Scuola Superiore Medico Tecnica Formazione Tecnici in Analisi Biomediche Lavoro di diploma CELL-DYN 3200: È POSSIBILE USARE IL SANGUE DI PAZIENTI COME CONTROLLO DI QUALITÀ INTERNO PER L’EMOGRAMMA SEMPLICE? Lorenza Sciolli Docente responsabile FAMH Ematologia Dr. Med. G. Scali Ospedale Beata Vergine Mendrisio Capo laboratorio: A. Gianotti Giugno 2006 INDICE 1. RIASSUNTO/ABSTRACT .............................................................................................................2 2. INTRODUZIONE............................................................................................................................3 2.1 I controlli di qualità in ematologia ............................................................................................3 2.2 Determinazione dell’emogramma semplice con CELL-DYN 3200 e i parametri da esso formato ............................................................................................................................................4 3. OBIETTIVO ....................................................................................................................................6 4. MATERIALI E METODI................................................................................................................7 4.1 Materiali ....................................................................................................................................7 4.1.1 L’apparecchio automatico CELL-DYN 3200 ...................................................................7 4.1.2 I campioni di sangue..........................................................................................................7 4.2 Metodi .......................................................................................................................................8 5. RISULTATI OTTENUTI ................................................................................................................9 5.1 Valutazione dell’imprecisione tra le analisi in doppio e tra i giorni .........................................9 5.2 La stabilità in funzione del tempo ...........................................................................................10 5.3 Valore di confidenza della media............................................................................................17 6. DISCUSSIONE..............................................................................................................................20 7. CONCLUSIONE ...........................................................................................................................21 8. BIBLIOGRAFIA ...........................................................................................................................22 9. GLOSSARIO .................................................................................................................................23 10. RINGRAZIAMENTI ...................................................................................................................24 11. ALLEGATI..................................................................................................................................25 Immagine in copertina: CELL-DYN 3200, http://www.spectroncorp.com/Clinical/Hematology/products_abbott.htm SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 1 1. RIASSUNTO/ABSTRACT Lo scopo del mio lavoro di diploma è quello di stabilire se è possibile utilizzare il sangue di pazienti come controllo di qualità interno dell’emogramma semplice adoperando l’apparecchio CELL-DYN 3200 della ditta Abbott. Ho ritenuto valido e preso come punto di partenza il lavoro di diploma “I reticolociti, la loro stabilità e confronto tra due apparecchi automatici” svolto da Ines Salina (edizione giugno 2005), in cui dimostrava che leucociti, eritrociti, emoglobina, ematocrito, MCV e trombociti sono stabili per quattro giorni ad una temperatura di 4°C. Per raggiungere il mio scopo ho esaminato la stabilità del sangue per i parametri sopra elencati dal quinto al nono giorno. Il giorno del prelievo ho eseguito l’emogramma in doppio per ogni campione, in seguito l’emogramma in doppio dal quinto al nono giorno. I campioni di sangue sono stati tenuti, per tutta la durata della raccolta dei dati, rigorosamente a 4°C. Ho utilizzato 20 campioni di sangue di pazienti del pronto soccorso e pazienti ambulanti del laboratorio raccogliendo 240 dati per ogni parametro. I risultati ottenuti nello studio dimostrano che eritrociti, emoglobina, ematocrito e MCV sono stabili per nove giorni mentre i leucociti e i trombociti lo sono solo quattro giorni. Inoltre i risultati mostrano che i leucociti diminuiscono con una tendenza che cambia da campione a campione, ciò lascia pensare che nemmeno nei primi quattro giorni essi siano stabili. In conclusione il sangue di pazienti non può essere utilizzato come controllo di qualità interno per l’emogramma semplice. Può essere utilizzato per il controllo di eritrociti, emoglobina, ematocrito e MCV. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 The purpose of this diploma work was to establish if it is possible use the blood of patients as internal quality control for the simple hemogram using the apparatus CELLDYN 3200 of the firm Abbott. I believed valid and used as my starting point the diploma work “I reticolociti, la loro stabilità e confronto tra due apparecchi automatici”, by Ines Salina submitted July 2005). In this diploma work Ms Salina showed that leucocytes, erythrocytes, hemoglobin, heamotacrit, MCV and trombocytes are stable for four days at a temperature of 4°C. The stability of the blood was tested for the above-mentioned parameters, from the fifth to the ninth day. On the day of the blood’s collection a double hemogram was performed for each sample, then another double hemogram from the fifth to the ninth day. The temperature of the blood samples was rigorously maintained at 4°C throughout the data collection period. I used 20 blood samples from the emergency room and out-patients of the laboratory, collecting 240 datas for each parameter. The results indicate that erythrocytes, hemoglobin, heamotacrit, MCV are stable for nine days while leucocytes trombocytes are stable for four days. The results suggest too, that leucocytes decrease with a tendency that changes from sample to sample, which suggests that even in the first four days they are unstable. In conclusion, the patient’s blood cannot be used as internal quality control for the simple hemogram. However it could be used for the control of erythrocytes, hemoglobin, heamotacrit, MCV. 2 2. INTRODUZIONE 2.1 I controlli di qualità in ematologia In ematologia la qualità delle misurazioni prodotte dipende anche dal buon funzionamento degli apparecchi automatici che come quello di tutti gli apparecchi di laboratorio, deve essere verificato ogni giorno con controlli di qualità. I controlli di qualità si dividono in due categorie: i controlli di qualità interni che verificano la precisione dell’apparecchio ed i controlli di qualità esterni che verificano l’accuratezza dell’apparecchio. La precisione per uno stesso campione consiste nella capacità dello strumento di dare valori molto vicini gli uni con gli altri, mentre l’accuratezza consiste nell’ottenere risultati vicino ad un valore nominale. [1] Nel mio lavoro di diploma mi occupo della possibilità di utilizzare il sangue di pazienti come controllo interno per l’emogramma semplice. Un lavoro del tutto nuovo, basato sui risultati ottenuti dal lavoro di diploma “I reticolociti, la loro stabilità e confronto tra due apparecchi automatici”, svolto da Ines Salina (edizione giugno 2005), in cui è stato dimostrato che i parametri dell’emogramma semplice sono stabili per 4 giorni a 4°C, e su cui esiste poca o nessuna documentazione. [2] L’ematologia è un campo interessante e allo stesso tempo delicato per quanto riguarda i controlli di qualità interni. Un buon controllo di qualità interno dovrebbe avere una lunga stabilità che permette di avere un controllo statistico sul funzionamento dell’apparecchio automatico (allegato 1), ed essere certi che un risultato diverso da quello dei giorni precedenti è dovuto ad un problema dell’apparecchio automatico e non ad un cambiamento di concentrazione all’interno della provetta. Per stabilità si intende la costanza nel tempo delle caratteristiche fisico-chimiche in modo tale che le cellule vengano identificate come tali dal sistema di determinazione dell’apparecchio, nel caso di CELL-DYN 3200 elementi cellulari stabili all’indagine ottica. In ematologia ciò non si può avere in quanto le cellule ematiche sono molto delicate: non possono essere congelate, sono sensibili a continui cicli di riscaldamento e raffreddamento, alla miscelazione prolungata e al surriscaldamento. [3] Le ditte che preparano i controlli di qualità hanno stabilizzato le varie cellule. Questo processo non ha però risolto il problema della bassa stabilità del sangue, infatti i controlli di qualità vanno cambiati settimanalmente. Il controllo di qualità CELL-DYN 22 è un reagente diagnostico “in vitro” costituito da componenti cellulari simili alle piastrine, stabilizzate e lisabili, eritrociti umani e leucociti umani fissati (allegato 2). La figura 1 mostra gli strisci del controllo di qualità CELL-DYN 22 della ditta Abbott paragonati con degli strisci di sangue di pazienti: si possono notare delle evidenti differenze sia negli eritrociti che nei leucociti. Gli eritrociti del controllo di qualità sono ipercromici, sferici ed appaiono più piccoli degli eritrociti dello striscio di sangue di pazienti. I leucociti del controllo di qualità sono più omogenei e senza struttura rispetto a quelli dello striscio di sangue del paziente. In questo contesto la possibilità di utilizzare il sangue di pazienti come controllo di qualità interno non risolverebbe il problema della stabilità del sangue ma permetterebbe di utilizzare come controllo di qualità materiale biologico umano e la riduzione dei costi. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 3 Figura 1: Confronto tra strisci del controllo di qualità CELL-DYN 22 della ditta Abbott e strisci di campioni di sangue EDTA di pazienti, colorati secondo Giemsa. Ingrandimento: obbiettivo 10, oculare 100 con microscopio Nikon eclipse 50i. In alto a sinistra verso destra: striscio controllo di qualità livello normale, livello basso e livello alto. In basso a sinistra verso destra: striscio di sangue di un paziente con valori normali, di un paziente anemico (eritrociti diminuiti) e striscio di sangue di un paziente con policitemia vera (eritrociti aumentati). 2.2 Determinazione dell’emogramma semplice con CELL-DYN 3200 e i parametri da esso formato L’emogramma semplice è composto dai valori riguardanti la parte corpuscolare del sangue senza la differenziazione dei leucociti. Esso è formato dal numero di leucociti, eritrociti e trombociti, dalla concentrazione dell’emoglobina, l’ematocrito, MCV, MCH e MCHC. Il metodo per la determinazione dell’emogramma varia da apparecchio ad apparecchio, qui di seguito riporterò brevemente come CELL-DYN 3200 compie la determinazione di questi parametri (allegato 3) con una loro breve definizione. [4] [5] Leucociti (WBC): sono cellule addette alla difesa del nostro corpo, essi si suddividono in granulociti, monociti e linfociti. I leucociti vengono determinati con il metodo ottico, dopo che un’aliquota del campione aspirato viene diluito e analizzato per mezzo della citometria di flusso. Il metodo ottico permette il conteggio dei leucociti e la loro differenziazione. Il risultato viene espresso in numero di leucociti per 109/L (o G/L). Eritrociti (RBC): sono cellule senza nucleo responsabili del trasporto dell’ossigeno. Gli eritrociti, per svolgere le loro funzioni, utilizzano molta energia ricavata dal glucosio. In particolare utilizzano energia per mantenere il ferro dell’emoglobina in forma bivalente, mantenere elevato il potassio e basso il sodio e il calcio intracellulari contro il gradiente esterno e mantenere la forma biconcava della cellula. Trombociti (PLT): sono frammenti di citoplasma della cellula madre e hanno un ruolo nella coagulazione. Eritrociti e trombociti vengono determinati nello stesso canale ottico. Un’aliquota di sangue viene diluita ed in seguito analizzata per mezzo della citometria di flusso. La differenziazione tra eritrociti e trombociti avviene in base alle loro differenti dimensioni e alla densità. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 4 Il risultato degli eritrociti viene espresso in numero di eritrociti per 1012/L (o T/L), mentre i trombociti in numero di trombociti per 109/L (o G/L). Emoglobina: è la sostanza presente negli eritrociti che lega l’ossigeno. Un’aliquota di sangue viene diluita e in seguito viene aggiunto il reagente di lisi che permette la fuoriuscita dell’emoglobina dagli eritrociti. Il campione diluito viene trasferito nella celletta di flusso HGB dove viene misurato l’assorbimento della luce a 540 nm. La concentrazione dell’emoglobina nel campione è direttamente proporzionale alla densità ottica. L’emoglobina viene espressa in g/dL. MCV: è il volume cellulare medio degli eritrociti. Viene derivato dai dati di distribuzione delle dimensioni eritrocitarie determinate con il metodo ottico. Il risultato viene espresso in fL (10-15/L). Ematocrito: è il volume di eritrociti contenuto in qualunque volume di sangue intero anticoagulato con EDTA ed espresso in percentuale. L’ematocrito è approssimativamente tre volte il valore dell’emoglobina. L’ematocrito viene calcolato a partire dal conteggio assoluto degli eritrociti e dal volume globulare medio e viene espresso in percentuale: HCT = (RBC x MCV) / 10 MCH: è il contenuto medio di emoglobina contenuta in un eritrocita. MCH viene calcolato in base al conteggio degli eritrociti e alla concentrazione di emoglobina ed espresso in pg (10-12/L): MCH = (HGB / RBC) x 10 MCHC: è la concentrazione cellulare media dell’emoglobina nell’eritrocita. MCHC viene calcolato in base al valore di emoglobina e all’ematocrito ed espresso in g/dL: MCHC = (HGB / HCT) x 100 Riassumendo CELL-DYN 3200 misura il numero di leucociti, eritrociti, trombociti, la concentrazione di emoglobina e MCV, mentre calcola l’ematocrito, MCH, MCHC. Per determinare se il sangue di pazienti può essere utilizzato come controllo di qualità interno, valuterò, di conseguenza, i dati che CELL-DYN 3200 misura e in oltre all’ematocrito. La scelta di valutare anche l’ematocrito, benché il suo valore sia calcolato dall’apparecchio, è basata sull’informazione che esso ci da: se l’ematocrito non è approssimativamente tre volte il valore dell’emoglobina ci deve essere o un problema nel numero degli eritrociti o del MCV. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 5 3. OBIETTIVO Nel lavoro di diploma “I reticolociti, la loro stabilità e confronto tra due apparecchi automatici”, svolto da Ines Salina è stato dimostrato che leucociti, trombociti, eritrociti, emoglobina, ematocrito e MCV rimangono stabili per quattro giorni se tenuti a 4°C. Inoltre è stato dimostrato che analizzando i campioni di sangue, anticoagulati con EDTA, con l’apparecchio automatico CELLDYN 3200 e con ADVIA 120 si ottengono risultati simili per i parametri sopra elencati [2]. CELL-DYN 3200 della ditta Abbott e ADVIA 120 della ditta Bayer sono i due tipi di apparecchi automatici per l’ematologia attualmente in uso all’interno dei laboratori dell’Ente Ospedaliero del Cantone Ticino. L’obiettivo del mio lavoro di diploma, basato sui risultati ottenuti da Ines Salina, è quello di stabilire se si può utilizzare il sangue di pazienti come controllo di qualità interno in ematologia per i seguenti parametri: leucociti, trombociti, eritrociti, emoglobina, ematocrito e MCV. L’utilizzo di sangue di pazienti come controllo di qualità interno di ematologia permetterebbe di ridurre i costi sostituendo, almeno in parte, i controlli di qualità interni forniti dalle ditte, che hanno un alto costo e una breve stabilità dopo la loro apertura. Inizialmente, per raggiungere il mio obbiettivo, ho pensato di scegliere tre campioni di sangue di pazienti da utilizzare per quattro giorni come controlli di qualità in concomitanza con i controlli di qualità interni normalmente utilizzati in routine. Il metodo di lavoro è però stato cambiato: ritenuti validi i risultati dello studio precedente si è deciso di osservare la stabilità del sangue dal quinto fino al nono giorno risparmiando reagenti e tempo. La stabilità del sangue è già stata stabilita dall’OMS (allegato 4) [6], ma bisogna tenere conto che oltre alla stabilità del sangue è importante la sensitività e la specificità con la quale un apparecchio lavora. L’apparecchio che uso per il mio lavoro di diploma viene utilizzato secondo il manuale d’impiego fornito dalla ditta e il suo funzionamento è verificato da controlli di qualità interni giornalieri e controlli di qualità esterni mensili. I risultati che otterrò con questo lavoro di diploma saranno da considerare per l’apparecchio CELL-DYN 3200 e non come un risultato universale. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 6 4. MATERIALI E METODI 4.1 Materiali 4.1.1 L’apparecchio automatico CELL-DYN 3200 Il mio lavoro di diploma è stato svolto con l’automatico di ematologia CELL-DYN 3200 della ditta Abbott AG Diagnostics di Baar, presente presso il laboratorio dell’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio. CELL-DYN 3200 esegue per ogni campione di sangue l’emogramma completo. I parametri che riguardano il mio lavoro di diploma sono leucociti, trombociti, eritrociti, emoglobina, ematocrito e MCV. Questi parametri vengono determinati nel seguente modo: leucociti, eritrociti e trombociti vengono determinati con il canale ottico; l’emoglobina viene determinata nella soluzione ottenuta dopo la lisi degli eritrociti mediante lettura fotometrica; MCV viene misurato mentre l’ematocrito viene calcolato a partire dai valori ottenuti precedentemente, secondo la formula riportata nell’introduzione. MCH e MCHC, che non rientrano nei parametri considerati nello studio, sono pure calcolati a partire dai valori ottenuti precedentemente, secondo le formule riportate nell’introduzione. CELL-DYN 3200 possiede due modalità per l’aspirazione: la modalità a campione aperto e la modalità a campione chiuso. Nella modalità a campione aperto il campione viene aspirato dopo che il tappo della provetta è stato tolto e la provetta tenuta sotto l’ago. Nella modalità a campione chiuso invece il sangue viene aspirato direttamente dalla provetta chiusa mediante perforazione del tappo. I miei campioni sono stati aspirati nella modalità a campione aperto, poiché le provette da 6 mL da me utilizzate non possono essere impiegate nella modalità a campione chiuso per la loro dimensione. 4.1.2 I campioni di sangue Ho scelto di utilizzare 20 campioni di sangue non emolizzati, raccolti in provette Vacutainer BD da 6 mL EDTA. Il sangue è stato prelevato scegliendo a caso tra pazienti che arrivavano in pronto soccorso e da pazienti ambulanti del laboratorio, in cui rientrano anche pazienti di oncologia. Come nello studio precedente [2] dopo riflessione collegiale si è ritenuto eticamente sufficiente informare il primario Dr. Balestra, ed averne il consenso, senza avvisare i singoli pazienti. Inizialmente i campioni di sangue dovevano essere scelti casualmente ma in modo da rispettare due criteri: avere uno stesso rapporto di pazienti con valori normali, bassi e medi scelti consultando gli emogrammi precedenti dei pazienti degenti, e non avere campioni di sangue di pazienti oncologici. I pazienti oncologici si volevano escludere dallo studio per le forti e particolari cure medicamentose a cui sono sottoposti, che potrebbero influire sulla stabilità delle cellule ematiche. Mantenere questi criteri non è stato possibile per problemi di etica professionale sollevati dal personale di reparto, il quale sosteneva che i pazienti andavano avvertiti in prima persona che si prelevava loro una provetta di sangue in più svolgere lo studio, nonostante il primario fosse stato avvertito. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 7 4.2 Metodi Il lavoro di diploma è stato svolto presso l’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio in tre periodi di tempo diversi: nei primi due periodi sono stati raccolti e analizzati 5 campioni di sangue alla volta mentre nel terzo periodo 10 campioni alla volta. Il lavoro è stato suddiviso in questo modo per motivi organizzativi e di tempo: la pianificazione del lavoro di diploma ha richiesto più tempo di quanto inizialmente presupposto. I prelievi di sangue dovevano essere portati in laboratorio entro due ore dal prelievo: dopo questo tempo non sono più garantiti risultati costanti. Non si è potuto controllare questa variabile per i prelievi del pronto soccorso. [7] Il giorno del prelievo dei campioni, definito “giorno uno”, è stato eseguito per ogni campione un doppio emogramma (analisi in doppio) nella modalità a campione aperto. I campioni di sangue sono stati tenuti in frigorifero a 4°C per 4 giorni. Dal quinto giorno al nono giorno è stato eseguito ogni giorno l’emogramma in doppio per ogni campione, sempre nella modalità campione aperto. I campioni di sangue, durante la raccolta dei dati sono stati tenuti rigorosamente a 4°C fino al momento dell’analisi. Al momento dell’analisi i campioni di sangue venivano prelevati dal frigorifero e lasciati portare a temperatura ambiente per 15 minuti. Solo prima di eseguire l’emogramma i campioni venivano messi sul miscelatore automatico, poiché una lunga miscelazione può portare alla lisi delle cellule. I campioni dal numero 6 al numero 10 compresi non sono stati analizzati il settimo giorno dal prelievo per dimenticanza. Allo scopo di avere lo stesso numero di dati per ogni campione sono stati analizzati a distanza di 12 ore: l’ottavo giorno alla mattina. Svolgendo il lavoro di diploma con questo metodo ho raccolto 240 dati per ogni tipo di parametro. Facendo la media dell’analisi in doppio ho 120 dati per ogni parametro. I dati raccolti sono stati inseriti in un foglio Microsoft Excel in due sistemi differenti: come analisi in doppio e con i valori medi dei doppi. I dati sono stati consegnati a Dr. Marco Balerna che si è occupato della parte statistica. I dati sono stati elaborati con i programmi per la statistica Analyse it , sowfter statistico per Microsoft Excel, e Systat 11, programma della Systat. Alcuni dati sono stati da me rielaborati con Microsoft Excel. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 8 5. RISULTATI OTTENUTI I dati ottenuti sono stati valutati con diversi sistemi per ottenere maggiori informazioni. Nella valutazione dei dati i limiti sono stabiliti dal clinico implicato nel sistema (allegato 4). [8] 5.1 Valutazione dell’imprecisione tra le analisi in doppio e tra i giorni L’imprecisione di un’analisi viene espressa con il coefficiente di variazione percentuale. La determinazione dell’imprecisione tra le analisi in doppio ha un duplice scopo: validare la raccolta dei dati e conoscere l’imprecisione con cui ha lavorato l’automatico. Il calcolo è stato eseguito nel seguente modo: da prima si è calcolato la differenza tra le analisi in doppio per ogni singolo giorno, parametro e campione; da questi valori si è calcolato il coefficiente di variazione di ogni singolo campione e parametro e in seguito è stato calcolato il coefficiente di variazione medio di tutti i campioni per ogni singolo parametro. La valutazione dell’imprecisione tra giorni ci consente di capire quanto sono variati i risultati durante i giorni della raccolta dei dati. Il calcolo è stato fatto partendo dalle tabelle con i valori medi delle analisi in doppio: per ogni campione è stato calcolato il coefficiente di variazione per ogni singolo parametro dal primo al nono giorno, in seguito è stata calcolata la media del coefficiente di variazione di tutti i campioni per ogni singolo parametro. Il confronto tra le due imprecisioni ci permette di dire se un risulto è tale per l’imprecisione della macchina o per un cambiamento della concentrazione di un singolo parametro all’interno della provetta (i singoli valori ottenuti sono riportati nell’allegato 6). Tabella 1: Imprecisione delle analisi in doppio Imprecisione delle analisi in doppio CV% medio di tutti i campioni CV% minimo trovato tra i campioni CV% massimo trovato tra i campioni WBC 2.64 1.26 4.97 RBC HGB HTC MCV 0.92 1.15 0.88 0.20 0.31 0.50 0.41 0.10 2.16 3.10 1.39 0.40 PLT 2.76 1.02 4.74 Tabella 2: Imprecisione delle analisi tra giorni Imprecisione delle analisi tra giorni CV% medio di tutti i campioni CV% minimo trovato tra i campioni CV% massimo trovato tra i campioni WBC RBC HGB HCT MCV 55.98 1.00 1.24 1.10 0.96 8.73 0.38 0.36 0.39 0.38 97.38 2.09 3.01 1.80 1.86 PLT 10.49 1.76 24.80 La tabella 1 mostra che per tutti i parametri analizzati il coefficiente di variazione è basso: il lavoro di diploma può essere considerato valido. La validazione è pure garantita dai controlli di qualità eseguiti ogni giorno in laboratorio dal personale responsabile. WBC: L’imprecisione delle analisi in doppio è molto bassa rispetto all’imprecisione dei valori tra giorni, ciò ci consente di dire che l’apparecchio ha lavorato in modo preciso e che all’interno della provetta con il passare dei giorni si ha una diminuzione dei leucociti. RBC, HGB, HTC: L’imprecisione tra l’analisi in doppio e l’imprecisione tra i giorni è simile. In questi casi non si può dire se un aumento o una diminuzione di un parametro è dovuto alla variazione del numero di eritrociti all’interno della provetta o all’imprecisione della misurazione da parte dell’automatico. MCV: L’imprecisione tra l’analisi in doppio è molto bassa, mentre l’imprecisione tra i giorni è leggermente più alta. In questo caso non si può attribuire con sicurezza un aumento o una diminuzione di MCV a un cambiamento del volume cellulare medio degli eritrociti all’interno della provetta o all’imprecisione della misurazione. PLT: L’imprecisione tra i giorni è più alta rispetto all’imprecisione tra le analisi in doppio, ciò significa che i trombociti determinati non sono stabili. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 9 5.2 La stabilità in funzione del tempo Ho ritenuto interessante, come suggeritomi dal Dr. Marco Balerna, raffigurare l’andamento di ogni singolo campione per ogni parametro in un’unica figura. Ciò ci consente di avere una visone globale dell’andamento. I valori sono espressi in percentuale dove il valore del primo giorno è considerato il 100%. Le percentuali sono state calcolate dai valori medi ottenuti dalle analisi eseguite in doppio. % WBC rispetto al giorno 1 (=100%) Stabilità dei WBC in funzione dei giorni 120.0% 100.0% 80.0% 60.0% 40.0% 20.0% 0.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno .Figura 2: Stabilità percentuale dei leucociti rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Ogni linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 20 campioni. Risultati ottenuti: - Figura 2: media di tutte le percentuali: 51.2%, valore percentuale minimo trovato: 18.0%, valore percentuale massimo trovato: 100.0% La figura 2 mostra che con il passare dei giorni i leucociti diminuiscono in tutti i campioni. La diminuzione e il suo andamento dipende però dai singoli campioni senza seguire una regola generale: infatti si può notare che alcuni campioni il quinto giorno hanno subito una diminuzione inferiore al 20% mentre altri già del 60-80%. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 10 % RBC rispetto al giorno 1 (=100%) Stabilità RBC in funzione dei giorni 110.0% 105.0% 100.0% 95.0% 90.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno . Figura 3: Stabilità percentuale degli eritrociti rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Ogni singola linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 20 campioni. % RBC rispetto al giorno 1 (=100%) Stabilità RBC in funzione dei giorni, campioni 6-20 104.0% 102.0% 100.0% 98.0% 96.0% 94.0% 92.0% 90.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno Figura 4: Stabilità percentuale degli eritrociti rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni, dei campioni 6-20. Ogni linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 16 campioni. Risultati ottenuti: - figura 3: media di tutte le percentuali: 99.7%, valore minimo trovato: 95,0%, valore massimo trovato: 105.0% - figura 4: media di tutte le percentuali dei campioni 6-20: 99,0%, valore minimo trovato tra i campioni 6-20: 95,0%, valore massimo trovato tra i campioni 6-20: 102,0% La figura 3 mostra che con il passare dei giorni gli eritrociti rimangono stabili, subendo una variazione compresa tra ± 5%. I limiti nei quali è compresa l’imprecisione delle analisi è data dal CV% medio di tutti i campioni e cioè per gli eritrociti 1,0 ±0.1. L’andamento della stabilità nel tempo non è uguale per tutti i campioni, le fluttuazioni possono essere spiegate, come visto al capitolo 5.1, sia dal cambiamento del numero degli eritrociti sia dall’imprecisione dell’automatico nel determinare il numero degli eritrociti. Dalla figura 3 si nota che alcuni campioni hanno un aumento di eritrociti maggiore degli altri. Un analisi più attenta, grazie ad un’altra rappresentazione, mi ha rivelato che si tratta dei primi 5 campioni che sono stati analizzati nello stesso blocco di analisi. L’aumento è dovuto alla SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 11 calibrazione di CELL-DYN 3200 per MCV e MCH che nel controllo esterno del mese precedente risultavano più bassi rispetto hai valori ottenuti CQCS di Ginevra. Ho ricalcolato la media dei valori percentuali dei campioni 6-20 ed ho ottenuto un valore medio più basso. Il valore percentuale massimo si è pure abbassato. La rappresentazione di questi nuovi dati è visibile nella figura 4. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 12 % HGB rispetto al giorno 1 (= 100%) Stabilità HGB in funzione dei giorni 115.0% 110.0% 105.0% 100.0% 95.0% 90.0% 85.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno . Figura 5: Stabilità percentuale dell’emoglobina rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Ogni singola linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 20 campioni. % HGB rispetto al giorno 1 (= 100%) Stabilità HGB in funzione dei giorni, campioni 6-20 105.0% 100.0% 95.0% 90.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno Figura 6: Stabilità percentuale dell’emoglobina rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni, dei campioni 6-20. Ogni linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 16 campioni. Risultati ottenuti: - figura 5: media di tutte le percentuali: 100.7%, valore minimo trovato: 96.3%, valore massimo trovato: 109.4% - figura 6: media di tutte le percentuali dei campioni 6-20: 99.6%, valore minimo tra i campioni 6-20: 96.3%, valore massimo tra i campioni 6-20: 104.0% La figura 5 mostra che con il passare dei giorni l’emoglobina subisce delle variazioni percentuali minime. I limiti nei quali è compresa l’imprecisione delle analisi è data dal CV% medio di tutti i campioni e cioè per l’emoglobina 1,0 ± 0.1. Dalla figura 5 si nota che l’emoglobina in alcuni campioni aumenta più che in altri. L’approfondimento dei dati mi ha fatto capire che si tratta dei cinque campioni analizzati nel primo blocco d’analisi (vedi pagine 11-12). Per questo motivo ho ricalcolato la media percentuale considerando i campioni 6-20: la media percentuale si trova più vicino al 100%, e il valore minimo si è abbassato, ciò è ben rappresentato nella figura 6. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 13 % MCV rispetto al giorno 1 (=100%) Stabilità MCV in funzione dei giorni 104.0% 102.0% 100.0% 98.0% 96.0% 94.0% 92.0% 90.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno . Figura 7: Stabilità percentuale del MCV rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Ogni singola linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 20 campioni. % MCV rispetto al giorno 1 (=100%) Stabilità MCV in funzione dei giorni, campioni 6-20 104.0% 103.0% 102.0% 101.0% 100.0% 99.0% 98.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno Figura 8: Stabilità percentuale del MCV rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni, dei campioni 6-20. Ogni linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 16 campioni. Risultati ottenuti: - figura 7: media di tutte le percentuali: 100,4%, valore minimo trovato: 94.5%, valore massimo trovato: 103,2% - figura 8: media delle percentuali dei campioni 6-20: 101.3%, valore minimo tra i campioni 6-20: 99.9%, valore massimo tra i campioni 6-20: 103.2% La figura 7 mostra che MCV è stabile nel tempo con una tendenza ad un leggero aumento per la maggior parte dei campioni mentre per 5 campioni diminuisce. Si tratta dei primi 5 campioni analizzati, gli stessi che hanno subito un aumento di eritrociti e dell’emoglobina (vedi pagine 1112). I limiti nei quali è compresa l’imprecisione delle analisi è data dal CV% medio di tutti i campioni e cioè per MCV 1,0 ±0.1. La figura 8, che considera i campioni 6-20, mostra la tendenza di MCV ad aumentare: la media delle percentuali è aumentata dello 0.9% e il valore minimo si è alzato del 6.4%. L’aumento del MCV è spiegabile con il fenomeno dell’osmosi, dovuto allo spostamento di liquidi all’interno degli eritrociti per un cambiamento del gradiente di concentrazione. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 14 % HCT rispetto al giorno 1 (=100%) Stabiltà HCT in funzione dei giorni 104.0% 102.0% 100.0% 98.0% 96.0% 94.0% 92.0% 90.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno . Figura 9: Stabilità percentuale dell’ematocrito rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Ogni singola linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 20 campioni. % HCT rispetto al giorno 1 (=100%) Stabiltà HCT in funzione dei giorni, campioni 6-20 104.0% 102.0% 100.0% 98.0% 96.0% 94.0% 92.0% 1 5 6 7 8 9 Giorno Figura 10: Stabilità percentuale dell’ematocrito rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni, dei campioni 6-20. Ogni linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 16 campioni. Risultati ottenuti: - figura 9: media di tutte le percentuali: 100.0%, valore minimo trovato: 95.5%,valore massimo trovato: 103.3% - figura 10: media delle percentuali dei campioni 6-20: 100.2%, valore minimo trovato tra i campioni 6-20: 96.3, valore massimo trovato tra i campioni 6-20: 103.3% Nella figura 9 si nota che l’ematocrito è stabile nel tempo fino al nono giorno con dei cambiamenti percentuali minimi. I limiti nei quali è compresa l’imprecisione delle analisi è data dal CV% medio di tutti i campioni e cioè per l’ematocrito 1,0 ±0.1. L’andamento non lineare è giustificato da quanto visto al capitolo 5.1. Il valore dell’ematocrito viene calcolato moltiplicando MCV per il numero di eritrociti, per questo motivo ho ricalcolato la media delle percentuali e rifatto la figura, figura 10, includendo i campioni 6-20: la media è variata di pochissimo e il valore minimo è aumentato dello 0.8%. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 15 % PLT rispetto al giorno 1 (=100%) Stabilità PLT in funzione dei giorni 120.0% 100.0% 80.0% 60.0% 40.0% 20.0% 1 2 3 4 5 6 Giorno . Figura 11: Stabilità percentuale dei trombociti rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Ogni singola linea rappresenta l’andamento di un campione, per un totale di 20 campioni. Risultati ottenuti: - figura 11: media di tutte le percentuali: 87.7%, valore minimo trovato: 50.6%, valore massimo trovato: 106.0% La figura mostra che la stabilità dei trombociti nel tempo varia da campione a campione con una tendenza a diminuire. La stabilità dei trombociti è intermedia tra l’instabilità dei leucociti e la stabilità degli eritrociti. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 16 5.3 Valore di confidenza della media Una valutazione dei dati altrettanto interessante riguarda la rappresentazione dell’andamento della media dei valori di tutti i campioni per ogni singolo giorno. Nella figura è rappresentato anche l’intervallo di confidenza dalla media, ovvero l’intervallo dove, ripetendo tutte le analisi, si piazzerebbero il 95% dei valori. I dati sono stati elaborati con Systat 11 (i grafici originali sono riportati nell’allegato 6). La figura mostra che con il passare del tempo i leucociti diminuiscono. L’intervallo di confidenza si allarga solo al nono giorno. Figura 12: Valore di confidenza dalla media in funzione dei giorni per i leucociti La media del numero di eritrociti è molto stabile nel tempo. L’intervallo di confidenza è molto basso dal primo al sesto giorno e l’ottavo giorno, mentre il settimo e l’ottavo giorno è più ampio. Figura 13: Valore di confidenza dalla media in funzione dei giorni per gli eritrociti SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 17 L’emoglobina rimane stabile nel tempo. L’intervallo di confidenza si allarga il nono giorno. Figura 14: Valore di confidenza dalla media in funzione dei giorni per l’emoglobina MCV ha una leggera tendenza ad aumentare per il fenomeno dell’osmosi che causa un leggero aumento di volume degli eritrociti. La media dei valori rimane costante nel tempo con un intervallo di confidenza basso fino al sesto giorno. Il settimo e nono giorno l’intervallo di confidenza aumenta. Figura 15: Valore di confidenza dalla media in funzione dei giorni per MCV SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 18 I valori medi dell’ematocrito rimangono stabili. L’intervallo di confidenza varia di grandezza il nono giorno. Figura 16: Valore di confidenza dalla media in funzione dei giorni per dell’ematocrito I valori medi dei trombociti tendono a diminuire fino al quinto giorno per stabilizzarsi fino al ottavo giorno e diminuire il nono. L’intervallo di confidenza è più ampio rispetto gli altri parametri. Il settimo e l’ottavo giorno l’intervallo di confidenza è molto ampio. Figura 17: Valore di confidenza dalla media in funzione dei giorni per i trombociti L’intervallo di confidenza in tutte le figure è più ampio nel settimo e nel nono giorno. Una possibile causa per il settimo giorno è l’esecuzione dell’emogramma dei campioni 6-10 che non è stato eseguito il settimo giorno ma a distanza di 12 ore, l’ottavo alla mattina. È invece sconosciuta la causa dell’aumento per il nono giorno. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 19 6. DISCUSSIONE I dati ottenuti sono stati analizzati con tre diversi metodi statistici per ottenere più informazioni. Il primo metodo riguarda l’imprecisione tra le analisi e l’imprecisione tra giorni. L’imprecisione tra analisi indica con quale imprecisione ha lavorato CELL-DYN 3200 e permette di validare il lavoro di diploma. L’imprecisione tra i giorni permette tramite il coefficiente di variazione di capire quanto sono variati i risultati durante i giorni. Il secondo metodo consente di avere una visione globale dell’andamento dei singoli campioni in un'unica figura per ogni parametro: le figure mostrano la stabilità percentuale rispetto al primo giorno considerato il 100% in funzione dei giorni. Il terzo metodo è la rappresentazione grafica dell’andamento della media dei valori di tutti i campioni per ogni singolo giorno con la rappresentazione dell’intervallo di confidenza. L’elaborazione dei dati riguardanti i leucociti mostra che con il passare dei giorni i leucociti all’interno della provetta diminuiscono. Nei vari campioni i leucociti non diminuiscono tutti con lo stesso andamento: ci sono campioni in cui il quinto giorno i leucociti sono calati del 20% e in altri di oltre il 70%. Questi dati contrastano con quelli ottenuti nel lavoro di diploma “I reticolociti, la loro stabilità e confronto tra due apparecchi automatici” in cui era stato dimostrato che i leucociti sono stabili quattro giorni a 4°C. Una possibile spiegazione è che nel lavoro di diploma precedente siano stati utilizzati, senza saperlo, campioni di sangue in cui i leucociti erano stabili nel tempo, oppure perché effettivamente la stabilità dei leucociti subisce un abbassamento il quinto giorno. I dati riguardanti il numero di eritrociti, la concentrazione di emoglobina, l’ematocrito e MCV mostrano che questi parametri hanno una buona stabilità nel tempo fino al nono giorno. I parametri MCH e MCHC possono pure essere considerati stabili perché calcolati a partire da valori stabili, secondo le formule riportate nell’introduzione. La stabilità di questi parametri per 9 giorni potrebbe essere spiegata con il fatto che gli eritrociti sono cellule senza nucleo che per svolgere la loro funzione durante i 120 giorni di vita utilizzano l’energia ricavata dal glucosio. Questa energia serve in particolare per mantenere il ferro dell’emoglobina in forma bivalente, mantenere elevato il potassio e basso il sodio e il calcio intracellulari contro il gradiente esterno e mantenere la forma biconcava della cellula. Non bisogna però dimenticare che esistono delle patologie che riducono la vita degli eritrociti e di conseguenza la loro stabilità. L’elaborazione dei dati riguardanti i trombociti mostrano che il loro numero varia nel tempo. La loro stabilità è intermedia tra la grande stabilità degli eritrociti e l’instabilità dei leucociti. Dai dati ottenuti si può affermare che i campioni di pazienti oncologici, le cui forti e particolari cure medicamentose potrebbero influenzare la stabilità delle cellule ematiche, non hanno influito sulla stabilità degli eritrociti e i parametri ad essi legati, come mostrato con i tre metodi statistici. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 20 7. CONCLUSIONE L’obbiettivo del mio lavoro di diploma era di stabilire se si poteva utilizzare il sangue di pazienti come controllo di qualità interno in ematologia per l’emogramma semplice utilizzando CELL-DYN 3200. L’analisi dei dati ha dimostrato che, con il metodo descritto e per i campioni utilizzati, ciò non è possibile per l’instabilità dei leucociti e dei trombociti. Dai dati ottenuti si può utilizzare il sangue di pazienti per il controllo di qualità interno di eritrociti, emoglobina, ematocrito, MCV, MCH e MCHC. Le componenti cellulari del sangue mostrano una forte inomogeneità di struttura e di sopravvivenza, in particolare per i leucociti (neutrofili, basofili ed eosinofili) e i trombociti. Per il loro conteggio sull’arco di più giorni (scopo del mio lavoro di diploma) è quindi indispensabile trovare una combinazione di sostanze che garantiscano la stabilità per i leucociti ed i trombociti: si potrebbe pianificare un nuovo studio con lo stesso scopo. Conoscendo la stabilità di eritrociti, emoglobina, ematocrito, MCV, MCH e MCHC, si potrebbe ottenere in questo modo un controllo di qualità interno partendo da campioni di sangue di pazienti. I risultati ottenuti con il mio lavoro di diploma non li ritengo direttamente applicabili all’attività di laboratorio quotidiana: essi dovrebbero essere validati da un ulteriore studio con un maggior numero di pazienti (100-200) per coinvolgere il maggior numero di patologie. In parallelo si potrebbe svolgere uno studio che confronti i risultati ottenuti dal sangue di donatori di sangue, considerate persone in condizioni cliniche teoricamente sane, con quelle di popolazione di pazienti con varie patologie. Se dovesse risultare che il sangue dei donatori di sangue è più stabile di quello di pazienti affetti da una patologia si potrebbe usare il loro sangue come controllo di qualità, ottenendo però un controllo solo per i valori normali e quindi di un unico livello. SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 21 8. BIBLIOGRAFIA [1] Daniela Marcacci, “Calcolo di esattezza e precisione volumetriche”, 07.01.2004, dispense distribuite durante il Corso di Chimica Clinica Pratica durante la formazione agli studenti di Tecniche in Analisi Biomediche [2] LDD, Ines Salina, FLM 3, Anno 2004-2005, “I reticolociti, la loro stabilità e confronto tra due apparecchi automatici”, edizione giugno 2005 Sistema bibliotecario ticinese TS 0 048 453 [3] ABBOT, CELL-DYN SYSTEM PRODUCT INFORMATION SHEET, CELL-DYN 22 Control, Abbott Laboratories 2004 [4] Manuale d’Impiego CELL-DYN 3200, 67-6498/R2, Maggio 1999 [5] Dr. Giancarlo Scali, dispense distribuite durante i 3 anni di formazione agli studenti di Tecniche in Analisi Biomediche, pubblicato il mese di aprile 2004 [6] World Healt Organization, “Use of anticoagulants in diagnostic laboratory investigation & stability of blood, plasma and serum samples”, Ginevra 15 gennaio 2002 [7] W. G. Guder, S. Narayanan, H. Wisser, B. Zawta, “Samples: From the Patient to the Laboratory. The impact of preanalytical variables on the quality of the laboratory results.”, GIT VERLAG, seconda edizione 2001 [8] Comunicazione a voce. Corso presso EOC Civico Lugano, del 14.02.2006, “Cosa valgono veramente le mie misure? Da QUALAB a CSCQ e “6-SIGMA” SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 22 9. GLOSSARIO METODO OTTICO Il metodo ottico è costituito da una sorgente luminosa che colpisce le cellule che scorrono una in fila all’altra. Le cellule colpite dal raggio di luce emetteranno della luce difratta che è proporzionale al loro volume e della luce rifratta proporzionale alla loro densità. CITOMETRIA DI FLUSSO Procedimento nel quale le cellule passano attraverso un raggio di luce l’una in fila alle altra grazie all’azione della corrente più forte di un liquido che le incanala. EDTA Acido etilendiamminotetracetico, è un anticoagulante SENSITIVITÀ Capacità di annunciare la presenza di elementi anomali, evitando falsi negativi SPECIFICITÀ Capacità di annunciare la minor presenza di elementi anomali che non sono tali, evitando falsi positivi. CSCQ Centro Svizzero di Controllo della Qualità SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 23 10. RINGRAZIAMENTI Ringrazio per la preziosa collaborazione le seguenti persone e i seguenti Istituti: - Dr. Med. Giancarlo Scali per il sostegno, la disponibilità e il prezioso aiuto - Dr. Marco Balerna che ha curato la parte statistica e per i suoi insegnamenti - la Signora Annetta Gianotti, capo laboratorio presso l’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio per l’aiuto e la pronta collaborazione - tutto il personale del laboratorio dell’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio per la disponibilità nella raccolta e analisi dei campioni e per il grande aiuto - il Direttore ad interim e docente di metodologia Andrea Boffini, e le docenti Daniela Marcacci e Sonja Marci per avermi seguito ed aiutato durante tutto il lavoro di diploma - Il Direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio Damiano Castelli per avermi consentito di svolgere il lavoro di diploma presso EOLAB - la Scuola Superiore Medico Tecnica per avermi dato l’opportunità di svolgere un lavoro di ricerca - i parenti e gli amici per il grande aiuto e sostegno SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 24 11. ALLEGATI Allegato 1: Le Regole di Wesgard per il Sistema CELL-DYN 3200 Allegato 2: ABBOT, CELL-DYN SYSTEM PRODUCT INFORMATION SHEET, CELL-DYN 22 Control Allegato 3: Determinazione dei parametri con CELL-DYN 3200: manuale d’impiego e SOP del laboratorio Allegato 4: Stabilità delle cellule ematiche stabilita dall’OMS Valori intralaboratorio e interlaboratorio EOLAB Allegato 5: Raccolta di tutti i dati Allegato 6: Elaborazione dati: grafici e tabelle SSMT, Lorenza Sciolli, giugno 2006 25