Agorà
http://members.xoom.it/agoranotizie
ANNO IV NR. 3. 22 dicembre 2001. € 1,29 / L. 2.500
Gli ultimi colpi del 2001
RUSPE STRABICHE
La strana lotta
all’abusivismo edilizio
I RISULTATI DI UNA RICERCA
Come si vive
a S. Lucia del Mela
13 ANNI DI FUMO NEGLI OCCHI
Le tante promesse
dell’Enel
CAMBIANO GLI STIPENDI
Soldi nuovi per
sindaco e assessori
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 1
IENA RIDENS
A
MINO SPROPORZIONATO
Ci abiamo strariato con quel
gran crasto del capo dei minorati...
Dichiarazione shock dell’incommensurabile genio del giornalismo mondiale, che, per la prima
volta, dichiara pubblicamente di essere arrivato ai ferri corti con il suo idolo di sempre, il capo dei
minorati di questo paese. “Ci abiamo strariato principalmente per un motivo”, ha ribadito il
Maestro, “e cioè perché mi ha sconciato mia soro. Per questo motivo deve avere spiregno, grazie”
S
alve a tutti, ma buttate pece gualmente,
per cortesia. Natale si avvicina, stando
ai miei calcoli, grazie. Ma non preoccupatevi: poi passa.
Siccome ho un ferramento di testa, per
il motivo che soffro di pressione alta, oggi vi do
quattro calatine di carruggio veloci, a entrare e
uscire, e mi vado a butto nel letto, avanti che
rovescio del nervosismo.
Come avrete appreso da tutti i telegiornali e i
giornali (e dalle aradio, anche), ho avuto una
guestione con quel gran porco di colui che un
tempo iera il mio itolo, ma che dico: con lui che
iera nientepopodimeno ce una vera e propria
vara grande intellettuale per me, e cioè quel
santoliberante del gran capo dei minorati del
vostro paese del Mela. Come sapete e come avete ben visto nelle lunghe e disgustose immaggini che hanno mandato in televisione a tutti i
telegiornali a tutte le ore, quella impendola del
capo dei minorati, ha avuto un rapporto testicolare e intermittente con la mia povera soro
Natala, precedentemente illibata, che colgo l’occosione di salutare in occosione del suo nomastico: cara soretta, non lascerò che quel crasto
adultofilo la faggia franca, lotterò con tutto il
mio intestino interno ed esterno (e/o con altro)
per vendicare questo anfronto, te lo inciuro!!
Ma come si ha permesso quel baccalarone di
saia di spiorare i dolgi peli dei tuoi volti, superiore e inferiore?!
Come ha potuto facermi questo, a me che l’ho
difeso come ho potuto dagli antacchi del terribile ordigno sessuale del vostro sindeco, che gli
ha diventato il membro quanto la torre gelindreca abero-normannica?
Sono veramente appuntato da tutto ciò.
2 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
Come se non bastasse, l’altro giorno ho incontrato al vostro assessore della foresta che iera
con lo scuardo seriamente intensionato a sconcigare sessualmente la vostra assesrice culturale.
Cose di uscire pazi, grazie.
Allora mi ho avicinato, mentre lui gli scendeva
ghiaramente la bava sessuale dalla bocca, e si
stava dirigendo balzon balzoni verso la povera
assesrice ignara di tutto, pronto a immergersi in
una valanca di lussuria nel bel mezzo del piano
degli archi del vostro paese. L’ho inferrato a
volo con un grazio e li ho detto: «ma che fai,
assessore della foresta? Ti vuoi macchiare di un
peccato lussureggiante nel menzzo del piano
degli archi? Che sempio li dai ai bampini che ti
vedono? E, soprattutto, non ti sbarroi in
cotanta impresa?»
Allora lui mi ha fatto il suo emblematico
grugnito di dissenzo, poi ha mosso le orecchie e
la coda, ha intraversato la strada nusando il
territorio, se cosa mai c’erano altri maschi, e se
ne ha andato (credo al suo uficio di assessore
della foresta).
Salvando dalle sue crinfie sessuali e animaliche
la vostra povera assesrice, ha stato come se ho
salvato la mia povera soro Natala dalle crinfie
di quel manipolo sessuale del capo dei minorati,
per la marina.
Un ultima cosa: caro minorato capo, vedi che
mia soro stamattina gli scappava di rovesciare e
mi piangeva che voleva stigliolelle di porco…
cosa che mai lei. Se ansiamo al dio mi esce
qualche novità fra otto-nove mesi, per la
madonna del Tonnaro ti vengo a cerco anfino
al polo ovest, e ti conso come una inzalata.
Sono Sproporzionato, e voi lo sapevate.
A
Sommario
22 dicembre 2001
n. 3 anno IV
Palestra
Chiedere entro il 21 gennaio
Abusivismo
Indennità
Queste case senza più legge...
Copertina
5 Gli strani casi dell’abusivismo
edilizio. Queste case senza più
legge, questa politica che sembra
un gregge
Attualità
6 L’Enel e la valle del Mela. 13 anni
di fumo negli occhi
7 Sindacati e ambientalisti contro.
Le posizioni di Cgil e Legambiente
9 La grande esclusa dalle polemiche. E alla raffineria c’è voglia di
scherzare
I nuovi stipendi dei politici
11 Vivere a S. Lucia del Mela. Uno
studio sul nostro paese
12 Parole di voci consapevoli. Cosa
dicono i componenti del Gruppo
promotore
13 Servizi sociali. Proroga per una
coop, l’altra è sparita
16 Acquedotto. Maggioranza e opposizione divise sulla nuova società
delle acque
17 Come cambiano le indennità. Offronsi milioni per amministrarci
Quattro anni e tre stipendi. Come
sono cambiati gli stipendi dal ‘98 a
oggi
Agorà
18 Consiglio comunale. Approvato
l’assestamento di bilancio
19 Concorsi. I presepi della Prelatura
Opere pubbliche. Scuole e palestre, chiedete fino al 21 giugno
20 Pit. 90 giorni per i progetti esecutivi
Rubriche
2 Iena ridens
4 Forum
la claque
14 Mosaico
21 La bacheca
23 Votando s’impara
ONLINE
Sito internet:
http://members.xoom.it/agoranotizie
E-mail:
[email protected]
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 3
Agorà
A
Forum
periodico di politica
attualità cultura
Direttore
responsabile:
Giuseppe Spadaro
Ancora sull’estate
e su Vaccarino
Redazione:
Via Garibaldi n. 19
Santa Lucia del Mela
C
Sito internet:
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agoranotizie
E-mail:
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Registrazione
Tribunale di
Barcellona P. G.
n. 32/98
ANNO IV N. 3
22 DICEMBRE 2001
Questo numero è
stato chiuso in
redazione il 16
dicembre 2001
Prezzo:
1,29 euro / 2.500
lire
Il forum di Agorà
In questo numero
parliamo delle nuove
indennità per gli
amministratori
comunali decise dal
governo regionale. Cosa
ne pensate? È giusto che
4 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
Errata corrige
L’
articolo “Destinazione: cantieri ovunque”
pubblicato nello scorso numero conteneva un
errore. La somma ancora necessaria per completare
i lavori della palestra delle scuole elementari non è
di 300 milioni, come erroneamente scritto, ma di
1.011.850.000 lire. Ce ne scusiamo con i lettori.
FUGHE D’ARIA
la claque
Editore, stampa e
distribuzione:
associazione
culturale “Girasole”
Via Garibaldi n. 19
Santa Lucia del Mela
onoscendo la persona Vaccarino ci si aspettava
qualcosa di speciale per l’estate 2001… Qualcosa di speciale c’è stato: era da almeno 10 anni che
si organizzava l’estate luciese, con pochi soldi, con
serate brutte ed inutili, con qualsiasi cosa che potesse riempire qualche serata, anche per non perdere la
faccia, ma lui, il Vaccarino rampante, è stato speciale, non ha fatto niente.
Il rampante ha preso quattro videocassette dalla sua
cineteca e le ha fatte vedere in piazza a fine estate
per annebbiare la mente dei luciesi… La mania di
fottere il prossimo è padrona del comune luciese.
Abbiamo un paese bellissimo, perché farcelo rovinare da questi comunisti?
Sono fiero di non averli votati… anche se gli altri…
e-mail firmata
di Filippo De Mariano
Fa quasi tenerezza l’ostinazione con cui gli amministratori rincorrono quella formula
inventata in campagna elettorale e di cui loro per primi non hanno mai capito il
significato: “democrazia partecipativa”. L’ultimo a sparare la sua è stato l’assessore
Santino Vaccarino. Alla serata organizzata dal Gruppo promotore di via Facciata, ha
spiegato che lui e gli altri avevano in mente iniziative di quel tipo quando parlavano di
democrazia partecipativa.
Fa tenerezza questa ostinazione, che non è la sicumera di incerare l’artificiale degli
alchimisti con i loro alambicchi, ma piuttosto l’affannoso inseguimento di una scoreggia
che ha prodotto frastuono all’uscita dal retrobottega che l’ha generata, ma che, dopo di
allora, ha perso qualsiasi consistenza materica.L’ultimo cacciatore di flatulenze,
Vaccarino, è convinto che la democrazia partecipativa consista nel fatto che la sua
cooperativa organizza un corso, i corsisti fanno il tirocinio chiedendo agli indagati di
indagarsi, questi scoprono che i politici non considerano troppo né loro né il posto dove
abitano, così hanno partecipato alla democrazia. Questo potrebbe voler dire che se fino a
questo momento la democrazia partecipativa non si è realizzata, la colpa vada addebitata
alla cooperativa dell’assessore che ha tardato a sguinzagliare i suoi tirocinanti.
Ma forse è più vera l’impressione che Vaccarino confonda sempre più pericolosamente gli
interessi privati del suo lavoro con il mandato pubblico che il “popolo” gli ha dato quattro anni
fa, quando fu investito da una massa d’aria di dubbia provenienza, a cui si diede il nome di
“democrazia partecipativa”.
i politici siano pagati
tanto oppure si tratta di
cifre eccessive?
Una ricerca condotta
dagli abitanti del rione
Facciata descrive il loro
modo di vivere a S.
Lucia del Mela. Cosa
pensate voi del vostro
paese? Cosa vi fa essere
orgogliosi di abitarci e
cosa, invece, pensate
che andrebbe migliorato
al più presto? E di chi è
la responsabilità delle
disfunzioni che ogni
giorno capitano sotto i
vostri occhi?
Rispondete per posta o (via
e-mail) sul nostro sito
http://members.xoom.it/
agoranotizie nella sezione
“Forum”. I vostri contributi
saranno pubblicati on line
e sul prossimo numero del
giornale.
COPERTINA
GLI STRANI CASI DELL’ABUSIVISMO EDILIZIO
Queste case senza più legge,
questa politica che sembra un gregge
L’ultimo piano di una abitazione del centro storico deve essere demolito. Lo ordina l’ufficio
tecnico del Comune. Che applica una sentenza del tribunale. Ma va anche oltre
di Filippo De Mariano
C
accesso in muratura. Parola di ufficio tecnico. Che non si ferma qui, e risale all’origine
del caso.
La sopraelevazione fu realizzata nel giugno
1980 dai precedenti proprietari di quell’abitazione che, in seguito, presentarono richiesta di condono secondo le leggi regionali n.
7 del 1980 e n. 70 del 1981. Nel 1985, però,
una nuova norma, l’articolo 39 della legge
regionale n. 37, le sostituì e la richiesta di
condono andava ripresentata citando quest’ultima disposizione. La nuova domanda
non fu mai presentata, così l’ufficio tecnico
si è visto costretto a emettere l’ordinanza n.
6 del 9 novembre 2001. Con la quale non
stabilisce solo l’esecuzione della sentenza
del tribunale (che prevedeva l’abbattimento
della copertura metallica del terrazzo), ma
ordina la demolizione di tutto l’ultimo piano. Se i proprietari non eseguiranno l’ordinanza, sarà il comune a provvedervi con
propri mezzi, ma a spese degli intestatari
dell’abitazione.
on l’ordinanza del servizio tecnico, urbanistico e tecnicomanutentivo n. 6 del 9 novembre 2001 il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Giuseppe Arizzi ha stabilito la demolizione di
un intero piano di una abitazione della via
Teatro, che il piano regolatore colloca nella
zona “A”, quella del centro storico. Motivo: si tratta di una costruzione abusiva.
Ecco l’ultima anomalia di un paese che non
riesce proprio a essere normale. La vicenda
comincia nell’estate del 2000, quando i proprietari di questa abitazione decidono di
installare nel loro terrazzo una copertura
con intelaiatura di ferro e pannelli coibentati. La struttura probabilmente ostruisce la
visuale a qualche vicino che denuncia quel
lavoro al Tribunale di Barcellona. Il 3 maggio 2001, il giudice unico della sezione di
Milazzo del tribunale emette una sentenza
con cui ingiunge la demolizione della copertura in metallo. Dopo 90 giorni dalla
in qui i fatti. In una regione in
notifica della sentenza ai proprietari, la decui i politici più votati ammiccamolizione non è stata ancora eseguita e la
no agli abusivi di ogni specie e in
signora che aveva presentato la denuncia, il
un comune in cui il sindaco, con
21 settembre, ricorre a un atto stragiudiziasoave incuranza del proprio
le.
ruolo, chiede la visualizzazione sul piano
A questo punto interviene l’ufficio tecnico regolatore di una serie di costruzioni abusidel Comune, che comincia a spulciare tra le ve (tutte in regola con le cangianti norme
sue carte e scopre che in
della sanatoria) tra cui
quella abitazione non è solo
è compresa la sua,
la copertura del terrazzo a
un’ordinanza di questo
essere abusiva, ma l’intero
tipo lascia senza paroultimo piano. Si tratta di
le. E stupisce.
una sopraelevazione di un
La storia siamo noi, ma gli altri
Stupisce innanzitutto
metro e 40 centimetri con
hanno i soldi per
l’acribia dell’ufficio
solaio in cemento armato e
comprarsela…
tecnico, che decide di
laterizi su cui sono stati
ElleKappa
indagare attentamente
edificati 60 metri cubi, ocsulla pelle di una famicupati in parte dal terrazzo
glia indifesa, debole.
e in parte da un torrino di
Stupisce il silenzio dei
F
satura
vertici politici, che, oltre a non parlare, non
vedono.
Perché il vero problema sta tutto qui: chi
vede, in questo comune, e cosa vede?
Per almeno un paio di decenni l’abusivismo
edilizio è proliferato senza che nessuno vi
mettesse un freno o proferisse anche solo
una parola di disapprovazione. Alle elezioni
del 1998, nella sezione della scuola elementare XXV Aprile in cui votano gli abitanti
della zona di S. Maria, piena di costruzioni
abusive, l’attuale amministrazione ha ottenuto una valanga (che ironia!) di voti. Ha
cercato e ottenuto, quindi, il consenso di
coloro che, prima, hanno ignorato la legge
e, dopo, hanno preteso di torcerla a loro
vantaggio.
Ma almeno in questo caso non si è trattato
della solita ipocrita manovra elettorale: alle
promesse sono seguiti i fatti. Ciò che un’amministrazione comunale poteva fare sul
tema, quella attuale l’ha fatto.
Nel frattempo si è tappata gli occhi. Non
ha notato nulla di ciò che accadeva. Non ha
visto nuove costruzioni abusive. Ville con
piscina, magari, o locali pubblici più che
raddoppiati nella loro superficie. Non li ha
visti nessuno: né i politici, né l’impagabile
ufficio tecnico, pronto a mestare tra le carte
alla ricerca del cavillo che umilii gli indifesi.
Restano un’ordinanza da eseguire e quella
sensazione di già visto, di un potere che sa
essere forte con i deboli e debolissimo con
i prepotenti. Restano quelle parole contro
la mafia pronunciate in campagna elettorale
e demolite - quelle sì - dai fatti, dal silenzio
vigliacco e dalla cecità più nera di fronte
alle evidenze più macroscopiche.
Resta questa politica vogliosa di essere
gregge, di perdersi nel mucchio, di fare le
scelte più comode, semplici e semplicistiche, che producano le conseguenze più
lievi e meno noiose.
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 5
ATTUALITÀ
L’ENEL E LA VALLE DEL MELA
13 anni di fumo negli occhi
Dal 1988 ogni tentativo di imporre all’Enel il rispetto delle norme antinquinamento è fallito. Storia delle
inadempienze della centrale. Tra silenzi, complicità e mancanza di informazione
«L
o sviluppo dell’industrializzazione è avvenuto in modo poco
governato e con scarsa
a t t e n z i o n e
all’ambiente e alla vivibilità del territorio. In
questo quadro, gli effetti ambientali
divengono un fattore di conflittualità, alla
quale spesso contribuisce la carenza di
trasparenza nella gestione delle stesse
industrie e l’insufficienza di informazione
che giunge alla popolazione».
È il 28 marzo 2000 quando Corrado Clini,
direttore generale del settore Inquinamento
atmosferico e rischi industriali del ministero
dell’Ambiente, presenta agli amministratori
regionali e locali la relazione che descrive le
condizioni della valle del Mela. Quelle
pagine diventano un vero e proprio libro
bianco in cui sono elencate le incongruenze
di un modello di sviluppo pensato dalle
classi politiche e le costanti infrazioni delle
leggi contro l’inquinamento da parte delle
aziende della zona industriale di Milazzo e
di Giammoro. Quelle norme sono in vigore
dal 1988, ma l’Enel, in un modo o in un
altro, ha sempre trovato il modo per non
rispettarle.
Tra il 1986 e il 1987 la Cee emana quattro
direttive che riguardano la qualità dell’aria e
l’inquinamento prodotto da impianti
industriali. Un decreto del 24 giugno 1988,
contenente «norme per la tutela della
qualità dell’aria ai fini della protezione della
salute e dell’ambiente su tutto il territorio
nazionale», recepisce quelle direttive e
dispone, all’articolo 12, che tutti gli
stabilimenti industriali debbano presentare
alla propria Regione una domanda di
autorizzazione a immettere gas nell’aria
netro 12 mesi. La domanda deve essere
accompagnata da una relazione tecnica che
descriva il ciclo produttivo, le tecnologie
antinquinamento utilizzate, la quantità delle
emissioni e un progetto per contenerle enro
i limiti imposti dall’articolo 13 di quello
stesso decreto. La Regione ha poi 120
giorni di tempo per rispondere. Il 24
6 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
giugno ‘88 il Settore produzione e
trasmissione dell’Enel di Palermo invia
all’assessorato regionale Territorio e
Ambiente la richiesta con la quale chiede
l’autorizzazione a immettere gas
nell’atmosfera per tutte le centrali presenti
in Sicilia.
A proposito delle emissioni, l’Enel scrive
che in un anno le sue centrali siciliane
inviano nell’atmosfera 5.100 mg/Nm3 di
biossido di zolfo (o anidride solforosa),
1.000 mg/Nm3 di ossidi di azoto e 250
mg/Nm3 di polveri. Poco oltre, la lettera
dell’Enel illustra il «progetto di
adeguamento delle emissioni». Ma lo fa in
modo singolare. Infatti, non indica gli
interventi previsti dal decreto del 24 maggio
(impianti di desolforazione per ridurre le
emissioni di composti dello zolfo, di
denitrificazione per i nitrati e altri di
abbattimento delle polveri), bensì spiega
che, ottenuta l’autorizzazione, impiegherà
un «mix di combustibili tale che le
emissioni medie annue di anidride solforosa
si adegueranno al valore di 3.100 mg/Nm3»
entro il mese di giugno del 1992. L’Enel
dice di volere procedere in questo modo in
attuazione di un decreto del 1987, in base al
quale le centrali che nel 1980 avevano
prodotto più di 300.000 tonnellate di
anidride solforosa, devono abbattere quelle
emissioni del 30 per cento. Ma
l’autorizzazione che chiede alla Regione è
prevista da un altro provvedimento e a
quello dovrebbe adeguarsi.
Nonostante questa incogruenza, la Regione
lascia passare 120 giorni senza dare nessuna
risposta alla richiesta dell’Enel. In realtà
qualcosa fa, ma molto lentamente.
L’assessorato regionale invia la pratica
dell’Enel alla commissione provinciale per
la tutela dell’ambiente perché la analizzi
nella parte che interessa la centrale di Archi.
Il 3 agosto la commissione scrive al sindaco
di S. Filippo, dandogli mandato di
comunicare all’Enel che la domanda è stata
formulata in modo incompleto e che deve
essere ripresentata su un apposito modulo
che nel frattempo è stato predisposto e
reso pubblico con una circolare
dell’assessorato regionale Territorio e
Ambiente.
Secondo quanto scriverà poco tempo dopo
all’assessorato, l’Enel non ha ricevuto mai
la comunicazione secondo cui doveva ripresentare la domanda.
In tutto questo minuetto, se ne vanno più
di 120 giorni e in base al decreto del 24
maggio l’Enel può considerarsi autorizzata
«in via provvisoria» a continuare le
emissioni, ma allo stesso tempo dovrebbe
realizzare il piano di adeguamento descritto
nella propria richiesta rispettando i valori di
emissione più alti indicati dal decreto del 24
maggio, che sono comunque molto al di
sotto di quelli che l’Enel ha indicato nel suo
piano (un 30 per cento in meno di 300.000
tonnellate).
I valori limite di emissione stabiliti dal
decreto del 24 maggio ‘99 sono
successivamente modificati da un decreto
del ministero dell’Ambiente del 12 luglio
1990. Gli impianti con potenza termica
superiore a 500 megawatt possono
emettere nell’aria in un anno 400 mg/m3 di
anidride solforosa, 200 di ossidi di azoto e
50 di polveri. Quelli con potenza inferiore a
500 megawatt devono rispettare, invece,
questi limiti: 1.700 mg/Nm3 di anidride
solforosa, 650 di ossidi di azoto e 50 di
polveri. La central Enel di Archi possiede
due impianti da 320 megawatt e quattro da
160, per un totale di 1240 megawatt di
potenza. Ai limiti del decreto del 12 luglio
‘90 tutte le aziende dovrebbero adeguarsi
entro il 31 dicembre 1995. Nel caso, però,
ATTUALITÀ
di imprese con più impianti, come l’Enel, le
scadenze sono dilazionate: entro il 31
dicembre ‘97 il 35 per cento della potenza
degli impianti deve rispettare i limiti, entro
il 31 dicembre ‘99 tutti gli impianti devono,
singolarmente, restare al di sotto dei tetti
massimi, entro il 31 dicembre 2002 gli
impianti dell’azienda, complessivamente
considerati, devono rispettare le emissioni
stabilite dal ministero dell’Ambiente.
Resta il fatto che l’Enel non ha presentato
nessun piano per adeguarsi a questi limiti,
ma solo uno per rientrare nella soglia
pevista da un decreto del 1987.
Il 4 novembre 1993, oltre quattro anni
dopo la sua ultima sortita, l’assessorato
regionale Territorio e Ambiente invia un
fax alla commissione provinciale per la
tutela dell’ambiente in cui chiede notizie
sullo stato dell’inquinamento nel milazzese.
Il giorno dopo, la commissione risponde
che dal 3 agosto ‘89 non ha più saputo
nulla dall’Enel. Allarmato (ma non troppo,
a giudicare dai tempi), tre mesi dopo, il 23
febbraio 1994, l’assessorato regionale
diffida l’Enel a presentare entro 30 giorni il
piano di ambientalizzazione per adeguarsi
ai limiti di emissione imposti dal decreto
del ministero dell’Ambiente del 12 luglio
1990. L’Enel risponde alla diffida il 10
marzo ‘94, dicendo che la richiesta di
autorizzazione presentata nel giugno ‘89
non prevedeva un piano di adeguamento
delle emissioni perché il decreto del
ministero dell’Ambiente era stato emanato
successivamente. Ma ricordiamo che quella
richiesta non adeguava le emissioni
nemmeno al decreto del 24 maggio ‘89, per
rispettare il quale la domanda era stata
presentata.
Il 1° giugno ‘94 la commissione provinciale
per la tutela dell’ambiente invita ancora una
volta l’Enel a presentare il suo piano di
ambientalizzazione. Il 12 luglio i dirigenti
della centrale riprendono carta e penna per
dire il contrario di quello che avevano
affermato quattro mesi prima. E cioè che il
pi a n o c he a ve va n o pr e se n ta to
all’assessorato regionale nel 1989 era stato
adeguato al decreto del 12 luglio 1990 dopo
la sua emissione e di questo avevano
informato il ministero dell’Industria il 22
novembre ‘90.
Il 23 dicembre 1994 l’assessorato regionale
Sindacati e ambientalisti contro
LE POSIZIONI DI CGIL E LEGAMBIENTE
Nella vicenda del risanamento della Valle del Mela, sono state molte le associazioni a schierarsi per l’alto rischio o per
la suscettibilità. Ed è capitato che chi solitamente condivide delle battaglie, stavolta si sia trovato su fronti opposti.
Come Cgil e Legambiente
I
l responsabile dei settori produttivi della Cgil,
Gaetano
Santagati,
ha
definito
«incomprensibile, inaccettabile, fuorviante e non
risolutiva» la scelta del piano di suscettibilità
ambientale varato dal governo Leanza. La
dichiarazione di area ad alto rischio ambientale, invece,
secondo Santagati, «avrebbe permesso di intervenire in
modo integrato rispetto a tutti i fattori di rischio,
programmando in modo sistematico e unitario un piano di
interventi sugli attuali impianti produttivi e sui futuri, e
operare successivamente gli eventuali aggiustamenti
necessari».
Ma la realizzazione di questi interventi non sarebbe
comunque sufficiente secondo la Cgil, perché «deve
fortemente intrecciarsi con le azioni di vigilanza e
sicurezza dei cicli produttivi che operano sul territorio,
definendo la mappa di rischio ambientale e sanitario della
zona, informare continuamente i cittadini e i lavoratori sul
proprio stato di salute e sulla situazione ambientale con un
sistema di rilevamento e di controllo pubblico sugli agenti
inquinanti più efficace del sistema attuale, predisporre
infine un piano di emergenza, di evacuazione e
prevenzione mirato agli incidenti rilevanti». Tutti obiettivi
che per Santagati non possono essere ottenuti con la
dichiarazione di area a suscettibilità ambientale.
Di diverso parere è la sezione di Milazzo di Legambiente,
che in un manifesto chiede che venga pubblicato
rapidamente sulla Gazzetta ufficiale della Regione il
decreto presidenziale del marzo scorso che ha individuato
le aree a suscettibilità ambientale, e
inoltre elenca i pregi di questa
procedura, schierandosi decisamente a
fianco dei sindaci della zona. I quali
«hanno indicato per il risanamento la strada maestra della
cooperazione unitaria e del confronto democratico». La
dichiarazione di suscettibilità ambientale evita «di imporre
al territorio la dichiarazione di zona ad alto rischio di crisi
ambientale, che in Sicilia è stata affibbiata fin dal 1993
alle aree di Priolo e di Gela, con risultati tuttora stentati e
discutibili».
Per Legambiente, leggi alla mano, la Regione è pienamente investita di competenza sulla questione ed «è
legittimo che essa decida di dotarsi di uno strumento
proprio, e così ha fatto nel nostro caso, definendo una
procedura che ha il pregio di essere stata discussa
democraticamente prima dell’adozione». L’associazione
non si nasconde che esiste un problema di denaro: «Certo
occorre reperire i fondi (pare che vi siano stanziati già
quattro miliardi solo per il comprensorio milazzese), ma
prima è indispensabile concordare gli obiettivi». Perché
allora tanta ostilità verso questa procedura?, si chiede
Legambiente. «Se non vi sono ragioni riconducibili alla
necessità di una gestione centralizzata per consentire
operazioni costituite, noi chiediamo che venga
sperimentato lo strumento della suscettibilità ambientale
e che si operi in un clima di reciproca comprensione.
Infatti nella divisione si sono accumulati già troppi
ritardi».
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 7
ATTUALITÀ
chiede per l’ennesima volta all’Enel di
rivedere il piano di ambientalizzazione e di
presentarlo a Palermo.
Nel luglio 1995, finalmente, il piano di
adeguamento al decreto del 12 luglio ‘90
viene presentato. Esso, però, non prevede
un unico progetto per tutti i sei gruppi fatto che avrebbe comportato il rispetto dei
limiti imposti agli impianti con potenza
superiore a 500 megawatt, più restrittivi ma uno per i due gruppi da 320 megawatt e
un altro per i quattro gruppi da 160
megawatt. Quest’ultimo lascia perplessi i
funzionari perché prevede lavori che
porterebbero a emissioni comunque
superiori a quelle imposte dal decreto. Così
la commissione provinciale per la tutela
dell’ambiente approva il piano di
ambientalizzazione dei gruppi da 320
megawatt, mentre respinge l’altro, inviando
tutta la pratica all’assessorato regionale.
Dal 21 gennaio ‘98 presidente della Regione
è Giuseppe Drago, che, il 13 maggio,
partecipando a una seduta straordinaria del
consiglio comunale di S. Filippo del Mela,
spariglia ulteriormente le carte,
annunciando che si impegnerà per la
trasformazione della centrale a metano e
chiederà allo Snam di praticare alla centrale
un prezzo più basso per la fornitura del
combustibile. Il mese dopo, il 24 giugno cioè sei anni dopo la presentazione del
primo piano dell’Enel - il suo assessore al
Territorio emette il decreto che autorizza i
lavori di ambientalizzazione. Il
provvedimento, però, impone che durante
l’esecuzione di quei lavori non possano
essere immessi in aria più di 2.000 mg/Nm3
di anidride solforosa. Niente è detto,
invece, sulle emissioni di ossidi di azoto e
polveri. Nessuna autorizzazione è prevista
per i quattro gruppi da 160 megawatt. Il 16
ottobre di quello stesso anno, Drago, senza
una maggioranza che lo sostenga, si
dimetterà senza avere dato seguito alle
promesse sulla conversione a metano.
Il limite di 2.000 mg/Nm3 suscita le ire
dell’Enel che, per rispettarlo, dovrebbe
usare un combustibile di qualità migliore e
più costoso. Tutto questo nello stesso
periodo in cui deve sostenere le spese per i
lavori di ambientalizzazione. È troppo per i
dirigenti della centrale, che affermano
esplicitamente che non intendono spendere
50 miliardi all’anno per un nuovo tipo di
combustibile. Tanto vale chiudere
l’impianto. Questo è il periodo in cui si
parla a lungo di combustibile a basso o a
8 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
alto contenuto di zolfo. In un’assemblea
organizzata dall’amministrazione comunale
di S. Filippo del Mela, l’Asl 5 di Messina
illustra i risultati di una indagine secondo la
quale ogni anno vengono bruciate nella
zona industriale del comprensorio
2.800.000 tonnellate di combustibile a alto
valore inquinante. E a liberarne la quantità
maggiore è proprio l’Enel. Il consumo di
farmaci per malattie respiratorie, inoltre,
sempre secondo l’Asl, nella zona di Milazzo
è superiore del 110 per cento rispetto a
quello di Mistretta e del 40 per cento
rispetto a quello di Patti. In quella stessa
occasione la commissione provinciale per la
tutela dell’ambiente fa sapere, per bocca di
un suo rappresentante, che le emissioni
possono essere ridotte della metà.
Il 3 dicembre 1998, però, il nuovo
presidente della Regione, Angelo
Capodicasa, firma un decreto che modifica
il limite di emissioni imposto all’Enel,
andando incontro alle richieste dei suoi
dirigenti. Pochi giorni prima, alla Prefettura
di Messina, Capodicasa aveva incontrato i
dirigenti della centrale.
Contemporaneamente, da Palermo parte la
diffida a ripresentare il progetto di
ambientalizzazione dei quattro gruppi da
160 megawatt. L’Enel fa ricorso al Tar di
Palermo, ma la sua richiesta di sospensiva
viene respinta. La centrale presenta alla
commissione provinciale per la tutela
dell’ambiente lo stesso progetto che era
stato bocciato. Il 3 maggio di quest’anno, a
Palermo, l’assessore regionale al Territorio
Lo Monte presiede una riunione alla quale
partecipano alcuni funzionari regionali, i
dirigenti della centrale e i rappresentanti
sindacali. Tema: l’ambientalizzazione dei
gruppi da 160 megawatt. Come risultato di
quell’incontro, il 19 giugno il dirigente
generale dell’assessorato regionale
Territorio e Ambiente concede all’Enel una
autorizzazione provvisoria per i quattro
gruppi da 160 megawatt, fissando i limiti di
emissione delle sostanza inquinanti. Il
provvedimento è contestato dalla provincia
regionale, che si era rifiutata di partecipare
a quella riunione, e anche Santi Formica,
nella sua interrogazione del mese scorso,
giudica discutibile la decisione presa a
Palermo. Formica dice pure che l’Enel ha
una autorizzazione valida, che rispetta le
leggi, per l’emissione della sola anidride
solforosa dai gruppi da 320 megawatt,
mentre anche per ossidi di azoto e polveri
che provengono da quei due impianti,
l’Enel è fuorilegge.
***
Già a partire dal 1998, al di fuori della
politica, molti gruppi e associazioni si
muovono per chiedere un intervento
contro l’inquinamento nella valle del Mela.
Nel maggio di quell’anno, Legambiente
raccoglie le firme per chiedere al governo
Prodi una legge speciale per la zona
industriale di Milazzo e Giammoro. Questa
e altre iniziative sfruttano i dati provenienti
da varie indagini condotte nella zona. Oltre
a quella già ricordata dell’Asl, nel 1996 il
Centro comune di ricerca di Ispra della
Commissione europea rileva che nel tratto
tra Falcone e Rometta le ricadute al suolo
di inquinanti atmosferici superano spesso e
abbondantemente i limiti consentiti dal
decreto del ministero dell’Ambiente del 12
luglio 1990.
Ma l’iniziativa più importante promossa
dalla “società civile” e da una parte delle
amministrazioni locali è la richiesta di
dichiarare la zona “area ad alto rischio di
crisi”. Raccogliendo le richieste che
vengono dalla zona, 13 parlamentari
regionali (Silvestro, Speziale, Battaglia,
C a pod ic a sa , C ipr ia ni, C r isa fu lli,
Giannopolo, Monaco, Oddo, Pignataro,
Villari, Zago e Zanna) presentano una
mozione con la quale impegnano il governo
della Regione a procedere alla dichiarazione
di alto rischio. La richiesta riceve un forte
impulso dal momento in cui assessore
regionale al Territorio diventa Federico
Martino.
Sull’onda di questa iniziativa, altre ne
seguono, tutte accomunate da questo
obiettivo. L’associazione Tsc, Tutela salute
dei cittadini, di Pace del Mela, conduce
un’indagine epidemiologica, basata su dati
dell’Istat e del Servizio sanitario nazionale,
secondo la quale negli ultimi dieci anni il
numero di morti per cancro e per malattie
respiratorie croniche nella zona di Milazzo
è aumentato, mentre nel resto d’Italia è
successo il contrario.
La connessione stabilita tra inquinamento e
cancro, però, non poggia su riscontri
scientifici. La facoltà di Medicina
dell’università di Messina, presentando alla
fine del 1998 i dati di una indagine
comparata sui comprensori di Milazzo e
Limina, invita a considerare con molta
cautela il dato secondo cui il tasso di
incidenza della mortalità per malattie
respiratorie è pari al 115 per cento rispetto
al dato nazionale.
E alla Raffineria c’è voglia di scherzare
LA GRANDE ESCLUSA DALLE POLEMICHE
I
n mezzo a tanto discutere sulla centrale dell’Eurogen,
colpisce come nessun riferimento sia stato fatto fino a
questo momento al contributo - che pure deve esserci che dà all’inquinamento della zona la Raffineria Mediterranea. E quasi interpretando questo silenzio come una sorta
di salvacondotto, l’altro grande polo inquinante della zona
industriale di Milazzo e Giammoro si è fatto venire voglia
di scherzare, e su un tema molto serio. Il che rende ancora
più riprovevoli il silenzio su quello stabilimento e la certezza dell’impunità che proviene.
La Raffineria festeggia in queste settimane i 40 anni di
presenza a Milazzo e ha pensato di organizzare una serie di
iniziative: un concorso fotografico, un calendario del 2002
che sarà realizzato con le 12 migliori foto selezionate, un
altro di disegno artistico riservato alle scuole medie e superiori di S. Filippo e Milazzo. Il tutto, naturalmente, dimostra l’amore per il territorio e l’apertura verso le scuole
e le giovani generazioni.
Come se non bastasse tutto questo, però, martedì 30 ottobre alla Silvanetta è stata celebrata la campagna di sicurezza “365 giorni senza infortuni”. In uno sdilinquito e prono articolo della “Gazzetta del Sud” - che stava proprio
Ma le iniziative continuano. Nel 2000,
l’associazione Tsc decide di raccogliere le
firme per chiedere il referendum per
staccare i comuni della valle del Mela dalla
Sicilia e aggregarli alla Liguria, in segno di
protesta contro l’atteggiamento del governo
regionale.
Proprio nel 2000, il 28 marzo,
all’assessorato regionale Territorio e
Ambiente, Corrado Clini presenta la
relazione del ministero dell’Ambiente, che
analizza le caratteristiche degli insediamenti
industriali nel comprensorio e il loro effetto
sulla qualità della vita. Il documento giunge
alla conclusione che lo strumento più
adeguato per risanare l’area è la
dichiarazione di alto rischio ambientale. Ma
è interessante leggere qualche passaggio
della relazione.
«Lo sviluppo dell’industrializzazione è
avvenuto, almeno nelle fasi iniziali, in
modo poco governato, e con scarsa
attenzione all’ambiente ed alla vivibilità del
territorio, e lo stato attuale di evoluzione
risente delle numerose e cicliche crisi
economiche e cambiamenti di mercato
sopravvenuti. Lo stato di sviluppo attuale
vede un’attività produttiva disomogenea: i
due grandi poli - petrolifero ed energetico si sono sviluppati in modo separato, con un
indotto generato di limitata estensione,
mentre l’insieme della media industria è
sopra quello che riferiva del dibattito pubblico sulla dichiarazione di area ad alto rischio ambientale organizzato
a Pace del Mel dall’associazione Tsc - era riportata a commento della campagna sulla sicurezza sul lavoro questa
dichiarazione di Luigi Capitani, responsabile del personale
e delle pubbliche relazioni della Mediterranea: «La nostra
azienda è una realtà economica che ha sempre avuto un
particolare rispetto per l’ambiente e spiccata sensibilità
per la sicurezza in fabbrica, attuando tutte le misure di
prevenzione che ci hanno portati a raggiungere
l’invidiabile traguardo di 365 giorni senza infortuni».
Nella interrogazione al presidente della Regione e
all’assessore al Territorio e Ambiente presentata da
Giovanni Ardizzone si parla però di un incidente
«verificatosi all’interno della raffineria di Milazzo il 7
luglio scorso a causa di una fuga di idrogeno solforato» che
«ha costretto al ricovero nell’infermeria interna di un
centinaio di dipendenti, alcuni dei quali sono stati avviati
al locale nosocomio».
L’interrogazione porta la data del 3 ottobre 2001, quindi il
«7 luglio scorso» è quello di quest’anno. Evidentemente,
tra Capitani e Ardizzone qualcuno mente. Chi?
molto disarticolato e precario; anche le
prospettive di risoluzione dei problemi
occupazionali sono ampiamente disattese e
buona parte dell’opinione pubblica avverte
questo tipo di sviluppo come un sostanziale
impedimento alla conversione del sistema
economico locale verso settori produttivi
ritenuti tradizionalmente più consoni al
territorio (quali il terziario orientato al
turismo).
«In questo quadro, gli effetti ambientali,
indotti dalla presenza delle attività
industriali, divengono un fattore di
conflittualità, alla quale spesso contribuisce
la carenza di trasparenza nella gestione delle
stesse industrie e l’insufficienza di
informazione che giunge alla popolazione.
(…) L’entità globale dell’impatto
ambientale, su un territorio sostanzialmente
limitato, da parte delle sole attività
produttive dell’area è notevole, e così
sinteticamente stimabile: emissioni totali in
aria: anidride solforosa: 57.000 t/anno;
ossidi di azoto: 21.000 t/anno; polveri:
5.000 t/anno; prelievi di acqua dolce:
3.500.000 metri cubi/anno; scarichi in mare
di acque depurate: 5.000.000 metri cubi/
anno; scarichi in mare di acque di
raffreddamento: circa 2 miliardi di metri
cubi/anno; rifiuti speciali prodotti: circa
6.000 t/anno; transito di navi: circa 700
anno; traffico pesante: circa 20.000 vettori
anno. (…) Sono emerse preoccupanti
situazioni di superamento di concentrazioni
medie giornaliere al suolo rispetto al 98°
percentile per l’anidride solforosa. Azioni di
risanamento del territorio e di
programmazione dello sviluppo produttivo
in modo ambientalmente corretto, sono,
allo stato attuale, urgenti ed ineludibili. (…)
Lo strumento legislativo della dichiarazione
di area ad elevato rischio di crisi ambientale
appare come il più idoneo ad affrontare
problemi ambientali complessi e tra loro
interconnessi: infatti esso permette di
operare tenendo conto, in modo integrato,
dei molteplici fattori che influenzano la
vivibilità del territorio, approfondendo, in
primo luogo, la conoscenza dei fattori di
rischio, programmando in modo
sistematico ed unitario un Piano dii
nterventi e verificando l’efficacia di quanto
si attua, in modo da poter operare gli
eventuali aggiustamenti successivi. Appare
inoltre come lo strumento più efficace
all’attivazione di finanziamenti pubblici,
comunitari, statali e regionali».
La relazione del ministero denuncia anche i
gravi limiti nel rilevamento dei dati
sull’inquinamento, parlando di «rilevante
tasso di indisponibilità delle
apparecchiature di misura» e affermando
che «alcune stazioni sono fuori servizio da
un paio di anni per mancanza di
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 9
ATTUALITÀ
manutenzione».
Dopo la presentazione di quel documento,
le procedure per la dichiarazione di area ad
alto rischio, anziché accelerare, rallentano.
Tanto che il 24 luglio 2000 l’associazione
Tsc con un atto stragiudiziale diffida la
Regione a procedere alla dichiarazione. In
quello stesso periodo, un convegno
organizzato all’università di Messina e una
lettera parte dei sindaci della valle del Mela
ribadiscono l’importanza di questa scelta.
***
Ad aprile di quest’anno è iniziata
l’ambientalizzazione dei gruppi da 320
megawatt. Nei primi due mesi è stato
utilizzato un combustibile a basso tenore di
zolfo, da giugno invece si è passati
all’orimulsion, un olio prodotto in
Venezuele con bitume naturale e acqua e
con un contenuto imprecisato di metalli
pesanti, soprattutto nichel e vanadio, il cui
uso è stato introdotto in Italia da un
decreto molto tollerante (per non dire
compiacente) emanato dal governo Dini il
2 ottobre 1995. Il suo impiego ha creato un
problema nuovo: il ciclo produttivo
comporta la formazione, come materia di
risulta, di circa 670 tonnellate al giornale di
gesso, che, ogni dieci giorni, viene
trasportato al porto di Milazzo, imbarcato
su delle navi e trasferito in Ighilterra per
essere utilizzato nella produzione di calce e
mattoni. Il sindaco di Milazzo ha chiesto di
bloccare l’imbarco del gesso dal porto della
sua città.
L’orimulsion è utilizzato già da tempo
dall’Enel nelle centrali di Brindisi e
Fiumesanto, in Sardegna. In entrambi gli
impianti, e soprattutto nel secondo,
incidenti e emissioni inquinanti, anziché
diminuire, sono aumentati. Anche qui da
noi l’impressione è che non sia cambiato
nulla in meglio. Spesso si avvertono
nell’aria strani odori. Purtroppo bisogna
affidarsi al solo olfatto perché il cosiddetto
“sistema di monitoraggio” delle emissioni
inquinanti è ancora oggi quasi inesistente.
Esistono dati periodicamente aggiornati
solo sull’anidride solforosa, o biossido di
zolfo che dir si voglia. Sfuggono invece ai
controlli le polveri, i metalli pesanti come
nichel, vanadio e piombo, gli idrocarburi
policiclici aromatici e il benzene. A marzo,
in un incontro coi sindaci, l’assessore
provinciale al Territorio Tanino Sutera
aveva presentato i pannelli che avrebbero
informato la popolazione in tempo reale
sulle emissioni inquinanti, promettendo che
10 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
sarebbero entrati in funzione prima
dell’estate. I pannelli, invece, sono stati
installati, ma ancora oggi sono spenti.
Alla mancanza di dati certi sui quali fare
affidamento si è adeguato pure il Tribunale
di Barcellona,c he ha condannato il
direttore della centrale, Riccardo Tringali, a
un milione di ammenda servendosi come
prove di alcune foto scattate da viigli urbani
che mostravano la fuoriuscita dalle
ciminiere di fumi troppo neri, e della
mancanza di autorizzazioni formali a
emettere fumi nell’aria, ad eccezione
dell’anidride solforosa dai gruppi da 320
megawatt.
In questi ultimi tempi sembra aprirsi
proprio un fronte giudiziario. Oltre
all’associazione Tsc, anche privati cittadini
cominciano a rivolgersi alla magistratura. È
abbastanza nota la vicenda degli operai
della Sacelit, molti dei quali sono morti per
asbestosi, contratta lavorando a contatto
con l’amianto. Nelle scorse settimane i
parenti di un uomo di San Pier Niceto,
morto a causa di un tumore ai polmoni,
hanno chiesto un risarcimento di tre
miliardi, denunciando i direttori della
Raffineria e della centrale Enel per
violazione delle norme antinquinamento, e
le autorità per omesso controllo.
Nel frattempo, sul piano politico, si è
aggiunta confusione a una situazione già
non molto chiara. Il fronte dei sindaci, delle
associazioni ambientaliste e dei sindacati
continua a essere spaccato, anche se per
motiiv diversi rispetto agli anni passati.
Legambiente, nel ‘98, voleva una legge
speciale per Milazzo, dopo si è opposta alla
dichiarazione di alto rischio. I sindaci della
valle (tranne quelli di Milazzo e S. Filippo)
sono stati favorevoli a quella dichiarazione,
ma ora non più. Inizialmente si era detto
che la dichiarazione di area ad alto rischio
spettasse al ministero dell’Ambiente, dopo
si è scoperto che la competenza, in base
all’articolo 74 del decreto legislativo n. 112
del 31 marzo 1998, è della Regione La
Regione, a sua volta, se la tempo
dell’assessorato di Martino era a fianco dei
sostenitori dell’alto rischio,
dall’insediamento del governo Leanza ha
cambiato orientamento. Tanto da proporre
ai sindaci una soluzione che ha rimescolato
gli schieramenti. Tutti i primi cittadini,
tranne quello di San Pier Niceto, sono
d’accordo con la dichiarazione di area a
suscettibilità ambientale, decisa dal governo
regionale nella riunione di giunta del 8
febbraio 2001, nella quale l’assessore Lo
Monte, promotore dell’iniziativa, si è
mosso particolarmente a favore di questa
zona (in quella stessa occasione è stato
disposto il finanziamento di un miliardo e
180 milioni per il consolidamento dle
cimitero di S. Lucia).
Della contrapposizione su queste due
diverse procedure abbiamo parlato nel
numero scorso. Le interrogazioni di
Ardizzone e Formica criticano duramente il
piano di suscettibilità ambientale,
definendolo una scatola vuota, priva di
fondamento giuridico. In un convegno
svoltosi a Pace del Mela domenica 28
ottobre, i parlamentari del collegio, Pippo
Naro e Mimmo Nania, hanno annunciato
la presentazione di un emendamento alla
finanziaria del 2001 per consentire
interventi a favore di aree di particolare
interesse ambientale. In questo modo,
secondo i due onorevoli, si potrebbero
destinare a Milazzo e dintorni almeno
cento miliardi in due anni. Ma è
indispensabile che la Regione dichiari prima
l’area ad alto rischio, altrimenti
mancherebbe un atto ufficiale che indichi
l’interesse a tutelare l’ambiente della zona.
I sindaci, dal canto loro, hanno avanzato il
sospetto che tutto questo darsi da fare da
parte di parlamentari nazionali e regionali
nasconda il solito obiettivo di non cambiare
nulla e magari pure quello di svalutare la
centrale di Archi, così da permetterne la
vendita a qualche acquirente a prezzi molto
bassi.
E qui nasce un altro problema. Quale sarà il
futuro di questa centrale? La
privatizzazione dell’Enel ha portato al
cambio di gestione. A controllare
l’impianto di S. Filippo ora è l’Eurogen,
una delle quattro società create col compito
di gestire la vendita delle centrali
appartenute all’Enel. L’Eurogen ha il
compito di rendere l’impianto appetibile
agli acquirenti. Per farlo deve aumentare il
più possibile la produzione (ma come deve
comportarsi
col
problema
dell’adeguamento delle emissioni ai limiti
imposti dalla legge?). Ma potrebbe non
bastare. Da tempo si sa che questa centrale
richiede molte spese e il fatto di trovarsi in
una zona periferica non ne rende più
agevole la gestione. Che fine farà? Sarà
venduta? O si concretizzerà la minaccia
avanzata dai suoi dirigenti nel ‘98 di
chiuderla del tutto?
Filippo De Mariano
ATTUALITÀ
UNO STUDIO SUL NOSTRO PAESE
Vivere a S. Lucia del Mela
Un gruppo di cittadini della via Facciata ha realizzato un’indagine per capire come si vive a S.
Lucia. Con risultati interessanti
AB
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PE
LT
ST
R
NI
AN
IS
SI
EN
Z
M
A
TE
O
modo di vivere, le idee e le
Contenti del proprio rione
speranze degli abitanti di quella
Quanto è soddisfatto del posto in cui vive?
parte di S. Lucia.
Le animatrici non dovevano
5%
lavorare da sole, per questo
20%
hanno cercato la disponibilità
43%
di persone del posto. Ne è nato
35%
un “Gruppo promotore”,
7%
composto da sette persone:
Emanuela Rizzo, Mariella Fabio, Filippa De Mariano, Pina
Papale, Angela Raffa, Piera
Impalà e Rosalba Mendolia.
Tutte insieme hanno realizzato
una ricerca-partecipata
(appunto perché ha coinvolto
svolgono in quella comunità e sulle loro
attivamente persone della comunità) attraaspettative.
verso la somministrazione agli abitanti del I risultati dell’indagine sono stati presentati
rione di questionari sul tipo di vita che venerdì 9 novembre nell’aula consiliare, nel
M
O
U
na semplice “comunità” può
diventare “comunità organizzata”? Ci hanno provato cinque animatrici e un gruppo di
abitanti del rione Facciata. In
sei mesi hanno lavorato a una indagine sulla
qualità della vita in quella zona di S. Lucia
per riuscire a identificare i bisogni e gli obiettivi dei loro vicini e sviluppare fiducia
nei propri mezzi per raggiungerli.
Atonia Ragusa, Dominique Cannistrà, Elvira Versaci, Franca Maimone e Andreana
Salvadore, cinque ragazze che stanno frequentando un corso della cooperativa
“Utopia” per diventare animatrici professionali, hanno scelto di svolgere nel rione
Facciata il loro tirocinio di animazione di
comunità. Dal loro intervento in tutta quella zona è nata una ricerca che fotografa il
Indifferenti ai problemi della comunità e incapaci di risolverli
Se c’è un problema di interesse comune, gli abitanti
sono in grado di trovare delle soluzioni?
SEMPRE
RARAMENTE
9%
SI: 27%
14%
QUALCHE V OLTA
MAI
Ha condiviso eventi o momenti importanti con gli altri
abitanti del rione?
45%
NO: 73%
32%
Le è capitato di attivarsi in prima persona su
problematiche del rione?
Chi è più influente nella sua comunità/rione?
Politic i
43%
SI: 16%
Cittadini
31%
A ltro
Forze
ordine
9%
Commer-
14%
c ianti
3%
NO: 84%
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 11
Voci consapevoli. Tutte al femminile
COSA DICONO I COMPONENTI DEL GRUPPO PROMOTORE
Manuela: «Circa sei mesi fa mi è stato chiesto cosa nel mio
rione non andasse bene e chi potesse fare qualcosa per
migliorare gli attuali problemi. Certo non era la prima
volta che ci pensavo, ma la prima che qualcuno mi
proponeva di fare qualcosa insieme. Obiettivamente il
nostro operato si è limitato a un’inchiesta sulla vita del
rione e a qualche proposta ricreativa come la festa del 10
agosto e il pomeriggio con i bambini. D’altronde abbiamo
avuto non molto tempo… Questo però dovrebbe non
fermarci, ma spingere noi e voi altri a collaborare per
evidenziare i piccoli e grandi problemi di ogni giorno e
cercare di risolverli».
Piera: «Sin dall’inizio ho partecipato alle riunioni con gli
animatori, che via via hanno portato alla formazione del
Gruppo promotore: io ne sono parte attiva con lo scopo di
promuovere nuove idee per la soluzione dei problemi del
rione in cui vivo».
Mariella: «Da circa sei mesi lavoriamo in collaborazione
con gli animatori che tra non molto finiranno il loro
tirocinio lasciandoci da sole, sperando che in seguito,
esponendo i problemi comunitari, le nostre autorità ci
stiano ad ascoltare. Noi abbiamo lavorato non sperandoci
poi così tanto, ma col passare del tempo, un po’ per
curiosità, un po’ per interesse, siamo arrivate qua per
dimostrare ciò che è stato del nostro lavoro. Il Gruppo
promotore è un gruppo di persone decise a collaborare per
migliorare la nostra comunità e chiunque di voi si vorrà
venerdì 9 novembre nell’aula consiliare, nel
corso di una manifestazione alla quale hanno partecipato anche il sindaco Santino
unire a noi, saremo liete di accoglierlo, trasmettendo loro
ciò che noi abbiamo appreso perché l’unione fa al forza».
Angela: «Si parla con troppa facilità e superficialità di
fratellanza, di pace, di tolleranza verso popoli di culture e
religioni diverse dalla nostra, ma con quale diritto
utilizziamo simili e grosse parole quando il sentimento che
governa le nostre azioni quotidiane è l’indifferenza?
Lo scopo che il Gruppo promotore si era prefissato di
raggiungere voleva essere fondamentalmente quello di
sensibilizzare gli abitanti del rione Facciata (il nostro
rione) affinché si rendessero conto che se si uniscono le
forze, gli obiettivi comuni piano piano possono essere
raggiunti…
Volevamo, noi “abitanti sensibili” del rione, che ognuno
arrivasse a prendere coscienza del fatto che è possessore
di potenzialità che purtroppo non sa o non vuole mettere a
disposizione del prossimo. Purtroppo ho avuto conferma
del fatto che ognuno di noi, ancor prima che a se stesso,
chiede aiuto a qualche “gigante”. I risultati, alla fine,
parlano chiaro: non c’è alcun posto per la gratuità; se non
si riceve qualcosa in cambio, nessuno dà nulla a nessuno.
Speravo, ingenuamente, che molte più persone si unissero
a noi ma… poco male; alla delusione si è subito affiancata
una sorta di sollievo: noi non siamo certamente un gruppo
numeroso, ma almeno, adesso, invece di utilizzare il
freddo “buon giorno, buona sera e arrivederci” per
salutare, riusciamo a sorridere e a pronunciare un sincero
e cordiale ciao».
Pandolfo e l’assessore ai servizi sociali Santino Vaccarino.
Dalle risposte fornite dai cittadini interpellati si ricava un alto grado di soddisfazione per il posto in cui vivono. Ne
Innamorati del panorama
apprezzano in particolare il panorama, la vicinanza al centro, i vicini e
Le cose che le piacciono di più nel suo
la tranquillità. C’è però poco interione sono:
resse per i problemi della comunità:
pochi si sono attivati in prima perIl panorama
13%
sona o hanno condiviso eventi
La vicinanza al centro 12%
importanti della vita del rione. I
problemi avvertiti come più pesanti
Le persone
11%
sono la mancanza di pulizia, la conLa tranquillità 11%
dizione delle strade e la viabilità,
La piazza degli Emigrati 7%
l’assenza di un parco giochi. Per il
futuro chiedono un maggiore interL’arco di San Michele 7%
vento delle istituzioni sotto tutti i
I vicini di casa 4%
punti di vista, dal dialogo con le
La zona, il luogo 4%
persone del luogo alla creazione di
strutture aggregative, dalla tutela
Le feste 1%
dell’ordine pubblico alla pulizia.
Altro 7%
Quasi la metà degli intervistati pensa che le sole persone in grado di
Niente 5%
influire sulla vita della comunità
Non risponde 19%
siano i politici.
12 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
Il Gruppo promotore non si è limitato a
collaborare all’indagine, ha anche organizzato una festa nella serata del 10 agosto e
un pomeriggio dedicato ai bambini.
Ma la vera sfida del Gruppo comincia ora:
le animatrici se ne sono andate e le sette
persone che avevano accolto il loro invito
hanno deciso di non tornarsene a casa.
Resteranno a fare i portavoce del loro rione
e a stimolare la partecipazione dei loro vicini di casa, che finora hanno preferito l’indifferenza e in qualche caso li hanno pure
accusati di farsi strumentalizzare. Restano,
quindi, a svolgere la missione di “voci consapevoli” (vedi riquadro).
Il sindaco Pandolfo, durante la serata del 9
novembre, ha lodato l’iniziativa e annunciato che presto sarà speso un finanziamento
per migliorare la condizione delle strade del
rione Facciata. L’assessore Vaccarino, oltre
a mostrare apprezzamento per l’iniziativa,
ha spiegato che lui e i suoi colleghi di giunta pensavano a questo tipo di azioni quando in campagna elettorale parlavano di
democrazia partecipativa.
ATTUALITÀ
Speranze per il futuro
Cosa suggerirebbe lei per migliorare la qualità della vita in questo rione?
Strade sporche e insicure
Quali sono i problemi più seri del
suo rione?
Mancanza di pulizia
Viabilità e strade
Non tranquillità
Assenza parco giochi
Ineducazione/indifferenza
Alta velocità
Assenza strutture ricreative
Delinquenza/droga
Carenza iniziative sociali
Nessun problema
Non sa/non risponde
15%
15%
9%
7%
6%
6%
4%
4%
3%
1%
29%
Migliorare la collaborazione fra individui, istituzioni, chiesa …………….12%
Aumentare il verde pubblico ………………………………………………………………. 9%
Stimolare la propensione al dialogo ……………………………………………………. 8%
Realizzare un parco giochi ………………………………………………………………….. 8%
Incrementare la sorveglianza delle forze dell’ordine …………………………. 6%
Maggiore pulizia (contenitori per la raccolta differenziata, ecc.) …….. 6%
Incentivare i momenti socio-ricreativi (feste, processioni, ecc.) ………. 6%
Creare centri ricreativi ……………………………………………………………………….. 5%
Creare servizi: farmacia, bar, pizzeria, mercato ……………………………….. 5%
Maggiore cura dell’urbanistica: strade, dossi, ecc. ……………………………. 5%
Rafforzare i rapporti di amicizia …………………………………………………………. 3%
Ricevere maggiori attenzioni da parte delle istituzioni (sociali e religiose) . 3%
Restaurare la chiesa di San Michele ……………………………………………………. 2%
Istituire un capo rione …………………………………………………………………………. 2%
Costruire una pista ciclabile ……………………………………………………………….. 2%
Non risponde ………………………………………………………………………………………. 21%
SERVIZI SOCIALI / IL PROGETTO DI ASSISTENZA AI MINORI
Proroga per una coop,
l’altra è sparita
Il comune offre alle cooperative Utopia e Geriatria la proroga di un progetto per i minori. La prima
accetta. La seconda tace
L’
amministrazione comunale
ha deciso di proseguire un
progetto di servizi sociali
denominato “Educativa
domiciliare minori”, che era
affidato alle cooperative “Utopia” e
“Geriatrica”. Della proroga, però, approfitterà solo la prima delle due cooperative,
perché la seconda non ha risposto all’offerta del comune.
Era stata l’assistente sociale del comune,
Donatella Bicchieri, a scrivere, in una relazione che porta la data del 16 ottobre, che
sarebbe stato opportuno proseguire il servizio, specialmente a favore dei ragazzi che
appartengono a famiglie con particolari
difficoltà. L’amministrazione comunale,
allora, ha fatto proprie le osservazioni dell’assistente sociale e ha chiesto alle due cooperative che gestivano il servizio di redigere
un piano di intervento in vista della concessione della proroga. Come compenso, dalle
casse comunali sarebbero stati spesi sei
milioni.
La cooperativa “Geriatrica”, però, non ha
risposto alla richiesta del comune: nessun
piano e nessun interesse a continuare il
servizio e a guadagnare quei soldi. L’unico
piano consegnato all’ufficio servizi sociali è
stato quello della cooperativa “Utopia”, che
ha avuto affidata con trattativa privata la
prosecuzione del progetto.
Il piano di intervento predisposto dalla
cooperativa “Utopia” prevede tre linee di
intervento: il rafforzamento delle reti di
sostegno alla famiglia, con il coinvolgimento delle scuole, dlel’assistente sociale, delle
parrocchie, delle agenzie di volontariato e
delle associazioni sportive locali; il rafforzamento della socializzazione e l’inserimento
nei gruppi-gioco che sono già stati creati
nella prima fase del progetto; la valorizzazione delle risorse e delle potenzialità interne alla famiglia per una migliore
fruizione dei servizi posti sul terriCronaca di una proroga
torio.
Fino alla sua scadenza naturale, il
1999: inizia il progetto “Integrare”, finanziato
progetto di “educativa domiciliare”
dal ministero della Giustizia con i fondi della
per i minori, che era stato chiamalegge 285. Il piano di intervento interessa un
to “Integrare”, aveva interessato
comprensorio di comuni ed è gestito dalle coosette minori del comune di S. Lucia
perative “Utopia” e “Geriatrica”. Per S. Lucia
del Mela, in favore dei quali l’assidel Mela è previsto un servizio di assistenza a
stente sociale, gli educatori addetti
sette minori.
al progetto e le istituzioni che hanOTTOBRE 2001: dopo la scadenza del progetno collaborato, hanno affiancato le
to, il comune, su proposta dell’assistente sofamiglie, fornito un supporto scociale, offre alle due cooperative una proroga e
lastico attraverso colloqui con gli
le invita a presentare un piano di intervento.
insegnanti, inserito i ragazzi in
NOVEMBRE 2001: solo la cooperativa “Utopia”
squadre sportive e provveduto alla
risponde alla proposta del comune e riceve
loro integrazione con altri giovani
l’affidamento della prosecuzione del progetto.
attraverso l’organizzazione di attività ricreative.
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 13
M os A i c o
APPUNTAMENTI
CHIESA SACRO CUORE
Arriva un carico di cultura
S
i preannuncia un carico di cultura per l’inverno. L’assessore Lidia Vella ha ottenuto dalla giunta il via libera per l’organizzazione di una serie di manifestazioni
che costituiranno il “Progetto Cultura 2001/2002”, per una spesa di sei milioni e
900 mila lire.
Il programma va da un progetto di educazione alla salute riservato alla scuola media
a un “Progetto Europa: dall’Euro all’Europa dei popoli” che sarà aperto a tutti.
Allo stesso modo sarà pubblico un omaggio a Salvatore Quasimodo, previsto per il
17 dicembre, che segnerà il ritorno a S. Lucia di Matteo Collura, a due anni di distanza dalla conferenza su Leonardo Sciascia. Faranno la loro apparizione anche
un paio di “incontri con l’autore”: Salvatore Cingari parlerà di un suo saggio su
Benedetto Croce, Giuseppe Fontanelli del suo scritto sulla figura di Corrado Alavo.
Nel “Progetto Cultura 2001/2002” è ipotizzata anche l’organizzazione di una ricerca di storia patria e di corsi di formazione dedicati a mestieri della tradizione luciese.
PIZZO FRARA
Lavori per l’ex discarica
I
l sindaco Santino Pandolfo ha firmato una
ordinanza di affidamento lavori per motivi
contingibili e urgenti, che permette di agire senza gare d’appalto e inviti, per un secondo intervento di recupero della discarica di Pizzo Frara.
I lavori, dell’importo di 34.680.000 lire, sono
stati affidati alla Ecofil srl di Roccalumera, che
seguirà un progetto realizzato dall’Ufficio tecnico comunale risalente al 5 aprile 2001.
a cura di Filippo De Mariano
Numeri di un restauro
C
entocinquantuno milioni 249 mila 940 lire, di
cui 143 già accreditati all’impresa di Carmelo
Giunta che si era aggiudicata l’appalto con un ribasso del 1,88 per cento. Un decreto di finanziamento che
risale al 30 dicembre 1997. Un
progetto realizzato dall’architetto Demetrio Amadeo con
una perizia di variante consegnata il 3 novembre 2000.
8.318.940 lire è la somma che La chiesa Sacro Cuore
la Regione non ha ancora inviato e che l’impresa aspetta di ricevere.
Sono i numeri del restauro conservativo della chiesa
del Sacro Cuore. La giunta ne ha approvato il certificato di regolare esecuzione. Ora l’opera è anche
formalmente completata.
AGENDA 2000
Due progetti di consolidamento esclusi
A
genda 2000 non offrirà fondi al comune di S. Lucia del Mela per interventi di consolidamento del territorio. Una duplice speranza sull’argomento è stata subito estinta. Due progetti del comune, infatti, erano stati giudicati dall’assessorato regionale
Territorio e Ambiente ammissibili ai finanziamenti previsti in Agenda 2000 per la messa in sicurezza di aree già interessate da fenomeni di dissesto. Si trattava di un progetto
esecutivo per il consolidamento del territorio urbano per un importo di due miliardi, e
di uno di massima per completare il consolidamento del cimitero comunale (un finanziamento di un miliardo 180 milioni è stato concesso di recente) che ammontava a un
miliardo 250 milioni di lire.
Entrambi, però, non hanno superato la selezione finale: il progetto per consolidare il territorio comunale è stato escluso perché non in regola con il parere tecnico, quello per il cimitero perché appartiene a un territorio che non è stato dichiarato a rischio di dissesto da un decreto dell’assessorato regionale del 4 luglio 2000.
Le misure di Agenda 2000 per il consolidamento di aree a rischio di dissesto mettono a disposizione dei comuni siciliani 105.468.377.538
lire.
PREPARATIVI PER LE FESTE
Luci per Natale
P
oco più di cinque milioni saranno spesi quest’anno per illuminare le strade e gli alberi cittadini in occasione delle feste di Natale. Complessivamente saranno installati trecento
cordoni luminosi che copriranno gli abeti di piazza Annunziata, piazza Milite Ignoto e quattro
di piazza Duomo, le vie Abbaziale e S. Sebastiano e la piazza IV Novembre. Resta così esclusa
anche quest’anno la via Guglielmo Marconi, che nel 2000 fu illuminata dai commercianti di
quella strada che, a proprie spese, provvidero agli abbellimenti richiesti dal Natale e in anticipo
rispetto alla comparsa delle luminarie “pubbliche” in altre strade del centro.
14 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
BRUCELLOSI
Abbattuti 189 animali
U
n’ordinanza sindacale del 25 ottobre
ha disposto l’abbattimento di 100
capre e 89 pecore di un allevamento di S.
Lucia del Mela che, a un controllo sanitario, sono state trovate affette da brucellosi.
ACQUIRENTI PER L’EUROGEN
UN’INGIUNZIONE DEL COMUNE
Me gustas la centrale
Non fate crollare quel fabbricato
uando l’Enel creò al suo interno l’Eurogen lo fece per riunire
Q in un unico cartello le centrali di cui intendeva disfarsi. Le
procedure per la dismissione degli impianti vanno avanti e fino a
questo momento otto gruppi hanno presentato la loro proposta
d’acquisto. Si tratta di Edipower, Sinergia, Aes, Dynergy, Electrabel, Iberdrola, International Power e Mtsubishi. Uno di questi nomi si legherà a quelle che oggi sono chiamate centrali Eurogen. Se
tra queste ci sarà ancora quella di S. Filippo e in quali condizioni
sarà, non è possibile saperlo (vedi articolo a pagina 6). Ma per il
momento possiamo accontentarci.
I
l comune fa la voce grossa. A distanza di tre anni da una prima
ingiunzione con la quale ordinava alla proprietaria di un fabbricato
di via Roma di fare eseguire dei lavori che scongiurassero il rischio di
un crollo, è tornato a farsi sentire. Nel frattempo, però, era successo
dell’altro. La proprietaria dell’immobile si è rivolta all’Asl, che ha
inviato un’ispezione. Risultato emerso: il fabbricato è in condizioni
igieniche pessime e il comune deve intervenire per risanarlo. Pronta
la replica del comune: tutti i lavori necessari per quell’immobile devono essere eseguiti dalla proprietaria, glielo abbiamo detto già nell’ottobre del 1998. Ora glielo ha ripetuto con una nuova ordinanza.
IL CANTIERE DI LAVORO
Una piazzola per i rifiuti
I
l cantiere di lavoro finanziato
dalla Regione quest’anno è
servito per realizzare in contrada
Bellone una piazzola per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti. La
discarica di Pizzo Frara, infatti, è
ormai esaurita e già si lavora per
risanarla. In attesa di costruire
una nuova discarica, i rifiuti vanno pur messi da qualche parte.
Così si è deciso di servirsi di
un’area di raccolta provvisoria,
che è stata messa a punto con il
cantiere, costato quasi 28 milioni
di lire. Ora si sta provvedendo
ad “arredare” l’area. L’ufficio
tecnico ha ricevuto dalla giunta il
mandato di acquistare quattro
cassoni in cui raccogliere i rifiuti.
Ciascuno di essi sarà rivestito
con contenitori che impediscano
la formazione e la fuoriuscita di
acidi e gas. I quattro grandi contenitori costeranno 43 milioni di
lire.
Intanto, le ultime vicende hanno
fatto apprezzare la scelta dell’amministrazione comunale di lasciare il consorzio di Mazzarrà S.
Andrea. La discarica comprensoriale realizzata in quel comune
aveva conosciuto mille problemi
nella fase della progettazione e
della esecuzione dei lavori. Da
quando è entrata in funzione,
poi, le cose non sono migliorate.
Tutti i comuni in difficoltà con
lo smaltimento dei rifiuti chiedono di potere usare quella discarica, compresa Messina. La prefettura autorizza tutti a scaricare a
Mazzarrà suscitando le comprensibili proteste dell’amministrazione dei cittadini del posto, così il
caos regna sovrano.
S. Lucia, saggiamente, si gode la
sua piazzola.
CONTRIBUTI STRAORDINARI
In soccorso
della Società operaia
L’
amministrazione comunale ha accolto la richiesta presentata fuori tempo massimo dalla Società operaia di mutuo
soccorso per ricevere un contributo. A causa della grave situazione finanziaria che da tempo attraversa il sodalizio che ha sede
in piazza Milite Ignoto, alla quale ha fatto fronte grazie al generoso impegno dei soci, e in considerazione del suo lungo periodo di attività, sindaco e assessori hanno deciso di fare uno strappo al regolamento comunale dei contributi e di andare in aiuto
della Società operaia, che così potrà, almeno per un breve periodo, far fronte con maggiore serenità alle proprie spese.
IL GEOLOGO DEL PRG CHIEDE TROPPO
Lavora, Schiavone!
G
li studi geologici per la variante generale al
piano regolatore generale e per i piani particolareggiati decisi nel 1994 stanno costando al
comune un po’ troppo, così l’amministrazione e
il geologo risolveranno la questione in tribunale.
Vincenzo Schiamone, nominato dal commissario
ad acta nel giugno 1994, ha presentato il 13 ottobre scorso un decreto ingiuntivo con il quale
chiede al comune il pagamento di 26 milioni e
300 mila lire come saldo per il lavoro effettuato a
partire dal 1994. L’amministrazione comunale ha
chiesto agli uffici di fare un paio di conti e ha
scoperto che il geologo si è allargato un po’ troppo. La delibera di nomina, infatti, prevedeva per
il geologo un compenso complessivo di 48.507.331 lire. Il comune gli ha già pagato, in tre
momenti successivi tra il ‘95 e il ‘97, 53 milioni.
Cioè, più di quello che gli spettava. E ora Schiamone chiede un altro sostanzioso conguaglio.
Ecco perché i conti saranno rifatti in tribunale.
Per capire se il geologo debba ricevere quei soldi
o se, non solo non gli spettino, ma debba anche
restituire una parte di quelli che ha già ricevuto.
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 15
ATTUALITÀ
ACQUEDOTTO
Maggioranza e opposizione divise
sulla nuova società delle acque
Il consiglio comunale ha approvato la convenzione. Il servizio idrico sarà gestito insieme ai comuni
della fascia S. Lucia-Villafranca. L’opposizione teme rincari delle tariffe
S
anta Lucia del Mela ha ufficialmente e definitivamente aderito
all’Ato n. 3, l’Ambito territoriale
ottimale che comprende tutta la
provincia di Messina e che d’ora
in poi gestirà la politica delle acque, dalla
ricerca delle fonti, alla costruzione degli
acquedotti e delle reti idriche, alla depurazione e - ultimo ma non ultimo - alle bollette della tassa sull’acqua. La decisione è stata
presa nel consiglio comunale del 29 novembre con il voto favorevole degli otto
consiglieri di maggioranza presenti in aula e
con quello contrario di Lino Calderone e
Lorenzo D’Amico, unici a rappresentare in
quell’occasione il gruppo di minoranza.
Il passaggio in consiglio comunale della
delibera ha rappresentato il momento finale
di una fase piuttosto convulsa di incontri
tra i sindaci della provincia e l’assessore
provinciale al Territorio Sutera dalla quale
doveva uscire l’atto costitutivo della convenzione tra i comuni e la provincia.
In una riunione svoltasi lunedì 29 ottobre
nella sede della Provincia Regionale, i sindaci presenti, 79, avevano deciso di non
approvare l’atto che avrebbe fatto nascere il
nuovo soggetto che dovrà gestire le politiche delle acque per tutta la provincia.
Il motivo della decisione - un po’ come
nell’assemblea degli Stati Generali del 1789
a Parigi - stava nel criterio da utilizzare per
dare rappresentatività a tutti i comuni nell’organo di coordinamento dell’Ato. I comuni più piccoli erano contrari alla rappresentatività per numero di abitanti (sistema che
avrebbe favorito Messina), in base al quale
le decisioni future andavano prese contando il numero degli abitanti dei comuni favorevoli a qualsiasi proposta: in questo
modo, il capoluogo, da solo, avrebbe avuto
sempre la maggioranza.
I rappresentanti dei comuni di dimensioni
più ridotte avevano proposto un doppio
criterio: quello del numero degli abitanti,
16 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
ma anche quello dei comuni presenti al
momento delle riunioni.
Un nuovo incontro è stato convocato per il
9 novembre. In quella occasione si è arrivati alla firma della convenzione, che prevede
l’adozione del solo criterio del voto per
comune: ogni paese ha un voto, sia che
abbia molti abitanti, sia che ne abbia pochi.
Inoltre, per avere all’interno del territorio
provinciale aree più omogenee che possano
decidere meglio cosa fare delle loro risorse
idriche, è stata decisa la creazione di “subAto”, cioè di comprensori più piccoli. L’idea ha trovato tutti d’accordo, tranne i comuni di Acquedolci e Messina, che sono
rimasti fuori dai sub-comprensori.
Nel frattempo è saltata la scadenza del 31
ottobre, data entro la quale la convenzione
doveva essere firmata e approvata da tutti i
consigli comunali e da quello provinciale, e
la Regione potrebbe anche inviare un commissario perché gestisca la fase della costituzione dell’organo tecnico-operativo dell’Ato n. 3. Il servizio idrico integrato, infatti,
sarà coordinato dalla Provincia regionale e
sarà dotato di una struttura tecnicooperativa costituita da tecnici inviati dai
comuni e gestita da un manager nominato
dalla Regione. Potrebbero essere costituiti
anche uffici locali, fatti funzionare da impiegati dei singoli comuni.
Fin qui quello che è stato deciso dai sindaci
a Messina. La sera del 29 novembre, il con-
L’ACQUA NEL SUB-ATO
Comuni inclusi: S. Lucia, San
Filippo, Pace del Mela, Condrò,
Gualtieri. San Pier Niceto, Valdina,
Roccavaldina, Torregrotta,
Venetico, Spadafora, Villafranca.
La novità: tariffe uniche per la
tassa.
siglio comunale di S. Lucia del Mela è stato
chiamato a esprimersi sul tipo di accordo
trovato da sindaci e provincia, e in particolare sull’inserimento di S. Lucia nel subcomprensorio che comprende i comuni
della fascia S. Lucia-Villafranca (quelli, in
sostanza, che già aderiscono alla società
consortile “Tirreno Ecosviluppo 2000”).
Prevedibilmente maggioranza e opposizione non si sono trovate d’accordo. Il sindaco Pandolfo e i consiglieri che lo sostengono hanno difeso il testo della convenzione
presentato in aula e hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di modifica. Lino Calderone ha
chiesto che S. Lucia faccia comprensorio
insieme ad Acquedolci e Messina, così,
trattandosi di comuni molto lontani tra
loro, potrebbe continuare a gestire l’acquedotto senza interventi esterni. Questo soprattutto - secondo il capogruppo di minoranza - per scongiurare il rischio che la gestione con più comuni provochi un aumento delle tariffe. In ogni sub-comprensorio
dell’Ato, infatti, le tariffe per determinare
l’importo delle bollette dovrà essere uguale
per tutti i comuni che ne fanno parte.
Il sindaco ha confermato che le tariffe dei
14 comuni del sub-comprensorio saranno
unificate, ma ha difeso l’inserimento in
questo gruppo, ricordando che con il criterio di voto scelto a Messina i piccoli comuni potranno controllare meglio la fase della
formazione delle decisioni.
Il consigliere D’Amico ha contestato la
definizione per S. Lucia di “piccolo comune” e ha ribadito l’opportunità di aggregarsi
ad Acquedolci e Messina per gestire in modo autonomo la politica delle acque.
Nella dichiarazione di voto, Lino Calderone, annunciando il voto contrario del suo
gruppo, ha affermato che lo schema di
convenzione approvato dalla maggioranza
del consiglio comunale provocherà un peggioramento nell’erogazione del servizio e
un sicuro aumento del suo costo.
ATTUALITÀ
COME CAMBIANO LE INDENNITÀ
Offronsi milioni per amministrarci
Quattro milioni 300 mila lire per il sindaco. Un milione 900 mila per gli assessori. E una buonuscita
a fine mandato. Lira per lira, ecco i nuovi stipendi degli amministratori
F
are l’amministratore locale diventa sempre più appetitoso dal
punto di vista finanziario. Merito
del governo regionale che, in
una ideale continuità, da Leanza
a Cuffaro, ha condito come meglio non si
poteva il pasto dei sindaci, dei presidenti di
provincia e degli assessori.
Una legge voluta dal governo Leanza e il
relativo decreto di attuazione, preparato
dalla nuova giunta poco dopo il suo insediamento, ha recepito le nuove norme nazionali sui compensi per gli amministratori
locali, ma le ha anche aumentate un po’ di
più di quanto era stato previsto a Roma e di
quanto è avvenuto nelle altre regioni italiane.
Aumentano così tutti gli stipendi e i gettoni
di presenza dei consiglieri comunali. In
ogni comune, a determinare i compensi
degli assessori è l’indennità del sindaco.
Dall’importo di questa si calcolano tutte le
altre. Veniamo però al concreto.
Nei comuni con popolazione compresa fra
3.001 e cinquemila abitanti, l’indennità del
sindaco passa ora a 4.300.000 lire. Se il sindaco è un lavoratore dipendente e non ha
chiesto l’aspettativa per il periodo del suo
mandato, l’importo dell’indennità viene
dimezzato, passa cioè a 2.150.000 lire. Al
suo vice tocca il 55 per cento della somma
concessa al sindaco, quindi 2.365.000 lire.
Nella stanza dei
IN LIRE
IN EURO
SINDACO
4.300.000
2.220,76
VICE SINDACO
2.365.000
1.221,42
ASSESSORI
1.935.000
999,34
PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE
1.935.000
999,34
VICE PRES. CONS. COM.
1.451.250
749,51
CONSIGLIERI COMUNALI
50.000 A SEDUTA
25,82
Gli assessori e il presidente del consiglio
comunale devono accontentarsi del 45 per
cento dell’indennità sindacale, cioè
1.935.000 lire. C’è gloria anche per il vice
presidente del consiglio comunale, che riceve una somma pari al 75 per cento dell’indennità del presidente. In soldini sono
1.451.250 lire.
In tanta generosità per gli amministratori e
la presidenza del consiglio comunale, i consiglieri comunali devono accontentarsi delle
briciole: il loro gettone di presenza nei comuni con meno di cinquemila abitanti passa da 32.950 a 50.000 lire per seduta.
Il decreto firmato da Cuffaro e dall’assessore agli Enti locali Antonio D’Equino permette ancora ai sindaci di far crescere le
loro buste paga. Se nei bilanci dei comuni
con meno di cinquemila abitanti il rapporto
tra entrate proprie (tasse, in buona sostan-
4 anni e 3 stipendi
COME SONO CAMBIATI GLI STIPENDI DAL ‘98 A OGGI
D
milioni
al ‘98 a oggi, nel nostro comune, lo stipendio del sindaco è cambiato già
tre volte. Subito dopo il suo insediamento, Santino Pandolfo ridusse l’indennità da 2.600.000 lire a 1.756.920 lire perché il suo predecessore aveva
adeguato lo stipendio ai comuni delle aree metropolitane, ma successivamente
la Corte dei Conti aveva dichiarato illegittima questa procedura. Nel novembre
‘99, invertendo tendenza, Pandolfo ha sfruttato la possibilità che gli offriva la
legge di raddoppiarsi lo stipendio perché non era lavoratore dipendete in aspettativa. La decisione aveva effetto retroattivo, così dal 1° gennaio ‘99 ha
ricevuto 3.513.840 lire. Dal gennaio 2001 si entra nella nuova fase: 4.300.000
lire al mese.
za) e entrate totali è superiore allo 0,17 per
cento, l’indennità può essere aumentata del
tre per cento. Se poi la spesa corrente è
superiore a 1.262.208 lire, l’indennità può
essere aumentata di un altro due per cento.
Alla fine del mandato, ogni sindaco, se non
viene rieletto, riceve una buonuscita che è
pari a una indennità mensile per ogni anno
in cui ha guidato il comune. Se durante il
suo mandato, l’indennità ha avuto importi
differenti (come è nel caso di S. Lucia del
Mela, vedi scheda a fondo pagina), si calcola la media delle indennità percepite e la si
moltiplica per il numero degli anni del mandato.
Naturalmente l’importo delle indennità
dipende dal numero degli abitanti del comune, e questi sono determinati in base ai
dati dei censimenti generali della popolazione. Alla pubblicazione dei risultati del censimento 2001, quindi, si stabilirà a quale
classe demografica appartengono i vari
comuni. Nel caso di S. Lucia, trovandosi
già ora nella classe 3001-5000 abitanti, difficilmente ne uscirà. Ma i censimenti, si sa, si
svolgono una volta ogni dieci anni, e gli
stipendi non possono restare fermi per così
tanto tempo. Ogni tre anni, infatti, le indennità saranno rivalutate in base all’indice
Istat del costo della vita.
Le norme previste dal decreto CuffaroD’Aquino valgono dalla data di entrata in
vigore della legge voluta da Leanza, che
porta la data del 23 dicembre 2000. Questo
significa in buona sostanza che le indennità
vanno pagate da gennaio 2001. Sotto con
gli arretrati, quindi.
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 17
ATTUALITÀ
CONSIGLIO COMUNALE
Approvato l’assestamento di bilancio
Riconosciuti due debiti fuori bilancio. Arriva un contributo da 294 milioni per le scuole
T
roppi desaparecidos nella maggioranza, che non riesce più a
garantire il numero legale. Il
consiglio comunale del 29 novembre si è svolto solo in seconda convocazione, un’ora dopo il previsto, perché del gruppo “Oltre l’Orizzonte”
mancavano parecchi consiglieri e lo sparuto
nugolo di oppositori non ha voluto venire
in aiuto degli avversari. Lino Calderone,
D’Amico e Carmelo Bella hanno abbandonato l’aula costringendo il presidente Interisano all’aggiornamento della seduta. Bella
ha annunciato subito, però, che per protesta contro l’assenza dei consiglieri di maggioranza e contro il mancato coinvolgimento del gruppo di minoranza nelle proposte
di programmazione da sottoporre all’aula
(adesione all’Ato e assestamento di bilancio), non sarebbe tornato per la seconda
convocazione.
A ranghi molto ridotti - dieci presenti - il
consiglio ha esaminato gli argomenti all’ordine del giorno un’ora dopo.
In apertura, Lino Calderone ha protestato
contro il disinteresse dell’amministrazione
comunale sul problema dei turni domenicali delle farmacie. Dopo l’esame della proposta di adesione all’Ato (vedi articolo a pagina 17) è stata approvata all’unanimità una
delibera con cui si riconosce come debito
fuori bilancio la somma di 21.397.711 lire
da pagare al prof. Giuseppe Trifirò, come
stabilito da una sentenza della corte d’appello del tribunale di Messina. Il riconoscimento del debito era già avvenuto in prece-
L’assestamento di bilancio
VARIAZIONI NELLE ENTRATE
Recupero Ici
Trasferimento addizionale comunale Irpef
Anticipazioni di cassa
Rimborso di somme anticipate per elezioni
VARIAZIONI NELLE USCITE
Restituzione somma alla Regione per laboratorio linguistico
Compensi e rimborsi spesa la revisore dei conti
Spese varie d’ufficio per stampati, registri, cancelleria, ecc.
Spese per acquisto attrezzatura informatica per uffici comunali
Spese diverse per il servizio meccanizzato prestazione di servizi
Trasporto alunni
Spese di gestione edifici scolastici, contributo straordinario
Trasporto portatori di handicap
Assistenza minori con fondi del bilancio
Quota a carico bilancio comunale progetti lsu personale ex articolo 23
Spese per illuminazione pubblica tenuta in economia
Manutenzione discarica e raccolta differenziata
Retribuzione al personale di ruolo o non di ruolo reggente posti vacanti o comunque in
servizio
Oneri Servizio sanitario nazionale a carico dell’ente
Oneri Cpdel a carico dell’ente
Competenze al personale della nettezza
Indennità di risultato
Lavoro straordinario dipendenti comunali
Miglioramenti economici
Miglioramenti economici dovuti al segretario comunale
Rimborso di anticipazione di cassa
Anticipazione somme per elezioni
1 per cento incassi Ici
18 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
denza, ma quella delibera era stata annullata
dal Coreco provinciale.
Due nuovi debiti fuori bilancio sono stati
riconosciuti subito dopo. Si tratta di una
sentenza del tribunale di Barcellona che
condanna il comune a pagare 108.181.432
lire alla signora Santa Fiorello per l’occupazione di un terreno per la costruzione della
Strada Serri. La somma sarà versata grazie a
un mutuo con la Cassa depositi e prestiti.
Dal bilancio comunale, invece, saranno
presi i 5.343.984 lire da pagare al signor
Antonio Franco Impellizzeri, per i danni
subiti dalla sua autovettura nella via Rossellina a cause della rimozione di un tombino
della rete fognaria. Una sentenza del giudice di pace di Milazzo ha condannato il comune, che ora dovrà recuperare la somma
dalla Fata, con la quale è assicurato. I consiglieri Lino Calderone e D’Amico hanno votato
contro questa delibera perché
non erano d’accordo sul modo
in cui erano stati calcolati gli
60.000.000
36.900.814
interessi sulle somme da pagare.
1.500.000.000
Unanimità ritrovata per il suc40.000.000
cessivo punto all’ordine del
Cifre espresse in lire
giorno: l’approvazione di una
variazione al bilancio 2001 per
l’inserimento
di un finanzia1.944.980
mento straordinario di 291.500.000
-10.000.000
4.240.000 lire concesso dall’as-15.200.000
sessorato regionale agli Enti
-6.200.000
locali per l’adeguamento e la
6.000.000
5.000.000
sistemazione degli edifici scola-5.000.000
stici. Il comune aveva richiesto
5.081.530
700 milioni, ne sono stati con8.000.000
cessi poco più di un terzo, e il
3.000.000
45.880.000
sindaco Pandolfo ha spiegato
che i soldi saranno utilizzati
300.000
interamente per le scuole.
200.000
La seduta del consiglio comuna500.000
700.000
le è stata chiusa dall’approvazio4.270.000
ne della manovra di assesta-898.714
mento del bilancio, dell’importo
32.000.000
di 1.636.900.814 lire. I due con19.000.000
1.500.000.000
siglieri di minoranza si sono
40.000.000
astenuti dalla votazione. Del
822.470
resto già Bella aveva protestato
Cifre espresse in lire
per l’ennesima esclusione del
ATTUALITÀ
suo gruppo da tutti gli atti che interessano
la programmazione del comune.
Il prospetto con tutte le voci della manovra
di assestamento è pubblicato nella pagina
precedente. Tra le maggiori entrate vanno
segnalati 60 milioni di recupero di Ici non
pagata e quasi 37 milioni derivanti dal trasferimento dallo Stato al comune degli incassi dell’addizionale comunale Irpef.
Nell’ambito delle uscite, invece, si riuscirà a
contenere le spese in alcuni settori che riguardano gli uffici comunali. Un finanziamento di quasi due milioni per la realizzazione di un laboratorio linguistico sarà restituito alla Regione perché non è stato
speso. Si spenderà di più per il trasporto
degli studenti, per la manutenzione della
discarica e per la raccolta differenziata.
CONCORSI
I presepi della Prelatura
Seconda edizione del concorso organizzato dall’associazione
culturale Castello. Saranno visitabili anche due presepi di
Torregrotta e Milazzo
S
ono 18 i partecipanti alla seconda
edizione del concorso “Il presepe
nella tradizione della Prelatura
Nullius di S. Lucia del Mela” organizzato dall’associazione culturale Castello, che dall’anno scorso ha preso
il posto del concorso “Il presepe nella tradizione luciese”, costituendone l’allargamento a tutti i comuni che facevano parte
della prelatura luciese.
Anche quest’anno i presepi saranno visitabili dal 13 dicembre al 6 gennaio. Nei giorni
feriali l’orario è dalle 17 alle 20, in quelli
festivi, invece, dalle 15 alle 21.
A S. Lucia del Mela i presepi che partecipano a questa edizione
del concorso sono:
Giuseppe Alibrando, chiesa di contrada S. Nicola Montagna;
Antonino
Cambria, contrada
Pietre Bianche; Casa
di riposo “Canonico
Luigi Calderonio”,
via Garibaldi; gruppo “La Mimosa”,
via Ugo Foscolo;
gruppo “Ss. Rosario”, chiesa di piazza Rosario; gruppo “U puzzu”, via Rossellina,
28/30; Parrocchia Sacro Cuore, via Padre
Giovanni Parisi Tor, 1; Santuario S. Maria
della Neve, piazzale Castello.
Cinque i presepi a S. Filippo del Mela: Asilo
Lucifero Lazzaroni, via XXIV Maggio, 24;
Maria Teresa Furnari, Borgo Giovanni Ver-
ga, 23, Cattafi; gruppo “Gi.Fra.”, piazza
Duomo, 7; gruppo “Rizzotto”, via Tenente
Speciale; Alessandro Piccolo, via Gramsci,
13.
A Pace del Mela si possono visitare i presepi di Giovanni Cavallaio, via Mazzini, 9, e
del gruppo “Gli amici del presepe”, via
Regina Margherita, 6.
A Gualtieri Sicaminò, infine, i presepi in
concorso sono: gruppo parrocchiale “S.
Giuseppe”, piazza San Cataldo; gruppo
parrocchiale
“Madonna
del
Soccorso”,
via
Mezzo
Casale,
Soccorso; Maria
Pagano, via Piano Molino.
Potranno essere
visitati
anche
altri due presepi,
che però sono
fuori concorso.
Si tratta del presepe di Antonino Maio, a Milazzo, in via
Ciantro, 2 (nei pressi del campo sportivo
Sacro Cuore) e di quello del Comitato “Pro
Padre Pio” di Torregrotta, che è stato allestito in piazza Municipio.
La premiazione del concorso si svolgerà
domenica 6 gennaio alle 18 in piazza Milite
Ignoto a S. Lucia del Mela.
OPERE PUBBLICHE
Scuole e palestre,
chiedete entro
il 21 gennaio
L’assessorato regionale alla
Pubblica Istruzione ha fissato i
termini per la richiesta di
finanziamenti per il piano
dell’edilizia scolastica 20022004
L’
assessore regionale ai Beni
culturali e alla Pubblica istruzione anticipa i tempi
per il nuovo piano triennale
dell’edilizia scolastica. Con
una circolare del 20 novembre, Fabio Granata ha invitato i comuni e le province siciliane a inviare a Palermo entro il prossimo
21 gennaio le schede con le richieste di
finanziamento per lavori che interessano gli
edifici scolastici. Tutto questo prima ancora
che il ministero dell’Istruzione emani il
decreto di applicazione della legge sull’edilizia scolastica del 1996 per il terzo piano
triennale, quello 2002-2004.
I finanziamenti possono essere richiesti per
la costruzione e il completamento di edifici scolastici, per
l’acquisto di immobili e il loro
riadattamento a spazi per le
scuole, l’adeguamento degli
edifici scolastici alle norme
sull’agibilità, la sicurezza, l’igiene e l’eliminazione delle barriere architettoniche, la riconversione di edifici
scolastici da destinare ad altro tipo di scuola, la realizzazione di impianti sportivi. I
finanziamenti consistono in mutui con la
Cassa Depositi e Prestiti che saranno interamente rimborsati dallo Stato in venti anni.
Le opere finanziate saranno inserite nel
piano triennale dell’edilizia scolastica 20022004, il terzo da quando è in vigore la legge.
Il comune di S. Lucia ha provato a sfruttare
la legge sull’edilizia scolastica per completare la palestra della scuola elementare XXV
Aprile. Ma, se nel piano 1996-1998 aveva
ottenuto un finanziamento di 777.150.000
lire, in quello 1999-2001 la richiesta di
1.011.850.000 lire per completare l’opera è
stata ignorata. Si può riprovare ora.
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 19
ATTUALITÀ
L’ITER PER OTTENERE I FINANZIAMENTI
Pit, 90 giorni per i progetti esecutivi
La Regione ha scelto le società di consulenza. Aiuteranno i comuni a realizzare i progetti delle
opere previste nei piani
P
rocede l’iter per la realizzazione
dei Pit, Piani integrati territoriali. Il Dipartimento per la programmazione della Regione ha
scelto 12 società di consulenza
che aiuteranno i comuni nel servizio di
assistenza, supporto tecnico e amministrativo per la redazione dei progetti legati alle
idee-forza attorno a cui sono stati organizzati i Pit. Per i progetti delle province di
Messina e Enna, i comuni si avvarranno
della “Izi spa”. La sua consulenza sarà utilizzata, quindi, anche per il Pit S. Lucia del
Mela, che coinvolge i 14 comuni che aderiscono alla società consortile “Tirreno Ecosviluppo 2000” e altri enti, pubblici e privati. L’idea-forza da sviluppare è “la via dell’argilla per lo sviluppo e la produttività”. Il
Pit S. Lucia del Mela prevede la realizzazio-
ne di opere per quasi 49 milioni di euro (95
miliardi di lire), mentre in tutta la Sicilia ne
saranno spesi 1.500 milioni.
Sulla Gazzetta ufficiale regionale del 2 novembre è stato pubblicato il decreto che
indica i sette Pit non ammessi alla selezione
finale e quelli che, invece, parteciperanno
alla selezione finale. Il comune che rappresenta ciascuno di questi ultimi, quindi anche S. Lucia del Mela, avrà ora 90 giorni (la
scadenza è fissata al 5 febbraio) di tempo
per inviare al Dipartimento programmazione la documentazione richiesta nel bando
per integrare quella già presentata in precedenza. I promotori dei Pit potranno richiedere finanziamenti per affrontare le spese
per realizzare tutto il materiale richiesto.
Successivamente, il Dipartimento programmazione avrà altri 90 giorni per analizzare
Polizza assicurativa per infortuni, malattie e responsabilità
civile per il gruppo di volontariato.
Importo a base d’asta: 1.410.000 lire
Unica offerta: Unipol assicurazioni, ribasso 0,7 per cento
(1.400.130 lire).
Trattativa privata per fornitura e installazione di tre pompe
di calore per l’asilo nido (27 novembre).
Importo a base d’asta: 7.200.000 lire.
Offerte di ribasso:
New Tecno Plus di Brunetta Carmelo: 0,3 per cento;
Termo Clima di Fortunato Gitto: 1 per cento;
Rizzo Salvatore: 1,50 per cento;
Impalà Salvatore: 4 per cento;
Termo Comfort di Songeux Noelle Dominique: 10,94 per cento;
Mendolia Franco Tindaro: non ammesso.
Aggiudicatario: Impalà Salvatore (6.912.000 lire).
Trattativa privata per installazione luminarie natalizie (27
20 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
le pratiche e, quindi, indicare i progetti che
ritiene essenziali per l’attuazione del Pit e il
raggiungimento degli obiettivi di sviluppo
che si è proposto. Queste azioni dovranno
essere realizzate necessariamente per evitare che il finanziamento venga annullato. Il
Dipartimento programmazione definirà
anche la graduatoria di merito dei Pit, articolata per province. Nell’ambito di ogni
provincia i Pit saranno finanziati in base
alla posizione occupata in graduatoria e
fino all’esaurimento dei fondi disponibili.
La provincia di Messina avrà a disposizione
176.444.571 euro.
Tutto il lavoro di progettazione esecutiva
da inviare a Palermo sarà realizzato con
l’aiuto delle società di consulenza. Questa
fase dovrà concludersi a febbraio, quando
si procederà agli appalti.
novembre).
Importo a base d’asta: 2.800.000 lire.
Offerte di ribasso:
New Tecno Plus: 0,19 per cento;
Giunta Carmelo: 0,21 per cento;
Mendolia Franco Tindaro: non ammesso.
Aggiudicatario: Giunta Carmelo (2.794.120 lire).
Ordinanza sindacale n. 116 del 23/11/2001
Lavori contingibili e urgenti per eliminare inconveniente igienico-sanitario nel fabbricato di proprietà di Merulla Fortunato
in esecuzione di un’ordinanza del giudice presso il tribunale di
Barcellona: ditta Eredi Ragusa Angelo, 10.706.750 lire.
Ordinanza sindacale n. 117 del 23/11/2001
Lavori contingibili e urgenti per eliminare inconveniente igienico-sanitario in alcune vie del centro urbano con l’impiego di
autoespurgo: ditta Galipà Sarino, 4.800.000 lire.
La bacheca
Le delibere di giunta dal 25 settembre al 4 dicembre
Refezione per le scuole materne
GIUNTA DEL 2/10/2001
208 Assegnazione somma al funzionario responsabile del servizio amministrativo per fornitura di beni e servizi refezione scolastica scuole materne. 120.215.500 lire.
SERVIZIO
SOMMA A DISPOSIZIONE
2001/02
SOMMA SPESA
2000/01
AGGIUDICATARIO 2000/01
Preparazione e
distribuzione pasti
L. 70.397.000
L. 66.250.583 Ditta De Spumes, Olivarella
Fornitura generi alimentari
e prodotti per l’igiene e la
pulizia
L. 35.530.000
Ditta De Salvadore Santa, S.
L. 33.870.635 Lucia del Mela
Fornitura carne
L. 14.288.500
Ditta Manna Santo Roberto, S.
L. 13.649.600 Lucia del Mela
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 21
LA BACHECA
22 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
Votando S’IMPARA
PROMEMORIA PER ELETTORI CHE DIVENTANO SMEMORATI DENTRO LA CABINA ELETTORALE
I parlamentari all’Ars/2
SANTI FORMICA
(Alleanza nazionale)
Cariche assunte: componente II
Commissione legislativa permanente
Bilancio e programmazione dal 7/8/2001; componente VI Commissione legislativa permanente Servizi
Sociali e Sanitari dal 7/8/2001; componente Commissione per il Regolamento dal 1/8/2001.
Attività parlamentare (1° firmatario): ddl 195 del 25 settembre 2001,
Norme per l’inserimento tutelato in
nucleo familiare di soggetti disabili
psichici; ddl 196 del 25 settembre
2001, Norme per la rinegoziazione
delle condizioni di onerosità dei finanziamenti agevolati per il settore
agricolo; ddl 197 del 25 settembre
2001, Interventi per la tutela della
famiglia e del lavoro domestico; ddl
198 del 25 settembre 2001, Modifiche
e riapertura dei termini della legge
regionale 1 marzo 1995, n. 19 concernente giacimenti di materiali da cave
nel territorio della Regione siciliana;
ddl 199 del 25 settembre 2001, Norme per la tutela del patrimonio faunistico, la regolamentazione del prelievo
venatorio nell’ambito della Regione
siciliana; ddl 200 del 25 settembre
2001, Disposizioni in materia di riduzione del prezzo alla pompa delle
benzine; ddl 201 del 25 settembre
2001, Interventi a sostegno delle imprese artigiane e delle piccole e medie
imprese; ddl 202 del 25 settembre
2001, Norme per lo sviluppo turistico
della Sicilia; ddl 203 del 25 settembre
2001, Norme per l’adozione della
settimana corta nelle scuole; ddl 204
del 25 settembre 2001, Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 concernente il riordino
della legislazione in materia forestale e
di tutela della vegetazione.
Interrogazioni: Nr. 192: Potenziamento del Corpo regionale delle miniere. Nr. 193: Notizie sul procedimento di dismissione delle partecipazioni regionali e dei beni demaniali e
patrimoniali non utilizzati per fini
istituzionali. Nr. 194: Informazioni
sullo stato della liquidazione degli
Enti economici regionali soppressi.
Nr. 195: Iniziative per il rilancio del
settore minerario siciliano. Nr. 220:
Iniziative in merito al grave inquinamento nel comprensorio di Milazzo.
CARMELO LO MONTE
(Sicilia Democratica)
Cariche assunte: componente
GIUSEPPE FRANCHINA
(Cristiano democratici)
I
Commissione legislativa permanente
Affari Istituzionali dal 7/8/2001;
componente Commissione per il Regolamento dal 1/8/2001.
Attività parlamentare: ddl 186 del
24 settembre 2001, Norme per l’erogazione del sussidio integrativo a favore degli ammalati affetti dal morbo
di Hansen; ddl 237 del 5 ottobre 2001, Interventi a favore degli allevatori
per fronteggiare l’epizoozia denominata “febbre catarrale degli ovini (blue
tongue)”; ddl 240 del 9 ottobre 2001,
Indennità di residenza a favore delle
farmacie rurali; ddl 241 del 9 ottobre
2001, Tutela e valorizzazione delle
persone anziane. Norme per la promozione dell’associazionismo della
terza età ed interventi a favore di anziani non autosufficienti; ddl 242 del
9 ottobre 2001, Interventi in materia
di servizio civile; ddl 263 del 19 ottobre 2001, Provvedimenti urgenti a
favore dello sviluppo della riqualificazione e del riordino della fascia costiera in Sicilia e norme per il governo del
territorio.
Interrogazioni: Nr. 237: Provvedimenti urgenti per affrontare e risolvere l’emergenza igienico-sanitaria in cui
versa la località balneare Spinesante di
Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Nr.
278: Iniziative per il rilancio delle
stazioni termali della Regione.
Interpellanze: Nr. 8: Notizie sul
mancato adeguamento alla normativa
comunitaria sul finanziamento di primo aiuto ai giovani agricoltori.
Eletto nella lista La Margherita Con Rutelli, è passato al
gruppo Cristiano Democratici.
ANGELO PAFFUMI
(Nuova Sicilia)
Cariche
assunte:
GIOVANNI ARDIZZONE
(Cristiano democratici)
Cariche assunte: presidente I Com-
missione legislativa permanente Affari
Istituzionali dal 8/8/2001.
Attività parlamentare (1° firmatario): nessuna segnalazione.
Interrogazioni: Nr. 230: Dichiarazio-
ne di “area ad elevato rischio
di crisi ambientale” per il
comprensorio di Milazzo.
Attività parlamentare (1°
firmatario): nessuna segna-
lazione.
Componente
Commissione Cee dal 7/8/2001.
Attività parlamentare (1° firmatario): nessuna segnalazione.
Palazzo dei Normanni, a Palermo, sede
dell’Assemblea regionale siciliana
22 dicembre 2001 AGORÀ ● 23
DIECI ANNI FA
L’ATTRAVERSAMENTO DELL’ADDIO
Noi siamo i vinti.
Noi che non sappiamo amare
e viviamo di sogni
e il tempo dell’illusione svanisce
lasciandoci tentennanti nel nostro dolore.
Noi che affidiamo ogni nostra
decisione al bizzarro rotolare di una moneta
incapaci di ergerci.
Noi siamo i vinti
che ci crogioliamo nella nostra malinconia
e ci inebriamo di dolcezze struggenti
nel pensiero del passato e del futuro.
Sì noi che ancora
non abbiamo capito che
Dio è dalla nostra parte
e non nutriamo speranza.
È un momento buono, per me, questo gennaio. Fino a qualche anno fa, avevo paura ad ammettere che le cose mi stessero andando bene. Sapevo che non sarebbero durate e che, essendo ogni
giorno un evento assolutamente imprevedibile, probabilmente ciò che era bianco sarebbe con
estrema facilità diventato nero. Questo mi spaventava. Perché? Perché Pier era giovane e soffriva
maledettamente della propria incompetenza a risolversi la vita. Erano periodi in cui girava a vuoto, in cui l’immagine stessa di un sé che piroettava vanamente su se stesso gli prendeva continuamente il cervello. Ha attraversato quel periodo. È sopravvissuto.
Per come è oggi organizzata la mia vita, posso facilmente supporre che ancora una volta il bianco cambierà in nero, che da questo gennaio tranquilli precipiterò in un tremendo mese futuro.
Questo, però, non mi fa più paura.
(Pier Vittorio Tondelli, 16 dicembre 1991 - 16 dicembre 2001)
24 ● AGORÀ 22 dicembre 2001
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Gli ultimi colpi del 2001