La crisi del sistema energetico italiano
Ing. Ugo Spezia
Segretario Generale AIN
2° Convegno nazionale
dell’Associazione scientifica Galileo 2001
Roma, 9 Marzo 2005
Le fonti energetiche primarie
CLASSIFICAZIONE

Fonti fossili

petrolio
carbone
gas naturale




Fonte nucleare
Fonti rinnovabili

fissione:

uranio (plutonio), torio

fusione:

deuterio, trizio

classiche:

energia idraulica, energia geotermica

nuove:





energia eolica (vento)
energia solare (termica, fotovoltaica)
combustibile derivato dai rifiuti (CDR)
biomassa (legna da ardere)
biocombustibili (bioetanolo, biogas)
Le fonti energetiche primarie
CARATTERISTICHE DI SOSTITUIBILITÀ

Le fonti energetiche primarie non sono sostituibili tra loro, in quanto hanno
caratteristiche intrinseche diverse che riguardano:







il tipo di energia producibile (termica, meccanica, elettrica)
la potenza specifica (energia per unità di massa / volume, superficie
occupata dagli impianti)
la scala degli impianti (potenza massima, economia di scala)
la disponibilità (costante, periodica, casuale)
i costi di approvvigionamento
i costi di trasformazione (impianto e manutenzione)
l’impatto ambientale e i rischi associati
Le fonti energetiche primarie
GLI USI PREVALENTI DELL’ENERGIA

Il fabbisogno prevalente di fonti energetiche riguarda:




la produzione diretta di mobilità (trasporti)
la produzione diretta di calore
la produzione diretta di elettricità
Nei paesi industriali avanzati



1/3 dell’energia primaria è utilizzato per produrre mobilità
1/3 dell’energia primaria è utilizzato per produrre calore
1/3 dell’energia primaria è utilizzato per produrre elettricità
Le fonti energetiche primarie
FONTI “ALTERNATIVE” E “INTEGRATIVE”



Le fonti energetiche primarie sono dunque considerate
 “alternative” (e quindi realmente sostituibili fra loro)
 o “integrative” (e quindi destinate ad impieghi di nicchia)
sulla base della loro attitudine a produrre
 mobilità
 calore
 elettricità
a condizioni confrontabili di
 versatilità
 disponibilità
 costo
Le risorse petrolifere
LA SOVRASTIMA DELLE RISORSE
Le risorse petrolifere
LE STIME CORRENTI E I FATTORI DI INDETERMINAZIONE



La stima corrente delle risorse petrolifere mondiali accessibili con tecnologie disponibili
e quindi a costi di estrazione confrontabili con quelli correnti (“risorse convenzionali”) è
di circa 1.000 miliardi di barili (Gbp).
Al tasso di produzione attuale (24 Gbp/anno) queste risorse sarebbero tali da garantire
una produzione abbondante e a prezzi analoghi a quelli correnti per oltre 40 anni.
Ma le stime delle risorse petrolifere mondiali sono affette da tre cause principali di errore
in eccesso:


si fondano sulle valutazioni dei paesi produttori e delle compagnie petrolifere (che
hanno interesse a sovrastimare la loro capacità produttiva residua);
si basano sull’assunzione che la produzione di greggio dai giacimenti possa
rimanere costante - o crescere - nei prossimi anni senza particolari problemi tecnici
o economici (e non è così).
Le risorse petrolifere
LA SOVRASTIMA DELLE RISORSE

Le stime della quantità di petrolio che è possibile / conveniente estrarre da un giacimento
sono condotte quasi sempre in eccesso, in quanto




i paesi produttori hanno convenienza a sovrastimare le proprie riserve per avere più
rilievo in sede internazionale, per attrarre gli investimenti, per ottenere prestiti;
sovrastimando le proprie riserve una compagnia petrolifera può innalzare il valore
delle proprie quotazioni borsistiche;
i paesi dell’OPEC hanno interesse a sovrastimare le loro riserve in quanto ciascuno
di essi può esportare in proporzione alle riserve stimate.
Secondo la Petroconsultants di Ginevra è per i fattori citati che, anno dopo anno, e
nonostante gli elevatissimi tassi di estrazione, le riserve mondiali di petrolio si
mantengono costanti o addirittura aumentano.


alla fine degli anni Ottanta gli 11 paesi dell’OPEC hanno incrementato le stime delle
loro riserve di circa 290 Gbp, senza alcuna giustificazione tecnicamente valida.
questo aumento corrisponde a 1,5 volte il quantitativo di petrolio complessivamente
scoperto negli USA dalle origini del business petrolifero ad oggi
Le risorse petrolifere
LA SOVRASTIMA DELLE RISORSE





Estrapolando al futuro l’aumento (apparente) delle risorse mondiali, la US Energy Information
Administration ha concluso che la produzione di petrolio potrà continuare a crescere per decenni.
Si tratta in realtà di un’illusione:

negli anni Novanta le compagnie petrolifere hanno scoperto in media 7 Gbp all’anno;

la produzione media degli anni Novanta è stata di 20 Gbp all’anno;

ma anziché registrare una riduzione, le “riserve accertate” sono aumentate.
La verità è la seguente:

circa l’80% del petrolio è oggi prodotto da giacimenti scoperti prima del ’73;

le nuove scoperte hanno toccato un massimo all’inizio degli anni Sessanta e da allora hanno
cominciato a diminuire.

la capacità produttiva della grande maggioranza dei giacimenti sta declinando;
Alla fine degli anni Novanta

il mondo disponeva di riserve per circa 1.000 Gbp

la produzione cumulativa era stimabile in oltre 800 Gbp
Le riserve convenzionali oggi disponibili sono quindi dello stesso ordine di grandezza dei quantitativi
di petrolio già estratti. E ciò ha un significato scientifico.
Le risorse petrolifere




Il ciclo di produzione del
petrolio è descritto dalla
curva di Hubbert.
Il massimo della curva si
raggiunge quando le risorse
estratte sono il 50% di quelle
esistenti.
PRODUZIONE
LA CURVA DI HUBBERT
FASE DI CRESCITA
DELL’OFFERTA
FASE DI CALO
DELL’OFFERTA
Sulla base dei dati di
estrazione, il massimo della
curva potrebbe essere
raggiunto entro il 2010.
Da allora in poi il mercato
registrerà una progressiva
contrazione dell’offerta.
ENTRO IL 2010
TEMPO
Le risorse petrolifere
L’ANDAMENTO DEL PREZZO DEL PETROLIO





Sono attendibili le previsioni della
Petroconsultants?
Vediamo un po’…
PREZZO CORRENTE
DI MERCATO
Cosa accadrebbe al prezzo del
greggio se il mercato prendesse
atto che le risorse petrolifere sono
in via di esaurimento?
Si avrebbero forti oscillazioni del
prezzo del barile intorno a un
prezzo medio progressivamente
crescente…
…ovvero ciò che sta
effettivamente accadendo.
PREZZO MEDIO
Le risorse petrolifere
LE PROSPETTIVE FUTURE




La domanda mondiale di greggio cresce attualmente del 2% all’anno. L’US Energy
Information Administration prevede una crescita del 60% entro il 2020, anno in cui la
domanda raggiungerà il livello di 40 Gbp/anno.
L’aumento della domanda ha riportato la quota OPEC a superare il 30% del mercato
mondiale nei primi anni Duemila (come nel ’73). Sono quindi divenuti molto probabili (e
lo stiamo verificando) drastici aumenti ricorsivi del prezzo del greggio.
Un processo di autocontenimento della domanda potrebbe determinare un
prolungamento della vita economica delle risorse, come avvenne negli anni Settanta e
Ottanta.
Ma intorno al 2010 anche l’area mediorientale supererà il massimo della curva di
Hubbert, e da quel momento la produzione mondiale dovrà inevitabilmente diminuire.
Le politiche di incentivazione
delle fonti rinnovabili
DAL PRIMO PEN AI “TETTI FOTOVOLTAICI”
L’incentivazione delle fonti rinnovabili
GLI STRUMENTI NORMATIVI

Pianificazione energetica




PNRE 1975 (Piano Nazionale per la Ricerca Energetica)
PEN 1981 (Piano Energetico Nazionale)
PEN 1985
PEN 1988

Provvedimento CIP 6/92
Provvedimento CIPE 137/98
Decreto Legislativo 79/99
Decreto Ministeriale 11.11.1999 (“Decreto 2%”)
Decreto Ministeriale 22.12.2000
Decreto Ministeriale 29.03.2001 (“Decreto tetti fotovoltaici”)

Dal 2002 in poi: deliberazioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas





L’incentivazione delle fonti rinnovabili
LE EROGAZIONI NEL PERIODO 1975 – 2002 (DATI MAP)

PEN ’81:



CIP 6/92 (in 10 anni):




DM 22 dicembre 2000:



DM 29 marzo 2002



6.100 miliardi (più 60 previsti dal PNRE).
1.400 miliardi (più 265 previsti dal PNRE).
76.000 miliardi di lire a favore dei produttori privati
13.000 miliardi di lire a favore dell’Enel
2.000 miliardi di lire a favore delle municipalizzate
12 miliardi di lire a favore dei comuni e delle municipalizzate
2,5 miliardi di lire a favore dell’ENEA
60 miliardi di lire in favore di Enti locali e soggetti privati
2,5 miliardi a favore dell’ENEA.
Impegno finanziario dello Stato per incentivare le fonti energetiche rinnovabili nel
periodo 1975-2002: 98.902 miliardi di lire (esclusi i costi sostenuti attraverso l’ENEA
per i programmi di ricerca e sviluppo).
Gli strani effetti
delle politiche di incentivazione
LA MARGINALITÀ STRUTTURALE
DELLE NUOVE FONTI RINNOVABILI
Il fabbisogno energetico nazionale
IL DECENNIO 1990 - 2000
PREVISIONE
DEGLI
AMBIENTALISTI
ALLA CNE 1987
145
Il ruolo delle fonti rinnovabili
IL CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEL FABBISOGNO ENERGETICO
Il ruolo delle fonti rinnovabili
IL CONTRIBUTO ALLA COPERTURA DEL FABBISOGNO ELETTRICO NEL 2002



Energia elettrica prodotta da fonti
rinnovabili in Italia nel 2002: 17,25
Mtep.
Il contributo più significativo (16,7
Mtep) proviene dalle fonti rinnovabili
di tipo classico (idraulico,
geotermico, legna da ardere).
Il contributo delle nuove FER
equivale allo 0,09% del fabbisogno
elettrico nazionale.
Fonte
Idroelettrica
Legna e assimilati
Geotermica
CDR
Biocombustibili
Eolica
Solare
Totale
Mtep
9.067
6.487
1.140
267
222
51
13
17.247
Il ruolo delle fonti rinnovabili
LA SITUAZIONE NEL 2002

Copertura del fabbisogno energetico complessivo dell’Italia:


contributo delle FER: 7,2%

FER classiche (idroelettrico, geotermico, legna da ardere): 6,97%;

nuove FER (solare termico, fotovoltaico, eolico, biocombustibili e CDR): 0,23%.
Copertura del fabbisogno di energia elettrica dell’Italia:



le FER hanno fornito complessivamente il 17,6%;
il contributo è ascrivibile quasi interamente alle FER classiche (15,7%
dall'idroelettrico, 1,9% dal geotermoelettrico);
le nuove FER (eolico, solare termico, fotovoltaico, biomasse, biocombustibili, CDR)
contribuiscono complessivamente per lo 0,09%.
Il ruolo delle fonti rinnovabili
IL CONTRIBUTO MASSIMO OTTENIBILE



Una stima del contributo massimo ottenibile
dalle fonti rinnovabili in Italia è contenuta nel
documento TERES II del programma
ALTENER della Commissione Europea
(1996).
Nelle condizioni di scenario più favorevole
(best practice policies) il contributo teorico
massimo da nuove FER raggiungibile in
Italia nel 2020 è di 20,5 Mtep.
Il contributo rappresenterebbe meno del 5%
del fabbisogno energetico nazionale
previsto per il 2020 (previsioni di minima
della crescita dei consumi).
Fonte
Idroelettrica
Legna e assimilati
Geotermica
CDR
Biocombustibili
Eolica
Solare
Totale
Mtep
15.558
9.598
5.883
8.304
6.198
2.878
3.126
51.544
Il ruolo delle fonti rinnovabili
IL CONFRONTO COMPETITIVO

La perdurante marginalità delle nuove fonti rinnovabili ha le seguenti cause
principali:

La non competitività economica intrinseca derivante dai seguenti fattori:





bassa potenza specifica
elevati costi degli impianti per unità di potenza
problemi di gestione e manutenzione
necessità di impianti sostitutivi di tipo classico per i periodi di
indisponibilità (carattere discontinuo delle fonti rinnovabili)
…L’impatto sul territorio, legato alla bassa densità di potenza e alla
conseguente necessità di impegnare vaste aree
Il ruolo delle fonti rinnovabili
L’IMPEGNO DEL TERRITORIO


Per coprire 1/3 (25.000 MWe) del fabbisogno nazionale di potenza elettrica (75.000
MWe), gli impianti occuperebbero le seguenti aree (e sarebbe comunque necessario
prevedere impianti convenzionali per i periodi di indisponibilità):
Tipo di impianto
Area occupata
per 1000 MWe
(ha )
Area occupata
per 25.000 MWe
(km2)
Convenzionale
20
5,0
Solare (fotovoltaico)
200
50,0
Solare (termico, progetto Archimede)
2.000
500,0
Eolico
12.500
3.125,0
Nel caso la Regione Campania (potenza installata 2.000 MWe, potenza assorbita 10.000
MWe, deficit di potenza 8.000 MWe) perseguisse il riequilibrio con impianti eolici, sarebbe
necessario occupare una superficie di 1.000 km2 (l’intera provincia di Napoli).
Le conseguenze
degli errori del passato
LA CRISI DEL SISTEMA ENERGETICO
Le conseguenze degli errori del passato
IL DISSESTO ENERGETICO






Sbilanciamento
del mix
energetico:
Sbilanciamento
del mix
elettrico:






dipendenza dall’estero:
esborso annuo (2003):
quota idrocarburi:
82%
30 miliardi di euro
65%
dipendenza dall’estero:
esborso annuo (2003):
dipendenza dagli idrocarburi:
84%
10 miliardi di euro
80%
Costo medio del kWh: 60% in più rispetto alla media europea: per ridurre i costi di
produzione l’Italia importa energia nucleare dall’estero (il 17% del fabbisogno in media
nelle 24 ore, il 25% di notte).
Rigidità degli approvvigionamenti
Impatto ambientale (“tutto carbonio”, transito di prodotti petroliferi, obiettivi del
Protocollo di Kyoto irraggiungibili: costerebbero 360 euro/abitante, dati MATT)
Depressione della ricerca in campo energetico
Le conseguenze degli errori del passato
LA DEPRESSIONE DELLA RICERCA IN CAMPO ENERGETICO
Le conseguenze degli errori del passato
IL BLACKOUT DEL 28 SETTEMBRE 2003

Le cause contingenti:



Interruzione notturna della potenza prelevata dall’estero
Sovraccarico della rete nazionale e distacco degli impianti
Le cause strutturali:



Prelievo costante di 6.400 MW di potenza elettrica dalla rete estera per ridurre il
costo medio del kWh (di notte il prelievo sulla rete estera copre il 25% del fabbisogno
elettrico nazionale).
“Riserva calda” non disponibile in quanto antieconomica (impianti alimentati a gas e
a olio combustibile).
Capacità di trasporto degli elettrodotti satura da molti anni (realizzazione di nuovi
elettrodotti ostacolata dalle amministrazioni locali per il terrore dell’“elettrosmog”).
Le conseguenze degli errori del passato
IL BLACKOUT DEL 28 SETTEMBRE 2003

I rimedi possibili:
posizione degli ambientalisti: “Non si devono fare nuove megacentrali e non
servono nuovi elettrodotti: la soluzione è nella generazione diffusa basata sulle
nuove fonti rinnovabili”.
 posizione del governo: “È necessario costruire nuove centrali elettriche per rendere
il sistema elettrico nazionale autosufficiente”.
 posizione dell’AIN:




l’autosufficienza perseguita con petrolio e gas eleva ulteriormente il costo medio
del kWh e pone fuori mercato il sistema produttivo.
nel breve termine: incrementare l’importazione di energia elettrica dai paesi
nucleari (costruire nuovi elettrodotti).
nel medio-lungo termine: costruire nuovi impianti di base a carbone e
nucleari.
Le “undescovered energy sources”
IL MIRAGGIO DELLA FUSIONE NUCLEARE



Nel 1987 (Congresso della Società Italiana di Fisica) un illustre fisico italiano sostenne
che
 il progetto ITER sarebbe stato realizzato entro 10 anni
 il primo reattore a fusione sarebbe stato realizzato entro il 2020
 la fusione nucleare avrebbe dato entro breve tempo una risposta ai problemi
energetici del Paese
Non valeva quindi la pena continuare ad utilizzare i reattori a fissione, “macchine
instabili e pericolose”.
La situazione nel 2005 è la seguente:



il progetto ITER non è stato ancora realizzato
il primo reattore a fusione (SE FATTIBILE) non è previsto prima del 2040
Lo stesso illustre fisico sostiene oggi che la risposta ai problemi energetici dell’Italia
sarà entro breve tempo l’idrogeno.
Le “undescovered energy sources”
IL MIRAGGIO DELL’IDROGENO

L’idrogeno esiste in natura allo stato gassoso in minima percentuale nella composizione
dell’aria, e quindi deve essere prodotto





per via termica dal metano
(H2O + CH4 + Et  2H2 + CO2)
per via elettrolitica dall’acqua (2H2O + Et  2H2 + O2)
per via radiolitica dall’acqua (2H2O + Eγ  2H2 + O2)
In tutti i casi è necessario un apporto di energia esterno, e nei primi due casi il bilancio
economico-energetico complessivo è negativo.
L’idrogeno, quindi, non è una fonte di energia, ma un vettore energetico, conveniente
per altri motivi (impatto ambientale nullo) solo


se si riesce a produrlo in grande quantità, a basso costo e a basso impatto
ambientale (ad esempio usando l’energia nucleare)
se si riesce a vettoriarlo risolvendo i gravi problemi di sicurezza che pone.
L’energia nucleare
LUOGHI COMUNI E REALTÀ
Nucleare, luoghi comuni e realtà
DOPO CHERNOBYL, LA CRISI…


“Il disastro di Chernobyl ha prodotto un ripensamento generale sull’energia
nucleare, che a livello mondiale è ormai in via di abbandono…”
La realtà:

Potenza nucleare in funzione nel mondo al 31.12.1985:
250.000 MWe

Potenza nucleare in funzione nel mondo al 31.12.2004:
360.000 MWe

Crescita della potenza nucleare fra il 1985 e il 2004:
44 %

Reattori in esercizio nel mondo (2004):
441

Nuovi reattori in costruzione nel mondo (2004):
32

Nuovi reattori ordinati nel mondo (2004):
7
Nucleare, luoghi comuni e realtà
IL “RUOLO MARGINALE” DELL’ENERGIA NUCLEARE




“Il nucleare ha un ruolo marginale, poiché da esso proviene solo il 7%
dell’energia prodotta nel mondo…”
Il nucleare non serve a produrre energia, ma energia elettrica. Il suo contributo va
quindi confrontato con la produzione di energia elettrica.
L’energia nucleare contribuisce alla produzione elettrica (dati ONU-IAEA 2003):
 per il 35 % in Europa
 per il 25 % nei paesi dell’OCSE
 per il 17 % a livello mondiale
Il nucleare è la prima fonte di produzione elettrica in Europa (davanti al
carbone).
Nucleare, luoghi comuni e realtà
IL NUCLEARE È IN VIA DI ABBANDONO…


“Il nucleare è in via di abbandono nei paesi occidentali, dove non si costruiscono
più reattori…”
I paesi che già impiegano estesamente l’energia nucleare non costruiscono nuove
centrali perché non ne hanno bisogno, in quanto:






hanno raggiunto un mix produttivo equilibrato;
il nucleare è utilizzato prevalentemente per la copertura del carico di base;
sono aumentati del 50% i fattori di disponibilità degli impianti;
è aumentata del 50% la vita utile delle centrali in esercizio.
Quanto sopra equivale a un raddoppio virtuale del parco nucleare installato.
Diversa è la situazione nei paesi che sono lontani dall’aver raggiunto un mix energetico
ottimale, come il Giappone, la Corea, la Russia, la Cina, la Finlandia, la Slovacchia, …
(sono in pratica i 2/3 dell’umanità).
Nucleare, luoghi comuni e realtà
LA SVEZIA E IL NUCLEARE

“La Svezia ha deciso di uscire dal nucleare…”




La Svezia, in seguito a un referendum tenutosi nell’80 (dopo l’incidente di Three
Mile Island) avrebbe dovuto uscire dal nucleare a partire dal ’92.
La Svezia ha tuttora undici reattori nucleari che funzionano a pieno regime
coprendo il 49% del fabbisogno elettrico nazionale (la parte restante proviene
dall’idroelettrico).
La fermata del primo reattore (Barsebäck-1) è avvenuta solo all’inizio del 2000.
Poiché in Svezia un referendum impedisce anche la costruzione di nuovi impianti
idroelettrici, l’energia sostitutiva è importata dalla Danimarca (che la produce
utilizzando carbone).
Successivamente il governo svedese ha deciso di rinviare la fermata del secondo
reattore (Barsebäck-2) “per la mancanza di alternative valide sul piano economico
e ambientale” (citazione testuale).
Nucleare, luoghi comuni e realtà
LA GERMANIA E IL NUCLEARE

“La Germania ha deciso di uscire dal nucleare…”




In Germania il governo ha deciso nel 2001 di limitare a 35 anni la vita tecnica degli
impianti nucleari installati.
L’applicazione di questa decisione porterebbe a una graduale chiusura degli impianti
nucleari dopo 35 anni di esercizio; in questa ipotesi l'ultimo dei reattori oggi in
funzione sarebbe fermato nel 2020.
Ma le associazioni industriali, sindacali e dei consumatori hanno fatto presente che il
Paese (che peraltro dispone di ingenti risorse carbonifere) non può permettersi di
rinunciare a una fonte che copre il 33% del fabbisogno elettrico nazionale.
Nel frattempo solo uno dei reattori tedeschi in funzione prima della decisione è stato
fermato (per altri motivi).
Nucleare, luoghi comuni e realtà
L’ITALIA E IL NUCLEARE

“L’Italia non ha più le capacità tecniche necessarie per un ritorno al nucleare…”




SOGIN (820 dipendenti, per il 53% tecnici nucleari laureati e diplomati, 4 centrali
nucleari, 8 impianti del ciclo del combustibile, 1 società controllata), oltre ad
operare in Italia per lo smantellamento degli impianti dismessi, opera all’estero per
il miglioramento della sicurezza degli impianti nucleari in esercizio e per i
programmi di on-site assistance.
L’industria nucleare italiana (Ansaldo, Techint, Camozzi, SRS, …) dispone tuttora
delle licenze dei principali costruttori di reattori e continua ad operare
efficacemente sul mercato internazionale.
L’ENEL ha acquisito il 66% di Sovenske Elektrarne (6 impianti nucleari), ha in
corso la trattativa per l’acquisizione di impianti nucleari in Francia e partecipa con
propri osservatori al progetto del nuovo reattore EPR.
Il sistema nucleare italiano è in grado di ordinare e di mettere in esercizio una
nuova centrale nucleare.
Il ruolo della politica
IL RILANCIO DELLA PIANIFICAZIONE ENERGETICA
L’energia nucleare in Italia
I VANTAGGI DEL NUCLEARE

Fra le fonti energetiche utilizzabili su larga scala per la produzione elettrica, il nucleare è la fonte
economicamente più vantaggiosa.


Dal punto di vista microeconomico, il costo del kWh da fonte nucleare è inferiore a quello di
tutte le altre fonti.
Dal punto di vista macroeconomico la ripresa del nucleare porterebbe i seguenti vantaggi:






miglioramento dell’equilibrio energetico del Paese
sostanziale riduzione dell’impatto ambientale del sistema (vedi protocollo di Kyoto);
spostamento in sede nazionale del baricentro della spesa energetica (costo del
combustibile nucleare = 15% del costo del kWh, contro l’80% dell’olio combustibile);
sensibile riduzione del costo del kWh e progressiva riduzione (fino al 33% per i soli
impieghi elettrici) della fattura energetica pagata all’estero;
rivitalizzazione del comparto industriale termoelettromeccanico e creazione di decine di
migliaia di posti di lavoro;
ripresa dello spin-off tecnologico che caratterizza i comparti ad alta tecnologia e che può
contribuire al rilancio competitivo dell’Italia.
L’energia nucleare in Italia
I PROBLEMI DA RISOLVERE


Se la politica energetica non è espressamente finalizzata a riequilibrare il sistema
energetico e a sostituire gli idrocarburi, le condizioni del mercato finanziario e i
meccanismi tariffari privilegiano di fatto il ricorso a questi ultimi.
Infatti, rispetto a una centrale convenzionale, un impianto nucleare




richiede un investimento iniziale circa doppio;
richiede un tempo di realizzazione circa doppio;
i vantaggi economici associati al nucleare si sviluppano appieno solo durante la
fase di esercizio dell’impianto.
Per questo è necessaria una politica specifica: le conseguenze degli errori del passato
non debbono continuare a costituire un alibi per il Governo presente.
L’energia nucleare in Italia
GLI OBIETTIVI POLITICI



Emanazione, entro la presente legislatura, di un nuovo strumento di pianificazione energetica
finalizzato a promuovere il ricorso a tutte le fonti disponibili e ad incentivare la produzione e l’uso
dell’energia elettrica anche in funzione sostitutiva degli idrocarburi (trasporti).
Riduzione del potere di interdizione delle Amministrazioni locali sui nuovi insediamenti di impianti
elettrici ed elettrodotti (applicazione estensiva del modello francese per le opere di pubblica utilità).
Modifica dei meccanismi tariffari (price-cap rapportato al prezzo medio europeo del kWh) e
progressiva eliminazione delle incentivazioni ingiustificate (provvedimento CIP6/92).

Avvio di una campagna nazionale governativa di reinformazione sull’energia nucleare.

Realizzazione di una infrastruttura di gestione (deposito) dei materiali radioattivi entro il 2010.

Avvio di un programma nucleare nazionale finalizzato
 a mettere in esercizio al più presto una nuova centrale nucleare
 a garantire entro tempi ragionevoli la copertura di una quota significativa del fabbisogno
elettrico nazionale.
Scarica

figure - Galileo 2001