Nulla è più certo dell’incertezza Pag. 2 Pag. 4 » 6 » 8 » 10 » 12 » 14 di Alessandro Ambrosi NORMATIVA L’Ente Bilaterale del Terziario di Mauro Portoso Cedolare secca sulle locazioni di Vito D’Ingeo Commercianti: indennizzo a chi cessa l’attività a cura di ENASCO Vessatorietà e abusi: le cose da sapere di Pierluigi Damiani La finanziaria 2012 di Emanuele Panza Ancora sulla mediazione civile di Caterina Storelli In copertina: il Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro Quando, nel 1223, San Francesco d’Assisi “inventò” il presepe, certo non avrebbe mai immaginato che la sua meravigliosa intuizione avrebbe dato il via ad una delle più belle forme d’arte nel nostro Paese. Da allora, artisti, artigiani, associazioni, semplici cittadini hanno, nei secoli, realizzato presepi di tutti i tipi e dimensioni, dando origine in alcuni casi anche a vere e proprie scuole, fra le quali indubbiamente la più celebre resta quella napoletana che ha prodotto presepi di assoluto valore artistico. Non mancano quelli che, oltre ad essere belli, sono anche originali per tecniche e materiali usati nella loro realizzazione. Nella copertina di questo numero natalizio della nostra rivista vi proponiamo un particolare di uno fra i presepi divenuti ormai celebri: Il Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro, giunto quest’anno alla ottava edizione, realizzato dall’Accademia della Sabbia di Roma in collaborazione con l’associazione Lignano in Fiore onlus, sotto la direzione artistica di Antonio Molin e Paolo Fontecchia. L’opera si trova anche quest’anno sulla spiaggia presso la Terrazza a Mare e sarà visitabile dal 17 Dicembre all’8 gennaio. Per dare un seguito al tema della scenografia del Presepe 2010 dedicata ai lavori della terra, quest’anno si è scelto di dedicare l’ambientazione della natività alle acque ed in particolare al lavoro dell’uomo in relazione con esse. La stessa Sacra Famiglia è rappresentata a bordo di una barca tra il mare e la laguna. All’interno della tensostruttura sono ospitate altre sculture di sabbia a tema acquatico tra cui un faro nautico dell’altezza di oltre 6 metri. ••• Iscritto presso il Tribunale di Bari in data 12/01/2009 - N. 69/2009 del Ruolo generale; N. 51 del Ruolo sezionale; N. 2 del registro stampa Periodico di informazione, aggiornamento e cultura a cura della Confcommercio della Provincia di Bari – Distribuzione gratuita Anno III n. 5 - 2011 Editore: Confcommercio della Provincia di Bari legale rappresentante ALESSANDRO AMBROSI Direttore Responsabile: PANTALEO CARRIERA Coordinamento editoriale: EMANUELE PANZA Redazione: Via Amendola 172/c, 70125 Bari Tel. 080/5481110 - Fax 080/5481077 e-mail: [email protected] Impaginazione e grafica: Saverio Matarrese [email protected] Stampa: SEDIT S.r.l. 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Pag. 26 di Michele Carriera CULTURA Dal baratto all’homebanking Pag. 28 di Sara Spagnoletti Una passeggiata a Bari vecchia » 30 » 32 » 34 » 38 di Magda De Pasquale Una serata all’insegna della baresità di Felice Di Maggio La stella cometa, i re Magi e Giotto di Vittorio Polito Natale al cinema: irrompe la magia del 3D di Viviana Rubini SPORT Scherma tra sport e storia Pag. 40 a cura di Magda De Pasquale CONFCOMMERCIO INFORMA I contratti di sviluppo Pag. 42 dalla di Emanuele Panza Formazione degli addetti al commercio » 44 » 46 » 47 a cura della Redazione Non brilla il settore dei preziosi a cura della Redazione Scadenzario fiscale a cura di Michele Carriera L@ POSTA Lettere al Direttore: detrazione IRPEF per lavori di ristrutturazione a cura di Leo Carriera Pag. 48 SOMMARIO EDITORIALE 1 EDITORIALE 2 Nulla é più certo dell’incertezza di Alessandro Ambrosi Lo scrivevo nell’editoriale di questo stesso Magazine due anni or sono. Era il Natale del 2009, allora c’era un governo che appariva solido, non erano ben noti a tutti termini quali spread, bond, Bce. L’euro era un dato di fatto, senza dubbi, senza forse, senza ma. Sono passati due anni, e quel che è accaduto è noto. Meno sicuro invece è quanto potrà accadere nei mesi a venire. Natale 2011: nulla oggi è più certo dell’incertezza. Leggevo un’indagine sui consumi in occasione di queste festività. Un ricerca “doc”, siglata “Deloitte” e pubblicata sul più importante quotidiano economico. Le previsioni sulle spese di Natale vedono in Italia un calo del 2,3 per cento, quasi il triplo della frenata media prevista in Europa. Certo, siamo, e meno male, lontanissini dal meno 22,09 per cento della Grecia; e dal meno 7-8 per cento di Irlanda e Portogallo. Anche se il nostro meno 2,3 per cento, al Sud è destinato a crescere e a sfiorare ben altre e alte percentuali. Non c’è di che rallegrarsi: pochi soldi per i bilanci delle famiglie, sfiducia in un futuro in cui l’aumento di tasse e imposte sembra essere una strada senza alternative, pessimismo diffuso – a prescindere dalla reale entità delle crisi – sfidu- cia. Tradotto: cinghia tirata. Eppure gettare la spugna, arrendersi, farsi sopraffare possono essere errori che noi tutti pagheremmo a caro prezzo. Innanzitutto partiamo da un presupposto: per alcune fasce della popolazione il reddito medio è sceso, ma in generale è la sfiducia nel futuro, quel buco nero tutto da decifrare, a rallentare gli acquisti, e tuttavia la frenata dei valori resta limitata se guardiamo agli altri Paesi, e le festività da noi continuano ad essere un momento importante, si farà di tutto per non rinunciarvi, per mantenere la tradizione, magari con budget ridotti, ma pur sempre dedicati. La crisi c’è e bisogna affrontarla, trasformando i problemi in opportunità, così da limitarne gli effetti, lavorando – come del resto stanno facendo le associazioni di categoria – sul fronte istituzionale per far capire una volta per tutte che il comparto del commercio, che le piccole e medie aziende sono essenziali per la sopravvivenza economica, sociale, occupazionale e che ogni misura che dovesse o rischiasse di disincentivare i consumi sarebbe più che insostenibile, del tutto intollerabile. Eppure più che un’opportunità anche il Natale 2011 sarà il termometro di quanto ci aspetta nei prossimi mesi, in attesa dell’altra prova a partire dal 7 gennaio: quella dei saldi. Eccoci, siamo nel bel mezzo dello shopping delle feste, ma temiamo al solito che ancora una volta la vera crisi sia quella dei nervi, del disorientamento cui dobbiamo essere pronti a contrapporre consapevolezza e reattività. Quest’anno, sarà perché non possiamo più rassegnarci al peggio, non abbiamo lasciato nulla al caso. A Bari di concerto con l’amministrazione comunale e la Camera di Commercio è stato svolto un duro, difficile, quasi impossibile, lavoro, puntando sul marketing, sulla comunicazione, sugli eventi che costituiscono fattori attrattivi per i consumatori. A Bari come in molti centri della provincia. Insomma, mai come in questo momento gli imprenditori delle piccole e medie aziende commerciali e tutti coloro che contribuiscono a comporre il tessuto economico sano, hanno mostrato la massima disponibilità alle innovazioni, ai cambiamenti, alle buone idee. E´, dunque, una sfida a tutto campo, la più difficile, quella che stiamo affrontando, ma bisogna ammettere che per il futuro della città che per anni è stata definita il “più grande centro commerciale a cielo aperto del Sud Italia” Buon Natale serve una reazione della categoria chiamata ancora una volta a rispondere al suo ruolo propositivo, ad un’azione ferma nei confronti delle Amministrazioni cittadine e di tutte le altre Istituzioni che devono aiutare un comparto che da solo non può farcela ad innestare un cambio di marcia. Cerchiamo, pretendiamo una concertazione organica e non episodica degli interventi per la crescita e lo sviluppo del territorio e del sistema delle imprese. Impegni che vadano ben oltre le “vendite di Natale”. Sarebbe un errore fatale non farsi trovare pronti alle prossime imminenti sfide, fatte di liberalizzazioni dei tempi del commercio, cui devono corrispondere necessariamente liberalizzazioni dei tempi della città. Sfide nell’ambito di un’innovazione che chiede, pretende, grandi spazi di applicazione per mostrare i propri frutti. Sono percorsi da cui non ci si può più allontanare. E mantenere dritto il timone verso questi traguardi sarà il compito di tutti; vorremmo mai più ritrovarci a dettare bollettini di guerra più o meno tragici sul corso delle vendite, su come i baresi e i pugliesi tutti hanno deciso di investire quel che rimane della tredicesima. Felice Anno Nuovo Il Presidente, la Giunta, il Consiglio Direttivo, il Direttore e il personale tutto della Confcommercio della Provincia di Bari formulano i migliori auguri a tutti gli Imprenditori. EDITORIALE 3 NORMATIVA 4 L’Ente Bilaterale del Terziario Dalla conciliazione dei tempi di vita lavoro, alla ricerca di lavoro, il sostegno dei lavoratori passa attraverso questo ente di Mauro Portoso L ’Ente Bilaterale del Terziario, Distribuzione e Servizi della Provincia di BARI nell’ottica del consolidamento delle attività intraprese nel corso degli ultimi anni, vuole rendersi parte attiva al fine di erogare i servizi e contributi a sostegno per i lavoratori e concedere agli stessi gli strumenti per rendere flessibile la loro attività lavorativa. Lo sforzo che siamo chiamati a compiere come Ente Bilaterale è quello di impegnarci nella costruzione di una società affidata non ai rapporti di forza e trasformata in una giungla dove vince chi trova gli espedienti e le modalità di galleggiamento, ma in un ambiente relazionale dove è possibile dare attuazione agli strumenti che garantiscono il giusto equilibrio tra impresa e lavoratore. Per questo l’Ente con la messa a disposizione di questi strumenti ai lavoratori, vuole continuare sulla via già percorsa, quella della fiducia reciproca, tra imprese e lavoratori. Affinché la bilateralità si possa sviluppare in un’ottica di cooperazione e, perché no, di corresponsabilizzazione, è necessario un cambiamento culturale tale da scrivere una pagina nuova del capitolo del welfare (che ha una storia consolidata di buone pratiche, di istituzioni e attori sociali). Pertanto l’Ente bilaterale del terziario della Provincia di BARI quale istituzione locale, può con risorse pubbliche e collettive, assumersi il compito di gestire l’asimmetria sul mercato raccogliendo la sfida della flessibilità e della conciliazione dei tempi di vita-lavoro. I compiti ulteriori – rispetto a quelli già assunti in termini più specifici di welfare contrattuale (previdenza, sanità, formazione) – sono rispettivamente: - gestione di misure di integrazione al reddito mirate alla conciliazione vita – lavoro; - gestione di misure per il sostegno al reddito dei lavoratori per malattia - gestione dei servizi di informazione, orientamento, consulenza e assistenza alla mobilità in ingresso e in uscita; - incontro tra domanda e offerta di lavoro. Nel corso dell’esperienza maturata è risultato quanto il tema della conciliazione sia difficile da affrontare, nonostante si sia esteso a nuovi ambiti e malgrado sia ormai diffusa la consapevolezza che la questione non coinvolga solo donne, ma anche uomini in eguale misura. In alcune aziende, ad esempio, sussiste ancora un’organizzazione del lavoro di stampo fordista: compiti, mansioni e orari sono rigidi, definiti senza alcuna forma di attenzione nei confronti delle esigenze personali del lavoratore, in molti casi si è comunque avuto prova che lavorando sui regimi di orario o su sistemi compensativi si possono conseguire risultati significativi. Dall’analisi di alcuni contesti aziendali emerge che nel momento in cui l’azienda garantisce un sistema di attenzione e promozione del benessere del lavoratore, sta incidendo sul miglioramento del rapporto lavoratore-azienda, sta rinforzando la fidelizzazione del lavoratore, sta favorendo il miglioramento delle performance lavorative; in poche parole si migliora il proprio benessere attraverso quello delle proprie risorse. La conciliazione dei tempi vita-lavoro è inoltre presente nella contrattazione collettiva e anche se non vi è ad oggi alcun riferimento specifico rispetto al termine. Nei fatti però molti dei contratti come quello del Commercio, tanto a livello nazionale che aziendale, presentano molti elementi di “organizzazione flessibile degli orari di lavoro”. La categoria rappresentata dall’Ente, quella del Terziario e dei Servizi, ha la necessità (data la presenza di donne) di rispondere alle nuove esigenze di Mercato (es. aperture domenicali, festive, legate ai periodi di saldi ) che in qualche modo devono sposarsi con i tempi privati delle famiglie dei singoli dipendenti. Dall’analisi dell’Osservatorio Provinciale presso l’Ente, emerge che la questione culturale sia l’elemento più importante da perseguire. E’ indispensabile sviluppare una cultura d’impresa che sia mirata ad una maggiore attenzione alla vita privata dei propri dipendenti. Una politica aziendale che favorisca il persistere dei due impegni, quello familiare da un lato e quello lavorativo dall’altro, cercando di armonizzarli il più possibile. Cura ed attenzione dei propri dipendenti significa quindi cura ed attenzione verso coloro i quali sono in grado di influenzare negativamente o positivamente l’immagine della propria Organizzazione e la produttività; i dipendenti sono per primi clienti che richiedono prodotti e servizi su misura ed in tempi brevi. Se nella cultura imprenditoriale aumenta la consapevolezza che anche dal benessere dei propri dipendenti dipende lo sviluppo e la produttività dell’impresa stessa, avremo aziende realmente più competitive perché in grado di organizzare e motivare le proprie risorse umane. Sulla base della normativa e del Bando regionale relativo alla conciliazione dei tempi di vita lavoro, la Giunta Esecutiva dell’Ente Bilaterale del Terziario della Provincia di BARI nella seduta del 07 novembre 2011 ha stabilito la partecipazione al suddetto bando con la messa a disposizione di euro 50.000,00 cosi come previsto dalla D.D. n. 535 del 20.06.2011 pubblicato sul BURP n. 143 del 15.09.2011. Inoltre non essendo stato costituito l’Ente nella Provincia BAT, lo stesso ha competenza per i Comuni facenti parte dell’ex-provincia di BARI. L’interesse sarà rivolto alle fasce di età tra i 25 e 30 anni con prospettive di esigenze per le cure dei genitori, e della famiglia, attraverso la cultura del sostegno familiare, valorizzazione della qualità della vita. Il vigente CCNL TERZIARIO inoltre non completa a pieno il sostegno nell’ambito del congedo parentale limitandosi alla quota del 30% ed ad un periodo considerato ristretto di 6 mesi. Inoltre sulla base della specificità del territorio e del contesto in cui operano i lavoratori del terziario vengono proposte le seguenti attività di sostegno. Costituzione della Commissione per la Conciliazione dei Tempi di Vita Lavoro e della Genitorialità all’interno dell’Ente Bilaterale del Terziario. La stessa avrà il compito di divulgazione degli strumenti finanziari – legislativi – contrattuali – mirati alla armonizzazione dei tempi e alla diffusione degli incentivi previsti dal Bando regionale, anche attraverso incontri tra OO.SS. e Azienda per discutere della organizzazione degli orari di lavoro (permessi – turni – parttime– ferie) per valorizzare e non dequalificare le ore di lavoro ridotte. Congedi parentali Il vigente CCNL prevede l’erogazione del 30% sino ad un massimo di mesi 6. Si vuole concorrere all’ampliamento del periodo di 6 mesi, attraverso l’erogazione di una indennità mensile per il congedo parentale richiesto dal padre lavoratore per maternità facoltativa in aggiunta al periodo richiesto dalla madre, entro il terzo anno di vita del bambino. Inoltre si vuole concedere per i 6 mesi del congedo parentale una indennità ulteriore pari al 30% sino a coprire il 60% della retribuzione per congedo parentale richiesto dalla lavoratrice. Malattia di lunga durata non indennizzata dall’INPS Erogazione di una indennità nei casi di periodo di aspettativa non retribuita richiesti dai lavoratori a propri datori di lavoro nelle ipotesi di periodi di malattia che eccedono i 180 giorni all’anno non indennizzati dall’INPS, estendo ad un ulteriore periodo di massimo ulteriori 180 giorni. Voucher Family-Friendly L’obiettivo prioritario dell’intervento è quello di offrire un aiuto economico alle donne impegnate nelle attività di cura (minori, anziani non autosufficienti, diversamente abili) finalizzato a favorire l’accesso a servizi di assistenza alla persona. La finalità dell’azione è quella di migliorare la qualità della vita delle donne con problematiche di conciliazione tra tempi di vita familiare e di vita lavorativa: - Per assistenza a figli minori di età non superiore a 12 anni - Per assistenza ai familiari anziani non autosufficienti - Per assistenza ai diversamente abili Con successivi regolamenti e appositi Bandi verranno messi a disposizione nel corso del 2012 i fondi stanziati per i lavoratori. Tutte le informazioni saranno rese disponibili sul sito dell’Ente: www.ebiterbari.com. NORMATIVA 5 NORMATIVA 6 Cedolare secca sulle locazioni di Vito D’Ingeo D all’anno 2011 la tassazione dei canoni di locazione percepiti può essere effettuata in modo alternativo all’IRPEF e relative addizionali: si può utilizzare la “cedolare secca”. Possono scegliere questo sistema solo le persone fisiche (non società) che, al di fuori dell’esercizio d’impresa o di professione, percepiscono redditi da locazione di immobili ad uso abitativo (categoria catastale A esclusa A/10) e relative pertinenze locate congiuntamente, di cui siano proprietari o usufruttuari. L’immobile deve essere locato per uso abitativo e non per uso ufficio o promiscuo. Si può applicare anche alla locazione di una sola parte dell’immobile (ad es. una stanza). I contratti per i quali si può applicare sono tutti i tipi e, quindi quello libero, concordato, transitorio, per studenti e ad uso turistico. La cedolare sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali oltre all’imposta di registro e di bollo sui contratti. E’ evidente la convenienza: invece di pagare, con la propria aliquota massima, sulla rendita catastale maggiorata del 5% ovvero sul canone di locazione percepito ridotto del 15% sia l’IRPEF che le addizionali regionali e comunali, si potrà pagare: - il 19% sul totale annuo percepito, se si tratta di canone concordato (per immobili siti in Comuni con carenza di disponibilità abitative e in quelli ad alta tensione abitativa) - il 21% per tutti gli altri tipi di contratto Non si devono neppure pagare l’imposta di registro del 2% per la registrazione del contratto né il bollo sul contratto stesso. Va anche ricordato che il reddito assoggettato alla cedolare secca, pur essendo escluso dall’imponibile IRPEF, si somma agli altri redditi per la valutazione e per la determinazione di deduzioni, detrazioni ed altri benefici fiscali con la conseguenza che le detrazioni per lavoro dipendente/pensione e le detrazioni per carichi di famiglia possono subire una modesta diminuzione. La cedolare secca si versa: - acconti entro il 16 giugno (o 16 luglio con la maggiorazione dello 0,40%) e 30 Novembre dell’anno cui si riferiscono i redditi da locazione. - saldo entro il 16 giugno (o 16 luglio con maggiorazione) L’acconto è dell’85% dell’imposta dovuta per l’anno 2011 mentre sarà del 95% dell’imposta dell’anno precedente dal 2012. L’acconto - non è dovuto se pari o inferiore a euro 51,65 - si versa in una sola rata al 30 novembre se è inferiore a euro 257,52 - si versa in due rate(40% entro il 16 giugno e 60% entro il 30 novembre se il valore è maggiore o uguale a euro 257,52 Per il versamento va utilizzato il modello F24 con i codici: - 1840 per la prima rata d’acconto - 1841 per la seconda o unica rata d’acconto - 1842 per il saldo Tali modalità vanno seguite anche da chi abbia utilizzato il modello 730 in quanto il versamento degli acconti e saldo della cedolare non possono essere trattenuti sulla busta paga. Il regime della cedolare secca può essere scelto dal locatore o in sede di stipula del contratto o nelle annualità successive e vincola per la durata del contratto e della proroga salvo revoca espressa effettuata entro il termine stabilito per il pagamento dell’imposta di registro dovuta per l’anno di riferimento. In caso di scelta per la cedolare secca, il proprietario deve comunicare all’inquilino tale scelta con lettera raccomandata (non a mano) nella quale comunica anche la rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione a qualunque titolo. Il mancato invio porta all’inapplicabilità del regime. La comunicazione va effettuata singolarmente a tutti gli inquilini. Sono soppressi alcuni adempimenti: - Non si comunicano le generalità dell’inquilino all’autorità di pubblica sicurezza - Non si paga l’imposta di registro - Non si paga l’imposta di bollo I vantaggi per l’inquilino sono: - Non versa più il 50% dell’imposta di registro e di bollo - Non è più tenuto all’aggiornamento del canone di locazione in base all’indice ISTAT La convenienza della scelta della cedolare secca è legata alla situazione reddituale complessiva del contribuente. Per un’analisi di tale convenienza va tenuto conto non solo dell’aliquota IRPEF marginale applicabile al reddito complessivo, ma anche delle addizionali regionali e comunali. Inoltre la base imponibile è rappresentata dal 100% del canone percepito senza la riduzione forfetaria (15%) prevista in caso di tassazione ordinaria. E ancora si deve rinunziare agli adeguamenti ISTAT. In definitiva si può dire che, in linea generale, la convenienza per la cedolare secca aumenta con l’aumentare del reddito globale. In presenza di redditi globali piuttosto bassi, si deve ritenere che il nuovo regime non convenga. Può essere interessante la seguente tabella sinottica. NORMATIVA 7 NORMATIVA 8 Commercianti: indennizzo a chi cessa l’attività a cura di ENASCO Un indennizzo pari a 467 Euro mensili: ecco a quanto ammonta quest’anno il trattamento per gli operatori commerciali che decidono di cessare l’attività. Il beneficio, già previsto dal 1996 e di cui la categoria ha potuto usufruire fino al 31 dicembre 2007, è stato ripristinato con una norma inserita nella legge anticrisi (n. 2 del 28 gennaio 2009). Un atto fortemente voluto dalla Confcommercio, vista la crisi del settore mercantile negli ultimi anni. La prestazione funziona come un ammortizzatore sociale, il cui scopo è quello di accompagnare fino alla pensione coloro che lasciano definitivamente l’attività. Non si tratta comunque di assistenza a carico dello Stato, ma di autogestione. E’ stato previsto, infatti, che la concessione dell’indennizzo venga finanziata – fino al 31 dicembre 2013 - tramite la maggiorazione dello 0,09 per cento dell’aliquota contributiva a carico dei commercianti in attività iscritti all’Inps. Entriamo nei dettagli. DESTINATARI Sono tutti coloro che esercitano, in qualità di titolari o collaboratori, l’attività commerciale al minuto in sede fissa o ambulante, i gestori di bar e ristoranti e gli agenti e rappresentanti di commercio. REQUISITI E CONDIZIONI E’ necessario che gli interessati, nel periodo tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011, abbiano più di 62 anni di età, se uomini, o più di 57 anni, se donne, e vantino un’iscrizione al momento della cessazione dell’attività per almeno 5 anni, in qualità di titolari o collaboratori, nella gestione degli esercenti attività commerciali istituita presso l’Inps. Sono necessari altresì: - la cessazione definitiva dell’attività commerciale; - la riconsegna dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente all’attività di commercio al minuto); - la cancellazione del titolare dell’attività dal Registro delle imprese presso la Camera di commercio; - la cancellazione del titolare dal registro degli esercenti il commercio per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; - la cancellazione dal ruolo provinciale degli agenti e rappresentanti di commercio. Va chiarito, poi, che per coloro che matureranno i requisiti a partire dal 1° gennaio 2012 sarà necessario attendere che il legislatore, con apposita norma, provveda a ripristinare la concessione dell’indennizzo in questione. INCOMPATIBILITÀ DEL BENEFICIO L’indennizzo è incompatibile con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato e, conseguentemente, la corresponsione del beneficio ha termine dal 1° giorno del mese successivo a quello nel quale sia stata ripresa l’attività lavorativa sia essa dipendente che autonoma. Il beneficiario ha l’obbligo di comunicare all’Inps la ripresa dell’attività lavorativa, entro 30 giorni dal suo verificarsi. A sua volta l’Inps deve effettuare i controlli sul rispetto della norma che prescrive l’incompatibilità. MISURA, DURATA E MODALITÀ DI EROGAZIONE L’indennizzo compete dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda e fino al momento in cui si potrà percepire la pensione di vecchiaia. Ciò significa che, rispetto al passato, l’ indennizzo avrà una durata superiore ai tre anni, visto che l’assegno potrà essere erogato anche nel periodo che intercorre tra il mese di compimento dell’età pensionabile (60 anni per le donne, 65 per gli uomini) e l’apertura della cosiddetta finestra, cioè fino al momento in cui la pensione verrà effettivamente erogata (cioè massimo 18 mesi). L’importo - pari come si e già detto a 467 Euro mensili - è identico a quello del trattamento minimo di pensione, che viene concesso dall’Inps ai commercianti iscritti alla gestione. L’Inps ritiene, poi, che la titolarità di un trattamento pensionistico non impedisca la concessione dell’indennizzo. In una situazione del genere potrebbero trovarsi i titolari di assegno di invalidità, di pen- sione di anzianità, nonché le vedove e i vedovi che hanno una rendita di reversibilità. E’ importante però sottolineare che nessuna proroga rispetto alla scadenza naturale di 60 e 65 anni (cioè fino ad un massimo di 18 mesi) potrà essere invece concessa agli interessati già titolari di pensione erogata dall’Inps o da altro Ente pensionistico o che, al momento del compimento dell’età pensionabile, non siano in possesso del requisito contributivo per il diritto alla pensione di vecchiaia. Per ottenere l’indennizzo la domanda va presentata entro il 31 gennaio 2012 su un modello appositamente predisposto. I periodi in cui viene riscosso l’assegno si considerano come lavorati ai fini della pensione. Attenzione però: la contribuzione figurativa si somma a quella di lavoro solo per raggiungere il diritto, in quanto lo scopo della prestazione è unicamente quello di evitare che il commerciante con pochi versamenti possa restare senza reddito e senza pensione. Si consiglia, data anche la non semplice procedura richiesta, di rivolgersi agli uffici del Patronato 50&Più Enasco i quali, gratuitamente, dopo una attenta verifica dei requisiti, possono provvedere alla predisposizione dell’apposita domanda e al successivo inoltro presso l’Inps. NORMATIVA 9 NORMATIVA 10 Disdetta/recesso dell’assicuratore dopo un sinistro Vessatorietà e abusi: le cose da sapere di Pierluigi Damiani S empre più spesso accade che, dopo il verificarsi di un sinistro, la nostra compagnia assicurativa disdica la polizza. Appare evidente il disagio per il consumatore che si ritrova nella difficoltà di acquistare una nuova garanzia presso altro assicuratore. Tale condotta è legittima o abusiva? Le clausole che prevedono la possibilità di recesso dell’assicuratore dopo ogni sinistro sono conformi alle norme dettate a tutela del consumatore? Orbene, la questione della vessatorietà è fortemente dibattuta in ambito assicurativo, poiché il contratto d’assicurazione, per sua stessa natura aleatorio, ha indotto le varie compagnie alla predisposizione unilaterale di clausole spesso svantaggiose per l’assicurato. In base all’art.33 del Codice del Consumo, affinché una clausola possa ritenersi vessatoria è necessario che determini a carico del consumato- re un significativo squilibrio di diritti e obblighi derivanti dal contratto. La loro vessatorietà è tale a prescindere dalla buona fede dell’imprenditore che se ne serve. Il comma 2 dell’art. 33, analogamente all’art. 1469 bis, comma 2, c.c., stabilisce una presunzione di vessatorietà, fino a prova contraria, per le clausole che hanno ad oggetto una serie di fattispecie espressamente specificate, fra cui quella che “riconosce al solo professionista e non anche al consumatore la facoltà di recedere dal contratto”. E’ necessario operare però una distinzione fra le clausole delimitatrici del rischio (legittime) e quelle limitatrici della responsabilità dell’assicuratore (vessatorie). La clausola che delimita il rischio attiene al merito, al contenuto del contratto, all’ampiezza dell’obbligazione assunta dall’assicurazione, pertanto non mira a limitare la responsabilità ma a circoscrivere le fattispecie che rientrano nel titolo contrattuale. Quando, viceversa, la clausola incide sugli elementi costitutivi della responsabilità, essa è vessatoria, da ricomprendersi nella seconda delle due categorie innanzi dette. Più precisamente sono da ritenersi tali quelle clausole contrattuali che subordinano il pagamento dell’indennizzo a condotte dell’assicurato di difficile attuazione, ovvero a circostanze non strettamente pertinenti al sinistro. La clausola che concede il recesso unilaterale dell’assicuratore è una delle più frequenti nei contratti di assicurazione danni. Tale clausola è stata ritenuta da giurisprudenza e dottrina presuntivamente vessatoria in virtù dell’art. 1469 bis, comma 3 n.7 c.c., in quanto attribuiva la facoltà solo al professionista e non anche al consumatore. Nell’ipotesi di conclusione di un contratto contenente una clausola con cui è previsto il recesso unilaterale dell’assicuratore, questa (vessatoria) sarà improduttiva di ogni effetto (come non apposta), restando valido il contratto per la restante parte. Per completezza e chiarezza, pare opportuno indicare alcune delle clausole vessatorie più comunemente inserite nei contratti d’assicurazione. In realtà si è anche valutato se la clausola di recesso bilaterale, fosse o meno vessatoria. A ben guardare, essa non risolverebbe il problema, in quanto l’interesse dell’assicurato al recesso non è paragonabile a quello dell’assicuratore, venendo in considerazione - ai fini della qualificazione della abusività della clausola - lo squilibro significativo di diritti e obblighi delle parti, operata ai sensi dell’art. 1469 bis comma 1 c.c. Ed in effetti, lo squilibro risiede nel fatto che la previsione di recesso consente all’assicuratore di raccogliere il massimo vantaggio ottenendo, attraverso il prezzo minore del premio, un contratto pluriennale, e nello stesso tempo, riducendo al massimo il rischio dichiarato attraverso la facoltà di recesso. Sono vessatorie le clausole che: - obbligano il contraente ad inviare la disdetta del contratto entro 90 o 60 giorni dalla sua scadenza; - indicano come foro competente per le controversie, un luogo diverso dalla residenza o domicilio del consumatore; - obbligano il consumatore a ricorrere all’arbitrato prima di qualsiasi causa contro la compagnia, poichè in questo caso il primo dovrebbe pagare delle spese di procedura, che, nell’ipotesi di causa ordinaria, sarebbero a carico esclusivo della parte soccombente; - sanciscono la decadenza della tutela legale in favore del consumatore, ove prevista, se l’accadimento non venga denunciato entro dodici mesi; - riservano alla compagnia di pagare solo una quota proporzionale del risarcimento per un danno assicurato da più società, nonostante il pagamento del premio per intero. NORMATIVA 11 NORMATIVA 12 La finanziaria 2012 LA LEGGE DI STABILITÀ 2012 PREVEDE, TRA L’ALTRO, ALCUNE MODIFICHE DI CARATTERE FISCALE CHE ANALIZZIAMO IN BREVE di Emanuele Panza COMPENSI SPETTANTI A CAF E PROFESSIONISTI A decorrere dalle attività svolte dal 2012: - ai CAF e professionisti abilitati spetta l’importo di € 14 per ciascun mod. 730 elaborato e trasmesso, elevato a € 26 per le dichiarazioni congiunte. - non è più previsto alcun compenso per la trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi (mod. UNICO), IRAP e IVA né per l’invio telematico dei modd. F24, né alle banche/poste per la trasmissione delle dichiarazioni. È infine disposto che per le attività svolte nel 2011, 2012 e 2013 non si procederà ad alcun adeguamento sulla base delle variazioni ISTAT dei compensi spettanti. Nella foto sotto il titolo, Palazzo Chigi; sopra, la riunione del Consiglio dei Ministri per il varo della finanziaria; nella pagina a fianco, il passaggio di consegna fra Silvio Berlusconi e Mario Monti con il rito del campanellino. SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI Confermando l’intento di “liberalizzare” l’esercizio delle professioni in attesa di una riforma degli ordinamenti professionali con apposito DPR, è introdotta la possibilità di esercitare l’attività professionale in forma societaria, ferma restando l’attuale modalità dell’esercizio in forma associata. In particolare, l’atto costitutivo della società deve prevedere: - l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci, che sono in ogni caso tenuti al rispetto del codice deontologico del proprio Ordine; - l’ammissione in qualità di soci soltanto di professionisti iscritti a Ordini, Albi o Collegi. I soci non professionisti potranno essere ammessi solo per prestazioni tecniche o per finalità di investimento; - i criteri e le modalità di esecuzione degli incarichi conferiti alla società, - le modalità di esclusione dalla società del socio in caso di cancellazione dal rispettivo Albo. Sempre nell’ottica della liberalizzazione dell’esercizio delle professioni è disposto che il compenso spettante al professionista va pattuito liberamente tra le parti, per iscritto, all’atto del conferimento dell’incarico professionale. In altre parole non è più necessario fare riferimento alle tariffe professionali. BILANCIO SEMPLIFICATO PER SRL PRIVE DI COLLEGIO SINDACALE Dal 2012 le srl prive del Collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato la cui struttura e le cui voci saranno individuate con un apposito Decreto da adottare entro il 30.3.2012. ESTRATTI CONTO BANCARI IN LUOGO DELLE SCRITTURE CONTABILI Dal 2012, le imprese (ditte individuali, società di persone, enti non commerciali) in contabilità semplificata ed i lavoratori autonomi, se effettuano incassi e pagamenti “interamente tracciabili” (ad esempio, tramite assegni, ricevute bancarie, bonifici, carte di credito, ecc.), possono sostituire le scritture contabili con gli estratti conto bancari. Per effetto di tale disposizione, quindi, se gli incassi/pagamenti dell’impresa/professionista sono effettuati esclusivamente con strumenti diversi dal contante, l’estratto conto bancario sostituisce i registri contabili. L’eliminazione dei registri IVA e, per i professionisti anche del registro degli incassi/pagamenti o del registro delle movimentazioni finanziarie, necessità, però ancora di specifici chiarimenti. INNALZAMENTO LIMITI LIQUIDAZIONI TRIMESTRALI IVA Dal 2012 sono innalzati i limiti del volume d’affari dell’anno precedente il cui mancato superamento consente alle imprese/lavoratori autonomi l’accesso alle liquidazioni IVA trimestrali. Dal 2012 si avrà pertanto che le liquidazioni IVA trimestrali rispetteranno i seguenti limiti Prestazioni di servizi: € 400.000 Per altre attività: € 700.000 SRL E SPA: INTRODUZIONE DELL’OBBLIGO/POSSIBILITÀ DEL SINDACO UNICO Per le srl e le spa è ora prevista la nomina di un Sindaco unico in luogo del Collegio sindacale; tuttavia, mentre per le srl ciò costituisce un obbligo, per le spa rappresenta una facoltà, peraltro subordinata alla sussistenza di una particolare condizione. Società a responsabilità limitata Nelle srl, la nomina del sindaco è obbligatoria se: - il capitale sociale è pari o superiore a € 120.000; - per 2 esercizi consecutivi sono stati superati 2 dei limiti di cui all’art. 2435-bis, C.c. (attivo di Stato patrimoniale non superiore a € 4.400.000, ricavi delle vendite e prestazioni non superiori a € 8.800.000 e numero di dipendenti occupati in media non superiori a 50 unità); - la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; - la società controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti. È inoltre previsto che l’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti di cui ai predetti numeri 1 e 2 deve provvedere alla nomina del sindaco entro 30 giorni; in mancanza, la nomina sarà effettuata dal Tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato. Società per azioni Per le spa con ricavi o patrimonio netto inferiori a € 1.000.000, l’organo di controllo, se previsto dallo statuto, può essere rappresentato da un Sindaco unico, scelto tra i Revisori legali iscritti nel relativo Registro. Rispetto a quanto sopra esaminato per le srl, nelle spa l’operatività della nuova disposizione, oltre al verificarsi della suddetta condizione, richiede comunque la modifica dello statuto. CONTRIBUTI PREVIDENZIALI GESTIONE SEPARATA INPS A decorrere dal 2012 è disposto l’aumento dell’1% dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione separata INPS. Dal 2012, quindi, la stessa sarà pari: - al 27,72% per i soggetti non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie; - al 18% per gli iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie o titolari di pensione. DEDUZIONE IRAP SOMME PER INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ È previsto che, per il 2012, ciascuna Regione può riconoscere una deduzione ai fini IRAP alle imprese del settore privato per le somme erogate ai dipendenti per l’incremento della produttività. 5 PER MILLE 2012 È previsto anche per il 2012, in base alle scelte espresse nelle dichiarazioni dei redditi 2011, il riparto della quota del 5‰. DETASSAZIONE PREMI INCREMENTO PRODUTTIVITÀ È confermata anche per il 2012 la detassazione delle somme erogate per l’incremento della produttività ai dipendenti del settore privato. DEDUZIONE FORFETARIA DISTRIBUTORI CARBURANTI – Art. 34 Al fine di “tenere conto dell’incidenza delle accise sul reddito di impresa degli esercenti impianti di distribuzione di carburante”, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2011 (dal 2012 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare) agli stessi è riconosciuta la deduzione forfetaria nelle seguenti misure: - 1,1% dei ricavi fino a € 1.032.000; - 0,6% dei ricavi oltre € 1.032.000 e fino a ? 2.064.000; - 0,4% dei ricavi oltre € 2.064.000. Si evidenzia che, rispetto al passato, la disposizione in esame non prevede la consueta proroga annuale della deduzione forfetaria ma l’introduzione a regime della stessa. Per favorire i rifornimenti presso i distributori di carburante con carte di pagamento, è disposta la gratuità, sia per l’acquirente che per il venditore, di dette transazioni di importo inferiore a € 100. NORMATIVA 13 NORMATIVA 14 Ancora sulla mediazione civile di Caterina Storelli (studio Exaequo) D al 20 marzo 2011 è entrato in pieno vigore l’istituto della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. Tale istituto, nato con l’intento di deflazionare il contenzioso civile, introduce per l’avvocato l’obbligo di informare il proprio cliente dei casi in cui l’esperimento del tentativo di concilia- Il palazzo del TAR del Lazio a Roma zione è obbligatorio per instaurare un eventuale giudizio. L’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto e, in caso di violazione dell’obbligo di informazione, il contratto tra l’avvocato e il proprio cliente è annullabile a domanda del cliente stesso. L’esperimento preventivo del tentativo di conciliazione interessa un’ampia serie di controversie: locazioni, comodato, affitto di aziende, contratti bancari, assicurativi e finanziari, litigi ereditari, risarcimento del danno da colpa medica e diffamazioni a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, patti di famiglia e diritti reali. Fin dalla sua entrata in vigore, l’istituto della mediazione a fini conciliativi è stato oggetto di critiche da parte di alcuni esponenti del mondo politico e giuridico. Invero, un sindacato di avvocati, l’OUA, ha presentato ricorso al Tar del Lazio, per chiedere l’annullamento della normativa, sostenendo che l’obbligatorietà della mediazione a fini conciliativi si tramuterebbe per i cittadini in un ostacolo all’esercizio del diritto di difesa. Il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di annullamento, rimettendo la questione alla Corte Costituzionale, che si pronuncerà nei mesi prossimi. Secondo alcune associazioni forensi la mediazione a fini conciliativi esporrebbe il cittadino al rischio di un allungamento dei tempi già lunghi della giustizia civile e lo sottoporrebbe a ulteriori costi. Al di là di tali critiche, l’istituto della mediazione a fini conciliativi rappresenta una vera e propria innovazione per il nostro ordinamento, in quanto mira al raggiungimento di un accordo formale tra le parti coinvolte in una controversia, che diventa tra esse vincolante come una sentenza passata in giudicato, altrimenti ottenibile soltanto dopo lunghi anni di processo tradizionale. Se correttamente utilizzato, lo strumento della mediazione si rivelerà un metodo alternativo di risoluzione delle controversie, fornendo un valido aiuto ai cittadini che vedranno ridotti i costi e i tempi di giustizia. Ciò, ovviamente, porterà a una minore quantità di cause nei tribunali da risolvere, realizzando, pertanto, in pieno l’intento deflazionistico che la mediazione a fini conciliativi mira a conseguire. Va sottolineato che qualora le parti non raggiungano l’accordo di conciliazione (la durata massima del procedimento a fini conciliativi è fissata dalla legge in 4 mesi), esse restano libere di instaurare il tradizionale giudizio. La mediazione a fini conciliativi offre diverse agevolazioni fiscali. Le parti che raggiungono un accordo di conciliazione hanno diritto a un credito d’imposta, commisurato all’indennità versata, fino a € 500, che si riducono a € 250 in caso di mancato accordo. Il verbale di conciliazione è, inoltre, esente dall’imposta fino alla concorrenza di € 50.000. Lo scopo perseguito dal legislatore, con questo evidente risparmio di tempo e denaro, è stato quello di indurre le parti a una conciliazione bonaria della controversia. Il Consiglio Nazionale Forense ha ritenuto opportuno introdurre nel codice deontolo- Il Ministero di Grazia e Giustizia a Roma. gico l’articolo 55 bis dedicato alla mediazione. Ciò allo scopo di disciplinare i profili deontologici cui deve essere informata l’attività dell’avvocato che decida di svolgere la funzione di mediatore. Questi è tenuto a rispettare gli obblighi derivanti dalla normativa in materia di mediazione a fini conciliativi e le previsioni del regolamento dell’organismo di mediazione qualora dette previsioni non contrastino con quelle del codice deontologico. Il testo dell’art. 55 bis è informato ai criteri di indipendenza e imparzialità del mediatore, nell’ottica di valorizzare i requisiti di professionalità e competenza dell’avvocatomediatore. Il DM 6/7/2011, n. 145, ha confermato l’obbligo di una specifica formazione in capo ai mediatori, i quali sono tenuti a sottoporsi a un percorso di aggiornamento professionale ogni due anni e a un tirocinio assistito. Da ultimo, la legge n. 148/2011 ha previsto una sanzione pecuniaria per chi senza giustificato motivo si rifiuti di partecipare al tentativo di conciliazione. La certezza di una pena pecuniaria potrà risultare un metodo efficace per incentivare tutti i cittadini ad avvicinarsi alla mediazione a fini conciliativi, nella consapevolezza che essa costituisce uno strumento utile per risolvere le controversie e al contempo un valido presidio per tutelare i propri interessi. Il Ministero di Giustizia ha recentemente fornito i primi dati statistici sulla mediazione a fini conciliativi aggiornati al 30 settembre u.s. Tali dati dimostrano che nei casi in cui la parte chiamata ha accettato di effettuare il tentativo di conciliazione (purtroppo tali casi sono ancora una minoranza vista la diffusa resistenza psicologica nei confronti dell’istituto della mediazione), nel 52% dei casi si è raggiunto un accordo conciliativo e la controversia è stata risolta. NORMATIVA 15 SPECIALE “MINERVINO MURGE” 16 Minervino, cuore della Murgia SECONDO LA LEGGENDA IL NOME DELLA CITTÀ RISALE AL TEMPO DELLA BATTAGLIA DI CANNE, QUANDO UN SOLDATO ROMANO SPOSÒ UNA PASTORELLA NEL TEMPIO DI MINERVA dalla Redazione D ai reperti ritrovati (lame silicee rinvenute sul monte Scorzone, frammenti di ceramica del II millennio a.C, oggetti neolitici di bronzo e ceramica dei secoli VIII e VII a.C. in contrada Torlazzo e Lamamarangia) si può dedurre un primo insediamento nel II millennio a.C., e la creazione di un centro capannicolo la cui economia si sviluppò nell’VIII-VII sec. a.C.. Il ritrovamento di tombe di vario tipo, ricche di corredi funerari, ha dimostrato che l’antico Centro ebbe la sua massima estensione nel IV sec. a.C. Testimonianze archeologiche romane si hanno in due iscrizioni funerarie rinvenute in località Pagliarone risalenti al II sec. d.C. e nella villa romana in loc. Lamalunga di età tiberiana. Nel corso del III secolo a.C l’insediamento venne abbandonato, forse a causa dell’arrivo dei Romani in quest’area e ai vari eventi bellici che la interessarono, in particolare alla battaglia di Canne nel 216 a.C. contro gli invasori cartaginesi. Da questo periodo non si hanno più tracce storiche rendendo oscuri i successivi avvenimenti per diversi secoli. Ai principi dell’VIII secolo d.C., sotto la spinta delle invasioni saracene e ungare gli abitanti dei diversi “casali” confluirono in un unico centro posto per ragioni difensive sulle due colline che dominavano il paesaggio circostante. Per la prima volta nell’era cristiana, Minervino (“Monorobinum”) viene nominata dall’Annalista Salernitano, nell’ambito dei saccheggi perpetrati dalle razzie musulmane. Infatti, nell’862 e nell’875, fu saccheggiata e incendiata dai Saraceni con conseguente deportazione dei superstiti ed in seguito, nel 1011, subì ulteriori rappresaglie dai Bizantini fino all’arrivo dei Normanni di Guglielmo Altavilla nel 1041. In questo periodo fu istituita la sede vescovile, con il primo vescovo documentato, Innacio. Raimfrido, terzogenito degli Altavilla, fu il primo Signore di Minervino dal 1051 al 1057. Successore fu il figlio minorenne Abelardo con la tutela dello zio paterno Abelardo, il quale, dopo poco tempo privò il nipote di tutti i suoi possedimenti compresa Minervino. Gli successero Goffredo, conte di Andria, Di Meo ed altri feudatari. Nel 1278 il feudo passò alla famiglia Galgano, e dopo a quella di Giovanni Pipino, deceduto a Napoli nel 1316. Gli successe il figlio Niccolò morto nel 1332, ed il nipote Giovanni che si attribuì il titolo di Conte Palatino. Successivamente si alternarono diversi feudatari. Nel 1503 Minervino fu occupata dai Francesi e riconquistata dagli Spagnoli guidati da Consalvo di Cordova. Nel 1508, fu concessa dal Re Ferdinando il Cattolico ad Onorato Gaetano d’Aragona conte di Fondi e duca di Troietto, il quale lo rivendette nel 1520 a Paolo Tolosa con regio assenso del 1523. Nel 1598 cadde in potere della famiglia Del Tufo; nel 1611 per sfuggire ai creditori Mario Del Tufo organizzò una falsa vendita del feudo alla moglie per 50.000 ducati. Ma tale manovra non riuscì e ad istanza dei creditori dei Del Tufo, Minervino fu subastata dal Sacro Consiglio e comprata nel 1619 da Porzia Carafa, moglie di Francesco Pignatelli marchese di Spinazzola e Lavello. Nel 1639, la marchesa donò il feudo al suo figlio primogenito Marzio Pignatelli. Nel 1674 fu acquistata dal duca di Calabritto Vincenzo Tuttavilla. L’ultimo duca, essendo stata abolito il feudalesimo nel 1806 dai Francesi, fu Tommaso, la cui figlia nel 1819 sposò l’Avv. Bucci. Il paese partecipò ai moti libertari di fine Settecento e un suo figlio illustre, Emanuele de Deo, accusato di cospirazione contro la Maestà e la religione dello Stato, fu condannato alla forca nel 1794. L’avvento della Repubblica Partenopea nel gennaio 1799 vide la presa di potere nel paese di un forte partito giacobino costituito dai sopravvissuti alla repressione borbonica. La Repubblica Partenopea non seppe guadagnarsi il sostegno dei ceti più umili, succubi della propaganda reazionaria che li indusse a sollevarsi contro gli invasori atei d’oltralpe. Vi furono devastazioni e crudeltà inaudite, favorite dall’intervento di banditi e malavitosi che avevano tutto da guadagnare in una situazione ormai priva di ordine e sicurezza. Col ristabilirsi dell’autorità borbonica furono incarcerati fino al 1801 nel carcere di Barletta tutti gli esponenti giacobini minervinesi. Nel 1818, Minervino fu privata della sede vescovile a causa probabilmente del clima di discordia creatosi dopo anni di guerre e lutti. Con il ritorno dei Borboni sul trono i lutti non terminarono in quanto la repressione governativa si accanì contro ogni espressione di libertà politica. Ciò favorì la creazione di società segrete carbonare e mazziniane che ebbero la loro parte nel processo risorgimentale dell’unificazione d’Italia. La fine del Regno Borbonico portò a un peggioramento della situazione socio-economica con nuove tasse e chiusura di attività produttive; sorsero quindi movimenti di ribellione contro l’esercito sabaudo, il quale reagì duramente con fucilazioni di massa, requisizioni, confische di beni ecclesiastici. Dal 1860 al 1863 in Puglia e in Basilicata si ebbe il fenomeno del banditismo, i cui capi furono visti come liberatori della povera gente contro l’esercito piemontese e la classe dei ricchi latifondisti borbonici riciclatisi come sostenitori del nuovo stato unitario. Le bande maggiori guidate da Carmine La Cattedrale Donatello Crocco e Nino Nanco tennero in scacco l’esercito con una tattica di guerriglia: più volte distrutte, si ricostituivano senza difficoltà, con nuovi elementi provenienti dal proletariato contadino. Ma alla fine furono annientate dalla sanguinosa repressione militare, che tolse loro l’appoggio del popolo con arresti e deportazioni. Nel 1897 vi fu una notevole carestia e coloro che svolgevano il ruolo di mediatori si arricchirono in breve tempo comprando anticipatamente il grano in inverno e dopo averne fatto incetta lo rivendevano in estate facendone lievitare il prezzo. Il 1° maggio 1898 la folla esacerbata per il continuo aumento del prezzo del grano, insorse. Le forze dell’ordine locali per riuscire a sedare la ribellione dovettero attendere i rinforzi dell’esercito, assediati com’erano all’interno della caserma dei carabinieri. Dopo la rivolta il paese venne a trovarsi in uno stato d’assedio con migliaia di soldati e cavalleria, centinaia di uomini in camicia trascinati all’alba La Cattedrale: l’interno SPECIALE “MINERVINO MURGE” 17 SPECIALE “MINERVINO MURGE” 18 Centro storico di Minervino: la "Scesciola" sui carri dei cellulari. Le libertà costituzionali garantite dallo Statuto Albertino furono sospese, con lo scioglimento del Consiglio Comunale ad opera del commissario Regio Panizzardi, fino al 20 novembre in cui ebbe luogo la votazione per la nomina del nuovo Consiglio comunale che si insediò il 7 dicembre. Dal 1908 al 1912 la nuova amministrazione comunale varò le prime timide riforme sociali che portarono allo sviluppo di nuove forme di cooperativismo e all’abbandono della lotta rivendicativa. Il 1913 vide le prime elezioni a suffragio universale maschile: nel collegio elettorale di Minervino, comprendente Canosa, Ruvo e Spinazzola, si sfidarono Raffaele Cotugno, sostenuto da una coalizione eterogenea comprendente i radicali, i socialisti riformisti e gli agrari di Sabino Limongelli, e il figlio di Giovanni Bovio, Corso. Il Cotugno riuscì a farsi rieleggere, ma ciò non significò la resa delle organizzazioni contadine e socialiste minervinesi che si rifecero in ambito locale: infatti il 28 giugno 1914 i socialisti vinsero la competizione elettorale facendo eleggere tutti i loro 18 candidati. Il primo sindaco socialista fu Castrovilli Savino ALLA SCOPERTA DI MINERVINO MINERVINO MEDIEVALE: Partendo da p.zza Bovio, centro della vita moderna della cittadina, percorrendo c.so De Gasperi troviamo la triangolare p.zza De Deo dove sino agli inizi del 1800 era collocato il “Seggio”, sede della “universitas civium” ossia sede dell’amministrazione della città. Sulla destra, via Santa Caterina, si entra nel centro storico vero e proprio, la “Scesciola”, dove si ha immediatamente la sensazione di aver compiuto un salto indietro nel tempo. Viuzze dall’andamento irregolare, povere case imbiancate a calce, un continuo susseguirsi di archetti in tufo. Qui la chiesa di S. M. di Costantinopoli. Tornando a p.zza De Deo, una breve scalinata conduce alla chiesa del Conservatorio. Da p.zza De Deo si snoda via Dante: sulla sinistra la torre campanaria “L’Orologio Vecchio”. Dopo alcune svolte la Cattedrale, sulla sua destra il campanile, opera rinascimentale ricostruita nel 1924 a seguito di un crollo. Continuando a percorrere via Dante, sulla sinistra, l’antico monastero delle Clarisse (oggi Liceo Scientifico), sino a raggiungere p.zza Trento e Trieste, a destra il palazzo Caputi, sulla sinistra la chiesa del Purgatorio, sul fondo sorge l’antico Castello. MINERVINO MODERNA: Tornando a p.zza Bovio, visita alla chiesa dell’Immacolata Concezione. Una deviazione sino a via Imbriani permetterà la visita alla chiesa dell’Incoronata. Oltre la p.zza Bovio, verso sud, c.so Matteotti, via principe della vita moderna. Qui la torre quattrocentesca. Il termine di c.so Matteotti è segnato dalla chiesa di San Michele, dalla forma ottagonale che ricorda Castel del Monte. Continuando a salire, la strada costeggia la villa comunale, all’interno è il Faro. Il centro abitato si ferma qui ma proseguendo la strada si giunge al bosco di Acquatetta e negli scenari unici dell’Alta Murgia sino a Castel del Monte. SENTIERI DELLA MURGIA: La natura dolce e selvaggia, le cavità naturali disseminate per tutta la Murgia, offrono uno spettacolo meraviglioso a chi decide di partecipare alle passeggiate organizzate a piedi, in mountain-bike e a cavallo. Percorrendo i sentieri della Murgia nelle prime ore del mattino, nelle masserie, si può cogliere l’opportunità di gustare “u casidd” e la ricotta di latte di pecora e magari assistere alla loro produzione eseguita ancora con sistemi tradizionali con fuoco a legna. PERCORSO EXTRAURBANO: A circa un chilometro da Minervino, lungo la strada provinciale per Lavello, si erge il Santuario di Maria SS. Del Sabato. Dall’esterno del Santuario si può godere un suggestivo panorama di Minervino. Le Lame, visibili proseguendo lungo la strada per Lavello che conduce all’invaso artificiale del Locone. Più vicino al paese, nella valle dei Matitani, si può visitare la Grotta di San Michele. Il percorso extraurbano si conclude alla Madonna della Croce, vicinissima alla Grotta di San Michele. "Il Faro" nella villa comunale. In questo periodo si ebbero importanti riforme come l’istituzione della farmacia comunale per la distribuzione gratuita dei medicinali, fu introdotta la tassa di famiglia, furono abolite le guardie campestri, fu creato un calmiere per i generi alimentari e fu ampliata la struttura ospedaliera. Un mese dopo lo scioglimento pretestuoso dell’amministrazione comunale l’Italia entrò in guerra contro il blocco militare austro-ungarico: anche Minervino diede il suo generoso contributo per la patria con 204 morti in guerra, la maggior parte per i disagi della vita in trincea e per malattie come la broncopolmonite e la polmonite. Le elezioni politiche del novembre 1919 per la prima volta a sistema proporzionale confermarono da una parte la crisi dei vecchi partiti liberali e dall’altra l’avvento dei movimenti di massa, in particolare il P.S.I.. Nel settembre del 1920 si costituì il Fascio dell’ordine, grazie anche all’azione del Commissario prefettizio Pasquale Adriani. Nel Fascio confluirono i grandi proprietari terrieri ed alcuni ex combattenti fra cui il capitano Nicola D’Aloia. In ottobre quando il commissario prefettizio ritenne che il Fascio disponesse di forze pari a quelle dei socialisti indisse le elezioni comunali che però vide ancora una volta vincente la lista socialista con 2150 voti contro i 1433 andati al Fascio dell’ordine. Dopo la sconfitta elettorale il Fascio dell’ordine si mutò in Fascio di combattimento con l’adozione di squadre armate costituite da ex combattenti e guardie campestri. L’amministrazione comunale LA GIUNTA COMUNALE Sindaco RINO SUPERBO Vice Sindaco SABINO RIZZI POLITICHE DELLO SVILUPPO ECONOMICO Artigianato - Commercio - Industria - Tributi Polizia Municipale - Viabilità Assessore ANTONIO SCARPA POLITICHE SOCIALI Attuazione del Piano Sociale di Zona Servizi ociali Sanitari - Rapporti con l’A.S.L. Assessore GIUSEPPE MINERVINI POLITICHE DELLE OPERE PUBBLICHE ED AMBIENTALI Lavori Pubblici - Agricoltura - Politiche Ambientali - Innovazione Tecnologica - Manutenzioni. Assessorre MICHELE TAMBURRANO POLITICHE URBANISTICHE ECONOMICHE AMMINISTRATIVE Urbanistica - Edilizia Privata e Pubblica Organizzazione Risorse Umane Bilancio e Controllo di Gestione Gestioni Economali Contenzioso - Affari Generali. Assessore ALESSIA CAROZZA POLITICHE GIOVANILI DEL TURISMO DELLA CULTURA E DEL TEMPO LIBERO Politiche Giovanili - Politiche del Lavoro Turismo Pubblica Istruzione - Cultura - Sport - Associazionismo - Tempo Libero. SPECIALE “MINERVINO MURGE” 19 SPECIALE “MINERVINO MURGE” 20 NUOVA DELEGAZIONE CONFCOMMERCIO A MINERVINO N asce per ultima, ma con le spalle già forti. Oltre il 50% degli operatori commerciali di Minervino Murge erano presenti, il 17 novembre, nella nuova sede della Delegazione Confcommercio in Corso Matteotti 142; la serata ha visto la gradita presenza del Presidente della Provincia BAT, Francesco Ventola, del Presidente della Camera di Commercio di Bari Alessandro Ambrosi, del Vice Presidente e del Direttore della Confcommercio di Bari Vito D’Ingeo e Leo Carriera. Un parterre così importante, cui si è unito il giovane Sindaco di Minervino Murge Mario Gennaro Superbo, non era lì per il rituale taglio del nastro, ma perché la nascita di una nuova Delegazione dell’Associazione più rappresentativa del mondo imprenditoriale costituisce motivo di orgogliosa soddisfazione per tutti, in quanto testimonia la volontà di mettere a disposizione degli imprenditori uno strumento non solo aggregativo, ma anche, se non soprattutto, propulsivo e propositivo in un periodo così difficile come l’attuale; una sfida, quindi, all’insegna di un sano e ragionato ottimismo che scavalca il sentimento di scoramento che, seppur comprensibile, non aiuta certo a reagire per uscire da un tunnel che è sicuramente lungo, ma che avrà senza dubbio una fine: e le nostre imprese devono poter vedere questa fine stringendo i denti, facendo sacrifici come sono da sempre abituate a fare, ma nella speranza, anzi certezza, che “adà passà a nuttata”. E’ stato questo il senso degli interventi di tutti; si è offerto l’aiuto, non peloso ed occasionale, delle istituzioni pubbliche e private chiarendo che il primo aiuto dovrà essere quello che viene dalle imprese stesse, dalla loro forza e capacità di resistere sul mercato. Il nuovo delegato, Domenico Pappolla, titolare di un noto ristorante, ha espresso vivo ringraziamento sia alle autorità che hanno dimostrato fiducia in un Comune, piccolo e periferico, ma ricco di entusiasmo sia a tutti coloro che lo hanno voluto a capo della nuova Delegazione, rinnovando la sua promessa di impegno a contribuire allo sviluppo dell’imprenditoria locale. fu osteggiata, negandole la riscossione delle tasse e ricorrendo a intimidazioni e minacce. Si giunse così al 22 febbraio 1921 quando venne dichiarato lo sciopero generale di protesta contro le violenze fasciste di Spinazzola, a cui non erano estranei elementi minervinesi. Squadre armate accorsero in paese per far rientrare con la forza lo sciopero e fu dato l’ordine di assaltare e incendiare la Camera del Lavoro. Come risposta la reazione popolare iniziò a incendiare le masserie e le case coloniche dei proprietari terrieri. Le forze dell’ordine intervennero a senso unico: vi furono arresti in massa tra i socialisti e coloro che cercarono di frenare le violenze fasciste furono in breve destituiti e trasferiti. Ormai le squadre armate fasciste erano padrone della situazione: nel mese di marzo vennero occupate la Camera del Lavoro e il Palazzo Comunale, costringendo il consiglio, lasciato senza alcuna protezione, a rassegnare le proprie dimissioni il 20 aprile 1921. Le successive elezioni in un clima di violenze ed intimidazioni nel maggio 1922 videro il sorpasso dei fascisti sui socialisti. I mesi seguenti videro la cancellazione di tutte le libertà politiche, nume- rosi socialisti lasciarono il paese e chi rimaneva non aveva vita facile. Nel febbraio 1923, quando ci si assicurò che non vi sarebbero state opposizioni, si ebbero le elezioni amministrative comunali nelle quali l’unica lista fascista riportò 4527 voti su 4527 votanti: il nuovo sindaco fu Giuseppe Corsi. Si apriva il lungo periodo oscurantista del fascismo che tanti lutti avrebbe portato all’intera nazione. Il movimento contadino si ricostituì nel secondo dopoguerra e a guidarlo furono nuovamente alcuni sindacalisti come Michele Veglia e Domenico Gugliotti sopravvissuti al carcere fascista. Altri fatti di rilievo si ebbero nella cittadina dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la conseguente reazione tedesca che prima di ritirarsi compì diverse esecuzioni e distruzioni materiali di edifici e vie di comunicazione come quella del ponte collegante Minervino a Canosa. Nel secondo dopoguerra, con l’abbandono dell’agricoltura, anche Minervino fece i conti con un’emigrazione di massa, che portò la popolazione dai 18.000 abitanti del 1978 agli odierni 10.000, calo demografico che ha inserito Minervino Murge nella fascia dei comuni baresi a rischio di estinzione. ALIMENTAZIONE E SALUTE 22 L’uva Pizzutella Oro giallo di Ruvo di Puglia a cura della Redazione La figura carismatica di Antonio Cantatore domina l’azienda di esportazione di prodotti ortofrutticoli: “Cantatore Antonio & Figli Srl”. Colpisce vedere quest’uomo di 84 anni (è del 1927) lavorare sotto i tendoni di uva Pizzutella tagliando i grappoli ed inserendoli nelle cassettine di cartone che, a tre a tre, riempiono le cassette che partono giornalmente per tutto il Nord Italia e per diversi mercati della Germania. Antonio Cantatore mostra orgoglioso un bellissimo grappolo di uva Pizzutella. Un lavoro che in quest’azienda di Ruvo di Puglia ha ben 5 generazioni di storia; sono passati quasi 60 anni da quando nel lontano 1954 l’azienda ebbe l’intuizione di cercare mercati fuori dal mercato italiano, nello specifico a Monaco di Baviera in Germania, dove ancora oggi l’uva di Cantatore, protetta da due marchi registrati, BERGWARE e TALOS FRUIT, continua ad insegnare ai tedeschi il senso del gusto per i prodotti italiani di eccellenza. Il risultato è frutto di tanto impegno, dedizione e costanza nel perseguire obiettivi sempre crescenti. Il merito è del capostipite Antonio,del figlio Vincenzo, agrotecnico esperto di quella “chirurgia vegetale” che consente quei sapienti innesti tra “barbatelle” e “marze” che portano, dopo due anni, la nuova pianta a dare i primi frutti, dei figli Michele e Luigi, commercialisti, che sovrintendono e curano la parte commerciale e logistica con la pluriennale esperienza che hanno maturano negli anni. Il lavoro viene svolto da 60/70 dipendenti di cui 20 in pianta stabile per tutto l’anno. Tale risultato si concretizza in circa 25.000 quintali annui di uva esportata di cui circa 6.000 quintali di propria produzione di ottima uva da tavola che matura, con una resa di 15/20 Kg. a pianta, da metà Luglio a fine Novembre. L’uva Pizzutella è tipica della zona collinare ai piedi del Castel del Monte ed è impiantata su terreni coperti da roccia frantumata, che consente un maggior drenaggio del terreno ed evita per effetto capillare l’evaporazione dell’acqua trattenuta nel terreno dalla roccia triturata mantenendo asciutta la superficie del terreno e consentendo anche la lavorazione subito dopo la pioggia. Essa ha caratteristiche di trasparenza dell’acino di forma allungata, di buccia sottile, di elevato grado zuccherino, una qualità delicata che viene prodotta con tecniche agronomiche naturali senza conservanti e viene esportata da fine Agosto a fine Novembre. Una varietà particolare ben inseritasi nel terreno tipico dell’uva Regina di cui Ruvo di Puglia è il massimo produttore fin dal 1938. Abbiamo assistito al taglio dell’uva, alla sua sistemazione in cassette ed al caricamento sui mezzi che la porteranno in tutte le parti d’Italia ed in varie città della Germania. Non usano intermediari i Cantatore perché da sempre hanno contatti diretti con i loro acquirenti diffondendo ovunque la qualità dell’uva di Ruvo di Puglia. Sono esempi, come questo segnalato con orgoglio dal Presidente della Confcommercio di Ruvo di Puglia, Vito D’Ingeo, che ci inorgogliscono perché simbolo di quella operosità ed autonomia delle imprese della nostra Provincia che non piangono su se stesse, ma impegnano tanto lavoro e tanta passione nella loro attività. A PROPOSITO DI UVA L’uva da tavola è data principalmente dalle varietà più dolci di uva, con vinaccioli più piccoli e buccia più sottile. Il grappolo di uva è una infruttescenza costituita da una parte centrale legnosa, più o meno ramificata (raspo); dagli acini, di forma tondeggiante o ovale, e dalla buccia, che contiene pigmenti che determinano il colore dell’uva. Esistono moltissime varietà di uva. Una distinzione importante è tra quelle da tavola e quelle da vino: le prime hanno buccia sottile, polpa compatta e pochi semi; le seconde, dalle quali si produce il vino, hanno polpa più succosa e tenera. La specie più importante e versatile è la Vitis Vinifera, o uva “europea”, coltivata per la prima volta 8000 anni fa in Asia, nelle terre comprese tra il Mar Nero, il Mar Caspio e l’Iran settentrionale. Esistono anche due specie di orgine americana, la Vitis labrusca e la Vitis rutundita: la prima fu scoperta dai vichinghi e coltivata dai coloni britannici nel diciannovesimo secolo, ed è quella maggiormente coltivata tutt’ora oltreoceano. Generalmente, le uve senza semi sono meno dolci di quelle con i semi. I grappoli d’uva sono raccolti maturi, poichè dopo la raccolta non maturano ulteriormente, quindi non si corre quasi mai il rischio di acquistare grappoli acerbi. Si può usare il colore come indicatore dello stato di maturazione: gli acini di uva bianca devono tendere al giallo e quelli di uva nera devono avere un colore molto scuro, tendente al nero. Gli acini devono essere saldamente attaccati al grappolo e il gambo deve essere flessibile (a parte in alcune varietà come la Impero, che ha il gambo legnoso). Il tipico strato di polverina che avvolge ogni acino è un importante segnale della freschezza del frutto, poichè tende a scomparire con il tempo anche a causa dei “passaggi di mano”. Una volta acquistata, bisogna asportare gli acini marci e riporre i grappoli in frigorifero all’interno di una scatola di plastica perforata. In questo modo si conserverà anche per una settimana. Bisogna lavare l’uva solamente prima di consumarla. L’uva non contiene quantità apprezzabili di vitamine e minerali, solo alcune varietà sono una fonte discreta di vitamina C. Ha un potere saziante piuttosto basso, infatti non è difficile mangiare un chilo di uva (che corrisponde a un grosso grappolo), specie se ben matura e dolce, assumendo ben 600 kcal! Per questi motivi, è sempre bene valutare se valga la pena inserire questo frutto in un piano alimentare ipocalorico. È sicuramente preferibile consumare l’uva insieme ad altri frutti, per esempio in una macedonia, per innalzare l’indice di sazietà. Quanto al vino, le ricerche scientifiche hanno evidenziato che l’assunzione di vino rosso in moderata quantità comporta una migliore stabilità del plasma, una diminuita aggregazione piastrinica, un calo dell’LDL (lipoproteine a bassa densità) e un corrispondente aumento dell’HDL (lipoproteine ad alta densità), grazie alla presenza di sostanze appartenenti ai polifenoli comprendenti i flavonoidi, che attuano una efficace protezione contro il fenomeno di ossidazione. La capacità dei polifenoli di inibire l’ossidazione delle LDL è in funzione del loro contenuto di catechina, acido gallico, miricetina, quercitina, acido caffeico. Queste proprietà, dimostrate per la verità principalmente in vitro, vengono spesso utilizzate per dare supporto scientifico al cosiddetto paradosso francese, ovvero il fenomeno per il quale in Francia, nonostante il consumo relativamente alto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, la mortalità per malattie cardiovascolari è relativamente bassa. ALIMENTAZIONE E SALUTE 23 ATTUALITA’ 24 Mostre e spettacoli Grandi eventi al Teatroteam a cura di Maurizio Chiechi BARI - TEATROTEAM 11-12-13-14/01/2012 ore 21,00 - 15/01/2012 ore 18,30 I PROMESSI SPOSI - OPERA MODERNA dal romanzo di Alessandro Manzoni I personaggi e gli interpreti: Renzo: Graziano Galone, Lucia: Noemi Smorra, L’Innominato: Vittorio Matteucci, Don Rodrigo: Gio di Tonno Musica di Pippo Flora Testo e Regia di Michele Guardì. Dieci protagonisti, sei comprimari, ventidue ballerini-coristi che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una grande orchestra sinfonica di settanta elementi. Ma non solo: una spettacolare scenografia con otto enormi carri mobili, proiezioni, effetti scenografici speciali. Ed i costumi e le coreografie da grande teatro musicale. Con questi ingredienti viene proposto lo Spettacolo che celebra il più grande romanzo italiano con continui rilanci alla attualità dei temi affrontati nel testo originale. È la celebrazione di un mondo pieno di suggestioni storiche, poetiche e umane. Il racconto è noto, e la sua modernità viene sfruttata per presentare un contesto storico e sociale che riprende, immutate, le problematiche dell’essere: dall’Amore al Potere, dalla Giustizia alla Fede. Per concludere con il trionfo della vita nella esplosione della luce del Duomo…la “grande macchina del Duomo” come Manzoni racconta l’apparire di Milano agli occhi semplici e pieni di speranza di Renzo. L’opera si conclude con una spettacolare pioggia catartica che vince la peste: il trionfo della vita. Scritta e rielaborata con attenzione speciale alla stesura manzoniana l’Opera ha ottenuto il Patrocinio Morale della Società Italiana degli Autori ed Editori “Per l’elevata qualità artistica-spettacolare, la precisa aderenza della stesura letteraria al romanzo del Manzoni nonché per la forte carica emotiva che l’Opera è capace di suscitare nel Pubblico”. 21/01/2012 - ore 21,00 - 22/01/2012 - ore 18,30 ALESSANDRO PREZIOSI in CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand, collab. artistica e movimenti scenici di Nicolaj Karpov, Regia di Alessandro Preziosi La vicenda in breve racconta di Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammiratore temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, che essendo afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina Rossana il suo amore per lei. Costei, ignara dei sentimenti del cugino, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Cristiano de Neuvillette del quale è innamorata. Poiché questi non riesce a esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Cristiano possa sposare Rossana a dispetto del Conte De Guiche innamorato della donna. Questi, adirato, trasferisce subito Cristiano e Cyrano al fronte per combattere: da qui, de Bergerac, a nome di Cristiano, scrive numerose lettere d’appassionata poesia per Rossana mantenendo sempre per sé questo segreto anche quando il giovane muore combattendo. Solo al termine della propria vita, trascorsi molti anni, Cyrano, seppur involontariamente, confesserà all’amata il suo sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi. 27/01/2012 - ore 21,00 LA COMPAGNIA SONICS presenta MERAVIGLIA Lo spettacolo di performers volanti, Creato e diretto da Alessandro Pietrolini, Coreografie aeree e costumi di Ileana Prudente. MERAVIGLIA a teatro: acrobazie aeree e macchine sceniche imponenti creano un insieme di immagini intrecciate, di sogni vissuti dentro a un altro sogno più grande; la storia di come ognuno di noi spesso si affidi a pozioni magiche o a falsi santi per affrontare il quotidiano dimenticando che l’unico vero “elisir” della vita risiede dentro noi stessi, dentro le nostre emozioni che vengono dallo stupore per le cose semplici “...se solo imparassimo a scollegarci dalla realtà...” ognuno di noi avrebbe dentro di sé il suo pianeta Meraviglia, il luogo in cui contenere l’emozione non convenzionale, il luogo in cui rifugiarsi e a cui rifarsi quando quello che ci sta intorno sbiadisce i contorni dell’essere umano…” Adrenalina e stupore sono gli ingredienti di questo spettacolo che non disdegna riflessioni ambientali e che strizza l’occhio alla condivisione tra popoli, una favola moderna e senza presunzione se non quella di trasportare lo spettatore in spazi surreali e indefiniti della fantasia umana, luoghi animati da animali anomali in cui un fiore proveniente da un altro pianeta lotta contro lo smog provocato dall’uomo o dove una carezza si trasforma in una straordinaria storia d’amore sospesa per aria. duzione italiota, ceramica a vernice nera, ceramica indigena, armature e contenitori in bronzo, monete, votivi in terracotta) provenienti dai principali siti archeologici del territorio regionale, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Cavallino. L’intera esposizione è supportata da un ricco apparato illustrativo e didattico (DALLE 9.30 ALLE 19.00 TUTTI I GIORNI - ingresso gratuito - visite guidate su prenotazione - INFOTEL 080.5275451 [email protected]) Dal 15 dicembre 2011 all’11 marzo 2012, il Teatro Margherita di Bari ospita la mostra “ARTE POVERA IN TEATRO” Il Comune di Bari, nella prospettiva di un’attività espositiva che intende mettersi in relazione alle manifestazioni che segnano il territorio museale italiano, ha pensato di relazionarsi al grande evento Arte Povera 2011. A cura di Germano Celant, Arte Povera 2011 si svolge in simultanea attraverso l’Italia nelle città di Torino, Milano, Bergamo, Bologna, Roma, Napoli e Bari, arrivando a coinvol- MOSTRE Prorogata fino al 15 gennaio 2012 la Mostra “LA VIGNA DI DIONISO. VITE, VINO E CULTI IN MAGNA GRECIA” a Palazzo Simi. La mostra è ospitata presso la sede di Bari della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, in veste completamente rinnovata e arricchita da nuovi materiali rispetto all’edizione già realizzata nel 2010 nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto. Il suo trasferimento a Bari, a Palazzo Simi (Strada Lamberti, città vecchia), scaturisce dall’intento di consentire la fruizione ad un pubblico più vasto di contesti archeologici di ambito pugliese di straordinaria importanza documentaria, spesso poco noti. Negli eleganti spazi al piano terra dello storico edificio, la narrazione si sviluppa attraverso diverse sezioni tematiche, illustrate dai reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di pro- gere otto musei e istituzioni culturali, con un’esposizione che include oltre trecento installazioni e opere in architetture interne e spazi urbani, su una superficie totale di circa 15.000 metri quadrati. Una manifestazione assolutamente inedita, se non eccezionale che per la prima volta mette in rete parte del sistema museale italiano in relazione a un movimento dell’arte contemporanea riconosciuto su scala internazionale. L’evento, che comprenderà opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Mario Merz, Marisa Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, rappresenterà l’occasione di una rilettura del contesto architettonico, quanto l’indicazione di un futuro inserimento del Teatro Margherita nel sistema delle istituzioni culturali italiane. ATTUALITA’ 25 ATTUALITA’ 26 Vivere chic, spénnen picch!! (Vivere chic, spendendo poco) Una idea imprenditoriale innovativa e di lungo raggio che di qui a breve farà il proprio ingresso nel mercato cercando, attraverso la promozione del territorio pugliese, di accedere in maniera vantaggiosa ad una serie di servizi presenti nella nostra Regione. a cura di Michele Carriera U n motto che negli ultimi anni sta diventando un “modus vivendi” di quasi tutti i consumatori è alla base dell’ambiziosa, ammirabile e lodevole iniziativa della Bella vita S.r.l., neonata società, fondata da un gruppo di giovani frizzanti pugliesi caratterizzati dalla preparazione, dal carattere e dall’esperienza, che con estremo entusiasmo si stanno affacciando al sempre più florido e competitivo mondo del commercio elettronico. Il motto di Bella vita S.r.l., operante attraverso il portale di e-commerce, www.bellavitainpuglia.it, è quello di coltivare il giardino Puglia, regione da un patrimonio eccezionale, in grado di offrire una serie innumerevole di servizi, strutture e attività imprenditoriali di indiscusso livello. Una regione che in molti casi, nostro malgrado, è poco valorizzata e considerata. Bella vita S.r.l. si pone, in primis, l’obiettivo di valorizzare la Puglia e le proprie attività commerciali nel mondo offrendo una vetrina sempre aperta su di esso. E lo fa offrendo ciò che è alla base dell’economia moderna: la ricerca dell’ opportunità. Questo tema è senza dubbio ciò che ossessiona il consumatore moderno, la ricerca di qualcosa di bello, conveniente, soddisfacente, una ricerca necessaria in un periodo in cui il potere d’acquisto è diminuito e ognuno cerca di mantenere inalterato il proprio stile di vita cercando il più possibile di risparmiare e di cogliere l’offerta giusta. Perché dover rinunciare ad una serata in ristorante o in pizzeria con il proprio partner o la propria famiglia? Perché rinunciare ad un weekend di relax o a una settimana di sfrenato divertimento? Perché dover rinunciare a una beauty farm ed altri servi- zi per la cura della persona? In poche parole, perché rinunciare a vivere? Bella vista S.r.l. ha come mission proprio questo, proporre offerte, permettere a tutti di vivere bene e non dover rinunciare a niente e lo fa focalizzandosi sul territorio pugliese, rendendo globale il locale con l’obiettivo di portare la Puglia ovunque nel mondo facendo leva sulle sue risorse naturali e culinarie, le sue braccia, i suoi locali commerciali e i suoi prodotti e offrirle una vetrina a 360°. L’obiettivo, utilizzando lo strumento del portale di e-commerce e una serie di iniziative di marketing legate alla promozione del territorio, è quello di migliorare la qualità di vita dei pugliesi e promuovere il turismo in Puglia catalizzando un numero sempre maggiore di utenti, coniugando il piacere e la voglia di usufruire di un servizio ad ampio raggio che va dalla ristorazione al viaggio, al centro benessere, alla consulenza, al wellness, alla palestra, alla fotografia, all’oggettistica. Il tutto a prezzi scontatissimi. E la mission della società non poteva che essere “Vivere chic, Spénnen picch” (Vivere chic, Spendendo poco). Filosofia che sarà alla base dello spazio dedicato anche a “Bellavita boutique”, portale di e-commerce parallelo rispetto a www.bellavitainpuglia.it ma della medesima “famiglia”, dove sarà possibile acquistare prodotti di vario genere con particolare attenzione a quelli tipici della tradizione pugliese al fine di avvicinare tutti alla “pugliesità”, anche coloro che appartengono a contesti internazionali. I commercianti e gli artigiani pugliesi potranno esporre e mettere in vendita i propri prodotti al fine di donare visibilità al Made in Puglia, non solo a fini strettamente commerciali e dunque, di profitto, ma anche a livello pubblicitario, servendosi di una vetrina, di una finestra sul mondo. Il portale può essere senz’altro considerata un’idea innovatrice ed esploratrice. Innovatrice perché propone un servizio nuovo, in quanto dedicato e cioè interamente concentrato sul territorio pugliese al fine di sfruttarne a pieno le potenzialità e possibilità. Il portale, infatti, non solo consentirà all’utente di visualizzare, scegliere, acquistare e usufruire di un servizio, ma gli permetterà anche di acquistare online dei prodotti tipici Made in Puglia, favorendo così un’esposizione del tacco a 360°. Esploratrice perché è sempre alla ricerca della novità, per essere sempre al passo con i tempi, mostrando un vantaggio competitivo che consenta di differenziare e quindi qualificare al meglio il suo servizio e di conseguenza il suo prodotto. Bella vita s.r.l mira ad adottare un approccio costitutivo affinché gli esercenti commerciali, principali protagonisti del mercato glocale, rientrino in maniera determinante nella definizione del vantaggio competitivo. Gli esercenti commerciali e la piccola-media impresa vengono messe nella condizione di comportarsi come soggetti portatori di valori originali e di un’autonoma progettualità, di una capacità di innovazione e di una capacità di sviluppo. Quest’ultimi, infatti, saranno messi nella condizione di poter proporre il proprio servizio contando sulle proprie capacità, esprimendo così le proprie qualità e potenzialità. Un’iniziativa assolutamente interessante, ambiziosa e innovativa che, se recepita in maniera corretta da imprenditori e consumatori, creerà una sinergia straordinaria in grado di portare vantaggi in primo luogo alla nostra stupenda regione ed in secondo luogo agli imprenditori e ai consumatori che vedranno entrambi realizzati i propri obiettivi sentendosi gratificati dall’investimento effettuato. Per informazioni contattare il Dott. Sergio Di Bitetto 329.4555478 oppure [email protected]. Bella vita a tutti!!! ATTUALITA’ 27 CULTURA 28 Dal baratto all’homebanking Evoluzione dei mezzi di pagamento nella storia di Sara Spagnoletti I moderni portafogli sono forniti di molteplici scomparti in cui trovano spazio banconote, moneta spicciola e carte di credito. Poche persone, forse solo le più anziane, utilizzano per i pagamenti il denaro contante, la maggior parte di noi si serve di mezzi più sicuri, comodi e meno rischiosi. Non è stato sempre così, ovviamente; l’uso della “pecunia” (denaro), si colloca in epoche storiche molto lontane. La sua etimologia deriva dal latino “pécus” (pecora); anticamente il bestiame rappresentava una cospicua fonte di ricchezza, unico mezzo di scambio che, attraverso il baratto, rendeva possibile il commercio. Gli animali erano, in sintesi, le “banconote” di un’epoca storica in cui non si conosceva altra possibilità di pagamento. Per ragioni di comodità (trasportare e pesare animali non era agevole) si giunse ad utilizzare, in un primo tempo le selci (pietre), poi rudimentali monete di rame che, con l’evolversi dei traffici commerciali, vennero coniate con metalli sempre più preziosi, dall’argento all’oro. Attraverso un’evoluzione storico-economica si passò all’uso della cartamoneta o banconota, mezzo di pagamento che, fino ad alcuni anni or sono, ha connotato gli scambi economici. A fianco della cartamoneta, altra possibilità di regolare le transazioni era ed è data dall’uso delle tratte (titoli di credito “all’ordine ed esecutivi” contenenti la disposizione di”pagare o far pagare” una data somma, in un dato luogo al creditore indicato nella “cambiale/tratta” o nel “pagherò cambiario”), di assegni bancari (disposizione di pagamento data dal titolare di c/c bancario o postale all’Istituto di Credito di pagare al beneficiario la somma indicata nel titolo) e gli assegni circolari, veri e propri sostituti del denaro contante. Oggi abbiamo più moderni mezzi di pagamento quali le carte di pagamento. Esse sono sostituti della moneta contante e degli assegni e comprendono carte di credito, carte di debito, carte prepagate utilizzate per transazioni di valore medio/basso. Sono dotate di una banda magnetica integrata contenente informazioni codificate, (numero della carta, data di scadenza, dati di sicurezza, parametri di verifica e altri codici di servizio, essenziali per l’identificazione del titolare e dell’emittente della carta, indispensabili per l’avvio delle transazioni di pagamento). La Carta di Credito: mezzo di pagamento che ha segnato la transizione dai sistemi di pagamento cartacei a quelli elettronici è un documento che, entro il limite di fido fissato dall’Istituto emittente, abilita il titolare ad effettuare acquisti di beni o servizi, con pagamento differito, presso qualsiasi esercizio convenzionato con l’emittente stessa. Il suo utilizzo permette al titolare di effettuare gli acquisti di beni e servizi senza movimento di denaro contante o emissione di titoli di credito sostitutivi (tratte, assegni bancari, circolari, etc). Il movimento finanziario avviene, quindi, con addebito sul conto corrente bancario o postale dell’utente entro un lasso di tempo fissato dall’Istituto emittente. Le carte di credito vengono emesse da enti bancari, da società specializzate o direttamente da esercenti di catene di distribuzione commerciale (fidelity card). In quest’ultimo caso, la carta può essere utilizzata per il pagamento di acquisti effettuati in tutti i punti di vendita della catena di appartenenza. Carta di Debito: documento che consente al possessore di: 1) prelevare contante presso gli sportelli automatici degli Istituti aderenti al sistema Interbancario Atm 2) effettuare operazioni di acquisto con addebito sul proprio conto corrente bancario per mezzo di terminali installati presso gli esercizi commerciali (i POS) Il sistema di carte di debito in Italia (Bancomat), attraverso una rete di sportelli, permette di prelevare delle somme di denaro in qualsiasi zona del Paese. Per l’utilizzo del Bancomat è necessario essere titolari di un conto corrente da cui viene detratto, in tempo reale, l’ammontare del prelievo (che non può, tuttavia, superare la somma esistente sul c/c.) POS (Point of Sale) denominazione degli esercizi commerciali dotati di piccoli terminali con i quali è possibile effettuare con carta bancomat il pagamento di quanto acquistato Cash dispenser sono gli sportelli che consentono la funzione di prelievo di contante. Carte prepagate (borsellino elettronico o smart card) sono carte dotate di un microprocessore che ne assicura la validità ed autorizza la transazione. Il carico della smart card avviene con il versamento di un determinato importo attraverso sportelli automatici. Un grosso vantaggio rispetto agli assegni è rappresentato dall’istantaneità della ricezione del pagamento, come se si trattasse di vero e proprio denaro contante CULTURA 29 I Servizi di remote banking consentono al cliente di inviare disposizioni o di ricevere informazioni di varia natura sul proprio computer attraverso un collegamento telematico. L’accesso diretto al c/c avviene tramite PC e modem; se il collegamento è effettuato attraverso Internet, si parla di Internet banking. L’Internet banking riguarda sia la clientela privata (Home banking) che le imprese (Corporate banking): Home banking: è un servizio bancario a domicilio con il quale il cliente privato, direttamente via Internet 24 ore su 24, può monitorare il proprio conto corrente da qualsiasi postazione telematica, conoscere movimenti e saldo, effettuare giroconti, bonifici, pagamenti utenze, ricariche di cellulari, etc. Corporate banking è un servizio bancario con il quale le imprese, possono effettuare operazioni bancarie direttamente dalla propria azienda e controllarne i flussi (movimenti di conto corrente, saldi, insoluti, esiti RIBA, RID, M.A.V., rendicontazione POS, ecc.), dare disposizioni operative, con aggiornamento dei dati in tempo reale, (Ri.Ba. elettroniche, bonifici, pagamento effetti, pagamento ICI, imposte e contributi con il Modello F24, etc.) E’ attivo 24 su 24 tutti i giorni dell’anno. CULTURA 30 Una passeggiata a Bari vecchia di Magda De Pasquale B ari è una città dalla storia millenaria, e il borgo antico, affacciato sull’Adriatico e quindi sull’Oriente, conserva preziose testimonianze delle sue antiche origini. Reperti archeologici, storici e artistici ci vengono forniti da questa parte della città che li ha conservati sia nei sotterranei sia alla luce del sole, raccontandoci attraverso l’arte parte degli eventi storici. L’associazione Pugliarte, fondata da giovani guide autorizzate, laureate in Storia dell’arte e Archeologia, con lo scopo di promuovere, rivaluta- re e far conoscere la lunga storia e la cultura barese, attraverso ciò che la terra ci ha restituito, organizzano escursioni culturali in tutta la provincia di Bari. Domenica 13 Novembre mi sono affidata a loro insieme ad un numeroso gruppo di appassionati, per una passeggiata culturale nel borgo antico dall’itinerario chiamato “Bari sotto-sopra”, che porta alla scoperta della storia dell’antica città, dall’età romana all’età paleocristiana, attraverso l’architettura e la stratigrafia archeologica. La suggestiva visita si svolge nella periferia di Bari vecchia, e la prima tappa è costituita dalle mura risalenti al IX-XI secolo quando la città divenne sede del Catapanato, conoscendo così un periodo d’oro. Proseguendo per le piccole strade in pietra troviamo la Torre Normanna; questa nasce come torre difensiva, ma successivamente diviene un simbolo del potere di Bari trovandosi nell’importante Piazza Corridoni. Continuando per Via S. Giuseppe “Fu Sinagoga” nel quartiere ebraico, nei sotterranei di una abitazione privata si ipotizza la presenza di una sinagoga. Infatti nel I secolo d.C. molti ebrei si trasferirono a Bari, per l’importante ruolo commerciale e mercantile della città che volge ad Oriente. Sull’uscio di questa abitazione con sorpreNella foto sotto il titolo, il succorpo della Cattedrale di San Sabino; a sinistra ed a pag. 31 in alto, due particolari di Palazzo Simi ed alcuni reperti della mostra in esso allestita. CULTURA 31 sa è visibile un dipinto del 1700 che rappresenta la Vergine con ai suoi fianchi San Sabino, antico patrono della città e San Nicola diventato patrono successivamente. La tappa più interessante di questa visita è la Cattedrale di San Sabino, in stile romanico, costruita nel XII secolo. Nel sottosuolo della struttura, infatti, è possibile da pochi anni visitare il succorpo che presenta un insieme di stratigrafiche testimonianze, dalla fase romana a quella paleocristiana. Della fase più antica, quella romana, sono stati ritrovati i resti di un edificio pubblico dell’epoca, in una campagna di scavo negli anni ‘70. E’ anche presente un’epigrafe che cita la presenza di un teatro romano nella città; è visibile inoltre un lembo di strada dello stesso periodo. La testimonianza paleocristiana invece, ci dona i resti di una basilica di cui è visibile una parte delle mura, e un pavimento in mosaico policromo detto “di Timoteo”. Questo mosaico è di rara bellezza non solo per l’ottimo stato di conservazione, ma anche per la presenza di un’iscrizione completamente integra e per il richiamo alla tradizione marinara della città, presente nelle decorazioni di polpi e pesci. Per merito di importanti campagne di restauro questa struttura è stata liberata da terra e fango che la ricopriva del tutto, e sono state riportate alla luce ceramiche, esposte all’interno del museo. L’appassionante passeggiata prosegue con la visita di Palazzo Simi. Anche qui scendiamo qualche metro sotto terra per scoprire altri resti di epoca romana con una casa privata; e del periodo paleocristiano con una chiesa a navata unica di cui sono visibili le tre absidi e colorati resti di affreschi. L’ultima tappa di questo viaggio nel passato si conclude con la mostra intitolata “la Vigna di Dioniso”, in corso all’interno dello stesso Palazzo Simi (promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, e prorogata fino al 15 gennaio 2012), che raccoglie reperti archeologici costituiti da ceramiche provenienti dai principali siti archeologici pugliesi, che raccontano l’arte e il culto del vino. Questo itinerario tra diverse epoche storiche e artistiche che hanno lasciato un segno profondo nella città di Bari, permette di tuffarsi in un “passato” ricco di avventura e importanza per il nostro capoluogo pugliese. “Passato” spesso dimenticato dai nostri concittadini, che invece meriterebbe il giusto plauso o almeno un affettuoso ricordo. La lodevole iniziativa dei giovani dell’Associazione Pugliarte, consente di riscoprire la storia della nostra città e delle sue numerose sfaccettature. Per chi è interessato, nel sito www.pugliarte.it sono presenti tutte le informazioni sulle prossime escursioni culturali. LO STAFF DI PUGLIARTE Lo Staff di PugliArte è composto da esperti di Storia dell’Arte e di Didattica Turistica in grado di offrire servizi di altissimo livello qualitativo, con programmi didattici innovativi e percorsi culturali diversificati. Il team propone anche progetti ad hoc per Scuole e Istituzioni, Aziende ed Enti privati, fornendo tutto il necessario per un’esperienza indimenticabile. Alessandro De Luisi (Presidente), Paola Di Marzo (Vice Presidente), Olimpia Matarrese, Stefania Cucchiara, Giovanni Castellana, Luca Vanin, Claudia Lucchese, Adele Barbieri, Gianluca Gaio, Adele De Luisi. CULTURA 32 Una serata all’insegna della baresità di Felice Di Maggio N ello splendido e prestigioso Salone delle feste del Circolo Unione di Bari, con il saluto di Giacomo Tomasicchio, vice presidente dello stesso Circolo, alla presenza di un numeroso, attento e qualificato pubblico, si è svolta una serata dedicata alle Baresità, che ha visto protagonisti Vittorio Polito, giornalista e scrittore, con i suoi libri “Baresità curiosità e...” e “Baresità e... maresi- tà” (entrambi di Levante Editori), la Signora Rosa Lettini Triggiani che ha letto alcune pagine da “La uerre di Troia” di Giovanni Panza, ed altre dal suo volume scritto con Domenico Triggiani “Da Adàme ad Andriotte” (Ed. Schena), ed altre poesie. Felice Alloggio, attore e commediografo ha declamato anch’egli alcuni brani di celebri poeti e scrittori, da lui tradotti in dialetto barese. Hanno declamato poesie anche Emanuele Battista e Peppino Zaccaro. Il duo pianistico Alessandra e Delia Stallone, attraverso un bel gioco di sensazioni per l’udito, ha egregiamente allietato il pubblico con le gradevoli musiche del compositore e pianista tedesco Moritz Moszkowski (18541925), tratti da “Danze spagnole” op. 12, riscuotendo un gran successo personale. Ha condotto la serata Francesco De Martino, professore ordinario di Letteratura greca e responsabile scientifico del Laboratorio di Mitologia del Dipartimento di Tradizione e Fortuna dell’Antico dell’Università degli Studi di Foggia, che nel corso della serata ha fatto un lungo excursus sulle baresità di Vittorio Polito e di quelle di Giovanni Panza, di Vito Maurogiovanni e di Domenico Triggiani. Polito in sostanza ha descritto le sue baresità, partendo dal dialetto e da alcuni autori importanti (Abbrescia, Savelli, Giovine, Gentile, Franz Falanga), quindi citando alcune storiche case editrici baresi (Adda, Laterza, Levante). Per il teatro dialettale ha ricordato Vito Signorile, Nicola Pignataro, Gianni CULTURA 33 Ciardo, Gianni Colaiemma, Nino De Bartolomeo e Rosaria Barracane, Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone, Felice Alloggio ed Emanuele Battista. Questi ultimi sono anche registi delle loro opere. La Baresità è anche pittura e scultura ed in questo caso è doveroso ricordare alcuni artisti baresi, Francesco e Raffaele Spizzico, Gennaro Picinni, Mario Piergiovanni, Anna Maria Di Terlizzi, Carlo Fusca, Michele Damiani, che in alcune loro opere hanno inserito barche, vele, sole, chiese, cattedrali, santi, uomini e donne, tutte cose legate alla nostra città. Polito ha parlato anche delle “altre baresità” rappresentate dalla città vecchia con la Cattedrale, la Basilica di San Nicola, il Castello, il Fortino e tutte le chiese e le edicole votive, la Fiera del Levante, il Maggio di Bari, i Teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita, la Chiesa Russa, l’Università, “Il Sottano” (Caffè Scaturchio), ritrovo di personaggi della Bari culturale di un tempo, il Gran premio Bari di formula 1, la spiaggia di “Pan’e pemedòre”, lo Stadio della Vittoria e quello di San Nicola, la “tiedde de rise patane e cozze”, la “fecazze”, “u ccrute” (frutti di mare, polpi arricciati, seppioline, allievi, ecc.), u ragù con le brasciole, le recchietedde, le strascenate, ecc. E nelle altre baresità trovano posto anche i quotidiani La Gazzetta del Mezzogiorno, Barisera, Quotidiano di Bari, il Giornale di Puglia, e lo storico e prestigioso Circolo Unione. Il prof. De Martino, riprendendo la parola ha parlato della pluralità. Vi sono tempi e persone plurali, cioè capaci di fare più cose di quante una sola persona riesca a fare, come ad esempio i medici od anche molti editori, dei quali ha portato come esempio la Levante di Bari, definita una specie di zona franca ove, a differenza di altre, non si stampa solo carta, ma sono luoghi in cui oltre a non esserci pregiudizi verso gli autori, vengono fuori anche le idee. Quindi ha parlato delle altre baresità: San Nicola, La Gazzetta del Mezzogiorno, la Fiera del Levante, l’Università, definita da un’autrice la regina del sapere, del Teatro Petruzzelli e dello stesso Circolo Unione, inaugurato prima del Politeama Petruzzelli, esattamente il 1° ottobre 1901. Insomma una serata dedicata alle baresità ed ai baresi. CULTURA 34 La stella cometa, i re Magi e Giotto «Quando Gesù fu nato a Betlemme di Giudea ai tempi di Re Erode, ecco apparire dall’Oriente a Gerusalemme alcuni Magi, i quali andavano chiedendo dove fosse nato il Re dei Giudei, perché – dicevano – avevano visto la sua stella al suo sorgere ed erano venuti ad adorarlo […]». Matteo (II, 1-2). di Vittorio Polito In ogni presepio del mondo, sopra la grotta che ospita la Sacra Famiglia, o sulla punta dell’albero addobbato per la festa, trova posto da tempo immemorabile una splendente “stella cometa”. Si tratta di una locuzione popolare impropria che gli astronomi chiamano semplicemente “cometa”, ossia astro chiomato. Infatti il vocabolario Treccani così la definisce: «Corpo celeste gravitante intorno al Sole, per lo più su orbite molto eccentriche, composto, tipicamente, di un nucleo circondato da un alone (chioma) e da una coda allungata». La tradizione vuole che i re Magi fossero stati guidati nel luogo dove nacque Gesù proprio da una luminosa cometa, divino messaggero del glorioso evento. Ma quanto c’è di verificabile, dal punto di vista astronomico, in questa affascinante rappresentazione? La stella dei Magi è esistita davvero? Da oltre un secolo si sa che si tratta di un corpo del sistema solare fatto in gran parte di ghiaccio, quindi proprio il contrario di una stella. La trasformazione di questa stella in cometa risale addirittura al 1301 e il merito va a Giotto. Egli infatti osservò personalmente in quel periodo una fantastica apparizione della cometa di Halley e, comprensibilmente, non resistette all’idea di disegnare la grande cometa sulla scena della natività nella Cappella degli Scrovegni a Padova. I progressi odierni della scienza permettono, grazie a computer con programmi di calcolo sempre più potenti ed all’affinamento dell’indagine storiografica ed archeologica, di ricostruire con grande precisione il cielo notturno osservato dai nostri progenitori e di dare un contributo decisivo alla risoluzione di un “caso” affascinante ed assai complicato. L’interesse degli astronomi per la stella di Betlemme è sempre stato vivo e non accenna a diminuire: dopo duemila anni si susseguono ancora interpretazioni e studi al riguardo. Superata, come è giusto che sia, la volontà di far corrispondere Natale di Sara Spagnoletti Oggi policromie intermittenti, scie multicolori, affannosa ricerca d’ingannevoli orpelli, formiche impazzite in corsa verso il nulla. Ieri profumo di dolci, d’agrifoglio, suono di ciaramelle, nelle case un angolo per il Presepe. Natali lontani cari al cuore gravidi di memorie che possono far piangere, ma vortica la giostra non si ferma cicalecci assordanti coprono il dolce mormorio di remote campane…. CULTURA 35 CULTURA 36 fatti ed eventi scientificamente provati ai riferimenti degli Evangelisti. I Magi, che secondo il Vangelo armeno erano tre fratelli: Melkon, che regnava sui Persiani, Balthasar, che regnava sugli Indiani e il terzo, Gaspar, che possedeva il paese degli Arabi, appartenevano originariamente ad una delle tribù in cui era diviso il popolo dei Medi. Essi costituivano la classe sacerdotale. Infatti, in Persia (oggi Iran), dove vivevano, il loro nome assunse il significato generico di sacerdoti. I Magi esercitavano una professione che oggi definiremmo di astrologia. Alla corte di Babilonia essi interpretavano i segni celesti, osservando i moti delle stelle e dei pianeti, traendone auspici sia favorevoli che negativi. La “stella” che essi videro era uno di quei segnali con i quali presso i pagani la divinità rendeva noti i propri disegni. Alcuni testi arabi collegano i Magi alla religione iranica e a Zoroastro (o Zarathustra), “fondatore della dottrina del magismo”, al quale veniva attribuita tra le altre cose anche la profezia della nascita di Cristo. Oggi sorridiamo del fatto che gli astri possono avere un’influenza prevedibile sul nostro agire quotidiano, o che tanto meno, permettano di predire eventi futuri. L’astrologia ha perso ogni fondamento e scientificità, anche presunta, con l’avvento del metodo scientifico del 16° secolo. Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che astronomia e astrologia hanno proceduto di pari passo per secoli, la prima al servizio della seconda. Fu a causa della creduta influenza dei corpi celesti sul destino dell’uomo che i sapienti dell’epoca affinarono la propria conoscenza sull’astronomia posizionale. I Vangeli sono una fonte privilegiata per inquadrare con una certa precisione la “stella” che videro i Magi. Dal Vangelo di Matteo proviene un’utile informazione: il fenomeno astronomico osservato dai Magi fu si importante ma non certo eclatante, ossia perfettamente evidente a chiunque. In caso contrario anche Erode ne sarebbe stato a conoscenza e non avrebbe dovuto chiedere informazioni dettagliate. Da perfetti conoscitori della volta celeste, quali erano i Magi, sicuramente si resero conto che ciò che videro, nel loro lungo viaggio da Babilonia a Betlemme, era qualcosa di importante per la propria esperienza di studiosi del cielo, anche se poi, a livello popolare, poteva passare del tutto inosservato. Ecco dunque perché furono i Magi a notare “la stella” e non altri: solo loro erano in grado, come esperti osservatori delle stelle, di apprezzarne la particolarità. È possibile che in futuro emergano nuovi elementi archeologici o storiografici risalenti ai primi anni della cristianità: essi potranno così dar peso ad un’interpretazione piuttosto che ad un’altra. CULTURA 38 Natale al cinema Irrompe la magia del 3D A cura di Viviana Rubini Il Natale è un momento molto atteso da grandi e piccini; una festa che significa anche voglia di stare insieme, trascorrere del tempo con i propri cari e, perché no, anche andare al cinema tutti insieme. Oltre al tradizionale appuntamento col cinepanettone (Natale a Cortina con Christian De Sica e compagni), ecco un’interessante carrellata di film d’animazione e non, in arrivo nelle nostre sale durante il periodo natalizio. Dopo Shrek, ritorna sugli schermi l’amatissimo Gatto con gli stivali in uno spin-off tutto suo. Tra storia e leggenda, conosceremo la sua infanzia trascorsa in orfanotrofio dove incontra Humpy Dumpy, con il quale crescerà sognando di espugnare il castello dei giganti celato tra le nuvole, e di rubare la preziosissima Oca dalle uova d’oro. Poi il tradimento di Humpy, e una lunga serie di incontri e appassionanti avventure. Questo film si discosta dalla parodia favolistica di Shrek e punta sul filone cappa e spada, con digressioni action-avventurose e con rimandi a Robin Hood, i tre Moschettieri e soprattutto Zorro (vedi anche il doppiaggio di Antonio Banderas nei panni del Gatto nella versione originale). Le numerose sequenze d’azione che sfruttano a pieno il 3D, la cura nell’espressività dei personaggi e dell’evocativa colonna sonora, lo rendono un prodotto adatto anche al pubblico più esigente. Uscito un anno fa negli USA, approda finalmente nelle sale italiane un kolossal, altro film che sfrutta al meglio la tecnica 3D: Lo schiaccianoci. Mary (Elle Fanning), una bambina di nove anni, riceve in regalo dallo zio uno schiaccianoci magico che, durante la vigilia di Natale, prende vita e porta Mary in un mondo fantastico, fatto di fate e tanti giocattoli che si animano. Purtroppo i due, insieme a numerosi amici conosciuti durante l’avventuroso viaggio, dovranno affrontare il tirannico Re dei topi (John Turturro) e il suo esercito di ratti che minacciano il regno. Classico della letteratura per ragazzi, la strepitosa partitura originale di Tchaikovsky scritta per il celebre balletto a far da colonna sonora, emozioni in 3D: questo film sembra avere tutte le carte in regola per diventare un successo natalizio. Dicembre segna il ritorno di un altro personaggio d’animazione già noto al pubblico più giovane, Arthur, e del capitolo conclusivo della trilogia realizzata da Luc Besson. In Arthur e la guerra dei due mondi ritroviamo Maltazar, il cattivo più volte affrontato dal piccolo protagonista, che vuole dominare il mondo infiltrandosi tra gli umani. Toccherà proprio ad Arthur, insieme agli amici di sempre Selenia e Betameche, tutti in versione minimei (piccoli e invisibili folletti africani), contrastare i malefici piani di Maltazar e ristabilire definitivamente l’armonia tra i due mondi. Arthur Christmas: il figlio di Babbo Natale risponde alla domanda di ogni bambino: come può Babbo Natale fare il giro del mondo in una sola notte? Scopriamo dunque che l’operazione al Polo Nord è tecnologicamente avanzata e vede la partecipazione di oltre un milione di elfi che lavorano incessantemente. Anche la tecnologia più sofisticata a volte può sbagliare; capita infatti che un solo bambino non riceva il suo regalo ma Babbo Natale e soci ritengono accettabile l’errore. Arthur, il figlio più piccolo, in disaccordo col padre, mette su una folle missione per consegnare dall’altra parte del globo l’ultimo regalo rimasto, e provare così a salvare il Natale. Attesissimo in Italia è anche il nuovo film di Martin Scorsese in uscita a febbraio, che per la prima volta si cimenta con l’uso del 3D. La straordinaria invenzione di Hugo Cabret racconta l’avvincente storia di Hugo, un orfano che vive nascosto nella stazione ferroviaria di Parigi negli anni ’30. Dopo la morte dello zio che si occupava di lui, il ragazzo è costretto a rubare per sopravvivere. Fino a quando non ritrova accidentalmente un piccolo robot appartenuto a suo padre, morto anni prima. Nel tentativo di riparare l’automa, Hugo si imbatterà in una serie di personaggi che gli faranno vivere un’avventura fantastica. Il film, in realtà, non è altro che una riflessione poetica sul cinema, sulla magia della creazione artistica e sul potere dell’immaginazione. L’inizio del 2012 segna un altro gradito ritorno, quello dei Muppet con l’omonimo film. Creati da Jim Henson negli anni ‘70, i Muppet sono un gruppo di pupazzi colorati e personaggi in costume che ebbero un successo planetario con il loro live-show televisivo. Il format si sviluppò poi in film, cd musicali e libri. Kermit la rana (parodia del perfetto presentatore), Miss Piggy (l’ultima delle dive e compagna di Kermit), Fozzie (l’orsetto aspirante comico) e tutti gli altri allegri personaggi, saranno protagonisti di una nuova esilarante avventura. Walter, Gary e Mary, tre amici e grandi fan dei Muppet, cercheranno di salvare il teatro in cui si esibivano i loro pupazzi preferiti, quando scoprono che qualcuno vuole impossessarsene a causa del giacimento petrolifero nascosto sotto l’edificio. I ragazzi deci- CULTURA 39 dono di realizzare un telethon riunendo i famosi Muppet. E non sarà un’impresa facile. Non vi resta che scegliere il vostro film e trascorrere una serata all’insegna della spensieratezza., insieme a tutta la famiglia, lasciando che il lieto fine allontani, almeno momentaneamente, le ansie di questo periodo difficile. SPORT 40 Scherma tra sport e storia di Magda De Pasquale La scherma è un’arte marziale di antichissima origine, diventata uno sport olimpionico che a livello mondiale ci ha regalato molte soddisfazioni; la Federazione Scherma è, infatti, la più medagliata fra le nostre federazioni e, soprattutto in campo femminile e nella specialità del fioretto, da molti anni ha pochi rivali al mondo: basti ricordare nomi di campionesse mondiali ed olimpiche quali Valentina Vezzali, Giovanna Trillini, Margherita Granbassi, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, e, fra gli uomini, Montano, Cassarà, Sanzo, Tagliarol, Tarantino e tanti altri Quella che narriamo oggi è la storia di una grande passione per questo sport elegante ed intellettuale, approfondito e studiato in ogni sua sfumatura. In occasione del Campionato Nazionale Assoluto di Scherma svolto a Bari nel 1998, infatti, il Dott. in Archeologia Fabio Armenise, con la collaborazione di Fabrizio Loiacono, ha l’idea di realizzare uno spettacolo di duello in costume con armi bianche. Fabio Armenise, che già viveva appieno questa disciplina da otto anni, prima da allievo poi da istruttore presso il Club Scherma Bari, venne affascinato dal lato storico e antico di questa arte marziale e decise Foto sotto il titolo – Le foto a sfondo storico qui pubblicate sono di proprietà dell’A.C. Compagnia d’Arme Stratos, che ne ha concesso l’utilizzo per la pubblicazione dell’articolo. Nella foto sotto il titolo, ricostruzione di uno spaccato di vita miltare: fanteria normanna schierata in rassegna ai lati della ricostruzione di un mangano tratto dal Liber ad honorem Augusti (fine XII secolo). Foto a lato – Ricostruzione di uno spaccato di vita civile: il pellipario ripara una cinta mentre al suo fianco un fante normanno vigila sulla fiera in svolgimento. Foto pag. 41 in alto – Ricostruzione di uno spaccato di vita civile: due popolane approntano un piccolo telaio per la tessitura con tavolette. Foto pag. 41 sotto a sinistra – Ricostruzione di uno spaccato di vita miltare: picchieri della metà del Seicento durante una pausa dalle esercitazioni militari. Foto pag. 41 sotto a destra – allenamento di scherma in una scuola di Bari così di approfondire con studi e ricerche la Scherma Storica. Nasce così la Compagnia d’Arme Stratos. L’idea di partenza è quella di studiare le tecniche di scherma antica, per la conoscenza e la divulgazione di un lato poco conosciuto del nostro territorio barese e della storia in generale. Lo studio avviene attraverso gli storici trattati di scherma, come il più antico, risalente al 1300, che spiega tecniche di combattimento con la spada da una mano e il brocchiere. Ma il forte interesse per quest’arte li spinge anche a studiare l’utilizzo di armi bianche e di tecniche non presenti sui trattati. Dal 2001 la Compagnia inizia ad approfondire tematiche storiche, civili e militari attraverso la “Rievocazione storica”, aderendo nel 2004 al R.I.R.S. (Regolamento Italiano per la Rievocazione Storica), per una precisa ricostruzione non solo delle tecniche di questa disciplina, ma anche di tutto il contesto che la circonda. Infatti gli studi si allargano alla ricostruzione degli ambienti, degli abiti storici tra X e XIII secolo, dell’armamento difensivo e offensivo medievale, sempre in modo documentato, con l’intenzione di riscoprire il passato da ogni suo punto di vista. La passione e la professionalità sono tali da entrare a far parte anche del C.E.R.S. Italia (Consorzio Europeo Rievocazioni storiche). Per rispettare il principio di partenza con cui è nata l’associazione, cioè la conoscenza e SPORT 41 soprattutto la divulgazione storico-archeologica, la Compagnia d’Arme Stratos organizza corsi di Scherma Storica, per merito della collaborazione della ITC Romanazzi Bari. I corsi propongono di insegnare diverse tipologie di combattimento tra le quali possiamo citare la mani nude, o la Spada da una mano e mezza, e la sperimentazione di altre armi come Spada e scudo, Lancia e Ascia. Inoltre questo studio é affiancato da lezioni teoriche sulla Storia dell’arma bianca, Storia dell’armatura e introduzione alla pratica della scherma teatrale e spettacolistica. Quest’ultima disciplina viene inoltre messa in pratica anche con la preparazione di coreografie di duello simulato. Ma la voglia di praticare e trasmettere la scherma a livello sportivo resta; infatti sono presenti anche Corsi di Scherma Sportiva di fioretto, spada e sciabola. In particolare l’Associazione sportiva “Don Q” Scherma Bari, si occupa della scherma nelle scuole come nella Scuola Statale Primaria Garibaldi, nella Scuola Media Statale Amedeo d’Aosta e nella Scuola Media Statale Carducci. Questa interessante e affascinante Associazione unisce così, in modo ammirevole, cultura e storia all’interno di uno sport, e creando una perfetta sintonia tra di essi. All’interno del sito www.stratosbari.it sono presenti tutti i dettagli dei corsi, le informazioni e i contatti per chi fosse interessato a scoprire uno sport che racconta storia. CONFCOMMERCIO INFORMA 42 I contratti di sviluppo Nuovo strumento di intervento in favore delle imprese di Emanuele Panza I contratti di sviluppo, introdotti dall’art.43 del d.l. 112/2008 (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008), rappresentano una evoluzione dei contratti di programma e dei contratti di localizzazione, pur contenendo alcuni elementi di novità rilevanti e distintivi che fanno dei contratti di sviluppo un nuovo strumento di intervento in favore delle imprese. Come per i contratti di programma, lo scopo principale dei contratti di sviluppo è di favorire l’attrazione di investimenti anche esteri e la realizzazione di progetti di sviluppo d’impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno in particolare. Tra gli elementi di novità più significativi dei contratti di sviluppo, si segnala, invece, l’ampliamento dei settori di intervento; infatti, i progetti d’investimento riguardano non solo il settore industriale, ma anche il turismo e il commercio, e possono essere realizzati da una o più imprese nonchè comprendere anche progetti di sviluppo sperimentale e la realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali. Le agevolazioni, nella forma del contributo in conto interessi, del contributo in conto capitale (conto impianti) o in una combinazione di queste, nell’ambito di una procedura negoziale, sono disciplinate sulla base del regolamento generale di esenzione per categoria (Regolamento CE n. 800/2008 del 6.8.2008) che consente di attuare gli interventi in assenza di una preventiva notifica alla Commissione europea del regime di aiuto. Il Contratto di Sviluppo ha ad oggetto la realizzazione di un programma di sviluppo INDUSTRIALE, TURISTICO o COMMERCIALE per: a) Realizzare nuove unità produttive b) Ampliare unità produttive esistenti; c) Diversificare la produzione di un’unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi; d) Cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente. CONTENUTO DEI PROGRAMMI a) programma di sviluppo industriale: iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi; b) programma di sviluppo turistico: iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell’of- ferta turistica, attraverso il potenziamento ed il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva, delle attività integrative l’offerta ricettiva e dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto; c) programma di sviluppo commerciale: iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo del settore commerciale, attraverso il potenziamento e la qualificazione dell’offerta distributiva del territorio; per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d’investimento e, eventualmente, progetti di innovazione tecnologica strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione al processo di produzione dei prodotti finali. SOGLIE DI ACCESSO Industria: Almeno 30 milioni di €, di cui almeno 15 milioni di € di spese ammissibili, oltre a programmi di innovazione tecnologica; Turismo: Almeno 22,5 milioni di €, di cui almeno 12 milioni di € di spese ammissibili, oltre a programmi di innovazione tecnologica; Commercio: Almeno 30 milioni di €, di cui almeno 15 milioni di € di spese ammissibili, oltre a programmi di innovazione tecnologica; Una volta aperto il contratto di sviluppo, è possibile inserire singole iniziative che prevedano investimenti per almeno Euro 1.500.000,00; COME E DOVE SI POSSONO ATTIVARE Procedura • Presentazione Istanza di accesso (modulo di domanda + proposta di massima); • Istruttoria tecnica preliminare (Agenzia ex “Sviluppo Italia”) con verifica dell’effetto incentivante; • Parere preliminare MiSE e Regione; • Comunicazione superamento prima fase; • Presentazione Proposta definitiva; • Istruttoria dell’Agenzia e approvazione della proposta; • Sottoscrizione Contratto di Sviluppo; Agevolazioni Concedibili • Sovvenzione (fondo perduto); • Contributo in conto interessi; • Finanziamento agevolato; • Garanzie; IL GRUPPO MENDELSOHN Mendelsohn aiuta le imprese a finanziare i propri programmi di sviluppo. La società è stata costituita nel 1998 riunendo in un’unica organizzazione le precedenti esperienze di professionisti, studi di consulenza e società di servizi nel campo della consulenza aziendale tecni- ca e economica. Dalla progettazione di stabilimenti industriali e dalle consulenze di direzione (gestionale, logistica, ambientale, ecc.), Mendelsohn ha concentrato sempre più la propria missione verso un unico obiettivo: la finanza d’impresa. Attualmente sono operativi i seguenti contratti di sviluppo ai quali possono aggregarsi aziende che hanno un investimento minimo di Euro 1.500.000 1. MARE NOSTRUM dedicato alle imprese del turismo nelle regioni del sud Italia. 2. PRODOTTI DI PUGLIA dedicato alle imprese del settore agroalimentare e precisamente del settore conserviero. 3. STRADE DEL VINO dedicato alle imprese produttrici di vini. 4. ECOSIDER KALòS dedicato alle imprese della filiera dell’acciaio. 5. BUILDING COMM dedicato alle imprese del commercio di prodotti finiti e materiali per l’industria delle costruzioni, per l’arredo casa e per il bricolage. 6. CITTA’ DELLA MODA dedicato alle imprese del commercio della moda. Nel contratto di sviluppo della serie ‘MARE NOSTRUM” possono partecipare le imprese di qualunque dimensione che svolgano attività nel settore turistico e precisamente: – Alberghi, villaggi turistici, resort, ostelli della gioventù, rifugi, colonie marine, affittacamere, case di vacanza, stabilimenti balneari, bed and breakfast, residence, alloggi connessi alle aziende agricole, aree di campeggio, residenze storiche, ristoranti e sale ricevimento. Esso prevede sul totale dell’investimento (minimo Euro 1.500.000,00) un contributo a fondo perduto da parte del MISE avente come entità il: - 50% per le piccole imprese; - 40% per le medie; - 30% per le grandi; oltre ad un finanziamento a tasso agevolato (attualmente dello 0,3%) fino ad un massimo del 25%. Per ogni ulteriore informazione, contattare Confcommercio Bari, Dott. Emanuele Panza [email protected] – cell. 393/7848124. CONFCOMMERCIO INFORMA 43 CONFCOMMERCIO INFORMA 44 Formazione degli addetti al commercio Ribadita l’importanza di questo “cavallo di battaglia della Confcommercio”, nel corso della cerimonia di chiusura del corso “Leadership Program”, svoltosi presso Fashion District Outlet di Molfetta, in collaborazione con l’Università LUM a cura della Redazione “ Non bisogna privilegiare solo il settore manifatturiero, ma avere un occhio particolare per la distribuzione senza la quale il più eccelso prodotto delle nostre industrie non troverà la giusta allocazione soccombendo ad economie con filosofia distributiva più aggressiva. E una seria politica distributiva non può che partire da una politica di formazione degli addet- ti del settore commerciale; formazione intesa come seria e moderna preparazione per un’attività nella quale la capacità di un contatto professionale con la clientela rappresenta un elemento imprescindibile.” Con queste parole il Presidente della Camera di Commercio di Bari e della Confcommercio Dott. Alessandro Ambrosi si è rivolto, a chiusura del corso “Leadership Program”, ai partecipanti a quello che è più corretto definire un “percorso” di formazione e sviluppo manageriale svoltosi presso Fashion District Outlet di Molfetta in collaborazione con l’Università LUM . Gli scopi del percorso sono stati: – Avviare e monitorare un progetto di “empowerment” per lo sviluppo del proprio potenziale di professionalità, efficienza ed intelligenza (creativa, sociale ed emotiva). – Sviluppare capacità manageriali e competenze di leadership per una più efficace gestione e motivazione delle risorse umane. – Promuovere sul posto di lavoro condizioni permanenti di “benessere organizzativo” per migliorare il clima aziendale e la qualità della vita lavorativa. Se è vero, come diceva Benjamin Franklin, che “ci sono tre cose veramente dure: l’acciaio, il diamante e conoscere se stessi” è altrettanto vero che, per conoscersi, la strada maestra è la comunicazione che non consiste nel saper parlare bene, ma si articola attraverso una comunicazione intrapersonale, interpersonale ed organizzativa. I concetti base di questa filosofia, cui il Prof. Angelo Battista, docente del percorso formativo, ha iniziato i giovani allievi, sono Consapevolezza di sé, Cambiamento, Autorealizzazione, Stile di comunicazione, Modalità di relazione, Ascolto empatico, Intelligenza sociale ed emotiva, Cultura organizzativa e lavoro in team, Stile di leadership, Clima relazionale e gestione dei conflitti, Ottimismo come atteggiamento mentale, Autostima, Entusiasmo sul lavoro, Rispetto e Professionalità. La struttura operativa viene vista come una squadra di cui il leader è l’allenatore che deve esprimere alcune caratteristiche quali: – Estroversione e stabilità emotiva. – Intelligenza (creativa, sociale ed emotiva). – Carisma ed autorevolezza. – Atteggiamento mentale positivo ed efficienza (ma senza manie di perfezionismo). – Affidabilità e coerenza. – Autostima e convinzioni di autoefficacia. – Attitudine al comando e gestione del team con approccio manageriale attraverso: - Organizzazione del lavoro Assegnazione degli obiettivi Motivazione delle persone Valutazione dei risultati Il calore con il quale è stato accolto il saluto del Presidente Ambrosi, del rettore Prof. Garzoni e del Prof. Battista, ha testimoniato quanto questi corsi facciano presa sui giovani accompagnandoli, attraverso i successivi step che seguiranno questa prima fase, verso una qualificazione manageriale non solo tecnica, ma anche, se non soprattutto, emozionale. Confcommercio della Provincia di Bari ha, quindi, potuto confermare la propria convinzione che la formazione è l’arma vincente della distribuzione per consentire alle imprese sopravvivenza e sviluppo; in tale convinzione ha, per bocca del suo Direttore, Dott. Carriera, espresso la propria precisa volontà di proseguire su questa strada per il futuro. CONFCOMMERCIO INFORMA 45 CONFCOMMERCIO INFORMA 46 Non brilla il settore dei preziosi E ci sono tanti perché a cura della Redazione A lcuni segnali lasciavano presagire un’uscita dalla situazione di stallo che aveva caratterizzato il primo quadrimestre dell’anno e qualche indicatore addirittura portava a sperare in un’evoluzione in senso positivo. Ma l’elaborazione dei dati rilevati dai 258 questionari, ritenuti validi sulla base della loro completezza, sul totale di 283 trasmessi dagli operatori al dettaglio del settore oreficeria, argenteria, gioielleria, orologeria, associati a Federdettaglianti Orafi-Confcommercio relativamente all’andamento delle vendite nel secondo quadrimestre non lascia margini di interpretazione. “Il calo di interesse” - ha dichiarato il presidente Giuseppe Aquilino - “è generalizzato per tutte le tipologie di prodotto oggetto d’indagine e, se pur con differenti percentuali, il segno negativo è predominante, fatte salve alcune eccezioni in cui i livelli si sono mantenuti invariati, eccezioni che riguardano la gioielleria firmata e l’argento da indosso. Ovviamente, bisogna tener conto della molteplicità di fattori esterni ed interni al settore che hanno contribuito a contrarre l’operatività sia in termini assoluti che in percentuale”. Molte sono le variabili intervenute in un periodo tradizionalmente effervescente per i prodotti preziosi. Matrimoni, cresime e comunioni, hanno influenzato in passato le scelte del mercato, ma oggi il periodo si è chiuso a favore di altri comparti del commercio che forse utilizzano leve di marketing più convincenti o semplicemente - come rilevato dai commenti posti a margine del questionario da più addetti - attirano i consumatori con iniziative interessanti e stimolanti. Secondo alcuni operatori, influenza negativamente le vendite anche il sistema di tracciabilità dei pagamenti e così pure l’introduzione dello “spesometro”, entrato in vigore il 1° Luglio scorso: questo nuovo sistema di rilevamento dei redditi dei cittadini è una normativa così discussa nel compar- to da far presagire la volontà di un’azione forte nei confronti delle Istituzioni. Da non trascurare, poi, l’aumento esponenziale del prezzo dell’oro che ha raggiunto cifre record, incidendo in maniera determinante sul costo del prodotto finito. L’indagine evidenzia in maniera rilevante anche l’esigenza di regolamentare in modo incisivo le attività dei cosiddetti “compro oro”, che oramai invadono le città creando – dicono molti operatori non poche turbative di mercato. “Queste indicazioni, peraltro già emerse nella precedente indagine e che vengono ora ribadite con chiarezza nei questionari esaminati dai nostri analisti” - ha rilevato ancora il presidente Aquilino - “si riferiscono proprio a quei temi che definirei scottanti e che, insieme a tutte le Associazioni di settore, stiamo affrontando con forza e, finalmente, con voce unanime”. In generale il 39% degli intervistati ha dichiarato che le vendite sono diminuite fra il 5 e il 10% rispetto al primo quadrimestre, mentre il 13% ha denunciato una flessione fra l’11 e il 20%. Un altro 14% ha indicato un’ulteriore flessione tra il 21 ed il 30%. Basti pensare che nel 1° quadrimestre il 14% dei questionari indicava stabilità nelle vendite mentre nell?ultimo rilevamento questa percentuale è scesa al 4%. Gli oggetti di oreficeria a peso continuano a perdere altri punti percentuali. Solo per il 12% la domanda è considerata stabile ma il 44% denuncia forti cali tra il 5 e il 30%. Analoga situazione per l’oreficeria fine: oltre un terzo degli intervistati denuncia contrazioni tra il 5 ed il 20% e addirittura il 38% (una percentuale superiore del 10% rispetto al 1° quadrimestre) indica un calo inferiore al 5%. Solo per il 10%, tuttavia, la domanda è invariata. Poche unità – ed è proprio il caso di dire che una rondine non fa primavera hanno visto salire le richieste e le vendite. Continua la parabola discendente dell’oreficeria firmata. Se nel primo quadrimestre il 40% degli operatori coinvolti nell’indagine aveva dichiarato di aver lavorato agli stessi livelli dell’anno prece- dente, ora si evidenzia decisamente un segno negativo: nel 34% dei casi le vendite sono diminuite tra l’11 ed il 20%. Vendita stazionaria di gioielleria no brand per il 28% dei dettaglianti, ma la cifra è fronteggiata dal 44% che ha lasciato per strada tra il 5 e il 20% del fatturato. Quanto alla gioielleria firmata, per il 42% (38% nel 1° quadrimestre) non vi sono state flessioni. Qualche sobbalzo solo per l’11%. Continua la corsa verso il ribasso delle vendite di argenteria per la casa: solo per il 19% le vendite sono rimaste sui livelli del 2010. Riduzioni delle vendite fino al 10% per oltre il 45% degli interessati. Stazionaria per il 32% la domanda di argento da indosso, mentre per il 20% si è registrato un aumento tra il 5% ed il 20% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Un mercato sicuramente meno effervescente se paragonato al primo quadrimestre. Per gli oggetti in acciaio si registrano poche variazioni rispetto al 1° quadrimestre di quest’anno. Paragonate al medesimo periodo del 2010, per il 38% le vendite sono stazionarie mentre per il 22% sono diminuite meno del 5%. Per quanto riguarda infine l’orologeria – che l’indagine prende in considerazione in maniera generica senza ripartizione per fasce di prodotto – si rileva una staticità delle vendite rispetto al periodo MaggioSettembre 2010. Alcuni riscontrano piccole percentuali di aumento ma per il 21% è diminuita meno del 5%, mentre per il 10% il calo va dal 5 al 10%. Per quanto riguarda il profilo degli operatori che hanno partecipato all?indagine, l’88% ha negozi di tipo tradizionale, il 60% opera in zone centrali e il 40% in zone di prossimità o periferiche. Secondo il sistema adottato per la precedente rilevazione, al fine di rendere il lavoro più dettagliato e minuzioso, non si ci è voluti soffermare su una generica richiesta circa l’andamento delle vendite rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, ma sono state previste suddivisioni in più classi di prodotto, al fine di ottenere dati attendibili su varie merceologie. I cluster di riferimento sono: “ 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. Oreficeria a peso non firmata Oreficeria fine non firmata Oreficeria firmata Gioielleria non firmata Gioielleria firmata Argenteria per la casa Argento da indosso Oggettistica in acciaio Orologeria SCADENZARIO FISCALE a cura di Michele Carriera ADEMPIMENTO • Termine entro il quale inviare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni IVA rese/ricevute di importo pari o superiore a euro 25.000 al netto dell’IVA registrate nell’anno 2010 • Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo, dipendente e redditi di capitale diversi corrisposti (o maturati) nel mese precedente • Versamento addizionali regionali/comunali su redditi di lavoro dipendente del mese precedente • Versamento dell’IVA mensile del mese precedente • Versamento dell’IVA trimestrale (quarto trimestre dell’anno corrente) • Versamento contributi ENPALS dovuti per il mese precedente a favore dei lavoratori dello spettacolo • Versamento contributi INPS DM10 • Versamento dei contributi previdenziali sui compensi corrisposti nel mese precedente - Gestione separata INPS • INPS versamento contributi artigiani e commercianti IVS - quota fissa sul minimale • Autoliquidazione INAIL • Versamento dei contributi IVS da parte dei soggetti iscrittialla gestione INPS artigiani e commercianti (quota fissa sul reddito minimale) • ENASARCO Agenti e rappresentanti versamento contributi • Presentazione elenchi mensili Intrastat • Presentazione elenchi trimestrali Intrastat • Consegna modello CUD 2011 • Opzione per la determinazione della base imponibile a valori di bilancio (impresa individuale/società di persone) • Presentazione all’INPS della domanda per beneficiare dell’indennizzo per la cessazione dell’attività • Concessioni Governative - Versamento c/c/p tassa atti e provvedimenti con pagamento annuale GENNAIO FEBBRAIO 2 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 ” 16 16 16 16 25 25 20 27 28 29 31 31 CONFCOMMERCIO INFORMA 47 L@ POSTA 48 Lettere al Direttore Detrazione IRPEF per lavori di ristrutturazione a cura di Leo Carriera M olte imprese ci chiedono informazioni sulle novità in materia di detrazione IRPEF del 36%. Esaminiamo brevemente le novità introdotte dal “Decreto Sviluppo” in vigore dal 14/5/2011. L’art. 7, comma 2, lett. q) ed r) del citato Decreto ha soppresso l’obbligo di: - inviare l’apposita Comunicazione all’Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara prima dell’inizio dei lavori; - esporre separatamente in fattura il costo della manodopera; e ciò a fronte dell’introduzione dell’obbligo di fornire ulteriori dati nel mod. 730/UNICO PF, che saranno quindi opportunamente implementati. Nello specifico, in assenza della “Comunicazione di inizio lavori di ristrutturazione edilizia”, al fine di fruire della detrazione del 36% sarà necessario “indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate”. In sede di compilazione del mod. 730/UNICO PF, quindi, nella Sezione riservata all’esposizione delle spese per le quali si intende beneficiare della detrazione IRPEF del 36%, dovranno essere indicati, in aggiunta alle consuete informazioni: - i dati catastali identificativi dell’immobile; - gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio, contratto di affitto), se i lavori sono effettuati dal detentore (ad esempio, conduttore); - altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione. L’Agenzia delle Entrate ha fornito l’elenco dei documenti che il contribuente dovrà conservare ed esibire a richiesta dell’Ufficio: - le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia dei lavori da realizzare (quali, ad esempio, la concessione, l’autorizzazione o la comunicazione di inizio lavori da presentare in Comune). Se non è previsto alcun titolo abilitativo per la realizzazione di determinati interventi di ristrutturazione/manutenzione agevolati dalla normativa fiscale, è richiesta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la quale l’interessato deve dichiarare la data di inizio dei lavori e la circostanza che gli interventi edilizi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili; - la domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti; - le ricevute di pagamento dell’ICI, se dovuta; - la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali nonché la tabella millesimale di ripartizione delle spese sostenute; - la dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori nei casi in cui i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile, se soggetto diverso dai familiari conviventi; - la Comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale indicante la data di inizio dei lavori, qualora la stessa sia obbligatoria in base alle disposizioni vigenti in materia di sicurezza dei cantieri; - le fatture/ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute; - le ricevute dei bonifici di pagamento. Di fatto la necessità di conservare i documenti sopra elencati non comporta ulteriori o nuovi “oneri” per il contribuente in considerazione del fatto che i citati documenti erano richiesti anche in vigenza del precedente assetto normativo. Sarà necessaria anche la documentazione riportante i dati identificativi dell’immobile (visura catastale) nonché quella relativa al contratto di affitto nel caso di detrazione fruita dall’inquilino. Nel caso di acquisto box/posto auto sarà necessario possedere anche, ed in caso di controllo esibire, la dichiarazione del costruttore attestante l’ammontare del costo di costruzione sul quale va calcolato l’ammontare della detrazione spettante nonché l’atto dal quale risulti il vincolo pertinenziale con l’abitazione.