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CORRIERE
N. 3 – maggio-giugno 2012 – Sped. in abb. post. art. 2 comma 20/c legge 662/96 – Filiale di Torino – A cura dell’Avis Comunale di Torino
via Piacenza, 7 - 10127 Torino – Da restituire al mittente presso CMP - Torino Nord – L’editore si impegna a pagare le copie non recapitate.
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CORRIERE
N. 3
maggio/giugno 2012
Sped. abb. post.
Corriere Avis
Direttore responsabile
ALESSANDRO FISSO
Caporedattore
GRAZIANO CESTINO
Con la collaborazione di
Marina Marchisio,
Patrizia Orrù
e del consiglio direttivo dell’Avis comunale di
Torino, dei responsabili dei gruppi anziani, giovani, aziendali e del CCS (Centro Culturale
Sportivo “Luciano Penna”)
Direzione, redazione e amministrazione
10127 Torino, via Piacenza 7
Tel. (011) 613.341 – Numero verde 800.265.508
www.avistorino.it
Indirizzo E-MAIL
[email protected]
[email protected]
[email protected]
Regionale Giovani
[email protected]
Registrazione Tribunale di Torino
n. 1250 del 24-7-1958
Conti correnti postali:
– Avis comunale Torino 26146100
– Fondo solidarietà Avis 27891100
Videoimpaginazione
la fotocomposizione
Via San Pio V, 15 - 10125 Torino
Stampa
AGAM
12100 Madonna dell’Olmo (CN)
Associato
all’Unione Stampa
Periodica Italiana
Registrato dalla Ulrich’s International
Periodicals Directory
di New Providence, N.J. (USA)
Copertina:
Campagna promozionale 2012
(Studio Newton)
SOMMARIO
SOMMARIO
3
Editoriale
4
Statistica
5
Mozione finale 76ª assemblea
nazionale
6
L’Avis in Italia
7
Assemblea Avis Intercomunale
A. Colombo
9
Ultima chiamata per la gita in
Toscana
di Sandro Fisso
10
Dove sosteranno in estate
le autoemoteche
11
Anche quest’anno tornerà
la Befana Avis
12
Attività dei nostri gruppi
13
Con i podisti in qualunque tempo
14
L’attività del gruppo bocce
15
Flash a cura
del gruppo Avis Scuole
16
Successo delle gite in Olanda
17
Calendario prelievi
18
Programma e ricordi dei viaggi
di Gianni e Marina
21
Da gruppo giovani
e gruppo GTT
22
Cultura associativa.
La medicina trasfusionale
24
La mia prima donazione
25
Rivalutare la timidezza
28
Gli zampilli d’arte
29
Essere soli
30
La metafisica è morta?
30
Bioetica e risorse
31
Lettere al direttore
32
Arte
33
Filatelia
34
Anagrafe avisina
36
Prelievi in montagna
di Anna Maria Massaro
di Giulia Maria Bouquié
di Elio Blancato
di Renzo Rossotti
di Camillo Brero
di Corrado Comandone
di Roberto Quaglino
di Angelo Mistrangelo
di Renzo Rossotti
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P
urtroppo i movimenti tellurici non sono
prevedibili in modo specifico. Scienza
ed esperienza hanno tuttavia tracciato
mappe che pongono in evidenza il grado
di rischio che tali eventi disastrosi possano accadere nelle diverse zone del Paese.
Precise norme stabiliscono che gli edifici
che ospitino creature umane debbano
essere costruiti con
modalità antisismiche. Cioè che resistano ad un sisma, ossia
ad un terremoto.
Il concetto di prevenzione si è sviluppato in tutti i settori in cui agisce la società umana. È un concetto storico, che dura da millenni.
Nel nostro campo avisino, questo ideale è stato
fatto proprio dal dottor Vittorio Formentano che
nel maggio del 1927 istituì a Milano l’Associazione Volontari Italiani del Sangue, nata con lo
scopo di riunire donne e uomini disposti a donare il proprio sangue a scopo trasfusionale e quindi pronti ad intervenire su chiamata in previsione di interventi salvavita operati dai medici.
L’idea di istituire un gruppo di possibili donatori di cui si conoscesse lo stato di salute ed in
particolare il gruppo sanguigno venne al dottor
Formentano vistosi impotente di fronte ad una
grave emorragia fatale per la vita di una sua paziente.
L’AVIS si espanse rapidamente in tutta Italia
(a Torino dal 1929) ed oggi conta oltre unmilioneduecentomila soci donatori che dovrebbero
assicurare sangue, plasma e piastrine per ogni
occorrenza.
Volutamente usiamo il condizionale perché
nel corso della lunga esperienza avisina si sono
verificate in più occasioni, alcune eccezioni, che
ci inducono a pensare che anche in campo emotrasfusionale la certezza non esiste.
Ricordiamo ad esempio l’impegno dato da
tutti i dirigenti avisini torinesi presenti in città il
EDITORIALE
giorno di Ferragosto di alcuni anni fa per affiancare l’unica “segretaria” allora in servizio
nel chiamare il maggior numero di donatori di
gruppo B, Rh negativo, per aiutare un pompiere giunto dalla Sardegna al CTO con gravi
ustioni arrecategli dall’incendio che stava cercando di domare.
Spesse volte nelle
emoteche dei pronto
soccorso le unità di
sangue di gruppo cosiddetto “raro” si
possono contare sulle dita di una sola
mano. Allora la vita
di chi potrebbe essere salvato da generose trasfusioni di sangue
compatibile con il suo “gruppo” sta nelle mani di
chi volontariamente ha scelto la via della solidarietà umana.
Ed è questo il grande valore dell’AVIS che sinora a molti di noi ha consentito di superare anche i momenti più difficili della propria vita.
LA
PREVENZIONE
UN APPELLO
A TUTTI I NOSTRI VOLONTARI
“Anche nei mesi di luglio ed agosto gli ospedali ricoverano chi ha necessità di cure, comprese
eventuali trasfusioni. Avisini, se siete in buona
salute ed è trascorso l’intervallo stabilito dai medici tra una donazione e l’altra, aiutate chi sta
peggio. Le nostre sedi di via Piacenza 7 a Torino
e via Torino 19 a Pianezza saranno aperte tutti i
giorni, Ferragosto compreso, e disponibili nelle
mattinate a compiere i prelievi e le relative visite mediche. Avisini, anche se non ricevete la tradizionale chiamata telefonica che vi invita a donare, presentatevi ugualmente e fate il vostro dono. Per qualcuno sarà un dono di vita. Per tutti la
valorizzazione della vita, dell’Avis e della nostra
città. Grazie anticipate a chi metterà in pratica
questo suggerimento”.
SANDRO FISSO
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STATISTICA
CONFRONTO TRA IL 2011 ED IL 2012 - GENNAIO-MAGGIO
SANGUE INTERO
PLASMAFERESI
PIASTRINOAFERESI
PRELIEVI MULTIPLI
UNITA’ RACCOLTE
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VITA ASSOCIATIVA
MOZIONE FINALE: 76ª ASSEMBLEA
GENERALE AVIS NAZIONALE
25-26-27 maggio 2012 Montecatini Terme
I
rappresentanti dei Soci, Persone fisiche, persone Giuridiche, dell’assemblea generale Avis riunita nei giorni
25-26-27 maggio 2012 ringraziano
l’Avis di Montecatini terme e l’Avis regionale Toscana per l’impegno profuso
nell’organizzazione dell’incontro, l’accoglienza e l’ospitalità ricevuta.
L’assemblea:
• esprime solidarietà e vicinanza alle popolazioni dell’Emilia Romagna e della
Lombardia colpite dal recente sisma,
certa che questa si tradurrà anche in un
impegno concreto da parte di tutta l’associazione;
• auspica che la vicenda del sequestro di
Rossella Urru abbia una rapida e positiva conclusione, con il ritorno di Rossella ai suoi cari;
• fa propria la proposta di ordine del giorno, riportata in allegato, di partecipazione alla commemorazione delle stragi di mafia quale segno di condivisione
del sentire civile di tutta la nazione.
Il quadro attuale di crisi economica
che investe le società, e che produce
fenomeni negativi di varia natura, non
può non produrre riflessi diretti anche
sull’azione della nostra associazione.
Non solo crisi economica, ma anche
di valori con la mancanza di punti di riferimento. Avis, se da una parte è costretta a subire fenomeni, dall’altra
con i propri valori e insieme alle altre
componenti del terzo settore, è tenuta a
fornire un quadro di riferimento che
concorra a un recupero di coesione sociale, supportando e integrando quanto
le istituzioni pubbliche e private non
riescono a fare.
L’attuale situazione economica impone a tutti i livelli associativi la necessità di una gestione ancora più attenta e oculata delle risorse economiche a tutti i livelli associativi, con particolare attenzione alla riconduzione
del valore economico delle benemerenze al valore simbolico.
Pari attenzione va sviluppata con gli
enti preposti nella programmazione e
pianificazione a livello nazionale del
fabbisogni di sangue, tenendo conto del
mutato scenario del mondo del lavoro,
delle esigenze sociali in modo tale da poter garantire l’adeguato afflusso dei donatori nelle fasce orarie e in giorni della settimana non canonici; questa necessità si
pone anche in ragione del superamento di
logiche particolaristiche che consentano
il conseguimento dell’autosufficienza e il
suo mantenimento a livello nazionale.
Il conseguimento dell’accreditamento
di tutte le unità di raccolta è condizione
indispensabile e inderogabile affinché
l’Avis possa porsi come associazione
che tutela la sicurezza e la qualità della
salute.
L’assemblea ritiene necessario mantenere e migliorare l’attenzione alla comunicazione quale strumento di visibilità
associativa, di informazione e formazione, sia come fonte di sviluppo di rapporti esterni sia come mezzo per migliorare
la rete dei rapporti interni. Parimenti
vanno rafforzati gli sforzi e l’impegno ri-
volto a progetti di cooperazione internazionale, in primi con Avas (Associazione volontari Argentina sangue), dando
sostegno, concretezza e continuità alle
azioni intraprese.
Il 2012 è l’anno di preparazione del
rinnovo delle cariche associative.
Questa è una sfida e una opportunità.
• Sfida perché l’avvicendamento ed il
rinnovo dei quadri associativi è un processo difficile e che va costruito giorno
per giorno.
• Sfida perché crescono le competenze
richieste a tutti i livelli dell’associazione e quindi la loro individuazione non
dovrà essere legata al mero criterio
dell’anzianità associativa.
• Opportunità di sostenere la crescita
delle competenze con attività di formazione rivolte alla base associativa.
• Opportunità di dare spazio a nuove
energie e idee.
L’assemblea raccoglie e fa propria la
necessità che l’Associazione si doti di
una carta etica, quale importante patrimonio di riferimento per il consolidamento di una diffusa e radicata cultura
operativa.
Infine, punto di arrivo del percorso
svolto in questi anni e punto di partenza per il prossimo mandato associativo
dovrà essere costituito dalla conferenza programmatica, momento durante il
quale dovranno essere gettate le basi
per il lavoro del prossimo mandato.
La Commissione ritiene inoltre di
dover esprimere apprezzamento per
l’inserimento della mozione all’interno degli atti assembleari di ogni anno.
I componenti della
zione Finale
Aldo Cardani
Emiliano Ciarini
Sandro Crestani
Luciano Franchi
Andrea Giora
Laura Pizzetti
Andrea Tieghi
Antonio Virelli
Tiziana Zambaldi
Commissione MoLombardia
Umbria
Piemonte
Toscana
Veneto
Alto Adige
Emilia Romagna
Svizzera
Trentino
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VITA ASSOCIATIVA
QUANTI SIETE, DOVE SIETE, QUANTO DONATE
I
n un periodo caratterizzato da continui segni negativi in vari
settori della vita economica e sociale del Paese, la nostra Associazione presenta dati in controtendenza, che testimoniano
la sensibilità e la vicinanza degli italiani, nonostante la crisi, ai
temi quali la donazione, la solidarietà e il volontariato.
In occasione della 76ª Assemblea Generale Avis sono stati,
infatti, presentati i dati aggiornati al 31 dicembre 2011, che indicano una costante crescita di donatori e donazioni. Il numero
totale di iscritti all’Avis, infatti, passa dai circa 1.229.000 nel
2010 ai quasi 1.259.000 (pari a circa +2.4%) e i donatori si attestano a 1.219.705 (con una crescita dell’2.5%).
Infine, il numero totale di donazioni di sangue intero ed emoderivati supera quota 2.100.000 (per l’esattezza 2.101.952, pa-
Avis Regionale
(o equiparata)
ri a +1.6% rispetto all’anno precedente). Le sedi presenti su tutto il territorio nazionale e quelle operative in Svizzera sono
3.373 (suddivise in 22 regionali, 124 provinciali e 3.227 Comunali). Si chiude l’Assemblea con la discussione e la votazione del nuovo Regolamento nazionale. Non senza qualche,
anche accesa, discussione fra le varie delegazioni.
È un segnale di vitalità e di democrazia anche questo. Noi
della redazione, vi lasciamo con i “numeri”, pieni di tante belle storie e di tanti significati, che ognuno di voi delegati intervenuti a questa Assemblea rappresentate.
Grazie a Montecatini e arrivederci al 2013!
DA AVIS NEWS SOS
Numero soci
persone fisiche
Numero donazioni
Donatori
Sangue
intero
Plasmaferesi
Abruzzo
17.842
25.326
2.948
Alto Adige
18.354
25.643
2.377
Basilicata
21.682
23.874
5.610
683
30.167
Calabria
33.879
54.005
934
833
55.722
Campania
Altre
aferesi
397
Totale
donazioni
28.671
28.020
57.626
76.750
147.743
228.135
48.407
3.583
260.125
9.173
8.164
3.204
613
11.981
Lazio
63.057
78.627
2.269
1.536
84.432
Liguria
19.638
28.188
2.462
695
31.345
251.656
422.983
85.615
7.014
515.612
Marche
50.882
75.256
21.540
5.427
102.223
Molise
8.100
12.348
115.024
164.904
30.591
8.605
204.100
Puglia
55.017
69.137
6.310
3.180
78.827
Sardegna
28.586
43.797
43.797
Sicilia
70.215
107.563
107.563
Toscana
75.645
82.586
31.178
5.784
119.548
Trentino
16.079
18.754
3.438
172
22.364
Umbria
29.839
40.796
2.073
3.944
5.978
1.411
142
7.531
124.692
179.307
34.856
4.003
218.166
1.218.673
1.772.121
285.223
42.867
2.100.211
1.032
1.741
1.219.705
1.773.862
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lombardia
Piemonte
Valle D’Aosta
Veneto
Totali Italia
Avis Svizzera
Totali associativi
76.650
12.348
42.869
1.741
285.223
42.867
2.101.952
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VITA ASSOCIATIVA
AVIS INTERCOMUNALE ARNALDO COLOMBO
ASSEMBLEA DEL 21 APRILE 2012
Relazione del Comitato di Gestione
S
i è svolta regolarmente al Centro Anziani del Nichelino
messo a disposizione dell’AVIS grazie all’interessamento del Consigliere Stefano Ferrini.
Dopo avere ringraziato tutti i presenti il presidente dell’Intercomunale Sandro Fisso ha preso la parola per svolgere l’annuale relazione sull’attività svolta nell’anno ed ha così iniziato
il suo discorso:
“Poiché questa struttura avisina esce dagli schemi dell’AVIS
ITALIANA che articola la nostra Associazione suddividendola per il territorio in cui opera (comune, provincia, regione e nazione) riportiamo la prefazione che lo scorso anno svolgemmo,
non leggendola ma invitando i delegati che per la prima volta
prendono parte all’ assemblea dell’Intercomunale a prenderne
atto, sempre che lo desiderino allo scopo di chiarire come relazioni e bilanci riguardano una struttura come l’AVIS INTERCOMUNALE ARNALDO COLOMBO che ha come finalità
l’organizzazione della raccolta sangue, da destinare giornalmente al SIMT OIRM-S-ANNA, da tutte le AVIS comunali
delle province di Torino, Cuneo e Vercelli che non abbiano altri servizi trasfusionali che ne disimpegnino raccolta e sistemazione del sangue prelevato.
UN PO’ DI STORIA
L’Avis nel suo complesso è costituita da gruppi di Volontari donatori periodici di sangue e di emocomponenti che, raggiunto il numero minimo stabilito dalle norme di statuto e regolamento valido per tutta l’Italia, si costituiscono in sezioni
Comunali dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue che
è nata a Milano nel 1927 dall’idea dell’ematologo dottor Vittorio Formentano e si è rapidamente espansa nel Paese iniziando
da alcune grandi città, Torino compresa, dove l’Avis si è costituita nel 1929.
Per disciplinare la formazione e l’attività delle Avis Comunali sono state poi costituite le Avis provinciali, regionali e Nazionale.
Questo breve preambolo per fare conoscere ai più giovani, e
ricordare agli anziani delegati oggi presenti, come l’Avis Intercomunale A. Colombo voluta per non disperdere l’attività del
Centro Tecnico Scientifico per la trasfusione del sangue istituito nel 1953 d’intesa fra l’Ospedale S. Anna di Torino e le
Avis comunale e provinciale torinese, è diventato, grazie anche all’attenta ed esemplare gestione del dottor Arnaldo Colombo, il migliore Centro Trasfusionale operante in Italia. Prevedendo la cessione del Centro Trasfusionale alla pubblica
amministrazione (cosa poi avvenuta con la Legge 4 maggio
1990 n°107) nel 1986 fu istituita la nostra Inter-comunale con
il solo compito di gestire le Unità di Raccolta a cui sarebbero
affluite le donazioni sino ad allora effettuate dal Centro Trasfusionale annesso all’ospedale S. Anna.
Nelle norme a suo tempo approvate per regolare l’attività
dell’AVIS Intercomunale (unica in Italia e che ha ottenuto an-
che l’approvazione del Consiglio Nazionale) l’articolo 4 del
regolamento, intitolato “L’assemblea dei Delegati” così si
esprimeva:
L’Assemblea è formata dai delegati espressi dalle competenti assemblee delle strutture associate (cioè quelle che sistematicamente si avvalgono dell ‘Intercomunale per effettuare
visite e prelievi ai propri iscritti) o, per espressa delega di queste ultime dai corrispondenti consigli direttivi, in concomitanza con l’elezione degli organi direttivi delle strutture stesse, ed
ha uguale durata.
I delegati vengono espressi in ragione di uno ogni 300 donazioni annue effettuate dai rispettivi soci o pertinenti donatori
occasionali, o frazione superiore a 150, riferite al 31 dicembre
dell’anno precedente a quello in cui si è convocata l’annuale
assemblea. Ogni delegato potrà farsi rappresentare in Assemblea da un altro delegato indipendentemente dall’Avis comunale di appartenenza, con delega scritta. Ogni delegato non può
ricevere più di cinque deleghe.
Ogni provincia o Regione autonoma che annoveri strutture
associate all’Intercomunale, ha diritto ad almeno un delegato.
RISULTATI E BILANCI DELL’ANNO 2011
Il totale delle donazioni di sangue e di emocomponenti
raccolte nel 2011 è riportato nella unita tabella con il confronto con i quattro anni precedenti e le percentuali per la
provenienza dei donatori e del SIT dove hanno effettuato le
donazioni.
Con la divisione per il quorum e quant’altro previsto dall’articolo 10 dello statuto questi i delegati spettanti a questa assemblea:
alla Comunale di Torino
alle altre comunali
della provincia di Torino
alle comunali in provincia di Cuneo
alle comunali in provincia di Vercelli
Totale delegati
189 x 56.632 donazioni
88 x 26.430 donazioni
33 x 10.045 donazioni,
1 x 161 donazioni
___________________
311 x 93.268 donazioni
=================
Il Comitato di Gestione si è riunito periodicamente ed ha affrontato l’esame delle situazioni finanziarie puntualmente predisposte”.
La titolare dell’Amministrazione, Palmira Merlo, ha quindi
esposto le relazioni finanziarie ed i bilanci consuntivo e preventivo. Sono seguiti gli interventi dei presenti, ad iniziare da
quelli del direttore sanitario Igino Arboatti e del dottor Mauro
Pagliarino che ha sostituito la professoressa Anna Lucia Massaro, ora in pensione, nella guida dell’intero servizio trasfusionale che fa capo agli ospedali S. Anna, Infantile Regina Margherita e CTO.
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Al termine del dibattito il presidente ha posto in votazione la
relazione ed i bilanci che sono stati approvati a stragrande maggioranza (solo tre le astensioni rilevate).
La riunione si è conclusa dopo che il presidente ha sollecitato la nostra Amministrazione Regionale ad adeguare, con gli
aumenti Istat per i consumi delle famiglie, già autorizzati per le
quote associative che ancorano i rimborsi alle sezioni comunali alle donazioni fatte dai propri iscritti, anche e finalmente i
rimborsi previsti per il costo della raccolta sangue ed emocomponenti ormai fermo da parecchi anni.
AVIS UNA?
Ho sempre considerato l’AVIS
UNA UNICA ASSOCIAZIONE
nonostante i diversi livelli di rappresentanza suddivisi in gruppi e sezioni comunali, intercomunali, provinciali, regionali e Nazionale.
Ciascuna di esse con uno specifico
ruolo organizzativo:
• i “gruppi” che raggruppano i Volontari che appartengono ad uno
stesso Ente od Azienda (ad esempio il gruppo postelegrafonico, od
il gruppo FIAT, per citarne tra i
più importanti per numero di soci);
• le AVIS Comunali che possono
essere istituite ad opera degli stessi Volontari residenti (il regolamento nazionale stabilisce che ci
siano almeno venti soci che ne richiedano alla rispettiva AVIS provinciale l’istituzione):
• le AVIS INTERCOMUNALI a
cui fanno capo per le sole donazioni e visite mediche che si avvalgono di una stessa UNITA’ di RACCOLTA per i prelievi dei loro
iscritti (l’Intercomunale Arnaldo
Colombo di Torino ne è un esempio);
• le AVIS PROVINCIALI che hanno come scopo principale l’istituzione delle “comunali” ed il loro
controllo affinché agiscano nel
pieno rispetto delle norme di Statuto e Regolamento, entrate in vigore con il contributo dei pochi
Soci allora iscritti all’Avis sin dal
10 novembre 1929.
• le AVIS REGIONALI, con il compito di costituire le “provinciali” e
di controllarne l’attività;
• l’AVIS NAZIONALE che ha il
compito di sviluppo e di controllo
organizzativa su tutte le strutture
associative operanti in Italia e fra
le nostre comunità all’estero.
Nell’esperienza ultra cinquantennale fatta all’Avis, in tutti i livelli organizzativi, ho imparato che l’AVIS
VITA ASSOCIATIVA
progredisce quando esiste piena concordia fra tutti i responsabili associativi e langue, o addirittura si disgrega quando uno o
più dirigenti pensano più ai propri interessi (od anche solo al
proprio orgoglio) anziché a quelli comuni.
Per questo ho sempre pensato che l’AVIS così come l’ha intuita e fondata il dottor Vittorio Formentano fosse una cosa utile e necessaria e progredisse ovunque nonostante il tormento di
alcune “pecore nere” che purtroppo si trovano anche nelle più
sane comunità.
s.f.
AVIS INTERCOMUNALE “ARNALDO COLOMBO”
UNTÀ DI SANGUE ED EMOCOMPONENTI RACCOLTE
NEL PERIODO GENNAIO-DICEMBRE 2011
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VITA ASSOCIATIVA
ULTIMA CHIAMATA
In Toscana con il gruppo Fiat dal 7 al 9 settembre 2012
7 settembre:
TORINO - PISA - LUCCA - MONTECATINI
Ritrovo dei signori partecipanti nella prima mattinata presso la località di partenza prevista e sistemazione su autobus
Granturismo. Inizio del viaggio ed arrivo a Pisa, incontro con
la guida e visita alla Piazza dei Miracoli, famosa per i suoi
magnifici monumenti. Pranzo in ristorante e nel pomeriggio
trasferimento a Lucca per la visita guidata della città. Lucca
conserva il fascino di una piccola ed antica Città-Stato italiana. Le imponenti mura alberate rinascimentali la circondano
completamente, e le strade medievali sono fiancheggiate da
torri ed eleganti negozi; le incantevoli chiese romaniche si alternano a luminose piazze, creando un ambiente unico e suggestivo. A visite ultimate, trasferimento a Montecatini Terme, sistemazione in hotel nelle camere riservate; cena e pernottamento.
8 settembre:
MONTECATINI - SIENA
Prima colazione in hotel e successivo trasferimento a Siena
per la visita della città. Adagiata tra le dolci colline del Chianti, si respira qui, più che nelle altre città toscane, l’atmosfera di
un centro medievale che, attraverso i secoli, ha mantenuto le
sue tradizioni. Incontro con la guida e visita guidata di: Chiesa
di S. Domenico, Banchi di sopra e Banchi di sotto (tra le più
frequentate vie cittadine sulle quali si affacciano i maggiori palazzi della nobiltà cittadina e dove si possono trovare negozi
con caratteristici prodotti gastronomici); Piazza del Campo, da
sempre il centro politico e civile dell’antica Repubblica senese; Torre del Mangia e Palazzo Pubblico dove, per due volte
l’anno, si corre il famoso Palio delle Contrade. Pranzo in ristorante e successivamente partenza in direzione di Volterra per
la visita guidata della città. La città, situata in una posizione
strategica che permette di ammirare uno dei paesaggi più belli
della natura toscana, è celebre per l’estrazione e la lavorazione
dell’alabastro e conserva un notevole centro storico di origine
etrusca. Successivamente trasferimento a San Gimignano e
visita guidata; famosa per le numerose torri medievali, San Gimignano si è sviluppata lungo la Via Francigena, principale via
di pellegrinaggio verso Roma, divenne una delle più prospere
cittadine toscane nel corso del medioevo. Al termine, rientro in
hotel per la cena ed il pernottamento.
9 settembre:
MONTECATINI - BOLOGNA - TORINO
Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Bologna.
Incontro con la guida e visita della città. Antichissima città universitaria, nota per le sue torri ed i suoi portici che si estendono
per oltre 38 km nel solo centro storico, fra i quali si annovera
quello più lungo al mondo (portico di San Luca). Bologna possiede il secondo centro storico medievale più grande d’Europa.
Bologna è nota per aver ospitato la prima università di tutta l’Eu-
ropa occidentale, verso la fine del secolo XI. Tale tradizione ha
da sempre favorito l’insorgenza di correnti culturali e letterarie
di grande valore. Non a caso è oggi meta favorita di studenti e
studentesse provenienti da ogni parte d’Italia. Al termine delle
visite, pranzo in ristorante con menù tipico. Nel pomeriggio sistemazione a bordo di pullman granturismo ed inizio del viaggio
di ritorno. In serata arrivo a Torino.
Quota di partecipazione:
€ 230 donatori
€ 260 famigliari
€ 290 aggregati
€ 140 bambini fino a 10 anni se accompagnati da due adulti
€ 40 supplemento camera singola
La quota comprende:
– viaggio a bordo di autobus Granturismo
– sistemazione in hotel 3/4 stelle (in base al pacchetto di
viaggio scelto) a Montecatini, in camere a due letti con servizi
privati
– trattamento di pensione completa, dal pranzo del primo
giorno al pranzo dell’ultimo giorno, bevande ai pasti (1/2 lt. acqua minerale + 1/4 lt. vino a persona)
– assistenza di guide locali per tutte le visite, come indicate
nel programma
– assistenza accompagnatore
– assicurazione medico bagaglio
– tasse e percentuali di servizio
La quota non comprende
Gli ingressi, l’assicurazione contro l’annullamento, le mance e gli extra in genere e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.
Ritrovo ore 5.15, venerdì 7 settembre, c/so Agnelli 200 Porta 5 (Fiat Mirafiori)
Partenza ore 5.30
Iscrizioni presso la sede Avis di via Piacenza 7 o sede Avis
di Pianezza
Termine di iscrizioni il 15 luglio 2012 (posti limitati).
AVIS 3-2012 OK
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1 0 CALENDARIO PRELIEVI
CALENDARI MERCATI
DELL’ANNO 2012
DATA
PUNTO PRELIEVO
24/07
MARTEDI
MERCATO RIONALE
c.Einaudi-Crocetta
25/07
MERCOLEDI
MERCATO RIONALE
c.Svizzera
26/07
GIOVEDI
MERCATO RIONALE
c.Cincinnato
27/07
VENERDI
MERCATO RIONALE
c.Sebastopoli-S.Rita
28/07
SABATO
MERCATO RIONALE
via Di Nanni
30/07
LUNEDI
MERCATO RIONALE
p.zza Bengasi
31/07
MARTEDI
MERCATO RIONALE
p.zza Foroni
01/08
MERCOLEDI
MERCATO RIONALE
c.Palestro
02/08
GIOVEDI
MERCATO RIONALE
p.zza Martini
03/08
VENERDI
MERCATO RIONALE
via Nitti
04/08
SABATO
MERCATO RIONALE
c.Racconigi
06/08
LUNEDI
MERCATO RIONALE
via Pavese
07/08
MARTEDI
MERCATO RIONALE
c.Brunelleschi
08/08
MERCOLEDI
MERCATO RIONALE
p.zza Campanella
09/08
GIOVEDI
MERCATO RIONALE
v.Vibò-p.Vittoria
10/08
VENERDI
MERCATO RIONALE
c.Svizzera
11/08
SABATO
MERCATO RIONALE
via Di Nanni
18/08
SABATO
MERCATO RIONALE
c.Einaudi-Crocetta
21/08
MARTEDI
MERCATO RIONALE
p.zza Martini
22/08
MERCOLEDI
MERCATO RIONALE
c.Cincinnato
23/08
GIOVEDI
MERCATO RIONALE
c.Palestro
24/08
VENERDI
MERCATO RIONALE
c.Sebastopoli-S.Rita
25/08
SABATO
MERCATO RIONALE
c.Racconigi
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
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1 1 VITA ASSOCIATIVA
Anche quest’anno faremo la festa della Befana
FACCIAMO CONOSCERE L’AVIS
AI NOSTRI BIMBI (futuri donatori?)
P
artecipiamo alla Befana
organizzata dall’AVIS di
Torino al PalaOlimpico,
nel prossimo Corriere comunicheremo l’esatta ubicazione).
Prenotiamo per tempo i pacchi dono riservati a fratelli, figli
e nipoti dei nostri Volontari di
età non superiore ai 12 anni.
La festa della Befana è la manifestazione che per l’Avis Comunale di Torino raccoglie il
maggior numero di adesioni. È
la festa riservata alle famiglie
dei nostri Volontari ed ai loro
bambini.
Nel salone del PalaOlimpico (quest’anno dall’ingresso principale), gli eredi avisini si ritroveranno in compagnia di altri
bambini che discendono da familiari che
hanno in comune la scelta della solidarietà, come motivo socialmente utile della
loro esistenza.
A tutti coloro che si saranno prenotati presso le segreterie Avis di Torino,
in via Piacenza 7, o di Pianezza, in via
Torino 19, verranno consegnate le lettere di invito per i loro bimbi, che daranno diritto al ritiro del pacco dono,
contenente tre regalini del valore medio complessivo non inferiore ai 25 euro, e un tagliando da consegnare ai nostri rappresentanti al PalaOlimpico
nelle giornate dal 4 al 6 gennaio 2013
per ricevere gratuitamente tre gettoni
che permetteranno di scegliere uno o
più giocattoli tra quelli disponibili.
Per ogni prenotazione i Volontari dovranno versare 5 euro,
consentendo così all’Avis di
predisporre gradevoli pacchi
dono e la serie di palloncini e
giocattoli che saranno distribuiti
al PalaOlimpico.
I PACCHI DONO POTRANNO ESSERE RITIRATI DAL 20 NOVEMBRE 2012
AL 6 GENNAIO 2013 NELLA STESSA SEDE (di Torino
o di Pianezza) DOVE È STATA EFFETTUATA LA PRENOTAZIONE CONSEGNANDO I TAGLIANDI PREDISPOSTI NELLE
RELATIVE LETTERE.
Il direttivo dell’Avis torinese si augura
che anche quest’anno siano molti gli iscritti che prenoteranno i propri bambini per la
grande festa offrendo così la possibilità di
conoscere l’Avis ed i suoi Volontari.
s.f.
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
14:52
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1 2 VITA ASSOCIATIVA
7ª “OLTRE LA VISTA”
Mercoledì 25 aprile 2012
G
rande successo di partecipanti alla 7ª edizione della
manifestazione “Oltre la Vista” organizzata dalla Polisportiva U.I.C.I. (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) con la collaborazione del Gruppo Podistico Avis Torino. Oltre 900 atleti grandi e piccoli hanno dato vita a questa
manifestazione in memoria di Piero Mallen, donatore e podista avisino.
In una mattinata prettamente primaverile, con uno splendido
sole che spronava i presenti a prendere parte attiva alla corsa, si
dava inizio alla gara; 7 km. per i concorrenti adulti e un percorso logicamente ridotto per i più piccini.
Al termine della corsa, un ricco pacco gara per tutti e la grande
soddisfazione di aver partecipato a questa manifestazione con la
consapevolezza che il ricavato sarà interamente devoluto a favore della ricerca sulla S.L.A. (Sclerosi laterale amiotrofica).
Come gruppo podistico Avis Torino siamo orgogliosi di aver
collaborato con gli amici della Polisportiva U.I.C.I. aderendo
con il nostro personale contributo e con il ricco ristoro offerto
dalla nostra Avis Comunale di Torino.
Complimenti all’U.I.C.I. per l’ottima organizzazione e un
arrivederci, nel 2013, per l’ottava edizione di questa manifestazione.
IL GRUPPO PODISTICO AVIS TORINO
PESCIA “32ª MARCIA DI PINOCCHIO”
Domenica 18 marzo 2012
A
nche quest’anno una rappresentativa del Gruppo Podistico
dell’Avis di Torino si è recata a Pescia per partecipare alla
annuale “Marcia di Pinocchio”; ma, alla consueta gioia di
ritrovarsi con gli amici pesciatini, si frapponeva la triste consapevolezza di non trovare più fra di loro il nostro carissimo amico Gino Incerpi, mancato lo scorso anno in seguito ad un grave incidente stradale. Gino è sempre stato un attivista instancabile e prezioso per l’Avis della Toscana e un sincero amico per il nostro
gruppo podistico e per l’Avis Comunale di Torino. Non è possibile riepilogare in questo articolo quanto ha fatto il nostro amico Gino in favore della divulgazione del dono del sangue, ma possiamo
ricordare quanta generosità, altruismo e amore c’era in lui. Quando pronunciava la parola “Avis” il suo cuore gioiva e nel viso traspariva il suo solito sorriso semplice e sincero che porteremo sempre nei nostri cuori. I nostri podisti Anastasio Usai, Luisella Pilittu, Rosa Liccardo, Cesare Barbero e Domenico Melasso hanno ricevuto con grande commozione, il “1° Trofeo Avis in memoria di
Gino Incerpi” assegnato loro come gruppo proveniente da più
lontano. Agli amici pesciatini tutti va il nostro più caro saluto e un
arrivederci nel 2013 per la 33ª Marcia di Pinocchio.
IL GRUPPO PODISTICO AVIS TORINO
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
14:52
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1 3 VITA ASSOCIATIVA
IL GRANDE FREDDO NON CI SPAVENTA
D
omenica 5 febbraio 2012 in una
mattinata di grande freddo con 15
gradi sottozero i grandi pionieri
del podismo piemontese si sono dati appuntamento alle ore otto sulle colline del
Chierese per partecipare al primo cross
delle Boie di Pavarolo, 7ª prova trofeo
Piemonte Cross.
Ovviamente non potevano mancare i
podisti avisini anche se in numero ridotto: in 29 hanno ben figurato con ottimi
piazzamenti; purtroppo il grande freddo
con strade ghiacciate, ha costretto molti
dei nostri a rimanere a casa: assenza giustificata, siamo stati di più il 4 marzo a
Trana nella corsa di primavera (10 chilomenti di percorso ondulato su strada).
Ritornando a Pavarolo per chi ha partecipato al cross, è stata una bella esperienza.
Dopo le abbondanti nevicate partecipare ad un cross di fronte ad un panorama
così meraviglioso che madre natura ha
voluto regalarci è stato bellissimo, si cor-
I partecipanti alla gara
reva come in una favola. Al traguardo gli
atleti arrivavano con ghiaccioli che pendevano da tutte le parti del corpo sorridenti e soddisfatti.
Giungano i nostri più sinceri compli-
menti per l’ottima organizzazione a tutto
il gruppo dirigente volontari, collaboratori guidati dall’amico Eugenio Solero.
Bravi
IL GRUPPO PODISTICO AVIS TORINO
ROMA
18 MARZO 2012
Un gruppo di podisti
avisini capitanati dal nostro amico Rocco Bosco
ha partecipato alla maratona della città di Roma.
IL NOSTRO NUMERO VERDE PER DONARE: DOVE, COME E QUANDO
Questo il numero verde acquisito dall’Avis Comunale di Torino a cui si potranno rivolgere parenti, amici degli avisini e quant’altri desiderino avere
informazioni su dove, come e quando compiere la loro prima donazione.
800265508
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
14:52
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1 4 VITA ASSOCIATIVA
5° TROFEO CRAL DI TORINO
A L OANO 24-27 MAGGIO 2012
C
ome consuetudine da anni, abbiamo partecipato al Torneo dei Cral di Torino a Loano, con ottimi risultati.
Terzi classificati su nove Cral partecipanti.
Secondi classificati con la terna composta da Gianpiero Colombano, Chiaffredo Pagliano, Sergio Toscano.
Terzo classificato Mattia Borio nella gara individuale.
Grande successo hanno ottenuto le nuove magliette Avis
programmate per la giornata Avis nello Sport.
Esibite in anteprima a Loano, ove sono molto piaciute ai dirigenti di Avis locale, ne hanno richiesta una da esporre nella
loro sede, e a loro volta ci hanno offerto una ceramica in ricordo del loro 50° anno di istituzione che si celebra quest’anno.
Un grazie a Avis Loano per la loro amicizia che ricambiamo
con piacere, grazie a Avis Torino e ai suoi dirigenti che ci supportano sempre nelle nostre iniziative.
Grazie a tutti i partecipanti per l’impegno con cui si sono applicati.
Terna: Pagliano, Colombano e Toscano - 2ª classificata
Non solo accompagnatrici ma anche bocciofile
Gruppo al completo
Gianni Borgogno con il trofeo
GIOVANNI BORGOGNO
PER IL DIRETTIVO
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
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1 5 VITA ASSOCIATIVA
ANCHE QUEST’ANNO SCOLASTICO
VOLGE AL TERMINE
L
a Commissione Avis Scuola di Torino, nell’augurare a tutti gli studenti un grande
“in bocca al lupo” per l’esito finale del lavoro svolto durante l’anno scolastico,
ringrazia tutti coloro che hanno raccolto il nostro appello, donando il proprio sangue. Al nostro ringraziamento, si unisce il grazie sincero di chi del vostro dono ha ricevuto giovamento per la propria salute.
Ringraziamo tutto il personale docente e non docente, i presidi che hanno permesso la nostra presenza presso i loro Istituti. Ringraziamo inoltre tutte le équipe mediche e gli autisti che hanno collaborato con noi.
LICEO CLASSICO “CAVOUR”
LA COMMISSIONE AVIS SCUOLA
SCUOLA SALESIANA ISTITUTO “E. AGNELLI”
ISTITUTO TECNICO
COMMERCIALE “MARRO”
I.P.S. “ALBE STEINER”
ISTITUTO
“BECCARI”
ISTITUTO
“PRIMO LEVI”
IST. TECNICO COMMERCIALE
“SOMMEILLER”
ISTITUTO TECNICO
INDUSTRIALE “PININFARINA”
ISTITUTO “GIULIO”
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
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1 6 VITA ASSOCIATIVA
UN SOGNO REALIZZATO
U
n vecchio proverbio locale così recita “Dio ha creato tutto il mondo, ma non l’Olanda. Questo paese è stato creato direttamente dagli olandesi”.
Chiunque abbia la possibilità di visitare non solo la parte occidentale – la regione pianeggiante – può verificare questa affermazione nella quale non c’è nulla di irriverente.
Senza l’opera dell’uomo la parte occidentale dell’Holland –
terra bassa – sarebbe continuamente inondata. Il turista che arriva all’aeroporto di Schiphol si trova di fronte una colonna che
segnala che l’intera area si trova quattro metri e mezzo sotto il
livello del mare, ma gli oltre mille chilometri di dighe la difendono dalle acque e garantiscono una protezione.
L’Olanda è un susseguirsi di paesaggi, di villaggi, di città d’arte e – in campi colorati, coloratissimi che sembrano tavolozze del
pittore – immense distese di tulipani con colori e forme diversissime. Credo che i cento avisini “turisti” abbiano difficoltà a descrivere questo paesaggio colorato, difficile per chi non ha visto
immedesimarsi in una descrizione, è l’occhio che ti fa percepire
la straordinaria bellezza, non c’è foto che esprima la sensazione
che uno prova con il contatto, si vorrebbe potersi fermare più a
lungo per ammirare, contemplare, gustare la magia dei colori.
Non ci sono solo tulipani, ecco apparire i mulini a vento che
con i tulipani e gli zoccoli sono diventati i simboli nazionali. La
primavera olandese è stupenda, rimarrà sicuramente un’emozione vissuta che ricorderemo nel tempo. Un sogno lo abbiamo
realizzato. Altre mete ci attendono, arrivederci.
G.C.
Alle cascate di Sciaffusa
1° gruppo a Delft
Sulla spiaggia di Scheveningen
E’
2° gruppo con lo sfondo della cattedrale di Colonia
disponibile presso la segreteria
Avis di via Piacenza il DVD – realizzato da Giorgio Debernardi
– sul viaggio in Olanda.
Un grazie sincero a
Giorgio che ha voluto lasciarci un ricordo meraviglioso.
Il ricavato delle offerte
sarà devoluto al Fondo di
Solidarietà.
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
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1 7 CALENDARIO PRELIEVI
DOVE E QUANDO COMPIERE
LE DONAZIONI NEI PROSSIMI MESI
Per maggiori aggiornate informazioni, telefonare al n° verde
800265508
L
e donazioni che si possono effettuare si suddividono in:
• donazioni di sangue intero (ad intervalli di almeno 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne in età fertile);
• di solo plasma in “aferesi” (ad intervalli anche inferiori a quelli previsti per il sangue intero, stabiliti dai medici);
• di piastrine, in aferesi, ad intervalli stabiliti dai sanitari per ogni donatore, o “multicomponenti”, cioè di due “prodotti”
già separati all’atto della donazione stessa: plasma e sangue intero, plasma e piastrine.
In ogni caso, purché precedute da visite mediche appropriate, ogni tipo di donazione è innocuo per il donatore ed eseguito con materiale monouso, cioè utilizzato una sola volta e poi eliminato.
Ogni anno l’Avis premia i propri associati che hanno raggiunto il numero di donazioni o di fedeltà di appartenenza
all’Avis, previste dal regolamento associativo.
Le donazioni di sangue intero si possono effettuare, senza prenotazione, tutti i giorni feriali e festivi esclusi Natale e Capodanno:
• presso la sede di via Piacenza 7, Torino, con possibilità di usufruire anche dell’ampio parcheggio per il tempo necessario a donazioni e visite;
• presso l’unità di raccolta di Pianezza, via Torino 19 (autobus 32 - biglietto suburbano e ampia disponibilità di parcheggio) con i seguenti orari: feriali 7,30 - 11,45 * festivi 8 - 11,45
Tutti i giorni feriali, anche presso il centro trasfusionale dell’ospedale OIRM S.Anna, di via Baiardi 43 dalle 8 alle 12
(sabato escluso) e presso il Maria Vittoria, ingresso via Medail 1, con orario: dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 11,30 ed
il sabato dalle 8,30 alle 10,30.
Per le prime donazioni presentarsi entro le 10,45.
Sulle autoemoteche dell’Avis torinese donazioni e visite si possono effettuare:
• nei soli giorni feriali
in piazza del Donatore di sangue (ex Largo Gottardo), davanti all’ospedale Giovanni Bosco, dalle 7,45 alle 11,45;
a Porta Nuova in corso Vittorio 58 angolo via XX Settembre dalle 7,45 alle 11,45;
a Porta Susa, in piazza 18 Dicembre, dalle 7,45 alle 11,45;
nel parco Ruffini, in corso Trapani angolo corso Rosselli, dalle 7,45 alle 11,45 per prelievi di sangue e di plasma in aferesi.
le domeniche, ed altre festività, con orario dalle 8,30 alle 11,30 innanzi alle Chiese:
1 luglio
NOSTRA SIGNORA DELLA SALUTE,
piazza Vittoria/via Vibò;
SANT’ALFONSO, corso Tassoni/via Cibrario.
8 luglio
SANTA RITA, piazza Santa Rita;
SAN BENEDETTO ABATE, via Delleani, 24;
MARIA SPERANZA NOSTRA, via Chatillon, 41.
15 luglio
SANTA CROCE, Piazza Fontanesi;
LA PENTECOSTE, via Filadelfia, 237/11.
22 luglio
NATIVITA’ DI MARIA VERGINE,
via Bardonecchia, 159:
SANTISSIMO NOME DI MARIA, via Guido Reni, 96
29 luglio
NATALE DEL SIGNORE, via Boston, 37;
LA VISITAZIONE, corso Francia, 272.
5 agosto
SACRO CUORE DI GESU’, via Nizza, 56.
19 agosto
MADONNA DELLE ROSE, via Madonna delle Rose, 2.
26 agosto
MADONNA DI CAMPAGNA,
via Cardinal Massaia, 98.
2 settembre
SAN MICHELE ARCANGELO, corso Vercelli, 396;
ASSUNZIONE DI MARIA VERGINE,
via Nizza, 355.
9 settembre
SAN GIUSEPPE LAVORATORE, corso Vercelli, 206;
SAN BERNARDINO DA SIENA,
via san Bernardino, 11.
16 settembre
GESU’ NAZARENO, via Palmieri, 39;
NATALE DEL SIGNORE, via Boston, 37.
23 settembre
SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO,
via Messedaglia, 21;
SAN PELLEGRINO LAZIOSI, corso Racconigi, 28.
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1 8 VIAGGI INTORNO AL MONDO
I PROSSIMI VIAGGI CON GIANNI E MARINA
AGOSTO: DA NEW YORK A MONTREAL
TRA GLI USA ED IL CANADA
D
ue indimenticabili settimane “on the road”: da New York a Boston attraversando il New England, per visitare alcuni tra i più famosi luoghi storici degli States; le Cascate del Niagara e le più significative città canadesi
ricche di storia e di modernità: Toronto, Ottawa, Quebec, Montreal. Tour parzialmente risolto con auto a noleggio.
Partenza lunedì 6 e ritorno mercoledì 22 agosto
Il costo è di 2800 € a testa (più tasse aeroportuali), in camera doppia con prima colazione, il primo acconto è di 300 € da versare al momento dell’iscrizione.
OTTOBRE: SUD AFRICA
F
antastico “Tour on The Road” (con auto a
noleggio), che segue l’itinerario più completo del Sud Africa: da Johannesburg raggiungeremo in auto il più famoso parco del paese: il Kruger Park, per tre giorni di safari fotografico.
Attraverseremo lo Swaziland, visiteremo l’
Umfolozi Park, Santa Lucia e la riserva di Knysna. Da Durban, nello Zulu Natal, raggiungere-
mo in volo Port Elizabeth e quindi l’Addo
Elephant Park; proseguiremo percorrendo la Garden Route per concludere il nostro viaggio a Città
del Capo.
Partenza domenica 7 e ritorno giovedì 25 ottobre.
Il costo è di 3000 € a testa (più tasse aeroportuali), in camera doppia, il primo acconto è di 300 € da
versare al momento dell’iscrizione.
NOVEMBRE: BERLINO
Q
uattro giorni nella città più eccitante della Germania, l’unica che non
“chiude mai”, in un momento nel quale, oltre al solito fascino, si aggiunge lo splendore natalizio. Percorreremo tutta la città dall’Alexander Platz
a Kurfursterdamm. Vedremo, oltre ai punti turistici imperdibili, il Castello Barocco di Charlottenburg ed il Pergamon Museum, uno dei più celebri musei di antichità del mondo.
Saranno giorni interessantissimi di lunghe passeggiate metropolitane attraverso gli straordinari mercatini natalizi, tra le enormi giostre di legno tradizionali che in questo periodo arredano la città, che diventa meta di un turismo di
nicchia. Per i nostri spostamenti rapidi utilizzeremo la metropolitana, che non
patendo le lentezze del traffico di superficie, ci consentirà un utilizzo ottimale
dei tempi ed una conoscenza profonda della città, raggiungendo angoli sconosciuti al turismo di massa.
Partenza mercoledì 28 novembre e ritorno domenica 2 dicembre.
Il costo è di 650 € a testa (più tasse aeroportuali), in camera doppia, il primo acconto è di 300 € da versare al momento dell’iscrizione. Nella foto l’imperdibile
“Molecule Man” di Jonathan Borofski, che si erge dalle acque della Sprea,
dall’archivio di Gianni e Marina
Le riunioni informative si terranno alla sede Avis di Via Piacenza 7 a Torino:
Domenica 16 settembre alle ore 10,30
Sabato 22 settembre alle ore 10,30
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1 9 VIAGGI INTORNO AL MONDO
IVANA...NON RINUNCIA MAI AL SUO “TERZO OCCHIO”
R
itrarre Ivana, in viaggio, senza una macchina fotografica in mano direi che
sia impresa impossibile; potremmo sicuramente sostenere essere la dimostrazione umana della nota credenza indiana circa l’esistenza del terzo occhio…. il suo terzo occhio è l’obiettivo fotografico.
Il viaggio in cui ci si conobbe fu un tour dell’Australia e della Tasmania nel
2007 e da allora spesso ci siamo ritrovati a condividere le gioie ed i dolori di nuovi viaggi.
Nel 2008 scoprì con noi la Russia: Mosca, Novgorod e San Pietroburgo tra
treni e bus; nel 2009 si condivise un soggiorno a Londra, uno a Berlino ed un
Tour della Turchia che da Istanbul puntava su Efeso e Pamukkale; nel 2010 si
lasciò coinvolgere in un tour dei Deserti statunitensi che attraversava la California, il Nevada, l’Arizona e lo Utah, in un soggiorno a New York e nel tour
della regione Patagonica Argentina e Cilena; nel 2011 scopre con noi il Bhutan
e nel marzo 2012 torna negli USA accompagnandoci in un tour “on the road”
da Miami a New Orleans attraverso gli Stati della Florida, dell’Alabama, del
Mississippi e della Louisiana.
Inutile augurarti “cento di questi viaggi”…. siamo sicuri che li farai! Ti aspettiamo.
DIECI VIAGGI CON LA CONFORTANTE
FORZA SERENA DI ANNACHIARA
D
a quando ci si conobbe, in un soggiorno a New York nel 2004, Annachiara è entrata a far parte della nostra grande famiglia di affezionati. Nel 2006 partecipa,
prendendosi la responsabilità della guida di una vettura, al “Tour on the Road”
della Florida, attraverso i più famosi parchi a tema degli USA. Nel 2007 ci accompagna in un esaustivo viaggio attraverso l’Indocina, che attraversava la Thailandia, il
Vietnam e la Cambogia. Con noi scopre l’Uzbekistan nel 2008, tra i deserti di quello
che è, nel mondo, il paese più distante dal mare. Nel 2009 ci ritroviamo assieme sotto
la neve a San Pietroburgo, per godere delle sue esclusive atmosfere invernali, e poi al
calduccio della Thailandia. Nel 2010 dividiamo le indimenticabili passeggiate metropolitane a Londra e ad Amsterdam ed ancora in un “Tour on the Road” di Bali, in Indonesia, dove non si sottrae dal guidare coraggiosamente un van, nonostante la grande confusione asiatica. Nel 2012, qualche giorno immersi nella primavera della nordica capitale della Svezia, Stoccolma, conclude le nostre comuni avventure. Siamo impazienti di dividere il prossimo viaggio con te, a presto.
RICORDO DEL TOUR ON THE ROAD
DA MIAMI A NEW ORLEANS, MARZO 2012
I
l grande itinerario statunitense che si è snodato attraverso gli stati della Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana… da Miami a New Orleans, ci ha lasciato ricordi indimenticabili. Il gruppo è qui ritratto a
conclusione della mini-crociera davanti alla ruota dello storico battello a vapore che percorre, a New Orleans, un tratto di Mississippi.
Da sinistra: Irina Guidetti, Paola Albarin, Marisa Abate, Renzo Casa, Giorgio Regondi, Elena De Carolis, Giovanni Arietto, Massimo
Feltrin, Luciano Mignacco, Marina, Olga Cattaneo, Franco Comelli,
Ivana Barbieri, Paola Mottura, Enrica Goitre… dietro all’obbiettivo
Gianni.
AVIS 3-2012 OK
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2 0VIAGGI INTORNO AL MONDO
RICORDO DEL TOUR ON THE ROAD DEI DESERTI USA, MARZO 2012
R
iproposto ormai per la quinta volta, è uno dei viaggi più affascinanti del Nuovo Continente, attraverso gli Stati della California, Nevada, Arizona.
Il gruppo posa nella Monument Valley, in Arizona, teatro di innumerevoli
film.
Da sinistra: Giorgio Polito, Fabio Misseri, Giorgio Perno, Laura Pezzetta, Franca Passarino, Giovanni Chiarva, Piera Peraro, Dino Franzoni, Mariano Ferreri,
Gianna Zigliani, Edi Bufalini, Gianni, Renzo Casa, Franco Comelli, Mariella Perini, Maria Iacona, Stefania Polito, Irina Guidetti, Marina, Giulia Polito, Debora
Carta, Renata Agu, Marisa Gino… dietro l’obbiettivo un indianino che vende monili e collanine ai turisti di passaggio.
RICORDO DEL SOGGIORNO A NEW YORK, MARZO 2012
C
ome consuetudine, con puntualità annuale, offriamo ai donatori il soggiorno nella Grande Mela.
Una passeggiata metropolitana lunga sette giorni…. con qualche momento
di riposo, come quello ritratto in fotografia, attorno al monumento di “Alice nel
paese delle Meraviglie” in Central Park.
Da sinistra: Francesca Coletto, Edi Bufalini, Mariano Ferreri, Gabriele Buselli, Marco Giuliano, Maria Grazia Achino, Vito Zampaglione, Giuseppina
Spagarino, Silvia Gozzelino, Gianni & Marina, Dario Rodano, Francesco Capogna, Maria Luisa Buselli, Belloli Claudia, Danila Fariselli, Enrica Ciocca
Vasino, Danila Felloni, Dino Franzoni, Giorgio Perno, Gianna Zigliani, Guido
Buselli, Fabrizio Palma… dietro l’obbiettivo Bruno Olocco.
RICORDO DEL SOGGIORNO A LONDRA, APRILE 2012
A
nche Londra è una delle mete che ripetiamo con puntualità per offrire l’opportunità a quanti non abbiano potuto partecipare per limitazione di posti,
(a noi piace girare il mondo come fossimo una famiglia allargata), di potersi inserire nel gruppo dell’anno successivo.
Il gruppo posa sulla scalinata della Cattedrale di St. Paul, che fu anche il set cinematografico della scena della “Vecchina dei Colombi” in Mary Poppins.
Da sinistra: Alberto Zangirolami, Italo Polito, Ornella Toninelli, Giulia Massaro, Giuseppina Romano, Luciana Luciani, Mariella Angelicchio, Maurizio Scapin, Rosa Provenzano, Vanna Luciani, Marina, Gaia Trinchero, Ercole Bettinelli,
Andrea Polito, Mario Seffusatti, Vito Massaro, Maria Teresa Bosi, Claudio Levi,
Marco Vallone, Rosa Maria Rossi, Sandra Levi, Susanna Raina… dietro l’obbiettivo Gianni.
Per maggiori informazioni ed iscrizioni è inoltre possibile consultare il sito
che viene aggiornato puntualmente con le ultime novità, date, orari
www.gianniemarina.com
o contattarci all’indirizzo
[email protected]
AVIS 3-2012 OK
22-06-2012
14:53
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2 1 VITA ASSOCIATIVA
TIZIANO FERRO PER AVIS
È
partito il 10 aprile da Torino il nuovo tour di Tiziano Ferro “L’amore è
una cosa semplice” che sta toccando e toccherà tantissime città italiane ed
estere con varie repliche in più località.
Per la terza tournée consecutiva il
cantautore ha voluto nuovamente sostenere l’Avis come testimonial lanciando durante il concerto un messaggio di sensibilizzazione sul dono del
sangue ed invitando tutti i presenti ad
avvicinarsi al mondo della donazione.
I giovani avisini Torinesi sono stati
impegnati a distribuire materiale promozionale creato ad hoc per l’occasione con
l’immagine del cantante durante le tre
serate del 10-11 aprile e 17 maggio che,
inutile dirlo, è andato subito a ruba.
All’interno del gruppo, qualcuno ha avuto la possibilità di vivere per la prima volta
la doppia esperienza dell’emozione di un
concerto, nonché l’energia pulsante di un
cuore che batte sotto il nome dell’AVIS.
Non da meno sono stati i veterani, che
hanno atteso le prime note con lo stesso
entusiasmo che ha caratterizzato il ricordo delle precedenti tournée vissute con
Tiziano Ferro. Ricordiamo ancora la sensazione di grande orgoglio ad essere avisini che abbiamo vissuto nel momento in
cui, mentre sventolavamo le bandiere
Avis, siamo stati indicati da Tiziano ed ha
iniziato il suo discorso per l’Avis in cui ha
sottolineato quanto importante sia la donazione di sangue, perché questo gesto
piccolissimo può cambiare significativamente la vita delle persone.
Ogni suo discorso si è concluso con
“Grazie AVIS!”, ma il grazie più grande
lo rivolgiamo noi avisini a Tiziano per la
costante disponibilità nella diffusione
del messaggio di sensibilizzazione in tutti questi anni!
GRUPPO GIOVANI AVIS
1° MAGGIO GITA GRUPPO GTT
Rapallo e Portofino
I
l gruppo GTT Avis di Torino anche quest’anno ha organizzato la gita sociale annuale a Rapallo e Portofino. La
giornata inizia con partenza dal parco Ruffini, sistemazione nei pullman, arrivo a Rapallo visita alla città, imbarco per
Portofino. Il tempo fa i capricci, ma la mattinata tiene. Visitiamo il centro di Portofino, molto caratteristico e affascinante. Si sale a Montallegro con la funivia, una vista mozzafiato, pranziamo al “Ristorante Montallegro”, una visita
al santuario e con un po’ di malinconia si rientra a Torino in
tarda serata. Tutti i 120 partecipanti sono rimasti soddisfatti della bella giornata trascorsa insieme.
Arrivederci al prossimo anno.
LUIGI PEPE
RESPONSABILE DEL GRUPPO
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“LA MEDICINA TRASFUSIONALE:
STORIA E ATTUALITÀ”
di Anna Lucia Massaro
urante la tragica esperienza della 1a Guerra Mondiale
(1914-1918) la necessità di un Servizio Trasfusione
s’impose come dotazione necessaria alla vita sociale.
Nel 1923, presso l’ospedale Saint-Antoine di Parigi fu organizzato il primo Centro trasfusionale
D
La Guerra Civile Spagnola (1936), e successivamente la
Seconda Guerra Mondiale (1939 – 1945), con le loro enormi necessità di sangue, diedero un impulso notevole alle attività correlate con la trasfusione ed alla ricerca scientifica
in materia. Proprio nel 1939 furono prodotti e distribuiti i
primi flaconi sterili sottovuoto che contenevano una soluzione anticoagulante e conservativa, che permise la
conservazione del sangue fino a 21 giorni. Fu in seguito avviata una produzione su larga scala di vere unità trasfondibili.
Fu inoltre messo a punto,sotto la spinta di ingenti finanziamenti del governo degli Stati Uniti preoccupato di fornire adeguata assistenza ai suoi soldati impegnati in vari fronti,il metodo di frazionamento dei vari costituenti del plasma: albumina, fibrinogeno e gammaglobuline dalle
proprietà terapeutiche importantissime. Tale procedura è nota come metodo di Cohn dal nome del suo scopritore (1941- 1946)
Immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, i
progressi nelle terapie mediche e chirurgiche imposero
Negli anni 20 e 30 si svilupparono in Europa e in America
numerosi altri servizi trasfusionali; allo stesso tempo, in Europa, furono istituite le prime Associazioni di donatori volontari (1927 fondazione in Italia dell’AVIS - l’Associazione
Volontari Italiani del Sangue) che sfociarono nella fondazione della FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni dei Donatori di Sangue), fondata nel 1955 in Lussemburgo.
un’espansione ed un’organizzazione capillare delle strutture trasfusionali; nacquero così, in tutti i Paesi, le prime vere
Banche del Sangue. In Italia il primo Centro Trasfusionale
fu fondato a Torino nel 1948. Nel frattempo, accanto allo
sviluppo nella raccolta del sangue, furono registrati progressi importanti ed essenziali anche nello studio delle caratteristiche immunoematologiche delle cellule del sangue.
Gli studi sulla separazione delle frazioni plasmatiche portano all’isolamento dei Fattori della coagulazione essenziali nella terapia dell’emofilia (fattore VIII e fattore IX) 1963
e 1964.
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ropea sulla trasfusione di sangue. Si trattava di un testo ampio
e sistematico; successivamente, il 15 dicembre 1958, il Consiglio dell’Europa stabilì l’Accordo n° 26, che, in caso di disastro in uno degli Stati membri, prevede la cooperazione immediata e la reciproca assistenza attraverso l’invio di sangue e reagenti dagli altri Paesi affiliati. Nel 1967 fu emanata nel nostro
Paese la Legge n° 592, la prima legge organica sul Servizio
Trasfusionale con i relativi regolamenti applicativi (1971).
Nel 1966 il Ministero della Sanità,visto il grave impatto
dell’epatite virale in Italia, emanò la circolare n° 50 che
prescriveva la determinazione sistematica e periodica delle
transaminasi sui donatori, in aggiunta ad altre norme di profilassi e sorveglianza
Negli anni seguenti molti Stati disciplinarono il proprio
Sistema Trasfusione Nazionale con leggi e disposizioni, gli
organismi europei fecero seguire decisioni e raccomanda-
Tabella n° 1 scoperte di base in Immunoematologia
1900
1911
1927
1939
1940
1945
1946
1954
Scoperta del sistema AB0
Compatibilità trasfusionale AB0
Scoperta dei sistemi MN e P
Descrizione caso di precursore
classico
Scoperta del sistema Rh
Utilizzo di siero anti globuline
Scoperta del sistema Kell
Scoperta del sistema HLA
Landsteiner
Ottemberg
Landsteiner e Levine
Levine et al.
Landsteiner e Wiener
Coombs et al.
Coombs et al.
Dausset
Tabella n° 2 scoperte di base in Medicina Trasfusionale
1941 Eziologia immunoematologica
della MEN (malattia emolitica
del neonato)
1941 Metodi di separazione delle
proteine plasmatiche
1951 Implementazione e applicazione
estensiva della exanguino
trasfusione nella MEN
1957 Infusione per endovena di
midollo osseo a pazienti
sottoposti a chemioterapia
e/o radiazioni
1963 Trasfusione Intrauterina
1964 Isolamento e concentrazione
dell’anti globulina contro
l’emofilia (fattore VIII)
1967 Scoperta dell’antigene
Australia associato
all’epatite B
Levine et al.
Cohn
Diamond et al.
Thomas ED et al
Lyley
Pool
Blumberg
Negli anni Cinquanta - Sessanta si verificò uno sviluppo non
coordinato dei Centri Trasfusionali per l’impegno di vari enti
(Fondazioni private create e gestite da Associazioni no profit,
Servizi collegati agli ospedali, Servizi gestiti dalla Croce Rossa, ecc.).
Questi Centri adottarono le tecnologie di raccolta man mano
disponibili, promuovendo nel contempo il reclutamento dei
donatori.
In Francia il 21 luglio 1952 fu pubblicata la prima legge eu-
zioni tese ad armonizzare i sistemi di raccolta e produzione
del sangue dei diversi Paesi, definendo regole che permettessero una migliore organizzazione collettiva della trasfusione, e, oltre alla tecnologia, un maggior rispetto delle persone coinvolte.
Alla fine degli anni Sessanta l’attività dei Servizi Trasfusionali era costituita essenzialmente da: immunoematologia di base,
raccolta di sangue intero in flaconi sterili, conservazione e distri-
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buzione degli stessi, poche indagini di laboratorio di controllo.
Nei primi anni ’70, l’introduzione delle sacche di plastica
cambiò profondamente i criteri con i quali era impiegato il
sangue. Da allora il sangue è raccolto in sacche multiple in plastica, unite fra loro in modo sterile. Questa tecnologia permette di operare in un sistema chiuso, minimizzando quindi i rischi
d’inquinamento e di separare il sangue nei suoi tre componenti principali: globuli rossi, piastrine e plasma. Fu sviluppato il
concetto base della terapia mirata con emocomponenti.
Fino ad allora la terapia trasfusionale era effettuata principalmente con sangue intero, da quel momento divenne selettiva. Questo significa gestire le specifiche carenze di un singolo
componente per paziente, moltiplicando quindi le possibilità
di trattamento a partire dalla singola unità raccolta.
Nello stesso periodo fecero la loro apparizione in laboratorio
le attività di Controllo di Qualità, tese ad analizzare e correggere gli errori analitici.
(continua)
LA MIA PRIMA DONAZIONE
Ovvero: piccoli trucchi e accorgimenti per viverla fino in fondo
I
l primo consiglio è di leggere attentamente la circolare che annuncia i giorni di donazione; non tanto per
sapere se si avrà la possibilità di evitare l’ora di spiegazione su Kierkegaard o sugli amati “sassi”, passa
inosservata: la mattina della donazione è consentita
una colazione leggera.
Per coloro i quali la mattina abitualmente non mangiano, potrebbe essere una buona occasione per cominciare – la colazione in questo caso è più che consigliata per evitare pressioni sanguigne troppo basse –;
per chi la mattina mangia, una precisazione: la colazione “leggera” prevede un succo di frutta e una-due
fette di pane e marmellata, al massimo uno yogurt.
Il consueto cinghiale ripieno non è ammesso. A chi
sente già alle otto la mancanza del caro cinghialetto si
consiglia di recarsi presso l’autoemoteca il prima possibile, onde evitare di sorbirsi la coda che, e il D’Azeglio ne sia fiero, è piuttosto lunghetta.
Altrimenti l’incontro con il panino ai peperoni sarà
rimandato a data da destinarsi.
Secondo consiglio: prima della donazione bisogna
compilare un questionario. L’accorgimento fondamentale è, come per le verifiche, di “leggere attentamente
la consegna”: i ragazzi fieri della loro virilità eviteranno così di dichiarare distrattamente lo stato di gravidanza.
Quanto alle risposte, si ponga attenzione al fatto che
le caselle da barrare, del SÌ e del NO, sono invertite rispetto agli altri documenti: anche questo fattore tende
a moltiplicare la dichiarazione di gravidanze, e non solo, in entrambi i sessi. Infine, si tenga presente che i ragazzi con la pressione di massima inferiore a 110 non
possono donare, così come coloro la cui emoglobina
scende al di sotto del valore 12,5.
La selezione è feroce, ma porta molte soddisfazioni:
non è detto che i “secchioni” siano gli unici a passare!
Chi supera la selezione è finalmente iniziato agli arcani segreti della donazione e ricompensato con merende offerte dai solari volontari dell’Avis.
E, se proprio si dovesse essere “bocciati”, ci si consoli col fatto che l’ora di Kierkegaard è ormai finita e che
in cartella attende stoicamente il panino ai peperoni!
Solo un mistero resta irrisolto: alla domanda del questionario “da quante ore sei a digiuno?” bisognerà barrare la casella del SÌ o del NO?
GIULIA MARIA BOUQUIÈ
Grazie per avere attentamente letto e “corretto” il
famigerato questionario, ma soprattutto per avere iniziato a donare.
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RIVALUTARE LA TIMIDEZZA
Una disposizione d’animo che favorisce la riflessione, il rispetto per gli altri e l’attesa
S
e si cerca sul vocabolario la parola “timidezza”
si trova questo significato: “esser timido, riservato,
impacciato, impedito nell’agire e nel muoversi di fronte agli altri”a causa di un
qualcosa che trattiene, che
frena, che blocca, per un impedimento di natura emotiva
che limita la capacità di
espressione, che contiene la
libertà d’azione e che non
permette di manifestare ciò
che si sente o si vorrebbe. Di
solito, chi è timido o mostra
di esserlo, appare agli occhi
della gente come una persona
indecisa, titubante, poco sicura di sé, incerta nell’eloquio e nel comportamento, per soggezione, per imbarazzo o per timore del
giudizio altrui. Chi non ha provato la timidezza non può immaginare cosa essa
sia, e pertanto, non conoscendola, non
la reputa un problema pensando che chi
è timido lo sia per scelta volontaria, ragionata, e che agisca in tal senso di proposito, per vittimismo, per carenza
d’impegno oppure per scarsa convinzione nei propri mezzi, sempre e comunque per propria colpa perché senza
la dovuta determinazione e senza la risolutezza che la situazione richiederebbe. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Da dove nasce questa certezza di
giudizio? Vediamo di capirne di più.
Tante ipotesi, nessuna certezza
L’origine della timidezza è ancora
oscura. C’è chi sostiene che la timidezza
sia un difetto d’indole; altri pensano sia
dovuta all’educazione ricevuta (troppo
rigore, inflessibilità, critiche e giudizi severi); altri ancora che derivi dal clima familiare che ha condizionato la capacità
di comunicazione del bambino (anaffettività, eccessivo distacco, aspettative
elevate); altri, sempre sulla stessa linea
di pensiero, la riconducono a situazioni
traumatiche infantili che, abbassando il
livello di autostima, potrebbero aver
creato quel particolare disagio che impedisce di esprimere ciò che si prova e di
mostrarsi per come si è.
Tra le numerose ipotesi sulla genesi
della timidezza, due più di altre sembrano aver catturato il consenso in ambito
psichiatrico: la tesi “organicistica” e la
tesi “genetica”. I fautori della prima
ipotesi sostengono che la persona timida sarebbe tale in conseguenza della
prevalente presenza nel suo cervello di
due particolari neurotrasmettitori, la serotonina e la noradrenalina, entrambi in
grado, anche se in misura diversa, di
creare quello stato d’inibizione che limita fortemente l’espressione di sé. La
seconda ipotesi, quella genetica, si basa
su diversi studi tra cui una ricerca condotta dall’“Università Vita-Salute San
Raffaele” di Milano in collaborazione
con l’Istituto Scientifico “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lecco) e pubblicata nel 2005 sulla rivista Archives of
General Psychiatry. Questa ricerca sostiene che l’inibizione sociale, presente
nel 10% della popolazione infantile e
adolescenziale, sarebbe in parte di origine genetica, in parte influenzata dalle
esperienze individuali infantili. La responsabilità genetica viene attribuita a
una variante “corta” del gene 5-HTTLPR – deputato al trasporto della serotonina – che renderebbe più timidi i soggetti portatori di tale anomalia, a differenza degli altri adolescenti detentori di
un gene a versione “normale”. Inoltre, sempre secondo
questa ricerca, i bambini più
timidi, avendo più difficoltà
a interpretare correttamente
le espressioni di rabbia o di
ostilità delle persone, potrebbero trovare, in età adulta,
maggiori ostacoli nel realizzare una vita di relazione
equilibrata e appagante. Ma è
per tutti così?
L’esperienza consiglia di
non generalizzare mai, di non
“fare d’ogni erba un fascio”, e
soprattutto di non cadere nell’errore di considerare la timidezza sempre e comunque una
malattia. A coloro che lo avessero dimenticato, è bene rammentare che esiste, al di là di ogni ipotesi
più o meno scientifica, una timidezza
“normale” legata all’età, una condizione
di insicurezza e introversione del tutto
“naturale” che porta i bambini più piccoli a piangere o a nascondersi dietro le
gambe dei genitori se si trovano in presenza di estranei. È una situazione diffusa, destinata però a risolversi spontaneamente con la crescita. Infatti, dai cinque
anni in poi i segni di timidezza presenti
negli anni precedenti tendono a scomparire in virtù sia di una maggiore fiducia
acquisita con la crescita, sia come conseguenza della quantità di tempo trascorso
insieme agli altri.
Crescendo, la maggior parte dei bambini si affranca quasi del tutto dalla timidezza senza dover far ricorso ad alcun tipo di supporto clinico. Soltanto una piccola minoranza, anche a causa di problemi di adattamento, rimane socialmente
inibita, ma intervenendo precocemente
con l’accudimento mirato, il dialogo e la
concessione di spazi di autonomia, la situazione può essere risolta con facilità.
In tali casi, l’adozione di opportune misure preventive da parte dei genitori –
trascorrere più tempo con i figli, ascoltarli di più, dialogare con loro ed evitare
che si chiudano troppo in se stessi – e la
conoscenza delle cause e dei processi
neuronali che stanno alla base di quella
specifica condizione di timidezza, potrebbero agevolarne la risoluzione, ridu-
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cendo il rischio che tali bambini possano
poi, in età più adulta, sviluppare ansie e
fobie.
Numerosi segnali di disagio
Se l’origine della timidezza non è certa, altrettanto incerta e aleatoria è la sua
definizione, tanto da potersi affermare
che ogni timido ne ha una sua personale.
Dal punto di vista etimologico il vocabolo “timido” deriva dal latino timidus, il
quale a sua volta discende dal verbo timere (temere) e sta a indicare un modo di
essere e di comportarsi legato a un qualche timore che disturba in varia misura il
rapporto con gli altri. La timidezza si
configura, quindi, come una disposizione d’animo, affettiva o emozionale, che
si manifesta nel rapporto con gli altri e
che può presentarsi in modalità differenti – provare imbarazzo in certe situazioni, non sentirsi a proprio agio nelle interazioni sociali, essere introversi, insicuri
di sé, troppo sensibili, poco loquaci nelle
riunioni e in pubblico – tutte comunque
caratterizzate da un accentuato senso
d’inadeguatezza che impedisce di adattarsi a un particolare contesto sociale.
Nelle sue forme croniche, assumendo un
profilo più stabile e dunque più difficile
da nascondere, la timidezza viene considerata un tratto caratteristico della personalità, mentre nelle forme occasionali,
essendo più lieve e compensabile, viene
assimilata a un’emozione.
Il momento topico per il timido è sempre il confronto con gli altri, vale a dire il
trovarsi in situazioni sociali in cui si è osservati, ascoltati e giudicati per ciò che si
è fatto, detto o per come ci si è comporta-
ti. In simili circostanze il timido vorrebbe nascondersi, scomparire, perché si
sente a disagio, perché prova imbarazzo,
timore o addirittura angoscia e panico.
Innumerevoli le situazioni che scatenano
questo tipo di reazioni. Tra le più frequenti: parlare in pubblico, affrontare situazioni nuove o impreviste, dissentire
in modo manifesto, fare un reclamo, conferire con un’autorità, chiedere informazioni a uno sconosciuto, essere osservati
mentre si lavora, entrare in una stanza
affollata in cui tutti sono già seduti, essere il primo di una lunga fila, andare in bagno in luoghi pubblici e molte altre ancora. Altrettanto numerosi i segnali organici che documentano tale disagio: immediata riduzione della salivazione; mucose e le labbra che si asciugano; le parole
che faticano a uscire; il cuore che accelera i suoi battiti rimbombando forte nel
petto, mentre vampate di calore salgono
improvvise dal tronco arrossando il volto e provocando una profusa traspirazione che imperla la fronte di sudore e rende
umidicce le mani.
Percependo questo crescente disagio,
il timido cerca di mascherarlo eludendo
il contatto con gli altri. Di conseguenza,
limita il suo eloquio; se deve, parla a bassa voce; evita lo sguardo diretto; cerca di
allontanarsi o di mettersi nei posti meno
in vista o più bui; si muove il meno possibile cercando di mimetizzarsi con
l’ambiente e di passare inosservato. Tuttavia, se il disagio che prova è molto forte, non può fare a meno di manifestarlo
con vistosi gesti del corpo: inizia a grattarsi testa, braccia, mani; si pizzica la
pelle del volto; stropiccia gli occhi; serra
e stringe le dita; attorciglia le gambe;
muove piedi e caviglie assumendo posture strane e inusuali. Così facendo attira su di sé l’attenzione ed
evidenzia ancor più ciò che
avrebbe voluto nascondere.
È ben difficile che una
persona timida abbia una
crisi di timidezza standosene da sola a casa, tranne ovviamente nei casi di ansia
anticipatoria dove il pensiero, prefigurando un evento
problematico, rimane focalizzato su di esso, generando tensione e ansia. In ogni
caso, ciò che scatena la timidezza è sempre il possibile
giudizio negativo degli altri, poiché vengono paventati errori, carenze e figuracce. Il timido teme, infat-
ti, di apparire goffo, ridicolo, impacciato
e, pensando di essere inadeguato, di non
essere in grado di gestire quella particolare situazione, ha il terrore di essere criticato, deriso, giudicato male. Sono queste le ragioni che lo portano a isolarsi, a
evitare gli incontri sociali, le feste, il
pubblico e talvolta anche una stretta intimità. Quando, suo malgrado, è costretto
a stare in mezzo agli altri, sentendosi costantemente osservato, controlla ogni
gesto delle persone a lui vicine, per poter
cogliere un qualunque segno (battuta, risatina, ammiccamento) che confermi o
scacci quel suo grande timore. Un simile
comportamento lo taglia fuori dal mondo: lo spinge a scegliere la solitudine, ad
avere poche amicizie, rari affetti, e a tralasciare di apprendere quelle abilità sociali che potrebbero tornargli utili per fare strada nella vita.
Prigionieri di un handicap
o portatori di una virtù?
Agli albori del ventunesimo secolo –
periodo storico caratterizzato da molteplici segnali di cambiamento e da repentine inversioni di rotta in campo politico
e sociale – le persone timide stanno forse
per prendersi una clamorosa rivincita. In
una società involuta e decadente, che ha
finora premiato l’immagine, la superficialità e l’inganno; in una società in cui
primeggiano arroganza, manipolazione
e raggiro; in una società in cui spudoratezza, menzogna e ladrocinio regnano
sovrani; in una società dove tutto è lecito
pur di arricchirsi e avere successo; in una
società dove chi urla di più ha ragione,
dove s’infangano avversari e rivali per
zittirli e far sentire solo la propria voce,
in una simile società la timidezza è vista
come una macchia, una debolezza, una
colpa.
In una società disumanizzata, sfrontata
e corrotta; in una società che si alimenta
attraverso gli aspetti più deteriori di sé,
che tradisce, che ruba, che sporca ogni
valore; in una società maleducata, aggressiva, violenta, che illude e colpisce i
più deboli; in una simile società che peso, che voce può avere una persona timida? Come può essere accolto e giudicato
chi mostra rispetto per gli altri, chi si fa
da parte, chi cede il passo ad anziani,
donne e bambini, chi abbassa lo sguardo,
chi sa ascoltare senza interrompere, chi
arrossisce, chi cerca di non comparire e
di passare inosservato?
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Chi è timido è oggi in una condizione
di manifesta inferiorità, in una linea di
azione svantaggiosa e perdente che lo
emargina non riconoscendogli pari opportunità nella vita e nel lavoro. La responsabilità di siffatta discriminazione
va attribuita a quei mezzi di comunicazione di massa (televisioni e giornali
“spazzatura”) che da anni producono
“informazione pilotata”, esaltando come
ideali di vita la sfrontatezza (fatta passare
per solarità), l’arroganza (spacciata per
coraggio), l’esibizionismo (presentato
come arditezza) e l’estroversione (rivenduta come sincerità), a prescindere da cosa e da come si esterna. Per questi untori
della coscienza popolare, la timidezza è
un vero e proprio handicap tanto da essere confusa con la pavidità, la goffaggine e
l’incapacità di vivere nel mondo.
A questi parassiti pestilenziali della
“comunicazione taroccata” diciamo che
i timidi (ossia coloro che temono il giudizio negativo degli altri), gli introversi
(coloro che preferiscono una vita tranquilla e appartata), e tutti coloro che hanno un temperamento sensibile e attento,
sono persone non soltanto più “normali”
di altre, ma anche assai preziose per l’evoluzione e la sopravvivenza della specie umana. Infatti, grazie alla loro prudenza, riflessione e sensibilità, sono in
grado di riconoscere e di affrontare nella
maniera più conveniente situazioni potenzialmente pericolose, poiché sanno
far tesoro di tutte le informazioni ricevute, non tralasciando di considerare ogni
minimo dettaglio.
Numerosi studi collegano la timidezza
alle strategie evolutive. Tra le diverse ipotesi la più suggestiva è quella formulata da
Jerome Kagan, uno dei pionieri della psicologia dello sviluppo, nonché noto membro dell’Institute of Medicine of the National Academy of Sciences e professore
emerito alla Harvard University. Secondo
lo studioso statunitense, la timidezza sarebbe “l’effetto collaterale” di un adattamento dell’uomo primitivo al freddo delle
regioni del Nord Europa. A causa di diverse trasformazioni genetiche, l’Homo sapiens, proveniente dall’Africa, avrebbe
subìto una serie di mutazioni volte ad accrescere la funzionalità del suo sistema
nervoso simpatico che, come si sa, regola
temperatura corporea, reattività cardiaca,
pressione e respirazione. In particolare,
l’incremento di un neurotrasmettitore, la
norepinefrina, potrebbe avere alzato la
reattività del sistema limbico, facendo
reagire il corpo e la mente umani a eventi
non familiari. Questo spiegherebbe per-
ché le popolazioni nordiche sono più adatte a sopportare il freddo, ma nello stesso
tempo sono anche solitamente più timide
e introverse dei popoli mediterranei.
Oggi, grazie alle moderne tecniche di
scansione cerebrale, si è scoperto che i timidi hanno una maggior attività del lobo
frontale del cervello, per cui possiedono
maggiori capacità di analisi e di valutazione cognitiva delle situazioni. Essendo
persone più affidabili ed efficienti, i timidi sono spesso chiamati, nei momenti
di crisi, a ricoprire incarichi politici e sociali importanti.
Pregi e difetti
Le persone timide rinunciano pur di
non chiedere, preferiscono la scomodità,
un aggravio del loro impegno personale
pur di non invadere la sfera altrui, recedendo, se è il caso, anche dai propri diritti per timore di violare appena quelli degli altri. Capita sovente che chi è timido
non osi neppure fare una telefonata per
timore di recare disturbo, in quanto la reputa un’intrusione, un’invadenza nella
vita altrui, ripiegando, se proprio non ne
può fare a meno, su un breve messaggio
scritto inviato col cellulare (sms) o tramite un biglietto a mano o per posta.
È ben difficile che un timido si esponga su un social network (Facebook,
Twitter, You Tube, Badoo) o che si racconti in pubblico facendo, come si usa
dire, outing (se omossessuale) o coming
out (se eterosessuale) oppure che chieda
amicizia o manifesti il suo affetto: non lo
fa sia per paura di essere giudicato male,
sia perché teme un rifiuto, sia perché,
scegliendo la riservatezza, può salvaguardare meglio i propri e gli altrui spazi. Questo riserbo può farlo “sembrare
un orso”, anche per via di quell’apparente scarsa socievolezza che alcuni scambiano per misantropia o per scontrosità,
ma non è affatto né scontroso e neppure
misantropo. Al contrario, la persona timida ha di fondo un grande bisogno di
relazione, e la sua ansia nasce proprio dal
contrasto tra il bisogno di essere approvato, apprezzato, amato e l’immagine
cattiva che ha di sé, legata a un Io ipercritico e insicuro che lo porta a svalutarsi.
Il timido sembra indugiare davanti alla
vita perché la sua grande sensibilità lo
porta a porsi mille interrogativi, mille domande: pensa, ripensa, riflette, e poi ripensa e riflette ancora. Questo enorme lavorio mentale ne frena la spontaneità, facendolo sembrare più impacciato di
quanto non sia. Cerca di mostrarsi educato e gentile con tutti, non discrimina, non
fa cerimonie; vive, di solito, appartato,
coltivando la sobrietà e il controllo. Ha
un’intensa vita interiore: è creativo, temperante, misurato; non sopporta l’ostentazione e gli eccessi. Veste in maniera
non appariscente per non attirare l’attenzione su di sé e, se ha dei difetti fisici o
tratti somatici marcati, tenta di mascherarli il più possibile per non destare l’altrui curiosità. Chi è timido non è necessariamente insicuro, indeciso o esitante; più
spesso teme di essere frainteso, di non essere capito nelle sue reali intenzioni e nelle sue sensibilità. È un acuto osservatore:
spesso si defila e si pone in disparte proprio per poter meglio osservare senza disturbare. Nelle occasioni di festa o nei
convivi non riesce a tener viva la conversazione, mentre sa ascoltare armandosi di
pazienza e, se anche i discorsi che sente
non sono di suo interesse, cerca di non
darlo a vedere per non dispiacere l’interlocutore o fargli cosa sgradita. Non interloquisce quasi mai in modo diretto, tutt’al
più può farlo in margine al discorso, intervenendo con puntualizzazioni o piccole postille, quasi sempre su richiesta altrui. Non è invadente, ossessivo, petulante; con lui ci si può confidare: sa accogliere ogni rivelazione, mantenendo il
più assoluto riserbo. È, insomma, l’amico
ideale che tutti vorrebbero.
ELIO BLANCATO
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2 8STORIA MINORE
GLI ZAMPILLI D’ARTE DOVE SI NASCONDONO
C
he Torino, nel volgere di pochi anni, sia profondamente cambiata è sotto gli occhi di tutti. Multietnica,
più europea, in una parola, più “aperta!, lo riconoscono i torinesi stessi. La svolta – potremmo definirla così – si
ebbe nell’immediata attesa delle Olimpiadi Invernali, quando la città si trasformò come d’incanto in un palcoscenico
internazionale, grazie anche alla televisione, agli eventi,
non solo sportivi, che proiettarono Torino in ogni angolo
del mondo.
La città, sino a quel momento, non era compresa nei grandi itinerari turistici. Dall’estero giungevano pochi visitatori,
diretti perlopiù a Firenze, a Venezia, a Roma, considerate
“città d’arte”. Di Torino, prima capitale del Regno d’Italia,
Torino legata alla nascita dell’industria automobilistica, capitale del cinema, della radio, della moda, non parlava nessuno.
Quel poco turismo che portava gente in città era del tipo
“mordi e fuggi”. Qualche pullman ci portava gente al Museo
Egizio, pubblicizzato per la sua rinomanza mondiale. Pellegrini arrivavano per vedere la Santa Sindone, ma esposta raramente e solo per breve tempo. Dell’autoritratto di Leonardo e
dello splendore della Reggia di Venaria, manco a parlarne. Per
non dire di Superga, del tutto o quasi ignorata.
Alla svolta che era nell’aria diedero un notevole contributo i
tours organizzati da agenzie, con guide specializzate, che portavano gente in giro a “scoprire” la città, in primo luogo i torinesi stessi che impararono a verificare quelle meraviglie nascoste di cui erano fruitori ma, anche, possessori.
Agenzie come la Somewhere abituarono i torinesi a compiere una cosa che per molti era del tutto insolita: mettere il
naso fuori di casa alla sera. Perché poi ciò fosse difficile, per
le persone più anziane addirittura impossibile, non è agevole spiegare. Questione di dna torinese, tipicamente torinese.
Eppure, dopo i primi tentativi per smuoverli dalle pareti di
casa, tutto diventa agevole: ecco la scoperta della Torino sotterranea (quando visitare i segreti del sottosuolo è abituale in
grandi metropoli, come Londra e Parigi), della Torino insolita, cosiddetta “magica”, della Torino “gialla e nera”, legata
a fatti di cui, a suo tempo, si occuparono le cronache. E questo tour a poco a poco si ampliò per raggiungere località appena fuori porta, nella cintura, sulla collina o poco oltre, co-
Fontana Giardini Sambuy
Fontana dei mesi
me Moncalieri, o come Chieri, per non dire della citata Reggia di Venaria, così simile alla Versailles parigina.
I torinesi si sono a poco a poco abituati a questa “svolta”
per scoprire la loro città, ma si meravigliano ancora nell’incontrare quegli “animali” rari e un tempo invisibili che si
chiamano turisti, vaganti con in mano la pianta topografica
della città.
Ecco, alla svolta di cui si diceva, i torinesi non si sono ancora abituati a fornire informazioni corrette ai turisti. Ci è capitato nei giorni scorsi di incontrare un bel gruppo di turisti
provenienti nientemeno che dalla Finlandia, desiderosi di vedere le più belle fontane di Torino. Ve li sareste immaginati
questi finnici che volevano vedere gli zampilli delle fontane
più storiche del capoluogo piemontese? Certamente no. A
questa svolta, di cui occorre prendere atto, hanno contribuito
associazioni benemerite come, per citare un esempio, “Donne nel turismo” (Women in travel, per darne la denominazione in inglese). Davvero irrefrenabili nelle loro iniziative, come abbiamo avuto occasione di definirle. Ma è tempo di dare
una risposta a quegli amici finlandesi, in modo che possa essere di riferimento anche ad altri turisti e – perché no? – anche
a molti torinesi.
Le fontane torinesi d’arte, che non possono essere ignorate
per chi guardi la città con occhio appassionato, sono essenzialmente otto. Vediamole.
La fontana della Naiade e dei Tritoni, la più antica della città,
situata nel verde all’interno del Palazzo Reale, fra le aiuole disegnate nello stile incomparabile del francese La Nôtre. La
fontana nella sua splendida composizione fu opera di Simone
Martinez, nipote del grande Juvarra che ha lasciato a Torino
impronte indelebili. La fontana del giardino Sambuy, che dal
1859 adorna il grande giardino prospicente la facciata della stazione di Porta Nuova. Ben noto il suo pennacchio d’acqua che
sovrasta gli antichi alberi circostanti. La fontana della Nereide
è, per così dire, un po’ nascosta, collocata nel cortile del Palazzo Rossi di Montelera, in corso Vittorio Emanuele II, oltre la
facciata progettata nel 1825 da Alessandro Antonelli: mostra
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una ninfa delle acque, appunto una nereide, visibile nel corso
oltre un’artistica cancellata. La statua venne scolpita nel 1891
da Giacomo Ginotti. Un nudo opulento di tutto rispetto.
La fontana dei mesi, detta anche “delle stagioni”, è la più nota e anche la più grandiosa, progettata per la memorabile Esposizione del 1898, nel Cinquantenario dello Statuto Albertino,
con zampilli e giochi di luce, le statue a simboleggiare i mesi e
quindi lo scorrere del tempo durante l’arco di un anno. Fu ideata da Carlo Ceppi. Sulla terrazza circostante, ad arco, statue
simboleggiano i corsi d’acqua del Piemonte. le tre Sture di Giacomo Cometti, il Po di Luigi Contratti, la Dora di Edoardo Rubino. Purtroppo la manutenzione del complesso lascia alquanto a desiderare e nottetempo alcuni malvagi hanno ucciso con
un colpo di freccia uno dei magnifici cigni bianchi che navigavano nell’acqua della fontana. Ogni epoca ha purtroppo le sue
perversioni.
La fontana Sant’Eusebio non c’è più, per ammirarla occorre
riandare ad antiche stampe. Sorgeva in via Santa Teresa
sull’angolo con via Venti Settembre, creata da Alfieri Genta
nel 1906. Genta la intitolò “Fontana candelabro”. Venne demolita poco prima della seconda guerra mondiale in quanto, si
ritenne, creava ostacolo alla circolazione. Il basamento in pietra fu rinvenuto anni fa in un magazzino comunale.
La fontana detta Angelica, opera di Giovanni Riva, vuole ricordare le stagioni. Per collocarla fu necessario spostare alcuni
alberi e portare altrove il monumento, piccolo ma ragguardevole, al De Sonnaz, attualmente nel desolante ex giardino della Cittadella, lungo corso Siccardi, usato come parcheggio e
del tutto privo di verde. Note, per la loro collocazione nel centro cittadino, le due fontane che raffigurano il Po e la Dora, sul
retro delle chiese di San Carlo e di Santa Cristina, in piazza
CLN, opera di Umberto Baglioni, del 1937 nel totale rifacimento di via Roma, in stile Littorio come lo aveva progettato
Marcello Piacentini.
Rimane da dire della Fontana con la nascita di Venere, creata nel 1953 da Michele Guerrisi, sistemata nel cortile del Palazzo Toro Assicurazioni, in via dell’Arcivescovado angolo
via don Minzoni, Venere emerge da una conchiglia e l’acqua le
fa da scenario mobile. È una fontana alquanto nascosta, proprio
perché collocata nel cortile dell’imponente edificio e per vederla occorre affacciarsi dalla strada e osservarla oltre il cancello.
Arte più acqua, dunque, per una Torino dove gli zampilli
creati da artisti di fama sono ancora tutti o quasi da scoprire.
RENZO ROSSOTTI
ESSERE SOLI: BISOGNA PROVARE!
L’
allegro andar per ferie sta, ormai,
adattando il suo ritmo ai gradi di calore, in aumento.
Le spiagge riprendono il loro aspetto
estivo di statici formicai, dove convivono, in santa pace, formiche rosse e formiche nere in un pacifico dolce far nulla.
Eppure, sotto e fuori il solleone di luglio
e agosto c’è chi parla di “solitudine” e di
cattiva compagnia.
In effetti, al proverbio che sentenzia
“A l’é mej sol che mal compagnà” (È
meglio soli che male accompagnati), fa
eco contraria il detto che implora:
“Piorme nen pòver, piorme sol!” (non
piangermi povero, piangimi perché son
solo). Ed il dramma della solitudine
non è solamente quello cantato dai poeti, ma quello vissuto dai troppi “abbandonati”.
“La fèja fòra dël trop a l’é sempre trista (la pecora fuori del gregge è sempre
triste), recita la massima dei nostri vecchi. Ed il proverbio aggiungeva: “Da sol
a së stà gnanca bin an Paradis” (da solo
non si sta bene nemmeno in Paradiso).
Queste mie considerazioni sono state
ispirate, in questi giorni, da una vecchietta, quasi abbandonata in un pensionato.
È lei che mi confidava, accarezzandomi
le mani: “Esse soj a l’é come vive a lë
seur: it sas nen da che part girete!” (Essere soli è come vivere al buio: non sai da
che parte girarti).
E Pierin, da pochi giorni internato in
quella “sua nuova casa” denominata... “serena”, aveva gli occhi stanchi di lacrime,
mentre mi andava sospirando: “Gnun a
peul savej lòn ch’a veul dì esse soj!”(Nessuno può sapere cosa significa essere soli).
“A venta prové!” (bisogna provare)!
E proprio lì, nel grande salone, si aggiravano “sole” decine di altre persone.
Alludeva ad un ben diverso modo di
stare insieme il proverbio antico che dicava: “Ij passaròt che a van tuti ansema
a ven-o màire!” (I passerotti che vanno
tutti insieme diventano magri): dove
l’andare insieme era condividere il tutto.
Era, poi, un prudente consiglio quello
che ammoniva: “Se it veule bon-a companìa, va ansema ‘d gent che a të
smija!”(Se vuoi buona compagnia, và
con gente che ti assomiglia): ma che non
alludeva, certamente, alle “Case di riposo”, dove “tuti a së smijo”(tutti si assomigliano) e dove tutti fingono di riposare. D’altronde, è ancora il proverbio che
spiega: “Gnun as sent sol se a sà che
quaidun a-j veul bin!” (Nessuno si sente
solo se sa che qualcuno gli vuole bene).
E per quanto concerne il “riposare” la
massima conferma: “Ël pì bel arpòs a l’é
aranda a chi at veul bin!”(il più bel riposo è accanto a chi ti vuole bene). È fin
troppo facile constatare che con la crisi
della civiltà rurale – con il suo universo
ricco di valori – è entrato in crisi anche il
senso di solidarietà. Solidarietà che il nostro poeta Armando Nottura (19051976) ha espresso in modo meraviglioso
nella sua poesìa intitolata “Pòvra Umanità” che grida:
“Vorrìa avej ij brass grand come ‘l
mond
për ambrassete, pòvra umanità:
dëscheurve ‘l tò grand cheur giù fin-a
an fond
për pijé su le mie spale ij tò pecà!...”
(Vorrei avere le braccia grandi come il
mondo, per abbracciarti, povera umanità: scoprire il tuo gran cuore giù fino in
fondo, per prendere sulle mie spalle i tuoi
peccati...).
Il nostro grande Pinin Pacòt diceva che
“Un ver poeta a l’ha andrinta ‘d Chiel
quaicòs dël Sant” (un vero poeta ha dentro di sé qualcosa del Santo).
È, forse, giunta l’ora di offrire alla nostra Gente più Poesìa per rendere il mondo più buono e l’uomo meno solo!
CAMILLO BRERO
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3 0CULTURA ASSOCIATIVA
Filosofia teoretica
LA METAFISICA È MORTA?
I
l prof. Gianni Vattimo, il teorico del pensiero debole, ha pubblicato recentemente
un articolo dal titolo: “La metafisica è
morta, filosofiamo in pace”.
La filosofia classica ha sempre ritenuto che
la metafisica è una parte importante della filosofia, ma sappiamo che attualmente vi sono
due correnti di pensiero opposte: una che accetta la metafisica e un’altra che la rifiuta.
Vattimo si è schierato con questi ultimi. Avversari della metafisica sono anche positivisti, sensisti, materialisti. Filosofia è una parola derivata dal greco che significa amore della scienza, della sapienza. Metafisica è pure
derivata dal greco e significa oltre la fisica.
La fisica studia tutte le cose materiali, mentre
la metafisica studia concetti non materiali,
quali l’idea di vero, di buono, di bello.
La fisica comprende molte discipline specializzate che studiano il cosmo, i regni minerale, vegetale, animale, la meccanica, l’elettricità, l’energia magnetica e atomica. La
metafisica, così definita da Andronico di Rodi che pubblicò gli scritti di Aristotele nel
primo secolo a.C., è la scienza delle idee generali, le idee relative a molte entità che han-
no qualcosa in comune. Esempio: l’idea “cavallo” si riferisce a tutti i cavalli, passati, presenti e futuri. È un’idea generalissima, di
grande estensione, che ci presenta un cavallo
spogliato di tutte le caratteristiche particolari, quali età, colore, peso, ecc. Se dico “cavalli italiani” escludo tutti quelli delle altre
nazioni, e l’idea non è più generalissima, ma
facilita la mia comprensione. Se dico “il mio
cavallo” escludo tutti gli altri e la mia idea ha
il massimo di comprensione e il minimo o il
nulla di estensione. Forse pochi hanno notato
che ogni vocabolario è anche un trattato di
metafisica, perché molte definizioni sono relative a oggetti in genere, riguardano l’essenza dell’oggetto trascurando le caratteristiche
particolari che sarebbero innumerevoli. La
parola tavolo comporta una definizione adatta a tutti i tavoli, cioè definisce l’essenza di
ogni tavolo, non le sue qualità. Ma i concetti
di essenza e di qualità sono concetti della metafisica, sono entità diverse dal nulla, alle
quali si può dare un nome. Ma il nome è già
stato dato da secoli ed è adattissimo.
Quanti rifiutano la metafisica, affermano
che l’uomo può raggiungere le verità solo se
può controllare ciò che afferma. Certamente
nelle idee generali non è possibile un controllo fisico, ma un controllo logico è nelle possibilità della mente umana. Il principio di non
contraddizione è un valido aiuto.
La metafisica esplorata e descritta da Aristotele ha un valore indiscutibile proprio perché esposta da un profondo conoscitore della
fisica, quindi garante della sua diversità e della sua necessità. La metafisica di Aristotele è
stata ripresa dal genio di S. Tommaso d’Aquino e ancora oggi è viva e vitale come filosofia
aristotelico-tomista, insegnata nelle università cattoliche.
La difesa della metafisica, buona alleata
dello spiritualismo, è perfettamente adeguata al consiglio del Papa che ha esortato i
cattolici a “ellenizzare la cultura” cioè conoscere e valorizzare la cultura classica
greca che in campo filosofico ha il grande,
grandissimo maestro Aristotele, ed è la più
adeguata a definire la natura dell’uomo, la
sua dignità e i suoi valori.
Ciò premesso si può veramente “filosofare
in pace” perché la metafisica non è morta.
CORRADO COMANDONE
BIOETICA E RISORSE
L
a crisi economica in corso ha evidenziato
come sia sempre più necessario ricorrere,
in assenza di risorse pubbliche vuoi comunali, regionali o statali, a quella che un
tempo era chiamata beneficenza, e che ora
con diversa definizione viene in senso lato
definita come “volontariato sociale”.
E sicuramente se non esistessero meritorie associazioni di volontariato (e l’AVIS è
fra queste) il livello di bisogno oggi sarebbe
immensamente più grande. D’altra parte la
stessa natura del mondo globalizzato che
tende sempre più a monetizzare qualunque
cosa e quindi anche l’essere umano, spinge
verso (ed è un paradosso) la disumanizzazione dell’uomo. Basti un piccolo pensiero
di tipo semantico: le vecchie mutue di malattia, divenute SAUB con la riforma del 1978
ed USL nel 1992, con il nuovo millennio sono divenute ASL, cioè aziende sanitarie, e la
parola “azienda” sottende inevitabilmente
alla produzione di utili. Che si vogliono economici, ma dovrebbero essere solo di salute.
Ma oggi la stessa salute non si sa più bene
cosa sia: in effetti siamo passati da una società
del bisogno, dove la beneficenza di cui sopra
era un cardine di solidarietà, ad una società
(ed una medicina) del benessere in cui quello
che conta è l’essere sempre in forma, con la
possibilità di fare sempre e comunque quello
che si vuole, ad ogni età, con qualsiasi mezzo.
Ma questo è ovviamente impossibile, anche
se tutto spinge in questa direzione. Per cui la
distribuzione delle risorse economiche in
campo sanitario si rifà ad una bioetica molto
individualistica ed auto- referenziante, caratterizzata da un evidente bisogno di utili.
Se un pubblico amministratore della sanità
ha oggi a disposizione una cifra (qualunque
essa sia), questa sarà utilizzata per una struttura di tecnologia avanzata, per un reparto di
lungodegenza, per una struttura per disabili,
o per una di volontariato ? Bella domanda ma
facile risposta: i disabili non votano, i volontari continueranno ad essere tali nonostante
tutto. È ovvio che la logica bioetica dell’aiuto al più bisognoso è saltata. Questo non vuol
naturalmente dire che i soldi sono spesi male
o avventatamente : vuol solo dire che l’attenzione che privilegiava il volontariato (anche
quello dei donatori di sangue e di organi),
viene oggi orientata diversamente, dando per
scontato che un atto umano totalmente disinteressato come la donazione di sé ci sarà
sempre e nonostante tutto.
Quante volte passando per vie o piazze delle nostre città e paesi vediamo che sono intitolate a “filantropi” o “ benefattori”; ebbene
quanti di questi sarebbero oggi inorriditi nel
vedere come il loro altruistico operato è stato
nel tempo disatteso e che purtroppo le scelte
che bioeticamente sottendono al benessere
collettivo sono legate oggi a criteri economici,
lontani spesso dalle vere esigenze di tutti.
In tutto questo non dobbiamo neanche dimenticarci della potenza attuale di Internet,
che ci rassicura che comunque qualcuno
provvederà sempre a noi, e che quindi ci deresponsabilizza. Ma se pensiamo che almeno
1/6 dell’umanità non può arrivare a cure sanitarie primarie e metà della stessa umanità
(più di tre miliardi di persone) non arriva a
cure sanitarie come l’uso del sangue trasfuso, beh, evidentemente in questa società del
totale benessere qualcosa non funziona.
Diciamo quindi che la distribuzione della
risorse sanitarie deve assolutamente privilegiare la donazione di sangue, non potendo
dare questa per un dato di fatto in sè scontato.
La sensibilità bioetica è difficile da inculcare, soprattutto in chi ragiona in funzione di
meri dati economici: ma la realtà di una bioetica condivisa della donazione parte proprio
dal fatto che la donazione di sé è patrimonio
fondamentale dell’essere umano.
DR. ROBERTO QUAGLINO
MEDICO CHIRURGO- MASTER IN BIOETICA
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3 1 VITA ASSOCIATIVA
LETTERE AL DIRETTORE
C
aro Sandro, ho letto con
interesse il tuo editoriale su “Corriere Avis” n.
2/2012 “Avis dissanguata?
No, ma senza soldi” e mi trovo perfettamente d’accordo
con quanto espresso da te.
Innanzitutto ringrazio per
l’invio periodico del tuo
giornale. Da vecchio avisino
(78 anni) continuo imperterrito ad occuparmi dell’Avis,
nel solco di quell’insegnamento che l’indimenticabile
prof. Comi ci ha impartito.
Sono segretario della mia
Avis Provinciale e combatto
quotidianamente con l’ASP
5 della mia provincia per gli
stessi problemi che tu hai
sollevato. La vita di 36 sezioni comunali è legata ai rimborsi che non vengono erogati, nonostante le ripetute
richieste scritte!
Per facilitare l’iter burocratico abbiamo stipulato
un’unica convenzione, per
conto delle Avis Comunali,
inoltrando una richiesta di
rimborso semestrale. Prima
di questa convenzione le comunali dovevano, ognuna
per conto proprio, inoltrare
le richieste all’amministrazione dell’ospedale di riferimento trimestralmente, con
le complicazioni che puoi
immaginare.
Non riusciamo a sapere
perché, a tutt’oggi, non ci è
stato rimborsato l’intero anno
2010 e parte del primo semestre 2011, nel quale è stata
operata una trattenuta del
20% col pretesto del “piano di
rientro”. Come se, invece di
sangue, noi fossimo fornitori
di carta igienica. Gli anni passano e le difficoltà per l’Avis
aumentano.
Cordiali saluti da un vecchio avisino che si ricorda di
te dai tempi del tuo segretariato nazionale.
VINCENZO ROMEO
SEGRETARIO
AVIS PROVINCIALE REGGIO CALABRIA
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3 2 ARTE
LE MOSTRE E GLI ARTISTI
FAVOLE E MAGIE A PALAZZO MADAMA
Al piano nobile di Palazzo Madama si sviluppa
la sorprendente mostra “Favole e magie. I Guidobono pittori del barocco”, che sino a settembre consente di ammirare le opere dei fratelli savonesi Bartolomeo e Domenico Guidobono.
Curata da Mary Newcome Schleier, Giovanni
Romano e Gelsomina Spione, l’esposizione è
corredata dal catalogo della Silvana Editoriale. I
Guidobono hanno lavorato tra la Ligura e il Piemonte e, tra il 1708 e il 1721, sono stati gli artefici degli affreschi sulle volte dell’appartamento
della seconda Madama Reale Maria Giovanna
Battista di Savoia-Nemours. Favole mitologiche, soggetti sacri e storie bibliche, nature morte e scene di magia appartengono a un mondo
pittorico legato ai caratteri festosi della decorazione barocca genovese. La sequenza delle opere consente di ripercorrere una vicenda di notevole interesse: dalle tele “Incoronazione di Santa Teresa” e “Bacco” di Bartolomeo Guidobono
(1654-1709) ai dipinti “Il viaggio di Giacobbe e
Rachele” e “Susanna e i vecchioni” di Domenico Guidobono (1668-1746). L’esperienza dei
Guidobono, si confronta inoltre con le personalità di Domenico Piola, autore del “Riposo durante la fuga in Egitto” dell’Accademia Albertina, di Daniel Seiter e di Gregorio De Ferrari con
“Il Tempo con Minerva e la Fama” e “Incontro
di Mercurio e Minerva” delle collezioni del Palazzo della Provincia di Torino. Della Galleria
e
o
di
A
di
LIBRI
I
I cataloghi d’arte rappresentano un mezzo
per la diffusione
del linguaggio di
pittori e scultori,
per comunicare
un evento e, soprattutto, per approfondire la conoscenza di un
artista. È questo
il caso del volume “Riccardo Cordero. Macromondi spezzati” (Publistampa Edizioni
2012), che accompagna per tutta la stagione
estiva la mostra allestita nel Castello di Pergine Valsugana. Attraverso il testo critico
di Luciano Caramel, si delinea il percorso
dell’artista torinese, le cadenze di una scultura astratta che esprime il senso di una interiorità intensa e legata ai valori dell’esistenza, mentre le forme si immettono nello
spazio atmosferico con scansioni musicali.
(A.M.)
Sabauda sono invece le incisioni di Rembrandt,
Giovanni Benedetto Castiglione e Domenico
Biscaino, che arricchiscono una rassegna dalla
importante valenza storico-artistica. Info.
011/4433501.
MONTAGNE IN FOTOCROMIA
Il Museo Nazionale della Montagna ospita sino
a novembre la mostra “L’impressione del colore. Montagne in fotocromia 1890-1910”, fotografie realizzate con il procedimento di stampa
“Photochrom”, brevettato nel 1888 dalla ditta
Fussli di Zurigo. Curato da Veronica Lisino,
con il coordinamento di Aldo Audisio, questo
appuntamento presenta 100 tavole originali,
con soggetto montano, che appartengono al
Centro Documentazione del Museo. Si tratta di
un vero e proprio viaggio attraverso torrenti, cime innevate, paesi, cascate, paesaggi con vedute del Cervino, che esprime gli aspetti di una
suggestiva “lettura” dell’ambiente con il carro
postale alpino svizzero e il Gran San Bernardo,
con il Castello del Valentino e Piazza Vittorio
Emanuele a Torino, con il Passo dello Stelvio e
il Castello del Buon Consiglio a Trento. Non
mancano impressioni del mercato di Sarajevo e
del Ponte Romano di Mostar. Monte dei Cappuccini, Info. 011/6604104.
DISEGNI DI FRANCESCO MOSSO
Prosegue alla GAM l’esposizione della pregevole raccolta di opere grafiche del Museo. Nella sala Wunderkammer, la storica dell’arte Monica Vinardi ha curato la bella mostra “Francesco Mosso tra bohème e scapigliatura” (aperta
sino al 30 settembre), che delinea alcuni significativi momenti di questo artista, nato a Torino
nel 1848 e scomparso a Rivalta nel 1877, allievo di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi all’Accademia Albertina di Torino. Accanto agli studi di teste virili, si possono vedere delicate testine di bambina che sottolineano le fasi di una ricerca strettamente legata al progetto di Virginia
Bertone. Di Danilo Eccher, direttore della
GAM, è stato pubblicato da Umberto Allemandi il libro “Collezioni vol.2”, che documenta,
con saggi e riproduzioni, il nuovo ordinamento
delle collezioni museali. Info. 011/4429518.
MOSTRE FLASH
ALBA. Palazzo Banca d’Alba, esposizione
del capolavoro del Tiziano “Il Martirio di San
Lorenzo”, restaurato nei laboratori di Nicola
Restauri di Aramengo. La pala d’altare, dipinta tra il 1546 e il 1559, rappresenta il Santo disteso sulla graticola in attesa del martirio, avvenuto a Roma nell’anno 258. Sino a fine anno, Info.0173/362958.
AOSTA. Chiesa di San Lorenzo, mostra del
pittore, incisore e scultore Tino Aime. Promossa dalle Regione Autonoma Valle d’Aosta e curata da Francesco Poli, offre un pano-
Bartolomeo Guidobono - Lot e le figlie
Ferrovia della Jungfrau. Stazione di Eigergletscher con la Jungfraul, 1902
rama della sua esperienza tra nature morte,
paesaggi montani, interni di baite poeticamente interpretate. Dal 20 luglio al 28 ottobre.
CHERASCO (Cuneo). Palazzo Salmatoris,
nelle sale storiche personale della pittrice torinese Graziella Voghera. Curata da Cinzia Tesio,
l’esposizione si snoda attraverso paesaggi urbani di San Salvario, Langhe, marine liguri e tavole musicali e teatrali. Dal 21 luglio al 15 agosto.
RIVOLI. Castello di Rivoli/ Museo d’Arte
Contemporanea, Beatrice Merz ha realizzato la
rassegna “Oltre il muro”, con lavori del patrimonio del Museo tra progetti, percorsi speciali e
recenti acquisizioni. Dall’opera sonora di Susan
Philipsz, collocata nell’atrio juvarriano, a Nicola De Maria, Mario e Marisa Merz, Pistoletto,
Nan Goldin, Mario Giacomelli, Gianni Berengo
Gardin, Luigi Ghirri, Emilio Vedova, Giovanni
Anselmo, Marzia Migliora.
Info.011/9565280.
TORINO. Al Santa Giulia Art&Wine Residence collettiva dal titolo “DIS-VELAMENTI”, con quadri, sculture, fotografie, acquerelli di Maura Banfo, Paolo Leonardo, Paolo
Maggis, Ada Mascolo e Francesco Sena. Via
Santa Giulia 41, sino al 24 settembre..
ANGELO MISTRANGELO
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3 3 FILATELIA
VISITARE L’ITALIA
I
l “giro” delle emissioni Europa di quest’anno è dedicato al turismo, ossia
all’opportunità di fare conoscere ciascun paese per mezzo dei francobolli.
L’Italia vi ha aderito con due esemplari
da euro 0,60 caduno, con raffigurazioni
che non hanno molto convinto: fiori, una
danzatrice, una mare azzurro... I lettori, e
soprattutto i collezionisti, continuano a
chiedere a Roma meno emissioni (anche,
per limitare lo sborso) ma, soprattutto,
francobolli graficamente più curati.
● SAN MARINO: LA JUVE
Le poste italiane non avevano ancora
emesso il francobollo-scudetto dedicato
alla squadra vincitrice del Campionato di
calcio, ma ci ha pensato con buon anticipo San Marino che per lo scudetto della
Juve ha emesso un piacevole esemplare
da un euro con l’emblema della formazione bianconera.
● LA REGINA: IL GIUBILEO
Non si è ancora arrestata la cascata di
francobolli emessi dalla Gran Bretagna e
dai paesi del Commonwealth per i sessant’anni di regno della regina Elisabetta. Esemplari che riproducono, perlopiù,
fotografie scattate in momenti diversi
della vita della sovrana. Di alcuni dei primi esemplari abbiamo già detto. Le serie
che continuano ad apparire si uniscono a
molte stampate per i Giochi Olimpici di
Londra, che occuperanno emissioni fino
all’autunno inoltrato.
● I MAYA? TOCCHIAMO FERRO...
Numerose amministrazioni avevano programmato francobolli per ricordare il famoso calendario Maya, con le relative profezie, alcune delle quali sembravano preannunciare per l’autunno la fine del mondo.
La maggior parte di queste emissioni è stata cancellata per le proteste levatesi da più
parti. Alle critiche (e agli scongiuri) ha invece reagito la posta del Belgio con un foglietto che, a quanto pare, ha provocato reazioni negative, respinto dalla maggior parte dei filatelisti. Morale: il foglietto è stato
un insuccesso. Soprattutto i paesi africani si
sono affrettati a eliminare tali serie del programma filatelico di quest’anno.
RENZO ROSSOTTI
IL QUIZ
Soluzione del quiz precedente: la primavera, come immagine allegorica, compare in numerosi monumenti torinesi. Per la soluzione esatta del quiz era sufficiente citarne almeno due. La Primavera è raffigurata nel monumento a De Amicis, nei giardini di Porta Nuova; nella fontana dei mesi, al Valentino; e pure nella fontana Angelica in piazza Solferino, con rappresentate tutte le stagioni.
Risulta vincitore del quiz Carmine Solodio
IL NUOVO QUIZ
Dalla metà dell’Ottocento in poi, i colpevoli di qualche reato (gli assassini venivano impiccati o ghigliottinati) venivano rinchiusi per un periodo più o meno
lungo nel cosiddetto crottone, per dire prigione, insomma, gattabuia. Sapete dire dove si trovava il crittone più conosciuto, che rinchiuse anche alcuni personaggi celebri del Risorgimento?
Le risposte devono pervenire a AVIS - Concorso Quiz - Via Piacenza 7 - 10127
Torino oppure [email protected] entro il 30 luglio 2012. Il premio del
precedente quiz deve essere ritirato entro il 30 luglio 2012.
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3 4 ANAGRAFE AVISINA
NOTE LIETE
SONO NATI:
– il 17 novembre Giada Pocusta figlia del volontario David e nipote della donatrice Daniela;
– il 13 dicembre Martina,
pronipote del donatore distintivo d’oro Giuseppe Actis. Lo
annuncia con gioia il fratellino
Claudio Pipino. Congratulazioni ai genitori;
– il 22 dicembre Francesca
Mocciaro, nipote del donatore
medaglia d’oro Luciano Mocciaro, che ha portato immensa
gioia alla mamma Valentina e
al papà Alessandro. “Ti vogliamo bene!” i tuoi cuginetti Elisabetta e Federico;
– il 15 marzo Zoe Calgaro
figlia di Stefano e Giorgia Garbi. Auguri dai nonni Mauro e
Isabella Garbi e dallo zio Gabriele Emanuele;
– il 7 aprile è nato Gabriele.
La dolcezza e l’amore con cui
Federico ti guarda esprimono il
sentimento di zia Amanda, di
nonna Jeanne e nonno Flavio
(avisino), con rinnovata gioia
benvenuto tra noi Gabriele,
mamma, papà, nonni, zii e cugini e avisini tutti;
– il 18 aprile Giacomo Quarati per la gioia infinita di
mamma e papà;
– il 26 aprile Vittoria. Angelo e Maria Rita Lucco annunciano il lietro evento.
COMPLEANNI,
AUGURI E SALUTI
– Tanti auguri alla piccola
Giulia Zoppo per i suoi 4 anni
compiuti il 24 maggio e tanti
auguri anche alla sorellina
Viola di pochi mesi e ai genitori, papà Mauro e mamma
Romina, dai nonni Nicasio e
Felicetta e dagli zii Filippo e
Rosi.
– Il donatore Mario Lovisari
festeggia i 100 anni del suocero
Albino Goldoni.
– Il donatore Giuseppe Actis
augura buon compleanno alla
moglie Fernanda.
– Andrea e Lorenzo aspettano con gioia l’arrivo del fra-
Giada Pocusta
Martina e Claudio Pipino
Francesca Mocciaro
Gabriele e Federico
Giacomo Quarati
Viola e Giulia Zoppo
Albino Goldoni
Andrea e Lorenzo
tellino Diego o della sorellina
Mirea...
NOZZE
– Il 21 aprile il donatore croce d’oro Giuseppe Actis si è
unito in matrimonio con la donatrice Fernanda Sosena. Felicitazioni dai loro cari.
A tutti le più vive felicitazioni.
C
aro Gianni (Cerri),
il giorno 27 luglio tu compirai i tuoi primi 90 anni.
Anni dedicati alla tua cara famiglia, al lavoro e
all’Avis Comunale di Torino. Fino a quando ti è stato
concesso sei stato donatore ma soprattutto volontario,
sempre presente nei momenti di bisogno. Fai parte del
Gruppo podisti Avis dove tu hai gareggiano per tanti anni, e ora sei socio onorario.
Inoltre dieci anni fa hai fondato il gruppo donatori
Avis Reba di cui sei sempre il presidente. Facendo tutte
queste cose hai avuto modo di conoscere tante persone,
tutti ti hanno voluto e ti vogliono bene, perché sei una
persona speciale.
Da parte mia ti ringrazio per l’affetto e la stima che hai
sempre avuto nei miei confronti, per questo con il cuore
ti faccio cari auguri e ti dico che ti voglio bene.
MARISA LAMBRO
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3 5 ANAGRAFE AVISINA
Correva l’anno 2006…galeotto fu il Gruppo Giovani Avis: due giovani ragazzi si incontrarono uniti
dal comune ideale della promozione al dono del sangue e…piano, piano fece capolino la loro storia
d’amore…
Da quel giorno il loro sorriso e la loro spontaneità
non sono mai mancati ad alcuna manifestazione avisina, in loro è cresciuta la consapevolezza che fare
volontariato sarebbe diventato il loro stile di vita.
Per Michele indossare il costume del Benny è stato
un passo importante…si è calato a tal punto nel personaggio da sentire di essere un globulo rosso in missione speciale, Debora è sempre stata silenziosa, riservata e laboriosa come solo una vera volontaria sa
essere, il suo lavoro è stato intenso, non sempre facile, ma lei non ha mai gettato la spugna, ha sempre
creduto nell’alto valore del suo obiettivo finale.
Debora, Michele…tutto il GGA e coloro che vi vogliono bene, vi augurano di camminare mano nella
mano per tutta la vita, affrontando ogni giorno con
l’entusiasmo e l’amore che vi lega oggi.
I LUTTI NELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE
SONO DECEDUTI:
– il 3 marzo Aldo Bosco. Lo
annunciano la moglie e i figli
Marinella e Gianfranco con le
rispettive famiglie;
– Daniele Benvegnù, classe
1941, 136 donazioni. Lo annunciano con dolore la moglie
Evelina Giordan, le figlie Lara
e Sonia e l’adorata nipotina Rachele. Grazie alla sua generosità e al dono dei suoi organi alcune persone ora hanno nuove
prospettive di vita e di salute
migliore.
– il 21 aprile Mario Ferreri,
66 anni. “Ha donato sempre
sorridendo” La moglie Wilma e
il figlio Alessandro.
PIANGONO I LORO CARI
– Il 22 marzo è mancata Vit-
toria Bertot, ex donatrice e
mamma del donatore Maurizio
Ullio. “Rimarrai per sempre nei
nostri cuori”.
– Il 2 maggio Concetta Viscani, adorata moglie del donatore Gianfranco Codnik. Un
ringraziamento a coloro che
hanno partecipato al grande dolore.
RICORRENZE
– In memoria del figlio Emmanuele Aime il padre croce
d’oro Teresio lo ricorda così:
“Tesoro amatissimo, sono trascorsi 6 anni dalla tua nascita
al cielo. Ci manchi immensamente ma spiritualmente sei
sempre con noi! Tu sei nella
luce, nella gioia senza fine e
sicuramente pregherai per noi
Daniele Benvegnù
Vittoria Bertot
e per quanti ti hanno voluto
bene. Rimani sempre con noi,
nei nostri cuori, nella nostra
vita...in attesa di riabbracciarti
per sempre. Ciao Emmanuele,
con amore mamma e papà”.
– La famiglia Mantello unita
alle sorelle Ester e Luigina
Bonnot ricordano con immutato dolore la loro amatissima
Adriana nel 3° anniversario
della sua scomparsa.
A tutti le più sentite condoglianze.
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3 6CALENDARIO PRELIEVI
AUTOEMOTECA
IN MONTAGNA
ANNO 2012
o
27 luglio
VENERDÌ
TRAVES
29 luglio
DOMENICA
CESANA
31 luglio
MARTEDÌ
CANTOIRA
01 agosto
MERCOLEDÌ
SAUZE D’OULX
04 agosto
SABATO
CHIALAMBERTO
05 agosto
DOMENICA
BARDONECCHIA
06 agosto
LUNEDÌ
VIU’
07 agosto
MARTEDÌ
ALA DI STURA
08 agosto
MERCOLEDÌ
PESSINETTO
09 agosto
GIOVEDÌ
CHIOMONTE
10 agosto
VENERDÌ
SAUZE D’OULX
11 agosto
SABATO
CERES
12 agosto
DOMENICA
BARDONECCHIA
18 agosto
SABATO
GIAVENO
22 agosto
MERCOLEDÌ
OULX
25 agosto
SABATO
CESANA
26 agosto
DOMENICA
CHIALAMBERTO
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3 7 NOTIZIE UTILI
PROMEMORIA PER I DONATORI
E
cco notizie utili e consigli per i volontari del sangue, soprattutto nuovi, che si esorta atenere presenti e seguire.
1 – Le donazioni di sangue intero si possono effettuare tutte le
mattine dei giorni feriali (7,30-11,45) e festivi (8-11,45) presso:
– unità di raccolta di Torino, via Piacenza 7;
– il centro raccolta di Pianezza, via Torino 19.
Nelle sole mattine dei giorni feriali anche sulle autoemoteche site nei giardini di piazza Carlo Felice, di fronte a via Roma ed in
piazza del Donatore di Sangue, davanti all’ospedale Giovanni Bosco dalle ore 7,30 alle 11,45 e nel piazzale antistante la stazione di
Porta Susa. Altre autoemoteche Avis stazionano periodicamente
innanzi alle chiese e nelle vicinanze dei mercati cittadini.
Presso il centro trasfusionale dell’ospedale Maria Vittoria, via
Medail - dal lunedì al venerdì (8,30-11,30) ed il sabato (8,3010,30) e presso il Centro ex Avis di via Baiardi, 43 dal lunedì al
venerdì feriali (8-11,30).
Per maggiori informazioni telefonare al numero verde: 800265508.
Le donazioni di plasma (plasmaferesi) si possono fare, su
appuntamento, tramite le segreterie Avis, presso:
– unità di raccolta di Torino via Piacenza, 7, tel. 011/61.33.41;
– il centro raccolta di Pianezza, via Torino, 19, tel. 011/ 966.16.68
dal lunedì al venerdì al mattino e pomeriggio, il sabato e nei
giorni festivi solo al mattino;
– l’autoemoteca sita nel parco Ruffini, di fronte al Palazzo dello Sport e in piazza XVIII Dicembre di fronte alla stazione di
Porta Susa dal lunedì al sabato mattina (tel. 011/61.33.41).
Le donazioni di piastrine (piastrinoaferesi) si compiono solo su chiamata delle segreterie in via Baiardi, 43.
2 – Ai lavoratori dipendenti che lo richiedano viene rilasciato
un foglio giustificativo per il datore di lavoro, valido per la giornata di riposo collegata con la donazione di sangue. La giornata di riposo (senza perdite nella retribuzione) è concessa anche ai
donatori che effettuano donazioni di plasma al pomeriggio e vale
24 ore dall’inizio della donazione.
3 – I lavoratori autonomi, che non necessitano di giustificazione e che hanno particolari esigenze lavorative, possono comunicare questa loro necessità alla segreteria Avis al momento
della donazione. Potranno avere diritto di precedenza.
4 – In occasione della prima donazione e della donazione
con visita di controllo annuale vengono eseguiti i seguenti
esami: determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh; ricerca anti HIV (Aids); ricerca anti HCV (epatite C); ricerca HBsAg (epatite B); NAT (epatite C e AIDS); VDRL (sifilide); ALT
(transaminasi); emocromo; glicemia; sideremia; proteine totali,
creatinina, colesterolo; trigliceridi, ferritina. I risultati verranno
inviati al domicilio del donatore entro 10-15 giorni.
5 – In tutte le altre donazioni si ricontrollano: gruppo sanguigno; anti HIV, anti HCV, HBsAg, VDRL, NAT, emocromo, ALT
e QPE.
In quest’ultimo caso gli esiti non saranno inviati al donatore,
tranne che siano al di fuori della norma. Se ci sono degli esami al di
fuori della norma da ricontrollare o se il donatore necessita di
esami particolari, gli esiti saranno spediti a domicilio (tranne nei
casi in cui il donatore preferisca ritirarli personalmente presso il
centro Avis e lo comunichi al personale incaricato).
6 – È considerato donatore periodico e socio dell’Avis colui
che ha effettuato almeno due donazioni di sangue e che dona almeno una volta ogni due anni. Chi non dona più sangue per motivi di età o di salute (questi ultimi accertati dai medici Avis) può
rimanere iscritto all’associazione purché dimostri di prendere
parte alle attività associative (come partecipare ad assemblee e
riunioni, per esempio, o propagandare l’iscrizione all’Avis, soprattutto tra i giovani).
Presso le unità di raccolta di Torino (via Piacenza 7) e Pianezza
(via Torino 19) i donatori e loro familiari possono effettuare dal lunedì al venerdì feriali (ore 7,30-9) esami sul sangue e sulle urine
prescritte dai propri medici di base, pagando direttamente alle segreterie Avis i tickets secondo le modalità previste dalla legge vigente. I risultati potranno essere ritirati dagli interessati o con delega nei giorni indicati al momento dell’effettuazione degli esami.
7 – Il “fondo di solidarietà”, istituito dall’Avis di Torino per i
suoi donatori ed alimentato dai contributi degli stessi iscritti, permette di effettuare ai volontari più indigenti, e soprattutto a quanti
non hanno un posto di lavoro, un rimborso dei tickets pagati per indagini diagnostiche e di laboratorio dal donatore o dai suoi familiari conviventi. Per ottenere detto rimborso è sufficiente presentarsi presso un centro Avis (Torino o Pianezza) entro tre mesi dall’esame, muniti della ricevuta originale di pagamento della spesa
sostenuta, che verrà trattenuta dal centro Avis. Per i familiari è necessario produrre in visione anche uno stato di famiglia che comprovi la convivenza con il donatore. Il “fondo di solidarietà” rimborserà il 25% della spesa sostenuta per i tickets pagati per i familiari conviventi. Il rimborso per esami effettuati dagli stessi donatori varierà dal 25 al 100% a seconda che il totale delle donazioni
effettuate sia compreso tra 2 e 23 (rimborso 25%), tra 24 e 49
(50%), tra 50 e 74 (75%), da 75 in poi (100%). Per le “croci d’oro”
il fondo rimborserà il 100% delle somme pagate per esami e visite
specialistiche sia al donatore sia ai propri conviventi.
8 – L’Avis comunale di Torino consegna ai donatori effettivi un “pacco natalizio (Befana del donatore)” a prezzi particolarmente ridotti per i propri figli, fratelli e nipoti di età non
superiore ai 12 anni. Ogni donatore può ritirare un massimo di
quattro pacchi a 5 euro ciascuno.
Eventuali pacchi in più si potranno prenotare al costo di 20 euro caduno. Anche i soci iscritti ad altre sezioni Avis possono prenotare pacchi dono a prezzo di costo purché donino presso
l’unità di raccolta di Pianezza.
9 – Si invitano i donatori a segnalare tempestivamente
cambi di indirizzo e telefono, facilitando così le chiamate da
parte delle segreterie e il corretto invio del Corriere Avis che
viene spedito a tutti gli iscritti anche di uno stesso gruppo familiare, salvo che – a risparmio spese – ci venga richiesto di limitare l’inoltro del periodico ad uno solo dei donatori componenti la
famiglia.
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CONSIGLI DEI MEDICI AVIS
PER TUTTI I NOSTRI ISCRITTI
Come comportarsi,
da parte dei volontari
del sangue, prima e
dopo il prelievo
Dopo la donazione:
... Prima della prossima donazione:
1) assicuratevi che il cotone, tenuto fermo dall’apposito cerotto, funga sicuramente da tampone. Se esce ancora
qualche goccia di sangue, ritornate in sala prelievi per il
necessario intervento;
14) ricordarsi di indossare indumenti idonei e comodi
(occorre stare sdraiati per qualche minuto sulla poltrona
ortopedica ed avere maniche che si possano rimboccare
senza stringere troppo il braccio);
2) controllate che gli indumenti non determinino compressione a monte del punto di prelievo. Slacciate per
qualche minuto colletto e cintura, se troppo stretti: respirerete meglio;
3) evitate di piegare il braccio per almeno 15-20 minuti
dopo la donazione;
4) evitate bruschi movimenti del capo e repentine variazioni di posizione (da seduto alla posizione eretta e viceversa);
5) non sostate in piedi subito dopo avere donato, ma
passeggiate;
6) fate colazione seduti, e possibilmente all’ombra.
Subito dopo la donazione non bevete alcolici e non
consumate cibi eccessivamente impegnanti la digestione;
7) non fumate (almeno per un’ora!);
8) non portate pesi con il braccio che è stato utilizzato
per il prelievo (borsa della spesa, bambini, ecc.);
9) evitate una eccessiva sudorazione e/o traspirazione
frequentando ambienti chiusi, caldi o affollati;
10) il pasto successivo alla donazione dovrebbe essere
leggero, anche se energetico;
11) bevete più liquidi del solito, dopo la donazione: a
pasto e durante la giornata;
12) nella giornata della donazione, evitate attività fisiche intense, lavori faticosi, attività sportiva, lunghi viaggi in auto;
13) sentitevi comunque fieri per avere contribuito, con
il vostro dono anonimo e gratuito, a salvare una vita.
15) non è necessario il digiuno completo, ma è consentita una leggera colazione (senza troppo zucchero o marmellata); se si pensa di effettuare una plasmaferesi od una
piastrinoaferesi è consigliato anche un pasto leggero; la
sera precedente è consigliato un pasto normale, senza
abusi di bevande alcoliche od eccessi alimentari. È comunque necessario il digiuno nel caso di esami da ricontrollare;
16) chi raggiunge il centro di corsa, od arrabbiato perché ha perso il bus o ha preso una contravvenzione, è meglio che attenda qualche minuto in sala d’attesa prima di
presentarsi dal medico;
17) dopo un turno di lavoro notturno, o comunque particolarmente faticoso, è meglio non sottoporsi al prelievo;
18) il questionario che le segretarie invitano a riempire
deve contenere risposte sincere e veritiere, con particolare attenzione alle domande poste per conoscere eventuali
fattori di rischio per trasmissione, con il sangue, di infezioni virali;
19) se volete farvi accompagnare dal vostro bambino,
portate anche un accompagnatore che lo sorvegli mentre
voi effettuate la donazione.
Grazie a tutti per la generosa collaborazione da parte
dei medici trasfusionisti dell’Avis.
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3 9NOTIZIE UTILI
MEMORANDUM PER IL DONATORE
Questo documento permette al Donatore di effettuare
una preventiva autovalutazione sulla possibilità di donare sangue. In esso vi sono riassunti i principali criteri di
ammissione o esclusione alla donazione, regolamentati
dalla legislazione vigente. Vogliamo che il Donatore sia
consapevole, ancor prima di recarsi alla unità di raccolta, se in quel momento è idoneo alla donazione o se deve
osservare un periodo di sospensione cautelativa. Il medico dell’Avis è sempre a disposizione, presso le varie
sedi di raccolta (nei giorni e negli orari previsit per le donazioni) per chiarire qualsiasi dubbio in merito (portare
referti precedenti e farmaci in via di assunzione).
– NO diabete in terapia farmacologica.
– NO malaria (6 mesi dal rientro da zone endemiche).
– 15 giorni per gastroenteriti.
– 3/6 mesi da viaggi in zone a rischio di malattie
tropicali.
– 4 mesi da rapporti sessuali a rischio (occasionali non protetti, rapporti mercenari, con partner
HBV, HCV e HIV positivi).
– NO tossicodipendenti - NO alcolisti.
– Per legge devono passare almeno 90 giorni tra una – 4 mesi da trasfusione di sangue.
donazione di sangue intero e la successiva.
– 4 mesi da trattamenti con immunoglobuline.
– Età: dai 18 ai 65 anni; dopo i 65 anni e non oltre i – 4 mesi da contatti con pazienti con malattia del
70 la donazione è a discrezione del medico Avis.
fegato di origine virale.
– In caso di prima donazione l’età non deve supera- – 4 mesi da agopuntura (se non praticata da medico
re i 60 anni.
con aghi sterili a perdere).
– Peso: non inferiore a: kg. 50 per sangue intero, 50 – 4 mesi da tatuaggi, foratura delle orecchie o di
per AFERESI, 60 per il Multicomponent.
altre parti del corpo (piercing).
– per le DONNE: in età fertile massimo 2 donazio- – 4 mesi da endoscopia e artroscopia.
ni all’anno. NO in gravidanza e durante l’allat– 48 ore da: vaccino antirabbia, anti rosolia, mortamento. SI dopo 1 ANNO dal parto o 6 MESI
billo, vaiolo, BCC, parotite, anti-influenzale,
da un’interruzione di gravidanza avvenuta nel
tifo, colera, tetano, difterite.
primo trimestre, 1 ANNO se avvenuta dopo il 4°
mese. NO durante il ciclo mestruale (donare al- – 5 giorni da trattamento con Aspirina, Aulin ed
altri farmaci antinfiammatori.
meno 5/6 giorni prima o dopo).
– Sì colazione (si consiglia di evitare cibi particolar- – 15 giorni da cure con antibiotici e cortisonici.
mente grassi).
– 4 mesi da interventi di maggiore entità (ricovero
ospedaliero superiore ad una settimana).
– Dopo la donazione: sostare un po’ in sede, non fare sforzi eccessivi, bere molti liquidi e non stare – 7 giorni cure odontoiatriche invasive (estraziofermi in piedi.
ni, devitalizzazioni, otturazioni con anestesia).
– La quantità di sangue prelevata è 450 ml (+/- 10%).
– 4 mese per l’implantologia
– NO raffreddore o influenza in atto.
– NO aferesi se in terapia antipertensiva con particolari farmaci ACE-inibitori.
– NO allergie gravi o crisi allergiche in atto.
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N. 3 – maggio-giugno 2012 – Sped. in abb. post. art. 2