1 CHE TEMPO FA $ OGGI Sereno Massima 5, minima -9 DOMANI con Direttore Paola Bernardini Fondatore Daniel Iannuzzi o.c. Sereno Massima 13, minima 3 +tasse The Cana d i a n I t a l i a n D a i l y N e w s L e q uo ti d i e n c a na d i e n i ta l i e n Publication Mail Agreement # 40008980 MARTEDì 6 marzo 2012 - tuesday march 6, 2012 ANNO LVI - N. 59 - Italia Eu 0.75 www.corriere.com Affluenza più alta nei distretti sotto indagine. Ieri manifestazione di protesta a Ottawa Scandalo robocall, i numeri non tornano La protesta ieri a Ottawa OTTAWa - Se lo scopo era quello di far disertare le urne agli elettori, chi ha organizzato la presunta frode alle elezioni del 2011 ha completamente sbagliato i suoi calcoli. Lo rivela uno studio dei 70 distretti elettorali toccati dallo scandalo robocall che mette in luce come nelle circoscrizioni sotto indagine l’affluenza sia stata più alta rispetto alla media nazionale. Budget, Flaherty tira le somme: «Lavoro e crescita» segue A PAG. 2 ARTICOLO A PAG. 2 Il ministro delle Finanze Jim Flaherty Prima udienza nel processo Rafferty, accusato di aver ucciso la bambina di 9 anni «Tori uccisa a colpi di martello» new delhi Rodney Stafford: sia fatta giustizia per mia figlia la polemica Oggi la deposizione del primo dei circa 100 testimoni chiamati dal procuratore Bossi attacca: Mario Monti al Nord rischia la vita LONDON - Tori Stafford è stata uccisa a colpi di martello. È questa la prima rivelazione fatta ieri dalla pubblica accusa all’udienza di apertura del processo contro Michael Rafferty, accusato di aver violentato e ucciso la bambina di nove anni nel 2009. Il procuratore Kevin Gowdey, nella sua arringa iniziale, ha presentato ai giurati i principali elementi di prova, avvertendo che nel corso del procedimento - che dovrebbe durare tre mesi - saranno mostrate fotografie particolarmente cruente. PIACENZA - «Stanno riempiendo il Nord di mafiosi in soggiorno obbligato, prima o poi qualcuno si decide a impiccarli sulla pubblica piazza». È durissimo nei toni l’affondo di ieri del leader della Lega Umberto Bossi contro il governo. «Monti per quello che ha fatto rischia la vita: al Nord lo faranno fuori». articolo A PAG. 8 «L’Italia deve tornare a investire sui giovani» L’ingegnere nucleare Franco Mammarella Il leader della Lega Nord Umberto Bossi Lav e Wwf: il nostro no alla mattanza delle foche Caterina rotunno CONCITA MINUTOLA TORONTO - Un percorso inaspettato, fatto di coincidenze e accadimenti esterni, sembra aver tracciato e condizionato la vita personale e professionale di Franco Mammarella, ingegnere nucleare, da più di venticinque anni in Canada dove ricopre un prestigioso incarico di Group Leader delle infrastrutture del progetto ARIEL presso il TRIUMF, il Laboratorio Nazionale del Canada per la fisica nucleare e delle particelle, uno dei più importanti laboratori di fisica subatomica nel mondo. TORONTO - «Il nostro coinvolgimento nella lunga battaglia contro la caccia alle foche è iniziato nel 2004». Simone Pavesi, responsabile nazionale settore pellicce della Lav, ricorda il viaggio in Canada, quell’anno, con i colleghi dell’Ifaw (International Fund for Animal Welfare). La delegazione di attivisti dell’associazione italiana per la protezione degli animali ha portato in Italia le immagini del massacro delle foche. Da allora, la Lav ha raccolto più di 150mila firme. La petizione si è chiusa quando l’Ue ha messo al bando i prodotti di foca. «Ma restiamo in guardia», dice. segue a pag. 5 La caccia alle foche e la protesta segue a pag. 3 ARTICOLO A PAG. 4 India, i due marò finiscono in carcere Striscione con le foto dei marò al Campidoglio La Farnesina: misura inaccettabile ARTICOLI A PAG. 7 Siria, continua la strage di civili Il Canada annuncia la chiusura della sua ambasciata a Damasco BEIRUT - Le autorità siriane hanno accolto favorevolmente la visita mercoledì a Damasco dell’incaricata umanitaria dell’Onu Valerie Amos, ma continuano a bloccare l’ingresso del convoglio della Croce Rossa nel martoriato quartiere di Bab Amro a Homs. Tank siriani a Homs segue a pag. 10 nucleare Atomica iraniana, il monito di Obama a pag. 10 lo scontro No Tav, il Colle: garantire lo sviluppo a pag. 9 1 CHE TEMPO FA $ OGGI Sereno Massima 5, minima -9 DOMANI con Direttore Paola Bernardini Fondatore Daniel Iannuzzi o.c. Sereno Massima 13, minima 3 +tasse The Cana d i a n I t a l i a n D a i l y N e w s L e q uo ti d i e n c a na d i e n i ta l i e n Publication Mail Agreement # 40008980 MARTEDì 6 marzo 2012 - tuesday march 6, 2012 ANNO LVI - N. 59 - Italia Eu 0.75 www.corriere.com Affluenza più alta nei distretti sotto indagine. Ieri manifestazione di protesta a Ottawa Scandalo robocall, i numeri non tornano La protesta ieri a Ottawa OTTAWa - Se lo scopo era quello di far disertare le urne agli elettori, chi ha organizzato la presunta frode alle elezioni del 2011 ha completamente sbagliato i suoi calcoli. Lo rivela uno studio dei 70 distretti elettorali toccati dallo scandalo robocall che mette in luce come nelle circoscrizioni sotto indagine l’affluenza sia stata più alta rispetto alla media nazionale. Budget, Flaherty tira le somme: «Lavoro e crescita» segue A PAG. 2 ARTICOLO A PAG. 2 Il ministro delle Finanze Jim Flaherty Prima udienza nel processo Rafferty, accusato di aver ucciso la bambina di 9 anni «Tori uccisa a colpi di martello» new delhi Rodney Stafford: sia fatta giustizia per mia figlia la polemica Oggi la deposizione del primo dei circa 100 testimoni chiamati dal procuratore Bossi attacca: Mario Monti al Nord rischia la vita LONDON - Tori Stafford è stata uccisa a colpi di martello. È questa la prima rivelazione fatta ieri dalla pubblica accusa all’udienza di apertura del processo contro Michael Rafferty, accusato di aver violentato e ucciso la bambina di nove anni nel 2009. Il procuratore Kevin Gowdey, nella sua arringa iniziale, ha presentato ai giurati i principali elementi di prova, avvertendo che nel corso del procedimento - che dovrebbe durare tre mesi - saranno mostrate fotografie particolarmente cruente. PIACENZA - «Stanno riempiendo il Nord di mafiosi in soggiorno obbligato, prima o poi qualcuno si decide a impiccarli sulla pubblica piazza». È durissimo nei toni l’affondo di ieri del leader della Lega Umberto Bossi contro il governo. «Monti per quello che ha fatto rischia la vita: al Nord lo faranno fuori». articolo A PAG. 8 «L’Italia deve tornare a investire sui giovani» L’ingegnere nucleare Franco Mammarella Il leader della Lega Nord Umberto Bossi Lav e Wwf: il nostro no alla mattanza delle foche Caterina rotunno CONCITA MINUTOLA TORONTO - Un percorso inaspettato, fatto di coincidenze e accadimenti esterni, sembra aver tracciato e condizionato la vita personale e professionale di Franco Mammarella, ingegnere nucleare, da più di venticinque anni in Canada dove ricopre un prestigioso incarico di Group Leader delle infrastrutture del progetto ARIEL presso il TRIUMF, il Laboratorio Nazionale del Canada per la fisica nucleare e delle particelle, uno dei più importanti laboratori di fisica subatomica nel mondo. TORONTO - «Il nostro coinvolgimento nella lunga battaglia contro la caccia alle foche è iniziato nel 2004». Simone Pavesi, responsabile nazionale settore pellicce della Lav, ricorda il viaggio in Canada, quell’anno, con i colleghi dell’Ifaw (International Fund for Animal Welfare). La delegazione di attivisti dell’associazione italiana per la protezione degli animali ha portato in Italia le immagini del massacro delle foche. Da allora, la Lav ha raccolto più di 150mila firme. La petizione si è chiusa quando l’Ue ha messo al bando i prodotti di foca. «Ma restiamo in guardia», dice. segue a pag. 5 La caccia alle foche e la protesta segue a pag. 3 ARTICOLO A PAG. 4 India, i due marò finiscono in carcere Striscione con le foto dei marò al Campidoglio La Farnesina: misura inaccettabile ARTICOLI A PAG. 7 Siria, continua la strage di civili Il Canada annuncia la chiusura della sua ambasciata a Damasco BEIRUT - Le autorità siriane hanno accolto favorevolmente la visita mercoledì a Damasco dell’incaricata umanitaria dell’Onu Valerie Amos, ma continuano a bloccare l’ingresso del convoglio della Croce Rossa nel martoriato quartiere di Bab Amro a Homs. Tank siriani a Homs segue a pag. 10 nucleare Atomica iraniana, il monito di Obama a pag. 10 lo scontro No Tav, il Colle: garantire lo sviluppo a pag. 9 CORRIERE CANADESE CANADA MARTEDì 6 marzo 2012 PAG. 5 Intervista a Franco Mammarella ingegnere nucleare italiano Group leader presso il TRIUMF di Vancouver Ricercatori italiani in Canada «Spero che l’Italia ritorni a investire sui giovani» Appassionato di “energie verdi”, ha creato un progetto per l’utilizzo degli scarti del reattore (segue dalla prima) «Dopo aver completato i miei studi all’Università “La Sapienza” di Roma- racconta l’ing. Mammarella che raggiungiamo nei laboratori del TRIUMF a Vancouver - ho ottenuto una borsa di studio presso l’ENEA, l’allora Ente Nazionale per l’Energia Atomica italiano che alla fine degli anni ’90 ha cambiato le sue finalità divenendo Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente. A quei tempi, parliamo della fine degli anni ’70 - prosegue Franco Mammarella - era stato approvato in Italia un piano energetico che prevedeva la costruzione di centrali nucleari in vari siti sul territorio nazionale, per cui molti giovani sognavano la carriera nel campo del nucleare. Successivamente, gli incidenti delle centrali nucleari di Three Mile Island in Pennsylvania nell’79 e di Chernobyl nella ex-Unione Sovietica nell’86, hanno creato in Italia un movimento politico e popolare sfociato in una serie di iniziative contro il nucleare culminate nel referendum abrogativo del 1987, che ha decretato la cancellazione di tutti i progetti nucleari». Dopo la borsa di studio, l’ing. Mammarella inizia la sua carriera professionale all’Enel e viene mandato in missione in Canada all’AECL - l’ente Canadese per l’enegia nucleare - che aveva i suoi uffici a Mississauga, per uno scambio di esperienze sui reattori tipo CANDU. Al suo ritorno a Roma si trova di fronte ai risultati del referendum e deve ripensare completamente il suo percorso professionale che aveva creduto di poter realizzare nel suo paese. Cosa fare e dove andare? Il Canada è il primo paese a cui pensa, avendone apprezzato la qualità della vita, la stabilità e un grande interesse per i giovani. Insieme alla moglie e due bambini in tenera età, decide di tornare in Canada, ma questa volta a Vancouver, dove la moglie, ricercatrice anche lei, delusa dalle tante attese in Italia, aveva ricevuto un offerta di incarico presso l’università della British Columbia (UBC). Immediatamente entra in contatto con docenti e ricercatori italiani. A questo proposito è ancora molto vivo il ricordo del suo incontro con la Professoressa Stefania Ciccone, docente di Italiano presso la UBC, che gli suggerisce di visitare i laboratori del TRIUMF, un “gioiello della ricerca”. «Sono rimasto immediatamente affascinato dalla grandiosità e modernità del laboratorio, ma sopratutto dal numero di giovani ricercatori presenti– ricorda Mammarella – Si avvertiva una energia incredibile. Quasi contemporaneamente alla mia visita mi venne fatta, dalla direzione dell’ente, una proposta di lavoro. Ho accettato e dopo tanti anni sono ancora qui, anche perché all’interno di TRIUMF, ho sempre avuto la possibilità di svolgere il lavoro che mi appassionava, con un percorso professionale caratterizzato da interessanti incarichi di responsabilità riferiti a progetti nazionali canadesi» Le è mai venuto in mente di tornare in Italia? «Più di una volta, soprattutto all’inizio, perchè in un certo senso avvertivo la mancanza dell’Italia, di certi aspetti della cultura italiana e allo stesso tempo mi sentivo anche in debito con il mio Paese, sensazione che sinceramente sento ancora. Penso che l’Italia abbia dato molto a me e a tanti altri ricercatori italiani nel mondo, non solo in termini di «Aprire il mondo della ricerca italiana alla competizione internazionale» «Sento ancora un gran debito di riconoscenza per il mio Paese» istruzione, formazione del pensiero critico, ma anche di creatività e capacità di gestione strutturata, pertanto una “forma mentis” che ci ha permesso di avere successo in molti campi. Purtroppo, mi sono reso conto che in Italia non esistevano le premesse per un ritorno. Re-inserirsi nel mondo del lavoro sembrava impossibile. Con passare del tempo sono diventato forse sempre più canadese; però torno spesso e volentieri in Italia per visitare i luoghi nativi e i miei genitori che vivono in Canosa Sannita, un piccolo centro in Abruzzo. Le confesso però che alcuni anni fa ho accarezzato di nuovo l’idea, quando mi fu chiesto se ero interessato a rientrare in Italia durante il “breve revival della politica per il nucleare”. Non è successo nulla anche perché, proprio in quel periodo, avevo accettato di dirigere il progetto infrastrutturale dell’ARIEL (Advanced Rare IsotopE Accelerator) offertomi dal TRIUMF». In cosa consiste il progetto ARIEL? «Questo progetto ha l’importante obiettivo di aprire nuove frontiere nel campo della ricerca e della medicina nucleare. Attraverso l’utilizzo di tecnologie di avanguardia, ci proponiamo di realizzare un acceleratore di elettroni capace di produrre quantità significative di isotopi rari per gli studi di fisica di base e per diagnostica medica. Con un valore di 62 milioni di dollari, ARIEL è finanziato in misura uguale dal Governo Federale Canadese per i macchinari dell’acceleratore e dal Governo della British Columbia per le infrastrutture. Il primo avviamento, previsto per la fine del 2014, è un appuntamento per tutti noi del TRIUMF». Nei dati relativi al suo profilo professionale lei dichiara di essere interessato alle “tecnologie verdi e di volersi impegnare per promuoverne ed espanderne il loro uso nella società”. Abbastanza curioso per un ingegnere nucleare. «Credo che il nucleare possa essere definito una “tecnologia verde” nel senso di una tecnologia che si contrappone a quelle “fossil base” che rilasciano enormi quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. L’accumulo di tali rilasci crea un pericoloso inquinamento atmosferico e l’ormai ben noto effetto serra, una delle maggiori preoccupazioni dei climatologi per le gravi conseguenze sul nostro pianeta e per l’umanità. Da alcuni anni seguo con interesse l’evoluzione del settore delle “energie verdi” di cui condivido in modo particolare il principio di “sostenibilità”, un principio basilare che credo sia fondamentale per la sopravvivenza dell’umanità. In tale contesto, sto portando avanti, a nome del nostro laboratorio, una collaborazione con l’università della British Columbia per lo studio del recupero e l’utilizzo delle energie di scarico del nostro ciclotrone (ndr. l’acceleratore di particelle elementari), per riscaldare una nuova area residenziale nel campus dell’università. Per darle un senso delle dimensioni del progetto, parliamo di circa cin- buito con energie e talento a tale progetto e vorrei citare in particolare l’ ingegnere Lucio Sacchetti, presidente della CMC Engineering, Anadi Canepa e Alice Miceli, ricercatori del TRIUMF e ancora: Costanza Casiraghi, Nicola Fameli, Damiano Angoli e Claudio Erratico, ricercatori della UBC. Decisivi sono stati il supporto e l’incoraggiamento dell’Ambasciata di Italia in Canada, del Consolato Italiano di Vancouver e dell’Istituto Italiano di Cultura, con cui abbiamo una stretta collaborazione su varie iniziative di interesse reciproco. Nell’ottobre dello scorso anno, insieme alla Dott.sa Anadi, ho partecipato, come membro di ARPICO e di TRIUMF, alla Tavola Rotonda a cui ho fatto riferimento precedentemente. È stata un’occasione molto stimolante e proficua in cui abbiamo avuto modo di incontrare i massimi rappresentanti della ricerca Italiana e Canadese e di scambiare di persona idee ed esperienze con rappresentanti delle altre due associazioni italiane, ARIO (Associazione dei Ricercatori Italiani in Ontario) e CSICSQ (Associazione dei ricercatori italiani del Québec)». Quali sono i progetti futuri dell’Associazione ARPICO? «Credo che in questo primo anno abbiamo lavorato bene. Abbiamo sviluppato un modello promettente, organizzando seminari con speakers di altissimo livello su argomenti quali le cellule staminali, la climatologia e ultimamente sul ruolo della ricerca di base nella società, con la partecipazione del Professore Sergio Bertolucci, direttore della ricerca del CERN, l’organizzazione europea per l’energia nucleare. La risposta della comunità scientifica locale e della comunità italiana in generale è stata molto positiva e ci lascia sperare per il futuro. La sfida è nel riuscire a mantenere il “momentum”. L’impegno futuro è chiaro. Ci sono ancora molti altri ricercatori e professionisti, non solo nelle science pure, ma anche ambientalistiche, sociali, mediche e umanitarie che devono scoprire ARPICO e il suo potenziale. Il loro contributo è essenziale per arricchire il dibattito intellettuale affinchè ARPICO diventi veramente un punto di riferimento permanente per tutti noi e non soltanto un esperimento. Allo stesso tempo sogno. Sogno che un giorno non troppo lontano tali iniziative “regionali” gettino le basi per una realtà nazionale che raccolga sotto un unico ombrello gli interessi di tutte le organizzazioni locali. Ci sono circa 3000 ricercatori italiani in Canada, che rappresentano una “vivaio” intellettuale di enorme potenziale e valore, un vero patrimonio intellettuale italiano all’estero. Immagini se si avesse un “Consiglio generale dei ricercatori e professionisti italiani del Canada” che rappresenti tutti noi. Per il momento però, è solo un sogno. Molto lavoro rimane da fare per permettere ad ARPICO di mettere radici profonde e diventare una realtà permantente, prima di iniziare il discorso su un possibile “consiglio nazionale”». Caterina Rotunno L’Ingegnere Franco Mammarella nei laboratori del TRIUMF a Vancouver que milioni di piedi quadri di superficie abitativa ovvero circa 5mila case di 100 metri quadri. Progetti del genere sono ormai considerati ordinari in paesi come la Svezia e, in un contesto Europeo. Il nostro può sembrare poca cosa, ma tale iniziativa, che vede la collaborazione di un centro di ricerca come TRIUMF e un’istituzione accademica quale la UBC, è la prima in Nord America, dove i costi energetici sono tipicamente una frazione di quelli europei. La nostra rappresenta un’opportunità per contribuire allo sviluppo di un modello tecno-economico per un futuro sostenibile. A tale proposito sono fortunato di collaborare con la UBC, una delle istituzioni leader in Nord America per lo sviluppo di un modello socioeconomico sostenibile». Questo progetto è già stato avviato ? «Siamo ancora in una fase preliminare. Essendo la prima iniziativa in tal senso in Nord America, bisogna dimostrarne sia la fattibilità che i costi. Però abbiamo già firmato una lettera di intenti con la UBC e abbiamo assunto una ditta di consulenza che sta completando gli studi preliminari necessari a definire il profilo della disponibilità energetica da parte del TRIUMF. Nel contempo l’Università della British Columbia sta portando a compimento gli studi tecnici ed economici. Sono fiducioso che la relazione finale che verrà presentata agli organi governativi della UBC in aprile, riceverà un parere favorevole». Nel suo team tecnico del TRIUMF ci sono anche ricercatori italiani? «Complessivamente siamo una quindicina di italiani tra fisici, ingegneri e tecnici che lavorano al TRIUMF. Direttamente coinvolti nel progetto ARIEL, abbiamo il piacere di avere Marco Marchetto, fisico dei fasci di particelle, laureato a Padova, arrivato qualche anno fa con un programma di post-dottorato della durata di due anni. Passato quel periodo, anche lui ha deciso di stabilirsi a Vancouver. Marco è responsabile della realizzazione dei fasci di trasporto delle particelle radioattive». Lei personalmente mantiene ancora dei contatti con il mondo della ricerca in Italia e come giudica l’attuale situazione del nostro Paese nel campo della ricerca? «Per molti anni sono stato professionalmente lontano dall’Italia e dal mondo della ricerca italiana per cui è azzardato esprimere opinioni e tantomeno giudizi in merito. Se però posso far riferimento a confronti che ho avuto con ricercatori e docenti italiani che ho incontrato nel corso degli anni, mi sembra di percepire una situazione anomala, in cui esiste un sistema educativo ancora molto valido, e un pool di ricercatori e specialisti altrettanto qualificati che tuttavia si scontrano con una realtà piena di vincoli strutturali che dà poco spazio all’iniziativa e smorza l’entusiasmo dei giovani talenti. Alla fine quindi, i giovani ricercatori prendono l’aereo e vanno altrove. Sembra mancare l’incentivazione». Partendo dalla sua esperienza canadese, a suo parere, cosa dovrebbe fare il mondo della ricerca in Italia per uscire da questa situazione di stallo. «Considero noi italiani molto preparati e competitivi e nel contempo desiderosi di affermarci nei rispettivi campi professionali. In Italia ci sono sicuramente aree di eccellenza, però sembra che per mostrare il loro valore e il loro talento molti dei nostri scienziati debbano, purtroppo, emigrare. Per arginare la fuga di cervelli, ci vuole uno sforzo collettivo, onesto e sincero, sia delle forze politiche che della dirigenza della ricerca e dell’industria. In un contesto di globalizzazione, è essenziale un piano strategico di consenso a respiro nazionale con finanziamenti adeguati, una stragezia che identifichi progetti di priorità nazionale per la utilizzazione ottimale di tali finanziamenti. Allo stesso tempo bisogna mettere i giovani ricercatori in condizioni di esprimere al massimo le loro potenzialità, dando loro non solo un forte incentivo scientifico, ma anche una buona base economica: sento ripetere spesso che i ricercatori italiani sono fra i meno pagati nel mondo. Bisogna snellire le strutture facilitando la mobilità e permettere in questo modo una crescita professionale piu accelerata, favorendo l’inserimento dei giovani ricercatori nel processo decisionale sin dagli inizi della carriera. Auspico che vengano aperte le porte ai ricercatori esterni e che si agevoli il rientro in Italia di coloro che sono andati all’estero. In un contesto di globalizzazione è necessario avere “mobilità a doppio senso” con una salutare competizione. Tale mobilità può soltanto arricchire la ricerca italiana». Quali interventi auspicherebbe a livello governativo? «Vedrei con favore un sistema d’incentivazione al fine di promuovere una più stretta collaborazione tra università, mondo della ricerca e l’industria per ri-energizzare quel processo di innovazione, chiave indispensabile per la produttività e competitività a livello internazionale. Qualcosa mi sembra stia accadendo in tale direzione. A tal proposito, la Tavola Rotonda ( “Cooperation beetween Canadian and Italian Universities and Researchs Centre”), organizzata lo scorso ottobre ad Ottawa dall’Ambasciata d’Italia, costituisce un esempio importante. Sono convinto che tali incontri bilaterali daranno frutti e porteranno allo sviluppo di collaborazioni importanti all’interno delle quali studenti e giovani ricercatori potranno acquisire conoscenze avanzate che saranno riconosciute e utilizzabili in entrambi i paesi. Investire nei giovani significa investire nel futuro. Tale investimento deve essere generoso e continuo ma con verifiche regolari». Se lei si trovasse di fronte ad uno studente italiano che si è appena laureato in fisica nucleare, che cosa gli consiglierebbe per il proprio futuro? «Gli direi di essere fiducioso e intraprendente. Gli direi di non rimanere in posizione di attesa, di aderire a gruppi professionali e partecipare al dibattito professionale, politico, culturale e sociale del Paese. Gli direi di viaggiare, andare all’estero e di farsi una esperienza internazionale, di confrontarsi con le altre realtà. Solo così riuscirà a maturare e crescere. In un clima economico in rallentamento, coloro che hanno una formazione superiore e a largo respiro avranno le migliori armi per eccellere e fare carriera. Aggiungerei che, completato tale necessario passaggio, torni in Italia e metta a disposizione del Paese la propra esperienza e talento. Io purtroppo non l’ho fatto. Dopo i primi anni passati in Canada non sono riuscito a trovare le condizioni lavorative che favorissero il mio rientro in Italia. Spero che questo ragazzo e tanti altri giovani come lui siano più fortunati». Lei fa parte del Board of Directors dell’Associazione ARPICO. È attraverso questa associazione dei ricercatori e professionisti italiani della BC che ha cercato di ricreare quell’ambiente culturale e scientifico italiano che le mancava? «Certamente. Era da alcuni anni che stavo lavorando all’idea di sviluppare un network dei ricercatori di origine italiana a Vancouver e avevo pensato al concetto di un “caffè scientifico”, informale ma con contenuti di alto livello. Avvertivo l’importanza di un’iniziativa per uno scambio di conoscenze, e nel contempo anche per conoscersi e allacciare relazioni con altri ricercatori. Attraverso discussioni appassionate, l’idea del “caffe” è diventata una vera e propria associazione. Così è nata ARPICO, l’ Associazione dei ricercatori e professionisti del Canada Occidentale, che si è data l’obiettivo di creare un network esteso a ricercatori e professionisti della British Columbia, ma anche per coloro che vengono dall’Italia per motivi di lavoro o studio. Molti hanno contri-