RASSEGNA PERIODICA SEMESTRALE - ANNO XII N° 23 - LUGLIO 2009 ORGANO UFFICIALE DEL COMUNE DI ANTILLO do n o m l e n i t a r i nostri emig I D O T S CU À T I S E L L I T N A ’ DELL Poste Italiane s.p.a. - Sped. abb. postale legge 662/96 - Regime libero - Prov. Me - in caso di mancato recapito restituire al mittente www.antillonotizie.too.it Editoriale del Sindaco Antillo e i suoi emigrati: legame indissolubile CASIO IL SINDACO IN OC celebrata la giornata degli emigrati, il 19 agosto, divenuta ormai la data simbolica a loro dedicata e nella quale si ribadiscono i vincoli di inscindibile affetto nei loro confronti. Il fenomeno, doloroso e per tanti aspetti inevitabile, dell'emigrazione ha caratterizzato, con punte più o meno elevate, la nostra comunità come pure tutte le piccole realtà montane e non solo già dal secolo scorso, ma anche e soprattutto in conseguenza dei due dopoguerra del novecento e negli ultimi decenni, come ampiamente trattato nelle pagine di questo numero del giornale, che è dedicato, in particolare, a tutti coloro che hanno dovuto, loro malgrado, lasciare Antillo, mantenendo per sempre, però, la loro precipua identità, ovunque abbiano dovuto e potuto costruire il loro avvenire. Anche oggi le problematiche che determinano la necessità di allontanarsi da Antillo sono presenti e pressanti e cercare di evitare lo spopolamento e l'abbandono restano obiettivi prioritari per tutti e principalmente per chi è preposto ad incarichi istituzionali. Gli strumenti a disposizione dell'Amministrazione Comunale per scongiurare tali evenienze sono decisamente pochi e spesso inadeguati, in quanto ANTE GR NATA DELL’EMI NE DI UNA GIOR Carissimi concittadini, mentre scrivo l'editoriale di questo numero di “Antillo Notizie”, si approssima il periodo estivo e quindi, dopo un anno di lavoro e impegno, per noi tutti sarà possibile godere di qualche settimana di riposo e svago. In particolare, numerosi cittadini emigrati in Italia e all'estero avranno l'opportunità di far ritorno in Antillo, potendo così riabbracciare parenti e amici, con i quali il legame profondo e indissolubile esistente non è stato minimamente scalfito dalla lontananza. Anche per i cittadini residenti è uno straordinario piacere avere modo di rivedere i nostri paesani, costretti a cercare fuori da Antillo l'opportunità di costruire una vita migliore per sé e per i propri familiari. Sotto questo aspetto, bisogna rimarcare come tantissimi antillesi si sono portati avanti con capacità, dignità e coraggio, dando dimostrazione di operosità, onestà ed intelligenza, onorando il nostro paese ovunque siano stati, costituendo così motivo d'orgoglio per la nostra comunità nella sua interezza. L'Amministrazione Comunale è particolarmente fiera di tutti gli emigrati antillesi nel mondo; proprio per questo anche quest'anno rinnoverà il suo tributo di riconoscenza e affetto quando verrà SOMMARIO PAG 2 - EDITORIALE DEL SINDACO PAG PAG 4 - L’ANGOLO DEL DIRETTORE 4 - ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA PAG 10 - È ACCADUTO NEL SEMESTRE PAG 11 - CULTURA, TRADIZIONE, COSTUME PAG 13 - LA FOTO DEL PASATO PAG 14 - IL NOSTRO TERRITORIO PAG 16 - IL TEMPO DEI RICORDI PAG 16 - EVENTI RICREATIVI PAG 17 - PRIMO PIANO SUGLI EMIGRATI PAG 24 - LA MEMORIA DEL PASSATO PAG 25 - PIANETA GIOVANI PAG 26 - AVVENIMENTI SPORTIVI 2 Editoriale del Sindaco Antillo Notizie Organo ufficiale del Comune di Antillo RASSEGNA PERIODICA SEMESTRALE ANNO XII - N° 23 - LUGLIO 2009 Direttore Antonio Di Ciuccio - Sindaco Direttore Responsabile Salvatore Muscolino Redazione Rita Guanadio Emanuela Lo Giudice Mariagrazia Lo Giudice Enza Novelli Janette Palella Giuseppe Sigillo Maria Rita Tomasi Diego Lo Giudice Evaristo Lo Giudice Carmelinda Mastroeni Antonino Palella Andrea Sigillo Salvatore Smiroldo Otelia Zizzo Hanno collaborato a questo numero: Sac. Padre Egidio Mastroeni Gino Impellizzeri Giovanni Palella Giuseppe Restifo Natale Smiroldo Fotografie Archivio Comunale Giuseppe Sigillo Concettina Muscolino Giuseppe Restifo Direzione, redazione ed amministrazione: Sede Municipale di Antillo Piazza S. Maria della Provvidenza - 98030 Antillo (Me) Tel. 0942 723031 - Fax 0942 723271 Registrazione del Tribunale di Messina n° 5/98 del 25 marzo 1998 Internet: www.antillonotizie.too.it e-mail: [email protected] Impaginazione e Stampa: A R G s.n.c. di Costa & Trischitta S. Alessio Siculo (Me) - Tel. 0942 090083 www.argdigitalprinting.com Finito di stampare a Luglio 2009 Copertina: Il monumento dedicato dall’Amministrazione Comunale agli emigrati e un panorama di Antillo Quarta di copertina: Foto di gruppo dei partecipanti alla “Giornata dell’Anziano” svoltasi il 21 giugno 2009 al Giardino di Redenzione. COPIA OMAGGIO DISTRIBUZIONE GRATUITA le piccole comunità come la nostra non dispongono di risorse economiche sufficienti e il tessuto sociale debole nel quale operiamo non consente di ipotizzare investimenti di mezzi e risorse nel nostro territorio tali da costituire una concreta prospettiva di inversione di tendenza. Nonostante questo contesto, che peraltro è condiviso da tutte le popolazioni della Valle d'Agrò e più in generale della Sicilia e del meridione d'Italia, anche se ha connotati più marcati in realtà obiettivamente più svantaggiate per la particolare collocazione geografica come la nostra, occorre però cogliere alcuni aspetti positivi che lasciano ben sperare per il futuro. Infatti, proprio allo scopo di lenire i disagi della popolazione residente e di frenare gli effetti deleteri di un ulteriore esodo dovuto alla necessità di trovare lavoro e opportunità di vita migliori, un grosso obiettivo è stato centrato dall'Amministrazione Comunale con la riapertura della Forestale nel nostro territorio, evento ormai concretizzatosi in queste settimane, visto che diversi operatori del settore, come già preannunciato alla fine dello scorso anno, hanno potuto fare ritorno in Antillo per prestare la propria attività lavorativa; sempre in quest'ultimo periodo, in Antillo sono stati avviati, primo Comune del comprensorio, i lavori del servizio civico, che non risolvono, certamente, il problema della disoccupazione, ma costituiscono un segnale che anche nel nostro paese è possibile realizzare iniziative positive e finalizzate alla pubblica utilità. Sicuramente i problemi legati al futuro dei nostri giovani non si possono risolvere facilmente, ma in una fase politica in cui vi è una situazione di blocco pressoché generalizzato, in quanto non sono stati ancora avviati i progetti in cui impegnare le risorse comunitarie, è comunque importante intraprendere attività che rappresentano una boccata d'ossigeno. Inoltre, continuano ad andare avanti alcuni obiettivi tenacemente intrapresi dall'Amministrazione Comunale, come ad esempio quello relativo alla realizzazione del parco eolico, e al contempo significative iniziative private muovono i primi passi, per esempio nel settore della bachicoltura e dell'agriturismo, con l'Amministrazione Comunale che intende essere sempre pronta e vigile nel sostenere e incoraggiare tali prospettive, nella convinzione che anche per la nostra terra è possibile progettare un avvenire fecondo e spendersi strenuamente per costruirlo concretamente. Infine, ribadisco ancora una volta che negli ultimi due anni di mandato che mi restano continuerò a profondere il massimo impegno nell’attività di stimolo e sensibilizzazione degli organi preposti in riferimento alla irrinunciabile necessità di avviare grandi opere infrastrutturali dirette soprattutto a migliorare i collegamenti con la riviera, nella consapevolezza che ciò potrà rappresentare un autentico volano di sviluppo e progresso per Antillo e per l’intero comprensorio. Il Sindaco Antonio Di Ciuccio 3 l’angolo del Direttore I nostri emigrati nel mondo Custodi dell'antillesità Carissimi lettori, è con grande gioia che dedichiamo la copertina ed ampia parte di questo numero ai nostri emigrati nel mondo. Infatti, la grande rilevanza che da sempre gli antillesi hanno attribuito ai legami con i nostri concittadini che, nel tempo, hanno dovuto lasciare il nostro paese per motivi di lavoro e di famiglia è stata sempre sottolineata nelle pagine del nostro periodico e soprattutto nei comportamenti concreti posti in essere, specialmente negli ultimi anni, dall'Amministrazione Comunale. Invero, dal 2003 è stata istituita, ed è ormai radicato come appuntamento imprescindibile dell'estate antillese, la “giornata dell'emigrante”, momento di festa e di intrattenimento ma anche di riflessione e riscoperta di vincoli indissolubili che uniscono la nostra comunità con i tanti figli di Antillo sparsi per il globo. Inoltre, nel 2007 è stato inaugurato il “monumento all'emigrante” che il Sindaco in prima persona e l'Amministrazione Comunale tutta hanno voluto realizzare proprio per testimoniare i sentimenti di affetto e di vicinanza che risiedono, incrollabili, nella comunità tutta nei confronti degli emigrati. Ad attestare, però, meglio di ogni altra considerazione, la indissolubilità del legame dei nostri emigrati con Antillo è soprattutto l'inestinguibile bisogno di tutti loro di far ritorno in paese quando possibile e di comunicare sempre e comunque con il luogo d'origine. Da questo punto di vista siamo particolarmente lieti del fatto che il nostro periodico riesce ad essere un punto di riferimento fondamentale, poiché dà un'informazione continua e costante sui principali avvenimenti che si svolgono in paese, facendo sentire partecipi e presenti coloro che con il loro bagaglio di esperienza, sacrificio e umiltà e con le loro storie fatte di dedizione, lavoro e progresso hanno portato alto il nome di Antillo nel mondo e sono rimasti sempre e comunque antillesi nel cuore, essendo gli autentici e immortali custodi della nostra identità e delle nostre tradizioni. IL DIRETTORE RESPONSABILE Salvatore Muscolino Attività Amministrativa Dopo mezzo secolo LA GIUNTA SI TINGE DI ROSA Con provvedimento sindacale n. 3 del 3 febbraio 2009 la sig.na Emanuela Lo Giudice è stata nominata Assessore del Comune di Antillo, in sostituzione dell'Assessore Antonio Santoro, che ha egregiamente svolto i suoi compiti istituzionali per circa un anno, e nel rispetto di un accordo previsto già dal 2006. il neo assessore ha avuto le deleghe per i servizi sociali, le politiche giovanili e il turismo. Ad Antillo, dunque, dopo quasi mezzo secolo, una esponente del gentil sesso torna a far parte dell'esecutivo. Era infatti ai tempi dell'Amministrazione di Vittorio Mastrojeni che risale l'ultima presenza di una donna in giunta, con il ruolo, allora previsto, di assessore supplente. A ricoprire l'incarico fu la signora Anna Galtieri, scomparsa nell'agosto del 2006 e ricordata da tutti gli antillesi non solo per la sua esperienza politica, fatto comunque eccezionale per i tempi, ma soprattutto per l'attività commerciale portata avanti per decenni, per il forte impegno nel sociale e per le straordinarie doti umane che la contraddistinguevano. Novità anche in Consiglio Comunale: nella seduta del 28.01.2009, a seguito delle dimissioni dalla carica di vice Presidente del civico consesso di Giuseppe Lo Giudice, che ha continuato a ricoprire i compiti di consigliere anziano, in quanto, dopo il Presidente, è tra tutti coloro che siedono nei banchi del Consiglio colui che ha riportato il maggior numero di voti individuali, è stato eletto vice Presidente del Consiglio Romualdo Santoro, anche in questo caso in ossequio ad accordi risalenti al giugno del 2006. LA REDAZIONE 4 Attività Amministrativa Due domande a Emanuela Lo Giudice E Risposta - È la mia passione più grande, ho dedicato i miei studi alla scienza politica e alla sociologia e mi piace l'amministrazione della cosa pubblica in quanto gestione di servizi e di opere. Devo questa passione a mio padre che mi ha cresciuto sotto le bandiere dei partiti di sinistra e mi ha fatto avere una visione critica di quello che accade intorno, soprattutto mi ha inculcato l'idea che la politica riguarda tutti, anche chi non se ne occupa. Sono cosciente del fatto che la possibilità che ho di occuparmi attivamente dell'Amministrazione di Antillo e di farmi le ossa in politica è semplicemente una opportunità fortunata. Sono stata capogruppo di maggioranza e ora assessore perché nel 2002 mi è stata offerta la possibilità di candidarmi in quanto giovane, donna e attivista politica, tre caratteristiche che davano un po' di novità alle liste dei candidati. Non penso di avere meriti particolari oltre al fatto di fare con il cuore quello che mi piace, ma comunque mi sento premiata per essere stata coerente con la coalizione che mi Domanda - Assessore, quali sono ha scelto la prima volta. Ciò mi le motivazione che l'hanno spinta costò non poche critiche soprattutall'impegno politico? to dagli “amici” del partito. Ma tutto ciò mi è servito in questi otto anni di esperienza a capire come poter valutare le persone in base alla loro coerenza, questo è il motivo fondamentale per il quale nutro una profonda stima verso il Sindaco Antonio Di Ciuccio, anche se non abbiamo la stessa visione di partito, in quanto apprezzo il grande rispetto della parola data e la puntualità nelle scelte e non solo perché mi ha dato la possibilità di fare l'assessore, ma E perché tutto quello che IC D UELA LO GIU UNALE EMAN M CO ha fatto lo ha fatto nella RE O L’ASSESS manuela Lo Giudice è nata a Messina il 17.04.1981. Ha conseguito la maturità nell'anno scolastico 1999/2000 presso il Liceo Classico E. Trimarchi di Santa Teresa di Riva e si è laureata in Analisi dei fenomeni sociali e politici presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Messina. Ha avuto già diverse esperienze lavorative sia nel settore alberghiero come addetta alla reception, sia nell'ambito del volontariato, avendo effettuato per un anno i compiti relativi al servizio civile nazionale. Nonostante la giovane età, da diverso tempo è impegnata nella politica del nostro paese, essendo stata esponente della sinistra giovanile ed avendo ricoperto l'incarico di consigliere comunale già dal 2002, quando svolse il ruolo di capogruppo di maggioranza, dimostrando equilibrio e maturità nonostante fosse alla prima esperienza politica. Dal 3 febbraio 2009 è Assessore del nostro Comune. 5 maniera più onesta. Fortunatamente sono in una splendida squadra: fra Giunta, Presidente del Consiglio e gruppo di maggioranza in questi sei mesi non mi è mai mancata la collaborazione da parte di nessuno. Essere assessore è un orgoglio per me, spero sia così per i prossimi 2 anni. Domanda - Quali programmi intende portare avanti durante l'espletamento del suo mandato? Risposta - Mi ritengo parecchio fortunata nell'aver avuto assegnate delle deleghe a me congeniali: politiche giovanili, servizi sociali e turismo. Sono cosciente delle possibilità ristretta che un piccolo comune ha. I grandi progetti si fanno con molti soldi e quindi né io né la mia amministrazione pretendiamo di rivoluzionare Antillo. Ma le esigenze della nostra comunità sono evidenti, per esempio occuparci degli anziani, e confido, con l'aiuto del Sindaco, di far decollare il progetto di servizio civile, che è utile non solo per le ragazze (parlo per esperienza vissuta) ma anche come aiuto per chi si trova solo a casa o impossibilitato in piccoli lavori. Diventa indispensabile creare qualche momento di svago per i ragazzi e spero di poter far si che questa estate ci sia una gita per i giovani di Antillo e che, come ogni anno, Guglielmo Mastroeni dia del suo meglio per l'estate antillese. Vorrei essere più utile come assessore di Antillo nel distretto socio-sanitario, ma anche in questo caso i fondi sono pochi e a mio avviso da gestire più oculatamente. Altro impegno gravoso sarà l'organizzazione delle sagre e della festa della nostra Patrona. So di potermi avvalere di un ottimo ufficio servizi sociali e quindi di poter svolgere appieno il mio lavoro. La Redazione Attività Amministrativa Relazione annuale del Sindaco: centrati fondamentali obiettivi del programma SERVIZI ? In considerazione della grande attenzione che l'Amministrazione Comunale ha da sempre riservato alla scuola e soprattutto ai bambini e ai ragazzi che frequentano le attività didattiche, quest'anno si è proceduto all'affidamento, alla fornitura e alla installazione della caldaia per la scuola media statale “Carlo Smiroldo”, per un importo di € 20.000,00, risolvendo così il gravoso problema delle rigide condizioni climatiche del nostro inverno. ? Nonostante durante l'anno scolastico non sia stata disponibile la mensa per l'effettuazione dei lavori della palestra annessa alla scuola media statale “Carlo Smiroldo”, l'Amministrazione Comunale ha comunque garantito, agli alunni dell'asilo e delle scuole elementare e media, il servizio di mensa nelle giornate di rientro, fornendo panini imbottiti e frutta. ? E' stato sovvenzionato il trasporto nei Comuni della riviera per gli alunni della scuola media superiore. ? Si è garantito il trasporto alunni dell'asilo e delle scuole elementari e medie. ? E' in fase di avvio un progetto di mobilità sociale, attivato con il distretto socio-sanitario di Taormina, che prevede l'effettuazione di servizi di supporto ad anziani e disabili che necessitano di recarsi fuori Comune per motivi di salute. In tale progetto il nostro Comune avrà le funzioni di capofila, con la responsabilità del coordinamento delle attività da svolgere. ? Allo scopo di assicurare una corretta e attenta attività di manutenzione del territorio, sono stati impegnati € 10.000,00 per la sistemazione e il miglioramento di strade interne ed esterne, piazze ed immobili comunali. ? Anche quest'anno, in ottemperanza ad un preciso impegno contenuto nel programma amministrativo, è stata dedicata una speciale attenzione alla scerbatura delle scarpate e alla pulizia delle piste agricole, alcune delle quali erano divenute ormai intransitabili anche a causa delle conseguenze dovute alle avversità atmosferiche. Dopo tre anni di intensa attività amministrativa, il bilancio della Giunta Municipale è sicuramente positivo, grazie in particolare al raggiungimento di precisi obiettivi programmatici posti alla base del programma elettorale presentato ai cittadini nel giugno del 2006. Infatti, è stata inaugurata la Campana dedicata ai dispersi di tutte le guerre, opera di altissima valenza etica e morale, che apre straordinarie prospettive di sviluppo per l'intero comprensorio, sia dal punto di vista culturale e sociale, che come opportunità di dare un impulso decisivo al turismo e all'economia dell'intera vallata. Riuscire a collocare, finalmente, la grande Campana della Pace ha rappresentato il raggiungimento di un obiettivo fondamentale, in quanto per quasi quindici anni l'opera era rimasta malinconicamente parcheggiata nel cortile antistante l'ex scuola elementare. Un'altra priorità fondamentale che l'Amministrazione si prefiggeva di raggiungere era il ritorno della Forestale nel nostro territorio, e proprio in questo ultimo anno tale straordinario obiettivo è stato raggiunto, con la stipula della convenzione che prevede l'affidamento all'Azienda Forestale di aree di proprietà del Comune e con l'avviamento già avvenuto proprio nelle settimane scorse, dei primi lavoratori del settore nel nuovo bacino del nostro territorio. Questi significativi risultati sono stati raggiunti nonostante il contesto esterno continui ad essere sfavorevole e la situazione di blocco sostanziale di progetti e finanziamenti perduri tuttora. Infatti, anche in quest'ultimo anno si è protratta la paralisi totale dell'Amministrazione Regionale, nonostante il rinnovo degli organi elettivi avvenuto nel 2008, e conseguentemente non sono stati ancora attivati i bandi della comunità europea, previsti per il periodo 20072013, determinando, sostanzialmente, una stasi che soltanto nei prossimi mesi dovrebbe finalmente concludersi. I ritardi accumulati nell'emanazione dei bandi con l'impiego degli attesi finanziamenti comunitari difficilmente saranno recuperabili, visto la ristrettezza dei tempi a disposizione, ma sicuramente già dalle prossime settimane potrebbero finalmente esserci novità al riguardo e l'Amministrazione Comunale sarà attenta e vigile a recepire tutte le possibilità che si presenteranno. Dopo questa doverosa premessa, si indicano alcune delle finalità attualmente in predicato di essere realizzate e raggiunte nell'anno appena trascorso. LAVORI PUBBLICI LAVORI EFFETTUATI O IN CORSO DI SVOLGIMENTO ? In considerazione della particolare attenzione riservata da sempre dall'Amministrazione Comunale al nostro cimitero, sono stati effettuati lavori di riqualificazione della zona a monte con la realizzazione di un muro di sostegno allo scopo di consolidare aree particolarmente fatiscenti, che costituivano grave pericolo per l'incolumità pubblica, per un importo di € 17.000,00; si è provveduto alla riparazione della casa mortuaria e della casa del custode prevedendo anche la realizzazione di servizi per un importo di € 33.000,00; è stato realizzato un nuovo banco celle per un importo di € 25.000,00. ? E' stata completata la realizzazione della palestra della scuola media statale di Antillo. ? Sono in fase di completamento i lavori di adeguamento e messa in sicurezza della scuola musicale di Antillo. Il progetto, ottenuto dall'Amministrazione Comunale che ha sempre avuto una particolare attenzione per la tradizione e i valori rappresentati dalla nostra banda, prevede la sostituzione degli intonaci delle pareti e della pavimentazione, la realizzazione di servizi igienici accessibili ai diversamente LA SCUOLA MUSICALE IN FASE DI RISTRUTTURAZIONE 6 Attività Amministrativa abili, il rifacimento del tetto con installazione di un impianto fotovoltaico, l'installazione di un nuovo impianto elettrico a norma di legge e il montaggio di un sistema di videoproiezione da utilizzare per la proiezione di materiale audiovisivo necessario all'espletamento dei corsi musicali. Finalmente sarà possibile consegnare ai ragazzi che frequentano la scuola una struttura moderna, sicura ed accogliente, nella quale svolgere le attività di alta valenza etica e sociale di cui è portatore il corpo musicale “Vincenzo Bellini”. ? Sono stati completati i lavori per la messa in sicurezza della scuola elementare di Via Roma per un importo di € 176.000,00, che consentiranno di poter fruire della struttura per destinazioni di carattere culturale che verranno determinate successivamente. ? E' in fase di completamento la realizzazione di una piscina comunale scoperta in contrada Ferraro, proprio accanto alla palestra comunale. L'intento di costituire un vero e proprio polo sportivo in Antillo si arricchisce così di un'opera particolarmente attesa da numerosi giovani, che potranno avere l'opportunità, nei mesi estivi, di fruire di qualche ora di comodo relax senza bisogno di recarsi nei comuni rivieraschi. ? E' stata effettuata la sistemazione della strada rotabile ponte Cicala – Giardino di Redenzione in contrada Moro, che necessitava di urgenti lavori di riparazione, per un importo di € 16.330,00. Successivamente è prevista la bitumatura della stessa tratta per un importo di € 18.730,00. ? Nell'ambito del PIT 13 sono state realizzate aree attrezzate nella frazione Ferraro, sono stati effettuati interventi di riqualificazione nella pineta Canigliari e sistemati percorsi naturalistici con la messa in posa di gazebo. opera di condotte interrate e di pozzetti di raccolta delle acque piovane. ? E' stato ottenuto il finanziamento per la sistemazione della strada comunale in contrada Sperone che prevede la manutenzione e il miglioramento dell'arteria di collegamento fra Antillo e Limina, con il rifacimento del manto stradale dissestato per un importo di € 50.000,00, di cui una parte a carico del bilancio comunale. ? E' stato ottenuto un intervento per l'importo di € 175.000,00 da parte dell'Assessorato ai lavori pubblici della Regione Siciliana per lavori, eseguiti per il tramite del genio civile, di ricostruzione delle opere idrauliche danneggiate in contrada “Due Fiumare” del torrente Antillo a seguito dell'alluvione dell'11, 12 e 13 gennaio 2009. FINANZIAMENTI RICHIESTI ? Adeguamento alle vigenti norme di igiene e sicurezza e abbattimento barriere per l'edificio della scuola media statale “Dott. Carlo Smiroldo” (€ 217.168,69). ? Progettazione di un centro sportivo polifunzionale e completamento campo sportivo in località Ferraro per un importo di € 1.299.610,99. ? Consolidamento a valle del centro urbano in località Giorgina Piano Calcare (€ 1.500.000,00). ? Manutenzione straordinaria caserma dei carabinieri con lavori di copertura, adeguamento, ristrutturazione infissi e ammodernamento (€ 220.000,00). ? E' stato ottenuto dall'Amministrazione Comunale l'inserimento nel piano triennale delle OO.PP. della Provincia Regionale della strada Santa Teresa di RivaAntillo-Fondachelli. OCCUPAZIONE ? Uno straordinario successo ottenuto dall'Amministrazione Comunale di Antillo, soprattutto per i risvolti sul piano occupazionale, è il ritorno dell'Azienda Forestale nel nostro territorio. Infatti, dopo il completamento dell'iter di acquisizione delle aree e una nuova delibera di approvazione della convenzione per la cessione in gestione alla Forestale dei terreni a monte del centro urbano da parte del Consiglio Comunale, è stato siglato, tra il Comune e l'Azienda, il verbale di consegna dei succitati terreni, che ufficializza quanto sancito dalla predetta convenzione, stipulata lo scorso 7 ottobre tra gli stessi soggetti: l'affidamento in gestione alla Forestale di aree di proprietà del Comune. Si tratta di località a monte del centro abitato, specificatamente nelle contrade Castello, Catalano e Limbì, per complessive Ha 46,91,59, territori che erano stati interessati da interventi di sistemazione idraulico-forestale negli anni 2003-2004. In sostanza, questo significa che nel nostro centro, a poco più di dieci anni dalla chiusura del bacino della forestale che per tanto tempo aveva rappresentato una concreta valvola di sfogo al problema occupazionale, torna ad esservi una reale opportunità di lavoro per i tanti che operano nel settore e che dalla seconda metà degli anni '90 sono stati costretti a recarsi in altro territorio della nostra provincia, con grave disagio anche economico oltre al dispendìo di tempo e risorse. Proprio in queste ultime settimane sono state avviate 5 unità lavorative che prestano servizio nel nuovo bacino di Antillo. ? Il Comune ha avviato i lavori di servizio civico, che prevedono la concessione di un assegno economico dietro LA COSTRUENDA PISCINA COMUNALE LAVORI FINANZIATI E/O APPALTATI ? E' stata già espletata la gara relativa ai lavori di realizza- zione della mensa scolastica annessa alla scuola media statale di Antillo, per i quali l'Amministrazione Comunale ha destinato oltre 75.000,00 euro. Proprio in questi giorni inizieranno i lavori che interessano il grande locale da destinare a mensa scolastica e che consisteranno nella realizzazione della cucina per la preparazione dei pasti, della dispensa, dei bagni e degli spogliatoi ad uso esclusivo del personale di servizio. Anche all'esterno dell'area verranno effettuati lavori di pavimentazione e di messa in 7 Attività Amministrativa MANIFESTAZIONI CULTURALI E RICREATIVE lo svolgimento di attività di pubblica utilità. L'iniziativa innovativa dell'Amministrazione Comunale si pone l'obiettivo di disincentivare ogni forma di mero assistenzialismo garantendo alle fasce più svantaggiate della popolazione un beneficio economico, seppur limitato nel tempo, dietro lo svolgimento di servizi di pubblica utilità come ad esempio la manutenzione di strutture comunali, l'assistenza a disabili, anziani e minori, l'assistenza scolastica, la pulizia di strade comunali e il decespugliamento di aree pubbliche. Possono ottenere la concessione dell'assegno economico per servizio civico le donne e gli uomini, abili al lavoro, che abbiano rispettivamente un'età compresa tra i 18 e i 60 anni e tra i 18 e i 65 anni, e che siano in possesso dei seguenti requisiti: essere disoccupati, avere un indicatore ISEE non superiore a € 10.632,94, essere residenti ad Antillo da almeno un anno. Certamente, non si tratta di un intervento che crea occupazione ma si garantisce alle fasce più svantaggiate della popolazione un beneficio economico, scongiurando ogni forma di mero assistenzialismo e garantendo al contempo servizi aggiuntivi di pubblica utilità all'intera collettività. ? E' attualmente in corso di svolgimento ad Antillo un progetto di Servizio Civile Nazionale, ideato e promosso dall'Amministrazione Comunale, denominato “Volontari e disabili ad Antillo 3”, che coinvolge 4 giovani volontari che sono stati selezionati dopo aver partecipato al bando di concorso appositamente previsto per l'accesso a questo servizio. In concreto, è possibile per i cittadini disabili avere assicurato un servizio di assistenza più continuo e soprattutto per un periodo di tempo molto più lungo mirato allo svolgimento di quei servizi che sono diretti, per quanto possibile, a soddisfare le esigenze derivanti da necessità primarie e quotidiane. I cittadini disabili o, per conto loro, i tutori che intendono usufruire di questo importante servizio, possono rivolgersi all'Ufficio Servizi Sociali del Comune, per presentare l'istanza corredata da apposita certificazione comprovante lo stato di disabilità. Proprio in questi ultimi giorni, l'Amministrazione Comunale ha avuto approvato un nuovo progetto di servizio civile nazionale, che prevede l'utilizzo di 8 unità ed è destinato all'assistenza ai minori. L'Amministrazione Comunale è particolarmente soddisfatta per la realizzazione di tali progetti di servizio civile nazionale, in quanto si raggiunge al contempo il duplice obiettivo di garantire per un anno servizi di assistenza a favore di fasce deboli della popolazione e si consente a giovani antillesi di essere impiegati per lo stesso periodo in un'attività lavorativa di indubbie finalità etiche e sociali e per la quale è prevista una spettanza mensile di € 433,00. ? Sono state effettuate numerose e ricche manifestazioni nel periodo estivo e natalizio, comprendendo il programma allestito spettacoli musicali, commedie e intrattenimento di vario tipo. ? Sono stati garantiti i tradizionali appuntamenti con la “Supertombolata” e la “Befana”. Da quest'anno la “Giornata dell'anziano” si svolge nel periodo estivo, per dare modo ai numerosi cittadini partecipanti di poter fruire del clima particolarmente favorevole della stagione al Giardino di Redenzione dove ha svolgimento l'evento. SAGRE ? Nonostante il tempo inclemente che ha caratterizzato lo svolgimento delle sagre autunnali, le manifestazioni hanno continuato a registrare uno straordinario successo di pubblico e numerosi consensi. Da quando il modello organizzativo delle sagre è stato completamento trasformato (2003) gli eventi si sono perfezionati sempre di più sotto l'aspetto organizzativo, consolidandosi anche fuori dall'ambito provinciale non soltanto per la presenza di migliaia di visitatori ma anche perché in pochi anni si è riusciti a far annoverare le nostre sagre tra gli appuntamenti gastronomici più importanti e noti in ambito provinciale e regionale, costituendo una formidabile occasione di crescita per l'immagine del nostro paese e contribuendo alla riscoperta delle tradizioni e delle bellezze naturalistiche custodite nel nostro territorio. GRANDI OPERE INFRASTRUTTURALI ? E' continuata, senza sosta, la pressante azione di sensibilizzazione nei confronti degli organi preposti per la realizzazione di un percorso stradale alternativo lungo il torrente Agrò, allo scopo di collegare Antillo alla riviera jonica. L'ultimo anno è stato particolarmente difficile, in quanto come detto, gli attesi finanziamenti derivanti dai bandi CEE sono tuttora bloccati ed è molto arduo ipotizzare significativi interventi di carattere economico che riguardino il nostro territorio. In più, a peggiorare drasticamente la situazione è stata la devastante alluvione dello scorso mese di gennaio, che ha provocato gravissimi danni in tutto il nostro territorio, per il ripristino dei quali sarebbero necessari massicci investimenti di cui, purtroppo, non vi è alcuna previsione. Nondimeno, l'attività di vigilanza da parte dell'Amministrazione Comunale continuerà con il massimo scrupolo e l'impegno negli organismi comprensoriali per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali perdurerà instancabilmente, per non disperdere le opportunità che dovessero eventualmente presentarsi. Da sottolineare che, grazie all'interessamento continuo dell'Amministrazione Comunale, la provincia regionale di Messina ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche la strada S. Teresa di Riva-Antillo-Fondachelli. In conclusione, questo terzo anno di mandato amministrativo, che ha registrato alcuni avvicendamenti già previsti dal giugno 2006 nella compagine che guida il paese, ha consentito il raggiungimento di importanti obiettivi programmatici, che però da soli non bastano ad assicurare lo sviluppo e il progresso necessari per il futuro della nostra comunità. Occorre continuare a lavorare alacremente affinché si dia continuità al fondamentale successo ottenuto con il ritorno dell'Azienda Forestale in Antillo, acquisendo nel patrimonio del Comune altri terreni da parte dei privati LE RAGAZZE DEL SERVIZIO CIVILE: E. GALLETTA, M. MANOTI, T. SMIROLDO E F. MASTROENI 8 Attività Amministrativa che hanno già manifestato la loro disponibilità alla vendita e continuando l'azione di sensibilizzazione nei confronti degli organismi dirigenti dell'Azienda Forestale, affinché predisponga piani operativi e preveda risorse ed investimenti che consentano di incrementare le unità lavorative da impegnare nel nostro territorio. Per l'occupazione giovanile, l'impegno dell'Amministrazione continuerà ad essere forte e pressante, sia attivando tutte le possibilità esistenti, sia supportando le iniziative private nel settore imprenditoriale e agrituristico, come è stato fatto in occasione della concessione al Consorzio Val d'Agrò in comodato d'uso del Centro Sociale Polifunzionale Giuseppe Manzi, per la ricerca e la sperimentazione nel campo della gelsibachicoltura. Pur nelle difficoltà dovute alle ristrettezze delle possibilità normative e delle risorse economiche, è infatti intenzione dello scrivente continuare a esperire ogni tentativo per scongiurare le refluenze dovute alla congiuntura economica e sociale particolarmente sfavorevole che investe l'intera realtà nazionale. IL SINDACO Antillo punta sulla gelsibachicoltura P arte da Antillo un'importante svolta per la ricerca e la sperimentazione nel campo della gelsibachicoltura: l'amministrazione comunale del piccolo centro collinare, infatti, credendo nella scommessa di investire nel futuro di questo settore ha dato la disponibilità di uno stabile da adibire esclusivamente alla predetta attività al Consorzio Val d'Agrò, costituito appositamente con la finalità di effettuare studi di sviluppo nel campo dell'agricoltura e dei bachi da seta in particolare. Nel mese di gennaio è stato formalizzato l'accordo tra il Sindaco di Antillo Antonio Di Ciuccio e il Presidente del Consorzio Valle d'Agrò, Antonino Saglimbeni, che prevede la concessione in comodato d'uso gratuito al Consorzio del Centro Sociale Polifunzionale Giuseppe Manzi. Anche il Consiglio Comunale si è pronunciato , votando all'unanimità la proposta del Sindaco di concedere in comodato d'uso lo stabile. Da anni il Consorzio Valle d'Agrò è impegnato nello sforzo di avviare concretamente l'attività di coltivazione dei bachi e la ricerca sulle malattie in agricoltura e nel campo animale, con inclu- sione della previsione di sperimentazioni nel campo della gelsibachicoltura. L'assenza di una sede idonea aveva però finora rappresentato un ostacolo insormontabile alla partenza di qualsivoglia concreto progetto nel settore. La disponibilità del Sindaco di Antillo, che ha valutato positivamente quella che considera una concreta prospettiva di crescita e sviluppo per IL CENTRO SOCIALE POLIFUNZIONALE l'economia del nostro territorio, ha consentito di individuare un plesso di nuova costruzione e sicuramente idoneo alle finalità cui verrà destinato. Tra i promotori dell'iniziativa, figura il Conte Giuseppe Tindaro Toscano della Zecca, che si è prodigato per la buona riuscita del progetto. Toscano ha espresso la sua profonda soddisfazione per quella che ritiene una concreta 9 prospettiva di crescita per tutta la Valle d'Agrò, e l'apprezzamento per la disponibilità e l'apertura dimostrata dal Sindaco di Antillo. A fianco e a sostegno del Conte ci sono i componenti del club Unesco di Catania di cui è membro. Adesso che è stata garantita una sede stabile e funzionale dove svolgere l'attività, è compito dei membri del Consorzio Valle d'Agrò essere operativi al massimo per potere, nel più breve tempo possibile, cominciare a concretizzare i progetti allo studio da tempo. A coadiuvare il presidente Antonino Saglimbeni ci sarà un qualificato staff nel quale sono presenti importanti professionisti del settore, da Graziella Bongiorno, biologa e vicepresidente del Consorzio, a Claudio Bongiorno imprenditore agricolo e membro del consiglio direttivo, a Giampaolo Briguglio veterinario e socio, all'agronomo Michele Sturiale, al responsabile allevamento bachi Santi Crupi, alla professoressa Emilia Palella, incaricata per la divulgazione didattica. LA REDAZIONE È accaduto nel semestre Disastrosa alluvione nel nostro territorio L circostanti al centro abitato, sono state danneggiate e con la carreggiata, in più punti, invasa da crolli di costoni di argilla. Gravi danni si sono registrati per l'agricoltura, con i raccolti seriamente compromessi, e per le numerose attività produttive (aziende agricole, allevamenti di bestiame, piccoli caseifici): numerosi fondi agricoli infatti sono stati allagati durante le esondazioni dei vari torrenti e ruscelli che solcano il territorio comunale. Gravemente danneggiata è risultata anche la rete di adduzione idrica che approvvigiona i serbatoi comunali, per cui tutte le abitazioni del centro abitato, frazioni comprese, sono rimaste prive di acqua potabile. L'impetuosa furia distruttrice del torrente Antillo, durante la piena, ha, inoltre, causato il crollo di una passerella sommersa di collegamento tra la frazione Canigliari e la Frazione Ballo e, sempre nella stessa zona, il cedimento di un ampio costone argilloso adiacente al greto del corso d'acqua. L'Amministrazione Comunale si è immediatamente attivata per lenire i disagi alla popolazione ed è intervenuta per rendere nuovamente transitabili le arterie comunali e per porre in sicurezza gli estesi territori interessati da frane e smottamenti. Il Sindaco ha prontamente interessato gli enti sovracomunali preposti e ha formalmente avanzato richiesta, al Presidente della Regione Siciliana, per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Si è ancora in attesa che vengano adottati i necessari interventi straordinari da parte degli organi competenti, ad eccezione del finanziamento ottenuto dall'Assessorato ai lavori pubblici, con effettuazione dei lavori per il tramite del genio civile, per interventi di ricostruzione delle opere idrauliche danneggiate in contrada “Due Fiumare” del torrente Antillo per un importo di € 175.000,00. LA REDAZIONE ’11, il 12 e il 13 gennaio 2009 una disastrosa alluvione si è abbattuta sul nostro territorio, causando rovina e distruzione per le eccezionali piogge torrenziali e le forti raffiche di vento. La quantificazione della valutazione dei danni arrecati dal maltempo ammonta a diversi milioni di euro ed il ripristino completo della situazione preesistente è praticamente impossibile. DESOLANTE SCENARIO DELLA STRADA ANTILLO-FONDACHELLI IN LOCALITÀ GIRATTIMI I nubifragi abbattutisi su Antillo hanno reso impossibili sia i collegamenti viari intercomunali, sia le comunicazioni tra le diverse zone del territorio comunale. Infatti, è rimasta chiusa per qualche settimana la strada provinciale Antillo-Fondachelli Fantina, interessata da numerose frane e smottamenti. In un tratto di questa arteria addirittura il torrente Antillo è esondato ed ha letteralmente divelto il manto stradale. Intransitabile è risultata anche la strada comunale che da Antillo conduce alla frazione Pinazzo la quale, quindi, è rimasta isolata per alcuni giorni con gravi disagi per le famiglie residenti. Ma in generale, quasi tutte le arterie viarie comunali, soprattutto quelle che conducono nei fondi agricoli patrimonio ideale e morale proveniente dall'attività pubblica svolta da Natalino Bongiorno, che si impegnò instancabilmente per la crescita politica e sociale di Antillo e dell'intero comprensorio. All'incontro, svoltosi in una giornata nella quale Antillo era imbiancato dalla neve, al quale hanno partecipato i congiunti di Natalino Bongiorno, sono intervenuti anche l'on. Filippo Panarello, deputato del PD all'ARS, l'arch. Albino Muscolino, capogruppo di minoranza ad Antillo, l'imprenditore Salvatore Puglisi, l'avv. Claudio Bongiorno e il Presidente del Consiglio Comunale di Antillo avv. Salvatore Muscolino. Un lustro senza Natalino A cinque dalla improvvisa e prematura scomparsa, è stato ricordato nell'aula consiliare di Antillo l'ex Sindaco Natalino Bongiorno, deceduto il 15 febbraio 2004. l'Amministrazione Comunale, presieduta dal Sindaco Antonio Di Ciuccio, non ha voluto far passare inosservato l'importante anniversario, tributando così un omaggio a colui che fu non soltanto primo cittadino per ben 19 anni, ma anche consigliere comunale di minoranza, Presidente del Consiglio Comunale e dirigente provinciale del PCI prima e del PDS/DS successivamente. Il Sindaco, ricordando che già nel 2005 l'Amministrazione Comunale ha intitolato l'aula consiliare al suo illustre concittadino, ha evidenziato l'intento di non disperdere il LA REDAZIONE 10 Cultura, tradizione, costume LA CHIESA DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA Sostegno della Comunità parrocchiale di Antillo. Notizie amministrative di interventi, di manutenzione ordinaria, di restauro dal gennaio 2008 ad aprile 2009, riferite dal Parroco, sacerdote Egidio Mastroeni e resoconto delle entrate e delle spese. RIFACIMENTO DELL'AREA DEL SAGRATO DELLA CHIESA MADRE Da parecchi decenni l'area del sagrato parrocchiale, pavimentata con pochi centimetri di malta cementizia circa nel 1950, necessitava di un rifacimento. Finalmente nel febbraio 2008 è stata realizzata la pavimentazione del sagrato con marmi policromi, ad opera della Comunità parrocchiale di Antillo e con la collaborazione dell'Amministrazione Comunale. Il disegno e la scelta dei colori dei marmi sono stati ideati, a titolo gratuito, dall'arch. Albino Muscolino. Lavori eseguiti: è stata demolita la fatiscente pavimentazione esistente ed è stato realizzato un massetto con calcestruzzo cementizio e grigliato di ferro. La superficie del sagrato misura mq 60, ed è stata contornata con una fascia di masselli di pietra di Mirto (cm 16x18) lunga m. 34,70, sono stati sostituiti quattro scalini di accesso alla sacrestia, in totale lunghi m. 5,60 e tutto il resto della superficie è stato rivestito con marmi di 3 cm. Sono stati usati marmi in pietra di Mirto, verde Guatemala e pietra lavica. Sono state raccolte le acque meteoriche dei due pluviali del tetto della chiesa; sono state allungate le ringhiere di protezione con altri 6 paletti in ferro pieno (4x4), e sono stati collocati i corrimano in ferro tondo tubolare alle rampe di scale esistenti. E' stata rifatta una striscia di intonaco nella facciata del muro sottostante la porta della sacrestia ed è stato rifatto l'intonaco nella facciata della stanza sulla via Garibaldi. Nell'agosto 2008 è stata trattata e pitturata tutta la superficie del muro sottostante il sagrato e sottostante il cortile della sagrestia, e tutta la facciata della stanza di servizio che da sulla via Garibaldi e sulla via Roma; inoltre sono state risarcite alcune zone di pittura nell'interno della chiesa e della sagrestia. Bucolo Domenica di Aci Platani, docente di restauro all'Istituto di Belle Arti in Catania, la quale in passato aveva restaurato con finezza e abilità la statua della S. Famiglia, della chiesa di Canigliari. Così, superate le diverse difficoltà, e con molta mia preoccupazione, il 05.02.2008, la statua della Madonna della Provvidenza è stata portata col pulmino parrocchiale a San Giovanni La Punta nel laboratorio del prof. Salvo Messina, anche lui docente di restauro nell'Istituto di Belle Arti di Catania. I lavori di restauro sono stati curati con la massima abilità professionale dalla prof.ssa Bucolo e dal prof. Salvo Messina. E' stato effettuato un consolidamento strutturale nel manto, nella veste della Madonna e nella base della Statua; grazie agli strumenti impiegati e alla paziente opera dei restauratori i colori sono stati riportati a imitazione del tono originario, e cioè il colore rosa antico per la veste, e il colore più denso per il mantello, ornandolo ai bordi con una elegante indoratura a missione. Il 05.04.2008, in mattinata, la statua restaurata della Madonna, col pulmino parrocchiale è stata riportata nella chiesa madre di Antillo, salutata alle ore 11,30 da un festoso scampanio delle nostre campane. Già dal novembre 2007, S. E. mons. Calogero La Piana, nostro Arcivescovo, mi aveva palesato il desiderio di voler incontrare la nostra Comunità Parrocchiale; l'occasione del rientro della statua restaurata della Madonna mi è sembrato il momento più propizio per un proficuo incontro pastorale, e tutto è stato concordato secondo i tempi del restauro. La stessa sera del 05.04.2008 alle ore 18,45, è stato accolto all'Acqua Vena S. E. Mons. Calogero La Piana dal Parroco sac. Mastroeni Egidio, dal sindaco Antonio Di Ciuccio, dall'Amministrazione Comunale, dal maresciallo Settimo Daniele, dai Carabinieri, dal vigile, Capitano Luigi Lo Giudice, dalla Banda Musicale “Vincenzo Bellini” di Antillo e da un folto gruppo di fedeli; arrivati in chiesa, l'Arcivescovo è stato accolto con scroscianti applausi da tutta la comunità che gremiva la stessa chiesa. Con diligente competenza e con dignitosa ampiezza, LA REDAZIONE DI “ANTILLO NOTIZIE” nel N. 21 del luglio 2008 alle pagine 1, 3, 4, 5 ha già pubblicato, la devota ed emozionante accoglienza di quella sera tributata alla Madonna della Provvidenza da parte di tutta la Comunità di Antillo, e i filiali sentimenti di gratitudine espressi al nostro Pastore. Tutta la Comunità parrocchiale ha condiviso il restauro della statua; come si può constatare dall'elenco delle offerte date dai fedeli, conservato nell'archivio parrocchiale, tutti hanno contribuito in maniera generosa e credibile. Nel dicembre 2008 è stato sostituito e realizzato a norma il quadro elettrico di tutte le luci della chiesa madre e dell'impianto generale, ed è stata rilasciata la dovuta D I C H I A R A Z I O N E D I C O N F O R M I TA ' DELL'IMPIANTO ALLA REGOLA D'ARTE; sono RESTAURO DELLA STATUA DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA PATRONA DI ANTILLO Per quanto io ricordo, è stato apportato un restauro alla statua della Madonna della Provvidenza, circa nel 1958, da un certo Garufi Antonino, di S. Teresa di Riva. Allora io ho visto l'immagine della Madonna in sacrestia insieme ad altre immagini dei Santi, durante i lavori di restauro. Essendo io parroco, la statua della Madonna è stata restaurata nel luglio del 1981 ad opera di un certo Quattrocchi di Catania; il restauro è stato praticato nella sacrestia in Antillo, per la spesa di Lire 800.000. In questi ultimi anni scorsi, guardando l'immagine della Madonna , si notava con molta evidenza la necessità di un nuovo restauro, e qualche persona si è offerta per una collaborazione, credendo si trattasse di una spesa non eccessiva. Dopo aver raccolto i diversi pareri di maestri di restauro ed esperti, mi sono rivolto decisamente alla sig.ra dottoressa 11 Cultura, Tradizione, Costume Smiroldo Giuseppe Bongiorno Carmelo Crupi Santa Lo Re Angela Sigillo Giuseppina Restifo Concetta Ambruno Vittorio Da Rodda Anna Molteni Renzo Mastroeni Saveria Muscolino Giuseppe Smiroldo Rosalia Smiroldo Catena Guanadio Amilacare Palella Giovanni Santoro Agatino Lo Conti Nunziata Mastrojeni Emilio Palella Giuseppa Vigerzi Antonina Ferraro Grazia Lo Giudice Nunziata Ambruno Santino Lo Schiavo Maria Concetta Di Pietro Giuseppe Salvatore Ritmo Agatino stati sostituiti supporti e placchette ai punti luce in chiesa e in sagrestia; i lavori sono stati eseguiti con cura dall'IMPIANTISTICA PARATORE di Paratore Gianfranco di Antillo. 26.02.2008 10.03.2008 04.04.2008 09.04.2008 09.04.2008 08.06.2008 30.06.2008 25.07.2008 12.09.2008 12.09.2008 21.09.2008 28.09.2008 08.10.2008 08.10.2008 26.10.2008 10.01.2009 01.02.2009 febbraio 2009 febbraio 2009 23.03.2009 02.03.2009 18.03.2009 31.03.2009 24.04.2009 10.05.2009 28.05.2009 Altre offerte delle Opere Parrocchiali sono state devolute, per desiderio dei familiari, per il Giardino di Redenzione. NOTA DELE ENTRATE E DELLE SPESE ENTRATE LIBERE OFFERTE DEI FEDELI con sottoscrizione per il sagrato e per il RESTAURO della Statua della Madonna della Provvidenza E. 14.735,00 OFFERTE date dai fedeli in occasione di funerali come OPERE PAROCCHIALI E. 12.696,00 Altre OFFERTE CONTRIBUTIVE E. 3.300,00 SPESE Materiale elettrico del quadro luce giusta lettura MG di S. Teresa Riva N. 1097 del 31.12.2008 E. 3.183,00 Spese per materiali edili: rete elettrosaldata, tubi per pluviali, ferro tondo, cemento, calce, tonachina, collante, sabbia, vernici, pittura, spese per materiali di consumo; spese per marmi, trasporti e mano d'opera;spese per il restauro della Statua della Madonna della Provvidenza.nel TOTALE E. 26.095,00 Amplificatore, radiomicrofono e un microfonoE. 2.250,00 IL SIMULACRO RESTAURATO DELLA MADONNA Il 03.04.2009 si è bruciato l'amplificatore dell'impianto microfono parrocchiale ed è stato sostituito con un nuovo apparecchio. Il quarto precetto generale della chiesa dice: sovvenire alle necessità della chiesa secondo le leggi e le usanze. Le offerte delle OPERE PARROCCHIALI (dette FIORE CHE NON MARCISCE) date dai fedeli in occasione dei funerali, nei mesi scorsi e fino ad oggi sono state devolute per le necessità della chiesa, per il restauro della statua della Madonna, per il sagrato parrocchiale. Per un dovere di memoria si ricordano i seguenti defunti e la data del loro decesso: Crupi Giuseppe 23.09.2007 Zizzo Carmelo 06.10.2007 Smiroldo Giulietta 29.10.2007 Smiroldo Giovanni Salvatore 11.12.2007 Pagno Domenica 05.01.2008 Muscolino Amedeo 24.01.2008 Muscolino Aurora 24.01.2008 TOTALI ENTRATE TOTALI USCITE E. 30.731,00 E. 31.528,00 Per motivi di PRIVACY, per le notizie dettagliate sulle entrate e sulle uscite si rimanda al LIBRO CASSA della parrocchia S. Maria della Provvidenza. Esprimo a tutta la Comunità il mio grazie per la tanta fiducia e collaborazione; va anche il mio grazie alla REDAZIONE DI ANTILLO NOTIZIE per la pubblicazione, con ogni devota stima. 12 Cultura, Tradizione, Costume La sirena ha mezzo secolo Da cinquant'anni, ormai, la sirena posta nel campanile della nostra Chiesa madre risuona agli orari prestabiliti fin da mezzo secolo fa', quando la vita del duro lavoro nei campi era scandita da orari e abitudini che per tanto tempo hanno rappresentato la normalità dell'organizzazione della quotidianità per numerose, per non dire tutte, famiglie antillesi. E' stato il dott. Gabriele Muscolino, allora Vice Sindaco, a fare omaggio alla cittadinanza della sirena, proprio durante il periodo in cui guida dell'Amministrazione del paese era l'ing. Vittorio Mastrojeni; da allora, lo strumento ha fatto sentire il suo suono agli orari canonici stabiliti a quel tempo, segnando momenti della giornata in cui occorreva avvisare dell'orario i cittadini che si trovavano nel centro abitato, nelle frazioni e nel territorio circostante, precisamente alle 7,00, alle 8,00, alle 12,00, alle 16,00 IL CAMPANILE DELLA CHIESA CON LA SIRENA e alle 17,00. Tutt'oggi è così, quasi a cristallizzare nel tempo un modo di regolare la vita e le abitudini quotidiane. Certo, ormai molte cose sono cambiate rispetto all'epoca degli anni '50, in cui si ricostruivano le speranze dopo le vicissitudini dolorose e cruente della seconda guerra mondiale. La sirena è però entrata a fare parte delle tradizioni antillesi e costituisce una consuetudine radicata e apprezzata dalla comunità, tanto è vero che quando capita, per la mancanza della luce o per un guasto temporaneo, di non sentire il suono familiare all'orario prestabilito, sorge spontaneo chiedersi il perché del silenzio della sirena, quasi ad avvertire l'assenza di un momento se non essenziale sicuramente atteso e abituale per tutti. Al dott. Gabriele Muscolino va rinnovato il ringraziamento per un'idea che è stata senz'altro preziosa a suo tempo e che oggi è la testimonianza di un'epoca che ha contraddistinto la storia e la vita della comunità, rinnovando nella mente dei meno giovani le tradizioni passate e perpetuandone la memoria nelle nuove generazioni, figlie di epoche trascorse che tanto hanno insegnato e che rappresentano ancora esempio di valori a cui ispirarsi per il futuro. LA REDAZIONE LA FOTO DEL PASSATO Grottammare, 28 - 09 - 1958. In occasione dell'inaugurazione della strada rotabile realizzata dall'Amministrazione dell'ing. Vittorio Mastrojeni, l'Assessore Anna Galtieri (prima da dx) con l'avv. Ettore Antonino Smiroldo, sua moglie sig.ra Rosina Bongiorno e il Giudice Giuseppe Smiroldo, Presidente della Suprema Corte di Cassazione. Sullo sfondo campeggia la targa che ricorda l'evento, straordinario per i tempi, che consentiva, finalmente, di potersi recare con mezzi rotabili in contrade fino allora inaccessibili se non a piedi o con cavalcature. la redazione 13 Il nostro territorio Proseguendo la pubblicazione di interessanti contributi per approfondire la conoscenza sull’ambiente naturale, la flora e la fauna che caratterizza il nostro territorio, dedichiamo in questo numero un articolo al fiume Agrò che, nascendo dai monti antillesi, dà il nome all’omonima vallata. Dai monti che cingono Antillo scaturiscono decine e decine di torrenti e ruscelli che si precipitano a valle con violenza ed impeto dando vita ad una delle fiumare più importanti della provincia di Messina. LA CORSA TUMULTUOSA DEL FIUME AGRO’ di Giuseppe Sigillo I l fiume Agrò, o flumen Agryllae secondo l’antica denominazione, è il corso d’acqua più importante che attraversa l’omonima vallata. Esso ha origine nel territorio del Comune di Antillo e, incuneandosi tra strette valli e gole profonde, dopo aver percorso una ventina di chilometri in direzione sud-est, sfocia, tra i Comuni di Sant’Alessio Siculo e Santa Teresa di Riva, nel mare Jonio. Il regime è quello tipico delle fiumare, quindi caratterizzato da piene invernali e magre estive che trasformano il corso d’acqua ora in un fiume gonfio e minaccioso, ora in un rigagnolo, se non addirittura in un letto completamente asciutto. Il bacino idrografico dell’Agrò copre una superficie di circa 110 Km2 relativamente fertile e ricca di sorgenti e ruscelli. Soprattutto nel tratto montano del bacino, ricadente per intero nel territorio del Comune di Antillo, abbastanza esteso e complesso è il reticolo idrografico composto da numerosi affluenti che, specie nella stagione invernale, alimentano il grande alveo della fiumara. Ripercorriamone il percorso, dalla sorgente sino alla foce nel mar Jonio, facendo rilevare sin d’ora che l’Agrò assume tale nome non già dalla sua sorgente, ma soltanto nel suo corso inferiore, una volta oltrepassate le strette gole di S. Giorgio, in località Ranciara. Nel corso superiore, infatti, sebbene sia possibile indicarlo anche come alto corso dell’Agrò, il fiume assume svariate denominazioni in ragione delle diverse località attraversate. Il fiume Agrò nasce in una delle contrade più remote del Comune di Antillo, ai confini con i L’ALTO CORSO DEL FIUME AGRÒ territori amministrativi di Motta Camastra e Francavilla di Sicilia, laddove si estendono le valli Mitto, Pinazzo e Fonderia, solcate da innumerevoli corsi d’acqua e, pertanto, considerate a ragione tra le zone più fertili del territorio antillese. Qui, alle falde della Montagna Grande, la più imponente tra le vette peloritane, ad una quota di circa 1050 metri s.l.m., l’Agrò ha la sua sorgente principale denominata Torrente Valanghe Lanzo, dall’omonimo fronte franoso che si sviluppa, per un paio di chilometri, sul versante nord della montagna e causato da centinaia e centinaia di giganteschi massi d’arenaria staccatisi dalla sommità e rotolati a valle creando un effetto scenografico di sicuro impatto visivo ed emotivo. Più oltre, il corso d’acqua assume il nome di Torrente Sverna e raccoglie da sinistra le acque di una sorgente secondaria, il Torrente Sapone, anch’esso nascente da Montagna Grande. Proseguendo il suo percorso verso il mare lo Sverna, alla confluenza con il Torrente Giammaria, muta il nome in Torrente Fonderia e, in contrada Rosignolo, riceve da sinistra il Torrente Mitto, importante tributario dell’alto corso del fiume Agrò, che solca un vasto e florido territorio in cui la coltura predominante è il nocciolo. Ancora un poco più a valle affluiscono nell’alveo principale del fiume, a breve distanza l’uno dall’altro, da sinistra il Torrente Marraleo e da destra il Torrente Buzzorratti. Già a questo punto il corso d’acqua presenta una notevole portata idrica, essendo persino disagevole guadarlo durante le stagioni piovose. Per di più, proprio in questo tratto, l’alveo appare singolarmente ingombro di enormi massi, anche di parecchie decine di tonnellate, che costringono il fiume a seguire un 14 Il nostro territorio percorso oltremodo angusto e tortuoso. Procedendo nella sua corsa verso valle il fiume giunge in contrada Pianammare, dove accoglie da sinistra, il Torrente Ammare. Avanzando ancora in direzione del mar Jonio, il corso fluviale si addentra in una suggestiva galleria alberata per effetto dei fitti filari di platani orientali (“ddurba”) e ontani neri (“sbirnara”) cresciuti sulle due sponde che, se osservati dalla cima di Pizzo Monaco, formano una lunga ed ineguale macchia verde in cui è possibile distinguere la tonalità verde scuro della chioma dell’ontano da quella verde pallido delle fronde del platano. Giunto in contrada Serra, il corso d’acqua muta il nome da Torrente Fonderia in Torrente Serra. Ed è proprio in questa località che si immette da destra, nell’alveo del corpo idrico principale, uno tra gli affluenti più rilevanti: il Torrente Gerasia-Mattoli che prende il nome dalle omonime vallate attraversate. Dopo neanche un chilometro dalla confluenza del Torrente Gerasia-Mattoli, l’alveo del corso IL TORRENTE CASTAGNA d’acqua traccia il confine amministrativo con il Comune di Limina e, una volta giunto in contrada Sperone, assume la denominazione, appunto, di Torrente Sperone e riceve da sinistra, in prossimità delle strette e impervie Gole S. Giorgio, in località Ranciara, le acque del Torrente Antillo che prende il nome dall’omonimo centro abitato. E’ quest’ultimo, certamente, l’affluente più importante del fiume Agrò sia per portata idrica, che per la lunghezza del suo corso pari a circa 6 Km. Il Torrente Antillo è formato dalla confluenza di due corsi d’acqua: il torrente Castagna che nasce dai rami sorgentiferi di Monte Paiano e Pizzo Filipuzzo e il torrente Ciappa Liscia che sgorga dalle falde di Pizzo Vernà. In contrada “Due Fiumare” il corso d’acqua assume il nome di Torrente Antillo e solo dopo aver percorso poche centinaia di metri bagna il centro abitato e viene raggiunto da altri piccoli torrenti: Passo Sciaro, Caminiti, Cozzo, Limbì, Morzulli. Da località Castellacci fino alla contrada Sperone segna il confine amministrativo con il Comune di Casalvecchio Siculo prima di congiungersi in località Ranciara con il Torrente Sperone dando vita al fiume Agrò che da qui lascia il territorio di Antillo per correre, veloce, verso il mare, segnando il confine tra il Comune di Limina e quello di Casalvecchio Siculo. Prima di giungere alla foce, l’Agrò si arricchisce ancora delle acque di altri ruscelli provenienti dai territori di Limina, Casalvecchio Siculo e Forza d’Agrò la cui portata è comunque poco rilevante e certamente inferiore a quella degli affluenti che lo alimentano nell’area montana della vallata fluviale. In questo tratto l’Agrò assume l’aspetto di una vera e propria “fiumara” con un alveo sproporzionatamente largo, ciottoloso ed ingombro di detriti rocciosi strappati alle montagne a viva forza dalle piogge violente e fin qui trasportati durante i periodi di piena. I maestosi ed imponenti alberi di ontano, pioppo e platano che, nel corso superiore del fiume, costituiscono l’arredo botanico predominante lasciano qui il posto alle più modeste piante a portamento arbustivo costituite prevalentemente da estese formazioni di oleandri e ginestre. L’Agrò conclude la sua corsa sfociando nel mar Jonio tra i Comuni di Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo, dopo aver percorso una IL TORRENTE CIAPPA LISCIA ventina di chilometri e bagnato i territori di tutti i Comuni della Valle con la sola eccezione di Roccafiorita. Nel prossimo numero ci occuperemo ancora del fiume Agrò, concentrando il nostro interesse sulle specie faunistiche e floristiche che popolano il suo ambiente fluviale, sulle attività economiche intraprese dall’uomo in prossimità delle sue rive e sulle calamità naturali che ha causato a seguito di piogge torrenziali e catastrofiche alluvioni. 15 Il tempo dei ricordi Incontro storico fra gli alunni e i maestri delle Scuole Elementari di Antillo e quelli di Fondachelli Fantina. Maestro Peppino Restifo L'incontro è avvenuto il 16 maggio 1983 in località Monte Filippuzzo - Acqua del Cacciatore. Ideatore e organizzatore il maestro Peppino Restifo, nato il 05 ottobre 1922 in Antillo.Egli non dimentica mai l'entusiasmo dei maestri a noi vicini nell'accettare la proposta e la totale partecipazione degli alunni delle elementari, dei bambini dell'asilo e dei maestri. Un ricordo indimenticabile, inoltre, del Sindaco di allora, prof. Carlo Smiroldo, per essere venuto sul monte Filippuzzo e del maestro Ferrara, arrivato lì con la sua giumenta visibile nella foto. Eventi ricreativi Giornata dell’anziano 2009 Nell'incantevole scenario del Giardino di Redenzione si è svolta, lo scorso 21 giugno, la giornata dell'anziano, organizzata dall'Amministrazione Comunale per far trascorrere ai nostri concittadini momenti di serenità e armonia da vivere insieme, interrompendo, una volta tanto, la normale quotidianità. Per la prima volta è stato deciso di effettuare la manifestazione in estate, dando così modo ai numerosi partecipanti di godere delle bellezze del luogo in una giornata caratterizzata da condizioni climatiche miti e gradevoli, circostanza che non era possibile nel periodo natalizio, quando i rigori dell'inverno sono particolarmente acuti. I nostri anziani, che hanno potuto intrattenersi piacevolmente nei luoghi dove il nostro parroco, padre don Egidio Mastroeni, ha realizzato un'opera di altissima valenza etica e sociale, hanno particolarmente apprezzato la scelta operata dall'Amministrazione Comunale, che ha dato loro modo di trascorrere una giornata diversa, chiacchierando piacevolmente e degustando l'ottimo pranzo, preparato con bravura da amministratori, dipendenti comunali e volontari del servizio civile. Il canonico appuntamento di fine anno sarà comunque realizzato, organizzandolo in altro luogo e con modalità diverse. la redazione 16 Primo piano sugli emigrati L'emigrazione in Germania. di Giovanni Palella (Vicesindaco) I l 20 dicembre 1955 Italia e Germania firmano per mano dell'allora ministro degli esteri italiano, Gaetano Martino e del ministro tedesco per il lavoro Anton Storch, l'“Accordo per l'ingaggio e il collocamento di manodopera italiana verso la Repubblica Federale di Germania”. La Germania, dopo la seconda guerra mondiale stava già rimettendosi velocemente in piedi con la grande tenacia che ha sempre contraddistinto questo popolo. Il “miracolo economico tedesco”, divenuto la locomotiva di tutta l'Europa, per mantenersi e crescere necessitava di molta forza lavoro. Questa esigenza si sposava bene con quella del sud dell'Italia, allora esuberante di braccia per la disoccupazione diffusa e la mancanza di attività industriali. Da qui la nascita dell' “Accordo”, il primo di una serie che la Germania sancirà successivamente con altri stati come Grecia, Spagna e Turchia. Una fiumara di lavoratori inondò la Germania federale e ne alimentò la galoppante industria. Nella prima fase l'esodo fu “assistito” poiché pianificato a livello istituzionale e organizzato attraverso i “Centri di emigrazione”. Nella seconda fase, invece, si dovette assistere alla libera circolazione dei lavoratori, e per cui questi trovarono lavoro recandosi direttamente all'estero. L'accordo tra Italia e Germania si apriva con la seguente premessa: “L'italiano che in base all'accordo bilaterale viene in Germania, sa che lui non è un lavoratore dai diritti inferiori. Per lui valgono gli stessi diritti e le stesse condizioni di lavoro dei lavoratori tedeschi.”. Nasce così il termine Gastarbeiter (“lavoratori ospiti”) . Responsabili del reclutamento e del collocamento della manodopera erano da parte tedesca, la Bundesanstalt für Arbeitsvermittlung und Arbeitslosenversicherung (Ente federale per il lavoro e l'assicurazione contro la disoccupazione), e da parte italiana, il Ministero del lavoro e della previdenza Sociale. La prima nominava la Deutsche Kommission in Italien, una commissione che operava in Italia grazie alla collaborazione del Ministero del lavoro, il quale assicurava assistenza attraverso i suoi uffici provinciali. Si procedeva alla assunzioni dopo che i lavoratori superavano i controlli sanitari ed un esame professionale, inoltre i lavoratori dovevano presentarsi forniti del certificato di buona condotta rilasciato dai sindaci dei rispettivi comuni di provenienza. Erano escluse dal reclutamento le persone affette da «malattie e imperfezioni che avrebbero potuto limitare o annullare l'idoneità al mestiere» o che avrebbero potuto «danneggiare la convivenza con altre persone» o, ancora, che avrebbero potuto «richiedere continue cure mediche». Una volta passate le selezioni, i candidati potevano firmare il contratto di lavoro con cui venivano equiparati, per retribuzione e condizioni di lavoro, ai lavoratori tedeschi con pari qualifica. Il primo contingente di 1.389 lavoratori italiani arrivò nella Repubblica federale tedesca nell'aprile 1956. La Commissione tedesca iniziò, il 6 febbraio 1956, la sua attività di reclutamento presso il Centro di emigrazione di Milano, che era con i Centri di emigrazione di Genova, LA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA Napoli e Messina, preposto alla convocazione, alla selezione e all'espatrio dei lavoratori e dei loro familiari, diretti all'estero. A fianco all'andamento economico tedesco, le caratteristiche del flusso migratorio furono determinate anche dalla progressiva entrata in vigore dei regolamenti sulla libera circolazione dei lavoratori nella Cee. Il trattato di Roma, che sanciva «l'eliminazione fra gli stati membri degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali», fu firmato nel 1957 ed entrò in vigore con il regolamento comunitario numero1.612 del 1968. La graduale applicazione dei decreti segnò la progressiva perdita d'importanza dei Centri di emigrazione. Il primo regolamento del 1961 sancì la libera circolazione per i lavoratori permanenti; il secondo regolamento del 1964 allargò il diritto di libera circolazione ai lavoratori stagionali ed ai frontalieri; il terzo regolamento del 1968 segnò la fine della priorità tedesca sul mercato della Germania federale e ai lavoratori tedeschi non fu più riservata la priorità di assunzione rispetto agli Italiani. L'emigrazione “assistita” venne progressivamente sostituita dall'emigrazione di lavoratori che, utilizzando sempre più spesso i canali informali offerti da parenti e amici già occupati nella Germania federale, vennero assunti direttamente dai datori di lavoro tedeschi. Iniziò così per molti lavoratori italiani mezzo secolo di valigie di cartone, piene di tanti sogni e tanta speranza ma scarse di averi e indumenti, leggere da trasportare per braccia giovani che lasciavano il proprio paese, pesantissime perché si staccavano dalla propria terra e dalle proprie radici e partivano verso l'ignoto. Dopo questo primo flusso migratorio, formato quasi esclusivamente da uomini che venivano occupati nelle 17 Primo piano sugli emigrati miniere, nell'edilizia e nell'industria pesante, nel 1973 inizia la fase dei ricongiungimenti familiari che stabilizzano la presenza della nostra collettività nei vari paesi, ove si formano insediamenti con gruppi provenienti dallo stesso paese di origine. Tanti antillesi seguirono lo stesso destino, creando negli anni '60 ed inizio anni '70, in città come Obernkirchen, Berlino, Hagen, Wolfsburg, Rastatt comunità più o meno numerose di compaesani, che oltre a rendere meno traumatico il distacco dalle proprie origini, permetteva ad ognuno di trovare un importante aiuto nella fase iniziale di collocamento lavorativo e di inserimento sociale. La prima sistemazione, spesso avveniva in strutture abitative simili a casermoni, costruite dal datore di lavoro, proprio per accogliere i lavoratori stranieri, si viveva in stanze simili a camerate, organizzate con armadietti e lettini assieme ad altri compagni di lavoro, spesso cucina e bagno erano in comune. In questi ambienti, oltre a sviluppare un forte senso di cameratismo, si viveva con allegria ed in comunità tutto il tempo libero, tutto ciò faceva sentire protetto ed un pò a casa propria ogni componente della comunità italiana. Nacquero così centri di aggregazione per gli italiani dove si poteva trascorre il tempo libero, giocando a carte o andando al cinema che veniva proiettato in lingua italiana o ancora frequentando la chiesa cattolica e non per ultimo ritrovandosi in gruppi sportivi o squadre di calcio composte esclusivamente da italiani. Esperienze diverse, tante positive e poco traumatiche, altre fatte di grandi disagi iniziali, di paure, di senso di impotenza derivante soprattutto dalla incapacità di comunicare in una lingua difficile da imparare. Condizioni di vita che oggi sembrerebbero molto scomode, venivano vissute dai nostri emigrati con grande dignità e con lo spirito di adattamento tipico di chi era già abituato ad una vita fatta di grandi sacrifici e privazioni. Solo questo malessere, la grande povertà e la speranza di un futuro migliore, poteva spingere un giovane a lasciare la sua terra, i suoi cari, le poche certezze del suo mondo; in una mano un biglietto col nome incomprensibile di un paese tedesco da raggiungere, nell'altra una valigia di cartone. Per tanti quello era il primo viaggio in treno, e qualcuno, pronto con la valigia in mano, restava per ore ed ore con la testa fuori del finestrino, costretto a leggere ad ogni stazione i cartelli per paura di sbagliare la fermata giusta. Dopo aver raggiunto la propria destinazione e passato il primo periodo di adattamento, chi restava, lentamente iniziava ad integrarsi, ad apprezzare la nuova vita, fatta di lavoro e sacrificio, ma nello stesso tempo di ordine, certezze e di soddisfazioni economiche. Un mondo nuovo si apriva davanti al giovane emigrato, nuove esperienze e tante possibilità di costruirsi una vita migliore. Lentamente con le prime certezze ed i primi soldi guadagnati, si cominciava a programmare il proprio futuro, chi pensava al matrimonio, chi alla costruzione di una casa; si iniziano a mandare le prime rimesse ai parenti rimasti al paese. Impossibile per tutti dimenticare ad ogni partenza gli occhi gonfi di pianto dei propri cari, come è impossibile descrivere l'emozione che ogni antillese emigrato prova al ritorno in paese, quando arrivato a “Portella”, davanti ai suoi occhi si presenta “Rocca Castello” con Antillo disteso ai suoi piedi. L'emigrazione in Germania era considerata da tutti, nel momento della partenza, come un'emigrazione temporanea, che doveva avere una durata limitata nel tempo, solo per guadagnare qualche soldo per poter costruire una casa o comunque un futuro e una vita migliore in Italia. Questa partenza che doveva essere temporanea, non è stata cosi per tutti, per tanti e diventata una scelta che durerà tutta la vita. La presenza italiana in Germania ancora oggi si attesta intorno alle 650.000 unità. E' la più consistente comunità tra quelle provenienti da un paese dell'UE. Più di un quarto dei nostri connazionali vive in Germania da oltre 30 anni e uno su sette da 15 a 30 anni. In particolare, dai dati ricavati dall'ufficio emigrazione del nostro Comune ufficialmente risultano emigrati nel ventennio che va dal 1965 al 1985 n. 150 antillesi; oggi risultano iscritti all'AIRE 102 concittadini. Più in generale in questi 50 anni per milioni di italiani e loro famiglie la permanenza in Germania è stata una esperienza complessa, sfaccettata, anche molto difficile, e non priva di lacerazioni. Sviluppo e sbandamento... ricerca di miglioramento di vita, ma anche alti prezzi pagati per raggiungerlo questo miglioramento. Famiglie divise per sempre da migliaia di chilometri, giovani che tornati al loro paese hanno dovuto ricominciare da zero. Processi di integrazione difficili, lenti, non ancora compiuti in molti casi. Molti italiani sono rientrati, molti sono rimasti. Una forbice aperta la nostra emigrazione in quel paese: ci sono connazionali che hanno raggiunto posizioni di rispetto e di rilievo nella società tedesca, e ci sono connazionali che vivono ancora in condizioni di disagio. In una Germania in cui oggi la crisi economica si fa sentire, il tasso di disoccupazione fra gli italiani è alto, superiore alla media tedesca. L'emigrazione italiana è un fenomeno complesso che va studiato tenendo conto di diversi fattori e di molte variabili. Per capirlo bisogna scavare nei mutamenti delle società (italiana e tedesca), cercare le cause storiche, politiche, sociali, economiche. Quattro milioni di italiani sono passati per la Germania nei decenni. Sono passati per un Paese (si parla della parte occidentale della Germania) che ha messo in moto una macchina che, nella sua storia, ha gestito 20 milioni di arrivi e 30 milioni di partenze. Una Germania che ha messo in moto una storia grandiosa di rispetto umano, esempio spesso incompreso di grande democrazia e libertà ma anche di grandi sofferenze. La Germania ha avuto molti vantaggi dagli immigrati che hanno pagato di persona per lo sviluppo del Paese, a volte con impatti spesso duri con la società tedesca, ma anche con un ritorno in Italia, altrettanto duro e traumatico. L'emigrazione italiana in Germania copre l'arco di tre generazioni tra di loro diverse per tipo di vita ed esperienze . La prima generazione 18 Primo piano sugli emigrati arrivata dall'Italia pur vivendo una situazione difficilissima sul piano sociale e culturale è stata se vogliamo una generazione "in ascesa" e con un programma di vita, la seconda spesso nata nel paese di accoglienza dei genitori, è più "svantaggiata", non si trova a suo agio nel paese di origine né in quello ospitante (spesso non votano nei due paesi), si sente straniera in Germania e purtroppo straniera anche in Italia, nel proprio paese di origine. Questa generazione vive le conseguenze della crisi economica e spesso la disoccupazione. E' tuttavia anche la generazione che è cresciuta in Germania, che ha fatto nascere i propri figli in Germania, che vede tagliati i suoi ponti verso l'Italia, in questo momento difficile deve "reinventarsi" per riuscire a vivere decorosamente. Che dire poi delle difficoltà che incontrano i bambini italiani in ambito scolastico?. Purtroppo come viene osservato in diversi studi il processo di integrazione degli italiani in Germania registra ancora situazioni molto critiche, dovute ad alto tasso di disoccupazione, scarsa preparazione professionale, bassa scolarizzazione ("nei ginnasi e nelle università gli italiani sono presenti in percentuali basse"). L'ultima generazione, quella dei bambini e dei ragazzi di oggi è ancora un'incognita. Oggi l'Italia è tra i paesi più ricchi del mondo e con esso anche il sud-italia, storicamente terra di emigranti è diventata sempre più terra di immigrati. Stiamo vivendo lo stesso processo di immigrazione che vide protagonista la Germania, processo che servì a farla diventare nel dopo-guerra la grande nazione che tutti conosciamo. Sarebbe utile a chi ci governa guardare indietro e vedere come quel popolo seppe, con grande esempio di democrazia, usare al meglio la risorsa dei “lavoratori ospiti”. In un mondo dove le distanze si riducono e ci si sposta con minor costo e maggiore facilità, in un mondo che dovrebbe essere sempre più terra per tutti e di tutti, libero da frontiere e da steccati, tutti dovremmo avere più identità e sentirle uniche nel nostro essere figli del mondo, sentirsi a casa al di quà e al di là di ogni confine. Cause storiche e fattori contingenti della grande emigrazione antillese tra Ottocento e Novecento. di Nino Palella e Maria Rita Tomasi Scrivere o delineare una genesi della grande emigrazione antillese è un'impresa assai ardua e storicamente difficile in quanto scarseggiano le fonti, i documenti e le testimonianze dirette che possano agevolare una ricostruzione completa e armonica. Spesso anche quando i documenti esistono, essi sono inaccessibili e ciò equivale all'inesistenza. Bisogna quindi rifarsi alle tradizioni orali e alle voces populi che sono state tramandate da autorevoli personalità locali. Al contrario si possono studiare e delineare le grandi cause storiche, i fattori contingenti e le direttrici che hanno spostato i naturali di Antillo verso nuove mete secondo scansioni temporali ben precise. Nella seconda metà dell'Ottocento, dopo il raggiungimento dell'Unità d'Italia e la presa di Roma con la breccia di Porta Pia, le endemiche condizioni di secolare miseria in cui vivevano le popolazioni meridionali venivano aggravate dalla tassazione del nuovo Regno d'Italia. Sui Siciliani si abbatteva anche la tremenda scure della leva obbligatoria che portava via dai campi forti braccia necessarie per l'agricoltura patriarcale. Inoltre a queste cause endogene da sempre fonte di riflessione sull'arretratezza economica e culturale del profondo Sud, si aggiungono le questioni di politica internazionale, le scoperte e le innovazioni tecnologiche e le ragioni personali che spingono le popolazioni a emigrare per tentare fortuna in un Nuovo Mondo. Dal 1870 al 1914 l'Europa vive un periodo di relativa pace tra le grandi potenze. Dopo la guerra franco-prussiana gli interessi delle grandi nazioni volgono altrove e specialmente alla politica coloniale in Africa e Asia. Le grandi compagnie di navigazione, sviluppatesi e potenziatesi con le grandi navi a vapore, investono nella riconversione delle navi da guerra, rese inutili dal periodo di pace, in grandi transatlantici passeggeri, molto remunerativi grazie al trasporto degli emigrati da un capo all'altro del mondo. Vengono quindi sguinzagliati ad arte un numero indeterminato di agenti dell'emigrazione che penetrano fin nel più lontano entroterra per vendere l'American Dream, il sogno americano di una vita migliore. Antillo, comune autonomo dal 1846, presenta all'indomani dell'Unità d'Italia una situazione socioeconomica simile a quella degli altri paesi dell'entroterra ionico. Le terre sono in mano ai pochi notabili locali, mentre la gran parte della popolazione è costretta al lavoro di bracciante, faticoso e appena sufficiente alle esigenze delle famiglie. Così, visto che anche qui era stato divulgato ad arte il “sogno americano”, in molti lo tentano, toccando con mano la dura realtà dell'emigrazione e scoprono che in America non solo le strade non sono d'oro, ma che tocca proprio agli emigrati costruirle con un lavoro massacrante, che non sempre permette loro di mettere da parte il necessario per il viaggio di ritorno. La prima meta dell'emigrazione antillese diventa dunque il continente americano, in particolare gli Stati Uniti, dove 19 Primo piano sugli emigrati fino al 1850 circa non esistevano procedure ufficiali per l'immigrazione. In questa data l'impennata del numero di immigrati europei che fuggivano dalle grandi carestie del 1846 e dalle rivoluzioni fallite del 1848 spinse le autorità ad aprire un centro di immigrazione a Castle Clinton in Battery Park, sulla punta meridionale dell'isola di Manhattan. Verso il 1880 le privazioni che si soffrivano nell'Europa orientale e meridionale e la forte depressione economica nell'Italia meridionale spinsero migliaia di persone ad abbandonare il Vecchio Continente. Al contempo in America stava prendendo il via la rivoluzione industriale, con un crescente processo di urbanizzazione che richiedeva manodopera per la realizzazione delle grandi opere. Nel 1892, quando l'America cominciò a imporsi come potenza mondiale, fu aperta Ellis Island. In tutta Europa si diffusero le voci sulle opportunità offerte dal Nuovo Mondo e migliaia di persone decisero di lasciare la loro patria. Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i più ricchi passeggeri di prima e seconda classe venivano ispezionati comodamente nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell'immigrazione. Mentre i passeggeri di terza classe venivano portati a Ellis Island per l'ispezione, che era per loro più dura. Il traghetto storico di Ellis Island veniva usato dal Servizio Immigrazione per trasportare gli immigrati che arrivavano e il personale del centro di immigrazione. A ogni immigrante occorreva almeno un'intera giornata per passare l'intero processo di ispezione a Ellis Island. Le scene sull'isola erano veramente strazianti: la maggior parte delle persone arrivavano affamate, sporche e senza soldi, non conoscevano l'inglese e si sentivano estremamente in soggezione e psicologicamente prostrati. Durante i controlli ladri, truffatori e strozzini incombevano sui bagagli e sui pochi averi degli immigranti. Ellis Island fu attivo dal 1892 al 1924, e in questo periodo entrarono per la Golden Door circa 500 antillesi che tentarono con vari Emigranti in attesa di essere ispezionati ad Ellis Island risultati la fortuna nel nuovo mondo. Una bellissima storia familiare nelle tormentate vicende dell'emigrazione antillese: Antonino Ritmo e Domenica Bongiorno. a cura di Nino Palella e Maria Rita Tomasi Valentina Ritmo Di Blasi, Antillese residente ad Albany N.Y. da sessanta anni, racconta con le sue parole semplici ma commoventi la bellissima e toccante storia della sua famiglia, divisa tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America. I l 24 maggio del 1907 ad Albany N.Y. da Antonino Bongiorno, Antillese emigrato in America agli inizi del secolo, e Maria Costa, anch'essa antillese ricongiuntasi con il marito nel 1906, nasce una bambina a cui viene dato il nome di Domenica. Sei mesi più tardi ad Antillo, a migliaia di chilometri di distanza, da Paolo Ritmo, più volte andato e tornato dagli Stati Uniti, e Antonina Rigano nasce un bambino a cui viene dato il nome di Antonino. Antonino Ritmo Domenica cresce ad Albany fino al 1913, quando, a causa della morte della madre, il padre vende con il figlio Peppino tutto e ritorna nel paese d'origine. Intanto passano gli anni e ad Antillo Antonino e Domenica vengono a conoscersi, si innamorano e finalmente nel 1929 si sposano. Fra i due si cimenta una forte unione allietata dalla nascita delle prime tre figlie: Italia Maria nel 1930, Valentina nel 1936 e Rita Paolina nel 1939. Scoppia la Seconda Guerra Mondiale e Antonino Ritmo è costretto a partire per il fronte. Sono gli anni duri della fame e della miseria; la famigliola va avanti fra gli stenti, mentre mamma Domenica spera di tornare in America e prega per la salvezza del marito. Nel 1942 questi ottiene una breve licenza e fa ritorno temporaneamente a casa appena in tempo per risollevare il morale di tutta la famiglia oppressa anche dalla malattia della moglie. Intanto in mezzo alla distruzione della guerra un'altra vita vede la luce: all'insaputa del padre il 24 luglio 1943 nasce il piccolo Peppino Antonino. Finita la guerra, Antonino Ritmo torna ad Antillo e intraprende la professione di venditore ambulante, che gli permette a stento di sostenere la famiglia. Si pensa così di fare il grande passo: partire per l'America dove trovare un lavoro e un futuro migliore per i figli. Fra questi, Valentina è quella più vicina ai sogni della mamma e di una vita senza sofferenze. Fra le lacrime ricorda come «nel 1947 era tornata ad Antillo una compaesana che si chiamava Francesca Lombardo, zia di mia zia Carmela Ritmo. Io ogni giorno portavo a mia zia l'acqua attinta alla fonte con la quartara, perché a quei tempi non c'era ancora acqua nelle case di Antillo. Zia Francesca, vedendomi affaticata con la quartara sulla testa, mi disse che se fossi andata in America, non avrei avuto più bisogno di portare acqua, in quanto là le case erano già provviste di impianto idrico». Così per la famigliola antillese comincia la trafila burocratica per la partenza, facilitata dal fatto che Domenica, 20 Primo piano sugli emigrati essendo nata negli Stati Uniti, era cittadina americana, ma comunque difficile per le contingenze economiche del tempo. Finalmente, grazie all'interessamento umano ed economico di alcuni compaesani, il 14 ottobre del 1949 mamma Domenica, Valentina e Rita riescono a partire alla volta del Nuovo Continente, con l'amarezza di dover lasciare ad Antillo sia la figlia maggiore Italia, in quanto già sposata, sia il figlio Peppino, trattenuto dalla legislazione italiana con il papà Antonino. Nel 1950 le preghiere di Domenica vengono esaudite e tutta la sua famiglia si riunisce ad Albany a eccezione della figlia maggiore, per la quale si dovrà attendere il 1960. Nel 1962 con un atto di richiamo Antonino facilita l'arrivo in America anche del fratello Salvatore con la sua famiglia. «Se avesse potuto - continua Valentina - mio padre avrebbe portato con sé in America tutto il paese di Antillo». Nel 1957 Valentina Ritmo si sposa con un altro antillese, Domenico Di Blasi, e dalla loro unione nascono due figli che li Domenica Bongiorno con rendono nonni e bisnonni felici. il padre Antonino Nel 1990, dopo più di quaranta anni dalla partenza, Valentina ritorna per un breve soggiorno ad Antillo, dove ritrova parenti e amici dell'infanzia ai quali con il cuore in mano dice: «non mi posso scordare mai da dove sono venuta; ringrazio Dio per quello che ha fatto per me e per la mia famiglia». Grazie al racconto di Valentina Ritmo è stato possibile scrivere un'altra splendida pagina di storia degli Antillesi in America; ringraziamo lei, la sua famiglia e suo cugino Giuseppe Domenica Bongiorno con Ritmo per averci regalato questa preziosa e commovente testimonianza. le figlie Valentina e Rita Il ritorno e la ripartenza di Gino Impellizzeri Il nostro compaesano Gino Impellizzeri ci ha fatto pervenire questo scritto, al quale sono state apportate delle riduzioni preventivamente autorizzate dall'autore, accompagnato da una nota nella quale esprime il ringraziamento all'Amministrazione Comunale per il tempo che gli è stato concesso in occasione della serata dell'emigrante del 2008 e si congratula “per la grande organizzazione di quello che d'ora innanzi potremmo chiamare l'Agosto Antillese”. S ebbene per ragioni professionali io venga in Italia anche due volte all'anno con i miei studenti, erano ben otto anni che non avevo avuto l'opportunità di venire in Antillo nel mese di agosto. Cosi quest'anno dopo qualche mese che ero rientrato in America, dopo il solito impegno estivo a Siena e Roma, scaricati gli studenti (e anche la famiglia), ho rifatto la valigia e malgrado le vibranti proteste di mia moglie ho preso per la terza volta l'aereo per l'Italia. Quella del docente universitario è una bella professione non solo in Italia, anzi in America c'è da guadagnare anche di più insegnando d'estate. Ma, si sa il successo “logora" anche chi ha la fortuna di averlo. Pertanto dire che io ero stressato in agosto sarebbe poco. Ero spremuto come un limone. Così mi son detto che l'unico modo per ritemprarmi era di ritornare in quel piccolo e sempre caro angolo di mondo antico dove io sono nato e dove la mie radici affondano profondamente, e qualche volta anche dolorosamente, discorso che vale certamente per tutti gli antillesi sparsi per il mondo. La coincidenza ha voluto che io sbarcassi a Catania il giorno di Ferragosto, e grazie a mio fratello Armando, sempre presente e puntuale per i parenti e gli amici, per l'ora di pranzo ero già in Antillo dove mi aspettava la prima lieta sorpresa. Al ristorante “Il Frantoio" mi sono trovato ad un tavolo di venticinque persone, cioè il clan Di Blasi che nelle sue celebrazioni include sempre parenti e amici. Anche gli altri tavoli erano pieni di gente che mi ha riconosciuto, ed io malgrado la stanchezza di due notti insonni e del lungo viaggio mi son sentito rinascere. Era la mia terra che mi dava il suo benvenuto di sempre con i suoi profumi, i suoi sapori, e sopratutto con il calore e l'affetto ineguagliabili della sua gente. E questo era solo l'inizio. La settimana seguente è stata un susseguirsi di celebrazioni in Piazza Municipio e nella Via Roma, culminate con la maestosa Festa della Patrona di Antillo. Ogni serata è stata un'occasione non solo di divertimento ma anche di partecipazione generale, di incontri e di saluti con amici vecchi e nuovi.. Ogni serata è stata bella ed importante con i concerti, le competizioni per i talenti locali, gran bella vetrina di promettenti giovani di ogni età. Balli, musica, canzoni, eventi sportivi, teatro, poesia. 21 Primo piano sugli emigrati P arlando di poesia, so di non essere l'unico poeta di Antillo, ma voglio ringraziare prima di tutto l'Amministrazione per aver istituito la Giornata dell'Emigrante, e di aver dato così anche a noi che viviamo lontano l'opportunità di presentarci al pubblico, e poi ringrazio anche tutti i concittadini e gli amici che erano presenti per la lettura delle mie poesie. I fortunati che hanno acquistato il libro durante l'offerta speciale mi hanno fatto i complimenti perchè si sono accorti che nella mia raccolta di poesie ci sono tutti i sentimenti in cui ognuno tanto, o poco, può identificarsi. Inoltre, io da buon insegnante ho un certo rispetto per la lingua italiana e per la poesia degna di questo nome, cioè la poesia IL PROF. GINO IMPELLIZZERI IN OCCASIONE DELLA tradizionale. Per coloro che risiedono in Antillo e volessero GIORNATA DELL’EMIGRANTE 2008 acquistare il mio libro 'AMORE, NOSTALGIA, RIMPIANTO' lo troveranno in vendita al prezzo di copertina presso il Panificio Lo Giudice di Staiti. Ma devo dire che per me la gioia di ritornare in Antillo non è soltanto la partecipazione alla settimana delle feste, l'abbraccio caloroso ed affettuoso di tutti gli abitanti, e di sapori e gli odori nostrani, ma è anche il rivivere il territorio. Per me che da oltre vent'anni vivo nelle immense praterie del Midwest dove l'orizzonte è piatto ed infinito, ritrovarmi tra i monti, i colli, le valli, le campagne ed i sentieri della mia infanzia è sempre un ritorno al passato che mi dà anche un senso di continuità ed una sensazione quasi di immortalità. Per me le mie escursioni solitarie nei tanti posti del territorio antillese sono la vera gioia dello spirito. Respirare su un poggio la fresca brezza del mattino mentre lo sguardo gigante si estende fino al maestoso Pizzo Vernà o alla Costa Calabrese che sorge dal Mar Ionio nella tenue bruma del mattino sono certamente delle emozioni che non si provano in altri posti; (ed io di posti ne ho visti tanti.). Ascoltare la voce del vento tra i rami degli alberi , il canto vario degli uccelli (sempre più rari, ahimè); dissetarsi all'acqua fresca e pura di una sorgente dopo un lunga camminata; raccogliere con le proprie mani dagli alberi ed assaporare i tanti frutti dell'estate sono il culmine delle mie giornate antillesi. Giacomo Leopardi nel suo INFINITO confessa di fingere le sensazioni che nel nostro territorio si possono invece vivere e rivivere. Chiedo scusa, amici, per questa mia divagazione poetica, ma prima di congedarmi da voi devo affrontare un'altro argomento che mi sta a cuore che è quello della continua riduzione demografica della popolazione di Antillo. E qui devo dire che tutte le mie ripartenze mi stringono sempre il cuore perchè l'angoscia non è dovuta soltanto allo strazio del distacco che ormai si ripete con intervalli irregolari sin da quando io avevo undici anni, ma anche alla consapevolezza che al mio ritorno tante persone che conoscevo non ci saranno più. Negli anni in cui io manco da Antillo il piccolo cimitero di contrada Portella si è trasformato in quella che adesso io chiamerei “LA CITTÀ DEI DEFUNTI”, e non soltanto per le belle cappelle, mausolei e monumenti che adesso onorano i morti antillesi, ma l'estensione del cimitero adesso occupa un territorio più che doppio di quello che era negli anni Cinquanta. Quanti antillesi ci hanno lasciati negli ultimi otto anni in cui io non sono venuto in Antillo! Sono molti tra cui tanti giovani immaturamente scomparsi. La morte di ogni antillese mi rattrista, ma io sento doveroso rendere omaggio ad alcuni antillesi prematuramente scomparsi durante la mia assenza. Tre amici che hanno toccato la mia vita sia pure in tempi diversi. Il primo è Mario Muscolino - Galtieri, nato, credo nel 1935, quindi più vicino in età, e in rapporti di amicizia con mio fratello Armando che a me, ma per me Mario è stato un ideale fratello maggiore. Lui era un insegnante di professione, e un vero gentiluomo per vocazione. Già da ragazzino io ebbi modo di apprezzare la sua signorilità e la sua bontà quando esortava i "grandi" della sua età a dare spazio anche a noi ragazzi che ai miei tempi non avevamo nessuna voce in capitolo. Poi ebbi modo di apprezzare l'intelligenza, la cultura, la classe, la compostezza, la passione e la sincerità di Mario tanto che si trattasse di un comizio politico, di un commosso elogio funebre, o di una semplice conversazione di qualsiasi natura. Era una vera gioia ascoltarlo. Io, e non soltanto io, trovai in lui una fonte di ispirazione per il mio futuro di educatore. Ricordo che durante uno dei miei ritorni in Antillo mi ritrovai insieme a Mario a fare l'elogio del compianto amico Giuseppe Smiroldo di Morzulli, venuto a mancare improvvisamente mentre si trovava anche lui in vacanza in Antillo. Dopo il funerale, Mario mi disse: "Gino, lo sai che io ti ho sempre ammirato per la tua intelligenza e la tua perseveranza, ma non sapevo che anche tu avessi la vocazione di elogiare i defunti . Sono fiero di te. Purtroppo questa è un'usanza che si sta perdendo". Caro Mario, tu lo sai che i tempi sono cambiati da un pezzo. Questo non è più il tempo dei gentiluomini e dei poeti. Oggi imperano il materialismo, 1'egoismo, la superficialità e perchè no, anche l’ignoranza. La morte ha perso da tempo la sua sacralità. Ma io sono certo che erano in molti ad onorarti il giorno della tua partenza. Però tu non sai quanto mi dispiaccia di non aver potuto aggiungere di presenza anche la mia modesta voce per onorarti. Come vedi 22 Primo piano sugli emigrati lo faccio adesso e spero che questo mio omaggio postumo ti giunga gradito. Ciao. La numerosa, e sempre generosa, famiglia Crupi ha perso parecchi componenti negli ultimi anni. Sono venuti a mancare l'insegnante Ricciotti Crupi, sua sorella Santa Crupi persone affettuose e amabili, degni di grande rispetto, ma la prematura scomparsa di Giuseppe Crupi (Pippo) è stata per me una sentita perdita personale. Essendo quasi coetanei, io e Pippo siamo cresciuti assieme, ed io ricordo la sua forza d'animo dopo la tragica scomparsa della sua mamma. Ricordo le partite di calcio e i nostri discorsi sul nostro presente e futuro. Pippo era un ragazzo intelligente e avrebbe potuto diventare un grande professore o un avvocato di fama, ma essendo un idealista come tutti i Crupi scelse la difficile strada del sindacalista per ragioni puramente altruistiche, in quanto mise sempre le sorti dei deboli e dei diseredati al disopra dei suoi interessi personali. E chissà che i trenta e passa anni di lunghe ed aspre battaglie per difendere i diritti dei deboli non abbiano condizionato il suo cuore che ha ceduto quando Pippo aveva raggiunto l'età di godersi la sua meritatissima pensione. Durante il nostro ultimo incontro mi diede un suo libro di poesie che è un po' il suo testamento. Caro Pippo, in molti ti devono tanto. La tua vita è stata un fulgido esempio di altruismo, ma sinceramente io avrei preferito che anche tu fossi diventato un professore, cosicché ancora adesso io potrei discutere di Leopardi e di Baudelaire con te, proprio come quando eravamo ragazzi. Spero tanto che tu ti sia riunito con la tua numerosa famiglia. Salutami tanto i tuoi genitori, tuo fratello Silvio, la tua zia e i tuoi zii e i tuoi cugini. I Crupi siete veramente persone di generosità e di passioni non comuni. Ciao Pippo. Ed infine un altro amico scomparso che devo menzionare è Amedeo Muscolino, stroncato all'improvviso l'anno scorso da un male incurabile e la cui tragica fine è stata seguita dopo brevissimo tempo dalla sua cara mamma, l'insegnante Carmela Muscolino - Palella, persona di una bontà squisita e di una grande generosità. Come Mario anche la signora Carmela è stata per me una fonte di ispirazione, di incoraggiamento e di aiuto affinché io completassi i miei studi non importa a qualsiasi età. Amedeo, era un vero amico per me, malgrado la differenza di età. Intelligente, passionale e affettuoso con tutti; capace di dialogare a qualsiasi livello con la persona che gli stava davanti. Generoso, disponibile, allegro ed anche affabilmente ironico, era una gioia averlo per amico. Caro Amedeo, la morte ti ha rapito così prematuramente e repentinamente. Antillo senza te non è più la stessa. Come nel caso di Mario e di Pippo, mi dispiace tanto che io non abbia potuto renderti l'estremo omaggio di presenza, ma tu lo sai che gli amici non ti dimenticano. Spero tanto che tu abbia il conforto e la compagnia dei tuoi genitori. Salutali entrambi per me. E dà i miei ringraziamenti alla tua mamma per il suo affetto e i suoi consigli. E a tutti gli altri antillesi venuti a mancare recentemente va il mio commosso ricordo e il mio saluto. Ricordo, tra l'altro, a tutti, i lettori che io ho onorato da tempo i nostri defunti nella mia poesia ANTILLO che si trova nel mio libro. E ritornando al problema demografico di Antillo, va ricordato che oltre ai decessi che sono quasi sempre superiori alle nascite, il nostro paese si spopola continuamente per via della costante emigrazione che da tempo è diventata una vera emorragia demografica. Il problema dello spopolamento (che non riguarda soltanto Antillo) è stato affrontato più volte dai redattori di Antillo Notizie, ma io credo che prima ancora di parlare della rinascita del nostro paese bisogna parlare della infrastruttura principale che è la strada provinciale che collega Antillo a Sant'Alessio. Fino a quando il tracciato e la larghezza della strada attuale (con tutte quelle curve) resteranno gli stessi non ci possono essere grandi possibilità di rinascita. Il nostro territorio è grande e anche se il terreno non è molto fertile la qualità e i sapori dei nostri prodotti non sono da meno a nessun altro. Prima di congedarmi voglio rivolgere un caloroso invito a tutti gli antillesi nel mondo di ritornare almeno una volta al nostro paese. Ne vale la pena. Mio cugino Giuseppe Impellizzeri partito all'età di 14 anni ci ha fatto ritorno dopo 50 anni, nel 2004. e adesso ci ritorna ogni due anni, perchè ha ritrovato non soltanto le 23 Primo piano sugli emigrati SICILIA, TERRA DI PASSIONI, DI MITI E DI ADDII Bella Terra mia, ogni volta che ti lascio in gola mi si gonfia il pianto. Che sia con l'uccello d'argento…. vaga il mio sguardo avido sui tuoi colli verdi o dorati, e le tue coste incantate baciate sempre dall'azzurro onnipresente mare. O anche quando con il treno lento vedo sparire dietro Scilla il tuo incantevole stretto fatato il mio pensiero è sempre a te rivolto a lungo dopo che ti ho lasciata. Indugiano nella mia anima I tuoi profumi i tuoi sapori unici come la tua natura. Pianure, valli e monti danzan nella mia mente come fanciulli in festa, e cullano il ritorno verso il dorato esilio. Amata Terra mia, io so che ancora, con ansie e gioie nuove ritornerò da te. Ma chissà perchè, piu forte di ogni gioia ogni volta che ti lascio è la pena dell'addio. LA COPERTINA DEL LIBRO sue radici, ma anche la sua entità. Ricordo a tutti gli antillesi nel mondo che per acquistare il mio libro di poesie potete mettervi in La memoria del passato Pinazzo: scuola elementare di Natale Smiroldo La scuola elementare di Pinazzo, su richiesta dei genitori e per merito dell'Opera nazionale Balilla, venne aperta il 1° ottobre 1930 con 35 alunni iscritti alla prima classe. L'edificio scolastico, proprietario Salvatore Smiroldo, era composto di due stanzucce al primo piano: una adibita ad aula scolastica, l'altra, priva di servizi igienici, a tutti gli usi per l'insegnante. La prima maestra assegnata a quella scuola fu la signorina Maria Arrò, figlia di piccoli proprietari di Galati, frazione di Messina. A Pinazzo l'accompagnarono i suoi genitori, che vista la scuola isolata dalle altre abitazioni campestri, le restarono vicino per l'intero anno scolastico. “Una maestra allegra e socievole”, dicevano i genitori degli scolari, “tanto che i nostri figli si sono affezionati, confidano i nostri I RUDERI DEI LOCALI DELLA SCUOLA DI PINAZZO segreti e la chiamano pure mamma”. Nomi degli scolari con la località di provenienza: Calabrò Rosa (Pianoammare), Calabrò Santa (Pianoammare), Camelia Carmela (Mitto), Camelia Maddalena (Mitto), Lo Conte Giuseppe (Mitto), Lo Conte Domenico (Mitto), Lo Giudice Alfia (Pinazzo), Lo Giudice Venera (Pinazzo), Lo Giudice Vittoria (Pinazzo), Lo Giudice Vittorio (Qualinoto), Meesa Giuseppe (Fonderia), Meesa Natala (Fonderia), Palella Maria (Mangiamele), Palella Antonina (Mangiamele), Palella Carmela (Mangiamele), Palella Natale (Mangiamele), Pinto Emilia (Pinazzo), Occhino Carmela (Nociara), Occhino Sebastiano (Nociara), Smiroldo Saveria (S. Sebastiano), Smiroldo Giacomo (Caspano), Smiroldo Carmela (Pinazzo), Smiroldo Sebasiano (Caspano), Smiroldo Carmela (Barbaschi), Smiroldo Martino (Pinazzo), Smiroldo Sebastiana (Pinazzo), Smiroldo Iolisca (Caspano), Smiroldo Onofrio (Caspano), Smiroldo Giuseppa (Caspano), Smiroldo Salvatore (Caspano), Smiroldo Giovanna (Caspano), Smiroldo Antonia Drusolina (Caspano), Smiroldo Giovanni (Caspano), Smiroldo Caterina (Caspano), Stracuzzi Agatino (Serra). Ci scusiamo di qualche notizia inesatta. 24 Pianeta Giovani Antillo sbarca su Facebook di Janette Palella i sa, stare al passo con i cambiamenti della tecnologia e le sue implicazioni è impresa ardua, soprattutto dal momento che i prodotti del nostro tempo sono caratterizzati dall'essere sorpassati già alla loro nascita perché vengono subito soppiantati da altri all'ultimo grido con caratteristiche altamente competitive rispetto a quelli precedenti. Nello stesso tempo tutto è facilmente e difficilmente a portata di un click e il resto è solo affezione verso un modo di comunicare “ottocentesco” ormai in via di estinzione. Va da sè che per i sostenitori della cara vecchia filosofia del carta e penna e della lettura di un buon libro che non sia fruibile su supporto multimediale, sembra davvero finita o almeno si cerca di non diffondere troppo la notizia in giro come abili gregari di una setta segreta, pena l'essere considerato “fuori dal mondo” o, se si vuole, il vanto di distinguersi come “alternativo”. Ma non tutto quello che viene dalla tecnologia e dal suo progresso indotto viene per nuocere, purchè usato con intelligenza, criterio e un briciolo di dimestichezza o almeno si cerca di trattenersi dal fare una disamina esasperata in difesa dei bei tempi andati per quanto sia mia indole forse “antica” diffidare da tutto questo rendere automatico, impersonale e “futuristico” l'attuale modo di approcciarci al mondo e ai rapporti umani. Ma il cambiamento e le sue mille manifestazioni hanno un prezzo che talvolta vale la pena sostenere. Non conoscere e parlare la loro lingua, è come aggirarsi straniero in terra natale. Ed ecco come mi sono imbattuta in “Facebook”, il più grande network sociale al mondo che nasce con il fine di mettere in contatto persone in tempo reale dai più reconditi angoli del mondo e non solo, riuscendo a valicare ogni barriera fisica e creando un nuovo modo di comunicare basato sulla condivisione di idee, stati d'animo, informazioni che circolano all'interno di un gruppo virtuale che si va formando in un continuo e frenetico click di “aggiungi agli amici”. Poco importa se vi fanno parte veri amici, colleghi, ex compagni di classe, paesani, conoscenti o emeriti sconosciuti. Tutto fa numero come si suole dire oppure si sceglie la via della selezione così come tutti noi facciamo nella vita reale con le amicizie. Ma non è questo il punto. La cosa forse più rivoluzionaria di questo diabolico mezzo per farsi un po' gli affari di tutti, ammettiamolo, è sicuramente quella di aver trasformato quell' “eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo” come nella vecchia canzone di Gino Paoli in una condivisione di uno spazio “mentale” dove metaforicamente ci si ritrova per esprimere la propria personalità e dire la propria, da “come mi sento oggi” a quali sono le mie idee politiche, a quale evento partecipo piuttosto che a quale gruppo di corbellerie aderisco. Senza dimenticare che è un piacere del tutto assicurato, ve lo posso garantire, andare alla ricerca di questa o quella persona che mai vi aspettereste di trovare su Facebook. Provare per credere. In una “filosofia”, l'importante è comunque esserci, condividere, “taggare”, spulciare le foto altrui, creare link, “commentare” o semplicemente apprezzare il pensiero di un “amico”, le sue canzoni preferite o quella barzelletta senza la quale è impossibile incominciare o chiudere la giornata con brio. E Antillo non poteva naturalmente mancare all'appuntamento con il “progresso” o come forse ironicamente scrive il fondatore di uno dei primi gruppi dedicati al nostro paese, semplicemente anche “Antillo sbarca su Facebook!!!!”. Che sia un modo per ritrovarsi virtualmente a discutere “all'Acqua Vina” o una meta per i nostalgici del nostro paese che vivono fuori, è piacevole vedere con gli occhi degli altri Antillo nelle mille foto “amatoriali” che lo ritraggono, leggere nei commenti la devozione alla nostra Patrona nel gruppo a Lei dedicato, il tifo per la Polisportiva Antillese e gli scongiuri per i “cucchi” allo stadio comunale durante le partite della stagione calcistica o l'impegno di chi si è interessato a voler portare la tanto agognata adsl nel nostro paese. Senza dimenticare ovviamente il Fan club del “prof” e chi si è scherzosamente animato a voler “cacciare” da Facebook un paesano( a buon intenditore, poche parole!) cercando adesioni nel perseguire la causa. È un modo divertente, semplice e simpatico di “partecipare” alla vita di Antillo anche se, come prodotto del nostro tempo, è destinato ad essere superato con qualcosa di diverso. Non ci resta LA FESTA DELLA MADONNA DELLA PROVVIDENZA allora che giusto il tempo di qualche click DEL 1989 SU YOU-TUBE ancora e di “aggiugere” questo o quell'altro “amico” o iscriversi a un gruppo, meglio se su HTTP://WWW.YOUTUBE.COM/WATCH?V=VGAUZYQGMAM Antillo. Se non lo avete già fatto, cosa OPPURE CERCA: “FESTA PATRONALE ANTILLO” aspettate? S 25 Avvenimenti Sportivi PROMOZIONE ADDIO TRA LA NEBBIA DI MALETTO… di Salvatore Smiroldo e Evaristo Lo Giudice La stagione calcistica 2008-2009 della Polisportiva Antillese di mister Guglielmo Mastroeni si è conclusa con una beffarda sconfitta tra la nebbia del campo neutro di Maletto che ha impedito alla squadra la disputa della finale play-off per il salto in prima categoria. C erto che per come si eran messe le cose nella parte iniziale del girone di ritorno, in pochi avrebbero scommesso sul raggiungimento di tale storico traguardo, ma, fiutato in extremis l'appuntamento con la storia, con tre splendide vittorie nel rush finale, (due casalinghe contro il S. Domenica Vittoria e la capolista S. Venerina e una esterna ai danni del Francavilla di Sicilia) si è materializzato un quarto posto in classifica generale con 35 punti e la matematica certezza dell'accesso ai play-off. Grande euforia, festeggiamenti, commenti e incoraggiamenti sul popolare social network “facebook”, morale dello spogliatoio alto, un giusto mix di elementi nell'attesa di conoscere la data del match contro il Pisano. Ma da lì a poco un funesto destino si sarebbe anzitempo rivelato: la sede prescelta dalla Lega ricade sul campo neutro di Maletto, ad una mezz'ora di strada da Zafferana (Pisano è una frazione di Zafferana) e a due ore di curve da Antillo. Ma la notizia non semina sconforto anche perché grazie all'interessamento dell'Amministrazione Comunale un pullman con 50 sostenitori è pronto a partire per far avere ai ragazzi la sensazione di giocare tra mura amiche. Ma la storia cominciata male finisce peggio, perché nel freddo pomeriggio di Maletto ad irrigidire ancor di più la situazione ci ha pensato la terna arbitrale che in quasi tutte le occasioni ha fischiato contro e poi, come ciliegina sulla torta, anzi come fragola visto che siamo a Maletto, annulla un goal per inesistente fuorigioco. Sconfitta per uno a zero con un sol tiro alla metà del primo tempo, dopo l'assedio sferrato dai nostri soprattutto nel secondo tempo: pazienza. Nonostante tutto bisogna complimentarsi col mister e con i ragazzi che hanno disputato un campionato veramente eccezionale. Da elogiare anche i giovanissimi della Polisportiva Antillese che hanno disputato un ottimo campionato piazzandosi al terzo posto in classifica generale. I GIOVANISSIMI DELLA POLISPORTIVA ANTILLESE CON IL MISTER G. MASTROENI 26 Avvenimenti Sportivi Da segnalare che il 4 giugno grazie alla sinergica collaborazione tra l'istituto comprensivo di S. Teresa di Riva e i comuni di Savoca e Antillo, allo stadio comunale “C. Smiroldo” si è svolta la giornata dello sport, manifestazione ludico-ricreativa caratterizzata da momenti di svago e conoscenza delle bellezze monumentali e paesaggistiche del nostro paese. I PARTECIPANTI ALLA “GIORNATA DELLO SPORT” ALL’ACQUA VENA INIZIO IN SALITA E FINALE IN CRESCENDO E ra cominciata non bene l'avventura nel campionato UISP prima serie sezione di Giarre degli ever green dell' A. C. Antillo Val d'Agrò di mister Egidio Mastroieni. Dopo le inattese battute di arresto iniziali, acquisita nel corso del girone di andata una discreta condizione atletica ecco nel girone di ritorno sferrare alcuni colpi di chirurgica precisione con vittorie di misura che hanno consentito al team di centrare un posto nei play-off oltre al prestigioso premio disciplina per l'esemplare comportamento che il team ha denotato lungo l'arco dell'intero campionato, il tutto senza perder mai di vista quella che ormai è la filosofia consolidata della squadra: ritrovarsi tra amici e concedersi un'ora di sano svago e naturalmente togliersi qualche piccola grande soddisfazione. Infatti, proprio nella gara contro l'Aci S. Antonio, ai calci di rigori, Egidio e compagni hanno conquistato la promozione nell'eccellenza UISP. Complimenti al team, continuate così negli anni. 27 UNA FORMAZIONE DELL’ANTILLO VAL D’AGRÒ