Rassegna del 18/03/2014
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 18/03/2014
SI PARLA DI NOI
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 17
Curtatone riaccende le luci «Risparmiati 150mila euro»
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 20
Allarme arsenico Cittadini invitati all'analisi dell'acqua
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 30
Le promesse non mantenute
1
Roberto Marchini
2
3
SERVIZIO IDRICO
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 19
I sindaci vanno in Regione «Venti milioni per l'acqua»
Vincenzo Corrado
4
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 20
Il cantiere per l'acqua lascia buche in strada E scatta la protesta
Riccardo Negri
5
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 14
Prosciugato il fossato del castello Il tesoro nascosto: bici e palloni
6
La Voce Di Mantova
18/03/14 P. 6
"Tanta raccolta differenziata deve tradursi in sconti sulla tariffa alle nostre famiglie"
7
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 31
Il buio in via Barilli non è colpa nostra
8
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 16
Soldi al Comune dal distributore
9
La Voce Di Mantova
18/03/14 P. 17
Teleriscaldamento a Quingentole
10
La Voce Di Mantova
18/03/14 P. 24
Energia, l'educazione al risparmio diventa gioco online
11
RIFIUTI
ENERGIA
POLITICA LOCALE
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 13
«Non garantiamo strade sicure» Province verso la causa allo Stato
Sandro Mortari
12
Gazzetta Mantova
18/03/14 P. 29
L'Unione dei mini-Comuni piace ai grandi
Roberta Basso Li
13
La Voce Di Mantova
18/03/14 P. 7
Parco Arcobaleno: pronti 235mila euro
14
18/03/14 P. 15
L'acqua pubblica lascia Milano, da ieri è tutta in mano lodigiana
15
COMPETITORS
Cittadino Di Lodi
ACQUA: SCENARIO
Giornale Di Brescia
18/03/14 P. 14
Ambiente, al via la «Settimana dell'acqua»
L` Arena
18/03/14 P. 28
Acque Veronesi replica ai sindaci con i numeri
Unita`
18/03/14 P. 12
L'acqua pubblica nel Lazio è legge. Per la prima volta
Francesca Roman
16
Jolanda Bufalini
18
17
RIFIUTI: SCENARIO
Brescia Oggi
18/03/14 P. 21
Porta a porta e occupazione: se ne discute
19
Brescia Oggi
18/03/14 P. 24
Riciciclo dei rifiuti L'estate porterà la raccolta, «spinta,»
20
Brescia Oggi
18/03/14 P. 25
La grande «rottamazione» dei cassonetti
Alessandro Gatta
21
Sole 24 Ore
18/03/14 P. 35
Tari ancora in cerca di una norma-ponte
Gianni Trovati
22
ENERGIA: SCENARIO
Corriere Della Sera
18/03/14 P. 8
«Il gasdotto Tap bloccato in Puglia, il governo intervenga»
Corriere Della Sera
18/03/14 P. 27
Sorgenia, la lettera delle banche sui prestiti
Fabrizio Massaro
24
Sole 24 Ore
18/03/14 P. 25
L'Eni prepara bond per il retail
Celestina Dominelli
25
Sole 24 Ore
18/03/14 P. 39
«Mini-caldaie» a ostacoli
Edoardo Riccio
26
Indice Rassegna Stampa
23
Pagina I
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 18/03/2014
Sole 24 Ore
18/03/14 P. 39
Da alcune Regioni arriva lo stop alla modifica
28
18/03/14 P. 10
Mantova pulirà la metro di Roma
29
SEGNALAZIONI
La Voce Di Mantova
Indice Rassegna Stampa
Pagina II
Curtatone n' acc ende le Cl
+
»
« Risparmiati
/ CURTATONE
Oggi a Curtatone si riaccenderanno i 3mila lampioni spenti
con il progetto di risparmio energetico e nei prossimi giorni dovrebbe essere firmata la convenzione per l'efficientamento e la
razionalizzazione della rete. «Si
tratta di un risultato importante
- commenta il sindaco - giunto
con sette mesi di ritardo per motivi di carattere amministrativo
totalmente indipendenti dal nostro Comune. Per porre rimedio
a una situazione di emergenza,
dal mese di ottobre a oggi abbiamo adottato un provvedimento
finalizzato allo spegnimento
parziale, in alcune ore della not-
Si parla di noi
te, della maggior parte dei punti
luce situati sul territorio».
Scelta che ha consentito di ottenere un risparmio di 150mila
euro e mantenere inalterati i servizi erogati ai cittadini e di non
aumentare la pressione fiscale.
«La partecipazione al bando provinciale e l'adesione al relativo
piano di ammodernamento rappresenta la realizzazione concreta di un'importante azione, volta a conseguire gli obiettivi di ri sparmio energetico contenuti
nel Piano regolatore dell'illuminazione comunale». La gara provinciale indetta da Tea interesserà 52mila punti luminosi, a Curtatone i lavori cominceranno en(ele.car)
tro la fine dell'anno.
Pagina 1
SABBIONETA
Afiarine arsenico
Cittadini invitati
afl 'an alìsí de 'acqua
/ SABBIONETA
Allarme arsenico nel Comune
della Città Ideale. «Da verifiche
effettuate sia in pozzi privati che
in pozzi comunali - scrive infatti
il sindaco Marco Aroldi ai cittadini - si è riscontrato che nel nostro territorio il problema dell'arsenico è esteso a quasi tutto il
territorio, dove le analisi hanno
rilevato un parametro arsenico
superiore a 10 ug/L. L'amministrazione comunale invita pertanto tutti i cittadini titolari di
pozzi a verificare la potabilità
dell'acqua con specifiche analisi. Il Comune ha messo in atto
una ricerca di mercato per individuare alcuni laboratori idonei
ed ha stipulato una convenzione con Tea Acque srl».
I costi sono i seguenti: farinacie Boschesi e Bonassi, costo
analisi del solo parametro arsenico 13.95 euro più Iva e costo
dell'analisi completa 78 euro
più Iva; con la Tea il costo è di 14
euro per l'arsenico e 90 per l'analisi completa. I campioni di acqua da analizzare devono essere
consegnati direttamente alle farmacie mentre se si sceglie la
Tea, i campioni prelevati potranno essere consegnati nella sala
consiliare del Comune lunedì 24
marzo, lunedì 7 e 14 aprile dalle
10 alle 11. La Tea, è disponibile
ad effettuare il campionamento
anche a domicilio, con un costo
aggiuntivo di 25 euro più Iva.
Roberto Marchini
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Si parla di noi
Pagina 2
Le promesse
non iiantete
Dopo aver promesso che via
Cairoli sarebbe stata sistemata
una volta completato l'assestamento dei terreno, dopo avere
garantito che in occasione dei
completamento della rete nell'altro tratto dellavia tutto sarebbe
stato rimesso apposto, ci troviamo dopo un anno con metà via
asfaltata e metà no in una via
centrale che parte da piazza Sordello. Questo senza che nessuno
dica nulla.
Claudio Mantovani
4
Si parla di noi
Pagina 3
I sindaci vanno in Regione
«Venti milioni per l'acqua»
Pronto il documento per Milano: «Non ci sono soldi in cassa, dovete aiutarci»
Piubega, Gazoldo, Rodigo e Marsílettí: l'arsenico e un'emergenza irrisolta
di Vincenzo Corrado
II CASTEL GOFFREDO
Una famiglia su due dell'Alto
Mantovano non è allacciata
all'acquedotto. E questo uno
dei punti su cui si baserà la
missione in Regione che vedrà protagonisti una decina
di sindaci e Giampaolo Ogliosi, presidente di Sisam, la società che gestisce il servizio
idrico. La pattuglia mantovana sarà a Milano tra una settimana, martedì alle 16.30,
quando incontrerà l'assessore Claudia Maria Terzi.
L'obiettivo: sensibilizzare il
Pirellone sul tema dell'emergenza arsenico e sulla necessità di aprire i cantieri per
portare la rete idrica ad una
copertura totale del territorio.
Servono circa 20 milioni
per completare i lavori a Piubega, Rodigo, Gazoldo e Marsiletti, frazione di Goito. «I
piani di investimento del servizio idrico integrato - scrivono i sindaci e Sisam in un do-
cumento che sarà la traccia
della linea da tenere in Regione - non sono in grado di in-
La costruzione di un acquedotto realizzato dalla Sisam
cludere nel breve periodo la
realizzazione di tutte le opere necessarie per estendere il
servizio, in quanto l'impegno finanziario risulta incompatibile con uno sviluppo sostenibile della tariffa e
per il fatto che, per rispondere alle esigenze ambientali, si
deve
anche provvedere
(a r(
all'adeguamento dei servizi
di depurazione e fognatura,
servizi che, per indicazione
della Regione, negli ultimi
anni hanno avuto la priorità». In sostanza, dunque, alla
Regione viene detto a chiare
lettere che in cassa non ci so-
no i soldi per aprire i cantieri.
E quindi che si fa? Sisam e i
primi cittadini sperano di
convincere l'assessore Terzi
a far sì che l'ente si prenda a
cuore la vicenda mantovana.
Per riuscire nell'intento, si farà leva sull'Expo, come si legge nel documento sottoscritto dai sindaci: «La risposta alla domanda "è possibile assicurare a tutta l'umanità
un'alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile",
con la quale si apre la sfida
dell'esposizione universale
di Milano 2015, non può che
essere la seguente: la situazione è ben lontana dal trovare una soluzione, visto che
troppe persone ancora oggi
non sono allacciate all'acquedotto e bevono acqua
che presenta valori troppo alti di arsenico e di altre sostanze tossiche».
Difficile al momento dire
quante siano le possibilità
che la Regione risponda positivamente alle richieste di Sisam e dei Comuni. Il documento dei sindaci è stato inviato anche ai consiglieri regionali mantovani (Carra,
Fiasconaro e Baroni) e ai due
assessori Fava e Bulbarelli.
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Servizio idrico
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Pagina 4
Il cantiere per l'acqua
lascia buche in strada
E scatta la protesta
Viadana. «Disagi per chilometri tra centro e zona Gerbolina»
Saccani: ora il secondo lotto dei lavori, tutto sarà sistemato
/ VIADANA
Partirà a giorni la seconda tranche di lavori per l'estensione della rete idrica. Gli addetti si incaricheranno pure della definitiva sistemazione delle strade già interessate dal primo lotto di interventi. Dopo il primo passaggio
delle ruspe nell'autunno scorso,
diverse vie erano rimaste in condizioni piuttosto disas irate.
Alcuni cittadini si sono rivolti
alla Gazzetta per esprimere le loro proteste: «Sono rimaste buche e fessurazioni pericolose, soprattutto per i ciclisti. Gli avvallamenti mettono a dura prova le
sospensioni delle auto, e le pozzanghere che si formano contribuiscono a diffondere della fanghiglia e a rendere il fondo
sdrucciolevole. L'attraversamento pedonale davanti alla caserma Carabinieri, tra l'altro realizzato con una pavimentazione in
porfido, è stato completamente
rovinato». I tagli interessano circa 6-700 metri complessivamente nel centro abitato di Viadana,
altrettanti all'ingresso della zona industriale Gerbolina e un
buon tratto lungo le strade provinciali del territorio.
«Con la brutta stagione - nota
l'assessore alla viabilità Adriano
Saccani - non sarebbe stato proprio possibile completare tutti i
lavori, a maggior ragione con
l'inverno piovoso che abbiamo
avuto. Ma proprio pochi giorni
fa la società Acque Potabili ha firmato l'affidamento che farà ripartire i cantieri, e a giorni le ruspe torneranno in azione».
Il secondo lotto sarà da circa
400mila euro, e si concentrerà
sugli ultimi prolungamenti ed allacciamenti ancora mancanti
della nuova rete idrica, nonché
sulla ripresa di tagli e pezze. Proprio in attesa di questo momento, come alcuni cittadini avranno forse notato, i mezzi utensili
erano stati lasciati sul posto
pronti per essere riaccesi (ad
esempio in largo De Gasperi).
Servizio idrico
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L'assessore Adriano Saccani
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Il progetto complessivo, da
due milioni e mezzo di euro,
puntava alla realizzazione della
condotta di collegamento ed alla formazione della rete di acquedotto nelle località Gerbolina, Salina, Casaletto, Bellaguarda, Squarzanella e Sabbioni,
nonché in tratti del capoluogo e
delle frazioni di Cogozzo e Cicognara. Il finanziamento è stato
apportato da Regione Lombardia (1,7 milioni), Acque Potabili
e Comune (400mila euro a testa). Grazie a fondi stanziati per i
danni da terremoto, sono stati
realizzati alcuni lavori anche
presso il pozzo e la torre piezometrica dell'acquedotto. L'ente
locale ha colto l'occasione dei
ponteggi installati per far realizzare la mega scritta "Comune di
Viadana", col simbolo del leone,
sul serbatoio della torre: a giorni, tolte le impalcature, la scritta
sarà visibile a centinaia di metri
di distanza. L'assessore Saccani
approfitta per ricordare che, con
la bella stagione, ripartiranno
anche i cantieri del Comune per
la manutenzione stradale straordinaria (80mila euro).
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Cantieri stradali aViadana
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Riccardo Negri
Pagina 5
Prosciugato il fossato del castello
Il tesoro nascosto: bici e palloni
Il museo degli orrori è emerso
dopo il prosciugamento del fossato del castello di San Giorgio,
concluso in queste ore per consentire l'inizio dei lavori di consolidamento
post-terremoto
delle torri, finalizzati anche alla
riapertura della Camera degli
Sposi. Era sepolto sotto metri
d'acqua melmosa e a prosciugamento terminato, nei giorni
scorsi, il "tesoro" nascosto è venuto alla luce. Due biciclette, diversi palloni da calcio, un cestino da arredo urbano per i rifiuti,
un portone in legno, piccioni
morti, un vaso e dei blocchi di
cemento stradali. Il prosciuga-
mento del fossato del castello
ha impiegato alcuni giorni per
essere ultimato perché il livello
dei laghi era alto. La paratia,
aperta diversi giorni fa, ha fatto
defluire lentamente l'acqua nel
lago Inferiore. Il primo lavoro
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che sarà eseguito al castello sarà
il cerchiaggio di tutti gli ambienti che saranno attraversati dai
turisti. Poi sarà il turno della torre nord-est. La Camera degli
Sposi dovrebbe essere riaperta
a fine maggio o entro fine estate.
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sul fondo biciclette, palloni da calcio , vasi e blocchi di cemento stradali
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Rifiuti
Pagina 6
DE MARCHI (LEGA) SCUOTE LA MAFFINI
"Tanta raccolta differenziata deve tradursi
in sconti sulla tariffa allr nostre famiglie"
Va bene cantar vittoria per
l'alta percentuale (75%) di rifiuti differenziati dai cittadini,
ma quando avverrà la conseguente riduzione della tariffa
sulla raccolta? A chiederlo è il
capogruppo leghista in Comune Luca de Marchi, che
commenta con distacco gli
annunci trionfali stici dei giorni scorsi da parte degli amministratori. «Quel risultato spiega l'esponente del carroccio - è dovuto al grande senso
civico dei mantovani, non certo agli inesistenti stimoli e incentivi dell'attuale giunta.
L assessore Maffini, oltre che
a cantare il giusto successo
ottenuto dalla città nel campo
della raccolta diversificata,
dovrebbe una volta per tutte
premiare la fattività dei cittadini tramite una congrua riduzione della tassa sui rifiuti
per tutte le famiglie».
Il sollecito in tal senso parte da
lontano: «È da circa un anno prosegue de Marchi - che sol-
Luca de Marchi (Lega Nord)
lecitiamo l'assessore a intraprendere questa strada per riconoscere l'impegno ecologico dei mantovani. Spero conclude - che questa sia la
volta buona anche se, considerata l'inesausta famelicità
della giunta, nutro fondati
dubbi sulla volontà di procedere in questa direzione che
concorrerebbe ad alleviare la
notevole pressione fiscale».
les, finalmente qualcosa si muove
m,v ao mEddEmno .
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Rifiuti
„ ,'Bonili he:avnnliodogio
Pagina 7
Energia
Pagina 8
Soldi al Com
e dal distributore
il nuovo impianto aprirà sulla Cisa. Pdl perplesso sulla collocazione
colo». I consiglieri Pdl si sono
® ROVERBELLA
quindi astenuti.
Sul territorio di Roverbella sorgerà presto un nuovo distributore di benzina. Il consiglio comunale ha approvato ieri la
concessione del permesso
convenzionato a favore della
ditta Petroli Spa. Il distributore sarà collocato lungo la ex
Statale Cisa, a poche centinaia
di metri dal territorio del comune di Mozzecane.
L'impianto verrà realizzato
entro la fine dell'estate, ed entrerà in funzione presumibilmente in autunno. Per la sua
costruzione sarà necessario
abbattere dei grossi platani,
ma la ditta provvederà a compensare l'intervento realizzando un'area verde dietro il distributore. Al Comune di Roverbella andranno circa 6.500
euro.
Il consigliere di opposizione
Emanuele Savazza, capogruppo del Pdl, ha espresso preoccupazioni per quel che riguarda l'ubicazione dell'impianto:
Energia
Nel corso del consiglio si è
inoltre approvato il piano per
il regolamento edilizio, che
prevederà una sorta di incentivo per i proprietari degli edifici
appartenenti alle classi energetiche più alte: sugli edifici di
classe A+ si potrà intervenire
con incrementi volumetrici
il sindaco di Roverbella , Amadori
«Il distributore in sé può essere utile, ma la sua posizione
potrà creare problemi dal punto di vista della viabilità. Quella strada è molto trafficata, e
chi viaggia in direzione Mozzecane dovrà attraversare la corsia opposta per svoltare e fare
rifornimento. Ciò - ha spiegato Savazza - potrebbe provocare incidenti o situazioni di peri-
del 15%, del10% sugli edifici di
classe A, del 5% su quelli di
classe B. Si è infine deciso di
fissare la scadenza per il pagamento dell'imposta Iuc al 31
maggio (anziché al 30 aprile,
come si era previsto inizialmente). Su questo punto il
gruppo del Pdl ha espresso voto contrario, per manifestare il
proprio dissenso in merito alle
politiche adottate dalla maggioranza diAmadori in ambito
finanziario. «La vostra politica
è stata quella di aumentare le
tasse - ha dichiarato Savazza Votiamo contro per segnalare
che noi non la condividiamo».
Fabio Bauce
Pagina 9
Riparte il progetto del biogas che fornirà acqua calda agli edifici pubblici
Teleriscaldamento a Quingentle
QUINGENTOLE - Ripartono i
progetti di teleriscaldamento e
dell'impianto a biomassa di
Quingentole.
Come spiega il vicesindaco
Adriano Campioni , dopo essere rimasto al palo per diverso
tempo, l'impianto a biomassa
che si trova nei pressi della palestra comunale dovrebbe ripartire a breve. All'azienda umbra
che gestiva la centrale, la Roscini Impianti Srl di Assisi, infatti, è subentrata la bergamasca
Revolution Energy.
L'azienda lombarda ora ha in
animo di modificare in modo
piuttosto radicale l'impianto a
biomassa, al quale è collegato
l'impianto di teleriscaldamento
che fornirà acqua calda agli edifici pubblici, ovvero a tutta la
struttura dove si trovano il municipio, la biblioteca e il prossimo museo della meccanizzazione agricola, alle scuole elementari, alla sala polivalente che
si trova in Corte Breda, alla palestra e al teatro (benché quest'ultimo sia rimasto danneggiato in modo grave dal terremoto
di maggio 2012).
L'impianto a biomassa al momento può produrre 70 kilowatt
termici ed è dotato di una caldaia
da 400 kw termici. Secondo i
nuovi progetti, dovrebbe produrre 100 kw elettrici ed essere
dotato di una caldaia per la fornitura dell'acqua agli edifici
pubblici. I progetti, ad ogni modo, saranno nuovamente sottoposti a valutazione di impatto
ambientale, di conseguenza
l'accensione dell'impianto a
non
avverrà
sicuramente
dall'oggi al domani.
La Revolution Energy, tra l'altro, gestirà anche la piazzola
ecologica che il Comune aprì
alcuni anni fa in collaborazione
con Agire (Agenzia per la gestione intelligente delle risorse
energetiche) di Mantova. Dalla
piazzola, l'azienda bergamasca
recupererà parte della biomassa
necessaria per il funzionamento
di tutto l'impianto.
I progetti saranno presentati stasera alle 21 in Corte Breda. (gb)
II municipio
di Quingentole
B as 11 n1 y IO ANO
1
Rave party nei campi di S.Benedetlo,
Energia
Pagina 10
L'iniziativa si inserisce all'interno del progetto "Green League"
Energia, l'educazione al risparmio Ñenta gíoco onlíne
Una sorta di Pacman de noantri
che invece delle palline, mangia lampadine accese. Si tratta
di 'Lampman' il nuovo gioco
appena lanciato in rete dal
Consorzio Obbligatorio degli
Oli Usati (Coou) dedicato al
risparmio energetico. In Lampman il giocatore dovrà contrastare dei perfidi fantasmini
che muovendosi in un labirinto
cercheranno di riaccendere tutte le lampadine. L'iniziativa si
inserisce all'interno del progetto "Green League" che prevede un sistema di giochi online finalizzati all'educazione
ambientale. Lapman, come
racconta Elena Susini, responsabile della Comunicazione
Coou, "è il terzo gioco di una
serie di 8 che verranno messi
online nel corso dei prossimi
!ü " RS ;1e11 Vi%rr111iP?11rj
mesi. E' incentrato sul recupero energetico e possono partecipare tutti: dai ragazzi agli
adulti". Giocare è semplice:
"dopo aver effettuato la registrazione sul sito www.greenleague.it, i giocatori si logano
e giocano. Giocando e abbinando velocità e conoscenza
ambientale avranno la possibilità di scalare una classifica
per poi arrivare a vincere dei
premi'. L'obiettivo del progetto è, dunque, unire lo svago
all'apprendimento e i risultati
sono già più che soddisfacenti.
Basti pensare che "in tre mesi
sono state oltre 8mila le registrazioni al sito, i giocatori
attivi sono poco più di sei mila
e le partite giocate arrivano a
numeri molto elevati". La nostra intenzione, conclude la
responsabile comunicazione
del Coou, "è di essere una
piattaforma divulgativa per la
conoscenza ambientale in senso ampio e quindi ci occupiamo di tutti i temi: dall'inquinamento all'efficienza energetica alla mobilità. Tutti argomenti di interesse ambientale che servono a poter dare
piccole informazioni a tutti".
In E "oa Is specie a' . ens cosianc
I12m i cn tli eur,' 9f.'1n
Energia
Pagina 11
«Non010 garantiamo strade sicure»
Province verso la causa allo Stato
fondi in cassa ci sono ma non si possono spendere: viabilità e scuole costrette a soffrire
L'Unione lombarda valuta l'azione legale contro Roma: «Paghi i danni che ci sta causando»
di Sandro Mortari
Un disegno di legge di riforma
degli enti locali che promette il
caos istituzionale; il patto di stabilità che assomiglia sempre più
ad un cappio al collo; le risorse
da spendere per i territori che si
assottigliano sempre di più. Le
Provincie lombarde non ce la
fanno più e ieri i presidenti hanno deciso di dire basta.
«Se il Governo non ci consentirà di spendere i soldi che abbiamo in cassa, non saremo in grado di garantire i servizi essenziali ai nostri cittadini, a partire dalla sicurezza delle strade» afferma il presidente dell'Unione delle Province Lombarde Massimo
Sertori. Al vertice ha partecipato
anche il numero uno di Palazzo
di Bagno, Alessandro Pastacci,
che sposa in pieno le conclusioni del presidente. «Gli abbiamo
dato mandato - spiega - di valutare un'azione legale nei confronti dello Stato affinchè paghi i
danni che sta causando ai cittadini delle nostre Province». Non
siamo ad un vero proprio ultimatum, ma poco ci manca. Per
cercare di smuovere qualcosa a
Roma l'Unione delle Province
lombarde invierà al Governo
una lettera «per chiedere - spiega Pastacci - maggiore attenzione nei confronti delle infrastrutture. E ne manderemo anche
una Regione per concordare
un'apertura di patto che ci consenta di intervenire sui lavori incorso. Nel nostro caso, ne approfitteremino per velocizzare la
tangenziale di Guidizzolo». Il
problema, però, sono le manutenzioni delle strade provinciali
che nel Mantovano sfiorano i
1.200 chilometri: «Oggi - dice il
presidente - potremmo fare tre
volte di più di quello che facciamo se la legge ce lo consentisse.
II patto di stabilità bloccale manutenzioni stradali : operai della Provincia effettuano dei rappezzi con il bitume
E potremmo intervenire per migliorare la sicurezza stradale a
Monzambano, all'incrocio di Cà
Piccard, o a Campitello». E ammonisce: «Le stesse difficoltà le
abbiamo per le scuole. Il Governo si è impegnato con un piano
ad hoc di cui, però, finora non
conosciamo i contenuti. Per le
manutenzioni degli edifici facciamo i salti mortali, quando basterebbe cambiare una norma
sbagliata. Il Tar - ricorda - aveva
bocciato il primo decreto che
imponeva tagli esagerati alle
Province. Il Governo l'ha rifatto,
ma con ulteriori aggravi per buona parte dei territori lombardi
dove noi svolgiamo molte delle
funzioni trasferite dalla Regione».
Nel mirino dei presidenti c'è
anche il disegno di legge Del Rio,
«che sta creando un grandissimo caos su Province, fusioni di
Comuni e aree metropolitane.
Come, del resto, avevamo previsto un anno fa - ricorda Pastacci
-. Prorogare il commissariamento delle Province sarebbe devastante, anche perché vi sono
problemi di legittimità costituzionale. Ad oggi, come verrebbero distribuite le funzioni e i vari
servizi assicurati». Altro tema affrontato ieri «è quello scandaloso dell'aumento Ball' I al 9 % dellatassa che sipagaperipassaggi
di proprietà di terreni dal privato al pubblico quando si tratta di
allargare una strada o di costruirne una nuova: un aggravio in più
per le opere in corso».
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Politica locale
Pagina 12
L'Unione
1
llIl
piace ai grandi
Poggio e Quistello disponibili ad associarsi alle sette amministrazioni. Malo statuto è pronto
1 PIEVE DI CORIANO
L'unione tra i sette Comuni
che si accingono ad approvare lo statuto si farà. Tornare
indietro non si può e nessuno dei sindaci coinvolti (Villa
Poma, Pieve, Revere, Quingentole, Schivenoglia, S. Giovanni, S. Giacomo) ne ha l'intenzione.
Ma l'incontro organizzato
dalla minoranza segnatese
sembra avere aperto non
uno `spiraglio'
ma un
`portone' ai Comuni più
grandi che ne sono rimasti
fuori.
Infatti, nel piatto adesso ci
sono anche le disponibilità
di Poggio, che sostiene di es-
ser sempre stato favorevole,
e di Quistello, che due anni
fa si trovava in un momento
delicato di assestamento degli organici, mentre ora è disponibile.
«Abbiamo organizzato la
serata per approfondire l'argomento perché, al di là degli obblighi di legge, bisogna
fare qualcosa che abbia senso e sia nello spirito di risparmiare, come dice la legge ha introdotto Auro Codifava,
capogruppo di minoranza a
San Giacomo - Insieme ai comuni più grandi il risultato
sarebbe migliore».
Per Rinaldoni di Poggio sarebbe stato naturale che le
unioni avessero la stessa geo-
grafia dei distretti scolastici
«ma abbiamo capito che non
andava bene a tutti». Sergio
Faioni di Revere ha ricordato
che la discussione, con l'obbligo di accorpare delle funzioni, è iniziata a fine 2011.
«Siamo andati avanti senza preclusioni verso alcuno»
ha ribadito. Per Luca Mal avasi di Quistello «le unioni funzionano se fatte tra comuni
grandi e piccoli, con quelli
grandi interessati solo per alcune funzioni».
Per il sindaco di Sermide
Paolo Calzolari, memore della esperienza decennale di
unione portata avanti nel sermidese negli anni'90, «non è
la dimensione che conta ma
se c'è la volontà di realizzare
questo progett».
E Roberto Pedrazzoli di Villa Poma ha preso la palla al
balzo per dire che la fusione
è l'obiettivo finale e che «i comuni più grandi hanno perso l'occasione».
Il vicesindaco Zacchi ha ribadito che a fine 2011 Poggio
si era reso disponibile ad alcune convenzioni con San
Giovanni e Magnacavallo, e
aggiungendo che «adesso
che Quistello è disponibile ci
si può pensare».
«Noi stiamo lavorando da
2 anni - è intervenuta poi Angela Zibordi di S. Giovanni Siamo partiti in 17 e siamo rimasti in 7. Tuttavia l'Unione
può rimanere aperta».
Infine, il padrone di casa
Paolo Bocchi ha evidenziato
che la sua amministrazione
ha molto lavorato per favorire queste collaborazioni, che
esulano da ogni tipo di sintonie di partito.
Roberta Basso li
II tavolo dei relatori: fra loro molti sindaci della Bassa
(foto Bossoli)
e, u, r, ,.,io-, i,•
Politica locale
Pagina 13
L'ASSESSORE Al CONTRATTI DI QUARTIERE CELESTINO DALCOGLIO: " RILANCIAMO IL PRU DI BORGOCHIESANUOVA. LE NUOVE OPERE PRONTE A OTTOBRE"
Parco Arcoba len o:
pronti 235mila curo
Il Comune di Mantova ha appaltato i lavori per la sistemazione e la riqualificazione
del Parco Arcobaleno a Borgochiesanuova, dando così seguito al progetto promosso
nell'autunno scorso dall'assessore ai contratti di quartiere, Celestino Dall'Oglio, che
lo aveva sbloccato dopo due
anni di "sosta" onerosa dovuta alla crisi.
La gara, con procedura negoziata del codice contratti, è
stata aggiudicata a "Mantova
Ambiente srl": azienda che
(sulla base di 190miia euro) ha
offerto lo sconto del 9,84% .
Al secondo posto la "Tecnoverde di Zani Aldo e Andrea
snc"
da
Castellucchio
(-8,52%); seguono: `Boschiva F.lli Valentini srl" (-7,23%)
di Spilamberto (MO) e l'impresa "Cav. Emilio Giovetti
srl" (-5,11%) da Modena.
L' area verde, disposta su 6mila metri quadrati nel quartiere
di Borgochiesanuova, costituisce, con la pista ciclabile
che l'attraversa, il collegamento tra le vie Spiller e Rinaldo Mantovano. L'intervento, predisposto dal settore lavori pubblici comunale, prevede la riqualificazione del
giardino col riordino delle alberature e delle siepi; il po-
tenziamento dell'illuminazione, la formazione di nuovi
percorsi, la posa di nuovi arredi e giochi per bambini, la
realizzazione di un' area dedicata al gioco da parte di ragazzi e adulti , col "calcetto"
e la pallacanestro. Oltre a uno
specifico ambito protetto
(sgambatoio) destinato ai cani.
«Si tratta di un intervento assai sentito dalle famiglie residenti - commenta l'assessore Celestino Dall'Oglio - i cui
lavori verranno consegnati a
maggio per finire a ottobre».
Quanto all'investimento di
235.400 euro, cofinanziato
dalla Regione, «esso era già
oneroso ben prima dei lavori sottolinea Dall'Oglio - se si
pensa che il Comune sta pagando regolarmente il mutuo
(sulla quota di 117.700 euro)
dal settembre 2011. Sicché
per queste considerazioni abbiamo decisamente rilanciato
in Giunta la sistemazione del
parco». (mal)
II progetto della riqualificazione del parco Arcobaleno di 6.000 metri quadri a Borgochiesanuova
unaed'Ilallo,Monlovorirordolosmrlo
Politica locale
Pagina 14
PRESENTI I SINDACI
L'acqua pubblica
lascia Milano,
da ieri è tutta
in mano lodigiana
Trasferiti a Sal i pozzi, i depuratori, nonché centinaia
di chilometri di acquedotto e di condotte fognarie
per un valore di circa 32 milioni di euro
L'acqua pubblica lodigiana è
passata definitivamente nelle mani
dei comuni del nostro territorio. È
una notizia storica. Nel pomeriggio
di ieri si è svolta a Milano l'assemblea dei soci dello storico Cap, il
Consorzio Acqua Potabile, che ha
sancito "la scissione" di quelli lodigiani. All'assemblea era rappresentato il72,5°/° del capitale sociale quasi interamente nelle mani dei
Comuni del Milanese e del Lodigiano - quindi una maggioranza più
che qualificata. L'assemblea si è
svolta nella sede del Cap, in via Rimini.
Il distacco delle quote lodigiane da
Cap Holding ha registrato solo voti
favorevoli, nessun contrario e
qualche astenuto. A loro voltai sindaci del Lodigiano, che erano presenti pressoché in massa (soltanto
sei gli assenti) hanno votato in
blocco, all'unanimità, per trasferire
il capitale sociale di 58 comuni (costituito da reti e impianti per il funzionamento del ciclo dell'acqua), in
Sal, l'azienda partecipata dai 61 Comuni e dalla Provincia di Lodi.
Sal, come è noto, è già il gestore
unico del servizio idrico integrato
(acquedotto, fognatura e depurazione) in tutta la provincia di Lodi.
Ieri pomeriggio, dunque, l'assemblea dei soci di Cap Holding ha deliberato la scissione parziale non
proporzionale del ramo lodigiano,
che verrà conferito in una nuova
società, la Pil (Patrimoniale Idrica
Lodigiana). Sarà poi la Pil, che dovrà nascere entro 60 giorni, ad avere il compito esclusivo di conferire
in Sal, entro la fine del 2014, tutti i
cespiti: i pozzi, le centrali di potabilizzazione e i depuratori, oltre a
centinaia di chilometri di acquedotto e di condotte fognarie.
È stato un percorso serrato, quello
che ha portato il Lodigiano alla pie-
Competitors
na autonomia nella gestione del
servizio idrico integrato.
Fino al 2009 in provincia di Lodi
operavano, nei diversi segmenti del
servizio idrico, ben cinque aziende:
Astem, Amiacque, Cap, Asm e
Consorzio Basso Lambro. Dal 2010
il gestore è diventato uno solo - Sal
- anche se la proprietà di una grossa
fetta di reti ed impianti, fino alla delibera assunta nella giornata di ieri,
era ancora in capo Cap Holding,
una società patrimoniale operante
in quattro diverse province: Milano, Pavia, Monza Brianza e Lodi.
Con l'approvazione della scissione
del ramo lodigiano da parte dell'as
semblea dei soci di Cap Holding
(che ha condiviso il percorso insie
me a Sal), tutto è diventato più faci
le per il trasferimento del patrimonio a Sal. Si tratta di reti e impianti,
attualmente gestiti dalla stessa Sal,
per un valore di circa 32 milioni di
euro. È il5,71°/° del patrimonio di
Cap Holding. L'operazione è scaturita da una forte condivisione territoriale dei Comuni lodigiani, che si
sono presentati all'appuntamento
di ieri pomeriggio uniti e forti di 55
delibere assunte da altrettanti con
siglio comunali (compresa quella
della Provincia di Lodi): 55 su 58.
«È un risultato eccezionale - dichiara Antonio Redondi, presidente
di Sal - se si pensa che i Comuni
avevano solo due mesi di tempo per
arrivare all'assemblea di Cap Hol
ding con la delibera in tasca».
«Esprimo comunque - conclude
Redondi - ampia soddisfazione per
il risultato e per la grande partecipazione dei sindaci lodigiani che,
grazie anche alla collaborazione di
Cap e del presidente Ramazzotti,
hanno sostenuto unanimi e con
convinzione questo percorso, di cui
oggi finalmente si raccolgono i
frutti».
Pagina 15
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Da domani incontri ed eventi tra città e provincia sulle risorse idriche
Una settimana dedicata all'acqua, nell'ambito della convenzione
«A Brescia si parla di scienza e di tecnologia», un accordo di programma
sulla divulgazione scientifica stipulato traAmbiente Parco, Comune, Università degli Studi, Università Cattolica, Fondazione Musi] e Fem2Ambiente. Momenti di formazione e di
confronto, ma soprattutto eventi
d'informazione e di coinvolgimento
del pubblico, per richiamare l'attenzione su temi attuali come risorse
nturali, energia e mobilità.
Dopo la settimana dedicata alla Matematica (5-13 marzo), s'inaugura
domani quella dedicata all'acqua, il
<World Water Day Festival"» che si
svolgerà all'Ambiente Parco e in altri
luoghi nella città fino a lunedì 24 marzo. Sei giorni di eventi, per incoraggiare azioni personali e collettive di
buona gestione dell'acqua: iniziative
per famiglie e bambini, tecnici e addetti ai lavori, scuole e università,
spettacoli teatrali e mostre, incontri
scientifici e di confronto fra i cittadini, attività culturali e dedicate al benessere.
«Questo progetto nasce per avvicinare il mondo scientifico di studiosi e
tecnici a chi utilizza le loro invenzioni», commenta Pier Paolo Poggio, direttore del Musil. Dello stesso avviso
l'assessore all'Ambiente Gianluigi
Fondra: «Gli incontri servono a svi-
luppare l'interconnessione tra la comunità scientifica e la cittadinanza,
e far emergere le criticità esistenti».
Tra i numerosi eventi in programma
(il calendario completo sul sito wwve w.
giomaledibrescia.it), domani alle
18.30 l'inaugurazione ad Ambiente
Parco della mostra fotografica «La natura dell'acqua»; sabato la visita guidata a un tratto del percorso del sistema i droelettrico minerario e il laboratorio per leggere le caratteristiche
dell'acqua (prevista anche la distribuzione del kit). Nel weekend anche
le visite guidate del Fai alla fonte di
Mompiano e il workshop d'arte a
Santa Giulia «Un fiume d'acqua».
Francesca Roman
3V-..,(,/
L'Ambiente Parco di LargoTorrelunga
Acqua: Scenario
Pagina 16
SERVIZIO IDRIC
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Acque Ve
re 'ca
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con I
e
Acque Veronesi non ci sta a farsi definire «un carrozzone»
dagli amministratori della pianura. L'azienda presieduta da
Massimo Mariotti, infatti, replica ai sindaci che nei giorni
scorsi avevano sollevato dubbi
e discussioni. «Nel 2013 ad Isola della Scala Acque Veronesi
ha realizzato 58 interventi di
manutenzione ordinaria e
straordinaria sulle reti, spendendo circa 45mila euro, mentre a Bevilacqua ne ha investiti
limila e a San Pietro di Morubio altri 15mila», afferma
l'azienda. «Questi sono soltanto alcuni dei dati relativi
all'attività di manutenzione di
Acque Veronesi, che lo scorso
anno nel territorio dei 74 Comuni dove opera hacomportato una spesa di quasi cinque
milioni. Questi dati smentiscono le parole di Giovanni Miozzi, Giorgio Malaspina e Valentino Girlanda, rispettivamente sindaci di Isola, San Pietro
di Morubio e Bevilacqua, secondo i quali Acque Veronesi
costa troppo, non funzionabene ed ha un Cda che non rappresenta il territorio».
«Sempre per quanto riguarda la sola gestione ordinaria e
straordinaria delle reti», proseguelanota, «in questi tre Comuni sono stati spesi dal 2009
ad oggi 254mila euro e negli ultimi cinque anni sono state
messe in cantiere opere per oltre un milione di euro. Inoltre,
la società, dal 2007 al 2013, ha
realizzato in tutta la provincia
investimenti per oltre 100 milioni di euro». 0 LU.FI.
Acqua: Scenario
Pagina 17
L'acqua pubblica nel Lazio è lç ;e. Per la prima volta
0
na legge sull'acqua bene comune di iniziativa popolare, che riU chiama l'esito referendario, approvata all'unanimità dal consiglio regionale del Lazio. C'era di che festeggiare, ieri, dalle parti di via della Pisana,
sede del consiglio finora più celebre
d'Italia per via delle prodezze finanziarie di Batman Fiorito, anche perché
adesso il Lazio si trova a fare da capofila per le nuove norme derivanti dal referendum del 14 giugno 2011.
La legge, sostenuta da 39.000 firme
di cittadini e da 40 comuni, da comitati
per l'acqua pubblica che non hanno
mancato di far sentire la loro presenza
durante la discussione, stabilisce che
l'acqua«è un bene naturale e un diritto
umano universale ». Da questo principio, che recepisce lo spirito dei referendum nazionali del 2011, discende che
«tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili». La gestione del servizio idrico integrato «deve essere svolta senza finalità
lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale». Vengono
aboliti i vecchi «Ato», Ambiti territoriali ottimali: la gestione dell'acqua dovrà
avvenire nel bacino idrografico. La gestione dovrà avvenire in base a un preciso bilancio idrico che dovrà assicurare
«l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio
idrico» e dovrà essere aggiornato con
cadenza almeno quinquennale. Ogni
anno le autorità di bacino dovranno predisporre «un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione». Gli ambiti di bacino idrografico dovranno es-
JOLANDA BUFALINI
ROMA
sere individuati dalla Regione entro sei
mesi dall'entrata in vigore della legge,
attraverso un nuovo provvedimento legislativo. Ciascun ambito sarà «governato» da un'autorità di bacino, a cui partecipano gli enti locali corrispondenti
per territorio. I delegati degli enti locali
partecipano alle «assemblee decisionali di bacino» con vincolo di mandato. La
gestione del servizio idrico dovrà avvenire in maniera integrata: «Le opere di
captazione, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre
infrastrutture e dotazioni patrimoniali
afferenti al servizio idrico integrato - si
legge all'articolo 6 - sono di proprietà
In c ---I- T - Voto
a
s t a d ei
1 .
- u, Ala»
degli enti locali e sono assoggettati al
regime proprio del demanio pubblico».
Quella approvata non è una legge a
costo zero, sono costituiti due fondi: il
primo destinato alla «ripubblicizzazione» di cui possono beneficiare gli enti
locali che vogliono tornare a gestire il
servizio «subentrando a società di capitale». Tale fondo sarà finanziato nel
triennio 2014-2016 da un apposito capitolo di bilancio. Il secondo, avrà carattere di «solidarietà internazionale», «al fine di concorrere ad assicurare l'accesso all'acqua potabile a tutti gli abitanti
del pianeta» e sarà destinato a progetti
cooperativi , escludendo ogni forma di
profitto privato.
Acqua: Scenario
«È un grande successo, la vittoria di
cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l 'acqua restasse un
bene di tutti . Questa legge è in linea con
l'esito referendario e riconosce la tutela pubblica su un bene comune , scarso
e limitato , come l ' acqua. Il testo approvato rappresenta un primo , ma fondamentale passo di un iter, più lungo e
complesso, che porterà alla riforma di
tutta la materia», è stato il commento
di Nicola Zingaretti che ringrazia «maggioranza e opposizione» per la prova di
«compattezza e responsabilità su un tema delicato , sollecitato da una proposta nata dai cittadini , dai movimenti e
dai Comuni». Quella di ieri è « una bella
pagina» per il presidente del Consiglio
laziale , Daniele Leodori , mentre Massimiliano Smeriglio sottolinea « il risultato ottenuto grazie alla concertazione
con tutti i soggetti che si sono battuti
per il rispetto dell'esito referendario, ai
gruppi consiliari e alle forze politiche,
oltre al lavoro della Giunta e in particolare dell 'assessore Refrigeri». E per la
consigliera Cristiana Avenali, che su
questi temi si è sempre battuta, «è una
giornata storica».
La discussione in consiglio è stata
serrata, si è prolungata nella notte la
settimana scorsa per arrivare, ieri, al
voto definitivo . Molto contenti i comitati e le associazioni referendarie, che i
che, oggi, alle 11e30, invitano a una conferenza stampa al Forum Italiano dei
Movimenti per l'Acqua . Mancano ancora leggi attuative fondamentali come la
definizione dei bacini idrografici. "A
Sud" esprime preoccupazione per «la
libertà di quei comuni che rischiano il
passaggio forzato al gestore dell'Ato».
Roberto Scacchi di Legambiente : «il Lazio è la prima regione d 'Italia che sancisce in maniera inequivocabile che l'acqua è deve essere ri -pubblicizzata». E
chiede « il blocco immediato dei distacchi dell'erogazione per morosità» .
Pagina 18
MANERBIO. Rifiuti
Porta a o
e occupazione:
se ne discute
.
. 4.
CI 1®
.
Una doppia convocazione per
sviscerare un argomento che
in realtà ne racchiude due. In
un clima di forte contrapposizione approda oggi a Manerbio, alle 18.30, nelle Commissioni Affari generali Bilancio e
' ibuti e Igiene ambientale e
servizi municipalizzati, il progetto di raccolta dei rifiuti. Sul
tavolo il passaggio alla raccolta porta a porta dei rifiuti che,
in seconda battuta, riguarda
anche il destino di alcuni dei
lavoratori delle municipalizzate Bbs e Acm, le società partecipate del Comune in fase di liquidazione. Addio dunque al
sistema dei cassonetti che finora ha caratterizzato la raccolta
dell'immondizia e alla differenziata, e sì alla raccolta casa
per casa. Se l'iter non troverà
ostacoli, la riforma dell'immondizia entrerà in vigore nella seconda parte dell'anno.
Il Comune vuole affidare il
servizio a Garda Uno, supportato con modalità e mansioni
ancora tutte da definire dalla
Coges, che da anni si occupa di
raccogliere e smaltire i rifiuti
dei manerbiesi. L'affidamento alla società pubblica della
raccolta differenziata prevede
anche il passaggio di uno
stock di dipendenti di Bbs e
Acm. Da chiarire in questo caso il numero dei lavoratori che
saranno presi in carico da Garda Uno e le caratteristiche del
contratto che gli sarà garantito. 0 S.NAR
Rifiuti: Scenario
Pagina 19
GARDONE. Nuovi percorsi in Valtrompia
Riciciclo dei rifiuti
L'estate porterà
la raccolta «spinta»
Anche l'umido e l'indifferenziato
nel calendario del «porta a porta»
Il «porta a porta» è già operativo da tempo per il riciclaggio
di carta, vetro e lattine e plastica, ma tra agosto e settembre,
a Gardone si andrà oltre introducendo la «raccolta spinta»
che includerà anche umido e
indifferenziato in un percorso
unico in Valtrompia e condiviso con Villa Carcina.
«Stiamo stilando la convenzione tra il nostro ente e quello di Villa Carcina per gestire il
procedimento di gara per l'affidamento del servizio di raccolta valido per 5 anni e prorogabile per altri 4 - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Fausto
Gamba -. Gardone sarà capofila del bando per individuare il
nuovo gestore e dividerà con
Villa le spese per indire il bando; poi ogni municipio avrà
una gestione propria».
Come funzionerà? Con l'attivazione del porta a porta spinto la raccolta verrà effettuata
due volte a settimana, il lunedì e il giovedì; il primo giorno
toccherà al recupero di umido, vetro, lattine e plastica; il
giovedì ancora all'umido e poi
a carta e indifferenziata. Nelle
grandi utenze, come bar, mense e ristoranti, la frazione de-
Rifiuti: Scenario
componibile verrà rimossa tre
volte la settimana; ovvero anche il sabato.
E sempre per il riciclo della
componente
compostabile
della spazzatura, le famiglie riceveranno un contenitore da
tenere in casa e uno di dimensioni maggiori da esporre il
giorno della raccolta. Gli obiettivi? «Con questo sistema - risponde l'assessore - pensiamo
di raggiungere la percentuale
del 65% di differenziata previstadallalegge, dato che l'attuale raccolta non ha portato ai risultati sperati e si è assestata
sul 40%. Tra i compiti del nuovo gestore ci sarà anche quello
di effettuare una campagna di
sensibilizzazione rivolta a famiglie e scuole; inoltre potrà
proporre campagne particolari, come quellaperl'olio domestico usato».
Non è finita: a Gardone verranno pure potenziati gli orari
di apertura dell'isola ecologica (fino a 31 ore settimanali) di
via Roma. Un esempio: il sabato sarà in funzione dalle 8,30
alle 19 e per i rifiuti ingombranti sarà utilizzabile a chiamata con il gestore. • L.P.
O RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 20
DESENZANO. Con la raccolta «porta a porta» estesa da questa settimana a tutto il territorio è stata quasi completatala rimozione dei vecchi porta-rifiuti
La grande «rott
azione» dei cassonetti
Circa 800 contenitori aspettano di essere venduti:
sono per ora ammassati a Rivoltella e San Martino
La Lega interroga: «Sono sporchi e fanno odore»
Alessandro Gatta
Via tutti i cassonetti dei rifiuti
da Desenzano e da Rivoltella.
Ma «via» dove?
Con l'estensione della raccolta porta a porta anche ai quartieri «est» (la scorsa settimana) e a Rivoltella (in questi
giorni) sono stati rimossi centinaiadi contenitori dalle strade, dai cassonetti metallici (circa 650) alle «campane» di plastica (sui 200 pezzi).
CHE FINE HANNO FATTO? Per
ora sono parcheggiati in due
grandi «cimiteri» dei cassonetti: uno a fianco del pattinodromo a Rivoltella, l'altro vicino alla sede della Protezione civile a S. Martino. Altri saranno
portati all'isola ecologica sulla
minitangenziale.
«Ne restano da rimuovere
poche decine, in particolare a
Rivoltella. Cassonetti che al
più presto saranno venduti spiega l'assessore Maurizio
Maffi - dopo una cernita, per
capire quali sono quelli "ancora buoni" e quali da buttare».
Tra gli interessati non ci sarebbero Comuni, ma aziende
locali, per riutilizzarli o riciclare i materiali. Su cifre e dettagli l'assessore Maffi resta abbottonato, ma si sa che sul
«mercato» dell'usato un cassonetto di metallo si può piazzare a 50 euro, mentre i contenitori e campane in plastica vanno dai 10 ai 20 euro. Si vedrà.
Rifiuti: Scenario
Uno dei «cimiteri» dei cassonetti, a San Martino della Battaglia
In parallelo arriva anche la
prima polemica: un'interrogazione annunciata dal consigliere comunale della Lega
Nord, Rino Polloni, rileva che
a San Martino il «cimitero»
dei cassonetti si trova non distante da case abitate, e i residenti si sarebbero giàlamentati, perchè i contenitori non sono stati lavati.
«Sono stati svuotati ma non
puliti, con tutte le conseguenze del caso. E dunque odore insopportabile, ma pure insetti
a non finire. Peggio ancora conclude Polloni - il fatto che il
"cimitero" dei cassonetti si trovi proprio nel cuore del Plis, l'area vincolata come Parco sovracomunale che circonda l'area monumentale di San Martino. Ma non era forse meglio
partire in autunno?».
Sull'andamento del porta a
porta, qualche problema lo rileva anche l'assessore: «C'è
chi è partito bene - risponde
Maffi - ma c'è anche chi della
differenziata non vuole saperne. Presto diventerà per tutti
la normale quotidianità, e i
problemi oggi visibili si risolveranno». e
Pagina 21
Enti locali. Rischio-buco nei versamenti
Tari ancora in cerca
di una norma-ponte
Gianni Trovati
MILANO
Le contorsioni dellaTaririschiano di creare un nuovo buco negli incassi dopo quello
sfiorato lo scorso anno, e i Comuni provano a riutilizzare la
norma del 2013 che permetteva
di misurare gli acconti deltributo sui rifiuti in base a quanto pagato da ogni utenza nell'anno
prima: in qualche caso, le amministrazioni hanno bussato alla
porta del dipartimento Finanze, che l'anno scorso aveva illustrato il meccanismo con la circolare i/DF/2o13 del 29 aprile, e
sono in attesa di risposta. Rispetto al 2013, però, ci sono due
differenze: manca una norma-
ponte per il passaggio dalla Tares (o dalla Tarsu/Tia che era
ancora in vigore) alla Tari, la
nuova versione del tributo sui rifiuti, e 4.096 Comuni (cioè la
metà abbondante del totale) sono attesi al voto amministrativo
di maggio, con la concreta prospettiva di allungare ulteriormente i tempi di approvazione
deitributi2014: tanto più che sono in molti a dare per scontata
un'ulteriore proroga per il termine dei bilanci preventivi, oggi fissato al 3o aprile.
Ad azzoppare il cammino dellaTari verso l'approvazione, come accade più in generale per la
Iuc di cui è una componente, è il
decreto salva-Roma, che ha tempo fino al 6 maggio per essere
esaminato (e rivisto) in Parlamento. Sul versante Tari, l'ultima novità è arrivata con l'esenzione totale (articolo 2 del Dl
16/2oi4) per i rifiuti speciali assimilati agli urbani che il produttore avvia autonomamente al recupero.Il decreto risolve in questo modo la questione nata con
la legge di stabilità, che per questi rifiuti aveva previsto sia
l'esenzione sia la possibilità di
sconti da parte del Comune,
mentre il ministero dell'Ambiente (circolare 1/2014) aveva
proposto di superare l'empasse
creata dalle due norme in conflitto privilegiando gli sconti locali, come accadeva con i vecchi tributi ambientali. Fatto sta
che la regola ora in vigore impone di ripensare tutti ipiani fmanziari, perché non viene meno
l' obbligo di copertura semi-integrale dei costi del servizio ma si
riduce drasticamente la platea
dei paganti. Il Parlamento, poi,
ha già stoppato a dicembre una
prima versione dell'esenzione,
e potrebbe reintervenire a cambiare nuovamente le carte. Ancora per settimane, quindi, i parametri saranno incerti, ma negli enti al voto l'attività riprenderà solo tra fine giugno e inizio luglio, conilrischio divedereiprimi pagamenti in autunno.
[email protected]
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Rifiuti: Scenario
Pagina 22
Il caso degli 8 chilometri,
«Il gasdotto Tap
bloccato in Puglia,
il governo
intervenga»
La foto di gruppo sui giornali è
datata 18 dicembre 2013.
Didascalia: <d soci del consorzio
Shah Deniz a Baku subito dopo
la firma dell'investimento che
permetterà al gas dell'Azerbaijan
di arrivare sulle coste italiane
entro il 2019 con il gasdotto Tap,
Trans adriatic pipeline». Da
allora sono passati solo tre mesi.
Ma l'iter per la costruzione in
Italia di 8,2 chilometri di
gasdotto è già finito nella palude
dei ritardi e delle
contrapposizioni. L'Arpa Puglia
ha dato un parere positivo
mentre il comitato regionale per
la valutazione di impatto
ambientale è contrario. Ora si
attende il
comitato
nazionale. Il
Ostacoli
gasdotto
dovrebbe
approdare
nella marina
Incertezza
di San Foca, in
Puglia,
comune di
Melendugno.
In territorio
italiano otto
chilometri di
tubazione in
tutto, contro
gli 870 totali
di
un'infrastruttura che
attraverserà Turchia, Grecia,
Albania per inabissarsi nel mar
Adriatico e sbucare a casa nostra.
Con il suo carico di gas azero,
che poi sarebbe un'alternativa a
quello russo che transita
dall'Ucraina. «La realizzazione
non è in dubbio ma è necessaria
una presa di responsabilità da
parte del governo italiano, non
possiamo restare ostaggio
dell'incertezza ancora troppo a
lungo», va al cuore del problema
Giampaolo Russo, country
Energia: Scenario
manager di Tap. «Ci siamo
sempre resi disponibili a
valutare altri approdi - continua
Russo -. Anche se nel caso di
Melendugno non esistono
ostacoli ambientali o
paesaggistici particolari. Il
nostro Paese ha qualche
centinaio di migliaia di
chilometri di gasdotti. Ora l'iter
autorizzativo è già in ritardo».
Come al solito il confronto con
gli altri Paesi ci mostra in balia
dell'effetto nimby. Not in my
backyard, che poi vorrebbe dire
non nel mio giardino. Ma in
questo caso sarebbe meglio dire
non nella mia spiaggia. Dal canto
suo il sindaco di Melendugno,
Marco Poti, tiene le posizioni.
Chiede l'accesso agli atti di
Regione e Soprintendenza
regionale. E minaccia il ricorso
alle autorità giudiziarie.
Ri. Que.
Pagina 23
Gli istituti chiedono al gruppo Cir un innesto di risorse finanziarie per 300 milioni. Pronte a convertire i bond
Sorgeriïa, la lettera delle banche sui prestiti
Per l'impianto di Vado Ligure (pieno socio
Gaz de mance) l'ipotesi supercomitato
MILANO - Il dialogo tra Sorgenia
- la società di produzione elettrica
controllata dalla Cir della famiglia De
Benedetti e partecipata al 46% circa
dall'austriaca Verbund - e le banche
creditrici per oltre 1,86 miliardi sembra a un passo dalla rottura. Gli istituti,
che anche ieri hanno effettuato incontri e analisi sulla società che ha debiti
eccessivi per 6oo milioni e una cassa
che basta forse fino a fine mese, avrebbero maturato una posizione comune:
respingere la proposta da Cir di un aumento di capitale da 19o milioni totali
della società guidata da Andrea Mangoni, coperto dall'azionista di maggioranza con ioo milioni e con un intervento delle banche che ricapitalizzino
per 9o milioni e convertano i 40o milioni residui del debito di Sorgenia in
nuovi strumenti partecipativi. Nell'ipotesi della holding, Cir resterebbe
con il53%o di Sorgenia e avrebbe le banche come secondo socio al posto di
Verbund (che non vuole partecipare),
mantenendo così il controllo dell'azienda.
Il «no» alla proposta di Cir e di Sorgenia sarebbe contenuto in una lettera
che il consorzio delle circa 20 banche
- in testa Mps con 6oo milioni, a seguire Banca Imi, Unicredit, Banco Popolare, Ubi Banca, Bpm - dovrebbe
inviare già oggi e alla holding presieduta da Rodolfo De Benedetti e guidata
da Monica Mondardini. Le banche insistono: Cir deve mettere almeno i5o
milioni per poter arrivare a una governance condivisa, mentre le banche
convertirebbero i 6oo milioni di debiti
in eccesso in azioni e in strumenti partecipativi. In alternativa, la conversione in azioni da parte elle banche riguarderà gran parte del debito eccessivo, facendo diventare così gli istituti
cocci di controllo, con Cir azionista di
minoranza e fuori dai giochi.
Ma non è detto che Cir alla fine non
preferisca questa ipotesi, come già alcuni analisti (Equita sim) aveva suggerito di fare. D'altronde la holding dei
De Benedetti deve affrontare altre incognite: il possibile rimborso di un bond
da 26o milioni di euro (anticipato proprio per la crisi di Sorgenia); l'eventua-
Energia: Scenario
le garanzia sul pagamento della fornitura di gas naturale (cosiddetti contratti «take or pay») se Sorgenia dovesse ritirare meno materia prima.
C'è poi il tema di Tirreno Power, con
la centrale a carbone di Vado Ligure sequestrata nell'ambito dell'indagine
della procura di Savona per disastro
ambientale e omicidio colposo. Tirreno Power - controllata al 5o%o dai
francesi di Gaz de France e di cui Sorgenia ha il 39% indiretto attraverso
Energia Italiana (insieme con Hera e
Iren all'e gaio circa a testa) - ha 8oo milioni di debiti e il nuovo direttore generale Massimiliano Salvi sta preparando un piano per farvi fronte, anche
con l'eventuale partecipazione del socio francese. Intanto ieri i legali della
società, capitanati dall'ex ministro
della Giustizia Paola Severino, ha incontrato il procuratore capo Francantonio Granero , il pm Chiara Maria Paolucci e il gip Fiorenza Giorgi: non è
escluso che gli avvocati , accettando la
supervisione di tecnici nominati dal
giudice nella fase di produzione di
energia, rinuncino al ricorso contro il
sequestro.
Fabrizio Massaro
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Perdii. Dal cda il via libera per nuove emissioni fino a Lin massimo di 1,5 miliardi di euro da collocarsi entro il 31 luglio 2015
L'Eni prepara bond per il retail
Profitti 2013 a quota 5,16 miliardi di euro - Proposto ai soci un dividendo di 1,10 euro
Celestina Dominelli
ROMA
Apocopiùdidueannidall'uJtimo collocamento di questo tipo,
l'F.ni si prepara a un nuovo bond
retail. Il cda ha infatti acceso imotori deliberando ieri «l'emissione
di uno o più prestiti obbligazionari, in una o più tranche, da collocare presso il pubblico indistinto in
Italia, entro il 31luglio 2015, p er l'importo complessivo massimo di 1,5
miliardi di euro». Le obbligazioni
serviranno ad assicurare «una
struttura finanziaria equilibrata
per quanto attiene il rapporto tra
indebitamento a breve e a mediolungo termine». L'ultimo bond
per ilretail, datato ottobre 2on, registrò un boom di richieste tanto
da spingere il gruppo guidato da
Paolo Scaroni ad alzare l'asticella
dell'offerta da 1 a 1,35 miliardi per
soddisfare gli oltre ~a risparmiatoriche ne fecero domanda.
Sempre ieri, poi, il board ha licenziato il bilancio consolidato e
il progetto di bilancio di esercizio
per il 2013 che, in linea con il preconsuntivo, sisono chiusirispettivamente con un utile netto di 5,16
miliardi di euro e di 4,q1. miliardi.
Sui numeri, come aveva spiegato
Scaroniametàfebbraio,hannopesato sia le tensioni in Libia e in Nigeria che le difficoltà del business
mid e downstream condizionati
dalla crisi italiana ed europea. Il
cda proporrà dunque all'assemblea - convocata per l'8 maggio e
chiamata, tra l'altro, a rinnovare i
vertici del gruppo, - un dividendo
di 1,1o euro per azione, di cui 55
cent già distribuiti come acconto
Energia: Scenario
a settembre scorso. Il saldo sarà invece messo in pagamento il 22
maggio con stacco cedolai119.
Dal cda è inoltre arrivato il via
libera alla proposta dell'assem
blea ordinaria di delega al board
per proseguire il piano di riacquisto diazioniproprie per altri18 mesi dalla data dell'assise con le condizioni giàrese note: fino a363 milioni, pari a circa illo% del capitale, per un ammontare massimo fino a 6 miliardi «a un prezzo unitario non inferiore a 1,1o2 euro e non
superiore al 5% rispetto al prezzo
ufficiale registrato daltitolo ilgiorno di Borsa precedente a ogni singolo acquisto». Finora l'Eni detiene 18,9 milioni di azioni proprie
(lo o,52% del capitale).
Al vaglio dei soci ci sarà anche il
nuovo piano di incentivazione
monetaria, deliberato ieri dal board dell'Eni, che sostituisce ilprecedente e introduce, come condizioni diperformance «deiparametri total shareholder return e net
present value delle riserve certe
misurati in termini relativi rispetto a un peer group internazionale
di settore». I beneficiari, chiarisce
lanota, «sono l'ad che saràanominato avalle del prossimo rinnovo,
i dg di divisione e i dirigenti c on responsabilità strategiche di Eni
nonché le altre ris ors e manageriali critichep er ilbusiness individuati in occasione dell'attuazione del
piano». L'assise procederà anche
alla modifica dello statuto per recepire i requisiti di onorabilità fissati nella direttiva emanata dal
Mef agiugno scorso.
Target e conto economico
CRESCITA DELLA PRODUZIONE
Miliardi di barili equivalenti al giorno
s Produzione
l Nuovi progetti
Upside
■ Cagr % (crescita media annua)
(*) Discontinuing operations
IL CONTO ECONOMICO 2013
In milioni di euro
UTILE OPERATIVO ADJUSTED-CONTINUING OP.
2 01 2
19.798
12.620
2013
UTILE NETTO-CONTINUING OPERATIONS
2012
4.200
2013
15.160
UTILE NETTO*
2012
2013
7.790
5.160
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ak1amento. La trasformazione va supportata da una diagnosi o da un attestato di prestazione energetica
« Mini- caldaie» a ostacoli
Il passaggio dal centralizzato è possibile solo se si dimostrano i vantaggi
Edoardo Riccio
Per chi abita in condominio
la tentazione di passare al riscaldamento autonomo, anche se è
dimostrato che - eccetto rarissimi casi - si tratta di uno spreco
energetico, rimane sempre forte.
Sono in molti a voler regolare da
soli la temperatura i casa ma a rifiutare i contabilizzatori di calore
e a "pretendere" la caldaietta. Le
norme, però, rendono estremamente difficoltosa questa scelta.
Vediamo come procedere.
Il Codice civile
L'impianto di riscaldamento, se
esistente dalla costruzione del
condominio e salvo che il titolo
non disponga diversamente, è di
proprietà comune, ai sensi dell'articolo m: del Codice civile. Quindilasoppressione è diper sé vietata, se non con il consenso di tutti i
condomini, come conseguenza
dell'articolo u2o, ultimo comma,
dello stesso Codice, che vietale innovazioni che rendano alcune
parti comuni inservibili all'uso o
al godimento anche di un solo
condomino. Una delibera di soppressione, infatti, non comporta
una semplice mo difica, ma una radicale trasformazione della cosa
comune nella sua destinazione
strutturale ed economica, pregiudizievole per tutte le unità immobiliari già allacciate all'impianto
centralizzato.
Le leggi successive
Sul Codice civile è intervenuta in
seguito la legge 10/91, il cui artico10 26, comma 2, prevedeva una
maggioranza speciale per favorire gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento dei consumi energetici. La formulazione originaria della norma stabiliva una maggioranza
agevolata per gli interventi su
parti comuni di edifici diretti al
Energia: Scenario
contenimento del consumo energetico, e quelli indicati all'articolo 8 della stessa norma. Tra questi ultimi era espressamente prevista proprio la «trasformazione
di impianti centralizzati di riscaldamento inimpiantiunifamiliari
a gas».In pratica, la legge io/9i autorizzava gli interventi che l'articolo u2o vietava.
Nel 20o6 (con il Dlgs 3u), però,
l'articolo26 dellaleggelo/199iveniva cambiato e perdeva il riferimento alla trasformazionne da
centralizzato in autonomo. Non
solo: gli interventi sugli edifici e
sugli impianti, per godere della
RISPARMICI ENERGETICO
Le norme che si sono
sovrapposte al Codice civile
rendono difficile l'opzione
perché è quasi sempre
più energivora
...........................................................................
maggioranza agevolata (cioè
quella degli intervenuti che rappresenti almeno 1/3 dei millesimi), devono essere individuati attraverso un attestato diprestazione energetica o una diagno si energeticarealizzatadauntecnico abilitato. Quindi, oracisi.
si chiede se
sia o meno ancora possibile sopprimere il riscaldamento centralizzato e prevedere l'installazione di impianti autonomi.
La situazione attuale
Lo stesso legislatore del 2006,
che ha modificato il richiamo
all'articolo 8 della legge 10/91,
non ha infattimo dificato le definizioni contenute nel Dlgs
192/2005. Qui, all'allegato A, numero 43, viene considerato «ristrutturazione di un impianto termico» l'insieme di opere che comportano la modifica sostanziale
sia dei sistemi di produzione sia
di quelli di distribuzione ed emissione del calore, precisando che
rientrano in questa categoria anche la trasformazione di un impianto termico centralizzato in
impianti termici individuali.
Si consideri però che il Dlgs
u5/2oo8, all'allegato II, punto 4,
comma2, nel dettare disposizioni
in materia di contratto di servizio
energia, vieta espressamente
(masolo in questo caso) latrasformazione di un impianto di climatizzazione centralizzato in impianti di climatizzazione individuali. Sembrerebbe, quindi, che
vietando espressamente questa
possibilità nel caso del contratto
energia sia da ritenersi non vietata la trasformazione dell'impianto centralizzato in impianti autonominegli altri casi.
La stessa trasformazione, però, va supportata da una diagnosi
energetica o da un attestato di
prestazione energetica (articolo
26, comma 2 della legge io/1991).
Nel caso in cui questa diagnosi o
attestazione dovesse dimostrare
che l'intervento vada a contenere i consumi energetici (il che è
molto difficile, ameno che si tratti di unvecchissima ed energivora), il passaggio dal centralizzato
all'autonomo p otrà essere validamente deliberato dall'assemblea
con la maggioranza prevista dalla riforma del condominio (legge
220/2012), cioè la maggioranza
degli intervenuti, che rappresenti almeno 1/3 del valore dell'edificio. In questo senso si è pronunciato anche il Tribunale Palermo, sezione II con sentenza del
29 marzo 2012.
Naturalmente, bisogna tenere
conto delle norme regionali (siveda l'articolo nella pagina), che a
volte rendono di fatto impossibile in ogni caso la delibera
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Passo per passo
La trasformazione dell`impianto
centralizzato in impianti autonomi
LA DEFINIZIONE
L'impianto di riscaldamento, se esistente
dalla costruzione del condominio e salvo
che il titolo non disponga diversamente,
è oggetto di proprietà comune ai sensi
dell'articolo 1117 del codice civile
-------- COME SOPPRIMERLO
La soppressione dei medesimo è vietata
se non con il consenso dì tutti i condomini,
(articolo 1120, ultimo comma, del codice
civile), cioè con 1000 millesimi
LA TRASFORMAZIONE
È invece possibile la "trasformazione"
di impianti centralizzati di riscaldamento
in impianti unifamiliari, con la maggioranza
degli intervenuti in assemblea,
che rappresenti almeno un terzo del valore
dell'edificio
20°
LE CONDIZIONI
La delibera di trasformazione dell'impianto
centralizzato di riscaldamento in impianti
autonomì è valida solo se supportata
da diagnosi energetica o da Attestato
di Prestazione Energetica. Questi documenti
devono dìmostrare che il miglior impianto
centralizzato progettato per consentire
al massimo, in base allo stato della scienza
e della tecnica, il contenimento dei consumi
energetici, consumerebbe maggìof energia
dell'insieme degli Impianti autonomi a parità
dì funzionamento (massimo delle ore
giornaliere consentite per una temperatura
di 20 gradì con tolleranza dì +2°)
- - - LE ECCEZIONI
Il decreto legislativo 11512008, all'allegato II,
punto 4, comma 2, relativamente ai soli
contratti di servizio energia eventualmente
stipulati dal condominio, vieta espressamente
la trasformazione dì un impianto
di climatizzazione centralizzato in impianti
di climatizzazione individuali
LE LEGGI REGIONALI
- - Le leggi delle Regioni Piemonte ed Emilia
Romagna vietano espressamente dì dotare
O°®
i palazzi composti da oltre 4 unità immobiliari
°• ° (indipendentemente dal numero dei condomini)
°®6.O dì riscaldamento diverso dal centralizzato
Energia: Scenario
Pagina 27
L sce[te. Vincolo di stabilità
Da alcune Regioni
arriva lo stop
alla modifica
La soppressione dell'impianto centralizzato è teoricamente possibile (se si dimostra che si realizza un risparmio energetico attestato da
diagnosi o attestazione) ma a
livello locale le cose sono più
complicate.
Le leggi regionali del Piemonte e dell'Emilia Romagna,
per esempio, vietano di dotare i
palazzi composti da oltre 4 unità immobiliari (indipendentemente dal numero deicondomini) di riscaldamento diverso dal
centralizzato.
Inoltre, il Dpr del 2 aprile
2009, all'articolo 4, comma 9,
prevede che «In tutti gli edifici
esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4, e in
ogni caso per potenze nominali
del generatore di calore dell'impianto centralizzato maggiore
ouguale aiookW, appartenenti alle categorie El ed E2, così come classificati in base alla destinazione d'uso all'articolo 3, del
decreto del Presidente dellaRepubblica26 agosto 1993, n.412, è
preferibile il mantenimento di
impianti termici centralizzati
laddove esistenti; le cause tecniche o di forza maggiore per ricorrere a eventuali interventi finalizzatiallatrasformazione degli impiantitermici centralizzati ad impianti con generazione
di calore separata per singola
unità abitativa devono essere
dichiarate nella relazione di cui
al comma25».
Non vi è insomma, nel Dpr
del 2009, un divieto assoluto di
trasformazione, ma lapossibilitàviene subordinata allaproduzione di una perizia tecnica che
ne attesti l'impossibilità della
conservazione. Ma questo articolo 4 sarà abrogato dall'entrata in vigore dei decreti attuativi
Energia: Scenario
conseguenti all'approvazione
della legge 90/2oi3.
Va poi ricordato che il Dpr
59/2009, attuativo del Dlgs
192/2005 e che regola la prestazione energetica degli edifici,
non trova applicazione nelle Regioni (tra le quali la Lombardia)
che abbiano autonomamente
provveduto a recepire la Direttiva europea 2002/91/CE. E sul
punto nulla dice la nuova delibera di Giunta dellaRegione Lombardia, n. X m8/2o13 pubblicata
a fine dicembre 2013.
Ne consegue che, nei limiti
LTSE
In Emilia-Romagna
ein Piemonte
impianto singolo vietato
nei palazzi composti
da oltre quattro unità
........................................................................
previsti dalle eventuali legislazioni regionali (come in Piemonte edEmiliaRomagna) ilriscaldamento in impianti autonomi sarebbe possibile, con la
maggioranza degli intervenuti
in assemblea che rappresentino almeno 1/3 dei millesimi, se
supp ortata da diagno si energeticao daAttestato diPrestazione energetica
Questi documenti dovrebbero di fatto dimostrare che il
miglior impianto centralizzato progettato per consentire al
massimo, inbase allo stato dellascienza e dellatecnica, il contenimento dei consumi energetici, consumerebbe maggior energia dell'insieme degli
impianti autonomi a parità di
funzionamento.
Ed. Ri.
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Alla TecnoFer spa l'appalto per aspirare le polveri sottili dalle gallerie
Mantova pulirà la metro di Roma
Le gallerie non vengono più
pulite da mesi ed è sos dalla
metropolitana di Roma alla
Tecnofer di Mantova. Da almeno cinque mesi le gallerie
della metropolitana non verrebbero ripulite, mediante aspirazione, dalle polveri e dallo
smog. Il risultato è la presenza
di una significativa quantità di
polveri sottili che viene respirata dagli utilizzatori del trasporto. A determinare questo
problema è il fatto che da un
paio d'anni il treno, che dovrebbe servire a lavare e aspirare le gallerie, sarebbe rotto in
maniera definitiva e collocato a
riposo in deposito. L'azienda
Atac avrebbe sopperito. di tanto in tanto con un semplice
lavaggio delle gallerie, che tuttavia non permette la rimozione degli agenti inquinanti.
Da diverso tempo, in particolare nelle ultime settimane, il
personale sta denunciando la
situazione. L'azienda che gestisce la metropolitana romana,
sta provando a far qualcosa. A
gennaio si è conclusa la gara
che assegna per 5,4 milioni di
euro l'appalto alla mantovana
Tecnofer Spa, che in questi
giorni dovrebbe far arrivare il
suo convoglio. Tecnofer è una
società con sede in Mantova
che opera nel settore dei servizi
con una spiccata vocazione per
la ricerca e lo sviluppo tecnologico. dal 2007 è dotata anche di una tecnologia mirata
alla pulizia dei tunnel ferroviari, che è pure applicata alla
pulizia dei tunnel delle metropolitane con la costruzione di
un convoglio ad hoc: il "Salt
Pony". Successivamente è stato messo a punto un nuovo
convoglio, "Sai 400", destinato
all' aspirazione del macro, mini
e micro-sporco, della sede ferroviari a. Tale struttura è in grado di operare sui piazzali di
stazione ed all'interno dei tunnel metropolitani e ferroviari.
La capacità di creare macchine
operatrici per il settore ferroviario e l'esperienza raggiunta
in queste attività di nicchia ad
elevata specializzazione, seppure a scarsa vocazione ferroviaria in quanto solo indirettamente legate al binario ed
alla circolazione, ha spinto la
Tecnofer a creare un nuovo ramo d'azienda, la Tecnofer engeenering, con un doppio
obiettivo: studiare e migliorare
prassi operative già in essere,
proporre soluzioni a problematiche manutentive non ancora
attuate. I clienti più importanti
della Tecnofer sono le ferrovie
e le metropolitane oltre alle società che operano nel settore
servizi.
Le gallerie
metropolitane
di Roma
sono invase
dalle polveri
sottili,
che nuocciono
alla salute
dei viaggiatori
Segnalazioni
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Rassegna del 18/03/2014