RASSEGNA PERIODICA SEMESTRALE - ANNO XII N° 23 - LUGLIO 2009
ORGANO UFFICIALE DEL COMUNE DI ANTILLO
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Poste Italiane s.p.a. - Sped. abb. postale legge 662/96 - Regime libero - Prov. Me - in caso di mancato recapito restituire al mittente
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Editoriale del Sindaco
Antillo e i suoi emigrati: legame indissolubile
CASIO
IL SINDACO IN OC
celebrata la giornata degli emigrati, il 19 agosto,
divenuta ormai la data simbolica a loro dedicata e
nella quale si ribadiscono i vincoli di inscindibile
affetto nei loro confronti.
Il fenomeno, doloroso e per tanti aspetti inevitabile, dell'emigrazione ha caratterizzato, con punte
più o meno elevate, la nostra comunità come pure
tutte le piccole realtà montane e non solo già dal
secolo scorso, ma anche e soprattutto in conseguenza dei due dopoguerra del novecento e negli
ultimi decenni, come ampiamente trattato nelle
pagine di questo numero del giornale, che è
dedicato, in particolare, a tutti coloro che hanno
dovuto, loro malgrado, lasciare Antillo, mantenendo per sempre, però, la loro precipua identità,
ovunque abbiano dovuto e potuto costruire il loro
avvenire. Anche oggi le problematiche che
determinano la necessità di allontanarsi da
Antillo sono presenti e pressanti e cercare di
evitare lo spopolamento e l'abbandono restano
obiettivi prioritari per tutti e principalmente per
chi è preposto ad incarichi istituzionali. Gli
strumenti a disposizione dell'Amministrazione
Comunale per scongiurare tali evenienze sono
decisamente pochi e spesso inadeguati, in quanto
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NATA DELL’EMI
NE DI UNA GIOR
Carissimi concittadini,
mentre scrivo l'editoriale di questo numero di
“Antillo Notizie”, si approssima il periodo estivo
e quindi, dopo un anno di lavoro e impegno, per
noi tutti sarà possibile godere di qualche settimana di riposo e svago.
In particolare, numerosi cittadini emigrati in Italia
e all'estero avranno l'opportunità di far ritorno in
Antillo, potendo così riabbracciare parenti e
amici, con i quali il legame profondo e indissolubile esistente non è stato minimamente scalfito
dalla lontananza. Anche per i cittadini residenti è
uno straordinario piacere avere modo di rivedere i
nostri paesani, costretti a cercare fuori da Antillo
l'opportunità di costruire una vita migliore per sé e
per i propri familiari.
Sotto questo aspetto, bisogna rimarcare come
tantissimi antillesi si sono portati avanti con
capacità, dignità e coraggio, dando dimostrazione
di operosità, onestà ed intelligenza, onorando il
nostro paese ovunque siano stati, costituendo così
motivo d'orgoglio per la nostra comunità nella sua
interezza.
L'Amministrazione Comunale è particolarmente
fiera di tutti gli emigrati antillesi nel mondo;
proprio per questo anche quest'anno rinnoverà il
suo tributo di riconoscenza e affetto quando verrà
SOMMARIO
PAG
2 - EDITORIALE DEL SINDACO
PAG
PAG
4 - L’ANGOLO DEL DIRETTORE
4 - ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA
PAG 10 - È ACCADUTO NEL SEMESTRE
PAG 11 - CULTURA, TRADIZIONE, COSTUME
PAG 13 - LA FOTO DEL PASATO
PAG 14 - IL NOSTRO TERRITORIO
PAG 16 - IL TEMPO DEI RICORDI
PAG 16 - EVENTI RICREATIVI
PAG 17 - PRIMO PIANO SUGLI EMIGRATI
PAG 24 - LA MEMORIA DEL PASSATO
PAG 25 - PIANETA GIOVANI
PAG 26 - AVVENIMENTI SPORTIVI
2
Editoriale del Sindaco
Antillo Notizie
Organo ufficiale del Comune di Antillo
RASSEGNA PERIODICA SEMESTRALE
ANNO XII - N° 23 - LUGLIO 2009
Direttore
Antonio Di Ciuccio - Sindaco
Direttore Responsabile
Salvatore Muscolino
Redazione
Rita Guanadio
Emanuela Lo Giudice
Mariagrazia Lo Giudice
Enza Novelli
Janette Palella
Giuseppe Sigillo
Maria Rita Tomasi
Diego Lo Giudice
Evaristo Lo Giudice
Carmelinda Mastroeni
Antonino Palella
Andrea Sigillo
Salvatore Smiroldo
Otelia Zizzo
Hanno collaborato a questo numero:
Sac. Padre Egidio Mastroeni Gino Impellizzeri
Giovanni Palella
Giuseppe Restifo
Natale Smiroldo
Fotografie
Archivio Comunale
Giuseppe Sigillo
Concettina Muscolino
Giuseppe Restifo
Direzione, redazione ed amministrazione:
Sede Municipale di Antillo
Piazza S. Maria della Provvidenza - 98030 Antillo (Me)
Tel. 0942 723031 - Fax 0942 723271
Registrazione del Tribunale di Messina
n° 5/98 del 25 marzo 1998
Internet:
www.antillonotizie.too.it
e-mail:
[email protected]
Impaginazione e Stampa:
A R G s.n.c. di Costa & Trischitta
S. Alessio Siculo (Me) - Tel. 0942 090083
www.argdigitalprinting.com
Finito di stampare a Luglio 2009
Copertina:
Il monumento dedicato dall’Amministrazione Comunale
agli emigrati e un panorama di Antillo
Quarta di copertina:
Foto di gruppo dei partecipanti alla “Giornata
dell’Anziano” svoltasi il 21 giugno 2009 al Giardino
di Redenzione.
COPIA OMAGGIO
DISTRIBUZIONE GRATUITA
le piccole comunità come la nostra non dispongono di risorse
economiche sufficienti e il tessuto sociale debole nel quale
operiamo non consente di ipotizzare investimenti di mezzi e
risorse nel nostro territorio tali da costituire una concreta
prospettiva di inversione di tendenza. Nonostante questo
contesto, che peraltro è condiviso da tutte le popolazioni della
Valle d'Agrò e più in generale della Sicilia e del meridione
d'Italia, anche se ha connotati più marcati in realtà obiettivamente più svantaggiate per la particolare collocazione geografica come la nostra, occorre però cogliere alcuni aspetti positivi
che lasciano ben sperare per il futuro.
Infatti, proprio allo scopo di lenire i disagi della popolazione
residente e di frenare gli effetti deleteri di un ulteriore esodo
dovuto alla necessità di trovare lavoro e opportunità di vita
migliori, un grosso obiettivo è stato centrato dall'Amministrazione Comunale con la riapertura della Forestale nel nostro
territorio, evento ormai concretizzatosi in queste settimane,
visto che diversi operatori del settore, come già preannunciato
alla fine dello scorso anno, hanno potuto fare ritorno in Antillo
per prestare la propria attività lavorativa; sempre in
quest'ultimo periodo, in Antillo sono stati avviati, primo
Comune del comprensorio, i lavori del servizio civico, che non
risolvono, certamente, il problema della disoccupazione, ma
costituiscono un segnale che anche nel nostro paese è possibile
realizzare iniziative positive e finalizzate alla pubblica utilità.
Sicuramente i problemi legati al futuro dei nostri giovani non si
possono risolvere facilmente, ma in una fase politica in cui vi è
una situazione di blocco pressoché generalizzato, in quanto non
sono stati ancora avviati i progetti in cui impegnare le risorse
comunitarie, è comunque importante intraprendere attività che
rappresentano una boccata d'ossigeno. Inoltre, continuano ad
andare avanti alcuni obiettivi tenacemente intrapresi
dall'Amministrazione Comunale, come ad esempio quello
relativo alla realizzazione del parco eolico, e al contempo
significative iniziative private muovono i primi passi, per
esempio nel settore della bachicoltura e dell'agriturismo, con
l'Amministrazione Comunale che intende essere sempre pronta
e vigile nel sostenere e incoraggiare tali prospettive, nella
convinzione che anche per la nostra terra è possibile progettare
un avvenire fecondo e spendersi strenuamente per costruirlo
concretamente. Infine, ribadisco ancora una volta che negli
ultimi due anni di mandato che mi restano continuerò a profondere il massimo impegno nell’attività di stimolo e sensibilizzazione degli organi preposti in riferimento alla irrinunciabile
necessità di avviare grandi opere infrastrutturali dirette soprattutto a migliorare i collegamenti con la riviera, nella consapevolezza che ciò potrà rappresentare un autentico volano di
sviluppo e progresso per Antillo e per l’intero comprensorio.
Il Sindaco
Antonio Di Ciuccio
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l’angolo del Direttore
I nostri emigrati nel mondo
Custodi dell'antillesità
Carissimi lettori,
è con grande gioia che dedichiamo la copertina ed ampia parte di questo numero ai nostri emigrati nel
mondo. Infatti, la grande rilevanza che da sempre gli antillesi hanno attribuito ai legami con i nostri
concittadini che, nel tempo, hanno dovuto lasciare il nostro paese per motivi di lavoro e di famiglia è stata
sempre sottolineata nelle pagine del nostro periodico e soprattutto nei comportamenti concreti posti in
essere, specialmente negli ultimi anni, dall'Amministrazione Comunale. Invero, dal 2003 è stata istituita, ed
è ormai radicato come appuntamento imprescindibile dell'estate antillese, la “giornata dell'emigrante”,
momento di festa e di intrattenimento ma anche di riflessione e riscoperta di vincoli indissolubili che
uniscono la nostra comunità con i tanti figli di Antillo sparsi per il globo. Inoltre, nel 2007 è stato inaugurato
il “monumento all'emigrante” che il Sindaco in prima persona e l'Amministrazione Comunale tutta hanno
voluto realizzare proprio per testimoniare i sentimenti di affetto e di vicinanza che risiedono, incrollabili,
nella comunità tutta nei confronti degli emigrati.
Ad attestare, però, meglio di ogni altra considerazione, la indissolubilità del legame dei nostri emigrati con
Antillo è soprattutto l'inestinguibile bisogno di tutti loro di far ritorno in paese quando possibile e di
comunicare sempre e comunque con il luogo d'origine. Da questo punto di vista siamo particolarmente lieti
del fatto che il nostro periodico riesce ad essere un punto di riferimento fondamentale, poiché dà
un'informazione continua e costante sui principali avvenimenti che si svolgono in paese, facendo sentire
partecipi e presenti coloro che con il loro bagaglio di esperienza, sacrificio e umiltà e con le loro storie fatte
di dedizione, lavoro e progresso hanno portato alto il nome di Antillo nel mondo e sono rimasti sempre e
comunque antillesi nel cuore, essendo gli autentici e immortali custodi della nostra identità e delle nostre
tradizioni.
IL DIRETTORE RESPONSABILE
Salvatore Muscolino
Attività Amministrativa
Dopo mezzo secolo
LA GIUNTA SI TINGE DI ROSA
Con provvedimento sindacale n. 3 del 3 febbraio 2009 la sig.na Emanuela Lo Giudice è stata nominata
Assessore del Comune di Antillo, in sostituzione dell'Assessore Antonio Santoro, che ha egregiamente
svolto i suoi compiti istituzionali per circa un anno, e nel rispetto di un accordo previsto già dal 2006. il neo
assessore ha avuto le deleghe per i servizi sociali, le politiche giovanili e il turismo.
Ad Antillo, dunque, dopo quasi mezzo secolo, una esponente del gentil sesso torna a far parte dell'esecutivo.
Era infatti ai tempi dell'Amministrazione di Vittorio Mastrojeni che risale l'ultima presenza di una donna in
giunta, con il ruolo, allora previsto, di assessore supplente. A ricoprire l'incarico fu la signora Anna Galtieri,
scomparsa nell'agosto del 2006 e ricordata da tutti gli antillesi non solo per la sua esperienza politica, fatto
comunque eccezionale per i tempi, ma soprattutto per l'attività commerciale portata avanti per decenni, per
il forte impegno nel sociale e per le straordinarie doti umane che la contraddistinguevano.
Novità anche in Consiglio Comunale: nella seduta del 28.01.2009, a seguito delle dimissioni dalla carica di
vice Presidente del civico consesso di Giuseppe Lo Giudice, che ha continuato a ricoprire i compiti di
consigliere anziano, in quanto, dopo il Presidente, è tra tutti coloro che siedono nei banchi del Consiglio
colui che ha riportato il maggior numero di voti individuali, è stato eletto vice Presidente del Consiglio
Romualdo Santoro, anche in questo caso in ossequio ad accordi risalenti al giugno del 2006.
LA REDAZIONE
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Attività Amministrativa
Due domande a Emanuela Lo Giudice
E
Risposta - È la mia passione più
grande, ho dedicato i miei studi alla
scienza politica e alla sociologia e
mi piace l'amministrazione della
cosa pubblica in quanto gestione di
servizi e di opere. Devo questa
passione a mio padre che mi ha
cresciuto sotto le bandiere dei
partiti di sinistra e mi ha fatto avere
una visione critica di quello che
accade intorno, soprattutto mi ha
inculcato l'idea che la politica
riguarda tutti, anche chi non se ne
occupa. Sono cosciente del fatto
che la possibilità che ho di occuparmi attivamente dell'Amministrazione di Antillo e di farmi le
ossa in politica è semplicemente
una opportunità fortunata. Sono
stata capogruppo di maggioranza e
ora assessore perché nel 2002 mi è
stata offerta la possibilità di
candidarmi in quanto giovane,
donna e attivista politica, tre
caratteristiche che davano un po' di
novità alle liste dei candidati. Non
penso di avere meriti particolari
oltre al fatto di fare con il cuore
quello che mi piace, ma comunque
mi sento premiata per essere stata
coerente con la coalizione che mi
Domanda - Assessore, quali sono
ha scelto la prima volta. Ciò mi
le motivazione che l'hanno spinta
costò non poche critiche soprattutall'impegno politico?
to dagli “amici” del partito. Ma
tutto ciò mi è servito in
questi otto anni di
esperienza a capire come
poter valutare le persone
in base alla loro coerenza,
questo è il motivo
fondamentale per il quale
nutro una profonda stima
verso il Sindaco Antonio
Di Ciuccio, anche se non
abbiamo la stessa visione
di partito, in quanto
apprezzo il grande
rispetto della parola data
e la puntualità nelle
scelte e non solo perché
mi ha dato la possibilità
di fare l'assessore, ma
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perché tutto quello che
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L’ASSESS
manuela Lo Giudice è nata
a Messina il 17.04.1981. Ha
conseguito la maturità
nell'anno scolastico 1999/2000
presso il Liceo Classico E.
Trimarchi di Santa Teresa di Riva e
si è laureata in Analisi dei fenomeni
sociali e politici presso la Facoltà di
Scienze Politiche dell'Università
degli Studi di Messina. Ha avuto
già diverse esperienze lavorative
sia nel settore alberghiero come
addetta alla reception, sia nell'ambito del volontariato, avendo
effettuato per un anno i compiti
relativi al servizio civile nazionale.
Nonostante la giovane età, da
diverso tempo è impegnata nella
politica del nostro paese, essendo
stata esponente della sinistra
giovanile ed avendo ricoperto
l'incarico di consigliere comunale
già dal 2002, quando svolse il ruolo
di capogruppo di maggioranza,
dimostrando equilibrio e maturità
nonostante fosse alla prima
esperienza politica. Dal 3 febbraio
2009 è Assessore del nostro
Comune.
5
maniera più onesta.
Fortunatamente sono in una
splendida squadra: fra Giunta,
Presidente del Consiglio e gruppo
di maggioranza in questi sei mesi
non mi è mai mancata la collaborazione da parte di nessuno. Essere
assessore è un orgoglio per me,
spero sia così per i prossimi 2 anni.
Domanda - Quali programmi
intende portare avanti durante
l'espletamento del suo mandato?
Risposta - Mi ritengo parecchio
fortunata nell'aver avuto assegnate
delle deleghe a me congeniali:
politiche giovanili, servizi sociali e
turismo. Sono cosciente delle
possibilità ristretta che un piccolo
comune ha. I grandi progetti si
fanno con molti soldi e quindi né io
né la mia amministrazione pretendiamo di rivoluzionare Antillo. Ma
le esigenze della nostra comunità
sono evidenti, per esempio occuparci degli anziani, e confido, con
l'aiuto del Sindaco, di far decollare
il progetto di servizio civile, che è
utile non solo per le ragazze (parlo
per esperienza vissuta) ma anche
come aiuto per chi si trova solo a
casa o impossibilitato in piccoli
lavori. Diventa indispensabile
creare qualche momento di svago
per i ragazzi e spero di poter far si
che questa estate ci sia una gita per i
giovani di Antillo e che, come ogni
anno, Guglielmo Mastroeni dia del
suo meglio per l'estate antillese.
Vorrei essere più utile come
assessore di Antillo nel distretto
socio-sanitario, ma anche in questo
caso i fondi sono pochi e a mio
avviso da gestire più oculatamente.
Altro impegno gravoso sarà
l'organizzazione delle sagre e della
festa della nostra Patrona. So di
potermi avvalere di un ottimo
ufficio servizi sociali e quindi di
poter svolgere appieno il mio
lavoro.
La Redazione
Attività Amministrativa
Relazione annuale del Sindaco: centrati fondamentali obiettivi del programma
SERVIZI
?
In considerazione della grande attenzione che
l'Amministrazione Comunale ha da sempre riservato alla
scuola e soprattutto ai bambini e ai ragazzi che frequentano
le attività didattiche, quest'anno si è proceduto
all'affidamento, alla fornitura e alla installazione della
caldaia per la scuola media statale “Carlo Smiroldo”, per un
importo di € 20.000,00, risolvendo così il gravoso problema
delle rigide condizioni climatiche del nostro inverno.
?
Nonostante durante l'anno scolastico non sia stata
disponibile la mensa per l'effettuazione dei lavori della
palestra annessa alla scuola media statale “Carlo Smiroldo”,
l'Amministrazione Comunale ha comunque garantito, agli
alunni dell'asilo e delle scuole elementare e media, il
servizio di mensa nelle giornate di rientro, fornendo panini
imbottiti e frutta.
?
E' stato sovvenzionato il trasporto nei Comuni della
riviera per gli alunni della scuola media superiore.
?
Si è garantito il trasporto alunni dell'asilo e delle scuole
elementari e medie.
?
E' in fase di avvio un progetto di mobilità sociale,
attivato con il distretto socio-sanitario di Taormina, che
prevede l'effettuazione di servizi di supporto ad anziani e
disabili che necessitano di recarsi fuori Comune per motivi
di salute. In tale progetto il nostro Comune avrà le funzioni
di capofila, con la responsabilità del coordinamento delle
attività da svolgere.
?
Allo scopo di assicurare una corretta e attenta attività di
manutenzione del territorio, sono stati impegnati €
10.000,00 per la sistemazione e il miglioramento di strade
interne ed esterne, piazze ed immobili comunali.
?
Anche quest'anno, in ottemperanza ad un preciso
impegno contenuto nel programma amministrativo, è stata
dedicata una speciale attenzione alla scerbatura delle
scarpate e alla pulizia delle piste agricole, alcune delle quali
erano divenute ormai intransitabili anche a causa delle
conseguenze dovute alle avversità atmosferiche.
Dopo tre anni di intensa attività amministrativa, il bilancio
della Giunta Municipale è sicuramente positivo, grazie in
particolare al raggiungimento di precisi obiettivi programmatici posti alla base del programma elettorale presentato
ai cittadini nel giugno del 2006. Infatti, è stata inaugurata
la Campana dedicata ai dispersi di tutte le guerre, opera di
altissima valenza etica e morale, che apre straordinarie
prospettive di sviluppo per l'intero comprensorio, sia dal
punto di vista culturale e sociale, che come opportunità di
dare un impulso decisivo al turismo e all'economia
dell'intera vallata. Riuscire a collocare, finalmente, la
grande Campana della Pace ha rappresentato il raggiungimento di un obiettivo fondamentale, in quanto per quasi
quindici anni l'opera era rimasta malinconicamente
parcheggiata nel cortile antistante l'ex scuola elementare.
Un'altra priorità fondamentale che l'Amministrazione si
prefiggeva di raggiungere era il ritorno della Forestale nel
nostro territorio, e proprio in questo ultimo anno tale
straordinario obiettivo è stato raggiunto, con la stipula
della convenzione che prevede l'affidamento all'Azienda
Forestale di aree di proprietà del Comune e con
l'avviamento già avvenuto proprio nelle settimane scorse,
dei primi lavoratori del settore nel nuovo bacino del nostro
territorio.
Questi significativi risultati sono stati raggiunti nonostante
il contesto esterno continui ad essere sfavorevole e la
situazione di blocco sostanziale di progetti e finanziamenti
perduri tuttora. Infatti, anche in quest'ultimo anno si è
protratta la paralisi totale dell'Amministrazione Regionale,
nonostante il rinnovo degli organi elettivi avvenuto nel
2008, e conseguentemente non sono stati ancora attivati i
bandi della comunità europea, previsti per il periodo 20072013, determinando, sostanzialmente, una stasi che
soltanto nei prossimi mesi dovrebbe finalmente concludersi. I ritardi accumulati nell'emanazione dei bandi con
l'impiego degli attesi finanziamenti comunitari difficilmente saranno recuperabili, visto la ristrettezza dei tempi a
disposizione, ma sicuramente già dalle prossime settimane
potrebbero finalmente esserci novità al riguardo e
l'Amministrazione Comunale sarà attenta e vigile a
recepire tutte le possibilità che si presenteranno.
Dopo questa doverosa premessa, si indicano alcune delle
finalità attualmente in predicato di essere realizzate e
raggiunte nell'anno appena trascorso.
LAVORI PUBBLICI
LAVORI EFFETTUATI O IN CORSO DI SVOLGIMENTO
?
In considerazione della particolare attenzione riservata
da sempre dall'Amministrazione Comunale al nostro
cimitero, sono stati effettuati lavori di riqualificazione della
zona a monte con la realizzazione di un muro di sostegno
allo scopo di consolidare aree particolarmente fatiscenti,
che costituivano grave pericolo per l'incolumità pubblica,
per un importo di € 17.000,00; si è provveduto alla riparazione della casa mortuaria e della casa del custode prevedendo anche la realizzazione di servizi per un importo di €
33.000,00; è stato realizzato un nuovo banco celle per un
importo di € 25.000,00.
?
E' stata completata la realizzazione della palestra della
scuola media statale di Antillo.
?
Sono in fase di completamento i lavori di adeguamento e
messa in sicurezza della scuola musicale di Antillo. Il
progetto, ottenuto dall'Amministrazione Comunale che ha
sempre avuto una particolare attenzione per la tradizione e i
valori rappresentati dalla nostra banda, prevede la sostituzione degli intonaci delle pareti e della pavimentazione, la
realizzazione di servizi igienici accessibili ai diversamente
LA SCUOLA MUSICALE IN FASE DI RISTRUTTURAZIONE
6
Attività Amministrativa
abili, il rifacimento del tetto con installazione di un
impianto fotovoltaico, l'installazione di un nuovo impianto
elettrico a norma di legge e il montaggio di un sistema di
videoproiezione da utilizzare per la proiezione di materiale
audiovisivo necessario all'espletamento dei corsi musicali.
Finalmente sarà possibile consegnare ai ragazzi che
frequentano la scuola una struttura moderna, sicura ed
accogliente, nella quale svolgere le attività di alta valenza
etica e sociale di cui è portatore il corpo musicale “Vincenzo
Bellini”.
?
Sono stati completati i lavori per la messa in sicurezza
della scuola elementare di Via Roma per un importo di €
176.000,00, che consentiranno di poter fruire della struttura
per destinazioni di carattere culturale che verranno
determinate successivamente.
?
E' in fase di completamento la realizzazione di una
piscina comunale scoperta in contrada Ferraro, proprio
accanto alla palestra comunale. L'intento di costituire un
vero e proprio polo sportivo in Antillo si arricchisce così di
un'opera particolarmente attesa da numerosi giovani, che
potranno avere l'opportunità, nei mesi estivi, di fruire di
qualche ora di comodo relax senza bisogno di recarsi nei
comuni rivieraschi.
?
E' stata effettuata la sistemazione della strada rotabile
ponte Cicala – Giardino di Redenzione in contrada Moro,
che necessitava di urgenti lavori di riparazione, per un
importo di € 16.330,00. Successivamente è prevista la
bitumatura della stessa tratta per un importo di € 18.730,00.
?
Nell'ambito del PIT 13 sono state realizzate aree
attrezzate nella frazione Ferraro, sono stati effettuati
interventi di riqualificazione nella pineta Canigliari e
sistemati percorsi naturalistici con la messa in posa di
gazebo.
opera di condotte interrate e di pozzetti di raccolta delle
acque piovane.
?
E' stato ottenuto il finanziamento per la sistemazione
della strada comunale in contrada Sperone che prevede la
manutenzione e il miglioramento dell'arteria di collegamento fra Antillo e Limina, con il rifacimento del manto stradale
dissestato per un importo di € 50.000,00, di cui una parte a
carico del bilancio comunale.
?
E' stato ottenuto un intervento per l'importo di €
175.000,00 da parte dell'Assessorato ai lavori pubblici della
Regione Siciliana per lavori, eseguiti per il tramite del genio
civile, di ricostruzione delle opere idrauliche danneggiate in
contrada “Due Fiumare” del torrente Antillo a seguito
dell'alluvione dell'11, 12 e 13 gennaio 2009.
FINANZIAMENTI RICHIESTI
?
Adeguamento alle vigenti norme di igiene e sicurezza e
abbattimento barriere per l'edificio della scuola media
statale “Dott. Carlo Smiroldo” (€ 217.168,69).
?
Progettazione di un centro sportivo polifunzionale e
completamento campo sportivo in località Ferraro per un
importo di € 1.299.610,99.
?
Consolidamento a valle del centro urbano in località
Giorgina Piano Calcare (€ 1.500.000,00).
?
Manutenzione straordinaria caserma dei carabinieri con
lavori di copertura, adeguamento, ristrutturazione infissi e
ammodernamento (€ 220.000,00).
?
E' stato ottenuto dall'Amministrazione Comunale
l'inserimento nel piano triennale delle OO.PP. della
Provincia Regionale della strada Santa Teresa di RivaAntillo-Fondachelli.
OCCUPAZIONE
?
Uno straordinario successo ottenuto
dall'Amministrazione Comunale di Antillo, soprattutto per i
risvolti sul piano occupazionale, è il ritorno dell'Azienda
Forestale nel nostro territorio. Infatti, dopo il completamento dell'iter di acquisizione delle aree e una nuova delibera di
approvazione della convenzione per la cessione in gestione
alla Forestale dei terreni a monte del centro urbano da parte
del Consiglio Comunale, è stato siglato, tra il Comune e
l'Azienda, il verbale di consegna dei succitati terreni, che
ufficializza quanto sancito dalla predetta convenzione,
stipulata lo scorso 7 ottobre tra gli stessi soggetti:
l'affidamento in gestione alla Forestale di aree di proprietà
del Comune. Si tratta di località a monte del centro abitato,
specificatamente nelle contrade Castello, Catalano e Limbì,
per complessive Ha 46,91,59, territori che erano stati
interessati da interventi di sistemazione idraulico-forestale
negli anni 2003-2004. In sostanza, questo significa che nel
nostro centro, a poco più di dieci anni dalla chiusura del
bacino della forestale che per tanto tempo aveva rappresentato una concreta valvola di sfogo al problema occupazionale, torna ad esservi una reale opportunità di lavoro per i tanti
che operano nel settore e che dalla seconda metà degli anni
'90 sono stati costretti a recarsi in altro territorio della nostra
provincia, con grave disagio anche economico oltre al
dispendìo di tempo e risorse. Proprio in queste ultime
settimane sono state avviate 5 unità lavorative che prestano
servizio nel nuovo bacino di Antillo.
?
Il Comune ha avviato i lavori di servizio civico, che
prevedono la concessione di un assegno economico dietro
LA COSTRUENDA PISCINA COMUNALE
LAVORI FINANZIATI E/O APPALTATI
?
E' stata già espletata la gara relativa ai lavori di realizza-
zione della mensa scolastica annessa alla scuola media
statale di Antillo, per i quali l'Amministrazione Comunale
ha destinato oltre 75.000,00 euro. Proprio in questi giorni
inizieranno i lavori che interessano il grande locale da
destinare a mensa scolastica e che consisteranno nella
realizzazione della cucina per la preparazione dei pasti,
della dispensa, dei bagni e degli spogliatoi ad uso esclusivo
del personale di servizio. Anche all'esterno dell'area
verranno effettuati lavori di pavimentazione e di messa in
7
Attività Amministrativa
MANIFESTAZIONI CULTURALI E RICREATIVE
lo svolgimento di attività di pubblica utilità. L'iniziativa
innovativa dell'Amministrazione Comunale si pone
l'obiettivo di disincentivare ogni forma di mero assistenzialismo garantendo alle fasce più svantaggiate della popolazione un beneficio economico, seppur limitato nel tempo,
dietro lo svolgimento di servizi di pubblica utilità come ad
esempio la manutenzione di strutture comunali, l'assistenza
a disabili, anziani e minori, l'assistenza scolastica, la pulizia
di strade comunali e il decespugliamento di aree pubbliche.
Possono ottenere la concessione dell'assegno economico
per servizio civico le donne e gli uomini, abili al lavoro, che
abbiano rispettivamente un'età compresa tra i 18 e i 60 anni
e tra i 18 e i 65 anni, e che siano in possesso dei seguenti
requisiti: essere disoccupati, avere un indicatore ISEE non
superiore a € 10.632,94, essere residenti ad Antillo da
almeno un anno. Certamente, non si tratta di un intervento
che crea occupazione ma si garantisce alle fasce più
svantaggiate della popolazione un beneficio economico,
scongiurando ogni forma di mero assistenzialismo e
garantendo al contempo servizi aggiuntivi di pubblica
utilità all'intera collettività.
?
E' attualmente in corso di svolgimento ad Antillo un
progetto di Servizio Civile Nazionale, ideato e promosso
dall'Amministrazione Comunale, denominato “Volontari e
disabili ad Antillo 3”, che coinvolge 4 giovani volontari
che sono stati selezionati dopo aver partecipato al bando di
concorso appositamente previsto per l'accesso a questo
servizio. In concreto, è possibile per i cittadini disabili avere
assicurato un servizio di assistenza più continuo e soprattutto per un periodo di tempo molto più lungo mirato allo
svolgimento di quei servizi che sono diretti, per quanto
possibile, a soddisfare le esigenze derivanti da necessità
primarie e quotidiane. I cittadini disabili o, per conto loro, i
tutori che intendono usufruire di questo importante servizio,
possono rivolgersi all'Ufficio Servizi Sociali del Comune,
per presentare l'istanza corredata da apposita certificazione
comprovante lo stato di disabilità. Proprio in questi ultimi
giorni, l'Amministrazione Comunale ha avuto approvato un
nuovo progetto di servizio civile nazionale, che prevede
l'utilizzo di 8 unità ed è destinato all'assistenza ai minori.
L'Amministrazione Comunale è particolarmente soddisfatta per la realizzazione di tali progetti di servizio civile
nazionale, in quanto si raggiunge al contempo il duplice
obiettivo di garantire per un anno servizi di assistenza a
favore di fasce deboli della popolazione e si consente a
giovani antillesi di essere impiegati per lo stesso periodo in
un'attività lavorativa di indubbie finalità etiche e sociali e
per la quale è prevista una spettanza mensile di € 433,00.
?
Sono state effettuate numerose e ricche manifestazioni
nel periodo estivo e natalizio, comprendendo il programma
allestito spettacoli musicali, commedie e intrattenimento di
vario tipo.
?
Sono stati garantiti i tradizionali appuntamenti con la
“Supertombolata” e la “Befana”. Da quest'anno la “Giornata dell'anziano” si svolge nel periodo estivo, per dare modo
ai numerosi cittadini partecipanti di poter fruire del clima
particolarmente favorevole della stagione al Giardino di
Redenzione dove ha svolgimento l'evento.
SAGRE
?
Nonostante il tempo inclemente che ha caratterizzato lo
svolgimento delle sagre autunnali, le manifestazioni hanno
continuato a registrare uno straordinario successo di
pubblico e numerosi consensi. Da quando il modello
organizzativo delle sagre è stato completamento trasformato (2003) gli eventi si sono perfezionati sempre di più sotto
l'aspetto organizzativo, consolidandosi anche fuori
dall'ambito provinciale non soltanto per la presenza di
migliaia di visitatori ma anche perché in pochi anni si è
riusciti a far annoverare le nostre sagre tra gli appuntamenti
gastronomici più importanti e noti in ambito provinciale e
regionale, costituendo una formidabile occasione di
crescita per l'immagine del nostro paese e contribuendo alla
riscoperta delle tradizioni e delle bellezze naturalistiche
custodite nel nostro territorio.
GRANDI OPERE INFRASTRUTTURALI
?
E' continuata, senza sosta, la pressante azione di
sensibilizzazione nei confronti degli organi preposti per la
realizzazione di un percorso stradale alternativo lungo il
torrente Agrò, allo scopo di collegare Antillo alla riviera
jonica. L'ultimo anno è stato particolarmente difficile, in
quanto come detto, gli attesi finanziamenti derivanti dai
bandi CEE sono tuttora bloccati ed è molto arduo ipotizzare
significativi interventi di carattere economico che riguardino il nostro territorio. In più, a peggiorare drasticamente la
situazione è stata la devastante alluvione dello scorso mese
di gennaio, che ha provocato gravissimi danni in tutto il
nostro territorio, per il ripristino dei quali sarebbero
necessari massicci investimenti di cui, purtroppo, non vi è
alcuna previsione. Nondimeno, l'attività di vigilanza da
parte dell'Amministrazione Comunale continuerà con il
massimo scrupolo e l'impegno negli organismi comprensoriali per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali
perdurerà instancabilmente, per non disperdere le opportunità che dovessero eventualmente presentarsi.
Da sottolineare che, grazie all'interessamento continuo
dell'Amministrazione Comunale, la provincia regionale di
Messina ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche la strada S. Teresa di Riva-Antillo-Fondachelli.
In conclusione, questo terzo anno di mandato amministrativo, che ha registrato alcuni avvicendamenti già previsti dal
giugno 2006 nella compagine che guida il paese, ha
consentito il raggiungimento di importanti obiettivi
programmatici, che però da soli non bastano ad assicurare
lo sviluppo e il progresso necessari per il futuro della nostra
comunità. Occorre continuare a lavorare alacremente
affinché si dia continuità al fondamentale successo ottenuto
con il ritorno dell'Azienda Forestale in Antillo, acquisendo
nel patrimonio del Comune altri terreni da parte dei privati
LE RAGAZZE DEL SERVIZIO CIVILE:
E. GALLETTA, M. MANOTI, T. SMIROLDO E F. MASTROENI
8
Attività Amministrativa
che hanno già manifestato la loro disponibilità alla vendita
e continuando l'azione di sensibilizzazione nei confronti
degli organismi dirigenti dell'Azienda Forestale, affinché
predisponga piani operativi e preveda risorse ed investimenti che consentano di incrementare le unità lavorative da
impegnare nel nostro territorio. Per l'occupazione
giovanile, l'impegno dell'Amministrazione continuerà ad
essere forte e pressante, sia attivando tutte le possibilità
esistenti, sia supportando le iniziative private nel settore
imprenditoriale e agrituristico, come è stato fatto in
occasione della concessione al Consorzio Val d'Agrò in
comodato d'uso del Centro Sociale Polifunzionale
Giuseppe Manzi, per la ricerca e la sperimentazione nel
campo della gelsibachicoltura. Pur nelle difficoltà dovute
alle ristrettezze delle possibilità normative e delle risorse
economiche, è infatti intenzione dello scrivente continuare
a esperire ogni tentativo per scongiurare le refluenze dovute
alla congiuntura economica e sociale particolarmente
sfavorevole che investe l'intera realtà nazionale.
IL SINDACO
Antillo punta sulla gelsibachicoltura
P
arte da Antillo un'importante svolta per la ricerca e
la sperimentazione nel
campo della gelsibachicoltura:
l'amministrazione comunale del
piccolo centro collinare, infatti,
credendo nella scommessa di
investire nel futuro di questo
settore ha dato la disponibilità di
uno stabile da adibire esclusivamente alla predetta attività al
Consorzio Val d'Agrò, costituito
appositamente con la
finalità di effettuare
studi di sviluppo nel
campo dell'agricoltura
e dei bachi da seta in
particolare.
Nel mese di gennaio è
stato formalizzato
l'accordo tra il Sindaco
di Antillo Antonio Di
Ciuccio e il Presidente
del Consorzio Valle
d'Agrò, Antonino
Saglimbeni, che
prevede la concessione
in comodato d'uso
gratuito al Consorzio
del Centro Sociale
Polifunzionale Giuseppe Manzi.
Anche il Consiglio Comunale si è
pronunciato , votando all'unanimità la proposta del Sindaco di
concedere in comodato d'uso lo
stabile. Da anni il Consorzio Valle
d'Agrò è impegnato nello sforzo
di avviare concretamente l'attività di coltivazione dei bachi e la
ricerca sulle malattie in agricoltura e nel campo animale, con inclu-
sione della previsione di sperimentazioni nel campo della
gelsibachicoltura.
L'assenza di una sede idonea
aveva però finora rappresentato
un ostacolo insormontabile alla
partenza di qualsivoglia concreto
progetto nel settore. La disponibilità del Sindaco di Antillo, che ha
valutato positivamente quella che
considera una concreta prospettiva di crescita e sviluppo per
IL CENTRO SOCIALE POLIFUNZIONALE
l'economia del nostro territorio,
ha consentito di individuare un
plesso di nuova costruzione e
sicuramente idoneo alle finalità
cui verrà destinato. Tra i promotori dell'iniziativa, figura il Conte
Giuseppe Tindaro Toscano della
Zecca, che si è prodigato per la
buona riuscita del progetto.
Toscano ha espresso la sua
profonda soddisfazione per
quella che ritiene una concreta
9
prospettiva di crescita per tutta la
Valle d'Agrò, e l'apprezzamento
per la disponibilità e l'apertura
dimostrata dal Sindaco di Antillo.
A fianco e a sostegno del Conte ci
sono i componenti del club
Unesco di Catania di cui è
membro.
Adesso che è stata garantita una
sede stabile e funzionale dove
svolgere l'attività, è compito dei
membri del Consorzio Valle
d'Agrò essere operativi
al massimo per potere,
nel più breve tempo
possibile, cominciare a
concretizzare i progetti
allo studio da tempo.
A coadiuvare il
presidente Antonino
Saglimbeni ci sarà un
qualificato staff nel
quale sono presenti
importanti professionisti del settore, da
Graziella Bongiorno,
biologa e vicepresidente del Consorzio, a
Claudio Bongiorno
imprenditore agricolo
e membro del consiglio direttivo,
a Giampaolo Briguglio veterinario e socio, all'agronomo Michele
Sturiale, al responsabile allevamento bachi Santi Crupi, alla
professoressa Emilia Palella,
incaricata per la divulgazione
didattica.
LA REDAZIONE
È accaduto nel semestre
Disastrosa alluvione nel nostro territorio
L
circostanti al centro abitato, sono state danneggiate e
con la carreggiata, in più punti, invasa da crolli di
costoni di argilla.
Gravi danni si sono registrati per l'agricoltura, con i
raccolti seriamente compromessi, e per le numerose
attività produttive (aziende agricole, allevamenti di
bestiame, piccoli caseifici): numerosi fondi agricoli
infatti sono stati allagati durante le esondazioni dei
vari torrenti e ruscelli che solcano il territorio
comunale.
Gravemente danneggiata è risultata anche la rete di
adduzione idrica che approvvigiona i serbatoi
comunali, per cui tutte le abitazioni del centro abitato,
frazioni comprese, sono rimaste prive di acqua
potabile.
L'impetuosa furia distruttrice del torrente Antillo,
durante la piena, ha, inoltre, causato il crollo di una
passerella sommersa di collegamento tra la frazione
Canigliari e la Frazione Ballo e, sempre nella stessa
zona, il cedimento di un ampio costone argilloso
adiacente al greto del corso d'acqua.
L'Amministrazione Comunale si è immediatamente
attivata per lenire i disagi alla popolazione ed è
intervenuta per rendere nuovamente transitabili le
arterie comunali e per porre in sicurezza gli estesi
territori interessati da frane e smottamenti. Il Sindaco
ha prontamente interessato gli enti sovracomunali
preposti e ha formalmente avanzato richiesta, al
Presidente della Regione Siciliana, per la
dichiarazione dello stato di calamità naturale. Si è
ancora in attesa che vengano adottati i necessari
interventi straordinari da parte degli organi
competenti, ad eccezione del finanziamento ottenuto
dall'Assessorato ai lavori pubblici, con effettuazione
dei lavori per il tramite del genio civile, per interventi
di ricostruzione delle opere idrauliche danneggiate in
contrada “Due Fiumare” del torrente Antillo per un
importo di € 175.000,00.
LA REDAZIONE
’11, il 12 e il 13 gennaio 2009 una disastrosa
alluvione si è abbattuta sul nostro territorio,
causando rovina e distruzione per le eccezionali
piogge torrenziali e le forti raffiche di vento. La
quantificazione della valutazione dei danni arrecati
dal maltempo ammonta a diversi milioni di euro ed il
ripristino completo della situazione preesistente è
praticamente impossibile.
DESOLANTE SCENARIO DELLA STRADA ANTILLO-FONDACHELLI
IN LOCALITÀ GIRATTIMI
I nubifragi abbattutisi su Antillo hanno reso
impossibili sia i collegamenti viari intercomunali, sia
le comunicazioni tra le diverse zone del territorio
comunale. Infatti, è rimasta chiusa per qualche
settimana la strada provinciale Antillo-Fondachelli
Fantina, interessata da numerose frane e smottamenti.
In un tratto di questa arteria addirittura il torrente
Antillo è esondato ed ha letteralmente divelto il manto
stradale. Intransitabile è risultata anche la strada
comunale che da Antillo conduce alla frazione
Pinazzo la quale, quindi, è rimasta isolata per alcuni
giorni con gravi disagi per le famiglie residenti. Ma in
generale, quasi tutte le arterie viarie comunali,
soprattutto quelle che conducono nei fondi agricoli
patrimonio ideale e morale proveniente
dall'attività pubblica svolta da Natalino
Bongiorno, che si impegnò instancabilmente per
la crescita politica e sociale di Antillo e
dell'intero comprensorio.
All'incontro, svoltosi in una giornata nella quale
Antillo era imbiancato dalla neve, al quale hanno
partecipato i congiunti di Natalino Bongiorno,
sono intervenuti anche l'on. Filippo Panarello,
deputato del PD all'ARS, l'arch. Albino
Muscolino, capogruppo di minoranza ad Antillo,
l'imprenditore Salvatore Puglisi, l'avv. Claudio
Bongiorno e il Presidente del Consiglio
Comunale di Antillo avv. Salvatore Muscolino.
Un lustro senza Natalino
A cinque dalla improvvisa e prematura
scomparsa, è stato ricordato nell'aula consiliare
di Antillo l'ex Sindaco Natalino Bongiorno,
deceduto il 15 febbraio 2004. l'Amministrazione
Comunale, presieduta dal Sindaco Antonio Di
Ciuccio, non ha voluto far passare inosservato
l'importante anniversario, tributando così un
omaggio a colui che fu non soltanto primo
cittadino per ben 19 anni, ma anche consigliere
comunale di minoranza, Presidente del
Consiglio Comunale e dirigente provinciale del
PCI prima e del PDS/DS successivamente.
Il Sindaco, ricordando che già nel 2005
l'Amministrazione Comunale ha intitolato l'aula
consiliare al suo illustre concittadino, ha
evidenziato l'intento di non disperdere il
LA REDAZIONE
10
Cultura, tradizione, costume
LA CHIESA DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA
Sostegno della Comunità parrocchiale di Antillo.
Notizie amministrative di interventi, di manutenzione ordinaria, di restauro
dal gennaio 2008 ad aprile 2009, riferite dal Parroco, sacerdote Egidio Mastroeni e
resoconto delle entrate e delle spese.
RIFACIMENTO DELL'AREA DEL SAGRATO DELLA
CHIESA MADRE
Da parecchi decenni l'area del sagrato parrocchiale,
pavimentata con pochi centimetri di malta cementizia circa
nel 1950, necessitava di un rifacimento. Finalmente nel
febbraio 2008 è stata realizzata la pavimentazione del
sagrato con marmi policromi, ad opera della Comunità
parrocchiale di Antillo e con la collaborazione
dell'Amministrazione Comunale. Il disegno e la scelta dei
colori dei marmi sono stati ideati, a titolo gratuito, dall'arch.
Albino Muscolino.
Lavori eseguiti:
è stata demolita la fatiscente pavimentazione esistente ed è
stato realizzato un massetto con calcestruzzo cementizio e
grigliato di ferro.
La superficie del sagrato misura mq 60, ed è stata contornata
con una fascia di masselli di pietra di Mirto (cm 16x18)
lunga m. 34,70, sono stati sostituiti quattro scalini di
accesso alla sacrestia, in totale lunghi m. 5,60 e tutto il resto
della superficie è stato rivestito con marmi di 3 cm. Sono
stati usati marmi in pietra di Mirto, verde Guatemala e pietra
lavica. Sono state raccolte le acque meteoriche dei due
pluviali del tetto della chiesa; sono state allungate le
ringhiere di protezione con altri 6 paletti in ferro pieno
(4x4), e sono stati collocati i corrimano in ferro tondo
tubolare alle rampe di scale esistenti.
E' stata rifatta una striscia di intonaco nella facciata del
muro sottostante la porta della sacrestia ed è stato rifatto
l'intonaco nella facciata della stanza sulla via Garibaldi.
Nell'agosto 2008 è stata trattata e pitturata tutta la superficie
del muro sottostante il sagrato e sottostante il cortile della
sagrestia, e tutta la facciata della stanza di servizio che da
sulla via Garibaldi e sulla via Roma; inoltre sono state
risarcite alcune zone di pittura nell'interno della chiesa e
della sagrestia.
Bucolo Domenica di Aci Platani, docente di restauro
all'Istituto di Belle Arti in Catania, la quale in passato aveva
restaurato con finezza e abilità la statua della S. Famiglia,
della chiesa di Canigliari.
Così, superate le diverse difficoltà, e con molta mia
preoccupazione, il 05.02.2008, la statua della Madonna
della Provvidenza è stata portata col pulmino parrocchiale a
San Giovanni La Punta nel laboratorio del prof. Salvo
Messina, anche lui docente di restauro nell'Istituto di Belle
Arti di Catania.
I lavori di restauro sono stati curati con la massima abilità
professionale dalla prof.ssa Bucolo e dal prof. Salvo
Messina.
E' stato effettuato un consolidamento strutturale nel manto,
nella veste della Madonna e nella base della Statua; grazie
agli strumenti impiegati e alla paziente opera dei
restauratori i colori sono stati riportati a imitazione del tono
originario, e cioè il colore rosa antico per la veste, e il colore
più denso per il mantello, ornandolo ai bordi con una
elegante indoratura a missione.
Il 05.04.2008, in mattinata, la statua restaurata della
Madonna, col pulmino parrocchiale è stata riportata nella
chiesa madre di Antillo, salutata alle ore 11,30 da un festoso
scampanio delle nostre campane.
Già dal novembre 2007, S. E. mons. Calogero La Piana,
nostro Arcivescovo, mi aveva palesato il desiderio di voler
incontrare la nostra Comunità Parrocchiale; l'occasione del
rientro della statua restaurata della Madonna mi è sembrato
il momento più propizio per un proficuo incontro pastorale,
e tutto è stato concordato secondo i tempi del restauro.
La stessa sera del 05.04.2008 alle ore 18,45, è stato accolto
all'Acqua Vena S. E. Mons. Calogero La Piana dal Parroco
sac. Mastroeni Egidio, dal sindaco Antonio Di Ciuccio,
dall'Amministrazione Comunale, dal maresciallo Settimo
Daniele, dai Carabinieri, dal vigile, Capitano Luigi Lo
Giudice, dalla Banda Musicale “Vincenzo Bellini” di
Antillo e da un folto gruppo di fedeli; arrivati in chiesa,
l'Arcivescovo è stato accolto con scroscianti applausi da
tutta la comunità che gremiva la stessa chiesa.
Con diligente competenza e con dignitosa ampiezza, LA
REDAZIONE DI “ANTILLO NOTIZIE” nel N. 21 del
luglio 2008 alle pagine 1, 3, 4, 5 ha già pubblicato, la
devota ed emozionante accoglienza di quella sera
tributata alla Madonna della Provvidenza da parte di
tutta la Comunità di Antillo, e i filiali sentimenti di
gratitudine espressi al nostro Pastore.
Tutta la Comunità parrocchiale ha condiviso il restauro
della statua; come si può constatare dall'elenco delle offerte
date dai fedeli, conservato nell'archivio parrocchiale, tutti
hanno contribuito in maniera generosa e credibile.
Nel dicembre 2008 è stato sostituito e realizzato a norma il
quadro elettrico di tutte le luci della chiesa madre e
dell'impianto generale, ed è stata rilasciata la dovuta
D I C H I A R A Z I O N E D I C O N F O R M I TA '
DELL'IMPIANTO ALLA REGOLA D'ARTE; sono
RESTAURO DELLA STATUA DELLA MADONNA
DELLA PROVVIDENZA PATRONA DI ANTILLO
Per quanto io ricordo, è stato apportato un restauro alla
statua della Madonna della Provvidenza, circa nel 1958, da
un certo Garufi Antonino, di S. Teresa di Riva. Allora io ho
visto l'immagine della Madonna in sacrestia insieme ad
altre immagini dei Santi, durante i lavori di restauro.
Essendo io parroco, la statua della Madonna è stata
restaurata nel luglio del 1981 ad opera di un certo
Quattrocchi di Catania; il restauro è stato praticato nella
sacrestia in Antillo, per la spesa di Lire 800.000.
In questi ultimi anni scorsi, guardando l'immagine della
Madonna , si notava con molta evidenza la necessità di un
nuovo restauro, e qualche persona si è offerta per una
collaborazione, credendo si trattasse di una spesa non
eccessiva.
Dopo aver raccolto i diversi pareri di maestri di restauro ed
esperti, mi sono rivolto decisamente alla sig.ra dottoressa
11
Cultura, Tradizione, Costume
Smiroldo Giuseppe
Bongiorno Carmelo
Crupi Santa
Lo Re Angela
Sigillo Giuseppina
Restifo Concetta
Ambruno Vittorio
Da Rodda Anna
Molteni Renzo
Mastroeni Saveria
Muscolino Giuseppe
Smiroldo Rosalia
Smiroldo Catena
Guanadio Amilacare
Palella Giovanni
Santoro Agatino
Lo Conti Nunziata
Mastrojeni Emilio
Palella Giuseppa
Vigerzi Antonina
Ferraro Grazia
Lo Giudice Nunziata
Ambruno Santino
Lo Schiavo Maria Concetta
Di Pietro Giuseppe Salvatore
Ritmo Agatino
stati sostituiti supporti e placchette ai punti luce in chiesa e
in sagrestia; i lavori sono stati eseguiti con cura
dall'IMPIANTISTICA PARATORE di Paratore Gianfranco
di Antillo.
26.02.2008
10.03.2008
04.04.2008
09.04.2008
09.04.2008
08.06.2008
30.06.2008
25.07.2008
12.09.2008
12.09.2008
21.09.2008
28.09.2008
08.10.2008
08.10.2008
26.10.2008
10.01.2009
01.02.2009
febbraio 2009
febbraio 2009
23.03.2009
02.03.2009
18.03.2009
31.03.2009
24.04.2009
10.05.2009
28.05.2009
Altre offerte delle Opere Parrocchiali sono state
devolute, per desiderio dei familiari, per il Giardino di
Redenzione.
NOTA DELE ENTRATE E DELLE SPESE
ENTRATE
LIBERE OFFERTE DEI FEDELI con sottoscrizione per
il sagrato e per il RESTAURO della Statua della Madonna
della Provvidenza
E. 14.735,00
OFFERTE date dai fedeli in occasione di funerali come
OPERE PAROCCHIALI
E. 12.696,00
Altre OFFERTE CONTRIBUTIVE
E. 3.300,00
SPESE
Materiale elettrico del quadro luce giusta lettura MG di S.
Teresa Riva N. 1097 del 31.12.2008
E. 3.183,00
Spese per materiali edili: rete elettrosaldata, tubi per
pluviali, ferro tondo, cemento, calce, tonachina, collante,
sabbia, vernici, pittura, spese per materiali di consumo;
spese per marmi, trasporti e mano d'opera;spese per il
restauro della Statua della Madonna della Provvidenza.nel
TOTALE
E. 26.095,00
Amplificatore, radiomicrofono e un microfonoE. 2.250,00
IL SIMULACRO RESTAURATO DELLA MADONNA
Il 03.04.2009 si è bruciato l'amplificatore dell'impianto
microfono parrocchiale ed è stato sostituito con un nuovo
apparecchio.
Il quarto precetto generale della chiesa dice: sovvenire alle
necessità della chiesa secondo le leggi e le usanze. Le
offerte delle OPERE PARROCCHIALI (dette FIORE
CHE NON MARCISCE) date dai fedeli in occasione dei
funerali, nei mesi scorsi e fino ad oggi sono state devolute
per le necessità della chiesa, per il restauro della statua
della Madonna, per il sagrato parrocchiale. Per un
dovere di memoria si ricordano i seguenti defunti e la data
del loro decesso:
Crupi Giuseppe
23.09.2007
Zizzo Carmelo
06.10.2007
Smiroldo Giulietta
29.10.2007
Smiroldo Giovanni Salvatore
11.12.2007
Pagno Domenica
05.01.2008
Muscolino Amedeo
24.01.2008
Muscolino Aurora
24.01.2008
TOTALI ENTRATE
TOTALI USCITE
E. 30.731,00
E. 31.528,00
Per motivi di PRIVACY, per le notizie dettagliate sulle
entrate e sulle uscite si rimanda al LIBRO CASSA della
parrocchia S. Maria della Provvidenza. Esprimo a tutta la
Comunità il mio grazie per la tanta fiducia e collaborazione;
va anche il mio grazie alla REDAZIONE DI ANTILLO
NOTIZIE per la pubblicazione, con ogni devota stima.
12
Cultura, Tradizione, Costume
La sirena ha mezzo secolo
Da cinquant'anni, ormai, la sirena posta nel campanile della nostra
Chiesa madre risuona agli orari prestabiliti fin da mezzo secolo fa',
quando la vita del duro lavoro nei campi era scandita da orari e
abitudini che per tanto tempo hanno rappresentato la normalità
dell'organizzazione della quotidianità per numerose, per non dire
tutte, famiglie antillesi.
E' stato il dott. Gabriele Muscolino, allora Vice Sindaco, a fare
omaggio alla cittadinanza della sirena, proprio durante il periodo
in cui guida dell'Amministrazione del paese era l'ing. Vittorio
Mastrojeni; da allora, lo strumento ha fatto sentire il suo suono agli
orari canonici stabiliti a quel tempo, segnando momenti della
giornata in cui occorreva avvisare dell'orario i cittadini che si
trovavano nel centro abitato, nelle frazioni e nel territorio
circostante, precisamente alle 7,00, alle 8,00, alle 12,00, alle 16,00
IL CAMPANILE DELLA CHIESA CON LA SIRENA
e alle 17,00. Tutt'oggi è così, quasi a cristallizzare nel tempo un
modo di regolare la vita e le abitudini quotidiane. Certo, ormai molte cose sono cambiate rispetto all'epoca degli anni
'50, in cui si ricostruivano le speranze dopo le vicissitudini dolorose e cruente della seconda guerra mondiale. La
sirena è però entrata a fare parte delle tradizioni antillesi e costituisce una consuetudine radicata e apprezzata dalla
comunità, tanto è vero che quando capita, per la mancanza della luce o per un guasto temporaneo, di non sentire il
suono familiare all'orario prestabilito, sorge spontaneo chiedersi il perché del silenzio della sirena, quasi ad avvertire
l'assenza di un momento se non essenziale sicuramente atteso e abituale per tutti.
Al dott. Gabriele Muscolino va rinnovato il ringraziamento per un'idea che è stata senz'altro preziosa a suo tempo e
che oggi è la testimonianza di un'epoca che ha contraddistinto la storia e la vita della comunità, rinnovando nella
mente dei meno giovani le tradizioni passate e perpetuandone la memoria nelle nuove generazioni, figlie di epoche
trascorse che tanto hanno insegnato e che rappresentano ancora esempio di valori a cui ispirarsi per il futuro.
LA REDAZIONE
LA FOTO DEL PASSATO
Grottammare, 28 - 09 - 1958.
In occasione dell'inaugurazione della strada
rotabile realizzata dall'Amministrazione dell'ing.
Vittorio Mastrojeni, l'Assessore Anna Galtieri
(prima da dx) con l'avv. Ettore Antonino Smiroldo,
sua moglie sig.ra Rosina Bongiorno e il Giudice
Giuseppe Smiroldo, Presidente della Suprema
Corte di Cassazione.
Sullo sfondo campeggia la targa che ricorda
l'evento, straordinario per i tempi, che consentiva,
finalmente, di potersi recare con mezzi rotabili in
contrade fino allora inaccessibili se non a piedi o
con cavalcature.
la redazione
13
Il nostro territorio
Proseguendo la pubblicazione di interessanti contributi per approfondire la conoscenza sull’ambiente
naturale, la flora e la fauna che caratterizza il nostro territorio, dedichiamo in questo numero un articolo
al fiume Agrò che, nascendo dai monti antillesi, dà il nome all’omonima vallata.
Dai monti che cingono Antillo scaturiscono decine e decine di torrenti e ruscelli che si precipitano a valle
con violenza ed impeto dando vita ad una delle fiumare più importanti della provincia di Messina.
LA CORSA TUMULTUOSA DEL FIUME AGRO’
di Giuseppe Sigillo
I
l fiume Agrò, o flumen Agryllae secondo l’antica denominazione, è il corso d’acqua più importante
che attraversa l’omonima vallata. Esso ha origine nel territorio del Comune di Antillo e, incuneandosi
tra strette valli e gole profonde, dopo aver percorso una ventina di chilometri in direzione sud-est,
sfocia, tra i Comuni di Sant’Alessio Siculo e Santa Teresa di Riva, nel mare Jonio. Il regime è quello tipico
delle fiumare, quindi caratterizzato da piene invernali e magre estive che trasformano il corso d’acqua ora
in un fiume gonfio e minaccioso, ora in un rigagnolo, se non addirittura in un letto completamente asciutto. Il bacino idrografico dell’Agrò copre una superficie di circa 110 Km2 relativamente fertile e ricca di
sorgenti e ruscelli. Soprattutto nel tratto montano del bacino, ricadente per intero nel territorio del
Comune di Antillo, abbastanza esteso e complesso è il reticolo idrografico composto da numerosi affluenti che, specie nella
stagione invernale,
alimentano il grande
alveo della fiumara.
Ripercorriamone il
percorso, dalla sorgente
sino alla foce nel mar
Jonio, facendo rilevare
sin d’ora che l’Agrò
assume tale nome non
già dalla sua sorgente, ma
soltanto nel suo corso
inferiore, una volta
oltrepassate le strette
gole di S. Giorgio, in
località Ranciara. Nel
corso superiore, infatti,
sebbene sia possibile
indicarlo anche come
alto corso dell’Agrò, il
fiume assume svariate
denominazioni in
ragione delle diverse
località attraversate. Il
fiume Agrò nasce in una
delle contrade più
remote del Comune di
Antillo, ai confini con i
L’ALTO CORSO DEL FIUME AGRÒ
territori amministrativi di
Motta Camastra e
Francavilla di Sicilia, laddove si estendono le valli Mitto, Pinazzo e Fonderia, solcate da innumerevoli
corsi d’acqua e, pertanto, considerate a ragione tra le zone più fertili del territorio antillese. Qui, alle falde
della Montagna Grande, la più imponente tra le vette peloritane, ad una quota di circa 1050 metri s.l.m.,
l’Agrò ha la sua sorgente principale denominata Torrente Valanghe Lanzo, dall’omonimo fronte franoso
che si sviluppa, per un paio di chilometri, sul versante nord della montagna e causato da centinaia e
centinaia di giganteschi massi d’arenaria staccatisi dalla sommità e rotolati a valle creando un effetto
scenografico di sicuro impatto visivo ed emotivo. Più oltre, il corso d’acqua assume il nome di Torrente
Sverna e raccoglie da sinistra le acque di una sorgente secondaria, il Torrente Sapone, anch’esso nascente
da Montagna Grande. Proseguendo il suo percorso verso il mare lo Sverna, alla confluenza con il Torrente
Giammaria, muta il nome in Torrente Fonderia e, in contrada Rosignolo, riceve da sinistra il Torrente
Mitto, importante tributario dell’alto corso del fiume Agrò, che solca un vasto e florido territorio in cui la
coltura predominante è il nocciolo. Ancora un poco più a valle affluiscono nell’alveo principale del
fiume, a breve distanza l’uno dall’altro, da sinistra il Torrente Marraleo e da destra il Torrente Buzzorratti.
Già a questo punto il corso d’acqua presenta una notevole portata idrica, essendo persino disagevole
guadarlo durante le stagioni piovose. Per di più, proprio in questo tratto, l’alveo appare singolarmente
ingombro di enormi massi, anche di parecchie decine di tonnellate, che costringono il fiume a seguire un
14
Il nostro territorio
percorso oltremodo angusto e tortuoso. Procedendo nella sua corsa verso valle il fiume giunge in contrada
Pianammare, dove accoglie da sinistra, il Torrente Ammare. Avanzando ancora in direzione del mar
Jonio, il corso fluviale si addentra in una suggestiva galleria alberata per effetto dei fitti filari di platani
orientali (“ddurba”) e ontani neri (“sbirnara”) cresciuti
sulle due sponde che, se osservati dalla cima di Pizzo
Monaco, formano una lunga ed ineguale macchia verde in
cui è possibile distinguere la tonalità verde scuro della
chioma dell’ontano da quella verde pallido delle fronde del
platano. Giunto in contrada Serra, il corso d’acqua muta il
nome da Torrente Fonderia in Torrente Serra. Ed è proprio
in questa località che si immette da destra, nell’alveo del
corpo idrico principale, uno tra gli affluenti più rilevanti: il
Torrente Gerasia-Mattoli che prende il nome dalle omonime vallate attraversate. Dopo neanche un chilometro dalla
confluenza del Torrente Gerasia-Mattoli, l’alveo del corso
IL TORRENTE CASTAGNA
d’acqua traccia il confine amministrativo con il Comune di
Limina e, una volta giunto in contrada Sperone, assume la denominazione, appunto, di Torrente Sperone e
riceve da sinistra, in prossimità delle strette e impervie Gole S. Giorgio, in località Ranciara, le acque del
Torrente Antillo che prende il nome dall’omonimo centro abitato.
E’ quest’ultimo, certamente, l’affluente più importante del fiume Agrò sia per portata idrica, che per la
lunghezza del suo corso pari a circa 6 Km. Il Torrente Antillo è formato dalla confluenza di due corsi
d’acqua: il torrente Castagna che nasce dai rami sorgentiferi di Monte Paiano e Pizzo Filipuzzo e il
torrente Ciappa Liscia che sgorga dalle falde di Pizzo Vernà. In contrada “Due Fiumare” il corso d’acqua
assume il nome di Torrente Antillo e solo dopo aver percorso poche centinaia di metri bagna il centro
abitato e viene raggiunto da altri piccoli torrenti: Passo Sciaro, Caminiti, Cozzo, Limbì, Morzulli. Da
località Castellacci fino alla contrada Sperone segna il confine amministrativo con il Comune di
Casalvecchio Siculo prima di congiungersi in località Ranciara con il Torrente Sperone dando vita al
fiume Agrò che da qui lascia il territorio di Antillo per correre, veloce, verso il mare, segnando il confine
tra il Comune di Limina e quello di Casalvecchio Siculo. Prima di giungere alla foce, l’Agrò si arricchisce
ancora delle acque di altri ruscelli provenienti dai territori di Limina, Casalvecchio Siculo e Forza d’Agrò
la cui portata è comunque poco rilevante e certamente inferiore a quella degli affluenti che lo alimentano
nell’area montana della vallata fluviale. In questo tratto
l’Agrò assume l’aspetto di una vera e propria “fiumara”
con un alveo sproporzionatamente largo, ciottoloso ed
ingombro di detriti rocciosi strappati alle montagne a
viva forza dalle piogge violente e fin qui trasportati
durante i periodi di piena. I maestosi ed imponenti alberi
di ontano, pioppo e platano che, nel corso superiore del
fiume, costituiscono l’arredo botanico predominante
lasciano qui il posto alle più modeste piante a portamento
arbustivo costituite prevalentemente da estese formazioni di oleandri e ginestre. L’Agrò conclude la sua corsa
sfociando nel mar Jonio tra i Comuni di Santa Teresa di
Riva e Sant’Alessio Siculo, dopo aver percorso una
IL TORRENTE CIAPPA LISCIA
ventina di chilometri e bagnato i territori di tutti i Comuni
della Valle con la sola eccezione di Roccafiorita.
Nel prossimo numero ci occuperemo ancora del fiume Agrò, concentrando il nostro interesse sulle specie
faunistiche e floristiche che popolano il suo ambiente fluviale, sulle attività economiche intraprese
dall’uomo in prossimità delle sue rive e sulle calamità naturali che ha causato a seguito di piogge torrenziali e catastrofiche alluvioni.
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Il tempo dei ricordi
Incontro storico fra gli alunni e i maestri delle Scuole Elementari
di Antillo e quelli di Fondachelli Fantina.
Maestro Peppino Restifo
L'incontro è avvenuto il 16 maggio 1983 in località Monte Filippuzzo - Acqua del Cacciatore. Ideatore e
organizzatore il maestro Peppino Restifo, nato il 05 ottobre 1922 in Antillo.Egli non dimentica mai l'entusiasmo dei
maestri a noi vicini nell'accettare la proposta e la totale partecipazione degli alunni delle elementari, dei bambini
dell'asilo e dei maestri.
Un ricordo indimenticabile, inoltre, del Sindaco di allora, prof. Carlo Smiroldo, per essere venuto sul monte Filippuzzo e del maestro Ferrara, arrivato lì con la sua giumenta visibile nella foto.
Eventi ricreativi
Giornata dell’anziano 2009
Nell'incantevole scenario del Giardino di Redenzione si
è svolta, lo scorso 21 giugno, la giornata dell'anziano,
organizzata dall'Amministrazione Comunale per far
trascorrere ai nostri concittadini momenti di serenità e
armonia da vivere insieme, interrompendo, una volta
tanto, la normale quotidianità. Per la prima volta è stato
deciso di effettuare la manifestazione in estate, dando
così modo ai numerosi partecipanti di godere delle
bellezze del luogo in una giornata caratterizzata da
condizioni climatiche miti e gradevoli, circostanza che
non era possibile nel periodo natalizio, quando i rigori
dell'inverno sono particolarmente acuti. I nostri anziani,
che hanno potuto intrattenersi piacevolmente nei luoghi
dove il nostro parroco, padre don Egidio Mastroeni, ha
realizzato un'opera di altissima valenza etica e sociale,
hanno particolarmente apprezzato la scelta operata
dall'Amministrazione Comunale, che ha dato loro modo
di trascorrere una giornata diversa, chiacchierando
piacevolmente e degustando l'ottimo pranzo, preparato
con bravura da amministratori, dipendenti comunali e
volontari del servizio civile. Il canonico appuntamento
di fine anno sarà comunque realizzato, organizzandolo
in altro luogo e con modalità diverse.
la redazione
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Primo piano sugli emigrati
L'emigrazione in Germania.
di Giovanni Palella (Vicesindaco)
I
l 20 dicembre 1955 Italia e Germania firmano per mano dell'allora ministro degli esteri italiano, Gaetano
Martino e del ministro tedesco per il lavoro Anton Storch, l'“Accordo per l'ingaggio e il collocamento di
manodopera italiana verso la Repubblica Federale di Germania”. La Germania, dopo la seconda guerra mondiale stava già rimettendosi velocemente in piedi con la grande tenacia che ha sempre contraddistinto questo popolo.
Il “miracolo economico tedesco”, divenuto la locomotiva di tutta l'Europa, per mantenersi e crescere necessitava di
molta forza lavoro. Questa esigenza si sposava bene con quella del sud dell'Italia, allora esuberante di braccia per la
disoccupazione diffusa e la mancanza di attività industriali. Da qui la nascita dell' “Accordo”, il primo di una serie
che la Germania sancirà successivamente con altri stati come Grecia, Spagna e Turchia.
Una fiumara di lavoratori inondò la Germania federale e ne alimentò la galoppante industria. Nella prima fase
l'esodo fu “assistito” poiché pianificato a livello istituzionale e organizzato attraverso i “Centri di emigrazione”.
Nella seconda fase, invece, si dovette assistere alla libera circolazione dei lavoratori, e per cui questi trovarono
lavoro recandosi direttamente all'estero. L'accordo tra Italia e Germania si apriva con la seguente premessa:
“L'italiano che in base all'accordo bilaterale viene in Germania, sa che lui non è un lavoratore dai diritti inferiori. Per
lui valgono gli stessi diritti e le stesse condizioni di lavoro dei lavoratori tedeschi.”. Nasce così il termine
Gastarbeiter (“lavoratori ospiti”) .
Responsabili del reclutamento e del collocamento della manodopera erano da parte tedesca, la Bundesanstalt für
Arbeitsvermittlung und Arbeitslosenversicherung (Ente federale per il lavoro e l'assicurazione contro la disoccupazione), e da parte italiana, il Ministero del lavoro e della previdenza Sociale. La prima nominava la Deutsche Kommission in
Italien, una commissione che operava in Italia grazie alla collaborazione del Ministero del lavoro, il quale assicurava assistenza
attraverso i suoi uffici provinciali. Si procedeva alla assunzioni
dopo che i lavoratori superavano i controlli sanitari ed un esame
professionale, inoltre i lavoratori dovevano presentarsi forniti del
certificato di buona condotta rilasciato dai sindaci dei rispettivi
comuni di provenienza. Erano escluse dal reclutamento le persone
affette da «malattie e imperfezioni che avrebbero potuto limitare o
annullare l'idoneità al mestiere» o che avrebbero potuto «danneggiare la convivenza con altre persone» o, ancora, che avrebbero
potuto «richiedere continue cure mediche». Una volta passate le
selezioni, i candidati potevano firmare il contratto di lavoro con
cui venivano equiparati, per retribuzione e condizioni di lavoro, ai
lavoratori tedeschi con pari qualifica. Il primo contingente di
1.389 lavoratori italiani arrivò nella Repubblica federale tedesca
nell'aprile 1956. La Commissione tedesca iniziò, il 6 febbraio
1956, la sua attività di reclutamento presso il Centro di emigrazione di Milano, che era con i Centri di emigrazione di Genova,
LA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA
Napoli e Messina, preposto alla convocazione, alla selezione e
all'espatrio dei lavoratori e dei loro familiari, diretti all'estero. A fianco all'andamento economico tedesco, le
caratteristiche del flusso migratorio furono determinate anche dalla progressiva entrata in vigore dei regolamenti
sulla libera circolazione dei lavoratori nella Cee. Il trattato di Roma, che sanciva «l'eliminazione fra gli stati membri
degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali», fu firmato nel 1957 ed entrò in vigore
con il regolamento comunitario numero1.612 del 1968. La graduale applicazione dei decreti segnò la progressiva
perdita d'importanza dei Centri di emigrazione. Il primo regolamento del 1961 sancì la libera circolazione per i
lavoratori permanenti; il secondo regolamento del 1964 allargò il diritto di libera circolazione ai lavoratori stagionali ed ai frontalieri; il terzo regolamento del 1968 segnò la fine della priorità tedesca sul mercato della Germania
federale e ai lavoratori tedeschi non fu più riservata la priorità di assunzione rispetto agli Italiani. L'emigrazione
“assistita” venne progressivamente sostituita dall'emigrazione di lavoratori che, utilizzando sempre più spesso i
canali informali offerti da parenti e amici già occupati nella Germania federale, vennero assunti direttamente dai
datori di lavoro tedeschi. Iniziò così per molti lavoratori italiani mezzo secolo di valigie di cartone, piene di tanti
sogni e tanta speranza ma scarse di averi e indumenti, leggere da trasportare per braccia giovani che lasciavano il
proprio paese, pesantissime perché si staccavano dalla propria terra e dalle proprie radici e partivano verso l'ignoto.
Dopo questo primo flusso migratorio, formato quasi esclusivamente da uomini che venivano occupati nelle
17
Primo piano sugli emigrati
miniere, nell'edilizia e nell'industria pesante, nel 1973 inizia la fase dei ricongiungimenti familiari che stabilizzano
la presenza della nostra collettività nei vari paesi, ove si formano insediamenti con gruppi provenienti dallo stesso
paese di origine. Tanti antillesi seguirono lo stesso destino, creando negli anni '60 ed inizio anni '70, in città come
Obernkirchen, Berlino, Hagen, Wolfsburg, Rastatt comunità più o meno numerose di compaesani, che oltre a
rendere meno traumatico il distacco dalle proprie origini, permetteva ad ognuno di trovare un importante aiuto nella
fase iniziale di collocamento lavorativo e di inserimento sociale. La prima sistemazione, spesso avveniva in
strutture abitative simili a casermoni, costruite dal datore di lavoro, proprio per accogliere i lavoratori stranieri, si
viveva in stanze simili a camerate, organizzate con armadietti e lettini assieme ad altri compagni di lavoro, spesso
cucina e bagno erano in comune. In questi ambienti, oltre a sviluppare un forte senso di cameratismo, si viveva con
allegria ed in comunità tutto il tempo libero, tutto ciò faceva sentire protetto ed un pò a casa propria ogni componente della comunità italiana. Nacquero così centri di aggregazione per gli italiani dove si poteva trascorre il tempo
libero, giocando a carte o andando al cinema che veniva proiettato in lingua italiana o ancora frequentando la chiesa
cattolica e non per ultimo ritrovandosi in gruppi sportivi o squadre di calcio composte esclusivamente da italiani.
Esperienze diverse, tante positive e poco traumatiche, altre fatte di grandi disagi iniziali, di paure, di senso di
impotenza derivante soprattutto dalla incapacità di comunicare in una lingua difficile da imparare. Condizioni di
vita che oggi sembrerebbero molto scomode, venivano vissute dai nostri emigrati con grande dignità e con lo spirito
di adattamento tipico di chi era già abituato ad una vita fatta di grandi sacrifici e privazioni. Solo questo malessere,
la grande povertà e la speranza di un futuro migliore, poteva spingere un giovane a lasciare la sua terra, i suoi cari, le
poche certezze del suo mondo; in una mano un biglietto col nome incomprensibile di un paese tedesco da raggiungere, nell'altra una valigia di cartone. Per tanti quello era il primo viaggio in treno, e qualcuno, pronto con la valigia
in mano, restava per ore ed ore con la testa fuori del finestrino, costretto a leggere ad ogni stazione i cartelli per
paura di sbagliare la fermata giusta. Dopo aver raggiunto la propria destinazione e passato il primo periodo di
adattamento, chi restava, lentamente iniziava ad integrarsi, ad apprezzare la nuova vita, fatta di lavoro e sacrificio,
ma nello stesso tempo di ordine, certezze e di soddisfazioni economiche. Un mondo nuovo si apriva davanti al
giovane emigrato, nuove esperienze e tante possibilità di costruirsi una vita migliore. Lentamente con le prime
certezze ed i primi soldi guadagnati, si cominciava a programmare il proprio futuro, chi pensava al matrimonio, chi
alla costruzione di una casa; si iniziano a mandare le prime rimesse ai parenti rimasti al paese. Impossibile per tutti
dimenticare ad ogni partenza gli occhi gonfi di pianto dei propri cari, come è impossibile descrivere l'emozione che
ogni antillese emigrato prova al ritorno in paese, quando arrivato a “Portella”, davanti ai suoi occhi si presenta
“Rocca Castello” con Antillo disteso ai suoi piedi. L'emigrazione in Germania era considerata da tutti, nel momento
della partenza, come un'emigrazione temporanea, che doveva avere una durata limitata nel tempo, solo per guadagnare qualche soldo per poter costruire una casa o comunque un futuro e una vita migliore in Italia. Questa partenza
che doveva essere temporanea, non è stata cosi per tutti, per tanti e diventata una scelta che durerà tutta la vita. La
presenza italiana in Germania ancora oggi si attesta intorno alle 650.000 unità. E' la più consistente comunità tra
quelle provenienti da un paese dell'UE. Più di un quarto dei nostri connazionali vive in Germania da oltre 30 anni e
uno su sette da 15 a 30 anni.
In particolare, dai dati ricavati dall'ufficio emigrazione del nostro Comune ufficialmente risultano emigrati nel
ventennio che va dal 1965 al 1985 n. 150 antillesi; oggi risultano iscritti all'AIRE 102 concittadini.
Più in generale in questi 50 anni per milioni di italiani e loro famiglie la permanenza in Germania è stata una esperienza complessa, sfaccettata, anche molto difficile, e non priva di lacerazioni. Sviluppo e sbandamento... ricerca di
miglioramento di vita, ma anche alti prezzi pagati per raggiungerlo questo miglioramento. Famiglie divise per
sempre da migliaia di chilometri, giovani che tornati al loro paese hanno dovuto ricominciare da zero. Processi di
integrazione difficili, lenti, non ancora compiuti in molti casi. Molti italiani sono rientrati, molti sono rimasti. Una
forbice aperta la nostra emigrazione in quel paese: ci sono connazionali che hanno raggiunto posizioni di rispetto e
di rilievo nella società tedesca, e ci sono connazionali che vivono ancora in condizioni di disagio. In una Germania
in cui oggi la crisi economica si fa sentire, il tasso di disoccupazione fra gli italiani è alto, superiore alla media
tedesca. L'emigrazione italiana è un fenomeno complesso che va studiato tenendo conto di diversi fattori e di molte
variabili. Per capirlo bisogna scavare nei mutamenti delle società (italiana e tedesca), cercare le cause storiche,
politiche, sociali, economiche.
Quattro milioni di italiani sono passati per la Germania nei decenni. Sono passati per un Paese (si parla della parte
occidentale della Germania) che ha messo in moto una macchina che, nella sua storia, ha gestito 20 milioni di arrivi
e 30 milioni di partenze. Una Germania che ha messo in moto una storia grandiosa di rispetto umano, esempio
spesso incompreso di grande democrazia e libertà ma anche di grandi sofferenze. La Germania ha avuto molti
vantaggi dagli immigrati che hanno pagato di persona per lo sviluppo del Paese, a volte con impatti spesso duri con
la società tedesca, ma anche con un ritorno in Italia, altrettanto duro e traumatico. L'emigrazione italiana in
Germania copre l'arco di tre generazioni tra di loro diverse per tipo di vita ed esperienze . La prima generazione
18
Primo piano sugli emigrati
arrivata dall'Italia pur vivendo una situazione difficilissima sul piano sociale e culturale è stata se vogliamo una
generazione "in ascesa" e con un programma di vita, la seconda spesso nata nel paese di accoglienza dei genitori, è
più "svantaggiata", non si trova a suo agio nel paese di origine né in quello ospitante (spesso non votano nei due
paesi), si sente straniera in Germania e purtroppo straniera anche in Italia, nel proprio paese di origine. Questa
generazione vive le conseguenze della crisi economica e spesso la disoccupazione. E' tuttavia anche la generazione
che è cresciuta in Germania, che ha fatto nascere i propri figli in Germania, che vede tagliati i suoi ponti verso
l'Italia, in questo momento difficile deve "reinventarsi" per riuscire a vivere decorosamente. Che dire poi delle
difficoltà che incontrano i bambini italiani in ambito scolastico?. Purtroppo come viene osservato in diversi studi il
processo di integrazione degli italiani in Germania registra ancora situazioni molto critiche, dovute ad alto tasso di
disoccupazione, scarsa preparazione professionale, bassa scolarizzazione ("nei ginnasi e nelle università gli italiani
sono presenti in percentuali basse"). L'ultima generazione, quella dei bambini e dei ragazzi di oggi è ancora
un'incognita.
Oggi l'Italia è tra i paesi più ricchi del mondo e con esso anche il sud-italia, storicamente terra di emigranti è
diventata sempre più terra di immigrati. Stiamo vivendo lo stesso processo di immigrazione che vide protagonista la
Germania, processo che servì a farla diventare nel dopo-guerra la grande nazione che tutti conosciamo. Sarebbe
utile a chi ci governa guardare indietro e vedere come quel popolo seppe, con grande esempio di democrazia, usare
al meglio la risorsa dei “lavoratori ospiti”. In un mondo dove le distanze si riducono e ci si sposta con minor costo e
maggiore facilità, in un mondo che dovrebbe essere sempre più terra per tutti e di tutti, libero da frontiere e da
steccati, tutti dovremmo avere più identità e sentirle uniche nel nostro essere figli del mondo, sentirsi a casa al di
quà e al di là di ogni confine.
Cause storiche e fattori contingenti della grande
emigrazione antillese tra Ottocento e Novecento.
di Nino Palella e Maria Rita Tomasi
Scrivere o delineare una genesi della grande emigrazione antillese è un'impresa assai ardua e storicamente difficile
in quanto scarseggiano le fonti, i documenti e le testimonianze dirette che possano agevolare una ricostruzione
completa e armonica. Spesso anche quando i documenti esistono, essi sono inaccessibili e ciò equivale
all'inesistenza. Bisogna quindi rifarsi alle tradizioni orali e alle voces populi che sono state tramandate da autorevoli
personalità locali.
Al contrario si possono studiare e delineare le grandi cause storiche, i fattori contingenti e le direttrici che hanno
spostato i naturali di Antillo verso nuove mete secondo scansioni temporali ben precise.
Nella seconda metà dell'Ottocento, dopo il raggiungimento dell'Unità d'Italia e la presa di Roma con la breccia di
Porta Pia, le endemiche condizioni di secolare miseria in cui vivevano le popolazioni meridionali venivano
aggravate dalla tassazione del nuovo Regno d'Italia.
Sui Siciliani si abbatteva anche la tremenda scure della leva obbligatoria che portava via dai campi forti braccia
necessarie per l'agricoltura patriarcale. Inoltre a queste cause endogene da sempre fonte di riflessione
sull'arretratezza economica e culturale del profondo Sud, si aggiungono le questioni di politica internazionale, le
scoperte e le innovazioni tecnologiche e le ragioni personali che spingono le popolazioni a emigrare per tentare
fortuna in un Nuovo Mondo.
Dal 1870 al 1914 l'Europa vive un periodo di relativa pace tra le grandi potenze. Dopo la guerra franco-prussiana gli
interessi delle grandi nazioni volgono altrove e specialmente alla politica coloniale in Africa e Asia. Le grandi
compagnie di navigazione, sviluppatesi e potenziatesi con le grandi navi a vapore, investono nella riconversione
delle navi da guerra, rese inutili dal periodo di pace, in grandi transatlantici passeggeri, molto remunerativi grazie al
trasporto degli emigrati da un capo all'altro del mondo. Vengono quindi sguinzagliati ad arte un numero
indeterminato di agenti dell'emigrazione che penetrano fin nel più lontano entroterra per vendere l'American
Dream, il sogno americano di una vita migliore.
Antillo, comune autonomo dal 1846, presenta all'indomani dell'Unità d'Italia una situazione socioeconomica simile
a quella degli altri paesi dell'entroterra ionico. Le terre sono in mano ai pochi notabili locali, mentre la gran parte
della popolazione è costretta al lavoro di bracciante, faticoso e appena sufficiente alle esigenze delle famiglie. Così,
visto che anche qui era stato divulgato ad arte il “sogno americano”, in molti lo tentano, toccando con mano la dura
realtà dell'emigrazione e scoprono che in America non solo le strade non sono d'oro, ma che tocca proprio agli
emigrati costruirle con un lavoro massacrante, che non sempre permette loro di mettere da parte il necessario per il
viaggio di ritorno.
La prima meta dell'emigrazione antillese diventa dunque il continente americano, in particolare gli Stati Uniti, dove
19
Primo piano sugli emigrati
fino al 1850 circa non esistevano procedure ufficiali per l'immigrazione. In questa data l'impennata del numero di
immigrati europei che fuggivano dalle grandi carestie del 1846 e dalle rivoluzioni fallite del 1848 spinse le autorità
ad aprire un centro di immigrazione a Castle Clinton in Battery Park, sulla punta meridionale dell'isola di
Manhattan. Verso il 1880 le privazioni che si soffrivano nell'Europa orientale e meridionale e la forte depressione
economica nell'Italia meridionale spinsero migliaia di persone ad abbandonare il Vecchio Continente. Al contempo
in America stava prendendo il via la rivoluzione industriale, con un crescente processo di urbanizzazione che
richiedeva manodopera per la realizzazione delle grandi opere.
Nel 1892, quando l'America cominciò a imporsi come potenza mondiale, fu aperta Ellis Island. In tutta Europa si
diffusero le voci sulle opportunità offerte dal Nuovo Mondo e migliaia di persone decisero di lasciare la loro patria.
Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i più ricchi passeggeri di prima e seconda classe venivano
ispezionati comodamente nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell'immigrazione. Mentre i passeggeri di
terza classe venivano portati a Ellis Island per l'ispezione, che era per loro più dura. Il traghetto storico di Ellis Island
veniva usato dal Servizio Immigrazione per trasportare gli immigrati che arrivavano e il personale del centro di
immigrazione.
A ogni immigrante occorreva almeno un'intera giornata per passare
l'intero processo di ispezione a Ellis Island. Le scene sull'isola erano
veramente strazianti: la maggior parte delle persone arrivavano affamate,
sporche e senza soldi, non conoscevano l'inglese e si sentivano estremamente in soggezione e psicologicamente prostrati. Durante i controlli
ladri, truffatori e strozzini incombevano sui bagagli e sui pochi averi degli
immigranti. Ellis Island fu attivo dal 1892 al 1924, e in questo periodo
entrarono per la Golden Door circa 500 antillesi che tentarono con vari
Emigranti in attesa di essere ispezionati ad Ellis Island
risultati la fortuna nel nuovo mondo.
Una bellissima storia familiare nelle tormentate vicende dell'emigrazione antillese:
Antonino Ritmo e Domenica Bongiorno.
a cura di Nino Palella e Maria Rita Tomasi
Valentina Ritmo Di Blasi, Antillese residente ad Albany N.Y. da sessanta anni, racconta con le sue parole semplici
ma commoventi la bellissima e toccante storia della sua famiglia, divisa tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America.
I
l 24 maggio del 1907 ad Albany N.Y. da Antonino Bongiorno, Antillese emigrato in
America agli inizi del secolo, e Maria Costa, anch'essa antillese ricongiuntasi con il
marito nel 1906, nasce una bambina a cui viene dato il nome di Domenica. Sei mesi più
tardi ad Antillo, a migliaia di chilometri di distanza, da Paolo Ritmo, più volte andato e
tornato dagli Stati Uniti, e Antonina Rigano nasce un bambino a cui viene dato il nome di
Antonino.
Antonino Ritmo
Domenica cresce ad Albany fino al 1913, quando, a causa della morte della madre, il padre vende
con il figlio Peppino
tutto e ritorna nel paese d'origine. Intanto passano gli anni e ad Antillo Antonino e Domenica vengono a conoscersi,
si innamorano e finalmente nel 1929 si sposano. Fra i due si cimenta una forte unione allietata dalla nascita delle
prime tre figlie: Italia Maria nel 1930, Valentina nel 1936 e Rita Paolina nel 1939. Scoppia la Seconda Guerra
Mondiale e Antonino Ritmo è costretto a partire per il fronte. Sono gli anni duri della fame e della miseria; la
famigliola va avanti fra gli stenti, mentre mamma Domenica spera di tornare in America e prega per la salvezza del
marito. Nel 1942 questi ottiene una breve licenza e fa ritorno temporaneamente a casa appena in tempo per risollevare il morale di tutta la famiglia oppressa anche dalla malattia della moglie. Intanto in mezzo alla distruzione della
guerra un'altra vita vede la luce: all'insaputa del padre il 24 luglio 1943 nasce il piccolo Peppino Antonino.
Finita la guerra, Antonino Ritmo torna ad Antillo e intraprende la professione di venditore ambulante, che gli
permette a stento di sostenere la famiglia. Si pensa così di fare il grande passo: partire per l'America dove trovare un
lavoro e un futuro migliore per i figli. Fra questi, Valentina è quella più vicina ai sogni della mamma e di una vita
senza sofferenze. Fra le lacrime ricorda come «nel 1947 era tornata ad Antillo una compaesana che si chiamava
Francesca Lombardo, zia di mia zia Carmela Ritmo. Io ogni giorno portavo a mia zia l'acqua attinta alla fonte con la
quartara, perché a quei tempi non c'era ancora acqua nelle case di Antillo. Zia Francesca, vedendomi affaticata con
la quartara sulla testa, mi disse che se fossi andata in America, non avrei avuto più bisogno di portare acqua, in
quanto là le case erano già provviste di impianto idrico».
Così per la famigliola antillese comincia la trafila burocratica per la partenza, facilitata dal fatto che Domenica,
20
Primo piano sugli emigrati
essendo nata negli Stati Uniti, era cittadina americana, ma comunque difficile per le
contingenze economiche del tempo.
Finalmente, grazie all'interessamento umano ed economico di alcuni compaesani, il 14
ottobre del 1949 mamma Domenica, Valentina e Rita riescono a partire alla volta del
Nuovo Continente, con l'amarezza di dover lasciare ad Antillo sia la figlia maggiore
Italia, in quanto già sposata, sia il figlio Peppino, trattenuto dalla legislazione italiana con
il papà Antonino.
Nel 1950 le preghiere di Domenica vengono esaudite e tutta la sua famiglia si riunisce ad
Albany a eccezione della figlia maggiore, per la quale si dovrà attendere il 1960.
Nel 1962 con un atto di richiamo Antonino facilita l'arrivo in America anche del fratello
Salvatore con la sua famiglia. «Se avesse potuto - continua Valentina - mio padre avrebbe
portato con sé in America tutto il paese di Antillo».
Nel 1957 Valentina Ritmo si sposa con un altro antillese,
Domenico Di Blasi, e dalla loro unione nascono due figli che li
Domenica Bongiorno con
rendono nonni e bisnonni felici.
il padre Antonino
Nel 1990, dopo più di quaranta anni dalla partenza, Valentina ritorna per un breve soggiorno ad Antillo, dove ritrova parenti e amici dell'infanzia ai quali con il cuore in mano dice:
«non mi posso scordare mai da dove sono venuta; ringrazio Dio per quello che ha fatto per
me e per la mia famiglia».
Grazie al racconto di Valentina Ritmo è stato possibile scrivere un'altra splendida pagina
di storia degli Antillesi in America; ringraziamo lei, la sua famiglia e suo cugino Giuseppe
Domenica Bongiorno con
Ritmo per averci regalato questa preziosa e commovente testimonianza.
le figlie Valentina e Rita
Il ritorno e la ripartenza
di Gino Impellizzeri
Il nostro compaesano Gino Impellizzeri ci ha fatto pervenire questo scritto, al quale sono state apportate delle
riduzioni preventivamente autorizzate dall'autore, accompagnato da una nota nella quale esprime il ringraziamento all'Amministrazione Comunale per il tempo che gli è stato concesso in occasione della serata dell'emigrante del
2008 e si congratula “per la grande organizzazione di quello che d'ora innanzi potremmo chiamare l'Agosto
Antillese”.
S
ebbene per ragioni professionali io venga in Italia anche due volte all'anno con i miei studenti, erano ben otto
anni che non avevo avuto l'opportunità di venire in Antillo nel mese di agosto. Cosi quest'anno dopo qualche
mese che ero rientrato in America, dopo il solito impegno estivo a Siena e Roma, scaricati gli studenti (e
anche la famiglia), ho rifatto la valigia e malgrado le vibranti proteste di mia moglie ho preso per la terza volta
l'aereo per l'Italia.
Quella del docente universitario è una bella professione non solo in Italia, anzi in America c'è da guadagnare anche
di più insegnando d'estate. Ma, si sa il successo “logora" anche chi ha la fortuna di averlo. Pertanto dire che io ero
stressato in agosto sarebbe poco. Ero spremuto come un limone. Così mi son detto che l'unico modo per ritemprarmi
era di ritornare in quel piccolo e sempre caro angolo di mondo antico dove io sono nato e dove la mie radici affondano profondamente, e qualche volta anche dolorosamente, discorso che vale certamente per tutti gli antillesi sparsi
per il mondo.
La coincidenza ha voluto che io sbarcassi a Catania il giorno di Ferragosto, e grazie a mio fratello Armando, sempre
presente e puntuale per i parenti e gli amici, per l'ora di pranzo ero già in Antillo dove mi aspettava la prima lieta
sorpresa. Al ristorante “Il Frantoio" mi sono trovato ad un tavolo di venticinque persone, cioè il clan Di Blasi che
nelle sue celebrazioni include sempre parenti e amici. Anche gli altri tavoli erano pieni di gente che mi ha riconosciuto, ed io malgrado la stanchezza di due notti insonni e del lungo viaggio mi son sentito rinascere. Era la mia terra
che mi dava il suo benvenuto di sempre con i suoi profumi, i suoi sapori, e sopratutto con il calore e l'affetto ineguagliabili della sua gente.
E questo era solo l'inizio. La settimana seguente è stata un susseguirsi di celebrazioni in Piazza Municipio e nella
Via Roma, culminate con la maestosa Festa della Patrona di Antillo. Ogni serata è stata un'occasione non solo di
divertimento ma anche di partecipazione generale, di incontri e di saluti con amici vecchi e nuovi.. Ogni serata è
stata bella ed importante con i concerti, le competizioni per i talenti locali, gran bella vetrina di promettenti giovani
di ogni età. Balli, musica, canzoni, eventi sportivi, teatro, poesia.
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Primo piano sugli emigrati
P
arlando di poesia, so di non essere l'unico poeta di Antillo,
ma voglio ringraziare prima di tutto l'Amministrazione per
aver istituito la Giornata dell'Emigrante, e di aver dato così anche a
noi che viviamo lontano l'opportunità di presentarci al pubblico, e
poi ringrazio anche tutti i concittadini e gli amici che erano
presenti per la lettura delle mie poesie. I fortunati che hanno
acquistato il libro durante l'offerta speciale mi hanno fatto i
complimenti perchè si sono accorti che nella mia raccolta di poesie
ci sono tutti i sentimenti in cui ognuno tanto, o poco, può identificarsi. Inoltre, io da buon insegnante ho un certo rispetto per la
lingua italiana e per la poesia degna di questo nome, cioè la poesia
IL PROF. GINO IMPELLIZZERI IN OCCASIONE DELLA
tradizionale. Per coloro che risiedono in Antillo e volessero
GIORNATA DELL’EMIGRANTE 2008
acquistare il mio libro 'AMORE, NOSTALGIA, RIMPIANTO' lo
troveranno in vendita al prezzo di copertina presso il Panificio Lo Giudice di Staiti.
Ma devo dire che per me la gioia di ritornare in Antillo non è soltanto la partecipazione alla settimana delle feste,
l'abbraccio caloroso ed affettuoso di tutti gli abitanti, e di sapori e gli odori nostrani, ma è anche il rivivere il territorio. Per me che da oltre vent'anni vivo nelle immense praterie del Midwest dove l'orizzonte è piatto ed infinito,
ritrovarmi tra i monti, i colli, le valli, le campagne ed i sentieri della mia infanzia è sempre un ritorno al passato che
mi dà anche un senso di continuità ed una sensazione quasi di immortalità. Per me le mie escursioni solitarie nei tanti
posti del territorio antillese sono la vera gioia dello spirito. Respirare su un poggio la fresca brezza del mattino
mentre lo sguardo gigante si estende fino al maestoso Pizzo Vernà o alla Costa Calabrese che sorge dal Mar Ionio
nella tenue bruma del mattino sono certamente delle emozioni che non si provano in altri posti; (ed io di posti ne ho
visti tanti.). Ascoltare la voce del vento tra i rami degli alberi , il canto vario degli uccelli (sempre più rari, ahimè);
dissetarsi all'acqua fresca e pura di una sorgente dopo un lunga camminata; raccogliere con le proprie mani dagli
alberi ed assaporare i tanti frutti dell'estate sono il culmine delle mie giornate antillesi. Giacomo Leopardi nel suo
INFINITO confessa di fingere le sensazioni che nel nostro territorio si possono invece vivere e rivivere.
Chiedo scusa, amici, per questa mia divagazione poetica, ma prima di congedarmi da voi devo affrontare un'altro
argomento che mi sta a cuore che è quello della continua riduzione demografica della popolazione di Antillo. E qui
devo dire che tutte le mie ripartenze mi stringono sempre il cuore perchè l'angoscia non è dovuta soltanto allo strazio
del distacco che ormai si ripete con intervalli irregolari sin da quando io avevo undici anni, ma anche alla consapevolezza che al mio ritorno tante persone che conoscevo non ci saranno più. Negli anni in cui io manco da Antillo il
piccolo cimitero di contrada Portella si è trasformato in quella che adesso io chiamerei “LA CITTÀ DEI
DEFUNTI”, e non soltanto per le belle cappelle, mausolei e monumenti che adesso onorano i morti antillesi, ma
l'estensione del cimitero adesso occupa un territorio più che doppio di quello che era negli anni Cinquanta. Quanti
antillesi ci hanno lasciati negli ultimi otto anni in cui io non sono venuto in Antillo! Sono molti tra cui tanti giovani
immaturamente scomparsi.
La morte di ogni antillese mi rattrista, ma io sento doveroso rendere omaggio ad alcuni antillesi prematuramente
scomparsi durante la mia assenza. Tre amici che hanno toccato la mia vita sia pure in tempi diversi.
Il primo è Mario Muscolino - Galtieri, nato, credo nel 1935, quindi più vicino in età, e in rapporti di amicizia con mio
fratello Armando che a me, ma per me Mario è stato un ideale fratello maggiore. Lui era un insegnante di professione, e un vero gentiluomo per vocazione. Già da ragazzino io ebbi modo di apprezzare la sua signorilità e la sua bontà
quando esortava i "grandi" della sua età a dare spazio anche a noi ragazzi che ai miei tempi non avevamo nessuna
voce in capitolo. Poi ebbi modo di apprezzare l'intelligenza, la cultura, la classe, la compostezza, la passione e la
sincerità di Mario tanto che si trattasse di un comizio politico, di un commosso elogio funebre, o di una semplice
conversazione di qualsiasi natura. Era una vera gioia ascoltarlo. Io, e non soltanto io, trovai in lui una fonte di
ispirazione per il mio futuro di educatore. Ricordo che durante uno dei miei ritorni in Antillo mi ritrovai insieme a
Mario a fare l'elogio del compianto amico Giuseppe Smiroldo di Morzulli, venuto a mancare improvvisamente
mentre si trovava anche lui in vacanza in Antillo. Dopo il funerale, Mario mi disse: "Gino, lo sai che io ti ho sempre
ammirato per la tua intelligenza e la tua perseveranza, ma non sapevo che anche tu avessi la vocazione di elogiare i
defunti . Sono fiero di te. Purtroppo questa è un'usanza che si sta perdendo".
Caro Mario, tu lo sai che i tempi sono cambiati da un pezzo. Questo non è più il tempo dei gentiluomini e dei poeti.
Oggi imperano il materialismo, 1'egoismo, la superficialità e perchè no, anche l’ignoranza. La morte ha perso da
tempo la sua sacralità. Ma io sono certo che erano in molti ad onorarti il giorno della tua partenza. Però tu non sai
quanto mi dispiaccia di non aver potuto aggiungere di presenza anche la mia modesta voce per onorarti. Come vedi
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Primo piano sugli emigrati
lo faccio adesso e spero che questo mio omaggio postumo ti giunga gradito. Ciao.
La numerosa, e sempre generosa, famiglia Crupi ha perso parecchi componenti negli ultimi anni. Sono venuti a
mancare l'insegnante Ricciotti Crupi, sua sorella Santa Crupi persone affettuose e amabili, degni di grande
rispetto, ma la prematura scomparsa di Giuseppe Crupi (Pippo) è stata per me una sentita perdita personale. Essendo quasi coetanei, io e Pippo siamo cresciuti assieme, ed io ricordo la sua forza d'animo dopo la
tragica scomparsa della sua mamma. Ricordo le partite di calcio e i nostri discorsi sul nostro presente e
futuro. Pippo era un ragazzo intelligente e avrebbe potuto diventare un grande professore o un avvocato di
fama, ma essendo un idealista come tutti i Crupi scelse la difficile strada del sindacalista per ragioni
puramente altruistiche, in quanto mise sempre le sorti dei deboli e dei diseredati al disopra dei suoi interessi personali. E chissà che i trenta e passa anni di lunghe ed aspre battaglie per difendere i diritti dei deboli
non abbiano condizionato il suo cuore che ha ceduto quando Pippo aveva raggiunto l'età di godersi la sua
meritatissima pensione. Durante il nostro ultimo incontro mi diede un suo libro di poesie che è un po' il suo
testamento. Caro Pippo, in molti ti devono tanto. La tua vita è stata un fulgido esempio di altruismo, ma
sinceramente io avrei preferito che anche tu fossi diventato un professore, cosicché ancora adesso io potrei
discutere di Leopardi e di Baudelaire con te, proprio come quando eravamo ragazzi. Spero tanto che tu ti
sia riunito con la tua numerosa famiglia. Salutami tanto i tuoi genitori, tuo fratello Silvio, la tua zia e i tuoi
zii e i tuoi cugini. I Crupi siete veramente persone di generosità e di passioni non comuni. Ciao Pippo.
Ed infine un altro amico scomparso che devo menzionare è Amedeo Muscolino, stroncato all'improvviso
l'anno scorso da un male incurabile e la cui tragica fine è stata seguita dopo brevissimo tempo dalla sua
cara mamma, l'insegnante Carmela Muscolino - Palella, persona di una bontà squisita e di una grande
generosità. Come Mario anche la signora Carmela è stata per me una fonte di ispirazione, di incoraggiamento e di aiuto affinché io completassi i miei studi non importa a qualsiasi età. Amedeo, era un vero
amico per me, malgrado la differenza di età. Intelligente, passionale e affettuoso con tutti; capace di
dialogare a qualsiasi livello con la persona che gli stava davanti. Generoso, disponibile, allegro ed anche
affabilmente ironico, era una gioia averlo per amico.
Caro Amedeo, la morte ti ha rapito così prematuramente e repentinamente. Antillo senza te non è più la
stessa. Come nel caso di Mario e di Pippo, mi dispiace tanto che io non abbia potuto renderti l'estremo
omaggio di presenza, ma tu lo sai che gli amici non ti dimenticano. Spero tanto che tu abbia il conforto e la
compagnia dei tuoi genitori. Salutali entrambi per me. E dà i miei ringraziamenti alla tua mamma per il suo
affetto e i suoi consigli. E a tutti gli altri antillesi venuti a mancare recentemente va il mio commosso
ricordo e il mio saluto. Ricordo, tra l'altro, a tutti, i lettori che io ho onorato da tempo i nostri defunti nella
mia poesia ANTILLO che si trova nel mio libro.
E ritornando al problema demografico di Antillo, va ricordato che oltre ai decessi che sono quasi sempre
superiori alle nascite, il nostro paese si spopola continuamente per via della costante emigrazione che da
tempo è diventata una vera emorragia demografica. Il problema dello spopolamento (che non riguarda
soltanto Antillo) è stato affrontato più volte dai redattori di Antillo Notizie, ma io credo che prima ancora
di parlare della rinascita del nostro paese bisogna parlare della infrastruttura principale che è la strada
provinciale che collega Antillo a Sant'Alessio. Fino a quando il tracciato e la larghezza della strada attuale
(con tutte quelle curve) resteranno gli stessi non ci possono essere grandi possibilità di rinascita. Il nostro
territorio è grande e anche se il terreno non è molto fertile la qualità e i sapori dei nostri prodotti non sono
da meno a nessun altro.
Prima di congedarmi voglio rivolgere un caloroso invito a tutti gli antillesi nel mondo di ritornare almeno
una volta al nostro paese. Ne vale la pena. Mio cugino Giuseppe Impellizzeri partito all'età di 14 anni ci ha
fatto ritorno dopo 50 anni, nel 2004. e adesso ci ritorna ogni due anni, perchè ha ritrovato non soltanto le
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Primo piano sugli emigrati
SICILIA, TERRA DI
PASSIONI,
DI MITI E DI ADDII
Bella Terra mia,
ogni volta che ti lascio
in gola mi si gonfia il pianto.
Che sia con l'uccello
d'argento….
vaga il mio sguardo avido
sui tuoi colli verdi o dorati,
e le tue coste incantate
baciate sempre dall'azzurro
onnipresente mare.
O anche quando con il treno
lento
vedo sparire dietro Scilla
il tuo incantevole stretto fatato
il mio pensiero è sempre a te
rivolto
a lungo dopo che ti ho
lasciata.
Indugiano nella mia anima
I tuoi profumi
i tuoi sapori
unici
come la tua natura.
Pianure, valli e monti
danzan nella mia mente
come fanciulli in festa,
e cullano il ritorno
verso il dorato esilio.
Amata Terra mia,
io so che ancora,
con ansie e gioie nuove
ritornerò da te.
Ma chissà perchè,
piu forte di ogni gioia
ogni volta che ti lascio
è la pena dell'addio.
LA COPERTINA DEL LIBRO
sue radici, ma anche la sua entità.
Ricordo a tutti gli antillesi nel mondo che per acquistare il mio libro di poesie potete mettervi in
La memoria del passato
Pinazzo: scuola elementare
di Natale Smiroldo
La scuola elementare di Pinazzo, su richiesta dei genitori e per merito
dell'Opera nazionale Balilla, venne aperta il 1° ottobre 1930 con 35 alunni
iscritti alla prima classe. L'edificio scolastico, proprietario Salvatore Smiroldo,
era composto di due stanzucce al primo piano: una adibita ad aula scolastica,
l'altra, priva di servizi igienici, a tutti gli usi per l'insegnante. La prima maestra
assegnata a quella scuola fu la signorina Maria Arrò, figlia di piccoli proprietari
di Galati, frazione di Messina. A Pinazzo l'accompagnarono i suoi genitori, che
vista la scuola isolata dalle altre abitazioni campestri, le restarono vicino per
l'intero anno scolastico. “Una maestra allegra e socievole”, dicevano i genitori
degli scolari, “tanto che i nostri figli si sono affezionati, confidano i nostri
I RUDERI DEI LOCALI DELLA SCUOLA DI PINAZZO
segreti e la chiamano pure mamma”.
Nomi degli scolari con la località di provenienza: Calabrò Rosa (Pianoammare), Calabrò Santa (Pianoammare),
Camelia Carmela (Mitto), Camelia Maddalena (Mitto), Lo Conte Giuseppe (Mitto), Lo Conte Domenico (Mitto), Lo
Giudice Alfia (Pinazzo), Lo Giudice Venera (Pinazzo), Lo Giudice Vittoria (Pinazzo), Lo Giudice Vittorio (Qualinoto),
Meesa Giuseppe (Fonderia), Meesa Natala (Fonderia), Palella Maria (Mangiamele), Palella Antonina (Mangiamele),
Palella Carmela (Mangiamele), Palella Natale (Mangiamele), Pinto Emilia (Pinazzo), Occhino Carmela (Nociara),
Occhino Sebastiano (Nociara), Smiroldo Saveria (S. Sebastiano), Smiroldo Giacomo (Caspano), Smiroldo Carmela
(Pinazzo), Smiroldo Sebasiano (Caspano), Smiroldo Carmela (Barbaschi), Smiroldo Martino (Pinazzo), Smiroldo
Sebastiana (Pinazzo), Smiroldo Iolisca (Caspano), Smiroldo Onofrio (Caspano), Smiroldo Giuseppa (Caspano),
Smiroldo Salvatore (Caspano), Smiroldo Giovanna (Caspano), Smiroldo Antonia Drusolina (Caspano), Smiroldo
Giovanni (Caspano), Smiroldo Caterina (Caspano), Stracuzzi Agatino (Serra).
Ci scusiamo di qualche notizia inesatta.
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Pianeta Giovani
Antillo sbarca su Facebook
di Janette Palella
i sa, stare al passo con i cambiamenti della tecnologia e le sue
implicazioni è impresa ardua, soprattutto dal momento che i
prodotti del nostro tempo sono caratterizzati dall'essere
sorpassati già alla loro nascita perché vengono subito soppiantati
da altri all'ultimo grido con caratteristiche altamente competitive
rispetto a quelli precedenti. Nello stesso tempo tutto è facilmente e
difficilmente a portata di un click e il resto è solo affezione verso
un modo di comunicare “ottocentesco” ormai in via di estinzione.
Va da sè che per i sostenitori della cara vecchia filosofia del carta e
penna e della lettura di un buon libro che non sia fruibile su
supporto multimediale, sembra davvero finita o almeno si cerca di
non diffondere troppo la notizia in giro come abili gregari di una
setta segreta, pena l'essere considerato “fuori dal mondo” o, se si
vuole, il vanto di distinguersi come “alternativo”. Ma non tutto
quello che viene dalla tecnologia e dal suo progresso indotto viene
per nuocere, purchè usato con intelligenza, criterio e un briciolo di
dimestichezza o almeno si cerca di trattenersi dal fare una
disamina esasperata in difesa dei bei tempi andati per quanto sia mia indole forse “antica” diffidare da tutto
questo rendere automatico, impersonale e “futuristico” l'attuale modo di approcciarci al mondo e ai rapporti
umani. Ma il cambiamento e le sue mille manifestazioni hanno un prezzo che talvolta vale la pena sostenere.
Non conoscere e parlare la loro lingua, è come aggirarsi straniero in terra natale. Ed ecco come mi sono
imbattuta in “Facebook”, il più grande network sociale al mondo che nasce con il fine di mettere in contatto
persone in tempo reale dai più reconditi angoli del mondo e non solo, riuscendo a valicare ogni barriera fisica e
creando un nuovo modo di comunicare basato sulla condivisione di idee, stati d'animo, informazioni che
circolano all'interno di un gruppo virtuale che si va formando in un continuo e frenetico click di “aggiungi agli
amici”. Poco importa se vi fanno parte veri amici, colleghi, ex compagni di classe, paesani, conoscenti o
emeriti sconosciuti. Tutto fa numero come si suole dire oppure si sceglie la via della selezione così come tutti
noi facciamo nella vita reale con le amicizie. Ma non è questo il punto. La cosa forse più rivoluzionaria di
questo diabolico mezzo per farsi un po' gli affari di tutti, ammettiamolo, è sicuramente quella di aver
trasformato quell' “eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo” come nella vecchia canzone
di Gino Paoli in una condivisione di uno spazio “mentale” dove metaforicamente ci si ritrova per esprimere la
propria personalità e dire la propria, da “come mi sento oggi” a quali sono le mie idee politiche, a quale evento
partecipo piuttosto che a quale gruppo di corbellerie aderisco. Senza dimenticare che è un piacere del tutto
assicurato, ve lo posso garantire, andare alla ricerca di questa o quella persona che mai vi aspettereste di trovare
su Facebook. Provare per credere. In una “filosofia”, l'importante è comunque esserci, condividere, “taggare”,
spulciare le foto altrui, creare link, “commentare” o semplicemente apprezzare il pensiero di un “amico”, le sue
canzoni preferite o quella barzelletta senza la quale è impossibile incominciare o chiudere la giornata con brio.
E Antillo non poteva naturalmente mancare all'appuntamento con il “progresso” o come forse ironicamente
scrive il fondatore di uno dei primi gruppi dedicati al nostro paese, semplicemente anche “Antillo sbarca su
Facebook!!!!”. Che sia un modo per ritrovarsi virtualmente a discutere “all'Acqua Vina” o una meta per i
nostalgici del nostro paese che vivono fuori, è piacevole vedere con gli occhi degli altri Antillo nelle mille foto
“amatoriali” che lo ritraggono, leggere nei commenti la devozione alla nostra Patrona nel gruppo a Lei
dedicato, il tifo per la Polisportiva Antillese e gli scongiuri per i “cucchi” allo stadio comunale durante le
partite della stagione calcistica o l'impegno di chi si è interessato a voler portare la tanto agognata adsl nel
nostro paese. Senza dimenticare ovviamente il Fan club del “prof” e chi si è scherzosamente animato a voler
“cacciare” da Facebook un paesano( a buon intenditore, poche parole!) cercando adesioni nel perseguire la
causa. È un modo divertente, semplice e simpatico di “partecipare” alla vita di Antillo anche se, come prodotto
del nostro tempo, è destinato ad essere
superato con qualcosa di diverso. Non ci resta
LA FESTA DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA
allora che giusto il tempo di qualche click
DEL 1989 SU YOU-TUBE
ancora e di “aggiugere” questo o quell'altro
“amico” o iscriversi a un gruppo, meglio se su HTTP://WWW.YOUTUBE.COM/WATCH?V=VGAUZYQGMAM
Antillo. Se non lo avete già fatto, cosa
OPPURE CERCA: “FESTA PATRONALE ANTILLO”
aspettate?
S
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Avvenimenti Sportivi
PROMOZIONE ADDIO TRA LA NEBBIA DI MALETTO…
di Salvatore Smiroldo e Evaristo Lo Giudice
La stagione calcistica 2008-2009 della Polisportiva Antillese di mister Guglielmo Mastroeni si è
conclusa con una beffarda sconfitta tra la nebbia del campo neutro di Maletto che ha impedito alla
squadra la disputa della finale play-off per il salto in prima categoria.
C
erto che per come si eran messe le cose nella parte iniziale del girone di ritorno, in pochi avrebbero
scommesso sul raggiungimento di tale storico traguardo, ma, fiutato in extremis l'appuntamento
con la storia, con tre splendide vittorie nel rush finale, (due casalinghe contro il S. Domenica
Vittoria e la capolista S. Venerina e una esterna ai danni del Francavilla di Sicilia) si è materializzato un
quarto posto in classifica generale con 35 punti e la matematica certezza dell'accesso ai play-off.
Grande euforia, festeggiamenti, commenti e incoraggiamenti sul popolare social network “facebook”,
morale dello spogliatoio alto, un giusto mix di elementi nell'attesa di conoscere la data del match contro il
Pisano. Ma da lì a poco un funesto destino si sarebbe anzitempo rivelato: la sede prescelta dalla Lega
ricade sul campo neutro di Maletto, ad una mezz'ora di strada da Zafferana (Pisano è una frazione di
Zafferana) e a due ore di curve da Antillo.
Ma la notizia non semina sconforto anche perché grazie all'interessamento dell'Amministrazione
Comunale un pullman con 50 sostenitori è pronto a partire per far avere ai ragazzi la sensazione di giocare
tra mura amiche.
Ma la storia cominciata male finisce peggio, perché
nel freddo pomeriggio di Maletto ad irrigidire ancor di
più la situazione ci ha pensato la terna arbitrale che in
quasi tutte le occasioni ha fischiato contro e poi, come
ciliegina sulla torta, anzi come fragola visto che siamo
a Maletto, annulla un goal per inesistente fuorigioco.
Sconfitta per uno a zero con un sol tiro alla metà del
primo tempo, dopo l'assedio sferrato dai nostri
soprattutto nel secondo tempo: pazienza.
Nonostante tutto bisogna complimentarsi col mister e
con i ragazzi che hanno disputato un campionato
veramente eccezionale.
Da elogiare anche i giovanissimi della Polisportiva
Antillese che hanno disputato un ottimo campionato
piazzandosi al terzo posto in classifica generale.
I GIOVANISSIMI DELLA POLISPORTIVA ANTILLESE CON IL MISTER G. MASTROENI
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Avvenimenti Sportivi
Da segnalare che il 4 giugno grazie alla sinergica
collaborazione tra l'istituto comprensivo di S. Teresa di Riva e i
comuni di Savoca e Antillo, allo stadio comunale “C.
Smiroldo” si è svolta la giornata dello sport, manifestazione
ludico-ricreativa caratterizzata da momenti di svago e
conoscenza delle bellezze monumentali e paesaggistiche del
nostro paese.
I PARTECIPANTI ALLA “GIORNATA DELLO SPORT” ALL’ACQUA VENA
INIZIO IN SALITA E FINALE IN CRESCENDO
E
ra cominciata non bene l'avventura nel campionato UISP
prima serie sezione di Giarre degli ever green dell' A. C.
Antillo Val d'Agrò di mister Egidio Mastroieni. Dopo le
inattese battute di arresto iniziali, acquisita nel corso del girone di
andata una discreta condizione atletica ecco nel girone di ritorno
sferrare alcuni colpi di chirurgica precisione con vittorie di misura
che hanno consentito al team di centrare un posto nei play-off oltre
al prestigioso premio disciplina per l'esemplare comportamento che
il team ha denotato lungo l'arco dell'intero campionato, il tutto
senza perder mai di vista quella che ormai è la filosofia
consolidata della squadra: ritrovarsi tra amici e
concedersi un'ora di sano svago e naturalmente
togliersi qualche piccola grande
soddisfazione. Infatti, proprio nella gara
contro l'Aci S. Antonio, ai calci di
rigori, Egidio e compagni hanno
conquistato la promozione
nell'eccellenza UISP.
Complimenti al team,
continuate così negli anni.
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UNA FORMAZIONE
DELL’ANTILLO
VAL D’AGRÒ
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