LEGGERE
L’ALFABETO
DEI BULLI
Genitori e Scuola,
insieme
Modera Alessandro Vacchiotti
Presidente A.Ge Media Val Susa
Apertura :
Saluto pres regionale AGe
Gian Carlo Clara
Dirigente Scolastico
Prof.ssa Susanna Tittonel
“Perché parlare del
bullismo a scuola,
perché parlarne insieme,
genitori e scuola
in classe di mio figlio c'era un ripetente che dettava
legge.mio figlio non era mai d'accordo con lui e cosi è
finito x essere il suo bersaglio.ogni giorno in classe sotto
gli occhi del proff(che si era stancato d'intervenire)faceva
cadere dal banco di mio figlio tutto l'occorrente scolastico
che poteva avere.mio figlio puntualmente si ritrovava a
dover raccogliere tutto e sempre solo.al che io mi sono
stancata e sono andata a parlare con la preside.lei mi
disse che era a conoscenza di tutto ciò ma che non poteva
fare niente.questo ragazzo ogni volta che i dirigenti
scolastici mandavano a chiamare i genitori,veniva
picchiato dal padre e difeso puntualmente dalla
madre.io non trovando nessuna via d'uscita x la serenità
di mio figlio,(d'accordo con lui)l'ho trasferito
d'istituto..quello che mi chiedo è che ragazzo diventerà
da grande questo piccolo bulletto?
Perché spesso è un
problema che non deve
essere sottovalutato
Perché gli adulti devono
indicare modelli positivi
ai bambini ed ai ragazzi
Perché parlare del
bullismo a scuola,
perché parlarne
insieme, genitori e
scuola
Perché vogliamo condividere
veramente la responsabilità
della formazione ed
educazione
Perché la scuola è luogo
di apprendimento della
cittadinanza
Prendere in giro per caratteristiche personali (prendere in
giro per il modo di fare, per l’aspetto fisico etc.).
Questo comportamento:
m aschi
6%
34%
14%
46%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
femmine
17%
57%
4%
22%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
Offendere (per pura
umilianti, razziste etc).
prepotenza,
con
parole
volgari,
Questo comportamento:
m aschi
24%
0%
27%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
49%
fem m ine
26%
0%
48%
26%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
Mancare di rispetto alle ragazze mettendo le mani addosso.
Questo comportamento:
maschi
11%
6%
41%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
42%
femmine
9%
26%
direi che non
avviene
è raro
30%
35%
è abbastanza
presente
è frequente
Bloccare fisicamente (non lasciar passare, non fare entrare
o uscire etc.).
Questo comportamento:
maschi
11%
30%
14%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
45%
femmine
direi che non
avviene
è raro
5%
32%
0%
63%
è abbastanza
presente
è frequente
Fare del male
provocazione)
(spintoni,
pugni,
calci,
pizzicotti
Questo comportamento:
maschi
10%
36%
21%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
33%
femmine
17%
4%
30%
49%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
per
Pretendere la merenda, o compiti da copiare…
Questo comportamento:
m aschi
11%
19%
40%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
30%
femmine
4%
22%
35%
39%
direi che non
avviene
è raro
è abbastanza
presente
è frequente
Pretendere soldi.
Questo comportamento:
m aschi
11%
direi che non
avviene
è raro
0%
14%
75%
è abbastanza
presente
è frequente
fem m ine
direi che non
avviene
è raro
0%
13%
0%
87%
è abbastanza
presente
è frequente
Mettere in giro falsità
amicizie nella classe.
su
qualcuno
per
isolarlo
Questo comportamento:
m aschi
direi che non
avviene
è raro
14%
30%
27%
29%
è abbastanza
presente
è frequente
fem m ine
23%
direi che non
avviene
è raro
18%
23%
36%
è abbastanza
presente
è frequente
dalle
Ragazze Sant’Antonino
Quali sono comportamenti più diffusi
1%
1%
1%
1%
1%
1%
1%
1%
12%
12%
essere presi in giro
ricattare
superiorità
15%
53%
offendere
prepotenze
toccare le ragazze
mettere in giro falsità
picchiare
chiedere di copiare i compiti
pretendere la merenda
insultare
minacce
Ragazzi Sant’Antonino
Quali sono i comportamenti più diffusi
3%
8%
14%
8%
11%
3%
5%
19%
29%
prendere la merenda
minacciare
molestare
prendere in giro
picchiare
dire falsità
offendere
rubare
vagare per la scuola
- l’Osservatorio Regionale
• Conoscere il fenomeno:
• bullismo, definizione di un
concetto • I segnali da non sottovalutare …
Marco Margrita
membro dell’Osservatorio
segretario regionale AGe
-bulli e bulle:
una cosa non solo da
“maschi” ….
• psicologa
• Laura Lucchini Balbo
dalle azioni di
contrasto al supporto
pedagogico
• ispettore Tecnico
• USR Piemonte –
• dott. Luigi Favro
“ WE CARE ”
S. Antonino di Susa
16.03.2012
Isp. Luigi FAVRO
IL “BULLISMO”
CONOSCERLO
PREVENIRLO
FARLO EMERGERE
VINCERLO
DAL CONTRASTO…ALLA PREVENZIONE…AL SUPPORTO
• SCUOLA
(Soggetti istruzione formale)
• FAMIGLIA
• TERRITORIO/SOCIETA’ (Soggetti istruzione non formale
ed informale)
- ISTITUZIONI: Comuni, ASL, Servizi socio-assistenziali
Tribunale dei minori / Questura
Forze dell’ordine (Carabinieri,
Polizia,VV.UU)
- ISTITUZIONI RELIGIOSE: Parrocchie, Oratori…
- ASSOCIAZIONISMO e VOLONTARIATO:
culturale (es. Biblioteca), sportivo, socio-assistenziale,
tempo libero (es. Pro Loco)…
• ISTITUTO PROFESSIONALE
PER I SERVIZI PUBBLICITARI
“A. Steiner” di Torino
• ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
“ Sommeiller ” di Torino
• SCUOLA MEDIA STATALE
di VINOVO (To)
PAROLE-CHIAVE per
PREVENZIONE e SUPPORTO
*
*
*
*
*
ACCORGERSI
LEGGERE
ASCOLTARE
OSSERVARE
METTERSI IN DISCUSSIONE
Non . negare
. nascondersi
. in difesa
. minimizzare o sminuire
. ridicolizzare…
una
SINFONIA
ANTI - BULLISMO
o meglio:
PRO - RISPETTO
PRO - LEGALITA’
DOV ’ E’ IL DIRETTORE ?
Il comportamento “bullistico” deriva da molteplici
fattori (“multifattorialità”):
individuali -cognitivi, motivazionali, emotivi, morali- , familiari,
socio-ambientali, scolastici,…
le risposte e gli interventi non possono che
essere “al plurale”
* LA COMUNITA’
* LA FAMIGLIA
* LA SCUOLA / LA CLASSE /
LA FORMAZIONE OPERATORI SCOLASTICI
* IL GRUPPO DEI PARI – Modelli di “peer support”
* L’ALUNNO VITTIMA
* IL “ BULLO “
1. LA COMUNITA’
Il successo degli interventi dipende dai
livelli di coinvolgimento della comunità
locale nel progetto scolastico
informare famiglie e cittadinanza
- sollecitare la partecipazione di genitori e cittadini
- collaborare: condividere la responsabilità nel
progetto
-
. coinvolgere il personale ATA nell’organizzare attività
strutturate per gli alunni nell’intervallo e nella pausa
pranzo, invitare alunni e adulti ad inventare materiale
(poesie, slogan, loghi) per aumentare la consapevolezza sul
problema e pubblicizzare il progetto, incoraggiare i media
locali a diffondere informazioni sul progetto della scuola
. creare collegamenti tra le attività della scuola e quelle del
territorio (culturali, sportive, ricreative)
. creare collaborazioni con altre scuole (scuole in rete)
. attivare nella scuola un progetto di peer support
- partnership: stabilire rapporti di collaborazione
. con risorse esterne alla scuola es. forze
dell’ordine (vigili, polizia, carabinieri) per un
progetto di prevenzione della violenza, del
crimine e per la sicurezza a scuola
. con servizi socio-sanitari (consultorio, spazio di
ascolto)
. istituzioni locali, aziende del servizio di
trasporto alunni e scuolabus, ecc.)
2. LA FAMIGLIA
*correlazioni fra bullismo e . stili educativi genitoriali
. sistema valoriale della famiglia
*fattori di rischio . violenza domestica
. uso della forza fisica nella gestione della
disciplina
. alti livelli di conflittualità tra i genitori
. mancanza di coesione familiare
. mancanza di una disciplina chiara e
coerente
. assenza di calore affettivo
. inadeguata supervisione da parte dei
genitori
. atteggiamenti positivi verso l’uso della
forza o della violenza
. abuso di sostanze e comportamenti
criminali nei genitori
INTERVENTI con le famiglie
• Coinvolgimento delle famiglie
- nella conoscenza del fenomeno in generale e
locale
- nella progettazione degli interventi
• Percorsi di formazione per gruppi di genitori
• Sportello di ascolto per genitori
3. LA SCUOLA
… anche il contesto scolastico può influenzare i
comportamenti devianti ed aggressivi
• clima scolastico (insieme di norme morali e
•
•
•
•
comportamentali percepite dagli studenti)
atteggiamenti e comportamenti degli adulti
senso di comunità
organizzazione della scuola (democratica o
autoritaria)
sistema disciplinare, senso di giustizia percepito
(scuola)
… per una politica scolastica antibullismo
"una dichiarazione di intenti che guidi l'azione e
l'organizzazione all'interno della scuola e
l'esplicitazione di una serie di obiettivi concordati che
diano agli alunni, al personale e ai genitori
un'indicazione pratica e concreta da parte della scuola
ad impegnarsi contro i comportamenti bullistici"
. consultare tutte le componenti della scuola
. elaborare una definizione chiara e condivisa di
ciò che si intende per comportamento
prepotente (bullismo)
. elaborare le linee guida per la prevenzione e
l'intervento tenendo conto dei diversi soggetti a
cui si rivolge (alunni, insegnanti, altro personale
scolastico, genitori…)
. rompere il muro di omertà, creare cioè un clima in
cui gli alunni si sentano sicuri di poter parlare
delle prepotenze (es. promuovere occasioni di ascolto e
di supporto individuale, predisporre discussioni di classe…)
. scegliere modalità efficaci di comunicazione della
politica antibullismo adottata dalla scuola a tutte
le parti coinvolte
. monitorare e via via revisionare le strategie di
intervento
INTERVENTI con la classe
* attività di alfabetizzazione emotiva
- sviluppare la capacità di riconoscimento, discriminazione e
denominazione delle emozioni
- sviluppare la capacità di assumere la prospettiva dell’altro
- sviluppare la responsività empatica
- preparare la classe alle altre attività curricolari
rinforzando le competenze acquisite durante le attività
scolastiche ordinarie
* nelle attività curricolari disciplinari
- acquisire conoscenze sul bullismo
- sviluppare la consapevolezza delle possibili motivazioni e
conseguenze
* condivisione di regole per la convivenza in classe:
poche, chiare, conosciute (pubblicizzate), concrete,
espresse in positivo, discusse e condivise
ALTRI (possibili) INTERVENTI
di scuola o di classe
• riorganizzazione degli ambienti
• circoli di qualità
• uso di tecniche di apprendimento cooperativo
• attività positive che creino “senso di comunità”
• attivazione di uno sportello di ascolto
FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO
. accrescere la consapevolezza su presenza ed
effetti negativi del bullismo
. accrescere le conoscenze sulle caratteristiche
del bullismo e sulla capacità di riconoscere le
diverse forme di comportamento aggressivo
. incrementare le abilità di gestione dei conflitti
. migliorare le modalità di gestione della classe e
favorire la supervisione
. fornire strumenti specifici per la prevenzione
del bullismo e la promozione dei comportamenti
prosociali e di aiuto
4. IL GRUPPO DEI PARI
nella preadolescenza e l’adolescenza numerosi
comportamenti di trasgressione e prevaricazione
sono in modo significativo influenzati dal gruppo dei
pari, mediante diversi meccanismi psicosociali
(omofilia, norme di gruppo, identità sociale, ecc.):
* fumo, alcol, sostanze stupefacenti
* comportamenti sessuali a rischio, guida pericolosa
* comportamenti aggressivi, bullismo, violenza
* vandalismo, microcriminalità
MODELLI DI “ peer support “
-“supporto tra pari”-
•
trattasi di modelli basati sulle competenze sociali,
la responsabilità personale, la cooperazione e
l’aiuto
• ciascun modello prevede un primo momento
di formazione mirata (training) per i ragazzi che
svolgeranno l’attività di :
- “operatore amico”
- “mediatori dei conflitti”
- “consulente dei pari”
Ad es. l’ “Operatore Amico” è un alunno formato a
svolgere un ruolo di sostegno ai compagni e
produrre un'influenza positiva sul clima emotivo
della scuola
- favorendo l’inserimento dei alunni nuovi arrivati
nella scuola
- coinvolgendo i compagni in giochi e attività
durante la pausa pranzo o l’intervallo
- affiancando i compagni che sono rifiutati o isolati
dagli altri ragazzi della scuola
- aiutando i compagni nella soluzione di possibili
conflitti
5. INTERVENTI individuali
con ALUNNI VITTIMA
• ASCOLTO e SUPPORTO psicologico
• POTENZIAMENTO delle capacità personali:
- Training di assertività
- Acquisizione di strategie di coping adattive
(es. ricerca di supporto sociale, strategie di
problem solving)
- Attività migliorative dell’autostima e del senso
di autoefficacia
6. INTERVENTI individuali
con “il bullo”
• ogni episodio di comportamento bullistico deve
trovare una condanna ferma, tempestiva, chiara,
onesta, diretta ed educativamente coerente da
parte del mondo degli adulti
• sempre però evitando il ricorso all’umiliazione,
al sarcasmo, all’aggressione o alla manipolazione
Scuola: . con colloqui individuali
. coinvolgimento della famiglia
. utilizzando metodi specifici: dell’
approccio senza accusa (no blame approach)
* dell’interesse condiviso (shared concern)
*
GRAZIE
PER
L’ATTENZIONE
avv. Alessandro Bellando
Vice Presidente A.Ge
Media Val Susa
• - le responsabilità
• della scuola e
• dei genitori
Cyber bullismo –
Bullismo Elettronico
Da un’indagine Eurispes e Telefono
Azzurro[1], emerge che il 92.5% dei
bambini (dai 7 ai 14 anni circa) possiede
un computer in casa propria. La maggior
parte lo hanno collocato nella loro
stanza.
Il 42% di essi utilizza internet, la
maggior parte da casa, mentre le
percentuali sono più esigue per quanto
riguarda coloro che se ne servono a
scuola, a casa di amici, e in internet
point.
Tra questi, il 33% (quindi un bambino su
3) si connette alla Rete da solo, in
assenza totale di controlli, per cui in
piena libertà, con la mancanza di
ispezioni e sostegno da parte degli
adulti.
Qualche consiglio
da portare a casa
Alcuni indizi sono:
• lividi, graffi o tagli che il bambino non riesce
effettivamente a spiegare;
• indumenti strappati o danneggiati;
• oggetti personali smarriti o danneggiati;
• mal di capo, mal di stomaco ed altri malesseri
che il bambino non riesce a spiegare;
• lacrime senza motivo o depressione;
• accessi di ira insoliti;
• non voler andare a scuola;
• non voler giocare con i compagni;
• voler cambiare il modo in cui va o torna da
scuola
• peggioramento del rendimento scolastico; e
• chiedere soldi extra senza un motivo
plausibile.
CHE COSA POTETE FARE?
bambini hanno bisogno di:
• essere creduti ed ascoltati;
• aver fiducia nelle decisioni che
prenderanno i genitori;
• parlare apertamente dell’accaduto;
• recuperare il controllo della situazione;
• come fare a proteggersi da soli;
e
• riacquistare fiducia in sè stessi.
Può essere d’aiuto se i genitori:
• coinvolgono i bambini nelle decisioni e
nelle azioni da intraprendere;
• ascoltano quello che dicono i bambini;
• dicono ai bambini che li capiscono;
Non sono d’aiuto i genitori che:
• si arrabbiano o si agitano;
• provano un senso di colpa o di
vergogna;
• fanno credere ai bambini che si tratta
di una cosa di poca importanza;
• danno la colpa ai bambini;
• danno la colpa alla scuola;
• accusano qualcuno senza conoscere
i fatti;
• cercano un capro espiatorio;
• esigono di sapere i particolari tutti in
una volta; e
• cercano facili soluzioni.
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presentazione conferenza bullismo