Rassegna del 02/11/2014
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 02/11/2014
SI PARLA DI NOI
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 12
«Scelta civile ed ecologica» È boom di cremazioni
1
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 12
Stop alle auto al cimitero C'è il bus navetta
2
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 19
Proteste per i sacchi del verde. Il Comune: occhio al peso
3
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 20
Mondo di Pippi. ultimo giorno tra balli, workshop e giochi
4
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 37
La dimensione giusta è sovraccomunale
5
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 20
Acqua potabile, Indecast si affida al gestore
6
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 20
Tempo d'Orchestra al via con la star portoghese Pires
7
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 10
Verso il nuovo piano rifiuti C'è lo stop agli inceneritori
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 10
Avanti con i Iast minute market
La Voce Di Mantova
02/11/14 P. 11
Sacchetti per rifiuti a prova di gas serra
10
02/11/14 P. 10
Manutenzioni e asfalti, domani via ai lavori
11
12
RIFIUTI
Igorcipollina
8
9
SERVIZI
Gazzetta Mantova
POLITICA LOCALE
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 10
Fiera Catena, ok del Comune alla sanatoria per tre edifici
Gazzetta Mantova
02/11/14 P. 9
La Rsu Asl attacca Borelli «A lui i premi, a noi nulla»
02/11/14 P. 21
Discarica rianimata La protesta, marcia sulla Loggia e A2A
Roberto Bo
13
COMPETITORS
Brescia Oggi
15
ACQUA: SCENARIO
L'arena
02/11/14 P. 29
Pozzi privati a rischio Famiglie dal sindaco
L'arena
02/11/14 P. 34
Condotta e stazione di pompaggio a Coi: l'acqua è garantita
Emanuele Zanini
16
17
L'arena
02/11/14 P. 40
«L'acqua non è inquinata, e si può bere»
Zeno Martini
18
Umberto Scotuzzi
19
RIFIUTI: SCENARIO
Giornale Di Brescia
02/11/14 P. 16
Manerbio, arriva il porta a porta
Giornale Di Brescia
02/11/14 P. 16
Cellatica Monnezza «straniera», si cerca una soluzione
L'arena
02/11/14 P. 34
Cassonetti stracolmi davanti al cimitero
Carlo Rigoni
21
Provincia Di Cremona
02/11/14 P. 34
Discarica, l'incubo continua
Matteo Berselli
22
Vittorio Carlini
23
20
SEGNALAZIONI
Sole 24 Ore
02/11/14 P. 1-18 Iren vuole crescere nel business regolato Le carte da giocare nel risiko delle u ' 'ty
Indice Rassegna Stampa
Pagina I
«Scelta civile e d eco1o ca»
È boom ' cr emaziom
La Socrem compie 30 anni e supera i
ila iscritti: tra i soci anche dei 1 enni
La percentuale dei mantovani balza al 45%w mille all'inizio dei 2014
Un tempo la scelta aveva un sapore ideologico, era una bandiera
dell'anticlericalismo.
Cento e passa anni dopo, accettata ormai dalla Chiesa, è incoraggiata come un «gesto di
civiltà». Così da Giuseppe Zanini, presidente della Società
mantovana per la cremazione
(Socrem), 88 anni indossati
con disinvoltura. Con l'energia
di chi è convinto della bontà
delle proprie idee. Di più, della
loro giustizia. Fosse per lui, i cimiteri non esisterebbero più.
Perché aggiungere cemento e
togliere spazio a chi resta? Perché condannarsi alla traiettoria del disfacimento? Meglio finire in cenere, dentro un'urna
o dispersi nell'acqua del lago
Superiore (oppure dalle rupi
delle Dolomiti). Come chiede
più della metà di chi sceglie di
finire in cenere.
E come Zanini la pensano in
tanti. Ogni anno di più: i soci
dell Socrem hanno superato
quota 5mila, l'età media sfiora
i 70 anni (ma ci sono anche dei
diciottenni) e la scelta della cremazione pesa per un robusto
45% sul totale dei decessi. Percentuale elevata, che colloca
Mantova sopra la media nazionale. Secondo i dati diffusi da
Tea - che gestisce l'impianto di
cremazione del cimitero di
Borgo Angeli - nel 2013 sono
state eseguite 4.417 cremazioni, di cui 967 relative a salme
provenienti dalla provincia di
Mantova e 3.450 da fuori provincia (Verona, Reggio Emilia,
Cremona, Modena e Trento).
Nel primo semestre del 2014 le
cremazioni sono state 2.138, di
cui 571 in provincia di Mantova e 1.567 da fuori provincia.
Si parla di noi
«Ci anima e motiva la volontà di non pesare sugli eredi, il
desiderio di non inquinare
l'ambiente, il rifiuto di disfarsi
in una cassa» ripete Zanini,
che ha alla spalle una vita intensa, un passato da partigiano e la memoria delle torture
tedesche. Ecologista, dignitosa
e pure egualitaria, la scelta della cremazione «perché il rito
ponte tutti sullo stesso piano riducendo le differenze sociali e
affranca le famiglie e la società
da un debito lunghissimo e
molto gravoso». Niente sontuose tombe di famiglia che fanno
ombra a lapidi modeste.
E poi, sì, il rovescio (o la testa) della medaglia è l'aspetto
economico: «La cremazione
conviene,
soprattutto
agli
iscritti - ribadisce Zanini - Noi
ci occupiamo di tutta la documentazione e applichiamo le
convenzioni». In soldoni, ai soci la cremazione costa meno di
400 euro. Ai quali vanno poi
sommate le spese per il funerale.
Iscriversi alla Socrem (che il
mese scorso ha tagliato il traguardo dei 30 anni di attività)
L'ai uto de i gruppo pe
Difficile rimettersi in piedi dopo
la morte di un familiare odi un
amico. Difficile trovare le parole
r e i il proprio dolore in una
società che ha rimossola morte
come l'ultimo dei tabù, il più
grande . Nascosta come polvere
sotto i I tappeto della giovinezza
eterna. A offrire un appiglio a chi
resta è ancora l'associazione
Maria Bianchi, che dà
appuntamento una volta alla
settimana, iI mercoledì alle 20.45
nella sede dell'ex circoscrizione
il l utto
Sud, in viale Europa 31
(Borgoch iesan uova, di f ronte
all'ex supermercato Carrefour).
Per contatti e ulteriori
informazioni è possibile
telefonare al 3389274746 ( Licia)
e al 3397448862 (Giorgio),
preferibilmente nel pomeriggio.
Niente lezioni né terapie: la
formula è quella del gruppo di
auto - mutuo -aiuto. Non c'è un
medico che cura, a lenire le ferite
sono le parole degli altri, di chi
condivide la stessa pena.
costa 17 euro per il primo anno, 12 i successivi: per ulteriori
informazioni è possibile telefonare allo 0376-220886, oppure
chiedere al banchetto che oggi
sarà allestito davanti al cimitero. La scelta è anche filosofica,
«perché decidere per la cremazione significa affrancarsi da
vecchi retaggi culturali».
(ig.cip)
Pagina 1
Stop a ll e a u t o
a l ci m itero
c'è il bu s navet ta
Tea ricorda che anche nella
giornata di oggi non è
possibile accedere al
cimitero di urgo Angeli con i
propri autoveicoli. Per
questo, come di consueto
nelle giornate di maggiore
afflusso, è stato organizzato
un servizio di autobus
navetta per garantire gli
spostamenti interni al
cimitero monumentale alle
persone con difficoltà
motorie.
Per poter usufruire del
servizio, i visitatori della
struttura possono rivolgersi
alla portineria.
Si parla di noi
Pagina 2
BORGO VI RG ILI O
_noteste per *i sacchi del verde . Il Com
1 BORGO VIRGILIO
Da un lato un disagio che ha riguardato i cinquecento utenti
del servizio di raccolta differenziata del verde, mentre
dall'altro l'identificazione, da
parte della polizia locale, di un
trasgressore che ha abbandonato ben dieci sacchi della
spazzatura nel territorio comunale.
A Borgo Virgilio torna a far
discutere il tema dei rifiuti,
questa volta su due fronti differenti. «Nelle scorse settimane - spiega il sindaco Alessandro Beduschi - i nostri cittadini si sono lamentati sia sul sito
che in Comune per la manca-
ta raccolta del verde» . A Virgilio, il servizio è attivo nei mesi
degli sfalci il giovedì mattina
su prenotazione, tramite una
telefonata oppure online, e
coinvolge in media dai quattrocento ai cinquecento cittadini, che ne fanno richiesta.
Qualcosa però ultimamente è andato storto , e ci sono
state decine di residenti che si
sono visti il sacco lasciato davanti casa. «Lo facciamo su
prenotazione proprio evitare
che i mezzi girino dove non
c'è bisogno - continua il sindaco - ma si è verificata un' escalation di proteste perché i sacchi non sono stati ritirati, alcuni con la definizione di non
e: occhio al peso
conformità, a causa del peso
superiore alla soglia consentita». Una situazione che ha portato l'amministrazione a contattare Tea. «In più occasioni
abbiamo rilevato che la non
conformità del sacco non era
reale. Tea fa questo servizio
con cooperative accessorie e
ha richiamato gli addetti,
quindi ci scusiamo con i cittadini per il disagio. Gli operatori hanno sbagliato, non i residenti, ma invitiamo comunque a fare attenzione al peso,
che non deve superare i quindici chili». Ora la situazione
sembra essere stata ripristinata. «Se ci saranno altre eventuali difformità, i nostri uffici
raccoglieranno le segnalazioni». Nel frattempo i vigili di
Borgo Virgilio hanno scovato
un turista dei rifiuti, già convocato in municipio, che potrebbe andare incontro a una multa salata, dopo aver abbandonato dieci sacchi della spazzatura. «Questa persona aveva
lasciato dieci sacchi di indifferenziato, neri, in via Di Mezzo
- dice Beduschi - la polizia,
dopo aver setacciato i rifiuti,
ha capito chi fosse e adesso ci
saranno dei provvedimenti».
Amministrazione e polizia
avranno tolleranza zero. «Non
vogliamo che le trasgressioni
degli incivili, ricadano sulla comunità».
(ele.car.)
II verde nei contenitori
Sa, 0. -1 H-
Si parla di noi
Pagina 3
Mondo
i: ultimo giorno tra balli, workshop e giochi
Ultimo giorno per "Il Mondo di
Pippi" la fiera dedicata a bambini, ragazzi e famiglie, allestita
nei padiglioni della Millenaria
di Gonzaga. Si parte alle 11.30
con "Il Naufragio", a cura della
compagnia "Fun Science", durante il quale i bambini si avvicinano al fantastico mondo della
chimica e della fisica. Si balla, alle 15, con "Zumbatomic", che
propone movimenti ed esercizi
coreografati adatti ai bambini.
Alle 17, protagonista il "Circo Distratto" de "I Ragazzi del Circostrass" con numeri di equilibrismo, giocoleria e comicità. Proseguono, i laboratori didattici
che tanto successo hanno riscosso in questa edizione. Attivi-
tà di psicomotricità e grafomotricità condotte da medici specializzati in psicomotricità e rieducazione, i laboratori di musica per tutte le fasce d'età, i
workshop di inglese organizzati
da Pingu's English - Wall Street
Institute di Mantova, i laboratori di cucina con "Le Tamerici" e
" Insegnanti Cucina Italiana", i
lavoretti di Natale, disegni e pittura su legno e i laboratori sul
metodo montessoriano. In fiera
si potranno anche incontrare i
Vigili del Fuoco e vestire i panni
di piccoli pompieri, provare per
la prima volta l'emozione di salire a cavallo, provare nuovi sport
e giocare con moltissimi giocattoli non elettronici. (m. p.)
,µ,, ;t1 MNi
Folla allo stand della Tea grazie agli Stings, i cestisti della Dinamica
Si parla di noi
Pagina 4
La dimensione gíusta
vc
Rispondo alle domande che
mi ha posto un cittadino di Solferino. Per soddisfare il primo interrogativo devo dire che la "mutualitàtra Comuni" deriva, tra le
altre cose, dal fatto che le reti e
gli impianti idrici sono in gran
parte sovraccomunali e questa
dimensione è necessariae richiesta proprio per garantire una
razionalitàdel servizio e un con
tenimento dei costi. Mi preme
evidenziare che è proprio sulla
logica di mutualità che si fonda
la normativa del Servizio idrico
integrato (Sii) e tale mutualità a
mio avviso dovrebbe essere estesa al l'intero territorio di Mantova e sicuramente a quei comuni,
come Castiglione, che in questo
senso avevano preso precisi impegni, poi disattesi. E' giusto e
inevitabile che si debbano fare
investimenti per i Comuni sprovvisti di servizi e ciò per almeno
due motivi: qualsiasi opera ha
un ciclo di vita utile, dopo di che
deve essere aggiornata, adeguata, rinnovata; dunque anche i
Comuni dove i servizi sono stati
realizzati avranno bisogno di
investimenti allo stesso modo di
quelli nei quali non sono ancora
stati realizzati: ladifferenzasta
solo nei tempi. La seconda, gli
investimenti vengono ammortizzati in periodi molto lunghi (diversi decenni) e il nuovo utente
raggiunto dal servizio, oltre a
ridurre l'incidenza dei costi fissi
generali, contribuirà per un lungo periodo a pagare gli ammortamenti previsti dalla legge. Il riconoscimento dei comuni virtuosi
è in ogni caso un atto concreto
perché il gestore del Servizio
Idrico rimborsa a questi comuni i
mutui asuo tempo contratti per
la realizzazione delle opere che
gli sono state affidate.
Venendo poi alla questione delle
tariffe, mi sembra utile sottolineare che dal 2012 la definizione e
approvazione delle tariffe è in
carico all'Autorità per l'energia
elettrica il gas e il sistema idrico
(Aeegsi), la quale applica a livello nazionale un modello unico di
calcolo; allo stesso modo per
comparazioni tra gestori, bacini
di utenza e consumi bisogna rivolgersi al sito dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale (Aato),
ente che ha il compito di raccogliere questi dati, la cui esposizione in questa sede sarebbe lunga
e complessa. Ma per non sottrarmi al quesito aggiungo che non
vi è dubbio che le tariffe siano
influenzate dalla situazione impiantistica e da quella della distribuzione degli utenti sul territorio servito; vadasè che i costi
pergli investimenti necessari ad
assicurare i servizi ai circa 100
mila abitanti dell'Area Uno non
sono raffrontabili a quelli che
occorrono per assicurare gli stessi servizi a una popolazione omologa residente in una zona di Milano. Anche alla domanda sulla
congruità tra il bacino di utenza
di Sicam, i costi operativi e gli
investimenti, rispondo in modo
affermativo, ma questo non significa che non esista la possibilità di migliorare la situazione attraverso aggregazioni, anche a
livello sovraprovinciale e sovraregionale e conseguire così i benefici derivanti da gestioni di
bacini più ampi. Desidero infine
rimarcare che i bilanci di Sisam e
sue controllate sono tali da confermare gli auspici sulle "virtù"
del gruppo espressi dal lettore.
Giampaolo ogllosl
Presidente di Sisam spa
Si parla di noi
Pagina 5
Acqua potabRe, Indecast SI* affida al gestore
Castiglione. La municipalizzata sta aprendo un tavolo con Tea per studiare il passaggio
/ CASTIGLIONE
Indecast, la municipalizzata di
Castiglione, si appresta a rivedere l'affidamento del ciclo idrico,
e cioè la gestione della depurazione e della fornitura dell'acqua potabile, e delle fogne, attività che, ad oggi, sono gestite direttamente da Indecast ma che,
spiega il presidente di Indecast
Ilario Gavioli, «la normativa
vuole che siano affidate, nei
prossimi mesi, a un gestore che
non abbia altre attività oltre a
quelle legate al ciclo idrico, questo per garantire la trasparenze
delle tariffe che, come è noto,
sono comunque gestite a livello
sovracomunale». La normativa,
inoltre, prevede, nel medio ter-
di arrivare a un gestore
unico che, si auspica, sia almeno provinciale. «In quest'ottica
stiamo lavorando su due piani,
e cioè Indecast e amministrazione per valutare la possibilità
di creare una nuova società che
gestisca il nostro ciclo idrico,
un ente diverso da Indecast insomma, che si occuperà di questo ramo d'azienda. Allo stesso
tempo, con Tea, a seguito di
una lettera di intenti, stiamo iniziando a lavorare per valutare la
possibilità di arrivare, nei prossimi anni, a un gestore unico.
Questo è un passaggio delicato,
che vede coinvolti molti enti, in
primis Ato, l'azienda speciale
preposta a questo fine, e come
Indecast, su chiara indicazione
dell'amministrazione, ci siamo
attivati, con Tea, per creare un
tavolo dove discutere e valutare
questo passaggio che la legge
nazionale ci impone».
Arrivare a un gestore provinciale unico, dunque, è un processo che prevede risparmi,
semplificazioni ma anche una
tariffa unica provinciale, e da
questo punto di vista, spiega
Gavioli, «il lavoro è delicato,
perché si tratta di trovare un
equilibrio e un bilanciamento
fra tariffe che, al momento, sono diverse. Tutti questi passaggi, dunque, ci vedranno impegnati nei prossimi mesi e, soprattutto, nei prossimi anni,
ma siamo contenti di essere fra
i soggetti che stanno lavorando
per creare le condizioni ottimali per tale cambiamento che, ovviamente, prevede anche tutto
un iter amministrativo che impegna la giunta e il consiglio comunale di Castiglione delle Stiviere, ma non solo».
Per quanto riguarda, dunque, il passaggio intermedio, e
cioè la creazione di un ente
esterno a Indecast, al momento
ci sono varie soluzioni al vaglio,
tra cui la creazione di una nuova srl, con un amministratore
unico. Il tutto è in fase di discussione e di studio da parte
dell'amministrazione di Castiglione a seguito anche delle indicazioni di una delibera di
giunta dello scorso 7 ottobre.
(l. c.)
i,
Ilario Gavioli
I lusinessesodulc
Si parla di noi
Pagina 6
Tempa d'Orchestra al via
con la star portoghese Pires
Marte di al Sociale una delle pianiste più virtuose nell'interpretare Mozart
Concluderà la serata l' c diretta
erto Benedetti Michelangeli
n grande nome per aprire una nuova stagione:
,r sarà Maria Joáo Pires, celeberrima pianista portoghese,
riconosciuta come una dei più
accreditati interpreti mozartiani della scena internazionale,
che approda perla prima volta a
Mantova martedì (ore 20.45, Teatro Sociale , biglietti: da 15 a 30
euro) a inaugurare la XXII edizione di "Tempo d'Orchestra",
stagione concertistica dell'Orchestra da Camera di Mantova.
Nell'occasione la star del pianoforte condividerà il palcoscenico con una sua allieva, la 29enne armena Lilit Grygorian: insieme eseguiranno il Concerto per
2 pianoforti K 365 di Mozart, pagina che lascia grande spazio al
dialogo continuo e raffinatissimo tra i solisti. La serata, tutta
mozartiana, proporrà all'ascolto anche il Concerto per pianoforte K. 271 "Jeunhomme", "la
prima composizione - parole di
Charles Roseo - di ampio respiro che mostri da cima a fondo il
pieno dominio dello stile maturo in Mozart ", che vedrà impegnata come solista Maria Joào
Pires, e la Sinfonia in si bemolle
maggiore K. 319, con cui l'Orchestra da Camera di Mantova,
sotto la guida di Umberto Benedetti Michelangeli , chiuderà la
serata.
Fino " all'alzate il sipario" c'è
tempo per abbonarsi , scegliendo tra numerose formule.
L"'amico sostenitore " è una sorta di pass per tutte le iniziative
che
Tempo
d' Orchestra
2014 / 15 propone , compresi (novità di quest' anno) i concerti
della domenica mattina. L"'Orfeo" prevede 6 serate: una selezione di appuntamenti sinfonici (2) abbinata ai raffinati concerti cameristici al Bibiena. La
formula "Euterpe" propone un
mix di suggestioni, tra appuntamenti sinfonici, una serata cameristica al Bibiena e una a Poggio Rusco , in cui la musica in-
Si parla di noi
contra il teatro, mentre l'abbonamento "Apollo" garantisce il
posto in sala in occasione dei
concerti al Teatro Sociale di
Mantova. A chi non si è mai abbonato in precedenza è riservata la formula "Prime Note", occasione per assaporare 4 eventi
sinfonici. C'è, infine, il ciclo di
concerti per famiglie "Madama
DoRe", che prevede abbona-
mento a sé ed è disponibile - sola eccezione - fino al 16 novembre. I giovani (under 30), da tradizione, hanno diritto a significative agevolazioni, così come
chi lo scorso anno era abbonato
Prime note (che ha diritto ad acquistare qualsiasi formula beneficiando di un 20% di sconto).
"Tempo
d'orchestra
2014/15" è realizzata col soste-
gno di ministero dei Beni e delle
Attività Culturali e del Turismo,
Regione Lombardia, Comune
di Mantova, Provincia di Mantova, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunità Mantovana,
Fondazione Cariverona, Fondazione Bam, Confindustria Mantova, Banca Monte dei Paschi di
Siena, Marcegaglia, Suono Vivo,
InnovArte, Gruppo Tea.
Co ni e i ntroduzione u i ncontro con Bietti
Intanto , domani pomeriggio (con
inizio alle 18 , nell'Auditorum del
Conservatorio " Campiani" in via
Conciliazione a Mantova , ingresso
libero) Giovanni Bietti (nella
foto ), uno dei comunicatori della
musica più amati da pubblico,
voce di Radio3 Rai, inaugura il
nuovo ciclo di incontri
d'avvicinamento all'ascolto
"ParoleNote ", curato
dall'Associazione Amici
dell'Orchestra da camera di
Mantova. "Mozart e la nascita del
Concerto Classico " è i l titolo della
conferenza attraverso la quale
Bietti individueràe offriràspunti
e suggerirà approcci al la serata di
debutto della stagione
concertistica 2014/15,
programmata perii giorno
successivo.
Per dettagli e informazioni sugli
abbonamenti e sulla stagione di
Tempo d'Orchestra , i riferimenti
sono la biglietteria dell ' Orchestra
da Camera di Mantova (telefono
0376 360476) o l'indirizzo e mai l
biglietteria®ocmantova. com e il
sitoweb dell'Orchestra da
camera di Mantova
www.ocmantova.com.
Pagina 7
Verso il nuovo piano rifiuti
C'è lo stop agli inceneritori
La giunta provinciale ha approvatole linee guida: differenziata al 72%
E perla prima voltala gestione del ciclo viene agganciata alle bonifiche
Avanti così, allungando sempre
più la vita dei prodotti e assottigliando la quota dei rifiuti (indifferenziati e no). Non si butta via
niente. Avanti così, senza costruire inceneritori ma cercando di
chiudere il ciclo con il recupero
energetico del combustibile da
rifiuti «all'interno di impianti
presenti in ambito regionale».
Anello debole, perché la nostra
catena sconfina in Emilia Romagna. L'obiettivo è fissato al 2020,
così secondo gli "Atti d'indirizzo
per la pianificazione del Piano
provinciale gestione rifiuti" che,
approvati dalla giunta Pastacci
nelle scorse settimane, recepiscono il programma regionale.
Aggiungendoci dell'altro.
L'avviso di avvio del procedimento di redazione e adozione
delpiano è del 16 ottobre, dipari
passo con i procedimenti di Valutazione ambientale strategica
(Vas) e di Valutazione di incidenza (Vic). Al di là degli acronimi di
cui è costellata la burocrazia,
balzano all'occhio due evidenze
(gli atti di indirizzo sono scaricabili dal sito www.cartografia.regione.lombardia.it/sivas/). Per
la prima volta, accanto al Piano
provinciale dei rifiuti compare il
Piano provinciale bonifiche, novità apprezzata dall'assessore
all'ambiente Alberto Grandi. Novità suggerita e legittimata dai
106 siti attualmente sotto indagine, se non bastasse la presenza
ingombrante del Sin.
Da normativa nazionale, alla
Provincia spettano l'individuazione del responsabile dell'inquinamento e la certificazione
dell'avvenuta bonifica. Il punto
è come gestire ciò che sta in
mezzo ai due provvedimenti amministrativi. Che fare dei rifiuti
prodotti durante la bonifica? Tre
gli obiettivi messi in fila dal piano: privilegiare «il riutilizzo in situ dei materiali trattari» (secondo il modello già adottato per la
conca di Valdaro); gestire la comunicazione al cittadino delle
attività nel perimetro del Sin attraverso «un costante aggiornamento del sito della Provincia»;
incoraggiare tavoli di confronto
e aggiornamento per «la promozione di tecniche sostenibili di
bonifica», vedi alla voce
"fitoremediation" (per esempio), altro cavallo di bonifica di
Grandi.
Soddisfatto anche il presidente Alessandro Pastacci, che
orienta l'attenzione sul carattere operativo e sulla flessibilità
del Piano dei rifiuti, che dovrà
essere calato nel territorio. Tra
gli obiettivi e gli strumenti attuativi figura infatti l'adesione «al
modello omogeneo provinciale
di gestione integrata del ciclo
dei rifiuti». Al centro resta il tema ambientale: Pastacci ricorda
come Mantova sia la prima provincia lombarda per percentuale di raccolta differenziata
(+72%). Obiettivo confermato
dal nuovo piano, che fissa pure
un traguardo comunale pari al
65% (vietato andare sotto).
Tracciate le linee, entro la fine
del mese partirà il confronto con
gli enti, le associazioni di categoria, i sindacati e i portatori d'interessi tutti. Sia fuori sia dentro
Palazzo di Bagno. Nei confini
della provincia e nel perimetro
della maggioranza politica.
IgorClpolllna
crso il nuo o I inin rifi,
Cè l0 4op oglt inarnerilori
Rifiuti
Pagina 8
D
Avanti con i last minute market
In cima agli obiettivi peri rifiuti
urbani , le linee d 'indirizzo del
nuovo piano prossimo venturo
prevedono la riduzione della
produzione di rifiuti. in
particolare si fa riferimento a
progetti di last minute market e di
centri del riuso, che agganciano il
tema della raccolta a quello del
welfare sociale . Vero, i rifiuti
possono diventare una risorsa, ma
se ci si riesce a fermare un passo
Rifiuti
prima, tanto di guadagnato. In
alcuni supermercati é già realtà,
la mossa successiva della
Provincia sarà la ricerca di un
accordo con la grande
distribuzione perché l 'angolo dei
prodotti in scadenza (a prezzi
stracciati ) acquisti un carattere
più strutturato. il termine ultimo
per l'approvazione del nuovo
piano provinciale dei rifiuti é il 20
giugno 2015.
Pagina 9
Dalla mantovana Plastisac
Sacchetti per
rifiuti a prova
di gas serra
Mercoledì prossimo, in occasione della Fiera Ecomondo di Rimini, sarà siglato l'accordo di collaborazione tra il ministero
dell'Ambiente e Plastisac
srl, impresa con sede in via
Brescia 11 a Mantova (zona
Gambarara) per ridurre
l'impronta ambientale dei
sacchetti per la raccolta rifiuti. Attraverso l'accordo il
Ministero dell'Ambiente
vuole diffondere modelli
più sostenibili nel settore
dei sacchetti in plastica per
la raccolta dei rifiuti, che
siano in grado di garantire
altissime prestazioni, riducendo il più possibile il proprio impatto ambientale, riconoscendo il ruolo e l'impegno dell'impresa mantovana nel processo di cambiamento. Sotto la collaborazione istituzionale, il monitoraggio e il coordinamento
del
Ministero
dell'Ambiente, Plastisac si
impegna a ridurre lapropria
carbon footprint (le emissioni di gas ad effetto serra"
tramite la definizione di una
metodologia per calcolare
l'impronta climatica dei
sacchetti, l'individuazione e
l'attuazione degli interventi
di riduzione dell'impronta
ambientale
economicamente più efficienti, la definizione di un sistema di
gestione delle emissioni,
che ne riducano laquantitàe
l'individuazione delle possibili azioni per la compensazione del proprio impatto
(es. piantumazione alberi,
produzione energia rinnovabile, ecc). L' accordo permetterà di promuovere la ri duzione delle emissioni e la
diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo afferenti al settore dei
sacchetti in plastica per la
raccolta dei rifiuti, per favorire la sperimentazione e
la messa a punto di metodologie replicabili nel settore. Plastisac srl, è un fiore
all'occhiello di Mantova
perchè da oltre 50 anni nel
settore del confezionamento, è specializzata nella produzione di film plastici in
polietilene per uso industriale, tecnico alimentare e
imballaggio. E inoltre una
delle aziende fondatrici di
Eco-chip, la rete di imprese
che propone soluzioni intelligenti nella gestione dei
rifiuti in tutta Italia.
Per ¡gesto vi 4 slot la ssuain sonli m uo
Rifiuti
Pagina 10
Manutenzioni e asfalti, dom
via ai lavori
La prima tranche interesserà quattro vie a Valdaro, Formigosa, Ponte Rosso e Frassino
Partirà domani il piano asfalti
del Comune atteso da due anni.
Con 500 mila euro si interverrà
su 23 tra strade e piazze della città e delle periferia ma, con lo
sconto realizzato sull'appalto
vinto dalla Mantovani costruzioni stradali di Marmirolo, i lavori
potranno estendersi presto ad
altre vie. Così come gli appalti
per le scuole, nel caso venissero
approvati gli equilibri di bilancio in consiglio comunale, potrebbero generare quelle economie da investire per la manutenzione dei marciapiedi o per altre
asfaltature.
1 primi manti da rimettere in
sesto sono quelli di via Di Capi,
aValdaro, di strada Riviera Mincio a Formigosa, via Poggio Rea-
le e strada San Geminiano alle
spalle di Frassino. «I lavori spiega il dirigente del settore lavori pubblici, Carmine Mastromarino - verranno programmati di tre giorni in tre giorni, per
tener d'occhio le condizioni meteo. Con il maltempo non potremmo effettuare le fresature.
Contiamo di chiudere questa
prima fase entro mercoledì». Le
previsioni del tempo indicano
pioggia per giovedì, cosa che potrebbe rallentare la successiva
pianificazione degli interventi.
Le altre zone interessate dai
lavori nei prossimi giorni saranno via Pozzo, via Fancelli, via
Tazzoli (una parte), via Susani,
viale Oslavia, piazzale Michelangelo, viale Montello, viale Mon-
tenero, viale Vesci, viale Vaschi,
via Donati, via Semeghini, via
Cadioli, via Frattini, vicolo Chiodare, via Solferino, piazzale Porta Cerese, via Pilla, e via juvara.
Per rifare i avanti stradali in
tutta la città occorrerebbero, secondo le stime della giunta, oltre un milione di euro. Con
500mila euro si riuscirà ad intervenire sulle situazioni più delicate, in attesa di reperire altri
fondi. Intanto, si cercherà di inserirsi nelle pieghe di altre opere pubbliche. Per esempio, coni
lavori avviati in viale Risorgimento per il piano di sicurezza
stradale cofinanziato dalla Regione si è potuto asfaltare l'incrocio vicino alla piscina Dugoni.
(Sa.Mor.)
I lavori di riasfaltatura, qualche anno fa, davanti alla stazione ferroviaria
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I.'" lo.f yel .nc:i.. riluri
Servizi
Pagina 11
SANZIONE D16MILA EURO
e
È stato sanato dalla società Bismantovail presunto abuso edilizio a Fiera Catena che il Comune, nel marzo scorso, aveva segnalato alla procura. Pagando
una sanzione di circa 6mila euro
la società ha ottenuto da Via Roma il permesso di costruire mantenendo le opere realizzate.
«Possiamo tirare un sospiro di
sollievo» afferma Rodolfo Baraldi, il direttore lavori. «Va detto spiega il tecnico - che la sanatoria è stata possibile perché è stato accertato che le opere erano
ammissibili, pur se realizzate
senza averne titolo. Tant'è che la
sovrintendenza,
autrice
dell'esposto in Comune, non ha
avuto poi nulla da ridire e il Co-
mune ci ha rilasciato il permesso in sanatoria». Nel mirino erano finite le palazzine (ancora incomplete) del blocco 0, P e Q
che si trovano nel comparto Cl
Ma sanatona per tre
del piano di Fiera Catena, tra le
vie Gombrich, da Schivenoglia e
Daino, con destinazione direzionale e commerciale. Il rapporto
degli agenti della Polizia edilizia
®
1
aveva riscontrato la modifica di
una scala esterna di collegamento tra i blocchi di palazzine, la
modifica dei cortili situati tra i
due blocchi, la mancata apertura di una finestra, la mancata costruzione di un parapetto in acciaio, la modifica delle facciate e
coperture nelle tre palazzine. Il
tutto «in difformità dal permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica». La società immobiliare fin da subito si era difesa sostenendo che le modifiche erano state aggiunte in corso d'opera con l'intento di presentare poi la variante complessiva. Precisando di non aver costruito un centimetro cubo in
più del consentito.
(Sa.Mor.)
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Politica locale
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La Rsu40 AsI attacca Boreffi
«A Im ' i prenu,'a tuoi na»
Dossier contro il manager: «Perché i sacrifici li facciamo solo noi dipendenti?»
La contestazione: «In quattro anni nessun accordo aziendale significativo»
di Roberto Bo
Se non è uno scontro frontale,
ci manca molto poco. Un duello: sindacato interno contro il
vertice dell'Asl. Dialogo difficile tra la Rsu di Dosso del Corso
e il direttore generale Mauro
Borelli. In questi giorni la rappresentanza sindacale unitaria che raggruppa più di 500 dipendenti del comparto dell'Asl
ha stilato un feroce documento che descrive, a suo modo di
vedere, i quattro anni di gestione Borelli. Il corposo dossier
prende il via con una considerazione generale, «tanto per
rendere pubbliche non solo le
verità che fanno comodo (sindrome dell'eccellenza), ma anche quelle scomode che hanno a che fare con la poca considerazione dei lavoratori e delle
loro rappresentenze e con la
scarsa democrazia nei luoghi
di lavoro». Dopo la premessa,
la Rsu va giù ancora più dura.
Nel mirino finiscono subito i
bonus che la Regione ha appena attribuito ai componenti
della direzione strategica, dai
23mila ai 29mila euro, per gli
obiettivi raggiunti nel 2013.
«Importi - sottolinea la Rsu che equivalgono ciascuno a
uno stipendio medio lordo annuale per personale dipendente del comparto. Ma come mai
vengono elargiti questi generosi premi a dirigenti già ben pagati in un periodo in cui tutti
stanno facendo sacrifici ed in
nome del contenimento della
spesa pubblica gli stipendi dei
dipendenti pubblici (normali)
sono fermi dal 2010 e chissà
per quanto ancora?».
Soldi, ma non solo. «Dall'insediamento di questa amministrazione - si legge ancora non è stato raggiunto e concretizzato nessun accordo aziendale significativo. Le numerose proposte formulate dalla
Rsu e dalle organizzazioni sindacali vengono regolarmente
lasciate cadere nel nulla, le rap -
Politica locale
presentanze sindacali del personale del comparto sono tollerate, ma sostanzialmente
ignorate». Poi, via con l'elenco
degli aspetti giudicati negativi,
punto per punto.
TERREMOTO
«Nel 2012 - si legge nel documento -il terremoto di maggio
ha reso inagibili alcune sedi
dell'azienda, altre sedi sono
state chiuse per riorganizzazioni aziendali; diversi dipendenti sono quindi stati trasferiti,
subendo un disagio aggiuntivo, in tutti quei casi in cui la
nuova sede era più distante di
quella originaria. In questi casi
è previsto che il maggior disagio, indipendente dalla volontà dell'operatore, sia compensato con una somma di denaro
a titolo di "indennizzo temporaneo" delle maggiori spese di
trasporto. In realtà non è stato
possibile erogare alcuna somma a questo titolo poiché, nonostante l'azienda si fosse impegnata formalmente ad erogare i soldi, pare che sia intervenuto il parere negativo dei
sindaci revisori a bloccare il
tutto».
INCENTIVI BLOCCATI
Un anno e mezzo fa la Rsu ha
chiesto di rivedere (in riduzione) il fondo per le Posizioni Organizzative. «Questo perché in
un periodo di blocco degli stipendi sarebbe utile liberare an che piccole quote di risorse per
poterle convogliare sull'incentivazione del personale, attraverso la realizzazione di progetti per il miglioramento dei
servizi». La risposta, arrivata il
25 settembre, è stata negativa.
FONDO DEL MANAGER
Il fondo a disposizione del direttore generale, scrivono i sindacati, fino ad oggi è stato utilizzato perincentivare persone
impegnate su obiettivi del direttore stesso, «di cui si viene a
conoscenza solo a progetti finiti e soldi distribuiti. Anche su
questo abbiamo richiesto di
usare quelle risorse in modo
più trasparente, affinché tutti
possano concorrere a progetti
incentivabili, secondo modalità e criteri chiari a priori e da
condividere all'interno della
contrattazione aziendale. Per
tutta risposta ci è stato chiesto
di ridurre le attuali somme percepite dal personale come incentivazione collettiva, per
contribuire a finanziare questo nuovo fondo. Una vera e
propria beffa».
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Sull'organizzazione del lavoro
e dei servizi, la Rsu chiede da
tempo notizie sui vari settori:
Assistenza Domiciliare Integrata, Consultori, Area di Promozione della salute, modalità di
utilizzo del personale, prospettive
future
dell'azienda
nell'ambito dell'ennesima riorganizzazione regionale».
NIENTE P ASSAGGI DI FASCIA
La Rsu reclama anche che dal
2010 settantasei dipendenti
non hanno potuto effettuare il
passaggio alla fascia retributiva superiore. «Oggi tale operazione è impedita dalla legge,
ma a suo tempo, quando si po-
teva fare, l'azienda ha deliberatamente scelto di soprassedere, pur essendo stata ripetutamente sollecitata».
FAMIGLIA-LAVORO
Secondo quanto sostiene la
Rsu, il progetto Conciliazione
famiglia-lavoro sostenuto da
un significativo finanziamento
del ministero del lavoro (promesso) si è chiuso con una rendicontazione che il sindacato
non ha ben capito. «L'azienda
ha incassato meno soldi del
previsto, in ogni caso gli unici
che sono stati veramente beffati sono stati i lavoratori che
hanno realizzato il progetto ai
quali non è stato versato l'importo promesso. Su questo sarebbe opportuno fornire una
spiegazione più convincente e
cercare di "congelare" le risorse economiche, in modo da poterle erogare quando il blocco
dei salari verrà superato».
I. Reu dsI Al- N', di
«,,]";i rre"ù.a"oi nu ,»
Pagina 13
Sopra il direttore generale
dell'AsI di Mantova Mauro Borelli;
a sinistra la sede dell 'azienda
sanitaria locale a Dosso del Corso
Politica locale
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CASTEGNATO. L'affonda di Legambiente
La protesta marcia
sullaLoggiaeA2A
«Sappiamo chi vuole Bosco Stella
I sindaci escano dall'ambiguità»
Come era prevedibile si allarga
il fronte dellamobilitazione per
bloccare la nuova offensiva della discarica Bosco Stella. Dopo
sindaci e comitati di Ospitaletto, Castegnato, Passirano e Paderno anche Legambiente entra a gamba tesa su Aprica che
attraverso un maxi faldone di
documenti sta provando aribaltare la «bocciatura» rimediata
in sede di Valutazione di impatto ambientale. La società controllatadaA2Apunta ad ottenere il via libera facendo leva sulla
diminuzione del 40% della capacità del sito di smaltimento
inizialmente fissata in 4 milioni
di metri cubi di rifiuti che non
possono essere bruciati nel termovalorizzatore. «Indigna l'insistenza con cui Aprica porta
avanti un progetto giudicato
ambientalmente insostenibile
da autorità sanitarie, esperti e
urbanisti - osserva Silvio Parzanini presidente del Circolo Legambiente Franciacorta -: a Castegnato sono già stati sepolti
più di lo milioni di metri cubi di
rifiuti».
Parzanini punta il dito anche
contro gli amministratori dei
quattro Comuni coinvolti nel
progetto. «Non hanno fatto il
Competitors
ï(G%
II faldone che rianima la discarica
necessario pressing sui sindaci
eli Brescia e Milano - osserva
Parzanini che avrebbero potuto e dovuto spingere A2A a rinunciare all'operazione. Ma a
questo punto se la discarica sarà aperta la responsabilità sarà
eli Emilio Del Bono e Giuliano
Pisapla».
Legambiente detta così le
prossime mosse. «Sappiamo
chi vuole tumulare montagne
di scorie nel nostro territorio e
bisogna stanarli emettendoli di
fronte alle loro responsabilità conclude Parzanini -. Organizzeremo presto una manifestazione davanti agli uffici di A2A
e sotto la Loggia». 0 R.PR.
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Z 1. Residenti preoccupati dopo il caso di inquinamento da solventi
Pozzi privati a rischio
Famiglie dal sindaco
La delegazione chiede di collegarsi alla rete idrica
In delegazione dal sindaco
con la richiesta di essere collegati alla rete idrica e così bere
acqua sicura.
Una dozzina le famiglie di
via Torricello III, strada tra i
campi nelle vicinanze di Pozzo eli San Giovanni Lupatoto,
che si sono rivolte a Diego Ruzza ricordando che sull'acqua
dei loro pozzi pende il rischio
inquinamento da solventi: tetracoloroetilene e tricoloretilene, Pce e Tee. Si tratta di composti classificati dall'Agenzia
internazionale per la ricerca
sul cancro (Aire) come probabili cancerogeni umani.
Per la sua perifericità, viaTorricello III è rimasta priva di rete idrica, e di fognature. «Reclamiamo inutilmente l'acquedotto da una ventina d'anni»,
spiega Attilio Frapporti, memoria storica e coordinatore
dellaprotesta delle famiglie residenti. «Ma da quando, nel
2013, un pozzo della nostra zona è risultato inquinato, la
questione si è fatta urgente».
Continua Frapporti: «Stranamente l'inquinamento sembra riguardare più i pozzi profondi, cioè quelli sui 100 metri. Il mio, superficiale, per
esempio, nel 2013 risultò esente. Certo è che per bere e cucinare in sicurezza è indispensabile comprare l'acqua al supermercato».
«Le analisi del 2013 accertarono valori soglia d'inquinamento da composti organoalogenati, appunto tetracoloroetilene e tricoloretilene, in un solo pozzo profondo», chiarisce
il sindaco Ruzza. «Analisi più
recenti hanno però accertato
valori nella norma. Ora, anche
per la tranquillità dei residen-
Acqua: Scenario
Attilio Frapporti coordinatore della protesta delle famiglie FOTO AMATO
ti, abbiamo richiesto all'Ulss
ulteriori analisi microbiologiche. Inoltre abbiamo sollecitato Acque veronesi, il Consorzio che gestisce il ciclo idrico
di 76 enti locali della nostra
provincia, a realizzare l'acquedotto e le fognature tanto attese dagli abitanti di via Torricello III. Purtroppo, però, l'intervento non è previsto dal piano
triennale delle opere pubbliche del consorzio».
«I suoi dirigenti», prosegue,
«sperano di poter aggirare l'ostacolo facendo slittare qualche lavoro non urgente, per inserirvi il nostro, non particolarmente impegnativo sotto il
profilo economico. Si tratta di
una procedura non rara negli
enti pubblici quando si presentano situazioni da risolvere
con
una
certa
improrogabilità».
Ci sono ipotesi su quale possa essere la fonte e l'estensione dell'inquinamento? «No,
purtroppo», conclude Ruzza.
Secondo dati di Agenzie regionali per la prevenzione e la
protezione dell'ambiente, i
composti organoalogenati, attribuiti all'attività umana, sono di densità maggiore rispetto a quella dell'acqua, hanno
bassa viscosità, scarsa o nulla
miscibilità e degradabilità, sono estremamente volatili. Se
rilasciati nell'ambiente non costituiscono un pericolo per i
così d'acqua superficiali, disperdendosi rapidamente per
evaporazione.
Ma contaminano l'aria, il sottosuolo e soprattutto le falde
idriche. In profondità, in terreni non permeabili di acquiferi,
tendono ad accumularsi e a rimanere. • P.T.
Pagina 16
SRI DEL BENACO. lavori alla rete idrica
Condotta e stazione
dí pompaggio a Coi:
l'acqua e garant ta
i
i
Tornei: «Così non ci saranno più
proble mi anche durante l'estate»
.Emanuele
. . . . . . . . . . . . .Zanini
.........................
Partirà entro metà novembre
il secondo lotto di lavori per il
miglioramento e il potenziamento dell'acquedotto di Torri del Benaco.
L'Azienda gardesana servizi
(Ags) ha già aggiudicato ilavori e, passati i 35 giorni previsti
dalla legge, gli interventi potranno cominciare. A differenza del primo stralcio, che prevedeva la sostituzione e l'ammodernamento delle reti di distribuzione in paese, questa seconda parte di opere prevede
la sostituzione della condotta
di adduzione al serbatoio Valmagra e la realizzazione di
una nuova stazione di pompaggio in località Coi.
Complessivamente l'intero
progetto prevede un milione
di euro di investimenti, ma in
questo caso, la realizzazione
dei lavori interesseràla viabilità secondaria, quindi, dovrebbe produrre disagi limitati al
traffico e ai residenti. Il tempo
programmato per la realizzazione di questo secondo lotto
di lavori è di 120 giorni.
«Nel suo complesso», spiega
Alberto Tomei, presidente di
Azienda gardesana servizi,
«questi interventi hanno l'obiettivo di garantire una migliore continuità di servizio
Acqua: Scenario
Alberto Tornei, presidente Ags
nell'erogazione dell'acqua anche nei momenti di picchi di
richiesta, in modo particolare
d'estate. È stato possibile realizzarli grazie al finanziamento della Regione che ha sopportato finanziariamente l'operazione».
«Siamo molto contenti che
prosegua la realizzazione eli
queste opere», sottolinea l'assessore comunale ai Lavori
pubblici Ugo Giramonti. «Torri attendeva da anni un miglioramento del proprio acquedotto. Ora grazie ad Ags e Regione potremo offrire a cittadini
e turisti un servizio ancora migliore». Il miglioramento della rete idrica è dunque un passaggio fondamentale per un
paese il cui territorio si sviluppa fra il lago e il Baldo e che,
nella stagione turistica, vede
decuplicarsi la popolazione. e
© RIPRODUZIONE R15ERVA1 A
Pagina 17
RONCO. Il sindaco tranquillizza i cittadini dopo la scoperta di rifiuti pericolosi nei terreni di proprietà di una fornace
«E wqua non e *m"ì*iìata e r5,_ puo bei u»
II sindaco ha emesso
un'ordinanza a carico
dell'industria di laterizi
perfar bonificare l'area
....................................................................
Zeno Martini
«Non ci sono problemi di inquinamento riguardanti la rete idrica, quindi l'acqua dell'acquedotto è sicura e si può bere
tranquillamente». Con queste
parole il sindaco Moreno Boninsegna tranquillizza i suoi
concittadini, che in questi giorni, allarmati dalle informazioni apparse sulla stampa, stanno subissando di richieste dipendenti ed amministratori
comunali riguardo un possibile inquinamento delle falde acquifere e non solo. Tutto ciò alla luce del recente sequestro
giudiziario di un'area di
Acqua: Scenario
300mila metri quadrati, di
proprietà dell'industria di laterizi «Stabila», dove sarebbero
state sepolte diverse tonnellate di rifiuti tossici.
posso rassicurare i residenti
sulla perfetta salubrità e
potabilità dell'acqua che arriva nelle case attraverso l'acquedotto».
«Su mandato della Procura
di Verona», spiega il sindaco,
«sono stati fatti dei sondaggi
in alcune zone del paese ad
una profondità di circatre metri e sono state rinvenute tracce di inquinanti nelle acque a
quella profondità. Tuttavia,
non abbiamo ancora riscontri
delle analisi condotte dall'Arpav, l'Agenzia regionale per la
prevenzione elatutela dell'ambiente, circa l'esistenza o meno di un inquinamento più in
profondità, che abbia raggiunto le falde acquifere». «R bene
comunque tenere controllati i
pozzi privati dai quali si attinge acqua», precisa il sindaco,
«facendo dei prelievi e portandoli ad analizzare all'lTlss. Ma
«Siamo pronti a prendere
tutti i provvedimenti che saranno necessari», aggiunge
Boninsegna, «non appena
l'Arpavo la Procura ci comunicheranno gli esiti delle analisi
condotte nel sottosuolo. Ma,
al momento, di questo non abbiamo riscontri, né sappiamo
che tipo di inquinamento si
sia verificato e nemmeno in
quale parte del territorio siano state scoperte sostanze inquinanti». L'amministrazione comunale ha messo a disposizione gli agenti di polizia locale e un escavatore a supporto degli uomini della Questura, che stanno conducendo le
indagini relative all'inquinamento all'interno dell'area ap-
partenente alla fornace. Ma la
situazione è ancora al vaglio
degli inquirenti e ancora non
si hanno riscontri certi. «Tuttavia», fa sapere il primo cittadino, «ho emesso intanto
un'ordinanza, intimando alla
Stabila di predisporre un piano di bonifica del territorio
contaminato e di smaltimento degli inquinanti stessi».
«Posso tranquillizzare i miei
concittadini», conclude il sindaco, « sulla nostra massima
disponibilità e la nostra piena
collaborazione nei confronti
delle forze di polizia e dei magistrati che stanno indagando
su questa vicenda, di cui eravamo completamente all'oscuro, affinchè si faccia chiarezza
sullasituazione. «Circal'omertà di cui sono stati tacciati i
ronchesani riguardo l'inquinamento in questione, interviene a difesa dei compaesani il
vice sindaco Davide Vesentini.
«Smentisco assolutamente»,
dichiara
l'amministratore,
«che i miei concittadini abbiano voluto tenere nascosto lavicenda. Anzi, ritengo che l'indagine sia partita proprio dalla
denuncia di qualcuno che sapeva della presenza dei rifiuti». e
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w.
Approvato a maggioranza dal Consiglio comunale, il servizio debutterà i12 gennaio
e sara affidato a Garda Uno con l'ausilio di Coges e della coop Solidarietà Manerbíese
MANE RB I O Dopo gli annunci, le firme contrarie del
«fronte del no», i passi formali con cui si annunciava l'entrata in vigore, il sistema di
raccolta dei rifiuti porta a porta sta per diventare realtà.
Dal 2 gennaio del prossimo
anno i manerbiesi passeranno quindi alla nuova modalità di raccolta degli scarti domestici e giocoforza dovranno cambiare le loro abitudini
in materia di raccolta differenziata e non.
Il Consiglio comunale ha infatti approvato il nuovo contratto per l'espletamento del
servizio di igiene urbana con
il sistema di raccolta differenziata, affidandolo alla società
Garda Uno, di cui nei mesi
scorsi aveva acquisito quote
societarie e a cui aveva conferito il servizio raccolta rifiuti
tradizionale.
Il contratto ha avuto il via libera dai soli consiglieri di maggioranza, che da oltre un anno stanno lavorando al progetto. Contrari le minoranze
Lega Nord e Manerbio Insieme, che già in precedenza
avevano manifestato la loro
contrarietà, in una occasione
persino uscendo dall'aula.
Vediamo allora in concreto
in che modo si espleterà il servizio, che, nelle intenzioni degli amministratori, «porterà il
nostro Comune ha raggiungere l'obiettivo (in buona parte
imposto dalle normative europee) del 65% di raccolta differenziata previsto dalla legge e recherà benefici ai cittadini», ha affermato il vice sindaco Nerina Carlotti, assessore
anche all'Ecologia.
Innanzi tutto il territorio comunale sarà diviso in due zone: il centro e la periferia. I cittadini provvederanno alla
operazione di cinque differenti frazioni di rifiuto: carta,
vetro e lattine, imballaggi in
plastica, umido e rifiuto secco indifferenziato.
Rifiuti: Scenario
Tali prodotti saranno conferiti dai cittadini negli appositi
contenitori che Garda Uno distribuirà gratuitamente e saranno raccolti due volte alla
settimana (nei mesi estivi
l'umido, ovvero lo scarto da
cucina, sarà raccolto tre volte
settimanali). Secondo le schema che ogni utente riceverà,
entro le ore 20 il cittadino dovrà posizionare sulla strada il
contenitore con il relativo rifiuto, che sarà poi raccolto dagli addetti nelle ore notturne.
Saranno invece mantenuti i
green service, ovvero i cassoni adibiti alla raccolta di verde e sfalci da ramaglie. Novità è la presenza di quattro cassoni per utenze di grandi
quantità di tessili sanitari
(pannolini per l'infanzia e
adulti incontinenti), utilizzabili dagli utenti che ne faranno richiesta con apposite
chiavi di accesso.
Garda Uno si avvarrà per la
raccolta dei rifiuti dell'ausilio
di Coges (fino aieri società affidataria del servizio) e della
cooperativa Solidarietà Manerbiese. I cittadini saranno
informati attraverso incontri
ad hoc che si terranno tra fine
novembre e le prime settimane di dicembre nell'aula magna del Polivalente; in questa
occasione saranno illustrate
le modalità del nuovo servizio. Una ulteriore possibilità
di conferire il rifiuto sarà data
al cittadino dal nuovo centro
raccolta rifiuti che sarà realizzato in futuro. Anche in questo caso una novità: non sorgerà più nell'area Paolo VI, come in un primo tempo annunciato, ma in un'altra zona che sarà prossimamente
individuata.
Um berto Scotzzi
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0
onnezza «straniera »,, si cerca
Il sindaco Cingia: «Non possiamo essere la discarica per gli incivili». Discussione aperta con i cittadini
CEL TICA Non si arresta l'invasione di rifiuti «stranieri»; il paese pensa
al contrattacco con un cambio del metodo di conferimento. E sono iniziate
le assemblee, i confronti con la cittadinanza che potrebbero persino portare, in caso di mancanza di convergenza, a un referendum.
I fenomeni di conferimento illegittimo continuano a imperversare in paese. Sotto assedio, in particolare, le postazioni di confine. Ed il futuro non si
annuncia roseo; osserva Cingia: «I
conferimenti da parte di soggetti non
autorizzati, che abbandonano i rifiuti
attorno ai cassonetti delle isole stradali, sono destinati ad aumentare perché altri Comuni modificheranno i sistemi di conferimento; noi non possiamo diventare la discarica per tutti i
cittadini privi di rispetto ecologico,
ambientale e civico».
Da gennaio a settembre la percentuale di differenziata, a Cellatica, si è mantenuta al 57% con una punta a settembre del 63%. La produzione complessiva di indifferenziata non ha subìto riduzioni. Tutto ciò dovuto, spiegano
in Comune, in gran parte ancora ai
conferimenti illeciti che proseguono
incessantemente, nonostante i pattugliamenti delle forze dell'ordine, l'installazione di telecamere, i tentativi di
dissuasione attraverso tabelloni luminosi e un'informazione capillare.
«Cellatica, con il sistema a cassonetto
Rifiuti: Scenario
aperto - prosegue il primo cittadino conferisce annualmente per abitante
la stessa quantità di rifiuti differenziati dei Comuni limitrofi che effettuano
la raccolta porta a porta, ma gli altri
hanno conferimenti di rifiuti indifferenziati più bassi perché li scaricano
evidentemente da altre parti. Nel Comune di Gussago i cittadini producevano, fino a luglio 2013 (quando era
ancora in vigore il sistema di raccolta
a cassonetto, ndr), 0,75 chili di rifiuto
indifferenziato al giorno per residente, Cellaticane produce circa 0,67. Immediatamente dopo il passaggio alla
raccolta con il sistema "porta a porta"
Gussago ha conseguito il risultato di
0,165 kg al giorno per abitante con un
incremento di rifiuti differenziati di
soli 0,092 kg. In un lasso di tempo di
poche settimane non possono essere
cambiate così drasticamente le modalità di produzione di rifiuti. È altrettan to evidente che i cittadini di Gussago
non si sono messi a mangiare i rifiuti,
ergo il mezzo chilo che manca è andato a finire da un'altra parte».
Ora il Comune è alla ricerca di una soluzione: «Prenderemo una decisione
dopo aver sentito gli abitanti di Cellatica - conclude il sindaco -, raccoglieremo le opinioni e i loro pareri. Ma il sistema va cambiato. Se non troveremo
un accordo o una linea condivisa, faremo un referendum».
Federico Bernardellì Crz
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VILF
. Nel giorno di Ognissanti i cittadini lamentano il mancato ritiro dei rifiuti, costituiti soprattutto da fiori
Cassonetti stracolmi davanti a1 cimitero
Polato: «E una vergogna
che l'amministrazione
non abbia provveduto»
Buona invece la viabilità
menti negativi di quanti hanno notato questa incresciosa
situazione, biasimevole per
tanti aspetti senza che nessuno si sia preoccupato di sanarla e di rimettere in ordine.
.............................................................................
Carlo Rigonfi
..............................................................................
Tra commenti di cittadini e
capannelli di persone che commentavano la situazione, ecco
per tutti una voce. «Vedere come è ridotto l'ingresso del camposanto è una vergogna»,
Brutta sorpresa ieri mattina
per i tanti cittadini che nel
giorno di tutti i santi hanno fatto visita alle tombe dei loro cari nel cimitero del capoluogo.
La viabilità per consentire il
corretto afflusso al luogo delle
sepolture era stata opportunamente predisposta a partire
da viale Messedaglia, consentendo lo scorrimento veloce
dei veicoli in una sola direzione di marcia (entrata da via
Sant' Eurosia e uscita da via
Molini) e senza intralci causati dall'intenso traffico veicolare soprattutto nelle ore di punta. Proprio all'ingresso principale, sotto alla scritta «Il culto
delle tombe rivela la civiltà dei
popoli», i visitatori si sono però visti accogliere da tre cassonetti grandi, due piccoli e alcuni sacchetti neri colmi di rifiuti, per lo più fiori, che fuoriuscivano creando una scena a dir
poco disgustosa. Ovvi i coni-
Rifiuti: Scenario
esclama Gian Paolo Polato,
già assessore comunale per
tre anni e per altri sei consigliere, «stiamo sopportando la
presenza di immondizie fino a
mezzogiorno in centro, per
giunta in momenti cosi difficili che hanno visto la chiusura
di 34 attività commerciali. E
ora l'amministrazione dimostra di non aver rispetto nemmeno peri morti». •
Cassonetti stracolmi proprio all'ingresso del cimitero FOTO PECORA
Pagina 21
Udi= al
Con'g'o ' Stato il 13 61a 11 o. L'
è 9a rnes m
ca, l'incubo continua
Sul tavolo c'e
1
ione re6anale
aCavenatd
di Matteo Berselli
CAPPELLA CANTONE - Torna l'incubo amianto, un capitolo
che sembrava ormai definitivamente archiviato, ora si riapre.
Da un tribunale all'altro, da Milano a Roma. Fra poco più di due
mesi, davanti al Consiglio di Stato, il processo vede opposte Lameri Cereals e Cavenord: oggetto del contenzioso, la validità
dell'Autorizzazione Integrata
Ambientale rilasciata dalla Regione nel settembre 2011. Per intenderci, il `pezzo di carta' che
autorizza la discarica di amianto
di Cappella Cantone, e che nessun giudice, nonostante gli scandali, le tangenti, le confessioni e
le condanne che hanno contrassegnato gli ultimi tre anni, ha
mai annullato. Un documento
che da solo vale qualche milione
di euro e che, proprio per questo,
la ditta bergamasca intende difendere con le unghie e con i denti. L'udienza è in calendario il 13
gennaio 2015. Al tribunale romano gli avvocati delle rispettive
aziende si erano già confrontati
sei mesi fa, quando Elia Di Matteo, il legale che assiste la società
sambassanese, si era visto respingere la richiesta di sospensiva. Una bocciatura peraltro mitigata dalle motivazioni inserite
nel dispositivo della sentenza,
che di fatto vietava, e tuttora vieta, a Cavenord di disporre del sito fino alla conclusione dell'inchiesta penale avviata dalla Procura di Milano. In settimana sono arrivate le prime condanne
ma il processo durerà ancora mesi, se non anni. Eppure, per attendere il Ti nunciamento del Consiglio dStato, non bisognerà at-
Rifiuti: Scenario
tendere così a lungo. Cavenord
ha infatti chiesto e ottenuto di
fissare subito l'udienza di discussione nel merito: «La loro strategia è chiara - spiega Di Matteo
-: se l'Aia viene riconosciuta valida hanno acquirenti pronti a ri-
levare la proprietà dei terreni e
realizzare la discarica: cedendo
l'autorizzazione, riuscirebbero a
pagare i debiti e a evitare il fallimento. Noi invece chiederemo
un rinvio per lasciare che si completi l'inchiesta penale».
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Iren vuole crescere
nel ousiness regolato
Le carte da giocare
nel ris' o delle u ' 'ty
di Vittorio Carlini
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Segnalazioni
ren è concentrata su diverse strategie.
Tra queste: incrementare laquotadibusiness da attivitàregolate, anche per resistere meglio alla recessione (e al calo di domanda di energia) che morde il Paese. E poi, facendo leva sulle norme della legge di Stabilità
crescere per linee esterne. Su
quest'ultimo fronte l'intenzione
è di essere un polo aggregatore
di utility medio-piccole in Liguria,Piemonte ed Emilia.Inparticolare siguarda, al dilàdipossibili eccezioni, al business del ciclo integrato deirifiuti e alteleriscaldamento.La strategia di espansione, peraltro, può essere indirettamente agevolata dal minore stress che
arriva dall'indebitamento. ella fine di giugno
il debito netto si è assestato a quota 2,24 miliardi.Unvalore piuttosto distante dai2,65miliardi di fine 2011, seppure in rialzo rispetto ai 2,19
miliardi del 31,/12/2013. Proprio quest'ultima
dinamicahaindotto atemere un minore pressing del gruppo sul tema. Iren rigetta il timore. In generale, il valore è considerato gestibile. Ciò detto il rialzo è conseguenza di scelte,
perlren compatibili conla situazione debito-
ria, finalizzate alla crescita. Comunque, per fine 2014 l'obiettivo del
rapporto tra debito netto e ebitdaè compreso tra 3,5 e3,6.Detto
del debito, una volontà dell'utility del Nord Ovest è quella di aumentare, nel medio periodo, l'incidenza della redditività da asset regolati. Più sul
breve il gruppo conferma l'ebitda a fine
dell'attuale esercizio intorno a 63o milioni.
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MM
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Iren, contro la recessione
la scommessa è crescere
nelle attività rego late
Confermata la stima sull'e it a a circa 630 milioni per fine anno
La crisi pesa sulla produzione d'energia - Bene i poli di rifiuti e acqua
di Vittorio Carlini
`ren, attualmente, è concentrata su diverse strategie. Tra queste: incrementare la
quota dibusiness da attività regolate, anche per resistente meglio alla recessione
(e al calo di domanda di energia) che morde il
Paese; inoltre, proseguire nella riduzione del
debito; poi, facendo leva sulle norme della
Legge di Stabilità, crescere per linee esterne.
Proprio rispetto a quest'ultimo obiettivo,
l'utility del Nord Ovest vuole giocare le sue
carte nel futuro risiko. Non tanto (o non solo)
nella partita della troppe volte ipotizzata, ma
mai avviata, fusione conA2A. Bensì, quale polo aggregatore di piccole multi-utility locali. E
li che, soprattutto grazie all'art.43 della Legge
di Stabilità sulla razionalizzazione delle società partecipate locali e le agevolazioni per le
l'aggregazione dei loro servizi pubblici, ci sono iveri spazi di manovra.
Già, gli spazi di manovra. Quali però le zone d'Italia in cui Iren vuole concretizzarl? In
primis,rileva il criterio della contiguità territoriale. Ragionevolmente gli obiettivi, al di là di
possibili eccezioni, sono aziende situate in
Piemonte, Liguria o Emilia. Manonè solol'elemento geografico. È importante lo stesso settore d'attività. Su questo fronte l'utility guarda, tra le altre cose, con interesse a due business: il ciclo integrato dei rifiuti e il mondo del
teleriscaldamento.
Individuata la duplice caratteristica, non è
tuttavia detto che ogni società che la possieda
sia inquadrata dal radar di Iren. Sono, infatti,
previsti ulteriori parametri. Il primo è dare
priorità alle imprese in cui l'utility ha già una
partecipazione. Inoltre deve, in linea generale, sussistere unabuona situazione debitoria e
di redditività: il rapporto tra debito netto e ebitda delpossibile target, infatti, non deve essere peggiorativo per Iren. Infine, è necessario
che l'operazione permetta di concretizzare
una valida filiera industriale.
Afronte di queste indicazioni quali, allora, i
dossier che possono interessare? Il gruppo
non dà indicazioni. Tra gli esperti era circolato il nome della Amag di Alessandria ma Iren
sottolinea che l'azienda non rientra nell'identikit individuato dai criteri sopra indicati.
Segnalazioni
Fin qui il tema delle aggregazioni. Riguardo ad esso, seppure indirettamente, è innegabile che rilevi anche la dinamica dell'indebitamento. Minore è il suo peso e maggiore è lo
spazio di azioneper eventuali operazioni straordinarie. A ben vedere, il debito netto è un
tema che, nel passato, aveva spesso destato
preoccupazione con riferimento ad Iren: era
troppo alto. Dai 2,26 miliardi di fine 2010 (anno in cui Iren è nata dall'aggregazione di Enia
e Iride) si era arrivati ai 2,653 miliardi del31 dicembre 2011, con un rapporto sull'Ebitda oltre
4volte. Il rosso della posizione finanziarianetta, in calo dal 2012, ha poi subito una bella sforbiciata a fine 2013, grazie all'applicazione del
principio contabile Ifrs n. L'indebitamento così, pur rimanendo elevato, è sceso a 2,192 miliardi. Detto ciò, a fine giugno scorso la posizione finanziaria netta era in rosso per 2,242
miliardi. Cioè, di nuovo è un po' salita Al che
può sorgere il dubbio che il pressing aziendale su questo fronte sia diminuito. Lamultiutility rigetta l'obiezione. L'incremento, è l'indicazione, deriva da scelte aziendali, compatibili
con l'attuale livello debitorio, finalizzate alla
crescita: dall'acquisizione di un'ulteriore quota del 24% nel termovalorizzatore di Torino
fino all'acquisto della partecipazione (49%)
di Eolia nell'impianto di Piacenza. Senza dimenticare, poi, l'impegno finalizzato al delisting di Società acque potabili. Peraltro, aggiunge Iren, l'attuale valore dell'indebitamento non èpiù fonte di preoccupazione e può essere gestito normalmente. Uno scenario conseguenza, anche, della diversificazione della
struttura dello stesso debito: ad oggi la componente costituita da obbligazioni emesse dal
gruppo è salita a circa il 24%. Nel 2014 infatti,
oltre ai private placement, sono stati collocati
(ad investitori istituzionali) 300 milioni in obbligazioni. L'obiettivo? Allungare la durata
media del debito di gruppo eridurne (perl'appunto) il costo medio che ora è di circa il3,9a%o.
Ciò detto, il ricorso al mercato del debito, a
fronte di circaulteriori 200 milioni da rifinanziare nel 2014, proseguirà quest'anno?L'ipotesi è di difficile concretizzazione. Anche perchè la liquidità prestata dalla Bce nel Tltro induce diverse banche a offrire denaro atassi interessanti. In un simile contesto Iren punta,
poi, a migliorare il rapporto tra indebitamento netto e ebitda. Il target? Arrivare, a fine
2014, ad un ratio compreso tra 3,5 e 3,6 volte.
L'obiettivo potrà essere raggiunto attraverso
ulteriori dismissioni? A ben vedere, l'utility
del Nord Ovest non pare avere quale priorità
la vendita «sic et simpliciter» di asset.
Possibile, invece, lo sviluppo di eventuali
partnership con cessione di quote di minoranza. Proprio su questo fronte, secondo fonti finanziarie, Iren sta discutendo con il fondo F21
(al di là delle operazioni realizzate sul tennovalorizzatore di Torino) l'eventuale ingresso
di quest'ultimo nel business dell'ambiente.
Unpartnerfinanziario (perl'appunto diminoranza) che da un lato, acquisendo asset, fornisce cash (utile anche per abbattere il debito);
e, dall'altro, permette lo sviluppo industriale
nel settore. Allo stato attuale c'è nulla di concreto ma Iren non smentisce il dialogo.
Fin qui alcune indicazioni sulle strategie
del gruppo: quale, però, l'andamento del suo
business? L'ultimo riferimento ufficiale, dal
punto di vista contabile, rimane (in attesa dei
numeri sul terzo trimestre) il primo semestre
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del2o14.A livello di gruppo i ricavi sono calati
(-14,% rispetto allo stesso periodo del 2013).
L'ebitda, dal canto suo, ha contenuto la discesa (-2,4%) grazie al pressing sui costi operativi
(-18,4%). In discesa, infine, lo stesso utile netto (-26,6%) su cui, tra le altre cose, c'è stato
l'impatto delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto.
Aldilà dei numeri complessivi, ciò che salta all'occhio è la diversa dinamica tra i vari settori di business. soprattutto rispetto alla redditività. 11 servizio idrico integrato havisto il suo
Mol assestarsi a quota 83,6 milioni con un rialzo del 39,1%. La crescita è stata replicata nel
business dell'ambiente. L'ebitda legato al ciclo integrato dei rifiuti è aumentato del 62,2%.
Diverso, invece, l'andamento nelle altre attività. Ad esempio, i margini del settore mercato
o della generazione e teleriscaldamento sono
scesi. In particolare, ilmol di quest'ultimo (generazione e calore) è calato più celermente
( 24
,,
6oz
orispetto olia contro pione (- 144 i) dei
suo ricavi. Certo, la crisi incide sulla produzione di energia. E però l'andamento induce preoccupazione nel risparmiatore il quale ipotizza qualche problematica non contingente.
Iren rigetta i timori.Inprimis, viene sottolineato che la redditività è stata comunque superiore albudgetprevisto.Inoltre, il primo semestre del2o13 era stato caratterizzato da straordinari eventi positivi. Tra gli altri: le abbondanti piogge, che hanno permesso di sfruttare
l'idroelettrico (agevolato nel dispacciamento); oppure, il calo dei prezzi spot del gas che
non si è riflesso immediatamente sul listino alla clientela finale. Al contrario, nella prima
metà del 2014, c'è stato da unlato l'impatto negativo della nuova tariffa definita dallAeeg
sulla commodity azzurra; e, dall'altro, il caldo
straordinario che, in un contesto di recessione, ha contribuito a ridurre la domanda di
energia. In un simile scenario, è la considerazione di Iren, confrontare i due periodi ha poco significato. In generale, comunque, il gruppo indica che i margini e i volumi nel secondo
semestre dovrebbero migliorare.
Ciò detto l'utility, anche per rendersi maggiormente resistente alla crisi, indicalavolontà di crescere nel business regolato. Alla fine
del 2013, l'incidenza dell'attività non regolata
(generazione e mercato) sull'ebitdacomplessivo era di circa il 46%. L'obiettivo, ferma restando l'importanza assoluta di tutti i settori,
è nel medio periodo di fare scendere la percentuale verso i140%Il targetdovrebbeconseguirsisiaconlacrescita esterna che con quell a interna. Cioè, con
l'aggregazione di utility che possiedono reti.
Oppure attraverso i prossimi round di aste, ad
esempio, nel mondo del gas. Qui, oltre alla
conferma nelle concessioni già detenute, Iren
punta all'espansione nei più ampi ambititerritoriali (Atem) dove è incumbent.
Questa è l'indicazione di medio periodo:
quali però le prospettive a fine 2014? Iren stima che l'ebitda dovrebbe assestarsi intorno a
630 milioni (erano stati 646 a fine 2013).
I numeri del gruppo Iren
BILANCI
SEMESTRALI
ACONFRONTO
Ebitda
Ricavi
1.521,489
1.788,083
370 ,536 379,584
Utile
86,703
118,066
.............................................
ANDAMENTO
DELL'EBITDA
I sem. Generaz.
Infrae calore Mercato strutture
2013
380
(39)
(20)
(6)
Ambiente
I sem.
2014
11
371
ú in
dati in milioni
............................................
ANDAMENTO
DEBITO NETTO
dati in milioni
Fine 2013
2.525
Applicazione Ifrs11---
(333)
Fine 2013 con Ifrsü
2.192
Utile netto
-(87)
Svalutazioni
e ammortamenti
(111)
Variazione ca pitale
circolante netto
Capex
Cessioni e incassi
da dividendi
Dividendi
COMPOSIZIONE
Variabile
17%
Swap
22%
Bond emessi
24%
dati in
al 30/6/2014
Fisso
61%
Prestiti
76%
Fonte: Società
(*) Riferito alla Pfn
(**) Considerata la nuova emissione in luglio
0 RI P RODD ZIO NE RISERVATA
Segnalazioni
Pagina 25
Quali le indicazioni dell'analisi
tecnica rispetto al titolo dell'utility
del Nord Ovest Iren?
Il titolo Iren sta registrando un
movimento correttivo dopo il massimo
dell'anno toccato a f ine marzo poco
sopragli 1,3 euro. La discesa èstata
molto composta e si sta concretizzando
in una configurazione a bandiera: è un
andamento che dovrebbe preludere
alla ripresa del rialzo. La soglia critica
da monitorare è rappresentata
dall'area di o,8 euro. Discesefino a
questo livello non sono
particolarmentepreoccupanti. Una
ripresa dellafase ascendente avrebbe
come primo ostacolo proprio il livello
toccato lo scorso marzo mentre la
resistenza veramente strategica è
rappresentata dall'area tra1,4 e1,5
euro. Si tratta dei massimi registrati tra
il 201o e il 2011. Oltre quel livello la fase
rialzista diventerebbepiù strutturata.
(di Andrea Gennai)
Quale il valore del Capex previsto
per il 2014?
L'utility del Nord Ovest ha messo alle
spalle un ingente piano di investimenti
che, tra le altre cose, è stato una della
cause anche dell'incremento
dell'indebitamento. Ciò detto, nel 2014
il Capexprevisto dovrebbe assestarsi
un poco al di sotto dei 300 milioni. Di
questi, circa 200 milioni sono
focalizzati sulla gestione delle reti. Gli
altriloo, invece, sono destinati alla
crescita.
Dopo le indicazioni contenute
nella legge di Stabilità il gruppo
si propone quale polo aggregatore
Focus su piccole-medie utility
nel teleriscaldamento e ambiente
Uno dei temi cui volge
l'attenzione di esperti e
risparmiatori è la governance.
Certo, il tema del governo
societario (e dell'influenza della
politica) in gruppi che sono il
risultato di aggregrazioni di ex
municipalizzate è trasversale
all'intero mondo delle utility
italiane. E, tuttavia, rispetto ad Iren
viene sottolineato che dovrebbero
concretizzarsi maggiori efficienze e
razionalizzazioni...
A ben vedere, sul fronte della
governance, diversi passi sono stati
compiuti.Così, nel 2013 c'è stata
l'abolizione del comitato esecutivo in
modo da consentire una gestione più
snella. Inoltre i poterigestionali, uniti
a quelli finanziari, sono stati
ricondotti all'unicafigura dell'ad.
Poi, i componenti dei consigli di
amministrazione delle società
operative di primo livello sono scesi a3
(prima erano5) e non sono più previsti
consiglieri esterni. Inoltre, c'è stato
l'accentramento della gestione
finanziaria, dei servizi informatici e
della gestione negli acquisti e appalti.
Ciò detto rimane, tra alcuni esperti, la
considerazione che è necessario
concretizzare una maggiore
integrazione tra le diverse società
operative facenti parte del gruppo.
© RIP RO DDZIO NE R15 E R VAIA
Segnalazioni
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Rassegna del 02/11/2014