La non escludibilità causa il
Free Riding
Il mercato fallisce
perché
gli individui non hanno interesse a
rivelare le proprie valutazioni
marginali dei beni
p
Produzione sub-ottimale di bene pubblico
con free riding parziale
Da+b
S
p*
p1
Da+b(free rider)
0
q1
q*
q
Non rivalità ed escludibilità
Se un bene è non rivale,
ma escludibile
sono possibili anche soluzioni “private”
(beni tariffabili, club)
PROBLEMA: CON QUALI MECCANISMI
ISTITUZIONALI LO STATO PUO’ DEFINIRE
L’OFFERTA EFFICIENTE DI BENI PUBBLICI?
Meccanismi di decisione politica
La rivelazione delle preferenze per i beni pubblici è di
fatto attuata attraverso
meccanismi di delega politica:
il voto.
Si tratta però di meccanismi molto imperfetti
Seconda causa di
fallimento del
mercato: il
Monopolio
L’assenza di condizioni di
concorrenza perfetta
è causa di fallimento del mercato per la
difficoltà delle parti a trovare un accordo
potenzialmente vantaggioso
Condizione di max profitto del
monopolista:
Rm=Cm
p
Curva di
domanda
inversa, o del
ricavo medio
A
pm
Cm
B
Rm
0
Qm
Q
In concorrenza perfetta (p=Cm):
SN cons. = DCp*
SN prod.=zero
 benessere soc.=DCp*
In monopolio (Rm=Cm):
SN cons.=DApm
SN prod.= pmABp*
 Benessere soc.= DABp*
p
D
A
pm
p*
La differenza nel benessere sociale è
pari al triangolo ABC = perdita di
benessere sociale causata dal
monopolio
C
B
Cm
Rm
0
monopolio
Qm
Q
Q*
concorrenza

Il monopolio non è una situazione efficiente perché sarebbe
possibile aumentare il benessere di qualcuno (i
consumatori) senza ridurre il benessere degli altri
(l’impresa)  appropriarsi collettivamente della DWL ABC

se fosse possibile un accordo tra consumatori e imprese,
per aumentare la produzione fino a Q* (e p*), il benessere
dei consumatori aumenterebbe del trapezio pmACp*,
superiore alla riduzione del profitto del monopolista
(pmABp*) ma questo non è un miglioramento paretiano.

In alternativa, si potrebbe restituire il profitto al monopolista
consentendogli la discriminazione di prezzo
(Pm per Q<Qm e P* per Qm<Q<=Q*)
Es. asili privati ma regolamentati (prezzo basato sulla
dichiarazione dei redditi)


giustificato l’intervento pubblico.
 Come?
 Promuovendo l’entrata di nuove imprese
nel mercato
 Ma in alcuni casi la libera entrata non
risolve il problema del fallimento del
mercato (Monopolio naturale)

 E’
MONOPOLIO NATURALE
il costo di fornire una data quantità da parte di una
sola impresa
è inferiore alla somma dei costi che potrebbero
sopportare imprese di dimensioni minori
ciascuna delle quali contribuisca solo parzialmente
all'offerta complessiva (subadditività dei costi)
C(Q)<ΣCi(Qi) con Q=ΣQi
Oppure (costi medi)
C(Q)/Q<Σ[Ci(Qi)]/Q  C(Q)/Q<Σ[Ci(Qi)/Qi]
MONOPOLIO NATURALE
In questo caso il permanere del monopolio è
una soluzione più efficiente della
concorrenza.
Ciò accade in particolare nei servizi a rete
(telefono, acqua, elettricità, trasporti
ferroviari, ecc.).
Costi fissi molto elevati (rispetto alla
domanda)  la domanda interseca il
costo medio in un punto in cui esso è
ancora ampiamente decrescente
Basso costo medio solo per alto Q
Monopolio
naturale
p
D
pm
Qualunque impresa
entrerebbe nel mkt del
monopolista con
perdite
pe
AC
Cm
0
Qm De=D-Qm
Qm
Qm
Q
Monopolio naturale
p
regolamentazione
nazionalizzazione
pm
E
p1
B
p*
0
D
Qm
A*
C
Q** Q*
CM
Cm
Q
Soluzione
privata?

I consumatori potrebbero restituire la perdita al
monopolista, e avere comunque un vantaggio
pari al triangolo EDC.

E’ però un accordo difficile da stringere:
problema di coordinamento, rischi di free riding.
RIMEDI AL FALLIMENTO DEL
MERCATO

Produzione pubblica (nazionalizzazioni)
e regolamentazione delle tariffe
 Regolamentazione e controllo della
produzione (privata) di servizi pubblici

Soluzione privata (restituzione delle
perdite al produttore da parte dei
consumatori) accordo difficile da
stringere: problema di
coordinamento, rischi di free riding.
3. Esternalità
si genera una esternalità se
il profitto di un produttore o l'utilità di un
consumatore
sono direttamente influenzati dalla
decisione di produzione o di consumo
di un altro soggetto
e tale effetto non è valutato o
compensato.
OTTO TIPOLOGIE DI
ESTERNALITÀ
Produttore
Consumatore
Consumatore
Produttore
esternalità positive
esternalità negative
ALCUNI ESEMPI DI
ESTERNALITÀ POSITIVE




P/P: investimenti in ricerca e sviluppo
C/C: il giardino del vicino allieta la mia
vista
C/P: investimenti privati in HC
P/C: Formazione professionale sul lavoro
ALCUNI ESEMPI DI
ESTERNALITÀ NEGATIVE

P/C: impresa inquina area residenziale

P/P: impresa industriale inquina attività agricola

C/P: traffico privato rallenta trasporto imprese

P/C: traffico TIR rallenta trasporto privato

C/C: un barbecue affumica le case dei vicini
Vediamo perché la presenza di una esternalità
è causa di fallimento del mercato
ESTERNALITÀ NEGATIVA
PRODUTTORE/PRODUTTORE
L’impresa chimica Anthrax (A) inquina l’impresa
agricola BioGreen (B),
che subisce l'inquinamento
CB = CB(QB, QA) con CB /  QA > 0
ove:
QA, QB : produzione di A e B
CB
: funzione di costo di B
L’impresa A, che inquina, opera in un mercato perfettamente
Concorrenziale  il prezzo di mercato del bene che produce è un dato
p
A produce la quantità che
realizza l’eguaglianza tra
costo marginale e prezzo,
quindi sceglie QA
CmA
QA non è la
produzione Pefficiente, perché A
non ha tenuto conto
dell’effetto esterno
su B
pA
CMAE
0
QA
Q
CMAE  Costo marg. dell’esternalità
Area sotto il CMAE (fino a QA): costo tot. dell’inquinamento
Regola generale di efficienza:
Una allocazione è P-efficiente se il costo marginale che la
società affronta per produrre una unità in più di un bene è
uguale al beneficio marginale che la società ottiene
Se un bene non produce effetti esterni, i C’ e B’ da
considerare sono solo quelli dei soggetti direttamente
coinvolti nella transazione
Se un bene produce effetti esterni negativi, il B’ sociale è
dato dal prezzo, mentre il costo marginale sociale (cioè
totale) è dato dalla somma del costo marginale interno,
sostenuto dal produttore, e dal costo marginale esterno
subito dal soggetto inquinato
 È efficiente la quantità che eguaglia il B’ sociale con il
C’ sociale, cioè con la somma di C’ interno e C’ esterno
Impresa A che inquina
p
CmA+ CMAE = costo
marg. sociale
G
pA
K
B
0
Q*
Q* è la produzione
P-E.
In questo punto, il
prezzo è uguale alla
somma del C’
interno (CQ*) e del
C’ esterno (FQ=CK)
C
F
CmA
E
QA
CMAE
Q
Il mercato genera una sovraproduzione del bene A
La soluzione P-E non prevede un livello di inquinamento nullo, ma un grado di
inquinamento “ottimale”
Beneficio totale della quantità Q*-QA: KBQAQ*
Costo sociale totale della quantità Q*-QA:
p
Cmsoc
KGQAQ*
 Costo totale – beneficio totale =
G
CmA
KGB = perdita di benessere sociale
pA
provocata dalla ester.
K
B
C
F
0
Q*
E
QA
CMAE
Q
Ogni unità di prodotto oltre Q* ha un costo marginale sociale superiore al
B’ sociale (prezzo)
POSSIBILI RIMEDI ALLE
ESTERNALITÀ
Produzione pubblica
Fusione delle imprese (internalizzazione del
CMAE)
 Diritti di inquinamento trasferibili
 Regolamentazione
 Imposta pigouviana
 Teorema di Coase


REGOLAMENTAZIONE
Lo stato impone alle imprese limiti all’emissione di
sostanze inquinanti.
Le imprese reagiscono (se ci sono i controlli):
-o riducendo la produzione
-o investendo in impianti di depurazione.
In entrambi i casi, si verifica una riduzione
dell’esternalità
Soluzione costosa
Difficile da controllare
Si impone a tutti i soggetti lo stesso comportamento
IMPOSTA PIGOUVIANA
Lo stato introduce una imposta fissa su ogni
unità di prodotto, pari al costo marginale
esterno valutato nel punto di ottimo, che
induce l’impresa a raggiungere la produzione
Pareto efficiente (Q*).
Imposta Pigouviana (T)
CmA+T
p
CmA
L’imposta provoca
una traslazione del C’
interno
K
pA
B
T = CMAE
C
F
D
0
Q*
E
QA
Problema
informativo: come
fa lo Stato a
conoscere il livello
dell’imposta?
CMAE
Q
Esternalità positiva P/P
Una impresa produce R&S
(I) che avvantaggia anche
le altre imprese
Io= quantità di R&S
ottimale per la singola
impresa
I* = quantità di R&S
ottimale per la società
Perdita di
benessere soc.
dovuta alla est.
P
B’sociale=B’I+B’E
C’
B’I
B’E
Sottoproduzione
Bisognerebbe sussidiare
l’impresa (Imposta
Pigouviana negativa),
offrendole un sussidio, per
ogni unità di I, uguale al B’
esterno valutato nel punto
di ottimo
L’effetto del sussidio è una
traslazione parallela verso
l’alto della curva B’I
Io
I*
Giustificazione teorica dei
contributi pubblici a favore della
spesa in R&S svolta da imprese
private
I
Le imposte pigouviane sono
coerenti con il
PRINCIPIO
DELL’INQUINATORE- PAGATORE.
Criticità:
Funzionano solo in C.P.
Problemi informativi
alcuni esempi:
Carbon Tax
Imposta sui beni e servizi che producono anidride
carbonica
Es: imposte sulla benzina, bollo auto
Road Pricing
Imposta su chi usa l’auto nei centri cittadini
Londra, Milano, Singapore
Imposta sul tabacco
Un esempio numerico
In un mercato concorrenziale, l’impresa sa che la curva di
domanda per il suo prodotto ha equazione P=20
Il suo costo marginale è CM=2+2Q
Essa produce inquinamento che danneggia una impresa
vicina, la quale subisce un costo marginale esterno pari a
CMAE=Q, dove Q indica sempre la produzione dell’impresa
inquinante
1) Calcola il livello di produzione che massimizza il profitto
dell’impresa che inquina
2) Calcola il livello di produzione efficiente
3) Calcola il valore dell’imposta pigouviana che elimina
l’esternalità

1) Per trovare il livello di Q che max il profitto: 20=2+2Q
da cui Q=9

2) Costo marginale sociale = 2+2Q+Q
Livello di Q socialmente efficiente: 20= 2+3Q
Da cui: Q=6








3) per trovare il valore dell’imposta pigouviana, devo fare
in modo che l’impresa scelga di produrre proprio il livello
di output socialmente efficiente, che so essere Q=6
L’impresa risolve l’eguaglianza P=CM(6)+t
Cioè 20=2+2x6+t
Da cui t=20-14=6 è l’imposta che l’impresa deve pagare
per ogni unità di Q
Verifica: l’imposta pigouviana è uguale al costo
marginale esterno calcolato nel punto di ottimo sociale.
CMAE=Q. Visto che l’ottimo sociale è Q*=6,
CMAE=6 = t.
Imposta Pigouviana (T)
Cmsoc=CmA+CMAE=2+3Q
p
CmA=2+2Q
K
20
B
C
F
E
CMAE=Q
2
0
6
9
Q
Imposta Pigouviana (T)
p
CmA+T=8+2Q
T = CMAE(6)=6
CmA=2+2Q
K
20
B
C
8
F
E
CMAE=Q
2
0
6
9
Q
TEOREMA DI COASE
E’ ispirato ad una filosofia opposta a quella dell’imposta
pigouviana: nessun intervento pubblico è necessario per
rimediare al fallimento provocato dalle Est.
Lo stato si limita ad attribuire i diritti ai soggetti interessati.
Indipendentemente dall’attribuzione all’inquinatore o
all’inquinato, le due parti, attraverso la libera contrattazione,
raggiungono l’equilibrio efficiente (Q*).
Primo caso: Diritto attribuito alla impresa A che inquina
(A ha il diritto di inquinare)  A vende il diritto a B
p
CmA+ CMAE
CmA
pA
K
B
D
C
G
E
CMAE
F
0
Q*
QA
Q
Secondo caso: Diritto attribuito alla impresa B
che è inquinata  B vende il diritto ad A
(B ha il diritto di non essere inquinato)
p
CmA+ CMAE
CmA
pA
H
K
C
R
E
G
CMAE
F
0
Q*
QA
Q
Limiti del Teorema di Coase


La contrattazione tra le parti è efficace se
queste sono in numero ridotto.
Lascia indeterminato il problema
redistributivo che è implicito nella
allocazione dei diritti.
4. Rischio,
assicurazione e asimmetrie
informative
RISCHIO
La presenza di rischio modifica le condizioni di scelta degli individui
Esempio:
grandina (p=0,2)
non grandina (p=0,8)
20 milioni
100 milioni
Valore atteso (EV) = 0,2*20+0,8*100=84
84 Mil. certi Vs. 100 Mil. nell’80% dei casi+20 Mil. nel 20% dei casi
Gli individui sono solitamente avversi al rischio.
ASSICURAZIONE
I contratti di assicurazione forniscono una protezione dai rischi
In cambio di un premio (un costo certo per l’assicurato), si
trasforma una situazione rischiosa in una situazione certa,
preferita alla situazione rischiosa
Esempio: premio =16; rimborso = 80 (100-20)
1) non grandina: 100 (raccolto)-16(premio)=84
2) grandina: 20 (raccolto)+80 (rimborso)-16(premio)=84
CARATTERISTICHE DELLE
ASSICURAZIONI
Le assicurazioni possono esistere se gli
assicuratori
 compensano perdite e guadagni grazie al
pooling dei rischi degli assicurati
 Esse sono per ipotesi neutrali rispetto al
rischio
RISCHIO, ASSICURAZIONE E
OTTIMO PARETIANO
In presenza di rischio, va modificata la nozione
di Ottimo Paretiano.
Si realizza un Ottimo Paretiano solo se i
soggetti avversi al rischio possono assicurarsi
integralmente.
Quali sono le condizioni per
l’esistenza di un mercato
assicurativo?
1. probabilità stimabili (rischio, non
incertezza)
2. probabilità indipendenti
3. probabilità inferiori all’unità
4. assenza di asimmetria informativa
Se una o più di queste condizioni non è presente, si ha un fallimento del
mercato
UNA PRIMA CONCLUSIONE
I mercati assicurativi privati
non sono in grado
di fornire un’adeguata copertura
di molti rischi,
fra i quali spiccano i
“rischi sociali”
(salute, pensioni, disoccupazione)
ASIMMETRIE
INFORMATIVE
RAPPORTO
PRINCIPALE - AGENTE
Delega di compiti da Principale ad
Agente
 Principale, delegante, soffre di
asimmetria informativa
 Agente, delegatario, ha informazione
completa
RAPPORTO
PRINCIPALE - AGENTE
Nei mercati assicurativi

Principale è l’Assicurazione

Agente
è l’Assicurato
2 TIPI DI ASIMMETRIA
INFORMATIVA

Adverse selection (selezione avversa)

Moral Hazard (comportamento sleale)
ADVERSE SELECTION
Il Principale ignora alcune
caratteristiche dell’Agente,
preesistenti alla stipula del contratto,
che sarebbero rilevanti per il
contratto.
Esempi di Adverse Selection



Assicurazione contro la malattia: un’assicurazione
privata non è in grado di distinguere i clienti a
basso o alto rischio di malattia.
Assunzione di un dipendente: l’impresa non può
essere certa della qualità del lavoratore che sta
assumendo
Acquisto di una automobile usata: per il compratore
è difficile avere una buona conoscenza della
qualità dell’automobile.





Akerlof (1970): mercato dei “bidoni”. Se c’è asimmetria
informativa, un mercato può addirittura scomparire
Esempio delle automobili usate: se i clienti non conoscono
la qualità di ciascuna auto, ma hanno una idea solo della
qualità media delle auto in vendita, saranno disposti a
pagare un prezzo medio
Chi possiede auto di qualità superiore alla media non è
disposto a venderle a quel prezzo
I consumatori notano che le auto migliori non vengono
offerte, e riducono il prezzo che sono disposti a pagare
Ciò provoca l’uscita dal mercato delle auto di qualità
medio-alta, una nuova riduzione del prezzo a cui i
consumatori sono disposti ad acquistare, quindi una
nuova riduzione del prezzo, e così via fino alla scomparsa
del mercato








Nel mercato delle assicurazioni sanitarie, assumiamo che vi
siano due tipi di individui, i “sani” ed i “malati”.
Se le compagnie assicurative non possono identificarli,
possono fare solo una ipotesi circa la distribuzione di
frequenza dei due tipi.
La compagnia potrebbe offrire due contratti, uno con premio
alto per i malati, uno con premio basso per i sani.
Ma tutti avrebbero convenienza a chiedere il contratto con
premio basso, anche i malati, confidando nel fatto che non
possono essere riconosciuti.
 fallimento della compagnia.
La compagnia potrebbe offrire un unico contratto con un
premio ad un livello intermedio tra quello ottimale per i sani
(basso) e quello ottimale per i malati (alto)  pooling
equilibrium.
Ma i sani non avrebbero convenienza a sottoscriverlo,
perché il premio sarebbe per loro troppo alto.
Lo sottoscriverebbero solo i malati, e la compagnia
dovrebbe far fronte ad una quantità di rimborsi superiore ai
premi incassati  fallirebbe.

Possibile soluzione: separating equilibrium: la
compagnia offre due contratti:





uno a premio alto con copertura totale
uno a premio basso con copertura parziale.
I malati non avrebbero interesse a comprare
quello a premio basso, perché offre una
copertura troppo bassa.
 questa soluzione incentiva una autoselezione
dei clienti.
Ma non è una soluzione Pareto-efficiente,
perché i soggetti a basso rischio (i sani) non
sono totalmente assicurati, come richiederebbe
l’efficienza paretiana in presenza di situazioni
rischiose.
MORAL HAZARD
(comportamento sleale)
E’ il secondo tipo di asimmetria
informativa
Il Principale non è in grado di controllare
un’azione che l’Agente può svolgere,
dopo la stipula del contratto, che influisce
sul costo della transazione.
Esempi di moral hazard
Nel mercato assicurativo, l’assicurazione non riesce a
controllare perfettamente il comportamento dell’assicurato:
- Quanto attentamente una persona guida,
- Se chiude a chiave l’auto,
- Se chiude bene porte e finestre prima di uscire di casa
- Se lavora bene per evitare dei essere licenziato
Tutte queste azioni sono, se c’è moral hazard, nascoste.







Se c’è piena assicurazione, il consumatore ha lo stesso
reddito in entrambi gli stati del mondo, quindi non ha alcun
incentivo ad impegnarsi
Gli assicurati eserciteranno un livello di impegno inferiore a
quello ottimale
Si verificheranno più danni di quelli previsti, e la compagnia
affronterà perdite
Possibile soluzione: incentivare l’impegno dell’assicurato,
ad esempio imponendo una franchigia sul rimborso: se
subisci un danno di 1000, ti rimborso solo 900.
Quindi non c’è più eguaglianza del reddito dell’assicurato in
entrambi gli stati del mondo.
Ciò dovrebbe dare all’assicurato l’incentivo a comportarsi
con impegno, riducendo così la probabilità dell’evento
dannoso.  contratto incentivante
Ma non è una soluzione Pareto-efficiente, perché la
copertura dal rischio non è totale.
Riassumendo, sia nel caso di AS che in
quello di MH il Principale rischia di fallire
perché non è in grado di calcolare l’esito
del contratto.
POSSIBILI SOLUZIONI
Nel Mercato il Principale offre più tipologie di
contratti di assicurazione, fra cui contratti ad
assicurazione parziale.
Questi implicano una compartecipazione al rischio
da parte dell’Agente.
Ciò può indurre l’Agente a:
 rivelare spontaneamente le proprie caratteristiche,
perché incentivati (AS);
 comportarsi correttamente (MH).
CONCLUSIONE
Anche con contratti incentivanti, il
mercato privato non realizza un
Ottimo Paretiano:
il grado di copertura garantito è solo
parziale!
(negli esempi, la copertura è parziale
per i “sani” e per i “prudenti”)
CONCLUSIONE
I casi in cui il mercato assicurativo privato fallisce
riguardano spesso i “rischi sociali”
(salute, pensioni, disoccupazione).
Da ciò la motivazione dell’intervento pubblico in
questi campi: il welfare state.
La spesa per il welfare
state
L’assistenza
Salvatore Curatolo
Contenuti della lezione

Ragioni dell’intervento pubblico nel campo
dell’assistenza

Misure della disuguaglianza e della povertà

Modelli e programmi di tipo assistenziale
Le prestazioni del ws
assistenza



Programmi di contrasto della povertà
 Pensione sociale
Programmi per portatori di handicap
 Pensioni e rendite per handicap
 Pensioni invalidi civili
 Servizi per non autosufficienti
Politiche per la famiglia e i minori
 Assegni per i figli
Ragioni dell’intervento pubblico

Esternalità
 Equità
Le caratteristiche dei programmi per l’assistenza
sono indicative della natura del modello di WS di
un determinato paese
Modelli di interventi assistenziali
Selettività
(means testing)
Universalismo
Categorialità
(disagio presunto)
Ci concentriamo su:
programmi monetari (trasferimenti) di contrasto della
povertà.
Sono l’esempio più significativo di spese per
l’assistenza.
Problemi di classificazione:
i) Selettivi / universali
ii) integrati con l’imposta sul reddito
Problemi definitori connessi:
a) Definizione e misure di disuguaglianza
b) Definizione e misure di povertà
c) Unità di riferimento del programma di spesa
a) Definizione e misure della disuguaglianza




Problemi
La curva di Lorenz
L’indice di Gini
Il rapporto interdecilico
Due collettività di 4 individui.
Quale è la più disuguale?
Caso A: massima uguaglianza
Caso B: massima disuguaglianza
Caso A
Caso B
Caso C
Caso D
1°ind
25
0
5
1
2°ind
25
0
5
1
3°ind
25
0
5
49
4°ind
25
100
85
49
totale
100
100
100
100
Due collettività di 4 individui.
Quale è la più disuguale?
Una situazione ambigua
1°ind
2°ind
3°ind
4°ind
totale
Caso A
25
25
25
25
100
Caso B
0
0
0
100
100
Caso C
5
5
5
85
100
Caso D
1
1
49
49
100
Come si misura la disuguaglianza?
Misurare la disuguaglianza significa associare ad
una distribuzione di N redditi un singolo valore in
grado di esprimere, in modo sintetico, il livello di
concentrazione della distribuzione.
In genere l’indice di disuguaglianza viene
normalizzato ad 1:
0 = perfetta uguaglianza
1 = massima sperequazione
La curva di Lorenz
Individua la quota del reddito totale
posseduta da frazioni cumulate della
popolazione, una volta che questa sia stata
ordinata per livelli crescenti di reddito.
Esempio di distribuzione uniforme del
reddito:
il reddito medio = reddito mediano
di solito reddito medio > reddito mediano
350
Reddito
mediano
300
250
200
Reddito medio
150
100
50
0
1 5 9 13 17 21 25 29 33 37 41 45 49 53 57
Serie1
250
200
150
100
50
Famiglie
49
45
41
37
33
29
25
21
17
13
9
5
0
1
Condizione economica
In ordine sparso (es.
geografico)
Condizione economica
In ordine crescente del
reddito
250
200
150
100
50
0
1
4
7
10
13
16
19
22
25
28
Famiglie
31
34
37
40
43
46
49
Condizione
economica
250
200
150
100
50
0
Una popolazione di 50 individui ordinati
per condizione economica
1 5 9 13 17 21 25 29 33 37 41 45 49
Individui
Condizione
economica
250
200
150
100
50
0
Dalle unità ... ai decili (10 gruppi con
stessa numerosità)
1 5 9 13 17 21 25 29 33 37 41 45 49
1° decile
(più poveri)
Individui
10° decile
(più ricchi)
Condizione
economica
200
Dalle unità ... ai decili (condizione
economica media di ciascun decile)
150
100
50
0
1
1° decile
(più poveri)
2
3
4
5
6
Decili
7
8
9 10
10° decile
(più ricchi)
Curva di Lorenz
Reddito,
quote
cumulate
100%
19%
11%
4%
.
1
.
.
.
.10% 20%
30%
fino al 3° decile
1
100%
Popolazione,
quote cumulate
Curva di Lorenz
Reddito,
quote
cumulate 1
massima
uguaglianza
massima
disuguaglianza
80%
30%
O
.
fino al 3° decile
.
1
fino all'8° decile
Curva di Lorenz
Reddito,
quote
cumulate 1
massima
uguaglianza
massima
disuguaglianza
80%
30%
19%
O
.
.
.
fino al 3° decile
.
1
fino all'8° decile
Dominanza in senso di Lorenz
Ly domina Ly*
1
Ly
Ly*
1
Dominanza in senso di Lorenz
Ly non domina Ly*
1
Ly
Ly*
1
Valori delle curve di Lorenz
Caso C (5, 5, 5, 85)
Caso D (1, 1, 49, 49)
Ascissa
(percentili)
Ordinata
Reddito
cumulato
Caso C
0,25
0,50
0,75
1,00
5
10
15
100
Ordinata
Reddito
cumulato
Caso D
>
>
<
=
1
2
51
100
Indice di Gini
G=A/(A+B)
(A+B)=1/2
G=0
perfettamente
egualitario
G=A/(1/2)=2A
1
G=1
massima
disuguaglianza
A
B
1
Il rapporto interdecilico
Esprime il rapporto tra le quote di reddito
complessivo detenute da due distinti quantili della
popolazione, ad esempio il decile più ricco (il
decimo) ed il decile più povero (il primo).
Se espresso in livelli di reddito, il rapporto tra i
redditi medi dei due decili.
b) Definizione e misure della povertà
Povertà assoluta
 Povero è chi non è in grado di acquistare un
paniere di beni essenziali (generi alimentari,
abitazione e beni durevoli di prima necessità)
 Povertà relativa
 Povero è chi possiede risorse inferiori a
quelle possedute in media dagli altri membri
della società

Definizione della linea della povertà
Linea della povertà assoluta
Valore monetario di un paniere di beni e servizi
essenziali: povero è colui la cui spesa per
consumi è inferiore al livello richiesto per
acquistare quel paniere
 Linea di povertà relativa
50% (Media) o 60%(mediana) della spesa o del
reddito individuale o familiare: povero è chi ha
una spesa o un reddito inferiore a tale livello



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Slides Ec. Pubblica 4a e 5a settimana.