DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico Sistema di Gestione per la Qualità VADEMECUM ad uso degli Operatori Sanitari DISTRETTO SANITARIO H INDICE DELLE EDIZIONI.REVISIONI N° DATA 1.0 20.03.2013 MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 1 di 15 3 DESCRIZIONE Prima emissione Paragrafi variati Tutti Prima emissione Rev. 2 del 10.05.2013 Pagine variate Tutte 3, 6,9,11 riduzione del rischio in fase preanalitica riduzione del rischio per operatori e pazienti A CURA DI : Resp. CPSE Giancarlo Santantonio CPSE Franco Vicini per Rev. 2 del 10.05.2013 Dott. Francesco Silvestro Firmato in originale Direttore Sanitario Distretto H3 Dott. Raffaele Galli Firmato in originale 5DIIDHOH *DOOL )LUPDWRGLJLWDOPHQWHGD5DIIDHOH*DOOL 1RPHGLVWLQWRFQ 5DIIDHOH*DOOL JQ 5DIIDHOH*DOOLF ,WDO\O ,7R $86/ 50+RX $86/50+ H UJDOOL#DVOURPDKLW 0RWLYR6WRDSSURYDQGRLOGRFXPHQWR /XRJR 1 FIRMA Ufficio Infermieristico Pag. FUNZIONE DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 2 di 15 INTRODUZIONE Dati attendibili attestano come la grande maggioranza degli errori in medicina di laboratorio si concentri in attività che precedono ( fase preanalitica ) o seguono (fase post analitica ) l’analisi dei campioni. in particolare, una percentuale variabile dal 60 al 70% degli errori si concentra nella fase preanalitica, soprattutto nelle attività in cui la componente umana è ancora determinante. In questo ambito il prelievo ematico rappresenta la fase più critica di tutto il processo, come confermato dalla prevalenza delle non idoneità riscontrabili(errori identificativi, campioni emolisati, insufficienti, coagulati, non idonei per tipo o quantità ) in considerazione di ciò l’ufficio infermieristico ha elaborato la procedura in collaborazione con la Direzione Sanitaria del Distretto che ne ha ravvisato la necessita di emanazione di una procedura per il prelievo venoso e raccolta campioni Campo di applicazione Destinatari Riferimenti bibliografici 2 Obiettivo La presente procedura descrive la corretta gestione del prelievo venoso, raccolta urine, feci ed esecuzione tampone orofaringeo • uniformare il comportamento degli operatori sanitari mettendo a disposizione conoscenze teoriche e modalità esecutive nelle varie fasi del servizio centro prelievi • garantire l’utilizzo di strumenti e dispositivi in condizione di sicurezza per l’utente e l’operatore • Attuazione di procedure appropriate per quanto possibile standardizzate per la raccolta, etichettatura delle provette ed invio di campioni idonei agli esami da effettuare Centri prelievi Distretto H-3 Medici, CPS Infermieri. Studenti C.d.L. in infermieristica (tirocinio clinico), OSS. 1. Programma nazionale per le linee guida come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la pratica clinica. manuale metodologico. Istituto Superiore di Sanità, maggio 2002. http:/pnlg.it/doc/manuale PNLG.pdf. 2. Gruppo di studio intersocietario SIBioC-SIMeL-CISMEL sulla variabilità extra analitica del dato di laboratorioDocumenti biochimica clinica, 2008, vol.32 n 6 3. Clinical and Laboratory Standards Institute. procedures for the collection of diagnostic blood specimens by venipuncture. Approved Standard, H3-a6 ed Wayne, PA: clsi,2007 Pag. Oggetto DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico Sistema di Gestione per la Qualità MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 3 di 15 Formazione dell’operatore Introdurre corsi di formazione, basati su didattica frontale, tutoraggio e pratica (esecuzione di un numero minimo di prelievi ) per tutti i professionisti abilitati al prelievo ematico(informazioni di base sulle modalità idonee per la raccolta di campioni biologici, sulla loro gestione e conservazione) Dispositivi per il prelievo ematico Utilizzare dispositivi che prevedono l’integrazione di aghi monouso, sistemi di supporto (holder o camicie ) e provette primarie sottovuoto (“vacuum”) le siringhe rappresentano una possibile alternativa qualora : in situazioni d’emergenza, non sia possibile reperire dispositivi di cui sopra particolari situazioni anatomiche e/o fisiche che rendono impossibile o sconsigliabile utilizzare i dispositivi di cui sopra.( vene facilmente collassabili quando sottoposte alla pressione negativa del vuoto presente nel tubo primario) Utilizzare dispositivi monouso che prevedono l’eliminazione di tutte le parti a diretto contatto con il sangue dell’utente. Utilizzare sistemi che non consentono di rincappucciare aghi e ogni altro possibile oggetto tagliente utilizzato nel corso del prelievo Se non utilizzabile ago tradizionale preferire “butterfly” di calibro 20 o 21 G Riservare l’utilizzo “butterfly” 23 G a situazioni specifiche quali: - fragili , e/o su soggetti sottoposti a frequenti prelievi espressa richiesta da parte dell’utente Vanno utilizzati tassativamente aghi tradizionali in corso di particolari indagini ( ad ex. Aggregazione piastrinica) Riservare le ago cannule ai soli prelievi per “curve” ematiche. DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ 3 - vene difficilmente accessibili per sede o calibro, e /o particolarmente Pag. - DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 4 di 15 Norme relative all’utente Identificare correttamente l’utente Controllo della tessera sanitaria o altro documento, documentazione verbale dell’identità da parte dell’utente, verifica del nome sulla prescrizione Utilizzare un solo set di provette destinate ad un solo utente per volta Prelevare sempre e solo un utente alla volta Accertarsi delle condizioni fisiche dell’utente, ottenendo informazioni relativi al digiuno e sulla condizione emotiva contingente, qualora non sia in condizioni idonee al prelievo, questo deve essere differito in altra data. Controllare la prescrizione, verificando che il numero ed il tipo di esami coincidano con quelli accettati Siti preferenziali di prelievo (in ordine decrescente ): vene centrali dell’avambraccio(cubitale e cefalica), vena basilica, vena dorso del braccio, vena del polso e della mano. Le vene dei piedi rappresentano l’ultima risorsa. Sono da evitare: -ampie cicatrici a seguito di ustioni o chirurgia, braccio omologo ad esito di mastectomia, siti contigui ad ematomi .trombi o edemi Per favorire il rigonfiamento della vena è possibile : - riscaldare brevemente il sito di prelievo con acqua calda massaggiare il sito in senso opposto al flusso venoso Non è opportuno percuotere il sito Anche se il prelievo andrebbe idealmente portato a termine senza stasi venosa, l’applicazione del laccio emostatico rappresenta prassi consolidata per favorire l’identificazione del sito più idoneo ed evitare il collasso del vaso durante la procedura. Esistono tuttavia evidenze che la misurazione di alcuni parametri (albumina, elettroliti, ematocrito, tempo di protrombina, DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ D- dimero 4 - riscaldare brevemente il sito di prelievo con un panno caldo Pag. - DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 5 di 15 ,fibrinogeno ) può essere influenzata da entità (pressione esercitata dal laccio ) e durata (tempo di applicazione del laccio ) Posizionare il laccio circa 10 cm al di sopra del sito prescelto, utilizzare una pressione sufficiente a generare stasi venosa ma non a causare dolore, fastidio o ostacolare la circolazione arteriosa ( il polso arterioso deve essere palpabile) non mantenere il laccio in sede per più di un minuto, quando è necessario più tempo per identificare la vena idonea o terminare il prelievo, il laccio può essere rilasciato e riapplicato. L’uso del laccio è comunque da evitare nel prelievo per la determinazione del pH venoso Prima di procedere al prelievo è necessario detergere accuratamente la cute utilizzando preferibilmente un batuffolo di ovatta imbevuta di alcool isopropilico al 70% o qualsiasi altro prodotto idoneo alla scopo, procedendo sempre nello stesso verso (onde evitare di render vana la detersione ) Pag. 5 Vedi Manuale V. 2.0. Procedure Trasporto Campioni Biologici per tipologia contenitori DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 6 di 15 Norme relative al campionamento Indossare i guanti durante il prelievo. Utilizzare tubi primari con etichette che indichino il tipo di provetta necessaria ed il volume di campione richiesto. Etichettare le provette prima del prelievo, mai dopo. Seguire una sequenza specifica per la raccolta delle provette (“order of draw” ) Qualora sia richiesto il prelevamento di una sola provetta destinata ad esami di coagulazione e/o emocromo, è necessario raccogliere ed eliminare una provetta precedente qualora si facesse ricorso al “butterfly” Procedure per il prelievo venoso Per quanto riguarda la procedura dell’inserimento dell’ago in vena, non è possibile formulare raccomandazioni specifiche, poiché ogni prelevatore deve sviluppare una prassi individuale consona e familiare, finalizzata all’espletamento della procedura nel miglior modo possibile Nella malaugurata circostanza in cui il prelievo fallisca, si raccomanda di evitare d’accanirsi con l’ago all’interno del sito di prelievo I caso di fallimento al primo tentativo : - avanzare o arretrare cautamente l’ago - sostituire la provetta - se l’esito è ancora negativo estrarre l’ago e ritentare - dopo due tentativi falliti, trasferire ( se possibile ) ad un collega Verificare che la quantità di sangue aspirato sia idonea Agitare delicatamente 4 - 5 volte le provette contenenti anticoagulante Non aprire mai le provette sottovuoto né trasferire sangue da una provetta all’altra In caso di errori verificare la necessità di raccogliere altri campioni o contattare il laboratorio analisi per possibili soluzioni all’utente di operare una pressione moderata sullo stesso, mantenendo il braccio disteso. DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ Pag. immediatamente un batuffolo di ovatta sul sito di prelievo, chiedendo 6 Rilasciare il laccio prima di estrarre l’ago dalla vena, posizionare DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 7 di 15 Norme da eseguire al termine del prelievo Verificare lo stato di salute dell’utente (segni di malessere o collasso ) e l’insorgenza di eventuali complicazioni ( soprattutto ematomi) es. per abiti troppo stretti Eliminare il materiale contaminato in appositi contenitori di sicurezza idonei per il riconoscimento del tipo di materiale Non rincappucciare, spezzare o frantumare l’ago utilizzato Altre norme generali Poiché il prelievo ematico per quanto banale, rappresenta pur sempre una procedura invasiva, il prelevatore deve sempre mantenere un comportamento consono alla situazione ed osservare sempre un atteggiamento di disponibilità e cortesia Procedure per raccolta esami delle urine Dal protocollo della Medicina di Laboratorio V. 2.0 del marzo 2013 si riporta quanto segue : • • Urinocoltura Trasferimento delle urine, dal contenitore consegnato dall’utente, nella idonea provetta vacutainer di trasporto, disponibile presso tutti i centri prelievi o da richiedere in Farmacia e contraddistinta dal tappo di gomma verde con dicitura “urine colture” Raccolta urine delle 24/h per esami routinari Trasferimento delle urine, dal contenitore consegnato dall’utente, nella idonea provetta vacutainer di trasporto, disponibile presso tutti i centri prelievi o da richiedere in Farmacia e contraddistinta dal tappo di gomma giallo con annotata quantità emessa nelle 24/h Raccolta urine delle 24/h per esami batteriologici La raccolta dovrà essere effettuata dal paziente in apposito contenitore graduato, lo stesso sarà inviato al laboratorio analisi di riferimento dopo opportuna identificazione Le provette vanno identificate apponendovi le etichette stampate tramite il Sw di gestione del Laboratorio ( nome cognome del paziente, numero e data di accettazione, tipo di esame da effettuare). DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ 7 • Esame chimico-fisico delle urine Trasferimento delle urine, dall’apposito contenitore consegnato dall’utente, nella idonea provetta vacutainer di trasporto ,disponibile presso tutti i centri prelievi o da richiedere alla farmacia e contraddistinta dal tappo di gomma giallo Pag. • DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 8 di 15 Norme da eseguire al termine della raccolta della urine Eliminare le urine residue nella vuota ed i recipienti vuoti negli appositi contenitori Istruzioni per un corretto uso dei Dispositivi di protezione individuale (DPI) Le presenti istruzione operative definiscono i DPI ed uso ottimale nelle diverse situazioni nella gestione del centro prelievi, debbono essere osservate da tutti gli operatori sanitari e socio sanitari assegnati al centro prelievi, che possano avere contatto con materiale biologico Tipi di DPI e zone da proteggere Dispositivo Guanti Apparato Respiratorio Occhiali Maschere con visiera, Mascherine naso bocca 8 Occhi Modalità e manovra Prelievo ematico Raccolta campioni urine- feci Esecuzione tampone Orofaringeo Esecuzione tampone Orofaringeo Raccolta campione urine-feci Esecuzione tampone Orofaringeo Raccolta campione urine- feci Pag. Zona da proteggere Mani DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 9 di 15 Guanti 2.2.8 Norme tecniche EN 420 EN 388 EN 374 /1 EN 374 /2 EN 374 /3 EN 407 EN 421 EN 511 EN 455/1 EN 455/2 EN 1082–1 UNI-EN 60903 Norma generale: taglie, pittogrammi etc. Guanti di protezione contro i rischi meccanici Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi: Terminologia e requisiti prestazionali Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi: Determinazione della resistenza alla penetrazione Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi: Determinazione della resistenza alla permeazione Guanti di protezione contro il calore o il fuoco Guanti per radiazioni ionizzanti Guanti di protezione contro il freddo Guanti per ambienti sanitari: utilizzati per la protezione dalla contaminazione incrociata dell’utilizzatore e del paziente Guanti per ambienti sanitari: fornisce le definizioni dei vari tipi di guanti e le taglie e la resistenza prima e dopo l’invecchiamento Guanti e proteggi-braccia di maglia metallica Guanti elettricamente isolanti DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ Pag. a) usare guanti sterili per le procedure che determinano il contatto con aree del corpo normalmente sterili; b) usare guanti da esplorazione per le procedure che determinano il contatto con mucose, escrezioni, secrezioni, sangue e altri liquidi corporei, e per altre procedure diagnostiche e assistenziali che non richiedono l’uso di guanti sterili; b) Possibilmente cambiare i guanti dopo il contatto con il paziente ed eliminarli nei contenitori per rifiuti speciali; se contaminati con materiale biologico il cambio è tassativo. 9 L’uso dei guanti è importante in quanto riduce il rischio di trasmissione dell’infezione da un soggetto all’altro e da oggetti e strumenti contaminati alle persone. I guanti non sostituiscono la necessità di lavarsi le mani, in quanto possono presentare dei microfori, oppure perché le mani si possono contaminare durante la rimozione dei guanti stessi. Il principio che deve guidare la scelta e l’impiego dei guanti deve essere l’appropriatezza dei guanti all’uso per il quale sono stati costruiti, con le seguenti indicazioni generali: DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 10 di 15 c) non lavare o disinfettare i guanti chirurgici o i guanti da esplorazione per il riuso; usare guanti per uso domestico per procedure come la pulizia dello strumentario o degli ambienti. I guanti utilizzati per tali scopi possono essere decontaminati e riutilizzati, separatamente per usi puliti e sporchi, ma debbono essere eliminati se sono lesionati o se hanno riportato punture o altri segni di deterioramento. In ogni caso con i guanti utilizzati per l’assistenza non vanno toccate superfici come porte e telefoni, ma è necessario rimuoverli prima oppure usare, ad esempio, i gomiti per aprire le porte. Indicazioni generali per l'uso di guanti medicali: • • • • • Avere le mani pulite o per prevenire la trasmissione di infezioni: i guanti non rappresentano una barriera assoluta; in caso di rottura o microforatura la flora cutanea (residente e transitoria) presente sulle mani potrebbe contaminare il paziente o gli oggetti (ferri, sonde, cateteri,...) che si stanno manipolando o per non contaminare il contenitore da cui i guanti sono prelevati Tenere le unghie corte o per evitare sollecitazioni eccessive sulla punta delle dita dei guanti e conseguenti lesioni Non indossare anelli e braccialetti in quanto non consentono una buona igiene delle mani e potrebbero lesionare i guanti Evitare che le maniche della divisa vengano a contatto con i guanti. Se necessaria una protezione per braccia e corpo, usare camici monouso (o riutilizzabili con capacità di barriera) a manica lunga Evitare l'applicazione di creme prima di indossare i guanti in quanto alcune creme possono interferire con la permeabilità del guanto e la calzata del guanto può risultare ostacolata Procedura di utilizzo evitandone l'eccessivo stiramento tirandoli alla base delle dita per calzarli verificando che non siano troppo stretti o eccessivamente larghi sui polpastrelli o sul palmo della mano Sostituire i guanti: DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ Pag. • • • 10 Indossare i guanti: DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità • • • • • • • • MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 11 di 15 tra diversi tipi di procedure sullo stesso paziente se rimangono a lungo a contatto con sangue o altri liquidi organici in caso di contatto con sostanze chimiche in grado di danneggiarli con cadenza regolare in caso di intervento chirurgico prolungato (verificare il tempo di permeazione con il fornitore) se occorre una pausa durante le manovre asettiche se c'è un prolungato contatto con sudore o altri liquidi organici possibilmente tra un paziente e l'altro ; se contaminati con materiale biologico il cambio è tassativo. quando presentano lacerazioni, fori, danneggiamenti dopo ogni procedura in cui può aver avuto luogo una contaminazione Rimozione: • • • • Dopo l'uso: • • • rimuovere un guanto partendo dal polsino tenerlo nella mano rimasta guantata con la mano libera rimuovere il secondo guanto prendendolo dall'interno infilare il primo guanto all'interno del secondo smaltire i guanti nel contenitore dei rifiuti pericolosi non riutilizzarli e non lavarli lavarsi le mani Per maggiori specifiche vedi Manuale DPI Distretto Sanitario H3 Mascherine e protezioni respiratorie Tipo di protezione Filtrante FFP2 Filtrante FFP3 Intervento chirurgico, manovre odontoiatriche Assistenza a pazienti con infezione trasmessa per via aerea Assistenza a pazienti con SARS Assistenza a pazienti con infezione trasmessa per via aerea, durante esecuzione di broncoscopie, induzione dell'espettorazione, manipolazione intenzionale di agenti biologici di gruppo 3 e 4 in laboratorio DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ 11 Mascherine in TNT a 4 strati Manovre invasive, paziente in isolamento da droplet Pag. Mascherine in TNT a 3 strati Impiego DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 12 di 15 Sono indicate per prevenire l’inalazione e la trasmissione di droplets (goccioline), che generalmente si diffondono a breve distanza (inferiore a un metro), e di nuclei di goccioline e nuclei evaporati, che invece restano sospesi nell’aria e possono percorrere distanze maggiori. Le mascherine contribuiscono inoltre a scoraggiare chi le indossa a toccarsi naso e bocca. Se l’infezione è trasmessa tramite goccioline, la mascherina deve essere indossata da tutti coloro che si avvicinano molto al paziente. Per le malattie trasmesse attraverso nuclei di goccioline, l’uso della maschera è raccomandato per tutti coloro che entrano nella camera; in questo caso le comuni mascherine chirurgiche potrebbero essere poco efficaci per prevenire l’inalazione di nuclei di goccioline, per cui è indicato l’impiego di protezioni respiratorie particolari (respiratori o filtranti facciali). Le mascherine devono essere usate una sola volta, e poi eliminate nei rifiuti speciali. Per maggiori specifiche vedi Manuale DPI Distretto Sanitario H3 Occhiali con o senza schermi laterali Occhiali a visiera/maschere Schermi facciali (incorporano generalmente fascia girotesta, protezione anteriore, elmetto, cappuccio di protezione o altro dispositivo di supporto adeguato) Schermi a mano per la saldatura (dispositivo a mano che protegge gli occhi, il viso e il collo). Elmetto per la saldatura (dispositivo indossato sulla testa, che protegge gli occhi, il viso, il collo e la parte superiore della testa completamente o in parte) di Scarso Scarso Buono o molto Buono buono per Molto buono Buono Accettabilità l'utente Uso continuativo Molto buono Molto buono Scarso Discreto Scarso Discreto Schermi facciali Eccellente Buono o Eccellente Discreto Buono per brevi periodi Discreto Discreto Note sulla protezione da rischio chimico La protezione degli occhi deve essere scelta in base allo stato fisico, alle operazioni e al livello di tossicità dei prodotti in uso: • Occhiali di sicurezza con schermi laterali sono richiesti per chiunque operi in laboratorio • Gli occhiali di sicurezza proteggono gli occhi dai materiali solidi (schegge) ma sono meno efficaci nel proteggere dagli schizzi • Le maschere si utilizzano quando è possibile che ci siano schizzi o se si è costretti a portare occhiali da vista. Devono avere aperture per evitare l'appannamento. DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ 12 Protezione collo e faccia Indossabilità Livello di protezione Occhiali con schermi Maschere Buono Buono Eccellente Scarso Buono Eccellente Pag. Occhiali Schizzi frontali Schizzi laterali DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 13 di 15 Pag. 13 • Schermi facciali o maschere protettive sono richiesti quando si versa o si travasano materiali corrosivi o liquidi pericolosi soprattutto se in grande quantità. Gli schermi non sono un sostituto dei protettori oculari, si devono usare entrambe le protezioni. • Chi indossa lenti a contatto deve essere informato dei particolari rischi che comportano (ad es. assorbimento di agenti chimici dall’aria), soprattutto se del tipo gas permeabile. Gas e vapori possono condensarsi tra lente e occhio causando danni permanenti all'occhio stesso. Schizzi che arrivassero dietro la lente sarebbero difficili da rimuovere con i lavaggi oculari. Inoltre, alcuni tipi di solventi “sciolgono” le lenti polimeriche. • Prima di indossare occhiali e schermi essi devono essere ispezionati per evidenziare eventuali danni o deterioramenti. Per maggiori specifiche vedi Manuale DPI Distretto Sanitario H3 DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 14 di 15 Conferimento dei Campioni biologici Pag. 14 Tratto dal Manuale V. 2.0. Procedure Trasporto Campioni Biologici cui si fa riferimento integralmente per la presente sezione DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_ DIREZIONE SANITARIA Distretto H3 MQ-RS Edizione .Revisione 1.0 del 20.03.2013 Pagina 15 di 15 Pag. 15 Sistema di Gestione per la Qualità MANUALE QUALITÀ Della Direzione del Distretto e dell’ Ufficio Infermieristico DOCUMENTO DI PROPRIETA’ Distretto Sanitario H3 – RIPRODUZIONE VIETATA manuale_qualità_