Piano formativo A.S.C.O.L.TO: Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino ANALISI DEI FABBISOGNI E DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI GENNAIO 2010 L’analisi realizzata con il contributo del Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua nelle imprese cooperative Fon.Coop. è stata condotta da: Monica Demartini con la direzione di Adriana Luciano, nell’ambito del progetto “A.S.C.O.L.TO. - Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino” Si ringraziano per la disponibilità e la collaborazione nella realizzazione dell’indagine Daniela Genta (Consorzio Kairos), Elena Ramonda (I.Re.Coop Piemonte s.c.), i responsabili e gli operatori delle cooperative sociali Crescere Insieme, Esserci, Giuliano Accomazzi, La Luna Storta e Piccola Comunità. 2 INDICE 1. Le figure professionali nelle cooperative sociali .................................................................... 4 1.1 Educatore/trice professionale ................................................................................................ 5 1.2 Educatore/trice prima infanzia ............................................................................................. 22 2. I risultati dell’indagine sulle competenze degli operatori sociali ........................................ 40 2.1 Educatore/trice professionale .............................................................................................. 41 2.2 Educatore/trice prima infanzia ............................................................................................. 77 2.3 Conclusioni ......................................................................................................................... 109 Nota metodologica dell’indagine ............................................................................................. 111 Allegati – le schede delle cooperative sociali ......................................................................... 113 La cooperativa Crescere Insieme ............................................................................................ 113 La cooperativa Esserci ............................................................................................................. 130 La cooperativa Giuliano Accomazzi ........................................................................................ 139 La cooperativa Piccola Comunità ............................................................................................ 156 La cooperativa La Luna Storta ................................................................................................. 165 I questionari utilizzati................................................................................................................ 174 3 1. LE FIGURE PROFESSIONALI NELLE COOPERATIVE SOCIALI Il progetto “Analisi dei fabbisogni e definizione delle competenze degli operatori sociali” si propone di fornire ai responsabili delle cooperative sociali appartenenti al consorzio Kairos1 e agli operatori in esse attivi uno strumento per la progettazione e realizzazione di percorsi di crescita professionale, già utilizzato nell’ambito dell’Osservatorio sugli Operatori Sociali promosso dal Servizio Solidarietà Sociale della Provincia di Torino2. In questa prima sperimentazione si vogliono testare e adattare al contesto cooperativo nuove modalità di raccolta ed elaborazione delle informazioni relative alle figure presenti all’interno delle cooperative di tipo A, ovvero organizzazioni che offrono servizi socio–sanitari ed educativi (gestione di residenze, centri diurni, realizzazione di attività di formazione e socializzazione, interventi educativi, assistenza domiciliare) sia direttamente che in convenzione con enti pubblici e che mirano alla promozione sociale e allo sviluppo della società. Gli obiettivi principali possono essere sintetizzati in tre punti: mettere in evidenza all’interno del consorzio Kairos e delle singole cooperative coinvolte nella sperimentazione i punti di eccellenza e i punti di crisi nell’esercizio delle professioni allo scopo di migliorarne l’organizzazione e la gestione; dotare i responsabili del consorzio e delle cooperative di uno strumento di gestione del personale per competenze; realizzare un’analisi dei fabbisogni di formazione del personale. Per questa prima analisi le figure professionali su cui si è deciso di concentrare l’attenzione sono l’educatore/trice professionale e l’educatore/trice prima infanzia. In questo capitolo del report riportiamo le relative schede descrittive3, elaborate sulla base di repertori già esistenti e del confronto con gli operatori delle cooperative sociali in cui è stata realizzata la sperimentazione. 1 Kairos è un consorzio, costituito in forma di società cooperativa sociale, che opera sul territorio del comune di Torino e dei comuni della provincia. I soci sono in prevalenza cooperative sociali che realizzano servizi socio assistenziali, sanitari, educativi - cooperative sociali di tipo A , ex L. 381/91 - oppure attività produttive attraverso le quali offrono opportunità lavorative a persone in difficoltà - cooperative sociali di tipo B , ex L. 381/91 o di inserimento lavorativo. (www.consorziokairos.org) 2 Il progetto è stato suddiviso in due fasi: la prima si è conclusa con la strutturazione di un modello di osservazione, mentre nella seconda è stato messo in pista il modello e la diffusione degli strumenti ad esso connessi. Per prendere visione dei materiali prodotti e del report di ricerca si veda il sito http://www.provincia.torino.it/solidarietasociale/formazione/progetto 3 Nella nota metodologica sono illustrati i modelli teorici che hanno fatto da sfondo all’analisi e vengono citate tutte le fonti utilizzate per le descrizioni. 4 1.1 Educatore/trice professionale CARTA D’IDENTITÀ Altre denominazioni: Figure professionali di prossimità: Educatore socio-culturale, Animatore professionale, Assistente sociale, Psicologo, Operatore socio-sanitario, Assistente domiciliare e dei servizi tutelari, Dirigente di Comunità, Coordinatore del Servizio Chi è? L'educatore professionale organizza e gestisce progetti e servizi educativi e riabilitativi in ambito socio-sanitario rivolti a persone in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani. Lavora in équipe multidisciplinari, stimola i gruppi e le singole persone a perseguire l'obiettivo di reinserimento sociale definendo interventi educativi, assistenziali e sanitari rispondenti ai bisogni individuali attraverso lo sviluppo dell’autonomia, delle potenzialità individuali e dei rapporti sociali con l’ambiente esterno. Quali norme regolano la professione? La professione dell’educatore professionale è regolata a livello nazionale dal D.M. Sanità n. 520 del 8 ottobre 1998, Regolamento recante norme per l’individuazione del profilo professionale dell’educatore professionale. In Piemonte il riferimento giuridico è la Legge Regionale n.1 del 2004, Norme per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento, che disciplina le figure professionali che prestano la loro attività nel sociale (art.32). Altre norme che regolano il settore sono: • Decreto legislativo 112/1998: introduce l’espressione “professioni sociali”. • Legge 26 febbraio 1999, n. 42, recanti disposizioni in materia di professioni sanitarie • Legge Quadro 328/2000: riforma del comparto sociale • D.M. Sanità del 27 luglio 2000, Equipollenza di diplomi e di attestati al diploma universitario di educatore professionale, ai fini dell’esercizio professionale e dell’accesso alla formazione post-base • D.M. MIUR del 2 aprile 2001, Determinazione delle classi di lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie, ai sensi del Dm 509/99 Sul Bollettino Ufficiale n.2 del 14/01/2010 è stato recentemente pubblicato il Decreto Regionale emanato in data 30/12/2009, "Indicazioni in merito al personale con funzioni di educatore professionale operante nei servizi sanitari, socio - sanitari e sociali della Regione Piemonte." in cui si ripercorre brevemente la storia di questa figura professionale, con particolare riferimento alle scelte operate nella Regione Piemonte. Livello EQF: VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al primo ciclo dei titoli accademici VII livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al secondo ciclo dei titoli accademici 5 CHE COSA FA ATTIVITÀ PRINCIPALI Analizza i bisogni del territorio Progetta politiche, interventi e azioni Procede con l’iniziale presa in carico Microprogetta Realizza attività di educazione, riabilitazione e cura Favorisce l’inserimento lavorativo Realizza attività di prevenzione e animazione Gestisce l’organizzazione DESCRIZIONE attraverso analisi di studi e confronti con gli attori sociali volti a soddisfare le necessità individuate sul territorio dell’utente gli interventi per l’utente rivolte a target differenti degli utenti rivolte a target differenti di strutture educative 6 COME VIENE REALIZZATO L’INTERVENTO EDUCATIVO? A – Flusso di attività PRIMARIE B - INPUT C – Descrizione dell’attività D – RISULTATO E - SISTEMA PROFESSIONALE L’input del processo è costituito dal contesto sociale di riferimento nel quale si vuole costruire un servizio CONTESTO SOCIALE 1. Analizzare i bisogni del territorio Bisogno sociale Raccogliere i bisogni del territorio attraverso analisi documentale, rilevazione di opinioni degli attori sociali, delle istituzioni e analisi delle richieste provenienti dalla Pubblica Amministrazione. Mappa dei bisogni territoriali definita Educatore Professionale, Coordinatore del servizio, Referente committente 2. Progettare politiche, interventi e azioni Mappa dei bisogni territoriali definita Gara d’appalto Richiesta di prestazione diretta Progettare le politiche, gli interventi e le azioni educativi/e attraverso la definizione delle attività (commisurate al target di riferimento), dei costi, delle metodologie e strumenti. Progetto d’intervento/servizio educativo Educatore Professionale, Coordinatore del servizio, Progettista, Responsabile di Direzione ente aggiudicante, Referente committente 3. Iniziale presa in carico dell’utente Domanda di aiuto dell’utente e/o della famiglia, richiesta di presa in carico espressa dal committente Incontrare l’utente e/o la famiglia e raccogliere le informazioni necessarie per decodificare la domanda espressa Anamnesi dell’utente Educatore Professionale, Coordinatore del servizio 7 4. Microprogettazione dell’intervento sull’utente Anamnesi dell’utente Definire il progetto educativo e riabilitativo per l’utente e/o la famiglia Progetto educativo e riabilitativo Educatore Professionale, Coordinatore del servizio 5. Educazione, riabilitazione e cura Progetto educativo e riabilitativo Realizzare le attività previste in fase di progettazione, adeguando strumenti e modalità di intervento in base alle risposte di utente e/o famiglia coinvolti e alle condizioni ambientali Intervento educativo e riabilitativo realizzato, risposta al bisogno rilevato, comunicazioni al committente sull’andamento dell’intervento Educatore Professionale, Coordinatore del servizio, Psicologo, Medico, OSS, Assistente Sociale 6. Inserimento lavorativo Intervento realizzato relativamente agli obiettivi educativi e riabilitativi, necessità dell’utente di essere inserito in un percorso lavorativo Realizzare attività volte a favorire l’inserimento lavorativo dell’utente (analisi delle risorse territoriali, realizzazione di laboratori, attività di orientamento professionale, ecc.) Intervento di inserimento lavorativo realizzato, risposta al bisogno rilevato, comunicazioni al committente sull’andamento dell’intervento Educatore Professionale, Coordinatore del servizio, Orientatore, Operatore del Centro per l’Impiego, Assistente Sociale, Psicologo PERCORSO RIABILITATIVO/EDUCATIVO/DI INSERIMENTO LAVORATIVO REALIZZATO 8 TRASVERSALMENTE A TUTTO IL PROCESSO Prevenzione e animazione Gestione di strutture educative Mappa dei bisogni territoriali definita, gara d’appalto, richiesta del Committente di realizzare attività di prevenzione e animazione sul territorio Progettare e realizzare interventi formativi/informativi, servizi di aggregazione, interventi di socializzazione (commisurati al target di riferimento), dei costi, delle metodologie e strumenti. Definire il progetto di struttura, Affidamento da parte del datore di lavoro della gestione programmare attività, provvedere a logistica e manutenzione della di una struttura educativa struttura, gestire le risorse finanziarie 9 Attività/servizi erogati, risposta al bisogno rilevato, comunicazioni al committente sull’andamento delle attività/servizi Struttura educativa funzionante Educatore Professionale, Coordinatore del servizio, Progettista, Responsabile di Direzione ente aggiudicante, Referente committente Educatore Professionale, Coordinatore del servizio, OSS DOVE LAVORA Dove lavora? Ambienti e organizzazione - Servizi socioassistenziali - servizi (comunità o centri diurni) per disabili lievi e minori a rischio, strutture assistenziali per anziani - Servizi sanitari - servizi per tossicodipendenti (SERT), alcolisti e pazienti psichiatrici, disabili gravi e gravissimi - Progetti specifici - istituzioni totali, comunità mamma-bimbo, progetti rivolti ai senza fissa dimora, servizi di educativa territoriale Svolge la propria attività in strutture e servizi socio-sanitari e socio-educativi pubblici e privati, sul territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali (comunità, centri diurni, residenze protette, servizi territoriali, centri di ascolto) che si occupano di minori, anziani, disabili e altri gruppi di persone in difficoltà. I contesti di lavoro possibili sono le Cooperative Sociali e in alcuni casi le Associazioni. La possibilità di inserimento in ASL, comuni o altri enti pubblici, è condizionata dall’attuale tendenza dell’Amministrazione Pubblica a ricorrere ai servizi esterni. In strutture residenziali o semi-residenziali solitamente lavora in team e risponde direttamente al responsabile del servizio o al coordinatore di progetto. Nelle strutture sociosanitarie il suo tempo lavoro di norma è organizzato in turni anche notturni. Nel caso di progetti educativi sul territorio gli orari sono più flessibili e beneficia di un livello di responsabilità e autonomia maggiori, riferendo comunque al coordinatore di progetto o al responsabile del servizio. Competenze Che cosa deve essere in grado di fare ? Attività primarie Analizzare i bisogni del territorio - Rilevare le fonti informative istituzionali presenti sul territorio (centri per l’impiego, dati statistici, anagrafe, piani di zona…) Rilevare informazioni, giudizi, suggerimenti e valutazioni presso gli “stake holders” (utenti, cittadini, colleghi…) Rilevare le iniziative presenti sul territorio (osservatori, ricerche, progetti, attività…) Evidenziare, a partire dall’analisi delle fonti e dall’elaborazione dei dati, i bisogni espressi e potenziali del territorio Fare una mappatura delle risorse presenti o attivabili sul territorio (servizi, associazioni…) Progettare politiche, interventi e azioni - Progettare e realizzare il piano di ricerca (per investigare un fenomeno, per dare risposta ad un bisogno…) 10 - Predisporre strumenti di analisi quantitativi e qualitativi (per rilevazione fabbisogni, per analisi storia personale…) Definire il progetto socio educativo Promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro Partecipare a commissioni istituzionali per il riconoscimento dei diritti socio-sanitari (tavoli di coordinamento in cui i capofila possono essere ASL, Comuni, Circoscrizioni nel caso della Città di Torino, ecc.) Prendere in carico l’utente nella fase iniziale - Accogliere e ascoltare l’utente e/o la famiglia Condurre l’indagine socio – economico – familiare e l’anamnesi attuale e remota Decodificare/analizzare la domanda espressa Orientare ai servizi di secondo livello (servizi specialistici esterni sanitari, psicologici, psichiatrici, di orientamento formativo/professionale, ecc.) Negoziare il progetto educativo con l’utente e l’inizio dell’intervento Confrontarsi con l’équipe socio sanitaria o socio assistenziale Microprogettare gli interventi sugli utenti - Definire il progetto di intervento per il singolo utente e/o la famiglia, di tipo educativo e riabilitativo mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità delle persone Educare, riabilitare e curare - Realizzare e coordinare interventi domiciliari/semi residenziali e di educativa territoriale per disabili, minori, adulti in difficoltà, anziani Realizzare assistenza individualizzate (per singoli utenti o per più utenti che fanno parte dello stesso nucleo familiare) nei percorsi di crescita e di emancipazione dei soggetti deboli Assistere direttamente la persona nelle attività della vita quotidiana Condurre interventi di mediazione nelle relazioni interpersonali (famiglia, coppia…) Gestire gruppi di auto - mutuo aiuto Condurre colloqui di orientamento e di sostegno educativo (rivolti a giovani e adulti in difficoltà di apprendimento) Condurre incontri di formazione/informazione su problematiche sociali, politiche e culturali Favorire l’inserimento lavorativo - Analizzare le risorse territoriali per l’inserimento lavorativo delle diverse tipologie di utenti e per la loro formazione Realizzare iniziative e laboratori di addestramento al lavoro e allo sviluppo di abilità di base Realizzare attività di orientamento professionale (suscitare motivazione, analizzare prerequisiti e potenzialità individuali, favorire l’attivazione personale…) Favorire il processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro Affiancare i soggetti nei percorsi di inserimento lavorativo 11 Prevenire e svolgere attività di animazione - Erogare, promuovere e coordinare interventi formativi/informativi di prevenzione rivolti al territorio (scuole, consultori…) per genitori, insegnanti, volontari, minori, disabili Attivare e gestire percorsi di prevenzione con soggetti a rischio (es. interventi di educazione alla salute e accompagnamento quotidiano per l’adozione di corretti stili di vita) Attivare e gestire dei servizi di aggregazione per giovani ed anziani Realizzare in équipe e coordinare interventi di animazione e socializzazione all’interno di strutture residenziali e sul territorio (attività per il tempo libero, teatro, coro, pittura, centri estivi e soggiorni …) Gestire l’organizzazione di strutture educative - Coordinare gli operatori che lavorano nella struttura Definire il progetto della struttura Programmare le attività della struttura Coinvolgere ed attivare la famiglia dell’utente nel progetto educativo Attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi Provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura Gestire le risorse finanziarie della struttura Attività di servizio Coordinare e organizzare il lavoro - Coordinare i servizi educativi Coordinare l’educativa territoriale Partecipare ad incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle stesse problematiche Coordinare gruppi di lavoro Partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipe Collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane Collaborare alla progettazione/ organizzazione dei corsi di formazione Gestire le informazioni e le conoscenze - Predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle degli utenti e il PEI Progettare ed aggiornare il sistema informativo del servizio e i suoi strumenti Predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati Predisporre atti amministrativi (comprese relazioni sull’utente inviate ai Servizi Sociali e utilizzate per procedure legali) Rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture Svolgere attività didattico-formative Curare lo sviluppo e l’aggiornamento della propria professionalità Integrare/collaborare con le risorse territoriali - Partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio 12 - - Attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo (coinvolgimento delle famiglie, del contesto e dei servizi dislocati nel territorio nei progetti educativi attraverso azioni di sensibilizzazione) Partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del benessere Coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio Collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio Valutare e verificare - Progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio Realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi Collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del servizio Gestire la relazione con i tirocinanti e i volontari del servizio civile - Facilitare l’inserimento e fornire supervisione a tirocinanti/volontari del servizio civile Accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale Tenere i contatti con l’organizzazione inviante Partecipare alle attività imprenditoriali (progettuali/ organizzative/ gestionali) della cooperativa - Collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della cooperativa Concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione della cooperativa Partecipare alle assemblee della cooperativa Collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della cooperativa Partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo Concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse economiche e degli investimenti della cooperativa Partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della remunerazione del capitale dei soci e del rischio d’impresa Collaborare alla ricerca di fondi (fund raising) Partecipare alla commissione qualità della cooperativa Rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa Collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa Partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ centrali cooperative/ecc.) Collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione Conoscenze Quali conoscenze è necessario avere? Conoscenze pedagogiche - pedagogia generale ed educazione degli adulti (teorie pedagogiche e modelli educativi 13 contemporanei, approcci teorici e professionali, principali problematiche della formazione degli adulti) - pedagogia speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa) - pedagogia della devianza (il rischio ed il suo contenimento, recupero e rieducazione sociale) Conoscenze psicologiche - psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva) - psicologia sociale e di comunità (dinamiche di gruppo, comunità terapeutiche, politiche d’intervento sul disagio e sull’emarginazione) - psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare) - psicologia del lavoro (motivazione al lavoro e altri fattori implicati) - psicologia clinica (processi di apprendimento dei soggetti svantaggiati) Conoscenze medico-sanitarie - medicina sociale, educazione sanitaria ed igiene (condizioni che promuovono e/o ostacolano la salute, strumenti di prevenzione ed educazione sanitaria, elementi di primo soccorso, uso e abuso di farmaci) - neurologia, psicopatologia e psichiatria (sviluppo psico-motorio, patologie più frequenti del sistema nervoso, organizzazione delle istituzioni psichiatriche e degli strumenti di intervento) - tecniche di riabilitazione fisica e psichica (principali metodologie di intervento in relazione alle specifiche patologie) Conoscenze sociologiche-antropologiche - sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio) - sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”) - sociologia del lavoro (mercato del lavoro locale, classificazione delle professioni e repertori, profili professionali specifici del territorio, qualifiche del sistema della formazione professionale e del sistema scolastico…) - sociologia della devianza e dei processi culturali ed organizzativi (principali teorie di analisi del fenomeno) - antropologia culturale (organizzazione della vita materiale, risorse della cultura, sistemi di relazioni) Conoscenze guridico-normative - diritto del lavoro (fonti del diritto del lavoro, legislazione in materia di collocamento e mercato 14 del lavoro) - politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali) - leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a inserimento e dimissione utenti, regolazione visite parenti ed uscite, …) - norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile (diritti e doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile) - diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L. 142/2001) Conoscenze metodologiche e tecniche di progettazione - tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del contesto educativo) - metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di progettazione educativa) - statistica sociale (tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di dati) Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle relazioni - teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e fattori coinvolti) - counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali) - tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi) - metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento) - teorie e tecniche dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco) - teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione) - funzioni e ruoli dell’educatore professionale e degli altri operatori sociali Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle informazioni - procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e sanitarie) - informatica (l’informazione e la sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi) - archiviazione (tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati) - elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della privacy) 15 Conoscenze metodologiche e tecniche di valutazione - teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di riferimento) - teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio) - tecniche di supervisione (attività di direzione e controllo dell’intervento educativo per utenti e tirocinanti) - sistema di qualità del servizio (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità) Conoscenze organizzative e gestionali specifiche del settore NON PROFIT - profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la professione nel settore non profit) - organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei ruoli chi fa che cosa) - management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche di selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni formativi, valutazione delle prestazioni per migliorare i servizi dell’organizzazione) - strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone a medio e lungo periodo) - bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa fiscale, prescrizioni contenute nei singoli statuti, contabilità, strumenti del controllo di gestione) - marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e tecniche di raccolta fondi) - progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi sociali alla persona, certificazione) 16 Abilità Che cosa deve saper fare? Abilità di progettazione - utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati - scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari) - utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione - definire il progetto educativo - analizzare il bisogno (interpretazione dei dati raccolti) - utilizzare tecniche e software di elaborazione dei dati (Access, excel, ….) Abilità di rapporto con il territorio - raccogliere informazioni da fonti diverse (biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri operatori, utenti…) - individuare e reperire le fonti di informazioni esistenti a livello di sistema locale sul mercato del lavoro (CPI, Agenzie interinali, Enti di formazione, Istituti scolastici, dati statistici, dati sociodemografici…) - instaurare e mantenere rapporti con le aziende necessari per favorire l’inserimento lavorativo degli utenti - facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) - facilitare e favorire i contatti tra le persone e gli Enti coinvolti in un progetto educativo (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) - coordinare la partecipazione di docenti, esperti, testimoni privilegiati (provenienti da scuole, centri di aggregazione, ambiti extra scolatici) nelle attività formative/informative - evidenziare punti di forza e di debolezza del progetto nell’ottica dei soggetti da coinvolgere Abilità di rapporto con l’utente - gestire il momento dell’accoglienza (presentazione all’utente dell’équipe socio-sanitaria, organizzazione della visita alla struttura…) - utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire dati sul pregresso educativo e lavorativo dell’utente - utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale e di gestione delle dinamiche di 17 gruppo - utilizzare tecniche di counselling - utilizzare tecniche di negoziazione - suscitare e sostenere la motivazione dell’utente - proporre e negoziare con l’utente il servizio più idoneo rispetto al bisogno emerso - utilizzare tecniche di intervento educativo - utilizzare tecniche di riabilitazione fisica e psichica - utilizzare tecniche di animazione di attività per il tempo libero (tecniche espressive e creative, tecniche di motivazione dell’utente, di comunicazione verbale e non verbale, utilizzo di materiali specifici per le attività) - trasferire e applicare l’intervento nell’ambiente di vita della persona - trasmettere le norme attraverso l’esempio (norme vigenti nella struttura, di igiene ambientale, personale, alimentare e azioni quotidiane quali la sveglia, i pasti) - promuovere occasioni e momenti di incontro tra l’utente e i suoi famigliari - evidenziare scostamenti e problematiche di ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo (progetto personale) - accompagnare gli utenti nella ricerca, nell’inserimento e nel mantenimento del lavoro - individuare i fabbisogni formativi del gruppo di lavoro - evidenziare le problematiche dei fruitori nel corso delle attività formative/informative Abilità di rapporto con altri operatori/tirocinanti - individuare gli operatori necessari per risolvere le problematiche rilevate (Oss, Assistente sociale…) - condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria e socio assistenziale - individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai volontari del servizio civile - facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai tirocinanti/volontari del servizio civile Abilità di valutazione - scegliere (se già esistenti), adattare e definire strumenti specifici di monitoraggio e valutazione - utilizzare procedure e modulistiche previste dal sistema qualità del servizio e della cooperativa - evidenziare scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati - individuare proposte per migliorare il servizio 18 Abilità di gestione delle informazioni - predisporre e compilare correttamente il contratto di presa in carico, le cartelle degli utenti, le schede, i registri ed il PEI - realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati - organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse) - rispettare la confidenzialità del dossier - utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza) - informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la propria competenza professionale Abilità di organizzazione/gestionali - applicare tecniche di analisi organizzativa - adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti - individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura - distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite - individuare le priorità da trattare nelle riunioni - utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche formativi) del gruppo di lavoro - mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi emersi - utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. check list con per assegnazione dei compiti a sé stessi e ad altri operatori) - applicare tecniche di analisi dei costi - applicare tecniche di fund raising - applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte - applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della coerenza degli obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee strategiche, adeguatezza delle politiche di gestione della cooperativa, capacità di reazione ai cambiamenti) Comportamenti lavorativi Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare? Comportamenti di realizzazione e operativi - orientamento al risultato (interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza) - attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza (bisogno di ridurre l’incertezza della realtà circostante) 19 - spirito di iniziativa (predisposizione ad agire) - ricerca delle informazioni (desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni) Comportamenti di assistenza e di servizio - sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi) - orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni) Comportamenti d’influenza - persuasività e influenza (desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in modo da convincerli o indurli ad obbedire) - consapevolezza organizzativa (capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture aziendali, oltre la propria) - costruzione di relazioni (capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di lavoro) Comportamenti manageriali - sviluppo degli altri (intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più persone) - attitudine al comando: assertività e uso del potere formale (capacità di farsi obbedire e rispettare senza prevaricare) - lavoro di gruppo e cooperazione (desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione) - leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader d’un gruppo) Comportamenti cognitivi - pensiero analitico (capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro elementi costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di cause ed effetti) - pensiero concettuale (capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni più complesse e i loro elementi principali o sottostanti) - capacità tecniche/professionali/manageriali (capacità di utilizzare queste conoscenze e di trasferire quelle più appropriate alle diverse situazioni di lavoro) Comportamenti di efficacia personale - autocontrollo (capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità degli altri o in situazioni di lavoro 20 emotive o stressanti) - fiducia in sé (convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o di convincere gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di reagire costruttivamente agli insuccessi) - flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi) - impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione) Fonti principali: Scheda dell’educatore professionale – Progetto Atlante delle Professioni dell’Università degli Studi di Torino Profilo professionale dell’educatore professionale –Osservatorio sugli Operatori Sociali promosso dal Servizio Solidarietà Sociale della Provincia di Torino 21 1.2 Educatore/trice prima infanzia CARTA D’IDENTITÀ Altre denominazioni: Operatore per l’infanzia, Educatore di nido, Educatore di Comunità infantile, Assistente dell’Infanzia Figure professionali di prossimità: Insegnante della scuola d’Infanzia, Operatore di ludoteca, Operatore di azioni educative di prevenzione Chi è? L’Educatore prima infanzia è impegnato nell’attività di accudimento e cura rivolta a bambini/e nella fascia di età 0-3 anni. Si relaziona con genitori e realizza interventi con/per le famiglie nei nidi e nei servizi integrativi al nido. L’educatore prima infanzia progetta e realizza, anche con la collaborazione di altre figure professionali, iniziative culturali, ricreative ed espressive finalizzate alla promozione delle potenzialità di relazione, autonomia, creatività e apprendimento di bambini/e (Provincia di Milano, 2006). Si impegna affinché il servizio sia un luogo dove si esercitano i diritti dei bambini e degli adulti al benessere e all’apprendimento. Quali norme regolano la professione? Con la riforma del titolo V della costituzione italiana è stato affidato alle Regioni il compito di estendere e qualificare il sistema dei servizi per l’infanzia sui singoli territori sostenendone la diffusione e la diversificazione in risposta alla crescente domanda delle famiglie e promuovendone la qualità. Lo Stato Italiano, ad oggi, non ha una legge quadro sulle politiche per l’infanzia. Le norme che regolano la professione dell’educatore prima infanzia sono, dunque, principalmente, regionali. In Piemonte le leggi a cui fare riferimento sono 5, una per ogni servizio per l’infanzia: Servizio per l’infanzia Legge regionale Asilo nido tradizionale L.R. 3/73 e s.m.i. - CAPO IV Personale. Nota: per le figure professionali citate dalla normativa, ma non più esistenti, si suggerisce di fare riferimento all'elencazione prevista per il servizio di micro-nido. Micro-nido Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 28/2003 e s.m.i. Centro di Custodia Oraria (Baby Parking) Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 19/2000. 22 Nido in famiglia Art. 4 - Allegato A - D.G.R. n. 48/2004. Sezioni Primavera Art. 5 - Allegato A - D.G.R. n. 2/2008 Per ulteriori informazioni si veda: http://www.regione.piemonte.it/polsoc/servizi/comparat.htm Nota: La Regione Piemonte emanerà a breve una nuova normativa. Livello EQF: in prospettiva gli educatori prima infanzia avranno una laurea di I livello VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al primo ciclo dei titoli accademici CHE COSA FA ATTIVITÀ’ PRINCIPALI DESCRIZIONE Progetta attività educative, ricreative ed espressive individua e pianifica attività volte a favorire lo sviluppo integrale dei bambini Definisce nel dettaglio e organizza attività educative, ricreative ed espressive pensa e progetta le attività calibrandole in base a caratteristiche e risposte dei bambini Accudisce e cura i bambini svolge attività di cura di routine per i bambini durante la loro permanenza nella struttura al fine di garantirne il benessere Educa i bambini si relaziona con i bambini Monitora e valuta l’andamento del percorso educativo sul gruppo e a livello individuale per migliorarne gli esiti e adeguare attività e metodi Gestisce relazioni con familiari Gestisce l’organizzazione di strutture educative 23 COME VIENE REALIZZATO UN PROCESSO DI CURA/EDUCATIVO? A – Flusso di attività PRIMARIE B - INPUT 2. Definire nel dettaglio e organizzare attività educative, ricreative ed espressive 3. Accudisce e cura i bambini 4. Educa i bambini D – RISULTATO E - SISTEMA PROFESSIONALE L’input del processo è costituito dalla richiesta da parte delle istituzioni e delle famiglie di un SERVIZIO EDUCATIVO DOMANDE SOCIALI E ISTITUZIONALI DI EDUCAZIONE E CURA DI BAMBINI DAI 0 AI 3 ANNI 1. Progettare attività educative, ricreative ed espressive C – Descrizione dell’attività Progetto educativo del servizio per l’infanzia Programmazione educativa annuale Analizzare le indicazioni e individuare le linee guida e i principi generali da attuare Progettare gli interventi a breve termine. Definire gli obiettivi educativi, selezionare i contenuti, le metodologie. Revisionare il percorso programmato in base alle caratteristiche del gruppo. Predisporre gli ambienti e attrezzare gli spazi in base alle attività progettate Programmazione educativa annuale Percorso educativo, Obiettivi educativi definiti Piani personalizzati Microprogettazione quotidiana Spazi e materiali pronti per le attività Presenza dei bambini presso la struttura Svolgere attività di routine relative a pasti, sonno, cambi Benessere fisico e psicologico dei bambini Percorso educativo, Obiettivi educativi definiti Piani personalizzati Realizzare le attività educative progettate nel breve periodo. Facilitare l’interazione nel Attività educative realizzate secondo il progetto e i piani personalizzati 24 Educatore Prima Infanzia, Coordinatore pedagogico, Coordinatore organizzativo Educatore Prima Infanzia, Coordinatore pedagogico, Coordinatore organizzativo Educatore Prima Infanzia, Coordinatore pedagogico, Coordinatore organizzativo, Ausiliario di cucina Operatore addetto alle pulizie 5. Monitorare e valutare l’andamento del percorso di cura/ educativo PERCORSI DI CURA/EDUCATIVI REALIZZATI, OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO RAGGIUNTI Microprogettazione quotidiana Spazi e materiali pronti per le attività gruppo; osservare e verificare la presenza dei prerequisiti; registrare l’esito delle osservazioni Attività educative realizzate secondo il progetto e i piani personalizzati Strumenti di monitoraggio e valutazione (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.) Personalizzare strumenti di monitoraggio e valutazione Valutare il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e delle attività realizzate. Individuare tra i risultati delle valutazioni elementi utili per il miglioramento continuo della progettazione Esito del percorso educativo e obiettivi di apprendimento raggiunti Documenti di monitoraggio e valutazione compilati (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.) Educatore Prima Infanzia, Coordinatore pedagogico, Coordinatore organizzativo, Comunicare con i familiari dei bambini e con altri soggetti interni ed esterni al servizio Riunioni, incontri svolti; relazioni e contatti gestiti Educatore Prima Infanzia, Coordinatore pedagogico, Coordinatore organizzativo Genitori, Figure educative di riferimento, eventuali Professionisti: Assistente sociale, Psicologo, Neuropsichiatra, Logopedista, Psicomotricista, Mediatore Culturale Tirocinanti Definire il progetto di struttura, programmare attività, provvedere a logistica e manutenzione della struttura, gestire le risorse finanziarie Struttura educativa funzionante Educatore Prima Infanzia, Coordinatore pedagogico, Coordinatore organizzativo, Ausiliario di cucina Operatore addetto alle pulizie Il risultato del processo di lavoro è costituito dal percorso di cura/educativo realizzato TRASVERSALMENTE A TUTTO IL PROCESSO GESTIRE RELAZIONI CON FAMILIARI GESTIRE STRUTTURE EDUCATIVE Calendario degli incontri con genitori ed educatori Percorso educativo Feed back bambini Esito del percorso educativo Affidamento da parte del datore di lavoro della gestione di una struttura educativa 25 26 DOVE LAVORA Dove lavora? Ambienti e organizzazione L’EDUCATORE PRIMA INFANZIA può lavorare in: 1. Servizi che prendono in custodia i bambini - asilo nido e micro nido luogo in cui si esercita un'attività socio educativa con gli scopi fissati dal comma 2 dell'art. 1 della Legge 6 dicembre 1971, n. 1044. servizio rivolto alla prima infanzia con finalità di socializzazione ed educazione dei bambini la differenza tra asili nido e micronidi consiste unicamente nella capienza del servizio: nel caso dei micronidi si possono ospitare fino al un massimo di 24 bambini - nido aziendale asilo nido per bambini fino a 3 anni (eccezionalmente fino ai 6 anni) organizzato normalmente all’interno dell’azienda in locali messi appositamente a disposizione - nido in famiglia servizio socio-educativo-ricreativo inserito in un contesto ambientale e sociale di tipo familiare - sezioni primavera servizio socio-educativo, integrativo al servizio di asilo nido, micro-nido e scuola dell'infanzia, attivato all'interno di un progetto globale finalizzato al soddisfacimento dei bisogni ed allo sviluppo delle potenzialità dei bambini da 2 a 3 anni 27 - centro bambini (ex baby parking) servizio socio-educativo-ricreativo che accoglie minori non in età di scuola dell'obbligo destinato a favorire la socializzazione dei bambini 2. Servizi integrativi - - servizio che offre attività ludiche-ricreative nella fascia oraria pomeridiana a bambini centri per bambini e genitori (ex punti accompagnati da genitori o altri adulti gioco) significativi ludoteche luogo destinato al gioco e al divertimento, spesso di proprietà pubblica, gestito da educatori professionisti, educatori del tempo libero, animatori ludici o insegnanti 3. Servizi per il disagio - reparti ospedalieri sezioni ospedaliere (generalmente pediatriche) - comunità per minori struttura in cui vengono accolti minori con età inferiore ai 3 anni che presentano disagi psicologici o hanno situazioni familiari difficili (DGR 41/2004) - comunità per mamma e bambino struttura che accoglie gestanti e/o madri con figlio, con in difficoltà sotto il profilo delle relazioni familiari, parentali e sociali, oppure in condizioni di disagio psico-sociale. 28 Competenze Che cosa deve essere in grado di fare ? Attività primarie Progettare attività educative, ricreative ed espressive - Raccogliere documentazione sull’infanzia (sviluppo del bambino, ecc.) e su iniziative rilevanti per i servizi educativi Progettare un piano educativo generale volto a favorire l’apprendimento e la socializzazione del bambino in cui includere attività motorie, attività espressive, racconto di fiabe, ecc. Promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro Partecipare a gruppi di lavoro composti da varie tipologie di professionisti (educatori, pedagogisti, psicologi, ecc.) Definire nel dettaglio e organizzare attività educative, ricreative ed espressive - Elaborare in gruppo il progetto educativo del servizio organizzando ambiente e attività secondo criteri specifici (ad esempio, gruppi di età omogenea) Adeguare spazi e arredi alle esigenze evolutive dei bambini Attrezzare gli spazi specifici per le diverse attività dei bambini prestando particolare attenzione ai momenti del sonno e del pasto Organizzare il calendario delle iniziative (uscite, feste) Accudire e curare i bambini - Curare l’igiene del bambino e educarlo gradualmente alla cura del proprio corpo Curare l’alimentazione del bambino, educarlo all’autonomia nella scelta del cibo, nel rispetto delle abitudini familiari Curare il bambino nella fase preparatoria al sonno e vigilare durante il riposo Accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, genitore e/o medico se necessario Educare i bambini - Accogliere i bambini all’entrata e suddividerli in piccoli gruppi Curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento Osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne caratteristiche, specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco Sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando le sue conquiste Incoraggiare il bambino nel movimento e supportarlo nelle difficoltà Favorire l’inserimento del bambino nel gruppo Gestire piccoli gruppi di bambini Monitorare e valutare l’andamento del percorso educativo - Mettere a punto strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.) 29 - Raccogliere in modo sistematico dati sul servizio (presenze personale, presenze bambini) Verificare periodicamente congruenza tra modalità organizzative e finalità del servizio Verificare periodicamente congruenza tra progetto educativo del nido e le modifiche della domanda Gestire relazioni con familiari - Promuovere la partecipazione dei genitori alla progettazione e gestione del servizio (incontri periodici dell’assemblea dei genitori e del comitato di gestione, relazione quotidiana) Offrire e chiedere alla famiglia tutte le informazioni necessarie a favorire l’inserimento del bambino nel nido Informare i genitori sull’andamento delle attività e sui progressi del bambino Utilizzare il momento di arrivo e di uscita dal nido per parlare con i genitori e avere informazioni sul bambino Concordare con il genitore alimentazione e programmi per l’acquisizione delle autonomie In caso di disagio o sofferenza del bambino sollecitare il genitore a chiedere l’intervento di specialisti e collaborare, seguendo le indicazioni, alla realizzazione di progetti personalizzati Favorire le occasioni di scambio con i genitori sui problemi educativi Informare i genitori sulla rete dei servizi e sul suo funzionamento Organizzare incontri con tecnici e specialisti su temi di interesse generale Fornire materiali e documentazione per l’approfondimento tematico Gestire l’organizzazione di strutture educative - Coordinare gli operatori che lavorano nella struttura Definire il progetto della struttura Programmare le attività della struttura Attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi (in particolare curare il rapporto con la scuola per l’infanzia) Provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura Gestire le risorse finanziarie della struttura Attività di servizio Coordinare e organizzare il lavoro - Coordinare i servizi educativi Partecipare ad incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle stesse problematiche Coordinare gruppi di lavoro Partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipe Collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane Collaborare a definizione puntuale dei fabbisogni formativi e progettazione/ organizzazione dei corsi di formazione Gestire le informazioni e le conoscenze - Predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle dei bambini Progettare ed aggiornare il sistema informativo del servizio e i suoi strumenti Predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati Predisporre atti amministrativi Rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture 30 - Svolgere attività didattico-formative Curare lo sviluppo e l’aggiornamento della professionalità Integrare/collaborare con le risorse territoriali - - Partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio, in particolare per garantire la continuità tra asili nido e scuola per l’infanzia Attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo bambino (coinvolgimento delle famiglie, del contesto e dei servizi dislocati nel territorio nei progetti educativi attraverso azioni di sensibilizzazione) Partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del benessere Coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio Collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio Valutare e verificare - Progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio Realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi Collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del servizio Gestire la relazione con i tirocinanti e i volontari del servizio civile - Facilitare l’inserimento e fornire supervisione a tirocinanti/volontari del servizio civile Accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale Tenere i contatti con l’organizzazione inviante Partecipare alle attività imprenditoriali (progettuali/ organizzative/ gestionali) della cooperativa - Collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della cooperativa Concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione della cooperativa Partecipare alle assemblee della cooperativa Collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della cooperativa Partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo Concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse economiche e degli investimenti della cooperativa Partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della remunerazione del capitale dei soci e del rischio d’impresa Collaborare alla ricerca di fondi (fund raising) Partecipare alla commissione qualità della cooperativa Rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa Collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa Partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ centrali cooperative/ecc.) Collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione 31 Conoscenze Quali conoscenze è necessario avere? Conoscenze pedagogiche e didattiche - pedagogia generale (teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e professionali) - pedagogia interculturale (interculturalità e gestione delle diversità nella relazione educativa) - pedagogia e didattica speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa) - letteratura per l’infanzia Conoscenze psicologiche - psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva) - psicologia dell’età evolutiva e dinamica (principali teorie di riferimento dello sviluppo psicologico, costruzione e definizione dell’identità di genere, ,ecc.) - psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare) - psicopatologia dello sviluppo (diagnosi e classificazioni internazionali dei disturbi mentali in età evolutiva, metodi terapeutico-riabilitativi, ecc.) - neuropsicologia infantile (sviluppo neuropsichico, disturbi neurologici e psichici) - psicologia dell’apprendimento (principali teorie dell'apprendimento, stadi di elaborazione e acquisizione delle conoscenze, sistemi di memoria e apprendimento, ecc.) - psicologia cognitiva (funzionamento della mente, studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate) - psicologia sociale (modi e forme con cui l’esperienza, l’attività mentale e pratica e i comportamenti si articolano con il contesto sociale) Conoscenze igienico-sanitarie - nipiologia (puericultura), problemi del divezzamento e dell’allattamento - igiene pediatrica, prevenzione e cura delle malattie infantili - nozioni di pronto soccorso pediatrico e sicurezza Conoscenze sociologiche - sociologia della famiglia (diversità delle forme di famiglia nella società contemporanea in base a classi sociali, genere, etnie) 32 - sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”) - sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio) Conoscenze giuridico – normative - normativa nazionale e regionale di settore: diritto di famiglia e infanzia - legislazione e sistema dei servizi per l’infanzia - politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali) - leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a inserimento bambini, regolazione visite parenti ed uscite, ecc…) - norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile (diritti e doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile) - diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L. 142/2001) Conoscenze metodologiche e tecniche di progettazione - tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del contesto educativo) - metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di progettazione educativa) - statistica sociale (tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di dati) Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle relazioni - teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e fattori coinvolti) - counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali) - tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi) - metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento) - teorie e tecniche ludiche e dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco) - teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione) - funzioni e ruoli dell’educatore prima infanzia e degli altri operatori sociali Conoscenze metodologiche e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi - procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e 33 sanitarie) - informatica (informazione e sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi, programmi di scrittura e calcolo) - archiviazione (tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati) - elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della privacy) - logistica (gestione razionale ed efficiente delle fasi d'acquisizione dei prodotti/materiali necessari per la struttura e per la realizzazione delle attività al suo interno) Conoscenze metodologiche e tecniche di valutazione - teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di riferimento) - teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio) - tecniche di osservazione del comportamento infantile in ambito educativo sistema di qualità del servizi (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità) - tecniche di supervisione (in particolare di tirocinanti) Conoscenze organizzative e gestionali specifiche del settore NON PROFIT - profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la professione nel settore non profit) - organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei ruoli chi fa che cosa) - management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche di selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni formativi, valutazione delle prestazioni per migliorare i servizi dell’organizzazione) - strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone a medio e lungo periodo) - bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa fiscale, prescrizioni contenute nei singoli statuti, contabilità, strumenti del controllo di gestione) - marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e tecniche di raccolta fondi) - progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi sociali alla persona, certificazione) 34 Abilità Che cosa deve saper fare? Abilità di progettazione - utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati - scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…) - utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione - applicare metodologie di pianificazione e progettazione educativa - applicare metodologie di rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti (interpretazione dei dati raccolti) - utilizzare software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su Internet Abilità igienico-sanitarie - applicare tecniche di promozione e prevenzione della salute - valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed informare il responsabile, il genitore e/o il medico se necessario - applicare tecniche di primo soccorso - utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del bambino (cambio biancheria e pannolino) - utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi, mangiare, muoversi Abilità di rapporto con i bambini e i genitori - utilizzare tecniche di gestione del momento dell’accoglienza (presentazione al genitore e al bambino dell’équipe, organizzazione della visita alla struttura…) - utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire dati sul pregresso educativo del bambino - utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale - applicare tecniche di gestione dei conflitti - utilizzare tecniche di animazione in ambito socio-educativo - applicare metodologie del gioco - applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno, il gioco, il teatro, la manipolazione) - applicare tecniche di educazione espressiva 35 - applicare tecniche di educazione motoria - applicare tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo - applicare tecniche di counseling Abilità di rapporto con il territorio - applicare tecniche per cercare e raccogliere informazioni da fonti diverse (biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri operatori…) - facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) Abilità di rapporto con altri operatori e tirocinanti - individuare i professionisti competenti per la risoluzione dei problemi e assegnare loro i compiti - condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria - individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai volontari del servizio civile - facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai tirocinanti e dai volontari del servizio civile - applicare metodologie e tecniche di organizzazione del lavoro Abilità di valutazione - applicare tecniche di documentazione, utilizzando diversi tipi di linguaggi, dei progetti educativi e delle esperienze didattiche in essi realizzati - applicare metodologie di monitoraggio e valutazione di interventi educativi - applicare diverse tecniche e strumenti di osservazione del comportamento infantile, garantendo rilevazioni di dati valide e attendibili - utilizzare software di elaborazione dei dati (access, excel, ecc.) - individuare proposte per migliorare il servizio Abilità di gestione delle informazioni - predisporre e compilare correttamente gli strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario, giornaliero, ecc.) - realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati - organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse) - rispettare la confidenzialità del dossier - utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio specifico in cui si 36 opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza) - informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la propria competenza professionale Abilità di organizzazione/gestionali - applicare tecniche di analisi organizzativa - adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti - individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura - distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite - individuare le priorità da trattare nelle riunioni - utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche formativi) del gruppo di lavoro - mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi emersi - utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. check list con per assegnazione dei compiti a sé stessi e ad altri operatori) - applicare tecniche di analisi dei costi - applicare tecniche di fund raising - applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte - applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della coerenza degli obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee strategiche, adeguatezza delle politiche di gestione della cooperativa, capacità di reazione ai cambiamenti) 37 Comportamenti lavorativi Quali comportamenti lavorativi deve sviluppare? Comportamenti di realizzazione e operativi - orientamento al risultato (interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza) - attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza (bisogno di ridurre l’incertezza della realtà circostante) - spirito di iniziativa (predisposizione ad agire) - ricerca delle informazioni (desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni) - creatività (ricerca di soluzioni originali ed efficaci, approccio creativo ai problemi di lavoro, ricerca di soluzioni non convenzionali, sviluppo di un ambiente favorevole all’innovazione) Comportamenti di assistenza e di servizio - sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi) - orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni) Comportamenti d’influenza - persuasività e influenza (desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in modo da convincerli o indurli ad obbedire) - consapevolezza organizzativa (capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture aziendali, oltre la propria) - costruzione di relazioni (capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di lavoro) Comportamenti manageriali - sviluppo degli altri (intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più persone) - attitudine al comando: assertività e uso del potere formale (capacità di farsi obbedire e rispettare senza prevaricare) - lavoro di gruppo e cooperazione (desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione) - leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader d’un gruppo) 38 Comportamenti cognitivi - pensiero analitico (capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro elementi costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di cause ed effetti) - pensiero concettuale (capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni più complesse e i loro elementi principali o sottostanti) - capacità tecniche/professionali/manageriali (capacità di utilizzare queste conoscenze e di trasferire quelle più appropriate alle diverse situazioni di lavoro) Comportamenti di efficacia personale - autocontrollo (capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità degli altri o in situazioni di lavoro emotive o stressanti) - fiducia in sé (convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o di convincere gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di reagire costruttivamente agli insuccessi) - flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi) - impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione) Fonti principali: Provincia di Milano (2006), Educatore prima infanzia. Profili professionali e offerte formative, Milano Scheda dell’insegnanti di scuola d’infanzia – Progetto Atlante delle Professioni dell’Università degli Studi di Torino 39 2. I RISULTATI DELL’INDAGINE SULLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI La descrizione delle figure è stata arricchita con un’indagine sul campo che ha permesso di analizzare i ruoli professionali e il sistema di competenze di educatori/trici professionali e prima infanzia, dei loro bisogni di formazione e di gestione dei percorsi all’interno delle strutture e delle cooperative presso cui lavorano. Di seguito presentiamo il risultato dell'elaborazione dei dati emersi dai questionari somministrati in 5 cooperative sociali di tipo A appartenenti al consorzio Kairos. Ciascun operatore si è espresso attribuendo un punteggio da zero a cinque per presenza e importanza nel proprio lavoro di una lista analitica di attività, conoscenze, abilità e comportamenti lavorativi identificati nella prima fase del lavoro ed inseriti nelle descrizioni delle figure professionali. Le informazioni raccolte consentono quattro tipi di elaborazioni4: 1. profilo individuale dell’operatore, che può essere rappresentato sotto forma di un istogramma verticale in cui per ciascun item si evidenziano il livello attualmente posseduto dalla persona e il livello da raggiungere per esercitare al meglio la professione all’interno del servizio; 2. profilo aggregato degli operatori per figura professionale, ovvero vengono presi in considerazione i valori medi di tutte le risposte al questionario e si producono grafici a ragnatela in cui i risultati non vengono esposti in maniera analitica, bensì sintetizzati per gruppi di item. In questo caso lo sguardo è allargato al sistema professionale appartenente alle cooperative di tipo A del consorzio Kairos; 3. profilo aggregato degli operatori per caratteristiche del servizio e ruolo ricoperto al suo interno, l’obiettivo è quello di creare profili aggregati sulla base di variabili significative che possono incidere e differenziare l’esercizio delle competenze degli operatori e lo sviluppo delle stesse per migliorare il lavoro; 4. profilo aggregato degli operatori per organizzazione di appartenenza5, in questo caso i valori medi permettono di ricostruire la situazione relativa alla singola cooperativa sociale e poter realizzare uno studio di caso in cui esplorare e identificare le competenze di un insieme di persone che hanno il medesimo datore di lavoro. In questa sede l’attenzione è stata concentrata sugli ultimi tre tipi di elaborazioni, sono stati tenuti sotto controllo i valori medi e modali6 totali del campione, oltre che i risultati disaggregati per tipologia di servizio, ruolo ricoperto (responsabile o operatore), grado di coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della cooperativa e organizzazione di appartenenza. I grafici proposti sono suddivisi sulla base delle 4 sezioni principali del questionario, vale a dire: - competenze e attività, - conoscenze, - abilità, - comportamenti lavorativi. In particolare vengono analizzati punti di eccellenza, aree più deboli e scostamenti tra competenze utilizzate e da sviluppare per un esercizio ottimale della professione. Un breve commento sottolinea alcuni aspetti degni di rilievo e spunti di riflessione, da riprendere e commentare con i responsabili di cooperative e gli operatori che hanno partecipato all’indagine. 4 Per maggiori delucidazioni sulla metodologia si veda il report del Corep Indagine sugli operatori impegnati nel settore dell’educazione degli adulti nei centri territoriali permanenti e nei corsi serali per lavoratori. Dati strutturali, profili, competenze e fabbisogni formativi redatto nel 2003. 5 Per ogni cooperativa è stata predisposta un’elaborazione ad hoc dei questionari compilati dagli operatori sociali attivi presso la stessa (vedi schede in allegato). 6 Per valori modali si intendono i punteggi che compaiono più frequentemente nelle risposte fornite da chi ha compilato il questionario. 40 2.1 Educatore/trice professionale Gli educatori professionali che hanno compilato il questionario sono stati complessivamente 517. Lavorano presso servizi socio-assistenziali e socio-sanitari che si rivolgono ad un'ampia gamma di utenti, dai minori agli adulti disabili fisici e psichici. Un profilo socio-anagrafico Chi sono le persone intervistate? Si tratta per lo più di donne (64%), di nazionalità italiana ed in possesso della qualifica professionale di educatore professionale e di una laurea, non necessariamente in Scienze dell’Educazione ma anche in Psicologia. Hanno maturato un’esperienza lavorativa significativa e nel corso degli anni hanno cambiato almeno una volta datore di lavoro, per lo più privato. Attualmente hanno un lavoro dipendente a tempo indeterminato full time, nel campione si contano sulle punta delle dita le persone con altri rapporti di lavoro, che stanno prendendo piede in altri settori del mercato del lavoro. 1 su 2 ha un ruolo di responsabilità all’interno del servizio presso cui opera, ad esempio tra chi ha compilato il questionario troviamo referenti per tavoli istituzionali, servizio civile, volontari e territorio. Segno della creazione di gruppi di lavoro in cui ogni operatore viene valorizzato e coinvolto in alcune funzioni organizzative e di rapporto con l’esterno, che non vengono affidate ad un unico coordinatore. Quasi i 2/3 degli educatori lavorano in comunità con minori, sia bambini che adolescenti. Sono, dunque, impegnati presso strutture aperte 24 ore su 24 collegate strettamente ai Servizi Sociali. Il 75% è socio della cooperativa sociale di riferimento, quasi la metà lavora vi lavora da oltre 4 anni e si sente coinvolto nelle attività imprenditoriali della stessa ad un livello intermedio. Genere 64% F 38% M Età 42% fino a 30 anni 46% dai 30 ai 40 anni 12% oltre 40 anni Nazionalità 96% italiana 2% italo-brasiliana Titolo di studio 26% diploma di scuola superiore 41% laurea di primo livello 29% laurea specialistica 4% master Qualifica professionale 63% qualifica di educatore professionale Anni di esperienza lavorativa 10% fino a 2 anni 8% da 2 a 4 anni 82% oltre 4 anni Enti presso cui ha lavorato 12% 1 ente 58% da 2 a 3 enti 30% oltre 3 enti Tipologia di ente presso cui ha lavorato 98% privati 7 Il questionario è stato somministrato anche ad OSS che operano nei servizi e che collaborano con gli educatori, svolgendo in alcuni casi attività analoghe. Dopo un’attenta valutazione, si è deciso di non utilizzare tali formulari in queste elaborazioni, poiché le differenze in termini di competenze, conoscenze e abilità tra i due gruppi professionali erano tali da compromettere la validità dei risultati generali. Nel caso in cui si volesse continuare l’indagine potrebbe essere interessante utilizzare un questionario ad hoc anche per questa figura professionale e analizzare le aree di sovrapposizione con quella dell’educatore professionale. 41 Tipo di rapporto di lavoro 96% lavoro dipendente (con prevalenza a tempo indet. – 73%) 2% collaborazione a progetto 2% libero professionista Orario settimanale di lavoro 2% fino a 15 ore 34% da 16 a 30 ore 64% oltre 30 ore Responsabilità all'interno del servizio 45% (di cui 20% coordinamento tecnico) Utenza del servizio* 71% minori 41% adulti 10% adulti disabili 8% anziani * Un servizio può offrire prestazioni a più tipologie di utenti. Anzianità presso l'attuale cooperativa 36% fino a 2 anni 26% da 2 a 4 anni 48% oltre 4 anni Coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della 26% basso 45% medio cooperativa 29% alto Soci lavoratori 73% Partecipazione alle assemblee dei soci 78% spesso/sempre (% calcolata solo sui soci) Carica sociale 67% Competenze e attività Ora analizziamo i risultati dell’analisi, innanzitutto prendiamo in considerazione la media dell’intero campione di educatori professionali. Dal primo grafico si nota che i punti di eccellenza, ovvero le attività presidiate maggiormente dagli operatori e per le quali il gap tra attuale e potenziale è minore sono quelle relative a: microprogettazione degli interventi sugli utenti (3,7 punti) e iniziale presa in carico dell’utente (3,9). La maggior parte degli intervistati dà un punteggio massimo (tra 4 e 5) allo svolgimento di compiti quali l’accoglienza e l’ascolto dell’utente e/o della famiglia; la conduzione dell’indagine socioeconomico-familiare e l’anamnesi attuale e remota; la decodifica della domanda espressa; la definizione del progetto d'intervento per il singolo utente e/o la famiglia, di tipo educativo e riabilitativo mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità delle persone; l’assistenza diretta della persona nelle attività della vita quotidiana ed infine la predisposizione delle cartelle degli utenti e il PEI. Queste attività possono essere considerate a buona ragione la base comune a tutti gli educatori, indipendentemente da variabili quali la tipologia di utenza o la cooperativa in cui sono inseriti. Le aree più deboli sono prevenzione e animazione (1,5), partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa (1,8), inserimento lavorativo (1,9), coordinamento e organizzazione del lavoro (1,9) e integrazione con le risorse territoriali (2,0). In particolare i punteggi al di sotto del 2 sono stati attribuiti ad attività primarie quali attivazione e gestione di percorsi di prevenzione con soggetti a rischio; erogazione, promuovere e coordinare interventi formativi/informativi di prevenzione rivolti al territorio (scuole, consultori…) per genitori, insegnanti, volontari, minori, disabili; realizzazione di iniziative e laboratori di addestramento al lavoro e allo sviluppo di abilità di base; sostegno al processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro. 42 E ad attività secondarie quali: partecipazione alla progettazione e coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio; partecipazione al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del benessere; collaborazione alla ricerca di fondi (fund raising); collaborazione alla redazione del bilancio sociale della cooperativa e collaborazione al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione. Gli operatori sentono la necessità di migliorare sia aspetti per i quali è necessario uno stretto contatto con gli utenti (es. attività di prevenzione – gap pari a 1,6 punti), sia azioni preparatorie quali l’analisi dei bisogni (1,4), la progettazione di politiche, interventi e azioni (1,4) e la collaborazione con risorse territoriali (1,6) che aumenterebbero la qualità degli interventi anche a livello micro. Ad esempio la creazione e l’intensificazione dei rapporti con le organizzazioni presenti sul territorio fornirebbe maggiori strumenti agli educatori alle prese con i singoli utenti e favorirebbe la prolificazione di opportunità formative e di crescita per ogni singola persona in difficoltà nel quartiere in cui è inserita. Si sosterrebbe il community learning8. Ovvero la creazione di un nesso tra apprendimento individuale e sviluppo locale. Una comunità di apprendimento, infatti, non solo permette alle persone di accedere alla formazione in setting appropriati, adatti a chi non vuole (o non è in grado) di accedere alla formazione formale, creando condizioni che non le lascino in preda delle loro paure, dei loro rifiuti, dei loro vincoli materiali. Ma, contemporaneamente, crea le condizioni per lo sviluppo della comunità sulla base del principio che ogni forma di sviluppo locale si basa su un processo interattivo di apprendimento in cui la comunità diventa un laboratorio (Luciano in ISFOL, 2003). In particolare si ritiene utile intensificare attività quali attivazione e gestione di percorsi di prevenzione con soggetti a rischio; realizzazione in équipe e coordinamento di interventi di animazione e socializzazione all’interno di strutture residenziali e sul territorio; mappatura delle risorse presenti o attivabili sul territorio; individuazione dei bisogni espressi e potenziali del territorio; rilevazione delle iniziative presenti sul territorio; definizione del progetto socio-educativo; attivazione della rete territoriale per l’integrazione del singolo e coinvolgimento delle persone in attività di animazione culturale sul territorio. Per una rappresentazione più puntuale degli educatori attivi presso le cooperative sociali osserviamo anche i valori modali, che mettono in luce la combinazione di competenze che caratterizza la figura professionale in modo più specifico. Iniziale presa in carico degli utenti, microprogettazione degli interventi con gli utenti, valutazione e verifica, gestione delle relazioni con altri operatori e tirocinanti hanno valori al di sopra del 3 e risultano essere essenziali per la maggior parte degli intervistati. Altri processi di lavoro sono diffusi attualmente in modo limitato (moda pari a 0) e vengono realizzati solo da alcuni, ma ottengono punteggi massimi a livello potenziale, dunque vorrebbero essere presidiati da tutti. Si tratta di educazione, riabilitazione e cura; prevenzione e animazione; gestione organizzativa di strutture educative; partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa. 8 Si veda Luciano A. in ISFOL (2003), Formazione permanente: chi partecipa e chi ne è escluso. Primo rapporto nazionale sulla domanda, Roma. 43 Graf. 1.1 Competenze dell'educatore/trice professionale -media- analisi dei bisogni del territorio partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 5,0 progettazione di politiche, interventi e azioni 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti iniziale presa in carico dell'utente 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del lavoro inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative Attuali Potenziali Se scomponiamo i risultati sulla base del tipo di servizio presso cui gli educatori professionali lavorano ci troviamo di fronte a 4 categorie: educativa territoriale, ovvero azioni orientate alla prevenzione dell'emarginazione e del disagio psicologico e sociale di bambini e ragazzi svantaggiati o a rischio, contattati nei luoghi informali di aggregazione9; comunità per minori/adolescenti, strutture residenziali che integrano o sostituiscono temporaneamente la casa e la famiglia, offrendo al bambino e all’adolescente un luogo protetto in cui costruire un proprio progetto di vita; centro diurno per disabili, spazio che propone attività di aggregazione culturale, educativa, ricreativa, sportiva, di terapia, occupazionale, di riabilitazione e di informazione dedicate specificatamente a persone con handicap; comunità per malati psichici; strutture residenziali destinate a coloro che a causa di menomazioni psichiche vivono situazioni di difficoltà nelle attività quotidiane, nel lavoro, nei rapporti interpersonali e familiari. Si offre loro un percorso di recupero e mantenimento dell’ equilibrio psico-fisico. A conferma dei dati generali gli educatori di tutti i servizi si impegnano maggiormente nell’iniziale presa in carico dell’utente e nella microprogettazione degli interventi sugli utenti (media superiore a 3,5). Vi sono, poi, livelli differenti di esercizio delle altre competenze: chi si occupa quotidianamente di gestione di strutture educative, gestione della relazione con i tirocinanti e di 9 La definizione è stata tratta dal Portale dell’infanzia e dell’adolescenza (wwww.minori.it). 44 valutazione e verifica lavora presso comunità o centri diurni, l’analisi dei bisogni del territorio è sviluppata maggiormente dagli operatori dell’educativa territoriale. Il quadro è sostanzialmente rovesciato se si prendono in considerazione le attività meno presidiate, la gestione di strutture educative (1,1) non riguarda gli operatori territoriali, l’analisi dei bisogni del territorio è meno sviluppata da chi opera in comunità (punteggi intorno al 2 per tutte le tipologie), prevenzione e animazione sono pressoché assenti nella comunità per malati psichici (0,3). Graf. 1.2 Educatore/trice professionale Competenze per tipo di servizio analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Educativa territoriale Attuali Educativa territoriale Potenziali Com unità m inori/adolescenti Attuali Comunità m inori/adolescenti Potenziali 45 Graf. 1.3 Educatore/trice professionale Competenze per tipo di servizio analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Centro diurno disabili Attuali Centro diurno disabili Potenziali Comunità malati psichici Attuali Com unità m alati psichici Potenziali I gap più sentiti dagli educatori attivi sul territorio riguardano in particolare prevenzione e animazione (2,3), integrazione/collaborazione con le risorse territoriali (2,1) e progettazione di politiche, interventi e azioni (1,7). Se si è a contatto con minori e adolescenti in comunità residenziali le necessità più stringenti riguardano l’analisi dei bisogni del territorio (1,3), le attività imprenditoriali (1,3), la costruzione di reti con soggetti esterni (1,3) e l’inserimento lavorativo (1,3). L’integrazione e la collaborazione con le risorse territoriali ritornano sia per i centri diurni per disabili (2,1) che per le comunità di malati psichici (1,7), così come prevenzione e animazione – rispettivamente divari di 1,4 e 2,1 punti tra esercizio attuale e potenziale. Inoltre, per gli operatori che lavorano con chi ha problemi di salute mentale si segnala che iniziale presa in carico dell’utente e microprogettazione degli interventi sugli utenti sono presidiati addirittura ad un livello maggiore di quanto servirebbe per garantire la qualità della prestazione e dunque gli educatori vorrebbero essere leggermente sgravati da queste attività per dedicarsi anche ad altri compiti. Una delle esigenze più rilevanti riguarda l’inserimento lavorativo (1,9), per tendere ad un intervento che non sia esclusivamente assistenziale, ma che possa fornire all’utente anche la possibilità di sperimentarsi in ambienti di lavoro protetto. L’appartenenza ad un consorzio di cooperative sociali al quale partecipano anche società di tipo B, specializzate proprio in questo ambito, potrebbe fornire spunti per una collaborazione più stretta tra queste due tipologie di cooperative. 46 Graf. 1.4 Educatore/trice professionale Competenze da potenziare per tipo di servizio -0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa Educativa territoriale Comunità m inori/adolescenti Centro diurno disabili Comunità malati psichici La collegialità nella presa di decisioni e l’elevata collaborazione nella gestione ordinaria tendono a minimizzare le differenze tra responsabili e operatori e a richiedere a tutti i ruoli competenze nel lavoro sui singoli casi (microprogettazione degli interventi, presa in carico degli utenti, interventi educativi e di cura, inserimento lavorativo) e nella gestione di alcune attività secondarie relative a gestione delle informazioni, collaborazione con risorse territoriali, valutazione e tutoraggio dei tirocinanti. Gli scostamenti più significativi riguardano analisi dei bisogni, progettazione di politiche, gestione organizzativa delle strutture e del lavoro e partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa che restano per lo più in capo ai responsabili. La maggior parte degli educatori si sente estraneo ad azioni quali coordinamento degli operatori che lavorano nella struttura, definizione del progetto della struttura, gestione delle risorse finanziarie della struttura e predisposizione degli atti amministrativi. 47 Graf. 1.5 Educatore/trice professionale Competenze per responsabili e operatrici analisi dei bisogni del territorio partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 5,0 progettazione di politiche, interventi e azioni 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti iniziale presa in carico dell'utente 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del lavoro inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative Responsabili Attuali Responsabili Potenziali Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Se si guardano i gap i responsabili sono più interessati a potenziare i rapporti con l’esterno e la progettazione di servizi, mentre gli operatori oltre a mettere il luce le stesse necessità mostrano più limiti relativi a prevenzione e animazione (1,7), inserimento lavorativo (1,3) e analisi dei bisogni del territorio (1,4). 48 Graf. 1.6 Educatore/trice professionale Competenze da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa Responsabili Operatrici Tra educatori soci delle cooperative e non si rilevano differenze poco significative, se non per il grado di partecipazione all’impresa e la microprogettazione degli interventi sugli utenti (1,2 e 0,8 punti in più per i soci). Sono i soci ad avvertire una distanza maggiore tra livello attuale e potenziale, almeno per i 2/3 degli item. Sembrano tendenzialmente più predisposti a migliorare il servizio presso cui lavorano e ad aumentare l’impegno in tutte le attività. 49 Graf. 1.7 Educatore/trice professionale Competenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 50 Non socie Potenziali Graf. 1.8 Educatore/trice professionale Competenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa Socie Non socie Conoscenze Pedagogia, didattica, psicologia, metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni rappresentano i punti di forza degli educatori con punteggi che vanno dal 2,6 al 2,9. In particolare le aree forti di competenza sono: pedagogia speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa); pedagogia della devianza (rischio e il suo contenimento, recupero e rieducazione sociale); psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva); psicologia sociale e di comunità (dinamiche di gruppo, comunità terapeutiche, politiche d’intervento sul disagio e sull’emarginazione); metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento) e funzioni e ruoli dell’educatore professionale e degli altri operatori sociali. I punti di debolezza riguardano i saperi organizzativi e gestionali del settore non profit (1,5 punti), seguiti da quelli sociologici-antropologici (1,9 punti), medico- sanitari e giuridico- normativi (entrambi con una media di 2,1). La domanda di formazione si orienta verso conoscenze teoriche valide per gli educatori di qualsiasi organizzazione e conoscenze specifiche patrimonio delle singole cooperative (specie in campo organizzativo e gestionale): giuridiche-normative, quali politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali), leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a inserimento e dimissione utenti, regolazione visite parenti ed uscite, …), diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale - es. L. 381/1991, L. 142/2001); 51 - - - - metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni, come counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali); teorie e tecniche dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco); teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione); sociologiche-antropologiche, in particolare sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”), sociologia della devianza e dei processi culturali ed organizzativi (principali teorie di analisi del fenomeno) e antropologia culturale (organizzazione della vita materiale, risorse della cultura, sistemi di relazioni); medico-sanitarie, neurologia, psicopatologia e psichiatria (sviluppo psico-motorio, patologie più frequenti del sistema nervoso, organizzazione delle istituzioni psichiatriche e degli strumenti di intervento); tecniche di riabilitazione fisica e psichica (principali metodologie di intervento in relazione alle specifiche patologie); organizzative e gestionali, marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e tecniche di raccolta fondi), bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non profit, organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei ruoli - chi fa cosa), Strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone a lungo e medio periodo). La distribuzione dei valori modali attribuiti alle conoscenze che gli educatori ritengono di esercitare abitualmente si attesta su valori elevati per ciò che attiene pedagogia e didattica, medicina e sanità, sociologia e antropologia, ma non per psicologia, metodologie e tecniche di progettazione e gestione delle relazioni, valutazione, giurisprudenza e normativa. Segno che alcuni saperi, quali ad esempio quelli psicologici e di gestione delle relazioni, sono sviluppati solo da alcuni educatori a livelli molto elevati ed è questa distribuzione che fa aumentare i valori dei punteggi medi, analizzati in prima istanza nell’indagine. Inoltre, si rileva una propensione diffusa ad aumentare il livello di tutte le conoscenze, uniche eccezioni sono metodologie e tecniche valutative, per le quali i punteggi potenziali maggiormente presenti sono pari a 0. 52 Graf. 1.9 Conoscenze dell'educatore/trice professionale -media- pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali Potenziali Quali sono le specificità che emergono se si considerano i dati disaggregati per tipologia di servizio? Gli educatori impegnati in attività territoriali danno tendenzialmente punteggi bassi per il livello già acquisito di conoscenze e la media non va mai oltre i 2,7 punti, mentre per gli altri educatori si arriva anche a superare i 3,2 punti. Oltre alle conoscenze pedagogiche e psicologiche, utilizzate dagli educatori di tutti i servizi, nelle comunità per minori e adolescenti si impiegano per lo più metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni, evidentemente la varietà degli utenti in continua evoluzione fa sì che gli educatori impegnati in queste strutture abbiano sviluppato un buon livello di nozioni relative a comunicazione interpersonale verbale e non verbale, tecniche di conduzione di gruppi e di animazione. Diversi operatori delle comunità in cui è stato somministrato il questionario hanno evidenziato l’utilizzo di conoscenze in campo specificatamente educativo e l’impegno a trovare sempre nuove vie per rapportarsi al meglio con utenti che cambiano in continuazione. Si pensi, ad esempio, ai minori stranieri non accompagnati, ragazzi con problematiche specifiche, che fino a qualche tempo fa erano mosche bianche e che nel giro di pochi anni sono aumentati in maniera significativa. Chi lavora a contatto con disabili punta sull’utilizzo di una gamma più ampia di conoscenze, nella quale rientrano tutte quelle sopracitate per gli altri operatori ed ancora metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni (2,8) e di valutazione (2,8). Gli educatori attivi con i malati psichici hanno sviluppato maggiori conoscenze in ambito medico-sanitario (3,2), psicologico (2,6) e di gestione delle relazioni (2,6). In questo caso avere di fronte persone che seguono anche una terapia farmacologica fa sì che gli operatori abbiano acquisito anche conoscenze specifiche legate a psicopatologia, psichiatria e tecniche di riabilitazione fisica e psichica. Infine gli educatori impegnati in azioni territoriali si sentono più preparati sulle metodologie e tecniche di progettazione (2,2) piuttosto che in altri campi disciplinari. 53 Gli ambiti più carenti sono: organizzativo e gestionale (0,8 punti), giuridico-normativo e medico-sanitario (1,1 punti in entrambi i casi) per chi si occupa di educativa territoriale e di minori in comunità; organizzativo e gestionale e medico-sanitario (2 punti) per gli educatori dei centri diurni per disabili; sociologico-antropologico (1,7 punti) organizzativo e gestionale, giuridico-normativo e valutativo (1,5 punti) per gli educatori impegnati con malati mentali. Graf. 1.10 Educatore/trice professionale Conoscenze per tipo di servizio pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Educativa territoriale Attuali Educativa territoriale Potenziali Com unità m inori/adolescenti Attuali Comunità minori/adolescenti Potenziali 54 Graf. 1.11 Educatore/trice professionale Conoscenze per tipo di servizio pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Centro diurno disabili Attuali Centro diurno disabili Potenziali Com unità m alati psichici Attuali Com unità m alati psichici Potenziali Nonostante le conoscenze pedagogiche e psicologiche siano già possedute ad un livello elevato sia chi lavora in ambito territoriale che in comunità con malati psichici rileva ancora un gap consistente tra attuale e potenziale (quasi 1,5 punti). La prima categoria ritiene poi necessario acquisire maggiore dimestichezza negli ambiti sociologico e relazionale (entrambi 1,6 punti) e medico-sanitario (1,4 punti), approccio condiviso anche dagli educatori di comunità di malati psichici e di centri per disabili. Infine riscontriamo che gli educatori che lavorano nell’ambito della salute mentale, con uno stacco significativo rispetto agli altri gruppi, vorrebbero migliorare le conoscenze in campo valutativo (1,9 punti) e quelle giuridico-normative (1,7 punti). 55 Graf. 1.12 Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare per tipo di servizio 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit Educativa territoriale Com unità m inori/adolescenti Centro diurno disabili Com unità m alati psichici I responsabili danno tendenzialmente punteggi più alti sia sull’attuale livello di conoscenze possedute, sia sul livello potenziale: si sentono mediamente preparati, in particolare si dichiarano più competenti dei propri operatori nell’organizzazione e gestione del settore non profit (+0,7 punti) e in campo giuridico-normativo (+0,6 punti). Per entrambi il tallone d’Achille sono le conoscenze necessarie per partecipare alle attività imprenditoriali della cooperativa, presenti con una media dell’1,4 per gli operatori e del 2,1 per i responsabili. I gap sono sostanzialmente simili per le due categorie, le uniche differenze significative si riscontrano nelle mancanze più sentite dagli educatori che non hanno ruoli di coordinamento riguardanti in particolare le conoscenze sociologiche (1,4 punti vs. 0,9 punti). 56 Graf. 1.13 Educatore/trice professionale Conoscenze per responsabili e operatrici pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Responsabili Attuali Responsabili Potenziali 57 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 1.14 Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit Responsabili Operatrici Se il grado di coinvolgimento nelle attività della cooperativa non implica grosse differenze sull’attuale livello di conoscenze, si rileva una maggiore domanda dei soci di formazione, in particolare per le tematiche mediche e sanitarie (1,4 punti), sociologiche (1,4 punti), valutative (1,3 punti) e organizzative - gestionali del settore non profit (1,3 punti). I lavoratori che non fanno parte della platea dei soci vorrebbero investire maggiormente nelle tecniche per la gestione delle relazioni (1,4 punti) e nelle questioni giuridiche e normative (1,3 punti). 58 Graf. 1.15 Educatore/trice professionale Conoscenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit 4,0 psicologiche 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 59 Non socie Potenziali Graf. 1.16 Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit Socie Non socie Abilità In media gli educatori si sentono più capaci nel rapporto con altre persone, siano essi utenti (3,1 punti), colleghi di lavoro o tirocinanti (3 punti). Le punte di eccellenza vanno dalla gestione del momento dell’accoglienza (presentazione all’utente dell’équipe socio-sanitaria, organizzazione della visita alla struttura…), all’utilizzo di tecniche di comunicazione verbale e non verbale e di gestione delle dinamiche di gruppo, tecniche per suscitare la motivazione degli utenti, fino all’utilizzo di tecniche di intervento educativo e alla condivisione degli obiettivi e delle priorità con l’équipe socio sanitaria. Al rovescio i limiti riguardano il rapporto con il territorio (1,9 punti), quali tecniche per facilitare e favorire i contatti tra le persone e gli Enti coinvolti in un progetto educativo (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…); facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) e instaurare e mantenere rapporti con le aziende necessari per favorire l’inserimento lavorativo degli utenti. Seguono la progettazione, ovvero tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati, di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…) e di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione e la gestione delle informazioni, in particolare tecniche per realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati e cercare dati/informazioni (utili non solo per il servizio specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di appartenenza): le stesse abilità per le quali si rilevano i maggiori gap formativi. Coerentemente con quanto rilevato nelle prime sezioni del questionario relative alle attività e alle conoscenze gli educatori confermano di voler sviluppare abilità utilizzabili in analisi dei bisogni del territorio, progettazione di politiche/servizi e gestione delle relazioni con il territorio. L’analisi dei valori modali conferma quanto emerso dalle elaborazioni relative alle medie. 60 Graf. 1.17 Abilità dell'educatore/trice professionale -media- di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali Potenziali Gli educatori che lavorano nei vari servizi hanno sviluppato abilità affini, seppur con alcune specificità: il gruppo dell’educativa territoriale è più preparato in ambito valutativo (2,6), di gestione delle informazioni (2,5) e di rapporto con i ragazzi (2,5); chi lavora con bambini e ragazzi in comunità riprende il rapporto con i ragazzi (3,1), la gestione delle informazioni (2,8) e include nella cerchia anche le abilità nel rapporto con colleghi e tirocinanti (2,9); nei centri diurni si utilizzano le stesse abilità (rapporto con altri operatori, valutative e di gestione delle informazioni), ma ad un livello più alto - molto vicino ai 4 punti; per gli educatori a contatto con malati psichici sono le abilità nella gestione dei rapporti con altri operatori (3,8) e con l’utente (3,4) ad essere meglio presidiate. Per tutti gli educatori, seppur a livelli differenti, abilità di progettazione e di rapporto con il territorio rappresentano punti di debolezza. In più gli operatori dell’educativa territoriale e delle comunità per minori si sentono carenti nelle competenze organizzative/gestionali (rispettivamente 1,8 e 2,3 punti), mentre gli educatori che lavorano con pazienti psichiatrici individuano la valutazione come un ambito critico (2,4 punti). 61 Graf. 1.17 Abilità dell'educatore/trice professionale -media- di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali Potenziali 62 Graf. 1.18 Educatore/trice professionale Abilità per tipo di servizio di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Educativa territoriale Attuali Educativa territoriale Potenziali Com unità m inori/adolescenti Attuali Com unità m inori/adolescenti Potenziali 63 Graf. 1.19 Educatore/trice professionale Abilità per tipo di servizio di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Centro diurno disabili Attuali Centro diurno disabili Potenziali Com unità m alati psichici Attuali Com unità m alati psichici Potenziali Alcune variazioni saltano all’occhio se si prendono in considerazione i limiti da superare per migliorare l’esercizio della professione, in questo caso gli operatori si schierano e prendono due posizioni: da una parte comunità per minori e centri per disabili in cui la priorità va ad abilità di rapporto con il territorio e progettazione, dall’altra parte educativa territoriale e comunità per malati psichici che, oltre alla necessità di migliorare le tecniche di rapporto con il contesto circostante, mettono in evidenza il fabbisogno in campo valutativo e di gestione delle informazioni. 64 Graf. 1.20 Educatore/trice professionale Abilità da potenziare per tipo di servizio 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali Educativa territoriale Com unità m inori/adolescenti Centro diurno disabili Com unità m alati psichici Responsabili e operatori danno risposte molto simili su quasi tutti gli item e quindi anche gli scostamenti tra il reale e l’ottimale sono minimi, l’unico scarto rilevante riguarda l’utilizzo di abilità organizzative e gestionali esercitate maggiormente da chi ricopre ruoli di coordinamento tecnico (2,8 vs. 2,3). 65 Graf. 1.21 Educatore/trice professionale Abilità per responsabili e operatrici di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Responsabili Attuali Responsabili Potenziali 66 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 1.22 Educatore/trice professionale Abilità da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali Responsabili Operatrici Se poi andiamo a vedere i gruppi dei soci e degli altri lavoratori riscontriamo nuovamente che chi è più coinvolto nella cooperativa dichiara un maggior possesso di alcune abilità (progettazione, valutazione, rapporto con colleghi). Passando dalla situazione attuale alla proiezione in un servizio ideale è interessante notare che chi non è socio vorrebbe raggiungere un livello più alto di abilità organizzative e gestionali quali tecniche di analisi organizzativa, l’adeguamento della struttura alle esigenze degli utenti, distribuzione delle risorse in base alle priorità, fronteggiamento dei problemi, ricerca di soluzioni più adatte e tecniche di rendicontazione. 67 Graf. 1.23 Educatore/trice professionale Abilità per grado di coinvolgimento nella cooperativa di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 68 Non socie Potenziali Graf. 1.24 Educatore/trice professionale Abilità da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali Socie Non socie Comportamenti lavorativi Se per le conoscenze e le abilità gli educatori hanno evidenziato margini di miglioramento, la situazione cambia per i comportamenti lavorativi. Chi ha risposto al questionario si sente più sicuro in questo ambito e dichiara che le proprie caratteristiche personali siano già sufficienti per garantire un buon livello di servizio, in particolare nel campo dell’assistenza e del servizio in cui i punteggi sono sempre superiori al 3 per sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi) e orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni). Gli scostamenti tra livello attuale e potenziale sono minimi e non superano mai lo 0,5. Sembra quasi che si sottovaluti la complessità di alcuni comportamenti, è il caso per esempio di quelli cognitivi, come pensiero analitico e pensiero concettuale, per i quali si potrebbe applicare il metodo Feuerstein, nome dello psicologo israeliano che lo costruì. Si tratta di uno dei primi approcci metacognitivi sviluppati in ambito educativo e riabilitativo ed è attualmente sperimentato in tutte quelle situazioni in cui è necessario potenziare le risorse umane, come il campo educativo, aziendale e riabilitativo. Nel corso degli anni Feuerstein e i suoi collaboratori hanno messo a punto due sistemi applicativi basati sulla teoria della modificabilità cognitiva e sull’esperienza di apprendimento mediato: il Programma di Arricchimento Strumentale (P.A.S.) il sistema di valutazione del potenziale di apprendimento LPAD (Learning Propensity Assessment Device) a cui si sono aggiunti negli ultimi anni i nuovi strumenti (P.A.S. - Basic ed LPAD-Basic), utilizzabili a partire dall’età prescolare o per casi di particolare difficoltà10. Oltre che utile per gli educatori 10 La descrizione dell’approccio è tratta dal sito http://www.cam.rn.it/ 69 stessi come attività di potenziamento delle competenze personali, gli strumenti acquisiti con questo metodo potrebbero essere sperimentati e applicati con gli utenti dei servizi educativi. Discorsi analoghi, che traggono spunto dalle teorie di Bernard Schwartz sull’organizzazione qualificante11 potrebbero essere fatti anche per gli altri gruppi di comportamenti lavorativi da affinare mediante approcci formativi sul luogo di lavoro in grado di motivare i lavoratori a impegnarsi in compiti qualificanti e di sostenerli nello svolgerli con successo, per riuscire a conseguire nuove qualificazioni utili e importanti per il funzionamento delle aziende. Graf. 1.25 Comportamenti lavorativi dell'educatore/trice professionale -media- di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali Potenziali Gli operatori dell’educativa territoriale, che in precedenza avevano assegnato punteggi più bassi ad attività, conoscenze e abilità, si ritengono competenti in tutti gli aspetti comportamentali: la media è sempre superiore al 2,7 ed in particolare puntano su assistenza e servizio (4,1) ed efficacia personale (3,7), mentre si sentono meno brillanti in campo manageriale. Chi lavora in comunità, sia con minori che con malati, ripropone le medesime posizioni sugli aspetti positivi e assegna punteggi più bassi a comportamenti di influenza e cognitivi (3,3). Infine gli educatori che offrono assistenza ai disabili evidenziano punte di eccellenza anche nei comportamenti di realizzazione e operativi (4,0), mentre dall’altro lato l’autovalutazione più bassa riguarda l’influenza (3,4). 11 Si veda il report di lavoro “Imparare insieme. Proposte di lavoro per la cooperazione sociale”, realizzato nell’ambito dell’Iniziativa Equal “Percorsi di impresa e tecnologie sociali” a cura del Gruppo Risorse Umane (Laboratorio Frame del Corep, S.R.F., ORFEO) nel giugno 2008. 70 Graf. 1.26 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi per tipo di servizio di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Educativa territoriale Attuali Educativa territoriale Potenziali Com unità m inori/adolescenti Attuali Com unità m inori/adolescenti Potenziali 71 Graf. 1.27 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi per tipo di servizio di realizzazione e operativi 5,0 4,0 3,0 di efficacia personale di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Centro diurno disabili Attuali Centro diurno disabili Potenziali Com unità m alati psichici Attuali Com unità m alati psichici Potenziali I gap da colmare sono minimi e solo in un caso vanno oltre 1,3 punti: nell’educativa territoriale le esigenze riguardano comportamenti di realizzazione e operativi (1,3) e cognitivi (1); i comportamenti cognitivi (1 punto) sono segnalati anche degli educatori del centro diurno per disabili; chi lavora in comunità, indipendentemente dalla tipologia di utenti che ha di fronte, mira a migliorare l’efficacia personale (0,8). Gli educatori a contatto con malati psichici, così come era avvenuto per i processi di lavoro, dichiarano di esercitare comportamenti di assistenza e servizio ad un grado leggermente più elevato di quanto sarebbe richiesto. 72 Graf. 1.28 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare per tipo di servizio -0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale Educativa territoriale Com unità m inori/adolescenti Centro diurno disabili Com unità m alati psichici Responsabili e operatori danno sostanzialmente punteggi analoghi e hanno la medesima visione di quanto utilizzano i vari comportamenti lavorativi e di quanto dovrebbero potenziarli. 73 Graf. 1.29 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi per responsabili e operatrici di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Responsabili Attuali Responsabili Potenziali 74 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 1.30 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale Responsabili Operatrici Un discorso analogo a quello fatto per responsabili e operatori vale anche per la suddivisione secondo il grado di coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della cooperativa, che non sembra essere una variabile discriminante che incide sui comportamenti lavorativi. 75 Graf. 1.31 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi per grado di coinvolgimento nella cooperativa di realizzazione e operativi 5,0 4,0 3,0 di efficacia personale di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 76 Non socie Potenziali Graf. 1.32 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale Socie Non socie 2.2 Educatore/trice prima infanzia A rispondere al questionario sono state 16 educatrici e 1 educatore prima infanzia, appartenenti a due cooperative sociali del consorzio Kairos. Si tratta di persone che lavorano sia in asili nidi e micro nidi, ovvero luoghi di “custodia” per i più piccoli, sia in punti gioco in cui oltre ai bambini vengono accolti e prendono parte alle attività educative anche adulti. Un profilo socio-anagrafico Chi sono le persone intervistate? Sono in prevalenza donne (94%), di nazionalità italiana, ad oggi l’unica lavoratrice straniera è rumena, ed in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore. Solo la metà delle operatrici ha ottenuto la qualifica professionale di educatore prima infanzia. Hanno maturato un’esperienza lavorativa significativa, che nel 64% supera i 4 anni, e nel corso del tempo hanno cambiato almeno una volta datore di lavoro, per lo più privato. Attualmente hanno un lavoro dipendente a tempo indeterminato con un impegno variabile in termini di orario: part-time e full-time si equivalgono. Il 40% ha un ruolo di responsabilità all’interno del servizio presso cui opera. Il 67% è socio della cooperativa sociale di riferimento, percentuale più bassa rispetto agli educatori professionali, la metà lavora vi lavora da poco (50% da meno di 2 anni) e si sente coinvolto nelle attività imprenditoriali della stessa ad un livello intermedio. 77 Genere 94% F 6% M Età 41% fino a 30 anni 41% dai 30 ai 40 anni 18% oltre 40 anni Nazionalità 94% italiana 6% romena Titolo di studio 94% diploma di scuola superiore 6% laurea di primo livello Qualifica professionale 41% qualifica di educatore prima infanzia 29% qualifica di educatore professionale Anni di esperienza lavorativa 13% fino a 2 anni 33% da 2 a 4 anni 64% oltre 4 anni Enti presso cui ha lavorato 25% 1 ente 69% da 2 a 3 enti 6% oltre 3 enti Tipologia di ente presso cui ha lavorato 75% privati Tipo di rapporto di lavoro 88% lavoro dipendente (con prevalenza a tempo indet.) 12% collaborazione a progetto Orario settimanale di lavoro 18% fino a 15 ore 41% da 16 a 30 ore 41% oltre 30 ore Responsabilità all'interno del servizio 40% (di cui 29% coordinamento pedagogico) Anzianità presso l'attuale cooperativa 50% fino a 2 anni 21% da 2 a 4 anni 29% oltre 4 anni Coinvolgimento nelle attività imprenditoriali della 29% basso cooperativa 35% medio 36% alto Soci lavoratori 67% Partecipazione alle assemblee dei soci 80% spesso/sempre (% calcolata solo sui soci) Carica sociale 47% Competenze e attività Se si analizza la media dei valori, notiamo che le competenze ritenute più importanti e per le quali vengono spese più energie riguardano accudimento e cura (4) ed educazione dei bambini (4), seguite dalla gestione delle relazioni con i familiari e dal monitoraggio dei percorsi di crescita. Le intervistate valorizzano, soprattutto, i processi cardine della professione educativa. Azioni come accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, genitore e/o medico se necessario; curare l’igiene e l’alimentazione del bambino ed educarlo gradualmente all’autonomia; curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento; favorire l’inserimento del bambino nel gruppo; incoraggiare il bambino nel movimento e supportarlo 78 nelle difficoltà; sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando le sue conquiste ed osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne caratteristiche, specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco raggiungono punteggi molto elevati. I punti deboli riguardano: partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa, integrazione e collaborazione con le risorse territoriali, coordinamento e organizzazione del lavoro ed in particolare azioni quali concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse economiche e degli investimenti della cooperativa; collaborare alla ricerca di fondi e alla redazione del bilancio sociale, collaborare alle selezione e formazione delle risorse umane, collaborare alla definizione puntuale dei fabbisogni formativi e progettazione/organizzazione dei corsi di formazione; predisporre atti amministrativi; partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul territorio, in particolare per garantire la continuità tra asili nido e scuola per l’infanzia; partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del benessere. Si tratta di attività, che per una netta suddivisione dei compiti all’interno dei servizi, vengono svolte esclusivamente da alcune operatrici e proprio per questo motivo ottengono punteggi medi bassi. Coordinamento e organizzazione del lavoro, integrazione e collaborazione con le risorse territoriali, progettazione di attività educative, ricreative ed espressive, partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa e valutazione sono gli item per i quali il livello attuale è più lontano dal potenziale. Si vorrebbero dedicare più energie a tutte queste competenze per tendere ad una professionalità a tutto tondo, che non sia limitata esclusivamente ad un lavoro con l'utenza. Al contrario le attività relative ad accudimento, cura ed educazione dei bambini sono già realizzate nel quotidiano quanto basta per offrire alle famiglie un buon servizio. I valori modali più alti si registrano per gestione delle relazioni con i familiari (5), definizione e organizzazione di attività educative, cura ed educazione dei bambini e valutazione (4). Mentre i punteggi più bassi (pari a 0), relativi ai processi di lavoro su cui si registrano notevoli differenze tra operatrici che li svolgono e altre che non ne sono affatto coinvolte, sono gli stessi indicati come punti deboli, ovvero integrazione con le risorse territoriali, coordinamento e organizzazione del lavoro, gestione organizzativa di strutture educative e attività imprenditoriali. 79 Graf. 2.1 Competenze dell'educatore/trice prima infanzia -media- progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di 5,0 partecipazione alle attività attività educative, ricreative ed imprenditoriali della cooperativa espressive 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti accudimento e cura dei bambini 3,0 2,0 1,0 valutazione e verifica educazione dei bambini 0,0 monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo integrazione/collab. con le risorse territoriali gestione delle informazioni e delle conoscenze coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative Attuali Potenziali Prendiamo in considerazione le risposte fornite da chi lavora in asili nido e micro nidi, strutture ormai consolidate alle quali i bambini sono affidati per un significativo monte ore al giorno, e da chi opera in centri per bambini e genitori12, servizi relativamente nuovi in cui le attività si realizzano sia con i bambini che con gli adulti che li accompagnano. Dal confronto si rileva che le operatrici dei punti gioco: - svolgono più intensamente attività di progettazione educativa e di monitoraggio/valutazione del percorso di crescita del bambino – entrambe esercitate fino a 4 punti, gestione delle relazioni con i familiari (3,8) e definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive (3,8); - segnalano un investimento minore nella cura (igiene e alimentazione) – 3 punti vs. 4,3 negli asili nido, giustificabile con la presenza di adulti che accompagnano i piccoli; - avvertono un significativo scostamento tra livello attuale e potenziale per le competenze esercitate nel coordinamento e nell’organizzazione del lavoro (1,8), nelle attività imprenditoriali (1,3) e nella gestione delle informazioni (1,2). Dall’altra parte chi lavora presso asili nidi e micro nidi tende a dare punteggi più bassi delle operatrici dei punti gioco per il livello attuale di integrazione e collaborazione con le risorse territoriali (1,5 vs. 4,1), partecipazione ad attività imprenditoriali (1,7 vs. 3,1) e valutazione e verifica (2,2 vs. 3,5) quanto per il livello potenziale. Come già accennato gli investimenti maggiori sono in 12 In questo caso i questionari sono stati compilati da 3 persone ed il campione ha una numerosità limitata. 80 accudimento e cura (4,3 vs. 3,0), educazione dei bambini (4,0 vs. 4,1) e organizzazione di attività educative (3,5 vs. 3,8). I gap più alti riguardano integrazione/collaborazione con le risorse territoriali (1,5), valutazione e verifica (1,2), progettazione di attività educative, ricreative ed espressive, progettazione di attività educative, ricreative ed espressive (1,1) e partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa (1,1). 81 Graf. 2.2 Educatore/trice prima infanzia Competenze per tipo di servizio progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di 5,0 partecipazione alle attività attività educative, ricreative ed imprenditoriali della cooperativa espressive 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti accudimento e cura dei bambini 3,0 2,0 1,0 valutazione e verifica educazione dei bambini 0,0 monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo integrazione/collab. con le risorse territoriali gestione delle informazioni e delle conoscenze coordinamento ed organizzazione del lavoro Asili nido Attuali gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative Asili nido Potenziali Centri gioco Attuali 82 Centri gioco Potenziali Graf. 2.3 Educatore/trice prima infanzia Competenze da potenziare per tipo di servizio 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive accudimento e cura dei bambini educazione dei bambini monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa Asili nido Centri gioco Se diamo uno sguardo alle risposte fornite dalle responsabili pedagogiche/educative e dalle operatrici rileviamo un investimento e un bisogno di formazione sostanzialmente analogo per un buon numero di attività primarie, quali definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive (livello attuale pari a 3,7 per responsabili e 3,5 per operatrici), accudimento, cura (livello attuale pari a 3,9 per responsabili e 4,3 per operatrici) ed educazione dei bambini (livello attuale pari a 4,0 per entrambe). Differenze più rilevanti riguardano coordinamento, gestione delle informazioni e delle reti territoriali, valutazione, gestione dei tirocinanti e delle attività imprenditoriali. Sono le responsabili a presidiare questi processi di lavoro. Per quanto riguarda i gap troviamo un sostanziale accordo sulla necessità di potenziare integrazione e collaborazione con le risorse territoriali, le differenze sono pari a 1,3 punti per le responsabili e 1,4 per le operatrici, e partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa (1,2 vs. 1,0). Chi ha un ruolo di coordinamento indica poi il bisogno di investire ulteriormente in coordinamento e organizzazione del lavoro (1,3), mentre chi è più impegnato in attività educative mira a migliorare soprattutto valutazione e verifica (1,2). 83 Graf. 2.4 Educatore/trice prima infanzia Competenze per responsabili e operatrici progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di 5,0 partecipazione alle attività attività educative, ricreative ed imprenditoriali della cooperativa espressive 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti accudimento e cura dei bambini 3,0 2,0 1,0 valutazione e verifica educazione dei bambini 0,0 monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo integrazione/collab. con le risorse territoriali gestione delle informazioni e delle conoscenze coordinamento ed organizzazione del lavoro Responsabili Attuali gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative Responsabili Potenziali 84 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 2.5 Educatore/trice prima infanzia Competenze da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive accudimento e cura dei bambini educazione dei bambini monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa Responsabili Operatrici A livello generale notiamo che le socie si sentono sistematicamente più impegnate rispetto alle operatrici che non sono coinvolte direttamente nella gestione della cooperativa. Mirano allo sviluppo di una professionalità a tutto tondo e quindi a svolgere le attività proposte ad un livello ancora più elevato. Inoltre, segnaliamo che: - la gestione della relazione con i tirocinanti è delegata per lo più alle socie (3,8 vs. 2,0); - le altre operatrici sono pressoché impegnate in attività di contatto diretto con l’utenza, inclusi i rapporti con i familiari, e non si occupano di attività imprenditoriali della cooperativa (0,5) e delle fasi di valutazione e verifica (1,2) – che vorrebbero essere potenziate (vedi gap elevati pari a 1,1 e 1,4); - le socie hanno raggiunto il livello ottimale di esercizio di competenze in accudimento, cura ed educazione dei bambini – l’impegno profuso è leggermente superiore a quanto servirebbe, il gap è negativo -0,1, anziché essere positivo come negli altri casi; - coordinamento e organizzazione del lavoro vorrebbero essere ulteriormente migliorati solo dalle socie (1,3 vs. 0,4 per chi non è socia); - le operatrici mirano a potenziare la gestione delle relazioni con i familiari (1,0 vs. 0,4 delle socie). 85 Graf. 2.6 Educatore/trice prima infanzia Competenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di 5,0 partecipazione alle attività attività educative, ricreative ed imprenditoriali della cooperativa espressive 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti accudimento e cura dei bambini 3,0 2,0 1,0 valutazione e verifica educazione dei bambini 0,0 monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo integrazione/collab. con le risorse territoriali gestione delle informazioni e delle conoscenze coordinamento ed organizzazione del lavoro Socie Attuali Socie Potenziali gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative Non socie Attuali 86 Non socie Potenziali Graf. 2.7 Educatore/trice prima infanzia Competenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa -0,5 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive accudimento e cura dei bambini educazione dei bambini monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa Socie Non socie Conoscenze Le educatrici dell’infanzia danno punteggi bassi al grado di utilizzo delle conoscenze, la media è sempre al di sotto dei 3 punti. Si sentono più competenti nei campi igienico-sanitario (2,6), in particolare in nipiologia (puericultura), problemi del divezzamento e dell’allattamento; metodologico e tecnico per la gestione delle relazioni (2,6) per lo più in teorie e tecniche ludiche e dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco) e teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione); pedagogico-didattico (2,5) ovvero pedagogia generale e letteratura per l’infanzia; psicologico (2,5), ad esempio psicologia delle emozioni e della comunicazione e psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari e metodologico/tecnico delle informazioni (2,5) con etica professionale e logistica. Le carenze maggiori si riscontrano per le conoscenze organizzative e gestionali (1,6), ovvero management delle risorse umane, bilancio, rendicontazione e controllo di gestione, marketing e fund raising, progettazione e controllo di qualità e giuridico-normative (2,0) in particolare diritto di famiglia e dell’infanzia, diritto delle cooperative sociali e politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali. Le esigenze formative sono, dunque, piuttosto elevate e multidisciplinari riguardano sia gli ambiti in cui sono stati dati i punteggi più alti: pedagogia, didattica e igiene con un gap di 1,3 punti, sia settori con punteggi più bassi, ovvero organizzativo, gestionale e giuridico (1,2). La lettura dei valori modali, mostra un quadro con più sfumature, l’igiene ad esempio è una conoscenza già posseduta al livello auspicabile dalla maggioranza delle intervistate, oppure la sociologia e le metodologie e tecniche di progettazione con un punteggio potenziale pari ad 1 non sono ritenute così importante per la professione e ancora metodologie e tecniche delle relazioni e di valutazione hanno livelli pari a 0 quando si guarda al possesso attuale e vorrebbero essere migliorate fino al massimo (5 punti). Vale la pena andare ad esaminare gruppi di operatrici per rendersi conto delle variabili che possono influenzare queste differenze di autovalutazione. 87 Graf. 2.8 Conoscenze dell'educatore/trice prima infanzia -media- pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione igienico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi sociologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali Potenziali Negli asili nido le educatrici confermano i risultati generali: hanno sviluppato maggiormente conoscenze igienico-sanitarie (2,6), mentre sono più deboli in campo organizzativo-gestionale (1,4) e giuridico-normativo (1,9). Chi lavora nei centri gioco eccelle nelle metodologie e tecniche della relazione (3,8), nelle metodologie e tecniche di valutazione (3,6) e in ambito pedagicodidattico (3,6). Entrambe le tipologie di educatrici rilevano gap formativi significativi: ◊ vi sono due ambiti in comune igienico-sanitario e giuridico-normativo; ◊ nei punti gioco emergono esigenze di sviluppo anche in ambito progettuale (1,5 punti); ◊ chi lavora negli asili nido sente la necessità di potenziare conoscenze pedagogicodidattiche (1,3) e valutative (1,2). 88 Graf. 2.9 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze per tipo di servizio pedagogiche e didattiche 5 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4 3 2 metodologie e tecniche di valutazione igienico-sanitarie 1 0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi sociologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Asili nido Attuali Asili nido Potenziali Centri gioco Attuali 89 Centri gioco Potenziali Graf. 2.10 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze da potenziare per tipo di servizio 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 pedagogiche e didattiche psicologiche igienico-sanitarie sociologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit Asili nido Centri gioco Le responsabili ritengono di conoscere quasi tutti gli ambiti indicati nel questionario ad un buon livello (i valori medi si collocano intorno ai 3 punti), in particolare metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni (3,1), metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi (3,0), metodologie e tecniche di progettazione (2,9) e pedagogia (2,9). Dichiarano di essere meno competenti in ambito organizzativo-gestionale (2,3) e giuridico-normativo (2,4). Le operatrici danno autovalutazioni inferiori alle loro coordinatrici e si sentono più preparate nei seguenti ambiti: igienico-sanitario (2,6), pedagogico (2,4), psicologico (2,4) e relazionale (2,4) e meno in discipline gestionali (1,4), progettuali (1,9) e giuridico-normative (1,9). I gap formativi sono più forti per chi ha un ruolo di coordinamento, sempre superiori ad 1 punto, e si concentrano in igiene (1,8), valutazione (1,6), legislazione e norme (1,6). Le operatrici danno punteggi più bassi anche ai livelli potenziali verso i quali tendere e insistono sulle competenze più forti (pedagogiche e igienico-sanitarie rispettivamente con 1,3 punti e 1,2 punti). 90 Graf. 2.11 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze per responsabili e operatrici pedagogiche e didattiche 5 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4 3 2 metodologie e tecniche di valutazione igienico-sanitarie 1 0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi sociologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Responsabili Attuali Responsabili Potenziali 91 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 2.12 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 pedagogiche e didattiche psicologiche igienico-sanitarie sociologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit Responsabili Operatrici Le socie danno un’autovalutazione più alta al grado di possesso delle conoscenze, in particolare alle metodologie e alle tecniche per le quali la media è sempre intorno ai 3 punti. Dall’altra parte le operatrici che non partecipano alle attività imprenditoriali della cooperativa puntano sulle conoscenze fondamentali della professione, ovvero igienico-sanitarie (2,3), psicologiche (2,0) e pedagogiche (1,9), e si sentono più deboli per tutti gli altri ambiti, specie se organizzativogestionale (0,5) e progettuale (1,1). Chi non è socia evidenzia gap formativi più elevati, segno di una propensione ad investire su sé stessa per migliorare la propria professionalità - in particolare per pedagogia (1,6), igiene (1,3), legislazione (1,3) e valutazione (1,3). Anche le socie ritengono di dover migliorare in ambito igienico (1,3) e normativo (1,2) ed in più segnalano l’ambito gestionale (1,3), indicazione di un interesse a poter contribuire in maniera più competente alle attività economiche della cooperativa sociale. 92 Graf. 2.13 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze per grado di coinvolgimento nella cooperativa pedagogiche e didattiche 5 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4 3 2 metodologie e tecniche di valutazione igienico-sanitarie 1 0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi sociologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 93 Non socie Potenziali Graf. 2.14 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 pedagogiche e didattiche psicologiche igienico-sanitarie sociologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit Socie Non socie Abilità Le abilità igienico-sanitarie (3,5) e di rapporto con i bambini e i genitori (3,3) rappresentano i punti forti delle educatrici prima infanzia. Nell’esercizio della professione si esercitano ad un buon livello le seguenti capacità: essere in grado di valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed informare il responsabile e/o il medico se necessario, utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del bambino (cambio biancheria e pannolino); utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi, mangiare, muoversi; utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale; applicare metodologie del gioco e applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno, il gioco, il teatro, la manipolazione). Le abilità di progettazione (2,0) rappresentano il tallone d’Achille, in particolare utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione; applicare metodologie di rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti (interpretazione dei dati raccolti) e utilizzare software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su Internet. I gap formativi più rilevanti riguardano progettazione (1,2) e valutazione (1,2). I valori modali confermano quanto emerso dall’analisi delle medie per i punti di forza e mettono in luce altri nodi critici, oltre alle abilità di progettazione la maggior parte delle educatrici dichiara di non possedere competenze in progettazione, rapporto con il territorio, rapporto con altri operatori e tirocinanti. 94 Graf. 2.15 Abilità dell'educatore/trice prima infanzia -media- di progettazione 5,0 di organizzazione/gestionali 4,0 rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 di gestione delle informazioni rapporto coni bambini e i genitori 0,0 di valutazione igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti Attuali Potenziali Negli asili nido abilità igienico-sanitarie (3,5), nel rapporto con bambini e genitori (3,1) e di gestione delle informazioni (3,0) rappresentano i punti di forza delle operatrici. Anche nei centri gioco queste abilità sono ben presidiate alle quali si aggiungono anche quelle organizzative-gestionali (3,8) e di rapporto con altri operatori o tirocinanti (3,7). I punti di crisi sono identici per entrambe le categorie, seppur con livelli diversi: rapporto con il territorio (3,3 per punti gioco vs. 2,2 per asili nido), valutazione (3,3 vs. 2,2) e progettazione (3,1 vs. 1,9). Se entrambi i gruppi ritengono di dover colmare un gap relativo alle abilità di progettazione, ne seguono poi differenti necessità: da un lato negli asili nido si vuole migliorare l’ambito valutativo (1,2), dall’altro lato nei centri gioco si ambisce ad intensificare competenze legate al rapporto con il territorio (1,5) e abilità igienico-sanitarie (1,3). 95 Graf. 2.16 Educatore/trice prima infanzia Abilità per tipo di servizio di progettazione 5 4 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3 2 1 di gestione delle informazioni rapporto coni bambini e i genitori 0 di valutazione igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti Asili nido Attuali Asili nido Potenziali Centri gioco Attuali 96 Centri gioco Potenziali Graf. 2.17 Educatore/trice prima infanzia Abilità da potenziare per tipo di servizio 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di progettazione rapporto con il territorio rapporto coni bambini e i genitori igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali Asili nido Centri gioco Le responsabili ritengono di possedere tutte le abilità ad un buon livello, molto spesso le medie superano i 3,5 punti. In particolare eccellono nei rapporti con il territorio (3,8), con i bambini e i genitori (4,1), con altri operatori e tirocinanti (3,8) e in campo igienico-sanitario (3,9). Seppur con punteggi elevati sono le competenze relative a progettazione (2,7) e valutazione (2,8) ad ottenere le autovalutazioni inferiori. Le operatrici si assegnano “voti” inferiori rispetto alle responsabili, si ritengono più forti negli ambiti primari della professione, vale a dire rapporto con genitori e bambini (3,0) e igiene (3,4), oltre che nelle tecniche di gestione delle informazioni (3,0). I gap formativi più sentiti sono gli stessi per entrambi i gruppi: progettazione e valutazione. Le responsabili poi vorrebbero acquisire maggiori abilità in campo gestionale e organizzativo (1,3). 97 Graf. 2.18 Educatore/trice prima infanzia Abilità per responsabili e operatrici di progettazione 5 di organizzazione/gestionali 4 rapporto con il territorio 3 2 1 di gestione delle informazioni rapporto coni bambini e i genitori 0 di valutazione igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti Responsabili Attuali Responsabili Potenziali 98 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 2.19 Educatore/trice prima infanzia Abilità da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di progettazione rapporto con il territorio rapporto coni bambini e i genitori igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali Responsabili Operatrici Così com’era avvenuto per le conoscenze le socie danno un’autovalutazione più alta anche al grado di possesso delle abilità, in particolare a rapporti con il territorio e igiene, per le quali la media è intorno ai 4 punti. Le altre operatrici che non partecipano alle attività imprenditoriali della cooperativa si sentono più competenti in campo igienico-sanitario (3,0) e di gestione delle informazioni, e più deboli per tutti gli altri ambiti, specie nel rapporto con il territorio (0,6). Chi non è socia, inoltre, evidenzia gap formativi più elevati per un’ampia gamma di item, in particolare valutazione (1,3), rapporto con altri operatori e tirocinanti (1,2), rapporto con il territorio (1,2), progettazione (1,1) e rapporto con bambini e genitori (1,1). Le socie ritengono di dover migliorare in ambito progettuale (1,2) e valutativo (1,1). 99 Graf. 2.20 Educatore/trice prima infanzia Abilità per grado di coinvolgimento nella cooperativa di progettazione 5 4 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3 2 1 di gestione delle informazioni rapporto coni bambini e i genitori 0 di valutazione igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 100 Non socie Potenziali Graf. 2.21 Educatore/trice prima infanzia Abilità da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di progettazione rapporto con il territorio rapporto coni bambini e i genitori igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali Socie Non socie Comportamenti lavorativi In ultima istanza prendiamo in considerazione i comportamenti lavorativi, ovvero caratteristiche personali trasversali alle due professioni prese in esame in questo lavoro. Come era avvenuto per gli educatori professionali13 anche chi lavora con la prima infanzia si sente più competente in questo ambito e l’esercizio è sufficiente per garantire un buon livello di servizio, in particolare nei campi dell’assistenza e del servizio (4) ovvero sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi), orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni) – specifici del lavoro di cura - e dell’efficacia personale (3,7), in particolare flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi) e impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione). Gli scostamenti tra livello attuale e potenziale non sono elevati e non raggiungono mai l’1. La lettura dei valori modali conferma quanto già evidenziato con l’analisi delle medie. 13 Anche in questo caso possono valere le osservazioni già scritte per gli educatori professionali. 101 Graf. 2.22 Comportamenti lavorativi dell'educatore/trice prima infanzia -media- di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali Potenziali Tra operatrici degli asili nido e dei centri gioco non si rilevano grosse differenze, dato per scontato che come per le altre sezioni del questionario chi lavora principalmente nelle strutture socioeducative che prendono in custodia i bambini tende a dare punteggi più bassi per il livello attuale quanto per il livello potenziale. I gap più rilevanti per le operatrici degli asili nido afferiscono a comportamenti cognitivi (0,9), di influenza (0,7) e manageriali (0,7), mentre per le educatrici dei centri gioco sono legati a influenza (1,2), efficacia personale (0,9), realizzazione e operatività (0,8), management (0,8). 102 Graf. 2.23 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi per tipo di servizio di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Asili nido Attuali Asili nido Potenziali Centri gioco Attuali 103 Centri gioco Potenziali Graf. 2.24 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi da potenziare per tipo di servizio 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale Asili nido Centri gioco I punti di forza delle responsabili e delle operatrici sono pressoché gli stessi: di realizzazione e operativi (4,1 per resp. e 3,5 per op.), di assistenza e di servizio (4,1 e 4,0) e di efficacia personale (3,9 e 3,6). Le differenze si rilevano quando si prendono in considerazione gli scostamenti tra attuale e potenziale, per le coordinatrici sono più significative le distanze nei campi cognitivo (1,5) e manageriale (1,2), mentre per il resto del personale i gap di tutti gli item sono bassi, intorno allo 0,5. 104 Graf. 2.25 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi per responsabili e operatrici di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Responsabili Attuali Responsabili Potenziali 105 Operatrici Attuali Operatrici Potenziali Graf. 2.26 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi da potenziare per responsabili e operatrici 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale Responsabili Operatrici Anche tra socie e altre lavoratrici la differenza più rilevante sta nella scala di punteggi, chi è più addentro la gestione della cooperativa dà mediamente punteggi più elevati, ma gli item in cui ci si sente più competenti sono i medesimi per entrambi i gruppi: realizzazione e operativi, assistenza e servizio e efficacia personale. Le socie poi non rilevano grossi gap tra livello attuale e potenziale, tutti i valori sono intorno allo 0,5, mentre è interessante notare che sono le altre operatrici a voler migliorare in maniera più marcata alcuni comportamenti: di influenza (1,1), cognitivi (0,9) e di efficacia personale (0,9). 106 Graf. 2.27 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi per grado di coinvolgimento nella cooperativa di realizzazione e operativi 5,0 4,0 3,0 di efficacia personale di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Socie Attuali Socie Potenziali Non socie Attuali 107 Non socie Potenziali Graf. 2.28 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi da potenziare per grado di coinvolgimento nella cooperativa 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 1,0 1,2 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale Socie Non socie 108 1,4 1,6 1,8 2,0 2.3 Conclusioni Questa prima sperimentazione sembra evidenziare come gli educatori professionali e prima infanzia, posti ad operare in situazioni diverse, abbiano una solida base in comune: Attività + - Conoscenze + Abilità + Comportamenti lavorativi + - Ed. prof. Azioni iniziali con l’utente (microprogettazione intervento, iniziale presa in carico) Azioni collaterali all’intervento educativo tradizionale (prevenzione e animazione, inserimento lavorativo) Azioni organizzative e di coordinamento (relazioni con il territorio, attività imprenditoriali della cooperativa) Aree psico-pedagogica Aree gestionale e sociologica Rapporto con le persone (utenti e colleghi) Rapporto con il territorio e progettazione Assistenza e servizio Manageriali + Ed. prima infanzia Azioni di cura con l’utente principale (bambino) - + + + - Azioni organizzative e di coordinamento (relazioni con il territorio, attività imprenditoriali della cooperativa) Aree psico-pedagogica e igienicosanitaria Aree gestionale e normativa Rapporto con utenti (bambino e genitore) Igienico-sanitarie per la cura del bambino Rapporto con il territorio, progettazione e valutazione Assistenza e servizio Influenza Nell’attribuzione dei punteggi, gli scostamenti dalla media sembrano essere influenzati più che da differenti sensibilità personali, da questioni inerenti i ruoli svolti. In particolare: 1. tipologia di utenza. A seconda delle persone che usufruiscono dei servizi si verifica una segmentazione degli educatori, che influisce a cascata su attività, conoscenze e abilità. Solo i comportamenti lavorativi non sembrano cambiare in base a questa variabile. La domanda non è mai omogenea ed è in continua trasformazione, questo fa sì che vi siano pratiche ed esigenze professionali particolari da tenere in debita considerazione. E questo non vale solo per gli educatori professionali che hanno a che fare con tutte le fasce di popolazione ma anche per le operatrici prima infanzia che, a seconda del tipo di servizio in cui lavorano, possono trovarsi più o meno a contatto con i familiari dei bambini; 2. grado di responsabilità all’interno del servizio. Vi sono luoghi con un livello molto basso di divisione del lavoro sia in senso verticale sia orizzontale, in cui il coordinatore tecnico/pedagogico ha delegato gli operatori a svolgere funzioni non esclusivamente educative. Quest’ultimi, coinvolgendo anche gli OSS con cui lavorano gomito a gomito, condividono la maggior parte delle attività secondo una logica cooperativa e danno tendenzialmente punteggi più alti sia per il livello attuale che per il livello potenziale degli item proposti nel questionario: più competenti e maggiormente predisposti ad un miglioramento continuo. Si tratta per lo più di servizi in cui operano educatori professionali, nei centri specializzati in prima infanzia il ruolo del coordinamento è più forte e la suddivisione dei compiti sembra più netta. In questi casi le operatrici sembrano comunque incuriosite da altre attività che esulano dai compiti di cura, quali, ad esempio, le relazioni con il territorio e dunque ad ampliare il ventaglio di competenze; 3. partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa e clima organizzativo. Sembra evidente la differenza tra chi, a parità di professione, è socio lavoratore oppure no. Il processo educativo è più curato e ha maggiori probabilità di una buona riuscita se affidato a persone che si sentono partecipi della vita cooperativa e responsabili del suo buon andamento. Oltre alla cura dell’utente vengono messe in piedi una serie di attività collaterali che consentono di non affidare esclusivamente alla capacità del singolo il successo dell’azione educativa, ma, al contrario, di attivare un circolo virtuoso di gestione collettiva. 109 L’analisi mette in luce modelli differenti di professionalità a cui corrispondono esigenze complesse, la cui risposta non può essere una formazione tradizionale in aula. L’obiettivo a cui tendere è una formazione personalizzata, fortemente collegata all’esperienza lavorativa e alla propria organizzazione di riferimento, e allo stesso tempo capace di favorire lo scambio di buone pratiche tra cooperative che fanno parte del medesimo consorzio. La necessità di potenziamento si concentra su alcune aree: rapporto con il territorio, analisi dei bisogni e macroprogettazione di servizi, management delle organizzazioni non profit. In generale educatori professionali e prima infanzia sono disponibili a migliorare la propria professionalità con competenze utili a presidiare l’intero processo educativo e non soltanto il suo nucleo centrale, ovvero la relazione con l’utente. Vale la pena discutere i risultati di questa analisi con gli stessi operatori e i diretti responsabili, oltre che all’agenzia formativa a cui essi fanno riferimento, per mettere a punto e condividere bilanci di competenza e percorsi di crescita professionale. 110 NOTA METODOLOGICA DELL’INDAGINE Il lavoro di analisi svolto ha preso in esame due figure professionali che operano nell’ambito delle cooperative di tipo A (educatore/trice professionale, educatore/trice prima infanzia), con lo scopo di sperimentare una metodologia, già utilizzata dal Servizio Solidarietà Sociale della Provincia di Torino, utile per: • rilevare la domanda di competenze espresse dagli operatori sociali e predisporre un’adeguata offerta formativa, • fornire alcune indicazioni al management delle cooperative sociali per realizzare una gestione delle risorse umane per competenze all’interno della propria organizzazione. Il lavoro si è svolto in quattro fasi: FASE 1 La fase 1 è consistita nella identificazione delle figure professionali su cui realizzare l’analisi ad opera di un gruppo di lavoro composto da: - esperte del Laboratorio Frame (Corep); - responsabili del consorzio Kairos; - alcuni rappresentanti delle cooperative sociali appartenenti al consorzio. Il gruppo di lavoro ha preso in esame le attività realizzate nell’ambito dell’”Osservatorio sugli operatori sociali in Provincia di Torino”14, ha messo a fuoco in modo analitico i bisogni informativi ed ha individuato le figure professionali su cui concentrare l’attenzione. FASE 2 Nella fase 2 si è proceduto alla costruzione del progetto di rilevazione e trattamento delle fonti qualitative, nonché della descrizione dettagliata per figura professionale. Il punto di partenza è stato la rilettura dell’analisi della letteratura nazionale e internazionale già predisposta nell’ambito dell’Osservatorio provinciale già citato e dal progetto “Atlante delle professioni”15 con l’obiettivo di individuare e valutare, in ciascuna classificazione, gli elementi di contenuto e di metodo rilevanti per il nostro lavoro. La lettura, il confronto e la riflessione su tale materiale hanno condotto alla scelta di utilizzare per l’analisi il metodo messo a punto dalla Commissione Europea e dal Cedefop per comparare competenze e qualificazioni tra differenti paesi europei (J. Winterton, F. Delamare Le Deist, E. Stringfellow, 2005). Quest’ultimo prevede la descrizione delle figure professionali attraverso l’individuazione di knowledge, skill e competence. Con knowledge, esso fa riferimento al campo cognitivo ed intellettuale, al sapere necessario per potere esercitare le attività che costituiscono il nucleo dell’occupazione. Con skill, intende l’applicazione funzionale delle conoscenze, le tecniche operative specifiche di una attività professionale. Con competence, si riferisce ad un “mix” di elementi, alcuni dei quali hanno a che fare con la natura del lavoro e si possono individuare analizzando compiti ed attività svolte; altri con i comportamenti lavorativi del soggetto-lavoratore e si possono individuare analizzando le attività del soggetto. Nel modello, i comportamenti lavorativi sono stati aggregati in quanto elementi trasversali a tutti i processi e attività. Per la loro declinazione è stata utilizzata la classificazione proposta da L. Spencer e M. Spencer nel “Dizionario delle competenze” (1995). Si è così proceduto all’individuazione di una descrizione dettagliata delle figure sulla base dei principali repertori professionali (tra cui: Atlante delle Professioni, Isfol, Italia Lavoro, Thesaurus), i siti di orientamento (tra cui: Jobtel, Informagiovani Torino), alcuni documenti di riferimento (normativa della Regione Piemonte), integrati da fonti specifiche dell’area educativa. Nell’analisi si 14 Per maggiori informazioni si veda il report disponibile sul sito http://www.frame.corep.it/ric14.html Nell’ambito del programma "Formazione e Innovazione per l'occupazione" (FiXO) l’Università di Torino, in collaborazione con il Corep, ha avviato la sperimentazione di uno strumento di analisi e descrizione delle figure professionali che si è avvalsa anche di una precedente esperienza di collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con Italia lavoro. L'Atlante delle professioni è un osservatorio delle professioni in uscita dai percorsi universitari, uno strumento a disposizione dei giovani e delle famiglie, delle facoltà e dei servizi di placement, delle imprese e delle istituzioni. Per maggiori informazioni si veda il sito http://www.atlantedelleprofessioni.it 15 111 sono così inclusi elementi consolidati, già previsti dai curricula tradizionali di preparazione e quelli presumibilmente in tensione, richiesti dai cambiamenti in corso. Tali descrizioni sono state proposte e validate con il gruppo di lavoro costituitosi nella prima fase del progetto, al fine di integrare le informazioni ricavate dall’analisi della letteratura nazionale ed internazionale con le osservazioni provenienti da operatori che conoscono direttamente queste professioni. Va puntualizzato che il punto di partenza è consistito nell’individuazione dei processi di lavoro in cui la figura è impegnata, scomposti poi in attività di lavoro e competenze16. Quest’ultime sono state distinte in primarie (attività che sono rivolte direttamente ai destinatari) e di servizio (attività necessarie all’organizzazione per svolgere le prime). Sono state poi dettagliate le competenze (esse fungono da “descrittori” dell’attività alla quale fanno riferimento). Per ciascuna attività (e quindi per le competenze relative) sono state individuate conoscenze, abilità e caratteristiche personali. Infine, le due descrizioni risultanti dall’elaborazione sono stati tradotte in questionari. FASE 3 Nella fase 3 i questionari relativi alle due figure professionali sono stati somministrati ad alcuni operatori sociali attivi nelle cooperative sociali interessate a sperimentare uno strumento di analisi delle competenze. Con la collaborazione della referente per la formazione del consorzio Kairos sono stati individuati i servizi disponibili a partecipare all’indagine, si è poi proceduto con il contatto di ciascun responsabile ed un’operatrice di Corep si è recata presso ogni sede lavorativa per spiegare le finalità dello strumento e somministrare il questionario ad educatori/trici presenti. Tali momenti hanno avuto la duplice finalità di visitare le strutture educative, permettendo di interfacciarsi direttamente con chi ha compilato il formulario, e di raccogliere osservazioni e commenti. L’obiettivo è stato quello di testare la validità del questionario, vale a dire valutare la completezza e l’esaustività delle declinazioni di attività, conoscenze, abilità e comportamenti lavorativi. In base ai risultati emersi sono state apportate alcune modifiche che hanno arricchito le descrizioni iniziali. FASE 4 Nella fase 4 si è proceduto con l’elaborazione dei dati emersi dai questionari, i cui risultati sono presentati nel report. Essi rappresentano spunti di riflessione utili per capire le percezioni degli intervistati a proposito delle competenze-chiave e di quelle critiche e, di conseguenza, delle aree ritenute da potenziare attraverso investimenti formativi e organizzativi. 16 Rifacendosi all’approccio di Le Boterf, è possibile realizzare ciascuna attività chiave e raggiungere gli obiettivi previsti solo se si è in grado di mobilitare risorse personali (conoscenze, abilità, comportamenti lavorativi) e risorse esterne. La competenza è dunque “l’essere in grado di selezionare, mobilitare e strutturare dinamicamente – in modo pertinente ed efficace – un insieme di risorse di natura diversa (conoscenze, abilità, comportamenti) per svolgere un’attività ed ottenere un risultato”. 112 ALLEGATI – Le schede delle cooperative sociali Sono state 5 le cooperative di tipo A ad aver partecipato alla sperimentazione. Di seguito riportiamo una scheda analitica per ognuna, in cui sono contenuti: una breve descrizione dell’organizzazione, dei servizi presso i quali è stato realizzata l'attività di ricerca e i risultati dell’indagine. La cooperativa Crescere Insieme Cooperativa sociale Crescere Insieme Anno di fondazione 1979 Principali attività Nata con lo scopo di accogliere e sostenere minori in situazioni di disagio. Nel corso degli anni ha esteso i suoi ambiti di intervento socioassistenziale anche ad altre tipologie di popolazione (adulti malati, diversamente abili e anziani). Partecipa a progetti di sviluppo locale, collaborando con associazioni di volontariato del territorio e promuovendo servizi di welfare innovativi. Servizio Comunità per adolescenti Sede Torino Utenza Minori 13 -18 anni Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali Servizio Comunità alloggio Mafalda Sede Borgo Revel Utenza Minori 3-11 anni Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali Servizio Micro Nido – Baby Parking “Le ciliegie” Sede Borgo Revel Utenza Bambini 0 – 3 anni Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori prima infanzia Servizio Comunità alloggio Casa Giobbe Sede Grugliasco Utenza adulti con HIV Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali 113 L’analisi delle competenze di operatori/trici Educatore/trice professionale Competenze nella cooperativa Crescere Insieme analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Attuali 114 Potenziali Educatore/trice professionale Competenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme -0,5 0,0 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 115 0,5 1,0 1,5 2,0 Educatore/trice professionale Conoscenze nella cooperativa Crescere Insieme pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 116 Potenziali Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme 0,0 0,2 0,4 0,6 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 117 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Abilità nella cooperativa Crescere Insieme di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali 118 Potenziali Educatore/trice professionale Abilità da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 119 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi nella cooperativa Crescere Insieme di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 120 Potenziali Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme -0,5 0,0 0,5 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 121 1,0 1,5 2,0 Educatore/trice prima infanzia Competenze nella cooperativa Crescere Insieme progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di 5,0 partecipazione alle attività attività educative, ricreative ed imprenditoriali della cooperativa espressive 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti accudimento e cura dei bambini 3,0 2,0 1,0 valutazione e verifica educazione dei bambini 0,0 monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo integrazione/collab. con le risorse territoriali gestione delle informazioni e delle conoscenze coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative Attuali 122 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Competenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme 0,0 progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive accudimento e cura dei bambini educazione dei bambini monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 123 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze nella cooperativa Crescere Insieme pedagogiche e didattiche 5 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4 3 2 metodologie e tecniche di valutazione igienico-sanitarie 1 0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi sociologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 124 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Conoscenze da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme 0,0 pedagogiche e didattiche psicologiche igienico-sanitarie sociologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 125 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 Educatore/trice prima infanzia Abilità nella cooperativa Crescere Insieme di progettazione 5 di organizzazione/gestionali 4 rapporto con il territorio 3 2 1 di gestione delle informazioni rapporto con i bambini e i genitori 0 di valutazione igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti Attuali 126 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Abilità da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto coni bambini e i genitori igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 127 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi nella cooperativa Crescere Insieme di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 128 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Crescere Insieme 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 129 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 La cooperativa Esserci Cooperativa sociale Esserci Anno di fondazione 1986 Principali attività Nata con l'apertura di un centro diurno per minori, la cooperativa ha mantenuto l'interesse nei confronti dei bambini e allo stesso tempo ha allargato i sui ambiti di intervento ad attività con disabili psichici e servizi di educativa territoriale e di strada. Servizio Comunità Alloggio "Pozzo di Sichar" Sede Torino Utenza mamme con figli Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali Servizio Centro diurno Carane di Uka Sede Torino Utenza disabili Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali 130 L’analisi delle competenze di operatori/trici Educatore/trice professionale Competenze nella cooperativa Esserci analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Attuali 131 Potenziali Educatore/trice professionale Competenze da potenziare nella cooperativa Esserci 0,0 0,2 0,4 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 132 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Conoscenze nella cooperativa Esserci pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 133 Potenziali Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare nella cooperativa Esserci 0,0 0,2 0,4 0,6 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 134 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Abilità nella cooperativa Esserci di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali 135 Potenziali Educatore/trice professionale Abilità da potenziare nella cooperativa Esserci 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 136 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi nella cooperativa Esserci di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 137 Potenziali Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Esserci 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 138 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 La cooperativa Giuliano Accomazzi Cooperativa sociale Giuliano Accomazzi Anno di fondazione 1989 Principali attività Fondata con l'obiettivo di partecipare alla costruzione di una comunità attiva e solidale e rispondere a bisogni sociali, educativi ed occupazionali. Gestisce servizi per bambini, adolescenti e famiglie e offre servizi di supporto educativo e psicologico e di sostegno alla genitorialità. Servizio Asilo Nido “Frugoletti” Sede Torino Utenza Bambini dai 12 ai 36 mesi Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori prima infanzia Servizio Micronido Familiare "Sole magico" Sede Torino Utenza Bambini dai 3 ai 36 mesi Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori prima infanzia Servizio Asilo nido aziendale dell'Ospedale Molinette Sede Torino Utenza Bambini dai 3 ai 36 mesi Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori prima infanzia Servizio Punto Gioco "Piggi'" e Spazio per la Famiglia Sede Torino Utenza Bambini dai 0 ai 6 anni, adulti di riferimento Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori prima infanzia Servizio Educativa Territoriale e di Strada, minori e giovani Sede Torino Utenza Bambini e adolescenti Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali Servizio Comunità Alloggio Sede Torino Utenza Ragazze adolescenti Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali 139 L’analisi delle competenze di operatori/trici Educatore/trice prima infanzia Competenze nella cooperativa Accomazzi progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di 5,0 partecipazione alle attività attività educative, ricreative ed imprenditoriali della cooperativa espressive 4,0 gestione della relazione con i tirocinanti accudimento e cura dei bambini 3,0 2,0 1,0 valutazione e verifica educazione dei bambini 0,0 monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo integrazione/collab. con le risorse territoriali gestione delle informazioni e delle conoscenze coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative Attuali 140 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Competenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 progettazione di attività educative, ricreative ed espressive definizione e organizzazione di attività educative, ricreative ed espressive accudimento e cura dei bambini educazione dei bambini monitoraggio e valutazione dell'andamento del percorso educativo gestione delle relazioni con i familiari gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 141 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 Educatore/trice prima infanzia Conoscenze nella cooperativa Accomazzi pedagogiche e didattiche 5 organizzative e gestionali del settore non profit 4 psicologiche 3 2 metodologie e tecniche di valutazione igienico-sanitarie 1 0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi sociologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 142 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Conoscenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 pedagogiche e didattiche psicologiche igienico-sanitarie sociologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 143 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 Educatore/trice prima infanzia Abilità nella cooperativa Accomazzi di progettazione 5 di organizzazione/gestionali 4 rapporto con il territorio 3 2 1 di gestione delle informazioni rapporto con i bambini e i genitori 0 di valutazione igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti Attuali 144 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Abilità da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto coni bambini e i genitori igienico-sanitarie rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 145 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi nella cooperativa Accomazzi di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 146 Potenziali Educatore/trice prima infanzia Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 147 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Competenze nella cooperativa Accomazzi analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Attuali 148 Potenziali Educatore/trice professionale Competenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 0,2 0,4 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 149 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Conoscenze nella cooperativa Accomazzi pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 150 Potenziali Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 0,2 0,4 0,6 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 151 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Abilità nella cooperativa Accomazzi di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali 152 Potenziali Educatore/trice professionale Abilità da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 153 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi nella cooperativa Accomazzi di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 154 Potenziali Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Accomazzi 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 155 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 La cooperativa Piccola Comunità Cooperativa sociale Piccola comunità Anno di fondazione 1985 Principali attività È stata fondata per dare continuità alla gestione di una comunità alloggio, nata un decennio prima dall'opera di volontari religiosi e laici che accolgono minori in difficoltà. Gestisce una comunità, che trova spazio nei locali offerti in comodato d'uso dalla "Opera Pia Barolo". L’edificio si trova in una zona di Torino con un’alta concentrazione di famiglie in condizioni disagiate. Servizio Struttura residenziale - comunità alloggio per minori Sede Torino Utenza minori Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali 156 L’analisi delle competenze di operatori/trici Educatore/trice professionale Competenze nella cooperativa Piccola Comunità analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Attuali 157 Potenziali Educatore/trice professionale Competenze da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità 0,0 0,2 0,4 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 158 0,6 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Conoscenze nella cooperativa Piccola Comunità pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 159 Potenziali Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità 0,0 0,2 0,4 0,6 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 160 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Abilità nella cooperativa Piccola Comunità di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali 161 Potenziali Educatore/trice professionale Abilità da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 162 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi nella cooperativa Piccola Comunità di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 163 Potenziali Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa Piccola Comunità -0,5 0,0 0,5 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 164 1,0 1,5 2,0 La cooperativa La Luna Storta Cooperativa sociale La Luna Storta Anno di fondazione 1998 Principali attività Nasce dall'esperienza della Cooperativa Crescere Insieme, che si è proposta di sviluppare l'azione sociale anche nella direzione del disagio psichiatrico; si è data così continuità al progetto di de-istituzionalizzazione e al tentativo di re-inserimento sociale di quelle persone che entrano in situazioni di marginalità o emarginazione. Servizio Comunità residenziale psichiatrici adulti Sede Torino Utenza Malati psichici Operatori/trici coinvolti nell'indagine Educatori professionali 165 L’analisi delle competenze di operatori/trici Educatore/trice professionale Competenze nella cooperativa La Luna Storta analisi dei bisogni del territorio 5,0 partecipazione alle attività progettazione di politiche, interventi e imprenditoriali della cooperativa azioni 4,0 gestione della relazione con i iniziale presa in carico dell'utente tirocinanti 3,0 2,0 valutazione e verifica microprogettazione degli interventi sugli utenti 1,0 0,0 integrazione/collab. con le risorse territoriali educazione, riabilitazione, cura gestione delle informazioni e delle conoscenze prevenzione e animazione coordinamento ed organizzazione del inserimento lavorativo lavoro gestione organizzativa di strutture educative Attuali 166 Potenziali Educatore/trice professionale Competenze da potenziare nella cooperativa La Luna Storta -1,0 -0,5 analisi dei bisogni del territorio progettazione di politiche, interventi e azioni iniziale presa in carico dell'utente microprogettazione degli interventi sugli utenti educazione, riabilitazione, cura prevenzione e animazione inserimento lavorativo gestione organizzativa di strutture educative coordinamento ed organizzazione del lavoro gestione delle informazioni e delle conoscenze integrazione/collab. con le risorse territoriali valutazione e verifica gestione della relazione con i tirocinanti partecipazione alle attività imprenditoriali della cooperativa 167 0,0 0,5 1,0 1,5 2,0 2,5 Educatore/trice professionale Conoscenze nella cooperativa La Luna Storta pedagogiche e didattiche 5,0 organizzative e gestionali del settore non profit psicologiche 4,0 3,0 2,0 metodologie e tecniche di valutazione medico-sanitarie 1,0 0,0 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni sociologiche-antropologiche metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione Attuali 168 Potenziali Educatore/trice professionale Conoscenze da potenziare nella cooperativa La Luna Storta 0,0 0,2 0,4 0,6 pedagogiche e didattiche psicologiche medico-sanitarie sociologiche-antropologiche giuridiche-normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali del settore non profit 169 0,8 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Abilità nella cooperativa La Luna Storta di progettazione 5,0 4,0 di organizzazione/gestionali rapporto con il territorio 3,0 2,0 1,0 0,0 di gestione delle informazioni rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione Attuali 170 Potenziali Educatore/trice professionale Abilità da potenziare nella cooperativa La Luna Storta 0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 di progettazione rapporto con il territorio rapporto con l'utente rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione di gestione delle informazioni di organizzazione/gestionali 171 1,0 1,2 1,4 1,6 1,8 2,0 Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi nella cooperativa La Luna Storta di realizzazione e operativi 5,0 4,0 di efficacia personale 3,0 di assistenza e di servizio 2,0 1,0 0,0 cognitivi di influenza manageriali Attuali 172 Potenziali Educatore/trice professionale Comportamenti lavorativi da potenziare nella cooperativa La Luna Storta -0,5 0,0 0,5 di realizzazione e operativi di assistenza e di servizio di influenza manageriali cognitivi di efficacia personale 173 1,0 1,5 2,0 I questionari utilizzati Piano formativo A.S.C.O.L.TO: Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino ANALISI DEI FABBISOGNI E DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI QUESTIONARIO sull’EDUCATORE/TRICE PROFESSIONALE GUIDA ALLA COMPILAZIONE Il questionario è composto da 6 sezioni: 1. 2. 3. 4. 5. 6. DATI SOCIO-ANAGRAFICI ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO CONOSCENZE ABILITA’ COMPORTAMENTI LAVORATIVI ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI La sezione 1 va compilata con i propri dati personali (istruzione e lavoro svolto). Nelle sezioni 2, 3, 4 e 5 ci si propone di rilevare se e in che misura ogni competenza/conoscenza/abilità/ comportamento lavorativo indicato è concretamente svolta/utilizzata nel suo servizio (riga bianca A = attuale) e se e in che misura la stessa competenza/ conoscenza/ abilità/ comportamento lavorativo dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia P = potenziale). La rilevazione prevede l’utilizzo di una scala compresa tra 0 (per nulla) e 5 (moltissimo). Nella sezione 2 (ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO), le competenze (righe scritte in carattere normale) devono essere concretamente identificate riferendosi all’attività nella quale sono inserite (riga scritta in grassetto). Con attività e competenze primarie intendiamo quelle che sono rivolte direttamente ai destinatari mentre con attività e competenze di servizio intendiamo quelle necessarie all’organizzazione per svolgere le prime. Nella sezione 6 viene richiesto di segnalare eventuali attività primarie, competenze, conoscenze, abilità e comportamenti lavorativi ritenuti importanti per la professione e non presenti nell’attuale versione del questionario. Per la compilazione del questionario, è consigliabile leggere prima tutta la scheda e identificare bene i processi e le attività. PER LA BUONA RIUSCITA DELL’ANALISI, LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO È ANONIMA E STRETTAMENTE PERSONALE 174 1. DATI SOCIO-ANAGRAFICI Cooperativa sociale presso cui lavora…………………………………………………… Servizio presso cui lavora (es. centro diurno per disabili) ……………………………………………………………………………………………….. Sesso []F []M Anno di nascita: ………………………………. Nazionalità:…………………………………… Titolo di studio (indicare il più elevato): [ ] Licenza elementare [ ] Licenza di scuola media inferiore [ ] Diploma di scuola media superiore…….specificare :………………………………………………. ……………………………………………………………………………………………………………. [ ] Laurea triennale…….specificare :……………………………………………………………………. ……………………………………………………………………………………………………………. [ ] Laurea specialistica/magistrale/vecchio ordinamento…….specificare :…………………………… ……………………………………………………………………………………………………………. [ ] Master… specificare :………………………………………………………………………………….. ……………………………………………………………………………………………………………. Qualifica professionale (è possibile più di una risposta): [ ]Qualifica Professionale Educatore professionale [ ]Qualifica Professionale Educatore prima infanzia [ ]Qualifica Professionale Adest [ ]Qualifica Professionale OSS [ ]Qualifica Professionale OTA [ ]Altro… specificare :……………………………………………………………………………… Tipo di rapporto di lavoro: [ ] Rapporto di lavoro dipendente [ ] Collaborazione a progetto [ ] Contratto da libero professionista (incarico professionale, consulenza) [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………. 175 Se è lavoratore dipendente, il suo contratto è: [ ] A tempo indeterminato [ ] A tempo determinato [ ] Di apprendistato [ ] Di lavoro interinale [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………. Se è lavoratore dipendente, il suo livello/inquadramento contrattuale è: []A []B []C []D []E []F [] [] [] [] [] [] A1 B1 C1 D1 E1 F1 [ ] A2 [] [] [] [] C2 D2 E2 F2 [ ] C3 [ ] D3 Anzianità di servizio presso la cooperativa sociale per cui lavora attualmente: numero anni……………… Qual è il grado di coinvolgimento a Lei richiesto dalla cooperativa per le varie attività imprenditoriali (progettuali/organizzative/gestionali)? [ ] Alto [ ] Medio [ ] Basso È attualmente socio lavoratore? [ ] Sì [ ] No ********************** Se è socio lavoratore con quale frequenza partecipa alle assemblee della cooperativa? [ ] Mai [ ] Raramente [ ] Talvolta [ ] Spesso [ ] Sempre Se è socio lavoratore riveste cariche sociali? [ ] No [ ] Sì, sono membro del Consiglio di Amministrazione [ ] Sì, sono membro del Collegio Sindacale [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………. ********************** 176 Orario settimanale che svolge abitualmente (n.ore):…………………………………. Con quali tipologie di utenza lavora? (è possibile più di una risposta) [ ] Minori [ ] Minori disabili [ ] Adulti [ ] Adulti disabili [ ] Anziani [ ] Anziani non autosufficienti * Per minori si intendono le persone nella fascia di età 0-17 anni Per adulti si intendono le persone nella fascia di età 18-64 anni Per anziani si intendono le persone nella fascia di età 65 anni e oltre All’interno del servizio ha un ruolo di responsabilità? [ ] Sì [ ] No Se sì, quale/i? [ ] Coordinatore tecnico [ ] Coordinatore pedagogico [ ] Responsabile per la sicurezza [ ] Responsabile della privacy [ ] Responsabile della qualità [ ] Responsabile del sistema HACCP [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………. _______________________ Da quanti anni svolge la sua attuale professione? (anche considerando i periodi svolti presso altri Enti, pubblici e/o privati): numero anni…………………………… Nel complesso, per quanti diversi Enti ha lavorato, svolgendo questa professione? Numero:…………… Tra questi, quanti enti pubblici? Numero:..... Quanti enti privati? Numero:..... 177 2) ATTIVITÀ E COMPETENZE Indichi se e in che misura ogni competenza indicata viene effettivamente svolta, da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa competenza dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). Per niente ANALISI DEI BISOGNI DEL TERRITORIO Moltissimo PRIMARIE A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 rilevare informazioni, giudizi, suggerimenti e valutazioni presso gli “stake holders” A 0 (utenti, cittadini, colleghi…) P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 evidenziare, a partire dall’analisi delle fonti e dall’elaborazione dei dati, i bisogni A 0 espressi e potenziali del territorio P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 progettare e realizzare il piano di ricerca (per investigare un fenomeno, per dare risposta ad un bisogno…) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 predisporre strumenti di analisi quantitativi e qualitativi (per rilevazione fabbisogni, per analisi storia personale…) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 definire il progetto socio educativo A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di A 0 lavoro P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 rilevare le fonti informative istituzionali presenti sul territorio (Centri per l’Impiego, dati statistici, anagrafe, piani di zona…) rilevare le iniziative presenti sul territorio (Osservatori, ricerche, progetti, attività…) fare una mappatura delle risorse presenti o attivabili sul territorio (servizi, associazioni…) PROGETTAZIONE DI POLITICHE, INTERVENTI E AZIONI partecipare a commissioni istituzionali per il riconoscimento dei diritti socio-sanitari INIZIALE PRESA IN CARICO DELL’UTENTE accogliere e ascoltare l’utente e/o la famiglia condurre l’indagine socio – economico - familiare e l’anamnesi attuale e remota decodificare/analizzare la domanda espressa orientare ai servizi di secondo livello 178 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 definire il progetto di intervento per il singolo utente e/o la famiglia, di tipo educativo A 0 e riabilitativo mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità delle persone P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 realizzare e coordinare interventi domiciliari e di educativa territoriale per disabili, A 0 minori, adulti in difficoltà, anziani P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 realizzare assistenza individuale nei percorsi di crescita e di emancipazione dei A 0 soggetti deboli P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 condurre interventi di mediazione nelle relazioni interpersonali (famiglia, coppia…) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 gestire gruppi di auto - mutuo aiuto A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 condurre incontri di formazione/informazione su problematiche sociali, politiche e A 0 culturali P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 erogare, promuovere e coordinare interventi formativi/informativi di prevenzione A 0 rivolti al territorio (scuole, consultori…) per genitori, insegnanti, volontari, minori, P 0 disabili A 0 attivare e gestire percorsi di prevenzione con soggetti a rischio 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 realizzare in équipe e coordinare interventi di animazione e socializzazione A 0 all’interno di strutture residenziali e sul territorio P 0 (attività per il tempo libero, teatro, coro, pittura, centri estivi e soggiorni …) INSERIMENTO LAVORATIVO 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 analizzare le risorse territoriali per l’inserimento lavorativo delle diverse tipologie di A 0 utenti e per la loro formazione P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 realizzare iniziative e laboratori di addestramento al lavoro e allo sviluppo di abilità A 0 di base P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 realizzare attività di orientamento professionale (suscitare motivazione, analizzare prerequisiti e potenzialità individuali, favorire P 0 l’attivazione personale…) A 0 favorire il processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 negoziare il progetto educativo con l’utente e l’inizio dell’intervento confrontarsi con l’équipe socio sanitaria MICROPROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI SUGLI UTENTI EDUCAZIONE, RIABILITAZIONE, CURA assistere direttamente la persona nelle attività della vita quotidiana condurre colloqui di orientamento e di sostegno educativo (rivolti a giovani in difficoltà di apprendimento) PREVENZIONE E ANIMAZIONE attivare e gestire dei servizi di aggregazione per giovani ed anziani 179 coordinare ed affiancare i soggetti nei percorsi di inserimento lavorativo P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 GESTIONE ORGANIZZATIVA DI STRUTTURE EDUCATIVE coordinare gli operatori che lavorano nella struttura definire il progetto della struttura programmare le attività della struttura coinvolgere ed attivare la famiglia dell’utente nel progetto educativo attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura gestire le risorse finanziarie della struttura DI SERVIZIO COORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO A 0 1 2 3 4 5 coordinare i servizi educativi P 0 1 2 3 4 5 coordinare l’educativa territoriale e l’educativa di strada A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 partecipare e coordinare incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle A 0 1 2 3 4 5 stesse problematiche P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 coordinare gruppi di lavoro P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipé P 0 1 2 3 4 5 collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare alla progettazione/organizzazione dei corsi di formazione A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 180 GESTIONE DELLE INFORMAZIONI E DELLE CONOSCENZE predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle degli utenti e il PEI A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 progettare ed aggiornare il sistema informativo del Servizio e i suoi strumenti A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 predisporre atti amministrativi P 0 1 2 3 4 5 rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 svolgere attività didattico-formative P 0 1 2 3 4 5 curare lo sviluppo e l’aggiornamento della professionalità A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 INTEGRAZIONE/COLLABORAZIONE CON LE RISORSE TERRITORIALI partecipare alla progettazione e coordinamento delle reti integrate di servizi sul A 0 1 2 3 4 5 territorio P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo (coinvolgimento delle famiglie, del contesto e dei servizi dislocati nel territorio nei P 0 1 progetti educativi attraverso azioni di sensibilizzazione) partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del A 0 1 benessere P 0 1 coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio 2 3 4 5 2 3 4 5 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 VALUTAZIONE E VERIFICA progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del A 0 1 2 3 4 5 servizio P 0 1 2 3 4 5 181 GESTIONE DELLA RELAZIONE CON I TIROCINANTI E I VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE facilitare l’inserimento e fornire supervisione ai tirocinanti/volontari A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 tenere i contatti con l’organizzazione inviante P 0 1 2 3 4 5 PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI (PROGETTUALI/ ORGANIZZATIVE/ GESTIONALI) DELLA COOPERATIVA collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della A 0 1 2 3 4 5 cooperativa P 0 1 2 3 4 5 concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione A 0 1 2 3 4 5 della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 partecipare alle assemblee della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della A 0 1 2 3 4 5 cooperativa P 0 1 2 3 4 5 partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse A 0 1 2 3 4 5 economiche e degli investimenti della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della A 0 1 2 3 4 5 remunerazione del capitale dei soci e del rischio d’impresa P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 collaborare alla ricerca di fondi (fund raising) P 0 1 2 3 4 5 partecipare alla commissione qualità della cooperativa A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ A 0 1 2 3 4 5 centrali cooperative/ecc.) P 0 1 2 3 4 5 collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 182 sociologiche antropologiche mediche - sanitarie psicologiche pedagogiche Moltissimo Per niente 3) CONOSCENZE Indichi se e in che misura ogni conoscenza indicata è effettivamente utilizzata, da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa conoscenza dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). pedagogia generale ed educazione degli adulti (teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e professionali, principali problematiche della formazione degli adulti) pedagogia speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa) A 0 1 2 3 4 5 pedagogia della devianza (il rischio ed il suo contenimento, recupero e rieducazione sociale) A 0 1 2 3 4 5 psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva) A 0 1 2 3 4 5 psicologia sociale e di comunità (dinamiche di gruppo, comunità terapeutiche, politiche d’intervento sul disagio e sull’emarginazione) psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare) psicologia del lavoro (motivazione al lavoro e altri fattori implicati) A 0 1 2 3 4 5 psicologia clinica (processi di apprendimento dei soggetti svantaggiati) A 0 1 2 3 4 5 medicina sociale, educazione sanitaria ed igiene (condizioni che promuovono e/o ostacolano la salute, strumenti di prevenzione ed educazione sanitaria, elementi di primo soccorso, uso e abuso di farmaci) neurologia, psicopatologia e psichiatria (sviluppo psico-motorio, patologie più frequenti del sistema nervoso, organizzazione delle istituzioni psichiatriche e degli strumenti di intervento) tecniche di riabilitazione fisica e psichica (principali metodologie di intervento in relazione alle specifiche patologie) A 0 1 2 3 4 5 sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed economici del territorio) A 0 1 2 3 4 5 sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”) A 0 1 2 3 4 5 sociologia del lavoro (mercato del lavoro locale, classificazione delle professioni e repertori, profili professionali specifici del territorio, qualifiche del sistema della formazione professionale e del sistema scolastico…) sociologia della devianza e dei processi culturali ed organizzativi (principali teorie di analisi del fenomeno) A 0 1 2 3 4 5 183 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P A 0 1 2 3 4 5 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 giuridiche - normative metodologie e tecniche di progettazione metodologie e tecniche per la gestione di relazioni antropologia culturale (organizzazione della vita materiale, risorse della cultura, sistemi di relazioni) diritto del lavoro (fonti del diritto del lavoro, legislazione in materia di collocamento e mercato del lavoro) politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali) leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a inserimento e dimissione utenti, regolazione visite parenti ed uscite, …) norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile (diritti e doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile) diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L. 142/2001) tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del contesto educativo) metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di progettazione educativa) statistica sociale (tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di dati) teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e fattori coinvolti) A 0 1 2 3 4 5 counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali) tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi) A 0 1 2 3 4 5 metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento) teorie e tecniche dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco) teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione) A 0 1 2 3 4 5 funzioni e ruoli dell’educatore professionale e degli altri operatori sociali A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 184 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali specifiche del settore NON PROFIT A 0 1 2 3 4 5 procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e sanitarie) P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 informatica (l’informazione e la sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi) P 0 1 2 3 4 5 archiviazione (tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della A 0 1 2 3 4 5 privacy) P 0 1 2 3 4 5 teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di riferimento) teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 tecniche di supervisione (attività di direzione e controllo dell’intervento educativo per utenti e P 0 1 2 3 4 5 tirocinanti) sistema di qualità del servizio (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la A 0 1 2 3 4 5 professione nel settore non profit) P 0 1 2 3 4 5 organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei ruoli chi fa che cosa) management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche di selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni formativi, tecniche di motivazione, valutazione delle prestazioni per migliorare i servizi dell’organizzazione) strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone a medio e lungo periodo) A 0 1 2 3 4 5 bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non profit (teorie e tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa fiscale, prescrizioni contenute nei singoli statuti, contabilità, strumenti del controllo di gestione) marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e tecniche di raccolta fondi) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi A 0 1 2 3 4 5 sociali alla persona, certificazione) P 0 1 2 3 4 5 185 Moltissimo Per niente 4) ABILITA’ Indichi se e in che misura ogni abilità indicata è effettivamente utilizzata da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa abilità dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati A 0 1 2 3 4 5 rapporto con il territorio di progettazione P 0 1 2 3 4 5 scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…) utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione definire il progetto educativo A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 analizzare il bisogno (interpretazione dei dati raccolti) A 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche e software di elaborazione dei dati (Access, excel, ….) A 0 1 2 3 4 5 raccogliere informazioni da fonti diverse (biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri operatori, utenti…) individuare e reperire le fonti di informazioni esistenti a livello di sistema locale sul mercato del lavoro (CPI, Agenzie interinali, Enti di formazione, Istituti scolastici, dati statistici, dati socio-demografici…) instaurare e mantenere rapporti con le aziende necessari per favorire l’inserimento lavorativo degli utenti A 0 1 2 3 4 5 facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) facilitare e favorire i contatti tra le persone e gli Enti coinvolti in un progetto educativo (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) coordinare la partecipazione di docenti, esperti, testimoni privilegiati (provenienti da scuole, centri di aggregazione, ambiti extra scolatici) nelle attività formative/informative evidenziare punti di forza e di debolezza del progetto nell’ottica dei soggetti da coinvolgere A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 186 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale e di gestione A 0 1 2 3 delle dinamiche di gruppo P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 proporre e negoziare con l’utente il servizio più idoneo rispetto al bisogno A 0 1 2 3 emerso P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 utilizzare tecniche di animazione di attività per il tempo libero (tecniche espressive e creative, tecniche di motivazione dell’utente, di comunicazione verbale e non verbale, utilizzo di materiali specifici per le P 0 1 2 3 attività) A 0 1 2 3 trasferire e applicare l’intervento nell’ambiente di vita della persona 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 trasmettere le norme attraverso l’esempio (norme vigenti nella struttura, di igiene ambientale, personale, alimentare e P 0 1 2 3 azioni quotidiane quali la sveglia, i pasti) A 0 1 2 3 promuovere occasioni e momenti di incontro tra l’utente e i suoi famigliari 4 5 P 0 1 2 3 4 5 evidenziare scostamenti e problematiche di ostacolo al raggiungimento A 0 1 2 3 dell’obiettivo (progetto personale) P 0 1 2 3 4 5 accompagnare gli utenti nella ricerca, nell’inserimento e nel mantenimento A 0 1 2 3 del lavoro P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 attività A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 gestire il momento dell’accoglienza (presentazione all’utente dell’équipe socio-sanitaria, organizzazione della visita alla struttura…) utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire dati sul pregresso educativo e lavorativo dell’utente utilizzare tecniche di counselling utilizzare tecniche di negoziazione rapporto con l’utente suscitare e sostenere la motivazione dell’utente utilizzare tecniche di intervento educativo utilizzare tecniche di riabilitazione fisica e psichica individuare i fabbisogni formativi del gruppo di lavoro evidenziare le problematiche formative/informative dei fruitori 187 nel corso delle 4 5 4 5 4 5 4 5 4 5 4 5 4 5 4 5 rapporto con altri operatori e tirocinanti di valutazione individuare gli operatori necessari per risolvere le problematiche rilevate (Oss, Assistente sociale…) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai A 0 volontari del servizio civile P 0 1 2 3 4 5 facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai A 0 tirocinanti/volontari del servizio civile P 0 1 2 3 4 5 scegliere (se già esistenti), adattare e definire strumenti specifici di A 0 monitoraggio e valutazione P 0 1 2 3 4 5 utilizzare procedure e modulistiche previste dal sistema qualità del servizio e A 0 della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 predisporre e compilare correttamente il contratto di presa in carico, le A 0 cartelle degli utenti, le schede, i registri ed il PEI P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio A 0 specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di P 0 appartenenza) 1 2 3 4 5 informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la A 0 propria competenza professionale P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche A 0 formativi) del gruppo di lavoro P 0 1 2 3 4 5 mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi A 0 1 2 3 4 5 evidenziare scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati di gestione delle informazioni individuare proposte per migliorare il servizio realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse) rispettare la confidenzialità del dossier di organizzazione/gestionali applicare tecniche di analisi organizzativa adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite individuare le priorità da trattare nelle riunioni 188 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. A 0 check list con per assegnazione dei compiti) P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della A 0 coerenza degli obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee strategiche, adeguatezza delle politiche di gestione della cooperativa, P 0 capacità di reazione ai cambiamenti) 1 2 3 4 5 emersi applicare tecniche di analisi dei costi applicare tecniche di fund raising (ricerca fondi) applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte 189 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 Moltissimo Per niente 5) COMPORTAMENTI LAVORATIVI Indichi se e in che misura ogni comportamento lavorativo indicato è utilizzato da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura lo stesso comportamento lavorativo dovrebbe essere sviluppato nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). cognitivi manageriali d’influenza di assistenza e di servizio di realizzazione e operativi orientamento al risultato A 0 1 2 3 4 5 (interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza) P 0 1 2 3 4 5 attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza (bisogno di ridurre l’incertezza della realtà circostante) A 0 1 2 3 4 5 spirito di iniziativa (predisposizione ad agire) A 0 1 2 3 4 5 ricerca delle informazioni (desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni) A 0 1 2 3 4 5 sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi) orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni) A 0 1 2 3 4 5 persuasività e influenza (desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in modo da convincerli o indurli ad obbedire) consapevolezza organizzativa (capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture aziendali, oltre la propria) costruzione di relazioni (capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di lavoro) sviluppo degli altri (intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più persone) attitudine al comando: assertività e uso del potere formale (capacità di farsi obbedire e rispettare senza prevaricare) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 lavoro di gruppo e cooperazione A 0 1 2 3 4 5 (desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte P 0 1 2 3 4 5 d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione) leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader A 0 1 2 3 4 5 d’un gruppo) pensiero analitico (capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro elementi costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di cause ed effetti) pensiero concettuale (capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni più complesse e i loro elementi principali o sottostanti) 190 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 di efficacia personale capacità tecniche/professionali/manageriali (capacità di utilizzare queste conoscenze e di trasferire quelle più appropriate alle diverse situazioni di lavoro) autocontrollo (capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità degli altri o in situazioni di lavoro emotive o stressanti) fiducia in sé (convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o di convincere gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di reagire costruttivamente agli insuccessi) flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi) impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione) 191 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 6. ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI Ritiene che nel questionario vadano aggiunti: - altre attività e competenze? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… - altre conoscenze? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… - altre abilità? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… - altri comportamenti lavorativi? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… In osservanza di quanto previsto dal D.lgs. 196/2003, il COREP, TITOLARE del trattamento, dichiara che la finalità del trattamento dei dati personali sarà solo ed esclusivamente quella riferita all’oggetto della presente indagine commissionata da IRECOOP e che tale trattamento sarà effettuato con l’ausilio di moderni sistemi informatici ed ad opera di soggetti appositamente incaricati. I suoi dati oggetto di trattamento verranno in seguito comunicati solamente ai soggetti e per le finalità sopra dichiarate. Ogni ulteriore comunicazione o diffusione avverrà solo previo Suo esplicito consenso. Tale trattamento si rende necessario per assolvere alle finalità della presente scheda di monitoraggio ed agli eventuali obblighi contrattuali contabili, retributivi, previdenziali, fiscali e di ogni altro previsto obbligatoriamente dalla legge. Ai fini dell’indicato trattamento, il TITOLARE potrà venire a conoscenza di dati definiti sensibili ai sensi del D.lgs 196/2003. Lei potrà far valere i propri diritti come espressi dall’art. 7,8,9 e 10 del D.lgs. 196/2003, rivolgendosi al TITOLARE del trattamento. Ai sensi dell’art. 7 D. L.vo n. 196, del 30 giugno 2003 Codice in materia di protezione dei dati personali con l'invio del questionario dichiaro di essere a conoscenza del mio diritto di poter chiedere la cancellazione, l’integrazione, l’aggiornamento e la rettificazione dei miei dati personali e attesto il mio libero consenso scritto al trattamento dei miei dati personali comuni e sensibili e, in particolare, alla divulgazione degli stessi attraverso supporti cartacei, telefonici e informatici vincolandolo al rispetto delle condizioni della presente clausola informativa ed ad ogni altra condizione imposta per legge. LA RINGRAZIAMO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE 192 Piano formativo A.S.C.O.L.TO: Analisi e Sviluppo delle Competenze degli Operatori sociali: La sperimentazione in provincia di Torino ANALISI DEI FABBISOGNI E DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE DEGLI OPERATORI SOCIALI QUESTIONARIO sull’EDUCATORE/TRICE PRIMA INFANZIA GUIDA ALLA COMPILAZIONE Il questionario è composto da 6 sezioni: 1. 2. 3. 4. 5. 6. DATI SOCIO-ANAGRAFICI ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO CONOSCENZE ABILITA’ COMPORTAMENTI LAVORATIVI ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI La sezione 1 va compilata con i propri dati personali (istruzione e lavoro svolto). Nelle sezioni 2, 3, 4 e 5 ci si propone di rilevare se e in che misura ogni competenza/conoscenza/abilità/ comportamento lavorativo indicato è concretamente svolta/utilizzata nel suo servizio (riga bianca A = attuale) e se e in che misura la stessa competenza/ conoscenza/ abilità/ comportamento lavorativo dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia P = potenziale). La rilevazione prevede l’utilizzo di una scala compresa tra 0 (per nulla) e 5 (moltissimo). Nella sezione 2 (ATTIVITÀ E COMPETENZE PRIMARIE e DI SERVIZIO), le competenze (righe scritte in carattere normale) devono essere concretamente identificate riferendosi all’attività nella quale sono inserite (riga scritta in grassetto). Con attività e competenze primarie intendiamo quelle che sono rivolte direttamente ai destinatari mentre con attività e competenze di servizio intendiamo quelle necessarie all’organizzazione per svolgere le prime. Nella sezione 6 viene richiesto di segnalare eventuali attività primarie, competenze, conoscenze, abilità e comportamenti lavorativi ritenuti importanti per la professione e non presenti nell’attuale versione del questionario. Per la compilazione del questionario, è consigliabile leggere prima tutta la scheda e identificare bene i processi e le attività. PER LA BUONA RIUSCITA DELL’ANALISI, LA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO È ANONIMA E STRETTAMENTE PERSONALE 193 1. DATI SOCIO-ANAGRAFICI Cooperativa sociale presso cui lavora…………………………………………………… Servizio presso cui lavora (es. asilo nido dell’azienda …) ……………………………………………………………………………………………….. Sesso []F []M Anno di nascita: ………………………………. Nazionalità:…………………………………… Titolo di studio (indicare il più elevato): [ ] Licenza elementare [ ] Licenza di scuola media inferiore [ ] Diploma di scuola media superiore…….specificare :………………………………………………. ……………………………………………………………………………………………………………. [ ] Laurea triennale…….specificare :……………………………………………………………………. ……………………………………………………………………………………………………………. [ ] Laurea specialistica/magistrale/vecchio ordinamento…….specificare :…………………………… ……………………………………………………………………………………………………………. [ ] Master… specificare :………………………………………………………………………………….. ……………………………………………………………………………………………………………. Qualifica professionale (è possibile più di una risposta): [ ]Qualifica Professionale Educatore professionale [ ]Qualifica Professionale Educatore prima infanzia [ ]Qualifica Professionale Adest [ ]Qualifica Professionale OSS [ ]Qualifica Professionale OTA [ ]Altro… specificare :……………………………………………………………………………… Tipo di rapporto di lavoro: [ ] Rapporto di lavoro dipendente [ ] Collaborazione a progetto [ ] Contratto da libero professionista (incarico professionale, consulenza) [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………. 194 Se è lavoratore dipendente, il suo contratto è: [ ] A tempo indeterminato [ ] A tempo determinato [ ] Di apprendistato [ ] Di lavoro interinale [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………. Se è lavoratore dipendente, il suo livello/inquadramento contrattuale è: []A []B []C []D []E []F [] [] [] [] [] [] A1 B1 C1 D1 E1 F1 [ ] A2 [] [] [] [] C2 D2 E2 F2 [ ] C3 [ ] D3 Anzianità di servizio presso la cooperativa sociale per cui lavora attualmente: numero anni……………… Qual è il grado di coinvolgimento a Lei richiesto dalla cooperativa per le varie attività imprenditoriali (progettuali/organizzative/gestionali)? [ ] Alto [ ] Medio [ ] Basso È attualmente socio lavoratore? [ ] Sì [ ] No ********************** Se è socio lavoratore con quale frequenza partecipa alle assemblee della cooperativa? [ ] Mai [ ] Raramente [ ] Talvolta [ ] Spesso [ ] Sempre Se è socio lavoratore riveste cariche sociali? [ ] No [ ] Sì, sono membro del Consiglio di Amministrazione [ ] Sì, sono membro del Collegio Sindacale [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………. ********************** 195 Orario settimanale che svolge abitualmente (n.ore):…………………………………. All’interno del servizio ha un ruolo di responsabilità? [ ] Sì [ ] No Se sì, quale/i? [ ] Coordinatore tecnico [ ] Coordinatore pedagogico [ ] Responsabile per la sicurezza [ ] Responsabile della privacy [ ] Responsabile della qualità [ ] Responsabile del sistema HACCP [ ] Altro…..specificare…………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………. _______________________ Da quanti anni svolge la sua attuale professione? (anche considerando i periodi svolti presso altri Enti, pubblici e/o privati): numero anni…………………………… Nel complesso, per quanti diversi Enti ha lavorato, svolgendo questa professione? Numero:…………… Tra questi, quanti enti pubblici? Numero:..... Quanti enti privati? Numero:..... 196 2) ATTIVITÀ E COMPETENZE Indichi se e in che misura ogni competenza indicata viene effettivamente svolta, da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa competenza dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). Per niente PROGETTAZIONE DI ATTIVITÀ EDUCATIVE, RICREATIVE ED ESPRESSIVE Moltissimo PRIMARIE raccogliere documentazione sull’infanzia (sviluppo del bambino, ecc.) e su A 0 iniziative rilevanti per i servizi educativi P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 partecipare a gruppi di lavoro composti da varie tipologie di professionisti A 0 (educatori, pedagogisti, psicologi, ecc.) P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 progettare un piano educativo generale volto a favorire l’apprendimento e la socializzazione del bambino in cui includere attività motorie, attività espressive, racconto di fiabe, ecc. promuovere e sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro DEFINIZIONE NEL DETTAGLIO E ORGANIZZAZIONE DI ATTIVITÀ EDUCATIVE, RICREATIVE ED ESPRESSIVE elaborare in gruppo il progetto educativo del servizio organizzando ambiente e A 0 attività secondo criteri specifici (ad esempio gruppi di età omogenea) P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 attrezzare gli spazi specifici per le diverse attività dei bambini prestando particolare A 0 attenzione ai momenti del sonno e del pasto P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 curare l’alimentazione del bambino, educarlo all’autonomia nella scelta del cibo, nel A 0 rispetto delle abitudini familiari P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 accudire il bambino in caso di primi sintomi di malattia e avvertire responsabile, A 0 genitore e/o medico se necessario P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 adeguare spazi e arredi alle esigenze evolutive dei bambini organizzare il calendario delle iniziative (uscite, feste) ACCUDIMENTO E CURA DEI BAMBINI curare l’igiene del bambino e educarlo gradualmente alla cura del proprio corpo curare il bambino nella fase preparatoria al sonno e vigilare durante il riposo EDUCAZIONE DEI BAMBINI accogliere i bambini all’entrata e suddividerli in piccoli gruppi 197 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 osservare il bambino e il genitore nella fase di inserimento per coglierne A 0 caratteristiche, specificità e abitudini di vita e sostenerli nella fase del distacco P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 sostenere il bambino nella sperimentazione e nelle nuove esperienze valorizzando A 0 le sue conquiste P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 verificare periodicamente congruenza tra modalità organizzative e finalità del A 0 servizio P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 verificare periodicamente congruenza tra progetto educativo del nido e le modifiche A 0 della domanda P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 promuovere la partecipazione dei genitori alla progettazione e gestione del servizio A 0 (incontri periodici dell’assemblea dei genitori e del comitato di gestione, relazione P 0 quotidiana) 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 offrire e chiedere alla famiglia tutte le informazioni necessarie a favorire A 0 l’inserimento del bambino nel nido P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare il momento di arrivo e di uscita dal nido per parlare con i genitori e avere A 0 informazioni sul bambino P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 concordare con il genitore alimentazione e programmi per l’acquisizione delle A 0 autonomie P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 curare l’inserimento graduale del bambino diventando una figura di riferimento incoraggiare il bambino nel movimento e supportarlo nelle difficoltà favorire l’inserimento del bambino nel gruppo gestire piccoli gruppi di bambini MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELL’ANDAMENTO DEL PERCORSO EDUCATIVO mettere a punto strumenti di monitoraggio e valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario individuale, diario giornaliero, ecc.) raccogliere in modo sistematico dati sul servizio (presenze personale, presenze bambini) GESTIONE DELLE RELAZIONI CON FAMILIARI informare i genitori sull’andamento delle attività e sui progressi del bambino in caso di disagio o sofferenza del bambino sollecitare il genitore a chiedere l’intervento di specialisti e collaborare, seguendo le indicazioni, alla realizzazione di progetti personalizzati favorire le occasioni di scambio con i genitori sui problemi educativi informare i genitori sulla rete dei servizi e sul suo funzionamento organizzare incontri con tecnici e specialisti su temi di interesse generale fornire ai genitori materiali e documentazione per l’approfondimento tematico 198 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 coinvolgere ed attivare la famiglia del bambino nel progetto educativo della A 0 struttura P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 attivare la rete territoriale composta dagli altri servizi educativi (in particolare curare A 0 il rapporto con la scuola per l’infanzia) P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 GESTIONE ORGANIZZATIVA DI STRUTTURE EDUCATIVE coordinare gli operatori che lavorano nella struttura definire il progetto della struttura programmare le attività della struttura provvedere alla manutenzione e alla logistica della struttura gestire le risorse finanziarie della struttura DI SERVIZIO COORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO A 0 1 2 3 4 5 coordinare i servizi educativi P 0 1 2 3 4 5 partecipare e coordinare incontri con altre strutture/servizi che si occupano delle A 0 1 2 3 4 5 stesse problematiche P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 coordinare gruppi di lavoro P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 partecipare alla riunione periodica di staff o d’equipé P 0 1 2 3 4 5 collaborare alla selezione e formazione delle risorse umane A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare a definizione puntuale dei fabbisogni formativi e progettazione/organizzazione dei corsi di formazione A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 GESTIONE DELLE INFORMAZIONI E DELLE CONOSCENZE predisporre, aggiornare, archiviare le cartelle dei bambini A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 progettare ed aggiornare il sistema informativo del servizio e i suoi strumenti A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 predisporre materiale illustrativo sulle iniziative o sui servizi erogati A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 199 A 0 1 2 3 4 5 predisporre atti amministrativi P 0 1 2 3 4 5 rilevare ed elaborare dati su tipologia d’utenza, trattamenti, strutture A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 svolgere attività didattico-formative P 0 1 2 3 4 5 curare lo sviluppo e l’aggiornamento della professionalità A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 INTEGRAZIONE/COLLABORAZIONE CON LE RISORSE TERRITORIALI partecipare alla progettazione e al coordinamento delle reti integrate di servizi sul A 0 1 2 3 4 5 territorio, in particolare per garantire la continuità tra asili nido e scuola per l’infanzia P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 attivare la rete territoriale per l’integrazione del singolo bambino (coinvolgimento delle famiglie, del contesto e dei servizi dislocati sul territorio nei P 0 1 progetti educativi attraverso azioni di sensibilizzazione) partecipare al coordinamento di progetti del/sul territorio di promozione del A 0 1 benessere P 0 1 coinvolgere ed attivare le persone in attività di animazione culturale sul territorio 2 3 4 5 2 3 4 5 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare con gli enti locali e le associazioni del territorio A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 VALUTAZIONE E VERIFICA progettare il monitoraggio e la valutazione dell’intervento e del servizio A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 realizzare attività di monitoraggio e valutazione degli interventi educativi A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare al monitoraggio e alla valutazione dell’efficacia e dell’efficienza del A 0 1 2 3 4 5 servizio P 0 1 2 3 4 5 200 GESTIONE DELLA RELAZIONE CON I TIROCINANTI E I VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE facilitare l’inserimento e fornire supervisione ai tirocinanti/volontari del servizio civile A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 accompagnare i tirocinanti/volontari nel percorso esperienziale A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 tenere i contatti con l’organizzazione inviante P 0 1 2 3 4 5 PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI (PROGETTUALI/ ORGANIZZATIVE/ GESTIONALI) DELLA COOPERATIVA collaborare con gli altri soci alla definizione della mission e della strategia della A 0 1 2 3 4 5 cooperativa P 0 1 2 3 4 5 concorrere con gli altri soci all’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione A 0 1 2 3 4 5 della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 partecipare alle assemblee della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 collaborare con gli altri soci alla definizione di un piano pluriennale di attività della A 0 1 2 3 4 5 cooperativa P 0 1 2 3 4 5 partecipare a gruppi di progetto o di lavoro per obiettivo A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 concorrere con gli altri soci alla determinazione della destinazione delle risorse A 0 1 2 3 4 5 economiche e degli investimenti della cooperativa P 0 1 2 3 4 5 partecipare alle decisioni relative alla ripartizione del reddito prodotto, della A 0 1 2 3 4 5 remunerazione del capitale dei soci e del rischio d’impresa P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 collaborare alla ricerca di fondi (fund raising) P 0 1 2 3 4 5 partecipare alla commissione qualità della cooperativa A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 rispettare le regole e gli assetti istituzionali della cooperativa A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 collaborare alla redazione del bilancio sociale della cooperativa A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 partecipare ad incontri con altre imprese sociali (cooperative/consorzi di cooperative/ A 0 1 2 3 4 5 centrali cooperative/ecc.) P 0 1 2 3 4 5 collaborare al monitoraggio e alla riprogettazione del sistema di partecipazione A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 201 psicologiche pedagogiche e didattiche Moltissimo Per niente 3) CONOSCENZE Indichi se e in che misura ogni conoscenza indicata è effettivamente utilizzata, da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa conoscenza dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). pedagogia generale (teorie pedagogiche e modelli educativi contemporanei, approcci teorici e professionali) pedagogia interculturale (interculturalità e gestione delle diversità nella relazione educativa) A 0 1 2 3 4 5 pedagogia e didattica speciale (disabilità, disagio e devianza nella relazione educativa) A 0 1 2 3 4 5 letteratura per l’infanzia A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 psicologia delle emozioni e della comunicazione (stili relazionali e cognitivi, dimensione affettiva) A 0 1 2 3 4 5 psicologia dell’età evolutiva e dinamica (principali teorie di riferimento dello sviluppo psicologico, costruzione e definizione dell’identità di genere, ,ecc.) psicologia dello sviluppo e delle relazioni familiari (processi cognitivi, affettivi, sociali nel ciclo di vita, transizioni e compiti di sviluppo della vita familiare) psicopatologia dello sviluppo (diagnosi e classificazioni internazionali dei disturbi mentali in età evolutiva, metodi terapeutico-riabilitativi, ecc.) neuropsicologia infantile (sviluppo neuropsichico, disturbi neurologici e psichici) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 psicologia dell’apprendimento (principali teorie dell'apprendimento, stadi di elaborazione e acquisizione P 0 1 2 3 4 5 delle conoscenze, sistemi di memoria e apprendimento, ecc.) A 0 1 2 3 4 5 psicologia cognitiva (funzionamento della mente, studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, P 0 1 2 3 4 5 elaborate, archiviate e recuperate) A 0 1 2 3 4 5 psicologia sociale (modi e forme con cui l’esperienza, l’attività mentale e pratica e i P 0 1 2 3 4 5 comportamenti si articolano con il contesto sociale) igienico sanitarie nipiologia (puericultura), problemi del divezzamento e dell’allattamento A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 igiene pediatrica, prevenzione e cura delle malattie infantili A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 nozioni di pronto soccorso pediatrico e sicurezza A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 202 sociologiche A 0 sociologia della famiglia (diversità delle forme di famiglia nella società contemporanea in base a P 0 classi sociali, genere, etnie) A 0 sociologia dell’organizzazione (struttura organizzativa, imprese “profit” e “no profit”) P 0 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 sociologia generale (aspetti socio-demografici, culturali, politici ed A 0 1 2 3 4 5 economici del territorio) normativa nazionale e regionale di settore: diritto di famiglia e infanzia P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 metodologie e tecniche per la gestione delle relazioni metodologie e tecniche di progettazione giuridiche - normative legislazione e sistema dei servizi per l’infanzia A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 politica sociale, legislazione socio-sanitaria e organizzazione dei servizi sociali (principali norme di riferimento, peculiarità organizzative dei servizi sociali) leggi, norme, circolari e regolamento che disciplinano la vita della struttura (relative a inserimento bambini, regolazione visite parenti ed uscite, ecc…) norme che disciplinano l’inserimento dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile (diritti e doveri dei tirocinanti e dei volontari del servizio civile) diritto delle cooperative sociali (fonti del diritto delle cooperative sociali, legislazione in materia di società giuridiche e cooperazione sociale a livello nazionale e regionale es. L. 381/1991, L. 142/2001) tecniche di progettazione educativa (principi, strumenti e metodologie della progettazione, specificità del contesto educativo) metodologia della ricerca sociale ed educativa (tecniche di osservazione, di analisi territoriale, di lettura dei dati e di progettazione educativa) statistica sociale (tecniche di costruzione ed elaborazione di dati, di ricerca ed analisi di dati) teoria e tecniche di comunicazione interpersonale verbale e non verbale (ruoli, dimensioni e fattori coinvolti) A 0 1 2 3 4 5 counselling (principi, metodi e procedure per la diagnosi e il trattamento di disfunzioni fisiche e mentali) tecniche di conduzione di gruppi (tipologie di gruppo, principali stili relazionali e comunicativi) A 0 1 2 3 4 5 metodi e pratiche dell’intervento educativo (lettura, comprensione ed analisi della situazione educativa, metodologie specifiche di intervento) teorie e tecniche ludiche e dell’animazione (metodologie per l’educazione motoria ed espressiva, per l’animazione ed il gioco) A 0 1 2 3 4 5 teorie e tecniche del lavoro di rete (prospettive sistemiche e integrazione) A 0 1 2 3 4 5 funzioni e ruoli dell’educatore prima infanzia e degli altri operatori sociali A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 203 metodologie e tecniche per la gestione delle informazioni e degli spazi metodologie e tecniche di valutazione organizzative e gestionali specifiche del settore NON PROFIT A 0 1 2 3 4 5 procedure amministrative (iter procedurali delle più comuni pratiche burocratiche sociali e sanitarie) P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 informatica (informazione e sua rappresentazione digitale, principali sistemi operativi, programmi di scrittura e calcolo) P 0 1 2 3 4 5 archiviazione (tecniche per la costruzione e la gestione di documenti e banche dati) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 elementi di etica professionale (rispetto del segreto professionale e della A 0 1 2 3 4 5 privacy) P 0 1 2 3 4 5 logistica (gestione razionale ed efficiente delle fasi d'acquisizione dei A 0 1 2 3 4 5 prodotti/materiali necessari per la struttura e per la realizzazione delle attività al suo interno) P 0 1 2 3 4 5 teorie e tecniche della valutazione degli interventi educativi (principali dimensioni sottese ai processi valutativi, principali modelli di riferimento) teorie e tecniche di monitoraggio dei servizi erogati (produzione di dati finalizzati all’informazione sull’andamento del servizio) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 tecniche di osservazione del comportamento infantile in ambito educativo A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 sistema di qualità del servizio (standard ed indicatori di riferimento per la valutazione della qualità) A 0 1 2 3 4 5 tecniche di supervisione (in particolare di tirocinanti) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 profilo professionale (elementi innovativi e in evoluzione caratterizzanti la A 0 1 2 3 4 5 professione nel settore non profit) P 0 1 2 3 4 5 organizzazione aziendale (organigramma della cooperativa sociale, A 0 1 2 3 4 5 procedure standard, sistema di comunicazione interno, definizione dei P 0 1 2 3 4 5 ruoli chi fa che cosa) management delle risorse umane nelle organizzazioni non profit (teorie e A 0 1 2 3 4 5 tecniche di selezione di lavoratori e volontari, analisi dei fabbisogni P 0 1 2 3 4 5 formativi, valutazione delle prestazioni per migliorare i servizi dell’organizzazione) strategia e politica aziendale (obiettivi che la cooperativa sociale si pone A 0 1 2 3 4 5 a medio e lungo periodo) P 0 1 2 3 4 5 bilancio, rendicontazione e controllo di gestione nelle organizzazioni non A 0 1 2 3 4 5 profit (teorie e tecniche per la tenuta dei registri contabili, normativa P 0 1 2 3 4 5 fiscale, prescrizioni contenute nei singoli statuti, contabilità, strumenti del controllo di gestione) marketing e fund raising nelle organizzazioni non profit (strumenti e A 0 1 2 3 4 5 tecniche di raccolta fondi) P 0 1 2 3 4 5 progettazione, pianificazione e controllo di qualità (qualità nei servizi A 0 1 2 3 4 5 sociali alla persona, certificazione) P 0 1 2 3 4 5 204 rapporto con i bambini e i genitori rapporto con il territorio di progettazione Per niente Moltissimo 4) ABILITA’ Indichi se e in che misura ogni abilità indicata è effettivamente utilizzata da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura la stessa abilità dovrebbe essere sviluppata nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). utilizzare tecniche di costruzione di strumenti per l’analisi e la lettura dei dati A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare software di elaborazione di documenti (word) e navigazione su A 0 1 Internet P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 scegliere (se già esistenti) ed adattare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni in funzione dell’obiettivo da raggiungere (colloqui individuali e di gruppo, interviste, questionari…) utilizzare tecniche di Project Management per collaborare alla pianificazione e alla programmazione di interventi sul singolo utente e/o famiglia, di ricerca, di monitoraggio e valutazione applicare metodologie di pianificazione e progettazione educativa applicare metodologie di rilevazione dei bisogni educativi e non degli utenti (interpretazione dei dati raccolti) applicare tecniche per cercare e raccogliere informazioni da fonti diverse (biblioteche, Comuni, Province, Regione, Asl, Istituti scolastici, altri operatori…) facilitare e favorire i contatti tra il servizio e gli altri servizi educativi presenti sul territorio (creazione mailing list, organizzazione incontri, seminari…) 2 3 4 5 utilizzare tecniche di gestione del momento dell’accoglienza (presentazione A 0 1 al genitore e al bambino dell’équipe, organizzazione della visita alla P 0 1 struttura…) 2 3 4 5 2 3 4 5 utilizzare tecniche di colloquio o di intervista approfondita al fine di acquisire A 0 1 dati sul pregresso educativo del bambino P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 applicare tecniche di sviluppo del pensiero creativo (attraverso il disegno, il A 0 1 gioco, il teatro, la manipolazione) P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 utilizzare tecniche di comunicazione verbale e non verbale applicare tecniche di gestione dei conflitti utilizzare tecniche di animazione in ambito socio-educativo applicare metodologie del gioco 205 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 valutare lo stato di salute, identificare le modificazioni ed informare il A 0 1 responsabile, il genitore e/o il medico se necessario P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche per l’igiene e la pulizia del bambino (cambio biancheria e A 0 1 pannolino) P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 individuare i professionisti competenti per la risoluzione dei problemi e A 0 1 assegnare loro i compiti P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 individuare difficoltà e problematiche sperimentate dai tirocinanti e dai A 0 1 volontari del servizio civile P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 facilitare la rielaborazione delle situazioni emotivamente difficili vissute dai A 0 1 tirocinanti e dai volontari del servizio civile P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 applicare tecniche di documentazione, utilizzando diversi tipi di linguaggi, dei A 0 1 progetti educativi e delle esperienze didattiche in essi realizzati P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 applicare diverse tecniche e strumenti di osservazione del comportamento infantile, garantendo rilevazioni di dati valide e attendibili A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare software di elaborazione dei dati (access, excel, ecc.) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 predisporre e compilare correttamente gli strumenti di monitoraggio e A 0 1 valutazione da utilizzare nel servizio (scheda di inserimento, scheda osservativa individuale, scheda di raccolta dati della sezione, diario P 0 1 individuale, diario, giornaliero, ecc.) 2 3 4 5 2 3 4 5 applicare tecniche di educazione espressiva applicare tecniche di educazione motoria applicare tecniche di gestione delle dinamiche di gruppo applicare tecniche di counseling Igienico-sanitarie applicare tecniche di promozione e prevenzione della salute applicare tecniche di primo soccorso rapporto con altri operatori e tirocinanti utilizzare tecniche per assistere il bambino nel vestirsi, mangiare, muoversi condividere gli obiettivi e le priorità con l’équipe socio sanitaria applicare metodologie e tecniche di organizzazione del lavoro di valutazione applicare metodologie di monitoraggio e valutazione di interventi educativi di gestione delle informazioni individuare proposte per migliorare il servizio 206 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche di ricerca di dati/informazioni (utili non solo per il servizio A 0 1 specifico in cui si opera, ma più in generale per la cooperativa di P 0 1 appartenenza) 2 3 4 5 2 3 4 5 informarsi e individuare le opportunità formative utili per accrescere la A 0 1 propria competenza professionale P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 utilizzare tecniche di osservazione e di rilevazione dei bisogni (anche A 0 1 formativi) del gruppo di lavoro P 0 1 2 3 4 5 2 3 4 5 mettere in atto delle soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi A emersi P 0 1 2 3 4 5 0 1 2 3 4 5 utilizzare strumenti di programmazione e pianificazione delle attività (es. A check list con per assegnazione dei compiti a sé stessi e ad altri operatori) P 0 1 2 3 4 5 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 applicare tecniche di analisi della qualità del management (verifica della A coerenza degli obiettivi individuati dalla cooperativa, livello delle linee strategiche, adeguatezza delle politiche di gestione della cooperativa, P capacità di reazione ai cambiamenti) 0 1 2 3 4 5 0 1 2 3 4 5 realizzare materiale illustrativo chiaro sulle iniziative e sui servizi erogati organizzare la documentazione (integrare fonti ed informazioni diverse) rispettare la confidenzialità del dossier applicare tecniche di analisi organizzativa adeguare la struttura (spazi, tempi, …) alle esigenze degli utenti individuare i problemi prioritari da risolvere all’interno della struttura distribuire le risorse presenti in base alle priorità stabilite di organizzazione/gestionali individuare le priorità da trattare nelle riunioni applicare tecniche di analisi dei costi applicare tecniche di fund raising applicare tecniche di rendicontazione delle attività svolte 207 Moltissimo Per niente 5) COMPORTAMENTI LAVORATIVI Indichi se e in che misura ogni comportamento lavorativo indicato è utilizzato da lei, nel suo servizio (riga bianca relativa alla A = attuale lavoro) e se e in che misura lo stesso comportamento lavorativo dovrebbe essere sviluppato nel suo servizio per migliorare l’esercizio della sua professione (riga grigia relativa alla P = potenziale miglioramento del lavoro). manageriali d’influenza di assistenza e di servizio di realizzazione e operativi orientamento al risultato A 0 1 2 3 4 5 (interesse a lavorare bene o a misurarsi con standard d’eccellenza) P 0 1 2 3 4 5 attenzione all’ordine, alla qualità e all’accuratezza (bisogno di ridurre l’incertezza della realtà circostante) A 0 1 2 3 4 5 spirito di iniziativa (predisposizione ad agire) A 0 1 2 3 4 5 ricerca delle informazioni (desiderio di saperne di più su fatti, persone o questioni) A 0 1 2 3 4 5 creatività (ricerca di soluzioni originali ed efficaci, approccio creativo ai problemi di lavoro, ricerca di soluzioni non convenzionali, sviluppo di un ambiente favorevole all’innovazione) sensibilità interpersonale (capacità di ascoltare, capire e rispondere ai desideri, ai sentimenti e alle preoccupazioni degli altri anche se non manifestati o parzialmente espressi) orientamento al cliente (desiderio di aiutare o servire il cliente, di soddisfare i suoi bisogni) A 0 1 2 3 4 5 persuasività e influenza (desiderio d’avere un’influenza o un effetto specifico sugli altri, in modo da convincerli o indurli ad obbedire) consapevolezza organizzativa (capacità di comprendere ed utilizzare le diverse culture aziendali, oltre la propria) costruzione di relazioni (capacità di instaurare e mantenere rapporti cordiali con le persone che sono o possono essere utili per raggiungere gli obiettivi di lavoro) sviluppo degli altri (intenzione di favorire l’apprendimento o lo sviluppo di una o più persone) attitudine al comando: assertività e uso del potere formale (capacità di farsi obbedire e rispettare senza prevaricare) A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 lavoro di gruppo e cooperazione A 0 1 2 3 4 5 (desiderio di lavorare in collaborazione con gli altri e di essere parte P 0 1 2 3 4 5 d’un gruppo piuttosto che lavorare da soli o in competizione) leadership del gruppo (desiderio di assumere il ruolo di leader A 0 1 2 3 4 5 d’un gruppo) 208 di efficacia personale cognitivi P 0 1 2 3 4 5 pensiero analitico (capacità di comprendere le situazioni scomponendole nei loro elementi costitutivi e di valutare le conseguenze in una catena di cause ed effetti) pensiero concettuale (capacità di riconoscere modelli astratti o rapporti fra le situazioni più complesse e i loro elementi principali o sottostanti) capacità tecniche/professionali/manageriali (capacità di utilizzare queste conoscenze e di trasferire quelle più appropriate alle diverse situazioni di lavoro) autocontrollo (capacità di conservare il controllo delle proprie emozioni e di evitare comportamenti negativi di fronte all’opposizione o all’ostilità degli altri o in situazioni di lavoro emotive o stressanti) fiducia in sé (convinzione di poter assolvere un compito, di assumere decisioni o di convincere gli altri in qualunque situazione, anche critica, o di reagire costruttivamente agli insuccessi) flessibilità (capacità e volontà di adattarsi e di lavorare efficacemente in un’ampia gamma di situazioni o con persone o gruppi diversi) impegno verso l’organizzazione (capacità e volontà di allineare i propri comportamenti alle necessità, alle priorità ed agli obiettivi della propria organizzazione) 209 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 A 0 1 2 3 4 5 P 0 1 2 3 4 5 6. ALTRE ATTIVITÀ, COMPETENZE, CONOSCENZE, ABILITA’ e COMPORTAMENTI LAVORATIVI Ritiene che nel questionario vadano aggiunti: - altre attività e competenze? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… - altre conoscenze? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… - altre abilità? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… - altri comportamenti lavorativi? [ ] no [ ] sì, quali? …………………………………………………………………………………………………………… …………………………………………………………………………………………………………… In osservanza di quanto previsto dal D.lgs. 196/2003, il COREP, TITOLARE del trattamento, dichiara che la finalità del trattamento dei dati personali sarà solo ed esclusivamente quella riferita all’oggetto della presente indagine commissionata da IRECOOP e che tale trattamento sarà effettuato con l’ausilio di moderni sistemi informatici ed ad opera di soggetti appositamente incaricati. I suoi dati oggetto di trattamento verranno in seguito comunicati solamente ai soggetti e per le finalità sopra dichiarate. Ogni ulteriore comunicazione o diffusione avverrà solo previo Suo esplicito consenso. Tale trattamento si rende necessario per assolvere alle finalità della presente scheda di monitoraggio ed agli eventuali obblighi contrattuali contabili, retributivi, previdenziali, fiscali e di ogni altro previsto obbligatoriamente dalla legge. Ai fini dell’indicato trattamento, il TITOLARE potrà venire a conoscenza di dati definiti sensibili ai sensi del D.lgs 196/2003. Lei potrà far valere i propri diritti come espressi dall’art. 7,8,9 e 10 del D.lgs. 196/2003, rivolgendosi al TITOLARE del trattamento. Ai sensi dell’art. 7 D. L.vo n. 196, del 30 giugno 2003 Codice in materia di protezione dei dati personali con l'invio del questionario dichiaro di essere a conoscenza del mio diritto di poter chiedere la cancellazione, l’integrazione, l’aggiornamento e la rettificazione dei miei dati personali e attesto il mio libero consenso scritto al trattamento dei miei dati personali comuni e sensibili e, in particolare, alla divulgazione degli stessi attraverso supporti cartacei, telefonici e informatici vincolandolo al rispetto delle condizioni della presente clausola informativa ed ad ogni altra condizione imposta per legge. LA RINGRAZIAMO PER LA PREZIOSA COLLABORAZIONE 210