o manometria amniocentesi Broncodilatazione farmacologica broncoscopia laser oculistica FAG ICG (angiografia con indocianina) OCT PDT (terapia fotodinamica) Laringoscopia Potenziali evocati, esami audiometrici cistoscopia cateterizzazione ureterale biopsia transperineale della prostata somministrazione di test artrocentesi 10 Tempo MEDICO (minuti) 30 7 40 45 15 2 20 15 10 120 75 15 45 40 20 30 45 30 90 60 30 30 40 20 35 35 20 45 10 5 20 10 30 15 15