Rassegna del 18/03/2014 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 18/03/2014 SI PARLA DI NOI Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 17 Curtatone riaccende le luci «Risparmiati 150mila euro» Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 20 Allarme arsenico Cittadini invitati all'analisi dell'acqua Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 30 Le promesse non mantenute 1 Roberto Marchini 2 3 SERVIZIO IDRICO Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 19 I sindaci vanno in Regione «Venti milioni per l'acqua» Vincenzo Corrado 4 Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 20 Il cantiere per l'acqua lascia buche in strada E scatta la protesta Riccardo Negri 5 Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 14 Prosciugato il fossato del castello Il tesoro nascosto: bici e palloni 6 La Voce Di Mantova 18/03/14 P. 6 "Tanta raccolta differenziata deve tradursi in sconti sulla tariffa alle nostre famiglie" 7 Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 31 Il buio in via Barilli non è colpa nostra 8 Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 16 Soldi al Comune dal distributore 9 La Voce Di Mantova 18/03/14 P. 17 Teleriscaldamento a Quingentole 10 La Voce Di Mantova 18/03/14 P. 24 Energia, l'educazione al risparmio diventa gioco online 11 RIFIUTI ENERGIA POLITICA LOCALE Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 13 «Non garantiamo strade sicure» Province verso la causa allo Stato Sandro Mortari 12 Gazzetta Mantova 18/03/14 P. 29 L'Unione dei mini-Comuni piace ai grandi Roberta Basso Li 13 La Voce Di Mantova 18/03/14 P. 7 Parco Arcobaleno: pronti 235mila euro 14 18/03/14 P. 15 L'acqua pubblica lascia Milano, da ieri è tutta in mano lodigiana 15 COMPETITORS Cittadino Di Lodi ACQUA: SCENARIO Giornale Di Brescia 18/03/14 P. 14 Ambiente, al via la «Settimana dell'acqua» L` Arena 18/03/14 P. 28 Acque Veronesi replica ai sindaci con i numeri Unita` 18/03/14 P. 12 L'acqua pubblica nel Lazio è legge. Per la prima volta Francesca Roman 16 Jolanda Bufalini 18 17 RIFIUTI: SCENARIO Brescia Oggi 18/03/14 P. 21 Porta a porta e occupazione: se ne discute 19 Brescia Oggi 18/03/14 P. 24 Riciciclo dei rifiuti L'estate porterà la raccolta, «spinta,» 20 Brescia Oggi 18/03/14 P. 25 La grande «rottamazione» dei cassonetti Alessandro Gatta 21 Sole 24 Ore 18/03/14 P. 35 Tari ancora in cerca di una norma-ponte Gianni Trovati 22 ENERGIA: SCENARIO Corriere Della Sera 18/03/14 P. 8 «Il gasdotto Tap bloccato in Puglia, il governo intervenga» Corriere Della Sera 18/03/14 P. 27 Sorgenia, la lettera delle banche sui prestiti Fabrizio Massaro 24 Sole 24 Ore 18/03/14 P. 25 L'Eni prepara bond per il retail Celestina Dominelli 25 Sole 24 Ore 18/03/14 P. 39 «Mini-caldaie» a ostacoli Edoardo Riccio 26 Indice Rassegna Stampa 23 Pagina I INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 18/03/2014 Sole 24 Ore 18/03/14 P. 39 Da alcune Regioni arriva lo stop alla modifica 28 18/03/14 P. 10 Mantova pulirà la metro di Roma 29 SEGNALAZIONI La Voce Di Mantova Indice Rassegna Stampa Pagina II Curtatone n' acc ende le Cl + » « Risparmiati / CURTATONE Oggi a Curtatone si riaccenderanno i 3mila lampioni spenti con il progetto di risparmio energetico e nei prossimi giorni dovrebbe essere firmata la convenzione per l'efficientamento e la razionalizzazione della rete. «Si tratta di un risultato importante - commenta il sindaco - giunto con sette mesi di ritardo per motivi di carattere amministrativo totalmente indipendenti dal nostro Comune. Per porre rimedio a una situazione di emergenza, dal mese di ottobre a oggi abbiamo adottato un provvedimento finalizzato allo spegnimento parziale, in alcune ore della not- Si parla di noi te, della maggior parte dei punti luce situati sul territorio». Scelta che ha consentito di ottenere un risparmio di 150mila euro e mantenere inalterati i servizi erogati ai cittadini e di non aumentare la pressione fiscale. «La partecipazione al bando provinciale e l'adesione al relativo piano di ammodernamento rappresenta la realizzazione concreta di un'importante azione, volta a conseguire gli obiettivi di ri sparmio energetico contenuti nel Piano regolatore dell'illuminazione comunale». La gara provinciale indetta da Tea interesserà 52mila punti luminosi, a Curtatone i lavori cominceranno en(ele.car) tro la fine dell'anno. Pagina 1 SABBIONETA Afiarine arsenico Cittadini invitati afl 'an alìsí de 'acqua / SABBIONETA Allarme arsenico nel Comune della Città Ideale. «Da verifiche effettuate sia in pozzi privati che in pozzi comunali - scrive infatti il sindaco Marco Aroldi ai cittadini - si è riscontrato che nel nostro territorio il problema dell'arsenico è esteso a quasi tutto il territorio, dove le analisi hanno rilevato un parametro arsenico superiore a 10 ug/L. L'amministrazione comunale invita pertanto tutti i cittadini titolari di pozzi a verificare la potabilità dell'acqua con specifiche analisi. Il Comune ha messo in atto una ricerca di mercato per individuare alcuni laboratori idonei ed ha stipulato una convenzione con Tea Acque srl». I costi sono i seguenti: farinacie Boschesi e Bonassi, costo analisi del solo parametro arsenico 13.95 euro più Iva e costo dell'analisi completa 78 euro più Iva; con la Tea il costo è di 14 euro per l'arsenico e 90 per l'analisi completa. I campioni di acqua da analizzare devono essere consegnati direttamente alle farmacie mentre se si sceglie la Tea, i campioni prelevati potranno essere consegnati nella sala consiliare del Comune lunedì 24 marzo, lunedì 7 e 14 aprile dalle 10 alle 11. La Tea, è disponibile ad effettuare il campionamento anche a domicilio, con un costo aggiuntivo di 25 euro più Iva. Roberto Marchini n_,- " N m„ Lnda imah<L ,uwL Si parla di noi Pagina 2 Le promesse non iiantete Dopo aver promesso che via Cairoli sarebbe stata sistemata una volta completato l'assestamento dei terreno, dopo avere garantito che in occasione dei completamento della rete nell'altro tratto dellavia tutto sarebbe stato rimesso apposto, ci troviamo dopo un anno con metà via asfaltata e metà no in una via centrale che parte da piazza Sordello. Questo senza che nessuno dica nulla. Claudio Mantovani 4 Si parla di noi Pagina 3 I sindaci vanno in Regione «Venti milioni per l'acqua» Pronto il documento per Milano: «Non ci sono soldi in cassa, dovete aiutarci» Piubega, Gazoldo, Rodigo e Marsílettí: l'arsenico e un'emergenza irrisolta di Vincenzo Corrado II CASTEL GOFFREDO Una famiglia su due dell'Alto Mantovano non è allacciata all'acquedotto. E questo uno dei punti su cui si baserà la missione in Regione che vedrà protagonisti una decina di sindaci e Giampaolo Ogliosi, presidente di Sisam, la società che gestisce il servizio idrico. La pattuglia mantovana sarà a Milano tra una settimana, martedì alle 16.30, quando incontrerà l'assessore Claudia Maria Terzi. L'obiettivo: sensibilizzare il Pirellone sul tema dell'emergenza arsenico e sulla necessità di aprire i cantieri per portare la rete idrica ad una copertura totale del territorio. Servono circa 20 milioni per completare i lavori a Piubega, Rodigo, Gazoldo e Marsiletti, frazione di Goito. «I piani di investimento del servizio idrico integrato - scrivono i sindaci e Sisam in un do- cumento che sarà la traccia della linea da tenere in Regione - non sono in grado di in- La costruzione di un acquedotto realizzato dalla Sisam cludere nel breve periodo la realizzazione di tutte le opere necessarie per estendere il servizio, in quanto l'impegno finanziario risulta incompatibile con uno sviluppo sostenibile della tariffa e per il fatto che, per rispondere alle esigenze ambientali, si deve anche provvedere (a r( all'adeguamento dei servizi di depurazione e fognatura, servizi che, per indicazione della Regione, negli ultimi anni hanno avuto la priorità». In sostanza, dunque, alla Regione viene detto a chiare lettere che in cassa non ci so- no i soldi per aprire i cantieri. E quindi che si fa? Sisam e i primi cittadini sperano di convincere l'assessore Terzi a far sì che l'ente si prenda a cuore la vicenda mantovana. Per riuscire nell'intento, si farà leva sull'Expo, come si legge nel documento sottoscritto dai sindaci: «La risposta alla domanda "è possibile assicurare a tutta l'umanità un'alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile", con la quale si apre la sfida dell'esposizione universale di Milano 2015, non può che essere la seguente: la situazione è ben lontana dal trovare una soluzione, visto che troppe persone ancora oggi non sono allacciate all'acquedotto e bevono acqua che presenta valori troppo alti di arsenico e di altre sostanze tossiche». Difficile al momento dire quante siano le possibilità che la Regione risponda positivamente alle richieste di Sisam e dei Comuni. Il documento dei sindaci è stato inviato anche ai consiglieri regionali mantovani (Carra, Fiasconaro e Baroni) e ai due assessori Fava e Bulbarelli. i ,nWoù, Servizio idrico in Ni;jm,a Pagina 4 Il cantiere per l'acqua lascia buche in strada E scatta la protesta Viadana. «Disagi per chilometri tra centro e zona Gerbolina» Saccani: ora il secondo lotto dei lavori, tutto sarà sistemato / VIADANA Partirà a giorni la seconda tranche di lavori per l'estensione della rete idrica. Gli addetti si incaricheranno pure della definitiva sistemazione delle strade già interessate dal primo lotto di interventi. Dopo il primo passaggio delle ruspe nell'autunno scorso, diverse vie erano rimaste in condizioni piuttosto disas irate. Alcuni cittadini si sono rivolti alla Gazzetta per esprimere le loro proteste: «Sono rimaste buche e fessurazioni pericolose, soprattutto per i ciclisti. Gli avvallamenti mettono a dura prova le sospensioni delle auto, e le pozzanghere che si formano contribuiscono a diffondere della fanghiglia e a rendere il fondo sdrucciolevole. L'attraversamento pedonale davanti alla caserma Carabinieri, tra l'altro realizzato con una pavimentazione in porfido, è stato completamente rovinato». I tagli interessano circa 6-700 metri complessivamente nel centro abitato di Viadana, altrettanti all'ingresso della zona industriale Gerbolina e un buon tratto lungo le strade provinciali del territorio. «Con la brutta stagione - nota l'assessore alla viabilità Adriano Saccani - non sarebbe stato proprio possibile completare tutti i lavori, a maggior ragione con l'inverno piovoso che abbiamo avuto. Ma proprio pochi giorni fa la società Acque Potabili ha firmato l'affidamento che farà ripartire i cantieri, e a giorni le ruspe torneranno in azione». Il secondo lotto sarà da circa 400mila euro, e si concentrerà sugli ultimi prolungamenti ed allacciamenti ancora mancanti della nuova rete idrica, nonché sulla ripresa di tagli e pezze. Proprio in attesa di questo momento, come alcuni cittadini avranno forse notato, i mezzi utensili erano stati lasciati sul posto pronti per essere riaccesi (ad esempio in largo De Gasperi). Servizio idrico AZ<M*+" ,. : . . . : : . r. . . ! < q [ [ qr n r a r. % .„ :•: >, rPfb ÿú,, mom L'assessore Adriano Saccani SLta:Is--:;tSc<?ftt Il progetto complessivo, da due milioni e mezzo di euro, puntava alla realizzazione della condotta di collegamento ed alla formazione della rete di acquedotto nelle località Gerbolina, Salina, Casaletto, Bellaguarda, Squarzanella e Sabbioni, nonché in tratti del capoluogo e delle frazioni di Cogozzo e Cicognara. Il finanziamento è stato apportato da Regione Lombardia (1,7 milioni), Acque Potabili e Comune (400mila euro a testa). Grazie a fondi stanziati per i danni da terremoto, sono stati realizzati alcuni lavori anche presso il pozzo e la torre piezometrica dell'acquedotto. L'ente locale ha colto l'occasione dei ponteggi installati per far realizzare la mega scritta "Comune di Viadana", col simbolo del leone, sul serbatoio della torre: a giorni, tolte le impalcature, la scritta sarà visibile a centinaia di metri di distanza. L'assessore Saccani approfitta per ricordare che, con la bella stagione, ripartiranno anche i cantieri del Comune per la manutenzione stradale straordinaria (80mila euro). , s«€c.ipz'3;a ;;.a Cantieri stradali aViadana (foto rn) Inscia6,icM-ìii_I 'atlli b Fscauv R, ¡rtmcst,i Riccardo Negri Pagina 5 Prosciugato il fossato del castello Il tesoro nascosto: bici e palloni Il museo degli orrori è emerso dopo il prosciugamento del fossato del castello di San Giorgio, concluso in queste ore per consentire l'inizio dei lavori di consolidamento post-terremoto delle torri, finalizzati anche alla riapertura della Camera degli Sposi. Era sepolto sotto metri d'acqua melmosa e a prosciugamento terminato, nei giorni scorsi, il "tesoro" nascosto è venuto alla luce. Due biciclette, diversi palloni da calcio, un cestino da arredo urbano per i rifiuti, un portone in legno, piccioni morti, un vaso e dei blocchi di cemento stradali. Il prosciuga- mento del fossato del castello ha impiegato alcuni giorni per essere ultimato perché il livello dei laghi era alto. La paratia, aperta diversi giorni fa, ha fatto defluire lentamente l'acqua nel lago Inferiore. Il primo lavoro li fczL.. .,, che sarà eseguito al castello sarà il cerchiaggio di tutti gli ambienti che saranno attraversati dai turisti. Poi sarà il turno della torre nord-est. La Camera degli Sposi dovrebbe essere riaperta a fine maggio o entro fine estate. rít;.,._:Yell st,;S,,F4„ s: ír sul fondo biciclette, palloni da calcio , vasi e blocchi di cemento stradali l'aasemMerbisènnFlash Priin;iriichirzm tl fi aprk Rifiuti Pagina 6 DE MARCHI (LEGA) SCUOTE LA MAFFINI "Tanta raccolta differenziata deve tradursi in sconti sulla tariffa allr nostre famiglie" Va bene cantar vittoria per l'alta percentuale (75%) di rifiuti differenziati dai cittadini, ma quando avverrà la conseguente riduzione della tariffa sulla raccolta? A chiederlo è il capogruppo leghista in Comune Luca de Marchi, che commenta con distacco gli annunci trionfali stici dei giorni scorsi da parte degli amministratori. «Quel risultato spiega l'esponente del carroccio - è dovuto al grande senso civico dei mantovani, non certo agli inesistenti stimoli e incentivi dell'attuale giunta. L assessore Maffini, oltre che a cantare il giusto successo ottenuto dalla città nel campo della raccolta diversificata, dovrebbe una volta per tutte premiare la fattività dei cittadini tramite una congrua riduzione della tassa sui rifiuti per tutte le famiglie». Il sollecito in tal senso parte da lontano: «È da circa un anno prosegue de Marchi - che sol- Luca de Marchi (Lega Nord) lecitiamo l'assessore a intraprendere questa strada per riconoscere l'impegno ecologico dei mantovani. Spero conclude - che questa sia la volta buona anche se, considerata l'inesausta famelicità della giunta, nutro fondati dubbi sulla volontà di procedere in questa direzione che concorrerebbe ad alleviare la notevole pressione fiscale». les, finalmente qualcosa si muove m,v ao mEddEmno . Iroi ,e, , o e idl - Rifiuti „ ,'Bonili he:avnnliodogio Pagina 7 Energia Pagina 8 Soldi al Com e dal distributore il nuovo impianto aprirà sulla Cisa. Pdl perplesso sulla collocazione colo». I consiglieri Pdl si sono ® ROVERBELLA quindi astenuti. Sul territorio di Roverbella sorgerà presto un nuovo distributore di benzina. Il consiglio comunale ha approvato ieri la concessione del permesso convenzionato a favore della ditta Petroli Spa. Il distributore sarà collocato lungo la ex Statale Cisa, a poche centinaia di metri dal territorio del comune di Mozzecane. L'impianto verrà realizzato entro la fine dell'estate, ed entrerà in funzione presumibilmente in autunno. Per la sua costruzione sarà necessario abbattere dei grossi platani, ma la ditta provvederà a compensare l'intervento realizzando un'area verde dietro il distributore. Al Comune di Roverbella andranno circa 6.500 euro. Il consigliere di opposizione Emanuele Savazza, capogruppo del Pdl, ha espresso preoccupazioni per quel che riguarda l'ubicazione dell'impianto: Energia Nel corso del consiglio si è inoltre approvato il piano per il regolamento edilizio, che prevederà una sorta di incentivo per i proprietari degli edifici appartenenti alle classi energetiche più alte: sugli edifici di classe A+ si potrà intervenire con incrementi volumetrici il sindaco di Roverbella , Amadori «Il distributore in sé può essere utile, ma la sua posizione potrà creare problemi dal punto di vista della viabilità. Quella strada è molto trafficata, e chi viaggia in direzione Mozzecane dovrà attraversare la corsia opposta per svoltare e fare rifornimento. Ciò - ha spiegato Savazza - potrebbe provocare incidenti o situazioni di peri- del 15%, del10% sugli edifici di classe A, del 5% su quelli di classe B. Si è infine deciso di fissare la scadenza per il pagamento dell'imposta Iuc al 31 maggio (anziché al 30 aprile, come si era previsto inizialmente). Su questo punto il gruppo del Pdl ha espresso voto contrario, per manifestare il proprio dissenso in merito alle politiche adottate dalla maggioranza diAmadori in ambito finanziario. «La vostra politica è stata quella di aumentare le tasse - ha dichiarato Savazza Votiamo contro per segnalare che noi non la condividiamo». Fabio Bauce Pagina 9 Riparte il progetto del biogas che fornirà acqua calda agli edifici pubblici Teleriscaldamento a Quingentle QUINGENTOLE - Ripartono i progetti di teleriscaldamento e dell'impianto a biomassa di Quingentole. Come spiega il vicesindaco Adriano Campioni , dopo essere rimasto al palo per diverso tempo, l'impianto a biomassa che si trova nei pressi della palestra comunale dovrebbe ripartire a breve. All'azienda umbra che gestiva la centrale, la Roscini Impianti Srl di Assisi, infatti, è subentrata la bergamasca Revolution Energy. L'azienda lombarda ora ha in animo di modificare in modo piuttosto radicale l'impianto a biomassa, al quale è collegato l'impianto di teleriscaldamento che fornirà acqua calda agli edifici pubblici, ovvero a tutta la struttura dove si trovano il municipio, la biblioteca e il prossimo museo della meccanizzazione agricola, alle scuole elementari, alla sala polivalente che si trova in Corte Breda, alla palestra e al teatro (benché quest'ultimo sia rimasto danneggiato in modo grave dal terremoto di maggio 2012). L'impianto a biomassa al momento può produrre 70 kilowatt termici ed è dotato di una caldaia da 400 kw termici. Secondo i nuovi progetti, dovrebbe produrre 100 kw elettrici ed essere dotato di una caldaia per la fornitura dell'acqua agli edifici pubblici. I progetti, ad ogni modo, saranno nuovamente sottoposti a valutazione di impatto ambientale, di conseguenza l'accensione dell'impianto a non avverrà sicuramente dall'oggi al domani. La Revolution Energy, tra l'altro, gestirà anche la piazzola ecologica che il Comune aprì alcuni anni fa in collaborazione con Agire (Agenzia per la gestione intelligente delle risorse energetiche) di Mantova. Dalla piazzola, l'azienda bergamasca recupererà parte della biomassa necessaria per il funzionamento di tutto l'impianto. I progetti saranno presentati stasera alle 21 in Corte Breda. (gb) II municipio di Quingentole B as 11 n1 y IO ANO 1 Rave party nei campi di S.Benedetlo, Energia Pagina 10 L'iniziativa si inserisce all'interno del progetto "Green League" Energia, l'educazione al risparmio Ñenta gíoco onlíne Una sorta di Pacman de noantri che invece delle palline, mangia lampadine accese. Si tratta di 'Lampman' il nuovo gioco appena lanciato in rete dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (Coou) dedicato al risparmio energetico. In Lampman il giocatore dovrà contrastare dei perfidi fantasmini che muovendosi in un labirinto cercheranno di riaccendere tutte le lampadine. L'iniziativa si inserisce all'interno del progetto "Green League" che prevede un sistema di giochi online finalizzati all'educazione ambientale. Lapman, come racconta Elena Susini, responsabile della Comunicazione Coou, "è il terzo gioco di una serie di 8 che verranno messi online nel corso dei prossimi !ü " RS ;1e11 Vi%rr111iP?11rj mesi. E' incentrato sul recupero energetico e possono partecipare tutti: dai ragazzi agli adulti". Giocare è semplice: "dopo aver effettuato la registrazione sul sito www.greenleague.it, i giocatori si logano e giocano. Giocando e abbinando velocità e conoscenza ambientale avranno la possibilità di scalare una classifica per poi arrivare a vincere dei premi'. L'obiettivo del progetto è, dunque, unire lo svago all'apprendimento e i risultati sono già più che soddisfacenti. Basti pensare che "in tre mesi sono state oltre 8mila le registrazioni al sito, i giocatori attivi sono poco più di sei mila e le partite giocate arrivano a numeri molto elevati". La nostra intenzione, conclude la responsabile comunicazione del Coou, "è di essere una piattaforma divulgativa per la conoscenza ambientale in senso ampio e quindi ci occupiamo di tutti i temi: dall'inquinamento all'efficienza energetica alla mobilità. Tutti argomenti di interesse ambientale che servono a poter dare piccole informazioni a tutti". In E "oa Is specie a' . ens cosianc I12m i cn tli eur,' 9f.'1n Energia Pagina 11 «Non010 garantiamo strade sicure» Province verso la causa allo Stato fondi in cassa ci sono ma non si possono spendere: viabilità e scuole costrette a soffrire L'Unione lombarda valuta l'azione legale contro Roma: «Paghi i danni che ci sta causando» di Sandro Mortari Un disegno di legge di riforma degli enti locali che promette il caos istituzionale; il patto di stabilità che assomiglia sempre più ad un cappio al collo; le risorse da spendere per i territori che si assottigliano sempre di più. Le Provincie lombarde non ce la fanno più e ieri i presidenti hanno deciso di dire basta. «Se il Governo non ci consentirà di spendere i soldi che abbiamo in cassa, non saremo in grado di garantire i servizi essenziali ai nostri cittadini, a partire dalla sicurezza delle strade» afferma il presidente dell'Unione delle Province Lombarde Massimo Sertori. Al vertice ha partecipato anche il numero uno di Palazzo di Bagno, Alessandro Pastacci, che sposa in pieno le conclusioni del presidente. «Gli abbiamo dato mandato - spiega - di valutare un'azione legale nei confronti dello Stato affinchè paghi i danni che sta causando ai cittadini delle nostre Province». Non siamo ad un vero proprio ultimatum, ma poco ci manca. Per cercare di smuovere qualcosa a Roma l'Unione delle Province lombarde invierà al Governo una lettera «per chiedere - spiega Pastacci - maggiore attenzione nei confronti delle infrastrutture. E ne manderemo anche una Regione per concordare un'apertura di patto che ci consenta di intervenire sui lavori incorso. Nel nostro caso, ne approfitteremino per velocizzare la tangenziale di Guidizzolo». Il problema, però, sono le manutenzioni delle strade provinciali che nel Mantovano sfiorano i 1.200 chilometri: «Oggi - dice il presidente - potremmo fare tre volte di più di quello che facciamo se la legge ce lo consentisse. II patto di stabilità bloccale manutenzioni stradali : operai della Provincia effettuano dei rappezzi con il bitume E potremmo intervenire per migliorare la sicurezza stradale a Monzambano, all'incrocio di Cà Piccard, o a Campitello». E ammonisce: «Le stesse difficoltà le abbiamo per le scuole. Il Governo si è impegnato con un piano ad hoc di cui, però, finora non conosciamo i contenuti. Per le manutenzioni degli edifici facciamo i salti mortali, quando basterebbe cambiare una norma sbagliata. Il Tar - ricorda - aveva bocciato il primo decreto che imponeva tagli esagerati alle Province. Il Governo l'ha rifatto, ma con ulteriori aggravi per buona parte dei territori lombardi dove noi svolgiamo molte delle funzioni trasferite dalla Regione». Nel mirino dei presidenti c'è anche il disegno di legge Del Rio, «che sta creando un grandissimo caos su Province, fusioni di Comuni e aree metropolitane. Come, del resto, avevamo previsto un anno fa - ricorda Pastacci -. Prorogare il commissariamento delle Province sarebbe devastante, anche perché vi sono problemi di legittimità costituzionale. Ad oggi, come verrebbero distribuite le funzioni e i vari servizi assicurati». Altro tema affrontato ieri «è quello scandaloso dell'aumento Ball' I al 9 % dellatassa che sipagaperipassaggi di proprietà di terreni dal privato al pubblico quando si tratta di allargare una strada o di costruirne una nuova: un aggravio in più per le opere in corso». ,- .,r- Alo 11:,1o Politica locale Pagina 12 L'Unione 1 llIl piace ai grandi Poggio e Quistello disponibili ad associarsi alle sette amministrazioni. Malo statuto è pronto 1 PIEVE DI CORIANO L'unione tra i sette Comuni che si accingono ad approvare lo statuto si farà. Tornare indietro non si può e nessuno dei sindaci coinvolti (Villa Poma, Pieve, Revere, Quingentole, Schivenoglia, S. Giovanni, S. Giacomo) ne ha l'intenzione. Ma l'incontro organizzato dalla minoranza segnatese sembra avere aperto non uno `spiraglio' ma un `portone' ai Comuni più grandi che ne sono rimasti fuori. Infatti, nel piatto adesso ci sono anche le disponibilità di Poggio, che sostiene di es- ser sempre stato favorevole, e di Quistello, che due anni fa si trovava in un momento delicato di assestamento degli organici, mentre ora è disponibile. «Abbiamo organizzato la serata per approfondire l'argomento perché, al di là degli obblighi di legge, bisogna fare qualcosa che abbia senso e sia nello spirito di risparmiare, come dice la legge ha introdotto Auro Codifava, capogruppo di minoranza a San Giacomo - Insieme ai comuni più grandi il risultato sarebbe migliore». Per Rinaldoni di Poggio sarebbe stato naturale che le unioni avessero la stessa geo- grafia dei distretti scolastici «ma abbiamo capito che non andava bene a tutti». Sergio Faioni di Revere ha ricordato che la discussione, con l'obbligo di accorpare delle funzioni, è iniziata a fine 2011. «Siamo andati avanti senza preclusioni verso alcuno» ha ribadito. Per Luca Mal avasi di Quistello «le unioni funzionano se fatte tra comuni grandi e piccoli, con quelli grandi interessati solo per alcune funzioni». Per il sindaco di Sermide Paolo Calzolari, memore della esperienza decennale di unione portata avanti nel sermidese negli anni'90, «non è la dimensione che conta ma se c'è la volontà di realizzare questo progett». E Roberto Pedrazzoli di Villa Poma ha preso la palla al balzo per dire che la fusione è l'obiettivo finale e che «i comuni più grandi hanno perso l'occasione». Il vicesindaco Zacchi ha ribadito che a fine 2011 Poggio si era reso disponibile ad alcune convenzioni con San Giovanni e Magnacavallo, e aggiungendo che «adesso che Quistello è disponibile ci si può pensare». «Noi stiamo lavorando da 2 anni - è intervenuta poi Angela Zibordi di S. Giovanni Siamo partiti in 17 e siamo rimasti in 7. Tuttavia l'Unione può rimanere aperta». Infine, il padrone di casa Paolo Bocchi ha evidenziato che la sua amministrazione ha molto lavorato per favorire queste collaborazioni, che esulano da ogni tipo di sintonie di partito. Roberta Basso li II tavolo dei relatori: fra loro molti sindaci della Bassa (foto Bossoli) e, u, r, ,.,io-, i,• Politica locale Pagina 13 L'ASSESSORE Al CONTRATTI DI QUARTIERE CELESTINO DALCOGLIO: " RILANCIAMO IL PRU DI BORGOCHIESANUOVA. LE NUOVE OPERE PRONTE A OTTOBRE" Parco Arcoba len o: pronti 235mila curo Il Comune di Mantova ha appaltato i lavori per la sistemazione e la riqualificazione del Parco Arcobaleno a Borgochiesanuova, dando così seguito al progetto promosso nell'autunno scorso dall'assessore ai contratti di quartiere, Celestino Dall'Oglio, che lo aveva sbloccato dopo due anni di "sosta" onerosa dovuta alla crisi. La gara, con procedura negoziata del codice contratti, è stata aggiudicata a "Mantova Ambiente srl": azienda che (sulla base di 190miia euro) ha offerto lo sconto del 9,84% . Al secondo posto la "Tecnoverde di Zani Aldo e Andrea snc" da Castellucchio (-8,52%); seguono: `Boschiva F.lli Valentini srl" (-7,23%) di Spilamberto (MO) e l'impresa "Cav. Emilio Giovetti srl" (-5,11%) da Modena. L' area verde, disposta su 6mila metri quadrati nel quartiere di Borgochiesanuova, costituisce, con la pista ciclabile che l'attraversa, il collegamento tra le vie Spiller e Rinaldo Mantovano. L'intervento, predisposto dal settore lavori pubblici comunale, prevede la riqualificazione del giardino col riordino delle alberature e delle siepi; il po- tenziamento dell'illuminazione, la formazione di nuovi percorsi, la posa di nuovi arredi e giochi per bambini, la realizzazione di un' area dedicata al gioco da parte di ragazzi e adulti , col "calcetto" e la pallacanestro. Oltre a uno specifico ambito protetto (sgambatoio) destinato ai cani. «Si tratta di un intervento assai sentito dalle famiglie residenti - commenta l'assessore Celestino Dall'Oglio - i cui lavori verranno consegnati a maggio per finire a ottobre». Quanto all'investimento di 235.400 euro, cofinanziato dalla Regione, «esso era già oneroso ben prima dei lavori sottolinea Dall'Oglio - se si pensa che il Comune sta pagando regolarmente il mutuo (sulla quota di 117.700 euro) dal settembre 2011. Sicché per queste considerazioni abbiamo decisamente rilanciato in Giunta la sistemazione del parco». (mal) II progetto della riqualificazione del parco Arcobaleno di 6.000 metri quadri a Borgochiesanuova unaed'Ilallo,Monlovorirordolosmrlo Politica locale Pagina 14 PRESENTI I SINDACI L'acqua pubblica lascia Milano, da ieri è tutta in mano lodigiana Trasferiti a Sal i pozzi, i depuratori, nonché centinaia di chilometri di acquedotto e di condotte fognarie per un valore di circa 32 milioni di euro L'acqua pubblica lodigiana è passata definitivamente nelle mani dei comuni del nostro territorio. È una notizia storica. Nel pomeriggio di ieri si è svolta a Milano l'assemblea dei soci dello storico Cap, il Consorzio Acqua Potabile, che ha sancito "la scissione" di quelli lodigiani. All'assemblea era rappresentato il72,5°/° del capitale sociale quasi interamente nelle mani dei Comuni del Milanese e del Lodigiano - quindi una maggioranza più che qualificata. L'assemblea si è svolta nella sede del Cap, in via Rimini. Il distacco delle quote lodigiane da Cap Holding ha registrato solo voti favorevoli, nessun contrario e qualche astenuto. A loro voltai sindaci del Lodigiano, che erano presenti pressoché in massa (soltanto sei gli assenti) hanno votato in blocco, all'unanimità, per trasferire il capitale sociale di 58 comuni (costituito da reti e impianti per il funzionamento del ciclo dell'acqua), in Sal, l'azienda partecipata dai 61 Comuni e dalla Provincia di Lodi. Sal, come è noto, è già il gestore unico del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) in tutta la provincia di Lodi. Ieri pomeriggio, dunque, l'assemblea dei soci di Cap Holding ha deliberato la scissione parziale non proporzionale del ramo lodigiano, che verrà conferito in una nuova società, la Pil (Patrimoniale Idrica Lodigiana). Sarà poi la Pil, che dovrà nascere entro 60 giorni, ad avere il compito esclusivo di conferire in Sal, entro la fine del 2014, tutti i cespiti: i pozzi, le centrali di potabilizzazione e i depuratori, oltre a centinaia di chilometri di acquedotto e di condotte fognarie. È stato un percorso serrato, quello che ha portato il Lodigiano alla pie- Competitors na autonomia nella gestione del servizio idrico integrato. Fino al 2009 in provincia di Lodi operavano, nei diversi segmenti del servizio idrico, ben cinque aziende: Astem, Amiacque, Cap, Asm e Consorzio Basso Lambro. Dal 2010 il gestore è diventato uno solo - Sal - anche se la proprietà di una grossa fetta di reti ed impianti, fino alla delibera assunta nella giornata di ieri, era ancora in capo Cap Holding, una società patrimoniale operante in quattro diverse province: Milano, Pavia, Monza Brianza e Lodi. Con l'approvazione della scissione del ramo lodigiano da parte dell'as semblea dei soci di Cap Holding (che ha condiviso il percorso insie me a Sal), tutto è diventato più faci le per il trasferimento del patrimonio a Sal. Si tratta di reti e impianti, attualmente gestiti dalla stessa Sal, per un valore di circa 32 milioni di euro. È il5,71°/° del patrimonio di Cap Holding. L'operazione è scaturita da una forte condivisione territoriale dei Comuni lodigiani, che si sono presentati all'appuntamento di ieri pomeriggio uniti e forti di 55 delibere assunte da altrettanti con siglio comunali (compresa quella della Provincia di Lodi): 55 su 58. «È un risultato eccezionale - dichiara Antonio Redondi, presidente di Sal - se si pensa che i Comuni avevano solo due mesi di tempo per arrivare all'assemblea di Cap Hol ding con la delibera in tasca». «Esprimo comunque - conclude Redondi - ampia soddisfazione per il risultato e per la grande partecipazione dei sindaci lodigiani che, grazie anche alla collaborazione di Cap e del presidente Ramazzotti, hanno sostenuto unanimi e con convinzione questo percorso, di cui oggi finalmente si raccolgono i frutti». Pagina 15 J îbi ï , ' v ì% l%% Da domani incontri ed eventi tra città e provincia sulle risorse idriche Una settimana dedicata all'acqua, nell'ambito della convenzione «A Brescia si parla di scienza e di tecnologia», un accordo di programma sulla divulgazione scientifica stipulato traAmbiente Parco, Comune, Università degli Studi, Università Cattolica, Fondazione Musi] e Fem2Ambiente. Momenti di formazione e di confronto, ma soprattutto eventi d'informazione e di coinvolgimento del pubblico, per richiamare l'attenzione su temi attuali come risorse nturali, energia e mobilità. Dopo la settimana dedicata alla Matematica (5-13 marzo), s'inaugura domani quella dedicata all'acqua, il <World Water Day Festival"» che si svolgerà all'Ambiente Parco e in altri luoghi nella città fino a lunedì 24 marzo. Sei giorni di eventi, per incoraggiare azioni personali e collettive di buona gestione dell'acqua: iniziative per famiglie e bambini, tecnici e addetti ai lavori, scuole e università, spettacoli teatrali e mostre, incontri scientifici e di confronto fra i cittadini, attività culturali e dedicate al benessere. «Questo progetto nasce per avvicinare il mondo scientifico di studiosi e tecnici a chi utilizza le loro invenzioni», commenta Pier Paolo Poggio, direttore del Musil. Dello stesso avviso l'assessore all'Ambiente Gianluigi Fondra: «Gli incontri servono a svi- luppare l'interconnessione tra la comunità scientifica e la cittadinanza, e far emergere le criticità esistenti». Tra i numerosi eventi in programma (il calendario completo sul sito wwve w. giomaledibrescia.it), domani alle 18.30 l'inaugurazione ad Ambiente Parco della mostra fotografica «La natura dell'acqua»; sabato la visita guidata a un tratto del percorso del sistema i droelettrico minerario e il laboratorio per leggere le caratteristiche dell'acqua (prevista anche la distribuzione del kit). Nel weekend anche le visite guidate del Fai alla fonte di Mompiano e il workshop d'arte a Santa Giulia «Un fiume d'acqua». Francesca Roman 3V-..,(,/ L'Ambiente Parco di LargoTorrelunga Acqua: Scenario Pagina 16 SERVIZIO IDRIC i Acque Ve re 'ca S con I e Acque Veronesi non ci sta a farsi definire «un carrozzone» dagli amministratori della pianura. L'azienda presieduta da Massimo Mariotti, infatti, replica ai sindaci che nei giorni scorsi avevano sollevato dubbi e discussioni. «Nel 2013 ad Isola della Scala Acque Veronesi ha realizzato 58 interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle reti, spendendo circa 45mila euro, mentre a Bevilacqua ne ha investiti limila e a San Pietro di Morubio altri 15mila», afferma l'azienda. «Questi sono soltanto alcuni dei dati relativi all'attività di manutenzione di Acque Veronesi, che lo scorso anno nel territorio dei 74 Comuni dove opera hacomportato una spesa di quasi cinque milioni. Questi dati smentiscono le parole di Giovanni Miozzi, Giorgio Malaspina e Valentino Girlanda, rispettivamente sindaci di Isola, San Pietro di Morubio e Bevilacqua, secondo i quali Acque Veronesi costa troppo, non funzionabene ed ha un Cda che non rappresenta il territorio». «Sempre per quanto riguarda la sola gestione ordinaria e straordinaria delle reti», proseguelanota, «in questi tre Comuni sono stati spesi dal 2009 ad oggi 254mila euro e negli ultimi cinque anni sono state messe in cantiere opere per oltre un milione di euro. Inoltre, la società, dal 2007 al 2013, ha realizzato in tutta la provincia investimenti per oltre 100 milioni di euro». 0 LU.FI. Acqua: Scenario Pagina 17 L'acqua pubblica nel Lazio è lç ;e. Per la prima volta 0 na legge sull'acqua bene comune di iniziativa popolare, che riU chiama l'esito referendario, approvata all'unanimità dal consiglio regionale del Lazio. C'era di che festeggiare, ieri, dalle parti di via della Pisana, sede del consiglio finora più celebre d'Italia per via delle prodezze finanziarie di Batman Fiorito, anche perché adesso il Lazio si trova a fare da capofila per le nuove norme derivanti dal referendum del 14 giugno 2011. La legge, sostenuta da 39.000 firme di cittadini e da 40 comuni, da comitati per l'acqua pubblica che non hanno mancato di far sentire la loro presenza durante la discussione, stabilisce che l'acqua«è un bene naturale e un diritto umano universale ». Da questo principio, che recepisce lo spirito dei referendum nazionali del 2011, discende che «tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili». La gestione del servizio idrico integrato «deve essere svolta senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale». Vengono aboliti i vecchi «Ato», Ambiti territoriali ottimali: la gestione dell'acqua dovrà avvenire nel bacino idrografico. La gestione dovrà avvenire in base a un preciso bilancio idrico che dovrà assicurare «l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico» e dovrà essere aggiornato con cadenza almeno quinquennale. Ogni anno le autorità di bacino dovranno predisporre «un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione». Gli ambiti di bacino idrografico dovranno es- JOLANDA BUFALINI ROMA sere individuati dalla Regione entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, attraverso un nuovo provvedimento legislativo. Ciascun ambito sarà «governato» da un'autorità di bacino, a cui partecipano gli enti locali corrispondenti per territorio. I delegati degli enti locali partecipano alle «assemblee decisionali di bacino» con vincolo di mandato. La gestione del servizio idrico dovrà avvenire in maniera integrata: «Le opere di captazione, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato - si legge all'articolo 6 - sono di proprietà In c ---I- T - Voto a s t a d ei 1 . - u, Ala» degli enti locali e sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico». Quella approvata non è una legge a costo zero, sono costituiti due fondi: il primo destinato alla «ripubblicizzazione» di cui possono beneficiare gli enti locali che vogliono tornare a gestire il servizio «subentrando a società di capitale». Tale fondo sarà finanziato nel triennio 2014-2016 da un apposito capitolo di bilancio. Il secondo, avrà carattere di «solidarietà internazionale», «al fine di concorrere ad assicurare l'accesso all'acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta» e sarà destinato a progetti cooperativi , escludendo ogni forma di profitto privato. Acqua: Scenario «È un grande successo, la vittoria di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l 'acqua restasse un bene di tutti . Questa legge è in linea con l'esito referendario e riconosce la tutela pubblica su un bene comune , scarso e limitato , come l ' acqua. Il testo approvato rappresenta un primo , ma fondamentale passo di un iter, più lungo e complesso, che porterà alla riforma di tutta la materia», è stato il commento di Nicola Zingaretti che ringrazia «maggioranza e opposizione» per la prova di «compattezza e responsabilità su un tema delicato , sollecitato da una proposta nata dai cittadini , dai movimenti e dai Comuni». Quella di ieri è « una bella pagina» per il presidente del Consiglio laziale , Daniele Leodori , mentre Massimiliano Smeriglio sottolinea « il risultato ottenuto grazie alla concertazione con tutti i soggetti che si sono battuti per il rispetto dell'esito referendario, ai gruppi consiliari e alle forze politiche, oltre al lavoro della Giunta e in particolare dell 'assessore Refrigeri». E per la consigliera Cristiana Avenali, che su questi temi si è sempre battuta, «è una giornata storica». La discussione in consiglio è stata serrata, si è prolungata nella notte la settimana scorsa per arrivare, ieri, al voto definitivo . Molto contenti i comitati e le associazioni referendarie, che i che, oggi, alle 11e30, invitano a una conferenza stampa al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua . Mancano ancora leggi attuative fondamentali come la definizione dei bacini idrografici. "A Sud" esprime preoccupazione per «la libertà di quei comuni che rischiano il passaggio forzato al gestore dell'Ato». Roberto Scacchi di Legambiente : «il Lazio è la prima regione d 'Italia che sancisce in maniera inequivocabile che l'acqua è deve essere ri -pubblicizzata». E chiede « il blocco immediato dei distacchi dell'erogazione per morosità» . Pagina 18 MANERBIO. Rifiuti Porta a o e occupazione: se ne discute . . 4. CI 1® . Una doppia convocazione per sviscerare un argomento che in realtà ne racchiude due. In un clima di forte contrapposizione approda oggi a Manerbio, alle 18.30, nelle Commissioni Affari generali Bilancio e ' ibuti e Igiene ambientale e servizi municipalizzati, il progetto di raccolta dei rifiuti. Sul tavolo il passaggio alla raccolta porta a porta dei rifiuti che, in seconda battuta, riguarda anche il destino di alcuni dei lavoratori delle municipalizzate Bbs e Acm, le società partecipate del Comune in fase di liquidazione. Addio dunque al sistema dei cassonetti che finora ha caratterizzato la raccolta dell'immondizia e alla differenziata, e sì alla raccolta casa per casa. Se l'iter non troverà ostacoli, la riforma dell'immondizia entrerà in vigore nella seconda parte dell'anno. Il Comune vuole affidare il servizio a Garda Uno, supportato con modalità e mansioni ancora tutte da definire dalla Coges, che da anni si occupa di raccogliere e smaltire i rifiuti dei manerbiesi. L'affidamento alla società pubblica della raccolta differenziata prevede anche il passaggio di uno stock di dipendenti di Bbs e Acm. Da chiarire in questo caso il numero dei lavoratori che saranno presi in carico da Garda Uno e le caratteristiche del contratto che gli sarà garantito. 0 S.NAR Rifiuti: Scenario Pagina 19 GARDONE. Nuovi percorsi in Valtrompia Riciciclo dei rifiuti L'estate porterà la raccolta «spinta» Anche l'umido e l'indifferenziato nel calendario del «porta a porta» Il «porta a porta» è già operativo da tempo per il riciclaggio di carta, vetro e lattine e plastica, ma tra agosto e settembre, a Gardone si andrà oltre introducendo la «raccolta spinta» che includerà anche umido e indifferenziato in un percorso unico in Valtrompia e condiviso con Villa Carcina. «Stiamo stilando la convenzione tra il nostro ente e quello di Villa Carcina per gestire il procedimento di gara per l'affidamento del servizio di raccolta valido per 5 anni e prorogabile per altri 4 - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Fausto Gamba -. Gardone sarà capofila del bando per individuare il nuovo gestore e dividerà con Villa le spese per indire il bando; poi ogni municipio avrà una gestione propria». Come funzionerà? Con l'attivazione del porta a porta spinto la raccolta verrà effettuata due volte a settimana, il lunedì e il giovedì; il primo giorno toccherà al recupero di umido, vetro, lattine e plastica; il giovedì ancora all'umido e poi a carta e indifferenziata. Nelle grandi utenze, come bar, mense e ristoranti, la frazione de- Rifiuti: Scenario componibile verrà rimossa tre volte la settimana; ovvero anche il sabato. E sempre per il riciclo della componente compostabile della spazzatura, le famiglie riceveranno un contenitore da tenere in casa e uno di dimensioni maggiori da esporre il giorno della raccolta. Gli obiettivi? «Con questo sistema - risponde l'assessore - pensiamo di raggiungere la percentuale del 65% di differenziata previstadallalegge, dato che l'attuale raccolta non ha portato ai risultati sperati e si è assestata sul 40%. Tra i compiti del nuovo gestore ci sarà anche quello di effettuare una campagna di sensibilizzazione rivolta a famiglie e scuole; inoltre potrà proporre campagne particolari, come quellaperl'olio domestico usato». Non è finita: a Gardone verranno pure potenziati gli orari di apertura dell'isola ecologica (fino a 31 ore settimanali) di via Roma. Un esempio: il sabato sarà in funzione dalle 8,30 alle 19 e per i rifiuti ingombranti sarà utilizzabile a chiamata con il gestore. • L.P. O RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 20 DESENZANO. Con la raccolta «porta a porta» estesa da questa settimana a tutto il territorio è stata quasi completatala rimozione dei vecchi porta-rifiuti La grande «rott azione» dei cassonetti Circa 800 contenitori aspettano di essere venduti: sono per ora ammassati a Rivoltella e San Martino La Lega interroga: «Sono sporchi e fanno odore» Alessandro Gatta Via tutti i cassonetti dei rifiuti da Desenzano e da Rivoltella. Ma «via» dove? Con l'estensione della raccolta porta a porta anche ai quartieri «est» (la scorsa settimana) e a Rivoltella (in questi giorni) sono stati rimossi centinaiadi contenitori dalle strade, dai cassonetti metallici (circa 650) alle «campane» di plastica (sui 200 pezzi). CHE FINE HANNO FATTO? Per ora sono parcheggiati in due grandi «cimiteri» dei cassonetti: uno a fianco del pattinodromo a Rivoltella, l'altro vicino alla sede della Protezione civile a S. Martino. Altri saranno portati all'isola ecologica sulla minitangenziale. «Ne restano da rimuovere poche decine, in particolare a Rivoltella. Cassonetti che al più presto saranno venduti spiega l'assessore Maurizio Maffi - dopo una cernita, per capire quali sono quelli "ancora buoni" e quali da buttare». Tra gli interessati non ci sarebbero Comuni, ma aziende locali, per riutilizzarli o riciclare i materiali. Su cifre e dettagli l'assessore Maffi resta abbottonato, ma si sa che sul «mercato» dell'usato un cassonetto di metallo si può piazzare a 50 euro, mentre i contenitori e campane in plastica vanno dai 10 ai 20 euro. Si vedrà. Rifiuti: Scenario Uno dei «cimiteri» dei cassonetti, a San Martino della Battaglia In parallelo arriva anche la prima polemica: un'interrogazione annunciata dal consigliere comunale della Lega Nord, Rino Polloni, rileva che a San Martino il «cimitero» dei cassonetti si trova non distante da case abitate, e i residenti si sarebbero giàlamentati, perchè i contenitori non sono stati lavati. «Sono stati svuotati ma non puliti, con tutte le conseguenze del caso. E dunque odore insopportabile, ma pure insetti a non finire. Peggio ancora conclude Polloni - il fatto che il "cimitero" dei cassonetti si trovi proprio nel cuore del Plis, l'area vincolata come Parco sovracomunale che circonda l'area monumentale di San Martino. Ma non era forse meglio partire in autunno?». Sull'andamento del porta a porta, qualche problema lo rileva anche l'assessore: «C'è chi è partito bene - risponde Maffi - ma c'è anche chi della differenziata non vuole saperne. Presto diventerà per tutti la normale quotidianità, e i problemi oggi visibili si risolveranno». e Pagina 21 Enti locali. Rischio-buco nei versamenti Tari ancora in cerca di una norma-ponte Gianni Trovati MILANO Le contorsioni dellaTaririschiano di creare un nuovo buco negli incassi dopo quello sfiorato lo scorso anno, e i Comuni provano a riutilizzare la norma del 2013 che permetteva di misurare gli acconti deltributo sui rifiuti in base a quanto pagato da ogni utenza nell'anno prima: in qualche caso, le amministrazioni hanno bussato alla porta del dipartimento Finanze, che l'anno scorso aveva illustrato il meccanismo con la circolare i/DF/2o13 del 29 aprile, e sono in attesa di risposta. Rispetto al 2013, però, ci sono due differenze: manca una norma- ponte per il passaggio dalla Tares (o dalla Tarsu/Tia che era ancora in vigore) alla Tari, la nuova versione del tributo sui rifiuti, e 4.096 Comuni (cioè la metà abbondante del totale) sono attesi al voto amministrativo di maggio, con la concreta prospettiva di allungare ulteriormente i tempi di approvazione deitributi2014: tanto più che sono in molti a dare per scontata un'ulteriore proroga per il termine dei bilanci preventivi, oggi fissato al 3o aprile. Ad azzoppare il cammino dellaTari verso l'approvazione, come accade più in generale per la Iuc di cui è una componente, è il decreto salva-Roma, che ha tempo fino al 6 maggio per essere esaminato (e rivisto) in Parlamento. Sul versante Tari, l'ultima novità è arrivata con l'esenzione totale (articolo 2 del Dl 16/2oi4) per i rifiuti speciali assimilati agli urbani che il produttore avvia autonomamente al recupero.Il decreto risolve in questo modo la questione nata con la legge di stabilità, che per questi rifiuti aveva previsto sia l'esenzione sia la possibilità di sconti da parte del Comune, mentre il ministero dell'Ambiente (circolare 1/2014) aveva proposto di superare l'empasse creata dalle due norme in conflitto privilegiando gli sconti locali, come accadeva con i vecchi tributi ambientali. Fatto sta che la regola ora in vigore impone di ripensare tutti ipiani fmanziari, perché non viene meno l' obbligo di copertura semi-integrale dei costi del servizio ma si riduce drasticamente la platea dei paganti. Il Parlamento, poi, ha già stoppato a dicembre una prima versione dell'esenzione, e potrebbe reintervenire a cambiare nuovamente le carte. Ancora per settimane, quindi, i parametri saranno incerti, ma negli enti al voto l'attività riprenderà solo tra fine giugno e inizio luglio, conilrischio divedereiprimi pagamenti in autunno. [email protected] 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Rifiuti: Scenario Pagina 22 Il caso degli 8 chilometri, «Il gasdotto Tap bloccato in Puglia, il governo intervenga» La foto di gruppo sui giornali è datata 18 dicembre 2013. Didascalia: <d soci del consorzio Shah Deniz a Baku subito dopo la firma dell'investimento che permetterà al gas dell'Azerbaijan di arrivare sulle coste italiane entro il 2019 con il gasdotto Tap, Trans adriatic pipeline». Da allora sono passati solo tre mesi. Ma l'iter per la costruzione in Italia di 8,2 chilometri di gasdotto è già finito nella palude dei ritardi e delle contrapposizioni. L'Arpa Puglia ha dato un parere positivo mentre il comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale è contrario. Ora si attende il comitato nazionale. Il Ostacoli gasdotto dovrebbe approdare nella marina Incertezza di San Foca, in Puglia, comune di Melendugno. In territorio italiano otto chilometri di tubazione in tutto, contro gli 870 totali di un'infrastruttura che attraverserà Turchia, Grecia, Albania per inabissarsi nel mar Adriatico e sbucare a casa nostra. Con il suo carico di gas azero, che poi sarebbe un'alternativa a quello russo che transita dall'Ucraina. «La realizzazione non è in dubbio ma è necessaria una presa di responsabilità da parte del governo italiano, non possiamo restare ostaggio dell'incertezza ancora troppo a lungo», va al cuore del problema Giampaolo Russo, country Energia: Scenario manager di Tap. «Ci siamo sempre resi disponibili a valutare altri approdi - continua Russo -. Anche se nel caso di Melendugno non esistono ostacoli ambientali o paesaggistici particolari. Il nostro Paese ha qualche centinaio di migliaia di chilometri di gasdotti. Ora l'iter autorizzativo è già in ritardo». Come al solito il confronto con gli altri Paesi ci mostra in balia dell'effetto nimby. Not in my backyard, che poi vorrebbe dire non nel mio giardino. Ma in questo caso sarebbe meglio dire non nella mia spiaggia. Dal canto suo il sindaco di Melendugno, Marco Poti, tiene le posizioni. Chiede l'accesso agli atti di Regione e Soprintendenza regionale. E minaccia il ricorso alle autorità giudiziarie. Ri. Que. Pagina 23 Gli istituti chiedono al gruppo Cir un innesto di risorse finanziarie per 300 milioni. Pronte a convertire i bond Sorgeriïa, la lettera delle banche sui prestiti Per l'impianto di Vado Ligure (pieno socio Gaz de mance) l'ipotesi supercomitato MILANO - Il dialogo tra Sorgenia - la società di produzione elettrica controllata dalla Cir della famiglia De Benedetti e partecipata al 46% circa dall'austriaca Verbund - e le banche creditrici per oltre 1,86 miliardi sembra a un passo dalla rottura. Gli istituti, che anche ieri hanno effettuato incontri e analisi sulla società che ha debiti eccessivi per 6oo milioni e una cassa che basta forse fino a fine mese, avrebbero maturato una posizione comune: respingere la proposta da Cir di un aumento di capitale da 19o milioni totali della società guidata da Andrea Mangoni, coperto dall'azionista di maggioranza con ioo milioni e con un intervento delle banche che ricapitalizzino per 9o milioni e convertano i 40o milioni residui del debito di Sorgenia in nuovi strumenti partecipativi. Nell'ipotesi della holding, Cir resterebbe con il53%o di Sorgenia e avrebbe le banche come secondo socio al posto di Verbund (che non vuole partecipare), mantenendo così il controllo dell'azienda. Il «no» alla proposta di Cir e di Sorgenia sarebbe contenuto in una lettera che il consorzio delle circa 20 banche - in testa Mps con 6oo milioni, a seguire Banca Imi, Unicredit, Banco Popolare, Ubi Banca, Bpm - dovrebbe inviare già oggi e alla holding presieduta da Rodolfo De Benedetti e guidata da Monica Mondardini. Le banche insistono: Cir deve mettere almeno i5o milioni per poter arrivare a una governance condivisa, mentre le banche convertirebbero i 6oo milioni di debiti in eccesso in azioni e in strumenti partecipativi. In alternativa, la conversione in azioni da parte elle banche riguarderà gran parte del debito eccessivo, facendo diventare così gli istituti cocci di controllo, con Cir azionista di minoranza e fuori dai giochi. Ma non è detto che Cir alla fine non preferisca questa ipotesi, come già alcuni analisti (Equita sim) aveva suggerito di fare. D'altronde la holding dei De Benedetti deve affrontare altre incognite: il possibile rimborso di un bond da 26o milioni di euro (anticipato proprio per la crisi di Sorgenia); l'eventua- Energia: Scenario le garanzia sul pagamento della fornitura di gas naturale (cosiddetti contratti «take or pay») se Sorgenia dovesse ritirare meno materia prima. C'è poi il tema di Tirreno Power, con la centrale a carbone di Vado Ligure sequestrata nell'ambito dell'indagine della procura di Savona per disastro ambientale e omicidio colposo. Tirreno Power - controllata al 5o%o dai francesi di Gaz de France e di cui Sorgenia ha il 39% indiretto attraverso Energia Italiana (insieme con Hera e Iren all'e gaio circa a testa) - ha 8oo milioni di debiti e il nuovo direttore generale Massimiliano Salvi sta preparando un piano per farvi fronte, anche con l'eventuale partecipazione del socio francese. Intanto ieri i legali della società, capitanati dall'ex ministro della Giustizia Paola Severino, ha incontrato il procuratore capo Francantonio Granero , il pm Chiara Maria Paolucci e il gip Fiorenza Giorgi: non è escluso che gli avvocati , accettando la supervisione di tecnici nominati dal giudice nella fase di produzione di energia, rinuncino al ricorso contro il sequestro. Fabrizio Massaro Pagina 24 Perdii. Dal cda il via libera per nuove emissioni fino a Lin massimo di 1,5 miliardi di euro da collocarsi entro il 31 luglio 2015 L'Eni prepara bond per il retail Profitti 2013 a quota 5,16 miliardi di euro - Proposto ai soci un dividendo di 1,10 euro Celestina Dominelli ROMA Apocopiùdidueannidall'uJtimo collocamento di questo tipo, l'F.ni si prepara a un nuovo bond retail. Il cda ha infatti acceso imotori deliberando ieri «l'emissione di uno o più prestiti obbligazionari, in una o più tranche, da collocare presso il pubblico indistinto in Italia, entro il 31luglio 2015, p er l'importo complessivo massimo di 1,5 miliardi di euro». Le obbligazioni serviranno ad assicurare «una struttura finanziaria equilibrata per quanto attiene il rapporto tra indebitamento a breve e a mediolungo termine». L'ultimo bond per ilretail, datato ottobre 2on, registrò un boom di richieste tanto da spingere il gruppo guidato da Paolo Scaroni ad alzare l'asticella dell'offerta da 1 a 1,35 miliardi per soddisfare gli oltre ~a risparmiatoriche ne fecero domanda. Sempre ieri, poi, il board ha licenziato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio di esercizio per il 2013 che, in linea con il preconsuntivo, sisono chiusirispettivamente con un utile netto di 5,16 miliardi di euro e di 4,q1. miliardi. Sui numeri, come aveva spiegato Scaroniametàfebbraio,hannopesato sia le tensioni in Libia e in Nigeria che le difficoltà del business mid e downstream condizionati dalla crisi italiana ed europea. Il cda proporrà dunque all'assemblea - convocata per l'8 maggio e chiamata, tra l'altro, a rinnovare i vertici del gruppo, - un dividendo di 1,1o euro per azione, di cui 55 cent già distribuiti come acconto Energia: Scenario a settembre scorso. Il saldo sarà invece messo in pagamento il 22 maggio con stacco cedolai119. Dal cda è inoltre arrivato il via libera alla proposta dell'assem blea ordinaria di delega al board per proseguire il piano di riacquisto diazioniproprie per altri18 mesi dalla data dell'assise con le condizioni giàrese note: fino a363 milioni, pari a circa illo% del capitale, per un ammontare massimo fino a 6 miliardi «a un prezzo unitario non inferiore a 1,1o2 euro e non superiore al 5% rispetto al prezzo ufficiale registrato daltitolo ilgiorno di Borsa precedente a ogni singolo acquisto». Finora l'Eni detiene 18,9 milioni di azioni proprie (lo o,52% del capitale). Al vaglio dei soci ci sarà anche il nuovo piano di incentivazione monetaria, deliberato ieri dal board dell'Eni, che sostituisce ilprecedente e introduce, come condizioni diperformance «deiparametri total shareholder return e net present value delle riserve certe misurati in termini relativi rispetto a un peer group internazionale di settore». I beneficiari, chiarisce lanota, «sono l'ad che saràanominato avalle del prossimo rinnovo, i dg di divisione e i dirigenti c on responsabilità strategiche di Eni nonché le altre ris ors e manageriali critichep er ilbusiness individuati in occasione dell'attuazione del piano». L'assise procederà anche alla modifica dello statuto per recepire i requisiti di onorabilità fissati nella direttiva emanata dal Mef agiugno scorso. Target e conto economico CRESCITA DELLA PRODUZIONE Miliardi di barili equivalenti al giorno s Produzione l Nuovi progetti Upside ■ Cagr % (crescita media annua) (*) Discontinuing operations IL CONTO ECONOMICO 2013 In milioni di euro UTILE OPERATIVO ADJUSTED-CONTINUING OP. 2 01 2 19.798 12.620 2013 UTILE NETTO-CONTINUING OPERATIONS 2012 4.200 2013 15.160 UTILE NETTO* 2012 2013 7.790 5.160 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 25 ak1amento. La trasformazione va supportata da una diagnosi o da un attestato di prestazione energetica « Mini- caldaie» a ostacoli Il passaggio dal centralizzato è possibile solo se si dimostrano i vantaggi Edoardo Riccio Per chi abita in condominio la tentazione di passare al riscaldamento autonomo, anche se è dimostrato che - eccetto rarissimi casi - si tratta di uno spreco energetico, rimane sempre forte. Sono in molti a voler regolare da soli la temperatura i casa ma a rifiutare i contabilizzatori di calore e a "pretendere" la caldaietta. Le norme, però, rendono estremamente difficoltosa questa scelta. Vediamo come procedere. Il Codice civile L'impianto di riscaldamento, se esistente dalla costruzione del condominio e salvo che il titolo non disponga diversamente, è di proprietà comune, ai sensi dell'articolo m: del Codice civile. Quindilasoppressione è diper sé vietata, se non con il consenso di tutti i condomini, come conseguenza dell'articolo u2o, ultimo comma, dello stesso Codice, che vietale innovazioni che rendano alcune parti comuni inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino. Una delibera di soppressione, infatti, non comporta una semplice mo difica, ma una radicale trasformazione della cosa comune nella sua destinazione strutturale ed economica, pregiudizievole per tutte le unità immobiliari già allacciate all'impianto centralizzato. Le leggi successive Sul Codice civile è intervenuta in seguito la legge 10/91, il cui artico10 26, comma 2, prevedeva una maggioranza speciale per favorire gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento dei consumi energetici. La formulazione originaria della norma stabiliva una maggioranza agevolata per gli interventi su parti comuni di edifici diretti al Energia: Scenario contenimento del consumo energetico, e quelli indicati all'articolo 8 della stessa norma. Tra questi ultimi era espressamente prevista proprio la «trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento inimpiantiunifamiliari a gas».In pratica, la legge io/9i autorizzava gli interventi che l'articolo u2o vietava. Nel 20o6 (con il Dlgs 3u), però, l'articolo26 dellaleggelo/199iveniva cambiato e perdeva il riferimento alla trasformazionne da centralizzato in autonomo. Non solo: gli interventi sugli edifici e sugli impianti, per godere della RISPARMICI ENERGETICO Le norme che si sono sovrapposte al Codice civile rendono difficile l'opzione perché è quasi sempre più energivora ........................................................................... maggioranza agevolata (cioè quella degli intervenuti che rappresenti almeno 1/3 dei millesimi), devono essere individuati attraverso un attestato diprestazione energetica o una diagno si energeticarealizzatadauntecnico abilitato. Quindi, oracisi. si chiede se sia o meno ancora possibile sopprimere il riscaldamento centralizzato e prevedere l'installazione di impianti autonomi. La situazione attuale Lo stesso legislatore del 2006, che ha modificato il richiamo all'articolo 8 della legge 10/91, non ha infattimo dificato le definizioni contenute nel Dlgs 192/2005. Qui, all'allegato A, numero 43, viene considerato «ristrutturazione di un impianto termico» l'insieme di opere che comportano la modifica sostanziale sia dei sistemi di produzione sia di quelli di distribuzione ed emissione del calore, precisando che rientrano in questa categoria anche la trasformazione di un impianto termico centralizzato in impianti termici individuali. Si consideri però che il Dlgs u5/2oo8, all'allegato II, punto 4, comma2, nel dettare disposizioni in materia di contratto di servizio energia, vieta espressamente (masolo in questo caso) latrasformazione di un impianto di climatizzazione centralizzato in impianti di climatizzazione individuali. Sembrerebbe, quindi, che vietando espressamente questa possibilità nel caso del contratto energia sia da ritenersi non vietata la trasformazione dell'impianto centralizzato in impianti autonominegli altri casi. La stessa trasformazione, però, va supportata da una diagnosi energetica o da un attestato di prestazione energetica (articolo 26, comma 2 della legge io/1991). Nel caso in cui questa diagnosi o attestazione dovesse dimostrare che l'intervento vada a contenere i consumi energetici (il che è molto difficile, ameno che si tratti di unvecchissima ed energivora), il passaggio dal centralizzato all'autonomo p otrà essere validamente deliberato dall'assemblea con la maggioranza prevista dalla riforma del condominio (legge 220/2012), cioè la maggioranza degli intervenuti, che rappresenti almeno 1/3 del valore dell'edificio. In questo senso si è pronunciato anche il Tribunale Palermo, sezione II con sentenza del 29 marzo 2012. Naturalmente, bisogna tenere conto delle norme regionali (siveda l'articolo nella pagina), che a volte rendono di fatto impossibile in ogni caso la delibera ® RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 26 Passo per passo La trasformazione dell`impianto centralizzato in impianti autonomi LA DEFINIZIONE L'impianto di riscaldamento, se esistente dalla costruzione del condominio e salvo che il titolo non disponga diversamente, è oggetto di proprietà comune ai sensi dell'articolo 1117 del codice civile -------- COME SOPPRIMERLO La soppressione dei medesimo è vietata se non con il consenso dì tutti i condomini, (articolo 1120, ultimo comma, del codice civile), cioè con 1000 millesimi LA TRASFORMAZIONE È invece possibile la "trasformazione" di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari, con la maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio 20° LE CONDIZIONI La delibera di trasformazione dell'impianto centralizzato di riscaldamento in impianti autonomì è valida solo se supportata da diagnosi energetica o da Attestato di Prestazione Energetica. Questi documenti devono dìmostrare che il miglior impianto centralizzato progettato per consentire al massimo, in base allo stato della scienza e della tecnica, il contenimento dei consumi energetici, consumerebbe maggìof energia dell'insieme degli Impianti autonomi a parità dì funzionamento (massimo delle ore giornaliere consentite per una temperatura di 20 gradì con tolleranza dì +2°) - - - LE ECCEZIONI Il decreto legislativo 11512008, all'allegato II, punto 4, comma 2, relativamente ai soli contratti di servizio energia eventualmente stipulati dal condominio, vieta espressamente la trasformazione dì un impianto di climatizzazione centralizzato in impianti di climatizzazione individuali LE LEGGI REGIONALI - - Le leggi delle Regioni Piemonte ed Emilia Romagna vietano espressamente dì dotare O°® i palazzi composti da oltre 4 unità immobiliari °• ° (indipendentemente dal numero dei condomini) °®6.O dì riscaldamento diverso dal centralizzato Energia: Scenario Pagina 27 L sce[te. Vincolo di stabilità Da alcune Regioni arriva lo stop alla modifica La soppressione dell'impianto centralizzato è teoricamente possibile (se si dimostra che si realizza un risparmio energetico attestato da diagnosi o attestazione) ma a livello locale le cose sono più complicate. Le leggi regionali del Piemonte e dell'Emilia Romagna, per esempio, vietano di dotare i palazzi composti da oltre 4 unità immobiliari (indipendentemente dal numero deicondomini) di riscaldamento diverso dal centralizzato. Inoltre, il Dpr del 2 aprile 2009, all'articolo 4, comma 9, prevede che «In tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4, e in ogni caso per potenze nominali del generatore di calore dell'impianto centralizzato maggiore ouguale aiookW, appartenenti alle categorie El ed E2, così come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3, del decreto del Presidente dellaRepubblica26 agosto 1993, n.412, è preferibile il mantenimento di impianti termici centralizzati laddove esistenti; le cause tecniche o di forza maggiore per ricorrere a eventuali interventi finalizzatiallatrasformazione degli impiantitermici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unità abitativa devono essere dichiarate nella relazione di cui al comma25». Non vi è insomma, nel Dpr del 2009, un divieto assoluto di trasformazione, ma lapossibilitàviene subordinata allaproduzione di una perizia tecnica che ne attesti l'impossibilità della conservazione. Ma questo articolo 4 sarà abrogato dall'entrata in vigore dei decreti attuativi Energia: Scenario conseguenti all'approvazione della legge 90/2oi3. Va poi ricordato che il Dpr 59/2009, attuativo del Dlgs 192/2005 e che regola la prestazione energetica degli edifici, non trova applicazione nelle Regioni (tra le quali la Lombardia) che abbiano autonomamente provveduto a recepire la Direttiva europea 2002/91/CE. E sul punto nulla dice la nuova delibera di Giunta dellaRegione Lombardia, n. X m8/2o13 pubblicata a fine dicembre 2013. Ne consegue che, nei limiti LTSE In Emilia-Romagna ein Piemonte impianto singolo vietato nei palazzi composti da oltre quattro unità ........................................................................ previsti dalle eventuali legislazioni regionali (come in Piemonte edEmiliaRomagna) ilriscaldamento in impianti autonomi sarebbe possibile, con la maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresentino almeno 1/3 dei millesimi, se supp ortata da diagno si energeticao daAttestato diPrestazione energetica Questi documenti dovrebbero di fatto dimostrare che il miglior impianto centralizzato progettato per consentire al massimo, inbase allo stato dellascienza e dellatecnica, il contenimento dei consumi energetici, consumerebbe maggior energia dell'insieme degli impianti autonomi a parità di funzionamento. Ed. Ri. ® RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 28 Alla TecnoFer spa l'appalto per aspirare le polveri sottili dalle gallerie Mantova pulirà la metro di Roma Le gallerie non vengono più pulite da mesi ed è sos dalla metropolitana di Roma alla Tecnofer di Mantova. Da almeno cinque mesi le gallerie della metropolitana non verrebbero ripulite, mediante aspirazione, dalle polveri e dallo smog. Il risultato è la presenza di una significativa quantità di polveri sottili che viene respirata dagli utilizzatori del trasporto. A determinare questo problema è il fatto che da un paio d'anni il treno, che dovrebbe servire a lavare e aspirare le gallerie, sarebbe rotto in maniera definitiva e collocato a riposo in deposito. L'azienda Atac avrebbe sopperito. di tanto in tanto con un semplice lavaggio delle gallerie, che tuttavia non permette la rimozione degli agenti inquinanti. Da diverso tempo, in particolare nelle ultime settimane, il personale sta denunciando la situazione. L'azienda che gestisce la metropolitana romana, sta provando a far qualcosa. A gennaio si è conclusa la gara che assegna per 5,4 milioni di euro l'appalto alla mantovana Tecnofer Spa, che in questi giorni dovrebbe far arrivare il suo convoglio. Tecnofer è una società con sede in Mantova che opera nel settore dei servizi con una spiccata vocazione per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. dal 2007 è dotata anche di una tecnologia mirata alla pulizia dei tunnel ferroviari, che è pure applicata alla pulizia dei tunnel delle metropolitane con la costruzione di un convoglio ad hoc: il "Salt Pony". Successivamente è stato messo a punto un nuovo convoglio, "Sai 400", destinato all' aspirazione del macro, mini e micro-sporco, della sede ferroviari a. Tale struttura è in grado di operare sui piazzali di stazione ed all'interno dei tunnel metropolitani e ferroviari. La capacità di creare macchine operatrici per il settore ferroviario e l'esperienza raggiunta in queste attività di nicchia ad elevata specializzazione, seppure a scarsa vocazione ferroviaria in quanto solo indirettamente legate al binario ed alla circolazione, ha spinto la Tecnofer a creare un nuovo ramo d'azienda, la Tecnofer engeenering, con un doppio obiettivo: studiare e migliorare prassi operative già in essere, proporre soluzioni a problematiche manutentive non ancora attuate. I clienti più importanti della Tecnofer sono le ferrovie e le metropolitane oltre alle società che operano nel settore servizi. Le gallerie metropolitane di Roma sono invase dalle polveri sottili, che nuocciono alla salute dei viaggiatori Segnalazioni Pagina 29