Parte terza – Allegati
PARTE TERZA
ALLEGATI
393
394
Parte terza – Allegati
I
PREMESSA
Mentre i contributi formulati all’interno della struttura provinciale nel corso di questo lavoro,
sono stati ricompresi e integrati nel testo del presente rapporto (prima e seconda parte), in
questa terza parte, vengono documentati i contributi formulati da quei Settori Provinciali le
cui competenze riguardano ambiti tematici che non si è ritenuto di sviluppare in modo
specifico, essendo gli stessi ampiamente trattati e dibattuti in altri sedi.
Tali documenti sono stati comunque oggetto di analisi e considerazioni nella definizione
della prima parte del documento, al fine di garantire una visione complessiva dei temi trattati.
Fa eccezione in tal senso il contributo del Settore Agricoltura che si è ritenuto più opportuno
inserire nella seconda parte del documento, tra gli “scenari settoriali”.
In appendice a questa sezione, viene in ultimo fornito un succinto quadro di riferimento
inerente la consistenza demografica del territorio provinciale.
395
Allegati
396
1. LE POLITICHE DELLA PROVINCIA NEL SETTORE DELLA
CULTURA
Il sistema museale
1.1 Il sistema museale1
Ferme restando le funzioni amministrative in materia di beni ed attività culturali già svolte, la
L.R. 1/2000 ha previsto la delega alla provincia delle funzioni amministrative concernenti le
attività e lo sviluppo dei sistemi museali locali, la promozione di servizi ed attività culturali di
rilevanza locale, il coordinamento a livello provinciale delle attività di censimento,
inventariazione e catalogazione dei beni culturali, secondo parametri organizzativi e
strumentali approvati dalla Regione.
La Provincia eserciterà queste funzioni amministrative delegate dopo che la Regione avrà
definito gli indirizzi generali determinati dagli strumenti di programmazione regionale in
materia di beni ed attività culturali e in armonia con i provvedimenti attuativi degli indirizzi
generali adottati dalla Giunta regionale.
Negli ultimi anni la gestione del patrimonio storico-artistico è stata oggetto di vivaci dibattiti,
studi e contributi che hanno riguardato in special modo i musei, per il loro porsi come
elementi chiave dell'offerta culturale di una città, di una provincia. Il ruolo svolto dai musei
nell’ambito delle politiche di sviluppo turistico sostenibile, l’esigenza di soddisfare il bisogno
di partecipazione del pubblico nonché di aumentarne la consapevolezza sul valore delle
collezioni e sul loro significato di testimoni della memoria collettiva, l’urgenza di innalzare ad
adeguati standard di accoglienza il livello qualitativo delle visite nei nostri musei: sono questi
i principali stimoli alla ricerca di un modello di gestione adatto alla nostra realtà. Il sistema
museale, come modello organizzativo e come approccio gestionale, rappresenta lo
strumento che più di ogni altro sembra poter rispondere alle sollecitazioni di rinnovamento
che vengono rivolte al mondo museale italiano, e corrispondere alle motivazioni poste alla
base della sua attuazione.
I sistemi museali sono ancora poco numerosi, ma sembrano costituire un modello positivo,
molto flessibile e tuttavia forte ed efficace, capace di perfezionare l’offerta culturale italiana a
vantaggio dei fruitori, si tratti di cittadini residenti o turisti visitatori, e di attivare riflessi positivi
anche nello sviluppo delle economie locali, realizzando gli obiettivi programmatici in
relazione alla specificità del luogo e del contesto.
I musei fanno sistema per valorizzare il patrimonio e proporre servizi comuni entro progetti
condivisi. La rete sistemica museale dovrebbe consentire il consegumento anche di altri
obiettivi importanti: il coordinamento delle politiche di marketing e comunicazione, la
facilitazione di accesso a finanziamenti pubblici e privati, l’allineamento a standard minimi di
servizio al pubblico.
Il primo punto, il coordinamento delle politiche di marketing e comunicazione, attiene alla
predisposizione di un piano di comunicazione volto ad aumentare la visibilità dei musei,
principalmente attraverso la realizzazione di strumenti di promozione. Il secondo punto
riguarda la facilitazione di accesso a finanziamenti pubblici/privati si può manifestare
secondo modalità diverse. Il terzo punto si riferisce all’allineamento a standard minimi di
servizio al pubblico: è questo, forse, l’aspetto più innovativo con la presa di conoscenza da
parte delle istituzione museali del ruolo che esse giocano nell’ambito dell’offerta culturale e
turistica del territorio.
La Provincia, successivamente alla definizione dei criteri fissati dalla Regione, dovrà
individuare le scelte da attuare per giungere a un sistema museale che assicuri
l’integrazione degli elementi che compongono il sistema, nonché promuovere una gestione
finalizzata agli obiettivi e alle funzioni che si intendono trasferire al sistema.
1
Documento tratto dalla relazione previsionale e programmatica per il bilancio 2002
Parte terza – Allegati
Nel frattempo la Provincia sta definendo con la Regione, le procedure di catalogazione delle
sedi museali. Il progetto di schedatura delle sedi museali della provincia di Bergamo,
consiste nella raccolta di dati storico-anagrafici, topografici e relativi allo stato di
conservazione dei musei di entri locali e di interesse locale, previa definizione di un gruppo
di lavoro formato da esperti: un laureato in architettura, un laureato in storia dell’arte, un
restauratore, un fotografo e un informatico.
Si evidenzia che complessivamente i musei della provincia di Bergamo sono 44, così
suddivisi sotto il profilo tematico: n. 1 archeologico, n. 13 artistici, n. 13 etnografici, n. 5
monotematici, n. 5 naturalistici, n. 7 storici. Sotto il profilo territoriale, in Bergamo città sono
ubicati 7 musei, mentre gli altri 37 sono sul territorio provinciale.
Figura 1 – Comuni interessati dalla presenza di musei
Fonte: Provincia di Bergamo, Settore Cultura, Sport, Turismo e Spettacolo, Cartografia elaborata dal Servizio Pianificazione
Territoriale
397
398
Il sistema bibliotecario
Premessa
1.2 Il sistema bibliotecario2
La Regione Lombardia con deliberazione di Giunta n. VII/206 del 13 marzo 2001, ha
approvato il Programma pluriennale 2001-2003 indicato in oggetto, pubblicato integralmente
sul BURL del 9.4.2001.
Sulla base di questo programma, la Provincia si prefigge di orientare e indirizzare la rete
bibliotecaria provinciale al fine di costituire un sistema culturale integrato in grado di offrire
servizi di eccellenza e dare una risposta adeguata alla domanda dei cittadini bergamaschi
in questo ambito.
Per conseguire questo risultato si rende necessario, in primo luogo, il completamento del
processo di riorganizzazione delle strutture del servizio di pubblica lettura. L’obiettivo è di
integrare, in una logica di sussidiarietà, le risorse bibliografiche e professionali di enti
pubblici e privati per la gestione di servizi moderni mediante la realizzazione di progetti a
favore della pubblica lettura, della documentazione tradizionale ed in rete, della
conservazione, valorizzazione e tutela del patrimonio librario e documentario, del
miglioramento e potenziamento dei servizio bibliografico-informativi per i cittadini e per
l’educazione permanente.
I servizi erogati dalle biblioteche si sono incrementati e differenziati, soprattutto negli ultimi
anni, con la dotazione di attrezzature informatiche, con lo sviluppo delle reti e
l’ammodernamento delle sedi. Accanto alla pubblica lettura, che resta comunque la funzione
centrale e dominante, l’organizzazione bibliotecaria garantisce al cittadino una gamma
sempre più ampia di proposte, tra le quali la possibilità di accesso alle risorse informative in
rete.
Gli ultimi dati disponibili evidenziano che le biblioteche comunali della provincia di Bergamo
prestano al pubblico oltre 1.500.000 documenti, con una presenza stimata di circa 220.000
lettori-utenti. Si tratta di dati che testimoniano la vitalità del sistema delle biblioteche
pubbliche e il suo radicamento nel territorio: nessuna altra struttura culturale può vantare un
utilizzo e un numero di “contatti” con i cittadini così elevato.
Come è noto agli operatori del settore, la pubblica lettura è un servizio che non fa rumore e
non produce grandi eventi, tuttavia, nel comune sentire e nelle abitudini dei cittadini è ormai
una presenza irrinunciabile. Tale servizio si sostanzia nel lavoro paziente e talvolta oscuro di
tanti addetti qualificati, ma anche di volontari, che quotidianamente garantiscono un prezioso
servizio alla collettività e un indispensabile supporto alle scuole di ogni ordine e grado.
La diffusione capillare, l’immediato riconoscimento da parte dei cittadini, il radicamento nel
territorio e le consolidate modalità organizzative ed operative, hanno consentito alle
biblioteche, specialmente nei comuni medio piccoli, di essere individuate spesso come
soggetto e veicolo unico delle molteplici iniziative culturali promosse a livello locale, ma
anche come unica possibilità di alfabetizzazione informatica e di accesso pubblico presidiato
alle risorse informative di Internet.
E’ indispensabile proporsi nuovi obiettivi per conseguire altri progressi e assicurare la
migliore gestione dei servizi culturali bibliotecari secondo criteri di qualità totale, efficacia,
efficienza, e massima economicità. Occorre cioè favorire, nelle realtà con carenze strutturali,
forme associative e di cooperazione per la gestione condivisa di risorse informative,
documentarie, professionali e di servizi da parte degli enti locali, specialmente per quanto
riguarda la dotazione di personale specializzato.
Attenzione particolare deve esser rivolta a determinate fasce d’utenza quali: anziani, ragazzi
e portatori di handicap, anche attraverso l’attivazione di specifici programmi di
alfabetizzazione tecnologica e con attenzione alla multiculturalità. Inoltre, poiché le
biblioteche costituiscono l’infrastruttura culturale più capillarmente diffusa e radicata sul
territorio e rappresentano un importante e talvolta l’unico veicolo di promozione, recupero,
valorizzazione delle tradizioni, della memoria e delle identità locali, sarà importante
2
Documento tratto dal Programma Pluriennale Regionale 2001-2003ai sensi dell’art. 22 della L.R. 14 dicembre
1985 N. 81“Norme in materia di biblioteche e archivi storici di enti locali d’interesse locale” - DECLINAZIONE
ATTUATIVA PER LE BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI BERGAMO
Parte terza – Allegati
399
prevedere, nei programmi e nei piani attuativi, interventi mirati allo sviluppo e al
potenziamento delle sezioni di storia locale.
Sulla base di questo quadro programmatico, la Provincia si mouverà sulle seguenti linee di
intervento.
L’obiettivo di consolidare la rete sistemica, ha portato la Provincia, in pieno accordo con il
territorio, a individuare aggregazioni di cooperazione sensibilmente più ampie che in
passato. In riferimento al bacino di utenza e alla specificità geografiche e demografiche, i
sistemi bibliotecari individuati sono:
1. SISTEMA BIBLIOTECARIO INTERCOMUNALE DELLA VALLE SERIANA
Biblioteca centro sistema, Comune di riferimento e sede operativa: ALBINO
2. SISTEMA BIBLIOTECARIO INTERCOMUNALE DELLA BASSA PIANURA
BERGAMASCA
Biblioteca centro sistema, Comune di riferimento e sede operativa: TREVIGLIO
3. SISTEMA BIBLIOTECARIO INTERCOMUNALE DELL’AREA DI DALMINE
Biblioteca centro sistema, Comune di riferimento e sede operativa: DALMINE
4. SISTEMA BIBLIOTECARIO INTERCOMUNALE DELL’AREA NORD-OVEST
Biblioteca centro sistema, Comune di riferimento e sede operativa: PONTE S.PIETRO
5. SISTEMA BIBLIOTECARIO INTERCOMUNALE DELL’AREA EST-LAGHI
Biblioteca centro sistema, Comune di riferimento e sede operativa: SERIATE
6. SISTEMA BIBLIOTECARIO URBANO DI BERGAMO
Biblioteca centro sistema, Comune di riferimento e sede operativa: BERGAMO
Rete sistemica
provinciale
400
Figura 2 – Sistemi bibliotecari della provincia di Bergamo
Fonte: Provincia di Bergamo, Settore Cultura, Sport, Turismo e Spettacolo, Cartografia elaborata dal Servizio Pianificazione
Territoriale
Organizzazione dei
nuovi sistemi
bibliotecari
I principi organizzativi per il funzionamento dei SISTEMI BIBLIOTECARI sono così delineati:
Finalità’ - Lo scopo del sistema bibliotecario provinciale è, nel suo insieme, mettere a
disposizione dei cittadini tutte le risorse bibliografiche-informative disponibili presenti sul
territorio. Attraverso il sistema bibliotecario provinciale i Comuni, aggregati in sistemi
territoriali, attuano l’integrazione e la cooperazione dei propri servizi bibliotecari nel rispetto
della normativa vigente.
Compiti - I compiti dei sistema bibliotecari, previsti dalla normativa regionale in materia di
biblioteche e archivi storici di enti locali o di interesse locale, sono i seguenti:
•
il coordinamento dei programmi delle biblioteche
• il coordinamento degli acquisti del materiale librario e documentario, anche attraverso
forme di acquisto centralizzate
• la formazione dei cataloghi collettivi e predisposizione di eventuali sistemi informativi
coordinati
• l’eventuale acquisizione e gestione di un fondo comune librario e documentario del
sistema
• l’organizzazione e gestione del prestito interbibliotecario; consulenza biblioteconomica e
informazione bibliografica
Parte terza – Allegati
• il rilevamento periodico dei dati statistici per la conoscenza e la valutazione dello stato
delle strutture, dei servizi e dell’utenza
• la promozione e il coordinamento delle attività culturali correlate alle funzioni proprie
delle biblioteche di diffusione della lettura e dell’informazione, del libro e del documento
• la collaborazione con strutture e servizi sociali e culturali, con particolare riguardo alla
scuola
• la predisposizione e la gestione dei servizi amministrativi comunali o di carattere
generale per le biblioteche e gli archivi storici afferenti al sistema.
Sede e organizzazione - I sistemi bibliotecari territoriali hanno, come sede operativa, la
Biblioteca centro sistema. Il Comune di riferimento corrisponde, di norma, a quello titolare
della biblioteca centro sistema, e svolge le procedure amministrative relative al sistema
bibliotecario. L’assunzione di compiti amministrativi e di sede operativa non determina
rapporti gerarchici tra i Comuni aggregati, ma solo rapporti strettamente funzionali. Al
Comune gestore delle procedure amministrative e alla biblioteca che mette a disposizione la
sede operativa possono essere riconosciute risorse finanziarie, a carico del bilancio del
sistema, a titolo di rimborso spese. I Comuni aggregati sono tenuti a garantire al sistema
bibliotecario una quota annuale di partecipazione che deve essere individuata dai
competenti organismi di gestione, in relazione a parametri oggettivi: popolazione, servizi
erogati, ecc..
Coordinatore del sistema bibliotecario - A seguito dell’approvazione e istituzione dei sistemi
bibliotecari territoriali dovrà essere assunto, dove già non esista, il coordinatore del sistema
bibliotecario. Questa figura professionale è selezionata tra soggetti con documentate
capacità ed esperienza nel settore dell’organizzazione della pubblica lettura, con particolare
riferimento alla gestione dei servizi connessi alla multimedialità, alle tecnologie informatiche
e alle reti in genere. In caso di incarico a tempo determinato, al fine di garantire
l’indispensabile continuità alle attività del sistema, è opportuno che il contratto del
coordinatore del sistema bibliotecario non sia inferiore a tre anni.
Progetti coordinati annuali e pluriennali – Recenti studi evidenziano che la maggior parte dei
prestiti è effettuata facendo ricorso ad una percentuale esigua di documenti, di solito gli
acquisti recenti. Ciò significa che una quota dei materiali posseduti, stimata intorno al 70%,
non viene mai richiesta dai lettori. Si deve quindi concludere che la dotazione delle
biblioteche necessità di essere rinnovata e che si deve porre maggiore attenzione alla
qualità delle nuove accessioni. Per il conseguimento di questo obiettivo le biblioteche e/o i
sistemi devono elaborare e presentare alle province:
•
Progetti annuali e/o pluriennali di rinnovamento del patrimonio documentario riguardanti
una quantità annua non inferiore al 5% del fondo moderno posseduto. Contestualmente
al progetto di scarto, i soggetti interessati, presentano un programma di nuovi acquisti
che, per valore e quantità, sia simile a quello dei documenti da sdemanializzare e
scartare.
•
Progetti riservati all’incremento e riqualificazione di specifiche tipologie di documenti, in
particolare: acquisizione di materiali multimediali; acquisizioni per sezioni dedicate ai
portatori di handicap; potenziamento patrimonio per l’incremento sezioni di storia locale;
acquisizione di documenti in lingua originale; acquisizioni per bambini, ragazzi e anziani.
•
Progetti per attivare presso tutti i sistemi gruppi di lavoro con il compito di coordinare e
centralizzare le procedure per gli acquisti, nonché di valutare la qualità delle accessioni
e delle eventuali donazioni. Gli indici di tendenza per le nuove accessioni sono: 180
nuove accessioni ogni 1000 abitanti per i comuni fino a 20.000 abitanti; per i Comuni
con popolazione compresa fra i 20.000 e i 100.000 abitanti: 180 nuove accessioni ogni
1000 abitanti fino a 20.000 e 50 documenti ogni 1000 abitanti per la frazione eccedente
i 20.000 abitanti.
401
402
Organi di gestione – Personale – Risorse - I sistemi bibliotecari territoriali definiscono, con le
modalità previste dalla normativa vigente, gli organi competenti ad amministrare il sistema,
la composizione e le relative attribuzioni, il personale assegnato o comandato al sistema, le
modalità di finanziamento e di riparto degli oneri.
_____________
In accordo con il territorio saranno definiti gli interventi di riorganizzazione e integrazione dei
servizi, per un ulteriore miglioramento della gestione dei servizi forniti dalla Provincia a livello
centralizzato e dalle biblioteche a livello periferico. In particolare:
Catalogazione libraria
La Provincia svolge un ruolo di fondamentale importanza nell’ambito del sistema delle
biblioteche di pubblica lettura del territorio, gestendo con risorse proprie un servizio
qualificante e specialistico come la catalogazione: questo ha contributo negli anni
all’accentuazione del ruolo di riferimento della Provincia nei confronti dell’intera rete
bibliotecaria provinciale.
Le operazioni di catalogazione informatizzata nel 2002 interesseranno circa 150.000 nuovi
volumi acquistati dalle circa 200 biblioteche aderenti al servizio, dei quali si prevede che il
12% circa sia costituito da titoli nuovi. Tali volumi saranno di massima restituiti catalogati alle
biblioteche nell’arco di una settimana; a tale scopo verranno ottimizzate le procedure per
garantire, fatta salva naturalmente la qualità, una sempre più veloce evasione delle
operazione catalografiche soprattutto relativamente alla restante quota dei volumi, costituita
da pubblicazioni aventi lo stesso titolo e acquistate dalle varie biblioteche.
L’obiettivo è di arrivare ad un miglioramento del servizio anche dal punto di vista qualitativo,
in modo da offrire una catalogazione omogenea e in linea con gli standard internazionali e
quindi, in prospettiva, fruibile in una rete sempre più ampia e diffusa.
Prestito interbibliotecario
La Provincia garantirà il servizio di prestito interbibliotecario, che consente ad ogni utente,
avanzando una semplice richiesta presso la propria biblioteca, può così disporre
gratuitamente di tutto il patrimonio delle biblioteche della provincia. Si tratta di un servizio
tuttora in espansione e che ha movimentato nel 2000 oltre 100.000 volumi.
Si attua normalmente attraverso un passaggio settimanale degli incaricati della Provincia in
ogni biblioteca, ma nei casi biblioteche particolarmente ricche di patrimonio bibliografico i
passaggi degli incaricati sono più frequenti. Si garantisce in tal modo l’evasione delle
richieste ad un numero maggiore di utenti e con maggior tempestività.
Il prestito interbibliotecario, coordinato a livello provinciale o sistemico, deve in prospettiva
essere assicurato agli utenti-lettori in tempi certi e, comunque, non oltre le 48 ore successive
alla richiesta. Questo servizio può essere incentivato, razionalizzato e potenziato con il
ricorso alle nuove tecnologie e reso fruibile, quanto più possibile, ai cittadini. Le nuove
acquisizioni dovranno essere portate a conoscenza dei cittadini attraverso appropriati
strumenti informativi: e mail, newsletter, apposite sezioni nel sito web, reti civiche, ecc.
Per conseguire questi ambiziosi risultati sarà necessario potenziare il servizio, sia sul piano
delle risorse umane che delle strumentazioni.
Architettura informatica
In pieno raccordo con la Regione e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze la Provincia
intende valutare i software gestionale per le biblioteche (SEBINA e @UOL.IT) per effettuare
una scelta che tenga conto delle specifiche esigenze delle biblioteche e del Centro di
Catalogazione.
Parte terza – Allegati
403
La Provincia ha effettuato una verifica del prodotto SEBINA con sopralluoghi a Brescia e
Ferrara, e ora intende valutare il software @UOL.IT proposto dal Ministero con effettuazione
di test sia presso il Centro di catalogazione che presso alcune biblioteche del territorio.
I test consisteranno essenzialmente nella verifica e confronto delle procedure del modulo di
“Interprestito” con le esigenze conosciute e richieste dal servizio, e nella simulazione di
gestione delle varie procedure con particolare attenzione anche ai tempi derivanti
dall’utilizzo delle linee telefoniche.
L’obiettivo è di arrivare a un miglioramento del software sin qui utilizzato : sia per migliorare
la gestione dei servizi centralizzati erogati dalla Provincia, sia di quelli relativi alla gestione
dei servizi all’utenza da parte delle biblioteche.
La scelta del nuovo software inciderà positivamente anche sulla gestione e l’aggiornamento
della banca dati bibliografica: una banca dati che contiene ormai informazioni relative a circa
1.600.000 volumi, dei quali oltre 310.000 titoli diversi, impone un lavoro di verifica circa
l’univocità dei dati inseriti, soprattutto in vista della progettata visibilità in Internet. Tale lavoro
continuerà come forma di controllo continuo sulla esattezza delle descrizioni bibliografiche
allo scopo di correggere in tempo reale eventuali inesattezze e incongruenze.
Sarà proseguita l’attività di aggiornamento professionale per bibliotecari con la realizzazione
di nuovi moduli formativi. Tale attività vuole rispondere all’obiettivo di accrescere le
competenze professionali dei bibliotecari che hanno visto il proprio ruolo profondamente
modificato in questi anni, sia a causa delle nuove disposizioni normative, sia per il diffondersi
sempre più accentuato delle risorse informatiche, il cui corretto utilizzo può contribuire a far
assumere alla biblioteca un ruolo centrale anche come servizio informativo.
Formazione e
aggiornamento
A supporto dell’attività di formazione individuale e continua del personale delle biblioteche,
particolare cura sarà riservata all’incremento del patrimonio librario della Biblioteca
professionale di biblioteconomia che resta a disposizione di tutti gli operatori del territorio,
anche col servizio di prestito.
Nel quadro degli interventi promossi dalla Provincia per la promozione alla lettura si
evidenzia lo sviluppo delle seguenti iniziative:
“Le parole e il pane”. Progetto di promozione della scrittura e della lettura nella fascia delle
scuole elementari, nonché di sensibilizzazione rispetto alle problematiche del terzo mondo.
I contenuti della proposta, attuata in collaborazione con l’Unicef, consistono nella
pubblicazione annuale di un volume che raccoglie le favole più belle scritte da alunni di 4° e
5° elementare, volume il cui acquisto viene proposto ai comuni in un buon numero di copie
che potranno essere date in dono agli alunni delle elementari. Gli introiti derivanti dalle
vendite saranno devoluti all’Unicef per i propri progetti a sostegno dello sviluppo e della
scolarizzazione nei paesi del terzo mondo.
“Nati per leggere”. Attività di sensibilizzazione che può inserirsi nell’ambito delle iniziative di
promozione della lettura sostenute dalla Provincia. “Apprendere l’amore per la lettura
attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia”. E’ questo il cuore di una
campagna promossa dall’AIB e dell’Associazione Pediatri ispirata dalla comune
consapevolezza dell’importanza di inserire la pratica della lettura nell’ambito delle cure e
delle attenzioni alla prima infanzia. Questo progetto è stato condiviso dalla nostra Istituzione,
che partecipa al gruppo di lavoro che è già stato attivato e che è rappresentativo di tutti gli
Enti e di tutte le realtà coinvolte e coinvolgibili, con il compito di individuare le iniziative per
lanciare l’attività e studiarne la forma migliore di diffusione sul territorio.
“Scaffale multiculturale”. Attività di sensibilizzazione con finalità di supporto all’integrazione
culturale. La proposta, fatta propria anche dalla Provincia è stata avanzata dall’AIB
regionale e dai Club SOROPTIMIST della Lombardia, si rivolge agli extracomunitari residenti
sul territorio provinciale. Lo Scaffale Multiculturale ha l’obiettivo di mettere a disposizione dei
cittadini adulti stranieri una serie di strumenti bibliografici informativi e pratici, percorsi
graduati di conoscenza della lingua e della cultura del Paese ospitante, oltre che letture per
mantenere i contatti con la cultura di origine.
Promozione
alla lettura
404
La banca dati delle
biblioteche comunali
Destinazione delle
risorse
1.3 La banca dati delle biblioteche comunali
Le rilevazioni statistiche annuali dei dati delle singole biblioteche sono un elemento
indispensabile e qualificante ai fini della programmazione e della valutazione dei risultati
conseguiti. Pertanto il programma regionale stabilisce che le biblioteche inadempienti in tal
senso non potranno beneficiare di nessuna contribuzione regionale, diretta o indiretta, in
materia di pubblica lettura. Le province sono invitate a seguire questa indicazione anche per
quanto riguarda i propri finanziamenti.
Premesso che il 5% dei finanziamenti regionali è riservato alle province per l’esercizio della
delega, ex art. 5 p. 2 l.r. 81/85, le risorse finanziarie regionali sono così distribuite:
a) 50% ai sistemi bibliotecari per il consolidamento della nuova rete sistemica e per
l’integrazione e il coordinamento dei Servizi centralizzati, secondo le seguenti priorità:
•
assunzione del coordinatore del sistema
•
gestione e fruizione dei servizi centralizzati (catalogazione e prestito
interbibliotecario)
una quota non superiore al 30% dei contributi di cui sopra può essere utilizzata dalla
Provincia nel caso garantisca le attività suddette.
b) 50% per il rinnovamento qualitativo e l’incremento del patrimonio documentario alle
biblioteche o sistemi bibliotecari che presentano progetti di revisione e/o accrescimento
della propria dotazione. Solo il 20% può essere erogato per la realizzazione di progetti
riguardanti l’incremento e la riqualificazione di specifiche tipologie di documenti. La
Provincia individuerà i soggetti beneficiari, valutando i progetti singoli o coordinati,
stabilirà i criteri di verifica e di controllo, nonché le percentuali di erogazione. Il
contributo non potrà in ogni caso superare il 50% del costo complessivo delle nuove
accessioni e l’erogazione dello stesso avverrà, in parte alla presentazione e validazione
del progetto e quindi liquidato ad avvenuta rendicontazione, secondo percentuali
stabilite dalla Provincia. Non potranno essere prese in considerazione le eventuali
richieste presentate dalle singole biblioteche che non possiedono i requisiti minimi
(patrimonio di almeno 3000 documenti, minimo 12 ore di apertura settimanale e
presenza di personale qualificato). In ogni caso, i soggetti beneficiari dovranno
impegnarsi ad acquistare non meno di 500 nuovi documenti annui (anche in presenza di
un numero inferiore di scarti) e la relativa spesa non potrà mai essere inferiore a 12
milioni. La Provincia potrà vincolare l’assegnazione del contributo a specifiche quote di
cofinanziamento, anche superiore al 50% a carico del beneficiario.
In via transitoria e solo per l’anno 2001 possono essere ancora oggetto di finanziamento i
sistemi bibliotecari precedentemente istituiti.
2. LE POLITICHE DELLA PROVINCIA NEI SETTORI DELLA
SICUREZZA E DELLA PROTEZIONE CIVILE
Sicurezza
2.1 Sicurezza
Nell’anno 2000 il fenomeno della criminalità nella provincia di Bergamo ha conosciuto una
inversione di tendenza. Secondo i dati forniti del Ministero dell’Interno infatti, per la prima
volta dopo 10 anni l’anno trascorso è stato caratterizzato da un generale decremento (circa il
17%) dei reati rispetto all’anno precedente.
Ciò nonostante, come chiaramente evidenziato nel rapporto della Prefettura sullo stato della
sicurezza in provincia di Bergamo nell’anno 2000, a fronte del favorevole risultato la
consistenza numerica di alcune tipologie di reato rimane elevata, ed è pertanto
Parte terza – Allegati
assolutamente necessario che sempre più tutte le Istituzioni pongono in essere ogni
possibile iniziativa per abbassare i livelli di delittuosità.
Il recente dato positivo inoltre, ottenuto grazie al consistente impegno e ai risultati conseguiti
dalle Forze dell’Ordine, non ha comunque dissolto lo stato di inquietudine e di insicurezza
dei cittadini bergamaschi, condizioni che, secondo l’analisi delle Autorità locali di pubblica
sicurezza, trovano fondamento in una serie di ragioni così sintetizzabili:
•
la significativa crescita del numero dei reati nella provincia di Bergamo che ha
caratterizzato l’ultimo decennio, nonostante l’inversione di tendenza dell’anno 2000,
ancora incide sulla psicologia collettiva, condizionata da pessimismo e timori
riconducibili anche all’invecchiamento della popolazione;
•
l’aumento percentuale dei reati invasivi della vita privata;
•
gli autori di atti delittuosi hanno più frequentemente evidenziato e ostentato
sicurezza nell’azione criminosa e aggressività nei confronti delle vittime;
•
è aumentata la presenza e la circolazione di persone non conosciute e non legate
alla realtà territoriale da un rapporto stabile di natura sociale, economica o
professionale.
Lo scenario delineato dall’analisi dei dati e dei fenomeni che costantemente interessano il
territorio bergamasco non può dunque esimere dal richiedere, anche alle Amministrazioni
Locali, l’assunzione di un ruolo di primo piano per garantire e incrementare il bene della
sicurezza.
Gli ambiti di intervento per gli Enti locali sono sicuramente quelli dell’adozione di politiche
sociali idonee a contenere e ridurre le diverse forme di disagio ed emarginazione; quelli degli
interventi di programmazione e valorizzazione del territorio, così come del suo presidio e
controllo, che può essere realizzato, nella forma più diffusa e capillare, attraverso gli organi
di polizia locale.
Ma affrontare il problema della sicurezza nei piccoli centri e nelle città e definire quale
concreto, reale contributo possa essere fornito dalla polizia locale non è semplice e
immediato.
Ancora numerosi e frequenti sono infatti, gli approcci prettamente ideologici, politici e
culturali rivolti a interpretarne e definirne il ruolo e le funzioni, a fronte di un quadro
normativo non sempre attuato e per molti aspetti ormai superato.
Ciò nonostante, l’evoluzione legislativa (dal dettato costituzionale al DPR 616/1977; dalla
legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale 65/1986 alle leggi regionali in
materia) consente di definire chiaramente la funzione di polizia locale come l’insieme delle
attività di polizia svolte principalmente a tutela degli interessi fondamentali della collettività
locale, e cioè finalizzate a garantire l’ordinato, tranquillo e sicuro svolgimento di quelle
attività produttive economiche e sociali che ne sono diretta espressione.
Un primo contributo della polizia locale per la sicurezza non può quindi prescindere da un
completo e ottimale svolgimento di tali attività, certamente non riconducibili al solo ambito
dell’accertamento e repressione dell’illecito, ma qualificate da nuove strategie operative che
consentano un costante controllo del territorio e un contatto continuo e capillare con la
popolazione.
È infatti necessario superare la concezione che assegna alla polizia locale esclusivamente
un ruolo di vigilanza tecnica nelle materie attribuite all’Ente locale, e conseguentemente
limitare le sue funzioni all’accertamento di illeciti in materia edilizia commerciale, stradale,
ambientale o venatoria.
Tali funzioni devono infatti necessariamente arricchirsi delle competenze proprie di un
servizio di polizia territoriale, attento ai bisogni della collettività.
Oltre che la “sosta selvaggia”, la discarica abusiva, la mancata esposizione dei prezzi nelle
vetrine, sono infatti le molestie dei tossicodipendenti, le manifestazioni di devianza giovanile,
le siringhe abbandonate lungo i marciapiedi, i muri imbrattati , i cassonetti dei rifiuti rovesciati
che concorrono a determinare il grado di qualità della vita, di legalità, e quindi a determinare
la sicurezza o il senso di insicurezza dei cittadini.
405
406
Ma per contribuire concretamente alla risoluzione del problema è anche necessario
ridisegnare i modelli organizzativi dei corpi di polizia locale, che solo in un contesto
istituzionale e ordinamentale più chiaro potranno ottimizzare le risorse disponibili, evitando
inutili sovrapposizioni di competenze.
È infatti la garanzia di una diffusa e costante presenza nel territorio degli agenti della polizia
locale, e la conseguente loro percezione quali soggetti attivi, che può risultare veramente
efficace nel fornire sicurezza.
Questa presenza deve tuttavia essere caratterizzata da un elevato livello di qualità degli
interventi, che solo una solida e spiccata professionalità può consentire.
La formazione si pone così come passaggio obbligato per la costruzione di questa
particolare professionalità, che non può più essere fondata solo sui contenuti tecnici, ma
deve essere completata dall’acquisizione di capacità/abilità organizzative, gestionali e di
relazione interpersonale.
Sebbene il problema della sicurezza spesso si sia manifestato in modo particolarmente
evidente e drammatico nei centri metropolitani, sarebbe certamente riduttivo riconoscerne
l’esistenza nelle sole città.
È pertanto necessario che tutta la polizia locale, nelle sue diverse dipendenze, attribuzioni e
forme organizzative (polizia municipale, polizia provinciale, consorzi di polizia locale),
contribuisca alla risoluzione del problema sicurezza nell’azione quotidiana di presenza nel
territorio, rivolta a svolgere le funzioni di polizia locale in capo ai rispettivi enti, ma anche
rivolta ad attuare gli interventi di prevenzione e repressione dei fenomeni che danno
insicurezza al cittadino.
Secondo quanto previsto dall’attuale quadro ordinamentale la funzione di pubblica sicurezza
per gli addetti alla polizia locale è aggiuntiva, anche se fortemente connessa, alle attribuzioni
istituzionali.
L’articolo 5 della legge 65/1986, infatti, evidenziandone la natura “ausiliaria”, conferma la
funzione propria ed esclusiva dello Stato in materia di pubblica sicurezza, rispetto alla quale
il concorso dell’Ente locale, e per esso della polizia locale, non può che configurarsi
collaborativo e ausiliario.
Già l’attuale assetto ordinamentale consente dunque un attivo concorso della polizia locale
nella funzione di sicurezza pubblica, seppur principalmente di competenza dello Stato; ma
ciò necessita, ora più che mai, di una forte ottimizzazione e di un reale coordinamento, che
costruito sulle singole, sensibilità o disponibilità, sia sempre più istituzionalizzato, ma
soprattutto disciplinato e realizzato dalle amministrazioni locali attraverso le convenzioni di
servizio, i protocolli operativi i consorzi di polizia locale.
Nel 2001, per il secondo anno consecutivo la Regione Lombardia, attraverso la L.R. 8/2000,
ha erogato contributi agli enti locali per concorrere alla realizzazione di progetti finalizzati a
garantire la sicurezza dei cittadini.
Con tali iniziative, oltre che affermare fortemente le specifico ruolo delle polizie locali nel
contribuire all’ottenimento di più alti standard di sicurezza del territorio, alla prevenzione di
fatti criminosi e in generale al risanamento/presidio di aree, quartieri e centri urbani, il
legislatore regionale ha inteso promuovere e sostenere l’aggregazione degli enti di minori
dimensioni per la realizzazione dei servizi di polizia municipale.
Da tempo tuttavia, e ancora prima delle iniziative regionali, la provincia di Bergamo si è
distinta per interesse, attenzione e sensibilità per le forme associate dei servizi di polizia
degli enti locali, attuando numerose iniziative che risultano assolutamente necessarie per
ottimizzare le risorse umane, tecniche e strumentali dei diversi comandi e consentire così
interventi per la sicurezza del territorio.
Nell’anno 2001, ben 69 sono risultati i comuni della provincia di Bergamo interessati da
forme di aggregazione finalizzate all’erogazione dei servizi di polizia locale, sia mediante la
forma più evoluta del Consorzio (4) e dell’Unione dei Comuni (1), che della semplice (ma
agile ed efficace) Convenzione dei servizi di polizia municipale (33 comuni).
Per l’anno 2000 il 30% delle risorse Regionali disponibili per i servizi associati di polizia
municipale sono state erogate a Comuni Bergamaschi, per una somma complessiva di L.
1.220.000.000; mentre per l’anno 2001 i contributi regionali per i comuni che svolgono
Parte terza – Allegati
407
servizi aggregati di polizia municipale finalizzati alla sicurezza del territorio ammontano a L.
2.027.000.000.
Ma al di là delle risorse finanziarie, (utilissime e indispensabili soprattutto per i piccoli enti), la
cui erogazione è ormai verosimilmente prevista con continuità, solo le costanti e forti
iniziative di aggregazione, sostegno e promozione delle polizie locali, potranno
concretamente migliorare il presidio del territorio e attenuare quel senso di insicurezza che è
ormai diffuso anche nei nostri piccoli centri, periferie e città.
2.2 Protezione civile
Il territorio della provincia di Bergamo è caratterizzato dalla presenza di vari rischi (es.
idrogeologici, industriali, incendi boschivi, ecc.) che, seppure in misura diversa gli uni dagli
altri, costituiscono la vulnerabilità dello stesso e necessitano di una seria attività volta alla
loro conoscenza, alla predisposizione di misure di prevenzione ed alla gestione degli eventi
calamitosi. La pluralità di attori del sistema di protezione civile deve trovare un denominatore
comune nell’attività volta alla prevenzione in difesa della pubblica incolumità e del territorio
in generale.
L’esistenza dei rischi e la loro analisi deve inoltre guidare le scelte di politica del territorio
nella sua accezione più completa, la loro conoscenza è infatti uno strumento indispensabile
sia per la pianificazione delle emergenze sia per la prevenzione del verificarsi di un evento
calamitoso. L’acquisizione delle informazioni e valutazioni sui rischi sono necessarie per
comporre un quadro giuridico e territoriale entro il quale di deve articolare ogni azione di
previsione, prevenzione ed intervento.
L’analisi del territorio provinciale dal punto di vista dei vari rischi esistenti non può che
iniziare dal rischio idrogeologico, fenomeno legato ai fenomeni di esondazione dei corsi
d’acqua ed ai fenomeni di dissesto, conseguenza del dinamismo naturale, ma strettamente
collegati con l’azione antropica; rilevanti sono gli effetti dei dissesti sulla viabilità soprattutto
nelle valli e nelle zone montuose con costi sociali elevati che si ripropongono ormai con una
certa frequenza.
Il territorio provinciale può essere suddiviso, al riguardo, in tre settori:
-
territorio montano dove il rischio è legato a movimenti gravitativi lungo i versanti ed
alle acque dei torrenti; la montagna bergamasca è infatti ricca di pericolosità legata
ai fenomeni di crollo, così come numerosi sono gli esempi di pericolosità per opera
di acqua di torrenti, in generale il rischio è legato alla fragilità data dalla presenza di
abitati e infrastrutture.
-
aree collinari e di fondovalle, con un rischio legato a movimenti gravitativi dei
versanti ed alle esondazioni dei grandi corsi di acqua.
-
aree sublacuali e rete idrografica della pianura interessato da esondazioni dei corsi
d’acqua (es. Serio, Brembo, Oglio) e dei laghi, il cui livello è regolato artificialmente.
La necessità di fermare il processo di degradazione del territorio e la realizzazione delle
opere sono passaggi indispensabili per la mitigazione del rischio.
Il rischio valanghe è peculiarità del territorio montano, anche in relazione alla presenza di
attività sportive e turistiche, con una speciale fragilità per la rete viaria, particolarmente
esposta a tale rischio. In genere i fenomeni valanghivi interessano i rilievi siti alle quote
altimetriche maggiori (mediamente superiori ai 1700 metri sopra il livello del mare), i
versanti più acclivi ed i canali vallivi maggiormente incisi. Per la prevenzione del fenomeno e
la mitigazione degli effetti è necessario che la rete di rilevamento metereologico sia
potenziata.
Per quanto riguarda il rischio dighe ed invasi la provincia di Bergamo è caratterizzata dalla
presenza di numerosi laghi alpini, molti dei quali sono stati regolati artificialmente per la
produzione di forza motrice. Sul territorio sono state realizzate oltre cento tra dighe ed
invasi, il relativo rischio è strettamente connesso con quello idrogeologico per le possibili
influenze di manifestazioni franose sui versanti del bacino o sulla struttura. Il rischio di
collasso delle dighe appartiene alla categoria di bassa probabilità, ma con elevato
potenziale di pericolosità per i pesanti effetti distruttivi che comporta. Fondamentale è la
Protezione civile
408
corretta vigilanza da parte degli enti gestori con verifiche e controlli puntuali, la diffusione di
adeguati dispositivi di allarme sonoro.
Il rischio di incendi boschivi interessa la provincia soprattutto nelle aree montane, con
incendi concentrati nel periodo gennaio- marzo, si registra un aumento degli incendi dolosi.
La prevenzione di tale fenomeno si conduce necessariamente attraverso il potenziamento
delle reti di avvistamento e segnalazione, le basi di rifornimento idrico e viali tagliafuoco.
Il rischio industriale è particolarmente presente nella bergamasca, con una provincia
caratterizzata da una consistente presenza di aree industriali soggette a specifico rischio, e
con circa oltre cinquanta insediamenti soggetti a rischio di incidente rilevante. Gli incidenti
connessi con le attività industriali presentano inoltre una stretta connessione con la
vulnerabilità delle falde ai fenomeni di inquinamento, nonché con il trasporto di sostanze
pericolose.
La stretta vicinanza tra insediamenti produttivi, vie di traffico e insediamenti abitativi, scuole,
ospedali, ecc. ha reso particolarmente vulnerabili alcune aree del territorio provinciale. Le
linee di sviluppo in tale ambito non possono che passare attraverso una rigorosa definizione
del rapporto tra aree industriali rispetto agli insediamenti abitativi, l’elaborazione di piani di
emergenza integrati con il massimo coinvolgimento della popolazione.
Correlato è il rischio trasporti e traffico che, in considerazione dell’alta densità abitativa e del
fitto intreccio di vie di comunicazione (stradali, ferroviarie ed aeree), costituisce un quadro
che deve essere tenuto nella massima considerazione.
E’ presente sul territorio provinciale anche il rischio derivante dalle radiazioni ionizzanti
correlato sia a possibili eventi nel caso del trasporto e uso di sostanza radioattiva, sia per
incidenti legati dalla possibile presenza materiale radioattivo in carichi di rottami destinati alla
fusione; per le radiazioni non ionizzanti la provincia è interessata dalla presenza di sorgenti
di campi elettromagnetici (es. centrali produzione energia elettrica, di trasformazione, linee
elettriche, ripetitori, ecc.)
Il territorio provinciale non è invece ritenuto ad elevata pericolosità sismica di base ad
eccezione di territori dei comuni di Calcio, Fontanella, Pumenengo e Torre Pallavicina. Sono
comunque in corso studi per una riclassificazione delle zone sismiche.
Per quanto riguarda le linee di sviluppo, le strategie ed i progetti su cui è necessario
intervenire, dopo avere redatto una prima mappa dei rischi presenti, dovrà essere
l’approfondimento di quei tematismi di rischio che maggiormente gravano sul territorio (es.
idrogeologico, industriale, trasporti e traffico). Definito il quadro dei rischi bisognerà operare
concretamente per coordinare, sviluppare ed implementare la rete di monitoraggio e allarme
dei rischi stessi.
Essendo vari gli organi, gli enti e le istituzioni con competenze nel settore della protezione
civile, a livello centrale ed a quello periferico, nella pianificazione come nella gestione
dell’emergenza, è necessario creare una condivisione degli obiettivi ed un effettivo
coordinamento delle azioni, per giungere a scelte uniformi di prevenzione e protezione da
parte di tutte le componenti che detengono specifici ruoli. Uno degli strumenti per
raggiungere tali obiettivi è il Comitato Provinciale di Protezione Civile, organismo previsto
dalla legislazione vigente, la cui istituzione e valorizzazione dei compiti è fondamentale in
vista delle necessarie sinergie. E’ necessario comunque studiare e modelli organizzativi, che
devono essere poi tradotti in chiare e precise scelte legislative nei vari livelli di intervento,
che finalmente superino quelle duplicazioni di competenze, sovrapposizioni, che non fanno
che ostacolare il percorso verso una matura coscienza di protezione civile e verso l’adozione
di scelte di gestione del territorio realmente rispondenti alle esigenze di tutela della
collettività.
Gli enti locali, ed i comuni di modeste dimensioni in particolare, dovranno poter trovare
sussidio e supporto nelle attività di protezione civile. E’ un dato assodato nella realtà
provinciale che, rispetto alle tipologie ed alle gravità di rischi che gravano sul territorio e
nonostante l’incremento di questo ultimo periodo, percentualmente sono ancora poche le
amministrazioni comunali dotate di un piano di protezione, di una struttura operativa interna
e di un gruppo di volontari deputati al soccorso nell’emergenza. La presenza di numerose
realtà comunali di modeste dimensioni, in obiettiva difficoltà ad attivare le funzioni di
protezione civile, non sempre è accompagnata da forme di aggregazione per la gestione di
Parte terza – Allegati
quelle funzioni che necessariamente hanno un respiro sovracomunale, e spesso le direttive
emanate in materia non tengono conto di questa dato di fatto.
L’articolato processo di attuazione di un sistema sociale di protezione civile esige anche un
adeguato processo culturale di formazione ed informazione, un’ attività rivolta verso la
popolazione sui rischi, sulla loro previsione e prevenzione, su come affrontare l’emergenza
al fine di creare consapevolezza e coscienza, coinvolgimento diretto nelle attività ed anche
una maggiore comprensione delle scelte delle amministrazioni per la sicurezza dei cittadini.
La frammentazione delle competenze in tema di protezione civile si riflette anche sui dati e
le informazioni, in capo ad una pluralità di enti ed organismi, un obiettivo fondamentale è
quello di creare una rete informatica per lo scambio di dati tra le amministrazioni e gli enti, al
fine di creare un unico sistema informativo territoriale supportato da una cartografia
univocamente adottata. Tutto ciò sia per un costante aggiornamento ed implementazione
della analisi e monitoraggio dei rischi, sia per il censimento delle risorse in vista della
pianificazione di emergenza.
Gestione dell’emergenza che deve essere accuratamente programmata al fine di
razionalizzare, implementare e coordinare le relative procedure, con la predisposizione di
puntuali piani di emergenza, eventualmente anche di settore, per garantire una pronta
attivazione degli organi ed enti interessati.
Imprescindibile è anche la creazione di un volontariato – espressione del collegamento tra le
istituzioni e la popolazione - sempre più specializzato e professionale, integrato con gli enti
anche attraverso periodiche esercitazioni, dotato di mezzi e strumenti idonei e distribuito
uniformemente sul territorio. Organismi di partecipazione, quali la Consulta Provinciale del
Volontariato, saranno gli strumenti attraverso i quali si snoda questa azione di formazione e
coinvolgimento anche per la parte relativa alle fasi di previsione e prevenzione e di
emergenza.
Come sopra evidenziato è necessaria una stretta e rigorosa connessione tra analisi del
rischio e pianificazione territoriale ai vari livelli (provinciale, comunale, ecc.) affinché le linee
di sviluppo territoriale tengano in debita considerazione i rischi esistenti e in generale
l’attività di prevenzione delle calamità. I programmi di previsione e prevenzione del rischio
devono svolgere funzioni di guida e sorveglianza nei confronti della pianificazione del
territorio, dal piano territoriale di coordinamento alle varie tipologie di strumenti urbanistici
esistenti.
409
410
3. APPENDICE SULLA CONSISTENZA DEMOGRAFICA DELLA
PROVINCIA
Di seguito vengono fornite alcune brevi informazioni relative all’andamento demografico in
provincia di Bergamo attraverso diverse soglie storiche.
Figura 3 - Consistenza demografica della provincia per comune dal 1861 al 2000 (3)
Fonte: dati annuari ISTAT;Camera di Commercio della Provincia di Bergamo; pubblicazione “Unità amministrative. Variazioni
territoriali e di nome dal 1861 al 2000”, Istat; Provincia di Bergamo, Cartografia elaborata dal Servizio Pianificazione
Territoriale
3
I dati sono espressi in valore assoluto e in corrispondenza di alcune soglie storiche, non è stato possibile
ricostruire gli specifici dati della popolazione relativa ad alcuni comuni (ved. * anno 1961) in quanto non indicati
nelle fonti di riferimento o non riferibili all’intero territorio comunale, a causa di variazioni dei limiti tra unità
amministrative confinanti o della costituzione di nuove unità o della soppressione di unità esistenti.
Parte terza – Allegati
Figura 4 - Consistenza demografica della provincia per comune (valori assoluti) –
Anno 2000
Fonte: Istat; Provincia di Bergamo, Cartografia elaborata dal Servizio Pianificazione Territoriale
411
412
Figura 5 - Densità demografica della provincia per comune
Anno 2000
Fonte: Istat; Provincia di Bergamo, Cartografia elaborata dal Servizio Pianificazione Territoriale
Parte terza – Allegati
1 - Consistenza demografica della provincia per comune per soglie storiche
significative (valori assoluti)
Denominazione comune
1861
1911
1961
1971
1981
1991
2000
Superf.
(kmq)
ADRARA SAN MARTINO
1915
2643
1821
1552
1544
1689
1912
12,53
ADRARA SAN ROCCO
697
1050
780
694
649
684
765
9,09
ALBANO SANT'ALESSANDRO
802
1298
2518
3846
5129
5663
6737
5,28
ALBINO
4360
9493
12375
13262
13591
15161
16668
31,32
ALGUA
532
974
910
833
744
695
682
8,14
ALME'
586
1188
2723
4150
5196
5791
5815
1,96
ALMENNO SAN BARTOLOMEO
2096
3000
3591
3600
3670
4067
4777
10,42
ALMENNO SAN SALVATORE
1670
2773
3686
4332
5206
5635
5802
4,75
ALZANO LOMBARDO
3768
6151
10265
11320
11880
11864
12046
13,43
AMBIVERE
738
887
1353
1623
1751
2052
2220
3,24
ANTEGNATE
1954
2581
2274
2126
2038
2169
2340
9,6
ARCENE
1654
2161
2647
2898
3640
4145
4291
4,23
ARDESIO
1941
2673
3545
3471
3641
3670
3733
53,76
ARZAGO D'ADDA
970
1525
1428
1392
1446
1828
2165
9,26
AVERARA
325
634
466
325
327
243
206
10,56
AVIATICO
560
798
662
514
490
506
512
8,43
AZZANO SAN PAOLO
912
1366
2829
4069
5393
6346
6786
4,21
AZZONE
710
787
844
698
618
530
497
16,84
BAGNATICA
1156
1688
1881
2138
2395
3226
3570
6,25
BARBATA
433
757
692
538
488
525
598
8,04
BARIANO
1090
1699
2707
3257
3513
3642
3923
7,04
BARZANA
413
581
717
908
975
1066
1486
2,06
BEDULITA
561
807
545
483
515
613
695
4,13
BERBENNO
1048
1978
2250
2026
2224
2197
2354
6,3
BERGAMO
42134
63883
114907
126902
122142
114936
117837
39,6
BERZO SAN FERMO
638
911
922
987
1009
1043
1115
5,79
BIANZANO
309
487
488
524
493
526
522
6,63
BLELLO
164
236
126
105
104
106
95
2,18
BOLGARE
1171
1507
2439
2852
3298
3793
4125
8,4
BOLTIERE
1092
1815
2378
2701
2927
3383
3868
4,05
BONATE SOPRA
1667
2505
3952
4365
4751
5212
6008
5,94
BONATE SOTTO
1528
2131
3803
4243
5052
5067
5183
6,27
BORGO DI TERZO
560
726
805
703
701
772
910
1,86
BOSSICO
444
799
1041
1057
1109
1060
1026
7,09
BOTTANUCO
1379
1937
2566
3049
3565
4004
4548
5,72
BRACCA
484
891
759
693
674
620
733
5,53
BRANZI
598
1010
962
903
877
813
767
25,29
BREMBATE
1984
3260
4891
5448
5897
6240
7033
5,45
BREMBATE DI SOPRA
929
1744
3096
4803
5343
6301
6652
4,34
BREMBILLA
2217
4029
3963
4134
4156
4128
4252
20,91
BRIGNANO GERA D'ADDA
2968
3777
4091
4132
4441
4593
4719
11,83
BRUMANO
233
325
202
105
76
78
83
8,14
BRUSAPORTO
738
1081
1337
1554
2359
3155
3915
5,01
CALCINATE
2269
2718
3160
3160
3603
3935
4381
14,72
4
Dati Istat 1991
4
413
414
CALCIO
2888
3869
4061
3906
4518
4773
4776
Denominazione comune
1861
1911
1961
1971
1981
1991
2000
15,75
Superf.
(kmq)
CALUSCO D'ADDA
1672
2618
5323
6884
7404
7959
7963
8,24
CALVENZANO
1638
2061
2288
2320
2686
3030
3372
6,45
CAMERATA CORNELLO
819
965
751
616
533
544
576
12,56
CANONICA D'ADDA
1484
1960
2992
3261
3498
3613
3746
3,17
CAPIZZONE
645
1183
1008
994
1014
1080
1185
4,59
CAPRIATE SAN GERVASIO
1513
3880
5737
6489
6555
6729
7204
5,83
CAPRINO BERGAMASCO
2097
2426
2368
2161
2549
2675
2804
8,6
CARAVAGGIO
7129
10002
12271
13404
13830
13763
14293
32,81
CAROBBIO DEGLI ANGELI
1299
1644
2450
2517
2655
2902
3137
6,67
CARONA
453
1002
727
629
479
431
395
44,19
CARVICO
918
1359
2837
3268
3578
3923
4120
4,38
CASAZZA
1035
1780
2402
2729
3162
3266
3448
7,06
CASIRATE D'ADDA
1205
1892
2121
2125
2655
2919
3330
10,19
CASNIGO
1628
2743
3027
3171
3448
3612
3463
13,48
CASSIGLIO
420
368
191
156
141
120
108
14,03
CASTEL ROZZONE
800
1123
1539
1763
2079
2323
2498
1,65
CASTELLI CALEPIO
2371
4140
5767
6541
7578
8402
8840
9,91
CASTIONE DELLA PRESOLANA
1068
2227
2470
2814
3078
3161
3293
42,56
CASTRO
383
1032
1601
1558
1574
1429
1412
3,53
CAVERNAGO
717
836
814
702
927
1268
1586
7,46
CAZZANO SANT'ANDREA
350
504
675
845
1084
1216
1322
2,04
CENATE SOPRA
998
1426
1220
1205
1396
1639
2059
6,93
CENATE SOTTO
1141
1500
1614
1614
1813
2181
2490
4,51
CENE
789
1702
2816
2839
3202
3630
3838
8,57
CERETE
745
1225
1136
1064
1166
1174
1333
13,94
CHIGNOLO D'ISOLA
1052
1314
1598
1797
1948
2184
2654
5,29
CHIUDUNO
1557
2524
3433
3792
4442
4466
4868
6,63
CISANO BERGAMASCO
1899
2904
3565
4531
5498
5398
5619
7,54
CISERANO
1302
1679
2608
3573
4222
4392
4845
5,2
CIVIDATE AL PIANO
2099
2934
3510
4002
4644
4741
4769
9,55
CLUSONE
3684
5605
7064
7221
8020
7976
8076
25,96
COLERE
589
964
1346
1148
1106
1110
1141
18,77
COLOGNO AL SERIO
2707
4188
6104
7207
8012
8836
9501
17,53
COLZATE
590
828
1171
1377
1590
1676
1681
6,69
COMUN NUOVO
975
1220
1815
2059
2323
2658
2817
6,36
CORNA IMAGNA
673
904
589
572
691
795
909
4,54
CORNALBA
214
367
*
282
295
298
309
9,4
CORTENOVA
991
1270
1281
1140
1255
1410
1644
7,11
COSTA DI MEZZATE
734
970
1353
1464
1805
2098
2590
5,1
COSTA DI SERINA
868
1407
1348
993
911
888
930
12,12
COSTA VALLE IMAGNA
540
1274
944
714
691
654
622
4,26
COSTA VOLPINO
1552
3087
5611
7260
8479
8213
8534
18,58
COVO
2329
2883
2556
2295
2663
2902
3091
12,74
CREDARO
575
1074
1577
1686
1865
2038
2242
3,4
CURNO
1127
1790
4209
5753
6466
6757
7040
4,62
370
319
CUSIO
363
589
491
427
414
DALMINE
2197
3190
11957
15035
16808
18511 21061
9,34
11,6
Parte terza – Allegati
Denominazione comune
1971
1981
1991
2000
Superf.
(kmq)
1861
1911
1961
DOSSENA
546
1108
1017
922
880
940
1005
19,6
ENDINE GAIANO
1298
2514
2661
2803
2789
2749
3011
20,88
ENTRATICO
618
1055
1075
1163
1248
1354
1436
4,12
FARA GERA D'ADDA
1489
4024
4503
4410
4914
5516
6534
10,62
FARA OLIVANA CON SOLA
681
872
1057
851
860
968
1144
4,93
FILAGO
998
1219
1881
2071
2218
2284
2603
5,34
FINO DEL MONTE
360
861
899
820
833
977
1082
4,36
FIORANO AL SERIO
325
1565
2450
2566
2426
2504
2748
1,1
FONTANELLA
2490
3712
3329
3050
3367
3459
3580
17,93
FONTENO
442
670
886
764
677
724
723
11,07
FOPPOLO
77
125
154
203
204
193
207
16,25
FORESTO SPARSO
1107
1609
2324
2296
2285
2387
2705
7,73
FORNOVO SAN GIOVANNI
1013
1436
1514
1614
2076
2312
2544
6,95
FUIPIANO VALLE IMAGNA
240
497
299
263
260
242
230
4,23
GANDELLINO
1193
1627
1743
1154
1132
1044
1092
25,42
GANDINO
3676
5426
5334
5510
5724
5769
5682
29,14
GANDOSSO
503
793
987
972
1004
1175
1258
3,11
GAVERINA TERME
587
948
1140
977
888
829
886
5,18
GAZZANIGA
1892
4576
5104
5216
5191
4853
5032
14,65
GEROSA
816
974
637
526
449
360
368
10,04
GHISALBA
1463
1952
2711
3063
3724
4168
4495
10,21
GORLAGO
1221
2114
3211
3501
3631
4124
4420
5,56
GORLE
360
482
1511
2245
3714
4388
4979
2,41
GORNO
602
1609
2267
2101
2013
1849
1810
9,87
GRASSOBBIO
691
1032
1833
2555
3748
4743
5214
8,25
GROMO
655
1095
1268
1408
1324
1252
1279
20,05
GRONE
671
962
814
779
749
716
778
7,83
GRUMELLO DEL MONTE
1647
2956
4101
4654
5490
5963
6343
9,82
ISOLA DI FONDRA
470
502
286
228
196
200
187
13,25
ISSO
328
444
464
420
493
537
589
4,9
LALLIO
497
760
1103
1826
2182
2773
3496
2,14
LEFFE
1548
2619
4737
5273
5309
5106
4927
6,76
LENNA
923
1092
781
702
715
696
693
12,88
LEVATE
1226
1311
2040
2202
2641
2902
3180
5,31
LOCATELLO
663
947
762
648
691
681
709
3,75
LOVERE
2785
4143
6866
6714
6197
5675
5529
7,36
LURANO
928
1072
1193
1279
1475
1598
2021
3,98
LUZZANA
335
583
460
429
568
617
679
3,38
MADONE
470
802
1340
1851
2553
2782
2990
2,98
MAPELLO
1884
2487
3201
3657
4549
5005
5485
8,5
MARTINENGO
4355
5581
5721
6384
7214
7835
8402
21,71
MEDOLAGO
744
896
1970
1065
1246
1606
1953
3,76
MEZZOLDO
323
451
488
460
337
281
237
18,81
MISANO DI GERA D'ADDA
1022
1451
1578
1665
1985
2203
2499
6,11
MOIO DE' CALVI
336
408
309
258
206
188
182
6,18
MONASTEROLO DEL CASTELLO
459
878
736
749
784
860
943
8,48
MONTELLO
353
519
1373
935
1924
1987
2348
1,74
415
416
Denominazione comune
1861
1911
1961
1971
1981
1991
2000
Superf.
(kmq)
MORENGO
1079
1262
1574
1607
1663
1869
2222
10,28
MORNICO AL SERIO
1468
1874
1910
1960
2237
2470
2577
6,99
MOZZANICA
1196
1961
2691
2859
3210
3398
3860
9,33
MOZZO
597
1006
2263
3833
5306
6312
6792
3,56
NEMBRO
2751
5492
9633
10856
10708
11116
11107
15,22
OLMO AL BREMBO
456
711
624
538
557
529
525
7,79
OLTRE IL COLLE
865
1426
1873
1574
1376
1236
1156
32,41
OLTRESSENDA ALTA
257
465
324
213
176
185
197
17,26
ONETA
549
945
1056
837
745
716
717
18,26
ONORE
361
645
668
673
736
694
707
11,59
ORIO AL SERIO
435
621
977
1232
1112
1186
1345
3,03
ORNICA
277
414
502
487
346
261
220
14,32
OSIO SOPRA
990
1316
2622
2965
3183
3491
3964
5,03
OSIO SOTTO
1759
2273
5163
6487
9449
9982
10482
7,45
PAGAZZANO
910
1378
1472
1366
1576
1654
1829
5,04
PALADINA
923
1590
2828
3049
3120
3122
3106
2,04
PALAZZAGO
1772
2374
2564
2496
2826
3081
3519
13,98
PALOSCO
1665
2495
3853
4277
4643
4804
4933
10,45
PARRE
743
1820
1949
2157
2355
2457
2701
22,48
PARZANICA
469
775
1027
723
567
424
375
10,78
PEDRENGO
687
1207
1742
2594
3299
4283
5115
3,55
PEIA
1058
1530
1577
1705
1663
1746
1742
4,35
PIANICO
365
604
1125
1266
1227
1266
1350
2,62
PIARIO
239
446
672
746
788
812
892
1,48
PIAZZA BREMBANA
596
580
890
1004
1049
1111
1199
6,54
PIAZZATORRE
247
391
470
515
471
502
472
23,57
PIAZZOLO
205
310
215
171
129
111
106
4,19
POGNANO
555
688
808
919
1115
1156
1293
3,17
PONTE NOSSA
281
1779
2543
2407
2266
2140
2043
5,57
PONTE SAN PIETRO
2069
3971
7433
9655
10595
10115
9520
4,59
PONTERANICA
969
1868
4213
5443
6675
7084
6940
8,37
PONTIDA
2269
2624
2661
2666
2680
2672
2889
10,14
PONTIROLO NUOVO
1535
2436
3146
3406
3635
3862
4079
10,83
PRADALUNGA
1329
2530
3515
3699
3812
3926
4290
8,39
PREDORE
820
1249
1394
1559
1644
1628
1685
11,61
PREMOLO
389
876
1078
1049
1022
1007
1050
18,31
PRESEZZO
1031
1364
2583
2526
3444
4107
4512
2,13
PUMENENGO
1410
2018
1538
1297
1445
1456
1469
10,1
RANICA
906
2022
3259
4018
5262
5723
5817
4,16
RANZANICO
571
1115
775
751
770
858
1011
7,04
RIVA DI SOLTO
691
997
979
847
895
858
826
8,59
ROGNO
759
1210
1853
1971
2615
2899
3196
15,59
ROMANO DI LOMBARDIA
4440
6279
10260
12830
14518
15408
15600
18,03
RONCOBELLO
671
739
797
595
504
470
481
25,5
RONCOLA
412
607
528
570
576
554
648
5,07
ROTA D'IMAGNA
1036
1451
950
825
810
815
833
6
ROVETTA
1018
1943
2033
2147
2535
2806
3303
23,96
SAN GIOVANNI BIANCO
3263
5028
4895
4902
4804
4757
4947
31,45
Parte terza – Allegati
Denominazione comune
1861
1911
1961
1971
1981
1991
2000
Superf.
(kmq)
SAN PAOLO D'ARGON
702
1100
1672
2283
2918
3390
4329
5,07
SAN PELLEGRINO TERME
1569
3233
4436
5214
5485
5290
5069
22,83
SANTA BRIGIDA
626
1087
863
846
694
646
656
14,21
SANT'OMOBONO IMAGNA
1659
2638
2525
2618
2782
2970
3128
10,8
SARNICO
1731
2536
4212
5332
5549
5668
5804
6,44
SCANZOROSCIATE
2071
3543
5225
6251
7515
8179
8565
10,78
SCHILPARIO
1431
1700
1801
1699
1441
1343
1318
63,87
SEDRINA
963
1693
2168
2214
2375
2410
2397
5,98
SELVINO
437
853
1476
1684
1837
1837
2011
6,43
SERIATE
2527
5873
12339
16276
18018
19030
19798
12,41
SERINA
1429
2572
2531
2095
2030
2129
2150
27,54
SOLTO COLLINA
1001
1334
1288
1297
1271
1305
1497
12,01
SOLZA
473
670
0
969
1064
1258
1428
1,23
SONGAVAZZO
500
712
556
477
548
539
611
12,7
SORISOLE
1630
2724
4645
6291
7440
8120
8383
12,32
SOTTO IL MONTE GIOVANNI XX
1049
1378
1785
2153
2350
2585
3004
5,12
SOVERE
2366
3242
3444
3797
4614
4638
4908
17,79
SPINONE AL LAGO
284
544
534
611
688
748
780
1,98
SPIRANO
1984
2692
3173
3479
3807
4079
4231
9,46
STEZZANO
2317
3317
5932
6612
7556
8253
9960
9,25
STROZZA
571
833
824
767
840
854
898
3,85
SUISIO
1100
1384
1927
2239
2808
3060
3300
4,58
TALEGGIO
1147
2146
1267
968
753
684
602
46,47
TAVERNOLA BERGAMASCA
698
1160
2287
2286
2328
2360
2319
12,36
TELGATE
1091
1898
2362
2795
3299
3715
4115
8,12
TERNO D'ISOLA
1214
1708
2360
2789
3213
3471
4438
3,99
TORRE BOLDONE
845
1562
3440
5877
7180
7685
7656
3,44
TORRE DE' ROVERI
461
618
1184
1324
1419
1650
1979
2,7
TORRE PALLAVICINA
1461
1870
1295
1071
984
946
1054
10,3
TRESCORE BALNEARIO
2881
3837
4764
5736
6517
7075
8020
13,31
TREVIGLIO
11051
17481
23413
25989
26132
25299
25467
31,54
TREVIOLO
2199
3267
5557
7066
8059
7752
8496
8,43
UBIALE CLANEZZO
639
896
1182
1161
1170
1195
1265
7,35
URGNANO
3424
4751
5861
6716
7372
7606
8301
13,97
VALBONDIONE
1346
1658
1910
1699
1507
1316
1211
95,3
VALBREMBO
755
1271
1591
1976
2681
3292
3613
3,66
VALGOGLIO
484
647
729
627
592
616
604
31,77
VALLEVE
136
396
220
206
170
158
153
14,96
VALNEGRA
321
428
354
329
253
238
227
2,09
VALSECCA
541
909
617
569
483
450
420
5,23
VALTORTA
773
768
678
557
461
393
370
30,59
VEDESETA
564
739
503
421
316
297
273
19,78
VERDELLINO
987
1361
1953
4150
5667
6537
6610
3,78
VERDELLO
1979
2780
4833
5372
6069
6173
6286
7,15
VERTOVA
1891
3919
4952
5024
5068
4788
4708
15,79
VIADANICA
670
912
920
895
886
937
963
5,44
VIGANO SAN MARTINO
536
867
800
857
936
926
1002
3,65
VIGOLO
576
1003
1036
811
727
656
702
12,22
417
418
VILLA D'ADDA
2320
2617
2564
2873
3271
3703
3937
Denominazione comune
1861
1911
1961
1971
1981
1991
2000
6,01
Superf.
(kmq)
VILLA D'ALME'
1448
2900
4733
5512
5697
5798
6405
6,36
VILLA DI SERIO
942
1705
2884
3383
3952
5162
5740
4,56
VILLA D'OGNA
576
1586
1990
1727
1649
1682
1697
5,18
VILLONGO
1613
2609
2988
3867
5128
5656
6393
5,93
VILMINORE DI SCALVE
1730
2330
2166
1810
1554
1510
1529
40,93
ZANDOBBIO
1163
1700
2230
2187
2080
2039
2256
6,46
ZANICA
2000
2671
4325
4549
5119
5866
6993
14,66
ZOGNO
4416
7629
8211
8674
8531
8724
9025
34,86
TOTALE
339170
527417
726871
806909
872465
909084
965138
2722,86
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PARTE TERZA ALLEGATI - Provincia di Bergamo