LEGISLAZIONE
LA DISLESSIA
D.S.A.:
-DISLESSIA
LA FAMIGLIA
-DISGRAFIA
-DISORTOGRAFIA
-DISCALCULIA
LA SCUOLA
PREVENZIONE
E
LA
DIDATTICA
INDIVIDUAZIONE
PRECOCE
1.1 DISLESSIA
Da un punto di vista clinico, la dislessia
si manifesta attraverso una minore
correttezza e rapidità della lettura a
voce alta rispetto a quanto atteso per
età anagrafica, classe frequentata,
istruzione ricevuta.
Risultano più o meno deficitarie - a
seconda del profilo del disturbo in
base all’età - la lettura di lettere, di
parole e non-parole, di brani. In
generale, l ’ aspetto evolutivo della
dislessia può farlo somigliare a un
semplice rallentamento del regolare
processo di sviluppo.
Tale considerazione è utile per
l’individuazione di eventuali segnali
anticipatori,
fin
dalla
scuola
dell’infanzia.
1.1 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
1.2. LA DISGRAFIA E LA
DISORTOGRAFIA
Il disturbo specifico di scrittura si definisce disgrafia o
disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la
grafia o l’ortografia.
La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici,
formali, della scrittura manuale ed è collegata al
momento motorio-esecutivo della prestazione.
La disortografia riguarda invece l ’ utilizzo, in fase di
scrittura, del codice linguistico in quanto tale.
La disgrafia si manifesta in una minore fluenza e qualità
dell’aspetto grafico della scrittura.
La disortografia è all’origine di una minore correttezza del
testo scritto; entrambi, naturalmente, sono in rapporto
all’età anagrafica dell’alunno.
In particolare, la disortografia si può definire come un
disordine di codifica del testo scritto, che viene fatto
risalire ad un deficit di funzionamento delle componenti
centrali del processo di scrittura, responsabili della
transcodifica del linguaggio orale nel linguaggio scritto.
1.2 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
1.3 LA DISCALCULIA
La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia
nella componente dell ’ organizzazione della
cognizione numerica (intelligenza numerica
basale), sia in quella delle procedure esecutive
e del calcolo.
Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli
elementi basali dell ’ abilità numerica: il
subitizing (o riconoscimento immediato di
piccole
quantità),
i
meccanismi
di
quantificazione, la seriazione, la comparazione,
le strategie di composizione e scomposizione
di quantità, le strategie di calcolo a mente.
Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia
rende difficoltose le procedure esecutive per lo
più implicate nel calcolo scritto: la lettura e
scrittura dei numeri, l ’ incolonnamento, il
recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del
calcolo scritto vero e proprio.
1.3 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
3.1 Rapporti con la famiglia
La famiglia che si avvede per prima delle difficoltà del proprio figlio o della propria
figlia, ne informa la scuola, sollecitandola ad un periodo di osservazione.
Essa è altrimenti, in ogni caso, informata dalla scuola delle persistenti difficoltà del
proprio figlio o figlia.
La famiglia:
• provvede, di propria iniziativa o su segnalazione del pediatra - di libera scelta o
della scuola - a far valutare l’alunno o lo studente secondo le modalità previste
dall’Art. 3 della Legge 170/2010;
• consegna alla scuola la diagnosi di cui all’art. 3 della Legge 170/2010;
• condivide le linee elaborate nella documentazione dei percorsi didattici
individualizzati e personalizzati ed è chiamata a formalizzare con la scuola un
patto educativo/formativo che preveda l’autorizzazione a tutti i docenti del
Consiglio di Classe - nel rispetto della privacy e della riservatezza del caso - ad
applicare ogni strumento compensativo e le strategie dispensative ritenute
idonee, previste dalla normativa vigente, tenuto conto delle risorse disponibili;
• sostiene la motivazione e l’impegno dell’alunno o studente nel lavoro scolastico
e domestico;
• verifica regolarmente lo svolgimento dei compiti assegnati;
• verifica che vengano portati a scuola i materiali richiesti;
• incoraggia l’acquisizione di un sempre maggiore grado di autonomia nella
gestione dei tempi di studio, dell’impegno scolastico e delle relazioni con i
docenti;
• considera non soltanto il significato valutativo, ma anche formativo delle
singole discipline.
Particolare importanza riveste, nel contesto finora analizzato, il rapporto con le
famiglie degli alunni con DSA. Esse, in particolare nel primo periodo di
approccio dei figli con la scuola primaria, sono poste di fronte a incertezza
recata per lo più da difficoltà inattese, che rischiano di compromettere il sereno
svolgimento dell'iter scolastico da parte dei loro figli. Necessitano pertanto di
essere opportunamente guidate alla conoscenza del problema non solo in
ordine ai possibili sviluppi dell'esperienza scolastica, ma anche informate con
professionalità e costanza sulle strategie didattiche che di volta in volta la
scuola progetta per un apprendimento quanto più possibile sereno e inclusivo,
sulle verifiche e sui risultati attesi e ottenuti, su possibili ricalibrature dei
percorsi posti in essere.
Sulla scorta di tali necessità, le istituzioni scolastiche cureranno di predisporre
incontri con le famiglie coinvolte a cadenza mensile o bimestrale, a seconda delle
opportunità e delle singole situazioni in esame, affinché l'operato dei docenti
risulti conosciuto, condiviso e, ove necessario, coordinato con l'azione educativa
della famiglia stessa.
Dovendosi necessariamente prevedere un'intensificazione dell'impegno dei
docenti, i Dirigenti scolastici avranno cura di prevedere idonee modalità di
riconoscimento di tali forme di flessibilità professionale, da ricomprendere nelle
materie di pertinenza della Contrattazione integrativa di Istituto di cui all'art. 6,
comma 2, lettera l) del vigente CCNL - Comparto Scuola.
LA FAMIGLIA
6.5 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
4. Le linee guida per il diritto allo studio degli alunni
e degli studenti con DSA ed il Documento definitivo relativo
alla Conferenza di consenso del 2010 in merito ai disturbi
specifici di apprendimento ci dicono che:
osservazione
screening
Sono due aspetti importanti della
prevenzione
Per favorire una didattica
personalizzata e individualizzata
4.1 OSSERVAZIONE IN CLASSE
I
Disturbi
Specifici
di
Apprendimento
hanno
una
componente
evolutiva
che
comporta la loro manifestazione
come ritardo e/o atipia del
processo di sviluppo, definito sulla
base dell’età anagrafica e della
media degli alunni o degli studenti
presenti nella classe.
Alcune ricerche hanno inoltre
evidenziato che ai DSA si
accompagnano
stili
di
apprendimento
e
altre
caratteristiche cognitive specifiche,
che è importante riconoscere per
la predisposizione di una didattica
personalizzata efficace.
(Ecco l ’ importanza delle TABELLE
OSSERVATIVE)
Ciò assegna alla capacità di
osservazione degli insegnanti un
ruolo fondamentale, non solo nei
primi segmenti dell’istruzione –
scuola dell ’ infanzia e scuola
primaria - per il riconoscimento di
un potenziale disturbo specifico
dell’apprendimento, ma anche in
tutto il percorso scolastico, per
individuare quelle caratteristiche
cognitive su cui puntare per il
raggiungimento del successo
formativo.
4.1 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
4.2 Elementi da osservare nella Scuola dell’Infanzia:
…
È importante identificare precocemente le possibili difficoltà di
apprendimento e riconoscere i segnali di rischio già nella scuola
dell’infanzia.
Il bambino che confonde suoni, non completa le frasi, utilizza parole
non adeguate al contesto o le sostituisce, omette suoni o parti di
parole, sostituisce suoni, lettere ( p/b…) e ha un’espressione
linguistica inadeguata, va supportato con attività personalizzate
all’interno del gruppo.
Il bambino che mostra, a cinque anni, queste difficoltà può essere
goffo, avere poca abilità nella manualità fine, a riconoscere la destra
e la sinistra o avere difficoltà in compiti di memoria a breve termine,
ad imparare filastrocche, a giocare con le parole.
…
4.2 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
4.3 Elementi da osservare nella Scuola Primaria:
•Difficoltà a memorizzare sequenze
( mesi, giorni, ordine alfabetico,…);
•Errori fonologici nella fase alfabetica
della scrittura (inversioni, sostituzioni,
omissioni, intrusioni);
•Difficoltà a copiare dalla lavagna;
•Difficoltà con i digrammi e trigrammi;
•Utilizzo difficoltoso dello spaziopagina;
•Scarsa competenza metafonologica ;
•Lentezza nell ’ acquisizione del
codice
alfabetico
e
della
corrispondenza grafema/fonema;
•Lettura lenta con errori (salti di riga,
ripetizione di riga, confusione tra grafemi
p/b/d; a/e/o; u/n; m/n);
•Scrittura speculare di grafemi e
numeri;
•Difficoltà di calcolo a mente entro il 10;
•Difficoltà grafo-motorie;
Da International Dyslexia Association
4.4 Elementi da osservare nella Scuola Primaria:
•Lentezza ed errori nella enumerazione all’indietro da 20 a 0;
•Difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifra;
•Difficoltà a memorizzare le procedure delle operazioni
aritmetiche;
•Difficoltà di attenzione;
•Difficoltà nella lettura dell’orologio;
•Difficoltà nel ricordare le date importanti o il
proprio numero di telefono;
•Difficoltà nel pianificare ed organizzare le proprie
attività;
•Difficoltà nella gestione del tempo;
•Ha poca autostima e sicurezza di sé.
Da International Dyslexia Association
4.5 INDIVIDUAZIONE PRECOCE
Uno screening, preceduto dalla formazione del corpo docente, contribuisce ad
aumentare la qualità dell ’ insegnamento fornendo quelle INFORMAZIONI
SPECIFICHE sulla maturazione delle abilità strumentali
e offrendo la possibilità di analizzare la didattica e quindi introdurre
cambiamenti e sperimentazioni adeguate alla specificità della nostra lingua.
La prevalenza dei D.S.A. oscilla tra il 2,5 ed il 3,5 della popolazione in età
evolutiva per la lingua italiana e
tale disturbo può determinare :
L’abbassamento
dell’autostima da
parte del dislessico
Problemi
comportamentali
Abbandono
scolastico
Gli insegnanti dovrebbero iniziare ad osservare gli alunni con attenzione , già
all’inizio dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia
Da International Dyslexia Association
5.1 COSA PUO’ FARE
L’INSEGNANTE
“L’insegnante con il suo metodo
non può causare la dislessia ma può
aggravarne gli effetti.”
Giacomo Stella
…
“
Non pensare
di dover faticosamente utilizzare due didattiche separate:
una per la classe ed una per i dislessici…
No!!
Cambia didattica per tutta la classe.
Il vantaggio sarà di tutti i tuoi alunni:
dei dislessici e anche degli alunni che hanno altri tipi di difficoltà! ”
5.2 I Docenti
La eventuale presenza all’interno dell’Istituto scolastico di un docente esperto, con compiti di
referente, non deve sollevare il Collegio dei docenti ed i Consigli di classe interessati
dall’impegno educativo di condividere le scelte.
Risulta, infatti, indispensabile che sia l’intera comunità educante a possedere gli strumenti di
conoscenza e competenza, affinché tutti siano corresponsabili del progetto formativo
elaborato e realizzato per gli alunni con DSA.
In particolare, ogni docente, per sé e collegialmente:
· durante le prime fasi degli apprendimenti scolastici cura con attenzione l’acquisizione dei
prerequisiti fondamentali e la stabilizzazione delle prime abilità relative alla scrittura, alla
lettura e al calcolo, ponendo contestualmente attenzione ai segnali di rischio in un’ottica di
prevenzione ed ai fini di una segnalazione;
· mette in atto strategie di recupero;
· segnala alla famiglia la persistenza delle difficoltà nonostante gli interventi di recupero
posti in essere;
· prende visione della certificazione diagnostica rilasciata dagli organismi preposti;
· procede, in collaborazione dei colleghi della classe, alla documentazione dei percorsi
didattici individualizzati e personalizzati previsti;
· attua strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo;
· adotta misure dispensative;
· attua modalità di verifica e valutazione adeguate e coerenti;
· realizza incontri di continuità con i colleghi del precedente e successivo ordine o grado di
scuola al fine di condividere i percorsi educativi e didattici effettuati dagli alunni, in
particolare quelli con DSA, e per non disperdere il lavoro svolto.
5 3 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
5.3 BUONE PRASSI PER LE CLASSE
PRIME INERENTI ALL’AREA DELLA
LETTURA E SCRITTURA
1. Nell’ insegnamento della letto3. Sarebbe opportuno progettare dei
scrittura preferire il METODO
laboratori
per
migliorare
le
competenze linguistiche e percorsi di
FONEMICO-SILLABICO E SILLABICO a
simbolizzazione che conducano alla
quello globale in quanto il primo
consapevolezza delle funzioni dei
agevola
l
’
apprendimento
segni; (Area lettura e scrittura)
accompagnato
dal
continuo
riferimento all’aspetto semantico;
2. Il carattere di scrittura più idoneo è la
STAPATO MAIUSCOLO da utilizzare per
tutto il tempo di presentazione dei
grafemi – fonemi al fine di facilitare la
stabilizzazione delle rappresentazioni
grafemiche. Il carattere stampato
maiuscolo risulta il più facile perché
tutte le lettere occupano lo stesso
spazio. Non richiedono una valutazione
percettiva in più;
4.
Per quanto attiene alla
metodologia specifica si
rimanda a quanto previsto
dalle
linee
guida
al
paragrafo 4.2.
5.4 ESEMPI DI ATTIVITA’ PER FAVORIRE LA LETTO/SCRITTURA
Stimolare la percezione e la
discriminazione uditiva
•
• Rappresentare l ’ alternanza
suono – silenzio facendovi
corrispondere
movimento
–
inattività
• Trasformare
oralmente le parole da
femminili a maschili e da grandi a piccole
• Riconoscere le sillabe: battiamo le mani per
ogni sillaba
• Raggruppare figure che cominciano o che
finiscono allo stesso modo
• Leggere e riprodurre sequenze
ritmiche con materiali diversi:
blocchi logici, gettoni, cerchi,
ecc…
• Trovare parole e figure il cui nome comincia
come … luna
• Riconoscere i suoni iniziali e
finali delle parole
• Rappresentare i suoni con l ’ attività
grafica (differenza fra suoni lunghi/ brevi –
continui o esplosivi)
• Trovare assonanze e rime
• Giocare con le filastrocche
• Cercare coppie di parole in rima, formando
mazzi di carte con le quali giocare
5.5 PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO TORNA A PROGETTI
Compito della scuola è quello di assicurare, nel modo più ampio possibile, il successo
formativo a ciascun alunno (DPR 275/99).
Questo obiettivo richiede un’attenzione alle potenzialità e alle specifiche inclinazioni e un
conseguente adeguamento della proposta didattica. L’esperienza maturata in molti anni di
lavoro nella scuola, indica che il piano didattico personalizzato (P.D.P.) o piano educativo
personalizzato (P.E.P.) rappresenta lo strumento più efficace per impostare percorsi
personalizzati di studio elaborati in base a specifiche esigenze di alunni con D.S.A. (nota MIUR
5744 del 28 Maggio 2009) ll P.D.P./P.E.P. viene deciso dagli insegnanti relativamente ai ragazzi
con D.S.A. (non solo).
Il titolo di studio, conseguito seguendo i percorsi indicati nel P.D.P./P.E.P. che non sono
differenziati rispetto a quelli del curricolo ordinario, è legalmente valido, come tutti gli altri
(DPR 122 del 22/06/2009, regolamento sulla valutazione)
E’ importante riportare nel P.D.P./P.E.P. :
-la descrizione del funzionamento delle abilità strumentali (lettura, scrittura, calcolo…)
-il grado di consapevolezza da parte dell’alunno
-le eventuali modificazioni degli obiettivi didattici
E’ importante garantire allo studente con D.S.A. (esplicitandoli nel PDP) l’utilizzo degli
strumenti dispensativi e compensativi, gli obiettivi, le strategie e le metodologie didattiche,
le modalità di verifica e i criteri di valutazione - le griglie di valutazione, debitamente
modificate e il patto con la famiglia .
Per ulteriori informazioni sulla stesura del P.D.P./P.E.P. consultare il sito http://www.aiditalia.
org/upload/guida_pdp_gennaio_2010_comitato_scuola_aid.pdf
5.6 Didattica individualizzata e personalizzata
Strumenti compensativi e misure dispensativeLa Legge 170/2010 dispone che le istituzioni
scolastiche garantiscano «l’uso di una didattica
individualizzata e personalizzata, con forme
efficaci e flessibili di lavoro scolastico che
tengano conto anche di caratteristiche peculiari
del soggetto, quali il bilinguismo, adottando
una metodologia e una strategia educativa
adeguate».
…
E’ comunque preliminarmente opportuno
osservare che la Legge 170/2010 insiste più
volte sul tema della didattica individualizzata e
personalizzata come strumento di garanzia del
diritto allo studio, con ciò lasciando intendere
la centralità delle metodologie didattiche, e non
solo degli strumenti compensativi e delle
misure dispensative, per il raggiungimento del
successo formativo degli alunni con DSA.
“Individualizzato” è l’intervento calibrato sul
singolo, anziché sull’intera classe o sul piccolo
gruppo, che diviene “personalizzato” quando è
rivolto ad un particolare discente.
…
Gli strumenti compensativi sono strumenti
didattici e tecnologici che sostituiscono o
facilitano la prestazione richiesta
nell’abilità deficitaria.
Fra i più noti indichiamo:
· la sintesi vocale, che trasforma un compito di
lettura in un compito di ascolto;
· il registratore, che consente all’alunno o allo
studente di non scrivere gli appunti della
lezione;
· i programmi di video scrittura con correttore
ortografico, che permettono la produzione di
testi sufficientemente corretti senza
l’affaticamento della rilettura e della
contestuale correzione degli errori;
· la calcolatrice, che facilita le operazioni di
calcolo;
· altri strumenti tecnologicamente meno evoluti
quali tabelle, formulari, mappe concettuali,
etc.
Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente
con DSA da una prestazione resa difficoltosa
dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito
dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali
strumenti non è immediato e i docenti - anche
sulla base delle indicazioni del referente di
istituto avranno cura di sostenerne l’uso da parte di
alunni e studenti con DSA.
Le misure dispensative sono invece interventi
che consentono all’alunno o allo studente di
non svolgere alcune prestazioni che, a causa
del disturbo, risultano particolarmente
difficoltose e che
non migliorano l’apprendimento.
Per esempio, non è utile far leggere a un alunno
con dislessia un lungo brano, in quanto
l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la
sua prestazione nella lettura.
5.6 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con
DSA
Allegate al D.M. 12.07.2011
5.7 VERIFICHE
Conoscendo le caratteristiche dei DSA, il grado di affaticamento di questi alunni e i risultati ottenuti
spesso inferiori alla maturità cognitiva dei soggetti, è opportuno che le verifiche
tengano conto di specifiche modalità da mettere in atto.
Si riportano alcune indicazioni operative desunte dall’esperienza maturata direttamente all’interno
della scuola:
•le verifiche devono avere come oggetto obiettivi e contenuti ben specificati
•ciascuna competenza dell’alunno richiede una verifica specifica definizione di obiettivi e contenuti
specifici
•è opportuno compensare/integrare i compiti scritti ritenuti non adeguati con prove orali
all’alunno deve essere concesso l’uso di mediatori didattici (calcolatrice, vari ausili, tavole
compensative, schemi e mappe concettuali) durante le prove scritte e orali.
Per le materie in cui non sono obbligatorie prove scritte, è opportuno utilizzare verifiche
orali programmate (es. storia) .
E’ funzionale che i tempi e le modalità delle verifiche siano pianificati dal coordinatore di
classe (possibilmente non più di una al giorno e più di tre alla settimana, tempi più lunghi
o/e verifiche più brevi).
•
5.8 VALUTAZIONE
La valutazione deve essere personalizzata tenendo conto delle caratteristiche
personali del disturbo (regolamento valutazione D.P.R. del 22 giugno 2009) e
del punto di partenza e dei risultati conseguiti, premiando i progressi e gli
sforzi; ad esempio, in fase di correzione degli elaborati degli studenti, occorre
tener conto dell’influenza del disturbo su specifiche tipologie di errore
(calcolo, trascrizione, ortografia, sintassi e grafismo) e orientare la valutazione
su competenze più ampie e generali come da normativa (L. 170 dell’8 ottobre
2010).
5.9 SITI UTILI
il sito dell’associazione italiana dislessia www.aiditalia.org
il sito dell’associazione italiana per la psicopatologia dell’apprendimento www.airipa.it
il sito della biblioteca digitale dell’Associazione Italiana Dislessia www.libroaid.it
Associazione Italiana Famiglie ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività):
http://www.aifa.it/
AIDAI - Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattività:
http://www.aidai.org/
SINPIA - Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza:
http://www.sinpia.it/
Associazione Britannica, BDA - The British Dyslexia Association:
http://www.bda-dyslexia.org.uk/
IDA - The International Dyslexia Association: http://www.interdys.org/
EDA - European Dyslexia Association: http://www.bedford.ac.uk/eda/index.html
Audiolibri per dislessici: http://www.libroparlatolins.it
SUGGERIMENTI PER SOFTWARES GRATUITI
-Sintesi vocaliBalabolka
Dspeech
Programmi per mappe mentali e concettuali:
CmapTools
FreeMind
PROGRAMMI GRATUITI PER LA SCUOLA
- Di notevole interesse i programmi liberi scaricabili dal sito http://www.ivana.it/
dell’insegnante Ivana Sacchi. Sono programmi per la scuola primaria e secondaria di
primo grado e per alunni con difficoltà specifiche.
www.maurorossi.net in particolare per due programmi: Tutore Dattilo che serve per
iniziare all’uso veloce della tastiera del PC, e Magic Reader un programma che con la
sintesi vocale di Windows legge i file .txt (anche i file dei libri di testo possono essere
trasformati In .txt con un programma OCR). Programmi free.
Servizi gratuiti su Internet
Liber Liber, per scaricare audiolibri
5.10 BIBLIOGRAFIA
Cornoldi C. 1999 Le difficoltà di apprendimento a scuola, Il Mulino
Il testo analizza le difficoltà di apprendimento in chiave neuropsicologica.
indicazioni di approccio e di prevenzione.
Approfondite
2) Meloni M. ( a cura dell’AID) 2003 La dislessia raccontata agli insegnanti vol.1 vol.2
Libriliberi
Vol. 1 Manuale minimo per conoscere e riconoscere la dislessia, ma soprattutto i segnali di
delle difficoltà di apprendimento. A cura di Giacomo Stella.
Vol. 2Molto utile in classe prima, propone metodi di apprendimento di letto-scrittura e
strategie funzionali ad una didattica attenta a tutti gli alunni, compresi quelli in difficoltà.
3) Chiara De Grandis “La dislessia” Erickson 2007
Riserva particolare attenzione alla disgrafia; ricco di rifermenti a pubblicazioni e siti
internet supera l’idea di una impossibilità di recupero oltre i dieci anni e offre spunti
operativi di tutto rispetto.
4) Donini Brembati “Come una macchia di cioccolato Storie di dislessie” Erickson
Il libro mette al centro il bambino più che il suo disturbo, non a caso si parla forse per la
prima volta di dislessie e non di dislessia. Non include ricette o esercizi, ma la sua lettura
può aiutare a entrare con rispetto nel problema e a non esserne spaventati.
5) Cornoldi ed altri “Dislessia e trattamento sub lessicale” Erickson
Si tratta di un materiale molto operativo per il trattamento della disabilità di lettura,
propone un apprendimento individualizzato, forse più adatto al recupero che non alla
quotidianità dell’insegnamento , ma può essere utile per costurire materiali specifici per
tutti.
6) L. Ferraboschi e N. Meini “ Recupero in ortografia” Esercizi per il controllo
consapevole dell’errore. Erickson
Il testo, ricchissimo di spunti operativi, propone l’acquisizione di strategie meta
cognitive funzionali e trasferibili per un utilizzo sempre più autonomo e corretto della
scrittura.
7) McCarty R.A. Warrington E.K., 1992, Neuropsicologia Cognitiva, Un’introduzione
clinica, Raffaello Cortina Editore
8) Pennac D., 2008, Diario di scuola, Feltrinelli
9) Tressoldi P.E., Vio C., 1996, Diagnosi dei disturbi dell’apprendimento scolastico,
Erickson
10) Tretti M.L. et AL, 2002, Materiali IPDA per la prevenzione delle difficoltà di
apprendimento. Strategie e interventi, Erickson.
Si specifica che le immagini sono state tratte dalle seguenti fonti
che ne detengono tutti i diritti:
www. google.it
Pubblicazione sui D.S.A. patrocinata dalla Regione Toscana e dal
Lion Club sezione 8 della Toscana
Per i riferimenti normativi facciamo riferimento alla legislazione
vigente.
Istituto comprensivo “Alto Casentino” Stia
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La dislessia - Benvenuto nel sito del Comprensivo "G. Sanarelli"