NO
—
35t) —
OB
Notada, nottata, come serata, tare, ciò che spessò ha luogo
nelle figliazioni).
mattinata, giornata, ec.
Notò, notare, osservare, consi Nuialenent, nullatenente.
derare , annotare, postillare. Numer, numero; tirar un buon
Notifica, notifieanza, notifica, numero ; essere nel num ero,
notificanza, meglio notifica del numero ; far nuxfteto; u n
gran numero di feriti, o fé*
zione.
Notifichi, notificare, far noto, riti in gran numero ; per me
annunciare, dichiarare, e sim. ritò o facoltà intellettuale,
Notissia, notizia, d are, avere, uomo di numeri, di pochi, di
pigliare, arrivare, giungere, ve molti numeri (m . delPuso o
nire notizia di qualche cosa; abuso).
aver le prime notizie; alla pri- Numerari, numerario (per da*
ma notizia, ec. partirà subito; naro, v. abusiva).
stando alle notizie, ec.;dalle Numeri, numerare, contare.
notizie avute, si spera, si cre Nurì, nutrii nutrire.
de , ec. ; notizie interessanti, Nutriente nutriente, nutritivo.
gravi, pacifiche, guerresche, NulriUv. V. Nutriente
commerciali, esatte, ec., ec. Nuvol, nuvolo, essere, fare, farsi
nuvolo; fig. intorbidarsi l’al
Notomia, notomia, anotomia.
Notomisè, notomizzare; fig. ana legria, il buon umore e sim.
lizzare minutamente.
Nuvola, nuvola; fig. pensiero
Notori, notorio, publico.
tristo.
Nutolon, nuvolone, accr. di nu
Novel, novello, tenero.
Novela, novella, racconto, per vola (il fig. non è vern.).
lo più favoloso.
Nuvolesse, annuvolarsi.
No vissi, novizio, novizzo.
Novissià, noviziato.
- Novità, amante di novità, delle
novità, in cerca di novità; che
novità abbiamo? ecco una no* V. Lett. 0 Noi. P relibi.
vità; che novità è questa di Obelisc, obelisco.
vedervi qui a quest’ora? che Oberà, oberato (lat.), carico di
novità son queste? quante no debiti.
vità ! non tante novità, meno Obiession, obiezione , obbie
novità « gli dispiacevano le zione.
novità di questa natura «Pand. Oblassion, oblazione, o b la
Nufiè, fiutare (idlot. formatosi zione, offerta pia.
forse per contraz. di due v ., Oblig, obbligo « le promesse
naso e fiutare, o uasare e fiu sono obblighi » Pand. ; farsi
D ig itiz e d by
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08
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351 —
OC
un obbligo di compiacere ad l’o&iio, con pace dei tosca
uno; il servirvi è per me un neggiatiti-, come 11 gener. sal
obbligo; il favore che mi foie sicciotto non è il luganino,
accresce il numero degli ob e va dicendo: nerbo dat qttod
blighi che vi ho, che ho con non haòrt, Solo rumo può
voi; quanti obblighi* quante dare ciò che non ha; e quindi
obbligazioni ; lare il suo ob oblio si dovrebbe chiamare,
bligo, il suo dovere; scrittura come chiamansi col loro no
d’obbligo, ed e litt., passare, me tanti altri oggetti chel’Àrno
fare, rilasciare ad alcuno un ebbe dalla Senna o dal Po o
obbligo.
dal Sebeto, e via via.
Obligài obbligato; non sono, Oboe, oboe (strum. mus.).
non mi eredo obbligato, in Oc*, oca; giooeare all’o ca; è
obbligo, in dovere ; vi sono fatto il becco affoca, m. prov.,
obbbligato, riconoscente, ve fig. esser un7oca, opp. di
ne sarò obbligato finché vivo, aquila; cervello d’oca; menar
e senapi, per ringraziamento* Foche in pastura, menar Poche
obbligato, obbligatissimo.
a bere, m. prov. ; donne e
Obligant, obbligante, servizie oche, parole non poche, prov.;
vole, Red.; naturale obbligan I paperi/'/ ochtlj, menano le
te, parole obbliganti, Goz., per oche a b e re , m. prov., per
sona niente affatto obbligante. dire che i piccoli vogliono in
Obligasaion, obbligazione, lo segnare ai grandi.
Ocation, occasione; dare occa
stesso che obbligo.
ObUgatori, obbligatorio, che sione, offrire, presentare* pre
obbliga.
sentarsi, cogliere, afferrare,
Oblighè, oblighesse, obbligare, abbracciare , avere, ’trovare ,
obbligarsi; ti accerto che non lasciar andare, lasciarsi scap
obbligherai un ingrato; non pare l’occasione, un’occasione,
vuole obbligarsi a nessuno ec.; profittare o approfittare,
• piuttosto farmi altri obbli approfittarsi dell’occasione e
gato che obbligarmi » Pand.; sim. omol.
mi obbligo (mi vincolo) per Ocè, adocè, occhiare, adoc
me e per li miei eredi; la pa chiare.
rola d’un onest’uomo obbliga. Ocet, fé ocet, far occhietto,
Oblio) idiot. forse dal frane. Pan.;
oublie, e questo probab. orig. Ociada, occhiata, dar un’ oc
da qualche avventura galante; chiata « Raspino dà un’oc
l'itai. direbbe cialda, riscon chiata a quel paese » Ner.,
tro infelice, la cialda non é • avendo dato un’occhiata alle
mura della città » Del R.
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oc
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OD
Ociadina, dè un* oeiadina, dar uno stato, una fortezza, un
un’occhiatala, uno sguardo- passo, o luogo qualunque; e
fig. un posto, un ufficio, li
lino.
Oeiai, occhiali «non ho qui posto del tale o del tal al
gli occhiali da leggere »Cecch. tro; per impiegare, dar occu
pazione; occuparsi di libri,
Ociast. V. O/flii.
Ocfn,
oci», far occhino, spe- di politica, d’affari, di com
cialmente per d ire , far l’oc mercio, di questo, di quello,
di tu tto , ec.; è occupato da
chio pietoso e pio, Mol.
Oeore, occorrere, abbisognare, un’ avemaria all’altra, sempre
accadere; se ti occorre qual occupato, occupatissimo, ec.
che cosa, ti occorre niente? O d ii, odiesse, odiare, odiarsi
sta attento, per tutto quello • ognuno come la peste l 'o
che possa occorrere; occor dia • Ber.; ora s’odiano tanto,
rendoti, se ti. occorrerà di quanto s’amavano prima, s’o
parlargli, procura,«ec.; occor diano mortalmente, ec.
rendo, all’occorenza non man Odio , portò odio al pro ró tti,
cherò.
portar odio al prossimo; aver
Oeorenssa, occorrenza, biso in odio, odiare lo studio, la
gno, contingenza, caso, e sim.; fatica; venir in odio a tutti;
sarò pronto in ogni tua oc concepir odio, un odio mor
correnza, provrederò ad ogni tale.
tua occorrenza; mi regolerò Odios, odioso (persona od atto).
a norma dell'occorrenza, delle Odiosità, odiosità, astr. d i ooccorrenze, secondo l’ occor- dioso (di persona o d’atto) ;
' renza ; all’occorrenza, vedrò commettere odiosità, recare
di persuaderlo, verrò, partirò, odiosità.
ec.
Odor, odore, dare, mandare,
Oculista, oculista, chirurgo avere, pigliare, sapere, sentir
odore di questa o quell’altra
speciale degli occhi.
Ocupassion, occupazione; se le cosa; andare, correre all’odo
mie occupazioni me lo per re ; dall’odore, all'odore, lo
m ettono; ha troppe occupa giudico, ec. « all’odor sentirà
zioni; non tralascia però nelle che qua è gente • Ber.
sue occupazioni, ec.; cercare; Odorò, odorare (più comun.
trovare occupazione, amar nasè, ¥.).
l’occupazione, esser senza oc Ofa fo chiuso). V. Vfa.
cupazione, disoccupato. . Ofele, offelle • benedetto chi
Ocupè, ocupesse, occupare, oc trovò le offelle • R. B.
cuparsi; occupare un paese, Ofeisa, offesa, fare, portare, ri
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OF
— 333 -
01
parare, vendicare, perdonare nomico e sim.; non aver alun ' offesa. ‘
tro oggetto che il proprio in
Ofende, ofendste, offendere, te re st, oggetto d’una scienza,
offendersi; chi offende, odia, d’un’ arte e sim. ; esser l’og
prov.; un niente Io offende, getto della pubblica ammira
o, si offende per niente, si zione, un oggetto d'cdio, di
offende d i‘lutto; offender Dio, antipatia, disprezzo, venera
la giustizia, l'umanità, la legge, zione, ec.
la morale, ec.; per intaccare, Ogni p o e , ogni tant • ogni
offendere l’ onore, la riputa poco che voi state* Cecch.;
« ogni tanto era lì « Goz. ;
zione altrui e sim.
Oferta, offerta, esibizione, pro • ogni tanti di » Nov. ; ogni
proposta, oblazione ; (áre of volta che, ogni ora, ogni mi
ferta, una offerta, delle offer nuto , ogni tante o re , ogr.i
te; offerta de’ suoi servigi, dei tanti minuti; ogni fedei min
suoi uffici, della sua opera, chione, ogni mammalucco, ad
detsuo concorso, de’suoi beni, ogni passo, da ogni banda ,
ec. ; offerte d’ impresa o ap per ogni cantone, ec.
palto (prezzo, ribasso, ec.); far Ognun, ognuno.
u n ’ offerta, un7 oblazione alla Oh, oh* (inter. esprim. diversi
tal chiesa, alla Madonna, ec. affetti), lo stesso pure che o
OfrL offrire ; posto offrirvi • o maledetto, o Andreuccio
qdHche cosa? se avessi qual mio, o come si chiamano ? »
che cosa da offrirvi « un sola Bocc.', « oh, se io vi torno
noo si dié che m’offrisse una mai, sarò, ec. • Id.; «o che
tazza di caffè » Pan.; offrirsi belle scorpacciate che io me
per far checchessia, per que ne pigiierei» Fir.;«o misera,
misera patria mia I » D.; « o sì,
sto e queiraitro servizio.
Ofusehè, offuscare, fig. (il Irósi, che io so, ec. • B0C9. ; « oh
come spesso, ha preso il posto liberalità di Natao » Id. ; « 0
del propr.) ; offuscare il me misera vecchia, fuggi, ec. • Id.;
e radiiop. «oh oh, ella stra
rito, la fama altrui.
Oga magoga, andè a ’n oga ma- luna »B011.; iu forma di nome
gogaì andar in oga raagoga « levare un altissimo oh oh »
(paese fantastico, per dire, Fir. ; « mutar lor canto in un
lontan lontano), Lip.
0 lungo e roco » D*
Oget, oggetto ; oggetto d’ una Ohi! ohé ! Giust.
radunanza, aver per oggetto Oit oi, obi (esclam. di vari af
il ben pubblico, la beneficenza, fetti) N oi cattlivo , disse la
ii progresso industriale, agro femmina • Nov. A.; « oi lassai
01 miseri!» Vit. Gr.
*
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- ,
OM
Oibè, oibò (negai., talora di gusto, di giudizio, di tatto, di
polso, di buon conto, di buona
dispr. e sim.).
Oìmè, olmè, ohimè (da
ohi, fede, d i parola, di corte viste»
d’idee ristrette, di buona boc
e me).
Oiro, otre (di cui non sembra ca, di grosso pasto, di ferro,
che una cerruz.); empirsi, em dibuonapasta, di pasta frolla»
piersi come un otre, mangiare di prima impressione t alla
buona, all’antica, spregiudica
a crepapancia.
Ojass, doi ojass, due oechiac- to , tutto d’un pezzo, buon
ci; fig. fè p ojass, far gli oc uomo, galantuomo, onestuomo , uomo a danari, uom o
chiacci, Pan.
Olà/ chi va là ? olà! chi va d’autorità, quello è un uomo,
là? olà! che fate? olà! sol* quello si chiama uomo, fa u n
dati; olà! finiamola, ec.
uomo; uomo fatto, farsi uomo,
Ola, olla, pentola.
far dell’ uomo, che uomo ! che
brav’ uomo ! è tu tt’ un altro
Oliva, uliva, oliva, uliva.
Olivaslr, uliva s i r , olivastro, uom*, un uomo come si deve,
un uomo di quella fatta, da
ulivastro.
•
Oliveto, olivcto, luogo piantato pocoj da niente, vago, legge
ro, debole, ambizioso, bisbe
d’olivi.
tico, turbolento, serio, ec.
Olm, olmo, albero noto.
Oloc (o chiuso), alocco, fig. Omass, omaccio, Cell.
Omasson, omaccione, C ell.#
babbeo, sciocco.
OUre, oltre, oltre a lui so, ol Ombra, ombra, pr. e fig. • a l
tre a tutto ciò, a tutto que l'ombra d’una noce » A. Tass.
sto', e così, andar oltre, passar (V. Nos), stare all’ombra; fa r
oltre; oltre ogni misura, oltre ombra, e fig. dar gelosia, tu tto
ogni lim ite, oltre il dovere, gli fa ombra ; ha paura del*
il bisogno e sim.; più oltre, l’ombra sua, pigliar ombra d i
checchessia, neppur l'om bra
tant’ oltre, ec.
O m , omo (e anticam. anche della verità, della giustizia, e
om), uomo (più us. ma più sim.; « non metto loro altro
disform. dall’orig. homo, e davanti, nemmeno per ombra •
più pingue); uomo d’affiuri, di Fag. ; sotto l’ombra deiramicigoverno, di Stato, di guerra, zia, della libertà, del ben pub»
di mondo, d’esperienza, di blico, e sim. ; andare, stare >
studio, d’ingegno, di merito, essere all’ombra, in gattabuja,
di spirito , di molti num eri, in prigione.
di testa , di cuore, di buon Ombrela} ombrella, om brello
naso^ di buon senso, di buon • di gran polvere al ciel s’a lz a
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OM
-
355 -
0?i
un’ombrella » Lall. ; • adesso aver da fare con gente one
ella è come un’ombrella »Fag.; sta, con onesta gente, servirsi,
i
» le due podestà sotto l’om- valersi di mezzi onesti, e sim. ;
I
brella • A. Tass.
per convenevole, dicevole, di
screto , partito onesto, patti
Ombretto, ombrellino, Caren.
Ombro ss, ombroso ; flg. gelo onesti, prezzi onesti, e sim.
so , sospettoso , e parlandosi Onestà, astr. di onesto, contro
l’onestà, senza onestà y oltre
di cavallo, pauroso.
Ometì ometto, dim. d’uomo.
l’onestà; fuori dell’onestà, star
Omicidi, omicidio.
sull’onestà, dar un calcio al
Omission, omissione, ommis- l’onestà; diamine, un po’ d’o
nestà I ; per decenza, offen
sione. '
Omnipotent, omnipoten te» onni dere l’onestà; per civiltà, cor
tesia, mi ha fatto mille onestà,
potente.
Omnon, omone, accr. d’uomo; Goz., Giord. ; per discrezione
fig. uomo sommo, fa un omo o moderazione, l’onestà sta
ne , è un omone, un gran- bgae anche in casa del dia
„
d’uomo.
volo, m. prov.
Omucc} omuccio, omlcciuoló, Onestamente onestamente, con
onestà, da onest’ uomo, da
sprez. d’uomo.
Oncia fo eh.), oncino, uncino. onesta gente, convenevolmen
Onda, onda ; fig. aver l’ onda te, moderatamente.
in favore, ci vuole un po’ di Ongia fo eh.), unghia ; fig. mo
onda ; a onde, riesce, incon strar le unghie, tirar fuori le
tra? è bravo a onde, cioè se* unghie ; cavar dalle unghie,
condo l’umore, la vena, e sim.; scappar dalle unghie altrui ;
uomo a onde, a ondate, a metter le unghie addosso a
scosse, ineguale, incostante, e uno, sopra o dentro qualche
sim., tela a onde, ondata.
cosa; se mi dà nelle unghie,
Ondà, ondata, colpo d'onda-, se posso averlo nelle unghie*,
fig. a ondate, a onde, a inter . aver le unghie lunghe, scorti
valli di buona sorte, di buon care la gente.
„
umore, di buona voglia, di Ongion fo eh.), unghione «alla
buona vena.
pantera scortò gli unghioni»
Ondegiè, ondeggiare, fig. oscil Ber.
lare, agitarsi fra varii pen Onor, fè onor, far onore, ai
suo nome, al suo posto, al
sieri, partiti, e sim.
paese, ec. -, far onore alla sua
Ondulassion, ondulazione.
Onest^ onest’om , da onest'om^ parola, a’ suoi impegni, alla
*
onest’uom o, da onest’uomo ; sua firma, e sim.; ci farà
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o o g le
ON
—
356 —
ON
sempre un onore (se viene, rare il padre e la madre, «ono
se accetta l’invito) ; la lettera, rate l’altissimo poeta » D.; egli
che mi ha fatto l'onore di mi onora della sua amicizia,
scrivermi, ec.; farsi onore, io mi onoro, mi glorio della
segnalarsi, distinguersi; far sua amicizia ; ci onori della
onore , a qualcheduno, ono sua presenza, della sua com
rarlo, rendergli-onore • fan- pagnia; onoratemi delle vostre
nomi onore e di ciò fanno lettere, dei vostri comandi, e
bene « D.; largii dei grandi sim. omol.
onori; far gli onori di casa Orna fo chiuso), oncia, mez
(agli invitati); cavarsene (da z’oncia, un’oncia e mezza (più
' qualche affare, incarico, im us. dai buoni scrittori che
presa , difficoltà e sim.) con mezzoy V. metj\ fig. un’oncia
onore ; uomo tl’onore, da uo di buon senso, di giudizio* e
mo d’onore, parola d’onore; in sim.; vai più un’oncia di for
taccare, offendere, compromet tuna che una libbra di sapere,
tere l’onore di qualcheduqp, prov. \olg.
riparazione d’onore,questione, Onse (o chiuso, s dolce), unpartita d’onore, punto d’onore; gère qualcuno, adularlo; un
sostenere , mantenere l’onore gergli le mani, corromperlo;
della bandiera, della famiglia, unger le ruote (trasl. da m an
del nome, della professione, e cia al vetturino), pagar bene
sim..; perdere, macchiare l’o un servigio, allargar la mano a
nore, ec. ; dare, avere il posto fine d’esser ben servito; ungere
d’onore ; più che l’onore, ama la faccia, le spalle ad uno,
gli onori ; onore al merito, o- schiaffeggiarlo, bastonarlo.
nore alla verità, alla giustizia Onty (o chiuso), ont e bsont,
(m. eliti, dell’uso); per onestà, unto e bisunto.
pudicizia, l’onore della donna. Onta, onta, vergogna, rossore;
Onorò, onorato, stimato, rispet fare, avere, sentir onta; cose
tato, onesto; uomo onorato che fan onta, ontose, non hai
in tutto il paese; donna ono onta a dire, fare, ec. ? ricor
rata, onesta.
rere a tali mezzi è un’onta,
Onorari, s., onorario, stipendio una marcia vergogna ; tale con
(v. dell’uso).
dotta non ti fa onta? tu fai
Onorè, onorare, far onore, ren onta allafamiglia; ad onta sua,
der onore; la tal nomina o- a suo dispetto, ad onta di tutto
nora chi l’ha fatta quanto chi ciò, ciò non ostante.
l ’ha avuta ; quest’atto vi onora; Ontos, ontoso (cosa o persona),
tutto il mondo lo onora; ono che fa onta, che ha o sente
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OR
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ON
onta, atto ontoso, peggio che Opress, oppresso (fisic. e mor.);
odioso; uomo ontoso, v. g.} per aggravato, angariato, per
della sua condotta, del suo seguitato, e sim.
stato, e slm.
Opression, oppressione, di cuo
Ontosità, ontgsltà, astr. d\>n re, di fofza, e slm. (t. med.);
toso (v. d’uso o abuso).
per tirannia, mal governo e
Opera, opera d'arte, opere pub sim.
bliche, opere di beneficenza, Oprime, opprimere (fisic. e
opere p ie, opera di carità, mor., dial. colt., o del dialetto,
opera santa, « rimettergli il anziché del vernacolo, come
cervello in capo sarebbe un’o direbbe il nostro Napione).
pera santa • Lasc.; per atto Optè, optare, ottare (v. del
benefico, fare dette buone o- l’uso).
*
pere, una buon’ opera ; per Opuscoli opuscolo.
tenor di vita, render conto a Or, oro, in verga, lavorato,
Dio delle nostre opere, Dìo massiccio, tirato, puro, fino,
peserà le nostre opere; per battuto, in moneta; contrat
t lavoro d1 ingegno , è dietro a tare, pagare in oro; noi darei
comporre un’opera; per bene via per tutto l'oro del mondo;
fizio, ciò che io sono, lo sono tutto quel che luce, non è
per opera sua, é opera, è tutto oro, prov.; mi costa tant’oro
opera sua; per effetto, opera quanto pesa, • per appiccar
del tempo ; per lavoro, opera mischie valeva tant’oro • Dav.;
d’una giornata; mano d’opera, fig per eccellente, uomo d’oro,
metter in opera (materia per cuor d’ oro, famiglia d’ oro,
fabbriche e sim.); mettere io padrone d’oro, paese d’oro,
opera, in pratica, in esecu- l’età dell’oro; secolo d’oro,
zione; per dramma in musica per felicità o per eccellenza
• è la moda, bisogna andar d’opere dell’ ingegno umano;
all’opera • Pan.
bocca d’oro, per eloquenza,
Opcrà, operato, tessuto operato oggi più comun. per verità;
(t. art. mest.).
libro d’oro, registro di gran
Operar/, opersjo.
distinzione.
Operassion, operazione, Pope- O ra, s . , che ora è ? che ora
rare', e l’opera stessa.
abbiamo ? che ora fa ? che
Opone (apoc. del lat. opponerej, ora ha battuto ? a che ora si
opporre, addurre in contrario; lev a t a ora comoda, a una
oponse, opporsi, far opposi bell’ora , alla sant’ora ; esser
zione, essere opposto) con ora, tempo « disse che quando
trario alle idee, intenzioni,opi fosse ora, andassimo a cena *
nioni, voleri altrui, e sim.
Digitized by
CjOOQle
ON
ON
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Sana. ; « ho un po’ scher all'orba, alla cieca, inconside
zalo..., per far ora di cena » ratamente, R. B. *, giuocare a
Fort. -, si fa ora di partire -, a gatta orba, a gatt’orba, gattorche ora arriva ? a quest'ora, ba (giuoco noto).
airistess’ora, a ora*tarda; oh ! Orbo (più comun. borgno, V.),
che ore lunghe « ho aspettato sei tu orbo ? *
una grossa ora» Macch.*, un’o Orchestra, cap d'orchestra,
ra buona « farmi stare quat capo d'orchestra.
tro buone ore • Goz. -, « non O rciti, slnc. d'orecchini, pen
ho mai avuto un'ora di bene » denti.
Geccta. ; • non vedo l'ora di Ordegn, ordegno, Var., Menz.;
farla finita » Ber. ; « non ve- più us. ordigno.
dean l’ora* di farsi grandi » O rd i, orzo (men. cont alFoDav. ; « non vedea Torà di rig. lat. hordeoj.
andar a cena » Pan. ; ingan Ordì, ordire (dal lat. ordiri,
nar il tempo « cosi l’ore in cominciare, preparare), pr. e
gannava » A. Tass. ; lavorar fig., ordire l a t e l a , ordire pra
a ore « bevono di quest’acqua tiche, ordire congiure (mac-§
a tutte Tore • Fort. ; a tutte chinare), ec.
ore, a ore perse, Red., Car. ; Ordì, s., ordito ; fig. « tesso, e
cambiar da un'ora all’altra ; filo sull’ordito » Ditt. -, « la
d'ora in ora ; d’ora innanzi, tela ch'ella m'impose, non si
da o r a , o , d'ora in là ( noi può continuare, perché se n’è
diciam pure elitt. risponden tronco l'ordito • Car.
do : dall’ora! per dire, da un Orditura, orditura *, fig.
pezzo) ; per ora, basta -, alla tura d’un discorso e sfai
buon’ora. Da ora, oretta, orac Sego.
Orditi, ordine, ordinamento o
cia, orario.
O ra , av. o ra , adesso, ora ò disposizione regolata, regola,
tempo, ora andiamo, ora non modo , provvedimento, &
ho voglia; ripet. per quando mando ; tutto è in ordine, m
« ora s i , ora no ; ora q u a , buon ordine , mettere, met
ora là ; ora vuole una cosa, tersi in ordine per far chec
óra un'altra -, per adunque, chessia-, tenere le car*6J Q
ora hai da sapere, ora ascol ordine, far le cose senz’ordi
ta, esiin.
ne, con ordine, collocare, di
Oragan%uragan, oragai», ura sporre le carte per ordine,
gano.
dir tutto per ordine-, l’ordine
Orari, orarlo, da ora, Red.
da tenersi, è questo ;
Orba, o P, all’orba, far le cose ordine, un po’ d’ordine nei
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OR
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359 —
OR
suoi affari ; per ordine poli per l'ordinario, d'ordinario in
tico (detto pure buon ordine simili casi ha luogo ec. ; a
anche sotto un mal governo), quest’ora per l’ordinario, d’o r
mantener l’ordine ; per disci dinario è a casa, in casa.
plina, freno, tener In ordine, Ordinassion, ordinazione ( t.
richiamare , rid u rre , metter eccl.).
all’ordine; tutto d all’ordine, O rdini ordinare, disporre, met
apparecchiato ; sono ai suoi tere in ordine, regolare, co
ordini, ho eseguito, osservato mandare , provvedere ; ordi
i suoi ordini, obbedire, stare nare le sue c arte, i suoi af
a’ suoi ordini, sotto i suoi or fari , ordinare la polizia, il
dini ; dipendere da’ suol or tale e tal altro servizio pub
dini ; d’ordine, per ordine blico, ordinare pubbliche pre
suo; senza suo ordina, contra ghiere, pubblici funerali ; or
i suoi ordini; dare, mandare, dinar medicine • i medici mi
ricevere, pigliare i suoi ordi hanno ordinata la campagna *
ni; dare, avere, ricever ordine Giord.
di fare la tal cosa ; dar fuori Orèta, oretta, dim. d’ora« dor
un ordine (In gergo burocr., me un par d’orette • Fort.
emanare, diramare) ; d’ordine Organo , organo ; è pure t.
superiore, cc. ; per regola, o scientif. noto; fig. organo della
corporazione religiosa, l’ordi voce, e sim. ; • l'uomo, orga
ne di S. Francesco, di S. Do no della voce di Dio • Cavale.
menico ; per ordini sacri ri Organin, organino, dim. d’or
cevere gli ordini ; in m. avv., gano, più us. organetto.
in ordine alla tal cosa, con Organisi) organizzare (t. scien
verrà, ec.
tif.) ; fig. per formare, isti
Ordinamela ordinanza, (t. mil.), tuire, ordinare (t. burocr. forse
soldati d'ordinanza , e sim. ; troppo abusato , nò meglio,
’ (per provvedimento, è frane.). anzi vociaccie a mio credere,
Ordinari, s., ordinario, pode organare, organamento).
stà ecclesiastica ( t ecc!.); per Organista, organista.
corriere, tavola (v. dell’uso), Organsin, organsino , organzi
Car., Red., Goz.
no, organcino (v. dell'uso).
Ordinar^ agg., ordinario, usua Orgheuj, più volg. argheuj%or
le, solito, roba ordinaria, cibi goglio (orgoglio) Diz. Fanf. ;
ordinarli, uomo ordinario , ma idiot. tose., con sua venia,
volgare -, feste ordinarie, au come arlogio, Id.).
torità ordinarie , solite ; l’or Orla (contraz. d d lai. auridinario di sìmili casi è ec. ; culuj, oreglia (v. ant., Gultt.};
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orecchia, orecchio • non avca lare, strambo, stravagante, us.
ma che ( più c h e } un orec pure in form. di sost., q uell’o
chia sola » D. ; drizzar le riginale di Tizio, che o rig i
orecchie, star colle orecchie nale 1 bell’originale, equivale
dritte, R. B. ; star con tanto pure talvolta in senso iro n .
d'orecchi • sono lutto il gior a bel soggetto ( cattivo o rig i
no agli orecchi del re «Macch.; nale, è vernacolo, ma logica
« ne ho piene le orecchie > mente potrebbe anch’essere di
Id. ; empirgli le orecchie, R. lingua)..
B. ; far orecchie da mercante, Orina fo e h .), urina , orina 9
m. prov. -, attaccarselo alPo- urina.*
i;ecchia, ricordarsene ben bene, Orinai, urinai (urinari, volg.),
id. ; tirar le orecchie ad uno, orinale, urinale, Bocc., Sacch.,
per rimprovero ; andarsene Ber.
colle orecchie basse, Ber. *, Orinè, urinè, orinare, urinare,
tener le orecchie basse, ab Sacch., Aldobr., Red.
bassar le orecchie , per mor Oriond fo eh.), oriundo., o ri
tificazione, confusione e sim.; ginario.
far delle orecchie a un libro, Oritont, orizzonte ; fig. perdere
Gob. ; offendere le orecchie l’orizzonte, disorientarsi, con
con parole spiacevoli o peg fondersi.
gio « non offende (il Berni) le Orisoniesse, fig. orizzontarsi
orecchie della gente colle’la (abusivo), meglio orientarsi.
scivie del parlar toscano » Orlè, orlà, orlare, orlato • or
lato d’una seta fina fina > Fort.
Lasc.
Oribll, orribile, che fa orrore Orlo, orlo ; fig. margine, spon
anche per causa d'orridezza), da , termine di checchessia ;
Oridy orrido (persona o cosa). orlo della nave, orlo d'un
Oridèssa, astr. di orrido , di pozzo, fosso, precipizio, ec.;
persona o cosa).
. orlp del vaso, Tass.; orlo della
Crieul (ucc.), rigogolo ( forse morte, Goz. ; orlo della vita
da origogoh, od origolo^ come (fine), D.; orlo del sole, della
orieul dall‘agg. lai. aureolo a luna (t. astr.); è pure t. ar. motivo delle sue piume in chilt. noto.
parte color d’oro).
Orlogé, orlogiajo, orologiajo,
Or ¡fissi, orifizio.
orlogiere, orologiere.
Originai, s., originale, auto* Orlogi, più volg. arlogi, orlografo.
gio, orologio farlqgio, Dir. ,
Originai, originale, d'origine*, F a n f., ma idiot. tose., come
agg. d'uomo vale fig. singo orgoglio' Id.).
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Oror, orrore ; spettacolo d’or
rore, che fa orrore, che é un
orrore.
O re , orso ; fig. uomo misan
tropo, di modi e tenor di vita
antisocievole ; vender la pelle
dell’orso, disporre di cosa non
ancor ottenuta..
Orsada, orzata.
Orsetti, orziuolo ., più us. or
zaiuolo ,* bollicina agli occhi
(per sim. a un grano d’orzo).
Orsoi, orsotto ,orsacchÌno, dim.
di orso.
O r i, o rto , fig. non esser la
strada dell'orto (cosa nò breve
né facile), m. prov., Ner.; non
esser erba del suo orto", o, fa
rina del suo sacco, id.; zappar
Porto (esser più fortunato che
savio), id.
Orlagi, oriaja, ortaggio, ortà
glia.
Ortoton, ortolano, che coltiva
e custodisce l’orto; è pure uc
cello noto.
Orure, clorura, orura , Bon. ;
dorura, -Cell.-, più us. doreria.
Osourì scur, oscuro, scuro, pr.
e fig. (scuro, nel fig., é piut
tosto antiq.), notte oscura,
meglio scura; occhi oscuri,
meglio scuri ; sognar cose
scure e paurose, Pass., me
glio che oscure; cosi « di do
lor turbato e scuro • Pétr.;
per difficile a intendersi, lin
guaggio oscuro, passo oscuro
é ’1 parlar peregrin che m’era
oscuro » Id.*, e in forma avv.
OS
« e scuro so che parlo • (me
glio, oscuro), D.; per ignobile
e sim., oscura condizione,
vita, morte (e non, scura).
Oscuritài oscurità,- astr. d’ o
scuro. V. Otcur.
Osel fo chiuso), antic. ostilo e
ausello (augello, v. poet.), uc
cello; osel dC arciam, uccello
di richiamo, zimbello; osel
d’passy o d1passagi, uccello
di passo; a ogni uccello il suo
nido par bello, prov.; tristo a
queir uccello che nasce in cat
tiva valle, id.; fig. (scherz.),
per membro virile, come uc- *
cellino, quello dei fanciulli,
Bob.; fig. vale pure minchione,
zugo, Lasc.
Oelaes fo chiuso), uccellacelo,
fig. sciocco, scioccone, Car.
Oslera fo chiuso), uccelliera.
Ositi fo chiuso), uccelleto, uc
cellino.
Ospedalt ospidal (più conf. all*orig. ospitale), ospedale.
Ospissi, ospizio.
Oss, ossó ; dialogarsi un osso
«gli ossi per dolore quasi di
sgiunti » R. B.; fgli ossi, còme
i bracci, i diti, ec., sono asBai famil. ai buoni autori; più
in uso però è il dire, le ossa,
ec.) 9 rosican gli ossi, e suc
ciansi i diti » Id. ; rompersi
Fosso del collo, id.; la lingua
non ha osso, ma fa rom
pere il dosso; prov.; osso du*o,
fig. cosa molto ard u a » osta
colo , inciampo non indiffe-
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reale; secco come un osso
{dicesl del dare, percuotere
fortemente); non aver che
pelle e ossa t esser, assai ma
cilento; gettare un osso a
qualcuno, turargli la bocca
con qualche favore; far osso
« sottosso, far il callo ; osso
sacro, osso di balena, osso
delle frutte, ec.
Ossadura, ossatura
Osservansa, osservanza, fig. di
stretta osservanza, avaro, tac
cagno.
Osservassion, fè osservassion,
far osservazione, osservare;
fè d? le osservassion, far delle
osservazioni, obbiettare.
Osservò, osservare, notare, con
siderare, spiare, mantenere,
ottemperare, eseguire; osser
vare fenomeni, pericoli, diffi
colti, differenze e sim.; osser
vare gli altrui andamenti; os
servare le promesse; osservare
le regole, i precetti, gli or
dini.
Ostensibile ostensibile, che può
mostrarsi, Magai.
Ostentassion, ostentazione, mo
stra ambiziosa, orgogliosa di
checchessia.
Osservatori, osservatorio (t.
astron.).
Ossio, ozio, star in ozio, per*
dersi nell’ozio, darsi, abban
donarsi all’ozio.
Ossiosità, oziosità, astr. di ozio
so, lo stesso che ozio.
Ossios, ozioso , essere ozioso,
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OS
un ozioso, star ozioso, in
ozio.
Osta, osta (v.antiq. Fr. Barb.),
ostessa.
Ostacol, ostacolo, da o sta re;
fare, m ettere, trovare osta
colo , levare, levar v ia, vin
cere ogni ostacolo.
Ostagi, ostaggio; dar ostaggio,
per, o, in ostaggio.
O staria, osteria, fare, tener
osteria, Nell.; andare alTosteria, frequentar Posteria, p e r
dersi all’ osteria, passarsela
all’osteria «occuparsi di pippe,
di biliardi e d’osterie«Giust.-,
fermarsi alla prima osteria,
m. prov..
Ostèt ostare, far ostacolo, niente
•osta, niente impedisce.
Ostia, ostis, fig. non esser fa
rina da far ostie, essere poco
migliore, poco men tristo.
Ostila ostilment, ostile, avverso,
ostilmente, con ostilità.
Ostilità, astr. d’ostile. V. Ostil.
Ostinesse, ostinassion, ostinò,
ostinarsi, ostinazione, ostinato,
in una cosa, in fare, o di
una cosa.
Osto, osto (v. antiq., Fr. Barb.),
oste; far l’oste, Fort. ; far il
conto prima dell’oste, o senz
l’oste, m. prov.; domandare
all’oste se ha buon vino, 1d. ;
negar il desinare, o pranzo
all’oste coi labri unii (meglio,
colle labbra), id.; « e gli osti
che vi piglian per il collo •
Pan.
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PA
O slriga, ostrica ; attaccato a Pa, neg. (dal frane, pa*, e que
quel posto, o seggiolone, come sto forse da pas passo ; n’ y
un’ ostrica allo scoglio.
allez pas, estes. gradat. anche
Olava, f i Votava, far l’ottava, agli altri verbi); punto, mica,
(di qualche solennità); è pure non, niente.
t. mus.
Pacò, paciè, pacchiare (donde
Otavin, ottavino, flautino.
pacchia, paciq/, mangiare con
Otene, ottenere, il suo intento, avidità o ingordigia (e propr.
la grazia, una proroga o mora; con un certo suono della
ottenere giastizia, libertà, li bocca, donde tale v. fon.)
cenza, congedo, ec.; un posto, «pacchiando e bevendo»Bard.
un favore, tutto ciò che uno Pac, pocket, pacco, pacchetto
vuole, ottener niente, un ca • riceverete il pacco« Goz.?
volo e sim.
« un pacchetto di lettere »
Olnì. V. Otene.
Macch.; « in varii pacchetti »
Goz.
Oton, ottone.
Olonn fo chiuso), autunno, * Parìa, pacchia (da pacchiare.
Otus (e volg. anche tusoj, ot V. Pacò/ « e non può fargli
abbandonar la pacchia» Ner.;
tuso, fig. materiale, rozzo.
« atti a cercar la pacchia »
Oval%ovale.
Ovassion, ovazione, far un’ova Nom.
zione , delle ovazioni, acco Paciara, su la, o, ’» s'la ( in
gliere, applaudire con accla sulla), paciara, di sopram
mercato (da paria, pata, patta,
mazione, quasi in trionfo.
O vata, ovata (giustacuore da pattare, far patta, restar pari).
Paciarina, pacchiartela, melma,
donna).
Overtura, apertura; overtura, ¿nota « sguazzo nella pacchia
t. mus. « s* è raccozzato un r l a » Fag. ; fig. poltiglia, li
po* d’ orchestra, e s7 è fatta quido, imbratto qualunque.
una semplice overtura > Pan. Pacific, pacifico, quieto, amante
OwV, ovviare, prevenire diffi di pace; indizio di pace, Fort.
coltà, ostacoli, pericoli e sim. Pacifichò, pacificare, quietare,
rappattumare, riconciliare.
Pacioc, pacciuco e pacchiuco,
* fanghiglia^, belletta ; fig. per
discorso confuso, medicamen
V. Lett. P Noz. P b b lim .
Pà (in alcuni luoghi invece di to o pietanza comechessia, è
pare, o papty; me' pà, è pure idiot. nostrano, però espres
idiot. tose, invece di, mio pa- sivo, espressivissimo.
Paciochè, pacciucare , impacdre.
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