Le valvole motorizzate negli impianti termotecnici: le
moderne tecnologie, le direttive comunitarie e la
normativa tecnica applicabile
Dr. Maurizio Brancaleoni
AUMA Italiana S.r.l - Amministratore Delegato
ATI Sezione Lombardia - Presidente
Commissione UNI Valvole Industriali - Presidente
Convegno: «Impianti termotecnici per un’energia pulita»
Centro Congressi FAST, Milano 8 Aprile 2014
La valvola industriale e le sue origini
Breve cenno storico
•
Le valvole controllano la portata, la pressione, la temperatura, la direzione
del flusso di liquidi, gas, granulati, attraverso tubazioni, canali, condotti.
Possono aprire, chiudere, regolare, modulare, intercettare. Le loro
dimensioni vanno dai millimetri ai metri, la loro storia si perde nei millenni e
durerà certamente ancora a lungo.
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La valvola industriale e le sue origini
Breve cenno storico (seguito)
•
•
Gli Egizi e i Greci svilupparono diversi organi di
intercettazione, prevalentemente per la
distribuzione dell’acqua e per uso irriguo, ma la
paternità del rubinetto su scala industriale va ai
Romani, che introdussero specifiche e
normative sui materiali, sulle dimensioni e sulle
classi di servizio. Ancora ai Romani va il merito
dell’invenzione del primo rubinetto a maschio
(in tre pezzi) e delle valvole di ritegno.
Il Codice scritto da Frontinus (De aquae ductu
urbis Romae) nel 98 D.C. è un’efficace
descrizione delle leggi che regolavano gli
acquedotti urbani, le tecnologie e i relativi
consumi, e rappresenta contemporaneamente
il primo approccio di normalizzazione per le
valvole e le tubazioni.
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La valvola industriale e le sue origini
Breve cenno storico (seguito)
• Nella Roma imperiale, gli acquedotti distribuivano su tutto il territorio cittadino
ben 200 litri d’acqua al giorno per ognuno del milione e mezzo di abitanti.
L’acqua era disponibile per tutti, nelle fontane e nei bagni pubblici. Poche
famiglie privilegiate potevano derivare l’acqua pubblica all’interno delle proprie
dimore, dietro autorizzazione scritta dell’imperatore: l’autorizzazione imperiale
era legata alle dimensioni del collettore domestico principale e alla valvola di
intercettazione primaria.
•
Studi dell’Istituto di Ricerche Breda di Milano effettuati nel 1969 su reperti
(valvole in bronzo e tubi di collegamento in piombo) rinvenuti negli scavi
archeologici di Minori, confermarono che i Romani avevano sviluppato una
consistente esperienza nella costruzione di valvole a maschio – che utilizzavano
un bronzo simile al nostro moderno ASTM B61 – e nella realizzazione di sistemi
idraulici complessi, che prevedevano già standard dimensionali per future
sostituzioni e intercambiabilità!
• L’analisi radiografica su alcuni reperti permise di scoprire, inoltre, che tutte le
valvole romane avevano un originale accorgimento costruttivo (bulinatura del
corpo in corrispondenza del maschio) per permettere all’ ”aquarius” (il fontaniere
municipale) di limitare la corsa riducendo così di caso in caso la portata massima
erogabile, sulla base di precise istruzioni del “curator aquarum” (sovrintendente
idrico).
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La valvola industriale e le sue origini
Breve cenno storico (seguito)
•
In seguito, per molti secoli, non ci furono sostanziali innovazioni:
poi, durante il Rinascimento, Leonardo da Vinci, progettando e
costruendo canali irrigui e sistemi idraulici complessi, diede
ulteriore stimolo all’idraulica e allo sviluppo di particolari organi di
intercettazione, molti dei quali sono ancora in sito.
•
La storia moderna delle valvole corre parallela alla rivoluzione
industriale.
•
Dall’invenzione del primo motore a vapore e della locomotiva di
Watt, gli inventori, i progettisti e i costruttori di macchine termiche
e idrauliche hanno continuamente sviluppato nuovi tipi di valvole,
anche se queste non vennero mai considerate per molti decenni
un prodotto fine a se stesso e producibile su vasta scala
industriale.
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La valvola industriale e le sue origini
Breve cenno storico (seguito)
•
Il primo progetto di grande rilevanza per l’ampio uso di valvole anche di
grosso diametro - è quasi certamente
rappresentato dall’acquedotto CrotonNew York che nel 1842 portò acqua
alla metropoli, da oltre 50 chilometri,
con un investimento di 10 milioni di
dollari dell’epoca.
•
Questo progetto dimostrò i vantaggi
offerti da un così vasto sistema di
acquedotti municipali e creò,
indirettamente, la prima grande
domanda di valvole industriali nel
mondo moderno.
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La valvola industriale e le sue origini
L’evoluzione degli utilizzi
Tra il 1900 e il 1940, la gamma di impieghi e di tipologie si allargò presto in
modo sostanziale a servizio delle più svariate soluzioni impiantistiche. A titolo
d’esempio possiamo ricordare alcune applicazioni in una centrale di
produzione di energia:
• captazione e raccolta acqua per la produzione di vapore e circuiti di
raffreddamento e trattamento del condensato;
• controllo della circolazione dell’acqua all’interno della caldaia;
• stoccaggio e trasporto interno del combustibile;
• regolazione della miscela aria-combustibile;
• controllo e trattamento gas di combustione;
• controllo del vapore sul circuito caldaia-turbina;
• trasporto del condensato al circuito di alimentazione;
• manipolazione, trasporto e stoccaggio dei prodotti di scarto;
• servizi ausiliari;
• rete antincendio;
• rete di teleriscaldamento (quando prevista).
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Tipologia e classificazione delle valvole
•
Le valvole e i relativi sistemi di azionamento possono essere
suddivisi in diversi modi a seconda delle specifiche esigenze.
•
Uno schema di classificazione razionale, da utilizzare come base
per la suddivisione delle tipologie, è quello inserito nello Standard
ISA S-75.05, disponibile sul sito www.isa.org oppure tramite la
Segreteria dell’Associazione Italiana Strumentisti ISA Italy Section –
Associazione Italiana Strumentisti (www.aisisa.it)
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Tipologia e classificazione delle valvole
A SARACINESCA
A GLOBO
A DISCO
A CORSA LINEARE
A SPILLO
A MEMBRANA
FLOTTANTE
A PINZA
PARATOIA
VALVOLA
IMPERNIATA
TOP-ENTRY
A SFERA
MONOBLOCCO
A MASCHIO
AD ASSE CENTRATO
A CORSA ANGOLARE
A FARFALLA
A SEMPLICE ECCENTRICO
A DOPPIO ECCENTRICO
A TRIPLO ECCENTRICO
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Tipologia e classificazione dei sistemi di azionamento
TASTEGGIO
DI REGOLAZIONE
ATTUATORE
A 3 PUNTI
MODULANTE
SERVOAZIONATA
INTERCETTAZIONE
ATTUATORE
ON - OFF
VALVOLA
A VOLANTINO
CONICO
MANUALE
A LEVA
CILINDRICO
A RIDUTTORE
A GLIFO
A VITE SENZA FINE
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La valvola industriale: altre tipologie
L’industria, per rispondere alle esigenze dei Progettisti e degli Utenti, ha introdotto
ulteriori classificazioni e tipologie sulla base dell’applicazione, dei parametri di
processo e ambientali e in base ai materiali costruttivi. Le principali sono:
•
•
•
•
•
•
valvole per reti idriche, costituite soprattutto da diverse famiglie di saracinesche
(a cuneo gommato, per servizio interrato, ecc.), valvole a fuso, idrovalvole,
serrande e paratoie;
valvole “fire proof” resistenti all’incendio;
valvole “fugitive emission proof” con tenuta verso l’esterno stabilita e certificata;
valvole criogeniche, per funzionamento su fluidi a bassissima temperatura
valvole a spina, la cui uscita in genere non è intubata, e servono ad ottenere la
massima velocità del fluido in uscita, per ruote Pelton, tubi di Laval, lance
antincendio, ecc.;
valvole “sigillate”, tipicamente valvole a solenoide, nelle quali il comando
dell’otturatore è isolato in modo rigido, senza nemmeno il soffietto o il
diaframma.
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La valvola industriale: i principali requisiti
Per offrire ottime e durature prestazioni, una valvola deve essere selezionata
sulla base di alcune caratteristiche base:
• idoneità alla funzione specifica (intercettazione, regolazione, riduzione
della pressione, ecc.). Per una data funzione possono essere prescelti
modelli diversi, ma non un modello qualunque: non esiste in pratica una
«valvola multi-funzione»;
• resistenza alle sollecitazioni di pressione e di linea;
• manovra (manuale o servoazionata) con caratteristiche costruttive
adeguate;
• struttura sufficiente a resistere nelle condizioni più critiche e di
malfunzionamento dell’impianto;
• grado di tenuta in linea e verso l’esterno sufficiente per le esigenze del
processo e dell’ambiente:
• materiali idonei al tipo e alle condizioni del fluido;
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La valvola industriale: i principali requisiti (seguito)
•
•
•
agevole montaggio e smontaggio
reperibilità, nel tempo, dei relativi ricambi originali in particolare quando si è sotto
le direttive comunitarie (es. PED, ATEX, Direttiva Macchine, Direttiva CPD, ecc.)
Esaminare e considerare correttamente le condizioni del processo, anche per
evitare i fenomeni di moto vario, di flashing, cavitazione e rumore:
– Tipo di fluido (liquido, gas, miscele gas-liquido, con solidi in sospensione,
liquidi ad alta viscosità, ecc.)
– P1, P2 e Deltapi
– Transitori termici
– Velocità del fluido
– Vibrazione indotte
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La valvola industriale: i principali criteri di scelta
Gli elementi determinanti per la scelta delle valvole industriali sono:
• le direttive comunitarie, la normativa tecnica e gli standard di riferimento
• funzione della valvola
• natura del fluido e sue caratteristiche
• materiali costruttivi e loro caratteristiche
• durata prevista
• perdite di carico equivalenti
• tempo di azionamento
• condizioni di impiego
• tipo di tenuta
• montaggio e dimensioni di ingombro
• costo (valvola, installazione, manutenzione): LCC (Life Cycle Cost)
• referenze e affidabilità prodotto
• facilità di manutenzione e reperibilità tecnici per eventuale assistenza tecnica
• garanzie e disponibilità ricambi originali nel medio-lungo periodo
• analisi del fornitore e verifica bilanci e stato patrimoniale
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La valvola industriale: i principali criteri di scelta (seguito)
Funzione della valvola
• A seconda del servizio richiesto (intercettazione e regolazione) il
progettista ha un’ampia scelta tra valvole con corse angolari o lineari,
azionate manualmente o servocomandate, sommerse o interrate.
• Tutti i principali costruttori sono in grado di suggerire il tipo di valvola più
adatto alle mutevoli e specifiche esigenze.
Natura del fluido
• Il fluido trasportato non è in genere elemento centrale per la scelta del
tipo di valvola, ma in qualche caso impone delle forme costruttive
particolari (valvole a membrana o a tenuta morbida per fluidi con solidi in
sospensione), o materiali specifici (acciai speciali, ceramiche, resine
sintetiche per fluidi corrosivi): questo è un primo aspetto per cui la scelta
dei materiali è guidata da tabelle garantite dai fornitori.
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La valvola industriale: i principali criteri di scelta (seguito)
Perdita di carico
• Si tratta di un parametro che può essere richiesto tra valori minimi
(intercettazione) e valori elevati (riduzione di pressione, sfiati, ecc.) e che
influenza la scelta soprattutto del tipo di interni a contatto con il fluido (trim)
Tempo di azionamento
• Indipendentemente dal tipo di azionamento (manuale o servocomandato),
la manovra della farfalla o della sfera (angolo di 90 gradi), è più agevole e
rapida rispetto ad altri tipi di valvola, come le saracinesche e le valvole a
lama o a ghigliottina, la cui corsa è in genere pari al diametro nominale
Condizioni di impiego
• Si intendono tali le condizioni di servizio e le condizioni ambientali. .
• La temperatura e la pressione sono evidentemente i parametri di cui
bisogna tener maggior conto.
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La valvola industriale: i principali criteri di scelta (seguito)
Tipo di tenuta
• Le diverse forme costruttive delle sedi e i diversi materiali comportano
sensibili diversi gradi di tenuta per i vari tipi di valvole. Le valvole a
farfalla e a sfera sono tra quelle che si prestano maggiormente a
soluzioni più avanzate ed evolute, come ad esempio l’impiego di
materiali ceramici o le tenuta di tipo lamellare.
Montaggio e dimensioni di ingombro
• Le valvole a saracinesca a stelo saliente hanno scartamento minimo,
sono tuttavia ingombranti rispetto alle sezioni perpendicolari all’asse di
linea e se ne deve tener conto prevedendone l’installazione nel contesto
degli altri componenti dell’impianto (tubazioni, altri dispositivi o
macchinari: in parte ricavabili dai disegni assonometrici). Le valvole a
corsa angolare, es. a sfera o farfalla, sono più compatte e in genere di
più facile installazione.
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Analisi e considerazioni del progettista
•
•
•
•
Costo: (valvola, installazione, manutenzione): il confronto di costo tra
una valvola e un’ altra è un fattore di scelta difficilmente quantificabile,
essendo evidentemente complesso il paragone tra le varie tipologie che
è determinato (a consuntivo) dalla somma del costo di
approvvigionamento, delle spese di installazione e degli oneri di
manutenzione.
Durata: la durata media di una valvola è stimabile tra i 15 ed i 20 anni di
servizio, in funzione delle particolari condizioni di esercizio e dal grado di
manutenzione effettuato.
Affidabilità: per il tipo particolare di funzione richiesta alla valvola
l’affidabilità è un elemento essenziale: l’efficienza della produzione, la
sicurezza degli addetti e il rispetto dell’ambiente ne dipendono in
maniera determinante.
Facilità di manutenzione: le moderne tecnologie permettono di
realizzare valvole semplici e di facile manutenzione, esistono tuttavia dei
tipi di valvole per le quali non sono necessari interventi per tutta la vita
dell’impianto (es. valvole a stantuffo).
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Il rating o classi di pressione
•
•
Gli enti normatori, nazionali e non, hanno elaborato - nel corso degli
ultimi decenni - normative specifiche che stabiliscono le caratteristiche
(dimensioni, spessori, ecc.) delle varie parti dei recipienti in pressione
(valvole, flange, raccorderie, ecc.), classificando opportunamente tali
particolari secondo campi di pressione, intervalli di temperatura, gruppi
di materiali.
Fra le diverse norme applicabili, in particolar modo nelle aree di
influenza statunitense, continuano ad essere ampiamente adottate
quelle dell'ANSI (American National Standards Institute) e dell’ASME
(American Society Mechanical Engineers Standards) - che avendo
un’impostazione totalmente differente da quelle di estrazione Europea,
adottata dal CEN e nata sotto la forte influenza dell’industria tedesca
(DIN), ha provocato – e provoca - non pochi grattacapi ai progettisti, ai
costruttori e agli enti di certificazione, in particolare quando devono
essere rispettate le norme armonizzate e le direttive UE (es. PED)
oppure quando si devono progettare, costruire e certificare prodotti validi
per entrambi gli approcci progettuali.
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Il rating o classi di pressione (seguito)
•
•
•
In Italia, ad esempio, va sottolineato come, fino all’avvento
delle nuove norme EN e della Direttiva PED, in campo
energetico, petrolchimico e petrolifero, le norme di riferimento,
la classificazione dei «rating di linea» e i materiali fossero
esclusivamente di origine statunitense (ANSI e ASME Boiler
Code): l’ENEL e l’ENI furono i primi, tra tutti gli Utilizzatori
Finali, i due esempi più eclatanti.
Questo aspetto può essere attribuito anche dal fatto che,
nell’immediato periodo post-bellico e durante la ricostruzione e
un decennio prima della nazionalizzazione elettrica, i principali
impianti videro installare, grazie al Piano Marshall, migliaia di
componenti – tra pompe, valvole e attuatori – «donati» dal
popolo USA all’Europa e a quello Italiano, in particolare!
Questo «dualismo» internazionale è ancora in essere e,
nonostante la normativa ISO, ad esso si aggiungono le norme
tecniche (spesso di natura protezionistica) di molti paesi
industrialmente emergenti (es. Area BRIC).
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a maschio
• Le valvole a maschio (plug valves) utilizzano quale organo di
intercettazione una delle soluzioni costruttive più antiche. Famose, ad
esempio, sono le valvole a maschio in bronzo utilizzate dai Romani negli
acquedotti in tutto l’Impero.
Un otturatore (maschio) a forma tronco-conica ruota di 90°
all’interno di una sede conica femmina ricavata nel corpo
valvola. Lo stelo di manovra è un pezzo unico con l’otturatore,
mentre il foro di passaggio è a sezione rettangolare,
determinando una variazione delle luci di passaggio con
conseguenti elevate perdite di carico localizzate.
A causa della forma conica, l’otturatore può essere soggetto a
spinte verticali, che devono essere contrastate in maniera
meccanica o tramite il bilanciamento delle pressioni all’interno
della sezione di passaggio del maschio, nella camera al di
sopra dello stesso ed in quella sottostante.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a maschio (seguito)
Al fine di ottenere buoni gradi di tenuta le due
superfici coniche, del maschio e della sua sede nel
corpo, devono essere adattate l’una all’altra (ad
esempio mediante lappatura). L’utilizzo di grasso di
lubrificazione iniettato in appositi canali è, inoltre,
essenziale in questa tipologia costruttiva. Esistono,
però, anche soluzioni che impiegano un inserto in
materiale polimerico (PTFE o similari), posto nel
corpo, all’interno del quale ruota il maschio,
rendendo più semplice l’adattamento delle superfici,
migliorando, quindi, il grado di tenuta e riducendo le
coppie di manovra.
E’ opportuno segnalare che la costruzione a
maschio si presta facilmente alla realizzazione di
valvole multiport (a 3-vie, 4 vie e 5-vie), di ingombro
e peso ridotti.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a sfera
La valvola a sfera (ball valve) è un componente presente
in tutti gli impianti chimici, petrolchimici, nelle raffinerie,
così come negli impianti di produzione di energia fino a
quelli domestici, utilizzato per l’intercettazione o la
deviazione o, più recentemente, la regolazione di fluidi.
L’organo di intercettazione/regolazione è una “sfera”
lavorata con un foro di passaggio al proprio interno il
quale, quando è allineato con l’asse della valvola,
consente il passaggio del fluido mentre quando è
posizionato perpendicolare, per mezzo di una rotazione di
90° della sfera, ostruisce il flusso.
La tenuta è realizzata a mezzo di due guarnizioni circolari
leggermente più grandi del foro di passaggio
opportunamente sagomate, da un lato, per garantire un
perfetto contatto con la superficie della sfera e montate nel
corpo valvola.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a sfera
Il collegamento tra l’operatore esterno e la sfera è
realizzato dallo stelo (stem), detto anche asta di manovra.
La posizione di aperta-chiusa è normalmente resa visibile
dalla leva di manovra, che deve compiere solo un quarto
di giro per aprire o chiudere la valvola. Nella posizione
aperta la leva deve risultare parallela all’ asse della
tubazione e perpendicolare alla stessa nella posizione
chiusa.
Tranne pochi casi particolari le valvole a sfera sono
sempre bi-direzionali, ovvero possono intercettare un
fluido che entri indifferentemente da uno qualsiasi dei lati.
Il rubinetto a maschio è la tipologia costruttiva più affine
alla valvola a sfera. In questo caso invece di una sfera è
presente un cilindro leggermente conico con un foro a
sezione rettangolare anziché circolare, anch’esso
perpendicolare all’ asse dell’otturatore.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a farfalla
La valvola a farfalla è indubbiamente l’organo di
intercettazione e di regolazione sul quale, negli ultimi anni, si
è maggiormente concentrata l’attenzione dei costruttori e
degli utilizzatori tanto da non essere più considerato un
prodotto di seconda categoria, utilizzabile solo per impieghi
non gravosi (basse pressioni e scarsa tenuta).
L’evoluzione del progetto, il mantenimento del semplice
concetto costruttivo e la facilità nell’offrire le più svariate
soluzioni alle richieste degli impiantisti, rendono quest’organo
di intercettazione l’elemento universalmente più noto ed
apprezzato.
Gli accorgimenti tecnici adottati dai progettisti, le migliorate
prestazioni, l’affidabilità, la durata ed il superamento di
rigorosissime prove indicano che la valvola a farfalla è idonea
anche per gli impieghi più gravosi richiesti dalle centrali
termoelettriche (es. geotermia) e dagli impianti di
teleriscaldamento.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a farfalla (seguito)
Le valvole a farfalla maggiormente in uso sono basate sui seguenti criteri
costruttivi:
ad asse
centrato
a semplice
eccentrico
a doppio
eccentrico
a triplo
eccentrico
Da questi criteri costruttivi e dall’abbinamento di altre scelte di carattere
progettuale – quali ad esempio i dimensionamenti e la tipologia dei materiali e
delle guarnizioni – ne deriva il livello di affidabilità e la determinazione delle
classi di tenuta della valvola.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA ANGOLARE
Valvole a semisfera
Le valvole a semisfera vengono progettate ed utilizzate per una vasta gamma
di applicazioni nel settore industriale della regolazione.
Questa tipologia di valvole consente di ottenere elevati vantaggi in
termine di grandi portate con basse coppie di azionamento anche ad elevate
pressioni.
L’interno della valvola è costituito da una sfera parziale (semisfera) imperniata
da due alberi di manovra e bloccate per mezzo di spine calibrate. Il concetto
costruttivo di base è quello del doppio eccentrico come abbiamo già
ampiamente descritto precedentemente per le valvole a farfalla.
La semisfera a “V” è costituita da una superficie sferica che ruota
sfericamente in un campo di lavoro di 90° su un anello di tenuta bloccato sul
corpo. Il profilo a “V” della semisfera consente di ottenere un’ampia
“rangeability” e una caratteristica di flusso “equi-percentuale”.
La sede di tenuta di questa tipologia di valvola consiste generalmente in un
anello di tenuta metallico bloccato sul corpo valvola; la direzione del flusso
deve essere assolutamente rispettata in modo che la pressione differenziale
permetta sempre all’anello sede di tenuta di porsi in diretto contatto con la
superficie della semisfera.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA LINEARE
La saracinesca
La valvola a saracinesca è classificata come «valvola
lineare», poiché l’otturatore per effettuare l’intera corsa
compie un movimento lineare, perpendicolare al senso del
flusso.
Le valvole a saracinesca sono costituite da un corpo, un
coperchio, un castello, uno stelo filettato e da due sedi
anulari centrate in linea, con una distanza fra loro pari allo
spessore della lastra (saracinesca) che traslando
perpendicolarmente alla linea stessa, agisce da
otturatore.
Le sedi sono montate in modo da formare un angolo fra
loro corrispondente all’inclinazione delle facce
dell’otturatore, a cuneo che può essere di tipo rigido
flessibile.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA LINEARE
La saracinesca (seguito)
Le saracinesche possono essere a
stelo saliente e non saliente e
vengono utilizzate quasi
esclusivamente per servizio di
intercettazione.
Una versione particolare detta a
ghigliottina o a coltello (knife-gate),
appartenente alla famiglia delle
saracinesche a seggi paralleli,
viene a volte impiegata su servizi di
regolazione blanda, in presenza di
fluidi densi ad alta viscosità o
torbidi, in particolar modo su
impianti di trattamento acque reflue.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA LINEARE
Valvola a globo e a flusso avviato
Le valvole a globo sono realizzate in quattro
distinte tipologie (a “L”, a “T”, a “Y”, a “Z”) ed
hanno attacchi di ingresso e di uscita in linea
(saldati, flangiati o filettati). Il loro
funzionamento è analogo e il fluido percorre
un percorso a vari gradi non rettilineo.
In condizioni di elevata pressione differenziale
è bene verificare la possibilità di flashing,
cavitazione, rumore e vibrazioni).
In particolare le le valvole a “T” ed a “Y”
obbligano il fluido ad un percorso ad “S”
accentuato per le valvole a seggio singolo,
valvole a seggio doppio e per le valvole a tre
vie, rispettivamente miscelatrici e deviatrici
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA LINEARE
Valvola a globo e a flusso avviato (seguito)
Le valvole miscelatrici e le valvole deviatrici costituiscono
una modifica di valvole a doppio seggio.
Si tratta di canalizzazioni topologicamente equivalenti,
(spesso si impiega la valvola deviatrice anche per la
miscelazione), ma le spinte del fluido rendono l’otturatore
della valvola miscelatrice tendente a posizionarsi a metà
corsa (stabilità per il controllo della dosatura), mentre
quello della deviatrice tende a portarsi verso uno degli
estremi (un vantaggio se si deve indirizzare l’intero flusso
verso l’uno o l’altro dei rami di uscita).
Tale tipo di valvola è utilizzabile con pressioni nominali fino
a PN760, in esecuzione forgiata o fusa, ma tuttavia le
dimensioni sono generalmente dimensioni “limitate” a
DN400 in quanto oltre questo diametro le valvole a sfera o
a farfalla sono più convenienti, anche nel caso di trim più
complessi destinati alla regolazione).
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA LINEARE
Valvola a globo e a flusso avviato (seguito)
Il percorso a S è attenuato per le valvole a del tipo a “Z”
(che hanno la caratteristica di essere autodrenanti),
costruite in esecuzione prevalentemente forgiata,
dimensioni massime maggiori di quelle a globo, ma con
possibili “sigma critici” nella zona corrispondente alla
sede, dovuti a sollecitazioni flessionali derivanti dalla
non coassialità delle connessioni.
Il percorso è invece a 90° per le valvole ad angolo, di
costruzione relativamente “semplice”, vantaggiosa dal
punto di vista dell’impiego perché autodrenante, e con
buoni parametri operativi, in esecuzione forgiata o fusa,
e dimensioni fino a DN 1200 e pressioni nominali fino a
PN 760; svantaggiosa invece dal punto di vista
dell’installazione, perché introduce complicazioni nel
piping.
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La valvola industriale
DESCRIZIONE DI ALCUNI TIPI DI VALVOLE A CORSA LINEARE
Valvola a globo e a flusso avviato (seguito)
Il percorso ad “S” è fortemente raddrizzato per le valvole a Y.
Sono valvole a globo, con ottimi parametri operativi, per
impiego come valvole di intercettazione e ritegno, ma poco
adatte per l’impiego nel campo della regolazione. Disponibili
fino al DN400, in esecuzione forgiata o fusa per pressioni
nominali fino a PN 760. Dal punto di vista costruttivo esiste
anche la variante a parti saldate (fabricated valve) con
dimensioni massime maggiori ma con pressioni nominali
assai minori.
Sulle valvole fino a 4” che necessitano di una grossa spinta
per ottenere la seating force è di norma previsto il comando
(a leva o con volantino) del tipo “a impatto” (impact lever o
impact wheel): leva o volantino sono appesantiti nella parte
esterna in modo da raggiungere un elevato momento
d’inerzia, e un lasco di circa 5° è stabilito fra comando e
perno, onde permettere i colpi di chiusura.
33
La valvola industriale
LA VALVOLA DI RITEGNO O «CHECK VALVE»
Le valvole di non ritorno, definite anche valvole di ritegno o «check valves» si
suddividono in due principali categorie:
- a disco (stop e stop-check), assimilabili per la geometria costruttiva alle
valvole a globo
- A battente (swing check o tilting disc), assimilabili alle valvole a farfalla,
anche se la forma esterna è più vicina ad una valvola a globo
- Per la loro funzione queste valvole non vengono dotate di servomotori,
salvo casi estremamente eccezionali.
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La valvola industriale
LA VALVOLA A SOFFIETTO
La valvola a soffietto è, generalmente, una
variante delle valvole a globo, anche se il soffietto
può essere applicato su altre valvole lineari a
stelo saliente lineari, e anche, seppure più
raramente, anche a valvole a quarto di giro (es.
maschio o sfere).
Il soffietto è un componente elastico e deformabile
che permette lo spostamento dello stelo di
comando, conservando una tenuta statica lungo
tutta la corsa; il soffietto quindi è componente di
contenimento della pressione e lo stelo non entra
a contatto con il fluido di processo.
Una valvola a soffietto correttamente
dimensionata comporta infatti emissioni
ambientali nulle.
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La valvola industriale
LA VALVOLE A MEMBRANA
La valvola a membrana può essere impiegata sia come valvola di
sezionamento che come valvola di regolazione. I componenti
principali di questa valvola sono il corpo, il coperchio in cui scorre
l’asta, e la membrana che viene spostata dall’asta.
La tenuta viene effettuata mediante compressione di una
membrana in elastomero o plastomero direttamente sul corpo
della valvola che può essere realizzato in ghisa nuda o in ghisa
rivestita. Il rivestimento è funzione del fluido intercettato.
Per la sua grande versatilità, questo tipo di valvola si è affermata
in molti impianti, in particolari in quello di processo.
Per fluidi densi è possibile utilizzare il modello a flusso libero che
consente un deflusso rettilineo e non ha zone dove il fluido
potrebbe depositarsi e quindi ostruire il passaggio.
Per la sua forma costruttiva particolarmente favorevole le due
soluzioni causano una perdita di carico piuttosto contenuta.
Chiaramente il modello a flusso libero (A), rispetto a quello a
flusso avviato (B), ha una perdita di carico inferiore.
(B)
(B)
36
Quali sono, oggi, i principali enti normativi e le organizzazioni
nazionali ed internazionali che interessano i costruttori di valvole
e di attuatori, i progettisti e gli utilizzatori finali (in grassetto quelli
più rilevanti per il mercato nazionale)?
Enti di normazione
Associazioni
• UNI (I)
• ANIMA-AVR (Italia)
• CEN (EU)
• BVAMA (UK)
• CEI (I)
• CEIR (EU)
• CENELEC (EU)
• NPAA (Russia)
• ISO
• PROFLUID (Francia)
• IEC
• VDMA (Germania)
• ISA (USA)
• VMA (U.S.A.)
37
Cos’è l’UNI
(www.uni.com)
UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione - è un’associazione privata
senza scopo di lucro fondata nel 1921 e riconosciuta dallo Stato e
dall’Unione Europea, che studia, elabora, approva e pubblica le
norme tecniche volontarie - le cosiddette “norme UNI” - in tutti i
settori industriali, commerciali e del terziario (tranne in quelli elettrico
ed elettrotecnico).
Le principali tipologie di soci UNI sono imprese, professionisti,
associazioni, enti pubblici, centri di ricerca e istituti scolastici.
UNI rappresenta l’Italia presso le organizzazioni di normazione europea
(CEN) e mondiale (ISO).
38
Cos’è il CEN
(www.cen.eu)
CEN is a non-profit technical organization set up under Belgian law.
The membership is comprised of the National Standards Bodies of 30
European countries.
Additionally, CEN has 7 Associate Members representing pan-European
professional and trade federations as well as consumer and
environmental interests.
17 National Standards Bodies from an EU neighbouring country with an
Affiliate status.
CEN also has a Partner Standardization Body (PSB) programme which
links NSBs from outside Europe to CEN.
The European Commission and the EFTA Secretariat act as CEN’s
Counsellors for policy issues.
39
Cos’è il CEI
(www.ceeiweb.it)
Il CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano è responsabile in ambito nazionale della
normazione tecnica in campo elettrotecnico, elettronico e delle
telecomunicazioni, con la partecipazione diretta - su mandato delle Stato Italiano nelle corrispondenti organizzazioni di normazione europea (CENELEC – Comité
Européen de Normalisation Electrotechnique) e internazionale (IEC – International
Electrotechnical Commission).
Il CEI propone, elabora, pubblica e divulga Norme tecniche che costituiscono il
riferimento per la presunzione di conformità alla “regola dell’arte” di prodotti, processi,
sistemi e impianti elettrici.
La Legge italiana n. 186 del 1º marzo 1968 stabilisce infatti che “Tutti i materiali, le
apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici
devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte” e che gli stessi “realizzati secondo
le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d'arte”.
Le Norme CEI, in larga maggioranza recepimenti di documenti normativi
internazionali, costituiscono anche uno strumento univoco e ben codificato per
soddisfare le prescrizioni di natura obbligatoria previste dalla legislazione nazionale
ed europea.
40
Cos’è il CENELEC
(www.cenelec.eu)
CENELEC, the European Committee for Electrotechnical Standardization, is a nonprofit technical organization set up under Belgian law and composed of the National
Electrotechnical Committees of 30 European countries. In addition, 10 National
Committees from neighbouring countries are participating in CENELEC work with an
Affiliate status.
CENELEC members have been working together in the interests of European
harmonization since the 1950s, creating both standards requested by the market and
harmonized standards in support of European legislation and which have helped to
shape the European Internal Market. CENELEC works with 15,000 technical experts
from 30 European countries. Its work directly increases market potential, encourages
technological development and guarantees the safety and health of consumers and
workers.
CENELEC’s mission is to prepare voluntary electrotechnical standards that help develop
the Single European Market/European Economic Area for electrical and electronic
goods and services removing barriers to trade, creating new markets and cutting
compliance costs.
41
Cos’è l’ISO
(www.iso.org)
ISO (International Organization for Standardization) is the world's largest developer and
publisher of International Standards.
ISO is a network of the national standards institutes of 162 countries, one member per
country, with a Central Secretariat in Geneva, Switzerland, that coordinates the system.
ISO is a non-governmental organization that forms a bridge between the public and private
sectors. On the one hand, many of its member institutes are part of the governmental
structure of their countries, or are mandated by their government. On the other hand,
other members have their roots uniquely in the private sector, having been set up by
national partnerships of industry associations.
Therefore, ISO enables a consensus to be reached on solutions that meet both the
requirements of business and the broader needs of society.
Because "International Organization for Standardization" would have different acronyms in
different languages ("IOS" in English, "OIN" in French for Organisation internationale de
normalisation), its founders decided to give it also a short, all-purpose name. They chose
"ISO", derived from the Greek isos, meaning "equal". Whatever the country, whatever
the language, the short form of the organization's name is always ISO.
42
Cos’è l’IEC
(www.iec.ch)
The International Electrotechnical Commission (IEC) is the leading global organization
that prepares and publishes international standards for all electrical, electronic and
related technologies. These serve as a basis for national standardization and as
references when drafting international tenders and contracts.
Through its members, the IEC promotes international cooperation on all questions of
electro-technical standardization and related matters, such as the assessment of
conformity to standards, in the fields of electricity, electronics and related
technologies.
The IEC charter embraces all electro-technologies including electronics, magnetics and
electromagnetics, electro-acoustics, multimedia, telecommunication, and energy
production and distribution, as well as associated general disciplines such as
terminology and symbols, electromagnetic compatibility, measurement and
performance, dependability, design and development, safety and the environment.
43
Cos’è l’ISA
(www.isa.org)
(www.aisisa.it)
ISA , “The International Society of Automation”, is a leading, global, nonprofit organization
that is setting the standard for automation by helping over 30,000 worldwide members and
other professionals solve difficult technical problems, while enhancing their leadership and
personal career capabilities.
ISA develops standards, certifies industry professionals, provides education and training,
publishes books and technical articles and hosts the largest conference and exhibition for
automation professionals in the Western Hemisphere.
ISA’s mission:
Become the standard for automation globally by certifying industry professionals; providing
education and training; publishing books and technical articles; hosting conferences and
exhibitions for automation professionals; and developing standards for industry.
ISA’s Vision
To work in partnership with members, customers, and subject matter experts to disseminate
the highest quality, unbiased automation information worldwide.
44
Cos’è l’ANIMA – AVR (Confindustria)
(www.associazione avr.it)
AVR è l'associazione industriale di categoria che rappresenta a livello
nazionale ed internazionale le aziende italiane del settore. AVR è
federata ad ANIMA-CONFINDUSTRIA (Federazione delle
Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica varia ed Affine).
AVR raggruppa oggi 70 tra le più qualificate e prestigiose aziende di un
settore che in Italia conta 15.000 addetti e sviluppa un fatturato di
oltre 4.200 milioni di euro di cui oltre il 60% destinato all'export.
Le aziende iscritte operano all'interno di AVR nell'ambito dei seguenti
gruppi merceologici:
• rubinetteria sanitaria;
• valvole e rubinetteria in bronzo e ottone;
• valvole industriali e attuatori;
• raccordi e componenti.
45
Cos’è il CEIR
(www.ceir-online.org)
CEIR is the European Committee for the Valve Industry grouping most of the European
federations dealing with industrial valves, actuators and taps.
CEIR Mission is:
To facilitate reciprocal contacts on the European level within the valve industry and, by
these contacts, to contribute to an improvement of market conditions and growth in
productivity;
to take part in research work, testing and other activities; to promote these in so far as
they can contribute to the development of the valve industry;
to promote standardization of European specifications relating to construction and safety
and the preparation of recommendations within the framework of standardization
activities of international standards bodies (e.g. CEN and ISO);
to make progress in standardization and to improve the quality of products of the valve
industry and to strive for the standardization of conditions of sale and commerce in
the various countries.
46
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Le Direttive Europee che interessano le valvole industriali
• Direttiva 2006/42/CE: Macchine
• Direttiva 97/23/CE PED: Attrezzature a Pressione
• Direttiva 99/36/CE TPED: Attrezzature a Pressione Trasportabili
• Direttiva 89/106/CEE CPD: Materiali da Costruzione
• Direttiva 94/9/CE ATEX: Atmosfere Potenzialmente Esplosive
47
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 2006/42/CE Macchine – Quadro Legislativo
La Direttiva 2006/42/CE si applica alle macchine e ne stabilisce i requisiti essenziali
ai fini della sicurezza e della tutela della salute
•
•
•
•
•
Adottata il 17 maggio 2006
Entrata in vigore il 29 Giugno 2006
Trasposizione negli Stati Membri entro il 29 Giugno 2008
Applicazione dal 29 Dicembre 2009
Recepimento in Italia con DECRETO LEGISLATIVO n. 17 del 27 gennaio 2010
(Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la
direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori)
• Entrata in vigore in Italia a partire dal 6 marzo 2010
• La Direttiva Macchine è attualmente in corso di revisione: la nuova revisione è
prevista entro la fine del corrente anno (2014).
48
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 2006/42/CE Macchine – Position Paper CEIR/ AVR
Valvole manuali, valvole senza attuatore e valvole di controllo sono state, finora, escluse dal campo di
applicazione della Direttiva 2006/42/CE
Gli attuatori e le valvole attuate sono state finora considerate infatti “quasi – macchine” se destinate ad
essere incorporate o assemblate ad altre macchine o ad altre quasi macchine o apparecchi per
costituire una macchina ai sensi della Direttiva 2006/42/CE.
Analogamente, gli attuatori sono sistemi di azionamento e sono stati finora considerati come quasimacchine, se rientrano nella definizione della Directive 2006/42/EC
La valvole di sicurezza non sono considerate “componenti di sicurezza” ai sensi della Direttiva
2006/42/CE, così come elencati nell’Allegato V della Direttiva.
In generale comunque le valvole, attuate o meno, non sono da considerarsi macchine ai sensi della
Direttiva 2006/42/CE
N.B.: LA DIRETTIVA MACCHINE E’ ATTUALMENTE IN CORSO DI REVISIONE PRESSO GLI
ORGANI COMUNITARI COMPETENTI: LA POSIZIONE DEL CEIR/AVR VERRA’
PROBABILMENTE PRESA COME RIFERIMENTO NELLA STESURA DEL DOCUMENTO FINALE.
49
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 97/23/CE PED – Quadro Legislativo
ENTRATA IN VIGORE
A livello comunitario la Direttiva PED è stata adottata il 29 maggio 1997 e pubblicata sulla
GUCE il 9 luglio 1997. In Italia la Direttiva 97/23/CE è stata recepita con il Decreto
Legislativo n. 93 del 25 febbraio 2000. La Direttiva 97/23/CE è entrata in vigore
obbligatoriamente dal 29 maggio 2002.
CAMPO DI APPLICAZIONE
La Direttiva si applica alla progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità dei
recipienti, tubazioni, accessori di sicurezza ed accessori a pressione e degli insiemi
sottoposti ad una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar.
•
•
•
tratta solo i rischi legati alla pressione
riguarda l’immissione sul mercato e la messa in servizio
non tratta l’ispezione in servizio
50
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 97/23/CE PED – Cenni
Le attrezzature a pressione nel campo di applicazione della PED devono rispettare i
RES stabiliti nell’Allegato I (progettazione, costruzione, prove)
• Rientrano sotto Direttiva PED attrezzature quali generatori di vapore, caldaie,
tubazioni industriali, accessori di sicurezza
• Per la marcatura CE delle PE devono essere soddisfatte le appropriate procedure di
valutazione della conformità:
• La scelta dei moduli per la procedura di valutazione della conformità è in funzione della
categoria di rischio in cui viene classificata l’attrezzatura, in base a PS, volume o
diametro nominale e tipologia di fluido che sono destinate a contenere
•
51
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 97/23/CE PED – Applicazione alle valvole
PARAMETRI PER LA CLASSIFICAZIONE IN BASE ALLA CATEGORIA DI RISCHIO
1. Classificazione in base alla tipologia di fluido che le valvole sono destinate a
contenere:
•
•
Valvole per fluidi pericolosi (Gruppo 1)
Valvole utilizzate per fluidi non pericolosi (Gruppo 2)
2. Suddivisione in base al fatto che il fluido contenuto sia liquido o gassoso
3. Classificazione in base al tipo di attrezzatura (recipiente o tubazione) sul quale la
valvola
4. Classificazione in base ai valori specifici PS – V o PS – DN => scelta della tabella
corrispondente.
52
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 97/23/CE PED – Applicazione alle valvole
È importante sottolineare che le valvole per acqua sono escluse dalla PED in base all’articolo 1.3.2
sono escluse le reti per la raccolta, la distribuzione e il deflusso di acqua e relative apparecchiature,
nonché canalizzazioni per acqua motrice come condotte forzate, gallerie e pozzi in pressione per
impianti idroelettrici ed i relativi accessori specifici
Bisogna tener presente che la classificazione di un accessorio di sicurezza (es. valvole di sicurezza) è
in generale in quarta categoria, che prevede il rischio di sovrappressione maggiore.
Per un accessorio progettato e costruito per una specifica attrezzatura a pressione la categoria è
quella dell’attrezzatura da proteggere.
53
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9/CE ATEX – Quadro Legislativo
La Direttiva 94/9/CE si applica a quei prodotti destinati ad essere utilizzati in atmosfera
potenzialmente esplosiva.
Recepita in Italia dal DPR 23 marzo 1998 n. 126.
Le disposizioni della Direttiva ATEX sono obbligatorie dal 30 giugno 2003
Novità introdotta dalla ATEX: stabilisce i RES applicabili anche agli apparecchi non elettrici
destinati ad essere usai in atmosfere potenzialmente esplosive quali valvole e attuatori
idraulici e pneumatici.
Il fabbricante deve effettuare una valutazione dei rischi mirata a
• Impedire la formazione di atmosfere esplosive
• Eliminare le possibili fonti di innesco
• Circoscrivere gli effetti di una eventuale esplosione.
54
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9/CE ATEX – Elementi fondamentali
•
•
•
•
•
Classificazione delle aree: Direttiva 99/92/CE
Identificazione della categoria dell’apparecchiatura
Identificazione dei RES applicabili e della Procedura di valutazione dei rischi
Applicazione della corrispondente procedura di valutazione di conformità
Marcatura dell’apparecchiatura
Gruppo I
apparecchi destinati ai lavori in sotterraneo nelle
miniere e nei loro impianti di superficie
Categoria M1
Categoria M2
Gruppo II
Categoria 1
Categoria 2
Categoria 3
G
G
G
D
D
D
55
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9/CE ATEX – La valutazione dei rischi
Se la formazione di atmosfera esplosiva non può essere evitata devono essere
prese misure per prevenire l’innesto. Sono state identificate le seguenti potenziali
sorgenti di innesto:
•
•
•
•
•
•
•
•
Archi elettrici
Scintille elettriche
Fiamme
Superfici calde
Scintille da impatti meccanici
Attriti meccanici
Accensione per compressione
Radiazioni elettromagnetiche
56
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9/CE ATEX – La valutazione dei rischi
Esempi di potenziali sorgenti di innesco identificate per valvole e attuatori:
• l’attrito provocato dal movimento tra vite e madrevite che si verifica valvole a saracinesca a
stelo uscente
l’attrito elevato provocato dalla tolleranza non idonea tra le parti in movimento
attrito nell’ingranaggio elicoidale delle trasmissioni
attrito nei bordini reggispinta nelle valvole a saracinesca a stelo non uscente( in particolare
cuscini di spinta in bronzo)
la formazione di elettricità statica in materiali non metallici e non conducenti di sedi o
alloggiamenti
la formazione di elettricità statica nella struttura di protezione antipolvere sul prolungamento
dello stelo
la formazione di elettricità statica nelle guarnizioni dello stelo polimeriche sotto tensione;
la formazione di elettricità statica in attuatori azionati a diaframma;
57
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9CE ATEX – Position Paper CEIR/ AVR
ATEX GUIDELINES della Commissione Europea – 3° ed. 2009
– Se, come risultato della valutazione dei rischi, la valvola non presenta
possibili fonti di innesco: non rientra nel campo di applicazione della Direttiva
ATEX
– Se, come risultato della valutazione dei rischi, la valvola presenta possibili
fonti di innesco: rientra nel campo di applicazione della Direttiva ATEX
– Scariche elettrostatiche dovute al passaggio di fluido all’interno della valvola
non sono considerate come fonti di innesco proprie della valvola
58
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9CE ATEX – Position Paper CEIR/ AVR
RESPONSABILITA’ DELL’UTILIZZATORE
– L’utilizzatore è responsabile dell’applicazione dei requisiti della Direttiva 99/92/CE
– L’utilizzatore è responsabile della supervisione di tutti gli interventi effettuati sulle
apparecchiature ATEX dopo l’installazione (es. manutenzione), secondo le istruzioni del
produttore.
– L’utilizzatore è responsabile della formazione/ informazione del personale
RESPONSABILITA’ DEL PRODUTTORE
– Deve assicurarsi che l’apparecchiatura rispetti tutti i requisiti applicabili della Direttiva ATEX.
In particolare l’apparecchiatura deve essere adeguata sulla base della classificazione delle
aree in cui sarà installata
59
Valvole e Attuatori – Direttive di riferimento
Applicazione delle Direttive Europee al settore delle valvole industriali
Direttiva 94/9CE ATEX – Position Paper CEIR/ AVR
RESPONSABILITA’ DELL’INSTALLATORE
– I lavori di installazione devono essere eseguiti sulla base delle istruzioni fornite dal produttore
dell’apparecchiatura ATEX
– L’installatore deve assicurarsi che tutto il personale sia stato adeguatamente formato ed
istruito
– Se agisce come intermediario tra produttore e utilizzatore, deve adeguatamente informare
quest’ultimo su tutti i rischi potenziali
RESPONSABILITA’ DEL DISTRIBUTORE
– Nel caso la valvola sia fornita all’utilizzatore finale da un distributore, è responsabilità di
quest’ultimo assicurarsi che la valvola sia marcata CE, sia accompagnata dalla
documentazione richiesta e che sia adeguata alle condizioni operative richieste
60
Valvole e Attuatori - Norme
I principali enti internazionali di standardizzazione che
coinvolgono il settore delle valvole industriali e dell’impiantistica
in genere sono:
in Europa:
•
•
CEN/TC 69
CEN/TC 12
nel resto del Mondo:
•
•
•
•
•
ISO/TC 153
ISO/TC185
ISO TC 67/SC2 e SC6
ISO/TC 138/SC7
IEC/TC 65/SC 65B/WG9
Negli USA:
• Norme ANSI
• Norme API
• Norme ASME
• Norme ASTM
• Norme AWWA
• Norme MSS
• Standard ISA SP 75
• Standard ISA SP 96
61
Valvole e Attuatori - Norme
La «missione» del CEN / TC 69
Il CEN / TC 69 ha come “missione”:
Lo sviluppo di norme tecniche per le valvole utilizzate in tutte le applicazioni industriali e per tutti i
tipi di fluido, compresi gli scaricatori di condensa, gli attuatori, l’interfaccia valvola-attuatore, i
dispositivi di sicurezza contro le sovrappressioni(valvole di sicurezza e dischi di rottura) e le
valvole di regolazione (esclusi gli attuatori integrali); sono escluse le valvole igienico-sanitarie
(come definite dal CEN/TC 164/WG8). Tutte le attività, per conto CEN, sono gestite dall’Ente
Normatore Francese (AFNOR).
In Italia, le attività CEN/TC69 sono di competenza della Commissione UNI Valvole
Industriali (U78).
•
•
•
Segreteria CEN/TC69: c/o AFNOR (Parigi)
Segretaria: Ms. H. Cros (UNM, Francia)
Presidente: Mr. P. Vinzio (KSB-AMRI, Francia)
•
•
•
Commissione UNI valvole Industriali U78: c/o UNI (Milano)
Segretario: Sig. Roberto Bottio (UNI)
Presidente: Dr. Maurizio Brancaleoni (AUMA Italiana)
62
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
CEN/TS 13547:2006
Industrial valves - Copper alloy ball valves
No
97/23/EC
EN 1074-1:2000
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 1: General requirements
No
93/38/EEC
EN 1074-2:2000
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 2: Isolating valves
No
93/38/EEC
EN 1074-2:2000/A1:2004
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 2: Isolating valves
No
93/38/EEC
EN 1074-3:2000
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 3: Check valves
No
93/38/EEC
EN 1074-4:2000
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 4: Air valves
No
93/38/EEC
EN 1074-5:2001
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 5: Control valves
No
93/38/EEC
EN 1074-6:2008
Valves for water supply - Fitness for purpose requirements and
appropriate verification tests - Part 6: Hydrants
No
63
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
EN 1171:2002
Industrial valves - Cast iron gate valves
Si
97/23/EC
EN 12266-1:2003
Industrial valves - Testing of valves - Part 1: Pressure
tests, test procedures and acceptance criteria Mandatory requirements
Si
97/23/EC
EN 12266-2:2002
Industrial valves - Testing of valves - Part 2: Tests, test
procedures and acceptance criteria - Supplementary
requirements
No
97/23/EC
EN 12334:2004
Industrial valves - Cast iron check valves
Si
97/23/EC
EN 12351:2010
Industrial valves - Protective caps for valves with flanged No
connections
EN 15714-1, 2, 3, 4:2009 Industrial valves – Actuators
-
Pubblicazione
GURI
No
Direttiva
89/106/EEC
-
Part 1: Terminology and definitions
Part 2: Electric actuators for industrial valves –
Basic requirements
Part 3: Pneumatic part-turn actuators for
industrial valves – Basic requirements
Part 4: Hydraulic part -turn actuators for
industrial valves – Basic requirements
64
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN 12516-1:2005
Industrial valves - Shell design strength - Part 1: Tabulation
method for steel valve shells
Si
97/23/EC
EN 12516-1:2005/AC:2007
Industrial valves - Shell design strength - Part 1: Tabulation
method for steel valve shells
Si
97/23/EC
EN 12516-2:2004
Industrial valves - Shell design strength - Part 2: Calculation
method for steel valve shells
Si
97/23/EC
EN 12516-3:2002
Valves - Shell design strength - Part 3: Experimental method
Si
97/23/EC
EN 12516-3:2002/AC:2003
Valves - Shell design strength - Part 3: Experimental method
Si
97/23/EC
EN 12516-4:2008
Industrial valves - Shell design strength - Part 4: Calculation
method for valve shells manufactured in metallic materials other
than steel
Si
97/23/EC
EN 12567:2000
Industrial valves - Isolating valves for LNG - Specification for
suitability and appropriate verification tests
No
97/23/EC
EN 12569:1999
Industrial valves - Valves for chemical and petrochemical process
industry - Requirements and tests
No
89/106/EEC
65
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN 12569:1999/AC:1999
Industrial valves - Valves for chemical and petrochemical process
industry - Requirements and tests
No
-
EN 12569:1999/AC:2000
Industrial valves - Valves for chemical and petrochemical process
industry - Requirements and tests
No
-
EN 12570:2000
Industrial valves - Method for sizing the operating element
No
89/106/EEC
97/23/EC
EN 12627:1999
Industrial valves - Butt welding ends for steel valves
No
97/23/EC
EN 1267:1999
Valves - Test of flow resistance using water as test fluid
No
97/23/EC
EN 12760:1999
Valves - Socket welding ends for steel valves
No
97/23/EC
EN 12982:2009
Industrial valves - End-to-end and centre-to-end dimensions for
butt welding end valves
No
97/23/EC
EN 13397:2001
Industrial valves - Diaphragm valves made of metallic materials
Si
97/23/EC
66
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN 1349:2009
Industrial process control valves
Si
97/23/EC
EN 13709:2010
Industrial valves - Steel globe and globe stop and check valves
Si
97/23/EC
EN 13774:2003
Valves for gas distribution systems with maximum operating
pressure less than or equal to 16 bar - Performance requirements
No
97/23/EC
EN 13789:2010
Industrial valves - Cast iron globe valves
Si
97/23/EC
EN 14141:2003
Valves for natural gas transportation in pipelines - Performance
requirements and tests
No
-
EN 14341:2006
Industrial valves - Steel check valves
Si
97/23/EC
EN 1503-1:2000
Valves - Materials for bodies, bonnets and covers - Part 1: Steels
specified in European Standards
No
89/106/EEC
97/23/EC
67
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN 1503-2:2000
Valves - Materials for bodies, bonnets and covers - Part 2: Steels
other than those specified in European Standards
No
97/23/EC
EN 1503-3:2000
Valves - Materials for bodies, bonnets and covers - Part 3: Cast
irons specified in European Standards
No
97/23/EC
EN 1503-3:2000/AC:2001
Valves - Materials for bodies, bonnets and covers - Part 3: Cast
irons specified in European Standards
No
-
EN 1503-4:2002
Valves - Materials for bodies, bonnets and covers - Part 4: Copper
alloys specified in European Standards
No
97/23/EC
EN 15081:2007
Industrial valves - Mounting kits for part-turn valve actuator
attachment
No
-
EN 19:2002
Industrial valves - Marking of metallic valves
Si
89/106/EEC,
97/23/EC
EN 1983:2006
Industrial valves - Steel ball valves
Si
97/23/EC
EN 1984:2010
Industrial valves - Steel gate valves
Si
97/23/EC
EN15714-1:2009
Industrial valves
68
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN 26553:1991
Automatic steam traps - Marking (ISO 6553:1980)
No
97/23/EC
EN 26554:1991
Flanged automatic steam traps - Face-to-face dimensions (ISO
6554:1980)
No
97/23/EC
EN 26704:1991
Automatic steam traps - Classification (ISO 6704:1982)
No
97/23/EC
EN 26948:1991
Automatic steam traps - Production and performance
characteristic tests (ISO 6948:1981)
No
-
EN 27841:1991
Automatic steam traps - Determination of steam loss - Test
methods (ISO 7841:1988)
No
97/23/EC
EN 27842:1991
Automatic steam traps - Determination of discharge capacity Test methods (ISO 7842:1988)
No
97/23/EC
EN 28233:1990
Thermoplastics valves - Torque - Test method (ISO 8233:1988)
No
90/531/EEC
93/38/EEC
89/106/EEC,
97/23/EC
EN 28659:1990
Thermoplastics valves - Fatigue strength - Test method (ISO
8659:1989)
No
90/531/EEC
93/38/EEC
89/106/EEC,
97/23/EC
69
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN 558:2008
Industrial valves - Face-to-face and centre-to-face dimensions of
metal valves for use in flanged pipe systems - PN and Class
designated valves
No
97/23/EC
EN 593:2009
Industrial valves - Metallic butterfly valves
Si
97/23/EC
EN 736-1:1995
Valves - Terminology - Part 1: Definition of types of valves
No
97/23/EC
EN 736-2:1997
Valves - Terminology - Part 2: Definition of components of valves
No
97/23/EC
EN 736-3:2008
Valves - Terminology - Part 3: Definition of terms
No
-
EN ISO 10434:2004
Bolted bonnet steel gate valves for the petroleum, petrochemical
and allied industries (ISO 10434:2004)
No
-
EN ISO 10497:2010
Testing of valves - Fire type-testing requirements (ISO 10497:2004)
No
97/23/EC
EN ISO 15848-1:2006
Industrial valves - Measurement, test and qualification procedures
for fugitive emissions - Part 1: Classification system and
qualification procedures for type testing of valves (ISO 158481:2006)
No
-
70
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
EN ISO 15848-2:2006
Industrial valves - Measurement, test and qualification procedures
for fugitive emissions - Part 2: Production acceptance test of
valves (ISO 15848-2:2006)
No
-
EN ISO 16135:2006
Industrial valves - Ball valves of thermoplastics materials (ISO
16135:2006)
Si
97/23/EC
EN ISO 16136:2006
Industrial valves - Butterfly valves of thermoplastics materials (ISO
16136:2006)
Si
97/23/EC
EN ISO 16137:2006
Industrial valves - Check valves of thermoplastics materials (ISO
16137:2006)
Si
97/23/EC
EN ISO 16138:2006
Industrial valves - Diaphragm valves of thermoplastics materials
(ISO 16138:2006)
Si
97/23/EC
EN ISO 16139:2006
Industrial valves - Gate valves of thermoplastics materials (ISO
16139:2006)
Si
97/23/EC
EN ISO 17292:2004
Metal ball valves for petroleum, petrochemical and allied industries No
(ISO 17292:2004)
EN ISO 21787:2006
Industrial valves - Globe valves of thermoplastics materials (ISO
21787:2006)
Si
Direttiva
97/23/EC
71
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN ISO 4126-1:2004
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 1:
Safety valves (ISO 4126-1:2004)
Si
97/23/EC
EN ISO 41261:2004/AC:2006
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 1:
Safety valves (ISO 4126-1:2004)
Si
97/23/EC
EN ISO 4126-2:2003
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 2:
Bursting disc safety devices (ISO 4126-2:2003)
No
97/23/EC
EN ISO 41262:2003/AC:2006
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 2:
Bursting disc safety devices (ISO 4126-2:2003)
No
97/23/EC
EN ISO 4126-3:2006
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 3:
Safety valves and bursting disc safety devices in combination (ISO
4126-3:2006)
Si
97/23/EC
EN ISO 4126-4:2004
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 4:
Pilot operated safety valves (ISO 4126-4:2004)
Si
97/23/EC
EN ISO 4126-5:2004
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 5:
Controlled safety pressure relief systems (CSPRS) (ISO 41265:2004)
Si
97/23/EC
EN ISO 4126-6:2003
Safety devices for protection against excessive pressure - Part 6:
Application, selection and installation of bursting disc safety devices
(ISO 4126-6:2003)
No
97/23/EC
72
Valvole e Attuatori - Norme
CEN TC 69 – PRINCIPALI NORME PUBBLICATE (elenco non aggiornato @ 31.03.2014)
Norma
Titolo
Pubblicazione
GURI
Direttiva
EN ISO 41266:2003/AC:2006
Safety devices for protection against excessive pressure No
- Part 6: Application, selection and installation of bursting
disc safety devices (ISO 4126-6:2003)
97/23/EC
EN ISO 4126-7:2004
Safety devices for protection against excessive pressure
- Part 7: Common data (ISO 4126-7:2004)
No
97/23/EC
EN ISO 5210:1996
Industrial valves - Multi-turn valve actuator
attachments (ISO 5210:1991)
No
97/23/EC
EN ISO 5211:2001
Industrial valves - Part-turn actuator attachments
(ISO 5211:2001)
No
97/23/EC
73
La norma UNI EN15714-2:2009
74
EN 15714-2:2009
Lo scopo e il campo di applicazione (estratto – Cap. 1)
Il presente documento fornisce i requisiti di base per gli attuatori elettrici delle valvole,
usati sia per servizio di intercettazione sia di regolazione. Esso include le linee guida per
la classificazione, la tipologia, la protezione dell’involucro e contro la corrosione e i metodi
per la valutazione di conformità.
Le combinazioni di attuatori elettrici multi giro con riduttori forniti dal produttore degli
attuatori sono inclusi nello scopo del presente documento.
In tutti gli altri casi questa norma europea si applica solo all'attuatore elettrico.
Esso non si applica a: attuatori a solenoide, attuatori elettro-idraulici ed elettrici che sono
parte integrale nella progettazione e costruzione delle valvole.
Altre richieste o condizioni di uso diverse da quelle indicate nel presente documento
dovrebbero essere concordate tra l'acquirente ed il produttore/fornitore, prima dell'ordine.
I termini e le definizioni applicabili a questa norma europea sono indicati nella EN 15714-1.
75
EN 15714 - 2:2009
La classificazione del tipo (estratto – Cap. 3.2)
3.2.1) A frazione di giro: un attuatore che trasmette alla valvola la coppia per una
rotazione di un giro o minore.
Non deve essere necessariamente in grado di resistere alla spinta assiale.
Un attuatore multi giro accoppiato ad un riduttore a frazione di giro può essere
considerato, secondo la presente norma europea, come un attuatore a frazione di giro.
3.2.2) Attuatore multi giro: Un attuatore che trasmette alla valvola/riduttore la coppia
per una rotazione di almeno un giro.
Esso può essere in grado di resistere alla spinta assiale. Un attuatore multi giro accoppiato a
un riduttore multi giro può essere considerato, secondo la presente norma europea, come un
attuatore multi giro.
3.2.3) Attuatore lineare: Un attuatore che trasmette alla valvola la spinta per una corsa
lineare definita.
Un attuatore multi giro accoppiato a un dispositivo di spinta lineare può essere
considerato, secondo la presente norma europea, come un attuatore lineare..
76
EN 15714 - 2:2009
Le classi di servizio (estratto – Cap. 3.3)
3.3.2 Classe A: Intercettazione
All’attuatore è richiesto di essere in grado di fare effettuare alla valvola l’intera sua corsa,
dalla posizione di completa apertura a quella di completa chiusura o viceversa.
3.3.3 Classe B: Tasteggio
All’attuatore è richiesto di essere in grado di fare effettuare, occasionalmente, alla valvola
corse parziali (portando l’otturatore in posizione di completa apertura, in completa chiusura
oppure in posizioni intermedie).
3.3.4 Classe C: Regolazione
All’attuatore è richiesto di essere in grado di azionare frequentemente la valvola, portando
l’otturatore in qualsiasi posizione tra la completa apertura e la completa chiusura o viceversa.
3.3.5 Classe D: Regolazione continua
All’attuatore è richiesto di essere in grado di azionare in maniera continua la valvola,
portando l’otturatore in qualsiasi posizione tra la completa apertura e la completa chiusura
o viceversa.
77
EN 15714 - 2:2009
I requisiti per la prova di durata: es. attuatori multi giro (Cap. 4.1.3)
78
EN 15714 - 2:2009
I requisiti per la prova di durata: es. attuatori lineari (Cap. 4.1.4)
79
EN 15714 - 2:2009
Protezione dalla corrosione (Cap. 4.2.6 – prospetto 4)
80
EN 15714 - 2:2009
Prestazioni: es. attuatori multi giro (Cap. 4.7.2.3 – prospetto 7)
81
EN 15714 - 2:2009
Prestazioni: es. attuatori lineari (Cap. 4.7.2.4 – prospetto 8)
82
EN 15714 - 2:2009
Requisiti di base: es. Motori (Cap. 4.8.1.)
Questo è uno dei punti più salienti di questa norma che introduce, per la
prima volta e in campo internazionale, le corrette classi di servizio in linea con
l’evoluzione tecnologica dei principali produttori di attuatori elettrici.
83
La norma CEN EN 60034-1
• Fino a fine 2009, la norma CEI EN 60034-1 (Macchine
elettriche rotanti Parte 1: Caratteristiche nominali e di
funzionamento) è stata utilizzata - in assenza di una
norma specifica di riferimento - come «la» norma di
riferimento per la definizione delle classi di servizio (Duty
ratings) degli attuatori elettrici.
• Questa norma (ricavata dalla IEC 60034-1) è tuttora in
vigore e si applica genericamente a tutte le macchine
elettriche, non coperte da altre normative, e quindi non
più agli attuatori elettrici per valvole industriali.
• Le definizioni usate – fino al 2009 – per classificare gli
attuatori elettrici erano comunque le seguenti:
84
84
Le „vecchie“ definizioni della classe di servizio (IEC 60034-1)
S2
Servizio di durata
limitata
Funzionamento a carico costante per un periodo determinato,
inferiore a quello richiesto per raggiungere l’equilibrio termico,
seguito da un periodo di riposo di durata sufficiente per
ristabilire l’eguaglianza termica tra il motore e il fluido di
raffreddamento.
Sequenza di cicli di funzionamento identici, ciascuno con una
Servizio intermittente
fase significativa di avviamenti, un funzionamento a carico
S4
periodico
costante e un periodo di riposo.
Sequenza di cicli di funzionamento identici, ciascuno
Servizio intermittente
comprendente una fase di avviamento, un periodo di
S5 priodico con
funzionamento a carico costante, una fase di frenatura e una
frenatura elettrica
fase di riposo.
Servizio con
variazioni non
S9
periodiche di carico e
velocità
85
Servizio in cui il carico e la velocità variano in modo non
periodico nel campo di funzionamenrto ammissibile. Questo
servizio include sovraccarichi frequentemente applicati che
possono essere largamente superiori ai valori di pieno carico.
85
Attuatori elettrici – Nuove e corrette definizioni
NUOVA
CLASSIFICAZIONE
UNI EN 15714-2:2011)
(EN 15714-2:2009
•
•
•
•
Classe A: Intercettazione
Classe B: Tasteggio
Classe C: Regolazione
Classe D: Regolazione continua
86
86
Attuatori elettrici – Definizione Classe „A“ EN 15714-2
Classe A - Intercettazione
All’attuatore è richiesto di essere in grado di fare effettuare
alla valvola l’intera sua corsa, dalla posizione di completa
apertura a quella di completa chiusura o viceversa
Applicazioni tipiche:
Valvole a saracinesca
Valvole a globo o a flusso
avviato
Valvole a lama
Valvole a farfalla
Valvole a maschio
Valvole a sfera
Serrande
Paratoie
87
87
Attuatori elettrici – Definizione Classe „B“ EN 15714-2
Classe B: Tasteggio
All’attuatore è richiesto di essere in grado di effettuare, elettricamente, corse
parziali (portando l’otturatore della valvola in posizione di completa apertura, in
completa chiusura oppure in posizioni intermedie).
Applicazioni tipiche:
Valvole a saracinesca
Valvole a globo o a
flusso avviato
Valvole a lama
Valvole a farfalla
Valvole a maschio
Valvole a sfera
Serrande
Paratoie
88
88
Attuatori elettrici – Definizione Classe „C“ EN 15714-2
Classe C: Regolazione
All’attuatore è richiesto di essere in grado di azionare frequentemente la
valvola, portando l’otturatore in qualsiasi posizione tra la completa apertura e
la completa chiusura o viceversa.
I tecnici definiscono questa azione come «regolazione a tre-punti»
89
Applicazioni tipiche:
Valvole a fuso
Valvole a globo o a
flusso avviato
Valvole a farfalla
Valvole a settore sferico
Serrande,dapò o
dampers
Paratoie
Pompe dosatrici
IGV (Inlet Guide Vane)
89
Attuatori elettrici – Definizione Classe „D“ EN 15714-2
Classe D: Regolazione continua
All’attuatore è richiesto di essere in grado di azionare in maniera continua la
valvola / l’organo di regolazione, portando l’otturatore in qualsiasi posizione
tra la completa apertura e la completa chiusura o viceversa.
90
Applicazioni tipiche:
Valvole a fuso
Valvole a globo o a
flusso avviato
Valvole a farfalla
Valvole a settore
sferico
Serrande,dapò o
dampers
Paratoie
Pompe dosatrici
IGV (Inlet Guide Vane)
90
L’evoluzione dell’automazione nelle moderne
centrali termoelettriche
L’industria di processo e, in particolare, quella dedicata agli
impianti di produzione di energia - presenta determinate peculiarità
che rendono necessari sistemi di controllo in grado di rispondere
in modo adeguato a tali particolari caratteristiche.
Grazie agli sviluppi dell’automazione, negli impianti energetici
anche di medio-piccola taglia, prende sempre più piede
l’architettura basata su sistemi e sotto-processi distribuiti, con la
necessaria installazione di sensori e attuatori intelligenti, questi
ultimi utilizzati nella motorizzazione di valvole industriali ed organi
di regolazione e di intercettazione in genere.
L’impiego dei PLC, DCS e sistemi SCADA – anche per gli impianti
non presidiati - rendono questi componenti in campo elementi
vitali per il funzionamento o l’ottimizzazione dell’intero processo
produttivo, in tutte le sue fasi.
91
Tipologia e modularità degli attuatori elettrici e
dei riduttori di sforzo
Attuatori elettrici
•Multigiro
•Angolari
•Lineari
•A leva
Riduttori
•A vite senza fine
•A ruote coniche
•A ruote cilindriche
•A leva
92 92
Attuatori elettrici – Definizioni e principio costruttivo
Senza unità di controllo
(da montarsi su MCC separato)
Con unità di controllo integrale
in versione intrusiva
Con unità di controllo integrale
in versione non-intrusiva
Con variatore di frequenza integrale,
a velocità variabile e in versione
non intrusiva
93
Domande?
Grazie per l’attenzione!
[email protected]
www.auma.it
www.auma.com