DI CALABRIA
Settimanale di Sport - Anno IX n°3 Sabato 7 Novembre 2015 - www.corrieresportivodicalabria.com - [email protected]
COPIA OMAGGIO 0,50 €
SOTTO CON LA LUPA CASTELLI PER
ALLUNGARE LA STRISCIA POSITIVA
Q
a cura di
Marco Segreto
uinto posto per il Cosenza dopo nove
giornate di campionato, uno “score”
niente male per una squadra partita
per migliorare la posizione dello
scorso torneo. Quattro i punti incamerati nelle
MERCOLEDì
11 NOVEMBRE
IL LECCE IN COPPA
ITALIA AL “MARULLA”
ultime due partite: col Matera al “ S. Vito-Marulla”
ed in trasferta a Pagani contro gli uomini di Grassadonia. Al “Torre” sabato scorso la formazione
silana è sembrata tonica ed in palla. Doveva essere solo più concreta sotto rete. Ha creato, specie nel primo tempo, ma non è stata capace di
affondare il bisturi. Se riuscirà a migliorare in
zona gol, i tifosi inizieranno a prenderci gusto.
Un Cosenza che inizia ad avere una “fisionomia”
di squadra e di coesione tra i vari reparti. Fin qua
il gruppo di Roselli ha subito una sola sconfitta,
a Messina. Una giornata da dimenticare.
continua a pag. 8
2
a cura di
Davide Franceschiello
STATISTICHE
Cosenza migliore difesa del campionato
Dopo la nona giornata è già record. Una tendenza che continua dallo scorso torneo
C
’era una volta la banda del buco, quella
che prima di arrivare mister Roselli
aveva subito la bellezza di 16 reti in 7
partite. Una media di più di due reti a
partita che ci stava riportando di nuovo all’inferno. Poi è arrivato il “santo” che fece il suo
primo miracolo: pensate che già nello scorso
campionato, dalla ventiseiesima giornata fino
alla trentaseiesima, il Cosenza di mister Roselli
incassò solo 2 reti. Un exploit che stimolò un inquietante interrogativo: com’era stato possibile
cambiare totalmente rendimento con i medesimi
Tedeschi, Blondett, Magli e Ciancio ? Alcuni furono sbeffeggiati dopo aver dichiarato ai quattro
venti che il DS Meluso aveva portato a Cosenza
una massa di bidoni. La verità era invece molto
semplice: bastò dare un’organizzazione di gioco
a validissimi elementi che anche in questa stagione si stanno riconfermando tali. E che il tutto
fosse il frutto di un lavoro certosino e mirato
viene confermato dal fatto che i medesimi risultati Roselli li sta ottenendo anche nella stagione attuale. Oggi il Cosenza ha subito 5 reti in
nove gare, al pari delle migliori formazioni del
momento (Casertana, Foggia e Messina). Una
media di mezzo gol a partita che se prolungata
fino a fine stagione porterebbe Perina a subire
la miseria di 18 gol, con piacevoli sorprese sulla
classifica. Un trend assolutamente auspicabile
e che dovrebbe portare a raggiungere traguardi
importanti se solo, invero, si riuscisse un tantino
a migliorare la prolificità di questa squadra. Ad
oggi due gol in più, a Castellammare e Pagani,
avrebbero prodotto il primo posto in classifica
in condominio con la Casertana, con indiscutibili
vantaggi a livello di entusiasmo e conseguentemente di incassi al botteghino. Ma tant’è, non
bisogna farsene un cruccio, forse i tempi non
sono ancora maturi o forse non è arrivato ancora
il momento di accelerare. 6 gol all’attivo ci restituiscono il quart’ultimo attacco del girone e forse
ci segnalano che andrebbe creata qualche occasione in più sotto porta, ma notiamo che anche
le milionarie Lecce e Benevento hanno segnato,
rispettivamente, gli stessi gol ed un gol in più
dei lupi. Forse allora si può è lecito avere un po’
di pazienza. Determinati meccanismi si acquisiscono con il tempo ed il Cosenza, ha si confermato gran parte dell’organico, ma proprio in
avanti ha rivoluzionato il tutto. È quindi logico
che i nuovi giocatori, gente di categoria superiore
come Arrighini e Raimondi, debbano entrare nei
meccanismi della squadra e affiatarsi con i nuovi
compagni. Aggiungiamoci che ambedue hanno
praticamente saltato la preparazione estiva ed
allora si potrà essere più comprensivi ed aspettare che il tempo faccia il suo lavoro. D’altronde
nessuno ha dichiarato propositi di vittoria e l’eccessiva pressione in tal senso potrebbe essere
ulteriormente negativa. Pertanto, ribadiamo, sosteniamo questa squadra, questi ragazzi, Arrighini in particolare, in questo momento particolare perché le basi per fare bene ci sono già e
basta una scintilla, quel gol inaspettato, per rendere la macchina perfetta.
a cura di
Vincenzo Segreto
AMARCORD
3
Dall'archivio dei ricordi
GIACOMO ZUNICO, il "numero 1"
G
iacomo Zunico, per bravura, carisma
e militanza credo sia stato l'ultimo
dei portieri che hanno dato lustro al
Cosenza. Dopo di lui non ne ricordo
altri di pari livello. Zunico, “Giacomino” per gli
amici, dal 1981 al 1986 aveva difeso la porta
del Varese, con ben 115 presenze. Quindi, tre
anni a Catanzaro, più di 100 presenze ed una
promozione in serie B. Nella stagione 1989/90
fu a Parma, dove con Scala allenatore conquistò la serie A. Ma non fu confermato. Il Parma
scelse di affidare la sua porta al nazionale brasiliano Taffarel. Giacomino, per giocare la sua
serie A andò a Lecce, allenatore Boniek, ove
visse una stagione senza particolari acuti. Da
lì, nel settembre del '91, accettò di traslocare
a Cosenza. Appena pochi mesi prima, I “lupi”
avevano conquistato la permanenza in B nello
spareggio di Pescara con la Salernitana. La dirigenza, volendo evitare alcuni errori del passato, ritenne necessaria la presenza di un
uomo di esperienza e grandi capacità tra i pali,
in grado di trasmettere sicurezza al reparto.
Zunico sembrò l'uomo giusto per il tecnico
Edoardo Reja.
Per i suoi trascorsi a Catanzaro e le rivalità fra
i due centri calabresi, Zunico fu accolto con
qualche mugugno. Ma impiegò poco tempo a
farsi amare dalla tifoseria. Non si perse in polemiche o rimpianti per il trattamento ricevuto
a Parma o per la stagione incolore di Lecce.
Aveva solo voglia di dimostrare di essere un
numero uno, anzi, il numero uno per la categoria. Le doti, certamente, non gli facevano
difetto. Era di stazza fisica notevole e, per questo, bisognoso di essere allenato con cura, anche per evitare la tendenza al sovrappeso. Mostrava potenza muscolare ed un gran colpo di
reni. Era forte tra i pali e bravo anche nelle
uscite. Aveva grinta, coraggio e quella dose di
carisma necessaria a farne un leader anche
nello spogliatoio. Mostrava sempre un carattere deciso che, spesso, lo portava a non condividere scelte tecniche e gestionali poco in
linea con il suo modo d'interpretare il calcio.
Forse fu questo il limite insuperabile di una
carriera che poteva essere ancora più gonfia
di soddisfazioni professionali.
A Cosenza, divenne subito un pilastro di
quella squadra che contese la promozione in
A all'Udinese, cadendo all'ultima giornata, proprio a Lecce, che per Zunico, anche da avversario, si confermò città amara.
Anche l'anno successivo, con Fausto Silipo in
panchina, il Cosenza condusse un campionato
da protagonista. Quella squadra era tecnicamente forte, ben strutturata fisicamente, ricca
di uomini di qualità: Balleri, Bia, Napoli, Napolitano, Statuto, Catanese, Marulla, Negri, Monza
erano un concentrato di agonismo, corsa,
senso tattico e doti raffinate di palleggio. Sembrava in grado di centrare l'obiettivo della serie A, a lungo inseguito. La squadra, però, si
spense inopinatamente proprio nel finale e
bruciò, nelle ultime sei giornate, un bonus di
quattro gare casalinghe. Perse le partite spareggio con Cremonese e Piacenza e pareggiò
quella con l'Ascoli, rendendo inutile la vittoria
di Bari. Quell'epilogo amaro sarebbe stato ricordato a lungo, anche da Zunico, come una
macchia indelebile.
Nell'anno di Zaccheroni, "Giacomino" fu, in-
sieme a Luciano De Paola, Gigi Marulla e Marco
Negri, il pirata che guidò la ciurma cosentina
a navigare prima nei vertici alti della classifica
e poi, dopo una penalizzazione di nove punti
a torneo in corso, ad approdare ad una tranquilla salvezza. Mise la sua esperienza anche
al servizio dei tanti giovani in squadra, con
prestazioni sempre in linea con le sue riconosciute qualità. Zaccheroni deve essergliene
stato molto grato.
La permanenza di Zunico a Cosenza si protrasse fino alla fine della stagione 95/96,
quando, a 37 anni anni, accettò le offerte del
Brescia, voluto da Edy Reja, nuovo tecnico
delle rondinelle. Anche quella fu un'annata da
incorniciare: il Brescia conquistò la promozione in A e Zunico ne fu uno dei protagonisti
principali.
Poi, nella stagione 98/99 il nostalgico ritorno
a Cosenza. Ma il fisico sentiva ormai il peso
degli anni, la condizione era precaria. I muscoli
avevano perso di elasticità. Disputò solo 7
gare prima di chiudere, a quasi 40 anni, la sua
lunga carriera di "numero 1".
4
CLASSIFICA
LEGA PRO 2015-2016 GIRONE C
SQUADRA
PUNTI
G
V
N
P
GF
GS
+/-
CASERTANA
18
9
5
3
1
10
5
5
FOGGIA
17
9
5
2
2
15
5
10
ACR MESSINA
16
9
4
4
1
8
5
3
BENEVENTO
15
9
4
3
2
7
7
0
LECCE
15
9
4
3
2
7
9
-2
AkRAGAS
14
9
4
2
3
7
7
0
COSENzA
14
9
3
5
1
6
5
1
ISCHIA ISOLAV.
14
9
4
2
3
8
7
1
PAGANESE
13
9
3
4
2
9
8
1
ANDRIA
12
9
4
0
5
12
8
4
JUVE STABIA
11
9
3
2
4
9
11
-2
MONOPOLI
10
9
3
1
5
10
12
-2
CATANIA
8
9
5
2
2
15
10
5
MELFI
8
9
2
2
5
8
8
0
MATERA
7
9
2
3
4
4
8
-4
MARTINA
6
9
1
3
5
7
11
-4
CASTELLI ROMA.
6
9
1
3
5
7
15
-8
CATANzARO
5
9
1
2
6
5
13
-8
DI CALABRIA
SETTIMANALE SPORTIVO DI INFORMAZIONE
Aut. Trib. di Cosenza n. 654 del 28/09/2000
COSENZA
-
CASTELLI ROMANI
ISCHIA ISOLAV.
-
FOGGIA
MELFI
-
MESSINA
BENEVENTO
-
PAGANESE
MATERA
-
JUVE STABIA
CASTELLI ROMANI
ANDRIA
PAGANESE
FOGGIA
-
CATANZARO
MELFI
ISCHIA ISOLAV.
MONOPOLI
DOMENICA 15 NOVEMBRE 2015
MONOPOLI
-
ANDRIA
CATANIA
-
AKRAGAS
AKRAGAS
MESSINA
LECCE
MARTINA
CASERTANA
MARTINA
LUNEDì 16 NOVEMBRE 2015
CATANZARO
LECCE
DOMENICA 8 NOVEMBRE 2015
11°
PROSSIMO TURNO
SABATO 14 NOVEMBRE 2015
-
BENEVENTO
-
CASERTANA
CATANIA
COSENZA
MATERA
JUVE STABIA
MARCATORI
6
Iemmello (Foggia)
5
Calil (Catania)
Caccavallo (Paganese)
4
Strambelli (Fidelis Andria)
Baclet (Martina Franca)
Croce (Monopoli)
Iemmello (FOGGIA)
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DI CALABRIA
chiama il
Hanno Collaborato a questo numero:
Marco SEGRETO, Davide FRANCESCHIELLO, Vincenzo SEGRETO, Mimmo MUSACCHIO, Massimo MITIDIERI, Serena GABRIELE, Enzo BATTAGLIA
Impaginazione: essedi graphic
Direttore Responsabile
Gianfranco MORELLI
SABATO 7 NOVEMBRE
331.5377623
(*) punti di penalizzazione - CLASSIFICA AGGIORNATA A GIOVEDì 5 NOVEMBRE
Presidente Onorario
Nino RAO
10°
QUESTA SETTIMANA
Stampa: Tipografia AGM - Castrovillari (CS)
Foto: Tony Mancina
a cura di
Massimo Mitidieri
L’AVVERSARIO
5
Lupa Castelli Romani
La più giovane società dell'intera Lega Pro
S
fida assolutamente inedita quella che
si disputerà allo stadio San Vito-Gigi
Marulla tra Cosenza e Lupa Castelli Romani. La compagine laziale è in assoluto la società più giovane dello scenario della
Lega Pro. L’A.S. Lupa Castelli Romani nasce
ufficialmente il 30 giugno 2013 su iniziativa
di un gruppo di dirigenti provenienti dal Cynthia di Genzano con lo scopo di colmare il
vuoto lasciato nel calcio frascatano e coinvolgere nel progetto tutta l’area dei Castelli Romani. Inserita nel girone B laziale di Eccellenza,
la compagine laziale ottiene la promozione in
serie D con ben sei giornate di anticipo. Nella
stagione 2014-2014 la Lupa Castelli Romani
è inserita nel girone G del campionato di serie
D. Per esigenze di struttura, la Lupa cambia
anche destinazione del campo di gioco disputando gli incontri allo Stadio Montefiore di
Rocca Priora gestito dal portiere Marco Amelia.
La panchina viene affidata a Marco Apuzzo.
Dopo un inizio altalenante, la dirigenza decide
di cambiare l’allenatore affidando l’incarico a
Giorgio Galluzzo. Da quel momento e fino alla
fine del torneo è una cavalcata vincente che
vedrà la Lupa Castelli Romani vincere il girone
con due giornate di anticipo e la conseguente
ammissione alla Lega Pro. La nuova avventura
nel calcio professionistico inizia con un restyling: cambiano i colori sociali da giallorosso
all’amaranto-celeste. La scelta dello stadio
cade su quello di Rieti.
In queste prime nove giornate di campionato
la compagine laziale ha ottenuto sei punto
frutto di una vittoria, tre pareggi e cinque sconfitte. Il 13 settembre 2015 ottiene il primo
storico punto in Lega Pro pareggiando la gara
interna contro il Benevento con la rete realiz-
zata da Simone Icardi. Cinque sono le reti all’attivo mentre sette sono quelle subite. Fuori
casa il ruolino della Lupi Castelli è di un pareggio e tre sconfitte. 23 sono i giocatori utilizzati da Galluzzo al momento. Tre soli i giocatori sempre presenti: Alessandro Morbidelli,
Filippo Maria Scardina e Alessandro Volpe. Il
giocatore più anziano del gruppo è Alessandro
Volpe nato il 4 gennaio 1983 mentre il più
giovane è Simone Icardi nato il 13 settembre
1996. Mister Galluzzo, nelle partite precedenti,
ha proposto la sua squadra con il modulo 42-3-1 variandolo in alcuni frangenti nel 4-33. Negli ultimi due incontri la Lupa ha presentato il nuovo arrivo che difende i pali della
compagine laziale: Caio Secco Gobbo.
6
a cura di
Enzo Battaglia
ATTUALITà
La capacità di un risultato
Il riscontro della partita per un “super tifoso”
C
ome è strana e straordinaria, il più
delle volte, la quotidianità di un acceso … tifoso. Per molti di essi, non
passa davvero un giorno senza abbandonare il pensiero, riguardo ad una susseguente partita della squadra del cuore, da poter vivere in maniera particolarmente attesa
ed in alcune circostanze, in modo spasmodico
e fremente. Tale, infatti, appare essere la consueta aspettativa di un appassionato tifoso
che, di fatto, prova a scortare obiettivi (salvezza, promozione) da perseguire con elevato
ardore e partecipazione. Molti “super tifosi”
potrebbero, d’altronde, tuffarsi e riconoscersi
in alcuni ricordi non tanto lontani, magari precedenti al consolidamento di quel rituale (calcistico) settimanale, che risponde alla metafora di uno “spezzatino”. Un turbolento
alternarsi di bizzarri appuntamenti di gara, con
relativi orari d’inizio, tali da frastornare un’attesa divenuta abbastanza disorientata ed inquieta. Tra quei ricordi, di cui s’intende far
cenno, ardisce ad essere una delle “memorie”
più frequenti, quella di innumerevoli momenti
di caratteristici “pranzi domenicali” vissuti all’insegna di un’apprensione dal sapore inimitabile; simposi, in verità, spesso abbandonati
in modo insoluto e, comunque, scanditi da un
piacevole stato di agitazione che, proprio da
quella sorta di privazione, provava ad affidare
la lusinga di una passione, alla bellezza di gesta calcistiche e di sfide accese e combattute.
Almeno questa tentava d’essere (e, nel tempo,
ancora prova ad esserlo) l’entusiasmante …
aspettativa. I rientri dallo stadio, le serate, gli
umori delle giornate successive, per un “super
tifoso”, in modo molto frequente, continuano
ad essere condizionate da quel famigerato risultato. Una vittoria (magari sonante o riguardo
ad un sentito derby) non può che imprimere
una “marcia in più” debitamente raffigurata
da elementi di gioia e di grande euforia. Una
strana sensazione che sembra poter garantire
uno stato psicologico quasi “sublimato”, capace di protrarsi ed incidere fortemente in un
qualsiasi e successivo impegno. Bruttissima
“gatta da pelare”, invece, se quel risultato, così
tanto atteso, finisse per essere totalmente …
negativo. Scoramento, fastidio e nervosismo,
rischiano spesso di mescolarsi in una malevole
soluzione di silenzi, di probabili abbattimenti,
di scatti nevrotici che, in fondo, servono a ridurre le distanze temporali da quel prossimo
incontro potenzialmente destinato a far rinnovare energie da incallito supporter ed a far
recuperare tanto entusiasmo.
Un laconico pareggio, generalmente, non permette di alterare particolari equilibri o dissapori ma, ancor più di rare volte, prova a generare discussioni per ciò che poteva essere e,
in realtà, non è stato. Naturalmente, si tratta
di sensazioni, di profonde emozioni dai tratti
abbastanza singolari, straordinariamente apprezzabili, coinvolgenti, unici, talvolta sicuramente esagerati e persino irrefrenabili. Impronte, comunque, che vissute all’insegna di
una sana spontaneità, di un civile clamore interiore, non possono che arricchire la vita di
tanti appassionati supporter di momenti irripetibili e carichi di una bellezza molto legata
all’amore ed all’attaccamento verso le proprie
radici territoriali!
a cura di
Mimmo Musacchio
L’ANGOLO DEI TIFOSI
A ridosso delle prime
Le opinioni variegate della tifoseria
L
a marcia del Cosenza all’inseguimento
delle prime continua. Corroborante è
stata la vittoria in casa con un Matera
duro ad arrendersi fino alla fine, mentre
il pareggio di Pagani per come si era messa la
partita e le occasioni sprecate, ci stà un pò
stretto. Comunque gli allenatori delle squadre
incontrate hanno ribadito la bontà del gioco del
Cosenza e che disputerà un campionato d’avanguardia. Del resto siamo ancora all’inizio, come
avevamo scritto la classifica generale è un po’
pazzerella, al vertice si alternano squadre diverse,
questo a suffragare che ancora le vere potenzialità non sono ancora emerse. Infatti la classifica
è anche contagiata dalle continue penalizzazioni
che poi falsano anche le reali potenzialità delle
squadre. Essere al quinto posto, seppure in concomitanza con Akragas e Benevento, è certamente un traguardo positivo per gli obiettivi prefissati. Questo stà ad avvalorare la bontà
dell’organico del Cosenza che poteva essere certamente competitivo ed esaustivo se non fossero
intervenuti elementi negativi quali gli infortuni
di uomini chiave e la non perfetta forma fisica di
elementi che avrebbero dovuto fare la differenza.
Credo di interpretare, in tal senso, il pensiero di
tantissimi tifosi che a questa squadra mancano
soprattutto i gol di Arrighini. Purtroppo non è certamente l’attaccante che io stesso ho ammirato
a Lorica. Se gli attaccanti avessero concretizzato
di più, credo che oggi commenteremo qualcosa
d’importante. A questo punto resto dell’idea che
se il Presidente Guarascio facesse un ulteriore
sforzo (ne ha fatti già tanti), di ingaggiare almeno
un forte difensore centrale di sinistra ed un
buon centrocampista, alter ego di Caccetta, so-
gnare non sarebbe vietato. In questi ultimi giorni
sono fiondato tra i tifosi, durante gli allenamenti
e nei ritrovi abituali ad ascoltare i loro commenti.
Qualcuno mugugna contro l’allenatore Roselli, il
quale farebbe giocare la squadra con un modulo
troppo attendista e quasi rinunciatario, altri vorrebbero che il Mister le partite le giocasse alla
garibaldina, nell’ottica di uno schema di gioco
molto più offensivo. Poi ci sono i detrattori ed i
corvi di sempre che auspicano l’esonero del tecnico. Le discussioni talvolta sono accese e vertono soprattutto sugli attaccanti. In tanti sono
d’accordo che Arrighini, giunto con grandi credenzialità, dia il posto a chi oggi è molto più in
forma e possa dare di più. Un paio di tifosi, alla
partitella di Amantea ribadivano che non si può
aspettare Natale in attesa che questo Arrighini si
riprenda. Alcune tifose rossoblù si auguravano
7
che al giovane talento Vutov, si dovevano dare
più chanche e non soltanto spezzoni di partita.
Come si vede le opinioni sono variegate e soprattutto mirate. Finalmente non ci sono voci critiche verso la Società e verso il Presidente Guarascio, al quale si dà atto di avere allestito,
unitamente al suo staff tecnico, una compagine
che potrà dire la sua in un campionato difficile
composto da squadre blasonate, partite con
obiettivi molto più ambiziosi. I veri tifosi, al di là
di qualche critica costruttiva, hanno comunque
ribadito la loro presenza sugli spalti come sempre
a sostegno della squadra. Personalmente non
condivido questa frattura tra la Curva Sud e la
Tribuna A della tifoseria più rappresentativa del
Cosenza. Comunque chiederemo in seguito a Petruzzu Garritano e Marco Spadafora (Tribuna A),
e Maruzzu Molinaro ed Andrea D’Angelo (Curva
Sud), i motivi di questa frattura oggi insanabile.
Ora pensiamo alla sfida di sabato contro la Lupa
Castelli Romana, quasi una Cenerentola del campionato, la quale qui non troverà la propria scarpetta, ma invece troverà dei lupi affamati di punti.
Vi raccomando tutti allo stadio!
8
a cura di
Marco Segreto
IN PRIMO PIANO
segue da pag. 1
E mentre si disquisisce sul perché della brillantezza o meno del gioco praticato dai rossoblù, il
Cosenza ogni settimana fa la sua parte, meritandosi titoli ed onori dagli addetti ai lavori, e scalando posizioni in classifica. Merito di Roselli che
è riuscito ad inquadrare una rosa che fa dell’umiltà e della determinazione le sue armi migliori. Il motto sin dal suo arrivo in città è stato
“aiutarsi l’un l’altro” , una sorta di mutuo soccorso.
Cosa che si verifica regolarmente in ogni partita.
In squadra non ci sono fenomeni, ma gente di
categoria abituata a fare la propria parte e dare il
meglio in campo, con giovani di prospettiva.
Senza dimenticare che capitan Caccetta è oramai
fuori da sette giornate (salterà anche la Lupa Castelli Romani, e sono 8) e che il giovane Fiordilino,
pur non avendo le stesse caratteristiche dell’ex
centrocampista del Trapani, si sta integrando con
l’aiuto dei compagni più esperti. Cosenza che
detiene la miglior difesa del campionato. Solo 5
le reti subite al pari di Casertana, Foggia e Messina. Occorre migliorare in attacco dove al momento le polveri sono bagnate, e non mancano
gli infortuni. Mercoledì scorso nell’amichevole di
Amantea si è fatto pure male il bulgaro Vutov, ed
è in dubbio per la Lupa Castelli Romani. L’ex udinese tra l’altro è stato convocato per uno stage
con la Nazionale A di quel paese dal 9 al 13 Novembre. La Mantia, toccato duro a Pagani, accusa
una contusione sulla cresta iliaca del ginocchio.
Più no che si contro i laziali. Nel reparto avanzato
restano solo in due: Arrighini e Raimondi. La Lupa
Castelli Romani di Mr. Galluzzo è l’avversario
odierno che occupa i piani bassi della graduatoria. 6 i punti in classifica frutto di una sola vittoria
con la Paganese e tre pareggi. Per il resto cinque
sconfitte. Nell’ultimo turno ha pareggiato in casa
con l’Akragas dopo essere passata in svantaggio.
Di Volpe il gol del pari su calcio di rigore. In trasferta
la Lupa, al pari del Cosenza, non ha ancora vinto.
Arbitrerà l’incontro Guida di Salerno (Campitelli e
De Palma) inizio ore 15.00. Mercoledì 11 Novembre si replicherà al “S.Vito-Marulla” contro il Lecce
in Coppa Italia di Lega Pro.
a cura di
Serena Gabriele
Tributo a Gigi Marulla
Un eroe dei nostri tempi
I
l 19 luglio muore uno dei calciatori più amati dai tifosi del
Cosenza e non solo, Luigi
“Gigi” Marulla. La storica
bandiera del Cosenza ci ha
lasciati, in un giorno
d’estate, all’età di 52
anni, stroncato da un infarto. L’ex attaccante si
trovava presso la sua residenza estiva di Cavinia,
sul Tirreno Cosentino
quando, all’improvviso, ha
avvertito un malore. Inizialmente, pensando a una congestione, è stato prontamente trasferito
all’ospedale di Cetraro dove purtroppo, poche
ore dopo, il nostro amato calciatore ha chiuso gli
occhi per sempre. La corsa all’ospedale si è tramutata nell’ultimo viaggio di Gigi Marulla, il conclusivo percorso di un eroe, la solenne dipartita
di un mito, che ha lasciato questo mondo troppo
presto. Il suo feretro è stato portato allo stadio di
San Vito, per essere omaggiato da tutta la tifoseria, e i suoi funerali si sono tenuti il 21 luglio,
presso la Chiesa di Piazza Loreto. Tuttavia, il suo
ricordo non ha abbandonato e non abbandonerà
mai i suoi numerosi tifosi e sostenitori, i quali lo ricorderanno sempre con ammirazione e tenerezza, ripensando, con
nostalgia, alla sua brillante
carriera da giocatore, e alla
sua benevolenza da uomo
comune qual era. Infatti
Marulla, oltre e prima di
essere un ex calciatore e
un allenatore, era un marito, un padre, un amico. Ripercorriamo brevemente le
principali tappe della sua vita,
che lo hanno reso il campione che
oggi vive nei nostri cuori. Nato a Stilo, il
20 aprile 1963, famosissimo per essere stato il
calciatore più prolifico di reti, totalizzando ben
91 goal di campionato, ed emblema del Cosenza,
squadra con la quale ha giocato 11 stagioni (3 in
Serie C1, 8 in Serie B ), ha totalizzato ben 330
presenze in gare di campionato. Marulla ha iniziato la sua carriera calcistica in Serie D, giocando
nell’Acireale, nella stagione 1979-1980. L’anno
successivo passa nelle giovanili dell’Avellino. Ma
è la stagione 1982-83 che segna la carriera del
calciatore, passando al Cosenza, in Serie C1. Dopo
essere stato acquistato prima dal Genoa, e poi
nuovamente dall’Avellino, riveste ancora una
volta la maglia del Cosenza, per 8 anni consecutivi in Serie B, e concludendo la stagione nel ’97
con la retrocessione del Cosenza in Serie C1.
Conclude la sua carriera da calciatore in Serie
C2, indossando, per due stagioni, la maglia del
Castrovillari. Complessivamente, Marulla ha totalizzato ben 374 presenze, nonché 96 reti in
Serie B, e sono 147 le reti dei professionisti totalizzate dal nostro amato giocatore. Come è possibile vedere, sono cifre incredibili, rapportate
alla brillante carriera e alla costante condotta
calcistica di Marulla. Ma la sua storia non finisce
qui, perché nel 2004-2005 ha allenato il Cosenza
1914 in Serie D. L’anno successivo, ha allenato,
sempre in Serie D, l’AS Cosenza. Nel 2008, è stato
l’allenatore del Gallipoli, e nel 2010 assume il
comando del Vigor Lamezia. Nella stagione
2010-2011, l’ultima della sua vita, lo abbiamo
visto allenare la Berretti del Cosenza. Senza alcun
dubbio, il curriculum calcistico e professionale
di Gigi Marulla non ha eguali e, proprio per questo, il sindaco di Cosenza lo ha dichiarato simbolo
indiscusso del calcio nella nostra città. Nell’immaginario della tifoseria rossoblu, Marulla rappresenta una pietra miliare della storia calcistica,
che incarna i valori di onestà e correttezza nello
sport, nonché un raro esempio comportamentale,
da applaudire ed emulare. Ragion per cui il ricordo di Gigi Marulla, è stato, è, e sarà per sempre
vivido e intenso nei cuori di tutti i tifosi e di tutti
i cosentini che non dimenticheranno mai lo “Storico Simbolo” della loro città.
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