AMBROSETTI DAVIDE
INSEGNAMENTO: BIOLOGIA MOLECOLARE AVANZATA
ARGOMENTO 1: Ruolo del segnale di FGF e del fattore di trascrizione Sox2 nelle craniosisostosi.
I geni della famiglia dei fattori di crescita dei fibroblasti (FGF) e i loro recettori di membrana (FGFR),
svolgono un ruolo importante in molti processi dello sviluppo, tra i quali lo sviluppo osseo e la
formazione dello scheletro. Nell’uomo, mutazioni attivanti dei recettori degli FGF risultano in
alterazioni profonde della morfologia ossea quali quelle osservate in alcune forme di nanismo e
craniosinostosi (chiusura prematura delle suture del cranio).
Il nostro laboratorio è interessato alla caratterizzazione dei meccanismi molecolari che stanno
dietro al segnale di FGF negli osteoblasti come presupposto per la comprensione degli effetti
patologici associati all’eccessivo segnale di FGF che caratterizza alcune malformazioni ossee.
I nostri dati suggeriscono che tra gli effetti principali del segnale di FGF negli osteoblasti ci sia 1)
l’inibizione del segnale di WNT e 2) l’induzione del fattore di trascrizione Sox2.
Gli esperimenti in corso sono volti a chiarire il ruolo di ciascuno di questi eventi molecolari nella
biologia degli osteoblasti e nelle malformazioni ossee dovute ad alterazioni del segnale di FGF.
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di Via Selmi 3
PERIODO: da 01/2012 a 12/2012
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 1
BERNARDONI ROBERTO
INSEGNAMENTO: GENETICA
ARGOMENTO 1: Analisi funzionale di alcuni componenti della famiglia dei geni ABC (ATP binding
cassette) al fine di studiare il loro ruolo fisiologico e nell’insorgenza di tumori.
I geni della famiglia ABC (ATP-Binding Cassette) codificano trasportatori di membrana ATP
dipendenti, conservati nella scala evolutiva, insetti compresi. Nonostante siano intensamente
studiati con approcci differenti, perchè capaci di trasportare le molecole utilizzate per il
trattamento chemioterapico determinando fenomeni di resistenza multipla negli ammalati di
tumore, poco o nulla si sa della loro funzione fisiologica. Dati recenti del nostro laboratorio hanno
prodotto le seguenti evidenze: 1) alcuni componenti della sottofamiglia ABC-C funzionano come
oncogeni mentre altri come oncosoppressori; 2) molti di questi sono regolati trascrizionalmente
dalle proteine della famiglia Myc (c-Myc, N-Myc); 3) dati preliminari da colture cellulari sembrano
indicare che alcuni di essi possano mediare un effetto di “competizione cellulare” che risulta nella
morte delle cellule che non li esprimono e sopravvivenza e proliferazione delle cellule che li
esprimono. La “cell competition” è nota e caratterizzata da tempo in vivo utilizzando Drosophila. Si
sa che spesso è l’overespressione del fattore Myc di drosophila a determinare il comportamento
delle cellule che “vincono” la competizione. Dati i presupposti ci proponiamo di studiare il
coinvolgimento di alcuni geni ABC-C nella cell competition: in vivo, utilizzando drosophila, e in
vitro utilizzando sistemi cellulari di insetto e uomo per cercare di collegare il fenomeno di
competizione cellulare ai meccanismi di tumorigenesi.
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di Via Selmi 3
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 1
BIONDI STEFANIA - DEL DUCA STEFANO
INSEGNAMENTO: BIOLOGIA VEGETALE AVANZATA
ARGOMENTO 1. Studio dei pollini e degli effetti delle variazioni climatiche sulla loro allergenicità.
ARGOMENTO 2. Meccanismi d'interazione dei mediatori proteici dell’incompatibilità fiorale nelle
piante da frutto.
ARGOMENTO 3. Modificazione post-traduzionale di proteine citoscheletriche nella crescita
cellulare.
ARGOMENTO 4. La morte cellulare programmata in sistemi vegetali.
Tecniche di analisi di tipo biochimico per metaboliti primari (poliammine) e secondari, attività
enzimatiche, separazione e purificazione proteine, caratterizzazione di allergeni e cross-allergeni
respiratori ed alimentari. Analisi d’espressione dei principali allergeni ed altri fattori coinvolti nella
sensibilizzazione allergica. Analisi morfologica al microscopio in campo chiaro e fluorescente;
immunomarcature.
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di via Irnerio 42, Bologna
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 1
BRANDIMARTI RENATO
INSEGNAMENTO: MICROBIOLOGIA MOLECOLARE
ARGOMENTO 1. Ruolo della proteina Us9 di Herpes Simplex Virus 1 nel trasporto assonale
anterogrado
Us9 e’ una piccolo proteina (90 aminoacidi) altamente conservata tra gli α-herpesvirus, che
sembra essere coinvolta nel trasporto anterogrado del virus all’interno dei neuroni. Obiettivo del
progetto e’ quello di indagare I meccanismi molecolari che conferiscono a Us9 queste
caratteristiche, utilizzando marcatori fluorescenti per l’analisi al microscopio e per time-lapse
imaging, e analisi biochimiche per approfondire il ruolo svolto da singoli domini della proteina.
ARGOMENTO 2. Ruolo della proteina cks1 (cell cycle dependent kinase subunit 1) nel controllo
del ciclo cellulare
Cks1 è una proteina con un ruolo essenziale nel controllo del ciclo cellulare. E’ presente in tutti gli
organismi eucarioti, con un altissimo grado di omologia, dal lievito all’uomo. E’ parte integrante di
diversi complessi molecolari con funzioni essenziali per la progressione e il controllo del ciclo
cellulare. Obiettivo del progetto e’ quello di studiare la funzionalità della proteina in lievito e
cellule di mammifero, prestando particolare attenzione al possible ruolo svolto da ipotetici cambi
conformazionali nella modulazione della sua attività.
SEDE DELL’INTERNATO: Dip. di Patologia
NUMERO POSTI DISPONIBILI:
CAVALIERE VALERIA
INSEGNAMENTO: GENETICA MOLECOLARE DELLO SVILUPPO
Il principale interesse di ricerca consiste nello studio dei meccanismi molecolari che intervengono
nella morfogenesi e nel mantenimento degli epiteli. Tale conoscenza è di rilevante importanza per
la comprensione dei processi di sviluppo e di mantenimento dell’omeostasi. Il sistema modello
oggetto di tali studi è la Drosophila melanogaster che offre una vasta gamma di approcci di
genetica classica e di genetica molecolare che consentono la fine analisi della funzione genica.
ARGOMENTO 1. Analisi della funzione genica del gene awd, omologo di Drosophila del gene
umano Nm23, soppressore di metastasi. Il gene awd è coinvolto in meccanismi di regolazione che
modulano l’attività di differenti classi di recettori quali Pvr e JAK/STAT. Obiettivo principale è la
fine analisi della funzione endocitotica che tale proteina svolge in differenti epiteli di Drosophila.
ARGOMENTO 2. Studio delle funzioni svolte durante l'oogenesi dal recettore (EcR) dell'ormone
steroideo ecdisone. Scopo di tale analisi è l’identificazione dei meccanismi molecolari attraverso i
quali la segnalazione ormonale è in grado di controllare fenomeni fondamentali quali la
sopravvivenza e il mantenimento della polarità cellulare nei tessuti bersaglio.
ARGOMENTO 3. Analisi della funzione svolta da geni di organismi parassitoidi. Approcci di
genetica molecolare saranno applicati per controllare l’espressione di tali geni secondo profili
tessuto-specifici in differenti fasi di sviluppo e della vita adulta di Drosophila. Tale analisi è volta
all’identificazione di prodotti per il controllo delle specie dannose.
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di Via Selmi 3
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 1
CONTESTABILE ANTONIO
INSEGNAMENTO: NEUROBIOLOGIA, FISIOLOGIA MOLECOLARE
ARGOMENTO 1. Interazioni microglia-neuroni in coltura
La ricerca è volta alla identificazione e caratterizzazione di molecole neuroprotettive prodotte da
cellule della microglia e testate per la neuroprotezione su neuroni primari sottoposti a diversi
stimoli neurotossici. Metodologie: Proteomica, Western blot, PCR quantitativa; saggi di vitalità
cellulare.
ARGOMENTO 2. Manipolazione sperimentale della neurogenesi adulta e suo ruolo
nell’apprendimento e memoria nel ratto
La ricerca comporta il trattamento di ratti adulti, o nel periodo fetale, con acido valproico, un
farmaco antiepilettico che stiamo studiando per i suoi effetti sulla neurogenesi nel giro dentato
dell’ippocampo e per le conseguenze comportamentali. Metodologie: manipolazione farmacologia
degli animali, incluse iniezioni con analoghi della timidina per mettere in evidenza la neurogenesi;
immunoistochimica convenzionale e con doppie marcature fluorescenti; conteggi cellulari; test
comportamentali (fear conditioning e Novel object recognition).
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di Via Selmi 3
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 1 per argomento
MAESTRINI ELENA
INSEGNAMENTO: GENETICA UMANA E MOLECOLARE
ARGOMENTO 1. Genetica molecolare dell’autismo
Lo scopo di questo progetto è l'identificazione e caratterizzazione di fattori genetici coinvolti nella
patogenesi dell'autismo infantile, un grave disturbo neuropsichiatrico con una complessa base
ereditaria e caratterizzato da un alto grado di eterogeneità genetica e clinica.
L’Autism Genome Consortium (AGP), è un consorzio internazionale attraverso cui è stata costituita
una banca di DNA e relativi dati fenotipici di oltre 2000 famiglie con autismo. Su questi campioni è
stata effettuata l’analisi di più di 1 milione di SNPs (Single Nucleotide Polymorphisms) tramite la
tecnologia Illumina, utilizzati sia per studi di associazione (genome-wide association study, GWAS),
che per l’analisi di Copy Number Variants (CNVs). Da questi studi emerge che un insieme
eterogeneo di varianti rare contribuiscono significativamente alla suscettibilità genetica
dell’autismo.
A partire dai dati dell’AGP ci occuperemo di: I) Identificare e caratterizzare CNVs potenzialmente
patologici; II) analisi mutazionale dei geni coinvolti in specifici CNV.
Prinicpali competenze da acquisire: analisi bioinformatica di dati genomici, PCR quantitativa,
sequenziamnto del DNA, genotyping di SNPs isolamento di DNA/RNA, coltura di linee linfoblastoidi
ARGOMENTO 2. Ruolo dei recettori nicotinici neuronali nella dipendenza da tabacco
La dipendenza da nicotina dipende dall’interplay di fattori neurobiologici, ambientali e genetici. Il
progetto, in collaborazione con l’univerisità di Modena, si propone di studiare il coinvolgimento di
polimorfismi nei geni delle subunità dei recettori colinerigici nicotinici (nAChR) nel tabagismo,
attraverso studi di associazione di SNPs.
Principali competenze da acquisire: utilizzo di pacchetti bioinformatici per l’analisi di linkage
disequilibrium e associazione; tecniche di genotyping di SNPs; analisi di sequenze; isolamento di
DNA; gestione di data base.
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di Via Selmi 3
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 1
MELANDRI SONIA
INSEGNAMENTO: CHIMICA FISICA PER BIOLOGIA
ARGOMENTO: Studio dell’effetto dei sostituenti e della solvatazione sulla conformazione di
molecole di interesse biologico
Le molecole biologiche, anche piccole, sono caratterizzate da una grande flessibilità molecolare
che genera molte possibili conformazioni con energie simili. La “forma” di una biomolecola è il
risultato finale di un delicato bilanciamento fra le interazioni intramolecolari ed intermolecolari
(fra le molecole stesse o con il soluto). Queste interazioni a loro volta risentono fortemente della
presenza di eventuali sostituenti. Lo studio conformazionale delle biomolecole o di loro oligomeri
(dimeri/trimeri delle biomolecole o della biomolecola con acqua o altri solventi) isolati in fase
gassosa permette di distinguere fra le proprietà intrinseche e quelle indotte dalle interazioni
intermolecolari o con il solvente. Presso il Laboratorio di Spettroscopia a Microonde in Espansione
Supersonica ci si occupa dello studio conformazionale di piccole biomolecole isolate in fase
gassosa (neurotrasmettitori, amminoacidi, peptidi, zuccheri …) e dell’influenza delle interazioni di
non legame sull’equilibrio conformazionale. Tali studi vengono effettuati mediante spettroscopia
molecolare ad alta risoluzione e metodi di modellizzazione.
SEDE DELL’INTERNATO: Dipartimento “G. Ciamician”
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 2
PERINI GIOVANNI
INSEGNAMENTO: EPIGENETICA
ARGOMENTO 1. Meccanismi d'azione dei trasportatori ABCC1, ABCC3 E ABCC4 nei fenomeni
d'invasione e competizione cellulare delle cellule tumorali (Referente dott. S. Gherardi)
Henderson et al. 2011, J. Natl Canc Inst, in press; Porro et al. 2011 Mol Cancer Res, publ ahead
online; Porro et al. 2010 Curr Pharm Des 16:431-9; Porro et al. 2010 J Biol Chem. 285:19532-43
ARGOMENTO 2. Organizzazione della cromatina e meccanismi di regolazione trascrizionale del
locus DMD in pazienti affetti da distrofia muscolare di Duchenne (Referente Dott. S. Gherardi)
Bovolenta et al. 2011 Nucl. Acid Res. in press (chiedere al docente)
ARGOMENTO 3. Identificazione dei target genici della proteina CDKL5 e loro ruolo nella variante
Hanefeld della sindrome di Rett ( Referente: dott.ssa D. Erriquez).
Valli et al, Biochem Biophys Acta, submitted (chiedere al docente); Trazzi et al, 2011 Hum Mol
Genet, 20:1560-73; Perini et al., 2006, Clin Genet 69:1-7.
ARGOMENTO 4. Dissezione molecolare tramite screening di librerie di shRNA del complesso di
repressione trascrizionale formato da MYCCN in neuroblastoma (Referente: dott. E. Valli).
Marshall et al., 2011 PLoS Genet. ;7:e1002135; Iraci et al., 2011. Cancer Res, 71:404-12; Marshall
et al, 2010 Oncogene, 29:5957-68; Chen et al. 2010, Cancer Res, 70:1377-8; LIu et al 2007, Proc
Natl Acad Sci U S A, 104:18682-7; Perini et. 2005 Proc Natl Acad Sci U S A, 102:12117-22
ARGOMENTO 5. Meccanismi epigenetici di formazione dei neocentromeri convenzionali, privi di
sequenze alfoidi ripetute, in cellule umane normali e tumorali. (Referenti: dott.ssa S. Purgato e
dott.ssa M. Zoli)
Alkan et al, 2011 Genome Res, 21:137-45; Storlazzi et al., 2010 Genome Res, 20:1198-206; Capozzi
et al, 2009, Genome Res, 19:778-84; Gopalakrishnan et al., 2009 Hum Mol Genet, 18:3178-93;
Trazzi et al., 2009, PLoS One, 4:e5832; Trazzi et al.2002 J Struct Biol, 140:39-48; Politi et al. 2002, J
Cell Sci, 2002, 115:2317-27
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di Via Selmi 3
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 2
REQUISITI: media degli esami non inferiore a 29/30; non avere più di uno, max due esami, da
sostenere al momento dell'inizio del tirocinio; voglia di lavorare e una buone dose di umiltà.
PORCELLI ANNA MARIA - RUGOLO MICHELA
INSEGNAMENTO: BIOCHIMICA CELLULARE
ARGOMENTO 1. Mutazioni del DNA mitocondriale e cancro
Il progetto è volto a definire se il processo di tumorigenesi sia influenzato dalla presenza di
mutazioni del mtDNA che colpiscono i complessi I e III della catena respiratoria, e dal loro grado di
eteroplasmia. Si utilizzeranno alcuni modelli cellulari in cui sono presenti mutazioni nella subunità
ND1 del complesso I e nel citocromo b del complesso III, in diversi gradi di eteroplasmia. La
tumorigenicità dei vari cloni cellulari verrà analizzata mediante saggi di invasività in vitro ed in vivo.
(referente prof.ssa Anna Maria Porcelli)
ARGOMENTO 2. Caratterizzazione funzionale di mutazioni nel citocromo b
Il progetto si propone di indagare le alterazioni biochimiche causate da alcune mutazioni patogene
identificate recentemente nel citocromo b, unica proteina del complesso III codificata dal genoma
mitocondriale. Si analizzeranno in particolare le variazioni a livello dei supercomplessi della
fosforilazione ossidativa e la predisposizione all’apoptosi, utilizzando il modello cellulare dei
cibridi. (referente prof.ssa Anna Maria Ghelli)
ARGOMENTO 3. Analisi funzionale delle isoforme della proteina OPA1
La molteplicità delle funzioni di OPA1 è stata spiegata con la presenza di diverse isoforme. Il
progetto si propone di identificare le funzioni delle diverse isoforme di OPA1, utilizzando
fibroblasti privi di questa proteina (MEF OPA1-/-) e sovra esprimenti le singole isoforme. Il lavoro
sarà inizialmente focalizzato ad identificare l’isoforma responsabile della stabilità del mtDNA e del
mantenimento dei numero di nucleoidi. (referente dott.ssa Claudia Zanna)
ARGOMENT0 4. Mutazioni del DNA mitocondriale e malattie neurodegenerative
Mutazione del mtDNA sono responsabili della Neuropatia Ottica Ereditaria di Leber, che provoca la
morte selettiva delle cellule gangliari della retina e perdita della vista. Lo scopo del progetto è di
studiare l’effetto e il meccanismo d’azione di alcune molecole in grado di compensare il difetto
energetico causato dalle mutazioni, allo scopo di identificare nuove strategie terapeutiche.
(referente dott.ssa Luisa Iommarini)
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di via Irnerio 42, Bologna
PERIODO: circa 1 anno
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 2.
TROST PAOLO - SPARLA FRANCESCA
INSEGNAMENTO: BIOLOGIA VEGETALE MOLECOLARE
ARGOMENTO 1. Metabolismo dell’amido: studiato sia in vivo mediante fenotipizzazione di linee
mutanti di Arabidopsis, sia in vitro mediante clonaggio, ingegnerizzazione, produzione e
caratterizzazione di enzimi vegetali coinvolti nella degradazione dell’amido.
ARGOMENTO 2. Organicazione fotosintetica del carbonio: analizzata in vitro con particolare
attenzione agli aspetti strutturali di proteine del ciclo di Calvin-Benson (espressione di proteine
ricombinanti e mutagenesi sito-specifica per studi di cristallografia ai raggi X e NMR).
ARGOMENTO 3.
Regolazione redox basata sulle cisteine (ossidazione, glutationilazione,
nitrosilazione): analisi biochimica dei tioli modificati, meccanismi molecolari, proteine coinvolte e
conseguenze fisiologiche. La ricerca è basata prevalentemente sull’uso di proteine ricombinanti e
mutanti.
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di via Irnerio 42, Bologna
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 3
VENTUROLI GIOVANNI – FRANCESCO FRANCIA
INSEGNAMENTO: FOTOBIOLOGIA (METODI SPETTROSCOPICI IN BIOLOGIA)
ARGOMENTO 1. La relazione tra dinamica conformazionale e trasferimento elettronico in centri
di reazione fotosintetici batterici: studi in matrici saccaridiche disidratate.
L’accoppiamento tra la dinamica interna della proteina e specifici processi di trasferimento
elettronico foto-indotti verrà esaminata incorporando centri di reazione fotosintetici batterici in
matrici solide vetrose. Lo stato di idratazione del sistema, misurato mediante spettroscopia FTIR,
modula a temperatura ambiente i moti conformazionali della proteina, inibendoli in condizioni di
forte disidratazione. Verranno esaminati gli effetti della disidratazione sulla cinetica di
ricombinazione di carica successiva a impulsi laser di foto-eccitazione e periodi prolungati di
illuminazione continua, utilizzando metodi di spettrofotometria a flash risolta nel tempo.
L’approccio consente di ottenere informazioni sui meccanismi che determinano l’elevatissima resa
quantica della fotosintesi.
ARGOMENTO 2. I meccanismi molecolari dell’anidrobiosi. Studio della stabilità termica di centri
di reazione fotosintetici incorporati in matrici disidratate saccaridiche di diversa composizione
chimica.
Si indagheranno i meccanismi molecolari alla base degli effetti bioprotettivi esercitati su proteine
da zuccheri diversi (trealosio, saccarosio, glucosio, lattosio, maltosio, ecc.) che si ritiene siano alla
base dell’anidrobiosi. Le metodologie utilizzate saranno la spettroscopia di assorbimento
nell’infrarosso e nel visibile e la spettroscopia EPR ad alta risoluzione (in collaborazione con il MaxPlanck-Institute for Bioinorganic Chemistry di Muelheim).
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di via Irnerio 42, Bologna
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 2
ZANNONI DAVIDE – FEDI STEFANO
INSEGNAMENTO: MICROBIOLOGIA MOLECOLARE
ARGOMENTO 1: Studio della biodegradazione aerobica di sostanze organiche alogenate in ceppi
di Pseudomonas e Rhodococcus
I solventi clorurati sono derivati del metano, etano o etilene e di composti aromatici come il
bifenile. Sono altamente tossici e presenti in falde contaminate, in acque reflue derivanti da
processi industriali oppure, come i policlorobifenili, accumulati in sedimenti fluviali e marini. Gran
parte di questi composti sono scarsamente utilizzabili dai microrganismi come fonti di carbonio ed
energia. Una strategia per la loro biodegradazione è il co-metabolismo aerobio, ovvero: il
metabolismo batterico attivo nella degradazione di un substrato primario (ad es. metano, butano
o bifenile) viene anche utilizzato nella degradazione del solvente clorurato (substrato cometabolizzato). In anni recenti, nel nostro laboratorio sono stati isolati diversi ceppi batterici in
grado di utilizzare alcuni dei substrati primari citati e degradare numerosi composti organici
clorurati tra cui: tricloroetilene, cloroformio, 1,2-dicloroetano e policlorobifenili. In collaborazione
con i gruppi di ricerca dei proff.ri Pinelli e Frascari, Dipart. di Ingegn. Chimica, Mineraria &
Tecnologie Ambientali e dei proff.ri Fava e Zanaroli, Dipart. di Chimica Applicata & Scienza dei
Materiali, sono previste tesi in co-tutela sulla caratterizzazioni microbiologica dei ceppi isolati o di
consorzi microbici applicati a bioreattori su cellule immobilizzate. Sono previsti studi per valutare
lo sviluppo e la funzione del consorzio tramite metodologie molecolari PCR-TRFPL e/o PCR-DGGE.
ARGOMENTO 2: Degradazione di PCBs in biofilms eterogenei batteri/funghi
I biofilms sono delle comunità batteriche aderenti ad una superficie ed inclusi in una matrice
polimerica extracellulare. La maggior parte dei biofilms è formata da specie cellulari sia
eucariotiche che procariotiche. Al riguardo è stato proposto che biofilms eterogenei formati da
batteri e funghi possano offrire un habitat ottimale per affrontare aree contaminate
contemporaneamente da metalli pesanti e inquinanti organici. La ricerca, prevista per il periodo
2011-12, ha lo scopo di determinare l'influenza che i biofilms formati dal fungo Pleurotus ostreatis
3004 esercitano sulla formazione di biofilms da parte di Pseudomonas pseudoalcaligenes KF 707,
un ceppo batterico noto per la capacità di degradare congeneri basso clorurati di PCB. Il piano di
lavoro è il seguente: 1. Applicare il sistema MBEC (Calgary Biofilm Device) per studiare gli effetti
del biofilm fungino sullo sviluppo del biofilm di KF707. 2. Analizzare l'effetto combinato dei metalli
e dei PCB basso clorurati sullo sviluppo del biofil m fungo/batterio e verificare come questa
interazione influenzi la degradazione aerobica dei PCB. 3. Messa a punto di un protocollo specifico
per l’analisi proteomica dei meccanismi che sottostanno ai cambiamenti metabolici nel corso della
differenziazione cellulare durante il passaggio dalla fase di crescita delle cellule planctoniche allo
sviluppo del biofilm.
Per saperne di più, cliccare su: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ e inserire: Zannoni D
SEDE DELL’INTERNATO: ex-Dipart. di Biologia, Sede di via Irnerio 42, Bologna
PERIODO: 12.2011-12.2012
NUMERO POSTI DISPONIBILI: 2
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ambrosetti davide insegnamento: biologia molecolare avanzata