Alessandro Chizzini 1 Spettacolo LE DONNE NE LO SPECCHIO, IL NUOVO CD DI FRANCESCA ROMANA PERROTTA Primo piano OSPEDALE DI POGGIARDO, NESSUN SALVATAGGIO: REPARTI CHIUSI A LUGLIO 13 febbraio 2010 pag. 7 Daniele Greco pag. 12 Settimanale d’informazione del Salento Anno X n. 403 26.03.2011 GALATINA Siamo in guerra (con buona pace di tutti) Anche gli agricoltori protestano contro la Colacem pag. 11 Maddalena Mongiò ALL’INTERNO inSalute Supplemento a Belpaese n. 403 del 26 marzo 2011 Coordinamento editoriale: Mariateresa Scrutinio psbdif^=i^=mbiibI Ð=mofj^sbo^ Tutti i consigli per viso e corpo LA SALUTE IN UNA RISATA iÛáåÑ~ääáÄáäÉ=íÉê~éá~= ÇÉä=ëçêêáëç= VESTIRE BIOLOGICO oáëéÉíí~åÇç=ä~=ë~äìíÉ= É=ä~=å~íìê~ RADIAZIONI Graffito dell’artista Banksy a Betlemme, Palestina fê~èI=pçã~äá~I=pÉêÄá~I=hçëçîçI=^ÑÖÜ~åáëí~å=É=çÖÖá=iáÄá~K= ^åÅçê~=ìå~=îçäí~=áä=åçëíêç=m~ÉëÉ=é~êíÉÅáé~=~=ÇÉääÉ=çéÉê~òáçåá=ãáäáí~êá=éÉê=êáéçêí~êÉ=ä~=é~ÅÉÒK= ^åÅçê~= ìå~= îçäí~= ÅÜá= Åá= ÖçîÉêå~= Ü~= Ö~ê~åíáíç= ÅÜÉ= á= åçëíêá= ãáäáí~êá= åçå= ëé~êÉê~ååç= ìå= ëçäç= ÅçäéçI= ã~= Ñçêåáê~ååç ÉëÅäìëáî~ãÉåíÉ=ä~=Öáìëí~=~ëëáëíÉåò~Ò=~á=äçêç=ÅçääÉÖÜá=ÇÉää~=k~íç=EÅçãÉ=ëÉ=áå=ìå~=ê~éáå~=ÅÜá=Ñ~=áä=é~äç=åçå=ÇÉÄÄ~=ÉëëÉêÉ ~ÅÅìë~íç=ÇÉääç=ëíÉëëç=êÉ~íç=Çá=ÅÜá=ã~íÉêá~äãÉåíÉ=ÅçããÉííÉ=áä=ÅêáãáåÉFK i~=åçëíê~=`çëíáíìòáçåÉ=êáéìÇá~=ä~=ÖìÉêê~=ÅçãÉ=ëíêìãÉåíç=Çá=êáëçäìòáçåÉ=Çá=ÅçåíêçîÉêëáÉ=áåíÉêå~òáçå~äáK= kçå=èì~åÇç=ÅÛ≠=Çá=ãÉòòç=áä=éÉíêçäáçI=ÑçêëÉ qìííç=èìÉääç= ÅÜÉ=îçäÉî~íÉ=ë~éÉêÉ DA STACCARE E CONSERVARE 26 marzo 2011 2 OPINIONI 26 marzo 2011 Editoriale 3 rå=ÅçåíÉåáíçêÉÒ=Ç~=ÄçåáÑáÅ~êÉ a cura di fra Roberto Francavilla L’Italia in prima linea di Giovanni Nuzzo L’ora X è scattata anche per noi per bloccare il raìs Gheddafi con navi ed aerei a difesa dei diritti umani e per la lotta al terrorismo, sulla stessa scia di Saddam in Iraq, che per lunghi anni hanno agito da oppressori e despoti sulle martoriate popolazioni. Ma il colonnello libico farà la stessa fine di morire impiccato come l’altro capo di Stato? Tutto è ancora incerto. C’è chi ha adottato subito il pressing d’attacco, chi ha ingranato la marcia alta, chi ha votato con due mani, chi ha innestato la retromarcia, chi è titubante, chi pentito. Regna il caos. Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Iraq ed ora Libia, ecco l’elenco delle nazioni in cui i Paesi occidentali hanno cercato di riportare ordine a quelle genti vissute in regimi totalitari. È certo che oggi tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono polveriere sempre pronte ad esplodere e a seminare vite e vite umane. Pare che sarà una guerra lunga. Noi ci auguriamo di no, siamo fiduciosi che qualcuno intervenga per spegnere una guerra senza fine. Ancora una volta nello scenario politico-internazionale non c’è pace, siamo sempre alle prese con un’altra crisi bellica, che questa volta però è esplosa ad un tiro di schioppo da noi. Non dobbiamo dimenticare quando nell’aprile 1986 lo stesso colonnello Gheddafi tentò di sferrare un attacco militare contro l’Italia, quando due missili si schiantarono a Lampedusa, per fortuna non causando danni alle persone. L’augurio è che questa triste pagina di storia non sia troppo amara e che non diventi tragica come quelle precedenti. La storia insegna che ogni guerra non è facile perché non si sa come finisce. Pare che l’azione militare in corso sia stata compiuta anche a causa del disastro nucleare giapponese, con la conseguente corsa all’oro nero per accaparrarsi il carburante del futuro. La lucerna iÛÉÇáÑáÅáç=åÉää~=Ñçíç=≠=äÛÉñ=ëÉÇÉ=ÇÉä=`çåëçêòáç=Çá=_çåáÑáÅ~=rÖÉåíç=É=äá=cçÖÖáÒ=áå=îá~=j~êÉ=~Ç=rÖÉåJ íçI=~ííì~äãÉåíÉ=áå=ëí~íç=Çá=~ÄÄ~åÇçåç=É=ÇÉÖê~ÇçK=^ÇÉëëç=äÛ^ããáåáëíê~òáçåÉ=Åçãìå~äÉ=ÇÉä=äìçJ ÖçI=ìå~=îçäí~=íÉêãáå~íç=áä=ÅçãéäÉëëç=áíÉê=ÄìêçÅê~íáÅçI=áåíÉåÇÉ=êÉÅìéÉê~êäç=É=íê~ëÑçêã~êäç=áå=ìå ÅçåíÉåáíçêÉ=Åìäíìê~äÉ=~=ÇáëéçëáòáçåÉ=ÇÉá=Öáçî~åá=É=ÇÉääÉ=~ëëçÅá~òáçåáI=éÉê=áåáòá~íáîÉ=ãìëáÅ~äáI=~êJ íáëíáÅÜÉ=É=ÅáåÉã~íçÖê~ÑáÅÜÉK=kçå=Åá=êÉëí~=ÅÜÉ=Ñ~êÉ=Öäá=~ìÖìêá=~Öäá=~ããáåáëíê~íçêá=éÉêÅܨ=èìÉëíç éêçÖÉííç=ÇáîÉåíá=êÉ~äí¶=É=éçëë~=ÉëëÉêÉ=Ç~=ÉëÉãéáç=~åÅÜÉ=éÉê=~äíêá=`çãìåá=ÇÉä=p~äÉåíçK La lettera Gentile redazione, secondo gli ultimi dati del Ministero della Giustizia, in Italia per avere una sentenza (tenendo conto dei tre gradi di giudizio) occorrono 10 anni. È bene oltretutto rammentare che spesso, in giudizio, la verità sostanziale lascia il campo a quella processuale. L’insigne giurista Piero Calamandrei scriveva in tempi non sospetti: “Il cliente non sa che molte volte, dopo una vittoria, dovrebbe andare ad abbracciare commosso non il suo avvocato, ma l’avvocato avversario”. La mediazione è istituto previsto dalla legge, che si può av- versare o apprezzare, ma che fino ad eventuali modifiche deve essere applicato. Coloro che dovranno farne uso, avvocati e/o altri operatori, hanno l’obbligo di conoscerla e di spiegarla in termini chiari e completi ai propri assistiti. La normativa entrata in vigore il 21 marzo scorso è indubbiamente perfettibile (la previsione dell’obbligatorietà della mediazione in varie materie unitamente al pagamento dovuto per accedere al servizio contiene in se profili di dubbia legittimità costituzionale). Forse sarebbe stato più opportuno disciplinare la mediazione come opportunità da affiancare al processo, prevedendo degli incentivi per coloro che avessero deciso di farvi ricorso. Il cambio di mentalità degli operatori, la convinzione che forse di questi tempi più che a stabilire chi ha torto o ragione si dovrebbe mirare al soddisfacimento dei “reali interessi” delle parti, potrebbe agevolare l’affermarsi di questo istituto. Il processo, la poesia dello scontro tra tesi contrapposte, continuerebbe a riguardare quei casi di parossismo morboso che rende indispensabile il ricovero nella clinica giudiziaria. Avv. Gabriele Toma “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere», tu avresti chiesto a Lui ed Egli ti avrebbe dato acqua viva”. Siamo alla terza domenica di Quaresima e l’incontro di Cristo con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe ha un esplicito riferimento all’acqua del Battesimo, sacramento che rigenera e purifica la vita del cristiano. La notte della Veglia pasquale ci sarà la rinnovazione delle Promesse battesimali e la Quaresima non serve ad altro che a prepararci all’evento glorioso di Cristo risorto. Noi cattolici siamo soliti ricevere il Battesimo nella prima infanzia, quando i genitori e i padrini si fanno responsabili e garanti della nostra crescita umana e cristiana. Nel “tempo favorevole di grazia e di misericordia” (altro nome della Quaresima) ora da adulti ci assumiamo in prima persona la responsabilità di rispondere alla nostra fede e ci impegniamo testimoniarla nella vita quotidiana. Mi colpisce in particolare, nel Vangelo sopra citato, il comportamento di Cristo con la Samaritana, nonostante il pregiudizio diffuso a quel tempo (e ancora oggi nel Medio Oriente) circa l’atteggiamento nei confronti delle donne: la Samaritana è persona da tenere a debita distanza, Gesù invece la fa messaggera della sua misericordia. Abbiamo appena celebrato la Giornata della Donna (8 marzo) e quanto bisogno ci sia anche nel nostro Salento di recuperare la stima, il rispetto e il riguardo per “l’altra metà del cielo che è negli occhi di ogni donna” non è il caso di dimostrarlo. Al di là di una manifestazione che ha fatto tanta opinione (“Se non ora quando?”), c’è sempre una congiura del silenzio intorno a problemi e situazioni delle donne che non si possono più tacere, perché il diavolo fa le pentole ma non sa fare i coperchi, e allora tutto prima o dopo viene a galla. La Quaresima è il tempo propizio per rimediare a questi ritardi storici e per trattare con delicatezza e gentilezza la Samaritana di turno. IN COPERTINA 26 marzo 2011 4 Siamo in guerra (con buona pace d fê~èI=pçã~äá~I=pÉêÄá~I=hçëçîçI=^ÑÖÜ~åáëí~å=É=çÖÖá=iáÄá~K= ^åÅçê~= ìå~= îçäí~= áä= åçëíêç= m~ÉëÉ= é~êíÉÅáé~= ~= ÇÉääÉ= çéÉê~òáçåá= ãáäáí~êá= éÉê êáéçêí~êÉ=ä~=é~ÅÉÒK= ^åÅçê~=ìå~=îçäí~=ÅÜá=Åá=ÖçîÉêå~=Ü~=Ö~ê~åíáíç=ÅÜÉ=á=åçëíêá=ãáäáí~êá=åçå=ëé~êÉê~ååç ìå= ëçäç= ÅçäéçI= ã~= Ñçêåáê~ååç= ÉëÅäìëáî~ãÉåíÉ= ä~= Öáìëí~= ~ëëáëíÉåò~Ò= ~á= äçêç ÅçääÉÖÜá= ÇÉää~= k~íç= EÅçãÉ= ëÉ= áå= ìå~= ê~éáå~= ÅÜá= Ñ~= áä= é~äç= åçå= ÇÉÄÄ~= ÉëëÉêÉ ~ÅÅìë~íç=ÇÉääç=ëíÉëëç=êÉ~íç=Çá=ÅÜá=ã~íÉêá~äãÉåíÉ=ÅçããÉííÉ=áä=ÅêáãáåÉFK i~= åçëíê~= `çëíáíìòáçåÉ= êáéìÇá~= ä~= ÖìÉêê~= ÅçãÉ= ëíêìãÉåíç= Çá= êáëçäìòáçåÉ= Çá ÅçåíêçîÉêëáÉ=áåíÉêå~òáçå~äáK=kçå=èì~åÇç=ÅÛ≠=Çá=ãÉòòç=áä=éÉíêçäáçI=ÑçêëÉ “Si vis pacem, para bellum”. Così, con cinismo consapevoli che la democrazia viene imposta d’altri tempi, gli antichi spiegavano la necessi- in primo luogo nei paesi petroliferi che non vantà di intervenire militarmente, utilizzando l’uso no molto d’accordo con l’Occidente. Questa è delle armi in maniera preventiva sui “fronti cal- la ragione per cui vi è un sapore amaro neldi” delle aree più instabili. Dopo il Kosovo, il l’opinione pubblica araba”. Così lucidamente Libano ma anche dopo l’Iraq e l’Afghanistan scrive un giornalista turco, Ergun Babahan e se sotto l’etichetta “missione di pace” rientra ades- la Francia non ha esitato a prendere il comanso l’intervento in Libia chiamato “Odyssey do ufficioso delle operazioni non è perché la cuDawn - Alba dell’Odissea” contro il regime di gina d’oltralpe è più sensibile ai diritti umani: Muammar Gheddafi. Gheddafi è al potere da oltre quarant’anni ma L’azione avallata dal Consiglio di sicurezza del- le elezioni in cui il presidente francese Sarkozy l’Onu è articolata e i distinguo sono tanti rispetto è dato in netto calo sono alle porte. Anche le alle precedenti operazioni militari: no fly zone; parole di Napolitano, all’ingresso del Museo del da subito protezione Risorgimento di Midei civili di Bengasi; lano, sono sembrate Costituzione della divieto di voli comdi facciata: “Non Repubblica Italiana merciali da e per la siamo entrati in guerLibia; rafforzamento ra. Siamo impegnadell’embargo sulle ti in un operazione Art. 11 armi, ma escludendo autorizzata dal Conesplicitamente una siglio di sicurezza “forza occupante”. “L’Italia ripudia la guerra come dell’Onu”. Eppure dopo aver strumento di offesa alla libertà degli E se due emblemi visto la potenza e la altri popoli e come mezzo di risolu- progressisti come forza d’urto della Daniel Cohn Bendit coalizione, resta il zione delle controversie internazio- e Nichi Vendola se le retrogusto di un la- nali; consente, in condizioni di parità suonano di santa ravoro sporco, fatto con gli altri Stati, alle limitazioni di gione vuol dire che per non farsi sfuggic’è qualcosa che non re l’occasione di ap- sovranità necessarie ad un ordina- va e che scomodapropriarsi di risorse mento che assicuri la pace e la giu- mente si affaccia alle indispensabili per il “Attenti, stizia fra le Nazioni; promuove e coscienze: futuro del Mediterragazzi -ha messo in raneo. “Petrolio” è la favorisce le organizzazioni interna- guardia il politico tepassword che apre zionali rivolte a tale scopo” desco- chi scende in tanti file segreti, nepiazza contro la misanche troppo nascosione internazionale sta come ai tempi dell’Iraq quando la volontà cerca magari una terza via ma di fatto non è neudi “esportare la democrazia” nascondeva le ra- trale, bensì con Gheddafi. Perché niente cortei gioni di un conflitto che ancora oggi fa senti- quando Gheddafi massacrava il suo popolo? Rire tutto il suo peso. “I popoli della regione sono cordate Francia e Gran Bretagna del 1936, che lasciarono sola la Repubblica spagnola contro Franco, Hitler e Mussolini”. Il presidente Vendola invece ha lanciato una critica durissima alla strategia mediterranea dell’Italia e alla missione militare in Libia: “La risoluzione Onu poteva essere letta in molti modi -osserva Vendola-, si è scelta la strada più rischiosa riproducendo il ciclo paradossale di impedire il massacro di civili attraverso massacri di civili. Se fossi in Parlamento voterei ‘no’ ai “Nutro forti perplessità sul nostro intervento” Il sottosegretario agli Interni Mantovano non nasconde le sue preoccupazioni per il conflitto Gheddafi? Il male minore. Questo in sintesi l’atteggiamento dell’occidente verso il dittatore libico e in generale verso tutti i tiranni che spadroneggiano i loro popoli. Perché? Realpolitik. In sintesi, si son detti da decenni a questa parte i potenti della terra, meglio un tiranno che frena il terrorismo piuttosto che veder dilagare il terrore a casa nostra. Tranne poi ricordarsi all’improvviso che il tiranno di turno è esecrabile quando il suo popolo si ribella o si profila l’occasione di impadronirsi delle ricchezze di quei popoli, petrolio in primis ovviamente. Insomma, la storia dei rapporti con i paesi ricchi di petrolio è facilmente riassumibile, e per molti aspetti si ripete. Alfredo Mantovano (nella foto), sottosegretario agli Inter- ni, non nasconde le sue preoccupazioni per l’instabilità che si sta determinando in nord Africa e l’innalzamento della soglia di rischio del terrorismo. “Dalle carceri libiche, come da quelle tunisine, sono usciti pericolosi jihadisti ricorda Mantovano- e in Italia, solo in questi mesi, sono arrivati 15mila tunisini. Gheddafi è un ex terrorista riconosciuto mandante della strage di Lockerbie, ma successivamente ha giocato il ruolo di argine del terrore. Premesso che l’Italia è vincolata dalla risoluzione Onu, nutro forti perplessità sul nostro intervento. Non sappiamo chi sono gli insorti e quindi non possiamo valutare il rischio che può arrivare dal terrorismo di matrice islamica. In questi giorni anche la Lega araba, che pure aveva sollecitato un intervento, si dice contraria per le modalità con cui si sta realizzando. Corriamo il rischio di essere identificati, da qualche terrorista isolato, come nemici del mondo islamico. D’altra parte lo stesso Gheddafi potrebbe far leva su cellule o singoli terroristi per ispirare terrore e per queste ragioni, nei giorni scorsi, 42 parlamentari del Pdl, me compreso, abbiamo firmato un appello per una soluzione diplomatica della crisi libica”. Che nella maggioranza ci siano sensibilità diverse nell’affrontare questo problema, non è un segreto. Proprio per questo ci sono state cautele che hanno determinato la nostra posizione defilata rispetto a e Francia e Gran Bretagna. Non a caso anche un giornale filo governativo come “Libero” ha titolato ad effetto: “A loro il petrolio, a noi i profughi”. Appunto, il petrolio: come già accaduto in Iraq la guerra assume significati e sfumature che vanno al di là della pietas per il popolo perseguitato da un tiranno sanguinario. Lì c’è il petrolio, una risorsa ad esaurimento e, al momento, preziosa perché non abbiamo ancora messo il piede sull’acceleratore per la ricerca e l’utilizzo delle fonti energetiche alternative. bombardamenti su Tripoli, preferendo la strada diplomatica, alternativa prevista nella risoluzione Onu”. D’altro canto basta partire dalla Puglia per comprendere come invece di vera e propria guerra si tratti, con buona pace di tutti, in particolare di don Tonino Bello che invitava a “protenderci nel Mediterraneo non come ‘arco di guerra’ ma come ‘arca di pace’. La base di Taranto ospita la linea operativa della flotta militare italiana e dopo la partenza della portaerei “Garibaldi”, che pattuglia il canale di Sicilia, è rimasta la portaerei “Cavour”, in grado di salpare a seconda delle necessità nel giro di poche ore. Nella zona delle operazioni, al largo delle coste libiche, ci sono quattro unità navali: la stessa “Garibaldi”, il cacciatorpediniere “Andrea Doria”, il rifornitore di squadra “Etna” e la fregata “Euro”, navi partite dalla base militare di Taranto con a bordo oltre 1.500 militari, la maggior parte dei quali è di origine pugliese. La portaerei “Garibaldi”, che attualmente incrocia al largo delle coste siciliane in attesa di disposizioni, ha a bordo otto AV-8 B plus, aerei a decollo verticale dislocati nella base di Grottaglie. Le basi aeree dislocate nel resto d’Italia sono cinque, cioè Sigonella, Aviano, Trapani, Decimomannu, Pantelleria. A cui si aggiungono le due pugliesi cioè Amendola (dove sono schierati i caccia Amx e i velivoli senza pilota Predator) e Gioia del Colle, che per ora è utilizzata da supporto logistico per i dieci Eurofighter Typhoons della Raf, l’aviazione inglese e quattro Tornado, sempre inglesi. IN COPERTINA 26 marzo 2011 di tutti) 5 “Non possiamo accogliere l’immigrato quando ci è utile per poi respingerlo quando non ci serve” La guerra libica ha fatto crollare la “diga” di contenimento dell’immigrazione clandestina. Adesso c’è da aspettarsi solo l’arrivo di ondate di profughi “Le regioni che hanno già una forte pressione migratoria (Sicilia, Calabria e Puglia) e l’Abruzzo che ha avuto il terremoto, saranno salvaguardate”. Queste le parole del ministro degli Interni Roberto Maroni. Quindi? Semmai i pugliesi hanno avuto una preoccupazione per un’eventuale “invasione” di profughi dal nord Africa, dopo la nota del ministro, possono mettersi l’anima in pace. Intanto il ministro ha chiesto a Regioni e Provincie la disponibilità di accoglienza per 50mila profughi e ha incassato la loro risposta positiva. Una volta tanto la solidarietà percorre tutto lo stivale in linea con la richiesta avanzata dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha ribadito la necessità di un piano di emergenza per i profughi. Intanto, noi dobbiamo fare i conti con il dittatore libico percepito come inaffidabile, dobbiamo fare i conti con i pericoli che corrono i nostri soldati impegnati in una missione dai contorni poco chiari, il tutto condito dalla rabbia verso una politica che pochi mesi fa ha accolto Gheddafi come fosse un Capo di Stato degno di rispetto e stima. E i salentini? Nel ventennale dello sbarco degli albanesi non danno segni di eccessiva preoccupazione. Sarà perché altri avamposti si frappongono tra noi e la Libia, Lampedusa in primo luogo? Don Giuseppe Colavero (nella foto), presidente dell’associazione “Agimi” attiva nel settore dell’accoglienza, pone l’accento su una responsabilità che non è solo dei governi. “Stiamo riflettendo, come associazione, sulle responsabilità della collettività -afferma don Colaveroperché non sono solo i governi occidentali che hanno qualcosa da rimproverarsi. Gli italiani si sono mai chiesti dove sono andati tutti i petroldollari che hanno pagato al regime di Gheddafi? Ora la preoccupazione è che questa guerra non sia l’occasione per dividersi le risorse sulla pelle dei libici. In questi Stati, governati da sanguinari dittatori, le risorse che arrivano al popolo sono pochissime e quando perdono il potere hanno accantonato enormi ricchezze, a danno dei cittadini di quei territori. Purtroppo, anche l’economia capitalista è ingiusta, orientata com’è a impoverire molti per arricchire pochi. A questo si aggiunge una propaganda politica diretta ad alimentare le paure, ma in questo caso si tratta davvero di un atteggiamento schizofrenico. Non possiamo accogliere l’immigrato quando ci è utile per poi respingerlo quando non ci serve. Tra le altre, proprio il Nord che ha atteggiamenti di maggior chiusura impiega il maggior numero di immigrati nelle sue aziende. L’Italia deve darsi un progetto politico sull’immigrazione, come hanno fatto Germania, Francia, ma anche l’Europa deve avere una visione, un approccio che sia il parametro su cui tutti si devono confrontare e al quale adeguarsi”. Quelli che sbarcano a Lampedusa non sono immigrati clandestini, ma profughi e come tali hanno diritto di accoglienza; eppure una condizione automaticamente richiama l’altra alla memoria. Lampedusa scoppia, in tre mesi 15mila profughi sono arrivati per scampare alla morte mentre la Lega cincischia in distinzioni etniche per cui i libici sono accolti come profughi, ma non i tunisini. Chissà perché la primavera tunisina non piace ai lumbard di Bossi. Maddalena Mongiò E a Bari l’unico centro di accoglienza “sicuro” per i richiedenti asilo Mentre esplode la crisi in Libia, si cercano soluzioni in Puglia per l’accoglienza dei profughi Il giallo della destinazione dei profughi. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha “graziato” Puglia, Sicilia, Calabria e Abruzzo, dall’invio di profughi in fuga dal nord Africa, ma il sindaco di Lampedusa è convinto che in Sicilia e Puglia saranno allestite tendopoli. Nichi Vendola telefona prontamente al sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, il quale esclude l’eventualità. Insomma, il “risiko del profugo” è in pieno svolgimento. Di sicuro all’aeroporto “Ramirez” di Gioia del Colle, sede del 36° Stormo dell’Aeronautica Militare, da cui si alzano in volo gli Eurofighter della Raf, vedremo se arriveranno anche i profughi. I centri di prima accoglienza, attualmente operativi in Puglia, sono situati a Bari nell’area aeroportuale (994 posti), a Brindisi, dove il Restinco può ospitare 128 persone, e Foggia a Borgo Mezzanone con una disponibilità di 716 posti. Sono centri la cui ospita- lità ha una durata di tempo limitata, giusto quanto serve per identificare la persona e verificare se ha diritto a rimanere in Italia o se debba esserne allontanato. La Puglia non aveva centri per accogliere specificatamente i richiedenti asilo, ma con un decreto del ministro Maroni il centro di prima accoglienza di Bari svolgerà questa funzione. Intanto l’Italia, e soprattutto la Lega, a gran voce chiedono l’intervento dell’Europa per non essere lasciati soli a gestire una situazione che il Governo ritiene possa diventare critica con l’incalzare del conflitto libico. “Dobbiamo convincerli a tornare a casa”, affermava Romano Prodi, nel lontano 1997, in piena emergenza profughi albanesi che arrivavano al ritmo di mille al giorno sulle coste pugliesi. Ma qui si scappa dalla guerra e allora non c’è convincimento che tenga. La guerra al tempo dei media Cristante: “I mezzi di comunicazione? Raccontano la guerra, ma non la fanno vedere e tra lo tsunami e la Libia non hanno avuto dubbi: prime pagine per il Rais” La guerra? Un videogame. Questa la percezione, non dichiarata, che si riceve dall’informazione televisiva. La guerra non è più sangue, dolore e fatica, ma quasi un’operazione pulita, se così si può dire. Stefano Cristante (nella foto), preside del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università del Salento, analizza il racconto che della guerra ne stanno facendo i media. La guerra fa ancora paura? E che ruolo gioca l’informazione nel dilatare o attenuare incertezze, insicurezze e desiderio di pace? La sequenza dello tsunami in Giappone prima e della guerra libica poi, segna la vita televisiva di questo periodo. Le scene dell’ “onda anomala” e l’incidente ai vari reattori della centrale nucleare giapponese stavano facendo esplodere il panico, assecondato dalle scene devastanti dell’accaduto. L’informazione era pronta a divulgare una paura alimentata da una catastrofe a cui si aggiungeva il disastro atomico, angoscia per eccellenza del nostro tempo, in uno dei paesi tecnologicamente più avanzati al mondo. L’unica emergenza che supera quella delle catastrofi naturali è quella della guerra, che in questo caso è molto vicina all’Europa. Quindi l’indifferenza degli italiani di fronte a questo problema è solo apparente? Stava per partire una scheggia mediatica violentissima sul Giappone, ma è stata virata verso la Libia. Se non ci fosse stata la guerra in Libia avremmo avuto un’informazione concentrata su pericoli di contaminazione e dintorni. Ora il Giappone è in quinta notizia. Ci sta dicendo che c’è una hit parade delle informazioni e che una tragedia come quella del Giappone ha meno appeal giornalistico rispetto a una guerra? La guerra è “la notizia” per eccellenza. L’aggiornamento dello spettatore avviene 24 ore su 24, ma è una guerra raccontata. I gior- Hussein Malla/AP Photo nalisti sono chiusi in un albergo e non hanno nulla da raccontare. Dopo la guerra in Vietnam, gli americani hanno inventato il giornalismo che si confonde alle truppe, allora l’ottica è quella vista dalla parte della forza militare. Un modo per mettere il bavaglio al giornalismo indipendente. Questo tipo di giornalismo non produce immagini se non quelle ricorrenti. Un giornalismo senza spina dorsale? Non mi pare che i media stiano giocando un ruolo da protagonisti. Non ci sono scoop giornalistici, non c’è la radio, non c’è internet che pure ha giocato un ruolo chiave nelle rivolte di altri paesi, ma quando si è arrivati in un paese tecnologicamente più arretrato si è arenata. In Libia quando ci si trova tra i due fronti di combattimento i nuovi media spariscono, non c’è più una movimentazione dal basso e gli unici strumenti di comunicazione sono quelli “novecenteschi”: la televisione generalista e il telefono. (M.M.) 26 marzo 2011 6 26 marzo 2011 PRIMO PIANO 7 Ospedale di Poggiardo, nessun salvataggio: reparti chiusi a luglio Una delibera del Servizio Sanitario della Puglia smonta quanto annunciato nei giorni scorsi sulle sorti del “Pispico” Come una telenovela, la storia dell’ospedale di Poggiardo si è evoluta nell’ultimo anno tra continui colpi di scena e finali a sorpresa. Come è noto da mesi, il Piano di Rientro della Giunta regionale ha indicato il “Pispico” come uno dei presidi provinciali da sacrificare per risollevare il bilancio sanitario pugliese. La chiusura dei reparti del “Pispico” è stata osteggiata dalla quasi totalità degli esponenti politici di Poggiardo e da molti membri dei Consigli provinciali e regionali. Ognuno di loro è intervenuto sulla questione interagendo con tutti i mezzi di comunicazione locali, ma poche sono state le proposte avanzate per salvare la struttura. Del “Francesco Pispico” sì è sempre sottolineato l’eccellenza dei suoi reparti e come si siano sempre rispettati tutti i requisiti richiesti per mantenerne l’attività; in particolare la chiusura in attivo del bilancio 2009 (300mila euro di utile, l’unico nell’intera provincia) e gli ingenti finanziamenti (5milioni di euro) stanziati proprio dalla Regione per il suo potenziamento. Per l’ospedale di Poggiardo fu addirittura prospettata l’idea di diventare un centro riabilitativo di eccellenza: possibilità illustrata circa un anno fa dal sindaco Astore e dal consigliere Gianfreda, durante un’assemblea pubblica tenutasi presso il Palazzo della Cultura, ma della quale poi si sono perse le tracce. Proprio Gianfreda è il protagonista degli ultimi episodi di questa intricata vicenda; nel- le scorse settimane, il consigliere regionale ha comunicato di aver raggiunto il traguardo ormai insperato: potenziare l’ospedale di Scorrano, ma soprattutto mantenere aperti tutti gli attuali reparti del “Pispico”. Un risultato veicolato sui media locali e su manifesti fatti affiggere in tutto il territorio comunale. Come ogni soap opera che si rispetti, però, non poteva mancare l’ennesimo colpo a sorpresa, il nemico creduto morto che ritorna in scena. Lo scorso 13 marzo il commissario straordinario dell’Asl Paola Ciannamea, con il parere favorevole del direttore sanitario Franco Sanapo e del direttore amministrativo Vito Gigante, ha approvato la delibera n. 28 che al punto 1 stabilisce “di procrastinare al secondo semestre 2011 la disattivazione delle unità operative dello ^ÅÅçêÇç=áå=îáëí~=éÉê=ä~=mÉíJq~Å=`~ä~ÄêÉëÉ A partire dal prossimo mese la clinica di Cavallino dovrebbe essere nuovamente convenzionata con la Regione per l’erogazione delle prestazioni diagnostiche La vicenda della Pet-Tac Calabrese, che tanto aveva fatto discutere a causa del mancato rinnovo della convenzione, sembra essere giunta ad un punto conclusivo. L’assessore alla Sanità Tommaso Fiore ha garantito infatti che entro il 30 marzo l’accordo sarà trovato: la svolta dopo l’incontro con il legale dell’Istituto Calabrese, l’avvocato Giangi Pellegrino, che ha espresso soddisfazione “per la disponibilità che chiedevamo verso i pazienti in attesa da diverso tempo” e il commissario straordinario dell’Asl salentina, Paola Ciannamea. Da sbrigare solo alcune pratiche di natura burocratica per arrivare all’accreditamento formale da parte della Regione e la convenzione che verrà stipulata con l’Asl. La vicenda che si trascinava da tempo e che penalizzava gli ammalati salentini, rischiando di costringerli a veri e propri viaggi della speranza fuori provincia. Per Giuseppe Calabrese, titolare del centro radiologico, la mancata autorizzazione da parte della Regione a erogare le prestazioni diagno- stiche a carico del sistema sanitario pugliese era senza giustificazioni: “Le prestazioni della Pet-Tac sono indispensabili per la diagnosi che precede la terapia”. Tra i primi ad intervenire sulle voci del presunto accordo, il consigliere della Regione Puglia e presidente di Moderati e Popolari, Antonio Buccoliero: “Se dovesse rispondere a verità la notizia del via libera da parte della Regione per la convenzione con la Pet-Tac di Calabrese a Lecce, allora non si potrebbe non esprimere soddisfazione per una decisione, che mette finalmente fine ad una vera e propria ingiustizia sociale”. Il consigliere, autore di due interrogazioni, rimarca l’importanza dell’accordo: “Non ci sono malati di serie A e malati di serie B soprattutto quando parliamo di patologie delicate come quelle tumorali. Avviare la convenzione con il centro Calabrese significa riconoscere la dignità di tanti pazienti salentini, che hanno diritto, al pari di tutti gli altri cittadini pugliesi, ad ottenere cure efficaci e tempestive, restando nella propria provincia”. stabilimento ospedaliero di Poggiardo stante la attuale indisponibilità di spazi idonei presso l’Ospedale di Scorrano al fine di consentire, tra l’altro, anche il completamento della realizzazione presso lo stesso Ospedale dell’Area Endoscopica necessaria ed indispensabile al trasferimento dell’U.O.C. di Gastroenterologia nonché l’adeguamento degli spazi destinati alla degenza”. Come è facile evincere da queste parole, i reparti del “Pispico” rimarranno aperti solo fino al prossimo luglio per fornire all’ospedale di Scorrano il tempo necessario per ampliare la sua superficie e così accogliere le unità operative del presidio poggiardese. Nessuna salvezza quindi, ma solo una chiusura temporaneamente sospesa. A rafforzare il peso della sentenza, quanto indicato nei restanti punti in cui si spiega che l’atto deliberativo verrà trasmesso e notificato, tra gli altri, all’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia, al sindaco di Poggiardo e alla Direzione del P.O. di Scorrano. Restano quindi deluse, per l’ennesima volta, le aspettative dei cittadini di Poggiardo e dei paesi limitrofi, e già qualcuno maligna che l’impalcatura installata da mesi presso la facciata dell’ospedale rappresenti solo uno strumento di mera campagna elettorale e non un servizio di potenziamento della struttura ospedaliera stessa. Alessandro Chizzini ^ä=ä~îçêç=éÉê=ä~=ë~äìíÉ È prossima a concludersi la vicenda delle internalizzazioni dei 683 lavoratori della Asl di Lecce. Ma si tratterà di assunzioni a tempo determinato Saranno internalizzati i dipendenti di cooperative e società esterne che operano per l’azienda sanitaria. Si tratta di 683 lavoratori che protestano nella sede della Asl di Lecce in attesa di un provvedimento conclusivo da parte della Regione. A confermare la notizia l’assessore alla Sanità Tommaso Fiore in una lettera inviata al commissario della Asl di Lecce, Paola Ciannamea, e che sollecita la necessità di riprendere il discorso da dove era stato interrotto al momento della firma del Piano di rientro con il Governo e quindi l’erogazione dei 500 milioni di euro del fondo sanitario destinati alla Puglia. L’internalizzazione, secondo Fiore, dovrebbe avvenire facendo tesoro delle indicazioni della Corte Costituzionale che, in una recente sentenza ha dichiarato incostituzionale l’obbligo a carico dei direttori delle Asl di procedere con assunzioni a “tempo indeterminato”, ma non quello di procedere in generale alle internalizzazioni dei lavoratori delle ditte esterne, purché con contratti di lavoro “a tempo determinato”, basandosi cioè sulla durata del servizio affidato dalla Asl alla propria società in house. La decisione dei vertici della Asl leccese potrebbero arrivare già nei prossimi giorni. 26 marzo 2011 LECCE 8 Lecce dice “no” a tutte le mafie Per le strade del capoluogo ha avuto luogo un grande manifestazione, nel corso della quale è stato consegnato all’arcivescovo D’Ambrosio l’olio prodotto nelle terre confiscate alle organizzazioni criminali “In Italia abbiamo contato circa 900 vittime innocenti e in Puglia sono oltre 40”. Nella marcia contro tutte le mafie per le strade di Lecce, a centinaia hanno sventolato striscioni e urlato il proprio “no” alla criminalità organizzata. Studenti e associazioni insieme hanno ricordato le vittime della criminalità organizzata, elencando i nomi delle vittime. In testa al corteo, che ha visto la folta partecipazione dei ragazzi di Acli, Terra del Fuoco, Anpi, Arci, Cgil e delle scuole di Lecce e provincia, don Raffaele Bruno, in lotta perenne contro le mafie d’ogni genere e grado: “Vittima è anche chi subisce la concorrenza sleale nel commercio, chi soffre il traffico degli stupefacenti, chi perde il posto di lavoro; perché la mafia non è solamente quella criminale, ma anche quella dei colletti bianchi, della politica corrotta e delle speculazioni finanziarie”. Non è tutto nero, però, secondo il referente regionale di Libera. E la luce è rappresentata dai prodotti coltivati nelle terre confiscate, “perché se la mafia è una struttura organizzata, anche noi sappiamo organizzarci”, ha aggiunto don Raffaele, che ha spiegato l’importanza della consegna dell’olio prodotto nei terreni má~òò~=m~êíáÖá~åáI= ìå~=ëÅìçä~=áå ëí~åÇ=Äó= Una delibera, approvata in Consiglio, “congela” la posizione della scuola materna in attesa della pronuncia del Tar di Lecce di Torchiarolo all’arcivescovo di Lecce Domenico D’Ambrosio, “affinché possa consacrarlo insieme a tutti gli oli e utilizzarlo nelle funzioni carismatiche del triduo pasquale, in tutte le parrocchie della diocesi”. A porgere l’olio delle mani di monsignor D’Ambrosio, Viviana Matrangola, figlia dell’assessore neretina Renata Fonte, uccisa perché si oppose a una pesante speculazione edilizia. Insieme ai familiari delle vittime, anche Massimiliano, ex detenuto in regime di semilibertà, che oggi coltiva con dedizione le terre confiscate. “I prodotti nati dalle terre espropriate alle mafie hanno un alto valore sociale”, ha evidenziato monsignor D’Ambrosio, indicando i cesti colmi sul sagrato del Duomo e ricordando che “la Chiesa condanna aspramente la criminalità organizzata e continuerà a farlo”. Il grande successo della manifestazione di Potenza dello scorso 19 marzo, quando ben 15 pullman sono partiti dal Salento, è stato re- plicato nel capoluogo salentino. Nella data indicata per manifestare in tutta Italia (il 21 marzo, appunto), la città ha dimostrato la sua forza. Berretti gialli e barchette bianche di carta, il simbolo di una mobilitazione che ha coinvolto davvero tutti, da Porta Napoli a piazza Duomo, dove il corteo si è fermato per l’incontro con l’arcivescovo. “Abbiamo dato a tutti i partecipanti una barchetta di carta per dedicare questo momento alle vittime delle tratte, a chi cerca di fuggire dalla povertà e dalla sofferenza, raggiungendo le coste europee”, ha precisato Paolo Paticchio, presidente dell’associazione Terra del Fuoco-; per i bambini la barchetta è un gioco, ma equivale al sogno di chi, ai viaggi della speranza, affida il proprio destino. È di carta per significare la fragilità di questa gente e la difficile possibilità di sopravvivere”. Le vittime devono essere ricordate tutti i giorni. Questo, in sintesi, l’insegnamento della manifestazione: “Ecco perché è importante la presenza dei ragazzi. Il domani è affidato a loro”, ha concluso Attilio Chimienti, responsabile regionale del settore “Beni confiscati alla mafia”. Barbara Politi A qualche ora dalla pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale, che dirà la sua sulla vicenda legata alla scuola dell’infanzia di piazza Partigiani, l’Amministrazione comunale di fatto “congela” la questione. Durante l’ultimo Consiglio comunale, infatti, l’assessore al Bilancio Attilio Monosi ha bloccato la situazione, in attesa dello svolgimento dell’istruttoria pubblica, con una delibera approvata dall’assise. È solo questione di tempo, insomma, e la contesa sulla scuola (inizialmente inserita nel Piano delle alienazioni) dovrebbe trovare fine. Il Comitato spontaneo nato per contrastare la decisione del governo cittadino, intenzionato ad abbattere la scuola, dopo averne creata un’altra a Settelacquare, “più nuova ed efficiente”, ha detto più volte il primo cittadino Paolo Perrone, ha impugnato l’atto in sede giudiziaria e adesso spera nella sentenza positiva del giudice. La decisione, se la strada dell’istruttoria pubblica dovesse essere praticata (contrariamente a quanto sostengono i consiglieri dell’opposizione, che ritengono lo strumento applicabile soltanto in materia ambientale ed energetica), potrebbe spettare proprio a loro: i cittadini, chiamati a esternare il loro parere sulla questione. (B.P.) 26 marzo 2011 9 MAGLIE | TRICASE 26 marzo 2011 Il “debito” delle ballerine francesi máª=ÉÑÑáÅáÉåò~=EëÉåò~=í~ÖäáF éÉê=á=ëÉêîáòá=ëçÅá~äá L’assessore Vincenzo Errico punta a risparmiare, miglior arando però il servizio di trasporto degli studenti e venendo incontro alle fasce più deboli, senza ridurre i servizi Tiene banco in Consiglio la questione del pagamento dello spettacolo, risalente all’estate 2008, della compagnia “Les baladines”, che ha generato forti contrasti tra sindaco e segretaria comunale MAGLIE Uno stallo politico e tecnico: è quello a cui si è giunti nello scorso Consiglio comunale. Un Consiglio che si è dovuto fermare al terzo punto e che sarà aggiornato il 31 marzo. Lo stallo è stato generato dal debito relativo allo spettacolo della compagnia francese “Les baladines”, che si è tenuto a maglie nel luglio 2008 (nella foto, un momento dello spettacolo). Il debito verso la compagnia (che ammonta a 8mila euro) secondo la segretaria comunale Esmeralda Nar- delli -come anche secondo l’opposizione- è da ritenersi fuori bilancio, mentre è in bilancio secondo il sindaco Antonio Fitto, il quale pare abbia avuto anche un acceso dibattito in Giunta con la stessa segretaria comunale, la quale ha abbandonato la seduta e non è intervenuta in Consiglio per ragioni di salute, pur inviando un fax contenente il suo giudizio tecnico. “Il concetto -spiega il capogruppo Pd, Raffaele Cesari- è che le valutazioni politiche hanno prevalso su quelle tecniche della segretaria. Evidentemente le ristrettezze di bilancio sono tali da non poter pagare e avremo una causa che ci costerà molto di più, perché la perderemo. Il fatto che ci sia un conto a parte, destinato alle iniziative estive, è un’anomalia contabile, perché un ente pubblico non può avere un conto recipiente che viene riempito e svuotato, ma tutto deve essere riportato nel bilancio. La segretaria ha proposto un giudizio tecnico e imparziale, quindi di legalità”. Il conto cui fa riferimento è quello di cui si è parlato in Consiglio: per le manifestazioni culturali estive esiste un conto separato, che si 10 “riempie” attraverso gli sponsor e si “svuota” a spettacolo avvenuto previa fattura, che secondo il primo cittadino non sarebbe stata ancora emessa, da qui la ragione del mancato pagamento. “Il debito non può essere riconosciuto fuori bilancio -ha raccontato Fitto- perché è in bilancio. In questo momento, abbiamo un credito di 11.500 euro, relativo alle iniziative estive, mentre c’è un impegno di spesa di 10.500. Riguardo al clamore generato relativamente alla differenza di vedute con la segretaria, bisognerebbe chiedere a chi l’ha generato. Si è trattato di uno scambio di idee sul metodo di lavoro. Nessuno dimentichi che l’ho scelta io e io l’ho confermata, la questione è dovuta alla contingenza del momento: ho subito un’aggressione verbale e ho risposto con la stessa veemenza con cui sono stato attaccato, ho sbagliato a non andarmene, ma è stato solo per senso del dovere. Non lascio mai il posto di lavoro”. Angela Leucci TRICASE Dopo l’aut aut lanciato dall’assessore al Bilancio Bartolo Esposito in merito alla necessità di stringere la cinghia sulle prestazioni erogate, riducendo le voci di spesa in vista dell’approvazione del bilancio di previsione, i servizi sociali del Comune si sono allarmati. “Nessun pericolo -spiega l’assessore al ramo Vincenzo Errico (nella foto)-, dopo due mesi di studio con i dipendenti comunali del settore, abbiamo ipotizzato una nuova modalità di erogazione dei servizi. Mensa scolastica: la vigente modalità faceva sì che l’utente con un reddito isee di 5mila e 600euro pagasse una retta simile a chi aveva un reddito Isee di 20mila. Abbiamo ritenuto più giusto applicare un aumento alle fasce di reddito superiori a 13mila e 500euro, che porteranno ad un introito medio superiore del 20 % evitando così la chiusura prospettata del servizio mensa dal 15 dicembre al 15 gennaio”. L’assessore evidenzia poi che è stato migliorato il servizio trasporto con un risparmio di circa 70mila euro rispetto ai 120mila degli anni scorsi e spiega le fasi dell’evoluzione. “Per gli studenti della frazione di Depressa che frequentano la scuola media a Tricase -continua Errico- abbiamo fatto un accordo con le Ferrovie del Sud-Est modificando la capacità di carico e gli orari della linea, assicurando un abbonamento gratuito rispetto a quando si pagava 20 euro al mese. Per i ragazzi del capoluogo (Materne, Elementari e Medie) abbiamo aumentato il numero dei pulmini da tre a quattro appaltando il servizio col risultato di una riduzione dei costi del 50%”. Quanto all’assistenza domici- liare agli anziani, l’assessore sottolinea che tenendo presente il pressante invito del sindaco Antonio Musarò a non intaccare le prestazioni erogate in loro favore è stata espletata una gara riducendo i costi del 35% della casa e del 50% per i pasti caldi, nonché sono state riviste le fasce di reddito entro gli 8mila euro. Operazione che, secondo Errico, ha fruttato un risparmio di 50mila euro. “Per dare maggiore dignità agli indigenti -conclude l’assessore Errico- stabiliremo a breve l’istituzione del servizio civico garantendo ad ogni soggetto di ricevere in cambio di piccole prestazioni un contributo di 6 euro ad ora per un massimo di 288 ore annue, mentre per chi è impossibilitato per età o condizioni di salute l’erogazione del contributo filtrerà verso l’Ambito Territoriale di Gagliano”. Giovanni Nuzzo inSalute Supplemento a Belpaese n. 403 del 26 marzo 2011 psbdif^=i^=mbiibI Ð=mofj^sbo^ Tutti i consigli per viso e corpo LA SALUTE IN UNA RISATA iÛáåÑ~ääáÄáäÉ=íÉê~éá~= ÇÉä=ëçêêáëç= VESTIRE BIOLOGICO oáëéÉíí~åÇç=ä~=ë~äìíÉ= É=ä~=å~íìê~ RADIAZIONI qìííç=èìÉääç= ÅÜÉ=îçäÉî~íÉ=ë~éÉêÉ Coordinamento editoriale: Mariateresa Scrutinio 26 marzo 2011 inSalute II 26 marzo 2011 notizieinpillole inSalute III fä=ä~îçêç=éêÉÅ~êáç=≠=ìå~=ã~ä~ííá~\ Gli esperti dell’Australian National University di Canberra hanno effettuato uno studio, pubblicato poi sulla prestigiosa rivista “Occupational and Environmental Medicine”, da cui è scaturito con particolare evidenza che lo stato di tensione provocato da un lavoro non soddisfacente è maggiore rispetto a quello provocato dalla disoccupazione. Naturalmente il discorso non fila per quanto concerne il fattore economico ma, per tutto il resto, pare che sia meglio impegnarsi nella ricerca di un lavoro soddisfacente piuttosto che sottoporsi allo stress eccessivo e pericoloso provocato dallo svolgere mansioni precarie e sottopagate. Concludendo, se l’impatto emotivo e psicologico della disoccupazione è indubbio, anche quando si tratta di lavoro precario e poco retribuito, la situazione non sembra migliorare molto, anzi, in alcuni casi, è decisamente più preoccupante. `~äîáòáÉ=éêÉÅçÅÉ\=^ííÉåòáçåÉ=~ää~=éêçëí~í~ Muoversi fa bene alla coppia L'attività fisica mantiene in forma la coppia: è amica del sesso, con effetti positivi sia sulla donna che sull'uomo. Lo sport libera endorfine, essenziali per il desiderio, migliora l'umore e, nel maschio, preserva le capacità erettili. Le discipline più indicate sono quelle aerobiche, che migliorano la funzionalità dell'apparato circolatorio e la resistenza. Bastano 1.500 calorie bruciate a settimana per ottenere rapporti più frequenti e soddisfacenti. È dimostrato che le sportive sono non solo più sane, ma anche più protette da comportamenti a rischio, più responsabili ed equilibrate: sono meno esposte a depressione, disturbi dell'attenzione, utilizzo di fumo, alcool e droghe, a gravidanze indesiderate e a problemi legati al ciclo. Nel maschio, l'esercizio aerobico previene le malattie cardiovascolari e la formazione di placche nelle arterie, un problema che può portare a impotenza. Che gli uomini che cominciano a perdere i capelli già a 20 anni hanno un rischio doppio di ammalarsi di cancro alla prostata negli anni a venire è la conclusione di una ricerca condotta dall’Università Descartes di Parigi. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Annals of Oncolgy”, dimostrerebbe che i pazienti con una cal- La scelta nucleare deve essere condivisa dáçî~åá=Ç~ääÛ~åÇêçäçÖç È importante avvicinare i giovani alla figura dell’andrologo per educarli a prevenire alcune patologie, sempre più frequenti per i motivi più svariati: stress, radiazioni da cellulari, alimentazione scorretta, indumenti troppo stretti, fumo, alcol, doping, inadeguata igiene intima, comportamenti sessuali a rischio. I dati sono molto chiari: circa il 50% delle coppie ha problemi di infertilità dovuti a patologie del partner maschile. Secondo la Siams (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), quattro giovani su dieci tra i 18 e i 30 anni, in Italia hanno problemi di fertilità. Sul sito www.androlife.it è possibile conoscere il proprio rischio di infertilità, grazie ad un’opportuna tabella, e le dieci regole da seguire per prevenirla. vizie incipiente intorno ai 20 anni -non c’è rischio invece se inizia dopo i 30 o 40 anni- hanno il doppio della probabilità di sviluppare un tumore molti anni dopo. La spiegazione, ancora da chiarire come gli stessi autori dello studio precisano, potrebbe essere individuata nel ruolo giocato dagli ormoni androgeni, potenziali responsabili sia della calvizie che del carcinoma prostatico. Comunque, per i giovani non c’è motivo di allarmarsi. I ricercatori consigliano solo di sottoporsi a maggiori controlli per diagnosticare in tempo eventuali anomalie. Omeopatia in crescita Curarsi con l'omeopatia e' un metodo sempre più diffuso tra gli italiani, soprattutto tra le donne. Nel 2010 sono state 11 milioni le persone che vi si sono affidate (il 18,5% della popolazione). L'omeopatia in Italia muove un giro d'affari di 300 milioni di euro l'anno, contando su 30 aziende e registra tassi di crescita di fatturato del 4% all'anno, nonostante la crisi. È la fotografia del settore secondo i dati dell'Associazione medica Italiana di Omotossicologia (Aiot). L'invito ad una ''riflessione condivisa'' sulle scelte a livello di Governo centrale che, troppo spesso, ''ricadono negativamente sul benessere e la salute dei cittadini'' è contenuto nell' ordine del giorno approvato dall'assemblea nazionale della Rete Città Sane Oms, riunitasi a Foggia il 19 marzo scorso. Sindaci, assessori, consiglieri comunali rappresentanti di 67 città italiane di grandi, medie e piccole dimensioni hanno colto l'occasione per affrontare il tema del ricorso al nucleare e dell'alto prezzo da pagare in termini di salute dei cittadini e di rispetto dell'ambiente. inSalute 26 marzo 2011 IV Tenersi in forma, che passione! Professionalità, varietà di servizi, cortesia, costanza e soprattutto passione sono le caratteristiche del tenersi in forma secondo Sport City La cura del proprio benessere è un fattore di vita talmente importante che necessita di un luogo adeguato, una sorta di tempio in cui tutto ciò che occorre sia a disposizione nella sua forma migliore, con attrezzature di ultima generazione, metodologie all’avanguardia, strumenti efficaci e professionalità organizzate. Tutto questo lo si può trovare in un unico centro, nel Salento, che offre servizi che spaziano dalla riabilitazione allo sport in piscina fino al fitness. I percorsi fitness progettati dai fratelli Conte (Gianluca, dottore in Scienze Motorie, ed Antonio, noto allenatore già capitano della squadra juventina), accompagnano la preparazione atletica, la ginnastica antalgica, il cardiofitness, la ginnastica posturale, lo stretching, la ginnastica dimagrante ed il body building. Nell’ampia e fornitissima sala attrezzi, firmata Tecnogym, per non farsi mancare nulla, si effettua anche allenamento personalizzato. L’area piscina, grazie alla vasca semiolimpionica, consente di effettuare sia l’acquagym ed i corsi di nuoto per tutte le età che i corsi per assistente bagnanti. Già da diversi anni il centro Sport City segue progetti in piscina con alunni delle scuole di Sternatia, Zollino e Corigliano d’ Otranto grazie alla collaborazione dei rispettivi dirigenti, i professori Maria Rita Zitani e Luigi Martano, e le amministrazioni comunali, sostituendo l’ora di educazione fisica per formare i ragazzi al nuoto. Una delle rarità da sottolineare riguarda gli spogliatoi dotati di docce e phon gratuiti, senza gettoniera. Il centro comprende anche un’efficientissima area dedicata a fisioterapia e riabilitazione convenzionata A.U.S.L. con medico fisiatra interno. La struttura, comoda da raggiungere da tutta la provincia in quanto in un punto centrale del Salento, Zollino, priva di barriere architettoniche e dotata di un ampio parcheggio gratuito, su una superficie di 2.500 mq associa alla modernità delle strumentazioni tecnologiche una tradizione di lunga esperienza. dal lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 22.00 SS 16 Lecce-Maglie 14,7 Km uscita Zollino (zona industriale) Tel/Fax 0836.660526 - Cell 393.3373294 www.sportcitylecce.it - [email protected] 26 marzo 2011 inSalute V La natura addosso Per “abito biologico” si intende tessuto non trattato e non sbiancato, privo di formaldeide o altre sostanze chimiche, spesso raccolto a mano e proveniente da coltivazione biologica controllata Un “abito ecologico” è caratterizzato da un principio fondamentale: la materia prima, quella utilizzata per millenni dall’uomo e cioè il cotone, seguito dal lino, dalla seta, dalla cana- pa e dalla lana. Garantisce la traspirazione della pelle e mantiene il caldo ed il fresco in maniera ottimale, non dà allergie ed altri disturbi. L’aumentare della coscienza ecologica nei consumatori, ha portato maggiore attenzio- ne a cosa indossiamo. Purtroppo, però, i tessuti di origine naturale vengono manipolati già nelle fasi di coltivazione e allevamento, con pesticidi, diserbanti ed ingegneria genetica. Attualmente quasi tutti i filati in cotone vengono ricoperti da uno strato di resina acrilica e La “guerra” dei batteri si vince con i probiotici Probiotico: “Integratore alimentare a base di microrganismi vivi e vitali che produce effetti favorevoli sull’organismo animale, migliorandone l’equilibrio microbiotico intestinale” (Fuller) Nell’intestino umano coabitano circa un chilo di batteri la cui funzione è indispensabile per la salute; Si tratta della flora batterica o, più recentemente chiamata microbiota. È definita come un complesso ecosistema nel quale molte specie batteriche vivono in una relazione simbiotica ed il mantenimento dell’equilibrio intestinale è fondamentale per mantenere l’organismo giovane e sano. È concentrata soprattutto nell’ultima parte dell’intestino ed è composta da batteri buoni (eubiotici) e di batteri non buoni (patogeni). Tra le due “fazioni” si sviluppa una sorta di guerra di colonizzazione e di sopravvivenza: se prevale quella eubiotica, l’organismo ne beneficia e s’instaura un equilibrio che determina il buono stato di salute. I batteri si riproducono sfruttando quanto arriva nell’intestino e quindi se quelli eubiotici sono di più sottraggono l’alimento ai germi pa- togeni che, conseguentemente, hanno maggiore difficoltà nel replicarsi. Questi batteri mangiano di tutto ed il loro nutrimento ideale sono i carboidrati anche se glucosio, fruttosio e galattosio sono assimilati dal corpo prima di raggiungere l’ultima parte di intestino dove risiede appunto la flora batterica eubiotica. Ecco perché, per nutrirsi, a questi batteri non resta altro che fermentare le fibre alimentari (pectina, inulina, ecc.) per produrre zuccheri. Quando vincono i “cattivi”, come accade dopo una prolungata terapia con antibiotici o per l’introduzione di cibo contaminato o per stress, possono comparire alcuni disturbi quali: mal di pancia, gonfiori, diarrea, ecc. Anche l’introduzione di cibi (ad es. legumi) contenenti zuccheri difficilmente digeribili per alcune persone è causa di meteorismo: arrivano al colon e rappresentano il nutrimento ideale per i batteri che producono gas. Con la sola alimentazione è difficile favorire la rapida crescita e sviluppo di una buona flora batterica protettiva. È quindi consigliabile l’assunzione di simbiotici (fermenti lattici probiotici associati a sostanze prebiotiche), vitamine ed oligoelementi. Naturalmente è sempre auspicabile affidarsi ai consigli degli specialisti per scegliere i momenti adatti per l’assunzione di fermenti lattici per evitare di prenderli in casi in cui il numero dei patogeni supera quello degli eubiotici in quanto si rischierebbe di rafforzare quelli cattivi a sfavore di quelli buoni. Per un’efficace igiene intestinale è necessario quindi, curare attentamente l’alimentazione e può essere auspicabile consumare, soprattutto alimenti definiti probiotici (come ad esempio lo yogurt), contenenti microrganismi buoni in condizioni di perfetta vitalità ed in grado di integrarsi con la flora autoctona dell’organismo apportando benefici positivi. Tuttavia, in condizioni di disordine intestinale è necessario seguire una terapia più energetica che vi sarà opportunamente consigliata. Ancora una volta conoscere ciò che mangiamo è importante, per questo un’attenta educazione alimentare è sempre consigliata. Simona Dongiovanni - Dietista Iscritta all’Associazione Nazionale Dietisti Italiani Riceve a Maglie, Salve e Taviano Cell. 349.2872965, http://salutenutrizione.wordpress.com quindi le stoffe hanno contenuti di formaldeide. Anche quello definito cotone puro 100%, per essere un “lava e indossa”, viene sottoposto a trattamenti chimici. La produzione di cotone da agricoltura tradizionale impiega il 25% dei pesticidi utilizzati sulla Terra e la produzione, la colorazione e il trattamento di tessuti naturali come la lana è una delle più inquinanti. Le fasi della lavorazione delle fibre naturali possono essere così sintetizzate: pesticidi, fertilizzanti chimici e defolianti, usati durante la coltivazione delle fibre vegetali. Le fasi d’elaborazione dei tessuti: carbonizzo (lavaggio in acido solforico), antitarlo, antiparassitari, superwash, imbozzinatura, sbozzinatura, sbiancatura, tintura; mercerizzo e alta stabilità. Dopo queste fasi di lavorazione negli indumenti saranno presenti, in dosi più o meno elevate, le seguenti sostanze: formaldeide, residui di metalli pesanti (cromo, rame, cobalto, nichel, argento di mercurio), pesticidi e pentaclorofenol, con innegabili conseguenze sulla nostra salute. Il prezzo da pagare per questa scelta commerciale è altissimo: prima di tutto sull’ambiente in generale, in quanto l’industria tessile condivide l’ambito primato di settore più inquinante al mondo con l’industria automobilistica, inoltre è altissimo il consumo energetico per la trasformazione di questi tessuti ed infine, terzo aspetto, ma non meno importante, il danno sanitario immediato all’uomo. Vestire biologico è una scelta intelligente per chiunque voglia vivere la natura e contribuire con i propri gesti alla salute del pianeta e della sua persona. inSalute 26 marzo 2011 La salute ride! La gelotologia è la scienza che studia le applicazioni del buonumore e delle emozioni positive in campo medico La gelotologia ha origine dalla PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, una branca della medicina che ha posto in luce la correlazione fra le emozioni e il sistema immunitario. La terapia del sorriso è adatta praticamente in tutti gli ambiti socio-sanitari e con ogni tipo di paziente; non solo quindi i bambini possono beneficiarne, ma anche gli anziani, i disabili, i pazienti psichiatrici le persone che si sottopongono a una terapia del dolore. Il buonumore e, in generale, le emozioni positive, hanno il potere di prevenire numerose patologie grazie alla loro azione benefica sul sistema immunitario. Il riso, infatti, stimola la produzione di adrenalina e dopamina, che a loro volta liberano endorfine ed encefaline veri e propri antidolorifici naturali in grado di migliorare l’efficienza del sistema immunitario. Numerosi studi hanno dimostrato che un grado elevato di stress riduce le naturali difese immunitarie dell’organismo a causa del diminuito livello di immunoglobulina A, mentre una bella risata, o lo sperimentare stati d’animo positivi, rappresentano un vero e proprio toccasana in grado di proteggerci dalle malattie e favorire la guarigione dalle patologie già in atto. Ridere infatti aiuta la circolazione e l’ossigenazione del sangue permettendo così ai tessuti di rigenerarsi più facilmente e anche il cuore ne risente positivamente. Una bella risata favorisce inoltre l’eliminazione di acido lattico e mitiga il senso di affaticamento. La rivista americana “Mind” ha svelato tutti i benefici del sorriso, anche di quello finto. Regalare un sorriso, vero o falso che sia, è terapeutico sia per il corpo che per la mente. Una risata rende migliore l’umore, libera endorfine, aiuta a resistere allo stress, rilassa i muscoli del viso, rende più sensuali, abbassa la pressione del sangue e addolcisce il latte materno. A quanto pare il potere di un sorriso è davvero enorme. Un recente studio condotto alla Vanderbilt University in Tennessee e pubblicato sull’ “International Journal of Obesity” ha dimostrato che ridere 15 minuti al giorno può permettere di perdere oltre due chili in un anno grazie all’accelerazione del battito cardiaco e al coinvolgimento di molti muscoli. La terapia del sorriso, inoltre, è molto utilizzata dagli psichiatri nella cura delle depressione lieve. Per gli psichiatri dell’Università tedesca di Marburg, ridere aiuta a distaccarsi dai problemi e a vederli da un altro punto di vista. Fa bene anche ai neonati, infatti, se durante l’allattamento la mamma si concede delle sane risate il latte materno si arricchisce di melatonina che aiuta il piccolo a dormire e a difendersi dall’eczema cutaneo. Recentemente è anche stata scoperta la formula dell’umorismo: H=MxS, cioè il divertimento (H) è dato dalla moltiplicazione tra ambiguità (M) e veridicità (S). A scoprire “l’equazione dell’umorismo” è stato Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese, secondo cui la capacità di distinguere le “battute” dalla realtà ha aiutato gli umani a evolversi. La teoria elaborata da Clarke si fonda sul presupposto che l’uomo, più di ogni altra specie, abbia bisogno di informazioni “esatte” per potersi comportare in modo adeguato in ogni circostanza ma che, tuttavia, debba scontrarsi ogni giorno con numerose fonti di errore e di inganno che rischiano di compromettere le sue possibilità di sopravvivenza. In suo accorso, però, sopraggiunge il senso dell’umorismo, che lo aiuta a distinguere tra ciò che è vero e ciò che lo è “solo apparentemente”. Lo humour, infatti, spinge le persone a valutare nel “modo giusto” le informazioni irrazionali che potrebbero rivelarsi dannose; pertanto, il divertimento rappresenta il risultato di un processo in cui la mente risolve le incongruenze nate di fronte a dati che contrastano con le sue conoscenze precedenti. Fonti: www.medicinalive.com, www.excite.it, www.asca.it VI L’ANGOLO DOLCE Rubrica a cura di Pasticceria “L’angelica” La genuinità come simbolo di qualità C’è chi sostiene che se si mangiano dolci non si fa una dieta sana. Coloro che lo pensano si sbagliano. L’assunzione di dolci, con criterio, è essenziale per la completezza del nostro benessere. Non solo si può cedere ai peccati di gola, ma si deve. Infatti privarsi troppo a lungo di ciò che per noi rappresenta un momento piacevole e gratificante può portare non solo alla frustrazione, ma a vere e proprie improvvise abbuffate che non sono certo salutari per il nostro organismo né per la nostra dieta. Lo sa bene il pasticcere Eward della nota pasticceria “L’Angelica” sita a Maglie e Nardò che si contraddistingue per una scelta schierata con la qualità delle materie prime e, di conseguenza, di tutti i suoi prodotti finiti. Non è un caso che moltissimi rivenditori si rivolgano a “L’Angelica” per la fornitura di dolciumi sia per la colazione sia per fine pasto e che tanti privati scelgano di usufruire dei prodotti dell’attrezzatissimo laboratorio che sforna anche rosticceria. I controlli di qualità non vengono mai trascurati, soprattutto quando si tratta di prodotti che escono dal laboratorio come quelli dei richiestissimi buffet caratterizzati soprattutto dai succulenti rustici, croccanti pizzette e profumatissime focacce ripiene. E nei banchetti pasquali non possono mancare le colombe, che qui vengono preparate solo con lieviti naturali per rispettare i tipici criteri di genuinità e, su ordinazione, è possibile anche farcire la base classica con i gusti che si preferiscono. Il regalo della pasticceria per la santa Pasqua è la ricetta della pasta di mandorla! Macinare insieme un chilo di mandorle pelate con un chilo di zucchero, aggiungere 300 grammi di acqua, impastare e riempire per metà la forma dell’agnello. Farcire con marmellata di mele cotogne, pan di spagna intinto nel liquore strega e pezzettini di cioccolato. Completare con la restante pasta di mandorla il riempimento della formina. Sede di Maglie: via V. Veneto, 89 - Cell. 338.6322273 Sede di Nardò: via Grassi, 10 – Tel. 0833.1824350 Mail: [email protected] 26 marzo 2011 inSalute VII L’importanza delle analisi delle acque Lo Studio di Analisi Cliniche Licci in Maglie, Piazzetta De Donno n. 15, esegue indagini chimico-fisico-batteriologiche sulle acque di pozzi artesiani, di cisterne, di piscine, al fine di verificarne: - l’eventuale potabilità, relativamente ai parametri analizzati, l’uso domestico, l’uso irriguo e la balneabilità; - la concentrazione di sali di calcio, magnesio, sodio, potassio e cloro al fine di dare una definizione di acqua dura, minerale o oligominerale; - l’eventuale uso domestico in relazione a tutta una serie di parametri, che vanno dalla conducibilità, al pH, alla presenza di nitriti, nitrati o ammoniaca, fino all’isolamento di eventuali batteri patogeni presenti anche nel sottosuolo. Tali indagini possono riguardare tutte le caratteristiche organolettiche delle acque, di qualsiasi tipo esse siano, finanche l’acqua del rubinetto, per verificare, a chi dovesse essere interessato, la purezza della stessa che, come tutti sappiamo, entra nel nostro organismo non solo come tale, ma anche attraverso gli alimenti che con essa trattiamo. Lo Studio di Analisi Cliniche Licci, grazie ad un’esperienza trentennale anche nel settore delle analisi delle acque e a personale altamente qualificato con a disposi- zione un reparto specializzato di Microbiologia, riesce a dare risposte oggettive e qualificate rispetto alla potabilità dell’acqua (relativamente ai parametri analizzati), all’uso domestico, all’uso irriguo ed all’eventuale balneabilità. Dottor Luigi Licci Responsabile Sanitario 26 marzo 2011 Sveglia la pelle: inSalute GIULIANO RISPONDE Rubrica a cura di “Ottica Giuliano” è primavera! Domande e risposte sulle lenti progressive Sono miope e presbite, posso risolvere i miei problemi con un unico paio di occhiali? Si, da quando esistono le cosiddette “lenti progressive”. Con una sola lente è possibile vedere da lontano (guida, televisione, ecc.), da vicino (lettura, cucito, ecc.) e anche a distanza intermedia (computer, lavorare a banco, cucinare, ecc.), utilizzando sempre lo stesso paio di occhiali. È la soluzione più moderna oggi utilizzata per ritrovare il piacere di vivere ogni momento, mettendo a fuoco tutti i dettagli. Tutti i poteri correttivi sono fusi in un’unica lente, senza più mostrare alcuna linea di divisione antiestetica. L'inverno ha addormentato la pelle. L'ha resa più irritabile e un po' spenta. Perchè? “Intanto, le temperature invernali hanno messo a dura prova i vasi del sangue -dichiara Antonino Di Pietro, dermatologo della Società Internazionale di Dermatologia Plastica (Isplad)-. Il passaggio dal freddo intenso agli ambienti chiusi e surriscaldati, infatti, ha costretto i capillari a una ginnastica che li ha dilatati e ristretti, ostacolando la circolazione. Così, l’epidermide, meno ossigenata, ha rallentato le sue funzioni vitali e prodotto meno elastina e collagene. Ed è diventata anche più ruvida e grigia”. Insomma, la pelle ha bisogno di essere risvegliata. Dolcemente. Quale momento migliore della primavera? Il cambio di stagione e temperatura favorisce trattamenti tonificanti: il corpo, che si sveste degli abiti pesanti per azzardare scollature e mini, ha bisogno di ritrovare una nuova morbidezza. E, anche se il bikini resterà ancora un po’ nell’armadio, la primavera è il momento ideale per eliminare quei chili in più che la vita spesso sedentaria dell’inverno vi ha lasciato. “Con cure mirate e costanti, la pelle può riconquistare in fretta luminosità, tono e idratazione”, sottolinea Di Pietro. Col suo aiuto abbiamo individuato tre mosse per il vostro risveglio. Massaggiate il viso Davanti allo specchio, con le due mani spostatevi dal naso ai lati con delicate pressioni circolari. Poi, sollevate la cute con leggeri pizzicotti per permettere al sangue di risalire in superficie. Quindi, ri- comprimete la zona, pigiando la pelle verso il basso. Il tutto per 56 volte. Fatelo ogni mattina, approfittando per stendere l’idratante o, la sera, con il detergente per rimuovere il trucco. Togli il grigio Ogni 15 giorni, fate lo scrub: favorisce il ricambio di cellule e ridà luce alla pelle. Fatelo durante la doccia. Se restate qualche minuto sotto il getto tiepido, le micropressioni delle gocce d’acqua risvegliano i tessuti, perchè stimolano il rilascio di adrenalina che si trasmette a tutto il corpo. Inoltre, per effetto del tepore, si dilatano i pori e si favorisce il distacco delle cellule morte. Chiuso il getto d’acqua, massaggiate lo scrub sulla pelle con leggeri sfregamenti. Ritrovate la linea Ogni mattina, fate un bagno di acqua appena tiepida, sui 23 gradi, per almeno 10 minuti. È la temperatura ideale per stimolare la tiroide, ghiandola che controlla il metabolismo. In che modo? Il fresco aiuta gli ormoni della tiroide a svolgere meglio il loro compito che è quello di favorire il riassorbimento dei grassi. Associando questi bagni quotidiani a qualche sacrificio a tavola potete smaltire anche un paio di chili in un mese. Sì a un impacco d’olio ai capelli aridi. “Stendetelo dalle radici alle punte e avvolgeteci intorno un asciugamano bagnato prima nell’acqua calda -afferma il derma- VIII Le lenti progressive funzionano davvero? Certamente! Rispetto ad altre soluzioni ottiche (lenti monofocali, bifocali, trifocali), queste lenti consentono una visione nitida a tutte le distanze, avendo anche una migliore qualità ottica. Inoltre bisogna specificare che si tratta di lenti personalizzate, quindi l’adattamento è anche molto più rapido. Cosa vuol dire personalizzate? Che nessun portatore di lenti progressive è uguale ad un altro, ognuno ha le proprie personali esigenze e per questo si realizzano lenti progressive uniche. Quindi non tutte le lenti sono uguali? Ovviamente no. In commercio esistono diversi tipi e marche di lenti. Poiché, per una legge fisica, la qua- tologo Antonino Di Pietro-. Il calore apre le squame del capello e fa penetrare meglio l’olio”. No a rinunciare al trucco. “È sempre un’efficace protezione contro i danni del sole -spiega Di Pietro-. Scegliete i trucchi ‘curativi’, che rilasciano cioè sostanze utili alla pelle: come il rossetto emolliente o il mascara che nutre le ciglia”. Fonte: www.antoninodipietro.it lità della visione diminuisce nell’area periferica nel campo visivo del vicino e dell’intermedio, maggiore è la qualità della lente progressiva, maggiori sono i benefici che da essa si ottengono per eliminazione delle aree di aberrazione laterale. Si può scegliere qualsiasi montatura? Le nuove lenti si adattano ad una vastissima varietà di montature e questo è un grande vantaggio per quanto riguarda la comodità e l’estetica; comunque, bisogna sempre attenersi al consiglio del proprio ottico. Se le lenti sono già progressive possono essere, contemporaneamente, anche fotocromatiche? Naturalmente sì. Le scelgono tutti coloro che desiderano lenti super performanti, dall’elevato contenuto tecnologico e di personalizzazione, stando sempre attenti alla qualità. Se non dovessi abituarmi, cosa succede? Questo tipo di lente ormai è una realtà nel mercato delle lenti oftalmiche ed ha raggiunto un alto livello di popolarità grazie proprio al sofisticato design di superficie ed ai notevoli vantaggi estetici e relativi al peso specifico. Inoltre i lunghi periodi di adattamento che si avevano con le prime lenti progressive, ora sono solo un ricordo: esiste infatti la cosiddetta “garanzia di adattamento” per cui, entro circa un mese dall’acquisto, se c’è qualche problema le lenti vengono sostituite con altre o con le due lenti per miopia e presbiopia. “Ottica Giuliano” di Giuliano Adamuccio Via San Giuseppe, 35 - Maglie Tel. 0836.427282 Dalla testa alle spalle Forfora: cos’è e come eliminarla La forfora, oltre ad essere una vera e propria malattia del cuoio capelluto, è anche un disturbo che può provocare veri disagi di tipo psicologico. Infatti, la forfora che si deposita sulle giacche, ed in generale sugli abiti, dà immediatamente un aspetto sciatto e poco curato. La normale perdita delle cellule morte avviene di solito attraverso la produzione di una polvere quasi impalpabile, questo processo tuttavia può avvenire in modo troppo rapido. Queste cellule si staccano così in gruppi visibili, dando origine a questo antiestetico fenomeno. Quando alla forfora si unisce un’eccessiva secrezione delle ghiandole sebacee, le squame diventano colore grigio scuro e di uno spessore maggiore che le porta ad aderire al cuoio capelluto. La comparsa della forfora è causata da una serie di fat- tori collegati all’alimentazione, al metabolismo dei grassi, a possibili problemi di digestione e non ultimo a dei problemi di tipo psicologico. Infatti quasi tutte le persone possono soffrire di questo disturbo in alcuni particolari momenti. Qualche consiglio: spazzolare più volte al giorno i capelli in modo accurato e in tutte le direzioni; evitare l’uso di cappelli e/o foulard, affinché i capelli possano respirare; utilizzare shampoo a base di zolfo, catrame, solfuro di selenio; frizionare il cuoio capelluto con lozioni contenenti acido salicilico e acido retinoico che possono aiutare a rimuovere le squame; propoli, polline e salvia contengono sostanze che possono contribuire all’eliminazione della forfora. Fonte: www.bellezza.it inSalute 26 marzo 2011 IX Radiazioni Cosa sono, cosa provocano, come si fronteggiano Nei porti e negli aeroporti italiani sono stati avviati i controlli su tutti i prodotti di origine animale e vegetale in arrivo dal Giappone, come annunciato da Francesca Martini, sottosegretario alla Salute. “Non esistono motivi di particolare allarme -ha affermato la Martini- ma noi teniamo alta la guardia, vista anche la richiesta dell’Unione Europea di controlli su questi prodotti”. Il sottosegretario ha ricordato che si tratta di una piccolissima quantità di prodotti che arrivano nel nostro paese, lo 0,03% dell’import agroalimentare totale nazionale, anche perché i ristoranti giapponesi in Italia si approvvigionano di pesce sul posto. Ma cosa sono le radiazioni di cui tanto si parla in questi giorni? Noi esseri umani siamo quotidianamente esposti a radiazioni naturali che provengono dallo spazio o dalla stessa terra, si trovano nel suolo, nell’acqua, nell’aria, come ad esempio il gas radon. Le radiazioni che invece in questi giorni ci preoccupano sono quelle artificiali, specialmente nel momento in cui si disperdono in quantità non controllabile, proprio come nel caso della centrale nucleare di Fukushima. La radioattività può essere rilasciata sul territorio circostante sotto forma di una miscela di sostanze generata all’interno del re- attore: si tratta dei “prodotti della fissione nucleare”. Tra questi, i più pericolosi per la salute sono il cesio e lo iodio radioattivi, che possono diffondersi attraverso l’aria ed essere inalati, oppure possono entrare nella catena alimentare, penetrando nel suolo o nelle acque. Chiaramente, più si è vicini alla fonte di queste radiazioni e maggiore è il rischio. Il sievert è l’unità di misura dei raggi assorbiti dai tessuti umani: equivale a 1.000 millisievert, parametro di riferimento per stabilire i livelli di contaminazione. La media mondiale della dose di radioattività assorbita da un essere umano è pari a 2,4 millisievert (mSv) per anno, ma varia da luogo a luogo. Sopra i 4-5 gradi le radiazioni sono potenzialmente mortali per un adulto su due. Radiazioni pari a 100 millisievert all’anno sono il livello minimo per il quale la comunità scientifica afferma che è evidente un aumento del rischio di cancro. I sintomi da contaminazione grave sono pari a mille mSv in un’unica esposizione, quelli mortali a 5mila mSv. Abitualmente, una sorgente di radiazioni ionizzanti artificiali è rappresentata da dispositivi medici come le macchine a raggi x. Una normale radiografia al torace di solito comporta una dose di 1,5 mSv, pari a 6 mesi di esposizione al fondo di radioattività naturale. Una Tac è pari a 15 mSv pari a 5 anni di esposizione, che si innalzano a 30 mSv e 10 anni se l’esame è ripetuto due volte, con e senza mezzo di contrasto. Annualmente ogni individuo è esposto in media a 3,0 mSv (milli-Sievert) di cui il 2,4 mSV derivano da radiazioni naturali, l’80%. Il 19, 6% (quasi lo 0,6 mSv) è dovuto all’uso medico di radiazione e il restante 0,4% (circa 0,01 mSv) è dovuto ad altre fonti di radiazioni artificiali. I danni prodotti all’organismo dalle radiazioni riguardano innanzitutto la tiroide e il midollo osseo che sono particolarmente sensibili alle radiazioni ionizzanti. I problemi si manifestano sulla produzione di globuli rossi e bianchi. La leucemia, un tipo di tumore che colpisce il midollo osseo, è il cancro più comune indotto da radiazioni. Anche le cellule che rivestono le pareti di stomaco e intestino sono particolarmente vulnerabili. L a contaminazione può essere interna (dovuta alla r e s p i razione, alla deglutizione di cibi radioattivi, o a ferite) oppure esterna, quando cioè il materiale radioattivo si deposita sulla pelle o i vestiti. In questo caso, basta lavarsi per risolvere il problema. In zone soggette ad una fuga radioattiva, come sta accadendo a Fukushima, i bambini sono i soggetti più sensibili. Il rischio di can- cro si fronteggia con compresse contenenti iodio stabile che impediscono all’organismo, in particolare alla tiroide, di assorbire la versione radioattiva dello iodio. Sono disponibili anche farmaci che aumentano la produzione dei globuli bianchi per contrastare i danni al midollo osseo e per ridurre il rischio di infezioni a causa dei danni del sistema immunitario. Fonti: ACR (American College of Radiology) Rsna (Radiological Society of North America) - World Nuclear Association (ASCA) La moderna implantologia Il dottor Stefano Sicuro è un’odontoiatra specializzato in implantologia e protesi estetica, membro dello staff dello svedese Lars Sennerby (uno dei ricercatori e chirurghi più conosciuti al mondo). Dopo un po’ di anni passati in Toscana e all’estero, ha deciso di tornare nel Salento e ha scelto Maglie come sede della sua clinica. Oggi spiega ai lettori di InSalute i segreti e gli incredibili vantaggi della moderna implantologia, e molto altro ancora PRIMA DOPO tologia standard prevede però dei tempi di guarigione che vanno dai 3 ai 6 mesi prima di poter avere un “dente nuovo” e periodi ancora più lunghi nel caso di intere arcate. Questo del tempo diventa un vero problema per chi ha perso un dente anteriore, per chi è abituato a sfoggiare un bel sorriso o per chi sta per perdere, purtroppo, tutti i denti e prima di poter ricevere gli impianti deve passare attraverso una protesi mobile. Oggi l’evoluzione delle tecniche e dei materiali permette di ridurre tantissimo questi tempi di attesa e addirittura di azzerarli come nel caso dell’implantologia post-estrattiva a carico immediato, dove contestualmente all’estrazione dei denti vengono inseriti gli impianti e poi subito dei denti artificiali fissi. Sembra quasi un sogno poter entrare in uno studio dentistico senza denti e uscirne, dopo solo alcune ore, con denti fissi! La moderna implantologia si avvale anche di programmi computerizzati che permettono di inserire gli impianti per via transmucosa con dei fori precisi, senza eseguire tagli sulla gengiva, con procedure chirurgiche molto semplificate e poco invasive. Queste nuove tecniche, associate a impianti di ultima generazione, possono, ad esempio, anche semplicemente aiutare persone anziane a stabilizzare le loro protesi mobili in modo da ritrovare il gusto di mordere una mela o masticare una bistecca senza sottoporsi a interventi lunghi e complessi e senza dover prendere molti farmaci. Per ridurre ancora di più i fastidi del paziente dopo l’intervento si può utilizzare l’innovativa chirurgia piezoelettrica che attraverso delle semplici punte che emanano ultrasuoni è in grado di tagliare selettivamente il tessuto osseo senza danneggiare gli altri tessuti circostanti. Una grande novità è rappresentata anche da particolari strumenti, come l’Osstell, che permettono di monitorare nel tempo la salute de- gli impianti inseriti nell’osso in modo da intercettare possibili complicanze. L’evoluzione in chiave estetica dei materiali, inoltre, permette di avere soluzioni protesiche sempre più vicine all’aspetto naturale di un dente, l’ossido di zirconio, ad esempio, è un materiale che può sostituire il metallo con dei vantaggi non solo estetici ma anche biologici perché più biocompatibile. Tante quindi le novità della moderna implantologia che presuppone attrezzature all’avanguardia, sale chirurgiche apposite dove poter allestire un campo sterile, strumenti per una corretta diagnosi, conoscenze dei materiali e un grande lavoro di squadra tra il medico implantologo, le assistenti, le igieniste e l’odontotecnico. Avere una bocca sana e dei bei denti è certamente un fattore fondamentale per la salute di ogni individuo ma, contemporaneamente, esiste un aspetto, alle volte sottovalutato, per cui il cosiddetto “sorriso smagliante” ha una notevole importanza, cioè il fattore umano, quello che permette di sentirsi sereni, di accettarsi e piacersi nei rapporti sociali, lavorativi e sentimentali. Fino a qualche anno fa, le soluzioni tradizionali per ripristinare la mancanza di uno o più denti erano ponti, che coinvolgono denti sani, o protesi mobili che si appoggiano alle gengive e ai denti residui, poi con l’implantologia si è potuto sostituire i denti con delle radici artificiali e riprodurre l’aspetto e le sensazioni di una dentatura naturale. L’implan- Dottor Stefano Sicuro - Odontoiatra Maglie - via Gallipoli n. 72, tel. 0836.426901 Firenze - via Lungo L’Affrico n. 45, tel. 055.660225 26 marzo 2011 inSalute X www.belpaeseweb.it 26 marzo 2011 inSalute XI Proteggere e curare la salute dei gatti Sono tante le malattie di cui il vostro micio può soffrire. Ecco come riconoscerne i sintomi Il gatto è per natura un animale molto “narcisista” e dunque molto attento alla pulizia personale (grooming). Per questa ragione quando un gatto non si cura, può essere un indice del suo stato di salute non ottimale. Le malattie che possono colpire il gatto sono molteplici. Tra queste riscontriamo le “zoonosi”, ossia malattie che possono essere vei colate all’uomo, e malattie di pertinenza esclusiva del gatto. Tra le prime ricordiamo le micosi, la toxoplasmosi, alcune vermosi intestinali, occasionalmente le pulci e le zecche, la “malattia da graffio del gatto”, mentre tra le seconde troviamo malattie parassitarie come le malattie trasmesse da acari e malattie virali come la rinotracheite infettiva, la calicivirosi, la panleucopenia felina, la leucemia felina, la FIV. “La toxoplasmosi è un’infezione di origine protozoaria a trasmissione prevalentemente oro-fecale -spiega il veterinario Andrea Puce, specialista in malattie infettive, profilassi e polizia veterinaria- con andamento spesso asintomatico nel gatto e nell‘uomo, a meno che non si tratti di soggetti immunodepressi come gli HIV positivi o se contratta durante la gravidanza con rischio di malformazioni fetali o aborto. Patologia emergente è invece la malattia da graffio del gatto. Causata dal batterio Bartonella henselae, determina talora nell’uomo comparsa di cefalea, febbre, aumento di volume dei linfonodi, malessere generale e dolori muscolari. Si contrae per l’appunto attraverso il graffio del gatto. Anche in questo caso lo stato immunitario del soggetto Dai pappagalli ai canarini: i volatili come animali da compagnia Qualche consiglio su come tenere in casa alcuni esemplari delle razze più diffuse L’amore per gli uccelli si diffonde sempre di più tra coloro che desiderano un animale d’affezione, complice il fatto che alcuni, come i pappagalli e i merli indiani, imitano la voce umana. Tenere un uccello è molto semplice, dato che più che altro necessita di uno spazio adeguato alle sue caratteristiche, una dieta specifica ma abbastanza comune e qualche piccolo accorgimento per il suo ambiente. Tra le specie più comuni di uccelli utilizzati come animali da compagnia ci sono i pappagalli, appunto, la cui dimensione varia dagli 8 centimetri del pappagallo pigmeo della Nuova Guinea, al metro dell’ara color giacinto, che ha una lunghissima coda. Mangiano soprattutto frutta e semi, per cui non è troppo difficile trovare del cibo adatto a loro. Attenzione a dove lo tenete: il pappagallo predilige un ambiente caldo e umido, provenendo dai climi tropicali, tanto che ci sono specie in via d’estinzione perché risentono del cambio di clima addirittura durante il trasporto nel nostro continente. Se avete una coppia di pappagalli, tenete presente che saranno come “sposati” e resteranno insieme per tutta la vita. La femmina può deporre fino a 8 uova nelle specie più piccole, che vengono covate per circa 5 settimane. Tra le specie più diffuse ci sono i bengalini, che possono essere allevati in gabbia e in voliera, dove possono deporre 4 o 5 uova, anche se non sempre portano a termine la cova. Mangiano semi per uccellini esotici, spighe di panico, mela o insalate non troppo acquose. L’importante è dotarli di una gabbia abbastanza ampia per il volo e magari di un piccolo bagnetto, anche se è meglio evitare sbalzi nella temperatura dell’acqua in inverno. Tra gli uccelli più comuni ci sono anche i canarini, i quali hanno bisogno di una gabbia che abbia almeno le dimensioni di 60 x 30 x 40 centimetri, un abbeveratoio, tre mangiatoie contenenti rispettivamente semi secchi, semi umidi e frutta, e tre o quattro posatoi. Vivono bene anche alle basse temperature e si nutrono prevalentemente di una miscela di granaglie specifiche, integrata tutti i giorni con vegetali freschi di stagione, mentre due tre volte la settimana è meglio nutrirli con semi germinati e bolliti. Inoltre, convivono bene nella stessa gabbia con esemplari di altre specie. (A.Leu.) colpito condiziona la comparsa e la gravità della sintomatologia clinica”. Per le micosi invece, il gatto può ricoprire il ruolo di portatore sano attraverso le spore presenti sul pelo oppure quello di facile capro espiatorio dinanzi alla comparsa di una piccola lesione cutanea nell’uomo. Tuttavia, spesso anche nel gatto la malattia è clinicamente manifesta con perdita di pelo, anche abbondante, desquamazione cutanea e comparsa di chiazze circolari. Al gruppo delle rogne invece appartengono una serie di malattie parassitarie indotte da acari, a localizzazione cutanea e auricolare. I sintomi sono perdita di pelo, croste spesso sanguinanti e prurito così intenso da portare talora il gatto ad infliggersi delle gravi lesioni infette da auto-traumatismo attraverso il grattarsi. “La rinotracheite infettiva -continua il dottor Puce- è una patologia molto frequente nel gatto, indotta da un herpesvirus a localizzazione nelle prime vie respiratorie con comparsa di starnuti, tosse, scolo nasale e congiuntivite spesso gravissima e talora esitante in pan-oftalmite con rischio di perdita dell’occhio. Spesso associata ad essa o presente singolarmente è la calicivirosi, infezione con localizzazione prevalentemente a livello del cavo orale: lingua, gengive, palato. È causa di forte infiammazione, dolore, salivazione abbondante, ulcere, difficoltà ad alimentarsi e a deglutire nonché alitosi. La panleucopenia felina è invece una forma di gastroenterite, con comparsa di vomito, diarrea, disidratazione, profondo abbattimento e morte, specie nei gattini. Tra tutte le più gravi e incurabili sono poi la leucemia felina e la FIV (virus dell’immunodeficienza felina). Patologie di origine virale molto simili tra di loro, in quanto determinano uno stato di immunodepressione che apre la strada a germi di irruzione secondaria e alle relative complicanze. Il decorso spesso è lento, tanto che l’animale può conviverci per anni in condizioni di vita tuttavia scadenti, ma inevitabilmente fatale”. (A.Leu.) 26 marzo 2011 inSalute XII 26 marzo 2011 CASARANO | GALATINA Un protocollo contro la violenza su donne e bambini 11 ^åÅÜÉ=Öäá=~ÖêáÅçäíçêá Åçåíêç=ä~=`çä~ÅÉã L’accordo è stato sottoscritto dal sindaco Ivan De Masi, Luigi De Francesco e l’assessore provinciale Filomena D’Antini Solero Si allarga la protesta contro la richiesta di coincenerimento di combustibile da rifiuti da parte dell’azienda con sede a Galatina. Adesso è la volta degli imprenditori agricoli e caseari CASARANO Il primo protocollo sottoscritto in Puglia tra vari enti territoriali erge una consistente barriera contro la violenza di genere, gli abusi e i maltrattamenti su donne e bambini. Del progetto fanno parte l’Ambito di Zona ed il Comune di Casarano, il Distretto socio-sanitario e l’Assessorato alla Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia, rispettivamente rappresentati all’atto della firma da Ivan De Masi, Luigi De Francesco e Filomena D’Antini Solero (nella foto). Il nuovo servizio, attraverso un’equipe multidisciplinare composta da quattro assistenti sociali (due messe a disposizione dall’Ambito, una dal Distretto e l’altra dalla Provincia) da uno psicologo, un pediatra ed un ginecologo, sarà abilitato a contrastare ogni tipo di violenza ed abuso attraverso l’istituzione di percorsi di pronto intervento, accoglienza, sostegno e tutela dalla violenza e fungerà da centro erogatore di prestazione specialistiche raccordando le risorse attive sul territorio. “Si tratta -spiega il presidente d’Ambito e sindaco di Casarano, Ivan De Masi- di un intervento che segna una svolta decisiva nell’ambito delle politiche sociali di contrasto alla violenza di genere, GALATINA Il fronte del “no” al coincenerimento di Cdr nello stabilimento Colacem, si allarga. Perché? Scendono in campo 50 aziende del settore agricolo e caseario, con un lungo documento indirizzato alla Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Galatina. Il messaggio è chiaro: difendere il settore agricolo e zootecnico chiedendo che non venga autorizzata alcuna forma di incenerimento sul territorio. Le 50 aziende sono fermamente convinte che l’incenerimento rischierebbe di vanificare tutti i loro sforzi per ottenere prodotti Doc e Dop, controllati e certificati: fonte di ricchezza sana e sostenibile, ma anche biglietto da visita per la nostra terra. “Un eventuale co-incenerimento di Cdr -fanno sapere le aziende- da parte di Colacem, avrebbe conseguenze devastanti non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sull’immagine e sulle attività del settore agricolo. Il settore, già in difficoltà, ha estremo bisogno che i suoi prodotti si sviluppino in un ecosistema sicuro e salubre: il danno che le emissioni di nanopolveri e metalli pesanti provocherebbero sui prodotti alimentari sarebbero incalcolabili per aziende che hanno fatto della qualità e genuinità la loro carta di identità”. agli abusi e ai maltrattamenti su donne e minori. Aver istituito un Servizio integrato che si occupi a livello sovra territoriale di estirpare la piaga degli abusi e dei maltrattamenti su donne e bambini è una battaglia di civiltà. Secondo i dati Istat, infatti, la maggior parte delle violenze nei confronti di donne e bambini è consumata in luoghi che dovrebbero garantire la sicurezza e l’incolumità di chi li abita o li frequenta. Per questo c’è bisogno di uno sforzo congiunto e soprattutto di un approccio interdisciplinare in grado di affrontare la questione dai moltepli- ci punti di vista implicati. Il Servizio offerto è il frutto di un lavoro di concertazione e di progettazione condivisa che ha visto coinvolti in modo diretto l’Ufficio di Piano, i Comuni dell’Ambito, l’Asl, il Distretto Socio Sanitario e la Provincia”. Il Servizio integrato antiviolenza ha sede all’interno dell’Ufficio di Piano dell’Ambito territoriale sociale di Casarano e, di prossima attivazione nel Comune di Parabita, del Centro antiviolenza e del Servizio di Casa Rifugio per donne vittime di violenza. Daniele Greco Intanto è guerra a colpi di manifesti. Dapprima si è mosso il comitato “Cambiamo Aria” tappezzando la città con un manifesto che attaccava frontalmente i consiglieri provinciali Adriana Poli Bortone, Mario Pendinelli, Vittorio Potì e il sindaco, Giancarlo Coluccia, il vicesindaco, Lilli Villani, il consigliere comunale Psi, Peppino Spoti. Al centro sempre la famosa delibera, votata all’unanimità dal Consiglio provinciale, che apre alla possibilità di Colacem di coincenerire Cdr. Ora arriva la risposta e i consiglieri provinciali accusano il comitato “Cambiamo Aria” di muovere critiche alla cieca ignorando gli atti. Di tenore ancora più severo il manifesto affisso in città a firma del sindaco Coluccia, del vicesindaco Villani, del consigliere Spoti che rimarcano come la delibera del Consiglio provinciale sia in linea con il buon senso che ha guidato sin da subito l’Amministrazione comunale. (M.M.) 12 26 marzo 2011 Per segnalazioni: REDAZIONE DI BELPAESE via Gallipoli, 98 - 73024 Maglie.Le Tel./Fax: 0836.426350 e-mail: [email protected] spettacolo a cura di Daniele Greco oáíê~ííá=Çá=ÇçååÉ=åÉ=iç=péÉÅÅÜáç Çá=cê~åÅÉëÅ~=oçã~å~=mÉêêçíí~ Nuovo cd per la cantautrice salentina: sarà in distribuzione dal 12 aprile e si inserisce nel solco della procedente produzione artistica “al femminile”, l’album Vermiglio Francesca Romana Perrotta stupisce ancora con le sue note e con la sua classe. Stavolta lo fa con il cd Lo Specchio che diventa il riflesso di un animo, il suo, contaminato dalla voglia di fare musica di qualità, nel solco di una carriera che a lei ha già regalato soddisfazioni e successi di portata nazionale. L’ultima sua creatura discografica sarà in circolazione a partire dal 12 aprile e ripercorre un discorso “al femminile” già avviato con la pubblicazione di un precedente suo lavoro, Vermiglio. Non a caso il titolo scelto da Francesca Romana per il cd, Specchio appunto, indica quel fil rouge che mette in sinergia la sua completa produzione musicale, licenziata nell’ormai consolidato stile della cantautrice salentina che seppur da anni residente nelle lande dell’alto Adriatico tiene ancora vicine a sé le sue radici ed il calore della gente del Sud. Lo Specchio (distribuzione Edel) è un cd che si fa ascoltate tutto d’un fiato. E contiene i brani Storia Clandestina, vincitore nel 2009 del Premio De Andrè, e Il tuo nome e il veleno, canzone per la quale Francesca Romana è stata ammessa tra i finalisti del Festival Musicultura 2010 (manifestazione che già l’aveva premiata e segnalata in una delle edizioni precedenti) e Io e Biancaneve, canzone-favola che alla cantautrice di origini salentine è valso il premio Miglior Personalità Artistica al “Premio Poggio Bustone” dedicato a Lucio Battisti. Ma nella track list si fanno ascoltare, anche per le sonorità proposte, Giovanna la pazza, ovvero ritratto di signora intrigante e sensuale; l’eterica L’estranea e la mistica Il demone (quest’ultima canzone scritta a quattro mani con Cristiano De Andrè, che ha partecipato alla stesura di parte del testo). Ne Lo Specchio si ammira una donna dalle mille sfaccettature. Una donna che è un po’ santa e un po’ demone, un po’ vittima ed un po’ carnefice dei suoi stessi sentimenti e delle sue stesse emozioni. E ne viene fuori un ritratto che a 360 gradi traccia il profilo della femminilità nei giorni nostri, con una donna simbolo di vanità e alla ricerca della propria identità. In questi “ritratti per signora” trovano spazio una Biancaneve inedita che specchiandosi vede il suo alter ego; Eva, oppure una Maria Maddalena innamorata, come ancora una piccola regina rinchiusa in una torre, accusata ingiustamente di pazzia, Giovanna la pazza. È attraverso questi brani che Francesca Romana sostiene il suo l’impegno sociale nei confronti delle donne sfruttate o incomprese, e delle loro storie spesso dimenticate. La canzone d’autore, diventa quindi elemento di cultura e non solo come mero intrattenimento. Si insinua nella coscienza attraverso un cd ed un prossimo spettacolo musicale in tour al tempo stesso trascinanti ed incantati. Con Francesca Romana suona nel nuovo cd la band che da sempre accompagna l’artista salentina nei concerti e nelle sale di registrazione. Ovvero il gruppo composto dai musicisti Tomaso Graziani (batteria), Francesco Cardelli (basso), Massino Marches (chitarre) e Cristian Bonato (tastiere e programmazioni). Il loro interagire produce un progetto di grande spessore artistico del quale Francesca Romana non può che essere la naturale espressione. Alle Officine Cantelmo la finale regionale di Italia Wave Band Il 2 aprile in lizza anche i due gruppi selezionati nel Salento, The Metropolitans e Teenage Riot In attesa dell’atto conclusivo che si consumerà in terra salentina dal 14 al 17 luglio, l’Italia Wave Love Festival consuma le sue tappe di avvicinamento all’evento con la selezione della band che quest’estate in rappresentanza della Puglia si esibirà quale “gruppo emergente” all’importante contest della musica giovane italiana, l’Italia Wave Band giunto alla 25esima edizione. La scelta, nel corso della serata di sabato 2 aprile alle Officine Cantelmo di Lecce, cadrà su una della band che hanno superato le selezioni provinciali tra le 63 selezionate da un gruppo iniziale di 164 iscritte al concorso. E tra le ‘supersiti’ ci sono anche le due band che hanno passato il turno “leccese”, ovvero The Metropolitans e i Teenage Riot. Oltre ad esibirsi al festival, il migliore gruppo si aggiudicherà anche un tour organizzato in collaborazione con il circuito di locali e club “KeepOn!” ed un set di strumenti musicali per un valore totale di 7mila euro. Il concorso quest’anno ha riscosso un successo che a livello nazionale non era mai stato raggiunto. Sono state infatti 2.308 le iscrizioni ed anche in ambito pugliese le cifre registrare nelle adesioni sono da record di tutti i tempi. 13 26 marzo 2011 Sabato 26 READING CON ALBERTO FORTIS SANNICOLA, Centro Culturale - ore 20 “Verbamanent-Presidio del libro Idromele” di Sannicola, in collaborazione con l’Associazione “Lavori in corso” di Taurisano e con la biblioteca “A. Corsano” di Taurisano, presenta il libro biografico del cantautore milanese Alberto Fortis AL. Che fine ha fatto Yude…?. Info: 083323226. appuntamenti_eventi_curiosità Sabato 26 SABATO 26 DOMENICA 27 LUNEDI 28 ALF IN CONCERTO VERNOLE, Masseria Le Cesine, SS 611 Cristoforo Micheli (voce e testi), Luigi Bruno (chitarra) e Raffaele Casarano (sax) insieme nel cuore di una delle più straordinarie oasi del WWF. Un’imperdibile appuntamento con il nuovo lavoro firmato Alf, di imminente uscita sulle scene discografiche per la 11/8 Records. Info: 329.8315714. LA CELLINA IN MOSTRA UGENTO, centro storico Si conclude oggi la tre giorni dedicata alla “Cellina di Nardò”, tipico prodotto dell’olivicoltura salentina, ed all’olio extravergine di oliva. Nel centro storico della cittadina sono esposti prodotti tipici locali con degustazioni gratuite ed i macchinari e le attrezzature della ExpOil. Info: 0832.457864. INVITO ALLA SCRITTURA/1 LECCE, Fondazione Palmieri – ore 18 Per oggi il cartellone di Itinerari Rosa 2011 ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce prevede il laboratorio “Invito alla Scrittura” condotto da Laura Madonna Indellicati. Dalle 18 presso la Fondazione Palmieri si cercherà di svelare la vita interiore degli italiani nel periodo dell’Unità. Info: 0832.092769. READING E SOLIDARIETÀ POGGIARDO, Palazzo della Cultura – ore 18 L’Associazione “Socrate”, in collaborazione con S.O.S. per la vita e il Tribunale per i Diritti del Malato di Poggiardo e Maglie, presenta il libro Una settimana di Racconti di Marianna Burlando e Rosaria De Pascalis. Il ricavato della vendita andrà a favore del Centro Ilma Lilt di Poggiardo. Info: 328.4768336. STRADE MAESTE LECCE, Cantieri Teatrali Koreja – ore 11 e 17.30 Spettacolo per bambini (e non solo) ai Cantieri Teatrali Koreja di via Droso. Il Teatro del Buratto di Milanmo mette in scena la favola dell’immaginario La Lavapaure su testo di Mario Bianchi e Renata Coluccini per la regia di Renata Coluccini in collaborazione con Marco Di Stefano. Info: 0832.242000. ARCHITETTURE DEL CORPO IN DANZA SAN CESARIO, La Fabbrica dei Gesti – ore 18/20 Dopo i due appuntamenti di febbraio e marzo, prosegue il 2 aprile, il 15 maggio ed il 9 giugno (dalle 18 alle 20) il workshop “Architetture del corpo in danza” con Luisa Spagna e Paolo Pacciolla. Il laboratorio si svolgerà presso La Fabbrica dei Gesti in via Cerundolo. Info: 347.5424126. LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA LIVE LECCE, Officine Cantelmo – ore 22 Le Officine della Musica ospitano la rivelazione della musica d'autore italiana degli ultimi anni, “Le Luci della centrale elettrica”, band capitanata dal giovane artista ferrarese Vasco Brondi. In apertura di serata spazio a An apple a day e Camden Acoustic Trio. Ingresso 7 euro. Info: 0832.304896. SULLE CORDE, SUONI NEL TEMPO LECCE, Fondazione Palmieri – ore 19 Nuovo appuntamento con la rassegna “Itinerario Rosa 2011”. Oggi la manifestazione propone la performance musicale “Sulle Corde, Suoni nel Tempo” con i musicisti Giuseppe Argentiero, Cosimo Lia, Samuele Galiulo e Grazie Riccardo. Seguirà un convegno con Pantaleo Palumbo e Giuseppe Antonio Sauro. Info: 0832.391862. LEZIONE DI CLASSE NARDÒ, scuole cittadine – ore 21.15 Per tutta la settimana, per iniziativa di Terramare Teatri Abitati, Gigi Gherzi, Silvia Civilla e Teresa Ciulli tengono “Lezioni di classe”, percorso che chiama studenti, insegnanti, genitori e pubblico a risiedersi su un banco di scuola per un gioco-studio sui problemi della scuola. Info: 0833.571871. MARTEDI 29 MERCOLEDI 30 GIOVEDI 31 VENERDI 1 L’ARTE AL FEMMINILE DI ARAKNE LECCE, Primo Piano LivinGallery Prosegue al Primo Piano LivinGallery di Lecce la mostra d’arte contemporanea al femminile “Arakne” a cura di Dores Saquegna. L’evento rientra nel programma di “Itinerario Rosa 2011” voluto dall’Assessorato comunale alla Cultura. La mostra resterà aperta fino al 7 aprile. Info: 0832.304014. EROS E THANATOS LECCE, ex convento dei Teatini Termina il 2 aprile la “mostra allo specchio” Eros e Thanatos, ovvero “Donne nello sfondo unitario”. L’iniziativa fa parte del progetto comunale “Itinerario Rosa 2011”, e tra gli altri artisti, ospita Silvia Beccari, Roberto Bergamo, Paola Casali, Daniela Cecere ed Annamaria Contenti. Info: 0832.092769. L’ACQUA IN MOSTRA ACAYA, Castello “L’acqua in mostra come risorsa e come progetto” è il titolo di una esposizione che fino al 30 settembre 2011 animerà gli spazi del Castello dell’Acaya, nella frazione di Vernole. L’iniziativa è sostenuta da Regione, Provincia e dai Comuni di Vernole e Corigliano d’Otranto. Info: 0832.302754. IL MERCANTE DI NUVOLE MAGLIE, Art Cafè Si concluderà il 2 aprile la mostra di arti figurative di Carlo Dicillo, scenografo per molti programmi Rai. L'artista, utilizzando differenti linguaggi tecnici, riesce a spaziare tra l'assurdo e il doloroso, con una vena realistica fatta di forme e colori. Una mostra che mette a nudo l'animo di chi guarda. Info: 388.1154924. L’ARTE DELLA PUPAZZA LECCE, Galleria Maccagnani La Galleria Maccagnani di corso Vittorio Emanuele ospita fino domani “Primavera di occhi”, mostra di Eleonora De Giuseppe, che si autodefinisce “La Pupazza”. Nelle sue opere non solo quadri, ma anche coperte e magliette personalizzate col pennello o lo spray. Info: [email protected]. ROBIN HOOD PER BAMBINI CASARANO, Fondazione Filograna – ore 10 Si avvia a conclusione la “Scena dei Ragazzi”, rassegna di teatro dedicata ai bambini organizzata dal Comune di Casarano (Assessorati alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione) e dal Teatro Pubblico Pugliese. Questa mattina penultima rappresentazione con il Robin Hood di Micaela Sapienza. Info: 0833.502884. CORSI DI TANGO ARGENTINO LECCE, via Cavoti n. 4 La Scuola di danza Bailadora organizza corsi di tango argentino per principianti ed intermedi curati dai maestri Alvise Foscarini e Eleonora Serra, tra i più apprezzati talenti del passionale ballo nel sud Italia. Le lezioni sono previste nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì. Info: 388.3842941. STAGE E CONCERTO CON VINCENZO VASI COPERTINO, I Sotterranei Vincenzo Vasi, polistrumentista da anni componente della band di Vinicio Capossela, oggi sarà il protagonista ai Sotterranei di Copertino. In programma lo stage di tre ore dalle 16 alle 19 “Introduzione al theremin” ed il concerto finale per solo theremin, voce ed effetti. Info: 0832.934194. SEI DONNE PER L’ITALIA LECCE, Accademia di Belle Arti – ore 8.30/18.30 Presso la galleria dell’Accademia di Belle Arti fino al 24 aprile è possibile ammirare la mostra d’arte contemporanea “Sei donne per l’Italia” curata da Rita Tondo. In esposizione le opere di Tania Tafune, Katia De Valerio, Ilaria Marsano, Valeria Mongiò, Patrizia Panico e Fabrizia Persano. Info: 0832 258611. LA FOTOGRAFIA DI STRADA LECCE, Castello Carlo V – ore 17/21 Prende il via “Street”, workshop sulla fotografia di strada con Marco Rizzo per l’organizzazione di FotoScuolaLecce. In sei incontri (fino al 4 maggio, dalle 17 alle 21) lo stage mira a formare fotografi in grado di raccogliere informazioni compositive per creare istantanee dal contesto sociale. Info: 334.8615548. OMAGGIO A MODUGNO CAVALLINO, Teatro Ducale – ore 17/21 Con “Io provo a Volare”, Gianfranco Berardi ed i musicisti Davide Berarsi, Giancarlo Pagliata, Vincenzo Pede e Francesco Salonna rendono il loro personale tributo a Domenico Modugno. In musica e parole, la vita e le canzoni di un artista che ha rivoluzionato la musica leggera italiana. Info: 0832.611208. INVITO ALLA SCRITTURA/2 LECCE, Fondazione Palmieri – ore 18 Secondo appuntamento inserito nell’ambito del laboratorio “Invito alla Scrittura” condotto da Laura Madonna Indellicati. A partire dalle 18 negli spazi della Fondazione Palmieri l’autrice del romanzo La danza delle Capinere tratterà il tema “Duetto con figure femminili del passato”. Info: 0832.092769. Festa “Te la Nunziata” TUGLIE, piazza Garibaldi Inizia oggi per proseguire nelle giornate del 27 e del 28 marzo la 261esima edizione della festa patronale che la cittadina di Tuglie tributa in onore della “Madonna te la Nunziata”. Oltre ai riti religiosi inseriti nel cartellone delle celebrazioni (la processione-intorciata delle 19 di oggi ed il tradizionale rito della benedizione dei campi della domenica mattina), si segnalano gli appuntamenti di spettacolo di lunedì 28 quando in piazza Garibaldi (dalle 20) si esibiranno in sequenza i Negativo, Michele Cortese ed il teatro dei Burattini, Umberto Sardella, Antonella Genga, Ciciri e Tria e Gabriele Cirilli. Info: 0833 596521. 26 marzo 2011 14 15 sport 26 marzo 2011 a cura di Pasquale Marzotta Dopo la sosta il Lecce punta alla salvezza Nell'ultima pausa di campionato i salentini preparano l'assalto alla permanenza nelle ultime otto gare del torneo. De Canio: “Alla fine riusciremo a conquistare i punti necessari” Sarà una volata di primavera per la permanenza in serie A. I giallorossi si preparano in quest’ultima sosta di campionato per le ultime otto partite in programma tra aprile e maggio. Uno stop che servirà a riflettere, ricaricare le batterie e, soprattutto, riproporre quella determinazione, dopo un momento difficile scaturito dai risultati non positivi. Una striscia che registra attualmente i salentini reduci da tre ko di fila (Roma, Bologna e Inter). Una pausa che riporterà in gruppo dopo l’infortunio anche il bomber David Di Michele, che sembra essere l’arma in più della squadra di Gigi De Canio (nella foto a sinistra) per la conquista della permanenza. Ora Giacomazzi e soci sono terzultimi in classifica davanti a Brescia e Bari. Ecco le prossime ultime otto tappe del campionato. Domenica 3 aprile al “Via del Mare” sarà Lecce-Udinese. Poi una sfida pesante in chiave salvezza a Genova contro la Sampdoria (10 aprile). Il 17 aprile al “Via del Mare” ci sarà la visita del Cagliari dell’ex ct azzurro Donadoni. Il 23 aprile i salentini ritornano a Genova, ma stavolta con il Genoa. Si chiude così un mese importantissimo per i giochi salvezza. Ed il 1° maggio si apre a Verona con i gial- lorossi che affronteranno il Chievo (battuto all’andata). L’8 maggio sarà Lecce-Napoli, prima del derby del San Nicola del 15 maggio contro il Bari. Ed il 22 maggio si chiuderà il campionato con Lecce-Lazio. Ed il tecnico De Canio fa la sua analisi: “Dal punto di vista dei risultati, stiamo attraversando un momento non proprio positivo, ma questo si era verificato anche nel girone d’andata -ha sottolineato l’allenatore materano, unico tecnico della storia del Lecce a guidare i giallorossi alla vittoria del campionato serie B-. Fin dall’inizio sapevamo che il nostro campionato sarebbe stato questo e che avremmo incontrato molte difficoltà nel corso della stagione. Noi, comunque, restiamo attaccati al treno delle pretendenti alla salvezza e ritengo che il Lecce sia in possesso della giusta mentalità. Ed ha tanta voglia di giocarsi le sue chance di salvezza: alla fine, riusciremo a conquistare i punti necessari per venir fuori da questa situazione. La pausa di campionato spero ci sia utile per recuperare un giocatore importante come Di Michele, perchè la nostra squadra ha bisogno di un elemento con la sua esperienza in massima serie”. Per la tabella-salvezza al Lecce ser- viranno almeno tre vittorie in queste ultime otto gare. E non pare un’impresa impossibile. E poi i salentini possono contare sul valore di un giovane combattente ed elemento di qualità come Andrea Bertolacci (nella foto a destra). “Adesso dobbiamo concentrarci sulle prossime partite contro l’Udinese e la Sampdoria -commenta con carattere da leader il giocatore, che ha dovuto rinunciare alla convocazio- ne in under 20 per problemi fisici: per noi si tratta delle partite giuste per rimetterci in corsa, a patto che sapremo affrontarle con la giusta determinazione, quella messa in campo anche contro l’Inter. Per quanto mi riguarda, probabilmente la squalifica di Giacomazzi mi concederà qualche chance in più ma, contro l’Udinese, spero di meritare un posto a centrocampo grazie alle mie prestazioni”. fä=k~êÇ∂=ÅÉêÅ~=ìå=éçëíç=~ä=ëçäÉK= bÇ=≠=ëÉãéêÉ=ÇÉêÄó=j~ÖäáÉJd~ä~íáå~ Ecco la situazione dalla serie D alla Prima Categoria, passando per Eccellenza e Promozione Nardò e Casarano provano l’assalto ai playoff di serie D. Ma i granata di Maiuri (terzi a quota 52) cercano nelle prossime due gare un posto al sole, visto che affronteranno in casa la capolista Arzanese (59 punti) e poi saranno impegnati nella trasferta contro il Gaeta (attualmente seconda a quota 57). Per Iennaco, Montaldi e soci, galvanizzati dalla vittoria del derby pugliese contro il Grottaglie, si tratta di un doppio appuntamento da vivere con grande consapevolezza nei propri mezzi. Mentre il Casarano (saldamente in quinta posizione in classifica a quota 49) si recherà sul campo della Fortis Trani. In Eccellenza le quattro salentine hanno conseguito ormai la salvezza. Parliamo di Tricase, Racale, Copertino e Sogliano (ad- dirittura proprio il Sogliano è riuscito a battere domenica scorsa la capolista Martina). In Promozione, nel girone B, è un duello a suon di record di vittorie tra Toma Maglie, capolista con 66 punti, e la Pro Italia Galatina, 64 punti. Tutte e due le squadre hanno collezionato 20 vittorie a testa, ma i giallorossi sono riusciti a vantare due pareggi in più rispetto ai biancostellati. Tutto ciò quando alla fine del campionato mancano sei giornate. In Prima categoria è bagarre a tre: le leccesi Monteroni e Otranto inseguono il San Vito. SPORT 26 marzo 2011 16 ATLETICA fî~åç=jìë~êÇç=É=j~êá~=d~êÖáìäç=îáåÅçåç=~Ç=líê~åíç= Ivano Musardo e Maria Gargiulo si sono incoronati vincitori della “Mezza Maratona Terra d’Otranto”, disputata domenica scorsa con partenza dal Lungomare degli Eroi di Otranto. La manifestazione dal percorso di 21,097 km, organizzata dal 32° Gruppo Radar dell'Aeronautica Militare, ha visto vincere tra le società proprio l'Asd Grecia Salentina. Una competizione con circa 450 partecipanti delle varie categorie Assoluti, Masters ed Amatori. Il ricavato delle iscrizioni degli atleti è stato devoluto in beneficenza all’Associazione Genitori Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce (Agop). Ancora una volta ha vinto il vero principio dello sport nel segno della solidarietà. I nuotatori salentini alla conquista del tricolore Gli atleti di Fimco Maglie, Icos Sporting Club ed Euro Polisportiva Casarano scenderanno in vasca per i campionati italiani giovanili di Riccione dal 25 al 30 marzo NUOTO I giovani nuotatori salentini si tuffano alla conquista del sogno di un podio ai campionati italiani giovanili invernali di Riccione. Saranno ben quindici gli atleti in vasca e rappresenteranno tre delle sette società del movimento leccese affiliate alla Federazione Italiana Nuoto. Il programma dei tricolori propone dal 25 al 27 marzo le femmine, mentre dal 28 al 30 marzo i maschi. A guidare la spedizione salentina è la Fimco Maglie, che propone ben dieci atleti. Un record per il sodalizio magliese, che si propone come il secondo club pugliese per numero di rappresentanti alla kermesse tricolore. Eccoli uno per uno i portacolori della Fimco Maglie: Elena Barone (1997) nei 100 rana; Aurora Barone (1997) impegnata nella staffetta; Giulia Giaracuni (1998), nei 100 e 200 delfino, 200 e 400 misti; Francesca Iasi (1997) nei 100, 200 e 400 stile; 200 e 400 misti; Alessia Corsini (1996) nei 100 delfino e 400 stile; Isabella Pascali (1997) nei 100 e 200 dorso; Marco Giglio (1997) nei 100 e 200 rana, Luca Della Ducata (1993, Juniores) nei 50, 100 e 200 dorso, Marco De Donno (1994) nei 200 delfino, La carica dei 1.500 podisti Domenica prossima ad Ugento la settima edizione del “Cross del Salento - memorial Janik Preite” organizzato dal Gruppo Podistico A13 Alba Taurisano 200 e 400 misti, 100 dorso; Marco Abate (1992) nei 100 e 200 stile; 50 delfino; 200 misti e 200 dorso. Poi c’è l’Icos Sporting Club che porterà 4 propri atleti leccesi: Cecilia Bartoletti (1998), nei 200 e 400 stile, 200 misti; Elisa Gior- dano (1993) nei 50 stile; Riccardo Perrone (1997) nei 100 e 200 delfino, 200 dorso e 200 misti; Alessandro Capilungo (1994) nei 100 e 200 dorso. Unica rappresentante per l’Euro Polisportiva Asd Casarano: Roberta Gabrieli (1996) nei 200 dorso. ATLETICA Saranno 1.500 domenica nel Salento alla conquista del campionato italiano di corsa campestre della categoria Master. Ad organizzare l’evento è il Gruppo Podistico A13 Alba Taurisano, che si propone promotore della settima edizione del “Cross del Salento - memorial Janik Preite”. La manifestazione quest’anno è valida come “Campionato Italiano individuale e di società di corsa campestre master” e si svolgerà all’interno dell’area multi servizi del Ristorante “Morfeo”, sito in Torre San Gio- Portaluri tra i big dei “future” di Spagna L'atleta ha mancato per un soffio la finale a Badalona, ma rimane il lista per il torneo di Barcellona TENNIS Dal Sudamerica alla Spagna passa la crescita del tennista salentino Giorgio Portaluri (nella foto), che scala la classifica Atp. Il talento cresciuto nel Circolo Tennis Maglie si è distinto per la conquista di sei punti nella classifica Atp (ora sotto la soglia degli 800 al mondo) nello “Spain F8 Futures 2011” sulla terra battuta di Badalona (Spagna). Portaluri, ripescato in tabellone come lucky loser, si è arreso in semifinale allo spagnolo David Estruch (6-7, 6-1, 6-0), dopo aver battuto nel primo turno il venezuelano David Souto (1-6, 7-5, 7-5), nel secondo turno lo spagnolo Marc Fornell-Mestres (2-6 rit); nei quarti si è aggiudicato il derby italiano con Lorenzo Giustino (2-6, 6-3, 6-4). REGALO cuccioli di cane razza "Corso" Tel 338/8159511 “Sono arrabbiato con me stesso. Mi sono sciolto mentalmente dopo aver vinto il primo set per 7-6. Un’esperienza che mi servirà da lezione per crescere”. È stato questo il commento di Portaluri, che a Badalona ha ricevuto lo Special Exemple per partecipare al tabellone principale di questi giorni del torneo di Barcellona. Il talento di Castrignano dei Greci rientrerà ad aprile per aggregarsi alla squadra del Ct Maglie per il torneo a squadra di serie A2. vanni (Ugento). “Il Cross del Salento -affermano gli organizzatori- nasce dall’incontro di due forti e nobili volontà: quella di un atleta che vuol dare vita ad un evento sportivo importante, in grado di accogliere chi ha fatto dello sport (e della corsa in particolare) la propria filosofia di vita e la volontà di un padre di voler tener vivo nella memoria e nei cuori di tutti suo figlio Janik che nel marzo del 2004, all’età di 27 anni, ha perso la vita in un incidente stradale. In pochi anni il Cross del Salento è diventato un evento sportivo molto atteso e partecipato tanto da essere definito tra i podisti e dalle loro famiglie un appuntamento al quale non si può rinunciare”. L’edizione 2011 è stata premiata dalla Fidal con l’assegnazione dell’evento più importante per gli specialisti della corsa campestre. L’obiettivo degli organizzatori è quello di “creare un evento indimenticabile non solo a livello sportivo. Per fare ciò, nei giorni precedenti la gara, ci si propone di coinvolgere gli atleti e le loro famiglie attraverso l’organizzazione di eventi culturali volti a far conoscere il nostro territorio, che offre ai suoi ospiti non solo ricchezze naturali ma anche storia, cultura e tradizione”. LA SCOMMESSA VINCENTE 26 marzo 2011 17 a cura di Betitaly Maglie Volley, un’ascesa inarrestabile Un campionato ricco di vittorie con due sole sconfitte per il sodalizio magliese, che adesso si prepara per le prossime sfide in vista dei playoff La Betitaly Maglie Volley si appresta ad affrontare la parte finale della stagione ripartendo da capolista anche dopo il turno di riposo nel girone B del Campionato di Volley serie C femminile. Ad aspettare le rossoblù magliesi, in vista dei playoff, ci sono altre sei gare da concludere al meglio per continuare a sognare. Prossimo impegno in campionato sarà infatti la trasferta di domenica 27 marzo a Brindisi. Quanto realizzato sinora è sicuramente da sottolineare. Nell’arco della stagione si sono collezionate solo vittorie a fronte di appena due sconfitte. E i numeri sono ancora più eloquenti nel girone di ritorno, dove la Betitaly ha conquistato sempre i tre punti vincendo le cinque partite disputate con quindici set a favore ed uno solo perso. Una marcia quasi perfetta, guidata dall’esperienza del tecnico Tonino Solombrino e dalla competenza di una società che si è completamente rinnovata la scorsa estate e che poggia le basi del suo progetto sportivo anche sul settore giovanile. “Mancano ancora sei gare alla fine della stagione regolare -afferma il ds Raffaele Abate- poi vedremo come si formerà la griglia dei playoff, con uno sguardo attento anche alle vicende dell’al- Le quote di EURO 2012 - Qualificazioni tro girone dove il Bari è per ora padrone incontrastato. Lo stesso Bari che avremo l’opportunità di vedere all’opera nella Final-Four di Coppa Puglia del prossimo 23 aprile. La squadra sino ad ora ha mostrato grande grinta e carattere e, al di là delle singole individualità, ha poggiato le sue fortune sul gruppo, sempre unito e compatto. A prescindere da quanto fatto sin qui, continuiamo a lavorare sodo, perché le somme si trarranno solo alla fine. Il direttore sportivo si sofferma poi sul clima positivo che circonda il sodalizio: “L’entusiasmo di tutto l’ambiente e il calore dei nostri tifosi ci responsabilizzano ancora di più. Ma noi tiriamo dritti senza farci prendere da facili entusiasmi. Il campionato è ancora lungo e mancano scontri diretti importantissimi. La classifica oggi ci sorride e abbiamo tutte le intenzioni di meritarci la prima posizione sino alla fine. Il nostro impegno sarà sempre massimo perché contiamo non solo su una rosa di giocatrici importanti e tutte di valore assoluto, ma anche su uno staff tecnico di prim’ordine e altri dirigenti che si dedicano con passione a tutto ciò che ruota intorno alla Betitaly, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione del settore giovanile, sul quale, come da sempre ripetiamo, puntiamo decisi e convinti, perché è alla base del nostro progetto sportivo. Poiché abbiamo iniziato questo lavoro sul vivaio da pochi mesi, non guardiamo ai risultati, ma alla crescita complessiva delle nostre squadre e quanto realizzato sinora ci conforta e ci dà ragione”. Sponsor ufficiale U.S. Lecce www.betitaly.it La giocata pazza della settimana scommessa Betitaly del 19/03/2011 Evento Quota Esito Lazio-Cesena Fiorentina-Roma Inter-Lecce Udinese-Catania Napoli-Cagliari Sunderland-Liverpool Chelsea-Manchester City Everton-Fulham Barcellona-Getafe Atletico Madrid-Real Madrid Sporting Gijon-Almeria Atletico Bilbao-Villarreal Importo giocata Quota Vincita parziale Bonus Totale vincita 1,75 1 1,75 Goal 1,25 1 1,43 1 1,54 1 1,34 12 1,62 1 1,30 12 1,10 1 1,59 2 1,96 1 3,13 2 € 4,00 255,27 € 1.021,07 € 487,51 € 1.508,58 26 marzo 2011 18 io PROPRIO io di Claudia Mangione - intervista liberamente ispirata al famoso gioco di società di Marcel Proust Direttore Responsabile Giovanni Nuzzo Franco Corlianò Foto: Antonio Palma Il tratto principale del tuo carattere. La continua ricerca di me stesso in sempre nuove esperienze artistiche e letterarie. Il tuo principale difetto. Lavorare sodo senza poi sapersi vendere. La qualità che preferisci in una donna? Un’intelligente femminilità. E in un uomo? Onestà intellettuale. Cosa ci vuole per esserti amico? Tantissima lealtà. Cos’è la felicità? Gioire dello spuntare di una gemma o del sorriso di un bambino. L’ultima volta che hai pianto? Vedendo il film Il discorso del re ho rivisto le mie insicurezze nel parlare in pubblico. Di cosa hai paura? Della stupidità di certa gente. Canzone che canti sotto la doccia? Stranger in the night. Musicisti o cantanti preferiti? Nicola Piovani, Manos Hatzidakis, Mikis Theodorakis, Noa, Maria Farantouri, Francesco Guccini. Poeti preferiti? Alda Merini, Pasolini, Tonino Guer- ra, Costantino Kavafis. Autori preferiti in prosa? Alberto Moravia, Umberto Eco, Oriana Fallaci e Andrea Camilleri, quando non scrive di Montalbano. Libri preferiti. Il partigiano Johnny, Se questo è un uomo, Fontamara e La Storia di Elsa Morante. Attori e attrici preferiti. Sergio Castellitto, Philippe Noiret, Sergio Rubini, Lina Sastri, Margherita Buy. Chi potrebbe interpretarti sul grande schermo? Dustin Hoffman o Sergio Castellitto. Film preferiti. L’albero degli zoccoli di Olmi, Novecento di Bertolucci, Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, Il postino con il grande Troisi. I tuoi pittori preferiti. Caravaggio, Van Gogh, Modigliani. Il colore che preferisci. Il rosso, che più rosso non si può. Se fossi un animale, saresti? Un gabbiano, per gridare al mondo la mia voglia di libertà. Cosa sognavi di fare da grande? Il violinista. L’incontro che ti ha cambiato la vita? Gli articoli non firmati si intendono a cura della redazione Nasce a Calimera nel febbraio del 1948 e sin da piccolo manifesta una spiccata attenzione per il griko, lingua comunemente usata in famiglia ma non da lui, che appartiene già a quella generazione a cui il griko non doveva essere insegnato perché considerato lingua di poveracci e analfabeti. Momento importante è l’incontro con lo studioso Giannino Aprile. Comincia così ad annotare parole grike fino ad arrivare alla composizione di una grande opera: il Vocabolario Italiano-Griko e GrikoItaliano (Manni Editori). Scrive della Grecìa Salentina su vari giornali locali e sul Quotidiano di Lecce, partecipa ai due volumi di Grecìa Salentina, cura i Quaderni della Kinita, pubblica le sue poesie in griko su Lòja j’agàpi e Pugliamondo, cura i racconti griki del Decalimerone, pubblica Il proverbio griko-salentino e Tre civette sul comò, dipinge su tela la gente grika firmandosi con lo psedonimo “Murghì”, il soprannome della sua famiglia. Dopo una serie di esperimenti radiofonici e teatrali, una grande svolta arriva con la composizione di parole e musica di Klama, portata al successo da Maria Farantouri con il titolo Andra mu pai. Sue canzoni in griko sono state inoltre interpretate da artisti come Noa, Morgan, Eleni Dimou, Garry Christian, Dimitra Galani, Zaharina Asenova. L’incontro con la grande cantante greca Maria Farantouri famosa, oltre che per la sua voce, anche per il suo grande impegno politico. La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile? Giorgio Bocca o mio padre, se fosse ancora vivo. Quel che detesti più di tutto. L’arroganza e la mancanza del senso del ridicolo in certe persone. Quanto tempo dedichi alla cura del tuo corpo? Il tempo necessario per essere presentabile agli altri e a me stesso. Piatto preferito. Tutta la cucina povera salentina. Il profumo preferito. Il bergamotto. Il fiore che ami. I fiori di campo. La tua stagione preferita? Amo tutte le stagioni dell’anno. Il paese dove vorresti vivere? Il paese in cui vivo. Come Odisseo, mi piace viaggiare per poi poter tornare ai miei amati lidi. In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere? Agli inizi del ‘900. Personaggi storici che ammiri di più. Anno X - n. 403 Reg. Trib. Lecce 778 del 18.01.2002 Il pugliese Giuseppe Di Vittorio. Personaggi storici detestati. Mussolini, Vittorio Emanuele III e il pugliese Achille Starace. Cosa faresti per sostenere ciò in cui credi? Ciò che ho sempre fatto: darei tutto me stesso, a costo di pagarne le conseguenze. Chi è il tuo eroe vivente? Il dottor Gino Strada e Roberto Saviano. Il tuo sogno ad occhi aperti? Tornare bambino per un giorno solo. Il tuo rimpianto più grande? Non aver fatto un regolare corso di studi classici. Cos’è l’amore? Perdersi in un magico fluttuare di intense emozioni. Stato attuale del tuo animo. Rabbia per il comportamento dei nostri governanti e per tutto ciò che sta accadendo nel mondo a causa della stupidità umana. Il tuo motto. “Anche se mi taglierete le ali, non potrete impedirmi di volare”. Come vorresti morire? Nel sonno, magari mentre sogno un mondo migliore. Editore: Belpaese srl Via Gallipoli, 98 - Maglie.Le Tel./Fax 0836.426350 e-mail: [email protected] Stampa: Master Printing Srl, Modugno (Bari) Belpaese è un settimanale distribuito gratuitamente in provincia di Lecce. Per la pubblicità su questo periodico: tel. 0836.426350 La direzione non risponde del contenuto degli articoli firmati e declina ogni responsabilità per le opinioni dei singoli articolisti, degli intervistati e per le informazioni trasmesse da terzi. Il giornale si riserva di rifiutare qualsiasi inserzione. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. I diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati. Non è consentita la riproduzione, anche se parziale, di testi, documenti e fotografie senza autorizzazione. Belpaese s.r.l si riserva il diritto di non pubblicare le inserzioni e le comunicazioni pubblicitarie degli inserzionisti che: 1. Siano contrarie agli interessi di Belpaese s.r.l. 2. Violino le disposizioni vigenti in materia di diritto d’autore 3. Contengano informazioni fuorvianti e scorrette 5. Non rispondano ai requisiti minimi di impaginazione professionale 6. Non siano pervenute nei termini concordati 7. Siano state fornite in modo incompleto In tutti i casi Belpaese s.r.l non è responsabile per il contenuto di dette inserzioni e comunicazioni. Periodico associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Tessera n. 14594 26 marzo 2011 19 26 marzo 2011 20