PIAZZA LIBERTA’ 1
21100 – VARESE
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FAX. 0332.236626
www.provincia.va.it
e-mail:[email protected]
OSSERVATORIO PROVINCIALE RIFIUTI
DELLA PROVINCIA DI VARESE
SETTORE ECOLOGIA ED ENERGIA
VIA PASUBIO 6
21100 – VARESE
TEL. 0332.252829
FAX. 0332.252262
E.MAIL: [email protected]
Redazione a cura dell’Osservatorio
Provinciale Rifiuti
In collaborazione con:
Responsabili Comunali Servizio
Gestione Rifiuti
Comunita’ montane
Responsabili Aziende di Raccolta Rifiuti
ARPA Lombardia
CCIAA Varese
LIUC – Università Carlo Cattaneo
Responsabilita’
Susanna Capogna
Impostazione, analisi del sistema
informativo, elaborazioni e stesura finale
Giorgio Ghiringhelli
Michele Giavini
Nel presentare l’ultimo Report sulla produzione, la
raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della
provincia nel corso del 2004 avevo espresso l’auspicio che la
battuta d’arresto allora registrata rispetto alla progressiva
precedente diminuzione della produzione dei rifiuti urbani in
ambito provinciale fosse stata dovuta esclusivamente alle
modifiche introdotte nei sistemi prima utilizzati per la
contabilizzazione, e si fosse insomma trattato di un mero
“incidente di percorso”, insuscettibile di essere considerato
indicativo di un’iniziale non prevista disaffezione dei cittadini
e dei comuni per le tematiche ambientali in genere, ed in
particolare per quella oggetto della presente relazione. Sotto
questo ultimo profilo, i dati relativi all’anno 2005 e contenuti
nel report che qui si presenta appaiono anzi assolutamente
incoraggianti, in quanto dimostrano, da un lato,
l’infondatezza di ogni previsione pessimistica, e testimoniano,
d’altro canto, che il trend virtuoso di diminuzione nella
produzione dei rifiuti, a livello individuale come a livello
collettivo, è ripreso (e forse non si era neppure interrotto).
La soddisfazione, poi, aumenta quando si passa ad
esaminare il dato relativo alla raccolta differenziata: i rifiuti
prodotti in provincia, e fatti oggetto di recupero e riciclaggio,
infatti, risultano per la prima volta di entità superiore
rispetto a quelli smaltiti con i sistemi tradizionali dell’ avvio
in discarica o della termovalorizzazione, e – dato
particolarmente confortante – questi ultimi si collocano, in
termini assoluti, al di sotto della soglia delle 200.000
tonnellate annue: un obiettivo che neppure la più ottimistica
delle previsioni poteva indurre a sperare di raggiungere.
In provincia si sono insomma, rispetto al passato,
prodotti meno rifiuti , se ne sono smaltiti di meno in
discarica o con la termovalorizzazione, ed oggi, con il 51,1
per cento di raccolta differenziata, Varese si colloca tra le
prime dieci più virtuose province d’Italia.
Del successo ottenuto nella politica seguita sino ad
oggi va dato merito ai comuni della provincia ed ai loro
abitanti. Questi ultimi hanno mostrato di ben comprendere
che è loro interesse contribuire, magari a prezzo di qualche
sacrificio individuale, al benessere collettivo ed alla
salvaguardia dell’ambiente in cui vivono, mentre ai comuni
va riconosciuto il merito di aver saputo organizzare i servizi
di loro competenza nel migliore dei modi.
Sulla base di tali considerazioni, non è azzardato
guardare alla futura applicazione del piano provinciale di
recente adozione con cauto ottimismo, con la consapevolezza
che i risultati raggiunti sinora, e dei quali il presente Report è
eloquente testimonianza, sono in linea con il progetto da
realizzare in futuro.
Un grazie particolare ai redattori del rapporto, che si
sono ancora una volta mostrati all’altezza del compito loro
affidato ed al personale tutto del settore.
L’Assessore alla Tutela Ambientale
Francesco Pintus
Revisione finale testi e dati
Norberto Ramazzi
Piergiuseppe Sibilia
1
INDICE
1. INTRODUZIONE ..............................................................................................3
1.1.
I RIFIUTI: ALCUNE CONSIDERAZIONI GENERALI ................................... 3
2. L’OSSERVATORIO PROVINCIALE RIFIUTI ...............................................8
2.1.
2.2.
GLI OSSERVATORI RIFIUTI LOMBARDI................................................... 8
L’OPR DELLA PROVINCIA DI VARESE ................................................... 10
3. MODALITA’ DI ACQUISIZIONE DATI ED ELABORAZIONE ................. 11
3.1.
3.2.
3.3.
ACQUISIZIONE DATI.............................................................................. 11
IL CALCOLO DELLA PERCENTUALE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA ... 11
L’INDICE DI EFFICIENZA ....................................................................... 12
4. IL PIANO PROVINCIALE RIFIUTI ED I SUBAMBITI................................ 13
4.1.
4.2.
IL PIANO PROVINCIALE RIFIUTI ............................................................ 13
I SUBAMBITI ......................................................................................... 14
5. I DATI SOCIO-ECONOMICI DELLA PROVINCIA DI VARESE.............. 15
6. SINTESI SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI ................................. 19
7. EFFICIENZA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI......................................... 24
7.1.
7.2.
L’INDICE DI EFFICIENZA ....................................................................... 24
NOVITA’ NEI PARAMETRI DELL’INDICE DI EFFICIENZA ....................... 24
8. PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI............................................................ 30
8.1.
8.2.
8.3.
8.4.
EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE...................................................... 30
LE DINAMICHE DI PRODUZIONE .......................................................... 30
PRODUZIONE DI RIFIUTI IN RAPPORTO ALLE AREE GEOGRAFICHE ... 31
PRODUZIONE DI RIFIUTI E VARIABILI DEMOGRAFICHE ED
ECONOMICHE....................................................................................... 31
9. RACCOLTA DIFFERENZIATA.................................................................... 38
9.1.
9.2.
9.3.
ANALISI A LIVELLO PROVINCIALE ........................................................ 38
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN BASE A VARIABILI GEODEMOGRAFICHE................................................................................... 40
LE FRAZIONI MERCEOLOGICHE RACCOLTE........................................ 43
10. SISTEMI DI RACCOLTA............................................................................ 51
10.1. I SISTEMI DI GESTIONE DEI RIFIUTI..................................................... 51
10.2. LE ISOLE ECOLOGICHE COMUNALI ..................................................... 53
10.3. I GESTORI DEI SERVIZI DI RACCOLTA.................................................. 58
11. DESTINO DEI RIFIUTI ............................................................................... 60
11.1. IL DESTINO DEI RIFIUTI INDIFFERENZIATI .......................................... 60
11.2. IL DESTINO DELLE FRAZIONI DIFFERENZIATE.................................... 61
11.3. IMPIANTI PER IL RECUPERO E RICICLAGGIO IN PROVINCIA DI
VARESE................................................................................................. 62
11.4. LA NUOVA RACCOLTA DEL TETRA PAK CONGIUNTA ALLA CARTA E
CARTONE .............................................................................................. 68
11.5. BABBO NATALE RICICLA IL CARTONE DEL LATTE ............................. 70
12. VALUTAZIONI ECONOMICHE ................................................................ 71
12.1. IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE DEI COSTI ................................... 71
13. INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE E PROMOZIONE ........................... 77
13.1. PROGETTO COMPOSTAGGIO DOMESTICO: “ADOTTALO, NON È UN
BIDONE” ................................................................................................ 77
13.2. IL PROGETTO ACQUA POTABILE: “SI PUÒ BERE SENZA IMBALLO?”.... 80
13.3. EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL PIANO PROVINCIALE RIFIUTI: “UN
TESORO NEL BIDONE” .......................................................................... 82
13.4. PREMIAZIONE DEI COMUNI.................................................................. 83
14. SCHEDE DI SINTESI DI SUBAMBITI E CONSORZI ............................ 84
15. LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI IN PROVINCIA DI VARESE
(DATI 2003)........................................................................................................ 96
15.1. CLASSIFICAZIONE E NORMATIVA DEI RIFIUTI SPECIALI ........ E RRORE . IL
SEGNALIBRO NON È DEFINITO.
15.2. IL MUD: MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE.............. 97
15.3. QUADRO GENERALE DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE ........................ 97
15.4. ANALISI DELLA PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI.... 102
15.5. RIFIUTI SPECIALI POTENZIALMENTE RECUPERABILI........................ 106
15.6. PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI PER COMUNE.............................. 107
16. BIBLIOGRAFIA .........................................................................................108
2
L’Osservatorio Provinciale Rifiuti della
Provincia di Varese (OPR) pubblica il suo 6°
Rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti
urbani. Come ogni anno questa attività ha
richiesto il reperimento di numerosi dati ed
informazioni, con la collaborazione di tutti i
soggetti coinvolti nella filiera: Comuni,
Consorzi, Aziende ed impianti di recuperosmaltimento, Comunità Montane, ARPA,
CCIAA, etc.
L’intento di questa pubblicazione
rimane quello di definire e descrivere nel
modo più esaustivo la realtà della gestione
dei rifiuti, al fine di fornire uno strumento di
approfondimento e di lavoro a tutti i soggetti
citati ed ai decisori politici soprattutto in
merito agli obiettivi previsti dal nuovo Piano
Provinciale Rifiuti.
In questa edizione si è però cercato di
superare la logica di una pubblicazione
esclusivamente tecnica al fine di produrne
una rivolta ad un pubblico più ampio. Infatti
il tema rifiuti coinvolge tutti i cittadini a
partire dall’età scolastica e proprio per
questo ci si è sforzati di “spiegare” anche ai
non addetti i dati numerici ed inquadrarli
nel contesto locale e globale. Per far questo,
ad esempio, i paragrafi del Rapporto sono
stati ordinati secondo la logica gestionale
della filiera del rifiuto (produzione, raccolta,
recupero, riciclo, smaltimento) e sono stati
introdotti specifici approfondimenti tematici.
Si è ritenuto altrettanto utile riportare in
introduzione un paragrafo tratto dal recente
libro “Pianeta rifiuti” di Lucia Venturi, che
offre numerosi spunti di riflessione sulla
produzione dei rifiuti e la raccolta
differenziata.
1.1.
I RIFIUTI: ALCUNE CONSIDERAZIONI
GENERALI
Il concetto di rifiuto, con la sua attuale
accezione di "oggetto che non serve più ad
alcuno scopo", è nei fatti relativamente
recente, dato che per secoli i rifiuti dei cicli
urbani o comunque gli scarti finali di processi
di lavorazione sono stati oggetto di recupero e
di riutilizzo. Quindi anche le nozioni di
recupero o di riciclo si può dire che sono
INTRODUZIONE
1. INT RODUZ IONE
vecchie quanto il mondo e ve ne sono
testimonianze assai note.
Il problema dei rifiuti è rimasto del
tutto marginale ed emarginato sino a che
il sistema dello smaltimento basato sulle
discariche è riuscito a metabolizzare a
basso costo tutti gli scarti prodotti.
Quando alla crescita dei rifiuti si è
affiancata la crescita dei costi per
smaltirli e dei conflitti sociali per
individuare i siti di smaltimento, allora
la tematica della gestione dei rifiuti è
stata oggetto di ricerca di soluzioni da
parte di tecnici e politici. Il problema è
molto complesso dato che attiene, oltre
che alla tematica gestionale, anche a
sistemi e visioni del mondo che
affrontano il modello di sviluppo e il tipo
di economia ad esso legata e devono
necessariamente coinvolgere gli stili di
vita degli individui.
I rifiuti infatti crescono tipicamente
più del PIL. La produzione della quota
degli urbani è cresciuta in Italia con un
aumento percentuale del 2,4% tra il
1995 e il 2000, scesa solo per l'effetto
della contrazione dei consumi al 1,2%
negli anni successivi. In tutti i paesi
dell'Unione
i
rifiuti
crescono
costantemente: i progressi compiuti in
materia di riduzione restano alquanto
deludenti, sebbene la prevenzione sia da
molti anni un tema attorno al quale si
costruiscono obiettivi e si orientano
politiche nazionali e comunitarie.
Il tema della prevenzione e della
necessità di spezzare il nesso tra
crescita economica, uso delle risorse e
produzione di rifiuti è stata nuovamente
ripresa dalla Commissione nella sua
proposta relativa a una strategia
dell'Unione europea per lo sviluppo
sostenibile.
Il
VI°
programma
comunitario di azione per l'ambiente,
inserisce l'obiettivo generale di garantire
"una migliore efficienza delle risorse e
una migliore gestione delle risorse e dei
rifiuti ai fini del passaggio a modelli di
produzione e consumo più sostenibili,
dissociando pertanto l'impiego delle
risorse e la produzione dei rifiuti dal
tasso di crescita economica, e cercando
di garantire che il consumo di risorse
rinnovabili e non rinnovabili non superi
la capacità di carico dell'ambiente".
L'intento più che condivisibile
espresso nel programma di azione della
UE, che si pone l'obiettivo di diminuire
l'uso delle risorse naturali dei materiali e
dell'energia necessari per produrre merci
3
INTRODUZIONE
4
- affinché non si superi la capacità di carico
dell'ambiente
e
di
migliorare
"sensibilmente l'efficienza delle risorse
prevenendo la produzione dei rifiuti", trova
un terreno ai limiti della praticabilità proprio
in riferimento all'analisi della situazione
reale che nello stesso programma è
contenuta. Si afferma infatti che: "con
l'aumentare della ricchezza e della
produttività di una società come la nostra,
cresce anche la domanda dei prodotti; unita
al fatto che i prodotti hanno cicli di vita
sempre più ridotti, questa situazione
comporta un aumento della quantità dei
rifiuti di prodotti ormai fuori uso e dei
relativi
rifiuti
di
estrazione
e
di
fabbricazione. Parallelamente molti prodotti
diventano sempre più complessi, essendo
costituiti da molte sostanze diverse e ciò
può aggravare ulteriormente i rischi per la
salute e per l'ambiente legati ai rifiuti. E'
evidente che, continuando con gli attuali
modelli di consumo e di produzione, le
quantità di
rifiuti aumenteranno
di
conseguenza e una parte consistente di essi
continuerà ad essere pericolosa".
L'auspicato
disaccoppiamento
fra
crescita economica e produzione dei rifiuti,
senza una sostanziale revisione degli
attuali modelli di consumo e di produzione,
anche in presenza di un'azione concreta
verso la prevenzione e la minimizzazione,
non può che riguardare le sole percentuali
incrementali, ma certamente non i valori
assoluti: ad un aumento dei consumi pari al
10% si calcola che corrisponda un aumento
di 3 punti percentuali nella produzione dei
rifiuti.
Dato che tutti i materiali usati in
un'economia prima o poi diventano rifiuti,
per ottenere cambiamenti di rilievo bisogna
trasformare i modelli di produzione e di
consumo. Con il termine metabolismo
industriale s'intendono i processi che
prelevano energia e materia dalle fonti
naturali e ne scaricano poi i residui alterati
nei vari comparti ambientali; in pratica tutti
i materiali utilizzati dal sistema economico e
sociale vengono poi scaricati nell'ambiente
in eguale misura, fatta eccezione per i
materiali che rimangono momentaneamente
accumulati nei beni. Quindi la quantità
reimmessa nell'ambiente è costante, mentre
la qualità subisce un peggioramento ed
aumenta in maniera impressionante l'entità
dei prelievi di materia prima: nel secolo
appena terminato l'utilizzo dei metalli è
passato da venti milioni di tonnellate a un
miliardo e duecento milioni e il consumo di
carta è aumentato di quaranta volte. Il PIL
globale dell'intero pianeta, che si basa
sull'uso e sulla trasformazione delle
materie prime, nel 1950 era di 6.400
miliardi di dollari, alla fine del 1998 era
di oltre 39.000 miliardi di dollari.
I primi processi di riduzione
dell’impiego di risorse naturali non hanno
ancora
dato
risultati
pienamente
soddisfacenti e spesso anche per
produrre servizi sono necessari ancora
ingenti quantitativi di prodotti. Secondo
uno studio pubblicato su Environmental
Science and Technology, per produrre e
utilizzare un solo microchip da computer
dal peso di 2 grammi, sono necessari
prodotti chimici e combustibile fossile pari
a 630 volte il suo peso. La fabbricazione
e la fase operativa di ogni chip di
memoria di 1 centimetro quadrato implica
l'utilizzo di almeno 72 grammi di prodotti
chimici (molti dei quali tossici), 700
grammi di gas, 32mila grammi di acqua e
1.600 grammi di combustibile fossile (440
grammi dei quali per alimentare il ciclo di
vita "tipico" di un chip: quattro anni di
attività per tre ore ogni giorno). Se
moltiplichiamo queste quantità per il
numero di circuiti integrati che ogni anno
l'industria elettronica produce (69 miliardi
nel solo 2001) vengono fuori cifre
spaventose, che gettano qualche ombra
sulla reputazione del settore elettronico
come di industria relativamente "pulita".
Ciò non significa negare che vi sia
una tendenza da parte del sistema
industriale a ridurre la quantità di
materiali utilizzati e di inserire nei cicli
produttivi sostanze dotate di minore
pericolosità, né tanto meno che non vi
siano state molte iniziative volte al
riciclaggio dei prodotti o all'allungamento
del loro ciclo di vita. Ma è anche
altrettanto vero che i volumi prodotti e
consumati tendono, almeno per il
momento, ad annullare i risultati ottenuti.
È questo il caso dei prodotti cartacei.
Secondo un'analisi dell'Agenzia Europea
per l'Ambiente (AEA), la carta è tra i
materiali che ha raggiunto in assoluto i
più elevati livelli di riciclo e recupero. Allo
stesso tempo è il materiale di cui sono
cresciute maggiormente le quantità
utilizzate, anche se non tutto ciò che
viene usato finisce nei canali classici dei
rifiuti: in parte viene stoccato sotto forma
di archivi, in parte viene smaltito
attraverso altri comparti ambientali.
La rivoluzione avviata dall'era hitech non ha quindi significato una
contrazione dei consumi in materiale
più la differenza in termini di qualità, ma
il messaggio che ad essi è associato e
che viene veicolato attraverso il marchio.
Il mercato crea dunque il consumatore,
non solo in quanto fornisce un certo
prodotto per un determinato bisogno, ma
perché crea il bisogno stesso. Una
società che mantiene questi modelli di
consumo inevitabilmente deve fare i
conti con il problema di una crescita dei
rifiuti. Allo stesso tempo una società che
consuma tanti prodotti, consuma anche
tante materie prime.
E’ stato calcolato che l'onere
ecologico (la quantità di rifiuti generati
nella produzione
dei
beni d'uso
quotidiano) di uno spazzolino da denti è
di un chilogrammo e mezzo, di un
telefono cellulare di settantacinque
chilogrammi e di un personal computer
di 1.500 kg. Progettando questi prodotti
in modo più ecologico e riutilizzandoli o
riciclandoli una volta che sono diventati
rifiuti si può evitare l'uso di grandi
quantità di risorse naturali e si possono
prevenire i relativi impatti sull'ambiente.
Solo per le emissioni di gas a effetto
serra, il riciclo di una tonnellata di carta
evita la produzione di novecento
chilogrammi di CO2 equivalenti, rispetto
alla produzione di carta vergine. Per il
PET, un tipo di materia plastica assai
diffuso, il risparmio è di 1.800
chilogrammi, e per l'alluminio di 9.100.
Ai fini della minimizzazione della
produzione dei rifiuti oltre alla riduzione
dei prodotti destinati a diventare rifiuti
sono quindi da mettere in campo anche
tutte quelle iniziative che portano ad un
minor prelievo di risorse (che significa
minor input di materiali nei processi
produttivi), alla sostituzione di risorse
non rinnovabili con risorse rinnovabili,
alla sostituzione delle materie prime con
quelle che derivano dal riciclo dei
materiali.
Tendere all'obiettivo rifiuti zero,
significa anche riprogettare processi e
prodotti al fine di ottenere un maggior
utilizzo di materiali recuperati, di
prodotti monomateriale, o con basso
numero di materiali diversi, materiali
ben identificati e facilmente gestibili a
fine vita, prodotti che presentino una
maggiore facilità di disassemblaggio una
volta divenuti rifiuti e quindi più
facilmente destinabili al riciclo. Una
buona comunicazione finalizzata a far
conoscere e acquistare prodotti con
minor contenuto di imballaggi o ottenuti
INTRODUZIONE
cartaceo, ma al contrario una netta crescita.
E' significativo che la vendita di stampanti
cresca, in numero di pezzi, ad un ritmo
superiore alla vendita di personal computer, e
che la diffusione delle banche dati
informatiche non abbia contribuito a ridurre i
corrispettivi cartacei. Nel 2002 a livello
mondiale, secondo uno studio realizzato
dall'Università di Berkeley, sono stati creati
cinque miliardi di gigabytes di nuovi dati,
circa ottocento megabyte a persona con un
incremento del 30% rispetto a quanto
registrato nel 1999. Al contempo le
informazioni diffuse attraverso libri, giornali e
documenti d'ufficio è aumentata nello stesso
periodo analizzato del 43%.
L'incremento dei consumi del settore
cartario dei prodotti per usi igienico-sanitario
è invece molto indicativo di un cambiamento
degli stili di vita che portano a privilegiare i
prodotti monouso, ad esempio per le pulizie.
Sono gli stessi cambiamenti di stile di vita che
già avevano fatto registrare una variazione
della composizione dei rifiuti domestici, con
un aumento degli imballaggi a fronte di una
diminuzione di scarti alimentari, spiegabili
con il fatto che il lavoro esterno delle donne
ha portato all'utilizzo di quote sempre
maggiori di cibi pre-cucinati. Nonostante
l'attività fuori casa, le donne continuano a
rappresentare il 76% dei soggetti che fa la
spesa, ma è cambiata comunque la modalità:
non si va più ogni giorno nei negozi o mercati
di quartiere, ma una volta alla settimana o
ogni quindici giorni nei grandi supermercati.
Questo
ha
comportato
un
aumento
considerevole di merci imballate che devono
stare in dispensa, tanto che il 50% di tutto il
packaging e il 70% di quello familiare è dato
dal settore alimentare.
I cambiamenti sociali che vedono quote
crescenti di single hanno determinato inoltre
l'aumento dei prodotti monodose - che stanno
sostituendo in maniera consistente le
confezioni famiglia - e di conseguenza gli
imballaggi tra i rifiuti.
Anche i cosiddetti beni durevoli sono in
realtà divenuti una contraddizione in termini:
rispetto ad un passato recente costano infatti
sicuramente meno, consumano meno energia
e hanno migliori prestazioni in termini di
efficienza, ma sono costruiti in maniera tale
da durare un tempo ben determinato (circa tre
anni) e soprattutto per non essere riparati.
I consumi sono fortemente legati alla
comunicazione, e le imprese private ormai da
anni sono le principali finanziatrici di ricerche
sociali applicate ai consumi, sulle quali
impostano i loro piani marketing. Tanto che
tra due prodotti dello stesso genere non conta
5
INTRODUZIONE
6
con materie riciclate, una pubblicità che
orienti all'acquisto di beni e servizi ecologici
o almeno a minor impatto ambientale, il
ricorso agli acquisti verdi nella pubblica
amministrazione, sono tutti strumenti che
oltre a contribuire direttamente alla
riduzione della quantità di rifiuti prodotti
hanno in sé anche la caratteristica di essere
anche strumenti di indirizzo del mercato.
Il rifiuto rappresenta una risorsa che
trattata nei modi opportuni, può diventare
assai preziosa soprattutto in un paese come
il nostro che storicamente manca di materie
prime. Ogni chilo di ferro, di carta, di vetro,
di alluminio, di legno che sotterriamo in
discarica
o
che
bruciamo
deve
tendenzialmente
essere
importato
dall'estero poiché non abbiamo significative
capacità interne di produzione delle materie
prime vergini: paradossalmente gettiamo in
discarica le stesse materie prime e anche i
rifiuti intesi come materie secondarie che poi
compriamo all'estero.
In questo quadro allora il tema del
riciclo diviene la chiave di volta per ovviare
alla carenza di materie prime da una parte
e di sistemi di smaltimento dall'altra. Il
processo del riciclo si può sviluppare
compiutamente in un sistema industriale
solo se si verificano alcune condizioni
essenziali riconducibili da un lato allo
sviluppo,
al
consolidamento
e
alla
stabilizzazione di processi di raccolta
differenziata di rifiuti e del loro trattamento
per
trasformarli
in
materia
prima
secondaria, dall'altro alla progettazione e
alla realizzazione di processi industriali
capaci di riutilizzare i flussi di rifiuti che da
esse
arrivano
per
trasformarli
in
semilavorati o in prodotti finiti. E' evidente
che
tra
i
due
sistemi
si
deve
necessariamente instaurare un elevato
grado di coordinamento e di integrazione.
La spinta alla raccolta differenziata
con la forzatura degli obiettivi temporali
avviata con il decreto Ronchi, costituisce
senza dubbio una condizione basilare dal
punto di vista dell'industria del riciclo, nel
senso che consente la creazione di flussi
costanti e stabili di materie prime
secondarie essenziali affinché le industrie
investano nello sviluppo di tecnologie.
Altrettanto necessario è poi il concreto
sviluppo di un mercato dei prodotti che da
esso generano. Purché naturalmente sia
alta la qualità del materiale iniziale e quindi
la qualità del materiale raccolto è quindi
indubbiamente importante al pari o più
della quantità; non basta solo raccogliere
tanto, bisogna raccogliere bene anche se
tale concetto fa ancora fatica a
consolidarsi. Lo strumento che può
aiutare a caratterizzare a pieno i vari
flussi di rifiuto è indubbiamente l'analisi
merceologica del rifiuto.
L'utilizzo
di
sistemi
basati
sull'analisi merceologica permette quindi
di raccogliere informazioni che limitando
l'analisi al solo valore percentuale di
raccolta differenziata andrebbero perse.
Da tali analisi emerge in genere con una
certa evidenza che i sistemi di raccolta
"porta a porta" garantiscono, oltre ad
elevate percentuali di raccolta (e quindi
già un ottimo risultato quantitativo) anche
un buona qualità dei materiali da avviare
a recupero.
La raccolta differenziata è lo
strumento essenziale per garantire un
sistema di gestione funzionale al modello
che ha come obiettivo di arrivare a ridurre
al minimo i rifiuti da smaltire, ma non è
di per se stessa il sistema di gestione.
Anche spingendo la raccolta differenziata
al limite al 100% dei rifiuti prodotti è
comunque necessario prevedere attività
impiantistiche di trattamento e di
smaltimento a valle del sistema di
raccolta. In effetti in linea di principio
nulla impedirebbe che la raccolta
differenziata arrivi a separare in flussi
distinti, anche se non tutti riciclabili, il
100% dei rifiuti.
Ma è bene tenere presente - se
l'obiettivo finale è la prevenzione
dall'inquinamento
e
la
tutela
dell'ambiente - che il recupero di materie
prime
dai
rifiuti
si
traduce
in
"inquinamento evitato" nel momento in cui
queste stesse materie sono utilizzate, ma
è altresì causa di "inquinamento indotto"
da parte delle stesse operazioni di
raccolte differenziate e degli impianti in
cui il recupero avviene. E' intuitivo che
l'inquinamento evitato cresca linearmente
con i quantitativi di materiali avviati
effettivamente a riciclo di materia; ma
diversamente
vanno
le
cose
per
l'inquinamento indotto, perché lo stesso
crescerà esponenzialmente quando si
supera una percentuale ottimale di
raccolte differenziate che varia a seconda
delle tipologie di materiali, ottenendo
materiali via via più difficili da trattare e
riciclabili con maggiore difficoltà tecnica.
Spingere la raccolta differenziata oltre
questa
percentuale
diventa
perciò
progressivamente meno vantaggioso dal
punto di vista ambientale ed economico.
Anche alcune strategie nei sistemi di
INTRODUZIONE
raccolta possono contribuire alla riduzione dei
rifiuti prodotti e al tempo stesso a far
aumentare la quota di materiale riciclato, in
particolare il ricorso all'auto-compostaggio
della frazione organica e alle incentivazioni
tariffarie.
Un altro elemento che può interferire
fortemente sulla possibilità di diminuire la
quantità di rifiuti prodotti è rappresentato
dall'approccio
ancora
eccessivamente
presente in Italia della gestione attraverso lo
smaltimento.
Con
la
disponibilità
di
discariche a costi relativamente bassi, resa
possibile
anche
dall'ampio
ricorso
all'illegalità, è senza dubbio assai ridotta la
motivazione a diminuire le quantità di rifiuti.
Ma lo sarebbe altrettanto se lo smaltimento in
discarica venisse sostituito dall'incenerimento
con
percentuali
pressoché
analoghe
all'attuale smaltimento in discarica.
L'obiettivo
"rifiuti
zero"
non
è
raggiungibile quindi con la sola raccolta
differenziata
e
sarà
tecnicamente
e
operativamente possibile solo se si interviene
in maniera determinante sul consumo di
materia prima per la fabbricazione delle merci
a favore di materiale derivante da riciclo e se
si modifica l'attuale modello dei consumi. In
altre parole è necessario ridurre il carico
dell'economia nei confronti della biosfera e ciò
non significa ridurre uno specifico tipo di
risorse per un determinato bene di consumo,
ma il complesso delle risorse che alimenta il
nostro attuale sistema produttivo. Finché la
crescita
economica
sarà
strettamente
collegata al consumo di risorse, lo sviluppo
non potrà essere sostenibile nel lungo
termine.
Tratto da: Lucia Venturi. Pianeta rifiuti. Ed.
Le Balze. Roma, 2006.
7
OSSERVATORIO
PROVINCIALE RIFIUTI
2. L ’OSSERV AT ORI O
PR OV INCIAL E
RI FIUT I
8
Gli Osservatori Provinciali Rifiuti
(OPR)
rappresentano
un
importante
strumento di controllo ed azione sul
territorio, in merito ai rifiuti urbani (RU), in
grado di
funzionare
da anello di
congiunzione operativo tra gli organi
nazionali
e
regionali
(Ministero
dell’Ambiente,
Agenzia
Nazionale
Protezione Ambiente-ANPA, Osservatorio
Nazionale
Rifiuti-ONR,
Osservatorio
Regionale Rifiuti-ORR, coinvolti a vario
titolo nella filiera del rifiuto) ed i Comuni e
gli altri attori locali come Consorzi di
Comuni, Comunità Montane, aziende di
gestione dei servizi di raccolta e trasporto,
impianti di riciclaggio o smaltimento, etc.
La costituzione degli OPR è stata
conseguenza del nuovo ruolo delle Province
nella gestione dei rifiuti, già rivalutato dalla
L. 142/90, e successivamente ampliato dal
D.lgs n. 22/97, che prevede unitamente a
funzioni di pianificazione e di controllo,
anche quelle di conoscenza, verifica e
monitoraggio sul territorio del sistema di
gestione dei rifiuti urbani. I primi OPR
sono stati costituiti attraverso Leggi o
delibere regionali o provinciali promulgate
solo in alcune aree del paese. Gli OPR,
costituiti da uffici dedicati all’interno delle
strutture
provinciali,
hanno
trovato
finalmente una precisa identità attraverso
la chiarificazione normativa introdotta
dalla L. 93 del 23 marzo 2001 (art. 10,
comma 5), nella quale essi sono previsti
per legge e sono rappresentati come “nodi”
di una rete dell’ONR con funzioni di
monitoraggio, programmazione e controllo
del ciclo di gestione dei rifiuti.
La costituzione di una rete organica
che colleghi e correli tra loro gli OPR è un
progetto, elaborato dall’ONR e dall’UPI, con
il supporto di ANPA, fondamentale affinché
le iniziative locali e l’enorme mole di dati
raccolta sul territorio dagli OPR venga
valorizzata
potendo
trovare
quindi
riscontro a livello nazionale servendo
anche da base di discussione reale e da
supporto alle decisioni del legislatore.
Citando il documento congiunto UPI-ONR
(2000) emerge ancor più chiaramente
l’intento generale di costituzione della
rete
tra
osservatori:
“...Al
fine
dell'organizzazione di un efficiente sistema
di controllo, sarebbe opportuno prevedere
che alle funzioni proprie dell'Ente Provincia
si affianchino compiti più generali di
conoscenza, verifica e monitoraggio del
sistema di gestione dei rifiuti anche
attraverso l'istituzione, in ogni Provincia, di
strutture a ciò deputate... A tale specifica
finalità mira la costituzione di una rete di
Osservatori provinciali sui rifiuti, che siano
in grado di raccogliere, analizzare ed
elaborare dati sulla produzione e gestione
dei rifiuti, omogenei e confrontabili,
validati
da
un
organismo
tecnico
all'altezza di gestire in maniera efficace
l'informazione e di garantire il corretto
coordinamento tra le amministrazioni
locali e quelle centrali".
Questo progetto supera per obiettivi
e modalità operative l’iniziale visione
dell’ONR come organo centrale, e lo
trasforma in un organismo articolato in
uffici periferici, dove gli OPR godono della
necessaria autonomia organizzativa utile
per adattarsi alle differenti situazioni in
essere nelle diverse province italiane e
siano quindi in grado di raccogliere,
analizzare ed elaborare dati sulla
produzione
e
gestione
dei
rifiuti,
garantendo anche l’impiego di questi dati
per costruire informazioni utili sia
localmente che nel rapporto con le
amministrazioni centrali.
2.1.
GLI OSSERVATORI RIFIUTI LOMBARDI
Gli Osservatori lombardi sono stati
costituiti dalle Province a seguito della
Legge Regionale 1 luglio 1993, n. 21 con
anticipo rispetto alla tempistica nazionale
precedentemente citata in premessa. La
Legge Regionale 21/93 infatti prevede
all’art.2 (comma 2, lettera e) che sia di
competenza delle Province Lombarde “...il
rilevamento statistico dei dati inerenti
alla produzione ed allo smaltimento dei
rifiuti urbani ed assimilabili per ambito
provinciale, secondo le modalità stabilite
dalla Giunta Regionale.” Inoltre la
medesima legge delinea all’art. 4 i compiti
e le caratteristiche dell’Osservatorio
Regionale
Rifiuti
(precedentemente
istituito con la Legge Regionale 28 giugno
1988, n. 37):
ƒ
ƒ
ƒ
L’Osservatorio Regionale assicura la
divulgazione dei dati (inerenti i rifiuti)
con sistemi informativi, sia con la
pubblicazione di elenchi, prospetti,
sintesi, relazioni (comma 2);
l’ORR si avvale dei dati comunicati dalle
Province;
l’ORR ha modalità di funzionamento e
organizzazione stabilite dalla Giunta
Regionale;
la
Giunta
Regionale
presenta
annualmente una sintesi dei dati rifiuti
(raccolti ed elaborati dall’ORR) al
Consiglio Regionale.
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
La nuova normativa regionale sui
servizi di pubblica utilità (L.R. 26/2003)
conferma il ruolo delle Province nel
monitoraggio dei dati sui rifiuti, come
indicato all’art.16 comma f).
Per adempiere a questo nuovo compito
(che si assomma ad altri di pianificazione e
controllo per i quali esistevano già uffici
preposti) sono stati istituiti, con il piano
provinciale rifiuti o con apposite delibere,
presso tutte le istituzioni provinciali
lombarde,
degli
uffici
specifici
che
sarebbero poi divenuti naturalmente degli
OPR.
A livello operativo gli OPR delle diverse
Province si differenziano molto per la
gestione (interna o esterna, attraverso
professionisti o società di consulenza), per il
personale (numero di addetti per OPR) sia
per i compiti (solo raccolta ed elaborazione
dati oppure nuove funzioni di supporto
all’amministrazione provinciale o ancora
apertura di sportelli di supporto a Comuni
e cittadini e alle imprese, funzioni di
promozione sul territorio, etc.).
Quanto detto dimostra come gli
Osservatori lombardi abbiano di fatto
precorso i tempi, assumendo funzioni di
programmazione e controllo, anticipando in
questo modo quanto ha previsto il D.lgs
22/97 per la struttura dell’ONR. In
particolare le innovative funzioni degli
Osservatori lombardi sono state:
ƒ il contributo alla predisposizione e
aggiornamento, nonché verifica degli
obiettivi, dei Piani Provinciali Rifiuti;
ƒ programmazione
di
accordi
di
programma, contratti e convenzioni tra
gli “attori” coinvolti a vario titolo nella
filiera del rifiuto urbano (RU);
ƒ rapporti con le altre istituzioni coinvolte
nel controllo e programmazione della
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
gestione dei rifiuti (ANPA, ARPA,
ONR, CONAI e altri consorzi di
filiera, etc.);
supporto
ai
Comuni
nella
redazione di capitolati tecnici,
bandi di gara, piani economicofinanziari, etc.);
organizzazione di campagne per
analisi merceologiche;
verifica dei dati di flusso (origine,
destino, quantità e qualità) dei
rifiuti
urbani
prodotti,
differenziati,
recuperati-riciclati,
smaltiti, etc.;
analisi dei costi per la gestione
(raccolta,
trasporto,
riciclo,
smaltimento, etc.), delle tariffe e
della TARSU;
organizzazione di “sportelli rifiuti”
rivolti a cittadini, Comuni, sistema
scolastico
provinciale
ed
associazione
(ambientalisti,
comitati spontanei, etc.);
redazione di rapporti, relazioni e
pubblicazioni (come newsletter
periodiche) sia ad uso interno che
rivolte a cittadini o amministratori
pubblici;
predisposizione di campagne di
sensibilizzazione ed informazione,
con vari mezzi (opuscoli, filmati,
programmi
informatici,
etc.)
riguardanti
le
raccolte
differenziate,
il
compostaggio
domestico, la prevenzione e la
riduzione della produzione dei
rifiuti, etc.;
organizzazione di convegni ed
incontri
pubblici
sui
temi
precedentemente riportati;
predisposizione di un sito internet
dedicato per favorire e velocizzare
il trasferimento dei dati raccolti e
delle informazioni.
OSSERVATORIO
PROVINCIALE RIFIUTI
ƒ
Nonostante
la
libertà
organizzativa, ai fini di garantire
l’omogeneità di raccolta dei dati nelle
diverse Province (compito costitutivo
degli Osservatori lombardi), è stata
predisposto
con
una
specifica
deliberazione regionale (D.G.R. 29
aprile 1999, n. 42733), un unico
modello di scheda per la raccolta dati
a livello comunale. Questo consente
evidentemente di rendere omogenee le
informazioni raccolte dai diversi
Osservatori lombardi, ma soprattutto
9
OSSERVATORIO
PROVINCIALE RIFIUTI
di garantire la possibilità di effettuare
confronti tra i risultati ottenuti.
Una menzione particolare merita il
sistema di raccolta, informatizzazione ed
elaborazione dei dati, predisposto dall’ORR
con il supporto degli OPR. A partire infatti
dalla scheda unica di raccolta dati già
citata, indispensabile al fine di coinvolgere
e motivare i tecnici comunali, è stato
realizzato un software in grado di garantire
sia l’attendibilità dei dati, attraverso un
processo di validazione e verifica, sia una
semplificazione per la predisposizione di
report sintetici. Grazie a questo software è
infatti possibile eseguire delle prime
elaborazioni sui dati comunali, creando un
database omogeneo che permette anche
raffronti con i dati degli anni precedenti.
Ultimo passaggio introdotto in tutte le
Province lombarde (e dal 2005 per tutte le
Province Venete con cui è stato siglato un
accordo per costruire un unico database
Lombardia-Veneto), è l’acquisizione via web
dei dati della scheda rifiuti, attraverso la
sua informatizzazione, procedura in grado
di ottimizzare l’acquisizione dei dati
comunali consentendo un risparmio di
risorse e tempo.
2.2.
L’OPR DELLA PROVINCIA DI VARESE
L’OPR di Varese è stato costituito nel
2001 a seguito di apposita Deliberazione
della Giunta Provinciale (PV n. 61 del
20/02/2001), con l’affidamento della
gestione ad una società di consulenza
esterna. L’OPR di Varese presenta una
struttura articolata su differenti “fronti”
operativi:
ƒ attività di tipo back office: raccolta,
analisi ed elaborazione dei dati rifiuti,
monitoraggio, produzione di documenti
tecnico/informativi relativi sia agli
scenari
comunali
che
a
quello
provinciale
ƒ servizi di tipo front office: attività di
supporto e coordinamento rivolta alle
Amministrazioni Comunali (ad esempio
per la redazione di capitolati d’appalto
o di regolamenti comunali, etc.) e agli
utenti dei servizi rifiuti; rapporti con
soggetti terzi attraverso appositi sistemi
di informazione rivolti in particolare ai
consorzi o aziende operanti nella
gestione dei rifiuti;
ƒ attività
di
comunicazione
ed
educazione: realizzazione di campagne
d’informazione
ed educazione
su
10
tematiche specifiche (ad esempio la
riduzione della produzione di rifiuti)
inerenti i rifiuti ed estese a tutto il
territorio provinciale; predisposizione
di
documenti,
pubblicazioni
e
organizzazione di incontri pubblici.
Per l’espletamento delle funzioni
l’OPR opera con un ufficio/sportello
aperto due giorni a settimana. Lo
sportello è uno strumento indispensabile
per interloquire con i Comuni, per
supportarli direttamente nelle attività
decisionali ed operative della gestione
rifiuti. Alle attività di sportello sono
affiancate quelle sul territorio necessarie
per la verifica puntuale delle situazioni in
essere (verifica dei sistemi di raccolta,
delle
attrezzature
presenti,
etc.).
OSSERVATORIO PROVINCIALE RIFIUTI
DELLA PROVINCIA DI VARESE
SETTORE ECOLOGIA ED ENERGIA
VIA PASUBIO 6
21100 – VARESE
TEL. 0332.252829
FAX. 0332.252262
E.MAIL: [email protected]
3. MODAL IT A’ DI
ACQU ISIZ IONE DAT I
ED EL AB ORAZIONE
3.1.
ACQUISIZIONE DATI
L’OPR della Provincia di Varese
esegue ogni anno il rilevamento statistico
dei dati di produzione e gestione dei rifiuti
urbani attraverso la tecnologia web
predisposta da ARPA Lombardia con la
collaborazione di tutte le Province
lombarde
che
prevede
un
unico
applicativo per i 1546 Comuni lombardi
hanno compilato la scheda rifiuti on line.
L’applicativo
utilizzato
per
il
trattamento dei dati consente l’esecuzione
delle seguenti attività: autenticazione per
la compilazione/visualizzazione, seconda
password per la conferma dei dati,
possibilità di compilazione in più sessioni,
e la segnalazione errori di compilazione.
Inoltre dal 2004 sono possibili le seguenti
funzionalità avanzate per l’inserimento dei
dati da parte dei Comuni:
ƒ introduzione della codifica CER dei
rifiuti;
ƒ uniformità
della
modalità
di
inserimento dei dati sui rifiuti (una
pagina per ogni rifiuto);
ƒ inserimento costi del servizio nel
formato delle specifiche schede del
MUD;
ƒ ulteriori informazioni generali sul
Comune,
sulla
diffusione
del
compostaggio
domestico
e
sull’introduzione della tariffa;
ƒ forum di discussione;
ƒ predisposizione dei due file del MUD
da inviare alla CCIAA.
.
IL CALCOLO DELLA PERCENTUALE
DI RACCOLTA DIFFERENZIATA
La
percentuale
di
raccolta
differenziata, parametro previsto per legge
come obiettivo sia a livello nazionale sia a
livello locale (Piano Provinciale Rifiuti),
rappresenta la frazione di rifiuti urbani
intercettata in maniera differenziata
rispetto al totale dei rifiuti prodotti, al fine
di avviarla ad operazioni di recupero e
sottrarla allo smaltimento, o, nel caso
delle frazioni pericolose, al fine di avviarle
ad uno smaltimento dedicato onde
ridurne la pericolosità per l’ambiente.
La procedura di calcolo della
percentuale di raccolta differenziata non è
ancora univocamente definita a livello
nazionale. Come specificato dall’ARPA
Lombardia, è data dal rapporto tra la
sommatoria dei pesi delle frazioni raccolte
in modo differenziato ed il peso totale dei
rifiuti urbani, incluso lo spazzamento
stradale, con l’esclusione dei rifiuti inerti e
di quelli cimiteriali.
%RD =
(Somma
ELABORAZIONE DATI
3.2.
frazioni RD) + (materiali recuperati da rif .ingombranti )
Totale RU − Cimiteriali − Inerti
Considerazioni a parte meritano i
rifiuti ingombranti. Infatti questa frazione
è una delle prevalenti in peso e si
differenzia dalle altre in quanto non è
omogenea, non ha una composizione
stabile nel tempo e soprattutto non ha
alcun materiale prevalente. Inoltre spesso
i materiali di cui è composta non sono
facilmente separabili per venire avviati a
specifici
circuiti
di
riciclo.
Anche
quest’anno
l’Osservatorio
Rifiuti
ha
adottato le modalità di computo degli
ingombranti
stabilite
dall’ARPA
Lombardia, che consentono di considerare
come frazione di raccolta differenziata (per
il calcolo dell’RD) la parte di ingombranti
effettivamente recuperata, imputando, ai
fini del calcolo una percentuale di
recupero effettivo di ingombranti pari a
circa il 20% in peso, variabile per i
recuperatori a
seconda
di
quanto
dichiarato
nelle
“schede
impianti”
compilate dagli stessi gestori di impianti
di selezione e cernita e da ulteriori
verifiche di approfondimento.
11
ELABORAZIONE DATI
3.3.
L’INDICE DI EFFICIENZA
L’Indice di Efficienza rappresenta lo
strumento attraverso il quale è possibile
confrontare diverse realtà di gestione dei
rifiuti urbani all’interno della provincia di
Varese. Introdotto per la prima volta nel
2001, consente il superamento della
percentuale di raccolta differenziata quale
unico parametro di riferimento, mediante
una valutazione multiparametrica che
permette di confrontare tra loro diversi
sistemi di gestione integrata dei rifiuti
nelle realtà comunali.
A ciascun parametro considerato è
stato assegnato un fattore di importanza,
in base alla sua significatività rispetto agli
obiettivi di una buona gestione dei rifiuti
urbani.
I valori di ogni parametro sono stati
distribuiti in ordine crescente nell’arco di
cinque fasce di merito: in questo modo un
Comune risulta tanto più meritevole
quanto più alta è la posizione occupata
per ogni parametro. La suddivisione in
fasce per i parametri che presentano un’
ampia variabilità è effettuata, a partire
dall’anno
2000,
con
il
metodo
dell’ottimizzazione
di
Jenks,
per
consentire un’omogeneità dei dati e
permettere confronti.
La formula per il calcolo dell’indice
di efficienza è la seguente:
I=
∑ ( P ⋅ F ) ⋅10
max ∑ ( P ⋅ F )
i
i
i
i
Occorre cioè eseguire la sommatoria
dei punteggi assegnati in base alla classe,
ognuno
ponderato
dal
fattore
di
importanza che viene assegnato alla
classe stessa. Il risultato viene poi
normalizzato dividendo per il massimo
punteggio ottenibile e moltiplicando per
10, allo scopo di ottenere un numero che
può variare tra 0 e 10.
Nel
capitolo
specificatamente
dedicato sono riportati i necessari
approfondimenti sulle modalità di calcolo
dell’Indice di Efficienza e le novità
introdotte a partire da quest’anno.
12
4. IL PIAN O
PR OV INCIAL E
RI FIUT I ED I
SUB AMB IT I
4.1.
IL PIANO PROVINCIALE RIFIUTI
La raccolta e l’elaborazione dei dati
ha come scopo quello di fornire gli
strumenti per confrontare tra loro le
diverse realtà comunali, consentendo
anche di valutare l’efficacia delle strategie
poste in essere per la riduzione dei rifiuti
o
il
miglioramento
della
raccolta
differenziata.
Inoltre a livello provinciale, regionale
e nazionale sono di basilare importanza
per verificare gli andamenti caratteristici
di fenomeni legati alla produzione, alla
gestione e al recupero/smaltimento dei
RU e monitorare gli effetti delle decisioni e
delle strategie impostate sul territorio.
In ultimo, ma non meno importante,
i dati rifiuti servono agli Enti per
impostare correttamente le loro strategie
di programmazione per la gestione dei
rifiuti, ed in particolare per le Province cui
è demandato l’onere di programmazione
per quanto attiene ai rifiuti urbani.
La Provincia di Varese ha affidato
all’Università degli Studi dell’Insubria di
Varese ed alla Scuola Agraria del Parco di
Monza, l’incarico per la revisione e
aggiornamento, ai sensi della legge
regionale 12 dicembre 2003, n. 26, del
Piano Provinciale per la Gestione dei
Rifiuti Solidi Urbani ed Assimilati ex legge
regionale 21/93.
Il Piano Provinciale rifiuti, approvato con
deliberazione del Consiglio Provinciale,
P.V. n. 65 in data 1.12.2005, è così
articolato:
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Sezione 1
Principi
di
riferimento
ed
inquadramento normativo
Il Trattamento dei RU in Provincia di
Varese – Stato di fatto
Funzioni ed indirizzi del Piano
Provinciale
Strategie
per
l’informazione,
la
sensibilizzazione ed il coinvolgimento
della popolazione
ƒ
ƒ
ƒ
Quantitativi raccolti - l’evoluzione
attesa
Obiettivi del Piano Provinciale
Sezione 2
Impianti di recupero e trattamento
dei rifiuti residui
Individuazione delle Aree non idonee
alla localizzazione degli impianti di
recupero e/o smaltimento dei RU
Tutti i documenti relativi al Piano
sono scaricabili sul sito internet della
Provincia, con il seguente percorso:
“www.provincia.va.it > Settori dell’Ente >
Ambiente, Ecologia ed Energia > Piano
Provinciale per la gestione integrata dei
rifiuti urbani ed assimilati”.
Di
seguito
e
prima
della
presentazione dei dati del 2005 si
riportano le funzioni, gli indirizzi ed i
principi ispiratori del nuovo Piano
Provinciale Rifiuti riportati nella Sezione
1, in modo che la successiva lettura dei
dati sia ispirata ad una valutazione
complessiva in linea con il nuovo
scenario di riferimento normativo locale.
PIANO PROVINCIALE
RIFIUTI E SUBAMBITI
ƒ
Gli elementi su cui è stata basata
l’elaborazione del Piano, per rispondere ai
disposti di Legge e rendere lo studio
esaminabile da un punto di vista di
concreta fattibilità, possono essere così
riassunti:
a) Trattamento dei rifiuti finalizzato al
massimo contenimento possibile dei
quantitativi di materiale destinato
allo smaltimento finale in discarica,
constatata la natura geo-morfologica
del
territorio
provinciale
e
la
conseguente,
scarsissima
disponibilità sul territorio stesso di
siti adeguati alla apertura di nuove
discariche.
b) Utilizzo di tecnologie avanzate sia dal
punto di vista della resa del
trattamento sia dal punto di vista
delle
garanzie
di
salvaguardia
ambientale.
c) Trattamento dei rifiuti destinato al
massimo
recupero
energetico
possibile.
d) Trattamento dei rifiuti destinato al
massimo reimpiego in agricoltura
delle frazioni organiche raccolte per
via
differenziata,
attraverso
la
produzione di compost di alta qualità.
13
PIANO PROVINCIALE
RIFIUTI E SUBAMBITI
L’impostazione metodologica del
nuovo PPGR terrà conto della corretta
“gerarchia” dei metodi di gestione dei
rifiuti, individuata dalla legislazione
europea, nazionale e regionale di
riferimento:
1. prevenzione (riduzione)
2. recupero di materia
3. recupero di energia (produzione ed
uso di CDR o incenerimento con
recupero energetico)
4. smaltimento (incenerimento senza
recupero energetico e messa in
discarica).
Il privilegio all'opzione del recupero
di materia (“riciclaggio” in senso lato)
rispetto a quella del recupero energetico
è stato definito dalla normativa Europea
di settore sulla base di una serie di
considerazioni tecniche:
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
il riciclaggio, necessitando della
separazione dei rifiuti alla fonte,
coinvolge direttamente gli utilizzatori
dei beni e quindi è uno strumento
insostituibile
di
crescita
della
consapevolezza del problema dello
smaltimento dei rifiuti negli stessi
consumatori,
creando
quindi
i
presupposti per un’azione indotta di
prevenzione (minore acquisto di
prodotti non riciclabili);
in linea di massima il riciclaggio,
oltre a permettere un minor consumo
di risorse e materie prime, consente
un risparmio energetico superiore a
quello ottenibile con termodistruzione
e relativo recupero di energia;
il riciclaggio consente di ridurre
l’impatto ambientale relativo alle
emissioni
degli
impianti
di
termodistruzione;
il sistema del riciclaggio consente di
creare una serie di attività ad elevata
intensità di manodopera (“labour
intensive”), sia nella fase di raccolta
(es. raccolte porta a porta), sia
nell’eventuale fase di selezione dei
materiali (es. selezione manuale del
secco-leggero),
con
benefici
occupazionali
di
interesse
non
trascurabile.
4.2.
I SUBAMBITI
La suddivisione della provincia di
Varese in sub-ambiti è stata effettuata
sulla base dell’analisi della realtà
territoriale ed organizzativa dell’attuale
sistema di raccolta, trattamento e
smaltimento RU, con l’obiettivo di
valutare i fabbisogni impiantistici in
funzione di:
ƒ omogeneità territoriale dal punto di
vista
della
produzione
quali/quantitativa dei rifiuti e
viabilistico
ƒ indicazioni espresse dai singoli
Comuni in fase di valutazione
preliminare delle proposte di Piano
ƒ necessità di mantenere comunque
una dimensione critica minima del
bacino di utenza sotteso agli
impianti tecnologici
Sulla base dei criteri suaccennati,
si è quindi individuata una suddivisione
del territorio provinciale in 5 sub-ambiti
così come elencati e riportati nel GIS:
1.
2.
3.
4.
5.
sub-ambito Centrale
sub-ambito Nord-Occidentale
sub-ambito Nord-Orientale
sub-ambito Sud-Occidentale
sub-ambito Sud-Orientale
PI NOS ULLA S PONDA DEL LA GOMA GGIORE
TRONZ ANO LA GOMA GGI ORE
VE DDAS CA
CURI GLI A CON MONTE V A
I S CO
MA CCA GNO
AGRA
DUME NZA
LUI NO
GE RMIG NA GA
CRE ME NAGA
BREZ Z ODI B E DE RO
CA DEGL A
I NO- V C
I ONA GO
I
MONT EGRI NO V AL TRA VA GL A
P ORTO VA LT RAV A GL I A
LA VE NA P ONT E T RES A
MES ENZ ANA
BRI SS A GO- V ALT RA VA GLI A
GRANTOL A
CA S TE L VE CCA NA
CUGLI A TE - F AB I AS CO
MA RCHI ROLO
MAS CI A GO PRI MO
RA NCI OV A LCUVI A
DUNO
L AV ENO MOMB EL LO
CAS AL Z UI GNO
CI T TI GLI O
BRENT A
B EDE ROV A LCUVI A
V ALGA NNA
CUV EGLI O
AZZ I O
CUA SS OA L MO NT E
P ORT OCE RE S IO
B ES A NO
B RIN Z I O
CA ST EL LO CAB I AGLI O
GEM ONI O
SA NGIA NO
BRUS IMP IA NO
MA RZ I O
CA S SA NO VA LCUVI A
CUN ARDO
F ERRE RA DI V ARE S E
ORI NO
CUV IO
CA RAV AT E
BI S US CHIO
S A LTRI O
Subambiti
1 - Centrale
2 - Nord - Occidentale
3 - Nord - Orientale
4 - Sud - Occidentale
5 - Sud - Orientale
LEGGI UNO
COCQUIO - TRE VI S AGO
V IGGI U`
CLI VI O
B ARAS S O
COME RIO
LUV I NAT E
BE SOZ ZO
MONV AL LE
GAV I RAT E
IN DUNO OLONA
A RCI SA T E
BA RDE LL O
CA SCI A GO
B REB B IA
CA NTE LLO
MA LGE SS O
B REGA NO
V A RE S E
B IA NDRONNO
IS P RA
TRAV E DONA - MONAT E
RANCO
CAZ Z AGO BRA B BI A
CADREZ Z AT E
OS MA TE
TE RNA TE
MAL NAT E
GAL LI A TE LOMBA RDO
BODI OL OMNA GO
I NA RZ O
A ZZ AT E
COMAB B IO
ANGE RA
TA N
I O
GA ZZ A DA - S CHI A NNO
BUGUGGIA T E
LOZ ZA
DAV ERI O
VA RA NOB ORGHI
B RUNE L LO
CA SA L E LI T TA
CROSI O DEL LA V A LLE
MORAZ Z ONE
CA S TI GLI ONE OLONA
V ENEGONO SUP E RI ORE
CA ST RONNO
MERCA LLO
VE DANO OLONA
S UMI RA GO
S E ST OCA LE NDE
CA RONNO VA RE SI NO
GORNA TE OLONA
V E NE GONOI NFE RIORE
MORNA GO
V ERGI AT E
S OL B IA T E A RNO
A LB IZ Z AT E
CA ST E LS EP RIO
CA RNA GO
TRADA TE
JE RA GO CON ORA GO
GOLA SE CCA
ARS AGO S EP RIO
B E SNA TE
LONA T E CE PP I NO
OGGIONA CON S ANTO S TE FA NO
CAV ARI A CON PRE ME ZZ O
CA I RA TE
CA S SA NO MAGNAGO
S OM MA LOMB A RDO
CA S ORATE SE MP I ONE
GA L LARA T E
FA GNANO OLONA GORLA MAGGI ORE
S OL B IA T E OLONA
CA RDANO AL CA MPO
GORLA MI NORE
CI S LAGO
GE RENZA NO
OLGI AT E OLONA
V IZ ZOL A T C
I I NO
FE RNO
MARNA TE
SA RONNO
S A MARA TE
CAS TE L LANZ A
UB OLDO
B US T OA RSI Z O
I
L ONA T E P OZZ OL O
14
CARONNO PE RTUS EL LA
ORI GGI O
*a cura del CeRST – Centro di Ricerca per lo
Sviluppo del Territorio – LIUC – Università Carlo
Cattaneo – Castellanza
Il sistema territoriale della provincia
di Varese si caratterizza per una
stratificazione e una concentrazione
sociale ed economica in un contesto
fortemente antropizzato. Rilevanti risorse
paesistico-ambientali,
tuttavia,
sono
presenti nella parte alta della provincia,
interessata da laghi e montagne, dove
l’industria lascia il passo alla ricettività
turistica.
Il territorio provinciale si estende per
1.199 chilometri quadrati ed è suddiviso
in 141 comuni. In prevalenza il territorio
è collinare, per 552 kmq, mentre la
superficie montuosa è pari a 383 kmq e
quella pianeggiante a 264 kmq.
Sotto il profilo demografico, si rileva,
in base agli ultimi dati disponibili al 1
gennaio 2005, che la popolazione
residente in provincia risulta essere pari
a 843.250 persone, di cui 433.481 donne.
Totale
Maschi
Totale
Femmine
Maschi
+
Femmine
0-5
23709
22518
46227
6-15
38366
36464
74830
16-25
42346
39880
82226
26-45
137065
131072
268137
46-65
107556
112527
220083
Oltre
65
Totale
60727
91020
151747
Classe
d'età
409769
433481
843250
Provincia di Varese: popolazione residente al 1
Gennaio 2005, suddivisa per classi d’età e sesso
(dati Istat). A pag. 32 sono riportati invece i dati
dichiarati dai Comuni relativi al 31 dicembre di ogni
anno.
Alla stessa data, la popolazione
straniera residente conta 41.206 persone,
di
cui
35.566
extra-comunitari.
Confrontando i dati dei permessi di
soggiorno
rilasciati
nelle
province
lombarde nel 2004, la provincia di Varese
è la quarta, dopo Milano, Brescia e
Bergamo. Negli anni più recenti, la
dinamica dei permessi di soggiorno
rilasciati a Varese, mostra del resto un
sensibile incremento, vista la capacità di
assorbimento di manodopera da parte
dell’industria locale.
2001
2002
2003
2004
16.859
20.126
21.076
30.625
Provincia di Varese: permessi di soggiorno
rilasciati, 2001-2004
Rapportando popolazione residente
e superficie, la densità demografica
risulta particolarmente elevata, pari a
circa 703 abitanti per kmq. Questo dato
qualifica la provincia di Varese come
quinta nella graduatoria nazionale.
Secondo i dati elaborati dall’Istituto
Tagliacarne, il reddito disponibile procapite è pari a 17.866 euro, mentre i
consumi pro-capite interni si sono
assestati a 13.905 euro. Inoltre, è
possibile
distinguere
tale
valore
suddividendolo tra consumi alimentari e
non alimentari: i consumi alimentari
pro-capite risultano pari a 1.929 euro,
mentre quelli non alimentari a 9.533.
Sotto il profilo economico, sia in
termini di addetti sia in termini di valore
aggiunto prodotto, l’industria costituisce
la principale attività svolta in provincia
di Varese. Il totale degli occupati è pari a
384.682.
Totale
Agricoltura
Industria
manifatturiera
Costruzioni
Servizi
DATI
SOCIO-ECONOMICI
5. I DAT I SOCI OEC ONOMIC I DEL L A
PR OV INCIA D I
V ARESE*
Valore aggiunto
– mln di euro
19.841
61
6.553
753
12.475
Valore aggiunto per attività economica, 2004 (Dati
Istituto Tagliacarne)
Il tessuto economico-produttivo
della provincia di Varese risulta essere
assai composito e diversificato. Il ricco
substrato produttivo caratterizzato dalla
molteplicità di specializzazioni presenti
sul territorio rende Varese un esempio
di “multidistretto”, in cui trovano posto
numerosi sottosistemi produttivi locali
15
DATI
SOCIO-ECONOMICI
Mentre
infatti
le
attività
manifatturiere - esposte alla concorrenza
internazionale mossa in particolare da
Paesi a differente struttura di costi
produttivi - subiscono un considerevole
decremento
(-1.112),
salgono
indistintamente tutte le attività legate al
terziario: i servizi immobiliari e di noleggio
di nel 2005 contano 1.711 imprese in più
rispetto al 2000 così come le costrizioni
ben 2.135; i servizi di trasporto e
magazzinaggio salgono di 318 unità, gli
alberghi e i ristornati di 252.
Per completare il quadro relativo al
profilo socio-economico della provincia di
Varese, è opportuno ricordare anche i dati
relativi al flusso turistico che interessa il
territorio, in particolare modo nella zona
nord-ovest. Se si osservano i dati a partire
dal 1998 fino agli ultimi valori disponibili
ovvero i dati al 2004, si nota un
incremento marginale ma comunque
costante degli arrivi di turisti italiani,
mentre si riscontra una vera e propria
impennata da parte dei turisti stranieri, il
cui numero è cresciuto del 55% nel periodo
considerato.
nei settori della meccanica, del tessileabbigliamento, dell’aeronautica, della
gomma-plastica,
del
chimicofarmaceutico, ma anche dell’occhialeria.
La
differenziazione
produttiva
costituisce un’indubbia forza di questa
provincia, poiché mette al riparo il
territorio nel breve periodo dagli effetti
di andamenti congiunturali di singoli
settori,
che
potrebbero
risultare
complessivamente negativi. Più in
dettaglio, al fine di cogliere quelle che
sono le dinamiche e le trasformazioni
più recenti che hanno interessato il
territorio
provinciale,
è
possibile
osservare i dati relativi alle imprese
registrate presso la CCIAA.
Osservando i valori dal 2000 al
2005
si
rileva
una
significativa
trasformazione
del
tessuto
socioeconomico varesino, visto l’incremento
di attività del settore terziario a scapito
di quelle manifatturiere, che del resto si
trovano a fronteggiare un sistema
competitivo in profondo mutamento.
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Pesca, piscicoltura e servizi
connessi
2000
2001
2002
2003
2004
2005
00/05
1.967
2.010
2.025
2.085
2.106
2.269
302
25
23
23
22
20
20
-5
Estrazione di minerali
32
31
30
28
28
27
-5
Attività manifatturiere
13.048
12.907
12.642
12.485
12.177
11.936
-1.112
34
31
37
43
43
39
5
Produzione e distribuzione
energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
9.239
9.564
9.982
10.459
10.961
11.374
2.135
15.959
15.838
15.788
15.765
15.742
15.810
-149
Alberghi e ristoranti
2.748
2.762
2.798
2.862
2.896
3.000
252
Trasporti, magazzinaggio e
comunicazione
1.810
1.869
1.947
2.032
2.110
2.128
318
Intermediazione monetaria e
finanziaria
1.487
1.561
1.543
1.555
1.507
1.549
62
Attività immobiliari, noleggio,
informatica, ricerca
8.148
8.572
8.827
9.094
9.417
9.859
1.711
181
190
209
210
213
207
26
Commercio ingresso e dettaglio
beni personali e per la casa
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici,sociali e
personali
Servizi domestici presso
famiglie e conviventi
Imprese non classificate
TOTALE
275
299
310
320
338
370
95
3.178
3.202
3.240
3.256
3.324
3.311
133
2
2
2
2
417
420
418
61.299
62.319
270
278
308
360
58.403
59.139
59.711
60.578
-270
Imprese attive iscritte alla CCIAA di Varese (2000-2005) (Dati Movimprese)
16
3.916
DATI
SOCIO-ECONOMICI
Arrivi e presenze in provincia di Varese (19982004) (Dati Istat)
17
DATI
SOCIO-ECONOMICI
PINO SULLA SP ONDA DEL LAGO MAGGIORE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
CADE GLIANO - V ICONAGO
MONTEGRINO V ALTRAVAGLIA
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRES A
MESE NZANA
BRISSAGO - VALTRAVAGLIA CUG LIATE - FABIASCO
GRANTOLA
MARCHIROLO BRUSIMP IANO
MARZIO
CUNARDO
CAS SANO VALCUVIA
DUNO
MASCIAGO PRIMO
BE DERO VALCUV IA
CASALZUIGNO
RANCIO VALCUVIA
CUASSO AL MONTE
LAV ENO MOMBELLO CITTIGLIO
VALGANNA
BRENTA
PORTO CE RESIO
CUV EGLIO
CAS TELVE CCANA
CASTELLO CABIAG LIO
BRINZIO
AZZIO
GEMONIO
SANGIANO
CARAV ATE
LEGGIUNO
BESANO
ORINO CUVIO
BISUSCHIO
CO CQUIO - TREVISAG O
BARDELLO
MALG ESSO
BREBBIA
BREGANO
BIANDRONNO
IS PRA
INDUNO OLONA
ARCISATE
BARASSO
CO MERIO
LUV INATE
GAVIRATE
BE SOZZO
MONVALLE
CADREZZATE
OSMATE
CLIVIO
CASCIAG O
CANTELLO
VARES E
TRAVEDONA - MONATE
CAZZAGO BRABBIA
RANCO
SALTRIO
VIGGIU`
MALNATE
BODIO LOMNAGO
INARZO
TE RNATE
GAZZADA - SCHIANNO
AZZATE
VARANO BORG HI
BUG UGGIATE
LOZZA
COMABBIO
DAVERIO
VEDANO OLONA
BRUNE LLO
CAS ALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLONA
CAS TRONNO
MERCALLO
VENEGO NO SUPERIORE
SUMIRAGO
ANG ERA
TAINO
SES TO CALE NDE
CARONNO VARESINO VENEGONO INFERIORE
GORNATE OLONA
MORNAGO
VERGIATE
SOLBIATE ARNO
ALBIZZATE
CAS TELSE PRIO
CARNAGO
TRADATE
LONATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
BESNATEOGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAIRATE
CAVARIA CON PREMEZZO
CAS SANO MAGNAGO
SOMMA LOMBARDO
GALLARATE
CASORATE SEMPIONE
CARDANO AL CAMPO
GORLA MAGGIORE
FAGNANO OLONA
SOLBIATE OLONA
GORLA MINORE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIATE OLONA
MARNATE
VIZZOLA TICINO
FE RNO
SARONNO
SAMARATE
CASTELLANZA
UBOLDO
BUSTO ARSIZIO
LONATE POZZOLO
Cartografia dei Comuni della provincia di Varese
18
CARONNO PE RTUSELLA
ORIGGIO
Al fine di fornire una visione
complessiva di sintesi della gestione
dei rifiuti urbani in Provincia di Varese
nel
2005, vengono presentati in
questo capitolo i dati più significativi
con un breve commento descrittivo.
Nei successivi capitoli del Rapporto
verranno
invece
approfondite
le
specifiche tematiche e i flussi di rifiuti.
Analizzando
gli
indicatori
principali, sinteticamente raffigurati
nella tabella alla pagina seguente,
possono essere evidenziate alcune
linee di tendenza. La più importante è
la
riduzione
della
produzione
complessiva di rifiuti urbani con una
contrazione sia a livello assoluto (1,0% ) sia a livello pro-capite
(-1,6% ).
Questa riduzione, se pur di lieve
entità, va in parte a compensare
l’incremento elevato di produzione
riscontratosi nel 2004 e ristabilisce
una virtuosa tendenza che si era
consolidata dal 2001.
La
raccolta
differenziata
complessiva, che si assesta al 51,1% ,
conferma la volontà del territorio e dei
Comuni della Provincia di Varese di
gestire in modo integrato i rifiuti
urbani, impiegando sistemi di raccolta
differenziata che consentono queste
performances di rilevanza nazionale.
Ancora una volta gran parte del merito
dell’aumento
complessivo
della
raccolta differenziata va sicuramente
all’estensione della separazione seccoumido
per
l’intercettazione
della
frazione organica domestica (+20% ),
ma
significativi
incrementi
sono
intervenuti anche nelle altre frazioni
quali carta, vetro, verde ed in
particolare
plastica
(+11,7% )
a
dimostrazione che la progressiva
integrazione dei modelli porta alla loro
ottimizzazione. In questo quadro
emerge sicuramente l’impegno delle
amministrazioni comunali e dei gestori
dei servizi di raccolta, ma anche la
sensibilità ambientale ed il senso civico
dei cittadini della provincia di Varese.
L’aumento
della
raccolta
differenziata complessiva (+5,4% ) ha
come conseguenza una riduzione dei
rifiuti indifferenziati (-6,6% ), ovvero quelli
raccolti con sacchi neri o viola in quanto
non differenziabili, con un effetto
virtuoso che va ad assommarsi alla
riduzione della produzione complessiva
di rifiuti che abbiamo precedentemente
segnalato.
In realtà, il risultato per quanto
attiene la riduzione dei rifiuti destinati a
smaltimento finale (che comprendono
oltre che i rifiuti indifferenziati anche lo
spazzamento stradale e gli ingombranti
destinati a smaltimento), è ancora più
significativo
con
una
riduzione
complessiva del 6,9% . Grazie a questo
dato il quantitativo complessivo di rifiuti
urbani smaltito con i sistemi tradizionali
(199.838,0
ton),
discarica
o
termovalorizzatore, oltre
ad essere
inferiore al quantitativo complessivo
raccolto come differenziato (208.880,5
ton) ed avviato a recupero-riciclaggio,
scende per la prima volta sotto le
200.000 ton, un traguardo impensabile e
mai raggiunto dal 1995 ad oggi.
Ancora una volta ci preme però
sottolineare come i lusinghieri risultati
fino ad ora esplicitati non possono far
dimenticare
la
problematica
della
gestione complessiva dei rifiuti: la
Provincia di Varese si trova infatti a
dover gestire ogni anno oltre 400.000
tonnellate di rifiuti urbani, e anche
avendo
una
raccolta
differenziata
superiore al 50% su base provinciale,
occorre gestire al meglio la frazione
avviata a smaltimento, la più onerosa dal
punto di vista ambientale ed economico.
Inoltre affinché i rifiuti raccolti in modo
differenziato
possano
davvero
trasformarsi in risorse occorre che la rete
impiantistica di recupero-riciclaggio delle
principali frazioni sia implementata e
rafforzata soprattutto per quanto attiene
la frazione umida-organica, al fine di
ridurre gli impatti e i costi derivanti da
trasporti a lungo raggio verso gli impianti
di destino spesso fuori regione.
SINTESI GESTIONE
RIFIUTI URBANI
6. S INT ESI SUL L A
G EST ION E DEI
RI FIUT I URB ANI
19
SINTESI GESTIONE
RIFIUTI URBANI
Indicatore
Unità di
misura
Dati 2005
Variazione
2005-2004
Produzione totale di RU
t/anno
408.718,6
-1,0%
Produzione procapite di RU
kg/ab.
giorno
1,322
-1,6%
Raccolta differenziata
t/anno
208.880,5
+5,4%
Percentuale di RD
%
51,1%
+6,4%
RU smaltiti in discarica o
inceneritore, o selezione
ingombranti
t/anno
199.838,0
-6,9%
Quantitativo di RSU
indifferenziati (sacco
nero/viola)
t/anno
153.857,3
-6,6%
Quantità intercettata di
INGOMBRANTI
t/anno
34.931,2
-9,8%
Quantità intercettata di
ORGANICO
t/anno
38.742,5
+20,0%
Quantità intercettata di
VERDE
t/anno
45.981,6
+1,7%
Quantità intercettata di
VETRO
t/anno
37.390,8
+2,6%
Quantità intercettata di
CARTA
t/anno
40.746,7
+3,9%
Quantità intercettata di
PLASTICA
t/anno
13.390,0
+11,7%
Quantità intercettata di
ALTRE FRAZIONI
t/anno
5.413,8
-12,2%
Totale (tonnellate)
20
Totale
(kg/abitante.anno)
Totale
(kg/abitante.giorno)
% sul totale
Variazione
assoluta
2005 - 2004
Variazione
calcolata sul
pro-capite
2005
2004
2005
2004
2005
2004
2005
2004
Rifiuti a
smaltimento
199.838,0
214.551,6
236,0
254,8
0,65
0,70
48,9%
52,0%
-6,9%
-7,4%
Differenziate
208.880,5
198.156,5
246,6
235,4
0,68
0,64
51,1%
48,0%
+5,4%
+4,8%
Totale
408.718,6
412.708,1
482,6
490,2
1,32
1,34
-1,0%
-1,6%
100,0% 100,0%
RIFIUTI A SMALTIMENTO
Quantità
(kg/ab.anno)
% sul
totale
153.857,3
181,7
37,6%
Ingombranti a smaltimento
31.375,7
37,0
7,7%
Spazzamento stradale
14.605,0
17,2
3,6%
199.838,0
236,0
48,9%
Ingombranti raccolti
34.931,2
41,2
Ingombranti destinati a recuperatori
16.368,2
19,3
3.555,5
4,2
R.S.U. indifferenziati
TOTALE RIFIUTI A SMALTIMENTO
Materiali recuperati da rif. ingombranti
SINTESI GESTIONE
RIFIUTI URBANI
INGOMBRANTI
SMALTIMENTO
Quantità
(ton/anno)
RACCOLTA DIFFERENZIATA
Quantità
(ton/anno)
FRAZIONI PRINCIPALI
% sul
totale
3.555,5
4,2
0,9%
Carta e cartone
40.746,7
48,1
10,0%
Plastica
13.390,0
15,8
3,3%
Verde
45.981,6
54,3
11,3%
Legno
14.381,9
17,0
3,5%
Organico
38.742,5
45,7
9,5%
9.277,7
11,0
2,3%
37.390,8
44,2
9,1%
482,2
0,57
0,11798%
34,3
0,04
2.207,5
2,61
0,00839%
0,54011%
31,2
Materiali recuperati da rif. ingombranti
Materiali ferrosi
Vetro
Accumulatori per auto
Alluminio
Beni durevoli e apparecchiature fuori uso
0,04
0,00764%
Cavi elettrici
Farmaci e medicinali
3,8
0,004
0,00092%
68,6
0,08
0,01678%
Neon
34,1
0,04
0,00835%
101,3
129,0
0,12
0,02478%
0,15
0,03156%
88,7
0,10
0,02169%
Pneumatici
948,8
1,12
0,23213%
Prodotti e sostanze varie e relativi contenitori
268,8
0,32
0,06577%
Raccolta multimateriale
464,5
0,55
0,11365%
Stracci e indumenti smessi
549,2
0,65
0,13438%
1,9
,,,
,
0,002
0,00046%
,
5.413,8
6,4
1,32%
TOTALE DIFFERENZIATE
208.880,5
246,6
51,1%
TOTALE RIFIUTI URBANI
408.718,6
482,6
100%
Cartucce e toner per stampa
ALTRE FRAZIONI
Quantità
(kg/ab.anno)
Oli e grassi vegetali
Oli, filtri e grassi minerali
Pile e batterie
Altre (acidi, detergenti, estintori, pesticidi, siringhe)
TOTALE ALTRE FRAZIONI
21
PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI E RACCOLTA
DIFFERENZIATA 2005
RACCOLTA DIFFERENZIATA
SINTESI GESTIONE
RIFIUTI URBANI
(compresi ingombranti recuperati)
22
COMUNE
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
Agra
Albizzate
Angera
Arcisate
Arsago Seprio
Azzate
Azzio
Barasso
Bardello
Bedero Valcuvia
Besano
Besnate
Besozzo
Biandronno
Bisuschio
Bodio Lomnago
Brebbia
Bregano
Brenta
Brezzo di Bedero
Brinzio
Brissago-Valtravaglia
Brunello
Brusimpiano
Buguggiate
Busto Arsizio
Cadegliano-Viconago
Cadrezzate
Cairate
Cantello
Caravate
Cardano al Campo
Carnago
Caronno Pertusella
Caronno Varesino
Casale Litta
Casalzuigno
Casciago
Casorate Sempione
Cassano Magnago
Cassano Valcuvia
Castellanza
Castello Cabiaglio
Castelseprio
Castelveccana
Castiglione Olona
Castronno
Cavaria con Premezzo
Cazzago Brabbia
Cislago
Cittiglio
Clivio
Cocquio-Trevisago
Comabbio
Comerio
Cremenaga
Crosio della Valle
Cuasso al Monte
Cugliate-Fabiasco
Cunardo
Curiglia con Monteviasco
Cuveglio
Cuvio
Daverio
Dumenza
Duno
Fagnano Olona
Ferno
Ferrera di Varese
Gallarate
Galliate Lombardo
Gavirate
Gazzada Schianno
Gemonio
Gerenzano
ABITANTI
398
4.964
5.751
9.831
4.680
4.121
733
1.727
1.465
647
2.423
5.114
8.833
3.176
4.063
2.035
3.279
764
1.712
1.000
863
1.206
1.016
1.120
3.247
78.450
1.787
1.650
7.616
4.482
2.588
12.500
5.908
13.567
4.790
2.523
1.300
3.953
5.342
20.740
597
14.618
552
1.286
2.038
7.920
5.178
5.038
819
9.153
3.864
1.984
4.727
1.058
2.547
788
594
3.285
2.980
2.743
185
3.228
1.638
2.787
1.374
163
10.969
6.673
626
49.347
847
9.436
4.602
2.726
9.510
TOTALE kg
87.240
1.079.706
1.632.853
3.219.975
1.048.606
1.143.740
171.194
316.512
336.095
146.846
437.031
1.107.946
1.891.351
885.826
786.439
485.484
1.056.188
159.062
384.545
364.106
193.412
168.162
242.383
214.534
706.244
22.189.500
160.792
500.763
1.323.942
879.102
579.511
3.818.713
1.409.449
3.162.637
1.126.911
601.901
283.084
845.917
1.698.511
5.732.664
133.530
3.806.430
130.152
382.938
385.090
1.621.843
1.235.294
1.202.544
195.383
1.808.019
930.207
152.456
923.744
160.968
433.574
68.925
141.709
560.300
864.682
737.118
33.608
711.940
372.115
664.881
178.164
40.922
3.233.140
1.767.746
137.996
14.749.308
202.062
2.785.571
1.097.878
627.437
1.501.435
PROCAPITE
kg/ab*gg
0,60
0,60
0,78
0,90
0,61
0,76
0,64
0,50
0,63
0,62
0,49
0,59
0,59
0,76
0,53
0,65
0,88
0,57
0,62
1,00
0,61
0,38
0,65
0,52
0,60
0,77
0,25
0,83
0,48
0,54
0,61
0,84
0,65
0,64
0,64
0,65
0,60
0,59
0,87
0,76
0,61
0,71
0,65
0,82
0,52
0,56
0,65
0,65
0,65
0,54
0,66
0,21
0,54
0,42
0,47
0,24
0,65
0,47
0,79
0,74
0,50
0,60
0,62
0,65
0,36
0,69
0,81
0,73
0,60
0,82
0,65
0,81
0,65
0,63
0,43
% RD
40,2%
50,8%
53,1%
53,6%
45,9%
56,7%
60,9%
37,1%
51,9%
60,2%
36,9%
50,6%
56,5%
59,0%
43,9%
56,3%
66,0%
55,1%
60,7%
45,1%
61,8%
33,4%
56,8%
34,8%
50,6%
53,3%
20,6%
63,5%
43,0%
36,3%
59,6%
60,3%
53,9%
49,9%
55,7%
56,8%
51,6%
50,9%
69,3%
73,7%
54,7%
51,6%
62,7%
60,3%
32,9%
56,7%
56,8%
54,8%
56,8%
51,0%
57,4%
22,4%
41,5%
47,7%
39,3%
29,9%
56,8%
43,1%
66,0%
62,3%
33,9%
51,6%
52,6%
55,7%
29,1%
54,1%
63,5%
62,8%
56,4%
62,6%
56,8%
58,2%
55,5%
59,0%
33,8%
INDIFFERENZIATI
TOTALE kg
130.040
1.045.438
1.442.463
2.781.935
1.236.641
874.485
109.765
535.838
311.123
97.191
748.560
1.081.716
1.456.080
615.786
1.004.500
376.533
544.643
129.685
249.234
442.640
119.668
335.275
184.384
401.420
688.901
19.435.131
619.960
288.021
1.756.490
1.541.735
392.320
2.510.845
1.204.105
3.171.756
895.200
457.874
265.224
817.230
753.530
2.047.583
110.608
3.573.238
77.546
252.583
786.226
1.237.683
939.705
991.999
148.633
1.738.874
690.304
527.340
1.301.300
176.645
669.479
161.680
107.799
738.560
446.400
446.310
65.622
667.629
335.389
529.862
434.595
34.699
1.856.457
1.045.925
106.823
8.814.008
153.714
2.004.420
878.851
436.195
2.939.480
PROCAPITE
kg/ab*gg
0,90
0,58
0,69
0,78
0,72
0,58
0,41
0,85
0,58
0,41
0,85
0,58
0,45
0,53
0,68
0,51
0,46
0,47
0,40
1,21
0,38
0,76
0,50
0,98
0,58
0,68
0,95
0,48
0,63
0,94
0,42
0,55
0,56
0,64
0,51
0,50
0,56
0,57
0,39
0,27
0,51
0,67
0,38
0,54
1,06
0,43
0,50
0,54
0,50
0,52
0,49
0,73
0,75
0,46
0,72
0,56
0,50
0,62
0,41
0,45
0,97
0,57
0,56
0,52
0,87
0,58
0,46
0,43
0,47
0,49
0,50
0,58
0,52
0,44
0,85
TOTALE RIFIUTI
URBANI
TOTALE kg
217.280
2.125.144
3.075.315
6.001.910
2.285.246
2.018.225
280.959
852.350
647.217
244.037
1.185.591
2.189.662
3.347.431
1.501.612
1.790.939
862.017
1.600.830
288.747
633.779
806.746
313.080
503.437
426.767
615.954
1.395.145
41.624.631
780.752
788.783
3.080.432
2.420.837
971.831
6.329.558
2.613.554
6.334.393
2.022.111
1.059.775
548.308
1.663.147
2.452.041
7.780.246
244.138
7.379.668
207.698
635.521
1.171.316
2.859.525
2.174.999
2.194.543
344.016
3.546.893
1.620.511
679.796
2.225.044
337.613
1.103.053
230.605
249.508
1.298.860
1.311.082
1.183.428
99.230
1.379.569
707.504
1.194.743
612.759
75.621
5.089.597
2.813.671
244.819
23.563.315
355.776
4.789.991
1.976.729
1.063.632
4.440.915
PROCAPITE
kg/ab*gg
1,50
1,17
1,47
1,67
1,34
1,34
1,05
1,35
1,21
1,03
1,34
1,17
1,04
1,30
1,21
1,16
1,34
1,04
1,01
2,21
0,99
1,14
1,15
1,51
1,18
1,45
1,20
1,31
1,11
1,48
1,03
1,39
1,21
1,28
1,16
1,15
1,16
1,15
1,26
1,03
1,12
1,38
1,03
1,35
1,57
0,99
1,15
1,19
1,15
1,06
1,15
0,94
1,29
0,87
1,19
0,80
1,15
1,08
1,21
1,18
1,47
1,17
1,18
1,17
1,22
1,27
1,27
1,16
1,07
1,31
1,15
1,39
1,18
1,07
1,28
PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI E RACCOLTA
DIFFERENZIATA 2005
(compresi ingombranti recuperati)
COMUNE
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
ABITANTI
TOTALE kg
PROCAPITE
kg/ab*gg
% RD
INDIFFERENZIATI
TOTALE kg
PROCAPITE
kg/ab*gg
TOTALE RIFIUTI
URBANI
TOTALE kg
PROCAPITE
kg/ab*gg
Germignaga
Golasecca
3.751
2.486
350.282
738.893
0,26
0,81
21,3%
67,5%
1.297.136
356.135
0,95
0,39
1.647.418
1.095.028
1,20
1,21
Gorla Maggiore
Gorla Minore
Gornate-Olona
5.054
7.996
839.223
1.949.335
508.622
0,45
0,67
38,3%
55,0%
0,68
0,28
0,65
57,5%
25,1%
56,8%
1.349.240
1.592.740
376.430
0,73
0,55
0,51
2.188.463
3.542.075
885.052
1,19
1,21
1,19
0,51
0,99
0,65
41,4%
65,0%
55,2%
369.759
166.781
2.638.945
0,83
0,50
0,71
493.867
386.026
4.504.201
1,11
1,15
1,22
950.680
956.603
0,53
0,53
2.713.457
2.133.688
1,53
1,18
0,49
0,79
32,7%
60,9%
0,64
0,56
0,82
59,1%
58,2%
56,5%
2.040.580
1.665.100
526.760
1,02
0,51
0,44
3.030.532
4.262.457
1.287.120
1,51
1,30
1,08
0,65
0,48
0,42
56,8%
32,3%
36,2%
650.680
2.717.321
215.418
0,40
0,63
0,50
1.557.080
6.245.230
498.594
0,96
1,45
1,15
5.184.720
369.362
1,00
0,73
7.662.656
578.654
1,48
1,15
0,90
0,52
43,7%
54,6%
852.305
203.455
2.858.100
1,16
0,43
0,49
1.514.440
447.886
6.806.077
2,06
0,95
1,16
0,76
0,50
1,09
1.388.683
2.833.428
1,13
1,24
1,41
Grantola
Inarzo
Induno Olona
Ispra
Jerago con Orago
Lavena Ponte Tresa
Laveno-Mombello
Leggiuno
Lonate Ceppino
Lonate Pozzolo
Lozza
Luino
Luvinate
Maccagno
Malgesso
Malnate
Marchirolo
Marnate
Marzio
Masciago Primo
Mercallo
Mesenzana
Montegrino Valtravaglia
Monvalle
Morazzone
Mornago
Oggiona con Santo Stefano
Olgiate Olona
Origgio
Orino
Osmate
Pino sulla Sponda del Lago Maggiore
Porto Ceresio
Porto Valtravaglia
Rancio Valcuvia
Ranco
Saltrio
Samarate
Sangiano
Saronno
Sesto Calende
Solbiate Arno
Solbiate Olona
Somma Lombardo
Sumirago
Taino
Ternate
Tradate
Travedona-Monate
Tronzano Lago Maggiore
Uboldo
Valganna
Varano Borghi
Varese
Vedano Olona
Veddasca
Venegono Inferiore
Venegono Superiore
Vergiate
Viggiù
Vizzola Ticino
Malpensa 2000
PROVINCIA DI
VARESE (Compreso
2.038
1.223
919
10.114
4.873
4.934
5.508
9.010
3.280
4.427
11.774
1.187
14.178
1.379
2.013
1.288
124.108
219.245
1.865.256
1.762.777
1.177.085
989.952
2.597.357
760.360
906.400
3.527.909
283.176
2.477.936
209.292
662.135
244.431
3.947.977
16.075
3.358
6.272
461.663
1.694.409
0,67
0,38
0,74
58,0%
33,2%
59,8%
927.020
1.139.019
300
296
1.759
35.593
70.089
437.444
0,33
0,65
0,68
23,0%
58,8%
63,1%
118.935
49.038
255.440
1.352
1.266
186.531
149.213
475.751
0,45
0,40
154.528
119.126
692.884
1,10
1,08
0,38
0,32
30,9%
27,0%
65,1%
56,8%
50,9%
416.918
403.028
254.515
0,84
0,87
0,38
603.449
552.241
730.266
1,22
1,20
1,09
1.025.354
973.442
0,71
0,65
0,59
780.003
938.242
1.805.357
1.911.684
4.359
11.605
6.777
1.039.908
3.679.914
1.341.122
0,65
0,87
0,54
55,1%
59,4%
40,1%
847.146
2.515.951
2.002.976
0,50
0,57
0,53
0,59
0,81
1.887.054
6.195.865
3.344.098
1,15
1,16
1,19
1,46
1,35
841
601
191.454
152.091
32.523
0,62
0,69
58,1%
61,7%
28,6%
34,2%
33,3%
0,45
0,43
0,86
329.391
246.345
113.857
1,07
1,12
1,21
526.497
458.414
0,35
0,47
0,50
137.937
94.255
81.334
1.014.020
916.815
1.540.517
1.375.229
958
1.217
2.979
212.869
478.630
396.837
0,61
1,08
0,36
59,6%
69,2%
34,5%
144.270
212.625
752.520
0,90
1,01
0,41
1,37
1,51
1,02
15.996
1.395
4.008.125
232.156
9.343.432
0,69
0,46
61,9%
51,4%
3.607.072
999.852
0,68
0,96
0,65
60,4%
64,1%
54,7%
5.665
16.546
6.032
918.945
3.268.889
1.472.958
0,44
0,54
0,67
34,7%
37,8%
48,2%
1.732.760
5.390.208
1.580.800
0,89
0,72
2.651.705
8.659.096
3.053.758
1,43
1,39
3.447
2.257
764.791
733.235
3.867.306
0,61
0,89
66,0%
58,4%
42,2%
68,3%
37,0%
0,31
0,63
0,88
1.159.191
1.256.165
9.160.101
0,92
1,52
1,51
1.154.171
51.634
0,64
0,89
0,52
394.400
522.930
5.292.795
536.138
87.805
1.690.309
139.439
9.987
1.511
2.271
2.057.516
180.368
740.002
0,56
0,33
0,89
49,7%
28,1%
67,3%
2.084.190
461.190
359.124
0,41
0,89
0,57
1,30
1,41
1,14
82.912
7.232
19.341.819
1.857.932
44.276
0,64
0,70
43,3%
56,8%
1.186.732
1.722.921
0,39
0,52
0,67
28,8%
40,3%
56,0%
2.779.471
687.273
54.406
0,86
0,36
0,32
59,2%
30,0%
18,8%
1.916.265
1.605.120
235.171
15,0%
6.147.660
7.233.439
199.838.048
0,65 408.718.588
1.836
4.298
4.511
258
3.088
2.487
37.458
10.347
4.191
16.571
3.553
271
312
6.221
7.000
8.854
5.218
461
1.085.779
846.877 208.880.541
0,68
51,1%
0,48
0,69
357.139
691.255
1.149.357
2.471.760
219.710
6.132.379
0,42
0,43
0,45
6.479.885
451.866
15.475.811
1,11
0,89
1,13
2.023.023
828.418
0,54
0,54
0,84
5.630.094
1.828.270
1,49
1,20
1,28
1,56
1,06
0,84
0,43
4.141.706
641.558
1.099.126
25.308.895
1.415.764
109.369
0,84
0,54
0,96
44.650.714
3.273.696
153.645
1,48
1,24
1,35
1.758.052
1.356.340
0,77
0,53
0,59
2.944.784
3.079.261
1,30
1,21
1,45
0,84
1,40
4.695.736
2.292.393
289.577
SINTESI GESTIONE
RIFIUTI URBANI
RACCOLTA DIFFERENZIATA
1,16
1,33
1,20
1,72
1,32
aeroporto di Malpensa 2000)
23
7.1.
Nella tabella seguente sono riportati
in dettaglio i
vari
parametri
che
costituiscono l’indice di efficienza, così
come già descritto nel paragrafo 3.3. Di
seguito, inoltre, verranno analizzati in
dettaglio i nuovi parametri e le modifiche
introdotte
nel
calcolo dell’indice
di
efficienza rispetto allo scorso anno.
INDICE DI EFFICIENZA
7. E FFIC IENZA
NEL L A GEST IONE
DE I RIF IUT I
Tabella indice di efficienza
Fattore di
Importanza
Classi
Punteggi (Pi)
% sul
Classe Classe Classe Classe Classe
Classe Classe Classe Classe Classe
Intero totale 1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
(Fi)
Numero mesi turistici
Conteggio tipologie
RUP raccolte (Oli, Beni
durevoli, accumulatori
Pb, toner, neon,
pneumatici)
≤1
2-3
4- 5
6–7
0
1-2
3-4
5-6
Incremento RD 20040,30- 0,60 - 0,90 ≤ 0,29
2005 ponderato
0,59 0,89
1,19
Differenza tra la
-5,0% -2,0% +2,0%
variaz. totale RU in
≤ -5,1%
/
/
/
punti % e la media
-2,1% +1,9% +4,9%
provinciale 2005
Differenza in punti % di
+5,0%
-10% / -5,0 /
racc. differenziata
/
≤ -10%
-5,1% +4,9%
rispetto la media
+ 9,9%
provinciale 2004
Ingombranti
3,0 – 10,0 – 13,3 –
≤ 2,9
recuperati*
9,9
13,2
18,0
28,0 – 37,0 – 45,0 –
≤ 27,9
Carta e cartone*
36,9 44,9
55,9
1,0- 13,0 – 17,0 –
≤ 0,9
Plastica*
12,9 16,9
20,9
14,0 – 45,0 – 73,0 –
≤ 13,9
Verde*
44,9 72,9
99,9
5,0 – 14,0 – 19,0 –
≤ 4,9
Legno*
13,9 18,9
25,9
7,0 – 33,0 – 50,0 –
≤ 6,9
Organico*
32,9 49,9
67,9
5,0 – 12,0 – 19,0 –
≤ 4,9
Materiali ferrosi*
11,9 18,9
29,9
23,0 – 43,0 – 55,0 –
≤ 22,9
Vetro*
42,9 54,9
81,9
2,0 – 4,0 – 8,0 –
≤ 1,9
Altre*
3,9
7,9
12,9
Costi per abitante
≤
37,70 - 61,46 - 76,95 equivalente*
37,69 61,45 76,94 95,02
Presenza o utilizzo
Si
No
piazzola*
Iniziative di promozione
Sistema
Agevol.
Nessuna Alcune
di condel compostaggio
tariffa
iniziativa iniziative
trollo
domestico*
* Valori espressi in
kg/abitante.anno
24
L’INDICE DI EFFICIENZA
≥8
5
5,3%
0
1
2
3
4
5
5,3%
0
1
2
3
≥ 1,20
5
5,3%
0
1
2
3
4
≥ 5,0
%
10
10,5%
4
3
2
1
0
≥ 10,0
%
20
21,1%
0
1
2
3
4
≥ 18,1
2
2,1%
0
1
2
3
4
≥ 56,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥ 21,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥
100,0
4
4,2%
0
1
2
3
1
≥ 26,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥ 68,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥ 30,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥ 82,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥ 13,0
4
4,2%
0
1
2
3
4
≥
95,03
10
10,5%
4
3
2
1
0
1
1,1%
2
0
5
5,3%
0
1
2
3
NOVITA’
NEI
PARAMETRI
DELL’INDICE DI EFFICIENZA
A partire da quest’anno l’indice di
efficienza è stato in parte rivisto, per
permetterne l’adeguamento alle nuove
modalità di gestione integrata dei rifiuti
in essere sul territorio e per renderlo più
vicino alle singole realtà.
Le
modifiche
effettuate
sono
riassunte nella tabella a fondo pagina.
7.2.1 Produzione totale di rifiuti
Si è deciso di valutare questo
parametro
secondo
un
approccio
differente dal passato. Innanzitutto è
stato eliminato il parametro della
produzione totale pro capite di rifiuti, in
quanto esso, essendo calcolato sui
residenti, è molto influenzabile sia dalla
presenza di utenze non domestiche che
dalla presenza di utenze turistiche o
stagionali. Inoltre, anche le tematiche
legate all’assimilazione di una parte
maggiore o minore dei rifiuti speciali agli
urbani (scelta non legata all’efficienza
nella gestione integrata dei rifiuti)
potevano influire molto sulla produzione
assoluta pro capite.
Per quanto riguarda la variazione
dei rifiuti rispetto all’anno precedente,
parametro presente nel vecchio indice di
efficienza, esso è stato sostituito con il
nuovo parametro “differenza in punti
percentuali tra la variazione RU del
Comune e la variazione media RU
provinciale”. In questo modo si evidenziano
le differenze, tra comune e comune,
depurate dal trend medio provinciale,
ovvero, si annullano ad esempio gli effetti di
incremento della produzione di rifiuti legata
ai consumi e si dà risalto alla virtuosità o
meno di un Comune rispetto a tale trend.
A tale nuovo parametro è stato
assegnato un peso rilevante (10 punti).
7.2.2 % Raccolta differenziata
Per quanto riguarda la raccolta
differenziata, è stata fatta la scelta
importante di non considerare più il
semplice parametro “% RD” con punteggi e
classi fisse, ma un nuovo parametro: la
differenza della % RD rispetto alla media
provinciale dell’anno precedente. In questo
modo la valutazione avviene in modo
dinamico di anno in anno, premiando quei
Comuni che “trainano” verso l’alto la
percentuale
media
provinciale
e
penalizzando quelli meno virtuosi, in modo
direttamente proporzionale alla “lontananza”
dalla media provinciale. E’ stato comunque
mantenuto il parametro “incremento di RD
ponderato”, come gli scorsi anni, sul quale
si
richiama
qui
di
seguito
l’approfondimento.
L’ “incremento di RD ponderato”
consente di valutare l’incremento di % RD
dal 2004 al 2005 premiando in misura
differenziale i Comuni in relazione alla
percentuale di RD di partenza (a parità di
INDICE DI EFFICIENZA
7.2.
25
INDICE DI EFFICIENZA
incremento
viene
maggiormente
premiato un Comune che aveva una %
RD maggiore nel 2004), al fine di tenere
conto delle maggiori difficoltà che si
incontrano per incrementare la raccolta
differenziata dove questa ha già
raggiunto
valori
elevati
che
si
avvicinano ai limiti del sistema.
Questo
“incremento
di
RD
ponderato” è così calcolato:
Incr. RD ponderato = (incr RD % +1) x (% r.d.anno
2004)
7.2.3 Data di compilazione della scheda
Tale parametro è stato eliminato in
quanto ormai quasi tutti i Comuni
hanno raggiunto un sufficiente grado di
attenzione
e
tempestività
nella
compilazione della scheda; i Comuni
più “ritardatari” vengono comunque
sollecitati in tempo rapido al fine di
poter
permettere
l’avvio
della
validazione e del controllo di tutte le
schede.
7.2.4 Costi
La
valutazione
dei
costi
complessivi di gestione del sistema è un
punto
delicato
nella
costruzione
dell’indice di efficienza. In questo caso
la scelta di modificare tale parametro
(che, come ricordiamo, in passato era
espresso in €/abitante.anno, calcolato
sui residenti e comprensivo di tutti i
costi
di
raccolta,
recupero
e
smaltimento) nasce nuovamente dal
fatto che gli abitanti residenti non sono
correlati sempre in modo equivalente al
numero di utenze effettivamente servite
(es. utenze stagionali, utenze non
domestiche etc.). Con il vecchio
parametro erano penalizzati ad esempio
i Comuni con maggiori presenze
turistiche e quelli con molte utenze non
domestiche, per le quali comunque il
Comune fornisce un servizio in quanto
il più delle volte producono rifiuti
assimilati agli urbani.
La scelta è stata quella di definire
un numero di “abitanti equivalenti” per
rappresentare in modo più reale la
situazione del Comune. Ciò è stato
possibile grazie al fatto che, con la
nuova scheda predisposta da ARPA
Lombardia per l’acquisizione dei dati via
web, tutti i Comuni hanno compilato
correttamente il campo “numero di
utenze domestiche” e “numero di utenze
26
non domestiche”, oltre al campo “numero
di mesi turistici”.
Le considerazioni alla base del calcolo
degli abitanti equivalenti sono le seguenti:
a) E’ stato calcolato il numero medio degli
abitanti per utenza domestica, calcolato
sui comuni che non hanno dichiarato
nessun mese di presenza turistica.Tale
valore è risultato pari a 2,4;
b) E’ stato calcolato il numero di “utenze
domestiche residenti”, dividendo il
numero degli abitanti per 2,4.
c) Se il valore delle utenze domestiche
residenti così calcolato è risultato
inferiore
al
numero
di
utenze
domestiche
totali
dichiarate
dal
Comune, è stato utilizzato tale dato,
altrimenti il numero dichiarato dal
Comune, per il calcolo descritto al
punto successivo;
d) La differenza tra le utenze domestiche
totali e quelle “residenti” è stata
moltiplicata per 2,4 e per il numero di
mesi turistici diviso per 12. Il risultato
è stato aggiunto agli abitanti;
e) Per tener conto del numero di utenze
non domestiche, tale valore è stato
moltiplicato per 3
ed aggiunto al
numero di abitanti.
f) In conclusione, il valore totale di costo
per l’intera gestione dei rifiuti urbani è
stato diviso per il numero di abitanti
equivalenti.
7.2.5 Piazzola ecologica
La modifica in questo caso verte sul
fatto che ora viene considerato a pari livello
il fatto di avere un’isola ecologica sul
proprio territorio o di avere la possibilità di
accedere ad una struttura in un altro
comune con il quale si ha una
convenzione.
7.2.6 Conteggio frazioni raccolte
Mentre nella precedente versione
dell’indice di efficienza si considerava il
numero totale di frazioni raccolte, è stato
ora introdotto un nuovo metro di
valutazione basato esclusivamente sulla
raccolta del numero di frazioni più
pericolose o problematiche, tra quelle del
seguente elenco:
ƒ Oli minerali e vegetali
ƒ Beni durevoli
ƒ Accumulatori al piombo (batterie auto)
ƒ Toner per stampa
ƒ Lampade al neon
ƒ Pneumatici
7.2.8 Mesi turistici
E’ stato modificato il peso attribuito
a questo parametro, da 1 punto del
vecchio calcolo a 5 punti del nuovo
metodo.
7.2.9 Quantitativi intercettati
In precedenza venivano assegnati 10
punti al parametro relativo al tasso di
intercettazione di rifiuti organici e 2 punti
per quanto riguarda le altre frazioni
principali (carta, vetro, plastica, verde,
legno, metalli, ingombranti a recupero).
Si è stabilito ora di assegnare lo
stesso punteggio sia ai rifiuti organici che
alle altre frazioni, assegnando 4 punti, in
quanto la raccolta degli scarti organici
dopo un lungo iter di diffusione sul
territorio è ora attiva in quasi tutti i
Comuni della provincia.
Sono stati assegnati 2 punti al tasso
di intercettazione di ingombranti a
recupero, in quanto tale livello non
dipende dalle modalità di raccolta o di
partecipazione
del
cittadino
ma
solamente dalla scelta dell’impianto di
destinazione.
Per quanto riguarda la suddivisione
in fasce dei tassi di intercettazione, sono
stati
anche
variati
i
livelli
che
suddividono in 5 classi ogni parametro,
rimasti invariati dal 2001. E’ stato
utilizzato
ancora
il
metodo
dell’ottimizzazione di Jenks, basato però sui
dati 2005. Questo lavoro si è reso
necessario, soprattutto per alcune frazioni,
a seguito della modifica delle tipologie di
frazioni differenziabili (ad esempio, tra il
2001 ed ora per la plastica è intervenuta
l’estensione delle tipologie di raccolta, che
ha provocato l’innalzamento generico dei
tassi di intercettazione), ed anche in seguito
all’estensione dei sistemi di raccolta
domiciliarizzata spinta.
7.2.10 Scarti verdi
Il quantitativo raccolto di scarti verdi, a
differenza delle altre frazioni, è da valutare
con attenzione in quanto un tasso di
intercettazione
molto
elevato
non
corrisponde ad un sistema più efficiente.
La migliore gestione di scarti verdi,
nell’ottica dell’economicità ma anche della
sostenibilità ambientale e della riduzione
della produzione di rifiuti, prevede la
seguente gerarchia partendo dall’opzione
più consigliabile:
ƒ Compostaggio domestico
ƒ Conferimento in piazzola ecologica a
cura del cittadino
ƒ Servizio di raccolta porta a porta a
chiamata ed a pagamento
ƒ Raccolta porta a porta gratuita
Questo perché “se c’è una produzione
di scarti verdi, c’è anche un giardino in cui
poterli
compostare”.
Il
compostaggio
domestico va nella direzione della riduzione
complessiva dei rifiuti, obiettivo prioritario;
al contrario, un sistema di raccolta porta a
porta troppo comodo per il cittadino
disincentiva questa pratica.
E’ stata utilizzata quindi, come in altri
casi a livello nazionale, la soglia di 100
kg/abitante.anno quale limite per poter
considerare un sistema efficiente; la raccolta
di quantitativi superiori viene penalizzata
con un punteggio inferiore come elencato in
tabella.
INDICE DI EFFICIENZA
7.2.7 Compostaggio domestico
Il parametro legato alla promozione
comunale del compostaggio domestico
vede ora quattro classi di punteggio
rispetto al semplice “No/Si” degli scorsi
anni.
Si è deciso di attribuire un
punteggio crescente così strutturato:
ƒ 0 punti: nessuna iniziativa attivata
(anche se il Comune ha barrato la
casella “esistono utenze che praticano
il compostaggio domestico”)
ƒ 1 punto: è stata indicata almeno una
modalità di promozione tra le
seguenti: corsi di compostaggio,
distribuzione
di
compostiere,
agevolazioni tariffarie, altre iniziative)
ƒ 1 punto aggiuntivo: se è stato attivato
un sistema di controllo sulle utenze
che
praticano
il
compostaggio
domestico,
mediante
un
provvedimento specifico;
ƒ 1 punto aggiuntivo: se sono state
introdotte agevolazioni tariffarie alle
utenze.
27
28
Comune
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
Golasecca
Ranco
Varano Borghi
Monvalle
Sesto Calende
Brebbia
Laveno-Mombello
Masciago Primo
Cugliate-Fabiasco
Ispra
Vergiate
Cunardo
Osmate
Azzio
Ternate
Brenta
Brinzio
Caravate
Rancio Valcuvia
Cardano al Campo
Castello Cabiaglio
Orino
Cadrezzate
Bedero Valcuvia
Gemonio
Taino
Cassano Magnago
Travedona-Monate
Malnate
Cittiglio
Ferno
Gavirate
Castiglione Olona
Samarate
Morazzone
Lonate Pozzolo
Cassano Valcuvia
Ferrera di Varese
Venegono Superiore
Duno
Lozza
Bodio Lomnago
Brunello
Gazzada Schianno
Inarzo
Castronno
Daverio
Jerago con Orago
Mercallo
Caronno Varesino
Leggiuno
Saronno
Vedano Olona
Azzate
Brezzo di Bedero
Cuveglio
Crosio della Valle
Galliate Lombardo
Cavaria con Premezzo
Casalzuigno
Malgesso
Castelseprio
Carnago
Oggiona con Santo Stefano
Solbiate Arno
Cuvio
Casorate Sempione
Biandronno
Uboldo
Castellanza
Marnate
Busto Arsizio
Gorla Minore
Gallarate
Fagnano Olona
Abitanti
2.486
1.217
2.271
1.836
10.347
3.279
9.010
296
2.980
4.873
8.854
2.743
601
733
2.257
1.712
863
2.588
958
12.500
552
841
1.650
647
2.726
3.447
20.740
3.553
16.075
3.864
6.673
9.436
7.920
15.996
4.298
11.774
597
626
7.000
163
1.187
2.035
1.016
4.602
919
5.178
2.787
4.934
1.759
4.790
3.280
37.458
7.232
4.121
1.000
3.228
594
847
5.038
1.300
1.288
1.286
5.908
4.359
4.191
1.638
5.342
3.176
9.987
14.618
6.272
78.450
7.996
49.347
10.969
Indice di
effi% RD
cienza
7,53
7,45
7,42
7,28
7,20
7,14
7,01
6,92
6,90
6,81
6,79
6,79
6,73
6,68
6,65
6,54
6,54
6,54
6,54
6,51
6,40
6,40
6,40
6,26
6,26
6,24
6,24
6,24
6,13
6,10
5,99
5,99
5,96
5,96
5,93
5,77
5,71
5,71
5,69
5,69
5,66
5,66
5,66
5,66
5,66
5,66
5,66
5,66
5,66
5,63
5,60
5,60
5,55
5,49
5,47
5,44
5,38
5,38
5,38
5,33
5,30
5,27
5,25
5,25
5,25
5,16
5,16
5,14
5,11
5,11
5,11
5,08
5,05
5,03
5,03
67,5%
69,2%
67,3%
65,1%
64,1%
66,0%
60,9%
58,8%
66,0%
65,0%
59,2%
62,3%
61,7%
60,9%
58,4%
60,7%
61,8%
59,6%
59,6%
60,3%
62,7%
58,1%
63,5%
60,2%
59,0%
66,0%
73,7%
68,3%
58,0%
57,4%
62,8%
58,2%
56,7%
61,9%
56,8%
56,5%
54,7%
56,4%
56,0%
54,1%
56,8%
56,3%
56,8%
55,5%
56,8%
56,8%
55,7%
55,2%
63,1%
55,7%
59,1%
60,4%
56,8%
56,7%
45,1%
51,6%
56,8%
56,8%
54,8%
51,6%
54,6%
60,3%
53,9%
55,1%
54,7%
52,6%
69,3%
59,0%
49,7%
51,6%
59,8%
53,3%
55,0%
62,6%
63,5%
Posizione
2005
Posizione
2005
INDICE DI EFFICIENZA
INDICE DI EFFICIENZA
Comune
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
Arcisate
Bregano
Olgiate Olona
Albizzate
Besnate
Buguggiate
Mornago
Gornate-Olona
Arsago Seprio
Casale Litta
Cazzago Brabbia
Angera
Comabbio
Lonate Ceppino
Cislago
Caronno Pertusella
Bardello
Bisuschio
Varese
Besozzo
Sangiano
Abitanti
Indice di
efficienza
% RD
9.831
764
11.605
4.964
5.114
3.247
4.511
2.038
4.680
2.523
819
5.751
1.058
4.427
9.153
13.567
1.465
4.063
82.912
8.833
1.395
4,97
4,97
4,95
4,86
4,86
4,86
4,86
4,86
4,84
4,84
4,84
4,78
4,59
4,59
4,56
4,40
4,37
4,31
4,29
4,15
4,09
53,6%
55,1%
59,4%
50,8%
50,6%
50,6%
50,9%
57,5%
45,9%
56,8%
56,8%
53,1%
47,7%
58,2%
51,0%
49,9%
51,9%
43,9%
43,3%
56,5%
51,4%
97
Cuasso al Monte
3.285
4,04
43,1%
98
Gorla Maggiore
5.054
3,93
38,3%
99
Casciago
3.953
3,93
50,9%
100
Solbiate Olona
5.665
3,90
34,7%
101
Cocquio-Trevisago
4.727
3,85
41,5%
102
Maccagno
2.013
3,68
43,7%
103
Tradate
16.571
3,68
42,2%
104
Sumirago
6.032
3,68
48,2%
105
Induno Olona
10.114
3,65
41,4%
106
Venegono Inferiore
6.221
3,63
40,3%
107
Somma Lombardo
16.546
3,60
37,8%
108
Porto Valtravaglia
2.487
3,52
33,3%
109
Lavena Ponte Tresa
5.508
3,27
32,7%
110
Cairate
7.616
3,21
43,0%
111
Cantello
4.482
3,19
36,3%
112
Porto Ceresio
3.088
3,13
34,2%
113
Agra
398
40,2%
114
Castelveccana
2.038
3,13
3,10
115
Viggiù
5.218
2,97
30,0%
116
Valganna
1.511
2,91
28,1%
117
118
Germignaga
Origgio
3.751
6.777
2,88
2,86
21,3%
40,1%
119
Comerio
2.547
2,83
39,3%
120
Curiglia con Monteviasco
185
2,80
33,9%
121
Veddasca
312
2,77
28,8%
122
Gerenzano
9.510
2,75
33,8%
123
Luvinate
1.379
2,72
36,2%
124
Luino
14.178
2,69
32,3%
125
Mesenzana
1.352
2,69
30,9%
126
Saltrio
2.979
2,58
34,5%
127
Dumenza
1.374
2,55
29,1%
128
Grantola
1.223
2,50
25,1%
129
Cremenaga
788
2,47
29,9%
32,9%
130
Brissago-Valtravaglia
1.206
2,31
33,4%
131
Brusimpiano
1.120
2,25
34,8%
132
Montegrino Valtravaglia
1.266
2,12
27,0%
133
Barasso
1.727
2,03
37,1%
134
Pino sulla Sponda del Lago Maggiore
258
1,92
28,6%
135
Tronzano Lago Maggiore
271
1,90
37,0%
136
Vizzola Ticino
461
1,84
18,8%
137
Besano
2.423
1,70
36,9%
138
Marchirolo
3.358
1,51
33,2%
139
Clivio
1.984
1,46
22,4%
140
Marzio
300
1,43
23,0%
141
Cadegliano-Viconago
1.787
1,43
20,6%
INDICE DI EFFICIENZA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAGO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
AZZIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
CLIVIO
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CAZZAGO BRABBIA
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
MERCALLO
CASTRONNO
OSMATE
TERNATE
SESTO CALENDE
MORNAGO
SUMIRAGO
Indice di efficienza
1,43 - 2,91
2,92 - 4,15
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
4,16 - 5,27
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
5,28 - 6,13
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
6,14 - 7,53
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LONATE POZZOLO
29
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
8. PR ODUZI ONE DI
RI FIUT I URB ANI
I Rifiuti Urbani (RU) possono essere
suddivisi e descritti in base alla loro
origine:
ƒ rifiuti domestici provenienti dalle
abitazioni
ƒ rifiuti assimilabili ai domestici non
pericolosi provenienti da locali non
adibiti ad abitazione
ƒ rifiuti da spazzamento strade
ƒ rifiuti vegetali prodotti da aree verdi
(parchi, giardini, cimiteri)
ƒ rifiuti da attività cimiteriali
La produzione quantitativa di RU
dipende dal sistema di intercettazione
adottato ma soprattutto da variabili di
seguito elencate:
ƒ reddito medio o PIL
ƒ vocazione
area
(industriale,
commerciale, servizi, turistica)
ƒ localizzazione geografica
ƒ stagionalità
ƒ presenza di iniziative per la riduzione
dei rifiuti
annua è stata quindi pari a 482,6
kg/ab.anno equivalente ad una produzione
media pro-capite giornaliera di 1,32
kg.ab/giorno.
Il dato complessivo di produzione di
rifiuti deriva dalla somma di diversi flussi
di rifiuti, ovvero il quantitativo complessivo
di
rifiuti
indifferenziati
avviati
a
smaltimento, unitamente a quelli derivanti
dallo spazzamento stradale e ingombranti,
e la sommatoria dei pesi di tutti i rifiuti
intercettati separatamente come raccolta
differenziata. Questo dato complessivo
dipende in realtà da numerose variabili
che a diverso titolo influenzano la
produzione locale di rifiuti:
ƒ una contabilizzazione più accurata dei
rifiuti da parte dei soggetti interessati;
ƒ la varietà morfologica del territorio e la
struttura urbana e residenziale;
ƒ la
distribuzione
territoriale
della
popolazione
e
la
presenza
di
insediamenti turistici;
ƒ le politiche di assimilazione dei rifiuti
speciali agli urbani o il loro improprio
conferimento nel circuito degli urbani;
ƒ l’intercettazione significativa di scarti
verdi in aree dove sono state meno
spinte politiche di incentivazione al
compostaggio domestico.
Provincia di Varese
La produzione complessiva di rifiuti
urbani, espressa come produzione procapite annuale o giornaliera, rappresenta
un importante indicatore di sostenibilità
ambientale e un’attenta analisi del suo
andamento nel tempo o della sua
consistenza in diverse aree del territorio
rappresentata un essenziale strumento
per monitorare l’efficacia di politiche di
riduzione o l’effetto di alcune variabili
socio-geo-economiche.
8.1.
Nel 2005 sono state prodotte in
Provincia di Varese complessivamente
408.718,6 tonnellate di rifiuti urbani con
un decremento dell’ 1,0% rispetto
all’anno precedente.
La produzione media pro-capite
abitanti
< 500
tra 500 e 999
tra 1000 e 1.999
tra 2000 e 4.999
tra 5000 e 9.999
>= 10.000
TOTALI
30
n°
9
15
26
45
28
18
141
%
6,4%
10,6%
18,4%
31,9%
19,9%
12,8%
superficie
Kmq
64,7
54,2
144,0
335,1
261,9
335,1
1.195,0
%
5,4%
4,5%
12,1%
28,0%
21,9%
28,0%
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
8.2.
EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE
comuni
Anno
(kg/abitante.giorno)
Incremento del procapite rispetto all'anno
precedente
1,116
1,120
1,153
1,196
1,286
1,316
1,361
1,360
1,308
1,343
1,322
0,35%
2,90%
3,76%
7,52%
2,30%
3,47%
-0,13%
-3,78%
2,68%
-1,55%
Produzione totale
rifiuti
LE DINAMICHE DI PRODUZIONE
L’OPR valuta la serie storica dei dati
di produzione rifiuti in relazione al mutare
dei sistemi di raccolta, alle variazioni dei
criteri di assimilazione ed altro al fine di
verificare l’attendibilità del dato e risolvere
eventuali anomalie.
PRODUZIONE RU PER CLASSI DIMENSIONALI DEI COMUNI
abitanti
densità
RU totali
abitanti
2.644
11.149
36.736
154.452
198.129
443.767
846.877
%
0,3%
1,3%
4,3%
18,2%
23,4%
52,4%
ab/Kmq
40,9
205,8
255,1
460,9
756,6
1.324,2
708,7
t/Kmq
21,1
79,8
110,8
207,0
347,2
676,8
342,0
t/anno
1.362,3
4.322,3
15.959,8
69.354,6
90.915,0
226.804,6
408.718,6
%
kg/ab.a kg/ab.gg
0,3%
515
1,412
1,1%
388
1,062
3,9%
434
1,190
17,0%
449
1,230
22,2%
459
1,257
55,5%
511
1,400
483
1,322
8.3.
PRODUZIONE DI RIFIUTI IN RAPPORTO ALLE AREE GEOGRAFICHE
La
produzione
pro-capite
complessiva di rifiuti può essere valutata
in base alla dimensione geografica
confrontando
ad
esempio
il
dato
complessivo della Provincia di Varese con
il dato complessivo della Regione
Lombardia o dell’Italia.
PRODUZIONE RU PRO CAPITE - 1995-2005:
kg/abitante.giorno
Anno
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Provincia
di Varese
1,116
1,120
1,153
1,196
1,286
1,316
1,361
1,360
1,308
1,343
1,322
Regione
Lombardia
1,140
1,159
1,195
1,230
1,290
1,327
1,368
1,386
1,364
1,382
-
Italia
1,230
1,238
1,266
1,277
1,347
1,373
1,414
1,432
1,436
1,460
-
Fonte: OPR 2006 - ARPA 2005 - APAT 2005
Produzione totale di rifiuti pro-capite
1,5
1,45
1,4
1,3
kg/abitante
giorno 1,25
2006
2005
2004
2002
1999
1998
1997
1996
1995
1
2001
Regione Lombardia
Italia
1,05
2000
Provincia di Varese
1,1
2003
1,2
1,15
Da questo interessante confronto
emerge chiaramente come la Provincia di
Varese,
pur
essendo
un
contesto
fortemente urbanizzato e industrializzato,
presenti una produzione di rifiuti procapite inferiore sia alla media regionale
sia, di molto, alla media nazionale.
E’ anche utile confrontare la
produzione pro-capite di rifiuti per
ciascun subambito individuato nel Piano
Provinciale
Rifiuti.
Come
evidente
dall’istogramma i subambiti nord-est e
sud-ovest sono quelli con la maggiore
produzione pro-capite complessiva di
rifiuti, entrambi eccedenti la media
provinciale (1,32 kg/ab.giorno).
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
1,35
1994
L’analisi della produzione per classe
dimensionale dei Comuni, evidenzia come
la produzione pro-capite tenda ad
aumentare con la maggiore dimensione
demografica del Comune. Ciò dipende
sicuramente dal peso che le grandi
utenze non domestiche (aziende di
produzione, artigiani, negozi, etc.) hanno
sul territorio anche per quanto riguarda
la produzione di rifiuti, unitamente al
fatto che nei grandi centri urbani vi è
meno spazio per soluzioni di riduzione di
rifiuti ed auto-smaltimento come il
compostaggio domestico, più facilmente
attuabili in piccoli centri.
Fanno eccezione a quanto visto fino
ad ora i 9 Comuni con meno di 500
abitanti ove si riscontra la più alta
produzione di rifiuti pro-capite. In questi
Comuni sicuramente la produzione di
rifiuti è influenzata dai flussi turistici,
ovvero dalla presenza in alcuni periodi
dell’anno si una popolazione turistica
consistente non conteggiabile tra gli
abitanti.
Totale RU Pro capite per Subambiti
1,4
1,35
Media prov inciale: 1,32
1,3
kg/ab.
1,25
giorno
1,2
1,15
1,1
8.4.
SUBAMBITO
SUBAMBITO
SUBAMBITO
CENTRALE
NORD - OVEST
NORD - EST
SUBAMBITO SUD SUBAMBITO SUD
- OVEST
- EST
PRODUZIONE DI RIFIUTI E VARIABILI
DEMOGRAFICHE
ED
ECONOMICHE
Capire le motivazioni che inducono
decise
variazioni
nella
produzione
complessiva dei rifiuti è estremamente
complesso
per
i
numerosi
fattori
economici, sociali ed ambientali che
intervengono in tale andamento.
31
Andamento popolazione in provincia di
Varese
846.877
850.000
841.875
Abbitan
840.000
834.553
827.527
830.000
820.285
820.000
810.566 810.894
813.511
823.187
815.930
810.000
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
800.000
790.000
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005
Anno
Andamento della popolazione in provincia di
Varese. I dati sono quelli dichiarati dai Comuni
all’Osservatorio
Rifiuti
e
possono
differire
leggermente dai dati Istat.
L’unico fattore sul quale è possibile fare
valutazioni quantitative è sicuramente
quello demografico, ovvero l’incidenza
della
crescita
della
popolazione
sull’incremento
della
produzione
complessiva dei rifiuti urbani. La
popolazione varesina è in continua
crescita e ciò sicuramente porta ad un
incremento della produzione dei rifiuti
urbani legata direttamente ai consumi
delle nuove famiglie residenti. Quanto
detto è compiutamente dimostrato dal
grafico successivo, che mostra la
correlazione solo parziale tra l’andamento
della produzione complessiva di rifiuti
urbani negli anni
e l’incremento
demografico.
L’effetto
dell’incremento
della
produzione
di
rifiuti
imputabile
all’incremento
demografico
è
stato
calcolato moltiplicando l’incremento di
popolazione per la produzione media
annua di rifiuti di ciascun cittadino,
sovrapposto
all’incremento
della
produzione di rifiuti imputabile ad altri
fattori (consumi, politiche di riduzione,
normativa, etc.).
Motivazione dell'incremento del totale RU
30.000
Incremento attribuibile a incr. demogr.
26.720
25.000
Variazione attribuibile ad altre cause
20.000
15.000
10.000
Var i az.
5.000
( t on/ ann o)
13.675
12.845
9.605
138
1.143
1.136
1997
1998
1999
8.806
2.091
1.442
2.154
2001
2002
0
-5.000
10.660
3.589
3.355
-534
2000
2003
2004
-10.000
-15.000
-15.542
-20.000
Anno
32
2.414
2005
-6.404
PRODUZIONE RIFIUTI URBANI 2004-2005 e variazioni
RU Tot. kg
kg/ab*gg
1,50
1,17
1,47
1,67
1,34
1,34
1,05
1,35
1,21
1,03
1,34
1,17
1,04
1,30
1,21
1,16
1,34
1,04
1,01
2,21
0,99
1,14
1,15
1,51
1,18
1,45
1,20
1,31
1,11
1,48
1,03
1,39
1,21
1,28
1,16
1,15
1,16
1,15
1,26
1,03
1,12
1,38
1,03
1,35
1,57
0,99
1,15
1,19
1,15
1,06
1,15
0,94
1,29
0,87
1,19
0,80
1,15
1,08
1,21
1,18
1,47
1,17
1,18
1,17
1,22
1,27
1,27
1,16
1,07
1,31
1,15
1,39
1,18
1,07
1,28
+11.170
+11.287
+92.685
+1.051.089
-323.614
+56.474
-7.630
+58.785
+16.681
-8.472
+61.386
+19.285
+158.108
+147.154
+57.077
-10.603
-86.009
-2.408
-23.989
+12.080
-14.570
+30.509
+1.591
+40.535
-31.958
+1.027.732
+35.643
+9.104
-135.069
+8.292
-42.119
-244.528
+103.909
+204.367
-170.094
+6.358
-14.562
-112.761
+140.911
+119.853
+1.764
-308.344
-8.175
+4.863
+33.930
-626.227
+6.823
+85.782
-1.620
-142.147
-55.285
+19.675
-80.738
-39.314
-31.864
-40.591
-6.018
-118.972
-61.985
-13.743
-17.405
-53.659
-12.890
+7.239
-15.159
-2.351
+225.946
-20.387
-18.518
+748.652
-16
-210.317
-1.031
-29.185
-21.185
Differenza
rispetto
variazione
media
provinciale
+5,4%
-0,1%
+2,4%
+20,6%
-13,0%
+1,1%
-5,4%
+7,0%
-2,7%
-3,4%
+5,6%
-0,9%
+4,5%
+9,6%
+1,6%
-0,4%
-5,9%
-2,6%
-4,0%
-0,1%
-4,6%
+5,3%
-0,7%
+7,1%
-1,8%
+2,5%
+3,2%
-0,2%
-4,8%
-1,1%
-4,3%
-3,7%
+2,8%
-1,5%
-8,3%
-0,7%
-5,3%
-6,2%
+5,9%
+1,6%
-3,0%
-3,7%
-4,5%
-3,1%
+2,3%
-18,0%
-0,7%
+2,8%
-0,7%
-4,2%
-6,1%
+4,3%
-4,0%
-13,1%
-2,7%
-15,8%
-0,7%
-9,3%
-5,1%
-3,3%
-13,1%
-3,7%
-3,5%
-0,7%
-2,3%
-3,0%
+2,5%
-0,3%
-3,0%
+2,4%
-0,7%
-4,2%
-1,6%
-3,5%
-2,7%
+0
+31
+38
+55
+32
+70
+21
+6
+77
+0
-3
+93
+40
+35
+67
-17
+29
+14
+7
+16
+1
+13
+11
-1
-14
+0
+27
+22
+46
+63
+4
+0
+77
+633
+29
+33
+36
-7
+8
-14
+22
-41
+4
+49
+14
+4
+53
+62
+2
+35
+113
-26
+26
+32
-2
+8
-10
+33
+19
+60
-4
+0
+28
+36
-2
+0
+230
-28
-27
+420
+6
-2
+70
+24
+212
+7,0%
+1,5%
+4,0%
+22,1%
-11,5%
+2,7%
-3,9%
+8,6%
-1,2%
-1,8%
+7,1%
+0,6%
+6,0%
+11,2%
+3,1%
+1,2%
-4,4%
-1,1%
-2,5%
+1,4%
-3,0%
+6,9%
+0,8%
+8,7%
-0,3%
+4,1%
+4,8%
+1,4%
-3,2%
+0,5%
-2,8%
-2,2%
+4,3%
+0,1%
-6,8%
+0,8%
-3,7%
-4,6%
+7,5%
+3,2%
-1,4%
-2,2%
-2,9%
-1,5%
+3,8%
-16,5%
+0,8%
+4,3%
+0,8%
-2,7%
-4,6%
+5,9%
-2,5%
-11,6%
-1,2%
-14,3%
+0,8%
-7,8%
-3,6%
-1,8%
-11,5%
-2,2%
-1,9%
+0,9%
-0,7%
-1,5%
+4,0%
+1,2%
-1,5%
+4,0%
+0,8%
-2,6%
-0,0%
-2,0%
-1,1%
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
398
4.964
5.751
9.831
4.680
4.121
733
1.727
1.465
647
2.423
5.114
8.833
3.176
4.063
2.035
3.279
764
1.712
1.000
863
1.206
1.016
1.120
3.247
78.450
1.787
1.650
7.616
4.482
2.588
12.500
5.908
13.567
4.790
2.523
1.300
3.953
5.342
20.740
597
14.618
552
1.286
2.038
7.920
5.178
5.038
819
9.153
3.864
1.984
4.727
1.058
2.547
788
594
3.285
2.980
2.743
185
3.228
1.638
2.787
1.374
163
10.969
6.673
626
49.347
847
9.436
4.602
2.726
9.510
ABITANTI
217.280
2.125.144
3.075.315
6.001.910
2.285.246
2.018.225
280.959
852.350
647.217
244.037
1.185.591
2.189.662
3.347.431
1.501.612
1.790.939
862.017
1.600.830
288.747
633.779
806.746
313.080
503.437
426.767
615.954
1.395.145
41.624.631
780.752
788.783
3.080.432
2.420.837
971.831
6.329.558
2.613.554
6.334.393
2.022.111
1.059.775
548.308
1.663.147
2.452.041
7.780.246
244.138
7.379.668
207.698
635.521
1.171.316
2.859.525
2.174.999
2.194.543
344.016
3.546.893
1.620.511
679.796
2.225.044
337.613
1.103.053
230.605
249.508
1.298.860
1.311.082
1.183.428
99.230
1.379.569
707.504
1.194.743
612.759
75.621
5.089.597
2.813.671
244.819
23.563.315
355.776
4.789.991
1.976.729
1.063.632
4.440.915
ABITANTI
1,42
1,17
1,43
1,39
1,54
1,33
1,11
1,26
1,24
1,07
1,27
1,18
0,99
1,18
1,19
1,17
1,42
1,06
1,06
2,21
1,04
1,09
1,16
1,41
1,20
1,42
1,16
1,31
1,16
1,50
1,08
1,44
1,18
1,30
1,26
1,16
1,22
1,23
1,19
1,01
1,15
1,44
1,08
1,40
1,54
1,21
1,16
1,16
1,16
1,11
1,22
0,90
1,34
1,01
1,22
0,95
1,16
1,19
1,27
1,22
1,69
1,22
1,23
1,18
1,25
1,31
1,24
1,16
1,10
1,28
1,16
1,45
1,20
1,11
1,31
RU Tot. kg
398
4.933
5.713
9.776
4.648
4.051
712
1.721
1.388
647
2.426
5.021
8.793
3.141
3.996
2.052
3.250
750
1.705
984
862
1.193
1.005
1.121
3.261
78.450
1.760
1.628
7.570
4.419
2.584
12.500
5.831
12.934
4.761
2.490
1.264
3.960
5.334
20.754
575
14.659
548
1.237
2.024
7.916
5.125
4.976
817
9.118
3.751
2.010
4.701
1.026
2.549
780
604
3.252
2.961
2.683
189
3.228
1.610
2.751
1.376
163
10.739
6.701
653
48.927
841
9.438
4.532
2.702
9.298
RU %
206.110
2.113.857
2.982.630
4.950.821
2.608.860
1.961.751
288.590
793.565
630.536
252.509
1.124.205
2.170.377
3.189.323
1.354.458
1.733.862
872.620
1.686.839
291.155
657.768
794.666
327.650
472.928
425.176
575.419
1.427.103
40.596.899
745.109
779.679
3.215.501
2.412.545
1.013.951
6.574.086
2.509.645
6.130.026
2.192.205
1.053.417
562.870
1.775.908
2.311.130
7.660.393
242.374
7.688.012
215.873
630.658
1.137.386
3.485.752
2.168.176
2.108.761
345.636
3.689.040
1.675.796
660.121
2.305.782
376.927
1.134.917
271.196
255.526
1.417.832
1.373.067
1.197.171
116.635
1.433.228
720.394
1.187.504
627.918
77.972
4.863.651
2.834.058
263.337
22.814.663
355.792
5.000.308
1.977.760
1.092.817
4.462.100
kg/ab*gg
Agra
Albizzate
Angera
Arcisate
Arsago Seprio
Azzate
Azzio
Barasso
Bardello
Bedero Valcuvia
Besano
Besnate
Besozzo
Biandronno
Bisuschio
Bodio Lomnago
Brebbia
Bregano
Brenta
Brezzo di Bedero
Brinzio
Brissago-Valtravaglia
Brunello
Brusim piano
Buguggiate
Busto Arsizio
Cadegliano-Viconago
Cadrezzate
Cairate
Cantello
Caravate
Cardano al Campo
Carnago
Caronno Pertusella
Caronno Varesino
Casale Litta
Casalzuigno
Casciago
Casorate Sem pione
Cassano Magnago
Cassano Valcuvia
Castellanza
Castello Cabiaglio
Castelseprio
Castelveccana
Castiglione Olona
Castronno
Cavaria con Prem ezzo
Cazzago Brabbia
Cislago
Cittiglio
Clivio
Cocquio-Trevisago
Comabbio
Comerio
Cremenaga
Crosio della Valle
Cuasso al Monte
Cugliate-Fabiasco
Cunardo
Curiglia con Monteviasco
Cuveglio
Cuvio
Daverio
Dumenza
Duno
Fagnano Olona
Ferno
Ferrera di Varese
Gallarate
Galliate Lombardo
Gavirate
Gazzada Schianno
Gemonio
Gerenzano
Variazioni 2005-2004 sul PRO
CAPITE
2005
abitanti
COMUNE
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
RU Tot. kg
2004
33
PRODUZIONE RIFIUTI URBANI 2004-2005 e variazioni
Orino
Osmate
Pino sulla Sponda del Lago Maggiore
Porto Ceresio
Porto Valtravaglia
Rancio Valcuvia
Ranco
Saltrio
Samarate
Sangiano
Saronno
Sesto Calende
Solbiate Arno
Solbiate Olona
Somm a Lombardo
Sumirago
Taino
Ternate
Tradate
Travedona-Mo nate
Tronzano Lago Maggiore
Uboldo
Valganna
Varano Borghi
Varese
Vedano Olona
Veddasca
Venegono Inferiore
Venegono Superiore
Vergiate
Viggiù
Vizzola Ticino
Malpensa 2000
PROVINCIA DI
VARESE
34
1.647.418
1.095.028
2.188.463
3.542.075
885.052
493.867
386.026
4.504.201
2.713.457
2.133.688
3.030.532
4.262.457
1.287.120
1.557.080
6.245.230
498.594
7.662.656
578.654
1.514.440
447.886
6.806.077
1.388.683
2.833.428
154.528
119.126
692.884
603.449
552.241
730.266
1.805.357
1.911.684
1.887.054
6.195.865
3.344.098
329.391
246.345
113.857
1.540.517
1.375.229
357.139
691.255
1.149.357
6.479.885
451.866
15.475.811
5.630.094
1.828.270
2.651.705
8.659.096
3.053.758
1.159.191
1.256.165
9.160.101
1.690.309
139.439
4.141.706
641.558
1.099.126
44.650.714
3.273.696
153.645
2.944.784
3.079.261
4.695.736
2.292.393
289.577
7.233.439
412.708.145 841.875 1,34 408.718.588 846.877 1,32
-121.834
-93.558
-60.528
-252.398
+2.922
-28.712
+23.886
-106
-28.188
+21.469
-9.845
+311.188
+107.631
+28.917
-278.832
+28.151
-135.523
-51.032
-2.183
-27.782
-925.255
+187.043
+159.423
+4.926
-6.607
+2.363
+16.147
+2.833
-84.794
-97.787
+26.506
+22.727
+9.233
+32.087
-16.373
-1.964
-24.376
-33.164
-1.536
-14.171
-94.098
+6.780
-253.534
+14.568
-393.391
-327.926
+3.880
-137.955
-381.264
-26.078
-346.045
-4.209
+448.916
+233.342
-24.562
-281.451
-75.829
-68.367
-2.757.961
-266.740
-16.473
+114.830
-49.905
-114.690
+78.107
-2.672
+591.041
- 3.989.557
-7,6%
-7,9%
-4,3%
-7,8%
-1,5%
-5,5%
-0,7%
-1,2%
-1,0%
-0,3%
-0,3%
+7,6%
+4,7%
-0,5%
-4,2%
-0,7%
-2,0%
-7,4%
+0,6%
-8,4%
-12,0%
+15,5%
+5,4%
-0,2%
-7,5%
+0,5%
+0,2%
-0,4%
-11,6%
-5,6%
-0,1%
+1,5%
-1,3%
+1,0%
-5,9%
-9,2%
-20,2%
-2,4%
-1,0%
-4,8%
-14,0%
-1,2%
-4,0%
-0,4%
-2,4%
-6,3%
-0,6%
-4,9%
-3,9%
-0,8%
-25,1%
-2,5%
+3,2%
+14,2%
-15,3%
-7,3%
-10,7%
-7,1%
-5,0%
-7,7%
-8,8%
+2,8%
-4,3%
-3,6%
+2,1%
-2,8%
+8,9%
-1,6%
ABITANTI
1,20
1,21
1,19
1,21
1,19
1,11
1,15
1,22
1,53
1,18
1,51
1,30
1,08
0,96
1,45
1,15
1,48
1,15
2,06
0,95
1,16
1,13
1,24
1,41
1,10
1,08
1,22
1,20
1,09
1,15
1,16
1,19
1,46
1,35
1,07
1,12
1,21
1,37
1,51
1,02
1,56
1,06
1,11
0,89
1,13
1,49
1,20
1,28
1,43
1,39
0,92
1,52
1,51
1,30
1,41
1,14
1,16
1,33
1,48
1,24
1,35
1,30
1,21
1,45
1,20
1,72
RU %
3.751
2.486
5.054
7.996
2.038
1.223
919
10.114
4.873
4.934
5.508
9.010
3.280
4.427
11.774
1.187
14.178
1.379
2.013
1.288
16.075
3.358
6.272
300
296
1.759
1.352
1.266
1.836
4.298
4.511
4.359
11.605
6.777
841
601
258
3.088
2.487
958
1.217
2.979
15.996
1.395
37.458
10.347
4.191
5.665
16.546
6.032
3.447
2.257
16.571
3.553
271
9.987
1.511
2.271
82.912
7.232
312
6.221
7.000
8.854
5.218
461
RU Tot. kg
RU Tot. kg
1,30
1,31
1,24
1,32
1,21
1,17
1,16
1,23
1,54
1,19
1,51
1,20
1,03
0,97
1,52
1,16
1,51
1,24
2,05
1,04
1,32
0,98
1,17
1,41
1,19
1,07
1,22
1,20
1,23
1,22
1,16
1,17
1,48
1,34
1,14
1,24
1,51
1,40
1,53
1,07
1,81
1,07
1,16
0,89
1,16
1,59
1,20
1,35
1,49
1,40
1,23
1,56
1,47
1,14
1,66
1,23
1,30
1,43
1,55
1,34
1,48
1,26
1,26
1,51
1,18
1,77
kg/ab*gg
Origgio
3.721
2.486
4.972
7.894
2.001
1.223
856
9.993
4.876
4.869
5.511
8.991
3.146
4.321
11.785
1.112
14.147
1.389
2.028
1.253
16.066
3.355
6.237
290
289
1.761
1.318
1.254
1.812
4.275
4.443
4.370
11.434
6.777
831
550
250
3.080
2.464
948
1.189
2.925
15.954
1.345
37.472
10.264
4.157
5.667
16.597
6.032
3.353
2.207
16.259
3.496
270
9.889
1.508
2.242
83.591
7.221
315
6.147
6.811
8.740
5.148
452
ABITANTI
Oggiona con Santo Stefano
Olgiate Olona
1.769.252
1.188.586
2.248.991
3.794.473
882.130
522.579
362.140
4.504.307
2.741.645
2.112.219
3.040.377
3.951.269
1.179.489
1.528.163
6.524.062
470.443
7.798.179
629.686
1.516.623
475.668
7.731.332
1.201.640
2.674.005
149.602
125.734
690.521
587.302
549.408
815.060
1.903.144
1.885.178
1.864.327
6.186.632
3.312.011
345.764
248.309
138.233
1.573.681
1.376.765
371.310
785.353
1.142.577
6.733.419
437.298
15.869.202
5.958.020
1.824.390
2.789.660
9.040.360
3.079.836
1.505.236
1.260.374
8.711.185
1.456.967
164.001
4.423.157
717.387
1.167.493
47.408.675
3.540.436
170.118
2.829.954
3.129.166
4.810.426
2.214.286
292.249
6.642.398
kg/ab*gg
Germignaga
Golasecca
Gorla Maggiore
Gorla Minore
Gornate-Olona
Grantola
Inarzo
Induno Olona
Ispra
Jerago con Orago
Lavena Ponte Tresa
Laveno-Mombello
Leggiuno
Lonate Ceppino
Lonate Pozzolo
Lozza
Luino
Luvinate
Maccagno
Malgesso
Malnate
Marchirolo
Marnate
Marzio
Masciago Primo
Mercallo
Mesenzana
Montegrino Valtravaglia
Monvalle
Morazzone
Mornago
Variazioni 2005-2004 sul PRO
CAPITE
2005
abitanti
COMUNE
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
RU Tot. kg
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
2004
+30
+0
+82
+102
+37
+0
+63
+121
-3
+65
-3
+19
+134
+106
-11
+75
+31
-10
-15
+35
+9
+3
+35
+10
+7
-2
+34
+12
+24
+23
+68
-11
+171
+0
+10
+51
+8
+8
+23
+10
+28
+54
+42
+50
-14
+83
+34
-2
-51
+0
+94
+50
+312
+57
+1
+98
+3
+29
-679
+11
-3
+74
+189
+114
+70
+9
+ 5.002
Differenza
rispetto
variazione
media
provinciale
-6,1%
-6,3%
-2,7%
-6,3%
+0,1%
-3,9%
+0,8%
+0,4%
+0,6%
+1,2%
+1,3%
+9,2%
+6,2%
+1,0%
-2,6%
+0,8%
-0,4%
-5,9%
+2,2%
-6,8%
-10,5%
+17,0%
+6,9%
+1,4%
-5,9%
+2,0%
+1,7%
+1,1%
-10,0%
-4,1%
+1,4%
+3,0%
+0,2%
+2,5%
-4,3%
-7,7%
-18,6%
-0,8%
+0,5%
-3,3%
-12,5%
+0,3%
-2,5%
+1,2%
-0,9%
-4,7%
+1,0%
-3,4%
-2,4%
+0,7%
-23,5%
-1,0%
+4,7%
+15,7%
-13,7%
-5,7%
-9,2%
-5,5%
-3,5%
-6,1%
-7,3%
+4,4%
-2,7%
-2,1%
+3,7%
-1,3%
+10,4%
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
CADEGLIANO - VICONAGO
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
AZZIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CASCIAGO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
CAZZAGO BRABBIA
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
CASTRONNO
MERCALLO
OSMATE
TERNATE
SESTO CALENDE
MORNAGO
SUMIRAGO
Totale RU pro capite
0,80 - 1,08 kg/ab.giorno
1,09 - 1,24
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
1,25 - 1,41
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
1,42 - 1,72
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
1,73 - 2,21
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LONATE POZZOLO
35
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
CADEGLIANO - VICONAGO
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
AZZIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CAZZAGO BRABBIA
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
MERCALLO
CASTRONNO
OSMATE
TERNATE
SESTO CALENDE
MORNAGO
SUMIRAGO
Variazione tot. RU 2005/2004
< -13%
-12.9% / -6.1%
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
-6.0% / -1.8%
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
-1.7% / +3.2%
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
> +3,2%
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
LONATE POZZOLO
36
CARONNO PERTUSELLA
PRODUZIONE DI RIFIUTI
URBANI
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
CADEGLIANO - VICONAGO
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
AZZIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
CLIVIO
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CAZZAGO BRABBIA
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
OSMATE
TERNATE
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
MERCALLO
CASTRONNO
SESTO CALENDE
MORNAGO
SUMIRAGO
Differenza tra la variaz. tot. RU e
la variaz. media provinciale
< -11,1%
-11,1% - -4,3%
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
-4,2% - 0%
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
0,1% - 5%
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
> 5%
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LONATE POZZOLO
37
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
9. RACCOL T A
DI FFERENZ IAT A
9.1.
ANALISI A LIVELLO PROVINCIALE
La Raccolta Differenziata (RD)
consente:
ƒ la valorizzazione delle componenti
merceologiche dei rifiuti sin dalla
fase di raccolta;
ƒ la riduzione della quantità e della
pericolosità dei rifiuti da avviare allo
smaltimento
indifferenziato,
individuando tecnologie più adatte di
gestione e minimizzando l’impatto
ambientale
dei
processi
di
trattamento e smaltimento;
ƒ il recupero di materiali ed energia
nella fase di trattamento finale;
ƒ la promozione di comportamenti
ambientalmente più corretti da parte
dei
cittadini
con
conseguenti
significativi
cambiamenti
dei
consumi a beneficio di politiche di
prevenzione e di riduzione.
Lo sviluppo delle RD sul territorio
provinciale prosegue con un trend molto
positivo
che
ha
consentito
di
raggiungere obiettivi ben superiori a
quelli di legge: il 51,1% di RD colloca la
Provincia di Varese tra le 10 più
virtuose dell’intero panorama nazionale,
senza considerare le punte di eccellenza
di
alcuni
Comuni
particolarmente
innovativi e sensibili al tema.
Di
fatto
andando
a
rivedere
storicamente gli obiettivi previsti dalla
normativa nazionale e locale a partire dal
1997 la Provincia di Varese ha sempre
anticipato di alcuni anni il raggiungimento
degli obiettivi previsti e, nel caso si
confermasse il trend attuale saranno a
portata gli ambiziosi obiettivi previsti dal
Piano Provinciale Gestione Rifiuti (56,8%
RD nel 2009 e 60,4% RD nel 2014).
% Raccolta differenziata
Confronto con gli obiettivi
nazionali, regionali e provinciali
70%
Obiettivo Piano Prov . Rifiuti al 2014: 60,4%
60%
Obiettivo Piano Prov. Rifiuti al 2009: 56,8%
50%
40%
30%
20%
Obiettiv o D.Lgs. 22/97 al 2003: 35%
Obiettiv o l.r. 21/93
al 1997: 25%
10%
0%
1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Totale rifiuti e % raccolte differenziate
Ingombranti a
smaltimento
7,7%
Materiali recuperati
da rif. ingombranti
0,9%
Spazzamento
stradale
3,6%
Carta e cartone
10,0%
Plastica
3,3%
R.D.
Altro
51,1%
Verde
11,3%
Legno
3,5%
Organico
9,5%
R.S.U. indifferenziati
37,6%
Materiali ferrosi
2,3%
Vetro
9,1%
Altre
1,3%
38
4,5
2000
4,0
2001
2002
3,5
2003
2004
3,0
2005
Funzione
gaussiana
2,5
2,0
1,5
% RACCOLTA DIFFERENZIATA - 1995-2005
Provincia
di Varese
13,6%
19,1%
25,6%
32,5%
39,1%
35,7%
36,7%
38,7%
45,5%
48,0%
51,1%
Anno
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Regione
Lombardia
13,8%
22,5%
27,2%
31,2%
33,8%
35,1%
36,1%
39,0%
40,8%
41,7%
-
Italia
7,2%
7,6%
9,5%
11,2%
13,1%
14,4%
17,4%
19,2%
21,1%
22,7%
-
Fonte: OPR 2006 - ARPA 2005 - APAT 2005
% Raccolta differenziata
1,0
0,5
0,0
0%
20%
30%
40%
50%
60%
50%
100%
40%
30%
20%
Provincia di Varese
Regione Lombardia
Italia
2006
2005
2004
2002
2003
2001
2000
1999
1998
1997
1996
0%
1995
80%
La funzione gaussiana cumulativa ci
permette invece di apprezzare come negli
anni sia aumentata la percentuale minima
di raccolta differenziata registrata per i
Comuni
meno
efficienti,
e
l’intera
popolazione di Comuni si sia via via
assestata su valori superiori di RD.
% RD
10%
70%
%raccolta differenziata
Distribuzione normale %raccolta differenziata
negli anni
funzione gaussiana cumulativa
60%
1994
10%
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
Quanto detto risulta poi ancora più
evidente rappresentando le serie storiche
della percentuale di raccolta differenziata
della Provincia di Varese, della Regione
Lombardia
e
dell’Italia
nella
sua
completezza.
Distribuzione normale % raccolta differenziata
negli anni
funzione gaussiana standard
Un’analisi matematica più raffinata ha
permesso di verificare l’andamento e la
distribuzione dei Comuni rispetto alle
performances di raccolta differenziata
complessiva. Utilizzando una funzione
gaussiana standard si evidenzia quindi
come la distribuzione dei Comuni
varesini tenda nel tempo a portarsi verso
risultati medi più elevati, ma a ciò si
abbina un certo schiacciamento della
curva gaussiana che indica come i
risultati dei Comuni nel tempo tendano a
differenziarsi maggiormente, evidenziando il fatto che ci troviamo attualmente in
una fase di transizione verso valori più
elevati come % RD.
%dei Comuni
sopra una
data %di RD
2000
90%
2001
80%
2002
70%
2004
60%
2005
2003
50%
40%
30%
20%
10%
0%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
%raccolta differenziata
E’ interessante inoltre notare il fatto
che, relativamente al 2005, 84 Comuni su
141 presentano un valore superiore alla
media provinciale, mentre nel 2004 72
Comuni si collocavano sopra la media.
Come si vede nella tabella di dettaglio
riportata nelle pagine seguenti, i valori più
elevati come percentuale di raccolta
differenziata vengono presentati da Comuni
storicamente
ricicloni
(come
Cassano
Magnago, ancora in testa alla “classifica”),
ma anche da numerose “nuove entrate” che,
con valori tra il 60 e il 70% , dimostrano
come l’efficacia del sistema secco-umido sia
consolidata.
39
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
9.2.
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN
BASE
A
VARIABILI
GEODEMOGRAFICHE
L’analisi
per
comprensorio
dell’RD evidenzia, come rilevato per la
produzione complessiva di rifiuti, che i
subambiti,
individuati
nel
Piano
Provinciale Gestione dei Rifiuti, non sono
tra loro perfettamente omogenei; in
particolare il subambito centrale si
distingue per una percentuale di RD ben
superiore alla media provinciale mentre i
subambiti
nord-ovest
e
nord-est
evidenziano risultati inferiori alla media
provinciale.
% raccoltadifferenziata per Subambiti
70%
60%
Media provinciale: 51,1%
50%
40%
%RD
30%
20%
contribuiscono
per
lo
0,2%
alla
percentuale media provinciale, casi come
Duno e Masciago Primo con valori
superiori al 50% dimostrano come,
consorziandosi
ed
introducendo
un
sistema di raccolta consolidato, sia
possibile conformarsi agli obiettivi del
Piano Provinciale Rifiuti.
Per quanto riguarda i Comuni
superiori ai 10.000 abitanti, quasi tutti
hanno adottato nel 2005 o nel corso del
2006 il sistema di raccolta secco-umido,
ad eccezione di Somma Lombardo.
Nella tabella alla pagina seguente è
riportata la graduatoria dei Comuni in
base alla raccolta differenziata; si fa notare
che il valore di variazione dei quantitativi
non comprende quello della frazione
recuperata dai rifiuti ingombranti. Con
questa modalità di calcolo il totale
provinciale vede un incremento totale pari
a +5,3% , mentre il totale considerando
anche quest’ultima frazione subisce un
incremento pari a +5,4% come riportato
nella tabella riassuntiva a pagina 20.
10%
0%
SUBAMBITO
SUBAMBITO
SUBAMBITO
NORD - OVEST
NORD - EST
CENTRALE
SUBAMBITO SUD SUBAMBITO SUD
- OVEST
- EST
E’ da sottolineare il fatto che, nel
corso del 2006, nei subambiti nord-ovest
e nord-est, in quasi tutti i Comuni è
stata attivata la raccolta dell’umido: nel
report dell’anno prossimo anch’essi
presenteranno quindi elevati valori di
RD.
Un approfondimento interessante
riguarda la suddivisione dei Comuni per
classe dimensionale come numero di
abitanti,
presentata
nella
tabella
seguente.
Ad esempio, analizzando i dati si
nota innanzitutto come sia possibile
raggiungere elevati livelli sia nei Comuni
più piccoli che in quelli più popolosi.
Anche nel ristretto numero dei Comuni
con meno di 500 abitanti, che
RACCOLTA DIFFERENZIATA PER CLASSE DIMENSIONALE DEI COMUNI
comuni
Differenziata
% sul totale
abitanti
n°
%
t/anno
% RD
della RD
< 500
9
6,4%
450,3
33,1%
0,2%
tra 500 e 999
15
10,6%
2.455,9
56,8%
1,2%
tra 1000 e 1.999
26
18,4%
7.218,7
45,2%
3,5%
tra 2000 e 4.999
45
31,9%
35.740,2
51,5%
17,1%
tra 5000 e 9.999
28
19,9%
46.301,6
50,9%
22,2%
>= 10.000
18
12,8% 116.713,8
51,5%
55,9%
141
208.880,5
40
Abitanti
% RD
(escl. ingombranti)
1
2
3
Cassano Magnago
Sesto Calende
Casorate Sempione
20.740
10.347
5.342
73,68%
64,07%
69,27%
+0,1%
-4,2%
+9,7%
4
5
6
Ranco
Travedona-Monate
Golasecca
1.217
3.553
2.486
69,24%
68,28%
67,48%
+21,4%
+56,3%
-6,3%
7
8
9
Varano Borghi
Arcisate
Brebbia
2.271
9.831
3.279
67,33%
53,65%
65,98%
+35,0%
+63,0%
+30,7%
10
11
12
Taino
Cugliate-Fabiasco
Monvalle
3.447
2.980
1.836
65,98%
65,95%
65,15%
+25,5%
+90,7%
+25,6%
13
14
15
Ispra
Fagnano Olona
Cadrezzate
4.873
10.969
1.650
64,96%
63,52%
63,49%
+49,0%
+6,3%
+8,2%
16
17
18
Mercallo
Ferno
Castello Cabiaglio
1.759
6.673
552
63,13%
62,83%
62,66%
+56,9%
-3,3%
-2,2%
19
20
21
Gallarate
Cunardo
Samarate
49.347
2.743
15.996
62,59%
62,29%
61,85%
+2,5%
+39,9%
-5,0%
22
23
24
Brinzio
Osmate
Laveno-Mombello
863
601
9.010
61,78%
61,74%
60,94%
-3,3%
+27,7%
+12,6%
25
26
27
Azzio
Brenta
Saronno
733
1.712
37.458
60,93%
60,67%
60,37%
-0,4%
-1,9%
-2,0%
28
29
30
Cardano al Campo
Castelseprio
Bedero Valcuvia
12.500
1.286
647
60,33%
60,26%
60,17%
-11,1%
+8,0%
-3,2%
31
32
33
Marnate
Caravate
Rancio Valcuvia
6.272
2.588
958
59,80%
59,63%
59,60%
+6,8%
-3,1%
-2,3%
34
35
36
Olgiate Olona
Vergiate
Leggiuno
11.605
8.854
3.280
59,39%
59,19%
59,07%
-0,2%
-4,4%
+57,1%
37
38
39
Biandronno
Gemonio
Masciago Primo
3.176
2.726
296
58,99%
58,99%
58,84%
+57,0%
-1,3%
-2,3%
40
41
42
Ternate
Lonate Ceppino
Gavirate
2.257
4.427
9.436
58,37%
58,21%
58,15%
+0,5%
+1,2%
+14,8%
43
44
45
Orino
Malnate
Gornate-Olona
841
16.075
2.038
58,12%
58,01%
57,47%
-2,7%
+9,9%
-2,0%
46
47
48
Cittiglio
Inarzo
Crosio della Valle
3.864
919
594
57,40%
56,80%
56,80%
-1,0%
+16,4%
+6,6%
49
50
51
Casale Litta
Brunello
Castronno
2.523
1.016
5.178
56,80%
56,80%
56,80%
+9,8%
+9,6%
+9,5%
52
53
54
Morazzone
Lozza
Cazzago Brabbia
4.298
1.187
819
56,80%
56,79%
56,79%
+9,0%
+15,7%
+8,7%
55
56
57
Galliate Lombardo
Vedano Olona
Azzate
847
7.232
4.121
56,79%
56,75%
56,67%
+9,2%
+1,9%
+10,0%
58
59
60
Castiglione Olona
Besozzo
Lonate Pozzolo
7.920
8.833
11.774
56,72%
56,50%
56,49%
-23,9%
+12,5%
-7,9%
61
62
63
Ferrera di Varese
Bodio Lomnago
Venegono Superiore
626
2.035
7.000
56,37%
56,32%
55,95%
-7,0%
+7,5%
+9,9%
64
65
66
Caronno Varesino
Daverio
Gazzada Schianno
4.790
2.787
4.602
55,73%
55,65%
55,54%
+1,7%
+9,8%
+10,1%
67
68
69
Jerago con Orago
Oggiona con Santo Stefano
Bregano
4.934
4.359
764
55,17%
55,11%
55,09%
+9,8%
+8,1%
+37,3%
70
71
72
Gorla Minore
Cavaria con Premezzo
Cassano Valcuvia
7.996
5.038
597
55,03%
54,80%
54,69%
-7,0%
+9,8%
+0,6%
73
74
75
Solbiate Arno
Malgesso
Duno
4.191
1.288
163
54,69%
54,57%
54,11%
+9,3%
+15,6%
+1,0%
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
Comune
Abitanti
% RD
Variazione
quantitativi
(escl. ingombranti)
Carnago
Busto Arsizio
Angera
Cuvio
Bardello
Casalzuigno
Cuveglio
Castellanza
Sangiano
Cislago
Mornago
Casciago
Albizzate
Buguggiate
Besnate
Caronno Pertusella
Uboldo
Sumirago
Comabbio
Arsago Seprio
Brezzo di Bedero
Bisuschio
Maccagno
Varese
Cuasso al Monte
Cairate
Tradate
Cocquio-Trevisago
Induno Olona
Venegono Inferiore
Agra
Origgio
Comerio
Gorla Maggiore
Somma Lombardo
Barasso
Tronzano Lago Maggiore
Besano
Cantello
Luvinate
Brusimpiano
Solbiate Olona
Saltrio
Porto Ceresio
Curiglia con Monteviasco
Gerenzano
Brissago-Valtravaglia
Porto Valtravaglia
Marchirolo
Castelveccana
Lavena Ponte Tresa
Luino
Mesenzana
Viggiù
Cremenaga
Dumenza
Veddasca
Pino sulla Sponda del Lago Maggiore
Valganna
Montegrino Valtravaglia
Grantola
Marzio
Clivio
Germignaga
Cadegliano-Viconago
Vizzola Ticino
Malpensa 2000
PROVINCIA DI
VARESE
5.908
78.450
5.751
1.638
1.465
1.300
3.228
14.618
1.395
9.153
4.511
3.953
4.964
3.247
5.114
13.567
9.987
6.032
1.058
4.680
1.000
4.063
2.013
82.912
3.285
7.616
16.571
4.727
10.114
6.221
398
6.777
2.547
5.054
16.546
1.727
271
2.423
4.482
1.379
1.120
5.665
2.979
3.088
185
9.510
1.206
2.487
3.358
2.038
5.508
14.178
1.352
5.218
788
1.374
312
258
1.511
1.266
1.223
300
1.984
3.751
1.787
461
53,93%
53,31%
53,10%
52,60%
51,93%
51,63%
51,61%
51,58%
51,38%
50,97%
50,92%
50,86%
50,81%
50,62%
50,60%
49,93%
49,68%
48,23%
47,68%
45,89%
45,13%
43,91%
43,72%
43,32%
43,14%
42,98%
42,22%
41,52%
41,41%
40,30%
40,15%
40,10%
39,31%
38,35%
37,75%
37,13%
37,03%
36,86%
36,31%
36,17%
34,83%
34,65%
34,53%
34,18%
33,87%
33,81%
33,40%
33,33%
33,24%
32,88%
32,67%
32,34%
30,91%
29,98%
29,89%
29,08%
28,82%
28,56%
28,11%
27,02%
25,13%
23,03%
22,43%
21,26%
20,59%
18,79%
15,01%
846.877 51,11%
+9,8%
+2,5%
+38,9%
-1,7%
+29,2%
-0,4%
-3,5%
-2,6%
+52,3%
+39,1%
+17,4%
-1,9%
+17,3%
+16,0%
+18,2%
+4,2%
+26,2%
+3,7%
+47,4%
-23,3%
+5,1%
+12,8%
+2,9%
+2,4%
+56,9%
+9,6%
+4,1%
+16,8%
-2,5%
+5,2%
+22,4%
+11,6%
-3,4%
+13,2%
-9,1%
+14,9%
-19,8%
-0,1%
+2,9%
-8,2%
+46,8%
+0,0%
-3,2%
+24,6%
-16,1%
+1,6%
+25,7%
+7,3%
+78,9%
+12,4%
+4,3%
+4,8%
+20,4%
+7,8%
-14,9%
+1,0%
-7,8%
-28,3%
+16,9%
+13,9%
-15,6%
+13,7%
+1,2%
-20,6%
+18,6%
-7,6%
+126,6%
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
Comune
Variazione
quantitativi
Po sizion e
2005
Posizione
2005
% RACCOLTA DIFFERENZIATA
+5,3%
41
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAGO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
AZZIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CAZZAGO BRABBIA
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
MERCALLO
CASTRONNO
OSMATE
TERNATE
SESTO CALENDE
SUMIRAGO
MORNAGO
% RD
18,8% - 30,9%
31,0% - 43,9%
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
44,0% - 54,1%
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
54,2% - 60,9%
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
61,0% - 73,7%
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
LONATE POZZOLO
42
CARONNO PERTUSELLA
LE FRAZIONI
RACCOLTE
MERCEOLOGICHE
La
Raccolta
Differenziata
si
compone
di
diverse
frazioni
merceologiche o materiali da raccolta
differenziata suddivisibili in 2 macrocategorie:
ƒ frazioni principali: organico, carta,
plastica, vetro, metalli, legno, verde e
ingombranti
ƒ frazioni secondarie o altre frazioni:
accumulatori, batterie esauste, toner,
farmaci scaduti, pneumatici, prodotti
etichettati “T o F”, stracci o
indumenti,
rifiuti
elettrici
ed
elettronici, etc.
La composizione merceologica delle
diverse frazioni ci fa capire quanto
ciascuna pesi sul totale dei rifiuti raccolti
in modo separato. Come previsto la
frazione organica domestica (detta anche
Forsu o frazione umida) pesa per oltre il
30% confermandosi quale frazione chiave
per il raggiungimento degli obiettivi
legislativi e di efficienza complessiva del
sistema. Anche la frazione verde ha un
contributo sostanziale così come la frazione
cellulosica (carta e cartone) ed il vetro. Ci
preme ricordare però che per proteggere
adeguatamente l’ambiente non occorre
raccogliere solo le frazioni principali ma
anche le piccole frazioni di rifiuti pericolosi
o tossico-nocivi al fine di evitare che siano
smaltiti con i rifiuti indifferenziati.
Verificare il numero di Comuni che
hanno attivato la raccolta di alcune frazioni
merceologiche
consente
di
poter
programmare
specifiche
attività
di
promozione per la raccolta di tali frazioni
ovvero interagire con i Comuni che ancora
non le hanno attivate. In particolare si
evince come le frazioni principali e storiche
(carta e cartone, plastica, vetro) sono
raccolte in tutti i 141 Comuni della
Provincia
di
Varese.
Altre
frazioni
importanti per i risultati complessivi di
raccolta differenziata (organico, verde,
legno) sono raccolte in oltre 110 Comuni, e
non effettuano queste raccolte solo i
Comuni più piccoli che nel tempo si
adegueranno
dotandosi
delle
idonee
attrezzature. Per quanto riguarda le frazioni
minori dal punto di vista quantitativo ma
onerose dal punto di vista degli smaltimenti
(soprattutto rifiuti pericolosi, come batterie,
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
9.3.
Numero Comuni serviti per tipologia di RD
Raccolta multimateriale
Siringhe
Cavi elettrici
Alluminio
Met alli ferrosi
Pneumatici
Altri metalli oleghe
Metallo
Stracci e indumenti smessi
Cartucce e toner per stampa
Prodotti esost anze var ie e relativi contenitori
Oli e grassi vegetali
Oli, filtri e grassi minerali
Organico
Neon
Legno
Accumulatori per auto
Pile e batterie
Verde
Far maci e medicinali
Beni durevoli e app_ fuori uso
Vetro
Plast ica
Carta e car tone
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
110
120
130
140
150
43
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
farmaci, oli, etc.) occorre un impegno
maggiore soprattutto da parte dei
Comuni più piccoli.
Considerare come si modifica nel
tempo il trend dell’intercettazione delle
diverse frazioni merceologiche è utile per
valutare la contribuzione di ciascuna
frazione al risultato complessivo di RD e
comprendere quindi quali sono le
frazioni più importanti su cui si è
puntato per migliorare le performances
del sistema.
Come si evidenzia dal grafico le
frazioni con il maggior contributo
assoluto (espresso in kg/ab.anno) al
risultato complessivo della raccolta
differenziata in Provincia di Varese sono
verde, carta e vetro. A queste si è
aggiunta la frazione organica domestica
che ha registrato una crescita lineare
nell’ultimo quinquennio. Le altre frazioni
presentano un andamento più costante
nel tempo eccezion fatta per gli
ingombranti
il
cui
andamento è
influenzato
dalla
modalità
di
computazione della frazione recuperata,
sul totale raccolto, che è la parte di
interesse.
Trend raccolte differenziate
60
55
50
45
Verde
40
Legno
35
Carta
Vetro
30
Ingombranti recuperati
25
Organico
20
Metalli
15
Plastica
Altre
10
kg/ab. 5
anno
44
200
6
200
5
200
4
200
3
200
2
200
1
200
0
199
9
199
8
199
7
0
RIASSUNTO RACCOLTE DIFFERENZIATE
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
Agra
Albizzate
Angera
Arcisate
Arsago Seprio
Azzate
Azzio
Barasso
Bardello
Bedero Valcuvia
Besano
Besnate
Besozzo
Biandronno
Bisuschio
Bodio Lomnago
Brebbia
Bregano
Brenta
Brezzo di Bedero
Brin zio
Brissago-Valt ravaglia
Brunello
Brusimpia no
Buguggiate
Busto Arsizio
Cadegliano-Viconago
Cadrezzate
Cairate
Cantello
Caravate
Cardano al Campo
Carnago
Caronno Pertusella
Caronno Varesino
Casale Litta
Casalzuigno
Casciago
Casorate Sempio ne
Cassano Magnago
Cassano Valcuvia
Castellanza
Castello Cabiaglio
Castelseprio
Castelveccana
Castiglione Olona
Castronno
Cavaria con Premezzo
Cazzago Brabbia
Cislago
Cittig lio
Clivio
Cocquio -Trevisago
Comabbio
Comerio
Cremenaga
Crosio della Valle
Cuasso al Monte
Cugliate-Fabiasco
Cunardo
Curig lia con Monteviasco
Cuveglio
Cuvio
Daverio
Dumenza
Duno
Fagnano Olona
Ferno
Ferrera di Varese
Gallarate
Galliate Lombardo
Gavirate
Gazzada Schianno
Gemonio
Gerenzano
398
4.964
5.751
9.831
4.680
4.121
733
1.727
1.465
647
2.423
5.114
8.833
3.176
4.063
2.035
3.279
764
1.712
1.000
863
1.206
1.016
1.120
3.247
78.450
1.787
1.650
7.616
4.482
2.588
12.500
5.908
13.567
4.790
2.523
1.300
3.953
5.342
20.740
597
14.618
552
1.286
2.038
7.920
5.178
5.038
819
9.153
3.864
1.984
4.727
1.058
2.547
788
594
3.285
2.980
2.743
185
3.228
1.638
2.787
1.374
163
10.969
6.673
626
49.347
847
9.436
4.602
2.726
9.510
0,0
23,6
46,9
33,0
0,0
44,7
47,7
0,0
32,2
41,1
0,0
22,8
51,3
40,7
0,0
44,7
48,1
41,7
38,7
0,0
38,2
0,0
44,7
1,4
23,6
63,4
5,5
57,8
17,6
0,0
38,0
57,6
44,7
45,6
21,0
44,7
31,9
50,4
41,7
65,3
37,8
76,3
49,9
18,5
0,0
63,0
44,7
44,7
44,7
35,1
54,9
0,0
32,6
35,4
0,0
5,5
44,7
42,2
52,1
56,6
0,0
34,7
41,3
44,7
0,0
65,2
58,8
47,1
34,6
84,1
44,7
61,1
44,7
44,3
0,0
47,9
35,4
56,0
51,7
39,1
35,4
33,7
31,3
38,8
33,7
23,7
35,4
42,9
27,6
44,2
35,4
47,5
32,2
33,7
59,5
33,7
30,6
35,4
39,5
35,4
55,2
28,2
48,7
36,8
31,2
33,7
48,3
35,4
54,2
37,8
35,4
33,7
38,3
47,4
75,3
33,7
46,7
33,7
44,0
38,3
28,7
35,4
35,4
35,4
31,3
33,7
18,0
40,7
41,6
31,2
9,7
35,4
29,0
34,3
40,2
62,4
33,7
33,7
35,4
38,6
33,7
34,6
38,3
33,7
66,7
35,4
40,2
35,4
33,7
40,1
9,7
18,6
16,2
19,2
16,4
18,6
15,0
15,1
16,9
15,0
18,3
18,6
14,4
17,3
18,3
18,6
20,1
18,0
15,0
12,2
15,0
8,0
18,6
18,6
18,6
12,0
15,2
15,8
16,2
10,6
15,0
17,6
18,6
15,8
15,3
18,6
15,0
14,6
12,5
23,6
15,0
13,3
15,0
11,9
10,1
19,1
18,6
18,6
18,6
13,0
15,0
12,4
16,4
20,3
14,3
12,7
18,6
14,9
19,5
24,0
17,0
15,0
15,0
18,6
0,0
15,0
10,7
11,6
15,0
23,8
18,6
19,4
18,6
15,0
9,1
13,8
15,6
15,6
23,4
2,3
15,6
16,7
11,7
0,0
16,7
1,2
15,6
4,5
0,0
18,9
15,6
30,0
11,9
16,7
39,6
16,7
13,1
15,7
47,8
15,6
6,7
0,0
14,3
10,3
23,7
16,7
14,3
15,6
8,3
20,1
15,6
16,7
0,0
18,7
7,6
16,7
4,1
16,7
14,8
21,5
12,5
15,6
15,8
15,6
8,2
16,7
0,0
0,0
0,0
11,2
0,0
15,6
2,7
22,8
24,7
4,9
16,7
16,7
15,6
8,4
16,7
11,2
16,7
16,7
7,7
15,6
12,6
15,6
16,7
8,2
50,6
59,2
49,8
101,1
88,6
98,2
55,7
83,2
76,4
55,7
91,0
59,2
56,2
88,3
40,8
59,2
72,0
27,8
55,7
89,0
55,7
35,4
59,2
32,9
59,2
65,1
0,0
61,6
27,9
55,8
55,7
80,5
59,2
49,9
70,0
59,2
55,7
48,6
115,8
43,9
55,7
51,0
55,7
158,1
54,6
10,7
59,2
59,2
59,2
46,3
55,7
0,0
51,2
0,0
56,4
0,0
59,2
19,6
103,6
50,3
0,4
55,7
55,7
59,2
11,1
55,7
110,4
69,5
55,7
45,8
59,2
92,9
59,2
55,7
49,4
12,1
19,8
16,7
34,6
14,2
19,8
12,8
0,0
0,0
12,8
0,0
19,8
0,0
24,8
20,6
19,8
21,9
0,0
12,8
43,4
12,8
12,0
19,8
0,0
19,8
31,7
0,0
19,8
10,6
21,4
12,8
23,0
19,8
12,5
19,5
19,8
12,8
0,0
21,1
15,0
12,8
11,7
12,8
12,6
21,3
18,0
19,8
19,8
19,8
0,0
12,8
0,0
15,6
0,0
0,0
0,0
19,8
9,5
17,2
18,7
0,0
12,8
12,8
19,8
5,3
12,8
15,4
24,7
12,8
12,8
19,8
17,8
19,8
12,8
22,7
3,3
6,2
2,6
9,9
4,7
6,2
6,1
1,5
6,3
6,1
3,6
6,2
2,8
5,9
4,8
6,2
5,4
5,1
6,1
10,4
6,1
2,9
6,2
3,4
6,2
6,1
2,6
5,3
3,5
7,2
6,1
5,4
6,2
4,0
4,3
6,2
6,1
0,1
10,2
2,9
6,1
6,9
6,1
3,0
5,1
4,7
6,2
6,2
6,2
2,3
6,1
5,6
4,8
2,3
0,9
5,8
6,2
2,9
5,5
5,9
0,0
6,1
6,1
6,2
11,5
6,1
9,0
5,1
6,1
3,5
6,2
4,4
6,2
6,1
5,2
Ing. recup.
Altre
Legno
Verde
Ferrosi
Plastica
Vetro
81,8
39,0
51,0
53,8
45,6
39,0
45,1
40,6
47,5
45,1
42,5
39,0
42,0
60,4
45,9
39,0
64,7
50,0
45,1
110,0
45,1
37,4
39,0
47,8
39,0
42,1
38,5
64,8
39,8
40,8
45,1
43,7
39,0
37,6
34,9
39,0
45,1
62,0
42,5
39,3
45,1
48,6
45,1
34,8
38,0
47,9
39,0
39,0
39,0
41,5
45,1
40,9
34,2
45,4
56,1
53,7
39,0
49,9
35,2
48,3
97,0
45,1
45,1
39,0
54,7
45,1
43,2
38,1
45,1
52,8
39,0
46,9
39,0
45,1
23,2
0,0
0,0
29,2
1,0
13,2
0,0
0,7
0,0
11,3
0,7
0,0
0,0
0,0
13,9
0,0
0,0
12,4
21,4
0,7
0,0
0,7
0,0
0,0
0,0
0,0
0,5
0,0
15,3
11,1
5,4
0,7
15,1
0,0
5,4
12,2
0,0
0,7
0,0
8,0
3,6
0,7
1,8
0,7
0,0
0,0
0,2
0,0
0,0
0,0
19,9
0,7
0,0
0,0
7,1
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,7
0,7
0,0
0,0
0,7
1,5
13,9
0,7
1,7
0,0
0,0
0,0
0,7
0,0
TOTALE
kg/ab.
anno
VARIAZIONE %
2005-2004
219,2
217,5
254,7
326,5
210,9
277,5
232,9
183,3
218,1
226,3
180,4
216,6
214,1
265,0
193,6
238,6
309,7
186,8
223,9
364,1
223,4
139,4
238,6
191,5
217,5
282,4
90,0
288,2
162,8
190,7
223,2
290,4
238,6
227,8
223,0
238,6
217,1
214,0
310,0
272,8
223,0
258,6
235,1
297,8
189,0
204,6
238,6
238,7
238,6
177,7
240,0
76,8
195,4
145,0
170,2
87,5
238,6
170,6
290,2
268,7
181,7
219,9
226,5
238,6
129,7
250,4
293,2
251,0
219,8
297,2
238,6
295,2
238,6
229,5
157,9
+22,4%
+17,3%
+38,9%
+63,0%
-23,3%
+10,0%
-0,4%
+14,9%
+29,2%
-3,2%
-0,1%
+18,2%
+12,5%
+57,0%
+12,8%
+7,5%
+30,7%
+37,3%
-1,9%
+5,1%
-3,3%
+25,7%
+9,6%
+46,8%
+16,0%
+2,5%
+18,6%
+8,2%
+9,6%
+2,9%
-3,1%
-11,1%
+9,8%
+4,2%
+1,7%
+9,8%
-0,4%
-1,9%
+9,7%
+0,1%
+0,6%
-2,6%
-2,2%
+8,0%
+12,4%
-23,9%
+9,5%
+9,8%
+8,7%
+39,1%
-1,0%
+1,2%
+16,8%
+47,4%
-3,4%
-14,9%
+6,6%
+56,9%
+90,7%
+39,9%
-16,1%
-3,5%
-1,7%
+9,8%
+1,0%
+1,0%
+6,3%
-3,3%
-7,0%
+2,5%
+9,2%
+14,8%
+10,1%
-1,3%
+1,6%
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
1
ABITANTI
Carta
COMUNE
Organico
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
45
RIASSUNTO RACCOLTE DIFFERENZIATE
Ing. recu p.
A ltre
Leg no
V erde
Fe rro si
V etro
C arta
TOTALE
VARIAZIONE %
kg/ab.
2005-2004
anno
76
77
Germig naga
Golasecca
3.751
2.486
0,0
46,8
20,2
42,7
37,8
62,0
10,2
22,1
10,0
27,3
0,0
48,7
12,2
30,4
2,9
7,6
0,0
9,6
93,4
287,6
-20,6%
-6,3%
78
Gorla Maggiore
Gorla Minore
Gornate-Olona
5.054
7.996
15,5
47,7
29,9
33,6
37,4
38,2
11,8
10,7
12,5
7,4
53,8
85,1
1,2
14,9
3,9
6,1
0,0
0,0
166,1
243,8
2.038
1.223
919
47,8
0,0
44,7
53,6
23,0
35,4
53,5
16,8
39,0
20,3
9,3
18,6
7,4
10,2
15,7
64,6
27,6
59,2
0,0
7,9
19,8
1,3
6,5
6,2
1,0
0,0
0,0
248,5
101,5
238,6
+13,2%
-7,0%
-2,0%
10.114
4.873
4.934
0,0
52,3
44,7
35,4
51,6
35,4
38,1
65,3
39,0
12,0
17,8
18,6
4,8
23,9
15,6
79,1
98,6
59,2
9,7
26,1
19,8
5,4
8,1
6,2
0,0
18,0
0,0
184,4
343,8
238,6
5.508
9.010
3.280
0,0
54,7
30,8
48,2
53,2
36,5
42,9
53,9
51,3
15,2
21,4
22,6
20,3
19,1
18,7
48,8
58,4
50,5
0,0
22,1
8,4
4,4
5,5
5,4
0,0
0,0
7,6
179,7
288,3
224,3
4.427
11.774
1.187
40,2
48,1
44,7
36,5
67,9
35,4
35,7
40,0
39,0
11,0
16,8
18,6
14,5
15,2
15,6
57,8
67,3
59,2
8,1
30,5
19,8
1,0
5,0
6,2
0,0
8,8
0,0
204,7
290,8
238,6
14.178
1.379
2.013
0,0
0,0
0,0
46,1
29,4
37,4
45,4
32,4
62,7
12,2
15,9
15,7
16,0
12,1
20,9
27,6
60,8
185,7
20,9
0,0
0,0
6,4
1,1
6,5
0,0
0,0
0,0
174,8
151,8
328,9
1.288
16.075
3.358
39,3
40,5
5,6
33,8
47,5
27,8
43,3
41,7
37,1
21,1
18,3
15,8
0,0
13,7
4,5
36,6
50,4
42,9
0,0
23,4
0,0
2,8
10,2
3,8
12,9
0,0
0,0
176,9
245,6
137,5
Marnate
Marzio
Mascia go Prim o
6.272
300
296
44,9
5,4
50,9
43,6
31,3
33,7
40,4
61,5
45,1
11,6
11,3
15,0
7,2
0,0
16,7
109,7
0,0
55,7
5,2
0,0
12,8
6,4
0,3
6,1
1,1
8,9
0,7
269,1
109,8
236,1
+6,8%
+13,7%
-2,3%
Mercallo
Mesenzana
Montegrino Valtravaglia
1.759
1.352
1.266
59,6
0,0
0,0
48,4
27,6
24,0
60,4
38,0
38,1
22,8
9,2
9,9
0,0
12,5
10,3
44,2
31,7
26,1
0,0
10,7
7,6
2,1
8,3
2,0
11,0
0,0
0,0
237,6
138,0
117,9
+56,9%
+20,4%
+13,9%
Monvalle
Morazzone
Mornago
1.836
4.298
54,5
44,7
44,6
35,4
60,2
39,0
23,5
18,6
0,0
15,6
56,4
59,2
0,0
19,8
7,3
6,2
12,6
0,0
246,5
238,6
4.511
4.359
11.605
21,9
44,7
61,6
35,4
35,4
34,3
39,0
39,0
44,5
18,6
18,6
12,0
15,6
15,6
8,7
59,2
59,2
140,6
19,8
19,8
10,0
6,2
6,2
4,2
0,0
0,0
1,2
215,8
238,6
315,9
+25,6%
+9,0%
+17,4%
6.777
841
601
0,0
41,8
46,8
38,9
33,7
37,5
0,0
45,1
47,0
1,1
15,0
16,7
8,7
16,7
13,2
58,6
55,7
56,9
16,3
12,8
18,3
61,0
6,1
5,3
13,2
0,7
11,5
184,7
227,0
241,6
258
3.088
2.487
0,0
18,9
0,0
21,3
31,0
36,5
89,3
43,8
46,5
10,7
15,4
11,2
4,3
7,6
20,0
0,3
48,5
39,9
0,0
0,0
19,4
0,2
5,3
10,8
0,0
0,0
0,0
126,1
170,5
184,3
958
1.217
2.979
36,3
68,1
0,0
33,7
68,5
31,5
45,1
72,5
37,2
15,0
22,8
14,2
16,7
25,2
14,0
55,7
83,6
33,6
12,8
31,0
0,0
6,1
6,0
2,7
0,7
15,4
0,0
221,5
377,9
133,2
15.996
1.395
37.458
44,4
39,4
83,6
47,3
35,7
56,4
45,2
47,5
47,6
14,6
22,5
16,7
7,3
0,0
4,8
73,0
9,0
21,0
12,2
0,0
11,0
3,7
2,6
3,6
2,9
9,6
4,6
247,7
156,8
244,8
10.347
4.191
5.665
81,8
44,7
0,0
77,6
35,4
42,4
58,3
39,0
35,3
26,7
18,6
11,9
11,3
15,7
7,0
37,5
59,2
42,3
22,0
19,8
11,8
10,4
6,2
11,4
23,2
0,0
0,0
325,4
238,6
162,2
16.546
6.032
3.447
0,0
7,5
39,8
41,4
36,3
32,9
43,9
30,7
55,4
17,5
14,9
17,0
11,8
11,0
14,0
36,5
141,5
44,8
19,0
0,0
15,0
5,3
2,2
3,0
22,0
0,0
0,0
175,5
244,2
221,9
2.257
16.571
3.553
39,7
23,9
47,3
42,5
53,2
54,4
77,7
41,0
43,8
16,8
12,3
28,9
20,9
14,4
21,9
75,3
50,5
87,9
24,6
20,4
24,7
10,3
3,0
2,1
17,2
14,7
13,8
307,7
218,7
311,0
271
9.987
1.511
0,0
43,4
3,4
21,9
38,4
26,8
121,0
36,9
60,9
11,0
13,2
17,9
4,4
5,6
0,0
32,2
30,9
10,2
0,0
24,4
0,0
0,2
13,1
0,1
0,0
0,0
0,0
190,5
206,0
119,4
2.271
82.912
7.232
57,8
61,7
44,1
50,4
61,5
26,5
57,9
47,4
40,4
18,0
12,4
15,8
20,8
9,9
10,7
74,8
14,1
78,4
24,4
13,6
24,4
4,7
11,3
5,0
17,1
1,3
11,7
308,7
232,0
245,2
Venegono Inferio re
Venegono Superiore
312
6.221
7.000
0,0
0,2
43,9
23,7
33,0
38,4
97,8
40,6
44,0
15,3
15,2
16,5
4,8
13,4
14,6
0,4
56,7
55,9
0,0
21,5
21,2
0,0
2,8
4,4
0,0
7,4
7,3
141,9
183,4
238,8
Vergiate
Viggiù
Vizzola Ticin o
8.854
5.218
461
55,4
0,0
0,0
40,7
39,4
19,3
30,4
42,4
75,6
25,0
14,4
17,4
11,4
7,4
0,0
111,4
22,8
0,0
16,1
0,0
0,0
6,9
5,3
4,8
16,6
0,0
1,0
297,4
131,7
117,0
-4,4%
+7,8%
-7,6%
846.877
53,3
48,1
44,5
15,8
11,3
55,0
18,7
6,4
6,2
246,6
+5,4%
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
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128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
Grantola
Inarzo
Induno Olona
Ispra
Jerago con Orago
Lavena Ponte Tresa
Laveno-Mombello
Leggiuno
Lonate Ceppino
Lonate Pozzolo
Lozza
Luin o
Luvin ate
Maccagno
Malgesso
Malnate
Marchir olo
Oggio na con Santo Stefano
Olgiate Olona
Orig gio
Orin o
Osmate
Pino sulla Sponda del Lago Maggiore
Porto Ceresio
Porto Valtravaglia
Rancio Valcuvia
Ranco
Saltrio
Samarate
Sangiano
Saronno
Sesto Calende
Solbia te Arno
Solbia te Olona
Somma Lombardo
Sumirago
Taino
Ternate
Tradate
Travedona-Monate
Tronzano Lago Maggio re
Uboldo
Valganna
Varano Borghi
Varese
Vedano Olona
Veddasca
PROVINCIA DI VARESE: medie
sugli abitanti attivi per tutto il 2005
46
ABITANTI
Plas tica
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
COMUNE
O rg anico
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
-15,6%
+16,4%
-2,5%
+49,0%
+9,8%
+4,3%
+12,6%
+57,1%
+1,2%
-7,9%
+15,7%
+4,8%
-8,2%
+2,9%
+15,6%
+9,9%
+78,9%
+8,1%
-0,2%
+11,6%
-2,7%
+27,7%
-28,3%
+24,6%
+7,3%
-2,3%
+21,4%
-3,2%
-5,0%
+52,3%
-2,0%
-4,2%
+9,3%
+0,0%
-9,1%
+3,7%
+25,5%
+0,5%
+4,1%
+56,3%
-19,8%
+26,2%
+16,9%
+35,0%
+2,4%
+1,9%
-7,8%
+5,2%
+9,9%
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
TRONZANO LAGO M AGGIORE
VEDDASCA
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
CADEGLIANO - VICONAG O
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
CUVEGLIO
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
AZZI O
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CANT EL LO
VARESE
CASCIAGO
Organico
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CADREZ ZATE
CAZZ AGO BRABBIA
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
TERNATE
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ
ZA
COMABBIO
DAVERIO
VEDANO OL ONA
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
M ERCALLO
Non attiva
OSMATE
ANGERA
TAINO
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
0,1 - 6,9 kg/ab.anno
7,0 - 32,9
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
33,0 - 49,9
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
SOL BIATE ARNO
CARNAGO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
50,0 - 67,9
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
68,0 - 84,1
CASSANO MAG NAGO
GORLA M AGGI ORE
FAGNANO OL ONA
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
TRONZANO LAGO M AGGIORE
F ERNO
VEDDASCA
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
UBOL DO
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
MACCAGNO
LO NATE POZ ZOLO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
PORTO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CAZZ AGO BRABBIA
CADREZ ZATE
OSMATE
ANGERA
TERNATE
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ ZA
DAVERIO
VEDANO OL ONA
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
Carta
9,7 - 28,2 kg/ab.anno
COMABBIO
VARANO BORGHI
TAINO
M ERCALLO
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
28,3 - 36,8
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
36,9 - 44,6
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
CARNAGO
SOL BIATE ARNO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
44,7 - 56,4
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
56,5 - 77,6
CASSANO MAG NAGO
FAGNANO OL ONA
GORLA M AGGI ORE
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
UBOL DO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LO NATE POZ ZOLO
47
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
TRONZANO LAGO M AGGIORE
VEDDASCA
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CADREZ ZATE
CAZZ AGO BRABBIA
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ
ZA
COMABBIO
DAVERIO
VEDANO OL ONA
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
M ERCALLO
OSMATE
ANGERA
TAINO
TERNATE
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
Vetro
0,0 - 23,2 kg/ab.anno
23,3 - 42,5
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
42,6 - 55,4
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
SOL BIATE ARNO
CARNAGO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
55,5 - 81,8
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
81,9 - 121,0
CASSANO MAG NAGO
GORLA M AGGI ORE
FAGNANO OL ONA
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
UBOL DO
ORIGGIO
TRONZANO LAGO M AGGIORE
VEDDASCA
CARONNO PERTUSELLA
LO NATE POZ ZOLO
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CAZZ AGO BRABBIA
CADREZ ZATE
OSMATE
ANGERA
TERNATE
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ ZA
DAVERIO
VEDANO OL ONA
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
Plastica
0,0 - 1,1 kg/ab.anno
COMABBIO
VARANO BORGHI
TAINO
M ERCALLO
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
1,2 - 13,3
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
13,4 - 17,0
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
CARNAGO
SOL BIATE ARNO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
17,1 - 21,1
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
21,2 - 28,9
CASSANO MAG NAGO
FAGNANO OL ONA
GORLA M AGGI ORE
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
UBOL DO
ORIGGIO
LO NATE POZ ZOLO
48
CARONNO PERTUSELLA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
TRONZANO LAGO M AGGIORE
VEDDASCA
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
Metalli
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CADREZ ZATE
CAZZ AGO BRABBIA
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ ZA
COMABBIO
DAVERIO
VEDANO OL ONA
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
M ERCALLO
CAST RONNO
OSMATE
ANGERA
TAINO
Non attiva
TERNATE
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
0,1 - 4,9 kg/ab.anno
5,0 - 12,1
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
12,2 - 19,1
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
CARNAGO
SOL BIATE ARNO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
19,2 - 30,0
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
30,1 - 47,8
CASSANO MAG NAGO
FAGNANO OL ONA
GORLA M AGGI ORE
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
TRONZANO LAGO M AGGIORE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
VEDDASCA
UBOL DO
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
MACCAGNO
LO NATE POZ ZOLO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CADREZ ZATE
CAZZ AGO BRABBIA
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ
ZA
COMABBIO
DAVERIO
VEDANO OL ONA
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
M ERCALLO
OSMATE
ANGERA
TAINO
TERNATE
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
Verde
0,0 - 14,1 kg/ab.anno
14,2 - 44,8
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
44,9 - 73,0
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
CARNAGO
SOL BIATE ARNO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
73,1 - 99,9
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
100,0 - 185,7
CASSANO MAG NAGO
GORLA M AGGI ORE
FAGNANO OL ONA
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
UBOL DO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LO NATE POZ ZOLO
49
RACCOLTA
DIFFERENZIATA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
TRONZANO LAGO M AGGIORE
VEDDASCA
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CADREZ ZATE
CAZZ AGO BRABBIA
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ
ZA
COMABBIO
DAVERIO
VEDANO OL ONA
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
M ERCALLO
OSMATE
ANGERA
TAINO
TERNATE
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
Legno
0,0 - 5,3 kg/ab.anno
5,4 - 13,6
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
13,7 - 18,7
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
SOL BIATE ARNO
CARNAGO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
18,8 - 26,1
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
26,2 - 43,4
CASSANO MAG NAGO
GORLA M AGGI ORE
FAGNANO OL ONA
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIORE
SARONNO
SAMARATE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
TRONZANO LAGO M AGGIORE
UBOL DO
VEDDASCA
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
CURIGLI A CON MONTEVIASCO
LO NATE POZ ZOLO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZ A
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZ ZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAG O
MONT EGRI NO VALT RAVAGLIA
LAVENA PO NTE TRESA
PORTO VALT RAVAGLIA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIROLO
BRUSIM PIANO
MARZ IO
CUNARDO
CASSANOFVALCUVI
ERRERAADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
CI TTI GL IO BRENTA
LAVENO MOM BELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIM O
RANCIO VAL BEDERO
CUVIA VAL CUVIA
CUVEGLIO
AZZI O
BESANO
BISUSCHI O
ORI NO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL M ONTEPORT O CERESIO
VALG ANNA
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGG IU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVAL LE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINAT E
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRAT E
BARDEL LO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
CANT EL LO
VARESE
BIANDRONNO
IS PRA
TRAVEDONA - M ONATE
RANCO
CADREZ ZATE
CAZZ AGO BRABBIA
MALNAT E
BODIO LGALLIATE
OMNAGOLOMBARDO
INARZ O
BUGUGGIATE
AZZ AT E GAZ ZADA - SCHIANNO
LOZ
ZA
COMABBIO
VEDANO OL ONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELL A VALLE
CAST IGLIONE OLONA
VENEGONO SUPERIORE
CAST RONNO
M ERCALLO
OSMATE
ANGERA
TAINO
TERNATE
SEST O CALENDE
M ORNAGO
SUM IRAGO
Altre frazioni
0,0 - 1,5 kg/ab.anno
1,6 - 4,4
CARO NNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNAT E OLONA
4,5 - 8,1
VERGIAT E
ALBIZ ZATE
SOL BIATE ARNO
CARNAGO
CASTELSEPRIO
GOLASECCA
TRADATE
8,2 - 13,1
LONATE CEPPINO
JERAG O CO NO RAGO
BESNATE OG GI ONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREM EZ ZO
CAIRAT E
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEM PI ONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
13,2 - 61,0
CASSANO MAG NAGO
GORLA M AGGI ORE
FAGNANO OL ONA
SOL BIATE OLONA GORLA M INO RE
CISLAGO
GERENZANO
OLGIAT E OLO NA
VIZ ZOLA T ICINO
MARNATE
SARONNO
SAMARATE
F ERNO
CAST ELLANZ A
BUSTO ARSIZ IO
UBOL DO
ORIGGIO
LO NATE POZ ZOLO
50
CARONNO PERTUSELLA
10.1. I SISTEMI DI GESTIONE DEI RIFIUTI
Il sistema di gestione integrata dei
rifiuti ha come attività nodale il sistema
di raccolta o intercettazione dei rifiuti. In
questo paragrafo si analizza in dettaglio
l’influenza che modalità differenti di
intercettazione delle diverse frazioni ha
sui
principali
parametri
correlati
all’efficienza complessiva di gestione dei
rifiuti.
Nel grafico e nella tabella seguente
sono rappresentati tutti i modelli di
raccolta applicati nei Comuni della
provincia per le frazioni carta, plastica,
organico, vetro e frazione residua a
smaltimento; per le tipologie di raccolta
domiciliare
(porta-a-porta)
è
stata
indicata anche la frequenza di prelievo
(espressa in giorni tra un prelievo ed il
successivo).
Anche per quest’anno sono state
considerate 10 possibili combinazioni dei
sistemi di raccolta. La numerazione da 1
a 10 è stata attribuita in base alla
progressiva
domiciliarizzazione
della
raccolta delle varie frazioni (1=sistema
meno domiciliarizzato; 10=sistema con
massima
integrazione
e
domiciliarizzazione
spinta);
occorre
prestare particolare attenzione ai modelli
che prevedono la raccolta degli scarti
organici, ovvero i modelli 5,6,8,10; essi
sono raffigurati con varie gradazioni di
colore fucsia nell’immagine GIS alla
SISTEMI DI RACCOLTA
10. S IST EMI DI
RACCOL T A
pagina seguente.
Nel GIS è raffigurata la distribuzione
territoriale dei sistemi di raccolta all’interno
della Provincia di Varese. Per il terzo anno si
registra il passaggio di molti Comuni ai
sistemi 5 e 6 (raccolta dell’umido, carta e
plastica con la modalità porta a porta),
mentre non si registrano più Comuni con
modello 1 (cassonetti); molti Comuni hanno
introdotto la raccolta porta a porta del vetro,
passando ad esempio dal modello 3 al 4, dal
5 al 6 o dall’8 al 10.
Nel grafico riportato sopra sono stati
invece aggregati i Comuni con il medesimo
sistema di raccolta, per evidenziare quali
siano i modelli di raccolta più diffusi sul
territorio, ed il confronto con gli anni
precedenti.
I modelli di raccolta più diffusi nel
2005 hanno un livello di domiciliarizzazione
medio-spinto, con un elevato numero di
Comuni che praticano anche la raccolta
della frazione organica.
51
Indice di efficien
Modello di raccolta vs. indice di efficienza
9,0
8,0
7,0
6,0
5,0
4,0
3,0
2,0
1,0
0,0
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
9
10 11
Numero modello di raccolta
Modello di raccolta vs. costi totali
€ 200,00
Costi /ab.ann
SISTEMI DI RACCOLTA
Al
fine
di
rappresentare
l’importanza che ha, in una valutazione
complessiva della gestione dei rifiuti, il
sistema di raccolta adottato, nei grafici
seguenti è presentato il livello e
l’andamento di alcuni parametri tecnici
ed economici (indice di efficienza, costi
totali,
percentuale
di
raccolta
differenziata) per Comuni che adottano
sistemi di gestione omogenei.
Risulta evidente che, con sistemi a
domiciliarizzazione spinta per
la
raccolta differenziata della frazione
organica, si raggiungono livelli di
efficienza e di raccolta differenziata
superiori.
E’ inoltre interessante notare che,
al variare del sistema di raccolta, verso
sistemi a domiciliarizzazione più spinta
realizzata
con
l’inserimento
della
raccolta dell’umido domestico, i costi
crescono linearmente in modo molto
ridotto tanto che, pur considerando
l’elevata variabilità dei dati e la
dispersione degli stessi, si può negare la
tesi per cui sistemi domiciliarizzati
spinti con elevato confort per i cittadini
debbano necessariamente costare di
più.
€ 150,00
€ 100,00
€ 50,00
€ 0,00
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Numero modello di raccolta
PIN O SULL ASPOND ADEL L AGO M AG GIORE
TRONZANO LAG O MAGGIOR E
VEDD ASCA
CUR IG LIA CON MON TEVIASCO
MACCAGNO
AGR A
DUM ENZA
Modello di raccolta vs. % raccolta differenziata
LUINO
GERMIGNAGA
CREM ENA GA
BREZZO DI BEDERO
MONTEGRINO VALTRAV
CADEGL
AG LIA IANO -VICONAG O
PORTOVAL TRAVAGL IA
DUNO
GEMONIO
RANCIO VAL CUVIA
BEDERO VAL CUVIA
CUVEGL IO
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALG AN NA
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELL O CABIAGLIO
AZZIO
2
CL IVIO
IND UNO OLO NA ARCISATE
COM ERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZZO
1
SALTRIO
VIGGIU`
COCQ UIO - TREVISAGO
MONVAL LE
Modelli di raccolta
BISUSCHIO
ORINO
SANG IANO CARAVATE
LEG GIUNO
MASCIAGO PRIMO
G AVIRATE
BARD EL L O
BREBBIA
MAL GESSO
BREGANO
BIAND RONNO
ISPRA
TRAVEDONA- M ONATE
RANC O
CADREZZATE
O SM ATE
ANGERA
TERN ATE
CASCIAGO
3
CANTELL O
VARESE
4
CAZZAGO BRABBIA
M ALNATE
5
BODIO LO
MNAGO
GALL
IATE L OMBARDO
INARZO
BUGUGGIATE
AZZATE G AZZADA -SCHIANNO
LO ZZA
DAVERIO
VEDANO OL ONA
BRUN EL L O
CASALE L IT TA
M ORAZZO NE
CRO SIO DEL LA VALL E
CASTIG LIONE OL ONA
VENEGONO SUPERIORE
CASTRONNO
6
CO MABBIO
VARANO BORGHI
TAINO
M ERCALL O
SESTO CALENDE
MORNAG O
SUM IRAGO
7
CARONNO VARESINO
VENE GONO INFERIORE
GORNATEOL ONA
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATEARNO
CASTELSEPRIO
TRADATE
9
L ONATEC EPPINO
JERAG O CON ORAGO
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAG O SEPR IO
CAVARIACO NPREM EZZO
CAIR ATE
SOMM AL OMBARDO
CASORATE SEM PIONE
GAL LARATE
CAR DANO AL CAMPO
FER NO
10
SOL BIATE OL ONA GO RLA MINORE
MARN ATE
GERENZANO
SARO NNO
CASTELL ANZA
UBO LDO
ORIGGIO
52
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Numero modello di raccolta
CISL AGO
SAMARATE
BUSTOARSIZIO
LO NATE POZZO LO
40,0%
30,0%
20,0%
CASSANO MAG NAGO
FAG NANO OLO NA
GO RLA MAGG IO RE
OL GIATE OL ONA
VIZ ZOL ATICINO
60,0%
50,0%
10,0%
0,0%
8
VERGIATE
G OLASECCA
% RD
CASAL ZUIGNO
CITTIGLIO BRENTA
L AVENO MOM BEL L O
80,0%
70,0%
LAVENAPON TE TRESA
BRISSAGO - VAL TR AVAGL IA
GRANTOLA CUGL IATE - FABIASCO
MESENZANA
M AR CHIR OLO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARD O
CASS ANOFE
VAL
CUVIA
R RER
A DI VARESE
CASTELVECCANA
CARO NNO PERTU SEL L A
9
10 11
Per Isole Ecologiche Comunali o
“ecocentri” si intendono “le aree attrezzate
al ricevimento di rifiuti urbani o loro
frazioni che non prevedano l’installazione
di strutture tecnologiche o processi di
trattamento”.
Le Piattaforme Ecologiche sono
pertanto destinate al solo ricevimento dei
rifiuti urbani o loro frazioni, nonché dei
rifiuti ad essi assimilati, prodotti da
utenze domestiche e non domestiche,
provenienti dal territorio di competenza, e
conferiti direttamente da privati e/o dagli
operatori della raccolta differenziata e
gestori del servizio pubblico.
La Isole Ecologiche Comunali devono
necessariamente prevedere la presenza
costante, nei momenti di apertura al
pubblico, di uno o più addetti al fine di
controllare l’effettivo conferimento dei
rifiuti e di permettere un più agevole e
razionale raggruppamento dei materiali
prima che gli stessi vengano prelevati ed
avviati a recupero o a smaltimento
Vari sinonimi sono utilizzati per
denominarla,
ad
es.:
Ecocentro,
Ecopiazzola, Isola Ecologica Comunale,
Piazzola Ecologica, Centro Raccolta
Multimateriale, Area Ecologica Attrezzata.
Importante è, dal punto di vista
comunicativo,
non
chiamarla
impropriamente “discarica”.
Le recenti disposizioni regionali
contenute nel Piano Regionale per la
Gestione dei Rifiuti (approvato con DGR
n° 220 del 27/06/05 pubblicata sul
BURL del 18 agosto 1° S.S. al n° 33),
introducono alcune novità per quanto
attiene alle Isole Ecologiche Comunali.
10.2.2 Piattaforme per la Raccolta Differenziata
Le piattaforme sono soggette ad
autorizzazione ai sensi della normativa
nazionale, nonché assoggettate alla V.I.A. o
alla Verifica di assogettabilità alla V.I.A.
laddove per le operazioni svolte e per
tipologie di rifiuti ne ricorrono i presupposti,
e sono distinte in:
ƒ piattaforme di I livello: aree di servizio
destinate al conferimento separato delle
frazioni
residuali, ivi
compresi
i
materiali inerti quali macerie edilizie,
materiali
provenienti
da
scavi
e
demolizioni di modesta entità; il bacino
di
utenza,
tenuto
conto
delle
caratteristiche del territorio interessato e
della densità abitativa, non deve essere
di norma inferiore a 10.000 abitanti;
ƒ piattaforme di II livello: aree di servizio
con
caratteristiche
analoghe
alle
piattaforme di I livello, dotate di impianti
di trattamento e/o recupero quali:
compattazione, cernita intesa come
differenziazione nel conferimento del
materiale, triturazione, separazione di
parti del rifiuto, trasbordo di frazioni
raccolte sul territorio, compreso il
compostaggio della frazione organica
costituita da rifiuti vegetali provenienti
da aree pubbliche e private.
ƒ
10.2.1 Caratteristiche delle aree attrezzate per la raccolta differenziata
Le aree attrezzate per il conferimento
separato delle frazioni oggetto di raccolta
differenziata sono distinte in Piattaforme
per la Raccolta Differenziata e Centri di
Raccolta.
Nelle Piattaforme per la Raccolta
Differenziata è possibile il conferimento di
rifiuti da parte di cittadini residenti ed
aziende presenti sul territorio del bacino
servito (comunale o sovracomunale) per
frazioni assimilate agli urbani.
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
SISTEMI DI RACCOLTA
10.2. LE ISOLE ECOLOGICHE COMUNALI
Nei Centri di Raccolta è possibile il
conferimento di rifiuti da parte di cittadini
residenti ed anche aziende, per frazioni
assimilate
agli
urbani,
fino
al
raggiungimento del limite indicato nel
regolamento comunale ma non possono
essere
operati
trattamenti,
ancorchè
minimali di selezione o adeguamento
volumetrico, sui rifiuti stessi prima del
successivo smaltimento e/o recupero.
Requisiti piattaforme:
recinzione perimetrale di altezza non
inferiore a 2 m mascherata da idonea
barriera verde;
superfici destinate alla movimentazione,
stoccaggio ed al trattamento di rifiuti
opportunamente impermeabilizzate;
sistema di raccolta e smaltimento delle
acque meteoriche e dei servizi, nonché
delle eventuali acque di percolazione e di
lavaggio;
sistemi
idonei
di
illuminazione,
sicurezza, antincendio;
passo
carrabile
con
accesso
regolamentato;
53
ƒ
ƒ
ƒ
SISTEMI DI RACCOLTA
ƒ
presidio con personale negli orari di
apertura;
idonea copertura dei contenitori per
la raccolta dei rifiuti pericolosi;
deve essere tenuto il registro di
carico e scarico dei rifiuti speciali;
il conferimento dei rifiuti dovrà
avvenire con formulario (anche per
CER multimateriali) per conferimenti
superiori ai 30 kg mentre i rifiuti in
uscita
dovranno
essere
accompagnati dal formulario di
identificazione. La titolarità delle
piattaforme è del Comune e/o
società di capitale (ex speciali) con
gestione
specifica
diretta
od
appaltata ad aziende iscritte all’Albo
Smaltitori
per
la
categoria
corrispondente.
Nel
caso
di
piattaforme a servizio di più Comuni
i rapporti tra soggetto gestore della
piattaforma e Comuni diversi da
quello in cui insiste la stessa sono
regolati da apposita convenzione.
10.2.3 Centri di raccolta
I Centri di Raccolta non sono
soggetti ad autorizzazione ex artt. 27 e
28 del d.lgs. 22/97 ma trattasi di
attività regolamentata con atti comunali
(Regolamento). Si tratta di strutture di
dimensioni ridotte (con superficie di
circa 600 mq), destinate allo stoccaggio
delle frazioni di rifiuto. Sono previsti sia
cassoni per i materiali di maggiori
dimensioni
che
contenitori
tipo
campane, cassonetti, ecc..
Requisiti dell’area ecologica:
recinzione perimetrale di altezza non
inferiore a 2 m;
ƒ presidio, inteso come apertura ad
orari prestabiliti;
ƒ accesso carrabile;
ƒ non deve presentare manufatti o
infrastrutture
tipiche
delle
piattaforme, quali capannoni per
trattamento e stoccaggio di materiali,
mezzi o strutture fisse.
In caso di stoccaggio di rifiuto
pericoloso l’area ecologica deve essere
dotata degli ulteriori requisiti minimali:
ƒ impermeabilizzazione delle superfici
di movimentazione e di stoccaggio;
ƒ sistema di raccolta delle acque
meteoriche;
ƒ idonea copertura dei contenitori per
la raccolta dei rifiuti pericolosi;
ƒ
54
ƒ
i rifiuti in uscita dovranno essere
accompagnati dal formulario di
identificazione nei casi previsti. La
titolarità dei Centri di Raccolta è del
Comune con gestione appaltata o
affidata a personale comunale o
Associazioni (valgono le stesse regole
previste per la raccolta sul territorio
delle frazioni).
10.2.4 Proposta di linee guida per la realizzazione e gestione dei Centri di
raccolta
Di seguito si riportano le “linee
guida per la realizzazione e gestione di
Centri di raccolta” dei rifiuti urbani,
così come messe a punto sino a qui dai
tavoli interregionali, tutt’ora in corso di
svolgimento. Tali indicazioni hanno
carattere orientativo e non prescrittivo,
sono infatti suscettibili alle variazioni
che le Regioni concorderanno di
apportare.
Aggiornamenti
a
tale
documento
saranno
messi
a
disposizione delle Province in sede di
tavolo
di
lavoro
permanente
recentemente istituito dalla Regione per
il coordinamento dell’esercizio delle
attività delegate.
Secondo tale documento il centro
di raccolta è definito come un’area
presidiata
e
allestita
per
il
raggruppamento dei rifiuti urbani per
frazioni omogenee ad esclusione del
multimateriale, conferito dal cittadino e
dai gestori del servizio pubblico prima
del
trasporto
agli
impianti
di
smaltimento e recupero. Le raccolte
congiunte di specifiche tipologie di
rifiuti
si
configurano
come
multimateriale, quindi non conferibili ai
centri di raccolta. La movimentazione
del rifiuto finalizzata al raggruppamento
non si configura come trasporto. Le
modalità di presidio, di allestimento, di
conferimento dei rifiuti e di conduzione
del centro di raccolta sono disciplinate
dai regolamenti comunali, nel rispetto
delle linee guida adottate dal ministero
dell’ambiente d’intesa con la conferenza
unificata.
Il centro di raccolta deve essere
localizzato il più vicino possibile alle
aree urbane per facilitare l’accesso degli
utenti. Il sito prescelto deve presentare
un’adeguata viabilità d’accesso per
consentire l’ingresso alle autovetture, ai
piccoli automezzi degli utenti e ai mezzi
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
la presenza, al suo interno o nelle
immediate vicinanze, di un locale
chiuso, a servizio degli addetti, munito
di acqua potabile, servizi igienici, luce e
riscaldamento;
una recinzione di altezza non inferiore ai
2 metri;
una fascia perimetrale di vegetazione
sempreverde, preferibilmente costituita
da
specie
arbustive
ed
arboree
autoctone, ai fini
dell’integrazione
paesaggistica e naturalistica del centro
di raccolta e della costituzione di
un’idonea barriera frangivento;
all’esterno
dell’area,
apposita
ed
esplicita cartellonistica che evidenzi le
caratteristiche del centro di raccolta e gli
orari di apertura. Per facilitare il
conferimento corretto dei rifiuti da parte
delle utenze, all’interno del centro di
raccolta
deve
essere
indicata
e
specificata la destinazione della singola
tipologia di rifiuto.
SISTEMI DI RACCOLTA
pesanti
dei
trasportatori
e
dei
recuperatori. L’individuazione del sito
deve essere effettuata valutando le
caratteristiche ambientali dell’area, con
particolare riferimento allo stato idrogeologico e alla presenza di vincoli. In
ogni caso è esclusa la localizzazione di
nuovi centri di raccolta entro la fascia di
rispetto cimiteriale ex art. 388 R.D. 27
luglio 1934 n. 1265 e s.m.i. e nelle aree
incompatibili
individuate
dal
Piano
stralcio per l’Assetto Idrogeologico ex L.
18 maggio 1989 n. 183 e s.m.i..
Relativamente alle infrastrutture
esistenti si applica il regime definito dalle
norme transitorie della l.r. 26/03.
Il centro di raccolta, allestito nel
rispetto di tutte le norme di sicurezza,
protezione e tutela della salute dei
lavoratori e dell’ambiente, deve prevedere:
ƒ una pavimentazione idonea al transito
di veicoli e di mezzi pesanti;
ƒ una pavimentazione impermeabilizzata
nelle zone
di
scarico e
movimentazione dei rifiuti;
ƒ la zona di conferimento di rifiuti
urbani non pericolosi, attrezzata con
cassoni scarrabili/contenitori e/o con
platee
impermeabilizzate
e
opportunamente delimitate per il
deposito dei rifiuti. Nel caso di
conferimento dei rifiuti in cassoni
scarrabili è opportuno prevedere la
presenza di rampe carrabili almeno
per il conferimento di materiali
ingombranti o pesanti;
ƒ la zona dedicata al conferimento di
rifiuti urbani pericolosi (frigoriferi,
beni durevoli contenenti CFC, ecc),
protetta mediante copertura dagli
agenti atmosferici, attrezzata con
contenitori
posti
su
superficie
impermeabilizzata
e
dotata
di
opportuna pendenza, in modo da
convogliare eventuali
sversamenti
accidentali ad un pozzetto di raccolta,
non collegato al sistema fognario; in
alternativa
ciascun
contenitore
destinato al conferimento di rifiuti
urbani pericolosi deve avere una
vasca di contenimento con capacità
pari ad almeno 1/3 di quella del
contenitore;
ƒ un idoneo sistema di gestione delle
acque
meteoriche
e
di
quelle
provenienti dalle zone di raccolta dei
rifiuti;
ƒ un idoneo sistema antincendio;
Circa
le
modalità
di
presidio,
conferimento dei rifiuti e gestione dell’area,
il centro deve essere accessibile in orari
stabiliti e in presenza del personale addetto,
il quale deve seguire tutte le operazioni di
conferimento.
I rifiuti conferibili presso il centro di
raccolta sono:
ƒ carta;
ƒ cartone;
ƒ frazione verde (sfalci e potature);
ƒ frazione organica (conferimento da parte
degli operatori del servizio pubblico di
raccolta, al fine di ottimizzare il
trasporto all’impianto di recupero);
ƒ vetro (sia imballaggi che lastre);
ƒ metalli;
ƒ rifiuti legnosi (legno trattato e non
trattato);
ƒ plastica e film plastici;
ƒ abiti e prodotti tessili;
ƒ rifiuti ingombranti;
ƒ beni durevoli;
ƒ frigoriferi e altri beni durevoli contenenti
CFC;
ƒ pneumatici ed accumulatori al piombo
derivanti dalla manutenzione dei veicoli
ad uso privato, effettuata in proprio
dalle utenze domestiche;
ƒ Gli oli minerali esausti possono essere
stoccati
fino ad un quantitativo
massimo di 500 litri (nei Centri di
Raccolta) nel rispetto dell’art. 2 del D.M.
16/5/96 n. 392;
55
macerie derivanti dai lavori di
piccola manutenzione effettuati in
proprio dalle utenze domestiche in
locali adibiti ad abitazione;
ƒ residui
dalla
pulizia
stradale
compresi i cestini stradali;
ƒ altri rifiuti urbani e assimilati,
purchè il loro conferimento sia
previsto dal Regolamento comunale
ex art. 21 d. lgs. n. 22/1997.
I rifiuti pericolosi, nonché la carta e
il cartone devono essere protetti dagli
agenti atmosferici.
La frazione organica deve essere
conferita in cassoni a tenuta stagna,
dotati di sistema di chiusura e deve
essere avviata agli impianti di recupero
entro 48 ore.
All’interno del centro di raccolta
possono essere svolte solamente le
operazioni finalizzate ad ottimizzare il
trasporto dei rifiuti presso l’impianto di
recupero quale il raggruppamento dei
rifiuti per tipologie omogenee.
Non possono essere effettuate
operazioni di disassemblaggio di rifiuti
ingombranti.
Il Regolamento comunale di cui
all’art. 21 D. Lgs. n. 22/97 dovrà
definire un congruo termine entro il
quale il gestore del centro di raccolta
deve provvedere all’invio a recupero o
smaltimento dei rifiuti e comunque non
oltre i 6 mesi.
È raccomandata la redazione di un
piano di gestione e di un “piano di
emergenza” in merito a:
ƒ presenza di roditori/uccelli;
ƒ rifiuti abbandonati all’esterno del
centro di raccolta;
ƒ emissioni atmosferiche dovute alla
movimentazione di materiale secco e
polveroso;
ƒ rumore prodotto dai macchinari
utilizzati per la movimentazione dei
rifiuti;
ƒ cattivi odori;
ƒ traffico indotto da e per il centro di
raccolta.
Il centro di raccolta deve essere
disinfestato periodicamente e devono
essere rimossi giornalmente i rifiuti che
si dovessero trovare all’esterno degli
scarrabili/platee o all’esterno del centro.
SISTEMI DI RACCOLTA
ƒ
56
Di seguito si riportano delle
immagini
delle
isole
ecologiche
comunali presenti a Varese ed a
Cassano Magnago.
Rampa di accesso e viabilità interna
Container per conferimento di frigoriferi
Container
metallico
per
la
raccolta
di
barattolame
Zona per lo scarico della frazione verde
SISTEMI DI RACCOLTA
Tettoia per la raccolta di rifiuti pericolosi
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGI ORE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
Cassoni per la raccolta di inerti ed altri rifiuti
ingombranti
CURIGLIA CON MONTE VIASCO
MA CCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNA GA
CREM ENAGA
BREZZO DI B EDERO
MONTEGRINO VALTRACADEGLIA
VAGLIA NO - VI CONAGO
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRES A
BRIS SAGO - VALTRAVAGLIA
GRANTOLA CUGLI ATE - FABIAS CO
MESENZANA
MARCHI ROLO
BRUSIMPI ANO
MARZI O
CA SSANO FERRERA
VALCUVI ADI VCUNARDO
A RESE
CASTELVECCANA
DUNO
CITTI GLIO
BRENTA
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDE RO VALCUVIA
CASALZUI GNO
LAVENO MOMB ELLO
CUVEGLIO
A ZZI O
CUAS SO AL MONTEPORTO CERE SIO
VALGA NNA
BESANO
B RINZI O
CUV IO
CA STELLO CABIA GLIO
BIS USCHI O
ORI NO
SANGI ANOCARAVATE
SALTRI O
LEGGIUNO
V IGGIU`
COCQUIO - TREVISA GO
MONVALLE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERI O
BARASSO
LUVI NATE
BE SOZZO
CLI VIO
GAV IRATE
BARDELLO
BREB BIA
MA LGESSO
BREGANO
CANTELLO
VARESE
CASCI AGO
BIANDRONNO
I SPRA
TRAVEDONA - MONAT E
RANCO
CAZZAGO BRABBI A
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
MALNATE
B ODIO LOMNAGO
GALLIATE LOMBARDO
INARZO
BUGUGGIATE
A ZZATE GA ZZA DA - SCHI ANNO
LOZZA
COMABB IO
VEDANO OLONA
DAVE RIO
VARANO BORGHI
BRUNE LLO
CASALE LITTA
MORAZ ZONE
CROSIO DELLA VA LLE
CASTI GLIONE OLONA
VENE GONO SUPERIORE
CASTRONNO
MERCALLO
OS MATE
TERNATE
SESTO CA LE NDE
MORNAGO
SUMI RAGO
Isole ecologiche
CARONNO VARESINO
VENE GONO I NFERIORE
GORNATE OLONA
Utilizza isola di altri Comuni
VERGIATE
ALBI ZZATE
SOLBI ATE A RNO
CARNAGO
CASTELSEPRIO
JERAGO CON ORA GO
GOLA SECCA
TRADATE
Possiede isola ecologica
LONATE CEP PINO
BESNATE OGGIONA CON SANTO STE FANO
ARSA GO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMB ARDO
CASORATE S EMPI ONE
GALLARATE
CA RDANO AL CA MPO
Senza servizio isola ecologica
CASS ANO MAGNAGO
GORLA MAGGIORE
FAGNANO OLONA
SOLBIATE OLONA
OLGI ATE OLONA
VIZZOLA TICINO
GORLA MI NORE
MARNATE
CIS LA GO
GE RENZANO
SARONNO
SAMARATE
FERNO
BUSTO ARSIZIO
CAS TELLANZA
UBOLDO
ORI GGI O
CARONNO P ERTUSELLA
LONATE P OZZOLO
57
SISTEMI DI RACCOLTA
10.3. I GESTORI DEI SERVIZI DI RACCOLTA
Si presenta con cartografia GIS la
distribuzione territoriale dei gestori della
raccolta e trasporto dei rifiuti in
Provincia di Varese. Essa è relativa alla
raccolta e al trasporto dei rifiuti urbani,
comprese le principali frazioni di
raccolta differenziata. Talvolta i Comuni
hanno
gestori
diversi
per
gli
ingombranti, lo spazzamento o alcune
frazioni di RD minori. L’informazione
relativa al soggetto gestore viene
richiesta ai Comuni all’interno della
scheda e permette agli Osservatori
Provinciali di disporre di un aggiornato
database. La sua utilità è molteplice: per
esempio, consultando questo report, è
possibile stabilire se un gestore è in
grado di mettere in atto la raccolta
differenziata secco-umido, se ha la
capacità di servire un territorio di una
certa dimensione.
Nella tabella seguente è riportato
l’elenco dei gestori operanti in provincia,
corredato di parametri come il costo
medio per i Comuni serviti (inteso come
somma
dei
costi
di
raccolta
e
smaltimento, che non è però di per sé
indicativo della maggior convenienza del
costo della sola raccolta e trasporto di
un gestore rispetto ad un altro), la
media delle percentuali di raccolta
differenziata dei Comuni serviti.
GESTORI
Soggetto gestore
Comuni serviti
Abitanti
serviti
Costi totali
% RD media
servizio
nei Comuni
(Euro/ab.anno),
compreso
serviti
smaltimenti
A.B.C. SERVIZI ECOLOGICI
AGESP
AMSC
ASPEM
CASSANO MAGNAGO SERVIZI
DUSTY
ECONORD
LEVA ANGELO
SAP - SERVIZI ACQUA POTABILE
TRAMONTO ANTONIO
URBANCAMION
PROVINCIA DI VARESE
58
1
6
3
3
3
1
117
3
2
1
1
141
5.665
129.910
62.305
91.347
27.568
15.996
471.338
10.767
18.447
8.854
4.680
846.877
€ 80,51
€ 86,14
€ 96,63
€ 99,89
€ 76,31
€ 81,45
€ 82,47
€ 58,15
€ 77,99
€ 83,88
€ 66,28
34,7%
57,1%
58,3%
43,5%
62,3%
61,9%
49,2%
52,3%
59,7%
59,2%
45,9%
€ 82,46
51,1%
SISTEMI DI RACCOLTA
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
CADEGLIANO - VICONAGO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
A.B.C.
BISUSCHIO
ORINO
AGESP
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
Gestori
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
AZZIO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
AMSC
CLIVIO
INDUNO OLONA ARCISATE
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CASCIAGO
ASPEM
CANTELLO
VARESE
CASSANO MAGNAGO SERVIZI
BIANDRONNO
ISPRA
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CAZZAGO BRABBIA
CADREZZATE
TAINO
DUSTY
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
MERCALLO
CASTRONNO
OSMATE
ANGERA
MALNATE
TERNATE
SESTO CALENDE
SUMIRAGO
MORNAGO
ECONORD
LEVA ANGELO
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
SAP
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
TRAMONTO
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
URBANCAMION
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LONATE POZZOLO
59
DESTINO DEI RIFIUTI
11. DEST IN O DEI
RI FIUT I
all’inceneritore ACCAM di Busto Arsizio.
Si riportano quindi i dati sia in
percentuale che in quantità assoluta
relativamente ai 2 impianti citati ed
anche la parte destinata ad altri
impianti.
Gli scopi di un approfondimento sul
destino effettivo di tutti i rifiuti raccolti in
Provincia di Varese sono essenzialmente
rivolti alla verifica della situazione
impiantisica complessiva, al suo livello di
autosufficienza e quindi eventualmente
alla luce del Piano Provinciale, sollecitare
interventi mirati all’incentivazione di
iniziative volte al completamento del
sistema.
Tra gli obiettivi ci sembra rilevante
anche quello di far comprendere come
ogni frazione di rifiuto raccolta in modo
differenziato abbia un suo specifico
destino,
e
quindi
rispondere
puntualmente a quanti vogliono essere
certi che l’attività fatta per raccogliere i
rifiuti in modo differenziato non sia
vanificata da uno smaltimento improprio
degli stessi ovvero rispondere alla frase
tipo del cittadino non informato che in
merito alla raccolta differenziata afferma:
“tanto finisce tutto in discarica”.
11.1. IL DESTINO DEI RIFIUTI INDIFFERENZIATI
Nel grafico seguente si riportano i
dati relativi al destino dei rifiuti
indifferenziati o comunque destinati a
smaltimento, ovvero la frazione dei rifiuti
prodotti in Provincia di Varese destinata
alla discarica di Gorla Maggiore o
Sintesi anno 2005
Inceneritore
ACCAM
45.220
11,1%
Differenziate
208.881
51,1%
Rifiuti a
smaltimento
Altro
199.838
48,9%
Discarica di Gorla
Maggiore
99.056
24,2%
Altri impianti
(selezione
ingombranti,
trasferenza, altri
inceneritori etc.)
55.562
13,6%
60
Un approfondimento nuovo è stato
quindi fatto sui dati 2005 andando ad
individuare quantitativamente tutti i
destini delle frazioni di RU raccolte,
ponendo
l’attenzione
su
quelle
differenziate. In particolare sono stati
verificati i quantitativi di rifiuti che
vengono
smaltiti-recuperati-riciclati
direttamente in Provincia di Varese, in
altre province lombarde o vengono
destinati ad impianti extra-regionali.
degli
impianti
di
trasferenza o
di
trattamento solamente parziale dei rifiuti
che
vengono
quindi
destinati
successivamente ad altri impianti che
possono anche essere extra-regionali.
In riferimento a quanto appena detto,
sui rifiuti raccolti in Provincia di Va rese è
stato possibile verificare quanto è stato
destinato rispettivamente alle 4 macrotipologie di destino possibili:
Destini delle principali frazioni in provincia
per tipologia di destino
Destini delle principali frazioni
in provincia, in regione, extra-regione
0%
10%
20%
3 0%
40%
50%
6 0%
70%
80%
0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%
90%
Allumi ni o
100%
Alluminio
Vetro
Vetro
Ingombranti
Ingombranti
Indifferenziati
Indifferenziati
Metalli
Metalli
Carta
Carta
Verde
Verde
Spazzamento
stradale
Spazzamento stradale
Plastica
DESTINO DEI RIFIUTI
11.2. IL DESTINO DELLE FRAZIONI DIFFERENZIATE
Totale RECUPERATOin prov. VA
Plastica
Organico
Totale a TRASFERENZE prov. VA
Organico
Altre
Altre
Legno
Legno
Totale destinato in prov.VA
Totale ad ALTRE prov. Lombardia
Totale Fuori Lombardia
Dai grafici si evidenzia come la
provincia
mostri
un’elevata
autosufficienza per le principali frazioni
“storiche” (alluminio, vetro, ingombranti,
carta,
metalli,
verde
ed
anche
indifferenziati) mentre si rileva una
consistente carenza impiantistica sulla
frazione organica e sulla plastica. Altra
interessante indicazione è il fatto che
dell’ammontare complessivo dei rifiuti
solo una piccola quota è destinata
direttamente
fuori
dalla
Regione
Lombardia, dimostrando come il sistema
regionale sia abbastanza maturo e
completo. In realtà il dato non può essere
completamente depurato dal fatto che
alcuni destini primari siano in realtà
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Totale a SELEZIONE / CERNITA in prov.
VA
Totale a SMALTIMENTOin prov. VA
Recupero-riciclo
Selezione e cernita
Trasferenza
Smaltimento finale
Come
evidente
dall’istogramma,
mentre alluminio, verde, carta, metalli
indifferenziati e vetro vengono pressoché
interamente
recuperati/smaltiti
in
provincia, lo stesso non si può dire per
plastica, organico e ingombranti che sono
destinati ad impianti di trasferenza da cui
poi possono venire inviati ad impianti
regionali o extra-regionali.
61
DESTINO DEI RIFIUTI
11.3. IMPIANTI PER IL RECUPERO E RICICLAGGIO IN PROVINCIA DI
VARESE
Altra importante novità del rapporto
di quest’anno è la presentazione, se pur
sintetica, delle principali tipologie di
impianti di recupero e di riciclaggio
presenti in provincia di Varese.
Questa occasione si è resa possibile
grazie
alla
collaborazione
con
Legambiente Varese, che nel corso del
2006 ha avviato un progetto finanziato
dalla Provincia di Varese per l’educazione
ambientale sui rifiuti, nelle scuole di
tutta la provincia. Nell’ambito di tale
progetto di educazione ambientale è stato
possibile visitare alcuni impianti di
recupero-riciclaggio presenti in provincia
approfondendone le attività.
Nelle schede successive viene quindi
riportata sinteticamente la descrizione
del processo di recupero-riciclaggio delle
principali
frazioni
della
raccolta
differenziata e i vantaggi che tale attività
comporta dal punto di vista ambientale e
operativo, con una serie di immagini di
impianti presenti in Provincia di Varese.
Inoltre per ciascuna delle frazioni
descritte si riporta un elenco degli
impianti attivi in Provincia di Varese per
il loro ritiro, riportando anche la
percentuale di ritirato sul totale raccolto
e la tipologia di impianto(recupero,
smaltimento, selezione, trasferenza).
11.3.1 Il riciclaggio della carta
La frazione “CARTA” raccolta con la
raccolta differenziata è composta da 3
principali componenti che vanno a
costituire la così detta “carta da macero
o macero”:
ƒ Carta mista
ƒ Cartone
ƒ Giornalame
Il processo di riciclo si compone di
diverse fasi in cui la carta da macero
viene:
ƒ Spappolata
ƒ Vagliata per rimuovere le parti
estranee
ƒ Lavata per rimuovere colle e leganti
ƒ De-inchiostrata
ƒ Rimiscelata con una componente
cellulosica vergine che arricchisca il
prodotto finito di fibre cellulosiche
lunghe.
62
La carta potrebbe apparentemente
essere riciclata un numero infinito di
volte ma occorre considerare che ad
ogni turno di riciclo si osserva una
degradazione delle fibre cellulosiche che
diventano via via più corte fino ad
impedire la possibilità di produrre fogli
sufficientemente resistenti. Per questo i
turni massimi di riciclo sono circa 4 e
negli impianti viene sempre immessa
una quota di fibra cellulosica vergine.
Il vero vantaggio del riciclo della
carta risiede però nel minor consumi di
materia prima, di energia e di acqua.
Per la produzione di una tonnellata di
carta da macero si risparmiano quindi
rispetto a carta da cellulosa vergine:
ƒ 10-17 alberi
ƒ 60% di acqua (100 mc invece che
300)
ƒ 40% di energia sia termica che
elettrica.
Le fotografie seguenti propongono
le fasi principali del riciclo della carta e
sono tratte dalla azienda Caron di
Oggiona S.S. e dalla Cartiera Merati di
Laveno.
Carta da macero sfusa
Carta da macero in balle pressate
Le principali tipologie di plastiche che
si rinvengono nelle raccolte differenziate o
nei materiali intercettati presso le isole
ecologiche comunali sono:
ƒ Flaconi per liquidi alimentari (PE,
HDPE, LDPE)
ƒ Flaconi per liquidi alimentari gasati
(PET)
ƒ Sacchi e sacchetti (PP)
ƒ Vaschette per alimenti (PS)
ƒ Tubi (PVC)
Pulper per la spappolatura della carta da macero
Bobina di carta riciclata
MORANZONI MAURO, CARLO & C. - S.N.C.
CILUMBRIELLO S.U.R.L.
C.G.D. CARON
TRAMONTO ANTONIO
PAGANI LEONARDO & C.
A.MERATI E C. - CARTIERA DI LAVENO
BRIANTE MARTEGANI
MARABINI RECUPERI
C.G.D. CARON
ECONORD
ACCAM
Totale in provincia di Varese
Fuori provincia - in regione Lombardia
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
Comune
Varese
Malnate
Oggiona Con Santo Stefano
Vergiate
Gorla Maggiore
Laveno-Mombello
Golasecca
Varese
Oggiona Con Santo Stefano
Cadegliano-Viconago
Busto
Arsizio
SEL
SEL
SEL
SEL
SEL
REC
SEL
SEL
SEL
TRA
SMA
SEL = im pianto di selezione e cernita
REC = impianto di recupero vero e proprio
TRA = stazione di trasferenza
SMA = impianto di smaltimento
% trattato sul
totale
Impianto
Tipologia
Il Provincia di Varese viene destinato
il 67,6% di tutta la carta da macero
raccolta in modo differenziato.
Gli impianti presenti in provincia
che hanno ritirato nel 2005 carta da
macero per il suo corretto riciclo sono
riportati nella tabella seguente:
19,0%
11,5%
9,4%
6,3%
6,0%
5,5%
5,1%
2,3%
2,1%
0,4%
0,0%
67,6%
32,4%
DESTINO DEI RIFIUTI
11.3.2 Il riciclaggio della plastica
La frazione “PLASTICA” da raccolta
differenziata è composta da due grandi
famiglie di materiali:
ƒ Resine
termoplastiche
(si
ammorbidiscono se esposte al calore e si
reinduriscono se raffreddate)
ƒ Resine termoindurenti (si induriscono
definitivamente
se
trattate
termicamente).
Per il riciclaggio la plastica
è
sottoposta ad una serie di processi quali:
ƒ Selezione meccanica o manuale per
separare frazioni estranee e per
suddividere le diverse tipologie di
plastica
ƒ Triturazione grossolana per ottenere una
pezzatura omogenea del materiale
ƒ Lavaggio per separare frazioni estranee
potenzialmente dannose per le fasi
successive
ƒ
Macinazione per ridurre ulteriormente
la pezzatura del materiale
ƒ Essiccamento per portare la plastica
triturata ad una umidità inferiore al 3%
ƒ Granulazione attraverso un estrusore a
piastra forata per produrre dei granuli
omogenei
Come visto in alcuni dei passaggi
descritti si generano flussi di materiali di
scarto o comunque inidonei al riciclaggio
per cui mediamente da 100 chilogrammi di
plastica
da
raccolta
differenziata
si
ottengono 60 chilogrammi di plastica
riciclata.
La plastica riciclata viene tipicamente
impiegata per la produzione di manufatti di
più bassa qualità rispetto a quelli da cui
sono composti i nostri rifiuti plastici, come
ad esempio fibre per materiali tessili,
flaconi, contenitori per rifiuti, mobili da
giardino, tubazioni e materiale elettrico, etc.
In alternativa al recupero di materia la
plastica può essere valorizzata dal punto di
63
Le fotografie seguenti propongono le
fasi principali del riciclo della plastica e
sono tratte dalla Realplastic di Locate
Varesino e dalla Realplastic di Tradate.
Produzione di filato dalla plastica in granuli
Impianto
TRAMONTO ANTONIO
Vergiate
TRA
36,7%
ECONORD
FERRAZZI
DI MARZOLA ROBERTO & C.
EUROVETRO
Cadegliano-Viconago
Busto
OriggioArsizio
TRA
REC
TRA
1,8%
0,5%
0,0%
39,1%
60,9%
Totale in provincia di Varese
Fuori provincia - in regione Lombardia
Selezione manuale della plastica
Granulazione della plastica
64
Comune
% tratta to sul
to ta le
Balla di plastica da raccolta differenziata
In Provincia di Varese viene
destinato il 39,1% di tutta la plastica
raccolta in modo differenziato.
Gli impianti presenti in provincia
che hanno ritirato nel 2005 plastica per
il suo corretto recupero-riciclo sono
riportati nella tabella seguente:
Tipolog ia
DESTINO DEI RIFIUTI
vista energetico in appositi impianti
oppure in co-combustione con altri
combustibili.
11.3.3 Il riciclaggio del vetro
La frazione “VETRO” è una delle
frazioni della raccolta differenziata
raccolta da più tempo in quanto il vetro
può essere riciclato più volte senza
scadimenti qualitativi.
Il processo di riciclaggio parte
sempre dal rottame di vetro, ovvero dal
vetro frantumato.
Il processo di produzione del vetro
comporta una serie di fasi preparatorie
del rottame:
ƒ Cernita manuale degli inquinanti
ƒ Suddivisione granulometrica in 2-3
frazioni
ƒ Frantumazione
ƒ Separazione di metalli con sistema
magnetico
ƒ Vagliatura e aspirazione di materiali
leggeri
ƒ Separazione di metalli non magnetici
(corrente indotta per alluminio)
ƒ Separazione ottica dei corpi opachi
(ceramica, etc.)
Successivamente
il
materiale
preparato così come descritto può essere
L’impiego di rottame di vetro per la
preparazione di manufatti in vetro ha
diversi vantaggi e ricadute positive
sull’ambiente:
ƒ Risparmio di combustibile poiché il
rottame di vetro fonde a temperature
molto inferiori alla materia prima
(sabbia silicea), consentendo minori
consumi di combustibili ed elettricità,
minori emissioni atmosferiche ed
anche un prolungamento della vita
utile del forno stesso
ƒ Minore utilizzo di materie prime (da
100 kg di rottame di vetro si
ottengono quasi 100 kg di vetro
nuovo)
Vetro da raccolta differenziata
DESTINO DEI RIFIUTI
avviato alla produzione di vetro riciclato
secondo le seguenti fasi prevalenti:
ƒ Miscelazione di sabbia silicea, calcare
(con funzione stabilizzante), soda (con
funzione fondente), additivi e rottame
di vetro (in varie proporzioni fino al
90% )
ƒ Cottura della miscela fino alla fusione
(circa 1500 °C)
ƒ Colata della fusione per ottenere il
prodotto finale
Selezione manuale delle impurità
I principali problemi per il riciclaggio
del vetro riguardano il colore. Infatti
raccogliendo congiuntamente il vetro di
tutti i colori (verde, bianco e bruno) è
possibile produrre unicamente vetro cavo
verde, poiché il verde è il colore che
tollera
la
maggior
quantità
di
contaminazione da parte degli altri colori.
Comunque in alcuni paesi europei
(Germania, Svizzera) si attua la raccolta
selettiva per colore attraverso contenitori
a 3 scomparti.
Le fotografie seguenti propongono le
fasi principali del riciclo del vetro e sono
relative all’impianto Eurovetro di Origgio.
Rottame di vetro
Vetro pronto per la vetreria
65
EUROVETRO
TECNO RECUPERI
ECONORD
TRAMONTO ANTONIO
Totale in provincia di Varese
Fuori provincia - in regione Lombardia
Fuori regione
Comune
Origgio
Gerenzano
Cadegliano-Viconago
Vergiate
REC
REC
TRA
TRA
% trattato sul
totale
Impianto
Tipologia
DESTINO DEI RIFIUTI
In Provincia di Varese viene
destinato il 90,0% di tutto il vetro
raccolto in modo differenziato.
Gli impianti presenti in provincia
che hanno ritirato vetro nel 2005 per il
suo
corretto
recupero-riciclo
sono
riportati nella tabella seguente:
70,3%
17,4%
1,2%
1,1%
90,0%
2,3%
7,7%
11.3.4 Il riciclaggio del verde
La frazione “VERDE” o scarti verdi è
composta da scarti di orti e giardini
tipicamente consegnati dai cittadini o da
piccoli manutentori del verde presso le
isole ecologiche comunali. Tali scarti
sono composti principalmente dai residui
delle potature (scarti legnosi) e da sfalci
d’erba, foglie e similari.
La frazione verde viene destinata ad
impianti di compostaggio e può essere
trattata in purezza (compostaggio verde)
oppure in miscela con la frazione
organica domestica (compostaggio da
umido).
Il compostaggio è un trattamento
biologico aerobico di materiali organici
degradabili finalizzato alla produzione di
un fertilizzante (ammendante) naturale
denominato compost. In condizioni
aerobiche la sostanza organica subisce
fenomeni di decomposizione che portano:
ƒ Liberazione di CO2
ƒ Liberazione di acqua sotto forma di
vapore acqueo
ƒ Stabilizzazione,
igienizzazione
e
umificazione biologica del materiale
ƒ Mineralizzazione delle componenti
più facilmente degradabili
ƒ Aumento della temperatura che nella
fase più intensa di reazione può
raggiungere e superare i 65°C
Il processo di compostaggio può
essere suddiviso in 2 fasi principali:
ƒ biossidazione accelerata (ACT, active
composting time) con elevata velocità
di degradazione delle componenti più
degradabili
66
ƒ
maturazione con processo più
rallentato e reazioni complesse volte
alla formazione di sostanze umiche
Il tempo complessivo di processo
può variare in dipendenza di numerosi
fattori sia legati alla matrice da trattare
che alla tecnologia applicata e quindi
alle condizioni di processo, nonché in
base all’uso del prodotto finale che
interessa.
Gli attori principali del processo
sono i microrganismi già naturalmente
presenti sugli scarti organici in quantità
sufficiente
per
il
processo
di
compostaggio, ma occorre che siano
garantite
le
ottimali
condizioni
ambientali per un loro corretto sviluppo:
ƒ Adeguata ossigenazione della massa
(attraverso porosità e rivoltamenti o
sistemi di insufflazione)
ƒ Adeguata umidità (attraverso una
giusta miscela iniziale ed eventuali
apporti di acqua in caso di carenza)
ƒ Adeguato rapporto carbonio/azoto
(C/N),
che
rappresenta
indicativamente il bilanciamento
delle frazioni ligneo – cellulosiche
secche e le matrici più umide e
prontamente degradabili.
Il
processo
biologico
di
compostaggio è preceduto e seguito da
trattamenti specifici volti nel primo caso
a preparare le matrici in ingresso (pretrattamenti: triturazione, separazione
materiali estranei, miscelazione) e nel
secondo a raffinare il materiale in uscita
(vagliatura dimensionale).
Il
prodotto finale, ovvero il
compost, è un ammendante naturale,
che applicato al terreno garantisce un
apporto di elementi della fertilità e
sostanze con proprietà chimico-fisiche
che ne migliorano le caratteristiche.
Le fotografie seguenti propongono
le fasi principali del riciclo della frazione
verde e sono tratte dagli impianti di
compostaggio Agrimaggiore di Cittiglio,
Crespi Riccardo di Galliate Lombardo e
F.lli Casotto di Castelseprio.
Post-trattamento
di
raffinazione finale del compost
vagliatura
per
la
Impianto
SYSTEM ECO GREEN
F.LLI CASOTTO AZ. AGRICOLA
BESANO AMBIENTE
AGRIMAGGIORE
ERUS SERVICE
TRAMONTO ANTONIO
B.C.E. DI BINI CARMELO
RICICLECO
GUZZETTI
COMUNE DI LUINO
AZIENDA
AGRICOLA MACCHI
COMPOVAL
ECONORD
Totale in provincia di Varese
Fuori provincia - in regione Lombardia
Fuori regione
Comune
Gallarate
Castelseprio
Besano
Cittiglio
Origgio
Vergiate
Arcisate
Gallarate
Uboldo
Luino
Comabbio
Ferreragdi Varese
g
REC
REC
REC
REC
REC
REC
REC
REC
REC
REC
REC
REC
% trattato
sul totale
Triturazione del verde
Tipologia
In Provincia di Varese viene destinato il
66,7% di tutto il verde raccolto in modo
differenziato.
Gli impianti presenti in provincia che
hanno ritirano verde nel 2005 per il suo
corretto recupero-riciclo sono riportati nella
tabella seguente:
DESTINO DEI RIFIUTI
Scarti verdi (ramaglie e sfalci)
21,9%
12,4%
8,0%
6,8%
5,8%
3,8%
3,6%
1,8%
1,3%
0,9%
0,4%
0,01%
0,002%
66,7%
27,7%
5,6%
I cumuli di compostaggio di verde triturato
in processo
Dettaglio del materiale in processo
67
DESTINO DEI RIFIUTI
11.4. LA NUOVA RACCOLTA DEL TETRA
PAK CONGIUNTA ALLA CARTA E
CARTONE
68
La raccolta del poliaccoppiato e' il
frutto della collaborazione tra Tetra Pak
Italiana Spa e Comieco, che dal 2001
sono impegnati in studi, sperimentazioni
e attivita’ finalizzate all’attivazione della
raccolta e riciclo del cartone per bevande.
Proprio nel 2001 uno studio condotto
dall'Universita' di Bologna ha dimostrato
la fattibilita' tecnica del riciclo del
contenitore in poliaccoppiato insieme a
carta e cartone nel consueto processo di
cartiera. Nel luglio 2003 è stato
sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra
Tetra Pak e Comieco, con l'intento di
incrementare il livello di raccolta
differenziata della carta anche attraverso
la
diffusione
della
raccolta
degli
imballaggi poliaccoppiati, assicurandone
il riciclo attraverso la rete di cartiere
aderenti al sistema Comieco.
Il Protocollo d’intesa individua
essenzialmente due diverse modalità
per la raccolta dei cartoni per
bevande: congiunta con la carta o
attraverso la raccolta multimateriale. Nel
primo caso, raccolta con la carta, il
cartone per bevande potrà essere
successivamente separato e avviato a
riciclo
completo
oppure,
senza
separazione a valle, carta e cartone
vengono conferiti alla cartiera di
riferimento individuata da Comieco.
Attualmente sono 15 gli stabilimenti
cartari italiani formalmente disponibili al
ritiro del materiale cartaceo da raccolta
differenziata
contenente
anche
la
frazione di poliaccoppiato. Nella raccolta
multimateriale, il cartone per bevande
viene separato dagli altri materiali
presso una piattaforma e poi avviato a
riciclo dedicato, presso una specifica
cartiera.
Caso per caso viene valutata la
modalità
più
idonea
di
raccolta
differenziata nei diversi territori, in
modo da minimizzare tempi e costi di
attivazione del servizio. Tetra Pak e
Comieco, sulla base di questo accordo,
hanno quindi incentivato l'avvio della
raccolta differenziata dei cartoni per
bevande in molte realta' territoriali,
accompagnandola
con
specifiche
iniziative di comunicazione sui cittadini.
Nella primavera del 2004 e' stata
lanciata
una
campagna
di
sensibilizzazione a mezzo affissioni in
diverse citta', tra cui i capoluoghi
Sondrio, Gorizia, Pordenone, L'Aquila,
Taranto, Catanzaro, Vibo Valentia,
Enna, Ragusa e Caltanisetta.
Nel 2005 è partito il progetto di
comunicazione
"Benvenuto
tra
i
Riciclabili", che prevede la distribuzione
di pieghevoli per ogni utenza e locandine
e poster per affissioni in spazi comunali.
Questo progetto ha coinvolto Milano,
Trieste, Novara e Udine. Altre attivita'
specifiche sono state svolte a Napoli ed
iniziative autonome sono partite a
Modena, Cremona, Verona, Belluno e
nel luglio del 2005 a Roma. Nello
specifico, in provincia di Varese, questa
campagna e' stata diffusa nei Comuni di
Saronno e Caronno Pertusella attraverso
il gestore del servizio di raccolta.
DESTINO DEI RIFIUTI
A dicembre 2005 i cittadini italiani
coinvolti nella raccolta differenziata dei
cartoni
per
bevande
erano
oltre
11.300.000, distribuiti in piu’ di 600
comuni della nostra penisola. Nel 2005
sono
state
riciclate
oltre
11.000
tonnellate di cartoni per bevande
provenienti da raccolta differenziata.
L’elenco completo dei comuni dove la
raccolta del cartone per bevande e’ attiva
e consultabile sul sito www.tetrapak.it,
sezione protezione integrale. Il Protocollo
permette quindi di incrementare sempre
più la quantità di materiale sottratto alla
discarica, rendendolo invece disponibile
per
il
riciclo.
Oltre
a
ricevere
gratuitamente
i
materiali
per
la
campagna di comunicazione, il soggetto
ha diritto anche ai contributi economici
previsti dalla convenzione Comieco.
Spappolamento dei cartoni per bevande nel pulper
11.4.1 Il riciclo del Tetrapak
Il riciclo del contenitore Tetra Pak
permette una specifica valorizzazione
della sua componente cellulosica, con la
produzione
di
Cartalatte™
e
Cartafrutta™.
Il processo in cartiera prevede una
fase
iniziale
di
spappolamento
e
separazione della frazione politenica dal
supporto cellulosico e successivo invio
alla macchina continua per la produzione
di nuovi prodotti cartacei. Nelle immagini
sono visibili le principali fasi di
lavorazione del macero contenente Tetra
Pak.
Separazione della fibra cellulosica da polietilene ed
alluminio
69
DESTINO DEI RIFIUTI
Macchina in continuo per la produzione di carta
riciclata in rotoli
Dal riciclo dei diversi poliaccoppiati
si orginano differenti prodotti come ad
esempio la Cartalatte™, di colore bianco,
che è il risultato del riciclo dei contenitori
del Latte fresco (Tetra Rex) e la
Cartafrutta™, color avana, che nasce
invece dal riciclo dei prodotti a lunga
conservazione
(succhi
di
frutta…).
Entrambe sono utilizzate per produrre
articoli di cancelleria, stampati, shoppers
e carta per imballo.
Shoppers in Cartafrutta
Prodotti in Cartalatte
70
La frazione politenica generata dalla
separazione della cellulosa puo' essere
trattata e rigranulata per produrre un
semilavorato a base plastica denominato
EcoAllene® impiegato nel settore edile,
nel promotional, con la realizzazione di
gadgets, bigiotteria, articoli da scrivania,
nella florovivaistica, per la produzione di
vasi e fioriere, nonche’ nell’arredo urbano.
Tetra Pak, con l’obiettivo di dar vita
a un mercato dei prodotti che nascono dal
riciclo dei propri contenitori postconsumo, ha trovato partners importanti
per lo sviluppo commerciale di Cartalatte,
Cartafrutta ed Ecoallene.
Questo Report Rifiuti è stato
stampato
su
Cartalatte™,
fornita
gratuitamente da Tetra Pak Italia Spa.
11.5. BABBO NATALE RICICLA IL CARTONE DEL LATTE
La Provincia di Varese ha promosso
in collaborazione con Prealpina Latte un
progetto per favorire il riciclaggio del
cartone del latte attraverso una campagna
grafica sulla confezione del Latte Varese,
prodotto dalla Cooperativa Prealpina
Latte. Il recupero del cartone del latte si
potrà attuare a seguito di un accordo fra
Villa Recalcati e la Tetrapak, azienda che
si
occupa
della
realizzazione
dei
contenitori per latte e bevande, come
descritto al paragrafo 11.4.
12.1. IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE
DEI COSTI
Distribuzione normale dei
Per i Comuni la gestione dei rifiuti è
onerosa e in molti casi rappresenta una
delle principali voci di spesa del bilancio
Per approfondire dal punto di vista
comunale; proprio per questo viene
statistico
la differenza tra i Comuni più
prestata particolare attenzione all’analisi
virtuosi
con riguardo alla raccolta
dei dati di costo ed all’interpretazione
differenziata
e quelli meno efficienti, è
degli scostamenti tra Comune e Comune.
stato
realizzato
un grafico con la
Anche se non sempre si riscontra
distribuzione
normale
dei costi per le tre
una sufficiente attenzione alla corretta
classi
di
Comuni
riportate
nella tabella.
compilazione della scheda rifiuti da parte
degli uffici tributi o ragioneria dei
Comuni, si può rilevare come di anno in
anno la qualità dei dati migliori.
Distribuzione normale dei costi totali per
Come lo scorso anno si è
tre gruppi di Comuni
proceduto, oltre a riportare in
0,025
tabella i costi complessivi della
gestione
rifiuti
per
singolo
>50% RD
0,020
Comune, ad effettuare alcune
<35% RD
35-50% RD
elaborazioni per evidenziare le
0,015
correlazioni esistenti tra i costi
0,010
del sistema e alcuni indicatori
tecnici di riferimento. Ne è un
0,005
esempio il “costo per punto
percentuale
di
raccolta
€20,00
€40,00
€60,00
€80,00
€100,00
€120,00
€140,00
€160,00
€180,00
differenziata
realizzata”,
che
Costi totali €/ab.anno
correla la percentuale di raccolta
differenziata raggiunta con i
costi di gestione sostenuti e che consente
di evidenziare positivamente quei Comuni
che a parità di spesa raggiungono i
migliori risultati di raccolta differenziata.
Altri approfondimenti utili sono la
Come si vede, i dati presentano
correlazione tra i costi complessivi del
un’ampia dispersione ma la distribuzione
servizio rifiuti, l’efficienza raggiunta ed il
gaussiana evidenzia un minor costo per i
sistema di raccolta adottato.
Comuni che hanno un tasso di raccolta
Per quanto riguarda la variazione
differenziata più elevato.
percentuale della spesa totale rispetto
all’anno precedente occorre considerare
che non sempre essa corrisponde ad un
reale risparmio o incremento; in questa
fase in cui i dati non presentano ancora
un elevato livello di accuratezza essa può
semplicemente essere frutto di una
maggior precisione nella compilazione
della scheda.
VALUTAZIONI
ECONOMICHE
12. V AL UT AZIONI
EC ONOMIC HE
Anche quest’anno emerge una
significativa variabilità tra i valori di
costo dei diversi Comuni, ma con
tendenze che vengono confermate.
In generale si può affermare una
sicura competitività economica per le
raccolte
differenziate
spinte
(con
l’introduzione del sistema secco-umido
ad elevata domiciliarizzazione) grazie
all’avvio a recupero delle frazioni
selezionate a costi inferiori rispetto allo
smaltimento
in
discarica
o
termovalorizzatore.
71
Costi totali del servizio rifiuti rispetto
alla % RD
€ 200,00
Costo €/ann
VALUTAZIONI
ECONOMICHE
Nel grafico seguente si riporta il
confronto per ogni Comune tra il
costo complessivo del servizio di
gestione dei rifiuti urbani (asse delle
ordinate) e il livello di raccolta
differenziata (asse delle ascisse).
€ 150,00
€ 100,00
€ 50,00
€0,0% 10,0% 20,0% 30,0% 40,0% 50,0% 60,0% 70,0% 80,0%
%RD
Quanto detto trova ulteriore
conferma nel grafico seguente in cui
si riporta il confronto per ogni
Comune della provincia di Varese
tra il costo complessivo del servizio
di gestione dei rifiuti urbani (asse
delle ordinate) e l’indice di efficienza
(asse delle ascisse).
Costi totali del servizio rifiuti rispetto
all'indice di efficienza
Costo €/ann
€ 200,00
€ 150,00
€ 100,00
€ 50,00
Nella tabella riportata alla pagina
successiva sono elencati i Comuni della
provincia in ordine crescente di costo
per abitante equivalente, unitamente ad
altri parametri significativi (ad es. il
“costo pro capite per punto percentuale
di RD”, di cui si è già parlato nel
paragrafo relativo all’indice di efficienza).
Occorre segnalare come in alcuni
Comuni il costo elevato pro-capite
dipende dalle forti presenze turistiche, in
quanto
tale
valore
è
calcolato
suddividendo i costi totali unicamente
sui residenti; il basso costo indicato
nelle ultime posizioni può risentire
invece di altri effetti (es. Gorla Maggiore,
presenza di agevolazioni legate alla
discarica sul territorio comunale).
frazioni principali
Modello
Indifferenziato
Carta e
plastica
Vetro
Organico
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Cassonetti
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
sacchi porta a porta
Campane
Campane
p/p 15gg
p/p 15gg
p/p 15gg
p/p 15gg
p/p 7gg
p/p 7gg
p/p 7gg
p/p 7gg
Campane
Campane
Campane
p/p 15gg
Campane
p/p 15gg
Campane
Campane
p/p 7 gg
p/p 7 gg
No
No
No
No
Si
Si
No
Si
No
Si
€0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
Indice di efficienza
72
€ 200,00
Costi /ab.ann
Come per il grafico precedente,
non è possibile individuare una
correlazione diretta tra indice di
efficienza e costi totali del servizio,
ma l’aggregarsi dei valori di maggior
efficienza su costi medio bassi (tra €
80 e 50) per la nostra realtà
territoriale indica che i Comuni con
gestione maggiormente ottimizzate
sono anche quelle con costi minori.
Da ultimo, per evidenziare
meglio la relazione tra i costi
complessivi del sistema di gestione
dei rifiuti nei singoli Comuni ed il
sistema di raccolta adottato, sono
stati riportati questi dati in un
grafico
(in
ordinate
i
costi
complessivi, in ascisse il sistema di
raccolta). I sistemi di raccolta,
numerati da 1 a 10, sono riportati
nella tabella che precede il grafico.
Modello di raccolta vs. costi totali
€ 150,00
€ 100,00
€ 50,00
€ 0,00
0
1
2
3
4
5
6
7
8
Numero modello di raccolta
9
10
11
COSTI
Comune
COSTI
Costi totali Costi totali
SERVIZIO Variazione
Abitanti servizio servizio (Euro/ab. (Euro/ab.anno costi 2005 - SOGGETTO GESTORE % RD
equivalente.anno) per punto % di
(Euro/ab.anno)
2004
Modello
di
raccolta
Gorla Maggiore
5.054
€ 42,41
€ 35,11
€ 1,11
+18,7%
LEVA ANGELO
38,3%
4
2
3
4
Leggiuno
Lozza
Taino
3.280
1.187
3.447
€ 51,66
€ 76,25
€ 50,59
€ 37,85
€ 38,74
€ 43,38
€ 0,87
€ 1,34
€ 0,77
-18,2%
-9,3%
-9,5%
ECONORD
ECONORD
ECONORD
59,1%
56,8%
66,0%
5
6
10
5
6
7
Comabbio
Castiglione Olona
Brunello
1.058
7.920
1.016
€ 54,56
€ 52,31
€ 55,40
€ 45,85
€ 45,97
€ 46,48
€ 1,14
€ 0,92
€ 0,98
-10,5%
-24,0%
-34,3%
ECONORD
ECONORD
ECONORD
47,7%
56,7%
56,8%
4
6
6
8
9
Monvalle
Mornago
1.836
4.511
€ 57,75
€ 56,11
€ 47,74
€ 47,76
€ 0,89
€ 1,10
+1,3%
+8,1%
65,1%
50,9%
10
11
12
Carnago
Jerago con Orago
Osmate
5.908
4.934
601
€ 56,93
€ 55,71
€ 58,34
€ 49,47
€ 50,08
€ 50,17
€ 1,06
€ 1,01
€ 0,94
+0,1%
-19,1%
-4,8%
ECONORD
ECONORD
ECONORD
4
6
6
13
14
15
Daverio
Cislago
Albizzate
2.787
9.153
4.964
€ 59,90
€ 57,90
€ 57,26
€ 50,36
€ 51,19
€ 51,42
€ 1,08
€ 1,14
€ 1,13
+1,1%
-0,2%
+1,0%
16
17
18
Vergiate
Buguggiate
Laveno-Mombello
8.854
3.247
9.010
€ 83,88
€ 57,54
€ 70,02
€ 51,70
€ 51,75
€ 53,52
€ 1,42
€ 1,14
€ 1,15
-14,5%
-14,3%
-9,5%
19
20
21
Bardello
Bodio Lomnago
Cassano Magnago
1.465
2.035
20.740
€ 60,34
€ 60,08
€ 62,58
€ 53,64
€ 54,54
€ 54,64
€ 1,16
€ 1,07
€ 0,85
-21,3%
-20,7%
-16,1%
22
23
24
Varano Borghi
Castelseprio
Gazzada Schianno
2.271
1.286
4.602
€ 61,96
€ 63,06
€ 67,89
€ 54,73
€ 55,55
€ 56,11
€ 0,92
€ 1,05
€ 1,22
+3,6%
-11,0%
+6,1%
25
26
27
Cavaria con Premezzo
Sangiano
Brissago-Valtravaglia
5.038
1.395
1.206
€ 65,97
€ 62,35
€ 64,72
€ 56,14
€ 56,25
€ 56,57
€ 1,20
€ 1,21
€ 1,94
+14,6%
-3,1%
+1,2%
28
29
30
Duno
Castronno
Castello Cabiaglio
163
5.178
552
€ 64,76
€ 60,60
€ 64,76
€ 56,61
€ 56,63
€ 56,63
€ 1,20
€ 1,07
€ 1,03
+3,3%
-1,1%
+3,3%
31
32
33
Besnate
Brinzio
Orino
5.114
863
841
€ 68,69
€ 64,76
€ 64,76
€ 56,63
€ 56,70
€ 56,72
€ 1,36
€ 1,05
€ 1,11
+5,8%
+3,3%
+3,3%
34
35
36
Germignaga
Bedero Valcuvia
Gemonio
3.751
647
2.726
€ 69,19
€ 64,76
€ 64,76
€ 56,73
€ 56,74
€ 56,75
€ 3,25
€ 1,08
€ 1,10
+8,1%
+3,3%
+3,3%
37
38
39
Brenta
Caravate
Rancio Valcuvia
1.712
2.588
958
€ 64,76
€ 64,76
€ 64,76
€ 56,75
€ 56,75
€ 56,77
€ 1,07
€ 1,09
€ 1,09
+3,3%
+3,3%
+3,3%
40
41
42
Cittiglio
Cuvio
Casalzuigno
3.864
1.638
1.300
€ 64,76
€ 64,76
€ 64,76
€ 56,77
€ 56,78
€ 56,78
€ 1,13
€ 1,23
€ 1,25
+3,3%
+3,3%
+3,3%
43
44
45
Azzio
Cuveglio
Ferrera di Varese
733
3.228
626
€ 64,76
€ 64,76
€ 64,76
€ 56,78
€ 56,79
€ 56,80
€ 1,06
€ 1,25
€ 1,15
+3,3%
+3,3%
+3,3%
46
47
48
Cassano Valcuvia
Masciago Primo
Brebbia
597
296
3.279
€ 64,76
€ 64,76
€ 66,18
€ 56,81
€ 57,05
€ 57,41
€ 1,18
€ 1,10
€ 1,00
+3,3%
+3,3%
+8,7%
49
50
51
Cunardo
Arsago Seprio
Bregano
2.743
4.680
764
€ 69,69
€ 66,28
€ 62,07
€ 58,54
€ 58,55
€ 59,27
€ 1,12
€ 1,44
€ 1,13
-12,3%
+4,2%
+6,2%
52
53
54
Morazzone
Azzate
Valganna
4.298
4.121
1.511
€ 65,72
€ 77,68
€ 76,00
€ 59,76
€ 59,82
€ 59,97
€ 1,16
€ 1,37
€ 2,70
-9,2%
+2,1%
-14,0%
55
56
57
Oggiona con Santo Stefano
Cocquio-Trevisago
Venegono Superiore
4.359
4.727
7.000
€ 68,11
€ 74,67
€ 74,21
€ 60,46
€ 60,46
€ 60,88
€ 1,24
€ 1,80
€ 1,33
+10,4%
+62,7%
+4,0%
58
59
60
Induno Olona
Inarzo
Casorate Sempione
10.114
919
5.342
€ 63,36
€ 67,28
€ 70,89
€ 61,25
€ 61,46
€ 61,59
€ 1,53
€ 1,18
€ 1,02
-3,1%
-1,5%
-0,2%
61
62
63
Lonate Ceppino
Besozzo
Mercallo
4.427
8.833
1.759
€ 68,96
€ 78,45
€ 73,33
€ 61,61
€ 62,52
€ 62,53
€ 1,18
€ 1,39
€ 1,16
+18,0%
+4,4%
+34,0%
64
65
66
Barasso
Samarate
Sumirago
1.727
15.996
6.032
€ 74,73
€ 81,45
€ 66,16
€ 63,11
€ 63,12
€ 63,63
€ 2,01
€ 1,32
€ 1,37
-1,6%
-1,9%
+16,2%
67
68
69
Solbiate Arno
Cantello
Brezzo di Bedero
4.191
4.482
1.000
€ 72,35
€ 73,27
€ 125,02
€ 63,85
€ 64,01
€ 64,20
€ 1,32
€ 2,02
€ 2,77
-3,0%
-15,7%
+3,3%
70
71
72
Golasecca
Grantola
Ternate
2.486
1.223
2.257
€ 77,92
€ 77,15
€ 86,78
€ 64,83
€ 66,02
€ 66,04
€ 1,15
€ 3,07
€ 1,49
-2,9%
-2,3%
-8,3%
73
74
75
Cugliate-Fabiasco
Mesenzana
Veddasca
2.980
1.352
312
€ 71,35
€ 85,68
€ 187,41
€ 66,40
€ 66,57
€ 66,60
€ 1,08
€ 2,77
€ 6,50
-43,8%
+1,0%
+0,8%
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
TRAMONTO ANTONIO
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
CASSANO MAGNAGO SERVIZI
ECONORD
LEVA ANGELO
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
URBANCAMION
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
AMSC
LEVA ANGELO
ECONORD
ECONORD
ECONORD
DUSTY
ECONORD
ECONORD
ASPEM
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
53,9%
55,2%
61,7%
55,7%
51,0%
50,8%
59,2%
50,6%
60,9%
51,9%
56,3%
73,7%
67,3%
60,3%
55,5%
54,8%
51,4%
33,4%
54,1%
56,8%
62,7%
50,6%
61,8%
58,1%
21,3%
60,2%
59,0%
60,7%
59,6%
59,6%
57,4%
52,6%
51,6%
60,9%
51,6%
56,4%
54,7%
58,8%
66,0%
62,3%
45,9%
55,1%
56,8%
56,7%
28,1%
55,1%
41,5%
56,0%
41,4%
56,8%
69,3%
58,2%
56,5%
63,1%
37,1%
61,9%
48,2%
54,7%
36,3%
45,1%
67,5%
25,1%
58,4%
66,0%
30,9%
28,8%
4
6
6
6
4
6
VALUTAZIONI
ECONOMICHE
RD)
1
6
6
6
4
5
4
6
5
6
10
6
6
5
3
6
10
6
10
3
6
6
6
6
10
6
10
6
10
4
6
6
6
6
6
6
4
6
6
4
6
6
9
6
6
4
6
6
6
4
6
6
6
6
10
6
5
6
6
7
73
COSTI
Comune
COSTI
Costi totali Costi totali
SERVIZIO Variazione
Abitanti servizio servizio (Euro/ab. (Euro/ab.anno costi 2005 - SOGGETTO GESTORE % RD
(Euro/ab.anno)
equivalente.anno)
per punto % di
2004
Modello
di
raccolta
VALUTAZIONI
ECONOMICHE
RD)
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
91
92
93
94
95
96
97
98
99
100
101
102
103
104
105
106
107
108
109
110
111
112
113
114
115
116
117
118
119
120
121
122
123
124
125
126
127
128
129
130
131
132
133
134
135
136
137
138
139
140
141
Caronno Pertusella
Crosio della Valle
Dumenza
Cadrezzate
Venegono Inferiore
Travedona-Monate
Castelveccana
Ferno
Malgesso
Porto Valtravaglia
Lonate Pozzolo
Castellanza
Marnate
Bisuschio
Uboldo
Biandronno
Galliate Lombardo
Montegrino Valtravaglia
Saronno
Ispra
Gornate-Olona
Solbiate Olona
Viggiù
Luvinate
Casciago
Caronno Varesino
Vedano Olona
Porto Ceresio
Sesto Calende
Busto Arsizio
Saltrio
Curiglia con Monteviasco
Agra
Ranco
Clivio
Cairate
Gerenzano
Fagnano Olona
Lavena Ponte Tresa
Brusimpiano
Arcisate
Olgiate Olona
Malnate
Somma Lombardo
Cadegliano-Viconago
Cardano al Campo
Marchirolo
Comerio
Besano
Gavirate
Marzio
Cremenaga
Gorla Minore
Tradate
Gallarate
Cuasso al Monte
Origgio
Vizzola Ticino
Maccagno
Cazzago Brabbia
Angera
Luino
Tronzano Lago Maggiore
Pino sulla Sponda del Lago Maggiore
Varese
Casale Litta
PROVINCIA DI
VARESE
74
13.567
594
1.374
1.650
6.221
3.553
2.038
6.673
1.288
2.487
11.774
14.618
6.272
4.063
9.987
3.176
847
1.266
37.458
4.873
2.038
5.665
5.218
1.379
3.953
4.790
7.232
3.088
10.347
78.450
2.979
185
398
1.217
1.984
7.616
9.510
10.969
5.508
1.120
9.831
11.605
16.075
16.546
1.787
12.500
3.358
2.547
2.423
9.436
300
788
7.996
16.571
49.347
3.285
6.777
461
2.013
819
5.751
14.178
271
258
82.912
2.523
€ 88,86
€ 76,42
€ 90,43
€ 83,44
€ 77,29
€ 77,65
€ 102,48
€ 76,24
€ 73,94
€ 105,27
€ 79,73
€ 79,75
€ 79,27
€ 78,75
€ 83,91
€ 79,22
€ 81,98
€ 86,00
€ 93,12
€ 80,38
€ 85,87
€ 80,51
€ 82,90
€ 77,97
€ 81,67
€ 80,47
€ 81,45
€ 90,76
€ 90,42
€ 80,25
€ 82,00
€ 103,33
€ 114,40
€ 82,99
€ 86,75
€ 89,19
€ 84,96
€ 87,72
€ 105,05
€ 96,26
€ 86,34
€ 90,00
€ 89,90
€ 97,65
€ 93,01
€ 93,13
€ 112,17
€ 96,98
€ 91,72
€ 106,67
€ 116,60
€ 99,45
€ 99,85
€ 111,57
€ 129,82
€ 118,32
€ 111,11
€ 121,16
€ 158,69
€ 139,24
€ 139,37
€ 133,67
€ 164,75
€ 168,79
€ 144,73
€ 147,80
846.877 € 82,46
€ 66,69
€ 67,25
€ 67,49
€ 67,98
€ 68,15
€ 68,19
€ 68,27
€ 68,79
€ 68,84
€ 69,06
€ 69,67
€ 69,73
€ 69,94
€ 70,01
€ 70,38
€ 71,47
€ 71,81
€ 71,84
€ 72,34
€ 72,47
€ 72,52
€ 73,01
€ 73,33
€ 73,49
€ 73,63
€ 73,69
€ 74,21
€ 74,37
€ 74,47
€ 74,55
€ 74,70
€ 74,80
€ 75,10
€ 75,25
€ 75,55
€ 77,05
€ 77,11
€ 77,26
€ 77,56
€ 78,12
€ 78,42
€ 78,62
€ 80,62
€ 80,95
€ 81,55
€ 81,68
€ 82,35
€ 86,49
€ 87,10
€ 87,93
€ 89,60
€ 91,45
€ 93,73
€ 96,63
€ 96,76
€ 99,47
€ 99,72
€ 103,83
€ 110,63
€ 110,83
€ 111,54
€ 117,18
€ 117,85
€ 119,96
€ 121,59
€ 134,52
€ 1,78
€ 1,35
€ 3,11
€ 1,31
€ 1,92
€ 1,14
€ 3,12
€ 1,21
€ 1,35
€ 3,16
€ 1,41
€ 1,55
€ 1,33
€ 1,79
€ 1,69
€ 1,34
€ 1,44
€ 3,18
€ 1,54
€ 1,24
€ 1,49
€ 2,32
€ 2,77
€ 2,16
€ 1,61
€ 1,44
€ 1,44
€ 2,66
€ 1,41
€ 1,51
€ 2,37
€ 3,05
€ 2,85
€ 1,20
€ 3,87
€ 2,08
€ 2,51
€ 1,38
€ 3,22
€ 2,76
€ 1,61
€ 1,52
€ 1,55
€ 2,59
€ 4,52
€ 1,54
€ 3,37
€ 2,47
€ 2,49
€ 1,83
€ 5,06
€ 3,33
€ 1,81
€ 2,64
€ 2,07
€ 2,74
€ 2,77
€ 6,45
€ 3,63
€ 2,45
€ 2,62
€ 4,13
€ 4,45
€ 5,91
€ 3,34
€ 2,60
-24,5%
+26,4%
-6,1%
+32,5%
+1,1%
+8,2%
+18,4%
-2,0%
-6,5%
+1,8%
-6,5%
+7,3%
-1,8%
-1,3%
-7,0%
+23,1%
-1,0%
+26,0%
-2,5%
+6,3%
+1,1%
+14,8%
-3,6%
+1,7%
-16,4%
+35,1%
+36,7%
+40,1%
-5,3%
+50,5%
-0,9%
-3,6%
+23,3%
+2,6%
+17,2%
+23,7%
-0,1%
-6,1%
-12,4%
-13,0%
+1,5%
+8,1%
+10,5%
+2,3%
+4,6%
+13,9%
+7,8%
+4,3%
-20,8%
-3,6%
+37,4%
+12,0%
-8,3%
+5,8%
+39,4%
+30,7%
-5,1%
-10,1%
+23,8%
+78,8%
+128,6%
-3,6%
+0,1%
+69,8%
+16,9%
+104,0%
€ 68,49
€ 1,86
+4,0%
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
SAP - SERVIZI ACQUA POTABILE
ECONORD
ECONORD
SAP - SERVIZI ACQUA POTABILE
AGESP
AGESP
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
CASSANO MAGNAGO SERVIZI
A.B.C. SERVIZI ECOLOGICI
ECONORD
ECONORD
ASPEM
CASSANO MAGNAGO SERVIZI
ECONORD
ECONORD
ECONORD
AGESP
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
AMSC
ECONORD
AGESP
ECONORD
ECONORD
ECONORD
AGESP
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
AGESP
ECONORD
AMSC
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ECONORD
ASPEM
ECONORD
49,9%
56,8%
29,1%
63,5%
40,3%
68,3%
32,9%
62,8%
54,6%
33,3%
56,5%
51,6%
59,8%
43,9%
49,7%
59,0%
56,8%
27,0%
60,4%
65,0%
57,5%
34,7%
30,0%
36,2%
50,9%
55,7%
56,8%
34,2%
64,1%
53,3%
34,5%
33,9%
40,2%
69,2%
22,4%
43,0%
33,8%
63,5%
32,7%
34,8%
53,6%
59,4%
58,0%
37,8%
20,6%
60,3%
33,2%
39,3%
36,9%
58,2%
23,0%
29,9%
55,0%
42,2%
62,6%
43,1%
40,1%
18,8%
43,7%
56,8%
53,1%
32,3%
37,0%
28,6%
43,3%
56,8%
51,1%
4
6
6
6
6
4
6
9
6
6
3
6
6
5
10
6
9
4
4
4
6
6
6
6
6
4
4
4
4
6
6
6
6
4
6
4
4
3
4
6
6
4
6
6
10
6
6
3
4
6
6
6
8
6
4
9
6
6
6
6
2
4
6
6
9
2
VALUTAZIONI
ECONOMICHE
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
CADEGLIANO - VICONAGO
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
AZZIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CASCIAGO
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
CAZZAGO BRABBIA
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
CASTRONNO
MERCALLO
OSMATE
TERNATE
SESTO CALENDE
MORNAGO
SUMIRAGO
Costi Pro capite
42,41 - 60,60 €/ab.anno
60,61 - 74,73
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
74,74 - 96,26
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
96,27 - 129,82
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
129,83 - 187,41
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
CARONNO PERTUSELLA
LONATE POZZOLO
75
VALUTAZIONI
ECONOMICHE
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO MAGGIO RE
TRONZANO LAGO MAGGIORE
VEDDASCA
CURIGLIA CON MONTEVIASCO
MACCAGNO
AGRA
DUMENZA
LUINO
GERMIGNAGA
CREMENAGA
BREZZO DI BEDERO
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
CADEGLIANO - VICONAGO
PORTO VALTRAVAGLIA
LAVENA PONTE TRESA
BRISSAGO - VALT RAVAGLIA
GRANTOLA CUGLIATE - FABIASCO
MESENZANA
MARCHIRO LO
BRUSIMPIANO
MARZIO
CUNARDO
CASSANO FERRERA
VALCUVIADI VARESE
CASTELVECCANA
DUNO
CASALZUIGNO
LAVENO MOMBELLO
GEMONIO
MASCIAGO PRIMO
RANCIO VALCUVIA
BEDERO VALCUVIA
CITTIGLIO BRENTA
CUVEGLIO
AZZIO
BESANO
BRINZIO
CUVIO
CASTELLO CABIAGLIO
BISUSCHIO
ORINO
SANGIANOCARAVAT E
CUASSO AL MONTEPORTO CERESIO
VALGANNA
SALTRIO
LEGGIUNO
VIGGIU`
COCQUIO - TREVISAGO
MONVALLE
INDUNO OLONA ARCISATE
COMERIO
BARASSO
LUVINATE
BESOZ ZO
CLIVIO
GAVIRATE
BARDELLO
BREBBIA
MALGESSO
BREGANO
TRAVEDONA - MONATE
RANCO
CASCIAGO
CANTELLO
VARESE
BIANDRONNO
ISPRA
CADREZZATE
ANGERA
TAINO
CAZZAGO BRABBIA
MALNATE
BODIO GALLIATE
LOMNAGOLOMBARDO
INARZO
BUGUGG IATE
AZZATE GAZZ ADA - SCHIANNO
LOZZA
COMABBIO
VEDANO OLONA
DAVERIO
VARANO BORGHI
BRUNELLO
CASALE LITTA
MORAZZONE
CROSIO DELLA VALLE
CASTIGLIONE OLO NA
VENEGONO SUPERIORE
MERCALLO
CASTRONNO
OSMATE
TERNATE
SESTO CALENDE
MORNAGO
SUMIRAGO
Costi per abitante equivalente
36 - 59
60 - 74
CARONNO VARESINO
VENEGONO INFERIORE
GO RNATE OLONA
75 - 99
VERGIATE
ALBIZZATE
CARNAGO
SOLBIATE ARNO
CAST ELSEPRIO
100 - 139
LO NATE CEPPINO
JERAGO CON ORAGO
GOLASECCA
TRADATE
BESNATE OGGIONA CON SANTO STEFANO
ARSAGO SEPRIO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAIRATE
SOMMA LOMBARDO
CASORATE SEMPIONE
GALLARAT E
CARDANO AL CAMPO
140 - 186
CASSANO MAGNAGO
FAGNANO OLONA
GORLA MAGGIORE
SOLBIATE OLONA GORLA MINORE
OLGIATE OLONA
VIZZOLA TICINO
FERNO
MARNATE
CISLAGO
GERENZANO
SARONNO
SAMARATE
BUSTO ARSIZIO
CASTELLANZA
UBOLDO
ORIGGIO
LONATE POZZOLO
76
CARONNO PERTUSELLA
Come
previsto
dalle
norme
nazionali e regionali, alle Province
spettano
rilevanti
compiti
di
pianificazione, controllo e promozione
circa il ciclo integrato dei rifiuti, a partire
dalla redazione del Piano Provinciale
Rifiuti, fino alle autorizzazioni agli
impianti di trattamento e ai compiti
relativi
all’Osservatorio
Provinciale
Rifiuti, oltre che una serie di iniziative
volte al miglioramento della gestione dei
rifiuti in una logica di ottimizzazione
delle risorse e di tutela dell’ambiente.
In quest’ottica la Provincia di
Varese è attiva su diversi fronti, ovvero
promuove o supporta a vari livelli
iniziative proprie e dei Comuni, delle
scuole di ogni ordine e grado, e si occupa
anche di alcune iniziative di formazione
tecnica per gli addetti del settore rifiuti.
In questo capitolo si riassumono le
principali iniziative intraprese dalla
Provincia di Varese nel corso del 2005.
13.1. PROGETTO COMPOSTAGGIO DOMESTICO: ADOTTALO, NON È UN
BIDONE”
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
13. IN IZIAT IV E D I
COMUN ICAZION E E
PR OMOZI ONE
Il compostaggio domestico o autocompostaggio
è
un
metodo
di
valorizzazione dei materiali organici di
scarto a livello dei singoli nuclei familiari.
Il risultato del processo di compostaggio è
la produzione di terriccio organico con
proprietà fertilizzanti, che può essere
impiegato in attività agronomiche di
diverso tipo, quali la coltivazione dell’orto,
dei giardini, delle piante ornamentali, da
fiore o da foglia in vaso, ecc., in
sostituzione o integrazione di fertilizzanti
organici
tradizionali
quali
letami/stallatici, torbe, ecc.
Prevedendo un recupero diretto di
materiali organici di scarto da parte dei
singoli Cittadini, mediante intercettazione
dei materiali valorizzabili prima della loro
consegna ai circuiti di raccolta, il
compostaggio domestico si configura
come una attività di riduzione all’origine
dei rifiuti, che garantisce risparmi
immediati sia sulle attività di raccolta che
di avvio a compostaggio dei rifiuti.
Si riportano di seguito alcuni dati
medi quantitativi circa le potenzialità di
auto-smaltimento
che
si
possono
ingenerare applicando il compostaggio
domestico in realtà famigliari tipiche del
contesto varesino:
ƒ la produzione media di avanzo di cibo
di ogni persona si aggira attorno ai
300
g/ab.gg
(ossia
circa
100
kg/ab.anno), che il compostaggio
domestico consente di intercettare
integralmente, a differenza di quanto
avviene con i sistemi di raccolta
secco-umido,
che
arrivano
ad
intercettare al massimo un 60-70%
dello scarto alimentare;
ƒ la produzione di sfalcio d’erba nei
giardini si aggira, in condizioni
normali di coltivazione (con interventi
di taglio a 15 gg. nella bella stagione,
annaffiature
e
concimazioni
mediamente intensive) tra i 3 ed i 5
kg/mq;
ƒ statisticamente
si
rileva
una
produzione di foglie secche, tosature
di siepi e potature di alberi ed arbusti
equivalente allo sfalcio d’erba;
ƒ in base a tali dati, una famiglia di 3
persone con un giardino di media
estensione (200 mq) composterebbe in
un anno circa 300 kg di scarto di
cucina e 1500 kg di scarto di
giardino, con una produzione di circa
I
77
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
600-800 kg di terriccio impiegabile nel
giardino, nell’orto, nei vasi fioriti.
78
A fronte dei risultati effettivi che il
compostaggio domestico permette di
conseguire, la Provincia di Varese nel
2005 ha sviluppato e realizzato il progetto
“adottalo, non è un bidone” all’interno del
quale è stato organizzato un corso teoricopratico per i Tecnici Comunali di tutti i
Comuni della Provincia, per fornire
rinforzo ai Comuni già attivi nella
promozione del compostaggio domestico e
sollecitare la voglia di fare in quelli ancora
non attivi, con idee, ricette, suggerimenti
presi dal panorama nazionale e locale.
Ad esso è seguita la selezione di 8
Comuni (Brezzo di Bedero, Caronno
Varesino, Gerenzano, Induno Olona,
Osmate,
Solbiate
Olona,
Venegono
Superiore) tra quelli che mai si erano
attivati
nella
promozione
del
compostaggio domestico, cui sono stati
offerti gratuitamente 400 composter +
arieggiatore e 8 serate formative per i loro
Cittadini aderenti al progetto, che hanno
testato 8 modelli diversi di composter,
impegnandosi
a
compilare
un
questionario
valutazioni.
contenente
le
loro
Il
compostaggio
domestico
è
pertanto una realtà che negli ultimi
anni ha iniziato ad interessare un
numero significativo di Comuni in
provincia di Varese sia per la sensibilità
in tema ambientale da parte di alcune
Amministrazioni
sia
per
le
caratteristiche del territorio e delle
tipologie abitative prevalenti (case
unifamiliari con giardino) che ben si
prestano ad iniziative di compostaggio
domestico, sicchè a fine 2004, sulla
base dei dati comunicati annualmente
dai Comuni all’interno della scheda
rifiuti
e
di
un approfondimento
realizzato ad hoc risultavano 59 su 141 i
Comuni che con varie modalità avevano
all’attivo esperienze di promozione del
compostaggio
domestico.
Tuttavia,
mentre in alcuni casi la promozione
comunale risultava essere stata ben
impostata e mantenuta attiva, ve ne
erano altri in cui l’esperienza risultava
essere abbandonata, senza nuove
risorse ed energie tese a rinnovarla.
Analizzando invece i dati in merito
alla
funzionalità
del
compostaggio
domestico nella dinamica quotidiana di
gestione dei rifiuti si evince come il
compostaggio domestico sia chiaramente
associato alla diminuzione dei rifiuti, ed è
quindi descritto come un sistema “utile
per la comunità e l’ambiente”. Il 31% del
campione non nasconde che richieda una
certa attenzione, anche se il 45% dichiara
di non aver avuto alcun problema. Di
contro, rispetto ai pochi problemi
riscontrati, la maggior parte sono stati
relativi al rivoltamento ed all’estrazione
del compost pronto (attività sicuramente
più agevole con il compostaggio in
cumulo). Solo il 9% ha lamentato
problemi di odori ed altri problemi di
ordine igienico (presenza di moscerini ed
altri insetti).
Dall’elaborazione dei questionari
pervenuti compilati, il gradimento del
progetto è stato alto, tanto che il 91% di
coloro
che
hanno
restituito
il
questionario compilato dichiarano di
utilizzare il composter stabilmente.
L’ 8% delle utenze che dichiarano
un utilizzo “saltuario” presumibilmente è
riferito a famiglie con un giardino medio
– grande, che utilizzano il composter nei
mesi freddi, quando non è attivo il
cumulo (o la buca) che viene utilizzato
nel resto dell’anno per gli sfalci d’erba.
Il corso di compostaggio è stato
dichiarato utile dall’83% del campione;
l’assistenza fornita del comune è stata
buona per il 69% dello stesso.
13.2.
utilizzate il
composter che vi
è stato fornito?
abitanti
984
densità
abitativa
(ab/kmq)
96
n°
questionari
restituiti
9
Caronno
Varesino
4761
808
7
7
Cislago
9118
812
30
29
Gerenzano
9298
934
5
5
Induno Olona
9993
797
21
20
COMUNE
Brezzo di Bedero
Osmate
Solbiate Olona
Venegono
Superiore
TOTALE N.
TOTALE %
sì
5
Saltuariamente
3
è stato utile il corso di
compostaggio?
è stata utile l'assistenza
fornita dal comune?
8
poco
1
non frequentato
0
6
0
27
5
1
0
sì
chi fa
compostaggio?
3
marito
1
Moglie,
figli,
nonni,
marito
6
1
1
4
3
4
1
8
18
12
1
0
1
2
3
17
2
1
0
7
14
sì
4
poco
0
no
2
1
5
0
3
0
17
0
0
3
16
1
4
nd
550
154
0
5667
6811
1259
998
36
19
32
17
3
2
26
18
3
1
7
0
29
12
2
2
1
2
4
3
19
12
17
7
127
31,70%
115
91%
9
8%
106
83%
9
7%
12
9%
87
69%
11
9%
8
6%
20
16%
63
50%
62
50%
47182
-
-
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
Chi si rimbocca le maniche per fare
compostaggio sono al 50% i mariti, ma
per il restante 50% del campione sono le
intere famiglie che intervengono nel
processo di compostaggio!
79
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
IL PROGETTO ACQUA POTABILE: “SI
PUÒ BERE SENZA IMBALLO?”
L'Italia è prima al mondo per
consumo pro capite di acqua minerale. In
Italia il mercato delle acque confezionate è
fatto da circa 160 imprese che utilizzano
700 sorgenti e vantano oltre 250 etichette.
E’ un mercato che gli esperti definiscono
saturo (circa l’85% delle famiglie italiane
acquista acqua confezionata), con 6
aziende che controllano il 70% del
mercato e che, grazie ad ingenti
investimenti pubblicitari, nell’arco di un
decennio hanno convinto la maggior parte
di noi circa la preferibilità dell’acqua
confezionata
rispetto
a
quella
di
rubinetto.
Ogni anno solo nel nostro paese si
producono più di 7 miliardi di bottiglie
(dati 2000) di cui solo il 24% in vetro; per
il restante 76% , cioè 5,3 miliardi di
bottiglie, il materiale utilizzato è la
plastica.
Oltre
a
queste
montagne
di
rifiuti
da
imballaggio, bisogna
poi
considerare l’inquinamento
prodotto
dal
trasporto
dell’acqua in bottiglia prima
e dei suoi rifiuti poi, con un
impatto
ambientale
complessivo di rilievo, che si
potrebbe
contribuire
a
ridurre
semplicemente
bevendo
l’acqua
dell’acquedotto.
E’ questa l’idea che
l’Osservatorio Rifiuti della
Provincia di Varese ha
voluto promuovere con un
progetto
sperimentale
avviato nel 2005 nei Comuni
80
di
Malgesso (presso una
scuola
elementare e presso l’Industrie Ilpea
SpA di produzione di materie plastiche)
e Varese (presso la sede del Settore
Ecologia ed Energia della Provincia di
Varese),
naturalmente
dopo
aver
verificato le caratteristiche dell’acqua
potabile e averle confrontate con quelle
delle acque minerali in bottiglia.
Sono state eseguite quindi analisi
chimiche e microbiologiche a cura di
ARPA e di un laboratorio accreditato,
nei seguenti punti:
ƒ rubinetto presso il Settore Ecologia
ed Energia della Provincia di Varese
(analisi chimiche e microbiologiche)
ƒ rubinetto presso scuola Elementare
del Comune di Malgesso (analisi
chimiche e microbiologiche)
ƒ rubinetto presso Industrie Ilpea SpA
(analisi microbiologiche)
ƒ bottiglia di acqua confezionata in
uso presso una delle mense (analisi
chimiche).
ƒ
presso le Industrie Ilpea SpA, già
dotate di punti di distribuzione di
acqua potabile all’interno dei suoi
stabilimenti, il progetto ha previsto
l’invio ai dipendenti di 2 questionari
di rilevazione, di cui uno prima e
l’altro dopo l’offerta di materiale
informativo sull’acqua potabile, al fine
di
superare
la
diffidenza
dei
dipendenti che fino ad ora hanno
preferito approvigionarsi di acqua in
bottiglia a pagamento. La scommessa
è quella di superare, tramite una
azione
comunicativa
mirata,
la
diffidenza che gli adulti hanno nei
confronti dell’acqua potabile.
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
Come si vede dalla tabella alla
pagina precedente, oltre all’assenza di
qualsiasi contaminazione microbica in
tutte le acque, i risultati delle analisi
chimiche indicano un riscontro positivo
ed interessante: le acque del rubinetto
hanno
caratteristiche
generalmente
simili, in alcuni casi migliori, dell’acqua
in bottiglia, sicchè si è proceduto
all’individuazione
di
soluzioni
che
azzerassero la produzione di imballaggi
plastici:
ƒ presso il Settore Ecologia ed Energia
(50 dipendenti) è stato installato un
erogatore di acqua potabile in grado
di raffrescarla e gasarla;
ƒ presso la Scuola Elementare di
Malgesso (120 tra ragazzi ed
insegnanti) si sta procedendo, anche
mediante una serie di interventi di
educazione ambientale nelle classi, a
formare
ed
informare
alunni,
insegnanti e famiglie sulla buona
qualità dell’acqua potabile che esce
dal rubinetto della loro mensa, con
l’obiettivo di sostituire l’attuale
consumo di acqua minerale in
bottiglia di PET con acqua potabile in
caraffa;
81
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
13.3. EDUCAZIONE AMBIENTALE SUL
PIANO PROVINCIALE RIFIUTI: “UN
TESORO NEL BIDONE”
La
Provincia
di
Varese
ha
individuato, nella Sezione I del Piano
Provinciale Rifiuti, le linee guida per
raggiungere gli obiettivi delineati dalle
Direttive Europee e dalla legislazione
nazionale nel campo della gestione
integrata dei rifiuti urbani, dando priorità
al tema della riduzione dei rifiuti, della
raccolta
differenziata
finalizzata
al
riciclaggio e dell’educazione ambientale.
Tra i valori fondanti il Piano quello della
Sostenibilità ambientale ha sicuramente
un posto di rilievo in quanto considera
uno
sviluppo
umano
che
rispetti
l’ambiente e le sue risorse in modo che le
generazioni future possano crescere e
godere di esse.
La qualità della vita e quindi tutte le
forme di educazione, formazione ed
attenzione all’ambiente e ad uno sviluppo
ecocompatibile,
sono
elementi
indispensabili.
La Provincia di Varese ha stipulato
nel 2005 un accordo con l’associazione
Legambiente (associazione senza scopo di
lucro a favore di stili di vita, di produzione
e di consumo improntati sull’ecosviluppo
e ad un equilibrato rapporto tra essere
umano e natura) per attuare un piano di
sensibilizzazione
e
di
educazione
ambientale rivolto agli alunni delle scuole
della Provincia di Varese di vario grado.
Questo piano è stato suddiviso per zone di
intervento, corrispondenti ai Subambiti
del Piano Rifiuti, e prevede dopo aver
stabilito con l’Ente le modalità di
attuazione
e
prodotto
i
materiali
informativi
(un
cd-rom
interattivo),
82
l’effettuazione di 200 ore/anno, per tre anni
consecutivi, di educazione ambientale sulla
problematica dei rifiuti con particolare
riferimento alle tematiche della riduzione
dei rifiuti ed ai principi ispiratori del Piano
Provinciale Rifiuti oltre che 10 visite guidate
per le scolaresche (per ogni anno
scolastico), ad impianti di recuperosmaltimento dei RSU all’interno della
Provincia,
rivolte
a
scuole
che
beneficeranno di un “premio” da parte della
Provincia consistente nel trasporto gratuito
per gli alunni.
Si riportano alcuni dati circa le
consistenti adesioni da parte delle scuole
della Provincia all’iniziativa presentata, che
hanno registrato 39 istituti aderenti al
progetto con un numero elevato di classi
per plesso scolastico.
Totale adesioni Progetto rifiuti anno 2005-2006.
Per tipologia di scuola
n.1; 3%
n.11; 28%
Secondarie di secondo
grado
Secondarie di prim o
grado
Primarie
n.27; 69%
Adesioni Progetto rifiuti 2005-2006
Per area geografica
49%
51%
C entro Nord
provincia Va
C entro Sud
provincia Va
Nel 2005 la Provincia di Varese ha
premiato i Comuni più virtuosi nella
gestione dei rifiuti urbani. Obiettivo del
premio è stato quello di dare visibilità e
risorse ai Comuni che maggiormente si
sono impegnati sul tema rifiuti urbani
con iniziative di riduzione rifiuti,
incremento della raccolta differenziata,
etc., fornendo loro delle risorse da
impiegare in nuove iniziative a favore
dell’ambiente
e
dell’istruzione.
L’attribuzione dei premi è avvenuta
secondo due criteri (categorie), ciascuno
per tre classi di merito; sono stati quindi
attribuiti complessivamente 6 premi per
un ammontare complessivo di Euro
63.000.
I due criteri individuati per la
premiazione sono stati:
ƒ Il valore assoluto di Indice di
Efficienza
(primi
3
Comuni
classificati in provincia di Varese,
dati 2004);
ƒ
Il maggiore incremento di Efficienza (i
3 Comuni con il maggiore incremento
di I.E. rispetto al 2003).
I vincitori del premio sono quindi
stati i seguenti Comuni o Enti:
Categoria “Indice di Efficienza”:
9 1° Comunità Montana Valcuvia;
9 2° Comune di Busto Arsizio;
9 3° Comune di Cassano Magnago;
Categoria “Incremento indice di
Efficienza”:
9 1° Comune di Laveno Mombello;
9 2°
Comune
di
Vengono
Superiore;
9 3° Comune di Osmate.
INIZIATIVE DI
COMUNICAZIONE
13.4. PREMIAZIONE DEI COMUNI
83
SCHEDE
DI SINTESI
14. SCH EDE DI
S INT ESI DI
SUB AMB IT I E
CONS ORZI
Nelle seguenti pagine sono state
inserite le schede di sintesi della
gestione rifiuti per l’intera Provincia, i
5 Sub-ambiti del PPGR, i Consorzi di
raccolta
rifiuti e
le
Comunità
Montane, con il riassunto dei
principali indicatori relativi alla
gestione dei rifiuti.
Sono state considerate, come lo
scorso anno, delle schede riassuntive
per i subambiti così come definiti dal
Piano Provinciale Rifiuti, ed inoltre le
schede relative ai Comuni che hanno
una gestione consortile (ovvero, un
unico appalto per più Comuni)
Le schede di sintesi sono
organizzate secondo le seguenti aree
di informazioni:
ƒ Intestazione
della
scheda,
riportante il “soggetto” cui si
riferiscono i dati riportati;
ƒ Informazioni generali (per i
Comuni: bacino di appartenenza,
Consorzi o Comunità montane di
appartenenza, Gestore principale
del
servizio,
presenza
della
piazzola-ecocentro, mesi turistici
ed eventuali commenti);
ƒ Grafico andamento storico della
produzione di rifiuti: andamento
produzione dei rifiuti urbani
espressa in kg/ab.giorno dal 2003
al 2005;
ƒ Grafico a torta con suddivisione
dei rifiuti raccolti mediante le
diverse raccolte selettive;
ƒ Quadro di sintesi del sistema di
gestione dei rifiuti urbani con
indicazione di dati urbanistici
(abitanti e densità urbanistica),
indice di efficienza, risultati di
raccolta differenziata (% RD e
variazione 2005-2004 esclusi gli
ingombranti
recuperati),
produzione totale di rifiuti (pro
capite, variazione 2005-2004 e
variazione rispetto alla media
provinciale), totale dei costi del
servizio
(Euro/ab.anno
e
84
ƒ
ƒ
Euro/ab.anno
per
punto
percentuale di RD) ed incremento
costi. Inoltre vi sono i box di
approfondimento del sistema di
gestione rifiuti (con indicazione del
numero di riferimento, vd. paragrafo
specifico, con relativa descrizione
dettagliata) e quello sul passaggio
da tassa a tariffa rifiuti (o
indicazione della vecchia Tarsu se
ancora in vigore);
Quadro
riepilogativo
raccolte
differenziate con elenco delle
frazioni principali e indice di
efficienza relativo a ciascuna di esse;
Riquadro sui rifiuti avviati a
smaltimento.
Nel quadro riassuntivo riportato, si
è voluta dare importanza ai principali
indicatori
della
gestione
rifiuti,
soprattutto all’indice di efficienza. Per
dare una valenza visiva ad alcuni di
questi indicatori è stato impiegato uno
“smile” diverso a seconda della classe di
efficienza raggiunta.
Le
schede
singole
comunali,
realizzate in questo stesso formato già
utilizzato per lo scorso anno, sono
disponibili sul sito internet della
Provincia – Settore Ecologia ed Energia –
Osservatorio Rifiuti.
85
SCHEDE
DI SINTESI
86
SCHEDE
DI SINTESI
87
SCHEDE
DI SINTESI
88
SCHEDE
DI SINTESI
89
SCHEDE
DI SINTESI
90
SCHEDE
DI SINTESI
91
SCHEDE
DI SINTESI
92
SCHEDE
DI SINTESI
93
SCHEDE
DI SINTESI
94
SCHEDE
DI SINTESI
COINGER
CENTRALE
CASAL ZUIGNO
CIT TIG LIO BRENT A
LAVENO MO M BELLO
Numero Comuni:
SANG IAN O
CA RAVAT E
22
LEG GIUN O
C ASTELLO C ABIAG LIO
BRINZIO
B ES OZZO
CASCIA GO
C ANTELLO
VARE SE
M ALNA TE
G AZZA D A - SC HIAN NO
AZZATE
B UGUG GIA TE
LOZZ A
DAVER IO
VE DAN O O LO NA
BRU NELLO
CASAL ELITTA
MO RAZZO NE
CRO SIO DE LLA V ALLE
CA STIG LIONE OLON A
CA STR ON NO
VENEG ONO SUP ERIOR E
SUM IRA GO
TAINO
MER CALLO
C ARO NNO VARE SIN O
VE NEGO NO INFERIO RE
GO RNA TEO LON A
M O RNAG O
VERGIA TE
SOLB A
I TE ARN O
ALBIZZATE
JER AG O CO N O RAGO
C ASTELSEPRIO
CA RNA GO
TRA DATE
LON ATE CE PP INO
B ES NATEO GG IONA CO N SANT O STEFAN O
ARSA GO S EPRIO
C AIRATE
CA VA RIA CO N PR EM EZ ZO
GO LASEC CA
CA SS ANO M A GN AGO
SOM MA LO M BA RDO
GO RLA MA GGIO RE
FAGN ANO OLO NA
GALLA RATE
C ASO RATE SEM PIO NE
0,0
SOLB IATE OLO NA
G ORLA MINO RE
CAR DAN O AL CA MP O
GER EN ZAN O
Quadro di sintesi del sistema di gestione dei rifiuti
urbani
Totale rifiuti: dati storici e frazioni raccolte
RSU indiff. + ingombranti (tot.) + spaz.
Dati urbanistici
Racc. differenziate
1,40
kg/ab.giorno.o
1,20
Abitanti
Dens. urb.
media
(ab./km2)
73.192
853
1,00
0,80
0,60
0,40
2003
2004
2005
Pro capite (kg/giorno)
Ingombranti a
smaltimento 13,3%
1,18
Carta e cartone 8,2%
Vetro / vetro e alluminio
9,0%
Plastica 4,3%
Spazzamento 2,3%
Altro 54,5%
RD:
Raccolte differenziate
Indice di efficienza
gestione Rifiuti Urbani
% Raccolta Differenziata
5,2
F
Variazione
2005-2004
Differenza risp.
media
provinciale
Sistema di
raccolta più
frequente
Descrizione sistema
+0,9%
-10,5%
6
Indiff: sacchi porta/porta, Carta e
plastica: porta/porta 15gg, Vetro:
campane, Organico: Si
Organico 9,1%
Costo complessivo
servizio (Euro/ab.anno)
Materiali ferrosi 3,6%
Altre 1,4%
Recupero da
ingombranti 0,0%
€ 72,50
F
Raccolte differenziate
Variazione
Porta a Raccolta
rispetto alla Variazione
porta pro-capite
media
2005-2004
Si/No (Kg/anno)
provinciale
Incidenza Indice
sul totale efficienRifiuti
za della
Urbani
raccolta
No
35,4
-26%
+7%
8,2%
No
39,0
-12%
+7%
9,0%
No
18,6
+18%
+34%
4,3%
Scarti verdi
No
61,4
+13%
+8%
14,2%
\
19,8
+17%
+77%
4,6%
No
39,4
-14%
+51%
9,1%
Materiali ferrosi
\
15,7
+43%
+3%
3,6%
Altre
\
6,2
-3%
+76%
1,4%
Subtotale
235,5
TOTALE
Variazione
costi 20052004
+6%
Costo per
n° Comuni
punto % di
Comuni passati
con
racc. diff.
a TARIFFA
metodo
(Euro/ab.anno)
presuntivo
€ 1,33
5
n° Comuni con
metodi di
quantificazione
puntuali (es.
volume/peso)
5
-
Frazioni
Raccolta pro
capite
(kg/giorno)
Raccolta pro
capite
(kg/anno)
Variazione
rispetto alla
media
provinciale
Variazione
2005-2004
Incidenza sul
totale Rifiuti
Urbani
4
4
10
5
9
8
5
8
Rifiuti urbani
indifferenziati
0,35
129,3
0,16
57,5
0,03
9,9
-29%
-14,3%
29,9%
Ingombranti
(q.tà non recuperata)
Spazzamento
stradale
13,3%
-42%
20,2%
TOTALE RIFIUTI A SMALTIMENTO:
0,54
196,7
2%
45,5%
+11% 54,5%
Ingombranti
(q.tà recuperata)
Passaggio a tariffa rifiuti
Rifiuti a smaltimento
Plastica
Organico
+11,3%
Sistema di gestione rifiuti
Totale costi
Scarti verdi 14,2%
9
Variazione
2005-2004 (escl.
ingombranti)
Legno 4,6%
Indifferenziati 29,9%
Legno
54,5%
6
Totale rifiuti
0,20
Carta e cartone
Vetro / vetro e
alluminio
CIS LA G O
OLG IATEO LO NA
MA RNA TE
VIZZ OLA TICINO
Frazioni
C LIVIO
VARA NO BOR GH I
CO MA BBIO
ANG ERA
SESTO C ALEND E
Media mesi turistici:
SALTR IO
VIG GIU`
ARC ISATE
TRA VE DO NA - M ON ATE
CA ZZA GO BRAB BIA
C ADR EZ ZATE
BOD IO LO MN AGO
OSMA TE
TERNA TE
INA RZO
RAN CO
Commenti:
BISUSC HIO
IND UN O OLO NA
BARA SSO
C OM ERIO
LU VIN ATE
GAV IRATE
B ARD EL LO
MALG ESSO
BR EB BIA
BREG ANO
B IA ND RON NO
ISPR A
14
BES ANO
ORIN O C UVIO
CO CQU IO - TRE VISAG O
MO NVA LLE
Numero piazzole:
M ASC IAGO PRIM O
BED ERO V ALCUV IA
RANC IO VALC UVIA
C UASSO AL MO N TE
VALG ANN A
PO RTO CE RESIO
CU VE GLIO
AZZIO
GEM O NIO
SCHEDE
DI SINTESI
Subambito:
Ingombranti
\
0,0
-100%
RACCOLTE DIFFERENZIATE:
235,5
0,0%
(q.tà totale raccolta)
0,16
57,5
+39%
-1%
13,3%
54,5%
95
RIFIUTI SPECIALI
15. L A G EST IONE
DE I RIF IUT I S PECIA L I IN PROV INCIA DI
V ARESE (DAT I 2003)
96
Il presente capitolo è stato redatto
dalla Camera di Commercio di Varese,
con il supporto di Ecocerved che ha
curato l’elaborazione dei dati relativi
all’anno 2003.
Le
Camere
di
Commercio
dispongono di un rilevante patrimonio
informativo in materia ambientale,
derivante dalla raccolta dei dati relativi
alle Dichiarazioni Ambientali (M.U.D.),
presentate dalle imprese del territorio
provinciale.
Nel 2003 l’Osservatorio Provinciale
Rifiuti della Provincia di Varese ha
avviato una collaborazione con lo
Sportello Ambiente della Camera di
Commercio di Varese, al fine di
realizzare elaborazioni di dettaglio e
studi di approfondimento per poter
presentare, all’interno del “Rapporto
sulla gestione dei rifiuti urbani nella
provincia di Varese”, una specifica
sezione interamente dedicata ai rifiuti
speciali.
L’analisi provinciale sulla gestione
dei rifiuti speciali nella provincia di
Varese, è un elaborato che analizza i
fenomeni legati alla produzione, al
recupero ed allo smaltimento degli
stessi. L’obiettivo è fornire alle aziende
del settore ambiente, indicazioni sullo
stato, sulle problematiche e sulle
opportunità nella gestione dei rifiuti
speciali. Lo studio fa parte delle attività
ed iniziative promosse dalla Camera di
Commercio.
I dati elaborati e disponibili per il
presente studio sono i più recenti e
bonificati, riferiti alle dichiarazioni
M.U.D. presentate nel 2004, riguardanti
l’anno di produzione 2003, raccolti dalla
Camera di Commercio.
L’elaborazione dei dati M.U.D.
segue
diverse
metodologie
di
aggregazioni
che
rispecchiano
la
complessità del dato rilasciato dalle
denunce degli utenti. Il dato dichiarato
grezzo necessita di bonifica da errori
grossolani e di compilazione. Ecocerved,
azienda di scopo del sistema camerale,
realizza, oltre alla informatizzazione dei
dati anche la bonifica che fornisce
realisticamente gli intendimenti di
dichiarazione degli operatori.
Lo studio è integrato per la parte
riferita alle attività economiche delle
aziende con i dati Infocamere per l’anno
di riferimento 2003.
15.1. CLASSIFICAZIONE E NORMATIVA
DEI RIFIUTI SPECIALI
In Italia il settore rifiuti è
attualmente regolamentato dalla parte
IV del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (c.d.
codice ambientale) in vigore dal 29
aprile 2006, il quale ha abrogato il
decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
(c.d.
Decreto
Ronchi).
Tale
provvedimento
di
riformulazione
ambientale, classifica i rifiuti, secondo
l’origine, in rifiuti urbani e speciali e,
secondo
le
caratteristiche
di
pericolosità, in rifiuti pericolosi e non
pericolosi.
A norma dell’art. 184, comma 3,
del D. Lgs. n. 152/2006, sono
classificati come rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attività agricole e
agro-industriali;
b) i rifiuti derivanti dalle attività di
demolizione, costruzione, nonché i rifiuti
pericolosi che derivano dalle attività di
scavo;
c) i rifiuti da lavorazioni industriali;
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
e) i rifiuti da attività commerciali;
f) i rifiuti da attività di servizio;
g) i rifiuti derivanti dalle attività di
recupero e smaltimento di rifiuti, i
fanghi prodotti dalla potabilizzazione e
da altri trattamenti delle acque e dalla
depurazione delle acque reflue e da
abbattimento di fumi;
h) i rifiuti derivanti da attività
sanitarie;
i) i macchinari e le apparecchiature
deteriorati ed obsoleti;
l) i veicoli a motore, rimorchi e
simili fuori uso e loro parti;
m) il combustibile derivato dai
rifiuti;
n) i rifiuti derivanti dalle attività di
selezione meccanica dei rifiuti solidi
urbani.
I rifiuti speciali possono inoltre
essere
classificati
in
base
alle
15.2. IL MUD: MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE
L’acquisizione dei dati relativi alla
produzione ed alla gestione dei rifiuti
speciali rappresenta da sempre una
questione problematica, soprattutto a
causa delle difficoltà nella veicolazione di
informazioni
dai
soggetti
gestori/produttori
dei
rifiuti,
agli
organismi deputati alla pianificazione, al
monitoraggio,
alla
raccolta
ed
elaborazione dei dati.
Il Modello Unico di Dichiarazione
ambientale (M.U.D.) è stato introdotto
dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70
recante "Norme per la semplificazione
degli
adempimenti
in
materia
ambientale, sanitaria e di sicurezza
pubblica, nonché per l'attuazione di un
sistema di ecogestione e di audit
ambientale" e costituisce un sistema
unitario attraverso il quale adempiere ai
principali obblighi di dichiarazione o
comunicazione periodici, previsti dalla
normativa in materia ambientale e di
sicurezza a carico di soggetti pubblici e
privati.
Ai fini della dichiarazione al
“Catasto dei Rifiuti”, istituito dall’art. 3
del decreto legge 9 settembre 1988, n.
397, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 novembre 1988, n. 475, sono
tenuti a comunicare annualmente le
quantità e le caratteristiche qualitative
dei rifiuti gestiti e/o prodotti, i seguenti
soggetti:
ƒ chiunque
effettua
a
titolo
professionale attività di raccolta e di
trasporto di rifiuti, compresi i
commercianti e gli intermediari di
rifiuti senza detenzione, ovvero svolge
le operazioni di recupero e smaltimento
dei rifiuti;
ƒ le imprese e gli enti che producono rifiuti
pericolosi ed i consorzi istituiti con le
finalità di recuperare particolari tipologie
di rifiuto.
Sono esonerati dall’obbligo di tale
comunicazione gli imprenditori agricoli con
un volume di affari annuo non superiore
Euro 8.000.
Il M.U.D., sostitutivo di ogni altra
comunicazione in materia di rifiuti, scarichi
idrici ed emissioni atmosferiche, deve essere
presentato annualmente, entro il 30 aprile,
alla Camera di Commercio competente per
territorio; tale dichiarazione è relativa alle
attività di produzione e gestione dei rifiuti
svolte nel corso dell’anno solare precedente.
E’ necessario precisare che, con l’entrata
in vigore del D. Lgs. n. 152/2006, sono state
esonerate dall’obbligo di presentazione del
M.U.D. le imprese e gli enti che producono
rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni
industriali
e
artigianali.
La
nuova
disposizione ha già trovato applicazione in
relazione
alle
Dichiarazioni
Ambientali
presentate nel 2006, con riferimento alle
attività svolte nel 2005.
I dati M.U.D., raccolti in maniera
uniforme su scala nazionale, vengono
elaborati, bonificati e resi successivamente
disponibili
attraverso
una
piattaforma
informatica a cui possono accedere le Camere
di Commercio e gli Enti preposti al controllo.
I M.U.D. presentati nel 2005 (riferiti
all’anno 2004) sono già stati acquisiti, ma i
relativi dati non sono per il momento
pubblicati in quanto sono in corso le
operazioni relative alla bonifica degli stessi.
Le “operazioni di bonifica” consistono nel
rivedere i dati acquisiti, individuando
incongruenze e possibili errori attraverso il
controllo incrociato di tutte le comunicazioni
effettuate (dai produttori e dai destinatari) e
ricostruendo il percorso del rifiuto dall’origine
allo smaltimento finale.
In questo modo le statistiche possono
ritenersi affidabili. Nel presente Rapporto si è
pertanto optato per la pubblicazione di dati
meno recenti ma con un elevato grado di
attendibilità.
RIFIUTI SPECIALI
caratteristiche
di
pericolosità,
in
pericolosi e non pericolosi. Con decisione
della
Commissione
Europea
2000/532/CE e successive modifiche e
integrazioni, l’UE ha introdotto una
catalogazione unica dei rifiuti. Tale
classificazione, in vigore dal 1° gennaio
2002, riunisce in un unico elenco i rifiuti
non pericolosi e quelli pericolosi. Ai sensi
dell’art. 184, comma 5, D. Lgs.
152/2006, sono pericolosi i rifiuti non
domestici indicati espressamente come
tali, con apposito asterisco, nell’elenco di
cui di cui all’allegato D alla parte IV, del
predetto decreto.
15.3. QUADRO GENERALE DELLE ATTIVITA’
ECONOMICHE
L’analisi descrive, in base ai dati del
registro imprese relativi all’anno 2003
integrati con i dati delle dichiarazioni M.U.D.
97
RIFIUTI SPECIALI
riferiti allo stesso anno, l’interazione fra
tessuto
economico
provinciale
e
produzione di rifiuti. Sono le classi di
attività economica che verranno messe
in relazione con la produzione di rifiuti
dichiarata dalle aziende.
Di
seguito,
si
evidenzia
la
ripartizione delle denunce M.U.D.
presentate per settore di attività
economica (è stata effettuata una
selezione per numero maggiore del 5%
sul totale delle denunce presentate in
provincia).
ATTIVITA' ECONOMICHE
CON RILEVANZA > 5%
Commercio all'ingrosso e al
dettaglio, riparazione autoveicoli e
motocicli, alberghi e ristoranti
Intermediazione monetaria e
finanziaria, att. immobiliare, informatica
e altre att. professionali
Costruzioni
Organizzazioni
associative,
servizi domestici, associazioni ed
organismi extraterritoriali
Produzione metallo e prodotti in
metallo
Tutte le Altre
31%
18%
17%
5%
4%
25%
35%
30%
25%
20%
15%
10%
5%
0%
31%
18%
17%
5%
4%
25%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione
autoveicoli e motocicli, alberghi e ristoranti
1
Intermediazione monetaria e finanziaria, att. immobiliare, informatica e altre att. prof essionali
Costruzioni
Organizzazioni associative, servizi domestici, associazioni ed organismi extraterritoriali
Produzione metallo e prodotti in metallo
Tutte le Altre
98
CONFRONTO FRA DICHIARAZIONI
MUD E ISCRITTI A REGISTRO
IMPRESE
Agricoltura, caccia e pesca
Estrazione di minerali
Industrie alimentari, bevande e tabacco
Industrie tessili e dell'abbigliamento
Industrie delle pelli e calzature
Industria legno e prodotti in legno (escluso
mobili)
Industria carta, stampa, editoria
Raffinerie di petrolio
Fabbricazione di prodotti chimici e fibre
sintetiche
Produzione articoli in gomma e materie
plastiche
Lavorazione minerali non metalliferi
Produzione metallo e prodotti in metallo
Produzione macchine e apparecchi meccanici,
montaggio e riparazione
Produzione macchine e apparecchiature
elettriche ed ottiche
Produzione mezzi di trasporto
Altre industrie manifatturiere (compreso mobili)
Produzione energia elettrica, gas e acqua
Costruzioni
Commercio all'ingrosso e al dettaglio,
riparazione autoveicoli e motocicli, alberghi e
ristoranti
Trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria, att.
immobiliare, informatica e altre att.
professionali
Pubblica amministrazione e istruzione
Sanità e servizi sociali
Recupero e preparazione per il riciclaggio
Smaltimento di rifiuti solidi, acque di scarico e
simili
Organizzazioni associative, servizi domestici,
associazioni ed organismi extraterritoriali
NC - Non classificate
Totale
Fonte: Ecocerved Elaborazione dati
MUD, Tonnellate, Anno 2003 Infocamere dati Registro Imprese
2003
N°
MUD
2003
Unità
Locali a
registro
imprese
2003
60
21
40
549
23
75
2.107
28
895
1.636
1.225
546
270
2
115
608
5
230
364
737
78
918
451
223
2.685
1.243
272
1.403
68
88
132
879
12
309
2.033
43
10.459
18.627
217
310
2.032
10.649
150
396
52
145
210
320
38
70
336
3.188
7.354
360
60.578
UNITA’ LOCALI ISCRITTE A REGISTRO
IMPRESE PER SEZIONE DI ATTIVITA’ ECONOMICA
Agricoltura, caccia e pesca
2.107
Estrazione di minerali
28
Industrie alimentari, bevande e tabacco
895
Industrie tessili e dell'abbigliamento
1.636
Industrie delle pelli e calzature
1.225
Industria legno e prodotti in legno (escluso 546
mobili)
Industria carta, stampa, editoria
608
Raffinerie di petrolio
5
Fabbricazione di prodotti chimici e fibre 230
sintetiche
Produzione articoli in gomma e materie 737
plastiche
Lavorazione minerali non metalliferi
223
Produzione metallo e prodotti in metallo
2.685
Produzione macchine e apparecchi 1.243
meccanici, montaggio e riparazione
Produzione macchine e apparecchiature 1.403
elettriche ed ottiche
Produzione mezzi di trasporto
132
Altre industrie manifatturiere (compreso 879
mobili)
Produzione energia elettrica, gas e acqua
43
Costruzioni
10.459
Commercio all'ingrosso e al dettaglio, 18.627
riparazione autoveicoli e motocicli, alberghi
e ristoranti
Trasporti e comunicazioni
2.032
Intermediazione monetaria e finanziaria, att. 10.649
immobiliare, informatica e altre att.
Professionali
Pubblica amministrazione e istruzione
210
Sanità e servizi sociali
320
Recupero e preparazione per il riciclaggio
38
Smaltim ento di rifiuti solidi, acque di scarico 70
e simili
Organizzazioni
associative,
servizi 3.188
domestici, associazioni ed organismi
extraterritoriali
Non Classificate
360
Totale
60.578
Fonte: Infocamere dati Registro Imprese
2003
La produzione dei rifiuti è riportata nella
tabella seguente ed è rilasciata sulla base di
alcuni criteri standard che rispettano i
parametri di seguito illustrati:
ƒ sulla prima colonna sono indicate le
quantità
di
rifiuto
prodotte
complessivamente, per attività economica,
quantità ottenuta dalla bonifica del dato
da parte di Ecocerved così come si evince
RIFIUTI SPECIALI
Le attività economiche maggiormente
rilevanti come numero di unità locali si
riferiscono al Commercio all’ingrosso e al
dettaglio, attività di intermediazione,
attività professionali, aziende del settore
delle
costruzioni,
organizzazioni
associative ed aziende del settore della
produzione metallifera e prodotti in
metallo.
99
RIFIUTI SPECIALI
100
dalle dichiarazioni presentate alla
C.C.I.A.A. di competenza;
ƒ la seconda colonna evidenzia le
quantità di rifiuto prodotte dalla
lavorazione dei rifiuti da parte delle
attività di recupero e smaltimento
(produzione di secondo livello);
ƒ la terza colonna evidenzia le
quantità di rifiuto appartenente alla
famiglia dei rifiuti CER 17.00.00,
limitatamente ai soli rifiuti non
pericolosi.
Sono
indicate
separatamente in quanto tale dato è
incompleto e sottostimato, data la
non
obbligatorietà
della
dichiarazione M.U.D. da parte di
soggetti produttori di rifiuti non
pericolosi provenienti da scavo e
demolizione;
ƒ la quarta colonna esprime il totale
dei rifiuti prodotti per attività
economica, al netto delle quantità
prodotte di secondo livello e delle
quantità appartenenti alla famiglia
17.00.00 limitatamente ai soli non
pericolosi.
La maggiore produzione di rifiuti
speciali deriva da cinque settori di
attività
economica,
che
insieme,
producono quasi il 50% dei rifiuti in
tutta la provincia.
Per ordine di maggior produzione,
escluso il trattamento dei rifiuti, le
attività sono di produzione metallo e
prodotti in metallo, di commercio
all'ingrosso e al dettaglio, di riparazione
autoveicoli e alberghi e ristoranti, di
costruzione, di produzione di articoli in
gomma e materie plastiche ed infine di
fabbricazione di prodotti chimici e fibre
sintetiche.
Il rimanente 50% di rifiuti speciali
prodotti è distribuito nelle aziende di
settore per un 30% (smaltimento,
recupero, e trattamento di rifiuti), ed in
altre attività in generale (circa il 20% ).
Le analisi successive sono elaborate
sul quantitativo complessivo di rifiuti
prodotti,
comprendente
anche
le
produzioni di secondo livello e tutti i
rifiuti della famiglia CER 17.00.00
dichiarati. Per valutazioni in merito a
singole famiglie di rifiuto sarà necessario
considerare
gli
elementi
precedentemente esposti.
RIFIUTI SPECIALI
P
9%
NP
91%
SELEZIONE DELLE ATTIVITA' MAGGIORMENTE PRODUTTRICI DI
RIFIUTI NON PERICOLOSI
3 50.000
3 00.000
2 50.000
2 00.000
1 50.000
1 00.000
50.000
Smaltimento di rifiuti
solidi, acque di
sca rico e sim ili
Pr oduzione metallo e
prodotti in metallo
Commercio
all'ingrosso e al
dettaglio, ripara zione
autoveicoli e
motoc icli, alber ghi e
r istoranti
Costruzioni
Produzione articoli in
gom ma e mat erie
plastiche
Recupero e
preparazione per il
ricicla ggio
101
SELEZIONE DELLE ATTIVITA' MAGGIORMENTE PRODUTTRICI DI
RIFIUTI PERICOLOSI
35.000
30.000
25.000
RIFIUTI SPECIALI
20.000
15.000
10.000
5.000
-
Fabbr icazione di
pr odotti chimici e fibr e
s inte tiche
Smaltim ento di r ifiuti
s olidi, acque di scar ico
e s im ili
Pr oduzione m e tallo e
pr odotti in m e tallo
15.4. ANALISI DELLA PRODUZIONE E
GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI
Nella lettura della produzione di
rifiuti a livello di famiglia di codice CER,
devono essere considerati i seguenti
parametri e criteri utilizzati al fine del
rilascio del dato:
ƒ il quantitativo è ottenuto da un
procedimento di bonifica, da parte di
Ecocerved, del dato presentato
tramite le dichiarazioni M.U.D. alla
C.C.I.A.A. di competenza;
ƒ il quantitativo di rifiuto prodotto
dalla lavorazione dei rifiuti, da parte
di attività di recupero e smaltimento
(produzioni di secondo livello), è
evidenziato
e
inserito
nella
produzione complessiva;
ƒ il dato relativo alle quantità di rifiuto
appartenente alla famiglia dei rifiuti
CER 17.00.00 è incompleto e
sottostimato,
data
la
non
obbligatorietà della dichiarazione
M.U.D. da parte di tutti i soggetti
produttori;
ƒ la famiglia di rifiuti CER 20.00.00
considera solo i rifiuti dichiarati
dalle aziende con tali codici, ed
esclude
tutti
i rifiuti urbani
dichiarati dai comuni, non oggetto
della presente analisi.
Le
analisi
successive
sono
elaborate sul quantitativo complessivo
di rifiuti prodotti, comprendente anche
le produzioni di secondo livello e tutti i
rifiuti della famiglia CER 17.00.00
dichiarati. Per valutazioni in merito a
102
Comm e r cio
all'ingr os s o e al
dettaglio, r ipar azione
autove icoli e m otocicli,
albe r ghi e r is tor anti
Re cuper o e
pr e par azione pe r il
r iciclaggio
Produzione ar ticoli in
gom m a e m ate r ie
plas tiche
singole
famiglie
di
rifiuto
sarà
necessario considerare gli elementi
sopra esposti. La produzione dei rifiuti
sarà messa in relazione, nel presente
capitolo, con la quantità gestita:
recuperata e smaltita. Le attività di
gestione, di recupero o smaltimento sui
rifiuti sono svolte in base ai seguenti
codici di attività, in particolare per:
Recupero:
R. energetico = R1
R. materiale = da R2 a R 11
Smaltimento:
Discarica = D1
Trattamenteno bio/chimico = D8, D9 e
D2
Incenerimento= D10
Non sono presenti i pretrattamenti,
e, sono considerati a parte:
Messa in riserva (R13)
Deposito preliminare (D15)
La tabella seguente presenta
un’analisi riassuntiva sulla produzione
complessiva di rifiuti dichiarati in
Provincia, unità locali dichiaranti,
produzione di rifiuti pericolosi e non
pericolosi e relative percentuali.
La seguente analisi della produzione di
rifiuti valuta nel dettaglio i parametri
accennati in precedenza, sulle produzioni di
secondo livello, produzione dei rifiuti inerti
della famiglia 17.00.00 e produzione di rifiuti
urbani indicata dalle aziende.
RIFIUTI SPECIALI
Differentemente dall’analisi della
produzione dei rifiuti relativa al tessuto
economico, presentata al paragrafo
precedente, viene ora riportata la
produzione dei rifiuti a livello di
“Famiglie” dei Codici Rifiuti CER. La
tabella 10 evidenzia, per ciascuna
famiglia di rifiuto, le consistenze dei
rifiuti, pericolosi e non pericolosi,
prodotti.
103
RIFIUTI SPECIALI
L’analisi della gestione, evidenziata
nella successiva tabella, è presentata
per ciascuna famiglia di codici CER e
confronta, per famiglia di rifiuto, i
quantitativi prodotti con le quantità
gestite negli impianti.
Ricordiamo che i quantitativi delle
colonne di recupero e smaltimento
includono tutti i rifiuti trattati, compresi
anche gli eventuali quantitativi non
dichiarati come prodotti dai soggetti
esonerati alla presentazione del M.U.D.
Infatti, il quantitativo gestito dagli
impianti comprende anche rifiuti non
dichiarati come prodotti da alcune
aziende, perché non obbligate dalla
normativa a denunciare la produzione,
mentre gli impianti devono indicare
sempre tutto il rifiuto gestito. In questo
contesto le analisi sulla produzione e
gestione dei rifiuti delle famiglie
17.00.00
e
20.00.00
risentono
maggiormente della carenza del dato
sulle produzioni. Per la famiglia di rifiuti
20.00.00, non sono stati considerati i
rifiuti urbani prodotti dichiarati dai
comuni, perché esclusi da questa
analisi che considera solo i rifiuti
speciali prodotti dalle aziende, mentre
nel dato relativo alla gestione sono
riportate tutte le tipologie di rifiuto sia
speciale che urbano. La modalità di
104
presentazione
della
dichiarazione
M.U.D, non consente, in ingresso per gli
impianti di gestione, di differenziare fra
rifiuti
provenienti
dal
circuito
industriale/artigianale
(speciali) ed urbano.
In
impianti
della
provincia
possono essere
gestiti
anche
rifiuti
di
provenienza
diversa
(importazione rifiuti), ed i
rifiuti prodotti in provincia,
in particolare i rifiuti speciali,
possono essere indirizzati in
impianti fuori dalla provincia
(esportazione rifiuti). Questo
tipo di analisi quindi, non
indica quanto del rifiuto
prodotto
nel
territorio
provinciale viene gestito, ma
le capacità della provincia
nella gestione dei rifiuti.
Per alcune famiglie di
rifiuti, il gestito potrebbe
essere superiore al prodotto,
questo indicherebbe quindi
un flusso di rifiuti in ingresso
da fuori provincia verso gli
impianti
presenti
sul
territorio. Avremo quindi una
maggiore
capacità,
di
gestione
complessiva. L’ottima performance delle
attività
di
recupero
è
prodotta
soprattutto dall’apporto del recupero di
materia, significativo il dato riferito al
recupero di energia.
ANALISI MODALITA' DI RECUPERO
Recupero Energia
11%
Compos taggio
13%
Rec upero Materia
76%
Lo smaltimento predilige il ricorso
alla discarica, relativa è invece la
destinazione ad impianti di smaltimento
bio-chimico
che,
teoricamente,
dovrebbero utilizzare migliori tecnologie
di smaltimento, anche se non possono
essere valutate in questo contesto.
ANALISI MODALITA' DI SMALTIMENTO
RIFIUTI SPECIALI
Incenerimento
2%
Bio-Chimico
22%
Discar ica
76%
L’analisi riportata nel grafico a torta
rileva un forte frazionamento nella
produzione dei singoli rifiuti CER.
Solamente
cinque
rifiuti
vengono
prodotti per una percentuale maggiore
del 5% .
RIFIUTI MAGGIORMENTE PRODOTTI
150106
9,9%
Im ballaggi
190703
9,7%
Percolato
100202
5,7% Scorie
170904
5,2% Da
cos truzione
191212
5,2% Da
trattam ento
rifiuti
6 4 ,2 % T ut t i g l i
al t r i r i fi ut i
ANALISI GESTIONE SINGOLI RIFIUTI MAGGIORMENTE
PRODOTTI
ATTIVITA'
Produzione
Quantità Prodotta
% Produzione rifiuto su produzione complessiva
% Peso sui non pericolosi
% Peso sui potenzialmente recuperabili
150106
190703
100202
170904
191212
118.096
9,93%
10,96%
13,89%
115.914
9,75%
10,75%
13,64%
68.197
5,73%
6,33%
8,02%
61.952
5,21%
5,75%
7,29%
61.897
5,20%
5,74%
7,28%
7.484
0,96%
4.343
3,87%
-
-
121.367
15,51%
-
138
0,02%
-
1.330
0,29%
-
-
208.918
45,36%
24.165
5,25%
Quantità smaltita in Procedimento Bio-Chimico
% smaltimento Bio-Chimico
Quantità incenerita
-
66.540
49,24%
-
-
-
-
% Smaltimento in Incenerimento
Fonte: Ecocerved Elaborazione dati MUD,
Tonnellate, Anno 2003
-
-
-
-
-
Recupero
Recupero di materia
% recupero di materia
Quantità Recupero di energia
% recupero di Energia
Smaltimento
Smaltimento in Discarica
% smaltimento in discarica
105
RIFIUTI SPECIALI
15.5. RIFIUTI SPECIALI POTENZIALMENTE RECUPERABILI
106
Per quantificare la produzione totale dei
rifiuti
speciali
potenzialmente
recuperabili in provincia, è stata
applicata alle dichiarazioni la matrice di
codici rifiuto CER selezionati dal
Decreto Ministeriale 5/2/1998 e dal
Decreto
Ministeriale
12/6/2002,
riportanti i rifiuti recuperabili (oltre a
provenienza e destinazione ad attività di
recupero).
Pur non esaurendo la casistica dei
rifiuti
potenzialmente
recuperabili,
questa
operazione
permette
di
quantificare un quantitativo di rifiuti
prodotti in provincia, potenzialmente
destinabile ad operazioni di recupero.
La tabella seguente ed il grafico relativo
riportano il quantitativo di rifiuto
definito
come
potenzialmente
recuperabile, prodotto in provincia, e lo
pone in relazione con il quantitativo di
rifiuto prodotto.
RIFIUTI POTENZIALMENTE RECUPERABILI MAGGIORMENTE
PRODOTTI
150106 - Imball aggi
in mate riali misti
13,9%
100202 - Scorie non
trattate
8,0%
170904 - Rifi uti misti
dell'attività di
costruzione e
de moli zione, diversi
da quelli di cui a lle
voci 17 09 01, 17 09
02 e 17 09 03
7,3%
Altri Rifiuti
65,3%
190805 - Fanghi
prodotti dal
tra ttamento de lle
acque re flue urba ne
5,5%
Nella tabella seguente si riporta il
dettaglio della produzione di rifiuti
speciali (suddivisi in pericolosi e non
pericolosi), espressa in tonnellate, per
singolo comune.
CLASSIFICAZIONE
COMUNE
non
pericolosi
AGRA
ALBIZZATE
ANGERA
ARCISATE
ARSAGO SEPRIO
AZZATE
AZZIO
BARASSO
BARDELLO
BEDERO VALCUVIA
BESANO
BESNATE
BESOZZO
BIANDRONNO
BISUSCHIO
BODIO LOMNAGO
BREBBIA
BREGANO
BRENTA
BREZZO DI BEDERO
BRINZIO
BRISSAGO - VALTRAVAGLIA
BRUNELLO
BRUSIMPIANO
BUGUGGIATE
BUSTO ARSIZIO
CADEGLIANO-VICONAGO
CADREZZATE
CAIRATE
CANTELLO
CARAVATE
CARDANO AL CAMPO
CARNAGO
CARONNO PERTUSELLA
CARONNO VARESINO
CASALZUIGNO
CASCIAGO
CASORATE SEMPIONE
CASSANO MAGNAGO
CASSANO VALCUVIA
CASTELLANZA
CASTELLO CABIAGLIO
CASTELSEPRIO
CASTELVECCANA
CASTIGLIONE OLONA
CASTRONNO
CAVARIA CON PREMEZZO
CAZZAGO BRABBIA
CISLAGO
CITTIGLIO
CLIVIO
COCQUIO-TREVISAGO
COMABBIO
COMERIO
CREMENAGA
CROSIO DELLA VALLE
CUASSO AL MONTE
CUGLIATE-FABIASCO
0
6.045
1.869
3.166
1.450
1.080
276
145
651
55
37
2.167
7.521
11.027
660
2.766
3.560
33
475
31
1
131
6.931
496
2.166
50.534
4.032
535
30.316
407
1.116
8.239
1.319
86.467
3.166
250
1.283
861
15.062
553
7.855
59
5.645
31
7.385
2.126
8.169
176
1.130
734
20
2.210
1.414
171
0
1.595
356
4
TOT.
p ericolosi
0,2
3.924
102
833
237
117
14
5
33
0
2
125
298
183
35
94
649
2
1
3
4
294
168
1
2.347
5.962
4
35
833
59
226
2.648
50
12.314
329
326
19
111
1.815
2
1.178
0
671
8
927
357
224
18
219
148
6
35
201
2
2
30
24
2
0,2
9.969
1.971
3.999
1.686
1.197
291
150
684
55
39
2.292
7.819
11.210
695
2.859
4.210
34
476
34
5
424
7.099
497
4.512
56.496
4036
570
31.149
466
1.342
10.887
1.369
98.781
3.495
576
1.301
973
16.877
555
9.033
60
6.316
39
8.311
2.484
8.393
194
1.349
882
26
2.245
1.615
173
2
1.625
380
5
CLASSIFICAZIONE
COMUNE
non
pericolosi
CUNARDO
CUVEGLIO
CUVIO
DAVERIO
DUMENZA
FAGNANO OLONA
FERNO
FERRERA DI VARESE
GALLARATE
GALLIATE LOMBARDO
GAVIRATE
GAZZADA SCHIANNO
GEMONIO
GERENZANO
GERMIGNAGA
GOLASECCA
GORLA MAGGIORE
GORLA MINORE
GORNATE-OLONA
GRANTOLA
INARZO
INDUNO OLONA
ISPRA
JERAGO CON ORAGO
LAVENA PONTE TRESA
LAVENO-MOMBELLO
LEGGIUNO
LONATE CEPPINO
LONATE POZZOLO
LOZZA
LUINO
LUVINATE
MACCAGNO
MALGESSO
MALNATE
MARCHIROLO
MARNATE
MERCALLO
MESENZANA
MONTEGRINO VALTRAVAGLIA
MONVALLE
MORAZZONE
MORNAGO
OGGIONA CON SANTO STEFANO
OLGIATE OLONA
ORIGGIO
ORINO
OSMATE
PINO SULLA SPONDA DEL LAGO
PORTO CERESIO
PORTO VALTRAVAGLIA
RANCIO VALCUVIA
RANCO
SALTRIO
SAMARATE
SANGIANO
SARONNO
SESTO CALENDE
SOLBIATE ARNO
SOLBIATE OLONA
SOMMA LOMBARDO
SUMIRAGO
TAINO
TERNATE
TRADATE
TRAVEDONA-MONATE
UBOLDO
VALGANNA
VARANO BORGHI
VARESE
VEDANO OLONA
VENEGONO INFERIORE
VENEGONO SUPERIORE
VERGIATE
VIGGIU'
VIZZOLA TICINO
Totale
43
705
6.715
13.488
334
14.806
1.496
1.231
32.602
147
10.986
3.691
3.309
62.657
1.537
5.417
77.459
28.153
4.789
508
472
7.118
2.019
4.148
182
10.607
948
3.605
26.159
613
2.250
2
78
4.585
3.703
265
12.122
285
1.721
0
2.578
2.816
33.455
10.983
12.617
39.981
0
34
1
10
1.560
1.330
0
86
4.077
2.097
74.150
2.769
9.389
6.425
14.652
12.149
250
915
25.552
702
37.034
33
1.720
49.140
1.857
3.998
6.305
70.232
114
1.339
1.073.232
TOT.
pericolosi
10
8
41
319
1
606
637
0
3.406
7
969
196
492
650
110
4
3.014
3.641
43
9
7
212
1.691
182
14
71
37
62
552
74
322
1
1
34
308
8
60
7
14
0
138
60
2.429
465
2.784
13.647
0
0
0
6
23
1
0
24
507
22
2.741
1.255
256
614
344
402
13
258
16.774
140
748
1
121
9.663
39
203
633
976
6
15
111.160
52
712
6.756
13.806
335
15.411
2.132
1.231
36.007
154
11.955
3.887
3.801
63.307
1.647
5.421
80.473
31.793
4.832
518
479
7.330
3.710
4.330
196
10.678
985
3.667
26.711
687
2.573
3
79
4.619
4.011
273
12.182
292
1.735
0
2.716
2.876
35.884
11.448
15.401
53.628
0
34
1
16
1.583
1.331
0
110
4.584
2.119
76.891
4.024
9.644
7.039
14.996
12.551
263
1.173
42.326
842
37.783
34
1.841
58.803
1.896
4.201
6.938
71.208
120
1.354
RIFIUTI SPECIALI
15.6. PRODUZIONE DI RIFIUTI SPECIALI
PER COMUNE
1.188.640
107
16. B IB L I OGRAF IA
BIBLIOGRAFIA
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
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108
Lucia Venturi. Il pianeta rifiuti. Ed.
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Scuola Agraria del Parco di Monza.
La valutazione dei costi dei sistemi
di raccolta differenziata: i vantaggi
dell’integrazione
operativa.
Comune Riciclone 1999, Roma,
luglio 1999.
Scuola Agraria del Parco di Monza.
L’efficacia economica e qualiquantitativa dei nuovi modelli di
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ANPA.
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OPR
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provincia di Varese anno 2000,
2001, 2001, 2003, 2004, Provincia
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Giorgio
Ghiringhelli,
Michele
Giavini
e
Silvia
Colombo.
Osservatori
Provinciali
Rifiuti:
ƒ
ƒ
ƒ
ƒ
l’esperienza della Provincia di
Varese e la rete degli osservatori
lombardi, in Rifiuti-bolletino di
informazione normativa, n. 91,
dicembre 2002, Edizioni Ambiente,
Milano.
Giorgio
Ghiringhelli,
Michele
Giavini.
Innovativo
indice
di
efficienza per la valutazione della
gestione
integrata
dei
rifiuti
urbani: prime applicazioni e casi
studio, in Ricicla atti dei seminari
2002, Maggioli Editore, Bologna.
Christian Poggioni. Valutazione
degli
aspetti
energetici
ed
economici dello smaltimento di
RSU: studio dei casi delle province
di Como, Lecco e Cremona.
Università degli studi Milano
Bicocca, Tesi di Laurea in Scienze
Ambientali, 2000.
Provincia
di
Varese,
Piano
Provinciale per la Gestione dei
Rifiuti.
Regione Lombardia, L.R. 21/93,
L.R. 26/03, L.R. 18/06
Ministero dell’Ambiente, D.Lgs.
22/97,
D.P.R.158/99,
D.Lgs.
152/06.
Siti internet:
www.provincia.va.it, www.rilegno.org,
www.conai.org, www.corepla.it,
www.comieco.it, www.polieco.it,
www.coreve.it, www.cial.it,
www.univa.va.it, www.va.camcom.it,
www.liuc.it, www.conip.it.
Finito di stampare nel mese di settembre 2006
Questo volume è interamente stampato su
, fornita
gratuitamente da Tetra Pak Italiana Spa, prodotta dal riciclo della
carta contenuta negli imballaggi poliaccoppiati a base cellulosica.
110
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Rapporto Rifiuti dati del 2005 - per CD