Ufficio stampa
Rassegna stampa
martedì 10 luglio 2012
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INDICE
Corriere Romagna Cesena
Posto di polizia al via con gaffe istituzionale
10/07/12
3
Cronaca
Marangoni e Belletti, si riparte
10/07/12
4
Sport
Il Resto del Carlino Cesena
Turista accusò malore in spiaggia I figli ringraziano chi l’ha salvata
10/07/12
Sanità e sociale
«Addio Aristotele, preferiamo l’economia»
10/07/12
5
6
Scuole e servizi per l'infanzia
La Voce di Romagna Cesena
Gatteo si lega alla Coppi e Bartali fino al 2015
10/07/12
7
Sport
Barchi, la zampata del ciclista operaio
10/07/12
8
Sport
Italia Oggi
Uso gratuito degli immobili, lo stato ci guadagna 120 mln
10/07/12
Pubblica Amministrazione
Un tavolo per accompagnare i mini-enti verso l'associazionismo
10/07/12
Pubblica Amministrazione
Province, dai tagli risparmi incerti
10/07/12
12
Pubblica Amministrazione
Nulli i contratti fuori dal perimetro Consip
10/07/12
13
Pubblica Amministrazione
Dipendenti pubblici, fermi tutti
10/07/12
14
Pubblica Amministrazione
Paritarie, pioggia di cartelle Imu
10/07/12
10
11
Pubblica Amministrazione
Tagli anche alle società in house
10/07/12
9
15
Pubblica Amministrazione
Il Sole 24 Ore
PENSIONI, 8 MILA STATALI IN DEROGA
10/07/12
16
Economia locale, Pubblica Amministrazione
ATTUAZIONE IN 70 TAPPE, OTTOBRE DECISIVO PER ESUBERI E PROVINCE
10/07/12
Pubblica Amministrazione
Lo swap ai Comuni non è reato
10/07/12
18
20
Pubblica Amministrazione
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press LinE
10/07/2012
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Cornere
di Fedi e Cesella
Il sindaco Buda diserta la cerimonia e manda l'assessore Fattori senza fascia, ma il prefetto non ci sta e minaccia di spostare il presidio
Posto di polizia al via con gaffe istituzionale
Quest'anno meno giorni di apertura, chiusura serale e niente fotosegnalamento
CESENATICO. Clamorosa gaffe istituzionale del
Comune di Cesenatico,
che inanella un'altra perla in questi primi mesi di
burrascosa gestione della
cosa pubblica. Il sindaco
Roberto Buda diserta l'appuntamento con l'apertura (tardiva e in forma ridotta) del posto di polizia
estivo e delega al suo posto l'assessore Giovannino Fattori, che peraltro si
presenta senza neppure la
fascia tricolore. La pesante assenza è stata resa ancor più fragorosa dalla
presenza dei primi cittadini di Gatteo (Gianluca
Vincenzi) e di San Mauro
Pascoli (Gianfranco Miro
Gori). E non deve essere
piaciuta proprio per niente al prefetto Angelo Trovato, visto che quando ha
preso pubblicamente la
parola ha praticamente
detto che se queste sono le
priorità di Cesenatico,
l'anno prossimo il posto di
polizia estivo potrebbe essere ospitato da Gatteo o
da San Mauro. C'è chi l'ha
interpretata come una
battuta, ma quando il rappresentante del governo
sul territorio provinciale
l'ha pronunciata è sceso il
gelo sulla platea intervenuta per l'inaugurazione.
E quindi l'assenza del sindaco Roberto Buda, che
sarà senz'altro giustificata, si può tranquillamente
inserire alla voce "figu-
racce".
Comunque da ieri è finalmente attivo il posto
fisso della polizia di Stato
a Cesenatico. Gli orari di
apertura quest'anno sono
dalle 8 di mattina alle 20 di
sera, quindi senza interventi serali che erano
quelli più numerosi e forse anche più utili negli anni passati. Sarà operativo
sino a sabato 25 agosto,
per un periodo decisamente più ridotto rispetto
agli anni precedenti allor-
nell'ex caserma dei carabinieri di viale Leonardo
Da Vinci, dove saranno distaccati per 47 giorni 22 agenti. Agenti che provengono dalla questura di
Forlì e dal commissariato
di Cesena, in aggiunta a una quota parte di organico
inviato dal Ministero degli Interni (di cui 3 dal
Caps di Cesena) oltre a
due pattuglie di polizia di
frontiera.
Il presidio di Cesenatico, che estende il suo rag-
quando rimaneva in funzione dalla seconda metà
di giugno sino alla prima
decade di settembre.
La stretta e il ridimensionamento nell'organizzazione del presidio estivo della polizia a Cesenatico evidentemente c'è
stata e riguarda anche il
servizio di fotosegnalamento, per il quale ci si dovrà rivolgere a Forlì o a
Cesena.
Il comando è come negli
ultimi anni ubicato
di apertura del posto fisso
di polizia al quale hanno
partecipato tra gli altri i
rappresentati dei comuni
interessati e referenti di
tutte le forze dell'ordine
presenti e operanti sul territorio.Presenti il prefetto
Angelo Trovato e il questore Antonino Cacciaguerra.
In attesa dell'assegnazione del numero di telefono fisso, la sede di polizia di Cesenatico risponde
al 334 6905531.
gio di azione anche alle
frazioni e alle località balneari di villeggiatura di
Gatteo, Savignano e San
Mauro Mare, sarà retto da
tre sostituti commissari,
che si alterneranno al comando. Il primo turno fino al 24 luglio è affidato a
Vito Mazzilli, il secondo
fino al 9 agosto a Stefano
Santandrea, il terzo e conclusivo (fino al 25 agosto)
a Giovanni Neri.
Ieri pomeriggio c'è stata
l'inaugurazione ufficiale
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Sospetta meningite per piccolo turista
L'inaugurazione del posto di polizia estivo
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10/07/2012
Scatta oggi il Giro di Polonia a tappe (conclusione lunedì prossimo). Al via anche
i due romagnoli Alan Marangoni e Manuel Belletti nel
plotone di 200 corridori.
Sala Monferrato (To). Con
Francesco Bartolini, la Sidermec F.11i Vitali sugli scudi.
Infatti nel 15° Giro del Monferrato di mattina Bartolini,
in un arrivo in quartetto, vince allo sprint mentre di pomeriggio coglie la piazza d'onore nella cronometro e, poiché
la "combinata" era regolata
dai tempi, come rilevabile dagli arrivi, Bartolini "paga" 4
ornere
di Forti e Cesella
Ciclismo. Da oggi a lunedì i due romagnoli al Giro di Polonia
Marangoni e Belletti, si riparte
secondi, perciò la classifica
finale è questa: 1. Marengo, 2.
Bartolini.
Arrivo in linea. 1. Francesco
Bartolini (Sidermec F.11i Vitali) ha percorso km 89, alla
media di 38.279; 2. Alessandro
Terraneo (Castanese); 3. Alberto Marengo (Castanese);
4. Simone Carantoni (Junior
Team); 5. Simone Sampaoli
(Sidermec F.11i Vitali) a 3".
Arrivo Cronometro. 1. Alberto Marengo (Castanese)
ha coperto km 22 alla media
di 42.581; 2. Francesco Bartolini (Sidermec Vitali) a 4"; 5.
Cristian Marini (Sidermec
Vitali) a 51"; 9. Luca Morlino
(Sidermec Vitali) a 1'15".
Combinata: 1. Marengo, 2.
Bartolini.
Elite&Under. Romagnoli
sul podio nel 58° Giro del
Montalbano concluso a Bacchereto (Po). Si tratta di Christian Barchi (Banca Pop Er) e
Matteo Gozzi (Bedogni) ri-
spettivamente 2° e 3° alle spalle del vincitore locale Thomas Pinaglia (Idea Shoes)
con un vantaggio di 8" alla
media di 40.197 su km 143. A
Cittadella (Pd), Giro del Medio Brenta e decimo posto per
Manuel Senni (Colpack) sulla
scia del vincitore Matteo Busato (Idea Shoes)
Coppi & Bartali dal 2013
prende casa a Gatteo. Il Gs
Emilia del bolognese Adriano Amici prepara la sua corsa più famosa a tappe, che
scatterà con le consuete due
prove: linea e cronosquadre,
proprio da Gatteo. (m.b.)
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n Resto del Carlino
press LinE
CESENA
10/07/2012
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n Resto del Carlino
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10/07/2012
CESENA
LE STUDENTESSE PIÙ BRILLANTI DEL MONTI VERSO L'UNIVERSITÀ
«Addio Aristotele preferiamo l'economia»
,
Chiara Aloisi
Eleonora Eluda
ARCHIVIATA la maturità conquistata a pieni voti,
è tempo di scelte importanti per i `campioni dello
studio' del liceo Monti, che si apprestano a decidere
del proprio futuro. Le idee sono chiare più o meno per
tutti e, complice la crisi, nella scelta della Molta
universitaria l'orientamento è verso settori che offrano
aspettative lavorative.
«Sono stata presa alla Bocconi di Milano, alla
facoltà di economia e numagement debutta Chiara
Aloisi della 3`1A, indirizzo classico- Le materie
umanistiche mi affascinano, ma dopo cinque anni
volevo fare qualcosa di nuovo. Mi sono avvicinata al
mondo dell'economia tramite la mia famiglia che
lavora nel mondo del commercia>. I patemi subiti per
le prove d'esame sono già un lontano ricordo. «La
bestia nera è stata la versione di greco di Aristotele.
Anche quest'anno la nostra sezione si è confermata la
migliore della scuola», dice.
Ha scelto di apprqfondire all'Università discipline
economiche anche Giulia Lombardi, della 5aE
Giulia Lombardi
(sezione linguistico). «Ho cercato di impegnarmi al
massimo, consapevole che i risultati sarebbero
arrivati afferma . Sono orientata per la facoltà
di economia, ancora indecisa se a Bologna o Farli.
Alle superiori ho studiato lingue perché orno viaggiare
e venire a contano con culture diverse, ma per il
lavoro ho scelto altro».
Forse sceglierà di studiare fuori città anche Eleonora
Buda, della 5aG, indirizzo socio psicopedagogico, di
Sant'Angelo di Gatteo. «Sto cominciando solo ora a
guadarmi attorno dopo la sorpresa del 100, che
davvero non mi aspettavo ammette —. Andrò
all'open day alla Cattolica di Milano: mi interessa n
particolare la facoltà di scienze linguistiche: mi
piacerebbe infatti abbinare lo studio delle lingue a
quello dell'economia. Mi interessa anche la
psicologa, ma sono realistica e penso propenderò per
un settore che mi offra più aspettative di trovare
lavoro. Le passioni infatti possono sempre essere
coltivate».
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BEL COLPO! Dopo l'esperienza positiva di quest'anno il sindaco Vincenzi punta ad avere i corridori per due giorni
Gatteo si lega alla Coppi e Bartali fino al 2015
GATTEO La Coppi e Banali è piaciuta e a Gatteo ci hanno preso gusto:
nel Rubicone il ciclismo ha trovato
ospitalità per tre anni. Dopo la prima positiva esperienza di questa
primavera, la manifestazione organizzata dal Gs Emilia di Adriano Amici tornerà dal 2103 al 2015. Soppiantando, di fatto, le tappe di Misano e Riccione dato che nelle nuove edizioni il Riminese resterà escluso. Si partirà, appunto, da Gatte() con il doppio appuntamento
della frazione in linea e della cronosquadre. Proprio come pochi mesi
fa.
Segno che la scelta di portare i
pro in un terreno particolarmente
fertile per le due ruote - basti pensare che di Sant'Angelo sono il pro
Manuel Belletti e Pino Buda, il più
longevo sponsor italiano di ciclismo
- si è rivelata azzeccata. Merito di Amici, del sindaco GianlucaVincenzi
ma anche dello stesso Buda. "Per le
verità stavolta non c'entro niente si schermisce il patron della Sidermec - Hanno firmato per tre anni?
Non ci credo neanche io". Questo
non significa che se servirà un aiutino Buda si tirerà indietro: "Vediamo, ogni cosa a suo tempo. Ora la
priorità è pensare al Memorial Pantani del 15 settembre, poi ci concentreremo anche sulla Coppi e Banali".
Il primo cittadino è raggiante per
l'accordo raggiunto: "Dal 2013 proviamo a fare da apripista alla Coppi
e Bartali - spiega Vincenzi Que-
Vincenzi, sindaco di Gatteo
st anno abbiamo avuto Riscontri totalmente positivi, sia dal mondo
sportivo che da quello civile. E pure
dai comuni limitrofi. La comunità
ha apprezzato. Bisognava fare il bis".
Quanto ai percorsi, probabilmente
saranno rivisti: "Saranno un po' più
difficili ma la grande novità potrebbe essere quella di strutturare l'iniziativa su due giorni - continuaVincenzi -. Due settimane prima della
Pasqua è un'ottima promozione turistica e un bella opportunità per gli
alberghi e le attività commerciali".
La Coppi e Bartali per il 2013 ha
confermato anche i legami con Fiorano Modenese, Pavullo e Crevalcore. Da segnalare infine, tra le località
di arrivo, il ingresso di Monticelli
Terme, nel Parmense.
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Barchi, la zampata
del ciclista operaio
Filippo Bedes. le suona a lutti n salita ad Este
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Buchi, la zampata
del ciclista operaio
ELITE II cesenate della Banca popolare dell'Emilia-Romagna è secondo nell'arrivo in salita al
Giro del Montalbano, a Prato: "Ma correre è solo un divertimento, il mio lavoro è all'Orogel"
Ottimo terzo il santarcangiolese Matteo Gozzi, sempre in fuga assieme all'altro romagnolo
S
e arrivi secondo di solito
sei il primo degli sconfitti ma se fai l'operaio
alla Orogel e nel (poco)
tempo libero vai in bici e sfiori
la vittoria, allora tanto di cappello. Il ciclista lavoratore in questione è il cesenate Christian
Barchi. L'impresa invece è stata
firmata domenica à 58° Giro del
Montalbano, a Prato. Barchi,
che corre per la Banca popolare
dell'Emilia-Romagna, è rimasto
in fuga per tutto il giorno assie-
me all'altro romagnolo Matteo
Gozzi (Bedogni-Natalini) e sulla
salita finale di Bacchereto si è
reso protagonista di un tentativo di rimonta che non è andato
a buon fine per soli 8". Primo il
lucchese Thomas Pinaglia, secondo Barchi, terzo l'ottimo
Gozzi a 15", anch'egli in grande
rimonta. Per l'Elite santarcangiolese continua l'ottimo momento con l'ennesimo piazzamento: "Sto bene, peccato che
le prossime corse siano solo nel
Under 23: Pacioni
privato del 7° posto
Il fotofinish non
ha funzionato!
fine settimana", dice Gozzi.
Per Barchi invece c'è la soddisfazione del primo risultato importante fra gli Elite. Il giusto
premio per un ragazzo che si sacrifica due volte, in fabbrica e
sui pedali. Serietà esemplare ma
anche animo leggero: "Noi della
Popolare - racconta Christian siamo una piccola squadra. Ci
arrangiamo e prendiamo quello
che viene". Quest'anno per lui è
arrivato anche il titolo di campione regionale Elite grazie al
12° posto alla Coppa Varignana.
Buon scalatore, Barchi negli anni scorsi si era distinto con gli amatori del Borello dopo una prima stagione sfortunata tra gli
Under 23 con la Dà Fiume: "Ero
dimagrito troppo, non andavo
più e decisi di smettere col ciclismo". Poi le belle prestazioni
nelle granfondo - tra le quali un
secondo posto alla Fondriest di
Castrocaro - lo hanno convinto
a tornare fra i dilettanti: "Ma
non mi faccio illusioni, difficilmente il ciclismo sarà il mio lavoro. Corro solo per divertimento". E in effetti ci deve essere un
gran gusto a battersi con chi fa
l'atleta à 100%...
Sfortuna Pacioni: piazzamento
fantasma Luca Pacioni sabato
Elite d'oro II cesenate Christian Barchi e (a dx) Matteo Gozzi
scorso è giunto settimo in volata
ad Omago (Milano) nel 44° Nino Ronco. Un piazzamento onorevole per l'Under 23 di primo anno del Team Colpack ma
che non risulta in nessun ordine
di arrivo: il fotofinish non ha
funzionato. Una vera disdetta
per il gatteese al secondo piazzamento nella categoria.
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Barchi, la zampata
del ciclista operaio
Filippo Bevi cM1l le suona luttiIn sana ad Este
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press unE
ItaliaOggi
10/07/2012
Uso gratuito degli immobili,
lo Stato ci guadagna 120 mln
Con la reciproca concessione gratuita dell'uso di immobili tra
Stato ed enti territoriali, prevista dal decreto legge sulla spending review, l'affarone lo ha fatto senza dubbio il primo. Sì, perché a fronte di canoni erogati dallo Stato alle amministrazioni
territoriali per 132 milioni di euro annui, queste ultime, per la
stessa ragione, corrispondono alla pubblica amministrazione
poco meno del 10%, ovvero 12 milioni di euro. In pratica, con
un tratto di penna, si sistema il bilancio a favore dello Stato per
120 milioni di euro annui.
È quello che si desume dalla lettura della relazione illustrativa
al decreto legge n. 95/2012, in particolare alle disposizioni recate
dall'articolo 3, comma 2 in materia di «uso gratuito allo Stato
di beni di proprietà degli enti territoriali e viceversa». Come
noto (si veda ItaliaOggi del 7 luglio scorso), la disposizione
in oggetto modifica alcune previsioni contenute all'articolo 11
del dpr n. 296/2005.
Oggi, si legge nel testo della relazione, le amministrazioni dello
Stato utilizzano immobili di proprietà delle regioni ed enti locali
(per finalità istituzionali), a fronte di canoni per complessivi 132
milioni di euro annui. Dall'altro versante, le amministrazioni territoriali, per le stesse motivazioni, corrispondono allo Stato, solo
12 milioni di euro. Quanto determinato dal decreto legge sulla
spending review, comunque, non è una vera e propria novità sul
panorama legislativo. Già otto anni fa, con l'articolo 1, comma
439, della legge 311/2004 (la legge finanziaria 2005) si stabiliva
che le condizioni agevolative previste dalla normativa in favore
di regioni, enti locali, università ed enti pubblici in materia di
utilizzazione di beni immobili di proprietà dello Stato fossero
applicate in regime di reciprocità, in favore delle amministrazioni statali che utilizzavano, per finalità governative, immobili
di proprietà degli stessi enti. Ma la nonna, pur introducendo un
principio di carattere generale, non aveva natura coercitiva, col
risultato di aver trovato attuazione «molto di rado».
Pertanto, adesso si interviene in maniera più chiara ed incisiva, modificando il conuna 439 della citata legge finanziaria
2005. La ratio è quella di garantire un regime di gratuità in
favore delle amministrazioni dello Stato che utilizzano beni di
proprietà di regioni ed enti locali, a fronte del riconoscimento
della medesima agevolazione a questi ultimi per l'uso di immobili
di proprietà dello Stato. Peccato che a fronte di questa unilaterale decisione dell'esecutivo Monti di «parificare» canoni di
locazione attivi e passivi, l'unico che ne uscirà sorridente sarà
proprio lo Stato. Agli enti territoriali viene concessa solo una
via d'uscita. Ovvero, quella di recedere dal contratto in corso
alla data di entrata in vigore del
decreto legge sulla spending reIl deerelo sulla
view, ma entro il prossimo 31
spending review e
dicembre, «anche in deroga ai
le relazioni d'aetermini di preavviso stabiliti
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dallo stesso contratto».
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10/07/2012
ItaliaOggi
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coordinatore nazionale Anci piccoli comuni,
non è persona incline ai
facili entusiasmi. E, pur
esprimendo soddisfazione per le disposizioni inserite nella spending review
(«che hanno corretto gli errori dell'art.
16 del di 138/2011») mette in guardia:
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10/07/2012
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acimolare risparmi un
po' dappertutto. Tranne
che dall'eliminazione
delle province che, allo
stato, non porterà un euro nelle casse dello stato. Dagli affitti
alle convenzioni Consip, dai prepensionamenti degli statali alla
sanità, passando per l'obbligo di
utilizzare i servizi del Mef per le
buste paga, la relazione tecnica
allegata al decreto legge sulla
spending review (dl n. 95/2012)
dà bene l'idea del certosino lavoro
di monitoraggio della spesa pubblica messo a punto dai tecnici
del governo Monti. Ma tra tante
previsioni di risparmio, solo sulle
province il governo mette le mani
avanti ritenendo impossibile
ipotizzare i benefici effetti sui
conti pubblici che deriveranno
dall'accorpamento degli enti di
secondo livello. Di certo, si legge
nella relazione, non ci saranno
oneri perché contestualmente al
trasferimento delle funzioni ai
comuni saranno anche trasferiti i beni t le risorse finanziarie,
umane e strumentali. Ma quanto
ai risparmi, l'effettiva quantificazione sarà possibile solo dopo il
dpcm che il governo dovrà emanare entro 60 giorni.
Cedolini degli statali. Dal
1° ottobre 2012 le p.a. dovranno
stipulare convenzioni con il ministero dell'economia (o utilizzare i
parametri di qualità e di prezzo
in uso al Mef) per la compilazione dei cedolini. E solo da questo
intervento il governo prevede di
risparmiare 210 milioni di euro,
ossia quattro volte i risparmi
attesi dalla riduzione dei buoni
pasto a 7 euro. Una cifra a cui si
arriva considerando che, a fronte
di 1.346.667 stipendi gestiti dal
Mef, ce ne sono ancora un milione
e 750 mila (enti locali, enti di previdenza, forze armate) non ancora
centralizzati. Basta ipotizzare un
costo medio di 10 euro a cedolino,
moltiplicarlo per 12 mensilità e
per l'intero personale non servito
dal ministero, e il gioco è fatto.
Ma i risparmi potrebbero essere
maggiori tenendo conto anche
dei costi interni sostenuti dalle
amministrazioni che erogano da
soli i servizi stipendiali: in media
44 euro al mese per dipendente.
Esuberi. Il clou dei risparmi
della spending review è ovviamente il taglio della spesa per
il personale della p.a. che il governo vuole abbattere ricorrendo
alla messa in disponibilità per
due anni all'80% dello stipendio e ai prepensionamenti. Per
il governo si tratta di misure
che non produrranno un effetto
boomerang sui conti dello stato
perché la maggiore spesa pensionistica sarà compensata dalla minore spesa per gli stipendi.
L'unico peso sulla finanza pubblica arriverà dell'anticipo del
tfr per coloro che ne hanno già
diritto al 31/12/2011 (gli altri incasseranno il trattamento di fine
rapporto solo nel momento in cui
ItaliaOggi
I numeri della manovra nella relazione al dl 95. Con i cedolini gestiti dal Mef si risparmiano 210 mln
Province, dai tagli risparmi incerti
Prime stime tra due mesi. I prepensionamenti pesano nel 2013
Ministeri
Enti pubblici
Enti territoriali
Totale
Ministeri ed enti pubblici
Enti territoriali
Totale
matureranno i requisiti). Ma si
tratterà di un onere limitato al
2013, quando l'anticipo della liquidazione agli statali peserà sui
conti pubblici per 172 milioni di
euro. Una cifra che sarà poi totalmente ammortizzata nei tre
anni successivi (114 milioni di risparmi nel 2014, 29 nel 2015 e 29
nel 2016). I dipendenti di troppo
nella pubblica amministrazione
sono stati stimati in 24 mila unità. I possibili esuberi sarebbero
5.600 nei ministeri, 5.400 negli
enti pubblici non economici e circa 13 mila negli enti territoriali
(con esclusione delle regioni). Tra
questi coloro che hanno maturato
i requisiti per andare in pensione
al 31 dicembre 2011 sono 8 mila
suddivisi tra ministeri ed enti
pubblici (6 mila) ed enti locali (2
mila) Tutti gli altri 16 mila lavoratori matureranno i requisiti
ante-riforma Fornero nel corso
del 2012 e nel 2013 accedendo
al trattamento pensionistico nel
2013 e nel 2014. Si tratta, avverte l'esecutivo, di stime indicative
perché, soprattutto negli enti
locali, il numero di lavoratori in
eccesso si potrà conoscere solo
dopo l'emanazione dei dpcm che
dovranno individuare la dimensione ottimale degli organici.
Convenzioni Consip. L'obbligatorietà delle convenzioni
Consip per gli enti locali porterà
5.600
5.400
13.000
24.000
6.000
8.000
a risparmiare 480 milioni nel
2013 e 960 nel 2014. A regime,
nel 2015, il beneficio per i conti
pubblici dovrebbe assestarsi a
quota 1,6 miliardi l'anno. Nella
relazione tecnica il governo Monti individua un target minimo di
risparmio da raggiungere: recuperare almeno il 10% del valore
degli acquisti non effettuati tramite la spa del Mef che si aggira
intorno a 16 mld di euro
Sanità. In questo settore i risparmi attesi sono di 900 milioni
nel 2012, 1,8 miliardi nel 2013 e
2 miliardi dal 2014.
Rettifiche. Le pubbliche amministrazioni devono continuare
a pubblicare gli avvisi e i bandi
di gara per estratto su almeno
due dei principali quotidiani a
diffusione nazionale e su almeno due a maggiore diffusione
locale nel luogo ove si eseguono
i contratti. La norma, contenuta nel dlgs 163/2006, risultava
soppressa dall'articolo 1, comma 5, del dl 95/2012. Ma sulla
Gazzetta Ufficiale n. 158 di ieri è
stato pubblicato un avviso di rettifica relativo a tre disposizioni
del dl 95. La principale rettifica
riguarda proprio la pubblicazione dei bandi, e vi si specifica
che l'articolo 1 «reca, per mero
errore informatico, il comma 5,
che pertanto deve ritenersi non
pubblicato».
Pagina 29
Prm in e. dai tagli risparmi incerti
gre~
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press LinE
10/07/2012
ItaliaOggi
Ai dipendenti saranno applicate come tutela soltanto le regole sui licenziamenti collettivi
Tagli anche alle società in house
Sul personale stesso trattamento di chi detiene il capitale
DI LUIGI OLIVERI
e società in house, a totale partecipazione pubblica, saranno sottoposte
a tagli organizzativi e al
personale simmetrici a quelli previsti dalla spending review per gli
enti che ne detengono il capitale.
Messa in liquidazione. Il capitolo più rilevante riguardante
le società è il divieto, riguardante
tutte le pubbliche amministrazioni, comprese quelle locali, di
costituire società o detenerne
partecipazioni se abbiano per
oggetto sociale la prestazione di
servizi a favore delle stesse pubbliche amministrazioni. Coinvolte nel divieto sono non le società
che gestiscono servizi pubblici in
favore dei cittadini, ma le società
strumentali, che erogano servizi
a vantaggio degli stessi enti costituenti o che svolgono funzioni
amministrative in modalità privatistica. Al divieto di costituire
o partecipare alle società che erogano servizi alle amministrazioni
di abbina l'obbligo di scioglierle
entro il 31/12/2012, se il capitale
interamente pubblico. Se, invece,
il capitale è misto, gli enti pubblici
dovranno vendere con procedure
ad evidenza pubblica le partecipazioni non totalitarie detenute
alla data di entrata in vigore del
decreto sulla spending review. In
alternativa, gli enti detentori del
capitale possono alienare la loro
partecipazione totalitaria, sempre con gare a evidenza pubblica, assegnando contestualmente
il servizio all'acquirente, per un
periodo di cinque anni decorrente
dall'1/1/2014. Dunque, l'ordinamento italiano rinuncia del tutto
ad attuare l'istituto riconosciuto
dal diritto europeo delle società in
house. Laddove gli enti decidano
di sciogliere le società o non riescano ad alienarne il capitale entro il 31/12/2013 potranno torna-
L
re a svolgere direttamente con le
loro strutture i servizi affidati alle
partecipate, oppure acquisirli mediante gare d'appalto nel rispetto
della normativa comunitaria e
nazionale. Si salvano le società
che erogano servizi in favore dei
cittadini, che svolgono compiti di
centrale di committenza le società
ex art. 4, commi da 7 a 10, del dl
87/2012, le società individuate, in
relazione alle esigenze di tutela
della riservatezza e della sicurezza dei dati, nonché all'esigenza di
assicurare l'efficacia dei controlli
sulla erogazione degli aiuti comunitari del settore agricolo,
Acquisizione di servizi da
associazioni e fondazioni solo
con gare. Del resto, il decreto impone che a partire dall'1/1/2013
le pubbliche amministrazioni potranno acquisire a titolo oneroso
servizi di qualsiasi tipo da enti di
diritto privato di cui agli articoli da
11 a 42 del codice civile (associazioni e fondazioni), anche in base
a convenzioni, ma esclusivamente
in base a procedure previste dalla
normativa nazionale in conformità con la disciplina comunitaria.
Niente più aggiramenti, dunque,
alle regole degli appalti mediante la costituzione di fondazioni ed
associazioni, espediente al quale
negli ultimi tempi molte amministrazioni hanno fatto ricorso
per evitare le gare. Per altro, aggiunge il decreto, gli enti di diritto
privato di cui agli artt. 11-42 del
codice civile, che forniscono servizi a favore dell'amministrazione
stessa, anche a titolo gratuito, non
potranno ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche. Dalla
tagliola sono escluse le fondazioni
istituite con lo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico e l'alta
formazione tecnologica.
Personale. Alle partecipate
si estendono le disposizioni limitative delle assunzioni previste
per l'amministrazione control-
lante (tetti di spesa e limiti alle
assunzioni); le società quotate
avranno maggiore autonomia di
scelta. Resta fermo l'obbligo di
assumere mediante procedure sostanzialmente concorsuali, come
prevede l'articolo 18, comma 2,
del dl 112/2008. Ma, a decorrere
dal 2013 le partecipate in house
superstiti possono avvalersi di
personale a tempo determinato
ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 50% della
spesa sostenuta per le rispettive
finalità nell'anno 2009. E sempre
dall'1/1/2013, fino al 31 dicembre
2014 il trattamento economico
complessivo dei singoli dipendenti
delle partecipate in house società
di cui al comma 1, ivi compreso
quello accessorio, non può superare quello ordinariamente spettante per l'anno 2011.
Ricadute occupazionali.
Non sono state stimate le conseguenze occupazionali del piano
di sostanziale dismissione delle
partecipate in house. Per effetto
delle liquidazioni, tuttavia, parecchie migliaia, forse decine, di
dipendenti dovrebbero essere licenziati. Gli effetti sul personale
para pubblico del dl 95/2012 potrebbero essere molto più ampi di
quelli riferiti ai dipendenti pubblici veri e propri. Ovviamente,
visti i diffusi tagli alle dotazioni
organiche, è impensabile l'assorbimento del personale delle
società in house negli organici
degli enti che le partecipano, anche perché c'è il problema della
selezione, che per la gran parte
è avvenuta senza concorsi. I dipendenti delle società conducono
rapporti di lavoro di diritto privato veri e propri. Per loro, dunque,
si applicheranno, come tutela,
solo le regole sui licenziamenti
collettivi e, dunque, se spettanti
a seconda della tipologia di enti,
la nuova Aspi.
Pagina 30
Tagli :indie alle soi.ielà
Pagina 12 di 20
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press LinE
ItaliaOggi
10/07/2012
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restando che le
amministrazioni centrali dello Stato, già
corrente esercizio finanziario, devono assicurare una riduzione delle predette spese.
E' quanto si ricava dalla lettura dell'articolo l del decreto legge sulla spending review,
che intende dare un ulteriore giro di vite alle
procedure di acquisto di beni e servizi nella
P.A. e, al tempo stesso, garantirequei principi di trasparenza che devono sottostare alla
mission istituzionale della P.A.
Innanzitutto, il primo cornuta non va certo
per il sottile. Tutti i contratti che saranno
stipulati senza che si ci sia approvvigionati presso gli strumenti messi a disposizione
dalla Consip, sono nulli e generano oltre
all'illecito punito dal punto di vista disciplinare anche responsabilità amministrativa
innanzi alla Corte dei conti per il dirigente
che li sottoscrive. Tuttavia, è ancora possibile
sottoscrivere contratti con altre centrali di
conunittenza, ma solo se detti parametri sia :
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del mercato Consip. Per i piccoli comuni, al
fine di superare le ovvie difficoltà, è congeli-
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A breve, infine, il ~economia metterà
a disposizione, per il tramite di Consip, un
nuovo sistema di gestione dei beni e dei servizi che andrà ad implementare quello oggi
gestito dalla stessa Consip. Mentre lo stesso
dicastero di Via XX Settembre sarà impegnato, a braccetto con l'onnipresente Consip,
a varare un piano immediato di dis" missione
di beni mobili, anche grazie all'impiego di
strumenti telematici.
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Pagina 31
Dipendenti pubblici. fermi tutti
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Pagina 13 di 20
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press LinE
ItaliaOggi
10/07/2012
Dalle Dogane ai consorzi locali, già visibili gli effetti combinati dei decreti 87 e 95/2012
Dipendenti pubblici fermi tutti
Assunzioni e promozioni bloccate in agenzie fiscali ed enti
DI LUIGI OLIVERI
B
locco generalizzato
delle assunzioni, delle
promozioni e dei trattenimenti in servizio.
Sono già visibili gli effetti operati della riorganizzazione delle agenzie (dl 87/2012) e della
spending review (dl 95/2012)
sulla gestione dei dipendenti
pubblici.
Si tratta di una fortissima deterrenza ad attivare decisioni
che comportino la crescita della
spesa o dei posti occupati nelle
dotazioni organiche. Insomma,
se per le sole province il legislatore ha stabilito un divieto
espresso di effettuare assunzioni a tempo indeterminato,
l'intera galassia della pubblica
amministrazione sta facendo i
conti con le profonde trasformazioni indotte dai provvedimenti
di riorganizzazione varati dal
governo.
Ad esempio, l'Agenzia delle
dogane con una determinazione del Direttore dello scorso 5
luglio ha preso atto dell'obbligo
ricadente sulle agenzie fiscali di
ridurre le dotazioni organiche
dirigenziali, secondo quanto
stabilito dall'articolo 4, comma
1, del dl 87/2012, che costituisce
il «modello» della cura dimagrante al personale utilizzato
dalla spending review: il 20% di
dirigenti in meno e il 10% del
personale delle altre qualifiche
in meno.
L'Agenzia qualche tempo fa
aveva attivato una procedura
finalizzata ad accogliere alcune istanze di «trattenimento in
servizio» di dirigenti dell'ente.
In sostanza, l'Agenzia aveva valutato possibile mantenere per
ancora due anni il rapporto di
lavoro con dirigenti che avevano maturato già i requisiti per
il pensionamento.
Ma, il dl 87/2012 scompagina,
ora, il quadro decisionale e impone di rivedere le scelte. È evidente, come del resto espressamente sancito dal decreto sulla
spending review, che la riduzione delle dotazioni di dirigenti
deve necessariamente passare
in primo luogo dall'attuare velocemente i pensionamenti, senza poi procedere al turnover. Il
trattenimento in servizio è un
istituto pensato, invece, per prolungare il rapporto di lavoro anche nei confronti dei dipendenti
che dispongano dei requisiti per
cessare dal servizio.
Da qui la decisione del Direttore dell'Agenzia delle dogane
di non accogliere tutte le istanze di trattenimento in servizio
già presentate o che saranno
presentate dai dirigenti pensionamento, per rendere più
semplice e corretta l'attuazione
della prescritta riduzione delle
dotazioni dirigenziali.
Nello stesso modo ha già deciso di muoversi «Linea Group
Holding», la struttura operativa
costituita dalle società patrimoniali Cogeme, Aem Cremona,
Asm Pavia, Astem Lodi e Scrp
Crema, che ha stabilito di sospendere il rinnovo delle cariche del Cda.
Infatti, si tratta di un gruppo
di società partecipate, le quali,
per effetto del dl 95/2012, debbono intanto verificare la sussistenza dei presupposti per
rimanere in piedi e non essere
liquidate e, poi, rivedere i criteri
di composizione della governance, visto che i membri del consiglio di amministrazione non
potranno superare il numero
di tre.
Ma, in generale, la necessità
di verificare gli esuberi entro
il mese di ottobre impedisce
nei fatti alle amministrazioni
statali di modificare gli assetti
degli organici con assunzioni o
promozioni.
Pagina 31
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Dipemleati pubblici, fermi tolti
GB SOFTWARE:VINCENTE PEP NATURA!
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press LinE
10/07/2012
ItaliaOggi
Paritarie, pioggia di cartelle Imu
Eppure il premier Monti si era impegnato per l'esenzione
Pagina a cura
DI EMANUELA
Micucci
1 regolamento annunciato non
arriva e l'agenzia delle entrate invia alle scuole paritarie
una serie di cartelle esattoriali Imu, che però il primo ministro Mario Monti aveva garantito
che non avrebbero dovuto pagare.
Una partita dai vantaggi minimi
per le casse dello Stato rispetto
ai 9,55 miliardi di euro incassati
a giugno dal Tesoro con la prima
rata dell'imposta: molto meno di
100milioni di euro, ricorda il direttore dell'Anci Angelo Rughetti, riportando la cifra individuata
nel rapporto finale del gruppo di
lavoro sull'erosione fiscale per gli
immobili di tutti gli enti no-profit,
non solo quelli ecclesiali e non solo
le scuole paritarie. Altri dati certi,
infatti, non sono disponibili. Mentre resta l'ambiguità sull'esenzione dall'Imu alle paritarie senza
fine di lucro, che Monti a fine febbraio aveva promesso di chiarire
in un apposito regolamento, che
si sarebbe dovuto emanare da oltre due mesi. «É in corso di definizione», albi
' uncia giovedì scorso il
sottosegretario all'economia Vieri
Ceriani, rispondendo a un'interrogazione del deputato Pdl, Gabriele Toccafondi. Di fronte alla
difficoltà di interpretazione della categoria «non commerciale
riferita a enti non profit e onlus»
Ceriani ribadisce l'esenzione per
l'edificio utilizzato da un ente non
commerciale e destinato esclusivamente all'attività didattica paritaria e con gli eventuali avanzi
di gestione reinseriti totalmente
in questa attività. Tuttavia, la
mancanza della circolare ministeriale alimenta la confusione come
mostrano i solleciti di pagamento
per l'acconto Imu non versato alla
scadenza dello scorso 18 giugno.
Eppure, «sarebbe bastato precisare nella legge cosa si intende
per modalità non commerciali»,
precisa padre Francesco Ciccimarra, presidente dell'Agidae.
Neanche la circolare n.3/DF del
maggio 2012 risolve i dubbi.
Tanto che la Fism ha applicato
«rigorosamente la circolare del
ministero delle finanze n.2/2009,
che regolamentava l'applicazione
dell'Ici - spiega Luigi Morgano, il
presidente -. Qualora l'atteso decreto portasse modifiche, si potrà
regolarizzare la posizione con un
ravvedimento operoso alla scadenza del pagamento della seconda rata, il 16 dicembre». Morgano,
inoltre, ricorda che la Cassazione
(sentenza n.4685 del 23.3.2012)
ha definito non punibile l'autore
della violazione quando essa è determinata da obiettive condizioni
di incertezza su portata e ambito
di applicazione delle disposizioni
alle quali si riferiscono. Mentre
Toccafondi si richiama «alle leggi
Amato e Berlinguer», in base alle
quali è prevista l'esenzione per la
scuola pubblica, statale e no. «Le
scuole paritarie non devono pagare l'Imu così come non lo pagano
le scuole pubbliche - aggiunge il
presidente dell'Udc Rocco Buttiglione -. Fanno parte tutte
dello stesso servizio scolastico
nazionale. Quello che offrono
allo Stato è un servizio e anche, datti alla mano, un grosso
risparmio», pari 6 miliardi di
euro all'anno secondo il dossier
dell'AGeSc. «Qualcuno fa finta
che non sia chiara una differenza che invece è chiarissima
— commenta Marco Masi, presidente del Foe - tanto che da 5
anni (Finanziaria del 2007) al
Miur le scuole paritarie sono
divise tra divise tra scuole paritarie senza scopo di lucro e
scuole paritarie con scopo di
lucro». Intanto, molti genitori,
insiste Roberto Gontero, presidente AGeSC, «non'hanno se il
figlio porterà a termine il ciclo
scolastico nella stessa scuola
dove l'ha iniziato. La retta per
la scuola paritaria dovrebbe
potere essere almeno detratta
come credito d'imposta».
©Riproduzione riservata
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Parliarie, pioggia di earielle him
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press LinE
II soler /,1
10/07/2012
Pensioni, 8mila statali in deroga
L'alternativa è il trattamento di mobilità all'80%: buste paga ridotte fino al 50%
Tra «stipendio» e «retribuzione»
I salvaguardati
Iltrattamento economico e gli effetti possibili con l'applicazione dello "scivolo" all'80% dello stipendio
Le tutele previste dai N201/2011,214/2011,95/2012
Retribuzione Totale Voci
comPfessiva Stipendiati
Riduzione
ale80%
Differenza
con retribuzione
piena
52,0
Enti pubblici non economici
43.505
26.129
20.903
Regioni-enti locali
29.832
23.778
19.022
Ministeri
28.383
22.365
17.892
7,0
Agenzie fiscali
36179
23.934
19.147
47.1
Ricerca
42.142
34.745
27.796
Presidenza del consiglio
53.275
31.096
24.877
Scuola
30.201
26.351
21.081
Alta formazione artistica e musicale
36.309
32.802
26.242
Università
46.180
39.356
31.485
Matteo Prioschi
Gianni Trovati
Arriva il nuovo "esonero"
dalla riforma previdenziale, e
riguarda i dipendenti pubblici
destinati a uscire dagli uffici
per il dimagrimento della Pa.
Si tratta, secondo le stime governative, di circa 8mila persone (si veda Il Sole 24 Ore del 8
luglio), che potranno essere accompagnati alla pensione con
il vecchio regime purché il diritto all'assegno, determinato
da 4o anni di servizio o dalle
quote di età e anzianità, scatti
entro il 2014 (e quindi i requisiti siano centrati entro il 2013).
La nuova via d'uscita serve
a ridurre il numero di dipendenti pubblici che rischiano
di essere colpiti dalla mobilità all'80% dello stipendio, prevista nel 2011 e rilanciata con
la spending review. La conseguenza sarebbe quella di un taglio fino al 50% della retribuzione effettiva, con un rischio
maggiore nelle amministrazioni che non hanno attuato la
prima revisione degli organici chiesta dalla manovra-bis
dell'anno scorso.
All'epoca, si chiese per legge di ridurre del lodo gli organici dirigenziali non generali
-
40.000
Lavoratori in mobilità breve
25.950
Fondi di solidarietà
19.310
Contributori volontari
17.650
Esodati
12.890
34,0
Lavoratori in mobilità lunga
3.460
Esonerati dal servizio
950
Genitori di disabili
150
7,7
(calcolando per teste) e quelli
del personale non dirigente
(calcolando per spesa). La nuova riduzione, spiega il decreto
sulla spending review, va aggiunta agli effetti della tappa
precedente, per cui negli enti
della Pa centrale che hanno
glissato su quel passaggio la tagliola dovrebbe arrivare al
3o% per i posti da dirigente e
al 20% per i costi degli organici non dirigenziali. Negli enti
PR.EKNSONAKENTO
Sarà possibile lasciare il
lavoro con 40 anni di servizio
o per quota: i requisiti
devono scattare entro
il 2013, assegni entro il 2014
locali, invece, il problema non
dipenderà dagli organici ma
dal personale effettivo: chi, in
rapporto agli abitanti, ne ospita il 40% in più della media nazionale, dovrà agire di forbice.
L'apertura previdenziale secondo il Governo sarà sfruttata da un terzo dei 24mila esuberi. Gli altri, la cui individuazione dipenderà anche dalle
eventuali compensazioni fra
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Ammortizzatori sociali
Pa diverse, potranno tentare
la strada del part-time o dello
spostamento in altro ufficio
(sempre che si trovino posti
disponibili), altrimenti sarà
interessata dalla regola della
mobilità all'8o%, che potrà durare fino a 4 anni anziché i 2
previsti dalla regola originaria. L'80% in questione, però,
si calcola sulle voci stipendiali, e non sul trattamento economico complessivo.
A perdersi per strada sono
le indennità di posizione, gli
straordinari e le altre voci accessorie, che per tutto il pubblico impiego valgono 27 miliardi all'anno (il 23% del costo
complessivo del personale).
Nascono da qui gli alleggerimenti reali delle retribuzioni
di chi sarà colpito dalla misura. Nelle medie di comparto, a
temere gli effetti maggiori sono presidenza del consiglio ed
enti non economici (Inps, Aci
ecc.), dove le indennità accessorie pesano di più: andando a
colpire i dipendenti più anziani, però, l'impatto può essere
anche maggiore.
Gli esuberi della Pa vanno
aggiungersi ad altre categorie
di persone che potranno andare in pensione prima dei 66 an-
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press LinE
II soie/2
10/07/2012
ni età la soglia limite effetto
della riforma. Innanzitutto sono "salvi" tutti i lavoratori
che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011.
Inoltre il comma 15-bis del decreto legge 201/2011, come modificato dalla legge di conversione 214/2011, invece, prevede «in via eccezionale» ai dipendenti del settore privato
iscritti all'assicurazione generale obbligatoria o forme sostitutive di andare in pensione a 64 anni.
La clausola si applica agli uomini che entro la fine del 2012
maturano 35 anni di contributi
arrivando a quota 96, cioè 6o
anni di età e 36 di contributi o
61 e 35, ma si applica anche alle
donne che, sempre entro la fine dell'anno, compiano 6o anni e vantino almeno 20 anni di
versamenti contributivi.
Seppur a fronte di una penalizzazione dell'assegno oscillante tra il 20 e il 3o% rispetto
al sistema retributivo, con tagli più consistenti per gli stipendi più elevati, possono anticipare il tempo della pensione
anche le lavoratrici con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un'età di almeno 57 anni se dipendenti o 58
anni se autonome. Per loro c'è
la possibilità di andare in pensione se si passa al sistema di
calcolo contributivo e si matura la decorrenza della pensione entro la fine del 2015.
Della pattuglia di lavoratori
sottratti alle nuove regole, in
base dei decreti legge 78/2009
e 78/2010, fanno parte anche le
lavoratrici del settore privato
che sono nate entro il 1951 e
quelle del pubblico nate entro
i11950 che hanno maturato 15 o
20 anni di contributi in base al
regime previdenziale applicabile, in quanto hanno già maturato il diritto alla pensione anche se sono ancora al lavoro.
Infine ci sono i izomila salvaguardati, così come definiti
dai decreti legge 201/2011,
214/2011 (e relative leggi di conversione) e 95/2012, nei mesi
scorsi oggetto di lunghi confronti tra governo, partiti politici e parti sociali.
Tra questi il nucleo più consistente è costituito dai 4omila, anche se in servizio al 4 dicembre, oggetto di accordi siglati entro il 31 dicembre 2011
finalizzati alla gestione delle
eccedenze occupazionali tramite ammortizzatori sociali.
O RIPRODUZIONE RISERVATA
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PensioniAmilasttaliinderon
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press LinE
Il Sole12
10/07/2012
L'Un Inizia domani a Palazzo Madama il percorso di conversione del decreto
Attuazione in 70 tappe, ottobre
decisivo per esuberi e Province
Eugenio Bruno
Marco Mobili
ROMA
Sui tagli di spesa lo Stato
può attendere. Governatori e
amministratori locali invece
no. Da subito saranno chiamati
a dare il loro pesante contributo alla causa spending review.
Il tutto in pochi mesi. Subito dopo l'estate Regioni, Province e
Comuni dovranno definire laripartizione del taglio sulla base
dei consumi intermedi dell'anno precedente. In particolare
gli enti locali e quelli territoriali dovranno lasciare sul piatto
2,3 miliardi, cui si dovranno aggiungere anche le riduzioni per
900 milioni al servizio sanitario nazionale. Il tutto da concordare in sede di Conferenza unificata (o Stato-città) entro il 30
settembre prossimo.
Per i ministeri invece la tagliola scatterà soltanto a partire dal 2013.A differenza di quanto inizialmente annunciato il
pacchetto di tagli non avrà alcun effetto sul 2012 e ammonterà a 1,5 miliardi l'anno per il triennio 2013-2015.
Farà eccezione soltanto il taglio alle spese delle amministrazioni centrali per l'acquisto di
beni e servizi. Per quest'anno il
contributo non andrà oltre i 121
milioni e dal prossimo salirà a
615 milioni. Senza peraltro fugare il dubbio che si tratti di veri e
propri tagli lineari, chiamati
tecnicamente dalla norma (articolo i comma 21) accantonamenti che saranno resi «indisponibili nei singoli stati di previsione della spesa di ciascun
Ministero..».
Tempi lunghi anche per il taglia-enti. L'analisi sul percorso
di attuazione della spending re-
view (si veda la tabella pubblicata qui a fianco) mette in evidenza anche che, più che lunghi, i tempi sono spesso indefiniti. Per più di un adempimento (decreto, regolamento, programma o convenzioni che sia)
manca un termine entro cui le
amministrazioni dovranno rendere operativo il taglio voluto
dal Governo. Ad esempio dalla
soppressione di Arcus Spa a
quella dell'Ente nazionale micro cre dito non esiste un termine entro cui Beni culturali e Sviluppo economico dovranno
emanare i rispettivi Dm.
Complessivamente le tappe
che dovranno portare all'attuaPID: TEMPI E DUE MISURE
Per i ministeri la scure
scatterà solo dal 2013. Già
quest'anno Regioni, Province
e Comuni dovranno definire
la ripartizione dei tagli
zione della spendingreview sono circa 70. Ed è solo l'inizio visto che il decreto legge da domani inizierà il suo iter di conversione a Palazzo Madama.
Con l'obiettivo del Governo di
concludere la partita prima
che le Camere chiudano per ferie e, quindi, entro la prima decade di agosto.
Se si guarda al calendario
complessivo l'efficacia (e la credibilità) dell'intera manovra
sulla revisione della spesa andrà verificata sul campo nel mese di ottobre 2012. Quando, ad
esempio, dovranno essere
pronte le piante organiche per
il taglio del 10% dei dipendenti
e del 20% dei dirigenti. Sulla b a-
se di quelle piante organiche,
approvate con specifici Dpcm
dopo aver informato i sindacati, saranno decisi i destini di almeno 24mila unità tra dipendenti e dirigenti, sia centrali
che locali. Nello stesso mese si
conoscerà il risultato del processo di cancellazione delle
province. Processo che partirà
già da metà luglio: il Governo
dovrà definire con una delibera i criteri di soppressione degli enti. Un mese dopo, subito
dopo Ferragosto, il Consiglio
delle autonomie locali dovrà
rendere note le proposte di accorpamento. Nei successivi 20
giorni dalla pubblicazione della legge di conversione (nulla
esclude che, al di là dell'approvazione lampo in Parlamento,
questa possa arrivare anche
agli inizi di settembre alla scadenza dei Co giorni per la conversione del Dl), i Consigli regionali con propria delibera approveranno gli accorpamenti.
Infine, sempre per ottobre
potrebbero essere definite le
modalità di attuazione della salvaguardia degli ulteriori 55mila lavoratori esodati. A meno
che, i ministeri del Lavoro e
quello dell'Economia, non de cidano di accorciare i tempi.
Mentre sul fronte delle dismissioni il decreto promette, sempre per ottobre, l'ennesimo
programma di dismissioni di
beni mobili della Pa. Che - come recita la relazione al Dlconsenta di realizzare un programma di dismissioni «con
strumenti più efficienti, trasparenti e in grado di aumentare i
proventi della finanza pubblica». Oggi non va, costa troppo
ed è poco pubblicizzato.
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i wning vision
press LITE
Il Sole/ /,1
10/07/2012
L'agenda della spending review
Le scadenze previste dal decreto di revisione della spesa pubblica
ArfrcoI
Articolck
comma
Contenuto
:ttk:
Consip
Centrali di
committenza
E-procurement
Beni mobili
Beni mobili
Riduzione spese
èdéiitC
1, 9
Individuazione beni per altre convenzioni
1,11
Elenco del commissario straordinario
1,18
1,19
1,20
1,22
Enti e organismi
soppressi
Arcus Spa
Centro sperimentale
cinematografia
Convenzioni Consip
Procedure per la rapida dismissione
Definizione programma dismissioni
Modifiche alla ripartizione dei tagli
5/10/12
10/09/12
.
Personale Difesa
Personale Pa
Personale Pa
Personale Pa
Personale Pa
Personale Pa
2,3
2,5
2,10
2,116
2,11d
2,13
Riduzione organici 10%
Riduzione piante organiche
Riordino competenze
Previsione numero cessazioni dal servizio
Processi mobilità per ricollocazione
Monitoraggio dei posti vacanti
31/10/12
30/04/13
31/12/12
Scioglimento entro
31/12/13
Contributi di
vigilanza
Registro unico degli
intermediari
Contratti scaduti
4
Elenco società escluse
5,1
5,10
5,11
Taglio aggio del 4%
Acquisto servizi sul mercato
Criteri per valutazione dipendenti
6,2
Trasmissione dati
6,8
Definizione modalità di contabilizzazione
6,9
Opere d'importo più rilevante
6,19
Modificazione convenzioni
1.0.0klZWNX:QX:i.$1n5A
Riscossione
Cedolino unico
Valutazione
Unità partecipate
o controllate
Spese per
investimento
Spese per
investimento
Convenzioni Tirrenia
Ente nazionale
microcredito
Associazione
studi cooperativi
"Luigi Luzzatti"
Promuovi Italia Spa
Promuovi Italia Spa
Statuto
:IMMOMINIOR/. .... , „
Affitti Pa statali
gg
30/11/12
1/10/12
comma
Contenuto
12,19
Semplificazione procedure riordino
12,25
Nomina commissario liquidatore
Individuazione risorse umane, finanziarie e
strumentali da trasferire a Istituto Luce
5/10/12
Cinecittà Srl
12,35
12,43
Nomina dirigente delegato a liquidazione
12,50
Nomina dirigente delegato a liquidazione
e risoluzione convenzioni
12,73
12,77
Accordo con Invita tia
Compensi commissario liquidatore
13,24
Approvazione statuto deliberato da
Direttorio Bankitalia
13,37
Quota da riconoscere a Consap Spa
13,38
Istituzione apposito organismo
7/07/14
Transito docenti inidonei nel ruolo Ata
6/08/12
Transito nel ruolo Ata
6/08/12
Fissazione criteri per il transito
nei ruoli Ata
27/07/12
Tariffe massime
Ripartizione tagli
6/08/12
30/09/12
Ripartizione tagli
Ripartizione tagli
Ripartizione tagli
Individuazione criteri soppressione
Proposta accorpamenti
Approvazione accorpamenti
30/09/12
30/09/12
30/09/12
17/07/12
16/08/12
20 gg*
7/01/12
01/2012
3/01/12
Personale inidoneo
14,13
Personale classi di
14,14
concorso C999 e C555
Personale inidoneo
'è"
14,15
5/09/12
5/11/12
.......
Strutture accreditate 15,16
Tagli fondi Ssn
15,22
::R%/TO:fPfMR:19gA
Risorse Regioni
Risorse Comuni
Risorse Province
Province
Province
Province
16,2 e 3
6 0 gg*
Province
17,5
Soppressioni nelle Regioni speciali
7/10/12
7/04/13
Province
17, 8
Città metropolitane
18,1
Riordino come Uffici territoriali dello Stato
6O gg*
Città metropolitane
18, 8
11,1
Riforma Scuole, Istituti ed enti
3/01/13
Città metropolitane
18,11
11,2
Riordino Scuole e Istituti militari
3/01/13
Comuni
Comuni
19, 2.5
19, 5
Inran
12,3
12, 9
Agea
Agea
Agea
12,10
12,15
12,16
Trasferimento funzioni Inran a Cra
Riallocazione al Mipaf di risorse umane,
finanziarie e strumentali
Approvazione tabella personale trasferito
Adozione statuto dell'Agenzia
Eventuali variazione di bilancio
5/10/12
Agea
Trasferimenti da Province a Comuni
Soppressione Province e istituzione delle
relative città metropolitane
Fondo perequativo per le Province e le città
metropolitane
Soppressione Province e istituzione delle
città metropolitane per le Regioni a statuto
speciale e le Province Autonome
Istituzione delle unioni di Comuni
Fissazione dei limiti demografici
Invio alla Regione delle proposte di
aggregazione per le unioni di Comuni
Attribuzione dei contributi alle fusioni
60 gg*
:1:MMIIEN:VINUNTRAV11:1
Presidenza del
Consiglio
Ministero Istruzione
7,4
Attribuzione missioni eliminate
7,27
Dematerializzazione procedure
:›fl413..1:04)TRS.gOV:3:„
Enti e agenzie locali
Enti e agenzie locali
9,2
9,4
Ricognizione organismi da eliminare
Soppressione automatica enti senza intesa
16,6
16, 7
17,2
17,3
17, 4
:14MMIXISTRAllONgInftneRICA::DeLLO:$1'.....
Prefetture
10,2
f(lUgggliMPIMAglgScuote pubbliche
di formazione
Scuole militari
S. OF.P.Ilt$MOVItVNT1
5/10/12
Comuni
19, 6
Comuni
20,3
Esod ati
22,2
Attuazione della salvaguardia di ulteriori
55mila lavoratori
1/01/14
3 mesi*
6 mesi*
31/12/13
2 mesi*
6 mesi*
60 gg*
(*) Dona conversione
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i wning vision
Il Sole 9.0)1111E
press LinE
10/07/2012
Autonmìe Contratti fi nanziari
Lo swap ai Comuni non è reato
Giovanni Negri
Lo swap ai Comuni non è reato. Almeno se non c'è stato alcun
esborso da parte dell'ente locale e
nell'ambito di un procedimento indirizzato a fare scattare il sequestro preventivo a carico di unabanca. Lo precisa la Corte di cassazione con la sentenza 25516 depositata il 28 giugno che ha confermato
la decisione del tribunale di Terni
che aveva accolto la richiesta di
riesame presentata da una banca
contro il decreto di sequestro chiesto dal Pm per il reato di truffa, sulla base del decreto 231 del 2001.
Secondo l'accusa, il comune di
Orvieto sarebbe stato tratto in inganno dalla condotta di un funzionario dell'istituto di credito che
avrebbe trattato con l'ente locale
operazioni finanziarie con derivati: in particolare si trattava di contratti di swap con clausola up
front, grazie alla quale la banca
LA MOTIVAZIONE
L'operazione assolve
a una funzione di copertura
dei debiti dell'ente
Per questo non si considera
puramente speculativa
avrebbe corrisposto anticipatamente al Comune il tasso di interessi a suo carico sul capitale di riferimento. Il funzionario avrebbe
però trascurato di rappresentare
compiutamente i fattori di rischio
dell'operazione.
I giudici del riesame di Terni,
sottolineavano però che, almeno
in astratto, le operazioni finanziarie in discussione erano pienamente legittime, visto che i contratti relativi a operazioni su strumenti finanziari derivati sono espressamente riconosciuti e disciplinati
come possibili mezzi di gestione
del debito pubblico. Più in dettaglio, i contratti tra il comune di Orvieto e labanca erano senz'altro inquadrabili tra quelli standard Irs,
in cui il tasso variabile del debito
del Comune veniva coperto all'interno di un determinato intervallo
o sostituito con un tasso tendenzialmente fisso. In entrambi i casi
con una significativa riduzione
del rischio di oscillazione dei tassi.
Operazioni non puramente speculative, perché invece assolvevano
a una funzione di copertura dei debiti del Comune. Per i giudici era
poi ovvio che la banca dovesse ottenere un utile, assorbito nella determinazione concreta del tasso
di interessi a carico del Comune,
per remunerare i rischi assunti.
Quanto al valore negativo del
mark to market al momento della
sottoscrizione dei contratti, i giuridici avevano rilevato che questo
non esprimeva un valore reale attuale «ma piuttosto l'attualizzazione in termini di proiezione futura
dei costi a carico della banca in dipendenza dell'eventuale risoluzione anticipata dei contratti, alla stregua, insomma, di una clausola penale che garantisse la banca contro il rischio di sopportare definitivamente, in caso di risoluzione anticipata gratuita, i costi dell'operazione, compreso l'importo dell'up
front. Nessun collegamento quindi tra la somma sequestrata e
un'ipotesi di reato da valutare in
termini probabilistici. E inoltre
nessun sacrificio economico da
parte del Comune che ancora non
aveva effettuato alcun pagamento.Una ricostruzione che la Cassazione ora avalla non considerando immotivata il rilevo del tribunale sulla natura «virtuale» della
clausola mark to market rispetto
al pregiudizio ipotizzabile.
Per il Pm, invece, il Comune
avrebbe subito un danno dai differenziali negativi «tra le somme
corrispondenti al all'attualizzazione dei flussi finanziari rispettivamente a carico di ciascuna delle
parti contraenti». Troppo superficiale poi il pm, nel giudizio della
Cassazione, sull'incidenza della
clausola up to front che comportava l'erogazione di somme anticipate da parte della banca.
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10 luglio 2012 - Il Comune di Gatteo