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n f o r m a
Giugno 2013
XXIX convegno pastorale diocesano
“ Parrocchia: obiettivo famiglia”
Centro aiuto alla vita
L’embrione è “ Uno di Noi”
pag. 3-7
Vocazione: chiamati
a un’esperienza cristiana!
pag. 8-9
Banca etica:
Sportello aperto in città
pag. 12
pag. 14
Chiesa
I n f o r m a
Supplemento a
Periodico di impegno religioso-socio-culturale
Ufficio Comunicazioni Sociali - Benevento
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XXIX convegno pastorale
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LA FAMIGLIA CENTRO
DELLA COMUNITÀ CRISTIANA
Paola Costa
La speciale tre giorni di ‘Convegno
Pastorale Diocesano’, svoltosi presso il
seminario arcivescovile di Benevento,
ha avuto come leitmotive il il tema:
‘Dalla sfida alla proposta. Parrocchia:
obiettivo famiglia’.
Diverse le presenze nell’auditorium
‘Giovanni Paolo II’ laici, religiosi, religiose ed operatori di settore sono stati il
pubblico di relatori speciali quali: mons.
Andrea Mugione, arcivescovo metropolita di Benevento che ha aperto ufficialmente l’incontro; mons. Abramo
Martignetti, vicario episcopale per la
pastorale; don Sergio Nicolli, già direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia; Luciana e Umberto
Parigi i coniugi responsabili del servizio
famiglia della regione ecclesiastica
Basilicata.
Attraverso i vari interventi è stato possibile delineare alcune linee guida, veri e
propri spunti di riflessione capaci di
divenire una valida “proposta operativa”
non solo per le famiglie; un soffio di aria
nuova per le comunità cattoliche affinché sia possibile riscoprire l’immenso
valore della famiglia e delle relazioni che
Io-Tu-Noi
La famiglia un percorso dove il ‘noi’ diventa entità allargata verso la realizzazione
piena della felicità, dell’amore e della fede.
II coniugi Parisi hanno enunciato alcuni
principi attorno ai quali gravita e si sviluppa
l’amore familiare.
Il ‘prendersi cura’ è la base dell’espressione dell’amore: pazienza, benevolenza e
rispetto gli ingredienti indispensabili.
La ‘gratuità’ si esprime nel rispetto, favorendo la libertà di ciascuno con una disponibilità disinteressata. La famiglia è chiamata
a vivere in rapporto con gli altri e a vivere la
logica del dono andando oltre se stessi.
La ‘solidarietà’ spontanea e naturale apre la
strada verso l’esterno, come un sasso nell’acqua i cui cerchi si propagano. La reciprocità dell’amore è alla base del benessere
sociale.
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al suo interno nascono, crescono e si propagano e dell’importanza che esse rivestono nelle stesse comunità.
Proposte da cogliere ed accogliere, ma soprattutto da mettere in pratica nella vita di ciascuno quelle emerse dalle relazioni presentate nel giorno di apertura.
Emblematiche le parole di mons. Abramo Martignetti: “siamo chiamati a rinnovare la nostra fede nella famiglia non per quello che fa ma per
quello che è. La famiglia come segno sacramentale di Dio in mezzo agli uomini, ‘agenzia periferica’ della Trinità. Già don Tonino Bello parlava della famiglia come ‘Icona della Trinità’.”
Con queste parole il presule ha voluto evidenziare come in ogni famiglia sia possibile riconoscere in trasparenza il Mistero di Dio inteso quale
‘Relazione’ e ‘Amore’.
La famiglia come soggetto pastorale indispensabile attraverso cui deve passare il rinnovamento della Chiesa.
Ad approfondire l’importanza di tale enunciato l’intervento di don Sergio Nicolli che ha sottolineato come le principali istituzioni preposte
all’educazione siano oggi in uno stato di profonda crisi ma, nel contempo, ha voluto ridare il primato di principale ‘comunità educante’ alla
Le foto da pagina 3 a pagina 7
sono di Vincenzo Romano
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famiglia, richiamando la Chiesa tutta ad occuparsene.
Don Sergio ha messo in guardia: “non bisogna limitarsi ad essere attenti ‘funzionari’ del culto con il solo obiettivo dell’efficienza” e, ricordando le parole di papa Francesco I, ha continuato: “è necessario portarsi addosso l’odore delle pecore, mentre a volte ci limitiamo a quello dell’incenso.” Ritrovare il gusto della fede e ritrovare il senso della vita cristiana sono questi gli obiettivi da perseguire.
Concludendo il parroco Nicolli ha esteso un invito accorato: “laici, religiosi, catechisti e operatori, tutti noi dobbiamo maturare alcuni atteggiamenti: accogliere le persone con amore, consapevoli che dietro di esse c’è una storia con la sua originalità avendo particolare attenzione per le
vicende ed il vissuto familiare; avere grande rispetto delle persone e predisporsi all’ascolto; stupirsi di fronte al Mistero, divenendo partecipi
di una comunità che accoglie con gioia e che è capace di entrare in relazioni significative per una pastorale capace di incidere e cambiare le
persone.
Accogliere, ascoltare, rispettare e condividere i verbi alla base di un cammino improntato allo stile di ‘Emmaus’; infatti Gesù è capace di scaldare il cuore di ognuno e, allargando l’orizzonte, c’è il ‘rischio’ che questo sia l’inizio per andare oltre.
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FAMIGLIA E PARROCCHIA:
INSIEME PER EDUCARE
Pista della relazione di don Sergio Nicolli
– Luciano e Umberto Parigi
Nell’orizzonte della comunità cristiana, la famiglia resta
la prima e indispensabile comunità educante. Per i genitori, l’educazione è un dovere essenziale, perché connesso
alla trasmissione della vita; originale e primario rispetto
al compito educativo di altri soggetti; insostituibile e inalienabile, nel senso che non può essere delegato né surrogato…
L’istituzione familiare mantiene la sua missione e la
responsabilità primaria per la trasmissione dei valori e
della fede.
Se è vero che la famiglia non è la sola agenzia educatrice,
soprattutto nei confronti dei figli adolescenti, dobbiamo
ribadire con chiarezza che c’è un’impronta che essa sola
può dare e che rimane nel tempo. La Chiesa, pertanto, si
impegna a sostenere i genitori nel loro ruolo di educatori,
promuovendone la competenza mediante corsi di formazione, incontri, gruppi di confronto e di mutuo sostegno
(Educare alla vita buona del Vangelo, n. 36).
La famiglia, via della Chiesa
Il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la
valorizzazione della famiglia come soggetto pastorale
indispensabile. La pastorale familiare allora non è più
finalizzata solo alla crescita spirituale della famiglia per se
stessa, ma alla edificazione della Chiesa con l’apporto prezioso della famiglia.
Credere nella famiglia, in ogni famiglia
La comunità cristiana, per valorizzare la famiglia come la
prima alleata della pastorale, deve rinnovare la sua fede
nella famiglia: non tanto in una famiglia ideale, ma nelle
famiglie concrete della comunità. Di fronte all’opinione,
oggi molto diffusa, è che la famiglia è allo sbando e pertanto insignificante rispetto all’impronta da lasciare nei
propri figli, è necessario aiutare la comunità a restituire
fiducia alla famiglia e a coinvolgerla in modo responsabile nella costruzione della vita comunitaria.
“Famiglia, credi in ciò che sei!”
Nello stesso tempo è necessario aiutare la famiglia cristiana e ricuperare fiducia in se stessa, a sentirsi risorsa e ricchezza per la comunità ecclesiale e per la società. Molte
famiglie oggi sono convinte di non essere più in grado di
educare i propri figli. La prima iniziativa che le comunità
cristiane possono assumere è quella di restituire alla fami-
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glia fiducia in se stessa e nelle proprie possibilità di edu- può fare concretamente.
care.
La famiglia cristiana, custode del bene supremo della
La famiglia scuola di socialità
comunione nella Chiesa
La vita di famiglia “rappresenta la più concreta ed effica- La famiglia trova nel nostro tempo un campo originale
ce pedagogia per l’inserimento attivo, responsabile e dove esprimere la sua missione. Di fronte al rischio di una
fecondo dei figli nel più ampio
parrocchia di dover organizzare
orizzonte
della
società”
la pastorale secondo i criteri
(Familiaris consortio, 43).
della efficienza e con spirito
Il rinnovamento
I valori che sostengono una
manageriale, la famiglia, valosocietà civile trovano la loro
rizzando la sua esperienza condella Chiesa
prima sorgente e il proprio percreta di relazioni, può tener viva
passa anche attraverso
corso formativo nell’esperienza
la memoria del fatto che senza
della famiglia: il “prendersi
amore non c’è salvezza, che
la valorizzazione
cura”, la gratuità e la solidarietà.
senza relazione non c’è comunidella famiglia
La famiglia scuola di fede e di
tà, che senza gioia di stare insievita ecclesiale
me non esiste la possibilità di
come soggetto pastorale
La famiglia è anche una comuniaccogliere la novità del Risorto.
tà che educa alla fede e alla vita
Le tappe della vita familiare,
indispensabile
ecclesiale; questo impegno si
momenti privilegiati per cresceradica nel sacramento proprio
re come Chiesa missionaria
degli sposi. La pastorale familiare deve ricordare conti- La valorizzazione della famiglia nella parrocchia e le
nuamente alle comunità cristiane di non accettare troppo tappe del suo divenire come comunità di amore e di vita,
facilmente la delega in bianco dei genitori, e d’altra parte può essere oggi la strada più efficace per passare da una
deve formare e sostenere le famiglie in questa loro respon- “pastorale di conservazione” a una “pastorale missionasabilità primaria.
ria”. Ci sono alcuni momenti nei quali, dando un’impronUn campo particolarmente delicato della missione educati- ta fortemente relazionale agli interventi pastorali, è possiva della famiglia riguarda l’educazione dei figli nella ses- bile ricuperare alla vita di fede e all’esperienza ecclesiale
sualità e nella vita affettiva.
molte persone che, pur battezzate, vivono ormai lontane
La famiglia, comunità educante, risorsa preziosa per la dalla Chiesa e forse dalla fede:
comunità
- La preparazione al matrimonio e alla famiglia
La prima responsabile dell’educazione dei figli dunque è - L’attesa e la nascita dei figli, soprattutto del primo
la famiglia; essa ha un ruolo insostituibile nello sviluppo
figlio.
della società e nella edificazione della Chiesa: anzitutto - La richiesta dei genitori del cammino di catechesi per i
per quello che la famiglia è in se stessa e poi per quello che
loro figli.
“
”
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L’EMBRIONE È “UNO DI NOI”,
MA POCHI CI CREDONO
Carlo Principe *
Se, per ipotesi, un criminale tenesse in ostaggio seicento bambini
e ne uccidesse due al giorno, quale orrore e sofferenza susciterebbe
e cosa non si farebbe per fermare una simile follia? Eppure, è esattamente ciò che avviene a Benevento. Quasi ogni giorno nell’ospedale cittadino due bambini vengono uccisi con l’aborto legale.
Seicento l’anno, appunto.
Un crimine odioso ma che, a differenza dell’uccisione dei bimbi
già nati, non suscita orrore. Anzi, viene commesso nel silenzio dei
media e nell’indifferenza più totale.
Abbiamo messo la firma per affermare che l’embrione è realmente “Uno di noi”, ma dobbiamo ammettere che sono in pochi a crederci.
O, pur credendoci, fanno come lo struzzo. Mettono cioè la testa
sotto la sabbia e fanno finta di niente. Ma la tremenda verità dell’aborto, un figlio ucciso da sua madre, può essere irresponsabilmente
oscurata o rimossa, ma mai soffocata.
Chi si accorge della contraddizione e della follia di una società
che predica la ripresa economica e intanto continua a uccidere a
milioni i suoi figli e con essi il proprio futuro?
Purtroppo non è ancora forte la risposta del mondo cattolico nel
contrastare questa cultura di morte. Anzi, è proprio da lì che, a volte,
arrivano accuse di “integralismo” a coloro – e chi scrive è tra questi
- che osano levare la loro voce per denunciare quello che il Concilio
Vaticano II definisce un “abominevole delitto” o per gridare la profonda ingiustizia dell’aborto di massa legittimato da una legge che il
beato Karol non ha esitato a definire “atto di violenza”. Proprio da lì
parte l’eresia: per tanti cattolici la 194 è diventata “una buona legge
da applicare meglio”!
I sacerdoti dovrebbero parlare di più dell’aborto. Forse non lo
fanno per evitare di girare il coltello nella piaga della donna che ha
confessato loro un aborto.
La scarsa presenza delle associazioni beneventane e l’assenza di
quelle giovanili alla Marcia per la Vita del 12 maggio è un altro
segnale di apatia dei cattolici verso i temi bioetici.
Il beato Karol ne era consapevole: “Troppo spesso i credenti, perfino quanti partecipano attivamente alla vita ecclesiale, cadono in
una sorta di dissociazione tra la fede cristiana e le sue esigenze etiche a riguardo della vita, giungendo così al soggettivismo morale
e a comportamenti inaccettabili” (EV 95).
C’è da riflettere se i giovani, oggi, corrano il rischio di essere
indottrinati da una formazione ingabbiata e soffocante e di scivolare
nell’incoerenza. Come chi è a servizio dei poveri, ma trascura il più
povero tra i poveri, il bimbo non nato. O chi lotta per la pace nel
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mondo, ma ignora che la guerra affonda le sue radici nel disprezzo della
Vita. O chi assiste i bambini Down ma è convinto che il feto affetto da
quella stessa malattia vada, “per il suo bene”, abortito, come avviene nel
90% dei casi.
Ma anche lasciare sole le associazioni pro-life è un segnale di scarsa
sensibilità al tema della Vita. Il Centro di Aiuto alla Vita, ad esempio, è
sempre più indebitato e per insufficienza di fondi oggi è posto di fronte alla
prospettiva di ridurre, se non chiudere, le sue attività.
Ma come si possono tagliare le attività per la Vita di fronte alla spaventosa e censurata realtà di quasi 6 milioni di aborti in 35 anni di 194,
dei 100 mila embrioni distrutti ogni anno con la fecondazione artificiale e con l’uso massiccio- da parte di giovanissime! - di pillole abortive?
Nonostante le apparenze questo Paese non è morto, la speranza di
risorgere è viva, c’è qui ed ora. Lo hanno detto a voce chiara e alta i
30.000 (il doppio dell’anno scorso) che a Roma hanno dato vita alla 3°
Marcia Nazionale per la Vita, che è ormai diventato il principale evento
pro-life nazionale.
Nel 2014 si svolgerà sempre a Roma, domenica 4 maggio. Chi vuole ha
tutto il tempo per programmare la partecipazione all’evento. Staremo col
Papa Francesco che ai partecipanti alla Marcia ha raccomandato di “mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la
vita umana sin dal momento del suo concepimento” e che, nell’ambito dell’anno della fede, il 15 e 16 giugno celebrerà la giornata dell’Evangelium
Vitae del prossimo santo Karol Woitila.
Ecco una preziosa occasione per approfondire e vivere questa mirabile
Enciclica! Contiamo sull’aiuto di Dio, fonte della Vita degli uomini e dei
popoli. Tutto per la Sua gloria.
*Presidente del CAV
Il Centro di Aiuto alla Vita
Il servizio alla maternità
Il Centro di Aiuto alla Vita è una associazione – ONLUS
- di volontariato che opera quotidianamente presso l’ospedale Civile di Benevento con l’obiettivo di difendere
il bambino non ancora nato attraverso l’incontro, l’ascolto e il sostegno – psicologico, medico, economico,.. della madre che ha preso la decisione di abortire secondo
la legge 194/78.
La promozione culturale
Festa per la Vita
Grande successo di partecipazione (circa 1000 persone
quasi tutti studenti) alla Festa per la Vita il 15 marzo
scorso al cinema-teatro Massimo, con la rappresentazione del “Mondo di Lucy” e del film “October baby”.
Marcia Nazionale per la Vita
Anche quest’anno la Arcidiocesi di Benevento ha partecipato il 12 maggio scorso a Roma alla 3° Marcia nazionale per la Vita. Circa 600 persone, 10 bus da 5 località
diverse (Benevento, S. Giorgio del S., Apollosa,
Pastene, Cervinara); due bus doppio piano con studenti
del liceo classico e del liceo scientifico.
Hanno aderito le parrocchie di S. Gennaro di Cervinara
e M.SS del Rosario di Pastene per complessivi 4 bus.
Tra le associazioni partecipanti, oltre al CAV, il gruppo
Neocatecumenale, l’associazione “il Cammino dei tre
Sentieri” e “Regnum Cristi”.
Campagna “Uno di Noi”
Il 12 maggio si è svolta in Diocesi la raccolta di firme
per la petizione europea in difesa dell’embrione. I
moduli potranno essere consegnati in Curia presso la
portineria (Luciano) entro il 30 giugno.
Amore puro
I giovani del CAV hanno dato inizio al ciclo di conferenze nelle scuole sannite presentando agli studenti delle
scuole superiori la bellezza dell’amore casto tra i fidanzati. Le prime testimonianze sono state offerte al liceo di
S. Giorgio del Sannio e di Foglianise e all’ITIS di
Benevento.
Per sostenere l’attività del CAV:
5 x mille: CF: 92012970627 - ccp n° 12897823; IBAN
IT24 N010 1015 0000 0002 7011 296
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iniziative
KAIROS: ORA IL NOSTRO
MOMENTO OPPORTUNO
Rendere felice un uomo significa meritare di essere uomo. Con la Paolo Gallaro. È la voglia di offrire tempo di qualità – attraverso
celebre frase di Russeau, è stata accolta la platea giunta numerosa momenti di convivialità, gite, pellegrinaggi- il cuore del settore
per l’inaugurazione della Cooperativa Sociale KAIROS, che si è adulti, coordinato da Valentina De Luca. L’intento è quello di essetenuta lunedì 27 maggio presso il salone Sacro Cuore. Presenti in re presenti nelle attività quotidiane, offrendo sostegno alle persosala anche le autorità politiche, insieme a tanti altri simpatizzanti ne totalmente o parzialmente autonome, con pagamento delle
e sostenitori della neonata KAIROS. A dare il benvenuto è stata la utenze, spesa a domicilio o assistenza diurna e notturna. Saranno
presidente della cooperativa Annamaria Cavuoto , che ha voluto Mariarosaria Cefalo, Cristiana Di gioia e Annamaria Cavuoto a
condividere la gioia di poter vivere insieme questo appuntamento. comporre lo staff adulti. Tra le autorità presenti è intervenuto il
KAIROS, parola che nell’antica Grecia significava momento giu- sindaco Fausto Pepe, sottolineando come questa iniziativa sia un
sto, opportuno o tempo di Dio. Un periodo in cui qualcosa di spe- messaggio di speranza.
ciale accade. Allora perché non rendere speciale la scelta, la per- Bisogna riscoprire le relazioni- ha aggiunto- come risoluzione alle
sona, la cooperazione - ha aggiunto la presidente – come risposta questioni sociali. Non poteva mancare l’intervento del parroco Fra
alle esigenze, attraverso l’occupazione giovanile? Tempo di Dio è Giampiero Canelli, il quale ha sottolineato, con grande fiducia e
tempo per l’altro, dunque la cooperativa intende raggiungere i pro- stima, la competenza di ogni socio della cooperativa: “Nell’attività
pri obiettivi aiutando minori ed anziani a valorizzare le proprie di parroco, a volte occorre l’aiuto di persone disponibili e responqualità. Si può risolvere il problema dell’economia grazie alla sabili, per questo la parrocchia sposa l’iniziativa con convinziocreatività dei giovani. A condividere questa riflessione è stato il ne”. Altro esponente del consiglio comunale ad intervenire, è stato
l’assessore alle politiche sociali Emilia
vicepresidente Maurizio Polisena, che ha sugMaccauro, affermando che con l’impegno nel
gerito tre principi che possano fare da indice
terzo settore, si compie la virata decisiva
di benessere nella società: volersi bene, viveverso il bene comune. Anche la Diocesi era
re in pace ed essere felici. A presentare la
presente, con la voce del direttore dell’ufficio
compagine dei soci è stato il responsabile
problemi sociali e del lavoro, il dott. Ettore
organizzativo Francesco Giordano, che ha
Rossi. Il passaggio fondamentale da effettuaspiegato come ognuno di loro, abbia scelto di
re – afferma il direttore – è quello da un welmettere al servizio del prossimo, tutte le competenze acquisite nell’esperienza di vita par- Corso residenziale estivo di orienta- fare sempre meno presente, ad una welfare
rocchiale e di Azione Cattolica, facendo par- mento universitario per gli studenti community, che sostenga realmente il territoticolare riferimento a Gianluca Simaldone, degli ultimi anni della scuola superiore rio. Fondamentale è l’apporto della Chiesa,
figura decisiva nella fase pre- costitutiva. Le dal 16 al 20 luglio a S. Cesarea Terme che deve essere al servizio dei giovani. A tal
iniziative del servizio minori, sono state illu- (Le). Possono partecipare gli studenti proposito, l’intervento successivo è stato di
strate dalla responsabile Natascia Fetto, che che alla data di inizio del corso abbia- un giovane che opera all’interno della Diocesi
ha voluto ribadire, quanto sia importante per no compiuto la maggiore età. attraverso Progetto Policoro, Davide De Rei:
L’Associazione Amici dell’Università
“Bisogna restare per fare, solo così riuscirela cooperativa mettere al centro l’individuo.
Cattolica si farà carico di una selezioAttraverso la valorizzazione delle capacità ne nel caso in cui le richieste superino mo a risolvere il problema dell’imprenditoria
relazionali e creative dei ragazzi, il settore i posti disponibili. Per informazioni del Sud, con la consapevolezza che imprendiminori intende essere di sostegno alle fami- telefonare al 02/72342824 o mail pr. tori non si nasce”. Grande gioia è stata espressa dal presidente dell’Azione Cattolica Sacro
glie e agli istituti scolastici, con varie attività [email protected].
Cuore Umberto Mancini, sottolineando come
: baby- sitting , recupero scolastico, attività
l’ideale formativo all’interno dell’associazioparadidattiche, pre- scuola e villaggio solare
ne, si realizzi concretamente all’esterno, gra(che inizierà il 3 Giugno). Avvalendosi della
zie a questa iniziativa. Emilio Tirelli, dirigendott.sa Daniela Azzaruolo, psicologa della
te della G.S.A. Meomartini, ha concluso il
cooperativa, saranno svolte anche attività di
momento dei saluti rivolgendosi ai giovani e
musicoterapia e di teatro terapeutico.
supportando le loro capacità di crearsi opporL’equipe minori è inoltre formata da Irene
tunità lavorative.
Mancini, Annacarla Aversano, Ester Zeoli e
Il cantiere
delle scelte
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spiritualità
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LA RIAPERTURA AL CULTO
DELLA CHIESA DI SAN CIRIACO
Nell’Anno della fede, la comunità ecclesiale di
Foglianise ritorna a varcare la soglia della
Chiesa di San Ciriaco il 15 giugno, memoria
liturgica di San Vito, interessata dai certosini
lavori di restauro, iniziati nel settembre del
2012. L’impegno profuso dal parroco Don
Nicola Filippo Della Pietra, per riportare agli
antichi splendori la “Casa del Signore” dei battezzati di Foglianise, è apparso subito evidente
sin dal possesso canonico il 30 settembre 2002.
Nel corso della sua
instancabile azione
pastorale, oltre ad
imprimere una particolare attenzione alla
crescita spirituale dei
fedeli, ha fissato tra
gli obiettivi quello di
valorizzare il patrimonio storico-artistico, di uno degli edifici di culto più antichi,
eretto dagli avi nel XIV secolo. Per redigere il
progetto di manutenzione straordinaria delle
pareti interne, corrose dallo scorrere del tempo,
che apparivano in uno stato conservativo non
più decoroso per le funzioni religiose, l’abate
Don Nicola ha incaricato in qualità di committente l’Arch. Filomena Boscaino, il 18-102010. I precedenti lavori di restauro erano stati
effettuati sul finire degli anni ’70, dal parroco
Don Alfonso Pedicini, che ricopriva la facciata
esterna con lastre di travertino di Tivoli di forma
rettangolare, mentre agli inizi degli del ‘90, il
sacerdote Don Vincenzo Capozzi aveva provveduto a rifare il tetto ed alcune parti dell’intonaco sul lato nord-est. Don Nicola prima di procedere alla chiusura della chiesa aveva eliminato le infiltrazioni delle acque meteoriche, sostituiti i coppi lesionati dalle avversità atmosferiche, rifatte ex novo le grondaie, consolidato le
parti strutturali. L’impresa Achille Lombardi ha
istruito le pratiche burocratiche e seguito
costantemente le fasi di restauro della chiesa.
Un intervento straordinario di manutenzione
non era mai stato compiuto, curando ogni minimo dettaglio. Lo stato fatiscente della superficie
pittorica del soffitto e le immagini dei quattro
evangelisti, collocati nel presbiterio, presentavano colori sbiaditi, nonché la volta concentri-
ca, costellata di stelle in rilievo, in cui campeggia la colomba, simbolo dello Spirito Santo. Il
parroco per ridipingere la chiesa e per dare risalto al martirio di S.Ciriaco ed alle altre opere di
restauro, ha convocato nel novembre del 2012,
il pittore – decoratore Mario Boffa, originario di
Cacciano ed il Maestro in Pittura, il prof.
Antonio Tommaselli, nativo di Foglinise, per
visionare il complesso parietale e per esaltare i
colori e gli effetti cromatici delle rappresentazioni religiose, i cui
strati per gli sbalzi
termici e le muffe
degenerative, risultavano screpolate dalle
polveri e dai rigonfiamenti di umidità.
Il colore grigio è
stato sostituito dal
rosa pesca, le luci a
“led” del nuovo
impianto elettrico,
commissionato da Eulux in Montesarchio, è
stato realizzato da Andrea Tesauro con il figlio
Giuseppe e Daniele Vetrone, hanno rischiarato
l’intero edificio sacro, illuminando con effetti
suggestivi lo spazio, adibito alla celebrazioni
religiose. Le superfici verticali, i capitelli, le
colonne e le navate sono state bonificate, attraverso operazioni di spolvero, le stuccature delle
crepe chiuse con malte di riempimento, la ricostruzione di cornicioni frantumati, riportano in
evidenza le bellezze artistiche e le peculiarità
architettoniche della chiesa. Hanno coadiuavato
il prof. Tommaselli, la pittrice locale Nathalie
Vetrone con la collaborazione di Fiorella
Schipani da Castelpoto, sulle impalcatura montata dall’impresa edile Michelangelo Lombardi.
Nella parete della navata laterale destra, è stato
collocato un grande Crocifisso in vetro resina,
voluto fortemente dal parroco Don Nicola, sullo
sfondo in stile rinascimentale, magistralmente
dipinto dal M° Tommaselli Antonio, lo scorcio
della Valle Vitulanese. La grande pala, è stata
raffigurata sulla base di cartongesso, messo con
cura da Antonio, Ciro e Mario, diretti dal decoratore Mario Boffa. Le porte di abete e pino,
della canonica, della sacrestia e di accesso della
chiesa sono state riprese da Marco Boscaino,
mentre a levigare i pavimenti ed i marmi degli
altari dei Santi Medici Cosma e Damiano, di
San Ciriaco e della Madonna delle Grazie, sono
stati Giuseppe Ciotta, il padre Cosimo con l’ausilio di Fernando Tedino. Alle colonne che sorreggono la cantoria sono state applicati dei
basamenti in marmo, nella parte inferiore, posti
in opera dal M° Rocco Cardillo, preparati da
Franco Loia nel laboratorio, in Cautano.
L’epigrafe commemorativa, murata nella navata sinistra, da scoprire a ricordo dello storico
evento, è opera della Ditta Scarinzi, in Vitulano.
Le stazioni della Via Crucis, disposte nelle
navate laterali in terracotta sono state ravvivate
dai pigmenti di colore, scelti sapientemente da
Nathalie Vetrone, per cogliere il profondo
Mistero della morte e risurrezione del Salvatore
del Mondo. Sull’altare maggiore è stata sostituita la pedana tarlata della Madonna Immacolata,
rifatta dal falegname Roberto Cardillo. Ritorna
nella sua nicchia, collocata nella navata sinistra
la statua di San Vito con due cagnolini, restaurata da Antonio Tommaselli. L’artista foglianesaro, allievo dell’Accademia di Brera (MI),
inoltre, ha anche ripreso la tela sulla cantoria, in
cui emergono la Madre del Signore in alto, ai
lati S. Ignazio di Loyola e S.Francesco Saverio,
entrambi eminenti religiosi dell’ordine dei
gesuiti. Tra i materiali depositati adiacenti il
salone parrocchiale, il parroco ha scoperto una
testimonianza del passato, tre pietre con la scritta in latino, risalenti all’ampliamento della chiesa, un tempo collocate sul frontale del portone
d’ingresso nel cortile della casa canonica.
Correva l’anno 1576, su un blocco lavorato si
scorge lo stemma scolpito del paese.
Nell’oratorio Padre Isaia Columbro, il 14 giugno, alle 20.00, è stato stato presentato l’opuscolo dal titolo “I lavori di restauro della Chiesa
parrocchiale di San Ciriaco”, curato da
Iannuzzi Antonella, stampato da Piesse, in
Foglianise. Con una solenne concelebrazione, il
15 giugno, alle ore 19.00, presieduta
dall’Arcivescovo Metropolita di Benevento,
Mons. Andrea Mugione, la chiesa è stata restituita ai fedeli, per orare nel silenzio, per intercedere il Signore, per implorare con accorate preghiere il protettore S. Ciriaco, perché volga il
suo sguardo benevolo sulla sua comunità nei
momenti difficili dell’esistenza.
Nicola Mastrocinque
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scelta
VOCAZIONE: CHIAMATI A
UN’ESPERIENZA CRISTIANA!!!
La parola esperienza proviene dal sostantivo latino experientia, a sua volta derivato dal verbo experior, cioè provare, sperimentare.
Quando si fa esperienza? Quando, dopo
aver provato o sperimentato una realtà,
essa prende forma in noi. Comprendiamo
allora che essere chiamati a un’esperienza
cristiana, e quindi realizzare la propria
vocazione, significa prendere la forma
di Cristo.
Mentre “vocazione”, dal verbo greco
kaleomai, indica l’atto diretto o mediato
di interpellare qualcuno per farlo più vicino a sé; significa anche nominare qualcuno, cioè dargli un nome o invitare qualcuno a una festa: è dunque un qualcosa di bello, che dà alla persona una dignità, un volto, finalizzato alla sua pienezza di vita. Questo è il compito della pastorale vocazionale: “Offrire ai ragazzi e ai giovani un’esperienza cristiana, attraverso la quale si sperimenti la realtà di Dio stesso”, è nominare Dio come il
protagonista principale della propria vita e darGli un volto realizzando
l’incarnazione della Sua parola: la testimonianza. La vocazione continua
ad essere per molti distratti un concetto quasi “al di là del normale”: tra
l’uomo e la sua libertà s’inserirebbe un Dio che di punto in bianco lo chiamerebbe, quasi obbligandolo, a servirlo. Il come, il dove e il perché rimane un mistero. Pensiamo alla vita come a una serie di scelte, dove alla fine
tutto dipende da noi. Ma tutto ciò non è così.
La vita non è una scelta ma è una chiamata; siamo stati chiamati alla vita
e la motivazione è unica: l’amore. L’amore dei propri genitori e l’amore
di Colui che ha pensato a tutto ciò. E questo Colui che ha pensato proprio
a tutto non ha solo e semplicemente creato ma vuole il meglio per i suoi
figli: ci vuole con sé per sempre, per darci quella pienezza di felicità e di
senso che cerchiamo. È bello pensare di
essere eternamente felici!!!
Sì, è proprio vero, Dio “crede” in noi, ed
è pronto a donarci tutto ciò di cui abbiamo bisogno per farlo! Richiede solo di
fidarci di Lui, di saperci “mettere in
gioco”, facendo coincidere la nostra libertà con la Sua, come ha fatto Gesù, collaborando con Lui per la salvezza del
mondo! Stupendo: si tratta di scoprire che
cosa Dio ha pensato per noi, dove si trova
la nostra verità e la nostra beatitudine! Ci
chiede di vivere un’avventura vocazionale, una storia d’amore e la risposta ai nostri interrogativi sarà all’interno di
un dialogo con Dio. Per concretizzare quest’azione d’amore da parte di
Dio c’è bisogno che nelle nostre Parrocchie venga pensata e fondata una
cultura vocazionale: prendere consapevolezza e stimolare la promozione
del suo connaturale volto vocazionale; progettare itinerari vocazionali
capaci di accompagnare la persona alla verità tutta intera; far crescere una
pastorale integrata e unitaria che susciti, evidenzi e tenga viva la dimensione vocazionale della vita cristiana specialmente tra e per i giovani.
Centro propulsore e cuore della diocesi rimane sempre il Seminario:
luogo in cui si conducono i ragazzi al dominio di sé, all’apertura agli altri,
all’identificazione al Cristo, che è la vocazione propria di ogni cristiano,
per la santificazione e l’inserimento apostolico nella vita della Chiesa.
Insomma, ogni vocazione è un atto irripetibile dell’amore di Dio.
Immergiamoci in questo infinito mistero d’amore. Accogliere e seguire la
propria chiamata vuol dire diventare autenticamente liberi.
Don Crescenzo Rotondi
Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni
e Vice Rettore del Seminario Minore
CAMPI ESTIVI: CAMPITELLO MATESE 2013
L’Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni in collaborazione con il Seminario Arcivescovile ha programmato dei campi
estivi per ragazzi e adolescenti adottando lo slogan della 50a
Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2013: “Progetta
con Dio…Abita il futuro!!! Le vocazioni segno della speranza fondata sulla fede”.
Progettare con Dio e abitare il futuro significa avere solide basi di
fede e da qui costruire, con profonda speranza, la realtà di oggi
e l’avvenire che ci attende. “Progetto” di Dio e con Dio perché Lui
è il senso, la direzione, il significato di ogni scelta educativa e di
ogni chiamata. (E.Nhamm).
Ci sarà un grande amico di Dio a farci strada in questo cammi-
no: Abramo, per realizzare una relazione di sincera e grande
amicizia con Dio compiendo passi fondamentali da vivere nel
rapporto con Lui.
Il Campo dei Ragazzi (10-13 anni) si terrà dal 15 al 21 luglio.
Il Campo degli Adolescenti (14-18 anni) si terrà dal 21 al 28
luglio.
Dove? A CAMPITELLO MATESE.
Per info e iscrizioni contatta i seguenti numeri: 0824.311202 –
3490956361 (don Crescenzo).
Seguici anche su FACEBOOK: Ufficio Diocesano Vocazioni
Benevento.
Chiesa i
n f o r m a
eventi
13
Giugno 2013
COMPLEANNO SPECIALE
PER L’ASSOCIAZIONE “LA PIETÀ”
Si è festeggiato, il 28 maggio, un “compleanno
speciale”: l’associazione “la Pietà” ha celebrato
i sessanta anni di attività, raccogliendo le esperienze del CTG (Centro Turistico Giovanile) e
dell’Anspi “La Pietà” a cominciare dal 1953. In
tutti questi anni l’associazione, fortemente
voluta da don Luigi Caturano, è stata sempre al
servizio del quartiere la Pietà di Benevento e
non solo. Tanti giovani si sono formati con don
Luigi. In un video è stata rivissuta l’intera storia
del sacerdote e delle opere da lui realizzate.
Proiettate le foto del villaggio “Madonna delle
neve” a Campitello Matese e il villaggio marino ad Itri “Stella Maris”. In diversi scatti
immortalato: il prete sciatore, l’educatore, l’autista di pullman, l’operatore di macchine edili, il
muratore, sempre insieme ai “suoi” ragazzi e
mai fermo. Iperattivo, appassionato della sua
missione e contento di essere prete, don Luigi è
stato ed è profondamente convinto dell’utilità
dell’oratorio e delle attività sportive per la formazione e la crescita dei ragazzi. L’on. Rosa
Russo Iervolino, ex sindaco di Napoli, più volte
parlamentare e ministro, presente ai festeggiamenti ha detto: «Ho sempre condiviso in pieno
le opere ed le attività di don Luigi, che definisco un nuovo don Bosco. Un sacerdote che ha
saputo vedere lontano ed ha realizzato cose
miracolose e all’avanguardia. La Chiesa ha
bisogno di questi educatori e ci vorrebbero tantissimi don Luigi». L’ex ministro Iervolino ha
aggiunto: «Ho seguito don Luigi dall’inizio ed
ho visto impegno, fantasia, sport, svago, cultura, solidarietà, nonché attenzione ai più deboli».
L’arcivescovo mons. Andrea Mugione, con tre
verbi, ha racchiuso il percorso dell’associazione e del sacerdote pioniere nella formazione:
«Don Luigi ha saputo: camminare, piantare e
costruire. Ma la cosa da non dimenticare è che
ha accompagnato nel pellegrinaggio della vita
tante persone, comunicando sempre il vangelo». L’arcivescovo ha concluso: «La gente sa
riconoscere i sacrifici e l’opera dei sacerdoti.
Stiamo raccontando e riportando al cuore, 60
anni di attività». Alla festa era presente il sindaco di Benevento Fausto Pepe e l’assessore
Cosimo Lepore.
Sabino Cubelli
Attività e strutture
L’associazione “La Pietà” ha compiuto sessant’anni di impegno accanto ai giovani
per una crescita umana, spirituale e morale. Da segnalare soprattutto alcune iniziative realizzate a partire dal 1953 :
- diversi pellegrinaggi, tra cui a Cascia, ad Assisi, a Lourdes … ; e tanti eventi di fede,
in particolare una “via crucis” presieduta da mons. Raffaele Calabria nel Teatro
Romano del capoluogo sannita nel 1968;
- “giochi della gioventù”;
- gite di istruzione all’ acropoli di Cuma, alla Solfatara di Pozzuoli, ai Campi Flegrei…,
insieme a visite culturali al Teatro San Carlo di Napoli per assistere alla rappresentazione del Rigoletto, Cavalleria Rusticana, Madama Butterfly, Tosca …;
- ciclo di lezioni e discussioni, organizzate in collaborazione con l’Unione Cattolica
Italiana Insegnanti Medi e tenute nel 1974 da valenti professori, per l’approfondimento dei problemi circa le origini dell’ universo, dei viventi e dell’uomo e raccolte nel volume “Atti del corso di antropologia cristiana”.
Ma fiore all’occhiello della Associazione è stata la realizzazione di due strutture per
soggiorni anche prolungati :
- il villaggio “Madonna della Neve” a Campitello Matese (CB), con capacità ricettiva
di ottanta posti letto; è stato possibile impiantarlo soprattutto grazie a un contributo
della Regione Molise ed è ideale per attività invernali ed estive con escursioni varie,
- il villaggio “Stella Maris” a Itri (LT), con cinquantotto posti letto, piscina e pista ciclabile; è stato possibile realizzarlo soprattutto grazie al contributo erogato dal Ministero
retto dall’ on. Iervolino.
Gli arcivescovi beneventani che si sono succeduti non hanno potuto tacere la loro
ammirazione per le due strutture e per l’opera svolta dall’ Associazione :
- «In una giornata di sole ho visitato ed ammirato questo villaggio [“Madonna della
Neve”] in favore dei nostri giovani “speranza della Chiesa”. Non posso che congratularmi vivamente con il nostro caro e coraggioso don Luigi [Caturano]. Formulo l’augurio che questa provvidenziale realizzazione viva, cresca e fiorisca» (mons. Carlo
Minchiatti, 10 maggio 1983);
- «Questa nuova realizzazione [villaggio “Stella Maris”] manifesta il cuore grande del
carissimo don Luigi Caturano, come se fosse il luogo d’incontro dell’ amore di Dio con
lo slancio giovanile, perché costruisca uno stile nuovo di vita nella difficile congiuntura di questo scapolo del XX secolo. Esprimo ammirazione e plaudo a tanto impegno,
che vorrei divenisse stampo per l’intera pastorale diocesana. La dolce “Stella del
Mare” benedica, potenzi e diffonda la passione educativa in Benevento» (mons.
Serafino Sprovieri, 13 agosto 1992);
- «In questo giorno dedicato a san Giovanni Battista ho visitato il villaggio “Stella Maris”
della Comunità “Santa Maria degli Angeli” in Benevento. Ho ammirato la bellezza
del luogo e la bellezza dei piccoli e giovani che lo frequentano con i loro genitori. S.
Giovanni continui la sua missione ponendosi come modello per cercare Gesù, per
incontrarlo. Vi accompagno con la preghiera, la benedizione e il ringraziamento della
Chiesa Madre e Maestra» (mons. Andrea Mugione, 24 giugno 2008).
A Benevento, nella sede in via Pietà n. 1, l’ Associazione opera “in tutte le direzioni: lo sport, il turismo, il gioco, la vacanza, la scoperta dell’ arte, le tradizioni,
i viaggi”. Mette a disposizione dei ragazzi e dei giovani una sala giochi con
carambole, calcio balilla e tappeto elastico, un laboratorio musicale con batteria, una piscina coperta e riscaldata, un campetto di calcio e pallavolo.
14
Chiesa i
Giugno 2013
n f o r m a
sociale
ECCO LA BANCA CON UN
ORIENTAMENTO ETICO
Banca Etica nasce in Italia nel 1999, con sede a Padova, dalla volontà di ventidue organizzazioni no profit di fondare una banca con un
orientamento etico, e da allora, è riuscita a coinvolgere migliaia di
cittadini ad un uso responsabile del proprio denaro aprendo ben 16
filiali.
La mission è chiarissima: responsabilità economica, sociale e
ambientale; garantire il risparmiatore; efficienza e impiego sobrio
delle risorse in funzione dei valori della Banca;
rispetto della persona, dell’ambiente; permettere l’accesso al credito
ai soggetti dell’Economia sociale, nonprofit e for-profit, valutando imprese, persone e progetti principalmente per la loro
capacità di produrre valore sociale.
Rispetto alle banche tradizionali, il profitto diventa solo una parte degli obiettivi e
viene incluso in un complesso più ampio
di valori di riferimento, quali trasparenza,
solidarietà e partecipazione.
Dal sito www.bancaetica.it chiunque può avere una visione generale
dei settori in cui la banca ha deciso di investire, che sono i seguenti:
* cooperazione sociale;
* cooperazione internazionale;
* cultura;
* tutela ambientale;
Per garantire tutto ciò, l’aspetto più importate è assicurare una grande trasparenza: sul sito è possibile controllare come sono impiegati i
finanziamenti, a quali associazioni e per quali fini.
È importantissimo il ruolo della banca nell’aiutare e nel sostenere le
imprese sociali, perché quest’ultime offrono servizi che vanno a vantaggio dell’intera comunità e spesso le banche normali non sempre
ne garantiscono l’accesso al credito; è dunque altrettanto rilevante
premiare i progetti che garantiscono relazioni, modelli di sviluppo
sostenibili e che mettano al centro le persone. La differenza notevole si ha soprattutto quando si analizzano i settori in cui questa banca
decide di non investire:
* produzione e commercializzazione di armi;
* attività con evidente impatto negativo sull’ambiente;
* utilizzo e sviluppo di fonti energetiche e di tecnologie rischiose
per l’uomo e l’ambiente;
* sfruttamento del lavoro minorile;
* gioco d’azzardo
La scelta di Banca Etica di non finanziare la guerra, di escludere l’utilizzo di paradisi fiscali, di non realizzare operazioni speculative e di
non entrare nel sistema bancario ombra dovrebbe essere da esempio
per tutte le altre banche, quasi ad indicare un percorso da seguire. Nel
nostro sistema Banca Etica non dovrebbe essere l’eccezione, ma la
regola.
L’attuale crisi economica, provocata anche da una attività speculativa di banche nazionali ed internazionali, deve spingere l’opinione
pubblica verso una maggiore consapevolezza e informazione riguardo all’uso che gli Istituti finanziari fanno dei nostri, seppur piccoli,
risparmi: diventa fondamentale sensibilizzare sempre più persone
sui temi di una finanza etica che sia al servizio di tutti.
Luca Porrazzo
Sportello aperto
Il 28 maggio 2013 presso l’Auditorium “Giovanni Paolo II” del
Seminario Arcivescovile di Benevento, è andato in scena lo spettacolo teatrale “pop Economix”, prodotto da Banca etica e dal
Teatro Popolare di Torino, a cura di Alberto Pagliarino e Nadia
Lambiase.
“Pop economix” non è un semplice spettacolo, ma un teatro di
impegno civile, comico e drammatico al tempo stesso. A fianco
dei fatti economici si compone davanti al pubblico il disegno di
come si viveva un tempo, dei decenni che abbiamo attraversato tra
una girella e la caduta del muro di Berlino. E a poco a poco si delineano con chiarezza i fatti storici, i personaggi, i meccanismi di un
sistema insostenibile che ci sta portando a un tracollo globale, che
ha impoverito molti e arricchito enormemente pochissimi. Dalla
bolla dei tecnologici degli anni novanta al buco nero del sistema
bancario americano del 2008, dai mutui subprime al tracollo della
Grecia. E oltre alla grande storia finanziaria ed economica ci sono
le vite di tutti: di chi in vacanza non ci va piu’, delle case che non
ti puoi comprare, di un pianeta che si sta consumando.
Lo spettacolo è stato molto apprezzato e al termine dello stesso c’è
stato uno spazio per un dibattito sui temi trattati e una riflessione
sulla finanza etica, partendo dall’esperienza concreta di Banca
Etica e Caritas Diocesana di Benevento. Sabato 8 giugno 2013, è
stato inaugurato presso la Caritas Diocesana di Benevento, il Git
(Gruppo Iniziativa Territoriale dei soci di Banca Etica) di
Benevento in collaborazione con la Caritas Diocesana ed è stato
aperto il primo sportello informativo regionale di Banca Etica. Il
servizio è operativo il sabato dalle ore 10.30 alle 12.30 ed è prevista, occasionalmente, la possibilità di incontri anche in altri giorni
previo appuntamento. Il numero da chiamare per ulteriori informazioni è 3201946174 (disponibile il sabato dalle 10.30 alle 12.30).
15
Diario Arcivescovo
1 giugno - 30 giugno 2013
Diario
Sabato
Domenica
1
2
Lunedì 3 – Martedì 4
Mercoledì
5
Venerdì
7
Sabato
8
Domenica
9
Lunedì
Martedì
10
11
Mercoledì
12
Giovedì
13
Venerdì
Sabato
14
15
Lunedì
Martedì
Mercoledì
17
18
19
Venerdì
Sabato
21
22
Domenica
Lunedì
Martedì
23
24
25
Mer 26- Giov
Venerdì
27
28
Sabato
29
Domenica
30
Basilica di San Bartolomeo
Pietrelcina
Cattedrale
Cattedrale
Cava de’ Tirreni
Episcopio
Monastero San Giorgio del Sannio
Ospedale “Fatebenefratelli”
Clinica “Margherita” c/da Piano Cappelle (Bn)
Calvi
San Giorgio la Molara
Buonalbergo
Paolisi
Convegno Pastorale
Pompei
Convegno Pastorale
Episcopio
Convegno Pastorale
Conv. “San Pasquale” (Benevento)
Caivano
Sessa Aurunca
Episcopio
Foglianise
San Martino Valle Caudina
Episcopio
Episcopio
Parr. San Modesto (Benevento)
Episcopio
Episcopio
Cattedrale
Santa Paolina
Episcopio
Episcopio
Seminario
Centro “La Pace”
Episcopio
Rotondi
Centro “La Pace”
San Giorgio del Sannio
Torrecuso
Montefalcione (AV)
Chiesa i
11.30
18.00
11.30
17.00
9.00
10.00
7.30
11.00
16.00
11.00
18.30
10.30
18.00
18.00
9.00
18.30
9.30
18.30
10.30
19.00
18.30
9.30
19.00
19.00
9.30
9.30
18.30
9.30
9.30
18.00
16.00
9.30
9.30
17.00
9.30
19.00
10.00
18.00
11.00
18.00
n f o r m a
Cresime
Cresime
Prime Comunioni Scuola “E. De Martini”
Festa del Corpus Domini
CEC
Consiglio Presbiterale
Santa Messa
Santa Messa
Convegno
Cresime
Ord. presbiterale d. Claudio Moffa
Cresime
Cresime
Seminario
Giornata Regionale del Clero
Seminario
Udienze
Seminario
Santa Messa
Santa Messa
IX Centenario Cattedrale
Udienze
Riapertura Chiesa
Santa Messa
Udienze
Udienze
Cresime
Udienze
Udienze
Ord. Presbiterale d. Gennaro Di Bonito
Convegno e S. Messa
Udienze
Udienze
Chiusura CIVES
Programm. diocesana
Udienze
Cresime
Incontro Diaconato regionale
Inizio ministero Mons. A. Capone
Cresime
Santa Messa
Scarica

XXIX convegno pastorale diocesano