Corso di formazione integrata scientifica e tecnologica Modulo 6: (A.S. 2002/03) Aspetti chimico-fisici e biologici dell’ambiente "suolo" Calendario degli incontri del modulo 6: Aspetti chimico-fisici e biologici dell’ambiente "suolo” 1. Ecosistema suolo 06/02 Artov 2. Pedogenesi 20/02 Mlib 3. Turnover della sostanza organica nel suolo 27/02 Mlib 4. Ecologia delle popolazioni microbiche del suolo 06/03 Mlib 5. Ciclo dell’Azoto 13/03 Mlib 6. Ciclo del Carbonio 20/03 Mlib Aspetti chimico-fisici e biologici dell’ambiente "suolo" 2. Pedogenesi Parte teorica Esperienze di laboratorio Definizione di suolo Campionamento del suolo Fasi del suolo Analisi qualitative Processi pedogenetici Orizzonti del suolo Classificazione-Tipo Granulometria Permeabilità Acidità Calcare Presenza di N, P, K 2. Pedogenesi Definizione e caratteristiche del suolo Il suolo è lo strato più superficiale della crosta terrestre E’ un insieme di sostanze organiche e minerali ( 50% del volume) E’ un sistema complesso, eterogeneo di tre fasi: solida, liquida e gassosa. E’ un compartimento di un ecosistema più generale, è un sistema aperto con un continuo scambio energetico interno ed esterno E’ una interfaccia molto delicata dell’ecosfera, difficile e costosa da rinnovare E’ un importante filtro biologico E’ la parte esplorata dalle radici e nella quale operano i microrganismi Viene suddiviso in: Strato attivo (eluviale) 30-40 cm Strato inerte (illuviale) Sottosuolo 2. Pedogenesi Fasi del suolo Sistema eterogeneo complesso costituito da tre fasi (polifasico) Solida Componente organica non vivente 5% Liquida Componente inorganica 45% Particelle (Si, Ca, Al, Mg, K, Fe) Sabbia Gassosa Scheletro - non disgregato - 2mm Terra fine Limo Argilla • Tessitura o composizione granulometrica • Struttura Granulare Poliedrica Prismatica Lamellare Terreni privi di struttura: mancanza di cementanti eccesso di cementazione Proprietà fisiche dei suoli Granulometria Tessitura Struttura Porosità Permeabilità particelle grossolane = sabbia grossa sabbia fine 0,2 mm particelle fini = limo 0,02 mm particelle finissime = argilla 0,2 mm 0,02 mm 0,002 mm 0,002 mm percentuale delle diverse frazioni granulometriche come sono legate tra loro le particelle e come sono disposti i pori volume dei pori compreso tra 40 e 60% volume d’acqua defluito da un volume noto di suolo nell’unità di tempo. Dipende da: Umidità quantità di acqua che viene trattenuta (con diverse modalità) Aerazione % d’aria che varia in funzione della tessitura e dell’umidità. Calore specifico e conducibilità termica Triangolo delle tessiture La percentuale delle diverse frazioni granulometriche determina diversi tipi di terreno: argilloso limoso 100 0 sabbioso 10 90 e diverse loro combinazioni 20 80 30 70 argilloso 40 60 Franco: questo termine 50 argilloso limoso 60 franco70 limoso -argilloso 50 indica una tessitura in cui non c’è prevalenza di alcuna classe 40 argilloso sabbioso granulometrica sulle altre. 10 franco30 franco-sabbioso-argilloso argilloso 20 franco franco-sabbioso 80 franco-limoso 90 limoso sabbioso 0 100 90 80 70 60 50 40 Sabbia 30 20 10 100 0 Proprietà chimiche dei suoli Composizione chimica degli strati solidi Soluzioni ioniche e colloidali - Gas presenti Sostanza organica - Humus Potere assorbente pH capacità di trattenere le sostanze disciolte può variare da 5,5 a 8,5 per il terreno agrario dipende da umidità, clima, tipo di substrato Potere tampone capacità di evitare eccessive variazioni di pH Reattività delle particelle limo e argilla sono molto più "reattivi" della sabbia, per il numero maggiore di cariche, prevalentemente negative 10 Å O OH Al Si Fasi del suolo Solida Precipitazioni Liquida Gassosa Acqua come soluzione circolante di sali, gas e colloidi (25%) Falda Acqua gravitativa o di percolazione Acqua capillare Acqua igroscopica Punto di appassimento Acqua di cristallizzazione Capacità di ritenzione massima = rappresenta il massimo volume di acqua presente in un suolo e corrisponde alla condizione in cui tutti i pori sono pieni. Capacità di campo = corrisponde alla somma dell'acqua capillare e quella igroscopica: acqua che resta dopo lo svuotamento dei macropori. Fasi del suolo Solida Liquida Gassosa L’aria tellurica (25%) occupa i macropori di 8 ed è composta dagli stessi elementi dell’aria atmosferica: N2, O2, CO2, gas nobili. Le percentuali di alcuni gas sono diverse da quelle dell’atmosfera: O2 percentuale minore, limitante CO2 % maggiore, 0,3 - 3% ; 5 - 10% nella rizosfera, e fino al 20% In anaerobiosi sono presenti CH4, H2S, NH3……. Processi pedogenetici 2. Pedogenesi pédon = suolo, terreno + génesis = generazione Ciclo di formazione e di trasformazione del suolo, che ha inizio con l’alterazione della roccia madre, causata da diversi agenti, e giunge alla formazione di composti minerali solubili. Il suolo è una struttura dinamica che ha, nel tempo, • Evoluzione progressiva • Evoluzione regressiva una origine una vita una fase terminale “Climax” = equilibrio stabile del suolo e della flora In seguito alla rottura di un equilibrio Le proprietà dei suoli sono determinate, in via teorica, da 5 fattori: • Roccia madre • Topografia • Bioma • Clima • Tempo Fasi della formazione di un suolo I. Il basamento roccioso inizia a disintegrarsi per azione dei cicli di gelo e disgelo, della pioggia e di altri fattori ambientali II. La roccia si trasforma in materiale incoerente, che a sua volta si decompone in particelle minerali più fini III. I microrganismi presenti contribuiscono alla formazione del suolo favorendo la degradazione della materia organica e la differenziazione del suolo in orizzonti IV. Infine si raggiunge lo stadio in cui il suolo può sostenere una fitta vegetazione La pedogenesi comprende diverse fasi 1. Disgregazione fisico-meccanica della roccia madre 2. Decomposizione chimica e biochimica 3. Lisciviazione se prevale 4. Erosione superficiale Particelle Decomposizione Evoluzione regressiva Depauperamento di sostanze organiche 5. Assorbimento radicale e microbico Cicli nutritivi 6. Decomposizione residui organici 7. Humificazione Diretta 8. Mineralizzazione della sostanza organica Indiretta Principali agenti della disgregazione Fisico-meccanici Chimici e biochimici Acqua corrente Az. idrolizzante Acqua Vento Az. idratante Ghiacciai Acqua e CO2 Az. solvente Crioclastismo Ossigeno Termoclastismo Organismi viventi Radici vegetali 2. Pedogenesi Orizzonti (profilo pedologico) Profilo del suolo è una sezione trasversale di un suolo maturo. Orizzonte è ogni strato nel profilo, individuato dal cambiamento del colore e dell’aspetto generale. O Organico suddiviso in O1 = lettiera O2 = residui decomposti A Attivo (eluviale) humus, organico-minerale E Transizione particelle minerali B Inerte (illuviale) processi anaerobici, radici C Substrato pedogenetico alterato R Roccia madre Classificazione dei suoli (un esempio) Questa classificazione definisce le sue classi in base alle caratteristiche morfologiche e di composizione dei suoli, su dati quantitativi e stabilisce una gerarchia di sei categorie: Ordini; Sottordini; Grandi Gruppi; Sottogruppi; Famiglie; Serie (fino a 11000 numeri di classi riferiti a suoli degli Stati Uniti). Gli ordini sono distinti da alcuni fattori: 1. la composizione grossolana, organica e minerale, e la tessitura; 2. il grado di evoluzione degli orizzonti; 3. la presenza o assenza di certi orizzonti; 4. un indice del grado di alterazione dei minerali del suolo. ORDINI Alfisuoli Andisuoli Aridosuoli Entisuoli Istosuoli Inceptisuoli Mollisuoli Oxisuoli Spodosuoli Ultisuoli Vertisuoli La sillaba alf deriva da al e fe, simboli di alluminio e ferro Japan. Ando, suolo scuro Lat. Aridus, secco La sillaba ent può stare per recente Gr. Histos, tessuto Lat. Inceptum, inizio o principio Lat. Mollis, molle, soffice Oxi abbreviazione di ossido Gr. Spodos, cenere di legno Lat. Ultimus, ultimo Lat. Vertere, invertire 2. Pedogenesi Campionamento del suolo Sul suolo si possono effettuare numerose analisi chimico-fisiche e biologiche In base alla finalità, le analisi del suolo vengono raggruppate in: 1. Analisi di caratterizzazione 2. Analisi di controllo 3. Analisi di diagnostica comparativa Al fine di ottenere un campione omogeneo e rappresentativo è necessario: 1. Definire l’epoca del campionamento 2. Individuare la zona di campionamento 3. Definire il numero e la ripartizione dei campioni (sub-campioni) 4. Stabilire la profondità e le modalità di esecuzione del prelievo 5. Formare il campione globale (campione mediato) da sottoporre ad analisi Attrezzatura per il prelievo dei campioni Lo strumento più idoneo utilizzato per il prelievo del terreno è la trivella a sonda o carotatrice Inoltre sono necessari: Secchi per riporvi i campioni Telo di plastica Sacchetti di nylon Etichette 1. Epoca del campionamento varia in funzione delle finalità delle analisi. Es. Per valutare la fertilità del suolo ai fini della concimazione, è preferibile prelevare i campioni almeno 4 mesi dopo l’ultimo apporto di concimi o ammendanti oppure nel periodo successivo la raccolta del prodotto 2. Individuazione della zona di campionamento La scelta della zona da campionare è finalizzata al tipo di analisi Analisi di caratterizzazione la zona da campionare deve avere caratteristiche il più possibile omogenee nell’aspetto fisico, rispetto alle fertilizzazioni e alla copertura vegetale spontanea o coltivata Analisi di controllo le zone da campionare devono aver subito delle perturbazioni o alterazioni Legenda: 1) Zona di campionamento 2) Area da non campionare 3) Bordi 4) Aree da non campionare 5) Unità di campionamento 6) Campione elementare 3. Numero e ripartizione dei campioni elementari o sub-campioni Il numero dei campioni deve essere tale da poter effettuare un’analisi statistica in grado di fornire informazioni sull’accuratezza dei dati ottenuti nelle analisi Esistono diverse modalità di campionamento: Campionamento sistematico Campionamento non sistematico a X o a W Campionamento irregolare o random Campionamento sistematico La zona da campionare viene suddivisa idealmente in unità di campionamento secondo un reticolo di maglie di dimensione opportuna in relazione alla superficie da campionare. Il prelievo deve essere evitato lungo i bordi della zona di campionamento e nelle zone che presentano anomalie Legenda 3) Bordi 4) Aree da non campionare 5) Unità di campionamento 6) Campione elementare A) Suddivisione della zona da campionare B) Reticolo di dimensioni opportune C) Unità di campionamento D) Prelevamento casuale del campione Campionamento non sistematico a X o a W I prelievi dei campioni elementari si effettuano lungo un percorso tracciato sulla superficie da investigare, ponendo delle immaginarie lettere XoW I risultati ottenuti da questo tipo di campionamento sono meno dettagliati in quanto la superficie del campionamento è meno estesa Campionamento irregolare o random I prelievi si effettuano in aree scelte secondo numeri ricavati dalla tabella dei numeri casuali, riportata nei manuali di statistica. I numeri devono corrispondere a precise sezioni numerate della zona da campionare suddivisa in unità di campionamento Legenda 3) Bordi 4) Aree da non campionare 6) Campione elementare 4. Profondità e modalità di esecuzione del prelievo La profondità del prelievo dipende dalle caratteristiche del terreno Nei terreni arativi è preferibile effettuare il prelievo alla massima profondità di lavorazione del suolo Nei terreni a prato o a pascolo il prelievo deve essere effettuato alla profondità interessata dalla maggior parte delle radici 5. Formazione del campione globale (campione mediato) da sottoporre ad analisi Per analisi di caratterizzazione, i campioni prelevati devono essere miscelati in modo da rendere il terreno omogeneo Per analisi di controllo, i campioni prelevati devono essere mantenuti e analizzati separatamente Il campione mediato finale viene posto in sacchetti di nylon, chiusi ed etichettati. Nell’etichetta devono essere riportate tutte le informazioni riguardanti il campione: la data del prelievo, la profondità, i riferimenti geografici della zona campionata, etc….. 2. Pedogenesi Analisi qualitative di un campione di suolo 1. Esame granulometrico 2. Valutazione della permeabilità 3. Acidità del suolo 4. Determinazione del calcare 5. Determinazione della fertilità del terreno: presenza dei microelementi azoto, fosforo e potassio (N, P, K) Esame granulometrico Sospendere 100 g di terreno in 500 ml di acqua ed omogenizzare con una bacchetta di vetro H2O Lasciare decantare per 24 ore a temperatura ambiente in un cilindro graduato chiuso con parafilm, per evitare l’eventuale evaporazione dell’acqua Valutare gli strati granulometrici esprimendo le frazioni sedimentate come percentuale in volume Legenda 1. Sabbia: particelle distinguibili (20% in volume) 2. Sabbia fine: particelle poco distinguibili (30% in volume) 3. Strato omogeneo: limo o argilla ( 50%in volume) 4. Sottile strato di surnatante organico (humus) Valutazione della permeabilità Prendere una bottiglia di plastica, privarla del fondo ed appoggiarla capovolta in un treppiede Chiudere l’imboccatura con una garza ripiegata due volte e fissata con un elastico Mettere il terreno nella bottiglia fino a raggiungere un’altezza di 15 cm Versare 200 ml d’acqua nella bottiglia e raccogliere per gocciolamento l’acqua gravitazionale in una capsula Petri posta sotto la bottiglia Calcolare la differenza tra il volume d’acqua versata e quello d’acqua filtrata. Il volume ottenuto (acqua capillare) rappresenta percentualmente la capacità di campo: maggiore è la capacità di campo, più basso è il grado di permeabilità del campione del terreno Acidità del suolo Mettere 20 g di terreno in un bicchiere da 100 ml, aggiungere 50 ml di acqua e agitare per 30 minuti. Lasciare depositare il terreno, misurare il pH sul liquido sovrastante con una cartina indicatrice o con un pHmetro, preferibilmente dopo 24 ore. H2O Cartina tornasole Determinazione del calcare Mettere pochi grammi di terreno in una capsula Petri, aggiungere con un contagocce acido cloridrico 1N. In presenza di carbonato di calcio si osserva sviluppo di anidride carbonica per la seguente reazione chimica: CaCO3 + 2HCl Effervescenza, CO2 CaCl2 +H2O + CO2 HCl 1N Determinazione della fertilità del terreno - presenza dei microelementi: azoto, fosforo e potassio (N, P, K) Mettere 10 g di terreno in un bicchiere e aggiungere 100 ml di acqua leggermente acidificata. Riscaldare, agitare per 15 minuti e filtrare. Ricerca dell’azoto nitrico (NO3) Mettere 2 ml di filtrato in una provetta e aggiungere ugual volume di acido solforico concentrato. Raffreddare e cautamente aggiungere una soluzione di solfato ferroso. In presenza di azoto nitrico si forma un anello bruno. Ricerca dell’azoto ammoniacale (NH4+) Mettere 2 ml di filtrato in una provetta, aggiungere eccesso di idrossido di sodio e riscaldare. I vapori che si liberano emettono l’odore di ammoniaca ed esposti ad una cartina al tornasole la colorano di blu. Ricerca dei fosfati solubili (PO4--) Mettere 2 ml di filtrato in una provetta, acidificare con poche gocce di acido nitrico concentrato, aggiungere ugual volume di una soluzione di molibdato di ammonio e riscaldare. La formazione di un precipitato giallo indica la presenza dello ione fosfato. Ricerca del potassio (K+) Mettere 2 ml di filtrato in una provetta, aggiungere una soluzione di acetato di sodio ed una soluzione di acido tartarico. La formazione di un precipitato bianco indica la presenza di potassio.