Prefettura di RIETI
12 DICEMBRE 2007
Incontro con la Provincia di RIETI
Predisposizione del piano comunale o intercomunale di
protezione civile
(OPCM 3606/2007)
Una giornata Nera
24 luglio 2007: L’allerta per il rischio incendi nel centro sud è massima. Le condizioni meteo
nel foggiano sono le seguenti: temperatura 44 gradi, vento a 25 nodi, umidità al 15%.
A Peschici, nella tarda mattinata, un vasto incendio interessa zone costituite prevalentemente
da insediamenti turistici lungo la costa.
L’assenza di un piano di emergenza e di un reale coordinamento delle forze sul posto
trasformano l’incendio nel giro di poche ore in una emergenza di protezione civile nazionale.
Morti:
Persone evacuate:
2
3500 (via terra-pullman e via mare-motovedette della Guardia
Costiera)
Interventi sanitari:
200
Decine le auto incendiate e danni per milioni di euro
Gli incendi boschivi del Lazio
(N.° di incendi per provincia)
A P F totali (2004) per P rovinc ia
A P F totali (2006) per P rovinc ia
300
300
250
250
200
200
150
165
100
191
150
144
50
100
37
73
45
129
92
50
28
F ros inone
L atina
R ieti
R oma
F ros inone
V iterbo
R ieti
R oma
V iterbo
300
300
250
250
252
200
100
L atina
AP F totali (2007) per P rovinc ia
A P F totali (2005) per P rovinc ia
150
58
0
0
200
150
153
100
105
50
48
48
0
F ros inone
L atina
R ieti
R oma
V iterbo
N.B. dati 2007 provvisori
50
45
78
25
81
49
0
F ros inone
L atina
R ieti
R oma
V iterbo
Gli incendi boschivi nel Lazio
A rea A P F A c quis ite (ha) - 2006
A rea A P F A c quis ite (ha) - 2004
2500
2500
2000
2000
2085
1500
1500
1000
1344
1000
500
87
379
90
500
906
43
518
395
R ieti
R oma
V iterbo
0
0
F ros inone
L atina
R ieti
R oma
F ros inone
V iterbo
Area AP F Ac quis ite (ha) - 2005
2500
2000
2000
1881
1903
1500
1552
L atina
Area AP F Ac quis ite (ha) - 2007
2500
1500
710
1322
1000
1000
500
500
158
462
128
R ieti
R oma
V iterbo
0
F ros inone
L atina
N.B. dati 2007 provvisori
510
287
413
0
F ros inone
L atina
R ieti
R oma
V iterbo
Gli incendi boschivi nel Lazio
APF - Lazio
Frosinone
4000
Latina
3500
Rieti
Roma
3000
Area (ha)
Viterbo
2500
2000
1500
1000
500
0
2004
2006
2005
anno
N.B. dati 2007 provvisori
2007
Legge 353/2000
Legge quadro in materia di incendi boschivi
Art. 3, comma 1
Le regioni approvano il piano regionale per la programmazione delle
attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi
boschivi, sulla base di linee guida e di direttive deliberate dal Consiglio
dei Ministri
Legge 353/2000
Legge quadro in materia di incendi boschivi
Attività dei comuni:
Art. 4 comma 5 “le province, le comunità montane ed i comuni
attuano le attività di previsione e di prevenzione secondo le attribuzioni
stabilite dalle Regioni”.
Art. 6 comma 1 “le amministrazioni statali, regionali e gli enti locali promuovono,
ai sensi della legge 7 giugno 2000, n 150, l’informazione alla popolazione in merito
alle cause determinanti l’innesco di incendio ed alle norme
comportamentali da rispettare in situazioni di pericolo”.
Nota: Legge 7 giugno 2000, n° 150 “disciplina delle attività di informazione”
Art. 10 comma 2 “I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di
approvazione del piano regionale di cui al comma 1 dell’articolo 3,
a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco
nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo
Forestale dello Stato.
Il catasto è aggiornato annualmente … omissis “
INDIVIDUAZIONE
INCENDIO
T0
PROCEDURE PER IL CONCORSO DELLA FLOTTA AEREA DELLO STATO
Art. 7:…. il Dipartimento, garantisce e coordina sul territorio nazionale, avvalendosi del Centro
operativo aereo unificato (COAU), le attività aeree di spegnimento con la flotta aerea
antincendio dello Stato
VALUTAZIONE
DECISIONE
COMPILAZIONE SCHEDA
INVIO SCHEDA
D.P.C
C.O.A.U.
VALUTAZIONE
ANALISI SITUAZIONE
DECISIONE
INVIO SCHEDA
SALE OPERATIVE
GESTORI
INVIO MEZZO AEREO
DECISIONE
T0 + x + 5’
max
30’
20’
30’
60’
60’
30’
T0 + x + 10’
PRONTEZZA
CANADAIR
S64
AB412 - VVF
AB 212 - MMI
CH47 - EI
AB41/NH500 - CFS
T0 + x
S.O.U.P./C.O.R.
Atti di indirizzo emanati annualmente
Atto di indirizzo del Presidente del
Consiglio
del 1°giugno 2007
“Indirizzi operativi per fronteggiare il rischio
incendi boschivi per la stagione estiva 2007”
(art.5, comma 2 della L. 401/2001)
Le Regioni e le Province Autonome sono
invitate
a
collaborare
con
le
amministrazioni provinciali e comunali
per elaborare, aggiornare e perfezionare…..
pianificazione ….che individui le zone a
rischio di incendi di interfaccia, definisca le
zone di interesse e di maggior rischio di
penetrazione di un incendio ……., indichi le
infrastrutture strategiche...., i percorsi
stradali e la loro percorribilità in relazione ai
possibili scenari derivanti da incendi in
atto;…nuove procedure volte a fronteggiare
la specifica emergenza.
Atto di indirizzo del Presidente del Consiglio
del 5 ottobre 2007
“Indirizzi operativi per, prevedere, prevenire e
fronteggiare eventuali situazioni di emergenza
connesse a fenomeni idrogeologici ed idraulici”
(art.5, comma 2 della L. 401/2001)
In tale spirito di collaborazione, le Regioni, le
Province e le Prefetture- Uffici Territoriali del
Governo,
ciascuno
per
le
proprie
competenze, vorranno ora favorire la
realizzazione
di
una
pianificazione
di
emergenza a livello comunale, seppur di natura
speditiva….
…massima attenzione dovrà essere dedicata
al completo recepimento del sistema di
allertamento nazionale…..
…dovrà essere verificata e, ove del caso
assicurata, la disponibilità di procedure di
allertamento tali da porre i Sindaci in grado di
garantire
la
pronta
attuazione
della
pianificazione di emergenza adottata…
L’ordinanza del Presidente del Consiglio
dei Ministri n.3606 del 28 agosto 2007
“Disposizioni urgenti di protezione civile
dirette a fronteggiare lo stato di
emergenza in atto nei territori delle regioni
Lazio, Campania, Puglia, Calabria e
della Regione Siciliana in relazione ad
eventi calamitosi dovuti alla diffusione di
incendi e fenomeni di combustione”
OPCM 3606/07
Art. 1
1. Il Capo Dipartimento della protezione civile è
nominato Commissario delegato per il superamento
del contesto emergenziale … (omissis)
2. Per l'adozione di tutte le iniziative necessarie al
superamento
dell'emergenza,
il
Commissario
delegato, …. si avvale, in qualità di soggetti attuatori,
dei Presidenti delle regioni o dei Prefetti delle
province interessate.
decreto commissariale n. 1 del 07.09.2007 art. 1
nomina soggetto attuatore il Presidente Regione Lazio
La pianificazione di emergenza
OPCM 3606/07
Art. 1
8. Le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo provvedono alla
perimetrazione e classificazione delle aree esposte ai rischi derivanti
dal manifestarsi di possibili incendi di interfaccia, nonché
all'organizzazione dei modelli di intervento con il coordinamento delle
Regioni ed in collaborazione con le province interessate, con l’ausilio di
Corpo Forestale e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
9. I sindaci, entro 45 giorni dalla pubblicazione sulla G.U. della presente
ordinanza, predispongono, anche sulla base delle risultanze di cui al
comma 8 e degli indirizzi regionali, i piani comunali di emergenza che
dovranno tener conto prioritariamente delle strutture maggiormente esposte
al rischio di incendi di interfaccia, al fine della salvaguardia e dell'assistenza
della popolazione; qualora ricorrano situazioni di inadempienza da parte
dei predetti comuni le Prefetture - UTG territorialmente interessate
provvedono in loro sostituzione
10. Il Commissario delegato pone in essere ogni azione di impulso utile a
favorire la predisposizione da parte dei comuni esposti al rischio
idrogeologico ed idraulico elevato e molto elevato, ai sensi della legge n.
267/1998, entro la cessazione dello stato di emergenza, della relativa
pianificazione di emergenza tenendo conto, ove possibile, degli effetti
indotti sui soprassuoli percorsi dai fuochi.
AZIONE DEL
COMMISSARIO
Realizzazione del
Manuale Operativo,
condiviso con le
Regioni, e costituzione
di
Gruppi di supporto
Decreto Commissariale n. 2 del 18.10.07
Art. 1
Definizione speditiva degli scenari di
rischio e modelli di intervento
Art. 2
Adozione e aggiornamenti degli
indirizzi/linee guida regionali
Il Manuale Operativo:

dà indicazioni su come perimetrare e classificare le aree esposte ai rischi derivanti
dal manifestarsi di possibili incendi di interfaccia

contiene gli elementi per l’elaborazione speditiva degli scenari di rischio e dei
corrispondenti modelli di intervento utili alla predisposizione dei piani di emergenza, in
relazione agli incendi di interfaccia

costituisce lo strumento per la realizzazione o l’aggiornamento dei piani di emergenza
per le aree a rischio idrogeologico

fa da riferimento per la realizzazione o l’aggiornamento degli indirizzi/linee guida
regionali
OBIETTIVI

Rendere efficaci ed omogenei gli strumenti di pianificazione
dell’emergenza che consentono la pronta risposta in caso di
disastro.

Realizzare piani di emergenza comunali per rischio incendio ed
idrogeologico, ma estendibili a tutti gli altri tipi di rischio

Creare una struttura minima di base presso i comuni, che può
essere potenziata da chi ha risorse sufficienti. I comuni più piccoli
possono consorziarsi per costruire strutture condivise e piani di
emergenza intercomunali
Gruppi regionali e provinciali di supporto ai Sindaci
I Gruppi di supporto
(decreto commissariale n. 2 del 18.10.2007 art. 1 comma 2)
OBIETTIVI
Gruppo di supporto
a livello regionale
Gruppo di supporto
a livello provinciale
-Regione
-Dipartimento della protezione civile
-Prefettura UTG
-Settore protezione civile della
Prefettura UTG con funzione di
coordinamento
-Regione
-Provincia
-CFS/CFRS provinciale
-VVF provinciali
Partecipazione del Gruppo DPC
con funzioni di supporto tecnico e
verifica stato di avanzamento della
pianificazione
 garantisce il raccordo delle
istituzioni nell’attività di supporto
ai comuni
 definisce le linee di azione
 monitora e sintetizza l’attività
svolta a livello provinciale
 Individua i criteri per
l’accorpamento dei comuni
 garantisce il supporto alla
pianificazione a scala locale
 favorisce lo sviluppo di
sistemi locali di protezione
civile
 incentiva il volontariato locale
 favorisce la conoscenza del
territorio e dei rischi da parte
dei comuni
 provvede all’accorpamento dei
comuni
 stabilisce il calendario degli
incontri
 monitora e sintetizza l’attività
svolta a livello provinciale
Il gruppo di supporto DPC:
i referenti per i gruppi provinciali
Provincia
Referenti per provincia
Roma
Bertuccioli Paola
Losavio Giacomo
Frosinone
Salvatori Lorella
Ceccaroni Fabrizio
Latina
Fabbri Marco
Palmieri Valeria
Viterbo
Barone Giovanni
Coppari Sandro
Rieti
Salustri Chiara
Strappaghetti Angela
Obiettivi gruppo provinciale:
• Modalità di aggregazione dei comuni: COI e continuità
territoriale.
• Successivi incontri dedicati agli amministratori e ai tecnici
comunali anche dei comuni che hanno già una pianificazione
• Calendario attività
Modalità di aggregazione dei comuni: COI e continuità
territoriale.
Sigla COI
Numero
Comuni
afferenti
Area
m2
Popolaz.
residente
RI1
3
320645691
4013
RI10
9
216650035
10760
RI11
6
141362985
17457
RI12
4
83294816
8100
RI13
13
264852377
17243
RI14
6
163084133
4249
RI2
1
203629822
2734
RI3
2
113719863
1549
RI4
6
126814750
7492
RI5
1
206109483
43785
RI6
3
102001822
5600
RI7
5
221113782
11731
RI8
6
478866857
10395
RI9
8
103088379
2302
COI
Comune
RI1
AMATRICE; ACCUMOLI; CITTAREALE
RI10
SCANDRIGLIA; POGGIO MOIANO; POGGIO NATIVO; POZZAGLIA SABINA; CASAPROTA;
ORVINIO; MONTENERO SABINO; MONTELEONE SABINO; FRASSO SABINO
RI11
MOMPEO; CASTELNUOVO DI FARFA; TOFFIA; MONTOPOLI DI SABINA; FARA IN SABINA;
SALISANO
RI12
POGGIO CATINO; CASPERIA; ROCCANTICA; POGGIO MIRTETO
RI13
TARANO; FORANO; VACONE; TORRI IN SABINA; COTTANELLO; MAGLIANO SABINA;
CANTALUPO IN SABINA; CONFIGNI; MONTEBUONO; STIMIGLIANO; SELCI; COLLEVECCHIO;
MONTASOLA
RI14
CONCERVIANO; BELMONTE IN SABINA; TORRICELLA IN SABINA; LONGONE SABINO; ROCCA
SINIBALDA; POGGIO SAN LORENZO
RI2
LEONESSA
RI3
BORBONA; POSTA
RI4
COLLI SUL VELINO; LABRO; CANTALICE; MORRO REATINO; POGGIO BUSTONE; RIVODUTRI
RI5
RIETI
RI6
GRECCIO; CONTIGLIANO; MONTE SAN GIOVANNI IN SABINA
RI7
CASTEL SANT'ANGELO; BORGO VELINO; ANTRODOCO; CITTADUCALE; MICIGLIANO
RI8
FIAMIGNANO;
MARCETELLI
RI9
COLLALTO SABINO; CASTEL DI TORA; COLLEGIOVE; NESPOLO; PAGANICO; ASCREA;
TURANIA¸ COLLE DI TORA
VARCO
SABINO;
BORGOROSE;
PESCOROCCHIANO;
PETRELLA
SALTO;
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Predisposizione del piano comunale o