Il Sindaco-Presidente pone in discussione il presente punto dell’o.d.g. e riferisce quanto
segue:
“Giovedì 2 settembre 2004, per un gesto di cortesia, siamo stati convocati, con i Comuni di Riese e
Castelfranco Veneto, a Mestre presso la Sede di Veneto Strade spa. L’incontro era stato anticipato
esclusivamente telefonicamente.
In quell’occasione, l’Ing. Silvano Vernizzi ha fatto presente che, per la realizzazione del
secondo tratto della “Strada del Santo”, San Michele delle Badesse fino a Resana, è necessario
disporre di circa 800.000 metri cubi di ghiaia da reperire, per economia di costi, con una cava di
prestito da aprire esclusivamente nei Comuni di Vedelago, Riese e Castelfranco Veneto. Questa
sarebbe sostanzialmente una delle condizioni del bando in fase di emanazione che Veneto Strade
avrebbe in animo.
Dopo un primo momento di sconcerto, per quanto comunicatoci, abbiamo ritenuto
congiuntamente con gli altri Comuni interessati, di inviare una richiesta all’On. Giancarlo Galan,
Presidente della Regione Veneto, all’Assessore Regionale alle Politiche per l’Ambiente Renato
Chisso e all’ing. Silvano Vernizzi in qualità di Amministratore delegato di Veneto Strade, per poter
avere un momento di valutazione comune sull’argomento. Su questa richiesta, fino a questo
momento non abbiamo avuto nessun risconto. Successivamente, in data 3 settembre, abbiamo
assunto, come Comune di Vedelago, con provvedimento di Giunta, un atto di indirizzo con il quale
abbiamo ribadito la più ferma opposizione all’apertura nel territorio comunale di qualsiasi cava di
prestito……….
PRESIDENTE – “….finalizzata alla strada del Santo o di qualsiasi infrastrutture viaria da realizzarsi
anche in futuro. Opposizione che, del caso, sarà fatta valere sia in sede politica, amministrativa e
giudiziaria. Di rendersi eventualmente disponibili in via subordinata, a valutare l’ipotesi di un
prelievo di materiali ghiaioso finalizzato alla costruzione della citata “Strada del Santo” da
effettuarsi sui sedimi interessanti riprogettati in variante alla SP19 e la strada regionale 53, di
Vedelago delle quali il Comune di Vedelago rappresenta la necessità ed urgenza per la loro
realizzazione per risolvere i problemi viari del Capoluogo. Infine, di trasmettere il provvedimento
per opportuna conoscenza a Veneto Strade, all’Assessore Regionale all’Ambiente ed al Presidente
della Provincia. Per completezza di informazione di questo Consiglio, ricordo che questa
Amministrazione, recuperando una progettualità ereditata dalla passata Amministrazione, sta
cercando di finanziare il progetto della Circonvallazione a sud di Vedelago, che sostanzialmente
recupera il sedime dell’attuale metanodotto e quello della circonvallazione ovest che praticamente
prevede lo spostamento della SP19 a confine con il Comune di Castelfranco Veneto, per il tratto
che va da Albaredo fino alla Postumia Romana. La proposta che noi abbiamo avanzato sarebbe di
realizzare questo tratto in trincea, da cui risulterebbe, da un calcolo approssimativo, la possibilità di
ricavare circa 1 milione di mq. di ghiaia che potrebbero essere utilizzati per il completamento della
“Strada del Santo”, ma su queste ipotesi, comunicati in modo informale a Veneto Strade, non
abbiamo avuto nessuna notizia. A questo punto, e per il momento, non ci resta che assumere un
atto di indirizzo di assoluta contrarietà anche da parte del Consiglio Comunale, al fine di fare
conoscere e rafforzare la posizione dell’Amministrazione Comunale e più in generale quella della
nostra comunità. Questo è quello che noi proponiamo questa sera, è aperta la discussione.
Consigliere Cecchetto.”
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Assenti Temporaneamente:
Franco, Tempesta, Santin e Callegari
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “Quando ho letto la formulazione, punto numero,
adesso diventato 6, mi aspettavo che esso fosse formulato nel senso di un ordine del giorno da
sottoporre al Consiglio Comunale, e invece mi trovo……”
PRESIDENTE – “….non è escluso, non è escluso, non è escluso. Questa sera noi assumiamo
formalmente un orientamento al Consiglio Comunale, dopodiché……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……non la metta, non la metta così dal mio…..”
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PRESIDENTE – “….no, Le spiego il perché. Noi ufficialmente non siamo mai stati informati di
questo problema…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……lo so e abbiamo scritto, ho letto…..”
PRESIDENTE – “….di conseguenza, no, allora , mi lasci parlare, per cui noi, formalmente, non
possiamo assumere nessun provvedimento di contrarietà, formale, rispetto al problema. Possiamo
assumere un atto di indirizzo, quando Veneto Strade ci avrà comunicato il bando, a quel punto
formuleremo un ordine del giorno magari anche monotematico su cui ci confronteremo……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……allora se Lei, se mi lascia andare avanti, Le
spiego che differenza per me esiste tra un atto di indirizzo e un ordine del giorno, e rispetto ad una
situazione che è giustamente quella che Lei rappresenta, almeno in termini di rapporto con questa
entità non istituzionale che è Veneto Strade, cosa secondo il mio punto di vista, e sono convinto
anche, anzi, senz’altro, anche con i miei colleghi di gruppo, sarebbe possibile fare, questo è il
senso del mio intervento che però trattava la materia molto più articolata e molto più lesiva –
diciamo - di questioni irrisarcibili che non la Padania, è anche questo riferito, anzi in questo caso è
riferito a una questione che per noi brucia da decenni che è quella delle cave. Quindi, ripeto, che
mi trovo e ci troviamo di fronte a una proposta di approvazione di un atto di indirizzo
preconfezionato e non discusso in una alcuna riunione di Capigruppo, questo è un dato di fatto.
Dunque, ritengo che la materia deve esser discussa, per come viene proposta, in questa sede,
cioè noi ci confrontiamo con la proposta del deliberato, ovvero, dico io, in modo totalmente
differente da come è stata affrontata, e poi infine votata alla unanimità dal Consiglio Comunale di
Castelfranco Veneto, ossia uno dei 3, con Riese e Vedelago, direttamente interessati a questa
vicenda, cioè, per chi non l’ha capito, a Castelfranco Veneto, si è votato un ordine del giorno alla
unanimità, presentato dalla maggioranza e integrato con una postilla finale su proposta di partiti
della minoranza. Ebbene, a Castelfranco Veneto, si è votato un ordine del giorno secco e netto
contro ogni iniziativa regionale che porti all’apertura di una cava di prestito nei territori di questi
comuni, finalizzato alla costruzione del tratto di Strada del Santo Resana-San Michele delle
Badesse. Di Riese non so niente, e francamente non mi interessa più di tanto, perché non ho
avuto comunque elementi; è sufficiente l’esempio di Castelfranco, non perché Castelfranco, in
termini di metodo, che personalmente mi sembra di dover condividere. Quanto a Vedelago, la
procedura e la proposta si rivela singolare, per nulla democratica, contraddittoria nei termini in cui
viene articolata, e destituita di ogni fondamento in termini di atti amministrativi, laddove la muraglia
verbale retta contro la cava di prestito, si trasforma, dopo una sola riga, di punto in bianco, in
disponibilità a trattare, vedremo tra breve cosa. Ma vorrei partire dall’inizio della vicenda. Tanti di
noi sanno, noi da questa parte sappiamo perché informati da cittadini più o meno direttamente
coinvolti, che, come sempre è capitato, anche per le cave non di prestito, incredibilmente cittadini
ed imprenditori di attività di cava, straordinariamente perspicaci e informati, hanno comprato e o
venduto terreni a botte da 450-500 milioni di lire al campo, in aree apparentemente raggiungibili da
cave, eppure dopo pochi anni miracolosamente incluse in ampliamenti, nuove concessioni,
eccetera. E’ il caso di specie, cioè della cava di prestito di cui si parla, si è verificata la stessa cosa,
dalle parti di Fanzolo, del Mulino di Ferro, da qualche anno si parla di terre sul mercato per farne
cava. Sappiamo altresì che l’estensione di terreno Nord-Est del sottopasso di Barcon è già in
mano di imprenditori di attività di cava, e se qualcuno dei presenti è in grado di smentirmi, sarò ben
felice di sapere che una delle rare campagne ancora preservate dal nostro Comune, non finirà
distrutta. Morale del discorso: tanti sapevano, sicuramente in Regione sapevano, se uno come il
signor Vernizzi, cioè istituzionalmente un signor nessuno, di fronte a Sindaci democraticamente
eletti, si prende la briga di convocare i Sindaci e di fatto porli sottoschiaffo, notificando loro una
scelta già adottata. E adottata da chi, ci chiediamo? Ma dagli amici e compagni di partito e
coalizione che il Sindaco e la nostra maggioranza, nonchè il loro omologo di Riese, si trovano in
Giunta Regionale e nelle altre sedi dove si decidono e si rilasciano le concessioni per le attività di
cava di prestito. Questi sono gli annunci del tanto decantato federalismo che dovrebbe essere
anche decisionale e non solo fiscale ed economico. Questa è l’immagine della Venezia nuova,
capitale, nella quale tutto si deciderà, si decide anche adesso, sulla testa dei cittadini e degli
amministratori. Siamo alle solite! Gli amici degli amici predispongono un demenziale piano
regionale per le attività di cava, che gli amici degli amici eletti sul territorio regionale, si vedono
costretti ad osteggiare pesantemente, al punto di approvare documenti come quello approvato da
questo Consiglio il 5 aprile scorso, un documento che bolla la Giunta Regionale in carica, formata
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da Forza Italia, Lega, AN e UDC con le seguenti espressioni “La Giunta sembra non volersi far
carico della funzione che Le spetta, di guida e di indirizzo dello sviluppo e delle tendenze della
società e dell’economia Regionali”, questi sono i partiti, anche vostri eh, che hanno approvato
questi testi, e poi peggio ancora “la Giunta ha rinunciato sia a conoscere e che a guidare la realtà
socio economica e ha preferito utilizzare un metodo rozzo e rudimentale “, “questa semplicistica
operazione, il piano regionale di attività di cava, è stata condotta sulla base di dati che appaiono
essere rilevati e adatti in maniera approssimativa e contraddittoria, con ciò distorcendo e
vanificandone l’esito, ovviamente con riferimento ai dati che stanno alla base del PRAC”, vi ricordo
che si parla anche di cave di prestito nel PRAC. Per la cronaca, il sottoscritto, tantochè non ci
siano dubbi, e non salti fuori qualcuno poi a…… voto contro il parere contrario del PRAC….”
PRESIDENTE – “….il PRAC non regola le cave di prestito perché la L.R. 16…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……lo dice Lei……”
PRESIDENTE – “….che norma……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……lo dice Lei……”
PRESIDENTE – “….certo che lo dico io…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……indirettamente le regola, nel senso che Lei
spera…”
PRESIDENTE – “….assolutamente no, la Legge 16 del Veneto regola le cave di prestito……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……spero….”
PRESIDENTE – “….funzionali all’infrastruttura…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……Lei dovrebbe……”
PRESIDENTE – “….non dica cose inesatte, per cortesia….”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……il PRAC regola, è un paradosso quello che
Lei……”
PRESIDENTE – “….il PRAC è strumento di coordinamento, non è norma…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……Lei non conosce il senso……”
PRESIDENTE – “….io non conosco?…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “……il senso del concetto del paradosso, Lei non lo
conosce, quando il PRAC, quando il PRAC estrapola, relegando in una situazione di deroga la
Legge 44, la questione cava di prestito, per me il PRAC regola le cave di prestito, La pensi come
crede. Allora, io ho votato contro il PRAC, è certo perché non, cioè contro il parere contrario al
PRAC e certo non perché fossi favorevole al PRAC, ma perché, per principio e coerenza, mi sono
rifiutato di votare, primo: un documento demenziale, secondo: di votare insieme ad una
maggioranza che, nel 99, aveva dato via libera all’escavazione di 18 milioni di mq. di ghiaia, e non
ritenevo qui di dovermi affiancare nel voto, con chi nel territorio aveva approvato, compreso il mio
amico Sindaco Oscar Bordignon, scusa Vice Sindaco, pardon. Tirando le conseguenze di quanto
ho detto, cosa dobbiamo pensare di questa cava di prestito? Perché a me, dei suoi discorsi,
interessa, ma io voglio andare al sodo, se non che sia ancora una volta la solita operazione di
cordata tra la lobby imprenditoriale e Giunta Regionale. Io le dico le cose, d’altronde non poteva
che essere così, se si pensa che la madre dei nuovi massacri indiscriminati, perpetrati a danno dei
territori attraversati dall’alta velocità, da passanti e super strade, varianti di ogni genere, risponde
al nome della linea lobbystica del Ministro Lunardi. Legislatore e controllore, e nello stesso
momento titolare di mega studi di progettazione, direttamente o indirettamente coinvolti nella
progettazione delle cosiddette grandi opere. Le cave di prestito nascono infatti dalla cosiddetta
legge Lunardi, penso che voi lo sapete, e sempre in nome del vostro tanto decantato federalismo,
tali cave sono calate dall’alto in deroga alla L.R. 44 e lo stesso demenziale PRAC. In nome del
vostro tanto decantato federalismo, del quale fa strame la lobby imprenditoriale che vuole tali cave
entro un raggio chilometrico ben determinato rispetto all’area di realizzazione dell’opera pubblica.
Ovviamente per risparmio di costi, mai dicendo di entità, che sia beneficio dei contribuenti che
pagano due volte per la strada e per il territorio irrimediabilmente scavato. Andando oltre
l’argomento, non sorprende quindi che i sindaci si ritengano superati nelle loro attribuzioni da
soggetti imprenditoriali come Veneto Strade spa e dagli stessi loro sodalizi politici. Quel che
sorprende è che Veneto Strade spa, l’ineffabile Narciso che presume di governare il Veneto, ed
altrettanto ineffabile Assessore Chisso, non dicano i sindaci a proposito di questa cava
esattamente dove, su quali mappali, per quali nuovi accessi vi si entri e da dove si esca, quale
sarà la sua profondità, quali sono le sue prospettive di ripristino e a carico di chi e via dicendo. Né
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informazioni di questo genere si trovano nell’atto di indirizzo, in documenti ad esso allegati. Che il
tratto mancante di Statale del Santo costituisca un’oggettiva esigenza per la fluidificazione della
mobilità nel Veneto centrale, è sotto gli occhi di tutti, compresi i nostri, che un Comune come
quello di Vedelago debba dare ancora, questo no. Il nostro Comune, cioè la nostra gente e anche
in nome e per conto delle future generazioni, hanno già dato e dato qualcosa come 18 milioni di
mq. da escavarsi entro il 2020 o giù di lì, per effetto del parere che ricordavo prima. Se sussistono
fabbisogni in materiale di cava per la costruente Statale, chiedo perché non avete chiesto
verbalmente, e quindi che lo scriviate per iscritto al Vernizzi di turno, al Galan e al Chisso, quali
sono le ragioni di un mancato ricorso al mercato, cioè a cave già esistenti, visto che 800 mila mq.
sono bruscolini, rispetto al concesso solo qui a Vedelago, e visto che, per coerenza, questa era la
richiesta già presente nel documento avverso al PRAC approvato da tanti Comuni trevigiani,
compresa questa assemblea consigliare, e con il mio voto contrario per il motivo che ho detto
prima. Una domanda questa che deve essere fatta, e che ritengo debba essere inclusa in una
deliberazione, o è questa modificata, nel senso che richiederò, o in un'
altra deliberazione
totalmente differente.”
PRESIDENTE – “Se il Presidente o il Governatore del Veneto deciderà l’udienza, sicuramente lo
faremo presente.”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “Io lancio le proposte e faccio delle considerazioni. A
questa domanda in verità risponde già il demenziale PRAC, laddove, alzando una micidiale cortina
fumogena sul tema, scrive al punto a), punto 2), punto 3), punto… pagina 35 del BUR - questo per
gli atti - eh, 23 dicembre 2003 supplemento al n. 120 , appunto in deroga alla L.R. 48 e in
differente ossequio alla L.R. del vostro alleato Galan, n. 15 del 9 agosto 2002 - art. 9 e della L.R.
del vostro alleato Galan n. 16 del 1° agosto 2003 art. 8, si dà mano libera ad enti realizzatori delle
cosiddette grandi opere, di aprire cave finalizzate, riservando qualche risibile righetta a
questioncelle tipo la profondità, o i tempi e le modalità esatte di ricomposizione, omettendo ogni
risarcimento dei comuni interessanti, confinando la genericità, i tempi effettivi di coltivazione,
eccetera, eccetera, perché sono legate ai tempi di costruzione dell’opera. Sappiamo in Italia come
vanno le cose, avremo cave lunghe, magari aperte per chissà quanti decenni. Detto questo, la
deliberazione che il Sindaco e Giunta sottopongono al Consiglio si rivela, come ho anticipato,
singolare per una democratica contraddittoria, nei termini con cui viene articolata e destituita in
ogni fondamento, in termini di atti amministrativi, eccetera. Allora singolare, perché tradisce lo
spirito e la lettera della nota congiunta trasmessa a Galan, Chisso e Vernizzi in data 9 settembre
2004, a firma dei sindaci di Castelfranco, Riese e Vedelago, lettera nella quale si muovono nette e
legittime obiezioni sulle procedure e sul merito di iniziative di Veneto Strade, chiedendo infine un
incontro finalizzato a dura valutazione, comune argomento, perché questo avete chiesto nella
lettera e non altro, non vi siete accordati ad altro. Per nulla democratica, perché il Sindaco anticipa
alla stampa, qualche settimana orsono, le sue personali posizioni circa una modalità, che io ritengo
assai stravagante, di raggirare il problema senza consultare i Capigruppo di questo Consiglio, non
pretendo per stilare un ordine del giorno condiviso, ma solo per riceverne l’opinione, contraddittoria
nei termini in cui viene articolata, e mi spiego. Il testo iniziale sembra innalzare una muraglia contro
la cava di prestito, utilizzando tutti gli argomenti, il lessico che si addice, che si addicono nel caso
di un ennesimo attacco nell’integrità ampiamente violata dal nostro territorio. Poi,
improvvisamente, nel II° capoverso successivo della parte di delibera, in cui si dà atto di una serie
di cose, cioè successivo, vi è l’espressione di una ferma volontà oppositoria alla cava, in ogni sede
politica, amministrativa, giudiziaria, si travolge la fermezza e si apre la trattativa, o meglio, come lo
chiamo io, allo scambio. In parole povere: no cava di prestito perché la ghiaia ve la procuriamo noi,
ho sentito stasera, tutta, se cava e Regione ci date una mano a costruire la variante alla SP19 la
circonvallazione di Vedelago, presumo sia ovviamente la circonvallazione sud. Non ho parole! In
questo modo si vanifica quantomeno il fronte comune con gli altri due Comuni, aprendo un
singolare caso di federalismo comunale. In altre parole “Regione ti propongo di fare i tuoi affari
purché tu faccia i miei, ti offro la ghiaia e trincee dove farò scorrere le tue strade che tanto mi
urgono e chi se ne frega di Riese e di Castelfranco” questo a me sembra……”
PRESIDENTE – “…..la cosa m’indigna e non Le do risposta…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….va bene…..”
PRESIDENTE – “…..la cosa m’indigna……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….è legittimo…..”
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PRESIDENTE – “…..m’indigna, questa cosa qua, mi indigna questa cosa qua, perché sicuramente
o Lei, o Lei ha difficoltà a capire il lessico tecnico, e se ce l’ha mi chieda che eventualmente te lo
spiego……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….no, no, mi lasci così si indignerà di più alla fine,
perché Lei deve rispondermi su cose, queste sono opinioni, sa. Lei deve rispondermi poi su atti
amministrativi che io ritengo non esistano. Insomma, una cava di prestito travestita da trincea
stradale, se Lei vede che poi ha scritto quello che io ho detto, non so mi dica? Onestamente come
io nella lettera che voi avete firmato in 3 non ho trovato traccia di proposte , di facoltà attribuite ai 3
firmatari di andare a proporre cose in forma separata rispetto a un appuntamento che avete
chiesto in Comune. Comunque non c’è problema, Sindaco…...”
PRESIDENTE – “…..beh, guardi, ma io Le posso dare una risposta immediata. Allora, quella è un
azione congiunta, ecco traduco allora quella lettera per Lei, allora, in sostanza quello significava
per Veneto Strade un fronte congiunto contro la cava di prestito, punto. Fronte congiunto….”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….si ma Lei è nervoso…..”
PRESIDENTE – “…..fronte congiunto…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….Lei rompe così…..”
PRESIDENTE – “…..la peculiarità di Vedelago è che noi abbiamo un centro congestionato e
siccome che da qualche tempo mi par di vedere che tutti gli svincoli vengono fatti in trincea, e
siccome noi, io, come Amministrazione e voi come territorio, avete bisogno di sgravare il centro di
Vedelago del problema del traffico, ho proposto che vengano fatte questi svincoli in trincea. …..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….guardi non si…..”
PRESIDENTE – “…..allora non faccia finta di non capire……
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….Le spiego adesso…..”
PRESIDENTE – “…..mi sembrava un ragionamento logico, razionale e soprattutto che mirasse alla
soluzione del problema…...”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….dove va…..”
PRESIDENTE – “…..perché è un bisogno, come ha detto Lei, il completamento della Statale del
Santo, come un bisogno per gli svincoli in quel di Vedelago.…”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….sono 2 cose diverse, Lei non può dire di essersi
riservato la facoltà, rispetto agli altri 2 colleghi, di agire anche in altre direzioni, questa è la mia
opinione non si…..”
PRESIDENTE – “…..ma cosa…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….vale la pena…..”
PRESIDENTE – “…..cosa se ne sa Lei dei miei accordi con i colleghi di Riese e di Castelfranco
Veneto?…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….io leggo le lettere, cavolo, io ho 2 atti
amministrativi in mano, ho…..”
PRESIDENTE – “…..e io……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….ho una lettera…..”
PRESIDENTE – “…..amministro…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….allora, finisco e poi spiegherà. Allora, insomma,
una cava di prestito travestita da trincea stradale, io dico anche di più, con il che si legittima il
concetto di cava di prestito che a me sta qua, perché noi diamo per scontato che si debbano fare
le cave di prestito…..”
PRESIDENTE – “…..ma si legittimo cosa, si legittima? Ma Lei lo sa che legittimiamo questo
concetto quando parlando della A27, e la A28, la Pedemontana saremo tartassati di cave di
prestito, ma cosa sta dicendo?……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….mi lascia pensare…..”
PRESIDENTE – “…..ma cosa sta dicendo? …..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….dico quello che mi pare…..”
PRESIDENTE – “…..ma cosa sta dicendo? …..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….posso andare avanti? Con il che, rileggo, si
legittima il concetto di cava di prestito, travestita da trincea stradale e si autorizza qualsiasi
Comune a trafficare su qualsiasi piano pur di risolvere questioni locali. Potrebbe farlo anche
Contarin, questo discorso qua, perché no? Non ho mica capito. Io ti do’ un po’ di metri e io tu mi fai
qualcosa, mi chiedo allora, Signor Sindaco, mi chiedo allora……..”
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PRESIDENTE – “…..perché la cava di prestito della Strada del Santo,…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….mi chiedo allora…..”
PRESIDENTE – “…..la A28 …..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….perfetto, qua, arrivo, mi chiedo allora…..”
PRESIDENTE – “…..la Pedemontana…..a 500 metri…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….non si arrabbi, mi chiedo allora, mi chiedo allora
cosa avremo da offrire quando verrà il momento di erigere il panettone rilevato di 7 metri, sul piano
campagna, della superstrada Pedemontana che correrà proprio ai confini settentrionali del nostro
Comune…..”
PRESIDENTE – “…..come fa a sapere che è rilevato? Come fa saperlo? Ma chi glielo ha detto? Il
promotore finanziario deve ancora presentare il progetto, come fa a saperlo? …..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….per quanto mi riguarda non voterò mai una
deliberazione che mira sempre a menare veri fendenti e poi cala le braghe proponendo uno
scambio che comunque si fonda su affermazioni scritte non veritiere e gliele leggo e gliele
documento, perché voglio che la deliberazione sia approvata, però depurata. Al punto n. 2) “di
ribadire comunque la più ferma opposizione all’apertura nel territorio comunale di qualsiasi cava di
prestito finalizzata alla Strada del Santo, di qualsiasi altra infrastruttura viaria da realizzarsi anche
in futuro, opposizione che, se del caso, sarà fatta valere in sede politica amministrativa giudiziaria.”
Al punto 3) si dice quello che Lei ha già letto e che non ricordo più. Veniamo a sapere, dunque,
questa sera veniamo a sapere, da questa deliberazione, che esiste un progetto della variante della
SP19, è un progetto di circonvallazione della Strada Regionale 53 di Vedelago, non solo. Veniamo
a sapere anche che queste 2 strade saranno costruite in trincea, trincea dalla quale saranno
estratti i volumi di ghiaia necessaria, Lei li ha stimati…..allora cambiate le parole, non si può
scrivere il progetto in un atto di indirizzo votato da un Consiglio Comunale …..”
PRESIDENTE – “…..allora, scusi…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….mi lasci finire….”
PRESIDENTE – “…..scusi, quando si fa un’opera pubblica bisogna prima eseguire la variante
urbanistica…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….mi lasci finire…..”
PRESIDENTE – “…..per eseguire la variante urbanistica, ho dovuto predisporre una planimetria
con indicato un tracciato, questo per questioni di termini, perché sia comprensivo,….ho chiamato
progetto. Ma bisognerebbe dire ideogramma, ma siccome che non so quanti capiscono
ideogramma tecnicamente parlando, ho messo progetto…..”
durante il discorso del Sindaco, c’è uno spazio vuoto del nastro, poi riprende il discorso
…..accordo di programma, si chiama tecnicamente accordo di programma dove c’è Veneto Strade,
c’è la Provincia, il Comune di Vedelago e il Comune di Castelfranco che si mettono d’accordo, la
Provincia vende la ghiaia a Veneto Strade che finanzia la Strada del Santo, tecnicamente è
questa, va bene?……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – “….dichiarazione di voto, forse non era acceso il, ma
non importa tanto darò il dischetto alla signora. O cambiate la deliberazione depurata dai passi che
ho citato, o per quanto mi riguarda e spero anche i miei colleghi di gruppo, uscirò dall’aula al
momento della votazione perché non intendo votare in nessun modo, neanche astenendomi, un
atto che si profila come una congerie di buone intenzioni, salvo appunto la parte di opposizione
che condivido in pieno e sia chiaro, un atto che è pieno di deride contrattualistiche, che legittima
una prassi trattativista che noi già abbiamo conosciuto qua in Comune di Vedelago, una materia,
ripeto, che a Vedelago, cioè quella delle cave non ammette nessun cedimento, punto.”
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Rientrano:
Franco, Tempesta, e Callegari
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PRESIDENTE – ”Solo per sintetizzare, noi siamo contro le cave, siamo contro il concetto della
cava di prestito e in particolare modo, in particolare modo su questa cava di prestito, perché
siccome, Lei non sa e glielo dico, ho la sensazione che la Legge 16 che regola le cave di prestito,
sia fatta su misura della Statale del Santo, per questo motivo la mia preoccupazione è che noi
riusciamo, come dire, a creare il precedente in quel di Vedelago che poi diventerà pericoloso per
quanto riguarda tutta una serie di infrastrutture che in questo momento sono in fase di
completamento. Consigliere Parisotto”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – “Non voglio ripetere l’intervento del Consigliere che mi
ha preceduto, Consigliere Cecchetto, però anch’io condivido gran parte delle sue riflessioni e
faccio una proposta all’Amministrazione: se questo documento che deve sortire da questa
assemblea, deve essere un atto di indirizzo, così mi pare di aver capito, io bloccherei nel
passaggio “questa Amministrazione è contraria pienamente, totalmente con tutte le sue forze ad
una cava di prestito in Comune di Vedelago”!. Il ragionamento che Lei fa, come alternativa, per me
indebolisce, innanzitutto una posizione amministrativa, poi siccome l’ho preceduto come Sindaco
di questo Comune e conosco come stanno le cose, ad esempio: pensare ad una tangenziale a sud
di Vedelago in trincea usufruendo del vincolo della SNAM, è impossibile…….”
PRESIDENTE – ”…ha ragione…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – “…..SNAM, pone…..”
PRESIDENTE – ”…il milione di mq. di cui noi abbiamo fatto il calcolo, riguarda tutta l’asta della 19
e la parte terminale della 53, per cui ha ragione quando Lei sta dicendo queste cose, però noi non
l’abbiamo acquistata in trincea per il 1° tratto.”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – “Così pure anche la 19 può essere realizzata in trincea
grosso modo a partire dall’altezza della ditta……”
PRESIDENTE – ”…Consigliere Parisotto…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – “…..mi sfugge il nome…..”
PRESIDENTE – ”…la sollevo, la sollevo da questo sforzo…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – “…..comunque…..”
PRESIDENTE – ”…abbiamo già fatto fare i calcoli al tecnico che ha visto dove è possibile un
ambito in trincea, da questo calcolo emerge 1 milione di mq. …..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – “…..va bene, Lei ha fatto i conti, io non li ho fatti, prendo
atto di questo risultato. Mi permetto di sottolineare, senza ripetere concetti e ragionamenti di chi mi
ha preceduto, il Consigliere Cecchetto, io approvo in pieno le sue osservazioni e chiedo che venga
stralciata tutta quella parte relativa alla proposta di alternatività, che a mio modesto avviso
presenta già un cedimento amministrativo di fronte ad una posizione netta che mi pare stia
emergendo e più volte Lei l’ha sottolineato, e così pure anche il Consigliere Cecchetto, di netta
contrarietà alle cave di prestito. Poi è ovvio che bisogna attendere l’ufficialità di questa scelta
regionale per decidere quale atteggiamenti prendere, che iniziativa politica fare, come muoversi.
Mi permetto di sottolineare che io non ho mai trovato solidarietà da parte dei colleghi, di colleghi
sindaci ben si intende.”
PRESIDENTE – ”Sono proprio fortunato.”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – “Scusi, vorrei anch’io dire qualcosa.”
PRESIDENTE – ”Consigliere Girardi.”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – “Come Capogruppo di Uniti per Vedelago, pensavo che
questo fosse un argomento sul quale valesse la pena di spenderci come Conferenza dei
Capigruppo. Credo che valesse la pena, per molti motivi, primo dei quali, su questo argomento
avremo molto di che discutere e molto di che battagliare. Spero tutti nella stessa direzione, perciò,
un atto di indirizzo, preso seppure legittimamente da Lei e dalla sua Giunta, mi ha dato il senso di
uno scavalcamento di questo Consiglio Comunale. Vorrei perciò sentire il suo parere in questo,
perché, ripeto, sono atti questi iniziali di una vicenda che ci vedrà di molto coinvolti.”
PRESIDENTE – ”Consigliere Girardi, guardi, sgombriamo il campo da qualsiasi dubbio. Allora, se
noi leggiamo l’estensione completa dell’atto di indirizzo, come abbiamo assunto in Giunta, mi pare
che si faccia sintesi di tutti gli aspetti collegati con questo problema. Per quanto voi possiate dire,
non dite niente di nuovo rispetto a quello che non abbiamo già messo in delibera, ecco, per quello
là. Premesso questo, dico comunque questo: che eventualmente io mi impegno quando sarò,
ecco, formalmente coinvolto da Veneto Strade circa il bando, mi premunirò di provocare una
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riunione dei Capigruppo, eventualmente anche allargata, per organizzare un Consiglio
monotematico sulla cava di prestito.”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – “Ok. Per quanto riguarda il merito di questa sera, credo
che Lei debba riformulare la sua proposta, fermandosi come già ha detto, che mi ha preceduto, del
mio Gruppo Consiliare ma anche di altro gruppo consigliare, fermandosi alla contrarietà netta,
proprio perché è solo un atto di indirizzo. Lei ha detto che può fare solo, può proporre solo un atto
di indirizzo, il Comune di Castelfranco ha predisposto un ordine del giorno, vorrei capire se non è
possibile anche qui arrivare all’ordine del giorno. E comunque la nostra disponibilità va nei limiti e
nei termini di una contrarietà assoluta, nelle premesse e nel deliberato, a questa cava di prestito.
Proprio perché la situazione è quella che Lei ha esposto, e proprio perché sarebbe da leggere
come un momento di debolezza, che questo Comune, in mancanza, tanto più in mancanza di una
sollecitazione, di una convocazione ufficiale da parte degli organi regionali, già da sè, già da sè si
preoccupasse di alternative. Non sto discutendo nel merito della bontà, ma già da sè si
preoccupasse di alternative. Sarebbe oltremodo indebolita la posizione di questa Amministrazione
Comunale, perciò, ripeto, la nostra indisponibilità va nel limite di rigettare in maniera precisa e
ferma e limitata a questa nostra posizione, l’atto di indirizzo, altrimenti non siamo disponibili a
votare, grazie.”
PRESIDENTE – ”Nell’idea originaria, il fatto di mettere in subordine l’esecuzione degli svincoli di
Vedelago, la variante alla 53 e alla 19, in subordine alla fornitura della ghiaia della Statale del
Santo, consentiva al Comune di Vedelago di fare pressione sull’esecuzione di svincoli, questo è il
concetto. Anche se Lei ha ragione, però io ho la sensazione che su queste nostre richieste,
siccome stiamo parlando di circa 60 miliardi di finanziamento per fare gli svincoli, se noi non
mettiamo in subordine le 2 cose, difficilmente in quel di Vedelago risolveremo il problema del
traffico, ecco perché la congiunzione delle 2 cose, perché se noi dividiamo le 2 cose e le mettiamo
ognuna a sé stante rispetto all’altra, sicuramente noi 60 miliardi per queste 2 opere importanti
sicuramente non gli avremo mai, ecco la motivazione. La parola al Vice Sindaco.”
ASSESSORE BORDIGNON OSCAR – “Si, io ho questa idea, e ho percepito anche qualche
segnale dalla Regione, cioè Veneto Strade e la Regione stessa, si trovano con le spalle al muro.
Perché se l’oggetto del contendere è 1 milione di mq., allora questo milione lo diamo noi con la
nostra proposta. Se invece la Legge 16 sottende qualcos’altro, è opportuno che emerga perché
sarà estremamente difficile per loro giustificare, di fronte a una nostra proposta, una cava di
prestito e sono in difficoltà, questo ve lo posso dire perché ho già sentito parecchi malumori. Inoltre
per la prima volta noi diamo attuazione a quello che è il nostro programma, noi abbiamo sempre
sostenuto e la rete viaria in trincea, noi l’abbiamo scritto sul nostro programma e vogliamo
adottarla, noi. Poi sia chiaro che la rete viaria in trincea determina la produzione di questi milioni di
mq di ghiaia. Per la prima volta l’Amministrazione comunale trasformerà in protagonista, sarà un
imprenditore che non farà chiaramente, non agirà con un’ottica di profitto, in questo. Io dico è una
strada innovativa, è una proposta innovativa che darà sicuramente i suoi frutti, portiamola avanti, io
dico è un opportunità.”
PRESIDENTE – ”Quindi guardate, o noi ci inventiamo qualcosa per renderci soggetti attivi, e se no
qua signori, ricordatevi che il problema della rete viaria di Vedelago rimane bloccato per altri 50
anni, ricordatevi che l’importo di queste opere è talmente elevato, e credo che la disponibilità di
cassa che ha Veneto Strade, in questo momento è talmente esigua che sicuramente il problema di
Vedelago lo porteremo avanti per altri 20 anni. Il fatto di subordinare la fornitura di 800.000 mq. per
la Strada del Santo, subordinandola all’esecuzione di questi vincoli, e per certi versi ricattando
Veneto Strade, forse daremo una risposta in tempi brevi al problema di Vedelago. Se noi non ci
riusciremo in questo nostro intento ovviamente il problema del traffico a Vedelago, rimarrà per altri
20, 30, 40, 50 anni, questa è la motivazione. Anche se condivido, anche se condivido il fatto che
bisognerebbe dare un segnale forte circa il “no” alla cava di prestito e su questo mi pare che
abbiamo sgomberato il campo, però siccome noi abbiamo questa opportunità, per risolvere questo
problema, l’abbiamo incastrato questo tassello in modo tale che, se loro vogliono dare soluzioni a
questo problema, ed è un emergenza per Veneto Strade, è un emergenza perché il
completamento della Strada del Santo è un emergenza per Veneto Strade. Se noi diamo una
risposta in questi termini, forse riusciremo dare una risposta anche per la viabilità di Vedelago e la
nostra, il costrutto della delibera va fatto in questa ottica.”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”Scusi, dunque Lei…..”
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PRESIDENTE – ”……Consigliere Cecchetto…...”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….Lei non mi ha risposto sulla ragione per la quale
questo per Veneto Strade non ricorre al mercato, questa è una domanda. Perché non ricorrono al
mercato dell’attività estrattiva già esistente? Scusa…..”
ASSESSORE BORDIGNON OSCAR – ”……Giacinto, no, volevo dirti, l’hai data la risposta…...”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….no, scusa. Seconda cosa, che forse mi preoccupa,
le parole e le promesse verbali, in un atto di indirizzo, mi preoccupa ancora di più, perché non ho
visto un documento questa sera formale, evidentemente voi avete raggiunto già un accordo perché
se venite così sicuri, rompendo, eh cari siamo vecchi tutti qua, rompendo il fronte dei 3 Comuni,
perché mi domando cosa avete a fare insieme. Sindaco Quaggiotto dirà a Contarin tanto il viaggio,
durante il viaggio a Venezia: guarda che io ho già la proposta in saccoccia, vi libero da questo
problema. Probabilmente saranno interessati a questo e in ogni caso, in ogni caso…..”
PRESIDENTE – ”……la sollevo da questa preoccupazione…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….sì, sì, ma…..”
PRESIDENTE – ”……questa mia posizione è stata preventivamente comunicata al Sindaco di
Castelfranco Veneto e al Sindaco di Riese…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….allora Lei no l’ha, piccolo dettaglio, non l’ha
comunicata Lei a noi se non stasera, non ci ha portato, non ci ha portato…..”
PRESIDENTE – ”……sto portando avanti trattative sottoforma strettamente personali…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….Lei…..”
PRESIDENTE – ”……che ufficialmente questo Comune non è mai stato coinvolto del
problema…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….Lei con questo atto…..”
PRESIDENTE – ”……come glielo devo dire? Come? Mi dica come?…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….Lei, con questo atto di indirizzo, indirettamente ci
induce ad accettare un tracciato in trincea di 2 strade, che noi non abbiamo mai visto, in nessun
elaborato progettuale concreto in questa sede, io davanti, anzi in assenza di atti così importanti.
Perché Lei mi dovrà spiegare come correrà, e in che termini sarà fattibile e per quanto tratto la
trincea della circonvallazione sud, non me lo spieghi stasera che non mi interessa, voglio carte,
cartografia, documenti e progetti. Lei ha stabilito che il totale dell’escavato ammonterà a circa 1
milioni di mq., devo fidarmi? Lei mi chiede troppo. Sul tracciato n. 5…..”
PRESIDENTE – ”……l’ha fatto il funzionario, non l’ho fatto io, l’ha fatto il funzionario…..”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….allora il funzionario venga qua, poi discutiamo
della delibera. Io faccio l’ultima proposta, tolga i 2 punti che Le ho chiesto, e la votiamo, se non li
toglie, io personalmente La saluto, Le auguro una buona nottata.”
PRESIDENTE – ”Altri interventi?. Consigliere Parisotto.”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”Cioè, Sindaco, il suo ragionamento ha un fondamento,
se non ci fosse l’urgenza di trovare la ghiaia per la Statale del Santo, Lei prima ha fatto un
passaggio giusto quando dice: noi siamo ancora a livello di idea, dobbiamo ancora fare la variante
urbanistica, di conseguenza finchè non è completato l’iter della variante, non possiamo neppure
fare un progetto di fattibilità, poi il preliminare definitivo ed esecutivo e appalto dei lavori. Ripeto,
questa proposta che Lei ha fatto, ha una validità, se ci fosse davanti 3-4 anni, come necessità per
la Statale del Santo, può essere scavato, la 19 qualora ci sia un progetto esecutivo definitivo
approvato. Per fare questo ci vorranno dai 2 anni e mezzo ai 3 anni, perché c’è la variante
urbanistica e c’è il progetto. Possiamo anche…..”
PRESIDENTE – ”…..ci pensiamo con questo fare…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”…..oppure fare l’accordo, possiamo fare l’accordo di
programma, che si possono creare le condizioni di modifica di urbanistica in un arco temporale
breve, ma penso che siano fatti i passaggi di democrazia, che siano discussi in Consiglio, meno di
un anno, tutto questo sinceramente non sarà possibile, per farla breve. Quindi l’idea di utilizzare la
ghiaia recuperata dal progetto della 19 e minima parte del progetto della tangenziale sud-est-ovest
di Vedelago, prima di un anno e mezzo non potrà essere completato, e quindi disponibile. La
Statale del Santo, nel discorso di una realtà esecutiva e quindi in etinere, può attendere un anno e
mezzo.”
PRESIDENTE – ”A prescindere da questo, di fronte ad un ricorso al TAR con il quale si spiega, si
chiede in base a quali criteri Veneto Strade ha individuato il bacino nei Comune di Riese, di
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Vedelago e di Castelfranco Veneto, qualcuno me lo deve spiegare. Come mai che a metà, a metà
appalto, si accorgono che manca un milione di mq.? Signori, ma guardate che qua ci sono gli
estremi per l’azione penale, vero……”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”…..bene….”
PRESIDENTE – ”…..il ricorso al TAR altro che un anno che spetta la Strada del Santo…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”…..mi permetta, Sindaco Quaggiotto, noi siamo ad un
gradino ante, cioè stasera Lei vuole che sia approvato un atto di indirizzo, bene. Perché scoprire le
carte, diciamo e mi pare che su questo ci sia l’accordo anche dei gruppi di minoranza, fermiamoci
a un atto forte di contrarietà, punto. Attendiamo gli atti successivi e siccome è una partita a
scacchi, il gioco successivo, la mossa successiva spetta ad altri, noi stasera tutti d’accordo, uniti e
compatti diciamo no, punto. Attendiamo le mosse della Regione”
PRESIDENTE – ”Consigliere Parisotto…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”…..questo bando è annunciato da un mese a questa
parte, non esce, ci saranno delle motivazioni per cui non esce…..”
PRESIDENTE – ”…..queste? il timore di ricorso al TAR…..”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”…..e allora diciamo no e attendiamo il bando……”
PRESIDENTE – ”…..Consigliere Parisotto, c’è una realtà trasversale di partiti che opera sopra di
noi. Di questo tutti noi abbiamo paura, ecco la motivazione per cui noi, in questo momento stiamo
proponendo anche la soluzione alternativa. Nel caso in cui ci dovessero, mi conceda il termine,
appioppare la cava di prestito, sarebbe troppo tardi, per cui, in questo momento noi mettiamo i
tasselli in modo tale per cui, no, blocchiamo l’opera della Strada del Santo attraverso un ricorso al
TAR, allo stesso momento noi diamo anche la soluzione alternativa, lasciamo la porta aperta
affinché Veneto Strade possa dare la soluzione al problema”
ASSESSORE BORDIGNON OSCAR – ”Chiudo dicendo che con ricorso successivo di II° grado al
Consiglio di Stato, noi l’inchiodiamo per altri 2 anni, quindi ci sono anche i tempi tecnici. Di
conseguenza la partita va giocata anticipatamente, non dopo, perché nel momento in cui viene
emesso il bando, noi praticamente e sappiamo già quale sarà l’indirizzo di Veneto Strade e della
Regione.”
PRESIDENTE – ”Sono due modi diversi di approccio al problema, dai andiamo avanti…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..ma proprio sulla base di ciò che avete detto fino
adesso, Sindaco e Vice Sindaco, proprio su questa base non è necessario, veramente non è
necessario che voi diate, diate fianco a sostituire la cava di prestito con uno scavo in trincea per
altre opere, perché? Se il bando è stato annunciato e non è ancora uscito, ci sarà un motivo? Ci
sarà, scusa, scusa……”
PRESIDENTE – ”….semplicemente, semplicemente perché c’è dal mio punto di vista, ma sto
esprimendo una posizione mia personale, c’è un vizio d’origine nel bando…….”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..era quello che volevo dire io…..”
PRESIDENTE – ”…..perché, mi creda, siccome sono un tecnico e mi creda, ho fatto qualche
capitolato d’appalto, mi sembra impossibile, impossibile che una infrastruttura così importante
come la Statale del Santo, si accorgano quando hanno già fatto le opere d’arte, per cui viadotti, e i
sottopassi e quant’altro, che manca la ghiaia…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..ok….”
PRESIDENTE – ”…..e allora io penso che anche Veneto Strade avrà qualche imbarazzo…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..appunto…..”
PRESIDENTE – ”…..a fare il bando,……”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..perfettamente…..”
PRESIDENTE – ”….allora, mi scusi, ma siccome noi capiamo che la Strada del Santo è
necessaria per il nostro territorio, è necessaria, noi non siamo contro la Statale del Santo, è
un’opera necessaria, per cui è chiaro che noi non vogliamo bloccare questa infrastruttura,
vogliamo solo bloccare la cava di prestito. Ma è il principio che è sbagliato, il principio. Allora noi
facciamo ricorso contro il bando, però allo stesso momento diamo l’opportunità di completare la
Statale del Santo e contestualmente diamo una soluzione al problema della viabilità, sono dei
tasselli che sono fra loro coordinati. Dal nostro punto di vista questo è il modo corretto, perché
facciamo gioco forza, facciamo una forzatura in quel di Vedelago, la facciamo volontariamente per
dare una soluzione al problema viario. Volontariamente: sono due modi diversi di approccio al
problema, voi avete il vostro modo di vedere e lo rispetto, che in parte anche condivido, però in
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questo frangente noi abbiamo adottato una strada diversa. Perché è solo mettendo - tra parentesi sotto forma di ricatto, che forse riusciremo a dare una soluzione al problema viario di Vedelago,
dopodiché possiamo o non possiamo essere d’accordo……”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..è un ricatto, mi scusi, volevo completare il discorso di
prima. E’ un ricatto, sempre tra virgolette, che pure assunto in buona fede, non va a colpire nel
segno, perché sarà del tutto vanificato nel momento in cui si andranno a discutere i tempi. La
Statale, …….”
PRESIDENTE – ”….di programma…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..scusi, lasciami finire il ragionamento…..”
PRESIDENTE – ”….l’accordo di programma…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”….lasciami finire il ragionamento…..”
PRESIDENTE – ”….l’accordo di programma…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”….i tempi tra le varie opere, non sono tra di loro
compatibili, io sono dibatutto tra due, tra due sentimenti in questo momento. Primo: che Veneto
Strade abbia bucato il bando, l’abbia fatto in maniera così male di essersi dimenticata, scusa
l’essersi dimenticata il reperimento della ghiaia. Però mi sembra strano che un Ente così esperto
dimentichi un milione di mq., non vorrei mai che questo fosse un pretesto, preso in tempo per una
cava di prestito ad altri fini e scopi. Allora se questo è quanto, stiamo discutendo del nulla per
quanto riguarda la cava di prestito sulla Statale del Santo, perché se sono altri i fini e sono altri gli
scopi, se sono altri fini……”
PRESIDENTE – ”….Mariano, scusa, su questo è chiaro……”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”….scusa, scusa…..”
PRESIDENTE – ”….faccio un ragionamento……”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”….ricorreremo…..”
PRESIDENTE – ”….scusa, 800.000 mq. diviso un 1 milione e mezzo di euro, equivalgono circa 2
euro a mq. chi è tecnico sa che qua a Vedelago la ghiaia non va venduta a 4.000 lire al mq. per cui
il business è dopo.……”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”….scusa, Sindaco…..”
PRESIDENTE – ”….l’approfondimento è su questo, è quello che mi preoccupa…..”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”….senza scendere per il momento sulla questione
economica, noi ci troveremo, Dio non voglia, con la cava di prestito comunque appioppata, perché
la cava di prestito ha altre finalità. La subordinata che voi proponete, di dire la ghiaia la leviamo
dalle altre strade per fare questo, è una cosa che non interessa alla controparte, non gli interessa
proprio alla contro parte. Non gli interessa perché se di questa viene proposta, ce ne fanno poca di
cosa, non gli interessa, vogliono far dire che la cava di prestito, solo ai fini della Statale del Santo,
deve essere fatta. Perciò tu hai detto: stiamo nell’ufficiale e nell’ufficiale diamo la contrarietà, io
propongo, solo in una trattativa del tutto privata, se la trattativa è del tutto privata, attenzione
perché è fuorviante, in ogni caso, se noi adesso andiamo oltre questa barriera della contrarietà,
ripeto, tutte le altre armi che il Sindaco di Vedelago assieme altri sindaci, non so quanto, intende
usare, diventano armi spuntate. Questo, dopo il ragionamento è la mia conclusione perché ci
stanno giocando per altri fini e scopi che sono gli 800.000 mq per quella opera, perciò non
possiamo andare oltre di neanche una virgola, ci stanno giocando in questo perché non bastano i
12 mq. di 12 milioni di mq. che hanno scavato, non bastano i 18 milioni per i quali hanno la
concessione, non bastano, non basta il famigerato PRAC per il quale ci troveremo ancora peggio,
non basta ancora, ci appioppano pure la cava di prestito e ci inducono, e ci inducono ad una
trattativa perché se ci fanno la cava di prestito, direi proprio di no, che non dobbiamo andare su
questa strada.”
ASSESSORE BORDIGNON OSCAR – ”Ma io dico solo una cosa, a precisare, sono d’accordo con
questo ragionamento, però abbiamo un metodo differente. Noi giochiamo a carte scoperte perché
ormai tutti gli attori di questa partita sanno le mosse e le contromosse degli altri, quindi tanto vale
giocare a carte scoperte, noi lo diciamo e lo facciamo attraverso un atto pubblico. E’ chiaro una
cosa: che noi togliamo la motivazione che giustifica la cava di prestito, io voglio vedere come
questi signori si aggrappano praticamente sugli specchi. Tieni presente una cosa, Mariano, che il
prossimo anno si vota e questa volta voglio vedere, sotto elezioni, come faranno a giustificare,
intanto prendiamo tempo, abbiamo anche un altro anno a disposizione, poi abbiamo un ricorso al
TAR, poi abbiamo un secondo livello, noi li inchiodiamo almeno per 3 anni e poiché la strada, noi
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siamo costruttivi facciamo, non diciamo solo no, noi diciamo diamo anche una, facciamo anche
una proposta, diamo anche un progetto, voglio vedere con quali motivazioni adducono a uno
stralcio, voglio proprio vedere.”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”Quindi, scusa.”
PRESIDENTE – ”Consigliere Cecchetto.”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”Quindi voi ci fate votare un documento che sembra
vero e che in realtà è fasullo che sottende a una strategia che non è espressa e questa è scritta.
Allora mi volete dire da quando, da quale data Veneto Strada ha bisogno di questo milione di metri
quadrati? Lo sapete? Avete un’idea di quale sarà la data presunta, non entro nel merito tecnico,
perché io penso che far una cava, far una trincea sia una cosa un po’ diversa, comunque che porta
acqua al molino di questa che è una bufala, insomma quella che stiamo, una bufala, tanti punti di
vista. Mi volete dire se avete stimato quanto tempo sarà necessario per avere i progetti approvati,
le varianti eccetera, per avere questa presunta disponibilità di escavo in trincea? Infine,
affermazione del Sindaco, quella che onestamente adesso ho capito il suo stile, le butta là, ma
insomma, quando ha parlato di forza di poteri trasversali che poi alla fine ci appiopperanno
sommati a quelle del collega Girardi, onestamente mi spingono a cambiare atteggiamento verso
questa delibera, per cui se non vengono tolte le subordinanti, io adesso voterò contro a questa
delibera, perché adesso ho maggiori elementi per capire che non è per nulla chiaro tutto quello che
ci sta dietro, perché dal mio punto di vista voi avete legittimamente seguito un vostro percorso, voi
state giocando giustamente dal vostro punto di vista su dei tavoli, avete fatto dei vostri conti, su
bandi e ricorsi, contro ricorsi, su un obiettivo che io ritengo……”
PRESIDENTE – ”…..la posizione è diversa tra me e Lei, che Lei accetta passivamente il proprio
ruolo, io voglio svolgerlo come soggetto attivo. Questa è semplicemente la mia differenza…….”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”….Lei faccia…..”
PRESIDENTE – ”….la differenza……”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”…….il suo mestiere, che io…….”
PRESIDENTE – ”….dobbiamo essere soggetti propositivi perché…..ma, ma, mi scusi, il problema
cave a Vedelago è mai stato affrontato secondo me da protagonisti qua a Vedelago? Il mio
predecessore ha cercato in tutti i modi di farlo, però purtroppo noi Sindaci ci troviamo nella
condizione talvolta frustrante che siamo costretti a subire decisioni fatte altrove. Per una volta ogni
tanto che cerchiamo di renderci soggetti attivi, mi sento fare queste considerazioni in Consiglio
Comunale…..”
ASSESSORE BORDIGNON OSCAR – ”…..Mariano, scusami, l’unica politica sull’escavazione è
stata fatta dalla Magistratura e tu sei stato Amministratore in questo comune per lunghi anni, Le sai
meglio di me queste cose. Quante sentenze sono state a nostro favore? Onestamente.”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”Scusi, scusa, guardi nella foga dei discorsi, quasi, quasi ci
siano
dimenticati
della
maggioranza
e
dell’opposizione,
ma
io
volevo
fare
un'
altra…….scusa……allora io, ti volevo, volevo dire al Sindaco, porre, porre un altro paragone.
Nel 1999, mi scuso se il tempo non è esatto, l’ex Sindaco Parisotto ha cercato di essere attivo, lui
aveva una convinzione ed è andato ad un accordo, una convenzione con i cavatori e cercava di
affrontare a modo suo, in maniera esaustiva e definitiva il problema della cave. Ha conseguito una
convenzione, giusto? Con l’intento di farla finita una buona volta, una volta per tutte con le cave.
Quando avranno finito di scavare questo, sono 10, sono 12, sono 14, quello che erano, avranno
finito. Ok, no, no, non è, non sto cercando di accusare, non è una questione di accusa o di difesa,
lui ha fatto un ragionamento, ok? Fatto questo tutti a posto, tutti a casa, tutti contenti, lui era nella
buona fede di voler finirla con le cave, mi sapete dire, tutta la sua buona volontà, in quanto conto è
stata tenuta quando è stato redatto il PRAC, il nuovo PRAC regionale? Mi sapete dire in quanto
conto è stata tenuta la buona volontà dell’allora Sindaco di Vedelago quando è stato redatto il
nuovo piano di regionale delle cave? Scusa……”
PRESIDENTE – ”….il PRAC è……”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”…..non è stata, scusa, non è stato tenuto conto ed è stato
passato sulla testa sua, della sua amministrazione di altre amministrazioni, hanno fatto quello che
hanno fatto, lo scempio che hanno fatto con quella proposta. Allora, se tanto mi da tanto, unito a
quello che tu hai detto 10 minuti fa, cioè che sopra le nostre teste si sta muovendo l’interesse e le
forze politiche trasversali……hai detto, hai detto trasversali del livello regionale o provinciale, tu
non l’hai detto, io dico è già preconfezionato il fatto che quando tu, per essere propositivo Sindaco
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di Vedelago, e non dire sempre di no e solo di no, hai fatto questa proposta subordinata, te la
impacchettano e te la danno indietro con l’atteggiamento che, se tanto mi da tanto, hanno ottenuto
con il PRAC. Questo è il risultato del ragionamento, questo è il risultato del ragionamento……eh, ti
sei perso, ma non stai attento, perché ti dico che se tu intendi e il tuo Vice Sindaco ha detto
“vogliamo giocare a carte scoperte”, se è questo, ho l’impressione, allo stato degli atti, che gli unici
che giocano a carte scoperte siete voi e gli altri le carte vere le devono ancora tirare fuori e non
saranno carte a noi favorevoli, ho finito, grazie.”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”Posso dire…..”
PRESIDENTE – ”….è vero che noi giochiamo a carte scoperte, ma non abbiamo alternativa. Però
gli elementi sommersi, in modo tale per cui credo che sicuramente, se Veneto Strade volesse
comunque aprire una cava di prestito in quel di Vedelago, comunque avrà i suoi bei problemi in
quanto da giustificare del perché di una cava, quanto aveva la possibilità di reperire il materiale
senza fare un’ulteriore ferita al territorio. Non penso che Veneto Strade sia proprio sopra la legge,
mi spiego perché? E’ vero che giochiamo a carte scoperte, però le abbiamo messe in modo tale
che credo abbiamo una posizione del tutto, come dire, del tutto legittima……”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”….posso dire, la mia?”
PRESIDENTE – ”Cazzolato, si.”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”Allora, io adesso non rifarò tutti questi ragionamenti
che in parte ho seguito e un po’ di verità c’è dappertutto effettivamente. Però qui c’è un punto e lo
scrivete voi nella vostra delibera, che secondo me non viene sufficientemente caricato e ribadito,
cioè voi scrivete: ravvisato che per quanto concerne Vedelago, che il limite del 3%…….al punto
successivo che è il 4° comma, dice: che tale volumetria sommata a quella residua delle precedenti
autorizzazioni regionali, contribuisce già di per se. Voi già fate l’affermazione che è la risposta e
che dovrebbe essere il punto centrale di tutta la delibera, cioè ci sono già delle volumetrie
autorizzate, in Regione, per fare tutte le opere che servono a……, io non condivido il fatto che si
usi la ghiaia di prima qualità per fare, diciamo, strade o rialzate perché si possa reperire materiale
di altra natura e si potrebbe andare a vedere in montagna…..pulizia ghiaioni, c’è parecchio da
fare…..”
******
Si assenta: Cons. Santin
(Presenti n. 19)
******
PRESIDENTE – ”….ci sono i limi dei canali di Vedelago che devono essere stoccati da qualche
parte, perché potrebbero essere spostati da Marghera, da Marghera che sono sabbie, non
sono……da Marghera in quel della Statale del Santo……”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..benissimo e allora io…..”
PRESIDENTE – ”….e sono là? Eh, poi spostarle costa……”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..però, vede questa delibera centra, diciamo, il fuoco
del ragionamento sul fatto che noi se ci fate la 19, la 53 in trincea, siamo disponibili a farvi portare
questa ghiaia. Ora, prima è stato ribadito che c’è una Commissione tempistica e allora ne abbiamo
bisogno subito perché altrimenti vanno fuori i tempi eccetera, per arrivare a questo ci vorrà altro
tempo. Per cui quando arriverà…….”
PRESIDENTE – ”….io ho sentito Vernizzi il quale ha detto che, sentito il consulente di Veneto
Strade, sarebbe possibile apportare una appendice al contratto con la Cavalleri di un pezzo di
strada in cambio di ghiaia. Per cui i tempi si possono tranquillamente combinare……”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..va beh questo……”
PRESIDENTE – ”….queste sono le parole di Vernizzi sentito l’avvocato di Veneto Strade…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..tecnicamente, però io ho anche un altro dubbio,
noi qua stiamo in qualche modo mettendo le mani avanti dicendo: beh se dovete farci la 19, la 53,
la variante, fatela in trincea, io non so, perché bisognerà avere un progetto, uno studio fattibilità per
verificare se il by-pass qua dell’asse centrale 53 si può fare davvero in trincea, io ho dei dubbi,
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anche dal punto di vista dell’ambiente, del territorio, del luogo dove si passa con questa trincea se
passa a 100 metri più giù, cioè c’è tutto un discorso che noi già anticipiamo prima ancora di aver
analizzato dei progetti proprio anche nel contesto del Consiglio che dovrebbe analizzarli, quindi
……”
PRESIDENTE – ”….questi sono gli spazi di manovra che abbiamo noi…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..si ma……”
PRESIDENTE – ”….siamo costretti a dibatterci con i tempi…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..ma questi spazi di manovra ce li tagliamo già
subito, quando diciamo fatela in trincea e noi siamo d’accordo, cioè voglio dire stiamo mettendo le
carte troppo scoperte per delle cose che molto probabilmente non si potranno neanche realizzare
nei termini in cui si……”
PRESIDENTE – ”….ma cosa stiamo dicendo? Ma stiamo scherzando?…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..cioè la 53……”
PRESIDENTE – ”….ma tutti fanno, scusi, Postioma ha fatto lo svincolo in trincea, il tratto di strada
che va a Fontaniva in trincea, tutti fanno in trincea e qua Vedelago non possiamo fare?…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..no faccio vedere dove siamo esattamente eh. Se
noi le dobbiamo……
PRESIDENTE – ”….geologicamente qui si possono fare tratti in trincea…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..no, bisogna vedere anche da un punto di vista del
luogo, del paesaggio, del tracciato vero e proprio, cioè io non so……”
PRESIDENTE – ”….ma, Claudio scusa, abbiamo fatto le verifiche con l’ufficio, è possibile reperire
un milione di mq. secondo quelle che sono le indicazioni di questo ideogramma, di questo tracciato
di massima fatto su carta tecnica……”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..va beh, comunque io non volevo entrare proprio
nel ragionamento preciso di questi due punti qua, a me interesserebbe che venisse ribadito il
punto che ho letto prima, dato atto che sul mercato esistono già non so quanti mq. disponibili, dalle
autorizzazioni delibera che si vada a reperire questo materiale dove c’è già. Sostanzialmente
basterebbe questo per dare seguito al documento firmato da 3 Sindaci. E poi la seconda mossa la
vedremo in futuro, quando ci saranno anche dei progetti. Io direi di agire in questo modo. Io
capisco le buone intenzioni, è perché se comunque devono venire qua a prendere della ghiaia,
piuttosto che la prendono nei campi e distruggono altre culture, si faccia lì dove è già prevista una
strada, ma il ragionamento è banalissimo, lo può capire chiunque. Però da un punto di vista degli
atti formali da compiere come Amministrazione, secondo me bisognerebbe fare dei passi che
precisino molto di più il fatto che hanno già delle autorizzazioni, i cavatori hanno delle disponibilità,
il PRAC io lo contesto in toto per quello……”
PRESIDENTE – ”….tutti lo contestiamo…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..che però quello che è già autorizzato, noi
sappiamo che le autorizzazioni al precedente al PRAC già duravano per 10 anni, se basta, allora
vadano a reperire attualmente perché c’è bisogno di fare una cava di prestito, cioè noi facciamo
tutti questi ragionamenti a partire da un bisogno della cava di prestito, di cui non c’è bisogno
fondamentalmente……”
PRESIDENTE – ”….lo sappiamo tutti il perché, dai, andiamo avanti….”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..ho capito, allora non si può ribadire e dare più
forza a questo punto? Questo io chiedo”
PRESIDENTE – ”Consigliere Parisotto.”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”La sua proposta è ancora ulteriormente debole, metta il
caso che i cittadini, interessati per esproprio della loro proprietà, impugnino. Il passante di Mestre
insegna, la Pedemontana insegna, quanti anni passano qualora un cittadino….”
PRESIDENTE – ”….con la legge obiettivo, risolviamo tutto….”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”….ma la legge obiettivo, questa infrastruttura non
rientra nella legge obiettivo, la legge obiettivo ha una procedura. Per me Lei fa voli pindarici….”
PRESIDENTE – ”….assolutamente no, assolutamente….”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”….percepito come muoversi all’interno della realtà
amministrativa e degli atti amministrativi…..”
PRESIDENTE – ”….cosa sta dicendo? Ma cosa sta dicendo?…..
ASSESSORE BORDIGNON OSCAR – ”….cerchi di essere un tantino meno offensivo….”
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PRESIDENTE – ”….dai, guardi….”
CONSIGLIERE PARISOTTO REMIGIO – ”….io non offendo nessuno…..”
PRESIDENTE – ”….ha sbagliato tono…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..la legge obiettivo, vorrei dire…..”
PRESIDENTE – ”….riguarda le grandi opere…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..e davanti…..”
PRESIDENTE – ”….ma ha creato un precedente…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..si è alla Corte Costituzionale, potrebbe anche
decadere…..”
PRESIDENTE – ”….viene comunque, viene comunque applicata, viene comunque applicata la
legge obiettivo…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..ma non…..”
PRESIDENTE – ”….per le grandi opere…..”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”…..se decade non viene applicata…..”
PRESIDENTE – ”….stiamo parlando di infrastrutture e le cave non sono infrastrutture…..”
CONSIGLIERE FURLAN FRANCESCA – ”…..posso? se non posso sto zitta. Sto zitta.”
PRESIDENTE – ”Consigliere Furlan, dai, Consigliere Furlan, ma parli? Non ci sono problemi, dico
che, dai Consigliere Furlan, dai, niente. Ci sono altri interventi? Allora mettiamo in votazione il
punto 5 così nel testo come formulato dalla Giunta, il punto 6 scusate…...”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”…..dichiarazione di voto da parte mia.”
PRESIDENTE – ”Prego la dichiarazione di voto.”
CONSIGLIERE CECCHETTO GIACINTO – ”Noi abbiamo chiesto di espungere dall’atto
deliberativo i passi che ho citato nel mio intervento, non abbiamo avuto alcuna risposta formale,
perché dopo l’animata discussione, è anche bene che ce lo diciate formalmente, dopodiché, quindi
siete fermi nella vostra posizione così è e così rimane, giusto? E tutto quello che ovviamente ci va
dietro. Allora noi ribadiamo, credo per quanto mi riguarda, io ribadisco la mia disponibilità a votare
un atto che sia fermamente contrario alla cava di prestito, per tutti i mille motivi che noi qui, tanti di
noi hanno detto questa sera, e quindi non vogliamo che ci siano equivoci poi che vengono agitati e
branditi come clave, quando sarà, chissà quale momento. Perché non riteniamo che ci siano i
contesti, nè tecnici, nè cronologici, nè politici e che ci siano delle azioni, delle operazioni che a noi
non sono state rese evidenti e comunque, siccome non contano le vostre parole, e alla fine
neanche le nostre, ma contano gli atti scritti, o ci portate dentro negli atti scritti qualcosa di più
trasparente ed evidente, di tutto quello che voi avete detto questa sera e che non risulta agli atti,
altrimenti ognuno di noi si regolerà come di conseguenza. Fermo restando, ripeto, che contro la
cava di prestito non c’è appunto alcun tipo di sconto.”
PRESIDENTE – ”Altri interventi? Consigliere Girardi.”
CONSIGLIERE GIRARDI MARIANO – ”Appunto perché sia chiaro che la contrarietà a questa ava
di prestito è totale, lo voglio qui ribadire, voglio anche ribadire che gli sforzi fatti in questa
discussione, miravano a far sì che si potesse arrivare ad un voto condiviso su questo argomento,
perché questo è un argomento che ci ha segnato tutti, chi ha fatto l’amministratore, chi è stato
amministratore, chi si accinge ad essere amministratore, l’argomento delle cave per Vedelago è un
argomento che brucia, diceva qualcuno prima. Tuttavia, verificando che il Sindaco e la sua
maggioranza, non spostano il loro punto di vista rispetto a quanto da noi proposto, ribadendo la
contrarietà alla cava di prestito, noi ci asteniamo e questo astenersi è da leggere non come un
cedimento o come un non prendersi la responsabilità rispetto a questo argomento. Ma proprio
perché si intende con questo marcare e sollecitare un’ulteriore riflessione al Sindaco e alla sua
maggioranza su ciò che vanno a votare, pensando e venendo a conoscenza che votano secondo
l’atto di indirizzo che già è stato assunto in Giunta, grazie.”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”Anch’io vorrei aggiungere questo….”
PRESIDENTE – ”…..Consigliere Cazzolato.”
CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”Che se voi ritenete, e come farete molto
probabilmente, di votare il vostro atto, la vostra delibera, ed è legittimo che sia fatto, se intendete
anche dare voce anche a noi, di aggiungere almeno il punto che dicevo io prima, come secondo,
cioè quello di reperire il materiale, come lo avete già scritto, tra l’altro, e quindi ribadirlo anche negli
altri passaggi dato atto e nel delibera…...”
PRESIDENTE – ”…..scusa non ho…..”
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CONSIGLIERE CAZZOLATO CLAUDIO – ”….allora voi nel ravvisato avete già scritto che
esistono precedenti autorizzazioni regionali eccetera, io direi di ribadire che la ghiaia vada
ricercata non a cava di prestito, ma negli ambiti già autorizzati, che sia molto chiaro e ribadito più
volte…..”
PRESIDENTE – ”…..Claudio, questo indebolisce la nostra posizione, cioè noi vorremmo che
vadano appunto a prendersela là dove diciamo noi, perché questo è propedeutico al fare le strade.
Altri interventi? Bene, a questo punto mettiamo in votazione la delibera così come licenziata dalla
Giunta. Quindi noi fatte proprie tutte le considerazione che io avevo fatto nella mia relazione,
quindi anche di ribadire comunque la più ferma opposizione all’apertura nel territorio comunale di
qualsiasi cava di prestito finalizzata alla Strada del Santo, o di qualsiasi altra infrastruttura viaria da
realizzarsi anche in futuro. Opposizione che, se del caso, verrà fatta valere in sede politica
amministrativa e giudiziaria. Punto 3, di rendersi eventualmente disponibili, in via subordinata, a
valutare l’ipotesi di un prelievo di materiale ghiaioso finalizzato alla costruzione della citata Strada
del Santo da effettuarsi sui sedimi interessanti le progettate varianti alla SP19 e SR53 di Vedelago,
ricordate in precedenza delle quali questo Ente rappresenta la necessità ed urgenza della loro
realizzazione per risolvere i problemi viari di capoluogo. Punto 4 di trasmettere il presente atto per
opportuna conoscenza a: Veneto Strade, al Presidente e all’Assessore all’Ambiente e alla mobilità
della Regione Veneto e al Presidente della Provincia di Treviso. Questo è il testo della
deliberazione, per cui la mettiamo in votazione: chi è favorevole alzi la mano? Contrari? Astenuti:
Parisotto, Perin, Girardi, Furlan, Cazzolato, Cecchetto. Bene, andiamo avanti con il prossimo,
Per quanto sopra,
PREMESSO:
******
IL CONSIGLIO COMUNALE
-
che Giovedì 2 Settembre scorso i Sindaci dei Comuni di Castelfranco Veneto, Riese e
Vedelago – su invito telefonico – sono stati convocati presso la sede di Veneto Strade
S.p.A. di Mestre, per problematiche riguardanti “cave di prestito”;
-
che in quell’occasione l’amministratore delegato di Veneto Strade ha fatto presente che
per la realizzazione del secondo tratto della “Strada del Santo” fino a Resana, è
necessario disporre di circa 800.000 mc. di ghiaia da reperire, per economia di costi,
con una cava di prestito – ex art. 8 della L.R. 1/08/2003, n. 16 – esclusivamente nel
territorio dei tre Comuni interessati;
-
che a tal fine, ha altresì comunicato la formalizzazione, a breve, di un bando pubblico
per la ricerca, entro detti territoriali comunali, del materiale ghiaioso necessario;
SENTITA sull’argomento la relazione del Sindaco nonché il dibattito che precede;
PRESO ATTO che, in tale circostanza, i Sindaci presenti all’incontro hanno espresso tutto il loro
stupore per l’iniziativa comunicata ed hanno comunque anticipato la netta contrarietà ad
accogliere nei propri territori un’altra cava delle dimensioni previste (circa 80.000 mq. per
10 metri di profondità) indipendentemente dall’importanza dell’opera pubblica cui è
funzionale;
COSTATATO:
- la singolarità della procedura adottata per l’appalto e l’esecuzione dei lavori di un’opera
pubblica dell’importanza del tratto della “Strada del Santo” interessato;
-
come sia altrettanto singolare che un appalto che riguardi la predetta arteria regionale,
manifesti solo in corso dei lavori l’esigenza di reperire il materiale fondamentale per la
realizzazione dell’opera, partendo dal presupposto che, normalmente, la necessità del
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materiale richiesto dovrebbe essere garantita ed eventualmente indicata già in sede di
appalto dei lavori;
RAVVISATO, per quanto concerne Vedelago:
- che da decenni il Comune è interessato da attività di estrazione di ghiaia e sabbia in
bacini sparsi per tutto il territorio comunale;
-
che l’entità dei bacini estrattivi di Vedelago ancora in esercizio, è da considerarsi tra le
maggiori del Veneto;
-
che i limiti del 3% della superficie territoriale agricola (tenuto conto che Vedelago è il 3°
Comune della Provincia di Treviso per estensione territoriale) di cui alla L.R. 44/82,
sono già stati raggiunti con l’autorizzazione regionale del 2000 che ha concesso una
disponibilità di scavo pari a circa 20 milioni di mc.;
-
che tale volumetria, sommata a quella residua delle precedenti autorizzazioni regionali,
contribuisce già di per sé, in maniera importante, a garantire il materiale necessario per
la realizzazione di opere pubbliche come nel caso dello stralcio della strada “Del
Santo”, in costruzione;
-
che il territorio comunale, oltre alle problematiche derivanti dall’estrazione di ghiaia e
sabbia, è penalizzato anche da molteplici altri gravami e vincoli di tipo ambientale, quali:
aeroporto militare, polveriera (deposito munizioni a servizio dell’aeroporto) 7
metanodotti di importazione, l’elettrodotto a 380 KV Sandrigo - Cordignano e non per
ultima, la progettata stazione elettrica a 380 KV di Fanzolo, prevista su un’area di circa
120.000 mq., che indica anche l’uscita di altri 5 elettrodotti a 132 KV per il raccordo con
il sistema di trasporto di energia elettrica esistente;
-
che tali vincoli e servitù di ordine sovracomunale, subiti dalle Amministrazioni Comunali
che si sono succedute nel tempo, sono sempre state avversate e non accettate dalla
popolazione determinando, di conseguenza, tensioni sociali tuttora vive;
-
che un ulteriore gravame ambientale sortirebbe l’effetto di acuire ulteriormente
l’opposizione dei cittadini, esasperando gli animi e non escludendo iniziative anche
eclatanti di difficile controllo;
DATO ATTO:
- che, per le considerazione sopra esposte e in osservanza del programma politico di
questa Amministrazione Comunale insediatasi a seguito delle elezioni amministrative
del Giugno scorso, questo ente si opporrà fermamente in ogni sede, politica,
amministrativa e giudiziaria alla ventilata ipotesi dell’apertura di una cava di prestito nel
proprio territorio;
-
che, in conseguenza dello studio di fattibilità redatto dal Comune per la realizzazione
delle varianti viarie della S.P. n. 19 e S.R. n. 53 - rispettivamente previste ad ovest e
sud del capoluogo e ricadenti su terreni ghiaiosi, è possibile reperire – con scavo in
trincea - il quantitativo di materiale finalizzato alla costruzione del tratto della “Strada del
Santo” in argomento;
-
che pertanto, in via subordinata alla posizione espressa in precedenza,
l’Amministrazione Comunale potrebbe eventualmente valutare la possibilità di
esprimersi positivamente affinché il prelievo del materiale a favore della S.R. “del
Santo” avvenga dai sedimi delle varianti viarie previste dal Comune, stante il beneficio
ricadente all’ente derivante dalla necessità e l’urgenza di risolvere i problemi
determinati dal traffico sovracomunale passante per Vedelago;
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RITENUTO di dare al presente atto valore di indirizzo dell’Amministrazione Comunale;
VISTI i seguenti pareri dei responsabili dei servizi, espressi, ai sensi dell'
art 49 del
D.Lgs.18/08/2000, n° 267:
"Il sottoscritto Responsabile del Settore Urbanistica e Ambiente formula il proprio parere
favorevole in ordine alla regolarità tecnica della proposta di cui sopra".Vedelago lì 24.9.2004
f.to G. Favotto;
"Il sottoscritto Responsabile del Settore Lavori Pubblici formula il proprio parere favorevole
in ordine alla regolarità Tecnica della proposta di cui sopra".Vedelago lì 24.9.2004
f.to D. Mirolo;
Visto il seguente esito della votazione eseguita in forma palese, riscontrato con l’intervento dei
Consiglieri Scrutatori
♦ presenti:
n. 19 (diciannove);
♦ astenuti:
n. 6 (Girardi M., Cazzolato C., Cecchetto G., Furlan F., Parisotto R. e Perin M.);
♦ voti favorevoli: n. 13 (tredici);
DELIBERA
1) di approvare e far proprie le considerazioni e le decisioni sopra esposte, precisando che il
presente provvedimento ha valore di indirizzo dell’Amministrazione Comunale sull’argomento
di cui si tratta.2) di ribadire, comunque, la più ferma opposizione all’apertura nel territorio comunale di qualsiasi
cava di prestito finalizzata alla “Strada del Santo” o di qualsiasi altra infrastruttura viaria da
realizzarsi anche in futuro, opposizione che, se del caso, sarà fatta valere in sede politica,
amministrativa e giudiziaria.3) di rendersi eventualmente disponibili, in via subordinata, a valutare l’ipotesi di un prelievo di
materiale ghiaioso finalizzato alla costruzione della citata “Strada del Santo”, da effettuarsi sui
sedimi interessanti le progettate varianti alla S.P. n. 19 e S.R. n. 53 di Vedelago ricordate in
precedenza, delle quali questo ente rappresenta la necessità e l’urgenza della loro
realizzazione per risolvere i problemi viari del capoluogo.4) di trasmettere il presente atto, per opportuna conoscenza, a Veneto Strade S.p.A. di Mestre, al
Presidente e all’Assessore all’Ambiente e Mobilità della Regione Veneto e al Presidente della
Provincia di Treviso.-
FG/fg
Delibera cava prestito/doc
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Giovedì 2 settembre 2004 - Comune di Vedelago (TV)