Agorà http://members.xoom.it/agoranotizie ANNO IV NR. 3. 22 dicembre 2001. € 1,29 / L. 2.500 Gli ultimi colpi del 2001 RUSPE STRABICHE La strana lotta all’abusivismo edilizio I RISULTATI DI UNA RICERCA Come si vive a S. Lucia del Mela 13 ANNI DI FUMO NEGLI OCCHI Le tante promesse dell’Enel CAMBIANO GLI STIPENDI Soldi nuovi per sindaco e assessori 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 1 IENA RIDENS A MINO SPROPORZIONATO Ci abiamo strariato con quel gran crasto del capo dei minorati... Dichiarazione shock dell’incommensurabile genio del giornalismo mondiale, che, per la prima volta, dichiara pubblicamente di essere arrivato ai ferri corti con il suo idolo di sempre, il capo dei minorati di questo paese. “Ci abiamo strariato principalmente per un motivo”, ha ribadito il Maestro, “e cioè perché mi ha sconciato mia soro. Per questo motivo deve avere spiregno, grazie” S alve a tutti, ma buttate pece gualmente, per cortesia. Natale si avvicina, stando ai miei calcoli, grazie. Ma non preoccupatevi: poi passa. Siccome ho un ferramento di testa, per il motivo che soffro di pressione alta, oggi vi do quattro calatine di carruggio veloci, a entrare e uscire, e mi vado a butto nel letto, avanti che rovescio del nervosismo. Come avrete appreso da tutti i telegiornali e i giornali (e dalle aradio, anche), ho avuto una guestione con quel gran porco di colui che un tempo iera il mio itolo, ma che dico: con lui che iera nientepopodimeno ce una vera e propria vara grande intellettuale per me, e cioè quel santoliberante del gran capo dei minorati del vostro paese del Mela. Come sapete e come avete ben visto nelle lunghe e disgustose immaggini che hanno mandato in televisione a tutti i telegiornali a tutte le ore, quella impendola del capo dei minorati, ha avuto un rapporto testicolare e intermittente con la mia povera soro Natala, precedentemente illibata, che colgo l’occosione di salutare in occosione del suo nomastico: cara soretta, non lascerò che quel crasto adultofilo la faggia franca, lotterò con tutto il mio intestino interno ed esterno (e/o con altro) per vendicare questo anfronto, te lo inciuro!! Ma come si ha permesso quel baccalarone di saia di spiorare i dolgi peli dei tuoi volti, superiore e inferiore?! Come ha potuto facermi questo, a me che l’ho difeso come ho potuto dagli antacchi del terribile ordigno sessuale del vostro sindeco, che gli ha diventato il membro quanto la torre gelindreca abero-normannica? Sono veramente appuntato da tutto ciò. 2 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 Come se non bastasse, l’altro giorno ho incontrato al vostro assessore della foresta che iera con lo scuardo seriamente intensionato a sconcigare sessualmente la vostra assesrice culturale. Cose di uscire pazi, grazie. Allora mi ho avicinato, mentre lui gli scendeva ghiaramente la bava sessuale dalla bocca, e si stava dirigendo balzon balzoni verso la povera assesrice ignara di tutto, pronto a immergersi in una valanca di lussuria nel bel mezzo del piano degli archi del vostro paese. L’ho inferrato a volo con un grazio e li ho detto: «ma che fai, assessore della foresta? Ti vuoi macchiare di un peccato lussureggiante nel menzzo del piano degli archi? Che sempio li dai ai bampini che ti vedono? E, soprattutto, non ti sbarroi in cotanta impresa?» Allora lui mi ha fatto il suo emblematico grugnito di dissenzo, poi ha mosso le orecchie e la coda, ha intraversato la strada nusando il territorio, se cosa mai c’erano altri maschi, e se ne ha andato (credo al suo uficio di assessore della foresta). Salvando dalle sue crinfie sessuali e animaliche la vostra povera assesrice, ha stato come se ho salvato la mia povera soro Natala dalle crinfie di quel manipolo sessuale del capo dei minorati, per la marina. Un ultima cosa: caro minorato capo, vedi che mia soro stamattina gli scappava di rovesciare e mi piangeva che voleva stigliolelle di porco… cosa che mai lei. Se ansiamo al dio mi esce qualche novità fra otto-nove mesi, per la madonna del Tonnaro ti vengo a cerco anfino al polo ovest, e ti conso come una inzalata. Sono Sproporzionato, e voi lo sapevate. A Sommario 22 dicembre 2001 n. 3 anno IV Palestra Chiedere entro il 21 gennaio Abusivismo Indennità Queste case senza più legge... Copertina 5 Gli strani casi dell’abusivismo edilizio. Queste case senza più legge, questa politica che sembra un gregge Attualità 6 L’Enel e la valle del Mela. 13 anni di fumo negli occhi 7 Sindacati e ambientalisti contro. Le posizioni di Cgil e Legambiente 9 La grande esclusa dalle polemiche. E alla raffineria c’è voglia di scherzare I nuovi stipendi dei politici 11 Vivere a S. Lucia del Mela. Uno studio sul nostro paese 12 Parole di voci consapevoli. Cosa dicono i componenti del Gruppo promotore 13 Servizi sociali. Proroga per una coop, l’altra è sparita 16 Acquedotto. Maggioranza e opposizione divise sulla nuova società delle acque 17 Come cambiano le indennità. Offronsi milioni per amministrarci Quattro anni e tre stipendi. Come sono cambiati gli stipendi dal ‘98 a oggi Agorà 18 Consiglio comunale. Approvato l’assestamento di bilancio 19 Concorsi. I presepi della Prelatura Opere pubbliche. Scuole e palestre, chiedete fino al 21 giugno 20 Pit. 90 giorni per i progetti esecutivi Rubriche 2 Iena ridens 4 Forum la claque 14 Mosaico 21 La bacheca 23 Votando s’impara ONLINE Sito internet: http://members.xoom.it/agoranotizie E-mail: [email protected] 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 3 Agorà A Forum periodico di politica attualità cultura Direttore responsabile: Giuseppe Spadaro Ancora sull’estate e su Vaccarino Redazione: Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela C Sito internet: http:// members.xoom.it/ agoranotizie E-mail: [email protected] Registrazione Tribunale di Barcellona P. G. n. 32/98 ANNO IV N. 3 22 DICEMBRE 2001 Questo numero è stato chiuso in redazione il 16 dicembre 2001 Prezzo: 1,29 euro / 2.500 lire Il forum di Agorà In questo numero parliamo delle nuove indennità per gli amministratori comunali decise dal governo regionale. Cosa ne pensate? È giusto che 4 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 Errata corrige L’ articolo “Destinazione: cantieri ovunque” pubblicato nello scorso numero conteneva un errore. La somma ancora necessaria per completare i lavori della palestra delle scuole elementari non è di 300 milioni, come erroneamente scritto, ma di 1.011.850.000 lire. Ce ne scusiamo con i lettori. FUGHE D’ARIA la claque Editore, stampa e distribuzione: associazione culturale “Girasole” Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela onoscendo la persona Vaccarino ci si aspettava qualcosa di speciale per l’estate 2001… Qualcosa di speciale c’è stato: era da almeno 10 anni che si organizzava l’estate luciese, con pochi soldi, con serate brutte ed inutili, con qualsiasi cosa che potesse riempire qualche serata, anche per non perdere la faccia, ma lui, il Vaccarino rampante, è stato speciale, non ha fatto niente. Il rampante ha preso quattro videocassette dalla sua cineteca e le ha fatte vedere in piazza a fine estate per annebbiare la mente dei luciesi… La mania di fottere il prossimo è padrona del comune luciese. Abbiamo un paese bellissimo, perché farcelo rovinare da questi comunisti? Sono fiero di non averli votati… anche se gli altri… e-mail firmata di Filippo De Mariano Fa quasi tenerezza l’ostinazione con cui gli amministratori rincorrono quella formula inventata in campagna elettorale e di cui loro per primi non hanno mai capito il significato: “democrazia partecipativa”. L’ultimo a sparare la sua è stato l’assessore Santino Vaccarino. Alla serata organizzata dal Gruppo promotore di via Facciata, ha spiegato che lui e gli altri avevano in mente iniziative di quel tipo quando parlavano di democrazia partecipativa. Fa tenerezza questa ostinazione, che non è la sicumera di incerare l’artificiale degli alchimisti con i loro alambicchi, ma piuttosto l’affannoso inseguimento di una scoreggia che ha prodotto frastuono all’uscita dal retrobottega che l’ha generata, ma che, dopo di allora, ha perso qualsiasi consistenza materica.L’ultimo cacciatore di flatulenze, Vaccarino, è convinto che la democrazia partecipativa consista nel fatto che la sua cooperativa organizza un corso, i corsisti fanno il tirocinio chiedendo agli indagati di indagarsi, questi scoprono che i politici non considerano troppo né loro né il posto dove abitano, così hanno partecipato alla democrazia. Questo potrebbe voler dire che se fino a questo momento la democrazia partecipativa non si è realizzata, la colpa vada addebitata alla cooperativa dell’assessore che ha tardato a sguinzagliare i suoi tirocinanti. Ma forse è più vera l’impressione che Vaccarino confonda sempre più pericolosamente gli interessi privati del suo lavoro con il mandato pubblico che il “popolo” gli ha dato quattro anni fa, quando fu investito da una massa d’aria di dubbia provenienza, a cui si diede il nome di “democrazia partecipativa”. i politici siano pagati tanto oppure si tratta di cifre eccessive? Una ricerca condotta dagli abitanti del rione Facciata descrive il loro modo di vivere a S. Lucia del Mela. Cosa pensate voi del vostro paese? Cosa vi fa essere orgogliosi di abitarci e cosa, invece, pensate che andrebbe migliorato al più presto? E di chi è la responsabilità delle disfunzioni che ogni giorno capitano sotto i vostri occhi? Rispondete per posta o (via e-mail) sul nostro sito http://members.xoom.it/ agoranotizie nella sezione “Forum”. I vostri contributi saranno pubblicati on line e sul prossimo numero del giornale. COPERTINA GLI STRANI CASI DELL’ABUSIVISMO EDILIZIO Queste case senza più legge, questa politica che sembra un gregge L’ultimo piano di una abitazione del centro storico deve essere demolito. Lo ordina l’ufficio tecnico del Comune. Che applica una sentenza del tribunale. Ma va anche oltre di Filippo De Mariano C accesso in muratura. Parola di ufficio tecnico. Che non si ferma qui, e risale all’origine del caso. La sopraelevazione fu realizzata nel giugno 1980 dai precedenti proprietari di quell’abitazione che, in seguito, presentarono richiesta di condono secondo le leggi regionali n. 7 del 1980 e n. 70 del 1981. Nel 1985, però, una nuova norma, l’articolo 39 della legge regionale n. 37, le sostituì e la richiesta di condono andava ripresentata citando quest’ultima disposizione. La nuova domanda non fu mai presentata, così l’ufficio tecnico si è visto costretto a emettere l’ordinanza n. 6 del 9 novembre 2001. Con la quale non stabilisce solo l’esecuzione della sentenza del tribunale (che prevedeva l’abbattimento della copertura metallica del terrazzo), ma ordina la demolizione di tutto l’ultimo piano. Se i proprietari non eseguiranno l’ordinanza, sarà il comune a provvedervi con propri mezzi, ma a spese degli intestatari dell’abitazione. on l’ordinanza del servizio tecnico, urbanistico e tecnicomanutentivo n. 6 del 9 novembre 2001 il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Giuseppe Arizzi ha stabilito la demolizione di un intero piano di una abitazione della via Teatro, che il piano regolatore colloca nella zona “A”, quella del centro storico. Motivo: si tratta di una costruzione abusiva. Ecco l’ultima anomalia di un paese che non riesce proprio a essere normale. La vicenda comincia nell’estate del 2000, quando i proprietari di questa abitazione decidono di installare nel loro terrazzo una copertura con intelaiatura di ferro e pannelli coibentati. La struttura probabilmente ostruisce la visuale a qualche vicino che denuncia quel lavoro al Tribunale di Barcellona. Il 3 maggio 2001, il giudice unico della sezione di Milazzo del tribunale emette una sentenza con cui ingiunge la demolizione della copertura in metallo. Dopo 90 giorni dalla in qui i fatti. In una regione in notifica della sentenza ai proprietari, la decui i politici più votati ammiccamolizione non è stata ancora eseguita e la no agli abusivi di ogni specie e in signora che aveva presentato la denuncia, il un comune in cui il sindaco, con 21 settembre, ricorre a un atto stragiudiziasoave incuranza del proprio le. ruolo, chiede la visualizzazione sul piano A questo punto interviene l’ufficio tecnico regolatore di una serie di costruzioni abusidel Comune, che comincia a spulciare tra le ve (tutte in regola con le cangianti norme sue carte e scopre che in della sanatoria) tra cui quella abitazione non è solo è compresa la sua, la copertura del terrazzo a un’ordinanza di questo essere abusiva, ma l’intero tipo lascia senza paroultimo piano. Si tratta di le. E stupisce. una sopraelevazione di un La storia siamo noi, ma gli altri Stupisce innanzitutto metro e 40 centimetri con hanno i soldi per l’acribia dell’ufficio solaio in cemento armato e comprarsela… tecnico, che decide di laterizi su cui sono stati ElleKappa indagare attentamente edificati 60 metri cubi, ocsulla pelle di una famicupati in parte dal terrazzo glia indifesa, debole. e in parte da un torrino di Stupisce il silenzio dei F satura vertici politici, che, oltre a non parlare, non vedono. Perché il vero problema sta tutto qui: chi vede, in questo comune, e cosa vede? Per almeno un paio di decenni l’abusivismo edilizio è proliferato senza che nessuno vi mettesse un freno o proferisse anche solo una parola di disapprovazione. Alle elezioni del 1998, nella sezione della scuola elementare XXV Aprile in cui votano gli abitanti della zona di S. Maria, piena di costruzioni abusive, l’attuale amministrazione ha ottenuto una valanga (che ironia!) di voti. Ha cercato e ottenuto, quindi, il consenso di coloro che, prima, hanno ignorato la legge e, dopo, hanno preteso di torcerla a loro vantaggio. Ma almeno in questo caso non si è trattato della solita ipocrita manovra elettorale: alle promesse sono seguiti i fatti. Ciò che un’amministrazione comunale poteva fare sul tema, quella attuale l’ha fatto. Nel frattempo si è tappata gli occhi. Non ha notato nulla di ciò che accadeva. Non ha visto nuove costruzioni abusive. Ville con piscina, magari, o locali pubblici più che raddoppiati nella loro superficie. Non li ha visti nessuno: né i politici, né l’impagabile ufficio tecnico, pronto a mestare tra le carte alla ricerca del cavillo che umilii gli indifesi. Restano un’ordinanza da eseguire e quella sensazione di già visto, di un potere che sa essere forte con i deboli e debolissimo con i prepotenti. Restano quelle parole contro la mafia pronunciate in campagna elettorale e demolite - quelle sì - dai fatti, dal silenzio vigliacco e dalla cecità più nera di fronte alle evidenze più macroscopiche. Resta questa politica vogliosa di essere gregge, di perdersi nel mucchio, di fare le scelte più comode, semplici e semplicistiche, che producano le conseguenze più lievi e meno noiose. 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 5 ATTUALITÀ L’ENEL E LA VALLE DEL MELA 13 anni di fumo negli occhi Dal 1988 ogni tentativo di imporre all’Enel il rispetto delle norme antinquinamento è fallito. Storia delle inadempienze della centrale. Tra silenzi, complicità e mancanza di informazione «L o sviluppo dell’industrializzazione è avvenuto in modo poco governato e con scarsa a t t e n z i o n e all’ambiente e alla vivibilità del territorio. In questo quadro, gli effetti ambientali divengono un fattore di conflittualità, alla quale spesso contribuisce la carenza di trasparenza nella gestione delle stesse industrie e l’insufficienza di informazione che giunge alla popolazione». È il 28 marzo 2000 quando Corrado Clini, direttore generale del settore Inquinamento atmosferico e rischi industriali del ministero dell’Ambiente, presenta agli amministratori regionali e locali la relazione che descrive le condizioni della valle del Mela. Quelle pagine diventano un vero e proprio libro bianco in cui sono elencate le incongruenze di un modello di sviluppo pensato dalle classi politiche e le costanti infrazioni delle leggi contro l’inquinamento da parte delle aziende della zona industriale di Milazzo e di Giammoro. Quelle norme sono in vigore dal 1988, ma l’Enel, in un modo o in un altro, ha sempre trovato il modo per non rispettarle. Tra il 1986 e il 1987 la Cee emana quattro direttive che riguardano la qualità dell’aria e l’inquinamento prodotto da impianti industriali. Un decreto del 24 giugno 1988, contenente «norme per la tutela della qualità dell’aria ai fini della protezione della salute e dell’ambiente su tutto il territorio nazionale», recepisce quelle direttive e dispone, all’articolo 12, che tutti gli stabilimenti industriali debbano presentare alla propria Regione una domanda di autorizzazione a immettere gas nell’aria netro 12 mesi. La domanda deve essere accompagnata da una relazione tecnica che descriva il ciclo produttivo, le tecnologie antinquinamento utilizzate, la quantità delle emissioni e un progetto per contenerle enro i limiti imposti dall’articolo 13 di quello stesso decreto. La Regione ha poi 120 giorni di tempo per rispondere. Il 24 6 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 giugno ‘88 il Settore produzione e trasmissione dell’Enel di Palermo invia all’assessorato regionale Territorio e Ambiente la richiesta con la quale chiede l’autorizzazione a immettere gas nell’atmosfera per tutte le centrali presenti in Sicilia. A proposito delle emissioni, l’Enel scrive che in un anno le sue centrali siciliane inviano nell’atmosfera 5.100 mg/Nm3 di biossido di zolfo (o anidride solforosa), 1.000 mg/Nm3 di ossidi di azoto e 250 mg/Nm3 di polveri. Poco oltre, la lettera dell’Enel illustra il «progetto di adeguamento delle emissioni». Ma lo fa in modo singolare. Infatti, non indica gli interventi previsti dal decreto del 24 maggio (impianti di desolforazione per ridurre le emissioni di composti dello zolfo, di denitrificazione per i nitrati e altri di abbattimento delle polveri), bensì spiega che, ottenuta l’autorizzazione, impiegherà un «mix di combustibili tale che le emissioni medie annue di anidride solforosa si adegueranno al valore di 3.100 mg/Nm3» entro il mese di giugno del 1992. L’Enel dice di volere procedere in questo modo in attuazione di un decreto del 1987, in base al quale le centrali che nel 1980 avevano prodotto più di 300.000 tonnellate di anidride solforosa, devono abbattere quelle emissioni del 30 per cento. Ma l’autorizzazione che chiede alla Regione è prevista da un altro provvedimento e a quello dovrebbe adeguarsi. Nonostante questa incogruenza, la Regione lascia passare 120 giorni senza dare nessuna risposta alla richiesta dell’Enel. In realtà qualcosa fa, ma molto lentamente. L’assessorato regionale invia la pratica dell’Enel alla commissione provinciale per la tutela dell’ambiente perché la analizzi nella parte che interessa la centrale di Archi. Il 3 agosto la commissione scrive al sindaco di S. Filippo, dandogli mandato di comunicare all’Enel che la domanda è stata formulata in modo incompleto e che deve essere ripresentata su un apposito modulo che nel frattempo è stato predisposto e reso pubblico con una circolare dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente. Secondo quanto scriverà poco tempo dopo all’assessorato, l’Enel non ha ricevuto mai la comunicazione secondo cui doveva ripresentare la domanda. In tutto questo minuetto, se ne vanno più di 120 giorni e in base al decreto del 24 maggio l’Enel può considerarsi autorizzata «in via provvisoria» a continuare le emissioni, ma allo stesso tempo dovrebbe realizzare il piano di adeguamento descritto nella propria richiesta rispettando i valori di emissione più alti indicati dal decreto del 24 maggio, che sono comunque molto al di sotto di quelli che l’Enel ha indicato nel suo piano (un 30 per cento in meno di 300.000 tonnellate). I valori limite di emissione stabiliti dal decreto del 24 maggio ‘99 sono successivamente modificati da un decreto del ministero dell’Ambiente del 12 luglio 1990. Gli impianti con potenza termica superiore a 500 megawatt possono emettere nell’aria in un anno 400 mg/m3 di anidride solforosa, 200 di ossidi di azoto e 50 di polveri. Quelli con potenza inferiore a 500 megawatt devono rispettare, invece, questi limiti: 1.700 mg/Nm3 di anidride solforosa, 650 di ossidi di azoto e 50 di polveri. La central Enel di Archi possiede due impianti da 320 megawatt e quattro da 160, per un totale di 1240 megawatt di potenza. Ai limiti del decreto del 12 luglio ‘90 tutte le aziende dovrebbero adeguarsi entro il 31 dicembre 1995. Nel caso, però, ATTUALITÀ di imprese con più impianti, come l’Enel, le scadenze sono dilazionate: entro il 31 dicembre ‘97 il 35 per cento della potenza degli impianti deve rispettare i limiti, entro il 31 dicembre ‘99 tutti gli impianti devono, singolarmente, restare al di sotto dei tetti massimi, entro il 31 dicembre 2002 gli impianti dell’azienda, complessivamente considerati, devono rispettare le emissioni stabilite dal ministero dell’Ambiente. Resta il fatto che l’Enel non ha presentato nessun piano per adeguarsi a questi limiti, ma solo uno per rientrare nella soglia pevista da un decreto del 1987. Il 4 novembre 1993, oltre quattro anni dopo la sua ultima sortita, l’assessorato regionale Territorio e Ambiente invia un fax alla commissione provinciale per la tutela dell’ambiente in cui chiede notizie sullo stato dell’inquinamento nel milazzese. Il giorno dopo, la commissione risponde che dal 3 agosto ‘89 non ha più saputo nulla dall’Enel. Allarmato (ma non troppo, a giudicare dai tempi), tre mesi dopo, il 23 febbraio 1994, l’assessorato regionale diffida l’Enel a presentare entro 30 giorni il piano di ambientalizzazione per adeguarsi ai limiti di emissione imposti dal decreto del ministero dell’Ambiente del 12 luglio 1990. L’Enel risponde alla diffida il 10 marzo ‘94, dicendo che la richiesta di autorizzazione presentata nel giugno ‘89 non prevedeva un piano di adeguamento delle emissioni perché il decreto del ministero dell’Ambiente era stato emanato successivamente. Ma ricordiamo che quella richiesta non adeguava le emissioni nemmeno al decreto del 24 maggio ‘89, per rispettare il quale la domanda era stata presentata. Il 1° giugno ‘94 la commissione provinciale per la tutela dell’ambiente invita ancora una volta l’Enel a presentare il suo piano di ambientalizzazione. Il 12 luglio i dirigenti della centrale riprendono carta e penna per dire il contrario di quello che avevano affermato quattro mesi prima. E cioè che il pi a n o c he a ve va n o pr e se n ta to all’assessorato regionale nel 1989 era stato adeguato al decreto del 12 luglio 1990 dopo la sua emissione e di questo avevano informato il ministero dell’Industria il 22 novembre ‘90. Il 23 dicembre 1994 l’assessorato regionale Sindacati e ambientalisti contro LE POSIZIONI DI CGIL E LEGAMBIENTE Nella vicenda del risanamento della Valle del Mela, sono state molte le associazioni a schierarsi per l’alto rischio o per la suscettibilità. Ed è capitato che chi solitamente condivide delle battaglie, stavolta si sia trovato su fronti opposti. Come Cgil e Legambiente I l responsabile dei settori produttivi della Cgil, Gaetano Santagati, ha definito «incomprensibile, inaccettabile, fuorviante e non risolutiva» la scelta del piano di suscettibilità ambientale varato dal governo Leanza. La dichiarazione di area ad alto rischio ambientale, invece, secondo Santagati, «avrebbe permesso di intervenire in modo integrato rispetto a tutti i fattori di rischio, programmando in modo sistematico e unitario un piano di interventi sugli attuali impianti produttivi e sui futuri, e operare successivamente gli eventuali aggiustamenti necessari». Ma la realizzazione di questi interventi non sarebbe comunque sufficiente secondo la Cgil, perché «deve fortemente intrecciarsi con le azioni di vigilanza e sicurezza dei cicli produttivi che operano sul territorio, definendo la mappa di rischio ambientale e sanitario della zona, informare continuamente i cittadini e i lavoratori sul proprio stato di salute e sulla situazione ambientale con un sistema di rilevamento e di controllo pubblico sugli agenti inquinanti più efficace del sistema attuale, predisporre infine un piano di emergenza, di evacuazione e prevenzione mirato agli incidenti rilevanti». Tutti obiettivi che per Santagati non possono essere ottenuti con la dichiarazione di area a suscettibilità ambientale. Di diverso parere è la sezione di Milazzo di Legambiente, che in un manifesto chiede che venga pubblicato rapidamente sulla Gazzetta ufficiale della Regione il decreto presidenziale del marzo scorso che ha individuato le aree a suscettibilità ambientale, e inoltre elenca i pregi di questa procedura, schierandosi decisamente a fianco dei sindaci della zona. I quali «hanno indicato per il risanamento la strada maestra della cooperazione unitaria e del confronto democratico». La dichiarazione di suscettibilità ambientale evita «di imporre al territorio la dichiarazione di zona ad alto rischio di crisi ambientale, che in Sicilia è stata affibbiata fin dal 1993 alle aree di Priolo e di Gela, con risultati tuttora stentati e discutibili». Per Legambiente, leggi alla mano, la Regione è pienamente investita di competenza sulla questione ed «è legittimo che essa decida di dotarsi di uno strumento proprio, e così ha fatto nel nostro caso, definendo una procedura che ha il pregio di essere stata discussa democraticamente prima dell’adozione». L’associazione non si nasconde che esiste un problema di denaro: «Certo occorre reperire i fondi (pare che vi siano stanziati già quattro miliardi solo per il comprensorio milazzese), ma prima è indispensabile concordare gli obiettivi». Perché allora tanta ostilità verso questa procedura?, si chiede Legambiente. «Se non vi sono ragioni riconducibili alla necessità di una gestione centralizzata per consentire operazioni costituite, noi chiediamo che venga sperimentato lo strumento della suscettibilità ambientale e che si operi in un clima di reciproca comprensione. Infatti nella divisione si sono accumulati già troppi ritardi». 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 7 ATTUALITÀ chiede per l’ennesima volta all’Enel di rivedere il piano di ambientalizzazione e di presentarlo a Palermo. Nel luglio 1995, finalmente, il piano di adeguamento al decreto del 12 luglio ‘90 viene presentato. Esso, però, non prevede un unico progetto per tutti i sei gruppi fatto che avrebbe comportato il rispetto dei limiti imposti agli impianti con potenza superiore a 500 megawatt, più restrittivi ma uno per i due gruppi da 320 megawatt e un altro per i quattro gruppi da 160 megawatt. Quest’ultimo lascia perplessi i funzionari perché prevede lavori che porterebbero a emissioni comunque superiori a quelle imposte dal decreto. Così la commissione provinciale per la tutela dell’ambiente approva il piano di ambientalizzazione dei gruppi da 320 megawatt, mentre respinge l’altro, inviando tutta la pratica all’assessorato regionale. Dal 21 gennaio ‘98 presidente della Regione è Giuseppe Drago, che, il 13 maggio, partecipando a una seduta straordinaria del consiglio comunale di S. Filippo del Mela, spariglia ulteriormente le carte, annunciando che si impegnerà per la trasformazione della centrale a metano e chiederà allo Snam di praticare alla centrale un prezzo più basso per la fornitura del combustibile. Il mese dopo, il 24 giugno cioè sei anni dopo la presentazione del primo piano dell’Enel - il suo assessore al Territorio emette il decreto che autorizza i lavori di ambientalizzazione. Il provvedimento, però, impone che durante l’esecuzione di quei lavori non possano essere immessi in aria più di 2.000 mg/Nm3 di anidride solforosa. Niente è detto, invece, sulle emissioni di ossidi di azoto e polveri. Nessuna autorizzazione è prevista per i quattro gruppi da 160 megawatt. Il 16 ottobre di quello stesso anno, Drago, senza una maggioranza che lo sostenga, si dimetterà senza avere dato seguito alle promesse sulla conversione a metano. Il limite di 2.000 mg/Nm3 suscita le ire dell’Enel che, per rispettarlo, dovrebbe usare un combustibile di qualità migliore e più costoso. Tutto questo nello stesso periodo in cui deve sostenere le spese per i lavori di ambientalizzazione. È troppo per i dirigenti della centrale, che affermano esplicitamente che non intendono spendere 50 miliardi all’anno per un nuovo tipo di combustibile. Tanto vale chiudere l’impianto. Questo è il periodo in cui si parla a lungo di combustibile a basso o a 8 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 alto contenuto di zolfo. In un’assemblea organizzata dall’amministrazione comunale di S. Filippo del Mela, l’Asl 5 di Messina illustra i risultati di una indagine secondo la quale ogni anno vengono bruciate nella zona industriale del comprensorio 2.800.000 tonnellate di combustibile a alto valore inquinante. E a liberarne la quantità maggiore è proprio l’Enel. Il consumo di farmaci per malattie respiratorie, inoltre, sempre secondo l’Asl, nella zona di Milazzo è superiore del 110 per cento rispetto a quello di Mistretta e del 40 per cento rispetto a quello di Patti. In quella stessa occasione la commissione provinciale per la tutela dell’ambiente fa sapere, per bocca di un suo rappresentante, che le emissioni possono essere ridotte della metà. Il 3 dicembre 1998, però, il nuovo presidente della Regione, Angelo Capodicasa, firma un decreto che modifica il limite di emissioni imposto all’Enel, andando incontro alle richieste dei suoi dirigenti. Pochi giorni prima, alla Prefettura di Messina, Capodicasa aveva incontrato i dirigenti della centrale. Contemporaneamente, da Palermo parte la diffida a ripresentare il progetto di ambientalizzazione dei quattro gruppi da 160 megawatt. L’Enel fa ricorso al Tar di Palermo, ma la sua richiesta di sospensiva viene respinta. La centrale presenta alla commissione provinciale per la tutela dell’ambiente lo stesso progetto che era stato bocciato. Il 3 maggio di quest’anno, a Palermo, l’assessore regionale al Territorio Lo Monte presiede una riunione alla quale partecipano alcuni funzionari regionali, i dirigenti della centrale e i rappresentanti sindacali. Tema: l’ambientalizzazione dei gruppi da 160 megawatt. Come risultato di quell’incontro, il 19 giugno il dirigente generale dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente concede all’Enel una autorizzazione provvisoria per i quattro gruppi da 160 megawatt, fissando i limiti di emissione delle sostanza inquinanti. Il provvedimento è contestato dalla provincia regionale, che si era rifiutata di partecipare a quella riunione, e anche Santi Formica, nella sua interrogazione del mese scorso, giudica discutibile la decisione presa a Palermo. Formica dice pure che l’Enel ha una autorizzazione valida, che rispetta le leggi, per l’emissione della sola anidride solforosa dai gruppi da 320 megawatt, mentre anche per ossidi di azoto e polveri che provengono da quei due impianti, l’Enel è fuorilegge. *** Già a partire dal 1998, al di fuori della politica, molti gruppi e associazioni si muovono per chiedere un intervento contro l’inquinamento nella valle del Mela. Nel maggio di quell’anno, Legambiente raccoglie le firme per chiedere al governo Prodi una legge speciale per la zona industriale di Milazzo e Giammoro. Questa e altre iniziative sfruttano i dati provenienti da varie indagini condotte nella zona. Oltre a quella già ricordata dell’Asl, nel 1996 il Centro comune di ricerca di Ispra della Commissione europea rileva che nel tratto tra Falcone e Rometta le ricadute al suolo di inquinanti atmosferici superano spesso e abbondantemente i limiti consentiti dal decreto del ministero dell’Ambiente del 12 luglio 1990. Ma l’iniziativa più importante promossa dalla “società civile” e da una parte delle amministrazioni locali è la richiesta di dichiarare la zona “area ad alto rischio di crisi”. Raccogliendo le richieste che vengono dalla zona, 13 parlamentari regionali (Silvestro, Speziale, Battaglia, C a pod ic a sa , C ipr ia ni, C r isa fu lli, Giannopolo, Monaco, Oddo, Pignataro, Villari, Zago e Zanna) presentano una mozione con la quale impegnano il governo della Regione a procedere alla dichiarazione di alto rischio. La richiesta riceve un forte impulso dal momento in cui assessore regionale al Territorio diventa Federico Martino. Sull’onda di questa iniziativa, altre ne seguono, tutte accomunate da questo obiettivo. L’associazione Tsc, Tutela salute dei cittadini, di Pace del Mela, conduce un’indagine epidemiologica, basata su dati dell’Istat e del Servizio sanitario nazionale, secondo la quale negli ultimi dieci anni il numero di morti per cancro e per malattie respiratorie croniche nella zona di Milazzo è aumentato, mentre nel resto d’Italia è successo il contrario. La connessione stabilita tra inquinamento e cancro, però, non poggia su riscontri scientifici. La facoltà di Medicina dell’università di Messina, presentando alla fine del 1998 i dati di una indagine comparata sui comprensori di Milazzo e Limina, invita a considerare con molta cautela il dato secondo cui il tasso di incidenza della mortalità per malattie respiratorie è pari al 115 per cento rispetto al dato nazionale. E alla Raffineria c’è voglia di scherzare LA GRANDE ESCLUSA DALLE POLEMICHE I n mezzo a tanto discutere sulla centrale dell’Eurogen, colpisce come nessun riferimento sia stato fatto fino a questo momento al contributo - che pure deve esserci che dà all’inquinamento della zona la Raffineria Mediterranea. E quasi interpretando questo silenzio come una sorta di salvacondotto, l’altro grande polo inquinante della zona industriale di Milazzo e Giammoro si è fatto venire voglia di scherzare, e su un tema molto serio. Il che rende ancora più riprovevoli il silenzio su quello stabilimento e la certezza dell’impunità che proviene. La Raffineria festeggia in queste settimane i 40 anni di presenza a Milazzo e ha pensato di organizzare una serie di iniziative: un concorso fotografico, un calendario del 2002 che sarà realizzato con le 12 migliori foto selezionate, un altro di disegno artistico riservato alle scuole medie e superiori di S. Filippo e Milazzo. Il tutto, naturalmente, dimostra l’amore per il territorio e l’apertura verso le scuole e le giovani generazioni. Come se non bastasse tutto questo, però, martedì 30 ottobre alla Silvanetta è stata celebrata la campagna di sicurezza “365 giorni senza infortuni”. In uno sdilinquito e prono articolo della “Gazzetta del Sud” - che stava proprio Ma le iniziative continuano. Nel 2000, l’associazione Tsc decide di raccogliere le firme per chiedere il referendum per staccare i comuni della valle del Mela dalla Sicilia e aggregarli alla Liguria, in segno di protesta contro l’atteggiamento del governo regionale. Proprio nel 2000, il 28 marzo, all’assessorato regionale Territorio e Ambiente, Corrado Clini presenta la relazione del ministero dell’Ambiente, che analizza le caratteristiche degli insediamenti industriali nel comprensorio e il loro effetto sulla qualità della vita. Il documento giunge alla conclusione che lo strumento più adeguato per risanare l’area è la dichiarazione di alto rischio ambientale. Ma è interessante leggere qualche passaggio della relazione. «Lo sviluppo dell’industrializzazione è avvenuto, almeno nelle fasi iniziali, in modo poco governato, e con scarsa attenzione all’ambiente ed alla vivibilità del territorio, e lo stato attuale di evoluzione risente delle numerose e cicliche crisi economiche e cambiamenti di mercato sopravvenuti. Lo stato di sviluppo attuale vede un’attività produttiva disomogenea: i due grandi poli - petrolifero ed energetico si sono sviluppati in modo separato, con un indotto generato di limitata estensione, mentre l’insieme della media industria è sopra quello che riferiva del dibattito pubblico sulla dichiarazione di area ad alto rischio ambientale organizzato a Pace del Mel dall’associazione Tsc - era riportata a commento della campagna sulla sicurezza sul lavoro questa dichiarazione di Luigi Capitani, responsabile del personale e delle pubbliche relazioni della Mediterranea: «La nostra azienda è una realtà economica che ha sempre avuto un particolare rispetto per l’ambiente e spiccata sensibilità per la sicurezza in fabbrica, attuando tutte le misure di prevenzione che ci hanno portati a raggiungere l’invidiabile traguardo di 365 giorni senza infortuni». Nella interrogazione al presidente della Regione e all’assessore al Territorio e Ambiente presentata da Giovanni Ardizzone si parla però di un incidente «verificatosi all’interno della raffineria di Milazzo il 7 luglio scorso a causa di una fuga di idrogeno solforato» che «ha costretto al ricovero nell’infermeria interna di un centinaio di dipendenti, alcuni dei quali sono stati avviati al locale nosocomio». L’interrogazione porta la data del 3 ottobre 2001, quindi il «7 luglio scorso» è quello di quest’anno. Evidentemente, tra Capitani e Ardizzone qualcuno mente. Chi? molto disarticolato e precario; anche le prospettive di risoluzione dei problemi occupazionali sono ampiamente disattese e buona parte dell’opinione pubblica avverte questo tipo di sviluppo come un sostanziale impedimento alla conversione del sistema economico locale verso settori produttivi ritenuti tradizionalmente più consoni al territorio (quali il terziario orientato al turismo). «In questo quadro, gli effetti ambientali, indotti dalla presenza delle attività industriali, divengono un fattore di conflittualità, alla quale spesso contribuisce la carenza di trasparenza nella gestione delle stesse industrie e l’insufficienza di informazione che giunge alla popolazione. (…) L’entità globale dell’impatto ambientale, su un territorio sostanzialmente limitato, da parte delle sole attività produttive dell’area è notevole, e così sinteticamente stimabile: emissioni totali in aria: anidride solforosa: 57.000 t/anno; ossidi di azoto: 21.000 t/anno; polveri: 5.000 t/anno; prelievi di acqua dolce: 3.500.000 metri cubi/anno; scarichi in mare di acque depurate: 5.000.000 metri cubi/ anno; scarichi in mare di acque di raffreddamento: circa 2 miliardi di metri cubi/anno; rifiuti speciali prodotti: circa 6.000 t/anno; transito di navi: circa 700 anno; traffico pesante: circa 20.000 vettori anno. (…) Sono emerse preoccupanti situazioni di superamento di concentrazioni medie giornaliere al suolo rispetto al 98° percentile per l’anidride solforosa. Azioni di risanamento del territorio e di programmazione dello sviluppo produttivo in modo ambientalmente corretto, sono, allo stato attuale, urgenti ed ineludibili. (…) Lo strumento legislativo della dichiarazione di area ad elevato rischio di crisi ambientale appare come il più idoneo ad affrontare problemi ambientali complessi e tra loro interconnessi: infatti esso permette di operare tenendo conto, in modo integrato, dei molteplici fattori che influenzano la vivibilità del territorio, approfondendo, in primo luogo, la conoscenza dei fattori di rischio, programmando in modo sistematico ed unitario un Piano dii nterventi e verificando l’efficacia di quanto si attua, in modo da poter operare gli eventuali aggiustamenti successivi. Appare inoltre come lo strumento più efficace all’attivazione di finanziamenti pubblici, comunitari, statali e regionali». La relazione del ministero denuncia anche i gravi limiti nel rilevamento dei dati sull’inquinamento, parlando di «rilevante tasso di indisponibilità delle apparecchiature di misura» e affermando che «alcune stazioni sono fuori servizio da un paio di anni per mancanza di 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 9 ATTUALITÀ manutenzione». Dopo la presentazione di quel documento, le procedure per la dichiarazione di area ad alto rischio, anziché accelerare, rallentano. Tanto che il 24 luglio 2000 l’associazione Tsc con un atto stragiudiziale diffida la Regione a procedere alla dichiarazione. In quello stesso periodo, un convegno organizzato all’università di Messina e una lettera parte dei sindaci della valle del Mela ribadiscono l’importanza di questa scelta. *** Ad aprile di quest’anno è iniziata l’ambientalizzazione dei gruppi da 320 megawatt. Nei primi due mesi è stato utilizzato un combustibile a basso tenore di zolfo, da giugno invece si è passati all’orimulsion, un olio prodotto in Venezuele con bitume naturale e acqua e con un contenuto imprecisato di metalli pesanti, soprattutto nichel e vanadio, il cui uso è stato introdotto in Italia da un decreto molto tollerante (per non dire compiacente) emanato dal governo Dini il 2 ottobre 1995. Il suo impiego ha creato un problema nuovo: il ciclo produttivo comporta la formazione, come materia di risulta, di circa 670 tonnellate al giornale di gesso, che, ogni dieci giorni, viene trasportato al porto di Milazzo, imbarcato su delle navi e trasferito in Ighilterra per essere utilizzato nella produzione di calce e mattoni. Il sindaco di Milazzo ha chiesto di bloccare l’imbarco del gesso dal porto della sua città. L’orimulsion è utilizzato già da tempo dall’Enel nelle centrali di Brindisi e Fiumesanto, in Sardegna. In entrambi gli impianti, e soprattutto nel secondo, incidenti e emissioni inquinanti, anziché diminuire, sono aumentati. Anche qui da noi l’impressione è che non sia cambiato nulla in meglio. Spesso si avvertono nell’aria strani odori. Purtroppo bisogna affidarsi al solo olfatto perché il cosiddetto “sistema di monitoraggio” delle emissioni inquinanti è ancora oggi quasi inesistente. Esistono dati periodicamente aggiornati solo sull’anidride solforosa, o biossido di zolfo che dir si voglia. Sfuggono invece ai controlli le polveri, i metalli pesanti come nichel, vanadio e piombo, gli idrocarburi policiclici aromatici e il benzene. A marzo, in un incontro coi sindaci, l’assessore provinciale al Territorio Tanino Sutera aveva presentato i pannelli che avrebbero informato la popolazione in tempo reale sulle emissioni inquinanti, promettendo che 10 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 sarebbero entrati in funzione prima dell’estate. I pannelli, invece, sono stati installati, ma ancora oggi sono spenti. Alla mancanza di dati certi sui quali fare affidamento si è adeguato pure il Tribunale di Barcellona,c he ha condannato il direttore della centrale, Riccardo Tringali, a un milione di ammenda servendosi come prove di alcune foto scattate da viigli urbani che mostravano la fuoriuscita dalle ciminiere di fumi troppo neri, e della mancanza di autorizzazioni formali a emettere fumi nell’aria, ad eccezione dell’anidride solforosa dai gruppi da 320 megawatt. In questi ultimi tempi sembra aprirsi proprio un fronte giudiziario. Oltre all’associazione Tsc, anche privati cittadini cominciano a rivolgersi alla magistratura. È abbastanza nota la vicenda degli operai della Sacelit, molti dei quali sono morti per asbestosi, contratta lavorando a contatto con l’amianto. Nelle scorse settimane i parenti di un uomo di San Pier Niceto, morto a causa di un tumore ai polmoni, hanno chiesto un risarcimento di tre miliardi, denunciando i direttori della Raffineria e della centrale Enel per violazione delle norme antinquinamento, e le autorità per omesso controllo. Nel frattempo, sul piano politico, si è aggiunta confusione a una situazione già non molto chiara. Il fronte dei sindaci, delle associazioni ambientaliste e dei sindacati continua a essere spaccato, anche se per motiiv diversi rispetto agli anni passati. Legambiente, nel ‘98, voleva una legge speciale per Milazzo, dopo si è opposta alla dichiarazione di alto rischio. I sindaci della valle (tranne quelli di Milazzo e S. Filippo) sono stati favorevoli a quella dichiarazione, ma ora non più. Inizialmente si era detto che la dichiarazione di area ad alto rischio spettasse al ministero dell’Ambiente, dopo si è scoperto che la competenza, in base all’articolo 74 del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998, è della Regione La Regione, a sua volta, se la tempo dell’assessorato di Martino era a fianco dei sostenitori dell’alto rischio, dall’insediamento del governo Leanza ha cambiato orientamento. Tanto da proporre ai sindaci una soluzione che ha rimescolato gli schieramenti. Tutti i primi cittadini, tranne quello di San Pier Niceto, sono d’accordo con la dichiarazione di area a suscettibilità ambientale, decisa dal governo regionale nella riunione di giunta del 8 febbraio 2001, nella quale l’assessore Lo Monte, promotore dell’iniziativa, si è mosso particolarmente a favore di questa zona (in quella stessa occasione è stato disposto il finanziamento di un miliardo e 180 milioni per il consolidamento dle cimitero di S. Lucia). Della contrapposizione su queste due diverse procedure abbiamo parlato nel numero scorso. Le interrogazioni di Ardizzone e Formica criticano duramente il piano di suscettibilità ambientale, definendolo una scatola vuota, priva di fondamento giuridico. In un convegno svoltosi a Pace del Mela domenica 28 ottobre, i parlamentari del collegio, Pippo Naro e Mimmo Nania, hanno annunciato la presentazione di un emendamento alla finanziaria del 2001 per consentire interventi a favore di aree di particolare interesse ambientale. In questo modo, secondo i due onorevoli, si potrebbero destinare a Milazzo e dintorni almeno cento miliardi in due anni. Ma è indispensabile che la Regione dichiari prima l’area ad alto rischio, altrimenti mancherebbe un atto ufficiale che indichi l’interesse a tutelare l’ambiente della zona. I sindaci, dal canto loro, hanno avanzato il sospetto che tutto questo darsi da fare da parte di parlamentari nazionali e regionali nasconda il solito obiettivo di non cambiare nulla e magari pure quello di svalutare la centrale di Archi, così da permetterne la vendita a qualche acquirente a prezzi molto bassi. E qui nasce un altro problema. Quale sarà il futuro di questa centrale? La privatizzazione dell’Enel ha portato al cambio di gestione. A controllare l’impianto di S. Filippo ora è l’Eurogen, una delle quattro società create col compito di gestire la vendita delle centrali appartenute all’Enel. L’Eurogen ha il compito di rendere l’impianto appetibile agli acquirenti. Per farlo deve aumentare il più possibile la produzione (ma come deve comportarsi col problema dell’adeguamento delle emissioni ai limiti imposti dalla legge?). Ma potrebbe non bastare. Da tempo si sa che questa centrale richiede molte spese e il fatto di trovarsi in una zona periferica non ne rende più agevole la gestione. Che fine farà? Sarà venduta? O si concretizzerà la minaccia avanzata dai suoi dirigenti nel ‘98 di chiuderla del tutto? Filippo De Mariano ATTUALITÀ UNO STUDIO SUL NOSTRO PAESE Vivere a S. Lucia del Mela Un gruppo di cittadini della via Facciata ha realizzato un’indagine per capire come si vive a S. Lucia. Con risultati interessanti AB BA PE LT ST R NI AN IS SI EN Z M A TE O modo di vivere, le idee e le Contenti del proprio rione speranze degli abitanti di quella Quanto è soddisfatto del posto in cui vive? parte di S. Lucia. Le animatrici non dovevano 5% lavorare da sole, per questo 20% hanno cercato la disponibilità 43% di persone del posto. Ne è nato 35% un “Gruppo promotore”, 7% composto da sette persone: Emanuela Rizzo, Mariella Fabio, Filippa De Mariano, Pina Papale, Angela Raffa, Piera Impalà e Rosalba Mendolia. Tutte insieme hanno realizzato una ricerca-partecipata (appunto perché ha coinvolto svolgono in quella comunità e sulle loro attivamente persone della comunità) attraaspettative. verso la somministrazione agli abitanti del I risultati dell’indagine sono stati presentati rione di questionari sul tipo di vita che venerdì 9 novembre nell’aula consiliare, nel M O U na semplice “comunità” può diventare “comunità organizzata”? Ci hanno provato cinque animatrici e un gruppo di abitanti del rione Facciata. In sei mesi hanno lavorato a una indagine sulla qualità della vita in quella zona di S. Lucia per riuscire a identificare i bisogni e gli obiettivi dei loro vicini e sviluppare fiducia nei propri mezzi per raggiungerli. Atonia Ragusa, Dominique Cannistrà, Elvira Versaci, Franca Maimone e Andreana Salvadore, cinque ragazze che stanno frequentando un corso della cooperativa “Utopia” per diventare animatrici professionali, hanno scelto di svolgere nel rione Facciata il loro tirocinio di animazione di comunità. Dal loro intervento in tutta quella zona è nata una ricerca che fotografa il Indifferenti ai problemi della comunità e incapaci di risolverli Se c’è un problema di interesse comune, gli abitanti sono in grado di trovare delle soluzioni? SEMPRE RARAMENTE 9% SI: 27% 14% QUALCHE V OLTA MAI Ha condiviso eventi o momenti importanti con gli altri abitanti del rione? 45% NO: 73% 32% Le è capitato di attivarsi in prima persona su problematiche del rione? Chi è più influente nella sua comunità/rione? Politic i 43% SI: 16% Cittadini 31% A ltro Forze ordine 9% Commer- 14% c ianti 3% NO: 84% 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 11 Voci consapevoli. Tutte al femminile COSA DICONO I COMPONENTI DEL GRUPPO PROMOTORE Manuela: «Circa sei mesi fa mi è stato chiesto cosa nel mio rione non andasse bene e chi potesse fare qualcosa per migliorare gli attuali problemi. Certo non era la prima volta che ci pensavo, ma la prima che qualcuno mi proponeva di fare qualcosa insieme. Obiettivamente il nostro operato si è limitato a un’inchiesta sulla vita del rione e a qualche proposta ricreativa come la festa del 10 agosto e il pomeriggio con i bambini. D’altronde abbiamo avuto non molto tempo… Questo però dovrebbe non fermarci, ma spingere noi e voi altri a collaborare per evidenziare i piccoli e grandi problemi di ogni giorno e cercare di risolverli». Piera: «Sin dall’inizio ho partecipato alle riunioni con gli animatori, che via via hanno portato alla formazione del Gruppo promotore: io ne sono parte attiva con lo scopo di promuovere nuove idee per la soluzione dei problemi del rione in cui vivo». Mariella: «Da circa sei mesi lavoriamo in collaborazione con gli animatori che tra non molto finiranno il loro tirocinio lasciandoci da sole, sperando che in seguito, esponendo i problemi comunitari, le nostre autorità ci stiano ad ascoltare. Noi abbiamo lavorato non sperandoci poi così tanto, ma col passare del tempo, un po’ per curiosità, un po’ per interesse, siamo arrivate qua per dimostrare ciò che è stato del nostro lavoro. Il Gruppo promotore è un gruppo di persone decise a collaborare per migliorare la nostra comunità e chiunque di voi si vorrà venerdì 9 novembre nell’aula consiliare, nel corso di una manifestazione alla quale hanno partecipato anche il sindaco Santino unire a noi, saremo liete di accoglierlo, trasmettendo loro ciò che noi abbiamo appreso perché l’unione fa al forza». Angela: «Si parla con troppa facilità e superficialità di fratellanza, di pace, di tolleranza verso popoli di culture e religioni diverse dalla nostra, ma con quale diritto utilizziamo simili e grosse parole quando il sentimento che governa le nostre azioni quotidiane è l’indifferenza? Lo scopo che il Gruppo promotore si era prefissato di raggiungere voleva essere fondamentalmente quello di sensibilizzare gli abitanti del rione Facciata (il nostro rione) affinché si rendessero conto che se si uniscono le forze, gli obiettivi comuni piano piano possono essere raggiunti… Volevamo, noi “abitanti sensibili” del rione, che ognuno arrivasse a prendere coscienza del fatto che è possessore di potenzialità che purtroppo non sa o non vuole mettere a disposizione del prossimo. Purtroppo ho avuto conferma del fatto che ognuno di noi, ancor prima che a se stesso, chiede aiuto a qualche “gigante”. I risultati, alla fine, parlano chiaro: non c’è alcun posto per la gratuità; se non si riceve qualcosa in cambio, nessuno dà nulla a nessuno. Speravo, ingenuamente, che molte più persone si unissero a noi ma… poco male; alla delusione si è subito affiancata una sorta di sollievo: noi non siamo certamente un gruppo numeroso, ma almeno, adesso, invece di utilizzare il freddo “buon giorno, buona sera e arrivederci” per salutare, riusciamo a sorridere e a pronunciare un sincero e cordiale ciao». Pandolfo e l’assessore ai servizi sociali Santino Vaccarino. Dalle risposte fornite dai cittadini interpellati si ricava un alto grado di soddisfazione per il posto in cui vivono. Ne Innamorati del panorama apprezzano in particolare il panorama, la vicinanza al centro, i vicini e Le cose che le piacciono di più nel suo la tranquillità. C’è però poco interione sono: resse per i problemi della comunità: pochi si sono attivati in prima perIl panorama 13% sona o hanno condiviso eventi La vicinanza al centro 12% importanti della vita del rione. I problemi avvertiti come più pesanti Le persone 11% sono la mancanza di pulizia, la conLa tranquillità 11% dizione delle strade e la viabilità, La piazza degli Emigrati 7% l’assenza di un parco giochi. Per il futuro chiedono un maggiore interL’arco di San Michele 7% vento delle istituzioni sotto tutti i I vicini di casa 4% punti di vista, dal dialogo con le La zona, il luogo 4% persone del luogo alla creazione di strutture aggregative, dalla tutela Le feste 1% dell’ordine pubblico alla pulizia. Altro 7% Quasi la metà degli intervistati pensa che le sole persone in grado di Niente 5% influire sulla vita della comunità Non risponde 19% siano i politici. 12 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 Il Gruppo promotore non si è limitato a collaborare all’indagine, ha anche organizzato una festa nella serata del 10 agosto e un pomeriggio dedicato ai bambini. Ma la vera sfida del Gruppo comincia ora: le animatrici se ne sono andate e le sette persone che avevano accolto il loro invito hanno deciso di non tornarsene a casa. Resteranno a fare i portavoce del loro rione e a stimolare la partecipazione dei loro vicini di casa, che finora hanno preferito l’indifferenza e in qualche caso li hanno pure accusati di farsi strumentalizzare. Restano, quindi, a svolgere la missione di “voci consapevoli” (vedi riquadro). Il sindaco Pandolfo, durante la serata del 9 novembre, ha lodato l’iniziativa e annunciato che presto sarà speso un finanziamento per migliorare la condizione delle strade del rione Facciata. L’assessore Vaccarino, oltre a mostrare apprezzamento per l’iniziativa, ha spiegato che lui e i suoi colleghi di giunta pensavano a questo tipo di azioni quando in campagna elettorale parlavano di democrazia partecipativa. ATTUALITÀ Speranze per il futuro Cosa suggerirebbe lei per migliorare la qualità della vita in questo rione? Strade sporche e insicure Quali sono i problemi più seri del suo rione? Mancanza di pulizia Viabilità e strade Non tranquillità Assenza parco giochi Ineducazione/indifferenza Alta velocità Assenza strutture ricreative Delinquenza/droga Carenza iniziative sociali Nessun problema Non sa/non risponde 15% 15% 9% 7% 6% 6% 4% 4% 3% 1% 29% Migliorare la collaborazione fra individui, istituzioni, chiesa …………….12% Aumentare il verde pubblico ………………………………………………………………. 9% Stimolare la propensione al dialogo ……………………………………………………. 8% Realizzare un parco giochi ………………………………………………………………….. 8% Incrementare la sorveglianza delle forze dell’ordine …………………………. 6% Maggiore pulizia (contenitori per la raccolta differenziata, ecc.) …….. 6% Incentivare i momenti socio-ricreativi (feste, processioni, ecc.) ………. 6% Creare centri ricreativi ……………………………………………………………………….. 5% Creare servizi: farmacia, bar, pizzeria, mercato ……………………………….. 5% Maggiore cura dell’urbanistica: strade, dossi, ecc. ……………………………. 5% Rafforzare i rapporti di amicizia …………………………………………………………. 3% Ricevere maggiori attenzioni da parte delle istituzioni (sociali e religiose) . 3% Restaurare la chiesa di San Michele ……………………………………………………. 2% Istituire un capo rione …………………………………………………………………………. 2% Costruire una pista ciclabile ……………………………………………………………….. 2% Non risponde ………………………………………………………………………………………. 21% SERVIZI SOCIALI / IL PROGETTO DI ASSISTENZA AI MINORI Proroga per una coop, l’altra è sparita Il comune offre alle cooperative Utopia e Geriatria la proroga di un progetto per i minori. La prima accetta. La seconda tace L’ amministrazione comunale ha deciso di proseguire un progetto di servizi sociali denominato “Educativa domiciliare minori”, che era affidato alle cooperative “Utopia” e “Geriatrica”. Della proroga, però, approfitterà solo la prima delle due cooperative, perché la seconda non ha risposto all’offerta del comune. Era stata l’assistente sociale del comune, Donatella Bicchieri, a scrivere, in una relazione che porta la data del 16 ottobre, che sarebbe stato opportuno proseguire il servizio, specialmente a favore dei ragazzi che appartengono a famiglie con particolari difficoltà. L’amministrazione comunale, allora, ha fatto proprie le osservazioni dell’assistente sociale e ha chiesto alle due cooperative che gestivano il servizio di redigere un piano di intervento in vista della concessione della proroga. Come compenso, dalle casse comunali sarebbero stati spesi sei milioni. La cooperativa “Geriatrica”, però, non ha risposto alla richiesta del comune: nessun piano e nessun interesse a continuare il servizio e a guadagnare quei soldi. L’unico piano consegnato all’ufficio servizi sociali è stato quello della cooperativa “Utopia”, che ha avuto affidata con trattativa privata la prosecuzione del progetto. Il piano di intervento predisposto dalla cooperativa “Utopia” prevede tre linee di intervento: il rafforzamento delle reti di sostegno alla famiglia, con il coinvolgimento delle scuole, dlel’assistente sociale, delle parrocchie, delle agenzie di volontariato e delle associazioni sportive locali; il rafforzamento della socializzazione e l’inserimento nei gruppi-gioco che sono già stati creati nella prima fase del progetto; la valorizzazione delle risorse e delle potenzialità interne alla famiglia per una migliore fruizione dei servizi posti sul terriCronaca di una proroga torio. Fino alla sua scadenza naturale, il 1999: inizia il progetto “Integrare”, finanziato progetto di “educativa domiciliare” dal ministero della Giustizia con i fondi della per i minori, che era stato chiamalegge 285. Il piano di intervento interessa un to “Integrare”, aveva interessato comprensorio di comuni ed è gestito dalle coosette minori del comune di S. Lucia perative “Utopia” e “Geriatrica”. Per S. Lucia del Mela, in favore dei quali l’assidel Mela è previsto un servizio di assistenza a stente sociale, gli educatori addetti sette minori. al progetto e le istituzioni che hanOTTOBRE 2001: dopo la scadenza del progetno collaborato, hanno affiancato le to, il comune, su proposta dell’assistente sofamiglie, fornito un supporto scociale, offre alle due cooperative una proroga e lastico attraverso colloqui con gli le invita a presentare un piano di intervento. insegnanti, inserito i ragazzi in NOVEMBRE 2001: solo la cooperativa “Utopia” squadre sportive e provveduto alla risponde alla proposta del comune e riceve loro integrazione con altri giovani l’affidamento della prosecuzione del progetto. attraverso l’organizzazione di attività ricreative. 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 13 M os A i c o APPUNTAMENTI CHIESA SACRO CUORE Arriva un carico di cultura S i preannuncia un carico di cultura per l’inverno. L’assessore Lidia Vella ha ottenuto dalla giunta il via libera per l’organizzazione di una serie di manifestazioni che costituiranno il “Progetto Cultura 2001/2002”, per una spesa di sei milioni e 900 mila lire. Il programma va da un progetto di educazione alla salute riservato alla scuola media a un “Progetto Europa: dall’Euro all’Europa dei popoli” che sarà aperto a tutti. Allo stesso modo sarà pubblico un omaggio a Salvatore Quasimodo, previsto per il 17 dicembre, che segnerà il ritorno a S. Lucia di Matteo Collura, a due anni di distanza dalla conferenza su Leonardo Sciascia. Faranno la loro apparizione anche un paio di “incontri con l’autore”: Salvatore Cingari parlerà di un suo saggio su Benedetto Croce, Giuseppe Fontanelli del suo scritto sulla figura di Corrado Alavo. Nel “Progetto Cultura 2001/2002” è ipotizzata anche l’organizzazione di una ricerca di storia patria e di corsi di formazione dedicati a mestieri della tradizione luciese. PIZZO FRARA Lavori per l’ex discarica I l sindaco Santino Pandolfo ha firmato una ordinanza di affidamento lavori per motivi contingibili e urgenti, che permette di agire senza gare d’appalto e inviti, per un secondo intervento di recupero della discarica di Pizzo Frara. I lavori, dell’importo di 34.680.000 lire, sono stati affidati alla Ecofil srl di Roccalumera, che seguirà un progetto realizzato dall’Ufficio tecnico comunale risalente al 5 aprile 2001. a cura di Filippo De Mariano Numeri di un restauro C entocinquantuno milioni 249 mila 940 lire, di cui 143 già accreditati all’impresa di Carmelo Giunta che si era aggiudicata l’appalto con un ribasso del 1,88 per cento. Un decreto di finanziamento che risale al 30 dicembre 1997. Un progetto realizzato dall’architetto Demetrio Amadeo con una perizia di variante consegnata il 3 novembre 2000. 8.318.940 lire è la somma che La chiesa Sacro Cuore la Regione non ha ancora inviato e che l’impresa aspetta di ricevere. Sono i numeri del restauro conservativo della chiesa del Sacro Cuore. La giunta ne ha approvato il certificato di regolare esecuzione. Ora l’opera è anche formalmente completata. AGENDA 2000 Due progetti di consolidamento esclusi A genda 2000 non offrirà fondi al comune di S. Lucia del Mela per interventi di consolidamento del territorio. Una duplice speranza sull’argomento è stata subito estinta. Due progetti del comune, infatti, erano stati giudicati dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente ammissibili ai finanziamenti previsti in Agenda 2000 per la messa in sicurezza di aree già interessate da fenomeni di dissesto. Si trattava di un progetto esecutivo per il consolidamento del territorio urbano per un importo di due miliardi, e di uno di massima per completare il consolidamento del cimitero comunale (un finanziamento di un miliardo 180 milioni è stato concesso di recente) che ammontava a un miliardo 250 milioni di lire. Entrambi, però, non hanno superato la selezione finale: il progetto per consolidare il territorio comunale è stato escluso perché non in regola con il parere tecnico, quello per il cimitero perché appartiene a un territorio che non è stato dichiarato a rischio di dissesto da un decreto dell’assessorato regionale del 4 luglio 2000. Le misure di Agenda 2000 per il consolidamento di aree a rischio di dissesto mettono a disposizione dei comuni siciliani 105.468.377.538 lire. PREPARATIVI PER LE FESTE Luci per Natale P oco più di cinque milioni saranno spesi quest’anno per illuminare le strade e gli alberi cittadini in occasione delle feste di Natale. Complessivamente saranno installati trecento cordoni luminosi che copriranno gli abeti di piazza Annunziata, piazza Milite Ignoto e quattro di piazza Duomo, le vie Abbaziale e S. Sebastiano e la piazza IV Novembre. Resta così esclusa anche quest’anno la via Guglielmo Marconi, che nel 2000 fu illuminata dai commercianti di quella strada che, a proprie spese, provvidero agli abbellimenti richiesti dal Natale e in anticipo rispetto alla comparsa delle luminarie “pubbliche” in altre strade del centro. 14 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 BRUCELLOSI Abbattuti 189 animali U n’ordinanza sindacale del 25 ottobre ha disposto l’abbattimento di 100 capre e 89 pecore di un allevamento di S. Lucia del Mela che, a un controllo sanitario, sono state trovate affette da brucellosi. ACQUIRENTI PER L’EUROGEN UN’INGIUNZIONE DEL COMUNE Me gustas la centrale Non fate crollare quel fabbricato uando l’Enel creò al suo interno l’Eurogen lo fece per riunire Q in un unico cartello le centrali di cui intendeva disfarsi. Le procedure per la dismissione degli impianti vanno avanti e fino a questo momento otto gruppi hanno presentato la loro proposta d’acquisto. Si tratta di Edipower, Sinergia, Aes, Dynergy, Electrabel, Iberdrola, International Power e Mtsubishi. Uno di questi nomi si legherà a quelle che oggi sono chiamate centrali Eurogen. Se tra queste ci sarà ancora quella di S. Filippo e in quali condizioni sarà, non è possibile saperlo (vedi articolo a pagina 6). Ma per il momento possiamo accontentarci. I l comune fa la voce grossa. A distanza di tre anni da una prima ingiunzione con la quale ordinava alla proprietaria di un fabbricato di via Roma di fare eseguire dei lavori che scongiurassero il rischio di un crollo, è tornato a farsi sentire. Nel frattempo, però, era successo dell’altro. La proprietaria dell’immobile si è rivolta all’Asl, che ha inviato un’ispezione. Risultato emerso: il fabbricato è in condizioni igieniche pessime e il comune deve intervenire per risanarlo. Pronta la replica del comune: tutti i lavori necessari per quell’immobile devono essere eseguiti dalla proprietaria, glielo abbiamo detto già nell’ottobre del 1998. Ora glielo ha ripetuto con una nuova ordinanza. IL CANTIERE DI LAVORO Una piazzola per i rifiuti I l cantiere di lavoro finanziato dalla Regione quest’anno è servito per realizzare in contrada Bellone una piazzola per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti. La discarica di Pizzo Frara, infatti, è ormai esaurita e già si lavora per risanarla. In attesa di costruire una nuova discarica, i rifiuti vanno pur messi da qualche parte. Così si è deciso di servirsi di un’area di raccolta provvisoria, che è stata messa a punto con il cantiere, costato quasi 28 milioni di lire. Ora si sta provvedendo ad “arredare” l’area. L’ufficio tecnico ha ricevuto dalla giunta il mandato di acquistare quattro cassoni in cui raccogliere i rifiuti. Ciascuno di essi sarà rivestito con contenitori che impediscano la formazione e la fuoriuscita di acidi e gas. I quattro grandi contenitori costeranno 43 milioni di lire. Intanto, le ultime vicende hanno fatto apprezzare la scelta dell’amministrazione comunale di lasciare il consorzio di Mazzarrà S. Andrea. La discarica comprensoriale realizzata in quel comune aveva conosciuto mille problemi nella fase della progettazione e della esecuzione dei lavori. Da quando è entrata in funzione, poi, le cose non sono migliorate. Tutti i comuni in difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti chiedono di potere usare quella discarica, compresa Messina. La prefettura autorizza tutti a scaricare a Mazzarrà suscitando le comprensibili proteste dell’amministrazione dei cittadini del posto, così il caos regna sovrano. S. Lucia, saggiamente, si gode la sua piazzola. CONTRIBUTI STRAORDINARI In soccorso della Società operaia L’ amministrazione comunale ha accolto la richiesta presentata fuori tempo massimo dalla Società operaia di mutuo soccorso per ricevere un contributo. A causa della grave situazione finanziaria che da tempo attraversa il sodalizio che ha sede in piazza Milite Ignoto, alla quale ha fatto fronte grazie al generoso impegno dei soci, e in considerazione del suo lungo periodo di attività, sindaco e assessori hanno deciso di fare uno strappo al regolamento comunale dei contributi e di andare in aiuto della Società operaia, che così potrà, almeno per un breve periodo, far fronte con maggiore serenità alle proprie spese. IL GEOLOGO DEL PRG CHIEDE TROPPO Lavora, Schiavone! G li studi geologici per la variante generale al piano regolatore generale e per i piani particolareggiati decisi nel 1994 stanno costando al comune un po’ troppo, così l’amministrazione e il geologo risolveranno la questione in tribunale. Vincenzo Schiamone, nominato dal commissario ad acta nel giugno 1994, ha presentato il 13 ottobre scorso un decreto ingiuntivo con il quale chiede al comune il pagamento di 26 milioni e 300 mila lire come saldo per il lavoro effettuato a partire dal 1994. L’amministrazione comunale ha chiesto agli uffici di fare un paio di conti e ha scoperto che il geologo si è allargato un po’ troppo. La delibera di nomina, infatti, prevedeva per il geologo un compenso complessivo di 48.507.331 lire. Il comune gli ha già pagato, in tre momenti successivi tra il ‘95 e il ‘97, 53 milioni. Cioè, più di quello che gli spettava. E ora Schiamone chiede un altro sostanzioso conguaglio. Ecco perché i conti saranno rifatti in tribunale. Per capire se il geologo debba ricevere quei soldi o se, non solo non gli spettino, ma debba anche restituire una parte di quelli che ha già ricevuto. 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 15 ATTUALITÀ ACQUEDOTTO Maggioranza e opposizione divise sulla nuova società delle acque Il consiglio comunale ha approvato la convenzione. Il servizio idrico sarà gestito insieme ai comuni della fascia S. Lucia-Villafranca. L’opposizione teme rincari delle tariffe S anta Lucia del Mela ha ufficialmente e definitivamente aderito all’Ato n. 3, l’Ambito territoriale ottimale che comprende tutta la provincia di Messina e che d’ora in poi gestirà la politica delle acque, dalla ricerca delle fonti, alla costruzione degli acquedotti e delle reti idriche, alla depurazione e - ultimo ma non ultimo - alle bollette della tassa sull’acqua. La decisione è stata presa nel consiglio comunale del 29 novembre con il voto favorevole degli otto consiglieri di maggioranza presenti in aula e con quello contrario di Lino Calderone e Lorenzo D’Amico, unici a rappresentare in quell’occasione il gruppo di minoranza. Il passaggio in consiglio comunale della delibera ha rappresentato il momento finale di una fase piuttosto convulsa di incontri tra i sindaci della provincia e l’assessore provinciale al Territorio Sutera dalla quale doveva uscire l’atto costitutivo della convenzione tra i comuni e la provincia. In una riunione svoltasi lunedì 29 ottobre nella sede della Provincia Regionale, i sindaci presenti, 79, avevano deciso di non approvare l’atto che avrebbe fatto nascere il nuovo soggetto che dovrà gestire le politiche delle acque per tutta la provincia. Il motivo della decisione - un po’ come nell’assemblea degli Stati Generali del 1789 a Parigi - stava nel criterio da utilizzare per dare rappresentatività a tutti i comuni nell’organo di coordinamento dell’Ato. I comuni più piccoli erano contrari alla rappresentatività per numero di abitanti (sistema che avrebbe favorito Messina), in base al quale le decisioni future andavano prese contando il numero degli abitanti dei comuni favorevoli a qualsiasi proposta: in questo modo, il capoluogo, da solo, avrebbe avuto sempre la maggioranza. I rappresentanti dei comuni di dimensioni più ridotte avevano proposto un doppio criterio: quello del numero degli abitanti, 16 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 ma anche quello dei comuni presenti al momento delle riunioni. Un nuovo incontro è stato convocato per il 9 novembre. In quella occasione si è arrivati alla firma della convenzione, che prevede l’adozione del solo criterio del voto per comune: ogni paese ha un voto, sia che abbia molti abitanti, sia che ne abbia pochi. Inoltre, per avere all’interno del territorio provinciale aree più omogenee che possano decidere meglio cosa fare delle loro risorse idriche, è stata decisa la creazione di “subAto”, cioè di comprensori più piccoli. L’idea ha trovato tutti d’accordo, tranne i comuni di Acquedolci e Messina, che sono rimasti fuori dai sub-comprensori. Nel frattempo è saltata la scadenza del 31 ottobre, data entro la quale la convenzione doveva essere firmata e approvata da tutti i consigli comunali e da quello provinciale, e la Regione potrebbe anche inviare un commissario perché gestisca la fase della costituzione dell’organo tecnico-operativo dell’Ato n. 3. Il servizio idrico integrato, infatti, sarà coordinato dalla Provincia regionale e sarà dotato di una struttura tecnicooperativa costituita da tecnici inviati dai comuni e gestita da un manager nominato dalla Regione. Potrebbero essere costituiti anche uffici locali, fatti funzionare da impiegati dei singoli comuni. Fin qui quello che è stato deciso dai sindaci a Messina. La sera del 29 novembre, il con- L’ACQUA NEL SUB-ATO Comuni inclusi: S. Lucia, San Filippo, Pace del Mela, Condrò, Gualtieri. San Pier Niceto, Valdina, Roccavaldina, Torregrotta, Venetico, Spadafora, Villafranca. La novità: tariffe uniche per la tassa. siglio comunale di S. Lucia del Mela è stato chiamato a esprimersi sul tipo di accordo trovato da sindaci e provincia, e in particolare sull’inserimento di S. Lucia nel subcomprensorio che comprende i comuni della fascia S. Lucia-Villafranca (quelli, in sostanza, che già aderiscono alla società consortile “Tirreno Ecosviluppo 2000”). Prevedibilmente maggioranza e opposizione non si sono trovate d’accordo. Il sindaco Pandolfo e i consiglieri che lo sostengono hanno difeso il testo della convenzione presentato in aula e hanno rifiutato qualsiasi ipotesi di modifica. Lino Calderone ha chiesto che S. Lucia faccia comprensorio insieme ad Acquedolci e Messina, così, trattandosi di comuni molto lontani tra loro, potrebbe continuare a gestire l’acquedotto senza interventi esterni. Questo soprattutto - secondo il capogruppo di minoranza - per scongiurare il rischio che la gestione con più comuni provochi un aumento delle tariffe. In ogni sub-comprensorio dell’Ato, infatti, le tariffe per determinare l’importo delle bollette dovrà essere uguale per tutti i comuni che ne fanno parte. Il sindaco ha confermato che le tariffe dei 14 comuni del sub-comprensorio saranno unificate, ma ha difeso l’inserimento in questo gruppo, ricordando che con il criterio di voto scelto a Messina i piccoli comuni potranno controllare meglio la fase della formazione delle decisioni. Il consigliere D’Amico ha contestato la definizione per S. Lucia di “piccolo comune” e ha ribadito l’opportunità di aggregarsi ad Acquedolci e Messina per gestire in modo autonomo la politica delle acque. Nella dichiarazione di voto, Lino Calderone, annunciando il voto contrario del suo gruppo, ha affermato che lo schema di convenzione approvato dalla maggioranza del consiglio comunale provocherà un peggioramento nell’erogazione del servizio e un sicuro aumento del suo costo. ATTUALITÀ COME CAMBIANO LE INDENNITÀ Offronsi milioni per amministrarci Quattro milioni 300 mila lire per il sindaco. Un milione 900 mila per gli assessori. E una buonuscita a fine mandato. Lira per lira, ecco i nuovi stipendi degli amministratori F are l’amministratore locale diventa sempre più appetitoso dal punto di vista finanziario. Merito del governo regionale che, in una ideale continuità, da Leanza a Cuffaro, ha condito come meglio non si poteva il pasto dei sindaci, dei presidenti di provincia e degli assessori. Una legge voluta dal governo Leanza e il relativo decreto di attuazione, preparato dalla nuova giunta poco dopo il suo insediamento, ha recepito le nuove norme nazionali sui compensi per gli amministratori locali, ma le ha anche aumentate un po’ di più di quanto era stato previsto a Roma e di quanto è avvenuto nelle altre regioni italiane. Aumentano così tutti gli stipendi e i gettoni di presenza dei consiglieri comunali. In ogni comune, a determinare i compensi degli assessori è l’indennità del sindaco. Dall’importo di questa si calcolano tutte le altre. Veniamo però al concreto. Nei comuni con popolazione compresa fra 3.001 e cinquemila abitanti, l’indennità del sindaco passa ora a 4.300.000 lire. Se il sindaco è un lavoratore dipendente e non ha chiesto l’aspettativa per il periodo del suo mandato, l’importo dell’indennità viene dimezzato, passa cioè a 2.150.000 lire. Al suo vice tocca il 55 per cento della somma concessa al sindaco, quindi 2.365.000 lire. Nella stanza dei IN LIRE IN EURO SINDACO 4.300.000 2.220,76 VICE SINDACO 2.365.000 1.221,42 ASSESSORI 1.935.000 999,34 PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE 1.935.000 999,34 VICE PRES. CONS. COM. 1.451.250 749,51 CONSIGLIERI COMUNALI 50.000 A SEDUTA 25,82 Gli assessori e il presidente del consiglio comunale devono accontentarsi del 45 per cento dell’indennità sindacale, cioè 1.935.000 lire. C’è gloria anche per il vice presidente del consiglio comunale, che riceve una somma pari al 75 per cento dell’indennità del presidente. In soldini sono 1.451.250 lire. In tanta generosità per gli amministratori e la presidenza del consiglio comunale, i consiglieri comunali devono accontentarsi delle briciole: il loro gettone di presenza nei comuni con meno di cinquemila abitanti passa da 32.950 a 50.000 lire per seduta. Il decreto firmato da Cuffaro e dall’assessore agli Enti locali Antonio D’Equino permette ancora ai sindaci di far crescere le loro buste paga. Se nei bilanci dei comuni con meno di cinquemila abitanti il rapporto tra entrate proprie (tasse, in buona sostan- 4 anni e 3 stipendi COME SONO CAMBIATI GLI STIPENDI DAL ‘98 A OGGI D milioni al ‘98 a oggi, nel nostro comune, lo stipendio del sindaco è cambiato già tre volte. Subito dopo il suo insediamento, Santino Pandolfo ridusse l’indennità da 2.600.000 lire a 1.756.920 lire perché il suo predecessore aveva adeguato lo stipendio ai comuni delle aree metropolitane, ma successivamente la Corte dei Conti aveva dichiarato illegittima questa procedura. Nel novembre ‘99, invertendo tendenza, Pandolfo ha sfruttato la possibilità che gli offriva la legge di raddoppiarsi lo stipendio perché non era lavoratore dipendete in aspettativa. La decisione aveva effetto retroattivo, così dal 1° gennaio ‘99 ha ricevuto 3.513.840 lire. Dal gennaio 2001 si entra nella nuova fase: 4.300.000 lire al mese. za) e entrate totali è superiore allo 0,17 per cento, l’indennità può essere aumentata del tre per cento. Se poi la spesa corrente è superiore a 1.262.208 lire, l’indennità può essere aumentata di un altro due per cento. Alla fine del mandato, ogni sindaco, se non viene rieletto, riceve una buonuscita che è pari a una indennità mensile per ogni anno in cui ha guidato il comune. Se durante il suo mandato, l’indennità ha avuto importi differenti (come è nel caso di S. Lucia del Mela, vedi scheda a fondo pagina), si calcola la media delle indennità percepite e la si moltiplica per il numero degli anni del mandato. Naturalmente l’importo delle indennità dipende dal numero degli abitanti del comune, e questi sono determinati in base ai dati dei censimenti generali della popolazione. Alla pubblicazione dei risultati del censimento 2001, quindi, si stabilirà a quale classe demografica appartengono i vari comuni. Nel caso di S. Lucia, trovandosi già ora nella classe 3001-5000 abitanti, difficilmente ne uscirà. Ma i censimenti, si sa, si svolgono una volta ogni dieci anni, e gli stipendi non possono restare fermi per così tanto tempo. Ogni tre anni, infatti, le indennità saranno rivalutate in base all’indice Istat del costo della vita. Le norme previste dal decreto CuffaroD’Aquino valgono dalla data di entrata in vigore della legge voluta da Leanza, che porta la data del 23 dicembre 2000. Questo significa in buona sostanza che le indennità vanno pagate da gennaio 2001. Sotto con gli arretrati, quindi. 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 17 ATTUALITÀ CONSIGLIO COMUNALE Approvato l’assestamento di bilancio Riconosciuti due debiti fuori bilancio. Arriva un contributo da 294 milioni per le scuole T roppi desaparecidos nella maggioranza, che non riesce più a garantire il numero legale. Il consiglio comunale del 29 novembre si è svolto solo in seconda convocazione, un’ora dopo il previsto, perché del gruppo “Oltre l’Orizzonte” mancavano parecchi consiglieri e lo sparuto nugolo di oppositori non ha voluto venire in aiuto degli avversari. Lino Calderone, D’Amico e Carmelo Bella hanno abbandonato l’aula costringendo il presidente Interisano all’aggiornamento della seduta. Bella ha annunciato subito, però, che per protesta contro l’assenza dei consiglieri di maggioranza e contro il mancato coinvolgimento del gruppo di minoranza nelle proposte di programmazione da sottoporre all’aula (adesione all’Ato e assestamento di bilancio), non sarebbe tornato per la seconda convocazione. A ranghi molto ridotti - dieci presenti - il consiglio ha esaminato gli argomenti all’ordine del giorno un’ora dopo. In apertura, Lino Calderone ha protestato contro il disinteresse dell’amministrazione comunale sul problema dei turni domenicali delle farmacie. Dopo l’esame della proposta di adesione all’Ato (vedi articolo a pagina 17) è stata approvata all’unanimità una delibera con cui si riconosce come debito fuori bilancio la somma di 21.397.711 lire da pagare al prof. Giuseppe Trifirò, come stabilito da una sentenza della corte d’appello del tribunale di Messina. Il riconoscimento del debito era già avvenuto in prece- L’assestamento di bilancio VARIAZIONI NELLE ENTRATE Recupero Ici Trasferimento addizionale comunale Irpef Anticipazioni di cassa Rimborso di somme anticipate per elezioni VARIAZIONI NELLE USCITE Restituzione somma alla Regione per laboratorio linguistico Compensi e rimborsi spesa la revisore dei conti Spese varie d’ufficio per stampati, registri, cancelleria, ecc. Spese per acquisto attrezzatura informatica per uffici comunali Spese diverse per il servizio meccanizzato prestazione di servizi Trasporto alunni Spese di gestione edifici scolastici, contributo straordinario Trasporto portatori di handicap Assistenza minori con fondi del bilancio Quota a carico bilancio comunale progetti lsu personale ex articolo 23 Spese per illuminazione pubblica tenuta in economia Manutenzione discarica e raccolta differenziata Retribuzione al personale di ruolo o non di ruolo reggente posti vacanti o comunque in servizio Oneri Servizio sanitario nazionale a carico dell’ente Oneri Cpdel a carico dell’ente Competenze al personale della nettezza Indennità di risultato Lavoro straordinario dipendenti comunali Miglioramenti economici Miglioramenti economici dovuti al segretario comunale Rimborso di anticipazione di cassa Anticipazione somme per elezioni 1 per cento incassi Ici 18 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 denza, ma quella delibera era stata annullata dal Coreco provinciale. Due nuovi debiti fuori bilancio sono stati riconosciuti subito dopo. Si tratta di una sentenza del tribunale di Barcellona che condanna il comune a pagare 108.181.432 lire alla signora Santa Fiorello per l’occupazione di un terreno per la costruzione della Strada Serri. La somma sarà versata grazie a un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. Dal bilancio comunale, invece, saranno presi i 5.343.984 lire da pagare al signor Antonio Franco Impellizzeri, per i danni subiti dalla sua autovettura nella via Rossellina a cause della rimozione di un tombino della rete fognaria. Una sentenza del giudice di pace di Milazzo ha condannato il comune, che ora dovrà recuperare la somma dalla Fata, con la quale è assicurato. I consiglieri Lino Calderone e D’Amico hanno votato contro questa delibera perché non erano d’accordo sul modo in cui erano stati calcolati gli 60.000.000 36.900.814 interessi sulle somme da pagare. 1.500.000.000 Unanimità ritrovata per il suc40.000.000 cessivo punto all’ordine del Cifre espresse in lire giorno: l’approvazione di una variazione al bilancio 2001 per l’inserimento di un finanzia1.944.980 mento straordinario di 291.500.000 -10.000.000 4.240.000 lire concesso dall’as-15.200.000 sessorato regionale agli Enti -6.200.000 locali per l’adeguamento e la 6.000.000 5.000.000 sistemazione degli edifici scola-5.000.000 stici. Il comune aveva richiesto 5.081.530 700 milioni, ne sono stati con8.000.000 cessi poco più di un terzo, e il 3.000.000 45.880.000 sindaco Pandolfo ha spiegato che i soldi saranno utilizzati 300.000 interamente per le scuole. 200.000 La seduta del consiglio comuna500.000 700.000 le è stata chiusa dall’approvazio4.270.000 ne della manovra di assesta-898.714 mento del bilancio, dell’importo 32.000.000 di 1.636.900.814 lire. I due con19.000.000 1.500.000.000 siglieri di minoranza si sono 40.000.000 astenuti dalla votazione. Del 822.470 resto già Bella aveva protestato Cifre espresse in lire per l’ennesima esclusione del ATTUALITÀ suo gruppo da tutti gli atti che interessano la programmazione del comune. Il prospetto con tutte le voci della manovra di assestamento è pubblicato nella pagina precedente. Tra le maggiori entrate vanno segnalati 60 milioni di recupero di Ici non pagata e quasi 37 milioni derivanti dal trasferimento dallo Stato al comune degli incassi dell’addizionale comunale Irpef. Nell’ambito delle uscite, invece, si riuscirà a contenere le spese in alcuni settori che riguardano gli uffici comunali. Un finanziamento di quasi due milioni per la realizzazione di un laboratorio linguistico sarà restituito alla Regione perché non è stato speso. Si spenderà di più per il trasporto degli studenti, per la manutenzione della discarica e per la raccolta differenziata. CONCORSI I presepi della Prelatura Seconda edizione del concorso organizzato dall’associazione culturale Castello. Saranno visitabili anche due presepi di Torregrotta e Milazzo S ono 18 i partecipanti alla seconda edizione del concorso “Il presepe nella tradizione della Prelatura Nullius di S. Lucia del Mela” organizzato dall’associazione culturale Castello, che dall’anno scorso ha preso il posto del concorso “Il presepe nella tradizione luciese”, costituendone l’allargamento a tutti i comuni che facevano parte della prelatura luciese. Anche quest’anno i presepi saranno visitabili dal 13 dicembre al 6 gennaio. Nei giorni feriali l’orario è dalle 17 alle 20, in quelli festivi, invece, dalle 15 alle 21. A S. Lucia del Mela i presepi che partecipano a questa edizione del concorso sono: Giuseppe Alibrando, chiesa di contrada S. Nicola Montagna; Antonino Cambria, contrada Pietre Bianche; Casa di riposo “Canonico Luigi Calderonio”, via Garibaldi; gruppo “La Mimosa”, via Ugo Foscolo; gruppo “Ss. Rosario”, chiesa di piazza Rosario; gruppo “U puzzu”, via Rossellina, 28/30; Parrocchia Sacro Cuore, via Padre Giovanni Parisi Tor, 1; Santuario S. Maria della Neve, piazzale Castello. Cinque i presepi a S. Filippo del Mela: Asilo Lucifero Lazzaroni, via XXIV Maggio, 24; Maria Teresa Furnari, Borgo Giovanni Ver- ga, 23, Cattafi; gruppo “Gi.Fra.”, piazza Duomo, 7; gruppo “Rizzotto”, via Tenente Speciale; Alessandro Piccolo, via Gramsci, 13. A Pace del Mela si possono visitare i presepi di Giovanni Cavallaio, via Mazzini, 9, e del gruppo “Gli amici del presepe”, via Regina Margherita, 6. A Gualtieri Sicaminò, infine, i presepi in concorso sono: gruppo parrocchiale “S. Giuseppe”, piazza San Cataldo; gruppo parrocchiale “Madonna del Soccorso”, via Mezzo Casale, Soccorso; Maria Pagano, via Piano Molino. Potranno essere visitati anche altri due presepi, che però sono fuori concorso. Si tratta del presepe di Antonino Maio, a Milazzo, in via Ciantro, 2 (nei pressi del campo sportivo Sacro Cuore) e di quello del Comitato “Pro Padre Pio” di Torregrotta, che è stato allestito in piazza Municipio. La premiazione del concorso si svolgerà domenica 6 gennaio alle 18 in piazza Milite Ignoto a S. Lucia del Mela. OPERE PUBBLICHE Scuole e palestre, chiedete entro il 21 gennaio L’assessorato regionale alla Pubblica Istruzione ha fissato i termini per la richiesta di finanziamenti per il piano dell’edilizia scolastica 20022004 L’ assessore regionale ai Beni culturali e alla Pubblica istruzione anticipa i tempi per il nuovo piano triennale dell’edilizia scolastica. Con una circolare del 20 novembre, Fabio Granata ha invitato i comuni e le province siciliane a inviare a Palermo entro il prossimo 21 gennaio le schede con le richieste di finanziamento per lavori che interessano gli edifici scolastici. Tutto questo prima ancora che il ministero dell’Istruzione emani il decreto di applicazione della legge sull’edilizia scolastica del 1996 per il terzo piano triennale, quello 2002-2004. I finanziamenti possono essere richiesti per la costruzione e il completamento di edifici scolastici, per l’acquisto di immobili e il loro riadattamento a spazi per le scuole, l’adeguamento degli edifici scolastici alle norme sull’agibilità, la sicurezza, l’igiene e l’eliminazione delle barriere architettoniche, la riconversione di edifici scolastici da destinare ad altro tipo di scuola, la realizzazione di impianti sportivi. I finanziamenti consistono in mutui con la Cassa Depositi e Prestiti che saranno interamente rimborsati dallo Stato in venti anni. Le opere finanziate saranno inserite nel piano triennale dell’edilizia scolastica 20022004, il terzo da quando è in vigore la legge. Il comune di S. Lucia ha provato a sfruttare la legge sull’edilizia scolastica per completare la palestra della scuola elementare XXV Aprile. Ma, se nel piano 1996-1998 aveva ottenuto un finanziamento di 777.150.000 lire, in quello 1999-2001 la richiesta di 1.011.850.000 lire per completare l’opera è stata ignorata. Si può riprovare ora. 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 19 ATTUALITÀ L’ITER PER OTTENERE I FINANZIAMENTI Pit, 90 giorni per i progetti esecutivi La Regione ha scelto le società di consulenza. Aiuteranno i comuni a realizzare i progetti delle opere previste nei piani P rocede l’iter per la realizzazione dei Pit, Piani integrati territoriali. Il Dipartimento per la programmazione della Regione ha scelto 12 società di consulenza che aiuteranno i comuni nel servizio di assistenza, supporto tecnico e amministrativo per la redazione dei progetti legati alle idee-forza attorno a cui sono stati organizzati i Pit. Per i progetti delle province di Messina e Enna, i comuni si avvarranno della “Izi spa”. La sua consulenza sarà utilizzata, quindi, anche per il Pit S. Lucia del Mela, che coinvolge i 14 comuni che aderiscono alla società consortile “Tirreno Ecosviluppo 2000” e altri enti, pubblici e privati. L’idea-forza da sviluppare è “la via dell’argilla per lo sviluppo e la produttività”. Il Pit S. Lucia del Mela prevede la realizzazio- ne di opere per quasi 49 milioni di euro (95 miliardi di lire), mentre in tutta la Sicilia ne saranno spesi 1.500 milioni. Sulla Gazzetta ufficiale regionale del 2 novembre è stato pubblicato il decreto che indica i sette Pit non ammessi alla selezione finale e quelli che, invece, parteciperanno alla selezione finale. Il comune che rappresenta ciascuno di questi ultimi, quindi anche S. Lucia del Mela, avrà ora 90 giorni (la scadenza è fissata al 5 febbraio) di tempo per inviare al Dipartimento programmazione la documentazione richiesta nel bando per integrare quella già presentata in precedenza. I promotori dei Pit potranno richiedere finanziamenti per affrontare le spese per realizzare tutto il materiale richiesto. Successivamente, il Dipartimento programmazione avrà altri 90 giorni per analizzare Polizza assicurativa per infortuni, malattie e responsabilità civile per il gruppo di volontariato. Importo a base d’asta: 1.410.000 lire Unica offerta: Unipol assicurazioni, ribasso 0,7 per cento (1.400.130 lire). Trattativa privata per fornitura e installazione di tre pompe di calore per l’asilo nido (27 novembre). Importo a base d’asta: 7.200.000 lire. Offerte di ribasso: New Tecno Plus di Brunetta Carmelo: 0,3 per cento; Termo Clima di Fortunato Gitto: 1 per cento; Rizzo Salvatore: 1,50 per cento; Impalà Salvatore: 4 per cento; Termo Comfort di Songeux Noelle Dominique: 10,94 per cento; Mendolia Franco Tindaro: non ammesso. Aggiudicatario: Impalà Salvatore (6.912.000 lire). Trattativa privata per installazione luminarie natalizie (27 20 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 le pratiche e, quindi, indicare i progetti che ritiene essenziali per l’attuazione del Pit e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo che si è proposto. Queste azioni dovranno essere realizzate necessariamente per evitare che il finanziamento venga annullato. Il Dipartimento programmazione definirà anche la graduatoria di merito dei Pit, articolata per province. Nell’ambito di ogni provincia i Pit saranno finanziati in base alla posizione occupata in graduatoria e fino all’esaurimento dei fondi disponibili. La provincia di Messina avrà a disposizione 176.444.571 euro. Tutto il lavoro di progettazione esecutiva da inviare a Palermo sarà realizzato con l’aiuto delle società di consulenza. Questa fase dovrà concludersi a febbraio, quando si procederà agli appalti. novembre). Importo a base d’asta: 2.800.000 lire. Offerte di ribasso: New Tecno Plus: 0,19 per cento; Giunta Carmelo: 0,21 per cento; Mendolia Franco Tindaro: non ammesso. Aggiudicatario: Giunta Carmelo (2.794.120 lire). Ordinanza sindacale n. 116 del 23/11/2001 Lavori contingibili e urgenti per eliminare inconveniente igienico-sanitario nel fabbricato di proprietà di Merulla Fortunato in esecuzione di un’ordinanza del giudice presso il tribunale di Barcellona: ditta Eredi Ragusa Angelo, 10.706.750 lire. Ordinanza sindacale n. 117 del 23/11/2001 Lavori contingibili e urgenti per eliminare inconveniente igienico-sanitario in alcune vie del centro urbano con l’impiego di autoespurgo: ditta Galipà Sarino, 4.800.000 lire. La bacheca Le delibere di giunta dal 25 settembre al 4 dicembre Refezione per le scuole materne GIUNTA DEL 2/10/2001 208 Assegnazione somma al funzionario responsabile del servizio amministrativo per fornitura di beni e servizi refezione scolastica scuole materne. 120.215.500 lire. SERVIZIO SOMMA A DISPOSIZIONE 2001/02 SOMMA SPESA 2000/01 AGGIUDICATARIO 2000/01 Preparazione e distribuzione pasti L. 70.397.000 L. 66.250.583 Ditta De Spumes, Olivarella Fornitura generi alimentari e prodotti per l’igiene e la pulizia L. 35.530.000 Ditta De Salvadore Santa, S. L. 33.870.635 Lucia del Mela Fornitura carne L. 14.288.500 Ditta Manna Santo Roberto, S. L. 13.649.600 Lucia del Mela 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 21 LA BACHECA 22 ● AGORÀ 22 dicembre 2001 Votando S’IMPARA PROMEMORIA PER ELETTORI CHE DIVENTANO SMEMORATI DENTRO LA CABINA ELETTORALE I parlamentari all’Ars/2 SANTI FORMICA (Alleanza nazionale) Cariche assunte: componente II Commissione legislativa permanente Bilancio e programmazione dal 7/8/2001; componente VI Commissione legislativa permanente Servizi Sociali e Sanitari dal 7/8/2001; componente Commissione per il Regolamento dal 1/8/2001. Attività parlamentare (1° firmatario): ddl 195 del 25 settembre 2001, Norme per l’inserimento tutelato in nucleo familiare di soggetti disabili psichici; ddl 196 del 25 settembre 2001, Norme per la rinegoziazione delle condizioni di onerosità dei finanziamenti agevolati per il settore agricolo; ddl 197 del 25 settembre 2001, Interventi per la tutela della famiglia e del lavoro domestico; ddl 198 del 25 settembre 2001, Modifiche e riapertura dei termini della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19 concernente giacimenti di materiali da cave nel territorio della Regione siciliana; ddl 199 del 25 settembre 2001, Norme per la tutela del patrimonio faunistico, la regolamentazione del prelievo venatorio nell’ambito della Regione siciliana; ddl 200 del 25 settembre 2001, Disposizioni in materia di riduzione del prezzo alla pompa delle benzine; ddl 201 del 25 settembre 2001, Interventi a sostegno delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese; ddl 202 del 25 settembre 2001, Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia; ddl 203 del 25 settembre 2001, Norme per l’adozione della settimana corta nelle scuole; ddl 204 del 25 settembre 2001, Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 concernente il riordino della legislazione in materia forestale e di tutela della vegetazione. Interrogazioni: Nr. 192: Potenziamento del Corpo regionale delle miniere. Nr. 193: Notizie sul procedimento di dismissione delle partecipazioni regionali e dei beni demaniali e patrimoniali non utilizzati per fini istituzionali. Nr. 194: Informazioni sullo stato della liquidazione degli Enti economici regionali soppressi. Nr. 195: Iniziative per il rilancio del settore minerario siciliano. Nr. 220: Iniziative in merito al grave inquinamento nel comprensorio di Milazzo. CARMELO LO MONTE (Sicilia Democratica) Cariche assunte: componente GIUSEPPE FRANCHINA (Cristiano democratici) I Commissione legislativa permanente Affari Istituzionali dal 7/8/2001; componente Commissione per il Regolamento dal 1/8/2001. Attività parlamentare: ddl 186 del 24 settembre 2001, Norme per l’erogazione del sussidio integrativo a favore degli ammalati affetti dal morbo di Hansen; ddl 237 del 5 ottobre 2001, Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l’epizoozia denominata “febbre catarrale degli ovini (blue tongue)”; ddl 240 del 9 ottobre 2001, Indennità di residenza a favore delle farmacie rurali; ddl 241 del 9 ottobre 2001, Tutela e valorizzazione delle persone anziane. Norme per la promozione dell’associazionismo della terza età ed interventi a favore di anziani non autosufficienti; ddl 242 del 9 ottobre 2001, Interventi in materia di servizio civile; ddl 263 del 19 ottobre 2001, Provvedimenti urgenti a favore dello sviluppo della riqualificazione e del riordino della fascia costiera in Sicilia e norme per il governo del territorio. Interrogazioni: Nr. 237: Provvedimenti urgenti per affrontare e risolvere l’emergenza igienico-sanitaria in cui versa la località balneare Spinesante di Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Nr. 278: Iniziative per il rilancio delle stazioni termali della Regione. Interpellanze: Nr. 8: Notizie sul mancato adeguamento alla normativa comunitaria sul finanziamento di primo aiuto ai giovani agricoltori. Eletto nella lista La Margherita Con Rutelli, è passato al gruppo Cristiano Democratici. ANGELO PAFFUMI (Nuova Sicilia) Cariche assunte: GIOVANNI ARDIZZONE (Cristiano democratici) Cariche assunte: presidente I Com- missione legislativa permanente Affari Istituzionali dal 8/8/2001. Attività parlamentare (1° firmatario): nessuna segnalazione. Interrogazioni: Nr. 230: Dichiarazio- ne di “area ad elevato rischio di crisi ambientale” per il comprensorio di Milazzo. Attività parlamentare (1° firmatario): nessuna segna- lazione. Componente Commissione Cee dal 7/8/2001. Attività parlamentare (1° firmatario): nessuna segnalazione. Palazzo dei Normanni, a Palermo, sede dell’Assemblea regionale siciliana 22 dicembre 2001 AGORÀ ● 23 DIECI ANNI FA L’ATTRAVERSAMENTO DELL’ADDIO Noi siamo i vinti. Noi che non sappiamo amare e viviamo di sogni e il tempo dell’illusione svanisce lasciandoci tentennanti nel nostro dolore. Noi che affidiamo ogni nostra decisione al bizzarro rotolare di una moneta incapaci di ergerci. Noi siamo i vinti che ci crogioliamo nella nostra malinconia e ci inebriamo di dolcezze struggenti nel pensiero del passato e del futuro. Sì noi che ancora non abbiamo capito che Dio è dalla nostra parte e non nutriamo speranza. È un momento buono, per me, questo gennaio. Fino a qualche anno fa, avevo paura ad ammettere che le cose mi stessero andando bene. Sapevo che non sarebbero durate e che, essendo ogni giorno un evento assolutamente imprevedibile, probabilmente ciò che era bianco sarebbe con estrema facilità diventato nero. Questo mi spaventava. Perché? Perché Pier era giovane e soffriva maledettamente della propria incompetenza a risolversi la vita. Erano periodi in cui girava a vuoto, in cui l’immagine stessa di un sé che piroettava vanamente su se stesso gli prendeva continuamente il cervello. Ha attraversato quel periodo. È sopravvissuto. Per come è oggi organizzata la mia vita, posso facilmente supporre che ancora una volta il bianco cambierà in nero, che da questo gennaio tranquilli precipiterò in un tremendo mese futuro. Questo, però, non mi fa più paura. (Pier Vittorio Tondelli, 16 dicembre 1991 - 16 dicembre 2001) 24 ● AGORÀ 22 dicembre 2001