Quaderni PRASSI PRASSI è il Progetto Regionale Azioni di Sistema inserito all’interno dell’attuazione del POR, il Programma Operativo Regionale Obiettivo 3 (2000-2006) della Regione Umbria. Il progetto è finalizzato a sostenere e sviluppare i contenuti e gli strumenti della concertazione e a supportare l’evoluzione del sistema “politiche del lavoro” per l’Umbria, contribuendo a mettere a sistema l’intera gamma degli interventi e a sviluppare sinergie con il complesso delle attività in corso, intervenendo a complemento, integrazione, valorizzazione delle stesse. PRASSI è strutturato in tre progetti operativi a loro volta articolati in 7 azioni specifiche. All’Aur è stata affidata la realizzazione dei due progetti operativi seguenti: Progetto 2: Azioni di sostegno e potenziamento della progettazione degli interventi delle politiche attive del lavoro, della formazione e della stabilizzazione del lavoro. Azioni specifiche: 2.1. Supporto alla progettazione di politiche attive del lavoro innovative; 2.2. Realizzazione di un laboratorio di ricerca su organizzazione dell’impresa, flessibilità, stabilizzazione e tutela del lavoro. Progetto 3: Azioni di sostegno e potenziamento della concertazione sociale e della contrattazione. Azioni specifiche: 3.1. Ricerche e studi sulla contrattazione e sui relativi strumenti connessi al sistema regionale di formazione e lavoro; 3.2. Realizzazione di un sistema di ricerche sui temi connessi alla concertazione e agli effetti del Patto per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Umbria. L’Aur, Agenzia di ricerca della Regione Umbria disciplinata dalla legge regionale 30/2000, si configura quale organo con personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia scientifica, organizzativa e finanziaria. In riferimento alla realtà regionale, svolge le seguenti funzioni: ► cura la raccolta, osservazione ed analisi dei dati riferiti alle principali grandezze economiche, sociali e territoriali; ► svolge studi e ricerche sulle trasformazioni e gli andamenti congiunturali della struttura economica; ► predispone i dati conoscitivi a supporto della elaborazione delle politiche territoriali ed economico-finanziarie della Regione, nonché i dati utili alla valutazione e verifica degli effetti e dell’efficacia delle stesse politiche; ► redige un rapporto annuale sull’andamento economico e sociale della regione; ► promuove rapporti di collaborazione e connessione operativa al fine di incrementare la base conoscitiva e comparativa dei dati territoriali di supporto alle scelte di programmazione locale e all’elaborazione degli strumenti di programmazione negoziata. Nello specifico, l'attività di ricerca è articolata, prioritariamente, su tre ambiti tematici: Sviluppo e Locale, Welfare e Società, Lavoro e Impresa, a cui si aggiunge un’attività di tipo istituzionale volta ad effettuare un’analisi sugli andamenti economici e sociali della regione. © Agenzia Umbria Ricerche, 2004 - Tutti i diritti riservati. L’utilizzo, anche parziale, è consentito a condizione che venga citata la fonte. Coordinamento editoriale: Giuseppe Coco, Elisabetta Tondini Grafica e impaginazione: Fabrizio Lena AUR - Agenzia Umbria Ricerche PROFILI DEI SISTEMI LOCALI DELL’UMBRIA: OCCUPAZIONE E UNITÀ LOCALI NEI SISTEMI DEL LAVORO E NEI DISTRETTI TRA IL 1991 E IL 2001 di Elisabetta Tondini Marzo 2005 INDICE 1. INTRODUZIONE ................................................................................................ Pag. 7 2. DINAMICHE OCCUPAZIONALI TRA PUBBLICO E PRIVATO .............. Pag. 11 3. IL MONDO DELLE IMPRESE E LE TRASFORMAZIONI DI UN DECENNIO ............................................................................................................... 3.1 Le unità locali delle imprese ed i relativi addetti .................................................. 3.2 Le trasformazioni settoriali ................................................................................... 3.3 Le componenti della dinamica occupazionale....................................................... Pag. Pag. Pag. Pag. 19 19 23 48 Pag. Pag. 55 55 Pag. Pag. 62 72 4. UNA PARTICOLARE TIPOLOGIA DI SISTEMI LOCALI DEL LAVORO: I DISTRETTI ............................................................................................................ 4.1 Caratteristiche di fondo e indicatori di performance ............................................. 4.2 Specializzazione dei distretti al 2001 e occupazione manifatturiera dei sistemi locali del lavoro per classi dimensionali ................................................... 4.3 Ruolo e crescita occupazionale dei distretti .......................................................... 5. DA UNA VISIONE DI SINTESI AD UNA NECESSITÀ DI APPROFONDIMENTO ........................................................................................... Pag. Bibliografia ................................................................................................................ Pag. 75 79 1. INTRODUZIONE Nella presente relazione vengono descritte le principali caratteristiche degli assetti produttivi dell’Umbria utilizzando dati desumibili dall’ultimo censimento dell’industria e dei servizi e operando un confronto con quanto era emerso dalla rilevazione di dieci anni prima. La ricchezza di informazioni e soprattutto il dettaglio geografico dei dati utilizzati consentono di rappresentare in maniera particolareggiata le caratteristiche economiche collegate all’insediamento territoriale delle attività produttive, che in questo studio vengono analizzate privilegiando l’aspetto occupazionale. L’unità territoriale di riferimento è rappresentata dal Sistema Locale del Lavoro (d’ora in poi SLL, anche riferito a una pluralità di sistemi), l’entità geografica risultante dall’aggregazione di due o più comuni (appartenenti a province o regioni amministrativamente anche diverse) dotata di strutture produttive e servizi tali da offrire opportunità di lavoro e residenza alla popolazione ivi insediata, accogliendo una massa relazionale significativa. Il SLL rappresenta lo spazio dove “la maggior parte della popolazione residente può trovare lavoro (o cambiare lavoro) senza cambiare il luogo di residenza, e dove i datori di lavoro reclutano la maggior parte dei lavoratori, generando così un complesso reticolo di spostamenti quotidiani casalavoro” (Istat, 1997)1. La scelta che ha suggerito di impostare questo tipo di analisi sulla base dei SLL è stata determinata da tre ordini di motivi: • limitare l’analisi a livello regionale (o anche provinciale) avrebbe implicato la perdita di informazioni dettagliate, comunque avrebbe reso impossibile cogliere specificità locali significative; • d’altra parte, spingere il dettaglio informativo a livello comunale sarebbe stata un’operazione dispersiva, per l’elevata polverizzazione in unità amministrative comunali in cui rimane suddiviso il già limitato territorio umbro; • da ultimo, perché la modalità di costruzione del SLL attribuisce a questa particolare unità territoriale la capacità di riflettere meglio di altre aree spaziali (aggregate sulla base di criteri di natura amministrativa, politica o istituzionale), i legami e l’organizzazione del tessuto economico produttivo e sociale che sottendono (Perugini C. – Pieroni L., 2004 a). 1 La motivazione che ha indotto l’ISTAT ad utilizzare gli spostamenti per motivi di lavoro per determinare i confini sociali ed economici va ricercata nell’affermazione secondo cui l’attività lavorativa costituisce “la fondamentale attività umana attraverso cui si realizza l’organizzazione dello spazio quotidiano di una persona, più in generale di una comunità umana” (Istat, a cura di Sforzi F., 1997, p. 103). 7 Il SLL è dunque un’entità geografica intermedia, capace di esprimere caratteristiche “locali” senza scendere ad un livello eccessivamente particolareggiato del territorio regionale; in quanto tale il SLL costituisce un’unità territoriale d’analisi caratterizzata da un elevato grado di compattezza/coesione interna che riesce a rappresentare l’esito osservabile del processo evolutivo di fattori ambientali, fisici, sociali, culturali ed economici fra di loro interagenti (Perugini C. - Musotti F., 2001). I sistemi locali del lavoro rappresentano dunque una griglia particolarmente significativa per “analizzare la geografia economica e sociale secondo una suddivisone del territorio che scaturisce dall’autorganizzazione delle dinamiche relazionali, con particolare riferimento agli ambiti di vita riferiti alla residenza e al luogo di lavoro nazionale” (Istat, 2000, p. 178) e per esprimere le relazioni economiche, sociali, culturali e politiche del gruppo umano che vi è insediato. Per queste ragioni, la mappa dei sistemi locali può essere considerata una buona approssimazione di luoghi configurati come sistemi socio-economici locali, ovvero “un’affidabile (o la migliore disponibile) rappresentazione dell’articolazione della società e dell’economia in luoghi, cioè in territori che si distinguono per caratteristiche fisiche, economiche, sociali, culturali, storiche, umane che influiscono, fra l’altro, sul modo e la misura in cui le persone offrono i propri servizi lavorativi agli imprenditori che li richiedono” (Perugini C. – Pieroni L., 2004 a, p. 404). Sulla base dei dati censuari 19912, l’anno di riferimento più recente per cui l’ISTAT ha mappato l’Italia in SLL, l’Umbria risulta divisa in 16 SLL interni, quelli la cui unità centrale3 ricade entro i confini regionali. Di questi, 13 possono ritenersi della provincia di Perugia, in quanto il comune centrale ricade entro lo spazio della provincia capoluogo, e 3 alla provincia ternana, uno dei quali, quello di Terni, è il solo ad annoverare al suo interno un comune non umbro (Configni, della provincia di Rieti). Vi sono inoltre 8 comuni della regione che ricadono in SLL esterni, ovvero la cui unità principale è collocata al di fuori dei confini umbri. In questo lavoro sono stati considerati i SLL interni all’Umbria, intendendo con tale aggettivo quelli la cui unità centrale è un comune della regione. Il dato umbro, salvo indicazione 2 In attesa che l’Istat ridefinisca la geografia italiana dei SLL sulla base degli spostamenti casa-lavoro della popolazione desumibili dall’ultimo censimento demografico del 2001, ci si deve accontentare di utilizzare la mappatura che risale al 1991. Al riguardo, “il fatto che questa mappatura discenda dall’elaborazione dei dati sul quesito sulla pendolarità del censimento 1991, non deve indurre a valutarla necessariamente come sorpassata da un punto di vista territoriale” (Perugini C. – Signorelli M., 2004, p. 7). 3 Ogni SLL è caratterizzato da un’unità centrale, rappresentata dal comune verso cui si dirige il maggior numero di persone e che dà il nome al SLL. Di solito coincide con il comune di dimensioni più elevate. 8 contraria, è relativo all’aggregato complessivo che annovera tutti i comuni umbri, comprendendo così anche quelli appartenenti a sistemi extra regionali. Tav. 1 - SLL interni all’Umbria SLL ASSISI (5 comuni) SLL CASCIA (3 comuni) SLL CASTIGLIONE DEL LAGO (4 comuni) SLL CITTÀ DI CASTELLO (2 comuni) SLL FOLIGNO (5 comuni) SLL GUALDO TADINO (6 comuni) SLL GUBBIO (2 comuni) SLL MARSCIANO (4 comuni) SLL NORCIA (7 comuni) SLL PERUGIA (7 comuni) SLL SPOLETO (3 comuni) SLL TODI (5 comuni) SLL UMBERTIDE (3 comuni) SLL FABRO (5 comuni) SLL ORVIETO (9 comuni) SLL TERNI (15 comuni) Assisi – Bastia – Bettona – Cannara – Valfabbrica Cascia – Monteleone di Spoleto – Poggiodomo Castiglione del Lago – Paciano – Panicale – Piegaro Città di Castello – Monte Santa Maria Tiberina Bevagna – Foligno – Montefalco – Spello – Trevi Costacciaro – Fossato di Vico – Gualdo Tadino – Nocera Umbra – Sigillo – Valtopina Gubbio – Scheggia e Pascelupo Fratta Todina – Marsciano – Monte Castello di Vibio – San Venanzo Cerreto di Spoleto – Norcia – Preci – Sant'Anatolia di Narco Scheggino – Sellano – Vallo di Nera Corciano – Deruta – Magione – Passignano sul Trasimeno – Perugia – Torgiano – Tuoro sul Trasimeno Campello sul Clitunno – Castel Ritaldi – Spoleto Collazione – Giano dell'Umbria – Gualdo Cattaneo – Massa Martana – Todi Montone – Pietralunga – Umbertide Fabro – Ficulle – Montegabbione – Monteleone d'Orvieto –Parrano Allerona – Alviano – Baschi – Castel Giorgio – Castel Viscardo – Guardea – Montecchio – Orvieto – Porano Acquasparta – Amelia – Arrone – Avigliano Umbro – Calvi dell'Umbria – Ferentillo – Lugnano in Teverina – Montecastrilli – Montefranco – Narni – Polino – San Gemini – Stroncone – Terni – Configni Tav. 2 - SLL esterni all’Umbria SLL SLL SLL SLL CORTONA SAN SEPOLCRO CHIUSI CIVITA CASTELLANA SLL ORTE Cortona - Lisciano Niccone Monterchi – Sansepolcro – Citerna - San Giustino Cetona – Chiusi - San Casciano dei Bagni - Città della Pieve Otricoli – Calcata – Carbognano - Castel Sant'Elia – Corchiano - Fabrica di Roma – Faleria – Gallese – Monterosi – Nepi – Valleranno – Vignanello - Magliano Sabina Attigliano – Giove - Penna in Teverina - Bassano in Teverina – Orte Vasanello 9 I Sistemi Locali interni dell’Umbria 10 2. DINAMICHE OCCUPAZIONALI TRA PUBBLICO E PRIVATO Nel 2001, il complesso delle unità locali situate in Umbria danno occupazione a 295.396 persone, l’82,7% delle quali impiegate nel comparto privato e il restante 17,3% in quello pubblico4 (tab. 1 e tab. 2). Tab. 1 - Addetti alle unità locali delle istituzioni pubbliche e delle imprese private e delle istituzioni no profit nei SLL interni dell'Umbria - Anno 2001 PRIVATO* % su % su val. ass. val. ass. Umbria Umbria Assisi 2.181 4,3 19.827 8,1 Cascia 283 0,6 811 0,3 Castiglione del Lago 862 1,7 6.141 2,5 Città di Castello 2.314 4,5 13.709 5,6 Foligno 4.481 8,8 22.943 9,4 Gualdo Tadino 1.301 2,6 8.100 3,3 Gubbio 1.591 3,1 8.617 3,5 Marsciano 1.022 2,0 5.169 2,1 Norcia 692 1,4 1.997 0,8 Perugia 18.702 36,7 66.950 27,4 Spoleto 2.675 5,2 11.122 4,6 Todi 1.341 2,6 8.369 3,4 Umbertide 734 1,4 6.207 2,5 Fabro 238 0,5 1.471 0,6 Orvieto 1.979 3,9 9.179 3,8 Terni 9.688 19,0 47.009 19,2 totale SLL 50.084 98,3 237.621 97,2 UMBRIA 50.969 100,0 244.427 100,0 * Privato sta per unità locali di imprese e istituzioni no profit Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat PUBBLICO TOTALE val. ass. 22.008 1.094 7.003 16.023 27.424 9.401 10.208 6.191 2.689 85.652 13.797 9.710 6.941 1.709 11.158 56.697 287.705 295.396 % su Umbria 7,5 0,4 2,4 5,4 9,3 3,2 3,5 2,1 0,9 29,0 4,7 3,3 2,3 0,6 3,8 19,2 97,4 100,0 Il SLL di Perugia assorbe da solo il 29% degli addetti, per una quota prevalente nel comparto pubblico (36,7%); segue il SLL di Terni, con un 19% sia nelle attività pubbliche che in quelle private e, a distanza, quello di Foligno, con un 9%. 4 Il numero degli addetti è relativo alle unità locali delle imprese e delle istituzioni non profit (comparto privato) e alle unità locali delle istituzioni pubbliche (comparto pubblico). In particolare, l’Istat definisce Istituzione non profit privata o pubblica l’“unità giuridico-economica dotata o meno di personalità giuridica, di natura pubblica o privata, che produce beni e servizi destinabili o non destinabili alla vendita e che, in base alle leggi vigenti o a proprie norme statutarie, non ha facoltà di distribuire, anche indirettamente, profitti o altri guadagni diversi dalla remunerazione del lavoro prestato ai soggetti che la hanno istituita o ai soci. Costituiscono esempi di istituzione non profit privata: le associazioni, riconosciute e non riconosciute, le fondazioni, le organizzazioni non governative, le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali e le altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), i partiti politici, i sindacati, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, le organizzazioni religiose ivi comprese diocesi e parrocchie”. Definisce Istituzione pubblica, invece, l’“unità giuridico - economica la cui funzione principale è quella di produrre beni e servizi non destinabili alla vendita e/o di ridistribuire il reddito e la ricchezza e le cui risorse principali sono costituite da prelevamenti obbligatori effettuati presso le famiglie, le imprese e le istituzioni non profit o da trasferimenti a fondo perduto ricevuti da altre istituzioni dell’amministrazione pubblica. Costituiscono esempi di istituzione pubblica: Autorità portuale, Camera di commercio, Comune, Ministero, Provincia, Regione, Università pubblica, ecc.” (Istat). 11 Tab. 2 - Composizione % della componente pubblica e privata negli anni 1991 e 2001 Assisi Cascia Castiglione del Lago Città di Castello Foligno Gualdo Tadino Gubbio Marsciano Norcia Perugia Spoleto Todi Umbertide Fabro Orvieto Terni totale SLL UMBRIA PUBBLICO Anno 1991 Anno 2001 12,9 9,9 28,5 25,9 14,7 12,3 15,7 14,4 17,7 16,3 19,4 13,8 19,3 15,6 16,6 16,5 34,0 25,7 23,9 21,8 23,0 19,4 14,0 13,8 13,2 10,6 12,8 13,9 20,2 17,7 19,9 17,1 19,9 17,4 19,7 17,3 PRIVATO Anno 1991 Anno 2001 87,1 90,1 71,5 74,1 85,3 87,7 84,3 85,6 82,3 83,7 80,6 86,2 80,7 84,4 83,4 83,5 66,0 74,3 76,1 78,2 77,0 80,6 86,0 86,2 86,8 89,4 87,2 86,1 79,8 82,3 80,1 82,9 80,1 82,6 80,3 82,7 TOTALE Anno 1991 Anno 2001 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Dal 1991 le attività private accrescono nel complesso il numero di occupati del 13,8%, a fronte di un calo del 3% verificatosi nel pubblico (tab. 3). L’analisi territoriale per SLL del differente ruolo delle componenti pubblica e privata si ripropone del tutto simile a quella media regionale. Nel dettaglio, si rilevano i seguenti fenomeni: • nel 2001, solo 5 sistemi (tra cui quello di Perugia, per l’evidente influenza del capoluogo amministrativo regionale) si caratterizzano per una quota di addetti nel comparto privato inferiore a quella media umbra; • nel decennio, il comparto privato registra una espansione diffusa su tutti i SLL (seppure con ritmi differenziati), invece il pubblico si caratterizza per un aumento solo su 6 sistemi (tra cui Perugia) e comunque per tassi inferiori a quelli verificatisi nel privato; • il risultato di queste dinamiche è stato un generale innalzamento della quota di addetti occupati nelle unità locali di imprese e istituzioni private. In sintesi, si può affermare che a giocare un ruolo determinante nella crescita occupazionale dei territori umbri siano state le attività imprenditoriali: infatti la espansione della componente privata, che ha interessato tutti gli aggregati subregionali, a volte si è sommata a quella comunque più attenuata - verificatasi nel versante pubblico, altre volte ha più che compensato 12 il calo occupazionale delle attività pubbliche. Si segnala l’unica eccezione del SLL di Fabro, ove gli addetti nel comparto pubblico aumentano più di quelli impiegati nelle attività private. Tab. 3 - Evoluzione dell'occupazione nella componente pubblica e privata dal 1991 al 2001 Assisi Cascia Castiglione del Lago Città di Castello Foligno Gualdo Tadino Gubbio Marsciano Norcia Perugia Spoleto Todi Umbertide Fabro Orvieto Terni Totale SLL UMBRIA PUBBLICO variazione variazione assoluta % -254 -10,4 -26 -8,4 -109 -11,2 125 5,7 319 7,7 -156 -10,7 -205 -11,4 40 4,1 -179 -20,6 180 1,0 -364 -12,0 -14 -1,0 15 2,1 22 10,2 -112 -5,4 -888 -8,4 -1.606 -3,1 -1.581 -3,0 PRIVATO variazione variazione assoluta % 3.338 20,2 35 4,5 511 9,1 1.925 16,3 3.564 18,4 2.049 33,9 1.103 14,7 237 4,8 309 18,3 8.119 13,8 947 9,3 74 0,9 1.461 30,8 3 0,2 900 10,9 4.460 10,5 29.035 13,9 29.650 13,8 TOTALE variazione variazione assoluta % 3.084 16,3 9 0,8 402 6,1 2.050 14,7 3.883 16,5 1.893 25,2 898 9,6 277 4,7 130 5,1 8.299 10,7 583 4,4 60 0,6 1.476 27,0 25 1,5 788 7,6 3.572 6,7 27.429 10,5 28.069 10,5 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat In questo quadro di riferimento, può essere interessante osservare come è variato, nel decennio, il ruolo delle attività private in termini di capacità occupazione generata rispetto al totale (tab. 2 e graf. 1). Ovviamente, per le ragioni sopra dette, tutti i SLL (tranne Fabro) sono interessati da un innalzamento – seppure differenziato – della quota di addetti nelle attività private; spiccano tra tutti Assisi, con una quota superiore al 90% e Umbertide, anch’esso con quasi il 90%. I SLL più performanti, considerando gli addetti complessivamente impiegati, sono stati, nell’ordine: Umbertide (+27%), Gualdo Tadino (+ 25%), Foligno e Assisi (+16%), Città di Castello (+14%) e Perugia (+11%), che si colloca poco al di sopra della media regionale; gli altri sistemi locali si caratterizzano invece per variazioni occupazionali pure positive ponendosi però al di sotto del valore umbro (tab. 3). Gli stessi SLL più dinamici in termini di occupazione complessiva si ripropongono tali, e a fortiori, per le ragioni suddette, sul versante privato, a cui si aggiungono Norcia e Gubbio, con ritmi di crescita superiori al valore regionale (+13,8%). 13 Graf. 1 - Addetti alle unità locali del comparto privato per SLL in Umbria: confronto 1991 e 2001 Graf. 1 - Addetti alle unità locali del comparto privato per SLL in Umbria: confronto 1991 e 2001 95,0 Valori % sull'occupazione totale 90,0 85,0 80,0 75,0 70,0 65,0 60,0 assisi cascia castiglio ne del lago città di castello fo ligno gualdo tadino gubbio marsciano no rcia Anno 1991 perugia spo leto to di umbertide fabro o rvieto terni Umbria Anno 2001 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Il grafico 2 visualizza la differente crescita occupazionale nel pubblico e nel privato dei SLL interni in comparazione con quella dell’Umbria complessivamente considerata: la prima evidenza che emerge attiene alla compresenza di situazioni territoriali caratterizzate da una forbice evolutiva tra i due comparti molto ampia con altre dove tale divario è quasi impercettibile; una certa difformità territoriale dei tassi di trasformazione (crescita o calo occupazionale) emerge, inoltre, anche in termini comparativi rispetto alla tendenza media (rappresentata dalla regione nel complesso)5. 5 Nella interpretazione delle variazioni suddette si tenga sempre presente che esse esprimono la vivacità dei fenomeni; però, poiché trasformazioni di pari intensità possono agire su entità di partenza molto diverse tra loro, per avere un quadro non distorto della portata del singolo fenomeno, occorre sempre comparare i ritmi evolutivi con le grandezze assolute dei singoli ambiti territoriali. 14 Graf. 2 - Addetti alle ul di imprese e istituzioni nei SLL dell’Umbria: variazione 1991-2001 (Numeri indice, 1991=100) Graf. 2 - Addetti alle ul di imprese e istituzioni nei SLL dell'Umbria: variazione 1991- 2001 (Numeri indice, 1991=100) 135,0 TOTALE PRIVATO PUBBLICO U bi bbli 130,0 125,0 120,0 115,0 Umbria Priv. 110,0 Umbria Tot. 105,0 100,0 Umbria Pubb. 95,0 90,0 85,0 80,0 75,0 i si s as ia l lo go te sc l la as ca c de e di on ittà gli c i t s ca no no di l ig ta fo o d al gu io no bb ia sc gu r a m a to ia gi rc ole ru no sp pe di to de rti be um o br fa to vi e or i rn te Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Una misura del ruolo rivestito dai SLL in termini di bacini occupazionali può essere fornita dalla incidenza percentuale degli addetti impiegati sulla popolazione residente in età lavorativa (ovvero dai 15 ai 64 anni). Si tratta di un indicatore di performance dei sistemi territoriali il cui livello rivela lo stato di salute del singolo territorio; infatti il valore di questo rapporto ci dà una misura di quanta forza di lavoro potenziale (quella espressa dalla popolazione in età lavorativa) il SLL riuscirebbe ad assorbire al suo interno. Perciò, rappresenta una informazione aggiuntiva per meglio comprendere la capacità propulsiva del singolo SLL quale attivatore di domanda di lavoro in relazione alle potenzialità espresse dal proprio territorio6. Secondo questa chiave di lettura, i valori di riferimento per SLL variano entro un intervallo piuttosto ampio, che oscilla dal 35,7% di Fabro al 64,6% di Perugia, con una media regionale pari al 55,1%. A parte Perugia, soltanto Città di Castello, Assisi e Umbertide si caratterizzano per valori superiori alla media regionale, e questo a causa di una presenza relativa delle attività private particolarmente elevata (cfr. graf. 3). 6 Naturalmente, gli occupati in unità locali situate all’interno di ciascun SLL possono risiedere anche al di fuori dei relativi confini territoriali. Dunque, poiché non tutte gli addetti che lavorano entro i confini del SLL sono ivi residenti e non tutti i residenti occupati lavorano entro il SLL ove risiedono, il contenuto informativo di questo indice va ricercato unicamente nella capacità di contestualizzare l’entità del fenomeno occupazionale rispetto alla forza lavoro potenziale del sistema locale. 15 Graf. 3 - Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria - Addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa, anno 2001 Graf. 3- Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria Addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa, anno 2001 Umbria terni orvieto fabro umbertide todi spoleto perugia norcia marsciano gubbio gualdo tadino foligno città di castello castiglione del lago cascia assisi 0,0 2,5 5,0 7,5 10,0 12,5 15,0 17,5 20,0 22,5 25,0 27,5 30,0 32,5 35,0 37,5 40,0 42,5 45,0 47,5 50,0 52,5 55,0 57,5 60,0 62,5 65,0 Comparto pubblico Comparto privato Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Nello specifico, il numero medio di addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa oscilla, relativamente al comparto pubblico, dal 5,0% di Fabro al 14,1% di Perugia, contro una media regionale pari a 9,5%; la forbice del comparto privato varia tra il 30,7% (sempre di Fabro) e il 55,0% di Assisi, con una media regionale di 45,6%. Le stesse informazioni (ovvero il numero di addetti mediamente occupati nel comparto pubblico e nel comparto privato ogni 100 abitanti in età lavorativa) riportate su un grafico a dispersione (graf. 4) individuano un affollamento di sistemi locali (otto in tutto) nel quadrante caratterizzato da entrambi i valori inferiori a quelli medi regionali; quattro SLL sono situati nel quadrante caratterizzato da una sotto-presenza del pubblico a vantaggio di quello privato, a fronte di altri tre che manifestano invece una connotazione opposta. Quale outlier rispetto a tutti gli altri, si posiziona Perugia, unico SLL presente con entrambi gli indici (14,1% e 50,5%) molto più elevati di quelli medi umbri. L’influsso del ruolo del capoluogo di regione quale polo “attrattore-generatore” di forza lavoro spicca in questo grafico in tutto la sua evidenza. 16 Graf. 4 - Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria - Addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa, anno 2001 Graf. 4 - Addetti alle unità locali per comparto e per SLL in Umbria Addetti ogni 100 abitanti in età lavorativa, anno 2001 60,0 Assisi Comparto privato 55,0 Umbertide Città di Castello Perugia 50,0 Foligno UMBRIA 45,0 Gualdo Tadino Todi 40,0 Gubbio Castiglione del Lago Terni Spoleto Orvieto Norcia Marsciano 35,0 Cascia Fabro 30,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 C o m pa rt o pubblic o Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 17 3. IL MONDO DELLE IMPRESE E LE TRASFORMAZIONI DI UN DECENNIO In questo capitolo verrà focalizzata l’attenzione sulle attività afferenti alle imprese, attraverso la capacità occupazionale generata dalle unità locali ad esse collegate e dai settori di attività che sono stati i principali protagonisti delle trasformazioni produttive umbre negli anni novanta fino a oltre la soglia del nuovo millennio. 3.1. Le unità locali delle imprese ed i relativi addetti Nell’ultimo decennio intercensuario le unità locali delle imprese sono passate da 56.680 a 69.799, i relativi addetti da 204.854 a 230.530, aumentando le une del 23,1% e gli altri del 12,4% (tab. 4 e tab. 5). Le attività private continuano a essere concentrate prevalentemente, nell’ordine, nei SLL di Perugia, Terni, Foligno, Assisi ove, nel 2001, sono localizzate complessivamente il 62,4% delle unità locali e il 64,1% di addetti dell’intera regione (cfr. tabb. 4-5). Tab. 4 - Unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria (1991, 2001) Assisi Cascia Castiglione del Lago Città di Castello Foligno Gualdo Tadino Gubbio Marsciano Norcia Perugia Spoleto Todi Umbertide Fabro Orvieto Terni totale SLL UMBRIA Anno 1991 val. ass. 4.281 360 1.598 2.908 4.706 1.758 2.526 1.488 677 14.600 3.129 2.560 1.252 601 2.746 9.681 54.871 56.680 % 7,6 0,6 2,8 5,1 8,3 3,1 4,5 2,6 1,2 25,8 5,5 4,5 2,2 1,1 4,8 17,1 96,8 100,0 Anno 2001 val. ass. 5.295 336 1.813 3.740 6.366 1.900 2.738 1.619 774 19.457 3.284 2.735 1.581 584 3.179 12.455 67.856 69.799 % 7,6 0,5 2,6 5,4 9,1 2,7 3,9 2,3 1,1 27,9 4,7 3,9 2,3 0,8 4,6 17,8 97,2 100,0 Variazione 1991-2001 var. ass. % 1.014 23,7 -24 -6,7 215 13,5 832 28,6 1.660 35,3 142 8,1 212 8,4 131 8,8 97 14,3 4.857 33,3 155 5,0 175 6,8 329 26,3 -17 -2,8 433 15,8 2.774 28,7 12.985 23,7 13.119 23,1 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 19 Tab. 5 - Addetti alle unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria Assisi Cascia Castiglione del Lago Città di Castello Foligno Gualdo Tadino Gubbio Marsciano Norcia Perugia Spoleto Todi Umbertide Fabro Orvieto Terni totale SLL UMBRIA Anno 1991 val. ass. % 16.260 7,7 684 0,3 5.430 2,6 11.704 5,5 19.182 9,1 5.985 2,8 7.446 3,5 4.809 2,3 1.674 0,8 57.441 27,2 9.974 4,7 8.198 3,9 4.712 2,2 1.439 0,7 8.140 3,9 41.767 19,8 204.845 97,1 210.986 100,0 Anno 2001 val. ass. % 19.399 8,2 692 0,3 5.771 2,4 13.448 5,7 22.303 9,4 7.973 3,4 8.431 3,6 5.110 2,2 1.921 0,8 64.685 27,3 10.638 4,5 8.277 3,5 5.865 2,5 1.468 0,6 8.940 3,8 45.609 19,2 230.530 97,2 237.170 100,0 Variazione 1991-2001 var. ass. % 3.139 19,3 8 1,2 341 6,3 1.744 14,9 3.121 16,3 1.988 33,2 985 13,2 301 6,3 247 14,8 7.244 12,6 664 6,7 79 1,0 1.153 24,5 29 2,0 800 9,8 3.842 9,2 25.685 12,5 26.184 12,4 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Una diagnosi territoriale delle trasformazioni occorse nel decennio dalle due variabili mostra andamenti piuttosto differenziati (cfr. graf. 5). A parte due unici casi (Fabro e Cascia) segnati da una contrazione del numero di unità produttive, a fronte di una tenuta in termini occupazionali, gli altri SLL sono cresciuti sia dal punto di vista degli insediamenti produttivi che degli addetti, seppure per tassi differenti tra loro e differenti rispetto alla media regionale. In particolare, quattro sistemi (Umbertide, Assisi, Città di Castello, Foligno, Perugia) si sono rivelati più dinamici, sia in termini di unità locali che di addetti, della media regionale; invece uno solo, Terni, lo è stato soltanto dal punto di vista delle unità locali, sottendendo un processo di ristrutturazione produttiva in corso7. Gli altri SLL, caratterizzandosi tutti per tassi evolutivi positivi, hanno assistito ad una proliferazione di unità locali segnata da ritmi più contenuti di quello totale umbro, e accompagnata, per tre di questi (Gualdo Tadino soprattutto, e poi Gubbio e Norcia) da tassi di incremento occupazionali più sostenuti della media. 7 L’aumento delle unità locali delle imprese è un fenomeno non univocamente interpretabile, in quanto può essere conseguente sia alla nascita di una nuova attività imprenditoriale, in loco o fuori dei confini territoriali, e dunque espressione di una inequivocabile vivacità del tessuto produttivo, sia ad un processo di gemmazione, in ubicazioni produttive aggiuntive, di un’impresa già esistente. Quest’ultimo processo è a sua volta generato da strategie imprenditoriali differenti, riconducibili a politiche di ri-organizzazione e ri-strutturazione aziendale che portano all’ampliamento, alla differenziazione, alla de-localizzazione della propria attività produttiva, con evidenti conseguenze sul significato economico che assume il nuovo stabilimento, che può costituire una unità aggiuntiva a tutti gli effetti, ma anche essere espressione di un processo di frammentazione di unità locali preesistenti. 20 Naturalmente, per il diverso ruolo economico dei 16 aggregati territoriali (cfr. al riguardo graff. 6 e 7), uguali tassi di crescita possono sottendere variazioni assolute assai differenti e, viceversa, incrementi della stessa entità possono evidenziare ritmi evolutivi molto distanti tra loro. Un esempio per tutti: l’incremento del 29% delle unità locali nel SLL di Terni e in quello di Città di Castello si sono concretizzati di fatto in aumenti assoluti pari rispettivamente a 2.774 e 832 unità; e ancora: la crescita del 13% degli addetti nei SLL di Gubbio e di Perugia è stata accompagnata da aumenti occupazionali rispettivamente di 985 e 7.244 unità… e via di seguito. Dunque, per una completa comprensione delle trasformazioni che hanno caratterizzato dal 1991 al 2001 le unità territoriali in esame, è opportuno considerare congiuntamente ruolo e intensità evolutiva di ciascun SLL. Comparando la dinamica delle unità locali con quella dei relativi addetti otteniamo informazioni riguardanti la variazione della dimensione media degli insediamenti produttivi locali8. Dimensione che, nel complesso, si contrae in tutta la regione e in 10 SLL, testimoniando che la espansione verificatasi in Umbria ha privilegiato la frammentazione produttiva. Graf. 5 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per SLL interni dell’Umbria Variazioni % dal 1991 al 2001 Graf. 5 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per SLL interni dell'Umbria variazioni % dal 1991 al 2001 35,00 Gualdo Tadino 30,00 Umbertide Comparto privato 25,00 20,00 Assisi Foligno Città di Castello Norcia 15,00 UMBRIA Gubbio Perugia Orvieto 10,00 Terni Marsciano Spoleto Castiglione del Lago 5,00 Cascia Todi Fabro 0,00 -7,00 -2,00 3,00 8,00 13,00 18,00 23,00 28,00 33,00 Unit à lo c a li Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 8 Una prima indicativa misura (seppure grossolana) della dimensione media aziendale è data dal rapporto tra addetti alle unità locali e unità locali medesime. Un ritmo di crescita delle unità locali superiore a quello dei relativi addetti implica una conseguente diminuzione della dimensione media, e viceversa. 21 Graf. 6 – Unità locali delle imprese per SLL interni dell’Umbria Graf. 6 - Unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria 27,5 25,0 Valori % s ul totale regionale 22,5 1991 2001 20,0 17,5 15,0 12,5 10,0 7,5 5,0 2,5 0,0 A SSISI CA SCIA CA STIGLIONE DEL LAGO CITTà DI CA STELLO FOLIGNO GUA LDO TA DINO GUB B IO M ARSCIA NO NORCIA PERUGIA SP OLETO TODI UM B ERTIDE FAB RO ORVIETO TERNI Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 7 – Addetti alle unità locali delle imprese per SLL interni dell’Umbria Graf. 7 - Addetti alle unità locali delle imprese per SLL interni dell'Umbria 27,5 25,0 V a lo ri % su l to ta le re g io n a le 22,5 1991 2001 20,0 17,5 15,0 12,5 10,0 7,5 5,0 2,5 0,0 ASSISI CASCIA CASTIGLIONE DEL LAGO CITTà DI CASTELLO FOLIGNO Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 22 GUALDO TADINO GUBBIO M ARSCIANO NORCIA PERUGIA SPOLETO TODI UM BERTIDE FABRO ORVIETO TERNI 3.2. Le trasformazioni settoriali Nel 2001 il settore terziario diventa in Umbria quello prevalente, con 49.920 unità locali e 128.962 occupati, rispettivamente il 71,5% e il 54,4% del totale, a testimonianza di come anche l’Umbria sia stata protagonista dell’intenso processo di terziarizzazione che ha caratterizzato l’economia italiana degli anni novanta (tabb. 6-7). La predominanza dei servizi (in particolare quelli diversi dal commercio) sul complesso delle attività private è stata il risultato di ritmi evolutivi (+23,3% in termini di addetti e +27,1% in termini di unità locali) particolarmente sostenuti, soprattutto se confrontati con quelli dell’industria che, a distanza di dieci anni, si è trovata con un’occupazione quasi immutata (+2,0% contro +14,5% delle unità locali), soprattutto a causa del declino occupazionale delle attività manifatturiere (-3,4% addetti, + 5,2% unità locali) (tab. 8). Perdono dunque alcuni punti: l’industria nel complesso (dal 29,8% al 27,7% come unità locali e dal 49,7 al 45,1% in termini di addetti), ma soprattutto la manifattura, che passa dal 16,9% al 14,4% come unità locali e dal 37,4% al 32,1% come addetti (tab. 7). Un’economia che assiste ad un aumento nel terziario di 24.332 addetti, dei quali solo 1.811 operanti nel commercio, e di 2.149 addetti nell’industria, scontando, nel dettaglio, un calo di 2.713 unità lavorative manifatturiere, è un’economia partita da una evidente sottocaratterizzazione terziaria, e dunque potenzialmente orientata alla crescita dei servizi, sia alla persona che alle imprese. Tuttavia, il quadro rilevato per l’Umbria nel suo complesso è il risultato di trasformazioni a livello locale assai disomogenee, non tanto e non solo in termini di intensità ma anche in termini di divergenze evolutive, poiché non tutti i SLL interni dell’Umbria si allineano al trend regionale. Dunque siamo di fronte, seppure su diversa scala, a un quadro del tutto simile a quello proprio dell’Italia dell’ultimo decennio intercensuario, caratterizzato: da una dinamica occupazionale dell’industria, in particolare quella manifatturiera, territorialmente difforme, da un ridimensionamento del commercio, da una performance decisamente positiva realizzata dai servizi diversi dal commercio. Infatti, se il ruolo dei singoli SLL in termini di attività imprenditoriali e di occupazione generata non mostra differenziazioni di rilievo scendendo nel dettaglio settoriale (cfr. tab. 9), importanti scostamenti sono rilevabili andando a considerare la composizione settoriale all’interno dei singoli SLL, non omogeneamente caratterizzata dalla prevalenza e dalla crescita solo del terziario (cfr. tab. 7 e graff. 8-13). 23 Nel dettaglio, i grafici 8 e 9 riportano le variazioni relative di cui sono state protagoniste unità locali e addetti della manifattura, del commercio, degli altri servizi nei diversi SLL. Volendo tentare una sintesi delle trasformazioni verificatesi dal 1991 al 2001 si può dire che nei servizi diversi dal commercio i SLL dell’Umbria hanno mostrato una chiara convergenza; viceversa, una certa divergenza si è verificata nel versante dei settori tradizionali, la manifattura e il commercio. 24 Tab. 6 – Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell’Umbria negli anni 1991 e 2001 – Valori assoluti di cui ATTIVITÀ MANIFATTURIERE INDUSTRIA Assisi SERVIZI TOTALI di cui COMMERCIO di cui ALTRI SERVIZI UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 1.334 1.566 8.629 9.773 835 885 7.061 7.442 2.926 3.700 7.593 9.572 1.567 1.585 3.567 3.542 1.359 2.115 4.026 6.030 102 97 232 225 32 22 46 39 234 230 413 451 112 110 184 167 122 120 229 284 Cascia Castiglion del Lago Città di Castello 471 527 2.904 2.660 236 246 1.922 1.797 1.102 1.256 2.385 2.993 589 548 1.211 1.394 513 708 1.174 1.599 1.097 1.373 7.159 7.428 736 864 6.132 6.064 1.787 2.345 4.460 5.933 864 915 1.947 2.078 923 1.430 2.513 3.855 Foligno 1.317 1.692 9.824 10.333 780 847 7.930 7.112 3.348 4.623 9.287 11.892 1.866 2.075 4.390 4.754 1.482 2.548 4.897 7.138 Gualdo Tadino 607 668 3.623 5.380 356 365 2.728 4.190 1.128 1.222 2.329 2.582 611 520 1.185 1.046 517 702 1.144 1.536 Gubbio 796 861 3.702 3.807 339 382 2.328 2.400 1.698 1.855 3.676 4.584 903 797 1.747 1.598 795 1.058 1.929 2.986 Marsciano 555 544 2.978 2.999 323 276 2.327 2.301 909 1.047 1.787 2.072 519 493 955 911 390 554 832 1.161 Norcia 217 245 759 885 79 98 379 469 449 517 893 1.009 239 228 405 404 210 289 488 605 Perugia 4.350 4.949 24.966 23.870 2.565 2.645 18.119 16.466 10.200 14.436 32.263 40.666 4.893 5.291 13.165 14.622 5.307 9.145 19.098 26.044 Spoleto 864 859 4.281 4.323 452 422 3.049 2.967 2.257 2.408 5.674 6.284 1.255 1.067 2.593 2.297 1.002 1.341 3.081 3.987 Todi 841 814 4.785 4.051 437 388 3.328 2.432 1.657 1.858 3.310 4.100 868 801 1.582 1.559 789 1.057 1.728 2.541 Umbertide 431 550 2.958 3.692 268 330 2.502 2.967 811 1.023 1.718 2.158 456 474 851 902 355 549 867 1.256 Fabro 219 185 572 605 94 85 278 314 360 386 830 825 199 184 410 367 161 202 420 458 Orvieto 737 854 3.293 3.402 358 386 1.957 1.831 1.957 2.267 4.672 5.364 1.013 1.001 2.138 2.110 944 1.266 2.534 3.254 Terni 2.219 2.819 20.240 19.554 1.250 1.408 15.560 14.130 7.384 9.549 21.215 25.905 3.905 4.281 9.504 9.898 3.479 5.268 11.711 16.007 Totale SLL 16.157 18.603 100.905 102.987 9.140 9.649 75.646 72.921 38.207 48.722 102.505 126.390 19.859 20.370 45.834 47.649 18.348 28.352 56.671 78.741 UMBRIA 16.883 19.327 104.863 107.012 9.573 10.068 78.930 76.217 39.264 49.920 104.630 128.962 20.466 20.894 46.956 48.767 18.798 29.026 57.674 80.195 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 25 Tab. 7 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell'Umbria negli anni 1991 e 2001 – composizione % per riga di cui ATTIVITÀ MANIFATTURIERE INDUSTRIA SERVIZI TOTALI di cui COMMERCIO di cui ALTRI SERVIZI UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 Assisi 31,2 29,6 53,1 50,4 19,5 16,7 43,4 38,4 68,3 69,9 46,7 49,3 36,6 29,9 21,9 18,3 31,7 39,9 24,8 31,1 Cascia Castiglion del Lago Città di Castello 28,3 28,9 33,9 32,5 8,9 6,5 6,7 5,6 65,0 68,5 60,4 65,2 31,1 32,7 26,9 24,1 33,9 35,7 33,5 41,0 29,5 29,1 53,5 46,1 14,8 13,6 35,4 31,1 69,0 69,3 43,9 51,9 36,9 30,2 22,3 24,2 32,1 39,1 21,6 27,7 37,7 36,7 61,2 55,2 25,3 23,1 52,4 45,1 61,5 62,7 38,1 44,1 29,7 24,5 16,6 15,5 31,7 38,2 21,5 28,7 Foligno 28,0 26,6 51,2 46,3 16,6 13,3 41,3 31,9 71,1 72,6 48,4 53,3 39,7 32,6 22,9 21,3 31,5 40,0 25,5 32,0 Gualdo Tadino 34,5 35,2 60,5 67,5 20,3 19,2 45,6 52,6 64,2 64,3 38,9 32,4 34,8 27,4 19,8 13,1 29,4 36,9 19,1 19,3 Gubbio 31,5 31,4 49,7 45,2 13,4 14,0 31,3 28,5 67,2 67,8 49,4 54,4 35,7 29,1 23,5 19,0 31,5 38,6 25,9 35,4 Marsciano 37,3 33,6 61,9 58,7 21,7 17,0 48,4 45,0 61,1 64,7 37,2 40,5 34,9 30,5 19,9 17,8 26,2 34,2 17,3 22,7 Norcia 32,1 31,7 45,3 46,1 11,7 12,7 22,6 24,4 66,3 66,8 53,3 52,5 35,3 29,5 24,2 21,0 31,0 37,3 29,2 31,5 Perugia 29,8 25,4 43,5 36,9 17,6 13,6 31,5 25,5 69,9 74,2 56,2 62,9 33,5 27,2 22,9 22,6 36,3 47,0 33,2 40,3 Spoleto 27,6 26,2 42,9 40,6 14,4 12,9 30,6 27,9 72,1 73,3 56,9 59,1 40,1 32,5 26,0 21,6 32,0 40,8 30,9 37,5 Todi 32,9 29,8 58,4 48,9 17,1 14,2 40,6 29,4 64,7 67,9 40,4 49,5 33,9 29,3 19,3 18,8 30,8 38,6 21,1 30,7 Umbertide 34,4 34,8 62,8 62,9 21,4 20,9 53,1 50,6 64,8 64,7 36,5 36,8 36,4 30,0 18,1 15,4 28,4 34,7 18,4 21,4 Fabro 36,4 31,7 39,7 41,2 15,6 14,6 19,3 21,4 59,9 66,1 57,7 56,2 33,1 31,5 28,5 25,0 26,8 34,6 29,2 31,2 Orvieto 26,8 26,9 40,5 38,1 13,0 12,1 24,0 20,5 71,3 71,3 57,4 60,0 36,9 31,5 26,3 23,6 34,4 39,8 31,1 36,4 Terni 22,9 22,6 48,5 42,9 12,9 11,3 37,3 31,0 76,3 76,7 50,8 56,8 40,3 34,4 22,8 21,7 35,9 42,3 28,0 35,1 Totale SLL 29,4 27,4 49,3 44,7 16,7 14,2 36,9 31,6 69,6 71,8 50,0 54,8 36,2 30,0 22,4 20,7 33,4 41,8 27,7 34,2 UMBRIA 29,8 27,7 49,7 45,1 16,9 14,4 37,4 32,1 69,3 71,5 49,6 54,4 36,1 29,9 22,3 20,6 33,2 41,6 27,3 33,8 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 26 Tab. 8 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell'Umbria negli anni 1991 e 2001 – variazioni assolute e percentuali di cui ATTIVITÀ MANIFATTURIERE INDUSTRIA unità locali addetti unità locali addetti var. % var. ass. var. % var. ass. Assisi 17,4 232 13,3 1.144 6,0 Cascia Castiglion del Lago Città di Castello -4,9 -5 -3,0 -7 -31,3 11,9 56 -8,4 -244 4,2 25,2 276 3,8 269 17,4 Foligno 28,5 375 5,2 509 8,6 67 Gualdo Tadino 10,0 61 48,5 1.757 2,5 9 8,2 65 2,8 105 12,7 43 Marsciano -2,0 -11 0,7 21 -14,6 Norcia 12,9 28 16,6 126 24,1 Perugia 13,8 599 -4,4 -1.096 Spoleto -0,6 -5 1,0 Todi -3,2 -27 -15,3 Umbertide 27,6 119 24,8 Gubbio Fabro var. % SERVIZI TOTALI var. ass. unità locali di cui COMMERCIO addetti unità locali var. % var. ass. var. % var. ass. var. % var. ass. 50 5,4 381 26,5 774 26,1 -10 -15,2 -7 -1,7 -4 9,2 10 -6,5 -125 14,0 154 128 -1,1 -68 31,2 558 -10,3 -818 38,1 1.275 28,0 53,6 1.462 8,3 94 10,9 3,1 72 9,2 157 24,7 -47 -1,1 -26 15,2 138 15,9 285 -5,0 19 23,7 90 15,1 68 13,0 116 -4,6 3,1 80 -9,1 -1.653 41,5 4.236 26,0 8.403 8,1 42 -6,6 -30 -2,7 -82 6,7 151 10,8 610 -734 -11,2 -49 -26,9 -896 12,1 201 23,9 790 734 23,1 62 18,6 465 26,1 212 25,6 440 di cui ALTRI SERVIZI addetti unità locali addetti var. % var. ass. var. % var. ass. var. % var. ass. var. % var. ass. 1.979 1,1 18 -0,7 -25 55,6 756 49,8 2.004 38 -1,8 -2 -9,2 -17 -1,6 -2 24,0 55 25,5 608 -7,0 -41 15,1 183 38,0 195 36,2 425 33,0 1.473 5,9 51 6,7 131 54,9 507 53,4 1.342 2.605 11,2 209 8,3 364 71,9 1.066 45,8 2.241 253 -14,9 -91 -11,7 -139 35,8 185 34,3 392 908 -11,7 -106 -8,5 -149 33,1 263 54,8 1.057 -26 -4,6 -44 42,1 164 39,5 329 -11 -0,2 -1 37,6 79 24,0 117 398 11,1 1.457 72,3 3.838 36,4 6.946 -15,0 -188 -11,4 -296 33,8 339 29,4 906 -7,7 -67 -1,5 -23 34,0 268 47,0 813 3,9 18 6,0 51 54,6 194 44,9 389 -15,5 -34 5,8 33 -9,6 -9 12,9 36 7,2 26 -0,6 -5 -7,5 -15 -10,5 -43 25,5 41 9,0 38 Orvieto 15,9 117 3,3 109 7,8 28 -6,4 -126 15,8 310 14,8 692 -1,2 -12 -1,3 -28 34,1 322 28,4 720 Terni 27,0 600 -3,4 -686 12,6 158 -9,2 -1.430 29,3 2.165 22,1 4.690 9,6 376 4,1 394 51,4 1.789 36,7 4.296 Totale SLL 15,1 2.446 2,1 2.082 5,6 509 -3,6 -2.725 27,5 10.515 23,3 23.885 2,6 511 4,0 1.815 54,5 10.004 38,9 22.070 UMBRIA 14,5 2.444 2,0 2.149 5,2 495 -3,4 -2.713 27,1 10.656 23,3 24.332 2,1 428 3,9 1.811 54,4 10.228 39,0 22.521 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 27 Tab. 9 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori di attività economica nei SLL interni dell'Umbria negli anni 1991 e 2001 – composizione % per colonna di cui ATTIVITÀ MANIFATTURIERE INDUSTRIA SERVIZI TOTALI di cui COMMERCIO di cui ALTRI SERVIZI UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 UL 1991 UL 2001 Add 1991 Add 2001 Assisi 7,9 8,1 8,2 9,1 8,7 8,8 8,9 9,8 7,5 7,4 7,3 7,4 7,7 7,6 7,6 7,3 7,2 7,3 7,0 7,5 Cascia Castiglion del Lago Città di Castello 0,6 0,5 0,2 0,2 0,3 0,2 0,1 0,1 0,6 0,5 0,4 0,3 0,5 0,5 0,4 0,3 0,6 0,4 0,4 0,4 2,8 2,7 2,8 2,5 2,5 2,4 2,4 2,4 2,8 2,5 2,3 2,3 2,9 2,6 2,6 2,9 2,7 2,4 2,0 2,0 6,5 7,1 6,8 6,9 7,7 8,6 7,8 8,0 4,6 4,7 4,3 4,6 4,2 4,4 4,1 4,3 4,9 4,9 4,4 4,8 Foligno 7,8 8,8 9,4 9,7 8,1 8,4 10,0 9,3 8,5 9,3 8,9 9,2 9,1 9,9 9,3 9,7 7,9 8,8 8,5 8,9 Gualdo Tadino 3,6 3,5 3,5 5,0 3,7 3,6 3,5 5,5 2,9 2,4 2,2 2,0 3,0 2,5 2,5 2,1 2,8 2,4 2,0 1,9 Gubbio 4,7 4,5 3,5 3,6 3,5 3,8 2,9 3,1 4,3 3,7 3,5 3,6 4,4 3,8 3,7 3,3 4,2 3,6 3,3 3,7 Marsciano 3,3 2,8 2,8 2,8 3,4 2,7 2,9 3,0 2,3 2,1 1,7 1,6 2,5 2,4 2,0 1,9 2,1 1,9 1,4 1,4 Norcia 1,3 1,3 0,7 0,8 0,8 1,0 0,5 0,6 1,1 1,0 0,9 0,8 1,2 1,1 0,9 0,8 1,1 1,0 0,8 0,8 Perugia 25,8 25,6 23,8 22,3 26,8 26,3 23,0 21,6 26,0 28,9 30,8 31,5 23,9 25,3 28,0 30,0 28,2 31,5 33,1 32,5 Spoleto 5,1 4,4 4,1 4,0 4,7 4,2 3,9 3,9 5,7 4,8 5,4 4,9 6,1 5,1 5,5 4,7 5,3 4,6 5,3 5,0 Todi 5,0 4,2 4,6 3,8 4,6 3,9 4,2 3,2 4,2 3,7 3,2 3,2 4,2 3,8 3,4 3,2 4,2 3,6 3,0 3,2 Umbertide 2,6 2,8 2,8 3,5 2,8 3,3 3,2 3,9 2,1 2,0 1,6 1,7 2,2 2,3 1,8 1,8 1,9 1,9 1,5 1,6 Fabro 1,3 1,0 0,5 0,6 1,0 0,8 0,4 0,4 0,9 0,8 0,8 0,6 1,0 0,9 0,9 0,8 0,9 0,7 0,7 0,6 Orvieto 4,4 4,4 3,1 3,2 3,7 3,8 2,5 2,4 5,0 4,5 4,5 4,2 4,9 4,8 4,6 4,3 5,0 4,4 4,4 4,1 13,1 14,6 19,3 18,3 13,1 14,0 19,7 18,5 18,8 19,1 20,3 20,1 19,1 20,5 20,2 20,3 18,5 18,1 20,3 20,0 Terni Totale SLL 95,7 96,3 96,2 96,2 95,5 95,8 95,8 95,7 97,3 97,6 98,0 98,0 97,0 97,5 97,6 97,7 97,6 97,7 98,3 98,2 UMBRIA 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 28 Graf. 8 - Unità locali della manifattura, del commercio, degli altri servizi – variazione dal 1991 al 2001 Graf. 8 - Unità locali della manifattura, del commercio, degli altri servizi variazione dal 1991 al 2001 80,0 60,0 valori % 40,0 20,0 0,0 A SSI SI CA SCI A CA ST I GLI ONE CI T T A ' DI DE L LA GO CA ST E LLO FOLI GNO GUA LDO GUB B I O M A RSCI A NO NORCI A P E RUGI A SP OLE T O T ODI UM B E RT I DE FA B RO ORV I E T O T E RNI UM B RI A T A DI NO -20,0 -40,0 manifattura commercio altri servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 9 - Addetti alle u.l. della manifattura, del commercio, degli altri servizi – variazione dal 1991 al 2001 Graf. 9 - Addetti alle u.l. della manifattura, del commercio, degli altri servizi variazione dal 1991 al 2001 60,0 50,0 40,0 valori % 30,0 20,0 10,0 0,0 -10,0 A SSI SI CA SCI A CA ST I GLI ONE CI T T à DI DE L LA GO CA ST E LLO FOLI GNO GUA LDO GUB B I O M A RSCI A NO NORCI A P E RUGI A SP OLE T O T ODI UM B E RT I DE FA B RO ORV I E T O T E RNI UM B RI A T A DI NO -20,0 -30,0 manifattura commercio altri servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 29 Tab. 10 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria – composizione per ogni SLL - anno 1991 Tab. 10 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria composizione per ogni S LL - anno 1991 UM BRIA TERNI ORVIETO FABRO UM BERTIDE TODI SPOLETO PERUGIA NORCIA M ARSCIANO GUBBIO GUALDO TADINO FOLIGNO CITTà DI CASTELLO CASTIGLIONE DEL LAGO CASCIA ASSISI 0 ,0 10 ,0 2 0 ,0 Manifattura 3 0 ,0 4 0 ,0 50 ,0 Commercio 6 0 ,0 70 ,0 8 0 ,0 9 0 ,0 10 0 ,0 Altri servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Tab. 11 – Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria – composizione per ogni SLL - anno 1991 Tab. 11 - Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria - composizione per ogni S LL - anno 1991 UM BRIA TERNI ORVIETO FABRO UM BERTIDE TODI SPOLETO PERUGIA NORCIA M ARSCIANO GUBBIO GUALDO TADINO FOLIGNO CITTà DI CASTELLO CASTIGLIONE DEL LAGO CASCIA ASSISI 0 ,0 10 ,0 2 0 ,0 Manifattura Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 30 3 0 ,0 4 0 ,0 Commercio 50 ,0 6 0 ,0 Altri servizi 70 ,0 8 0 ,0 9 0 ,0 10 0 ,0 Tab. 12 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria - composizione per ogni SLL - anno 2001 Tab. 12 - Unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria composizione per ogni S LL - anno 2001 UM BRIA TERNI ORVIETO FABRO UM BERTIDE TODI SPOLETO PERUGIA NORCIA M ARSCIANO GUBBIO GUALDO TADINO FOLIGNO CITTà DI CASTELLO CASTIGLIONE DEL LAGO CASCIA ASSISI 0 ,0 10 ,0 2 0 ,0 3 0 ,0 Manifattura 4 0 ,0 50 ,0 Commercio 6 0 ,0 70 ,0 8 0 ,0 9 0 ,0 10 0 ,0 Altri servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Tab. 13 - Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria - composizione per ogni SLL - anno 2001 Tab. 13 - Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, commerciali, degli altri servizi in Umbria - composizione per ogni S LL - anno 2001 UM BRIA TERNI ORVIETO FABRO UM BERTIDE TODI SPOLETO PERUGIA NORCIA M ARSCIANO GUBBIO GUALDO TADINO FOLIGNO CITTà DI CASTELLO CASTIGLIONE DEL LAGO CASCIA ASSISI 0 ,0 10 ,0 2 0 ,0 Manifattura 3 0 ,0 4 0 ,0 Commercio 50 ,0 6 0 ,0 70 ,0 8 0 ,0 9 0 ,0 10 0 ,0 Altri servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 31 Da un altro punto di vista, i grafici 10-13 visualizzano una certa difformità della caratterizzazione produttiva territoriale, riportando il ruolo dei tre settori in ogni sistema locale. Tale ruolo risulta evidentemente più disomogeneo se osservato dal punto di vista degli addetti, poiché in tal caso interviene quale ulteriore discriminante la dimensione media delle unità produttive – soprattutto quelle manifatturiere – che, soggetta a un’ampia variabilità, determina scostamenti anche rilevanti in termini di peso percentuale rispetto alla distribuzione ottenuta sulle unità locali. Relativamente al 2001, considerando il peso settoriale espresso in termini di occupazione generata, l’Umbria dei SLL è contraddistinta da un discreto numero di aggregati territoriali ancora segnatamente “industriali”: per i SLL di Gualdo Tadino, Umbertide, Marsciano, Città di Castello le unità locali delle industrie generano infatti quote occupazionali che oscillano dal 55% al 68% del relativo bacino d’impiego e comunque altri sei SLL si configurano per quote superiori alla media regionale. I sistemi di Gualdo Tadino e Umbertide, in particolare, nel 2001 possono ancora considerarsi manifatturiero dipendenti (ovvero con oltre la metà dei relativi occupati impiegati nelle industrie manifatturiere). D’altro canto, una “terziarizzazione” ben oltre la media regionale caratterizza altri SLL: tra questi vanno menzionati certamente Perugia (con 40.666 addetti, il 63% del totale), Orvieto, Spoleto (rispettivamente 5.364 e 6.284 addetti, il 60% del totale) e, soprattutto, Cascia (con 451 addetti nei servizi, il 65% del totale). Le trasformazioni settoriali in termini di occupazione generata nell’arco del decennio mostrano una crescita dei servizi territorialmente diffusa (ad eccezione del calo di addetti registrato a Fabro), tra cui si distinguono le performance dei SLL di Città di Castello (+33%), Foligno (+28%), Assisi, Castiglione del Lago e Perugia (ciascuno +26%): tra tutte rileva sicuramente l’incremento di Perugia, con un ammontare aggiuntivo di 8.403 unità. Il ritmo di crescita di Terni (+22%) si mantiene sotto la media regionale, pur sottendendo un aumento occupazionale di 4.690 unità. A trainare il terziario, come anticipato, sono state principalmente le attività non commerciali, che hanno diffusamente allargato la loro domanda occupazionale (di oltre il 25% in ben tredici SLL); nel commercio in senso stretto, invece, dieci SLL hanno manifestato una retrocessione in termini di addetti, negli altri sei l’espansione si è caratterizzata per tassi molto più contenuti degli altri servizi (cfr. graff. 14 e 15). Nel versante industriale, ed in particolare in quello manifatturiero, il raffronto intercensuario presenta un profilo territoriale molto più disomogeneo, in cui sistemi locali in consistente declino convivono con altri in netta controtendenza (graf. 16). Da notare la nuvola di punti nel 32 secondo quadrante (quello che corrisponde a variazioni occupazionali negative per la manifattura e positive per il totale) e ben sei “meteore” sparse nel primo quadrante che si protendono verso l’esterno allontanandosi dall’origine degli assi. Tra i sistemi in declino vanno menzionati, per la entità delle variazioni assolute, Perugia e Terni, entrambi con una emorragia occupazionale nel settore manifatturiero del 9%9, corrispondente rispettivamente a –1.653 e a –1.430 addetti10. Ponendo a confronto l’evoluzione dell’occupazione manifatturiera con quella degli altri servizi, ovvero delle attività terziarie non riconducibili al commercio (graf. 17) si ha una situazione territoriale simile, in parte, a quella ottenuta dalla comparazione tra il commercio e gli altri servizi (graf. 15) e anche a quella che confronta la manifattura con il totale dell’economia (graf. 16). Ancora una volta, tutti i SLL risultano collocati nettamente al di sopra dell’asse delle ascisse (l’industria manifatturiera) ma fortemente sbilanciati (10 su 16) nel secondo quadrante, quello caratterizzato da incrementi occupazionali negli altri servizi e da decrementi nelle imprese manifatturiere. Come segnalato in precedenza, spicca la particolare collocazione di Gualdo Tadino, con crescite del 53,6% e del 34,3% rispettivamente nella manifattura e negli altri servizi. La diversa performance che ha caratterizzato la manifattura e le attività terziarie diverse dal commercio rispetto al totale dell’economia spicca in tutta la sua evidenza confrontando i grafici 14 e 16: nel primo, quello che ha per ascissa la manifattura, si evince una nuvola di punti addensata sopra l’asse delle ascisse ma nel secondo quadrante; nel secondo caso, la nuvola di punti è tutta collocata nel primo quadrante, è molto più rarefatta e si protende verso destra e tendenzialmente verso il basso (per effetto di tassi di crescita degli altri servizi molto più elevati di quelli che hanno contraddistinto l’economia nel complesso) 11. 9 I SLL di Perugia e di Terni spiccano non tanto per il livello del tasso di variazione (in questo senso andrebbero citati il –14% di Todi e il –11% di Cascia) quanto per la perdita occupazionale in valore assoluto di cui sono stati protagonisti. 10 Nel perugino, in particolare, si segnala la contrazione di 842 e di 1.324 addetti rispettivamente nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco e nelle industrie tessili e dell’abbigliamento; nel sistema locale ternano, invece, si segnala la perdita di 2.124 addetti occupati nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre artificiali e sintetiche. 11 Si segnala l’opportunità di analizzare i singoli grafici tenendo conto delle differenti scale degli assi, che sono state tarate per una migliore visualizzazione del singolo fenomeno. Naturalmente anche la comparazione tra due o più grafici deve essere condotta tenendo conto di questa difformità. 33 Graf. 14 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. degli altri servizi e totali (1991-2001) Graf. 14 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. degli altri servizi e totali (1991-2001) 40,0 35,0 G.Tadino 30,0 Umbertide totale 25,0 Assisi 20,0 Foligno C. di Castello Norcia 15,0 Perugia UMBRIA Orvieto Gubbio Terni 10,0 Marsciano Spoleto 5,0 Fabro Castiglione del Lago Cascia Todi 0,0 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 altri servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 15 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. del commercio e degli altri servizi (1991-2001) Graf. 15 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. del commercio e degli altri servizi (1991-2001) Gubbio C. di Castello 55,0 Assisi Todi Umbertide Foligno 45,0 UMBRIA Marsciano Perugia G.Tadino 35,0 Spoleto altri servizi Castiglione del Lago Terni Orvieto Cascia 25,0 Norcia 15,0 Fabro 5,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 -5,0 com m ercio Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 34 5,0 10,0 15,0 20,0 Graf. 16 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. manifatturiere e totali (1991-2001) Graf. 16 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. manifatturiere e totali (1991-2001) 35,0 G.Tadino 30,0 Umbertide 25,0 Assisi 20,0 totale Foligno C. di Castello 15,0 Perugia Orvieto Terni Castiglione del Lago Norcia Gubbio UMBRIA 10,0 Spoleto Marsciano 5,0 Fabro Cascia Todi 0,0 -30,0 -20,0 -10,0 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 -5,0 m anifattura Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 17 – Posizionamento SLL dell’Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. manifatturiere e degli altri servizi (1991-2001) Graf. 17 - Posizionamento SLL dell'Umbria sulla base della variazione di addetti alle u.l. manifatturiere e degli altri servizi (1991-2001) Gubbio 55,0 Todi Foligno Umbertide Assisi 45,0 UMBRIA Marsciano Perugia altri servizi Terni Gualdo Tadino 35,0 Castiglione del Lago Orvieto Spoleto 25,0 Cascia Norcia 15,0 Fabro 5,0 -30,0 -20,0 -10,0 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 -5,0 m anifattura Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Quanto detto è in sintesi una panoramica della variazione occupazionale attribuibile ai settori di attività economica nei SLL interni dell’Umbria. 35 I grafici dal 18 al 33 raffigurano, per ciascun SLL, il posizionamento dei settori industria, manifattura, commercio, altri servizi, servizi (ovvero commercio + altri servizi) e dell’economia nel suo complesso12 (che figura con il termine “totale”) basato sulla variazione delle unità locali e dei relativi addetti. Poiché ciascun grafico riporta la intensità evolutiva di entrambe le variabili considerate, è possibile effettuare un duplice confronto: quello relativo alla dinamica tra i settori e, per ogni settore, quello relativo alla dinamica tra le due variabili e le conseguenti ripercussioni sulle dimensioni medie settoriali13. Come già anticipato considerando le trasformazioni occupazionali complessive, gli assetti economici locali dell’Umbria sono stati per lo più segnati, nel decennio, da una generale riduzione della dimensione media delle unità produttive. In questo panorama, il diffuso processo di terziarizzazione dell’economia umbra ha certamente contribuito al verificarsi di questo fenomeno, in quanto, come noto, i servizi sono strutturalmente caratterizzati da dimensioni medie aziendali molto più basse di quelle industriali (in Umbria, le unità locali dei servizi si connotano, mediamente, per una dimensione media di circa due terzi più piccola di quella riscontrabile nella manifattura). Con ciò, si sarebbe tentati di dire che il generale ridimensionamento degli assetti produttivi locali possa considerarsi un fenomeno fisiologico, naturale conseguenza dei processi evolutivi che hanno modificato i profili strutturali dell’economia umbra. Tuttavia, è sufficiente spingere poco più oltre il dettaglio di analisi, per verificare come le ragioni della riduzione della già bassa dimensione media debbano essere ricercate anche nel diffuso fenomeno di polverizzazione produttiva, che ha inequivocabilmente caratterizzato indistintamente tutti i settori (industria e, soprattutto, manifattura, quest’ultima con una contrazione dimensionale media in 11 sistemi locali, ma anche Servizi e altri servizi, in particolare, per cui il calo ha interessato 13 sistemi). Una lettura riassuntiva delle informazioni per ogni SLL riguardanti la dinamica congiunta delle unità locali delle imprese e dei relativi addetti per settori è stata riportata in uno schema 12 Il “totale” delle unità locali delle imprese e dei relativi addetti annovera anche il settore dell’Agricoltura, caccia e silvicoltura e della Pesca, piscicoltura e servizi connessi (le sezioni A e B della classificazione Ateco) che comprendono le attività dei servizi connessi all’agricoltura e zootecnia non rientranti nel campo di osservazione del censimento dell’agricoltura. Nel 2001, le sezioni A e B ascrivono 552 unità locali e 1.196 addetti (a fronte delle 533 e dei 1.493 di dieci anni prima): per la esiguità del ruolo (lo 0,5% degli addetti), il settore agricolo viene tralasciato nell’analisi settoriale della presente relazione; tuttavia si tenga presente che l’ammontare “totale” delle unità locali delle imprese e dei relativi addetti assomma l’industria, i servizi e, appunto, l’agricoltura. 13 In ogni grafico, la bisettrice del primo e del terzo quadrante individua tutti i punti in cui unità locali e relativi addetti hanno avuto stesso tasso di variazione, sia come valore che come segno; la bisettrice del secondo e del quarto quadrante individua tutti i punti in cui unità locali e relativi addetti hanno avuto un tasso di variazione uguale per valore ma di segno opposto. Il posizionamento all’interno degli otto sottoquadranti così individuati esprime fenomeni ben precisi, la cui intensità è tanto maggiore quanto maggiore è la distanza dei punti dall’origine degli assi cartesiani. 36 sinottico (cfr. tav. 3). Vengono dunque chiamati in “espansione” i SLL caratterizzati dalla compresenza di variazioni positive di unità locali e di addetti, con diversi effetti sulla dimensione media (che aumenta nel caso in cui l’occupazione cresce più sostenutamene dell’aumento delle unità locali e viceversa); in fase di “consolidamento” quelli per cui la crescita di addetti si è verificata congiuntamente a una diminuzione delle unità locali, sottendendo un rafforzamento dimensionale medio; in “arretramento” i SLL segnati da cali di entrambe le grandezze considerate, implicando situazioni generalizzate di crisi, con effetti differenti sul livello dimensionale medio delle unità locali; in fase di “ristrutturazione” vengono definiti infine quei SLL ove una diminuzione occupazionale si è verificata in presenza di un aumento delle unità locali, per un abbassamento della dimensione media14. Un rapido sguardo alla tavola evidenzia, come già visto, che 14 sistemi risultano complessivamente “in espansione” e due “in consolidamento”. Scendendo nel dettaglio settoriale, si evince come l’arretramento, che ha variamente interessato l’industria e/o anche il commercio (ma risparmiando ovunque gli altri servizi), abbia colpito complessivamente 11 SLL: restano escluse da questo fenomeno l’area che da Foligno si estende fino a Città di Castello, passando per Perugia e il sistema locale ternano. All’opposto, l’espansione, che ha investito praticamente tutte le aree della regione sul fronte dei servizi diversi dal commercio, ha interessato anche, nei settori dell’industria e, nello specifico, della manifattura, tre dei cinque sistemi che l’Istat ha classificato come distretti in riferimento al censimento del 1991 (Assisi, Gualdo Tadino, Umbertide); il distretto di Città di Castello si colloca invece tra i sistemi in ristrutturazione nella manifattura e tra quelli in espansione relativamente al commercio; Marsciano è l’unico sistema locale distrettuale invece in recessione nella manifattura (oltre che nel commercio)15. Da questo punto di vista, le aree “distrettuali” sembrerebbero avvantaggiate rispetto alle altre perché, oltre ad avere beneficiato della forza propulsiva del terziario (fenomeno che ha pervaso tutto il territorio regionale), hanno risentito per lo più del contestuale dinamismo di un’industria manifatturiera che è continuata a crescere. 14 Naturalmente, la classificazione dei SLL nella griglia di cui alla tav. 3 è solo riassuntiva e fa perdere informazioni circa la intensità dei fenomeni. 15 Sulla base delle informazioni censuarie del 1991, l’Istat ha individuato complessivamente 199 distretti industriali, di cui 5 situati in Umbria. Si rinvia alla trattazione dei SLL distrettuali dell’Umbria nel cap. 4. 37 Tav. 3 - Dinamica occupazionale e insediativa a confronto: una tassonomia dei SLL interni dell’Umbria per settori produttivi (1991-2001) Manifattura 1° sottoquadrante ↑ u.l. > ↑ add. Commercio 2° sottoquadrante CONSOLI DAMENTO 38 Æ aumento dell’occupazione e della dimensione media Totale Foligno Terni Gualdo Tadino Perugia C. del Lago Norcia C. di Castello Assisi Spoleto Foligno Marsciano Umbertide Orvieto Terni Fabro Perugia Norcia Assisi Foligno Umbertide Orvieto Terni Perugia C. del Lago C. di Castello Assisi Foligno Marsciano Todi Umbertide Orvieto Terni Gualdo Tadino Gualdo Tadino Norcia Perugia C. di Castello Umbertide Todi Gubbio Gualdo Tadino C. del Lago C. di Castello Spoleto Marsciano Todi Gubbio Gualdo Tadino Norcia Spoleto Gubbio Fabro Marsciano Fabro Spoleto C. del Lago Cascia Cascia Cascia Fabro Æ espansione segnata da un aumento della dimensione media ↓ u.l. ; ↑ add. Servizi C. di Castello Assisi Foligno Gubbio Umbertide Orvieto ↑ u.l. < ↑ add. 3° e 4° sottoquadrante Altri servizi Assisi Gubbio Norcia Umbertide ESPANSIONE Æ espansione segnata da un calo della dimensione media Industria 5° sottoquadrante ARRETRAMENTO ↓ u.l. > ↓ add. Æ calo dell’occupazione e aumento della dimensione media 6° sottoquadrante Manifattura Industria Commercio Cascia Marsciano Spoleto Cascia Gualdo Tadino Norcia Spoleto Marsciano Todi Gubbio Todi Todi Cascia Orvieto Fabro C. del Lago C. di Castello Foligno Perugia Orvieto Terni Perugia C. del Lago Terni Assisi ↓ u.l. < ↓ add. Æ calo dell’occupazione e della dimensione media RISTRUTTURAZIONE 7° e 8° sottoquadrante ↑ u.l.; ↓ add. Æ calo dell’occupazione e della dimensione media Altri servizi Servizi Totale Fabro Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Nota: si ricorda che la Manifattura è un di cui dell’Industria; il Commercio e gli Altri servizi sono parti componenti dei Servizi Totali; che il Totale annovera, oltre all’Industria e ai Servizi, anche l’Agricoltura, caccia e pesca 39 Graf. 18 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Assisi Graf. 18 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di ASSISI 60,0 55,0 50,0 Altri servizi 45,0 Addetti alle unità locali 40,0 35,0 30,0 Servizi 25,0 20,0 TOTA LE 15,0 Industria 10,0 Manifattura 5,0 Commerc io 0,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 50,0 55,0 60,0 -5,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 19 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Cascia Graf. 19 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di CASCIA 30,0 Altri servizi 25,0 20,0 Addetti alle unità locali 15,0 Servizi 10,0 5,0 TOTA LE 0,0 -35,0 -32,5 -30,0 -27,5 -25,0 -22,5 -20,0 -17,5 -15,0 -12,5 -10,0 -7,5 -5,0 -2,5 Industria 0,0 -5,0 Commerc io -10,0 M anifattura -15,0 -20,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 40 Graf. 20 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Castiglione del Lago Graf. 20 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di CASTIGLIONE DEL LAGO 40,0 35,0 Altri servizi 30,0 Addetti alle unità locali 25,0 Servizi 20,0 15,0 Commerc io 10,0 TOTA LE 5,0 0,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 -5,0 Industria Manifattura -10,0 -15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 21 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica – Variazione % 1991-2001 nel SSL di Città di Castello Graf. 21 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di CITTA' DI CASTELLO 55,0 50,0 Altri servizi 45,0 40,0 Addetti alle unità locali 35,0 Servizi 30,0 25,0 20,0 15,0 TOTALE 10,0 Commerc io 5,0 Industria 0,0 0,0 - 5,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 50,0 55,0 60,0 Manifattura - 10,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 41 Graf. 22 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica - Variazione % 1991-2001 nel SSL di Foligno Graf. 22 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di FOLIGNO 50,0 45,0 Altri servizi 40,0 35,0 Addetti alle unità locali 30,0 Servizi 25,0 20,0 TOTALE 15,0 10,0 Commerc io Industria 5,0 0,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 50,0 55,0 60,0 65,0 70,0 75,0 80,0 - 5,0 Manifattura - 10,0 - 15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 23 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica - Variazione % 1991-2001 nel SSL di Gualdo Tadino Graf. 23 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di GUALDO TADINO 55,0 Manifattura 50,0 Industria 45,0 40,0 35,0 Addetti alle unità locali TOTALE 30,0 Altri servizi 25,0 20,0 15,0 Servizi 10,0 5,0 0,0 - 20,0 - 15,0 - 10,0 - 5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 - 5,0 Commerc io - 10,0 - 15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 42 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 Graf. 24 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Gubbio Graf. 24 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di GUBBIO 60,0 Altri servizi 55,0 50,0 45,0 40,0 Addetti alle unità locali 35,0 30,0 25,0 Servizi 20,0 15,0 TOTALE 10,0 Industria 5,0 Manifattura 0,0 - 20,0 - 15,0 - 10,0 - 5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 - 5,0 Commercio - 10,0 - 15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 25 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Marsciano Graf. 25 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL diI MARSCIANO 45,0 40,0 35,0 Altri servizi 30,0 Addetti alle unità locali 25,0 20,0 15,0 Servizi 10,0 TOTALE 5,0 Manifattura Industria 0,0 - 20,0 - 15,0 - 10,0 - 5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 - 5,0 Commerc io - 10,0 - 15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 43 Graf. 26 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Norcia Graf. 26 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di NORCIA 40,0 35,0 30,0 Altri servizi 25,0 Addetti alle unità locali Manifattura 20,0 TOTA LE Industria 15,0 Servizi 10,0 5,0 Commerc io 0,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 -5,0 -10,0 -15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 27 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Perugia Graf. 27 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di PERUGIA 45,0 40,0 35,0 Altri servizi 30,0 Servizi Addetti alle unità locali 25,0 20,0 15,0 Commercio TOTALE 10,0 5,0 0,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 - 5,0 Industria - 10,0 Manifattura - 15,0 - 20,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 44 50,0 55,0 60,0 65,0 70,0 75,0 80,0 Graf. 28 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Spoleto Graf. 28 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di SPOLETO 40,0 35,0 30,0 Altri servizi Addetti alle unità locali 25,0 20,0 15,0 Servizi 10,0 TOTA LE 5,0 Industria 0,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 Manifattura 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 -5,0 Commerc io -10,0 -15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 29 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Todi Graf. 29 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di TODI 50,0 Altri servizi 45,0 40,0 35,0 30,0 Addetti alle unità locali 25,0 Servizi 20,0 15,0 10,0 5,0 TOTALE Commerc io 0,0 - 15,0 - 10,0 - 5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 - 5,0 - 10,0 Industria - 15,0 - 20,0 - 25,0 Manifattura - 30,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 45 Graf. 30 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Umbertide Graf. 30 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di UMBERTIDE 50,0 Altri servizi 45,0 40,0 Addetti alle unità locali 35,0 30,0 Servizi TOTALE 25,0 Industria 20,0 Manifattura 15,0 10,0 5,0 Commercio 0,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 50,0 55,0 60,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 31 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Fabro Graf. 31 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di FABRO 15,0 Manifattura Addetti alle unità locali 10,0 Altri servizi 5,0 Industria TOTALE 0,0 - 20,0 - 15,0 - 10,0 - 5,0 0,0 5,0 10,0 Servizi - 5,0 - 10,0 Commerc io - 15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 46 15,0 20,0 25,0 30,0 Graf. 32 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Orvieto Graf. 32 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di ORVIETO 30,0 Altri servizi 25,0 Addetti alle unità locali 20,0 15,0 Servizi 10,0 TOTALE 5,0 Industria 0,0 - 10,0 - 5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 Commerc io - 5,0 Manifattura - 10,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 33 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica -Variazione % 1991-2001 nel SSL di Terni Graf. 33 - Unità locali delle imprese e relativi addetti per settori e sezioni di attività economica Variazione % 1991-2001 nel SLL di TERNI 40,0 35,0 Altri servizi 30,0 Addetti alle unità locali 25,0 Servizi 20,0 15,0 10,0 TOTALE 5,0 Commerc io 0,0 0,0 5,0 10,0 15,0 - 5,0 - 10,0 20,0 25,0 30,0 35,0 40,0 45,0 50,0 55,0 Industria Manifattura - 15,0 Unità locali delle imprese Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 47 3.3. Le componenti della dinamica occupazionale Le dinamiche che segnano le trasformazioni economiche di sistemi locali sono il risultato dell’azione di più fattori, riconducibili sia all’appartenenza all’aggregato territoriale più ampio di cui essi stessi sono parte componente (la regione rispetto alla nazione, il comune rispetto alla regione, etc.), sia alla propria specializzazione produttiva e dunque al grado di somiglianza settoriale con il territorio di riferimento, sia alle peculiarità locali che intervengono ad amplificare (o a deprimere) le potenzialità di sviluppo derivanti dalla configurazione strutturale del singolo sistema osservato. Per evidenziare quanta parte della dinamica occupazionale è imputabile alle caratteristiche strutturali e quanta alle capacità di crescita proprie degli aggregati sub-regionali in esame, è stata effettuata un’applicazione dell’analisi shift-share sulle variazioni degli addetti alle unità locali delle imprese verificatesi per ciascun SLL dell’Umbria dal 1991 al 2001. Seguendo l’approccio shift-share adottato in questo contesto, è possibile scomporre la variazione della variabile osservata (l’occupazione) di ciascun SLL in tre componenti principali: • la componente tendenziale, che è quella attribuibile al contesto territoriale di riferimento (nel nostro caso la regione) e che incide inevitabilmente, secondo un effetto di trascinamento, anche in ciascun aggregato sub-regionale osservato; • la componente strutturale, che deriva dalla maggiore o minore specializzazione dell’economia locale di riferimento nei settori a più rapida crescita, fattore che favorisce (o, al contrario, penalizza) il SLL oggetto di studio; • la componente locale, che è riconducibile all’attitudine dell’economia del singolo sistema locale ad espandersi in misura diversa da quella che ci si aspetterebbe data la sua struttura produttiva (e dunque il differenziale tra l’incremento effettivo verificatosi nell’economia locale e quello che teoricamente si sarebbe avuto se il SLL avesse avuto una variazione analoga a quella regionale) 16. 16 La relazione su cui si basa la metodologia shift-share parte dall’ipotesi che vuole la componente tendenziale del SLL coincidere con il tasso di incremento della regione; da ciò deriva che la somma algebrica delle componenti strutturale e locale equivale allo scostamento tra il tasso di incremento regionale e quello del sistema locale stesso. La suddetta relazione è esprimibile attraverso la formula seguente (Istat, 2003, p. 270): d. SLL – d. U = Σ i [( Ai SLL 91/A. SLL 91) – (Ai U 91/A. U 91)] (di U – d. U) + Σ i [( di SLL – di U) (Ai SLL91/A. SLL91)] ove: d = differenza relativa degli addetti dal 1991 al 2001 SLL = Sistema Locale del Lavoro U = Umbria i = settore SLL = Sistema Locale del Lavoro U = Umbria 48 Utilizzando l’algoritmo shift-share sulla variazione dal 1991 al 2001 degli addetti alle unità locali delle imprese, articolate in 27 settori di attività, in ciascun SLL interno dell’Umbria, si ottiene la scomposizione della crescita totale occupazionale nelle tre componenti ricordate prima (tendenziale, strutturale, locale), come risulta dalla tabella 10: Tab. 10 - Le componenti della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei SLL interni dell’Umbria tra il 1991 e il 2001 dalla shift-share analysis * Tendenziale Strutturale Assisi 0,124 -0,012 Cascia 0,124 0,064 Castiglione del Lago 0,124 -0,046 Città di Castello 0,124 -0,003 Foligno 0,124 -0,049 Gualdo Tadino 0,124 0,002 Gubbio 0,124 0,009 Marsciano 0,124 -0,048 Norcia 0,124 0,021 Perugia 0,124 0,026 Spoleto 0,124 0,036 Todi 0,124 -0,032 Umbertide 0,124 -0,055 Fabro 0,124 0,013 Orvieto 0,124 0,030 Terni 0,124 0,003 Umbria 0,124 * Effettuata su 13 sezioni e 14 sottosezioni di attività economica Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Locale Totale 0,081 -0,177 -0,016 0,028 0,087 0,206 -0,001 -0,014 0,003 -0,024 -0,094 -0,082 0,175 -0,117 -0,055 -0,035 0,193 0,012 0,063 0,149 0,163 0,332 0,132 0,063 0,148 0,126 0,067 0,010 0,245 0,020 0,098 0,092 0,124 Valori positivi della componente strutturale sottendono una situazione di vantaggio derivante dalla struttura produttiva iniziale, collegato alla presenza di settori che si sono rivelati particolarmente performanti nel decennio in esame; al contrario, valori negativi indicano che il sistema locale era caratterizzato da un profilo sfavorevole, in quanto specializzato in settori che non si sono dimostrati particolarmente dinamici (o che, al contrario, sono stati segnati da ristagno o retrocessione). La componente locale esprime la potenzialità di crescita del singolo. Scorrendo la tabella, si evince che in quattro casi (Assisi, Città di Castello, Foligno, Umbertide) la forza propulsiva espressa da fattori locali ha compensato gli svantaggi strutturali propri della configurazione produttiva di partenza; tre casi (Castiglione del Lago, A = addetti (in valore assoluto) . = totale d. SLL = variazione relativa totale nel sistema locale d. U = variazione relativa totale nella regione Σ i [( Ai SLL 91/A. SLL 91) – (Ai U 91/A. U 91)] (di U – d. U) = componente strutturale Σ i [( di SLL – di U) (Ai SLL91/A. SLL91)] = componente locale. 49 Marsciano, Todi) hanno beneficiato solo dell’effetto positivo della componente tendenziale, in quanto hanno scontato un profilo settoriale iniziale e la presenza di fattori di contesto locali entrambi sfavorevoli; solo in due casi (Gualdo Tadino e Norcia) la componente strutturale e quella locale hanno amplificato, entrambe, la crescita tendenziale; tutti i restanti dieci aggregati comunali presentano situazioni “ambientali” locali negative che convivono con situazioni strutturali di partenza positive, originando una combinazione che, a seconda del segno, ha aumentato o ridotto la componente tendenziale, dando origine a un tasso di crescita totale più o meno elevato di quello umbro. Combinando su un piano di assi cartesiani la componente strutturale (ascissa) e quella locale (ordinata), si ottiene una nuvola di punti, ciascuno dei quali associa, per ciascun SLL, la relativa scomposizione nei due effetti, strutturale e locale, appunto17. La bisettrice del secondo e del terzo quadrante individua tutti quei punti in cui le due componenti si annullano (ovvero sono uguali e contrarie), sottendendo in tal caso tassi di crescita dei sistemi locali uguali a quello regionale, pari cioè alla componente tendenziale; da ciò, deriva che tutti i punti collocati al di sopra o al di sotto di tale linea rappresentano situazioni locali rispettivamente più o meno performanti di quella propria dell’Umbria18. Il grafico 34, diretta espressione della tabella 10, esplicita in una visione d’insieme particolarmente chiara il fenomeno che è stato già succintamente analizzato. In particolare, i 16 SLL interni della regione si ripartiscono equamente al di sopra e al di sotto di tale bisettrice, indicando che i sistemi dell’Umbria risultano, per una metà, più performanti della media regionale. 17 I settori considerati corrispondono alle 13 sezioni di attività economica (A-C, E-K, M-O), e alle 14 sottosezioni della sezione D, che è quella manifatturiera. 18 In dettaglio, la bisettrice individua le seguenti porzioni di piano: il primo quadrante, caratterizzato da valori positivi di entrambe le componenti strutturale e locale, e in esso si posizionano i sistemi in cui si sono cumulati i vantaggi di una favorevole specializzazione produttiva con quelli di una forte capacità di crescita locale; la prima porzione del secondo quadrante e l’ultima del quarto quadrante, che vedono amplificato l’effetto tendenziale in quanto gli si aggiunge una entità comunque positiva (perché risultato di una somma algebrica ove l’addendo positivo è in valore assoluto superiore a quello negativo); specularmente, il terzo quadrante si caratterizza per coppie di valori (strutturale e locale) negative, che dunque riducono il valore tendenziale; altrettanto ridotta risulta la componente totale dei SLL situati nella seconda porzione del secondo quadrante e nella prima porzione del quarto quadrante, perché la somma algebrica delle due componenti (di segno opposto) è comunque negativa. 50 Graf. 34 – Le componenti strutturale e locale della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei SLL interni dell’Umbria (shift-share analysis 1991-2001, 27 settori) Graf. 34 - Le componenti strutturale e locale della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei Sistemi Locali del Lavoro interni del'Umbria (shift-share analysis 1991- 2001, 27 sezioni e sotto-sezioni) Componente locale 0,25 Gualdo Tadino 0,20 Umbertide 0,15 0,10 Assisi Foligno 0,05 Città di Castello Gubbio Norcia 0,00 -0,10 -0,08 -0,06 Marsciano -0,04 -0,02 0,00 0,02 0,04 0,06 0,08 0,10 Perugia Castiglione del Lago Terni -0,05 Orviet Todi Spoleto -0,10 Fabro -0,15 Cascia -0,20 Componente strutturale Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Il SLL di Gualdo Tadino spicca per la migliore performance, agevolato da potenzialità di sviluppo endogene molto elevate, seppure in presenza di una specializzazione produttiva non particolarmente favorevole (ricordiamo che, partendo da una situazione del 1991 già segnatamente manifatturiero-dipendente, manifesta nella manifattura la più alta crescita occupazionale, finendo per caratterizzarsi per il più alto tasso, pari al 53,6%); seguono Umbertide, Foligno, Assisi, caratterizzati dalla presenza di fattori endogeni particolarmente trainanti che hanno più che ampiamente contrastato lo svantaggio iniziale derivante da profili strutturali meno favoriti dalle tendenze macroeconomiche; sempre nel secondo quadrante si colloca Città di Castello, ma molto a ridosso dell’origine degli assi, sottendendo dinamiche molto vicine a quelle medie umbre, ovvero variazioni occupazionali spiegate in gran parte dalla componente tendenziale. Norcia, Gubbio e Perugia (le ultime due con componente locale negativa) si caratterizzano per una crescita superiore a quella media regionale, in quanto supportate da una configurazione strutturale di partenza favorevole. Gli altri SLL hanno visto crescere gli addetti complessivamente meno della media regionale: si segnalano, al riguardo, i tre sistemi collocati nel terzo quadrante, connotati da entrambe le componenti, locale e strutturale, negative. Tra questi, spicca Todi, che ha risentito, quasi 51 in eguale misura, dell’effetto negativo congiunto dei fattori locale e strutturale; invece a penalizzare Marsciano e Castiglione del Lago sono state soprattutto configurazioni settoriali di partenza particolarmente sfavorevoli. Altri cinque SLL (Cascia, Spoleto, Fabro, Terni, Orvieto) sono stati caratterizzati da crescite occupazionali inferiori alla media regionale, per la debolezza dei fattori endogeni di sviluppo che ha vanificato la situazione di vantaggio teorico iniziale. Pur con questa caratteristica comune, si hanno situazioni molto differenti tra loro: basti confrontare Terni (a ridosso dell’origine degli assi) con Cascia, il sistema che vede abbinato al più elevato valore della componente strutturale (attribuibile al basso tasso di industrializzazione, che, in termini di addetti, passa dal 40% del 1991 al 35% di dieci anni dopo) la più penalizzante debolezza interna. Come già anticipato, i risultati dell’analisi shift-share, ovvero la stima delle componenti strutturale e locale, sono influenzati dal dettaglio settoriale. A titolo esemplificativo, volendo verificare l’entità dello scostamento da un’applicazione all’altra, può valere la pena dare uno sguardo al posizionamento dei SLL interni dell’Umbria derivante dall’utilizzo di un’articolazione settoriale più ridotta (nella fattispecie, quella delle sezioni di attività economica dell’Istat) (cfr. tab. 11 e graf. 35). Tab. 11 - Le componenti della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei SLL interni dell’Umbria tra il 1991 e il 2001 (shift-share analysis effettuata su 14 sezioni di attività economica) Tendenziale Strutturale Locale Totale 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 0,124 -0,013 0,058 -0,042 -0,022 -0,026 -0,032 0,008 -0,045 0,026 0,031 0,031 -0,031 -0,053 0,016 0,029 -0,001 0,082 -0,170 -0,019 0,047 0,064 0,240 0,000 -0,016 -0,003 -0,029 -0,089 -0,083 0,174 -0,120 -0,055 -0,032 0,193 0,012 0,063 0,149 0,163 0,332 0,132 0,063 0,148 0,126 0,067 0,010 0,245 0,020 0,098 0,092 0,124 Assisi Cascia Castiglione del Lago Città di Castello Foligno Gualdo Tadino Gubbio Marsciano Norcia Perugia Spoleto Todi Umbertide Fabro Orvieto Terni Umbria Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 52 Graf. 35 - Le componenti strutturale e locale della variazione occupazionale dal 1991 al 2001 (shift-share analysis, 14 sezioni di attività economica) Graf. 35 - Le componenti strutturale e locale della variazione degli addetti alle unità locali delle imprese nei Sistemi Locali del Lavoro interni del'Umbria (shift-share analysis 1991- 2001, 14 sezioni di attività) 0,25 Gualdo Tadino 0,20 Umbertide 0,15 Componente locale 0,10 Assisi Foligno 0,05 Città di Castello Gubbio -0,07 -0,06 -0,05 Marsciano -0,04 -0,03 Castiglione del Lago -0,02 -0,01 0,00 0,00 0,01 Norcia 0,02 0,03 0,04 0,05 0,06 0,07 Perugia Terni -0,05 Orvieto Todi Spoleto -0,10 Fabro -0,15 Cascia -0,20 Componente strutturale Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 53 4. UNA PARTICOLARE TIPOLOGIA DI SISTEMI LOCALI DEL LAVORO: I DISTRETTI 4.1 Caratteristiche di fondo e indicatori di performance Con riferimento al censimento intermedio dei servizi del 1996, l’Istat ha costruito una tassonomia dei SLL italiani in termini di specializzazione settoriale1. Il quadro che emerge per l’Umbria è così riassumibile: dei 16 sistemi interni sette sono classificati manifatturieri e, di questi: cinque (Assisi, Città di Castello, Marsciano, Umbertide, Terni) risultano specializzati nel made in Italy; altri due (Gubbio e Gualdo Tadino) nei materiali da costruzione; un solo sistema è classificato come non manifatturiero, ed è il caso di Foligno, ricompresso tra i sistemi urbani, in quanto caratterizzatosi per una specializzazione nelle attività di trasporto e di servizio che definiscono le funzioni di rango urbano superiore e che, in quanto tale, raggruppa per lo più i sistemi delle città più importanti. I rimanenti otto sistemi (Cascia, Castiglione del Lago, Norcia, Perugia, Spoleto, Todi, Fabro, Orvieto) si configurano come sistemi senza specializzazione, in quanto privi di fattori di localizzazione specifici 2. Dei sette sistemi manifatturieri, cinque rispondevano alle caratteristiche di distretti 3. 1 La classificazione suddetta è stata effettuata attraverso l’applicazione della cluster analysis sui coefficienti di localizzazione, calcolati su 50 divisioni di attività economica e ha dato origine a quattro gruppi tipologici omogenei e ben caratterizzati: i sistemi senza specializzazione, i sistemi non manifatturieri (articolati a loro volta in urbani, estrattivi, turistici), i sistemi manifatturieri dell’industria leggera (del made in Italy, del tessile, del cuoio e della pelletteria, dell’occhialeria) e gli altri sistemi manifatturieri (dei materiali da costruzione, dei mezzi di trasporto, degli apparecchi radiotelevisivi) (Istat, 2000). 2 Un’analisi della evoluzione dal 1991 al 1996, effettuata per verificare se e in che misura i SLL che compongono ogni gruppo “tipologico” abbiano mutato la specializzazione settoriale, ha mostrato per l’Umbria un solo cambiamento: il SLL di Marsciano, passato da un’attività economica di specializzazione coerente con la caratterizzazione del gruppo di appartenenza a un’altra (Istat, 2000). 3 Tralasciando la ricchissima letteratura in materia, la generica definizione che qui si dà di distretto è di fonte Istat: “Il distretto industriale rappresenta un’entità socio-economica caratterizzata da una base territoriale locale, dove si compenetrano una comunità di persone e una popolazione di imprese di dimensioni mediopiccole (ovvero che, secondo la disciplina comunitaria, hanno un numero di addetti inferiore a 250) che prendono parte a uno stesso processo produttivo” (Istat, 1996, p. 261). L’identificazione empirica del distretto industriale ha valorizzato l’aspetto economico-produttivo, cioè la concentrazione locale di piccole e medie imprese e la loro specializzazione riguardo a un’industria principale. La base territoriale locale è identificata dai SLL individuati dall’Istat, pertanto, sono considerati distretti industriali quei sistemi locali del lavoro manifatturieri di piccola e media impresa che presentano una quota di addetti alle unità locali manifatturiere di specializzazione superiore alla metà degli addetti in essa occupati (cfr. Istat, 1996, p. 262 ed anche Sforzi F. Lorenzini F., 2002, pp. 20-33). La specializzazione, valutata sulla base del coefficiente di concentrazione territoriale dell’occupazione costruito rispetto alla media nazionale, viene rilevata secondo i seguenti raggruppamenti manifatturieri individuati dall’Istat: industrie leggere (ovvero: tessile abbigliamento; pelletteria; prodotti per l’arredamento, che comprende a sua volta l’industria del legno, la fabbricazione di mobili, la fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi; la gioielleria e l’oreficeria, la fabbricazione di strumenti musicali, di articoli sportivi e di giocattoli); le industrie alimentari; l’industria meccanica (che comprende: fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici, compresa l’installazione e il montaggio, la riparazione e la manutenzione; fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettroniche ed ottiche; fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo; fusione di metalli); grande industria (che comprende la metallurgia, ovvero la produzione di metalli e loro leghe; la petrolchimica; l’industria dei 55 Sul ruolo che hanno avuto i distretti nello sviluppo delle regioni nord-orientali ed anche di quelle dell’Italia centrale molto è stato teorizzato e dimostrato (Istat, 1996); quanto poi all’affermazione che associa alle aree distrettuali livelli di benessere superiori, mediamente, a quelli delle aree non distrettuali, andrebbe fatta una verifica per gli anni più recenti, segnati da trasformazioni importanti, che stanno determinando nuovi scenari di riferimento, nuovi equilibri, nuove prospettive e nuovi assetti nei ruoli rivestiti dai diversi settori di attività economica4. Riguardo alla performance dei distretti italiani riconosciuti dall’Istat, l’Istituto Tagliacarne ha stilato anni fa una graduatoria sulla base di un indicatore di forza economica calcolato sui livelli di occupazione e reddito disponibile per abitante. Ne è scaturita una classificazione tipologica ripartita in quattro clusters (dei distretti maturi, dei distretti di piccola impresa, dei distretti in fase di consolidamento, dei distretti a sviluppo contenuto), che vede: Assisi e Città di Castello rientrare nella classe in fase di consolidamento, quella che raggruppa per lo più distretti dell’Italia centrale “caratterizzati da nuclei di imprese di dimensioni mediamente più piccola, con una certa propensione alla micro imprenditoria artigiana, che da non molto si stanno organizzando in vere e proprie reti” (I. G. Tagliacarne – Unioncamere, 1997, p. 233); Marsciano, Gualdo Tadino, Umbertide collocarsi nella fascia più debole, quella che accoglie quote minoritarie di imprese e addetti tipiche di distretti situati prevalentemente nel sud Italia ma anche in altre zone che scontano un processo di de-industrializzazione e/o di riconversione industriale. La situazione al 1996 evidenziava, quindi, livelli di sviluppo dei distretti umbri disomogenei e non particolarmente performanti. Un riscontro effettuato con i dati del 2001, questa volta valutato sulla base del valore aggiunto prodotto e del tasso di occupazione attivato, mostra il permanere di una certa differenziazione della forza economica dei distretti che non sempre si attesta ai livelli più elevati riscontrabili in altri sistemi del lavoro umbri. Tra tutti i distretti spicca Assisi, che si distingue per un livello di valore aggiunto per abitante superiore alla media (19,9 mila contro 19,7 mila euro correnti) e per il secondo tasso di occupazione più elevato tra tutti i SLL umbri (48,3, secondo solo a Perugia). Seguono poi Città di Castello e Umbertide, con livelli di valore aggiunto per abitante molto più bassi della media (18,6 mila e 17,5 mila euro) ma con un tasso di occupazione (entrambi del 45,9%), superiore invece a quello medio. mezzi di trasporto); industrie cartotecniche e poligrafiche (fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta; stampa ed editoria) (Istat, 1996, p. 264-265; Sforzi F. (a cura di), 1997, p. 32). 4 Probabilmente, i tempi sono maturi da rendere opportuna non tanto una rivisitazione del concetto stesso di distretto, quanto piuttosto la introduzione di una nuova categoria analitica che sia espressione dei più complessi profili economici territoriali connessi all’interazione dei nuovi fattori che delineano gli assetti produttivi locali. 56 Una situazione ancora meno favorevole è riscontrabile per Gualdo Tadino e Marsciano, presenti con un valore aggiunto per abitante pari a circa 15 mila euro e mezzo e un tasso di occupazione che oscilla intorno al 44% (gfr. graf. 36). Graf. 36 – Tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, valore aggiunto per abitante nei SSL dell’Umbria (di cui distretti) – anno 2001 Graf. 36 - Tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, valore aggiunto per abitante nei SLL dell'Umbria (di cui distretti) - anno 2001 50,0 48,7 48,3 45,9 43,9 43,7 45,0 43,9 6,5 45,9 45,0 43,9 44,1 43,8 42,9 43,3 42,8 41,6 6,3 41,9 40,0 6,1 35,0 5,9 30,0 5,7 25,0 5,5 24,6 20,0 19,9 18,6 15,0 18,6 16,4 16,2 14,8 19,9 19,3 17,5 15,6 15,5 5,3 17,5 15,3 5,1 14,5 10,0 4,9 10,0 5,0 4,7 4,9 5,3 5,3 5,5 5,3 5,2 5,5 5,2 5,2 5,2 5,4 5,4 NORCIA PERUGIA SPOLETO TODI 5,2 5,2 5,3 5,7 0,0 4,5 ASSISI (d) CASCIA CASTIGLIONE CITTA' DI DEL LAGO CASTELLO (d) FOLIGNO GUALDO TADINO (d) Tasso di occupazione GUBBIO M ARSCIANO (d) Tasso di disoccupazione (scala a destra) UM BERTIDE (d) FABRO ORVIETO TERNI v.a. (migliaia) per abitante Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Proseguendo questo percorso di analisi che cerca di mettere a sistema le variabili di performance con le variabili strutturali che caratterizzano i SLL umbri, con lo scopo di effettuarne un’analisi congiunta e verificare se, da questo punto di vista, esistono sostanziali differenze tra i distretti e gli altri aggregati locali, si passa ad esaminare la scomposizione del valore aggiunto per settori di attività economica. Uno sguardo al grafico 37, che riporta per ciascun SLL la quota di valore aggiunto attribuibile ai tre classici settori economici (agricoltura, industria, servizi), offre una inequivocabile evidenza: tranne un caso, il valore aggiunto di ciascun ambito territoriale è originato in prevalenza dalla componente terziaria, indipendentemente dalla natura distrettuale del sistema locale. Segue, anche a molta distanza in molti casi, il contributo dell’industria e, con una quota decisamente residuale, figura il settore primario. 57 Graf. 37 – Scomposizione del valore aggiunto per settori di attività economica per SSL interni dell’Umbria (anno 2001) Terni Orvieto Fabro Umbertide Todi Spoleto Perugia Norcia Marsciano Gubbio Gualdo Tadino Foligno Città di Castello Castiglione del Lago Cascia Assisi 0,0 10,0 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 70,0 80,0 90,0 100,0 Valori % Agricoltura, silvicoltura e pesca Industria Servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Come era nelle attese, i cinque sistemi distrettuali risultano caratterizzati (insieme a Todi) dalle più alte percentuali attribuibili al settore industriale5, che vanno dal valore massimo riscontrato per Umbertide (pari al 46,8% del totale dell’area), a quello minimo di Città di Castello (34,1%). Tuttavia, se si esclude Umbertide (ove il valore aggiunto dell’industria pesa di due punti in più rispetto a quella dei servizi, caratteristica che lo rende distinguibile da tutti gli altri sistemi umbri), negli altri distretti la quota rilevante di valore aggiunto è generata pur sempre dal terziario, con quote anche molto rilevanti (Città di Castello si presenta con un 62,6% di valore aggiunto prodotto dai servizi e Assisi con un 61,2%). A titolo di curiosità, si sottolinea la più bassa quota imputabile all’industria riscontrabile relativamente al SLL di Cascia (per cui le attività industriali contribuiscono al valore aggiunto prodotto per solo l’11,3% e i servizi per il 75,4%), seguito da quello di Perugia (con, rispettivamente, 19,8% e 79,0%). Una lettura congiunta della variabile di performance economica (il valore aggiunto pro-capite) con variabili strutturali (la quota occupazionale assorbita dall’industria manifatturiera e quella attribuibile ai servizi) non fornisce spunti di riflessione interessanti, infatti non emergono elementi ricorrenti da cui trarre considerazioni generali. 5 Al riguardo si precisa che l’industria comprende, oltre alla manifattura, anche altre attività produttive, compresa quella rilevante delle costruzioni. 58 Dalla lettura del graf. 38 che riporta, per ogni SLL, i valori relativizzati rispetto al dato medio regionale del valore aggiunto per abitante, della quota occupazionale attribuibile alla manifattura e di quella attribuibile ai servizi, è piuttosto difficile trarre conclusioni circa eventuali rapporti di correlazione tra le variabili in esame: ovvero, il livello del valore aggiunto pro-capite non si associa univocamente a una prevalenza occupazionale nella manifattura piuttosto che nei servizi. Infatti, situazioni che presentano una preponderanza del terziario sono caratterizzati indifferentemente da livelli di valore aggiunto pro-capite o molto superiori alla media regionale (è il caso dei due capoluoghi di Provincia) o tra i più bassi (Cascia, Orvieto, Fabro, Norcia). Altri sistemi (Assisi, Città di Castello, Spoleto, Gubbio) si connotano per livelli di valore aggiunto per abitante superiori oppure prossimi alla media regionale tuttavia con una prevalenza, nei primi due, della manifattura (sono distretti) e, negli ultimi due, dei servizi. Ovviamente i tratti distintivi dei SLL distrettuali sono riconducibili alla superiorità occupazionale della manifattura (a volte molto evidente); tuttavia il rispettivo valore aggiunto pro-capite mostra una spiccata variabilità. Sostituendo al valore aggiunto pro-capite il valore aggiunto per addetto6, quale proxy della produttività di un sistema locale del lavoro i cui livelli sono conseguenza – anche, ma non solo – dei tratti produttivi prevalenti, si ottiene un grafico molto simile al precedente (graf. 39). La differenza più evidente riguarda un generale innalzamento dei livelli di valore aggiunto per addetto, ad eccezione di quattro casi: Perugia, Assisi, Città di Castello, Umbertide. 6 In questo caso i numeri indice dei SLL sono stati calcolati ponendo uguale a 100 i valori medi calcolati sul complesso dei SLL interni dell’Umbria e non, come nel grafico 52, i valori medi regionali. 59 Graf. 38 – Valore aggiunto pro-capite, quota occupazionale nella manifattura e nei servizi nei SLL dell’Umbria al 2001 Graf. 38 - Valore aggiunto pro-capite, quota occupazionale nella manifattura e nei servizi nei SLL dell'Umbria al 2001 170,0 163,5 160,0 157,4 150,0 140,3 140,0 140,1 130,0 125,4 Numeri indice, Umbria = 100 120,0 119,9 119,4 115,6 110,0 90,0 110,3 108,6 assisi90,7 96,9 95,4 cascia cast. del lago 94,6 città di castello foligno gualdo tadino 94,6 gubbio 104,5 101,4 103,4 100,0 99,2 98,1 101,4 100,0 98,2 96,6 marsciano norcia perugia 96,4 spoleto 88,6 todi91,4 91,1 89,2 umbertide 89,2 fabro orvieto terni 86,8 83,8 82,7 81,1 80,0 79,7 79,2 75,5 79,2 77,8 76,0 74,6 73,7 70,0 67,7 66,6 63,7 60,0 59,6 50,7 50,0 40,0 30,0 20,0 17,5 10,0 v.a. procapite Quota occupazionale manifattura Quota occupazionale servizi Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Graf. 39 – Valore aggiunto per addetto, quota occupazionale nella manifattura e nei servizi nei SLL dell’Umbria al 2001 Graf. 39 - Valore aggiunto per addetto, quota occupazionale nella manifattura e nei servizi nei SLL dell'Umbria al 2001 170,0 166,1 160,0 159,9 150,0 142,6 142,4 Numeri indice, SLL interni dell'Umbria = 100 140,0 130,0 120,0 121,3 118,9 116,3 114,7 110,0 98,4 95,5 assisi 90,0 cascia cast. del lago 94,6 97,3 città di castello 93,1 foligno gualdo tadino 90,0 99,2 95,8 gubbio marsciano 95,8 norcia 80,8 80,5 perugia spoleto 88,2 81,9 82,5 todi92,9 92,9 umbertide fabro orvieto 90,3 87,3 80,5 77,2 76,8 74,0 70,0 67,1 67,6 64,7 60,0 59,1 53,9 50,0 40,0 30,0 20,0 17,8 10,0 v.a. per addetto Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 60 103,6 97,9 90,0 81,2 107,7 102,5 100,5 85,7 84,9 80,0 109,4 107,7 100,8 100,0 Quota occupazionale manifattura Quota occupazionale servizi terni Invece, una chiara correlazione emerge confrontando il livello di valore aggiunto, relativizzato rispetto alla popolazione e al numero di occupati, con quello del tasso di occupazione (cfr. graff. 40-41). In entrambi i grafici, che riportano il posizionamento dei SLL dell’Umbria sulla base del valore aggiunto pro-capite (o per addetto) e il tasso di occupazione7, si individua una nuvola di punti, che si addensa entro un range di valori delle due variabili ove si concentra il maggior numero di casi, e che si protende verso l’altro a destra, in quanto al crescere del tasso di occupazione cresce il valore aggiunto, pro-capite o per addetto. In questo quadro generale si distinguono, per motivi differenti: Fabro, molto prossimo all’origine (infatti è caratterizzato dalle coppie di valori più bassi) e, all’opposto, Assisi e Perugia, che distanziano tutti gli altri per i più alti valori di entrambe le variabili; Terni si presenta come un caso anomalo, perché è connotato da un tasso di occupazione tra i più bassi (è penultimo, seguito solo da Fabro) ma da un valore aggiunto, pro-capite e soprattutto per addetto, tra i più elevati (è secondo solo a Perugia). Graf. 40 – Valore aggiunto per abitante e tasso di occupazione nei servizi nei SLL dell’Umbria al 2001 Graf. 40 - Valore aggiunto per abitante e tasso di occupazione nei SLL interni dell'Umbria - anno 2001 25,0 Perugia Valore aggiunto per abitante (in migliaia) 23,0 21,0 Assisi Terni Spoleto 19,0 Gubbio Città di Castello Todi Umbertide 17,0 Foligno Castiglione del Lago Gualdo Tadino Marsciano Norcia Cascia Orvieto 15,0 13,0 11,0 Fabro 9,0 41,0 42,0 43,0 44,0 45,0 46,0 47,0 48,0 49,0 Tasso di occupazione Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 7 Il tasso di occupazione qui proposto è tratto direttamente da fonte Istat, ed è calcolato rapportando gli occupati alla popolazione con oltre 15 anni di età. 61 Graf. 41 – Valore aggiunto per addetto e tasso di occupazione nei SLL interni dell’Umbria al 2001 Graf. 41 - Valore aggiunto per addetto e tasso di occupazione nei SLL interni dell'Umbria - anno 2001 60,00 Perugi Valore aggiunto per addetto (in migliaia) 55,00 Terni Spoleto 50,00 Assisi Gubbio Todi 45,00 Città di Castello NorciaCastiglione del Lago 40,00 Umbertide Foligno Marsciano Cascia Gualdo Tadino Orvieto 35,00 30,00 Fabro 25,00 41,0 42,0 43,0 44,0 45,0 46,0 47,0 48,0 49,0 Tasso di occupazione Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 4.2 Specializzazione dei distretti al 2001 e occupazione manifatturiera dei sistemi locali del lavoro per classi dimensionali Attraverso i dati censuari del 2001 è stata effettuata una prima ricognizione sulle aree che costituiscono i SLL interni dell’Umbria per verificare se siano intercorsi nell’arco di cinque anni (dal 1996 al 2001) trasformazioni nella configurazione produttiva ed occupazionale tali da aver modificato anche solo una delle condizioni che qualificano un’area come distrettuale8. 8 Sulla base dei dati dei SLL relativi al 2001, è stata applicata la metodologia di individuazione dei distretti industriali adottata dall’Istat (cfr. Istat, 1996, p. 261-268) che prevede i seguenti stadi: 1. individuazione dei SLL manifatturieri; 2. individuazione dei SLL manifatturieri che sono di piccola e media impresa (PMI); 3. individuazione per ogni SLL manifatturiero e di PMI l’industria principale; 4. individuazione dei SLL manifatturieri di PMI la cui industria principale è costituita da PMI. Il dettaglio della procedura di individuazione dei distretti industriali prevede che debbano essere soddisfatte le seguenti condizioni (cfr. Sforzi, 2002, p. 28): 1. LQ m = (A m SLL / A t SLL ) / (A m I / A t I) > 1,000 2. LQ 250,m = (A 250,m SLL / A m SLL ) / (A 250,m I / A m I) > 1,000 3. LQ p = max (A s SLL / A m SLL ) / (A s I / A m I) 4. I p = (A 250, p SLL / A p SLL ) > 0,50 dove: LQ m A m SLL e A m I = addetti nell’industria manifatturiera nel SLL e in Italia A t SLL e A t I = addetti totali nel SLL e in Italia A 250, m SLL e A 250, m I = addetti nelle unità locali manifatturiere fino a 250 addetti nel SLL e in Italia A s SLL e A s I = addetti a una determinata attività manifatturiera s nel SLL manifatturiero di PMI e nei sistemi manifatturieri di PMI in Italia A 250, p SLL e A p SLL = addetti nell’industria manifatturiera principale p nel SLL manifatturiero riguardo alle PMI e totali. Seppure l’Autore, nella metodologia indicata per il calcolo dei quozienti di localizzazione, fa riferimento come benchmarking ai valori italiani relativi ai SLL, l’Istat, in diversi lavori (cfr., ad es., Rapporto 1995, p. 262), parla di “media nazionale”. Nella presente relazione, la verifica delle condizioni di distretto per i SLL umbri al 2001 è stata effettuata in riferimento ai valori totali italiani (rispettivamente degli occupati nell’industria manifatturiera, degli occupati nelle unità locali manifatturiere con meno di 250 addetti, degli occupati nelle specifiche industrie presenti nelle imprese manifatturiere con meno di 250 addetti). La risposta che se ne trae è da ritenersi dunque 62 Da una lettura dei quozienti di localizzazione del SLL umbri calcolati rispetto al dato nazionale per l’anno 2001, si riconferma per l’Umbria la presenza dei cinque distretti originari e la loro tipica specializzazione produttiva (cfr. tabb. 12 a)9. Scorrendo la tabella, Assisi risulterebbe specializzata nell’industria alimentare (presente con il massimo quoziente di localizzazione), tuttavia la relativa quota di addetti impiegata in stabilimenti di piccole medie dimensioni non arriva a coprire la metà dell’occupazione totale del settore, che è, come visto, la condizione indispensabile perché si possa parlare di distretto (la condizione n. 4 della nota esplicativa). Dunque, l’alimentare deve lasciare il posto al Tessile, per cui la condizione di prevalenza di piccole e medie dimensioni è invece soddisfatta. Tab. 12 a - Quozienti di localizzazione per i distretti umbri (2001) calcolati in riferimento agli addetti delle unità locali totali Assisi Città di Castello Gualdo Tadino Marsciano Umbertide 0,43 0,89 0,81 0,21 1,33 1,97 1,40 1,98 3,17 0,78 0,54 4,97 0,65 0,30 0,31 0,52 0,11 0,00 0,00 0,89 Meccanica 0,54 0,49 1,53 0,42 1,24 Fabbricazione mezzi di trasporto 0,08 0,07 0,00 1,32 0,87 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Alimentari, bevande, tabacco 2,15 0,77 Tessile e abbigliamento 2,14 2,23 Prodotti per l'arredamento 1,79 Cartotecnica e poligrafica Metallurgia Manifattura Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat La specializzazione calcolata limitatamente all’aggregato occupazionale impiegato in unità locali al di sotto di 250 addetti (cfr. tab. 2 b), mostra una configurazione praticamente analoga a quella precedente, con una sola eccezione: Umbertide in questo caso si caratterizza con il più alto valore del quoziente di localizzazione in corrispondenza della Meccanica, con il Tessile che segue subito dopo. valida in quanto risultato del criterio adottato, il quale a sua volta può considerarsi sufficientemente appropriato fino a quando non sono disponibili i dati di tutti i SLL nazionali. 9 Questo è quanto emerge dall’applicazione del calcolo del quoziente di localizzazione per i sistemi dell’Umbria in riferimento al totale nazionale. Al riguardo va sottolineato che, in virtù di questo approccio, sia per il 1996 che per il 2001, risulterebbe escluso dal novero dei distretti umbri il sistema di Gualdo Tadino, perché caratterizzato da una specializzazione nella manifattura inferiore alla media nazionale (dunque verrebbe meno la condizione 2 della nota precedente). Tuttavia, procedendo nella verifica delle condizioni successive, il settore di massima specializzazione rispetto alla media nazionale (Prodotti per l’Arredamento) a Gualdo Tadino è caratterizzato da un numero di addetti in unità locali di piccola e media dimensione superiori alla metà di tutti gli addetti del settore. 63 Tab. 12 b - Quozienti di localizzazione per i distretti umbri (2001) calcolati in riferimento agli addetti delle unità locali totali di piccole medie dimensioni (con meno di 250 addetti) Marsciano Umbertide Alimentari, bevande, tabacco Assisi 1,23 0,75 0,76 0,87 0,79 Tessile e abbigliamento 2,31 2,05 0,35 1,22 1,80 Prodotti per l'arredamento 1,43 1,22 2,02 2,76 0,68 Cartotecnica e poligrafica 0,59 4,61 1,10 0,28 0,29 Metallurgia 0,99 0,18 0,00 0,00 1,44 Meccanica 0,62 0,48 0,99 0,41 1,20 0,19 0,14 0,00 2,75 1,82 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Fabbricazione mezzi di trasporto Manifattura Città di Castello Gualdo Tadino Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Sulla base della classificazione delle attività manifatturiere utilizzata dall’Istat per individuare la specializzazione produttiva dei distretti industriali10, è stato costruito un grafico per ciascun SLL dell’Umbria che scompone la relativa occupazione manifatturiera per classi dimensionali, distinguendo cioè gli addetti impiegati in unità locali di piccole medie dimensioni da quelli occupati in unità con 250 addetti e oltre. Come si evince dai grafici (cfr. graff. 42 - 57), la prevalenza occupazionale delle piccole e medie dimensioni è schiacciante e, per lo più, assoluta. Infatti, unità locali di grandi dimensioni (ovvero con 250 addetti e oltre) sono presenti soltanto in 6 SLL umbri: Terni (ovviamente nella metallurgia e nella chimica, ma anche nel tessile e in altre attività residuali), Spoleto (nella meccanica), Perugia (nell’alimentare), Foligno (nella fabbricazione dei mezzi di trasporto e nella meccanica), Assisi (nei prodotti per l’arredamento e nell’alimentare), Gualdo Tadino (nei prodotti per l’arredamento). 10 Cfr. Istat, 1996, pp. 264-265 e nota 22. Al riguardo va precisato che il dettaglio informativo per la ricostruzione dei citati raggruppamenti scende fino a 5 cifre. Come noto, i dati diffusi dall’Istat su base comunale si fermano a 3 cifre, e di questo dettaglio si è tenuto conto nella presente articolazione. Più in particolare, nei Prodotti per l’arredamento non è stata inclusa, come invece prevede l’Istat (cfr. Istat, 1997, p. 33) l’attività 35112 (cantieri navali per costruzioni non metalliche) e la 3662 (fabbricazione di scope e spazzole); nelle industrie cartotecniche e poligrafiche non sono state sottratte le attività 2231 e 2233, relative a riproduzione di registrazioni sonore e informatiche, che andrebbero incluse nelle industrie meccaniche. Infine, nell’industria dei mezzi di trasporto non è stata sottratta la voce 35112 relativa a Cantieri navali per costruzioni non metalliche. 64 Graf. 42 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Assisi al 2001 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Altro Fabbricazione mezzi di trasporto 64 Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 32 Chimica, gomma e materie plastiche 390 Meccanica 1.473 Metallurgia 79 Cartotecnica e poligrafica 212 Prodotti per l'arredamento 382 1.361 Tessile e abbigliamento 1.975 Alimentari, bevande, tabacco 736 200 0 738 400 600 800 1.000 1.200 1.400 1.600 1.800 2.000 2.200 Valori assoluti Graf. 43 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Cascia al 2001 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Altro Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Fabbricazione mezzi di trasporto Chimica, gomma e materie plastiche Meccanica 14 Metallurgia Cartotecnica e poligrafica Prodotti per l'arredamento 13 Tessile e abbigliamento Alimentari, bevande, tabacco 12 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 Valori assoluti 65 Graf. 44 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Castiglione del Lago al 2001 Altro Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 38 Fabbricazione mezzi di trasporto 1 Chimica, gomma e materie plastiche 2 Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Meccanica 723 Metallurgia Cartotecnica e poligrafica 6 431 Prodotti per l'arredamento Tessile e abbigliamento 413 Alimentari, bevande, tabacco 183 0 100 200 300 400 Valori assoluti 500 600 700 Graf. 45 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Città di Castello al 2001 52 Altro Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 23 Chimica, gomma e materie plastiche Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 74 1.090 Meccanica Metallurgia 14 1.586 Cartotecnica e poligrafica 1.111 Prodotti per l'arredamento Tessile e abbigliamento 1.682 432 Alimentari, bevande, tabacco 0 66 200 400 600 800 1.000 Valori assoluti 1.200 1.400 1.600 1.800 Graf. 46 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Foligno al 2001 109 Altro Fabbricazione mezzi di trasporto 433 Chimica, gomma e materie plastiche 987 243 Meccanica 1.942 387 7 Metallurgia Cartotecnica e poligrafica 368 Prodotti per l'arredamento 1.000 Tessile e abbigliamento 866 Alimentari, bevande, tabacco Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 760 0 200 Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 400 600 800 1.000 1.200 Valori assoluti 1.400 1.600 1.800 2.000 2.200 Graf. 47 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Gualdo Tadino al 2001 Altro 203 Fabbricazione mezzi di trasporto Chimica, gomma e materie plastiche 119 1.493 867 Meccanica Metallurgia Cartotecnica e poligrafica 144 394 702 Prodotti per l'arredamento Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 111 Tessile e abbigliamento Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 167 Alimentari, bevande, tabacco 0 200 400 600 800 1.000 1.200 Valori assoluti 1.400 1.600 1.800 2.000 2.200 2.400 67 Graf. 48 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Gubbio al 2001 Altro 17 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 4 Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Chimica, gomma e materie plastiche 234 387 Meccanica Metallurgia 60 Cartotecnica e poligrafica Prodotti per l'arredamento 880 Tessile e abbigliamento 587 231 Alimentari, bevande, tabacco 0 100 200 300 400 500 Valori assoluti 600 700 800 900 1.000 Graf. 49 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Marsciano al 2001 Altro 153 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Chimica, gomma e materie plastiche 57 Meccanica 356 Metallurgia 36 Cartotecnica e poligrafica Prodotti per l'arredamento 957 Tessile e abbigliamento 381 Alimentari, bevande, tabacco 190 0 68 100 200 300 400 500 Valori assoluti 600 700 800 900 1.000 Graf. 50 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Norcia al 2001 Altro 14 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Chimica, gomma e materie plastiche Meccanica 58 Metallurgia 7 Cartotecnica e poligrafica Prodotti per l'arredamento 73 9 Tessile e abbigliamento Alimentari, bevande, tabacco 308 50 0 100 150 Valori assoluti 200 250 300 350 Graf. 51 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Perugia al 2001 Altro 618 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Fabbricazione mezzi di trasporto 178 Chimica, gomma e materie plastiche Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 633 Meccanica 3.836 Metallurgia 10 1.017 Cartotecnica e poligrafica 3.154 Prodotti per l'arredamento 4.194 Tessile e abbigliamento Alimentari, bevande, tabacco 1.378 0 300 600 1.448 900 1.200 1.500 1.800 2.100 2.400 Valori assoluti 2.700 3.000 3.300 3.600 3.900 4.200 4.500 69 Graf. 52 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Spoleto al 2001 Altro 80 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 232 Fabbricazione mezzi di trasporto Chimica, gomma e materie plastiche Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 81 Meccanica 610 Metallurgia 259 48 Cartotecnica e poligrafica 84 537 Prodotti per l'arredamento 553 Tessile e abbigliamento 483 Alimentari, bevande, tabacco 0 100 200 300 400 500 Valori assoluti 600 700 800 900 Graf. 53 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Todi al 2001 Altro 33 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Fabbricazione mezzi di trasporto Chimica, gomma e materie plastiche 34 1.022 Meccanica Metallurgia 109 Cartotecnica e poligrafica 114 Prodotti per l'arredamento 400 Tessile e abbigliamento 403 Alimentari, bevande, tabacco 317 0 100 200 300 400 500 600 Valori assoluti 70 700 800 900 1.000 1.100 Graf. 54 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Umbertide al 2001 Altro 13 Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 146 Chimica, gomma e materie plastiche Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 106 Meccanica 1.349 Metallurgia Cartotecnica e poligrafica 54 49 Prodotti per l'arredamento 305 Tessile e abbigliamento 724 Alimentari, bevande, tabacco 221 0 150 300 450 600 750 Valori assoluti 900 1.050 1.200 1.350 1.500 Graf. 55 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Fabro al 2001 Altro 5 Riferiti alle u.l. con < 250 addetti Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Chimica, gomma e materie plastiche Meccanica 111 Metallurgia Cartotecnica e poligrafica 3 Prodotti per l'arredamento 46 82 Tessile e abbigliamento Alimentari, bevande, tabacco 67 0 25 50 75 100 Valori assoluti 71 Graf. 56 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Orvieto al 2001 Altro 26 Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 1 Riferiti alle u.l. con > 250 addetti Chimica, gomma e materie plastiche 10 Meccanica 489 Metallurgia Cartotecnica e poligrafica 26 Prodotti per l'arredamento 449 Tessile e abbigliamento 498 Alimentari, bevande, tabacco 332 0 50 100 150 200 250 300 Valori assoluti 350 400 450 500 550 Graf. 57 – Addetti alle u.l. delle imprese manifatturiere per settori principali e per classi dimensionali nel SSL/distretto di Terni al 2001 Altro 413 Fabbricazione mezzi di trasporto Riferiti alle u.l. con < 250 addetti 324 Riferiti alle u.l. con > 250 addetti 237 1.097 Chimica, gomma e materie plastiche 288 Meccanica 4.468 Metallurgia 248 Cartotecnica e poligrafica 2.856 385 1.299 Prodotti per l'arredamento Tessile e abbigliamento 877 429 1.209 Alimentari, bevande, tabacco 0 500 1.000 1.500 2.000 2.500 Valori assoluti 3.000 3.500 4.000 4.500 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 4.3 Ruolo e crescita occupazionale dei distretti Nel 2001, le unità locali delle imprese manifatturiere insediate nei distretti umbri danno lavoro a 22.964 addetti, il 31,5% del totale occupato nei SLL interni della regione, a fronte dei 20.750 di dieci anni prima (il 27,4%) (cfr. tab. 13). Dunque, la quota di occupazione manifatturiera all’interno dei distretti si consolida nel complesso rispetto al totale dei SLL, ma diminuisce rispetto all’apparato produttivo distrettuale (scende infatti dal 47,7% al 44,3%). In controtendenza rispetto a quest’ultimo fenomeno risulta Gualdo Tadino, ove il peso degli occupati nella manifattura sul totale si porta dal 45,6% del 1991 al 52,6% di dieci anni dopo. 72 Tab. 13 – Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, di servizi, totali nei distretti umbri e nei SLL al 1991 e al 2001 Anno 1991 Manifattura Anno 2001 Servizi Totale Manifattura Servizi Totale val. ass. % su tot. val ass. val ass. val ass. % su tot. val ass. val ass. Assisi Città di Castello Gualdo Tadino Marsciano Umbertide 7.061 6.132 2.728 2.327 2.502 43,4 52,4 45,6 48,4 53,1 7.593 4.460 2.329 1.787 1.718 16.260 11.704 5.985 4.809 4.712 7.442 6.064 4.190 2.301 2.967 38,4 45,1 52,6 45,0 50,6 9.572 5.933 2.582 2.072 2.158 19.399 13.448 7.973 5.110 5.865 Totale distretti 20.750 17.887 43.470 22.964 51.795 75.646 102.505 204.845 72.921 44,3 31,6 22.317 SLL totali Umbria 47,7 36,9 126.390 230.530 % distretti 27,4 17,4 31,5 17,7 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Rispetto al 1991, l’insieme dei distretti vede aumentare mediamente del 10,7% l’occupazione manifatturiera, in controtendenza rispetto al generalizzato calo del 3,6% verificatosi nei SLL umbri e, in particolare, del 9,0% in quelli che non hanno le caratteristiche di distretti11 (cfr. tab. 14). A ben guardare, però, nei sistemi distrettuali si registra anche la più alta crescita, espressa in termini di occupazione attivata, nei servizi (+24,8% a fronte di +23,0% registrato negli altri SLL interni). Pertanto, lo sviluppo in Umbria delle attività imprenditoriali espresso in termini di aumento della forza lavoro impiegata è stata l’esito di tassi evolutivi più sostenuti nei distretti, segnati da un incremento degli addetti totali del 19,2%, a fronte di un 10,8% verificatosi negli altri sistemi locali. Una interpretazione congiunta di questi fenomeni induce a formulare almeno due ordini di considerazioni: la prima è relativa alla pervasività della forza propulsiva delle aree distrettuali, che sembrerebbero caratterizzate da fattori endogeni particolarmente dinamici che le rendono comunque più inclini di altre a seguire ed assecondare le trasformazioni imposte dal mercato; la seconda si collega invece alle evoluzioni del mercato e della produzione, e si riferisce ai fenomeni di specializzazione, sostituzione, esternalizzazione conseguenti ai processi di conversione organizzativa e produttiva che hanno interessato e stanno interessando l’industria manifatturiera la quale, trovandosi di fronte a un mercato sempre più complesso, è passata dal 11 Scendendo nel dettaglio, si evince che due casi (Città di Castello e Marsciano) si sono allineati alla diffusa contrazione occupazionale manifatturiera della regione, seppure per tassi molto contenuti (-1,1%). Peraltro, Città di Castello ha assistito ad un processo di ristrutturazione, in quanto la lieve contrazione occupazionale si è verificata congiuntamente ad un aumento di unità produttive del 17,4%, con conseguente calo della dimensione media. Lo stesso fenomeno non si è verificato però a Marsciano, che ha visto una riduzione anche delle unità locali di ben il 14,6%. Negli altri tre distretti, la crescita occupazionale si è accompagnata ad una crescita delle unità locali. 73 “fare” al “far fare” o, anche, al “fare insieme” (Istat, 1997). “Per questa ragione non c’è contraddizione nel fatto che la crescita di occupazione nei servizi alle imprese avvenga in condizioni di crescita di occupazione nelle imprese manifatturiere. Al contrario, essa è sostenuta dal dinamismo delle imprese manifatturiere locali e rappresenta un segno di crescente apertura del sistema locale verso l’esterno, che è alla base della formazione, come nel caso dei sistemi locali di grande impresa, di reti sovra-locali di produzione” (Sforzi F., 1997, p. 123). Tab. 14 – Addetti alle unità locali delle imprese manifatturiere, di servizi, totali nei distretti umbri e nei SLL non distrettuali – variazioni dal 1991 al 2001 (valori %) Assisi Città di Castello Gualdo Tadino Marsciano Umbertide Totale distretti SLL totali Umbria SLL no distretti Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat 74 Manifattura 5,4 -1,1 53,6 -1,1 18,6 10,7 -3,6 -9,0 Servizi 26,1 33,0 10,9 15,9 25,6 24,8 23,3 23,0 Totale 19,3 14,9 33,2 6,3 24,5 19,2 12,5 10,8 5. DA UNA VISIONE DI SINTESI AD UNA NECESSITÀ DI APPROFONDIMENTO Ripercorrendo quanto analizzato in questo lavoro, ci sembra di poter affermare che i tratti caratteristici che hanno segnato le trasformazioni produttivo – occupazionali dell’ultimo intervallo intercensuario nei SLL dell’Umbria siano riassumibili nei seguenti fenomeni: • nel ruolo determinante delle attività private, accresciutesi diffusamente su tutto il territorio regionale; • nel declino delle attività pubbliche, che in molti sistemi si sono caratterizzate per una diminuzione occupazionale; • nella sostenuta, diffusa espansione delle attività terziarie diverse dal commercio; • nella crescita o nella tenuta della manifattura nei sistemi distrettuali; • nella scarsa presenza di fattori propulsivi “locali”. Il rafforzamento occupazionale dell’Umbria nell’ultimo intervallo intercensuario è stato originato prevalentemente dalle attività imprenditoriali. La componente privata dell’economia (ovvero il mondo delle imprese e quello delle istituzioni non profit) è infatti cresciuta diffusamente in tutti i SLL della regione, sommandosi a volte all’aumento, comunque sempre più attenuato, oppure compensando il calo di addetti verificatasi all’interno del comparto pubblico. Le attività private si sono per lo più caratterizzate da fenomeni espansivi o di consolidamento, generati da un diffuso aumento occupazionale che si è accompagnato quasi sempre ad un aumento delle unità locali, con differenti effetti sulla dimensione media delle stesse. In questo contesto segnato da un macro-fenomeno che accomuna i SLL dell’Umbria considerando l’apparato produttivo privato nel complesso, spiccano differenze territoriali non trascurabili attinenti ai tassi di crescita delle unità locali e dei relativi addetti; inoltre, altrettante e ben più importanti disomogeneità locali riguardanti tratti e ritmi evolutivi emergono scendendo nel dettaglio settoriale. Se gli anni novanta hanno decretato il dominio occupazionale del terziario, il sostenuto processo di terziarizzazione che ha caratterizzato l’economia umbra la inserisce a pieno titolo nel panorama nazionale: tuttavia, la fotografia territoriale che si ha nel 2001 è il risultato di trasformazioni a livello locale assai disomogenee, non tanto e non solo in termini di intensità ma anche in termini di caratteristiche evolutive. 75 L’Umbria ripropone infatti, seppure su diversa scala, un panorama analogo a quello proprio dell’Italia dell’ultimo decennio intercensuario, caratterizzato da una dinamica occupazionale dell’industria (in particolare quella manifatturiera), territorialmente difforme, da un ridimensionamento del commercio, da una performance decisamente positiva realizzata dai servizi diversi dal commercio. Nella regione, la composizione settoriale dei singoli sistemi non è stata omogeneamente caratterizzata dalla prevalenza e dalla crescita solo del terziario. O meglio, i SLL dell’Umbria hanno mostrato una chiara convergenza nei servizi diversi dal commercio; viceversa, una certa divergenza si è verificata nel versante dei settori tradizionali, quali la manifattura e il commercio. Ed è soprattutto nella manifattura che il raffronto intercensuario presenta il profilo territoriale più disomogeneo, caratterizzato da una compresenza di sistemi locali in consistente declino e di altri in netta controtendenza. Traducendo in un quadro d’insieme questi fenomeni, si può dire che: • l’arretramento, inteso come calo occupazionale accompagnato da una diminuzione di unita locali, variamente diffuso nell’industria e/o anche nel commercio (ma risparmiando ovunque gli altri servizi), ha colpito complessivamente undici SLL su sedici: resta esclusa da questo fenomeno l’area che da Foligno si estende fino a Città di Castello, passando per Perugia; • l’espansione (intesa come crescita occupazionale e aumento delle unità locali, con differenti conseguenti riflessi sul livello dimensionale medio) ha investito praticamente tutte le aree della regione sul fronte dei servizi diversi dal commercio, ed ha interessato altresì la manifattura in quasi tutti i sistemi distrettuali. La particolare forza propulsiva dei sistemi distrettuali è emersa in realtà anche nella individuazione delle componenti che hanno determinato lo sviluppo dei SLL. Potrebbe non essere casuale il fatto che gli stessi distretti che hanno visto accrescere l’occupazione nella manifattura e nei servizi abbiano giovato di una forza propulsiva collegata a fattori di sviluppo endogeni che, in alcuni casi (Assisi, Città di Castello, Umbertide), ha più che compensato gli svantaggi strutturali propri della configurazione produttiva di partenza e in altri (Gualdo Tadino) ha dilatato, congiuntamente a una componente strutturale positiva, la crescita tendenziale. Per il resto, sono solo una minoranza i sistemi del lavoro umbri a beneficiare dei vantaggi derivanti dalla presenza di risorse locali che intervengono ad amplificare la spinta allo sviluppo anzi, in molti casi, la debolezza di fattori endogeni ha vanificato la situazione di vantaggio teorico iniziale data da una configurazione produttiva favorevole alla espansione. 76 In tutti i SLL della regione, anche in quattro dei cinque sistemi distrettuali, è al settore dei servizi che si deve imputare la maggiore quota di valore aggiunto prodotto. In questo scenario, sembra ampiamente giustificabile l’esigenza di spingere l’analisi nelle pieghe del variegato mondo delle attività terziarie, per capire fino in fondo le ragioni di una crescita così importante. Una diagnosi delle attività terziarie secondo la tipologia di domanda e il contenuto innovativo (servizi tradizionali, servizi alle imprese, servizi al consumatore, servizi sociali) diventa dunque un passo determinante per ricostruire i nessi dello sviluppo e per rispondere ai seguenti quesiti: quanta parte della crescita dei servizi è generata dalla domanda indotta dalle attività produttive e quanta dall’evoluzione dei costumi, delle inclinazioni, delle esigenze della società? E’ la componente più innovativa dei servizi l’artefice di questa espansione o piuttosto quella più tradizionale? Quanto queste dinamiche si sono avvicinate a quelle proprie del contesto nazionale? Evidentemente c’è ancora molto da esplorare. Sempre che la disponibilità del dettaglio informativo a livello comunale renda possibile un’operazione di scomposizione delle singole voci che afferiscono all’ampia gamma delle attività terziarie ed una successiva operazione di riaggregazione per tipologia di domanda e contenuto innovativo. 77 Bibliografia Grasselli P. – Musotti F. (a cura di), Esperienze di sviluppo locale e dinamiche dell’industria manifatturiera umbra, Franco Angeli, 2002 Perugini C. – Pieroni L., “Permanenza e transizione nei mercati locali del lavoro dell’Umbria: caratteristiche socio-economiche dell’offerta ed interazioni della domanda”, in Politica Economica, Rivista di studi e ricerche per la politica economica, Il Mulino, 3/2004, pp. 397-441 Perugini C. – Pieroni L., “Dimensioni competitive territoriali dell’industria manifatturiera italiana. Uno studio per sistemi locali del lavoro”, XXV Conferenza AISRE, Novara, 6-8 ottobre 2004 Perugini C. – Signorelli M., I mercati Locali del Lavoro in Umbria: Differenze negli Avviamenti al Lavoro, Umbria Network Sistema lavoro, working paper n. 3, febbraio 2004 Istat, I sistemi locali del lavoro – Anno 1991 (a cura di Sforzi F.), Serie Argomenti, n. 10, Roma, 1997 Istat, Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 1995, 1996 Istat, Rapporto annuale. La situazione del paese nel 1999, 2000 Istat, Rapporto annuale La situazione del paese nel 2003, 2004 Istituto Tagliacarne – Unioncamere, Rapporto 1996 sull’impresa e le economie locali. Le strategie delle piccole e medie imprese, i collegamenti industria-distribuzione, l’evoluzione dei distretti industriali, F. Angeli, 1977 Sforzi F. - Lorenzini F., I distretti industriali, in Ministero delle Attività Produttive, L’esperienza italiana dei distretti industriali, Roma, IPI, Istituto per la promozione industriale, aprile 2002 www.istat.it 79