BRIANZACQUE S.r.l.
Sede Legale Viale Enrico Fermi 105 - 20900 MONZA (MB)
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www.brianzacque.it - [email protected]
PROGETTO DEFINITIVO ESECUTIVO
COMUNE DI PESSANO CON BORNAGO (MI)
APE0712
RIFACIMENTO RETE IDRICA VIE VARIE
COMMITTENTE
PROGETTO AMBIENTALE
PROGETTAZIONE:
Dott. Ing. M. Ferazzini c/o Brianzacque s.r.l.
RES. UNICO DEL PROCEDIMENTO:
Ing. Simone Cellitti c/o Brianzacque s.r.l.
Documento informatico firmato digitalmente ai sensi del T.U. 445/2000 e del D.Lgs 82/2005 e
rispettive norme collegate
1
0
REVISIONE
aprile 2014
redatto: LF
APRILE 2014
GENNAIO 2012
DATA
data:
DEFINITIVO - ESECUTIVO
PRELIMINARE
MOTIVO DELLE MODIFICHE
APE0712
approvato resp. sett. progettazione: MFe
commessa:
approvato resp. commessa:
AM
Comune di Pessano con Bornago ( MI )
Rifacimento rete idrica vie varie
PROGETTO DEFINITIVO - ESECUTIVO
Sommario
1
Premessa ..................................................................................................................... 3
2
Riferimenti legislativi ..................................................................................................... 3
3
Stato di Progetto ........................................................................................................... 5
4
3.1
Interventi Previsti in Progetto .................................................................................. 6
7.1
Materiali e sostanze chimiche utilizzate in cantiere .............................................. 12
7.2
Scarti scaturiti dalle attività Lavorative .................................................................. 13
Gestione dei Rifiuti di Cantiere ................................................................................... 13
4.1
Quadro normativo Gestione Rifiuti ........................................................................ 13
4.2
Classificazione dei Rifiuti del Cantiere .................................................................. 13
4.3
Rifiuti derivanti dall’attività di cantiere ................................................................... 14
4.4
Stoccaggio dei Rifiuti in cantiere ........................................................................... 15
4.5
La documentazione a corredo del Rifiuto ............................................................. 16
5
Gestione dei Rifiuti derivanti da emergenze non previste ........................................... 18
6
Numeri Utili per emergenze Ambientali ...................................................................... 18
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1 Premessa
I rifiuti prodotti da attività di cantiere sono considerati solamente scarti; tuttavia, la loro
gestione, può nascondere insidie e difficoltà che le imprese affidatarie devono
opportunamente porre in evidenza e tenere sotto controllo mediante procedure chiare e
organizzate (anche per quanto riguarda la compilazione e la conservazione della
documentazione).
Scopo del presente progetto è di definire una procedura per gestione dei rifiuti scaturiti
dalle lavorazioni propedeutiche alla realizzazione dell’intervento per il rifacimento di parte
della rete idrica del comune di Pessano conBornago.
2 Riferimenti legislativi
Si riportano di seguito alcuni dei riferimenti legislativi estratti dal D.lgs. N. 152/2006 ai quali
si è ispirato il seguente progetto ambientale
Art. 183 - Definizioni
Ai fini della parte quarta del presente decreto e fatte salve le ulteriori definizioni contenute
nelle disposizioni speciali, si intende per:
rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A
alla parte quarta del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia
l'obbligo di disfarsi;
produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale e la persona
che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno
mutato la natura o la composizione di detti rifiuti; e) detentore: il produttore dei rifiuti o il
soggetto che li detiene;
gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il
controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche dopo la chiusura;
raccolta: l'operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro
trasporto; (omissis)
Art. 184 - classificazione
Ai fini dell'attuazione della parte quarta del presente decreto i rifiuti sono classificati,
secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di
pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.
Sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di
civile abitazione;
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b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di
cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi
dell'articolo 198, comma 2, lettera g);
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o
sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge
marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti
da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), e) ed e)
Sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti [....]
che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto
dall'articolo 186;
c) i rifiuti da lavorazioni industriali, [....];
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
e) i rifiuti da attività commerciali;
f) i rifiuti da attività di servizio;
g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi
prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla
depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie;
i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
j) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;
k) il combustibile derivato da rifiuti;
(omissis)
Allegati alla Parte Quarta
Allegato A
1 - Categorie di rifiuti
Q1 Residui di produzione o di consumo in appresso non specificati;
Q2 Prodotti fuori norma;
Q3 Prodotti scaduti;
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Q4 Sostanze accidentalmente riversate, perdute o aventi subito qualunque altro
incidente, compresi tutti i materiali, le attrezzature, ecc.. contaminati in seguito
all'incidente in questione;
Q5 Sostanze contaminate o insudiciate in seguito ad attività volontarie (a esempio
residui di operazioni di pulizia, materiali da imballaggio, contenitori, ecc.);
Q6 Elementi inutilizzabili (a esempio batterie fuori uso, catalizzatori esausti, ecc.);
Q7 Sostanze divenute inadatte all'impiego (a esempio acidi contaminati, solventi
contaminati, sali da rinverdimento esauriti, ecc.);
Q8 Residui di processi industriali (a esempio scorie, residui di distillazione, ecc.);
Q9 Residui di procedimenti antinquinamento (a esempio fanghi di lavaggio di gas,
polveri di filtri dell'aria, filtri usati, ecc.);
Q10
Residui di lavorazione/sagomatura (a esempio trucioli di tornitura o di
fresatura, ecc.);
Q11
Residui provenienti dall'estrazione e dalla preparazione delle materie prime
(a esempio residui provenienti da attività minerarie o petrolifere, ecc.);
Q12
Sostanze contaminate (a esempio olio contaminato da PCB, ecc.);
Q13
Qualunque materia, sostanza o prodotto la cui utilizzazione è giuridicamente
vietata;
Q14
Prodotti di cui il detentore non si serve più (a esempio articoli messi fra gli
scarti dell'agricoltura, dalle famiglie, dagli uffici, dai negozi, dalle officine, ecc.);
Q15
Materie, sostanze o prodotti contaminati provenienti da attività di riattamento
di terreni;
Q16
Qualunque sostanza, materia o prodotta che non rientri nelle categorie sopra
elencate.
3 Stato di Progetto
Le opere consistono nella sostituzione di alcuni tratti di rete dell’acquedotto comunale
vetusti e di portata insufficiente per le attuali utenze, per una più semplice descrizione
l’opera è stata suddivisa per vie come segue:
• Strada per c.na Canepa
• Piazza Castello
• Via Asilo Modini
• Via Torricelli
• Via Volta
• Via Fermi
• Via Marconi
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• Via Grandi
• Via Di Vittorio
• Via Don Gnocchi
• Zona c.na Oltrona (via Isonzo; via Monza)
3.1
Interventi Previsti in Progetto
Strada per c.na Canepa:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN50mm (2”) con una tubazione in
PEad DE 110mm PN16 per una lunghezza di circa 660m. L’intervento insiste sulla
carreggiata della strada per c.na Canepa partendo dalla condotta in acciaio DN100mm
(4”) esistente sulla S.P.242 fino a raggiungere le utenze della cascina.
La nuova condotta in progetto verrà posata, per quanto possibile, parallelamente alla
condotta esistente ad una profondità rispetto al piano stradale di circa 1,10m, mediante
scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,50m ed una profondità di circa 1,40m.
Lungo il tracciato, a circa 200m dalla strada provinciale e in corrispondenza della cascina,
verranno installati due idranti sottosuolo DN 80mm a norma UNI EN 14339 con attacco a
baionetta UNI 70, collegati alla linea principale in progetto per mezzo di tubazioni in PEad
DE 90mm.
Piazza Castello:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN 65mm (2”1/2) con una tubazione
in PEad DE 160mm PN16 per una lunghezza di circa 135m. L’intervento insiste sulla
carreggiata della p.zza Castello S.P.242 Carugate-Pessano, partendo dalla condotta in
acciaio DN150mm (6”) esistente in corrispondenza dell’incrocio con la via Piave fino a
ricollegarsi alla condotta in PEad DE 160mm insistente sulla via Don Gnocchi nei pressi
dell’incrocio con via Roma.
La nuova condotta in progetto verrà posata sulla corsia nord della S.P.242 in direzione
Carugate ad una profondità rispetto al piano stradale di circa 1,10m, mediante scavo a
cielo aperto avente una larghezza pari a 0,60m ed una profondità di circa 1,46m.
Via Asilo Modini:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN100mm (4”) con una tubazione in
PEad DE 110mm PN16 per una lunghezza di circa 90m. L’intervento interesserà la
carreggiata della via Modini partendo dalla tubazione in PEad DE 160mm insistente sulla
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via Don Gnocchi fino a raggiungere l’incrocio con la via S. Francesco e riallacciarsi alla
condotta in acciaio DN 100mm (4”) che prosegue per la restante parte della via Modini.
La nuova condotta in progetto verrà posata, per quanto possibile, parallelamente alla
condotta esistente ad una profondità rispetto al piano stradale di circa 1,10m, mediante
scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,50m ed una profondità di circa 1,40m.
Via Torricelli:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN100mm (4”) con una tubazione in
PEad DE 160mm PN16 per una lunghezza di circa 95m e la posa di un nuovo tratto di
collegamento sempre in PEad DE 160mm per una lunghezza di 120m.
L’intervento insisterà sulla carreggiata della via Torricelli percorrendola fino in fondo per
proseguire sulla banchina della S.P.13 Melzo-Monza in prossimità della stazione di
servizio “ENI” per collegarsi ad una condotta in acciaio DN 200mm (8”) esistente posta in
attraversamento alla strada provinciale. Il nuovo collegamento da realizzare avrà come
finalità oltre a migliorare le pressioni di esercizio su tutta la rete, anche quella di
permettere l’eliminazione di un tratto di condotta in acciaio DN 200mm (8”) esistente
posato in terreni privati ovviando così agli evidenti problemi di manutenzione già verificatisi
in passato.
La nuova condotta in progetto verrà posata ad una profondità rispetto al piano stradale di
circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,60m ed una
profondità di circa 1,46m.
Lungo il tracciato, in corrispondenza dell’area verde alla fine di via Torricelli, verrà
installato un idrante soprasuolo antiribaltamento DN 100mm a norma UNI EN 14384 con
doppie bocche UNI 70 e attacco motopompa UNI 100, collegato alla linea principale in
progetto per mezzo di tubazione in PEad DE 110mm.
Via Volta:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN100mm (4”) con una tubazione in
PEad DE 160mm PN16 per una lunghezza di circa 130m. L’intervento insiste sulla
carreggiata della via Volta partendo dalla condotta esistente in PEad DE 125mm in
prossimità dell’incrocio con la via Torricelli fino ad arrivare all’incrocio con la via Don
Gnocchi dove si collegherà alla nuova tubazione prevista in progetto su quest’ultima via.
La nuova condotta in progetto verrà posata ad una profondità rispetto al piano stradale di
circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,60m ed una
profondità di circa 1,46m.
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Via Fermi:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN100mm (4”) con una tubazione in
PEad DE 125mm PN16 per una lunghezza di circa 160m e la posa di un nuovo tratto
sempre in PEad DE 125mm per una lunghezza di 60m per realizzare un collegamento alla
condotta idrica in PEad 160mm esistente su via Pacinotti. L’intervento insiste sulla
carreggiata della via Fermi percorrendola in tutta la sua lunghezza, partendo dalla nuova
condotta che verrà realizzata sulla via Don Gnocchi fino a raggiunge la tubazione
esistente in PEad DE 160mm sulla via Pacinotti.
La nuova condotta in progetto verrà posata ad una profondità rispetto al piano stradale di
circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,50m ed una
profondità di circa 1,42m.
Lungo il tracciato, a circa 110m dalla via Don Gnocchi, verrà installato un idrante
sottosuolo DN 80mm a norma UNI EN 14339 con attacco a baionetta UNI 70, collegato
alla linea principale in progetto per mezzo di tubazione in PEad DE 90mm.
Via Marconi:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN100mm (4”) con una tubazione in
PEad DE 160mm PN16 per una lunghezza di circa 180m. L’intervento insiste sulla
carreggiata di via Marconi partendo dalla nuova condotta che verrà realizzata sulla via
Don Gnocchi fino a raggiunge la tubazione esistente in PEad DE 160mm proveniente dalla
via Pacinotti.
La nuova condotta in progetto verrà posata ad una profondità rispetto al piano stradale di
circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,60m ed una
profondità di circa 1,46m.
Lungo il tracciato, a circa 20m dalla via Don Gnocchi, verrà installato un idrante sottosuolo
DN 80mm a norma UNI EN 14339 con attacco a baionetta UNI 70, collegato alla linea
principale in progetto per mezzo di tubazione in PEad DE 90mm.
Via Grandi:
Prevista sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN100mm (4”) con una tubazione in
PEad DE 160mm PN16 per una lunghezza di circa 85m. L’intervento insiste sulla
carreggiata della via Grandi partendo dalla nuova condotta che verrà realizzata sulla via
Don Gnocchi fino a raggiunge la tubazione anch’essa di futura realizzazione proveniente
dalla via Di Vittorio.
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La nuova condotta in progetto verrà posata ad una profondità rispetto al piano stradale di
circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,60m ed una
profondità di circa 1,46m.
Via Di Vittorio:
Prevista la sostituzione dell’attuale condotta in acciaio DN125mm (5”) con una tubazione
in PEad DE 160mm PN16 per una lunghezza pari a 335m (linea principale) e la ripresa di
un allacciamento esistente con una tubazione in PEad DE 110mm PN16 per una
lunghezza di circa 35m (estensione). L’intervento insiste sulla carreggiata della via Di
Vittorio partendo dalla nuova condotta che verrà realizzata sulla via Don Gnocchi fino a
raggiunge la tubazione in acciaio DN 100mm (4”) esistente sulla via Grandi formando una
rete ad anello e migliorando sensibilmente le pressioni di esercizio, nonché le portate alle
utenze finali. A completamento verrà realizzata un estensione nel tratto di via a fondo
cieco per la ripresa di alcune utenze esistenti.
Per quanto riguarda la linea principale la condotta in progetto verrà posata ad una
profondità rispetto al piano stradale di circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente
una larghezza pari a 0,60m ed una profondità di circa 1,46m, mentre per l’estensione si
effettuerà uno scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,50m ed una profondità di
circa 1,40m con la condotta che risulterà comunque ad una profondità di circa 1,10m.
Lungo il tracciato verranno dislocati tre idranti, due soprasuolo antiribaltamento DN
100mm a norma UNI EN 14384 con doppie bocche UNI 70 e attacco motopompa UNI
100, collegati alla linea principale in progetto per mezzo di tubazioni in PEad DE 110mm e
uno sottosuolo DN 80mm a norma UNI EN 14339 con attacco a baionetta UNI 70,
collegato alla linea principale in progetto per mezzo di tubazione in PEad DE 90mm.
Via Don Gnocchi:
Prevista sostituzione su tutta la lunghezza della via delle attuali condotte di materiali e
diametri vari che, anche alla luce dei nuovi interventi, verrebbero a risultare di dimensioni
e portate insufficienti. Per una più chiara descrizione l’intervento verrà suddiviso nei
seguenti due tratti:
1) la parte compresa tra l’incrocio con via Marconi-Grandi e quello con via Volta
nella quale verrà posata una tubazione in PEad DE 160mm PN16 per una
lunghezza di circa 325m in sostituzione di una condotta esistente in PEad DE
90mm.
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2) la parte compresa tra l’incrocio con via Volta e la provinciale Melzo-Monza
S.P.13, compreso il suo attraversamento, nella quale verrà posata una tubazione in
PEad DE 125mm PN16 per una lunghezza di circa 110m di cui 30m da realizzare
mediante trivellazione orizzontale controllata (T.O.C.) in sostituzione di una condotta
esistente in acciaio DN 65mm (2”1/2).
Il primo tratto insiste per tutta la lunghezza della carreggiata di via Don Gnocchi S.P. 216
Masate-Gessate-Pessano partendo dall’incrocio con via Volta collegandosi alla nuova
condotta in arrivo da quest’ultima via e termina collegandosi alle condotte, anch’esse di
futura realizzazione, in arrivo dalle vie Marconi e Grandi. Tutte le tubazioni a cui si
collegherà la condotta oggetto dell’intervento saranno in polietilene DE 160mm PN16
realizzando così una rete in grado di sopportare pressioni e portate maggiori di quella
attuale.
La nuova condotta in progetto verrà posata ad una profondità rispetto al piano stradale di
circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a 0,60m ed una
profondità di circa 1,46m.
Lungo il tracciato, a circa 150m dall’incrocio con via Volta e in prossimità dell’incrocio con
via Fermi, verrà installato un idrante sottosuolo DN 80mm a norma UNI EN 14339 con
attacco a baionetta UNI 70, collegato alla linea principale in progetto per mezzo di
tubazione in PEad DE 90mm.
La seconda parte dell’intervento insiste sul tratto terminale a fondo chiuso della Via Don
Gnocchi partendo dall’incrocio con la via Volta fino a raggiungere la S.P.13 Melzo-Monza,
in corrispondenza della strada provinciale verrà eseguito il suo attraversamento mediante
trivellazione orizzontale controllata (T.O.C) per consentire il collegamento della tubazione
in progetto alla condotta in acciaio DN 200mm (8”) esistente che corre parallelamente alla
S.P.13.
Il tratto di condotta, fino a raggiungere la S.P.13, verrà posato ad una profondità rispetto al
piano stradale di circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente una larghezza pari a
0,50m ed una profondità di circa 1,42m.
Lungo il tracciato, in corrispondenza dell’area verde in prossimità dell’inizio del sottopasso,
verrà installato un idrante soprasuolo antiribaltamento DN 100mm a norma UNI EN 14384
con doppie bocche UNI 70 e attacco motopompa UNI 100, collegato alla linea principale in
progetto per mezzo di tubazione in PEad DE 110mm.
La restante parte dell’intervento in attraversamento della strada provinciale sarà eseguito
tramite la tecnica della trivellazione orizzontale controllata (T.O.C.) in modo da evitare
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scavi a cielo aperto, ottimizzando i tempi di esecuzione ed evitare così possibili disagi al
traffico urbano lungo la strada provinciale.
L’attraversamento avverrà ad una profondità non inferiore ai 2,50m dal piano stradale
all’estradosso superiore della tubazione ed in corrispondenza del punto di inizio e di fine
della trivellazione verranno predisposti due pozzetti senza fondo 1m x 1m altezza 1.10m in
CLS per l’alloggiamento delle saracinesche di intercettamento del tratto di condotta in
oggetto.
Zona cascina Oltrona:
Prevista la posa di una nuova condotta PEad DN 125mm PN16 che metta in collegamento
la rete idrica esistente sulla via Isonzo con la condotta esistente posata in banchina della
S.P.13.
L’intervento insiste sulla carreggiata della via Isonzo partendo dalla condotta in acciaio DN
100mm (4”) esistente nei pressi dell’incrocio con la via I° Maggio fino a collegarsi con la
condotta in acciaio DN 100mm (4”) esistente che corre parallelamente alla S.P.13.
Il tratto di condotta fino al raggiungimento della strada provinciale verrà posato ad una
profondità rispetto al piano stradale di circa 1,10m, mediante scavo a cielo aperto avente
una larghezza pari a 0,50m ed una profondità di circa 1,42m.
Lungo il tracciato, nei pressi dell’incrocio con la via I° Maggio, verrà installato un idrante
sottosuolo DN 80mm a norma UNI EN 14339 con attacco a baionetta UNI 70, collegato
alla linea principale in progetto per mezzo di tubazione in PEad DE 90mm.
Il tratto in attraversamento alla S.P.13 sarà eseguito tramite la tecnica della trivellazione
orizzontale controllata (T.O.C.) in modo da evitare scavi a cielo aperto, ottimizzando i
tempi di esecuzione ed evitare così possibili disagi al traffico urbano lungo la strada
provinciale.
L’attraversamento avverrà ad una profondità non inferiore ai 2,50 m misurata dal piano
stradale all’estradosso superiore della tubazione ed in corrispondenza del punto di inizio e
di fine della trivellazione verranno installate delle saracinesche in ghisa sferoidale a corpo
ovale PN16 di intercettazione del tratto di condotta in oggetto.
In generale per tutti gli interventi da realizzare, il fondo dello scavo verrà preparato con un
letto di sabbia viva di cava dello spessore minimo di 20cm sul quale verrà alloggiata la
tubazione che successivamente sarà rinfiancata e coperta sempre con sabbia per uno
spessore di 20cm sopra la generatrice superiore. Terminate le operazioni di posa della
condotta si provvederà a riempire lo scavo mediante la stesa di materiale misto inerte a
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granulometria
stabilizzata
opportunamente
compattato,
temporaneamente
fino
al
raggiungimento del piano stradale preesistente e successivamente si provvederà al
ripristino finale della massicciata e del manto stradale.
Tutte le valvole a saracinesca, previste negli interventi in progetto in corrispondenza delle
prese in carico, degli incroci o degli idranti saranno in ghisa sferoidale a corpo ovale PN16
complete di asta, para asta e chiusino per permetterne la completa manovrabilità.
Per il riallaccio delle utenze esistenti, dove previsto, verranno predisposte delle valvole di
derivazione a squadra in esecuzione da sottosuolo complete di asta, para asta e chiusino
per permettere l’intercettazione dell’utenza stessa.
In corrispondenza degli idranti e delle saracinesche verrà posizionata una targa
segnalatrice che ne indicherà l’esatta collocazione.
Lungo lo sviluppo delle tubazioni verrà posato nastro di segnalazione con cavetto di rame
per poter localizzare in futuro l’esatta collocazione della tubazione.
In sintesi le lavorazioni previste in progetto saranno:
•
Realizzazione di scavi per la posa e successivo rinterro delle condotte idriche in
progetto.
•
L’installazione di apparecchiature idrauliche quali saracinesche e idrante.
•
L’esecuzione della ripresa degli allacciamenti utenza esistenti.
3.2
Materiali e sostanze chimiche utilizzate in cantiere
I materiali utilizzati nel cantiere in oggetto per la realizzazione dell’opera sono i seguenti:
• Tubazioni in Polietilene ad Alta Densità PE100 PN 16 ;
• Apparecchiature idrauliche: saracinesche in ghisa, idranti sottosuolo in ghisa DN
80mm e idranti soprasuolo in ghisa DN 100mm;
• Chiusini in Ghisa;
• Sabbia viva di cava per rinfianco tubazioni.
• Misto inerte a granulometria stabilizzata per sottofondo stradale.
• Conglomerato bituminoso per strato di base (tout venant)
• Conglomerato bituminoso per strato di collegamento (binder)
• Conglomerato bituminoso per strato di usura (tappetino)
Le sostanze chimiche utilizzate in cantiere sono le seguenti:
• Gasolio;
• Benzina;
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• Oli lubrificanti;
3.3
Scarti scaturiti dalle attività Lavorative
Gli scarti scaturiti dalle attività lavorative per la realizzazione della condotta idrica sono le
seguenti:
• Terra di risulta;
• Scarti derivanti da prodotti utilizzati in cantiere come contenitori, oli, vernici,
lubrificanti, stracci, ecc;
• Asfalto da fresatura.
4 Gestione dei Rifiuti di Cantiere
4.1
Quadro normativo Gestione Rifiuti
In base a quanto imposto dalla legge è necessario organizzare la gestione rifiuti.
Innanzitutto, è opportuno richiamare quanto stabilisce la legislazione in materia:
• viene considerato "rifiuto": qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie
riportate nell'allegato A alla Parte quarta, D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e di cui il
detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi;
• il soggetto incaricato di questa gestione è il "detentore": il produttore dei rifiuti o il
soggetto che li detiene. Da una lettura degli artt.183, 184 e Allegato A, Parte IV,
D.Lgs. n. 152/2006, appare, quindi, evidente che il cantiere è soggetto alla
presenza di rifiuti, la cui gestione può essere sia di chi li produce sia di chi li
detiene.
Nel cantiere la gestione è di norma affidata all'impresa affidataria, anche per quanto
prodotto dai propri subappaltatori.
Se la normativa specifica non chiarisce bene questo aspetto, è, invece, evidente che può
prefigurarsi, comunque, una responsabilità a carico dell'impresa affidataria in quanto l'area
di proprietà della committente è stata "consegnata" a mezzo di apposito verbale di
consegna temporanea delle aree, all'impresa affidataria, che ha, pertanto, responsabilità
piena su quanto avviene nell’area stessa.
Ciò non esclude la possibilità, da parte dell'affidataria, di esercitare un'attività meramente
di controllo, sull'esecuzione da parte dalle imprese che producono il rifiuto di quanto
stabilito dalla normativa in merito alla gestione dello stesso.
4.2
Classificazione dei Rifiuti del Cantiere
Di seguito si riporta la classificazione CER dei rifiuti da cantiere edile:
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4.3
Rifiuti derivanti dall’attività di cantiere
Nel caso in oggetto, ovvero per la realizzazione della nuova condotta idrica, la
classificazione di rifiuto dipende dallo scarto e dall’utilizzo che si intende fare dello stesso.
Si riportano di seguito le scelte progettuali effettuate:
Tipologia di
Scarto
Classificazione
Destinazione/
smaltimento
Codice del
Rifiuto
Terra di risulta
Rifiuto
Discarica
17.05 - Terra
Asfalto da demolizioni
Rifiuto speciale
Discarica
17.03 – Miscele Bituminose
Prodotti utilizzati in
cantiere come
contenitori, oli, vernici,
lubrificanti, stracci…
13 –Oli esauriti e residui di
combustibili liquidi
Rifiuto speciale
A carico
dell’appaltatore
15 – Rifiuti da imballaggio,
assorbenti, stracci,…
08 – rifiuti della produzione,
formulazione, fornitura e uso di
rivestimenti
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Note
Da consegnare
Bollettino di Discarica
Da consegnare
Bollettino di Discarica
Tale rifiuto verrà
gestito e smaltito
dall’appaltatore
attraverso la sua
struttura. In cantiere
non verrà stoccato.
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4.4
Stoccaggio dei Rifiuti in cantiere
In base al D.Lgs. N. 152/2006 si devono rispettare le seguenti disposizioni per lo
stoccaggio dei rifiuti:
• Il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e
nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto
delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute
(art. 183, comma 4).
• I rifiuti speciali non possono essere abbandonati o depositati in modo incontrollato
sul suolo e nel suolo (art. 192, comma I).
• Non devono essere miscelate categorie diverse di rifiuti speciali pericolosi di cui
all'Allegato G o rifiuti speciali pericolosi con rifiuti speciali non pericolosi (art. 187).
• Devono essere rispettate le normative sull’imballaggio e l’etichettatura delle
sostanze pericolose contenute nei rifiuti speciali (art. 183, comma 5)
• I rifiuti devono essere raccolti e avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento
secondo una delle seguenti modalità alternative:
1. a scelta del produttore;
2. con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in
deposito;
3. quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunge complessivamente i 10
metri cubi, nel caso di rifiuti pericolosi, o i 20 metri cubi, nel caso di rifiuti non
pericolosi.
• In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi
l'anno e quello di rifiuti non pericolosi non superi i 20 metri cubi l'anno, il deposito
temporaneo non può avere durata superiore a un anno (art. 183, comma 2).
In base ai rifiuti generati dal cantiere in oggetto e a seconda delle scelte dell’appaltatore, si
può decidere di:
1. stoccare il rifiuto in loco con le modalità precedentemente descritte;
2. smaltirlo immediatamente (attraverso un camion)
In entrambi i casi si dovranno seguire le seguenti modalità di stoccaggio:
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Rifiuto
Tipologia
Asfalto da demolizioni
Rifiuto speciale
Prodotti utilizzati in
cantiere come
contenitori, oli, vernici,
lubrificanti, stracci…
Rifiuto speciale
Modalità di stoccaggio Esempio di
stoccaggio
Tale rifiuto può essere
immediatamente
trasportato
in
discarica o stoccato in
cantiere attraverso un
container
Tale
rifiuto
verrà
stoccato nel furgone
dell’impresa
affidataria e smaltito
giornalmente
dal
cantiere
secondo
quanto stabilito dalla
legge
La modalità di smaltimento dovrà essere comunicata prima dell’inizio dei lavori sia al
committente che al responsabile unico del procedimento.
4.5
La documentazione a corredo del Rifiuto
Una volta effettuato il conferimento, risulta di estrema importanza la gestione della
documentazione a corredo del rifiuto.
4.5.1 Il formulario di identificazione del Rifiuto
Deve essere conforme al modello del D.M. n. 145/1998 m del D.M. n.148/1998 , secondo
quanto disposto dall'art.193, D.Lgs. n.152/ 2006 con nuovo modello da definirsi con
apposito decreto. Tutti i trasporti effettuati da enti o imprese devono essere accompagnati
dal formulario d'identificazione del rifiuto, che deve essere tenuto come segue:
• redatto in quattro copie;
• compilato, datato e firmato dal produttore/detentore dei rifiuti speciali;
• controfirmato dal trasportatore dei rifiuti speciali;
Inoltre, per il formulario sono previsti i seguenti obblighi:
• deve essere:
1. emesso per ciascun rifiuto (individuato dal codice CER e dalla descrizione);
2. emesso da bollettario a ricalco;
3. emesso da tipografie autorizzate dal Ministero delle Finanze ai sensi del DM
29/11/78;
4. numerato progressivamente, anche con prefissi alfabetici di serie e devono
essere vidimati dall'ufficio del registro o dalle CCIAA (gratuitamente);
5. conservato per cinque anni.
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• la fattura d'acquisto deve essere annotata sul registro IVA acquisti,
• costituisce parte integrante del registro di carico e di scarico (per i soggetti obbligati
alla tenuta di questo documento) e, pertanto, il "numero di registro di carico e di
scarico" corrispondente all'annotazione dovrà essere apposto sul formulario
d'identificazione del rifiuto.
Poiché l'art. 190, D.Lgs. n. 152/2006 prevede che le annotazioni vengano effettuate
secondo precise cadenze e poiché, solo a seguito della predetta annotazione, sarà
possibile individuare il "numero di registro di carico e di scarico", ciò comporterà che,
durante il trasporto, il formulario d'identificazione del rifiuto potrà essere sprovvisto del
"numero del registro di carico e di scarico".
I soggetti non obbligati alla tenuta del registro di carico e di scarico non dovranno indicare,
ovviamente, il numero, ma dovranno specificare l'esonero nelle annotazioni e conservare
le copie del formulario presso di loro.
4.5.2 Il registro di carico e scarico
Questo documento deve essere conforme al modello di cui al D.M. n. 148/1998:
• modello A per produttori, recuperatori, smaltitori, trasportatori, commercianti e
intermediari con detenzione;
• modello B per commercianti e intermediari senza detenzione.
II registro di carico e di scarico deve essere numerato e vidimato dalla Camera di
Commercio territorialmente competente. Le annotazioni devono essere effettuate:
• per i produttori, almeno entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo
scarico del medesimo;
• per i raccoglitori e trasportatori, almeno entro 10 giorni lavorativi dall'effettuazione
del trasporto;
• per i commercianti e intermediari, almeno entro 10 giorni lavorativi dall’
effettuazione della transazione relativa;
• per i recuperatori e gli smaltitori, 2 giorni lavorativi dalla presa in carico.
L'unità di misura può essere scelta tra "kg", "litri", "metri cubi"; la stessa deve essere
mantenuta per tutte le registrazioni.
I registri di carico e di scarico, integrati con i relativi formulari d'identificazione del rifiuto,
vanno conservati per 5 anni dalla data dell'ultima registrazione. Nel caso di semplice
trasporto senza stoccaggio, è possibile effettuare una sola registrazione contestuale di
carico e scarico, indicando la data d'inizio e di fine trasporto. Ogni annotazione di carico e
scarico deve essere riferita a ogni singolo formulario d'identificazione del rifiuto. È
possibile tenere un unico registro di carico e di scarico per le diverse attività svolte (da
indicare nel frontespizio).
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5 Gestione dei Rifiuti derivanti da emergenze non previste
In caso di accadimenti accidentali (versamenti di liquidi nel terreno) e di rinvenimenti
occorsi durante la realizzazione dell’opera (fusti, bombole, eternit,ecc), la procedura da
seguire è la seguente:
1. Fermare Lavori;
2. Abbandonare l’area contaminata;
3. Avvisare immediatamente l’appaltatore (RUP), il coordinatore per la sicurezza in
fase di esecuzione e gli organi di vigilanza (ARPA e ASL di competenza). I
numeri sono riportati nel paragrafo 6 e saranno affissi nella baracca di cantiere.
6 Numeri Utili per emergenze Ambientali
Di seguito si riportano i numeri telefonici da affiggere nella baracca di cantiere per far fonte
ad emergenze ambientali:
BRIANZACQUE S.r.l.
Sede Legale Viale Enrico Fermi 105 - 20900
MONZA (MB)
Appaltatore
Telefono 039262301 - Fax 0392130074
Ing. Simone Cellitti c/o Brianzacque s.r.l.
Direttore lavori
Tel. : 039262301
Geom. Fabrizio Ballerini
c/o Brianzacque s.r.l.
Coordinatore per la sicurezza in Esecuzione
Organi di Vigilanza Territoriali/Nazionali
ARPA – Agenzia Protezione dell’ambiente
02.696661
ASL Milano 2 – Distretto 4
02 92654423
Settore
Attuazione
Politiche
Ambientali
02.88467697
Ufficio Emergenze Ambientali comune di Milano
Sezione polizia stradale
113
Comando Vigili del fuoco
115
Stazione dei carabinieri
112
18/18
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