Piano formativo
A.S.C.O.L.TO: Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori
sociali: La sperimentazione in provincia di Torino
ANALISI DEI FABBISOGNI E DEFINIZIONE
DELLE COMPETENZE
DEGLI OPERATORI SOCIALI
GENNAIO 2010
L’analisi realizzata con il contributo del Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la
formazione continua nelle imprese cooperative Fon.Coop. è stata condotta da: Monica Demartini
con la direzione di Adriana Luciano, nell’ambito del progetto “A.S.C.O.L.TO. - Analisi e Sviluppo
delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino”
Si ringraziano per la disponibilità e la collaborazione nella realizzazione dell’indagine Daniela
Genta (Consorzio Kairos), Elena Ramonda (I.Re.Coop Piemonte s.c.), i responsabili e gli operatori
delle cooperative sociali Crescere Insieme, Esserci, Giuliano Accomazzi, La Luna Storta e Piccola
Comunità.
2
INDICE
1. Le figure professionali nelle cooperative sociali .................................................................... 4
1.1 Educatore/trice professionale ................................................................................................ 5
1.2 Educatore/trice prima infanzia ............................................................................................. 22
2. I risultati dell’indagine sulle competenze degli operatori sociali ........................................ 40
2.1 Educatore/trice professionale .............................................................................................. 41
2.2 Educatore/trice prima infanzia ............................................................................................. 77
2.3 Conclusioni ......................................................................................................................... 109
Nota metodologica dell’indagine ............................................................................................. 111
Allegati – le schede delle cooperative sociali ......................................................................... 113
La cooperativa Crescere Insieme ............................................................................................ 113
La cooperativa Esserci ............................................................................................................. 130
La cooperativa Giuliano Accomazzi ........................................................................................ 139
La cooperativa Piccola Comunità ............................................................................................ 156
La cooperativa La Luna Storta ................................................................................................. 165
I questionari utilizzati................................................................................................................ 174
3
1. LE FIGURE PROFESSIONALI NELLE COOPERATIVE SOCIALI
Il progetto “Analisi dei fabbisogni e definizione delle competenze degli operatori sociali” si propone
di fornire ai responsabili delle cooperative sociali appartenenti al consorzio Kairos1 e agli operatori
in esse attivi uno strumento per la progettazione e realizzazione di percorsi di crescita
professionale, già utilizzato nell’ambito dell’Osservatorio sugli Operatori Sociali promosso dal
Servizio Solidarietà Sociale della Provincia di Torino2. In questa prima sperimentazione si vogliono
testare e adattare al contesto cooperativo nuove modalità di raccolta ed elaborazione delle
informazioni relative alle figure presenti all’interno delle cooperative di tipo A, ovvero
organizzazioni che offrono servizi socio–sanitari ed educativi (gestione di residenze, centri diurni,
realizzazione di attività di formazione e socializzazione, interventi educativi, assistenza domiciliare)
sia direttamente che in convenzione con enti pubblici e che mirano alla promozione sociale e allo
sviluppo della società.
Gli obiettivi principali possono essere sintetizzati in tre punti:
mettere in evidenza all’interno del consorzio Kairos e delle singole cooperative coinvolte
nella sperimentazione i punti di eccellenza e i punti di crisi nell’esercizio delle
professioni allo scopo di migliorarne l’organizzazione e la gestione;
dotare i responsabili del consorzio e delle cooperative di uno strumento di gestione del
personale per competenze;
realizzare un’analisi dei fabbisogni di formazione del personale.
Per questa prima analisi le figure professionali su cui si è deciso di concentrare l’attenzione sono
l’educatore/trice professionale e l’educatore/trice prima infanzia. In questo capitolo del report
riportiamo le relative schede descrittive3, elaborate sulla base di repertori già esistenti e del
confronto con gli operatori delle cooperative sociali in cui è stata realizzata la sperimentazione.
1
Kairos è un consorzio, costituito in forma di società cooperativa sociale, che opera sul territorio del comune
di Torino e dei comuni della provincia. I soci sono in prevalenza cooperative sociali che realizzano servizi
socio assistenziali, sanitari, educativi - cooperative sociali di tipo A , ex L. 381/91 - oppure attività produttive
attraverso le quali offrono opportunità lavorative a persone in difficoltà - cooperative sociali di tipo B , ex L.
381/91 o di inserimento lavorativo. (www.consorziokairos.org)
2
Il progetto è stato suddiviso in due fasi: la prima si è conclusa con la strutturazione di un modello di
osservazione, mentre nella seconda è stato messo in pista il modello e la diffusione degli strumenti ad esso
connessi. Per prendere visione dei materiali prodotti e del report di ricerca si veda il sito
http://www.provincia.torino.it/solidarietasociale/formazione/progetto
3
Nella nota metodologica sono illustrati i modelli teorici che hanno fatto da sfondo all’analisi e vengono citate
tutte le fonti utilizzate per le descrizioni.
4
1.1 Educatore/trice professionale
CARTA D’IDENTITÀ
Altre denominazioni: Figure professionali di prossimità: Educatore socio-culturale, Animatore professionale,
Assistente sociale, Psicologo, Operatore socio-sanitario, Assistente domiciliare e dei servizi
tutelari, Dirigente di Comunità, Coordinatore del Servizio
Chi è?
L'educatore professionale organizza e gestisce progetti e servizi educativi e riabilitativi in ambito
socio-sanitario rivolti a persone in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili,
pazienti psichiatrici e anziani. Lavora in équipe multidisciplinari, stimola i gruppi e le singole
persone a perseguire l'obiettivo di reinserimento
sociale definendo interventi educativi,
assistenziali e sanitari rispondenti ai bisogni individuali attraverso lo sviluppo dell’autonomia, delle
potenzialità individuali e dei rapporti sociali con l’ambiente esterno.
Quali norme regolano la professione?
La professione dell’educatore professionale è regolata a livello nazionale dal D.M. Sanità n. 520
del 8 ottobre 1998, Regolamento recante norme per l’individuazione del profilo professionale
dell’educatore professionale. In Piemonte il riferimento giuridico è la Legge Regionale n.1 del
2004, Norme per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e riordino della
legislazione di riferimento, che disciplina le figure professionali che prestano la loro attività nel
sociale (art.32).
Altre norme che regolano il settore sono:
• Decreto legislativo 112/1998: introduce l’espressione “professioni sociali”.
• Legge 26 febbraio 1999, n. 42, recanti disposizioni in materia di professioni sanitarie
• Legge Quadro 328/2000: riforma del comparto sociale
• D.M. Sanità del 27 luglio 2000, Equipollenza di diplomi e di attestati al diploma
universitario di educatore professionale, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso
alla formazione post-base
• D.M. MIUR del 2 aprile 2001, Determinazione delle classi di lauree specialistiche
universitarie delle professioni sanitarie, ai sensi del Dm 509/99
Sul Bollettino Ufficiale n.2 del 14/01/2010 è stato recentemente pubblicato il Decreto Regionale
emanato in data 30/12/2009, "Indicazioni in merito al personale con funzioni di educatore
professionale operante nei servizi sanitari, socio - sanitari e sociali della Regione Piemonte." in cui
si ripercorre brevemente la storia di questa figura professionale, con particolare riferimento alle
scelte operate nella Regione Piemonte.
Livello EQF:
VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al primo ciclo dei titoli accademici
VII livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al secondo ciclo dei titoli
accademici
5
CHE COSA FA
ATTIVITÀ PRINCIPALI
Analizza i bisogni del territorio
Progetta politiche, interventi e azioni
Procede con l’iniziale presa in carico
Microprogetta
Realizza attività di educazione,
riabilitazione e cura
Favorisce l’inserimento lavorativo
Realizza attività di prevenzione e
animazione
Gestisce l’organizzazione
DESCRIZIONE
attraverso analisi di studi e confronti con gli attori
sociali
volti a soddisfare le necessità individuate sul
territorio
dell’utente
gli interventi per l’utente
rivolte a target differenti
degli utenti
rivolte a target differenti
di strutture educative
6
COME VIENE REALIZZATO L’INTERVENTO EDUCATIVO?
A – Flusso di attività PRIMARIE
B - INPUT
C – Descrizione dell’attività
D – RISULTATO
E - SISTEMA
PROFESSIONALE
L’input del processo è costituito
dal contesto sociale di
riferimento nel quale si vuole
costruire un servizio
CONTESTO SOCIALE
1. Analizzare i bisogni del
territorio
Bisogno sociale
Raccogliere i bisogni del
territorio attraverso analisi
documentale, rilevazione
di opinioni degli attori
sociali, delle istituzioni e
analisi delle richieste
provenienti dalla Pubblica
Amministrazione.
Mappa dei bisogni territoriali
definita
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio,
Referente committente
2. Progettare politiche,
interventi e azioni
Mappa dei bisogni
territoriali definita
Gara d’appalto
Richiesta di prestazione
diretta
Progettare le politiche, gli
interventi e le azioni educativi/e
attraverso la definizione
delle attività (commisurate
al target di riferimento), dei
costi, delle metodologie e
strumenti.
Progetto
d’intervento/servizio
educativo
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio,
Progettista, Responsabile
di Direzione ente
aggiudicante, Referente
committente
3. Iniziale presa in carico
dell’utente
Domanda di aiuto dell’utente
e/o della famiglia, richiesta di
presa in carico espressa dal
committente
Incontrare l’utente e/o la famiglia
e raccogliere le informazioni
necessarie per decodificare la
domanda espressa
Anamnesi dell’utente
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio
7
4. Microprogettazione
dell’intervento sull’utente
Anamnesi dell’utente
Definire il progetto educativo e
riabilitativo per l’utente e/o la
famiglia
Progetto educativo e riabilitativo
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio
5. Educazione, riabilitazione e
cura
Progetto educativo e
riabilitativo
Realizzare le attività
previste in fase di
progettazione,
adeguando strumenti e
modalità di intervento in
base alle risposte di utente e/o
famiglia coinvolti e alle
condizioni ambientali
Intervento educativo e riabilitativo
realizzato, risposta al
bisogno rilevato,
comunicazioni al
committente
sull’andamento
dell’intervento
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio,
Psicologo,
Medico,
OSS,
Assistente Sociale
6. Inserimento lavorativo
Intervento realizzato
relativamente agli obiettivi
educativi e riabilitativi,
necessità dell’utente di essere
inserito in un percorso
lavorativo
Realizzare attività volte a
favorire l’inserimento lavorativo
dell’utente (analisi delle risorse
territoriali, realizzazione di
laboratori, attività di
orientamento professionale,
ecc.)
Intervento di inserimento lavorativo
realizzato, risposta al
bisogno rilevato,
comunicazioni al
committente
sull’andamento
dell’intervento
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio,
Orientatore,
Operatore del Centro per
l’Impiego,
Assistente Sociale,
Psicologo
PERCORSO
RIABILITATIVO/EDUCATIVO/DI
INSERIMENTO LAVORATIVO
REALIZZATO
8
TRASVERSALMENTE A TUTTO IL
PROCESSO
Prevenzione e animazione
Gestione di strutture
educative
Mappa dei bisogni territoriali
definita,
gara d’appalto,
richiesta del Committente di
realizzare attività di
prevenzione e animazione sul
territorio
Progettare e realizzare interventi
formativi/informativi, servizi di
aggregazione, interventi di
socializzazione
(commisurati al target di
riferimento), dei costi, delle
metodologie e strumenti.
Definire il progetto di struttura,
Affidamento da parte del
datore di lavoro della gestione programmare attività, provvedere
a logistica e manutenzione della
di una struttura educativa
struttura, gestire le risorse
finanziarie
9
Attività/servizi erogati, risposta al
bisogno
rilevato, comunicazioni al
committente
sull’andamento
delle attività/servizi
Struttura educativa funzionante
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio,
Progettista, Responsabile
di Direzione ente
aggiudicante, Referente
committente
Educatore Professionale,
Coordinatore del servizio,
OSS
DOVE LAVORA
Dove lavora? Ambienti e organizzazione
-
Servizi socioassistenziali
-
servizi (comunità o centri diurni) per disabili lievi e minori a
rischio, strutture assistenziali per anziani
-
Servizi sanitari
-
servizi per tossicodipendenti (SERT), alcolisti e pazienti
psichiatrici, disabili gravi e gravissimi
-
Progetti specifici
-
istituzioni totali, comunità mamma-bimbo, progetti rivolti ai
senza fissa dimora, servizi di educativa territoriale
Svolge la propria attività in strutture e servizi socio-sanitari e socio-educativi pubblici e privati, sul
territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali (comunità, centri diurni, residenze protette,
servizi territoriali, centri di ascolto) che si occupano di minori, anziani, disabili e altri gruppi di
persone in difficoltà.
I contesti di lavoro possibili sono le Cooperative Sociali e in alcuni casi le Associazioni. La
possibilità di inserimento in ASL, comuni o altri enti pubblici, è condizionata dall’attuale tendenza
dell’Amministrazione Pubblica a ricorrere ai servizi esterni.
In strutture residenziali o semi-residenziali solitamente lavora in team e risponde direttamente al
responsabile del servizio o al coordinatore di progetto. Nelle strutture sociosanitarie il suo tempo
lavoro di norma è organizzato in turni anche notturni. Nel caso di progetti educativi sul territorio gli
orari sono più flessibili e beneficia di un livello di responsabilità e autonomia maggiori, riferendo
comunque al coordinatore di progetto o al responsabile del servizio.
Competenze
Che cosa deve essere in grado di fare ?
Attività primarie
Analizzare i bisogni del territorio
-
Rilevare le fonti informative istituzionali presenti sul territorio (centri per l’impiego, dati statistici,
anagrafe, piani di zona…)
Rilevare informazioni, giudizi, suggerimenti e valutazioni presso gli “stake holders” (utenti,
cittadini, colleghi…)
Rilevare le iniziative presenti sul territorio (osservatori, ricerche, progetti, attività…)
Evidenziare, a partire dall’analisi delle fonti e dall’elaborazione dei dati, i bisogni espressi e
potenziali del territorio
Fare una mappatura delle risorse presenti o attivabili sul territorio (servizi, associazioni…)
Progettare politiche, interventi e azioni
-
Progettare e realizzare il piano di ricerca (per investigare un fenomeno, per dare risposta ad un
bisogno…)
10
-
Predisporre strumenti di analisi quantitativi e qualitativi (per rilevazione fabbisogni, per analisi
storia personale…)
Definire il progetto socio educativo
Promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro
Partecipare a commissioni istituzionali per il riconoscimento dei diritti socio-sanitari (tavoli di
coordinamento in cui i capofila possono essere ASL, Comuni, Circoscrizioni nel caso della
Città di Torino, ecc.)
Prendere in carico l’utente nella fase iniziale
-
Accogliere e ascoltare l’utente e/o la famiglia
Condurre l’indagine socio – economico – familiare e l’anamnesi attuale e remota
Decodificare/analizzare la domanda espressa
Orientare ai servizi di secondo livello (servizi specialistici esterni sanitari, psicologici,
psichiatrici, di orientamento formativo/professionale, ecc.)
Negoziare il progetto educativo con l’utente e l’inizio dell’intervento
Confrontarsi con l’équipe socio sanitaria o socio assistenziale
Microprogettare gli interventi sugli utenti
-
Definire il progetto di intervento per il singolo utente e/o la famiglia, di tipo educativo e
riabilitativo mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità delle persone
Educare, riabilitare e curare
-
Realizzare e coordinare interventi domiciliari/semi residenziali e di educativa territoriale per
disabili, minori, adulti in difficoltà, anziani
Realizzare assistenza individualizzate (per singoli utenti o per più utenti che fanno parte dello
stesso nucleo familiare) nei percorsi di crescita e di emancipazione dei soggetti deboli
Assistere direttamente la persona nelle attività della vita quotidiana
Condurre interventi di mediazione nelle relazioni interpersonali (famiglia, coppia…)
Gestire gruppi di auto - mutuo aiuto
Condurre colloqui di orientamento e di sostegno educativo (rivolti a giovani e adulti in difficoltà
di apprendimento)
Condurre incontri di formazione/informazione su problematiche sociali, politiche e culturali
Favorire l’inserimento lavorativo
-
Analizzare le risorse territoriali per l’inserimento lavorativo delle diverse tipologie di utenti e per
la loro formazione
Realizzare iniziative e laboratori di addestramento al lavoro e allo sviluppo di abilità di base
Realizzare attività di orientamento professionale (suscitare motivazione, analizzare prerequisiti
e potenzialità individuali, favorire l’attivazione personale…)
Favorire il processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro
Affiancare i soggetti nei percorsi di inserimento lavorativo
11
Prevenire e svolgere attività di animazione
-
Erogare, promuovere e coordinare interventi formativi/informativi di prevenzione rivolti al
territorio (scuole, consultori…) per genitori, insegnanti, volontari, minori, disabili
Attivare e gestire percorsi di prevenzione con soggetti a rischio (es. interventi di educazione
alla salute e accompagnamento quotidiano per l’adozione di corretti stili di vita)
Attivare e gestire dei servizi di aggregazione per giovani ed anziani
Realizzare in équipe e coordinare interventi di animazione e socializzazione all’interno di
strutture residenziali e sul territorio (attività per il tempo libero, teatro, coro, pittura, centri estivi
e soggiorni …)
Gestire l’organizzazione di strutture educative
-
Coordinare gli operatori che lavorano nella struttura
Definire il progetto della struttura
Programmare le attività della struttura
Coinvolgere ed attivare la famiglia dell’utente nel progetto educativo
Attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi
Provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura
Gestire le risorse finanziarie della struttura
Attività di servizio
Coordinare e organizzare il lavoro
-
Coordinare i servizi educativi
Coordinare l’educativa territoriale
Partecipare ad incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle stesse problematiche
Coordinare gruppi di lavoro
Partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipe
Collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane
Collaborare alla progettazione/ organizzazione dei corsi di formazione
Gestire le informazioni e le conoscenze
-
Predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle degli utenti e il PEI
Progettare ed aggiornare il sistema informativo del servizio e i suoi strumenti
Predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati
Predisporre atti amministrativi (comprese relazioni sull’utente inviate ai Servizi Sociali e
utilizzate per procedure legali)
Rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture
Svolgere attività didattico-formative
Curare lo sviluppo e l’aggiornamento della propria professionalità
Integrare/collaborare con le risorse territoriali
-
Partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio
12
-
-
Attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo (coinvolgimento delle famiglie, del
contesto e dei servizi dislocati nel territorio nei progetti educativi attraverso azioni di
sensibilizzazione)
Partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del benessere
Coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio
Collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio
Valutare e verificare
-
Progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio
Realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi
Collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del servizio
Gestire la relazione con i tirocinanti e i volontari del servizio civile
-
Facilitare l’inserimento e fornire supervisione a tirocinanti/volontari del servizio civile
Accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale
Tenere i contatti con l’organizzazione inviante
Partecipare alle attività imprenditoriali (progettuali/ organizzative/ gestionali) della
cooperativa
-
Collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della cooperativa
Concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione della
cooperativa
Partecipare alle assemblee della cooperativa
Collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della cooperativa
Partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo
Concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse economiche e
degli investimenti della cooperativa
Partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della remunerazione del
capitale dei soci e del rischio d’impresa
Collaborare alla ricerca di fondi (fund raising)
Partecipare alla commissione qualità della cooperativa
Rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa
Collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa
Partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ centrali
cooperative/ecc.)
Collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione
Conoscenze
Quali conoscenze è necessario avere?
Conoscenze pedagogiche
-
pedagogia generale ed educazione degli adulti (teorie pedagogiche e modelli educativi
13
contemporanei, approcci teorici e professionali, principali problematiche della formazione degli
adulti)
-
pedagogia speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa)
-
pedagogia della devianza (il rischio ed il suo contenimento, recupero e rieducazione sociale)
Conoscenze psicologiche
-
psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione
affettiva)
-
psicologia sociale e di comunità (dinamiche di gruppo, comunità terapeutiche, politiche
d’intervento sul disagio e sull’emarginazione)
-
psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo
di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare)
-
psicologia del lavoro (motivazione al lavoro e altri fattori implicati)
-
psicologia clinica (processi di apprendimento dei soggetti svantaggiati)
Conoscenze medico-sanitarie
-
medicina sociale, educazione sanitaria ed igiene (condizioni che promuovono e/o ostacolano
la salute, strumenti di prevenzione ed educazione sanitaria, elementi di primo soccorso, uso e
abuso di farmaci)
-
neurologia, psicopatologia e psichiatria (sviluppo psico-motorio, patologie più frequenti del
sistema nervoso, organizzazione delle istituzioni psichiatriche e degli strumenti di intervento)
-
tecniche di riabilitazione fisica e psichica (principali metodologie di intervento in relazione alle
specifiche patologie)
Conoscenze sociologiche-antropologiche
-
sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio)
-
sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”)
-
sociologia del lavoro (mercato del lavoro locale, classificazione delle professioni e repertori,
profili professionali specifici del territorio, qualifiche del sistema della formazione professionale
e del sistema scolastico…)
-
sociologia della devianza e dei processi culturali ed organizzativi (principali teorie di analisi del
fenomeno)
-
antropologia culturale (organizzazione della vita materiale, risorse della cultura, sistemi di
relazioni)
Conoscenze guridico-normative
-
diritto del lavoro (fonti del diritto del lavoro, legislazione in materia di collocamento e mercato
14
del lavoro)
-
politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali
norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali)
-
leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a
inserimento e dimissione utenti, regolazione visite parenti ed uscite, …)
-
norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile (diritti e
doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile)
-
diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia
di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L.
142/2001)
Conoscenze metodologiche e tecniche di progettazione
-
tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione,
specificità del contesto educativo)
-
metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale,
di lettura dei dati e di progettazione educativa)
-
statistica sociale (tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di dati)
Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle relazioni
-
teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e
fattori coinvolti)
-
counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e
mentali)
-
tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi)
-
metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione
educativa, metodologie specifiche di intervento)
-
teorie e tecniche dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per
l’animazione ed il gioco)
-
teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione)
-
funzioni e ruoli dell’educatore professionale e degli altri operatori sociali
Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle informazioni
-
procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e
sanitarie)
-
informatica (l’informazione e la sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi)
-
archiviazione (tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati)
-
elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della privacy)
15
Conoscenze metodologiche e tecniche di valutazione
-
teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai
processi valutativi, principali modelli di riferimento)
-
teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati
all’informazione sull’andamento del servizio)
-
tecniche di supervisione (attività di direzione e controllo dell’intervento educativo per utenti e
tirocinanti)
-
sistema di qualità del servizio (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della
qualità)
Conoscenze organizzative e gestionali specifiche del settore NON PROFIT
-
profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la professione nel
settore non profit)
-
organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, procedure standard,
sistema di comunicazione interno, definizione dei ruoli chi fa che cosa)
-
management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche di
selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni formativi, valutazione delle prestazioni
per migliorare i servizi dell’organizzazione)
-
strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone a medio e lungo
periodo)
-
bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non profit (teorie e
tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa fiscale, prescrizioni contenute nei singoli
statuti, contabilità, strumenti del controllo di gestione)
-
marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e tecniche di raccolta fondi)
-
progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi sociali alla persona,
certificazione)
16
Abilità
Che cosa deve saper fare?
Abilità di progettazione
-
utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati
-
scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in
funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari)
-
utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla
programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e
valutazione
-
definire il progetto educativo
-
analizzare il bisogno (interpretazione dei dati raccolti)
-
utilizzare tecniche e software di elaborazione dei dati (Access, excel, ….)
Abilità di rapporto con il territorio
-
raccogliere informazioni da fonti diverse (biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti
scolastici, altri operatori, utenti…)
-
individuare e reperire le fonti di informazioni esistenti a livello di sistema locale sul mercato del
lavoro (CPI, Agenzie interinali, Enti di formazione, Istituti scolastici, dati statistici, dati sociodemografici…)
-
instaurare e mantenere rapporti con le aziende necessari per favorire l’inserimento lavorativo
degli utenti
-
facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio
(creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…)
-
facilitare e favorire i contatti tra le persone e gli Enti coinvolti in un progetto educativo
(creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…)
-
coordinare la partecipazione di docenti, esperti, testimoni privilegiati (provenienti da scuole,
centri di aggregazione, ambiti extra scolatici) nelle attività formative/informative
-
evidenziare punti di forza e di debolezza del progetto nell’ottica dei soggetti da coinvolgere
Abilità di rapporto con l’utente
-
gestire il momento dell’accoglienza (presentazione all’utente dell’équipe socio-sanitaria,
organizzazione della visita alla struttura…)
-
utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire dati sul pregresso
educativo e lavorativo dell’utente
-
utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale e di gestione delle dinamiche di
17
gruppo
-
utilizzare tecniche di counselling
-
utilizzare tecniche di negoziazione
-
suscitare e sostenere la motivazione dell’utente
-
proporre e negoziare con l’utente il servizio più idoneo rispetto al bisogno emerso
-
utilizzare tecniche di intervento educativo
-
utilizzare tecniche di riabilitazione fisica e psichica
-
utilizzare tecniche di animazione di attività per il tempo libero (tecniche espressive e creative,
tecniche di motivazione dell’utente, di comunicazione verbale e non verbale, utilizzo di
materiali specifici per le attività)
-
trasferire e applicare l’intervento nell’ambiente di vita della persona
-
trasmettere le norme attraverso l’esempio (norme vigenti nella struttura, di igiene ambientale,
personale, alimentare e azioni quotidiane quali la sveglia, i pasti)
-
promuovere occasioni e momenti di incontro tra l’utente e i suoi famigliari
-
evidenziare scostamenti e problematiche di ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo (progetto
personale)
-
accompagnare gli utenti nella ricerca, nell’inserimento e nel mantenimento del lavoro
-
individuare i fabbisogni formativi del gruppo di lavoro
-
evidenziare le problematiche dei fruitori nel corso delle attività formative/informative
Abilità di rapporto con altri operatori/tirocinanti
-
individuare gli operatori necessari per risolvere le problematiche rilevate (Oss, Assistente
sociale…)
-
condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria e socio assistenziale
-
individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai volontari del servizio
civile
-
facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai tirocinanti/volontari
del servizio civile
Abilità di valutazione
-
scegliere (se già esistenti), adattare e definire strumenti specifici di monitoraggio e valutazione
-
utilizzare procedure e modulistiche previste dal sistema qualità del servizio e della cooperativa
-
evidenziare scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati
-
individuare proposte per migliorare il servizio
18
Abilità di gestione delle informazioni
-
predisporre e compilare correttamente il contratto di presa in carico, le cartelle degli utenti, le
schede, i registri ed il PEI
-
realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati
-
organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse)
-
rispettare la confidenzialità del dossier
-
utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio specifico in cui si
opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza)
-
informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la propria competenza
professionale
Abilità di organizzazione/gestionali
-
applicare tecniche di analisi organizzativa
-
adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti
-
individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura
-
distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite
-
individuare le priorità da trattare nelle riunioni
-
utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche formativi) del gruppo di
lavoro
-
mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi emersi
-
utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. check list con per
assegnazione dei compiti a sé stessi e ad altri operatori)
-
applicare tecniche di analisi dei costi
-
applicare tecniche di fund raising
-
applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte
-
applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della coerenza degli
obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee strategiche, adeguatezza delle politiche
di gestione della cooperativa, capacità di reazione ai cambiamenti)
Comportamenti lavorativi
Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare?
Comportamenti di realizzazione e operativi
-
orientamento al risultato (interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza)
-
attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza (bisogno di ridurre l’incertezza della realtà
circostante)
19
-
spirito di iniziativa (predisposizione ad agire)
-
ricerca delle informazioni (desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni)
Comportamenti di assistenza e di servizio
-
sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e
alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi)
-
orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni)
Comportamenti d’influenza
-
persuasività e influenza (desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in
modo da convincerli o indurli ad obbedire)
-
consapevolezza organizzativa (capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture
aziendali, oltre la propria)
-
costruzione di relazioni (capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone
che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di lavoro)
Comportamenti manageriali
-
sviluppo degli altri (intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più persone)
-
attitudine al comando: assertività e uso del potere formale (capacità di farsi obbedire e
rispettare senza prevaricare)
-
lavoro di gruppo e cooperazione (desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di
essere parte d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione)
-
leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader d’un gruppo)
Comportamenti cognitivi
-
pensiero analitico (capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro elementi
costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di cause ed effetti)
-
pensiero concettuale (capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni più
complesse e i loro elementi principali o sottostanti)
-
capacità tecniche/professionali/manageriali (capacità di utilizzare queste conoscenze e di
trasferire quelle più appropriate alle diverse situazioni di lavoro)
Comportamenti di efficacia personale
-
autocontrollo (capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare
comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità degli altri o in situazioni di lavoro
20
emotive o stressanti)
-
fiducia in sé (convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o di convincere
gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di reagire costruttivamente agli insuccessi)
-
flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di
situazioni o con persone o gruppi diversi)
-
impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle
necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione)
Fonti principali:
Scheda dell’educatore professionale – Progetto Atlante delle Professioni dell’Università
degli Studi di Torino
Profilo professionale dell’educatore professionale –Osservatorio sugli Operatori Sociali
promosso dal Servizio Solidarietà Sociale della Provincia di Torino
21
1.2 Educatore/trice prima infanzia
CARTA D’IDENTITÀ
Altre denominazioni: Operatore per l’infanzia, Educatore di nido, Educatore di Comunità infantile,
Assistente dell’Infanzia
Figure professionali di prossimità: Insegnante della scuola d’Infanzia, Operatore di ludoteca,
Operatore di azioni educative di prevenzione
Chi è?
L’Educatore prima infanzia è impegnato nell’attività di accudimento e cura rivolta a bambini/e nella
fascia di età 0-3 anni. Si relaziona con genitori e realizza interventi con/per le famiglie nei nidi e
nei servizi integrativi al nido. L’educatore prima infanzia progetta e realizza, anche con la
collaborazione di altre figure professionali, iniziative culturali, ricreative ed espressive finalizzate
alla promozione delle potenzialità di relazione, autonomia, creatività e apprendimento di bambini/e
(Provincia di Milano, 2006). Si impegna affinché il servizio sia un luogo dove si esercitano i diritti
dei bambini e degli adulti al benessere e all’apprendimento.
Quali norme regolano la professione?
Con la riforma del titolo V della costituzione italiana è stato affidato alle Regioni il compito di
estendere e qualificare il sistema dei servizi per l’infanzia sui singoli territori sostenendone la
diffusione e la diversificazione in risposta alla crescente domanda delle famiglie e
promuovendone la qualità. Lo Stato Italiano, ad oggi, non ha una legge quadro sulle politiche per
l’infanzia.
Le norme che regolano la professione dell’educatore prima infanzia sono, dunque,
principalmente, regionali.
In Piemonte le leggi a cui fare riferimento sono 5, una per ogni servizio per l’infanzia:
Servizio per l’infanzia
Legge regionale
Asilo nido tradizionale
L.R. 3/73 e s.m.i. - CAPO IV Personale. Nota:
per le figure professionali citate dalla
normativa, ma non più esistenti, si suggerisce
di fare riferimento all'elencazione prevista per
il servizio di micro-nido.
Micro-nido
Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 28/2003 e s.m.i.
Centro di Custodia Oraria (Baby Parking)
Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 19/2000.
22
Nido in famiglia
Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 48/2004.
Sezioni Primavera
Art. 5 - Allegato A - D.G.R. n. 2/2008
Per ulteriori informazioni si veda: http://www.regione.piemonte.it/polsoc/servizi/comparat.htm
Nota: La Regione Piemonte emanerà a breve una nuova normativa.
Livello EQF:
in prospettiva gli educatori prima infanzia avranno una laurea di I livello
VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al primo ciclo dei titoli accademici
CHE COSA FA
ATTIVITÀ’ PRINCIPALI
DESCRIZIONE
Progetta attività educative, ricreative ed
espressive
individua e pianifica attività volte a favorire lo
sviluppo integrale dei bambini
Definisce nel dettaglio e organizza attività
educative, ricreative ed espressive
pensa e progetta le attività calibrandole in base a
caratteristiche e risposte dei bambini
Accudisce e cura i bambini
svolge attività di cura di routine per i bambini
durante la loro permanenza nella struttura al fine
di garantirne il benessere
Educa i bambini
si relaziona con i bambini
Monitora e valuta l’andamento del percorso
educativo
sul gruppo e a livello individuale per migliorarne
gli esiti e adeguare attività e metodi
Gestisce relazioni
con familiari
Gestisce l’organizzazione
di strutture educative
23
COME VIENE REALIZZATO UN PROCESSO DI CURA/EDUCATIVO?
A – Flusso di attività PRIMARIE
B - INPUT
2. Definire nel dettaglio e
organizzare attività educative,
ricreative ed espressive
3. Accudisce e cura i bambini
4. Educa i bambini
D – RISULTATO
E - SISTEMA
PROFESSIONALE
L’input del processo è costituito
dalla richiesta da parte delle
istituzioni e delle famiglie di un
SERVIZIO EDUCATIVO
DOMANDE SOCIALI E
ISTITUZIONALI DI EDUCAZIONE E
CURA DI BAMBINI DAI 0 AI 3 ANNI
1. Progettare attività educative,
ricreative ed espressive
C – Descrizione dell’attività
Progetto educativo del servizio
per l’infanzia
Programmazione educativa
annuale
Analizzare le indicazioni e
individuare le linee guida e i
principi generali da attuare
Progettare gli interventi a breve
termine. Definire gli obiettivi
educativi, selezionare i
contenuti, le metodologie.
Revisionare il percorso
programmato in base alle
caratteristiche del gruppo.
Predisporre gli ambienti e
attrezzare gli spazi in base alle
attività progettate
Programmazione educativa
annuale
Percorso educativo,
Obiettivi educativi definiti
Piani personalizzati
Microprogettazione quotidiana
Spazi e materiali pronti per le
attività
Presenza dei bambini presso
la struttura
Svolgere attività di routine
relative a pasti, sonno, cambi
Benessere fisico e psicologico dei
bambini
Percorso educativo, Obiettivi
educativi definiti
Piani personalizzati
Realizzare le attività educative
progettate nel breve periodo.
Facilitare l’interazione nel
Attività educative realizzate
secondo il progetto e i piani
personalizzati
24
Educatore Prima Infanzia,
Coordinatore pedagogico,
Coordinatore organizzativo
Educatore Prima Infanzia,
Coordinatore pedagogico,
Coordinatore organizzativo
Educatore Prima Infanzia,
Coordinatore pedagogico,
Coordinatore organizzativo,
Ausiliario di cucina
Operatore addetto alle pulizie
5. Monitorare e valutare
l’andamento del percorso di
cura/ educativo
PERCORSI DI
CURA/EDUCATIVI
REALIZZATI, OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
RAGGIUNTI
Microprogettazione quotidiana
Spazi e materiali pronti per le
attività
gruppo; osservare e verificare la
presenza dei prerequisiti;
registrare l’esito delle
osservazioni
Attività educative realizzate
secondo il progetto e i piani
personalizzati
Strumenti di monitoraggio e
valutazione (scheda di
inserimento, scheda
osservativa individuale,
scheda di raccolta dati della
sezione, diario individuale,
diario, giornaliero, ecc.)
Personalizzare strumenti di
monitoraggio e valutazione
Valutare il raggiungimento degli
obiettivi di apprendimento e delle
attività realizzate. Individuare tra
i risultati delle valutazioni
elementi utili per il miglioramento
continuo della progettazione
Esito del percorso educativo e
obiettivi di apprendimento raggiunti
Documenti di monitoraggio e
valutazione compilati (scheda di
inserimento, scheda osservativa
individuale, scheda di raccolta dati
della sezione, diario individuale,
diario, giornaliero, ecc.)
Educatore Prima Infanzia,
Coordinatore pedagogico,
Coordinatore organizzativo,
Comunicare con i familiari dei
bambini e con altri soggetti
interni ed esterni al servizio
Riunioni, incontri svolti; relazioni e
contatti gestiti
Educatore Prima Infanzia,
Coordinatore pedagogico,
Coordinatore organizzativo
Genitori, Figure educative di
riferimento, eventuali
Professionisti: Assistente
sociale, Psicologo,
Neuropsichiatra, Logopedista,
Psicomotricista, Mediatore
Culturale
Tirocinanti
Definire il progetto di struttura,
programmare attività, provvedere
a logistica e manutenzione della
struttura, gestire le risorse
finanziarie
Struttura educativa funzionante
Educatore Prima Infanzia,
Coordinatore pedagogico,
Coordinatore organizzativo,
Ausiliario di cucina
Operatore addetto alle pulizie
Il risultato del processo di lavoro
è costituito dal percorso di
cura/educativo realizzato
TRASVERSALMENTE A TUTTO IL
PROCESSO
GESTIRE RELAZIONI CON
FAMILIARI
GESTIRE STRUTTURE
EDUCATIVE
Calendario degli incontri con
genitori ed educatori
Percorso educativo
Feed back bambini
Esito del percorso educativo
Affidamento da parte del
datore di lavoro della gestione
di una struttura educativa
25
26
DOVE LAVORA
Dove lavora? Ambienti e organizzazione
L’EDUCATORE PRIMA INFANZIA può lavorare in:
1. Servizi che prendono in custodia i
bambini
-
asilo nido e micro nido
luogo in cui si esercita un'attività socio
educativa con gli scopi fissati dal comma 2
dell'art. 1 della Legge 6 dicembre 1971, n.
1044.
servizio rivolto alla prima infanzia con finalità
di socializzazione ed educazione dei bambini
la differenza tra asili nido e micronidi consiste
unicamente nella capienza del servizio: nel
caso dei micronidi si possono ospitare fino al
un massimo di 24 bambini
-
nido aziendale
asilo nido per bambini fino a 3 anni
(eccezionalmente fino ai 6 anni) organizzato
normalmente all’interno dell’azienda in locali
messi appositamente a disposizione
-
nido in famiglia
servizio socio-educativo-ricreativo inserito in
un contesto ambientale e sociale di tipo
familiare
-
sezioni primavera
servizio socio-educativo, integrativo al
servizio di asilo nido, micro-nido e scuola
dell'infanzia, attivato all'interno di un progetto
globale finalizzato al soddisfacimento dei
bisogni ed allo sviluppo delle potenzialità dei
bambini da 2 a 3 anni
27
-
centro bambini (ex baby parking)
servizio socio-educativo-ricreativo che
accoglie minori non in età di scuola
dell'obbligo destinato a favorire la
socializzazione dei bambini
2. Servizi integrativi
-
-
servizio che offre attività ludiche-ricreative
nella fascia oraria pomeridiana a bambini
centri per bambini e genitori (ex punti
accompagnati da genitori o altri adulti
gioco)
significativi
ludoteche
luogo destinato al gioco e al divertimento,
spesso di proprietà pubblica, gestito da
educatori professionisti, educatori del tempo
libero, animatori ludici o insegnanti
3. Servizi per il disagio
-
reparti ospedalieri
sezioni ospedaliere (generalmente
pediatriche)
-
comunità per minori
struttura in cui vengono accolti minori con età
inferiore ai 3 anni che presentano disagi
psicologici o hanno situazioni familiari difficili
(DGR 41/2004)
-
comunità per mamma e bambino
struttura che accoglie gestanti e/o madri con
figlio, con in difficoltà sotto il profilo delle
relazioni familiari, parentali e sociali, oppure
in condizioni di disagio psico-sociale.
28
Competenze
Che cosa deve essere in grado di fare ?
Attività primarie
Progettare attività educative, ricreative ed espressive
-
Raccogliere documentazione sull’infanzia (sviluppo del bambino, ecc.) e su iniziative rilevanti
per i servizi educativi
Progettare un piano educativo generale volto a favorire l’apprendimento e la socializzazione
del bambino in cui includere attività motorie, attività espressive, racconto di fiabe, ecc.
Promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro
Partecipare a gruppi di lavoro composti da varie tipologie di professionisti (educatori,
pedagogisti, psicologi, ecc.)
Definire nel dettaglio e organizzare attività educative, ricreative ed espressive
-
Elaborare in gruppo il progetto educativo del servizio organizzando ambiente e attività secondo
criteri specifici (ad esempio, gruppi di età omogenea)
Adeguare spazi e arredi alle esigenze evolutive dei bambini
Attrezzare gli spazi specifici per le diverse attività dei bambini prestando particolare attenzione
ai momenti del sonno e del pasto
Organizzare il calendario delle iniziative (uscite, feste)
Accudire e curare i bambini
-
Curare l’igiene del bambino e educarlo gradualmente alla cura del proprio corpo
Curare l’alimentazione del bambino, educarlo all’autonomia nella scelta del cibo, nel rispetto
delle abitudini familiari
Curare il bambino nella fase preparatoria al sonno e vigilare durante il riposo
Accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, genitore e/o
medico se necessario
Educare i bambini
-
Accogliere i bambini all’entrata e suddividerli in piccoli gruppi
Curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento
Osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne caratteristiche,
specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco
Sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando le sue
conquiste
Incoraggiare il bambino nel movimento e supportarlo nelle difficoltà
Favorire l’inserimento del bambino nel gruppo
Gestire piccoli gruppi di bambini
Monitorare e valutare l’andamento del percorso educativo
-
Mettere a punto strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di
inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario
individuale, diario, giornaliero, ecc.)
29
-
Raccogliere in modo sistematico dati sul servizio (presenze personale, presenze bambini)
Verificare periodicamente congruenza tra modalità organizzative e finalità del servizio
Verificare periodicamente congruenza tra progetto educativo del nido e le modifiche della
domanda
Gestire relazioni con familiari
-
Promuovere la partecipazione dei genitori alla progettazione e gestione del servizio (incontri
periodici dell’assemblea dei genitori e del comitato di gestione, relazione quotidiana)
Offrire e chiedere alla famiglia tutte le informazioni necessarie a favorire l’inserimento del
bambino nel nido
Informare i genitori sull’andamento delle attività e sui progressi del bambino
Utilizzare il momento di arrivo e di uscita dal nido per parlare con i genitori e avere informazioni
sul bambino
Concordare con il genitore alimentazione e programmi per l’acquisizione delle autonomie
In caso di disagio o sofferenza del bambino sollecitare il genitore a chiedere l’intervento di
specialisti e collaborare, seguendo le indicazioni, alla realizzazione di progetti personalizzati
Favorire le occasioni di scambio con i genitori sui problemi educativi
Informare i genitori sulla rete dei servizi e sul suo funzionamento
Organizzare incontri con tecnici e specialisti su temi di interesse generale
Fornire materiali e documentazione per l’approfondimento tematico
Gestire l’organizzazione di strutture educative
-
Coordinare gli operatori che lavorano nella struttura
Definire il progetto della struttura
Programmare le attività della struttura
Attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi (in particolare curare il rapporto
con la scuola per l’infanzia)
Provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura
Gestire le risorse finanziarie della struttura
Attività di servizio
Coordinare e organizzare il lavoro
-
Coordinare i servizi educativi
Partecipare ad incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle stesse problematiche
Coordinare gruppi di lavoro
Partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipe
Collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane
Collaborare a definizione puntuale dei fabbisogni formativi e progettazione/ organizzazione
dei corsi di formazione
Gestire le informazioni e le conoscenze
-
Predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle dei bambini
Progettare ed aggiornare il sistema informativo del servizio e i suoi strumenti
Predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati
Predisporre atti amministrativi
Rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture
30
-
Svolgere attività didattico-formative
Curare lo sviluppo e l’aggiornamento della professionalità
Integrare/collaborare con le risorse territoriali
-
-
Partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio, in
particolare per garantire la continuità tra asili nido e scuola per l’infanzia
Attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo bambino (coinvolgimento delle famiglie,
del contesto e dei servizi dislocati nel territorio nei progetti educativi attraverso azioni di
sensibilizzazione)
Partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del benessere
Coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio
Collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio
Valutare e verificare
-
Progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio
Realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi
Collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del servizio
Gestire la relazione con i tirocinanti e i volontari del servizio civile
-
Facilitare l’inserimento e fornire supervisione a tirocinanti/volontari del servizio civile
Accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale
Tenere i contatti con l’organizzazione inviante
Partecipare alle attività imprenditoriali (progettuali/ organizzative/ gestionali) della
cooperativa
-
Collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della cooperativa
Concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione della
cooperativa
Partecipare alle assemblee della cooperativa
Collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della cooperativa
Partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo
Concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse economiche e
degli investimenti della cooperativa
Partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della remunerazione del
capitale dei soci e del rischio d’impresa
Collaborare alla ricerca di fondi (fund raising)
Partecipare alla commissione qualità della cooperativa
Rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa
Collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa
Partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ centrali
cooperative/ecc.)
Collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione
31
Conoscenze
Quali conoscenze è necessario avere?
Conoscenze pedagogiche e didattiche
-
pedagogia generale (teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e
professionali)
-
pedagogia interculturale (interculturalità e gestione delle diversità nella relazione educativa)
-
pedagogia e didattica speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa)
-
letteratura per l’infanzia
Conoscenze psicologiche
-
psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione
affettiva)
-
psicologia dell’età evolutiva e dinamica (principali teorie di riferimento dello sviluppo
psicologico, costruzione e definizione dell’identità di genere, ,ecc.)
-
psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo
di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare)
-
psicopatologia dello sviluppo (diagnosi e classificazioni internazionali dei disturbi mentali in età
evolutiva, metodi terapeutico-riabilitativi, ecc.)
-
neuropsicologia infantile (sviluppo neuropsichico, disturbi neurologici e psichici)
-
psicologia dell’apprendimento (principali teorie dell'apprendimento, stadi di elaborazione e
acquisizione delle conoscenze, sistemi di memoria e apprendimento, ecc.)
-
psicologia cognitiva (funzionamento della mente, studio dei processi mediante i quali le
informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e
recuperate)
-
psicologia sociale (modi e forme con cui l’esperienza, l’attività mentale e pratica e i
comportamenti si articolano con il contesto sociale)
Conoscenze igienico-sanitarie
-
nipiologia (puericultura), problemi del divezzamento e dell’allattamento
-
igiene pediatrica, prevenzione e cura delle malattie infantili
-
nozioni di pronto soccorso pediatrico e sicurezza
Conoscenze sociologiche
-
sociologia della famiglia (diversità delle forme di famiglia nella società contemporanea in base
a classi sociali, genere, etnie)
32
-
sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”)
-
sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio)
Conoscenze giuridico – normative
-
normativa nazionale e regionale di settore: diritto di famiglia e infanzia
-
legislazione e sistema dei servizi per l’infanzia
-
politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali
norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali)
-
leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a
inserimento bambini, regolazione visite parenti ed uscite, ecc…)
-
norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile (diritti e
doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile)
-
diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia
di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L.
142/2001)
Conoscenze metodologiche e tecniche di progettazione
-
tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione,
specificità del contesto educativo)
-
metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale,
di lettura dei dati e di progettazione educativa)
-
statistica sociale (tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di dati)
Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle relazioni
-
teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e
fattori coinvolti)
-
counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e
mentali)
-
tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi)
-
metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione
educativa, metodologie specifiche di intervento)
-
teorie e tecniche ludiche e dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed
espressiva, per l’animazione ed il gioco)
-
teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione)
-
funzioni e ruoli dell’educatore prima infanzia e degli altri operatori sociali
Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi
-
procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e
33
sanitarie)
-
informatica (informazione e sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi,
programmi di scrittura e calcolo)
-
archiviazione (tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati)
-
elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della privacy)
-
logistica (gestione razionale ed efficiente delle fasi d'acquisizione dei prodotti/materiali
necessari per la struttura e per la realizzazione delle attività al suo interno)
Conoscenze metodologiche e tecniche di valutazione
-
teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai
processi valutativi, principali modelli di riferimento)
-
teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati
all’informazione sull’andamento del servizio)
-
tecniche di osservazione del comportamento infantile in ambito educativo sistema di qualità
del servizi (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità)
-
tecniche di supervisione (in particolare di tirocinanti)
Conoscenze organizzative e gestionali specifiche del settore NON PROFIT
-
profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la professione nel
settore non profit)
-
organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, procedure standard,
sistema di comunicazione interno, definizione dei ruoli chi fa che cosa)
-
management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche di
selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni formativi, valutazione delle prestazioni
per migliorare i servizi dell’organizzazione)
-
strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone a medio e lungo
periodo)
-
bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non profit (teorie e
tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa fiscale, prescrizioni contenute nei singoli
statuti, contabilità, strumenti del controllo di gestione)
-
marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e tecniche di raccolta fondi)
-
progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi sociali alla persona,
certificazione)
34
Abilità
Che cosa deve saper fare?
Abilità di progettazione
-
utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati
-
scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in
funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste,
questionari…)
-
utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla
programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e
valutazione
-
applicare metodologie di pianificazione e progettazione educativa
-
applicare metodologie di rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti (interpretazione
dei dati raccolti)
-
utilizzare software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su Internet
Abilità igienico-sanitarie
-
applicare tecniche di promozione e prevenzione della salute
-
valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed informare il responsabile, il genitore
e/o il medico se necessario
-
applicare tecniche di primo soccorso
-
utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del bambino (cambio biancheria e pannolino)
-
utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi, mangiare, muoversi
Abilità di rapporto con i bambini e i genitori
-
utilizzare tecniche di gestione del momento dell’accoglienza (presentazione al genitore e al
bambino dell’équipe, organizzazione della visita alla struttura…)
-
utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire dati sul pregresso
educativo del bambino
-
utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale
-
applicare tecniche di gestione dei conflitti
-
utilizzare tecniche di animazione in ambito socio-educativo
-
applicare metodologie del gioco
-
applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno, il gioco, il teatro, la
manipolazione)
-
applicare tecniche di educazione espressiva
35
-
applicare tecniche di educazione motoria
-
applicare tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo
-
applicare tecniche di counseling
Abilità di rapporto con il territorio
-
applicare tecniche per cercare e raccogliere informazioni da fonti diverse (biblioteche, Comuni,
Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri operatori…)
-
facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio
(creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…)
Abilità di rapporto con altri operatori e tirocinanti
-
individuare i professionisti competenti per la risoluzione dei problemi e assegnare loro i
compiti
-
condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria
-
individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai volontari del servizio
civile
-
facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai tirocinanti e dai
volontari del servizio civile
-
applicare metodologie e tecniche di organizzazione del lavoro
Abilità di valutazione
-
applicare tecniche di documentazione, utilizzando diversi tipi di linguaggi, dei progetti educativi
e delle esperienze didattiche in essi realizzati
-
applicare metodologie di monitoraggio e valutazione di interventi educativi
-
applicare diverse tecniche e strumenti di osservazione del comportamento infantile,
garantendo rilevazioni di dati valide e attendibili
-
utilizzare software di elaborazione dei dati (access, excel, ecc.)
-
individuare proposte per migliorare il servizio
Abilità di gestione delle informazioni
-
predisporre e compilare correttamente gli strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare
nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati
della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.)
-
realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati
-
organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse)
-
rispettare la confidenzialità del dossier
-
utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio specifico in cui si
36
opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza)
-
informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la propria competenza
professionale
Abilità di organizzazione/gestionali
-
applicare tecniche di analisi organizzativa
-
adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti
-
individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura
-
distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite
-
individuare le priorità da trattare nelle riunioni
-
utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche formativi) del gruppo di
lavoro
-
mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi emersi
-
utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. check list con per
assegnazione dei compiti a sé stessi e ad altri operatori)
-
applicare tecniche di analisi dei costi
-
applicare tecniche di fund raising
-
applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte
-
applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della coerenza degli
obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee strategiche, adeguatezza delle politiche
di gestione della cooperativa, capacità di reazione ai cambiamenti)
37
Comportamenti lavorativi
Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare?
Comportamenti di realizzazione e operativi
-
orientamento al risultato (interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza)
-
attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza (bisogno di ridurre l’incertezza della realtà
circostante)
-
spirito di iniziativa (predisposizione ad agire)
-
ricerca delle informazioni (desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni)
-
creatività (ricerca di soluzioni originali ed efficaci, approccio creativo ai problemi di lavoro,
ricerca di soluzioni non convenzionali, sviluppo di un ambiente favorevole all’innovazione)
Comportamenti di assistenza e di servizio
-
sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e
alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi)
-
orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni)
Comportamenti d’influenza
-
persuasività e influenza (desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in
modo da convincerli o indurli ad obbedire)
-
consapevolezza organizzativa (capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture
aziendali, oltre la propria)
-
costruzione di relazioni (capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone
che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di lavoro)
Comportamenti manageriali
-
sviluppo degli altri (intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più persone)
-
attitudine al comando: assertività e uso del potere formale (capacità di farsi obbedire e
rispettare senza prevaricare)
-
lavoro di gruppo e cooperazione (desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di
essere parte d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione)
-
leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader d’un gruppo)
38
Comportamenti cognitivi
-
pensiero analitico (capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro elementi
costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di cause ed effetti)
-
pensiero concettuale (capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni più
complesse e i loro elementi principali o sottostanti)
-
capacità tecniche/professionali/manageriali (capacità di utilizzare queste conoscenze e di
trasferire quelle più appropriate alle diverse situazioni di lavoro)
Comportamenti di efficacia personale
-
autocontrollo (capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare
comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità degli altri o in situazioni di lavoro
emotive o stressanti)
-
fiducia in sé (convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o di convincere
gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di reagire costruttivamente agli insuccessi)
-
flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di
situazioni o con persone o gruppi diversi)
-
impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle
necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione)
Fonti principali:
Provincia di Milano (2006), Educatore prima infanzia. Profili professionali e offerte
formative, Milano
Scheda dell’insegnanti di scuola d’infanzia – Progetto Atlante delle Professioni
dell’Università degli Studi di Torino
39
2. I RISULTATI DELL’INDAGINE SULLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI
La descrizione delle figure è stata arricchita con un’indagine sul campo che ha permesso di
analizzare i ruoli professionali e il sistema di competenze di educatori/trici professionali e prima
infanzia, dei loro bisogni di formazione e di gestione dei percorsi all’interno delle strutture e delle
cooperative presso cui lavorano.
Di seguito presentiamo il risultato dell'elaborazione dei dati emersi dai questionari somministrati in
5 cooperative sociali di tipo A appartenenti al consorzio Kairos. Ciascun operatore si è espresso
attribuendo un punteggio da zero a cinque per presenza e importanza nel proprio lavoro di una
lista analitica di attività, conoscenze, abilità e comportamenti lavorativi identificati nella prima fase
del lavoro ed inseriti nelle descrizioni delle figure professionali.
Le informazioni raccolte consentono quattro tipi di elaborazioni4:
1. profilo individuale dell’operatore, che può essere rappresentato sotto forma di un
istogramma verticale in cui per ciascun item si evidenziano il livello attualmente posseduto
dalla persona e il livello da raggiungere per esercitare al meglio la professione all’interno
del servizio;
2. profilo aggregato degli operatori per figura professionale, ovvero vengono presi in
considerazione i valori medi di tutte le risposte al questionario e si producono grafici a
ragnatela in cui i risultati non vengono esposti in maniera analitica, bensì sintetizzati per
gruppi di item. In questo caso lo sguardo è allargato al sistema professionale appartenente
alle cooperative di tipo A del consorzio Kairos;
3. profilo aggregato degli operatori per caratteristiche del servizio e ruolo ricoperto al suo
interno, l’obiettivo è quello di creare profili aggregati sulla base di variabili significative che
possono incidere e differenziare l’esercizio delle competenze degli operatori e lo sviluppo
delle stesse per migliorare il lavoro;
4. profilo aggregato degli operatori per organizzazione di appartenenza5, in questo caso i
valori medi permettono di ricostruire la situazione relativa alla singola cooperativa sociale e
poter realizzare uno studio di caso in cui esplorare e identificare le competenze di un
insieme di persone che hanno il medesimo datore di lavoro.
In questa sede l’attenzione è stata concentrata sugli ultimi tre tipi di elaborazioni, sono stati tenuti
sotto controllo i valori medi e modali6 totali del campione, oltre che i risultati disaggregati per
tipologia di servizio, ruolo ricoperto (responsabile o operatore), grado di coinvolgimento nelle
attività imprenditoriali della cooperativa e organizzazione di appartenenza.
I grafici proposti sono suddivisi sulla base delle 4 sezioni principali del questionario, vale a dire:
- competenze e attività,
- conoscenze,
- abilità,
- comportamenti lavorativi.
In particolare vengono analizzati punti di eccellenza, aree più deboli e scostamenti tra competenze
utilizzate e da sviluppare per un esercizio ottimale della professione.
Un breve commento sottolinea alcuni aspetti degni di rilievo e spunti di riflessione, da riprendere e
commentare con i responsabili di cooperative e gli operatori che hanno partecipato all’indagine.
4
Per maggiori delucidazioni sulla metodologia si veda il report del Corep Indagine sugli operatori impegnati
nel settore dell’educazione degli adulti nei centri territoriali permanenti e nei corsi serali per lavoratori. Dati
strutturali, profili, competenze e fabbisogni formativi redatto nel 2003.
5
Per ogni cooperativa è stata predisposta un’elaborazione ad hoc dei questionari compilati dagli operatori
sociali attivi presso la stessa (vedi schede in allegato).
6
Per valori modali si intendono i punteggi che compaiono più frequentemente nelle risposte fornite da chi ha
compilato il questionario.
40
2.1 Educatore/trice professionale
Gli educatori professionali che hanno compilato il questionario sono stati complessivamente 517.
Lavorano presso servizi socio-assistenziali e socio-sanitari che si rivolgono ad un'ampia gamma di
utenti, dai minori agli adulti disabili fisici e psichici.
Un profilo socio-anagrafico
Chi sono le persone intervistate? Si tratta per lo più di donne (64%), di nazionalità italiana ed in
possesso della qualifica professionale di educatore professionale e di una laurea, non
necessariamente in Scienze dell’Educazione ma anche in Psicologia. Hanno maturato
un’esperienza lavorativa significativa e nel corso degli anni hanno cambiato almeno una volta
datore di lavoro, per lo più privato. Attualmente hanno un lavoro dipendente a tempo indeterminato
full time, nel campione si contano sulle punta delle dita le persone con altri rapporti di lavoro, che
stanno prendendo piede in altri settori del mercato del lavoro. 1 su 2 ha un ruolo di responsabilità
all’interno del servizio presso cui opera, ad esempio tra chi ha compilato il questionario troviamo
referenti per tavoli istituzionali, servizio civile, volontari e territorio. Segno della creazione di gruppi
di lavoro in cui ogni operatore viene valorizzato e coinvolto in alcune funzioni organizzative e di
rapporto con l’esterno, che non vengono affidate ad un unico coordinatore. Quasi i 2/3 degli
educatori lavorano in comunità con minori, sia bambini che adolescenti. Sono, dunque, impegnati
presso strutture aperte 24 ore su 24 collegate strettamente ai Servizi Sociali.
Il 75% è socio della cooperativa sociale di riferimento, quasi la metà lavora vi lavora da oltre 4 anni
e si sente coinvolto nelle attività imprenditoriali della stessa ad un livello intermedio.
Genere
64% F
38% M
Età
42% fino a 30 anni
46% dai 30 ai 40 anni
12% oltre 40 anni
Nazionalità
96% italiana
2% italo-brasiliana
Titolo di studio
26% diploma di scuola superiore
41% laurea di primo livello
29% laurea specialistica
4% master
Qualifica professionale
63% qualifica di educatore professionale
Anni di esperienza lavorativa
10% fino a 2 anni
8% da 2 a 4 anni
82% oltre 4 anni
Enti presso cui ha lavorato
12% 1 ente
58% da 2 a 3 enti
30% oltre 3 enti
Tipologia di ente presso cui ha lavorato
98% privati
7
Il questionario è stato somministrato anche ad OSS che operano nei servizi e che collaborano con gli
educatori, svolgendo in alcuni casi attività analoghe. Dopo un’attenta valutazione, si è deciso di non
utilizzare tali formulari in queste elaborazioni, poiché le differenze in termini di competenze, conoscenze e
abilità tra i due gruppi professionali erano tali da compromettere la validità dei risultati generali. Nel caso in
cui si volesse continuare l’indagine potrebbe essere interessante utilizzare un questionario ad hoc anche per
questa figura professionale e analizzare le aree di sovrapposizione con quella dell’educatore professionale.
41
Tipo di rapporto di lavoro
96% lavoro dipendente (con prevalenza a
tempo indet. – 73%)
2% collaborazione a progetto
2% libero professionista
Orario settimanale di lavoro
2% fino a 15 ore
34% da 16 a 30 ore
64% oltre 30 ore
Responsabilità all'interno del servizio
45% (di cui 20% coordinamento tecnico)
Utenza del servizio*
71% minori
41% adulti
10% adulti disabili
8% anziani
* Un servizio può offrire prestazioni a più tipologie di utenti.
Anzianità presso l'attuale cooperativa
36% fino a 2 anni
26% da 2 a 4 anni
48% oltre 4 anni
Coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della 26% basso
45% medio
cooperativa
29% alto
Soci lavoratori
73%
Partecipazione alle assemblee dei soci
78% spesso/sempre (% calcolata solo sui soci)
Carica sociale
67%
Competenze e attività
Ora analizziamo i risultati dell’analisi, innanzitutto prendiamo in considerazione la media dell’intero
campione di educatori professionali. Dal primo grafico si nota che i punti di eccellenza, ovvero le
attività presidiate maggiormente dagli operatori e per le quali il gap tra attuale e potenziale è
minore sono quelle relative a: microprogettazione degli interventi sugli utenti (3,7 punti) e iniziale
presa in carico dell’utente (3,9).
La maggior parte degli intervistati dà un punteggio massimo (tra 4 e 5) allo svolgimento di compiti
quali l’accoglienza e l’ascolto dell’utente e/o della famiglia; la conduzione dell’indagine socioeconomico-familiare e l’anamnesi attuale e remota; la decodifica della domanda espressa; la
definizione del progetto d'intervento per il singolo utente e/o la famiglia, di tipo educativo e
riabilitativo mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità delle persone; l’assistenza diretta
della persona nelle attività della vita quotidiana ed infine la predisposizione delle cartelle degli
utenti e il PEI. Queste attività possono essere considerate a buona ragione la base comune a tutti
gli educatori, indipendentemente da variabili quali la tipologia di utenza o la cooperativa in cui sono
inseriti.
Le aree più deboli sono prevenzione e animazione (1,5), partecipazione alle attività imprenditoriali
della cooperativa (1,8), inserimento lavorativo (1,9), coordinamento e organizzazione del lavoro
(1,9) e integrazione con le risorse territoriali (2,0). In particolare i punteggi al di sotto del 2 sono
stati attribuiti ad attività primarie quali attivazione e gestione di percorsi di prevenzione con soggetti
a rischio; erogazione, promuovere e coordinare interventi formativi/informativi di prevenzione rivolti
al territorio (scuole, consultori…) per genitori, insegnanti, volontari, minori, disabili; realizzazione di
iniziative e laboratori di addestramento al lavoro e allo sviluppo di abilità di base; sostegno al
processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
42
E ad attività secondarie quali: partecipazione alla progettazione e coordinamento delle reti
integrate di servizi sul territorio; partecipazione al coordinamento di progetti del/sul territorio di
promozione del benessere; collaborazione alla ricerca di fondi (fund raising); collaborazione alla
redazione del bilancio sociale della cooperativa e collaborazione al monitoraggio e alla
riprogettazione del sistema di partecipazione.
Gli operatori sentono la necessità di migliorare sia aspetti per i quali è necessario uno stretto
contatto con gli utenti (es. attività di prevenzione – gap pari a 1,6 punti), sia azioni preparatorie
quali l’analisi dei bisogni (1,4), la progettazione di politiche, interventi e azioni (1,4) e la
collaborazione con risorse territoriali (1,6) che aumenterebbero la qualità degli interventi anche a
livello micro. Ad esempio la creazione e l’intensificazione dei rapporti con le organizzazioni
presenti sul territorio fornirebbe maggiori strumenti agli educatori alle prese con i singoli utenti e
favorirebbe la prolificazione di opportunità formative e di crescita per ogni singola persona in
difficoltà nel quartiere in cui è inserita. Si sosterrebbe il community learning8. Ovvero la creazione
di un nesso tra apprendimento individuale e sviluppo locale. Una comunità di apprendimento,
infatti, non solo permette alle persone di accedere alla formazione in setting appropriati, adatti a
chi non vuole (o non è in grado) di accedere alla formazione formale, creando condizioni che non
le lascino in preda delle loro paure, dei loro rifiuti, dei loro vincoli materiali. Ma,
contemporaneamente, crea le condizioni per lo sviluppo della comunità sulla base del principio che
ogni forma di sviluppo locale si basa su un processo interattivo di apprendimento in cui la comunità
diventa un laboratorio (Luciano in ISFOL, 2003).
In particolare si ritiene utile intensificare attività quali attivazione e gestione di percorsi di
prevenzione con soggetti a rischio; realizzazione in équipe e coordinamento di interventi di
animazione e socializzazione all’interno di strutture residenziali e sul territorio; mappatura delle
risorse presenti o attivabili sul territorio; individuazione dei bisogni espressi e potenziali del
territorio; rilevazione delle iniziative presenti sul territorio; definizione del progetto socio-educativo;
attivazione della rete territoriale per l’integrazione del singolo e coinvolgimento delle persone in
attività di animazione culturale sul territorio.
Per una rappresentazione più puntuale degli educatori attivi presso le cooperative sociali
osserviamo anche i valori modali, che mettono in luce la combinazione di competenze che
caratterizza la figura professionale in modo più specifico. Iniziale presa in carico degli utenti,
microprogettazione degli interventi con gli utenti, valutazione e verifica, gestione delle relazioni con
altri operatori e tirocinanti hanno valori al di sopra del 3 e risultano essere essenziali per la maggior
parte degli intervistati. Altri processi di lavoro sono diffusi attualmente in modo limitato (moda pari a
0) e vengono realizzati solo da alcuni, ma ottengono punteggi massimi a livello potenziale, dunque
vorrebbero essere presidiati da tutti. Si tratta di educazione, riabilitazione e cura; prevenzione e
animazione; gestione organizzativa di strutture educative; partecipazione alle attività imprenditoriali
della cooperativa.
8
Si veda Luciano A. in ISFOL (2003), Formazione permanente: chi partecipa e chi ne è escluso. Primo
rapporto nazionale sulla domanda, Roma.
43
Graf. 1.1
Competenze dell'educatore/trice professionale
-media-
analisi dei bisogni del territorio
partecipazione alle attività imprenditoriali
della cooperativa
5,0
progettazione di politiche, interventi e azioni
4,0
gestione della relazione con i tirocinanti
iniziale presa in carico dell'utente
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi sugli
utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
Potenziali
Se scomponiamo i risultati sulla base del tipo di servizio presso cui gli educatori professionali
lavorano ci troviamo di fronte a 4 categorie:
educativa territoriale, ovvero azioni orientate alla prevenzione dell'emarginazione e del
disagio psicologico e sociale di bambini e ragazzi svantaggiati o a rischio, contattati nei
luoghi informali di aggregazione9;
comunità per minori/adolescenti, strutture residenziali che integrano o sostituiscono
temporaneamente la casa e la famiglia, offrendo al bambino e all’adolescente un luogo
protetto in cui costruire un proprio progetto di vita;
centro diurno per disabili, spazio che propone attività di aggregazione culturale,
educativa, ricreativa, sportiva, di terapia, occupazionale, di riabilitazione e di
informazione dedicate specificatamente a persone con handicap;
comunità per malati psichici; strutture residenziali destinate a coloro che a causa di
menomazioni psichiche vivono situazioni di difficoltà nelle attività quotidiane, nel lavoro,
nei rapporti interpersonali e familiari. Si offre loro un percorso di recupero e
mantenimento dell’ equilibrio psico-fisico.
A conferma dei dati generali gli educatori di tutti i servizi si impegnano maggiormente nell’iniziale
presa in carico dell’utente e nella microprogettazione degli interventi sugli utenti (media superiore a
3,5). Vi sono, poi, livelli differenti di esercizio delle altre competenze: chi si occupa
quotidianamente di gestione di strutture educative, gestione della relazione con i tirocinanti e di
9
La definizione è stata tratta dal Portale dell’infanzia e dell’adolescenza (wwww.minori.it).
44
valutazione e verifica lavora presso comunità o centri diurni, l’analisi dei bisogni del territorio è
sviluppata maggiormente dagli operatori dell’educativa territoriale. Il quadro è sostanzialmente
rovesciato se si prendono in considerazione le attività meno presidiate, la gestione di strutture
educative (1,1) non riguarda gli operatori territoriali, l’analisi dei bisogni del territorio è meno
sviluppata da chi opera in comunità (punteggi intorno al 2 per tutte le tipologie), prevenzione e
animazione sono pressoché assenti nella comunità per malati psichici (0,3).
Graf. 1.2
Educatore/trice professionale
Competenze per tipo di servizio
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Educativa territoriale Attuali
Educativa territoriale Potenziali
Com unità m inori/adolescenti Attuali
Comunità m inori/adolescenti Potenziali
45
Graf. 1.3
Educatore/trice professionale
Competenze per tipo di servizio
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Centro diurno disabili Attuali
Centro diurno disabili Potenziali
Comunità malati psichici Attuali
Com unità m alati psichici Potenziali
I gap più sentiti dagli educatori attivi sul territorio riguardano in particolare prevenzione e
animazione (2,3), integrazione/collaborazione con le risorse territoriali (2,1) e progettazione di
politiche, interventi e azioni (1,7). Se si è a contatto con minori e adolescenti in comunità
residenziali le necessità più stringenti riguardano l’analisi dei bisogni del territorio (1,3), le attività
imprenditoriali (1,3), la costruzione di reti con soggetti esterni (1,3) e l’inserimento lavorativo (1,3).
L’integrazione e la collaborazione con le risorse territoriali ritornano sia per i centri diurni per
disabili (2,1) che per le comunità di malati psichici (1,7), così come prevenzione e animazione –
rispettivamente divari di 1,4 e 2,1 punti tra esercizio attuale e potenziale. Inoltre, per gli operatori
che lavorano con chi ha problemi di salute mentale si segnala che iniziale presa in carico
dell’utente e microprogettazione degli interventi sugli utenti sono presidiati addirittura ad un livello
maggiore di quanto servirebbe per garantire la qualità della prestazione e dunque gli educatori
vorrebbero essere leggermente sgravati da queste attività per dedicarsi anche ad altri compiti. Una
delle esigenze più rilevanti riguarda l’inserimento lavorativo (1,9), per tendere ad un intervento che
non sia esclusivamente assistenziale, ma che possa fornire all’utente anche la possibilità di
sperimentarsi in ambienti di lavoro protetto. L’appartenenza ad un consorzio di cooperative sociali
al quale partecipano anche società di tipo B, specializzate proprio in questo ambito, potrebbe
fornire spunti per una collaborazione più stretta tra queste due tipologie di cooperative.
46
Graf. 1.4
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare per tipo di servizio
-0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
Educativa territoriale
Comunità m inori/adolescenti
Centro diurno disabili
Comunità malati psichici
La collegialità nella presa di decisioni e l’elevata collaborazione nella gestione ordinaria tendono a
minimizzare le differenze tra responsabili e operatori e a richiedere a tutti i ruoli competenze nel
lavoro sui singoli casi (microprogettazione degli interventi, presa in carico degli utenti, interventi
educativi e di cura, inserimento lavorativo) e nella gestione di alcune attività secondarie relative a
gestione delle informazioni, collaborazione con risorse territoriali, valutazione e tutoraggio dei
tirocinanti. Gli scostamenti più significativi riguardano analisi dei bisogni, progettazione di politiche,
gestione organizzativa delle strutture e del lavoro e partecipazione alle attività imprenditoriali della
cooperativa che restano per lo più in capo ai responsabili. La maggior parte degli educatori si
sente estraneo ad azioni quali coordinamento degli operatori che lavorano nella struttura,
definizione del progetto della struttura, gestione delle risorse finanziarie della struttura e
predisposizione degli atti amministrativi.
47
Graf. 1.5
Educatore/trice professionale
Competenze per responsabili e operatrici
analisi dei bisogni del territorio
partecipazione alle attività imprenditoriali
della cooperativa
5,0
progettazione di politiche, interventi e azioni
4,0
gestione della relazione con i tirocinanti
iniziale presa in carico dell'utente
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi sugli
utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture
educative
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Se si guardano i gap i responsabili sono più interessati a potenziare i rapporti con l’esterno e la
progettazione di servizi, mentre gli operatori oltre a mettere il luce le stesse necessità mostrano più
limiti relativi a prevenzione e animazione (1,7), inserimento lavorativo (1,3) e analisi dei bisogni del
territorio (1,4).
48
Graf. 1.6
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
Responsabili
Operatrici
Tra educatori soci delle cooperative e non si rilevano differenze poco significative, se non per il
grado di partecipazione all’impresa e la microprogettazione degli interventi sugli utenti (1,2 e 0,8
punti in più per i soci). Sono i soci ad avvertire una distanza maggiore tra livello attuale e
potenziale, almeno per i 2/3 degli item. Sembrano tendenzialmente più predisposti a migliorare il
servizio presso cui lavorano e ad aumentare l’impegno in tutte le attività.
49
Graf. 1.7
Educatore/trice professionale
Competenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
50
Non socie Potenziali
Graf. 1.8
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
Socie
Non socie
Conoscenze
Pedagogia, didattica, psicologia, metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni
rappresentano i punti di forza degli educatori con punteggi che vanno dal 2,6 al 2,9. In particolare
le aree forti di competenza sono: pedagogia speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione
educativa); pedagogia della devianza (rischio e il suo contenimento, recupero e rieducazione
sociale); psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione
affettiva); psicologia sociale e di comunità (dinamiche di gruppo, comunità terapeutiche, politiche
d’intervento sul disagio e sull’emarginazione); metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura,
comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento) e
funzioni e ruoli dell’educatore professionale e degli altri operatori sociali.
I punti di debolezza riguardano i saperi organizzativi e gestionali del settore non profit (1,5 punti),
seguiti da quelli sociologici-antropologici (1,9 punti), medico- sanitari e giuridico- normativi
(entrambi con una media di 2,1).
La domanda di formazione si orienta verso conoscenze teoriche valide per gli educatori di
qualsiasi organizzazione e conoscenze specifiche patrimonio delle singole cooperative (specie in
campo organizzativo e gestionale):
giuridiche-normative, quali politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione
dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi
sociali), leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura
(relative a inserimento e dimissione utenti, regolazione visite parenti ed uscite, …),
diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in
materia di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale - es.
L. 381/1991, L. 142/2001);
51
-
-
-
-
metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni, come counselling (principi,
metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali);
teorie e tecniche dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva,
per l’animazione ed il gioco); teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche
e integrazione);
sociologiche-antropologiche, in particolare sociologia dell’organizzazione (struttura
organizzativa, imprese “profit” e “no profit”), sociologia della devianza e dei processi
culturali ed organizzativi (principali teorie di analisi del fenomeno) e antropologia
culturale (organizzazione della vita materiale, risorse della cultura, sistemi di relazioni);
medico-sanitarie, neurologia, psicopatologia e psichiatria (sviluppo psico-motorio,
patologie più frequenti del sistema nervoso, organizzazione delle istituzioni psichiatriche
e degli strumenti di intervento); tecniche di riabilitazione fisica e psichica (principali
metodologie di intervento in relazione alle specifiche patologie);
organizzative e gestionali, marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit
(strumenti e tecniche di raccolta fondi), bilancio, rendicontazione e controllo di gestione
nelle organizzazioni non profit, organizzazione aziendale (organigramma della
cooperativa sociale, procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione
dei ruoli - chi fa cosa), Strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale
si pone a lungo e medio periodo).
La distribuzione dei valori modali attribuiti alle conoscenze che gli educatori ritengono di esercitare
abitualmente si attesta su valori elevati per ciò che attiene pedagogia e didattica, medicina e
sanità, sociologia e antropologia, ma non per psicologia, metodologie e tecniche di progettazione e
gestione delle relazioni, valutazione, giurisprudenza e normativa. Segno che alcuni saperi, quali ad
esempio quelli psicologici e di gestione delle relazioni, sono sviluppati solo da alcuni educatori a
livelli molto elevati ed è questa distribuzione che fa aumentare i valori dei punteggi medi, analizzati
in prima istanza nell’indagine. Inoltre, si rileva una propensione diffusa ad aumentare il livello di
tutte le conoscenze, uniche eccezioni sono metodologie e tecniche valutative, per le quali i
punteggi potenziali maggiormente presenti sono pari a 0.
52
Graf. 1.9
Conoscenze dell'educatore/trice professionale
-media-
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore non
profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la gestione
delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la gestione
delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
Attuali
Potenziali
Quali sono le specificità che emergono se si considerano i dati disaggregati per tipologia di
servizio? Gli educatori impegnati in attività territoriali danno tendenzialmente punteggi bassi per il
livello già acquisito di conoscenze e la media non va mai oltre i 2,7 punti, mentre per gli altri
educatori si arriva anche a superare i 3,2 punti.
Oltre alle conoscenze pedagogiche e psicologiche, utilizzate dagli educatori di tutti i servizi, nelle
comunità per minori e adolescenti si impiegano per lo più metodologie e tecniche per la gestione
delle relazioni, evidentemente la varietà degli utenti in continua evoluzione fa sì che gli educatori
impegnati in queste strutture abbiano sviluppato un buon livello di nozioni relative a comunicazione
interpersonale verbale e non verbale, tecniche di conduzione di gruppi e di animazione. Diversi
operatori delle comunità in cui è stato somministrato il questionario hanno evidenziato l’utilizzo di
conoscenze in campo specificatamente educativo e l’impegno a trovare sempre nuove vie per
rapportarsi al meglio con utenti che cambiano in continuazione. Si pensi, ad esempio, ai minori
stranieri non accompagnati, ragazzi con problematiche specifiche, che fino a qualche tempo fa
erano mosche bianche e che nel giro di pochi anni sono aumentati in maniera significativa.
Chi lavora a contatto con disabili punta sull’utilizzo di una gamma più ampia di conoscenze, nella
quale rientrano tutte quelle sopracitate per gli altri operatori ed ancora metodologie e tecniche per
la gestione delle informazioni (2,8) e di valutazione (2,8). Gli educatori attivi con i malati psichici
hanno sviluppato maggiori conoscenze in ambito medico-sanitario (3,2), psicologico (2,6) e di
gestione delle relazioni (2,6). In questo caso avere di fronte persone che seguono anche una
terapia farmacologica fa sì che gli operatori abbiano acquisito anche conoscenze specifiche legate
a psicopatologia, psichiatria e tecniche di riabilitazione fisica e psichica. Infine gli educatori
impegnati in azioni territoriali si sentono più preparati sulle metodologie e tecniche di progettazione
(2,2) piuttosto che in altri campi disciplinari.
53
Gli ambiti più carenti sono:
organizzativo e gestionale (0,8 punti), giuridico-normativo e medico-sanitario (1,1 punti
in entrambi i casi) per chi si occupa di educativa territoriale e di minori in comunità;
organizzativo e gestionale e medico-sanitario (2 punti) per gli educatori dei centri diurni
per disabili;
sociologico-antropologico (1,7 punti) organizzativo e gestionale, giuridico-normativo e
valutativo (1,5 punti) per gli educatori impegnati con malati mentali.
Graf. 1.10
Educatore/trice professionale
Conoscenze per tipo di servizio
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Educativa territoriale Attuali
Educativa territoriale Potenziali
Com unità m inori/adolescenti Attuali
Comunità minori/adolescenti Potenziali
54
Graf. 1.11
Educatore/trice professionale
Conoscenze per tipo di servizio
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Centro diurno disabili Attuali
Centro diurno disabili Potenziali
Com unità m alati psichici Attuali
Com unità m alati psichici Potenziali
Nonostante le conoscenze pedagogiche e psicologiche siano già possedute ad un livello elevato
sia chi lavora in ambito territoriale che in comunità con malati psichici rileva ancora un gap
consistente tra attuale e potenziale (quasi 1,5 punti). La prima categoria ritiene poi necessario
acquisire maggiore dimestichezza negli ambiti sociologico e relazionale (entrambi 1,6 punti) e
medico-sanitario (1,4 punti), approccio condiviso anche dagli educatori di comunità di malati
psichici e di centri per disabili. Infine riscontriamo che gli educatori che lavorano nell’ambito della
salute mentale, con uno stacco significativo rispetto agli altri gruppi, vorrebbero migliorare le
conoscenze in campo valutativo (1,9 punti) e quelle giuridico-normative (1,7 punti).
55
Graf. 1.12
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare per tipo di servizio
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
Educativa territoriale
Com unità m inori/adolescenti
Centro diurno disabili
Com unità m alati psichici
I responsabili danno tendenzialmente punteggi più alti sia sull’attuale livello di conoscenze
possedute, sia sul livello potenziale: si sentono mediamente preparati, in particolare si dichiarano
più competenti dei propri operatori nell’organizzazione e gestione del settore non profit (+0,7 punti)
e in campo giuridico-normativo (+0,6 punti). Per entrambi il tallone d’Achille sono le conoscenze
necessarie per partecipare alle attività imprenditoriali della cooperativa, presenti con una media
dell’1,4 per gli operatori e del 2,1 per i responsabili.
I gap sono sostanzialmente simili per le due categorie, le uniche differenze significative si
riscontrano nelle mancanze più sentite dagli educatori che non hanno ruoli di coordinamento
riguardanti in particolare le conoscenze sociologiche (1,4 punti vs. 0,9 punti).
56
Graf. 1.13
Educatore/trice professionale
Conoscenze per responsabili e operatrici
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
57
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 1.14
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
Responsabili
Operatrici
Se il grado di coinvolgimento nelle attività della cooperativa non implica grosse differenze
sull’attuale livello di conoscenze, si rileva una maggiore domanda dei soci di formazione, in
particolare per le tematiche mediche e sanitarie (1,4 punti), sociologiche (1,4 punti), valutative (1,3
punti) e organizzative - gestionali del settore non profit (1,3 punti). I lavoratori che non fanno parte
della platea dei soci vorrebbero investire maggiormente nelle tecniche per la gestione delle
relazioni (1,4 punti) e nelle questioni giuridiche e normative (1,3 punti).
58
Graf. 1.15
Educatore/trice professionale
Conoscenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
4,0
psicologiche
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
59
Non socie Potenziali
Graf. 1.16
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
Socie
Non socie
Abilità
In media gli educatori si sentono più capaci nel rapporto con altre persone, siano essi utenti (3,1
punti), colleghi di lavoro o tirocinanti (3 punti). Le punte di eccellenza vanno dalla gestione del
momento dell’accoglienza (presentazione all’utente dell’équipe socio-sanitaria, organizzazione
della visita alla struttura…), all’utilizzo di tecniche di comunicazione verbale e non verbale e di
gestione delle dinamiche di gruppo, tecniche per suscitare la motivazione degli utenti, fino
all’utilizzo di tecniche di intervento educativo e alla condivisione degli obiettivi e delle priorità con
l’équipe socio sanitaria.
Al rovescio i limiti riguardano il rapporto con il territorio (1,9 punti), quali tecniche per facilitare e
favorire i contatti tra le persone e gli Enti coinvolti in un progetto educativo (creazione mailing list,
organizzazione incontri, seminari…); facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi
educativi presenti sul territorio (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) e
instaurare e mantenere rapporti con le aziende necessari per favorire l’inserimento lavorativo degli
utenti. Seguono la progettazione, ovvero tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la
lettura dei dati, di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere
(colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…) e di Project Management per collaborare
alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di
monitoraggio e valutazione e la gestione delle informazioni, in particolare tecniche per realizzare
materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati e cercare dati/informazioni (utili non
solo per il servizio specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza):
le stesse abilità per le quali si rilevano i maggiori gap formativi.
Coerentemente con quanto rilevato nelle prime sezioni del questionario relative alle attività e alle
conoscenze gli educatori confermano di voler sviluppare abilità utilizzabili in analisi dei bisogni del
territorio, progettazione di politiche/servizi e gestione delle relazioni con il territorio.
L’analisi dei valori modali conferma quanto emerso dalle elaborazioni relative alle medie.
60
Graf. 1.17
Abilità dell'educatore/trice professionale
-media-
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
Potenziali
Gli educatori che lavorano nei vari servizi hanno sviluppato abilità affini, seppur con alcune
specificità:
il gruppo dell’educativa territoriale è più preparato in ambito valutativo (2,6), di gestione
delle informazioni (2,5) e di rapporto con i ragazzi (2,5);
chi lavora con bambini e ragazzi in comunità riprende il rapporto con i ragazzi (3,1), la
gestione delle informazioni (2,8) e include nella cerchia anche le abilità nel rapporto con
colleghi e tirocinanti (2,9);
nei centri diurni si utilizzano le stesse abilità (rapporto con altri operatori, valutative e di
gestione delle informazioni), ma ad un livello più alto - molto vicino ai 4 punti;
per gli educatori a contatto con malati psichici sono le abilità nella gestione dei rapporti
con altri operatori (3,8) e con l’utente (3,4) ad essere meglio presidiate.
Per tutti gli educatori, seppur a livelli differenti, abilità di progettazione e di rapporto con il territorio
rappresentano punti di debolezza. In più gli operatori dell’educativa territoriale e delle comunità per
minori si sentono carenti nelle competenze organizzative/gestionali (rispettivamente 1,8 e 2,3
punti), mentre gli educatori che lavorano con pazienti psichiatrici individuano la valutazione come
un ambito critico (2,4 punti).
61
Graf. 1.17
Abilità dell'educatore/trice professionale
-media-
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
Potenziali
62
Graf. 1.18
Educatore/trice professionale
Abilità per tipo di servizio
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Educativa territoriale Attuali
Educativa territoriale Potenziali
Com unità m inori/adolescenti Attuali
Com unità m inori/adolescenti Potenziali
63
Graf. 1.19
Educatore/trice professionale
Abilità per tipo di servizio
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Centro diurno disabili Attuali
Centro diurno disabili Potenziali
Com unità m alati psichici Attuali
Com unità m alati psichici Potenziali
Alcune variazioni saltano all’occhio se si prendono in considerazione i limiti da superare per
migliorare l’esercizio della professione, in questo caso gli operatori si schierano e prendono due
posizioni: da una parte comunità per minori e centri per disabili in cui la priorità va ad abilità di
rapporto con il territorio e progettazione, dall’altra parte educativa territoriale e comunità per malati
psichici che, oltre alla necessità di migliorare le tecniche di rapporto con il contesto circostante,
mettono in evidenza il fabbisogno in campo valutativo e di gestione delle informazioni.
64
Graf. 1.20
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare per tipo di servizio
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
Educativa territoriale
Com unità m inori/adolescenti
Centro diurno disabili
Com unità m alati psichici
Responsabili e operatori danno risposte molto simili su quasi tutti gli item e quindi anche gli
scostamenti tra il reale e l’ottimale sono minimi, l’unico scarto rilevante riguarda l’utilizzo di abilità
organizzative e gestionali esercitate maggiormente da chi ricopre ruoli di coordinamento tecnico
(2,8 vs. 2,3).
65
Graf. 1.21
Educatore/trice professionale
Abilità per responsabili e operatrici
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
66
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 1.22
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
Responsabili
Operatrici
Se poi andiamo a vedere i gruppi dei soci e degli altri lavoratori riscontriamo nuovamente che chi è
più coinvolto nella cooperativa dichiara un maggior possesso di alcune abilità (progettazione,
valutazione, rapporto con colleghi). Passando dalla situazione attuale alla proiezione in un servizio
ideale è interessante notare che chi non è socio vorrebbe raggiungere un livello più alto di abilità
organizzative e gestionali quali tecniche di analisi organizzativa, l’adeguamento della struttura alle
esigenze degli utenti, distribuzione delle risorse in base alle priorità, fronteggiamento dei problemi,
ricerca di soluzioni più adatte e tecniche di rendicontazione.
67
Graf. 1.23
Educatore/trice professionale
Abilità per grado di coinvolgimento nella cooperativa
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
68
Non socie Potenziali
Graf. 1.24
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
Socie
Non socie
Comportamenti lavorativi
Se per le conoscenze e le abilità gli educatori hanno evidenziato margini di miglioramento, la
situazione cambia per i comportamenti lavorativi. Chi ha risposto al questionario si sente più sicuro
in questo ambito e dichiara che le proprie caratteristiche personali siano già sufficienti per garantire
un buon livello di servizio, in particolare nel campo dell’assistenza e del servizio in cui i punteggi
sono sempre superiori al 3 per sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere
ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente
espressi) e orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi
bisogni). Gli scostamenti tra livello attuale e potenziale sono minimi e non superano mai lo 0,5.
Sembra quasi che si sottovaluti la complessità di alcuni comportamenti, è il caso per esempio di
quelli cognitivi, come pensiero analitico e pensiero concettuale, per i quali si potrebbe applicare il
metodo Feuerstein, nome dello psicologo israeliano che lo costruì. Si tratta di uno dei primi
approcci metacognitivi sviluppati in ambito educativo e riabilitativo ed è attualmente sperimentato
in tutte quelle situazioni in cui è necessario potenziare le risorse umane, come il campo educativo,
aziendale e riabilitativo. Nel corso degli anni Feuerstein e i suoi collaboratori hanno messo a punto
due sistemi applicativi basati sulla teoria della modificabilità cognitiva e sull’esperienza di
apprendimento mediato:
il Programma di Arricchimento Strumentale (P.A.S.)
il sistema di valutazione del potenziale di apprendimento LPAD (Learning Propensity
Assessment Device)
a cui si sono aggiunti negli ultimi anni i nuovi strumenti (P.A.S. - Basic ed LPAD-Basic), utilizzabili
a partire dall’età prescolare o per casi di particolare difficoltà10. Oltre che utile per gli educatori
10
La descrizione dell’approccio è tratta dal sito http://www.cam.rn.it/
69
stessi come attività di potenziamento delle competenze personali, gli strumenti acquisiti con questo
metodo potrebbero essere sperimentati e applicati con gli utenti dei servizi educativi.
Discorsi analoghi, che traggono spunto dalle teorie di Bernard Schwartz sull’organizzazione
qualificante11 potrebbero essere fatti anche per gli altri gruppi di comportamenti lavorativi da
affinare mediante approcci formativi sul luogo di lavoro in grado di motivare i lavoratori a
impegnarsi in compiti qualificanti e di sostenerli nello svolgerli con successo, per riuscire a
conseguire nuove qualificazioni utili e importanti per il funzionamento delle aziende.
Graf. 1.25
Comportamenti lavorativi dell'educatore/trice professionale
-media-
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
Potenziali
Gli operatori dell’educativa territoriale, che in precedenza avevano assegnato punteggi più bassi
ad attività, conoscenze e abilità, si ritengono competenti in tutti gli aspetti comportamentali: la
media è sempre superiore al 2,7 ed in particolare puntano su assistenza e servizio (4,1) ed
efficacia personale (3,7), mentre si sentono meno brillanti in campo manageriale. Chi lavora in
comunità, sia con minori che con malati, ripropone le medesime posizioni sugli aspetti positivi e
assegna punteggi più bassi a comportamenti di influenza e cognitivi (3,3). Infine gli educatori che
offrono assistenza ai disabili evidenziano punte di eccellenza anche nei comportamenti di
realizzazione e operativi (4,0), mentre dall’altro lato l’autovalutazione più bassa riguarda l’influenza
(3,4).
11
Si veda il report di lavoro “Imparare insieme. Proposte di lavoro per la cooperazione sociale”, realizzato
nell’ambito dell’Iniziativa Equal “Percorsi di impresa e tecnologie sociali” a cura del Gruppo Risorse Umane
(Laboratorio Frame del Corep, S.R.F., ORFEO) nel giugno 2008.
70
Graf. 1.26
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi per tipo di servizio
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Educativa territoriale Attuali
Educativa territoriale Potenziali
Com unità m inori/adolescenti Attuali
Com unità m inori/adolescenti Potenziali
71
Graf. 1.27
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi per tipo di servizio
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
3,0
di efficacia personale
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Centro diurno disabili Attuali
Centro diurno disabili Potenziali
Com unità m alati psichici Attuali
Com unità m alati psichici Potenziali
I gap da colmare sono minimi e solo in un caso vanno oltre 1,3 punti:
nell’educativa territoriale le esigenze riguardano comportamenti di realizzazione e
operativi (1,3) e cognitivi (1);
i comportamenti cognitivi (1 punto) sono segnalati anche degli educatori del centro
diurno per disabili;
chi lavora in comunità, indipendentemente dalla tipologia di utenti che ha di fronte, mira
a migliorare l’efficacia personale (0,8).
Gli educatori a contatto con malati psichici, così come era avvenuto per i processi di lavoro,
dichiarano di esercitare comportamenti di assistenza e servizio ad un grado leggermente più
elevato di quanto sarebbe richiesto.
72
Graf. 1.28
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare per tipo di servizio
-0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
Educativa territoriale
Com unità m inori/adolescenti
Centro diurno disabili
Com unità m alati psichici
Responsabili e operatori danno sostanzialmente punteggi analoghi e hanno la medesima visione di
quanto utilizzano i vari comportamenti lavorativi e di quanto dovrebbero potenziarli.
73
Graf. 1.29
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi per responsabili e operatrici
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
74
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 1.30
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
Responsabili
Operatrici
Un discorso analogo a quello fatto per responsabili e operatori vale anche per la suddivisione
secondo il grado di coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della cooperativa, che non sembra
essere una variabile discriminante che incide sui comportamenti lavorativi.
75
Graf. 1.31
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi per grado di coinvolgimento nella cooperativa
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
3,0
di efficacia personale
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
76
Non socie Potenziali
Graf. 1.32
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
Socie
Non socie
2.2 Educatore/trice prima infanzia
A rispondere al questionario sono state 16 educatrici e 1 educatore prima infanzia, appartenenti a
due cooperative sociali del consorzio Kairos. Si tratta di persone che lavorano sia in asili nidi e
micro nidi, ovvero luoghi di “custodia” per i più piccoli, sia in punti gioco in cui oltre ai bambini
vengono accolti e prendono parte alle attività educative anche adulti.
Un profilo socio-anagrafico
Chi sono le persone intervistate? Sono in prevalenza donne (94%), di nazionalità italiana, ad oggi
l’unica lavoratrice straniera è rumena, ed in possesso di un diploma di scuola secondaria
superiore. Solo la metà delle operatrici ha ottenuto la qualifica professionale di educatore prima
infanzia. Hanno maturato un’esperienza lavorativa significativa, che nel 64% supera i 4 anni, e nel
corso del tempo hanno cambiato almeno una volta datore di lavoro, per lo più privato. Attualmente
hanno un lavoro dipendente a tempo indeterminato con un impegno variabile in termini di orario:
part-time e full-time si equivalgono. Il 40% ha un ruolo di responsabilità all’interno del servizio
presso cui opera. Il 67% è socio della cooperativa sociale di riferimento, percentuale più bassa
rispetto agli educatori professionali, la metà lavora vi lavora da poco (50% da meno di 2 anni) e si
sente coinvolto nelle attività imprenditoriali della stessa ad un livello intermedio.
77
Genere
94% F
6% M
Età
41% fino a 30 anni
41% dai 30 ai 40 anni
18% oltre 40 anni
Nazionalità
94% italiana
6% romena
Titolo di studio
94% diploma di scuola superiore
6% laurea di primo livello
Qualifica professionale
41% qualifica di educatore prima infanzia
29% qualifica di educatore professionale
Anni di esperienza lavorativa
13% fino a 2 anni
33% da 2 a 4 anni
64% oltre 4 anni
Enti presso cui ha lavorato
25% 1 ente
69% da 2 a 3 enti
6% oltre 3 enti
Tipologia di ente presso cui ha lavorato
75% privati
Tipo di rapporto di lavoro
88% lavoro dipendente (con prevalenza a
tempo indet.)
12% collaborazione a progetto
Orario settimanale di lavoro
18% fino a 15 ore
41% da 16 a 30 ore
41% oltre 30 ore
Responsabilità all'interno del servizio
40% (di cui 29% coordinamento pedagogico)
Anzianità presso l'attuale cooperativa
50% fino a 2 anni
21% da 2 a 4 anni
29% oltre 4 anni
Coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della 29% basso
cooperativa
35% medio
36% alto
Soci lavoratori
67%
Partecipazione alle assemblee dei soci
80% spesso/sempre (% calcolata solo sui soci)
Carica sociale
47%
Competenze e attività
Se si analizza la media dei valori, notiamo che le competenze ritenute più importanti e per le quali
vengono spese più energie riguardano accudimento e cura (4) ed educazione dei bambini (4),
seguite dalla gestione delle relazioni con i familiari e dal monitoraggio dei percorsi di crescita. Le
intervistate valorizzano, soprattutto, i processi cardine della professione educativa. Azioni come
accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, genitore e/o
medico se necessario; curare l’igiene e l’alimentazione del bambino ed educarlo gradualmente
all’autonomia; curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento;
favorire l’inserimento del bambino nel gruppo; incoraggiare il bambino nel movimento e supportarlo
78
nelle difficoltà; sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando
le sue conquiste ed osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne
caratteristiche, specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco raggiungono
punteggi molto elevati.
I punti deboli riguardano: partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa, integrazione
e collaborazione con le risorse territoriali, coordinamento e organizzazione del lavoro ed in
particolare azioni quali concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle
risorse economiche e degli investimenti della cooperativa; collaborare alla ricerca di fondi e alla
redazione del bilancio sociale, collaborare alle selezione e formazione delle risorse umane,
collaborare alla definizione puntuale dei fabbisogni formativi e progettazione/organizzazione dei
corsi di formazione; predisporre atti amministrativi; partecipare alla progettazione e al
coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio, in particolare per garantire la continuità tra
asili nido e scuola per l’infanzia; partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di
promozione del benessere. Si tratta di attività, che per una netta suddivisione dei compiti all’interno
dei servizi, vengono svolte esclusivamente da alcune operatrici e proprio per questo motivo
ottengono punteggi medi bassi.
Coordinamento e organizzazione del lavoro, integrazione e collaborazione con le risorse territoriali,
progettazione di attività educative, ricreative ed espressive, partecipazione alle attività
imprenditoriali della cooperativa e valutazione sono gli item per i quali il livello attuale è più lontano
dal potenziale. Si vorrebbero dedicare più energie a tutte queste competenze per tendere ad una
professionalità a tutto tondo, che non sia limitata esclusivamente ad un lavoro con l'utenza. Al
contrario le attività relative ad accudimento, cura ed educazione dei bambini sono già realizzate
nel quotidiano quanto basta per offrire alle famiglie un buon servizio.
I valori modali più alti si registrano per gestione delle relazioni con i familiari (5), definizione e
organizzazione di attività educative, cura ed educazione dei bambini e valutazione (4). Mentre i
punteggi più bassi (pari a 0), relativi ai processi di lavoro su cui si registrano notevoli differenze tra
operatrici che li svolgono e altre che non ne sono affatto coinvolte, sono gli stessi indicati come
punti deboli, ovvero integrazione con le risorse territoriali, coordinamento e organizzazione del
lavoro, gestione organizzativa di strutture educative e attività imprenditoriali.
79
Graf. 2.1
Competenze dell'educatore/trice prima infanzia
-media-
progettazione di attività educative,
ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di
5,0
partecipazione alle attività
attività educative, ricreative ed
imprenditoriali della cooperativa
espressive
4,0
gestione della relazione con i
tirocinanti
accudimento e cura dei bambini
3,0
2,0
1,0
valutazione e verifica
educazione dei bambini
0,0
monitoraggio e valutazione
dell'andamento del percorso
educativo
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
Potenziali
Prendiamo in considerazione le risposte fornite da chi lavora in asili nido e micro nidi, strutture
ormai consolidate alle quali i bambini sono affidati per un significativo monte ore al giorno, e da chi
opera in centri per bambini e genitori12, servizi relativamente nuovi in cui le attività si realizzano sia
con i bambini che con gli adulti che li accompagnano.
Dal confronto si rileva che le operatrici dei punti gioco:
- svolgono più intensamente attività di progettazione educativa e di monitoraggio/valutazione del
percorso di crescita del bambino – entrambe esercitate fino a 4 punti, gestione delle relazioni
con i familiari (3,8) e definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive
(3,8);
- segnalano un investimento minore nella cura (igiene e alimentazione) – 3 punti vs. 4,3 negli
asili nido, giustificabile con la presenza di adulti che accompagnano i piccoli;
- avvertono un significativo scostamento tra livello attuale e potenziale per le competenze
esercitate nel coordinamento e nell’organizzazione del lavoro (1,8), nelle attività imprenditoriali
(1,3) e nella gestione delle informazioni (1,2).
Dall’altra parte chi lavora presso asili nidi e micro nidi tende a dare punteggi più bassi delle
operatrici dei punti gioco per il livello attuale di integrazione e collaborazione con le risorse
territoriali (1,5 vs. 4,1), partecipazione ad attività imprenditoriali (1,7 vs. 3,1) e valutazione e verifica
(2,2 vs. 3,5) quanto per il livello potenziale. Come già accennato gli investimenti maggiori sono in
12
In questo caso i questionari sono stati compilati da 3 persone ed il campione ha una numerosità limitata.
80
accudimento e cura (4,3 vs. 3,0), educazione dei bambini (4,0 vs. 4,1) e organizzazione di attività
educative (3,5 vs. 3,8).
I gap più alti riguardano integrazione/collaborazione con le risorse territoriali (1,5), valutazione e
verifica (1,2), progettazione di attività educative, ricreative ed espressive, progettazione di attività
educative, ricreative ed espressive (1,1) e partecipazione alle attività imprenditoriali della
cooperativa (1,1).
81
Graf. 2.2
Educatore/trice prima infanzia
Competenze per tipo di servizio
progettazione di attività educative,
ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di
5,0
partecipazione alle attività
attività educative, ricreative ed
imprenditoriali della cooperativa
espressive
4,0
gestione della relazione con i
tirocinanti
accudimento e cura dei bambini
3,0
2,0
1,0
valutazione e verifica
educazione dei bambini
0,0
monitoraggio e valutazione
dell'andamento del percorso
educativo
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
Asili nido Attuali
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture
educative
Asili nido Potenziali
Centri gioco Attuali
82
Centri gioco Potenziali
Graf. 2.3
Educatore/trice prima infanzia
Competenze da potenziare per tipo di servizio
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
progettazione di attività educative, ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive
accudimento e cura dei bambini
educazione dei bambini
monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
Asili nido
Centri gioco
Se diamo uno sguardo alle risposte fornite dalle responsabili pedagogiche/educative e dalle
operatrici rileviamo un investimento e un bisogno di formazione sostanzialmente analogo per un
buon numero di attività primarie, quali definizione e organizzazione di attività educative, ricreative
ed espressive (livello attuale pari a 3,7 per responsabili e 3,5 per operatrici), accudimento, cura
(livello attuale pari a 3,9 per responsabili e 4,3 per operatrici) ed educazione dei bambini (livello
attuale pari a 4,0 per entrambe).
Differenze più rilevanti riguardano coordinamento, gestione delle informazioni e delle reti territoriali,
valutazione, gestione dei tirocinanti e delle attività imprenditoriali. Sono le responsabili a presidiare
questi processi di lavoro.
Per quanto riguarda i gap troviamo un sostanziale accordo sulla necessità di potenziare
integrazione e collaborazione con le risorse territoriali, le differenze sono pari a 1,3 punti per le
responsabili e 1,4 per le operatrici, e partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
(1,2 vs. 1,0). Chi ha un ruolo di coordinamento indica poi il bisogno di investire ulteriormente in
coordinamento e organizzazione del lavoro (1,3), mentre chi è più impegnato in attività educative
mira a migliorare soprattutto valutazione e verifica (1,2).
83
Graf. 2.4
Educatore/trice prima infanzia
Competenze per responsabili e operatrici
progettazione di attività educative,
ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di
5,0
partecipazione alle attività
attività educative, ricreative ed
imprenditoriali della cooperativa
espressive
4,0
gestione della relazione con i
tirocinanti
accudimento e cura dei bambini
3,0
2,0
1,0
valutazione e verifica
educazione dei bambini
0,0
monitoraggio e valutazione
dell'andamento del percorso
educativo
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
Responsabili Attuali
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture
educative
Responsabili Potenziali
84
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 2.5
Educatore/trice prima infanzia
Competenze da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
progettazione di attività educative, ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive
accudimento e cura dei bambini
educazione dei bambini
monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
Responsabili
Operatrici
A livello generale notiamo che le socie si sentono sistematicamente più impegnate rispetto alle
operatrici che non sono coinvolte direttamente nella gestione della cooperativa. Mirano allo
sviluppo di una professionalità a tutto tondo e quindi a svolgere le attività proposte ad un livello
ancora più elevato. Inoltre, segnaliamo che:
- la gestione della relazione con i tirocinanti è delegata per lo più alle socie (3,8 vs. 2,0);
- le altre operatrici sono pressoché impegnate in attività di contatto diretto con l’utenza, inclusi i
rapporti con i familiari, e non si occupano di attività imprenditoriali della cooperativa (0,5) e
delle fasi di valutazione e verifica (1,2) – che vorrebbero essere potenziate (vedi gap elevati
pari a 1,1 e 1,4);
- le socie hanno raggiunto il livello ottimale di esercizio di competenze in accudimento, cura ed
educazione dei bambini – l’impegno profuso è leggermente superiore a quanto servirebbe, il
gap è negativo -0,1, anziché essere positivo come negli altri casi;
- coordinamento e organizzazione del lavoro vorrebbero essere ulteriormente migliorati solo
dalle socie (1,3 vs. 0,4 per chi non è socia);
- le operatrici mirano a potenziare la gestione delle relazioni con i familiari (1,0 vs. 0,4 delle
socie).
85
Graf. 2.6
Educatore/trice prima infanzia
Competenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa
progettazione di attività educative,
ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di
5,0
partecipazione alle attività
attività educative, ricreative ed
imprenditoriali della cooperativa
espressive
4,0
gestione della relazione con i
tirocinanti
accudimento e cura dei bambini
3,0
2,0
1,0
valutazione e verifica
educazione dei bambini
0,0
monitoraggio e valutazione
dell'andamento del percorso
educativo
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
Socie Attuali
Socie Potenziali
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture
educative
Non socie Attuali
86
Non socie Potenziali
Graf. 2.7
Educatore/trice prima infanzia
Competenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
-0,5
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0
progettazione di attività educative, ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive
accudimento e cura dei bambini
educazione dei bambini
monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
Socie
Non socie
Conoscenze
Le educatrici dell’infanzia danno punteggi bassi al grado di utilizzo delle conoscenze, la media è
sempre al di sotto dei 3 punti. Si sentono più competenti nei campi igienico-sanitario (2,6), in
particolare in nipiologia (puericultura), problemi del divezzamento e dell’allattamento; metodologico
e tecnico per la gestione delle relazioni (2,6) per lo più in teorie e tecniche ludiche e
dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco)
e teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione); pedagogico-didattico
(2,5) ovvero pedagogia generale e letteratura per l’infanzia; psicologico (2,5), ad esempio
psicologia delle emozioni e della comunicazione e psicologia dello sviluppo e delle relazioni
familiari e metodologico/tecnico delle informazioni (2,5) con etica professionale e logistica.
Le carenze maggiori si riscontrano per le conoscenze organizzative e gestionali (1,6), ovvero
management delle risorse umane, bilancio, rendicontazione e controllo di gestione, marketing e
fund raising, progettazione e controllo di qualità e giuridico-normative (2,0) in particolare diritto di
famiglia e dell’infanzia, diritto delle cooperative sociali e politica sociale, legislazione socio-sanitaria
e organizzazione dei servizi sociali.
Le esigenze formative sono, dunque, piuttosto elevate e multidisciplinari riguardano sia gli ambiti in
cui sono stati dati i punteggi più alti: pedagogia, didattica e igiene con un gap di 1,3 punti, sia
settori con punteggi più bassi, ovvero organizzativo, gestionale e giuridico (1,2).
La lettura dei valori modali, mostra un quadro con più sfumature, l’igiene ad esempio è una
conoscenza già posseduta al livello auspicabile dalla maggioranza delle intervistate, oppure la
sociologia e le metodologie e tecniche di progettazione con un punteggio potenziale pari ad 1 non
sono ritenute così importante per la professione e ancora metodologie e tecniche delle relazioni e
di valutazione hanno livelli pari a 0 quando si guarda al possesso attuale e vorrebbero essere
migliorate fino al massimo (5 punti). Vale la pena andare ad esaminare gruppi di operatrici per
rendersi conto delle variabili che possono influenzare queste differenze di autovalutazione.
87
Graf. 2.8
Conoscenze dell'educatore/trice prima infanzia
-media-
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore non
profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
igienico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la gestione
delle informazioni e degli spazi
sociologiche
metodologie e tecniche per la gestione
delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
Attuali
Potenziali
Negli asili nido le educatrici confermano i risultati generali: hanno sviluppato maggiormente
conoscenze igienico-sanitarie (2,6), mentre sono più deboli in campo organizzativo-gestionale
(1,4) e giuridico-normativo (1,9). Chi lavora nei centri gioco eccelle nelle metodologie e tecniche
della relazione (3,8), nelle metodologie e tecniche di valutazione (3,6) e in ambito pedagicodidattico (3,6).
Entrambe le tipologie di educatrici rilevano gap formativi significativi:
◊ vi sono due ambiti in comune igienico-sanitario e giuridico-normativo;
◊ nei punti gioco emergono esigenze di sviluppo anche in ambito progettuale (1,5 punti);
◊ chi lavora negli asili nido sente la necessità di potenziare conoscenze pedagogicodidattiche (1,3) e valutative (1,2).
88
Graf. 2.9
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze per tipo di servizio
pedagogiche e didattiche
5
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4
3
2
metodologie e tecniche di valutazione
igienico-sanitarie
1
0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni e degli
spazi
sociologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Asili nido Attuali
Asili nido Potenziali
Centri gioco Attuali
89
Centri gioco Potenziali
Graf. 2.10
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze da potenziare per tipo di servizio
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
igienico-sanitarie
sociologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi
metodologie e tecniche di valutazione
organizzative e gestionali del settore non profit
Asili nido
Centri gioco
Le responsabili ritengono di conoscere quasi tutti gli ambiti indicati nel questionario ad un buon
livello (i valori medi si collocano intorno ai 3 punti), in particolare metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni (3,1), metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli
spazi (3,0), metodologie e tecniche di progettazione (2,9) e pedagogia (2,9). Dichiarano di essere
meno competenti in ambito organizzativo-gestionale (2,3) e giuridico-normativo (2,4).
Le operatrici danno autovalutazioni inferiori alle loro coordinatrici e si sentono più preparate nei
seguenti ambiti: igienico-sanitario (2,6), pedagogico (2,4), psicologico (2,4) e relazionale (2,4) e
meno in discipline gestionali (1,4), progettuali (1,9) e giuridico-normative (1,9).
I gap formativi sono più forti per chi ha un ruolo di coordinamento, sempre superiori ad 1 punto, e
si concentrano in igiene (1,8), valutazione (1,6), legislazione e norme (1,6). Le operatrici danno
punteggi più bassi anche ai livelli potenziali verso i quali tendere e insistono sulle competenze più
forti (pedagogiche e igienico-sanitarie rispettivamente con 1,3 punti e 1,2 punti).
90
Graf. 2.11
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze per responsabili e operatrici
pedagogiche e didattiche
5
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4
3
2
metodologie e tecniche di valutazione
igienico-sanitarie
1
0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni e degli
spazi
sociologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
91
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 2.12
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
igienico-sanitarie
sociologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi
metodologie e tecniche di valutazione
organizzative e gestionali del settore non profit
Responsabili
Operatrici
Le socie danno un’autovalutazione più alta al grado di possesso delle conoscenze, in particolare
alle metodologie e alle tecniche per le quali la media è sempre intorno ai 3 punti. Dall’altra parte le
operatrici che non partecipano alle attività imprenditoriali della cooperativa puntano sulle
conoscenze fondamentali della professione, ovvero igienico-sanitarie (2,3), psicologiche (2,0) e
pedagogiche (1,9), e si sentono più deboli per tutti gli altri ambiti, specie se organizzativogestionale (0,5) e progettuale (1,1).
Chi non è socia evidenzia gap formativi più elevati, segno di una propensione ad investire su sé
stessa per migliorare la propria professionalità - in particolare per pedagogia (1,6), igiene (1,3),
legislazione (1,3) e valutazione (1,3). Anche le socie ritengono di dover migliorare in ambito
igienico (1,3) e normativo (1,2) ed in più segnalano l’ambito gestionale (1,3), indicazione di un
interesse a poter contribuire in maniera più competente alle attività economiche della cooperativa
sociale.
92
Graf. 2.13
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa
pedagogiche e didattiche
5
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4
3
2
metodologie e tecniche di valutazione
igienico-sanitarie
1
0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni e degli
spazi
sociologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
93
Non socie Potenziali
Graf. 2.14
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
igienico-sanitarie
sociologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi
metodologie e tecniche di valutazione
organizzative e gestionali del settore non profit
Socie
Non socie
Abilità
Le abilità igienico-sanitarie (3,5) e di rapporto con i bambini e i genitori (3,3) rappresentano i punti
forti delle educatrici prima infanzia. Nell’esercizio della professione si esercitano ad un buon livello
le seguenti capacità: essere in grado di valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed
informare il responsabile e/o il medico se necessario, utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del
bambino (cambio biancheria e pannolino); utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi,
mangiare, muoversi; utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale; applicare
metodologie del gioco e applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno,
il gioco, il teatro, la manipolazione).
Le abilità di progettazione (2,0) rappresentano il tallone d’Achille, in particolare utilizzare tecniche
di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul
singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione; applicare metodologie di
rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti (interpretazione dei dati raccolti) e utilizzare
software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su Internet.
I gap formativi più rilevanti riguardano progettazione (1,2) e valutazione (1,2).
I valori modali confermano quanto emerso dall’analisi delle medie per i punti di forza e mettono in
luce altri nodi critici, oltre alle abilità di progettazione la maggior parte delle educatrici dichiara di
non possedere competenze in progettazione, rapporto con il territorio, rapporto con altri operatori e
tirocinanti.
94
Graf. 2.15
Abilità dell'educatore/trice prima infanzia
-media-
di progettazione
5,0
di organizzazione/gestionali
4,0
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
di gestione delle informazioni
rapporto coni bambini e i genitori
0,0
di valutazione
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
Attuali
Potenziali
Negli asili nido abilità igienico-sanitarie (3,5), nel rapporto con bambini e genitori (3,1) e di gestione
delle informazioni (3,0) rappresentano i punti di forza delle operatrici. Anche nei centri gioco queste
abilità sono ben presidiate alle quali si aggiungono anche quelle organizzative-gestionali (3,8) e di
rapporto con altri operatori o tirocinanti (3,7).
I punti di crisi sono identici per entrambe le categorie, seppur con livelli diversi: rapporto con il
territorio (3,3 per punti gioco vs. 2,2 per asili nido), valutazione (3,3 vs. 2,2) e progettazione (3,1
vs. 1,9).
Se entrambi i gruppi ritengono di dover colmare un gap relativo alle abilità di progettazione, ne
seguono poi differenti necessità: da un lato negli asili nido si vuole migliorare l’ambito valutativo
(1,2), dall’altro lato nei centri gioco si ambisce ad intensificare competenze legate al rapporto con il
territorio (1,5) e abilità igienico-sanitarie (1,3).
95
Graf. 2.16
Educatore/trice prima infanzia
Abilità per tipo di servizio
di progettazione
5
4
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3
2
1
di gestione delle informazioni
rapporto coni bambini e i genitori
0
di valutazione
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
Asili nido Attuali
Asili nido Potenziali
Centri gioco Attuali
96
Centri gioco Potenziali
Graf. 2.17
Educatore/trice prima infanzia
Abilità da potenziare per tipo di servizio
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto coni bambini e i genitori
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
Asili nido
Centri gioco
Le responsabili ritengono di possedere tutte le abilità ad un buon livello, molto spesso le medie
superano i 3,5 punti. In particolare eccellono nei rapporti con il territorio (3,8), con i bambini e i
genitori (4,1), con altri operatori e tirocinanti (3,8) e in campo igienico-sanitario (3,9). Seppur con
punteggi elevati sono le competenze relative a progettazione (2,7) e valutazione (2,8) ad ottenere
le autovalutazioni inferiori. Le operatrici si assegnano “voti” inferiori rispetto alle responsabili, si
ritengono più forti negli ambiti primari della professione, vale a dire rapporto con genitori e bambini
(3,0) e igiene (3,4), oltre che nelle tecniche di gestione delle informazioni (3,0). I gap formativi più
sentiti sono gli stessi per entrambi i gruppi: progettazione e valutazione. Le responsabili poi
vorrebbero acquisire maggiori abilità in campo gestionale e organizzativo (1,3).
97
Graf. 2.18
Educatore/trice prima infanzia
Abilità per responsabili e operatrici
di progettazione
5
di organizzazione/gestionali
4
rapporto con il territorio
3
2
1
di gestione delle informazioni
rapporto coni bambini e i genitori
0
di valutazione
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
98
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 2.19
Educatore/trice prima infanzia
Abilità da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto coni bambini e i genitori
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
Responsabili
Operatrici
Così com’era avvenuto per le conoscenze le socie danno un’autovalutazione più alta anche al
grado di possesso delle abilità, in particolare a rapporti con il territorio e igiene, per le quali la
media è intorno ai 4 punti. Le altre operatrici che non partecipano alle attività imprenditoriali della
cooperativa si sentono più competenti in campo igienico-sanitario (3,0) e di gestione delle
informazioni, e più deboli per tutti gli altri ambiti, specie nel rapporto con il territorio (0,6).
Chi non è socia, inoltre, evidenzia gap formativi più elevati per un’ampia gamma di item, in
particolare valutazione (1,3), rapporto con altri operatori e tirocinanti (1,2), rapporto con il territorio
(1,2), progettazione (1,1) e rapporto con bambini e genitori (1,1). Le socie ritengono di dover
migliorare in ambito progettuale (1,2) e valutativo (1,1).
99
Graf. 2.20
Educatore/trice prima infanzia
Abilità per grado di coinvolgimento nella cooperativa
di progettazione
5
4
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3
2
1
di gestione delle informazioni
rapporto coni bambini e i genitori
0
di valutazione
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
100
Non socie Potenziali
Graf. 2.21
Educatore/trice prima infanzia
Abilità da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto coni bambini e i genitori
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
Socie
Non socie
Comportamenti lavorativi
In ultima istanza prendiamo in considerazione i comportamenti lavorativi, ovvero caratteristiche
personali trasversali alle due professioni prese in esame in questo lavoro. Come era avvenuto per
gli educatori professionali13 anche chi lavora con la prima infanzia si sente più competente in
questo ambito e l’esercizio è sufficiente per garantire un buon livello di servizio, in particolare nei
campi dell’assistenza e del servizio (4) ovvero sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare,
capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non
manifestati o parzialmente espressi), orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il
cliente, di soddisfare i suoi bisogni) – specifici del lavoro di cura - e dell’efficacia personale (3,7), in
particolare flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia
gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi) e impegno verso l’organizzazione (capacità e
volontà di allineare i propri comportamenti alle necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria
organizzazione). Gli scostamenti tra livello attuale e potenziale non sono elevati e non raggiungono
mai l’1.
La lettura dei valori modali conferma quanto già evidenziato con l’analisi delle medie.
13
Anche in questo caso possono valere le osservazioni già scritte per gli educatori professionali.
101
Graf. 2.22
Comportamenti lavorativi dell'educatore/trice prima infanzia
-media-
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
Potenziali
Tra operatrici degli asili nido e dei centri gioco non si rilevano grosse differenze, dato per scontato
che come per le altre sezioni del questionario chi lavora principalmente nelle strutture socioeducative che prendono in custodia i bambini tende a dare punteggi più bassi per il livello attuale
quanto per il livello potenziale.
I gap più rilevanti per le operatrici degli asili nido afferiscono a comportamenti cognitivi (0,9), di
influenza (0,7) e manageriali (0,7), mentre per le educatrici dei centri gioco sono legati a influenza
(1,2), efficacia personale (0,9), realizzazione e operatività (0,8), management (0,8).
102
Graf. 2.23
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi per tipo di servizio
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Asili nido Attuali
Asili nido Potenziali
Centri gioco Attuali
103
Centri gioco Potenziali
Graf. 2.24
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi da potenziare per tipo di servizio
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
Asili nido
Centri gioco
I punti di forza delle responsabili e delle operatrici sono pressoché gli stessi: di realizzazione e
operativi (4,1 per resp. e 3,5 per op.), di assistenza e di servizio (4,1 e 4,0) e di efficacia personale
(3,9 e 3,6). Le differenze si rilevano quando si prendono in considerazione gli scostamenti tra
attuale e potenziale, per le coordinatrici sono più significative le distanze nei campi cognitivo (1,5)
e manageriale (1,2), mentre per il resto del personale i gap di tutti gli item sono bassi, intorno allo
0,5.
104
Graf. 2.25
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi per responsabili e operatrici
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Responsabili Attuali
Responsabili Potenziali
105
Operatrici Attuali
Operatrici Potenziali
Graf. 2.26
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi da potenziare per responsabili e operatrici
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
Responsabili
Operatrici
Anche tra socie e altre lavoratrici la differenza più rilevante sta nella scala di punteggi, chi è più
addentro la gestione della cooperativa dà mediamente punteggi più elevati, ma gli item in cui ci si
sente più competenti sono i medesimi per entrambi i gruppi: realizzazione e operativi, assistenza e
servizio e efficacia personale.
Le socie poi non rilevano grossi gap tra livello attuale e potenziale, tutti i valori sono intorno allo
0,5, mentre è interessante notare che sono le altre operatrici a voler migliorare in maniera più
marcata alcuni comportamenti: di influenza (1,1), cognitivi (0,9) e di efficacia personale (0,9).
106
Graf. 2.27
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi per grado di coinvolgimento nella cooperativa
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
3,0
di efficacia personale
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Socie Attuali
Socie Potenziali
Non socie Attuali
107
Non socie Potenziali
Graf. 2.28
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
1,0
1,2
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
Socie
Non socie
108
1,4
1,6
1,8
2,0
2.3 Conclusioni
Questa prima sperimentazione sembra evidenziare come gli educatori professionali e prima
infanzia, posti ad operare in situazioni diverse, abbiano una solida base in comune:
Attività
+
-
Conoscenze
+
Abilità
+
Comportamenti
lavorativi
+
-
Ed. prof.
Azioni iniziali con l’utente
(microprogettazione intervento, iniziale
presa in carico)
Azioni collaterali all’intervento
educativo tradizionale (prevenzione e
animazione, inserimento lavorativo)
Azioni organizzative e di
coordinamento (relazioni con il
territorio, attività imprenditoriali della
cooperativa)
Aree psico-pedagogica
Aree gestionale e sociologica
Rapporto con le persone (utenti e
colleghi)
Rapporto con il territorio e
progettazione
Assistenza e servizio
Manageriali
+
Ed. prima infanzia
Azioni di cura con l’utente
principale (bambino)
-
+
+
+
-
Azioni organizzative e di
coordinamento (relazioni con il
territorio, attività imprenditoriali
della cooperativa)
Aree psico-pedagogica e igienicosanitaria
Aree gestionale e normativa
Rapporto con utenti (bambino e
genitore)
Igienico-sanitarie per la cura del
bambino
Rapporto con il territorio,
progettazione e valutazione
Assistenza e servizio
Influenza
Nell’attribuzione dei punteggi, gli scostamenti dalla media sembrano essere influenzati più che da
differenti sensibilità personali, da questioni inerenti i ruoli svolti. In particolare:
1. tipologia di utenza. A seconda delle persone che usufruiscono dei servizi si verifica una
segmentazione degli educatori, che influisce a cascata su attività, conoscenze e abilità.
Solo i comportamenti lavorativi non sembrano cambiare in base a questa variabile. La
domanda non è mai omogenea ed è in continua trasformazione, questo fa sì che vi siano
pratiche ed esigenze professionali particolari da tenere in debita considerazione. E questo
non vale solo per gli educatori professionali che hanno a che fare con tutte le fasce di
popolazione ma anche per le operatrici prima infanzia che, a seconda del tipo di servizio in
cui lavorano, possono trovarsi più o meno a contatto con i familiari dei bambini;
2. grado di responsabilità all’interno del servizio. Vi sono luoghi con un livello molto basso di
divisione del lavoro sia in senso verticale sia orizzontale, in cui il coordinatore
tecnico/pedagogico ha delegato gli operatori a svolgere funzioni non esclusivamente
educative. Quest’ultimi, coinvolgendo anche gli OSS con cui lavorano gomito a gomito,
condividono la maggior parte delle attività secondo una logica cooperativa e danno
tendenzialmente punteggi più alti sia per il livello attuale che per il livello potenziale degli
item proposti nel questionario: più competenti e maggiormente predisposti ad un
miglioramento continuo. Si tratta per lo più di servizi in cui operano educatori professionali,
nei centri specializzati in prima infanzia il ruolo del coordinamento è più forte e la
suddivisione dei compiti sembra più netta. In questi casi le operatrici sembrano comunque
incuriosite da altre attività che esulano dai compiti di cura, quali, ad esempio, le relazioni
con il territorio e dunque ad ampliare il ventaglio di competenze;
3. partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa e clima organizzativo. Sembra
evidente la differenza tra chi, a parità di professione, è socio lavoratore oppure no. Il
processo educativo è più curato e ha maggiori probabilità di una buona riuscita se affidato
a persone che si sentono partecipi della vita cooperativa e responsabili del suo buon
andamento. Oltre alla cura dell’utente vengono messe in piedi una serie di attività collaterali
che consentono di non affidare esclusivamente alla capacità del singolo il successo
dell’azione educativa, ma, al contrario, di attivare un circolo virtuoso di gestione collettiva.
109
L’analisi mette in luce modelli differenti di professionalità a cui corrispondono esigenze complesse,
la cui risposta non può essere una formazione tradizionale in aula. L’obiettivo a cui tendere è una
formazione personalizzata, fortemente collegata all’esperienza lavorativa e alla propria
organizzazione di riferimento, e allo stesso tempo capace di favorire lo scambio di buone pratiche
tra cooperative che fanno parte del medesimo consorzio. La necessità di potenziamento si
concentra su alcune aree: rapporto con il territorio, analisi dei bisogni e macroprogettazione di
servizi, management delle organizzazioni non profit.
In generale educatori professionali e prima infanzia sono disponibili a migliorare la propria
professionalità con competenze utili a presidiare l’intero processo educativo e non soltanto il suo
nucleo centrale, ovvero la relazione con l’utente. Vale la pena discutere i risultati di questa analisi
con gli stessi operatori e i diretti responsabili, oltre che all’agenzia formativa a cui essi fanno
riferimento, per mettere a punto e condividere bilanci di competenza e percorsi di crescita
professionale.
110
NOTA METODOLOGICA DELL’INDAGINE
Il lavoro di analisi svolto ha preso in esame due figure professionali che operano nell’ambito delle
cooperative di tipo A (educatore/trice professionale, educatore/trice prima infanzia), con lo scopo di
sperimentare una metodologia, già utilizzata dal Servizio Solidarietà Sociale della Provincia di
Torino, utile per:
•
rilevare la domanda di competenze espresse dagli operatori sociali e predisporre
un’adeguata offerta formativa,
•
fornire alcune indicazioni al management delle cooperative sociali per realizzare una
gestione delle risorse umane per competenze all’interno della propria organizzazione.
Il lavoro si è svolto in quattro fasi:
FASE 1
La fase 1 è consistita nella identificazione delle figure professionali su cui realizzare l’analisi ad
opera di un gruppo di lavoro composto da:
- esperte del Laboratorio Frame (Corep);
- responsabili del consorzio Kairos;
- alcuni rappresentanti delle cooperative sociali appartenenti al consorzio.
Il gruppo di lavoro ha preso in esame le attività realizzate nell’ambito dell’”Osservatorio sugli
operatori sociali in Provincia di Torino”14, ha messo a fuoco in modo analitico i bisogni informativi
ed ha individuato le figure professionali su cui concentrare l’attenzione.
FASE 2
Nella fase 2 si è proceduto alla costruzione del progetto di rilevazione e trattamento delle fonti
qualitative, nonché della descrizione dettagliata per figura professionale. Il punto di partenza è
stato la rilettura dell’analisi della letteratura nazionale e internazionale già predisposta nell’ambito
dell’Osservatorio provinciale già citato e dal progetto “Atlante delle professioni”15 con l’obiettivo di
individuare e valutare, in ciascuna classificazione, gli elementi di contenuto e di metodo rilevanti
per il nostro lavoro. La lettura, il confronto e la riflessione su tale materiale hanno condotto alla
scelta di utilizzare per l’analisi il metodo messo a punto dalla Commissione Europea e dal Cedefop
per comparare competenze e qualificazioni tra differenti paesi europei (J. Winterton, F. Delamare Le Deist, E. Stringfellow, 2005). Quest’ultimo prevede la descrizione delle figure professionali
attraverso l’individuazione di knowledge, skill e competence. Con knowledge, esso fa riferimento al
campo cognitivo ed intellettuale, al sapere necessario per potere esercitare le attività che
costituiscono il nucleo dell’occupazione. Con skill, intende l’applicazione funzionale delle
conoscenze, le tecniche operative specifiche di una attività professionale. Con competence, si
riferisce ad un “mix” di elementi, alcuni dei quali hanno a che fare con la natura del lavoro e si
possono individuare analizzando compiti ed attività svolte; altri con i comportamenti lavorativi del
soggetto-lavoratore e si possono individuare analizzando le attività del soggetto.
Nel modello, i comportamenti lavorativi sono stati aggregati in quanto elementi trasversali a tutti i
processi e attività. Per la loro declinazione è stata utilizzata la classificazione proposta da L.
Spencer e M. Spencer nel “Dizionario delle competenze” (1995).
Si è così proceduto all’individuazione di una descrizione dettagliata delle figure sulla base dei
principali repertori professionali (tra cui: Atlante delle Professioni, Isfol, Italia Lavoro, Thesaurus), i
siti di orientamento (tra cui: Jobtel, Informagiovani Torino), alcuni documenti di riferimento
(normativa della Regione Piemonte), integrati da fonti specifiche dell’area educativa. Nell’analisi si
14
Per maggiori informazioni si veda il report disponibile sul sito http://www.frame.corep.it/ric14.html
Nell’ambito del programma "Formazione e Innovazione per l'occupazione" (FiXO) l’Università di Torino, in
collaborazione con il Corep, ha avviato la sperimentazione di uno strumento di analisi e descrizione delle
figure professionali che si è avvalsa anche di una precedente esperienza di collaborazione con il Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali e con Italia lavoro. L'Atlante delle professioni è un osservatorio delle
professioni in uscita dai percorsi universitari, uno strumento a disposizione dei giovani e delle famiglie, delle
facoltà e dei servizi di placement, delle imprese e delle istituzioni. Per maggiori informazioni si veda il sito
http://www.atlantedelleprofessioni.it
15
111
sono così inclusi elementi consolidati, già previsti dai curricula tradizionali di preparazione e quelli
presumibilmente in tensione, richiesti dai cambiamenti in corso. Tali descrizioni sono state
proposte e validate con il gruppo di lavoro costituitosi nella prima fase del progetto, al fine di
integrare le informazioni ricavate dall’analisi della letteratura nazionale ed internazionale con le
osservazioni provenienti da operatori che conoscono direttamente queste professioni.
Va puntualizzato che il punto di partenza è consistito nell’individuazione dei processi di lavoro in
cui la figura è impegnata, scomposti poi in attività di lavoro e competenze16. Quest’ultime sono
state distinte in primarie (attività che sono rivolte direttamente ai destinatari) e di servizio (attività
necessarie all’organizzazione per svolgere le prime). Sono state poi dettagliate le competenze
(esse fungono da “descrittori” dell’attività alla quale fanno riferimento). Per ciascuna attività (e
quindi per le competenze relative) sono state individuate conoscenze, abilità e caratteristiche
personali.
Infine, le due descrizioni risultanti dall’elaborazione sono stati tradotte in questionari.
FASE 3
Nella fase 3 i questionari relativi alle due figure professionali sono stati somministrati ad alcuni
operatori sociali attivi nelle cooperative sociali interessate a sperimentare uno strumento di analisi
delle competenze.
Con la collaborazione della referente per la formazione del consorzio Kairos sono stati individuati i
servizi disponibili a partecipare all’indagine, si è poi proceduto con il contatto di ciascun
responsabile ed un’operatrice di Corep si è recata presso ogni sede lavorativa per spiegare le
finalità dello strumento e somministrare il questionario ad educatori/trici presenti.
Tali momenti hanno avuto la duplice finalità di visitare le strutture educative, permettendo di
interfacciarsi direttamente con chi ha compilato il formulario, e di raccogliere osservazioni e
commenti.
L’obiettivo è stato quello di testare la validità del questionario, vale a dire valutare la completezza e
l’esaustività delle declinazioni di attività, conoscenze, abilità e comportamenti lavorativi. In base ai
risultati emersi sono state apportate alcune modifiche che hanno arricchito le descrizioni iniziali.
FASE 4
Nella fase 4 si è proceduto con l’elaborazione dei dati emersi dai questionari, i cui risultati sono
presentati nel report. Essi rappresentano spunti di riflessione utili per capire le percezioni degli
intervistati a proposito delle competenze-chiave e di quelle critiche e, di conseguenza, delle aree
ritenute da potenziare attraverso investimenti formativi e organizzativi.
16
Rifacendosi all’approccio di Le Boterf, è possibile realizzare ciascuna attività chiave e raggiungere gli
obiettivi previsti solo se si è in grado di mobilitare risorse personali (conoscenze, abilità, comportamenti
lavorativi) e risorse esterne. La competenza è dunque “l’essere in grado di selezionare, mobilitare e
strutturare dinamicamente – in modo pertinente ed efficace – un insieme di risorse di natura diversa
(conoscenze, abilità, comportamenti) per svolgere un’attività ed ottenere un risultato”.
112
ALLEGATI – Le schede delle cooperative sociali
Sono state 5 le cooperative di tipo A ad aver partecipato alla sperimentazione.
Di seguito riportiamo una scheda analitica per ognuna, in cui sono contenuti: una breve
descrizione dell’organizzazione, dei servizi presso i quali è stato realizzata l'attività di ricerca e i
risultati dell’indagine.
La cooperativa Crescere Insieme
Cooperativa sociale
Crescere Insieme
Anno di fondazione
1979
Principali attività
Nata con lo scopo di accogliere e sostenere
minori in situazioni di disagio. Nel corso degli
anni ha esteso i suoi ambiti di intervento socioassistenziale anche ad altre tipologie di
popolazione (adulti malati, diversamente abili e
anziani). Partecipa a progetti di sviluppo locale,
collaborando con associazioni di volontariato
del territorio e promuovendo servizi di welfare
innovativi.
Servizio
Comunità per adolescenti
Sede
Torino
Utenza
Minori 13 -18 anni
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
Servizio
Comunità alloggio Mafalda
Sede
Borgo Revel
Utenza
Minori 3-11 anni
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
Servizio
Micro Nido – Baby Parking “Le ciliegie”
Sede
Borgo Revel
Utenza
Bambini 0 – 3 anni
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori prima infanzia
Servizio
Comunità alloggio Casa Giobbe
Sede
Grugliasco
Utenza
adulti con HIV
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
113
L’analisi delle competenze di operatori/trici
Educatore/trice professionale
Competenze nella cooperativa Crescere Insieme
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
114
Potenziali
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
-0,5
0,0
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
115
0,5
1,0
1,5
2,0
Educatore/trice professionale
Conoscenze nella cooperativa Crescere Insieme
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
116
Potenziali
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
0,0
0,2
0,4
0,6
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
117
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Abilità nella cooperativa Crescere Insieme
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
118
Potenziali
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
119
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi nella cooperativa Crescere Insieme
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
120
Potenziali
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
-0,5
0,0
0,5
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
121
1,0
1,5
2,0
Educatore/trice prima infanzia
Competenze nella cooperativa Crescere Insieme
progettazione di attività educative,
ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di
5,0
partecipazione alle attività
attività educative, ricreative ed
imprenditoriali della cooperativa
espressive
4,0
gestione della relazione con i
tirocinanti
accudimento e cura dei bambini
3,0
2,0
1,0
valutazione e verifica
educazione dei bambini
0,0
monitoraggio e valutazione
dell'andamento del percorso
educativo
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
122
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Competenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
0,0
progettazione di attività educative, ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive
accudimento e cura dei bambini
educazione dei bambini
monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
123
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze nella cooperativa Crescere Insieme
pedagogiche e didattiche
5
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4
3
2
metodologie e tecniche di valutazione
igienico-sanitarie
1
0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni e degli
spazi
sociologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
124
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
0,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
igienico-sanitarie
sociologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi
metodologie e tecniche di valutazione
organizzative e gestionali del settore non profit
125
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
Educatore/trice prima infanzia
Abilità nella cooperativa Crescere Insieme
di progettazione
5
di organizzazione/gestionali
4
rapporto con il territorio
3
2
1
di gestione delle informazioni
rapporto con i bambini e i genitori
0
di valutazione
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e tirocinanti
Attuali
126
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Abilità da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto coni bambini e i genitori
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
127
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi nella cooperativa Crescere Insieme
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
128
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
129
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
La cooperativa Esserci
Cooperativa sociale
Esserci
Anno di fondazione
1986
Principali attività
Nata con l'apertura di un centro diurno per
minori, la cooperativa ha mantenuto l'interesse
nei confronti dei bambini e allo stesso tempo ha
allargato i sui ambiti di intervento ad attività con
disabili psichici e servizi di educativa territoriale
e di strada.
Servizio
Comunità Alloggio "Pozzo di Sichar"
Sede
Torino
Utenza
mamme con figli
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
Servizio
Centro diurno Carane di Uka
Sede
Torino
Utenza
disabili
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
130
L’analisi delle competenze di operatori/trici
Educatore/trice professionale
Competenze nella cooperativa Esserci
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
131
Potenziali
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare nella cooperativa Esserci
0,0
0,2
0,4
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
132
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Conoscenze nella cooperativa Esserci
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
133
Potenziali
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare nella cooperativa Esserci
0,0
0,2
0,4
0,6
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
134
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Abilità nella cooperativa Esserci
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
135
Potenziali
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare nella cooperativa Esserci
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
136
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi nella cooperativa Esserci
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
137
Potenziali
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Esserci
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
138
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
La cooperativa Giuliano Accomazzi
Cooperativa sociale
Giuliano Accomazzi
Anno di fondazione
1989
Principali attività
Fondata con l'obiettivo di partecipare alla
costruzione di una comunità attiva e solidale e
rispondere a bisogni sociali, educativi ed
occupazionali. Gestisce servizi per bambini,
adolescenti e famiglie e offre servizi di supporto
educativo e psicologico e di sostegno alla
genitorialità.
Servizio
Asilo Nido “Frugoletti”
Sede
Torino
Utenza
Bambini dai 12 ai 36 mesi
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori prima infanzia
Servizio
Micronido Familiare "Sole magico"
Sede
Torino
Utenza
Bambini dai 3 ai 36 mesi
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori prima infanzia
Servizio
Asilo nido aziendale dell'Ospedale Molinette
Sede
Torino
Utenza
Bambini dai 3 ai 36 mesi
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori prima infanzia
Servizio
Punto Gioco "Piggi'" e Spazio per la Famiglia
Sede
Torino
Utenza
Bambini dai 0 ai 6 anni, adulti di riferimento
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori prima infanzia
Servizio
Educativa Territoriale e di Strada, minori e
giovani
Sede
Torino
Utenza
Bambini e adolescenti
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
Servizio
Comunità Alloggio
Sede
Torino
Utenza
Ragazze adolescenti
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
139
L’analisi delle competenze di operatori/trici
Educatore/trice prima infanzia
Competenze nella cooperativa Accomazzi
progettazione di attività educative,
ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di
5,0
partecipazione alle attività
attività educative, ricreative ed
imprenditoriali della cooperativa
espressive
4,0
gestione della relazione con i
tirocinanti
accudimento e cura dei bambini
3,0
2,0
1,0
valutazione e verifica
educazione dei bambini
0,0
monitoraggio e valutazione
dell'andamento del percorso
educativo
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
coordinamento ed organizzazione del
lavoro
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
140
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Competenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
progettazione di attività educative, ricreative ed espressive
definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive
accudimento e cura dei bambini
educazione dei bambini
monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo
gestione delle relazioni con i familiari
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
141
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze nella cooperativa Accomazzi
pedagogiche e didattiche
5
organizzative e gestionali del settore
non profit
4
psicologiche
3
2
metodologie e tecniche di valutazione
igienico-sanitarie
1
0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni e degli
spazi
sociologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
142
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Conoscenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
pedagogiche e didattiche
psicologiche
igienico-sanitarie
sociologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di progettazione
metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi
metodologie e tecniche di valutazione
organizzative e gestionali del settore non profit
143
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
Educatore/trice prima infanzia
Abilità nella cooperativa Accomazzi
di progettazione
5
di organizzazione/gestionali
4
rapporto con il territorio
3
2
1
di gestione delle informazioni
rapporto con i bambini e i genitori
0
di valutazione
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e tirocinanti
Attuali
144
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Abilità da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto coni bambini e i genitori
igienico-sanitarie
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
145
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi nella cooperativa Accomazzi
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
146
Potenziali
Educatore/trice prima infanzia
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
147
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Competenze nella cooperativa Accomazzi
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
148
Potenziali
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
0,2
0,4
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
149
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Conoscenze nella cooperativa Accomazzi
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
150
Potenziali
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
0,2
0,4
0,6
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
151
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Abilità nella cooperativa Accomazzi
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
152
Potenziali
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
153
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi nella cooperativa Accomazzi
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
154
Potenziali
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Accomazzi
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
155
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
La cooperativa Piccola Comunità
Cooperativa sociale
Piccola comunità
Anno di fondazione
1985
Principali attività
È stata fondata per dare continuità alla gestione
di una comunità alloggio, nata un decennio
prima dall'opera di volontari religiosi e laici che
accolgono minori in difficoltà. Gestisce una
comunità, che trova spazio nei locali offerti in
comodato d'uso dalla "Opera Pia Barolo".
L’edificio si trova in una zona di Torino con
un’alta concentrazione di famiglie in condizioni
disagiate.
Servizio
Struttura residenziale - comunità alloggio per
minori
Sede
Torino
Utenza
minori
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
156
L’analisi delle competenze di operatori/trici
Educatore/trice professionale
Competenze nella cooperativa Piccola Comunità
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
157
Potenziali
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità
0,0
0,2
0,4
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
158
0,6
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Conoscenze nella cooperativa Piccola Comunità
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
159
Potenziali
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità
0,0
0,2
0,4
0,6
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
160
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Abilità nella cooperativa Piccola Comunità
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
161
Potenziali
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
162
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi nella cooperativa Piccola Comunità
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
163
Potenziali
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità
-0,5
0,0
0,5
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
164
1,0
1,5
2,0
La cooperativa La Luna Storta
Cooperativa sociale
La Luna Storta
Anno di fondazione
1998
Principali attività
Nasce dall'esperienza della Cooperativa
Crescere Insieme, che si è proposta di
sviluppare l'azione sociale anche nella direzione
del disagio psichiatrico; si è data così continuità
al progetto di de-istituzionalizzazione e al
tentativo di re-inserimento sociale di quelle
persone che entrano in situazioni di marginalità
o emarginazione.
Servizio
Comunità residenziale psichiatrici adulti
Sede
Torino
Utenza
Malati psichici
Operatori/trici coinvolti nell'indagine
Educatori professionali
165
L’analisi delle competenze di operatori/trici
Educatore/trice professionale
Competenze nella cooperativa La Luna Storta
analisi dei bisogni del territorio
5,0
partecipazione alle attività
progettazione di politiche, interventi e
imprenditoriali della cooperativa
azioni
4,0
gestione della relazione con i
iniziale presa in carico dell'utente
tirocinanti
3,0
2,0
valutazione e verifica
microprogettazione degli interventi
sugli utenti
1,0
0,0
integrazione/collab. con le risorse
territoriali
educazione, riabilitazione, cura
gestione delle informazioni e delle
conoscenze
prevenzione e animazione
coordinamento ed organizzazione del
inserimento lavorativo
lavoro
gestione organizzativa di strutture
educative
Attuali
166
Potenziali
Educatore/trice professionale
Competenze da potenziare nella cooperativa La Luna Storta
-1,0
-0,5
analisi dei bisogni del territorio
progettazione di politiche, interventi e azioni
iniziale presa in carico dell'utente
microprogettazione degli interventi sugli utenti
educazione, riabilitazione, cura
prevenzione e animazione
inserimento lavorativo
gestione organizzativa di strutture educative
coordinamento ed organizzazione del lavoro
gestione delle informazioni e delle conoscenze
integrazione/collab. con le risorse territoriali
valutazione e verifica
gestione della relazione con i tirocinanti
partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa
167
0,0
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
Educatore/trice professionale
Conoscenze nella cooperativa La Luna Storta
pedagogiche e didattiche
5,0
organizzative e gestionali del settore
non profit
psicologiche
4,0
3,0
2,0
metodologie e tecniche di valutazione
medico-sanitarie
1,0
0,0
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
sociologiche-antropologiche
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
Attuali
168
Potenziali
Educatore/trice professionale
Conoscenze da potenziare nella cooperativa La Luna Storta
0,0
0,2
0,4
0,6
pedagogiche e didattiche
psicologiche
medico-sanitarie
sociologiche-antropologiche
giuridiche-normative
metodologie e tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la
gestione delle relazioni
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali del settore
non profit
169
0,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Abilità nella cooperativa La Luna Storta
di progettazione
5,0
4,0
di organizzazione/gestionali
rapporto con il territorio
3,0
2,0
1,0
0,0
di gestione delle informazioni
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
Attuali
170
Potenziali
Educatore/trice professionale
Abilità da potenziare nella cooperativa La Luna Storta
0,0
0,2
0,4
0,6
0,8
di progettazione
rapporto con il territorio
rapporto con l'utente
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
di valutazione
di gestione delle informazioni
di organizzazione/gestionali
171
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
2,0
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi nella cooperativa La Luna Storta
di realizzazione e operativi
5,0
4,0
di efficacia personale
3,0
di assistenza e di servizio
2,0
1,0
0,0
cognitivi
di influenza
manageriali
Attuali
172
Potenziali
Educatore/trice professionale
Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa La Luna Storta
-0,5
0,0
0,5
di realizzazione e operativi
di assistenza e di servizio
di influenza
manageriali
cognitivi
di efficacia personale
173
1,0
1,5
2,0
I questionari utilizzati
Piano formativo
A.S.C.O.L.TO: Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino
ANALISI DEI FABBISOGNI E DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI
QUESTIONARIO sull’EDUCATORE/TRICE PROFESSIONALE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
Il questionario è composto da 6 sezioni:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
DATI SOCIO-ANAGRAFICI
ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO
CONOSCENZE
ABILITA’
COMPORTAMENTI LAVORATIVI
ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI
La sezione 1 va compilata con i propri dati personali (istruzione e lavoro svolto).
Nelle sezioni 2, 3, 4 e 5 ci si propone di rilevare se e in che misura ogni competenza/conoscenza/abilità/
comportamento lavorativo indicato è concretamente svolta/utilizzata nel suo servizio (riga bianca A = attuale)
e se e in che misura la stessa competenza/ conoscenza/ abilità/ comportamento lavorativo dovrebbe
essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia P = potenziale).
La rilevazione prevede l’utilizzo di una scala compresa tra 0 (per nulla) e 5 (moltissimo).
Nella sezione 2 (ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO), le competenze (righe scritte in
carattere normale) devono essere concretamente identificate riferendosi all’attività nella quale sono inserite
(riga scritta in grassetto). Con attività e competenze primarie intendiamo quelle che sono rivolte direttamente
ai destinatari mentre con attività e competenze di servizio intendiamo quelle necessarie all’organizzazione
per svolgere le prime.
Nella sezione 6 viene richiesto di segnalare eventuali attività primarie, competenze, conoscenze, abilità e
comportamenti lavorativi ritenuti importanti per la professione e non presenti nell’attuale versione del
questionario.
Per la compilazione del questionario, è consigliabile leggere prima tutta la scheda e identificare bene i
processi e le attività.
PER LA BUONA RIUSCITA DELL’ANALISI, LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO È ANONIMA E
STRETTAMENTE PERSONALE
174
1. DATI SOCIO-ANAGRAFICI
Cooperativa sociale presso cui lavora……………………………………………………
Servizio presso cui lavora (es. centro diurno per disabili)
………………………………………………………………………………………………..
Sesso
[]F []M
Anno di nascita: ……………………………….
Nazionalità:……………………………………
Titolo di studio (indicare il più elevato):
[ ] Licenza elementare
[ ] Licenza di scuola media inferiore
[ ] Diploma di scuola media superiore…….specificare :……………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………….
[ ] Laurea triennale…….specificare :…………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………….
[ ] Laurea specialistica/magistrale/vecchio ordinamento…….specificare :……………………………
…………………………………………………………………………………………………………….
[ ] Master… specificare :…………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………………………….
Qualifica professionale (è possibile più di una risposta):
[ ]Qualifica Professionale Educatore professionale
[ ]Qualifica Professionale Educatore prima infanzia
[ ]Qualifica Professionale Adest
[ ]Qualifica Professionale OSS
[ ]Qualifica Professionale OTA
[ ]Altro… specificare :………………………………………………………………………………
Tipo di rapporto di lavoro:
[ ] Rapporto di lavoro dipendente
[ ] Collaborazione a progetto
[ ] Contratto da libero professionista (incarico professionale, consulenza)
[ ] Altro…..specificare………………………………………………………….
175
Se è lavoratore dipendente, il suo contratto è:
[ ] A tempo indeterminato
[ ] A tempo determinato
[ ] Di apprendistato
[ ] Di lavoro interinale
[ ] Altro…..specificare………………………………………………………….
Se è lavoratore dipendente, il suo livello/inquadramento contrattuale è:
[]A
[]B
[]C
[]D
[]E
[]F
[]
[]
[]
[]
[]
[]
A1
B1
C1
D1
E1
F1
[ ] A2
[]
[]
[]
[]
C2
D2
E2
F2
[ ] C3
[ ] D3
Anzianità di servizio presso la cooperativa sociale per cui lavora attualmente:
numero anni………………
Qual è il grado di coinvolgimento a Lei richiesto dalla cooperativa per le varie attività imprenditoriali
(progettuali/organizzative/gestionali)?
[ ] Alto
[ ] Medio
[ ] Basso
È attualmente socio lavoratore?
[ ] Sì
[ ] No
**********************
Se è socio lavoratore con quale frequenza partecipa alle assemblee della cooperativa?
[ ] Mai
[ ] Raramente
[ ] Talvolta
[ ] Spesso
[ ] Sempre
Se è socio lavoratore riveste cariche sociali?
[ ] No
[ ] Sì, sono membro del Consiglio di Amministrazione
[ ] Sì, sono membro del Collegio Sindacale
[ ] Altro…..specificare………………………………………………………….
**********************
176
Orario settimanale che svolge abitualmente (n.ore):………………………………….
Con quali tipologie di utenza lavora? (è possibile più di una risposta)
[ ] Minori
[ ] Minori disabili
[ ] Adulti
[ ] Adulti disabili
[ ] Anziani
[ ] Anziani non autosufficienti
* Per minori si intendono le persone nella fascia di età 0-17 anni
Per adulti si intendono le persone nella fascia di età 18-64 anni
Per anziani si intendono le persone nella fascia di età 65 anni e oltre
All’interno del servizio ha un ruolo di responsabilità?
[ ] Sì
[ ] No
Se sì, quale/i?
[ ] Coordinatore tecnico
[ ] Coordinatore pedagogico
[ ] Responsabile per la sicurezza
[ ] Responsabile della privacy
[ ] Responsabile della qualità
[ ] Responsabile del sistema HACCP
[ ] Altro…..specificare……………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………….
_______________________
Da quanti anni svolge la sua attuale professione? (anche considerando i periodi svolti presso altri
Enti, pubblici e/o privati): numero anni……………………………
Nel complesso, per quanti diversi Enti ha lavorato, svolgendo questa professione?
Numero:……………
Tra questi, quanti enti pubblici? Numero:.....
Quanti enti privati? Numero:.....
177
2) ATTIVITÀ E COMPETENZE
Indichi se e in che misura ogni competenza indicata viene effettivamente svolta, da lei, nel suo
servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa competenza
dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga
relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro).
Per niente
ANALISI DEI BISOGNI DEL TERRITORIO
Moltissimo
PRIMARIE
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
rilevare informazioni, giudizi, suggerimenti e valutazioni presso gli “stake holders” A 0
(utenti, cittadini, colleghi…)
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
evidenziare, a partire dall’analisi delle fonti e dall’elaborazione dei dati, i bisogni A 0
espressi e potenziali del territorio
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
progettare e realizzare il piano di ricerca
(per investigare un fenomeno, per dare risposta ad un bisogno…)
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
predisporre strumenti di analisi quantitativi e qualitativi
(per rilevazione fabbisogni, per analisi storia personale…)
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
definire il progetto socio educativo
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di A 0
lavoro
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
rilevare le fonti informative istituzionali presenti sul territorio
(Centri per l’Impiego, dati statistici, anagrafe, piani di zona…)
rilevare le iniziative presenti sul territorio
(Osservatori, ricerche, progetti, attività…)
fare una mappatura delle risorse presenti o attivabili sul territorio
(servizi, associazioni…)
PROGETTAZIONE DI POLITICHE, INTERVENTI E AZIONI
partecipare a commissioni istituzionali per il riconoscimento dei diritti socio-sanitari
INIZIALE PRESA IN CARICO DELL’UTENTE
accogliere e ascoltare l’utente e/o la famiglia
condurre l’indagine socio – economico - familiare e l’anamnesi attuale e remota
decodificare/analizzare la domanda espressa
orientare ai servizi di secondo livello
178
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
definire il progetto di intervento per il singolo utente e/o la famiglia, di tipo educativo A 0
e riabilitativo mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità delle persone
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
realizzare e coordinare interventi domiciliari e di educativa territoriale per disabili, A 0
minori, adulti in difficoltà, anziani
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
realizzare assistenza individuale nei percorsi di crescita e di emancipazione dei A 0
soggetti deboli
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
condurre interventi di mediazione nelle relazioni interpersonali
(famiglia, coppia…)
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
gestire gruppi di auto - mutuo aiuto
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
condurre incontri di formazione/informazione su problematiche sociali, politiche e A 0
culturali
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
erogare, promuovere e coordinare interventi formativi/informativi di prevenzione A 0
rivolti al territorio (scuole, consultori…) per genitori, insegnanti, volontari, minori, P 0
disabili
A 0
attivare e gestire percorsi di prevenzione con soggetti a rischio
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
realizzare in équipe e coordinare interventi di animazione e socializzazione A 0
all’interno di strutture residenziali e sul territorio
P 0
(attività per il tempo libero, teatro, coro, pittura, centri estivi e soggiorni …)
INSERIMENTO LAVORATIVO
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
analizzare le risorse territoriali per l’inserimento lavorativo delle diverse tipologie di A 0
utenti e per la loro formazione
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
realizzare iniziative e laboratori di addestramento al lavoro e allo sviluppo di abilità A 0
di base
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
realizzare attività di orientamento professionale
(suscitare motivazione, analizzare prerequisiti e potenzialità individuali, favorire
P 0
l’attivazione personale…)
A 0
favorire il processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
negoziare il progetto educativo con l’utente e l’inizio dell’intervento
confrontarsi con l’équipe socio sanitaria
MICROPROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI SUGLI UTENTI
EDUCAZIONE, RIABILITAZIONE, CURA
assistere direttamente la persona nelle attività della vita quotidiana
condurre colloqui di orientamento e di sostegno educativo
(rivolti a giovani in difficoltà di apprendimento)
PREVENZIONE E ANIMAZIONE
attivare e gestire dei servizi di aggregazione per giovani ed anziani
179
coordinare ed affiancare i soggetti nei percorsi di inserimento lavorativo
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
GESTIONE ORGANIZZATIVA DI STRUTTURE EDUCATIVE
coordinare gli operatori che lavorano nella struttura
definire il progetto della struttura
programmare le attività della struttura
coinvolgere ed attivare la famiglia dell’utente nel progetto educativo
attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi
provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura
gestire le risorse finanziarie della struttura
DI SERVIZIO
COORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
A 0 1 2 3 4 5
coordinare i servizi educativi
P 0 1 2 3 4 5
coordinare l’educativa territoriale e l’educativa di strada
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
partecipare e coordinare incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle A 0 1 2 3 4 5
stesse problematiche
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
coordinare gruppi di lavoro
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipé
P 0 1 2 3 4 5
collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare alla progettazione/organizzazione dei corsi di formazione
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
180
GESTIONE DELLE INFORMAZIONI E DELLE CONOSCENZE
predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle degli utenti e il PEI
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
progettare ed aggiornare il sistema informativo del Servizio e i suoi strumenti
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
predisporre atti amministrativi
P 0 1 2 3 4 5
rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
svolgere attività didattico-formative
P 0 1 2 3 4 5
curare lo sviluppo e l’aggiornamento della professionalità
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
INTEGRAZIONE/COLLABORAZIONE CON LE RISORSE TERRITORIALI
partecipare alla progettazione e coordinamento delle reti integrate di servizi sul A 0 1 2 3 4 5
territorio
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1
attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo
(coinvolgimento delle famiglie, del contesto e dei servizi dislocati nel territorio nei P 0 1
progetti educativi attraverso azioni di sensibilizzazione)
partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del A 0 1
benessere
P 0 1
coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio
2 3 4 5
2 3 4 5
2 3 4 5
2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
VALUTAZIONE E VERIFICA
progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del A 0 1 2 3 4 5
servizio
P 0 1 2 3 4 5
181
GESTIONE DELLA RELAZIONE CON I TIROCINANTI E I VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE
facilitare l’inserimento e fornire supervisione ai tirocinanti/volontari
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
tenere i contatti con l’organizzazione inviante
P 0 1 2 3 4 5
PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI (PROGETTUALI/ ORGANIZZATIVE/
GESTIONALI) DELLA COOPERATIVA
collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della A 0 1 2 3 4 5
cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione A 0 1 2 3 4 5
della cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
partecipare alle assemblee della cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della A 0 1 2 3 4 5
cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse A 0 1 2 3 4 5
economiche e degli investimenti della cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della A 0 1 2 3 4 5
remunerazione del capitale dei soci e del rischio d’impresa
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
collaborare alla ricerca di fondi (fund raising)
P 0 1 2 3 4 5
partecipare alla commissione qualità della cooperativa
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ A 0 1 2 3 4 5
centrali cooperative/ecc.)
P 0 1 2 3 4 5
collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
182
sociologiche antropologiche
mediche - sanitarie
psicologiche
pedagogiche
Moltissimo
Per niente
3) CONOSCENZE
Indichi se e in che misura ogni conoscenza indicata è effettivamente utilizzata, da lei, nel suo servizio
(riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa conoscenza dovrebbe
essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa
alla P = potenziale miglioramento del lavoro).
pedagogia generale ed educazione degli adulti
(teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e
professionali, principali problematiche della formazione degli adulti)
pedagogia speciale
(disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa)
A 0 1 2 3 4 5
pedagogia della devianza
(il rischio ed il suo contenimento, recupero e rieducazione sociale)
A 0 1 2 3 4 5
psicologia delle emozioni e della comunicazione
(stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva)
A 0 1 2 3 4 5
psicologia sociale e di comunità
(dinamiche di gruppo, comunità terapeutiche, politiche d’intervento sul
disagio e sull’emarginazione)
psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari
(processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di
sviluppo della vita familiare)
psicologia del lavoro
(motivazione al lavoro e altri fattori implicati)
A 0 1 2 3 4 5
psicologia clinica
(processi di apprendimento dei soggetti svantaggiati)
A 0 1 2 3 4 5
medicina sociale, educazione sanitaria ed igiene
(condizioni che promuovono e/o ostacolano la salute, strumenti di
prevenzione ed educazione sanitaria, elementi di primo soccorso, uso e
abuso di farmaci)
neurologia, psicopatologia e psichiatria
(sviluppo psico-motorio, patologie più frequenti del sistema nervoso,
organizzazione delle istituzioni psichiatriche e degli strumenti di
intervento)
tecniche di riabilitazione fisica e psichica
(principali metodologie di intervento in relazione alle specifiche patologie)
A 0 1 2 3 4 5
sociologia generale
(aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio)
A 0 1 2 3 4 5
sociologia dell’organizzazione
(struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”)
A 0 1 2 3 4 5
sociologia del lavoro
(mercato del lavoro locale, classificazione delle professioni e repertori,
profili professionali specifici del territorio, qualifiche del sistema della
formazione professionale e del sistema scolastico…)
sociologia della devianza e dei processi culturali ed organizzativi
(principali teorie di analisi del fenomeno)
A 0 1 2 3 4 5
183
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P
A
0 1 2 3 4 5
0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
giuridiche - normative
metodologie e
tecniche di
progettazione
metodologie e tecniche per la gestione di
relazioni
antropologia culturale
(organizzazione della vita materiale, risorse della cultura, sistemi di
relazioni)
diritto del lavoro
(fonti del diritto del lavoro, legislazione in materia di collocamento e
mercato del lavoro)
politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi
sociali
(principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi
sociali)
leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della
struttura
(relative a inserimento e dimissione utenti, regolazione visite parenti ed
uscite, …)
norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del
servizio civile
(diritti e doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile)
diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali,
legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a
livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L. 142/2001)
tecniche di progettazione educativa
(principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del
contesto educativo)
metodologia della ricerca sociale ed educativa
(tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di
progettazione educativa)
statistica sociale
(tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di
dati)
teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale
(ruoli, dimensioni e fattori coinvolti)
A 0 1 2 3 4 5
counselling
(principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni
fisiche e mentali)
tecniche di conduzione di gruppi
(tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi)
A 0 1 2 3 4 5
metodi e pratiche dell’intervento educativo
(lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie
specifiche di intervento)
teorie e tecniche dell’animazione
(metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione
ed il gioco)
teorie e tecniche del lavoro di rete
(prospettive sistemiche e integrazione)
A 0 1 2 3 4 5
funzioni e ruoli dell’educatore professionale e degli altri operatori sociali
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
184
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali specifiche del settore
NON PROFIT
A 0 1 2 3 4 5
procedure amministrative
(iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e sanitarie)
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
informatica
(l’informazione e la sua rappresentazione digitale, principali sistemi
operativi)
P 0 1 2 3 4 5
archiviazione
(tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della A 0 1 2 3 4 5
privacy)
P 0 1 2 3 4 5
teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi
(principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di
riferimento)
teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati
(produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
tecniche di supervisione
(attività di direzione e controllo dell’intervento educativo per utenti e
P 0 1 2 3 4 5
tirocinanti)
sistema di qualità del servizio
(standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la A 0 1 2 3 4 5
professione nel settore non profit)
P 0 1 2 3 4 5
organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale,
procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei
ruoli chi fa che cosa)
management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e
tecniche di selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni
formativi, tecniche di motivazione, valutazione delle prestazioni per
migliorare i servizi dell’organizzazione)
strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone
a medio e lungo periodo)
A 0 1 2 3 4 5
bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non
profit (teorie e tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa
fiscale, prescrizioni contenute nei singoli statuti, contabilità, strumenti del
controllo di gestione)
marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e
tecniche di raccolta fondi)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi A 0 1 2 3 4 5
sociali alla persona, certificazione)
P 0 1 2 3 4 5
185
Moltissimo
Per niente
4) ABILITA’
Indichi se e in che misura ogni abilità indicata è effettivamente utilizzata da lei, nel suo servizio (riga
bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa abilità dovrebbe essere
sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P
= potenziale miglioramento del lavoro).
utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati A 0 1 2 3 4 5
rapporto con il territorio
di progettazione
P 0 1 2 3 4 5
scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di
rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere
(colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…)
utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione
e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di
ricerca, di monitoraggio e valutazione
definire il progetto educativo
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
analizzare il bisogno
(interpretazione dei dati raccolti)
A 0 1 2 3 4 5
utilizzare tecniche e software di elaborazione dei dati
(Access, excel, ….)
A 0 1 2 3 4 5
raccogliere informazioni da fonti diverse
(biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri
operatori, utenti…)
individuare e reperire le fonti di informazioni esistenti a livello di sistema
locale sul mercato del lavoro
(CPI, Agenzie interinali, Enti di formazione, Istituti scolastici, dati statistici,
dati socio-demografici…)
instaurare e mantenere rapporti con le aziende necessari per favorire
l’inserimento lavorativo degli utenti
A 0 1 2 3 4 5
facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti
sul territorio
(creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…)
facilitare e favorire i contatti tra le persone e gli Enti coinvolti in un progetto
educativo
(creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…)
coordinare la partecipazione di docenti, esperti, testimoni privilegiati
(provenienti da scuole, centri di aggregazione, ambiti extra scolatici) nelle
attività formative/informative
evidenziare punti di forza e di debolezza del progetto nell’ottica dei soggetti
da coinvolgere
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
186
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale e di gestione A 0 1 2 3
delle dinamiche di gruppo
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
proporre e negoziare con l’utente il servizio più idoneo rispetto al bisogno A 0 1 2 3
emerso
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
utilizzare tecniche di animazione di attività per il tempo libero
(tecniche espressive e creative, tecniche di motivazione dell’utente, di
comunicazione verbale e non verbale, utilizzo di materiali specifici per le P 0 1 2 3
attività)
A 0 1 2 3
trasferire e applicare l’intervento nell’ambiente di vita della persona
4 5
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
trasmettere le norme attraverso l’esempio
(norme vigenti nella struttura, di igiene ambientale, personale, alimentare e
P 0 1 2 3
azioni quotidiane quali la sveglia, i pasti)
A 0 1 2 3
promuovere occasioni e momenti di incontro tra l’utente e i suoi famigliari
4 5
P 0 1 2 3
4 5
evidenziare scostamenti e problematiche di ostacolo al raggiungimento A 0 1 2 3
dell’obiettivo (progetto personale)
P 0 1 2 3
4 5
accompagnare gli utenti nella ricerca, nell’inserimento e nel mantenimento A 0 1 2 3
del lavoro
P 0 1 2 3
4 5
A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
attività A 0 1 2 3
4 5
P 0 1 2 3
4 5
gestire il momento dell’accoglienza
(presentazione all’utente dell’équipe socio-sanitaria, organizzazione della
visita alla struttura…)
utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire
dati sul pregresso educativo e lavorativo dell’utente
utilizzare tecniche di counselling
utilizzare tecniche di negoziazione
rapporto con l’utente
suscitare e sostenere la motivazione dell’utente
utilizzare tecniche di intervento educativo
utilizzare tecniche di riabilitazione fisica e psichica
individuare i fabbisogni formativi del gruppo di lavoro
evidenziare le problematiche
formative/informative
dei
fruitori
187
nel
corso
delle
4 5
4 5
4 5
4 5
4 5
4 5
4 5
4 5
rapporto con altri
operatori e tirocinanti
di valutazione
individuare gli operatori necessari per risolvere le problematiche rilevate
(Oss, Assistente sociale…)
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai A 0
volontari del servizio civile
P 0
1 2 3 4 5
facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai A 0
tirocinanti/volontari del servizio civile
P 0
1 2 3 4 5
scegliere (se già esistenti), adattare e definire strumenti specifici di A 0
monitoraggio e valutazione
P 0
1 2 3 4 5
utilizzare procedure e modulistiche previste dal sistema qualità del servizio e A 0
della cooperativa
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
predisporre e compilare correttamente il contratto di presa in carico, le A 0
cartelle degli utenti, le schede, i registri ed il PEI
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio A 0
specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di P 0
appartenenza)
1 2 3 4 5
informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la A 0
propria competenza professionale
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P 0
1 2 3 4 5
utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche A 0
formativi) del gruppo di lavoro
P 0
1 2 3 4 5
mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi A 0
1 2 3 4 5
evidenziare scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati
di gestione delle informazioni
individuare proposte per migliorare il servizio
realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati
organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse)
rispettare la confidenzialità del dossier
di organizzazione/gestionali
applicare tecniche di analisi organizzativa
adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti
individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura
distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite
individuare le priorità da trattare nelle riunioni
188
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
P
0
1 2 3 4 5
utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. A 0
check list con per assegnazione dei compiti)
P 0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P
0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P
0
1 2 3 4 5
A 0
1 2 3 4 5
P
0
1 2 3 4 5
applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della A 0
coerenza degli obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee
strategiche, adeguatezza delle politiche di gestione della cooperativa, P 0
capacità di reazione ai cambiamenti)
1 2 3 4 5
emersi
applicare tecniche di analisi dei costi
applicare tecniche di fund raising (ricerca fondi)
applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte
189
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
Moltissimo
Per niente
5) COMPORTAMENTI LAVORATIVI
Indichi se e in che misura ogni comportamento lavorativo indicato è utilizzato da lei, nel suo servizio
(riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura lo stesso comportamento lavorativo
dovrebbe essere sviluppato nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga
grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro).
cognitivi
manageriali
d’influenza
di assistenza
e di servizio
di realizzazione
e operativi
orientamento al risultato
A 0 1 2 3 4 5
(interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza) P 0 1 2 3 4 5
attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza
(bisogno di ridurre l’incertezza della realtà circostante)
A 0 1 2 3 4 5
spirito di iniziativa
(predisposizione ad agire)
A 0 1 2 3 4 5
ricerca delle informazioni
(desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni)
A 0 1 2 3 4 5
sensibilità interpersonale
(capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti
e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o
parzialmente espressi)
orientamento al cliente
(desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni)
A 0 1 2 3 4 5
persuasività e influenza
(desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in
modo da convincerli o indurli ad obbedire)
consapevolezza organizzativa
(capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture aziendali,
oltre la propria)
costruzione di relazioni
(capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone
che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di
lavoro)
sviluppo degli altri
(intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più
persone)
attitudine al comando: assertività e uso del potere formale
(capacità di farsi obbedire e rispettare senza prevaricare)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
lavoro di gruppo e cooperazione
A 0 1 2 3 4 5
(desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte P 0 1 2 3 4 5
d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione)
leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader A 0 1 2 3 4 5
d’un gruppo)
pensiero analitico
(capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro
elementi costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di
cause ed effetti)
pensiero concettuale
(capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni
più complesse e i loro elementi principali o sottostanti)
190
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
di efficacia personale
capacità tecniche/professionali/manageriali
(capacità di utilizzare queste conoscenze e di trasferire quelle più
appropriate alle diverse situazioni di lavoro)
autocontrollo
(capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di
evitare comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità
degli altri o in situazioni di lavoro emotive o stressanti)
fiducia in sé
(convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o
di convincere gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di
reagire costruttivamente agli insuccessi)
flessibilità
(capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in
un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi)
impegno verso l’organizzazione
(capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle
necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione)
191
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
6. ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI
Ritiene che nel questionario vadano aggiunti:
- altre attività e competenze?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
- altre conoscenze?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
- altre abilità?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
- altri comportamenti lavorativi?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
In osservanza di quanto previsto dal D.lgs. 196/2003, il COREP, TITOLARE del trattamento, dichiara che la finalità del trattamento dei
dati personali sarà solo ed esclusivamente quella riferita all’oggetto della presente indagine commissionata da IRECOOP e che tale
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TITOLARE del trattamento. Ai sensi dell’art. 7 D. L.vo n. 196, del 30 giugno 2003 Codice in materia di protezione dei dati personali con
l'invio del questionario dichiaro di essere a conoscenza del mio diritto di poter chiedere la cancellazione, l’integrazione, l’aggiornamento
e la rettificazione dei miei dati personali e attesto il mio libero consenso scritto al trattamento dei miei dati personali comuni e sensibili e,
in particolare, alla divulgazione degli stessi attraverso supporti cartacei, telefonici e informatici vincolandolo al rispetto delle condizioni
della presente clausola informativa ed ad ogni altra condizione imposta per legge.
LA RINGRAZIAMO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE
192
Piano formativo
A.S.C.O.L.TO: Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino
ANALISI DEI FABBISOGNI E DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI
QUESTIONARIO sull’EDUCATORE/TRICE PRIMA INFANZIA
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
Il questionario è composto da 6 sezioni:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
DATI SOCIO-ANAGRAFICI
ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO
CONOSCENZE
ABILITA’
COMPORTAMENTI LAVORATIVI
ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI
La sezione 1 va compilata con i propri dati personali (istruzione e lavoro svolto).
Nelle sezioni 2, 3, 4 e 5 ci si propone di rilevare se e in che misura ogni competenza/conoscenza/abilità/
comportamento lavorativo indicato è concretamente svolta/utilizzata nel suo servizio (riga bianca A = attuale)
e se e in che misura la stessa competenza/ conoscenza/ abilità/ comportamento lavorativo dovrebbe
essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia P = potenziale).
La rilevazione prevede l’utilizzo di una scala compresa tra 0 (per nulla) e 5 (moltissimo).
Nella sezione 2 (ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO), le competenze (righe scritte in
carattere normale) devono essere concretamente identificate riferendosi all’attività nella quale sono inserite
(riga scritta in grassetto). Con attività e competenze primarie intendiamo quelle che sono rivolte direttamente
ai destinatari mentre con attività e competenze di servizio intendiamo quelle necessarie all’organizzazione
per svolgere le prime.
Nella sezione 6 viene richiesto di segnalare eventuali attività primarie, competenze, conoscenze, abilità e
comportamenti lavorativi ritenuti importanti per la professione e non presenti nell’attuale versione del
questionario.
Per la compilazione del questionario, è consigliabile leggere prima tutta la scheda e identificare bene i
processi e le attività.
PER LA BUONA RIUSCITA DELL’ANALISI, LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO È ANONIMA E
STRETTAMENTE PERSONALE
193
1. DATI SOCIO-ANAGRAFICI
Cooperativa sociale presso cui lavora……………………………………………………
Servizio presso cui lavora (es. asilo nido dell’azienda …)
………………………………………………………………………………………………..
Sesso
[]F []M
Anno di nascita: ……………………………….
Nazionalità:……………………………………
Titolo di studio (indicare il più elevato):
[ ] Licenza elementare
[ ] Licenza di scuola media inferiore
[ ] Diploma di scuola media superiore…….specificare :……………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………….
[ ] Laurea triennale…….specificare :…………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………….
[ ] Laurea specialistica/magistrale/vecchio ordinamento…….specificare :……………………………
…………………………………………………………………………………………………………….
[ ] Master… specificare :…………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………………………….
Qualifica professionale (è possibile più di una risposta):
[ ]Qualifica Professionale Educatore professionale
[ ]Qualifica Professionale Educatore prima infanzia
[ ]Qualifica Professionale Adest
[ ]Qualifica Professionale OSS
[ ]Qualifica Professionale OTA
[ ]Altro… specificare :………………………………………………………………………………
Tipo di rapporto di lavoro:
[ ] Rapporto di lavoro dipendente
[ ] Collaborazione a progetto
[ ] Contratto da libero professionista (incarico professionale, consulenza)
[ ] Altro…..specificare………………………………………………………….
194
Se è lavoratore dipendente, il suo contratto è:
[ ] A tempo indeterminato
[ ] A tempo determinato
[ ] Di apprendistato
[ ] Di lavoro interinale
[ ] Altro…..specificare………………………………………………………….
Se è lavoratore dipendente, il suo livello/inquadramento contrattuale è:
[]A
[]B
[]C
[]D
[]E
[]F
[]
[]
[]
[]
[]
[]
A1
B1
C1
D1
E1
F1
[ ] A2
[]
[]
[]
[]
C2
D2
E2
F2
[ ] C3
[ ] D3
Anzianità di servizio presso la cooperativa sociale per cui lavora attualmente:
numero anni………………
Qual è il grado di coinvolgimento a Lei richiesto dalla cooperativa per le varie attività imprenditoriali
(progettuali/organizzative/gestionali)?
[ ] Alto
[ ] Medio
[ ] Basso
È attualmente socio lavoratore?
[ ] Sì
[ ] No
**********************
Se è socio lavoratore con quale frequenza partecipa alle assemblee della cooperativa?
[ ] Mai
[ ] Raramente
[ ] Talvolta
[ ] Spesso
[ ] Sempre
Se è socio lavoratore riveste cariche sociali?
[ ] No
[ ] Sì, sono membro del Consiglio di Amministrazione
[ ] Sì, sono membro del Collegio Sindacale
[ ] Altro…..specificare………………………………………………………….
**********************
195
Orario settimanale che svolge abitualmente (n.ore):………………………………….
All’interno del servizio ha un ruolo di responsabilità?
[ ] Sì
[ ] No
Se sì, quale/i?
[ ] Coordinatore tecnico
[ ] Coordinatore pedagogico
[ ] Responsabile per la sicurezza
[ ] Responsabile della privacy
[ ] Responsabile della qualità
[ ] Responsabile del sistema HACCP
[ ] Altro…..specificare……………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………….
_______________________
Da quanti anni svolge la sua attuale professione? (anche considerando i periodi svolti presso altri
Enti, pubblici e/o privati): numero anni……………………………
Nel complesso, per quanti diversi Enti ha lavorato, svolgendo questa professione?
Numero:……………
Tra questi, quanti enti pubblici? Numero:.....
Quanti enti privati? Numero:.....
196
2) ATTIVITÀ E COMPETENZE
Indichi se e in che misura ogni competenza indicata viene effettivamente svolta, da lei, nel suo
servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa competenza
dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga
relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro).
Per niente
PROGETTAZIONE DI ATTIVITÀ EDUCATIVE, RICREATIVE ED ESPRESSIVE
Moltissimo
PRIMARIE
raccogliere documentazione sull’infanzia (sviluppo del bambino, ecc.) e su A 0
iniziative rilevanti per i servizi educativi
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
partecipare a gruppi di lavoro composti da varie tipologie di professionisti A 0
(educatori, pedagogisti, psicologi, ecc.)
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
progettare un piano educativo generale volto a favorire l’apprendimento e la
socializzazione del bambino in cui includere attività motorie, attività espressive,
racconto di fiabe, ecc.
promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di
lavoro
DEFINIZIONE NEL DETTAGLIO E ORGANIZZAZIONE DI ATTIVITÀ EDUCATIVE, RICREATIVE ED
ESPRESSIVE
elaborare in gruppo il progetto educativo del servizio organizzando ambiente e A 0
attività secondo criteri specifici (ad esempio gruppi di età omogenea)
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
attrezzare gli spazi specifici per le diverse attività dei bambini prestando particolare A 0
attenzione ai momenti del sonno e del pasto
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
curare l’alimentazione del bambino, educarlo all’autonomia nella scelta del cibo, nel A 0
rispetto delle abitudini familiari
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, A 0
genitore e/o medico se necessario
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
adeguare spazi e arredi alle esigenze evolutive dei bambini
organizzare il calendario delle iniziative (uscite, feste)
ACCUDIMENTO E CURA DEI BAMBINI
curare l’igiene del bambino e educarlo gradualmente alla cura del proprio corpo
curare il bambino nella fase preparatoria al sonno e vigilare durante il riposo
EDUCAZIONE DEI BAMBINI
accogliere i bambini all’entrata e suddividerli in piccoli gruppi
197
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne A 0
caratteristiche, specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando A 0
le sue conquiste
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
verificare periodicamente congruenza tra modalità organizzative e finalità del A 0
servizio
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
verificare periodicamente congruenza tra progetto educativo del nido e le modifiche A 0
della domanda
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
promuovere la partecipazione dei genitori alla progettazione e gestione del servizio A 0
(incontri periodici dell’assemblea dei genitori e del comitato di gestione, relazione P 0
quotidiana)
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
offrire e chiedere alla famiglia tutte le informazioni necessarie a favorire A 0
l’inserimento del bambino nel nido
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
utilizzare il momento di arrivo e di uscita dal nido per parlare con i genitori e avere A 0
informazioni sul bambino
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
concordare con il genitore alimentazione e programmi per l’acquisizione delle A 0
autonomie
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento
incoraggiare il bambino nel movimento e supportarlo nelle difficoltà
favorire l’inserimento del bambino nel gruppo
gestire piccoli gruppi di bambini
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELL’ANDAMENTO DEL PERCORSO EDUCATIVO
mettere a punto strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio
(scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati
della sezione, diario individuale, diario giornaliero, ecc.)
raccogliere in modo sistematico dati sul servizio (presenze personale, presenze
bambini)
GESTIONE DELLE RELAZIONI CON FAMILIARI
informare i genitori sull’andamento delle attività e sui progressi del bambino
in caso di disagio o sofferenza del bambino sollecitare il genitore a chiedere
l’intervento di specialisti e collaborare, seguendo le indicazioni, alla realizzazione di
progetti personalizzati
favorire le occasioni di scambio con i genitori sui problemi educativi
informare i genitori sulla rete dei servizi e sul suo funzionamento
organizzare incontri con tecnici e specialisti su temi di interesse generale
fornire ai genitori materiali e documentazione per l’approfondimento tematico
198
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
coinvolgere ed attivare la famiglia del bambino nel progetto educativo della A 0
struttura
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi (in particolare curare A 0
il rapporto con la scuola per l’infanzia)
P 0
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
A 0
1
2
3
4
5
P 0
1
2
3
4
5
GESTIONE ORGANIZZATIVA DI STRUTTURE EDUCATIVE
coordinare gli operatori che lavorano nella struttura
definire il progetto della struttura
programmare le attività della struttura
provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura
gestire le risorse finanziarie della struttura
DI SERVIZIO
COORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
A 0 1 2 3 4 5
coordinare i servizi educativi
P 0 1 2 3 4 5
partecipare e coordinare incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle A 0 1 2 3 4 5
stesse problematiche
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
coordinare gruppi di lavoro
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipé
P 0 1 2 3 4 5
collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare a definizione puntuale dei fabbisogni formativi e
progettazione/organizzazione dei corsi di formazione
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
GESTIONE DELLE INFORMAZIONI E DELLE CONOSCENZE
predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle dei bambini
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
progettare ed aggiornare il sistema informativo del servizio e i suoi strumenti
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
199
A 0 1 2 3 4 5
predisporre atti amministrativi
P 0 1 2 3 4 5
rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
svolgere attività didattico-formative
P 0 1 2 3 4 5
curare lo sviluppo e l’aggiornamento della professionalità
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
INTEGRAZIONE/COLLABORAZIONE CON LE RISORSE TERRITORIALI
partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul A 0 1 2 3 4 5
territorio, in particolare per garantire la continuità tra asili nido e scuola per l’infanzia P 0 1 2 3 4 5
A 0 1
attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo bambino
(coinvolgimento delle famiglie, del contesto e dei servizi dislocati sul territorio nei
P 0 1
progetti educativi attraverso azioni di sensibilizzazione)
partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del A 0 1
benessere
P 0 1
coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio
2 3 4 5
2 3 4 5
2 3 4 5
2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
VALUTAZIONE E VERIFICA
progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del A 0 1 2 3 4 5
servizio
P 0 1 2 3 4 5
200
GESTIONE DELLA RELAZIONE CON I TIROCINANTI E I VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE
facilitare l’inserimento e fornire supervisione ai tirocinanti/volontari del servizio civile
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
tenere i contatti con l’organizzazione inviante
P 0 1 2 3 4 5
PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI (PROGETTUALI/ ORGANIZZATIVE/
GESTIONALI) DELLA COOPERATIVA
collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della A 0 1 2 3 4 5
cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione A 0 1 2 3 4 5
della cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
partecipare alle assemblee della cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della A 0 1 2 3 4 5
cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse A 0 1 2 3 4 5
economiche e degli investimenti della cooperativa
P 0 1 2 3 4 5
partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della A 0 1 2 3 4 5
remunerazione del capitale dei soci e del rischio d’impresa
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
collaborare alla ricerca di fondi (fund raising)
P 0 1 2 3 4 5
partecipare alla commissione qualità della cooperativa
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ A 0 1 2 3 4 5
centrali cooperative/ecc.)
P 0 1 2 3 4 5
collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
201
psicologiche
pedagogiche e didattiche
Moltissimo
Per niente
3) CONOSCENZE
Indichi se e in che misura ogni conoscenza indicata è effettivamente utilizzata, da lei, nel suo servizio
(riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa conoscenza dovrebbe
essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa
alla P = potenziale miglioramento del lavoro).
pedagogia generale
(teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e
professionali)
pedagogia interculturale
(interculturalità e gestione delle diversità nella relazione educativa)
A 0 1 2 3 4 5
pedagogia e didattica speciale
(disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa)
A 0 1 2 3 4 5
letteratura per l’infanzia
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
psicologia delle emozioni e della comunicazione
(stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva)
A 0 1 2 3 4 5
psicologia dell’età evolutiva e dinamica
(principali teorie di riferimento dello sviluppo psicologico, costruzione e
definizione dell’identità di genere, ,ecc.)
psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari
(processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di
sviluppo della vita familiare)
psicopatologia dello sviluppo
(diagnosi e classificazioni internazionali dei disturbi mentali in età
evolutiva, metodi terapeutico-riabilitativi, ecc.)
neuropsicologia infantile
(sviluppo neuropsichico, disturbi neurologici e psichici)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
psicologia dell’apprendimento
(principali teorie dell'apprendimento, stadi di elaborazione e acquisizione
P 0 1 2 3 4 5
delle conoscenze, sistemi di memoria e apprendimento, ecc.)
A 0 1 2 3 4 5
psicologia cognitiva
(funzionamento della mente, studio dei processi mediante i quali le
informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate,
P 0 1 2 3 4 5
elaborate, archiviate e recuperate)
A 0 1 2 3 4 5
psicologia sociale
(modi e forme con cui l’esperienza, l’attività mentale e pratica e i P 0 1 2 3 4 5
comportamenti si articolano con il contesto sociale)
igienico sanitarie
nipiologia (puericultura), problemi del divezzamento e dell’allattamento
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
igiene pediatrica, prevenzione e cura delle malattie infantili
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
nozioni di pronto soccorso pediatrico e sicurezza
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
202
sociologiche
A 0
sociologia della famiglia
(diversità delle forme di famiglia nella società contemporanea in base a P 0
classi sociali, genere, etnie)
A 0
sociologia dell’organizzazione
(struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”)
P 0
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
1 2 3 4 5
sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed A 0 1 2 3 4 5
economici del territorio)
normativa nazionale e regionale di settore: diritto di famiglia e infanzia
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
metodologie e tecniche per la gestione delle
relazioni
metodologie e
tecniche di
progettazione
giuridiche - normative
legislazione e sistema dei servizi per l’infanzia
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi
sociali
(principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi
sociali)
leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della
struttura (relative a inserimento bambini, regolazione visite parenti ed
uscite, ecc…)
norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del
servizio civile
(diritti e doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile)
diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali,
legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a
livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L. 142/2001)
tecniche di progettazione educativa
(principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del
contesto educativo)
metodologia della ricerca sociale ed educativa
(tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di
progettazione educativa)
statistica sociale
(tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di
dati)
teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale
(ruoli, dimensioni e fattori coinvolti)
A 0 1 2 3 4 5
counselling
(principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni
fisiche e mentali)
tecniche di conduzione di gruppi
(tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi)
A 0 1 2 3 4 5
metodi e pratiche dell’intervento educativo
(lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie
specifiche di intervento)
teorie e tecniche ludiche e dell’animazione
(metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione
ed il gioco)
A 0 1 2 3 4 5
teorie e tecniche del lavoro di rete
(prospettive sistemiche e integrazione)
A 0 1 2 3 4 5
funzioni e ruoli dell’educatore prima infanzia e degli altri operatori sociali
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
203
metodologie e tecniche per la
gestione delle informazioni e degli
spazi
metodologie e tecniche di
valutazione
organizzative e gestionali specifiche del settore NON
PROFIT
A 0 1 2 3 4 5
procedure amministrative
(iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e sanitarie)
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
informatica
(informazione e sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi,
programmi di scrittura e calcolo)
P 0 1 2 3 4 5
archiviazione
(tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della A 0 1 2 3 4 5
privacy)
P 0 1 2 3 4 5
logistica (gestione razionale ed efficiente delle fasi d'acquisizione dei A 0 1 2 3 4 5
prodotti/materiali necessari per la struttura e per la realizzazione delle
attività al suo interno)
P 0 1 2 3 4 5
teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi
(principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di
riferimento)
teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati
(produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
tecniche di osservazione del comportamento infantile in ambito educativo A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
sistema di qualità del servizio
(standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità)
A 0 1 2 3 4 5
tecniche di supervisione
(in particolare di tirocinanti)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la A 0 1 2 3 4 5
professione nel settore non profit)
P 0 1 2 3 4 5
organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, A 0 1 2 3 4 5
procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei
P 0 1 2 3 4 5
ruoli chi fa che cosa)
management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e A 0 1 2 3 4 5
tecniche di selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni P 0 1 2 3 4 5
formativi, valutazione delle prestazioni per migliorare i servizi
dell’organizzazione)
strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone A 0 1 2 3 4 5
a medio e lungo periodo)
P 0 1 2 3 4 5
bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non A 0 1 2 3 4 5
profit (teorie e tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa P 0 1 2 3 4 5
fiscale, prescrizioni contenute nei singoli statuti, contabilità, strumenti del
controllo di gestione)
marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e A 0 1 2 3 4 5
tecniche di raccolta fondi)
P 0 1 2 3 4 5
progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi A 0 1 2 3 4 5
sociali alla persona, certificazione)
P 0 1 2 3 4 5
204
rapporto con i bambini e i genitori
rapporto con
il territorio
di progettazione
Per niente
Moltissimo
4) ABILITA’
Indichi se e in che misura ogni abilità indicata è effettivamente utilizzata da lei, nel suo servizio (riga
bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa abilità dovrebbe essere
sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P
= potenziale miglioramento del lavoro).
utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
utilizzare software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su A 0 1
Internet
P 0 1
2 3 4 5
A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
A 0 1
2 3 4 5
P 0 1
2 3 4 5
scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di
rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere
(colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…)
utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione
e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di
ricerca, di monitoraggio e valutazione
applicare metodologie di pianificazione e progettazione educativa
applicare metodologie di rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti
(interpretazione dei dati raccolti)
applicare tecniche per cercare e raccogliere informazioni da fonti diverse
(biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri
operatori…)
facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti
sul territorio
(creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…)
2 3 4 5
utilizzare tecniche di gestione del momento dell’accoglienza (presentazione A 0 1
al genitore e al bambino dell’équipe, organizzazione della visita alla
P 0 1
struttura…)
2
3
4
5
2
3
4
5
utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire A 0 1
dati sul pregresso educativo del bambino
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno, il A 0 1
gioco, il teatro, la manipolazione)
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale
applicare tecniche di gestione dei conflitti
utilizzare tecniche di animazione in ambito socio-educativo
applicare metodologie del gioco
205
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed informare il A 0 1
responsabile, il genitore e/o il medico se necessario
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del bambino (cambio biancheria e A 0 1
pannolino)
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
individuare i professionisti competenti per la risoluzione dei problemi e A 0 1
assegnare loro i compiti
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai A 0 1
volontari del servizio civile
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai A 0 1
tirocinanti e dai volontari del servizio civile
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
applicare tecniche di documentazione, utilizzando diversi tipi di linguaggi, dei A 0 1
progetti educativi e delle esperienze didattiche in essi realizzati
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
applicare diverse tecniche e strumenti di osservazione del comportamento
infantile, garantendo rilevazioni di dati valide e attendibili
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
utilizzare software di elaborazione dei dati (access, excel, ecc.)
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
predisporre e compilare correttamente gli strumenti di monitoraggio e A 0 1
valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda
osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario P 0 1
individuale, diario, giornaliero, ecc.)
2
3
4
5
2
3
4
5
applicare tecniche di educazione espressiva
applicare tecniche di educazione motoria
applicare tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo
applicare tecniche di counseling
Igienico-sanitarie
applicare tecniche di promozione e prevenzione della salute
applicare tecniche di primo soccorso
rapporto con altri operatori e
tirocinanti
utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi, mangiare, muoversi
condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria
applicare metodologie e tecniche di organizzazione del lavoro
di valutazione
applicare metodologie di monitoraggio e valutazione di interventi educativi
di gestione
delle
informazioni
individuare proposte per migliorare il servizio
206
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio A 0 1
specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di P 0 1
appartenenza)
2
3
4
5
2
3
4
5
informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la A 0 1
propria competenza professionale
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
A 0 1
2
3
4
5
P 0 1
2
3
4
5
utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche A 0 1
formativi) del gruppo di lavoro
P 0 1
2
3
4
5
2
3
4
5
mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi A
emersi
P
0 1
2
3
4
5
0 1
2
3
4
5
utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. A
check list con per assegnazione dei compiti a sé stessi e ad altri operatori) P
0 1
2
3
4
5
0 1
2
3
4
5
A
0 1
2
3
4
5
P
0 1
2
3
4
5
A
0 1
2
3
4
5
P
0 1
2
3
4
5
A
0 1
2
3
4
5
P
0 1
2
3
4
5
applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della A
coerenza degli obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee
strategiche, adeguatezza delle politiche di gestione della cooperativa, P
capacità di reazione ai cambiamenti)
0 1
2
3
4
5
0 1
2
3
4
5
realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati
organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse)
rispettare la confidenzialità del dossier
applicare tecniche di analisi organizzativa
adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti
individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura
distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite
di organizzazione/gestionali
individuare le priorità da trattare nelle riunioni
applicare tecniche di analisi dei costi
applicare tecniche di fund raising
applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte
207
Moltissimo
Per niente
5) COMPORTAMENTI LAVORATIVI
Indichi se e in che misura ogni comportamento lavorativo indicato è utilizzato da lei, nel suo servizio
(riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura lo stesso comportamento lavorativo
dovrebbe essere sviluppato nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga
grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro).
manageriali
d’influenza
di assistenza
e di servizio
di realizzazione
e operativi
orientamento al risultato
A 0 1 2 3 4 5
(interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza) P 0 1 2 3 4 5
attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza
(bisogno di ridurre l’incertezza della realtà circostante)
A 0 1 2 3 4 5
spirito di iniziativa
(predisposizione ad agire)
A 0 1 2 3 4 5
ricerca delle informazioni
(desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni)
A 0 1 2 3 4 5
creatività
(ricerca di soluzioni originali ed efficaci, approccio creativo ai
problemi di lavoro, ricerca di soluzioni non convenzionali, sviluppo
di un ambiente favorevole all’innovazione)
sensibilità interpersonale
(capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti
e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o
parzialmente espressi)
orientamento al cliente
(desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni)
A 0 1 2 3 4 5
persuasività e influenza
(desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in
modo da convincerli o indurli ad obbedire)
consapevolezza organizzativa
(capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture aziendali,
oltre la propria)
costruzione di relazioni
(capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone
che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di
lavoro)
sviluppo degli altri
(intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più
persone)
attitudine al comando: assertività e uso del potere formale
(capacità di farsi obbedire e rispettare senza prevaricare)
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
lavoro di gruppo e cooperazione
A 0 1 2 3 4 5
(desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte P 0 1 2 3 4 5
d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione)
leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader A 0 1 2 3 4 5
d’un gruppo)
208
di efficacia personale
cognitivi
P 0 1 2 3 4 5
pensiero analitico
(capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro
elementi costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di
cause ed effetti)
pensiero concettuale
(capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni
più complesse e i loro elementi principali o sottostanti)
capacità tecniche/professionali/manageriali
(capacità di utilizzare queste conoscenze e di trasferire quelle più
appropriate alle diverse situazioni di lavoro)
autocontrollo
(capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di
evitare comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità
degli altri o in situazioni di lavoro emotive o stressanti)
fiducia in sé
(convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o
di convincere gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di
reagire costruttivamente agli insuccessi)
flessibilità
(capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in
un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi)
impegno verso l’organizzazione
(capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle
necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione)
209
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
A 0 1 2 3 4 5
P 0 1 2 3 4 5
6. ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI
Ritiene che nel questionario vadano aggiunti:
- altre attività e competenze?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
- altre conoscenze?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
- altre abilità?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
- altri comportamenti lavorativi?
[ ] no
[ ] sì, quali?
……………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………
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LA RINGRAZIAMO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE
210
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Report finale dell`attività di analisi - Laboratorio FRAME