Quaderni PRASSI
PRASSI è il Progetto Regionale Azioni di Sistema inserito all’interno dell’attuazione del POR, il Programma Operativo
Regionale Obiettivo 3 (2000-2006) della Regione Umbria. Il progetto è finalizzato a sostenere e sviluppare i contenuti e gli
strumenti della concertazione e a supportare l’evoluzione del sistema “politiche del lavoro” per l’Umbria, contribuendo a
mettere a sistema l’intera gamma degli interventi e a sviluppare sinergie con il complesso delle attività in corso, intervenendo
a complemento, integrazione, valorizzazione delle stesse.
PRASSI è strutturato in tre progetti operativi a loro volta articolati in 7 azioni specifiche. All’Aur è stata affidata la
realizzazione dei due progetti operativi seguenti:
Progetto 2:
Azioni di sostegno e potenziamento della progettazione degli interventi delle politiche attive del lavoro, della formazione e
della stabilizzazione del lavoro.
Azioni specifiche:
2.1. Supporto alla progettazione di politiche attive del lavoro innovative;
2.2. Realizzazione di un laboratorio di ricerca su organizzazione dell’impresa, flessibilità, stabilizzazione e tutela del
lavoro.
Progetto 3:
Azioni di sostegno e potenziamento della concertazione sociale e della contrattazione.
Azioni specifiche:
3.1. Ricerche e studi sulla contrattazione e sui relativi strumenti connessi al sistema regionale di formazione e lavoro;
3.2. Realizzazione di un sistema di ricerche sui temi connessi alla concertazione e agli effetti del Patto per lo Sviluppo e
l’Innovazione dell’Umbria.
L’Aur, Agenzia di ricerca della Regione Umbria disciplinata dalla legge regionale 30/2000, si configura quale organo con
personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia scientifica, organizzativa e finanziaria. In riferimento alla
realtà regionale, svolge le seguenti funzioni:
► cura la raccolta, osservazione ed analisi dei dati riferiti alle principali grandezze economiche, sociali e territoriali;
► svolge studi e ricerche sulle trasformazioni e gli andamenti congiunturali della struttura economica;
► predispone i dati conoscitivi a supporto della elaborazione delle politiche territoriali ed economico-finanziarie della
Regione, nonché i dati utili alla valutazione e verifica degli effetti e dell’efficacia delle stesse politiche;
► redige un rapporto annuale sull’andamento economico e sociale della regione;
► promuove rapporti di collaborazione e connessione operativa al fine di incrementare la base conoscitiva e comparativa
dei dati territoriali di supporto alle scelte di programmazione locale e all’elaborazione degli strumenti di programmazione
negoziata.
Nello specifico, l'attività di ricerca è articolata, prioritariamente, su tre ambiti tematici: Sviluppo e Locale, Welfare e
Società, Lavoro e Impresa, a cui si aggiunge un’attività di tipo istituzionale volta ad effettuare un’analisi sugli andamenti
economici e sociali della regione.
© Agenzia Umbria Ricerche, 2004 - Tutti i diritti riservati.
L’utilizzo, anche parziale, è consentito a condizione che venga citata la fonte.
Coordinamento editoriale: Giuseppe Coco, Elisabetta Tondini
Grafica e impaginazione: Fabrizio Lena
AUR - Agenzia Umbria Ricerche
PROFILI DEI SISTEMI LOCALI DELL’UMBRIA:
OCCUPAZIONE E UNITÀ LOCALI
NEI SISTEMI DEL LAVORO E
NEI DISTRETTI TRA IL 1991 E IL 2001
di Elisabetta Tondini
Marzo 2005
INDICE
1. INTRODUZIONE ................................................................................................
Pag.
7
2. DINAMICHE OCCUPAZIONALI TRA PUBBLICO E PRIVATO ..............
Pag.
11
3. IL MONDO DELLE IMPRESE E LE TRASFORMAZIONI DI UN
DECENNIO ...............................................................................................................
3.1 Le unità locali delle imprese ed i relativi addetti ..................................................
3.2 Le trasformazioni settoriali ...................................................................................
3.3 Le componenti della dinamica occupazionale.......................................................
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
19
19
23
48
Pag.
Pag.
55
55
Pag.
Pag.
62
72
4. UNA PARTICOLARE TIPOLOGIA DI SISTEMI LOCALI DEL LAVORO:
I DISTRETTI ............................................................................................................
4.1 Caratteristiche di fondo e indicatori di performance .............................................
4.2 Specializzazione dei distretti al 2001 e occupazione manifatturiera
dei sistemi locali del lavoro per classi dimensionali ...................................................
4.3 Ruolo e crescita occupazionale dei distretti ..........................................................
5. DA UNA VISIONE DI SINTESI AD UNA NECESSITÀ DI
APPROFONDIMENTO ...........................................................................................
Pag.
Bibliografia ................................................................................................................
Pag.
75
79
1. INTRODUZIONE
Nella presente relazione vengono descritte le principali caratteristiche degli assetti produttivi
dell’Umbria utilizzando dati desumibili dall’ultimo censimento dell’industria e dei servizi e
operando un confronto con quanto era emerso dalla rilevazione di dieci anni prima. La
ricchezza di informazioni e soprattutto il dettaglio geografico dei dati utilizzati consentono di
rappresentare in maniera particolareggiata le caratteristiche economiche collegate
all’insediamento territoriale delle attività produttive, che in questo studio vengono analizzate
privilegiando l’aspetto occupazionale.
L’unità territoriale di riferimento è rappresentata dal Sistema Locale del Lavoro (d’ora in poi
SLL, anche riferito a una pluralità di sistemi), l’entità geografica risultante dall’aggregazione
di due o più comuni (appartenenti a province o regioni amministrativamente anche diverse)
dotata di strutture produttive e servizi tali da offrire opportunità di lavoro e residenza alla
popolazione ivi insediata, accogliendo una massa relazionale significativa. Il SLL rappresenta
lo spazio dove “la maggior parte della popolazione residente può trovare lavoro (o cambiare
lavoro) senza cambiare il luogo di residenza, e dove i datori di lavoro reclutano la maggior
parte dei lavoratori, generando così un complesso reticolo di spostamenti quotidiani casalavoro” (Istat, 1997)1.
La scelta che ha suggerito di impostare questo tipo di analisi sulla base dei SLL è stata
determinata da tre ordini di motivi:
• limitare l’analisi a livello regionale (o anche provinciale) avrebbe implicato la perdita di
informazioni dettagliate, comunque avrebbe reso impossibile cogliere specificità locali
significative;
• d’altra parte, spingere il dettaglio informativo a livello comunale sarebbe stata
un’operazione dispersiva, per l’elevata polverizzazione in unità amministrative comunali in
cui rimane suddiviso il già limitato territorio umbro;
• da ultimo, perché la modalità di costruzione del SLL attribuisce a questa particolare unità
territoriale la capacità di riflettere meglio di altre aree spaziali (aggregate sulla base di
criteri di natura amministrativa, politica o istituzionale), i legami e l’organizzazione del
tessuto economico produttivo e sociale che sottendono (Perugini C. – Pieroni L., 2004 a).
1
La motivazione che ha indotto l’ISTAT ad utilizzare gli spostamenti per motivi di lavoro per determinare i
confini sociali ed economici va ricercata nell’affermazione secondo cui l’attività lavorativa costituisce “la
fondamentale attività umana attraverso cui si realizza l’organizzazione dello spazio quotidiano di una persona,
più in generale di una comunità umana” (Istat, a cura di Sforzi F., 1997, p. 103).
7
Il SLL è dunque un’entità geografica intermedia, capace di esprimere caratteristiche “locali”
senza scendere ad un livello eccessivamente particolareggiato del territorio regionale; in
quanto tale il SLL costituisce un’unità territoriale d’analisi caratterizzata da un elevato grado
di compattezza/coesione interna che riesce a rappresentare l’esito osservabile del processo
evolutivo di fattori ambientali, fisici, sociali, culturali ed economici fra di loro interagenti
(Perugini C. - Musotti F., 2001).
I sistemi locali del lavoro rappresentano dunque una griglia particolarmente significativa per
“analizzare la geografia economica e sociale secondo una suddivisone del territorio che
scaturisce dall’autorganizzazione delle dinamiche relazionali, con particolare riferimento
agli ambiti di vita riferiti alla residenza e al luogo di lavoro nazionale” (Istat, 2000, p. 178) e
per esprimere le relazioni economiche, sociali, culturali e politiche del gruppo umano che vi è
insediato. Per queste ragioni, la mappa dei sistemi locali può essere considerata una buona
approssimazione di luoghi configurati come sistemi socio-economici locali, ovvero
“un’affidabile (o la migliore disponibile) rappresentazione dell’articolazione della società e
dell’economia in luoghi, cioè in territori che si distinguono per caratteristiche fisiche,
economiche, sociali, culturali, storiche, umane che influiscono, fra l’altro, sul modo e la
misura in cui le persone offrono i propri servizi lavorativi agli imprenditori che li
richiedono” (Perugini C. – Pieroni L., 2004 a, p. 404).
Sulla base dei dati censuari 19912, l’anno di riferimento più recente per cui l’ISTAT ha
mappato l’Italia in SLL, l’Umbria risulta divisa in 16 SLL interni, quelli la cui unità centrale3
ricade entro i confini regionali. Di questi, 13 possono ritenersi della provincia di Perugia, in
quanto il comune centrale ricade entro lo spazio della provincia capoluogo, e 3 alla provincia
ternana, uno dei quali, quello di Terni, è il solo ad annoverare al suo interno un comune non
umbro (Configni, della provincia di Rieti).
Vi sono inoltre 8 comuni della regione che ricadono in SLL esterni, ovvero la cui unità
principale è collocata al di fuori dei confini umbri.
In questo lavoro sono stati considerati i SLL interni all’Umbria, intendendo con tale aggettivo
quelli la cui unità centrale è un comune della regione. Il dato umbro, salvo indicazione
2
In attesa che l’Istat ridefinisca la geografia italiana dei SLL sulla base degli spostamenti casa-lavoro della
popolazione desumibili dall’ultimo censimento demografico del 2001, ci si deve accontentare di utilizzare la
mappatura che risale al 1991. Al riguardo, “il fatto che questa mappatura discenda dall’elaborazione dei dati sul
quesito sulla pendolarità del censimento 1991, non deve indurre a valutarla necessariamente come sorpassata
da un punto di vista territoriale” (Perugini C. – Signorelli M., 2004, p. 7).
3
Ogni SLL è caratterizzato da un’unità centrale, rappresentata dal comune verso cui si dirige il maggior numero
di persone e che dà il nome al SLL. Di solito coincide con il comune di dimensioni più elevate.
8
contraria, è relativo all’aggregato complessivo che annovera tutti i comuni umbri,
comprendendo così anche quelli appartenenti a sistemi extra regionali.
Tav. 1 - SLL interni all’Umbria
SLL ASSISI
(5 comuni)
SLL CASCIA
(3 comuni)
SLL CASTIGLIONE DEL
LAGO
(4 comuni)
SLL CITTÀ DI CASTELLO
(2 comuni)
SLL FOLIGNO
(5 comuni)
SLL GUALDO TADINO
(6 comuni)
SLL GUBBIO
(2 comuni)
SLL MARSCIANO
(4 comuni)
SLL NORCIA
(7 comuni)
SLL PERUGIA
(7 comuni)
SLL SPOLETO
(3 comuni)
SLL TODI
(5 comuni)
SLL UMBERTIDE
(3 comuni)
SLL FABRO
(5 comuni)
SLL ORVIETO
(9 comuni)
SLL TERNI
(15 comuni)
Assisi – Bastia – Bettona – Cannara – Valfabbrica
Cascia – Monteleone di Spoleto – Poggiodomo
Castiglione del Lago – Paciano – Panicale – Piegaro
Città di Castello – Monte Santa Maria Tiberina
Bevagna – Foligno – Montefalco – Spello – Trevi
Costacciaro – Fossato di Vico – Gualdo Tadino – Nocera Umbra –
Sigillo – Valtopina
Gubbio – Scheggia e Pascelupo
Fratta Todina – Marsciano – Monte Castello di Vibio – San Venanzo
Cerreto di Spoleto – Norcia – Preci – Sant'Anatolia di Narco
Scheggino – Sellano – Vallo di Nera
Corciano – Deruta – Magione – Passignano sul Trasimeno – Perugia –
Torgiano – Tuoro sul Trasimeno
Campello sul Clitunno – Castel Ritaldi – Spoleto
Collazione – Giano dell'Umbria – Gualdo Cattaneo – Massa Martana –
Todi
Montone – Pietralunga – Umbertide
Fabro – Ficulle – Montegabbione – Monteleone d'Orvieto –Parrano
Allerona – Alviano – Baschi – Castel Giorgio – Castel Viscardo –
Guardea – Montecchio – Orvieto – Porano
Acquasparta – Amelia – Arrone – Avigliano Umbro – Calvi dell'Umbria
– Ferentillo – Lugnano in Teverina – Montecastrilli – Montefranco –
Narni – Polino – San Gemini – Stroncone – Terni – Configni
Tav. 2 - SLL esterni all’Umbria
SLL
SLL
SLL
SLL
CORTONA
SAN SEPOLCRO
CHIUSI
CIVITA CASTELLANA
SLL ORTE
Cortona - Lisciano Niccone
Monterchi – Sansepolcro – Citerna - San Giustino
Cetona – Chiusi - San Casciano dei Bagni - Città della Pieve
Otricoli – Calcata – Carbognano - Castel Sant'Elia – Corchiano - Fabrica
di Roma – Faleria – Gallese – Monterosi – Nepi – Valleranno –
Vignanello - Magliano Sabina
Attigliano – Giove - Penna in Teverina - Bassano in Teverina – Orte Vasanello
9
I Sistemi Locali interni dell’Umbria
10
2. DINAMICHE OCCUPAZIONALI TRA PUBBLICO E PRIVATO
Nel 2001, il complesso delle unità locali situate in Umbria danno occupazione a 295.396
persone, l’82,7% delle quali impiegate nel comparto privato e il restante 17,3% in quello
pubblico4 (tab. 1 e tab. 2).
Tab. 1 - Addetti alle unità locali delle istituzioni pubbliche e delle imprese private e delle
istituzioni no profit nei SLL interni dell'Umbria - Anno 2001
PRIVATO*
% su
% su
val. ass.
val. ass.
Umbria
Umbria
Assisi
2.181
4,3
19.827
8,1
Cascia
283
0,6
811
0,3
Castiglione del Lago
862
1,7
6.141
2,5
Città di Castello
2.314
4,5
13.709
5,6
Foligno
4.481
8,8
22.943
9,4
Gualdo Tadino
1.301
2,6
8.100
3,3
Gubbio
1.591
3,1
8.617
3,5
Marsciano
1.022
2,0
5.169
2,1
Norcia
692
1,4
1.997
0,8
Perugia
18.702
36,7
66.950
27,4
Spoleto
2.675
5,2
11.122
4,6
Todi
1.341
2,6
8.369
3,4
Umbertide
734
1,4
6.207
2,5
Fabro
238
0,5
1.471
0,6
Orvieto
1.979
3,9
9.179
3,8
Terni
9.688
19,0
47.009
19,2
totale SLL
50.084
98,3
237.621
97,2
UMBRIA
50.969
100,0
244.427
100,0
* Privato sta per unità locali di imprese e istituzioni no profit
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
PUBBLICO
TOTALE
val. ass.
22.008
1.094
7.003
16.023
27.424
9.401
10.208
6.191
2.689
85.652
13.797
9.710
6.941
1.709
11.158
56.697
287.705
295.396
% su
Umbria
7,5
0,4
2,4
5,4
9,3
3,2
3,5
2,1
0,9
29,0
4,7
3,3
2,3
0,6
3,8
19,2
97,4
100,0
Il SLL di Perugia assorbe da solo il 29% degli addetti, per una quota prevalente nel comparto
pubblico (36,7%); segue il SLL di Terni, con un 19% sia nelle attività pubbliche che in quelle
private e, a distanza, quello di Foligno, con un 9%.
4
Il numero degli addetti è relativo alle unità locali delle imprese e delle istituzioni non profit (comparto privato)
e alle unità locali delle istituzioni pubbliche (comparto pubblico). In particolare, l’Istat definisce Istituzione non
profit privata o pubblica l’“unità giuridico-economica dotata o meno di personalità giuridica, di natura pubblica
o privata, che produce beni e servizi destinabili o non destinabili alla vendita e che, in base alle leggi vigenti o a
proprie norme statutarie, non ha facoltà di distribuire, anche indirettamente, profitti o altri guadagni diversi
dalla remunerazione del lavoro prestato ai soggetti che la hanno istituita o ai soci. Costituiscono esempi di
istituzione non profit privata: le associazioni, riconosciute e non riconosciute, le fondazioni, le organizzazioni
non governative, le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali e le altre organizzazioni non lucrative
di utilità sociale (ONLUS), i partiti politici, i sindacati, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, le
organizzazioni religiose ivi comprese diocesi e parrocchie”. Definisce Istituzione pubblica, invece, l’“unità
giuridico - economica la cui funzione principale è quella di produrre beni e servizi non destinabili alla vendita
e/o di ridistribuire il reddito e la ricchezza e le cui risorse principali sono costituite da prelevamenti obbligatori
effettuati presso le famiglie, le imprese e le istituzioni non profit o da trasferimenti a fondo perduto ricevuti da
altre istituzioni dell’amministrazione pubblica. Costituiscono esempi di istituzione pubblica: Autorità portuale,
Camera di commercio, Comune, Ministero, Provincia, Regione, Università pubblica, ecc.” (Istat).
11
Tab. 2 - Composizione % della componente pubblica e privata negli anni 1991 e 2001
Assisi
Cascia
Castiglione del Lago
Città di Castello
Foligno
Gualdo Tadino
Gubbio
Marsciano
Norcia
Perugia
Spoleto
Todi
Umbertide
Fabro
Orvieto
Terni
totale SLL
UMBRIA
PUBBLICO
Anno 1991 Anno 2001
12,9
9,9
28,5
25,9
14,7
12,3
15,7
14,4
17,7
16,3
19,4
13,8
19,3
15,6
16,6
16,5
34,0
25,7
23,9
21,8
23,0
19,4
14,0
13,8
13,2
10,6
12,8
13,9
20,2
17,7
19,9
17,1
19,9
17,4
19,7
17,3
PRIVATO
Anno 1991 Anno 2001
87,1
90,1
71,5
74,1
85,3
87,7
84,3
85,6
82,3
83,7
80,6
86,2
80,7
84,4
83,4
83,5
66,0
74,3
76,1
78,2
77,0
80,6
86,0
86,2
86,8
89,4
87,2
86,1
79,8
82,3
80,1
82,9
80,1
82,6
80,3
82,7
TOTALE
Anno 1991 Anno 2001
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Dal 1991 le attività private accrescono nel complesso il numero di occupati del 13,8%, a
fronte di un calo del 3% verificatosi nel pubblico (tab. 3).
L’analisi territoriale per SLL del differente ruolo delle componenti pubblica e privata si
ripropone del tutto simile a quella media regionale.
Nel dettaglio, si rilevano i seguenti fenomeni:
•
nel 2001, solo 5 sistemi (tra cui quello di Perugia, per l’evidente influenza del capoluogo
amministrativo regionale) si caratterizzano per una quota di addetti nel comparto privato
inferiore a quella media umbra;
•
nel decennio, il comparto privato registra una espansione diffusa su tutti i SLL (seppure
con ritmi differenziati), invece il pubblico si caratterizza per un aumento solo su 6 sistemi
(tra cui Perugia) e comunque per tassi inferiori a quelli verificatisi nel privato;
•
il risultato di queste dinamiche è stato un generale innalzamento della quota di addetti
occupati nelle unità locali di imprese e istituzioni private.
In sintesi, si può affermare che a giocare un ruolo determinante nella crescita occupazionale
dei territori umbri siano state le attività imprenditoriali: infatti la espansione della componente
privata, che ha interessato tutti gli aggregati subregionali, a volte si è sommata a quella comunque più attenuata - verificatasi nel versante pubblico, altre volte ha più che compensato
12
il calo occupazionale delle attività pubbliche. Si segnala l’unica eccezione del SLL di Fabro,
ove gli addetti nel comparto pubblico aumentano più di quelli impiegati nelle attività private.
Tab. 3 - Evoluzione dell'occupazione nella componente pubblica e privata dal 1991 al 2001
Assisi
Cascia
Castiglione del Lago
Città di Castello
Foligno
Gualdo Tadino
Gubbio
Marsciano
Norcia
Perugia
Spoleto
Todi
Umbertide
Fabro
Orvieto
Terni
Totale SLL
UMBRIA
PUBBLICO
variazione
variazione
assoluta
%
-254
-10,4
-26
-8,4
-109
-11,2
125
5,7
319
7,7
-156
-10,7
-205
-11,4
40
4,1
-179
-20,6
180
1,0
-364
-12,0
-14
-1,0
15
2,1
22
10,2
-112
-5,4
-888
-8,4
-1.606
-3,1
-1.581
-3,0
PRIVATO
variazione
variazione
assoluta
%
3.338
20,2
35
4,5
511
9,1
1.925
16,3
3.564
18,4
2.049
33,9
1.103
14,7
237
4,8
309
18,3
8.119
13,8
947
9,3
74
0,9
1.461
30,8
3
0,2
900
10,9
4.460
10,5
29.035
13,9
29.650
13,8
TOTALE
variazione
variazione
assoluta
%
3.084
16,3
9
0,8
402
6,1
2.050
14,7
3.883
16,5
1.893
25,2
898
9,6
277
4,7
130
5,1
8.299
10,7
583
4,4
60
0,6
1.476
27,0
25
1,5
788
7,6
3.572
6,7
27.429
10,5
28.069
10,5
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
In questo quadro di riferimento, può essere interessante osservare come è variato, nel
decennio, il ruolo delle attività private in termini di capacità occupazione generata rispetto al
totale (tab. 2 e graf. 1). Ovviamente, per le ragioni sopra dette, tutti i SLL (tranne Fabro) sono
interessati da un innalzamento – seppure differenziato – della quota di addetti nelle attività
private; spiccano tra tutti Assisi, con una quota superiore al 90% e Umbertide, anch’esso con
quasi il 90%.
I SLL più performanti, considerando gli addetti complessivamente impiegati, sono stati,
nell’ordine: Umbertide (+27%), Gualdo Tadino (+ 25%), Foligno e Assisi (+16%), Città di
Castello (+14%) e Perugia (+11%), che si colloca poco al di sopra della media regionale; gli
altri sistemi locali si caratterizzano invece per variazioni occupazionali pure positive
ponendosi però al di sotto del valore umbro (tab. 3).
Gli stessi SLL più dinamici in termini di occupazione complessiva si ripropongono tali, e a
fortiori, per le ragioni suddette, sul versante privato, a cui si aggiungono Norcia e Gubbio,
con ritmi di crescita superiori al valore regionale (+13,8%).
13
Graf. 1 - Addetti alle unità locali del comparto privato per SLL in Umbria: confronto
1991 e 2001
Graf. 1 - Addetti alle unità locali del comparto privato per SLL in Umbria: confronto 1991 e 2001
95,0
Valori % sull'occupazione totale
90,0
85,0
80,0
75,0
70,0
65,0
60,0
assisi
cascia
castiglio ne
del lago
città di
castello
fo ligno
gualdo
tadino
gubbio
marsciano
no rcia
Anno 1991
perugia
spo leto
to di
umbertide
fabro
o rvieto
terni
Umbria
Anno 2001
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Il grafico 2 visualizza la differente crescita occupazionale nel pubblico e nel privato dei SLL
interni in comparazione con quella dell’Umbria complessivamente considerata: la prima
evidenza che emerge attiene alla compresenza di situazioni territoriali caratterizzate da una
forbice evolutiva tra i due comparti molto ampia con altre dove tale divario è quasi
impercettibile; una certa difformità territoriale dei tassi di trasformazione (crescita o calo
occupazionale) emerge, inoltre, anche in termini comparativi rispetto alla tendenza media
(rappresentata dalla regione nel complesso)5.
5
Nella interpretazione delle variazioni suddette si tenga sempre presente che esse esprimono la vivacità dei
fenomeni; però, poiché trasformazioni di pari intensità possono agire su entità di partenza molto diverse tra loro,
per avere un quadro non distorto della portata del singolo fenomeno, occorre sempre comparare i ritmi evolutivi
con le grandezze assolute dei singoli ambiti territoriali.
14
Graf. 2 - Addetti alle ul di imprese e istituzioni nei SLL dell’Umbria: variazione 1991-2001
(Numeri indice, 1991=100)
Graf. 2 - Addetti alle ul di imprese e istituzioni nei SLL dell'Umbria: variazione 1991- 2001
(Numeri indice, 1991=100)
135,0
TOTALE
PRIVATO
PUBBLICO
U bi
bbli
130,0
125,0
120,0
115,0
Umbria Priv.
110,0
Umbria Tot.
105,0
100,0
Umbria Pubb.
95,0
90,0
85,0
80,0
75,0
i
si s
as
ia
l lo
go
te
sc
l la
as
ca
c
de
e
di
on
ittà
gli
c
i
t
s
ca
no
no
di
l ig
ta
fo
o
d
al
gu
io
no
bb
ia
sc
gu
r
a
m
a
to
ia
gi
rc
ole
ru
no
sp
pe
di
to
de
rti
be
um
o
br
fa
to
vi e
or
i
rn
te
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Una misura del ruolo rivestito dai SLL in termini di bacini occupazionali può essere fornita
dalla incidenza percentuale degli addetti impiegati sulla popolazione residente in età
lavorativa (ovvero dai 15 ai 64 anni). Si tratta di un indicatore di performance dei sistemi
territoriali il cui livello rivela lo stato di salute del singolo territorio; infatti il valore di questo
rapporto ci dà una misura di quanta forza di lavoro potenziale (quella espressa dalla
popolazione in età lavorativa) il SLL riuscirebbe ad assorbire al suo interno. Perciò,
rappresenta una informazione aggiuntiva per meglio comprendere la capacità propulsiva del
singolo SLL quale attivatore di domanda di lavoro in relazione alle potenzialità espresse dal
proprio territorio6. Secondo questa chiave di lettura, i valori di riferimento per SLL variano
entro un intervallo piuttosto ampio, che oscilla dal 35,7% di Fabro al 64,6% di Perugia, con
una media regionale pari al 55,1%. A parte Perugia, soltanto Città di Castello, Assisi e
Umbertide si caratterizzano per valori superiori alla media regionale, e questo a causa di una
presenza relativa delle attività private particolarmente elevata (cfr. graf. 3).
6
Naturalmente, gli occupati in unità locali situate all’interno di ciascun SLL possono risiedere anche al di fuori
dei relativi confini territoriali. Dunque, poiché non tutte gli addetti che lavorano entro i confini del SLL sono ivi
residenti e non tutti i residenti occupati lavorano entro il SLL ove risiedono, il contenuto informativo di questo
indice va ricercato unicamente nella capacità di contestualizzare l’entità del fenomeno occupazionale rispetto
alla forza lavoro potenziale del sistema locale.
15
Graf. 3 - Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria - Addetti ogni 100
abitanti in età lavorativa, anno 2001
Graf. 3- Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria Addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa, anno 2001
Umbria
terni
orvieto
fabro
umbertide
todi
spoleto
perugia
norcia
marsciano
gubbio
gualdo tadino
foligno
città di castello
castiglione del lago
cascia
assisi
0,0
2,5
5,0
7,5
10,0 12,5
15,0 17,5 20,0 22,5 25,0 27,5 30,0 32,5 35,0 37,5 40,0 42,5 45,0 47,5 50,0 52,5 55,0 57,5 60,0 62,5 65,0
Comparto pubblico
Comparto privato
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Nello specifico, il numero medio di addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa oscilla,
relativamente al comparto pubblico, dal 5,0% di Fabro al 14,1% di Perugia, contro una media
regionale pari a 9,5%; la forbice del comparto privato varia tra il 30,7% (sempre di Fabro) e il
55,0% di Assisi, con una media regionale di 45,6%.
Le stesse informazioni (ovvero il numero di addetti mediamente occupati nel comparto
pubblico e nel comparto privato ogni 100 abitanti in età lavorativa) riportate su un grafico a
dispersione (graf. 4) individuano un affollamento di sistemi locali (otto in tutto) nel quadrante
caratterizzato da entrambi i valori inferiori a quelli medi regionali; quattro SLL sono situati
nel quadrante caratterizzato da una sotto-presenza del pubblico a vantaggio di quello privato,
a fronte di altri tre che manifestano invece una connotazione opposta. Quale outlier rispetto a
tutti gli altri, si posiziona Perugia, unico SLL presente con entrambi gli indici (14,1% e
50,5%) molto più elevati di quelli medi umbri. L’influsso del ruolo del capoluogo di regione
quale polo “attrattore-generatore” di forza lavoro spicca in questo grafico in tutto la sua
evidenza.
16
Graf. 4 - Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria - Addetti ogni 100
abitanti in età lavorativa, anno 2001
Graf. 4 - Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria Addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa, anno 2001
60,0
Assisi
Comparto privato
55,0
Umbertide
Città di Castello
Perugia
50,0
Foligno
UMBRIA
45,0
Gualdo Tadino
Todi
40,0
Gubbio
Castiglione del Lago
Terni
Spoleto
Orvieto
Norcia
Marsciano
35,0
Cascia
Fabro
30,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
C o m pa rt o pubblic o
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
17
3. IL MONDO DELLE IMPRESE E LE TRASFORMAZIONI DI UN DECENNIO
In questo capitolo verrà focalizzata l’attenzione sulle attività afferenti alle imprese, attraverso
la capacità occupazionale generata dalle unità locali ad esse collegate e dai settori di attività
che sono stati i principali protagonisti delle trasformazioni produttive umbre negli anni
novanta fino a oltre la soglia del nuovo millennio.
3.1. Le unità locali delle imprese ed i relativi addetti
Nell’ultimo decennio intercensuario le unità locali delle imprese sono passate da 56.680 a
69.799, i relativi addetti da 204.854 a 230.530, aumentando le une del 23,1% e gli altri del
12,4% (tab. 4 e tab. 5).
Le attività private continuano a essere concentrate prevalentemente, nell’ordine, nei SLL di
Perugia, Terni, Foligno, Assisi ove, nel 2001, sono localizzate complessivamente il 62,4%
delle unità locali e il 64,1% di addetti dell’intera regione (cfr. tabb. 4-5).
Tab. 4 - Unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria (1991, 2001)
Assisi
Cascia
Castiglione del Lago
Città di Castello
Foligno
Gualdo Tadino
Gubbio
Marsciano
Norcia
Perugia
Spoleto
Todi
Umbertide
Fabro
Orvieto
Terni
totale SLL
UMBRIA
Anno 1991
val. ass.
4.281
360
1.598
2.908
4.706
1.758
2.526
1.488
677
14.600
3.129
2.560
1.252
601
2.746
9.681
54.871
56.680
%
7,6
0,6
2,8
5,1
8,3
3,1
4,5
2,6
1,2
25,8
5,5
4,5
2,2
1,1
4,8
17,1
96,8
100,0
Anno 2001
val. ass.
5.295
336
1.813
3.740
6.366
1.900
2.738
1.619
774
19.457
3.284
2.735
1.581
584
3.179
12.455
67.856
69.799
%
7,6
0,5
2,6
5,4
9,1
2,7
3,9
2,3
1,1
27,9
4,7
3,9
2,3
0,8
4,6
17,8
97,2
100,0
Variazione 1991-2001
var. ass.
%
1.014
23,7
-24
-6,7
215
13,5
832
28,6
1.660
35,3
142
8,1
212
8,4
131
8,8
97
14,3
4.857
33,3
155
5,0
175
6,8
329
26,3
-17
-2,8
433
15,8
2.774
28,7
12.985
23,7
13.119
23,1
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
19
Tab. 5 - Addetti alle unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria
Assisi
Cascia
Castiglione del Lago
Città di Castello
Foligno
Gualdo Tadino
Gubbio
Marsciano
Norcia
Perugia
Spoleto
Todi
Umbertide
Fabro
Orvieto
Terni
totale SLL
UMBRIA
Anno 1991
val. ass.
%
16.260
7,7
684
0,3
5.430
2,6
11.704
5,5
19.182
9,1
5.985
2,8
7.446
3,5
4.809
2,3
1.674
0,8
57.441
27,2
9.974
4,7
8.198
3,9
4.712
2,2
1.439
0,7
8.140
3,9
41.767
19,8
204.845
97,1
210.986
100,0
Anno 2001
val. ass.
%
19.399
8,2
692
0,3
5.771
2,4
13.448
5,7
22.303
9,4
7.973
3,4
8.431
3,6
5.110
2,2
1.921
0,8
64.685
27,3
10.638
4,5
8.277
3,5
5.865
2,5
1.468
0,6
8.940
3,8
45.609
19,2
230.530
97,2
237.170
100,0
Variazione 1991-2001
var. ass.
%
3.139
19,3
8
1,2
341
6,3
1.744
14,9
3.121
16,3
1.988
33,2
985
13,2
301
6,3
247
14,8
7.244
12,6
664
6,7
79
1,0
1.153
24,5
29
2,0
800
9,8
3.842
9,2
25.685
12,5
26.184
12,4
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Una diagnosi territoriale delle trasformazioni occorse nel decennio dalle due variabili mostra
andamenti piuttosto differenziati (cfr. graf. 5). A parte due unici casi (Fabro e Cascia) segnati
da una contrazione del numero di unità produttive, a fronte di una tenuta in termini
occupazionali, gli altri SLL sono cresciuti sia dal punto di vista degli insediamenti produttivi
che degli addetti, seppure per tassi differenti tra loro e differenti rispetto alla media regionale.
In particolare, quattro sistemi (Umbertide, Assisi, Città di Castello, Foligno, Perugia) si sono
rivelati più dinamici, sia in termini di unità locali che di addetti, della media regionale; invece
uno solo, Terni, lo è stato soltanto dal punto di vista delle unità locali, sottendendo un
processo di ristrutturazione produttiva in corso7. Gli altri SLL, caratterizzandosi tutti per tassi
evolutivi positivi, hanno assistito ad una proliferazione di unità locali segnata da ritmi più
contenuti di quello totale umbro, e accompagnata, per tre di questi (Gualdo Tadino soprattutto,
e poi Gubbio e Norcia) da tassi di incremento occupazionali più sostenuti della media.
7
L’aumento delle unità locali delle imprese è un fenomeno non univocamente interpretabile, in quanto può
essere conseguente sia alla nascita di una nuova attività imprenditoriale, in loco o fuori dei confini territoriali, e
dunque espressione di una inequivocabile vivacità del tessuto produttivo, sia ad un processo di gemmazione, in
ubicazioni produttive aggiuntive, di un’impresa già esistente. Quest’ultimo processo è a sua volta generato da
strategie imprenditoriali differenti, riconducibili a politiche di ri-organizzazione e ri-strutturazione aziendale che
portano all’ampliamento, alla differenziazione, alla de-localizzazione della propria attività produttiva, con
evidenti conseguenze sul significato economico che assume il nuovo stabilimento, che può costituire una unità
aggiuntiva a tutti gli effetti, ma anche essere espressione di un processo di frammentazione di unità locali
preesistenti.
20
Naturalmente, per il diverso ruolo economico dei 16 aggregati territoriali (cfr. al riguardo
graff. 6 e 7), uguali tassi di crescita possono sottendere variazioni assolute assai differenti e,
viceversa, incrementi della stessa entità possono evidenziare ritmi evolutivi molto distanti tra
loro. Un esempio per tutti: l’incremento del 29% delle unità locali nel SLL di Terni e in
quello di Città di Castello si sono concretizzati di fatto in aumenti assoluti pari
rispettivamente a 2.774 e 832 unità; e ancora: la crescita del 13% degli addetti nei SLL di
Gubbio e di Perugia è stata accompagnata da aumenti occupazionali rispettivamente di 985 e
7.244 unità… e via di seguito. Dunque, per una completa comprensione delle trasformazioni
che hanno caratterizzato dal 1991 al 2001 le unità territoriali in esame, è opportuno
considerare congiuntamente ruolo e intensità evolutiva di ciascun SLL.
Comparando la dinamica delle unità locali con quella dei relativi addetti otteniamo
informazioni riguardanti la variazione della dimensione media degli insediamenti produttivi
locali8. Dimensione che, nel complesso, si contrae in tutta la regione e in 10 SLL,
testimoniando che la espansione verificatasi in Umbria ha privilegiato la frammentazione
produttiva.
Graf. 5 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per SLL interni dell’Umbria Variazioni % dal 1991 al 2001
Graf. 5 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per SLL interni dell'Umbria variazioni % dal 1991 al 2001
35,00
Gualdo Tadino
30,00
Umbertide
Comparto privato
25,00
20,00
Assisi
Foligno
Città di Castello
Norcia
15,00
UMBRIA
Gubbio
Perugia
Orvieto
10,00
Terni
Marsciano
Spoleto
Castiglione del Lago
5,00
Cascia
Todi
Fabro
0,00
-7,00
-2,00
3,00
8,00
13,00
18,00
23,00
28,00
33,00
Unit à lo c a li
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
8
Una prima indicativa misura (seppure grossolana) della dimensione media aziendale è data dal rapporto tra
addetti alle unità locali e unità locali medesime. Un ritmo di crescita delle unità locali superiore a quello dei
relativi addetti implica una conseguente diminuzione della dimensione media, e viceversa.
21
Graf. 6 – Unità locali delle imprese per SLL interni dell’Umbria
Graf. 6 - Unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria
27,5
25,0
Valori % s ul totale regionale
22,5
1991
2001
20,0
17,5
15,0
12,5
10,0
7,5
5,0
2,5
0,0
A SSISI
CA SCIA
CA STIGLIONE
DEL LAGO
CITTà DI
CA STELLO
FOLIGNO
GUA LDO
TA DINO
GUB B IO
M ARSCIA NO
NORCIA
PERUGIA
SP OLETO
TODI
UM B ERTIDE
FAB RO
ORVIETO
TERNI
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 7 – Addetti alle unità locali delle imprese per SLL interni dell’Umbria
Graf. 7 - Addetti alle unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria
27,5
25,0
V a lo ri % su l to ta le re g io n a le
22,5
1991
2001
20,0
17,5
15,0
12,5
10,0
7,5
5,0
2,5
0,0
ASSISI
CASCIA
CASTIGLIONE
DEL LAGO
CITTà DI
CASTELLO
FOLIGNO
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
22
GUALDO
TADINO
GUBBIO
M ARSCIANO
NORCIA
PERUGIA
SPOLETO
TODI
UM BERTIDE
FABRO
ORVIETO
TERNI
3.2. Le trasformazioni settoriali
Nel 2001 il settore terziario diventa in Umbria quello prevalente, con 49.920 unità locali e
128.962 occupati, rispettivamente il 71,5% e il 54,4% del totale, a testimonianza di come
anche l’Umbria sia stata protagonista dell’intenso processo di terziarizzazione che ha
caratterizzato l’economia italiana degli anni novanta (tabb. 6-7).
La predominanza dei servizi (in particolare quelli diversi dal commercio) sul complesso delle
attività private è stata il risultato di ritmi evolutivi (+23,3% in termini di addetti e +27,1% in
termini di unità locali) particolarmente sostenuti, soprattutto se confrontati con quelli
dell’industria che, a distanza di dieci anni, si è trovata con un’occupazione quasi immutata
(+2,0% contro +14,5% delle unità locali), soprattutto a causa del declino occupazionale delle
attività manifatturiere (-3,4% addetti, + 5,2% unità locali) (tab. 8).
Perdono dunque alcuni punti: l’industria nel complesso (dal 29,8% al 27,7% come unità locali
e dal 49,7 al 45,1% in termini di addetti), ma soprattutto la manifattura, che passa dal 16,9%
al 14,4% come unità locali e dal 37,4% al 32,1% come addetti (tab. 7).
Un’economia che assiste ad un aumento nel terziario di 24.332 addetti, dei quali solo 1.811
operanti nel commercio, e di 2.149 addetti nell’industria, scontando, nel dettaglio, un calo di
2.713 unità lavorative manifatturiere, è un’economia partita da una evidente sottocaratterizzazione terziaria, e dunque potenzialmente orientata alla crescita dei servizi, sia alla
persona che alle imprese.
Tuttavia, il quadro rilevato per l’Umbria nel suo complesso è il risultato di trasformazioni a
livello locale assai disomogenee, non tanto e non solo in termini di intensità ma anche in
termini di divergenze evolutive, poiché non tutti i SLL interni dell’Umbria si allineano al
trend regionale. Dunque siamo di fronte, seppure su diversa scala, a un quadro del tutto simile
a quello proprio dell’Italia dell’ultimo decennio intercensuario, caratterizzato: da una
dinamica occupazionale dell’industria, in particolare quella manifatturiera, territorialmente
difforme, da un ridimensionamento del commercio, da una performance decisamente positiva
realizzata dai servizi diversi dal commercio.
Infatti, se il ruolo dei singoli SLL in termini di attività imprenditoriali e di occupazione
generata non mostra differenziazioni di rilievo scendendo nel dettaglio settoriale (cfr. tab. 9),
importanti scostamenti sono rilevabili andando a considerare la composizione settoriale
all’interno dei singoli SLL, non omogeneamente caratterizzata dalla prevalenza e dalla
crescita solo del terziario (cfr. tab. 7 e graff. 8-13).
23
Nel dettaglio, i grafici 8 e 9 riportano le variazioni relative di cui sono state protagoniste unità
locali e addetti della manifattura, del commercio, degli altri servizi nei diversi SLL. Volendo
tentare una sintesi delle trasformazioni verificatesi dal 1991 al 2001 si può dire che nei servizi
diversi dal commercio i SLL dell’Umbria hanno mostrato una chiara convergenza; viceversa,
una certa divergenza si è verificata nel versante dei settori tradizionali, la manifattura e il
commercio.
24
Tab. 6 – Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell’Umbria negli anni 1991 e 2001 –
Valori assoluti
di cui ATTIVITÀ
MANIFATTURIERE
INDUSTRIA
Assisi
SERVIZI TOTALI
di cui COMMERCIO
di cui ALTRI SERVIZI
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
1.334
1.566
8.629
9.773
835
885
7.061
7.442
2.926
3.700
7.593
9.572
1.567
1.585
3.567
3.542
1.359
2.115
4.026
6.030
102
97
232
225
32
22
46
39
234
230
413
451
112
110
184
167
122
120
229
284
Cascia
Castiglion
del Lago
Città di Castello
471
527
2.904
2.660
236
246
1.922
1.797
1.102
1.256
2.385
2.993
589
548
1.211
1.394
513
708
1.174
1.599
1.097
1.373
7.159
7.428
736
864
6.132
6.064
1.787
2.345
4.460
5.933
864
915
1.947
2.078
923
1.430
2.513
3.855
Foligno
1.317
1.692
9.824
10.333
780
847
7.930
7.112
3.348
4.623
9.287
11.892
1.866
2.075
4.390
4.754
1.482
2.548
4.897
7.138
Gualdo Tadino
607
668
3.623
5.380
356
365
2.728
4.190
1.128
1.222
2.329
2.582
611
520
1.185
1.046
517
702
1.144
1.536
Gubbio
796
861
3.702
3.807
339
382
2.328
2.400
1.698
1.855
3.676
4.584
903
797
1.747
1.598
795
1.058
1.929
2.986
Marsciano
555
544
2.978
2.999
323
276
2.327
2.301
909
1.047
1.787
2.072
519
493
955
911
390
554
832
1.161
Norcia
217
245
759
885
79
98
379
469
449
517
893
1.009
239
228
405
404
210
289
488
605
Perugia
4.350
4.949
24.966
23.870
2.565
2.645
18.119
16.466
10.200
14.436
32.263
40.666
4.893
5.291
13.165
14.622
5.307
9.145
19.098
26.044
Spoleto
864
859
4.281
4.323
452
422
3.049
2.967
2.257
2.408
5.674
6.284
1.255
1.067
2.593
2.297
1.002
1.341
3.081
3.987
Todi
841
814
4.785
4.051
437
388
3.328
2.432
1.657
1.858
3.310
4.100
868
801
1.582
1.559
789
1.057
1.728
2.541
Umbertide
431
550
2.958
3.692
268
330
2.502
2.967
811
1.023
1.718
2.158
456
474
851
902
355
549
867
1.256
Fabro
219
185
572
605
94
85
278
314
360
386
830
825
199
184
410
367
161
202
420
458
Orvieto
737
854
3.293
3.402
358
386
1.957
1.831
1.957
2.267
4.672
5.364
1.013
1.001
2.138
2.110
944
1.266
2.534
3.254
Terni
2.219
2.819
20.240
19.554
1.250
1.408
15.560
14.130
7.384
9.549
21.215
25.905
3.905
4.281
9.504
9.898
3.479
5.268
11.711
16.007
Totale SLL
16.157
18.603
100.905
102.987
9.140
9.649
75.646
72.921
38.207
48.722
102.505
126.390
19.859
20.370
45.834
47.649
18.348
28.352
56.671
78.741
UMBRIA
16.883
19.327
104.863
107.012
9.573
10.068
78.930
76.217
39.264
49.920
104.630
128.962
20.466
20.894
46.956
48.767
18.798
29.026
57.674
80.195
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
25
Tab. 7 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell'Umbria negli anni 1991 e 2001 –
composizione % per riga
di cui ATTIVITÀ
MANIFATTURIERE
INDUSTRIA
SERVIZI TOTALI
di cui COMMERCIO
di cui ALTRI SERVIZI
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
Assisi
31,2
29,6
53,1
50,4
19,5
16,7
43,4
38,4
68,3
69,9
46,7
49,3
36,6
29,9
21,9
18,3
31,7
39,9
24,8
31,1
Cascia
Castiglion
del Lago
Città di Castello
28,3
28,9
33,9
32,5
8,9
6,5
6,7
5,6
65,0
68,5
60,4
65,2
31,1
32,7
26,9
24,1
33,9
35,7
33,5
41,0
29,5
29,1
53,5
46,1
14,8
13,6
35,4
31,1
69,0
69,3
43,9
51,9
36,9
30,2
22,3
24,2
32,1
39,1
21,6
27,7
37,7
36,7
61,2
55,2
25,3
23,1
52,4
45,1
61,5
62,7
38,1
44,1
29,7
24,5
16,6
15,5
31,7
38,2
21,5
28,7
Foligno
28,0
26,6
51,2
46,3
16,6
13,3
41,3
31,9
71,1
72,6
48,4
53,3
39,7
32,6
22,9
21,3
31,5
40,0
25,5
32,0
Gualdo Tadino
34,5
35,2
60,5
67,5
20,3
19,2
45,6
52,6
64,2
64,3
38,9
32,4
34,8
27,4
19,8
13,1
29,4
36,9
19,1
19,3
Gubbio
31,5
31,4
49,7
45,2
13,4
14,0
31,3
28,5
67,2
67,8
49,4
54,4
35,7
29,1
23,5
19,0
31,5
38,6
25,9
35,4
Marsciano
37,3
33,6
61,9
58,7
21,7
17,0
48,4
45,0
61,1
64,7
37,2
40,5
34,9
30,5
19,9
17,8
26,2
34,2
17,3
22,7
Norcia
32,1
31,7
45,3
46,1
11,7
12,7
22,6
24,4
66,3
66,8
53,3
52,5
35,3
29,5
24,2
21,0
31,0
37,3
29,2
31,5
Perugia
29,8
25,4
43,5
36,9
17,6
13,6
31,5
25,5
69,9
74,2
56,2
62,9
33,5
27,2
22,9
22,6
36,3
47,0
33,2
40,3
Spoleto
27,6
26,2
42,9
40,6
14,4
12,9
30,6
27,9
72,1
73,3
56,9
59,1
40,1
32,5
26,0
21,6
32,0
40,8
30,9
37,5
Todi
32,9
29,8
58,4
48,9
17,1
14,2
40,6
29,4
64,7
67,9
40,4
49,5
33,9
29,3
19,3
18,8
30,8
38,6
21,1
30,7
Umbertide
34,4
34,8
62,8
62,9
21,4
20,9
53,1
50,6
64,8
64,7
36,5
36,8
36,4
30,0
18,1
15,4
28,4
34,7
18,4
21,4
Fabro
36,4
31,7
39,7
41,2
15,6
14,6
19,3
21,4
59,9
66,1
57,7
56,2
33,1
31,5
28,5
25,0
26,8
34,6
29,2
31,2
Orvieto
26,8
26,9
40,5
38,1
13,0
12,1
24,0
20,5
71,3
71,3
57,4
60,0
36,9
31,5
26,3
23,6
34,4
39,8
31,1
36,4
Terni
22,9
22,6
48,5
42,9
12,9
11,3
37,3
31,0
76,3
76,7
50,8
56,8
40,3
34,4
22,8
21,7
35,9
42,3
28,0
35,1
Totale SLL
29,4
27,4
49,3
44,7
16,7
14,2
36,9
31,6
69,6
71,8
50,0
54,8
36,2
30,0
22,4
20,7
33,4
41,8
27,7
34,2
UMBRIA
29,8
27,7
49,7
45,1
16,9
14,4
37,4
32,1
69,3
71,5
49,6
54,4
36,1
29,9
22,3
20,6
33,2
41,6
27,3
33,8
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
26
Tab. 8 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell'Umbria negli anni 1991 e 2001 –
variazioni assolute e percentuali
di cui ATTIVITÀ
MANIFATTURIERE
INDUSTRIA
unità locali
addetti
unità locali
addetti
var.
%
var.
ass.
var.
%
var.
ass.
Assisi
17,4
232
13,3
1.144
6,0
Cascia
Castiglion
del Lago
Città di Castello
-4,9
-5
-3,0
-7
-31,3
11,9
56
-8,4
-244
4,2
25,2
276
3,8
269
17,4
Foligno
28,5
375
5,2
509
8,6
67
Gualdo Tadino
10,0
61
48,5
1.757
2,5
9
8,2
65
2,8
105
12,7
43
Marsciano
-2,0
-11
0,7
21
-14,6
Norcia
12,9
28
16,6
126
24,1
Perugia
13,8
599
-4,4
-1.096
Spoleto
-0,6
-5
1,0
Todi
-3,2
-27
-15,3
Umbertide
27,6
119
24,8
Gubbio
Fabro
var.
%
SERVIZI TOTALI
var.
ass.
unità locali
di cui COMMERCIO
addetti
unità locali
var.
%
var.
ass.
var.
%
var.
ass.
var.
%
var.
ass.
50
5,4
381
26,5
774
26,1
-10
-15,2
-7
-1,7
-4
9,2
10
-6,5
-125
14,0
154
128
-1,1
-68
31,2
558
-10,3
-818
38,1
1.275
28,0
53,6
1.462
8,3
94
10,9
3,1
72
9,2
157
24,7
-47
-1,1
-26
15,2
138
15,9
285
-5,0
19
23,7
90
15,1
68
13,0
116
-4,6
3,1
80
-9,1
-1.653
41,5
4.236
26,0
8.403
8,1
42
-6,6
-30
-2,7
-82
6,7
151
10,8
610
-734
-11,2
-49
-26,9
-896
12,1
201
23,9
790
734
23,1
62
18,6
465
26,1
212
25,6
440
di cui ALTRI SERVIZI
addetti
unità locali
addetti
var.
%
var.
ass.
var.
%
var.
ass.
var.
%
var.
ass.
var.
%
var.
ass.
1.979
1,1
18
-0,7
-25
55,6
756
49,8
2.004
38
-1,8
-2
-9,2
-17
-1,6
-2
24,0
55
25,5
608
-7,0
-41
15,1
183
38,0
195
36,2
425
33,0
1.473
5,9
51
6,7
131
54,9
507
53,4
1.342
2.605
11,2
209
8,3
364
71,9
1.066
45,8
2.241
253
-14,9
-91
-11,7
-139
35,8
185
34,3
392
908
-11,7
-106
-8,5
-149
33,1
263
54,8
1.057
-26
-4,6
-44
42,1
164
39,5
329
-11
-0,2
-1
37,6
79
24,0
117
398
11,1
1.457
72,3
3.838
36,4
6.946
-15,0
-188
-11,4
-296
33,8
339
29,4
906
-7,7
-67
-1,5
-23
34,0
268
47,0
813
3,9
18
6,0
51
54,6
194
44,9
389
-15,5
-34
5,8
33
-9,6
-9
12,9
36
7,2
26
-0,6
-5
-7,5
-15
-10,5
-43
25,5
41
9,0
38
Orvieto
15,9
117
3,3
109
7,8
28
-6,4
-126
15,8
310
14,8
692
-1,2
-12
-1,3
-28
34,1
322
28,4
720
Terni
27,0
600
-3,4
-686
12,6
158
-9,2
-1.430
29,3
2.165
22,1
4.690
9,6
376
4,1
394
51,4
1.789
36,7
4.296
Totale SLL
15,1
2.446
2,1
2.082
5,6
509
-3,6
-2.725
27,5
10.515
23,3
23.885
2,6
511
4,0
1.815
54,5
10.004
38,9
22.070
UMBRIA
14,5
2.444
2,0
2.149
5,2
495
-3,4
-2.713
27,1
10.656
23,3
24.332
2,1
428
3,9
1.811
54,4
10.228
39,0
22.521
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
27
Tab. 9 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell'Umbria negli anni 1991 e 2001 –
composizione % per colonna
di cui ATTIVITÀ
MANIFATTURIERE
INDUSTRIA
SERVIZI TOTALI
di cui COMMERCIO
di cui ALTRI SERVIZI
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
UL
1991
UL
2001
Add
1991
Add
2001
Assisi
7,9
8,1
8,2
9,1
8,7
8,8
8,9
9,8
7,5
7,4
7,3
7,4
7,7
7,6
7,6
7,3
7,2
7,3
7,0
7,5
Cascia
Castiglion
del Lago
Città di Castello
0,6
0,5
0,2
0,2
0,3
0,2
0,1
0,1
0,6
0,5
0,4
0,3
0,5
0,5
0,4
0,3
0,6
0,4
0,4
0,4
2,8
2,7
2,8
2,5
2,5
2,4
2,4
2,4
2,8
2,5
2,3
2,3
2,9
2,6
2,6
2,9
2,7
2,4
2,0
2,0
6,5
7,1
6,8
6,9
7,7
8,6
7,8
8,0
4,6
4,7
4,3
4,6
4,2
4,4
4,1
4,3
4,9
4,9
4,4
4,8
Foligno
7,8
8,8
9,4
9,7
8,1
8,4
10,0
9,3
8,5
9,3
8,9
9,2
9,1
9,9
9,3
9,7
7,9
8,8
8,5
8,9
Gualdo Tadino
3,6
3,5
3,5
5,0
3,7
3,6
3,5
5,5
2,9
2,4
2,2
2,0
3,0
2,5
2,5
2,1
2,8
2,4
2,0
1,9
Gubbio
4,7
4,5
3,5
3,6
3,5
3,8
2,9
3,1
4,3
3,7
3,5
3,6
4,4
3,8
3,7
3,3
4,2
3,6
3,3
3,7
Marsciano
3,3
2,8
2,8
2,8
3,4
2,7
2,9
3,0
2,3
2,1
1,7
1,6
2,5
2,4
2,0
1,9
2,1
1,9
1,4
1,4
Norcia
1,3
1,3
0,7
0,8
0,8
1,0
0,5
0,6
1,1
1,0
0,9
0,8
1,2
1,1
0,9
0,8
1,1
1,0
0,8
0,8
Perugia
25,8
25,6
23,8
22,3
26,8
26,3
23,0
21,6
26,0
28,9
30,8
31,5
23,9
25,3
28,0
30,0
28,2
31,5
33,1
32,5
Spoleto
5,1
4,4
4,1
4,0
4,7
4,2
3,9
3,9
5,7
4,8
5,4
4,9
6,1
5,1
5,5
4,7
5,3
4,6
5,3
5,0
Todi
5,0
4,2
4,6
3,8
4,6
3,9
4,2
3,2
4,2
3,7
3,2
3,2
4,2
3,8
3,4
3,2
4,2
3,6
3,0
3,2
Umbertide
2,6
2,8
2,8
3,5
2,8
3,3
3,2
3,9
2,1
2,0
1,6
1,7
2,2
2,3
1,8
1,8
1,9
1,9
1,5
1,6
Fabro
1,3
1,0
0,5
0,6
1,0
0,8
0,4
0,4
0,9
0,8
0,8
0,6
1,0
0,9
0,9
0,8
0,9
0,7
0,7
0,6
Orvieto
4,4
4,4
3,1
3,2
3,7
3,8
2,5
2,4
5,0
4,5
4,5
4,2
4,9
4,8
4,6
4,3
5,0
4,4
4,4
4,1
13,1
14,6
19,3
18,3
13,1
14,0
19,7
18,5
18,8
19,1
20,3
20,1
19,1
20,5
20,2
20,3
18,5
18,1
20,3
20,0
Terni
Totale SLL
95,7
96,3
96,2
96,2
95,5
95,8
95,8
95,7
97,3
97,6
98,0
98,0
97,0
97,5
97,6
97,7
97,6
97,7
98,3
98,2
UMBRIA
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
28
Graf. 8 - Unità locali della manifattura, del commercio, degli altri servizi – variazione dal
1991 al 2001
Graf. 8 - Unità locali della manifattura, del commercio, degli altri servizi variazione dal 1991 al 2001
80,0
60,0
valori %
40,0
20,0
0,0
A SSI SI
CA SCI A
CA ST I GLI ONE
CI T T A ' DI
DE L LA GO
CA ST E LLO
FOLI GNO
GUA LDO
GUB B I O
M A RSCI A NO
NORCI A
P E RUGI A
SP OLE T O
T ODI
UM B E RT I DE
FA B RO
ORV I E T O
T E RNI
UM B RI A
T A DI NO
-20,0
-40,0
manifattura
commercio
altri servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 9 - Addetti alle u.l. della manifattura, del commercio, degli altri servizi –
variazione dal 1991 al 2001
Graf. 9 - Addetti alle u.l. della manifattura, del commercio, degli altri servizi variazione dal 1991 al 2001
60,0
50,0
40,0
valori %
30,0
20,0
10,0
0,0
-10,0
A SSI SI
CA SCI A
CA ST I GLI ONE
CI T T à DI
DE L LA GO
CA ST E LLO
FOLI GNO
GUA LDO
GUB B I O
M A RSCI A NO
NORCI A
P E RUGI A
SP OLE T O
T ODI
UM B E RT I DE
FA B RO
ORV I E T O
T E RNI
UM B RI A
T A DI NO
-20,0
-30,0
manifattura
commercio
altri servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
29
Tab. 10 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in
Umbria – composizione per ogni SLL - anno 1991
Tab. 10 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria composizione per ogni S LL - anno 1991
UM BRIA
TERNI
ORVIETO
FABRO
UM BERTIDE
TODI
SPOLETO
PERUGIA
NORCIA
M ARSCIANO
GUBBIO
GUALDO TADINO
FOLIGNO
CITTà DI CASTELLO
CASTIGLIONE DEL LAGO
CASCIA
ASSISI
0 ,0
10 ,0
2 0 ,0
Manifattura
3 0 ,0
4 0 ,0
50 ,0
Commercio
6 0 ,0
70 ,0
8 0 ,0
9 0 ,0
10 0 ,0
Altri servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Tab. 11 – Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri
servizi in Umbria – composizione per ogni SLL - anno 1991
Tab. 11 - Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in
Umbria - composizione per ogni S LL - anno 1991
UM BRIA
TERNI
ORVIETO
FABRO
UM BERTIDE
TODI
SPOLETO
PERUGIA
NORCIA
M ARSCIANO
GUBBIO
GUALDO TADINO
FOLIGNO
CITTà DI CASTELLO
CASTIGLIONE DEL LAGO
CASCIA
ASSISI
0 ,0
10 ,0
2 0 ,0
Manifattura
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
30
3 0 ,0
4 0 ,0
Commercio
50 ,0
6 0 ,0
Altri servizi
70 ,0
8 0 ,0
9 0 ,0
10 0 ,0
Tab. 12 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in
Umbria - composizione per ogni SLL - anno 2001
Tab. 12 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria composizione per ogni S LL - anno 2001
UM BRIA
TERNI
ORVIETO
FABRO
UM BERTIDE
TODI
SPOLETO
PERUGIA
NORCIA
M ARSCIANO
GUBBIO
GUALDO TADINO
FOLIGNO
CITTà DI CASTELLO
CASTIGLIONE DEL LAGO
CASCIA
ASSISI
0 ,0
10 ,0
2 0 ,0
3 0 ,0
Manifattura
4 0 ,0
50 ,0
Commercio
6 0 ,0
70 ,0
8 0 ,0
9 0 ,0
10 0 ,0
Altri servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Tab. 13 - Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri
servizi in Umbria - composizione per ogni SLL - anno 2001
Tab. 13 - Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in
Umbria - composizione per ogni S LL - anno 2001
UM BRIA
TERNI
ORVIETO
FABRO
UM BERTIDE
TODI
SPOLETO
PERUGIA
NORCIA
M ARSCIANO
GUBBIO
GUALDO TADINO
FOLIGNO
CITTà DI CASTELLO
CASTIGLIONE DEL LAGO
CASCIA
ASSISI
0 ,0
10 ,0
2 0 ,0
Manifattura
3 0 ,0
4 0 ,0
Commercio
50 ,0
6 0 ,0
70 ,0
8 0 ,0
9 0 ,0
10 0 ,0
Altri servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
31
Da un altro punto di vista, i grafici 10-13 visualizzano una certa difformità della
caratterizzazione produttiva territoriale, riportando il ruolo dei tre settori in ogni sistema
locale. Tale ruolo risulta evidentemente più disomogeneo se osservato dal punto di vista degli
addetti, poiché in tal caso interviene quale ulteriore discriminante la dimensione media delle
unità produttive – soprattutto quelle manifatturiere – che, soggetta a un’ampia variabilità,
determina scostamenti anche rilevanti in termini di peso percentuale rispetto alla distribuzione
ottenuta sulle unità locali.
Relativamente al 2001, considerando il peso settoriale espresso in termini di occupazione
generata, l’Umbria dei SLL è contraddistinta da un discreto numero di aggregati territoriali
ancora segnatamente “industriali”: per i SLL di Gualdo Tadino, Umbertide, Marsciano, Città
di Castello le unità locali delle industrie generano infatti quote occupazionali che oscillano dal
55% al 68% del relativo bacino d’impiego e comunque altri sei SLL si configurano per quote
superiori alla media regionale. I sistemi di Gualdo Tadino e Umbertide, in particolare, nel
2001 possono ancora considerarsi manifatturiero dipendenti (ovvero con oltre la metà dei
relativi occupati impiegati nelle industrie manifatturiere).
D’altro canto, una “terziarizzazione” ben oltre la media regionale caratterizza altri SLL: tra
questi vanno menzionati certamente Perugia (con 40.666 addetti, il 63% del totale), Orvieto,
Spoleto (rispettivamente 5.364 e 6.284 addetti, il 60% del totale) e, soprattutto, Cascia (con
451 addetti nei servizi, il 65% del totale).
Le trasformazioni settoriali in termini di occupazione generata nell’arco del decennio
mostrano una crescita dei servizi territorialmente diffusa (ad eccezione del calo di addetti
registrato a Fabro), tra cui si distinguono le performance dei SLL di Città di Castello (+33%),
Foligno (+28%), Assisi, Castiglione del Lago e Perugia (ciascuno +26%): tra tutte rileva
sicuramente l’incremento di Perugia, con un ammontare aggiuntivo di 8.403 unità. Il ritmo di
crescita di Terni (+22%) si mantiene sotto la media regionale, pur sottendendo un aumento
occupazionale di 4.690 unità.
A trainare il terziario, come anticipato, sono state principalmente le attività non commerciali,
che hanno diffusamente allargato la loro domanda occupazionale (di oltre il 25% in ben
tredici SLL); nel commercio in senso stretto, invece, dieci SLL hanno manifestato una
retrocessione in termini di addetti, negli altri sei l’espansione si è caratterizzata per tassi molto
più contenuti degli altri servizi (cfr. graff. 14 e 15).
Nel versante industriale, ed in particolare in quello manifatturiero, il raffronto intercensuario
presenta un profilo territoriale molto più disomogeneo, in cui sistemi locali in consistente
declino convivono con altri in netta controtendenza (graf. 16). Da notare la nuvola di punti nel
32
secondo quadrante (quello che corrisponde a variazioni occupazionali negative per la
manifattura e positive per il totale) e ben sei “meteore” sparse nel primo quadrante che si
protendono verso l’esterno allontanandosi dall’origine degli assi. Tra i sistemi in declino
vanno menzionati, per la entità delle variazioni assolute, Perugia e Terni, entrambi con una
emorragia occupazionale nel settore manifatturiero del 9%9, corrispondente rispettivamente a
–1.653 e a –1.430 addetti10.
Ponendo a confronto l’evoluzione dell’occupazione manifatturiera con quella degli altri
servizi, ovvero delle attività terziarie non riconducibili al commercio (graf. 17) si ha una
situazione territoriale simile, in parte, a quella ottenuta dalla comparazione tra il commercio e
gli altri servizi (graf. 15) e anche a quella che confronta la manifattura con il totale
dell’economia (graf. 16). Ancora una volta, tutti i SLL risultano collocati nettamente al di
sopra dell’asse delle ascisse (l’industria manifatturiera) ma fortemente sbilanciati (10 su 16)
nel secondo quadrante, quello caratterizzato da incrementi occupazionali negli altri servizi e
da decrementi nelle imprese manifatturiere. Come segnalato in precedenza, spicca la
particolare collocazione di Gualdo Tadino, con crescite del 53,6% e del 34,3%
rispettivamente nella manifattura e negli altri servizi.
La diversa performance che ha caratterizzato la manifattura e le attività terziarie diverse dal
commercio rispetto al totale dell’economia spicca in tutta la sua evidenza confrontando i
grafici 14 e 16: nel primo, quello che ha per ascissa la manifattura, si evince una nuvola di
punti addensata sopra l’asse delle ascisse ma nel secondo quadrante; nel secondo caso, la
nuvola di punti è tutta collocata nel primo quadrante, è molto più rarefatta e si protende verso
destra e tendenzialmente verso il basso (per effetto di tassi di crescita degli altri servizi molto
più elevati di quelli che hanno contraddistinto l’economia nel complesso) 11.
9
I SLL di Perugia e di Terni spiccano non tanto per il livello del tasso di variazione (in questo senso andrebbero
citati il –14% di Todi e il –11% di Cascia) quanto per la perdita occupazionale in valore assoluto di cui sono stati
protagonisti.
10
Nel perugino, in particolare, si segnala la contrazione di 842 e di 1.324 addetti rispettivamente nelle industrie
alimentari, delle bevande e del tabacco e nelle industrie tessili e dell’abbigliamento; nel sistema locale ternano,
invece, si segnala la perdita di 2.124 addetti occupati nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre artificiali e
sintetiche.
11
Si segnala l’opportunità di analizzare i singoli grafici tenendo conto delle differenti scale degli assi, che sono
state tarate per una migliore visualizzazione del singolo fenomeno. Naturalmente anche la comparazione tra due
o più grafici deve essere condotta tenendo conto di questa difformità.
33
Graf. 14 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle
u.l. degli altri servizi e totali (1991-2001)
Graf. 14 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione
di addetti alle u.l. degli altri servizi e totali (1991-2001)
40,0
35,0
G.Tadino
30,0
Umbertide
totale
25,0
Assisi
20,0
Foligno
C. di Castello
Norcia
15,0
Perugia
UMBRIA
Orvieto
Gubbio
Terni
10,0
Marsciano
Spoleto
5,0
Fabro
Castiglione del Lago
Cascia
Todi
0,0
0,0
10,0
20,0
30,0
40,0
50,0
60,0
altri servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 15 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle
u.l. del commercio e degli altri servizi (1991-2001)
Graf. 15 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione
di addetti alle u.l. del commercio e degli altri servizi (1991-2001)
Gubbio
C. di Castello
55,0
Assisi
Todi
Umbertide
Foligno
45,0
UMBRIA
Marsciano
Perugia
G.Tadino
35,0
Spoleto
altri servizi
Castiglione del Lago
Terni
Orvieto
Cascia
25,0
Norcia
15,0
Fabro
5,0
-20,0
-15,0
-10,0
-5,0
0,0
-5,0
com m ercio
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
34
5,0
10,0
15,0
20,0
Graf. 16 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle
u.l. manifatturiere e totali (1991-2001)
Graf. 16 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione
di addetti alle u.l. manifatturiere e totali (1991-2001)
35,0
G.Tadino
30,0
Umbertide
25,0
Assisi
20,0
totale
Foligno
C. di Castello
15,0
Perugia
Orvieto
Terni
Castiglione del Lago
Norcia
Gubbio
UMBRIA
10,0
Spoleto
Marsciano
5,0
Fabro
Cascia
Todi
0,0
-30,0
-20,0
-10,0
0,0
10,0
20,0
30,0
40,0
50,0
-5,0
m anifattura
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 17 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle
u.l. manifatturiere e degli altri servizi (1991-2001)
Graf. 17 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione
di addetti alle u.l. manifatturiere e degli altri servizi (1991-2001)
Gubbio
55,0
Todi
Foligno
Umbertide
Assisi
45,0
UMBRIA
Marsciano
Perugia
altri servizi
Terni
Gualdo Tadino
35,0
Castiglione del Lago
Orvieto
Spoleto
25,0
Cascia
Norcia
15,0
Fabro
5,0
-30,0
-20,0
-10,0
0,0
10,0
20,0
30,0
40,0
50,0
-5,0
m anifattura
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Quanto detto è in sintesi una panoramica della variazione occupazionale attribuibile ai settori
di attività economica nei SLL interni dell’Umbria.
35
I grafici dal 18 al 33 raffigurano, per ciascun SLL, il posizionamento dei settori industria,
manifattura, commercio, altri servizi, servizi (ovvero commercio + altri servizi) e
dell’economia nel suo complesso12 (che figura con il termine “totale”) basato sulla variazione
delle unità locali e dei relativi addetti. Poiché ciascun grafico riporta la intensità evolutiva di
entrambe le variabili considerate, è possibile effettuare un duplice confronto: quello relativo
alla dinamica tra i settori e, per ogni settore, quello relativo alla dinamica tra le due variabili e
le conseguenti ripercussioni sulle dimensioni medie settoriali13.
Come già anticipato considerando le trasformazioni occupazionali complessive, gli assetti
economici locali dell’Umbria sono stati per lo più segnati, nel decennio, da una generale
riduzione della dimensione media delle unità produttive. In questo panorama, il diffuso
processo di terziarizzazione dell’economia umbra ha certamente contribuito al verificarsi di
questo fenomeno, in quanto, come noto, i servizi sono strutturalmente caratterizzati da
dimensioni medie aziendali molto più basse di quelle industriali (in Umbria, le unità locali dei
servizi si connotano, mediamente, per una dimensione media di circa due terzi più piccola di
quella riscontrabile nella manifattura). Con ciò, si sarebbe tentati di dire che il generale
ridimensionamento degli assetti produttivi locali possa considerarsi un fenomeno fisiologico,
naturale conseguenza dei processi evolutivi che hanno modificato i profili strutturali
dell’economia umbra. Tuttavia, è sufficiente spingere poco più oltre il dettaglio di analisi, per
verificare come le ragioni della riduzione della già bassa dimensione media debbano essere
ricercate
anche
nel
diffuso
fenomeno
di
polverizzazione
produttiva,
che
ha
inequivocabilmente caratterizzato indistintamente tutti i settori (industria e, soprattutto,
manifattura, quest’ultima con una contrazione dimensionale media in 11 sistemi locali, ma
anche Servizi e altri servizi, in particolare, per cui il calo ha interessato 13 sistemi).
Una lettura riassuntiva delle informazioni per ogni SLL riguardanti la dinamica congiunta
delle unità locali delle imprese e dei relativi addetti per settori è stata riportata in uno schema
12
Il “totale” delle unità locali delle imprese e dei relativi addetti annovera anche il settore dell’Agricoltura,
caccia e silvicoltura e della Pesca, piscicoltura e servizi connessi (le sezioni A e B della classificazione Ateco)
che comprendono le attività dei servizi connessi all’agricoltura e zootecnia non rientranti nel campo di
osservazione del censimento dell’agricoltura. Nel 2001, le sezioni A e B ascrivono 552 unità locali e 1.196
addetti (a fronte delle 533 e dei 1.493 di dieci anni prima): per la esiguità del ruolo (lo 0,5% degli addetti), il
settore agricolo viene tralasciato nell’analisi settoriale della presente relazione; tuttavia si tenga presente che
l’ammontare “totale” delle unità locali delle imprese e dei relativi addetti assomma l’industria, i servizi e,
appunto, l’agricoltura.
13
In ogni grafico, la bisettrice del primo e del terzo quadrante individua tutti i punti in cui unità locali e relativi
addetti hanno avuto stesso tasso di variazione, sia come valore che come segno; la bisettrice del secondo e del
quarto quadrante individua tutti i punti in cui unità locali e relativi addetti hanno avuto un tasso di variazione
uguale per valore ma di segno opposto. Il posizionamento all’interno degli otto sottoquadranti così individuati
esprime fenomeni ben precisi, la cui intensità è tanto maggiore quanto maggiore è la distanza dei punti
dall’origine degli assi cartesiani.
36
sinottico (cfr. tav. 3). Vengono dunque chiamati in “espansione” i SLL caratterizzati dalla
compresenza di variazioni positive di unità locali e di addetti, con diversi effetti sulla
dimensione media (che aumenta nel caso in cui l’occupazione cresce più sostenutamene
dell’aumento delle unità locali e viceversa); in fase di “consolidamento” quelli per cui la
crescita di addetti si è verificata congiuntamente a una diminuzione delle unità locali,
sottendendo un rafforzamento dimensionale medio; in “arretramento” i SLL segnati da cali di
entrambe le grandezze considerate, implicando situazioni generalizzate di crisi, con effetti
differenti sul livello dimensionale medio delle unità locali; in fase di “ristrutturazione”
vengono definiti infine quei SLL ove una diminuzione occupazionale si è verificata in
presenza di un aumento delle unità locali, per un abbassamento della dimensione media14.
Un rapido sguardo alla tavola evidenzia, come già visto, che 14 sistemi risultano
complessivamente “in espansione” e due “in consolidamento”. Scendendo nel dettaglio
settoriale, si evince come l’arretramento, che ha variamente interessato l’industria e/o anche il
commercio (ma risparmiando ovunque gli altri servizi), abbia colpito complessivamente 11
SLL: restano escluse da questo fenomeno l’area che da Foligno si estende fino a Città di
Castello, passando per Perugia e il sistema locale ternano. All’opposto, l’espansione, che ha
investito praticamente tutte le aree della regione sul fronte dei servizi diversi dal commercio,
ha interessato anche, nei settori dell’industria e, nello specifico, della manifattura, tre dei
cinque sistemi che l’Istat ha classificato come distretti in riferimento al censimento del 1991
(Assisi, Gualdo Tadino, Umbertide); il distretto di Città di Castello si colloca invece tra i
sistemi in ristrutturazione nella manifattura e tra quelli in espansione relativamente al
commercio; Marsciano è l’unico sistema locale distrettuale invece in recessione nella
manifattura (oltre che nel commercio)15.
Da questo punto di vista, le aree “distrettuali” sembrerebbero avvantaggiate rispetto alle altre
perché, oltre ad avere beneficiato della forza propulsiva del terziario (fenomeno che ha
pervaso tutto il territorio regionale), hanno risentito per lo più del contestuale dinamismo di
un’industria manifatturiera che è continuata a crescere.
14
Naturalmente, la classificazione dei SLL nella griglia di cui alla tav. 3 è solo riassuntiva e fa perdere
informazioni circa la intensità dei fenomeni.
15
Sulla base delle informazioni censuarie del 1991, l’Istat ha individuato complessivamente 199 distretti
industriali, di cui 5 situati in Umbria. Si rinvia alla trattazione dei SLL distrettuali dell’Umbria nel cap. 4.
37
Tav. 3 - Dinamica occupazionale e insediativa a confronto: una tassonomia dei SLL
interni dell’Umbria per settori produttivi (1991-2001)
Manifattura
1° sottoquadrante
↑ u.l. > ↑ add.
Commercio
2° sottoquadrante
CONSOLI
DAMENTO
38
Æ aumento dell’occupazione e
della dimensione media
Totale
Foligno
Terni
Gualdo
Tadino
Perugia
C. del Lago
Norcia
C. di
Castello
Assisi
Spoleto
Foligno
Marsciano
Umbertide
Orvieto
Terni
Fabro
Perugia
Norcia
Assisi
Foligno
Umbertide
Orvieto
Terni
Perugia
C. del Lago
C. di
Castello
Assisi
Foligno
Marsciano
Todi
Umbertide
Orvieto
Terni
Gualdo
Tadino
Gualdo
Tadino
Norcia
Perugia
C. di
Castello
Umbertide
Todi
Gubbio
Gualdo
Tadino
C. del Lago
C. di
Castello
Spoleto
Marsciano
Todi
Gubbio
Gualdo
Tadino
Norcia
Spoleto
Gubbio
Fabro
Marsciano
Fabro
Spoleto
C. del Lago
Cascia
Cascia
Cascia
Fabro
Æ espansione segnata da un
aumento della dimensione
media
↓ u.l. ; ↑ add.
Servizi
C. di
Castello
Assisi
Foligno
Gubbio
Umbertide
Orvieto
↑ u.l. < ↑ add.
3° e 4° sottoquadrante
Altri
servizi
Assisi
Gubbio
Norcia
Umbertide
ESPANSIONE
Æ espansione segnata da un
calo della dimensione media
Industria
5° sottoquadrante
ARRETRAMENTO
↓ u.l. > ↓ add.
Æ calo dell’occupazione e aumento della
dimensione media
6° sottoquadrante
Manifattura
Industria
Commercio
Cascia
Marsciano
Spoleto
Cascia
Gualdo
Tadino
Norcia
Spoleto
Marsciano
Todi
Gubbio
Todi
Todi
Cascia
Orvieto
Fabro
C. del Lago
C. di
Castello
Foligno
Perugia
Orvieto
Terni
Perugia
C. del
Lago
Terni
Assisi
↓ u.l. < ↓ add.
Æ calo dell’occupazione e della
dimensione media
RISTRUTTURAZIONE
7° e 8° sottoquadrante
↑ u.l.; ↓ add.
Æ calo dell’occupazione e della
dimensione media
Altri
servizi
Servizi Totale
Fabro
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Nota: si ricorda che la Manifattura è un di cui dell’Industria; il Commercio e gli Altri servizi sono parti
componenti dei Servizi Totali; che il Totale annovera, oltre all’Industria e ai Servizi, anche l’Agricoltura, caccia
e pesca
39
Graf. 18 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Assisi
Graf. 18 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di ASSISI
60,0
55,0
50,0
Altri servizi
45,0
Addetti alle unità locali
40,0
35,0
30,0
Servizi
25,0
20,0
TOTA LE
15,0
Industria
10,0
Manifattura
5,0
Commerc io
0,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
50,0
55,0
60,0
-5,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 19 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Cascia
Graf. 19 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di CASCIA
30,0
Altri servizi
25,0
20,0
Addetti alle unità locali
15,0
Servizi
10,0
5,0
TOTA LE
0,0
-35,0
-32,5
-30,0
-27,5
-25,0
-22,5
-20,0
-17,5
-15,0
-12,5
-10,0
-7,5
-5,0
-2,5
Industria
0,0
-5,0
Commerc io
-10,0
M anifattura
-15,0
-20,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
40
Graf. 20 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Castiglione del Lago
Graf. 20 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di CASTIGLIONE DEL LAGO
40,0
35,0
Altri servizi
30,0
Addetti alle unità locali
25,0
Servizi
20,0
15,0
Commerc io
10,0
TOTA LE
5,0
0,0
-15,0
-10,0
-5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
-5,0
Industria
Manifattura
-10,0
-15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 21 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Città di Castello
Graf. 21 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di CITTA' DI CASTELLO
55,0
50,0
Altri servizi
45,0
40,0
Addetti alle unità locali
35,0
Servizi
30,0
25,0
20,0
15,0
TOTALE
10,0
Commerc io
5,0
Industria
0,0
0,0
- 5,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
50,0
55,0
60,0
Manifattura
- 10,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
41
Graf. 22 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica - Variazione % 1991-2001 nel SSL di Foligno
Graf. 22 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di FOLIGNO
50,0
45,0
Altri servizi
40,0
35,0
Addetti alle unità locali
30,0
Servizi
25,0
20,0
TOTALE
15,0
10,0
Commerc io
Industria
5,0
0,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
50,0
55,0
60,0
65,0
70,0
75,0
80,0
- 5,0
Manifattura
- 10,0
- 15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 23 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica - Variazione % 1991-2001 nel SSL di Gualdo Tadino
Graf. 23 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di GUALDO TADINO
55,0
Manifattura
50,0
Industria
45,0
40,0
35,0
Addetti alle unità locali
TOTALE
30,0
Altri servizi
25,0
20,0
15,0
Servizi
10,0
5,0
0,0
- 20,0
- 15,0
- 10,0
- 5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
- 5,0
Commerc io
- 10,0
- 15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
42
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
Graf. 24 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Gubbio
Graf. 24 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di GUBBIO
60,0
Altri servizi
55,0
50,0
45,0
40,0
Addetti alle unità locali
35,0
30,0
25,0
Servizi
20,0
15,0
TOTALE
10,0
Industria
5,0
Manifattura
0,0
- 20,0
- 15,0
- 10,0
- 5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
- 5,0
Commercio
- 10,0
- 15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 25 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Marsciano
Graf. 25 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL diI MARSCIANO
45,0
40,0
35,0
Altri servizi
30,0
Addetti alle unità locali
25,0
20,0
15,0
Servizi
10,0
TOTALE
5,0
Manifattura
Industria
0,0
- 20,0
- 15,0
- 10,0
- 5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
- 5,0
Commerc io
- 10,0
- 15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
43
Graf. 26 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Norcia
Graf. 26 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di NORCIA
40,0
35,0
30,0
Altri servizi
25,0
Addetti alle unità locali
Manifattura
20,0
TOTA LE
Industria
15,0
Servizi
10,0
5,0
Commerc io
0,0
-15,0
-10,0
-5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
-5,0
-10,0
-15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 27 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Perugia
Graf. 27 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di PERUGIA
45,0
40,0
35,0
Altri servizi
30,0
Servizi
Addetti alle unità locali
25,0
20,0
15,0
Commercio
TOTALE
10,0
5,0
0,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
- 5,0
Industria
- 10,0
Manifattura
- 15,0
- 20,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
44
50,0
55,0
60,0
65,0
70,0
75,0
80,0
Graf. 28 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Spoleto
Graf. 28 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di SPOLETO
40,0
35,0
30,0
Altri servizi
Addetti alle unità locali
25,0
20,0
15,0
Servizi
10,0
TOTA LE
5,0
Industria
0,0
-20,0
-15,0
-10,0
-5,0
0,0
Manifattura
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
-5,0
Commerc io
-10,0
-15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 29 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Todi
Graf. 29 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di TODI
50,0
Altri servizi
45,0
40,0
35,0
30,0
Addetti alle unità locali
25,0
Servizi
20,0
15,0
10,0
5,0
TOTALE
Commerc io
0,0
- 15,0
- 10,0
- 5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
- 5,0
- 10,0
Industria
- 15,0
- 20,0
- 25,0
Manifattura
- 30,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
45
Graf. 30 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Umbertide
Graf. 30 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di UMBERTIDE
50,0
Altri servizi
45,0
40,0
Addetti alle unità locali
35,0
30,0
Servizi
TOTALE
25,0
Industria
20,0
Manifattura
15,0
10,0
5,0
Commercio
0,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
50,0
55,0
60,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 31 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Fabro
Graf. 31 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di FABRO
15,0
Manifattura
Addetti alle unità locali
10,0
Altri servizi
5,0
Industria
TOTALE
0,0
- 20,0
- 15,0
- 10,0
- 5,0
0,0
5,0
10,0
Servizi
- 5,0
- 10,0
Commerc io
- 15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
46
15,0
20,0
25,0
30,0
Graf. 32 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Orvieto
Graf. 32 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di ORVIETO
30,0
Altri servizi
25,0
Addetti alle unità locali
20,0
15,0
Servizi
10,0
TOTALE
5,0
Industria
0,0
- 10,0
- 5,0
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
Commerc io
- 5,0
Manifattura
- 10,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 33 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività
economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Terni
Graf. 33 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica
Variazione % 1991-2001 nel SLL di TERNI
40,0
35,0
Altri servizi
30,0
Addetti alle unità locali
25,0
Servizi
20,0
15,0
10,0
TOTALE
5,0
Commerc io
0,0
0,0
5,0
10,0
15,0
- 5,0
- 10,0
20,0
25,0
30,0
35,0
40,0
45,0
50,0
55,0
Industria
Manifattura
- 15,0
Unità locali delle imprese
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
47
3.3. Le componenti della dinamica occupazionale
Le dinamiche che segnano le trasformazioni economiche di sistemi locali sono il risultato
dell’azione di più fattori, riconducibili sia all’appartenenza all’aggregato territoriale più ampio
di cui essi stessi sono parte componente (la regione rispetto alla nazione, il comune rispetto
alla regione, etc.), sia alla propria specializzazione produttiva e dunque al grado di
somiglianza settoriale con il territorio di riferimento, sia alle peculiarità locali che
intervengono ad amplificare (o a deprimere) le potenzialità di sviluppo derivanti dalla
configurazione strutturale del singolo sistema osservato.
Per evidenziare quanta parte della dinamica occupazionale è imputabile alle caratteristiche
strutturali e quanta alle capacità di crescita proprie degli aggregati sub-regionali in esame, è
stata effettuata un’applicazione dell’analisi shift-share sulle variazioni degli addetti alle unità
locali delle imprese verificatesi per ciascun SLL dell’Umbria dal 1991 al 2001.
Seguendo l’approccio shift-share adottato in questo contesto, è possibile scomporre la
variazione della variabile osservata (l’occupazione) di ciascun SLL in tre componenti
principali:
•
la componente tendenziale, che è quella attribuibile al contesto territoriale di riferimento
(nel nostro caso la regione) e che incide inevitabilmente, secondo un effetto di
trascinamento, anche in ciascun aggregato sub-regionale osservato;
•
la componente strutturale, che deriva dalla maggiore o minore specializzazione
dell’economia locale di riferimento nei settori a più rapida crescita, fattore che favorisce
(o, al contrario, penalizza) il SLL oggetto di studio;
•
la componente locale, che è riconducibile all’attitudine dell’economia del singolo sistema
locale ad espandersi in misura diversa da quella che ci si aspetterebbe data la sua struttura
produttiva (e dunque il differenziale tra l’incremento effettivo verificatosi nell’economia
locale e quello che teoricamente si sarebbe avuto se il SLL avesse avuto una variazione
analoga a quella regionale) 16.
16
La relazione su cui si basa la metodologia shift-share parte dall’ipotesi che vuole la componente tendenziale
del SLL coincidere con il tasso di incremento della regione; da ciò deriva che la somma algebrica delle
componenti strutturale e locale equivale allo scostamento tra il tasso di incremento regionale e quello del sistema
locale stesso. La suddetta relazione è esprimibile attraverso la formula seguente (Istat, 2003, p. 270):
d. SLL – d. U = Σ i [( Ai SLL 91/A. SLL 91) – (Ai U 91/A. U 91)] (di U – d. U) + Σ i [( di SLL – di U) (Ai SLL91/A. SLL91)]
ove:
d = differenza relativa degli addetti dal 1991 al 2001
SLL = Sistema Locale del Lavoro
U = Umbria
i = settore
SLL = Sistema Locale del Lavoro
U = Umbria
48
Utilizzando l’algoritmo shift-share sulla variazione dal 1991 al 2001 degli addetti alle unità
locali delle imprese, articolate in 27 settori di attività, in ciascun SLL interno dell’Umbria, si
ottiene la scomposizione della crescita totale occupazionale nelle tre componenti ricordate
prima (tendenziale, strutturale, locale), come risulta dalla tabella 10:
Tab. 10 - Le componenti della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei
SLL interni dell’Umbria tra il 1991 e il 2001 dalla shift-share analysis *
Tendenziale
Strutturale
Assisi
0,124
-0,012
Cascia
0,124
0,064
Castiglione del Lago
0,124
-0,046
Città di Castello
0,124
-0,003
Foligno
0,124
-0,049
Gualdo Tadino
0,124
0,002
Gubbio
0,124
0,009
Marsciano
0,124
-0,048
Norcia
0,124
0,021
Perugia
0,124
0,026
Spoleto
0,124
0,036
Todi
0,124
-0,032
Umbertide
0,124
-0,055
Fabro
0,124
0,013
Orvieto
0,124
0,030
Terni
0,124
0,003
Umbria
0,124
* Effettuata su 13 sezioni e 14 sottosezioni di attività economica
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Locale
Totale
0,081
-0,177
-0,016
0,028
0,087
0,206
-0,001
-0,014
0,003
-0,024
-0,094
-0,082
0,175
-0,117
-0,055
-0,035
0,193
0,012
0,063
0,149
0,163
0,332
0,132
0,063
0,148
0,126
0,067
0,010
0,245
0,020
0,098
0,092
0,124
Valori positivi della componente strutturale sottendono una situazione di vantaggio derivante
dalla struttura produttiva iniziale, collegato alla presenza di settori che si sono rivelati
particolarmente performanti nel decennio in esame; al contrario, valori negativi indicano che
il sistema locale era caratterizzato da un profilo sfavorevole, in quanto specializzato in settori
che non si sono dimostrati particolarmente dinamici (o che, al contrario, sono stati segnati da
ristagno o retrocessione). La componente locale esprime la potenzialità di crescita del singolo.
Scorrendo la tabella, si evince che in quattro casi (Assisi, Città di Castello, Foligno,
Umbertide) la forza propulsiva espressa da fattori locali ha compensato gli svantaggi
strutturali propri della configurazione produttiva di partenza; tre casi (Castiglione del Lago,
A = addetti (in valore assoluto)
. = totale
d. SLL = variazione relativa totale nel sistema locale
d. U = variazione relativa totale nella regione
Σ i [( Ai SLL 91/A. SLL 91) – (Ai U 91/A. U 91)] (di U – d. U) = componente strutturale
Σ i [( di SLL – di U) (Ai SLL91/A. SLL91)] = componente locale.
49
Marsciano, Todi) hanno beneficiato solo dell’effetto positivo della componente tendenziale, in
quanto hanno scontato un profilo settoriale iniziale e la presenza di fattori di contesto locali
entrambi sfavorevoli; solo in due casi (Gualdo Tadino e Norcia) la componente strutturale e
quella locale hanno amplificato, entrambe, la crescita tendenziale; tutti i restanti dieci
aggregati comunali presentano situazioni “ambientali” locali negative che convivono con
situazioni strutturali di partenza positive, originando una combinazione che, a seconda del
segno, ha aumentato o ridotto la componente tendenziale, dando origine a un tasso di crescita
totale più o meno elevato di quello umbro.
Combinando su un piano di assi cartesiani la componente strutturale (ascissa) e quella locale
(ordinata), si ottiene una nuvola di punti, ciascuno dei quali associa, per ciascun SLL, la
relativa scomposizione nei due effetti, strutturale e locale, appunto17.
La bisettrice del secondo e del terzo quadrante individua tutti quei punti in cui le due
componenti si annullano (ovvero sono uguali e contrarie), sottendendo in tal caso tassi di
crescita dei sistemi locali uguali a quello regionale, pari cioè alla componente tendenziale; da
ciò, deriva che tutti i punti collocati al di sopra o al di sotto di tale linea rappresentano
situazioni locali rispettivamente più o meno performanti di quella propria dell’Umbria18. Il
grafico 34, diretta espressione della tabella 10, esplicita in una visione d’insieme
particolarmente chiara il fenomeno che è stato già succintamente analizzato. In particolare, i
16 SLL interni della regione si ripartiscono equamente al di sopra e al di sotto di tale
bisettrice, indicando che i sistemi dell’Umbria risultano, per una metà, più performanti della
media regionale.
17
I settori considerati corrispondono alle 13 sezioni di attività economica (A-C, E-K, M-O), e alle 14 sottosezioni della sezione D, che è quella manifatturiera.
18
In dettaglio, la bisettrice individua le seguenti porzioni di piano: il primo quadrante, caratterizzato da valori
positivi di entrambe le componenti strutturale e locale, e in esso si posizionano i sistemi in cui si sono cumulati i
vantaggi di una favorevole specializzazione produttiva con quelli di una forte capacità di crescita locale; la prima
porzione del secondo quadrante e l’ultima del quarto quadrante, che vedono amplificato l’effetto tendenziale in
quanto gli si aggiunge una entità comunque positiva (perché risultato di una somma algebrica ove l’addendo
positivo è in valore assoluto superiore a quello negativo); specularmente, il terzo quadrante si caratterizza per
coppie di valori (strutturale e locale) negative, che dunque riducono il valore tendenziale; altrettanto ridotta
risulta la componente totale dei SLL situati nella seconda porzione del secondo quadrante e nella prima porzione
del quarto quadrante, perché la somma algebrica delle due componenti (di segno opposto) è comunque negativa.
50
Graf. 34 – Le componenti strutturale e locale della variazione degli addetti alle unità
locali delle imprese nei SLL interni dell’Umbria (shift-share analysis 1991-2001, 27
settori)
Graf. 34 - Le componenti strutturale e locale della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei
Sistemi Locali del Lavoro interni del'Umbria (shift-share analysis 1991- 2001, 27 sezioni e sotto-sezioni)
Componente locale
0,25
Gualdo Tadino
0,20
Umbertide
0,15
0,10
Assisi
Foligno
0,05
Città di Castello
Gubbio
Norcia
0,00
-0,10
-0,08
-0,06
Marsciano
-0,04
-0,02
0,00
0,02
0,04
0,06
0,08
0,10
Perugia
Castiglione del Lago
Terni
-0,05
Orviet
Todi
Spoleto
-0,10
Fabro
-0,15
Cascia
-0,20
Componente strutturale
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Il SLL di Gualdo Tadino spicca per la migliore performance, agevolato da potenzialità di
sviluppo endogene molto elevate, seppure in presenza di una specializzazione produttiva non
particolarmente favorevole (ricordiamo che, partendo da una situazione del 1991 già
segnatamente manifatturiero-dipendente, manifesta nella manifattura la più alta crescita
occupazionale, finendo per caratterizzarsi per il più alto tasso, pari al 53,6%); seguono
Umbertide, Foligno, Assisi, caratterizzati dalla presenza di fattori endogeni particolarmente
trainanti che hanno più che ampiamente contrastato lo svantaggio iniziale derivante da profili
strutturali meno favoriti dalle tendenze macroeconomiche; sempre nel secondo quadrante si
colloca Città di Castello, ma molto a ridosso dell’origine degli assi, sottendendo dinamiche
molto vicine a quelle medie umbre, ovvero variazioni occupazionali spiegate in gran parte
dalla componente tendenziale. Norcia, Gubbio e Perugia (le ultime due con componente
locale negativa) si caratterizzano per una crescita superiore a quella media regionale, in
quanto supportate da una configurazione strutturale di partenza favorevole.
Gli altri SLL hanno visto crescere gli addetti complessivamente meno della media regionale:
si segnalano, al riguardo, i tre sistemi collocati nel terzo quadrante, connotati da entrambe le
componenti, locale e strutturale, negative. Tra questi, spicca Todi, che ha risentito, quasi
51
in eguale misura, dell’effetto negativo congiunto dei fattori locale e strutturale; invece a
penalizzare Marsciano e Castiglione del Lago sono state soprattutto configurazioni settoriali
di partenza particolarmente sfavorevoli.
Altri cinque SLL (Cascia, Spoleto, Fabro, Terni, Orvieto) sono stati caratterizzati da crescite
occupazionali inferiori alla media regionale, per la debolezza dei fattori endogeni di sviluppo
che ha vanificato la situazione di vantaggio teorico iniziale. Pur con questa caratteristica
comune, si hanno situazioni molto differenti tra loro: basti confrontare Terni (a ridosso
dell’origine degli assi) con Cascia, il sistema che vede abbinato al più elevato valore della
componente strutturale (attribuibile al basso tasso di industrializzazione, che, in termini di
addetti, passa dal 40% del 1991 al 35% di dieci anni dopo) la più penalizzante debolezza
interna.
Come già anticipato, i risultati dell’analisi shift-share, ovvero la stima delle componenti
strutturale e locale, sono influenzati dal dettaglio settoriale. A titolo esemplificativo, volendo
verificare l’entità dello scostamento da un’applicazione all’altra, può valere la pena dare uno
sguardo al posizionamento dei SLL interni dell’Umbria derivante dall’utilizzo di
un’articolazione settoriale più ridotta (nella fattispecie, quella delle sezioni di attività
economica dell’Istat) (cfr. tab. 11 e graf. 35).
Tab. 11 - Le componenti della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei
SLL interni dell’Umbria tra il 1991 e il 2001 (shift-share analysis effettuata su 14 sezioni
di attività economica)
Tendenziale
Strutturale
Locale
Totale
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
0,124
-0,013
0,058
-0,042
-0,022
-0,026
-0,032
0,008
-0,045
0,026
0,031
0,031
-0,031
-0,053
0,016
0,029
-0,001
0,082
-0,170
-0,019
0,047
0,064
0,240
0,000
-0,016
-0,003
-0,029
-0,089
-0,083
0,174
-0,120
-0,055
-0,032
0,193
0,012
0,063
0,149
0,163
0,332
0,132
0,063
0,148
0,126
0,067
0,010
0,245
0,020
0,098
0,092
0,124
Assisi
Cascia
Castiglione del Lago
Città di Castello
Foligno
Gualdo Tadino
Gubbio
Marsciano
Norcia
Perugia
Spoleto
Todi
Umbertide
Fabro
Orvieto
Terni
Umbria
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
52
Graf. 35 - Le componenti strutturale e locale della variazione occupazionale dal 1991 al
2001 (shift-share analysis, 14 sezioni di attività economica)
Graf. 35 - Le componenti strutturale e locale della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei
Sistemi Locali del Lavoro interni del'Umbria (shift-share analysis 1991- 2001, 14 sezioni di attività)
0,25
Gualdo Tadino
0,20
Umbertide
0,15
Componente locale
0,10
Assisi
Foligno
0,05
Città di Castello
Gubbio
-0,07
-0,06
-0,05
Marsciano
-0,04
-0,03
Castiglione del Lago
-0,02
-0,01
0,00
0,00
0,01
Norcia
0,02
0,03
0,04
0,05
0,06
0,07
Perugia
Terni
-0,05
Orvieto
Todi
Spoleto
-0,10
Fabro
-0,15
Cascia
-0,20
Componente strutturale
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
53
4. UNA PARTICOLARE TIPOLOGIA DI SISTEMI LOCALI DEL
LAVORO: I DISTRETTI
4.1 Caratteristiche di fondo e indicatori di performance
Con riferimento al censimento intermedio dei servizi del 1996, l’Istat ha costruito una
tassonomia dei SLL italiani in termini di specializzazione settoriale1. Il quadro che emerge per
l’Umbria è così riassumibile: dei 16 sistemi interni sette sono classificati manifatturieri e, di
questi: cinque (Assisi, Città di Castello, Marsciano, Umbertide, Terni) risultano specializzati
nel made in Italy; altri due (Gubbio e Gualdo Tadino) nei materiali da costruzione; un solo
sistema è classificato come non manifatturiero, ed è il caso di Foligno, ricompresso tra i
sistemi urbani, in quanto caratterizzatosi per una specializzazione nelle attività di trasporto e
di servizio che definiscono le funzioni di rango urbano superiore e che, in quanto tale,
raggruppa per lo più i sistemi delle città più importanti. I rimanenti otto sistemi (Cascia,
Castiglione del Lago, Norcia, Perugia, Spoleto, Todi, Fabro, Orvieto) si configurano come
sistemi senza specializzazione, in quanto privi di fattori di localizzazione specifici 2.
Dei sette sistemi manifatturieri, cinque rispondevano alle caratteristiche di distretti 3.
1
La classificazione suddetta è stata effettuata attraverso l’applicazione della cluster analysis sui coefficienti di
localizzazione, calcolati su 50 divisioni di attività economica e ha dato origine a quattro gruppi tipologici
omogenei e ben caratterizzati: i sistemi senza specializzazione, i sistemi non manifatturieri (articolati a loro volta
in urbani, estrattivi, turistici), i sistemi manifatturieri dell’industria leggera (del made in Italy, del tessile, del
cuoio e della pelletteria, dell’occhialeria) e gli altri sistemi manifatturieri (dei materiali da costruzione, dei mezzi
di trasporto, degli apparecchi radiotelevisivi) (Istat, 2000).
2
Un’analisi della evoluzione dal 1991 al 1996, effettuata per verificare se e in che misura i SLL che
compongono ogni gruppo “tipologico” abbiano mutato la specializzazione settoriale, ha mostrato per l’Umbria
un solo cambiamento: il SLL di Marsciano, passato da un’attività economica di specializzazione coerente con la
caratterizzazione del gruppo di appartenenza a un’altra (Istat, 2000).
3
Tralasciando la ricchissima letteratura in materia, la generica definizione che qui si dà di distretto è di fonte
Istat: “Il distretto industriale rappresenta un’entità socio-economica caratterizzata da una base territoriale
locale, dove si compenetrano una comunità di persone e una popolazione di imprese di dimensioni mediopiccole (ovvero che, secondo la disciplina comunitaria, hanno un numero di addetti inferiore a 250) che
prendono parte a uno stesso processo produttivo” (Istat, 1996, p. 261). L’identificazione empirica del distretto
industriale ha valorizzato l’aspetto economico-produttivo, cioè la concentrazione locale di piccole e medie
imprese e la loro specializzazione riguardo a un’industria principale. La base territoriale locale è identificata dai
SLL individuati dall’Istat, pertanto, sono considerati distretti industriali quei sistemi locali del lavoro
manifatturieri di piccola e media impresa che presentano una quota di addetti alle unità locali manifatturiere di
specializzazione superiore alla metà degli addetti in essa occupati (cfr. Istat, 1996, p. 262 ed anche Sforzi F. Lorenzini F., 2002, pp. 20-33). La specializzazione, valutata sulla base del coefficiente di concentrazione
territoriale dell’occupazione costruito rispetto alla media nazionale, viene rilevata secondo i seguenti
raggruppamenti manifatturieri individuati dall’Istat: industrie leggere (ovvero: tessile abbigliamento; pelletteria;
prodotti per l’arredamento, che comprende a sua volta l’industria del legno, la fabbricazione di mobili, la
fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi; la gioielleria e l’oreficeria, la
fabbricazione di strumenti musicali, di articoli sportivi e di giocattoli); le industrie alimentari; l’industria
meccanica (che comprende: fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici, compresa l’installazione e il
montaggio, la riparazione e la manutenzione; fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature
elettroniche ed ottiche; fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo; fusione di metalli); grande industria
(che comprende la metallurgia, ovvero la produzione di metalli e loro leghe; la petrolchimica; l’industria dei
55
Sul ruolo che hanno avuto i distretti nello sviluppo delle regioni nord-orientali ed anche di
quelle dell’Italia centrale molto è stato teorizzato e dimostrato (Istat, 1996); quanto poi
all’affermazione che associa alle aree distrettuali livelli di benessere superiori, mediamente, a
quelli delle aree non distrettuali, andrebbe fatta una verifica per gli anni più recenti, segnati da
trasformazioni importanti, che stanno determinando nuovi scenari di riferimento, nuovi
equilibri, nuove prospettive e nuovi assetti nei ruoli rivestiti dai diversi settori di attività
economica4.
Riguardo alla performance dei distretti italiani riconosciuti dall’Istat, l’Istituto Tagliacarne ha
stilato anni fa una graduatoria sulla base di un indicatore di forza economica calcolato sui
livelli di occupazione e reddito disponibile per abitante. Ne è scaturita una classificazione
tipologica ripartita in quattro clusters (dei distretti maturi, dei distretti di piccola impresa, dei
distretti in fase di consolidamento, dei distretti a sviluppo contenuto), che vede: Assisi e Città
di Castello rientrare nella classe in fase di consolidamento, quella che raggruppa per lo più
distretti dell’Italia centrale “caratterizzati da nuclei di imprese di dimensioni mediamente più
piccola, con una certa propensione alla micro imprenditoria artigiana, che da non molto si
stanno organizzando in vere e proprie reti” (I. G. Tagliacarne – Unioncamere, 1997, p. 233);
Marsciano, Gualdo Tadino, Umbertide collocarsi nella fascia più debole, quella che accoglie
quote minoritarie di imprese e addetti tipiche di distretti situati prevalentemente nel sud Italia
ma anche in altre zone che scontano un processo di de-industrializzazione e/o di riconversione
industriale. La situazione al 1996 evidenziava, quindi, livelli di sviluppo dei distretti umbri
disomogenei e non particolarmente performanti.
Un riscontro effettuato con i dati del 2001, questa volta valutato sulla base del valore aggiunto
prodotto e del tasso di occupazione attivato, mostra il permanere di una certa differenziazione
della forza economica dei distretti che non sempre si attesta ai livelli più elevati riscontrabili
in altri sistemi del lavoro umbri. Tra tutti i distretti spicca Assisi, che si distingue per un
livello di valore aggiunto per abitante superiore alla media (19,9 mila contro 19,7 mila euro
correnti) e per il secondo tasso di occupazione più elevato tra tutti i SLL umbri (48,3, secondo
solo a Perugia). Seguono poi Città di Castello e Umbertide, con livelli di valore aggiunto per
abitante molto più bassi della media (18,6 mila e 17,5 mila euro) ma con un tasso di
occupazione (entrambi del 45,9%), superiore invece a quello medio.
mezzi di trasporto); industrie cartotecniche e poligrafiche (fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei
prodotti di carta; stampa ed editoria) (Istat, 1996, p. 264-265; Sforzi F. (a cura di), 1997, p. 32).
4
Probabilmente, i tempi sono maturi da rendere opportuna non tanto una rivisitazione del concetto stesso di
distretto, quanto piuttosto la introduzione di una nuova categoria analitica che sia espressione dei più complessi
profili economici territoriali connessi all’interazione dei nuovi fattori che delineano gli assetti produttivi locali.
56
Una situazione ancora meno favorevole è riscontrabile per Gualdo Tadino e Marsciano,
presenti con un valore aggiunto per abitante pari a circa 15 mila euro e mezzo e un tasso di
occupazione che oscilla intorno al 44% (gfr. graf. 36).
Graf. 36 – Tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, valore aggiunto per abitante
nei SSL dell’Umbria (di cui distretti) – anno 2001
Graf. 36 - Tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, valore aggiunto per abitante
nei SLL dell'Umbria (di cui distretti) - anno 2001
50,0
48,7
48,3
45,9
43,9
43,7
45,0
43,9
6,5
45,9
45,0
43,9
44,1
43,8
42,9
43,3
42,8
41,6
6,3
41,9
40,0
6,1
35,0
5,9
30,0
5,7
25,0
5,5
24,6
20,0
19,9
18,6
15,0
18,6
16,4
16,2
14,8
19,9
19,3
17,5
15,6
15,5
5,3
17,5
15,3
5,1
14,5
10,0
4,9
10,0
5,0
4,7
4,9
5,3
5,3
5,5
5,3
5,2
5,5
5,2
5,2
5,2
5,4
5,4
NORCIA
PERUGIA
SPOLETO
TODI
5,2
5,2
5,3
5,7
0,0
4,5
ASSISI (d)
CASCIA
CASTIGLIONE
CITTA' DI
DEL LAGO
CASTELLO (d)
FOLIGNO
GUALDO
TADINO (d)
Tasso di occupazione
GUBBIO
M ARSCIANO
(d)
Tasso di disoccupazione (scala a destra)
UM BERTIDE
(d)
FABRO
ORVIETO
TERNI
v.a. (migliaia) per abitante
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Proseguendo questo percorso di analisi che cerca di mettere a sistema le variabili di
performance con le variabili strutturali che caratterizzano i SLL umbri, con lo scopo di
effettuarne un’analisi congiunta e verificare se, da questo punto di vista, esistono sostanziali
differenze tra i distretti e gli altri aggregati locali, si passa ad esaminare la scomposizione del
valore aggiunto per settori di attività economica.
Uno sguardo al grafico 37, che riporta per ciascun SLL la quota di valore aggiunto attribuibile
ai tre classici settori economici (agricoltura, industria, servizi), offre una inequivocabile
evidenza: tranne un caso, il valore aggiunto di ciascun ambito territoriale è originato in
prevalenza dalla componente terziaria, indipendentemente dalla natura distrettuale del sistema
locale. Segue, anche a molta distanza in molti casi, il contributo dell’industria e, con una
quota decisamente residuale, figura il settore primario.
57
Graf. 37 – Scomposizione del valore aggiunto per settori di attività economica per SSL
interni dell’Umbria (anno 2001)
Terni
Orvieto
Fabro
Umbertide
Todi
Spoleto
Perugia
Norcia
Marsciano
Gubbio
Gualdo Tadino
Foligno
Città di Castello
Castiglione del Lago
Cascia
Assisi
0,0
10,0
20,0
30,0
40,0
50,0
60,0
70,0
80,0
90,0
100,0
Valori %
Agricoltura, silvicoltura e pesca
Industria
Servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Come era nelle attese, i cinque sistemi distrettuali risultano caratterizzati (insieme a Todi)
dalle più alte percentuali attribuibili al settore industriale5, che vanno dal valore massimo
riscontrato per Umbertide (pari al 46,8% del totale dell’area), a quello minimo di Città di
Castello (34,1%). Tuttavia, se si esclude Umbertide (ove il valore aggiunto dell’industria pesa
di due punti in più rispetto a quella dei servizi, caratteristica che lo rende distinguibile da tutti
gli altri sistemi umbri), negli altri distretti la quota rilevante di valore aggiunto è generata pur
sempre dal terziario, con quote anche molto rilevanti (Città di Castello si presenta con un
62,6% di valore aggiunto prodotto dai servizi e Assisi con un 61,2%). A titolo di curiosità, si
sottolinea la più bassa quota imputabile all’industria riscontrabile relativamente al SLL di
Cascia (per cui le attività industriali contribuiscono al valore aggiunto prodotto per solo
l’11,3% e i servizi per il 75,4%), seguito da quello di Perugia (con, rispettivamente, 19,8% e
79,0%).
Una lettura congiunta della variabile di performance economica (il valore aggiunto pro-capite)
con variabili strutturali (la quota occupazionale assorbita dall’industria manifatturiera e quella
attribuibile ai servizi) non fornisce spunti di riflessione interessanti, infatti non emergono
elementi ricorrenti da cui trarre considerazioni generali.
5
Al riguardo si precisa che l’industria comprende, oltre alla manifattura, anche altre attività produttive,
compresa quella rilevante delle costruzioni.
58
Dalla lettura del graf. 38 che riporta, per ogni SLL, i valori relativizzati rispetto al dato medio
regionale del valore aggiunto per abitante, della quota occupazionale attribuibile alla
manifattura e di quella attribuibile ai servizi, è piuttosto difficile trarre conclusioni circa
eventuali rapporti di correlazione tra le variabili in esame: ovvero, il livello del valore
aggiunto pro-capite non si associa univocamente a una prevalenza occupazionale nella
manifattura piuttosto che nei servizi. Infatti, situazioni che presentano una preponderanza del
terziario sono caratterizzati indifferentemente da livelli di valore aggiunto pro-capite o molto
superiori alla media regionale (è il caso dei due capoluoghi di Provincia) o tra i più bassi
(Cascia, Orvieto, Fabro, Norcia). Altri sistemi (Assisi, Città di Castello, Spoleto, Gubbio) si
connotano per livelli di valore aggiunto per abitante superiori oppure prossimi alla media
regionale tuttavia con una prevalenza, nei primi due, della manifattura (sono distretti) e, negli
ultimi due, dei servizi. Ovviamente i tratti distintivi dei SLL distrettuali sono riconducibili
alla superiorità occupazionale della manifattura (a volte molto evidente); tuttavia il rispettivo
valore aggiunto pro-capite mostra una spiccata variabilità.
Sostituendo al valore aggiunto pro-capite il valore aggiunto per addetto6, quale proxy della
produttività di un sistema locale del lavoro i cui livelli sono conseguenza – anche, ma non
solo – dei tratti produttivi prevalenti, si ottiene un grafico molto simile al precedente (graf.
39). La differenza più evidente riguarda un generale innalzamento dei livelli di valore
aggiunto per addetto, ad eccezione di quattro casi: Perugia, Assisi, Città di Castello,
Umbertide.
6
In questo caso i numeri indice dei SLL sono stati calcolati ponendo uguale a 100 i valori medi calcolati sul
complesso dei SLL interni dell’Umbria e non, come nel grafico 52, i valori medi regionali.
59
Graf. 38 – Valore aggiunto pro-capite, quota occupazionale nella manifattura e nei
servizi nei SLL dell’Umbria al 2001
Graf. 38 - Valore aggiunto pro-capite, quota occupazionale nella manifattura e nei servizi nei SLL dell'Umbria al 2001
170,0
163,5
160,0
157,4
150,0
140,3
140,0
140,1
130,0
125,4
Numeri indice, Umbria = 100
120,0
119,9
119,4
115,6
110,0
90,0
110,3
108,6
assisi90,7
96,9
95,4
cascia
cast. del lago
94,6
città di
castello
foligno
gualdo
tadino
94,6
gubbio
104,5
101,4
103,4
100,0
99,2
98,1
101,4
100,0
98,2
96,6
marsciano
norcia
perugia
96,4
spoleto
88,6
todi91,4
91,1
89,2
umbertide
89,2
fabro
orvieto
terni
86,8
83,8
82,7
81,1
80,0
79,7
79,2
75,5
79,2
77,8
76,0
74,6
73,7
70,0
67,7
66,6
63,7
60,0
59,6
50,7
50,0
40,0
30,0
20,0
17,5
10,0
v.a. procapite
Quota occupazionale manifattura
Quota occupazionale servizi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Graf. 39 – Valore aggiunto per addetto, quota occupazionale nella manifattura e nei
servizi nei SLL dell’Umbria al 2001
Graf. 39 - Valore aggiunto per addetto, quota occupazionale nella manifattura e nei servizi nei SLL dell'Umbria al 2001
170,0
166,1
160,0
159,9
150,0
142,6
142,4
Numeri indice, SLL interni dell'Umbria = 100
140,0
130,0
120,0
121,3
118,9
116,3
114,7
110,0
98,4
95,5
assisi
90,0
cascia
cast. del lago
94,6
97,3
città di castello
93,1
foligno
gualdo tadino
90,0
99,2
95,8
gubbio
marsciano
95,8
norcia
80,8
80,5
perugia
spoleto
88,2
81,9
82,5
todi92,9
92,9
umbertide
fabro
orvieto
90,3
87,3
80,5
77,2
76,8
74,0
70,0
67,1
67,6
64,7
60,0
59,1
53,9
50,0
40,0
30,0
20,0
17,8
10,0
v.a. per addetto
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
60
103,6
97,9
90,0
81,2
107,7
102,5
100,5
85,7
84,9
80,0
109,4
107,7
100,8
100,0
Quota occupazionale manifattura
Quota occupazionale servizi
terni
Invece, una chiara correlazione emerge confrontando il livello di valore aggiunto,
relativizzato rispetto alla popolazione e al numero di occupati, con quello del tasso di
occupazione (cfr. graff. 40-41). In entrambi i grafici, che riportano il posizionamento dei SLL
dell’Umbria sulla base del valore aggiunto pro-capite (o per addetto) e il tasso di
occupazione7, si individua una nuvola di punti, che si addensa entro un range di valori delle
due variabili ove si concentra il maggior numero di casi, e che si protende verso l’altro a
destra, in quanto al crescere del tasso di occupazione cresce il valore aggiunto, pro-capite o
per addetto.
In questo quadro generale si distinguono, per motivi differenti: Fabro, molto prossimo
all’origine (infatti è caratterizzato dalle coppie di valori più bassi) e, all’opposto, Assisi e
Perugia, che distanziano tutti gli altri per i più alti valori di entrambe le variabili; Terni si
presenta come un caso anomalo, perché è connotato da un tasso di occupazione tra i più bassi
(è penultimo, seguito solo da Fabro) ma da un valore aggiunto, pro-capite e soprattutto per
addetto, tra i più elevati (è secondo solo a Perugia).
Graf. 40 – Valore aggiunto per abitante e tasso di occupazione nei servizi nei SLL
dell’Umbria al 2001
Graf. 40 - Valore aggiunto per abitante e tasso di occupazione nei SLL interni dell'Umbria - anno 2001
25,0
Perugia
Valore aggiunto per abitante (in migliaia)
23,0
21,0
Assisi
Terni
Spoleto
19,0
Gubbio
Città di Castello
Todi
Umbertide
17,0
Foligno
Castiglione del Lago
Gualdo Tadino
Marsciano
Norcia
Cascia
Orvieto
15,0
13,0
11,0
Fabro
9,0
41,0
42,0
43,0
44,0
45,0
46,0
47,0
48,0
49,0
Tasso di occupazione
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
7
Il tasso di occupazione qui proposto è tratto direttamente da fonte Istat, ed è calcolato rapportando gli occupati
alla popolazione con oltre 15 anni di età.
61
Graf. 41 – Valore aggiunto per addetto e tasso di occupazione nei SLL interni
dell’Umbria al 2001
Graf. 41 - Valore aggiunto per addetto e tasso di occupazione nei SLL interni dell'Umbria - anno 2001
60,00
Perugi
Valore aggiunto per addetto (in migliaia)
55,00
Terni
Spoleto
50,00
Assisi
Gubbio
Todi
45,00
Città di Castello
NorciaCastiglione del Lago
40,00
Umbertide
Foligno
Marsciano
Cascia
Gualdo Tadino
Orvieto
35,00
30,00
Fabro
25,00
41,0
42,0
43,0
44,0
45,0
46,0
47,0
48,0
49,0
Tasso di occupazione
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
4.2 Specializzazione dei distretti al 2001 e occupazione manifatturiera dei sistemi locali del
lavoro per classi dimensionali
Attraverso i dati censuari del 2001 è stata effettuata una prima ricognizione sulle aree che
costituiscono i SLL interni dell’Umbria per verificare se siano intercorsi nell’arco di cinque
anni (dal 1996 al 2001) trasformazioni nella configurazione produttiva ed occupazionale tali
da aver modificato anche solo una delle condizioni che qualificano un’area come distrettuale8.
8
Sulla base dei dati dei SLL relativi al 2001, è stata applicata la metodologia di individuazione dei distretti
industriali adottata dall’Istat (cfr. Istat, 1996, p. 261-268) che prevede i seguenti stadi: 1. individuazione dei SLL
manifatturieri; 2. individuazione dei SLL manifatturieri che sono di piccola e media impresa (PMI); 3.
individuazione per ogni SLL manifatturiero e di PMI l’industria principale; 4. individuazione dei SLL
manifatturieri di PMI la cui industria principale è costituita da PMI.
Il dettaglio della procedura di individuazione dei distretti industriali prevede che debbano essere soddisfatte le
seguenti condizioni (cfr. Sforzi, 2002, p. 28):
1. LQ m = (A m SLL / A t SLL ) / (A m I / A t I) > 1,000
2. LQ 250,m = (A 250,m SLL / A m SLL ) / (A 250,m I / A m I) > 1,000
3. LQ p = max (A s SLL / A m SLL ) / (A s I / A m I)
4. I p = (A 250, p SLL / A p SLL ) > 0,50
dove:
LQ m
A m SLL e A m I = addetti nell’industria manifatturiera nel SLL e in Italia
A t SLL e A t I = addetti totali nel SLL e in Italia
A 250, m SLL e A 250, m I = addetti nelle unità locali manifatturiere fino a 250 addetti nel SLL e in Italia
A s SLL e A s I = addetti a una determinata attività manifatturiera s nel SLL manifatturiero di PMI e nei sistemi
manifatturieri di PMI in Italia
A 250, p SLL e A p SLL = addetti nell’industria manifatturiera principale p nel SLL manifatturiero riguardo alle
PMI e totali.
Seppure l’Autore, nella metodologia indicata per il calcolo dei quozienti di localizzazione, fa riferimento come
benchmarking ai valori italiani relativi ai SLL, l’Istat, in diversi lavori (cfr., ad es., Rapporto 1995, p. 262), parla
di “media nazionale”. Nella presente relazione, la verifica delle condizioni di distretto per i SLL umbri al 2001 è
stata effettuata in riferimento ai valori totali italiani (rispettivamente degli occupati nell’industria manifatturiera,
degli occupati nelle unità locali manifatturiere con meno di 250 addetti, degli occupati nelle specifiche industrie
presenti nelle imprese manifatturiere con meno di 250 addetti). La risposta che se ne trae è da ritenersi dunque
62
Da una lettura dei quozienti di localizzazione del SLL umbri calcolati rispetto al dato
nazionale per l’anno 2001, si riconferma per l’Umbria la presenza dei cinque distretti originari
e la loro tipica specializzazione produttiva (cfr. tabb. 12 a)9. Scorrendo la tabella, Assisi
risulterebbe specializzata nell’industria alimentare (presente con il massimo quoziente di
localizzazione), tuttavia la relativa quota di addetti impiegata in stabilimenti di piccole medie
dimensioni non arriva a coprire la metà dell’occupazione totale del settore, che è, come visto,
la condizione indispensabile perché si possa parlare di distretto (la condizione n. 4 della nota
esplicativa). Dunque, l’alimentare deve lasciare il posto al Tessile, per cui la condizione di
prevalenza di piccole e medie dimensioni è invece soddisfatta.
Tab. 12 a - Quozienti di localizzazione per i distretti umbri (2001) calcolati in riferimento agli
addetti delle unità locali totali
Assisi
Città di Castello Gualdo Tadino
Marsciano
Umbertide
0,43
0,89
0,81
0,21
1,33
1,97
1,40
1,98
3,17
0,78
0,54
4,97
0,65
0,30
0,31
0,52
0,11
0,00
0,00
0,89
Meccanica
0,54
0,49
1,53
0,42
1,24
Fabbricazione mezzi di trasporto
0,08
0,07
0,00
1,32
0,87
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Alimentari, bevande, tabacco
2,15
0,77
Tessile e abbigliamento
2,14
2,23
Prodotti per l'arredamento
1,79
Cartotecnica e poligrafica
Metallurgia
Manifattura
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
La specializzazione calcolata limitatamente all’aggregato occupazionale impiegato in unità
locali al di sotto di 250 addetti (cfr. tab. 2 b), mostra una configurazione praticamente analoga
a quella precedente, con una sola eccezione: Umbertide in questo caso si caratterizza con il
più alto valore del quoziente di localizzazione in corrispondenza della Meccanica, con il
Tessile che segue subito dopo.
valida in quanto risultato del criterio adottato, il quale a sua volta può considerarsi sufficientemente appropriato
fino a quando non sono disponibili i dati di tutti i SLL nazionali.
9
Questo è quanto emerge dall’applicazione del calcolo del quoziente di localizzazione per i sistemi dell’Umbria
in riferimento al totale nazionale. Al riguardo va sottolineato che, in virtù di questo approccio, sia per il 1996 che
per il 2001, risulterebbe escluso dal novero dei distretti umbri il sistema di Gualdo Tadino, perché caratterizzato
da una specializzazione nella manifattura inferiore alla media nazionale (dunque verrebbe meno la condizione 2
della nota precedente). Tuttavia, procedendo nella verifica delle condizioni successive, il settore di massima
specializzazione rispetto alla media nazionale (Prodotti per l’Arredamento) a Gualdo Tadino è caratterizzato da
un numero di addetti in unità locali di piccola e media dimensione superiori alla metà di tutti gli addetti del
settore.
63
Tab. 12 b - Quozienti di localizzazione per i distretti umbri (2001) calcolati in riferimento agli
addetti delle unità locali totali di piccole medie dimensioni (con meno di 250 addetti)
Marsciano
Umbertide
Alimentari, bevande, tabacco
Assisi
1,23
0,75
0,76
0,87
0,79
Tessile e abbigliamento
2,31
2,05
0,35
1,22
1,80
Prodotti per l'arredamento
1,43
1,22
2,02
2,76
0,68
Cartotecnica e poligrafica
0,59
4,61
1,10
0,28
0,29
Metallurgia
0,99
0,18
0,00
0,00
1,44
Meccanica
0,62
0,48
0,99
0,41
1,20
0,19
0,14
0,00
2,75
1,82
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Fabbricazione mezzi di trasporto
Manifattura
Città di Castello Gualdo Tadino
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Sulla base della classificazione delle attività manifatturiere utilizzata dall’Istat per individuare
la specializzazione produttiva dei distretti industriali10, è stato costruito un grafico per ciascun
SLL dell’Umbria che scompone la relativa occupazione manifatturiera per classi
dimensionali, distinguendo cioè gli addetti impiegati in unità locali di piccole medie
dimensioni da quelli occupati in unità con 250 addetti e oltre. Come si evince dai grafici (cfr.
graff. 42 - 57), la prevalenza occupazionale delle piccole e medie dimensioni è schiacciante e,
per lo più, assoluta. Infatti, unità locali di grandi dimensioni (ovvero con 250 addetti e oltre)
sono presenti soltanto in 6 SLL umbri: Terni (ovviamente nella metallurgia e nella chimica,
ma anche nel tessile e in altre attività residuali), Spoleto (nella meccanica), Perugia
(nell’alimentare), Foligno (nella fabbricazione dei mezzi di trasporto e nella meccanica),
Assisi (nei prodotti per l’arredamento e nell’alimentare), Gualdo Tadino (nei prodotti per
l’arredamento).
10
Cfr. Istat, 1996, pp. 264-265 e nota 22. Al riguardo va precisato che il dettaglio informativo per la
ricostruzione dei citati raggruppamenti scende fino a 5 cifre. Come noto, i dati diffusi dall’Istat su base comunale
si fermano a 3 cifre, e di questo dettaglio si è tenuto conto nella presente articolazione. Più in particolare, nei
Prodotti per l’arredamento non è stata inclusa, come invece prevede l’Istat (cfr. Istat, 1997, p. 33) l’attività
35112 (cantieri navali per costruzioni non metalliche) e la 3662 (fabbricazione di scope e spazzole); nelle
industrie cartotecniche e poligrafiche non sono state sottratte le attività 2231 e 2233, relative a riproduzione di
registrazioni sonore e informatiche, che andrebbero incluse nelle industrie meccaniche. Infine, nell’industria dei
mezzi di trasporto non è stata sottratta la voce 35112 relativa a Cantieri navali per costruzioni non metalliche.
64
Graf. 42 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Assisi al 2001
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Altro
Fabbricazione mezzi di trasporto
64
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
32
Chimica, gomma e materie plastiche
390
Meccanica
1.473
Metallurgia
79
Cartotecnica e poligrafica
212
Prodotti per l'arredamento
382
1.361
Tessile e abbigliamento
1.975
Alimentari, bevande, tabacco
736
200
0
738
400
600
800
1.000
1.200
1.400
1.600
1.800
2.000
2.200
Valori assoluti
Graf. 43 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Cascia al 2001
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Altro
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Fabbricazione mezzi di trasporto
Chimica, gomma e materie plastiche
Meccanica
14
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
Prodotti per l'arredamento
13
Tessile e abbigliamento
Alimentari, bevande, tabacco
12
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
50
55
60
65
70
75
80
85
90
95
100
Valori assoluti
65
Graf. 44 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Castiglione del Lago al 2001
Altro
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
38
Fabbricazione mezzi di trasporto
1
Chimica, gomma e materie plastiche
2
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Meccanica
723
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
6
431
Prodotti per l'arredamento
Tessile e abbigliamento
413
Alimentari, bevande, tabacco
183
0
100
200
300
400
Valori assoluti
500
600
700
Graf. 45 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Città di Castello al 2001
52
Altro
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
23
Chimica, gomma e materie plastiche
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
74
1.090
Meccanica
Metallurgia
14
1.586
Cartotecnica e poligrafica
1.111
Prodotti per l'arredamento
Tessile e abbigliamento
1.682
432
Alimentari, bevande, tabacco
0
66
200
400
600
800
1.000
Valori assoluti
1.200
1.400
1.600
1.800
Graf. 46 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Foligno al 2001
109
Altro
Fabbricazione mezzi di trasporto
433
Chimica, gomma e materie plastiche
987
243
Meccanica
1.942
387
7
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
368
Prodotti per l'arredamento
1.000
Tessile e abbigliamento
866
Alimentari, bevande, tabacco
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
760
0
200
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
400
600
800
1.000
1.200
Valori assoluti
1.400
1.600
1.800
2.000
2.200
Graf. 47 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Gualdo Tadino al 2001
Altro
203
Fabbricazione mezzi di trasporto
Chimica, gomma e materie plastiche
119
1.493
867
Meccanica
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
144
394
702
Prodotti per l'arredamento
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
111
Tessile e abbigliamento
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
167
Alimentari, bevande, tabacco
0
200
400
600
800
1.000
1.200
Valori assoluti
1.400
1.600
1.800
2.000
2.200
2.400
67
Graf. 48 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Gubbio al 2001
Altro 17
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
4
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Chimica, gomma e materie plastiche
234
387
Meccanica
Metallurgia
60
Cartotecnica e poligrafica
Prodotti per l'arredamento
880
Tessile e abbigliamento
587
231
Alimentari, bevande, tabacco
0
100
200
300
400
500
Valori assoluti
600
700
800
900
1.000
Graf. 49 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Marsciano al 2001
Altro
153
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Chimica, gomma e materie plastiche
57
Meccanica
356
Metallurgia
36
Cartotecnica e poligrafica
Prodotti per l'arredamento
957
Tessile e abbigliamento
381
Alimentari, bevande, tabacco
190
0
68
100
200
300
400
500
Valori assoluti
600
700
800
900
1.000
Graf. 50 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Norcia al 2001
Altro
14
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Chimica, gomma e materie plastiche
Meccanica
58
Metallurgia
7
Cartotecnica e poligrafica
Prodotti per l'arredamento
73
9
Tessile e abbigliamento
Alimentari, bevande, tabacco
308
50
0
100
150
Valori assoluti
200
250
300
350
Graf. 51 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Perugia al 2001
Altro
618
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Fabbricazione mezzi di trasporto
178
Chimica, gomma e materie plastiche
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
633
Meccanica
3.836
Metallurgia
10
1.017
Cartotecnica e poligrafica
3.154
Prodotti per l'arredamento
4.194
Tessile e abbigliamento
Alimentari, bevande, tabacco
1.378
0
300
600
1.448
900
1.200
1.500
1.800
2.100
2.400
Valori assoluti
2.700
3.000
3.300
3.600
3.900
4.200
4.500
69
Graf. 52 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Spoleto al 2001
Altro
80
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
232
Fabbricazione mezzi di trasporto
Chimica, gomma e materie plastiche
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
81
Meccanica
610
Metallurgia
259
48
Cartotecnica e poligrafica
84
537
Prodotti per l'arredamento
553
Tessile e abbigliamento
483
Alimentari, bevande, tabacco
0
100
200
300
400
500
Valori assoluti
600
700
800
900
Graf. 53 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Todi al 2001
Altro
33
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Fabbricazione mezzi di trasporto
Chimica, gomma e materie plastiche
34
1.022
Meccanica
Metallurgia
109
Cartotecnica e poligrafica
114
Prodotti per l'arredamento
400
Tessile e abbigliamento
403
Alimentari, bevande, tabacco
317
0
100
200
300
400
500
600
Valori assoluti
70
700
800
900
1.000
1.100
Graf. 54 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Umbertide al 2001
Altro
13
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
146
Chimica, gomma e materie plastiche
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
106
Meccanica
1.349
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
54
49
Prodotti per l'arredamento
305
Tessile e abbigliamento
724
Alimentari, bevande, tabacco
221
0
150
300
450
600
750
Valori assoluti
900
1.050
1.200
1.350
1.500
Graf. 55 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Fabro al 2001
Altro
5
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Chimica, gomma e materie plastiche
Meccanica
111
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
3
Prodotti per l'arredamento
46
82
Tessile e abbigliamento
Alimentari, bevande, tabacco
67
0
25
50
75
100
Valori assoluti
71
Graf. 56 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Orvieto al 2001
Altro
26
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
1
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
Chimica, gomma e materie plastiche
10
Meccanica
489
Metallurgia
Cartotecnica e poligrafica
26
Prodotti per l'arredamento
449
Tessile e abbigliamento
498
Alimentari, bevande, tabacco
332
0
50
100
150
200
250
300
Valori assoluti
350
400
450
500
550
Graf. 57 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi
dimensionali nel SSL/distretto di Terni al 2001
Altro
413
Fabbricazione mezzi di trasporto
Riferiti alle u.l. con < 250 addetti
324
Riferiti alle u.l. con > 250 addetti
237
1.097
Chimica, gomma e materie plastiche
288
Meccanica
4.468
Metallurgia
248
Cartotecnica e poligrafica
2.856
385
1.299
Prodotti per l'arredamento
Tessile e abbigliamento
877
429
1.209
Alimentari, bevande, tabacco
0
500
1.000
1.500
2.000
2.500
Valori assoluti
3.000
3.500
4.000
4.500
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
4.3 Ruolo e crescita occupazionale dei distretti
Nel 2001, le unità locali delle imprese manifatturiere insediate nei distretti umbri danno
lavoro a 22.964 addetti, il 31,5% del totale occupato nei SLL interni della regione, a fronte dei
20.750 di dieci anni prima (il 27,4%) (cfr. tab. 13). Dunque, la quota di occupazione
manifatturiera all’interno dei distretti si consolida nel complesso rispetto al totale dei SLL, ma
diminuisce rispetto all’apparato produttivo distrettuale (scende infatti dal 47,7% al 44,3%). In
controtendenza rispetto a quest’ultimo fenomeno risulta Gualdo Tadino, ove il peso degli
occupati nella manifattura sul totale si porta dal 45,6% del 1991 al 52,6% di dieci anni dopo.
72
Tab. 13 – Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, di servizi, totali nei
distretti umbri e nei SLL al 1991 e al 2001
Anno 1991
Manifattura
Anno 2001
Servizi
Totale
Manifattura
Servizi
Totale
val. ass.
% su tot.
val ass.
val ass.
val ass.
% su tot.
val ass.
val ass.
Assisi
Città di Castello
Gualdo Tadino
Marsciano
Umbertide
7.061
6.132
2.728
2.327
2.502
43,4
52,4
45,6
48,4
53,1
7.593
4.460
2.329
1.787
1.718
16.260
11.704
5.985
4.809
4.712
7.442
6.064
4.190
2.301
2.967
38,4
45,1
52,6
45,0
50,6
9.572
5.933
2.582
2.072
2.158
19.399
13.448
7.973
5.110
5.865
Totale distretti
20.750
17.887
43.470
22.964
51.795
75.646
102.505
204.845
72.921
44,3
31,6
22.317
SLL totali Umbria
47,7
36,9
126.390
230.530
% distretti
27,4
17,4
31,5
17,7
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
Rispetto al 1991, l’insieme dei distretti vede aumentare mediamente del 10,7% l’occupazione
manifatturiera, in controtendenza rispetto al generalizzato calo del 3,6% verificatosi nei SLL
umbri e, in particolare, del 9,0% in quelli che non hanno le caratteristiche di distretti11 (cfr.
tab. 14). A ben guardare, però, nei sistemi distrettuali si registra anche la più alta crescita,
espressa in termini di occupazione attivata, nei servizi (+24,8% a fronte di +23,0% registrato
negli altri SLL interni).
Pertanto, lo sviluppo in Umbria delle attività imprenditoriali espresso in termini di aumento
della forza lavoro impiegata è stata l’esito di tassi evolutivi più sostenuti nei distretti, segnati
da un incremento degli addetti totali del 19,2%, a fronte di un 10,8% verificatosi negli altri
sistemi locali.
Una interpretazione congiunta di questi fenomeni induce a formulare almeno due ordini di
considerazioni: la prima è relativa alla pervasività della forza propulsiva delle aree distrettuali,
che sembrerebbero caratterizzate da fattori endogeni particolarmente dinamici che le rendono
comunque più inclini di altre a seguire ed assecondare le trasformazioni imposte dal mercato;
la seconda si collega invece alle evoluzioni del mercato e della produzione, e si riferisce ai
fenomeni di specializzazione, sostituzione, esternalizzazione conseguenti ai processi di
conversione organizzativa e produttiva che hanno interessato e stanno interessando l’industria
manifatturiera la quale, trovandosi di fronte a un mercato sempre più complesso, è passata dal
11
Scendendo nel dettaglio, si evince che due casi (Città di Castello e Marsciano) si sono allineati alla diffusa
contrazione occupazionale manifatturiera della regione, seppure per tassi molto contenuti (-1,1%). Peraltro, Città
di Castello ha assistito ad un processo di ristrutturazione, in quanto la lieve contrazione occupazionale si è
verificata congiuntamente ad un aumento di unità produttive del 17,4%, con conseguente calo della dimensione
media. Lo stesso fenomeno non si è verificato però a Marsciano, che ha visto una riduzione anche delle unità
locali di ben il 14,6%. Negli altri tre distretti, la crescita occupazionale si è accompagnata ad una crescita delle
unità locali.
73
“fare” al “far fare” o, anche, al “fare insieme” (Istat, 1997). “Per questa ragione non c’è
contraddizione nel fatto che la crescita di occupazione nei servizi alle imprese avvenga in
condizioni di crescita di occupazione nelle imprese manifatturiere. Al contrario, essa è
sostenuta dal dinamismo delle imprese manifatturiere locali e rappresenta un segno di
crescente apertura del sistema locale verso l’esterno, che è alla base della formazione, come
nel caso dei sistemi locali di grande impresa, di reti sovra-locali di produzione” (Sforzi F.,
1997, p. 123).
Tab. 14 – Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, di servizi, totali nei
distretti umbri e nei SLL non distrettuali – variazioni dal 1991 al 2001 (valori %)
Assisi
Città di Castello
Gualdo Tadino
Marsciano
Umbertide
Totale distretti
SLL totali Umbria
SLL no distretti
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat
74
Manifattura
5,4
-1,1
53,6
-1,1
18,6
10,7
-3,6
-9,0
Servizi
26,1
33,0
10,9
15,9
25,6
24,8
23,3
23,0
Totale
19,3
14,9
33,2
6,3
24,5
19,2
12,5
10,8
5. DA UNA VISIONE DI SINTESI AD UNA NECESSITÀ DI
APPROFONDIMENTO
Ripercorrendo quanto analizzato in questo lavoro, ci sembra di poter affermare che i tratti
caratteristici che hanno segnato le trasformazioni produttivo – occupazionali dell’ultimo
intervallo intercensuario nei SLL dell’Umbria siano riassumibili nei seguenti fenomeni:
•
nel ruolo determinante delle attività private, accresciutesi diffusamente su tutto il territorio
regionale;
•
nel declino delle attività pubbliche, che in molti sistemi si sono caratterizzate per una
diminuzione occupazionale;
•
nella sostenuta, diffusa espansione delle attività terziarie diverse dal commercio;
•
nella crescita o nella tenuta della manifattura nei sistemi distrettuali;
•
nella scarsa presenza di fattori propulsivi “locali”.
Il rafforzamento occupazionale dell’Umbria nell’ultimo intervallo intercensuario è stato
originato prevalentemente dalle attività imprenditoriali. La componente privata dell’economia
(ovvero il mondo delle imprese e quello delle istituzioni non profit) è infatti cresciuta
diffusamente in tutti i SLL della regione, sommandosi a volte all’aumento, comunque sempre
più attenuato, oppure compensando il calo di addetti verificatasi all’interno del comparto
pubblico.
Le attività private si sono per lo più caratterizzate da fenomeni espansivi o di consolidamento,
generati da un diffuso aumento occupazionale che si è accompagnato quasi sempre ad un
aumento delle unità locali, con differenti effetti sulla dimensione media delle stesse.
In questo contesto segnato da un macro-fenomeno che accomuna i SLL dell’Umbria
considerando l’apparato produttivo privato nel complesso, spiccano differenze territoriali non
trascurabili attinenti ai tassi di crescita delle unità locali e dei relativi addetti; inoltre,
altrettante e ben più importanti disomogeneità locali riguardanti tratti e ritmi evolutivi
emergono scendendo nel dettaglio settoriale.
Se gli anni novanta hanno decretato il dominio occupazionale del terziario, il sostenuto
processo di terziarizzazione che ha caratterizzato l’economia umbra la inserisce a pieno titolo
nel panorama nazionale: tuttavia, la fotografia territoriale che si ha nel 2001 è il risultato di
trasformazioni a livello locale assai disomogenee, non tanto e non solo in termini di intensità
ma anche in termini di caratteristiche evolutive.
75
L’Umbria ripropone infatti, seppure su diversa scala, un panorama analogo a quello proprio
dell’Italia dell’ultimo decennio intercensuario, caratterizzato da una dinamica occupazionale
dell’industria (in particolare quella manifatturiera), territorialmente difforme, da un
ridimensionamento del commercio, da una performance decisamente positiva realizzata dai
servizi diversi dal commercio.
Nella regione, la composizione settoriale dei singoli sistemi non è stata omogeneamente
caratterizzata dalla prevalenza e dalla crescita solo del terziario. O meglio, i SLL dell’Umbria
hanno mostrato una chiara convergenza nei servizi diversi dal commercio; viceversa, una
certa divergenza si è verificata nel versante dei settori tradizionali, quali la manifattura e il
commercio. Ed è soprattutto nella manifattura che il raffronto intercensuario presenta il
profilo territoriale più disomogeneo, caratterizzato da una compresenza di sistemi locali in
consistente declino e di altri in netta controtendenza.
Traducendo in un quadro d’insieme questi fenomeni, si può dire che:
•
l’arretramento, inteso come calo occupazionale accompagnato da una diminuzione di
unita locali, variamente diffuso nell’industria e/o anche nel commercio (ma risparmiando
ovunque gli altri servizi), ha colpito complessivamente undici SLL su sedici: resta esclusa
da questo fenomeno l’area che da Foligno si estende fino a Città di Castello, passando per
Perugia;
•
l’espansione (intesa come crescita occupazionale e aumento delle unità locali, con
differenti conseguenti riflessi sul livello dimensionale medio) ha investito praticamente
tutte le aree della regione sul fronte dei servizi diversi dal commercio, ed ha interessato
altresì la manifattura in quasi tutti i sistemi distrettuali.
La particolare forza propulsiva dei sistemi distrettuali è emersa in realtà anche nella
individuazione delle componenti che hanno determinato lo sviluppo dei SLL. Potrebbe non
essere casuale il fatto che gli stessi distretti che hanno visto accrescere l’occupazione nella
manifattura e nei servizi abbiano giovato di una forza propulsiva collegata a fattori di
sviluppo endogeni che, in alcuni casi (Assisi, Città di Castello, Umbertide), ha più che
compensato gli svantaggi strutturali propri della configurazione produttiva di partenza e in
altri (Gualdo Tadino) ha dilatato, congiuntamente a una componente strutturale positiva, la
crescita tendenziale.
Per il resto, sono solo una minoranza i sistemi del lavoro umbri a beneficiare dei vantaggi
derivanti dalla presenza di risorse locali che intervengono ad amplificare la spinta allo
sviluppo anzi, in molti casi, la debolezza di fattori endogeni ha vanificato la situazione di
vantaggio teorico iniziale data da una configurazione produttiva favorevole alla espansione.
76
In tutti i SLL della regione, anche in quattro dei cinque sistemi distrettuali, è al settore dei
servizi che si deve imputare la maggiore quota di valore aggiunto prodotto.
In questo scenario, sembra ampiamente giustificabile l’esigenza di spingere l’analisi nelle
pieghe del variegato mondo delle attività terziarie, per capire fino in fondo le ragioni di una
crescita così importante. Una diagnosi delle attività terziarie secondo la tipologia di domanda
e il contenuto innovativo (servizi tradizionali, servizi alle imprese, servizi al consumatore,
servizi sociali) diventa dunque un passo determinante per ricostruire i nessi dello sviluppo e
per rispondere ai seguenti quesiti: quanta parte della crescita dei servizi è generata dalla
domanda indotta dalle attività produttive e quanta dall’evoluzione dei costumi, delle
inclinazioni, delle esigenze della società? E’ la componente più innovativa dei servizi
l’artefice di questa espansione o piuttosto quella più tradizionale? Quanto queste dinamiche si
sono avvicinate a quelle proprie del contesto nazionale?
Evidentemente c’è ancora molto da esplorare. Sempre che la disponibilità del dettaglio
informativo a livello comunale renda possibile un’operazione di scomposizione delle singole
voci che afferiscono all’ampia gamma delle attività terziarie ed una successiva operazione di
riaggregazione per tipologia di domanda e contenuto innovativo.
77
Bibliografia
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manifatturiera umbra, Franco Angeli, 2002
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Politica Economica, Rivista di studi e ricerche per la politica economica, Il Mulino, 3/2004,
pp. 397-441
Perugini C. – Pieroni L., “Dimensioni competitive territoriali dell’industria manifatturiera
italiana. Uno studio per sistemi locali del lavoro”, XXV Conferenza AISRE, Novara, 6-8
ottobre 2004
Perugini C. – Signorelli M., I mercati Locali del Lavoro in Umbria: Differenze negli
Avviamenti al Lavoro, Umbria Network Sistema lavoro, working paper n. 3, febbraio 2004
Istat, I sistemi locali del lavoro – Anno 1991 (a cura di Sforzi F.), Serie Argomenti, n. 10,
Roma, 1997
Istat, Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 1995, 1996
Istat, Rapporto annuale. La situazione del paese nel 1999, 2000
Istat, Rapporto annuale La situazione del paese nel 2003, 2004
Istituto Tagliacarne – Unioncamere, Rapporto 1996 sull’impresa e le economie locali. Le
strategie delle piccole e medie imprese, i collegamenti industria-distribuzione, l’evoluzione
dei distretti industriali, F. Angeli, 1977
Sforzi F. - Lorenzini F., I distretti industriali, in Ministero delle Attività Produttive,
L’esperienza italiana dei distretti industriali, Roma, IPI, Istituto per la promozione
industriale, aprile 2002
www.istat.it
79
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