Alessandro Chizzini
1
Spettacolo
LE DONNE NE LO SPECCHIO,
IL NUOVO CD DI FRANCESCA
ROMANA PERROTTA
Primo piano
OSPEDALE DI POGGIARDO,
NESSUN SALVATAGGIO:
REPARTI CHIUSI A LUGLIO
13 febbraio 2010
pag. 7
Daniele Greco
pag. 12
Settimanale
d’informazione del Salento
Anno X n. 403
26.03.2011
GALATINA
Siamo in guerra
(con buona pace di tutti)
Anche gli agricoltori protestano
contro la Colacem
pag. 11
Maddalena Mongiò
ALL’INTERNO
inSalute
Supplemento a Belpaese n. 403 del 26 marzo 2011
Coordinamento editoriale: Mariateresa Scrutinio
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Tutti i consigli
per viso e corpo
LA SALUTE IN UNA RISATA
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VESTIRE BIOLOGICO
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RADIAZIONI
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DA STACCARE E CONSERVARE
26 marzo 2011
2
OPINIONI
26 marzo 2011
Editoriale
3
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a cura di fra Roberto Francavilla
L’Italia
in prima linea
di Giovanni Nuzzo
L’ora X è scattata anche per noi per bloccare il
raìs Gheddafi con navi ed aerei a difesa dei diritti umani e per la lotta al terrorismo, sulla stessa scia di Saddam in Iraq, che per lunghi anni hanno agito da oppressori e despoti sulle martoriate popolazioni. Ma il colonnello libico farà la stessa fine di morire impiccato come l’altro capo di
Stato? Tutto è ancora incerto. C’è chi ha adottato
subito il pressing d’attacco, chi ha ingranato la
marcia alta, chi ha votato con due mani, chi ha
innestato la retromarcia, chi è titubante, chi pentito. Regna il caos. Afghanistan, Bosnia, Kosovo,
Iraq ed ora Libia, ecco l’elenco delle nazioni in cui
i Paesi occidentali hanno cercato di riportare ordine a quelle genti vissute in regimi totalitari. È
certo che oggi tutti i Paesi che si affacciano sul
Mediterraneo sono polveriere sempre pronte ad
esplodere e a seminare vite e vite umane. Pare
che sarà una guerra lunga. Noi ci auguriamo di
no, siamo fiduciosi che qualcuno intervenga
per spegnere una guerra senza fine.
Ancora una volta nello scenario politico-internazionale non c’è pace, siamo sempre alle prese con
un’altra crisi bellica, che questa volta però è esplosa ad un tiro di schioppo da noi. Non dobbiamo
dimenticare quando nell’aprile 1986 lo stesso colonnello Gheddafi tentò di sferrare un attacco militare contro l’Italia, quando due missili si schiantarono a Lampedusa, per fortuna non causando
danni alle persone.
L’augurio è che questa triste pagina di storia non
sia troppo amara e che non diventi tragica come
quelle precedenti.
La storia insegna che ogni guerra non è facile perché non si sa come finisce. Pare che l’azione militare in corso sia stata compiuta anche a causa
del disastro nucleare giapponese, con la conseguente corsa all’oro nero per accaparrarsi il carburante del futuro.
La lucerna
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La lettera
Gentile redazione,
secondo gli ultimi dati del Ministero della Giustizia, in Italia
per avere una sentenza (tenendo conto dei tre gradi di giudizio) occorrono 10 anni. È bene
oltretutto rammentare che spesso, in giudizio, la verità sostanziale lascia il campo a quella processuale. L’insigne giurista Piero Calamandrei scriveva
in tempi non sospetti: “Il cliente non sa che molte volte, dopo
una vittoria, dovrebbe andare
ad abbracciare commosso non
il suo avvocato, ma l’avvocato
avversario”.
La mediazione è istituto previsto dalla legge, che si può av-
versare o apprezzare, ma che
fino ad eventuali modifiche
deve essere applicato. Coloro
che dovranno farne uso, avvocati e/o altri operatori, hanno
l’obbligo di conoscerla e di
spiegarla in termini chiari e
completi ai propri assistiti. La
normativa entrata in vigore il
21 marzo scorso è indubbiamente perfettibile (la previsione dell’obbligatorietà della mediazione in varie materie unitamente al pagamento dovuto
per accedere al servizio contiene in se profili di dubbia legittimità costituzionale). Forse
sarebbe stato più opportuno disciplinare la mediazione come
opportunità da affiancare al
processo, prevedendo degli incentivi per coloro che avessero
deciso di farvi ricorso.
Il cambio di mentalità degli operatori, la convinzione che forse di questi tempi più che a stabilire chi ha torto o ragione si
dovrebbe mirare al soddisfacimento dei “reali interessi” delle parti, potrebbe agevolare
l’affermarsi di questo istituto. Il
processo, la poesia dello scontro tra tesi contrapposte, continuerebbe a riguardare quei
casi di parossismo morboso
che rende indispensabile il ricovero nella clinica giudiziaria.
Avv. Gabriele Toma
“Se tu conoscessi il dono di
Dio e chi è colui che ti dice:
«Dammi da bere», tu avresti
chiesto a Lui ed Egli ti avrebbe dato acqua viva”.
Siamo alla terza domenica di Quaresima e l’incontro di Cristo con la Samaritana presso il
pozzo di Giacobbe ha un esplicito riferimento all’acqua del Battesimo, sacramento che rigenera
e purifica la vita del cristiano. La notte della Veglia pasquale ci sarà la rinnovazione delle Promesse battesimali e la Quaresima non serve ad
altro che a prepararci all’evento glorioso di Cristo risorto. Noi cattolici siamo soliti ricevere il
Battesimo nella prima infanzia, quando i genitori e i padrini si fanno responsabili e garanti
della nostra crescita umana e cristiana.
Nel “tempo favorevole di grazia e di misericordia” (altro nome della Quaresima) ora da adulti
ci assumiamo in prima persona la responsabilità di rispondere alla nostra fede e ci impegniamo testimoniarla nella vita quotidiana. Mi
colpisce in particolare, nel Vangelo sopra citato,
il comportamento di Cristo con la Samaritana,
nonostante il pregiudizio diffuso a quel tempo
(e ancora oggi nel Medio Oriente) circa l’atteggiamento nei confronti delle donne: la Samaritana è persona da tenere a debita distanza,
Gesù invece la fa messaggera della sua misericordia.
Abbiamo appena celebrato la Giornata della
Donna (8 marzo) e quanto bisogno ci sia anche
nel nostro Salento di recuperare la stima, il rispetto e il riguardo per “l’altra metà del cielo che
è negli occhi di ogni donna” non è il caso di dimostrarlo. Al di là di una manifestazione che ha
fatto tanta opinione (“Se non ora quando?”), c’è
sempre una congiura del silenzio intorno a problemi e situazioni delle donne che non si possono più tacere, perché il diavolo fa le pentole
ma non sa fare i coperchi, e allora tutto prima o
dopo viene a galla. La Quaresima è il tempo propizio per rimediare a questi ritardi storici e per
trattare con delicatezza e gentilezza la Samaritana di turno.
IN COPERTINA
26 marzo 2011
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Siamo in guerra (con buona pace d
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“Si vis pacem, para bellum”. Così, con cinismo consapevoli che la democrazia viene imposta
d’altri tempi, gli antichi spiegavano la necessi- in primo luogo nei paesi petroliferi che non vantà di intervenire militarmente, utilizzando l’uso no molto d’accordo con l’Occidente. Questa è
delle armi in maniera preventiva sui “fronti cal- la ragione per cui vi è un sapore amaro neldi” delle aree più instabili. Dopo il Kosovo, il l’opinione pubblica araba”. Così lucidamente
Libano ma anche dopo l’Iraq e l’Afghanistan scrive un giornalista turco, Ergun Babahan e se
sotto l’etichetta “missione di pace” rientra ades- la Francia non ha esitato a prendere il comanso l’intervento in Libia chiamato “Odyssey do ufficioso delle operazioni non è perché la cuDawn - Alba dell’Odissea” contro il regime di gina d’oltralpe è più sensibile ai diritti umani:
Muammar Gheddafi.
Gheddafi è al potere da oltre quarant’anni ma
L’azione avallata dal Consiglio di sicurezza del- le elezioni in cui il presidente francese Sarkozy
l’Onu è articolata e i distinguo sono tanti rispetto è dato in netto calo sono alle porte. Anche le
alle precedenti operazioni militari: no fly zone; parole di Napolitano, all’ingresso del Museo del
da subito protezione
Risorgimento di Midei civili di Bengasi;
lano, sono sembrate
Costituzione della
divieto di voli comdi facciata: “Non
Repubblica Italiana
merciali da e per la
siamo entrati in guerLibia; rafforzamento
ra. Siamo impegnadell’embargo sulle
ti in un operazione
Art. 11
armi, ma escludendo
autorizzata dal Conesplicitamente una
siglio di sicurezza
“forza occupante”. “L’Italia ripudia la guerra come dell’Onu”.
Eppure dopo aver strumento di offesa alla libertà degli E se due emblemi
visto la potenza e la altri popoli e come mezzo di risolu- progressisti come
forza d’urto della
Daniel Cohn Bendit
coalizione, resta il zione delle controversie internazio- e Nichi Vendola se le
retrogusto di un la- nali; consente, in condizioni di parità suonano di santa ravoro sporco, fatto con gli altri Stati, alle limitazioni di gione vuol dire che
per non farsi sfuggic’è qualcosa che non
re l’occasione di ap- sovranità necessarie ad un ordina- va e che scomodapropriarsi di risorse mento che assicuri la pace e la giu- mente si affaccia alle
indispensabili per il
“Attenti,
stizia fra le Nazioni; promuove e coscienze:
futuro del Mediterragazzi -ha messo in
raneo. “Petrolio” è la favorisce le organizzazioni interna- guardia il politico tepassword che apre zionali rivolte a tale scopo”
desco- chi scende in
tanti file segreti, nepiazza contro la misanche troppo nascosione internazionale
sta come ai tempi dell’Iraq quando la volontà cerca magari una terza via ma di fatto non è neudi “esportare la democrazia” nascondeva le ra- trale, bensì con Gheddafi. Perché niente cortei
gioni di un conflitto che ancora oggi fa senti- quando Gheddafi massacrava il suo popolo? Rire tutto il suo peso. “I popoli della regione sono cordate Francia e Gran Bretagna del 1936, che
lasciarono sola la Repubblica spagnola contro
Franco, Hitler e Mussolini”.
Il presidente Vendola invece ha lanciato una critica durissima alla strategia mediterranea dell’Italia e alla missione militare in Libia: “La risoluzione Onu poteva essere letta in molti modi
-osserva Vendola-, si è scelta la strada più rischiosa riproducendo il ciclo paradossale di impedire il massacro di civili attraverso massacri
di civili. Se fossi in Parlamento voterei ‘no’ ai
“Nutro forti perplessità sul nostro intervento”
Il sottosegretario agli Interni Mantovano non nasconde le sue preoccupazioni per il conflitto
Gheddafi? Il male minore. Questo in sintesi l’atteggiamento dell’occidente verso il dittatore libico
e in generale verso tutti i tiranni che spadroneggiano i loro popoli. Perché? Realpolitik. In sintesi, si son detti da decenni a
questa parte i potenti della terra, meglio un tiranno che frena il terrorismo piuttosto che
veder dilagare il terrore a casa nostra. Tranne poi ricordarsi
all’improvviso che il tiranno di turno è esecrabile quando il suo popolo si ribella o si profila l’occasione di impadronirsi delle ricchezze di quei popoli, petrolio in primis
ovviamente. Insomma, la storia dei rapporti con i paesi
ricchi di petrolio è facilmente riassumibile, e per molti aspetti si ripete.
Alfredo Mantovano (nella foto), sottosegretario agli Inter-
ni, non nasconde le sue preoccupazioni per l’instabilità
che si sta determinando in nord Africa e l’innalzamento
della soglia di rischio del terrorismo. “Dalle carceri libiche,
come da quelle tunisine, sono usciti pericolosi jihadisti ricorda Mantovano- e in Italia, solo in questi mesi, sono
arrivati 15mila tunisini. Gheddafi è un ex terrorista riconosciuto mandante della strage di Lockerbie, ma successivamente ha giocato il ruolo di argine del terrore. Premesso che l’Italia è vincolata dalla risoluzione Onu, nutro forti perplessità sul nostro intervento. Non sappiamo
chi sono gli insorti e quindi non possiamo valutare il rischio che può arrivare dal terrorismo di matrice islamica.
In questi giorni anche la Lega araba, che pure aveva sollecitato un intervento, si dice contraria per le modalità con
cui si sta realizzando. Corriamo il rischio di essere identificati, da qualche terrorista isolato, come nemici del mondo islamico. D’altra parte lo stesso Gheddafi potrebbe far
leva su cellule o singoli terroristi per ispirare terrore e per
queste ragioni, nei giorni scorsi, 42 parlamentari del Pdl,
me compreso, abbiamo firmato un appello per una soluzione diplomatica della crisi libica”.
Che nella maggioranza ci siano sensibilità diverse nell’affrontare questo problema, non è un segreto. Proprio per
questo ci sono state cautele che hanno determinato la
nostra posizione defilata rispetto a e Francia e Gran Bretagna. Non a caso anche un giornale filo governativo come
“Libero” ha titolato ad effetto: “A loro il petrolio, a noi i profughi”. Appunto, il petrolio: come già accaduto in Iraq la
guerra assume significati e sfumature che vanno al di là
della pietas per il popolo perseguitato da un tiranno sanguinario. Lì c’è il petrolio, una risorsa ad esaurimento e,
al momento, preziosa perché non abbiamo ancora messo il piede sull’acceleratore per la ricerca e l’utilizzo delle fonti energetiche alternative.
bombardamenti su Tripoli, preferendo la strada diplomatica, alternativa prevista nella risoluzione Onu”.
D’altro canto basta partire dalla Puglia per comprendere come invece di vera e propria guerra si tratti, con buona pace di tutti, in particolare di don Tonino Bello che invitava a “protenderci nel Mediterraneo non come ‘arco di
guerra’ ma come ‘arca di pace’. La base di Taranto ospita la linea operativa della flotta militare italiana e dopo la partenza della portaerei “Garibaldi”, che pattuglia il canale di Sicilia, è rimasta la portaerei “Cavour”, in grado
di salpare a seconda delle necessità nel giro di
poche ore. Nella zona delle operazioni, al largo delle coste libiche, ci sono quattro unità navali: la stessa “Garibaldi”, il cacciatorpediniere “Andrea Doria”, il rifornitore di squadra
“Etna” e la fregata “Euro”, navi partite dalla
base militare di Taranto con a bordo oltre 1.500
militari, la maggior parte dei quali è di origine
pugliese. La portaerei “Garibaldi”, che attualmente incrocia al largo delle coste siciliane in
attesa di disposizioni, ha a bordo otto AV-8 B
plus, aerei a decollo verticale dislocati nella base
di Grottaglie. Le basi aeree dislocate nel resto
d’Italia sono cinque, cioè Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu, Pantelleria. A cui si aggiungono le due pugliesi cioè Amendola (dove
sono schierati i caccia Amx e i velivoli senza pilota Predator) e Gioia del Colle, che per ora è
utilizzata da supporto logistico per i dieci Eurofighter Typhoons della Raf, l’aviazione inglese
e quattro Tornado, sempre inglesi.
IN COPERTINA
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di tutti)
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“Non possiamo accogliere l’immigrato quando ci
è utile per poi respingerlo quando non ci serve”
La guerra libica ha fatto crollare la “diga” di contenimento dell’immigrazione clandestina.
Adesso c’è da aspettarsi solo l’arrivo di ondate di profughi
“Le regioni che hanno già una forte pressione migratoria (Sicilia, Calabria e Puglia) e l’Abruzzo che ha
avuto il terremoto, saranno salvaguardate”. Queste le parole del ministro degli Interni Roberto Maroni. Quindi? Semmai i pugliesi hanno avuto una preoccupazione per
un’eventuale “invasione” di profughi dal nord Africa, dopo la nota del
ministro, possono mettersi l’anima
in pace. Intanto il ministro ha chiesto a Regioni e Provincie la disponibilità di accoglienza per 50mila
profughi e ha incassato la loro risposta positiva.
Una volta tanto la solidarietà percorre tutto lo stivale in linea con la
richiesta avanzata dal Capo dello
Stato, Giorgio Napolitano, che ha ribadito la necessità di un piano di
emergenza per i profughi. Intanto,
noi dobbiamo fare i conti con il dittatore libico percepito come inaffidabile, dobbiamo fare i conti con i
pericoli che corrono i nostri soldati impegnati in una missione dai contorni poco chiari, il tutto condito dalla rabbia verso una politica che pochi mesi fa ha accolto Gheddafi
come fosse un Capo di Stato degno
di rispetto e stima.
E i salentini? Nel ventennale dello
sbarco degli albanesi non danno segni di eccessiva preoccupazione.
Sarà perché altri avamposti si frappongono tra noi e la Libia, Lampedusa in primo luogo? Don Giuseppe Colavero (nella foto), presidente dell’associazione “Agimi” attiva
nel settore dell’accoglienza, pone l’accento
su una responsabilità
che non è solo dei governi. “Stiamo riflettendo, come associazione, sulle responsabilità della collettività -afferma don Colaveroperché non sono solo i
governi occidentali che
hanno qualcosa da rimproverarsi.
Gli italiani si sono mai chiesti dove
sono andati tutti i petroldollari che
hanno pagato al regime di Gheddafi?
Ora la preoccupazione è che questa
guerra non sia l’occasione per dividersi le risorse sulla pelle dei libici.
In questi Stati, governati da sanguinari dittatori, le risorse che arrivano al popolo sono pochissime e
quando perdono il potere hanno accantonato
enormi ricchezze, a danno dei cittadini di quei
territori. Purtroppo, anche l’economia capitalista è ingiusta, orientata
com’è a impoverire molti per arricchire pochi. A
questo si aggiunge una
propaganda politica diretta ad alimentare le paure, ma in
questo caso si tratta davvero di un
atteggiamento schizofrenico.
Non possiamo accogliere l’immigrato quando ci è utile per poi respingerlo quando non ci serve. Tra
le altre, proprio il Nord che ha atteggiamenti di maggior chiusura
impiega il maggior numero di immigrati nelle sue aziende. L’Italia deve
darsi un progetto politico sull’immigrazione, come hanno fatto Germania, Francia, ma anche l’Europa
deve avere una visione, un approccio che sia il parametro su cui tutti
si devono confrontare e al quale adeguarsi”.
Quelli che sbarcano a Lampedusa
non sono immigrati clandestini, ma
profughi e come tali hanno diritto di
accoglienza; eppure una condizione
automaticamente richiama l’altra
alla memoria. Lampedusa scoppia,
in tre mesi 15mila profughi sono arrivati per scampare alla morte mentre la Lega cincischia in distinzioni
etniche per cui i libici sono accolti
come profughi, ma non i tunisini.
Chissà perché la primavera tunisina
non piace ai lumbard di Bossi.
Maddalena Mongiò
E a Bari l’unico centro di accoglienza “sicuro” per i richiedenti asilo
Mentre esplode la crisi in Libia, si cercano soluzioni in Puglia per l’accoglienza dei profughi
Il giallo della destinazione dei profughi. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha “graziato” Puglia, Sicilia, Calabria e Abruzzo, dall’invio di profughi in fuga dal nord Africa, ma il sindaco di Lampedusa è convinto che in Sicilia e Puglia saranno allestite tendopoli.
Nichi Vendola telefona prontamente al sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, il quale esclude l’eventualità. Insomma, il
“risiko del profugo” è in pieno svolgimento.
Di sicuro all’aeroporto “Ramirez” di Gioia del Colle, sede del 36°
Stormo dell’Aeronautica Militare, da cui si alzano in volo gli Eurofighter della Raf, vedremo se arriveranno anche i profughi. I centri di prima accoglienza, attualmente operativi in Puglia, sono situati a Bari nell’area aeroportuale (994 posti), a Brindisi, dove il
Restinco può ospitare 128 persone, e Foggia a Borgo Mezzanone con una disponibilità di 716 posti. Sono centri la cui ospita-
lità ha una durata di tempo limitata, giusto quanto serve per identificare la persona e verificare se ha diritto a rimanere in Italia o
se debba esserne allontanato.
La Puglia non aveva centri per accogliere specificatamente i richiedenti asilo, ma con un decreto del ministro Maroni il centro
di prima accoglienza di Bari svolgerà questa funzione. Intanto l’Italia, e soprattutto la Lega, a gran voce chiedono l’intervento dell’Europa per non essere lasciati soli a gestire una situazione che
il Governo ritiene possa diventare critica con l’incalzare del conflitto libico.
“Dobbiamo convincerli a tornare a casa”, affermava Romano Prodi, nel lontano 1997, in piena emergenza profughi albanesi che
arrivavano al ritmo di mille al giorno sulle coste pugliesi. Ma qui
si scappa dalla guerra e allora non c’è convincimento che tenga.
La guerra al tempo dei media
Cristante: “I mezzi di comunicazione? Raccontano la guerra, ma non la
fanno vedere e tra lo tsunami e la Libia non hanno avuto dubbi: prime
pagine per il Rais”
La guerra? Un videogame. Questa la percezione, non dichiarata,
che si riceve dall’informazione televisiva. La guerra non è più sangue, dolore e fatica, ma quasi
un’operazione pulita, se così si
può dire. Stefano Cristante (nella foto), preside del corso di
Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento, analizza il racconto che della guerra ne stanno facendo i media.
La guerra fa ancora paura? E che ruolo gioca l’informazione nel dilatare o attenuare incertezze, insicurezze e desiderio di pace?
La sequenza dello tsunami in Giappone
prima e della guerra libica poi, segna la vita
televisiva di questo periodo. Le scene dell’
“onda anomala” e l’incidente ai vari reattori
della centrale nucleare giapponese stavano facendo esplodere il panico, assecondato dalle scene devastanti dell’accaduto. L’informazione era pronta a divulgare una paura alimentata da una catastrofe a cui si aggiungeva
il disastro atomico, angoscia per
eccellenza del nostro tempo, in
uno dei paesi tecnologicamente
più avanzati al mondo. L’unica
emergenza che supera quella delle catastrofi naturali è quella
della guerra, che in questo caso
è molto vicina all’Europa.
Quindi l’indifferenza degli italiani
di fronte a questo problema è
solo apparente?
Stava per partire una scheggia mediatica violentissima sul Giappone, ma è stata virata verso la Libia. Se non ci fosse stata la guerra in
Libia avremmo avuto un’informazione concentrata su pericoli di contaminazione e dintorni. Ora il Giappone è in quinta notizia.
Ci sta dicendo che c’è una hit parade delle informazioni e che una tragedia come quella
del Giappone ha meno appeal giornalistico
rispetto a una guerra?
La guerra è “la notizia” per eccellenza.
L’aggiornamento dello spettatore avviene 24
ore su 24, ma è una guerra raccontata. I gior-
Hussein Malla/AP Photo
nalisti sono chiusi in un albergo e non hanno nulla da raccontare. Dopo la guerra in
Vietnam, gli americani hanno inventato il
giornalismo che si confonde alle truppe, allora l’ottica è quella vista dalla parte della forza militare. Un modo per mettere il bavaglio
al giornalismo indipendente. Questo tipo di
giornalismo non produce immagini se non
quelle ricorrenti.
Un giornalismo senza spina dorsale?
Non mi pare che i media stiano giocando un
ruolo da protagonisti. Non ci sono scoop
giornalistici, non c’è la radio, non c’è internet che pure ha giocato un ruolo chiave nelle rivolte di altri paesi, ma quando si è arrivati in un paese tecnologicamente più arretrato si è arenata. In Libia quando ci si trova tra i due fronti di combattimento i nuovi media spariscono, non c’è più una movimentazione dal basso e gli unici strumenti di
comunicazione sono quelli “novecenteschi”:
la televisione generalista e il telefono. (M.M.)
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26 marzo 2011
PRIMO PIANO
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Ospedale di Poggiardo, nessun
salvataggio: reparti chiusi a luglio
Una delibera del Servizio Sanitario della Puglia smonta quanto annunciato nei giorni scorsi sulle sorti del “Pispico”
Come una telenovela, la storia dell’ospedale di Poggiardo si è evoluta
nell’ultimo anno tra continui colpi di
scena e finali a sorpresa. Come è noto
da mesi, il Piano di Rientro della
Giunta regionale ha indicato il “Pispico” come uno dei presidi provinciali da sacrificare per risollevare il bilancio sanitario pugliese.
La chiusura dei reparti del “Pispico”
è stata osteggiata dalla quasi totalità degli esponenti politici di Poggiardo e da molti membri dei Consigli provinciali e regionali. Ognuno
di loro è intervenuto sulla questione
interagendo con tutti i mezzi di comunicazione locali, ma poche sono
state le proposte avanzate per salvare
la struttura. Del “Francesco Pispico”
sì è sempre sottolineato l’eccellenza dei
suoi reparti e come si siano sempre rispettati tutti i requisiti richiesti per mantenerne
l’attività; in particolare la chiusura in attivo del bilancio 2009 (300mila euro di utile, l’unico nell’intera provincia) e gli ingenti finanziamenti (5milioni di euro) stanziati proprio dalla Regione per il suo potenziamento. Per l’ospedale di Poggiardo fu addirittura prospettata l’idea di diventare un
centro riabilitativo di eccellenza: possibilità illustrata circa un anno fa dal sindaco
Astore e dal consigliere Gianfreda, durante
un’assemblea pubblica tenutasi presso il Palazzo della Cultura, ma della quale poi si
sono perse le tracce.
Proprio Gianfreda è il protagonista degli ultimi episodi di questa intricata vicenda; nel-
le scorse settimane, il consigliere regionale
ha comunicato di aver raggiunto il traguardo
ormai insperato: potenziare l’ospedale di
Scorrano, ma soprattutto mantenere aperti tutti gli attuali reparti del “Pispico”. Un
risultato veicolato sui media locali e su manifesti fatti affiggere in tutto il territorio comunale. Come ogni soap opera che si rispetti,
però, non poteva mancare l’ennesimo colpo a sorpresa, il nemico creduto morto che
ritorna in scena. Lo scorso 13 marzo il commissario straordinario dell’Asl Paola Ciannamea, con il parere favorevole del direttore sanitario Franco Sanapo e del direttore
amministrativo Vito Gigante, ha approvato la delibera n. 28 che al punto 1 stabilisce
“di procrastinare al secondo semestre 2011
la disattivazione delle unità operative dello
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A partire dal prossimo mese la clinica di Cavallino dovrebbe essere
nuovamente convenzionata con la Regione per l’erogazione delle
prestazioni diagnostiche
La vicenda della Pet-Tac
Calabrese, che tanto aveva fatto discutere a causa del mancato rinnovo
della convenzione, sembra essere giunta ad un
punto conclusivo. L’assessore alla Sanità Tommaso Fiore ha garantito
infatti che entro il 30
marzo l’accordo sarà trovato: la svolta dopo l’incontro con il legale dell’Istituto Calabrese, l’avvocato Giangi Pellegrino, che
ha espresso soddisfazione “per la disponibilità che
chiedevamo verso i pazienti in attesa da diverso tempo” e il commissario straordinario dell’Asl salentina, Paola Ciannamea. Da sbrigare solo alcune pratiche di natura burocratica per arrivare all’accreditamento formale da parte della Regione e la convenzione che verrà stipulata con l’Asl.
La vicenda che si trascinava da tempo e che penalizzava gli ammalati salentini, rischiando di costringerli a veri e propri viaggi della speranza fuori provincia. Per Giuseppe Calabrese, titolare del centro radiologico, la mancata autorizzazione da parte della Regione a erogare le prestazioni diagno-
stiche a carico del sistema sanitario pugliese era
senza giustificazioni: “Le
prestazioni della Pet-Tac
sono indispensabili per la
diagnosi che precede la
terapia”. Tra i primi ad intervenire sulle voci del
presunto accordo, il consigliere della Regione Puglia e presidente di Moderati e Popolari, Antonio
Buccoliero: “Se dovesse
rispondere a verità la notizia del via libera da parte della Regione per la convenzione con la Pet-Tac
di Calabrese a Lecce, allora non si potrebbe non
esprimere soddisfazione per una decisione, che mette finalmente fine ad una vera e propria ingiustizia sociale”. Il consigliere, autore di due interrogazioni, rimarca l’importanza dell’accordo: “Non ci
sono malati di serie A e malati di serie B soprattutto quando parliamo di patologie delicate come
quelle tumorali. Avviare la convenzione con il centro Calabrese significa riconoscere la dignità di tanti pazienti salentini, che hanno diritto, al pari di tutti gli altri cittadini pugliesi, ad ottenere cure efficaci
e tempestive, restando nella propria provincia”.
stabilimento ospedaliero di Poggiardo stante la attuale indisponibilità di spazi idonei presso
l’Ospedale di Scorrano al fine di
consentire, tra l’altro, anche il
completamento della realizzazione presso lo stesso Ospedale dell’Area Endoscopica necessaria ed
indispensabile al trasferimento
dell’U.O.C. di Gastroenterologia nonché l’adeguamento degli
spazi destinati alla degenza”.
Come è facile evincere da queste
parole, i reparti del “Pispico” rimarranno aperti solo fino al prossimo luglio per fornire all’ospedale di Scorrano il tempo necessario per ampliare la sua superficie e così accogliere le unità operative del presidio poggiardese. Nessuna salvezza quindi, ma solo una chiusura temporaneamente sospesa. A rafforzare il peso della sentenza, quanto indicato nei restanti punti in cui si spiega che l’atto deliberativo verrà trasmesso e notificato, tra gli altri, all’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia, al sindaco di Poggiardo
e alla Direzione del P.O. di Scorrano.
Restano quindi deluse, per l’ennesima volta, le aspettative dei cittadini di Poggiardo
e dei paesi limitrofi, e già qualcuno maligna
che l’impalcatura installata da mesi presso
la facciata dell’ospedale rappresenti solo uno
strumento di mera campagna elettorale e non
un servizio di potenziamento della struttura ospedaliera stessa.
Alessandro Chizzini
^ä=ä~îçêç=éÉê=ä~=ë~äìíÉ
È prossima a concludersi la
vicenda delle internalizzazioni dei
683 lavoratori della Asl di Lecce.
Ma si tratterà di assunzioni a
tempo determinato
Saranno internalizzati i dipendenti di cooperative e società esterne che operano per l’azienda
sanitaria. Si tratta di 683 lavoratori che protestano
nella sede della Asl di Lecce in attesa di un provvedimento conclusivo da parte della Regione. A
confermare la notizia l’assessore alla Sanità Tommaso Fiore in una lettera inviata al commissario della Asl di Lecce, Paola Ciannamea, e che sollecita la necessità di riprendere il discorso da dove
era stato interrotto al momento della firma del
Piano di rientro con il Governo e quindi l’erogazione dei 500 milioni di euro del fondo sanitario destinati alla Puglia.
L’internalizzazione, secondo Fiore, dovrebbe avvenire facendo tesoro delle indicazioni della Corte Costituzionale che, in una recente sentenza ha
dichiarato incostituzionale l’obbligo a carico dei
direttori delle Asl di procedere con assunzioni a
“tempo indeterminato”, ma non quello di procedere in generale alle internalizzazioni dei lavoratori delle ditte esterne, purché con contratti di lavoro “a tempo determinato”, basandosi cioè
sulla durata del servizio affidato dalla Asl alla propria società in house. La decisione dei vertici della Asl leccese potrebbero arrivare già nei prossimi giorni.
26 marzo 2011
LECCE
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Lecce dice “no” a tutte le mafie
Per le strade del capoluogo ha
avuto luogo un grande
manifestazione, nel corso della
quale è stato consegnato
all’arcivescovo D’Ambrosio l’olio
prodotto nelle terre confiscate alle
organizzazioni criminali
“In Italia abbiamo contato circa 900 vittime
innocenti e in Puglia sono oltre 40”. Nella marcia contro tutte le mafie per le strade di Lecce, a centinaia hanno
sventolato striscioni
e urlato il proprio
“no” alla criminalità
organizzata. Studenti
e associazioni insieme
hanno ricordato le
vittime della criminalità organizzata, elencando i nomi delle
vittime. In testa al
corteo, che ha visto la
folta partecipazione
dei ragazzi di Acli,
Terra del Fuoco, Anpi, Arci, Cgil e delle scuole di Lecce e provincia, don Raffaele Bruno,
in lotta perenne contro le mafie d’ogni genere e grado: “Vittima è anche chi subisce la concorrenza sleale nel commercio, chi soffre il traffico degli stupefacenti, chi perde il posto di lavoro; perché la mafia non è solamente quella criminale, ma anche quella dei colletti bianchi, della politica corrotta e delle speculazioni finanziarie”.
Non è tutto nero, però, secondo il referente regionale di Libera. E la luce è rappresentata dai
prodotti coltivati nelle terre confiscate, “perché se la mafia è una struttura organizzata, anche noi sappiamo organizzarci”, ha aggiunto don Raffaele, che ha spiegato l’importanza della consegna dell’olio prodotto nei terreni
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ìå~=ëÅìçä~=áå ëí~åÇ=Äó=
Una delibera, approvata in
Consiglio, “congela” la posizione
della scuola materna in attesa
della pronuncia del Tar di Lecce
di Torchiarolo all’arcivescovo di Lecce
Domenico D’Ambrosio, “affinché possa consacrarlo insieme a tutti gli oli e utilizzarlo nelle funzioni
carismatiche del triduo pasquale, in tutte le parrocchie della diocesi”. A porgere l’olio
delle mani di monsignor D’Ambrosio, Viviana Matrangola, figlia dell’assessore neretina
Renata Fonte, uccisa perché si oppose a una
pesante speculazione edilizia. Insieme ai familiari delle vittime, anche Massimiliano, ex
detenuto in regime di semilibertà, che oggi coltiva con dedizione le terre confiscate. “I prodotti nati dalle terre espropriate alle mafie hanno un alto valore sociale”, ha evidenziato monsignor D’Ambrosio, indicando i cesti colmi sul
sagrato del Duomo e ricordando che “la Chiesa condanna aspramente la criminalità organizzata e continuerà a farlo”.
Il grande successo della manifestazione di Potenza dello scorso 19 marzo, quando ben 15
pullman sono partiti dal Salento, è stato re-
plicato nel capoluogo salentino. Nella data indicata per manifestare in tutta Italia (il 21 marzo, appunto), la città ha dimostrato la sua forza. Berretti gialli e barchette bianche di carta,
il simbolo di una mobilitazione che ha coinvolto davvero tutti, da Porta Napoli a piazza
Duomo, dove il corteo si è fermato per l’incontro con l’arcivescovo. “Abbiamo dato a tutti i partecipanti una barchetta di carta per dedicare questo momento alle vittime delle
tratte, a chi cerca di fuggire dalla povertà e dalla sofferenza, raggiungendo le coste europee”,
ha precisato Paolo Paticchio, presidente dell’associazione Terra del Fuoco-; per i bambini la barchetta è un gioco, ma equivale al sogno di chi, ai viaggi della speranza, affida il proprio destino. È di carta per significare la fragilità di questa gente e la difficile possibilità di
sopravvivere”.
Le vittime devono essere ricordate tutti i giorni. Questo, in sintesi, l’insegnamento della manifestazione: “Ecco perché è importante la presenza dei ragazzi. Il domani è affidato a loro”,
ha concluso Attilio Chimienti, responsabile regionale del settore “Beni confiscati alla mafia”.
Barbara Politi
A qualche ora dalla pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale, che dirà la sua sulla vicenda legata alla scuola dell’infanzia di piazza
Partigiani, l’Amministrazione comunale di fatto
“congela” la questione. Durante l’ultimo Consiglio comunale, infatti, l’assessore al Bilancio Attilio Monosi ha bloccato la situazione, in attesa
dello svolgimento dell’istruttoria pubblica, con una
delibera approvata dall’assise. È solo questione
di tempo, insomma, e la contesa sulla scuola (inizialmente inserita nel Piano delle alienazioni) dovrebbe trovare fine.
Il Comitato spontaneo nato per contrastare la decisione del governo cittadino, intenzionato ad abbattere la scuola, dopo averne creata un’altra a
Settelacquare, “più nuova ed efficiente”, ha
detto più volte il primo cittadino Paolo Perrone,
ha impugnato l’atto in sede giudiziaria e adesso spera nella sentenza positiva del giudice. La
decisione, se la strada dell’istruttoria pubblica dovesse essere praticata (contrariamente a quanto sostengono i consiglieri dell’opposizione, che
ritengono lo strumento applicabile soltanto in materia ambientale ed energetica), potrebbe spettare proprio a loro: i cittadini, chiamati a esternare il loro parere sulla questione.
(B.P.)
26 marzo 2011
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MAGLIE | TRICASE
26 marzo 2011
Il “debito” delle
ballerine francesi
máª=ÉÑÑáÅáÉåò~=EëÉåò~=í~ÖäáF
éÉê=á=ëÉêîáòá=ëçÅá~äá
L’assessore Vincenzo Errico punta a risparmiare, miglior
arando però il servizio di trasporto degli studenti e venendo
incontro alle fasce più deboli, senza ridurre i servizi
Tiene banco in Consiglio la questione del pagamento
dello spettacolo, risalente all’estate 2008, della
compagnia “Les baladines”, che ha generato forti
contrasti tra sindaco e segretaria comunale
MAGLIE Uno stallo politico e tecnico: è quello a cui si è giunti nello scorso Consiglio comunale. Un
Consiglio che si è dovuto fermare
al terzo punto e che sarà aggiornato
il 31 marzo. Lo stallo è stato generato dal debito relativo allo spettacolo della compagnia francese
“Les baladines”, che si è tenuto a
maglie nel luglio 2008 (nella foto,
un momento dello spettacolo). Il debito verso la compagnia (che ammonta a 8mila euro) secondo la segretaria comunale Esmeralda Nar-
delli -come anche secondo l’opposizione- è da ritenersi fuori bilancio,
mentre è in bilancio secondo il sindaco Antonio Fitto, il quale pare
abbia avuto anche un acceso dibattito in Giunta con la stessa segretaria comunale, la quale ha abbandonato la seduta e non è intervenuta in Consiglio per ragioni di
salute, pur inviando un fax contenente il suo giudizio tecnico. “Il
concetto -spiega il capogruppo Pd,
Raffaele Cesari- è che le valutazioni
politiche hanno prevalso su quelle
tecniche della segretaria. Evidentemente le ristrettezze di bilancio
sono tali da non poter pagare e
avremo una causa che ci costerà
molto di più, perché la perderemo.
Il fatto che ci sia un conto a parte,
destinato alle iniziative estive, è
un’anomalia contabile, perché un
ente pubblico non può avere un
conto recipiente che viene riempito e svuotato, ma tutto deve essere riportato nel bilancio. La segretaria ha proposto un giudizio tecnico e imparziale, quindi di legalità”.
Il conto cui fa riferimento è quello di cui si è parlato in Consiglio:
per le manifestazioni culturali estive esiste un conto separato, che si
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“riempie” attraverso gli sponsor e
si “svuota” a spettacolo avvenuto
previa fattura, che secondo il primo cittadino non sarebbe stata
ancora emessa, da qui la ragione del
mancato pagamento. “Il debito
non può essere riconosciuto fuori
bilancio -ha raccontato Fitto- perché è in bilancio. In questo momento, abbiamo un credito di
11.500 euro, relativo alle iniziative estive, mentre c’è un impegno di
spesa di 10.500. Riguardo al clamore generato relativamente alla
differenza di vedute con la segretaria, bisognerebbe chiedere a chi
l’ha generato. Si è trattato di uno
scambio di idee sul metodo di lavoro. Nessuno dimentichi che l’ho
scelta io e io l’ho confermata, la
questione è dovuta alla contingenza del momento: ho subito
un’aggressione verbale e ho risposto con la stessa veemenza con cui
sono stato attaccato, ho sbagliato
a non andarmene, ma è stato solo
per senso del dovere. Non lascio
mai il posto di lavoro”.
Angela Leucci
TRICASE Dopo l’aut aut lanciato dall’assessore al Bilancio Bartolo Esposito in
merito alla necessità di stringere la cinghia sulle prestazioni erogate, riducendo
le voci di spesa in vista dell’approvazione del bilancio di previsione, i servizi sociali del Comune si sono allarmati. “Nessun pericolo -spiega l’assessore al ramo
Vincenzo Errico (nella foto)-, dopo due
mesi di studio con i dipendenti comunali del settore, abbiamo ipotizzato una nuova modalità di erogazione dei servizi. Mensa scolastica: la vigente modalità faceva
sì che l’utente con un reddito isee di 5mila
e 600euro pagasse una retta simile a chi
aveva un reddito Isee di 20mila. Abbiamo
ritenuto più giusto applicare un aumento alle fasce di reddito superiori a 13mila
e 500euro, che porteranno ad un introito medio superiore del 20 % evitando così
la chiusura prospettata del servizio mensa dal 15 dicembre al 15 gennaio”.
L’assessore evidenzia poi che è stato migliorato il servizio trasporto con un risparmio di circa 70mila euro rispetto ai
120mila degli anni scorsi e spiega le fasi
dell’evoluzione. “Per gli studenti della frazione di Depressa che frequentano la scuola media a Tricase -continua Errico- abbiamo fatto un accordo con le Ferrovie del
Sud-Est modificando la capacità di carico e gli orari della linea, assicurando un
abbonamento gratuito rispetto a quando
si pagava 20 euro al mese. Per i ragazzi
del capoluogo (Materne, Elementari e Medie) abbiamo aumentato il numero dei pulmini da tre a quattro appaltando il servizio col risultato di una riduzione dei costi
del 50%”. Quanto all’assistenza domici-
liare agli anziani, l’assessore sottolinea che
tenendo presente il pressante invito del
sindaco Antonio Musarò a non intaccare
le prestazioni erogate in loro favore è stata espletata una gara riducendo i costi del
35% della casa e del 50% per i pasti caldi, nonché sono state riviste le fasce di reddito entro gli 8mila euro. Operazione
che, secondo Errico, ha fruttato un risparmio di 50mila euro. “Per dare maggiore dignità agli indigenti -conclude l’assessore Errico- stabiliremo a breve l’istituzione del servizio civico garantendo ad
ogni soggetto di ricevere in cambio di piccole prestazioni un contributo di 6 euro ad
ora per un massimo di 288 ore annue,
mentre per chi è impossibilitato per età o
condizioni di salute l’erogazione del contributo filtrerà verso l’Ambito Territoriale di
Gagliano”.
Giovanni Nuzzo
inSalute
Supplemento a Belpaese n. 403 del 26 marzo 2011
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Ð=mofj^sbo^
Tutti i consigli
per viso e corpo
LA SALUTE IN UNA RISATA
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VESTIRE BIOLOGICO
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RADIAZIONI
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Coordinamento editoriale: Mariateresa Scrutinio
26 marzo 2011
inSalute
II
26 marzo 2011
notizieinpillole
inSalute
III
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Gli esperti dell’Australian National
University di Canberra hanno effettuato
uno studio, pubblicato poi sulla prestigiosa rivista “Occupational and Environmental Medicine”, da cui è scaturito con particolare evidenza che lo
stato di tensione provocato da un lavoro non soddisfacente è maggiore rispetto a quello provocato dalla disoccupazione. Naturalmente il discorso
non fila per quanto concerne il fattore economico ma, per tutto il resto, pare
che sia meglio impegnarsi nella ricerca di un lavoro soddisfacente piuttosto
che sottoporsi allo stress eccessivo e pericoloso provocato dallo svolgere mansioni precarie e sottopagate. Concludendo, se l’impatto emotivo e psicologico della disoccupazione è indubbio,
anche quando si tratta di lavoro precario e poco retribuito, la situazione non sembra migliorare molto,
anzi, in alcuni casi, è decisamente
più preoccupante.
`~äîáòáÉ=éêÉÅçÅÉ\=^ííÉåòáçåÉ=~ää~=éêçëí~í~
Muoversi fa bene alla coppia
L'attività fisica mantiene in forma la coppia: è amica del
sesso, con effetti positivi sia sulla donna che sull'uomo.
Lo sport libera endorfine, essenziali per il desiderio, migliora l'umore e, nel maschio, preserva le capacità erettili. Le discipline più indicate sono quelle aerobiche, che
migliorano la funzionalità dell'apparato circolatorio e la
resistenza. Bastano 1.500 calorie bruciate a settimana per
ottenere rapporti più frequenti e soddisfacenti. È dimostrato che le sportive sono non solo più sane, ma anche
più protette da comportamenti a rischio, più responsabili ed equilibrate: sono meno esposte a depressione, disturbi dell'attenzione, utilizzo di fumo, alcool e droghe,
a gravidanze indesiderate e a problemi legati al ciclo. Nel
maschio, l'esercizio aerobico previene le malattie cardiovascolari e la formazione di placche nelle arterie, un
problema che può portare a impotenza.
Che gli uomini che cominciano a perdere i capelli
già a 20 anni hanno un rischio doppio di ammalarsi
di cancro alla prostata negli anni
a venire è la conclusione di
una ricerca condotta dall’Università Descartes
di Parigi. Lo studio,
pubblicato sulla rivista “Annals of
Oncolgy”, dimostrerebbe che i pazienti con una cal-
La scelta nucleare
deve essere condivisa
dáçî~åá=Ç~ääÛ~åÇêçäçÖç
È importante avvicinare i giovani alla figura dell’andrologo per
educarli a prevenire alcune patologie, sempre più frequenti per
i motivi più svariati: stress, radiazioni da cellulari, alimentazione scorretta, indumenti troppo stretti, fumo, alcol, doping, inadeguata igiene intima, comportamenti sessuali a rischio. I dati
sono molto chiari: circa il 50% delle coppie ha problemi di infertilità dovuti a patologie del partner maschile. Secondo la Siams
(Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), quattro giovani su dieci tra i 18 e i 30 anni, in Italia hanno problemi di fertilità. Sul sito www.androlife.it è possibile conoscere il
proprio rischio di infertilità, grazie ad un’opportuna tabella, e le
dieci regole da seguire per prevenirla.
vizie incipiente intorno ai 20 anni -non c’è rischio
invece se inizia dopo i 30 o 40 anni- hanno il doppio della probabilità di sviluppare un tumore molti anni dopo.
La spiegazione, ancora da chiarire come gli stessi autori dello studio precisano, potrebbe essere individuata nel ruolo giocato dagli ormoni androgeni, potenziali responsabili sia della calvizie che del carcinoma prostatico. Comunque, per i giovani non c’è
motivo di allarmarsi. I ricercatori consigliano solo
di sottoporsi a maggiori controlli per diagnosticare in tempo eventuali anomalie.
Omeopatia in crescita
Curarsi con l'omeopatia e' un
metodo sempre più diffuso tra
gli italiani, soprattutto tra le
donne. Nel 2010 sono state
11 milioni le persone che vi si
sono affidate (il 18,5% della
popolazione). L'omeopatia in
Italia muove un giro d'affari di
300 milioni di euro l'anno,
contando su 30 aziende e registra tassi di crescita di fatturato del 4% all'anno, nonostante la crisi. È la fotografia
del settore secondo i dati dell'Associazione medica Italiana
di Omotossicologia (Aiot).
L'invito ad una ''riflessione
condivisa'' sulle
scelte a livello di
Governo centrale che,
troppo
spesso, ''ricadono
negativamente sul
benessere e
la salute dei
cittadini'' è
contenuto nell'
ordine del giorno
approvato dall'assemblea nazionale della
Rete Città Sane Oms, riunitasi a Foggia il 19 marzo
scorso. Sindaci, assessori,
consiglieri comunali
rappresentanti di
67 città italiane di grandi,
medie e piccole
dimensioni
hanno colto l'occasione per
affrontare il
tema del ricorso al nucleare e dell'alto
prezzo da pagare in
termini di salute dei cittadini e di rispetto dell'ambiente.
inSalute
26 marzo 2011
IV
Tenersi in forma,
che passione!
Professionalità, varietà di servizi, cortesia, costanza e soprattutto
passione sono le caratteristiche del tenersi in forma secondo Sport City
La cura del proprio benessere è un fattore
di vita talmente importante che necessita di
un luogo adeguato, una sorta di tempio in
cui tutto ciò che occorre sia a disposizione
nella sua forma migliore, con attrezzature
di ultima generazione, metodologie all’avanguardia, strumenti efficaci e professionalità organizzate. Tutto questo lo si può
trovare in un unico centro, nel Salento, che
offre servizi che spaziano dalla riabilitazione
allo sport in piscina fino al fitness.
I percorsi fitness progettati dai fratelli
Conte (Gianluca, dottore in Scienze Motorie, ed Antonio, noto allenatore già capitano della squadra juventina), accompagnano la preparazione atletica, la ginnastica
antalgica, il cardiofitness, la ginnastica
posturale, lo stretching, la ginnastica dimagrante ed il body building.
Nell’ampia e fornitissima sala attrezzi, firmata Tecnogym, per non farsi mancare nulla, si effettua anche allenamento personalizzato. L’area piscina, grazie alla vasca semiolimpionica, consente di effettuare sia
l’acquagym ed i corsi di nuoto per tutte le
età che i corsi per assistente bagnanti. Già
da diversi anni il centro Sport City segue
progetti in piscina con alunni delle scuole
di Sternatia, Zollino e Corigliano d’ Otranto grazie alla collaborazione dei rispettivi
dirigenti, i professori Maria Rita Zitani e
Luigi Martano, e le amministrazioni comunali, sostituendo l’ora di educazione fisica per formare i ragazzi al nuoto.
Una delle rarità da sottolineare riguarda gli
spogliatoi dotati di docce e phon gratuiti,
senza gettoniera. Il centro comprende anche un’efficientissima area dedicata a fisioterapia e riabilitazione convenzionata
A.U.S.L. con medico fisiatra interno. La
struttura, comoda da raggiungere da tutta
la provincia in quanto in un punto centrale del Salento, Zollino, priva di barriere architettoniche e dotata di un ampio parcheggio gratuito, su una superficie di 2.500
mq associa alla modernità delle strumentazioni tecnologiche una tradizione di lunga esperienza.
dal lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 22.00
SS 16 Lecce-Maglie 14,7 Km uscita Zollino (zona industriale)
Tel/Fax 0836.660526 - Cell 393.3373294
www.sportcitylecce.it - [email protected]
26 marzo 2011
inSalute
V
La natura addosso
Per “abito biologico” si intende tessuto non trattato e non
sbiancato, privo di formaldeide o altre sostanze chimiche, spesso
raccolto a mano e proveniente da coltivazione biologica controllata
Un “abito ecologico” è caratterizzato da un
principio fondamentale: la materia prima, quella utilizzata per millenni dall’uomo e cioè il cotone, seguito dal lino, dalla seta, dalla cana-
pa e dalla lana. Garantisce la traspirazione della pelle e mantiene il caldo ed il fresco in maniera ottimale, non dà allergie ed altri disturbi.
L’aumentare della coscienza ecologica nei
consumatori, ha portato maggiore attenzio-
ne a cosa indossiamo. Purtroppo, però, i tessuti di origine naturale vengono manipolati già
nelle fasi di coltivazione e allevamento, con pesticidi, diserbanti ed ingegneria genetica. Attualmente quasi tutti i filati in cotone vengono ricoperti da uno strato di resina acrilica e
La “guerra” dei batteri si vince con i probiotici
Probiotico: “Integratore alimentare a base di microrganismi vivi e vitali che produce effetti favorevoli
sull’organismo animale, migliorandone l’equilibrio microbiotico intestinale” (Fuller)
Nell’intestino umano coabitano circa un chilo di
batteri la cui funzione è
indispensabile per la salute;
Si tratta della flora batterica o, più recentemente
chiamata microbiota. È
definita come un complesso ecosistema nel
quale molte specie batteriche vivono in una relazione simbiotica ed il
mantenimento dell’equilibrio intestinale è fondamentale per mantenere l’organismo giovane e
sano.
È concentrata soprattutto nell’ultima parte dell’intestino ed è composta da batteri buoni (eubiotici) e di batteri non buoni (patogeni). Tra le
due “fazioni” si sviluppa una sorta di guerra di
colonizzazione e di sopravvivenza: se prevale quella eubiotica, l’organismo ne beneficia e s’instaura
un equilibrio che determina il buono stato di salute. I batteri si riproducono sfruttando quanto
arriva nell’intestino e quindi se quelli eubiotici
sono di più sottraggono l’alimento ai germi pa-
togeni che, conseguentemente, hanno maggiore difficoltà nel replicarsi. Questi batteri mangiano di tutto ed il loro nutrimento ideale sono i
carboidrati anche se glucosio, fruttosio e galattosio sono assimilati dal corpo prima di raggiungere l’ultima parte di intestino dove risiede
appunto la flora batterica eubiotica. Ecco perché,
per nutrirsi, a questi batteri non resta altro che
fermentare le fibre alimentari (pectina, inulina,
ecc.) per produrre zuccheri. Quando vincono i
“cattivi”, come accade dopo una prolungata terapia con antibiotici o per l’introduzione di cibo
contaminato o per stress, possono comparire alcuni disturbi quali: mal di pancia, gonfiori, diarrea, ecc. Anche l’introduzione di cibi (ad es. legumi) contenenti zuccheri difficilmente digeribili per alcune persone è causa di meteorismo:
arrivano al colon e rappresentano il nutrimento
ideale per i batteri che producono gas.
Con la sola alimentazione è difficile favorire la rapida crescita e sviluppo di una buona flora batterica protettiva. È quindi consigliabile l’assunzione di simbiotici (fermenti lattici probiotici associati a sostanze prebiotiche), vitamine ed oligoelementi.
Naturalmente è sempre auspicabile affidarsi ai
consigli degli specialisti per scegliere i momenti adatti per l’assunzione di fermenti lattici per
evitare di prenderli in casi in cui il numero dei
patogeni supera quello degli eubiotici in quanto si rischierebbe di rafforzare quelli cattivi a sfavore di quelli buoni.
Per un’efficace igiene intestinale è necessario
quindi, curare attentamente l’alimentazione e può
essere auspicabile consumare, soprattutto alimenti definiti probiotici (come ad esempio lo yogurt), contenenti microrganismi buoni in condizioni di perfetta vitalità ed in grado di integrarsi
con la flora autoctona dell’organismo apportando benefici positivi.
Tuttavia, in condizioni di disordine intestinale è
necessario seguire una terapia più energetica che
vi sarà opportunamente consigliata. Ancora una
volta conoscere ciò che mangiamo è importante, per questo un’attenta educazione alimentare è sempre consigliata.
Simona Dongiovanni - Dietista
Iscritta all’Associazione Nazionale Dietisti Italiani
Riceve a Maglie, Salve e Taviano
Cell. 349.2872965, http://salutenutrizione.wordpress.com
quindi le stoffe hanno contenuti di formaldeide.
Anche quello definito cotone puro 100%, per
essere un “lava e indossa”, viene sottoposto
a trattamenti chimici. La produzione di cotone
da agricoltura tradizionale impiega il 25% dei
pesticidi utilizzati sulla Terra e la produzione,
la colorazione e il trattamento di tessuti naturali
come la lana è una delle più inquinanti.
Le fasi della lavorazione delle fibre naturali possono essere così sintetizzate: pesticidi, fertilizzanti chimici e defolianti, usati durante la coltivazione delle fibre vegetali. Le fasi d’elaborazione dei tessuti: carbonizzo (lavaggio in acido solforico), antitarlo, antiparassitari, superwash, imbozzinatura, sbozzinatura, sbiancatura, tintura; mercerizzo e alta stabilità.
Dopo queste fasi di lavorazione negli indumenti saranno presenti, in dosi più o meno elevate, le seguenti sostanze: formaldeide, residui
di metalli pesanti (cromo, rame, cobalto, nichel, argento di mercurio), pesticidi e pentaclorofenol, con innegabili conseguenze sulla nostra salute.
Il prezzo da pagare per questa scelta commerciale è altissimo: prima di tutto sull’ambiente in generale, in quanto l’industria tessile condivide l’ambito primato di settore più inquinante al mondo con l’industria automobilistica, inoltre è altissimo il consumo energetico per la trasformazione di questi tessuti
ed infine, terzo aspetto, ma non meno importante, il danno sanitario immediato all’uomo.
Vestire biologico è una scelta intelligente per
chiunque voglia vivere la natura e contribuire con i propri gesti alla salute del pianeta e
della sua persona.
inSalute
26 marzo 2011
La salute ride!
La gelotologia è la scienza che studia le applicazioni del
buonumore e delle emozioni positive in campo medico
La gelotologia ha origine dalla PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, una branca della
medicina che ha posto in luce la correlazione
fra le emozioni e il sistema immunitario. La terapia del sorriso è adatta praticamente in tutti gli ambiti socio-sanitari e con ogni tipo di paziente; non solo quindi i bambini possono beneficiarne, ma anche gli anziani, i disabili, i pazienti psichiatrici le persone che si sottopongono
a una terapia del dolore. Il buonumore e, in generale, le emozioni positive, hanno il potere di
prevenire numerose patologie grazie alla loro
azione benefica sul sistema immunitario. Il riso,
infatti, stimola la produzione di adrenalina e
dopamina, che a loro volta liberano endorfine ed encefaline veri e propri antidolorifici naturali in grado di migliorare l’efficienza del sistema immunitario. Numerosi studi hanno dimostrato che un grado elevato di stress riduce le naturali difese immunitarie dell’organismo
a causa del diminuito livello di immunoglobulina A, mentre una bella risata, o lo sperimentare stati d’animo positivi, rappresentano
un vero e proprio toccasana in grado di proteggerci dalle malattie e favorire la guarigione
dalle patologie già in atto. Ridere infatti aiuta la circolazione e l’ossigenazione del sangue
permettendo così ai tessuti di rigenerarsi più facilmente e anche il cuore ne risente positivamente. Una bella risata favorisce inoltre l’eliminazione di acido lattico e mitiga il senso di
affaticamento. La rivista americana “Mind”
ha svelato tutti i benefici del sorriso, anche di
quello finto. Regalare un sorriso, vero o falso
che sia, è terapeutico sia per il corpo che per
la mente. Una risata rende migliore l’umore,
libera endorfine, aiuta a resistere allo stress, rilassa i muscoli del viso, rende più sensuali, abbassa la pressione del sangue e addolcisce il latte materno. A quanto pare il potere di un sorriso è davvero enorme. Un recente studio condotto alla Vanderbilt University in Tennessee
e pubblicato sull’ “International Journal of Obesity” ha dimostrato che ridere 15 minuti al giorno può permettere di perdere oltre due chili in
un anno grazie all’accelerazione del battito cardiaco e al coinvolgimento di molti muscoli.
La terapia del sorriso, inoltre, è molto utilizzata dagli psichiatri nella cura delle depressione
lieve. Per gli psichiatri dell’Università tedesca
di Marburg, ridere aiuta a distaccarsi dai problemi e a vederli da un altro punto di vista. Fa
bene anche ai neonati, infatti, se durante l’allattamento la mamma si concede delle sane risate il latte materno si arricchisce di melatonina
che aiuta il piccolo a dormire e a difendersi dall’eczema cutaneo. Recentemente è anche stata scoperta la formula dell’umorismo: H=MxS,
cioè il divertimento (H) è dato dalla moltiplicazione tra ambiguità (M) e veridicità (S). A scoprire “l’equazione dell’umorismo” è stato
Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese,
secondo cui la capacità di distinguere le “battute” dalla realtà ha aiutato gli umani a evolversi. La teoria elaborata da Clarke si fonda sul
presupposto che l’uomo, più di ogni altra specie, abbia bisogno di informazioni “esatte” per
potersi comportare in modo adeguato in ogni
circostanza ma che, tuttavia, debba scontrarsi ogni giorno con numerose fonti di errore e
di inganno che rischiano di compromettere le
sue possibilità di sopravvivenza. In suo accorso,
però, sopraggiunge il senso dell’umorismo, che
lo aiuta a distinguere tra ciò che è vero e ciò
che lo è “solo apparentemente”. Lo humour,
infatti, spinge le persone a valutare nel “modo
giusto” le informazioni irrazionali che potrebbero rivelarsi dannose; pertanto, il divertimento rappresenta il risultato di un processo in cui la mente risolve le incongruenze nate
di fronte a dati che contrastano con le sue conoscenze precedenti.
Fonti: www.medicinalive.com,
www.excite.it, www.asca.it
VI
L’ANGOLO DOLCE
Rubrica a cura di Pasticceria “L’angelica”
La genuinità come
simbolo di qualità
C’è chi sostiene che se si mangiano dolci non si
fa una dieta sana. Coloro che lo pensano si sbagliano. L’assunzione di dolci, con criterio, è essenziale per la completezza del nostro benessere.
Non solo si può cedere ai peccati di gola, ma si
deve. Infatti privarsi troppo a
lungo di ciò che per noi rappresenta un momento piacevole e gratificante può portare non solo alla frustrazione, ma a vere e proprie improvvise abbuffate che non
sono certo salutari per il nostro organismo né per la nostra dieta.
Lo sa bene il pasticcere
Eward della nota pasticceria
“L’Angelica” sita a Maglie e
Nardò che si contraddistingue per una scelta schierata con la qualità delle materie prime e, di conseguenza, di tutti i suoi
prodotti finiti. Non è un caso che moltissimi rivenditori si rivolgano a “L’Angelica” per la fornitura di dolciumi sia per la colazione sia per fine
pasto e che tanti privati scelgano di usufruire dei
prodotti dell’attrezzatissimo laboratorio che sforna anche rosticceria.
I controlli di qualità non
vengono mai trascurati, soprattutto quando si tratta di prodotti che escono dal laboratorio come
quelli dei richiestissimi buffet caratterizzati soprattutto dai succulenti rustici, croccanti pizzette e profumatissime focacce
ripiene. E nei banchetti pasquali non possono mancare le colombe, che qui vengono preparate solo con lieviti naturali per rispettare i tipici criteri di genuinità e, su ordinazione, è possibile anche
farcire la base classica con i
gusti che si preferiscono.
Il regalo della pasticceria per
la santa Pasqua è la ricetta
della pasta di mandorla!
Macinare insieme un chilo di mandorle pelate con
un chilo di zucchero, aggiungere 300 grammi di
acqua, impastare e riempire per metà la forma
dell’agnello. Farcire con marmellata di mele cotogne, pan di spagna intinto nel liquore strega e
pezzettini di cioccolato. Completare con la restante pasta di mandorla il riempimento della formina.
Sede di Maglie: via V. Veneto, 89 - Cell. 338.6322273
Sede di Nardò: via Grassi, 10 – Tel. 0833.1824350
Mail: [email protected]
26 marzo 2011
inSalute
VII
L’importanza delle analisi delle acque
Lo Studio di Analisi Cliniche Licci in Maglie, Piazzetta De Donno n. 15, esegue indagini chimico-fisico-batteriologiche sulle
acque di pozzi artesiani, di cisterne, di piscine, al fine di verificarne:
- l’eventuale potabilità, relativamente ai parametri analizzati, l’uso domestico, l’uso irriguo e la balneabilità;
- la concentrazione di sali di calcio, magnesio, sodio, potassio e cloro al fine di dare
una definizione di acqua dura, minerale o
oligominerale;
- l’eventuale uso domestico in relazione a
tutta una serie di parametri, che vanno dalla conducibilità, al pH, alla presenza di nitriti, nitrati o ammoniaca, fino all’isolamento di eventuali batteri patogeni presenti
anche nel sottosuolo.
Tali indagini possono riguardare tutte le caratteristiche organolettiche delle acque, di
qualsiasi tipo esse siano, finanche l’acqua
del rubinetto, per verificare, a chi dovesse
essere interessato, la purezza della stessa
che, come tutti sappiamo, entra nel nostro
organismo non solo come tale, ma anche attraverso gli alimenti che con essa trattiamo.
Lo Studio di Analisi Cliniche Licci, grazie
ad un’esperienza trentennale anche nel
settore delle analisi delle acque e a personale altamente qualificato con a disposi-
zione un reparto specializzato di Microbiologia, riesce a dare risposte oggettive e
qualificate rispetto alla potabilità dell’acqua (relativamente ai parametri analizzati), all’uso domestico, all’uso irriguo ed all’eventuale balneabilità.
Dottor Luigi Licci
Responsabile Sanitario
26 marzo 2011
Sveglia la pelle:
inSalute
GIULIANO RISPONDE
Rubrica a cura di “Ottica Giuliano”
è primavera!
Domande e risposte
sulle lenti progressive
Sono miope e presbite, posso risolvere i miei problemi con un unico
paio di occhiali?
Si, da quando esistono le cosiddette “lenti progressive”. Con una sola
lente è possibile vedere da lontano
(guida, televisione, ecc.), da vicino
(lettura, cucito, ecc.) e anche a distanza intermedia (computer, lavorare a banco, cucinare, ecc.), utilizzando sempre lo stesso paio di occhiali. È la soluzione più moderna
oggi utilizzata per ritrovare il piacere di vivere ogni momento, mettendo a fuoco tutti i dettagli. Tutti i poteri correttivi sono fusi in un’unica
lente, senza più mostrare alcuna linea di divisione antiestetica.
L'inverno ha addormentato la pelle.
L'ha resa più irritabile e un po' spenta.
Perchè?
“Intanto, le temperature invernali hanno messo a dura prova i vasi
del sangue -dichiara Antonino Di
Pietro, dermatologo della Società
Internazionale di Dermatologia
Plastica (Isplad)-. Il passaggio dal
freddo intenso agli ambienti chiusi e surriscaldati, infatti, ha costretto i capillari a una ginnastica
che li ha dilatati e ristretti, ostacolando la circolazione. Così,
l’epidermide, meno ossigenata,
ha rallentato le sue funzioni vitali e prodotto meno elastina e collagene. Ed è diventata anche più
ruvida e grigia”. Insomma, la
pelle ha bisogno di essere risvegliata. Dolcemente. Quale momento migliore della primavera?
Il cambio di stagione e temperatura favorisce trattamenti tonificanti: il corpo, che si sveste degli
abiti pesanti per azzardare scollature e mini, ha bisogno di ritrovare una nuova morbidezza. E,
anche se il bikini resterà ancora un
po’ nell’armadio, la primavera è il
momento ideale per eliminare
quei chili in più che la vita spesso sedentaria dell’inverno vi ha lasciato. “Con cure mirate e costanti, la pelle può riconquistare
in fretta luminosità, tono e idratazione”, sottolinea Di Pietro.
Col suo aiuto abbiamo individuato tre mosse per il vostro risveglio.
Massaggiate il viso
Davanti allo specchio, con le due
mani spostatevi dal naso ai lati
con delicate pressioni circolari.
Poi, sollevate la cute con leggeri
pizzicotti per permettere al sangue
di risalire in superficie. Quindi, ri-
comprimete la zona, pigiando la
pelle verso il basso. Il tutto per 56 volte. Fatelo ogni mattina, approfittando per stendere l’idratante o, la sera, con il detergente
per rimuovere il trucco.
Togli il grigio
Ogni 15 giorni, fate lo scrub: favorisce il ricambio di cellule e ridà
luce alla pelle. Fatelo durante la
doccia. Se restate qualche minuto
sotto il getto tiepido, le micropressioni delle gocce d’acqua risvegliano i tessuti, perchè stimolano il rilascio di adrenalina che si
trasmette a tutto il corpo. Inoltre,
per effetto del tepore, si dilatano
i pori e si favorisce il distacco delle cellule morte. Chiuso il getto
d’acqua, massaggiate lo scrub
sulla pelle con leggeri sfregamenti.
Ritrovate la linea
Ogni mattina, fate un bagno di acqua appena tiepida, sui 23 gradi,
per almeno 10 minuti. È la temperatura ideale per stimolare la tiroide, ghiandola che controlla il
metabolismo. In che modo? Il
fresco aiuta gli ormoni della tiroide a svolgere meglio il loro
compito che è quello di favorire il
riassorbimento dei grassi. Associando questi bagni quotidiani a
qualche sacrificio a tavola potete
smaltire anche un paio di chili in
un mese.
Sì
a un impacco d’olio ai capelli aridi. “Stendetelo dalle radici alle
punte e avvolgeteci intorno un
asciugamano bagnato prima nell’acqua calda -afferma il derma-
VIII
Le lenti progressive funzionano davvero?
Certamente! Rispetto ad altre soluzioni ottiche (lenti monofocali, bifocali, trifocali), queste lenti consentono
una visione nitida a tutte le distanze, avendo anche una migliore
qualità ottica. Inoltre bisogna specificare che si tratta di lenti personalizzate, quindi l’adattamento è anche
molto più rapido.
Cosa vuol dire personalizzate?
Che nessun portatore di lenti progressive è uguale ad un altro, ognuno ha le proprie personali esigenze
e per questo si realizzano lenti progressive uniche.
Quindi non tutte le lenti sono uguali?
Ovviamente no. In commercio esistono diversi tipi e marche di lenti.
Poiché, per una legge fisica, la qua-
tologo Antonino Di Pietro-. Il
calore apre le squame del capello
e fa penetrare meglio l’olio”.
No
a rinunciare al trucco. “È sempre
un’efficace protezione contro i
danni del sole -spiega Di Pietro-.
Scegliete i trucchi ‘curativi’, che rilasciano cioè sostanze utili alla pelle: come il rossetto emolliente o il
mascara che nutre le ciglia”.
Fonte: www.antoninodipietro.it
lità della visione diminuisce nell’area periferica nel campo visivo del
vicino e dell’intermedio, maggiore è
la qualità della lente progressiva,
maggiori sono i benefici che da essa
si ottengono per eliminazione delle
aree di aberrazione laterale.
Si può scegliere qualsiasi montatura?
Le nuove lenti si adattano ad una vastissima varietà di montature e questo è un grande vantaggio per quanto riguarda la comodità e l’estetica;
comunque, bisogna sempre attenersi al consiglio del proprio ottico.
Se le lenti sono già progressive possono essere, contemporaneamente,
anche fotocromatiche?
Naturalmente sì. Le scelgono tutti coloro che desiderano lenti super performanti, dall’elevato contenuto tecnologico e di personalizzazione, stando sempre attenti alla qualità.
Se non dovessi abituarmi, cosa succede?
Questo tipo di lente ormai è una realtà nel mercato delle lenti oftalmiche ed ha raggiunto un alto livello di
popolarità grazie proprio al sofisticato
design di superficie ed ai notevoli
vantaggi estetici e relativi al peso specifico. Inoltre i lunghi periodi di adattamento che si avevano con le prime
lenti progressive, ora sono solo un ricordo: esiste infatti la cosiddetta
“garanzia di adattamento” per cui,
entro circa un mese dall’acquisto, se
c’è qualche problema le lenti vengono sostituite con altre o con le due
lenti per miopia e presbiopia.
“Ottica Giuliano” di Giuliano Adamuccio
Via San Giuseppe, 35 - Maglie
Tel. 0836.427282
Dalla testa alle spalle
Forfora: cos’è e come eliminarla
La forfora, oltre ad essere una vera e propria malattia del cuoio
capelluto, è anche un disturbo che può provocare veri disagi
di tipo psicologico. Infatti, la forfora che si deposita sulle giacche, ed in generale sugli abiti, dà immediatamente un aspetto sciatto e poco curato.
La normale perdita delle cellule morte avviene di solito attraverso la produzione di una polvere quasi impalpabile, questo
processo tuttavia può avvenire in modo troppo rapido. Queste
cellule si staccano così in gruppi visibili, dando origine a questo
antiestetico fenomeno.
Quando alla forfora si unisce un’eccessiva secrezione delle ghiandole sebacee, le squame diventano colore grigio scuro e di
uno spessore maggiore che le porta ad aderire al cuoio capelluto.
La comparsa della forfora è causata da una serie di fat-
tori collegati all’alimentazione, al metabolismo dei grassi, a
possibili problemi di digestione e non ultimo a dei problemi
di tipo psicologico.
Infatti quasi tutte le persone possono soffrire di questo disturbo in alcuni particolari momenti.
Qualche consiglio: spazzolare più volte al giorno i capelli in
modo accurato e in tutte le direzioni; evitare l’uso di cappelli e/o foulard, affinché i capelli possano respirare; utilizzare
shampoo a base di zolfo, catrame, solfuro di selenio; frizionare
il cuoio capelluto con lozioni contenenti acido salicilico e acido retinoico che possono aiutare a rimuovere le squame; propoli, polline e salvia contengono sostanze che possono contribuire all’eliminazione della forfora.
Fonte: www.bellezza.it
inSalute
26 marzo 2011
IX
Radiazioni
Cosa sono, cosa provocano, come si fronteggiano
Nei porti e negli aeroporti
italiani sono stati avviati i
controlli su tutti i prodotti
di origine animale e vegetale
in arrivo dal Giappone,
come annunciato da Francesca Martini, sottosegretario alla Salute.
“Non esistono motivi di
particolare allarme -ha affermato la Martini- ma noi
teniamo alta la guardia, vista anche la richiesta dell’Unione Europea di controlli su questi prodotti”. Il sottosegretario ha ricordato che si tratta di una piccolissima quantità di
prodotti che arrivano nel nostro
paese, lo 0,03% dell’import agroalimentare totale nazionale, anche
perché i ristoranti giapponesi in Italia si approvvigionano di pesce sul
posto.
Ma cosa sono le radiazioni di cui
tanto si parla in questi giorni?
Noi esseri umani siamo quotidianamente esposti a radiazioni naturali che provengono dallo spazio
o dalla stessa terra, si trovano nel
suolo, nell’acqua, nell’aria, come ad
esempio il gas radon. Le radiazioni che invece in questi giorni ci preoccupano sono quelle artificiali,
specialmente nel momento in cui si
disperdono in quantità non controllabile, proprio come nel caso
della centrale nucleare di Fukushima. La radioattività può essere rilasciata sul territorio circostante
sotto forma di una miscela di sostanze generata all’interno del re-
attore: si tratta dei “prodotti della fissione nucleare”. Tra questi, i
più pericolosi per la salute sono il
cesio e lo iodio radioattivi, che possono diffondersi attraverso l’aria ed
essere inalati, oppure possono entrare nella catena alimentare, penetrando nel suolo o nelle acque.
Chiaramente, più si è vicini alla
fonte di queste radiazioni e maggiore è il rischio.
Il sievert è l’unità di misura dei raggi assorbiti dai tessuti umani: equivale a 1.000 millisievert, parametro di riferimento per stabilire i livelli di contaminazione. La media
mondiale della dose di radioattività
assorbita da un essere umano è pari
a 2,4 millisievert (mSv) per anno,
ma varia da luogo a luogo. Sopra
i 4-5 gradi le radiazioni sono potenzialmente mortali per un adulto su due. Radiazioni pari a 100
millisievert all’anno sono il livello
minimo per il quale la comunità
scientifica afferma che è evidente
un aumento del rischio di cancro.
I sintomi da contaminazione grave
sono pari a mille mSv in
un’unica esposizione, quelli mortali a 5mila mSv.
Abitualmente, una sorgente di radiazioni ionizzanti
artificiali è rappresentata da
dispositivi medici come le
macchine a raggi x. Una
normale radiografia al torace di solito comporta
una dose di 1,5 mSv, pari a
6 mesi di esposizione al
fondo di radioattività naturale.
Una Tac è pari a 15 mSv pari a 5
anni di esposizione, che si innalzano a 30 mSv e 10 anni se l’esame è ripetuto due volte, con e senza mezzo di contrasto. Annualmente ogni individuo è esposto in
media a 3,0 mSv (milli-Sievert) di
cui il 2,4 mSV derivano da radiazioni naturali, l’80%. Il 19, 6%
(quasi lo 0,6 mSv) è dovuto all’uso
medico di radiazione e il restante
0,4% (circa 0,01 mSv) è dovuto ad
altre fonti di radiazioni artificiali.
I danni prodotti all’organismo dalle radiazioni riguardano innanzitutto la tiroide e il midollo osseo
che sono particolarmente sensibili alle radiazioni ionizzanti. I problemi si manifestano sulla produzione di globuli rossi e bianchi. La
leucemia, un tipo di tumore che
colpisce il midollo osseo, è il cancro più comune indotto da radiazioni. Anche le cellule che rivestono le pareti di stomaco e intestino
sono particolarmente vulnerabili.
L a
contaminazione può
essere
interna
(dovuta alla
r e s p i razione, alla
deglutizione di
cibi radioattivi,
o a ferite) oppure esterna,
quando cioè il
materiale radioattivo si deposita sulla pelle o i vestiti. In
questo caso, basta
lavarsi per risolvere il
problema.
In zone soggette ad una fuga radioattiva, come sta accadendo a
Fukushima, i bambini sono i soggetti più sensibili. Il rischio di can-
cro si fronteggia con compresse
contenenti iodio stabile che impediscono all’organismo, in
particolare alla tiroide, di assorbire la versione radioattiva dello iodio. Sono disponibili anche farmaci che
aumentano la produzione
dei globuli bianchi per
contrastare i danni al
midollo osseo e per
ridurre il rischio di
infezioni a causa
dei danni del sistema immunitario.
Fonti: ACR (American
College of Radiology) Rsna (Radiological Society of
North America) - World Nuclear
Association (ASCA)
La moderna implantologia
Il dottor Stefano Sicuro è un’odontoiatra specializzato in implantologia e
protesi estetica, membro dello staff dello svedese Lars Sennerby (uno dei
ricercatori e chirurghi più conosciuti al mondo). Dopo un po’ di anni
passati in Toscana e all’estero, ha deciso di tornare nel Salento e ha scelto
Maglie come sede della sua clinica. Oggi spiega ai lettori di InSalute i segreti
e gli incredibili vantaggi della moderna implantologia, e molto altro ancora
PRIMA
DOPO
tologia standard prevede però dei tempi di guarigione che vanno dai 3 ai 6 mesi prima di poter avere un “dente nuovo” e periodi ancora
più lunghi nel caso di intere arcate. Questo del
tempo diventa un vero problema per chi ha perso un dente anteriore, per chi è abituato a sfoggiare un bel sorriso o per chi sta per perdere,
purtroppo, tutti i denti e prima di poter ricevere gli impianti deve passare attraverso una
protesi mobile.
Oggi l’evoluzione delle tecniche e dei materiali permette di ridurre tantissimo questi tempi di attesa e addirittura di azzerarli come nel
caso dell’implantologia post-estrattiva a carico immediato, dove contestualmente all’estrazione dei denti vengono inseriti gli impianti e poi subito dei denti artificiali fissi.
Sembra quasi un sogno poter entrare in uno
studio dentistico senza denti e uscirne, dopo
solo alcune ore, con denti fissi!
La moderna implantologia si avvale anche di
programmi computerizzati che permettono di
inserire gli impianti per via transmucosa con
dei fori precisi, senza eseguire tagli sulla gengiva, con procedure chirurgiche molto semplificate e poco invasive. Queste nuove tecniche, associate a impianti di ultima generazione, possono, ad esempio, anche semplicemente aiutare persone anziane a stabilizzare
le loro protesi mobili in modo da ritrovare il gusto di mordere una mela o masticare una bistecca senza sottoporsi a interventi lunghi e
complessi e senza dover prendere molti farmaci.
Per ridurre ancora di più i fastidi del paziente dopo l’intervento si può utilizzare l’innovativa
chirurgia piezoelettrica che attraverso delle
semplici punte che emanano ultrasuoni è in
grado di tagliare selettivamente il tessuto osseo senza danneggiare gli altri tessuti circostanti.
Una grande novità è rappresentata anche da
particolari strumenti, come l’Osstell, che permettono di monitorare nel tempo la salute de-
gli impianti inseriti nell’osso in modo da intercettare possibili complicanze.
L’evoluzione in chiave estetica dei materiali,
inoltre, permette di avere soluzioni protesiche
sempre più vicine all’aspetto naturale di un
dente, l’ossido di zirconio, ad esempio, è un
materiale che può sostituire il metallo con dei
vantaggi non solo estetici ma anche biologici perché più biocompatibile.
Tante quindi le novità della moderna implantologia che presuppone attrezzature all’avanguardia, sale chirurgiche apposite dove poter
allestire un campo sterile, strumenti per una
corretta diagnosi, conoscenze dei materiali e
un grande lavoro di squadra tra il medico implantologo, le assistenti, le igieniste e l’odontotecnico.
Avere una bocca sana e
dei bei denti è certamente un fattore fondamentale per la salute di
ogni individuo ma, contemporaneamente, esiste un aspetto, alle volte sottovalutato, per cui
il cosiddetto “sorriso
smagliante” ha una notevole importanza, cioè il
fattore umano, quello che permette di sentirsi
sereni, di accettarsi e piacersi nei rapporti sociali, lavorativi e sentimentali.
Fino a qualche anno fa, le soluzioni tradizionali per ripristinare la mancanza di uno o più
denti erano ponti, che coinvolgono denti
sani, o protesi mobili che si appoggiano alle
gengive e ai denti residui, poi con l’implantologia si è potuto sostituire i denti con delle
radici artificiali e riprodurre l’aspetto e le sensazioni di una dentatura naturale. L’implan-
Dottor Stefano Sicuro - Odontoiatra
Maglie - via Gallipoli n. 72, tel. 0836.426901
Firenze - via Lungo L’Affrico n. 45,
tel. 055.660225
26 marzo 2011
inSalute
X
www.belpaeseweb.it
26 marzo 2011
inSalute
XI
Proteggere e curare
la salute dei gatti
Sono tante le malattie di cui il vostro micio può soffrire. Ecco come riconoscerne i sintomi
Il gatto è per
natura un animale molto
“narcisista” e dunque molto attento alla pulizia personale (grooming). Per questa ragione quando un gatto non si cura, può essere un indice del suo stato di salute non ottimale.
Le malattie che possono colpire il gatto sono
molteplici. Tra queste riscontriamo le “zoonosi”, ossia malattie che possono essere vei
colate all’uomo, e malattie di pertinenza esclusiva del gatto. Tra le
prime ricordiamo le micosi, la toxoplasmosi,
alcune vermosi intestinali, occasionalmente le pulci e le zecche, la “malattia da graffio del gatto”, mentre tra le seconde troviamo
malattie parassitarie come le malattie trasmesse da acari e malattie virali come la rinotracheite infettiva, la calicivirosi, la panleucopenia felina, la leucemia felina, la FIV. “La
toxoplasmosi è un’infezione di origine protozoaria a trasmissione prevalentemente
oro-fecale -spiega il veterinario Andrea
Puce, specialista in malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria- con andamento
spesso asintomatico nel gatto e nell‘uomo,
a meno che non si tratti di soggetti immunodepressi come gli HIV positivi o se contratta durante la gravidanza con rischio di
malformazioni fetali o aborto.
Patologia emergente è invece la malattia da
graffio del gatto. Causata dal batterio Bartonella henselae, determina talora nell’uomo
comparsa di cefalea, febbre, aumento di volume dei linfonodi, malessere generale e dolori muscolari. Si contrae per l’appunto attraverso il graffio del gatto. Anche in questo caso lo stato immunitario del soggetto
Dai pappagalli ai canarini:
i volatili come animali da compagnia
Qualche consiglio su come tenere in casa alcuni esemplari delle razze più diffuse
L’amore per gli uccelli si diffonde sempre di
più tra coloro che desiderano un animale d’affezione, complice il fatto che alcuni, come
i pappagalli e i merli indiani, imitano la voce
umana. Tenere un uccello è molto semplice,
dato che più che altro necessita di uno spazio adeguato alle sue caratteristiche, una dieta specifica ma abbastanza comune e qualche piccolo accorgimento per il suo ambiente.
Tra le specie più comuni di uccelli utilizzati come animali da compagnia ci sono i pappagalli, appunto, la cui dimensione varia dagli 8 centimetri del pappagallo pigmeo della Nuova Guinea, al metro dell’ara color giacinto, che ha una lunghissima coda. Mangiano soprattutto frutta e semi, per cui non
è troppo difficile trovare del cibo adatto a loro.
Attenzione a dove lo tenete: il pappagallo predilige un ambiente caldo e umido, provenendo dai climi tropicali, tanto che ci sono
specie in via d’estinzione perché risentono del
cambio di clima addirittura durante il trasporto nel nostro continente. Se avete una
coppia di pappagalli, tenete presente che saranno come “sposati” e resteranno insieme
per tutta la vita. La femmina può deporre fino
a 8 uova nelle specie più piccole, che vengono covate per circa 5 settimane. Tra le specie più diffuse ci sono i bengalini, che possono essere allevati in gabbia e in voliera,
dove possono deporre 4 o 5 uova, anche se
non sempre portano a termine la cova. Mangiano semi per uccellini esotici, spighe di panico, mela o insalate non troppo acquose.
L’importante è dotarli di una gabbia abbastanza ampia per il volo e magari di un piccolo bagnetto, anche se è meglio evitare sbalzi nella temperatura dell’acqua in inverno.
Tra gli uccelli più comuni ci sono anche i canarini, i quali hanno bisogno di una gabbia
che abbia almeno le dimensioni
di 60 x
30 x 40
centimetri, un
abbeveratoio, tre
mangiatoie contenenti rispettivamente
semi secchi, semi umidi e
frutta, e tre o quattro posatoi. Vivono bene anche alle basse temperature e si nutrono prevalentemente di
una miscela di granaglie specifiche,
integrata tutti i giorni con vegetali
freschi di stagione, mentre due tre
volte la settimana è meglio nutrirli con semi
germinati e bolliti. Inoltre, convivono bene
nella stessa gabbia con esemplari di altre specie.
(A.Leu.)
colpito condiziona la comparsa e la gravità della sintomatologia clinica”. Per le micosi invece, il gatto può ricoprire il ruolo di
portatore sano attraverso le spore presenti
sul pelo oppure quello di facile capro
espiatorio dinanzi alla comparsa di una piccola lesione cutanea nell’uomo. Tuttavia,
spesso anche nel gatto la malattia è clinicamente manifesta con perdita di pelo, anche
abbondante, desquamazione cutanea e comparsa di chiazze circolari.
Al gruppo delle rogne invece appartengono
una serie di malattie parassitarie indotte da
acari, a localizzazione cutanea e auricolare.
I sintomi sono perdita di pelo, croste spesso sanguinanti e prurito così intenso da portare talora il gatto ad infliggersi delle gravi
lesioni infette da auto-traumatismo attraverso il grattarsi. “La rinotracheite infettiva -continua il dottor Puce- è una patologia
molto frequente nel gatto, indotta da un herpesvirus a localizzazione nelle prime vie respiratorie con comparsa di starnuti, tosse,
scolo nasale e congiuntivite spesso gravissima e talora esitante in pan-oftalmite con rischio di perdita dell’occhio. Spesso associata
ad essa o presente singolarmente è la calicivirosi, infezione con localizzazione prevalentemente a livello del cavo orale: lingua,
gengive, palato. È causa di forte infiammazione, dolore, salivazione abbondante, ulcere,
difficoltà ad alimentarsi e a deglutire nonché alitosi. La panleucopenia felina è invece una forma di gastroenterite, con comparsa
di vomito, diarrea, disidratazione, profondo abbattimento e morte, specie nei gattini.
Tra tutte le più gravi e incurabili sono poi
la leucemia felina e la FIV (virus dell’immunodeficienza felina). Patologie di origine
virale molto simili tra di loro, in quanto
determinano uno stato di immunodepressione che apre la strada a germi di irruzione secondaria e alle relative complicanze. Il decorso spesso è lento, tanto che
l’animale può conviverci per anni in condizioni di vita tuttavia scadenti, ma inevitabilmente fatale”.
(A.Leu.)
26 marzo 2011
inSalute
XII
26 marzo 2011
CASARANO | GALATINA
Un protocollo contro la
violenza su donne e bambini
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L’accordo è stato sottoscritto dal sindaco Ivan De Masi, Luigi De Francesco e
l’assessore provinciale Filomena D’Antini Solero
Si allarga la protesta contro la richiesta di
coincenerimento di combustibile da rifiuti da parte
dell’azienda con sede a Galatina.
Adesso è la volta degli imprenditori agricoli e caseari
CASARANO Il primo protocollo
sottoscritto in Puglia tra vari enti
territoriali erge una consistente
barriera contro la violenza di genere, gli abusi e i maltrattamenti
su donne e bambini. Del progetto fanno parte l’Ambito di Zona
ed il Comune di Casarano, il Distretto socio-sanitario e l’Assessorato alla Politiche Sociali e Pari
Opportunità della Provincia, rispettivamente rappresentati all’atto della firma da Ivan De
Masi, Luigi De Francesco e Filomena D’Antini Solero (nella foto).
Il nuovo servizio, attraverso
un’equipe multidisciplinare composta da quattro assistenti sociali (due messe a disposizione dall’Ambito, una dal Distretto e l’altra dalla Provincia) da uno psicologo, un pediatra ed un ginecologo, sarà abilitato a contrastare
ogni tipo di violenza ed abuso attraverso l’istituzione di percorsi di
pronto intervento, accoglienza,
sostegno e tutela dalla violenza e
fungerà da centro erogatore di prestazione specialistiche raccordando le risorse attive sul territorio.
“Si tratta -spiega il presidente
d’Ambito e sindaco di Casarano,
Ivan De Masi- di un intervento che
segna una svolta decisiva nell’ambito delle politiche sociali di
contrasto alla violenza di genere,
GALATINA Il fronte del “no” al coincenerimento di Cdr
nello stabilimento
Colacem, si allarga. Perché? Scendono in campo 50
aziende del settore
agricolo e caseario, con un lungo
documento indirizzato alla Regione
Puglia, Provincia di
Lecce, Comune di
Galatina. Il messaggio è chiaro: difendere il settore
agricolo e zootecnico chiedendo che non
venga autorizzata alcuna forma di incenerimento sul territorio. Le 50 aziende sono fermamente convinte che l’incenerimento rischierebbe di vanificare tutti i loro sforzi per
ottenere prodotti Doc e Dop, controllati e certificati: fonte di ricchezza sana e sostenibile, ma anche biglietto da visita per la nostra terra. “Un eventuale co-incenerimento
di Cdr -fanno sapere le aziende- da parte
di Colacem, avrebbe conseguenze devastanti
non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sull’immagine e sulle attività del settore
agricolo. Il settore, già in difficoltà, ha
estremo bisogno che i suoi prodotti si sviluppino in un ecosistema sicuro e salubre:
il danno che le emissioni di nanopolveri e
metalli pesanti provocherebbero sui prodotti
alimentari sarebbero incalcolabili per aziende che hanno fatto della qualità e genuinità
la loro carta di identità”.
agli abusi e ai maltrattamenti su
donne e minori. Aver istituito un
Servizio integrato che si occupi a
livello sovra territoriale di estirpare
la piaga degli abusi e dei maltrattamenti su donne e bambini è una
battaglia di civiltà. Secondo i dati
Istat, infatti, la maggior parte
delle violenze nei confronti di
donne e bambini è consumata in
luoghi che dovrebbero garantire la
sicurezza e l’incolumità di chi li
abita o li frequenta. Per questo c’è
bisogno di uno sforzo congiunto
e soprattutto di un approccio interdisciplinare in grado di affrontare la questione dai moltepli-
ci punti di vista implicati. Il
Servizio offerto è il frutto di un lavoro di concertazione e di progettazione condivisa che ha visto
coinvolti in modo diretto l’Ufficio
di Piano, i Comuni dell’Ambito,
l’Asl, il Distretto Socio Sanitario
e la Provincia”.
Il Servizio integrato antiviolenza
ha sede all’interno dell’Ufficio di
Piano dell’Ambito territoriale sociale di Casarano e, di prossima
attivazione nel Comune di Parabita, del Centro antiviolenza e del
Servizio di Casa Rifugio per donne vittime di violenza.
Daniele Greco
Intanto è guerra a colpi di manifesti. Dapprima si è mosso il comitato “Cambiamo
Aria” tappezzando la città con un manifesto che attaccava frontalmente i consiglieri provinciali Adriana Poli Bortone, Mario Pendinelli, Vittorio Potì e il sindaco, Giancarlo
Coluccia, il vicesindaco, Lilli Villani, il consigliere comunale Psi, Peppino Spoti. Al centro sempre la famosa delibera, votata all’unanimità dal Consiglio provinciale, che
apre alla possibilità di Colacem di coincenerire Cdr. Ora arriva la risposta e i consiglieri provinciali accusano il comitato “Cambiamo Aria” di muovere critiche alla cieca
ignorando gli atti. Di tenore ancora più severo il manifesto affisso in città a firma del
sindaco Coluccia, del vicesindaco Villani, del
consigliere Spoti che rimarcano come la delibera del Consiglio provinciale sia in linea
con il buon senso che ha guidato sin da subito l’Amministrazione comunale. (M.M.)
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26 marzo 2011
Per segnalazioni:
REDAZIONE DI BELPAESE
via Gallipoli, 98 - 73024 Maglie.Le
Tel./Fax: 0836.426350
e-mail: [email protected]
spettacolo
a cura di Daniele Greco
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Çá=cê~åÅÉëÅ~=oçã~å~=mÉêêçíí~
Nuovo cd per la cantautrice salentina: sarà in distribuzione dal 12 aprile e si
inserisce nel solco della procedente produzione artistica “al femminile”,
l’album Vermiglio
Francesca Romana Perrotta
stupisce ancora con le sue note
e con la sua classe. Stavolta lo
fa con il cd Lo Specchio che diventa il riflesso di un animo, il
suo, contaminato dalla voglia
di fare musica di qualità, nel
solco di una carriera che a lei
ha già regalato soddisfazioni e
successi di portata nazionale.
L’ultima sua creatura discografica sarà in circolazione a
partire dal 12 aprile e ripercorre un discorso “al femminile” già avviato con la pubblicazione di un precedente
suo lavoro, Vermiglio. Non a
caso il titolo scelto da Francesca Romana per il cd, Specchio appunto, indica quel fil rouge che mette in sinergia la
sua completa produzione musicale, licenziata nell’ormai consolidato stile della cantautrice salentina che seppur da anni residente nelle lande dell’alto Adriatico tiene ancora vicine a sé le sue radici ed il calore della gente del Sud.
Lo Specchio (distribuzione Edel) è un cd che
si fa ascoltate tutto d’un fiato. E contiene
i brani Storia Clandestina, vincitore nel
2009 del Premio De Andrè, e Il tuo nome
e il veleno, canzone per la quale Francesca
Romana è stata ammessa tra i finalisti del
Festival Musicultura 2010 (manifestazione
che già l’aveva premiata e segnalata in una
delle edizioni precedenti) e Io e Biancaneve, canzone-favola che alla cantautrice di
origini salentine è valso il premio Miglior
Personalità Artistica al “Premio Poggio Bustone” dedicato a Lucio Battisti. Ma nella
track list si fanno ascoltare, anche per le sonorità proposte, Giovanna la pazza, ovvero ritratto di signora intrigante e sensuale;
l’eterica L’estranea e la mistica Il demone
(quest’ultima canzone scritta a quattro
mani con Cristiano De Andrè, che ha partecipato alla stesura di parte del testo).
Ne Lo Specchio si ammira una donna dalle mille sfaccettature. Una donna che è un
po’ santa e un po’ demone, un po’ vittima
ed un po’ carnefice dei suoi stessi sentimenti
e delle sue stesse emozioni. E ne viene fuori un ritratto che a 360 gradi traccia il profilo della femminilità nei giorni nostri,
con una donna simbolo di vanità e alla ricerca della propria identità. In questi “ritratti per signora” trovano spazio una
Biancaneve inedita che specchiandosi vede il suo alter ego;
Eva, oppure una Maria Maddalena innamorata, come ancora una piccola regina rinchiusa in una torre, accusata
ingiustamente di pazzia, Giovanna la pazza. È attraverso
questi brani che Francesca Romana sostiene il suo l’impegno
sociale nei confronti delle donne sfruttate o incomprese, e
delle loro storie spesso dimenticate. La canzone d’autore, diventa quindi elemento di
cultura e non solo come mero intrattenimento. Si insinua nella coscienza attraverso un cd ed un prossimo spettacolo musicale in tour al tempo stesso trascinanti ed
incantati.
Con Francesca Romana suona nel nuovo cd
la band che da sempre accompagna l’artista salentina nei concerti e nelle sale di registrazione. Ovvero il gruppo composto dai
musicisti Tomaso Graziani (batteria), Francesco Cardelli (basso), Massino Marches
(chitarre) e Cristian Bonato (tastiere e
programmazioni). Il loro interagire produce
un progetto di grande spessore artistico del
quale Francesca Romana non può che essere la naturale espressione.
Alle Officine Cantelmo la finale
regionale di Italia Wave Band
Il 2 aprile in lizza anche i due
gruppi selezionati nel Salento,
The Metropolitans e Teenage Riot
In attesa dell’atto conclusivo che si consumerà in terra salentina dal 14 al 17 luglio, l’Italia Wave Love Festival consuma le sue tappe di avvicinamento all’evento con la selezione della band che quest’estate
in rappresentanza della Puglia si esibirà quale
“gruppo emergente” all’importante contest della musica giovane italiana, l’Italia Wave Band giunto alla
25esima edizione.
La scelta, nel corso della serata di sabato 2 aprile
alle Officine Cantelmo di Lecce, cadrà su una della
band che hanno superato le selezioni provinciali tra
le 63 selezionate da un gruppo iniziale di 164 iscritte al concorso. E tra le ‘supersiti’ ci sono anche le due
band che hanno passato il turno “leccese”, ovvero
The Metropolitans e i Teenage Riot. Oltre ad esibirsi al festival, il migliore gruppo si aggiudicherà anche
un tour organizzato in collaborazione con il circuito
di locali e club “KeepOn!” ed un set di strumenti musicali per un valore totale di 7mila euro.
Il concorso quest’anno ha riscosso un successo che
a livello nazionale non era mai stato raggiunto. Sono
state infatti 2.308 le iscrizioni ed anche in ambito pugliese le cifre registrare nelle adesioni sono da record
di tutti i tempi.
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26 marzo 2011
Sabato 26
READING CON ALBERTO FORTIS
SANNICOLA, Centro Culturale - ore 20
“Verbamanent-Presidio del libro Idromele” di Sannicola, in collaborazione con l’Associazione “Lavori in corso”
di Taurisano e con la biblioteca “A. Corsano” di Taurisano, presenta il libro biografico del cantautore milanese
Alberto Fortis AL. Che fine ha fatto Yude…?.
Info: 083323226.
appuntamenti_eventi_curiosità
Sabato 26
SABATO 26
DOMENICA 27
LUNEDI 28
ALF IN CONCERTO
VERNOLE, Masseria Le Cesine, SS 611
Cristoforo Micheli (voce e testi), Luigi Bruno (chitarra) e Raffaele Casarano (sax) insieme nel cuore di una delle più straordinarie oasi del WWF. Un’imperdibile appuntamento con
il nuovo lavoro firmato Alf, di imminente uscita sulle scene discografiche per la 11/8 Records. Info: 329.8315714.
LA CELLINA IN MOSTRA
UGENTO, centro storico
Si conclude oggi la tre giorni dedicata alla “Cellina di Nardò”,
tipico prodotto dell’olivicoltura salentina, ed all’olio extravergine di oliva. Nel centro storico della cittadina sono esposti
prodotti tipici locali con degustazioni gratuite ed i macchinari
e le attrezzature della ExpOil. Info: 0832.457864.
INVITO ALLA SCRITTURA/1
LECCE, Fondazione Palmieri – ore 18
Per oggi il cartellone di Itinerari Rosa 2011 ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce prevede il laboratorio “Invito alla Scrittura” condotto da Laura Madonna
Indellicati. Dalle 18 presso la Fondazione Palmieri si cercherà di svelare la vita interiore degli italiani nel periodo
dell’Unità. Info: 0832.092769.
READING E SOLIDARIETÀ
POGGIARDO, Palazzo della Cultura – ore 18
L’Associazione “Socrate”, in collaborazione con S.O.S. per
la vita e il Tribunale per i Diritti del Malato di Poggiardo e
Maglie, presenta il libro Una settimana di Racconti di Marianna Burlando e Rosaria De Pascalis. Il ricavato della vendita andrà a favore del Centro Ilma Lilt di Poggiardo. Info:
328.4768336.
STRADE MAESTE
LECCE, Cantieri Teatrali Koreja – ore 11 e 17.30
Spettacolo per bambini (e non solo) ai Cantieri Teatrali Koreja di via Droso. Il Teatro del Buratto di Milanmo mette in
scena la favola dell’immaginario La Lavapaure su testo di
Mario Bianchi e Renata Coluccini per la regia di Renata Coluccini in collaborazione con Marco Di Stefano.
Info: 0832.242000.
ARCHITETTURE DEL CORPO IN DANZA
SAN CESARIO, La Fabbrica dei Gesti – ore 18/20
Dopo i due appuntamenti di febbraio e marzo, prosegue il
2 aprile, il 15 maggio ed il 9 giugno (dalle 18 alle 20) il
workshop “Architetture del corpo in danza” con Luisa Spagna e Paolo Pacciolla. Il laboratorio si svolgerà presso La
Fabbrica dei Gesti in via Cerundolo. Info: 347.5424126.
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA LIVE
LECCE, Officine Cantelmo – ore 22
Le Officine della Musica ospitano la rivelazione della musica d'autore italiana degli ultimi anni, “Le Luci della centrale elettrica”, band capitanata dal giovane artista ferrarese Vasco Brondi. In apertura di serata spazio a An apple
a day e Camden Acoustic Trio. Ingresso 7 euro.
Info: 0832.304896.
SULLE CORDE, SUONI NEL TEMPO
LECCE, Fondazione Palmieri – ore 19
Nuovo appuntamento con la rassegna “Itinerario Rosa
2011”. Oggi la manifestazione propone la performance musicale “Sulle Corde, Suoni nel Tempo” con i musicisti Giuseppe Argentiero, Cosimo Lia, Samuele Galiulo e Grazie
Riccardo. Seguirà un convegno con Pantaleo Palumbo e Giuseppe Antonio Sauro. Info: 0832.391862.
LEZIONE DI CLASSE
NARDÒ, scuole cittadine – ore 21.15
Per tutta la settimana, per iniziativa di Terramare Teatri Abitati, Gigi Gherzi, Silvia Civilla e Teresa Ciulli tengono “Lezioni di classe”, percorso che chiama studenti, insegnanti,
genitori e pubblico a risiedersi su un banco di scuola per
un gioco-studio sui problemi della scuola.
Info: 0833.571871.
MARTEDI 29
MERCOLEDI 30
GIOVEDI 31
VENERDI 1
L’ARTE AL FEMMINILE DI ARAKNE
LECCE, Primo Piano LivinGallery
Prosegue al Primo Piano LivinGallery di Lecce la mostra
d’arte contemporanea al femminile “Arakne” a cura di Dores
Saquegna. L’evento rientra nel programma di “Itinerario Rosa
2011” voluto dall’Assessorato comunale alla Cultura. La
mostra resterà aperta fino al 7 aprile. Info: 0832.304014.
EROS E THANATOS
LECCE, ex convento dei Teatini
Termina il 2 aprile la “mostra allo specchio” Eros e Thanatos,
ovvero “Donne nello sfondo unitario”. L’iniziativa fa parte del
progetto comunale “Itinerario Rosa 2011”, e tra gli altri artisti, ospita Silvia Beccari, Roberto Bergamo, Paola Casali, Daniela Cecere ed Annamaria Contenti. Info: 0832.092769.
L’ACQUA IN MOSTRA
ACAYA, Castello
“L’acqua in mostra come risorsa e come progetto” è il titolo
di una esposizione che fino al 30 settembre 2011 animerà
gli spazi del Castello dell’Acaya, nella frazione di Vernole.
L’iniziativa è sostenuta da Regione, Provincia e dai Comuni
di Vernole e Corigliano d’Otranto. Info: 0832.302754.
IL MERCANTE DI NUVOLE
MAGLIE, Art Cafè
Si concluderà il 2 aprile la mostra di arti figurative di Carlo
Dicillo, scenografo per molti programmi Rai. L'artista, utilizzando differenti linguaggi tecnici, riesce a spaziare tra
l'assurdo e il doloroso, con una vena realistica fatta di
forme e colori. Una mostra che mette a nudo l'animo di
chi guarda. Info: 388.1154924.
L’ARTE DELLA PUPAZZA
LECCE, Galleria Maccagnani
La Galleria Maccagnani di corso Vittorio Emanuele ospita
fino domani “Primavera di occhi”, mostra di Eleonora De
Giuseppe, che si autodefinisce “La Pupazza”. Nelle sue
opere non solo quadri, ma anche coperte e magliette personalizzate col pennello o lo spray.
Info: [email protected].
ROBIN HOOD PER BAMBINI
CASARANO, Fondazione Filograna – ore 10
Si avvia a conclusione la “Scena dei Ragazzi”, rassegna di
teatro dedicata ai bambini organizzata dal Comune di Casarano (Assessorati alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione)
e dal Teatro Pubblico Pugliese. Questa mattina penultima
rappresentazione con il Robin Hood di Micaela Sapienza.
Info: 0833.502884.
CORSI DI TANGO ARGENTINO
LECCE, via Cavoti n. 4
La Scuola di danza Bailadora organizza corsi di tango argentino per principianti ed intermedi curati dai maestri Alvise Foscarini e Eleonora Serra, tra i più apprezzati talenti
del passionale ballo nel sud Italia. Le lezioni sono previste
nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì.
Info: 388.3842941.
STAGE E CONCERTO CON VINCENZO VASI
COPERTINO, I Sotterranei
Vincenzo Vasi, polistrumentista da anni componente della
band di Vinicio Capossela, oggi sarà il protagonista ai Sotterranei di Copertino. In programma lo stage di tre ore dalle
16 alle 19 “Introduzione al theremin” ed il concerto finale
per solo theremin, voce ed effetti. Info: 0832.934194.
SEI DONNE PER L’ITALIA
LECCE, Accademia di Belle Arti – ore 8.30/18.30
Presso la galleria dell’Accademia di Belle Arti fino al 24
aprile è possibile ammirare la mostra d’arte contemporanea
“Sei donne per l’Italia” curata da Rita Tondo. In esposizione
le opere di Tania Tafune, Katia De Valerio, Ilaria Marsano, Valeria Mongiò, Patrizia Panico e Fabrizia Persano.
Info: 0832 258611.
LA FOTOGRAFIA DI STRADA
LECCE, Castello Carlo V – ore 17/21
Prende il via “Street”, workshop sulla fotografia di strada con
Marco Rizzo per l’organizzazione di FotoScuolaLecce. In sei
incontri (fino al 4 maggio, dalle 17 alle 21) lo stage mira a
formare fotografi in grado di raccogliere informazioni compositive per creare istantanee dal contesto sociale.
Info: 334.8615548.
OMAGGIO A MODUGNO
CAVALLINO, Teatro Ducale – ore 17/21
Con “Io provo a Volare”, Gianfranco Berardi ed i musicisti
Davide Berarsi, Giancarlo Pagliata, Vincenzo Pede e Francesco Salonna rendono il loro personale tributo a Domenico Modugno. In musica e parole, la vita e le canzoni di
un artista che ha rivoluzionato la musica leggera italiana.
Info: 0832.611208.
INVITO ALLA SCRITTURA/2
LECCE, Fondazione Palmieri – ore 18
Secondo appuntamento inserito nell’ambito del laboratorio “Invito alla Scrittura” condotto da Laura Madonna Indellicati. A partire dalle 18 negli spazi della Fondazione
Palmieri l’autrice del romanzo La danza delle Capinere tratterà il tema “Duetto con figure femminili del passato”.
Info: 0832.092769.
Festa
“Te la Nunziata”
TUGLIE, piazza
Garibaldi
Inizia oggi per
proseguire nelle
giornate del 27 e
del 28 marzo la
261esima edizione della festa patronale che la cittadina di Tuglie tributa in onore della “Madonna te
la Nunziata”. Oltre ai riti religiosi inseriti nel cartellone delle celebrazioni (la processione-intorciata
delle 19 di oggi ed il tradizionale rito della benedizione dei campi della domenica mattina), si segnalano gli appuntamenti di spettacolo di lunedì 28
quando in piazza Garibaldi (dalle 20) si esibiranno
in sequenza i Negativo, Michele Cortese ed il teatro dei Burattini, Umberto Sardella, Antonella
Genga, Ciciri e Tria e Gabriele Cirilli.
Info: 0833 596521.
26 marzo 2011
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sport
26 marzo 2011
a cura di
Pasquale Marzotta
Dopo la sosta il Lecce
punta alla salvezza
Nell'ultima pausa di campionato i salentini preparano l'assalto alla permanenza
nelle ultime otto gare del torneo. De Canio: “Alla fine riusciremo a conquistare i
punti necessari”
Sarà una volata di primavera per la
permanenza in serie A. I giallorossi si preparano in quest’ultima sosta
di campionato per le ultime otto partite in programma tra aprile e maggio. Uno stop che servirà a riflettere, ricaricare le batterie e, soprattutto, riproporre quella determinazione, dopo un momento difficile
scaturito dai risultati non positivi.
Una striscia che registra attualmente i salentini reduci da tre ko di fila
(Roma, Bologna e Inter). Una pausa che riporterà in gruppo dopo l’infortunio anche il bomber David Di
Michele, che sembra essere l’arma in
più della squadra di Gigi De Canio
(nella foto a sinistra) per la conquista della permanenza. Ora Giacomazzi e soci sono terzultimi in classifica davanti a Brescia e Bari.
Ecco le prossime ultime otto tappe
del campionato. Domenica 3 aprile al “Via del Mare” sarà Lecce-Udinese. Poi una sfida pesante in chiave salvezza a Genova contro la
Sampdoria (10 aprile). Il 17 aprile
al “Via del Mare” ci sarà la visita del
Cagliari dell’ex ct azzurro Donadoni.
Il 23 aprile i salentini ritornano a Genova, ma stavolta con il Genoa. Si
chiude così un mese importantissimo per i giochi salvezza. Ed il 1°
maggio si apre a Verona con i gial-
lorossi che affronteranno il Chievo
(battuto all’andata). L’8 maggio
sarà Lecce-Napoli, prima del derby
del San Nicola del 15 maggio contro il Bari. Ed il 22 maggio si chiuderà il campionato con Lecce-Lazio.
Ed il tecnico De Canio fa la sua analisi: “Dal punto di vista dei risultati, stiamo attraversando un momento non proprio positivo, ma
questo si era verificato anche nel girone d’andata -ha sottolineato l’allenatore materano, unico tecnico della storia del Lecce a guidare i giallorossi alla vittoria del campionato
serie B-. Fin dall’inizio sapevamo che
il nostro campionato sarebbe stato
questo e che avremmo incontrato
molte difficoltà nel corso della stagione. Noi, comunque, restiamo
attaccati al treno delle pretendenti
alla salvezza e ritengo che il Lecce sia
in possesso della giusta mentalità. Ed
ha tanta voglia di giocarsi le sue
chance di salvezza: alla fine, riusciremo a conquistare i punti necessari per venir fuori da questa situazione. La pausa di campionato spero ci sia utile per recuperare un giocatore importante come Di Michele, perchè la nostra squadra ha bisogno di un elemento con la sua
esperienza in massima serie”.
Per la tabella-salvezza al Lecce ser-
viranno almeno tre vittorie in queste ultime otto gare. E non pare
un’impresa impossibile. E poi i salentini possono contare sul valore di
un giovane combattente ed elemento di qualità come Andrea Bertolacci (nella foto a destra). “Adesso dobbiamo concentrarci sulle
prossime partite contro l’Udinese e
la Sampdoria -commenta con carattere da leader il giocatore, che ha
dovuto rinunciare alla convocazio-
ne in under 20 per problemi fisici: per noi si tratta delle partite giuste
per rimetterci in corsa, a patto che
sapremo affrontarle con la giusta determinazione, quella messa in campo anche contro l’Inter. Per quanto
mi riguarda, probabilmente la squalifica di Giacomazzi mi concederà
qualche chance in più ma, contro
l’Udinese, spero di meritare un posto a centrocampo grazie alle mie
prestazioni”.
fä=k~êÇ∂=ÅÉêÅ~=ìå=éçëíç=~ä=ëçäÉK=
bÇ=≠=ëÉãéêÉ=ÇÉêÄó=j~ÖäáÉJd~ä~íáå~
Ecco la situazione dalla serie D alla Prima Categoria,
passando per Eccellenza e Promozione
Nardò e Casarano provano l’assalto ai playoff di serie D. Ma
i granata di Maiuri (terzi a quota 52) cercano nelle prossime
due gare un posto al sole, visto che affronteranno in casa la
capolista Arzanese (59 punti) e poi saranno impegnati nella
trasferta contro il Gaeta (attualmente seconda a quota 57). Per
Iennaco, Montaldi e soci, galvanizzati dalla vittoria del derby
pugliese contro il Grottaglie, si tratta di un doppio appuntamento
da vivere con grande consapevolezza nei propri mezzi. Mentre il Casarano (saldamente in quinta posizione in classifica
a quota 49) si recherà sul campo della Fortis Trani.
In Eccellenza le quattro salentine hanno conseguito ormai la
salvezza. Parliamo di Tricase, Racale, Copertino e Sogliano (ad-
dirittura proprio il
Sogliano è riuscito
a battere domenica scorsa la capolista Martina). In Promozione, nel girone B, è un duello a suon
di record di vittorie tra Toma Maglie, capolista con 66 punti,
e la Pro Italia Galatina, 64 punti. Tutte e due le squadre hanno collezionato 20 vittorie a testa, ma i giallorossi sono riusciti
a vantare due pareggi in più rispetto ai biancostellati. Tutto ciò
quando alla fine del campionato mancano sei giornate. In Prima categoria è bagarre a tre: le leccesi Monteroni e Otranto
inseguono il San Vito.
SPORT
26 marzo 2011
16
ATLETICA
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Ivano Musardo e Maria Gargiulo si sono incoronati vincitori della
“Mezza Maratona Terra d’Otranto”, disputata domenica scorsa
con partenza dal Lungomare degli Eroi di Otranto. La manifestazione dal percorso di 21,097 km, organizzata dal 32° Gruppo
Radar dell'Aeronautica Militare, ha visto vincere tra le società
proprio l'Asd Grecia Salentina.
Una competizione con circa 450 partecipanti delle varie categorie Assoluti, Masters ed Amatori. Il ricavato delle iscrizioni
degli atleti è stato devoluto in beneficenza all’Associazione Genitori Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Vito Fazzi di
Lecce (Agop). Ancora una volta ha vinto il vero principio dello
sport nel segno della solidarietà.
I nuotatori salentini
alla conquista del tricolore
Gli atleti di Fimco Maglie,
Icos Sporting Club
ed Euro Polisportiva Casarano
scenderanno in vasca per i
campionati italiani giovanili
di Riccione dal 25 al 30 marzo
NUOTO I giovani nuotatori salentini si tuffano alla conquista del
sogno di un podio ai campionati
italiani giovanili invernali di Riccione. Saranno ben quindici gli
atleti in vasca e rappresenteranno
tre delle sette società del movimento leccese affiliate alla Federazione Italiana Nuoto. Il programma dei tricolori propone dal
25 al 27 marzo le femmine, mentre dal 28 al 30 marzo i maschi.
A guidare la spedizione salentina
è la Fimco Maglie, che propone
ben dieci atleti. Un record per il sodalizio magliese, che si propone
come il secondo club pugliese per
numero di rappresentanti alla
kermesse tricolore. Eccoli uno
per uno i portacolori della Fimco
Maglie: Elena Barone (1997) nei
100 rana; Aurora Barone (1997)
impegnata nella staffetta; Giulia
Giaracuni (1998), nei 100 e 200
delfino, 200 e 400 misti; Francesca Iasi (1997) nei 100, 200 e 400
stile; 200 e 400 misti; Alessia
Corsini (1996) nei 100 delfino e
400 stile; Isabella Pascali (1997)
nei 100 e 200 dorso; Marco Giglio
(1997) nei 100 e 200 rana, Luca
Della Ducata (1993, Juniores)
nei 50, 100 e 200 dorso, Marco
De Donno (1994) nei 200 delfino,
La carica dei 1.500 podisti
Domenica prossima ad Ugento la settima edizione del
“Cross del Salento - memorial Janik Preite” organizzato dal
Gruppo Podistico A13 Alba Taurisano
200 e 400 misti, 100 dorso; Marco Abate (1992) nei 100 e 200 stile; 50 delfino; 200 misti e 200 dorso.
Poi c’è l’Icos Sporting Club che
porterà 4 propri atleti leccesi:
Cecilia Bartoletti (1998), nei 200
e 400 stile, 200 misti; Elisa Gior-
dano (1993) nei 50 stile; Riccardo Perrone (1997) nei 100 e 200
delfino, 200 dorso e 200 misti;
Alessandro Capilungo (1994) nei
100 e 200 dorso. Unica rappresentante per l’Euro Polisportiva
Asd Casarano: Roberta Gabrieli
(1996) nei 200 dorso.
ATLETICA Saranno 1.500 domenica
nel Salento alla conquista del campionato italiano di corsa campestre della categoria Master. Ad organizzare l’evento è
il Gruppo Podistico A13 Alba Taurisano,
che si propone promotore della settima
edizione del “Cross del Salento - memorial Janik Preite”. La manifestazione
quest’anno è valida come “Campionato
Italiano individuale e di società di corsa campestre master” e si svolgerà all’interno dell’area multi servizi del Ristorante “Morfeo”, sito in Torre San Gio-
Portaluri tra i big dei “future” di Spagna
L'atleta ha mancato per un soffio la finale a Badalona,
ma rimane il lista per il torneo di Barcellona
TENNIS Dal Sudamerica alla Spagna passa la crescita del tennista salentino Giorgio Portaluri (nella foto), che scala la classifica Atp. Il talento cresciuto nel Circolo Tennis Maglie si è distinto per la conquista di sei punti nella classifica Atp (ora sotto la
soglia degli 800 al mondo) nello “Spain F8 Futures 2011” sulla terra battuta di Badalona (Spagna). Portaluri, ripescato in tabellone come lucky loser, si è arreso in semifinale allo spagnolo David Estruch (6-7, 6-1, 6-0), dopo aver battuto nel primo turno il venezuelano David Souto (1-6, 7-5, 7-5), nel secondo turno lo spagnolo Marc Fornell-Mestres (2-6 rit); nei quarti si è aggiudicato il derby italiano con Lorenzo Giustino (2-6, 6-3, 6-4).
REGALO
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“Sono arrabbiato con me stesso. Mi
sono sciolto mentalmente dopo
aver vinto il primo set per 7-6.
Un’esperienza che mi servirà da lezione per crescere”. È stato questo
il commento di Portaluri, che a Badalona ha ricevuto lo Special Exemple per partecipare al tabellone principale di questi giorni del torneo di Barcellona. Il talento di Castrignano dei Greci rientrerà ad aprile per aggregarsi alla squadra del Ct Maglie per il torneo a squadra di serie A2.
vanni (Ugento).
“Il Cross del Salento -affermano gli organizzatori- nasce dall’incontro di due
forti e nobili volontà: quella di un atleta che vuol dare vita ad un evento sportivo importante, in grado di accogliere chi
ha fatto dello sport (e della corsa in particolare) la propria filosofia di vita e la volontà di un padre di voler tener vivo nella memoria e nei cuori di tutti suo figlio
Janik che nel marzo del 2004, all’età di
27 anni, ha perso la vita in un incidente stradale. In pochi anni il Cross del Salento è diventato un evento sportivo molto atteso e partecipato tanto da essere
definito tra i podisti e dalle loro famiglie
un appuntamento al quale non si può rinunciare”.
L’edizione 2011 è stata premiata dalla
Fidal con l’assegnazione dell’evento più
importante per gli specialisti della corsa campestre. L’obiettivo degli organizzatori è quello di “creare un evento indimenticabile non solo a livello sportivo.
Per fare ciò, nei giorni precedenti la gara,
ci si propone di coinvolgere gli atleti e le
loro famiglie attraverso l’organizzazione
di eventi culturali volti a far conoscere il
nostro territorio, che offre ai suoi ospiti
non solo ricchezze naturali ma anche storia, cultura e tradizione”.
LA SCOMMESSA VINCENTE
26 marzo 2011
17
a cura di
Betitaly Maglie Volley, un’ascesa inarrestabile
Un campionato ricco di vittorie con due sole sconfitte per il sodalizio magliese,
che adesso si prepara per le prossime sfide in vista dei playoff
La Betitaly Maglie Volley si appresta ad affrontare
la parte finale della stagione ripartendo da capolista anche dopo il turno di riposo nel girone
B del Campionato di Volley serie C femminile. Ad
aspettare le rossoblù magliesi, in vista dei playoff,
ci sono altre sei gare da concludere al meglio per
continuare a sognare. Prossimo impegno in
campionato sarà infatti la trasferta di domenica
27 marzo a Brindisi.
Quanto realizzato sinora è sicuramente da sottolineare. Nell’arco della stagione si sono collezionate solo vittorie a fronte di appena due
sconfitte. E i numeri sono ancora più eloquenti
nel girone di ritorno, dove la Betitaly ha conquistato sempre i tre punti vincendo le cinque partite disputate con quindici set a favore ed uno solo
perso. Una marcia quasi perfetta, guidata dall’esperienza del tecnico Tonino Solombrino e dalla competenza di una società che si è completamente rinnovata la scorsa estate e che poggia
le basi del suo progetto sportivo anche sul settore giovanile.
“Mancano ancora sei gare alla fine della stagione
regolare -afferma il ds Raffaele Abate- poi vedremo come si formerà la griglia dei playoff, con
uno sguardo attento anche alle vicende dell’al-
Le quote di
EURO 2012 - Qualificazioni
tro girone dove il Bari è
per ora padrone incontrastato. Lo stesso Bari
che avremo l’opportunità di vedere all’opera
nella Final-Four di Coppa Puglia del prossimo
23 aprile. La squadra
sino ad ora ha mostrato grande grinta e carattere e, al di là delle
singole individualità, ha
poggiato le sue fortune
sul gruppo, sempre unito e compatto. A prescindere da quanto fatto sin qui, continuiamo a
lavorare sodo, perché le somme si trarranno solo
alla fine.
Il direttore sportivo si sofferma poi sul clima positivo che circonda il sodalizio: “L’entusiasmo di
tutto l’ambiente e il calore dei nostri tifosi ci responsabilizzano ancora di più. Ma noi tiriamo dritti senza farci prendere da facili entusiasmi. Il campionato è ancora lungo e mancano scontri diretti
importantissimi. La classifica oggi ci sorride e abbiamo tutte le intenzioni di meritarci la prima posizione sino alla fine. Il nostro impegno sarà sempre massimo perché contiamo non solo su una
rosa di giocatrici importanti e tutte di valore assoluto, ma anche su uno staff tecnico di prim’ordine e altri dirigenti che si dedicano con passione a tutto ciò che ruota intorno alla Betitaly,
soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione
del settore giovanile, sul quale, come da sempre
ripetiamo, puntiamo decisi e convinti, perché è
alla base del nostro progetto sportivo. Poiché abbiamo iniziato questo lavoro sul vivaio da pochi
mesi, non guardiamo ai risultati, ma alla crescita complessiva delle nostre squadre e quanto realizzato sinora ci conforta e ci dà ragione”.
Sponsor ufficiale
U.S. Lecce
www.betitaly.it
La giocata pazza
della settimana
scommessa Betitaly del 19/03/2011
Evento
Quota Esito
Lazio-Cesena
Fiorentina-Roma
Inter-Lecce
Udinese-Catania
Napoli-Cagliari
Sunderland-Liverpool
Chelsea-Manchester City
Everton-Fulham
Barcellona-Getafe
Atletico Madrid-Real Madrid
Sporting Gijon-Almeria
Atletico Bilbao-Villarreal
Importo giocata
Quota
Vincita parziale
Bonus
Totale vincita
1,75
1
1,75 Goal
1,25
1
1,43
1
1,54
1
1,34
12
1,62
1
1,30
12
1,10
1
1,59
2
1,96
1
3,13
2
€
4,00
255,27
€ 1.021,07
€ 487,51
€ 1.508,58
26 marzo 2011
18
io PROPRIO io
di Claudia Mangione - intervista liberamente ispirata al famoso gioco di società di Marcel Proust
Direttore Responsabile
Giovanni Nuzzo
Franco
Corlianò
Foto: Antonio Palma
Il tratto principale del tuo carattere.
La continua ricerca di me stesso in
sempre nuove esperienze artistiche e
letterarie.
Il tuo principale difetto.
Lavorare sodo senza poi sapersi vendere.
La qualità che preferisci in una donna?
Un’intelligente femminilità.
E in un uomo?
Onestà intellettuale.
Cosa ci vuole per esserti amico?
Tantissima lealtà.
Cos’è la felicità?
Gioire dello spuntare di una gemma
o del sorriso di un bambino.
L’ultima volta che hai pianto?
Vedendo il film Il discorso del re ho
rivisto le mie insicurezze nel parlare in
pubblico.
Di cosa hai paura?
Della stupidità di certa gente.
Canzone che canti sotto la doccia?
Stranger in the night.
Musicisti o cantanti preferiti?
Nicola Piovani, Manos Hatzidakis,
Mikis Theodorakis, Noa, Maria Farantouri, Francesco Guccini.
Poeti preferiti?
Alda Merini, Pasolini, Tonino Guer-
ra, Costantino Kavafis.
Autori preferiti in prosa?
Alberto Moravia, Umberto Eco,
Oriana Fallaci e Andrea Camilleri,
quando non scrive di Montalbano.
Libri preferiti.
Il partigiano Johnny, Se questo è un
uomo, Fontamara e La Storia di
Elsa Morante.
Attori e attrici preferiti.
Sergio Castellitto, Philippe Noiret, Sergio Rubini, Lina Sastri, Margherita
Buy.
Chi potrebbe interpretarti sul grande
schermo?
Dustin Hoffman o Sergio Castellitto.
Film preferiti.
L’albero degli zoccoli di Olmi, Novecento di Bertolucci, Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, Il postino
con il grande Troisi.
I tuoi pittori preferiti.
Caravaggio, Van Gogh, Modigliani.
Il colore che preferisci.
Il rosso, che più rosso non si può.
Se fossi un animale, saresti?
Un gabbiano, per gridare al mondo
la mia voglia di libertà.
Cosa sognavi di fare da grande?
Il violinista.
L’incontro che ti ha cambiato la vita?
Gli articoli non firmati si intendono
a cura della redazione
Nasce a Calimera nel febbraio del 1948 e sin da piccolo manifesta una spiccata attenzione per il griko, lingua comunemente usata in famiglia ma non da lui, che appartiene già a quella generazione a cui il griko non doveva essere insegnato perché
considerato lingua di poveracci e analfabeti. Momento importante è l’incontro con
lo studioso Giannino Aprile. Comincia così ad annotare parole grike fino ad arrivare alla composizione di una grande opera: il Vocabolario Italiano-Griko e GrikoItaliano (Manni Editori). Scrive della Grecìa Salentina su vari giornali locali e sul
Quotidiano di Lecce, partecipa ai due volumi di Grecìa Salentina, cura i Quaderni
della Kinita, pubblica le sue poesie in griko su Lòja j’agàpi e Pugliamondo, cura i
racconti griki del Decalimerone, pubblica Il proverbio griko-salentino e Tre civette
sul comò, dipinge su tela la gente grika firmandosi con lo psedonimo “Murghì”, il
soprannome della sua famiglia. Dopo una serie di esperimenti radiofonici e teatrali, una grande svolta arriva con la composizione di parole e musica di Klama,
portata al successo da Maria Farantouri con il titolo Andra mu pai. Sue canzoni in
griko sono state inoltre interpretate da artisti come Noa, Morgan, Eleni Dimou,
Garry Christian, Dimitra Galani, Zaharina Asenova.
L’incontro con la grande cantante greca Maria Farantouri famosa, oltre che
per la sua voce, anche per il suo grande impegno politico.
La persona a cui chiederesti consiglio
in un momento difficile?
Giorgio Bocca o mio padre, se fosse
ancora vivo.
Quel che detesti più di tutto.
L’arroganza e la mancanza del senso
del ridicolo in certe persone.
Quanto tempo dedichi alla cura del
tuo corpo?
Il tempo necessario per essere presentabile agli altri e a me stesso.
Piatto preferito.
Tutta la cucina povera salentina.
Il profumo preferito.
Il bergamotto.
Il fiore che ami.
I fiori di campo.
La tua stagione preferita?
Amo tutte le stagioni dell’anno.
Il paese dove vorresti vivere?
Il paese in cui vivo. Come Odisseo, mi
piace viaggiare per poi poter tornare
ai miei amati lidi.
In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?
Agli inizi del ‘900.
Personaggi storici che ammiri di più.
Anno X - n. 403
Reg. Trib. Lecce 778 del 18.01.2002
Il pugliese Giuseppe Di Vittorio.
Personaggi storici detestati.
Mussolini, Vittorio Emanuele III e il
pugliese Achille Starace.
Cosa faresti per sostenere ciò in cui
credi?
Ciò che ho sempre fatto: darei tutto
me stesso, a costo di pagarne le conseguenze.
Chi è il tuo eroe vivente?
Il dottor Gino Strada e Roberto Saviano.
Il tuo sogno ad occhi aperti?
Tornare bambino per un giorno solo.
Il tuo rimpianto più grande?
Non aver fatto un regolare corso di
studi classici.
Cos’è l’amore?
Perdersi in un magico fluttuare di intense emozioni.
Stato attuale del tuo animo.
Rabbia per il comportamento dei nostri governanti e per tutto ciò che sta
accadendo nel mondo a causa della
stupidità umana.
Il tuo motto.
“Anche se mi taglierete le ali, non potrete impedirmi di volare”.
Come vorresti morire?
Nel sonno, magari mentre sogno un
mondo migliore.
Editore: Belpaese srl
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In tutti i casi Belpaese s.r.l non è responsabile per il contenuto di dette
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Stampa Periodica Italiana
Tessera n. 14594
26 marzo 2011
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26 marzo 2011
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