AGRONOTIZIE
il periodico di informazione e divulgazione agricola dell'Agro Pontino
SET-OTT
Anno 14 N° 9-10
IN EVIDENZA
1PSR: PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE
1VO.LA VOUCHER LAZIO
1LA STORIA DEI RIFIUTI AGRICOLI...
2 Agro Notizie
PSR...PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE
di Sefora Gallo
Il sistema di programmazione nel quale il PSR si
inserisce fa capo al Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo
r u r a l e
(FEASR), il
q u a l e
prevede
l'elaborazion
e d e g l i
Orientamenti
strategici
comunitari e
d i
u n
successivo
P i a n o
strategico nazionale, indicazioni necessarie per
arrivare alla definizione al livello territoriale del
Programma di Sviluppo Rurale regionale.
Il Programma di Sviluppo Rurale del Lazio 2007 -
2013 è stato approvato dalla Commissione
Europea con Decisione n. C/2008/708 del
15/02/2008.
Il PSR rappresenta una politica di sviluppo di
lungo periodo e pertanto consente l'attuazione
degli interventi necessari a sostenere il
potenziamento del settore agricolo, alimentare
e forestale, nonché la conservazione e
valorizzazione dell'ambiente e la crescita
sostenibile dei territori rurali della regione. Il
Programma favorisce interventi finalizzati a
rendere competitiva l'agricoltura laziale, con un
particolare riferimento alla sostenibilità
ambientale, punta a promuovere i processi di
ricambio
generazion
a l e ,
l'adeguame
n t o
e
l'ammodern
amento
d e l l e
aziende
agricole,
la multifunzionalità,tende a sostenere le
strategie di filiera orientate alla valorizzazione
delle produzioni agricole e forestali di qualità e
ad operare sul territorio attraverso un nuovo
approccio progettuale di tipo territoriale e
integrato.
L'approccio territoriale allo sviluppo rurale
permette, attraverso il processo di zonizzazione,
di individuare ambiti territoriali cui associare
delle specifiche priorità di intervento.
I percorsi di progettazione integrata (aziendale,
di filiera e territoriale) consentono una maggiore
organicità ed efficacia degli interventi proposti,
attraverso l'uso combinato di più misure e/o
l'associazione tra più beneficiari, creando così,
sinergie particolarmente significative.
Particolare attenzione riveste, poi, nell'ambito
del PSR, il ruolo dei partenariati locali
utilizzando, quale strumento privilegiato,
l'approccio “Leader”, per la realizzazione di
programmi di sviluppo locale.
Programma di Sviluppo Rurale
PROSSIMA SCADENZA __ DICEMBRE 2011
Contributo a fondo perduto per:
>
Insediamento di giovani agricoltori
>
Ammodernamento delle aziende agricole legato
al primo insediamento
Per maggiori informazioni rivolgersi presso
la redazione al numero 0773 756385
Dir. Responsabile - Luca Vallario
Segret. Redazione - Sefora Gallo
Dir. Redazione - Giuseppe La Rocca
Redazione - Bruno Baldanzini, Paola Tomassi, Annalisa Marigliani,
Alessandro Cinelli, Marilena Dapit, Federico Demin, Valentina Giulivo,
Antonio Pelizzo, Emanuele Tosti, Enrico Cava, Alessandro Barberi,
Giorgio Piasentin
Editrice - S. I. A. S.r.l. Tel. 3292095739 [email protected]
Stampa - Alternativa Grafica - Sabaudia
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Registr. N.636 del 03/02/97 Trib. di Latina
Agro Notizie 3
RAGNETTO ROSSO ED ERIOFIDE RUGGINOSO
di Federico Demin
Il sintomo
Due sono le specie di acari comunemente dannosi al pomodoro: il ragnetto rosso comune e l'eriofide rugginoso.
Le forme mobili della prima specie si nutrono del tessuto fogliare provocando
decolorazioni visibili inizialmente sulla pagina inferiore che evolvono in
completi ingiallimenti e disseccamenti.
La durata dell'incubazione delle uova è legata alla temperatura ambientale e
varia da pochi giorni ad un paio di settimane e anche più durante i periodi
meno favorevoli. L'acaro completa lo sviluppo in un periodo di tempo variabile
in funzione della temperatura ambientale. In estate si conclude in poco meno
di una settimana.
Ciascuna femmina depone mediamente un centinaio di uova, al ritmo di 3-4 al
giorno. In un anno l'acaro svolge fino ad una decina di generazioni che,
durante i periodi più caldi, si susseguono ogni 10-12 giorni. Le punture di
nutrizione compiute dalle forme giovanili e adulte del ragnetto determinano
decolorazioni argentee dei tessuti e la successiva comparsa di una
colorazione grigio bronzea. Le piante molto infestate presentano
un'abbondante tela finissima che ricopre la vegetazione e al suo interno sono
presenti sia le forme giovanili che adulte. L'infestazione solitamente non si
presenta omogenea su tutto l'appezzamento, ma tende ad avanzare dai bordi e ad allargarsi a macchie che, con il
progredire dell'attacco, si presentano come bruciate. Lo sviluppo del ragnetto rosso avviene in condizioni
climatiche con temperature elevate e una scarsa umidità. La pratica dell'irrigazione a pioggia può essere un
elemento di contenimento dello sviluppo delle popolazioni. La lotta chimica è però indispensabile per
salvaguardare la redditività della coltura quando vi è l'attacco in atto.
In questi casi è fondamentale riconoscere e individuare precocemente la presenza del ragnetto sulla vegetazione
perché questa, nel giro di pochi giorni, può venire pesantemente compromessa. L'apparato vegetativo bruciato dal
ragnetto lascia scoperte le bacche di pomodoro che, non più schermate dai raggi solari, vanno incontro a ustioni e
allessature.
I primi sintomi di attacco prodotto dall'eriofide rugginoso si osservano in genere a carico della parte basale del
fusto e successivamente compaiono anche sulle foglie e sui frutti di diversi palchi produttivi. Sul fusto il sintomo più
evidente è la presenza di una diffusa rugginosità chiamata comunemente
bronzatura.
Sui trapianti estivi di pomodoro si sono visti innumerevoli attacchi di
questo acaro (Aculops lycopersici).
Su questa l'attacco determina sul fusto la comparsa di alterazioni
rugginose seguite da fessurazioni, anche le foglie colpite, che si
deformano accartocciandosi ai bordi e
ripiegandosi verso il basso, vanno
incontro a cambiamenti cromatici
diventando di colore bronzeo,
successivamente si staccano dal fusto.
Sui frutti l'attacco dell'eriofide determina alterazioni che si manifestano con la
comparsa di aree più o meno estese, suberificate e percorse da screpolature. I
fiori colpiti vanno incontro a cascola oppure daranno origine a frutti deformi.
I danni si verificano soprattutto durante i mesi più caldi essendo questo acaro
favorito da temperature ottimali intorno ai 27-28 °C. Nelle zone con clima caldo
l'eriofide sopravvive nei mesi invernali su piante spontanee, mentre nelle zone
fredde riesce a sopravvivere solo nelle serre. Per ridurre l'incidenza dei danni è
importanti intervenire alla comparsa dei primi sintomi ricorrendo a trattamenti
specifici con acaricidi. Le popolazioni di questo acaro vengono inoltre ostacolate
da trattamenti con Zolfo.
4 Agro Notizie
FRAGOLA, SUPERARE LA CRISI DI TRAPIANTO
di Giorgio Piasentin
Tra l'inizio di settembre e la metà di ottobre si completerà il trapianto delle piantine fresche e delle cime
radicate di fragola, la cui coltivazione è ormai prevalente in Italia meridionale rispetto a quella delle piante
frigo-conservate.
La preferenza verso le piante fresche da trapiantare è giustificata da vari motivi colturali e gestionali e ha
consentito di diversificare la produzione delle fragole in ambiente protetto, ampliando notevolmente il
calendario di raccolta. Le diverse possibilità di
programmazione della raccolta però complicano la
gestione agronomica e fitosanitaria che potrebbe essere
molto diversa a seconda che si punti ad una produzione
invernale, primaverile o ad entrambe.
Effettuato il trapianto delle piantine, sia fresche che
frigo-conservate,
se le temperature dovessero
mantenersi alte, è consigliabile intervenire con
irrigazioni climatizzanti soprachioma. In tal caso, però,
per la fertirrigazione va comunque utilizzato l'impianto
irriguo a goccia posto sotto la pacciamatura per evitare
l'accumulo di sali nel terreno esplorato dalle radici.
A causa dell'evaporazione l'irrigazione soprachioma
tende a concentrare i sali sulla superficie della
baulatura; l'irrigazione a goccia, invece, li allontana
verso l'esterno.
Una concimazione non oculata può creare problemi alle
radici delle giovani piante se si somministrano al
terreno eccesive quantità di sali.
Danni da salinità per eccessi di concimazione sono
generalmente evidenziabili da una variazione sulla fila
dei sintomi (crescita povera delle piantine, necrosi dei
margini fogliari, ingiallimento ecc.) che sono più marcati
verso la fine dell'ala gocciolante dove, appunto, tendono
a concentrasi i sali. In tal caso un' irrigazione “dilavante”
dovrebbe rapidamente migliorare lo stato delle piantine.
Nei primi giorni dopo il trapianto è preferibile evitare interventi chimici che potrebbero avere effetto
fitotossico sulle piantine in fase di radicamento. Ai primi sintomi di marciumi radicali da fitoftora
intervenire con distribuzioni di propamocarb, questo principio attivo da preferire in prossimità del
trapianto.
Se il clima sarà piovoso potrebbe essere utile effettuare un trattamento preventivo con rame contro
vaiolatura e la maculatura batterica. Eventuali attacchi di oidio potranno essere combattuti intervenendo
con prodotti di azoxistrobin, bupirimate, quinoxifen o zolfo.
La strada della qualità
La strada della qualità è quindi prioritaria ed obbligatoria per la sopravvivenza della coltura in Italia a
discapito anche di una certa produttività. Inoltre occorre che ogni attore della filiera faccia la sua parte,
ma soprattutto che i canali di vendita scelgano il prodotto 'made in Italy' di qualità e che lo valorizzino. Per
valorizzazione si intende eseguire una corretta campagna di informazione allo scopo di comunicare al
mercato il giusto valore del prodotto ed invogliarlo all'acquisto".
In secondo luogo dobbiamo cercare di allungare i calendari di maturazione nei periodi fuori stagione
introducendo nuove varietà rifiorenti e incentivando la diffusione di vecchie tecniche colturali che
consentono lo sviluppo delle aziende in modo specializzato e più redditivo per diversi mesi dell'anno".
Agro Notizie 5
LA STORIA DEI RIFIUTI AGRICOLI IN PROVINCIA DI LATINA
di Bruno Baldanzini
1)
Prima del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 denominato Decreto Ronchi sulla gestione dei rifiuti in
generale, in provincia di Latina lo smaltimento dei rifiuti agricoli veniva eseguito dagli agricoltori in molti casi in
modi poco ortodossi ( i contenitori di ogni tipo di fitofarmaci, le plastiche di copertura, le plastiche pacciamanti, le
manichette, le buste dei concimi ed altro materiale in plastica veniva bruciato ogni sera
formando della immense nuvole ( sviluppando diossina, ricordarsi del caso mozzarella di
bufala a Caserta).
2)
Per fortuna la Comunità Europea con le Direttive 91/156 sui rifiuti, 91/698 sui
rifiuti pericolosi e la 94/62 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggi permetteva a tutti i
paesi Europei di recepire tali direttive e di emanare nel nostro paese il Decreto Legislativo
5 febbraio 1997 n. 22 denominato Decreto Ronchi sulla gestione dei rifiuti, dei rifiuti
pericolosi, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi ( unico decreto positivo fatto da
Ronchi, poco democratico l'ultimo sulla privatizzazione dell'acqua).
Nello stesso Decreto Ronchi grazie all'art. n. 25 che recita “Accordi e contratti di
programma” è stato possibile semplificare alcuni adempimenti riguardanti lo
smaltimento, la tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti e la denuncia del MUD
( 740 ecologico ) dei rifiuti prodotti nelle aziende agricole grazie proprio alla possibilità di
definire tali accordi, oltre all'art. 4 comma 4 che recita “recupero dei rifiuti”dello stesso D. Ronchi.
La Regione Lazio con D.G.R.L. n. 1834 del 30 novembre 2001 alla presenza di tutte le Provincie di tutte le
Organizzazioni Professionali Agricole di tutti i Consorzi ( olio, batterie, imballaggi, ecc.) predisponevano un Accordo
(allegato A) per la gestione dei rifiuti prodotti nelle aziende agricole:
- Oli e filtri usati da motori e circuiti idraulici
- Batterie
- Contenitori vuoti di fitofarmaci bonificati
- Rifiuti sanitari ad uso zootecnico, farmaci veterinari anche scaduti
- Materiale plastico per la pacciamatura e la copertura delle serre e tubi di plastica per
irrigazione
- Imballaggi e rifiuti di imballaggi derivati da attività agricole
- Filtri d'aria
- Rifiuti metallici ferrosi e non
- Oli e grassi vegetali ed animali esausti
- Altre tipologie di rifiuti concordemente individuate dalle parti firmatarie
3)
Dopo l'atto deliberativo Regionale ogni Provincia ha potuto predisporre un Accordo di Programma; la
Provincia di Latina con Delibera del Consiglio Provinciale n. 74 del 13-09-2002 approvava lo schema di Contratto di
Programma denominato “la gestione dei rifiuti delle aziende agricole- PROGETTO AZIENDA PULITA- ( allegato B ).
Tale accordo ha reso possibile semplificare alcuni adempimenti agli imprenditori agricoli:
rendere i contenitori una volta bonificati, rifiuti speciali non pericolosi;
non dover trascrivere ne il carico ne lo scarico di tali rifiuti sul registro
debitamente vidimato dall'ufficio registro:
non dover denunciare alla CCIIAA tramite MUD l'avvenuto smaltimento dei
rifiuti speciali non pericolosi.
Nell'allegato B predisposto dalla Provincia si consegue:
-art.2, “istituzione di stazioni ecologiche fisse e/o mobili”
-art.4, “caratteristiche e gestione del servizio di raccolta”
-art.6 “convenzioni con i Consorzi obbligatori”
-art.7 “impegni delle parti”
-art.8 “impegni della Provincia”
-art.9 “impegni delle Organizzazioni Professionali”
Purtroppo nessuno dei sopracitati articoli è stato messo in pratica dagli attori nominati, favorendo negli utenti
(agricoltori) molta confusione e nella confusione i furbi se ne approfittano ( la storia ci insegna). Leggere
attentamente l'allegato B.
6 Agro Notizie
4)
Con la Gazzetta ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n.
152, “Norme in materia ambientale, conosciuto anche come Codice Ambientale”.
Il T.U. ambientale ha come obbiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare
attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale
delle risorse naturali.
Facciamo attenzione ora: al capo II “Disposizioni transitorie e finali” art. 264 abrogazione di norme è abrogato il
Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 denominato decreto Ronchi.
Ma grazie al capo III “Servizio di gestione integrata dei rifiuti” art. 206 accordi, contratti di programma, incentivi è
reso possibile predisporre un nuovo accordo di programma. Questo significa che sessanta giorni dopo il 14 aprile
2006 ( entrata in vigore del T.U. ambientale) gli imprenditori agricoli della Provincia di Latina non sono più coperti
(semplificazione dall'accordo di alcuni adempimenti riguardanti lo smaltimento, la tenuta del registro di carico e
scarico dei rifiuti e la denuncia del Mud , 740 ecologico ) dall'accordo di Programma n. 74 del 13 settembre 2001
fatto con Delibera dal Consiglio Provinciale.
Anche in questo caso gli attori nominati sopra non hanno tempestivamente deliberato un nuovo accordo di
Programma.
Nell'art. 181 comma 4,7,11, del Codice Ambientale “recupero dei rifiuti” alla parte quarta norme in materia di
gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati- viene spiegato come promuovere e stipulare accordi e Contratti di
Programma e quale Ministeri debbono essere interessati per tale richiesta.
Con la Gazzetta ufficiale n. 24 del 29-01-2008-suppl. Ordinario n. 24 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 16
gennaio 2008, n. 4, “Ulteriori disposizioni correttive del D.L. 3 aprile 2006, n. 152 denominato T.U.
Con tale Decreto non sono state apportate modifiche agli articoli che interessano la problematica degli
imprenditori.
Purtroppo con Decreto Legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, “Ulteriori disposizioni correttive del D.L. 3 aprile 2006, n.
152 denominato T.U. quello pocanzi letto all'art. 189 “catasto dei
rifiuti” il comma 3 bis recita: senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica, a partire dall'istituzione di un sistema
informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai fini della
trasmissione e raccolta di informazioni su produzione, detenzione,
trasporto e smaltimento di rifiuti e la realizzazione in formato
elettronico del formulario di identificazione dei rifiuti, dei registri di
carico e scarico e del M.U.D. da stabilirsi con apposito decreto
(denominato SISTRI) del Ministero dell'ambiente della tutela del
territorio e del mare, le categorie di soggetti di cui al comma 3 (le
imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e non
pericolosi) sono assoggettati all'obbligo di installazione e utilizzo delle apparecchiature elettroniche.
In poche parole nasce il SISTRI (D.L. 17-12-2009) che per la prima volta introduce l'attivazione di un sistema per la
tracciabilità dei rifiuti in modo informatizzato, a integrazione di quello precedente.
L'operatività di tale sistema è avvenuta per la prima volta in Campania con il problema smaltimento dei rifiuti
urbani di Napoli.
Prima di vedere gli adempimenti dell'imprenditore riferiti al SISTRI, dividiamo i rifiuti agricoli speciali in:
Pericolosi: olli esausti di motore, freni, trasmissioni idrauliche,
batterie usauste, fitofarmaci non utilizzabili, contenitori vetro/plastica di
fitofarmaci non bonificati, farmaci per uso zootecnico scaduti o non
utilizzabili.
Non pericolosi: oli vegetali esausti, fanghi di sedimentazione e
affluenti di allevamento non
impiegati ai fini agronomici, materie
plastiche (nylon,tubi PVC per
irrigazione, teloni serre,manichette
ect), imballaggi vari (carta e
cartone, plastica , legno, metalli in
genere), veicoli e macchine agricole
da rottamare, scarti vegetali non
destinati al riutilizzo in agricoltura,
pneumatici usati, contenitori fitofarmaci bonificati.
Agro Notizie 7
Nella tipologia dei soggetti che devono iscriversi al SISTRI gli imprenditori ricadono nella terza, ovvero che hanno
la facoltà e non l'obbligo di aderire e comunque dal 12 agosto 2010, se non producono rifiuti speciali pericolosi.
Nel caso in cui le imprese agricole producono anche rifiuti speciali pericolosi l'iscrizione non è più facoltativa
ma obbligatoria.
Al momento si aspetta ancora di recepire la Direttiva Europea 2008/98 che deve stabilire le sanzioni nei confronti di
coloro che violano gli obblighi di registrazione e comunicazione.
Passiamo ora alle modalità di iscrizione e i relativi costi:
la prima fase riguarda l'iscrizione al SISTRI che può essere fatta via Mail o via Fax.
Entro 48 ore dalla ricezione dei dati gli utenti riceveranno l'avvenuta iscrizione con l'indicazione del numero di
pratica assegnato. Il costo dell'iscrizione è uguale sia per smaltitori di rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi (D.L.
15 marzo 2010-), tra 100 e 200 € annui.
La seconda fase riguarda l'appuntamento presso la CCIAA territoriale dove oltre alla compilazione di documenti
viene ritirato il dispositivo elettronico USB che permette tramite codici PIN, PUK, Username e Password di inserire i
carichi e gli scarichi dei rifiuti certificando l'avvenuta operazione con la firma elettronica. Il costo di questa
operazione si aggira intorno ai 20 €.
Naturalmente i costi che l'imprenditore deve sostenere per il prelievo, trasporto e smaltimento rimangono invariati.
Per semplificare gli adempimenti del sistema SISTRI (sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti) e
del D.L. 3 aprile 2006, n. 152 denominato T.U ambientale, la Provincia di Viterbo con data 19 marzo 2010 ha
stipulato il primo accordo nazionale alla presenza delle organizzazioni di categoria (Accordo di Programma) che
semplifica la tenuta del registro di carico e scarico e la denuncia del Mud ( 740 ecologico ) dei rifiuti prodotti nelle
aziende agricole.
Questo documento è stato presentato ai responsabili della Provincia di Latina da oltre un anno; gli agricoltori
aspettano con fiducia “l'accordo di programma”.
8 Agro Notizie
VO.LA VOUCHER LAZIO
di Bruno Baldanzini
La Regione è impegnata a favorire la diffusione e l'utilizzo del “Vo.La voucher Lazio” con l'obiettivo di contrastare il
fenomeno del lavoro nero e di regolarizzare, sotto il profilo fiscale e
previdenziale, il pagamento delle prestazioni dei lavoratori occasionali
come giovani, pensionati, casalinghe, lavoratori part-time, in cassa
integrazione, mobilità o disoccupazione.
Si tratta di uno strumento importante, soprattutto per quei settori in cui
più è diffuso il lavoro saltuario, come l'agricoltura. Per questo riteniamo
utile far conoscere ai lavoratori e alle imprese questa opportunità, per
agevolarli e metterli nelle condizioni di operare in sicurezza e secondo le
norme.
L'agricoltura è uno dei comparti produttivi che offre maggiori e più
concrete opportunità lavorative, soprattutto per chi è in cerca della prima
occupazione. I prodotti tipici del Lazio, infatti, raccolgono consensi e
conquistano un numero sempre crescente di appassionati nei mercati
interni e internazionali, caratterizzandosi per qualità, tipicità e unicità.
La terra e i suoi prodotti rappresentano per l'economia regionale una straordinaria occasione di sviluppo.
Un'opportunità che nasce dalla
riscoperta delle tradizioni, dagli
investimenti delle imprese e
dall'impegno dei lavoratori.
Il comparto agricolo è uno dei settori
in cui l'impiego occasionale è molto
frequente e coinvolge le fasce più
deboli dei lavoratori come giovani ed
extracomunitari. L'utilizzo dei
voucher è quindi un valido strumento
per incentivare nella nostra regione
legalità, sicurezza e una decisiva
riduzione del lavoro sommerso,
aprendo il settore a nuove
opportunità occupazionali. Le fasce
di lavoratori più svantaggiate
possono così usufruire delle
coperture assicurative e previdenziali
per i lavori di tipo stagionale.
Con Vo.La si da a tanti giovani della
regione Lazio la possibilità di inserirsi
nel mondo del lavoro, iniziare a
costruirsi una pensione e lavorare
con la copertura assicurativa. È uno
strumento facile da utilizzare, con il
quale si sostiene l'emersione dal
sommerso. L'iniziativa è valida tutto
l'anno ed è rivolta a specifici settori,
per i quali viene promossa in
coincidenza dei picchi stagionali: in
inverno il commercio, in primavera
l'agricoltura, in estate il turismo e in
autunno, alla riapertura delle scuole,
i servizi alla persona e alla famiglia.
Agro Notizie 9
Bollettino Fitosanitario
A cura di Antonio Pelizzo
con la collaborazione dello staff tecnico S.I.A.
ZUCCHINO
FASE FENOLOGICA: diverse (campo aperto)
Oidio: Si segnalano lievi attacchi del patogeno;
effettuare interventi con prodotti a base di
Tetraconazolo(7gg),
Miclobutanil (3 gg),
Azoxystrobin (3 gg),
Meptyldinocap (3gg),
Bupirimate (3 gg) e
formulati a base di
Zolfo(5gg). Si
consiglia di usare
sempre principi attivi
c o n d i v e r s o
meccanismo di
azione. In caso di forti
attacchi in coltivazioni
avanzate effettuare interventi irrigui per aspersione,
allo scopo di dilavare le spore del fungo presenti sulla
pianta.
Peronospora delle cucurbitacee: In questo periodo
si sono verificati attacchi del fungo. Intervenire con
formulati a base di Cimoxanil(10gg),
C i m o x a n i l + R a m e ( 2 0 g g ) ,
Cimoxanil+Famoxadone(10gg),Mandipropamid+Ram
e(3gg),Azoxystrobin(3gg), Ciazofamid(3gg),
Ossicloruro di rame (3-20gg).
Aleurodidi: Si segnalano attacchi di tali insetti.
Pertanto, alla comparsa dei primi adulti intervenire con
fo r m u l a t i a b a s e d i Im i d a c l o p r i d ( 7 g g ) ,
Thiametoxam(3gg), Flonicamid (3gg), Pymetrozine
(3gg) o Azadiractina (3gg).
Afidi: Per il controllo degli afidi utilizzare gli stessi
formulati indicati per il contenimento degli aleurodidi.
Virus: contro tali patogeni gli unici mezzi di lotta sono
quelli a carattere agronomico. Si consiglia, quindi, di
adottare i seguenti accorgimenti: utilizzare cultivar
tolleranti, eliminare le piante infette, controllare gli
insetti vettori di virus (afidi, tripidi), effettuare raccolta
manuale dei frutti, evitare di seminare in prossimità di
campi già infettati.
POMODORO
FASE FENOLOGICA : diverse
Peronospora: si sono riscontrati attacchi di tale
patogeno nelle coltivazioni avanzate. .Intervenire con
formulati contenenti Cimoxanyl (10gg),
M a n d i p r o p a m i d + R a m e ( 3 g g ) ,
Azoxystrobin(3gg),Iprovalicarb+Rame(20gg),Zoxami
de+Mancozeb(3gg), Metalaxyl M+Rame (20gg),
Dimetomorf+Rame (20gg), formulati rameici (320gg).
Nottue fogliari: si segnalano elevati attacchi di
dal 01/10 al 31/10/2011
nottue fogliari su coltivazione di pomodoro. Intervenire
alle prime deposizioni di uova con prodotti a base di
S p i n o s a d ( 3 g g ) ,
Indoxacarb(3gg),
Metaflumizone (3gg),
Emamectina benzoato (3gg),
Deltametrina(3gg), Bacillus
Th.(3gg).
Afidi e Aleurodidi: si
segnalano attacchi di tali
insetti. Alla comparsa dei primi
adulti intervenire con prodotti a
base di Flonicamid(3gg),
Imidacloprid(7gg),
Thiametoxam (3gg),
Pymetrozine(3gg), Acetamiprid (3gg).
Tripide: si segnala la presenza di tripidi nei fiori di
pomodoro; tali insetti sono alquanto dannosi in quanto
vettori del virus (TSWV).Intervenire alla presenza di
tre-quattro adulti per fiore con formulati contenenti
Spinosad (3gg). Intervenire preferibilmente nelle ore
serali.
MELANZANA
FASE FENOLOGICA: diverse (serra, campo aperto)
Tripide: contro tale insetto intervenire alla presenza di
tre-quattro adulti per fiore onde evitare resistenze
incrociate agli insetticidi.. Utilizzare formulati
contenenti Spinosad
(3gg), Acrinatrina
(7gg), Azadiractina
(3gg),
ecc.
I n t e r v e n i r e
preferibilmente nelle
ore serali.
Afidi: alla presenza dei
primi adulti intervenire
con formulati a base di
Pymetrozine (3gg),
Acetamiprid (3gg), Imidacloprid (7gg) o Thiametoxam
(3gg).
Acari: in seguito alle temperature elevate si sono
manifestati attacchi di tali organismi. Alla comparsa dei
primi sintomi intervenire con Abamectina (7gg), in
miscela con Exitiazox (7gg). Preventivamente
utilizzare Zolfo bagnabile a cadenza settimanale.
Nottue fogliari: gli attacchi di nottue su melanzana
sono abbastanza frequenti. Intervenire con formulati
a base di Bacillus Thurigensis (3gg), Spinosad (3gg),
Indoxacarb (3gg), Metaflumizone (3gg), Emamectina
benzoato (3 gg). Importante utilizzare sempre prodotti
a diverso meccanismo d'azione per evitare fenomeni di
resistenza.
10 Agro Notizie
PEPERONE
FASE FENOLOGICA: diverse (serra, campo aperto)
Tripide: contro tale insetto intervenire alla presenza di
tre-quattro adulti per fiore. Utilizzare formulati
contenenti Spinosad (3gg), Acrinatrina (7gg),
Azadiractina (3gg), ecc. Intervenire preferibilmente
nelle ore serali.
Acari: alla
comparsa dei primi
sintomi effettuare
un intervento con
Abamectina (3gg),
Te b u f e n p i r a d
(14gg) in miscela
con Exitiazox (7gg).
Oidio: si segnalano
attacchi nelle
coltivazioni in serra. Alla comparsa dei primi sintomi
intervenire con formulati contenenti
Penconazolo(14gg), Miclobutanil (3gg), Bupirimate
(3gg), Tetraconazolo (7gg) o Zolfo Bagnabile (5gg).
Nottue fogliari (piralide): in seguito alle elevate
temperature gli attacchi di larve di lepidotteri sono
abbastanza frequenti. Intervenire periodicamente con
formulati a base di Bacillus Thurigensis (3gg),
Spinosad (3gg), Indoxacarb (3gg), Metaflumizone
(3gg), Lambda cialotrina (3gg),
Deltametrina (3gg), Emamectina benzoato (3gg).
Importante utilizzare sempre prodotti a diverso
meccanismo d'azione per evitare fenomeni di
resistenza.
CETRIOLO
FASE FENOLOGICA: diverse
Afidi: alla presenza dei primi adulti intervenire con
Pymetrozine (3gg),Thiametoxam (3gg), Flonicamid
(3gg), Imidacloprid (3gg), Acetamiprid (3gg).
Oidio: Si segnalano
attacchi del
p a t o g e n o ;
e f f e t t u a r e
interventi con
prodotti a base di
Tetraconazolo(7gg)
, Miclobutanil (3
gg), Tebuconazolo
(3gg), Azoxystrobin
(3 gg), Meptyldinocap (3 gg), Bupirimate (3 gg) e
formulati a base di Zolfo(5gg). Si consiglia di usare
sempre principi attivi con diverso meccanismo di
azione.
Peronospora delle cucurbitacee: In questo
periodo si sono verificati attacchi del fungo nelle
coltivazioni di cetriolo. Intervenire con formulati a base
di , Cimoxanil+Famoxadone (10gg), Azoxystrobin
(3gg), Ossicloruro di rame (3-20gg)
Agro Notizie 11
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