RASSEGNA STAMPA
del
31/08/2011
Sommario Rassegna Stampa dal 30-08-2011 al 31-08-2011
31-08-2011 L'Adige
Menù «da Ramadan» per i profughi ............................................................................................................
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31-08-2011 Alto Adige
faticando sui pedali su per lo stelvio............................................................................................................ 2
30-08-2011 L'Arena
Protezione civile e lotta agli incendi L'esercitazione finisce con la lode .................................................. 3
30-08-2011 Corriere del Trentino
Sistema informativo provinciale L'atto esecutivo vale 3,1 milioni............................................................. 4
30-08-2011 Corriere delle Alpi
volontario del cnsas grave all'ospedale ....................................................................................................... 5
30-08-2011 Il Gazzettino (Belluno)
Il Soccorso alpino della Val Pettorina ha salvato 3 capre, finite in un dirupo sul monte Padon. I tr...... 6
30-08-2011 Il Gazzettino (Padova)
L'onda lunga dell'alluvione dei Santi si fa sentire in bassa padovana a dieci mesi dall'esondazione
.......................................................................................................................................................................... 7
30-08-2011 Il Gazzettino (Pordenone)
La tromba d'aria abbatte vigne e ciliegi secolari ......................................................................................... 8
30-08-2011 Il Gazzettino (Pordenone)
Maltempo, il fronte dei comuni...................................................................................................................... 9
30-08-2011 Il Gazzettino (Treviso)
Ponte di Covolo al voto in Consiglio .......................................................................................................... 10
30-08-2011 Il Gazzettino (Vicenza)
Mondiali Mtb accompagnati dalla protezione civile del Brenta-Monte Grappa ...................................... 11
30-08-2011 Giornale di Carate
Emergenza caldo: boom di casi al Pronto soccorso ................................................................................ 12
30-08-2011 Giornale di Seregno
Addio al volontario del sorriso.................................................................................................................... 13
30-08-2011 Il Giornale di Vicenza
Il torrente in piena non fa più paura............................................................................................................ 14
30-08-2011 Giornale di Vimercate
Chiesto lo stato di calamità ........................................................................................................................ 15
30-08-2011 Giornale di Vimercate
Grandine: «Danni anche per noi» ............................................................................................................... 16
30-08-2011 Il Giorno (Bergamo - Brescia)
Trovato il corpo del fungiatt scomparso domenica sera .......................................................................... 17
30-08-2011 Il Giorno (Como)
Precipitato sul Grignone «L'abbiamo visto cadere» ................................................................................. 18
30-08-2011 Il Giorno (Lecco)
Accoglienza dei profughi Un modello da esportare .................................................................................. 19
30-08-2011 Il Giorno (Lodi)
Noi, fuori dall'incubo uragano ..................................................................................................................... 20
30-08-2011 Il Giorno (Sondrio)
Trovati senza vita i due «fungiatt» .............................................................................................................. 21
31-08-2011 Il Mattino di Padova
la fiasp ringrazia i volontari. andrea gusella, presidente della fiasp padovana, ringrazia ... ................ 22
31-08-2011 Il Mattino di Padova
anziano scompare di casa la sua bici è stata ritrovata in riva al bacchiglione ...................................... 23
31-08-2011 Il Mattino di Padova
notte rosa, ultimi preparativi ....................................................................................................................... 24
31-08-2011 Il Messaggero Veneto
protezione civile, ciriani approva la sede "unificata"................................................................................ 25
31-08-2011 Il Messaggero Veneto
alpini in "ferie" in abruzzo per ricostruire la via crucis ............................................................................ 26
31-08-2011 Il Messaggero Veneto
spesi 30 mila euro per interventi in varie frazioni ..................................................................................... 27
31-08-2011 La Nuova Ferrara
sacca, in arrivo 200.000 euro....................................................................................................................... 28
30-08-2011 La Nuova Venezia
la guardia costiera rimasta a secco - marta artico .................................................................................... 29
31-08-2011 La Provincia Pavese
(senza titolo).................................................................................................................................................. 30
31-08-2011 La Provincia Pavese
vigevano, voragine chiusa il cavalcavia è sicuro ...................................................................................... 31
30-08-2011 La Provincia di Lecco
Aiuti provinciali alla Protezione civile ........................................................................................................ 32
30-08-2011 La Provincia di Lecco
«Aspettavo Giuseppe al Brioschi Purtroppo non ci è mai arrivato» ....................................................... 33
30-08-2011 La Provincia di Lecco
«Un altro piano per la scuola»..................................................................................................................... 34
30-08-2011 La Provincia di Sondrio
Si era fermato per i funghi, trovato morto .................................................................................................. 35
30-08-2011 La Provincia di Sondrio
Caduta mortale vicino al rifugio Voleva raccogliere l'ultimo porcino ..................................................... 36
31-08-2011 La Provincia di Varese
«Dai il tuo aiuto alla Protezione civile» Scatta la colletta per i nuovi mezzi ........................................... 37
31-08-2011 La Provincia di Varese
Piano acque sicure, Ispra in prima fila «Ora basta naufragi e annegamenti» ........................................ 38
31-08-2011 La Provincia di Varese
Appello di Longoni «Difendiamo il lago e le nostre colline Stop agli scavi».......................................... 39
30-08-2011 Trentino
in trentino sono arrivati 212 profughi - jacopo tomasi.............................................................................. 40
30-08-2011 La Tribuna di Treviso
terremoto, per l'ospedale piano da 5,5 milioni - francesco dal mas ........................................................ 41
30-08-2011 Varesenews
Protezione civile danneggiata, il comune aprirà un conto ....................................................................... 42
30-08-2011 Varesenews
Servizio Pedibus, la Prociv cerca volontari ............................................................................................... 43
Data:
31-08-2011
L'Adige
Menù «da Ramadan» per i profughi
Articolo
Adige, L'
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Data: 31/08/2011
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protezione civile. A Marco 45 giovani. Pasti caldi anche la notte
Menù «da Ramadan» per i profughi
Per difficile che sia la situazione, è improbabile che i profughi ospiti al campo di Marco si mettano a protestare, come i
«colleghi» di altre località. I Nuvola, i volontari che si stanno occupando della logistica e della mensa, hanno dimostrato
attenzione verso le loro necessità anche al di là degli obblighi. E quindi in questo mese, in cui molti dei 45 ospiti attuali
erano chiamati, dalla loro religione, ad osservare il digiuno previsto per il periodo del Ramadan, loro hanno avuto quel
che serviva. Non solo il latte la sera, ma anche i pasti - completi e riscaldati - pronti per essere consumati dopo il
tramonto. In modo che nonostante la situazione non idilliaca i profughi hanno potuto osservare le prescrizioni religiose,
che ieri mattina si sono concretizzate nella partecipazione alla cerimonia per il ramadan, organizzata dalla comunità
islamica roveretana. Conclusa la cerimonia, i profughi sono tornati al campo, nell'attesa di conoscere le proprie
sistemazioni. Da ormai una decina di giorni sono una cinquantina, i giovani accuditi dai Nuvola, e si sta avvicinando il
momento di trovare loro degli alloggi. Quattro sarebbero dovuti partire ieri pomeriggio, una decina se ne andranno oggi,
la maggior parte di loro sarà trasferita entro le prossime due settimane. Molti andranno in appartamenti messi a
disposizione dai vari comuni trentini. E al riguardo c'è una curiosità. Anche in Vallagarina, naturalmente, sarà ospitato
qualcuno dei profughi passati fino ad ora dal centro della protezione civile di Marco. Diversi comuni hanno messo a
disposizione alloggi. La città di Rovereto, al contrario, no: pare che avere sul proprio territorio il centro di accoglienza sia
sufficiente. Spazio ulteriore non ce n'è.
31/08/2011
Argomento:
NORD
Pag.
1
Data:
Alto Adige
31-08-2011
faticando sui pedali su per lo stelvio
altoadige Extra - Il giornale in edicola
Alto Adige
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Data: 31/08/2011
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Sabato la cicloturistca sui mitici tornanti. La strada chiusa al traffico
Faticando sui pedali su per lo Stelvio
SPONDIGNA. Sono in tantissimi pronti ad alzarsi sui pedali per affrontare, sabato 3 settembre, i terribili ma affascinanti
tornanti che da Prato portano fino al passo dello Stelvio. L'attesa sta crescendo con un occhio di riguardo per le previsioni
meteo che si annunciano buone. Sabato - con la scalata del mitico passo che presenta 48 tornanti per un dislivello di 2000
metri - si correrà l'undicesima edizione della manifestazione che è andata via via crescendo per interesse e numero di
partecipanti. L'enorme adesione all'evento da parte di ciclisti giunti da ogni parte propone ogni anno qualche progresso
organizzativo. Punto centrale è la chiusura della strada al traffico motorizzato dai versanti altoatesino, lombardo e
svizzero - verso Santa Maria - dalle 8 alle 16. A Sottostelvio è prevista la festa del ciclista con musica dal vivo e piatti
tipici. Possono partecipare tutti. Indispensabile è il casco protettivo, ma va curato anche un abbigliamento caldo in caso di
capricci del tempo. Imponente la predisposizione per sicurezza e sanità gestite dalla Croce Bianca, dalla protezione civile,
dal soccorso alpino, dai vigili del fuoco, da carabinieri e guardia di finanza. Particolare attenzione viene raccomandata
nella discesa, soprattutto dopo la riapertura della strada alle 16. Parcheggi sono a disposizione a Lasa, Spondigna e Prato.
(e.d.)
APPUNTAMENTI IN ALTA BADIA
A Corvara stasera alle 21.15 nella sala delle manifestazioni ballo liscio con la musica dell'orchestra «Lorella Group»; a
San Cassiano in centro alle 16 mercatino di prodotti tipici locali gastronomici e artigianali, alle 17 nella piazza della
scuola elementare pomeriggio per bambini con racconti di favole, lavoretti fatti a mano e face-painting, alle 21.15 nella
piazza della scuola suona la banda.
Argomento:
NORD
Pag.
2
Data:
30-08-2011
L'Arena
Estratto da pagina:
27
Protezione civile e lotta agli incendi L'esercitazione finisce con la lode
L'Arena clic - PROVINCIA - Articolo
Arena, L'
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Data: 30/08/2011
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DOLCÈ. A Pian di Festa i gruppi hanno provato le tecniche d'intervento
Protezione civile e lotta agli incendi
L'esercitazione finisce con la «lode»
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Martedì 30 Agosto 2011 PROVINCIA,
Si è svolta in localita Pian di Festa la prima esercitazione di protezione civile e anticendio boschivo organizzata dal
gruppo volontari protezione civile Dolcè guidato dal neo presidente Renzo Andreoli.
L'esercitazione è stata realizzata in collaborazione con il gruppo di protezione civile di Brentino Belluno ed i servizi
forestali della Regione Veneto.
I gruppi hanno allestito il campo base e nel pomeriggio i volontari hanno svolto l'esercitazione (A.i.b.) antincendio
boschivo. «Le esercitazioni si rendono necessarie, come succede periodicamente, per testare l'efficenza delle squadre dei
volontari in vista dell'intervento nei casi reali di emergenza».
Piena soddisfazione è stata espressa sia da parte dei dirigenti forestali che dal neo presidente Andreoli Renzo, presenti sul
posto per verificare il corretto svolgimento, per il lavoro svolto dai volontari durante l'esercitazione.
Ottima si è rivelata comunque la collaborazione dei gruppi di protezione civile dei due comuni, elemento fondamentale
per una buona riuscita in caso di emergenza.
Durante l'esercitazione con tutte le attrezzature e i mezzi in loro possesso, i volontari hanno rispettato senza alcuna
«sbavatura» i protocolli e le procedure previste per gli interventi nei casi di emergenza. All'esercitazione hanno
partecipato una ventina di volontari con automezzi e attrezzature.
Il presidente Renzo Andreoli ha ringraziato e si è felicitato con tutti i volontari di Brentino Belluno e i Servizi forestali
regionali per la partecipazione e la buona riuscita dell'esercitazione.
Intanto il gruppo è chiamato per altre attività: di recente con l'aiuto di alcuni volontari sono state anche pulite da residui e
sterpaglie le canalette di scolo sulla strada che porta verso il Pian di Festa nel Comune di Brentino Belluno.G.G.
Argomento:
NORD
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3
Data:
30-08-2011
Corriere del Trentino
Sistema informativo provinciale L'atto esecutivo vale 3,1 milioni
Corriere del Trentino
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Data: 30/08/2011
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CORRIERE DEL TRENTINO - TRENTO
sezione: data: 30/08/2011 - pag: 9
Sistema informativo provinciale L'atto esecutivo vale 3,1 milioni
TRENTO Lo sviluppo del sistema informativo provinciale è da tempo giudicato uno dei possibili trampolini
dell'economia di domani. La settimana scorsa il dipartimento innovazione ha approvato l'atto esecutivo 2011, che vale 3,1
milioni di euro. Il programma del 2011 si concentra su tre grandi campi d'azione. «Il primo spiega il dirigente Sergio
Bettotti riguarda l'integrazione delle multipiattaforme». In altre parole, si lavora per uniformare la messaggistica, in modo
che i segnali possano essere fruiti tanto dai pc che dai televisori, o dai telefoni. Ovviamente con funzioni diverse. Il
secondo campo di attività per il 2011 riguarda Tetra, il sistema di comunicazione della protezione civile. «In questo caso
si tratta di una piattaforma dedicata esclusivamente alla protezione civile e protetta da possibili intrusioni spiega Bettotti .
Dobbiamo garantire le comunicazioni in qualsiasi situazione e luogo del Trentino. Tanto per fare un esempio, molte aree
boschive non sono coperte dalla telefonia cellulare, noi dobbiamo assicurare che i mezzi della protezione civile siano
sempre collegati». Il terzo e ultimo macrosettore riguarda i mondiali 2013 (e i premondiali 2012) di sci nordico in val di
Fiemme. «Stiamo preparando tutta la struttura informativa necessaria per i campi di gara e per la proiezione mediatica
mondiale che avrà l'evento». RIPRODUZIONE RISERVATA
ì¸Å
Argomento:
NORD
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4
Data:
Corriere delle Alpi
30-08-2011
volontario del cnsas grave all'ospedale
corrierealpi Extra - Il giornale in edicola
Corriere delle Alpi
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Data: 30/08/2011
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L'INCIDENTE
Volontario del Cnsas grave all'ospedale
PREGANZIOL. Sei feriti, tutti trevigiani, tra i quali Fabio Lenisa, 36 anni di Barbisano, volontario del soccorso alpino
di Longarone, in prognosi riservata e 5 chilometri di coda sulla corsia ovest del Passante. È il bilancio di un
tamponamento a catena, avvenuto alle 6.15 di ieri, a Preganziol, che ha coinvolto tre mezzi. Sembra che un'auto condotta
da un rumeno, per cause ancora da accertare abbia sbandato verso il guardrail centrale per poi rientrare verso destra. In
quel momento sopraggiungeva il Fiat Ducato con sei operai trevigiani a bordo. Il conducente Remo Cason, 41 anni, di
Falzè di Piave, forse per evitare di scontrarsi con l'auto «impazzita» sarebbe andato a schiantarsi contro l'autoarticolato in
sosta su una piazzola. Il furgone si è ribaltato prima dell'impatto contro il camion e alcuni passeggeri sono riusciti a
mettersi in salvo uscendo dal portellone posteriore del mezzo. Ad avere la peggio è stato Lenisa, ricoverato in prognosi
riservata all'ospedale di Treviso. Lenisa occupava un posto sul sedile posteriore: l'uomo, appassionato di roccia, fa parte
del Soccorso alpino di Longarone.
Argomento:
NORD
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Data:
30-08-2011
Il Gazzettino (Belluno)
Il Soccorso alpino della Val Pettorina ha salvato 3 capre, finite in un dirupo
sul monte Padon. I tr...
Gazzettino, Il (Belluno)
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Data: 30/08/2011
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Martedì 30 Agosto 2011,
Il Soccorso alpino della Val Pettorina ha salvato 3 capre, finite in un dirupo sul monte Padon. I tre animali si erano
allontanati dal gregge nel primo pomeriggio e hanno iniziato a scendere lungo il pendio sulle Crepe Rosse, finché
sono rimaste bloccate sulla parete verticale, 100 metri più in basso. Zepp, il pastore, ha chiesto aiuto ai soccorritori
attorno alle 16.30. Un tecnico si è calato e ha raggiunto le tre bestiole. Con difficoltà, una alla volta, le capre sono
state imbracate e recuperate con il gancio baricentrico dall'elicottero della ditta EliKos messo a disposizione del
Soccorso alpino.
ì¸Å
Argomento:
NORD
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6
Data:
30-08-2011
Il Gazzettino (Padova)
L'onda lunga dell'alluvione dei Santi si fa sentire in bassa padovana a dieci
mesi dall'esondazione ...
Gazzettino, Il (Padova)
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Data: 30/08/2011
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Martedì 30 Agosto 2011,
L'onda lunga dell'alluvione dei Santi si fa sentire in bassa padovana a dieci mesi dall'esondazione del Frassine. A
far danni, stavolta, non è l'acqua ma il mancato passaggio di denaro tra le ditte coinvolte nel ripristino dei danni
causati dall'inondazione. Una delle aziende che hanno fornito la propria opera alle autorità subito dopo la fase
acuta dell'emergenza, infatti, non avrebbe pagato i propri fornitori. A causa della dinamica dei contratti non era
possibile, durante le operazioni di sistemazione dell'area interessata dal disastro, che le ditte al lavoro utilizzassero
il sistema dei subappalti. Si è quindi passati ad una serie di normali contratti fra privati per la fornitura di
materiali inerti. Che sono stati portati nei cantieri e utilizzati dal vincitore dell'appalto in questione. Tonnellate e
tonnellate di sabbia e terra, pagate solo in parte. «Non c'erano subappalti - conferma uno dei fornitori di materiali
inerti - ma solo un contratto di fornitura. So per certo che i soldi degli appalti sono già stati pagati all'impresa, che
però non ha pagato noi fornitori». L'impresario, che per ora intende rimanere anonimo, fa chiaramente intendere
di non essere da solo in questa difficile situazione. Il buco ammonterebbe a parecchie decine di migliaia di euro,
probabilmente sopra quota 100 mila. «Qualcun altro ha già intrapreso le vie legali - assicura l'imprenditore - e ci
sto pensando anche io, perché non abbiamo alcuna certezza di vedere un giorno quei soldi. Abbiamo anche
segnalato la cosa al Genio e alle autorità, senza ottenere alcuna risposta». Resta da capire il motivo per cui
l'appaltatore non avrebbe pagato le fatture emesse dai fornitori. «Non importano le motivazioni - sbotta il
creditore - dal mio punto di vista questo è un enorme problema, che si innesta in un momento in cui è già difficile
essere pagati puntualmente per i lavori. Un buco come questo, coi tempi che corrono, può compromettere gli
equilibri di qualsiasi impresa». Fonti sindacali confermano la faccenda, annunciando provvedimenti per
l'immediato futuro.
Argomento:
NORD
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7
Data:
Il Gazzettino (Pordenone)
30-08-2011
La tromba d'aria abbatte vigne e ciliegi secolari
Gazzettino, Il (Pordenone)
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Data: 30/08/2011
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CAVASSO NUOVO
La tromba d'aria abbatte vigne e ciliegi secolari
Martedì 30 Agosto 2011,
CAVASSO NUOVO - (lp) Tra le zone più colpite, oltre alle già citate Clauzetto, Frisanco e Andreis, c'è anche
Cavasso Nuovo, che ha subito gravi danni sopratutto alle colture. In particolare, l'azienda agricola Sergio
Maraldo, situata nel pianoro dei Maraldi, confinante con il torrente Meduna, è stata letteralmente devastata.
«La tromba d'aria - spiega il sindaco Emanuele Zanon, che assieme al collega di Giunta, Fulvio Facchin, e ai
volontari della Protezione civile ha lavorato fino a domenica sera per dare conforto al titolare del podere - ha
demolito dei piccoli accessori agricoli e scoperchiato un deposito di attrezzature. Sono stati abbattuti diversi filari
di vite e sradicati una decina di ciliegi secolari, che caratterizzavano l'incantevole luogo, soprattutto in primavera,
durante la fioritura delle piante». Inoltre, a Cavasso Nuovo ci sono stati anche altri episodi di danno, come lo
scoperchiamento di un tetto in via Vittorio Veneto, l'abbattimento di un albero lungo l'arteria che conduce a
Fanna, il rovesciamento di alcune casette in legno presso l'azienda Vallar Legnami. Sono tutt'ora in corso gli
accertamenti da parte della squadra della Protezione civile comunale, per individuare altri problemi sul territorio.
© riproduzione riservata
ì¸Å
Argomento:
NORD
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Data:
30-08-2011
Il Gazzettino (Pordenone)
Maltempo, il fronte dei comuni
Gazzettino, Il (Pordenone)
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Data: 30/08/2011
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MANIAGO Incontro in municipio con il sindaco Belgrado che sarà il portavoce
Maltempo, il fronte dei comuni
I paesi più piccoli hanno paura di essere esclusi dai risarcimenti regionali
Martedì 30 Agosto 2011,
«Speriamo che dopo il danno non ci sia la beffa di restare esclusi da eventuali rimborsi solo perché la zona colpita è
piuttosto contenuta e i Comuni interessati sono quasi tutti piccoli o piccolissimi»: è il timore dei sindaci dell'area
montana e pedemontana flagellati sabato scorso da colpi di vento e da una grandinata senza precedenti, che ha
devastato ogni tipo di coltivazione e distrutto carrozzerie e parabrezza di decine di auto. La zona comprende
Clauzetto, la bassa Valcellina, Frisanco e la Val Colvera, ma anche Fanna, Arba e Meduno, tutti alla prese con la
spinosa questione della richiesta di risarcimento danni.
In realtà, oltre a tanti piccoli municipi, a subire danni ingenti c'è anche Maniago, per quanto concerne i disagi
causati alla zona produttiva e sopratutto a numerose aziende agricole di Campagna.
Per questo motivo, gli amministratori locali hanno preso contatto ieri con il sindaco Alessio Belgrado, per cercare
di portare avanti istanze comuni. «Con il passare delle ore - ricordano i sindaci - la conta dei danni è sempre più
significativa. Quando abbiamo riaperto gli uffici municipali, ieri mattina, molti cittadini si sono presentati per
segnalare i problemi che hanno dovuto affrontare: si tratta di situazioni molto difficili, che tuttavia i compaesani,
con il loro spirito infaticabile, hanno risolto pressoché da soli, mentre i volontari di Protezione civile erano
impegnati nella messa in sicurezza delle principali emergenze sul territorio. Ora, però, restano le conseguenze del
maltempo, con coltivazioni (alberi da frutto e vigne, ndr) che paiono pregiudicate non solo per il raccolto di
quest'anno, ma anche per il prossimo futuro». Discorso a parte riguarda le vetture: solo quelle coperte da specifica
assicurazione potranno essere riparate senza esborsi dei proprietari.
© riproduzione riservata
Argomento:
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Data:
30-08-2011
Il Gazzettino (Treviso)
Ponte di Covolo al voto in Consiglio
Gazzettino, Il (Treviso)
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Data: 30/08/2011
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VIDOR Stasera sui banchi del Comune si discuterà anche di Protezione civile
Ponte di Covolo al voto in Consiglio
Martedì 30 Agosto 2011,
Il consiglio comunale di Vidor è chiamato questa sera (la convocazione è prevista alle 20.30), ad approvare il piano
d'assetto del territorio intercomunale (Pati) del Quartier del Piave. L'atto amministrativo interessa anche i
Comuni di Moriago della Battaglia, Sernaglia della Battaglia, Farra di Soligo, Pieve di Soligo (capofila) e
Refrontolo, che a loro volta dovranno discuterlo nei rispettivi consigli comunali. Il progetto determinerà la futura
configurazione dell'area dei 6 paesi in termini di ambiente, insediamenti di attività produttive e viabilità.
Nel piano è previsto anche il nuovo ponte sul Piave a sud di Covolo (località Barche), che farebbe parte della nuova
tangenziale, di cui da tempo si parla. La superstrada dovrebbe congiungersi con la S. P. n. 34 nei pressi di via
Roggia, appena oltre il centro abitato di Bosco di Vidor. Il Pati, dopo l'assenso del consiglio comunale, sarà a
disposizione dei cittadini che potranno presentare eventuali osservazioni, che saranno esaminate in una successiva
assise consiliare. Il piano, dopo essere stato approvato in via definitiva dai 6 Comuni, sarà trasmesso
contestualmente in Provincia. Durante la seduta del consiglio di Vidor si parlerà anche del piano comunale di
protezione civile (recepimento prescrizioni del comitato provinciale di protezione civile). Saranno messi in
votazione due ordini del giorno promossi dal consiglio provinciale. Il primo contro la manovra economica
finanziaria del Governo. L'altro per garantire i finanziamenti statali alle scuole d'infanzia paritarie. Tra le
comunicazioni, il sindaco inviterà i cittadini a utilizzare l'acqua potabile solo a scopi alimentari. Farà, inoltre, un
resoconto sull'incontro, organizzato qualche settimana fa assieme all'Ats, Asl e Consorzio Piave, avvenuto con i
residenti di via Mazzocco e via Veneto, ove nel mese di giugno è stata riscontrata la contaminazione dell'acqua.
Argomento:
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Data:
30-08-2011
Il Gazzettino (Vicenza)
Mondiali Mtb accompagnati dalla protezione civile del Brenta-Monte Grappa
Gazzettino, Il (Vicenza)
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Data: 30/08/2011
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BASSANESE
Mondiali Mtb accompagnati
dalla protezione civile
del Brenta-Monte Grappa
Martedì 30 Agosto 2011,
Un importante avvenimento sportivo ha interessato in questi giorni il nostro territorio, con la partecipazione di
oltre 300 atleti provenienti da tutto il mondo. Dal 20 al 28 agosto si sono infatti svolti i Campionati Mondiali di
Orienteering in mountaine-bike. Nell'area bassanese, in primo piano le colline tra Marostica e Bassano per la gara
di orienteering. A supporto dell'organizzazione sportiva della manifestazione, l'ufficio provinciale della Protezione
Civile ha chiesto l'intervento attivo dei volontari, circa una sessantina quelli impiegati, del Coordinamento
«Brenta-Monte Grappa», del presidente Italo Bettiati e quelli dei Nuclei dell'Associazione Nazionale Carabinieri di
Romano d'Ezzelino e Bassano, che ben conoscono la zona, per segnalare la presenza degli atleti lungo il percorso
nelle varie postazioni e garantire ogni forma di supporto logistico per il buon esito della manifestazione.
Una vera e propria esercitazione di Protezione Civile, secondo l'ufficio provinciale, «un'occasione per testare
l'efficienza delle comunicazioni radio nel territorio bassanese - ha spiegato Bettiati - oltre all'efficacia
organizzativa ed operativa del sistema di Protezione Civile locale, formato dai volontari del Coordinamento
»Brenta-Monte Grappa" e dei due Nuclei delle Associazioni A.N.C., sempre in prima fila nelle occasioni di
emergenza". Presso il vecchio ospedale, nella sede del Nucleo A.N.C. bassanese, è stata allestita una sala radio e la
centrale operativa dell'organizzazione, in collegamento con le 20 postazioni presenti sulle colline bassanesi ed in
centro città. «Un impegno notevole per i nostri volontari sul campo per oltre 10 ore, che, nonostante il grande
caldo ed un'afa opprimente, - hanno dichiarato soddisfatti Italo Bettiati e Leonardo Bordignon, delegato
provinciale dei Nuclei A.N.C. - hanno dato esempio di professionalità ed impegno, intervenendo anche in alcuni
casi di emergenza, per la rovinosa caduta dalla bicicletta di qualche atleta, con preoccupanti conseguenze».
Dal punto di vista sportivo, la gara si è conclusa in Piazza Libertà e tra i premiati figurano due atleti azzurri: al
secondo posto nella categoria junior si è classificato il ventenne Riccardo Rossetto, di Schio ed una medaglia di
bronzo è stata conquistata da Laura Scaravonati nella categoria «Elite» donne.
Roberto Lazzarato
Argomento:
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Data:
30-08-2011
Giornale di Carate
Emergenza caldo: boom di casi al Pronto soccorso
Carate Brianza Giornale di Carate
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Data: 30/08/2011
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Maria Pia Ferrario, responsabile del Pronto soccorso
Carate - Su una media di un centinaio di accessi quotidiani al Pronto soccorso registrati in questi ultimi giorni, poco meno
della metà hanno riguardato patologie legate al caldo. Un dato che la dice lunga sull'emergenza meteo che ha attanagliato
la Brianza e l'Italia in generale nelle ultime settimane. Ondata di calore che, nonostante l'abbassamento delle temperature
del fine settimana, gli esperti dicono continuerà fino a metà settembre. «Dopo un mese di luglio e la prima metà di agosto
relativamente tranquille - ha spiegato la dottoressa Maria Pia Ferrario , responsabile del Pronto soccorso dell'ospedale
cittadino - sul nostro territorio la situazione si presenta sovrapponibile a quella dei più torridi periodi estivi con una
significativa presenza di pazienti delle fasce di età più avanzate anche per la riduzione del numero di anziani che può
permettersi una prolungata vacanza in zone climatiche e per l'aumento delle persone che vivono in condizioni di
solitudine. Non mancano, peraltro, giovani adulti che presentano episodi di collasso da calo di pressione o di colica renale
dovuta a scarsa idratazione».
Cali di pressione e collassi che provocano distrazioni e cadute, eventi traumatici soprattutto per i più attempati. «La nostra
attenzione - ha specificato la dottoressa Ferrario - è rivolta in particolare agli anziani che vivono da soli, spesso ai piani
alti dei palazzi, in appartamenti piccoli. Quasi tutti hanno limitazioni della loro autonomia e assumono molteplici quantità
di farmaci, situazione che a volte favorisce la possibilità di cadute per collasso. Nella maggior parte dei casi affrontati dal
Pronto soccorso risulta fondamentale reintegrare la quantità di liquidi necessaria perché organi e cellule possano ben
funzionare. Abbiamo frequentemente osservato in questi giorni episodi febbrili con temperature anche piuttosto elevate
spesso associate a diarrea e vomito, motivo per il quale il periodo di osservazione e reidratazione condotto in Pronto
soccorso diventa fondamentale e si prolunga per parecchie ore e, quando proprio le condizioni non permettono una
gestione domiciliare del paziente, si provvede al ricovero ospedaliero».Davanti a straordinarie ondate di caldo rimane
comunque fondamentale la prevenzione. «E' per questo che vorremmo lanciare un appello alle famiglie - ha sottolineato
l'esperta - affinché si accertino che i loro familiari, specie se anziani, assumano abbastanza liquidi per resistere alle
temperature alte, ma anche con un bel gesto, accertarsi che lo faccia anche l'anziano vicino di casa rimasto solo. Con il
passare degli anni, l'organismo perde alcune capacità di reazione e di difesa nel confronti delle alte temperature e molto
spesso queste persone perdono lo stimolo della sete». Consigli di prevenzione che in sintesi si possono così riassumere:
evitare di uscire nelle ore più calde della giornata; arieggiare l'ambiente dove si vive; bere molti liquidi, almeno un litro e
mezzo al giorno, per reintegrare le perdite di sali minerali, evitando bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate o
fredde; consumare pasti leggeri preferendo pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta ed evitare fritti, grassi e cibi piccanti;
all'aperto ripararsi il capo dal sole; indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro, di tessuti naturali; se si soffre di
ipertensione non interrompere né sostituire di propria iniziativa i farmaci, ma consultare sempre il medico curante.
Articolo pubblicato il 30/08/11
Argomento:
NORD
Pag.
12
Data:
30-08-2011
Giornale di Seregno
Addio al volontario del sorriso
Seregno - - Seregno
Giornale di Seregno
"Addio al volontario del sorriso"
Data: 30/08/2011
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Il feretro di Giancarlo Arienti (a de-stra) al termi-ne delle ese-quie al Lazza-retto, sorretto dagli amici di Seregno
Soc-corso fra gli applausi
«Un uomo grande di cuore che si prestava per tutti e per tutto». Con queste parole l'amico fraterno Umberto Turati ha
ricordato Giancarlo Arienti , per quasi cinquant'anni volontario nei pompieri e nell'ambulanza, poi nell'associazione
Seregno Soccorso che aveva lasciato pochi anni fa per raggiunti limiti d'età . Aveva compiuto 71 anni lo scorso febbraio,
viveva in via Macallè al Lazzaretto dove risiede anche la sorella gemella Paola , ed era molto conosciuto in città anche
per la sua attività di dipendente comunale, come bidello alle scuole «Umberto I» e in seguito come messo. Il decesso nella
notte fra mercoledì e giovedì scorsi. Aveva iniziato nei pompieri con il servizio militare e vi era rimasto anche negli anni
in cui lavorava alla «Pirelli». «Era il numero uno» le parole del presidente di Seregno Soccorso, Pietro Alberio , che ha
condiviso con Giancarlo tanti anni di volontariato. Caposquadra dei Vigili del fuoco volontari, di cui era stato uno dei
primi graduati, fu fra i fondatori del Comitato volontari ambulanze e di Seregno Soccorso. «Raggiunta l'età della
pensione, per tanto tempo aveva passato giorno e notte in ambulanza - ha aggiunto il presidente Alberio - Alla scrivania
preferiva il servizio attivo, per questo non ebbe mai una carica ufficiale in associazione». Un personaggio amato e stimato
per la sua «straordinaria disponibilità , era l'amico di tutti» hanno aggiunto amici ed ex pompieri, impegnato in tante
missioni importanti come l'alluvione di Firenze, il Polesine, la tragedia del Vajont, i terremoti in Friuli e in Irpinia. «Non
amava encomi e medaglie ma aveva l'elmetto nel cuore, ha dato molto alla città sempre con il sorriso sul volto e tanta
simpatia» ha aggiunto il cugino, Bruno Arienti , anche lui ex pompiere volontario. Le partecipate esequie sono state
celebrate lo scorso sabato mattina al Lazzaretto. I volontari di Seregno Soccorso lo hanno ricordato come «un punto di
riferimento, un educatore e una guida sempre sorridente. Grazie per il ricordo che lasci, ti saluta il fischio delle nostre
sirene e un applauso». Al termine della funzione il feretro è stato portato a braccio dai suoi amici e «colleghi»
soccorritori.
Articolo pubblicato il 30/08/11
ì¸Å
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NORD
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13
Data:
30-08-2011
Il Giornale di Vicenza
Estratto da pagina:
30
Il torrente in piena non fa più paura
Il Giornale di Vicenza clic - PROVINCIA - Articolo
Giornale di Vicenza, Il
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Data: 30/08/2011
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CHIAMPO. Quattrocentomila euro spesi per mettere in sicurezza il corso d'acqua dopo i dissesti causati dall'alluvione
Il torrente in piena non fa più paura
Matteo Pieropan
Già consolidati con muri di difesa alcuni punti del Chiampo in località Miniera e alla Pieve
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Martedì 30 Agosto 2011 PROVINCIA,
Sono ancora in corso alcuni lavori del Genio Civile sul Chiampo. M.P.
Grazie ad un ingente intervento del Genio Civile, circa 400 mila euro stanziati per l'opera, il torrente Chiampo torna in
sicurezza dopo i danni subiti nell'alluvione del novembre dello scorso anno.
La spesa degli interventi sul territorio comunale è cospicua perché le erosioni e i dissesti sono si sono verificati su diversi
punti. I lavori sono stati finanziati dal commissario delegato per il superamento dell'emergenza.
Il torrente in occasione dell'alluvione aveva oltrepassato il ponte in località Miniera, tra via Bioli bassi e via Fiume. Era
stato chiuso al traffico e monitorato ora per ora. Un centinaio di metri più a valle, dopo la curva che costeggia località
Rancan, si era verificata una vera e propria esondazione. Il torrente è fuoriuscito dall'alveo e ha intaccato la pista ciclo
pedonale. Alla Pieve, invece, l'acqua era cresciuta fino al limite dell'argine destro, rischiando una esondazione che
avrebbe causato notevoli danni e messo in pericolo l'incolumità pubblica.
Gli interventi, alcuni conclusi altri in corso d'opera, hanno riguardato i tre punti maggiormente colpiti. In località Miniera,
innanzitutto, è stata svuotata l'ansa dal materiale alluvionale accumulatosi, il risezionamento dell'alveo, l'incremento della
pendenza di deflusso, il consolidamento della briglia a valle e un nuovo sistema di difesa costituito da massi. Alla Pieve è
stato alzato l'argine, realizzato un muro di difesa rivestito con massi a vista in declivio, consentendo anche una maggiore
capienza delle acque del torrente. Sono in corso i lavori di ricostruzione del muro caduto in prossimità della strada
provinciale, vicino al municipio. Qui sarà realizzato anche uno scivolo per consentire ai mezzi escavatori di accedere,
anche in futuro, al greto fiume.
I risultati ottenuti finora sono frutto della buona collaborazione tra enti, Genio Civile e Comune di Chiampo, che hanno
lavorato in sinergia per rendere il territorio della valle più sicuro.
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14
Data:
30-08-2011
Giornale di Vimercate
Chiesto lo stato di calamità
Villasanta - Chiesto lo stato di calamità - Villasanta
Giornale di Vimercate
"Chiesto lo stato di calamità "
Data: 30/08/2011
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DOPO-NUBIFRAGIO
CHIESTO LO STATO DI CALAMITà
VILLASANTA - Anche Villasanta si accoda alla schiera di Comuni che hanno chiesto lo stato di calamità a seguito del
violento nubifragio che ha colpito la Brianza lo scorso 5 agosto. Ne ha dato notizia, la scorsa settimana,
l'Amministrazione comunale con una comunicazione pubblicata sul sito Internet del Comune. In particolare si comunica
ai privati che hanno subito danni alle proprie abitazioni o proprietà la possibilità di richiedere alla Polizia locale un
attestato di «Evento meteorologico straordinario» da poter poi presentare alla propria compagnia assicurativa per il
risarcimento dei danni. Non è ancora noto invece se la Regione erogherà fondi ai Comuni per risarcire i danni subiti alle
proprietà pubbliche a seguito del nubifragio. In paese l'evento atmosferico ha provocato in particolare l'allagamento del
plesso scolastico Villa di via Ada Negri..
Articolo pubblicato il 30/08/11
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15
Data:
30-08-2011
Giornale di Vimercate
Grandine: «Danni anche per noi»
Concorezzo - - Concorezzo
Giornale di Vimercate
"Grandine: «Danni anche per noi»"
Data: 30/08/2011
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PARLANO GLI ESERCENTI
GRANDINE: «DANNI ANCHE PER NOI»
CONCOREZZO - Abbiamo già ampiamente scritto dei danni provocati dal nubifragio del 5 agosto a artigiani, industrie,
agricoltori, edifici pubblici. Mezza Concorezzo è sul piede di guerra, in attesa che la Regione attesti lo stato di calamità
naturale, ora però ad alzare la testa sono i commercianti. «Ci siamo anche noi - ha precisato il presidente Maurizio
Torresani - Gli esercizi attorno a piazza della Pace e via Libertà nel suo complesso hanno registrato deleteri allagamenti.
Era già successo a luglio, ma nella storia recente siamo a tre eventi di questo tipo. Dal Comune ci dicano quali misure si
possono introdurre strutturalmente per evitare che ricapiti: ci aspettiamo che facciano qualcosa al più presto. Per quanto
riguarda invece la questione rimborsi, al di là di chi è assicurato per simili eventualità , vorrei anche capire, qualora
arrivassero contributi dal Pirellone, come questi fondi potranno essere ripartiti»..
Articolo pubblicato il 30/08/11
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16
Data:
30-08-2011
Il Giorno (Bergamo - Brescia)
Trovato il corpo del fungiatt scomparso domenica sera
Giorno, Il (Bergamo - Brescia)
"Trovato il corpo del fungiatt scomparso domenica sera"
Data: 30/08/2011
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BERGAMO PROVINCIA pag. 3
Trovato il corpo del fungiatt scomparso domenica sera Recuperato ieri mattina nei boschi della Val Masino
CARAVAGGIO LE CAUSE DEL DECESSO: MALORE O UNA SCIVOLATA
LA TRAGEDIA Qui sopra il recupero in Valmasino del fungiatt. Nel tondo Francesco Facchetti. Aveva 68 anni
di ROCCO SARUBBI CARAVAGGIO È STATO TROVATO morto ieri mattina nei boschi della Valtellina, dove si era
recato a cercar funghi, il pensionato di Caravaggio di cui da domenica sera non si avevano più notizie. La vittima si
chiamava Francesco Facchetti e aveva 68 anni. Ancora da chiarire le cause del decesso: l'uomo potrebbe aver accusato un
malore oppure potrebbe essere scivolato in un dirupo proprio mentre raccoglieva funghi nella zona di Val Masino, quota
1.500 metri, dove è stato individuato il corpo privo di vita. L'uomo domenica si trovava al rifugio Scotti, dove alloggiava
e dove era solito soggiornare in estate, e intorno alle 18 era stato visto uscire e incamminarsi nei boschi attorno per una
perlustrazione. Ai gestori del rifugio aveva lasciato detto che sarebbe stato fuori un'oretta, anche per non farsi sorprendere
dal buio. E invece da quel momento Franco Franchetti non ha più fatto rientro al rifugio Scotti. I titolari, preoccupati per il
mancato rientro dell'uomo, hanno dato l'allarme e sono subito scattate le ricerche dello scomparso. In breve è stata
organizzata una squadra composta da volontari del Soccorso alpino e della Protezione civile a cui si sono aggiunti anche
due militari della Guardia di Finanza. A coordinare le ricerche è stato Ezio Scetti, responsabile del Soccorso alpino della
Val Masino. La perlustrazione, interrotta dal buio, è stata ripresa ieri mattina con l'ausilio delle unità cinofile e poco prima
delle 11 è stato trovato il corpo del pensionato. Con un elicottero è stato recuperato e portato a Val Masino. Lì la salma è
stata composta nella camera mortuaria del cimitero in attesa del trasferimento a Caravaggio. Già martedì scorso, a
Valtorta, in Valle Brembana, una donna di 77 anni, Alda Bonalumi, originaria di Palazzago ma residente a Brugherio,
aveva perso la vita dopo essere precipitata in un dirupo mentre era alla ricerca di funghi. Con lei c'erano anche due figli e
un parente. Image: 20110830/foto/35.jpg
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17
Data:
30-08-2011
Il Giorno (Como)
Precipitato sul Grignone «L'abbiamo visto cadere»
Giorno, Il (Como)
"Precipitato sul Grignone «L'abbiamo visto cadere»"
Data: 30/08/2011
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LECCO E HINTERLAND pag. 6
Precipitato sul Grignone «L'abbiamo visto cadere» Il racconto di chi al Brioschi ha assistito al dramma
MANDELLO GIUSEPPE LIONETTI FORSE È STATO COLTO DA MALORE
TRAGEDIA L'elicottero del 118 interviene nel punto dove è precipitato Giuseppe Lionetti (nel riquadro)
di STEFANO CASSINELLI MANDELLO OGGI alle 17 saranno celebrati a Mandello i funerali di Giuseppe Lionetti, 54
anni, tragicamente morto domenica sul Grignone. Una morte difficile da spiegare perché Lionetti era atleticamente
preparato, prudente e la zona in cui è precipitato è a bassissimo rischio. «ERAVAMO al rifugio Brioschi spiega un
escursionista da cui Lionetti era appena partito e le persone all'esterno hanno visto qualcosa di colorato cadere giù per la
montagna. Tutti erano convinti che si trattasse di uno zaino perché era colorato. Nessuno immaginava una cosa del
genere, poi è uscito Alex Torricini, il gestore del rifugio, con un cannocchiale. Ha guardato e ha detto che era una
persona. Subito sono scattati i soccorsi». Resta il mistero di come Lionetti sia potuto precipitare in quel punto cadendo per
circa 150 metri. Può essersi trattato di una banale caduta finita tragicamente o, tesi che è presa maggiormente in
considerazione, di un malore che ha colpito improvvisamente l'escursionista. «Secondo quanto riferito dalle persone
presenti in zona hanno spiegato gli uomini del Soccorso alpino la persona caduta non ha gridato altrimenti lo si sarebbe
sentito. Se fosse inciampato sarebbe stato naturale urlare mentre cadeva, il fatto che non abbiamo gridato fa pensare che
possa essere stato colto da un malore che gli ha fatto perdere i sensi». A Mandello la morte di Giuseppe Lionetti,
conosciuto come Pino, ha colpito tutti. Il 54enne, da poco tempo in pensione, era sposato con Gabriella che lavora in un
noto bar sul lungolago. «Si tratta di una tragedia che ha colpito tutti», afferma l'assessore Luciano Fascendini. Invece
Giancarlo Alippi, presidente del Soccorso degli Alpini di Mandello, lo ricorda così: «Da oltre due anni era con noi, era
sempre disponibile. Una grande perdita per l'intera comunità»
Argomento:
NORD
Pag.
18
Data:
30-08-2011
Il Giorno (Lecco)
Accoglienza dei profughi Un modello da esportare
Giorno, Il (Lecco)
"Accoglienza dei profughi Un modello da esportare"
Data: 30/08/2011
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BRIANZA LECCHESE pag. 6
Accoglienza dei profughi Un modello da esportare PADERNO D'ADDA LA PROTEZIONE CIVILE STUDIA IL CASO
SODDISFATTI La famiglia di siriani ospite a Paderno da oltre un mese
di DANIELE DE SALVO PADERNO D'ADDA L'OSPITALITÀ lecchese nei confronti dei profughi è un modello di
accoglienza nazionale. Domani un gruppo di delegati della Protezione civile provenienti direttamente da Roma faranno
tappa a Paderno per incontrare gli esuli attualmente alloggiati all'hotel Adda. Sono dodici siriani originari del Kurdistan:
Ghaleb, 49 anni, la moglie Rawsahan di 35, i figli Anas, Kaula, Alma ed Abdrhman, 8 anni il più piccolo e 17 il più
grande, e con loro la coppia di compagni di viaggio Abdelkhader di 49 anni e Salwa di 40, con Raman, Yousaf, Hezel e
Lean tra i 10 e i 17 di età. Sono scappati dalla Libia lo scorso luglio per approdare a Lampedusa sul «barcone della
morte», quello sul quale sono stati rinvenuta nella stiva 25 cadaveri. CESSATA la fase dell'emergenza si tratta però
adesso di offrire assistenza adeguata in attesa che venga concesso lo status di rifugiati per motivi politici o umanitari.
Settimana scorsa, con l'aiuto di una mediatrice culturale, hanno compilato tutti gli incartamenti necessari alla pratica, ma
l'iter difficilmente verrà chiuso prima di febbraio. Per questo c'è da pensare tra il resto alla scuola dei ragazzi. «Una
famiglia si trasferirà a Merate, l'altra rimarrà qui - spiega Marinella Corno, assessore ai Servizi sociali - Abbiamo
contattato il preside per i bambini che cominceranno a frequentare le medie e le elementari. Stiamo coinvolgendo anche i
responsabili di Retesalute e di alcune organizzazioni di volontariato». Poi c'è il problema delle normali esigenze
quotidiane. Ogni famiglia dovrebbe ricevere un contributo di circa 7 euro al giorno, ma al momento nessuno ha visto
niente. Fino ad oggi ci stanno pensando gli operatori della Caritas decanale, gli amministratori locali e i gestori della
struttura alberghiera, mettendoci i soldi di tasca propria, ma se si vuole veramente consentire ai profughi di cominciare a
ricostruirsi un'esistenza occorre altro. «UNA COPPIA ha ritrovato una figlia con due gemellini piccoli con cui avevano
affrontato il viaggio ma di cui si erano perse le tracce a Milano; sono stati rintracciati a Rho - riferisce ad esempio Angelo
Corengia della Caritas di Merate - Poi hanno saputo della presenza di connazionali a Carnate, ma senza soldi è
impensabile che riescano a incontrarsi». Si tratta di aspetti forse secondari rispetto al dramma che hanno affrontato, ma la
capacità di accoglienza verso chi ha scelto l'Italia come nuova patria e non vuole rimanere profugo a vita si misura anche
dalla quotidianità, fatta di amicizie, svaghi, possibilità di cercare un lavoro e piccole spese. Image:
20110830/foto/2109.jpg
Argomento:
NORD
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19
Data:
30-08-2011
Il Giorno (Lodi)
Noi, fuori dall'incubo uragano
Giorno, Il (Lodi)
"Noi, fuori dall'incubo uragano"
Data: 30/08/2011
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LODIGIANO pag. 6
Noi, fuori dall'incubo uragano CICLONE NEGLI USA L'ODISSEA DI UNA COPPIA A NEW YORK
PERICOLO SCAMPATO Silvia Maffi e Mirco Nonnoi negli Stati Uniti
di PAOLA ARENSI SAN COLOMBANO L'EMOZIONE di preparare la valigia, prendere l'aereo e arrivare dall'altra
parte del mondo per scoprire la "Grande mela". Poi la paura per un terremoto e un annunciato uragano Irene. La psicologa
Silvia Maffi, 27 anni, residente a San Colombano al Lambro, e l'ingegnere delle telecomunicazioni Mirco Nonnoi, 28
anni, di Lissone, nel Milanese, fidanzati da un anno e spesso in viaggio, sono partiti il 19 agosto da Milano, scalo a
Londra Heathrow, e arrivo a Newark, in New Jersey. Ritorno previsto il 27 agosto dall'aereoporto John Fitzgerald
Kennedy di New York. E il fuori programma dell'uragano Irene. Dove alloggiavate? Avete visto molto? «Abbiamo
preferito evitare gli alti costi di Manhattan per alberghi della medesima qualità e ci siamo diretti in alberghi consigliati
dalla guida Lonely planet all'ingresso di Brooklyn e del Queens. Siamo anche andati a Washington e Boston. Abbiamo
visto tutto in tempo, prima dell'emergenza e anche monumenti che sono stati poi danneggiati dal maltempo. Dai musei
principali ai grattacieli più famosi e il ponte di Brooklyn, dal World Trade Center in ricostruzione alla Statua della
Libertà, fino ai negozi della 5th Avenue e Central park. Chinatown e Little italy inclusi, oltre a Philadelphia». Di tutte
queste bellezze cosa è rimasto danneggiato? «Ad esempio l'obelisco, Washington memorial, che è stato danneggiato in
cima dal terremoto di martedì 23». Il terremoto vi ha spaventati? «Per fortuna è stato di lieve entità ma di molto risalto tra
la gente, che è scesa per strada stupita. Vibravano i vetri dei palazzi. Più allarmante l'uragano, annunciato a gran voce su
tutta la costa est, di continuo, dai media. Ma la gente non sembrava particolarmente nel panico. Erano dubbiosi, non
credevano potesse arrivare l'apocalisse che si annunciava; al massimo qualche allagamento per via della morfologia della
città, anche se poi, in realtà, nel dubbio, all'ultimo momento tutti i supermercati sono stati presi d'assalto. Noi eravamo
abbastanza tranquilli visto che saremmo ripartiti nel primo pomeriggio di sabato e la tempesta era prevista solo per la
notte di sabato o domenica mattina. La metropolitana ha funzionato normalmente, fino al venerdì pomeriggio, e chiuso i
battenti il sabato». Le vostre famiglie erano preoccupate? «Molto più di noi. Ci ha scritto sms anche la Farnesina che ci
consigliava di controllare quali aree andavano sgomberate». Come avete fatto a tornare a casa? «Ci siamo fiondati
all'aeroporto con 24 ore di anticipo, cercando di partire il prima possibile. Venerdì i numeri dei centralini della compagnie
aeree erano completamente in tilt: era impossibile avere informazioni sulla conferma del nostro volo di sabato alle 18,25.
Così siamo andati in aereoporto 24 ore prima. Abbiamo chiesto di poter partire con un volo precedente al nostro, ma non
c'erano posti. Siamo tornati a prendere le valigie e lì ci è stato detto che per due giorni l'aeroporto sarebbe stato chiuso e il
nostro volo cancellato come tutti gli altri. Poi, per fortuna, l'operatore della Virgin Atlantic (nostra conpagnia fino a
Londra) ci ha comunicato che l'aereoporto di Newark sarebbe rimasto operativo fino alle 12 di sabato e che quindi
saremmo potuti partire con il volo delle 8 per Londra senza spese aggiuntive. Così abbiamo preso un taxi e ci siamo
fiondati all'altro aeroporto passando la notte lì e controllando perennemente che il volo non fosse cancellato e l'aeroporto
chiuso. Siamo stati fortunati perché alle 8 la situazione era tranquilla e siamo stati imbarcati per Londra. Ma lì siamo
rmasti in aeroporto altre 12 ore, in attesa della nostra originale coincidenza programmata per l'Italia con Alitalia alle 8,10
di domenica mattina». Il bilancio della vacanza? «È stato massacrante restare giorni e giorni senza un posto sicuro e un
letto in cui stare e senza la conferma di un volo per l'Italia. Ma lo rifaremmo: la vacanza è stata bella». Image:
20110830/foto/2541.jpg ì¸Å
Argomento:
NORD
Pag.
20
Data:
Il Giorno (Sondrio)
30-08-2011
Trovati senza vita i due «fungiatt»
Giorno, Il (Sondrio)
"Trovati senza vita i due «fungiatt»"
Data: 30/08/2011
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SONDRIO pag. 5
Trovati senza vita i due «fungiatt» Dopo l'allarme sul posto le squadre del Soccorso Alpino e gli elicotteri
TRESIVIO IL VALTELLINESE DELLA PATRONA E FACCHETTI ERANO DISPERSI DA DOMENICA
UNA VITTIMA Nel tondo Francesco Facchetti
di PARIDE DIOLI TRESIVIO SI SONO CONCLUSE nel modo più tragico le ricerche dei due uomini dispersi in
montagna a Tresivio e in Val Masino nel pomeriggio di domenica, che sono proseguite in serata utilizzando le
fotoelettriche dei Vigili del fuoco e sono infine riprese nella giornata di ieri, col ritrovamento in mattinata dei due corpi
senza vita. Per quasi 24 ore le squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico delle Stazioni di Sondrio e
Valmasino, i Vigili del fuoco di Sondrio e Chiavenna, gli elicotteri del 118, la Protezione civile, i Carabinieri e diversi
volontari hanno perlustrato le due zone nella speranza di ritrovare ancora vivi i due pensionati, ma poi hanno dovuto
arrendersi all'evidenza dei fatti. In località Boirolo di Tresivio, dove la famiglia possiede una baita a 1.600 metri, Luigi
Della Patrona di 74 anni, non ha fatto ritorno a casa per l'ora di pranzo; poco dopo le 14 è stato dato l'allarme. Sul posto
sono giunte immediatamente le squadre del Soccorso alpino e, dopo una prima battuta via terra, è stato richiesto
l'intervento dell'elicottero per una ricognizione. Solo ieri mattina durante la perlustrazione di un canalone a 1.550 metri
nella Valle di Ron è stato individuato il corpo senza vita di Della Patrona che è stato quindi trasferito a valle. Alle ricerche
hanno collaborato anche le squadre dei Vigili del fuoco, Corpo forestale, Soccorso alpino della Gdf e la Protezione civile
con il sindaco di Tresivio Fernando Baruffi assieme ad amici e conoscenti. La notizia della disgrazia ha destato viva
impressione in paese dove la famiglia Della Patrona risiede in via Teologi Gianoncelli. Gigi, come lo chiamavano tutti,
era molto conosciuto per aver lavorato come idraulico prima in Svizzera poi in paese, attività che ha ceduto al figlio
Mauro, dopo la pensione. Negli ultimi anni si era dedicato completamente all'agricoltura e alla sua grande passione per la
montagna. Con la moglie Lucia Molinari, lo piangono gli altri tre figli Ugo, dipendente di A2A, Marco che vive in
America e Alberto, dipendente comunale. Sempre domenica sera veniva dato l'allarme per il mancato rientro al rifugio
Scotti a Sasso Bisolo in Valmasino di Francesco Facchetti, di 64 anni di Caravaggio (Bg). Lanciato l'allarme, sono state
inviate due squadre del Soccorso alpino della Stazione di Valmasino coordinate da Ezio Scetti che effettuavano per tutta
la serata un sopralluogo con esito, purtroppo, negativo. Ieri mattina, verso le 9, le unità cinofile del Cnsas hanno trovato il
corpo dell'uomo, ormai senza vita, in località «Valascia». Il recupero è stato effettuato con l'elicottero in una zona
impervia e di difficile accesso. Le squadre del Cnsas sono state supportate da Vigili del fuoco di Chiavenna, dai militi del
Soccorso alpino della Gdf, dalla Protezione civile e dai Carabinieri del luogo. Image: 20110830/foto/6946.jpg
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NORD
Pag.
21
Data:
31-08-2011
Il Mattino di Padova
Estratto da pagina:
23
la fiasp ringrazia i volontari. andrea gusella, presidente della fiasp
padovana, ringrazia ...
mattinopadova Extra - Il giornale in edicola
Mattino di Padova, Il
""
Data: 31/08/2011
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- Provincia
La Fiasp ringrazia i volontari. Andrea Gusella, presidente della Fiasp padovana, ringrazia ...
La Fiasp ringrazia i volontari. Andrea Gusella, presidente della Fiasp padovana, ringrazia i tanti volontari che domenica
sera si sono prodigati sul percorso di 10 chilometri della Nonsolosport Race, per garantire l'incolumità ai 4867 atleti che
hanno corso in favore della fondazione della Città della Speranza per la ricerca pediatrica. «Con 76 volontari, 28 dei quali
messi a disposizione dai gruppi Casalserugo, Selvazzano, Foredil, Appiedati Bovolenta, Eà Tramontana, Pier Sport,
Atletica Cave, Zip Servalli, CrVeneto e Turristi Montegrotto, abbiamo presidiato 67 punti neri del tracciato - spiega
Gusella -. Senza contare le tante persone che si sono occupate dei rifornimenti. A fianco a noi hanno lavorato affinché la
corsa riuscisse nel migliore dei modi 25 persone del team Nonsolosport, 19 soci del Gruppo carabinieri in congedo di
Montagnana, una decina di agenti della polizia urbana e alcuni uomini della protezione civile di Campodarsego. A tutti va
il nostro ringraziamento per aver garantito una bella festa che ha soddisfatto tutti e che ha permesso ai promotori di
raccogliere 42 mila euro da devolvere in beneficenza per aiutare la ricerca pediatrica. La risposta dei runner è andata oltre
le aspettative. L'unico problema che abbiamo avuto è stato quello di rallentare negli incroci coloro che si misurano, anche
in prove non agonistiche come la Nonsolosport Race, con il cronometro. Dobbiamo abituare questi “Speedy Gonzales” a
pazientare se, ad esempio, a un incrocio viene chiesto di rallentare per far passare il tram o un mezzo di emergenza. In
corse che si disputano in città e su strade aperte al traffico podisti e automobilisti devono armarsi di pazienza».
I podisti attendono la «CorrixPadova». L'appuntamento del giovedì sera con la corsa tra i quartieri di Padova, che è
stato un vero e proprio tormentone fino all'interruzione per la pausa estiva, riprenderà non appena sarà messa a punto
l'intesa con la polizia. «Attendiamo l'insediamento del nuovo questore Vincenzo Montemagno e poi decideremo», ha
assicurato domenica dal palco di Prato della Valle prima della partenza della Nonsolosport Race Paolo Venturini delle
Fiamme Oro, uno degli ideatori della CorriXPadova. «I presupposti affinché l'appuntamento del giovedì sera con i runner
padovani, che ha avuto un grosso successo, riprenda ci sono tutti».
Argomento:
NORD
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22
Data:
31-08-2011
Il Mattino di Padova
anziano scompare di casa la sua bici è stata ritrovata in riva al bacchiglione
mattinopadova Extra - Il giornale in edicola
Mattino di Padova, Il
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Data: 31/08/2011
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Proseguono le ricerche dei sommozzatori
Anziano scompare di casa la sua bici è stata ritrovata in riva al Bacchiglione
SELVAZZANO. Sono proseguite fino a tarda sera le ricerche di D.P., un uomo di 76 anni residente in via Mazzini a
Caselle, del quale non si hanno più notizie da ieri mattina quando è uscito di casa. Si teme un gesto estremo. Lungo la riva
sinistra del Bacchiglione, nel tratto compreso tra il ponte di Selvazzano, infatti, nel pomeriggio è stata rinvenuta
appoggiata a un albero la bicicletta bianca e nera (nella foto) dell'uomo con il suo berrettino nero infilato nel manubrio.
Intorno alle 9 di ieri mattina l'anziano era salito in sella alla sua bici per una delle sue consuete passeggiate, ma all'ora di
pranzo non era ancora rientrato. Il passare delle ore ha fatto scattare l'allarme, i familiari hanno avvisato i carabinieri di
Selvazzano e sono iniziate le ricerche che hanno portato al rinvenimento della bicicletta. Lungo via Argine sinistro sono
ben presto intervenuti anche i vigili del fuoco di Padova che hanno calato in acqua un canotto e hanno iniziato a
scandagliare le acque del fiume lungo la riva senza esito, quindi si sono tuffati i sommozzatori e si è alzato in volo anche
l'elicottero. Gli uomini della Protezione civile hanno rastrellato la sponda del fiume in cerca di tracce. In tarda serata,
però, del settantasettenne ancora nessuna traccia, le ricerche riprendono questa mattina alle 8.30. (l.m.)
Argomento:
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23
Data:
31-08-2011
Il Mattino di Padova
Estratto da pagina:
26
notte rosa, ultimi preparativi
mattinopadova Extra - Il giornale in edicola
Mattino di Padova, Il
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Data: 31/08/2011
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- Provincia
Notte Rosa, ultimi preparativi
Previsti 5 mila posti auto, imponente servizio di sicurezza ed eventi ovunque
Gli albergatori offrono pacchetti e sperano nel tutto esaurito Ricca lotteria, fuochi e madrina da Venezia
ABANO. Meno 10 all'evento più atteso dell'anno: la Notte rosa delle Terme, che si terrà il 10 e 11 settembre tra
Abano e Montegrotto. Aperitivi in rosa, anche ai bordi delle piscine termali aperte al pubblico, intrattenimenti
musicali, culturali e sportivi in ogni angolo, mostre e siti archeologici aperti, lotteria e spettacolo pirotecnico. Tutto
in onore della donna. E' tutto un fermento di incontri in questi giorni.
Aamministratori comunali, albergatori e commercianti uniti per la prima volta per la riuscita dell'evento.
Albergatori. La considerano una grande occasione di rilancio, e si stanno dando tutti da fare per organizzare allettanti
pacchetti «in rosa», con omaggi alle signore. Non nascondono che sperano nel tutto esaurito. «Abbiamo inviato ai nostri
clienti il programma dei festeggiamenti - commenta Gianluca Gregolin, presidente Assoalbergatori - Questa prima
edizione dell'evento offrirà ai nostri ospiti una serie di attrazioni destinate a rendere più gradevole il soggiorno e fungerà
da stimolo perchè ritornino nella stessa occasione il prossimo anno». Le potenzialità e la continuità di questa
manifestazione, insieme ad altre che saranno presentate a breve, trovano ottimista anche Mauro Voltolina, presidente del
Consorzio Terme Euganee. «Siamo i primi ad essere convinti che non vi sia separazione possibile tra le attività di
qualificazione del territorio attraverso gli eventi e quelle di promozione - commenta - Da parte nostra offriremo due
momenti culturali di eccellenza».
Commercianti. Le vetrine dei negozi si vestiranno di rosa, gli esercenti offriranno ovunque intrattenimenti e il presidente
dell'Ascom, Michele Ghiraldo, è fiducioso. «L'entusiasmo con il quale i nostri associati stanno affrontando l'evento commenta - è la prova che i tempi stanno cambiando e la categoria marcia a passi spediti verso l'ammodernamento e il
rilancio dell'intero sistema».
Parcheggi. Sarà un'invasione di gente e il comando della polizia locale è all'opera in queste ore, assieme agli uffici
tecnici, per ultimare lo studio sulla viabilità. Previsti solo ad Abano oltre 5 mila posti auto nell'area immediatamente
attorno al centro. Sarà chiusa una corsia della circonvallazione per adibirla a parcheggio a spina di pesce, lasciando
transitabile l'altra carreggiata nei due sensi.
Servizio d'ordine. Previsto un imponente servizio per la sicurezza, che conterà sui volontari di protezione civile, ma
soprattutto su tre turni notturni effettuati dai 21 agenti del Distretto Pd4A in servizio straordinario.
Lotteria. Ideata dal consigliere Sabrina Baldan e realizzata in tempi da record grazie alla collaborazione con le categorie
sociali offrirà un'attrazione in più per i ricchi premi in palio, dall'auto ai soggiorni negli hotel termali.
Madrina. La concomitanza con il Festival del Cinema di Venezia dà la speranza di portare note stelle dello spettacolo nei
luoghi clou dell'evento.
Dislocazione. Sette siti ad Abano e nove a Montegrotto dove si svolgeranno gli eventi principali, oltre a una miriade di
iniziative private, che prenderanno il via sabato alle 15.30 al centro ippico di Villa Bassi e proseguiranno fino all'alba di
domenica, con un prologo il 9 settembre alle 19,30 allo stadio delle Terme, con un quadrangolare di calcetto femminile.
Chi resisterà fino all'ultimo troverà ad attenderlo calde e deliziose brioche.
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24
Data:
Il Messaggero Veneto
31-08-2011
protezione civile, ciriani approva la sede "unificata"
messaggeroveneto Extra - Il giornale in edicola
Messaggero Veneto, Il
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Data: 31/08/2011
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INCONTRo
Protezione civile, Ciriani approva la sede unificata
ZOPPOLA Zoppola avrà un unico centro a disposizione dei volontari della Protezione civile, sia del gruppo che fa
riferimento allAssociazione nazionale alpini sia di quello comunale. La decisione è stata presa durante un incontro
convocato dal vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, al quale hanno preso parte il sindaco di Zoppola, Angelo
Masotti, il presidente provinciale dellAna di Pordenone, Giovanni Gasparet, e il capogruppo comunale dellAna, Silvano
Simonella. «La regione ha spiegato Ciriani autorizzerà il Comune a destinare i fondi che gli erano già stati assegnati al
completamento della nuova sede degli alpini, che lAna ha iniziato a costruire anche con fondi propri e manodopera dei
volontari». In questa struttura, una volta ultimata, verranno ospitati in maniera temporanea anche gli uomini del gruppo
comunale di Protezione civile. Non appena terminato questo intervento, la Regione finanzierà, col concorso anche
dellamministrazione comunale, la costruzione di un nuovo fabbricato adiacente alla nuova sede degli alpini, che sarà
destinato ai volontari della Protezione civile inquadrati nel gruppo comunale. In questo modo, a lavori ultimati, i due
gruppi avranno una sede ciascuno, ma saranno inserite in un unico ambito operativo. «La struttura sarà, dunque,
improntata alla massima efficienza ha osservato Ciriani - Metterà tutti i volontari nelle condizioni per operare al meglio
nella difesa del territorio». La soluzione proposta dal vicepresidente regionale ha trovato daccordo sia il Comune sia
lAna. Soprattutto consentirà di risolvere una situazione di incertezza che si trascinava da tempo, da quando, cioè, erano
venuti a mancare i fondi necessari al completamento della struttura, di cui si era avviata la costruzione, interrotta
dallimpresa e ripresa successivamente dagli alpini di Zoppola. (m.p.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
ì¸Å
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25
Data:
Il Messaggero Veneto
31-08-2011
Estratto da pagina:
19
alpini in "ferie" in abruzzo per ricostruire la via crucis
messaggeroveneto Extra - Il giornale in edicola
Messaggero Veneto, Il
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Data: 31/08/2011
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- Cronache
Alpini in ferie in Abruzzo per ricostruire la Via Crucis
Nuova iniziativa delle penne nere della sezione di Udine e del resto del Friuli per aiutare i terremotati I primi volontari
sono rientrati domenica. Ziani (Pc): al lavoro dallalba per sistemare tutte le stazioni
di Luana de Francisco Molti di loro, per essere lì, hanno dovuto sacrificare una settimana di ferie. Ma, da bravi volontari,
lo hanno fatto con piacere. E con altrettanto entusiasmo sono stati accolti dalla popolazione abruzzese. La stessa che
avevano salutato due anni fa, allontanandosi dal campo allestito a San Demetrio ne Vestini, allindomani del terremoto e
fino al settembre del 2009. Quella volta, gli alpini del Friuli Venezia Giulia erano partiti in forze, per portare assistenza
alle centinaia di famiglie raccolte nella tendopoli. Questa volta, il loro obiettivo è contribuire alla ricostruzione. Un
percorso lungo e faticoso, al quale hanno deciso di collaborare, impegnandosi nel recupero di uno dei monumenti più
significativi per la storia del territorio e delle sue genti: una Via Crucis, andata in buona parte distrutta con il sisma del 6
aprile e destinata a restare per chissà quanto tempo ancora in quelle stesse condizioni - considerate le priorità che il piano
per la ricostruzione evidentemente impone -, senza uniniziativa promossa dallesterno e a costo zero, grazie allopera
gratuita offerta dalle penne nere. Il primo gruppo, formato da 21 alpini della sezione Ana di Udine e da 2 di quella di
Cividale, è rientrato in Friuli domenica, dopo il passaggio delle consegne ai volontari del secondo turno, composto da
altre 18 penne nere, provenienti, oltre che dalla stessa Udine, anche dalle sezioni di Palmanova, Gemona, Pordenone e
Gorizia. «Con questo intervento - racconta Luigi Ziani, coordinatore della Protezione civile della sezione Ana di Udine e
organizzatore della trasferta -, abbiamo voluto mantenere una promessa fatta agli sfollati di San Demetrio due anni fa.
Lobiettivo è rimettere a nuovo tutte le 14 stazioni della Via Crucis. I volontari del primo turno - guidati dal capo
cantiere Lucio Vogrig - hanno abbattuto le quattro più disastrate, per poi rifarle da cima a fondo. Calendario alla mano,
credo che per concludere lopera avremo bisogno ancora di un paio di settimane abbondanti». Attrezzature, materiali e
alloggi sono stati messi a disposizione degli alpini dalla locale amministrazione comunale. «La tabellina di marcia continua Ziani - è decisamente impegnativa: in cantiere già alle 5.45, per cercare di sfruttare il più possibile la parte meno
calda della giornata, e al lavoro fino alle prime ore del pomeriggio». Naturalmente, a loro volta assistiti dalle cuoche del
posto, che stanno cercando di rendere la permanenza degli alpini più piacevole, con dolci e manicaretti preparati con le
loro mani. Grande soddisfazione per questa nuova puntata abruzzese è stata espressa dal presidente della sezione Ana di
Udine, Dante Soravito de Franceschi. «Riuscire a costruire qualcosa per la comunità di San Demetrio - ha detto rappresenta per noi un risultato molto importante: grazie allaiuto dei volontari, in Abruzzo tutto dovrà tornare come
prima, se non meglio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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26
Data:
31-08-2011
Il Messaggero Veneto
spesi 30 mila euro per interventi in varie frazioni
messaggeroveneto Extra - Il giornale in edicola
Messaggero Veneto, Il
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Data: 31/08/2011
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VARMO
Spesi 30 mila euro per interventi in varie frazioni
VARMO Approvata dal Comune di Varmo la ratifica di applicazione parziale di avanzo di amministrazione per 30.656,80
euro. Gli interventi hanno riguardato manutenzione, riparazione e sostituzione su plessi scolastici 6.534 euro; riparazione
illuminazione pubblica Canussio e S. Marizza 2.424; riparazioni veicoli comunali 2.276; impermeabilizzazione loculi
Gradiscutta 2.160; elettropompe per la Protezione civile, 2.000; manutenzione straordinaria viabilità zona industriale
5.400; sistemazione zona Pip, deflusso acque piovane via Tagliamento 3.660 e sostituzione server 6.202. Prelievi dal
fondo di riserva di 1.350 euro per gite scolastiche, 806,33 per integrazione Carta Famiglia per labbattimento rette mensa
scolastica e materna, 1.000 per fornitura numeri civici da revisione effettuata a fine 2010. Monia Andri
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27
Data:
31-08-2011
La Nuova Ferrara
sacca, in arrivo 200.000 euro
lanuovaferrara Extra - Il giornale in edicola
Nuova Ferrara, La
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Data: 31/08/2011
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GORO
Sacca, in arrivo 200.000 euro
La decisione raggiunta nella riunione del Comitato
In arrivo quasi 200mila euro per la Sacca. La Protezione civile stanzierà 180mila euro per lallargamento dello Scanno e
16mila euro per attivare le pompe. Il progetto è stato discusso ieri dal Comitato per la Sacca ed approvato allunanimità.
«Chiederemo aiuto anche a Roma», assicura il presidente della Provincia Zappaterra. A PAGINA 26
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28
Data:
La Nuova Venezia
30-08-2011
la guardia costiera rimasta a secco - marta artico
nuovavenezia Extra - Il giornale in edicola
Nuova Venezia, La
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Data: 30/08/2011
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Ca' Noghera. I volontari pattugliano tutta la laguna e assistono chi è in difficoltà. Ma i tagli sono pesanti
La Guardia costiera rimasta a secco
Pochi fondi per l'associazione: «Bastano appena per il carburante»
«Non si può abusare della generosità di chi svolge opera gratuita»
MARTA ARTICO
CA' NOGHERA. Bilancio in rosso per la Guardia costiera volontaria. Chi frequenta la laguna è oramai abituato a
vedere un gommone il cui equipaggio porta una maglia rossa: sono i volontari dell'associazione che dal 2008 ha
sede a Ca' Noghera, ma che di fatto serve tutta la laguna.
Assistono e soccorrono chiunque si trovi in difficoltà nella acque nostrane. Una presenza discreta, ma che non deve far
dimenticare quanto c'è alle spalle dei volontari: una preparazione che passa attraverso i corsi per operatori di protezione
civile organizzati dalla Provincia e più specifici momenti di addestramento gestiti direttamente dall'associazione a Ca'
Noghera, sede che, in un eventuale scenario di protezione civile, diventa la struttura di coordinamento tra le isole e la
gronda lagunare. La sopravvivenza di un servizio tanto importante non è però facile, perché le attività del 2011 sono state
autofinanziate dalla stessa Guardia. «Tre anni fa - sottolinea il presidente Renzo Tasin - Regione e Comune hanno elargito
contributi per l'ammodernamento delle attrezzature a suo tempo acquistate con un autofinanziamento dei volontari. I
successivi tagli alla spesa pubblica hanno portato a una drastica riduzione dei finanziamenti, che nel 2010 hanno coperto a
mala pena il costo del carburante, lasciando a carico dell'associazione gli oneri di gestione e l'affitto che il Comune chiede
per la sede di Ca' Noghera. Quest'anno l'unico finanziamento pubblico è stato quello del Centro servizi per il volontariato
della Provincia, finalizzato alla parziale copertura dell'iniziativa “Sali a bordo e imbarca la sicurezza”, per sensibilizzare
giovani e non più giovani a un corretto approccio con la barca e l'acqua. I contributi straordinari di solidarietà provenienti
da alcune associazioni nautiche e l'abbigliamento degli equipaggi fornito da privati e dalla Protezione civile comunale,
hanno coperto solo in minima parte il preventivo di gestione, stimato in 15 mila euro. Non possiamo - conclude il
presidente - abusare della generosità dei volontari, che già più volte hanno riequilibrato i bilanci. Con le credenziali che ci
contraddistinguono andremo a sollecitare privati e istituzioni affinché l'attività possa continuare e crescere, fino a
giungere a una seconda base operativa, in laguna sud, attualmente priva di ogni forma di presidio».
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Pag.
29
Data:
31-08-2011
La Provincia Pavese
Estratto da pagina:
41
(senza titolo)
laprovinciapavese Extra - Il giornale in edicola
Provincia Pavese, La
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Data: 31/08/2011
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- Provincia
ROBBIO I quindici profughi nigeriani ospitati in Lomellina (sette donne in un albergo a Robbio, otto uomini in un altro di
Castello d'Agogna) sono ancora in attesa di andare a Pavia affinchè vengano valutate le loro richieste d'asilo politico in
Italia. Al momento restano negli alberghi che sono stati prenotati dalla prefettura fino alla fine di ottobre (45 euro il costo
giornaliero a persona). Intanto sta scattando la gara di solidarietà per aiutare i profughi. A convogliare gli atti di
beneficenza verso i nigeriani è la protezione civile «Rosa dei Venti» di Robbio che ha in custodia i quindici profughi:
«Stiamo continuando a portare vestiti», dice il presidente Luca Baldin. I volontari della protezione civile ogni giorno
passano due volte a controllare che i profughi stiano bene. Lunedì anche il sindaco di Robbio Marcelo Gasperini e il
parroco don Gianni Fagnola hanno fatto visita ai nigeriani. Ed un consigliere comunale d'opposizione, Simone Accardo,
ha regalato ai profughi un dizionario inglese-italiano: «Così potranno integrarsi un po' con la nostra realtà». (s.b.)
ì¸Å
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NORD
Pag.
30
Data:
31-08-2011
La Provincia Pavese
Estratto da pagina:
41
vigevano, voragine chiusa il cavalcavia è sicuro
laprovinciapavese Extra - Il giornale in edicola
Provincia Pavese, La
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Data: 31/08/2011
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- Provincia
Vigevano, voragine chiusa «Il cavalcavia è sicuro»
Ieri il sopralluogo e i lavori, il quinto lotto della tangenziale non sarà interrotto Il terreno eroso dalle infiltrazioni dopo la
rottura di un canale di scolo
di Denis Artioli wVIGEVANO I lavori di ripristino del nuovo cavalcavia ferroviario del V lotto di tangenziale sono
iniziati ieri pomeriggio. Dopo il sopralluogo, ieri mattina, dei tecnici inviati dallamministrazione provinciale e
dellassessore comunale alla viabilità, Luigi Sampietro, nel primo pomeriggio sono arrivati i mezzi necessari per
risistemare la rampa del cavalcavia, inaugurato nel giugno di un anno fa, assieme allintera tangenziale. Unopera stradale
che era costata allora 5milioni e 350 mila euro e due anni di lavori. Il rischio di chiusura del cavalcavia ferroviario ,
dunque, è stato evitato e lintervento è stato possibile, anche grazie al bel tempo, nella giornata di ieri. Lassessore
Sampietro, presente sul posto ieri mattina, spiega: «Dovrebbe bastare una sola giornata di lavori per richiudere la voragine
che si era aperta sul lato del cavalcavia, senza la necessità di chiudere la strada durante lintervento. La Provincia ha
richiesto lopera della stessa ditta che aveva realizzato lopera». Ma che cosa è successo? Che cosa ha provocato la frana
di una parte del terreno e lapertura della voragine? «Sembra che una ditta incaricata dalla Provincia di effettuare il taglio
del verde ai bordi del quinto lotto abbia inavvertitamente rotto una caditoia», vale a dire un canale di scolo che ha il
compito di condurre lacqua piovana alla base del cavalcavia per evitare allagamenti ed erosioni del terreno. «La rottura
della caditoia spiega Sampietro ha causato uninfiltrazione di acqua nel terreno che sta a lato del cavalcavia e,
gradualmente, ha provocato la frana. Il problema è che di un problema di questo tipo ci si accorge solo quando cè lo
smottamento». La Provincia di Pavia ha inviato subito i tecnici, ieri mattina, e lintervento è stato immediato, nel
pomeriggio. «Lopera, a costo zero per il Comune, visto che il V lotto è ancora di proprietà della Provincia spiega
Sampietro consiste nel riempimento della voragine con una nuova quantità di terreno, la riasfaltatura del tratto crollato e
il rifacimento delle caditoie rotte. Per il traffico, il problema dovrebbe limitarsi a una deviazione temporanea rispetto alla
zona dei lavori, ma già da domani (oggi per chi legge, ndr), il problema dovrebbe essere definitivamente risolto».
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NORD
Pag.
31
Data:
30-08-2011
La Provincia di Lecco
Estratto da pagina:
27
Aiuti provinciali alla Protezione civile
La Provincia di Lecco - Oggiono e Brianza - Articolo
Provincia di Lecco, La
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Data: 30/08/2011
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Aiuti provinciali alla Protezione civile
Il gruppo è tra quelli che hanno beneficiato di un consistente contributo tecnico
Martedì 30 Agosto 2011 Oggiono e Brianza, e-mail print
ESERCITAZIONE Con i bambini OGGIONO(p. zuc.) La Protezione civile di Oggiono è tra i gruppi che hanno
beneficiato di un consistente aiuto da parte della Provincia: un automezzo Iveco Massif da utilizzare in attività da svolgere
presso località particolarmente dissestate; inoltre è spettato al Comune di Oggiono anche un kit che include una tenda
pneumatica, dieci brande e altrettanti materassi, evidentemente per le situazioni di particolare emergenza. La Provincia ha
ottenuto tale materiale dalla Regione e lo ha concesso al Comune di Oggiono in sub comodato.
«L'individuazione del nostro gruppo comunale di protezione civile - rimarca il sindaco, Roberto Ferrari - è da intendersi
come un riconoscimento della professionalità raggiunta. Il kit potrà essere utilizzato direttamente sul territorio, qualora
malauguratamente necessario; altrimenti è previsto l'impiego nella cosiddetta "colonna mobile" provinciale». Negli ultimi
anni il gruppo comunale è stato impegnato nelle attività di prevenzione dei rischi «al fine evitare o ridurre al minimo la
possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi sul territorio comunale: per quanto riguarda il
monitoraggio, è stato affidato ad ogni volontario il compito di osservare e riferire eventuali situazioni meritevoli di
attenzione. In questo modo il controllo sul territorio risulta assai più capillare e puntuale - assicura la Protezione civile permettendo di effettuare lavori mirati e di limitare il verificarsi di problemi in caso di condizioni meteorologiche avverse.
L'esperienza maturata durante l'ultimo anno ha reso evidente che le situazioni di potenziale pericolo sul territorio sono
legate al verificarsi in particolare pioggia intensa e forte vento, quando le piante vengono sradicate e si verificano
esondazioni».
Argomento:
NORD
Pag.
32
Data:
30-08-2011
La Provincia di Lecco
Estratto da pagina:
24
«Aspettavo Giuseppe al Brioschi Purtroppo non ci è mai arrivato»
La Provincia di Lecco - Lc Lago - Articolo
Provincia di Lecco, La
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Data: 30/08/2011
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«Aspettavo Giuseppe al Brioschi
Purtroppo non ci è mai arrivato»
La testimonianza di un amico dell'uomo morto sul Grignone - Oggi alle 17 i funerali
Martedì 30 Agosto 2011 Lc Lago, e-mail print
MANDELLO Paese in lutto per la scomparsa di Giuseppe Lionetti (nella foto), 54 anni, precipitato domenica scorsa
mentre percorreva l'ultimo tratto di sentiero che, dal bivacco Merlin, conduce al rifugio Brioschi. Le esequie si
celebreranno oggi, alle 17, nella chiesa di San Lorenzo e gli Amici del Manavello pensano se confermare o meno la festa
al Baitello prevista per il 25 settembre in occasione dei dieci anni dalla costruzione di questa piccola baita. Un gioiello
incastonato nei monti lecchesi per cui lo stesso Lionetti si è speso in prima persona.
Adesso la sua scomparsa ha lasciato attoniti i tantissimi amici che con lui condividevano la passione per la montagna. «Io
e Giuseppe ci dovevamo trovare proprio al Brioschi domenica. Lui purtroppo non è arrivato», dice ancora sconvolto per la
tragica notizia Marco Orio, degli Amici del Manavello. «Con lui stavamo organizzando la festa per il decennale del
Baitello del Manavello - continua
Orio -. Ma, adesso, si potrà capire, non abbiamo voglia di festeggiare. Vedremo cosa fare. Ci troveremo una di queste sere
e insieme decideremo».
Orio si lascia andare ricordando l'amico che non c'è più: «Era un vero e genuino amante della montagna. Per la montagna
dava tutto, per il Baitello del Manavello aveva lavorato tanto. Giuseppe era uno sportivo, era felice. Ora non c'è più,
questa terribile notizia ci ha prostrati tutti».
Oggi alle esequie così saranno tantissimi a tributare l'ultimo omaggio ad una persona così conosciuta e stimata a
Mandello. Era sempre tra i primi a darsi da fare per un altro appuntamento che è ormai diventato una tradizione sul monte
Manavello: la fiaccolata del 23 dicembre e l'illuminazione della croce in vetta.
Lionetti in passato aveva lavorato alla Rogola, all'officina del Maglio, tra le sue passioni anche quella della bicicletta e si
era anche iscritto al corso per diventare volontario del Soccorso degli Alpini, sempre di Mandello.
In molti ricordano Lionetti, sposato con Gabriella Ferrari - dipendente della gelateria «Costantin» di piazza Italia a
Mandello basso - che per cause ancora in fase di accertamento, nella prima mattinata di domenica ha perso l'equilibrio ed
è scivolato lungo un dirupo di centocinquanta metri. L'allarme è stato dato da un escursionista che ha scorto l'uomo ormai
cadavere e ha lanciato l'allarme. L'incidente appare inspiegabile proprio perché occorso ad una persona che la montagna la
conosceva bene.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i suoi colleghi volontari del Soccorso Alpino e quelli dell'elisoccorso di Como,
ma subito si è capito che non c'era più niente da fare.
La scomparsa di Giuseppe Lionetti lascia un grande vuoto a Mandello, in particolare nell'ambiente degli appassionati
della montagna e del gruppo delle Grigne.
Beppe Grossi
Argomento:
NORD
Pag.
33
Data:
30-08-2011
La Provincia di Lecco
Estratto da pagina:
26
«Un altro piano per la scuola»
La Provincia di Lecco - Valsassina - Articolo
Provincia di Lecco, La
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Data: 30/08/2011
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«Un altro piano per la scuola»
Don Luigi Galbiati: «Ho dei dubbi che esporrò in un incontro pubblico»
Martedì 30 Agosto 2011 Valsassina, e-mail print
La palestra della scuola di Cassina CASSINA L'ampliamento della scuola pubblica primaria di Cassina, frequentata dagli
studenti anche di Barzio, Moggio e Cremeno, entra nel mirino del parroco della Comunità pastorale dedicata a Maria
Regina dei Monti - che dallo scorso settembre ha riunito le parrocchie di Barzio, Cremeno, Maggio, Moggio e Pasturo don Lucio Galbiati.
Le sue dichiarazioni cadono come un fulmine a ciel sereno: «Nutro dei dubbi sull'opportunità del progetto allo studio per
l'ampliamento della scuola primaria di Cassina, che prevede di ricavare un'aula di questa scuola nella struttura dell'asilo dice don Lucio -. Non avrò problemi ad esporre le mie perplessità - anticipa - in un incontro pubblico che sto
organizzando». Non è finita qui: «In questa sede inoltre illustrerò una soluzione alternativa sul futuro del plesso delle
primarie dell'altopiano». Cioè? «Ho detto già troppo - si schermisce don Lucio -. Aggiornerò nel dettaglio tutti in un
incontro pubblico».
Frasi destinate a fare rumore intorno ad un argomento delicatissimo che da molti mesi coinvolge le quattro
amministrazioni dell'altopiano. Il «tallone d'Achille» dei sindaci che, volenti o nolenti, un accordo lo devono trovare tutti
insieme. La scuola «Papa Giovanni XXIII» di via De Amicis è gestita con convenzione dai Comuni di Cassina, Barzio,
Cremeno e Moggio e negli ultimi anni qui è stato «baby-boom».
Basti dire che, a fronte dei 103 posti disponibili, gli iscritti sono 140. Quest'anno si rimedierà ottenendo un'aula nel vicino
plesso della scuola dell'infanzia «San Giovanni Evangelista», nel frattempo si darà corpo al progetto che prevede
l'adeguamento del sottotetto della Primaria per ricavarci due nuove aule. Per raggiungere l'obiettivo, la giunta di Cassina
(Comune capo-convenzione), sta portando avanti un iter burocratico piuttosto lungo.
«Un primo e fondamentale dato positivo - ha detto il vice sindaco Cinzia Combi di Cassina, -, è il risultato dell'indagine
condotta da un professionista sugli eventuali danni che occorrerebbero alla struttura innalzata di un piano in caso di
rischio sismico. Nessuna anomalìa è stata segnalata».
Beppe Grossi
Argomento:
NORD
Pag.
34
Data:
30-08-2011
La Provincia di Sondrio
Estratto da pagina:
18
Si era fermato per i funghi, trovato morto
La Provincia di Sondrio - Sondrio - Articolo
Provincia di Sondrio, La
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Data: 30/08/2011
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Si era fermato per i funghi, trovato morto
Luigi Della Patrona, 74 anni, è stato individuato ieri mattina in fondo a un dirupo di 30 metri
Martedì 30 Agosto 2011 Sondrio, e-mail print
Il sopralluogo del soccorso alpino Tresivio Il timore della famiglia Della Patrona di Tresivio, che da domenica non aveva
più saputo niente del patriarca Luigi è diventato una triste realtà. Il corpo ormai senza vita di Luigi, 74 anni, è stato
ritrovato nella mattinata di ieri, intorno alle 11,20, in località Boirolo, verso la Valle di Rhon, dopo quasi ventiquattro ore
di ricerche serrate e pressoché ininterrotte. Oltre agli uomini sono stati portati in loco anche i cani delle unità cinofile ma
senza che l'uomo venisse ritrovato. Le perlustrazioni dei boschi sono proseguite anche durante la notte, ad opera dei vigili
del fuoco, nella speranza di ritrovare il pensionato ancora in vita.
Secondo la ricostruzione degli operatori del soccorso Luigi Della Patrona era uscito domenica mattina per andare a
cercare funghi - ipotesi originata dal punto dove il corpo è stato rinvenuto - e poi per raggiungere l'alpeggio e acquistare
del formaggio, come confermato dalla moglie, che per prima ha dato l'allarme non avendolo visto rincasare. L'ipotesi
avanzata è che Della Patrona sia scivolato, percorrendo circa una trentina di metri, battendo poi la base cranica, colpo che
potrebbe essergli stato fatale.
Per il luogo dove è stato ritrovato non è stato possibile per il medico accertare immediatamente la causa del decesso e
quindi il corpo è stato trasportato in elicottero all'ospedale di Sondrio, attualmente è posto alla camera mortuaria per gli
accertamenti di rito, ma ancora non è stata fissata la data del funerale.
Le ricerche hanno coinvolto guardia forestale, il gruppo di protezione civile e l'antincendio boschivo, i volontari, i
carabinieri della caserma di Ponte, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e quello della Guardia di Finanza. Alle
ricognizioni hanno partecipato anche parecchi cittadini del paese e rappresentanti dell'amministrazione locale, a
cominciare dal sindaco Fernando Baruffi insieme ad assessori e consiglieri.
«Siamo immediatamente intervenuti tutti, volontari dei gruppi di protezione civile e dell'antincendio boschivo di Tresivio
e residenti, che lo conoscevano, - ha commentato il primo cittadino di Tresivio - come siamo soliti fare in situazioni di
questo tipo. Per noi cittadini del comune è un brutto colpo, anche perché Luigi lo conoscevamo tutti abbastanza bene,
anche perché uno dei suoi figli, Alberto, lavora come operaio per la nostra amministrazione».
Della Patrona era molto conosciuto nel centro retico, dove ha sempre lavorato come idraulico, tanto da diventare una vera
istituzione in materia, e dopo essere andato in pensione si occupava di un piccolo meleto, di un orto e del suo giardino
conducendo una vita abbastanza ritirata, frequentando ogni tanto uno dei bar storici del paese.
Alessandra Osti
Argomento:
NORD
Pag.
35
Data:
30-08-2011
La Provincia di Sondrio
Estratto da pagina:
20
Caduta mortale vicino al rifugio Voleva raccogliere l'ultimo porcino
La Provincia di Sondrio - Morbegno e bassa valle - Articolo
Provincia di Sondrio, La
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Data: 30/08/2011
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Caduta mortale vicino al rifugio
Voleva raccogliere l'ultimo porcino
Trovato il bergamasco scomparso domenica, fatale la scivolata nei boschi o un malore
None
Martedì 30 Agosto 2011 Morbegno e bassa valle, e-mail print
Il Soccorso alpino in Valmasinofoto d´archivio valmasinoSarebbe dovuto ripartire di lì a poco per rientrare a casa, nella
Bergamasca - per la precisione a Caravaggio -, in compagnia dell'amico con cui era giunto in Valmasino per trascorrere
alcune giornate al rifugio Scotti, dove avrebbe dovuto fare incetta di funghi. Così almeno sperava. Ma di porcini ne aveva
trovati davvero pochi e così, poco prima di imboccare il sentiero per ritornare a Valle, si è allontanato dicendo di voler
fare un ultimo tentativo nei boschi dietro il rifugio.
Non è dato sapere se la caduta gli è stata fatale o se - più probabile - sia rimasto vittima di un malore, quel che è certo è
che Franco Facchetti, bergamasco di 69 anni, è stato rinvenuto ieri mattina privo di vita, nei pressi del rifugio Scotti, a
1700 metri di quota.
Per lui non c'era più niente da fare. E i soccorritori, vista la zona alquanto impervia, hanno chiesto e ottenuto il permesso
di recuperare la salma verricellandola sull'elicottero che l'ha poi trasportata alla camera mortuaria dell'ospedale di
Morbegno, dove è stata sottoposta alla ricognizione cadaverica prevista come da prassi dalla Procura della Repubblica di
Sondrio.
Non ci sarebbero dubbi sulla dinamica di questo ennesimo incidente mortale legato alla passione per i funghi. Una
passione che aveva contagiato il bergamasco che proprio non intendeva rientrare a casa a mani vuote, anche se proprio
domenica pomeriggio aveva acquistato da un cercatore della zona alcuni esemplari di porcini.
L'allarme della sua scomparsa è stato dato domenica sera dall'amico che lo aspettava per lasciare il rifugio e affrontare il
rientro a casa. Sul posto sono giunti così 15 uomini del Soccorso alpino (tra tecnici e unità cinofile), una decina di
pompieri, 4 finanzieri e diversi volontari della protezione civile. Le ricerche li hanno tenuti impegnati fino a mezzanotte,
poi però il bosco si è fatto fitto e ripido e così i soccorritori coordinati da Gianni Zappa hanno deciso di evitare rischi e di
sospendere per poi riprendere all'alba.
Verso le 9 di ieri Schyddi, il golden retriver del grosottino Mario Osmetti (in forza alla stazione di Bormio del Soccorso
alpino) lo ha individuato a 1700 metri di quota, nel bosco dietro al rifugio Scotti, riverso in fondo a una valletta. L'uomo
non presentava vistose ferite, ma solo alcune escoriazioni che forse si è procurato cadendo dopo essere rimasto vittima di
un malore. Per avere delle certezze, però, bisognerà attendere il referto del medico legale, incaricato dai carabinieri di
Ardenno che sull'accaduto hanno aperto un fascicolo.
Quel che è certo è che la zona Facchetti la conosceva davvero bene, visto che per alcuni anni aveva frequentato il rifugio
di Sasso Bisolo dove aveva deciso di ritornare proprio quest'estate, dopo essere stato lontano dalla Valtellina alcuni anni.
Antonia Marsetti
Argomento:
NORD
Pag.
36
Data:
31-08-2011
La Provincia di Varese
Estratto da pagina:
16
«Dai il tuo aiuto alla Protezione civile» Scatta la colletta per i nuovi mezzi
La Provincia di Varese - VARESE - Articolo
Provincia di Varese, La
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Data: 31/08/2011
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«Dai il tuo aiuto alla Protezione civile»
Scatta la colletta per i nuovi mezzi
Mercoledì 31 Agosto 2011 VARESE, e-mail print
(f.man.) Servono donazioni per la Protezione Civile e il Comune mette a disposizione il proprio conto corrente. Chi
volesse dare una mano ai volontari a ricomprare i mezzi, andati distrutti nell'incendio doloso del 9 agosto, tra pochi giorni
potrà farlo con un bonifico sul conto di Palazzo Estense specificando la causale del versamento. Le indicazioni pratiche
saranno comunicate settimana prossima, ma intanto è la prima iniziativa ad hoc che viene proposta tra le diverse che ci
sono in cantiere. A breve si potranno trasferire soldi online, probabilmente anche tramite Paypal, e non si escludono le
offerte "in contanti" visto il coinvolgimento delle associazioni di categoria e di alcuni commercianti.
L'area alla Schiranna intanto è stata dissequestrata ieri e le iniziative in cantiere per rimettere in piedi il gruppo di Varese
stanno arrivando al dunque. In Fiera ci sarà uno stand ed è stata confermata la festa in piazza per il 22 settembre. Sarà in
centro città, in piazza Monte Grappa o in piazza Podestà, con un concerto e uno stand gastronomico che serviranno alla
raccolta fondi. Seguiranno altre giornate dedicate nel mese di ottobre. Il perito dell'assicurazione ha fatto ieri il
sopralluogo nell'immobile danneggiato solo in parte, si attende il suo verdetto per sapere a quanto ammonta il
risarcimento. «Non ci fermiamo - assicura l'assessore Stefano Clerici - e nell'immediato daremo almeno due mezzi alla
Protezione Civile che saranno ricoverati nel parcheggio dei vigili in attesa di messa in sicurezza della sede di via Roma».
Argomento:
NORD
Pag.
37
Data:
31-08-2011
La Provincia di Varese
Estratto da pagina:
21
Piano acque sicure, Ispra in prima fila «Ora basta naufragi e annegamenti»
La Provincia di Varese - Verbano valli - Articolo
Provincia di Varese, La
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Data: 31/08/2011
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Piano acque sicure, Ispra in prima fila
«Ora basta naufragi e annegamenti»
Una task-force guidata dalla Guardia costiera. Da esportare anche a Brebbia e Ranco
Mercoledì 31 Agosto 2011 Verbano valli, e-mail print
ISPRA Arriva da Ispra la ricetta per garantire più sicurezza ai bagnanti del lago. Controlli, prevenzione, l'impiego della
Guardia costiera ausiliaria, della protezione civile e della polizia locale e provinciale: sono questi gli elementi principali di
una formula che, almeno su questa riva del Lago Maggiore, ha funzionato alla perfezione evitando incidenti ai turisti.
Non si è trattato solo di fatalità: molto probabilmente il lavoro sinergico portato avanti da tutti i soggetti interessati ha
prodotto le condizioni di sicurezza necessarie per scongiurare problemi a chi frequenta in estate le coste del lago.
Il piano, inserito nel progetto provinciale «Acque sicure», sarà sicuramente riproposto, come già accade sulla sponda
piemontese, anche per il prossimo anno. Anzi, potrebbe essere esteso abbracciando, oltre a Ispra, anche altri Comuni già
inseriti nella convenzione della sicurezza intercomunale (in primis Brebbia e Ranco). L'amministrazione comunale di
Ispra, attraverso l'assessore Gianni Turetta e il comandante della polizia locale Raffaele Esposito, hanno sostenuto questo
progetto già pronto per un bis allargato.
La formula è semplice, ma efficace: le coste vengono pattugliate dalla Guardia costiera ausiliaria della Regione
Lombardia, nel frattempo da terra agiscono gli uomini della protezione civile (Ispra e Ranco) che sensibilizzano turisti e
bagnanti sull'inopportunità di entrare in acqua dopo aver appena mangiato. Tutto ciò, con il coordinamento degli agenti di
polizia locale e provinciale. Una vasta operazione di prevenzione che il personale di terra ha sviluppato ogni giorno
raccomandando prudenza e sconsigliando azioni azzardate.
La convenzione vigente, che sarà rinnovata anche in vista della prossima estate, prevede che l'attività della Guardia
Costiera si concretizzi già «in una primaria opera di prevenzione dei sinistri attraverso il monitoraggio della navigazione e
della balneazione, la corretta informazione e diffusione della cultura nautica e la collaborazione e supporto operativo della
Guardia costiera, alle forze dell'ordine e le amministrazioni locali svolgendo un importante servizio all'interno della realtà
socio-ambientale del Verbano Lombardo».
La Guardia costiera ausiliaria, inoltre, è impiegata principalmente ad attività di prevenzione. «Il pattugliamento - recita la
convenzione - verrà svolto in maniera da sorvegliare le coste e il centro del lago al fine da verificare il sicuro svolgersi
delle attività nautiche sul bacino e sulle rive nonché sorvegliare su particolare eventi che potrebbero coinvolgere persone
o l'ambiente».
Fatto sta che sulle coste ispresi i bagnanti, se seguiranno ancora le indicazioni delle istituzioni, correranno pochi pericoli
trascorrendo giornate rilassanti in riva al lago. Troppo fresco è ancora il ricordo dei tanti bagnanti stroncati dai laghi e dai
fiumi varesini in questo terribile mese d'agosto.
Pino Vaccaro
Argomento:
NORD
Pag.
38
Data:
31-08-2011
La Provincia di Varese
Estratto da pagina:
21
Appello di Longoni «Difendiamo il lago e le nostre colline Stop agli scavi»
La Provincia di Varese - Verbano valli - Articolo
Provincia di Varese, La
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Data: 31/08/2011
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Appello di Longoni
«Difendiamo il lago
e le nostre colline
Stop agli scavi»
Mercoledì 31 Agosto 2011 Verbano valli, e-mail print
TRAVEDONA MONATE (m.fon.) «Il lago di Monate è un'eccellenza. Deve rappresentare un esempio per tutta la
regione; non capita tutti i giorni di avere a pochi passi da casa acque cristalline e balneabili». Parole di Giangiacomo
Longoni, consigliere regionale della Lega, che invita a difendere il piccolo lago dalle escavazioni della cava e a rilanciarlo
da un punto di vista turistico:
«Il rilancio può e deve ripartire dalla qualità dell'acqua ed il conseguente aumento di turisti, in primis varesini, che
vogliono una vacanza a chilometro zero; i recenti interventi di depurazione stanno dando risultati positivi ma non va
abbassata la guardia».
«Una volta conclusi gli utilizzi dei volumi di escavazione della cava di Travedona Monate - afferma Longoni - la ditta
escavatrice non troverà più terreno fertile ai suoi business; è il caso quindi che trasferisca la sua attività in Svizzera o
altrove perché l'aria che respiriamo e le nostre colline non sono in vendita». Aumentare le escavazione vorrebbe dire
mettere in grave pericolo il lago di Monate. «Il rischio idrogeologico e le conseguenti ripercussioni paesaggistiche conclude - comportano un costo in termini di qualità ambientale che non siamo disposti a pagare; invito i Comuni di
Ternate e di Travedona a non autorizzare ulteriori modifiche e a rispettare il limite dei volumi scavabili».
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Argomento:
NORD
Pag.
39
Data:
Trentino
30-08-2011
Estratto da pagina:
14
in trentino sono arrivati 212 profughi - jacopo tomasi
trentinocorrierealpi Extra - Il giornale in edicola
Trentino
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Data: 30/08/2011
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- Cronaca
In Trentino sono arrivati 212 profughi
Vengono accolti in strutture dedicate: il limite massimo è di 450
JACOPO TOMASI
TRENTO. In Libia è caccia al raìs, braccato dai ribelli che dopo aver preso Tripoli stanno assediando Sirte, la città
natale del Colonnello Gheddafi. In Italia continuano a sbarcare profughi, fuggiti da guerra e disperazione. Il Trentino,
attualmente, ne sta ospitando 212 in strutture dedicate diffuse su tutto il territorio provinciale. Ed è pronto ad ospitarne
ancora. Nei prossimi mesi potrebbero arrivarne altrettanti, fino a raggiungere il tetto massimo previsto, fissato
nell'accoglienza di 450 immigrati.
Così, mentre a livello internazionale emergono particolari agghiaccianti - come il “piano” di Gheddafi che voleva “usare”
gli immigrati come rappresaglia contro l'Italia e l'Europa, trasformando Lampedusa in un inferno e costringendo alla
morte migliaia di persone sui barconi della disperazione - i profughi arrivati in Trentino si stanno ambientando ed
inserendo nella comunità locale. Nella nostra provincia sono arrivati soprattutto somali, ai quali, oltre a vitto ed alloggio,
vengono garantite diverse attività quotidiane. Corsi d'italiano e corsi di avviamento al lavoro. In tutto questo il ruolo del
Cinformi e della protezione civile è decisivo, ma ancor più prezioso - perché volontario - è il contributo di Croce Rossa e
Caritas, in prima fila, e delle associazioni di immigrati presenti in Trentino (da La Savana a El Puerto...) che si danno da
fare quotidianamente per rendere piacevole il soggiorno dei profughi. Molti di loro, infatti, arrivano da anni di sofferenze
e sacrifici. I somali, ad esempio, sono scappati da guerra e dittatura, hanno attraversato il deserto, lavorato anni per
pagarsi il viaggio in mare, rischiato di morire nei barconi della disperazione. Molti di loro otterranno lo status di rifugiato
politico e, terminato il percorso d'integrazione, potranno inserirsi nel mondo del lavoro. Altri dovranno invece tornare in
patria.
Intanto, per chi è qui è fondamentale l'integrazione nella comunità trentina. E sono molte di più le note liete, rispetto a
quelle stonate. I disordini creati a Trento, in piazza Dante, da 3 tunisini che sono poi stati espulsi, sono un atto isolato.
Giorno dopo giorno i profughi si stanno facendo apprezzare dalla comunità. A Barco di Levico e a Vigo di Ton, ad
esempio, sono state attivate esperienze estremamente positive e stimolanti. Questi immigrati - come ha ricordato don
Sandro de Pretis, che si trova in un campo in Tunisia, a nove chilometri dal confine libico - «possono essere delle risorse
per il nostro territorio, perché si tratta di giovani forti ed intelligenti».
Una risorsa e non un costo. Tanto che ieri è anche arrivato il versamento da parte dello Stato di un milione di euro alla
Provincia finalizzato alla realizzazione di interventi a favore delle popolazioni del Nord Africa. Somme che serviranno
per le attività promosse dal Cinformi, ma che in Trentino non sono indispensabili come in altre realtà grazie al lavoro
delle associazioni di volontariato, sempre in prima fila.
L'assessore provinciale alla solidarietà, Lia Giovanazzi Beltrami, sottolinea la bontà dell'accoglienza trentina. «I 212
profughi arrivati fino ad ora in Trentino alloggiano in case di proprietà della Provincia, destinate agli immigrati, diffuse
un po' in tutto il territorio provinciale. Grazie a Cinformi e protezione civile, ma anche al prezioso impegno del mondo del
volontariato, riusciamo a garantire attività quotidiane che permettono a queste persone d'integrarsi. In alcune comunità
sono diventate delle vere e proprie risorse. E questa è una bella cosa».
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Argomento:
NORD
Pag.
40
Data:
30-08-2011
La Tribuna di Treviso
terremoto, per l'ospedale piano da 5,5 milioni - francesco dal mas
tribunatreviso Extra - Il giornale in edicola
Tribuna di Treviso, La
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Data: 30/08/2011
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Un'imbragatura esterna garantirà la sicurezza, il via ai lavori per stralci la prossima primavera
Terremoto, per l'ospedale piano da 5,5 milioni
FRANCESCO DAL MAS
VITTORIO VENETO. Una camicia di forza antisismica per l'ospedale di Costa, con lamine d'acciaio e supporti di
cemento armato. La Regione Veneto ha dato il via libera all'investimento che sarà di 5,5 milioni di euro. I lavori in
primavera.
Intanto nei prossimi giorni saranno disattivate le stazioni di rilevamento dei boati e delle relative scosse in Val Lapisina, a
dimostrazione che la grande paura del terremoto è superata, anche se l'area resta ad alta intensità sismica. Ed ecco, infatti,
che la Regione ha deciso di mettere in sicurezza l'ospedale di Costa, che è a rischio crollo. Il professor Vitaliani,
dell'università di Padova, uno dei più esperti nelle scienze delle costruzioni ha infatti predisposto il progetto che prevede
l'imbragatura del nosocomio, con strutture di supporto in cemento armato e lamine d'acciaio. «In questo modo l'edificio,
alto ben 7 piani - spiega il direttore Del Favero - potrà sottoporsi a spinte sussultorie ed ondulatorie senza conseguenze.
Insomma non cadrà. Anzi, vi si potrà operare anche nel corso di un eventuale e non auspicato sommovimento tellurico».
Il progetto verrà illustrato al presidente della Regione, Luca Zaia, e al sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re.
Costa diventerà, in questo modo, il primo ospedale del Veneto, tra quelli di non recentissima costruzione, ad essere
antisismico. Saranno anche fatte tutte le applicazioni previste dalle norme antincendio. I lavori non esigeranno alcun
sgombero, ma proseguendo a stralci, comporteranno la chiusura a rotazione dei reparti. Nessun problema di impatto
estetico; le lamine d'acciaio, fra l'altro, saranno colorate e, stando alle assicurazioni del direttore, abbelliranno
ulteriormente la struttura.
Argomento:
NORD
Pag.
41
Data:
Varesenews
30-08-2011
Protezione civile danneggiata, il comune aprirà un conto
Varese - | Varese Laghi | Varese News
Varesenews
"Protezione civile danneggiata, il comune aprirà un conto"
Data: 30/08/2011
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Protezione civile danneggiata, il comune aprirà un conto
Un'auto del parco mezzo comunale sarà subiti destinata ai volontari
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Il comune donerà alla protezione civile un mezzo, mentre sta cercando un fuoristrada per consentire all'associazione di
ritornare a svolgere il suo servizio di volontariato. L'incendio del deposito della Schiranna ha lasciato completamente
sguarnita la città; solo un automezzo si è salvato dal rogo doloso su cui sta indagando la magistratura. «Apriremo anche
una sottoscrizione - spiega l'assessore al bilancio Giuseppe Montalbetti - chi vorrà potrà donare qualcosa nel conto
corrente del comune di Varese. Lanceremo l'iniziativa nei prossimi giorni, stiamo cercando anche una soluzione per
dotare di un fuoristrada i volontari. Mentre per quanto riguarda l'associazione e la sicurezza, va rilevato che è tutto
rimandato a quando la magistratura disporrà il dissequestro dell'area. Solo allora il perito potrà iniziare la stima delle
attrezzature danneggiate e si potrà fare la richiesta all'assicurazione». Il progetto è anche quello di dotare l'area di nuove
telecamere di sicurezza, nel frattempo i nuovi mezzi saranno ospitati dal parcheggio dei vigili di via Sempione.
30/08/2011
Argomento:
NORD
Pag.
42
Data:
Varesenews
30-08-2011
Servizio Pedibus, la Prociv cerca volontari
Busto Arsizio - | Busto Arsizio | Varese News
Varesenews
"Servizio Pedibus, la Prociv cerca volontari"
Data: 31/08/2011
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Servizio Pedibus, la Prociv cerca volontari
L'appello è rivolto, in particolar modo, ai pensionati. Previsto anche un corso di formazione sulle corrette procedure
previste per tale attività
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Con l'avvio del nuovo anno scolastico la Direzione del Pronto Intervento Protezione Civile, in accordo con la Polizia
Locale di Busto Arsizio, provvederà a garantire come per gli anni passati, i servizi di assistenza agli alunni delle scuole
elementari e medie durante l'attraversamento del passaggio pedonale e all'organizzazione del servizio "Pedibus". Tali
attività oltre a garantire maggiore sicurezza presso gli ingressi dei plessi scolastici, mirano ad una continua e diretta
educazione sulle buone regole da seguire lungo la sede stradale e quindi improntare gli esempi sui corretti comportamenti
da adottare per garantire la propria sicurezza ed incolumità.
Al fine di potenziare sempre più l'organico dei volontari impegnati in questa attività e permettere una proficua
collaborazione tra le risorse umane ed il territorio, si cercano nuovi operatori, nello specifico persone che siano in
pensione, e che desiderino essere coinvolte ed inserite nell'organizzazione delle attività di assistenza alle scuole. Tutti
coloro che fossero interessati possono contattare gli uffici della Direzione dal Lunedì al Venerdì al numero 0331386639
dalle 09.00 alle 12.00 oppure recarsi direttamente in Via Salgari 11/e. Per tutto il personale assegnato a tale mansione è
previsto un corso di informazione e formazione sui rischi e sulle corrette procedure operative previste per tale attività, che
si svolgerà presso il Comando della Polizia Locale di Busto
Arsizio.
30/08/2011
[email protected] ì¸Å
Argomento:
NORD
Pag.
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RASSEGNA STAMPA del 31/08/2011 - Il Giornale della Protezione