DI CALABRIA Settimanale di Sport - Anno IX n°3 Sabato 7 Novembre 2015 - www.corrieresportivodicalabria.com - [email protected] COPIA OMAGGIO 0,50 € SOTTO CON LA LUPA CASTELLI PER ALLUNGARE LA STRISCIA POSITIVA Q a cura di Marco Segreto uinto posto per il Cosenza dopo nove giornate di campionato, uno “score” niente male per una squadra partita per migliorare la posizione dello scorso torneo. Quattro i punti incamerati nelle MERCOLEDì 11 NOVEMBRE IL LECCE IN COPPA ITALIA AL “MARULLA” ultime due partite: col Matera al “ S. Vito-Marulla” ed in trasferta a Pagani contro gli uomini di Grassadonia. Al “Torre” sabato scorso la formazione silana è sembrata tonica ed in palla. Doveva essere solo più concreta sotto rete. Ha creato, specie nel primo tempo, ma non è stata capace di affondare il bisturi. Se riuscirà a migliorare in zona gol, i tifosi inizieranno a prenderci gusto. Un Cosenza che inizia ad avere una “fisionomia” di squadra e di coesione tra i vari reparti. Fin qua il gruppo di Roselli ha subito una sola sconfitta, a Messina. Una giornata da dimenticare. continua a pag. 8 2 a cura di Davide Franceschiello STATISTICHE Cosenza migliore difesa del campionato Dopo la nona giornata è già record. Una tendenza che continua dallo scorso torneo C ’era una volta la banda del buco, quella che prima di arrivare mister Roselli aveva subito la bellezza di 16 reti in 7 partite. Una media di più di due reti a partita che ci stava riportando di nuovo all’inferno. Poi è arrivato il “santo” che fece il suo primo miracolo: pensate che già nello scorso campionato, dalla ventiseiesima giornata fino alla trentaseiesima, il Cosenza di mister Roselli incassò solo 2 reti. Un exploit che stimolò un inquietante interrogativo: com’era stato possibile cambiare totalmente rendimento con i medesimi Tedeschi, Blondett, Magli e Ciancio ? Alcuni furono sbeffeggiati dopo aver dichiarato ai quattro venti che il DS Meluso aveva portato a Cosenza una massa di bidoni. La verità era invece molto semplice: bastò dare un’organizzazione di gioco a validissimi elementi che anche in questa stagione si stanno riconfermando tali. E che il tutto fosse il frutto di un lavoro certosino e mirato viene confermato dal fatto che i medesimi risultati Roselli li sta ottenendo anche nella stagione attuale. Oggi il Cosenza ha subito 5 reti in nove gare, al pari delle migliori formazioni del momento (Casertana, Foggia e Messina). Una media di mezzo gol a partita che se prolungata fino a fine stagione porterebbe Perina a subire la miseria di 18 gol, con piacevoli sorprese sulla classifica. Un trend assolutamente auspicabile e che dovrebbe portare a raggiungere traguardi importanti se solo, invero, si riuscisse un tantino a migliorare la prolificità di questa squadra. Ad oggi due gol in più, a Castellammare e Pagani, avrebbero prodotto il primo posto in classifica in condominio con la Casertana, con indiscutibili vantaggi a livello di entusiasmo e conseguentemente di incassi al botteghino. Ma tant’è, non bisogna farsene un cruccio, forse i tempi non sono ancora maturi o forse non è arrivato ancora il momento di accelerare. 6 gol all’attivo ci restituiscono il quart’ultimo attacco del girone e forse ci segnalano che andrebbe creata qualche occasione in più sotto porta, ma notiamo che anche le milionarie Lecce e Benevento hanno segnato, rispettivamente, gli stessi gol ed un gol in più dei lupi. Forse allora si può è lecito avere un po’ di pazienza. Determinati meccanismi si acquisiscono con il tempo ed il Cosenza, ha si confermato gran parte dell’organico, ma proprio in avanti ha rivoluzionato il tutto. È quindi logico che i nuovi giocatori, gente di categoria superiore come Arrighini e Raimondi, debbano entrare nei meccanismi della squadra e affiatarsi con i nuovi compagni. Aggiungiamoci che ambedue hanno praticamente saltato la preparazione estiva ed allora si potrà essere più comprensivi ed aspettare che il tempo faccia il suo lavoro. D’altronde nessuno ha dichiarato propositi di vittoria e l’eccessiva pressione in tal senso potrebbe essere ulteriormente negativa. Pertanto, ribadiamo, sosteniamo questa squadra, questi ragazzi, Arrighini in particolare, in questo momento particolare perché le basi per fare bene ci sono già e basta una scintilla, quel gol inaspettato, per rendere la macchina perfetta. a cura di Vincenzo Segreto AMARCORD 3 Dall'archivio dei ricordi GIACOMO ZUNICO, il "numero 1" G iacomo Zunico, per bravura, carisma e militanza credo sia stato l'ultimo dei portieri che hanno dato lustro al Cosenza. Dopo di lui non ne ricordo altri di pari livello. Zunico, “Giacomino” per gli amici, dal 1981 al 1986 aveva difeso la porta del Varese, con ben 115 presenze. Quindi, tre anni a Catanzaro, più di 100 presenze ed una promozione in serie B. Nella stagione 1989/90 fu a Parma, dove con Scala allenatore conquistò la serie A. Ma non fu confermato. Il Parma scelse di affidare la sua porta al nazionale brasiliano Taffarel. Giacomino, per giocare la sua serie A andò a Lecce, allenatore Boniek, ove visse una stagione senza particolari acuti. Da lì, nel settembre del '91, accettò di traslocare a Cosenza. Appena pochi mesi prima, I “lupi” avevano conquistato la permanenza in B nello spareggio di Pescara con la Salernitana. La dirigenza, volendo evitare alcuni errori del passato, ritenne necessaria la presenza di un uomo di esperienza e grandi capacità tra i pali, in grado di trasmettere sicurezza al reparto. Zunico sembrò l'uomo giusto per il tecnico Edoardo Reja. Per i suoi trascorsi a Catanzaro e le rivalità fra i due centri calabresi, Zunico fu accolto con qualche mugugno. Ma impiegò poco tempo a farsi amare dalla tifoseria. Non si perse in polemiche o rimpianti per il trattamento ricevuto a Parma o per la stagione incolore di Lecce. Aveva solo voglia di dimostrare di essere un numero uno, anzi, il numero uno per la categoria. Le doti, certamente, non gli facevano difetto. Era di stazza fisica notevole e, per questo, bisognoso di essere allenato con cura, anche per evitare la tendenza al sovrappeso. Mostrava potenza muscolare ed un gran colpo di reni. Era forte tra i pali e bravo anche nelle uscite. Aveva grinta, coraggio e quella dose di carisma necessaria a farne un leader anche nello spogliatoio. Mostrava sempre un carattere deciso che, spesso, lo portava a non condividere scelte tecniche e gestionali poco in linea con il suo modo d'interpretare il calcio. Forse fu questo il limite insuperabile di una carriera che poteva essere ancora più gonfia di soddisfazioni professionali. A Cosenza, divenne subito un pilastro di quella squadra che contese la promozione in A all'Udinese, cadendo all'ultima giornata, proprio a Lecce, che per Zunico, anche da avversario, si confermò città amara. Anche l'anno successivo, con Fausto Silipo in panchina, il Cosenza condusse un campionato da protagonista. Quella squadra era tecnicamente forte, ben strutturata fisicamente, ricca di uomini di qualità: Balleri, Bia, Napoli, Napolitano, Statuto, Catanese, Marulla, Negri, Monza erano un concentrato di agonismo, corsa, senso tattico e doti raffinate di palleggio. Sembrava in grado di centrare l'obiettivo della serie A, a lungo inseguito. La squadra, però, si spense inopinatamente proprio nel finale e bruciò, nelle ultime sei giornate, un bonus di quattro gare casalinghe. Perse le partite spareggio con Cremonese e Piacenza e pareggiò quella con l'Ascoli, rendendo inutile la vittoria di Bari. Quell'epilogo amaro sarebbe stato ricordato a lungo, anche da Zunico, come una macchia indelebile. Nell'anno di Zaccheroni, "Giacomino" fu, in- sieme a Luciano De Paola, Gigi Marulla e Marco Negri, il pirata che guidò la ciurma cosentina a navigare prima nei vertici alti della classifica e poi, dopo una penalizzazione di nove punti a torneo in corso, ad approdare ad una tranquilla salvezza. Mise la sua esperienza anche al servizio dei tanti giovani in squadra, con prestazioni sempre in linea con le sue riconosciute qualità. Zaccheroni deve essergliene stato molto grato. La permanenza di Zunico a Cosenza si protrasse fino alla fine della stagione 95/96, quando, a 37 anni anni, accettò le offerte del Brescia, voluto da Edy Reja, nuovo tecnico delle rondinelle. Anche quella fu un'annata da incorniciare: il Brescia conquistò la promozione in A e Zunico ne fu uno dei protagonisti principali. Poi, nella stagione 98/99 il nostalgico ritorno a Cosenza. Ma il fisico sentiva ormai il peso degli anni, la condizione era precaria. I muscoli avevano perso di elasticità. Disputò solo 7 gare prima di chiudere, a quasi 40 anni, la sua lunga carriera di "numero 1". 4 CLASSIFICA LEGA PRO 2015-2016 GIRONE C SQUADRA PUNTI G V N P GF GS +/- CASERTANA 18 9 5 3 1 10 5 5 FOGGIA 17 9 5 2 2 15 5 10 ACR MESSINA 16 9 4 4 1 8 5 3 BENEVENTO 15 9 4 3 2 7 7 0 LECCE 15 9 4 3 2 7 9 -2 AkRAGAS 14 9 4 2 3 7 7 0 COSENzA 14 9 3 5 1 6 5 1 ISCHIA ISOLAV. 14 9 4 2 3 8 7 1 PAGANESE 13 9 3 4 2 9 8 1 ANDRIA 12 9 4 0 5 12 8 4 JUVE STABIA 11 9 3 2 4 9 11 -2 MONOPOLI 10 9 3 1 5 10 12 -2 CATANIA 8 9 5 2 2 15 10 5 MELFI 8 9 2 2 5 8 8 0 MATERA 7 9 2 3 4 4 8 -4 MARTINA 6 9 1 3 5 7 11 -4 CASTELLI ROMA. 6 9 1 3 5 7 15 -8 CATANzARO 5 9 1 2 6 5 13 -8 DI CALABRIA SETTIMANALE SPORTIVO DI INFORMAZIONE Aut. Trib. di Cosenza n. 654 del 28/09/2000 COSENZA - CASTELLI ROMANI ISCHIA ISOLAV. - FOGGIA MELFI - MESSINA BENEVENTO - PAGANESE MATERA - JUVE STABIA CASTELLI ROMANI ANDRIA PAGANESE FOGGIA - CATANZARO MELFI ISCHIA ISOLAV. MONOPOLI DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015 MONOPOLI - ANDRIA CATANIA - AKRAGAS AKRAGAS MESSINA LECCE MARTINA CASERTANA MARTINA LUNEDì 16 NOVEMBRE 2015 CATANZARO LECCE DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015 11° PROSSIMO TURNO SABATO 14 NOVEMBRE 2015 - BENEVENTO - CASERTANA CATANIA COSENZA MATERA JUVE STABIA MARCATORI 6 Iemmello (Foggia) 5 Calil (Catania) Caccavallo (Paganese) 4 Strambelli (Fidelis Andria) Baclet (Martina Franca) Croce (Monopoli) Iemmello (FOGGIA) Per la tua pubblicità DI CALABRIA chiama il Hanno Collaborato a questo numero: Marco SEGRETO, Davide FRANCESCHIELLO, Vincenzo SEGRETO, Mimmo MUSACCHIO, Massimo MITIDIERI, Serena GABRIELE, Enzo BATTAGLIA Impaginazione: essedi graphic Direttore Responsabile Gianfranco MORELLI SABATO 7 NOVEMBRE 331.5377623 (*) punti di penalizzazione - CLASSIFICA AGGIORNATA A GIOVEDì 5 NOVEMBRE Presidente Onorario Nino RAO 10° QUESTA SETTIMANA Stampa: Tipografia AGM - Castrovillari (CS) Foto: Tony Mancina a cura di Massimo Mitidieri L’AVVERSARIO 5 Lupa Castelli Romani La più giovane società dell'intera Lega Pro S fida assolutamente inedita quella che si disputerà allo stadio San Vito-Gigi Marulla tra Cosenza e Lupa Castelli Romani. La compagine laziale è in assoluto la società più giovane dello scenario della Lega Pro. L’A.S. Lupa Castelli Romani nasce ufficialmente il 30 giugno 2013 su iniziativa di un gruppo di dirigenti provenienti dal Cynthia di Genzano con lo scopo di colmare il vuoto lasciato nel calcio frascatano e coinvolgere nel progetto tutta l’area dei Castelli Romani. Inserita nel girone B laziale di Eccellenza, la compagine laziale ottiene la promozione in serie D con ben sei giornate di anticipo. Nella stagione 2014-2014 la Lupa Castelli Romani è inserita nel girone G del campionato di serie D. Per esigenze di struttura, la Lupa cambia anche destinazione del campo di gioco disputando gli incontri allo Stadio Montefiore di Rocca Priora gestito dal portiere Marco Amelia. La panchina viene affidata a Marco Apuzzo. Dopo un inizio altalenante, la dirigenza decide di cambiare l’allenatore affidando l’incarico a Giorgio Galluzzo. Da quel momento e fino alla fine del torneo è una cavalcata vincente che vedrà la Lupa Castelli Romani vincere il girone con due giornate di anticipo e la conseguente ammissione alla Lega Pro. La nuova avventura nel calcio professionistico inizia con un restyling: cambiano i colori sociali da giallorosso all’amaranto-celeste. La scelta dello stadio cade su quello di Rieti. In queste prime nove giornate di campionato la compagine laziale ha ottenuto sei punto frutto di una vittoria, tre pareggi e cinque sconfitte. Il 13 settembre 2015 ottiene il primo storico punto in Lega Pro pareggiando la gara interna contro il Benevento con la rete realiz- zata da Simone Icardi. Cinque sono le reti all’attivo mentre sette sono quelle subite. Fuori casa il ruolino della Lupi Castelli è di un pareggio e tre sconfitte. 23 sono i giocatori utilizzati da Galluzzo al momento. Tre soli i giocatori sempre presenti: Alessandro Morbidelli, Filippo Maria Scardina e Alessandro Volpe. Il giocatore più anziano del gruppo è Alessandro Volpe nato il 4 gennaio 1983 mentre il più giovane è Simone Icardi nato il 13 settembre 1996. Mister Galluzzo, nelle partite precedenti, ha proposto la sua squadra con il modulo 42-3-1 variandolo in alcuni frangenti nel 4-33. Negli ultimi due incontri la Lupa ha presentato il nuovo arrivo che difende i pali della compagine laziale: Caio Secco Gobbo. 6 a cura di Enzo Battaglia ATTUALITà La capacità di un risultato Il riscontro della partita per un “super tifoso” C ome è strana e straordinaria, il più delle volte, la quotidianità di un acceso … tifoso. Per molti di essi, non passa davvero un giorno senza abbandonare il pensiero, riguardo ad una susseguente partita della squadra del cuore, da poter vivere in maniera particolarmente attesa ed in alcune circostanze, in modo spasmodico e fremente. Tale, infatti, appare essere la consueta aspettativa di un appassionato tifoso che, di fatto, prova a scortare obiettivi (salvezza, promozione) da perseguire con elevato ardore e partecipazione. Molti “super tifosi” potrebbero, d’altronde, tuffarsi e riconoscersi in alcuni ricordi non tanto lontani, magari precedenti al consolidamento di quel rituale (calcistico) settimanale, che risponde alla metafora di uno “spezzatino”. Un turbolento alternarsi di bizzarri appuntamenti di gara, con relativi orari d’inizio, tali da frastornare un’attesa divenuta abbastanza disorientata ed inquieta. Tra quei ricordi, di cui s’intende far cenno, ardisce ad essere una delle “memorie” più frequenti, quella di innumerevoli momenti di caratteristici “pranzi domenicali” vissuti all’insegna di un’apprensione dal sapore inimitabile; simposi, in verità, spesso abbandonati in modo insoluto e, comunque, scanditi da un piacevole stato di agitazione che, proprio da quella sorta di privazione, provava ad affidare la lusinga di una passione, alla bellezza di gesta calcistiche e di sfide accese e combattute. Almeno questa tentava d’essere (e, nel tempo, ancora prova ad esserlo) l’entusiasmante … aspettativa. I rientri dallo stadio, le serate, gli umori delle giornate successive, per un “super tifoso”, in modo molto frequente, continuano ad essere condizionate da quel famigerato risultato. Una vittoria (magari sonante o riguardo ad un sentito derby) non può che imprimere una “marcia in più” debitamente raffigurata da elementi di gioia e di grande euforia. Una strana sensazione che sembra poter garantire uno stato psicologico quasi “sublimato”, capace di protrarsi ed incidere fortemente in un qualsiasi e successivo impegno. Bruttissima “gatta da pelare”, invece, se quel risultato, così tanto atteso, finisse per essere totalmente … negativo. Scoramento, fastidio e nervosismo, rischiano spesso di mescolarsi in una malevole soluzione di silenzi, di probabili abbattimenti, di scatti nevrotici che, in fondo, servono a ridurre le distanze temporali da quel prossimo incontro potenzialmente destinato a far rinnovare energie da incallito supporter ed a far recuperare tanto entusiasmo. Un laconico pareggio, generalmente, non permette di alterare particolari equilibri o dissapori ma, ancor più di rare volte, prova a generare discussioni per ciò che poteva essere e, in realtà, non è stato. Naturalmente, si tratta di sensazioni, di profonde emozioni dai tratti abbastanza singolari, straordinariamente apprezzabili, coinvolgenti, unici, talvolta sicuramente esagerati e persino irrefrenabili. Impronte, comunque, che vissute all’insegna di una sana spontaneità, di un civile clamore interiore, non possono che arricchire la vita di tanti appassionati supporter di momenti irripetibili e carichi di una bellezza molto legata all’amore ed all’attaccamento verso le proprie radici territoriali! a cura di Mimmo Musacchio L’ANGOLO DEI TIFOSI A ridosso delle prime Le opinioni variegate della tifoseria L a marcia del Cosenza all’inseguimento delle prime continua. Corroborante è stata la vittoria in casa con un Matera duro ad arrendersi fino alla fine, mentre il pareggio di Pagani per come si era messa la partita e le occasioni sprecate, ci stà un pò stretto. Comunque gli allenatori delle squadre incontrate hanno ribadito la bontà del gioco del Cosenza e che disputerà un campionato d’avanguardia. Del resto siamo ancora all’inizio, come avevamo scritto la classifica generale è un po’ pazzerella, al vertice si alternano squadre diverse, questo a suffragare che ancora le vere potenzialità non sono ancora emerse. Infatti la classifica è anche contagiata dalle continue penalizzazioni che poi falsano anche le reali potenzialità delle squadre. Essere al quinto posto, seppure in concomitanza con Akragas e Benevento, è certamente un traguardo positivo per gli obiettivi prefissati. Questo stà ad avvalorare la bontà dell’organico del Cosenza che poteva essere certamente competitivo ed esaustivo se non fossero intervenuti elementi negativi quali gli infortuni di uomini chiave e la non perfetta forma fisica di elementi che avrebbero dovuto fare la differenza. Credo di interpretare, in tal senso, il pensiero di tantissimi tifosi che a questa squadra mancano soprattutto i gol di Arrighini. Purtroppo non è certamente l’attaccante che io stesso ho ammirato a Lorica. Se gli attaccanti avessero concretizzato di più, credo che oggi commenteremo qualcosa d’importante. A questo punto resto dell’idea che se il Presidente Guarascio facesse un ulteriore sforzo (ne ha fatti già tanti), di ingaggiare almeno un forte difensore centrale di sinistra ed un buon centrocampista, alter ego di Caccetta, so- gnare non sarebbe vietato. In questi ultimi giorni sono fiondato tra i tifosi, durante gli allenamenti e nei ritrovi abituali ad ascoltare i loro commenti. Qualcuno mugugna contro l’allenatore Roselli, il quale farebbe giocare la squadra con un modulo troppo attendista e quasi rinunciatario, altri vorrebbero che il Mister le partite le giocasse alla garibaldina, nell’ottica di uno schema di gioco molto più offensivo. Poi ci sono i detrattori ed i corvi di sempre che auspicano l’esonero del tecnico. Le discussioni talvolta sono accese e vertono soprattutto sugli attaccanti. In tanti sono d’accordo che Arrighini, giunto con grandi credenzialità, dia il posto a chi oggi è molto più in forma e possa dare di più. Un paio di tifosi, alla partitella di Amantea ribadivano che non si può aspettare Natale in attesa che questo Arrighini si riprenda. Alcune tifose rossoblù si auguravano 7 che al giovane talento Vutov, si dovevano dare più chanche e non soltanto spezzoni di partita. Come si vede le opinioni sono variegate e soprattutto mirate. Finalmente non ci sono voci critiche verso la Società e verso il Presidente Guarascio, al quale si dà atto di avere allestito, unitamente al suo staff tecnico, una compagine che potrà dire la sua in un campionato difficile composto da squadre blasonate, partite con obiettivi molto più ambiziosi. I veri tifosi, al di là di qualche critica costruttiva, hanno comunque ribadito la loro presenza sugli spalti come sempre a sostegno della squadra. Personalmente non condivido questa frattura tra la Curva Sud e la Tribuna A della tifoseria più rappresentativa del Cosenza. Comunque chiederemo in seguito a Petruzzu Garritano e Marco Spadafora (Tribuna A), e Maruzzu Molinaro ed Andrea D’Angelo (Curva Sud), i motivi di questa frattura oggi insanabile. Ora pensiamo alla sfida di sabato contro la Lupa Castelli Romana, quasi una Cenerentola del campionato, la quale qui non troverà la propria scarpetta, ma invece troverà dei lupi affamati di punti. Vi raccomando tutti allo stadio! 8 a cura di Marco Segreto IN PRIMO PIANO segue da pag. 1 E mentre si disquisisce sul perché della brillantezza o meno del gioco praticato dai rossoblù, il Cosenza ogni settimana fa la sua parte, meritandosi titoli ed onori dagli addetti ai lavori, e scalando posizioni in classifica. Merito di Roselli che è riuscito ad inquadrare una rosa che fa dell’umiltà e della determinazione le sue armi migliori. Il motto sin dal suo arrivo in città è stato “aiutarsi l’un l’altro” , una sorta di mutuo soccorso. Cosa che si verifica regolarmente in ogni partita. In squadra non ci sono fenomeni, ma gente di categoria abituata a fare la propria parte e dare il meglio in campo, con giovani di prospettiva. Senza dimenticare che capitan Caccetta è oramai fuori da sette giornate (salterà anche la Lupa Castelli Romani, e sono 8) e che il giovane Fiordilino, pur non avendo le stesse caratteristiche dell’ex centrocampista del Trapani, si sta integrando con l’aiuto dei compagni più esperti. Cosenza che detiene la miglior difesa del campionato. Solo 5 le reti subite al pari di Casertana, Foggia e Messina. Occorre migliorare in attacco dove al momento le polveri sono bagnate, e non mancano gli infortuni. Mercoledì scorso nell’amichevole di Amantea si è fatto pure male il bulgaro Vutov, ed è in dubbio per la Lupa Castelli Romani. L’ex udinese tra l’altro è stato convocato per uno stage con la Nazionale A di quel paese dal 9 al 13 Novembre. La Mantia, toccato duro a Pagani, accusa una contusione sulla cresta iliaca del ginocchio. Più no che si contro i laziali. Nel reparto avanzato restano solo in due: Arrighini e Raimondi. La Lupa Castelli Romani di Mr. Galluzzo è l’avversario odierno che occupa i piani bassi della graduatoria. 6 i punti in classifica frutto di una sola vittoria con la Paganese e tre pareggi. Per il resto cinque sconfitte. Nell’ultimo turno ha pareggiato in casa con l’Akragas dopo essere passata in svantaggio. Di Volpe il gol del pari su calcio di rigore. In trasferta la Lupa, al pari del Cosenza, non ha ancora vinto. Arbitrerà l’incontro Guida di Salerno (Campitelli e De Palma) inizio ore 15.00. Mercoledì 11 Novembre si replicherà al “S.Vito-Marulla” contro il Lecce in Coppa Italia di Lega Pro. a cura di Serena Gabriele Tributo a Gigi Marulla Un eroe dei nostri tempi I l 19 luglio muore uno dei calciatori più amati dai tifosi del Cosenza e non solo, Luigi “Gigi” Marulla. La storica bandiera del Cosenza ci ha lasciati, in un giorno d’estate, all’età di 52 anni, stroncato da un infarto. L’ex attaccante si trovava presso la sua residenza estiva di Cavinia, sul Tirreno Cosentino quando, all’improvviso, ha avvertito un malore. Inizialmente, pensando a una congestione, è stato prontamente trasferito all’ospedale di Cetraro dove purtroppo, poche ore dopo, il nostro amato calciatore ha chiuso gli occhi per sempre. La corsa all’ospedale si è tramutata nell’ultimo viaggio di Gigi Marulla, il conclusivo percorso di un eroe, la solenne dipartita di un mito, che ha lasciato questo mondo troppo presto. Il suo feretro è stato portato allo stadio di San Vito, per essere omaggiato da tutta la tifoseria, e i suoi funerali si sono tenuti il 21 luglio, presso la Chiesa di Piazza Loreto. Tuttavia, il suo ricordo non ha abbandonato e non abbandonerà mai i suoi numerosi tifosi e sostenitori, i quali lo ricorderanno sempre con ammirazione e tenerezza, ripensando, con nostalgia, alla sua brillante carriera da giocatore, e alla sua benevolenza da uomo comune qual era. Infatti Marulla, oltre e prima di essere un ex calciatore e un allenatore, era un marito, un padre, un amico. Ripercorriamo brevemente le principali tappe della sua vita, che lo hanno reso il campione che oggi vive nei nostri cuori. Nato a Stilo, il 20 aprile 1963, famosissimo per essere stato il calciatore più prolifico di reti, totalizzando ben 91 goal di campionato, ed emblema del Cosenza, squadra con la quale ha giocato 11 stagioni (3 in Serie C1, 8 in Serie B ), ha totalizzato ben 330 presenze in gare di campionato. Marulla ha iniziato la sua carriera calcistica in Serie D, giocando nell’Acireale, nella stagione 1979-1980. L’anno successivo passa nelle giovanili dell’Avellino. Ma è la stagione 1982-83 che segna la carriera del calciatore, passando al Cosenza, in Serie C1. Dopo essere stato acquistato prima dal Genoa, e poi nuovamente dall’Avellino, riveste ancora una volta la maglia del Cosenza, per 8 anni consecutivi in Serie B, e concludendo la stagione nel ’97 con la retrocessione del Cosenza in Serie C1. Conclude la sua carriera da calciatore in Serie C2, indossando, per due stagioni, la maglia del Castrovillari. Complessivamente, Marulla ha totalizzato ben 374 presenze, nonché 96 reti in Serie B, e sono 147 le reti dei professionisti totalizzate dal nostro amato giocatore. Come è possibile vedere, sono cifre incredibili, rapportate alla brillante carriera e alla costante condotta calcistica di Marulla. Ma la sua storia non finisce qui, perché nel 2004-2005 ha allenato il Cosenza 1914 in Serie D. L’anno successivo, ha allenato, sempre in Serie D, l’AS Cosenza. Nel 2008, è stato l’allenatore del Gallipoli, e nel 2010 assume il comando del Vigor Lamezia. Nella stagione 2010-2011, l’ultima della sua vita, lo abbiamo visto allenare la Berretti del Cosenza. Senza alcun dubbio, il curriculum calcistico e professionale di Gigi Marulla non ha eguali e, proprio per questo, il sindaco di Cosenza lo ha dichiarato simbolo indiscusso del calcio nella nostra città. Nell’immaginario della tifoseria rossoblu, Marulla rappresenta una pietra miliare della storia calcistica, che incarna i valori di onestà e correttezza nello sport, nonché un raro esempio comportamentale, da applaudire ed emulare. Ragion per cui il ricordo di Gigi Marulla, è stato, è, e sarà per sempre vivido e intenso nei cuori di tutti i tifosi e di tutti i cosentini che non dimenticheranno mai lo “Storico Simbolo” della loro città.