Nulla è più certo dell’incertezza
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di Alessandro Ambrosi
NORMATIVA
L’Ente Bilaterale del Terziario
di Mauro Portoso
Cedolare secca sulle locazioni
di Vito D’Ingeo
Commercianti: indennizzo a chi cessa l’attività
a cura di ENASCO
Vessatorietà e abusi: le cose da sapere
di Pierluigi Damiani
La finanziaria 2012
di Emanuele Panza
Ancora sulla mediazione civile
di Caterina Storelli
In copertina: il Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro
Quando, nel 1223, San Francesco d’Assisi “inventò” il presepe,
certo non avrebbe mai immaginato che la sua meravigliosa intuizione avrebbe dato il via ad una delle più belle forme d’arte
nel nostro Paese. Da allora, artisti, artigiani, associazioni, semplici cittadini hanno, nei secoli, realizzato presepi di tutti i tipi e
dimensioni, dando origine in alcuni casi anche a vere e proprie
scuole, fra le quali indubbiamente la più celebre resta quella
napoletana che ha prodotto presepi di assoluto valore artistico.
Non mancano quelli che, oltre ad essere belli, sono anche originali per tecniche e materiali usati nella loro realizzazione.
Nella copertina di questo numero natalizio della nostra rivista
vi proponiamo un particolare di uno fra i presepi divenuti
ormai celebri: Il Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro,
giunto quest’anno alla ottava edizione, realizzato dall’Accademia della Sabbia di Roma in collaborazione con l’associazione Lignano in Fiore onlus, sotto la direzione artistica di
Antonio Molin e Paolo Fontecchia.
L’opera si trova anche quest’anno sulla spiaggia presso la
Terrazza a Mare e sarà visitabile dal 17 Dicembre all’8 gennaio. Per dare un seguito al tema della scenografia del Presepe
2010 dedicata ai lavori della terra, quest’anno si è scelto di
dedicare l’ambientazione della natività alle acque ed in particolare al lavoro dell’uomo in relazione con esse. La stessa
Sacra Famiglia è rappresentata a bordo di una barca tra il
mare e la laguna. All’interno della tensostruttura sono ospitate altre sculture di sabbia a tema acquatico tra cui un faro
nautico dell’altezza di oltre 6 metri.
•••
Iscritto presso il Tribunale di Bari in data 12/01/2009
- N. 69/2009 del Ruolo generale; N. 51 del Ruolo
sezionale; N. 2 del registro stampa
Periodico di informazione, aggiornamento e cultura a cura della Confcommercio della Provincia di
Bari – Distribuzione gratuita
Anno III n. 5 - 2011
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legale rappresentante ALESSANDRO AMBROSI
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La tiratura di questo numero di “Confcommercio
magazine” è di 13.000 copie.
SPECIALE “MINERVINO MURGE”
Minervino, cuore della Murgia
Pag. 16
a cura della Redazione
ALIMENTAZIONE E SALUTE
L’uva Pizzutella, oro giallo di Ruvo di Puglia
Pag. 22
a cura della Redazione
ATTUALITA’
Mostre e spettacoli: grandi eventi al Teatroteam
Pag. 24
a cura di Maurizio Chiechi
Vivere chic, spennen picch!!
Pag. 26
di Michele Carriera
CULTURA
Dal baratto all’homebanking
Pag. 28
di Sara Spagnoletti
Una passeggiata a Bari vecchia
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di Magda De Pasquale
Una serata all’insegna della baresità
di Felice Di Maggio
La stella cometa, i re Magi e Giotto
di Vittorio Polito
Natale al cinema: irrompe la magia del 3D
di Viviana Rubini
SPORT
Scherma tra sport e storia
Pag. 40
a cura di Magda De Pasquale
CONFCOMMERCIO INFORMA
I contratti di sviluppo
Pag. 42
dalla di Emanuele Panza
Formazione degli addetti al commercio
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a cura della Redazione
Non brilla il settore dei preziosi
a cura della Redazione
Scadenzario fiscale
a cura di Michele Carriera
L@ POSTA
Lettere al Direttore:
detrazione IRPEF per lavori di ristrutturazione
a cura di Leo Carriera
Pag. 48
SOMMARIO
EDITORIALE
1
EDITORIALE
2
Nulla é più certo
dell’incertezza
di Alessandro Ambrosi
Lo
scrivevo nell’editoriale di questo
stesso Magazine due anni or sono.
Era il Natale del 2009, allora c’era un
governo che appariva solido, non erano ben noti
a tutti termini quali spread, bond, Bce. L’euro era
un dato di fatto, senza dubbi, senza forse, senza
ma. Sono passati due anni, e quel che è accaduto
è noto. Meno sicuro invece è quanto potrà accadere nei mesi a venire. Natale 2011: nulla oggi è
più certo dell’incertezza.
Leggevo un’indagine sui consumi in occasione di queste festività. Un ricerca “doc”, siglata
“Deloitte” e pubblicata sul più importante quotidiano economico. Le previsioni sulle spese di
Natale vedono in Italia un calo del 2,3 per cento,
quasi il triplo della frenata media prevista in
Europa. Certo, siamo, e meno male, lontanissini
dal meno 22,09 per cento della Grecia; e dal meno
7-8 per cento di Irlanda e Portogallo. Anche se il
nostro meno 2,3 per cento, al Sud è destinato a
crescere e a sfiorare ben altre e alte percentuali.
Non c’è di che rallegrarsi: pochi soldi per i
bilanci delle famiglie, sfiducia in un futuro in cui
l’aumento di tasse e imposte sembra essere una
strada senza alternative, pessimismo diffuso – a
prescindere dalla reale entità delle crisi – sfidu-
cia. Tradotto: cinghia tirata. Eppure gettare la
spugna, arrendersi, farsi sopraffare possono essere errori che noi tutti pagheremmo a caro prezzo.
Innanzitutto partiamo da un presupposto: per
alcune fasce della popolazione il reddito medio è
sceso, ma in generale è la sfiducia nel futuro, quel
buco nero tutto da decifrare, a rallentare gli
acquisti, e tuttavia la frenata dei valori resta limitata se guardiamo agli altri Paesi, e le festività da
noi continuano ad essere un momento importante, si farà di tutto per non rinunciarvi, per mantenere la tradizione, magari con budget ridotti, ma
pur sempre dedicati.
La crisi c’è e bisogna affrontarla, trasformando i problemi in opportunità, così da limitarne gli effetti, lavorando – come del resto
stanno facendo le associazioni di categoria –
sul fronte istituzionale per far capire una volta
per tutte che il comparto del commercio, che le
piccole e medie aziende sono essenziali per la
sopravvivenza economica, sociale, occupazionale e che ogni misura che dovesse o rischiasse di disincentivare i consumi sarebbe più che
insostenibile, del tutto intollerabile. Eppure
più che un’opportunità anche il Natale 2011
sarà il termometro di quanto ci aspetta nei
prossimi mesi, in attesa dell’altra prova a partire dal 7 gennaio: quella dei saldi.
Eccoci, siamo nel bel mezzo dello shopping
delle feste, ma temiamo al solito che ancora una
volta la vera crisi sia quella dei nervi, del disorientamento cui dobbiamo essere pronti a contrapporre consapevolezza e reattività.
Quest’anno, sarà perché non possiamo più
rassegnarci al peggio, non abbiamo lasciato
nulla al caso. A Bari di concerto con l’amministrazione comunale e la Camera di Commercio è
stato svolto un duro, difficile, quasi impossibile,
lavoro, puntando sul marketing, sulla comunicazione, sugli eventi che costituiscono fattori
attrattivi per i consumatori. A Bari come in molti
centri della provincia. Insomma, mai come in
questo momento gli imprenditori delle piccole e
medie aziende commerciali e tutti coloro che
contribuiscono a comporre il tessuto economico
sano, hanno mostrato la massima disponibilità
alle innovazioni, ai cambiamenti, alle buone
idee.
E´, dunque, una sfida a tutto campo, la più
difficile, quella che stiamo affrontando, ma
bisogna ammettere che per il futuro della città
che per anni è stata definita il “più grande centro commerciale a cielo aperto del Sud Italia”
Buon
Natale
serve una reazione della categoria chiamata
ancora una volta a rispondere al suo ruolo propositivo, ad un’azione ferma nei confronti delle
Amministrazioni cittadine e di tutte le altre
Istituzioni che devono aiutare un comparto che
da solo non può farcela ad innestare un cambio
di marcia.
Cerchiamo, pretendiamo una concertazione
organica e non episodica degli interventi per la
crescita e lo sviluppo del territorio e del sistema
delle imprese. Impegni che vadano ben oltre le
“vendite di Natale”. Sarebbe un errore fatale non
farsi trovare pronti alle prossime imminenti sfide,
fatte di liberalizzazioni dei tempi del commercio,
cui devono corrispondere necessariamente liberalizzazioni dei tempi della città. Sfide nell’ambito
di un’innovazione che chiede, pretende, grandi
spazi di applicazione per mostrare i propri frutti.
Sono percorsi da cui non ci si può più allontanare.
E mantenere dritto il timone verso questi traguardi sarà il compito di tutti; vorremmo mai più ritrovarci a dettare bollettini di guerra più o meno tragici sul corso delle vendite, su come i baresi e i
pugliesi tutti hanno deciso di investire quel che
rimane della tredicesima.
Felice
Anno
Nuovo
Il Presidente, la Giunta, il Consiglio Direttivo, il Direttore e il personale tutto
della Confcommercio della Provincia di Bari
formulano i migliori auguri a tutti gli Imprenditori.
EDITORIALE
3
NORMATIVA
4
L’Ente Bilaterale
del Terziario
Dalla conciliazione dei tempi
di vita lavoro, alla ricerca di lavoro,
il sostegno dei lavoratori
passa attraverso questo ente
di Mauro Portoso
L
’Ente Bilaterale del Terziario, Distribuzione
e Servizi della Provincia di BARI nell’ottica
del consolidamento delle attività intraprese
nel corso degli ultimi anni, vuole rendersi parte
attiva al fine di erogare i servizi e contributi a
sostegno per i lavoratori e concedere agli stessi gli
strumenti per rendere flessibile la loro attività
lavorativa. Lo sforzo che siamo chiamati a compiere come Ente Bilaterale è quello di impegnarci
nella costruzione di una società affidata non ai
rapporti di forza e trasformata in una giungla
dove vince chi trova gli espedienti e le modalità di
galleggiamento, ma in un ambiente relazionale
dove è possibile dare attuazione agli strumenti che
garantiscono il giusto equilibrio tra impresa e
lavoratore.
Per questo l’Ente con la messa a disposizione di
questi strumenti ai lavoratori, vuole continuare
sulla via già percorsa, quella della fiducia reciproca, tra imprese e lavoratori. Affinché la bilateralità
si possa sviluppare in un’ottica di cooperazione e,
perché no, di corresponsabilizzazione, è necessario un cambiamento culturale tale da scrivere una
pagina nuova del capitolo del welfare (che ha una
storia consolidata di buone pratiche, di istituzioni
e attori sociali).
Pertanto l’Ente bilaterale del terziario della
Provincia di BARI quale istituzione locale, può con
risorse pubbliche e collettive, assumersi il compito
di gestire l’asimmetria sul mercato raccogliendo la
sfida della flessibilità e della conciliazione dei
tempi di vita-lavoro.
I compiti ulteriori – rispetto a quelli già
assunti in termini più specifici di welfare contrattuale (previdenza, sanità, formazione) –
sono rispettivamente:
- gestione di misure di integrazione al reddito
mirate alla conciliazione vita – lavoro;
- gestione di misure per il sostegno al reddito
dei lavoratori per malattia
- gestione dei servizi di informazione, orientamento, consulenza e assistenza alla mobilità in ingresso e in uscita;
- incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Nel corso dell’esperienza maturata è risultato
quanto il tema della conciliazione sia difficile da
affrontare, nonostante si sia esteso a nuovi ambiti e
malgrado sia ormai diffusa la consapevolezza che la
questione non coinvolga solo donne, ma anche
uomini in eguale misura. In alcune aziende, ad
esempio, sussiste ancora un’organizzazione del
lavoro di stampo fordista: compiti, mansioni e orari
sono rigidi, definiti senza alcuna forma di attenzione nei confronti delle esigenze personali del lavoratore, in molti casi si è comunque avuto prova che
lavorando sui regimi di orario o su sistemi compensativi si possono conseguire risultati significativi.
Dall’analisi di alcuni contesti aziendali emerge
che nel momento in cui l’azienda garantisce un
sistema di attenzione e promozione del benessere
del lavoratore, sta incidendo sul miglioramento
del rapporto lavoratore-azienda, sta rinforzando
la fidelizzazione del lavoratore, sta favorendo il
miglioramento delle performance lavorative; in
poche parole si migliora il proprio benessere attraverso quello delle proprie risorse.
La conciliazione dei tempi vita-lavoro è inoltre
presente nella contrattazione collettiva e anche se
non vi è ad oggi alcun riferimento specifico rispetto
al termine. Nei fatti però molti dei contratti come
quello del Commercio, tanto a livello nazionale che
aziendale, presentano molti elementi di “organizzazione flessibile degli orari di lavoro”. La categoria
rappresentata dall’Ente, quella del Terziario e dei
Servizi, ha la necessità (data la presenza di donne) di
rispondere alle nuove esigenze di Mercato (es. aperture domenicali, festive, legate ai periodi di saldi )
che in qualche modo devono sposarsi con i tempi
privati delle famiglie dei singoli dipendenti.
Dall’analisi dell’Osservatorio Provinciale presso l’Ente, emerge che la questione culturale sia
l’elemento più importante da perseguire. E’ indispensabile sviluppare una cultura d’impresa che
sia mirata ad una maggiore attenzione alla vita
privata dei propri dipendenti. Una politica aziendale che favorisca il persistere dei due impegni,
quello familiare da un lato e quello lavorativo dall’altro, cercando di armonizzarli il più possibile.
Cura ed attenzione dei propri dipendenti significa
quindi cura ed attenzione verso coloro i quali sono
in grado di influenzare negativamente o positivamente l’immagine della propria Organizzazione e
la produttività; i dipendenti sono per primi clienti
che richiedono prodotti e servizi su misura ed in
tempi brevi. Se nella cultura imprenditoriale
aumenta la consapevolezza che anche dal benessere dei propri dipendenti dipende lo sviluppo e la
produttività dell’impresa stessa, avremo aziende
realmente più competitive perché in grado di
organizzare e motivare le proprie risorse umane.
Sulla base della normativa e del Bando
regionale relativo alla conciliazione dei tempi
di vita lavoro, la Giunta Esecutiva dell’Ente
Bilaterale del Terziario della Provincia di
BARI nella seduta del 07 novembre 2011 ha
stabilito la partecipazione al suddetto bando
con la messa a disposizione di euro 50.000,00
cosi come previsto dalla D.D. n. 535 del
20.06.2011 pubblicato sul BURP n. 143 del
15.09.2011. Inoltre non essendo stato costituito
l’Ente nella Provincia BAT, lo stesso ha competenza per i Comuni facenti parte dell’ex-provincia di BARI.
L’interesse sarà rivolto alle fasce di età tra i 25 e
30 anni con prospettive di esigenze per le cure dei
genitori, e della famiglia, attraverso la cultura del
sostegno familiare, valorizzazione della qualità
della vita. Il vigente CCNL TERZIARIO inoltre
non completa a pieno il sostegno nell’ambito del
congedo parentale limitandosi alla quota del 30%
ed ad un periodo considerato ristretto di 6 mesi.
Inoltre sulla base della specificità del territorio e
del contesto in cui operano i lavoratori del terziario
vengono proposte le seguenti attività di sostegno.
Costituzione della Commissione
per la Conciliazione dei Tempi di Vita Lavoro
e della Genitorialità all’interno
dell’Ente Bilaterale del Terziario.
La stessa avrà il compito di divulgazione degli
strumenti finanziari – legislativi – contrattuali –
mirati alla armonizzazione dei tempi e alla diffusione degli incentivi previsti dal Bando regionale,
anche attraverso incontri tra OO.SS. e Azienda per
discutere della organizzazione degli orari di lavoro (permessi – turni – parttime– ferie) per valorizzare e non dequalificare le ore di lavoro ridotte.
Congedi parentali
Il vigente CCNL prevede l’erogazione del 30%
sino ad un massimo di mesi 6. Si vuole concorrere
all’ampliamento del periodo di 6 mesi, attraverso
l’erogazione di una indennità mensile per il congedo parentale richiesto dal padre lavoratore per
maternità facoltativa in aggiunta al periodo richiesto dalla madre, entro il terzo anno di vita del
bambino.
Inoltre si vuole concedere per i 6 mesi del congedo parentale una indennità ulteriore pari al 30%
sino a coprire il 60% della retribuzione per congedo parentale richiesto dalla lavoratrice.
Malattia di lunga durata
non indennizzata dall’INPS
Erogazione di una indennità nei casi di periodo
di aspettativa non retribuita richiesti dai lavoratori a propri datori di lavoro nelle ipotesi di periodi
di malattia che eccedono i 180 giorni all’anno non
indennizzati dall’INPS, estendo ad un ulteriore
periodo di massimo ulteriori 180 giorni.
Voucher Family-Friendly
L’obiettivo prioritario dell’intervento è quello di
offrire un aiuto economico alle donne impegnate
nelle attività di cura (minori, anziani non autosufficienti, diversamente abili) finalizzato a favorire l’accesso a servizi di assistenza alla persona. La finalità
dell’azione è quella di migliorare la qualità della vita
delle donne con problematiche di conciliazione tra
tempi di vita familiare e di vita lavorativa:
- Per assistenza a figli minori di età non superiore
a 12 anni
- Per assistenza ai familiari anziani non autosufficienti
- Per assistenza ai diversamente abili
Con successivi regolamenti e appositi Bandi
verranno messi a disposizione nel corso del 2012 i
fondi stanziati per i lavoratori. Tutte le informazioni saranno rese disponibili sul sito dell’Ente:
www.ebiterbari.com.
NORMATIVA
5
NORMATIVA
6
Cedolare
secca sulle
locazioni
di Vito D’Ingeo
D
all’anno 2011 la tassazione dei canoni di
locazione percepiti può essere effettuata
in modo alternativo all’IRPEF e relative
addizionali: si può utilizzare la “cedolare secca”.
Possono scegliere questo sistema solo le persone fisiche (non società) che, al di fuori dell’esercizio d’impresa o di professione, percepiscono redditi da locazione di immobili ad uso
abitativo (categoria catastale A esclusa A/10) e
relative pertinenze locate congiuntamente, di cui
siano proprietari o usufruttuari. L’immobile deve
essere locato per uso abitativo e non per uso ufficio o promiscuo.
Si può applicare anche alla locazione di una
sola parte dell’immobile (ad es. una stanza). I
contratti per i quali si può applicare sono tutti i
tipi e, quindi quello libero, concordato, transitorio, per studenti e ad uso turistico.
La cedolare sostituisce l’IRPEF e le relative
addizionali oltre all’imposta di registro e di bollo
sui contratti. E’ evidente la convenienza: invece
di pagare, con la propria aliquota massima, sulla
rendita catastale maggiorata del 5% ovvero sul
canone di locazione percepito ridotto del 15% sia
l’IRPEF che le addizionali regionali e comunali,
si potrà pagare:
- il 19% sul totale annuo percepito, se si tratta di
canone concordato (per immobili siti in
Comuni con carenza di disponibilità abitative
e in quelli ad alta tensione abitativa)
- il 21% per tutti gli altri tipi di contratto
Non si devono neppure pagare l’imposta di
registro del 2% per la registrazione del contratto
né il bollo sul contratto stesso.
Va anche ricordato che il reddito assoggettato
alla cedolare secca, pur essendo escluso dall’imponibile IRPEF, si somma agli altri redditi per la
valutazione e per la determinazione di deduzioni, detrazioni ed altri benefici fiscali con la conseguenza che le detrazioni per lavoro dipendente/pensione e le detrazioni per carichi di famiglia possono subire una modesta diminuzione.
La cedolare secca si versa:
- acconti entro il 16 giugno (o 16 luglio con la
maggiorazione dello 0,40%) e 30 Novembre
dell’anno cui si riferiscono i redditi da locazione.
- saldo entro il 16 giugno (o 16 luglio con maggiorazione)
L’acconto è dell’85% dell’imposta dovuta per
l’anno 2011 mentre sarà del 95% dell’imposta
dell’anno precedente dal 2012. L’acconto
- non è dovuto se pari o inferiore a euro 51,65
- si versa in una sola rata al 30 novembre se è
inferiore a euro 257,52
- si versa in due rate(40% entro il 16 giugno e
60% entro il 30 novembre se il valore è maggiore o uguale a euro 257,52
Per il versamento va utilizzato il modello F24
con i codici:
- 1840 per la prima rata d’acconto
- 1841 per la seconda o unica rata d’acconto
- 1842 per il saldo
Tali modalità vanno seguite anche da chi
abbia utilizzato il modello 730 in quanto il versamento degli acconti e saldo della cedolare non
possono essere trattenuti sulla busta paga.
Il regime della cedolare secca può essere scelto dal locatore o in sede di stipula del contratto o
nelle annualità successive e vincola per la durata del contratto e della proroga salvo revoca
espressa effettuata entro il termine stabilito per il
pagamento dell’imposta di registro dovuta per
l’anno di riferimento.
In caso di scelta per la cedolare secca, il proprietario deve comunicare all’inquilino tale scelta con lettera raccomandata (non a mano) nella
quale comunica anche la rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione a qualunque titolo. Il mancato invio porta all’inapplicabilità del
regime. La comunicazione va effettuata singolarmente a tutti gli inquilini.
Sono soppressi alcuni adempimenti:
- Non si comunicano le generalità dell’inquilino
all’autorità di pubblica sicurezza
- Non si paga l’imposta di registro
- Non si paga l’imposta di bollo
I vantaggi per l’inquilino sono:
- Non versa più il 50% dell’imposta di registro e
di bollo
- Non è più tenuto all’aggiornamento del canone
di locazione in base all’indice ISTAT
La convenienza della scelta della cedolare secca
è legata alla situazione reddituale complessiva del
contribuente. Per un’analisi di tale convenienza va
tenuto conto non solo dell’aliquota IRPEF marginale applicabile al reddito complessivo, ma anche
delle addizionali regionali e comunali. Inoltre la
base imponibile è rappresentata dal 100% del
canone percepito senza la riduzione forfetaria
(15%) prevista in caso di tassazione ordinaria. E
ancora si deve rinunziare agli adeguamenti ISTAT.
In definitiva si può dire che, in linea generale,
la convenienza per la cedolare secca aumenta con
l’aumentare del reddito globale. In presenza di
redditi globali piuttosto bassi, si deve ritenere
che il nuovo regime non convenga.
Può essere interessante la seguente tabella
sinottica.
NORMATIVA
7
NORMATIVA
8
Commercianti:
indennizzo a chi
cessa l’attività
a cura di ENASCO
Un
indennizzo pari a 467 Euro
mensili: ecco a quanto ammonta quest’anno il trattamento per gli operatori commerciali che decidono
di cessare l’attività.
Il beneficio, già previsto dal 1996 e di cui la
categoria ha potuto usufruire fino al 31 dicembre 2007, è stato ripristinato con una norma
inserita nella legge anticrisi (n. 2 del 28 gennaio 2009). Un atto fortemente voluto dalla
Confcommercio, vista la crisi del settore mercantile negli ultimi anni.
La prestazione funziona come un ammortizzatore sociale, il cui scopo è quello di accompagnare fino alla pensione coloro che lasciano definitivamente l’attività. Non si tratta comunque di
assistenza a carico dello Stato, ma di autogestione. E’ stato previsto, infatti, che la concessione
dell’indennizzo venga finanziata – fino al 31
dicembre 2013 - tramite la maggiorazione dello
0,09 per cento dell’aliquota contributiva a carico
dei commercianti in attività iscritti all’Inps.
Entriamo nei dettagli.
DESTINATARI
Sono tutti coloro che esercitano, in qualità
di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio.
REQUISITI E CONDIZIONI
E’ necessario che gli interessati, nel periodo
tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011,
abbiano più di 62 anni di età, se uomini, o più
di 57 anni, se donne, e vantino un’iscrizione al
momento della cessazione dell’attività per
almeno 5 anni, in qualità di titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti attività commerciali istituita presso l’Inps.
Sono necessari altresì:
- la cessazione definitiva dell’attività commerciale;
- la riconsegna dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di
alimenti e bevande (nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente
all’attività di commercio al minuto);
- la cancellazione del titolare dell’attività
dal Registro delle imprese presso la
Camera di commercio;
- la cancellazione del titolare dal registro
degli esercenti il commercio per l’attività
di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
- la cancellazione dal ruolo provinciale degli
agenti e rappresentanti di commercio.
Va chiarito, poi, che per coloro che matureranno i requisiti a partire dal 1° gennaio 2012
sarà necessario attendere che il legislatore, con
apposita norma, provveda a ripristinare la concessione dell’indennizzo in questione.
INCOMPATIBILITÀ DEL BENEFICIO
L’indennizzo è incompatibile con l’esercizio
di qualsiasi attività di lavoro autonomo o
subordinato e, conseguentemente, la corresponsione del beneficio ha termine dal 1° giorno del mese successivo a quello nel quale sia
stata ripresa l’attività lavorativa sia essa dipendente che autonoma.
Il beneficiario ha l’obbligo di comunicare
all’Inps la ripresa dell’attività lavorativa, entro
30 giorni dal suo verificarsi.
A sua volta l’Inps deve effettuare i controlli
sul rispetto della norma che prescrive l’incompatibilità.
MISURA, DURATA E MODALITÀ DI EROGAZIONE
L’indennizzo compete dal 1° giorno del mese
successivo a quello di presentazione della relativa domanda e fino al momento in cui si potrà
percepire la pensione di vecchiaia. Ciò significa
che, rispetto al passato, l’ indennizzo avrà una
durata superiore ai tre anni, visto che l’assegno
potrà essere erogato anche nel periodo che
intercorre tra il mese di compimento dell’età
pensionabile (60 anni per le donne, 65 per gli
uomini) e l’apertura della cosiddetta finestra,
cioè fino al momento in cui la pensione verrà
effettivamente erogata (cioè massimo 18 mesi).
L’importo - pari come si e già detto a 467
Euro mensili - è identico a quello del trattamento minimo di pensione, che viene concesso
dall’Inps ai commercianti iscritti alla gestione.
L’Inps ritiene, poi, che la titolarità di un trattamento pensionistico non impedisca la concessione dell’indennizzo.
In una situazione del genere potrebbero trovarsi i titolari di assegno di invalidità, di pen-
sione di anzianità, nonché le vedove e i vedovi
che hanno una rendita di reversibilità.
E’ importante però sottolineare che nessuna
proroga rispetto alla scadenza naturale di 60 e
65 anni (cioè fino ad un massimo di 18 mesi)
potrà essere invece concessa agli interessati già
titolari di pensione erogata dall’Inps o da altro
Ente pensionistico o che, al momento del compimento dell’età pensionabile, non siano in
possesso del requisito contributivo per il diritto alla pensione di vecchiaia.
Per ottenere l’indennizzo la domanda va
presentata entro il 31 gennaio 2012 su un
modello appositamente predisposto.
I periodi in cui viene riscosso l’assegno si
considerano come lavorati ai fini della pensione. Attenzione però: la contribuzione figurativa si somma a quella di lavoro solo per
raggiungere il diritto, in quanto lo scopo
della prestazione è unicamente quello di evitare che il commerciante con pochi versamenti possa restare senza reddito e senza pensione.
Si consiglia, data anche la non semplice
procedura richiesta, di rivolgersi agli uffici
del Patronato 50&Più Enasco i quali, gratuitamente, dopo una attenta verifica dei requisiti,
possono provvedere alla predisposizione dell’apposita domanda e al successivo inoltro
presso l’Inps.
NORMATIVA
9
NORMATIVA
10
Disdetta/recesso dell’assicuratore
dopo un sinistro
Vessatorietà e abusi:
le cose da sapere
di Pierluigi Damiani
S
empre più spesso accade che, dopo il verificarsi di un sinistro, la nostra compagnia
assicurativa disdica la polizza.
Appare evidente il disagio per il consumatore
che si ritrova nella difficoltà di acquistare una
nuova garanzia presso altro assicuratore.
Tale condotta è legittima o abusiva? Le clausole che prevedono la possibilità di recesso dell’assicuratore dopo ogni sinistro sono conformi
alle norme dettate a tutela del consumatore?
Orbene, la questione della vessatorietà è fortemente dibattuta in ambito assicurativo, poiché il
contratto d’assicurazione, per sua stessa natura
aleatorio, ha indotto le varie compagnie alla predisposizione unilaterale di clausole spesso svantaggiose per l’assicurato.
In base all’art.33 del Codice del Consumo,
affinché una clausola possa ritenersi vessatoria è
necessario che determini a carico del consumato-
re un significativo squilibrio di diritti e obblighi
derivanti dal contratto. La loro vessatorietà è tale
a prescindere dalla buona fede dell’imprenditore
che se ne serve.
Il comma 2 dell’art. 33, analogamente all’art.
1469 bis, comma 2, c.c., stabilisce una presunzione
di vessatorietà, fino a prova contraria, per le clausole che hanno ad oggetto una serie di fattispecie
espressamente specificate, fra cui quella che “riconosce al solo professionista e non anche al consumatore la facoltà di recedere dal contratto”.
E’ necessario operare però una distinzione fra
le clausole delimitatrici del rischio (legittime) e
quelle limitatrici della responsabilità dell’assicuratore (vessatorie).
La clausola che delimita il rischio attiene al
merito, al contenuto del contratto, all’ampiezza
dell’obbligazione assunta dall’assicurazione,
pertanto non mira a limitare la responsabilità ma
a circoscrivere le fattispecie che rientrano nel titolo contrattuale.
Quando, viceversa, la clausola incide sugli
elementi costitutivi della responsabilità, essa è
vessatoria, da ricomprendersi nella seconda delle
due categorie innanzi dette.
Più precisamente sono da ritenersi tali quelle
clausole contrattuali che subordinano il pagamento dell’indennizzo a condotte dell’assicurato
di difficile attuazione, ovvero a circostanze non
strettamente pertinenti al sinistro.
La clausola che concede il recesso unilaterale
dell’assicuratore è una delle più frequenti nei
contratti di assicurazione danni. Tale clausola è
stata ritenuta da giurisprudenza e dottrina presuntivamente vessatoria in virtù dell’art. 1469
bis, comma 3 n.7 c.c., in quanto attribuiva la
facoltà solo al professionista e non anche al consumatore.
Nell’ipotesi di conclusione di un contratto
contenente una clausola con cui è previsto il
recesso unilaterale dell’assicuratore, questa (vessatoria) sarà improduttiva di ogni effetto (come
non apposta), restando valido il contratto per la
restante parte.
Per completezza e chiarezza, pare opportuno
indicare alcune delle clausole vessatorie più comunemente inserite nei contratti d’assicurazione.
In realtà si è anche valutato se la clausola di
recesso bilaterale, fosse o meno vessatoria. A ben
guardare, essa non risolverebbe il problema, in
quanto l’interesse dell’assicurato al recesso non è
paragonabile a quello dell’assicuratore, venendo
in considerazione - ai fini della qualificazione
della abusività della clausola - lo squilibro significativo di diritti e obblighi delle parti, operata ai
sensi dell’art. 1469 bis comma 1 c.c.
Ed in effetti, lo squilibro risiede nel fatto che la
previsione di recesso consente all’assicuratore di
raccogliere il massimo vantaggio ottenendo,
attraverso il prezzo minore del premio, un contratto pluriennale, e nello stesso tempo, riducendo al massimo il rischio dichiarato attraverso la
facoltà di recesso.
Sono vessatorie le clausole che:
- obbligano il contraente ad inviare la
disdetta del contratto entro 90 o 60 giorni
dalla sua scadenza;
- indicano come foro competente per le controversie, un luogo diverso dalla residenza
o domicilio del consumatore;
- obbligano il consumatore a ricorrere all’arbitrato prima di qualsiasi causa contro la compagnia, poichè in questo caso il primo
dovrebbe pagare delle spese di procedura,
che, nell’ipotesi di causa ordinaria, sarebbero a carico esclusivo della parte soccombente;
- sanciscono la decadenza della tutela legale
in favore del consumatore, ove prevista, se
l’accadimento non venga denunciato entro
dodici mesi;
- riservano alla compagnia di pagare solo una
quota proporzionale del risarcimento per un
danno assicurato da più società, nonostante
il pagamento del premio per intero.
NORMATIVA
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NORMATIVA
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La finanziaria 2012
LA LEGGE DI STABILITÀ 2012
PREVEDE, TRA L’ALTRO,
ALCUNE MODIFICHE DI CARATTERE
FISCALE CHE ANALIZZIAMO IN BREVE
di Emanuele Panza
COMPENSI SPETTANTI A
CAF E PROFESSIONISTI
A decorrere dalle attività svolte dal 2012:
- ai CAF e professionisti abilitati spetta l’importo di
€ 14 per ciascun mod. 730 elaborato e trasmesso,
elevato a € 26 per le dichiarazioni congiunte.
- non è più previsto alcun compenso per la trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi (mod. UNICO), IRAP e IVA né per l’invio
telematico dei modd. F24, né alle banche/poste
per la trasmissione delle dichiarazioni.
È infine disposto che per le attività svolte nel
2011, 2012 e 2013 non si procederà ad alcun adeguamento sulla base delle variazioni ISTAT dei
compensi spettanti.
Nella foto sotto il titolo, Palazzo Chigi; sopra, la riunione
del Consiglio dei Ministri per il varo della finanziaria; nella
pagina a fianco, il passaggio di consegna fra Silvio
Berlusconi e Mario Monti con il rito del campanellino.
SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI
Confermando l’intento di “liberalizzare” l’esercizio delle professioni in attesa di una riforma degli
ordinamenti professionali con apposito DPR, è
introdotta la possibilità di esercitare l’attività professionale in forma societaria, ferma restando l’attuale modalità dell’esercizio in forma associata.
In particolare, l’atto costitutivo della società
deve prevedere:
- l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci, che sono in ogni caso
tenuti al rispetto del codice deontologico del proprio Ordine;
- l’ammissione in qualità di soci soltanto di professionisti iscritti a Ordini, Albi o Collegi. I soci non
professionisti potranno essere ammessi solo per
prestazioni tecniche o per finalità di investimento;
- i criteri e le modalità di esecuzione degli incarichi conferiti alla società,
- le modalità di esclusione dalla società del socio
in caso di cancellazione dal rispettivo Albo.
Sempre nell’ottica della liberalizzazione dell’esercizio delle professioni è disposto che il compenso spettante al professionista va pattuito liberamente tra le parti, per iscritto, all’atto del conferimento dell’incarico professionale. In altre parole
non è più necessario fare riferimento alle tariffe
professionali.
BILANCIO SEMPLIFICATO PER SRL PRIVE DI
COLLEGIO SINDACALE
Dal 2012 le srl prive del Collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema
semplificato la cui struttura e le cui voci saranno
individuate con un apposito Decreto da adottare
entro il 30.3.2012.
ESTRATTI CONTO BANCARI IN LUOGO
DELLE SCRITTURE CONTABILI
Dal 2012, le imprese (ditte individuali, società
di persone, enti non commerciali) in contabilità
semplificata ed i lavoratori autonomi, se effettuano incassi e pagamenti “interamente tracciabili”
(ad esempio, tramite assegni, ricevute bancarie,
bonifici, carte di credito, ecc.), possono sostituire le
scritture contabili con gli estratti conto bancari.
Per effetto di tale disposizione, quindi, se gli
incassi/pagamenti dell’impresa/professionista sono effettuati esclusivamente con strumenti diversi
dal contante, l’estratto conto bancario sostituisce i
registri contabili.
L’eliminazione dei registri IVA e, per i professionisti anche del registro degli incassi/pagamenti o
del registro delle movimentazioni finanziarie,
necessità, però ancora di specifici chiarimenti.
INNALZAMENTO LIMITI LIQUIDAZIONI
TRIMESTRALI IVA
Dal 2012 sono innalzati i limiti del volume
d’affari dell’anno precedente il cui mancato superamento consente alle imprese/lavoratori autonomi l’accesso alle liquidazioni IVA trimestrali.
Dal 2012 si avrà pertanto che le liquidazioni IVA
trimestrali rispetteranno i seguenti limiti
Prestazioni di servizi: € 400.000
Per altre attività: € 700.000
SRL E SPA: INTRODUZIONE DELL’OBBLIGO/POSSIBILITÀ DEL SINDACO UNICO
Per le srl e le spa è ora prevista la nomina di un
Sindaco unico in luogo del Collegio sindacale;
tuttavia, mentre per le srl ciò costituisce un obbligo, per le spa rappresenta una facoltà, peraltro
subordinata alla sussistenza di una particolare condizione.
Società a responsabilità limitata
Nelle srl, la nomina del sindaco è obbligatoria se:
- il capitale sociale è pari o superiore a € 120.000;
- per 2 esercizi consecutivi sono stati superati 2 dei
limiti di cui all’art. 2435-bis, C.c. (attivo di Stato
patrimoniale non superiore a € 4.400.000, ricavi
delle vendite e prestazioni non superiori a €
8.800.000 e numero di dipendenti occupati in
media non superiori a 50 unità);
- la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
- la società controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti.
È inoltre previsto che l’assemblea che approva
il bilancio in cui vengono superati i limiti di cui ai
predetti numeri 1 e 2 deve provvedere alla nomina
del sindaco entro 30 giorni; in mancanza, la nomina sarà effettuata dal Tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.
Società per azioni
Per le spa con ricavi o patrimonio netto inferiori a € 1.000.000, l’organo di controllo, se previsto
dallo statuto, può essere rappresentato da un
Sindaco unico, scelto tra i Revisori legali iscritti nel
relativo Registro.
Rispetto a quanto sopra esaminato per le srl,
nelle spa l’operatività della nuova disposizione,
oltre al verificarsi della suddetta condizione, richiede comunque la modifica dello statuto.
CONTRIBUTI PREVIDENZIALI GESTIONE
SEPARATA INPS
A decorrere dal 2012 è disposto l’aumento
dell’1% dell’aliquota contributiva per gli iscritti
alla Gestione separata INPS. Dal 2012, quindi, la
stessa sarà pari:
- al 27,72% per i soggetti non iscritti ad altre forme
di previdenza obbligatorie;
- al 18% per gli iscritti ad altre forme di previdenza
obbligatorie o titolari di pensione.
DEDUZIONE IRAP SOMME PER INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ
È previsto che, per il 2012, ciascuna Regione può
riconoscere una deduzione ai fini IRAP alle
imprese del settore privato per le somme erogate
ai dipendenti per l’incremento della produttività.
5 PER MILLE 2012
È previsto anche per il 2012, in base alle scelte
espresse nelle dichiarazioni dei redditi 2011, il
riparto della quota del 5‰.
DETASSAZIONE PREMI INCREMENTO
PRODUTTIVITÀ
È confermata anche per il 2012 la detassazione
delle somme erogate per l’incremento della produttività ai dipendenti del settore privato.
DEDUZIONE FORFETARIA DISTRIBUTORI
CARBURANTI – Art. 34
Al fine di “tenere conto dell’incidenza delle accise
sul reddito di impresa degli esercenti impianti di distribuzione di carburante”, a decorrere dal periodo
d’imposta successivo a quello in corso al
31.12.2011 (dal 2012 per i soggetti con esercizio
coincidente con l’anno solare) agli stessi è riconosciuta la deduzione forfetaria nelle seguenti misure:
- 1,1% dei ricavi fino a € 1.032.000;
- 0,6% dei ricavi oltre € 1.032.000 e fino a ?
2.064.000;
- 0,4% dei ricavi oltre € 2.064.000.
Si evidenzia che, rispetto al passato, la disposizione in esame non prevede la consueta proroga
annuale della deduzione forfetaria ma l’introduzione a regime della stessa.
Per favorire i rifornimenti presso i distributori
di carburante con carte di pagamento, è disposta la
gratuità, sia per l’acquirente che per il venditore, di
dette transazioni di importo inferiore a € 100.
NORMATIVA
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NORMATIVA
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Ancora sulla
mediazione civile
di Caterina Storelli (studio Exaequo)
D
al 20 marzo 2011 è entrato in pieno
vigore l’istituto della mediazione
finalizzata alla conciliazione delle
controversie civili e commerciali. Tale istituto, nato con l’intento di deflazionare il contenzioso civile, introduce per l’avvocato l’obbligo di informare il proprio cliente dei casi
in cui l’esperimento del tentativo di concilia-
Il palazzo del TAR del Lazio a Roma
zione è obbligatorio per instaurare un eventuale giudizio.
L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto e, in caso di violazione
dell’obbligo di informazione, il contratto tra
l’avvocato e il proprio cliente è annullabile a
domanda del cliente stesso.
L’esperimento preventivo del tentativo di conciliazione interessa un’ampia
serie di controversie: locazioni, comodato, affitto di aziende, contratti bancari,
assicurativi e finanziari, litigi ereditari,
risarcimento del danno da colpa medica e
diffamazioni a mezzo stampa o con altro
mezzo di pubblicità, patti di famiglia e
diritti reali.
Fin dalla sua entrata in vigore, l’istituto
della mediazione a fini conciliativi è stato
oggetto di critiche da parte di alcuni esponenti del mondo politico e giuridico.
Invero, un sindacato di avvocati, l’OUA, ha
presentato ricorso al Tar del Lazio, per chiedere l’annullamento della normativa, sostenendo che l’obbligatorietà della mediazione a fini
conciliativi si tramuterebbe per i cittadini in
un ostacolo all’esercizio del diritto di difesa.
Il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta
di annullamento, rimettendo la questione
alla Corte Costituzionale, che si pronuncerà
nei mesi prossimi.
Secondo alcune associazioni forensi la
mediazione a fini conciliativi esporrebbe il
cittadino al rischio di un allungamento dei
tempi già lunghi della giustizia civile e lo
sottoporrebbe a ulteriori costi.
Al di là di tali critiche, l’istituto della
mediazione a fini conciliativi rappresenta una vera e propria innovazione per il
nostro ordinamento, in quanto mira al
raggiungimento di un accordo formale
tra le parti coinvolte in una controversia,
che diventa tra esse vincolante come una
sentenza passata in giudicato, altrimenti
ottenibile soltanto dopo lunghi anni di
processo tradizionale.
Se correttamente utilizzato, lo strumento della mediazione si rivelerà un
metodo alternativo di risoluzione delle
controversie, fornendo un valido aiuto ai
cittadini che vedranno ridotti i costi e i
tempi di giustizia. Ciò, ovviamente, porterà a una minore quantità di cause nei
tribunali da risolvere, realizzando, pertanto, in pieno l’intento deflazionistico
che la mediazione a fini conciliativi mira
a conseguire.
Va sottolineato che qualora le parti non
raggiungano l’accordo di conciliazione (la
durata massima del procedimento a fini conciliativi è fissata dalla legge in 4 mesi), esse
restano libere di instaurare il tradizionale
giudizio.
La mediazione a fini conciliativi offre
diverse agevolazioni fiscali.
Le parti che raggiungono un accordo di
conciliazione hanno diritto a un credito
d’imposta, commisurato all’indennità versata, fino a € 500, che si riducono a € 250 in
caso di mancato accordo.
Il verbale di conciliazione è, inoltre, esente dall’imposta fino alla concorrenza di €
50.000.
Lo scopo perseguito dal legislatore, con
questo evidente risparmio di tempo e denaro, è stato quello di indurre le parti a una
conciliazione bonaria della controversia.
Il Consiglio Nazionale Forense ha ritenuto opportuno introdurre nel codice deontolo-
Il Ministero di Grazia e Giustizia a Roma.
gico l’articolo 55 bis dedicato alla mediazione. Ciò allo scopo di disciplinare i profili
deontologici cui deve essere informata l’attività dell’avvocato che decida di svolgere la
funzione di mediatore. Questi è tenuto a
rispettare gli obblighi derivanti dalla normativa in materia di mediazione a fini conciliativi e le previsioni del regolamento dell’organismo di mediazione qualora dette previsioni non contrastino con quelle del codice
deontologico.
Il testo dell’art. 55 bis è informato ai criteri di indipendenza e imparzialità del mediatore, nell’ottica di valorizzare i requisiti di
professionalità e competenza dell’avvocatomediatore.
Il DM 6/7/2011, n. 145, ha confermato
l’obbligo di una specifica formazione in capo
ai mediatori, i quali sono tenuti a sottoporsi
a un percorso di aggiornamento professionale ogni due anni e a un tirocinio assistito.
Da ultimo, la legge n. 148/2011 ha previsto una sanzione pecuniaria per chi senza
giustificato motivo si rifiuti di partecipare al
tentativo di conciliazione.
La certezza di una pena pecuniaria potrà
risultare un metodo efficace per incentivare
tutti i cittadini ad avvicinarsi alla mediazione a fini conciliativi, nella consapevolezza
che essa costituisce uno strumento utile per
risolvere le controversie e al contempo un
valido presidio per tutelare i propri interessi.
Il Ministero di Giustizia ha recentemente
fornito i primi dati statistici sulla mediazione
a fini conciliativi aggiornati al 30 settembre
u.s. Tali dati dimostrano che nei casi in cui la
parte chiamata ha accettato di effettuare il
tentativo di conciliazione (purtroppo tali casi
sono ancora una minoranza vista la diffusa
resistenza psicologica nei confronti dell’istituto della mediazione), nel 52% dei casi si è
raggiunto un accordo conciliativo e la controversia è stata risolta.
NORMATIVA
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SPECIALE “MINERVINO MURGE”
16
Minervino,
cuore della
Murgia
SECONDO LA LEGGENDA IL NOME DELLA CITTÀ RISALE AL
TEMPO DELLA BATTAGLIA DI CANNE, QUANDO UN SOLDATO
ROMANO SPOSÒ UNA PASTORELLA NEL TEMPIO DI MINERVA
dalla Redazione
D
ai reperti ritrovati (lame silicee rinvenute
sul monte Scorzone, frammenti di ceramica del II millennio a.C, oggetti neolitici di
bronzo e ceramica dei secoli VIII e VII a.C. in contrada Torlazzo e Lamamarangia) si può dedurre
un primo insediamento nel II millennio a.C., e la
creazione di un centro capannicolo la cui economia si sviluppò nell’VIII-VII sec. a.C..
Il ritrovamento di tombe di vario tipo, ricche di
corredi funerari, ha dimostrato che l’antico Centro
ebbe la sua massima estensione nel IV sec. a.C.
Testimonianze archeologiche romane si hanno in
due iscrizioni funerarie rinvenute in località
Pagliarone risalenti al II sec. d.C. e nella villa
romana in loc. Lamalunga di età tiberiana. Nel
corso del III secolo a.C l’insediamento venne
abbandonato, forse a causa dell’arrivo dei Romani
in quest’area e ai vari eventi bellici che la interessarono, in particolare alla battaglia di Canne nel
216 a.C. contro gli invasori cartaginesi.
Da questo periodo non si hanno più tracce storiche rendendo oscuri i successivi avvenimenti per
diversi secoli. Ai principi dell’VIII secolo d.C.,
sotto la spinta delle invasioni saracene e ungare gli
abitanti dei diversi “casali” confluirono in un
unico centro posto per ragioni difensive sulle due
colline che dominavano il paesaggio circostante.
Per la prima volta nell’era cristiana, Minervino
(“Monorobinum”) viene nominata dall’Annalista
Salernitano, nell’ambito dei saccheggi perpetrati
dalle razzie musulmane. Infatti, nell’862 e nell’875,
fu saccheggiata e incendiata dai Saraceni con conseguente deportazione dei superstiti ed in seguito,
nel 1011, subì ulteriori rappresaglie dai Bizantini
fino all’arrivo dei Normanni di Guglielmo
Altavilla nel 1041. In questo periodo fu istituita la
sede vescovile, con il primo vescovo documentato,
Innacio.
Raimfrido, terzogenito degli Altavilla, fu il
primo Signore di Minervino dal 1051 al 1057.
Successore fu il figlio minorenne Abelardo con la
tutela dello zio paterno Abelardo, il quale, dopo
poco tempo privò il nipote di tutti i suoi possedimenti compresa Minervino. Gli successero
Goffredo, conte di Andria, Di Meo ed altri feudatari. Nel 1278 il feudo passò alla famiglia Galgano,
e dopo a quella di Giovanni Pipino, deceduto a
Napoli nel 1316. Gli successe il figlio Niccolò
morto nel 1332, ed il nipote Giovanni che si attribuì il titolo di Conte Palatino. Successivamente si
alternarono diversi feudatari.
Nel 1503 Minervino fu occupata dai Francesi e
riconquistata dagli Spagnoli guidati da Consalvo
di Cordova. Nel 1508, fu concessa dal Re
Ferdinando il Cattolico ad Onorato Gaetano
d’Aragona conte di Fondi e duca di Troietto, il
quale lo rivendette nel 1520 a Paolo Tolosa con
regio assenso del 1523. Nel 1598 cadde in potere
della famiglia Del Tufo; nel 1611 per sfuggire ai
creditori Mario Del Tufo organizzò una falsa vendita del feudo alla moglie per 50.000 ducati. Ma
tale manovra non riuscì e ad istanza dei creditori
dei Del Tufo, Minervino fu subastata dal Sacro
Consiglio e comprata nel 1619 da Porzia Carafa,
moglie di Francesco Pignatelli marchese di
Spinazzola e Lavello. Nel 1639, la marchesa donò
il feudo al suo figlio primogenito Marzio
Pignatelli. Nel 1674 fu acquistata dal duca di
Calabritto Vincenzo Tuttavilla. L’ultimo duca,
essendo stata abolito il feudalesimo nel 1806 dai
Francesi, fu Tommaso, la cui figlia nel 1819 sposò
l’Avv. Bucci.
Il paese partecipò ai moti libertari di fine
Settecento e un suo figlio illustre, Emanuele de
Deo, accusato di cospirazione contro la Maestà e la
religione dello Stato, fu condannato alla forca nel
1794. L’avvento della Repubblica Partenopea nel
gennaio 1799 vide la presa di potere nel paese di
un forte partito giacobino costituito dai sopravvissuti alla repressione borbonica.
La Repubblica Partenopea non seppe guadagnarsi il sostegno dei ceti più umili, succubi della
propaganda reazionaria che li indusse a sollevarsi contro gli invasori atei d’oltralpe. Vi furono
devastazioni e crudeltà inaudite, favorite dall’intervento di banditi e malavitosi che avevano tutto
da guadagnare in una situazione ormai priva di
ordine e sicurezza.
Col ristabilirsi dell’autorità borbonica furono
incarcerati fino al 1801 nel carcere di Barletta tutti
gli esponenti giacobini minervinesi. Nel 1818,
Minervino fu privata della sede vescovile a causa
probabilmente del clima di discordia creatosi dopo
anni di guerre e lutti. Con il ritorno dei Borboni sul
trono i lutti non terminarono in quanto la repressione governativa si accanì contro ogni espressione di libertà politica. Ciò favorì la creazione di
società segrete carbonare e mazziniane che ebbero
la loro parte nel processo risorgimentale dell’unificazione d’Italia.
La fine del Regno Borbonico portò a un peggioramento della situazione socio-economica con
nuove tasse e chiusura di attività produttive; sorsero quindi movimenti di ribellione contro l’esercito
sabaudo, il quale reagì duramente con fucilazioni di
massa, requisizioni, confische di beni ecclesiastici.
Dal 1860 al 1863 in Puglia e in Basilicata si ebbe
il fenomeno del banditismo, i cui capi furono visti
come liberatori della povera gente contro l’esercito
piemontese e la classe dei ricchi latifondisti borbonici riciclatisi come sostenitori del nuovo stato unitario. Le bande maggiori guidate da Carmine
La Cattedrale
Donatello Crocco e Nino Nanco tennero in scacco
l’esercito con una tattica di guerriglia: più volte
distrutte, si ricostituivano senza difficoltà, con
nuovi elementi provenienti dal proletariato contadino. Ma alla fine furono annientate dalla sanguinosa repressione militare, che tolse loro l’appoggio
del popolo con arresti e deportazioni.
Nel 1897 vi fu una notevole carestia e coloro
che svolgevano il ruolo di mediatori si arricchirono in breve tempo comprando anticipatamente il
grano in inverno e dopo averne fatto incetta lo
rivendevano in estate facendone lievitare il prezzo. Il 1° maggio 1898 la folla esacerbata per il continuo aumento del prezzo del grano, insorse. Le
forze dell’ordine locali per riuscire a sedare la
ribellione dovettero attendere i rinforzi dell’esercito, assediati com’erano all’interno della caserma
dei carabinieri.
Dopo la rivolta il paese venne a trovarsi in uno
stato d’assedio con migliaia di soldati e cavalleria,
centinaia di uomini in camicia trascinati all’alba
La Cattedrale: l’interno
SPECIALE “MINERVINO MURGE”
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SPECIALE “MINERVINO MURGE”
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Centro storico di Minervino: la "Scesciola"
sui carri dei cellulari. Le libertà costituzionali
garantite dallo Statuto Albertino furono sospese,
con lo scioglimento del Consiglio Comunale ad
opera del commissario Regio Panizzardi, fino al 20
novembre in cui ebbe luogo la votazione per la
nomina del nuovo Consiglio comunale che si insediò il 7 dicembre.
Dal 1908 al 1912 la nuova amministrazione
comunale varò le prime timide riforme sociali che
portarono allo sviluppo di nuove forme di cooperativismo e all’abbandono della lotta rivendicativa. Il 1913 vide le prime elezioni a suffragio universale maschile: nel collegio elettorale di
Minervino, comprendente Canosa, Ruvo e
Spinazzola, si sfidarono Raffaele Cotugno, sostenuto da una coalizione eterogenea comprendente i
radicali, i socialisti riformisti e gli agrari di Sabino
Limongelli, e il figlio di Giovanni Bovio, Corso.
Il Cotugno riuscì a farsi rieleggere, ma ciò non
significò la resa delle organizzazioni contadine e
socialiste minervinesi che si rifecero in ambito
locale: infatti il 28 giugno 1914 i socialisti vinsero
la competizione elettorale facendo eleggere tutti i
loro 18 candidati. Il primo sindaco socialista fu
Castrovilli Savino
ALLA SCOPERTA DI MINERVINO
MINERVINO MEDIEVALE: Partendo da p.zza Bovio, centro della vita moderna della cittadina, percorrendo c.so De Gasperi troviamo la triangolare p.zza De Deo dove sino agli inizi del 1800 era collocato il “Seggio”, sede della “universitas civium” ossia sede dell’amministrazione della città. Sulla
destra, via Santa Caterina, si entra nel centro storico vero e proprio, la “Scesciola”, dove si ha immediatamente la sensazione di aver compiuto un salto indietro nel tempo. Viuzze dall’andamento irregolare, povere case imbiancate a calce, un continuo susseguirsi di archetti in tufo. Qui la chiesa di S. M. di
Costantinopoli. Tornando a p.zza De Deo, una breve scalinata conduce alla chiesa del Conservatorio.
Da p.zza De Deo si snoda via Dante: sulla sinistra la torre campanaria “L’Orologio Vecchio”. Dopo
alcune svolte la Cattedrale, sulla sua destra il campanile, opera rinascimentale ricostruita nel 1924 a
seguito di un crollo. Continuando a percorrere via Dante, sulla sinistra, l’antico monastero delle
Clarisse (oggi Liceo Scientifico), sino a raggiungere p.zza Trento e Trieste, a destra il palazzo Caputi,
sulla sinistra la chiesa del Purgatorio, sul fondo sorge l’antico Castello.
MINERVINO MODERNA: Tornando a p.zza Bovio, visita alla chiesa dell’Immacolata Concezione.
Una deviazione sino a via Imbriani permetterà la visita alla chiesa dell’Incoronata. Oltre la p.zza Bovio,
verso sud, c.so Matteotti, via principe della vita moderna. Qui la torre quattrocentesca. Il termine di
c.so Matteotti è segnato dalla chiesa di San Michele, dalla forma ottagonale che ricorda Castel del
Monte. Continuando a salire, la strada costeggia la villa comunale, all’interno è il Faro. Il centro abitato si ferma qui ma proseguendo la strada si giunge al bosco di Acquatetta e negli scenari unici dell’Alta
Murgia sino a Castel del Monte.
SENTIERI DELLA MURGIA: La natura dolce e selvaggia, le cavità naturali disseminate per tutta la
Murgia, offrono uno spettacolo meraviglioso a chi decide di partecipare alle passeggiate organizzate a
piedi, in mountain-bike e a cavallo. Percorrendo i sentieri della Murgia nelle prime ore del mattino,
nelle masserie, si può cogliere l’opportunità di gustare “u casidd” e la ricotta di latte di pecora e magari assistere alla loro produzione eseguita ancora con sistemi tradizionali con fuoco a legna.
PERCORSO EXTRAURBANO: A circa un chilometro da Minervino, lungo la strada provinciale per
Lavello, si erge il Santuario di Maria SS. Del Sabato. Dall’esterno del Santuario si può godere un suggestivo panorama di Minervino. Le Lame, visibili proseguendo lungo la strada per Lavello che conduce all’invaso artificiale del Locone. Più vicino al paese, nella valle dei Matitani, si può visitare la Grotta
di San Michele. Il percorso extraurbano si conclude alla Madonna della Croce, vicinissima alla Grotta
di San Michele.
"Il Faro" nella villa comunale.
In questo periodo si ebbero importanti riforme
come l’istituzione della farmacia comunale per la
distribuzione gratuita dei medicinali, fu introdotta la tassa di famiglia, furono abolite le guardie
campestri, fu creato un calmiere per i generi alimentari e fu ampliata la struttura ospedaliera. Un
mese dopo lo scioglimento pretestuoso dell’amministrazione comunale l’Italia entrò in guerra
contro il blocco militare austro-ungarico: anche
Minervino diede il suo generoso contributo per la
patria con 204 morti in guerra, la maggior parte
per i disagi della vita in trincea e per malattie
come la broncopolmonite e la polmonite. Le elezioni politiche del novembre 1919 per la prima
volta a sistema proporzionale confermarono da
una parte la crisi dei vecchi partiti liberali e dall’altra l’avvento dei movimenti di massa, in particolare il P.S.I..
Nel settembre del 1920 si costituì il Fascio dell’ordine, grazie anche all’azione del Commissario
prefettizio Pasquale Adriani. Nel Fascio confluirono i grandi proprietari terrieri ed alcuni ex combattenti fra cui il capitano Nicola D’Aloia. In ottobre quando il commissario prefettizio ritenne che
il Fascio disponesse di forze pari a quelle dei socialisti indisse le elezioni comunali che però vide
ancora una volta vincente la lista socialista con
2150 voti contro i 1433 andati al Fascio dell’ordine.
Dopo la sconfitta elettorale il Fascio dell’ordine si
mutò in Fascio di combattimento con l’adozione di
squadre armate costituite da ex combattenti e
guardie campestri. L’amministrazione comunale
LA GIUNTA COMUNALE
Sindaco
RINO SUPERBO
Vice Sindaco
SABINO RIZZI
POLITICHE DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Artigianato - Commercio - Industria - Tributi
Polizia Municipale - Viabilità
Assessore
ANTONIO SCARPA
POLITICHE SOCIALI
Attuazione del Piano Sociale di Zona
Servizi ociali Sanitari - Rapporti con l’A.S.L.
Assessore
GIUSEPPE MINERVINI
POLITICHE DELLE OPERE PUBBLICHE ED AMBIENTALI
Lavori Pubblici - Agricoltura - Politiche Ambientali - Innovazione
Tecnologica - Manutenzioni.
Assessorre
MICHELE TAMBURRANO
POLITICHE URBANISTICHE ECONOMICHE AMMINISTRATIVE
Urbanistica - Edilizia Privata e Pubblica
Organizzazione Risorse Umane
Bilancio e Controllo di Gestione Gestioni Economali
Contenzioso - Affari Generali.
Assessore
ALESSIA CAROZZA
POLITICHE GIOVANILI DEL TURISMO
DELLA CULTURA E DEL TEMPO LIBERO
Politiche Giovanili - Politiche del Lavoro Turismo
Pubblica Istruzione - Cultura - Sport - Associazionismo - Tempo Libero.
SPECIALE “MINERVINO MURGE”
19
SPECIALE “MINERVINO MURGE”
20
NUOVA DELEGAZIONE CONFCOMMERCIO A MINERVINO
N
asce per ultima, ma con le spalle già forti. Oltre il 50%
degli operatori commerciali di Minervino Murge
erano presenti, il 17 novembre, nella nuova sede della
Delegazione Confcommercio in Corso Matteotti 142; la
serata ha visto la gradita presenza del Presidente della
Provincia BAT, Francesco Ventola, del Presidente della
Camera di Commercio di Bari Alessandro Ambrosi, del
Vice Presidente e del Direttore della Confcommercio di Bari
Vito D’Ingeo e Leo Carriera.
Un parterre così importante, cui si è unito il giovane
Sindaco di Minervino Murge Mario Gennaro Superbo, non
era lì per il rituale taglio del nastro, ma perché la nascita di
una nuova Delegazione dell’Associazione più rappresentativa del mondo imprenditoriale costituisce motivo di orgogliosa soddisfazione per tutti, in quanto testimonia la
volontà di mettere a disposizione degli imprenditori uno
strumento non solo aggregativo, ma anche, se non soprattutto, propulsivo e propositivo in un periodo così difficile
come l’attuale; una sfida, quindi, all’insegna di un sano e
ragionato ottimismo che scavalca il sentimento di scoramento che, seppur comprensibile, non aiuta certo a reagire per uscire da un tunnel che è sicuramente
lungo, ma che avrà senza dubbio una fine: e le nostre imprese devono poter vedere questa fine stringendo i denti, facendo sacrifici come sono da sempre abituate a fare, ma nella speranza, anzi certezza,
che “adà passà a nuttata”.
E’ stato questo il senso degli interventi di tutti; si è offerto l’aiuto, non peloso ed occasionale, delle
istituzioni pubbliche e private chiarendo che il primo aiuto dovrà essere quello che viene dalle imprese stesse, dalla loro forza e capacità di resistere sul mercato.
Il nuovo delegato, Domenico Pappolla, titolare di un noto ristorante, ha espresso vivo ringraziamento sia alle autorità che hanno dimostrato fiducia in un Comune, piccolo e periferico, ma ricco di
entusiasmo sia a tutti coloro che lo hanno voluto a capo della nuova Delegazione, rinnovando la sua
promessa di impegno a contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria locale.
fu osteggiata, negandole la riscossione delle tasse
e ricorrendo a intimidazioni e minacce.
Si giunse così al 22 febbraio 1921 quando venne
dichiarato lo sciopero generale di protesta contro
le violenze fasciste di Spinazzola, a cui non erano
estranei elementi minervinesi.
Squadre armate accorsero in paese per far rientrare con la forza lo sciopero e fu dato l’ordine di
assaltare e incendiare la Camera del Lavoro.
Come risposta la reazione popolare iniziò a incendiare le masserie e le case coloniche dei proprietari terrieri. Le forze dell’ordine intervennero a
senso unico: vi furono arresti in massa tra i socialisti e coloro che cercarono di frenare le violenze
fasciste furono in breve destituiti e trasferiti.
Ormai le squadre armate fasciste erano padrone
della situazione: nel mese di marzo vennero occupate la Camera del Lavoro e il Palazzo Comunale,
costringendo il consiglio, lasciato senza alcuna
protezione, a rassegnare le proprie dimissioni il 20
aprile 1921.
Le successive elezioni in un clima di violenze
ed intimidazioni nel maggio 1922 videro il sorpasso dei fascisti sui socialisti. I mesi seguenti videro
la cancellazione di tutte le libertà politiche, nume-
rosi socialisti lasciarono il paese e chi rimaneva
non aveva vita facile.
Nel febbraio 1923, quando ci si assicurò che
non vi sarebbero state opposizioni, si ebbero le elezioni amministrative comunali nelle quali l’unica
lista fascista riportò 4527 voti su 4527 votanti: il
nuovo sindaco fu Giuseppe Corsi. Si apriva il
lungo periodo oscurantista del fascismo che tanti
lutti avrebbe portato all’intera nazione. Il movimento contadino si ricostituì nel secondo dopoguerra e a guidarlo furono nuovamente alcuni sindacalisti come Michele Veglia e Domenico
Gugliotti sopravvissuti al carcere fascista.
Altri fatti di rilievo si ebbero nella cittadina
dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la conseguente reazione tedesca che prima di ritirarsi
compì diverse esecuzioni e distruzioni materiali di
edifici e vie di comunicazione come quella del
ponte collegante Minervino a Canosa. Nel secondo
dopoguerra, con l’abbandono dell’agricoltura,
anche Minervino fece i conti con un’emigrazione
di massa, che portò la popolazione dai 18.000 abitanti del 1978 agli odierni 10.000, calo demografico
che ha inserito Minervino Murge nella fascia dei
comuni baresi a rischio di estinzione.
ALIMENTAZIONE E SALUTE
22
L’uva
Pizzutella
Oro giallo di Ruvo di Puglia
a cura della Redazione
La
figura carismatica di Antonio Cantatore domina l’azienda di esportazione di prodotti ortofrutticoli:
“Cantatore Antonio & Figli Srl”.
Colpisce vedere quest’uomo di 84 anni (è del
1927) lavorare sotto i tendoni di uva Pizzutella
tagliando i grappoli ed inserendoli nelle cassettine
di cartone che, a tre a tre, riempiono le cassette che
partono giornalmente per tutto il Nord Italia e per
diversi mercati della Germania.
Antonio Cantatore mostra orgoglioso un bellissimo grappolo di uva Pizzutella.
Un lavoro che in quest’azienda di Ruvo di
Puglia ha ben 5 generazioni di storia; sono passati
quasi 60 anni da quando nel lontano 1954 l’azienda
ebbe l’intuizione di cercare mercati fuori dal mercato italiano, nello specifico a Monaco di Baviera in
Germania, dove ancora oggi l’uva di Cantatore,
protetta da due marchi registrati, BERGWARE e
TALOS FRUIT, continua ad insegnare ai tedeschi il
senso del gusto per i prodotti italiani di eccellenza.
Il risultato è frutto di tanto impegno, dedizione
e costanza nel perseguire obiettivi sempre crescenti. Il merito è del capostipite Antonio,del figlio
Vincenzo, agrotecnico esperto di quella “chirurgia
vegetale” che consente quei sapienti innesti tra
“barbatelle” e “marze” che portano, dopo due anni,
la nuova pianta a dare i primi frutti, dei figli
Michele e Luigi, commercialisti, che sovrintendono
e curano la parte commerciale e logistica con la pluriennale esperienza che hanno maturano negli anni.
Il lavoro viene svolto da 60/70 dipendenti di cui 20
in pianta stabile per tutto l’anno.
Tale risultato si concretizza in circa 25.000 quintali annui di uva esportata di cui circa 6.000 quintali di propria produzione di ottima uva da tavola che
matura, con una resa di 15/20 Kg. a pianta, da metà
Luglio a fine Novembre.
L’uva Pizzutella è tipica della zona collinare ai
piedi del Castel del Monte ed è impiantata su terreni
coperti da roccia frantumata, che consente un maggior drenaggio del terreno ed evita per effetto capillare l’evaporazione dell’acqua trattenuta nel terreno dalla roccia triturata mantenendo asciutta la superficie del terreno e consentendo anche la lavorazione
subito dopo la pioggia. Essa ha caratteristiche di trasparenza dell’acino di forma allungata, di buccia sottile, di elevato grado zuccherino, una qualità delicata
che viene prodotta con tecniche agronomiche naturali senza conservanti e viene esportata da fine Agosto
a fine Novembre. Una varietà particolare ben inseritasi nel terreno tipico dell’uva Regina di cui Ruvo di
Puglia è il massimo produttore fin dal 1938.
Abbiamo assistito al taglio dell’uva, alla sua
sistemazione in cassette ed al caricamento sui
mezzi che la porteranno in tutte le parti d’Italia ed
in varie città della Germania.
Non usano intermediari i Cantatore perché da
sempre hanno contatti diretti con i loro acquirenti
diffondendo ovunque la qualità dell’uva di Ruvo di
Puglia.
Sono esempi, come questo segnalato con orgoglio dal Presidente della Confcommercio di Ruvo di
Puglia, Vito D’Ingeo, che ci inorgogliscono perché
simbolo di quella operosità ed autonomia delle
imprese della nostra Provincia che non piangono su
se stesse, ma impegnano tanto lavoro e tanta passione nella loro attività.
A PROPOSITO DI UVA
L’uva da tavola è data principalmente dalle varietà più
dolci di uva, con vinaccioli più piccoli e buccia più sottile.
Il grappolo di uva è una infruttescenza costituita da una
parte centrale legnosa, più o meno ramificata (raspo);
dagli acini, di forma tondeggiante o ovale, e dalla buccia,
che contiene pigmenti che determinano il colore dell’uva.
Esistono moltissime varietà di uva. Una distinzione
importante è tra quelle da tavola e quelle da vino: le
prime hanno buccia sottile, polpa compatta e pochi
semi; le seconde, dalle quali si produce il vino, hanno
polpa più succosa e tenera.
La specie più importante e versatile è la Vitis
Vinifera, o uva “europea”, coltivata per la prima volta
8000 anni fa in Asia, nelle terre comprese tra il Mar Nero, il Mar Caspio e l’Iran settentrionale.
Esistono anche due specie di orgine americana, la Vitis labrusca e la Vitis rutundita: la prima fu scoperta dai vichinghi e coltivata dai coloni britannici nel diciannovesimo secolo, ed è quella maggiormente
coltivata tutt’ora oltreoceano. Generalmente, le uve senza semi sono meno dolci di quelle con i semi.
I grappoli d’uva sono raccolti maturi, poichè dopo la raccolta non maturano ulteriormente, quindi
non si corre quasi mai il rischio di acquistare grappoli acerbi.
Si può usare il colore come indicatore dello stato di maturazione: gli acini di uva bianca devono tendere al giallo e quelli di uva nera devono avere un colore molto scuro, tendente al nero. Gli acini devono essere saldamente attaccati al grappolo e il gambo deve essere flessibile (a parte in alcune varietà come la
Impero, che ha il gambo legnoso). Il tipico strato di polverina che avvolge ogni acino è un importante segnale della freschezza del frutto, poichè tende a scomparire con il tempo anche a causa dei “passaggi di mano”.
Una volta acquistata, bisogna asportare gli acini marci e riporre i grappoli in frigorifero all’interno di
una scatola di plastica perforata. In questo modo si conserverà anche per una settimana.
Bisogna lavare l’uva solamente prima di consumarla.
L’uva non contiene quantità apprezzabili di vitamine e minerali, solo alcune varietà sono una fonte
discreta di vitamina C. Ha un potere saziante piuttosto basso, infatti non è difficile mangiare un chilo di
uva (che corrisponde a un grosso grappolo), specie se ben matura e dolce, assumendo ben 600 kcal! Per
questi motivi, è sempre bene valutare se valga la pena inserire questo frutto in un piano alimentare ipocalorico. È sicuramente preferibile consumare l’uva insieme ad altri frutti, per esempio in una macedonia, per innalzare l’indice di sazietà.
Quanto al vino, le ricerche scientifiche hanno evidenziato che l’assunzione di vino rosso in moderata
quantità comporta una migliore stabilità del plasma, una diminuita aggregazione piastrinica, un calo
dell’LDL (lipoproteine a bassa densità) e un corrispondente aumento dell’HDL (lipoproteine ad alta densità), grazie alla presenza di sostanze appartenenti ai polifenoli comprendenti i flavonoidi, che attuano
una efficace protezione contro il fenomeno di ossidazione.
La capacità dei polifenoli di inibire l’ossidazione delle LDL è in funzione del loro contenuto di catechina, acido gallico, miricetina, quercitina, acido caffeico. Queste proprietà, dimostrate per la verità principalmente in vitro, vengono spesso utilizzate per dare supporto scientifico al cosiddetto paradosso francese, ovvero il fenomeno per il quale in Francia, nonostante il consumo relativamente alto di alimenti ricchi
di acidi grassi saturi, la mortalità per malattie cardiovascolari è relativamente bassa.
ALIMENTAZIONE E SALUTE
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ATTUALITA’
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Mostre e spettacoli
Grandi eventi al
Teatroteam
a cura di Maurizio Chiechi
BARI - TEATROTEAM
11-12-13-14/01/2012 ore 21,00 - 15/01/2012 ore 18,30
I PROMESSI SPOSI - OPERA MODERNA
dal romanzo di Alessandro Manzoni
I personaggi e gli interpreti:
Renzo: Graziano Galone, Lucia: Noemi Smorra,
L’Innominato: Vittorio Matteucci,
Don Rodrigo: Gio di Tonno
Musica di Pippo Flora
Testo e Regia di Michele Guardì.
Dieci protagonisti, sei comprimari, ventidue ballerini-coristi che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una grande orchestra sinfonica di
settanta elementi. Ma non solo: una spettacolare
scenografia con otto enormi carri mobili, proiezioni, effetti scenografici speciali.
Ed i costumi e le coreografie da grande teatro
musicale. Con questi ingredienti viene proposto lo
Spettacolo che celebra il più grande romanzo italiano con continui rilanci alla attualità dei temi
affrontati nel testo originale. È la celebrazione di
un mondo pieno di suggestioni storiche, poetiche e
umane. Il racconto è noto, e la sua modernità viene
sfruttata per presentare un contesto storico e sociale che riprende, immutate, le problematiche dell’essere: dall’Amore al Potere, dalla Giustizia alla
Fede. Per concludere con il trionfo della vita nella
esplosione della luce del Duomo…la “grande macchina del Duomo” come Manzoni racconta l’apparire di Milano agli occhi semplici e pieni di speranza di Renzo. L’opera si conclude con una spettacolare pioggia catartica che vince la peste: il trionfo
della vita.
Scritta e rielaborata con attenzione speciale alla
stesura manzoniana l’Opera ha ottenuto il Patrocinio
Morale della Società Italiana degli Autori ed Editori
“Per l’elevata qualità artistica-spettacolare, la precisa
aderenza della stesura letteraria al romanzo del
Manzoni nonché per la forte carica emotiva che
l’Opera è capace di suscitare nel Pubblico”.
21/01/2012 - ore 21,00 - 22/01/2012 - ore 18,30
ALESSANDRO PREZIOSI in
CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand,
collab. artistica e movimenti scenici di Nicolaj
Karpov, Regia di Alessandro Preziosi
La vicenda in breve racconta di Cyrano de
Bergerac, cadetto di Guascogna, ammiratore temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, che essendo afflitto da un naso
mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla
cugina Rossana il suo amore per lei. Costei, ignara
dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere
sotto la sua protezione il giovane Cristiano de
Neuvillette del quale è innamorata. Poiché questi
non riesce a esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele
suggerisce e fa in
modo che Cristiano
possa sposare Rossana a dispetto del
Conte De Guiche
innamorato della
donna. Questi, adirato, trasferisce subito Cristiano e
Cyrano al fronte per
combattere: da qui,
de Bergerac, a nome
di Cristiano, scrive
numerose lettere d’appassionata poesia per
Rossana mantenendo sempre per sé questo segreto
anche quando il giovane muore combattendo. Solo
al termine della propria vita, trascorsi molti anni,
Cyrano, seppur involontariamente, confesserà
all’amata il suo sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi.
27/01/2012 - ore 21,00
LA COMPAGNIA SONICS presenta
MERAVIGLIA
Lo spettacolo di performers volanti,
Creato e diretto da Alessandro Pietrolini,
Coreografie aeree e costumi di Ileana Prudente.
MERAVIGLIA a teatro: acrobazie aeree e macchine sceniche imponenti creano un insieme di immagini intrecciate, di sogni vissuti dentro a un altro
sogno più grande; la storia di come ognuno di noi
spesso si affidi a pozioni magiche o a falsi santi per
affrontare il quotidiano dimenticando che l’unico
vero “elisir” della vita risiede dentro noi stessi, dentro le nostre emozioni che vengono dallo stupore
per le cose semplici “...se solo imparassimo a scollegarci dalla realtà...” ognuno di noi avrebbe dentro di
sé il suo pianeta Meraviglia, il luogo in cui contenere l’emozione non convenzionale, il luogo in cui
rifugiarsi e a cui rifarsi quando quello che ci sta
intorno sbiadisce i contorni dell’essere umano…”
Adrenalina e stupore sono gli ingredienti di questo spettacolo che non disdegna riflessioni ambientali e che strizza l’occhio alla condivisione tra
popoli, una favola moderna e senza presunzione se
non quella di trasportare lo spettatore in spazi surreali e indefiniti della fantasia umana, luoghi animati da animali anomali in cui un fiore proveniente
da un altro pianeta lotta contro lo smog provocato
dall’uomo o dove una carezza si trasforma in una
straordinaria storia d’amore sospesa per aria.
duzione italiota, ceramica a vernice nera,
ceramica indigena, armature e contenitori in
bronzo, monete, votivi
in terracotta) provenienti dai principali
siti archeologici del
territorio regionale, in
particolare da Taranto,
Rutigliano, Ceglie del
Campo,
Cavallino.
L’intera esposizione è
supportata da un ricco
apparato illustrativo e didattico (DALLE 9.30 ALLE
19.00 TUTTI I GIORNI - ingresso gratuito - visite
guidate su prenotazione - INFOTEL 080.5275451 [email protected])
Dal 15 dicembre 2011 all’11 marzo 2012,
il Teatro Margherita di Bari ospita la mostra
“ARTE POVERA IN TEATRO”
Il Comune di Bari, nella prospettiva di un’attività espositiva che intende mettersi in relazione alle
manifestazioni che segnano il territorio museale italiano, ha pensato di relazionarsi al grande evento
Arte Povera 2011. A cura di Germano Celant, Arte
Povera 2011 si svolge in simultanea attraverso
l’Italia nelle città di Torino, Milano, Bergamo,
Bologna, Roma, Napoli e Bari, arrivando a coinvol-
MOSTRE
Prorogata fino al 15 gennaio 2012 la Mostra
“LA VIGNA DI DIONISO.
VITE, VINO E CULTI IN MAGNA GRECIA”
a Palazzo Simi.
La mostra è ospitata presso la sede di Bari della
Soprintendenza per i Beni archeologici della
Puglia, in veste completamente rinnovata e arricchita da nuovi materiali rispetto all’edizione già
realizzata nel 2010 nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto.
Il suo trasferimento a Bari, a Palazzo Simi
(Strada Lamberti, città vecchia), scaturisce dall’intento di consentire la fruizione ad un pubblico più
vasto di contesti archeologici di ambito pugliese di
straordinaria importanza documentaria, spesso
poco noti.
Negli eleganti spazi al piano terra dello storico
edificio, la narrazione si sviluppa attraverso diverse sezioni tematiche, illustrate dai reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di pro-
gere otto musei e istituzioni culturali, con un’esposizione che include oltre trecento installazioni e
opere in architetture interne e spazi urbani, su una
superficie totale di circa 15.000 metri quadrati. Una
manifestazione assolutamente inedita, se non eccezionale che per la prima volta mette in rete parte
del sistema museale italiano in relazione a un movimento dell’arte contemporanea riconosciuto su
scala internazionale.
L’evento, che comprenderà opere di Giovanni
Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari,
Luciano Fabro, Mario Merz, Marisa Merz, Jannis
Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe
Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e
Gilberto Zorio, rappresenterà l’occasione di una
rilettura del contesto architettonico, quanto l’indicazione di un futuro inserimento del Teatro Margherita
nel sistema delle istituzioni culturali italiane.
ATTUALITA’
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ATTUALITA’
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Vivere chic,
spénnen picch!!
(Vivere chic, spendendo poco)
Una idea imprenditoriale innovativa e di lungo raggio
che di qui a breve farà il proprio ingresso nel mercato cercando, attraverso la promozione del territorio
pugliese, di accedere in maniera vantaggiosa ad una
serie di servizi presenti nella nostra Regione.
a cura di Michele Carriera
U
n motto che negli ultimi anni sta
diventando un “modus vivendi”
di quasi tutti i consumatori è alla
base dell’ambiziosa, ammirabile e lodevole iniziativa della Bella vita S.r.l., neonata
società, fondata da un gruppo di giovani
frizzanti pugliesi caratterizzati dalla preparazione, dal carattere e dall’esperienza,
che con estremo entusiasmo si stanno
affacciando al sempre più florido e competitivo mondo del commercio elettronico. Il motto di Bella vita S.r.l., operante
attraverso il portale di e-commerce,
www.bellavitainpuglia.it, è quello di coltivare il giardino Puglia, regione da un
patrimonio eccezionale, in grado di offrire
una serie innumerevole di servizi, strutture e attività imprenditoriali di indiscusso
livello. Una regione che in molti casi,
nostro malgrado, è poco valorizzata e
considerata.
Bella vita S.r.l. si pone, in primis,
l’obiettivo di valorizzare la Puglia e le
proprie attività commerciali nel mondo
offrendo una vetrina sempre aperta su
di esso. E lo fa offrendo ciò che è alla
base dell’economia moderna: la ricerca
dell’ opportunità.
Questo tema è senza dubbio ciò che
ossessiona il consumatore moderno, la
ricerca di qualcosa di bello, conveniente, soddisfacente, una ricerca necessaria
in un periodo in cui il potere d’acquisto
è diminuito e ognuno cerca di mantenere inalterato il proprio stile di vita cercando il più possibile di risparmiare e
di cogliere l’offerta giusta.
Perché dover rinunciare ad una serata in
ristorante o in pizzeria con il proprio partner o la propria famiglia? Perché rinunciare ad un weekend di relax o a una settimana di sfrenato divertimento? Perché dover
rinunciare a una beauty farm ed altri servi-
zi per la cura della persona? In poche parole, perché rinunciare a vivere?
Bella vista S.r.l. ha come mission proprio
questo, proporre offerte, permettere a tutti
di vivere bene e non dover rinunciare a
niente e lo fa focalizzandosi sul territorio
pugliese, rendendo globale il locale con
l’obiettivo di portare la Puglia ovunque nel
mondo facendo leva sulle sue risorse naturali e culinarie, le sue braccia, i suoi locali
commerciali e i suoi prodotti e offrirle una
vetrina a 360°.
L’obiettivo, utilizzando lo strumento del
portale di e-commerce e una serie di iniziative di marketing legate alla promozione del
territorio, è quello di migliorare la qualità di
vita dei pugliesi e
promuovere il turismo in Puglia catalizzando un numero
sempre maggiore di
utenti, coniugando il
piacere e la voglia di
usufruire di un servizio ad ampio raggio
che va dalla ristorazione al viaggio, al
centro benessere, alla
consulenza, al wellness, alla palestra, alla
fotografia, all’oggettistica. Il tutto a prezzi
scontatissimi. E la mission della società non
poteva che essere “Vivere chic, Spénnen
picch” (Vivere chic, Spendendo poco).
Filosofia che sarà alla base dello spazio
dedicato anche a “Bellavita boutique”, portale di e-commerce parallelo rispetto a
www.bellavitainpuglia.it ma della medesima “famiglia”, dove sarà possibile acquistare prodotti di vario genere con particolare attenzione a quelli tipici della tradizione pugliese al fine di avvicinare tutti alla
“pugliesità”, anche coloro che appartengono a contesti internazionali.
I commercianti e gli artigiani pugliesi
potranno esporre e mettere in vendita i propri prodotti al fine di donare visibilità al
Made in Puglia, non solo a fini strettamente
commerciali e dunque, di profitto, ma
anche a livello pubblicitario, servendosi di
una vetrina, di una finestra sul mondo.
Il portale può essere senz’altro considerata un’idea innovatrice ed esploratrice.
Innovatrice perché propone un servizio
nuovo, in quanto dedicato e cioè interamente concentrato sul territorio pugliese al
fine di sfruttarne a pieno le potenzialità e
possibilità. Il portale, infatti, non solo consentirà all’utente di visualizzare, scegliere,
acquistare e usufruire di un servizio, ma
gli permetterà anche di acquistare online
dei prodotti tipici Made in Puglia, favorendo così un’esposizione del tacco a 360°.
Esploratrice perché è sempre alla ricerca
della novità, per essere sempre al passo con
i tempi, mostrando un vantaggio competitivo che consenta di differenziare e quindi
qualificare al meglio il suo servizio e di conseguenza il suo prodotto.
Bella vita s.r.l mira
ad adottare un
approccio costitutivo
affinché gli esercenti
commerciali, principali protagonisti del
mercato
glocale,
rientrino in maniera
determinante nella
definizione del vantaggio competitivo.
Gli esercenti commerciali e la piccola-media impresa vengono messe nella condizione di comportarsi
come soggetti portatori di valori originali e
di un’autonoma progettualità, di una capacità di innovazione e di una capacità di sviluppo. Quest’ultimi, infatti, saranno messi
nella condizione di poter proporre il proprio servizio contando sulle proprie capacità, esprimendo così le proprie qualità e
potenzialità.
Un’iniziativa assolutamente interessante, ambiziosa e innovativa che, se recepita
in maniera corretta da imprenditori e consumatori, creerà una sinergia straordinaria
in grado di portare vantaggi in primo
luogo alla nostra stupenda regione ed in
secondo luogo agli imprenditori e ai consumatori che vedranno entrambi realizzati
i propri obiettivi sentendosi gratificati dall’investimento effettuato.
Per informazioni contattare il Dott.
Sergio Di Bitetto 329.4555478 oppure [email protected].
Bella vita a tutti!!!
ATTUALITA’
27
CULTURA
28
Dal baratto
all’homebanking
Evoluzione dei mezzi
di pagamento nella storia
di Sara Spagnoletti
I
moderni portafogli sono forniti di molteplici scomparti in cui trovano spazio banconote, moneta spicciola e carte di credito.
Poche persone, forse solo le più anziane, utilizzano per i pagamenti il denaro contante, la
maggior parte di noi si serve di mezzi più sicuri,
comodi e meno rischiosi.
Non è stato sempre così, ovviamente; l’uso
della “pecunia” (denaro), si colloca in epoche
storiche molto lontane.
La sua etimologia deriva dal latino “pécus”
(pecora); anticamente il bestiame rappresentava
una cospicua fonte di ricchezza, unico mezzo di
scambio che, attraverso il baratto, rendeva possibile il commercio.
Gli animali erano, in sintesi, le “banconote” di
un’epoca storica in cui non si conosceva altra
possibilità di pagamento.
Per ragioni di comodità (trasportare e pesare
animali non era agevole) si giunse ad utilizzare,
in un primo tempo le selci (pietre), poi rudimentali monete di rame che, con l’evolversi dei traffici commerciali, vennero coniate con metalli sempre più preziosi, dall’argento all’oro.
Attraverso un’evoluzione storico-economica
si passò all’uso della cartamoneta o banconota,
mezzo di pagamento che, fino ad alcuni anni or
sono, ha connotato gli scambi economici.
A fianco della cartamoneta, altra possibilità di
regolare le transazioni era ed è data dall’uso
delle tratte (titoli di credito “all’ordine ed esecutivi” contenenti la disposizione di”pagare o far
pagare” una data somma, in un dato luogo al creditore indicato nella “cambiale/tratta” o nel
“pagherò cambiario”), di assegni bancari (disposizione di pagamento data dal titolare di c/c bancario o postale all’Istituto di Credito di pagare al
beneficiario la somma indicata nel titolo) e gli
assegni circolari, veri e propri sostituti del denaro contante.
Oggi abbiamo più moderni mezzi di pagamento quali le carte di pagamento.
Esse sono sostituti della moneta contante e
degli assegni e comprendono carte di credito, carte
di debito, carte prepagate utilizzate per transazioni
di valore medio/basso.
Sono dotate di una banda magnetica integrata
contenente informazioni codificate, (numero
della carta, data di scadenza, dati di sicurezza,
parametri di verifica e altri codici di servizio,
essenziali per l’identificazione del titolare e dell’emittente della carta, indispensabili per l’avvio
delle transazioni di pagamento).
La Carta di Credito: mezzo di pagamento che
ha segnato la transizione dai sistemi di pagamento cartacei a quelli elettronici è un documento
che, entro il limite di fido fissato dall’Istituto
emittente, abilita il titolare ad effettuare acquisti
di beni o servizi, con pagamento differito, presso
qualsiasi esercizio convenzionato con l’emittente
stessa. Il suo utilizzo permette al titolare di effettuare gli acquisti di beni e servizi senza movimento di denaro contante o emissione di titoli di
credito sostitutivi (tratte, assegni bancari, circolari, etc). Il movimento finanziario avviene, quindi,
con addebito sul conto corrente bancario o postale dell’utente entro un lasso di tempo fissato
dall’Istituto emittente.
Le carte di credito vengono emesse da enti
bancari, da società specializzate o direttamente
da esercenti di catene di distribuzione commerciale (fidelity card). In quest’ultimo caso, la carta
può essere utilizzata per il pagamento di acquisti
effettuati in tutti i punti di vendita della catena di
appartenenza.
Carta di Debito: documento che consente al
possessore di:
1) prelevare contante presso gli sportelli automatici degli Istituti aderenti al sistema
Interbancario Atm
2) effettuare operazioni di acquisto con addebito
sul proprio conto corrente bancario per mezzo
di terminali installati presso gli esercizi commerciali (i POS)
Il sistema di carte di debito in Italia
(Bancomat), attraverso una rete di sportelli, permette di prelevare delle somme di denaro in
qualsiasi zona del Paese.
Per l’utilizzo del Bancomat è necessario essere titolari di un conto corrente da cui viene
detratto, in tempo reale, l’ammontare del prelievo (che non può, tuttavia, superare la somma esistente sul c/c.)
POS (Point of Sale) denominazione degli
esercizi commerciali dotati di piccoli terminali
con i quali è possibile effettuare con carta bancomat il pagamento di quanto acquistato
Cash dispenser sono gli sportelli che consentono la funzione di prelievo di contante.
Carte prepagate (borsellino elettronico o
smart card) sono carte dotate di un microprocessore che ne assicura la validità ed autorizza la
transazione. Il carico della smart card avviene
con il versamento di un determinato importo
attraverso sportelli automatici. Un grosso vantaggio rispetto agli assegni è rappresentato dall’istantaneità della ricezione del pagamento,
come se si trattasse di vero e proprio denaro contante
CULTURA
29
I Servizi di remote banking consentono al
cliente di inviare disposizioni o di ricevere informazioni di varia natura sul proprio computer
attraverso un collegamento telematico.
L’accesso diretto al c/c avviene tramite PC e
modem; se il collegamento è effettuato attraverso
Internet, si parla di Internet banking.
L’Internet banking riguarda sia la clientela
privata (Home banking) che le imprese (Corporate
banking):
Home banking: è un servizio bancario a
domicilio con il quale il cliente privato, direttamente via Internet 24 ore su 24, può monitorare il
proprio conto corrente da qualsiasi postazione
telematica, conoscere movimenti e saldo, effettuare giroconti, bonifici, pagamenti utenze, ricariche di cellulari, etc.
Corporate banking è un servizio bancario con
il quale le imprese, possono effettuare operazioni
bancarie direttamente dalla propria azienda e
controllarne i flussi (movimenti di conto corrente, saldi, insoluti, esiti RIBA, RID, M.A.V., rendicontazione POS, ecc.), dare disposizioni operative, con aggiornamento dei dati in tempo reale,
(Ri.Ba. elettroniche, bonifici, pagamento effetti,
pagamento ICI, imposte e contributi con il
Modello F24, etc.)
E’ attivo 24 su 24 tutti i giorni dell’anno.
CULTURA
30
Una passeggiata
a Bari vecchia
di Magda De Pasquale
B
ari è una città dalla storia millenaria, e il
borgo antico, affacciato sull’Adriatico e
quindi sull’Oriente, conserva preziose testimonianze delle sue antiche origini. Reperti archeologici, storici e artistici ci vengono forniti da questa
parte della città che li ha conservati sia nei sotterranei sia alla luce del sole, raccontandoci attraverso
l’arte parte degli eventi storici.
L’associazione Pugliarte, fondata da giovani
guide autorizzate, laureate in Storia dell’arte e
Archeologia, con lo scopo di promuovere, rivaluta-
re e far conoscere la lunga storia e la cultura barese,
attraverso ciò che la terra ci ha restituito, organizzano escursioni culturali in tutta la provincia di Bari.
Domenica 13 Novembre mi sono affidata a loro
insieme ad un numeroso gruppo di appassionati,
per una passeggiata culturale nel borgo antico dall’itinerario chiamato “Bari sotto-sopra”, che porta
alla scoperta della storia dell’antica città, dall’età
romana all’età paleocristiana, attraverso l’architettura e la stratigrafia archeologica.
La suggestiva visita si svolge nella periferia di
Bari vecchia, e la prima tappa è costituita dalle
mura risalenti al IX-XI secolo quando la città divenne sede del Catapanato, conoscendo così un periodo d’oro. Proseguendo per le piccole strade in pietra troviamo la Torre Normanna; questa nasce come
torre difensiva, ma successivamente diviene un
simbolo del potere di Bari trovandosi nell’importante Piazza Corridoni.
Continuando per Via S. Giuseppe “Fu
Sinagoga” nel quartiere ebraico, nei sotterranei di
una abitazione privata si ipotizza la presenza di
una sinagoga. Infatti nel I secolo d.C. molti ebrei si
trasferirono a Bari, per l’importante ruolo commerciale e mercantile della città che volge ad
Oriente. Sull’uscio di questa abitazione con sorpreNella foto sotto il titolo, il succorpo della Cattedrale di San Sabino; a
sinistra ed a pag. 31 in alto, due particolari di Palazzo Simi ed alcuni
reperti della mostra in esso allestita.
CULTURA
31
sa è visibile un dipinto del 1700 che rappresenta la
Vergine con ai suoi fianchi San Sabino, antico
patrono della città e San Nicola diventato patrono
successivamente.
La tappa più interessante di questa visita è la
Cattedrale di San Sabino, in stile romanico, costruita nel XII secolo. Nel sottosuolo della struttura,
infatti, è possibile da pochi anni visitare il succorpo
che presenta un insieme di stratigrafiche testimonianze, dalla fase romana a quella paleocristiana.
Della fase più antica, quella romana, sono stati
ritrovati i resti di un edificio pubblico dell’epoca, in
una campagna di scavo negli anni ‘70. E’ anche presente un’epigrafe che cita la presenza di un teatro
romano nella città; è visibile inoltre un lembo di
strada dello stesso periodo.
La testimonianza paleocristiana invece, ci dona i
resti di una basilica di cui è visibile una parte delle
mura, e un pavimento in mosaico policromo detto
“di Timoteo”. Questo mosaico è di rara bellezza
non solo per l’ottimo stato di conservazione, ma
anche per la presenza di un’iscrizione completamente integra e per il richiamo alla tradizione marinara della città, presente nelle decorazioni di polpi
e pesci. Per merito di importanti campagne di
restauro questa struttura è stata liberata da terra e
fango che la ricopriva del tutto, e sono state riportate alla luce ceramiche, esposte all’interno del
museo.
L’appassionante passeggiata prosegue con la
visita di Palazzo Simi. Anche qui scendiamo qualche metro sotto terra per scoprire altri resti di epoca
romana con una casa privata; e del periodo paleocristiano con una chiesa a navata unica di cui sono
visibili le tre absidi e colorati resti di affreschi.
L’ultima tappa di questo viaggio nel passato si
conclude con la mostra intitolata “la Vigna di
Dioniso”, in corso all’interno dello stesso Palazzo
Simi (promossa dalla Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, e prorogata fino al 15 gennaio 2012), che raccoglie reperti archeologici costituiti da ceramiche provenienti
dai principali siti archeologici pugliesi, che raccontano l’arte e il culto del vino.
Questo itinerario tra diverse epoche storiche e
artistiche che hanno lasciato un segno profondo
nella città di Bari, permette di tuffarsi in un “passato” ricco di avventura e importanza per il nostro
capoluogo pugliese. “Passato” spesso dimenticato
dai nostri concittadini, che invece meriterebbe il
giusto plauso o almeno un affettuoso ricordo.
La lodevole iniziativa dei giovani dell’Associazione Pugliarte, consente di riscoprire la storia
della nostra città e delle sue numerose sfaccettature. Per chi è interessato, nel sito www.pugliarte.it
sono presenti tutte le informazioni sulle prossime
escursioni culturali.
LO STAFF DI PUGLIARTE
Lo Staff di PugliArte è composto da esperti di
Storia dell’Arte e di Didattica Turistica in grado
di offrire servizi di altissimo livello qualitativo,
con programmi didattici innovativi e percorsi
culturali diversificati. Il team propone anche progetti ad hoc per Scuole e Istituzioni, Aziende ed
Enti privati, fornendo tutto il necessario per
un’esperienza indimenticabile.
Alessandro De Luisi (Presidente), Paola Di
Marzo (Vice Presidente), Olimpia Matarrese,
Stefania Cucchiara, Giovanni Castellana, Luca
Vanin, Claudia Lucchese, Adele Barbieri,
Gianluca Gaio, Adele De Luisi.
CULTURA
32
Una serata
all’insegna
della baresità
di Felice Di Maggio
N
ello splendido e prestigioso Salone
delle feste del Circolo Unione di Bari,
con il saluto di Giacomo Tomasicchio,
vice presidente dello stesso Circolo, alla presenza di un numeroso, attento e qualificato
pubblico, si è svolta una serata dedicata alle
Baresità, che ha visto protagonisti Vittorio
Polito, giornalista e scrittore, con i suoi libri
“Baresità curiosità e...” e “Baresità e... maresi-
tà” (entrambi di Levante Editori), la Signora
Rosa Lettini Triggiani che ha letto alcune pagine da “La uerre di Troia” di Giovanni Panza,
ed altre dal suo volume scritto con Domenico
Triggiani “Da Adàme ad Andriotte” (Ed.
Schena), ed altre poesie.
Felice Alloggio, attore e commediografo ha
declamato anch’egli alcuni brani di celebri
poeti e scrittori, da lui tradotti in dialetto barese. Hanno declamato poesie anche Emanuele
Battista e Peppino Zaccaro.
Il duo pianistico Alessandra e Delia
Stallone, attraverso un bel gioco di sensazioni
per l’udito, ha egregiamente allietato il pubblico con le gradevoli musiche del compositore e
pianista tedesco Moritz Moszkowski (18541925), tratti da “Danze spagnole” op. 12,
riscuotendo un gran successo personale.
Ha condotto la serata Francesco De
Martino, professore ordinario di Letteratura
greca e responsabile scientifico del Laboratorio
di Mitologia del Dipartimento di Tradizione e
Fortuna dell’Antico dell’Università degli Studi
di Foggia, che nel corso della serata ha fatto un
lungo excursus sulle baresità di Vittorio Polito
e di quelle di Giovanni Panza, di Vito
Maurogiovanni e di Domenico Triggiani.
Polito in sostanza ha descritto le sue baresità, partendo dal dialetto e da alcuni autori
importanti (Abbrescia, Savelli, Giovine,
Gentile, Franz Falanga), quindi citando alcune
storiche case editrici baresi (Adda, Laterza,
Levante). Per il teatro dialettale ha ricordato
Vito Signorile, Nicola Pignataro, Gianni
CULTURA
33
Ciardo, Gianni Colaiemma, Nino De Bartolomeo e Rosaria Barracane, Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone, Felice Alloggio ed
Emanuele Battista. Questi ultimi sono anche
registi delle loro opere.
La Baresità è anche pittura e scultura ed in
questo caso è doveroso ricordare alcuni artisti
baresi, Francesco e Raffaele Spizzico, Gennaro
Picinni, Mario Piergiovanni, Anna Maria Di
Terlizzi, Carlo Fusca, Michele Damiani, che in
alcune loro opere hanno inserito barche, vele,
sole, chiese, cattedrali, santi, uomini e donne,
tutte cose legate alla nostra città.
Polito ha parlato anche delle “altre baresità”
rappresentate dalla città vecchia con la
Cattedrale, la Basilica di San Nicola, il Castello,
il Fortino e tutte le chiese e le edicole votive, la
Fiera del Levante, il Maggio di Bari, i Teatri
Petruzzelli, Piccinni e Margherita, la Chiesa
Russa, l’Università, “Il Sottano” (Caffè
Scaturchio), ritrovo di personaggi della Bari culturale di un
tempo, il Gran premio Bari di
formula 1, la spiaggia di “Pan’e
pemedòre”, lo Stadio della Vittoria
e quello di San Nicola, la “tiedde
de rise patane e cozze”, la “fecazze”,
“u ccrute” (frutti di mare, polpi
arricciati, seppioline, allievi,
ecc.), u ragù con le brasciole, le recchietedde, le strascenate, ecc. E
nelle altre baresità trovano posto
anche i quotidiani La Gazzetta
del Mezzogiorno, Barisera,
Quotidiano di Bari, il Giornale di
Puglia, e lo storico e prestigioso Circolo
Unione.
Il prof. De Martino, riprendendo la parola
ha parlato della pluralità. Vi sono tempi e persone plurali, cioè capaci di fare più cose di
quante una sola persona riesca a fare, come ad
esempio i medici od anche molti editori, dei
quali ha portato come esempio la Levante di
Bari, definita una specie di zona franca ove, a
differenza di altre, non si stampa solo carta, ma
sono luoghi in cui oltre a non esserci pregiudizi verso gli autori, vengono fuori anche le idee.
Quindi ha parlato delle altre baresità: San
Nicola, La Gazzetta del Mezzogiorno, la Fiera
del Levante, l’Università, definita da un’autrice la regina del sapere, del Teatro Petruzzelli e
dello stesso Circolo Unione, inaugurato prima
del Politeama Petruzzelli, esattamente il 1°
ottobre 1901. Insomma una serata dedicata alle
baresità ed ai baresi.
CULTURA
34
La stella cometa,
i re Magi e Giotto
«Quando Gesù fu nato a Betlemme di Giudea ai tempi di Re Erode, ecco apparire
dall’Oriente a Gerusalemme alcuni Magi, i quali andavano chiedendo dove fosse nato il
Re dei Giudei, perché – dicevano – avevano visto la sua stella al suo sorgere ed erano
venuti ad adorarlo […]». Matteo (II, 1-2).
di Vittorio Polito
In
ogni presepio del mondo,
sopra la grotta che ospita la
Sacra Famiglia, o sulla punta
dell’albero addobbato per la festa, trova
posto da tempo immemorabile una splendente “stella cometa”. Si tratta di una
locuzione popolare impropria che gli
astronomi chiamano semplicemente
“cometa”, ossia astro chiomato. Infatti il
vocabolario Treccani così la definisce:
«Corpo celeste gravitante intorno al Sole,
per lo più su orbite molto eccentriche,
composto, tipicamente, di un nucleo circondato da un alone (chioma) e da una
coda allungata».
La tradizione vuole che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque
Gesù proprio da una luminosa cometa,
divino messaggero del glorioso evento.
Ma quanto c’è di verificabile, dal punto di
vista astronomico, in questa affascinante
rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero? Da oltre un secolo si sa che
si tratta di un corpo del sistema solare
fatto in gran parte di ghiaccio, quindi proprio il contrario di una stella. La trasformazione di questa stella in cometa risale
addirittura al 1301 e il merito va a Giotto.
Egli infatti osservò personalmente in quel
periodo una fantastica apparizione della
cometa di Halley e, comprensibilmente,
non resistette all’idea di disegnare la
grande cometa sulla scena della natività
nella Cappella degli Scrovegni a Padova.
I progressi odierni della scienza permettono, grazie a computer con programmi di
calcolo sempre più potenti ed all’affinamento dell’indagine storiografica ed
archeologica, di ricostruire con grande precisione il cielo notturno osservato dai
nostri progenitori e di dare un contributo
decisivo alla risoluzione di un “caso” affascinante ed assai complicato.
L’interesse degli astronomi per la stella
di Betlemme è sempre stato vivo e non
accenna a diminuire: dopo duemila anni
si susseguono ancora interpretazioni e
studi al riguardo. Superata, come è giusto
che sia, la volontà di far corrispondere
Natale
di Sara Spagnoletti
Oggi
policromie intermittenti,
scie multicolori,
affannosa ricerca d’ingannevoli orpelli,
formiche impazzite
in corsa verso il nulla.
Ieri
profumo di dolci,
d’agrifoglio,
suono di ciaramelle,
nelle case
un angolo per il Presepe.
Natali lontani
cari al cuore
gravidi di memorie
che possono far piangere,
ma vortica la giostra
non si ferma
cicalecci assordanti
coprono
il dolce mormorio
di remote campane….
CULTURA
35
CULTURA
36
fatti ed eventi scientificamente provati ai
riferimenti degli Evangelisti.
I Magi, che secondo il Vangelo armeno
erano tre fratelli: Melkon, che regnava sui
Persiani, Balthasar, che regnava sugli
Indiani e il terzo, Gaspar, che possedeva il
paese degli Arabi, appartenevano originariamente ad una delle tribù in cui era diviso il popolo dei Medi. Essi costituivano la
classe sacerdotale. Infatti, in Persia (oggi
Iran), dove vivevano, il loro nome assunse
il significato generico di sacerdoti.
I Magi esercitavano una professione che
oggi definiremmo di astrologia. Alla corte
di Babilonia essi interpretavano i segni
celesti, osservando i moti delle stelle e dei
pianeti, traendone auspici sia favorevoli
che negativi. La “stella” che essi videro era
uno di quei segnali con i quali presso i
pagani la divinità rendeva noti i propri
disegni. Alcuni testi arabi collegano i Magi
alla religione iranica e a Zoroastro (o
Zarathustra), “fondatore della dottrina del
magismo”, al quale veniva attribuita tra le
altre cose anche la profezia della nascita di
Cristo.
Oggi sorridiamo del fatto che gli astri
possono avere un’influenza prevedibile sul
nostro agire quotidiano, o che tanto meno,
permettano di predire eventi futuri.
L’astrologia ha perso ogni fondamento e
scientificità, anche presunta, con l’avvento
del metodo scientifico del 16° secolo. Non
dobbiamo dimenticare, tuttavia, che astronomia e astrologia hanno proceduto di
pari passo per secoli, la prima al servizio
della seconda. Fu a causa della creduta
influenza dei corpi celesti sul destino dell’uomo che i sapienti dell’epoca affinarono
la propria conoscenza sull’astronomia
posizionale.
I Vangeli sono una fonte privilegiata
per inquadrare con una certa precisione la
“stella” che videro i Magi. Dal Vangelo di
Matteo proviene un’utile informazione: il
fenomeno astronomico osservato dai
Magi fu si importante ma non certo eclatante, ossia perfettamente evidente a
chiunque. In caso contrario anche Erode
ne sarebbe stato a conoscenza e non
avrebbe dovuto chiedere informazioni
dettagliate. Da perfetti conoscitori della
volta celeste, quali erano i Magi, sicuramente si resero conto che ciò che videro,
nel loro lungo viaggio da Babilonia a
Betlemme, era qualcosa di importante per
la propria esperienza di studiosi del cielo,
anche se poi, a livello popolare, poteva
passare del tutto inosservato. Ecco dunque perché furono i Magi a notare “la stella” e non altri: solo loro erano in grado,
come esperti osservatori delle stelle, di
apprezzarne la particolarità.
È possibile che in futuro emergano
nuovi elementi archeologici o storiografici
risalenti ai primi anni della cristianità: essi
potranno così dar peso ad un’interpretazione piuttosto che ad un’altra.
CULTURA
38
Natale al cinema
Irrompe
la magia del 3D
A cura di Viviana Rubini
Il
Natale è un momento molto atteso da
grandi e piccini; una festa che significa
anche voglia di stare insieme, trascorrere
del tempo con i propri cari e, perché no, anche
andare al cinema tutti insieme. Oltre al tradizionale
appuntamento col cinepanettone (Natale a Cortina
con Christian De Sica e compagni), ecco un’interessante carrellata di film d’animazione e non, in arrivo nelle nostre sale durante il periodo natalizio.
Dopo Shrek, ritorna sugli schermi l’amatissimo
Gatto con gli stivali in uno spin-off tutto suo. Tra storia e leggenda, conosceremo la sua infanzia trascorsa in orfanotrofio dove incontra Humpy Dumpy,
con il quale crescerà sognando di espugnare il
castello dei giganti celato tra le nuvole, e di rubare
la preziosissima Oca dalle uova d’oro. Poi il tradimento di Humpy, e una lunga serie di incontri e
appassionanti avventure.
Questo film si discosta dalla parodia favolistica
di Shrek e punta sul filone cappa e spada, con
digressioni action-avventurose e con rimandi a
Robin Hood, i tre Moschettieri e soprattutto Zorro
(vedi anche il doppiaggio di Antonio Banderas nei
panni del Gatto nella versione originale). Le numerose sequenze d’azione che sfruttano a pieno il 3D,
la cura nell’espressività dei personaggi e dell’evocativa colonna sonora, lo rendono un prodotto
adatto anche al pubblico più esigente.
Uscito un anno fa negli USA, approda finalmente nelle sale italiane un kolossal, altro film che sfrutta al meglio la tecnica 3D: Lo schiaccianoci.
Mary (Elle Fanning), una bambina di nove anni,
riceve in regalo dallo zio uno schiaccianoci magico
che, durante la vigilia di Natale, prende vita e porta
Mary in un mondo fantastico, fatto di fate e tanti
giocattoli che si animano. Purtroppo i due, insieme
a numerosi amici conosciuti durante l’avventuroso
viaggio, dovranno affrontare il tirannico Re dei topi
(John Turturro) e il suo esercito di ratti che minacciano il regno.
Classico della letteratura per ragazzi, la strepitosa partitura originale di Tchaikovsky scritta per il
celebre balletto a far da colonna sonora, emozioni in
3D: questo film sembra avere tutte le carte in regola per diventare un successo natalizio.
Dicembre segna il ritorno di un altro personaggio d’animazione già noto al pubblico più giovane,
Arthur, e del capitolo conclusivo della trilogia realizzata da Luc Besson. In Arthur e la guerra dei due
mondi ritroviamo Maltazar, il cattivo più volte
affrontato dal piccolo protagonista, che vuole dominare il mondo infiltrandosi tra gli umani. Toccherà
proprio ad Arthur, insieme agli amici di sempre
Selenia e Betameche, tutti in versione minimei (piccoli e invisibili folletti africani), contrastare i malefici piani di Maltazar e ristabilire definitivamente
l’armonia tra i due mondi.
Arthur Christmas: il figlio di Babbo Natale risponde
alla domanda di ogni bambino: come può Babbo
Natale fare il giro del mondo in una sola notte?
Scopriamo dunque che l’operazione al Polo Nord è
tecnologicamente avanzata e vede la partecipazione
di oltre un milione di elfi che lavorano incessantemente. Anche la tecnologia più sofisticata a volte
può sbagliare; capita infatti che un solo bambino non
riceva il suo regalo ma Babbo Natale e soci ritengono accettabile l’errore. Arthur, il figlio più piccolo, in
disaccordo col padre, mette su una folle missione per
consegnare dall’altra parte del globo l’ultimo regalo
rimasto, e provare così a salvare il Natale.
Attesissimo in Italia è anche il nuovo film di
Martin Scorsese in uscita a febbraio, che per la prima
volta si cimenta con l’uso del 3D. La straordinaria
invenzione di Hugo Cabret racconta l’avvincente storia
di Hugo, un orfano che vive nascosto nella stazione
ferroviaria di Parigi negli anni ’30. Dopo la morte
dello zio che si occupava di lui, il ragazzo è costretto
a rubare per sopravvivere. Fino a quando non ritrova accidentalmente un piccolo robot appartenuto a
suo padre, morto anni prima. Nel tentativo di riparare l’automa, Hugo si imbatterà in una serie di personaggi che gli faranno vivere un’avventura fantastica.
Il film, in realtà, non è altro che una riflessione poetica sul cinema, sulla magia della creazione artistica e
sul potere dell’immaginazione.
L’inizio del 2012 segna un altro gradito ritorno,
quello dei Muppet con l’omonimo film. Creati da
Jim Henson negli anni ‘70, i Muppet sono un gruppo di pupazzi colorati e personaggi in costume che
ebbero un successo planetario con il loro live-show
televisivo. Il format si sviluppò poi in film, cd musicali e libri. Kermit la rana (parodia del perfetto presentatore), Miss Piggy (l’ultima delle dive e compagna di Kermit), Fozzie (l’orsetto aspirante comico) e
tutti gli altri allegri personaggi, saranno protagonisti di una nuova esilarante avventura. Walter, Gary
e Mary, tre amici e grandi fan dei Muppet, cercheranno di salvare il teatro in cui si esibivano i loro
pupazzi preferiti, quando scoprono che qualcuno
vuole impossessarsene a causa del giacimento
petrolifero nascosto sotto l’edificio. I ragazzi deci-
CULTURA
39
dono di realizzare un telethon riunendo i famosi
Muppet. E non sarà un’impresa facile.
Non vi resta che scegliere il vostro film e trascorrere una serata all’insegna della spensieratezza.,
insieme a tutta la famiglia, lasciando che il lieto
fine allontani, almeno momentaneamente, le ansie
di questo periodo difficile.
SPORT
40
Scherma tra
sport e storia
di Magda De Pasquale
La
scherma è un’arte marziale di antichissima origine, diventata uno sport
olimpionico che a livello mondiale ci
ha regalato molte soddisfazioni; la Federazione
Scherma è, infatti, la più medagliata fra le nostre
federazioni e, soprattutto in campo femminile e
nella specialità del fioretto, da molti anni ha
pochi rivali al mondo: basti ricordare nomi di
campionesse mondiali ed olimpiche quali
Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Margherita
Granbassi, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo,
Ilaria Salvatori, e, fra gli uomini, Montano,
Cassarà, Sanzo, Tagliarol, Tarantino e tanti altri
Quella che narriamo oggi è la storia di una
grande passione per questo sport elegante ed
intellettuale, approfondito e studiato in ogni
sua sfumatura.
In occasione del Campionato Nazionale
Assoluto di Scherma svolto a Bari nel 1998,
infatti, il Dott. in Archeologia Fabio Armenise,
con la collaborazione di Fabrizio Loiacono, ha
l’idea di realizzare uno spettacolo di duello in
costume con armi bianche. Fabio Armenise, che
già viveva appieno questa disciplina da otto
anni, prima da allievo poi da istruttore presso il
Club Scherma Bari, venne affascinato dal lato
storico e antico di questa arte marziale e decise
Foto sotto il titolo – Le foto a sfondo storico qui pubblicate sono di
proprietà dell’A.C. Compagnia d’Arme Stratos, che ne ha concesso
l’utilizzo per la pubblicazione dell’articolo. Nella foto sotto il titolo,
ricostruzione di uno spaccato di vita miltare: fanteria normanna
schierata in rassegna ai lati della ricostruzione di un mangano tratto
dal Liber ad honorem Augusti (fine XII secolo).
Foto a lato – Ricostruzione di uno spaccato di vita civile: il pellipario
ripara una cinta mentre al suo fianco un fante normanno vigila sulla
fiera in svolgimento.
Foto pag. 41 in alto – Ricostruzione di uno spaccato di vita civile: due
popolane approntano un piccolo telaio per la tessitura con tavolette.
Foto pag. 41 sotto a sinistra – Ricostruzione di uno spaccato di vita
miltare: picchieri della metà del Seicento durante una pausa dalle
esercitazioni militari.
Foto pag. 41 sotto a destra – allenamento di scherma in una scuola
di Bari
così di approfondire con studi e ricerche la
Scherma Storica.
Nasce così la Compagnia d’Arme Stratos.
L’idea di partenza è quella di studiare le tecniche
di scherma antica, per la conoscenza e la divulgazione di un lato poco conosciuto del nostro territorio barese e della storia in generale.
Lo studio avviene attraverso gli storici trattati di scherma, come il più antico, risalente al
1300, che spiega tecniche di combattimento con
la spada da una mano e il brocchiere. Ma il forte
interesse per quest’arte li spinge anche a studiare l’utilizzo di armi bianche e di tecniche non
presenti sui trattati.
Dal 2001 la Compagnia inizia ad approfondire tematiche storiche, civili e militari attraverso
la “Rievocazione storica”, aderendo nel 2004 al
R.I.R.S. (Regolamento Italiano per la
Rievocazione Storica), per una precisa ricostruzione non solo delle tecniche di questa disciplina, ma anche di tutto il contesto che la circonda.
Infatti gli studi si allargano alla ricostruzione
degli ambienti, degli abiti storici tra X e XIII
secolo, dell’armamento difensivo e offensivo
medievale, sempre in modo documentato, con
l’intenzione di riscoprire il passato da ogni suo
punto di vista.
La passione e la professionalità sono tali da
entrare a far parte anche del C.E.R.S. Italia
(Consorzio Europeo Rievocazioni storiche).
Per rispettare il principio di partenza con cui
è nata l’associazione, cioè la conoscenza e
SPORT
41
soprattutto la divulgazione storico-archeologica, la Compagnia d’Arme Stratos organizza
corsi di Scherma Storica, per merito della collaborazione della ITC Romanazzi Bari.
I corsi propongono di insegnare diverse
tipologie di combattimento tra le quali possiamo citare la mani nude, o la Spada da una mano
e mezza, e la sperimentazione di altre armi
come Spada e scudo, Lancia e Ascia.
Inoltre questo studio é affiancato da lezioni
teoriche sulla Storia dell’arma bianca, Storia dell’armatura e introduzione alla pratica della scherma teatrale e spettacolistica. Quest’ultima disciplina viene inoltre messa in pratica anche con la
preparazione di coreografie di duello simulato.
Ma la voglia di praticare e trasmettere la
scherma a livello sportivo resta; infatti sono
presenti anche Corsi di Scherma Sportiva di fioretto, spada e sciabola. In particolare l’Associazione sportiva “Don Q” Scherma Bari, si
occupa della scherma nelle scuole come nella
Scuola Statale Primaria Garibaldi, nella Scuola
Media Statale Amedeo d’Aosta e nella Scuola
Media Statale Carducci.
Questa interessante e affascinante Associazione unisce così, in modo ammirevole, cultura e storia all’interno di uno sport, e creando
una perfetta sintonia tra di essi. All’interno del
sito www.stratosbari.it sono presenti tutti i dettagli dei corsi, le informazioni e i contatti per
chi fosse interessato a scoprire uno sport che
racconta storia.
CONFCOMMERCIO INFORMA
42
I contratti
di sviluppo
Nuovo strumento di intervento
in favore delle imprese
di Emanuele Panza
I
contratti di sviluppo, introdotti dall’art.43
del d.l. 112/2008 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008), rappresentano
una evoluzione dei contratti di programma e dei
contratti di localizzazione, pur contenendo alcuni
elementi di novità rilevanti e distintivi che fanno
dei contratti di sviluppo un nuovo strumento di
intervento in favore delle imprese.
Come per i contratti di programma, lo scopo
principale dei contratti di sviluppo è di favorire
l’attrazione di investimenti anche esteri e la realizzazione di progetti di sviluppo d’impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, soprattutto nelle aree svantaggiate e
nel Mezzogiorno in particolare.
Tra gli elementi di novità più significativi dei
contratti di sviluppo, si segnala, invece, l’ampliamento dei settori di intervento; infatti, i progetti
d’investimento riguardano
non solo il settore industriale,
ma anche il turismo e il commercio, e possono essere realizzati da una o più imprese
nonchè comprendere anche
progetti di sviluppo sperimentale e la realizzazione di
infrastrutture materiali e
immateriali.
Le agevolazioni, nella
forma del contributo in conto
interessi, del contributo in
conto capitale (conto impianti)
o in una combinazione di queste, nell’ambito di una procedura negoziale, sono disciplinate sulla base del regolamento generale di esenzione per
categoria (Regolamento CE n.
800/2008 del 6.8.2008) che consente di attuare gli
interventi in assenza di una preventiva notifica alla
Commissione europea del regime di aiuto.
Il Contratto di Sviluppo ha ad oggetto la realizzazione di un programma di sviluppo INDUSTRIALE, TURISTICO o COMMERCIALE per:
a) Realizzare nuove unità produttive
b) Ampliare unità produttive esistenti;
c) Diversificare la produzione di un’unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi;
d) Cambiamento fondamentale del processo di
produzione complessivo di un’unità produttiva
esistente.
CONTENUTO DEI PROGRAMMI
a) programma di sviluppo industriale: iniziativa
imprenditoriale finalizzata alla produzione di
beni e/o servizi;
b) programma di sviluppo turistico: iniziativa
imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’of-
ferta turistica, attraverso il
potenziamento ed il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle attività integrative l’offerta ricettiva e dei
servizi di supporto alla fruizione del prodotto;
c) programma di sviluppo commerciale: iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo del settore commerciale,
attraverso il potenziamento e
la qualificazione dell’offerta
distributiva del territorio;
per la cui realizzazione sono
necessari uno o più progetti
d’investimento e, eventualmente, progetti di innovazione tecnologica strettamente
connessi e funzionali tra di loro in relazione al
processo di produzione dei prodotti finali.
SOGLIE DI ACCESSO
Industria: Almeno 30 milioni di €, di cui almeno 15
milioni di € di spese ammissibili, oltre a programmi di innovazione tecnologica;
Turismo: Almeno 22,5 milioni di €, di cui almeno
12 milioni di € di spese ammissibili, oltre a programmi di innovazione tecnologica;
Commercio: Almeno 30 milioni di €, di cui almeno
15 milioni di € di spese ammissibili, oltre a programmi di innovazione tecnologica;
Una volta aperto il contratto di sviluppo, è possibile inserire singole iniziative che prevedano
investimenti per almeno Euro 1.500.000,00;
COME E DOVE SI POSSONO ATTIVARE
Procedura
• Presentazione Istanza di accesso (modulo di
domanda + proposta di massima);
• Istruttoria tecnica preliminare (Agenzia ex
“Sviluppo Italia”) con verifica dell’effetto incentivante;
• Parere preliminare MiSE e Regione;
• Comunicazione superamento prima fase;
• Presentazione Proposta definitiva;
• Istruttoria dell’Agenzia e approvazione della proposta;
• Sottoscrizione Contratto di Sviluppo;
Agevolazioni Concedibili
• Sovvenzione (fondo perduto);
• Contributo in conto interessi;
• Finanziamento agevolato;
• Garanzie;
IL GRUPPO MENDELSOHN
Mendelsohn aiuta le imprese a finanziare i propri
programmi di sviluppo.
La società è stata costituita nel 1998 riunendo in
un’unica organizzazione le precedenti esperienze
di professionisti, studi di consulenza e società di
servizi nel campo della consulenza aziendale tecni-
ca e economica. Dalla progettazione di stabilimenti
industriali e dalle consulenze di direzione (gestionale, logistica, ambientale, ecc.), Mendelsohn ha
concentrato sempre più la propria missione verso
un unico obiettivo: la finanza d’impresa.
Attualmente sono operativi i seguenti contratti
di sviluppo ai quali possono aggregarsi aziende che
hanno un investimento minimo di Euro 1.500.000
1. MARE NOSTRUM dedicato alle imprese del
turismo nelle regioni del sud Italia.
2. PRODOTTI DI PUGLIA dedicato alle imprese
del settore agroalimentare e precisamente del
settore conserviero.
3. STRADE DEL VINO dedicato alle imprese produttrici di vini.
4. ECOSIDER KALòS dedicato alle imprese della
filiera dell’acciaio.
5. BUILDING COMM dedicato alle imprese del
commercio di prodotti finiti e materiali per l’industria delle costruzioni, per l’arredo casa e per
il bricolage.
6. CITTA’ DELLA MODA dedicato alle imprese
del commercio della moda.
Nel contratto di sviluppo della serie ‘MARE
NOSTRUM” possono partecipare le imprese di
qualunque dimensione che svolgano attività nel
settore turistico e precisamente:
– Alberghi, villaggi turistici, resort, ostelli della gioventù, rifugi, colonie marine, affittacamere, case
di vacanza, stabilimenti balneari, bed and breakfast, residence, alloggi connessi alle aziende agricole, aree di campeggio, residenze storiche, ristoranti e sale ricevimento. Esso prevede sul totale
dell’investimento (minimo Euro 1.500.000,00) un
contributo a fondo perduto da parte del MISE
avente come entità il:
- 50% per le piccole imprese;
- 40% per le medie;
- 30% per le grandi;
oltre ad un finanziamento a tasso agevolato (attualmente dello 0,3%) fino ad un massimo del 25%.
Per ogni ulteriore informazione, contattare
Confcommercio Bari, Dott. Emanuele Panza
[email protected] – cell. 393/7848124.
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Formazione degli
addetti al commercio
Ribadita l’importanza di questo “cavallo di battaglia della Confcommercio”,
nel corso della cerimonia di chiusura del corso “Leadership Program”, svoltosi
presso Fashion District Outlet di Molfetta, in collaborazione con l’Università LUM
a cura della Redazione
“
Non bisogna privilegiare solo il settore
manifatturiero, ma avere un occhio particolare per la distribuzione senza la quale il
più eccelso prodotto delle nostre industrie non
troverà la giusta allocazione soccombendo ad
economie con filosofia distributiva più aggressiva. E una seria politica distributiva non può che
partire da una politica di formazione degli addet-
ti del settore commerciale; formazione intesa
come seria e moderna preparazione per un’attività nella quale la capacità di un contatto professionale con la clientela rappresenta un elemento
imprescindibile.”
Con queste parole il Presidente della
Camera di Commercio di Bari e della Confcommercio Dott. Alessandro Ambrosi si è
rivolto, a chiusura del corso “Leadership
Program”, ai partecipanti a quello che è più
corretto definire un “percorso” di formazione e sviluppo manageriale svoltosi presso
Fashion District Outlet di Molfetta in collaborazione con l’Università LUM .
Gli scopi del percorso sono stati:
– Avviare e monitorare un progetto di “empowerment” per lo sviluppo del proprio
potenziale di professionalità, efficienza ed
intelligenza (creativa, sociale ed emotiva).
– Sviluppare capacità manageriali e competenze di leadership per una più efficace
gestione e motivazione delle risorse umane.
– Promuovere sul posto di lavoro condizioni
permanenti di “benessere organizzativo”
per migliorare il clima aziendale e la qualità della vita lavorativa.
Se è vero, come diceva Benjamin Franklin,
che “ci sono tre cose veramente dure: l’acciaio, il diamante e conoscere se stessi” è altrettanto vero che, per conoscersi, la strada maestra è la comunicazione che non consiste nel
saper parlare bene, ma si articola attraverso
una comunicazione intrapersonale, interpersonale ed organizzativa.
I concetti base di questa filosofia, cui
il Prof. Angelo Battista, docente del percorso formativo, ha iniziato i giovani
allievi, sono Consapevolezza di sé,
Cambiamento, Autorealizzazione, Stile
di comunicazione, Modalità di relazione,
Ascolto empatico, Intelligenza sociale ed
emotiva, Cultura organizzativa e lavoro
in team, Stile di leadership, Clima relazionale e gestione dei conflitti, Ottimismo come atteggiamento mentale, Autostima, Entusiasmo sul lavoro, Rispetto
e Professionalità.
La struttura operativa viene vista come
una squadra di cui il leader è l’allenatore che
deve esprimere alcune caratteristiche quali:
– Estroversione e stabilità emotiva.
– Intelligenza (creativa, sociale ed emotiva).
– Carisma ed autorevolezza.
– Atteggiamento mentale positivo ed efficienza (ma senza manie di perfezionismo).
– Affidabilità e coerenza.
– Autostima e convinzioni di autoefficacia.
– Attitudine al comando e gestione del team
con approccio manageriale attraverso:
-
Organizzazione del lavoro
Assegnazione degli obiettivi
Motivazione delle persone
Valutazione dei risultati
Il calore con il quale è stato accolto il saluto del Presidente Ambrosi, del rettore Prof.
Garzoni e del Prof. Battista, ha testimoniato
quanto questi corsi facciano presa sui giovani accompagnandoli, attraverso i successivi
step che seguiranno questa prima fase,
verso una qualificazione manageriale non
solo tecnica, ma anche, se non soprattutto,
emozionale.
Confcommercio della Provincia di Bari
ha, quindi, potuto confermare la propria
convinzione che la formazione è l’arma vincente della distribuzione per consentire alle
imprese sopravvivenza e sviluppo; in tale
convinzione ha, per bocca del suo Direttore,
Dott. Carriera, espresso la propria precisa
volontà di proseguire su questa strada per il
futuro.
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Non brilla il
settore dei preziosi
E ci sono tanti perché
a cura della Redazione
A
lcuni segnali lasciavano presagire un’uscita
dalla situazione di stallo che aveva caratterizzato il primo quadrimestre dell’anno e
qualche indicatore addirittura portava a sperare in
un’evoluzione in senso positivo. Ma l’elaborazione
dei dati rilevati dai 258 questionari, ritenuti validi
sulla base della loro completezza, sul totale di 283
trasmessi dagli operatori al dettaglio del settore
oreficeria, argenteria, gioielleria, orologeria, associati a Federdettaglianti Orafi-Confcommercio
relativamente all’andamento delle vendite nel
secondo quadrimestre non lascia margini di interpretazione.
“Il calo di interesse” - ha dichiarato il presidente
Giuseppe Aquilino - “è generalizzato per tutte le
tipologie di prodotto oggetto d’indagine e, se pur con
differenti percentuali, il segno negativo è predominante, fatte salve alcune eccezioni in cui i livelli si sono
mantenuti invariati, eccezioni che riguardano la gioielleria firmata e l’argento da indosso. Ovviamente, bisogna tener conto della molteplicità di fattori esterni ed
interni al settore che hanno contribuito a contrarre
l’operatività sia in termini assoluti che in percentuale”.
Molte sono le variabili intervenute in un periodo tradizionalmente effervescente per i prodotti
preziosi. Matrimoni, cresime e comunioni, hanno
influenzato in passato le scelte del mercato, ma oggi
il periodo si è chiuso a favore di altri comparti del
commercio che forse utilizzano leve di marketing
più convincenti o semplicemente - come rilevato
dai commenti posti a margine del questionario da
più addetti - attirano i consumatori con iniziative
interessanti e stimolanti.
Secondo alcuni operatori, influenza negativamente le vendite anche il sistema di tracciabilità
dei pagamenti e così pure l’introduzione dello
“spesometro”, entrato in vigore il 1° Luglio scorso:
questo nuovo sistema di rilevamento dei redditi dei
cittadini è una normativa così discussa nel compar-
to da far presagire la volontà di un’azione forte nei
confronti delle Istituzioni.
Da non trascurare, poi, l’aumento esponenziale
del prezzo dell’oro che ha raggiunto cifre record,
incidendo in maniera determinante sul costo del
prodotto finito.
L’indagine evidenzia in maniera rilevante anche
l’esigenza di regolamentare in modo incisivo le
attività dei cosiddetti “compro oro”, che oramai
invadono le città creando – dicono molti operatori non poche turbative di mercato.
“Queste indicazioni, peraltro già emerse nella precedente indagine e che vengono ora ribadite con chiarezza nei questionari esaminati dai nostri analisti” - ha
rilevato ancora il presidente Aquilino - “si riferiscono proprio a quei temi che definirei scottanti e che,
insieme a tutte le Associazioni di settore, stiamo affrontando con forza e, finalmente, con voce unanime”.
In generale il 39% degli intervistati ha dichiarato
che le vendite sono diminuite fra il 5 e il 10% rispetto
al primo quadrimestre, mentre il 13% ha denunciato
una flessione fra l’11 e il 20%. Un altro 14% ha indicato un’ulteriore flessione tra il 21 ed il 30%. Basti pensare che nel 1° quadrimestre il 14% dei questionari
indicava stabilità nelle vendite mentre nell?ultimo
rilevamento questa percentuale è scesa al 4%.
Gli oggetti di oreficeria a peso continuano a
perdere altri punti percentuali. Solo per il 12% la
domanda è considerata stabile ma il 44% denuncia
forti cali tra il 5 e il 30%.
Analoga situazione per l’oreficeria fine: oltre
un terzo degli intervistati denuncia contrazioni tra
il 5 ed il 20% e addirittura il 38% (una percentuale
superiore del 10% rispetto al 1° quadrimestre) indica un calo inferiore al 5%. Solo per il 10%, tuttavia,
la domanda è invariata. Poche unità – ed è proprio
il caso di dire che una rondine non fa primavera hanno visto salire le richieste e le vendite.
Continua la parabola discendente dell’oreficeria
firmata. Se nel primo quadrimestre il 40% degli
operatori coinvolti nell’indagine aveva dichiarato
di aver lavorato agli stessi livelli dell’anno prece-
dente, ora si evidenzia decisamente un segno negativo: nel 34% dei casi le vendite sono diminuite tra
l’11 ed il 20%.
Vendita stazionaria di gioielleria no brand per il
28% dei dettaglianti, ma la cifra è fronteggiata dal
44% che ha lasciato per strada tra il 5 e il 20% del
fatturato. Quanto alla gioielleria firmata, per il 42%
(38% nel 1° quadrimestre) non vi sono state flessioni. Qualche sobbalzo solo per l’11%.
Continua la corsa verso il ribasso delle vendite
di argenteria per la casa: solo per il 19% le vendite
sono rimaste sui livelli del 2010. Riduzioni delle
vendite fino al 10% per oltre il 45% degli interessati. Stazionaria per il 32% la domanda di argento da
indosso, mentre per il 20% si è registrato un aumento tra il 5% ed il 20% rispetto al medesimo periodo
dello scorso anno. Un mercato sicuramente meno
effervescente se paragonato al primo quadrimestre.
Per gli oggetti in acciaio si registrano poche
variazioni rispetto al 1° quadrimestre di quest’anno. Paragonate al medesimo periodo del 2010, per il
38% le vendite sono stazionarie mentre per il 22%
sono diminuite meno del 5%.
Per quanto riguarda infine l’orologeria – che l’indagine prende in considerazione in maniera generica
senza ripartizione per fasce di prodotto – si rileva una
staticità delle vendite rispetto al periodo MaggioSettembre 2010. Alcuni riscontrano piccole percentuali di aumento ma per il 21% è diminuita meno del
5%, mentre per il 10% il calo va dal 5 al 10%.
Per quanto riguarda il profilo degli operatori
che hanno partecipato all?indagine, l’88% ha negozi di tipo tradizionale, il 60% opera in zone centrali
e il 40% in zone di prossimità o periferiche.
Secondo il sistema adottato per la precedente rilevazione, al fine di rendere il lavoro più dettagliato e
minuzioso, non si ci è voluti soffermare su una generica richiesta circa l’andamento delle vendite rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, ma
sono state previste suddivisioni in più classi di prodotto, al fine di ottenere dati attendibili su varie merceologie. I cluster di riferimento sono:
“
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
Oreficeria a peso non firmata
Oreficeria fine non firmata
Oreficeria firmata
Gioielleria non firmata
Gioielleria firmata
Argenteria per la casa
Argento da indosso
Oggettistica in acciaio
Orologeria
SCADENZARIO FISCALE
a cura di Michele Carriera
ADEMPIMENTO
• Termine entro il quale inviare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle
operazioni IVA rese/ricevute di importo pari o superiore
a euro 25.000 al netto dell’IVA registrate nell’anno 2010
• Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo, dipendente
e redditi di capitale diversi corrisposti (o maturati) nel mese precedente
• Versamento addizionali regionali/comunali su redditi
di lavoro dipendente del mese precedente
• Versamento dell’IVA mensile del mese precedente
• Versamento dell’IVA trimestrale (quarto trimestre dell’anno corrente)
• Versamento contributi ENPALS dovuti per il mese precedente
a favore dei lavoratori dello spettacolo
• Versamento contributi INPS DM10
• Versamento dei contributi previdenziali sui compensi corrisposti nel mese precedente
- Gestione separata INPS
• INPS versamento contributi artigiani e commercianti IVS - quota fissa sul minimale
• Autoliquidazione INAIL
• Versamento dei contributi IVS da parte dei soggetti iscrittialla gestione INPS
artigiani e commercianti (quota fissa sul reddito minimale)
• ENASARCO Agenti e rappresentanti versamento contributi
• Presentazione elenchi mensili Intrastat
• Presentazione elenchi trimestrali Intrastat
• Consegna modello CUD 2011
• Opzione per la determinazione della base imponibile a valori di bilancio
(impresa individuale/società di persone)
• Presentazione all’INPS della domanda per beneficiare
dell’indennizzo per la cessazione dell’attività
• Concessioni Governative - Versamento c/c/p tassa atti
e provvedimenti con pagamento annuale
GENNAIO FEBBRAIO
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16
16
16
16
16
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16
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31
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Lettere al Direttore
Detrazione IRPEF per
lavori di ristrutturazione
a cura di Leo Carriera
M
olte imprese ci chiedono informazioni
sulle novità in materia di detrazione
IRPEF del 36%. Esaminiamo brevemente le
novità introdotte dal “Decreto Sviluppo” in vigore
dal 14/5/2011.
L’art. 7, comma 2, lett. q) ed r) del citato Decreto
ha soppresso l’obbligo di:
- inviare l’apposita Comunicazione all’Agenzia
delle Entrate - Centro Operativo di Pescara prima dell’inizio dei lavori;
- esporre separatamente in fattura il costo della
manodopera;
e ciò a fronte dell’introduzione dell’obbligo di fornire ulteriori dati nel mod. 730/UNICO PF, che
saranno quindi opportunamente implementati.
Nello specifico, in assenza della “Comunicazione
di inizio lavori di ristrutturazione edilizia”, al fine di
fruire della detrazione del 36% sarà necessario
“indicare nella dichiarazione dei redditi i dati
catastali identificativi dell’immobile e se i lavori
sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati
richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle Entrate”.
In sede di compilazione del mod. 730/UNICO
PF, quindi, nella Sezione riservata all’esposizione
delle spese per le quali si intende beneficiare della
detrazione IRPEF del 36%, dovranno essere indicati, in aggiunta alle consuete informazioni:
- i dati catastali identificativi dell’immobile;
- gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio, contratto di affitto), se i
lavori sono effettuati dal detentore (ad esempio,
conduttore);
- altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione.
L’Agenzia delle Entrate ha fornito l’elenco dei
documenti che il contribuente dovrà conservare
ed esibire a richiesta dell’Ufficio:
- le abilitazioni amministrative richieste dalla
vigente legislazione edilizia in relazione alla
tipologia dei lavori da realizzare (quali, ad esempio, la concessione, l’autorizzazione o la comunicazione di inizio lavori da presentare in Comune).
Se non è previsto alcun titolo abilitativo per la
realizzazione di determinati interventi di ristrutturazione/manutenzione agevolati dalla normativa fiscale, è richiesta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la quale l’interessato deve dichiarare la data di inizio dei lavori e la
circostanza che gli interventi edilizi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;
- la domanda di accatastamento per gli immobili
non ancora censiti;
- le ricevute di pagamento dell’ICI, se dovuta;
- la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali nonché
la tabella millesimale di ripartizione delle spese
sostenute;
- la dichiarazione di consenso del possessore
all’esecuzione dei lavori nei casi in cui i lavori
sono effettuati dal detentore dell’immobile, se
soggetto diverso dai familiari conviventi;
- la Comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale indicante la data di inizio dei lavori, qualora la stessa sia obbligatoria in base alle disposizioni vigenti in materia di sicurezza dei cantieri;
- le fatture/ricevute fiscali comprovanti le spese
effettivamente sostenute;
- le ricevute dei bonifici di pagamento.
Di fatto la necessità di conservare i documenti
sopra elencati non comporta ulteriori o nuovi
“oneri” per il contribuente in considerazione del
fatto che i citati documenti erano richiesti anche in
vigenza del precedente assetto normativo.
Sarà necessaria anche la documentazione riportante i dati identificativi dell’immobile (visura catastale) nonché quella relativa al contratto di affitto
nel caso di detrazione fruita dall’inquilino.
Nel caso di acquisto box/posto auto sarà necessario possedere anche, ed in caso di controllo esibire, la dichiarazione del costruttore attestante l’ammontare del costo di costruzione sul quale va calcolato l’ammontare della detrazione spettante nonché l’atto dal quale risulti il vincolo pertinenziale
con l’abitazione.
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