Rassegna del 02/11/2014 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 02/11/2014 SI PARLA DI NOI Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 12 «Scelta civile ed ecologica» È boom di cremazioni 1 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 12 Stop alle auto al cimitero C'è il bus navetta 2 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 19 Proteste per i sacchi del verde. Il Comune: occhio al peso 3 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 20 Mondo di Pippi. ultimo giorno tra balli, workshop e giochi 4 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 37 La dimensione giusta è sovraccomunale 5 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 20 Acqua potabile, Indecast si affida al gestore 6 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 20 Tempo d'Orchestra al via con la star portoghese Pires 7 Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 10 Verso il nuovo piano rifiuti C'è lo stop agli inceneritori Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 10 Avanti con i Iast minute market La Voce Di Mantova 02/11/14 P. 11 Sacchetti per rifiuti a prova di gas serra 10 02/11/14 P. 10 Manutenzioni e asfalti, domani via ai lavori 11 12 RIFIUTI Igorcipollina 8 9 SERVIZI Gazzetta Mantova POLITICA LOCALE Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 10 Fiera Catena, ok del Comune alla sanatoria per tre edifici Gazzetta Mantova 02/11/14 P. 9 La Rsu Asl attacca Borelli «A lui i premi, a noi nulla» 02/11/14 P. 21 Discarica rianimata La protesta, marcia sulla Loggia e A2A Roberto Bo 13 COMPETITORS Brescia Oggi 15 ACQUA: SCENARIO L'arena 02/11/14 P. 29 Pozzi privati a rischio Famiglie dal sindaco L'arena 02/11/14 P. 34 Condotta e stazione di pompaggio a Coi: l'acqua è garantita Emanuele Zanini 16 17 L'arena 02/11/14 P. 40 «L'acqua non è inquinata, e si può bere» Zeno Martini 18 Umberto Scotuzzi 19 RIFIUTI: SCENARIO Giornale Di Brescia 02/11/14 P. 16 Manerbio, arriva il porta a porta Giornale Di Brescia 02/11/14 P. 16 Cellatica Monnezza «straniera», si cerca una soluzione L'arena 02/11/14 P. 34 Cassonetti stracolmi davanti al cimitero Carlo Rigoni 21 Provincia Di Cremona 02/11/14 P. 34 Discarica, l'incubo continua Matteo Berselli 22 Vittorio Carlini 23 20 SEGNALAZIONI Sole 24 Ore 02/11/14 P. 1-18 Iren vuole crescere nel business regolato Le carte da giocare nel risiko delle u ' 'ty Indice Rassegna Stampa Pagina I «Scelta civile e d eco1o ca» È boom ' cr emaziom La Socrem compie 30 anni e supera i ila iscritti: tra i soci anche dei 1 enni La percentuale dei mantovani balza al 45%w mille all'inizio dei 2014 Un tempo la scelta aveva un sapore ideologico, era una bandiera dell'anticlericalismo. Cento e passa anni dopo, accettata ormai dalla Chiesa, è incoraggiata come un «gesto di civiltà». Così da Giuseppe Zanini, presidente della Società mantovana per la cremazione (Socrem), 88 anni indossati con disinvoltura. Con l'energia di chi è convinto della bontà delle proprie idee. Di più, della loro giustizia. Fosse per lui, i cimiteri non esisterebbero più. Perché aggiungere cemento e togliere spazio a chi resta? Perché condannarsi alla traiettoria del disfacimento? Meglio finire in cenere, dentro un'urna o dispersi nell'acqua del lago Superiore (oppure dalle rupi delle Dolomiti). Come chiede più della metà di chi sceglie di finire in cenere. E come Zanini la pensano in tanti. Ogni anno di più: i soci dell Socrem hanno superato quota 5mila, l'età media sfiora i 70 anni (ma ci sono anche dei diciottenni) e la scelta della cremazione pesa per un robusto 45% sul totale dei decessi. Percentuale elevata, che colloca Mantova sopra la media nazionale. Secondo i dati diffusi da Tea - che gestisce l'impianto di cremazione del cimitero di Borgo Angeli - nel 2013 sono state eseguite 4.417 cremazioni, di cui 967 relative a salme provenienti dalla provincia di Mantova e 3.450 da fuori provincia (Verona, Reggio Emilia, Cremona, Modena e Trento). Nel primo semestre del 2014 le cremazioni sono state 2.138, di cui 571 in provincia di Mantova e 1.567 da fuori provincia. Si parla di noi «Ci anima e motiva la volontà di non pesare sugli eredi, il desiderio di non inquinare l'ambiente, il rifiuto di disfarsi in una cassa» ripete Zanini, che ha alla spalle una vita intensa, un passato da partigiano e la memoria delle torture tedesche. Ecologista, dignitosa e pure egualitaria, la scelta della cremazione «perché il rito ponte tutti sullo stesso piano riducendo le differenze sociali e affranca le famiglie e la società da un debito lunghissimo e molto gravoso». Niente sontuose tombe di famiglia che fanno ombra a lapidi modeste. E poi, sì, il rovescio (o la testa) della medaglia è l'aspetto economico: «La cremazione conviene, soprattutto agli iscritti - ribadisce Zanini - Noi ci occupiamo di tutta la documentazione e applichiamo le convenzioni». In soldoni, ai soci la cremazione costa meno di 400 euro. Ai quali vanno poi sommate le spese per il funerale. Iscriversi alla Socrem (che il mese scorso ha tagliato il traguardo dei 30 anni di attività) L'ai uto de i gruppo pe Difficile rimettersi in piedi dopo la morte di un familiare odi un amico. Difficile trovare le parole r e i il proprio dolore in una società che ha rimossola morte come l'ultimo dei tabù, il più grande . Nascosta come polvere sotto i I tappeto della giovinezza eterna. A offrire un appiglio a chi resta è ancora l'associazione Maria Bianchi, che dà appuntamento una volta alla settimana, iI mercoledì alle 20.45 nella sede dell'ex circoscrizione il l utto Sud, in viale Europa 31 (Borgoch iesan uova, di f ronte all'ex supermercato Carrefour). Per contatti e ulteriori informazioni è possibile telefonare al 3389274746 ( Licia) e al 3397448862 (Giorgio), preferibilmente nel pomeriggio. Niente lezioni né terapie: la formula è quella del gruppo di auto - mutuo -aiuto. Non c'è un medico che cura, a lenire le ferite sono le parole degli altri, di chi condivide la stessa pena. costa 17 euro per il primo anno, 12 i successivi: per ulteriori informazioni è possibile telefonare allo 0376-220886, oppure chiedere al banchetto che oggi sarà allestito davanti al cimitero. La scelta è anche filosofica, «perché decidere per la cremazione significa affrancarsi da vecchi retaggi culturali». (ig.cip) Pagina 1 Stop a ll e a u t o a l ci m itero c'è il bu s navet ta Tea ricorda che anche nella giornata di oggi non è possibile accedere al cimitero di urgo Angeli con i propri autoveicoli. Per questo, come di consueto nelle giornate di maggiore afflusso, è stato organizzato un servizio di autobus navetta per garantire gli spostamenti interni al cimitero monumentale alle persone con difficoltà motorie. Per poter usufruire del servizio, i visitatori della struttura possono rivolgersi alla portineria. Si parla di noi Pagina 2 BORGO VI RG ILI O _noteste per *i sacchi del verde . Il Com 1 BORGO VIRGILIO Da un lato un disagio che ha riguardato i cinquecento utenti del servizio di raccolta differenziata del verde, mentre dall'altro l'identificazione, da parte della polizia locale, di un trasgressore che ha abbandonato ben dieci sacchi della spazzatura nel territorio comunale. A Borgo Virgilio torna a far discutere il tema dei rifiuti, questa volta su due fronti differenti. «Nelle scorse settimane - spiega il sindaco Alessandro Beduschi - i nostri cittadini si sono lamentati sia sul sito che in Comune per la manca- ta raccolta del verde» . A Virgilio, il servizio è attivo nei mesi degli sfalci il giovedì mattina su prenotazione, tramite una telefonata oppure online, e coinvolge in media dai quattrocento ai cinquecento cittadini, che ne fanno richiesta. Qualcosa però ultimamente è andato storto , e ci sono state decine di residenti che si sono visti il sacco lasciato davanti casa. «Lo facciamo su prenotazione proprio evitare che i mezzi girino dove non c'è bisogno - continua il sindaco - ma si è verificata un' escalation di proteste perché i sacchi non sono stati ritirati, alcuni con la definizione di non e: occhio al peso conformità, a causa del peso superiore alla soglia consentita». Una situazione che ha portato l'amministrazione a contattare Tea. «In più occasioni abbiamo rilevato che la non conformità del sacco non era reale. Tea fa questo servizio con cooperative accessorie e ha richiamato gli addetti, quindi ci scusiamo con i cittadini per il disagio. Gli operatori hanno sbagliato, non i residenti, ma invitiamo comunque a fare attenzione al peso, che non deve superare i quindici chili». Ora la situazione sembra essere stata ripristinata. «Se ci saranno altre eventuali difformità, i nostri uffici raccoglieranno le segnalazioni». Nel frattempo i vigili di Borgo Virgilio hanno scovato un turista dei rifiuti, già convocato in municipio, che potrebbe andare incontro a una multa salata, dopo aver abbandonato dieci sacchi della spazzatura. «Questa persona aveva lasciato dieci sacchi di indifferenziato, neri, in via Di Mezzo - dice Beduschi - la polizia, dopo aver setacciato i rifiuti, ha capito chi fosse e adesso ci saranno dei provvedimenti». Amministrazione e polizia avranno tolleranza zero. «Non vogliamo che le trasgressioni degli incivili, ricadano sulla comunità». (ele.car.) II verde nei contenitori Sa, 0. -1 H- Si parla di noi Pagina 3 Mondo i: ultimo giorno tra balli, workshop e giochi Ultimo giorno per "Il Mondo di Pippi" la fiera dedicata a bambini, ragazzi e famiglie, allestita nei padiglioni della Millenaria di Gonzaga. Si parte alle 11.30 con "Il Naufragio", a cura della compagnia "Fun Science", durante il quale i bambini si avvicinano al fantastico mondo della chimica e della fisica. Si balla, alle 15, con "Zumbatomic", che propone movimenti ed esercizi coreografati adatti ai bambini. Alle 17, protagonista il "Circo Distratto" de "I Ragazzi del Circostrass" con numeri di equilibrismo, giocoleria e comicità. Proseguono, i laboratori didattici che tanto successo hanno riscosso in questa edizione. Attivi- tà di psicomotricità e grafomotricità condotte da medici specializzati in psicomotricità e rieducazione, i laboratori di musica per tutte le fasce d'età, i workshop di inglese organizzati da Pingu's English - Wall Street Institute di Mantova, i laboratori di cucina con "Le Tamerici" e " Insegnanti Cucina Italiana", i lavoretti di Natale, disegni e pittura su legno e i laboratori sul metodo montessoriano. In fiera si potranno anche incontrare i Vigili del Fuoco e vestire i panni di piccoli pompieri, provare per la prima volta l'emozione di salire a cavallo, provare nuovi sport e giocare con moltissimi giocattoli non elettronici. (m. p.) ,µ,, ;t1 MNi Folla allo stand della Tea grazie agli Stings, i cestisti della Dinamica Si parla di noi Pagina 4 La dimensione gíusta vc Rispondo alle domande che mi ha posto un cittadino di Solferino. Per soddisfare il primo interrogativo devo dire che la "mutualitàtra Comuni" deriva, tra le altre cose, dal fatto che le reti e gli impianti idrici sono in gran parte sovraccomunali e questa dimensione è necessariae richiesta proprio per garantire una razionalitàdel servizio e un con tenimento dei costi. Mi preme evidenziare che è proprio sulla logica di mutualità che si fonda la normativa del Servizio idrico integrato (Sii) e tale mutualità a mio avviso dovrebbe essere estesa al l'intero territorio di Mantova e sicuramente a quei comuni, come Castiglione, che in questo senso avevano preso precisi impegni, poi disattesi. E' giusto e inevitabile che si debbano fare investimenti per i Comuni sprovvisti di servizi e ciò per almeno due motivi: qualsiasi opera ha un ciclo di vita utile, dopo di che deve essere aggiornata, adeguata, rinnovata; dunque anche i Comuni dove i servizi sono stati realizzati avranno bisogno di investimenti allo stesso modo di quelli nei quali non sono ancora stati realizzati: ladifferenzasta solo nei tempi. La seconda, gli investimenti vengono ammortizzati in periodi molto lunghi (diversi decenni) e il nuovo utente raggiunto dal servizio, oltre a ridurre l'incidenza dei costi fissi generali, contribuirà per un lungo periodo a pagare gli ammortamenti previsti dalla legge. Il riconoscimento dei comuni virtuosi è in ogni caso un atto concreto perché il gestore del Servizio Idrico rimborsa a questi comuni i mutui asuo tempo contratti per la realizzazione delle opere che gli sono state affidate. Venendo poi alla questione delle tariffe, mi sembra utile sottolineare che dal 2012 la definizione e approvazione delle tariffe è in carico all'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi), la quale applica a livello nazionale un modello unico di calcolo; allo stesso modo per comparazioni tra gestori, bacini di utenza e consumi bisogna rivolgersi al sito dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale (Aato), ente che ha il compito di raccogliere questi dati, la cui esposizione in questa sede sarebbe lunga e complessa. Ma per non sottrarmi al quesito aggiungo che non vi è dubbio che le tariffe siano influenzate dalla situazione impiantistica e da quella della distribuzione degli utenti sul territorio servito; vadasè che i costi pergli investimenti necessari ad assicurare i servizi ai circa 100 mila abitanti dell'Area Uno non sono raffrontabili a quelli che occorrono per assicurare gli stessi servizi a una popolazione omologa residente in una zona di Milano. Anche alla domanda sulla congruità tra il bacino di utenza di Sicam, i costi operativi e gli investimenti, rispondo in modo affermativo, ma questo non significa che non esista la possibilità di migliorare la situazione attraverso aggregazioni, anche a livello sovraprovinciale e sovraregionale e conseguire così i benefici derivanti da gestioni di bacini più ampi. Desidero infine rimarcare che i bilanci di Sisam e sue controllate sono tali da confermare gli auspici sulle "virtù" del gruppo espressi dal lettore. Giampaolo ogllosl Presidente di Sisam spa Si parla di noi Pagina 5 Acqua potabRe, Indecast SI* affida al gestore Castiglione. La municipalizzata sta aprendo un tavolo con Tea per studiare il passaggio / CASTIGLIONE Indecast, la municipalizzata di Castiglione, si appresta a rivedere l'affidamento del ciclo idrico, e cioè la gestione della depurazione e della fornitura dell'acqua potabile, e delle fogne, attività che, ad oggi, sono gestite direttamente da Indecast ma che, spiega il presidente di Indecast Ilario Gavioli, «la normativa vuole che siano affidate, nei prossimi mesi, a un gestore che non abbia altre attività oltre a quelle legate al ciclo idrico, questo per garantire la trasparenze delle tariffe che, come è noto, sono comunque gestite a livello sovracomunale». La normativa, inoltre, prevede, nel medio ter- di arrivare a un gestore unico che, si auspica, sia almeno provinciale. «In quest'ottica stiamo lavorando su due piani, e cioè Indecast e amministrazione per valutare la possibilità di creare una nuova società che gestisca il nostro ciclo idrico, un ente diverso da Indecast insomma, che si occuperà di questo ramo d'azienda. Allo stesso tempo, con Tea, a seguito di una lettera di intenti, stiamo iniziando a lavorare per valutare la possibilità di arrivare, nei prossimi anni, a un gestore unico. Questo è un passaggio delicato, che vede coinvolti molti enti, in primis Ato, l'azienda speciale preposta a questo fine, e come Indecast, su chiara indicazione dell'amministrazione, ci siamo attivati, con Tea, per creare un tavolo dove discutere e valutare questo passaggio che la legge nazionale ci impone». Arrivare a un gestore provinciale unico, dunque, è un processo che prevede risparmi, semplificazioni ma anche una tariffa unica provinciale, e da questo punto di vista, spiega Gavioli, «il lavoro è delicato, perché si tratta di trovare un equilibrio e un bilanciamento fra tariffe che, al momento, sono diverse. Tutti questi passaggi, dunque, ci vedranno impegnati nei prossimi mesi e, soprattutto, nei prossimi anni, ma siamo contenti di essere fra i soggetti che stanno lavorando per creare le condizioni ottimali per tale cambiamento che, ovviamente, prevede anche tutto un iter amministrativo che impegna la giunta e il consiglio comunale di Castiglione delle Stiviere, ma non solo». Per quanto riguarda, dunque, il passaggio intermedio, e cioè la creazione di un ente esterno a Indecast, al momento ci sono varie soluzioni al vaglio, tra cui la creazione di una nuova srl, con un amministratore unico. Il tutto è in fase di discussione e di studio da parte dell'amministrazione di Castiglione a seguito anche delle indicazioni di una delibera di giunta dello scorso 7 ottobre. (l. c.) i, Ilario Gavioli I lusinessesodulc Si parla di noi Pagina 6 Tempa d'Orchestra al via con la star portoghese Pires Marte di al Sociale una delle pianiste più virtuose nell'interpretare Mozart Concluderà la serata l' c diretta erto Benedetti Michelangeli n grande nome per aprire una nuova stagione: ,r sarà Maria Joáo Pires, celeberrima pianista portoghese, riconosciuta come una dei più accreditati interpreti mozartiani della scena internazionale, che approda perla prima volta a Mantova martedì (ore 20.45, Teatro Sociale , biglietti: da 15 a 30 euro) a inaugurare la XXII edizione di "Tempo d'Orchestra", stagione concertistica dell'Orchestra da Camera di Mantova. Nell'occasione la star del pianoforte condividerà il palcoscenico con una sua allieva, la 29enne armena Lilit Grygorian: insieme eseguiranno il Concerto per 2 pianoforti K 365 di Mozart, pagina che lascia grande spazio al dialogo continuo e raffinatissimo tra i solisti. La serata, tutta mozartiana, proporrà all'ascolto anche il Concerto per pianoforte K. 271 "Jeunhomme", "la prima composizione - parole di Charles Roseo - di ampio respiro che mostri da cima a fondo il pieno dominio dello stile maturo in Mozart ", che vedrà impegnata come solista Maria Joào Pires, e la Sinfonia in si bemolle maggiore K. 319, con cui l'Orchestra da Camera di Mantova, sotto la guida di Umberto Benedetti Michelangeli , chiuderà la serata. Fino " all'alzate il sipario" c'è tempo per abbonarsi , scegliendo tra numerose formule. L"'amico sostenitore " è una sorta di pass per tutte le iniziative che Tempo d' Orchestra 2014 / 15 propone , compresi (novità di quest' anno) i concerti della domenica mattina. L"'Orfeo" prevede 6 serate: una selezione di appuntamenti sinfonici (2) abbinata ai raffinati concerti cameristici al Bibiena. La formula "Euterpe" propone un mix di suggestioni, tra appuntamenti sinfonici, una serata cameristica al Bibiena e una a Poggio Rusco , in cui la musica in- Si parla di noi contra il teatro, mentre l'abbonamento "Apollo" garantisce il posto in sala in occasione dei concerti al Teatro Sociale di Mantova. A chi non si è mai abbonato in precedenza è riservata la formula "Prime Note", occasione per assaporare 4 eventi sinfonici. C'è, infine, il ciclo di concerti per famiglie "Madama DoRe", che prevede abbona- mento a sé ed è disponibile - sola eccezione - fino al 16 novembre. I giovani (under 30), da tradizione, hanno diritto a significative agevolazioni, così come chi lo scorso anno era abbonato Prime note (che ha diritto ad acquistare qualsiasi formula beneficiando di un 20% di sconto). "Tempo d'orchestra 2014/15" è realizzata col soste- gno di ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia, Comune di Mantova, Provincia di Mantova, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunità Mantovana, Fondazione Cariverona, Fondazione Bam, Confindustria Mantova, Banca Monte dei Paschi di Siena, Marcegaglia, Suono Vivo, InnovArte, Gruppo Tea. Co ni e i ntroduzione u i ncontro con Bietti Intanto , domani pomeriggio (con inizio alle 18 , nell'Auditorum del Conservatorio " Campiani" in via Conciliazione a Mantova , ingresso libero) Giovanni Bietti (nella foto ), uno dei comunicatori della musica più amati da pubblico, voce di Radio3 Rai, inaugura il nuovo ciclo di incontri d'avvicinamento all'ascolto "ParoleNote ", curato dall'Associazione Amici dell'Orchestra da camera di Mantova. "Mozart e la nascita del Concerto Classico " è i l titolo della conferenza attraverso la quale Bietti individueràe offriràspunti e suggerirà approcci al la serata di debutto della stagione concertistica 2014/15, programmata perii giorno successivo. Per dettagli e informazioni sugli abbonamenti e sulla stagione di Tempo d'Orchestra , i riferimenti sono la biglietteria dell ' Orchestra da Camera di Mantova (telefono 0376 360476) o l'indirizzo e mai l biglietteria®ocmantova. com e il sitoweb dell'Orchestra da camera di Mantova www.ocmantova.com. Pagina 7 Verso il nuovo piano rifiuti C'è lo stop agli inceneritori La giunta provinciale ha approvatole linee guida: differenziata al 72% E perla prima voltala gestione del ciclo viene agganciata alle bonifiche Avanti così, allungando sempre più la vita dei prodotti e assottigliando la quota dei rifiuti (indifferenziati e no). Non si butta via niente. Avanti così, senza costruire inceneritori ma cercando di chiudere il ciclo con il recupero energetico del combustibile da rifiuti «all'interno di impianti presenti in ambito regionale». Anello debole, perché la nostra catena sconfina in Emilia Romagna. L'obiettivo è fissato al 2020, così secondo gli "Atti d'indirizzo per la pianificazione del Piano provinciale gestione rifiuti" che, approvati dalla giunta Pastacci nelle scorse settimane, recepiscono il programma regionale. Aggiungendoci dell'altro. L'avviso di avvio del procedimento di redazione e adozione delpiano è del 16 ottobre, dipari passo con i procedimenti di Valutazione ambientale strategica (Vas) e di Valutazione di incidenza (Vic). Al di là degli acronimi di cui è costellata la burocrazia, balzano all'occhio due evidenze (gli atti di indirizzo sono scaricabili dal sito www.cartografia.regione.lombardia.it/sivas/). Per la prima volta, accanto al Piano provinciale dei rifiuti compare il Piano provinciale bonifiche, novità apprezzata dall'assessore all'ambiente Alberto Grandi. Novità suggerita e legittimata dai 106 siti attualmente sotto indagine, se non bastasse la presenza ingombrante del Sin. Da normativa nazionale, alla Provincia spettano l'individuazione del responsabile dell'inquinamento e la certificazione dell'avvenuta bonifica. Il punto è come gestire ciò che sta in mezzo ai due provvedimenti amministrativi. Che fare dei rifiuti prodotti durante la bonifica? Tre gli obiettivi messi in fila dal piano: privilegiare «il riutilizzo in situ dei materiali trattari» (secondo il modello già adottato per la conca di Valdaro); gestire la comunicazione al cittadino delle attività nel perimetro del Sin attraverso «un costante aggiornamento del sito della Provincia»; incoraggiare tavoli di confronto e aggiornamento per «la promozione di tecniche sostenibili di bonifica», vedi alla voce "fitoremediation" (per esempio), altro cavallo di bonifica di Grandi. Soddisfatto anche il presidente Alessandro Pastacci, che orienta l'attenzione sul carattere operativo e sulla flessibilità del Piano dei rifiuti, che dovrà essere calato nel territorio. Tra gli obiettivi e gli strumenti attuativi figura infatti l'adesione «al modello omogeneo provinciale di gestione integrata del ciclo dei rifiuti». Al centro resta il tema ambientale: Pastacci ricorda come Mantova sia la prima provincia lombarda per percentuale di raccolta differenziata (+72%). Obiettivo confermato dal nuovo piano, che fissa pure un traguardo comunale pari al 65% (vietato andare sotto). Tracciate le linee, entro la fine del mese partirà il confronto con gli enti, le associazioni di categoria, i sindacati e i portatori d'interessi tutti. Sia fuori sia dentro Palazzo di Bagno. Nei confini della provincia e nel perimetro della maggioranza politica. IgorClpolllna crso il nuo o I inin rifi, Cè l0 4op oglt inarnerilori Rifiuti Pagina 8 D Avanti con i last minute market In cima agli obiettivi peri rifiuti urbani , le linee d 'indirizzo del nuovo piano prossimo venturo prevedono la riduzione della produzione di rifiuti. in particolare si fa riferimento a progetti di last minute market e di centri del riuso, che agganciano il tema della raccolta a quello del welfare sociale . Vero, i rifiuti possono diventare una risorsa, ma se ci si riesce a fermare un passo Rifiuti prima, tanto di guadagnato. In alcuni supermercati é già realtà, la mossa successiva della Provincia sarà la ricerca di un accordo con la grande distribuzione perché l 'angolo dei prodotti in scadenza (a prezzi stracciati ) acquisti un carattere più strutturato. il termine ultimo per l'approvazione del nuovo piano provinciale dei rifiuti é il 20 giugno 2015. Pagina 9 Dalla mantovana Plastisac Sacchetti per rifiuti a prova di gas serra Mercoledì prossimo, in occasione della Fiera Ecomondo di Rimini, sarà siglato l'accordo di collaborazione tra il ministero dell'Ambiente e Plastisac srl, impresa con sede in via Brescia 11 a Mantova (zona Gambarara) per ridurre l'impronta ambientale dei sacchetti per la raccolta rifiuti. Attraverso l'accordo il Ministero dell'Ambiente vuole diffondere modelli più sostenibili nel settore dei sacchetti in plastica per la raccolta dei rifiuti, che siano in grado di garantire altissime prestazioni, riducendo il più possibile il proprio impatto ambientale, riconoscendo il ruolo e l'impegno dell'impresa mantovana nel processo di cambiamento. Sotto la collaborazione istituzionale, il monitoraggio e il coordinamento del Ministero dell'Ambiente, Plastisac si impegna a ridurre lapropria carbon footprint (le emissioni di gas ad effetto serra" tramite la definizione di una metodologia per calcolare l'impronta climatica dei sacchetti, l'individuazione e l'attuazione degli interventi di riduzione dell'impronta ambientale economicamente più efficienti, la definizione di un sistema di gestione delle emissioni, che ne riducano laquantitàe l'individuazione delle possibili azioni per la compensazione del proprio impatto (es. piantumazione alberi, produzione energia rinnovabile, ecc). L' accordo permetterà di promuovere la ri duzione delle emissioni e la diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo afferenti al settore dei sacchetti in plastica per la raccolta dei rifiuti, per favorire la sperimentazione e la messa a punto di metodologie replicabili nel settore. Plastisac srl, è un fiore all'occhiello di Mantova perchè da oltre 50 anni nel settore del confezionamento, è specializzata nella produzione di film plastici in polietilene per uso industriale, tecnico alimentare e imballaggio. E inoltre una delle aziende fondatrici di Eco-chip, la rete di imprese che propone soluzioni intelligenti nella gestione dei rifiuti in tutta Italia. Per ¡gesto vi 4 slot la ssuain sonli m uo Rifiuti Pagina 10 Manutenzioni e asfalti, dom via ai lavori La prima tranche interesserà quattro vie a Valdaro, Formigosa, Ponte Rosso e Frassino Partirà domani il piano asfalti del Comune atteso da due anni. Con 500 mila euro si interverrà su 23 tra strade e piazze della città e delle periferia ma, con lo sconto realizzato sull'appalto vinto dalla Mantovani costruzioni stradali di Marmirolo, i lavori potranno estendersi presto ad altre vie. Così come gli appalti per le scuole, nel caso venissero approvati gli equilibri di bilancio in consiglio comunale, potrebbero generare quelle economie da investire per la manutenzione dei marciapiedi o per altre asfaltature. 1 primi manti da rimettere in sesto sono quelli di via Di Capi, aValdaro, di strada Riviera Mincio a Formigosa, via Poggio Rea- le e strada San Geminiano alle spalle di Frassino. «I lavori spiega il dirigente del settore lavori pubblici, Carmine Mastromarino - verranno programmati di tre giorni in tre giorni, per tener d'occhio le condizioni meteo. Con il maltempo non potremmo effettuare le fresature. Contiamo di chiudere questa prima fase entro mercoledì». Le previsioni del tempo indicano pioggia per giovedì, cosa che potrebbe rallentare la successiva pianificazione degli interventi. Le altre zone interessate dai lavori nei prossimi giorni saranno via Pozzo, via Fancelli, via Tazzoli (una parte), via Susani, viale Oslavia, piazzale Michelangelo, viale Montello, viale Mon- tenero, viale Vesci, viale Vaschi, via Donati, via Semeghini, via Cadioli, via Frattini, vicolo Chiodare, via Solferino, piazzale Porta Cerese, via Pilla, e via juvara. Per rifare i avanti stradali in tutta la città occorrerebbero, secondo le stime della giunta, oltre un milione di euro. Con 500mila euro si riuscirà ad intervenire sulle situazioni più delicate, in attesa di reperire altri fondi. Intanto, si cercherà di inserirsi nelle pieghe di altre opere pubbliche. Per esempio, coni lavori avviati in viale Risorgimento per il piano di sicurezza stradale cofinanziato dalla Regione si è potuto asfaltare l'incrocio vicino alla piscina Dugoni. (Sa.Mor.) I lavori di riasfaltatura, qualche anno fa, davanti alla stazione ferroviaria \ rïleïvnoñfinli I.'" lo.f yel .nc:i.. riluri Servizi Pagina 11 SANZIONE D16MILA EURO e È stato sanato dalla società Bismantovail presunto abuso edilizio a Fiera Catena che il Comune, nel marzo scorso, aveva segnalato alla procura. Pagando una sanzione di circa 6mila euro la società ha ottenuto da Via Roma il permesso di costruire mantenendo le opere realizzate. «Possiamo tirare un sospiro di sollievo» afferma Rodolfo Baraldi, il direttore lavori. «Va detto spiega il tecnico - che la sanatoria è stata possibile perché è stato accertato che le opere erano ammissibili, pur se realizzate senza averne titolo. Tant'è che la sovrintendenza, autrice dell'esposto in Comune, non ha avuto poi nulla da ridire e il Co- mune ci ha rilasciato il permesso in sanatoria». Nel mirino erano finite le palazzine (ancora incomplete) del blocco 0, P e Q che si trovano nel comparto Cl Ma sanatona per tre del piano di Fiera Catena, tra le vie Gombrich, da Schivenoglia e Daino, con destinazione direzionale e commerciale. Il rapporto degli agenti della Polizia edilizia ® 1 aveva riscontrato la modifica di una scala esterna di collegamento tra i blocchi di palazzine, la modifica dei cortili situati tra i due blocchi, la mancata apertura di una finestra, la mancata costruzione di un parapetto in acciaio, la modifica delle facciate e coperture nelle tre palazzine. Il tutto «in difformità dal permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica». La società immobiliare fin da subito si era difesa sostenendo che le modifiche erano state aggiunte in corso d'opera con l'intento di presentare poi la variante complessiva. Precisando di non aver costruito un centimetro cubo in più del consentito. (Sa.Mor.) \ r i il eïvno ñfinl i I.'" lo.f yel .nc:i.. riluri Politica locale Pagina 12 La Rsu40 AsI attacca Boreffi «A Im ' i prenu,'a tuoi na» Dossier contro il manager: «Perché i sacrifici li facciamo solo noi dipendenti?» La contestazione: «In quattro anni nessun accordo aziendale significativo» di Roberto Bo Se non è uno scontro frontale, ci manca molto poco. Un duello: sindacato interno contro il vertice dell'Asl. Dialogo difficile tra la Rsu di Dosso del Corso e il direttore generale Mauro Borelli. In questi giorni la rappresentanza sindacale unitaria che raggruppa più di 500 dipendenti del comparto dell'Asl ha stilato un feroce documento che descrive, a suo modo di vedere, i quattro anni di gestione Borelli. Il corposo dossier prende il via con una considerazione generale, «tanto per rendere pubbliche non solo le verità che fanno comodo (sindrome dell'eccellenza), ma anche quelle scomode che hanno a che fare con la poca considerazione dei lavoratori e delle loro rappresentenze e con la scarsa democrazia nei luoghi di lavoro». Dopo la premessa, la Rsu va giù ancora più dura. Nel mirino finiscono subito i bonus che la Regione ha appena attribuito ai componenti della direzione strategica, dai 23mila ai 29mila euro, per gli obiettivi raggiunti nel 2013. «Importi - sottolinea la Rsu che equivalgono ciascuno a uno stipendio medio lordo annuale per personale dipendente del comparto. Ma come mai vengono elargiti questi generosi premi a dirigenti già ben pagati in un periodo in cui tutti stanno facendo sacrifici ed in nome del contenimento della spesa pubblica gli stipendi dei dipendenti pubblici (normali) sono fermi dal 2010 e chissà per quanto ancora?». Soldi, ma non solo. «Dall'insediamento di questa amministrazione - si legge ancora non è stato raggiunto e concretizzato nessun accordo aziendale significativo. Le numerose proposte formulate dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali vengono regolarmente lasciate cadere nel nulla, le rap - Politica locale presentanze sindacali del personale del comparto sono tollerate, ma sostanzialmente ignorate». Poi, via con l'elenco degli aspetti giudicati negativi, punto per punto. TERREMOTO «Nel 2012 - si legge nel documento -il terremoto di maggio ha reso inagibili alcune sedi dell'azienda, altre sedi sono state chiuse per riorganizzazioni aziendali; diversi dipendenti sono quindi stati trasferiti, subendo un disagio aggiuntivo, in tutti quei casi in cui la nuova sede era più distante di quella originaria. In questi casi è previsto che il maggior disagio, indipendente dalla volontà dell'operatore, sia compensato con una somma di denaro a titolo di "indennizzo temporaneo" delle maggiori spese di trasporto. In realtà non è stato possibile erogare alcuna somma a questo titolo poiché, nonostante l'azienda si fosse impegnata formalmente ad erogare i soldi, pare che sia intervenuto il parere negativo dei sindaci revisori a bloccare il tutto». INCENTIVI BLOCCATI Un anno e mezzo fa la Rsu ha chiesto di rivedere (in riduzione) il fondo per le Posizioni Organizzative. «Questo perché in un periodo di blocco degli stipendi sarebbe utile liberare an che piccole quote di risorse per poterle convogliare sull'incentivazione del personale, attraverso la realizzazione di progetti per il miglioramento dei servizi». La risposta, arrivata il 25 settembre, è stata negativa. FONDO DEL MANAGER Il fondo a disposizione del direttore generale, scrivono i sindacati, fino ad oggi è stato utilizzato perincentivare persone impegnate su obiettivi del direttore stesso, «di cui si viene a conoscenza solo a progetti finiti e soldi distribuiti. Anche su questo abbiamo richiesto di usare quelle risorse in modo più trasparente, affinché tutti possano concorrere a progetti incentivabili, secondo modalità e criteri chiari a priori e da condividere all'interno della contrattazione aziendale. Per tutta risposta ci è stato chiesto di ridurre le attuali somme percepite dal personale come incentivazione collettiva, per contribuire a finanziare questo nuovo fondo. Una vera e propria beffa». ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Sull'organizzazione del lavoro e dei servizi, la Rsu chiede da tempo notizie sui vari settori: Assistenza Domiciliare Integrata, Consultori, Area di Promozione della salute, modalità di utilizzo del personale, prospettive future dell'azienda nell'ambito dell'ennesima riorganizzazione regionale». NIENTE P ASSAGGI DI FASCIA La Rsu reclama anche che dal 2010 settantasei dipendenti non hanno potuto effettuare il passaggio alla fascia retributiva superiore. «Oggi tale operazione è impedita dalla legge, ma a suo tempo, quando si po- teva fare, l'azienda ha deliberatamente scelto di soprassedere, pur essendo stata ripetutamente sollecitata». FAMIGLIA-LAVORO Secondo quanto sostiene la Rsu, il progetto Conciliazione famiglia-lavoro sostenuto da un significativo finanziamento del ministero del lavoro (promesso) si è chiuso con una rendicontazione che il sindacato non ha ben capito. «L'azienda ha incassato meno soldi del previsto, in ogni caso gli unici che sono stati veramente beffati sono stati i lavoratori che hanno realizzato il progetto ai quali non è stato versato l'importo promesso. Su questo sarebbe opportuno fornire una spiegazione più convincente e cercare di "congelare" le risorse economiche, in modo da poterle erogare quando il blocco dei salari verrà superato». I. Reu dsI Al- N', di «,,]";i rre"ù.a"oi nu ,» Pagina 13 Sopra il direttore generale dell'AsI di Mantova Mauro Borelli; a sinistra la sede dell 'azienda sanitaria locale a Dosso del Corso Politica locale Pagina 14 CASTEGNATO. L'affonda di Legambiente La protesta marcia sullaLoggiaeA2A «Sappiamo chi vuole Bosco Stella I sindaci escano dall'ambiguità» Come era prevedibile si allarga il fronte dellamobilitazione per bloccare la nuova offensiva della discarica Bosco Stella. Dopo sindaci e comitati di Ospitaletto, Castegnato, Passirano e Paderno anche Legambiente entra a gamba tesa su Aprica che attraverso un maxi faldone di documenti sta provando aribaltare la «bocciatura» rimediata in sede di Valutazione di impatto ambientale. La società controllatadaA2Apunta ad ottenere il via libera facendo leva sulla diminuzione del 40% della capacità del sito di smaltimento inizialmente fissata in 4 milioni di metri cubi di rifiuti che non possono essere bruciati nel termovalorizzatore. «Indigna l'insistenza con cui Aprica porta avanti un progetto giudicato ambientalmente insostenibile da autorità sanitarie, esperti e urbanisti - osserva Silvio Parzanini presidente del Circolo Legambiente Franciacorta -: a Castegnato sono già stati sepolti più di lo milioni di metri cubi di rifiuti». Parzanini punta il dito anche contro gli amministratori dei quattro Comuni coinvolti nel progetto. «Non hanno fatto il Competitors ï(G% II faldone che rianima la discarica necessario pressing sui sindaci eli Brescia e Milano - osserva Parzanini che avrebbero potuto e dovuto spingere A2A a rinunciare all'operazione. Ma a questo punto se la discarica sarà aperta la responsabilità sarà eli Emilio Del Bono e Giuliano Pisapla». Legambiente detta così le prossime mosse. «Sappiamo chi vuole tumulare montagne di scorie nel nostro territorio e bisogna stanarli emettendoli di fronte alle loro responsabilità conclude Parzanini -. Organizzeremo presto una manifestazione davanti agli uffici di A2A e sotto la Loggia». 0 R.PR. Pagina 15 Z 1. Residenti preoccupati dopo il caso di inquinamento da solventi Pozzi privati a rischio Famiglie dal sindaco La delegazione chiede di collegarsi alla rete idrica In delegazione dal sindaco con la richiesta di essere collegati alla rete idrica e così bere acqua sicura. Una dozzina le famiglie di via Torricello III, strada tra i campi nelle vicinanze di Pozzo eli San Giovanni Lupatoto, che si sono rivolte a Diego Ruzza ricordando che sull'acqua dei loro pozzi pende il rischio inquinamento da solventi: tetracoloroetilene e tricoloretilene, Pce e Tee. Si tratta di composti classificati dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Aire) come probabili cancerogeni umani. Per la sua perifericità, viaTorricello III è rimasta priva di rete idrica, e di fognature. «Reclamiamo inutilmente l'acquedotto da una ventina d'anni», spiega Attilio Frapporti, memoria storica e coordinatore dellaprotesta delle famiglie residenti. «Ma da quando, nel 2013, un pozzo della nostra zona è risultato inquinato, la questione si è fatta urgente». Continua Frapporti: «Stranamente l'inquinamento sembra riguardare più i pozzi profondi, cioè quelli sui 100 metri. Il mio, superficiale, per esempio, nel 2013 risultò esente. Certo è che per bere e cucinare in sicurezza è indispensabile comprare l'acqua al supermercato». «Le analisi del 2013 accertarono valori soglia d'inquinamento da composti organoalogenati, appunto tetracoloroetilene e tricoloretilene, in un solo pozzo profondo», chiarisce il sindaco Ruzza. «Analisi più recenti hanno però accertato valori nella norma. Ora, anche per la tranquillità dei residen- Acqua: Scenario Attilio Frapporti coordinatore della protesta delle famiglie FOTO AMATO ti, abbiamo richiesto all'Ulss ulteriori analisi microbiologiche. Inoltre abbiamo sollecitato Acque veronesi, il Consorzio che gestisce il ciclo idrico di 76 enti locali della nostra provincia, a realizzare l'acquedotto e le fognature tanto attese dagli abitanti di via Torricello III. Purtroppo, però, l'intervento non è previsto dal piano triennale delle opere pubbliche del consorzio». «I suoi dirigenti», prosegue, «sperano di poter aggirare l'ostacolo facendo slittare qualche lavoro non urgente, per inserirvi il nostro, non particolarmente impegnativo sotto il profilo economico. Si tratta di una procedura non rara negli enti pubblici quando si presentano situazioni da risolvere con una certa improrogabilità». Ci sono ipotesi su quale possa essere la fonte e l'estensione dell'inquinamento? «No, purtroppo», conclude Ruzza. Secondo dati di Agenzie regionali per la prevenzione e la protezione dell'ambiente, i composti organoalogenati, attribuiti all'attività umana, sono di densità maggiore rispetto a quella dell'acqua, hanno bassa viscosità, scarsa o nulla miscibilità e degradabilità, sono estremamente volatili. Se rilasciati nell'ambiente non costituiscono un pericolo per i così d'acqua superficiali, disperdendosi rapidamente per evaporazione. Ma contaminano l'aria, il sottosuolo e soprattutto le falde idriche. In profondità, in terreni non permeabili di acquiferi, tendono ad accumularsi e a rimanere. • P.T. Pagina 16 SRI DEL BENACO. lavori alla rete idrica Condotta e stazione dí pompaggio a Coi: l'acqua e garant ta i i Tornei: «Così non ci saranno più proble mi anche durante l'estate» .Emanuele . . . . . . . . . . . . .Zanini ......................... Partirà entro metà novembre il secondo lotto di lavori per il miglioramento e il potenziamento dell'acquedotto di Torri del Benaco. L'Azienda gardesana servizi (Ags) ha già aggiudicato ilavori e, passati i 35 giorni previsti dalla legge, gli interventi potranno cominciare. A differenza del primo stralcio, che prevedeva la sostituzione e l'ammodernamento delle reti di distribuzione in paese, questa seconda parte di opere prevede la sostituzione della condotta di adduzione al serbatoio Valmagra e la realizzazione di una nuova stazione di pompaggio in località Coi. Complessivamente l'intero progetto prevede un milione di euro di investimenti, ma in questo caso, la realizzazione dei lavori interesseràla viabilità secondaria, quindi, dovrebbe produrre disagi limitati al traffico e ai residenti. Il tempo programmato per la realizzazione di questo secondo lotto di lavori è di 120 giorni. «Nel suo complesso», spiega Alberto Tomei, presidente di Azienda gardesana servizi, «questi interventi hanno l'obiettivo di garantire una migliore continuità di servizio Acqua: Scenario Alberto Tornei, presidente Ags nell'erogazione dell'acqua anche nei momenti di picchi di richiesta, in modo particolare d'estate. È stato possibile realizzarli grazie al finanziamento della Regione che ha sopportato finanziariamente l'operazione». «Siamo molto contenti che prosegua la realizzazione eli queste opere», sottolinea l'assessore comunale ai Lavori pubblici Ugo Giramonti. «Torri attendeva da anni un miglioramento del proprio acquedotto. Ora grazie ad Ags e Regione potremo offrire a cittadini e turisti un servizio ancora migliore». Il miglioramento della rete idrica è dunque un passaggio fondamentale per un paese il cui territorio si sviluppa fra il lago e il Baldo e che, nella stagione turistica, vede decuplicarsi la popolazione. e © RIPRODUZIONE R15ERVA1 A Pagina 17 RONCO. Il sindaco tranquillizza i cittadini dopo la scoperta di rifiuti pericolosi nei terreni di proprietà di una fornace «E wqua non e *m"ì*iìata e r5,_ puo bei u» II sindaco ha emesso un'ordinanza a carico dell'industria di laterizi perfar bonificare l'area .................................................................... Zeno Martini «Non ci sono problemi di inquinamento riguardanti la rete idrica, quindi l'acqua dell'acquedotto è sicura e si può bere tranquillamente». Con queste parole il sindaco Moreno Boninsegna tranquillizza i suoi concittadini, che in questi giorni, allarmati dalle informazioni apparse sulla stampa, stanno subissando di richieste dipendenti ed amministratori comunali riguardo un possibile inquinamento delle falde acquifere e non solo. Tutto ciò alla luce del recente sequestro giudiziario di un'area di Acqua: Scenario 300mila metri quadrati, di proprietà dell'industria di laterizi «Stabila», dove sarebbero state sepolte diverse tonnellate di rifiuti tossici. posso rassicurare i residenti sulla perfetta salubrità e potabilità dell'acqua che arriva nelle case attraverso l'acquedotto». «Su mandato della Procura di Verona», spiega il sindaco, «sono stati fatti dei sondaggi in alcune zone del paese ad una profondità di circatre metri e sono state rinvenute tracce di inquinanti nelle acque a quella profondità. Tuttavia, non abbiamo ancora riscontri delle analisi condotte dall'Arpav, l'Agenzia regionale per la prevenzione elatutela dell'ambiente, circa l'esistenza o meno di un inquinamento più in profondità, che abbia raggiunto le falde acquifere». «R bene comunque tenere controllati i pozzi privati dai quali si attinge acqua», precisa il sindaco, «facendo dei prelievi e portandoli ad analizzare all'lTlss. Ma «Siamo pronti a prendere tutti i provvedimenti che saranno necessari», aggiunge Boninsegna, «non appena l'Arpavo la Procura ci comunicheranno gli esiti delle analisi condotte nel sottosuolo. Ma, al momento, di questo non abbiamo riscontri, né sappiamo che tipo di inquinamento si sia verificato e nemmeno in quale parte del territorio siano state scoperte sostanze inquinanti». L'amministrazione comunale ha messo a disposizione gli agenti di polizia locale e un escavatore a supporto degli uomini della Questura, che stanno conducendo le indagini relative all'inquinamento all'interno dell'area ap- partenente alla fornace. Ma la situazione è ancora al vaglio degli inquirenti e ancora non si hanno riscontri certi. «Tuttavia», fa sapere il primo cittadino, «ho emesso intanto un'ordinanza, intimando alla Stabila di predisporre un piano di bonifica del territorio contaminato e di smaltimento degli inquinanti stessi». «Posso tranquillizzare i miei concittadini», conclude il sindaco, « sulla nostra massima disponibilità e la nostra piena collaborazione nei confronti delle forze di polizia e dei magistrati che stanno indagando su questa vicenda, di cui eravamo completamente all'oscuro, affinchè si faccia chiarezza sullasituazione. «Circal'omertà di cui sono stati tacciati i ronchesani riguardo l'inquinamento in questione, interviene a difesa dei compaesani il vice sindaco Davide Vesentini. «Smentisco assolutamente», dichiara l'amministratore, «che i miei concittadini abbiano voluto tenere nascosto lavicenda. Anzi, ritengo che l'indagine sia partita proprio dalla denuncia di qualcuno che sapeva della presenza dei rifiuti». e Pagina 18 w. Approvato a maggioranza dal Consiglio comunale, il servizio debutterà i12 gennaio e sara affidato a Garda Uno con l'ausilio di Coges e della coop Solidarietà Manerbíese MANE RB I O Dopo gli annunci, le firme contrarie del «fronte del no», i passi formali con cui si annunciava l'entrata in vigore, il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta sta per diventare realtà. Dal 2 gennaio del prossimo anno i manerbiesi passeranno quindi alla nuova modalità di raccolta degli scarti domestici e giocoforza dovranno cambiare le loro abitudini in materia di raccolta differenziata e non. Il Consiglio comunale ha infatti approvato il nuovo contratto per l'espletamento del servizio di igiene urbana con il sistema di raccolta differenziata, affidandolo alla società Garda Uno, di cui nei mesi scorsi aveva acquisito quote societarie e a cui aveva conferito il servizio raccolta rifiuti tradizionale. Il contratto ha avuto il via libera dai soli consiglieri di maggioranza, che da oltre un anno stanno lavorando al progetto. Contrari le minoranze Lega Nord e Manerbio Insieme, che già in precedenza avevano manifestato la loro contrarietà, in una occasione persino uscendo dall'aula. Vediamo allora in concreto in che modo si espleterà il servizio, che, nelle intenzioni degli amministratori, «porterà il nostro Comune ha raggiungere l'obiettivo (in buona parte imposto dalle normative europee) del 65% di raccolta differenziata previsto dalla legge e recherà benefici ai cittadini», ha affermato il vice sindaco Nerina Carlotti, assessore anche all'Ecologia. Innanzi tutto il territorio comunale sarà diviso in due zone: il centro e la periferia. I cittadini provvederanno alla operazione di cinque differenti frazioni di rifiuto: carta, vetro e lattine, imballaggi in plastica, umido e rifiuto secco indifferenziato. Rifiuti: Scenario Tali prodotti saranno conferiti dai cittadini negli appositi contenitori che Garda Uno distribuirà gratuitamente e saranno raccolti due volte alla settimana (nei mesi estivi l'umido, ovvero lo scarto da cucina, sarà raccolto tre volte settimanali). Secondo le schema che ogni utente riceverà, entro le ore 20 il cittadino dovrà posizionare sulla strada il contenitore con il relativo rifiuto, che sarà poi raccolto dagli addetti nelle ore notturne. Saranno invece mantenuti i green service, ovvero i cassoni adibiti alla raccolta di verde e sfalci da ramaglie. Novità è la presenza di quattro cassoni per utenze di grandi quantità di tessili sanitari (pannolini per l'infanzia e adulti incontinenti), utilizzabili dagli utenti che ne faranno richiesta con apposite chiavi di accesso. Garda Uno si avvarrà per la raccolta dei rifiuti dell'ausilio di Coges (fino aieri società affidataria del servizio) e della cooperativa Solidarietà Manerbiese. I cittadini saranno informati attraverso incontri ad hoc che si terranno tra fine novembre e le prime settimane di dicembre nell'aula magna del Polivalente; in questa occasione saranno illustrate le modalità del nuovo servizio. Una ulteriore possibilità di conferire il rifiuto sarà data al cittadino dal nuovo centro raccolta rifiuti che sarà realizzato in futuro. Anche in questo caso una novità: non sorgerà più nell'area Paolo VI, come in un primo tempo annunciato, ma in un'altra zona che sarà prossimamente individuata. Um berto Scotzzi Pagina 19 0 onnezza «straniera »,, si cerca Il sindaco Cingia: «Non possiamo essere la discarica per gli incivili». Discussione aperta con i cittadini CEL TICA Non si arresta l'invasione di rifiuti «stranieri»; il paese pensa al contrattacco con un cambio del metodo di conferimento. E sono iniziate le assemblee, i confronti con la cittadinanza che potrebbero persino portare, in caso di mancanza di convergenza, a un referendum. I fenomeni di conferimento illegittimo continuano a imperversare in paese. Sotto assedio, in particolare, le postazioni di confine. Ed il futuro non si annuncia roseo; osserva Cingia: «I conferimenti da parte di soggetti non autorizzati, che abbandonano i rifiuti attorno ai cassonetti delle isole stradali, sono destinati ad aumentare perché altri Comuni modificheranno i sistemi di conferimento; noi non possiamo diventare la discarica per tutti i cittadini privi di rispetto ecologico, ambientale e civico». Da gennaio a settembre la percentuale di differenziata, a Cellatica, si è mantenuta al 57% con una punta a settembre del 63%. La produzione complessiva di indifferenziata non ha subìto riduzioni. Tutto ciò dovuto, spiegano in Comune, in gran parte ancora ai conferimenti illeciti che proseguono incessantemente, nonostante i pattugliamenti delle forze dell'ordine, l'installazione di telecamere, i tentativi di dissuasione attraverso tabelloni luminosi e un'informazione capillare. «Cellatica, con il sistema a cassonetto Rifiuti: Scenario aperto - prosegue il primo cittadino conferisce annualmente per abitante la stessa quantità di rifiuti differenziati dei Comuni limitrofi che effettuano la raccolta porta a porta, ma gli altri hanno conferimenti di rifiuti indifferenziati più bassi perché li scaricano evidentemente da altre parti. Nel Comune di Gussago i cittadini producevano, fino a luglio 2013 (quando era ancora in vigore il sistema di raccolta a cassonetto, ndr), 0,75 chili di rifiuto indifferenziato al giorno per residente, Cellaticane produce circa 0,67. Immediatamente dopo il passaggio alla raccolta con il sistema "porta a porta" Gussago ha conseguito il risultato di 0,165 kg al giorno per abitante con un incremento di rifiuti differenziati di soli 0,092 kg. In un lasso di tempo di poche settimane non possono essere cambiate così drasticamente le modalità di produzione di rifiuti. È altrettan to evidente che i cittadini di Gussago non si sono messi a mangiare i rifiuti, ergo il mezzo chilo che manca è andato a finire da un'altra parte». Ora il Comune è alla ricerca di una soluzione: «Prenderemo una decisione dopo aver sentito gli abitanti di Cellatica - conclude il sindaco -, raccoglieremo le opinioni e i loro pareri. Ma il sistema va cambiato. Se non troveremo un accordo o una linea condivisa, faremo un referendum». Federico Bernardellì Crz Pagina 20 VILF . Nel giorno di Ognissanti i cittadini lamentano il mancato ritiro dei rifiuti, costituiti soprattutto da fiori Cassonetti stracolmi davanti a1 cimitero Polato: «E una vergogna che l'amministrazione non abbia provveduto» Buona invece la viabilità menti negativi di quanti hanno notato questa incresciosa situazione, biasimevole per tanti aspetti senza che nessuno si sia preoccupato di sanarla e di rimettere in ordine. ............................................................................. Carlo Rigonfi .............................................................................. Tra commenti di cittadini e capannelli di persone che commentavano la situazione, ecco per tutti una voce. «Vedere come è ridotto l'ingresso del camposanto è una vergogna», Brutta sorpresa ieri mattina per i tanti cittadini che nel giorno di tutti i santi hanno fatto visita alle tombe dei loro cari nel cimitero del capoluogo. La viabilità per consentire il corretto afflusso al luogo delle sepolture era stata opportunamente predisposta a partire da viale Messedaglia, consentendo lo scorrimento veloce dei veicoli in una sola direzione di marcia (entrata da via Sant' Eurosia e uscita da via Molini) e senza intralci causati dall'intenso traffico veicolare soprattutto nelle ore di punta. Proprio all'ingresso principale, sotto alla scritta «Il culto delle tombe rivela la civiltà dei popoli», i visitatori si sono però visti accogliere da tre cassonetti grandi, due piccoli e alcuni sacchetti neri colmi di rifiuti, per lo più fiori, che fuoriuscivano creando una scena a dir poco disgustosa. Ovvi i coni- Rifiuti: Scenario esclama Gian Paolo Polato, già assessore comunale per tre anni e per altri sei consigliere, «stiamo sopportando la presenza di immondizie fino a mezzogiorno in centro, per giunta in momenti cosi difficili che hanno visto la chiusura di 34 attività commerciali. E ora l'amministrazione dimostra di non aver rispetto nemmeno peri morti». • Cassonetti stracolmi proprio all'ingresso del cimitero FOTO PECORA Pagina 21 Udi= al Con'g'o ' Stato il 13 61a 11 o. L' è 9a rnes m ca, l'incubo continua Sul tavolo c'e 1 ione re6anale aCavenatd di Matteo Berselli CAPPELLA CANTONE - Torna l'incubo amianto, un capitolo che sembrava ormai definitivamente archiviato, ora si riapre. Da un tribunale all'altro, da Milano a Roma. Fra poco più di due mesi, davanti al Consiglio di Stato, il processo vede opposte Lameri Cereals e Cavenord: oggetto del contenzioso, la validità dell'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione nel settembre 2011. Per intenderci, il `pezzo di carta' che autorizza la discarica di amianto di Cappella Cantone, e che nessun giudice, nonostante gli scandali, le tangenti, le confessioni e le condanne che hanno contrassegnato gli ultimi tre anni, ha mai annullato. Un documento che da solo vale qualche milione di euro e che, proprio per questo, la ditta bergamasca intende difendere con le unghie e con i denti. L'udienza è in calendario il 13 gennaio 2015. Al tribunale romano gli avvocati delle rispettive aziende si erano già confrontati sei mesi fa, quando Elia Di Matteo, il legale che assiste la società sambassanese, si era visto respingere la richiesta di sospensiva. Una bocciatura peraltro mitigata dalle motivazioni inserite nel dispositivo della sentenza, che di fatto vietava, e tuttora vieta, a Cavenord di disporre del sito fino alla conclusione dell'inchiesta penale avviata dalla Procura di Milano. In settimana sono arrivate le prime condanne ma il processo durerà ancora mesi, se non anni. Eppure, per attendere il Ti nunciamento del Consiglio dStato, non bisognerà at- Rifiuti: Scenario tendere così a lungo. Cavenord ha infatti chiesto e ottenuto di fissare subito l'udienza di discussione nel merito: «La loro strategia è chiara - spiega Di Matteo -: se l'Aia viene riconosciuta valida hanno acquirenti pronti a ri- levare la proprietà dei terreni e realizzare la discarica: cedendo l'autorizzazione, riuscirebbero a pagare i debiti e a evitare il fallimento. Noi invece chiederemo un rinvio per lasciare che si completi l'inchiesta penale». Pagina 22 Iren vuole crescere nel ousiness regolato Le carte da giocare nel ris' o delle u ' 'ty di Vittorio Carlini 41102 7 7 0 19 1 7 8 6 4 18 Segnalazioni ren è concentrata su diverse strategie. Tra queste: incrementare laquotadibusiness da attivitàregolate, anche per resistere meglio alla recessione (e al calo di domanda di energia) che morde il Paese. E poi, facendo leva sulle norme della legge di Stabilità crescere per linee esterne. Su quest'ultimo fronte l'intenzione è di essere un polo aggregatore di utility medio-piccole in Liguria,Piemonte ed Emilia.Inparticolare siguarda, al dilàdipossibili eccezioni, al business del ciclo integrato deirifiuti e alteleriscaldamento.La strategia di espansione, peraltro, può essere indirettamente agevolata dal minore stress che arriva dall'indebitamento. ella fine di giugno il debito netto si è assestato a quota 2,24 miliardi.Unvalore piuttosto distante dai2,65miliardi di fine 2011, seppure in rialzo rispetto ai 2,19 miliardi del 31,/12/2013. Proprio quest'ultima dinamicahaindotto atemere un minore pressing del gruppo sul tema. Iren rigetta il timore. In generale, il valore è considerato gestibile. Ciò detto il rialzo è conseguenza di scelte, perlren compatibili conla situazione debito- ria, finalizzate alla crescita. Comunque, per fine 2014 l'obiettivo del rapporto tra debito netto e ebitdaè compreso tra 3,5 e3,6.Detto del debito, una volontà dell'utility del Nord Ovest è quella di aumentare, nel medio periodo, l'incidenza della redditività da asset regolati. Più sul breve il gruppo conferma l'ebitda a fine dell'attuale esercizio intorno a 63o milioni. www.iisoie24ore.com /finanza La «Lettera» online per gli abbonati MM Pagina 23 Iren, contro la recessione la scommessa è crescere nelle attività rego late Confermata la stima sull'e it a a circa 630 milioni per fine anno La crisi pesa sulla produzione d'energia - Bene i poli di rifiuti e acqua di Vittorio Carlini `ren, attualmente, è concentrata su diverse strategie. Tra queste: incrementare la quota dibusiness da attività regolate, anche per resistente meglio alla recessione (e al calo di domanda di energia) che morde il Paese; inoltre, proseguire nella riduzione del debito; poi, facendo leva sulle norme della Legge di Stabilità, crescere per linee esterne. Proprio rispetto a quest'ultimo obiettivo, l'utility del Nord Ovest vuole giocare le sue carte nel futuro risiko. Non tanto (o non solo) nella partita della troppe volte ipotizzata, ma mai avviata, fusione conA2A. Bensì, quale polo aggregatore di piccole multi-utility locali. E li che, soprattutto grazie all'art.43 della Legge di Stabilità sulla razionalizzazione delle società partecipate locali e le agevolazioni per le l'aggregazione dei loro servizi pubblici, ci sono iveri spazi di manovra. Già, gli spazi di manovra. Quali però le zone d'Italia in cui Iren vuole concretizzarl? In primis,rileva il criterio della contiguità territoriale. Ragionevolmente gli obiettivi, al di là di possibili eccezioni, sono aziende situate in Piemonte, Liguria o Emilia. Manonè solol'elemento geografico. È importante lo stesso settore d'attività. Su questo fronte l'utility guarda, tra le altre cose, con interesse a due business: il ciclo integrato dei rifiuti e il mondo del teleriscaldamento. Individuata la duplice caratteristica, non è tuttavia detto che ogni società che la possieda sia inquadrata dal radar di Iren. Sono, infatti, previsti ulteriori parametri. Il primo è dare priorità alle imprese in cui l'utility ha già una partecipazione. Inoltre deve, in linea generale, sussistere unabuona situazione debitoria e di redditività: il rapporto tra debito netto e ebitda delpossibile target, infatti, non deve essere peggiorativo per Iren. Infine, è necessario che l'operazione permetta di concretizzare una valida filiera industriale. Afronte di queste indicazioni quali, allora, i dossier che possono interessare? Il gruppo non dà indicazioni. Tra gli esperti era circolato il nome della Amag di Alessandria ma Iren sottolinea che l'azienda non rientra nell'identikit individuato dai criteri sopra indicati. Segnalazioni Fin qui il tema delle aggregazioni. Riguardo ad esso, seppure indirettamente, è innegabile che rilevi anche la dinamica dell'indebitamento. Minore è il suo peso e maggiore è lo spazio di azioneper eventuali operazioni straordinarie. A ben vedere, il debito netto è un tema che, nel passato, aveva spesso destato preoccupazione con riferimento ad Iren: era troppo alto. Dai 2,26 miliardi di fine 2010 (anno in cui Iren è nata dall'aggregazione di Enia e Iride) si era arrivati ai 2,653 miliardi del31 dicembre 2011, con un rapporto sull'Ebitda oltre 4volte. Il rosso della posizione finanziarianetta, in calo dal 2012, ha poi subito una bella sforbiciata a fine 2013, grazie all'applicazione del principio contabile Ifrs n. L'indebitamento così, pur rimanendo elevato, è sceso a 2,192 miliardi. Detto ciò, a fine giugno scorso la posizione finanziaria netta era in rosso per 2,242 miliardi. Cioè, di nuovo è un po' salita Al che può sorgere il dubbio che il pressing aziendale su questo fronte sia diminuito. Lamultiutility rigetta l'obiezione. L'incremento, è l'indicazione, deriva da scelte aziendali, compatibili con l'attuale livello debitorio, finalizzate alla crescita: dall'acquisizione di un'ulteriore quota del 24% nel termovalorizzatore di Torino fino all'acquisto della partecipazione (49%) di Eolia nell'impianto di Piacenza. Senza dimenticare, poi, l'impegno finalizzato al delisting di Società acque potabili. Peraltro, aggiunge Iren, l'attuale valore dell'indebitamento non èpiù fonte di preoccupazione e può essere gestito normalmente. Uno scenario conseguenza, anche, della diversificazione della struttura dello stesso debito: ad oggi la componente costituita da obbligazioni emesse dal gruppo è salita a circa il 24%. Nel 2014 infatti, oltre ai private placement, sono stati collocati (ad investitori istituzionali) 300 milioni in obbligazioni. L'obiettivo? Allungare la durata media del debito di gruppo eridurne (perl'appunto) il costo medio che ora è di circa il3,9a%o. Ciò detto, il ricorso al mercato del debito, a fronte di circaulteriori 200 milioni da rifinanziare nel 2014, proseguirà quest'anno?L'ipotesi è di difficile concretizzazione. Anche perchè la liquidità prestata dalla Bce nel Tltro induce diverse banche a offrire denaro atassi interessanti. In un simile contesto Iren punta, poi, a migliorare il rapporto tra indebitamento netto e ebitda. Il target? Arrivare, a fine 2014, ad un ratio compreso tra 3,5 e 3,6 volte. L'obiettivo potrà essere raggiunto attraverso ulteriori dismissioni? A ben vedere, l'utility del Nord Ovest non pare avere quale priorità la vendita «sic et simpliciter» di asset. Possibile, invece, lo sviluppo di eventuali partnership con cessione di quote di minoranza. Proprio su questo fronte, secondo fonti finanziarie, Iren sta discutendo con il fondo F21 (al di là delle operazioni realizzate sul tennovalorizzatore di Torino) l'eventuale ingresso di quest'ultimo nel business dell'ambiente. Unpartnerfinanziario (perl'appunto diminoranza) che da un lato, acquisendo asset, fornisce cash (utile anche per abbattere il debito); e, dall'altro, permette lo sviluppo industriale nel settore. Allo stato attuale c'è nulla di concreto ma Iren non smentisce il dialogo. Fin qui alcune indicazioni sulle strategie del gruppo: quale, però, l'andamento del suo business? L'ultimo riferimento ufficiale, dal punto di vista contabile, rimane (in attesa dei numeri sul terzo trimestre) il primo semestre Pagina 24 del2o14.A livello di gruppo i ricavi sono calati (-14,% rispetto allo stesso periodo del 2013). L'ebitda, dal canto suo, ha contenuto la discesa (-2,4%) grazie al pressing sui costi operativi (-18,4%). In discesa, infine, lo stesso utile netto (-26,6%) su cui, tra le altre cose, c'è stato l'impatto delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. Aldilà dei numeri complessivi, ciò che salta all'occhio è la diversa dinamica tra i vari settori di business. soprattutto rispetto alla redditività. 11 servizio idrico integrato havisto il suo Mol assestarsi a quota 83,6 milioni con un rialzo del 39,1%. La crescita è stata replicata nel business dell'ambiente. L'ebitda legato al ciclo integrato dei rifiuti è aumentato del 62,2%. Diverso, invece, l'andamento nelle altre attività. Ad esempio, i margini del settore mercato o della generazione e teleriscaldamento sono scesi. In particolare, ilmol di quest'ultimo (generazione e calore) è calato più celermente ( 24 ,, 6oz orispetto olia contro pione (- 144 i) dei suo ricavi. Certo, la crisi incide sulla produzione di energia. E però l'andamento induce preoccupazione nel risparmiatore il quale ipotizza qualche problematica non contingente. Iren rigetta i timori.Inprimis, viene sottolineato che la redditività è stata comunque superiore albudgetprevisto.Inoltre, il primo semestre del2o13 era stato caratterizzato da straordinari eventi positivi. Tra gli altri: le abbondanti piogge, che hanno permesso di sfruttare l'idroelettrico (agevolato nel dispacciamento); oppure, il calo dei prezzi spot del gas che non si è riflesso immediatamente sul listino alla clientela finale. Al contrario, nella prima metà del 2014, c'è stato da unlato l'impatto negativo della nuova tariffa definita dallAeeg sulla commodity azzurra; e, dall'altro, il caldo straordinario che, in un contesto di recessione, ha contribuito a ridurre la domanda di energia. In un simile scenario, è la considerazione di Iren, confrontare i due periodi ha poco significato. In generale, comunque, il gruppo indica che i margini e i volumi nel secondo semestre dovrebbero migliorare. Ciò detto l'utility, anche per rendersi maggiormente resistente alla crisi, indicalavolontà di crescere nel business regolato. Alla fine del 2013, l'incidenza dell'attività non regolata (generazione e mercato) sull'ebitdacomplessivo era di circa il 46%. L'obiettivo, ferma restando l'importanza assoluta di tutti i settori, è nel medio periodo di fare scendere la percentuale verso i140%Il targetdovrebbeconseguirsisiaconlacrescita esterna che con quell a interna. Cioè, con l'aggregazione di utility che possiedono reti. Oppure attraverso i prossimi round di aste, ad esempio, nel mondo del gas. Qui, oltre alla conferma nelle concessioni già detenute, Iren punta all'espansione nei più ampi ambititerritoriali (Atem) dove è incumbent. Questa è l'indicazione di medio periodo: quali però le prospettive a fine 2014? Iren stima che l'ebitda dovrebbe assestarsi intorno a 630 milioni (erano stati 646 a fine 2013). I numeri del gruppo Iren BILANCI SEMESTRALI ACONFRONTO Ebitda Ricavi 1.521,489 1.788,083 370 ,536 379,584 Utile 86,703 118,066 ............................................. ANDAMENTO DELL'EBITDA I sem. Generaz. Infrae calore Mercato strutture 2013 380 (39) (20) (6) Ambiente I sem. 2014 11 371 ú in dati in milioni ............................................ ANDAMENTO DEBITO NETTO dati in milioni Fine 2013 2.525 Applicazione Ifrs11--- (333) Fine 2013 con Ifrsü 2.192 Utile netto -(87) Svalutazioni e ammortamenti (111) Variazione ca pitale circolante netto Capex Cessioni e incassi da dividendi Dividendi COMPOSIZIONE Variabile 17% Swap 22% Bond emessi 24% dati in al 30/6/2014 Fisso 61% Prestiti 76% Fonte: Società (*) Riferito alla Pfn (**) Considerata la nuova emissione in luglio 0 RI P RODD ZIO NE RISERVATA Segnalazioni Pagina 25 Quali le indicazioni dell'analisi tecnica rispetto al titolo dell'utility del Nord Ovest Iren? Il titolo Iren sta registrando un movimento correttivo dopo il massimo dell'anno toccato a f ine marzo poco sopragli 1,3 euro. La discesa èstata molto composta e si sta concretizzando in una configurazione a bandiera: è un andamento che dovrebbe preludere alla ripresa del rialzo. La soglia critica da monitorare è rappresentata dall'area di o,8 euro. Discesefino a questo livello non sono particolarmentepreoccupanti. Una ripresa dellafase ascendente avrebbe come primo ostacolo proprio il livello toccato lo scorso marzo mentre la resistenza veramente strategica è rappresentata dall'area tra1,4 e1,5 euro. Si tratta dei massimi registrati tra il 201o e il 2011. Oltre quel livello la fase rialzista diventerebbepiù strutturata. (di Andrea Gennai) Quale il valore del Capex previsto per il 2014? L'utility del Nord Ovest ha messo alle spalle un ingente piano di investimenti che, tra le altre cose, è stato una della cause anche dell'incremento dell'indebitamento. Ciò detto, nel 2014 il Capexprevisto dovrebbe assestarsi un poco al di sotto dei 300 milioni. Di questi, circa 200 milioni sono focalizzati sulla gestione delle reti. Gli altriloo, invece, sono destinati alla crescita. Dopo le indicazioni contenute nella legge di Stabilità il gruppo si propone quale polo aggregatore Focus su piccole-medie utility nel teleriscaldamento e ambiente Uno dei temi cui volge l'attenzione di esperti e risparmiatori è la governance. Certo, il tema del governo societario (e dell'influenza della politica) in gruppi che sono il risultato di aggregrazioni di ex municipalizzate è trasversale all'intero mondo delle utility italiane. E, tuttavia, rispetto ad Iren viene sottolineato che dovrebbero concretizzarsi maggiori efficienze e razionalizzazioni... A ben vedere, sul fronte della governance, diversi passi sono stati compiuti.Così, nel 2013 c'è stata l'abolizione del comitato esecutivo in modo da consentire una gestione più snella. Inoltre i poterigestionali, uniti a quelli finanziari, sono stati ricondotti all'unicafigura dell'ad. Poi, i componenti dei consigli di amministrazione delle società operative di primo livello sono scesi a3 (prima erano5) e non sono più previsti consiglieri esterni. Inoltre, c'è stato l'accentramento della gestione finanziaria, dei servizi informatici e della gestione negli acquisti e appalti. Ciò detto rimane, tra alcuni esperti, la considerazione che è necessario concretizzare una maggiore integrazione tra le diverse società operative facenti parte del gruppo. © RIP RO DDZIO NE R15 E R VAIA Segnalazioni Pagina 26