IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
INDICE
1.
PREMESSA ................................................................................... 3
1.1 Presentazione dell’azienda .....................................................................5
2.
QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO ...................... 12
2.1 Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio
(P.U.T.T.) ................................................................................................12
2.2 Gestione dei rifiuti speciali nella Regione Puglia ...............................14
2.3 Piano Regionale di qualità dell’aria .....................................................16
2.4 Piano di Bacino della Puglia, stralcio Assetto Idrogeologico
(PAI) 17
2.5 Piano di Tutela delle Acque ..................................................................19
2.6 Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.)............................20
2.7 Siti d’importanza Comunitaria (SIC) – Zone a protezione
speciale (ZPS) – Aree Naturali Protette ...............................................21
2.8 Piano Regolatore Generale del Comune di Putignano ......................22
2.9 Compatibilità con i vincoli presenti sul territorio ...............................23
3.
QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE ............................ 24
3.1 Descrizione del progetto ......................................................................31
3.2 Analisi delle alternative progettuali .....................................................34
4.
QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE ............................... 37
4.1 Ambiente fisico......................................................................................37
4.1.1 Impatto potenziale sull’ambiente fisico..................................... 37
4.1.2 Misure di mitigazione e/o compensazione ................................ 39
4.2 Ambiente Idrico .....................................................................................40
4.2.3 Impatto potenziale sull’ambiente idrico .................................... 40
4.2.4 Misure di mitigazione e/o compensazione ................................ 43
4.3 Suolo e sottosuolo ................................................................................44
4.3.1 Impatto potenziale su suolo e sottosuolo ................................. 44
4.3.2 Misure di mitigazione e/o compensazione ................................ 45
4.4 Ecosistemi naturali: vegetazione, flora e fauna..................................46
4.4.3 Impatto potenziale sugli ecosistemi naturali: flora, fauna....... 46
4.4.4 Misure di mitigazione e/ compensazione .................................. 49
4.5 Paesaggio e patrimonio culturale ........................................................51
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Sintesi non Tecnica
pag. I
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
4.5.1 Impatto potenziale sul paesaggio .............................................. 51
4.5.2 Misure di mitigazione e/ compensazione .................................. 53
4.6 Ambiente antropico...............................................................................54
4.6.1 Impatto potenziale ....................................................................... 54
4.6.2 Misure di mitigazione e/ compensazione .................................. 58
5.
STIMA DEGLI EFFETTI ............................................................... 59
6.
CONCLUSIONI ............................................................................ 61
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Sintesi non Tecnica
pag. II
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
1.
PREMESSA
Il presente documento costituisce la Sintesi non Tecnica allegata allo Studio di
Impatto Ambientale dell’aumento della potenzialità ed integrazione tipologie di
un impianto di trattamento e recupero rifiuti non pericolosi operante in
procedura semplificata, come previsto dagli articoli 214 e 216 del D. Leg.
152/2006 s.m.i.
Il documento ha lo scopo di informare il pubblico sui contenuti dello Studio di
Impatto Ambientale che, in applicazione della Legge Regionale n. 11 del 12 Aprile
2001 (Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale) e s.m.i., analizza gli impatti
derivanti dalla fase di costruzione ed esercizio dell’opera in oggetto.
L’impianto, in funzione all’interno di una cava di calcare in attività dello
stesso titolare, è di proprietà della Ditta “Troilo s.r.l.” (sede legale in Putignano
(BA) in Via Cap. Mario Laterza n. 14 – 70017) ed è ubicato nel Comune di
Putignano, in provincia di Bari, presso la Strada Comunale Corcione S.N., in località
Macchia Rotonda.
La Ditta proponente, iscritta all’Albo dei gestori dei rifiuti per le tipologie descritte
in seguito, è già autorizzata alla messa in riserva di rifiuti speciali non
pericolosi (attività R13) per un quantitativo complessivo di 53.385 t/a, di cui
3.000 t/a per l’attività di recupero R5, limitata ad un massimo di 10 t/g.
A seguito di favorevoli condizioni di mercato, che hanno condotto il proponente a
munirsi di un nuovo impianto di frantumazione (da destinare esclusivamente al
recupero del materiale proveniente dall’esterno e non dall’attività di coltivazione
della cava), la Ditta ha avviato le procedure per la richiesta di un incremento della
quantità di materiale recuperabile da 3.000 t/a, per cui risulta già autorizzata, ad
una quantità pari alla totalità del volume per cui è autorizzata alla messa in riserva,
ovvero 53.385 t/a (il che costringerebbe l’azienda a superare sicuramente le 10 t/g).
Per questo motivo, l’intervento è stato sottoposto alla procedura di verifica di
assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), in quanto la tipologia di
impianto rientra nell’allegato IV del D.Leg. 4/2008 punto 7 comma zb) “Impianti di
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Sintesi non Tecnica
pag. 3
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
smaltimento e recupero rifiuti non pericolosi, con capacità complessiva superiore a
10 t/g, mediante operazioni di cui all’allegato C lettere da R1 a R9”.
La fase di screening si è conclusa con una delibera, espressa da parte del
Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale della Provincia di Bari nella seduta
del 01/02/2011, di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale.
Esaminando criticamente le osservazioni formulate in fase di screening, dopo
aver recepito i contenuti degli elaborati presentati in sede di Verifica di
assoggettabilità a VIA, sono state analizzate e risolte le carenze contenute nel
precedente lavoro ed effettuati i necessari esami degli aspetti ambientali attraverso
delle indagini puntuali ed approfondimenti di dettaglio, per i quali ci si è avvalsi di
competenze specialistiche.
Allo scopo è stato redatto lo Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.), elaborato
secondo una struttura che ricalca consolidati schemi presenti in letteratura e a loro
volta desunti dalle normative in vigore.
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Sintesi non Tecnica
pag. 4
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
1.1 Presentazione dell’azienda
La Ditta “Troilo s.r.l.” è un’azienda a conduzione familiare operante dal lontano
1967 come cava di calcare e dal 1972 nel settore della frantumazione e vagliatura
del materiale inerte.
Attualmente la Ditta è autorizzata, oltre che per l’attività di cava, anche per la
messa in riserva e recupero di rifiuti speciali non pericolosi, che si svolge nello
stesso sito di cava.
L’area di interesse della cava si sviluppa su di una superficie di 17 ha, su
particelle catastali tutte appartenenti al Foglio 55 del Comune di Putignano; la Ditta
si occupa dell’estrazione di pietra calcarea dalla quale ricava inerti di varia
pezzatura destinati alla messa in riserva ed alla successiva vendita al pubblico o al
riutilizzo immediato per la produzione di calcestruzzo, tramite l’impianto di
betonaggio presente all’interno della stessa area di cava.
L’azienda si occupa, altresì, anche dell’attività di trattamento e recupero di rifiuti
non pericolosi, prevalentemente terre e rocce da scavo ovvero rifiuti provenienti
dalle demolizioni e costruzioni nei cantieri edili.
La cava era condotta in precedenza dalla Ditta “F.lli Troilo snc”, che nel 1985
richiedeva, ai sensi della L.R. 37/85, l’autorizzazione alla prosecuzione della
coltivazione mineraria; successivamente, con Decreto dell’Assessore all’Industria n.
23/Min del 3 Maggio 1991, veniva rilasciata alla Ditta “Troilo Nicola & C. snc”,
l’autorizzazione alla coltivazione mineraria sui terreni di proprietà della Ditta stessa.
Con Decreto dell’Assessore dell’Ufficio Minerario della Regione Puglia 88/Min.
del 05/12/1995 veniva trasferito il titolo autorizzativo a favore della società “Troilo
srl”.
Successivamente, la stessa ditta otteneva la iscrizione al registro provinciale
delle imprese esercenti l’attività di recupero rifiuti non pericolosi (iscrizione n. 239
del 22/9/1999).
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Sintesi non Tecnica
pag. 5
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Con Determinazione n. 100 del 06/09/2005 del Servizio Rifiuti della Provincia di
Bari, l’iscrizione al registro provinciale veniva rinnovata per le tipologie individuate
nell’allegato 1 – sub allegato 1 del D.M. 05/02/1998 ai sensi e per gli effetti dell’art.
33 del D.L. n. 22/97.
Con tale Determinazione, dunque, la Ditta risultava autorizzata al recupero di
2.700 t/a per tali quantità e tipologie indicate.
Nell’anno 2007, la Ditta richiedeva, con note del 10/04/2007 e del 20/09/2007,
l’incremento della quantità massima di rifiuti trattabili, riferiti esclusivamente alle
tipologie:
7.1 da 2.500 t/a a 5.000 t/a (Codici CER 101311, 170101, 170102,
170103, 170802, 170107, 170904, 200301)
7.6 da 5 t/a a 100 t/a (Codici CER 170302, 200301)
con conseguente variazione della quantità complessiva di rifiuti da trattare di 5.295
t/a; tale variazione veniva autorizzata con Determinazione n. 53 del Servizio Rifiuti
della Provincia di Bari.
Con note rispettivamente del 03/12/2008 e del 26/10/2009, la stessa ditta
richiedeva, altresì, l’integrazione dell’iscrizione all’Albo dei gestori dei rifiuti per le
seguenti tipologie:
7.31 bis ( 35.000 t/a) (Codice CER 170504)
13.1 (150 t/a) (Codici CER 100101, 100115, 100102, 100103, 100117)
13.2 (150 t/a) (CER 190112, 190114, 100101, 100115, 100103, 100117)
e la variazione della quantità di rifiuti da trattare per un quantitativo complessivo
di 53.385 t/a di cui 3.000 t/a per l’attività di recupero R5 (con limite delle 10 t/g).
Tale integrazione veniva autorizzata con Determinazione Dirigenziale n. 7 del
20/01/2010 del Servizio Rifiuti della Provincia di Bari.
In seguito a tale Determina, quindi, attualmente la Ditta è autorizzata a trattare
le tipologie di rifiuti con le relative quantità:
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Sintesi non Tecnica
pag. 6
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Punto del
D.M.
05/02/98
7.1
7.2
7.3
7.4
7.5
7.6
7.7
7.9
7.10
7.11
7.13
7.14
7.16
Rev 00
Codici CER
corrispondenti
101311
170101
170102
170103
170802
170107
170904
200301
010410
010413
010399
010408
101201
101206
101208
101203
101206
101208
101299
101099
170302
200301
050110
060503
070712
161106
120101
120102
120103
120104
120117
120121
170508
101399
170802
010507
010504
170504
020402
020499
020799
Quantità
annua
avviata a
recupero
(max 10
t/a)
Quantità annua
(t) Autorizzata
Quantità
massima
stoccabile (t)
Attività di
recupero
(messa in
riserva R13 e
recupero R5)
10.000
1.500
R13 – R5
500
4.000
1.500
R13 – R5
500
10
1.500
R13 – R5
5
10
1.500
R13 – R5
5
5
1.500
R13 – R5
5
2.000
1.500
R13 – R5
400
5
1.500
R13
5
1.500
R13 – R5
5
500
1.500
R13 – R5
150
1.000
1.500
R13 – R5
250
50
1.500
R13
100
10
Sintesi non Tecnica
R13
1.500
R13 – R5
10
pag. 7
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Segue tabella
Punto del
D.M.
05/02/98
7.17
7.18
7.19
7.22
7.24
7.25
7.27
7.30
7.31bis
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
Rev 00
Codici CER
corrispondenti
010102
020499
020799
010110
020402
020701
010308
010408
100299
060314
101304
070199
060314
060316
060499
060399
100208
060899
061399
100199
050699
100299
100910
100912
100906
100908
100208
100299
170506
200303
170504
170506
010410
010413
010410
010413
100101
100115
100102
100103
100117
190112
190114
100101
100115
100103
100117
Quantità
annua
avviata a
recupero
(max 10
t/a)
Quantità annua
(t) Autorizzata
Quantità
massima
stoccabile (t)
Attività di
recupero
(messa in
riserva R13 e
recupero R5)
10
1.500
R13 – R5
5
10
1.500
R13 – R5
5
10
1.500
R13
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
35.000
10
1.500
1.500
R13 – R5
R13 – R5
500
10
150
1.500
R13 – R5
150
150
1.500
R13 – R5
150
150
1.500
R13 – R5
150
150
1.500
R13 – R5
150
Sintesi non Tecnica
pag. 8
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Invece, con il progetto in oggetto, l’incremento quantitativo richiesto relativo
alle operazioni di recupero R5 è riportato nella seguente tabella:
Punto del
D.M.
05/02/98
7.1
7.2
7.3
7.4
7.5
7.6
7.7
7.9
7.10
7.11
7.13
7.14
7.16
Rev 00
Codici CER
corrispondenti
101311
170101
170102
170103
170802
170107
170904
200301
010410
010413
010399
010408
101201
101206
101208
101203
101206
101208
101299
101099
170302
200301
050110
060503
070712
161106
120101
120102
120103
120104
120117
120121
170508
101399
170802
010507
010504
170504
020402
020499
020799
Quantità annua
(t) Autorizzata
Quantità
massima
stoccabile (t)
Attività di
recupero
(messa in
riserva R13 e
recupero R5)
Quantità
annua da
avviare a
recupero
R5
10.000
1.500
R13 – R5
10.000
4.000
1.500
R13 – R5
4.000
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
5
1.500
R13 – R5
5
2.000
1.500
R13 – R5
2.000
5
1.500
R13
5
5
1.500
R13 – R5
5
500
1.500
R13 – R5
500
1.000
1.500
R13 – R5
1.000
50
1.500
R13
50
R13
100
R13 – R5
10
100
10
Sintesi non Tecnica
1.500
pag. 9
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Punto del
D.M.
05/02/98
7.17
7.18
7.19
7.22
7.24
7.25
7.27
7.30
7.31bis
12.2
12.3
12.4
13.1
13.2
Rev 00
Codici CER
corrispondenti
010102
020499
020799
010110
020402
020701
010308
010408
100299
060314
101304
070199
060314
060316
060499
060399
100208
060899
061399
100199
050699
100299
100910
100912
100906
100908
100208
100299
170506
200303
170504
170506
010410
010413
010410
010413
100101
100115
100102
100103
100117
190112
190114
100101
100115
100103
100117
Quantità annua
(t) Autorizzata
Quantità
massima
stoccabile (t)
Attività di
recupero
(messa in
riserva R13 e
recupero R5)
Quantità
annua da
avviare a
recupero
R5
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
10
1.500
R13 – R5
10
35.000
10
1.500
1.500
R13 – R5
R13 – R5
35.000
10
150
1.500
R13 – R5
150
150
1.500
R13 – R5
150
150
1.500
R13 – R5
150
150
1.500
R13 – R5
150
Sintesi non Tecnica
pag. 10
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Con Determinazione Dirigenziale del Servizio Ambiente e Rifiuti della Provincia di
Bari n. 584 del 03/09/2010 l’autorizzazione al trattamento ed al recupero dei rifiuti
non pericolosi è stata rinnovata per altri 5 anni, tramite fermo restando i limiti per le
quantità da trattare e recuperare precedentemente citati.
Per completezza espositiva, si riportano di seguito i pareri e le autorizzazioni in
possesso della stessa Ditta Troilo relativamente all’attività di cava:
Parere igienico – sanitario relativo all’attività di recupero rifiuti speciali non
pericolosi prot. N. 1181/IP del 02/08/2004;
Determinazione Dirigenziale del Settore Ecologia – Regione Puglia n. 635 dell
11/12 2007 – parere favorevole di VIA per l’ampliamento della cava di calcare
come approfondimento della coltivazione della cava e come area di pertinenza
non interessata da scavi (circa 1 ha per le particelle 114, 115 e 254 del Foglio 55
del Comune di Putignano);
Determinazione Dirigente del Servizio Attività Estrattive n. 147 del 23/10/2009 –
Autorizzazione ampliamento cava di calcare.
Rev 00
Sintesi non Tecnica
pag. 11
IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2. QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO
Nel presente capitolo è riportata una sintesi del quadro di riferimento
programmatico, che fornisce gli elementi conoscitivi sulle relazioni tra l'opera
progettata e gli atti di pianificazione e programmazione territoriale e settoriale.
2.1 Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio
(P.U.T.T.)
Ambiti territoriali Estesi - A.T.E.
L’impianto di trattamento ricade in ambito esteso di valore distinguibile “C”ove sussistono condizioni di presenza di un bene costitutivo con o senza
prescrizioni vincolistiche preesistenti.
Considerando che:
☺ l’impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi è già esistente
ed in attività,
☺ gli interventi previsti sono di potenziamento della quantità di rifiuti
recuperati, ai sensi della normativa vigente,
si può concludere che gli interventi di adeguamento sono perfettamente
coerenti con gli indirizzi di tutela e con le prescrizioni di base elencate dal
PUTT per gli Ambiti Territoriali Estesi di valore distinguibile “C”, in quanto sono di
completamento di un impianto esistente e progettate nel rispetto delle prescrizioni
dettate.
Ambiti territoriali distinti- A.T.D.
Nel seguito si riporta la verifica della vincolistica presente nell’area di interesse,
intendendo con essa sia il sito interessato direttamente dal progetto che l’area vasta
di pertinenza.
I risultati sono riportati anche sotto forma grafica, come si può evincere dagli
elaborati Allegati al Quadro di Riferimento Programmatico – tavv. 1.2.1-1.2.9, nei
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
quali sono evidenziati i singoli vincoli di cui si compongono i tre Sistemi costituenti
gli Ambiti Distinti.
In tutta l’area interessata dall’intervento non esistono
vincoli di cui alla L.N. 1497/39;
vincoli di cui alla L. 431/85 Decreti Galasso;
vincolo idrogeologico;
Boschi, Macchie, Biotipi, Parchi e Catasto grotte e relative aree
annesse;
Idrologia superficiale;
aree destinate ad usi civici;
vincoli faunistici;
Tutto il territorio comunale di Putignano è inserito nel vincolo Zona Trulli.
L’art.2.05 individua i piani urbanistici territoriali tematici di secondo livello, tra
questi al punto 6.4. viene perimetrata l’area "Valle dei Trulli".
Nell’area dell’impianto in oggetto e nelle immediate vicinanze non si
riscontra la presenza di dette emergenze, in particolare l'intervento è posto
all’interno delle aree recintate di una cava attiva, non coinvolge l'ambito
territoriale significativo caratterizzato dal particolare habitat della zona a trulli,
comunque distante dalla zona d'intervento.
Pertanto, l'intervento non ha interferenze né è in contrasto con le direttive e
le prescrizioni di base previste dall'art. 6.4 delle N.T.A. del PUTT relativamente
al vincolo della zona "Valle dei Trulli" e a tutti gli Ambiti Distinti.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.2 Gestione dei rifiuti speciali nella Regione Puglia
Aggiornamento del Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali nella Regione
Puglia
L’impianto rispetta i requisiti di localizzazione poiché conforme ai gradi di
prescrizione di tutti i fattori ambientali previsti per gli aspetti considerati dal Piano.
Infatti, in riferimento agli Aspetti strategico/funzionali, si specifica che la
delocalizzazione dell’impianto (con grado di prescrizione - Vincolante) dalla
sua posizione attuale a quella in zona di tipo D (come su descritto – punto 3)
non è una soluzione applicabile per i seguenti motivi:
l’impianto è già esistente e dotato di tutte le autorizzazioni necessarie;
incompatibilità con il PRG del comune di Putignano che ai sensi dell’art.
68 delle N.T.A. nelle suddette aree (tipizzate come Area Produttive – D)
vieta: in tutti i casi, le attività inerenti la manipolazione, lo stoccaggio, il
riciclaggio e lo smaltimento di rifiuti di qualsiasi genere;
la ubicazione in zona E agricola non è escludente;
la delocalizzazione dell’impianto di trattamento e recupero del materiale di
cava in zona industriale, rispetto alla presenza in zona agricola ma in un
sito di cava attiva porterebbe solo un notevole aumento degli impatti
negativi sull’ambiente connessi:
•
al trasporto/traffico veicolare;
•
alla movimentazione di polveri in un’area aggiuntiva e diversa da
quella di cava, danneggiando le attività esistenti limitrofe;
•
al rumore, danneggiando anche in questo caso le attività esistenti
limitrofe;
gli interventi in oggetto previsti per l’impianto non sono da valutarsi come
ampliamenti e varianti sostanziali proposte in quanto l’art. 5 comma l-bis
del D.Lgs. 152/06 riporta la definizione di “modifica sostanziale” come: “la
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
variazione di un piano, programma o progetto approvato, comprese, nel
caso dei progetti, le variazioni delle loro caratteristiche o del loro
funzionamento, ovvero un loro potenziamento, che possano produrre effetti
negativi significativi sull'ambiente” Nel caso in esame, l’aumento della
quantità di recupero (R5) richiesto dalla Ditta “Troilo srl” non si configura né
come un ampliamento nè tantomeno come una variante sostanziale, poiché
la richiesta si basa sulla possibilità di recuperare un quantitativo di materiale
di cui la ditta è già autorizzata alla messa in riserva pertanto sarebbe già
disponibile (quindi non si tratta di un ampliamento). Inoltre, l’aumento della
quantità di materiale da recuperare, sicuramente riduce gli effetti negativi
sull’ambiente, in quanto il materiale in riserva verrebbe recuperato
direttamente presso il sito e non in altri stabilimenti riducendo trasporti, ed
altri effetti avversi correlati alla produzione di polveri, quindi il Piano di
Gestione dei Rifiuti non sarebbe applicabile;
come richiesto dal Piano sono previste e già adottate idonee misure di
mitigazione e compensazione (cfr. Quadro di Riferimento Ambientale).
Pertanto, si può concludere che l’impianto è coerente con il Piano di Gestione
dei Rifiuti Speciali e il suo Aggiornamento.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.3 Piano Regionale di qualità dell’aria
Il territorio del comune di Putignano (figura seguente) rientra in zona D –
Mantenimento, con valori di qualità dell’aria non critici.
Quindi a livello di Piano di Qualità dell’Aria l’ambito comunale rientra in una zona
non particolarmente inquinata, ove non si rilevano valori di qualità dell’aria critici ed
insediamenti industriali di rilievo.
Considerato che, come verrà esplicitato in seguito, i valori di polveri immessi in
atmosfera dall’impianto sono abbondantemente inferiori ai limiti previsti dalla norma,
la presenza dell’impianto è compatibile con le indicazioni del Piano.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.4 Piano di Bacino della Puglia, stralcio Assetto Idrogeologico
(PAI)
L’area di intervento non è interessata da Area a Pericolosità da frana è,
invece, in parte interessata dalle perimetrazioni previste dal PAI, come Aree a
Bassa Probabilità di inondazione (cfr. anche Allegati al Quadro di Riferimento
Programmatico tav. 1.5.1).
Per tale motivo il proponente ha provveduto a presentare all’Autorità di Bacino
della Regione Puglia uno Studio di Compatibilità Idrologica ed Idraulica sul quale la
stessa AdB ha espresso parere di compatibilità, con le prescrizioni consistenti
nella realizzazione di sistemi atti a mitigare gli effetti potenzialmente negativi
connessi alla presenza di una pericolosità di allagamento sulle aree interessate
dall’attività di cava.
Il proponente, seguendo direttamente le indicazioni dei tecnici dell’AdB, ha
provveduto a realizzare un canale in cls, a protezione dell’area di cava e degli
impianti presenti, dotato di un misuratore di livello collegato direttamente ad un
avvisatore sonoro ed acustico per garantire la salvaguardia e sicurezza degli
operatori.
Gli interventi di ampliamento dell’impianto di trattamento e recupero si sviluppano
in un’area totalmente esterna alla perimetrazione dell’area inondabile BP.
Inoltre, dallo studio della cartografia (cfr. anche Allegati al Quadro di Riferimento
Programmatico tav. 1.5.2) delle aree a rischio, il sito di intervento (zona da
sistemare per il nuovo impianto di trattamento e recupero) non è interessato
da alcun vincolo.
Dalla consultazione della “Carta Idrogeomorfologica della Regione Puglia”,
redatta di recente dall’Autorità di Bacino, valutata favorevolmente in linea tecnica
dalla Regione nel mese di novembre 2009 ed in corso di definitiva approvazione, si
evince che l’area di intervento è situata a ridosso di un corso d’acqua nella zona a
ovest.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Occorre anche precisare che, a prescindere dalla tipologia di materiale stoccato,
la richiesta dell’aumento dei quantitativi da recuperare con l’attività R5 è estesa alla
quantità di rifiuti non pericolosi di cui la ditta è già autorizzata per la messa in
riserva con l’attività R13 (53.385 t/a), quindi nell’area di impianto non si
verificherà alcun aumento di cumuli di materiali e, di conseguenza, nessuna
modifica alla perimetrazione delle aree inondabili.
Al contrario, il recupero di tutta la quantità di materiale autorizzata alla
messa in riserva ridurrebbe notevolmente i tempi di stazionamento e, quindi, i
volumi di accumulo a vantaggio della sicurezza idraulica.
Concludendo, l’aumento di potenzialità dell’impianto di trattamento e
recupero, oggetto della presente relazione:
riguarda un’area esterna all’area inondabile su descritta,
non ha interferenze con il corso d’acqua obliterato, per cui è stato già
redatto un apposito studio di compatibilità idrologica ed idraulica,
il recupero di tutta la quantità di materiale autorizzata alla messa in
riserva ridurrebbe notevolmente i tempi di stazionamento e, quindi, i
volumi di accumulo a vantaggio della sicurezza idraulica,
quindi si può affermare che l’intervento è compatibile con il P.A.I. e non ci
saranno modifiche che potranno influenzare le previsioni e le indicazioni del
P.A.I. stesso.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.5 Piano di Tutela delle Acque
Dall’analisi delle tavole allegate al suddetto piano, è emerso che l’intervento non
interessa alcuna area tra quelle individuate dal Piano come “Zona di
protezione speciale idrologica”.
In merito alle “Aree di vincolo d’uso degli acquiferi”, inoltre, si riscontra che il
sito oggetto di studio non ricade tra le “Aree vulnerabili da contaminazione
salina”.
Si conclude, pertanto, che il progetto non presenta alcun elemento di
contrasto con il Piano di Tutela delle Acque.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.6 Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.)
L’impianto in oggetto è sito all’interno dei confini di proprietà di una cava attiva,
infatti il PRAE ne individua i contorni identificandolo come Bacino n.85 - BC, Bacino
di Completamento.
L’impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi è coerente con
le indicazioni del PRAE in quanto:
l’impianto è già esistente e con tutte le autorizzazioni necessarie;
all’art. 28 delle norme tecniche - Uso dei materiali di scarto, comma 1, il
materiale di scarto, fatta salva la gestione dei rifiuti ai sensi del
D.Lgs.117/2008, dovrà di norma essere sistemato nell’area di cava
durante ed al termine della coltivazione, oppure portato in deposito nei siti
indicati dai relativi piani di coltivazione oppure essere valorizzato come
sottoprodotto per usi diversi;
l’area di impianto ricadendo in una zona classificata come calcari e calcari
dolomitici, stratificato o in banchi, variamente fratturati, risulta priva di aree
di possibile intensa fratturazione, di aree di possibile estrazione di pietra
ornamentale e di aree destinate a Piani Particolareggiati.
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.7 Siti d’importanza Comunitaria (SIC) – Zone a protezione
speciale (ZPS) – Aree Naturali Protette
L’impianto in oggetto (Allegato al Quadro di Riferimento Programmatico: tav 1.3)
non interferisce con tali aree vincolate, in quanto non rientra in nessuna zona
destinata a Sito d'Importanza Comunitaria (SIC) e
Zone a protezione speciale
(ZPS) ai sensi della Direttiva 79/409 CEE.
Dallo studio della cartografia nella quale sono indicati i vincoli relativi alle aree
protette e la localizzazione dell’area oggetto d’intervento rispetto ad essi, si
evidenzia la perfetta compatibilità della presenza dell’impianto con le
suddette aree.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.8 Piano Regolatore Generale del Comune di Putignano
Dalla consultazione dallo strumento urbanistico comunale vigente, si evince
come l’area di intervento (attività di cava) comunque preesistente (risalente al 1967)
è inquadrata nella zonizzazione come:
E.1 Area Agricola-Produttiva.
Il Comune di Putignano ha espresso parere urbanistico favorevole; infatti, con
nota n. 34189/2010 del 02.09.2010 il Dirigente della IIIa Ripartizione Urbanistica del
Comune di Putignano esprime Parere di Compatibilità urbanistica dell’impianto di
trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi con lo strumento urbanistico
comunale vigente.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
2.9 Compatibilità con i vincoli presenti sul territorio
L’area di intervento non ricade in aree protette ex lege regionale n. 19/97
(“Norme per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione”), né
statali ex lege n. 394/91 (“Legge quadro sulle aree protette”).
L’area non è interessata da vincoli rivenienti dalla Legge n°1089 del
1.6.1939 (“Tutela delle cose d’interesse storico ed artistico”), né su di essa
prospettano immobili di interesse storico o artistico.
L’area non è gravata da vincolo idrogeologico ai sensi del R.D. n. 3267 del
30.12.1923 (“Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e
terreni montani”).
L’area non è interessata da vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99,
già ex lege 1497/39.
In conclusione, l’intervento è compatibile con i vincoli presenti sul
territorio.
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
3.
QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE
Nel presente capitolo si fornisce una breve descrizione dell’intervento progettuale
L’impianto di trattamento, situato a circa 4 km dal centro di Putignano, si trova
all’interno di una cava di 17 Ha in attività dal lontano1967; nel 1972 viene inserito il
primo impianto di frantumazione e vagliatura, adibito al trattamento del materiale
cavato.
In particolare, l’azienda è sita in località Macchia Rotonda di Putignano, in
posizione ottimale grazie al sistema viario rappresentato dalla S.S. 172 Putignano –
Alberobello prima e dalla Strada Comunale Corcione dopo, fino all’accesso al sito.
Catastalmente, la cava è collocata nella unità catastale del Comune di
Putignano, al Foglio n. 55 particelle: 110, 112, 113, 120, 130, 308, 309, 310, 311,
312, 321, 347, 369, 370, 372, 373, 374, 375, 379, 380, 388, 398, 400, 402, 403,
407, 408, 432, 559, 560, 561, 562, 565, 567, 570 e, per quanto riguarda il recente
ampliamento, Foglio 55 particelle 114, 115, 254. Il solo impianto di trattamento
incide esclusivamente sulla particella 112 sempre del Foglio 55.
All’interno dell’area di cava si svolgono le seguenti attività:
produzione di materiali inerti per l’edilizia frantumati e lavorati ottenuti dalla
coltivazione mineraria della cava;
produzione di materiali inerti per l’edilizia ottenuti dal recupero di rifiuti non
pericolosi trattati (categorie prevalenti CER 170504 terra e rocce da scavo,
CER 170904 rifiuti misti di demolizione e costruzione,ecc.);
produzione di calcestruzzo.
Pertanto sono presenti nell’area di cava due tipologie di impianti:
impianto di riciclaggio rifiuti non pericolosi (prevalentemente inerti da
demolizione e costruzione);
impianto di betonaggio per la produzione di conglomerato cementizio.
Attualmente la Ditta, iscritta all’Albo dei gestori dei rifiuti dal 1999 (iscrizione n.
239), è autorizzata alla messa in riserva (attività R13) di 53.385 t/a di rifiuti non
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
pericolosi ed a recuperarne massimo 3.000 t/a, mediante operazione di cui
all’allegato C, lettera R5, della parte IV del D.Lgs. 152/06.
Con il presente progetto l’azienda intende recuperare tutto il volume di
materiale autorizzato alla messa in riserva.
All’uopo, infatti, ha acquistato un nuovo impianto di frantumazione e vagliatura da
utilizzare esclusivamente per il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione che
giungono dall’esterno, mentre il vecchio frantumatore sarà usato solo per la
frantumazione del materiale cavato.
L’area aziendale è articolata in più settori separati ciascuno dei quali dotato di
una propria autonomia funzionale, sia per l’organizzazione del lavoro sia per le
diverse tecnologie impiegate (cfr. allegati al Quadro di Riferimento Progettuale).
In particolare sono distinguibili i seguenti comparti:
•
reception;
•
piazzale con area per la pesatura dei mezzi in ingresso/uscita;
•
area di cava;
•
area di stoccaggio dei rifiuti non pericolosi;
•
impianto di frantumazione inerti (vecchio);
•
area da sistemare per il nuovo impianto di frantumazione inerti;
•
impianto per la produzione di calcestruzzo;
•
uffici.
L’area adibita allo stoccaggio dei rifiuti è pavimentata in cemento ed è asservita
da griglia di captazione che convoglia le acque meteoriche in due apposite vasche
di raccolta riutilizzate in loco nell’impianto per il lavaggio mezzi e l’abbattimento
polveri.
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Nel seguito sono descritte in dettaglio le fasi di lavorazione delle varie attività in
questione e gli interventi di adeguamento da effettuarsi per l’aumento di potenzialità
dell’impianto relativamente alla fase di recupero.
Per il trattamento e riciclaggio dei rifiuti non pericolosi vengono effettuati processi
tecnologici che trasformano i rifiuti mediante operazione di cui all’allegato C, lettera
R5, della parte IV del D.Lgs. 152/06, derivanti dalle attività di costruzione e
demolizione che avvengono nei cantieri esterni, in inerti da costruzione di varie
pezzature pronti per la vendita al pubblico e riutilizzabili nel settore edilizio
(sottofondi stradali, o altri utilizzi).
Il materiale ottenuto dalla fase di recupero R5 risponde ai requisiti tecnici fissati
dalla UNI 10006 e dal CEN (norma CEN 13242) per la marcatura CE degli
aggregati recuperati.
Fasi di processo
Lo schema di funzionamento del processo prevede 3 fasi operative da realizzare
in sequenza:
•
Fase 1. accettazione, registrazione, pesatura, scarico e stoccaggio;
•
Fase 2. frantumazione e vagliatura;
•
Fase 3. stoccaggio materiale recuperato;
A queste fasi principali, strettamente legate al solo recupero dei rifiuti non
pericolosi, si aggiungono le seguenti fasi accessorie:
•
Fase 4.
eliminazione rifiuti non idonei;
•
Fase 5.
alimentazione impianto;
•
Fase 6.
separazione frazione ferrosa;
•
Fase 7.
eliminazione frazioni leggere;
•
Fase 8.
separazione granulometrica;
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
•
Fase 9.
formazione di cumuli in base alle diverse granulometrie;
•
Fase 10 trasporto su automezzo e conferimento ad impianti autorizzati
FASE 1
ACCETTAZIONE DEI RIFIUTI
Ingresso automezzi
Registrazione
Pesatura
Scarico
Stoccaggio temporaneo
FASE 2
FRANTUMAZIONE E VAGLIATURA
FASE 3
CLASSIFICAZIONE E STOCCAGGIO
MATERIALE RECUPERATO
della parte eccedente di rifiuti non recuperabile.
Figura 3.1. Schema di produzione
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
FASE 1. ACCETTAZIONE
All’arrivo dell’automezzo all’ingresso dell’impianto il carico viene accettato tramite
semplice controllo visivo diretto e/o con l’ausilio di videocamere. Lo scarico dei
materiali avviene nella zona di stoccaggio accumulando i materiali in funzione della
composizione prevalente (laterizi, materiali lapidei, cementiti, gres porcellanato,
misti, eventuali frazioni indesiderate).
L’automezzo che giunge all’impianto scarica direttamente il materiale ribaltando il
cassone o aprendone il fondo o movimentandolo con l’ausilio del braccio meccanico
dell’automezzo. Durante questa fase di scarico è possibile un ulteriore controllo che
consente di rigettare il materiale in ingresso se non rispecchia le tipologie trattabili
dall’impianto.
FASE 2. FRANTUMAZIONE E VAGLIATURA
La fase 2 inizia con la movimentazione dei materiali dalla zona di stoccaggio alla
tramoggia di carico dell’impianto tramite pala meccanica gommata. Nell’impianto
avvengono la frantumazione mediante mulini meccanici, la separazione delle
frazioni leggere mediante apparecchiature meccaniche e la vagliatura meccanica
del prodotto all’uscita dell’impianto.
FASE 3. CLASSIFICAZIONE E STOCCAGGIO
La fase di classificazione consta nello stoccaggio in cumuli dei materiali suddivisi
in base alla granulometria pronti per la vendita diretta e quindi al riutilizzo nel
mercato edilizio. Successivamente il materiale riciclato viene caricato sui mezzi di
trasporto verso i luoghi di riutilizzo.
Attrezzature utilizzate nel ciclo produttivo
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Le attrezzature utilizzate ed il ciclo produttivo messo in atto ai fini della produzione
di inerti nelle diverse granulometrie, ottenuta dalla frantumazione dei materiali, si
articola nelle seguenti fasi tutte a cielo aperto, mediante un impianto fisso di
frantumazione:
1 Trasporto del materiale e/o rifiuto da frantumare dall'area di deposito agli
impianti (avviene con autocarri, ecc., attraverso vie di transito interne all'area);
2 Scarico del materiale in tramoggia di carico atta a ricevere dal mezzo
meccanico, pala o escavatore o autocarro, il materiale e distribuirlo nella giusta
dose al frantoio attraverso l'alimentatore a piastre e il vaglio sgrossatore
vibrante;
3 vaglio sgrossatore preposto alla vagliatura del materiale affinché le parti fini di
natura a volte scadenti, non passino nel frantoio e vengono scartate e
accumulate a parte con nastro trasportatore;
4 Frantoio ad urto, nel quale sono immesse tutte le pezzature di qualsiasi
materiale si voglia frantumare;
5 Deferrizzatore a magneti permanenti che scorpora dal frantumato le
componenti metalliche (ferro da calcestruzzo, ecc.);
6 Nastro trasportatore del misto frantumato all'unità di vagliatura;
7 Unità di vagliatura per la selezione e la miscelazione dei materiali frantumati;
8 Silos per il contenimento del materiale proveniente dall'unità di vagliatura;
9 Nastro trasportatore di messa a cumulo materiale di sottogriglia;
10 Nastro trasportatore di materiale proveniente dalla selezione al gruppo di
frantumazione secondaria;
11 Silos per il contenimento del materiale proveniente della selezione e destinato
alla frantumazione secondaria;
12 n. 3 mulini a martelli per la frantumazione del materiale proveniente dalla
selezione
13 Nastro trasportatore di messa a cumulo del materiale frantumato;
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
14 Dispositivo per la nebulizzazione dell'acqua per consentire l'abbattimento della
polvere durante la frantumazione;
I prodotti finali del ciclo produttivo (sia di materia prima proveniente da cave che di
rifiuti riciclati) sono costituiti da inerti selezionati nelle granulometrie e tipologie
appresso indicate:
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
3.1 Descrizione del progetto
Nell’ambito della richiesta di aumento di potenzialità dell’impianto di trattamento e
recupero rifiuti non pericolosi, la Ditta “Troilo srl” intende sistemare una zona interna
all’area di cava, nei pressi dell’ingresso, in vista dell’eventuale incremento del
quantitativo di materiale recuperabile.
Infatti, la Ditta ha programmato di riservare un’area adiacente all’ingresso
esistente, dove ad oggi vengono stoccati i blocchi di calcestruzzo prodotti
dall’impianto di betonaggio, esclusivamente per lo stoccaggio dei rifiuti provenienti
dall’esterno e del materiale già frantumato pronto per essere venduto al pubblico.
Tale piazzale di stoccaggio, di estensione di circa 800 m2, è situato in prossimità
dell’imboccatura superiore del nuovo impianto di frantumazione, acquistato
recentemente dalla Ditta con l’intenzione di utilizzarlo solo per il recupero del
materiale trattato.
L’area in questione verrà dotata di una pavimentazione impermeabile con
sottofondo
in
materiale
inerte,
soletta
in
conglomerato
cementizio
e
impermeabilizzazione con guaina ed organizzata e attrezzata così come indicato
nella figura seguente (cfr. anche allegati grafici al Quadro di Riferimento
Progettuale).
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Figura 3.2.Panoramica dell’area di cava
In prossimità del nuovo ingresso verrà posta una nuova pesa collegata
direttamente con l’ufficio dell’ingresso principale, allo scopo di consentire il controllo
dei mezzi in ingresso ed uscita, senza interferire con le altre attività di cava.
Dalla parte opposta verrà realizzato un ingresso riservato esclusivamente alla
Ditta, dal quale gli operatori potranno accedere con i muletti e/o con le pale
caricatrici per la movimentazione/carico del materiale e.
In base alla pendenza dell’area, è prevista la disposizione di una griglia di
captazione, per convogliare le acque meteoriche di dilavamento del piazzale verso
una vasca di raccolta (cfr. figura seguente).
L’acqua accumulata verrà riutilizzata in azienda per il lavaggio dei mezzi e/o per
la bagnatura delle piste interne.
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Figura 3.3 Particolare della sistemazione della nuova area di trattamento
Per l’aumento della capacità produttiva e per il miglioramento qualitativo del
processo di riciclaggio dei rifiuti non pericolosi è stato già installato un nuovo
frantumatore e vagliatore di marca Continental Nord, acquistato nel 2007, ma allo
stato attuale non operativo a causa dell’esiguità del volume di inerti trattato.
Tale impianto garantirà, invece, il riciclaggio della totalità del volume di rifiuti
trattati, riducendo così la quantità di materiale cavato sottratto alla natura e i viaggi
verso gli impianti limitrofi per la conclusione del ciclo del riciclaggio.
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
3.2 Analisi delle alternative progettuali
Si tratta di una fase fondamentale dello Studio di Valutazione di Impatto, in
quanto la presenza di alternative è un elemento fondante dell’intero processo di
VIA.
Le alternative di progetto possono essere distinte per:
alternative strategiche;
alternative di localizzazione;
alternative di processo o strutturali;
alternative di compensazione o di mitigazione degli effetti negativi;
dove:
per alternative strategiche si intendono quelle prodotte da misure atte a
prevenire la domanda, la “motivazione del fare”, o da misure diverse per realizzare
lo stesso obiettivo;
le alternative di localizzazione possono essere definite in base alla conoscenza
dell’ambiente, alla individuazione di potenzialità d’uso dei suoli, ai limiti
rappresentati da aree critiche e sensibili;
le alternative di processo o strutturali passano attraverso l’esame di differenti
tecnologie, processi, materie prime da utilizzare nel progetto;
le alternative di compensazione o di mitigazione degli effetti negativi sono
determinate dalla ricerca di contropartite, transazioni economiche, accordi vari per
limitare gli impatti negativi.
Oltre a queste possibilità di diversa valutazione progettuale, esiste anche
l’alternativa “zero” coincidente con la non realizzazione dell’intervento che, nel
caso in esame, coincide con la conferma delle potenzialità attuali senza la
possibilità di effettuare il recupero di tutto il materiale autorizzato alla messa in
riserva.
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Nel caso in esame, tutte le possibili alternative sono state ampiamente valutate e
vagliate nel corso della redazione del SIA; tale processo ha condotto alla soluzione
che ha fornito il massimo rendimento con il minore impatto ambientale.
Le alternative di localizzazione sono state affrontate in funzione di quanto
prescritto dal Piano di gestione dei rifiuti della Regione Puglia per valutare la
idoneità del sito ad accogliere l’impianto.
L’idoneità del sito si manifesta per alcune peculiarità fondamentali per un
impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi, ossia:
-
è totalmente al di fuori dall’abitato della città ed ad una distanza tale (4 km) da
non determinarne interferenza a livello di rumori, polveri ed impatto visivo;
-
è dotato di infrastrutture viarie compatibili con il volume di traffico generato dal
funzionamento dell'impianto;
-
è inserito in zona agricola del vigente PRG del Comune di Putignano, che vieta
d’altronde la localizzazioen in zona industriale;
-
è compatibile con la localizzazione prevista dal Piano di Gestione dei Rifiuti e
inoltre idoneo dal punto di vista vincolistico ed ambientale.
Ad ogni modo, il confronto tra la installazione nell’attuale sito rispetto ad una
ipotetica delocalizzazione in zona industriale è stata effettuata anche sottoforma
matriciale, in maniera da valutarne ed esaltarne le differenze.
Si può anticipare sin d’ora che, come prevedibile, la eventuale delocalizzazione
nella zona industriale più vicina, aumenterebbe notevolmente gli impatti di polveri,
rumore e trasporti.
Al contrario, la richiesta di ampliamento del recupero in questione ridurrebbe
l’impatto ambientale rispetto allo stato di fatto, sia per quanto riguarda il traffico
veicolare degli automezzi verso le discariche o gli altri impianti sia, soprattutto, per
quanto concerne la coltivazione mineraria della cava, favorendo l’azione del
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
recupero in linea con la normativa oltre che con le finalità di salvaguardia
ambientale.
Tale vantaggio verrà illustrato in maniera più approfondita nel seguito, nel
paragrafo relativo alle matrici di impatto ambientale.
Appurata la idoneità della localizzazione del sito esistente, è stata effettuata
l’analisi delle alternative di processo o strutturali riguardanti , oltre che la forma,
anche altri aspetti correlati ed interagenti come la configurazione planimetrica
ottimale, gli standard funzionali, le tipologie di rifiuti trattati e le strutture a
disposizione, i materiali e le tecniche costruttive.
La valutazione dei suddetti aspetti, come si è visto in precedenza, ha condotto
alla scelta della riorganizzazione degli spazi dell’impianto che rende il maggior
beneficio economico con il minor “risparmio” ambientale.
Da questo punto di vista alternative progettuali non sussistono in quanto
l’impianto, allo stato attuale, è già in grado di sopperire alla richiesta in questione
vista la potenzialità attuale di 1.400 t/g.
In particolare, la scelta delle caratteristiche delle apparecchiature e delle opere
annesse è stata frutto di un processo che ha condotto all’utilizzo delle migliori
tecnologie disponibili sul mercato, in vista di un aumento delle potenzialità
dell’impianto.
La richiesta di per sè può essere configurata come un alternativa di
compensazione e/o di mitigazione, in quanto risulta indispensabile ai fini della
riduzione delle potenziali interferenze sulle componenti ambientali per quanto
concerne, in particolare, la componente traffico e soprattutto per il risparmio
ambientale riguardante la riduzione dell’attività di coltivazione della cava;
quest’ultime sono state valutate e descritte nel capitolo dell’analisi degli impatti
ambientali.
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4. QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE
Nel presente capitolo si riporta una sintesi del Quadro di Riferimento Ambientale,
in cui i contenuti sono stati acquisiti con un approccio “attivo”, derivante sia da
specifiche indagini, concretizzatesi con lo svolgimento di diversi sopralluoghi, che
da un approfondito studio della bibliografia esistente e della letteratura di settore.
4.1 Ambiente fisico
4.1.1
Impatto potenziale sull’ambiente fisico
In fase di cantiere
Generalmente i principali impatti attesi a carico della componente atmosferica
sono dovuti alle produzioni significative di polveri nell’aria in seguito al trasporto ed
alla movimentazione di materiali ed all’uso dei macchinari e delle attrezzature di
cantiere; nel caso in oggetto contemporaneamente alle lavorazioni di cantiere, che
come detto non richiederanno alcun approvvigionamento di mezzi e materiali, si
svolgeranno le normali attività di cava, che hanno una produzione di polveri
certamente maggiori di quelle prodotte che verranno prodotte dalle operazioni di
cantiere.
Quindi, l’impatto sulla componente atmosfera in fase di cantiere tiene conto della
sovrapposizione delle attività di cava e di funzionamento del vecchio impianto di
trattamento, che non sospenderanno le attività in quanto non interferenti.
Per il solo cantiere, definibile di piccole dimensioni (circa 1500 m2), è stata
stimata una diffusione delle polveri per una fascia di interferenza larga circa 110 m.
Considerato che il vento prevalente è quello proveniente da nord-ovest, la zona
maggiormente interessata dalle polveri sarebbe quella a sud-est, cioè all’interno
della depressione della cava.
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Nella zona posta a nord-ovest, invece, non ci sono recettori sensibili, come siti
residenziali o altro.
Per le motivazioni precedenti tali attività, effettuate nell’ambito dell’area di cava,
sono certamente trascurabili rispetto alle altre pertanto l’impatto prodotto in fase
di cantiere è da ritenersi lieve e di breve durata.
In fase di esercizio
L’impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi in oggetto determina
potenziali impatti sulla qualità dell’aria attraverso le seguenti attività che generano
emissioni in atmosfera:
Mezzi e macchinari in movimento;
Frantumazione di inerti;
Produzione di calcestruzzo;
Stoccaggio di inerti.
Al fine di valutare i valori di emissioni la ditta Trolio ha incaricato l’azienda
Euroambiente srl di certificare i valori di emissioni all’interno dell’area di impianto.
Il certificato rilasciato in data 5 luglio 2010, riporta che i valori di
concentrazione di polveri rispettano ampiamente i valori limite stabiliti dalla
Determina della Regione Puglia n. 156 del 13/09/2002.
In più c’è da evidenziare come i valori notevolmente al di sotto di quelli limite
sono stati rilevati nelle condizioni a regime (impianto già dotato del secondo
frantumatore) in un periodo dell’anno (mese di luglio) a maggiore concentrazione di
polveri rilevabili dai recettori interni alla cava, per effetto della bassa piovosità e
umidità, oltre che calma dei venti.
Con la richiesta dell’aumento del materiale di recupero, il frantumatore opererà
certamente per una durata maggiore, ma non potrà andare oltre la propria capacità
massima.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Questo significa che, nelle condizioni di progetto, i valori di punta delle
concentrazioni delle polveri, sempre in mg/Nm3, non potranno che essere al
massimo pari a quelli già rilevati, quindi continueranno ad essere molto al di
sotto dei valori limite.
Inoltre, la ubicazione dell’impianto di frantumazione nell’area di cava
costituisce di per sé già una rilevante azione mitigatrice in quanto il materiale
frantumanto, per come è conformato il sito, finirà già a livello del fondo cava
limitando notevolmente la diffusione delle polveri.
Alla luce delle considerazioni precedenti e delle misure di mitigazione utilizzate
nell’impianto e nell’adiacente cava, le emissioni in atmosfera, contenute nei limiti
imposti dalla normativa, producono un impatto lieve e di lunga durata.
4.1.2
Misure di mitigazione e/o compensazione
Per ridurre gli impatti connessi con l’innalzamento di polveri e con il traffico
veicolare, in fase di cantiere, saranno utilizzati mezzi che rispettino le norme in
materia di emissioni, saranno minimizzati i tempi di stazionamento ”a motore
acceso” durante le attività di carico e scarico di ogni genere (merci e/o passeggeri)
e attraverso una efficiente gestione logistica degli spostamenti, sia in entrata che in
uscita.
Inoltre, durante le lavorazioni a maggiore produzione di polveri, si provvederà alla
bagnatura delle piste usate dagli automezzi, al ricoprimento con teli dei cumuli di
terra provvisori ed all’utilizzo di mezzi di trasporto dotati di cassoni chiusi.
Durante l’esercizio dell’impianto le emissioni di polveri produrranno da attività di
produzione, manipolazione, trasporto, carico, scarico o stoccaggio materiali
polverulenti.
I sistemi di contenimento e mitigazione dell’impatto dovuto alla propagazione
delle polveri sono i seguenti:
nebulizzare in continuo l’inerte all’ingresso del frantumarore;
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
movimentare il materiale in giorni privi di vento;
bagnare con frequenza le piste e i cumuli di materiale stoccato (anche
mediante il riutilizzo delle acque meteoriche raccolte in vasca).
4.2 Ambiente Idrico
4.2.1
Impatto potenziale sull’ambiente idrico
In fase di cantiere
Per quanto riguarda la fase di cantiere, già di per se di modesta entità, tra le
opere da realizzare per la risistemazione dell’area da destinare al trattamento e
recupero dei rifiuti inerti ci sono:
•
soletta in conglomerato cementizio per la pavimentazione dell’area e, di
conseguenza, per la formazione dei conglomerati, verrà utilizzata acqua, che
però sarà già mescolata con l’impasto direttamente nell’impianto di betonaggio
e nelle autopompe di proprietà della Ditta; l’acqua in eccesso sarà smaltita
attraverso i sistemi di intercettazione e smaltimento tutt’ora in funzione
all’interno dell’area d’impianto;
•
vasca di raccolta in cemento armato realizzata con le stesse modalità viste per
la soletta.
È previsto l’utilizzo di acqua anche per il lavaggio dei mezzi, per la bagnatura
delle aree di stoccaggio e delle terre oggetto di movimentazione, che verrà tutta
convogliata e smaltita come già avviene attualmente nel rispetto delle norme sullo
smaltimento dei reflui.
Per i servizi igienici degli operai verranno utilizzati quelli già presenti nello
stabilimento. Lo scarico delle acque nere e fognanti avviene nella fossa biologica di
tipo Imhoff per il quale la Ditta è autorizzata, ai sensi della legge 319/76 e della L.R.
n. 31 del 02/05/1995, sia dal Comune di Putignano con domanda n. prot. 22396 che
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
dall’Ufficio di Igiene Pubblica dell’ASL BA/5 di Putignano con parere favorevole n.
1966/IP del 15/11/1999.
Pertanto l’impatto sulla componente idrica superficiale, in fase di cantiere è
nullo, in quanto nessuna lavorazione andrà ad interferire con l’ambiente circostante
ma si limiterà alle aree confinate all’interno dell’area della cava, che hanno un loro
sistema di captazione, di raccolta e di smaltimento.
Anche per l’idrologia sotterranea si può affermare che l’impatto in fase di
cantiere è nullo, visto che non sono previste lavorazioni che possano interferire
con il substrato e quindi con le acque di falda, in quanto la falda freatica si attesta
ad una profondità che garantisce un ampio margine di sicurezza e che l’unico scavo
da realizzare riguarda la vasca di raccolta di entità modesta.
In fase di esercizio
I possibili impatti in fase di esercizio, per quanto concerne la richiesta in oggetto
di aumento di potenzialità dell’impianto di trattamento rifiuti, riguardano in
particolare le possibili interferenze tra i cumuli di rifiuti stoccati e le acque
superficiali soprattutto in caso di eventi meteorici.
Tale circostanza deriva anche della presenza di un’area a bassa pericolosità
idraulica individuata dal PAI dell’AdB Puglia e di corsi d’acqua che lambiscono i
confini della cava, così come individuati dalla carta idrogeomorfologica redatta
dall’Adb Puglia.
All’uopo bisogna sottolineare, comunque, che l’area scelta per il trattamento dei
rifiuti ricade all’esterno dell’area a bassa pericolosità idraulica definita dal PAI
dell’AdB Puglia.
Per quanto riguarda le interferenze con il reticolo idrografico individuato dalla
carta idrogeomorfologica redatta dall’AdB Puglia, che lambisce ad ovest l’area di
cava, la Ditta, a seguito dell’istanza di autorizzazione all’ampliamento della cava di
calcare e di richiesta da parte dell’Autorità di Bacino con nota n. 0005246 del
22/06/2007, ha redatto uno specifico studio di compatibilità idrologico ed idraulico,
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
dal quale si evince che il canale di deflusso (a livello stradale) risulta compatibile
con le portate di piena che si possono generare a seguito di un evento
pluviometrico avente tempo di ritorno di 200 anni.
Pertanto, visto e considerato che la Ditta dispone già di tutte le autorizzazione
necessarie alla messa in riserva di una quantità pari a 53.385 t/a e che la richiesta
in oggetto riguarda il recupero (con la attività R5) di questa stessa quantità che
quindi è già presente potenzialmente sotto forma di cumuli stoccati nell’attuale area
di deposito, si può affermare che, considerata l’entità e le caratteristiche delle
lavorazioni per cui si richiede autorizzazione, non vi è alcun impatto con la
componente idrica superficiale.
Anzi al contrario, il volume stoccato, in seguito alla possibilità di aumentare il
recupero, non può che diminuire ed in ogni caso, sono state già prese tutte le
misure di misure di mitigazione necessarie al contenimento delle piene ed allo
smaltimento delle acque meteoriche, come verrà illustrato successivamente.
La potenzialità della presenza dei cumuli di rifiuti stoccati va riferita solo alla fase
di trattamento in quanto subito dopo lo stoccaggio il rifiuto viene riciclato
immediatamente, mentre le possibili interferenze sono riscontrabili con i cumuli di
materiale riciclato stoccato pronto per la vendita, ma in questo caso è stato già
evidenziato che non sussistono interferenze.
Per quanto riguarda le tipologie di rifiuti 12.2, 12.3, 12.4, 13.1, 13.2 del D.M.
05/02/2009 per cui la Ditta risulta autorizzata, relative in particolare a ceneri della
combustione dei carboni e fanghi, si può affermare con certezza che tali tipologie
non vengono trattate dall’impianto in questione anche se ne è autorizzato, pertanto
non sono previste misure particolari di prevenzione per tali tipologie di rifiuti visto
che
non
vengono
trattate;
l’impianto,
infatti,
tratta
esclusivamente
e
prevalentemente inerti derivanti da opere di demolizione e costruzione provenienti
dai cantieri limitrofi.
Per quanto concerne le acque meteoriche che investono l’intera area di
stoccaggio prevista, le stesse verranno raccolte da una griglia di captazione e
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
raccolte nella vasca di raccolta da realizzare, per poi essere riutilizzate all’interno
dell’impianto per il contenimento polveri e per il lavaggio mezzi.
Considerata la modalità di captazione e smaltimento descritta, si può concludere
che non c’è nessuna interferenza tra la falda acquifera e le acque meteoriche
raccolte nell’impianto.
Per quanto riguarda, infine, le acque reflue civili, lo scarico avviene nella fossa
biologica di tipo Imhoff, come detto già autorizzata.
Per quanto esposto, si può quindi affermare che durante la fase di esercizio gli
impatti sulla componente idrica saranno trascurabili.
4.2.2
Misure di mitigazione e/o compensazione
Come descritto, le attività di cantiere e di esercizio determineranno interferenze
di entità nulla/trascurabile con le componenti idriche superficiali e sotterranee.
L’area di intervento non è interessata da Area a Pericolosità da frana è, invece,
in parte interessata dalle perimetrazioni previste dal PAI, come Aree a Bassa
Probabilità di inondazione.
Per questo motivo, secondo le indicazioni dell’AdB, sono stati messi in atto
interventi di mitigazione consistenti nella realizzazione di un canale di guardia, a
protezione dell’area di impianto, dotato di un misuratore di livello in grado di
misurare un valore di soglia ed attivare un allarme di tipo sonoro ed acustico allo
scopo di garantire la sicurezza di operai e mezzi in caso di eventi di piena anche
cinquecentennali.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
4.3 Suolo e sottosuolo
4.3.1
Impatto potenziale su suolo e sottosuolo
in fase di cantiere
Gli interventi di sistemazione per la installazione dell’impianto di trattamento e
recupero rifiuti non pericolosi, oggetto del presente progetto, in fase di cantiere non
avranno nessun impatto su tale componente.
Infatti, si tratta prevalentemente di opere che non prevedono scavi di una certa
profondità da eseguirsi, inoltre, su superfici trascurabili, appartenenti ad un’area che
in base alla carta di uso del suolo ha come utilizzo area estrattiva.
In particolare, i lavori riguardano:
la realizzazione della pavimentazione dell’area costituita da un sottofondo di
inerti e una soletta di conglomerato cementizio;
la realizzazione del nuovo ingresso alla nuova area di stoccaggio;
la realizzazione della vasca di raccolta delle acque meteoriche.
Quindi, complessivamente, verrà interessata una superficie di circa 800 m2, (pari
a circa il 0,5 % dell’area totale della cava) ritenuta del tutto trascurabile ai fini di una
potenziale interferenza con il suolo e con il sottosuolo, vista anche la profondità a
cui si attesta la falda.
in fase di esercizio
L’impianto, come detto, è ubicato in un’area tipizzata come zona E1 per Attività
agricola (ai sensi del PRG vigente).
L’occupazione del suolo non prevede modifiche sostanziali alle aree interne, ma
solo una risistemazione di una parte di esse per renderle idonee all’attività di
trattamento e recupero rifiuti.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Per analizzare i potenziali impatti sulla componente sottosuolo possono ripetersi
grossomodo le considerazioni fatte per la componente idrica.
I potenziali impatti, infatti, deriverebbero principalmente da possibili infiltrazioni
nel sottosuolo di acque inquinate, connesse al funzionamento dell’impianto.
Tuttavia, sia per la tipologia di acque (meteoriche) che per la presenza di sistemi
di captazione (griglie di captazione) e raccolta (vasca), oltre all’utilizzo di una idonea
pavimentazione nelle aree di movimentazione dei mezzi, l’impatto sul suolo e
sottosuolo può considerarsi nullo/tarscurabile.
4.3.2
Misure di mitigazione e/o compensazione
Come opere di mitigazione relative agli impatti provocati sulla componente suolo
e sottosuolo possono certamente considerarsi la realizzazione di una idonea
pavimentazione impermeabile dotata di una opportuna pendenza verso le griglie di
captazione e convogliamento verso una vasca di raccolta, in grado di accumulare le
acque meteoriche evitandone il rilascio nel sottosuolo.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
4.4 Ecosistemi naturali: vegetazione, flora e fauna
4.4.1
Impatto potenziale sugli ecosistemi naturali: flora, fauna
In fase di cantiere
Gli elementi da prendere in considerazione per gli impatti su tale componente
sono:
alterazione dello stato dei luoghi;
sollevamento di polveri;
rumori estranei all’ambiente.
L’impatto sugli ecosistemi naturali sarebbe riconducibile, in primis, soprattutto al
danneggiamento e/o alla eliminazione diretta di specie colturali annuali, ove
presenti, causati dalla fase di cantiere; questa interferenza, tuttavia, non avverrà nel
caso in esame in quanto gli interventi non prevedono modifiche allo stato naturale
dei luoghi, ma solamente la sistemazione di un’area interna alla cava in esercizio ed
in attività da oltre quarant’anni.
Quindi nel caso in esame non è prevedibile nessun cambiamento/alterazione
dello stato dei luoghi perché si tratta esclusivamente di risistemare una parte
dell’area interna alla cava, tra l’altro già impiegata per il nuovo frantumatore (la
sistemazione si rende necessaria per gli spazi di manovra dei mezzi ed i piazzali di
stoccaggio del materiale frantumato e pronto alla vendita).
Altri impatti attesi a carico degli ecosistemi esistenti sono dovuti alle produzioni di
polveri e rumori nell’aria in seguito al trasporto ed alla movimentazione di materiali
ed all’uso dei macchinari e delle attrezzature di cantiere; nel caso in oggetto,
contemporaneamente alle lavorazioni di cantiere si svolgeranno le normali attività
legate all’impianto di trattamento ed alla cava, che hanno una produzione di polveri
e rumori maggiore di quella prodotta dalle operazioni di cantiere.
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Quindi, l’impatto sulla componente degli ecosistemi in fase di cantiere si
sovrappone a quello dovuto all’esercizio della cava ed all’impianto di trattamento
che non sospenderanno le attività.
Il passaggio dei mezzi di lavoro potrebbe provocare, sollevamento di polveri che,
depositandosi sulle foglie della vegetazione circostante, e quindi ostruendone gli
stomi, causerebbero impatti negativi riconducibili alla diminuzione del processo
fotosintetico e della respirazione attuata dalle piante.
Tuttavia, per quanto concerne l’impatto previsto in fase di cantiere derivato
dall’emissione di polveri, bisogna considerare che il cantiere è di piccole dimensioni
(circa 1500 m2), è interno all’area di cava quindi in zona priva di vegetazione, non
richiederà alcun approvvigionamento di materiali, mezzi e personale (già a
disposizione all’interno dell’impianto), quindi al massimo interesserà una fascia di
diffusione di 110 m (come calcolato con il modello di diffusione di Stokes).
Tale distanza di interferenza potrebbe anche essere minore, o comunque non
interessare aree esterne all’impianto, per effetto del vento prevalente proveniente
da nord-ovest, cioè verso il bacino di cava.
Alle operazioni di cantiere si aggiungono le produzioni di polveri dell’attività
dell’impianto e di quella di cava, per cui esistono le autorizzazioni necessarie alle
emissioni in atmosfera e le certificazioni citate in precedenza.
Anche con la soprapposizione degli effetti, si può affermare, quindi, che non c’è
alcun tipo di interferenza con aree residenziali o altri recettori sensibili o rilevanti dal
punto di vista delle emissioni pulviscolari.
Per quanto riguarda l’impatto acustico generato in fase di cantiere dai mezzi di
trasporto e di movimentazione carichi, si può affermare che sarà sicuramente di
entità inferiore rispetto a quello ordinario derivato dall’attività dell’impianto e della
cava, oltre che dalla circolazione dei mezzi.
Ad ogni modo la Ditta ha eseguito una indagine ambientale fonometrica nella
sede operativa dell’area di impianto e nelle aree adiacenti, finalizzata a valutare
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Sintesi non Tecnica
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
l’impatto acustico che tale attività introduce sulla qualità dell’ambiente, nonché alla
verifica di compatibilità con gli standard esistenti per gli equilibri naturali oltre che
per la salvaguardia della salute pubblica.
I rilievi fonometrici effettuati all’interno e all’esterno dello stabilimento hanno
dimostrato che il limite diurno imposto dalla normativa (D.P.C.M. 01/03/1991) in
aree agricole di 70 dB(A) è rispettato in tutti i punti di misura nell’attività dell’azienda
(quello notturno è parimenti rispettato visto anche il fermo dell’impianto in tale
periodo di osservazione).
D’altra parte è importante sottolineare che le operazioni si svolgeranno nell’area
di cava in esercizio da circa quarant’anni, tempo più che sufficiente a ritenere
oramai perfettamente “avvezza” sia ai rumori che alle polveri la fauna di tipo
comune presente nell’intorno dell’impianto.
Inoltre, in particolare per i disturbi provocati dai rumori, c’è da aggiungere che la
coltivazione con l’utilizzo di mine produce una immissione di una interferenza
concentrata e di elevata intensità, con frequenza dipendende dalla domanda e/o
necessità (attualmente grossomodo ogni venti giorni) che produce un temporaneo
allontanamento, soprattutto delle specie volatili, con immediato ritorno al cessare
del disturbo.
Quindi le specie faunistiche locali, sono perfettamente inserite in questo habitat
ed abituate ad un disturbo medio continuo, sia dovuto ai rumori e vibrazioni che alle
polveri, ed un disturbo intenso concentrato ed intermittente, in seguito alle
esplosioni.
Alla luce di queste considerazioni è evidente come il disturbo provocato dal
cantiere, per la durata di appena 15 giorni, passerà praticamente inosservato.
Per quanto detto, si può concludere che l’impatto sulla flora e fauna è
lieve/trascurabile e di breve durata.
In fase di esercizio
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In fase di esercizio, bisogna considerare che la richiesta di aumento di
potenzialità dell’impianto riguarda una quantità di materiale per cui la Ditta risulta
già autorizzata alla messa in riserva, pertanto per quanto concerne gli impatti sulle
componenti ecosistemiche questi saranno grossomodo equivalenti a quelli attuali
ovvero trascurabili e di lunga durata.
Valgono, inoltre, le stesse considerazioni fatte per la fase di cantiere, per quanto
riguarda l’impatto che potrebbe derivare da polveri e dai rumori e vibrazioni causati
dal funzionamento dei mezzi e dei macchinari.
Quindi si può ritenere, con ragionevole certezza, che l’attività di aumento del
quantitativo da frantumare e recuperare possa essere paragonabile, a livello di
rumori, vibrazioni e polveri immesse nell’ambiente, alle attuali attività, rientranti nei
limiti noramtivi come ricavato tramite rilevazioni in situ.
Considerando che lo stabilimento è in funzione da molti anni, con le relative
emissioni pulviscolari e rumori, si può presumere che la fauna si sia già da tempo
adattata alla situazione; nonostante questo, comunque sono state previste
opportune misure di mitigazione.
Per quanto rigurda la componente floristica, non esiste alcuna interferenza dato
che si tratta di una attività che si svolgerà completamente all’interno del perimetro di
cava.
Quindi
l’impatto
sulla
componente
ecosistemica
può
considerarsi
certamente trascurabile.
4.4.2
Per
Misure di mitigazione e/ compensazione
ridurre
gli
impatti
sugli
ecosistemi
naturali
dovuti
principalmente
all’innalzamento di polveri ed alla produzione di rumori sia in fase di cantiere che di
esercizio saranno utilizzati mezzi che rispettino le norme in materia di emissioni,
saranno minimizzati i tempi di stazionamento ”a motore acceso” durante le attività di
carico e scarico di ogni genere (merci e/o passeggeri), attraverso una efficiente
gestione logistica degli spostamenti.
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
Oltretutto va considerato che in fase di cantiere gli spostamenti saranno minimi e
interni all’area di impianto visto che la Ditta utilizzerà, per la realizzazione delle
opere in questione ,mezzi e manodopera propri.
Inoltre, durante le lavorazioni a maggiore produzione di polveri, si provvederà alla
bagnatura delle piste usate dagli automezzi, al ricoprimento con teli dei cumuli di
terra provvisori ed all’utilizzo di mezzi di trasporto dotati di cassoni chiusi.
Riepilogando, i sistemi di contenimento e mitigazione dell’impatto che verranno
impiegati consisteranno nel:
nebulizzare in continuo l’inerte all’ingresso del frantumarore;
movimentare il materiale in giorni privi di vento;
bagnare con frequenza le piste e i cumuli di materiale stoccato (anche con il
riutilizzo delle acque meteoriche raccolte in vasca).
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO E RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - DITTA “TROILO” s.r.l.
4.5 Paesaggio e patrimonio culturale
4.5.1
Impatto potenziale sul paesaggio
in fase di cantiere
Le lavorazioni necessarie alla risistemazione dell’area da destinare al trattamento
e recupero dei rifiuti non pericolosi non creano interferenze con la componente
paesaggistica e culturale, poiché la movimentazione dei carichi e gli spostamenti
dei mezzi avverranno esclusivamente nell’area di pertinenza della cava, pertanto
l’impatto in questo caso può ritenersi nullo.
in fase di esercizio
Come esposto in precedenza, si precisa che:
lo stabilimento è esistente dal 1967;
la richiesta di recupero di tipo R5 riguarda volumetrie per cui la Ditta è già
autorizzata alla messa in riserva;
la Ditta dispone dei requisiti tecnico-strumentali per sopperire alla richiesta in
quanto dotata da poco di un nuovo impianto di frantumazione da dedicare
esclusivamente alla richiesta in atto oltre che le capacità tecnico-organizzative.
Per la valutaizone dell’impatto paesaggistico, i punti sensibili da considerare per
la visuale dell’impianto dal paesaggio circostante sono sicuramente quelli
appartenenti alle strade limitrofe.
L’accesso all’impianto di trattamento avviene dalla strada Comunale Corcione
che fiancheggia tutto il perimetro della cava in cui insiste l’impianto.
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Allo stato attuale, l’area da adibire al trattamento e recupero dei rifiuti non
pericolosi è utilizzata per lo stoccaggio di blocchi di calcestruzzo prodotti all’interno
dell’area, mentre in fase di esercizio questa zona sarà adibita esclusivamente allo
stoccaggio dei cumuli di materiale inerte.
Tranne dal varco di apertura necessario all’ingresso in cava, dagli altri punti della
SC Corcione l’impianto non appare visibile a causa delle caratteristiche
morfologiche del territorio e della strada stessa, che in alcuni tratti risulta in sterro,
impedendo di fatto le viste laterali.
Pertanto l’impatto visivo dalla strada, in fase di esercizio sarà sicuramente
trascurabile e comunque della stessa entità dello stato attuale.
Inoltre, l’impianto di frantumazione è già esistente quindi non apporterà alcuna
modifica alle caratteristiche della visuale.
Tuttavia, la installazione sul fondo cava rende di fatto l’impianto invisibile
dall’esterno.
D’altronde anche dalle viste dalla Strada Comunale Corcione si evince che
l’impatto visivo del nuovo impianto di frantumazione è praticamente nullo.
Pertanto, considerato che l’accesso all’impianto, localizzato in una zona
periferica a circa 4 km dal Comune di Putignano, è garantito da una strada di
collegamento secondaria e poco trafficata, che vi è assenza di segnalazioni
architettoniche di rilievo e di peculiarità ambientali significative e che il frantumatore
non è fruibile dai punti di vista rilevanti, oltre che l’intera area di cava, si può
affermare che l’impatto visivo dell’impianto dai punti di osservazione sensibili e,
quindi, l’eventuale interferenza sulla componente paesaggista in fase di esercizio è
trascurabile, in quanto non sono previste alterazioni a quella che attualmente è la
visuale esistente.
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4.5.2
Misure di mitigazione e/ compensazione
Il progetto prevede la sistemazione di un’area interna allo scopo di adibirla alla
movimentazione dei mezzi ed allo stoccaggio del materiale frantumato pronto alla
vendita.
Tale sistemazione migliorerà sicuramente l’aspetto visivo di un’area che è
confinante con l’ingresso quindi visibile dal varco di accesso.
Inoltre, la presenza di una nuova recinzione mitigherà completamente alla vista
la nuova area dalla SC Corcione che costeggia il sito sul lato ovest, anche perché
rispetto alla stessa strada si tratta di una zona sottoposta quindi invisibile ad un
osservatore in movimento a quota strada.
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4.6 Ambiente antropico
4.6.1
Impatto potenziale
In fase di cantiere
Sull’assetto Socio-Economico, il potenziale impatto dovuto alla realizzazione
degli interventi in oggetto all’impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti non
pericolosi può considerarsi positivo medio e di breve durata, in quanto ci potrebbe
essere richiesta di manodopera locale durante le lavorazioni .
In fase di cantiere gli effetti sulla salute pubblica sono individuabili
principalmente sulla salute dei lavoratori direttamente coinvolti; infatti, si potrebbero
verificare emissioni di polveri dovuti alla movimentazione dei mezzi di cantiere, le
emissioni sonore e vibrazioni prodotte dagli stessi mezzi durante le attività.
L’entità dell’impatto può considerarsi lieve e di breve durata, in quanto
rientra nell’ambito della normativa sulla sicurezza dei lavoratori che sarà applicata
dalla azienda realizzatrice a tutela degli stessi.
In fase di esercizio
ASSETTO SOCIO – ECONOMICO
La Ditta “Troilo s.r.l.” è un’azienda a conduzione familiare operante dal lontano
1967 come cava di calcare e dal 1972 nel settore della frantumazione e vagliatura
del materiale inerte.
I dipendenti, individuati in 8 unità, provengono tutti dal bacino di utenza locale.
Ulteriori benefici occupazionali si hanno grazie all’attività di trasporto in entrata
ed in uscita dall’impianto.
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Durante l’esercizio il traffico indotto è dovuto principalmente a:
Trasporto in entrata dei rifiuti;
Trasporto in uscita dei rifiuti;
Trasporto in uscita dei prodotti finiti a seguito della vendita.
Quindi anche l’indotto trae notevoli benefici economici ed occupazionali.
Pertanto, l’impatto sull’assetto socio economico è sicuramente positivo,
rilevante e di lunga durata.
ASSETTO IGIENICO SANITARIO
I potenziali effetti sulla salute pubblica connessi alla presenza dell’impianto in
oggetto sono essenzialmente riconducibili a:
emissioni in atmosfera di polveri;
emissioni in atmosfera indotte dal traffico dei mezzi a servizio dell’impianto;
smaltimento rifiuti e reflui;
produzione del rumore.
Emissioni in atmosfera
Le emissioni in atmosfera presenti nell’impianto sono limitate alle polveri.
Gli effetti sulla salute, da parte delle polveri, sono in particolare dovuti alle
particelle più fini con un diametro inferiore a 10 µg (PM10) che, a secondo della
granulometria, si depositano in sezioni diverse dell’apparato respiratorio.
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione lineare fra l'esposizione
a particelle ed effetti sulla salute: quanto più è alta la concentrazione di particelle
nell'aria tanto maggiore è l'effetto sulla salute della popolazione.
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Allo stato attuale delle conoscenze, secondo l'Organizzazione Mondiale della
Sanità, non è possibile fissare una soglia di esposizione al di sotto della quale
certamente non si verificano nella popolazione degli effetti avversi sulla salute.
Nelle persone sensibili (come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e
cardiache preesistenti), c'è ragione di temere un peggioramento della meccanica
respiratoria ed uno scatenamento di sintomi (es. tosse o un attacco di asma),
nonché un'alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della
coagulazione del sangue.
Tali effetti sono sia di tipo acuto, ossia si manifestano nella popolazione nei
giorni in cui la concentrazione degli inquinanti è più elevata (aggravamento di
sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi
di asma bronchiale, disturbi circolatori e ischemici), sia di tipo cronico, ossia si
presentano per effetto di un'esposizione di lungo periodo (diminuzione della
capacità polmonare, bronchite cronica, tumore polmonare).
Le emissioni, come da rilevazione da azienda certificata, rientrano
ampiamente nei limiti di legge, quindi si può affermare che gli impatti sulla
componente salute pubblica sono lievi anche se di lunga durata.
È importante ricordare che l’impianto sorge in un’area isolata nella zona a sudest del territorio comunale ad una distanza di circa 4 km dal centro urbano.
Gli unici esposti con frequenza e continuità sono i lavoratori dell’impianto e della
cava, che sono dotati degli opportuni Dispositivi di Protezione Individuale e
quant’altro necessario al fine di rispettare la normativa sulla sicurezza negli
ambienti di lavoro.
Il traffico veicolare a servizio dell’impianto in entrata ed in uscita può
incrementare l’inquinamento atmosferico.
Tuttavia, poiché il trasporto avviene principalmente lungo strade a scorrimento
veloce, poste nelle immediate vicinanze, l’impatto sulla salute pubblica si può
ritenere trascurabile rispetto a quello prodotto dal normale traffico presente sulle
viabilità su descritte.
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Produzione e Smaltimento di Rifiuti e Reflui
L’impianto è autorizzato allo scarico delle acque nere e fognanti (prodotte dai
servizi igienici) nella fossa biologica tipo Imhoff, come da nota n. 22396 del 29
novembre 1999 del Dirigente UTC del Comune di Putignano.
Per quanto descritto, e per le misure di mitigazione e compensazione intraprese
nell’impianto (capitolo seguente), si può affermare che la produzione di rifiuti ed il
successivo smaltimento crea sulla componente salute pubblica un impatto
lieve e di lunga durata.
Produzione di Rumore
Le fonti sonore dell’impianto sono:
macchine e attrezzature utilizzate all’interno dell’impianto per lo
svolgimento delle attività;
frantumatori necessari al trattamento e recupero degli inerti;
mezzi per la movimentazione e il trasporto degli inerti che circolano
all’interno dell’area.
Si è provveduto ad effettuare dei Rilievi fonometrici all’interno e all’esterno dello
stabilimento i quali hanno dimostrato che il superamento del limite diurno imposto
dalla normativa (D.P.C.M. 01/03/1991) in aree agricole di 70 dB(A) è rispettato in
tutti i punti di misura nell’attività dell’azienda.
Per quanto emerso dall’indagine acustica si può affermare che in fase di
esercizio, le emissioni sonore, non superando i valori limite di accettabilità,
determinano degli impatti sulla componente salute pubblica lievi/trascurabili e
di lunga durata.
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4.6.2
Misure di mitigazione e/ compensazione
Per quanto riguarda la tutela della salute dei lavoratori, sia in fase di cantiere che
di esercizio, verranno strettamente osservate tutte le norme in materia di sicurezza
in modo da ridurre sia la probabilità di accadimento che l’entità del danno a valori
accettabili.
Per quanto riguarda la produzione di rifiuti, nella fase di cantiere sarà adottata
la raccolta e lo smaltimento differenziato dei rifiuti prodotti dalle varie attività, per il
breve periodo di durata delle lavorazioni.
In fase di esercizio, affinché la movimentazione dei rifiuti nelle sue diverse fasi di
trattamento e stoccaggio avvenga in sicurezza sia per il lavoratore e sia per
l’ambiente, verranno eseguite le seguenti azioni:
identificazione di tutte le apparecchiature per la manipolazione e
movimentazione dei rifiuti ritenute più idonee;
messa a disposizione tutti i DPI ritenuti necessari;
attività di informazione e formazione ai responsabili coinvolti.
Produzione di rumore
Anche se i limiti di emissioni sonore sono entro la soglia limite imposta dalla
normativa
vigente,
nell’impianto
verranno
attuate
le
seguenti
misure
compensazione e mitigazione per il controllo del rumore:
utilizzo di apparecchiature con sistemi di abbattimento del rumore;
sosta di mezzi a motore spento;
messa a disposizione ai lavoratori di tutti i DPI ritenuti necessari.
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di
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5. STIMA DEGLI EFFETTI
Individuati gli impatti prodotti sull’ambiente circostante dall’opera in esame, si è
proceduto alla quantificazione dell’importanza che essi hanno, in questo particolare
contesto, sulle singole componenti ambientali da essi interessate.
La metodologia applicata è quelle delle matrici coassiali.
Evidenziate le relazioni tra le azioni di progetto ed i potenziali fattori ambientali e
stabilito un fattore ponderale da affidare alle singole componenti, sono stati
quantificati i possibili impatti ambientali, attraverso una rappresentazione matriciale
che evidenzia in maniera chiara e sintetica le interazioni esistenti e conseguenti alla
realizzazione delle modifiche di processo e strutturali allo stabilimento.
Una rappresentazione numerica di tale tipo, oltre a fornire una quantificazione
degli impatti sulle singole componenti ambientali, consentendo, durante la
definizione, una progettazione più dettagliata e mirata degli interventi di mitigazione
e compensazione, permette di effettuare un confronto diretto e numerico con le
eventuali ipotesi alternative.
In particolare, le soluzioni rappresentate sottoforma matriciale (cfr. Allegati
matrici degli impatti ambientali) sono relative a:
- interventi oggetto del SIA;
- alternativa zero, ovvero “assenza di interventi”;
- alternativa 1, ovvero “delocalizzazione dell’impianto”.
Come si può evincere dal confronto delle due soluzioni, la soluzione di progetto
(cfr. allegato Matrice di progetto) è senza dubbio più vantaggiosa in quanto
fornisce un valore assoluto positivo.
La presenza di impatti negativi dovuti alle inevitabili interferenze su alcune
componenti ambientali, sono pienamente bilanciati e superati da quelli positivi in
termini di vantaggi per le altre e più importanti componenti ambientali.
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In particolare, i punteggi negativi che si hanno in seguito al maggiore impatto
introdotto sulla componente atmosfera, sono ampiamente compensati dalle misure
di mitigazione adottate, sia dirette che indirette.
Dall’analisi, invece, dell’alternativa progettuale “zero” (vedi allegato - Matrice
alternativa zero) si può evincere, al contrario, che tale soluzione, che comunque
presenta un impatto positivo, rappresenta una soluzione migliorabile nel momento
in cui si interviene con le misure di mitigazione e compensazione adottate.
L’Alternativa “1” di delocalizzazione (vedi allegato - Matrice alternativa 1),
produce dei valori negativi più alti e interferisce su più componenti ambientali,
quindi non rappresenta una soluzione migliorativa rispetto a quella “zero” e
soprattutto a quella di “Progetto”.
La valutazione quantitativa matriciale degli impatti positivi e negativi, determinati
dalle azioni di progetto sulle componenti ambientali interessate, ha permesso,
pertanto, un confronto tra le ipotesi evidenziando come la soluzione relativa alla
realizzazione degli interventi in oggetto (modifiche strutturali e di processo),
rispetto alla loro mancata realizzazione e alla delocalizzazione, sia più
vantaggiosa in quanto produce un minore impatto ambientale.
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6. CONCLUSIONI
Nello SIA, accanto ad una descrizione qualitativa della tipologia delle opere, delle
ragioni per le quali esse sono necessarie, dei vincoli riguardanti l’ubicazione, si è
cercato di individuare in maniera analitica e rigorosa la natura, l’entità e la tipologia
dei potenziali impatti da queste generate sull’ambiente circostante inteso nella sua
più ampia accezione.
Gli aspetti analitici sono stati affrontati con la metodologia delle matrici coassiali,
che ha consentito di condurre l’analisi sulle singole componenti ambientali
evidenziando quantitativamente l’impatto sull’ambiente mediante le relazioni di
causa-condizione-effetto.
Lo strumento grafico ottenuto ha permesso di evidenziare tutte le interrelazioni
esistenti tra azioni di progetto e fattori causali di impatto determinando le alterazioni
su ogni singola componente ambientale.
Dalle analisi qualitative effettuate nei paragrafi precedenti, rispettivamente sul
rango delle componenti ambientali e sugli impatti provocati dai fattori causali
d’impatto, sono stati ricavati i valori numerici degli impatti riportati nella matrice. Il
totale degli impatti generati su ogni componente ambientale, moltiplicato per il
relativo rango, ha permesso la valutazione dell’impatto totale.
La somma algebrica di tutti i valori ottenuti ha consentito di quantificare l’impatto
dell’intervento sul sistema ambientale complessivo costituito dall’insieme di tutte le
componenti.
Lo stesso procedimento ha consentito, inoltre, di determinare il valore
dell’impatto ambientale della soluzione alternativa, cioè l’ipotesi in cui l’impianto non
sia sottoposto alle modifiche di processo e strutturali oggetto della presente
relazione (alternativa zero).
La sostanziale differenza tra i valori ottenuti (valore positivo per l’intervento in
oggetto e negativo per la soluzione alternativa) evidenzia i benefici ambientali
derivanti dalle modifiche da apportare all’impianto.
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Pertanto sulla base dei risultati numerici riscontrati a seguito delle
valutazioni condotte nel corso dello Studio si può concludere che l’intervento
genera un impatto complessivamente positivo e compatibile con le
componenti ambientali.
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2. quadro di riferimento programmatico