CORSO DI FORMAZIONE POLITICO-AMMINISTRATIVA PER GIOVANI
“IL GOVERNO DELL’ENTE LOCALE E LA GOVERNANCE TERRITORIALE E
ISTITUZIONALE”
Il governo del territorio e delle risorse ambientali:
gestione integrata dei rifiuti
Pietro Santamaria
Conversano, 29 aprile 2011
Di cosa
parlerò?
• Ciclo integrato di gestione dei
rifiuti: quali competenze, quali
sfide, quali rischi.
• Rifiuto: dall’emergenza alle
risorse.
• Gli obiettivi di servizio per la
raccolta differenziata e lo
smaltimento dei rifiuti.
Inquadramento giuridico
• Inquadramento generale sulla
normativa vigente
• La nuova direttiva quadro in tema di
rifiuti
• Soggetti, obblighi e competenze
La gestione dei rifiuti:
evoluzione normativa: le fonti
• Fonti comunitarie (direttive CEE 75/442; 76/403;
78/319; 91/156; 91/689; 94/62; 96/59; 99/31;
2000/53; 2000/76; 2002/96; 2003/108; 2004/35;
2006/12; 2008/98)
• Fonti nazionali (d.p.r. n. 915/82; d.lgs. n. 22/97:
decreto Ronchi; d.lgs n. 389/97; legge n. 426/98; l. n.
93/2001; l. n. 179/2002; d.lgs. n. 36/2003; l. 368/2003;
d.lgs. n. 209/2003; legge n. 308/2004; d.lgs n.
152/2006; d.lgs n. 4/2008; d.lgs n. 128/2010; d.lgs n.
205/2010)
• Fonti regionali
I PRINCIPI
PRIMA della produzione
PRECAUZIONE - Evitare di produrre rifiuti che
possano causare un danno irreversibile alla salute dei
cittadini e all’ambiente.
PREVENZIONE - I soggetti implicati nella gestione
integrata devono produrre il rifiuto in modo da limitarne
la quantità e la pericolosità.
RIDUZIONE – I rifiuti devono essere ridotti (in volume)
al fine di agevolarne le attività di gestione.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
I PRINCIPI
DOPO la produzione
Massima recuperabilità
Deve essere recuperata, ovvero reintrodotta nei cicli
economici di produzione e di consumo, la massima
quota di rifiuto prodotto.
Minima pericolosità
La pericolosità del rifiuto deve essere ridotta al
minimo. I rifiuti non devono essere pericolosi al
termine della gestione integrata.
Prossimità
Il rifiuto (al limite) deve essere smaltito vicino al luogo
in cui è stato prodotto.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
In Italia fino al 1997 la norma destinava i rifiuti
unicamente allo smaltimento
• In Italia, fino al 1997, con il D.P.R. n. 915 del 10 settembre
1982, il legislatore consentiva agli enti locali una forma di
gestione del rifiuto urbano che prevedeva dopo la fase di
“raccolta”, esclusivamente quella di “smaltimento”.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
CON IL RECUPERO
IL RIFIUTO DIVENTA RISORSA
Introduzione della fase di “recupero”: la rivoluzione introdotta
dal Ronchi – D. lgs 22/97 - mutuata dalle direttive comunitarie
(1991-1994).
Se una volta il rifiuto era inteso solamente come “oggetto di cui
disfarsi”, oggi si parla di “risorsa economica", da gestire a
valle del processo; tale attività è resa possibile dall’introduzione
della fase di recupero e dalla correlata “raccolta differenziata”.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
Cambiano le fasi di gestione dei rifiuti urbani
1. RACCOLTA
2.TRASPORTO
3. RECUPERO
4. SMALTIMENTO
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
SCHEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
Il Decreto Legislativo 152/2006 del 03/04/2006
Viene riformulata la normativa ambientale di 6 settori:
• gestione dei rifiuti e bonifica siti contaminati;
• acque e suolo;
• aree protette, specie protette di flora e fauna;
• danni ambientali;
• valutazione dell'impatto ambientale e valutazione
ambientale strategica;
• emissioni in atmosfera.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
Il continuo aggiornamento del Decreto 152/2006
Il decreto è stato aggiornato dalle seguenti norme:
a)
legge 12 luglio 2006, n. 228
b)
legge 24 novembre 2006, n. 286
c)
Dlgs 8 novembre 2006, n. 284
d)
Legge 27 dicembre 2006, n. 296
e)
decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300
f)
Dpr 14 maggio 2007, n. 90
g)
Dlgs 6 novembre 2007, n. 205
h)
legge 19 dicembre 2007, n. 243
i)
decreto-legge 31 dicembre 2007 , n. 248
j)
Dlgs 16 gennaio 2008, n. 4
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
GLI OBBLIGHI DEI CITTADINI nella gestione
integrata dei rifiuti urbani: RESPONSABILITA’
• Hanno l'obbligo di non abbandonare o depositare in modo
incontrollato il rifiuto.
• Sono responsabili del ripristino a proprie spese in seguito al
danno cagionato (“chi inquina paga”).
• Il produttore dei rifiuti e i successivi detentori sono obbligati a
gestire i rifiuti sotto il controllo della pubblica amministrazione.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
GLI OBBLIGHI DEI CITTADINI nella gestione
integrata dei rifiuti urbani: CONFERIMENTO
• I cittadini conferiscono i rifiuti nei punti di raccolta pubblici
cedendone la proprietà al gestore del servizio che, in base al
diritto di privativa, assume la titolarità del rifiuto e diviene
responsabile della corretta gestione.
• Ulteriore obbligo non scritto è quello di differenziare il rifiuto
secondo quanto previsto dal servizio di raccolta.
1. Inquadramento generale sulla normativa nazionale vigente
RIFERIMENTI COMUNITARI
Il 22 novembre 2008 è stata pubblicata sulla G.U.C.E. la nuova
direttiva sui rifiuti (2008/98/CE), che sostituisce le 2006/12/CE
(rifiuti), 91/689/CEE (rifiuti pericolosi) e 75/439/CEE (oli usati).
L’Italia l’ha recepita nel 2010.
La direttiva sottolinea quale obiettivo principale la riduzione delle
conseguenze negative della produzione e della gestione dei
rifiuti per la salute umana e l’ambiente.
La politica ambientale in materia di rifiuti deve puntare alla
riduzione dell’uso delle risorse e all’applicazione concreta della
gerarchia dei rifiuti.
2. La nuova direttiva quadro in tema di rifiuti
La 2008/98 CE: obiettivi
Istituire, entro il 2015, la raccolta differenziata almeno di
carta, metalli, plastica e vetro
Introduzione di obiettivi di riutilizzo e riciclo (50% in peso
entro il 2020)
2. La nuova direttiva quadro in tema di rifiuti
La 2008/98 CE: GERARCHIA
Articolo 4: ordine di priorità della normativa e della politica in
materia di prevenzione e gestione dei rifiuti:
1. prevenzione;
2. preparazione per il riutilizzo;
3. riciclaggio;
4. recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia;
5. smaltimento.
2. La nuova direttiva quadro in tema di rifiuti
Le competenze (D. Lgs.152/06)
STATO: indirizzo, coordinamento e definizione dei criteri generali
e delle metodologie per la gestione integrata dei rifiuti (art. 195).
REGIONI: stabiliscono le competenze di pianificazione e
regolamentazione, nonché di coordinamento degli enti locali, nelle
attività di gestione dei rifiuti, sia sotto il profilo gestionale sia in
termini di esigenze impiantistiche e di smaltimento (art. 196).
PROVINCE: hanno funzioni amministrative di controllo (art. 197).
COMUNI: concorrono nell’ambito delle attività degli ATO alla
gestione dei rifiuti urbani e assimilati (art. 198).
Soggetti,
Soggetti, obblighi e competenze
Le Regioni devono predisporre i piani regionali di
gestione dei rifiuti che definiscono
a) Misure di riduzione di quantità, volumi e pericolosità dei
rifiuti.
b) Condizioni e criteri per la localizzazione degli impianti, ad
eccezione delle discariche, nonché la tipologia e il
complesso degli impianti di smaltimento e recupero dei
rifiuti urbani, all’interno degli ATO.
c) Stima dei costi delle operazioni di recupero e di
smaltimento.
d) Iniziative e misure per favorire il riutilizzo, riciclaggio e
recupero dei rifiuti.
Le Regioni provvedono, in accordo con gli E.L., alla
delimitazioni degli ambiti territoriali ottimali - ATO
Soggetti,
Soggetti, obblighi e competenze
Situazione
discariche/compostaggio
Discariche e impianti di compostaggio in provincia di Bari
secondo il piano regionale dei rifiuti del 2005.
ATO
RSU
(t/giorno)
BA/1
515
BA/2
580
BA/4
BA/5
198
470
Comune
Volumi
Previsione
3
residui (m ) chiusura
Trani
1.500.000
2012
Andria
725.000
2012
Giovinazzo
85.000
09/06
Bitonto
70.000
09/06
Altamura
60.000
11/06
Conversano 400.000
06/07
Situazione
In esercizio
In esercizio
Ampliata
Chiusa
Chiusa
Chiusa
Impianto di
compostaggio
NO
L’impianto complesso ATO BA/5
•Impianto di selezione
•Impianto di biostabilizzazione
•Impianto di produzione di CDR
•Discarica di servizio/soccorso
«esclusivamente in considerazione
del contesto determinatosi nella
Regione Puglia in materia di
smaltimento rifiuti e della
conseguente e persistente
emergenza e con lo scopo di
completare il ciclo integrato di
gestione dei rifiuti»
(determinazione n. 506/2006 del Dirigente del Settore
Ecologia della Regione Puglia)
L’organizzazione territoriale e gli ATO
L’ATO (art. 200 D. Lgs. 152/06) è delineato in virtù dei principi
di:
efficacia,
efficienza,
economicità,
Nonché dei criteri di:
• superamento della frammentazione territoriale della
gestione dei rifiuti urbani e assimilati
• valutazione e individuazione della soluzione ottimale in
virtù di parametri fisici, demografici, tecnici ed economici.
Gli E.L. partecipano obbligatoriamente all’ATO cui
trasferiscono le competenze in materia di gestione integrata dei
rifiuti.
Soggetti,
Soggetti, obblighi e competenze
Gestioni attuali e scadenze delle concessioni per la
raccolta dei rifiuti (Fonte: Piano d’Ambito ATO BA/5).
Comune
Gestore attuale
Concessione
Acquaviva
Lombardi Ecologia
In proroga
Adelfia
ATI Medusa
5/2011
Alberobello
Tradeco
In proroga
Capurso
Ecologica Pugliese
In proroga
Casamassima Ecologica Pugliese
Società Mista
Castellana
In proroga
Cellamare
Lombardi Ecologia
In proroga
Conversano
Tradeco
12/2011
Gioia del Colle SPES
Monteco
Locorotondo
12/2050
In proroga
In proroga
Mola
Lombardi Ecologia
In proroga
Monopoli
Lombardi Ecologia
In proroga
Noci
Avvenire
3/2022
Noicattaro
Ecologica Pugliese
In proroga
Polignano
Medusa
In proroga
Putignano
Aspica
In proroga
Rutigliano
Serveco
In proroga
Sammichele
Si.eco
In proroga
Triggiano
Lombardi Ecologia
In proroga
Turi
Catucci
In proroga
Valenzano
Lombardi Ecologia
In proroga
Le Autorità d’Ambito
L’Autorità d’Ambito (art. 201 D. Lgs. 152/06) è una struttura
dotata di personalità giuridica.
Ha il compito di:
•
organizzare il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani
•
determinare gli obiettivi da perseguire
•
raggiungere l’autosufficienza di smaltimento, entro i
termini stabiliti dalla normativa in vigore.
Soggetti,
Soggetti, obblighi e competenze
Il ruolo dei Comuni
I Comuni (art. 198 D. Lgs. 152/06) concorrono a disciplinare
la materia dei rifiuti urbani e assimilati emanando i regolamenti
comunali contenenti le specifiche disposizioni.
Soggetti,
Soggetti, obblighi e competenze
Chi si occupa di rifiuti nei Comuni?
• Comandante dei vigili urbani
• Ufficio tecnico
• Ufficio ambiente
• Sindaco
• Assessore
• Delegato del Sindaco
D. Lgs. N. 152 del 3 aprile 2006
Classificazione dei rifiuti
ART. 184
1/3
I rifiuti sono classificati:
secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali
secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti
pericolosi e rifiuti non pericolosi
Classificazione rifiuti e disciplina applicabile
• Rifiuti speciali: a carico dei produttori
• Rifiuti urbani: tassa comunale a carico degli utenti
D. Lgs. N. 152 del 3 aprile 2006
Classificazione dei rifiuti
ART. 184
2/3
Sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici (…)
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad
usi diversi (…), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e
quantità (…)
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade
d) i rifiuti (…) giacenti sulle strade ed aree pubbliche o (…)
soggette ad uso pubblico o sulle spiagge (…)
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini,
parchi e aree cimiteriali
f) i rifiuti provenienti (…) da attività cimiteriale (…).
Smaltire, smaltire, smaltire
D. Lgs. N. 152 del 3 aprile 2006
Classificazione dei rifiuti
ARTT. 181 e 183
3/3
Sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, (…) attività di
scavo (…)
c) i rifiuti da lavorazioni industriali (…)
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali
e) i rifiuti da attività commerciali
f) i rifiuti da attività di servizio
g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi
prodotti (…) da altri trattamenti delle acque (…)
h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie
i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti
l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti
m) il combustibile derivato da rifiuti (il CDR)
n) i rifiuti derivanti dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi
urbani
Rifiuti speciali
138 milioni di
tonnellate all'anno
(ISPRA, 2011)
Più di 4 volte gli
urbani
Di 26 milioni di
tonnellate è ignota la
destinazione
Andamento RD nell’ATO BA/5
Previsioni di legge
•
•
•
•
•
•
•
•
•
15% di RD al 1999 (D. Lgs. 22/97)
25% di RD al 2001 (D. Lgs. 22/97);
35% di RD al 2003 (D. Lgs. 22/97);
35% di RD al 2006 (D. Lgs. 152/06);
40% di RD al 2007 (Legge Finanziaria 2007);
45% di RD al 2008 (D. Lgs. 152/06);
50% di RD al 2009 (Legge Finanziaria 2007);
60% di RD al 2011 (Legge Finanziaria 2007);
65% di RD al 2012 (D. Lgs. 152/06).
Costo smaltimento fino al 7/1/2010
• 50,82 €/t per lo smaltimento in discarica
dei rifiuti “tal quale”
• A tali costi vanno ad aggiungersi l’IVA e l’ecotassa come
per legge.
Costi smaltimento dal
7/1/2010 al 28/3/2011
• 28,37 €/t per il trattamento di biostabilizzazione;
• 50,82 €/t per lo smaltimento in discarica dei rifiuti
biostabilizzati.
• A tali costi vanno ad aggiungersi l’IVA e l’ecotassa come
per legge.
Costi smaltimento dal 28 marzo 2011
• 87,37 €/t per il trattamento di biostabilizzazione,
la sperimentazione per produrre CDR e lo
smaltimento di tutto nella nuova discarica di
servizio/soccorso.
• A tali costi vanno ad aggiungersi l’IVA e l’ecotassa come
per legge.
Costi smaltimento dal 28 aprile 2011
• 110,76 €/t per il trattamento di biostabilizzazione,
la produzione di CDR e lo smaltimento del rifiuto
residuo nella discarica di servizio/soccorso.
• A tali costi vanno ad aggiungersi l’IVA e l’ecotassa come
per legge.
Costo gestione dei rifiuti a Mola
Costo
Servizio
Smaltimento
Ecotassa
Totale
2006
2.539.113
669.238
144.856
3.353.207
2007
2.694.004
710.062
168.106
3.572.172
2008
2.828.705
745.565
154.427
3.728.697
Il calcolo della percentuale di
raccolta differenziata
• Rapporto tra il materiale raccolto in modo
differenziato (RD) e il totale dei rifiuti
raccolti (RD+indifferenziato)
RD/RSU
www.ambientemola.it
Ricerca su
Google
(22/4/2011)
http://beta.partitodemocratico.it/tdoc/59/t/documenti-indice/indice.htm
Fine
• Questa presentazione potrà essere
riciclata ancora tante volte, purtroppo...
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rifiuti santamaria - Giovani Democratici