AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 1 CORRIERE N. 3 – maggio-giugno 2012 – Sped. in abb. post. art. 2 comma 20/c legge 662/96 – Filiale di Torino – A cura dell’Avis Comunale di Torino via Piacenza, 7 - 10127 Torino – Da restituire al mittente presso CMP - Torino Nord – L’editore si impegna a pagare le copie non recapitate. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 2 2 CORRIERE N. 3 maggio/giugno 2012 Sped. abb. post. Corriere Avis Direttore responsabile ALESSANDRO FISSO Caporedattore GRAZIANO CESTINO Con la collaborazione di Marina Marchisio, Patrizia Orrù e del consiglio direttivo dell’Avis comunale di Torino, dei responsabili dei gruppi anziani, giovani, aziendali e del CCS (Centro Culturale Sportivo “Luciano Penna”) Direzione, redazione e amministrazione 10127 Torino, via Piacenza 7 Tel. (011) 613.341 – Numero verde 800.265.508 www.avistorino.it Indirizzo E-MAIL [email protected] [email protected] [email protected] Regionale Giovani [email protected] Registrazione Tribunale di Torino n. 1250 del 24-7-1958 Conti correnti postali: – Avis comunale Torino 26146100 – Fondo solidarietà Avis 27891100 Videoimpaginazione la fotocomposizione Via San Pio V, 15 - 10125 Torino Stampa AGAM 12100 Madonna dell’Olmo (CN) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Registrato dalla Ulrich’s International Periodicals Directory di New Providence, N.J. (USA) Copertina: Campagna promozionale 2012 (Studio Newton) SOMMARIO SOMMARIO 3 Editoriale 4 Statistica 5 Mozione finale 76ª assemblea nazionale 6 L’Avis in Italia 7 Assemblea Avis Intercomunale A. Colombo 9 Ultima chiamata per la gita in Toscana di Sandro Fisso 10 Dove sosteranno in estate le autoemoteche 11 Anche quest’anno tornerà la Befana Avis 12 Attività dei nostri gruppi 13 Con i podisti in qualunque tempo 14 L’attività del gruppo bocce 15 Flash a cura del gruppo Avis Scuole 16 Successo delle gite in Olanda 17 Calendario prelievi 18 Programma e ricordi dei viaggi di Gianni e Marina 21 Da gruppo giovani e gruppo GTT 22 Cultura associativa. La medicina trasfusionale 24 La mia prima donazione 25 Rivalutare la timidezza 28 Gli zampilli d’arte 29 Essere soli 30 La metafisica è morta? 30 Bioetica e risorse 31 Lettere al direttore 32 Arte 33 Filatelia 34 Anagrafe avisina 36 Prelievi in montagna di Anna Maria Massaro di Giulia Maria Bouquié di Elio Blancato di Renzo Rossotti di Camillo Brero di Corrado Comandone di Roberto Quaglino di Angelo Mistrangelo di Renzo Rossotti AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 3 3 P urtroppo i movimenti tellurici non sono prevedibili in modo specifico. Scienza ed esperienza hanno tuttavia tracciato mappe che pongono in evidenza il grado di rischio che tali eventi disastrosi possano accadere nelle diverse zone del Paese. Precise norme stabiliscono che gli edifici che ospitino creature umane debbano essere costruiti con modalità antisismiche. Cioè che resistano ad un sisma, ossia ad un terremoto. Il concetto di prevenzione si è sviluppato in tutti i settori in cui agisce la società umana. È un concetto storico, che dura da millenni. Nel nostro campo avisino, questo ideale è stato fatto proprio dal dottor Vittorio Formentano che nel maggio del 1927 istituì a Milano l’Associazione Volontari Italiani del Sangue, nata con lo scopo di riunire donne e uomini disposti a donare il proprio sangue a scopo trasfusionale e quindi pronti ad intervenire su chiamata in previsione di interventi salvavita operati dai medici. L’idea di istituire un gruppo di possibili donatori di cui si conoscesse lo stato di salute ed in particolare il gruppo sanguigno venne al dottor Formentano vistosi impotente di fronte ad una grave emorragia fatale per la vita di una sua paziente. L’AVIS si espanse rapidamente in tutta Italia (a Torino dal 1929) ed oggi conta oltre unmilioneduecentomila soci donatori che dovrebbero assicurare sangue, plasma e piastrine per ogni occorrenza. Volutamente usiamo il condizionale perché nel corso della lunga esperienza avisina si sono verificate in più occasioni, alcune eccezioni, che ci inducono a pensare che anche in campo emotrasfusionale la certezza non esiste. Ricordiamo ad esempio l’impegno dato da tutti i dirigenti avisini torinesi presenti in città il EDITORIALE giorno di Ferragosto di alcuni anni fa per affiancare l’unica “segretaria” allora in servizio nel chiamare il maggior numero di donatori di gruppo B, Rh negativo, per aiutare un pompiere giunto dalla Sardegna al CTO con gravi ustioni arrecategli dall’incendio che stava cercando di domare. Spesse volte nelle emoteche dei pronto soccorso le unità di sangue di gruppo cosiddetto “raro” si possono contare sulle dita di una sola mano. Allora la vita di chi potrebbe essere salvato da generose trasfusioni di sangue compatibile con il suo “gruppo” sta nelle mani di chi volontariamente ha scelto la via della solidarietà umana. Ed è questo il grande valore dell’AVIS che sinora a molti di noi ha consentito di superare anche i momenti più difficili della propria vita. LA PREVENZIONE UN APPELLO A TUTTI I NOSTRI VOLONTARI “Anche nei mesi di luglio ed agosto gli ospedali ricoverano chi ha necessità di cure, comprese eventuali trasfusioni. Avisini, se siete in buona salute ed è trascorso l’intervallo stabilito dai medici tra una donazione e l’altra, aiutate chi sta peggio. Le nostre sedi di via Piacenza 7 a Torino e via Torino 19 a Pianezza saranno aperte tutti i giorni, Ferragosto compreso, e disponibili nelle mattinate a compiere i prelievi e le relative visite mediche. Avisini, anche se non ricevete la tradizionale chiamata telefonica che vi invita a donare, presentatevi ugualmente e fate il vostro dono. Per qualcuno sarà un dono di vita. Per tutti la valorizzazione della vita, dell’Avis e della nostra città. Grazie anticipate a chi metterà in pratica questo suggerimento”. SANDRO FISSO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 4 4 STATISTICA CONFRONTO TRA IL 2011 ED IL 2012 - GENNAIO-MAGGIO SANGUE INTERO PLASMAFERESI PIASTRINOAFERESI PRELIEVI MULTIPLI UNITA’ RACCOLTE AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 5 5 VITA ASSOCIATIVA MOZIONE FINALE: 76ª ASSEMBLEA GENERALE AVIS NAZIONALE 25-26-27 maggio 2012 Montecatini Terme I rappresentanti dei Soci, Persone fisiche, persone Giuridiche, dell’assemblea generale Avis riunita nei giorni 25-26-27 maggio 2012 ringraziano l’Avis di Montecatini terme e l’Avis regionale Toscana per l’impegno profuso nell’organizzazione dell’incontro, l’accoglienza e l’ospitalità ricevuta. L’assemblea: • esprime solidarietà e vicinanza alle popolazioni dell’Emilia Romagna e della Lombardia colpite dal recente sisma, certa che questa si tradurrà anche in un impegno concreto da parte di tutta l’associazione; • auspica che la vicenda del sequestro di Rossella Urru abbia una rapida e positiva conclusione, con il ritorno di Rossella ai suoi cari; • fa propria la proposta di ordine del giorno, riportata in allegato, di partecipazione alla commemorazione delle stragi di mafia quale segno di condivisione del sentire civile di tutta la nazione. Il quadro attuale di crisi economica che investe le società, e che produce fenomeni negativi di varia natura, non può non produrre riflessi diretti anche sull’azione della nostra associazione. Non solo crisi economica, ma anche di valori con la mancanza di punti di riferimento. Avis, se da una parte è costretta a subire fenomeni, dall’altra con i propri valori e insieme alle altre componenti del terzo settore, è tenuta a fornire un quadro di riferimento che concorra a un recupero di coesione sociale, supportando e integrando quanto le istituzioni pubbliche e private non riescono a fare. L’attuale situazione economica impone a tutti i livelli associativi la necessità di una gestione ancora più attenta e oculata delle risorse economiche a tutti i livelli associativi, con particolare attenzione alla riconduzione del valore economico delle benemerenze al valore simbolico. Pari attenzione va sviluppata con gli enti preposti nella programmazione e pianificazione a livello nazionale del fabbisogni di sangue, tenendo conto del mutato scenario del mondo del lavoro, delle esigenze sociali in modo tale da poter garantire l’adeguato afflusso dei donatori nelle fasce orarie e in giorni della settimana non canonici; questa necessità si pone anche in ragione del superamento di logiche particolaristiche che consentano il conseguimento dell’autosufficienza e il suo mantenimento a livello nazionale. Il conseguimento dell’accreditamento di tutte le unità di raccolta è condizione indispensabile e inderogabile affinché l’Avis possa porsi come associazione che tutela la sicurezza e la qualità della salute. L’assemblea ritiene necessario mantenere e migliorare l’attenzione alla comunicazione quale strumento di visibilità associativa, di informazione e formazione, sia come fonte di sviluppo di rapporti esterni sia come mezzo per migliorare la rete dei rapporti interni. Parimenti vanno rafforzati gli sforzi e l’impegno ri- volto a progetti di cooperazione internazionale, in primi con Avas (Associazione volontari Argentina sangue), dando sostegno, concretezza e continuità alle azioni intraprese. Il 2012 è l’anno di preparazione del rinnovo delle cariche associative. Questa è una sfida e una opportunità. • Sfida perché l’avvicendamento ed il rinnovo dei quadri associativi è un processo difficile e che va costruito giorno per giorno. • Sfida perché crescono le competenze richieste a tutti i livelli dell’associazione e quindi la loro individuazione non dovrà essere legata al mero criterio dell’anzianità associativa. • Opportunità di sostenere la crescita delle competenze con attività di formazione rivolte alla base associativa. • Opportunità di dare spazio a nuove energie e idee. L’assemblea raccoglie e fa propria la necessità che l’Associazione si doti di una carta etica, quale importante patrimonio di riferimento per il consolidamento di una diffusa e radicata cultura operativa. Infine, punto di arrivo del percorso svolto in questi anni e punto di partenza per il prossimo mandato associativo dovrà essere costituito dalla conferenza programmatica, momento durante il quale dovranno essere gettate le basi per il lavoro del prossimo mandato. La Commissione ritiene inoltre di dover esprimere apprezzamento per l’inserimento della mozione all’interno degli atti assembleari di ogni anno. I componenti della zione Finale Aldo Cardani Emiliano Ciarini Sandro Crestani Luciano Franchi Andrea Giora Laura Pizzetti Andrea Tieghi Antonio Virelli Tiziana Zambaldi Commissione MoLombardia Umbria Piemonte Toscana Veneto Alto Adige Emilia Romagna Svizzera Trentino AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 6 6 VITA ASSOCIATIVA QUANTI SIETE, DOVE SIETE, QUANTO DONATE I n un periodo caratterizzato da continui segni negativi in vari settori della vita economica e sociale del Paese, la nostra Associazione presenta dati in controtendenza, che testimoniano la sensibilità e la vicinanza degli italiani, nonostante la crisi, ai temi quali la donazione, la solidarietà e il volontariato. In occasione della 76ª Assemblea Generale Avis sono stati, infatti, presentati i dati aggiornati al 31 dicembre 2011, che indicano una costante crescita di donatori e donazioni. Il numero totale di iscritti all’Avis, infatti, passa dai circa 1.229.000 nel 2010 ai quasi 1.259.000 (pari a circa +2.4%) e i donatori si attestano a 1.219.705 (con una crescita dell’2.5%). Infine, il numero totale di donazioni di sangue intero ed emoderivati supera quota 2.100.000 (per l’esattezza 2.101.952, pa- Avis Regionale (o equiparata) ri a +1.6% rispetto all’anno precedente). Le sedi presenti su tutto il territorio nazionale e quelle operative in Svizzera sono 3.373 (suddivise in 22 regionali, 124 provinciali e 3.227 Comunali). Si chiude l’Assemblea con la discussione e la votazione del nuovo Regolamento nazionale. Non senza qualche, anche accesa, discussione fra le varie delegazioni. È un segnale di vitalità e di democrazia anche questo. Noi della redazione, vi lasciamo con i “numeri”, pieni di tante belle storie e di tanti significati, che ognuno di voi delegati intervenuti a questa Assemblea rappresentate. Grazie a Montecatini e arrivederci al 2013! DA AVIS NEWS SOS Numero soci persone fisiche Numero donazioni Donatori Sangue intero Plasmaferesi Abruzzo 17.842 25.326 2.948 Alto Adige 18.354 25.643 2.377 Basilicata 21.682 23.874 5.610 683 30.167 Calabria 33.879 54.005 934 833 55.722 Campania Altre aferesi 397 Totale donazioni 28.671 28.020 57.626 76.750 147.743 228.135 48.407 3.583 260.125 9.173 8.164 3.204 613 11.981 Lazio 63.057 78.627 2.269 1.536 84.432 Liguria 19.638 28.188 2.462 695 31.345 251.656 422.983 85.615 7.014 515.612 Marche 50.882 75.256 21.540 5.427 102.223 Molise 8.100 12.348 115.024 164.904 30.591 8.605 204.100 Puglia 55.017 69.137 6.310 3.180 78.827 Sardegna 28.586 43.797 43.797 Sicilia 70.215 107.563 107.563 Toscana 75.645 82.586 31.178 5.784 119.548 Trentino 16.079 18.754 3.438 172 22.364 Umbria 29.839 40.796 2.073 3.944 5.978 1.411 142 7.531 124.692 179.307 34.856 4.003 218.166 1.218.673 1.772.121 285.223 42.867 2.100.211 1.032 1.741 1.219.705 1.773.862 Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lombardia Piemonte Valle D’Aosta Veneto Totali Italia Avis Svizzera Totali associativi 76.650 12.348 42.869 1.741 285.223 42.867 2.101.952 AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 7 7 VITA ASSOCIATIVA AVIS INTERCOMUNALE ARNALDO COLOMBO ASSEMBLEA DEL 21 APRILE 2012 Relazione del Comitato di Gestione S i è svolta regolarmente al Centro Anziani del Nichelino messo a disposizione dell’AVIS grazie all’interessamento del Consigliere Stefano Ferrini. Dopo avere ringraziato tutti i presenti il presidente dell’Intercomunale Sandro Fisso ha preso la parola per svolgere l’annuale relazione sull’attività svolta nell’anno ed ha così iniziato il suo discorso: “Poiché questa struttura avisina esce dagli schemi dell’AVIS ITALIANA che articola la nostra Associazione suddividendola per il territorio in cui opera (comune, provincia, regione e nazione) riportiamo la prefazione che lo scorso anno svolgemmo, non leggendola ma invitando i delegati che per la prima volta prendono parte all’ assemblea dell’Intercomunale a prenderne atto, sempre che lo desiderino allo scopo di chiarire come relazioni e bilanci riguardano una struttura come l’AVIS INTERCOMUNALE ARNALDO COLOMBO che ha come finalità l’organizzazione della raccolta sangue, da destinare giornalmente al SIMT OIRM-S-ANNA, da tutte le AVIS comunali delle province di Torino, Cuneo e Vercelli che non abbiano altri servizi trasfusionali che ne disimpegnino raccolta e sistemazione del sangue prelevato. UN PO’ DI STORIA L’Avis nel suo complesso è costituita da gruppi di Volontari donatori periodici di sangue e di emocomponenti che, raggiunto il numero minimo stabilito dalle norme di statuto e regolamento valido per tutta l’Italia, si costituiscono in sezioni Comunali dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue che è nata a Milano nel 1927 dall’idea dell’ematologo dottor Vittorio Formentano e si è rapidamente espansa nel Paese iniziando da alcune grandi città, Torino compresa, dove l’Avis si è costituita nel 1929. Per disciplinare la formazione e l’attività delle Avis Comunali sono state poi costituite le Avis provinciali, regionali e Nazionale. Questo breve preambolo per fare conoscere ai più giovani, e ricordare agli anziani delegati oggi presenti, come l’Avis Intercomunale A. Colombo voluta per non disperdere l’attività del Centro Tecnico Scientifico per la trasfusione del sangue istituito nel 1953 d’intesa fra l’Ospedale S. Anna di Torino e le Avis comunale e provinciale torinese, è diventato, grazie anche all’attenta ed esemplare gestione del dottor Arnaldo Colombo, il migliore Centro Trasfusionale operante in Italia. Prevedendo la cessione del Centro Trasfusionale alla pubblica amministrazione (cosa poi avvenuta con la Legge 4 maggio 1990 n°107) nel 1986 fu istituita la nostra Inter-comunale con il solo compito di gestire le Unità di Raccolta a cui sarebbero affluite le donazioni sino ad allora effettuate dal Centro Trasfusionale annesso all’ospedale S. Anna. Nelle norme a suo tempo approvate per regolare l’attività dell’AVIS Intercomunale (unica in Italia e che ha ottenuto an- che l’approvazione del Consiglio Nazionale) l’articolo 4 del regolamento, intitolato “L’assemblea dei Delegati” così si esprimeva: L’Assemblea è formata dai delegati espressi dalle competenti assemblee delle strutture associate (cioè quelle che sistematicamente si avvalgono dell ‘Intercomunale per effettuare visite e prelievi ai propri iscritti) o, per espressa delega di queste ultime dai corrispondenti consigli direttivi, in concomitanza con l’elezione degli organi direttivi delle strutture stesse, ed ha uguale durata. I delegati vengono espressi in ragione di uno ogni 300 donazioni annue effettuate dai rispettivi soci o pertinenti donatori occasionali, o frazione superiore a 150, riferite al 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si è convocata l’annuale assemblea. Ogni delegato potrà farsi rappresentare in Assemblea da un altro delegato indipendentemente dall’Avis comunale di appartenenza, con delega scritta. Ogni delegato non può ricevere più di cinque deleghe. Ogni provincia o Regione autonoma che annoveri strutture associate all’Intercomunale, ha diritto ad almeno un delegato. RISULTATI E BILANCI DELL’ANNO 2011 Il totale delle donazioni di sangue e di emocomponenti raccolte nel 2011 è riportato nella unita tabella con il confronto con i quattro anni precedenti e le percentuali per la provenienza dei donatori e del SIT dove hanno effettuato le donazioni. Con la divisione per il quorum e quant’altro previsto dall’articolo 10 dello statuto questi i delegati spettanti a questa assemblea: alla Comunale di Torino alle altre comunali della provincia di Torino alle comunali in provincia di Cuneo alle comunali in provincia di Vercelli Totale delegati 189 x 56.632 donazioni 88 x 26.430 donazioni 33 x 10.045 donazioni, 1 x 161 donazioni ___________________ 311 x 93.268 donazioni ================= Il Comitato di Gestione si è riunito periodicamente ed ha affrontato l’esame delle situazioni finanziarie puntualmente predisposte”. La titolare dell’Amministrazione, Palmira Merlo, ha quindi esposto le relazioni finanziarie ed i bilanci consuntivo e preventivo. Sono seguiti gli interventi dei presenti, ad iniziare da quelli del direttore sanitario Igino Arboatti e del dottor Mauro Pagliarino che ha sostituito la professoressa Anna Lucia Massaro, ora in pensione, nella guida dell’intero servizio trasfusionale che fa capo agli ospedali S. Anna, Infantile Regina Margherita e CTO. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 8 8 Al termine del dibattito il presidente ha posto in votazione la relazione ed i bilanci che sono stati approvati a stragrande maggioranza (solo tre le astensioni rilevate). La riunione si è conclusa dopo che il presidente ha sollecitato la nostra Amministrazione Regionale ad adeguare, con gli aumenti Istat per i consumi delle famiglie, già autorizzati per le quote associative che ancorano i rimborsi alle sezioni comunali alle donazioni fatte dai propri iscritti, anche e finalmente i rimborsi previsti per il costo della raccolta sangue ed emocomponenti ormai fermo da parecchi anni. AVIS UNA? Ho sempre considerato l’AVIS UNA UNICA ASSOCIAZIONE nonostante i diversi livelli di rappresentanza suddivisi in gruppi e sezioni comunali, intercomunali, provinciali, regionali e Nazionale. Ciascuna di esse con uno specifico ruolo organizzativo: • i “gruppi” che raggruppano i Volontari che appartengono ad uno stesso Ente od Azienda (ad esempio il gruppo postelegrafonico, od il gruppo FIAT, per citarne tra i più importanti per numero di soci); • le AVIS Comunali che possono essere istituite ad opera degli stessi Volontari residenti (il regolamento nazionale stabilisce che ci siano almeno venti soci che ne richiedano alla rispettiva AVIS provinciale l’istituzione): • le AVIS INTERCOMUNALI a cui fanno capo per le sole donazioni e visite mediche che si avvalgono di una stessa UNITA’ di RACCOLTA per i prelievi dei loro iscritti (l’Intercomunale Arnaldo Colombo di Torino ne è un esempio); • le AVIS PROVINCIALI che hanno come scopo principale l’istituzione delle “comunali” ed il loro controllo affinché agiscano nel pieno rispetto delle norme di Statuto e Regolamento, entrate in vigore con il contributo dei pochi Soci allora iscritti all’Avis sin dal 10 novembre 1929. • le AVIS REGIONALI, con il compito di costituire le “provinciali” e di controllarne l’attività; • l’AVIS NAZIONALE che ha il compito di sviluppo e di controllo organizzativa su tutte le strutture associative operanti in Italia e fra le nostre comunità all’estero. Nell’esperienza ultra cinquantennale fatta all’Avis, in tutti i livelli organizzativi, ho imparato che l’AVIS VITA ASSOCIATIVA progredisce quando esiste piena concordia fra tutti i responsabili associativi e langue, o addirittura si disgrega quando uno o più dirigenti pensano più ai propri interessi (od anche solo al proprio orgoglio) anziché a quelli comuni. Per questo ho sempre pensato che l’AVIS così come l’ha intuita e fondata il dottor Vittorio Formentano fosse una cosa utile e necessaria e progredisse ovunque nonostante il tormento di alcune “pecore nere” che purtroppo si trovano anche nelle più sane comunità. s.f. AVIS INTERCOMUNALE “ARNALDO COLOMBO” UNTÀ DI SANGUE ED EMOCOMPONENTI RACCOLTE NEL PERIODO GENNAIO-DICEMBRE 2011 AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 9 9 VITA ASSOCIATIVA ULTIMA CHIAMATA In Toscana con il gruppo Fiat dal 7 al 9 settembre 2012 7 settembre: TORINO - PISA - LUCCA - MONTECATINI Ritrovo dei signori partecipanti nella prima mattinata presso la località di partenza prevista e sistemazione su autobus Granturismo. Inizio del viaggio ed arrivo a Pisa, incontro con la guida e visita alla Piazza dei Miracoli, famosa per i suoi magnifici monumenti. Pranzo in ristorante e nel pomeriggio trasferimento a Lucca per la visita guidata della città. Lucca conserva il fascino di una piccola ed antica Città-Stato italiana. Le imponenti mura alberate rinascimentali la circondano completamente, e le strade medievali sono fiancheggiate da torri ed eleganti negozi; le incantevoli chiese romaniche si alternano a luminose piazze, creando un ambiente unico e suggestivo. A visite ultimate, trasferimento a Montecatini Terme, sistemazione in hotel nelle camere riservate; cena e pernottamento. 8 settembre: MONTECATINI - SIENA Prima colazione in hotel e successivo trasferimento a Siena per la visita della città. Adagiata tra le dolci colline del Chianti, si respira qui, più che nelle altre città toscane, l’atmosfera di un centro medievale che, attraverso i secoli, ha mantenuto le sue tradizioni. Incontro con la guida e visita guidata di: Chiesa di S. Domenico, Banchi di sopra e Banchi di sotto (tra le più frequentate vie cittadine sulle quali si affacciano i maggiori palazzi della nobiltà cittadina e dove si possono trovare negozi con caratteristici prodotti gastronomici); Piazza del Campo, da sempre il centro politico e civile dell’antica Repubblica senese; Torre del Mangia e Palazzo Pubblico dove, per due volte l’anno, si corre il famoso Palio delle Contrade. Pranzo in ristorante e successivamente partenza in direzione di Volterra per la visita guidata della città. La città, situata in una posizione strategica che permette di ammirare uno dei paesaggi più belli della natura toscana, è celebre per l’estrazione e la lavorazione dell’alabastro e conserva un notevole centro storico di origine etrusca. Successivamente trasferimento a San Gimignano e visita guidata; famosa per le numerose torri medievali, San Gimignano si è sviluppata lungo la Via Francigena, principale via di pellegrinaggio verso Roma, divenne una delle più prospere cittadine toscane nel corso del medioevo. Al termine, rientro in hotel per la cena ed il pernottamento. 9 settembre: MONTECATINI - BOLOGNA - TORINO Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Bologna. Incontro con la guida e visita della città. Antichissima città universitaria, nota per le sue torri ed i suoi portici che si estendono per oltre 38 km nel solo centro storico, fra i quali si annovera quello più lungo al mondo (portico di San Luca). Bologna possiede il secondo centro storico medievale più grande d’Europa. Bologna è nota per aver ospitato la prima università di tutta l’Eu- ropa occidentale, verso la fine del secolo XI. Tale tradizione ha da sempre favorito l’insorgenza di correnti culturali e letterarie di grande valore. Non a caso è oggi meta favorita di studenti e studentesse provenienti da ogni parte d’Italia. Al termine delle visite, pranzo in ristorante con menù tipico. Nel pomeriggio sistemazione a bordo di pullman granturismo ed inizio del viaggio di ritorno. In serata arrivo a Torino. Quota di partecipazione: € 230 donatori € 260 famigliari € 290 aggregati € 140 bambini fino a 10 anni se accompagnati da due adulti € 40 supplemento camera singola La quota comprende: – viaggio a bordo di autobus Granturismo – sistemazione in hotel 3/4 stelle (in base al pacchetto di viaggio scelto) a Montecatini, in camere a due letti con servizi privati – trattamento di pensione completa, dal pranzo del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, bevande ai pasti (1/2 lt. acqua minerale + 1/4 lt. vino a persona) – assistenza di guide locali per tutte le visite, come indicate nel programma – assistenza accompagnatore – assicurazione medico bagaglio – tasse e percentuali di servizio La quota non comprende Gli ingressi, l’assicurazione contro l’annullamento, le mance e gli extra in genere e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”. Ritrovo ore 5.15, venerdì 7 settembre, c/so Agnelli 200 Porta 5 (Fiat Mirafiori) Partenza ore 5.30 Iscrizioni presso la sede Avis di via Piacenza 7 o sede Avis di Pianezza Termine di iscrizioni il 15 luglio 2012 (posti limitati). AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 10 1 0 CALENDARIO PRELIEVI CALENDARI MERCATI DELL’ANNO 2012 DATA PUNTO PRELIEVO 24/07 MARTEDI MERCATO RIONALE c.Einaudi-Crocetta 25/07 MERCOLEDI MERCATO RIONALE c.Svizzera 26/07 GIOVEDI MERCATO RIONALE c.Cincinnato 27/07 VENERDI MERCATO RIONALE c.Sebastopoli-S.Rita 28/07 SABATO MERCATO RIONALE via Di Nanni 30/07 LUNEDI MERCATO RIONALE p.zza Bengasi 31/07 MARTEDI MERCATO RIONALE p.zza Foroni 01/08 MERCOLEDI MERCATO RIONALE c.Palestro 02/08 GIOVEDI MERCATO RIONALE p.zza Martini 03/08 VENERDI MERCATO RIONALE via Nitti 04/08 SABATO MERCATO RIONALE c.Racconigi 06/08 LUNEDI MERCATO RIONALE via Pavese 07/08 MARTEDI MERCATO RIONALE c.Brunelleschi 08/08 MERCOLEDI MERCATO RIONALE p.zza Campanella 09/08 GIOVEDI MERCATO RIONALE v.Vibò-p.Vittoria 10/08 VENERDI MERCATO RIONALE c.Svizzera 11/08 SABATO MERCATO RIONALE via Di Nanni 18/08 SABATO MERCATO RIONALE c.Einaudi-Crocetta 21/08 MARTEDI MERCATO RIONALE p.zza Martini 22/08 MERCOLEDI MERCATO RIONALE c.Cincinnato 23/08 GIOVEDI MERCATO RIONALE c.Palestro 24/08 VENERDI MERCATO RIONALE c.Sebastopoli-S.Rita 25/08 SABATO MERCATO RIONALE c.Racconigi AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 11 1 1 VITA ASSOCIATIVA Anche quest’anno faremo la festa della Befana FACCIAMO CONOSCERE L’AVIS AI NOSTRI BIMBI (futuri donatori?) P artecipiamo alla Befana organizzata dall’AVIS di Torino al PalaOlimpico, nel prossimo Corriere comunicheremo l’esatta ubicazione). Prenotiamo per tempo i pacchi dono riservati a fratelli, figli e nipoti dei nostri Volontari di età non superiore ai 12 anni. La festa della Befana è la manifestazione che per l’Avis Comunale di Torino raccoglie il maggior numero di adesioni. È la festa riservata alle famiglie dei nostri Volontari ed ai loro bambini. Nel salone del PalaOlimpico (quest’anno dall’ingresso principale), gli eredi avisini si ritroveranno in compagnia di altri bambini che discendono da familiari che hanno in comune la scelta della solidarietà, come motivo socialmente utile della loro esistenza. A tutti coloro che si saranno prenotati presso le segreterie Avis di Torino, in via Piacenza 7, o di Pianezza, in via Torino 19, verranno consegnate le lettere di invito per i loro bimbi, che daranno diritto al ritiro del pacco dono, contenente tre regalini del valore medio complessivo non inferiore ai 25 euro, e un tagliando da consegnare ai nostri rappresentanti al PalaOlimpico nelle giornate dal 4 al 6 gennaio 2013 per ricevere gratuitamente tre gettoni che permetteranno di scegliere uno o più giocattoli tra quelli disponibili. Per ogni prenotazione i Volontari dovranno versare 5 euro, consentendo così all’Avis di predisporre gradevoli pacchi dono e la serie di palloncini e giocattoli che saranno distribuiti al PalaOlimpico. I PACCHI DONO POTRANNO ESSERE RITIRATI DAL 20 NOVEMBRE 2012 AL 6 GENNAIO 2013 NELLA STESSA SEDE (di Torino o di Pianezza) DOVE È STATA EFFETTUATA LA PRENOTAZIONE CONSEGNANDO I TAGLIANDI PREDISPOSTI NELLE RELATIVE LETTERE. Il direttivo dell’Avis torinese si augura che anche quest’anno siano molti gli iscritti che prenoteranno i propri bambini per la grande festa offrendo così la possibilità di conoscere l’Avis ed i suoi Volontari. s.f. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 12 1 2 VITA ASSOCIATIVA 7ª “OLTRE LA VISTA” Mercoledì 25 aprile 2012 G rande successo di partecipanti alla 7ª edizione della manifestazione “Oltre la Vista” organizzata dalla Polisportiva U.I.C.I. (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) con la collaborazione del Gruppo Podistico Avis Torino. Oltre 900 atleti grandi e piccoli hanno dato vita a questa manifestazione in memoria di Piero Mallen, donatore e podista avisino. In una mattinata prettamente primaverile, con uno splendido sole che spronava i presenti a prendere parte attiva alla corsa, si dava inizio alla gara; 7 km. per i concorrenti adulti e un percorso logicamente ridotto per i più piccini. Al termine della corsa, un ricco pacco gara per tutti e la grande soddisfazione di aver partecipato a questa manifestazione con la consapevolezza che il ricavato sarà interamente devoluto a favore della ricerca sulla S.L.A. (Sclerosi laterale amiotrofica). Come gruppo podistico Avis Torino siamo orgogliosi di aver collaborato con gli amici della Polisportiva U.I.C.I. aderendo con il nostro personale contributo e con il ricco ristoro offerto dalla nostra Avis Comunale di Torino. Complimenti all’U.I.C.I. per l’ottima organizzazione e un arrivederci, nel 2013, per l’ottava edizione di questa manifestazione. IL GRUPPO PODISTICO AVIS TORINO PESCIA “32ª MARCIA DI PINOCCHIO” Domenica 18 marzo 2012 A nche quest’anno una rappresentativa del Gruppo Podistico dell’Avis di Torino si è recata a Pescia per partecipare alla annuale “Marcia di Pinocchio”; ma, alla consueta gioia di ritrovarsi con gli amici pesciatini, si frapponeva la triste consapevolezza di non trovare più fra di loro il nostro carissimo amico Gino Incerpi, mancato lo scorso anno in seguito ad un grave incidente stradale. Gino è sempre stato un attivista instancabile e prezioso per l’Avis della Toscana e un sincero amico per il nostro gruppo podistico e per l’Avis Comunale di Torino. Non è possibile riepilogare in questo articolo quanto ha fatto il nostro amico Gino in favore della divulgazione del dono del sangue, ma possiamo ricordare quanta generosità, altruismo e amore c’era in lui. Quando pronunciava la parola “Avis” il suo cuore gioiva e nel viso traspariva il suo solito sorriso semplice e sincero che porteremo sempre nei nostri cuori. I nostri podisti Anastasio Usai, Luisella Pilittu, Rosa Liccardo, Cesare Barbero e Domenico Melasso hanno ricevuto con grande commozione, il “1° Trofeo Avis in memoria di Gino Incerpi” assegnato loro come gruppo proveniente da più lontano. Agli amici pesciatini tutti va il nostro più caro saluto e un arrivederci nel 2013 per la 33ª Marcia di Pinocchio. IL GRUPPO PODISTICO AVIS TORINO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 13 1 3 VITA ASSOCIATIVA IL GRANDE FREDDO NON CI SPAVENTA D omenica 5 febbraio 2012 in una mattinata di grande freddo con 15 gradi sottozero i grandi pionieri del podismo piemontese si sono dati appuntamento alle ore otto sulle colline del Chierese per partecipare al primo cross delle Boie di Pavarolo, 7ª prova trofeo Piemonte Cross. Ovviamente non potevano mancare i podisti avisini anche se in numero ridotto: in 29 hanno ben figurato con ottimi piazzamenti; purtroppo il grande freddo con strade ghiacciate, ha costretto molti dei nostri a rimanere a casa: assenza giustificata, siamo stati di più il 4 marzo a Trana nella corsa di primavera (10 chilomenti di percorso ondulato su strada). Ritornando a Pavarolo per chi ha partecipato al cross, è stata una bella esperienza. Dopo le abbondanti nevicate partecipare ad un cross di fronte ad un panorama così meraviglioso che madre natura ha voluto regalarci è stato bellissimo, si cor- I partecipanti alla gara reva come in una favola. Al traguardo gli atleti arrivavano con ghiaccioli che pendevano da tutte le parti del corpo sorridenti e soddisfatti. Giungano i nostri più sinceri compli- menti per l’ottima organizzazione a tutto il gruppo dirigente volontari, collaboratori guidati dall’amico Eugenio Solero. Bravi IL GRUPPO PODISTICO AVIS TORINO ROMA 18 MARZO 2012 Un gruppo di podisti avisini capitanati dal nostro amico Rocco Bosco ha partecipato alla maratona della città di Roma. IL NOSTRO NUMERO VERDE PER DONARE: DOVE, COME E QUANDO Questo il numero verde acquisito dall’Avis Comunale di Torino a cui si potranno rivolgere parenti, amici degli avisini e quant’altri desiderino avere informazioni su dove, come e quando compiere la loro prima donazione. 800265508 AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 14 1 4 VITA ASSOCIATIVA 5° TROFEO CRAL DI TORINO A L OANO 24-27 MAGGIO 2012 C ome consuetudine da anni, abbiamo partecipato al Torneo dei Cral di Torino a Loano, con ottimi risultati. Terzi classificati su nove Cral partecipanti. Secondi classificati con la terna composta da Gianpiero Colombano, Chiaffredo Pagliano, Sergio Toscano. Terzo classificato Mattia Borio nella gara individuale. Grande successo hanno ottenuto le nuove magliette Avis programmate per la giornata Avis nello Sport. Esibite in anteprima a Loano, ove sono molto piaciute ai dirigenti di Avis locale, ne hanno richiesta una da esporre nella loro sede, e a loro volta ci hanno offerto una ceramica in ricordo del loro 50° anno di istituzione che si celebra quest’anno. Un grazie a Avis Loano per la loro amicizia che ricambiamo con piacere, grazie a Avis Torino e ai suoi dirigenti che ci supportano sempre nelle nostre iniziative. Grazie a tutti i partecipanti per l’impegno con cui si sono applicati. Terna: Pagliano, Colombano e Toscano - 2ª classificata Non solo accompagnatrici ma anche bocciofile Gruppo al completo Gianni Borgogno con il trofeo GIOVANNI BORGOGNO PER IL DIRETTIVO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:52 Pagina 15 1 5 VITA ASSOCIATIVA ANCHE QUEST’ANNO SCOLASTICO VOLGE AL TERMINE L a Commissione Avis Scuola di Torino, nell’augurare a tutti gli studenti un grande “in bocca al lupo” per l’esito finale del lavoro svolto durante l’anno scolastico, ringrazia tutti coloro che hanno raccolto il nostro appello, donando il proprio sangue. Al nostro ringraziamento, si unisce il grazie sincero di chi del vostro dono ha ricevuto giovamento per la propria salute. Ringraziamo tutto il personale docente e non docente, i presidi che hanno permesso la nostra presenza presso i loro Istituti. Ringraziamo inoltre tutte le équipe mediche e gli autisti che hanno collaborato con noi. LICEO CLASSICO “CAVOUR” LA COMMISSIONE AVIS SCUOLA SCUOLA SALESIANA ISTITUTO “E. AGNELLI” ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE “MARRO” I.P.S. “ALBE STEINER” ISTITUTO “BECCARI” ISTITUTO “PRIMO LEVI” IST. TECNICO COMMERCIALE “SOMMEILLER” ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE “PININFARINA” ISTITUTO “GIULIO” AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 16 1 6 VITA ASSOCIATIVA UN SOGNO REALIZZATO U n vecchio proverbio locale così recita “Dio ha creato tutto il mondo, ma non l’Olanda. Questo paese è stato creato direttamente dagli olandesi”. Chiunque abbia la possibilità di visitare non solo la parte occidentale – la regione pianeggiante – può verificare questa affermazione nella quale non c’è nulla di irriverente. Senza l’opera dell’uomo la parte occidentale dell’Holland – terra bassa – sarebbe continuamente inondata. Il turista che arriva all’aeroporto di Schiphol si trova di fronte una colonna che segnala che l’intera area si trova quattro metri e mezzo sotto il livello del mare, ma gli oltre mille chilometri di dighe la difendono dalle acque e garantiscono una protezione. L’Olanda è un susseguirsi di paesaggi, di villaggi, di città d’arte e – in campi colorati, coloratissimi che sembrano tavolozze del pittore – immense distese di tulipani con colori e forme diversissime. Credo che i cento avisini “turisti” abbiano difficoltà a descrivere questo paesaggio colorato, difficile per chi non ha visto immedesimarsi in una descrizione, è l’occhio che ti fa percepire la straordinaria bellezza, non c’è foto che esprima la sensazione che uno prova con il contatto, si vorrebbe potersi fermare più a lungo per ammirare, contemplare, gustare la magia dei colori. Non ci sono solo tulipani, ecco apparire i mulini a vento che con i tulipani e gli zoccoli sono diventati i simboli nazionali. La primavera olandese è stupenda, rimarrà sicuramente un’emozione vissuta che ricorderemo nel tempo. Un sogno lo abbiamo realizzato. Altre mete ci attendono, arrivederci. G.C. Alle cascate di Sciaffusa 1° gruppo a Delft Sulla spiaggia di Scheveningen E’ 2° gruppo con lo sfondo della cattedrale di Colonia disponibile presso la segreteria Avis di via Piacenza il DVD – realizzato da Giorgio Debernardi – sul viaggio in Olanda. Un grazie sincero a Giorgio che ha voluto lasciarci un ricordo meraviglioso. Il ricavato delle offerte sarà devoluto al Fondo di Solidarietà. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 17 1 7 CALENDARIO PRELIEVI DOVE E QUANDO COMPIERE LE DONAZIONI NEI PROSSIMI MESI Per maggiori aggiornate informazioni, telefonare al n° verde 800265508 L e donazioni che si possono effettuare si suddividono in: • donazioni di sangue intero (ad intervalli di almeno 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne in età fertile); • di solo plasma in “aferesi” (ad intervalli anche inferiori a quelli previsti per il sangue intero, stabiliti dai medici); • di piastrine, in aferesi, ad intervalli stabiliti dai sanitari per ogni donatore, o “multicomponenti”, cioè di due “prodotti” già separati all’atto della donazione stessa: plasma e sangue intero, plasma e piastrine. In ogni caso, purché precedute da visite mediche appropriate, ogni tipo di donazione è innocuo per il donatore ed eseguito con materiale monouso, cioè utilizzato una sola volta e poi eliminato. Ogni anno l’Avis premia i propri associati che hanno raggiunto il numero di donazioni o di fedeltà di appartenenza all’Avis, previste dal regolamento associativo. Le donazioni di sangue intero si possono effettuare, senza prenotazione, tutti i giorni feriali e festivi esclusi Natale e Capodanno: • presso la sede di via Piacenza 7, Torino, con possibilità di usufruire anche dell’ampio parcheggio per il tempo necessario a donazioni e visite; • presso l’unità di raccolta di Pianezza, via Torino 19 (autobus 32 - biglietto suburbano e ampia disponibilità di parcheggio) con i seguenti orari: feriali 7,30 - 11,45 * festivi 8 - 11,45 Tutti i giorni feriali, anche presso il centro trasfusionale dell’ospedale OIRM S.Anna, di via Baiardi 43 dalle 8 alle 12 (sabato escluso) e presso il Maria Vittoria, ingresso via Medail 1, con orario: dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 11,30 ed il sabato dalle 8,30 alle 10,30. Per le prime donazioni presentarsi entro le 10,45. Sulle autoemoteche dell’Avis torinese donazioni e visite si possono effettuare: • nei soli giorni feriali in piazza del Donatore di sangue (ex Largo Gottardo), davanti all’ospedale Giovanni Bosco, dalle 7,45 alle 11,45; a Porta Nuova in corso Vittorio 58 angolo via XX Settembre dalle 7,45 alle 11,45; a Porta Susa, in piazza 18 Dicembre, dalle 7,45 alle 11,45; nel parco Ruffini, in corso Trapani angolo corso Rosselli, dalle 7,45 alle 11,45 per prelievi di sangue e di plasma in aferesi. le domeniche, ed altre festività, con orario dalle 8,30 alle 11,30 innanzi alle Chiese: 1 luglio NOSTRA SIGNORA DELLA SALUTE, piazza Vittoria/via Vibò; SANT’ALFONSO, corso Tassoni/via Cibrario. 8 luglio SANTA RITA, piazza Santa Rita; SAN BENEDETTO ABATE, via Delleani, 24; MARIA SPERANZA NOSTRA, via Chatillon, 41. 15 luglio SANTA CROCE, Piazza Fontanesi; LA PENTECOSTE, via Filadelfia, 237/11. 22 luglio NATIVITA’ DI MARIA VERGINE, via Bardonecchia, 159: SANTISSIMO NOME DI MARIA, via Guido Reni, 96 29 luglio NATALE DEL SIGNORE, via Boston, 37; LA VISITAZIONE, corso Francia, 272. 5 agosto SACRO CUORE DI GESU’, via Nizza, 56. 19 agosto MADONNA DELLE ROSE, via Madonna delle Rose, 2. 26 agosto MADONNA DI CAMPAGNA, via Cardinal Massaia, 98. 2 settembre SAN MICHELE ARCANGELO, corso Vercelli, 396; ASSUNZIONE DI MARIA VERGINE, via Nizza, 355. 9 settembre SAN GIUSEPPE LAVORATORE, corso Vercelli, 206; SAN BERNARDINO DA SIENA, via san Bernardino, 11. 16 settembre GESU’ NAZARENO, via Palmieri, 39; NATALE DEL SIGNORE, via Boston, 37. 23 settembre SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO, via Messedaglia, 21; SAN PELLEGRINO LAZIOSI, corso Racconigi, 28. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 18 1 8 VIAGGI INTORNO AL MONDO I PROSSIMI VIAGGI CON GIANNI E MARINA AGOSTO: DA NEW YORK A MONTREAL TRA GLI USA ED IL CANADA D ue indimenticabili settimane “on the road”: da New York a Boston attraversando il New England, per visitare alcuni tra i più famosi luoghi storici degli States; le Cascate del Niagara e le più significative città canadesi ricche di storia e di modernità: Toronto, Ottawa, Quebec, Montreal. Tour parzialmente risolto con auto a noleggio. Partenza lunedì 6 e ritorno mercoledì 22 agosto Il costo è di 2800 € a testa (più tasse aeroportuali), in camera doppia con prima colazione, il primo acconto è di 300 € da versare al momento dell’iscrizione. OTTOBRE: SUD AFRICA F antastico “Tour on The Road” (con auto a noleggio), che segue l’itinerario più completo del Sud Africa: da Johannesburg raggiungeremo in auto il più famoso parco del paese: il Kruger Park, per tre giorni di safari fotografico. Attraverseremo lo Swaziland, visiteremo l’ Umfolozi Park, Santa Lucia e la riserva di Knysna. Da Durban, nello Zulu Natal, raggiungere- mo in volo Port Elizabeth e quindi l’Addo Elephant Park; proseguiremo percorrendo la Garden Route per concludere il nostro viaggio a Città del Capo. Partenza domenica 7 e ritorno giovedì 25 ottobre. Il costo è di 3000 € a testa (più tasse aeroportuali), in camera doppia, il primo acconto è di 300 € da versare al momento dell’iscrizione. NOVEMBRE: BERLINO Q uattro giorni nella città più eccitante della Germania, l’unica che non “chiude mai”, in un momento nel quale, oltre al solito fascino, si aggiunge lo splendore natalizio. Percorreremo tutta la città dall’Alexander Platz a Kurfursterdamm. Vedremo, oltre ai punti turistici imperdibili, il Castello Barocco di Charlottenburg ed il Pergamon Museum, uno dei più celebri musei di antichità del mondo. Saranno giorni interessantissimi di lunghe passeggiate metropolitane attraverso gli straordinari mercatini natalizi, tra le enormi giostre di legno tradizionali che in questo periodo arredano la città, che diventa meta di un turismo di nicchia. Per i nostri spostamenti rapidi utilizzeremo la metropolitana, che non patendo le lentezze del traffico di superficie, ci consentirà un utilizzo ottimale dei tempi ed una conoscenza profonda della città, raggiungendo angoli sconosciuti al turismo di massa. Partenza mercoledì 28 novembre e ritorno domenica 2 dicembre. Il costo è di 650 € a testa (più tasse aeroportuali), in camera doppia, il primo acconto è di 300 € da versare al momento dell’iscrizione. Nella foto l’imperdibile “Molecule Man” di Jonathan Borofski, che si erge dalle acque della Sprea, dall’archivio di Gianni e Marina Le riunioni informative si terranno alla sede Avis di Via Piacenza 7 a Torino: Domenica 16 settembre alle ore 10,30 Sabato 22 settembre alle ore 10,30 AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 19 1 9 VIAGGI INTORNO AL MONDO IVANA...NON RINUNCIA MAI AL SUO “TERZO OCCHIO” R itrarre Ivana, in viaggio, senza una macchina fotografica in mano direi che sia impresa impossibile; potremmo sicuramente sostenere essere la dimostrazione umana della nota credenza indiana circa l’esistenza del terzo occhio…. il suo terzo occhio è l’obiettivo fotografico. Il viaggio in cui ci si conobbe fu un tour dell’Australia e della Tasmania nel 2007 e da allora spesso ci siamo ritrovati a condividere le gioie ed i dolori di nuovi viaggi. Nel 2008 scoprì con noi la Russia: Mosca, Novgorod e San Pietroburgo tra treni e bus; nel 2009 si condivise un soggiorno a Londra, uno a Berlino ed un Tour della Turchia che da Istanbul puntava su Efeso e Pamukkale; nel 2010 si lasciò coinvolgere in un tour dei Deserti statunitensi che attraversava la California, il Nevada, l’Arizona e lo Utah, in un soggiorno a New York e nel tour della regione Patagonica Argentina e Cilena; nel 2011 scopre con noi il Bhutan e nel marzo 2012 torna negli USA accompagnandoci in un tour “on the road” da Miami a New Orleans attraverso gli Stati della Florida, dell’Alabama, del Mississippi e della Louisiana. Inutile augurarti “cento di questi viaggi”…. siamo sicuri che li farai! Ti aspettiamo. DIECI VIAGGI CON LA CONFORTANTE FORZA SERENA DI ANNACHIARA D a quando ci si conobbe, in un soggiorno a New York nel 2004, Annachiara è entrata a far parte della nostra grande famiglia di affezionati. Nel 2006 partecipa, prendendosi la responsabilità della guida di una vettura, al “Tour on the Road” della Florida, attraverso i più famosi parchi a tema degli USA. Nel 2007 ci accompagna in un esaustivo viaggio attraverso l’Indocina, che attraversava la Thailandia, il Vietnam e la Cambogia. Con noi scopre l’Uzbekistan nel 2008, tra i deserti di quello che è, nel mondo, il paese più distante dal mare. Nel 2009 ci ritroviamo assieme sotto la neve a San Pietroburgo, per godere delle sue esclusive atmosfere invernali, e poi al calduccio della Thailandia. Nel 2010 dividiamo le indimenticabili passeggiate metropolitane a Londra e ad Amsterdam ed ancora in un “Tour on the Road” di Bali, in Indonesia, dove non si sottrae dal guidare coraggiosamente un van, nonostante la grande confusione asiatica. Nel 2012, qualche giorno immersi nella primavera della nordica capitale della Svezia, Stoccolma, conclude le nostre comuni avventure. Siamo impazienti di dividere il prossimo viaggio con te, a presto. RICORDO DEL TOUR ON THE ROAD DA MIAMI A NEW ORLEANS, MARZO 2012 I l grande itinerario statunitense che si è snodato attraverso gli stati della Florida, Alabama, Mississippi e Louisiana… da Miami a New Orleans, ci ha lasciato ricordi indimenticabili. Il gruppo è qui ritratto a conclusione della mini-crociera davanti alla ruota dello storico battello a vapore che percorre, a New Orleans, un tratto di Mississippi. Da sinistra: Irina Guidetti, Paola Albarin, Marisa Abate, Renzo Casa, Giorgio Regondi, Elena De Carolis, Giovanni Arietto, Massimo Feltrin, Luciano Mignacco, Marina, Olga Cattaneo, Franco Comelli, Ivana Barbieri, Paola Mottura, Enrica Goitre… dietro all’obbiettivo Gianni. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 20 2 0VIAGGI INTORNO AL MONDO RICORDO DEL TOUR ON THE ROAD DEI DESERTI USA, MARZO 2012 R iproposto ormai per la quinta volta, è uno dei viaggi più affascinanti del Nuovo Continente, attraverso gli Stati della California, Nevada, Arizona. Il gruppo posa nella Monument Valley, in Arizona, teatro di innumerevoli film. Da sinistra: Giorgio Polito, Fabio Misseri, Giorgio Perno, Laura Pezzetta, Franca Passarino, Giovanni Chiarva, Piera Peraro, Dino Franzoni, Mariano Ferreri, Gianna Zigliani, Edi Bufalini, Gianni, Renzo Casa, Franco Comelli, Mariella Perini, Maria Iacona, Stefania Polito, Irina Guidetti, Marina, Giulia Polito, Debora Carta, Renata Agu, Marisa Gino… dietro l’obbiettivo un indianino che vende monili e collanine ai turisti di passaggio. RICORDO DEL SOGGIORNO A NEW YORK, MARZO 2012 C ome consuetudine, con puntualità annuale, offriamo ai donatori il soggiorno nella Grande Mela. Una passeggiata metropolitana lunga sette giorni…. con qualche momento di riposo, come quello ritratto in fotografia, attorno al monumento di “Alice nel paese delle Meraviglie” in Central Park. Da sinistra: Francesca Coletto, Edi Bufalini, Mariano Ferreri, Gabriele Buselli, Marco Giuliano, Maria Grazia Achino, Vito Zampaglione, Giuseppina Spagarino, Silvia Gozzelino, Gianni & Marina, Dario Rodano, Francesco Capogna, Maria Luisa Buselli, Belloli Claudia, Danila Fariselli, Enrica Ciocca Vasino, Danila Felloni, Dino Franzoni, Giorgio Perno, Gianna Zigliani, Guido Buselli, Fabrizio Palma… dietro l’obbiettivo Bruno Olocco. RICORDO DEL SOGGIORNO A LONDRA, APRILE 2012 A nche Londra è una delle mete che ripetiamo con puntualità per offrire l’opportunità a quanti non abbiano potuto partecipare per limitazione di posti, (a noi piace girare il mondo come fossimo una famiglia allargata), di potersi inserire nel gruppo dell’anno successivo. Il gruppo posa sulla scalinata della Cattedrale di St. Paul, che fu anche il set cinematografico della scena della “Vecchina dei Colombi” in Mary Poppins. Da sinistra: Alberto Zangirolami, Italo Polito, Ornella Toninelli, Giulia Massaro, Giuseppina Romano, Luciana Luciani, Mariella Angelicchio, Maurizio Scapin, Rosa Provenzano, Vanna Luciani, Marina, Gaia Trinchero, Ercole Bettinelli, Andrea Polito, Mario Seffusatti, Vito Massaro, Maria Teresa Bosi, Claudio Levi, Marco Vallone, Rosa Maria Rossi, Sandra Levi, Susanna Raina… dietro l’obbiettivo Gianni. Per maggiori informazioni ed iscrizioni è inoltre possibile consultare il sito che viene aggiornato puntualmente con le ultime novità, date, orari www.gianniemarina.com o contattarci all’indirizzo [email protected] AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 21 2 1 VITA ASSOCIATIVA TIZIANO FERRO PER AVIS È partito il 10 aprile da Torino il nuovo tour di Tiziano Ferro “L’amore è una cosa semplice” che sta toccando e toccherà tantissime città italiane ed estere con varie repliche in più località. Per la terza tournée consecutiva il cantautore ha voluto nuovamente sostenere l’Avis come testimonial lanciando durante il concerto un messaggio di sensibilizzazione sul dono del sangue ed invitando tutti i presenti ad avvicinarsi al mondo della donazione. I giovani avisini Torinesi sono stati impegnati a distribuire materiale promozionale creato ad hoc per l’occasione con l’immagine del cantante durante le tre serate del 10-11 aprile e 17 maggio che, inutile dirlo, è andato subito a ruba. All’interno del gruppo, qualcuno ha avuto la possibilità di vivere per la prima volta la doppia esperienza dell’emozione di un concerto, nonché l’energia pulsante di un cuore che batte sotto il nome dell’AVIS. Non da meno sono stati i veterani, che hanno atteso le prime note con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato il ricordo delle precedenti tournée vissute con Tiziano Ferro. Ricordiamo ancora la sensazione di grande orgoglio ad essere avisini che abbiamo vissuto nel momento in cui, mentre sventolavamo le bandiere Avis, siamo stati indicati da Tiziano ed ha iniziato il suo discorso per l’Avis in cui ha sottolineato quanto importante sia la donazione di sangue, perché questo gesto piccolissimo può cambiare significativamente la vita delle persone. Ogni suo discorso si è concluso con “Grazie AVIS!”, ma il grazie più grande lo rivolgiamo noi avisini a Tiziano per la costante disponibilità nella diffusione del messaggio di sensibilizzazione in tutti questi anni! GRUPPO GIOVANI AVIS 1° MAGGIO GITA GRUPPO GTT Rapallo e Portofino I l gruppo GTT Avis di Torino anche quest’anno ha organizzato la gita sociale annuale a Rapallo e Portofino. La giornata inizia con partenza dal parco Ruffini, sistemazione nei pullman, arrivo a Rapallo visita alla città, imbarco per Portofino. Il tempo fa i capricci, ma la mattinata tiene. Visitiamo il centro di Portofino, molto caratteristico e affascinante. Si sale a Montallegro con la funivia, una vista mozzafiato, pranziamo al “Ristorante Montallegro”, una visita al santuario e con un po’ di malinconia si rientra a Torino in tarda serata. Tutti i 120 partecipanti sono rimasti soddisfatti della bella giornata trascorsa insieme. Arrivederci al prossimo anno. LUIGI PEPE RESPONSABILE DEL GRUPPO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 22 2 2 CULTURA ASSOCIATIVA “LA MEDICINA TRASFUSIONALE: STORIA E ATTUALITÀ” di Anna Lucia Massaro urante la tragica esperienza della 1a Guerra Mondiale (1914-1918) la necessità di un Servizio Trasfusione s’impose come dotazione necessaria alla vita sociale. Nel 1923, presso l’ospedale Saint-Antoine di Parigi fu organizzato il primo Centro trasfusionale D La Guerra Civile Spagnola (1936), e successivamente la Seconda Guerra Mondiale (1939 – 1945), con le loro enormi necessità di sangue, diedero un impulso notevole alle attività correlate con la trasfusione ed alla ricerca scientifica in materia. Proprio nel 1939 furono prodotti e distribuiti i primi flaconi sterili sottovuoto che contenevano una soluzione anticoagulante e conservativa, che permise la conservazione del sangue fino a 21 giorni. Fu in seguito avviata una produzione su larga scala di vere unità trasfondibili. Fu inoltre messo a punto,sotto la spinta di ingenti finanziamenti del governo degli Stati Uniti preoccupato di fornire adeguata assistenza ai suoi soldati impegnati in vari fronti,il metodo di frazionamento dei vari costituenti del plasma: albumina, fibrinogeno e gammaglobuline dalle proprietà terapeutiche importantissime. Tale procedura è nota come metodo di Cohn dal nome del suo scopritore (1941- 1946) Immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, i progressi nelle terapie mediche e chirurgiche imposero Negli anni 20 e 30 si svilupparono in Europa e in America numerosi altri servizi trasfusionali; allo stesso tempo, in Europa, furono istituite le prime Associazioni di donatori volontari (1927 fondazione in Italia dell’AVIS - l’Associazione Volontari Italiani del Sangue) che sfociarono nella fondazione della FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni dei Donatori di Sangue), fondata nel 1955 in Lussemburgo. un’espansione ed un’organizzazione capillare delle strutture trasfusionali; nacquero così, in tutti i Paesi, le prime vere Banche del Sangue. In Italia il primo Centro Trasfusionale fu fondato a Torino nel 1948. Nel frattempo, accanto allo sviluppo nella raccolta del sangue, furono registrati progressi importanti ed essenziali anche nello studio delle caratteristiche immunoematologiche delle cellule del sangue. Gli studi sulla separazione delle frazioni plasmatiche portano all’isolamento dei Fattori della coagulazione essenziali nella terapia dell’emofilia (fattore VIII e fattore IX) 1963 e 1964. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 23 2 3 CULTURA ASSOCIATIVA ropea sulla trasfusione di sangue. Si trattava di un testo ampio e sistematico; successivamente, il 15 dicembre 1958, il Consiglio dell’Europa stabilì l’Accordo n° 26, che, in caso di disastro in uno degli Stati membri, prevede la cooperazione immediata e la reciproca assistenza attraverso l’invio di sangue e reagenti dagli altri Paesi affiliati. Nel 1967 fu emanata nel nostro Paese la Legge n° 592, la prima legge organica sul Servizio Trasfusionale con i relativi regolamenti applicativi (1971). Nel 1966 il Ministero della Sanità,visto il grave impatto dell’epatite virale in Italia, emanò la circolare n° 50 che prescriveva la determinazione sistematica e periodica delle transaminasi sui donatori, in aggiunta ad altre norme di profilassi e sorveglianza Negli anni seguenti molti Stati disciplinarono il proprio Sistema Trasfusione Nazionale con leggi e disposizioni, gli organismi europei fecero seguire decisioni e raccomanda- Tabella n° 1 scoperte di base in Immunoematologia 1900 1911 1927 1939 1940 1945 1946 1954 Scoperta del sistema AB0 Compatibilità trasfusionale AB0 Scoperta dei sistemi MN e P Descrizione caso di precursore classico Scoperta del sistema Rh Utilizzo di siero anti globuline Scoperta del sistema Kell Scoperta del sistema HLA Landsteiner Ottemberg Landsteiner e Levine Levine et al. Landsteiner e Wiener Coombs et al. Coombs et al. Dausset Tabella n° 2 scoperte di base in Medicina Trasfusionale 1941 Eziologia immunoematologica della MEN (malattia emolitica del neonato) 1941 Metodi di separazione delle proteine plasmatiche 1951 Implementazione e applicazione estensiva della exanguino trasfusione nella MEN 1957 Infusione per endovena di midollo osseo a pazienti sottoposti a chemioterapia e/o radiazioni 1963 Trasfusione Intrauterina 1964 Isolamento e concentrazione dell’anti globulina contro l’emofilia (fattore VIII) 1967 Scoperta dell’antigene Australia associato all’epatite B Levine et al. Cohn Diamond et al. Thomas ED et al Lyley Pool Blumberg Negli anni Cinquanta - Sessanta si verificò uno sviluppo non coordinato dei Centri Trasfusionali per l’impegno di vari enti (Fondazioni private create e gestite da Associazioni no profit, Servizi collegati agli ospedali, Servizi gestiti dalla Croce Rossa, ecc.). Questi Centri adottarono le tecnologie di raccolta man mano disponibili, promuovendo nel contempo il reclutamento dei donatori. In Francia il 21 luglio 1952 fu pubblicata la prima legge eu- zioni tese ad armonizzare i sistemi di raccolta e produzione del sangue dei diversi Paesi, definendo regole che permettessero una migliore organizzazione collettiva della trasfusione, e, oltre alla tecnologia, un maggior rispetto delle persone coinvolte. Alla fine degli anni Sessanta l’attività dei Servizi Trasfusionali era costituita essenzialmente da: immunoematologia di base, raccolta di sangue intero in flaconi sterili, conservazione e distri- AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 24 2 4 CULTURA ASSOCIATIVA buzione degli stessi, poche indagini di laboratorio di controllo. Nei primi anni ’70, l’introduzione delle sacche di plastica cambiò profondamente i criteri con i quali era impiegato il sangue. Da allora il sangue è raccolto in sacche multiple in plastica, unite fra loro in modo sterile. Questa tecnologia permette di operare in un sistema chiuso, minimizzando quindi i rischi d’inquinamento e di separare il sangue nei suoi tre componenti principali: globuli rossi, piastrine e plasma. Fu sviluppato il concetto base della terapia mirata con emocomponenti. Fino ad allora la terapia trasfusionale era effettuata principalmente con sangue intero, da quel momento divenne selettiva. Questo significa gestire le specifiche carenze di un singolo componente per paziente, moltiplicando quindi le possibilità di trattamento a partire dalla singola unità raccolta. Nello stesso periodo fecero la loro apparizione in laboratorio le attività di Controllo di Qualità, tese ad analizzare e correggere gli errori analitici. (continua) LA MIA PRIMA DONAZIONE Ovvero: piccoli trucchi e accorgimenti per viverla fino in fondo I l primo consiglio è di leggere attentamente la circolare che annuncia i giorni di donazione; non tanto per sapere se si avrà la possibilità di evitare l’ora di spiegazione su Kierkegaard o sugli amati “sassi”, passa inosservata: la mattina della donazione è consentita una colazione leggera. Per coloro i quali la mattina abitualmente non mangiano, potrebbe essere una buona occasione per cominciare – la colazione in questo caso è più che consigliata per evitare pressioni sanguigne troppo basse –; per chi la mattina mangia, una precisazione: la colazione “leggera” prevede un succo di frutta e una-due fette di pane e marmellata, al massimo uno yogurt. Il consueto cinghiale ripieno non è ammesso. A chi sente già alle otto la mancanza del caro cinghialetto si consiglia di recarsi presso l’autoemoteca il prima possibile, onde evitare di sorbirsi la coda che, e il D’Azeglio ne sia fiero, è piuttosto lunghetta. Altrimenti l’incontro con il panino ai peperoni sarà rimandato a data da destinarsi. Secondo consiglio: prima della donazione bisogna compilare un questionario. L’accorgimento fondamentale è, come per le verifiche, di “leggere attentamente la consegna”: i ragazzi fieri della loro virilità eviteranno così di dichiarare distrattamente lo stato di gravidanza. Quanto alle risposte, si ponga attenzione al fatto che le caselle da barrare, del SÌ e del NO, sono invertite rispetto agli altri documenti: anche questo fattore tende a moltiplicare la dichiarazione di gravidanze, e non solo, in entrambi i sessi. Infine, si tenga presente che i ragazzi con la pressione di massima inferiore a 110 non possono donare, così come coloro la cui emoglobina scende al di sotto del valore 12,5. La selezione è feroce, ma porta molte soddisfazioni: non è detto che i “secchioni” siano gli unici a passare! Chi supera la selezione è finalmente iniziato agli arcani segreti della donazione e ricompensato con merende offerte dai solari volontari dell’Avis. E, se proprio si dovesse essere “bocciati”, ci si consoli col fatto che l’ora di Kierkegaard è ormai finita e che in cartella attende stoicamente il panino ai peperoni! Solo un mistero resta irrisolto: alla domanda del questionario “da quante ore sei a digiuno?” bisognerà barrare la casella del SÌ o del NO? GIULIA MARIA BOUQUIÈ Grazie per avere attentamente letto e “corretto” il famigerato questionario, ma soprattutto per avere iniziato a donare. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 25 2 5 A BASSA VOCE RIVALUTARE LA TIMIDEZZA Una disposizione d’animo che favorisce la riflessione, il rispetto per gli altri e l’attesa S e si cerca sul vocabolario la parola “timidezza” si trova questo significato: “esser timido, riservato, impacciato, impedito nell’agire e nel muoversi di fronte agli altri”a causa di un qualcosa che trattiene, che frena, che blocca, per un impedimento di natura emotiva che limita la capacità di espressione, che contiene la libertà d’azione e che non permette di manifestare ciò che si sente o si vorrebbe. Di solito, chi è timido o mostra di esserlo, appare agli occhi della gente come una persona indecisa, titubante, poco sicura di sé, incerta nell’eloquio e nel comportamento, per soggezione, per imbarazzo o per timore del giudizio altrui. Chi non ha provato la timidezza non può immaginare cosa essa sia, e pertanto, non conoscendola, non la reputa un problema pensando che chi è timido lo sia per scelta volontaria, ragionata, e che agisca in tal senso di proposito, per vittimismo, per carenza d’impegno oppure per scarsa convinzione nei propri mezzi, sempre e comunque per propria colpa perché senza la dovuta determinazione e senza la risolutezza che la situazione richiederebbe. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Da dove nasce questa certezza di giudizio? Vediamo di capirne di più. Tante ipotesi, nessuna certezza L’origine della timidezza è ancora oscura. C’è chi sostiene che la timidezza sia un difetto d’indole; altri pensano sia dovuta all’educazione ricevuta (troppo rigore, inflessibilità, critiche e giudizi severi); altri ancora che derivi dal clima familiare che ha condizionato la capacità di comunicazione del bambino (anaffettività, eccessivo distacco, aspettative elevate); altri, sempre sulla stessa linea di pensiero, la riconducono a situazioni traumatiche infantili che, abbassando il livello di autostima, potrebbero aver creato quel particolare disagio che impedisce di esprimere ciò che si prova e di mostrarsi per come si è. Tra le numerose ipotesi sulla genesi della timidezza, due più di altre sembrano aver catturato il consenso in ambito psichiatrico: la tesi “organicistica” e la tesi “genetica”. I fautori della prima ipotesi sostengono che la persona timida sarebbe tale in conseguenza della prevalente presenza nel suo cervello di due particolari neurotrasmettitori, la serotonina e la noradrenalina, entrambi in grado, anche se in misura diversa, di creare quello stato d’inibizione che limita fortemente l’espressione di sé. La seconda ipotesi, quella genetica, si basa su diversi studi tra cui una ricerca condotta dall’“Università Vita-Salute San Raffaele” di Milano in collaborazione con l’Istituto Scientifico “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lecco) e pubblicata nel 2005 sulla rivista Archives of General Psychiatry. Questa ricerca sostiene che l’inibizione sociale, presente nel 10% della popolazione infantile e adolescenziale, sarebbe in parte di origine genetica, in parte influenzata dalle esperienze individuali infantili. La responsabilità genetica viene attribuita a una variante “corta” del gene 5-HTTLPR – deputato al trasporto della serotonina – che renderebbe più timidi i soggetti portatori di tale anomalia, a differenza degli altri adolescenti detentori di un gene a versione “normale”. Inoltre, sempre secondo questa ricerca, i bambini più timidi, avendo più difficoltà a interpretare correttamente le espressioni di rabbia o di ostilità delle persone, potrebbero trovare, in età adulta, maggiori ostacoli nel realizzare una vita di relazione equilibrata e appagante. Ma è per tutti così? L’esperienza consiglia di non generalizzare mai, di non “fare d’ogni erba un fascio”, e soprattutto di non cadere nell’errore di considerare la timidezza sempre e comunque una malattia. A coloro che lo avessero dimenticato, è bene rammentare che esiste, al di là di ogni ipotesi più o meno scientifica, una timidezza “normale” legata all’età, una condizione di insicurezza e introversione del tutto “naturale” che porta i bambini più piccoli a piangere o a nascondersi dietro le gambe dei genitori se si trovano in presenza di estranei. È una situazione diffusa, destinata però a risolversi spontaneamente con la crescita. Infatti, dai cinque anni in poi i segni di timidezza presenti negli anni precedenti tendono a scomparire in virtù sia di una maggiore fiducia acquisita con la crescita, sia come conseguenza della quantità di tempo trascorso insieme agli altri. Crescendo, la maggior parte dei bambini si affranca quasi del tutto dalla timidezza senza dover far ricorso ad alcun tipo di supporto clinico. Soltanto una piccola minoranza, anche a causa di problemi di adattamento, rimane socialmente inibita, ma intervenendo precocemente con l’accudimento mirato, il dialogo e la concessione di spazi di autonomia, la situazione può essere risolta con facilità. In tali casi, l’adozione di opportune misure preventive da parte dei genitori – trascorrere più tempo con i figli, ascoltarli di più, dialogare con loro ed evitare che si chiudano troppo in se stessi – e la conoscenza delle cause e dei processi neuronali che stanno alla base di quella specifica condizione di timidezza, potrebbero agevolarne la risoluzione, ridu- AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 26 2 6A BASSA VOCE cendo il rischio che tali bambini possano poi, in età più adulta, sviluppare ansie e fobie. Numerosi segnali di disagio Se l’origine della timidezza non è certa, altrettanto incerta e aleatoria è la sua definizione, tanto da potersi affermare che ogni timido ne ha una sua personale. Dal punto di vista etimologico il vocabolo “timido” deriva dal latino timidus, il quale a sua volta discende dal verbo timere (temere) e sta a indicare un modo di essere e di comportarsi legato a un qualche timore che disturba in varia misura il rapporto con gli altri. La timidezza si configura, quindi, come una disposizione d’animo, affettiva o emozionale, che si manifesta nel rapporto con gli altri e che può presentarsi in modalità differenti – provare imbarazzo in certe situazioni, non sentirsi a proprio agio nelle interazioni sociali, essere introversi, insicuri di sé, troppo sensibili, poco loquaci nelle riunioni e in pubblico – tutte comunque caratterizzate da un accentuato senso d’inadeguatezza che impedisce di adattarsi a un particolare contesto sociale. Nelle sue forme croniche, assumendo un profilo più stabile e dunque più difficile da nascondere, la timidezza viene considerata un tratto caratteristico della personalità, mentre nelle forme occasionali, essendo più lieve e compensabile, viene assimilata a un’emozione. Il momento topico per il timido è sempre il confronto con gli altri, vale a dire il trovarsi in situazioni sociali in cui si è osservati, ascoltati e giudicati per ciò che si è fatto, detto o per come ci si è comporta- ti. In simili circostanze il timido vorrebbe nascondersi, scomparire, perché si sente a disagio, perché prova imbarazzo, timore o addirittura angoscia e panico. Innumerevoli le situazioni che scatenano questo tipo di reazioni. Tra le più frequenti: parlare in pubblico, affrontare situazioni nuove o impreviste, dissentire in modo manifesto, fare un reclamo, conferire con un’autorità, chiedere informazioni a uno sconosciuto, essere osservati mentre si lavora, entrare in una stanza affollata in cui tutti sono già seduti, essere il primo di una lunga fila, andare in bagno in luoghi pubblici e molte altre ancora. Altrettanto numerosi i segnali organici che documentano tale disagio: immediata riduzione della salivazione; mucose e le labbra che si asciugano; le parole che faticano a uscire; il cuore che accelera i suoi battiti rimbombando forte nel petto, mentre vampate di calore salgono improvvise dal tronco arrossando il volto e provocando una profusa traspirazione che imperla la fronte di sudore e rende umidicce le mani. Percependo questo crescente disagio, il timido cerca di mascherarlo eludendo il contatto con gli altri. Di conseguenza, limita il suo eloquio; se deve, parla a bassa voce; evita lo sguardo diretto; cerca di allontanarsi o di mettersi nei posti meno in vista o più bui; si muove il meno possibile cercando di mimetizzarsi con l’ambiente e di passare inosservato. Tuttavia, se il disagio che prova è molto forte, non può fare a meno di manifestarlo con vistosi gesti del corpo: inizia a grattarsi testa, braccia, mani; si pizzica la pelle del volto; stropiccia gli occhi; serra e stringe le dita; attorciglia le gambe; muove piedi e caviglie assumendo posture strane e inusuali. Così facendo attira su di sé l’attenzione ed evidenzia ancor più ciò che avrebbe voluto nascondere. È ben difficile che una persona timida abbia una crisi di timidezza standosene da sola a casa, tranne ovviamente nei casi di ansia anticipatoria dove il pensiero, prefigurando un evento problematico, rimane focalizzato su di esso, generando tensione e ansia. In ogni caso, ciò che scatena la timidezza è sempre il possibile giudizio negativo degli altri, poiché vengono paventati errori, carenze e figuracce. Il timido teme, infat- ti, di apparire goffo, ridicolo, impacciato e, pensando di essere inadeguato, di non essere in grado di gestire quella particolare situazione, ha il terrore di essere criticato, deriso, giudicato male. Sono queste le ragioni che lo portano a isolarsi, a evitare gli incontri sociali, le feste, il pubblico e talvolta anche una stretta intimità. Quando, suo malgrado, è costretto a stare in mezzo agli altri, sentendosi costantemente osservato, controlla ogni gesto delle persone a lui vicine, per poter cogliere un qualunque segno (battuta, risatina, ammiccamento) che confermi o scacci quel suo grande timore. Un simile comportamento lo taglia fuori dal mondo: lo spinge a scegliere la solitudine, ad avere poche amicizie, rari affetti, e a tralasciare di apprendere quelle abilità sociali che potrebbero tornargli utili per fare strada nella vita. Prigionieri di un handicap o portatori di una virtù? Agli albori del ventunesimo secolo – periodo storico caratterizzato da molteplici segnali di cambiamento e da repentine inversioni di rotta in campo politico e sociale – le persone timide stanno forse per prendersi una clamorosa rivincita. In una società involuta e decadente, che ha finora premiato l’immagine, la superficialità e l’inganno; in una società in cui primeggiano arroganza, manipolazione e raggiro; in una società in cui spudoratezza, menzogna e ladrocinio regnano sovrani; in una società dove tutto è lecito pur di arricchirsi e avere successo; in una società dove chi urla di più ha ragione, dove s’infangano avversari e rivali per zittirli e far sentire solo la propria voce, in una simile società la timidezza è vista come una macchia, una debolezza, una colpa. In una società disumanizzata, sfrontata e corrotta; in una società che si alimenta attraverso gli aspetti più deteriori di sé, che tradisce, che ruba, che sporca ogni valore; in una società maleducata, aggressiva, violenta, che illude e colpisce i più deboli; in una simile società che peso, che voce può avere una persona timida? Come può essere accolto e giudicato chi mostra rispetto per gli altri, chi si fa da parte, chi cede il passo ad anziani, donne e bambini, chi abbassa lo sguardo, chi sa ascoltare senza interrompere, chi arrossisce, chi cerca di non comparire e di passare inosservato? AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 27 2 7 A BASSA VOCE Chi è timido è oggi in una condizione di manifesta inferiorità, in una linea di azione svantaggiosa e perdente che lo emargina non riconoscendogli pari opportunità nella vita e nel lavoro. La responsabilità di siffatta discriminazione va attribuita a quei mezzi di comunicazione di massa (televisioni e giornali “spazzatura”) che da anni producono “informazione pilotata”, esaltando come ideali di vita la sfrontatezza (fatta passare per solarità), l’arroganza (spacciata per coraggio), l’esibizionismo (presentato come arditezza) e l’estroversione (rivenduta come sincerità), a prescindere da cosa e da come si esterna. Per questi untori della coscienza popolare, la timidezza è un vero e proprio handicap tanto da essere confusa con la pavidità, la goffaggine e l’incapacità di vivere nel mondo. A questi parassiti pestilenziali della “comunicazione taroccata” diciamo che i timidi (ossia coloro che temono il giudizio negativo degli altri), gli introversi (coloro che preferiscono una vita tranquilla e appartata), e tutti coloro che hanno un temperamento sensibile e attento, sono persone non soltanto più “normali” di altre, ma anche assai preziose per l’evoluzione e la sopravvivenza della specie umana. Infatti, grazie alla loro prudenza, riflessione e sensibilità, sono in grado di riconoscere e di affrontare nella maniera più conveniente situazioni potenzialmente pericolose, poiché sanno far tesoro di tutte le informazioni ricevute, non tralasciando di considerare ogni minimo dettaglio. Numerosi studi collegano la timidezza alle strategie evolutive. Tra le diverse ipotesi la più suggestiva è quella formulata da Jerome Kagan, uno dei pionieri della psicologia dello sviluppo, nonché noto membro dell’Institute of Medicine of the National Academy of Sciences e professore emerito alla Harvard University. Secondo lo studioso statunitense, la timidezza sarebbe “l’effetto collaterale” di un adattamento dell’uomo primitivo al freddo delle regioni del Nord Europa. A causa di diverse trasformazioni genetiche, l’Homo sapiens, proveniente dall’Africa, avrebbe subìto una serie di mutazioni volte ad accrescere la funzionalità del suo sistema nervoso simpatico che, come si sa, regola temperatura corporea, reattività cardiaca, pressione e respirazione. In particolare, l’incremento di un neurotrasmettitore, la norepinefrina, potrebbe avere alzato la reattività del sistema limbico, facendo reagire il corpo e la mente umani a eventi non familiari. Questo spiegherebbe per- ché le popolazioni nordiche sono più adatte a sopportare il freddo, ma nello stesso tempo sono anche solitamente più timide e introverse dei popoli mediterranei. Oggi, grazie alle moderne tecniche di scansione cerebrale, si è scoperto che i timidi hanno una maggior attività del lobo frontale del cervello, per cui possiedono maggiori capacità di analisi e di valutazione cognitiva delle situazioni. Essendo persone più affidabili ed efficienti, i timidi sono spesso chiamati, nei momenti di crisi, a ricoprire incarichi politici e sociali importanti. Pregi e difetti Le persone timide rinunciano pur di non chiedere, preferiscono la scomodità, un aggravio del loro impegno personale pur di non invadere la sfera altrui, recedendo, se è il caso, anche dai propri diritti per timore di violare appena quelli degli altri. Capita sovente che chi è timido non osi neppure fare una telefonata per timore di recare disturbo, in quanto la reputa un’intrusione, un’invadenza nella vita altrui, ripiegando, se proprio non ne può fare a meno, su un breve messaggio scritto inviato col cellulare (sms) o tramite un biglietto a mano o per posta. È ben difficile che un timido si esponga su un social network (Facebook, Twitter, You Tube, Badoo) o che si racconti in pubblico facendo, come si usa dire, outing (se omossessuale) o coming out (se eterosessuale) oppure che chieda amicizia o manifesti il suo affetto: non lo fa sia per paura di essere giudicato male, sia perché teme un rifiuto, sia perché, scegliendo la riservatezza, può salvaguardare meglio i propri e gli altrui spazi. Questo riserbo può farlo “sembrare un orso”, anche per via di quell’apparente scarsa socievolezza che alcuni scambiano per misantropia o per scontrosità, ma non è affatto né scontroso e neppure misantropo. Al contrario, la persona timida ha di fondo un grande bisogno di relazione, e la sua ansia nasce proprio dal contrasto tra il bisogno di essere approvato, apprezzato, amato e l’immagine cattiva che ha di sé, legata a un Io ipercritico e insicuro che lo porta a svalutarsi. Il timido sembra indugiare davanti alla vita perché la sua grande sensibilità lo porta a porsi mille interrogativi, mille domande: pensa, ripensa, riflette, e poi ripensa e riflette ancora. Questo enorme lavorio mentale ne frena la spontaneità, facendolo sembrare più impacciato di quanto non sia. Cerca di mostrarsi educato e gentile con tutti, non discrimina, non fa cerimonie; vive, di solito, appartato, coltivando la sobrietà e il controllo. Ha un’intensa vita interiore: è creativo, temperante, misurato; non sopporta l’ostentazione e gli eccessi. Veste in maniera non appariscente per non attirare l’attenzione su di sé e, se ha dei difetti fisici o tratti somatici marcati, tenta di mascherarli il più possibile per non destare l’altrui curiosità. Chi è timido non è necessariamente insicuro, indeciso o esitante; più spesso teme di essere frainteso, di non essere capito nelle sue reali intenzioni e nelle sue sensibilità. È un acuto osservatore: spesso si defila e si pone in disparte proprio per poter meglio osservare senza disturbare. Nelle occasioni di festa o nei convivi non riesce a tener viva la conversazione, mentre sa ascoltare armandosi di pazienza e, se anche i discorsi che sente non sono di suo interesse, cerca di non darlo a vedere per non dispiacere l’interlocutore o fargli cosa sgradita. Non interloquisce quasi mai in modo diretto, tutt’al più può farlo in margine al discorso, intervenendo con puntualizzazioni o piccole postille, quasi sempre su richiesta altrui. Non è invadente, ossessivo, petulante; con lui ci si può confidare: sa accogliere ogni rivelazione, mantenendo il più assoluto riserbo. È, insomma, l’amico ideale che tutti vorrebbero. ELIO BLANCATO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 28 2 8STORIA MINORE GLI ZAMPILLI D’ARTE DOVE SI NASCONDONO C he Torino, nel volgere di pochi anni, sia profondamente cambiata è sotto gli occhi di tutti. Multietnica, più europea, in una parola, più “aperta!, lo riconoscono i torinesi stessi. La svolta – potremmo definirla così – si ebbe nell’immediata attesa delle Olimpiadi Invernali, quando la città si trasformò come d’incanto in un palcoscenico internazionale, grazie anche alla televisione, agli eventi, non solo sportivi, che proiettarono Torino in ogni angolo del mondo. La città, sino a quel momento, non era compresa nei grandi itinerari turistici. Dall’estero giungevano pochi visitatori, diretti perlopiù a Firenze, a Venezia, a Roma, considerate “città d’arte”. Di Torino, prima capitale del Regno d’Italia, Torino legata alla nascita dell’industria automobilistica, capitale del cinema, della radio, della moda, non parlava nessuno. Quel poco turismo che portava gente in città era del tipo “mordi e fuggi”. Qualche pullman ci portava gente al Museo Egizio, pubblicizzato per la sua rinomanza mondiale. Pellegrini arrivavano per vedere la Santa Sindone, ma esposta raramente e solo per breve tempo. Dell’autoritratto di Leonardo e dello splendore della Reggia di Venaria, manco a parlarne. Per non dire di Superga, del tutto o quasi ignorata. Alla svolta che era nell’aria diedero un notevole contributo i tours organizzati da agenzie, con guide specializzate, che portavano gente in giro a “scoprire” la città, in primo luogo i torinesi stessi che impararono a verificare quelle meraviglie nascoste di cui erano fruitori ma, anche, possessori. Agenzie come la Somewhere abituarono i torinesi a compiere una cosa che per molti era del tutto insolita: mettere il naso fuori di casa alla sera. Perché poi ciò fosse difficile, per le persone più anziane addirittura impossibile, non è agevole spiegare. Questione di dna torinese, tipicamente torinese. Eppure, dopo i primi tentativi per smuoverli dalle pareti di casa, tutto diventa agevole: ecco la scoperta della Torino sotterranea (quando visitare i segreti del sottosuolo è abituale in grandi metropoli, come Londra e Parigi), della Torino insolita, cosiddetta “magica”, della Torino “gialla e nera”, legata a fatti di cui, a suo tempo, si occuparono le cronache. E questo tour a poco a poco si ampliò per raggiungere località appena fuori porta, nella cintura, sulla collina o poco oltre, co- Fontana Giardini Sambuy Fontana dei mesi me Moncalieri, o come Chieri, per non dire della citata Reggia di Venaria, così simile alla Versailles parigina. I torinesi si sono a poco a poco abituati a questa “svolta” per scoprire la loro città, ma si meravigliano ancora nell’incontrare quegli “animali” rari e un tempo invisibili che si chiamano turisti, vaganti con in mano la pianta topografica della città. Ecco, alla svolta di cui si diceva, i torinesi non si sono ancora abituati a fornire informazioni corrette ai turisti. Ci è capitato nei giorni scorsi di incontrare un bel gruppo di turisti provenienti nientemeno che dalla Finlandia, desiderosi di vedere le più belle fontane di Torino. Ve li sareste immaginati questi finnici che volevano vedere gli zampilli delle fontane più storiche del capoluogo piemontese? Certamente no. A questa svolta, di cui occorre prendere atto, hanno contribuito associazioni benemerite come, per citare un esempio, “Donne nel turismo” (Women in travel, per darne la denominazione in inglese). Davvero irrefrenabili nelle loro iniziative, come abbiamo avuto occasione di definirle. Ma è tempo di dare una risposta a quegli amici finlandesi, in modo che possa essere di riferimento anche ad altri turisti e – perché no? – anche a molti torinesi. Le fontane torinesi d’arte, che non possono essere ignorate per chi guardi la città con occhio appassionato, sono essenzialmente otto. Vediamole. La fontana della Naiade e dei Tritoni, la più antica della città, situata nel verde all’interno del Palazzo Reale, fra le aiuole disegnate nello stile incomparabile del francese La Nôtre. La fontana nella sua splendida composizione fu opera di Simone Martinez, nipote del grande Juvarra che ha lasciato a Torino impronte indelebili. La fontana del giardino Sambuy, che dal 1859 adorna il grande giardino prospicente la facciata della stazione di Porta Nuova. Ben noto il suo pennacchio d’acqua che sovrasta gli antichi alberi circostanti. La fontana della Nereide è, per così dire, un po’ nascosta, collocata nel cortile del Palazzo Rossi di Montelera, in corso Vittorio Emanuele II, oltre la facciata progettata nel 1825 da Alessandro Antonelli: mostra AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 29 2 9STORIA MINORE una ninfa delle acque, appunto una nereide, visibile nel corso oltre un’artistica cancellata. La statua venne scolpita nel 1891 da Giacomo Ginotti. Un nudo opulento di tutto rispetto. La fontana dei mesi, detta anche “delle stagioni”, è la più nota e anche la più grandiosa, progettata per la memorabile Esposizione del 1898, nel Cinquantenario dello Statuto Albertino, con zampilli e giochi di luce, le statue a simboleggiare i mesi e quindi lo scorrere del tempo durante l’arco di un anno. Fu ideata da Carlo Ceppi. Sulla terrazza circostante, ad arco, statue simboleggiano i corsi d’acqua del Piemonte. le tre Sture di Giacomo Cometti, il Po di Luigi Contratti, la Dora di Edoardo Rubino. Purtroppo la manutenzione del complesso lascia alquanto a desiderare e nottetempo alcuni malvagi hanno ucciso con un colpo di freccia uno dei magnifici cigni bianchi che navigavano nell’acqua della fontana. Ogni epoca ha purtroppo le sue perversioni. La fontana Sant’Eusebio non c’è più, per ammirarla occorre riandare ad antiche stampe. Sorgeva in via Santa Teresa sull’angolo con via Venti Settembre, creata da Alfieri Genta nel 1906. Genta la intitolò “Fontana candelabro”. Venne demolita poco prima della seconda guerra mondiale in quanto, si ritenne, creava ostacolo alla circolazione. Il basamento in pietra fu rinvenuto anni fa in un magazzino comunale. La fontana detta Angelica, opera di Giovanni Riva, vuole ricordare le stagioni. Per collocarla fu necessario spostare alcuni alberi e portare altrove il monumento, piccolo ma ragguardevole, al De Sonnaz, attualmente nel desolante ex giardino della Cittadella, lungo corso Siccardi, usato come parcheggio e del tutto privo di verde. Note, per la loro collocazione nel centro cittadino, le due fontane che raffigurano il Po e la Dora, sul retro delle chiese di San Carlo e di Santa Cristina, in piazza CLN, opera di Umberto Baglioni, del 1937 nel totale rifacimento di via Roma, in stile Littorio come lo aveva progettato Marcello Piacentini. Rimane da dire della Fontana con la nascita di Venere, creata nel 1953 da Michele Guerrisi, sistemata nel cortile del Palazzo Toro Assicurazioni, in via dell’Arcivescovado angolo via don Minzoni, Venere emerge da una conchiglia e l’acqua le fa da scenario mobile. È una fontana alquanto nascosta, proprio perché collocata nel cortile dell’imponente edificio e per vederla occorre affacciarsi dalla strada e osservarla oltre il cancello. Arte più acqua, dunque, per una Torino dove gli zampilli creati da artisti di fama sono ancora tutti o quasi da scoprire. RENZO ROSSOTTI ESSERE SOLI: BISOGNA PROVARE! L’ allegro andar per ferie sta, ormai, adattando il suo ritmo ai gradi di calore, in aumento. Le spiagge riprendono il loro aspetto estivo di statici formicai, dove convivono, in santa pace, formiche rosse e formiche nere in un pacifico dolce far nulla. Eppure, sotto e fuori il solleone di luglio e agosto c’è chi parla di “solitudine” e di cattiva compagnia. In effetti, al proverbio che sentenzia “A l’é mej sol che mal compagnà” (È meglio soli che male accompagnati), fa eco contraria il detto che implora: “Piorme nen pòver, piorme sol!” (non piangermi povero, piangimi perché son solo). Ed il dramma della solitudine non è solamente quello cantato dai poeti, ma quello vissuto dai troppi “abbandonati”. “La fèja fòra dël trop a l’é sempre trista (la pecora fuori del gregge è sempre triste), recita la massima dei nostri vecchi. Ed il proverbio aggiungeva: “Da sol a së stà gnanca bin an Paradis” (da solo non si sta bene nemmeno in Paradiso). Queste mie considerazioni sono state ispirate, in questi giorni, da una vecchietta, quasi abbandonata in un pensionato. È lei che mi confidava, accarezzandomi le mani: “Esse soj a l’é come vive a lë seur: it sas nen da che part girete!” (Essere soli è come vivere al buio: non sai da che parte girarti). E Pierin, da pochi giorni internato in quella “sua nuova casa” denominata... “serena”, aveva gli occhi stanchi di lacrime, mentre mi andava sospirando: “Gnun a peul savej lòn ch’a veul dì esse soj!”(Nessuno può sapere cosa significa essere soli). “A venta prové!” (bisogna provare)! E proprio lì, nel grande salone, si aggiravano “sole” decine di altre persone. Alludeva ad un ben diverso modo di stare insieme il proverbio antico che dicava: “Ij passaròt che a van tuti ansema a ven-o màire!” (I passerotti che vanno tutti insieme diventano magri): dove l’andare insieme era condividere il tutto. Era, poi, un prudente consiglio quello che ammoniva: “Se it veule bon-a companìa, va ansema ‘d gent che a të smija!”(Se vuoi buona compagnia, và con gente che ti assomiglia): ma che non alludeva, certamente, alle “Case di riposo”, dove “tuti a së smijo”(tutti si assomigliano) e dove tutti fingono di riposare. D’altronde, è ancora il proverbio che spiega: “Gnun as sent sol se a sà che quaidun a-j veul bin!” (Nessuno si sente solo se sa che qualcuno gli vuole bene). E per quanto concerne il “riposare” la massima conferma: “Ël pì bel arpòs a l’é aranda a chi at veul bin!”(il più bel riposo è accanto a chi ti vuole bene). È fin troppo facile constatare che con la crisi della civiltà rurale – con il suo universo ricco di valori – è entrato in crisi anche il senso di solidarietà. Solidarietà che il nostro poeta Armando Nottura (19051976) ha espresso in modo meraviglioso nella sua poesìa intitolata “Pòvra Umanità” che grida: “Vorrìa avej ij brass grand come ‘l mond për ambrassete, pòvra umanità: dëscheurve ‘l tò grand cheur giù fin-a an fond për pijé su le mie spale ij tò pecà!...” (Vorrei avere le braccia grandi come il mondo, per abbracciarti, povera umanità: scoprire il tuo gran cuore giù fino in fondo, per prendere sulle mie spalle i tuoi peccati...). Il nostro grande Pinin Pacòt diceva che “Un ver poeta a l’ha andrinta ‘d Chiel quaicòs dël Sant” (un vero poeta ha dentro di sé qualcosa del Santo). È, forse, giunta l’ora di offrire alla nostra Gente più Poesìa per rendere il mondo più buono e l’uomo meno solo! CAMILLO BRERO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 30 3 0CULTURA ASSOCIATIVA Filosofia teoretica LA METAFISICA È MORTA? I l prof. Gianni Vattimo, il teorico del pensiero debole, ha pubblicato recentemente un articolo dal titolo: “La metafisica è morta, filosofiamo in pace”. La filosofia classica ha sempre ritenuto che la metafisica è una parte importante della filosofia, ma sappiamo che attualmente vi sono due correnti di pensiero opposte: una che accetta la metafisica e un’altra che la rifiuta. Vattimo si è schierato con questi ultimi. Avversari della metafisica sono anche positivisti, sensisti, materialisti. Filosofia è una parola derivata dal greco che significa amore della scienza, della sapienza. Metafisica è pure derivata dal greco e significa oltre la fisica. La fisica studia tutte le cose materiali, mentre la metafisica studia concetti non materiali, quali l’idea di vero, di buono, di bello. La fisica comprende molte discipline specializzate che studiano il cosmo, i regni minerale, vegetale, animale, la meccanica, l’elettricità, l’energia magnetica e atomica. La metafisica, così definita da Andronico di Rodi che pubblicò gli scritti di Aristotele nel primo secolo a.C., è la scienza delle idee generali, le idee relative a molte entità che han- no qualcosa in comune. Esempio: l’idea “cavallo” si riferisce a tutti i cavalli, passati, presenti e futuri. È un’idea generalissima, di grande estensione, che ci presenta un cavallo spogliato di tutte le caratteristiche particolari, quali età, colore, peso, ecc. Se dico “cavalli italiani” escludo tutti quelli delle altre nazioni, e l’idea non è più generalissima, ma facilita la mia comprensione. Se dico “il mio cavallo” escludo tutti gli altri e la mia idea ha il massimo di comprensione e il minimo o il nulla di estensione. Forse pochi hanno notato che ogni vocabolario è anche un trattato di metafisica, perché molte definizioni sono relative a oggetti in genere, riguardano l’essenza dell’oggetto trascurando le caratteristiche particolari che sarebbero innumerevoli. La parola tavolo comporta una definizione adatta a tutti i tavoli, cioè definisce l’essenza di ogni tavolo, non le sue qualità. Ma i concetti di essenza e di qualità sono concetti della metafisica, sono entità diverse dal nulla, alle quali si può dare un nome. Ma il nome è già stato dato da secoli ed è adattissimo. Quanti rifiutano la metafisica, affermano che l’uomo può raggiungere le verità solo se può controllare ciò che afferma. Certamente nelle idee generali non è possibile un controllo fisico, ma un controllo logico è nelle possibilità della mente umana. Il principio di non contraddizione è un valido aiuto. La metafisica esplorata e descritta da Aristotele ha un valore indiscutibile proprio perché esposta da un profondo conoscitore della fisica, quindi garante della sua diversità e della sua necessità. La metafisica di Aristotele è stata ripresa dal genio di S. Tommaso d’Aquino e ancora oggi è viva e vitale come filosofia aristotelico-tomista, insegnata nelle università cattoliche. La difesa della metafisica, buona alleata dello spiritualismo, è perfettamente adeguata al consiglio del Papa che ha esortato i cattolici a “ellenizzare la cultura” cioè conoscere e valorizzare la cultura classica greca che in campo filosofico ha il grande, grandissimo maestro Aristotele, ed è la più adeguata a definire la natura dell’uomo, la sua dignità e i suoi valori. Ciò premesso si può veramente “filosofare in pace” perché la metafisica non è morta. CORRADO COMANDONE BIOETICA E RISORSE L a crisi economica in corso ha evidenziato come sia sempre più necessario ricorrere, in assenza di risorse pubbliche vuoi comunali, regionali o statali, a quella che un tempo era chiamata beneficenza, e che ora con diversa definizione viene in senso lato definita come “volontariato sociale”. E sicuramente se non esistessero meritorie associazioni di volontariato (e l’AVIS è fra queste) il livello di bisogno oggi sarebbe immensamente più grande. D’altra parte la stessa natura del mondo globalizzato che tende sempre più a monetizzare qualunque cosa e quindi anche l’essere umano, spinge verso (ed è un paradosso) la disumanizzazione dell’uomo. Basti un piccolo pensiero di tipo semantico: le vecchie mutue di malattia, divenute SAUB con la riforma del 1978 ed USL nel 1992, con il nuovo millennio sono divenute ASL, cioè aziende sanitarie, e la parola “azienda” sottende inevitabilmente alla produzione di utili. Che si vogliono economici, ma dovrebbero essere solo di salute. Ma oggi la stessa salute non si sa più bene cosa sia: in effetti siamo passati da una società del bisogno, dove la beneficenza di cui sopra era un cardine di solidarietà, ad una società (ed una medicina) del benessere in cui quello che conta è l’essere sempre in forma, con la possibilità di fare sempre e comunque quello che si vuole, ad ogni età, con qualsiasi mezzo. Ma questo è ovviamente impossibile, anche se tutto spinge in questa direzione. Per cui la distribuzione delle risorse economiche in campo sanitario si rifà ad una bioetica molto individualistica ed auto- referenziante, caratterizzata da un evidente bisogno di utili. Se un pubblico amministratore della sanità ha oggi a disposizione una cifra (qualunque essa sia), questa sarà utilizzata per una struttura di tecnologia avanzata, per un reparto di lungodegenza, per una struttura per disabili, o per una di volontariato ? Bella domanda ma facile risposta: i disabili non votano, i volontari continueranno ad essere tali nonostante tutto. È ovvio che la logica bioetica dell’aiuto al più bisognoso è saltata. Questo non vuol naturalmente dire che i soldi sono spesi male o avventatamente : vuol solo dire che l’attenzione che privilegiava il volontariato (anche quello dei donatori di sangue e di organi), viene oggi orientata diversamente, dando per scontato che un atto umano totalmente disinteressato come la donazione di sé ci sarà sempre e nonostante tutto. Quante volte passando per vie o piazze delle nostre città e paesi vediamo che sono intitolate a “filantropi” o “ benefattori”; ebbene quanti di questi sarebbero oggi inorriditi nel vedere come il loro altruistico operato è stato nel tempo disatteso e che purtroppo le scelte che bioeticamente sottendono al benessere collettivo sono legate oggi a criteri economici, lontani spesso dalle vere esigenze di tutti. In tutto questo non dobbiamo neanche dimenticarci della potenza attuale di Internet, che ci rassicura che comunque qualcuno provvederà sempre a noi, e che quindi ci deresponsabilizza. Ma se pensiamo che almeno 1/6 dell’umanità non può arrivare a cure sanitarie primarie e metà della stessa umanità (più di tre miliardi di persone) non arriva a cure sanitarie come l’uso del sangue trasfuso, beh, evidentemente in questa società del totale benessere qualcosa non funziona. Diciamo quindi che la distribuzione della risorse sanitarie deve assolutamente privilegiare la donazione di sangue, non potendo dare questa per un dato di fatto in sè scontato. La sensibilità bioetica è difficile da inculcare, soprattutto in chi ragiona in funzione di meri dati economici: ma la realtà di una bioetica condivisa della donazione parte proprio dal fatto che la donazione di sé è patrimonio fondamentale dell’essere umano. DR. ROBERTO QUAGLINO MEDICO CHIRURGO- MASTER IN BIOETICA AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 31 3 1 VITA ASSOCIATIVA LETTERE AL DIRETTORE C aro Sandro, ho letto con interesse il tuo editoriale su “Corriere Avis” n. 2/2012 “Avis dissanguata? No, ma senza soldi” e mi trovo perfettamente d’accordo con quanto espresso da te. Innanzitutto ringrazio per l’invio periodico del tuo giornale. Da vecchio avisino (78 anni) continuo imperterrito ad occuparmi dell’Avis, nel solco di quell’insegnamento che l’indimenticabile prof. Comi ci ha impartito. Sono segretario della mia Avis Provinciale e combatto quotidianamente con l’ASP 5 della mia provincia per gli stessi problemi che tu hai sollevato. La vita di 36 sezioni comunali è legata ai rimborsi che non vengono erogati, nonostante le ripetute richieste scritte! Per facilitare l’iter burocratico abbiamo stipulato un’unica convenzione, per conto delle Avis Comunali, inoltrando una richiesta di rimborso semestrale. Prima di questa convenzione le comunali dovevano, ognuna per conto proprio, inoltrare le richieste all’amministrazione dell’ospedale di riferimento trimestralmente, con le complicazioni che puoi immaginare. Non riusciamo a sapere perché, a tutt’oggi, non ci è stato rimborsato l’intero anno 2010 e parte del primo semestre 2011, nel quale è stata operata una trattenuta del 20% col pretesto del “piano di rientro”. Come se, invece di sangue, noi fossimo fornitori di carta igienica. Gli anni passano e le difficoltà per l’Avis aumentano. Cordiali saluti da un vecchio avisino che si ricorda di te dai tempi del tuo segretariato nazionale. VINCENZO ROMEO SEGRETARIO AVIS PROVINCIALE REGGIO CALABRIA AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 32 3 2 ARTE LE MOSTRE E GLI ARTISTI FAVOLE E MAGIE A PALAZZO MADAMA Al piano nobile di Palazzo Madama si sviluppa la sorprendente mostra “Favole e magie. I Guidobono pittori del barocco”, che sino a settembre consente di ammirare le opere dei fratelli savonesi Bartolomeo e Domenico Guidobono. Curata da Mary Newcome Schleier, Giovanni Romano e Gelsomina Spione, l’esposizione è corredata dal catalogo della Silvana Editoriale. I Guidobono hanno lavorato tra la Ligura e il Piemonte e, tra il 1708 e il 1721, sono stati gli artefici degli affreschi sulle volte dell’appartamento della seconda Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Favole mitologiche, soggetti sacri e storie bibliche, nature morte e scene di magia appartengono a un mondo pittorico legato ai caratteri festosi della decorazione barocca genovese. La sequenza delle opere consente di ripercorrere una vicenda di notevole interesse: dalle tele “Incoronazione di Santa Teresa” e “Bacco” di Bartolomeo Guidobono (1654-1709) ai dipinti “Il viaggio di Giacobbe e Rachele” e “Susanna e i vecchioni” di Domenico Guidobono (1668-1746). L’esperienza dei Guidobono, si confronta inoltre con le personalità di Domenico Piola, autore del “Riposo durante la fuga in Egitto” dell’Accademia Albertina, di Daniel Seiter e di Gregorio De Ferrari con “Il Tempo con Minerva e la Fama” e “Incontro di Mercurio e Minerva” delle collezioni del Palazzo della Provincia di Torino. Della Galleria e o di A di LIBRI I I cataloghi d’arte rappresentano un mezzo per la diffusione del linguaggio di pittori e scultori, per comunicare un evento e, soprattutto, per approfondire la conoscenza di un artista. È questo il caso del volume “Riccardo Cordero. Macromondi spezzati” (Publistampa Edizioni 2012), che accompagna per tutta la stagione estiva la mostra allestita nel Castello di Pergine Valsugana. Attraverso il testo critico di Luciano Caramel, si delinea il percorso dell’artista torinese, le cadenze di una scultura astratta che esprime il senso di una interiorità intensa e legata ai valori dell’esistenza, mentre le forme si immettono nello spazio atmosferico con scansioni musicali. (A.M.) Sabauda sono invece le incisioni di Rembrandt, Giovanni Benedetto Castiglione e Domenico Biscaino, che arricchiscono una rassegna dalla importante valenza storico-artistica. Info. 011/4433501. MONTAGNE IN FOTOCROMIA Il Museo Nazionale della Montagna ospita sino a novembre la mostra “L’impressione del colore. Montagne in fotocromia 1890-1910”, fotografie realizzate con il procedimento di stampa “Photochrom”, brevettato nel 1888 dalla ditta Fussli di Zurigo. Curato da Veronica Lisino, con il coordinamento di Aldo Audisio, questo appuntamento presenta 100 tavole originali, con soggetto montano, che appartengono al Centro Documentazione del Museo. Si tratta di un vero e proprio viaggio attraverso torrenti, cime innevate, paesi, cascate, paesaggi con vedute del Cervino, che esprime gli aspetti di una suggestiva “lettura” dell’ambiente con il carro postale alpino svizzero e il Gran San Bernardo, con il Castello del Valentino e Piazza Vittorio Emanuele a Torino, con il Passo dello Stelvio e il Castello del Buon Consiglio a Trento. Non mancano impressioni del mercato di Sarajevo e del Ponte Romano di Mostar. Monte dei Cappuccini, Info. 011/6604104. DISEGNI DI FRANCESCO MOSSO Prosegue alla GAM l’esposizione della pregevole raccolta di opere grafiche del Museo. Nella sala Wunderkammer, la storica dell’arte Monica Vinardi ha curato la bella mostra “Francesco Mosso tra bohème e scapigliatura” (aperta sino al 30 settembre), che delinea alcuni significativi momenti di questo artista, nato a Torino nel 1848 e scomparso a Rivalta nel 1877, allievo di Enrico Gamba e Andrea Gastaldi all’Accademia Albertina di Torino. Accanto agli studi di teste virili, si possono vedere delicate testine di bambina che sottolineano le fasi di una ricerca strettamente legata al progetto di Virginia Bertone. Di Danilo Eccher, direttore della GAM, è stato pubblicato da Umberto Allemandi il libro “Collezioni vol.2”, che documenta, con saggi e riproduzioni, il nuovo ordinamento delle collezioni museali. Info. 011/4429518. MOSTRE FLASH ALBA. Palazzo Banca d’Alba, esposizione del capolavoro del Tiziano “Il Martirio di San Lorenzo”, restaurato nei laboratori di Nicola Restauri di Aramengo. La pala d’altare, dipinta tra il 1546 e il 1559, rappresenta il Santo disteso sulla graticola in attesa del martirio, avvenuto a Roma nell’anno 258. Sino a fine anno, Info.0173/362958. AOSTA. Chiesa di San Lorenzo, mostra del pittore, incisore e scultore Tino Aime. Promossa dalle Regione Autonoma Valle d’Aosta e curata da Francesco Poli, offre un pano- Bartolomeo Guidobono - Lot e le figlie Ferrovia della Jungfrau. Stazione di Eigergletscher con la Jungfraul, 1902 rama della sua esperienza tra nature morte, paesaggi montani, interni di baite poeticamente interpretate. Dal 20 luglio al 28 ottobre. CHERASCO (Cuneo). Palazzo Salmatoris, nelle sale storiche personale della pittrice torinese Graziella Voghera. Curata da Cinzia Tesio, l’esposizione si snoda attraverso paesaggi urbani di San Salvario, Langhe, marine liguri e tavole musicali e teatrali. Dal 21 luglio al 15 agosto. RIVOLI. Castello di Rivoli/ Museo d’Arte Contemporanea, Beatrice Merz ha realizzato la rassegna “Oltre il muro”, con lavori del patrimonio del Museo tra progetti, percorsi speciali e recenti acquisizioni. Dall’opera sonora di Susan Philipsz, collocata nell’atrio juvarriano, a Nicola De Maria, Mario e Marisa Merz, Pistoletto, Nan Goldin, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Emilio Vedova, Giovanni Anselmo, Marzia Migliora. Info.011/9565280. TORINO. Al Santa Giulia Art&Wine Residence collettiva dal titolo “DIS-VELAMENTI”, con quadri, sculture, fotografie, acquerelli di Maura Banfo, Paolo Leonardo, Paolo Maggis, Ada Mascolo e Francesco Sena. Via Santa Giulia 41, sino al 24 settembre.. ANGELO MISTRANGELO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 33 3 3 FILATELIA VISITARE L’ITALIA I l “giro” delle emissioni Europa di quest’anno è dedicato al turismo, ossia all’opportunità di fare conoscere ciascun paese per mezzo dei francobolli. L’Italia vi ha aderito con due esemplari da euro 0,60 caduno, con raffigurazioni che non hanno molto convinto: fiori, una danzatrice, una mare azzurro... I lettori, e soprattutto i collezionisti, continuano a chiedere a Roma meno emissioni (anche, per limitare lo sborso) ma, soprattutto, francobolli graficamente più curati. ● SAN MARINO: LA JUVE Le poste italiane non avevano ancora emesso il francobollo-scudetto dedicato alla squadra vincitrice del Campionato di calcio, ma ci ha pensato con buon anticipo San Marino che per lo scudetto della Juve ha emesso un piacevole esemplare da un euro con l’emblema della formazione bianconera. ● LA REGINA: IL GIUBILEO Non si è ancora arrestata la cascata di francobolli emessi dalla Gran Bretagna e dai paesi del Commonwealth per i sessant’anni di regno della regina Elisabetta. Esemplari che riproducono, perlopiù, fotografie scattate in momenti diversi della vita della sovrana. Di alcuni dei primi esemplari abbiamo già detto. Le serie che continuano ad apparire si uniscono a molte stampate per i Giochi Olimpici di Londra, che occuperanno emissioni fino all’autunno inoltrato. ● I MAYA? TOCCHIAMO FERRO... Numerose amministrazioni avevano programmato francobolli per ricordare il famoso calendario Maya, con le relative profezie, alcune delle quali sembravano preannunciare per l’autunno la fine del mondo. La maggior parte di queste emissioni è stata cancellata per le proteste levatesi da più parti. Alle critiche (e agli scongiuri) ha invece reagito la posta del Belgio con un foglietto che, a quanto pare, ha provocato reazioni negative, respinto dalla maggior parte dei filatelisti. Morale: il foglietto è stato un insuccesso. Soprattutto i paesi africani si sono affrettati a eliminare tali serie del programma filatelico di quest’anno. RENZO ROSSOTTI IL QUIZ Soluzione del quiz precedente: la primavera, come immagine allegorica, compare in numerosi monumenti torinesi. Per la soluzione esatta del quiz era sufficiente citarne almeno due. La Primavera è raffigurata nel monumento a De Amicis, nei giardini di Porta Nuova; nella fontana dei mesi, al Valentino; e pure nella fontana Angelica in piazza Solferino, con rappresentate tutte le stagioni. Risulta vincitore del quiz Carmine Solodio IL NUOVO QUIZ Dalla metà dell’Ottocento in poi, i colpevoli di qualche reato (gli assassini venivano impiccati o ghigliottinati) venivano rinchiusi per un periodo più o meno lungo nel cosiddetto crottone, per dire prigione, insomma, gattabuia. Sapete dire dove si trovava il crittone più conosciuto, che rinchiuse anche alcuni personaggi celebri del Risorgimento? Le risposte devono pervenire a AVIS - Concorso Quiz - Via Piacenza 7 - 10127 Torino oppure [email protected] entro il 30 luglio 2012. Il premio del precedente quiz deve essere ritirato entro il 30 luglio 2012. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 34 3 4 ANAGRAFE AVISINA NOTE LIETE SONO NATI: – il 17 novembre Giada Pocusta figlia del volontario David e nipote della donatrice Daniela; – il 13 dicembre Martina, pronipote del donatore distintivo d’oro Giuseppe Actis. Lo annuncia con gioia il fratellino Claudio Pipino. Congratulazioni ai genitori; – il 22 dicembre Francesca Mocciaro, nipote del donatore medaglia d’oro Luciano Mocciaro, che ha portato immensa gioia alla mamma Valentina e al papà Alessandro. “Ti vogliamo bene!” i tuoi cuginetti Elisabetta e Federico; – il 15 marzo Zoe Calgaro figlia di Stefano e Giorgia Garbi. Auguri dai nonni Mauro e Isabella Garbi e dallo zio Gabriele Emanuele; – il 7 aprile è nato Gabriele. La dolcezza e l’amore con cui Federico ti guarda esprimono il sentimento di zia Amanda, di nonna Jeanne e nonno Flavio (avisino), con rinnovata gioia benvenuto tra noi Gabriele, mamma, papà, nonni, zii e cugini e avisini tutti; – il 18 aprile Giacomo Quarati per la gioia infinita di mamma e papà; – il 26 aprile Vittoria. Angelo e Maria Rita Lucco annunciano il lietro evento. COMPLEANNI, AUGURI E SALUTI – Tanti auguri alla piccola Giulia Zoppo per i suoi 4 anni compiuti il 24 maggio e tanti auguri anche alla sorellina Viola di pochi mesi e ai genitori, papà Mauro e mamma Romina, dai nonni Nicasio e Felicetta e dagli zii Filippo e Rosi. – Il donatore Mario Lovisari festeggia i 100 anni del suocero Albino Goldoni. – Il donatore Giuseppe Actis augura buon compleanno alla moglie Fernanda. – Andrea e Lorenzo aspettano con gioia l’arrivo del fra- Giada Pocusta Martina e Claudio Pipino Francesca Mocciaro Gabriele e Federico Giacomo Quarati Viola e Giulia Zoppo Albino Goldoni Andrea e Lorenzo tellino Diego o della sorellina Mirea... NOZZE – Il 21 aprile il donatore croce d’oro Giuseppe Actis si è unito in matrimonio con la donatrice Fernanda Sosena. Felicitazioni dai loro cari. A tutti le più vive felicitazioni. C aro Gianni (Cerri), il giorno 27 luglio tu compirai i tuoi primi 90 anni. Anni dedicati alla tua cara famiglia, al lavoro e all’Avis Comunale di Torino. Fino a quando ti è stato concesso sei stato donatore ma soprattutto volontario, sempre presente nei momenti di bisogno. Fai parte del Gruppo podisti Avis dove tu hai gareggiano per tanti anni, e ora sei socio onorario. Inoltre dieci anni fa hai fondato il gruppo donatori Avis Reba di cui sei sempre il presidente. Facendo tutte queste cose hai avuto modo di conoscere tante persone, tutti ti hanno voluto e ti vogliono bene, perché sei una persona speciale. Da parte mia ti ringrazio per l’affetto e la stima che hai sempre avuto nei miei confronti, per questo con il cuore ti faccio cari auguri e ti dico che ti voglio bene. MARISA LAMBRO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 35 3 5 ANAGRAFE AVISINA Correva l’anno 2006…galeotto fu il Gruppo Giovani Avis: due giovani ragazzi si incontrarono uniti dal comune ideale della promozione al dono del sangue e…piano, piano fece capolino la loro storia d’amore… Da quel giorno il loro sorriso e la loro spontaneità non sono mai mancati ad alcuna manifestazione avisina, in loro è cresciuta la consapevolezza che fare volontariato sarebbe diventato il loro stile di vita. Per Michele indossare il costume del Benny è stato un passo importante…si è calato a tal punto nel personaggio da sentire di essere un globulo rosso in missione speciale, Debora è sempre stata silenziosa, riservata e laboriosa come solo una vera volontaria sa essere, il suo lavoro è stato intenso, non sempre facile, ma lei non ha mai gettato la spugna, ha sempre creduto nell’alto valore del suo obiettivo finale. Debora, Michele…tutto il GGA e coloro che vi vogliono bene, vi augurano di camminare mano nella mano per tutta la vita, affrontando ogni giorno con l’entusiasmo e l’amore che vi lega oggi. I LUTTI NELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE SONO DECEDUTI: – il 3 marzo Aldo Bosco. Lo annunciano la moglie e i figli Marinella e Gianfranco con le rispettive famiglie; – Daniele Benvegnù, classe 1941, 136 donazioni. Lo annunciano con dolore la moglie Evelina Giordan, le figlie Lara e Sonia e l’adorata nipotina Rachele. Grazie alla sua generosità e al dono dei suoi organi alcune persone ora hanno nuove prospettive di vita e di salute migliore. – il 21 aprile Mario Ferreri, 66 anni. “Ha donato sempre sorridendo” La moglie Wilma e il figlio Alessandro. PIANGONO I LORO CARI – Il 22 marzo è mancata Vit- toria Bertot, ex donatrice e mamma del donatore Maurizio Ullio. “Rimarrai per sempre nei nostri cuori”. – Il 2 maggio Concetta Viscani, adorata moglie del donatore Gianfranco Codnik. Un ringraziamento a coloro che hanno partecipato al grande dolore. RICORRENZE – In memoria del figlio Emmanuele Aime il padre croce d’oro Teresio lo ricorda così: “Tesoro amatissimo, sono trascorsi 6 anni dalla tua nascita al cielo. Ci manchi immensamente ma spiritualmente sei sempre con noi! Tu sei nella luce, nella gioia senza fine e sicuramente pregherai per noi Daniele Benvegnù Vittoria Bertot e per quanti ti hanno voluto bene. Rimani sempre con noi, nei nostri cuori, nella nostra vita...in attesa di riabbracciarti per sempre. Ciao Emmanuele, con amore mamma e papà”. – La famiglia Mantello unita alle sorelle Ester e Luigina Bonnot ricordano con immutato dolore la loro amatissima Adriana nel 3° anniversario della sua scomparsa. A tutti le più sentite condoglianze. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 36 3 6CALENDARIO PRELIEVI AUTOEMOTECA IN MONTAGNA ANNO 2012 o 27 luglio VENERDÌ TRAVES 29 luglio DOMENICA CESANA 31 luglio MARTEDÌ CANTOIRA 01 agosto MERCOLEDÌ SAUZE D’OULX 04 agosto SABATO CHIALAMBERTO 05 agosto DOMENICA BARDONECCHIA 06 agosto LUNEDÌ VIU’ 07 agosto MARTEDÌ ALA DI STURA 08 agosto MERCOLEDÌ PESSINETTO 09 agosto GIOVEDÌ CHIOMONTE 10 agosto VENERDÌ SAUZE D’OULX 11 agosto SABATO CERES 12 agosto DOMENICA BARDONECCHIA 18 agosto SABATO GIAVENO 22 agosto MERCOLEDÌ OULX 25 agosto SABATO CESANA 26 agosto DOMENICA CHIALAMBERTO AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 37 3 7 NOTIZIE UTILI PROMEMORIA PER I DONATORI E cco notizie utili e consigli per i volontari del sangue, soprattutto nuovi, che si esorta atenere presenti e seguire. 1 – Le donazioni di sangue intero si possono effettuare tutte le mattine dei giorni feriali (7,30-11,45) e festivi (8-11,45) presso: – unità di raccolta di Torino, via Piacenza 7; – il centro raccolta di Pianezza, via Torino 19. Nelle sole mattine dei giorni feriali anche sulle autoemoteche site nei giardini di piazza Carlo Felice, di fronte a via Roma ed in piazza del Donatore di Sangue, davanti all’ospedale Giovanni Bosco dalle ore 7,30 alle 11,45 e nel piazzale antistante la stazione di Porta Susa. Altre autoemoteche Avis stazionano periodicamente innanzi alle chiese e nelle vicinanze dei mercati cittadini. Presso il centro trasfusionale dell’ospedale Maria Vittoria, via Medail - dal lunedì al venerdì (8,30-11,30) ed il sabato (8,3010,30) e presso il Centro ex Avis di via Baiardi, 43 dal lunedì al venerdì feriali (8-11,30). Per maggiori informazioni telefonare al numero verde: 800265508. Le donazioni di plasma (plasmaferesi) si possono fare, su appuntamento, tramite le segreterie Avis, presso: – unità di raccolta di Torino via Piacenza, 7, tel. 011/61.33.41; – il centro raccolta di Pianezza, via Torino, 19, tel. 011/ 966.16.68 dal lunedì al venerdì al mattino e pomeriggio, il sabato e nei giorni festivi solo al mattino; – l’autoemoteca sita nel parco Ruffini, di fronte al Palazzo dello Sport e in piazza XVIII Dicembre di fronte alla stazione di Porta Susa dal lunedì al sabato mattina (tel. 011/61.33.41). Le donazioni di piastrine (piastrinoaferesi) si compiono solo su chiamata delle segreterie in via Baiardi, 43. 2 – Ai lavoratori dipendenti che lo richiedano viene rilasciato un foglio giustificativo per il datore di lavoro, valido per la giornata di riposo collegata con la donazione di sangue. La giornata di riposo (senza perdite nella retribuzione) è concessa anche ai donatori che effettuano donazioni di plasma al pomeriggio e vale 24 ore dall’inizio della donazione. 3 – I lavoratori autonomi, che non necessitano di giustificazione e che hanno particolari esigenze lavorative, possono comunicare questa loro necessità alla segreteria Avis al momento della donazione. Potranno avere diritto di precedenza. 4 – In occasione della prima donazione e della donazione con visita di controllo annuale vengono eseguiti i seguenti esami: determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh; ricerca anti HIV (Aids); ricerca anti HCV (epatite C); ricerca HBsAg (epatite B); NAT (epatite C e AIDS); VDRL (sifilide); ALT (transaminasi); emocromo; glicemia; sideremia; proteine totali, creatinina, colesterolo; trigliceridi, ferritina. I risultati verranno inviati al domicilio del donatore entro 10-15 giorni. 5 – In tutte le altre donazioni si ricontrollano: gruppo sanguigno; anti HIV, anti HCV, HBsAg, VDRL, NAT, emocromo, ALT e QPE. In quest’ultimo caso gli esiti non saranno inviati al donatore, tranne che siano al di fuori della norma. Se ci sono degli esami al di fuori della norma da ricontrollare o se il donatore necessita di esami particolari, gli esiti saranno spediti a domicilio (tranne nei casi in cui il donatore preferisca ritirarli personalmente presso il centro Avis e lo comunichi al personale incaricato). 6 – È considerato donatore periodico e socio dell’Avis colui che ha effettuato almeno due donazioni di sangue e che dona almeno una volta ogni due anni. Chi non dona più sangue per motivi di età o di salute (questi ultimi accertati dai medici Avis) può rimanere iscritto all’associazione purché dimostri di prendere parte alle attività associative (come partecipare ad assemblee e riunioni, per esempio, o propagandare l’iscrizione all’Avis, soprattutto tra i giovani). Presso le unità di raccolta di Torino (via Piacenza 7) e Pianezza (via Torino 19) i donatori e loro familiari possono effettuare dal lunedì al venerdì feriali (ore 7,30-9) esami sul sangue e sulle urine prescritte dai propri medici di base, pagando direttamente alle segreterie Avis i tickets secondo le modalità previste dalla legge vigente. I risultati potranno essere ritirati dagli interessati o con delega nei giorni indicati al momento dell’effettuazione degli esami. 7 – Il “fondo di solidarietà”, istituito dall’Avis di Torino per i suoi donatori ed alimentato dai contributi degli stessi iscritti, permette di effettuare ai volontari più indigenti, e soprattutto a quanti non hanno un posto di lavoro, un rimborso dei tickets pagati per indagini diagnostiche e di laboratorio dal donatore o dai suoi familiari conviventi. Per ottenere detto rimborso è sufficiente presentarsi presso un centro Avis (Torino o Pianezza) entro tre mesi dall’esame, muniti della ricevuta originale di pagamento della spesa sostenuta, che verrà trattenuta dal centro Avis. Per i familiari è necessario produrre in visione anche uno stato di famiglia che comprovi la convivenza con il donatore. Il “fondo di solidarietà” rimborserà il 25% della spesa sostenuta per i tickets pagati per i familiari conviventi. Il rimborso per esami effettuati dagli stessi donatori varierà dal 25 al 100% a seconda che il totale delle donazioni effettuate sia compreso tra 2 e 23 (rimborso 25%), tra 24 e 49 (50%), tra 50 e 74 (75%), da 75 in poi (100%). Per le “croci d’oro” il fondo rimborserà il 100% delle somme pagate per esami e visite specialistiche sia al donatore sia ai propri conviventi. 8 – L’Avis comunale di Torino consegna ai donatori effettivi un “pacco natalizio (Befana del donatore)” a prezzi particolarmente ridotti per i propri figli, fratelli e nipoti di età non superiore ai 12 anni. Ogni donatore può ritirare un massimo di quattro pacchi a 5 euro ciascuno. Eventuali pacchi in più si potranno prenotare al costo di 20 euro caduno. Anche i soci iscritti ad altre sezioni Avis possono prenotare pacchi dono a prezzo di costo purché donino presso l’unità di raccolta di Pianezza. 9 – Si invitano i donatori a segnalare tempestivamente cambi di indirizzo e telefono, facilitando così le chiamate da parte delle segreterie e il corretto invio del Corriere Avis che viene spedito a tutti gli iscritti anche di uno stesso gruppo familiare, salvo che – a risparmio spese – ci venga richiesto di limitare l’inoltro del periodico ad uno solo dei donatori componenti la famiglia. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 38 38 CONSIGLI DEI MEDICI AVIS PER TUTTI I NOSTRI ISCRITTI Come comportarsi, da parte dei volontari del sangue, prima e dopo il prelievo Dopo la donazione: ... Prima della prossima donazione: 1) assicuratevi che il cotone, tenuto fermo dall’apposito cerotto, funga sicuramente da tampone. Se esce ancora qualche goccia di sangue, ritornate in sala prelievi per il necessario intervento; 14) ricordarsi di indossare indumenti idonei e comodi (occorre stare sdraiati per qualche minuto sulla poltrona ortopedica ed avere maniche che si possano rimboccare senza stringere troppo il braccio); 2) controllate che gli indumenti non determinino compressione a monte del punto di prelievo. Slacciate per qualche minuto colletto e cintura, se troppo stretti: respirerete meglio; 3) evitate di piegare il braccio per almeno 15-20 minuti dopo la donazione; 4) evitate bruschi movimenti del capo e repentine variazioni di posizione (da seduto alla posizione eretta e viceversa); 5) non sostate in piedi subito dopo avere donato, ma passeggiate; 6) fate colazione seduti, e possibilmente all’ombra. Subito dopo la donazione non bevete alcolici e non consumate cibi eccessivamente impegnanti la digestione; 7) non fumate (almeno per un’ora!); 8) non portate pesi con il braccio che è stato utilizzato per il prelievo (borsa della spesa, bambini, ecc.); 9) evitate una eccessiva sudorazione e/o traspirazione frequentando ambienti chiusi, caldi o affollati; 10) il pasto successivo alla donazione dovrebbe essere leggero, anche se energetico; 11) bevete più liquidi del solito, dopo la donazione: a pasto e durante la giornata; 12) nella giornata della donazione, evitate attività fisiche intense, lavori faticosi, attività sportiva, lunghi viaggi in auto; 13) sentitevi comunque fieri per avere contribuito, con il vostro dono anonimo e gratuito, a salvare una vita. 15) non è necessario il digiuno completo, ma è consentita una leggera colazione (senza troppo zucchero o marmellata); se si pensa di effettuare una plasmaferesi od una piastrinoaferesi è consigliato anche un pasto leggero; la sera precedente è consigliato un pasto normale, senza abusi di bevande alcoliche od eccessi alimentari. È comunque necessario il digiuno nel caso di esami da ricontrollare; 16) chi raggiunge il centro di corsa, od arrabbiato perché ha perso il bus o ha preso una contravvenzione, è meglio che attenda qualche minuto in sala d’attesa prima di presentarsi dal medico; 17) dopo un turno di lavoro notturno, o comunque particolarmente faticoso, è meglio non sottoporsi al prelievo; 18) il questionario che le segretarie invitano a riempire deve contenere risposte sincere e veritiere, con particolare attenzione alle domande poste per conoscere eventuali fattori di rischio per trasmissione, con il sangue, di infezioni virali; 19) se volete farvi accompagnare dal vostro bambino, portate anche un accompagnatore che lo sorvegli mentre voi effettuate la donazione. Grazie a tutti per la generosa collaborazione da parte dei medici trasfusionisti dell’Avis. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:53 Pagina 39 3 9NOTIZIE UTILI MEMORANDUM PER IL DONATORE Questo documento permette al Donatore di effettuare una preventiva autovalutazione sulla possibilità di donare sangue. In esso vi sono riassunti i principali criteri di ammissione o esclusione alla donazione, regolamentati dalla legislazione vigente. Vogliamo che il Donatore sia consapevole, ancor prima di recarsi alla unità di raccolta, se in quel momento è idoneo alla donazione o se deve osservare un periodo di sospensione cautelativa. Il medico dell’Avis è sempre a disposizione, presso le varie sedi di raccolta (nei giorni e negli orari previsit per le donazioni) per chiarire qualsiasi dubbio in merito (portare referti precedenti e farmaci in via di assunzione). – NO diabete in terapia farmacologica. – NO malaria (6 mesi dal rientro da zone endemiche). – 15 giorni per gastroenteriti. – 3/6 mesi da viaggi in zone a rischio di malattie tropicali. – 4 mesi da rapporti sessuali a rischio (occasionali non protetti, rapporti mercenari, con partner HBV, HCV e HIV positivi). – NO tossicodipendenti - NO alcolisti. – Per legge devono passare almeno 90 giorni tra una – 4 mesi da trasfusione di sangue. donazione di sangue intero e la successiva. – 4 mesi da trattamenti con immunoglobuline. – Età: dai 18 ai 65 anni; dopo i 65 anni e non oltre i – 4 mesi da contatti con pazienti con malattia del 70 la donazione è a discrezione del medico Avis. fegato di origine virale. – In caso di prima donazione l’età non deve supera- – 4 mesi da agopuntura (se non praticata da medico re i 60 anni. con aghi sterili a perdere). – Peso: non inferiore a: kg. 50 per sangue intero, 50 – 4 mesi da tatuaggi, foratura delle orecchie o di per AFERESI, 60 per il Multicomponent. altre parti del corpo (piercing). – per le DONNE: in età fertile massimo 2 donazio- – 4 mesi da endoscopia e artroscopia. ni all’anno. NO in gravidanza e durante l’allat– 48 ore da: vaccino antirabbia, anti rosolia, mortamento. SI dopo 1 ANNO dal parto o 6 MESI billo, vaiolo, BCC, parotite, anti-influenzale, da un’interruzione di gravidanza avvenuta nel tifo, colera, tetano, difterite. primo trimestre, 1 ANNO se avvenuta dopo il 4° mese. NO durante il ciclo mestruale (donare al- – 5 giorni da trattamento con Aspirina, Aulin ed altri farmaci antinfiammatori. meno 5/6 giorni prima o dopo). – Sì colazione (si consiglia di evitare cibi particolar- – 15 giorni da cure con antibiotici e cortisonici. mente grassi). – 4 mesi da interventi di maggiore entità (ricovero ospedaliero superiore ad una settimana). – Dopo la donazione: sostare un po’ in sede, non fare sforzi eccessivi, bere molti liquidi e non stare – 7 giorni cure odontoiatriche invasive (estraziofermi in piedi. ni, devitalizzazioni, otturazioni con anestesia). – La quantità di sangue prelevata è 450 ml (+/- 10%). – 4 mese per l’implantologia – NO raffreddore o influenza in atto. – NO aferesi se in terapia antipertensiva con particolari farmaci ACE-inibitori. – NO allergie gravi o crisi allergiche in atto. AVIS 3-2012 OK 22-06-2012 14:54 Pagina 40