^mmmm^
VINCENZO
BELLINI
SCRITTA
DALL'AVVOCATO
FILIPPO
CICCONETTI
r=^
PRATO
TIPOGRAFIA
F.
ALBEBGHETTI
1859
B
C.^
"ì
"^tc-c.«n/v^
.V
^Cv^'
iriT
/M
\
^
«.
'"
-^
^?'
"^/O
''.'.lA.ìM
VITA
DI
VINCENZO
BELLINI
SCRITTA
DALL'
FILIPPO
CON
AVVOCATO
CICCONETTI
RITRATTO
E
FAC-SUIILE
r="^-
PRATO
TIPOGRÀriÀ
r.
ALBERGHETTI
18«9
B
c'
/
HARVARD
COLLEGE
LIBRARY
^
H.
NELSON
GAY
RISORGIMENTO
COLLECTION
C00LID6EFUND
1931
La
Edizione
presente
del
31
ottobre
s'intende
1840
pnsta
relativa
sotto
alla
fa
protezione
proprietò
della
letteraria.
r
legge
CAVALIERE
AL
FRANCESCO
FLORIMO
DIRETTORE
BIBLIOTECARIO
DE'
DEL
SOCIO
RE
DELLA
ho
REALE
di
di
DI
ARTI
BELLE
solo momento
un
musicale
la
stare
le molte
notizie di lui somministratemi
e
mio
lei, e
lasciavano
mi
divino
come
un
altra
proposito dichiaro,
nC
la
per
0
perchè
sotto
r
delle
scarsezza
intente
a
aspetto deW
considerasse
arte,
da
una
titudine
gra-
ho posto
ve
Quanto
n'erano,
notizie,
o
per
faccano,
laddove
che
era
quanti apprezzano
con
pur
al
al lavoro
mano
rappresentarlo quasi
mancante,
desiderato
imponevano
stante
co-
una
obbligocol defunto,che
dalle biografie,che
consigliato
o
di
umto
determinazione.
che
perizia
gentilezza,e
tanta
ingegno
singolareamicizia,
verso
non
quel
stato
con
to
stima-
particolari
e
,
V esserle
dovessi
chi
a
Bellini, che ho
di Vincenzo
arte
NAPOLI
IN
NAPOLI
Poiché, lasciando
scrivere.
V. S. neir
MUSICA
DI
ACCADEMIA
dubitato
intitolare la Vita
VOCALI
COLLEGIO
AL
IN
Non
CONCERTI
le
quali,
gli errori,
unicamente
ragione si
mente
calorosa-
il celeste dono
IV
delV armonia
la
e
grandezza
Volentieri ho sostenuto
altri la scortesia, a*
che
di necessario,
poiché la fortunami
colla
diligenza,e
città di
varie
Ai
qualimi
ha
di
volontà
potevano significarmi;
di molti,
efficace
dal
corse
Bellini mi
che
che
,
forzeper
io dica
alcuna
di
cosa
me
sentimento
vero
della
meno
non
dove
o
ormai
presunzione, ho
lo scrittore
non
di biasimo,
può
tutto
le mie
ad
scelto
un
fine, che far
scritto, cui
conoscere
piligrandi italiani
e
non
nella
cera
sin-
V. S.
ho
piti intimamente
y
Febbraio
dato
uno
de' pitimeravigliosigeniiy
tra gliuomini.
manifestassero
Soma
ar-
nessuna
avere
stando
stidire
infa-
della vita. Per tacito io prego
mio
dirò
queirumiltà,
per
comincia
,
accoglierequesto
che si
e
,
narrazione
de'
graziamen
rin-
a
e
:
consapevoledel quanto portassero
parte di lode,
altro
menti.
docu-
confessarmene
pubblicamente
di
linguaggioconsueto
non
ad
hanno
sicuri
,
gmnento
che nelle
quali,piegando queste mie parole
Resta
col
ciò,
obbligato.
molto
che
alcuni, di
rivolto per
sono
indaginifattesopra
intendo
solo
re.
composito-
compensato abbond^vlmenle
Europa
di loro
sovvenuto
la inerzia
di utile
o
di questo
4859.
Filippo Cicconetti.
PRIMO
CAPO
Nascita.
Sue
inclinazioni
e
nel
e
Gernando.
Con^rvaiorio
Dà
in
reca
Parma
Sonnambula
Napoli
e
della
La
patria
,
Va
Venezia
Parte
Milano
da
alcune
Milano
in
di
volta
alla
arti
di
desiderio
cieco
per
le professioni
e
altre
lucro
,
di natura
i Bellini
annoverare
mera.
ca-
per
.
inclinazione
benigna
per
Suoi
Genova.
a
Capuleti,
i
caia,
Bianca
Composizioni
Sogliono le fanìiglie
perpetaarsi le
;
in
La
Saleini.
e
Straniera,
Norma,
la
AdeUón
in
Studi
infanzia.
Il Pirata.
Zaira^
la
e
V
Milano.
a
Milano.
a
nella
mutica
Napoli.
di
Si
Torna
amori.
la
alla
; tra
Vincenzo
biamo
dob-
queste
del
avo
nostro
.
giovane,
negli Abruzzi,
nato
Musica
Collegio di
in
uscito
dove
Napoli
del Reale
appena
studiato
avea
,
sotto,
gli
in
secolo
da
e
Catania
^ecimottavo.
Rosario,
sposò
e.
in
Agata
Ferlito
ragguardevole
pjiò appartenere
a
egli alla musica,
anch'
fémmina
di ogm
del
ch'ebbe
de'figliiKdi
uno
si diede
mora
di-
sua
scordo
sullo
ammogliandovisi
quel matrimonio,
si
del Piccini, fermò
ammaestramenti
tere,
di. let-
ornata
^Itra
qualità
che
si
,
gentil donna
e
di
madre
glia.
fami-
,
Furono
feconde
quattro maschi
uno
,
tra
cui
a
vita
i
quelle uozze
ragioniere
quali Vincenzo,
per
la suprema
che
di tre
femine,
tre maestri
di
e
sica,
mu-
,
ne
eccellenza
fu il
di
ragionare. Nacque egli nel dì primo
maggiore,
la
gloria prendo
di novembre
i
padre,
si è
come
Rosario
si ricusasse
fin dai
primi
genio più
un
,
credibile
che
ed
alla musica
amore
un
suo
Molti scrissero,
le dolcezze.
di udirne
il
musicale, presto ebbe
palesar,che questifaceva
al
che
(1). Professando
detto, Tarte
Vincenzo
occasione
anni
in Catania
1801
dell'anno
BELLINI
VINCENZO
DI
VITA
raro
la inclinazio
di aiutare
,
del
a
guadagno;
cominciava
in lui
mentre
Dio
quando
fosse
di
esserglitornata
rispondesse,non
,
questo, che
a
gli piacesse di porlo a quellaprofessione
che
pregare,
vol
ed
figliuolo;
convene-
appoggiarsi ogni più larga speranza
gli avea
non
mancato
vivace
una
,
mente;
doversi
ni
alquantopiù cresciuto negli an-
rivolgerea quegli studii
meglio risposto. Che
vasi
il cuore
cadesse
che
lo
queste parole stringe-
tuttavia
quel
ottenere
potesse
come
la fortuna
soccorresse
aigarzonetti,cui
mano
incalza
grandi
a
,
adulti.
palleggiandoli
soccorso
paterno
il
,
finalmente
(1) È
del
bene
di
dere
sten-
E
a
rifarsi di
che
narrano,
incredibile
Bellini
stabilire
che
il
come
sia stato
fin
la verità
a
non
dalie
mosso
desse
persua-
voler resistere
giorno,
e
perfino
qui contradetto;
col
avea
,
questi gliene facea,
il padre
registro
quel
Tavo
quale quotidianamenteconversando
premure,
ma
ingegno singolare
un
potuto assaggiare Y indole di Vincenzo
secreto
do
mo-
:
suole
quale
disposta poi
cose
il
desiderio
suo
la
perciò
non
vedeva
non
,
la
bero
gli avreb-
al fanciullo,il quale,benché
d'ogni speranza,
,
a
che
,
ho
Tanno
perciò
battesimale.
a
quel
di
scita
na-
stimato
CAPO
3
PRIMO
potei^ palesarsidella natura,
egli lo ammaestrerebbe,
musicale.
Ma
la
all'arte
della pue*
comunemente
dalle prove,
che
fede, risulta
affidarglHo,che
avyierebbe
lo
e
(piestosi crede
del B^ini.
rida
di
E
ad
e
andasse
cosa
ho
che
degnìs^me
altrimenti
tutto
,
quanto air opporsi del padre, il quale
fin da
prindpio la manifesta
E
yeramenfe
chiari
co»
s^nalata
fu
i fatti non
mi
lucentis-
un
Bellini; la
cui infanzia
furono
ne
ove
propria fami-^
attestati dalla
venissero
si dovrebbero
di
così straordinario,che,
in modo
quelli,che
da
glia e
qualche sovrumano
un
nd
certo
dimostrare
mai
il nascere
aurora
sole, lo mo^rò
simo
yoUe
segni Y apparire di
ingegno, quasi coir
zo.
di Vincen-
inclinazione
la natura
se
cdtivò
anzi
parte,
testimoni,
o
e creati da
reputar fiavolosi,
cieca
una
ammirazione.
Avea
che
appena
un
udisse in casa,
se
e
anno,
o
già ogni canto,
lontano
cosa
o
suono,
lieto
per la vìa lo teneva
alcuna
era
ne
e
e
tento
at-
cominciava
,
a
dimenarsi
a
,
e
allora si faceva
imparò
mesi
del
piangere
a
finché lo
nato,
avvici-
avessero
,
a
battere la cadenza.
modulare
con
A
ciotto
di-
grazia un'arietta
Fioravanti, accompagnandolo il padre col gravi-
mai non
già quel fanciuUino premuroso
tralasciava
di porsi accanto
al padre che suonava
bevendo
quellearmonie, che potentiglipenetravano
c^nbalo
E
.
,
,
r animo,
un
e
balzando
sovente
dal
piacere; di che
meravigliarsidi quantivedevano
già
fatta capace
di tanto
così tenera
gusto e^diletto
Poi
.
era
età
come
WMXi^YA)
n!j,iJ\j
P?.
V
f.
,
VITA
•
DI'
VINCENZO
BELLINI
SCRITTA
DALL'
FILIPPO
CON
AVVOCATO
CICCONETTI
RITRATTO
E
FA
C-SIMILE
r="^-
PRATO
TIPOGBAFU
F.
ALBERGHETTI
1859
B
c'
10
VITA
che la
dio sperarne
VINCENZO
DI
BELLINI
patria ha ripostom
gli autori, ch'egli svolgeva comindò
grande passioneper quei dasmei, gbe
ed il Mozart
costituivano
poìchh soleva
poi
amava
luogo nella
il supremo
ottenuto
il
esemplari il Durante,
Jomelli,ed
stile tenero,
golesi.Quello
affetti s'incontrò
ch'eli riuscì
memoria,
a
saziandosi
non
di
mii
Stabat.
ma
indinazione
del
giovane
ad
musicali, scansandosi
severo
rigore
di mettersi
in
frenare
di
gli
ne-
e
tersi
po-
lo
del-
avvenne,
e
che
Onde
la
che ti manifesta
non
che
miglior
di
preso
In
via
.
da Vincenzo
Semiramide;
esser
faceva
na,
talu-
approvarne
,
,
quella forza creatrice,che
fosse
slimò
penetrante già comparivano
qudla
che, ottenuto
qud
il desiderio
gioventù avrebbe
al teatro, udì
da
accortamente
superbe
affrettarsi in
che
allargarsialquantonelle
occhio
suo
a
glisfuggissela
soverchiamente
ancora
la facile
"lesiderio per
,
cuore,
commovente
che
guardia, persuaso,
minacciose
di recarsi
suo
di profondi
credeva
non
precetti,die glidava.
novità,le qualial
però
sé
,
forme
donde
ad
tutte le opere
e
sì
non
,
cosa
scelse
del gusto,
Compiaeevasi il Zingarelli
il Bellini
mostrava
quartetti:
ripetereallora
a
;
più il Per-
col
saperne
pie drammatica
cosa
creare
i
,
studio
suo
si
ancor
bene
successivi, che quanto
anni
Haydn
espressivo,fieno
tanto
breve
in
L'
musica.
particolareaffetto, e
con
lora
al-
fino
aveano
partitura tutti
Tra
i"
mostrare
a
parte del
gran
in
metterne
me.
animo
e
quel tempo
il permesso
lavoro
perduta in
ammirare
lossale
co-
Italia
le
su-
M
CAPO
11
PRIVO
blimi opere di
MichelangeloRitornato net Conser^
vatorio non potè mai dorinire quella
notte simile al
valoroso figliuolo
di Neocle cui i trofei di Milziade
impedivanoil sonno: confessando ai suoi compagni,
che non sapeva vedere
si potesse
come
aver
gio
coragdi comporre dopo quelmiracolo d'arte. Tuttavia
stimolato dal pensierodella gloria nel qualeogni
dì più si accencteva,
e dal proprio
tava^
genio,che lo agii suoi 8tudri,e
fermo nel voler adottare
raddoppiò
alcune libertànel comporre
in quelluogo non
cominciò a scrìvere alcuni pezzip^ flauto,
consentite,
ed tMtì strumenti,nd quali
clarinetto,
violino,
si era esercitato,
tre messe
a piena
sinfonie,
quindici
un Dixit Domm«$, Tanéum
orchestra,
ergo, Litanie,
lodi dal
e la cantata Ismene. Ne
Magnificat
riportò
maestro, il quale assistendo alle prove, neir udire
.
,
,
,
alcttitt
trattisoleva
non
veduto da Vincenzo inarcar le
grandibellezze
vi si racchiudevano ; il che perònon
toglievache
finchè
afglidesse insieme affettuosie gravi avvertimenti,
si lasciasse andare a queik smania
di
non
danno
novità che potea forse col tempo recargli
Riceveva il Bellini con figliale
riverenza questi
consigli,
che gì'
non
ma
insegnava
sapea resistere a ciò,
il suo gusto. Un giornopresentòal Zingarelli
un
altridi una
lavoro che sentiva più degli
suo
piccolo
i preNe conobbe questi
libera e iq[)edita.
maniera
gi,
dal timore, si determinò
e tanto più consigliato
dodal suo proposito,
ad ogni modo
di rimuovalo
cigliae
mostrare
ai circostanti*die
j
,
.
,
,
12
TITA
in sembiante
messosi
cb'
meglio per lui se fosse
A queste parole la consueta
era
,
andato
coltivare la terra.
a
lo abbandonò
di Yjncenzo
dolcezza
; onde
amore
te
sdegno lo trattò da ignoran-
di
aggiungendogli
,
air
violenza
costargliuna
ancora
vessa
BELLINI
TRUiXNZO
DI
e
Tira,
se
il
avanti
trascorrere
ne
air amico
corse
il fatto
narrato
quanto v' è più
giuro per
buon
fine^comporrà
Giulietta
della
io
del
:
.
permise
non
la
né
finzione
la
Io
non
sacra,
ci
di
memoria
più
si strinse
due
scorsero
fu
game
il le-
saldo
poi sempre
intelletti
sovrani
.
scarsezza
le orecchie
affaticano
si, che
,
di buona
musica
di
presuntuosi raccoglitori
tanti
mentre
va
gliuni-
lungamente
continuare
quei
capolavoro
la stima, che
amicizia, che
perchè incanta
so
e
che
Va/rgomenil
fu
,
quellanobile
più soave
di
questo
pochi giorni
di
e
quellolo sdegno
a
riuscirò mai
se
sopra
che
»
,
a
,
appena
che
musica
una
T affetto
Zingarelli Ma
petto
,
Bomeo
e
^
.
sacro
in
Delzio, al le
quaAnte
ignorante ?
Anselmo
soggiunse
,
a
precettore, chiusa
suo
non
per
,
note
gli animi
e' infastidiscono
,
e
offendono
e
non
ci
la maestà
si donino
ingegno
E
da
poniamo
sperimenti chi
abbracciare
ancora,
ciò, che
dal
ha
genio
sacri
si
raccolgano
del
Bellini
che
ogni sapienza di
fossero
i
vorrebbero
e
sica.
mu-
primi loro
persuaderci di
re
ope-
essere
la natura
a
principio negato? Passati
in
sudano
nel
e
hanno
alle studiate
li preferirebbe
non
quelli,che
animati
non
compositori teatrali,che
,
di
canti
questi
degli altri celebrali
avuto
del tempio,
tirar
,
loro fin dal
14
che
opera
Bianca
Se
r
che
non
venne
avvenente
giovane
trovò
non
penetrato
affidare la
ancora
ne
se
curò
aveva
una
gli
Maddalena
lavoro
nuovo
e
roli
FumaMa
modi.
lei
l'affett
quel-
che^ si
cusarono
ri-
,
che
si
non
veniva
con-
,
ca,
musi-
di
Fu
slabile condizione.
giovane, il quale
del
più profonda impressione,
altrove
avessero
cato
deli-
cuore
maestro
un
cuore
anche
ricevuta
non
del
ad
figliuola
cordoglio al
avrebbe
un
pietànei parentidi
non
ciò di grave
in
di cortesi
e
queglistudi
poco
concedergliela,dicendo
a
che
Giraldoni
un
occupò per
lutto T
sensitivo
poesia
.
turbare
a
sulla
di Domenico
ì"
,
e
Noja Sopraintendenteai
di
facilmente
che
amore
piacere gli fu richiesta
eseguirsi nel S. Carlo
Gernando
e
BELLINI
suo
.delDuca
da
reali teatri
e
grande
con
le premure
per
VWCETIZO
m
VITA
le
,
chiamato
le
T animo
più tranquilleaffezioni
4ella famìglia,delle quali,ritornato in Catania, godè
alcuni
giorni neir Agosto
T opera
termine
di
Maggio
per
1826
coi cantanti
a
.
del dì 30
sera
Adelaide
Tosi
Rubini,
,
della corte
Piacque in
reale
.
alla moltitudine, che ih folla
maniera
chiamava
a
e
la maestà
giudicare del
quando
del
nelle
suo
sere
ingegno
e
corsa
era
questo allievo del Ccaiservatorio
udire
;
Condotta
anno
queir,
rappresentata nella
alla presenza
Lablache
gran
fu
di
del
la
che
,
suo
gresso
pro-
allontanata
successive
,
principe, fu permesso
di manifestare
gli effetti che produceva neglianimi
quellamusica,
gliapplausi scoppiarono concordi,
universali.
,
questo desideralo
frutto
ed
conseguì trecento
tre
Ol-
ducati,
ciò che
e
gli stava
,
16
t^RtMO
CAM)
sommamente
a
,
ro}e
di ammirazione
credette
che
gli dovesse
non
testimonianza
ancora
di stima,
novità, e
di
impronta
stile
uno
stranezza
cui
a
de'
e
Il trionfo
più
e
teatrale
ogni
più mesi
in
ottenuta
uno
la
acuta
voglia di
aspettare
e
mente
ansiosa-
Ma
inutilmente
onde
già
cominciava
,
perdere la speranza,
impresaquando il Barbaja rio
avutolo a sé, glipropose il contratto dì un'opera
finché
Milano
per
pagandogli cento ducati per mese
compita. È facile rappresentarsicon
,
l'avesse
udisse
gioja Vincenzo
i
del 18S7
compagni
insieme
separò da
sempre
calde
lui
col
lasciasse
E
da
pensiero
appartiene a chi
per
nel
5
ed
bracciat
ab-
Aprile
che
Zingarelli,
e l'accompafigliuolo,
gnò
lo fornì di
coli' affetto
e
,
alle
principalifamigliee personaggi
in breve
allora la musica:
,
un
Il
cosa,
Milano.
qui tocchiamo
Rossini
Rubini.
col tenore
raccomandazioni
di
Napoli
,
come
quanta
sognò
accogliesseil patto: né bi-
ed
più avanti, perchè, disposto ogni
si
da
F occasione.
gliene presentasse
andati
originale,vide
.
,
erano
una
temuto, che lo potessero por-?
aveva
alla musica
chi
osservò
corretto, lontano
principaliteatri gli fece
tutto
più
pubblica
una
se
fare
certo
un
quelleinnovazioni
darsi
disdire
quanto che,
severo
,
tare
pa^
dal precettore,il quale tanto
,
a
ebbe
caore
ne
che
in
un
quale
slato
me
più particolareesa-
Gioacchino
scriverà la storia
.
singolareper ingegno,
impeto di genio ,
si trovasse
per
entrato
vivezza
appena
sìa
di fanta-
nel campo
16
VITA
YINGEIVZO
DI
abbattè d'un
musicale
Il
innanzi.
del
di che
amore
stima
tutti
e
Paisiello
stati
erano
gliocchi
ai
nomi
del
Gimarosa
del
oggetto divenne
nel
si fissarono
riverente
maestro
sarese
pe-
,
che
si mostrava
nel
supremo
,
Variatissimo
armonia.
:
,
,
,
r
palpitòpiù
non
del Jomelli
Pergolesi
no
offriva-
colpo quanti gli si
sol
cuore
BELLINI
l'
del-
magistero
nelle forme, animato
in
ogni
le
concetto, meravigliosonei crescendo, impetuoso nelsublime
passioni quanto
nei
gravi
,
nella parte istrumen-
ricco
negliargomenti piacevoli,
offriva
tale
di vivacità
musica
una
altresì gajo
,
di
grandezza
,
,
di splendore. Sopra ciò
ardire, di fecondità,
di
gusto della età
dir
meglio
onde
che
continuarli
,
quantunque
,
favore
alla eccellenza
guerriero
le
con
lo Slabat
la
non
Di
nel
tutta
veduto
che
Europa
de' popoli
del
stragi questi
tanti trionfi toccata
tardi
creato
sopra
di
non
se
,
per la via
una
di
una
terra
il Guillaume
Teli,
,
rammàrico
uomo
sazio
universale:
di ricchezze
neo
sponta-
spettacolo
e
di
potranno prendere qualche conforto
cui grava,
che
del
dolorosa
meglio de' plausi abbandona
palestracon
mai
breve
è gittateda' suoi nemici
inospite; questipiù
e
sato,
abu-
Nuovo
della esecuzione
,
piacere,queglidopo
sconfitta
a
.
Napoleone conquistòin
il
o
,
trasportare alle bellezze
,
che
lo
togliesse ai
ne
il caldissimo
si sentivano
ed
gorgheggi
frequentementeaveano
si accresceva
,
lavoro
trilli e
infiorare
T arbitrio,di cui
cantanti
de' cantanti
scienza
il
,
ad
persuaso
avea
la molta
e
,
si onorino
molto
i
ria.
gloloro,
co-
conquistatori,
CAPO
che
al genere
costano
pur
scienze
delie arti
e
onore
nobiltà.
e
Che
in egual tempo
che
e
subilo
viveano,
non
di
del
apparire
suo
lode
e
il passo
contrastare
la
sicale
mu-
Si
in
giunse
più
Italia ai
Cherubini
del
le aveano
dello
e
nella Germania
Francia, e
gloriadegF
Italiani
quellafinissima
intorno
:
dei
stimali
,
Spontini
in fiore
tenevano
se
bastas-
quali, quasi non
ingratitudine,se
quelledue
a
fino
per-
,
,
nella
mentica
digliò
svo-
Y arte
nobilitavano
ammirazione
pellegrinilavori
che
tu
ora
gY
rogassi
inter-
Firenze
glorie di
,
fossero
famosi
molti
e
spalle
Il Donizzetti
.
aveano
di lui :
tal
milioni
si
bero
stringereb-
cominciato
a
ingegni elettissimi
vigore,
i
avrebbero
che
,
molto
non
comporre
,
il Merca-
il Pacini
,
qualisebbene
per
T Italia anche
onorato
vollero
di
guitando
se-
temendo,
distaccarsi dal cullò rossiniano
queiraudace
nello
potessero incorrere
dopo
forniti
il particolareloro gusto, tuttavia
non
e
,
,
nello
dante
di
e
,
Majolati poche centinajali risponderebbero chi
quanto
in
quei riputati
.
a
levarlo
di
fece
le opere
di udire
prima
tanta
con
più
che
vivi tuttora
poco
,
create
il Rossini
se
delle
,
che
e
coir opera
gentilis' ingegna
quei sommi,
compositori
cia
si rivolli la fac-
e
umano,
esempio delle virtù,o
chi coir
da
17
PRIMO
avanti
del Rossini
sdegno,
o
prendere
che
avviarsi
nel
versale,
disprezzouni-
le forme
e
ad
ciascuno
seggiare
il frainsc-
,
E
lito cammino
.
si erano
più
la
già
fatte alcune
bel
acquistati
nuova
scuola
opere
voli
ragguarde-
confermando
nome
pre
sem-
,
la
rossiniana
,
qualeavea
18
VINCENZO
DI
TITA
già tanto trionfato, che
In
Vincenzo
esce
,
biondo
serena,
,
,
amabile
della persona,
sefisitivo
,
,
Fornito
riceva.
umana
musicale
sentimento
che
anima
i
che
avrebbe
uomini
r
Rossini,
e
qual
per
le
stimate
via
musica
e
quando
consolare
le mestizie
forze
il
di
e
che
e
cui
nuto
perve-
sentì,
degli
Considerò
.
,
dell' animo
a
cuore
suo
questo divino
con
fosse
vi
se
il fine
,
gli uomini
la natura
T altezza
proprie
saputo rispondere al
origine della
una
per
squisitogusto,
potuto asc^dervi,
avesse
svelto
e
più che
pettisiciliani misurò
volea giungere ; vide
il
di
ri,
azzur-
re
pieno di queir efficace ardo-
e
,
,
giusto
di maniere, attraente
affettuoso
tristezza
soave
occhi
,
alquantorìc"^iu-
e
capelli portamento grazioso
io di
Bellini,giovanetto
carnagione bianca
bello di volto
larga e
furiosamente,
difesa
opinioni musicali.
momento
questo
fronte
veniva
delle
suol' essere
come
BELLINI
si proposero
vollero
dono
ammorbidirne
i
,
costumi
;
osservò
qualimodi
ro
probabilmente tenesse-
quei civilissimi popoli dì Grecia
per
un
arti ;
non
in
scese
colla mente
venerati
ì
musica
di motivi,
si ammirò
maestri
scaduta
principiidd
studiò parlicolarmcnte nel
ben
ci furono
nelle
indagatricea quelleetà, che
vide
ogni ofacurità,
Conobbe
esso
singoiargusto
dalla
più ingènlìlile
e
za
cerio
che
,
si ravvolsero
suo
secolo
to,
risorgimentrascorso.
presto, che quellaingemrilàe fresdieze
quella spontaneitàdi stile,che
dava
Y
nel milletrecento: che
in
imagine dellq lettere italiane
allontanarsi
da
quei sommi
CAPO
sarebbe
stalo
alia natura
coutrastare
un
19
PRIIIO
avrebbe
e
,
pericolosala
fatta
avrebbe
quelli
Y
impiocolito
,
grandeggiare
ed
che
gli
uomini
fiere
chiaro
più larghe
lunghe
e
parte d' Europa
i
rimbombo
il
Le
cuore.
disertato
aveano
i danni
pericolie
,
affannato
del
ormai
ogni
,
i
e
.
inchinare
sensaziooi
che
guerre
,
forme
aU'età. À questo
gliappariva
più gradite
a
a
quale poteva
,
vestendo
maestosa
la
arte
atteggiandosiconvenientemente
aggiungasi,
soltanto
gloria; feroiarsi
nostra
popoli, che
de' cannoni
Iddio
se
no
udiva-
quasi
ancor
e
:
bastanza
ab-
aveano
voluto
ha
,
che
la vita
delle nazioni
al mare,
fortuna,
era
lo vedi
ora
placarsisereno
ora
da
tempo
che
dell' uomo
e
desiderare
e
che
furioso
gajo,
si
,
dell' animo,
tranquilUtà
nella
è tale
all'uomo
quando
in
altro il sollievo
le
quali nella
se
addolciscono
mentre
rompersi
bene
e
a
osserv^ionì
e
prima
gloria.Con
verissima
di
mano
pose
ogni
altra
melodrammatica
La
salgono
tale indole
rivolse l'animo
é
e
solo
tali
con
alla
poesia
nel secolo
quale riformata
.
lettere,
stabilire il proprio stile;
a
cosu
cerca
vita,
nuova
umano
cuore
si
nelle
,
allora
ragione
a
degli affetti. Ora
rallegrano di
il
a
mini
riposasserogliuo-
nelle arti,e
non
simile
dis-
non
bisogno, inutibnente
si
pace
fosse
de.
cimottavo
da
Apostolo
del Metdstasio, che
Zeno
colla
era
dolcezza
del
colla nobiltà de' concetti,coli' armonia,
del
paregj^iabile
quenza,
colla
verso,
sovrumana
coi
gusto
nelle
venuta
mani
linguaggio,
e
seemco,
fluidità imcolla elo--
espressioned^i affetti,
20
VITA
BELLINI
VINCENZO
DI
.
Tavea
recata
a
quel più di perfezione,che
Dai
desiderare
il cui
egli rivolgeva
animo
dai popoli
adoralo
principiriverito
.
si potesse
,
tutta
a
vogùa
sua
,
,
de'
più sovrani
che
genere
contrapporgli.Lui
che
poesia
che
destinata
poi
Felice
di
e
dovea
r aver
sapulo accomodarsi
che
de'
delle
maneggio
dì
composizione
fama
semplicitàdi
versi ;
in lui massimamente
senza
Rossini
allora
avea
per
stile,per lodevole
notarsi
questa
crudele.
bestiale,e
nondimeno
Romani
naturale
per
cadde
di lode
dei
mutato
allo spontaneo
nuocesse
formati
ì
primi
Caccini, la Dafne
costituito la
tempo
e
melodrammi
1' Euridice,
giovavano
ne
descrivere, per
avviluppare,
fine il fatto
guadagnati
della
avrebbe
altri
musica,
la
pompeggiato
pezzi di concerto,
ed
a
,
cosa
ma
rimaneva
che
ancora
,
citativi
re-
sviluppo
de'
del Peri
quali
e
fino a
aveano
era
del
quel
parte principalenelle poesiede' più
reputati,i quali se
:
che
,
degno
al gusto
cetti
con-
ciò
ma
di
passioni
pensierie degli affetti. I recitativi,solo
furono
avea
,
abile poeta melodrammatico
e
cora,
an-
la Grecia
presentòal
si
uno
per
si confessò
però,
morto
mostrarsi
a
avuto
ueppur
bastarda
goffa e
,
fu
d'Italia,ma
scrittori
quel suo
in
solo
sapienti non
dai
ammirato
si
dal cresciuto
vedea,
restringersenetanto
partisseda
a
che
a
canto
in-
meglio
arie, ne' duelli,e negli
quellia
cominciarono
troncato
per
quindi condurre
i cuori
quale
nelle
e
di necessità
mezzo.
Napoli
che
i confini
,
Il Bellini
avea
rarsi
trascu-
tenuto
ogni
prima
molte
22
dare
VITA
al teatro
musica
nuova
una
BELLINI
VINCENZO
DI
naturai
cortesia de' cittadini
vi lieta
accoglienza,e stringessein
de'
all'arte
amore
gli
altri lo
Amalia
solo ogni
La
e
Carolina
per
bili.
desidera-
Litta,alle quali
il
le
Zingarelli e
abitazione
sua
presto la
quali
0
r
riunione
per
gherita
Mar-
di Santa
di
presi
quanti rimasero
all'aria d' ingenuità ed al
maniere
,
o
,
maggior
me
pri-
usandoglinon
,
nella contrada
si abbelliva
onde
de'
carissimo
poi
quivi si fermò
che
le
Belgiojoso furono
sci tennero
e
,
graziose
senno,
cizie
ami-
cevendol
risincera, ma
gentilezza,e benevolenza
nare.
nella famigliarità,
nel quotidianodesie
fu
alle
molte
essere
Duchessa
raccomandato
conoscerlo,
il tempo
tutto
quìr-
ingegno,
per
musicale, poteano
avea
trovasse
breve
la
e
,
Contesse
a
fecero,che
grado,
per
famigliaPollini,la
La
tra
migliori,che
Scala,
della
la
perchè glifossero
perchè conoscesse
opinione in
,
più
in
mestiche
stretta do-
più apprezzare
di doverne
fatto di musica
colsero
,
de' sapienti Conciossiachè
quel
aspettare dall' amicizia
che si possa
frutto
cuni
Al-
conversazione.
.sua
fin d' allora
cominciando
.
a
diffidente del
mostrarsi
proprio giudizio gliaveva
,
a
sé in
alcuna
parte del giorno
delle armonie
che
,
che
sentenza
in essi
benigna o
creava
li costituiva
e
e
anticipatala
Tra
del teatro
.
vogliono principalmentericorddi*e
accennato
menti,
nei movi-
volendo
,
suscitavano, vedere
severa
dici
giu-
,
il Tosi
i Conti Giulio e Giacomo
Barbò
questi si
di
sopra
amanti
,
dell'arte musicale, a cui
già erano
assai lodevolmen-
CAPO
avviati
te
massime
,
molto
23
PBmo
il secondo
,
che atteixleva con
alla
composizione.I loro pareri erano
uditi da Vinc-enzo,
attentamente
né mai avveniva,
che non
effettoi consigliquando
ne ricevesse con
ai princìpii
contrastassero
non
fermati;che anzi lo
insistenza ad aprirgli
to
tutavresti veduto pregarli
con
il loro animo nel giudicarlosenza che Y amicizia
forza a temperarne Y opinioneo addolcirne le
avesse
di
cosa
parole, che ambedue voleva sincere,come
onore
,
,
rilievo
gran
di
sto
a
chi deve dal
,
variatissima
una
propriomisurare il gu-.
moltitudine
.
Avea comjriuto
intanto il nuovo
ad
consegnatoper le prove;
essere
onde si avvide,
che
ormai le cure
gliera forza rivolgere
che
erano
il Rubini
giàpronto
lavoro
ai
cantanti,
la Merio-Lalande soprano, il Tamburini,
E
per assicurarne una buona esecuzione
.
,
be
poichéavea data la principal
parte al tenore,conobsenza
più che il Rubini dovea essere Y oggetto
in quel
di particolare
studio Questo cantore avea
erasi recato a Vienna
tempo percorso giàtutta l'Italia,
mirabile
e a Parigi,
comune,
e coir ame coirabilitànon
si era procacciato
bella rinomanza nelle
voce
,
.
opere de' maestri Cimarosa
,
Generali Paèr
,
Rossini,Mercada^te. Tuttavia
rimaneva
ad
ottenere la vivacità del
ravanti,
Fio,
gli
ancora
il movimento,
colorito,
il senso drammatico, e ciò appunto
affetto,
al nostro compositore
tendeva
che inbisognava
per quello,
T
d'introdurre nellamusio^, e che
di fatto nella
avea
sto
po-
parte di Gualtiero Il Belliiu che
.
,
24
VITA
ben
vedere
sapea
quanto potesse
l'eccellenza
da
Onde
una
fatto
nato
ridurlo
di
lago rivolto
nella
altro
sua
quel
ai suoi
tale da
e
tare
can-
ci
ami-
lo avrebbero
opera
modo
e
,
per
a
fra le altre all'udirlo
del
che
in ben
udito cantare
queir uomo
sera
la Donna
disse, sperare,
quelle prerogative
in
si propose
canto,
.
nel teatro
BELLINI
addentro
aversi
del
volea
che
VINCENZO
DI
noscerlo;
rico-
non
,
aggiungendo, ignorar
il Rubini
tuttora
le
proprie forze,e quanti meravigliosi effetti potrebbe
produrre
che
avea
Pensò
quellaincomparabile gola. E
con
si mise
promesso
modi
varii
via
alcuni
in
e
provò ;
vi si
,
nulla;onde,
era
perchè
e
,
perchè
capo
infastidito del vedersi
nire
sva-
incalzava
all' amicizia, e
confacesse
che
ostinatamente
ch'eglisentiva
rapido il tempo
insieme
Giulio Barbò
si deliberò
che
maniera
si
,
giovasse
trovandosi
che
nel-
,
allo
posto di voler
si era
,
Narra
questa
a
a
in quella risoluta
parlargli
a
recare
del venirne
ma
bellezza di esecuzione,
tanta
r animo
e
al difficile lavoro.
attorno
lo potesse
come
,
secondo
po
sco-
guire.
conse-
mattina
una
,
nella
casa
fu da
e
a
di
Vincenzo,
quellopregato
rimanervi
all'annunziarsi
ritrarsi
a
nella
avesse
nuova
musica; poi, introdotto
modo?
vuol
Eh!
camera
? ti senti
questa mattina
caro
altro per
vicina
camera
finché
propria
Rubini
,
provato
,
pezzi della
nella
del
«
oggi
col tenore
il
cuni
altante
can-
Come
stai, glidisse,
di
bene
far
e
a
mio
,
signor Bellini, rispose quegli, et
contentarla : nondimeno
farò il me-
CAPO
glioche per
tra Gualtiero
il duetto
negli
potrà
si
me
stessi
si cominciò
e
»
ed
termini,
2B
PRIIfO
Imogene.
Ma
provare
trovarsi
ecco
sigli,
difficoltà. Con-
nelle stesse
e
a
mente
si moltiplicavanoinutilpreghiere, ripetizioni
; onde
Tu
«
la
che hai; qui dove
ad
essere
voce
è
stra
freddo e languente;mo-
il maestro
Caro
Rubini
d'oro
miniera
una
ascolto
ta ? dammi
e
?
tutta
non
ciò
ma
ella vuole
che
sai
ancora
voce
basta
non
»
la
tua
scoper-
bligato;
molto ob-
sarai
mi
ti pareggia
ItUewlo
che
.
,
cosa
di
miglioriartisti, nessuno
di bravura
stava
ne
tuono
non
giorno
un
,
tu sei de'
se
Rubini, soggiunse, i^en*/
Gualtiero
o
e
to
innamora-
,
un
preso
,
alquanto più dolce, «
mersi;
reprì-
vi metti
non
sei stato mai
.
là
in
potresticavar
rispondeva parola
non
Allora
confuso
più
bestia,esclamò,
una
passione; non
tua
r altro
^
il Bellini
tutto il teatro, sei
senno
?
sei
dell' anima,
metà
di
potendo
non
io
ma
non
disperarmi
posso
,
e
tare
mon-
furore per finzione.« Confessalo,ripreseil
Bellini, la vera
cagione si è, che la mia musica
in
non
ti
garba, perchè
ma
se
nuovo
un
ti lascia
non
io mi
genere
fossiposto
ed
le consuete
durre
d'intro-
in capo
che
musica,
una
per
basta, che
l'animo
tissimament
stret-
e
esprima la parola e del canto
formi solo una cosa, dimmi, dovrebbe
nel
te
che io
non
ti dimentichi
fossiajutato?
di
te,
e
tu
ti ponga
lo
3i" e
si fece
a
cantare
manere
ri-
puoi,
con
personaggio, che rappresenti:vieni
dunque, mio amico;
del
,
,
dramma
portunit
op-
tutto
qua
eglistesso.
26
VITA
Sebbene
sua
animato
pure
un
la
TINCEIfZO
DI
voce
particolarequalilà,
avesse
non
il volto
BELLINI
tutta la persona
e
così pateticoe commovente
canto
che
stringeva
,
il cuore,
lo straziava
e
il fuoc^
messo
giiuomini.
petto
Commosso
voce
stupenda
sono
contento.
del resto
in
be
avreb-
che
tanto
quale fosse più
a
il Rubini
Bravo
"c
vicenda
a
fuori
trasse
,
duro
tra
sottentrò colla
Ruhim,
Ti
aspetto domani
rammentati
di studiare
hai
mi
ecco
a
in
far lo
piedi e
sua
inteso,
stessopagnarti
accom-
,
gestii: e
eoi
l'amico
che
chiamò
affettuosamente, ri-
salutatolo
udito
avea
il
,
air ammirazione
al riso
colloquioin
al timore
e
,
Queste
ho
cose
.
alquantopiù distesamente
voluto
riferire
perchè apparisse
asserita
dal
Fetis
signor
manifesta
il
quale
,
biograficivorrebbe
della
gloria dal
zo
mez-
valore
la
i suoi
tra
falsità
sozza
giamenti
vaneg-
al Bellini
data
de' cantanti
laddove
parte
fu egli
,
per
raffinò nel
che
l'opposto,.
r artifizio del cairto,e la
Buon
tribola
glie
noi
per
ha
ne
tore
scritquell'arrogante
se
giudiziil mondo
pagato ad
negli altri
e
fetti.
degliafsignificazione
vera
però, che
coi suoi
Rubini
musicale, questo
collo
usura
smentirglieli
tutti nel fatto
.
Meno
glicostò
il soprano
a
al
ed il Tamburini
,
ciò
che
stabilirono di
si era
proposto
ajutarlocon
la Meric-Lalande
studiata
i
nella
a
proprio iritendìmento
qualiin
,
,
presa
ridurre
il
bero
conob-
breve
giovane
maestro
ogni
loro potere
quel
nuovo
Che anzi
.
genere
espressione negli accenti
,
e
,
sica
di mu-
nella
,
forma
drammatica
27
PRIMO
CAPO
Vincenzo
tormeulava
piacesse porvi molti
slanci
di forza
perchè gli
dicea
quali
i
,
avrebbero
la contentò
poco
il Bellini in
seguente, che per lei pure
nobilissimo
fine
adoperarsiunicamente
alle
removibi
ir-
e
,
rittamen
guardare di-
di
della
già
arte,
sua
questo chiudendo
a
di
e
chi
gli orec-
,
ambizioni
vane
saldo
compose,
Pi
nella
quest'opera, e
nella [H-esa deliberazione
al
moltitudine.
potentemente la
commosso
,
di molti
Ove
opinioni degli indotti
a
cantanti,e
alle matte
lui fossero
mancate
.
quelle qualitàche il cielo glipiovve
cortesemente
e
,
che, formandone
un' ardua
dì
genio, gli diedero
un
riforma
della
poter
musica
e
seguire
con-
dilettare
,
insieme
tra
la
queste due
avrebbe
cose
e
danno
con
affaticò
Si
mettendoli
in
tolto di rimanersi
della
ragione,
parimei^te coi
insolita
via
una
cori
ed
,
quella
e
morbidezza
il suo
che
con
za
sen-
e
riceverlo
piuttostoche
mondo
,
meritalo,
dubbio, che, posto
,
plauso al
un
v'è
moltitudine,non
coli'orchestra
e
insegnando
quellegradazioni
prendere un'
stile do\ea
fia.
filoso-
della
e
non
di
aria
loro
colorito,
sublime
drammatica.
il
Se
pronto r
uella
al
animo
riforma
contro
male
stessi
avrebbe
che
gliene
dovuto
diedero
gliene presagivano
Ma
men
za
speran-
spaurire
molti
i
tra
,
del teatro, che
suonatori
il Bellini stabilì il
avuto
avesse
difiìcoltà,
o niinore
h
museale
giudizio contrario
quali gli
cui
giovane compositore
ìBvece
.
proprio stile
nelle prove
quesl'opera
donde
,
non
in
si
28
VITA
allontanò mai
VINCENZO
DI
BELLINI
più nella composizione consegui nella
,
sera
un
del dì 27
di Ottobre
1827
splencUdissimo
;
esito
nel teatro
dal
plausi che salutarono
i
Egli stesso confessò
maestro.
lo assalì
propria famigliache
di
contento
pianto convulsivo
un
meglio
manifesto
della
prima
che
di
soave
ritratte
esservi
,
r innanzi
che
Come
poi le
.
più
turi
ma-
a
notarsi
che
an-
quella non
essere
luogo
potentemente; e,
delle moltitudini, cui
per
che appena
a
prima udito
non
si apre
vi
ciascuno
una
suol
come
deir armonia
che
ti
vi s' intreccia
non
se
e
tanto
si è sottratta
è la via
,
giova la sapienza
il diletto?
e
sto
que-
,
che
vale
il cuore
se
(1) Mi
astengo
esaminare
ciascun
qaì
e
freddo
rimane
? sulle
seguito di prendere
in
sere
es-
verità chiusa
investigazione; questa, dicevano
seguitarenella musica;
non
le passioni
,
più calorosamente, quanto più lungo tempo
da
la
un
ragiona sopra
,
alia
alla
zione
commo-
musiche, scoprirvisi
tenero
e
,
cominciò
e
sera
delle
maniera
consueta
so
(1)
rappresentazionidiedero
pensieri,fu
rono
fu-
scrivendo
la gran
per
potè frenare dopo cinque minuti
successive
universali
principio alla fine
,
il nuovo
ed
sinceri
e
della Scala
a
scene
rassegna
,
ed
"pò
chi
note
,
volesse
non
Musicale
ragionare
e
nel
di
Milano
di
del
del 1856:
questo
introdotte
mio
dal
sì perchè
opere,
ad
necessario
di Milano
fine
novità
è
delle
particolaritàai dotti
queste
Musicale
Gazzetta
Ha
perchè
sì
brano
1S43,
una
Vita;
del
articoli
e
del
lavoro
Bellini
dello
nella
e
dimetto
Vitali
Rovani
proponendomi
trop-
sono
nell'ila-
del
stile,
musica.
nella
e
resto
delle
di
forme,
ri-
30
VITA
BELLINI
VmCENZO
DI
semplicitàanimandolo
d
bella
(L
zioni armoniche
e
a
sforzano
ce
e
oc
ottima
a:
sizione
ad
il
fedele
Maestro,
Il
scuola, anche
in
principiidi
ai
della
quellaparte
tempo
un
del violino
continuo
ripetitore
in onore
tanto
era
m
è
tanto
ti
prestano un' attenzione
ha
particolarità
e
meglio le
€
Rubini
re
3)
te
qualigli astan-
speciale
; questa
tutta
doppio vantaggio
situazioni
farci
di
e
di
presentar
che
conoscere
le occasioni
che
mancavano
com'egli possa
L' altro diceva
solo cantare,
non
: "t
É
felice allievo di
o:
norme
oc
guarda
del
il
seguire
ma
«
che
oc
lini r aver
oc
la stromentazione
oc
il crearne
oc
senza
letterale servilità
una
a
musicale, quelli
suo
ideati;fu
avea
moderna
tutta
e
musica,
scapito generalmente parlando
oc
cantante; fu
,
oc
mo
oc
gradire
oc
li, e
oc
le inflessioni
merito
suo
originale
della parte
tempo,
in bellissime
convertendoli
per
di
un
e
in cui
sia-
annojarci de' recitativi,il farli
sì espostiad
creando
in
,
sua
,
che
effetti
alla
reca
di Bei-
merito
profittoi grandi
robustissima
una
ri-
quanto
,
l'estro del poeta
messo
alle
,
dell'estro
concetti
coi
oc
con
non
questo
attenuto
istitutore in tutto
grande
suo
agi-
ma
di
tutto merito
Zingarellil'essersi
ee
corn-
per
.
"ì:
a
,
,
non
provare
oc
il
trascurò V efiTetto
non
,
molti de'
obbligati,a
(n
che
e
,
neglettaal presente
dei recitativi
un
compo-
,
e
lo
non
,
.
che
servono
che
sopraffarlo e
senza
essere
del flauto
che
d'accompagnamento,
dargli risalto
"r
quelle combina-
con
essi
voce
uno
di una
frasi cantabi-
stile che
ben
intesa
par
segua
declama-
€
zione ; fu
m
zione
dato
e
V
merito
suo
mostrato
aver
colore
un
31
PRIMO
CAPO
un' indole
ed
inteu-
una
alla
mu-
,
sica
«
quindi V
e
,
nuova:
"r
opere
del
che
del
in
consiste
non
vita
poi,
gustare un' opera
a
che da lungo tempo la novità
ce
«
dato
averci
dei
nome
compositori
questielogi erano
e
Col Pirata
de' Milanesi
favore
nare
alter-
ad
giorni di Pompej
nella grazia
avanti
tanto
erano
pur
Questo
.
il Pirata
quellostesso teatro venne
le opere il Mosè, e*gli Ultmt
che
,
più preziosi,quanto
tanto
in
Pacini,
i"
nella nò-
che
parte
gran
delle nostre
il
si volle chiudere
numero
.
delle
r ultima
stima
né
Y autore
sera
piacere universale
del
e
onorevoli
meno
nella
In
far
parola
ed
,
da
Ma
stesso.
fii mai
che
col venire
Erano
de/ maligni
né
simiglianté
guerra
mai
niente
potrà
,
ad
cominciano
sempre
proprie opinioni, e
scuno
cia-
meglio potendosi
questa perpetua generazione di
,
altri le
poiché
mai
,
più figurarsela
ridere
riosi
fu-
potesse
scarsezza
,
che
sciare
trala-
pure
si levarono
Tuomo
stile,se
sé
caposcuola mancò
fare
state prodigate
né
dovrei
non
quelli,che
di
ignoranti non
senza
numerose
meno
non
quelleche glierano
il novello
dissimile
,
della
testimonianze
prima.
contro
un
di
questo luogo però
di
esser
ricevere
a
nel-
anche
chiamato
rappresentazionipromesse,
col comandare
suntuosi
pregli
ne-
vilmente
terminano
nelF altrui.
di poco
insolita ad
una
trascorsi
nuova
tre mesi
opera
che,
italiana
con
dità
rapi-
già il Pi,
32
VITA
VINCENZO
DI
BELLINI
rata
rallegrayai Vieniiesi,cbe
cono
come
di
bella
stile e
altamente
forza drammatica
per
di concetti
di che
la
e
ci faimo
onora-
noTità
per
la Gaz-
fede
,
e
teatri, che
nome
del
letteratura,
11
Vienna.
breve
in
che
acquistatain
r avvenire,
per
pratiche per
fhi le altre doti, si ricusò
su
amore
per
dalla
gloria
prometterne
riannodarlo,
Ma
il Bellini,
segnalò sempre
apertamente diC'Ondo,non
ciò che
lui accettare
voler
roli,
famiglia Fuma-
si. potesse
nobiltà de' sentimenti
la
cui
la
faceansi
conobbe
in
tuto
ripe-
già
quel primo
quanto
fece
e
arti,
e
lietissima del matrimonio.
chiamandosi
in
onde
mentovata,
Milano
di
pubblicavano
si
le città ;
troncato
di sopra
ragione
allora
speranze;
gli aveà
il Giornale
giovane compositore fu
tutte
per
più grandi
lui le
la
de' teatri ed
Unwersaie
zMa
d
stato altra
gli era
volta
disdetto
.
Avvenne
del
in
quel tempo,
Carlo
teatro
che si avvicinasse
Felice in Genova
V apertura
onde
si
,
lea
dare
uno
occasione
e
dal
ottenuto
spettacolodegno
di
sarebbe
non
r invitarlo
che
a
gliene fu
e
fin dal
principioavea
al pensiero del
riguarda
lucro
nò
in gran
opera
alla
di
non
Ma
nome
se,
persua-
piacere
comune
Milano.
deliberato
delle
una
,
nuova
in
in
della
Il trionfo
la musica
senza
una
scritto
teatro,
no
giovane età
stato
comporre
insieme
luogo.
d' Italia stata sempre
giudiceper ciò
che
nobilissimo
Bellini in così
più illustri città
di
quel
tutto
vo-
quel
per
Vincenzo
mai
vaghezza
cedere
di
una
^^^9^^smm^mammmmmin^m
(TIPO
33
PRIMO
malintesa
gloria,che abbracciando volentieri ogni
proposta per più diffonderla altresìne perde per
di pregiointrinseco che nelFe opere affrettate
quel meno
suole quasidr necessità ritrovarsi Risposo
sciavano
dunque, che le angustiedel tempo non glilaaccettare. Ma V impresario
in Genova vodel Bellini,
lea qualchecosa
e glipropose
invece,
aggiungesse tre o quattrobrani nuovi nelF opera
vanisse eglistesso a porla
"
"r Bianca
e Gernando
in iscena, ne avrebbe esecutori la Tosi, il David,
di ottomila franchi..
ed il Tamburini^ e la somma
,
,.
.
,
Accordatosi
di
Genova
a
suHa metà
,
incominciandovi
1888
Marzo
si avviò
Vincenzo
,
senza
indugiole
prove.
Lo
si è accennalo
spaziodi tempo che come
si vedrà piùavanti impiegò
porre
e
per lo piùnel comle sue musiche
potrebbeper avventura far
facili
supporre a qualcuno,che non glinascessero
le idee musicali;
neir animo
e pure i concetS glisì
affollavano alla mente ; la maggior sua fatica ed il
re,
più gran tempo ei^ nel vedere cui dovesse scegliedi che continuò sempre
a far giudicequalche
,
,
,
,
amico,
non
contento di sé
mai
stesso,né del proprio
giudizioUna delle pia chiare prove di quésta
nianza
sua
facilità,
perchéarrecata non solo dalla testimodal fatto stesso, si
di chi glifu vicino,ma
Stretto dal tempo
ebbe in Genova
poichéerasi
destinato il giorno 7 di Aprileper la prima rappresentazio
ed occupatogP intieri giornial teatro
.
.
,
,
31
TITA
nell' insegnare
dne
scrisse
Tana
regolare lo spettacolo par
e
al
arie
tenore,
cabaletta
la coi
e
daila
e
il pranzo,
appena
Tosi
mprorvis^
»,
gioia
scon£klata
cbe
disse,
non
avrebbe
felicissima
sorte
il
[HÙ
deir
che
e
si
sere
che
do
come
cabaletta
del
che
in poi
quel momento
ed applausi Nelle successive
.
ki mo*
teatrali di Genova
il finir del
verso
at*
subilo un' opera,
memorie
nel Carlo Felice
timiava
temifi
raddoppiarono te acclamazioni
leggiamo nelle
che
quell'anno,
secondo
da
più favore
molto
con
nel
GenoTOst, die, saputosene,
,
eseguì
ebbe
mi»ica
la temuta
e
tank"i
Milano
in
cantava
La
,
la Fayelll arricchirne
voHe
prestezza gli
fiirono
del tenore
opera
commosse
soprano
pregò.
La
cpidùoscherzo.
canlato
modo
partieolar
in
pezzi nuovi
bello
la
ne
,
to; i due
mai
dal
e
insieme.
troyaTano
quellastraordinaria
per
dolcemente
Vincenzo
si
dove
Tosi
terminato
pochi minuti,
in
la
per
,
piacere
tatEairia
,
nuore
finale
BELURI
TINCEnza
DI
tuttora
nuggio
la Bianca
e
di
con-
Gememdo
.
La
altra
che
dimora, che fece
degna
cosa
che
gran
parte
chìsunato
vicine
città
ma
ci
non
memoria
essere
nella
sua
L'
.
vita
segnalataper
in Genova
moUi
non
un
ed
ciò
fetto
af-
be
eb-
,
anche
mentovato
neiteatro
solamente
di Lombardia.
ancora
animo
{nrivataed
apertura del
offre
per
,
gli occupò principahnenteF
arringo musicale
avea
facd'am
ne
se
,
i^tta air arte, vuol'
,
r
che
in Genova
Or
delle
nella
sera
,
del
dì 6"
della
Aprile, in
Bianca,
che
dovea
entrato
farsi la prova
il B^ininel
rale
gene-
palco della
35
PRIMO
CAPO
Marchesa
de' LomelUni
avvenente
giovane lombarda, che, siccome
scrisse
della musica,
così
chiaro
restò
quello solo
da
era
persona
tatala
quale poi, visiportava la urbanità, ne
ingegno
onde,
mo,
alla nobiltà dell' ani,
essendo
che
gli volesse
,
n' ebbe
Avea
contratto
eseguire
la Pollini;le
poi adempiendo,
dì mille
egli
la
,
onde
fu
Aprile
al
che
teatro
a
del
Milano,
prese
donna
alla
,
valente
a
Morlacchi.
frequentarela
quale
usando
tempo
poco
venuto
questo,
famiglia,e
(che
)
la
fu
,
numerose
sulla fine
dopo
il Colombo
Ritornato
casa
di
la
va
nuo-
che
fu
a
quellagentil
più
le
eh'
,
desiderate
fer-
eulte
e
egliebbe
In
amicizie
.
in
grande
massimamente
madre
burini
ed il Tam-
doveano
parimenti
e
cantato
Genova
avvenne
cospicue famigliedella città,
in
col
,
alquantopiù, essendo che
rappresentarsiY Otello,ed
opera
della Scala
potenticagioni a
avesse
il
sottoscritto
Reina
lasciar
,
Bianca
l'altra
gli avrebbero
Ungher,,il
che
come
già
intanto
costretto
sioni
commis-
graziamen
lettera di rin-
da Vincenzo
ducati,e
la Meric-Lalande
alcune
qualicortesemente
musica
una
per
marvisi
noscenza,
co-
quellasul partir per Milano,
ed
presso
di
cosi
Fattane
lodata
ciascuno
qualitàdella
le
unite
.
pregò
;
ma
vaghissi-
11
,
prezzo
una
felicitàil poter conoscere
che
gentilimodi,
ai
la
all' acuto
preso
a
leggiadrocavaliere.
e
per
Tulot, fu presentato ad
in
invitato
domestichezza
col
quel tempo
ad
autunnare
con
padre
della
erasi
recata
insieme
quella
giovano
a
rigi
Pa-
alle falde
36
la
quiete de' campi,
della Straniera,
Però
sua
gliozi
tratto dal
si voleva
tanto
a
tanto
a
e, secondochè
della
Pirata
air incessante
Bianca:
della
e
abilità nel toccare
grazia,
di
ed
11
Niente
suole
più
avidamente
illustri musicisti
quanto
L' animo
comporre
gli
di
miglioripezzi
se
non
per
la mirabile
per
deliziava
canto
il modo
ha
,
ed è rimasto
,
so
gagliardamentecommos-
si manifestasse
come
spettacolodegli uomini,
le prove
prezzo
della
deir opera
sapere
tanto
che
più
che
valore:
ricercano
con
ora
che ritornato
dalla
quale
no
stra-
letto
dique
dunpagna
cam-
,
innanzi
il fieUini occupato
rio,
questo deside-
la Straniera, sodisfare
terminare
in
propria piccolezza. Sarà
alla città abbiamo
tanto
da essi tenuto
meravigliatoquei
quelleinsolite sensazioni, vuol
occasione, e
nelle vite
ricercarsi
che
.
loro concetti
da
i
che,
del
,
desiderio
piano-forte,certo
espressione
studio
conversazione.
amena
degr
permettevano
e il riposo dallo
villeggiatura
condiscendere
sua
profitto
trar
lo
j
a
del
romanzo
domestica
cantati,ed accompagnati da luì
del
nel
composizione
propostogligià dalla
presenza,
bisognava
udire
un
lità
ospita-
.
della
r
vi stette
e
alla
attese
argomento
IP Àrlineoivt, e
musa
andò
Vi
.
ivi, tra gli attestati di benevola
ed
e
BELLINI
colli di Brianza
degli ameni
mese;
TIMGENZO
DI
VITA
poco
o
niente
se
ne
conosce
l'
dal-
universale
.
Come
lo stile è lo
quellotrovansi
sempre
specchio dell'animo, così
conformi
le abitudini de'
mae-
a
38
DI
VITA
di
c
ma
"c
dramma
di
tutto
VINCENZO
da
avere
perfetto
il
Romani,
que
"c
la drammatica
a:
ro
studio
ho
le
gi,
c
menti
"c
che
il carattere
che
parla,
mi
e
che
"r
do
ce
e
(T
landò
la
le
che
di sentire
sforzo
alla
risulta
musica
passioni degli uomini
espri-
di
Conoscen.
suoni,
di
appalesano
si
par-
dalF in-
modificati
diversamente
tuoni
con
quel des-
varietà
da
di
affetti
e
guisa
stessa
senti-
i
e
divenuto
esser
lavo-
suo
dagli
Invaso
.
per
dei personag-
predominano,
imagino
efficacemente
mere
li
esprimono
di loro,
ciascun
"ic so
Qi
passioni
il
Compiuto
attentamente
che
fatto
potentissimo ingegno,
musicale.
ud
chìun-
preferitoa
,
"r
scrittore
pregiato
quindi
e
,
(a
BELLINI
,
c:
cessante
d
velia
osservazione
di
del sentimento
di nella mia
del
Y arte
per
te
a
loro
(T
sioni della mia
del
personaggio
passione,
e
Chiuso
mia
dramma
tutto il csr
con
le infles-
intanto
osservo
T affrettamento
voce
te
quinla par-
declamare
a
fa-
la
ricavato
.
stanza, comincio
"c
della
ho
essi
il
e
languo-
,
della
"c
re
(n
cento
in
pronunzia
insomma
ed
Tac-
questa circostanza,
delF
il tuono
che
espressione
,
€
dà
la natura
air
in balìa
uomo
delle
passioni
e
,
i motivi
€
vi
"c
dimostrarle
d
deir armonia.
fa
al clavicembalo
trovo
e
corrispondente
dc
scito
In
.
i
tempi
trasfonderle
Li
quando
emozione
contrario
in
torno
musicali
altrui
adatti
per
a
mezzo
sulla carta, li provo
gittotosto
e
,
a:
ed
ne
sento
giudico
air
di
io
stesso
esserci
la
riu-
ispirarmi finche ab-
bia
«c
si allontanò
mai
non
Io scopo
conseguito
se
solo
finale, che
studiò
i
versi, che
nò lo
lavoro
nuovo
che
preparati
commovevano
a
forti
che
che
e
gli girava
,
già
cominciava
e
ad
il
risoluto
provò
se
senza
le
il poeta;
a
ma
il
che
gli narrò
te
men-
suo
nio.
ge-
chiamato
fatto;onde,
ciò che
gliesse
co-
gli nascesse
avrebbe
gli veniva
non
sé il Romani
nella
confusa
pensiero musicale
parole ;
T animo
poeta
agitata dal
essere
,
Si
tlomani,
il
,
neir idea
e
sognava
passione : gli bi-
veruna
robusti
e
egli
tesse,
gli riscaldavano
non
,
era
Y aria
comporre
scrivere:
a
gli avea
uso
Si pose
.
,
concetti
questo
Yolta, quando
una
gli rimanea
presto sì avvide
ma
Da
(1).
il piano-forteper
avanti
giorno
j"
non
appunto sul finire questo
un
39
PRIMO
CAPO
po
doavuto
gì'interveniva
,
e
Io
pregò,
,
che
gli piacesse
poeta glielapromise
di
questo
mezz'ora,
entro
glielarecò
termine
ti contenta?
ed
scrivertene
ripigliòil
questa
che
tersa
né
quarta
una
,
r altro tra
:»
questa
a
basta
me
sodisfece
meravigliato
prima
ancor
e
il Bellini
; lettala
proferì parola;e neppur
segli il poeta : "r nò » :
una
la poesia. Il
mutare
ed
il
:»
dis-
V animo
di
Romani
che
che
cosa
tu
composilore: si
inacerbito:
«
questo
Allora
d
son
costretto
a
,
ora,
fessarti,
con-
,
intendo
non
vuoi
carta
uè
; ma
,
soggiunse riprendendo la
non
,
Vincenzo
tuo
pensiero,
animandosi
né
nel
.
(1) Opuscolo
nuovamente
Intitolato
spiegata.
»
a
La
musica
ne' suoi
principiì
40
viso:
TiTA
che
€
insieme
belIini
ymccNzo
m
vogUo? vogliounpensiere, che
preghiera
una
una
,
delirio
un
creò
^
;
sia UUto
imprecazione
naccia,
mi-
una
,
correndo
e
impeluosaniente
la
ispiraloal pianoforte
finale
aria
sua
tre
men,
r
altro,guardandolo
posto
scrivere:
a
maestro
religiosostupore,
con
Ecco
e
ciò che
V hai conosciuto?
ora
t"
si
era
voglio, disse
ed
^
il
le parole
eccone
,
(risposeil valente poeta presentandogliele)
som
nel tuo animo?
io entrato
e
tal
per
,
guisa
della Straniera
Quale
"c
:»A\ Bellini abbracciò
si formò
Or
la rinomata
sei pago,
tutti
giornalidi quell'anno,
cel
opinione si palesòin
che
solenne
modo
nale
fii^.
testificano i
nel
concordi
nelF affermare
e
impareggiabile,,
aria
del tremendo
o
cpiesto lavoro
riuscisse
mani
ilRo-
predicarlo
la
pubblica
onorevole
e
da
,
superar
eziandio
Trenta
-volte nella
i Milanesi
quella
sensitiva
Febbrajo
giovane
essendo
tandolo
salu,
bianchi lini,come
quelle,che
pensieri
e
de' duetti
,
la filosofia
e
caro
evidentemente
gione,
ra-
situazioni
con
spontaneità
il gusto,squisito,
fi^anchexza
che
tutte le altre doti
perate
su-
aveano
,
,
ammirato
più
e
a
.
la bella forma
,
ben
E
calorosamente
la novità de' cori, la
che
le difficoltàdelle
ancor
Catania
di
,
reso
lero
vol-
1829
natura
egualmente
il furono
de'
coi
li
cacia
più sperimentavano la effici bisogna
di quellamusica, della quale non
qual parte fosse più applaudita,poiché tutte
la
dire
il
vedere
le donne
per
dei
sera
Pirata,
sul
manifestata
il Pirata,
si mostravano
nella Straniera
.
Dopa
pò-
chi dì
41
PRIMO
CAPO
si udivifialtro in Milatio
non
che
parlar della
,
Straniera, la quale si
in
accademia
il
ogni yia:
,
del maestro
in
cantava
veniva
ogni
come
il secolo
nostro
ogni
già la
perchè, fermata
celebrato
in
casa,
de'
uno
più
,
che
insigni
onorassero
.
,
dir' vero
A
Pirata
la
cpiellofosse
se
per Vincenzo
o
,
o
ìòggiàe
nuova
la
gior
mag-
numerabil
gP in-
per
,
eh' ebbero
fautóri,i quali,gustato
suoi
noi
sappiamo
non
per Tarte
trionfo
ma
fa-
scuola
nuova
vano
sta,
sospesi d'
animo
bastata
fosse
in una
la potenza di
e
della
successo
di
segno
amicizia
stabilirle
T autore
musica; poiché con
ne' fasti della
il'
che
dedicò
in
memorabile
il Bellini assicurò
essa
la vittoria air incominciata
più
con
è,
dirsi
Turina) è
Giuditta
a
può
(che
Straniera
sitore
compo-
la volontà,
prova
continuarle,e
che
nel
se
seconda
Quello
fondamento.
saldo
conoscere
per
riforma
do
chiaman,
tutti irresistibilmente
si affaticavano
del Conte
Cenni
iUustrdif»
il tessuto
vedersi, che
e
élla
a
le forme
il Bellini
dalla maniera
da
quesf opera
quel,
rossiniana, non
dall'oppostovizio, avendo
una
melodia
troppo recitativa,e
tolo
ti-
mente
sottil-
considerare
in
scorso
di-
seria, la
opera
voler
appunto
savio
un
pubblicatocol
imom
di
guire
se-
rono
guerreggiarlo,fu-
a
Barbò
Giacomo
Nondimeno,
Straniera.
scansarsi
ancora
sua
volendolo
non
gloriacombattuti
molta
con
la
stringersisotto
Quei pochissimi,che
bandiera.
di
a
,
che
molto
poteva
volea
si allontanav
quivi sostituito
sillabica ai fiori
e
i2
la
propria
musica:
in
mezzo
Il
un
che
pubblico non
che
volte
talune
quelle beatissime
se
dall'altra dalla
Io avrebbe
alla
ni
Bellivanto
da
parte
una
,
lo avrebbero
chiamano
vato,
sner-
non
men
traria
con-
pregiudizievoleal gusto
che
ragione,
ohe
declamazione, o^he
di tutf altra natura
vestito
godersi
esagerazione di quel modo,
vocabolo,
improprio
con
a
raro
con
canto
dagli abbellimenti,che
confinato
la recitazione.
e
seppe
di
perfettogenere
varti
tro-
isfùggl al
non
lavori
adornata
creduto
avvide, intento
ne
delizie, ma
nei successivi
avresti
il canto
tra
,
stabilire il
il Rossini
qualiavea
dei
agli ornamenti,
BELLINI
VINCENZO
DI
VITA
teatrale
.
S'
immaginò
air animo
trionfo
il Bellini
del
Zingarelliil sapere
volendo
e
re
esse-
questo
uuovo
di filiale amore
dimostrazione
con
doveva
quanto grato
,
il
accrescere
lettera.
La
ì"
gioja,
Vincenzo
sì
con
e
mal
proseguiva
e
cordiali
o
le
,
questa
gloria italiana
nuova
poteva
non
,
nella
splendore,
musicale.
E
quale
che
certo
tutti
a
se
il
cominciarono
dinario
straor-
era
cara
se
Zingarelli
ne
tania,
indifferente Ca-
rimanere
recando
mio
pre-
gì'indirizzava
si rifletteva in gran
andava
qui
il favore
se
,
lodava
con
rallegramenti,che
parole che
precettore. Che
sommo
affetto
,
più desiderato, o
e
de' Milanesi
quel
tanto
nedite
Be-
«
giudicare quale gli fosse
sapea
maggioro
cominciava
con
Ja
eglistesso
scrisse
n'ebbe
risposta che
Iddio
tanta
giubilo,gliene
maniera
il Bellini
per
lui
lo
all'arte
queglionori
,
i
nel concedersi
quali,se
universale
che
che
di molti
ignoranza
medaglia
una
colla
dal motto
circondata
Breve
Y
per
però di
Innanzi
lavoro, stimo
da
camera
un' Aria
»;
0
pur
lui
per
del Ducale
contralto
sei Arie
per
«
Milano.
Quando
soprano
poss'io; Per
non
contenta
V
»
mare
.
de' miei
quoi ce
chant
che
d'amore; Àlmen
pietà bell'idol mio; Me
anni
a
dell' infanzia
L' ultima
»
.
Altre tre arie
»
è
riprodotta
la
medaglia,
nel
queste
quel marmo
«
Alhr
a
che
principio
dì
dal
che
zurro
azgno
so-
veglia « Pour-
Quando
incisa
rendi
Soave
verrà
.
(i) Questa
si trova
primi
per
Ninfa gentile;Vanne
«
Il sogno
y"
Sono
.
vo
nuo-
cantate
incise in
allegroMarinaro
.
il
cinquemilafranchi
alcune
in
a
di Parma
teatro
accennare
composte
rona
co-
fu invitato
riguarda questo
fortunata;Bella Nice,
rosa
se
dover
una
quaesitam Patria (ì),j"
ciò che
narrare
De-
nella sinistra,
scudo
glidava
che
,
torno
parole in-
Artis
Musicae
e
Mentis
apertura
contratto
un
tranquilla
ritta,pof gente
coli'asta
e
colle
quiete potè godersi; perchè
scrivere
con
Minerva
destra, e
e
volgersi
rav-
lui formata, che
per
il ritratto
mostrava
2), dall'altra una
ciis
in dottrina
lo schifoso
beata
Yinc. Bellini Catanensis
«
ma
fa-
pertanto dei sensi della patria,
Testimonio
parte
una
altri nella loro
e
sospiralo a
e
salire tanto
a
compensato
.
gligiunse
da
sudano
andarne
possa
,
dalla' stima
muovano
premio nobile,
sono
quegli uomini,
43
PRIMO
CAPO
valente
quest'opera.
quel
Sig. Livy
il
ir ITA
di FiUi
dì; DolerUe immagine
L' Abbandono
inargenti»
Alcune
Romanze
Ah
più
Giunse
delicate
lo aspettava
la fortuna,
armonìe.
Parma
in
nel Marzo
re
ai
che
state
L' avvocato
vediamo
che
o
non
,
il suggetto
affetti
che
,
avétìse
dal
si
avéa
in
stesso
deliberato
dì
gli avea
ricusato,
era
ad
rifiuto
b
amore
^iberlioi
Bellini
che
,
e
sare
Ce-
glipiacesse
delicati
già
che
,
più separarsi
non
scritto il Pirata
e
e
la Straniera,
argomento
stimatolo
e
col Romam
convenutosi
«
Zaira
.
un' offesa air
alloggio
prese
abitava
la
casa
Non
»
,
li
Lucia.
quei profondi, e
sempre
che
già
,
scelto
questo
di
gli furon
seco
poeta
privo
sozzi
corre?
libretto col titolo
un
Vincenzo
ma
»
si
non
Luigi Torrigianiavea
al Bellini
Egitto
in
tori;
cul-
più gloriose
le
universale
.
Milano
cezze
le dol-
propri
che
.
onde
altrimenti da
altravertìate
bene
tanto
con
m
ai
i forti
grandi
recato
dispensano
ingegni ;
(1)
prove,
passioniinamariscono
arti
comandazioni
rac-
Laurent
e
provvide Iddio,
rettili sarebbero
con
,
quali ben
sfiduciassero
vie, che
1829
quelledolorose
di
una
Qhe le buone
dalle
dd
famiglieMelloni
le umane
e'
se
ricphe de' più riposticoneetU,
tulte
»:
.
sta
Que-
pensai; La Mammoletla;
nm
alle
Oui
palpitar d'affanno; Numi
A
«
»;
è la valle
delle
Zeffiretto»
Solitario
«
che
hma,
mia; Vaga
.
giustisiete
e
BELLINI
VINCENZO
DI
dei
in
Parma
Carani
ingegno
presso
nella
piacque
un
contrada
ci)
pa-
colai
di S.
i6
ad
VITA
intervalli
tempo,
Parma.
in
accresciute
di
gli animi
dal
il
di
non
meno
dal
ve
gra-
si recò il poeta
in
pochi
allorché per
intenzione
si
le
grossat
in-
erano
Bellini,fu rappresentata
Maggio
Lalande,
donna
Trezzini
finché stretto
;
riferita,ed
contro
sua
per
guisa composta
maligna
la Zairo, nel di 16
prima
lai
maniera
voci
cbe
quellalontananza
Per
nella
giorni, e
poteva
non
air altro dannosa,
all'uno, che
slesso
il Romani
glielimandava
tornando
e
BELLINI
VINCENZO
altro modo
in
parte
DI
del
dalla
tenore, dal basso
1829
la
dal-
cantata
Cecconi
contralto,
Lablache,
tono
dal bari-
e
Inchittdi.
In
civile
da
-durava
quel tempo
sistere al
cembalo,
già
agitatidovessero
compostosi il volto
e
non
di musica
i maestri
ansietà internamente
penosa
ed
che
tormentatore,
e
il costume
tuttavia
aspettandoil pubblico giudizio
as^
rità
finta ila-
a
stessero
parato
pre-
,
giuoco
ai tristi
rappresentano almeno
Vincenzo
nel
in
non
a
Poiché
fin dalle
.
ai
cantanti
molto
trionfo,o
esserglisidestinato
ma
,
faceva
tardò
non
prime
ecco
da
a
ad
di tribunale
scanno
zio
pel sacrifi-
piegasse a
favore
nel processo
da
dalla
lodi
che
ogni plauso
si
,
alcuni
badarsi
,
si
cipio
prin-
si,
manifestar-
ara
come
tanto
per-
datosi
a
lo
spesso
Sedutosi
apparenza.
luogo prescritto,e
allo spettacdo
,
quel posto
presuntuosi che
e
che
non
,
del maestro,
delF opera
accresciute
meraviglia, nondimeno
in
il cui nome,
si ascoltasse
alcune
moriva
tunque
quanpagnato
accom-
parli
sovente
anche
in bocca
al levarsi di voci
che
17
PRIMO
CAPO
troncavano
a
la
mezzo
,
e
comandavano
a
prorompere
niente meglio mirando, che
silenzio;
segni d'inurbana
in
ad ogni pezzo
E
di minor
,
la verità
se
che
partinella
r ira di
fuggirebbe Y
in
musica
perfinochi proruppe
Fautore
ma
opposto
della Zaira.
i
Parmigiani
ad
contenti
che
più
i
Ma
.
lavoro
farne
e
,
cosi
qualità
La parte di
più lodi,ma
di
e
resto
dì
to
inosserva-
trovarsi
bellezze così
Il Bellini tenerissimo
rise
ne
in
venne
in
qualche languidezza
,
cordoglio Il Rossini
tenersi
,
promettevano
ogni sensazione
facile ad
verso,
di-
ragguardevole
stupende da
impallidirequalunque più avanzato
musicale.
solo
non
samente
sapientigiudici ben diver-
e
rare
che
singolare,.credettero,
in
privo del
non
conto
rac-
Rossini, che godeva
quel tanto
discreti
,
,
ria,
sto-
in matte
ingiustiziapassare
senza
ragionavano,
quel
culto
un
approvare
potea
non
del
abbondare
si dovesse
non
queUo
a
al
invitasse
non
ingegno all'udire quello stile
presso
una
sdegnoso al narrare,
animo
quella sera
imprecazionicontro
mezzano
ad
più potentissima
sempre
,
che
si richiede
cuzione
ese-
,
la utilità di provare
vi fu
disapprovazione
ad ogni fallo di
pregio
.
e
gioja
nella
delle
in
sue
ria
glo-
opere,
grandissimo
faccia ai Romani
che
.
glifischiavano
il
Vincenzo
JSarWere; preferì
più profonda, e,
Giacomo
Barbò
a
rimuoverlo
finita l'opera, fermarsi
la
faccia
invano
ai
una
detta
ven-
adoperandosi il Conte
dal
proposilo, volle,
della platea,mostrando
all'ingresso
propri
nemici
impavido. Per
18
VINCENZO
DI
VITA
BELLINI
verità solo chi si sentiva per la mente
e
questa varietà
,
nel
sì seppe
e
rincrebbe
molto
predicevano, che
meglio gustato,
solo
non
del soprano
brani
ed
no
ognu-
il BeOini
agli amici
di
musica
il terzetto,ma
tinuata
con-
dei due
la Semiramide
trovati
sarebbe
più
il Moie:
e
pregevoliil duetto
furono
e
ancor
,
assai
era
quali
essendosi
otto volte a fronte
furono
i
,
il contralto,la cavatina
ed
il soprano
segui di
,
avvenne,
Rossini
vi
e
genere
come
per
del
forbiti lavori
tra
ai savi
quel
la Zaira
avea
pubblico (com'egli diceva)
a
quelT opera i».
sprezzare
un
inclinalo
amaramente
e
alcuni
che
giorno appresso
partitolasciando
slato
passioni e di giudizi
quando inaspettatamentead
al maestro
Ciò
di
apparecchiatoquella corte
tuttavia
onore
,
potea sceglierecosì arrischiala vendetta.
la Norma
In
la Sonnambula
Taria
tri
glial-
apprezzatied applauditiLa famiglia
.
della
lombarda
,
andata
in
lungi da
e
quale abbiamo
quel tempo
Cremona
In
.
si trattenne
soggiornare
a
miglia
nove
quel luogo egli si condusse,
alquantoscorrendo
città ih guisa, che
parlato,era
di sopra
nella vicina
spesso
T amorevolezza
tra
degliospiti
,
le
amene
corse,
T
frequenza di coloro
agiato
che
e
da
,
sontuoso
vivere,
la
e
vano
prossimi luoghi visita-
quellafamiglia potè rinserenire
Y animo
non
,
mediocremente
turbato
e
arricchitolo di
nuovo
gore
vi-
,
impennarlo a più
Lo
riebbero
tra
arditi voli.
loro
riaverlo, e raccendersi
i Milanesi
nel desiderio
nel
Luglio;e
di udire
nuo-
il
il Pirata,
vamente
fu
sensazione,
rinnovò
si
che
lasciala
avea
tuiruno;
colla
parimente
19
PRIMO
CAPO
ai
e
sedici di
Lalande, col Rubini,
nel teatro
spettacolodi
trionfo
la
pubblica
che
brama
la Bianca
di Settembre
nel
massimo
fu
Né
esperimento
era
passi. Non
si
città i molti
dalla
e
ikìdizi di voler
sentiero, allontanarsi
guida
,
col paragone
tempo
ed
E
fa
procedere
nel
comincia
bello,e
forza
che
fa al
si
,
subito
In
giudiziodi quella
in
camminare
delle mentovate
nelle arti:
a
a
sare
pas-
di molti
addietrare
adoperarsi nel
nuovo
un
dosi
facenmatico
dram-
canto
so
nello stes-
ma
due
tata
tormen-
deglieccellenti
gradi: guai
a
chi si affretta
un'opera poderosa;é
con
si
opere
rotondo, né pieno
il costume
sempre
gresso
pro-
questo primo
a
incerta, il fraseggiarenon
questo
.
che
le interrotte ispirazioni,
la misura
notarono
ai 5
quella rap-.
Essendo
lumeggiarlo sapientemente;
e
,
cantata
qualsiasiimitazione
da
sé stesso
a
un
udire
studiosul
uno
al fino
nascosero
i Milanesi
Però
Straniera
dubbio
senza
qui si fermò
.
teatro.
poi da Vincenzo.
Pirata
lo stesso
del 1827
questa
presentazione più eh' altro riesci
dal
col Tamburini
e
neir autunno
poiché volendo
Gernando
e
fatto di
mese
,
,
anche
quel
della Canobbiana
presentato quello della Scala
avea
profonda
una
proprio ingegno
che
uns(
comincia
,
vendicarsi.
a
mezzo
e
fu chiamato
dei
a
questo, e agli«tudi,che mai
qualifaremo
Venezia
poco
per porre
appresso
in iscena
non
lasciava,
tra-
memori^,
il Pirata
50
il fine di
verso
solo
strìnse:
BELLINI
VINCENZO
DI
VITA
Poche
queir anno
gli fu
con
conversare
caro
Guarnaccia
Emmanuele
amicizie
quale
si lasciò
Batt. Perucchini
intanto
cultor
slimafo
più
senza
quel lavoro, che
n^
fìi cantato
che
il Pacini
il
,
nuova
il costume
rinunziato
di
air incarico
in
I Veneziani
al rimettere
del
loro
va,
richiede-
Viareggio,
saperne
.
diritto ; per
sì il Bellini
po
trop-
nevole
ragio-
una
tutti
e
ma
poiché era
che
glianimi
di
comporre
non
la
se
,
ma
fer-
sua
col tempo
non
niuiio si ardiva
giudicava necessario
lui
rivolgeano a
si
universalmente
conosciuta
determinazione
V'era
supplireonorevolmente.
,
la
del-
to
quan-
,
di
avea
«ontrario
stringeva il teiupo perchè apparisse
speranza
la
scrivere
a
teatro
volevano
non
voce,
già gran parte
trascorsa
,
stagione
cutori
ese-
innumerabili
con
qud
malattia
sopravvenuta
per
ai uuovi
scello
stato
e
;
Giov.
a
spargersi la
a
rente
pa-
Gennajo del 1830
della Fenice
quale era
che
opera,
neir adattare
cominciò
vi
musica; applicandosi
(U
ai sedici di
teatro
plausi. Quand'ecco
gli altri
tra
presentare
suo
un
quivi Irovò
che
,
dal
egli
.
gliene
far-
a
,
la proposta. Ma
gliene fu
si
tanto
e
gli seppero
la favorevole
maniera
^
Si ricusò Vincenzo
.
colorire il
quella città
che
,
alla
non
intorno
i suoi
ora
pur
gentilerichiesta
avea
in
La
.
qualche
ricevuti
più rimanersi
seppe
ci,
ami-
pubblicodesiderio,
di rimeritare
occasione
gli onori, che
come
,
però tanto glifurono
temeva;
potendosi
non
,
parola
messa
altro
infine
poesia fu
dal
da
sentire
con-
al solito
CAPO
del
Romani
Y argomento
e
,
lecchi'. Il
conservando
Zingarellivolesse
r
dello
impeto
alcun
che
passioni tenerissime,
al
altrimenti
accadde
certo
nel dì
Fenice
teatro della
Giuditta Grisi
dar
essendoché
:
più
impiegato che
di
casi
e
da
de'
che
stupire,quanto
tenore
quaranta giorni. E
un
di
amore
affetto.
funebre
,
Tebaldo
e
Romeo
e
,
secondo
atto
furono
trovato
che
sapesse
degne
non
L'introduzione,le
il coro
i
lui verissimamente
fatto da
quelle sventure
di
parte
avea
veramente
quei giovani aveano
il teatro
del contralto
e
Éon-
vi
non
tutto
focoso
da
più segnalatitrionfi;che
intenerire
tanto
.
sul
Lorenzo
quell'interprete
soayissimo,
e
opera
del 1830
nel Bellini
compagno,
lore
ca-
e
,
figligliprocacciò uno
mesti
da
cantata
di Marzo
11
,
riuscì tanto
vita
nuova
una
Carradori
Rosalbina
fatta nel-
argomento
dovessero
egli richiedeva
cui
genio,
il
oltre all'essergli
perchè
ma
cenzo
Vin-
da
contro
rancore
la promessa,
,
ì Moth
e
scelto
fu
proposto dalla Grisi gli parve
stato
Né
già
mantenere
sdegno
Capuleti
i
quale subjettonon
perchè
51
PRIMO
a
cavatine
del
il duetto
tra
,
più di ogni
altro il finale del
giudicatiincomparabili Il
re
favo-
.
universale
perchè
si aumentò
si andavano
bellezze,sia
v' introdusse
per
nelle
seguenti
manifestando
alcune
subito l' autore
sempre
tra
le
che fece da quattro in tre alti. Ciò
versal
dei
meraviglia
Capuletiet^m
quali il ridurlo
poi, che feqe imiche
fu il conoscersi
,
della Zaira,
maggiori
variazioni, che
acconcie
:
sia
sere,
alcune
parli
trasportatevi
per
in-
52
TITl
ch'ei
Questa
Bellini.
fiero dal
r
Tesilo
avutone
aveale
che
sgagliarditoe
avea
pubblica,
rammenda
fu
che
volle, mostrando,
non
BEXLINI
VOfCBHZO
DI
giudicate
,
qual
Che
di vita
degnissime
alcuno
se
producesse questo
sensazione
Veneziano
al
,
di Vincenzo
nome
né varietà di opinioni né
,
coittrasto di parte, che
tuttavia
che
essendovi
: non
stata
opposizione di gustt
quella occasione
in
né
,
si
non
celebrarlo.
a
componessero
di Venezia,
qual altro giornale
mani
riosiss
un
elogio glo-
aUe
quel tempo gli venisse
be
trovereb-
in
o
,
ciò
conoscere
lavoro
nella Gazzetta
Teatri,
dei
neir Osservatore
Credo
volesse
.
neir Eco
di
ma
Par-
a
ivi si
dal
prendere
delT ultimo
narra
deir Eco
38
numero
affinchè
atto
,
sia
,
palese,che
che
Vaccai
di
primi
pregi
r altra.
del
appresso
Bellini
interessante
€
drammatica
€
quarta ed
ultima
^
teressante
è il lavoro
situazione
alla
parte, non
di
atto del
un
sovvenire
natura
sua
per
prima
T unire,
za
mancan-
un' opera
vicenda
a
T ultimo
quasi che per
,
dovesse
Se
«
prepotenteignoranza
neglianni
si fece
ai
di
fu opera
la
era
di questa
scena
stupendo e
meno
coro
e
di
un
in-
lamen-
,
€
tevole
di Romeo
canto
il quale fu appena
,
alcuni
da
"r
rotto
a:
troppo
€
siderosi
e
divine,che
e:
plaudire
"
si sentivano
di
sarebbe
,
giacché
commossi
gU spettatori
il
assaporare
stato
seguito
di
eccoci
.
quale cantanti
e
e
essi
giuntialla
maestro
de-
quelle note
impossibilead
Ma
colle mani
nella
scena
bene, benissimo:
bram,
inter-
Tapgran
si mostra-
54
Suile
di
Pegno
VINCENZO
DI
VITA
Venete
BELLINI
fortunata
scene
grato animo
di
e
fraternoaffètto
Consacra
Bellini
Ymcenzo
E
i Catanesi
grande
per
originalenella
depositarono lo
onore
biblioteca
to
scrit-
Università
della
degli
studi.
Partito da
fece
Venezia,
ritorno
un
al venir
morbo
penoso
della state
e dato
intestinale,
Francesco
del maestro
della
mavera*
pri-
incominciatogli
di
segno
sa
ca-
affetto per
cui
nella
clie rimanesse
voler
in
forza fu condotto
Pollini,il
sostenne
non
mona
Cre-
alquanto a
la fine
verso
straordinaria
acquistareuna
Vincenzo
Milano
a
Quando
fermatosi
e
nuova
,
abitazione
che
si
era
scelto
re
Vitto-
nella via di San
,
così
e
martiri; poiché vi metteva
quaranta
e
da
cocente
molesta
.
ridusse
Quivi
in breve
più
dava
ormai
del troppo gran
ingegno,
che
benché
in sanità
sì
pessimi
perdere
la natura
termini
che
,
si faceva
che
e
città
alla
un
prezioso
re,
potessero apparial riaverlo
dopo qualche dì piegatasitutto
e
cbe
di vita
fondate, quanto
ai rimedii
lo
dismisura
,
lievemente
Ma
a
ragionare agli amici
delle speranze,
.
tratto
da
il male
cresciuto
in
più pericolosa
la malattia
rendere
sole
un
così data
giù
a
un
la furia
,
del
male,
svanì
pericolo,e
infermità.
con
poco
incredibile
gioja
dopo anche ogni
di tutti
que
qualun-
traccia di
la
quel-
L'
impresa del
.
nelle
del
guadagno,
quindi
Carcano
teatro
dell'arte
ma
era
alcuni, che
di
maoi
55
PRIMO
CAPO
non
pronti air inganno
non
moveva
né
vergognosi ri-
a
,
sparmii
solo intenti
erano
,
spettacolo che
potràmai
si
non
,
prenderanno la
non
che
questa scuola
altre,
anzi
intorno
quale
o
di
non
se
si diminuisca
speranza
gusto
.
malta
una
si cerchi di ottenere
virtù,sempre
ne
^
pilo
sca-
rimarrà
istituzione
.
il Rubini
ed
a
la Pasta, la Tac-
cantare
il Mariani
il Doniz-
maestri
a
,
,
che
zettì
non
del diletto 11
la nobiltà della
pertanto chiamati
cani
vi si affatichino
mezzo
per
della
e
contaminata
turpemente
che
delle
meno
dagli impresari per
risparmio, o
del buon
Furono
animo
è da
non
,
quanto che Y istruzione
amorosamente
giunge air
persuasi
,
più bisognosa
tanto
finché i governi
avere
de' teatri
cura
di costumi
,
vi
quel più compito
dare
a
amor
patria dignità;
dalla
e
nuta
que'dì ve-
a
dovea
,
ed
il Bellini che
in
argomento
Chi
in musica
porre
scelse
":
"r
r Anna
la Sonnambula
Bokna
]"
s"
offertagli
dal Romani
.
ha udito
quest'opera,e
al bello musicale
che
vi è
non
Y abbia
non
cato
popolo eduvoluta
udire
,
amerà
infinite volte
quali circostanze
conoscere
,
la
accompagnassero
composizione, che per la qualità
di
degli affetti e specialità
da
tutte le altre
maestri.
La
sue
famiglia, di
andata
sul
invitato
di Como:
può
natura
opere
parte il Bellini, era
lago
ne
e
cui
nel
vi
da
dirsi
lare
singo-
tri
quelledegli al-
poteva
ormai
dirsi
borgo di Moltrasio
si
portò anch' egli,
56
VITA
mosso
VINCENZO
DI
solo dair affetto
non
BELLINI
dalle cordiali maniere
e
,
ond'
più pienamente
anche
Giace
Moltrasio
bellissimo
di
del
sulla
borgo
antico
che
sito
vi fo di si buona
pochi dì
solo
un'alta
bagnata da
si metta
in
non
del
lago
que
cin-
dal
Ivi è
vaghezza
per Y aria
e
un'amena
d' acqua
le
so-
dirsi beato
da
chi
valle
sebbene
che
,
lora
ta-
,
di torrente
essere
la
per
clima
condizione
caduta
del
visitato
meno
dimorasse.
vi
perarsi
ricu-
quasi dirimpettoal
Torno;
di
la mitezza
per
y
che
città
dì è rinomato
mezzo
sponda
,
e
di
dalla sofferta malattia.
sinistra
dalla
lontano
miglia
dal desiderio
eziandio
ricevuto, ma
era
e
ne
simuli
alcun
,
la
poco
dignità pur
la salubre
offende
non
ratura
tempe-
,
del
costante
e
luogo
che
ricrea
ne
se
invece
,
leggierafrescura.
una
per
villa de' conti Lu-
La
coi giare
Passatacquagira intorno maestosa
dini,
a
che, guardati da altissimi cipressi, vanno
cini
,
gradi e
ridente
sovrammodo
di bellezza
scena
smontando
soavemente
di Claudio
e
e
e
di
del
nel
lago,dà
to
aspet-
un
e compisce quella
delizioso,
piacere degnissima
deir
gno
inge-
Pussino
.
Il Bellini
più, che
dalla delicata
nel
passare
nelle
dall'una
all'altra
e
nell'
titegli
consen-
dilettava
complessione,si
all'altra villa
dall' una
passeggiate non
sponda
osservare
del
so
spes-
lago,
centi
gì'inno-
,
costumi
1
e
le sincere
più lieti giorniper
quando
e
,
le
luì
affezioni di
quellidi ogni sabato
erano
giovani operaje lasciavano
collocatesi
con
ordine
que'contadini.
in
i lavori
variate
di
barchette
,
ta
se-
si
CAPO
alle loro
avviavano
Che
armonie.
deir
umana
r amenità
incanto
per
acquista dai
campi
del
il cuore
barchetta
Bellini.
coi suoi
ne
remo,
attrattivo
studiarvi
Or
sopra
idee
della
Giuditta
anch'
egli in
che
dal
più
schietta
l'
dal-
desiderio
di
natura
.
furono
nella
le
fecondate
cagione
ancora,
la presenza
questa cantarglila
che
e
nuova
lei faceano
di
casa
di
,
v'
artisti ed
avea
eruditi
nella musica
mos-
,
Iravagli
che
l'utilità,
sì nel
avrebbe
conoscere
e
ricavato
da
nello stimar
qualitàdi quel soprano,
le discordi
e
quel
versare
con-
giustamente
,
le
una
vinto
meno
Un'altra
11 dover
,
quanti
pito
ra-
lo tratteneva, era
il riunirsi
e
andasse
,
scene
.
opera
ne
come
la
ritrarre
Sonnambula.
Pasta
sicale
mu-
sospendere il movimento,
luoghi e
quivi volentieri
che
animo
dell' arte
ascoltare,non
per
cotesti
tra
dal-
,
Seduto
quellecantilene
di
e
volta dall' importuno frastuono
faceva
ad
tutto
si poneva
vità
soa-
ospitiseguiva quellegaje giovanotte:
infastidito alcuna
del
la
virtù, che prende F
una
potràbene apparire
ci
,
e
silenzio
qualunque più selvatico
a
afieltuose
e
degristromenti
suono
voce
de'
liete
cantando
case
il
se
S7
PRIMO
sì nell'udire i dotti ragionamenti
opinioni onde
può
tanto
zar
avan-
,
r arte
solamente
che
il maestro
che
,
ascolta
,
alla sana
porti iilgegnoe volontà d'appigliarsi
Ritornato
a
Milano
e
,
lavoro,
le
si cominciò
più buone
grande
speranze
compiuto
subito
ma
,
non
poco
in
parte
.
ogni parte il
solamente
dopo
vi
,
a
ad
formare
opinione della bellezza di questa
aver
sì
rusticana
S8
VITA
giovinetta che sembra
quale
in
,
,
credè di presentarli
tolti alcuni lineamenti
,
,
qualche città,avanti
volle
esaminare
che parte di cauto
specialmentenel
se
D
il
seppe
duetto
«
Bellini,
tjual-
trovatovi
e
,
tutta la istromentale
contraffatta,
rante
geloso del Zeffiro er-
son
due
pubblicamentecon
dolse
ne
prima
non
queste copie
e
la
che si potesse ammirare
11 che
propria persona.
che
alle prove
taluno
fosse
vi
,
il
BEUINI
VINCENZO
DI
lettere
,
,
che
molto
con
bricatore
affetto si
Somamhula
Colla
Napoli
in
tasi
rappresenta-
.
la
dei 6 di Marzo
sera
fu creato
sarà
che
il teatro
1831
con
idilliodi cosi
de'
tenuto
sempre
arricchiscano
un
dal Fa-
tuttora
conservano
ordinario
stra-
successo
squisitafattura,
lavori
più perfetti
italiano
La
musica
che
,
è delicata
ne
.
limpidissima V
amabile
invenzione
de' concetti,le varie
'
la
sita
grazio-
,
,
più
coi
passioni espresse
veri colori,T indole dello stile propria dell' argomento,
la natura
ben
che
la
la Grecia
de'
l'arte
e
potrestidire
.
alti ed
nelle
il Bellini
stato
un
umili
scene
di
una
il genere
egual
con
subjetti,e
insigne nelle
nobili
ed
e
in
oltre metà
duemila
del
vantaggio :.tanto
trattare
ammirabile
fu
era
senza
be
Eb-
universale
stima
.
ducati
,
dì che
diritto
il vedere
e
;
ingenue, quanto
,
lieve
tanto
,
allo studio
sapea
dignitose,non
di gloriae
raddoppiarglìsi
per questa opera
e
mutato
bravura
riuscire
contadinesche
che
quelle opere
presentava alla maraviglia
popolicivili Piacque
che
filosofia intrecciate,
tanta
con
fu avidamente
ne
rimanendogliepoi ricavò
richiesta
.
non
CAPO
Niente
Vincenzo
insuperbitosi
né
de' Milanesi
ogni luogo alle
Conservatorio
ne
musiche
sue
andava
gliera
.
in
dove
e
di
crescendo
che
era
volta
Né
questo
a
nobilitava
Y
tunque
quan-
,
la dimora,
per
unito
per
dove
Bergamo
qualche
la
cbe
tieri
volen-
che
,
erasi
scuola
colare
parti-
una
pochi giorni
per
si tenne
per
rava
queglidimo-
,
contento
ma
,
utile proposito gustare altresì
quanta
il
li rendettero
assai
Mayr
ancora
in
nata
il Bellini
con
stri
no-
secondo
stile è parte della
lo
per
.
volle
i
verso
nutrire dentro
a
tuttavia
oltreché gli era
,
recato
cbe
amore
di Simone
Mendorf,
amicizia
deva
proce-
,
gr insegnamenti
:
farsi
e
scoprire le doli
a
occupato le opere
e
L'
tra glialtri lo teneano
famosi
italiana
continuava
venuto
più
sempre
nato
udiva
,
compositori Cominciò
sommi
cbe
strazioni
dimo-
,
neglistudii.
sempre
alle onorate
quelle
a
,
in
8f9
PRIMO
e
neir arte
sapienza onde
far tesoro
musicale
si
,
Alemagna
dotte
quelle,
e
monie
Investigava quelleriposte ar-
combinazioni
Gluck
del
massime
.
e
del
del
Beethoven
contrappunto
di
cui soleva
,
notare
quando
a
offrissero
si
ad
Ora
e
saggio
gli
con-""
luogo a
trasse
sapersi difendere
.
comparire profondamente dotto
esempii per
uscire
,
maggior
o
itahano
eh' ei vi teneva
di
che
attagliavaalla scuola italiana ed
,
desiderio
battute
tre
o
,
artistiche; ma
quel profitto,che
al grado
due
quando
più vaghezza,
o
siderazioni
a
illeso da
numero
una
per
e
prova
parte della loro fama
stere
resi,
autorità potentissimi
in cui tanti
,
ed
,
dal
alcuiìi fu
colarono
peria
pò-
60
VITA
cliissimo che
la
non
perdessero interamente
lodare
sommamente
BELLINI
VINCENZO
nel Bellini
inerito
vero
un
BI
da
ma
solo da
non
doverlo
esserglienemolto
,
L^ educazione
riconoscenti
tuisce
costi,
letteraria che
ra
anco-
cevuta
ri-
avea
.
stata
era
non
accurata
di gusto naturalmente
classici
dei
retto si diede
de'
massime
e
scelta; fornito
e
sé alla lettura
da
ne'
poeti
,
sollievo alle
dolce
s'informò
occupazionidell'arte
agli altri
sentimenti
degliaffetti.La quale relazione
arti
sarà
non
espressione
le
le bel-
e
incredibile
,
che
sappiamo
,
s'ispiraronoa
Petrarca
vicenda.
Si
era
mosso
a
letterati ed
delle
do
quanartisti
il Tartini
animava
patetica soavità
alla
r Alfieri
zioni
parecchichiari
trovò
ed insieme
tra le lettere
ad alcuno
certo
quali
,
alla
ed
però
nel
proprie cofnposidalle
scrìvere
musìdie
,
teatrali,a Raffaele Mengs
canticchiare
bisognava
al
qualchesuonata del Gorelli prima di porre mano
ne' Santi Padri
ne' classici
lavoro
ed il Zingarelli
e
mati
i suoi più stiitaliani riscaldò la fantasia per creare
,
A
lavori
siffattistudii Vincenzo
dedicava
na
alcu-
.
parte del giorno passava
il resto
,
e
la
nel teatro
sera
,
se
nessun
Intanto
da
o
in
,
avea
rappresentarsialla
ci
gliami-
zione,
qualche lieta conversa-
obbligodell'arte
già egU
presso
lo ritenesse
promesso
Scala
e
,
destinati i cantanti Giulia Crisi
nuova
una
per
la
in
casa.
opera
quale erano
la Pasta, il Donzelli,
,
il
Negrini,
metà
di
convenutone
ragione sulla musica.
parte, che rimaneva
più la
Occupò pertanto quella
tremila
dell'anno
ducati
1831
con
nel comporre
62
h
vidi
BELLINI
VINCENZO
M
VITA
qualche lagrima
versare
oè il Bellioi
Ma
:»
.
s' ingannò pronunciandoquelleparole né il Pacini
che
,
lo rincorava
,
svelarono
quest'opera
perchè le seguenti
V avvenire
per
ottenendo
che
si volle udire
quanta la grandezza
tutta
poi un
,
quaranta
pensieri quellamaestà
di
meraviglioso
dì
cesso
suc-
Quella novità
sere
di
.
frasi, quellepassioni così
,
ritratte, que' soavi
fortemente
presentaz
rap-
e
tenerissimi
canti,
prodotto dalla più schietta
queir effetto singolare
semplicità,fecero della
Norma
il modello
quel
drammatico,
movimento
capolavoro
un
ed
Rapidiamente
se
ne
italiana.
della musica
,
difiuse la noSzia
in ogni
città ed ogni città volle gustare (pesto miracolo
,
genio. Ciascuno
celebrava
quei cori
dignitosi quando concitati
a
cielo il terzetto,e i duetti
e
bellezza,e sapientemente e
dialogo ;
a
"f.
mai
tempo
cielo
di
im(M*09tati
si confessò
didn
risuonasse,
stesso
per
Casta
era
n
cosa
e,
la
con
che
separate
nella
a
novità
la cavatisa
e
quale
la
posti
del
di
differenti
de' Druidi
e
gannatore fm^m
concenti, che
non
costumi,
rea
nùsera
e
del sacenlote
de' Bardi, il rimorso
io sdegno
del ooafide
giudicare se Tanùno
meravjgitato al magistero ddl'arte, o
che
,
rivestiti dal Bellini di wA
sai
che
piansero air ultima
preghiera della
guadagnare il cuore
prano
so-
rilievo, nello
maggior
la {Metà paterna
pe'suoi figliuoli,
sacerdotessa
comincia
molta
nazioni, per indole, per
tante
e
affetto
tanto
più angelica melodia
,
scena,
quando gravi
guerreschi ; si levarooo
e
,
come
,
di
commosso
io-
singolari
più
resti
alla
CAPO
de' canti
dolcezza
E
che
veramente,
.
della Nùrma
composizione
dair
lo dimostra
tacere
per
,
fatto,che fii allora,e dopo ignora-^
un
,
lo
ispiratonella
,
altri
molti
appariva,
come
stato il fielBni straordinariamente
fosse
di
63
PRIMO
universale
notizia ho
delnto di
Barbò; ciò è, che
prima di
della
e
cui
,
gratitudine al
la cavatina
scrìvere
già
avea
di
create
le
contro
bdlezza
nella
indifferenza
Con
del
tutte fuor
risoluto
e
vi
studiò
e
Non
de' recitativi
è
di
un
prese
più
ancor
a
po
quanto do-
dire
già
che
amore
gliattestati di
Milano
raddoppiasseroin
e
tento
con-
,
.
ciò si
non
e
dopo T altra.
una
stile, egli
suo
ne
»
questi narrò,
mirabili, siccome
grandioso
fare
di otto bellissime
meno
al progresso
Quanto
diva
Cauta
e
preghiere dell'amico, andava
lacerando
certo
della donna
non
anzi
misura,
che,
mentovato
le
mirazione
am-
l'
prerogative del-
,
animo,
ddla
e
gli aveano
persona
Nella qual gara ^affezione,
ad
del
ammirar»
genio,
della bellezza
forza
,
entrando
in
un
—
Pirata
gentilepei^iero;
ricamate
A
a
segnalarsile donne
rato
gli offriroBo lavo-
e
fino tappeto colle parole
un
Stramba
—
pronte
meno
nen
fiacilmente pieghevolialia
vollero poi
colle proprie mani
—
e
tutti procurato.
presso
—
Smmmbula
—
^
Norma
grandi caratteri nei quattro angoli (1)
.
tanti tripnfi si rav^vò
neir animo
di Viaeenzo
,
la memoria
de' sudi
^
(1) Qoest»
e
affetti e
tilppeto
è
del ZingarelU, de'
s' immaginava
cpieli
i deslderii ; vk a
lui pareva
«ontervàto
dalia
(ìimiglU
Mimi.
,
64
che
VITA
quella gloria
intera
fosse
BELLINI
VINCENZO
DI
egli stesso
se
,
r
non
narrata ai genitori, che
avesse
ed
sperata sì grande,
no
lasciò Milano, tenendosi
1838
arino
dalla brama
stimolato
Roma
gliene avea
deliberatosi,sul principio
Così
via.
aperta la
sente
pre-
1^ avea-
non
che
al maestro,
e
Firenze
per
e
Napoli
in
di arrivare
l'
del-
,
,
quanto potesse più
.
parleròdi questo viaggio
Non
conversazione
una
sollecitamente
avvenuta
che
Cavalletti,si
Fabio
con
narrare
per
,
sì perchè manifesta
perchè da questo stesso riferitami
del Bellini
più alcun giudizio musicale
ancor
,
Era
salutato
e
poiché il caso
nome,
«
Bellini
li facea
rispose
:p
dopo
poco
,
in
ragionamento
al Rossini.
il dire
accado
il Cavalletti
al
air
intorno
tentato
aquila
in
alla musica,
che
di
da
vicino
vedersi
verenti
prima quelle ri-
fatte
convenivano, lo
compositore
mai
avesse
quellavia,
in
mise
e
più
senza
te
massimamen-
il Rossini
Quegli allora soggiunse, essere
così solenne
altro
si
il
.
quella gloria italiana;sicché,
parole,che
viaggiatore,
domandargli
a
Non
rozza
car-
vi enfrò il Cavalletti,
compagni
Y altro
qual piacere venisse
:
il solo
cortesemente
cominciò
quivi era
Foligno la
per
alla volta di Roma
del corriere
che
quando passò
inoltrata
notte
.
disperare qualunque
raggiungerìo; potersiparagonare
vola
su
tutU; delle
sue
siche
mu-
,
buffe
in
piacerglioltre
ad
ogni
altra
r Italiana
e
delle tragichepoi la Semiramide
Algeri:!^;
avere
pel
averla
suo
capolavoro, confermandogli,
udita la
prima
volta
non
vi
fu
doversi
che
l'
alche
verso
,
CAPO
dormire
potesse
nella
particolarità
sulle
gemito
mesto
E,
notte.
tolte
le
ancora
che
conosciuto
fattosi
che
aggiungeva,
»
egualmente
65
PRIMO
nel
poco
famoso
parole
fosse
cosa
alcun
qual
a:
sarebbe
sì
intervenuta
e
,
da
quali
tanta
affetti
si
verità
la
era
trovassero
la
e
potenza
animi
quegli
compresi
quel
di
:
il
canto
,
quale
che
fare
poteva
non
producesse
non
mito
fre-
un
,
universale:
esservi
abbondevolmente
fatti
di
incapaci
verso
la
di
fine
più
al
in
poi
bellezze,
gustarne,
pezzo
che
queir
gli uditori,
raro
pregio.
Y
diminuivano
che
concertato
,
un
tanto
opera
pur
come
ne
attenzio-
era
di
SECONDO
CAPO
Napoli
in
dimora
Sua
Venezia
in
mtla
e
Va
e
Sua
Puteaux.
ultima
infermità
I
novità
e
da
lui
introdotte
nella
,
ed
il Bellini
,
.
Il Bellini rivide
Quali
quella città
Napoli
fossero
i
nel di 11
suoi
lo manifesta
Gennajo
di
rientrando
pensieri
lo smontar
del
eh'
in
egli fece
,
di
al
Conservatorio, e il presentarsi senz'altro
fetto
Zingarelli É facile immaginare
con
quale af-
carrozza
al
il
tra
.
Sami
1832.
Riscontri
musica
Suo
funebri.
.
stile
Paesa
Puritani.
Onori
morte
e
trice
Bea-
La
.
Parigi,
a
,
Milano
a
.
Londra
a
.
a
Ritorna
patria
suo
.
questi lo riabbracciasse, e
del
la notizia
corresse
gli si affollavano
antiche
consuetudini
in
entrare
Y
bastava
intorno;
quei
Crebbe^poi
Vincenzo,
le
tra per
gratitudine a
tante
rieordavagli le
Y
segno
potes^
cosi
della rinomanza
qualche
un
ctìi
familiarità,quasi
e
qualche parte
averne
benevolenza.
di
Tutti
arrivo
suo
legio
pel Col-
.
giovani
se
subito
come
; ad
espressione di
o
allegrezzacomune,
care
oneste
altri
memorie,
e
per
do
quantermine
disse
accoglienze
che
,
voleva
rimanere
destinato
avea
riverito
Y
avea
in
quel luogo
di trattenersi
reso
in
Y altissima
le due
settimane,
Napoli. Quanto
a
altrettanto
fama
che
tutti
ro
ca-
,
lo
fecero
quella naturale
amabilità
e
gentilezza.
68
onde
conversava
ciascuno
di
BELLINI
VINCENZO
M
VITA
C09
tutti
la
storia
narrando
infinito
con
bilo
giu-
,
delle
sue
Di
opere
che
.
mirabilmente
quei pettigiovanilis'infiammavano
Però
chi (r uno
dell' arte
am(^
all'altro
l'
al-
andaya
.
ripetendo)potrebbe promettersi
che
lo studio
0
piuttostovale
non
quest'arte
0
?
ti dà
non
i concetti
di Gioacchino
l' animo
Rossini
la
Delle
ma
qualiconsiderazioni, che
naturali
pur
,
la
mente
venivano
in
rattristare
a
serenità di gioja noi
tanta
no
divi-
tre
al-
conseguirsi lode degna
poi potrebbe mai
verace?
fuoco
suo
del Bellini ? per
,
vie
da
creatrice,
più augurarsi
il cuore
0
altrui
forza
quel
con
fra loro chi ardirebbe
e
quellaeccellenza,
a
allontanare
ad
il genio
se
,
ti riscalda
non
condurre
possa
,
è forse
gloria?
tanta
adesso
e
portune
im-
quei giovani
mo
incomincia-
,
maturità
di
La
innanzi
Caputeti e
nata
andava
a
dal
si erano
nel
ma
dati
giorno appresso
tra la Ronzi
del Rossini.
I
tosi da
quellamutazione,
sapersi che
sgarbato
si recò
lui
subilo
,
e
COSI
le cui
furono
e
la Boc-
Napoletani,cui
il Bellini
a
già
eccitati maggiormente
giunto
era
,
,
per
sospenderne l'esecuzione, sosli-
sangue
Napoli le fecero
più
.
,
si dovette
nepoti con
terminare
arrivo
suo
Montecchi
tuita Y Elisabetta
non
del
quale discordia
so
non
,
cabadati,
i nostri
esperienza potranno
sera
i
caso
il giudizio,che
formare
a
Il che
ricevimento
in
udi*
.
pacificarele due
donne
,
rappresentatii Caputeti,
nuovamente
patetichenote
Napoletani,che
tanto
si
commossero
piangeva per
a
pietà i
tutto
sitivi
sen-
il teatro.
70
VITA
VINGBNZO
DI
tanto che non
rieeTuU
BKLLINI
ebbe
vi
giorno
,
già gli accadeva
caldissimo
più tranqmllo passeggiare
di poter
di venerazione
testimoni
la
nelle
complessione
sua
più oltre,che
anche
torno
corrergliin-
un
di
e
quei venditori
fortuna
a
di
gli
a
veduto
e
Vincenzo
confetti,quanto
ostinandosi
capo
,
no
da chi si scrìveva-
voler prezzo
aver
Si giunse
volte entrando
spesse
non
affetto,che
.
potea venirne
non
tanti
altret-
con
sostenesse
non
botteghe,e presivirinfreschi
al pagare
a
era
trq"po più profondamente,
T animo
c^mmovevana
che
subito
seguitarlo dovunque andasse
un
Né
cittadino
amore
.
per le vie della città , che
,
non
tempo neir accogliere
glibisognasse spendere molto
quellaletizia e qud
cui
in
,
Ed
servito
e
in
ecco
.
venirgliuna
questo mezzo
un
di
convento
monache
che
significando
lo pregarono
; al
delle
r industria
e
r offrì il teatro, quando
si
presentòY
nel
finirono
se
e
presenza
ogni
con
mente
trattato lautasuol
produrre
spettacolopd degnissimo
nel
scoppiarono allora universali
qualinon
che
nel cantarsi
autore
su?
il Bellini,fu
più delicate paste,
Uno
quali
mune,
gloria alla patriaco-
di lodi ricevuto,
monacale
le
,
da
impediva che
non
degnare di
venuto
.
Pirata
quella città
di
era
voler
a
quale
di stima
maniera
di
la vita solitaria
partecipasseroa quanto
il monistero
singolare ambascerìa
alcuni
pezzidel
te;
palco dell'Intendene
clamorosi
viva,
ì
allorché il Bellini disceso
non
,
palco scenico si mostrò
accompagnato
al
[hù
volte ai suoi
propriopadre, la
tadini
concit-
cui
gioja
è da
credere
che
11
SBGONDO
CAPO
fosse
straordinaria
tanto
in
,
da tpccare
momento
Si vc^le in
( tralasciando
oltre
.
accademie
altre
), che
onore
vocali
nella
un'accademia
molte
nella
poesie continuala
che
stampa
se
ph
ancor
una
medaglia
che
al
durabile
e
d' oro,
principio di questa
Tavo,
del
decretandosi
E
quanto
y
alle
vita ; mentre
queste
che
to
avu-
un
del
di
sapere»
suo
di utili precettila
puerizia
vedere
in
che
alla vecchiezza
di
e
da
ne^
e
atti
nel volto,e
trasparirgli
nelle
genitori
nella speranza
piacere
un
da manifestarlo
parole.
Spesso (com'egli narrò)
che
di stima
cessati
lo circondavano
i
testati
fragorosiat-
nel
gtorno
,
recava
nel
pieno
detta città
,
e
cevuto
ri-
avea
de'
di tanti onori,
memoria
,
alla famiglia
mezzo
,
indichile
che
pubbliche
letizie
più segnalati gli era
ancor
duto
go-
,
preparare
ndla
gioja
parola nel
altro aveane
riportarlepieno di gloria il nome
,
avea
fatto
ricompensa
erano
domestiche,
oscuro
una
tempo
abbiamo
confortato
.
coniata
nello stesso
rassegnamento,
solo in
non
avea
nepote
glorioso gli fu
un
,
si desse
padre
perchè
della
si avesse
ritomo
quel suo
per
Vincenzo, delia qnal cosa
ma
acciocché
Infine
fece
ne
memoria
rimane
.
pubblica esultanza
segno
dalla prosa
daglialtri socii
e
di che
:
suo
Io celebrasse
di Marzo
Musumeci,
le
fatte in
lelteraria^chefu comhìciata
del professore Mario
con
di ricordare
istrumentali
ed
dei 18
sera
della mestizia
pòco* i coi^ni
per
della notte
al mirare
i
a
passeggiareper
patriimonumenti
e
,
si
,
le vie
al ri-
78
^ITA
ogni
della
le memorie
pensare
intenerito
da
alla mente
si sentiva
mille
Catania
e
all'animo
rarglìsiinnanzi
I
affetti
diversi
mi
pri-
.
questi erano
tra
ad
,
,
compreso
e
che
giovinezza
prima
affollayano
si
gli
passo
BELLINI
VmCBNZO
DI
la
famiglia.AUo
schie-
quei plausi quelle lodi,
,
quei
trionfi
,
di tutto
che
quellastima
del
ingegno
fin dai
più
aprirglila
Poi in
teneri
me
co-
gratitudine alla patria,
di
stimar
saputo
avea
anni,
quel
e
gloria
della
via
conosceva
,
debito
avesse
suo
universale
e
giustamente
è
che
voluto
più,
ajutiaffrettarvelo.
con
,
colloquiocol padre gli significòvoler
un
vere
vi-
,
e
in
morire
ai suoi
mezzo
per
,
r
arringo musicale,
e
gradito
che
da
niun
pensierovenirglipiù
inquietosplendore
un
piaceririparare
per
col
Venezia
a
un
obbligo dì
presagio^di
lìè la
famigliai
cittadine
i
cotal
Invano
La
forza del
più
franchi)
e
la
vedere
pubblico gaudio,
si succedevano
a
e
e
faceva
danno
in gran
lugubre sentimento
vita
modo
e
,
minciò
co-
come
patria
le feste
si moltiplicavan
diminuirgli ogni più
vivacità di fantasia
chia-
comporsi
serenargliT animo; quell'ideaera
popoli meridionali
la natura,
da
di mestizia
mai
il
quietedella
partire (che
musica
senso
dover
tormentarlo, e
dolcezza.
trastati
con-
più agiata.
tredicimila
di
prezzo
non
del
nuova
le domestiche
e
a
a
una
un
provare
nella
sperava,
il tempo
avvicinatosi
T
giorno
un
lui fatta,come
famìglia per
mavalo
sovente
da
e
nel-
,
,
Ma
sudar
essi
tinua
consoave
mobilissima, onde
e
linguaggio a
accrescere
in
tutta
lui la
glirappresentava ogni
CAPO
73
SECONDO
Oggetto quasi gliannunciasse
lo salutasse
e
di
sera
T estrema
per
dimora
sua
destinato
non
Neiruliima
yolta.
in Catania
il ritorno,
al vomitar
dì fuoco
,
deir usato
più
che
traendone
e
quello spettacolo;
esclamare
addio
Anche
e
?
tu,
.
cbt
,
al
Alfieri
,
.
glorie,che
Allora
ingegno
nello
Metastasio
del
del Bellini
se
il mondo
mutato
Ritornato
breve
ne
in
fatta
ragione
sulla
restituito
cui furono
circondate
al teatro
faccia
di
dove
si
in
fu accolto
Firenze
dove
finite
in-
questo
cala
man-
qualitàdelle
tragedie
cia,
nella Gre-
drammatico.
trentanove
.
ed
cupazioni
oc-
come
al vedersi
avrebbe
Napoli dopo
,
le
morte
dolersene
riparti In Roma
Straniera
l'
del-
avesse
non
,
insieme
minciò
coe
V Oreste
di musicare
altamente
splendore, da
e
e
glipreparava
gliel consentirebbero
se
quest'opera,che,
r
la cordiale
quasi mutato
cagioni da piangere l'immatura
divino, dovrebbe
accoglienze,
,
che
Io penso
nità
l'ame-
finalmente
potm*ono ricondurlo
brani
promesso
,
è scritto
alle
alcuni
dei quale
avea
Florimo
r avvenire.
recitare
a
Ma
passaggio,
suo
del
pensierie
fallibilmente
non
glio
me-
in musica
porre
la varietà delle onorate
rinnovavano
consueti
disfogarla niente
del Pindemonle.
saggia compagnia
ai
a
improvvisando
,
de' campi,
si
fu udito
l'ultimo
darmi
mot
caso
,
che
parve
la Malinconia
che
a
non
augurio
mesto
Etna^
o
sì
ritorno
suo
gli
credette
Questa tristezza T accompagnò nel principio
2»
del
Y Etna
faceva
giorni, in
rappresentava la
cantavasi
la
nambula,
Son-
,
nel teatro, tanto
sol che vi
com-
74
VITA
BELLINI
YINGEHZO
DI
parìsse, con
grandi applausi. Tuttavia
volta vi fece
brevissimo
che
quale
tanto
oltre le conwete
che
in
,
quei
,
in
si trovò
quale
die
presenfe alla
si
leggeranno
gli
e
spesso
detto
Della
in una
particolarità
l^era,
dalla
che
candosi
re-
anno
della Norma.
e
dersi
go-
dimora,
Agosto dei
al Barbò
il Bellini scrisse
che
non
quellasua
esecuzione
le
tenne
trat-
Venezia
a
ogni giorno
Se
neir
dove
più
,
{dacevolicorse
Bergamo,
qualisi
nd
di andare
di così dotta conversazione.
interruppecon
nella
unirsi
mesi
dì» visitarlo
consuetudine
fu cara
Vincenzo
quella città prima
in
ami-
Mercadante.
di Saverio
a
[Nacque
amicizia
stretta
,
,
dzie, glioffriva la presenza
Col
mente
sollecita-
ondo
soggiorno
giunse in Milano,
questa
ancor
somma
,
cortesia
di
insieme
a
Era
onde
questo
sarà
donatami
riportataoriginale
questo scritto.
recente
ai Veneziani
lo ricevettero
il trionfo dei
festanti
e
con
anche
in
ogni
,
nondimeno
nella
condusse
prio^
vita
a^rtata
,
piuttoido,che
molto
si
il Bellini presa
Panna
Guglielmo Teli,e
ne
lodarono
meno
sapere
voler
ci molto
la
la cortesia
e
Ai
iama
appena
a
il
le
quattro
in taida
quali
Una
.
pianoforte
;
di
presenza
Antonio
la sinfonia
mani.
la grazia sd
e
stupirono la modera
ne
confermando
grictosceise
eseguì
come
,
suonare
dalla
occasione
suonatore
volta
quella del Peruechini
pregò questi a
lo
sera
di
mostrazi
di-
onorata
le amicizie, tra
accrescendo
compiaceva
questa
Ce^pukh',
Se tutti
suono,
eccellenza
credibile. Che
del
non
di
rinunziare
msm
CAPO
unlodeToIe
ad
e
sentimento
della
al desiderio di
contrastare
75
SECONDO
propriagrandezza,
no
quelliche lo ascoltava,
delle sue
qualiavrebbero voluto,che suonasse
scuno,
opere, tanto più ammirabili quanto era certo a ciache egli
alla soavità della composizione
avrebbe
accoppiatoquelladella esecuzione, era chiaro
delF animo.
indizio delle pia rare
Ma Vincenzo
qualità
i
,
avea
in tanta riverenza
nessuna
e
pure ciò
che
occasione
il Rossini
da
sciare
la-
non
gliela palesasse:
non
ché
glivalse contro la calunnia Perocavvicinatosi il t^npo della prima rappresentazione
non
.
scere
opera e Beatrice ^ cominciò a nasprezzato
la voce, aver lui nelle prove del Tancredi diil Rossfad. Ciò al nostro compositorerecò
della nuova
dispiaceree tanto più se ne afflisse cpiantocbè si trovava
mani
già non lieto per la poesia del Ropandolo
il qualepoi d'altra parte incolrilardatagli:
di Armida
come
più occupata nei giardini
che nel lav(Nromusicale
sto
nacque fra loro tale disguche ne int^ruppe F amicizia. Né sapeva, che
per ginota avrebbe dovuto di quellamalignavoce
portare ancora la pena Che i Veneziani postisi
perciò
in più severo
giudizio(giacchésolo il ripeterla
bastò come
suole nelle moHituilùii,
dula
creper ess^e
) ed inagritipel difierir che se ne fece la
esecuzione tanto da non essere
rappresentata che
gnamente
V accolsero men deil ternunare della stagione,
verso
ta
quando nel di \% éì Marzo 1833 fu cantanel Teatro deUa F^iee da GiudittaPasta,da Anna
grave
,
,
,
.
,
,
,
,
,
76
Del
TITA
Curìoni
Orazio
da
Sere,
YHICENZO
DI
I Giornali
BELLmi
Cartagenova,
si fecero
a
gravemeQ-
censurare
.
te
quesr opera
to
cer-
un
be
Altri avreb-
Norma
in tutto dalla
ritraeva
tratto
asserì,che
gli altri uno
fra
e
Alberico
da
e
.
siffatta
trascurato
,
il Bellini
il
perchè
animo
suo
laonde,
cessò
ca
di musi-
brani
dei due
note
dotato
era
tranquillo;
potesse rimaner
eguali
si dicevano
che
si
stampare le
fatte
sensitività
di troppa
e
,
la conosceva
troppo falsa
ma
accusa
quella sciocca
,
e
taccia
maligna
.
Alla
dell' infeiice
esito
nuova
e
gersene
afflig-
del molto
,
che
il Bellini
faceva
ogni altro
quel meglio,
più
"
di
,
sollecito il Mercadante
i
nella
non
bieca
dare
amorevoli
veduto
che
molto
la Beatrice
,
città,e ovunque
le
si cominciarono
lodia, e le
espresse
ne
che
del
variate
con
risulta
abbia
una
tanta
poiché
finale
e
cori,
mitabile
F ini-
fatta da Orom-
di cosi nuova
di Beatrice
ì
e
me^
del Visconti
dignitàdi concetti,cbe
più maestose
e squisitedipiot^^^
bellezza
delle
fatto ta
è vestita
passoni
Ma
festeggiata
Bellini in og^
ad ammirare
la narrazione
bello della patitatortura
qualche
tempo,
stupende arie,il terzetto,il maestoso
dove
quintetto,
mulati;
si-
venne
le altre opere
che
meno
e
della fortuna.
dal
nascere
non
Vincenzo
serena,
,
niente
e
neirartec
compagno
la faccia
dovea
conforto
andò
chi
spesso
egualmente
r efficace
da
venivano
gloria aveva
volta
a
qualitanto più profittavanocon
che
quanto
Milano
r amicizia, i conforti
può
che
da
musica
e
degU
affetti umani.
"78
del
VITA
M
ynmmmo
fa reduta
1833
bellini
indmarsi
riverffliie la
,
inglesedinanri
a
itaHano
()uestogiogaie
gravità
aSm
avea
,
tale
patrìmomo apprtto
un
pia rioeo proprietario
il pii pevero
era
Ingbilterra
deir
cui fl
a
dei mendici
.
Ha
il BelKni
che
non
che
la
avrebbe
potuto negare
amabilità
sua
ai cortesi
Goncedufo
inviti
nsiichezza^
senza
richiedeva
quel tanto,
del resto
là
e
dBede
,
ad
si scelse
tranquillae
vita
una
ad abìtancHie
la
,
Pasta
casa
.
Ciò fece, sì per
sì per TutiBlà
che
deva,
"^e interce,
che
prove
quivisi
,
eseguire della Norma
1)ero dovute
bula
deUe
l' amickta
deHa
e
sard["-
Somam-
prescelsero convenutogliil pagameslo
mila franchi. Tuttavia -quelmodesto
vivwe,
si
,
di dodici
in
massime
che
città nuova
una
avrebbe
venire
di-
potato
,
gli
fasHdioso
rrilegratoda
era
alcuni
suoi
,
i
amici
quali faceano
lui
con
quctìdianameuteuna
,
brigata. Se
piacevole
zioni deirafle
ai
e
non
che
piaceri"leir amicizia
glibisognava guardare contro una
adocchiatolo per la propria fig^
che
che
ronzargliintorno
per
ad
verire
H Befflni
di matrimonio
^non
nazione
verso
quellagiovane
colla madre
taiiftaera
lo
la materna
prendeva non
Coir
avanzarsi
^
scansanéo
cominciava
a
meli-
oonvenla
streggiare
de-
te
leggiadramenuisoendole
di
ta
astutiia,dìequaidte vol-
preparato
delle prove
.
a
cresceva
generale'aspettazionela qualeperò
,
g^ofildonna,
»ssuna
colpi,che glidirìgeva, pie spesso
mano:
la
ora
onde
,
avvide,
n
qusllcheaccordo
un
provava
.
i
alle wsmpa^
in mezso
a
dismisura
dir
vero
fu
^^^^^^?1^
molto
sup^ata
dai falle:
"^antate dalia
Pasta, dalla Mene
altameniteiemale
furono
ed
e
ai^audite:
solo andò creseendo
non
si fece
perocohh
cpeiledue
che
musi-
dal D"nzelfi
vore
il quale fa-
in ciaseuna i^ra
ma
,
di consuetudiiie : uè
véolidBquemia
di quasi eontijme rappre^ntaziimi
baiao potutoisaD^ qualoosa potrebbeprenderziare cpelpopolo.
si
liani
ar^mento di solenne e deUto rimproYoroa^i Itaelle presto fastidiseottole più stupendeoper^
de' loro ispirati
Abuso ormai non
più
compojsiloiri
degnamente eompoftabSieche ne rende veeehi a noi
il nostro toiiro,c^ ha sempre
stessi,y^te di povertà
aneora
*
,
.
,
ogni aUro di ricchezza Abuso che lo
ridurrà Ih breii^ alto squallorese qualchevoce eloquente
si ieyl a gridarcoBtro
de
non
e Y opera concordei n"^ri gioiìoati
si ostisi a piegaree permn
suaderla
ha lodefobnente fatto disguQome
gtianfani^
standoci
avanzato
.
,
,
m
dratnmi
te
alle cumisiedie oUjramomtaoe
,
«he la
«celie
ta*a(BqttHle
società non imnttgifiata
ci pr^^enta.Grandi furono
le tes^mofiianse di amminazione^ le iodi e «gU onori
rinienaBdacl aHe beate
^
che
,
tovate
procacctarofio in Londra al Bellini Je due mennatogli
compomiemi; basterà ricordare ^un agnellodo-
daia
un
e
regina,e
pugii^ ricco
contratto,che
m
da una
prìncipes^Bpn^)arle
di genrate. E certamente
è detto,Mn
lo
avesse
se
Y ^tro
cbiamato
a
^elle dimostrazioni di tai natura da
che per solo pochi
ritenerveb assai pè lungamesite,
mesi di quanto fu la soa dmijMra*
Parigi^eram
80
VITA
Erano
TINCraZO
DI
primi giorni deir
i
Bellini si condusse
1834
anno
fama
sua
ed
gli avea
i
quando
dismisura
a
rate
ono-
rate
prepa-
,
crebbero
il
quando
molte
Parigi.Se furono
a
accoglienze che la
le
BELLINI
Parigini si
varono
tro-
,
innanzi
amabile
ed
cortese
ma
selvatica
sapienza non
una
cbe
superba,
o
alla bellezza
unita
del
,
viso
ogni
muoveva
E
di
.
Non
grande statò
di
che
rinomanza
parlòfio frequ^temente
ad
re
esse-
nelle altre
con"e
famiglia di qualche
non
,
lo volesse
non
ne
venerazio-
presto
qui
ancor
.
città persona
si
fu
vi
amorosa
una
cominciò
veramente
questa
r oggetto
ad
cuore
sé: né in breve,
a
di alcun' altra
cbe
cosa
,
del Bellini
della venuta
E
egli nella
tuttavia
.
modesto
richiamava
un
che
"k
prima
come
non
tranquilli
piacerid'
i
amico
suo
ed
^
Y avvenire
la dimenticherò
mai,
ciò che
striAse
sarei
n
coi molti
illustri
la
più
Milano!
mia
V avessi
vuta
do-
mai
(dice 9
amora
meno
Nondi-
fu V amicizia,
cura
compositori, cbe
Parigi
in
ad
gli sorridea
o
non
se
glicompensò ogni
dimoravano
tempo
in
quel
massimamente
e
coi
,
Cherubini
e
Vincenzo,
era
X
doveva
opera
io
e
Italia scrivendo
non
esclamando
abbandonare
che
daglisplendori della gaja città
vinto
non
e
gloria
col
Rossini, il quale, come
quegli a
stato
essere
Che
il Rossini
cui
oltre la
colà
chiamato
fosse
allora seppe
propria abilità
a
scrivere
sincero
non
un
lodatore
di
.
Vincenzo
fli
opinione di
alcuni
che
nata
allora si
,
mantenne
costantemente
renderebbero
men
fino
aldi
d'oggi: però
credibile la portentosa
gloria M
la
CAPO
egligià a quel tempo
; V aver
primo
ed
composizione
di
e
0
che
che
o
vero,
Del
in breve
riuscisse
dell' immortale
r amore
che
ammirabile
storia
da
e
è certo
che Y intima
,
que'due supremi ingegni fu
degnissima di
dell' arte. Che
anzi crebbe
il loro affetto
tanto
a
lo dovessimo
non
quello che passa
tra
so
padre. Spes-
un
,
uscivano
insieme
sì poneano
casa
il Bellini
a
per
le vie di
alcune
in
rassomigliare a
anzi
ed
figliitolo
un
arte
nendo
propo-
,
difficoltà
in
Parigi, spesso
ragionare della loro
alcune
nella
ricordata
essere
poterlo dire senz'altro di fratelli,se
congiunture
del
al Bellini di conciliarsi
Pesarese
tra
nacque
emulazior
maligno che
del
,
unione,
verso
di-
ciò. si fosse,
resto, come
più
tenesse
voce
la
il genere
impossibileY
faceva
il confronto.
quella
abbandonato
il teatro; finahaente
musica, che
stolto
ne
81
SECONDO
che
mava
dall-altro bra-
,
udire
superate; accadeva
insieme
talvolta,che
pur
nelte cònversaàoni
delte
no
quali era-
,
Ora
riputaliil più prezioso ornaménto
queste avvenne,
che
mentre
ne' suoi
abbracciare
ad
corse
pensieri,si levò
lutti colla sua
il Rossini.
di
una
so
godendo
indòli ed
varie
discorsi, Vincenzo, che
raccolto
in
.
lutti si sfavano
quei piaceri,che producono le
dassero
an-
stava
ne
tutto ad
i sollazzevol
seduto
tratto
un
Questo fatto
e
mosse
com-
eloquente semplicità e quando
,
dopo
molli
presente
amù
lo faceva
argomentare
lo
con
narrava
tali
Y irlandese
parole,che
Henn
bene
se
quivi
ne
lca
po-
quanto profondamente fosse rimasto
nell'animo.
scolpito
8i
Df
VITA
è da
Né
quando
di
questo
,
Vera
{»iifaconda
si
Vineenzo
di
formato
^a
Noi abbiamo
già veduto
.
neirarte
Tivere
a
che
vivesse
la fortuna
nd
lo
e
«tetato
aveva
principe della
Bubliffle,
e la Francia
gÙHmù
Divina
Commedia
tutto U mondo
shidi
di
non
che
tanti
il
me
hante.
giornalierinon
Gugkelmo Teli, vero
e
che
lo stadi
non
cbe
già
comprando
In
divisa
mai
tutto il mondo
,
era
»
.
passioni ond'è costituita principsdmentela
animo
lui
una
umano.
sola
Ma
prova
di
questa
che
,
anzi
dote
non
parca
come
tutti i
dal
mio
Magnifico
di umiltà
lodato
primo compositore nel ritrarre le gentilied
,
al
è la
TeU
modeUo,
som
no
accanto
OugHelmo
come
ad
Guglielmo
insetti
Non
lia
Ita-
compositori
nm
portento deffarte
da
stimonia
te-
ddia
corona
perituro giudizio,e beli' argomento
in colui
sto
que-
armoniosa
volta il divino
Per
a
(cosiscrisse
persuado,
siamo,
non
4^i maestri.
maestro
miei
mi
cbe
e
musica
lo ie^Uo
Im trentesima
) per
Telly e sewfrepin
del
e
ch'egli
autorevole
posta la
gli avea
scuola franco-alemanna,
amico
mente
focosa-
capolavoripei quali F
ai suoi
intomo
più
la
ris^vato
alle
fu preso
Pesarese^
maestro
avesse
egli quasi
come
Guglielmo TeU:diresB
del
innamoralo
lingua
o
ridiremo
ora
tidiano
quo-
prediearne
e
aliorekè
bellezze della Semiramide, noi
non
particolaree
im
si
il Rossini
^rso
pia disposto e pronto,
animo
conùBeiasse
vfeibamente
tanfo
nò quanto a) pregiarne
studio
le opere
cbe
marati^re^
V afEezioae
mostrasse
IILLINI
miCBBIZO
come
amorose
vita
l'
del-
abbiamo
in
in
rallegrarsi
C4F0
^aodo
maìokTdt
gran
deUa
dovesse
83
secowo
potea palesare
chi
a
propria gloria Intorno
toccò
che
a
quanto
e
al
.
Mayr
invidiabile
scrisse
al Goileoni
maestro
BelHni
in
onore
della
brano.
«n
belle
ffo provata piacere nel
«
sul Palestrita
osservazioni
che ti prego
gico Mayr,
da
mente
parte
ma
deine la
di
di
e
nm
leggere
le
tra--
e
caro
abbracciare
di sentire
maniera
sua
del
affeUmsch
ripetergli,che
,
il
(pialemi piace rifer
,
rire
lettera,che
una
il mia
allo studio
re
cuo-
che ia
,
fecidelle
di
e
sublimi
sue
lagrime
.
musica
discorso
composixim
Dif^i.che qui
cui U
in
,
cordato
onore.
Qaeslo
tenor
Parigi
in
nome
non
v' è
non
ri-
venga
"
eonuncàò
di vita, che
il tempo
tutto
per
d'
con
suo
di espressione
piene
die
fu
Parigi
a
occuparsi nello studio del
e
mmténne
gì'impediva
non
lavoro
nuovo
che
rando
du,
ancora
del
Puritani
più il terzo
suo
nome
cui
pia
ch'ebbe
^sognava
Tamburini
,
pur
un' opera
per
di
una
che
(tt do^ci
intitolata
mila
proprietà.La
dal
"
valore
fdìce
chi
fran(ama
Bellini
successo
medesimo
dei cantanti
Bubim
i
,
,
la valesse; la
gara
col Donizzettì
il
,
Grolla
quali,se
perfettaesecuzione,
,
nascere
veva
do-
rispondere degnamente,
Lablache
,
certezza
; U
Rmnani,
Pepolì
que' di pel
Sonnambula
e
quivi posta in iscena
Grisi
a
col
Conte
di (firitlosulla
accresciuta
la
animo
stabilito il prezzo
»
con
ancor
mal
sidla poesia M
comporre
"ì: t
qualche
un
vano
da-
ricbiedeano
infine che
quale per
la
rebbe
sa-
me^
84
desima
stagione
Itero »,
troppo
gloria
alUssimamente
diminuirla
la mutata
perchè potesse
quillo
tran-
diverse
di che
egli stesso
lettera.
quelle,a
da
forme
ci rende
Ora
«
io debbo
riawidnarmelo
perciò
e
stile, e
accostumato;
in
scrivere
dovessi
se
nerbo
di
mio
cercherò
cora
an-
TtUti
Bomani.
potrei senza
mia,
negli
testimonianza, dicendo
sagrificarequahmque
l'arte
per
del
;
andava
non
altro
si era
freddi, insipidi,sèt^a
sono
poeta
T abilità
e
pertanto
cui
che
vedo
V Italia mi
per
del
all'adagiarsi sopra
contento, costretto
A
il camnilfto.
persona
non
di
tutto affatto
non
l'ingegno
apprezzasse
generi di poesia, ciò
Ed
della
di trattenerne
almeno
certo
quale sebbene
altri
che
il pericolose
in viso
ciò si ag^ungeva
una
Fa-
,
vedere
altri
Marino
«
queir animo,
tormentavano
sentiva
il
scriveva
teatro
e
BELLINI
VINCENZO
DI
VITA
passione.
amor
dei
gli
prio
prodi
mezzi
»
.
è
Vero
Hìassa
nuova
so,
MUbile
non
Rossini,
a
cui
come
qualche
sommità
leggere
a
che io
prima abbiano
tutti in iscritto
brano
della
componendo.
veniva
a
pro-
giudizio del
nel
ciascun
molli, che
Ma
il Bethnì
gloria
e
in
voce
si
ad
comincialo
di lode; pensiamo
tardi.
della
una
Io
gnerebbero
vergo-
sottoporre air altrui giudizio le loro
frustolo
più
avere
felice riuscita
questo parrà incredibile
di
opere
di
dava
ad
cominciava
secondo
opera,
cbe
già
che
^à
poi
in
compiaceva
cotesto
suo
se
assaggiare
bero
ciò fareb-
possesso
di
della
palesare
a
fatto,ed il Ros-
9$
la Tìvaoità francese
neir
YWCKlfZO
m
VITA
suole
che dei
Puràum
,
del loro
e
parlò orimi
si
noa
atccendersi
ed
commoversi
gli ecceltoAtì
onorare
BSLLINI
tro
d' al-
Nella terza
autore
.
Viitoenzo
mentre
sera
k
era
di Cavaliere
Qomina
Luigi Fflipponon
ToUe
seguì Y
nella
quale il re Ferdinando
legione"fi onore,
che
tanta brayura:
cui
a
secondo
di Cavaliere,
di
Napoli volle
la
medaglia
d* oro,
che
Ebbe
poi dsd
Romani
una
lettera di
suo
cuore,
mutata
.
lazione,che fti molto
e
gli apriva T
arringo. Qmst^
a
chi
la loro amidi comporre
avealo
cui
diffi(fuel
lui
con
in
quella,
tanto bene
correre
musica,
congrabi-
come
alla speranza
poesie di
atto
era
vata
già mento-
abhtamo
il desiderio
animo
sulle
conosciuto, ed
al
cara
secondo
ricongiungeva
nuovamente
die
della
gligiunse
seenico
altra partmenle
appresso
chia:
pako
mancare
poco
che
sul
il Bellini volle
mente
presentare la sempMeità italiana atteggiata modestaal costume
una
francese, e nella quale
maggior gajezsa nella parta
fiikvarietà
osservò
si
ed
istromentale
di forme, fu da lui dedicata
che
an-
gina
alla re-
di Francia.
Se la Direzione
invitato il BelKni
ora
segnalata
dell' Òpera
a
presale
de' Puritani
tutti i desiderii de'
e
Parigini Né
rinnovarsene
con
buon
esito
Y addietro
vogliars
piùin-
molto
glorioso della
tutti
occupava
.
a
per
doveva
comporre,
che
aveva
per
le
sorte
gU animi,
e
verità tardarono
pratiche cui
in
,
breve
da
altre
se
scrivere
ne
per
aggiunsero
le
scene
per
una
del teatro
nuova
ra
ope-
S. Carlo di
NapoB
nel
accidente
a:
primavera verrò
e
;
"r
Doc^
oc
cmUsAto:
"r
non
ce
lire austriache
e
prìetà,per
"£
corso
ce
to
vorrà
la
un
sole due
superbo
cietà.
Napoli che
come
ducati
nette
opere
nuove
da
venturo:
già in
T ho
Italia
per
il Duca
45,000
deHa
prònel
scrivere
questo
oontrat-
dalla
firmata
mano
col
quale}\e
dà
mi
So-
,
9
la ben
andata
di
vittoriosamenÉe
favorevoli
cosi
confermando
aggiunti
T animo
e
aveano
ralle*
E
gli si
del Bellini
ben
.
vedeva, che il cuore
la
godeva
france^
canzom
più grande gioja, che
nello scrivere
palesando sia
potesse ricéverete l'andava
che
mai
blicate
pub-
furono
non
,
sìa n^
spesso
non
lettere ai suoi
quel tempo
lettera
chi
luì inviata
da
del solito
e
,
qualche ilarità
anc(»*a
a
amici, le quali presero
più vivace
colore
un
c(mtenevano
sarà nojoso
sì
,
grato mirabilmente
liete
col tempo
che
superata prova,
sempre
unione
in
in
o
stesso
perchè
difficile
pari a 9,000
deiramio
è
parlerò io
e
poco
pagarmi
venturo
potremo eombinare
se
cosa
Intsmto
era
vedere
per
À 6eDnajo
Milano
lettera,
Napoli salvo qualche
per
mese
a
in un'altra
stesso
il contratto
accettato
ec
"c
egU
,
Ho
ec
aecennò
come
87
SBCWDO
CAPO
legge
avere
al Doca
Di
saggio
un
in Londra
ciò
.
«
in
una
Ti rin-
.
a
grazio
"r
dere
"r
che
«
in Londra
«
cori andare
pel tuo
mi
dett' interesse
sommamente
Mìa
compaesano.
hai dato
poco
sui
dopo Parigi)
assai
male.
piaduto
Puritani
mìei
E
che
vuoi
il
pren-
dettaglio
(rappresentati
in cui mi
perchènon
scrivono, i
li fanno
prò-
88
YITÀ
«
vare
a:
glihai
«
già
lascia
ancora
che
ma
ora
mi
sono
date
slare
le
"c
tutti
inutili
Parigi
a
viarli
Io
ne
perchè
voleva
ma
Pepoli, e
a
Abbracciami
fattane
T
pagare
Costa
per
importo
caramente
la pena
si è dato
che
Mi
si dice che
("
dia!!I Tu
(c
Provincie ti aspettano
"r
saluti al
"r
sce
a
e
((
to^iuCne mettimi
(T
anche
a
caro
di
nel
che
vaimo
chiatta?
e
ridere: dimmi
di
pettegolezzi
amicò
opera
e
.
? Tanti
anno
ingrandi-
novelle
Costa
se
conto.
Misericor-
il grande
(1) Dammi
anche
a
vita? nelle tue
quesf
in
al fatto di tutto
vi sono
se
anche
Pepoli. Gabussi
caro
lunga
fammi
Tistessa
fai? sempre
mia
la Norma.
dare
a
io-
per
per mio
dirìgere la
,
«
letti
ringrazialoper
e
,
"L
sono
gli ho
me
dì
già li hai presi dalli
tu
se
,
"r
voluti
qpialchecopia
.
Catania
a
giornali non
gliavrei
io
:
Se i
prime rappresentazioni
,
"r
parte?
,
,
m
BELLINI
la loro
sapere
per
yiNOBNZO
DI
di lutti
è innamora-
di tutti;dimmi
teatro.
Àddio^mio
»
.
Mentre
eglisi
però
il mondo
avvicinava
ad
una
si
del caldo
Lewy
destra
a
Puteaux
dispose a
.
recarsi presso
ov'era
distanza
dalle ansietà
e
poco
dal
,
di
dire
Sicìtìaoo
cielo
un
un
potea ripoisarsi
daglistudii
(1) Modo
ed essendo
già
in sul
,
villaggioa poca
della Senna,
alla vita,e
largo.
si
Gustati i
immatura
morte
piaceridi quellafiorente cUtà
venir
godeva questo genio,
che
più
la mente
la
famiglia
sulla riva
salutevole
ta
affatica-
quotidianotumulto.
significa per
lungo
e
per
CAPO
Sembrò
nel
prindpia, che
confacessc
alla
Settembre
glisi
tuttavia
facendo
leggermente
manifestò
nulla rimettere, anzi
fu posto
assoluto
prescrittoun
propria
camera,
fuori di cmque
i
scrisse
e
prodotto
egli comindava
a
già in
che
del
la
"r
amato
((
spessa
a
"r
tarmato
«
se
Stava
animo
rotte
a
un
«
giricome
ed
cresceva,
ac-
marsi
fer-
a
le loro
talora
menti
i senti-
fossero
-giornocircondato
parole ;
disse,che dopo
una
anche
«
morto
lieve traccia
dimerUicata
si
non
,
lascia che
non
che
di rinserenirlo
cercavano
mezzo
pensare,
avessi
si
di visceri, ed
parole quanto- profondi
suo
e
il male
.
migliormodo,
,
cosa
stesso
vano,
dimostraquali mentre
gravitàdella sua condizione,
in assai
quei pochi amici, che
€
uscir
il Bellini
gravemente
.
egli
Però
.
quellein
essersi
infiammazione
sentirsene
conosceva
eolle
in Milano,
tetri pensierini
palesavano ancora
possa
da
pariva,
ap-
proibitoT
,
visite, da
alquantigiorni
per
non
amici, de' qualiil medico
sei
o
riposo
ricevere
vinta
più regolar cura
a
nomi; agli altri si dicesse
allontanato
con
manifestan*-
segni dell' infermità sofferta
i medici
di
quale
Florimo
poiché
Ma
medicina.
,
dalla
della
diarrea
una
che avrebbela
glisignificava,
una
dosi i medesimi
Gli fu
la metà
verso
egliciHisapevoleil suo
volesse
chiamati
soggiorno gii "i
nuovo
,
con
che
il
complesstone; quando
lettera dei IS
una
S9
SEGOMDO
da
do
quan-
È orrenda
V
uomo
più
inosservata
Eccomi
at-
.
esèmpw
per
a
lasciar
per
lo
da
amici
questo mmdo
addietro,non
sinceri, affettuosi;
sarebbero
alle-
,
penserebberoa
me,
1M
»
i
e
e
forseìidir^bero
^
€
?intXNzo
m
VITA
BeUmil
vero
parole
ma
bellini
la mia
mmica
ì circostanti
Simularono
»
dire
senza
,
BeUini
dolore
divìrigalasi
la nuova
dell* infermità
è
non
dire
a
cpiantose
,
Corse
.
ne
d»
da poeo
.
giunto in Parigi
ma
potè riuscire
non
del
rattristasse ognuno
il Mercadante,
vederlo
a
pò-
queste
a
sooppiavano d' intemo
,
Intanto
a:
nelF
era
amoroso
,
T ingresso per ben
desiderio, proibitogli
quattro yoI-
terCbè lo tentò:
CaraflGa,cui
T illustre maesti»
corse
suggerita un' astuzia dal
vivo
gli, annunciandosi
un
ad
degliuUimi
subito
le
stessero
della
fu
uno
d'attorno
per
che
cose
gli
,
Ha
riferite eoofosameate
erano
in campagna
si diede
qusdilermim
in
conoscere
parlar*
sdla porta
medico
trovandosi
udirne,
Ai dato
,
per
Il Rossini, cbe
casa.
affetto
la fxxm
del
male
.
i^resduta
dismisura
a
soverchiando
ne
ogni soltecit«(fine,
prevenne
qHalnnque
rimedio
dell' arte.
Perdiifaiic
te
ogni speranza, fu veduto YìoeènzD ealrare in un fordelirio,nd quale quasi ritkno testimonio delle sue
affeziem
più tenere
che
taicessantemente
chiamava
lo coDsotesse
abbraccio
di un
,
che
subito al Fiorimo
scrivesse
in
,
^\ recasse
morto.
con
Cessò
pia Amesta
presto colà^aUrim^ti
certezza, ohe ormai
tiurata la vtta
dalla
: e
eoM
dre,
ma-
poi la pregava
Nai^i,
finchè
af-
lo troverebbe
solo per
^pd vaneggiare, ma
la
diiarirlo
altro gii safM"c'
rebbe
Vincenzo
fielHni
sooeorso
fu Bcwprtf .sakUsskBa, spm
reli;^oae^die ]gli
nel di 83
(iU Settembre
di anni
tmlatrè,
del 1«3S
dted
atte
mesi
ore
3 i pomeridiane
e^entìdue
giorni.
CAPO
Non
a
i consueti
mancarono
in voce
mettere
qualenotizia
q^alcbe sospetto di veleno ; la
del personaggio cresciuta
qoaiità
la
il dovere
sostenesse
non
Luigi Filippoad
mosse
fabbricatori di defitti
un
per
troppo pii che
11
SCCOVDO
invitare
del
regnante,
la Facoltà
medica
,
la verità coli' esame
perchè stabilisse
del
cadavere
.
Niuii segno
dì
apparve
La
viscerale
di
nuova
.
lo
che
in tanto
gloria;
più colti ingegni italiani
la
lagrimarne
")i
se
questo ingegno
rappr^enlarsi
Vecchio
si
era
poesie
e
mando
che
innumerevoli
commosse
mi.
volu-
la
per
perdita
singolare è
Y udisse
cuore
cui ia
novella,ed
il Zingarelli
età
molta
avea
non
olire
«
a
io c^e
che
tesUAea
fattomimr
prova
la
fu "»ntata
il capo
messa
con
di affetto al
funebre,
miesta
colle mani
»
cenzo
Vin-
qoesto
ancor
F Italia, che
danno.
parata
pre-
AH' i»}irla
dire desolante.
meglio per
era
le avrei
eglistesso
^
ogni
verso
,
dar V ultima
rio
il paterno amore
del Fiorirne
ah!
facite
.
p^cosse quel savio
: €
ddle
,
,
con
la rendeva
si
fatto,
nuta
ve-
si affrettarono
,
per la tocca
avea
melodte.
sovrane
prose
verbsimamente
venerando
^sta
cia,
Fran-
ne
per lui
strameri
potutiformaro
ciascuno
tanto
e
pèrdita con
quali^i sarebbero
Or
pianse la
tutte le altre civili im^
gustato le
aveano
ne
si diffuse
morte
lavoro; Y Italia,che
mag^or
zioni,te quaH
dell' infiammazione
chìamato/e
amorevolmente
avea
T ultimo
ricevuto
H
questa
ogni parte rapidissimamente. Ne
per
l
veleno, bensì
E
a
escta^
moriìsi
affrettò
sso
BelHni
cbe
nel Conservato^
solennità. U
do
regolan-
quale esem-
9S
VITA
di
pio
da
imitato
fra le
quali si segnalarono
,
r immenso
in cui
si
principalicittà
le
tutte
cordoglio era
,
vedersi
lutti
argomenti
Cbi
stringereil
fiella
oaro
Chiesa
La
bruno
a
né
in
atteggiamento e
cte
La
campane
avesse
nelle speranze.
amore,
popolo,
di
piena
requie del
quellapietà fraterna,
di
messa
di pace
e
le vesti
,
stro
Maee
gusto
au-
compariva
invitò
piangere
a
il lugubre
mutato
acconce
armonie
grimpose
canto
tanta
dei
in
quel luogo
una
umana
:
Capuleti^ Deh
amarezza
parve
s' erano
dove
,
la
più perfetta
al busto
salutandolo
deh
tu
^
recare
pensiero, nel quale
delle
quivi la Rùggerì dopo
avvicinatasi
corona,
suono
di
spettaoolo
a
stupende ispirazionie
tante
no
T inter-
dimostrassero
univano
il teatro
sera
espressionedell' arte
il
presto avrebbe
.
udite
A
e
si
angosciava profondamente ogni
petto. Tutte le chiese
so
con
i^ei giorni,
perdita di quanto
preghiera
,
altre
cuore,
gloria, nelf
la
di
rammarico
dolore
infelici genitori
varietà di condizioni,tutti in questo concordi,
alcuna
r
gF
e
risuonava, di mille voci mestissime,
Pappalardo:
momento
in
de' Benedettini
accompagnavano
che
dal
consolabili
non
Catania
in
entrato
trattarsi della
di
Catane-
.
conosciuto
vestita
vivi, e
ancor
poveri
accresciuto
nato,
era
indugio
senza
i
moria
me-
umani
inteso
la cUtà
dov'
casa
due
e
fosse
sarebbe
che
la
avanti
la
civilmente
religiosamentee
onorarne
fu
BELLINI
VINCENZO
DI
tutti
lini,
del Bel-
colFaffetiuc-
tu, belfamm.
un
vennero
»
vo
qualche sollie-
subitamente
9i
Ivgubre
.
mai
oFe
degl'Invalidi fia dalle prime
(èiesa
La
rito
BELLINI
TUfCENZO
DI
VITA
poteva
quantitàdi
T iimumerevole
oontenere
Quivi avresti veduto principesse
"»ttadiDi che vi accMreva.
,
reali,marescialli,magistrati,e quanti cos(»"m
personaggiaccoglieva in quel momento
chiari
e
stiti
Parigi lutti chiusi nel più i^oimdo dolore, tutti vealla pietàdel olaro, che
accomps^ar^
a bruno
,
funto
gliabiti sacri aspettava il ciCNrpo del de-
indosso
con
Ed
ecco
mcHinork)
"^npo
prima del
poco
.
un
del
F avvicinarsi
annunzimido
che
dì levarsi
mezzo
,
agghiacci
feretro
più
r
sorretti dal
erano
Si celebrò
ed
zìo
la
aUe
in
mes^
al
mezzo
ohe
armonie
meste
quando
della
ad
tutto
4)off il Taunburini
e
coltre
Rossim.
.silenreligioso
.pii^
.
eseguiv^ò dugento
,
:
«accrescere
p^
Paer, Cherubini, Caraffa
,
cantori
se
conlogUo.,L lembi
il
o
onoranza
;j)èso
cuore
ogm
un
tratio il Rubini
Y Iva,
ed il Lablaobe
iftcominci^^^o
un
,
Lacrimosa
coBe stesse sne](G)die4e'Puriiaiù;
aHora
che d' ojgniparte s' udì
fu cuore,
che potesse bastare
Quanto
altresì tenerissima
singhiozzare,nò
fu
vi
di pietà.
quell'assedio
sa
religio-
queiiadel trasporto
e
se-
,
del
politura
italiani e
r estinto
nuovo
dndterìodélpadro JLa-^Chaise.
cadavereal
lugiibreed
suono
con
4in
a
e
riusdì questa cerimonia
scdenné
,
Un
pìimgere
si
A^tro
stranieri.
co^i owri
e
1
undici
più dnòmaiì
(Suiti
a
moltitudine afflittadì
raro
maestri
quel luogo
^vpri del
niaite inen
lo accompagnavano
carrozze
suo
di musica
nd
accdlo
,
titolo,si presentò
pokbè
fipetlaeolo:
popolo oonsvenuta
in
una
iquel tdro
CAPO
recinto
osUmte
Bon
9$
SECONDO
dìroUa
una
pioggia, si
,
silenzio ad
ascoltare glielogi,che dì quel grande fu^
Nei
recitati
rono
.
quali fu lodato
il Dottor Pomari
che
il
particolarmentela Sicilia,
dell'Istituto la Franda,
Paer
il Rossini
,
a
,
dall' acqua
disagio difendere
verun
più impetuosa
aifiochè
da
recitata
impedita
venisse
non
,
dimostrazione
ed onorati
queirultima
un' ode
rettore
di-
T Italia Frjanceseo
e
,
fatta
mento
accorgi-
maestro
fti veduto
,
badando
non
la lettura
durante
cui
,
savio
un
s'intendesse rappresentare
,
Orioli
fece eoa
Emiliano
finì
che
Che
Pacini
con
tutti i
se
.
le virtà del
rim^norare
vie salisse in sì gran
dal
nersi
mirò
Bellini,
e panto
fama
e
per
quali
poterono poi rima*
non
,
si
piftngerequando, sepdtoil cadavere,
trascinarsi
la fossa
avaott
il
bini
decrepitoCheru-
àai.compositori Àuber
sostenuto
unite le
all'udirsi
commossi
circostanti fiirono aKissimamarie
ed
Halevy
ed
,
proprie alle allruipreghiere pieno gliocchi
,
di
lagrime gittargli
sopra
Fu
delVarte,
^,
F
morto
.
stato scelto il Rossini
PeroechÀ
nato
.
il proposito di lattare
una
una
le
con
torno
di lui in-
cure
in ogm
lasciato
cuor
gentile
nel cimiterio
monumento
quel grande, ilRossini voHe
delte principali
partì, se pure può dirsi
durabile
avervi
in Francia
avea
Né qui si terminarono
al BeBini
memorabile
ciò,che queraeeogliere
testamento,
senza
di sostanze
a
.
rimarrà
e
essere
famìglia di Vincenzo
di terra
pugno
grato poi ad udire,
nella storia
dalla
un
prindpalein
memoria
una
di
impresa
mossa
da
una
egual gara
96
di
DI VINCENZO
VITA
BELLINI
dove si teneano tutti avventurali di tere
pofacoltà contribuire
ciascuno a stima delle proprie
e
amoro
,
,
tudine
quila storia vorrebbe per gratinoi coni nomi dei generosi ma
sentendo
pubblicare
,
alla spese. E
i terminidel presente
lavoro dirò solo
essere
rolla
di venticinque
giuntele soscrizionialla somma
è bello il ricordare i nomi del
franchi fra le quali
Hercadante del Rossini e di LuigiFilippo.
Le memorie somministratemi dalla famìglia
tano
por,
,
,
che ilBellinioltrei mentovati lavori lasciasse
,
lirichedel Pepoli,
partedellepoesie
ed un ode saflSca« Ì«
le quali
quattrosonetti,
postain
tra
Luna
3" :
musica
stupendocanto italiano alcuni
uno
deir opera
brani
,
se,
consegnare al teatro france-
che doveva
,
r
ed altraforse compitaintitolatae // Solitario
Di questi
ultimi ninno ebbe più contezza onde altri
,
pennare
ad imlicrede trascuratiper ignavia
altripassati
,
fortunato corvo
qualche
.
Si è dimostrato di sopra quale
fosselo stato della
ci
musica al venir di questocompositore
; resta,che
dusse
qualimutazioni egliv'introfesta:
sarà maniparte e la principale
facciamo ad esaminare
.
Già molta
,
nello stimar,che
poiché
abbiamo
non
oscuramente
si è fatto i suoi lavori
accennato
la
àà
qualità
stile.E per vero, posposti
quegliabbellimenti,
ad altro non adoperavano,
i quali
che ad impiccolire
che
la grandezza
del concetto generale
delF
suo
opera ,
sdegnadi essere
ilcanto
dusse
riconsvolgersi
quelfraseggiare
piano,maestoso,
ritardato nel
a
suo
,
^•J
legato
che
di
si
che
rappresenta
,
l'animo
non
di
frastagliain pensieriminutissimi
ragionare
compiuto
Onde
degli affetti
procede ad
r
sulle
Opere
del Bellini par,
canto
air altra
una
:
che
scientifica
di
le note
che
della
qual
dà
Y indole
secondo
necessario
uso
delle dissonanze, lo rivesti di
tenerezza, creandovi
drammatico
ben
che
un
ciò
dietro
ragione
fatto
colorito
.si avveniva
sapiente
vità
singolaresoa-
una
andamento
e
allo
spirito che
,
ad
Y età ed
informare
Così
i costumi
.
una
creduta
non
prova
a vincere
possibile
seguitò l'opera,che nella scultura
ionio
nel
di questo scritto
,
preso
che
ivi la
indagare. Quindi,
credo
riuscito in
nel
,
si corrano
cosa
non
avea
Basevi
GiuseppeVerdi
,
e
espressione
Y erudito
disse
ma
.
Studio
suo
bene
,
,
alla naturale
e
pazzo
rotti
e
,
un
un
,
delle idee
colla unione
che
uomo
un
97
SEG(n«DO
CAPO
Canova,
ingrecando
fu, eh' eglisuole
la
compito An-
avea
considerato
essere
della musica
italiana
:
Da
moderna.
musica
il rappresentan
come
poiché
sebbene
,
alcuna
volta abbia
questa piegatoal contrappunto
siasi dilettata delle studiate combinazioni
tuttavia
quellafu
tempi
ne
fu
opera
Che
di
transitoria
Y indole
e
la naturale
in
e
,
vissimi
dì bre-
dine
consuetu-
che
la differenziò
quale d'altra parte
si affaticò
modo
vi
specialeé
prese
natura
qualche compositore per eceezione
stile melodico.
e
.
dalla tedesca, la
neir armonìa
armoniche,
pochi
principalmentela melodia,
costantemente
e
,
con
non
molto
onore
ostante
che
,
prescegliesselo
98
A
bellini
yiNCBNso
m
VITA
togliere
poi quella languidezza
quella udì-
e
,
formila
che
avrebbe
potuto facìlmenfe
^
vari^
musica, introdusse
alcun
dì
agilità
le
luogo
quando però la gioja
sol
li faceva
personaggio
giovandosi così
tesi:
tanare
Norma
Puritani
A
si
sì mirabile
per
meno
non
cadesse
in
sua
dei
sua
parola
e
,
ove
cor
an-
il
lìmpidissimo
Y affetto;
e ciò
quel fastidioso vìzìq,che
di voler
alIoB-
dalla
che
cuore,
io-
ne
deliberazio-
maniera, che,
espresso
filosofia minaccia
b^
^polacca
e
togliessela poesia, rimarrebbe
pensiero e
del
del soprano
verità rappresentatala
con
r ottenne
a
canto,
fflosofia per
Sonnambtda^
in
delF animo
le cabalette
sua
mantenne
sctasabiti^
ma
pure
:
e
giuochi di
lo stato
e
più d'ogni alfro
fosse
i
questa ingegnosa
provano
lui fu
certo
e
della stessa
nella
e
.
musica
voce
possibiledifetto
un
nella
che
non
nel ritmo,
la
avere
semn
sa
malinte-
con
apprendersi alla musica
teatrale,io dico di quei compositori,i qualidopocbe
hanno
scbiacdata
umiliata
e
la poesia, vorrebbero
materialmente
qiHisiserva
poi tirare ogni
ciascuna
alla musica
motivo
parola* Onde
a
con
sapienzavogliono estitìgoerequel fuoco
nio, che accendendo
ohe
la fantasia del maestro,
moda
inco-
di g^
cia,
procac-
gere
rivolquestifa gridare,piangere,rallegrare,
in fine
a
tutta
recitativo ebbe
sua
menti, sia
col
vogliaY
animo
per lui miglioriforme
forza, sìa col
vano
ficar
signi-
venire
di chi ascolta.11
gior
prendendo mag-
accoppialotutto aglMstro-
che aggbiacda-gì'intervalli,
togliersi
stranamente
Topera, e v'innestò per j^imoTuso
a4P0
de'canti
mìrarati, che
in uoa
come
d' introdurre
degli adagi alcune
mezzo
che
istromentazicme
da
,
pia gradito il ritcumo
preparano
incomincia
la
il canto.
domina
o
discreta usanza,
non
partidi convenzione
aBo
tati
concer-
frandii da moRe
bere
pia li-
di forme
intento,che
si
sero
configurasciò vdie
passioni:oltre
delle varie
stato
ai bram
Tolse
facendoli
diverse, solamente
e
al concetto, a^
animandoli
ed
ricca
e
chio,
riposare l'orec-
fanno
mentre
ra
anco-
battute
fiorita
una
gala
spie-
i versi
ed inTariabili. Usò
parlanteaccarezzate
di
come
eaiìtilena assestandoci
vera
nel
ti si
grazioseiogano
con
i determinati
ineguali coi"e
99
SECONDO
al
liberarli dall' obbligo di chiudere
gli atti
officio sembravano
stinati
(|aaleragione de-
:
come
nefia stessa
rmdà
la situazione
da
per
lui fosse
si
.
che
mate
chia-
come
deva
ricre-
e
la natura
scena
notare
sebbene
non
,
la
per
"*e
con
colle arie
terminarle
della
particolare
Vuoisi pure
qMle^
ricusò (tt riconoscere
fine afie opere
imtrodcMo
la maniera
per
glipiacque
ma
,
deir argomento
sa
maniera
il por
sistema
a
si
non
,
prima
adoperò
X
e
volta
tuttavia
,
X effetto
che
,
ne
trarre, può dirsi da
seppe
e
quel diminuire
di
lui
che
scere
crestebfliloquel
diede
gli altri
fra
,
luoghiperfettoesempio
dalla
una
quale cosa
nasce
nel pezzo
prima
nell' animo
smania
un
finale della Norma:
desiderio,poi quasi
ddl' uditore
che
lo fo
compagnare
ac-
,
con
ansietà la musica
né avanti
,
che il concetto
come
del maestro
rientrato nel
si posa,
siasi pienamente svolto
onde
luogo tranquillo,
ha
mosso.
e
100
BELLINI
DI VINCENZO
VITA
che
Finalmente ai cori,
o
dai
si facevanodisprezzati
nel Rossini,
come
più per
ragguardevoli
dio
e per volontario stuimpetodi genioche per principio
diede mia precipua
partenobilitandolicon
egli
canti e con forbitemelodìe E poich'
egli
grandiosi
scrivevainfiammato dal genioe sotto ilmagistero
nou
più 0
,
se
,
,
,
,
.
,
,
mutabile del cuore, avvenne, cbe nelle sue opere,
cbe tu trovi
mai discordòda sé stesso nello stile,
non
sempre eguale,benché sempre saviamente proprio
att'
argomento,che trattava Dissimile in ciò ancora
.
altrimaestri
dagli
od
la cui storia ti presenta
un
,
narsi
alter-
variar successivo di maniera
modarsi
per accoalcuni al tempo,e al gusto,altriair inquieto
incessantemente. A voler
ingegno,che gliagitava
con
un
i Puritani si vede
sottilestudio esaminare
coir
forme concedendo
quanrarte siasimantenuto nelle proprie
allafrancese quelcbe la cortesianon lascia
tire
ospiteil qualesuole consennegare a qualsivoglia'
agliusi stranieriquantogliel
comportanoi patrii.
Fu detto che ilvalore nel maneggiodegFistrumenti
cedesse alquanto
alle altresue doti: ma
il Bellini
considerò quelli
stati posticome
essere
ajutoalla
molto meno
voce
umana, non destinatia pareggiarla,
a soverchiarla e che qualunque
ne potesse
piacere
altrimentiderivare sarebbe stato sempre a scapito
dellaragione.
T illustre
E quientra giudice
credibile
maestro Cherubini che domandato dal Fiorirnequal
facesse dell'istrumentazione nelle musiche
giucUzio
del Bellini,
melodie nmsenedoe a quelle
rispose:
,
,
,
,
,
1M
ir ITA
piliproato
ch^ ei fosse
RAFlPAEiE
Or
TINGKNZO
Di
di
9€m^
meravigUa
sia
vedere
coioe
mc^
là del
,
che
che trovò nel
oltre ad
lui voleva
a
presto
ogni
altro premuroso
neir arte trovò
posto
mentre
rio di vedere
ne
lasciò
nel
sovrano
Gioacchino
tutto il mondo:
che
del
altro
;
e
(HÙ volte
a
la
,
la
gloriaehe
di
conoscere
lo stile del
fama
sua
net deside^
andò
il Conservatorio
cupava
oc-
nel
comparve
empiva
da
coraineiò
Michelangelovi
del Buonarroti
sera
duto,
ve-
amorosissimo
il giovane pittoreaccesosi
le opere
aro,
magi-
Bellini abbiamo
Vincenzo
Rossini
quei
alla scuola
presentava gli stupendi cartoni
teatro
a
oggetto partico-
per
che
nei
casa
Zingarelli.
Sappiamo
un
padre
Zingarelli
,
teatro
più
md
AllorquandoRaffaele
acquistata.
mostrarsi
un
e
venisse
; del
pel maestro
amore
ben
dare
queglimandato
del Tritta
que^
,
e
ed
,
del Sanzi
lare di
il Sanzi
finché conoscendosi, che
arte
che il domestico, fu
Perugino
per
in
ammaestrali
prontissimi intelletti si voleva
del
è
natura
per
sarà
ei
famiglia formta
di
bisognevolefurono
principiideir
e
ddle
e
non
somiglianzatra
.
Hi
vita
ingegno
,
stata
lo
BELLQil
ragionato della
Nati ambedue
il BelUm
YmaifZO
E
straordinario
questo
ad obbedire
ehe
^
fllN2I
opere
fortuna
vedere
a
poiché abbiamo
BELLINI
Firenze,
a
; il
Catsoiese
per
grande
recarsi
maestro
.
Trasse
il Sanzi
profittò
dal
vedere
così maestosa
e
'obusta maniera
e
103
SECONDO
dlFO
poter giungere
di óra
conoscendo
,
quella sapienza di
ì
jpiale
sapeva
altre virta
e
che senfiva nel
nella
quefiaforza
a
,
racchiudersi
non
;he dimandava
Diù care
notomia
,
l' arte
poveramente
non
necessarie
meno
animo, tenne
suo
,
e
Stile
uno
,
immirabile
li
unico
espressione
quelleopere ^rimase
quellagrandezza, varietà
li concetti
e
queste
non
prerogativedella musica,
e
a
ma
,
eh' era
Seppe
.
tutte
le
del cuore,
la via
scelse
provata cavando
tanta
da
crede*
il
stile,e improntarlodi
za
for-
quasi
riconoscerlo
non
a
peneranno
che
e
lo dimandava
di volti delicati
chi avrebbe
ad udire,
incanto
un
rallegravacolle
ti
quellearie
modo
si terminavano
Y età latore
il proprio
grandezza
pittoreche
con
e
Raffaele,quando
tuttavia
alzare
subietto,
e
forme
,
potendo gustare
re
preso
di
splendidezza
stata sol mezzanamente
soavità di melodie, che fu
non
grande
singolare.Parimente
e
ilililàfu al Bellini T udire
)
dolcezza
di grazia poi di
qualità,
per ogni
sperato
leggiadri:in egual
del Bellini
Y animo
che
quel
passionie
ammodate
e
per
,
,
dove germogliavano mille
concetti
da sì sublime
furore
coro
guerresco
della Norma?
del
Perugino
ciò
che
fatto
da
che
Fu
nel
notato
e
il
discepolo
pinti
oo' suoi di-
conoscere
si fa
ma
ciò
da
che
ancora
pur
,
,
e
agitasse
V introduzione
creare
solo fa
non
si
e
,
,
6
maestà
adornatasi di tanta
sapesse
ed affettuosi
amabili
molti scrittori si ò recato
ad
ora
si
esempio
,
l'arazzo del Vaticano
rappresentanteSan
Lislri Il discepolodel SUngarélli
non
.
pure
Paolo
in
dimi^stra
101
VITA
le
veramente
che
sdegna,
e
che
prega
r innocenza
han
niente
quegli,che
si duole
coi
comune
una
femininà che
con
proprio danno
sottile
Siciliano,e che
luogo più per saggio
che
a
,
nobiltà
che
nel
Che
se
a
taluno
istromentale
volesse
offrirebbe
abbiamo
e
la
air
e
più
essere
un'altra
la minor
nelle forme
ad
una
rata
ammi-
facilmente
si è
tanta
genza
la dili-
viamo
noi la tro,
dal Catanese!
usate
persuadesse ciò
rispose,come
a
zione
osserva-
musica
sua
del
solo ifl
accennato
invitare
per
,
time
in-
che
di tinte,
precisione de' contorni,
non
inchinare
del mondo
in tutte le opere
disegno del pittoredi Urbino
nella misura
subito
,
La
imitata.
più amorosi
gradazione
innalza
prova
perfezioneda
e
e
lusinghiero,
un
già imparato
nel ritrarre i varii affetti si trova
un
ingenuità
Questa trasparenza delle più
.
e questa
qualità
maestro
niosi
armo-
quali leggiamo
nà
ha
tanto
di
pensierianco
Norma,
di
commoventi
gli accenti
senz' altro Y
dall' astuzie
presa
di
:
,
collo stesso
racconta, che
che
ama,
Adalgisamanifestano
di
e
BELLINI
dà ad intendere
passioni,ma
chi sia
canto
VINCENZO
M
che
della
parte
,
detto,il Cherubini,ne
autorità di giudizio
,
somiglianzatra
i due
glisi
Italiani .poiché
perfezione in questa qualità che può
,
reputarsiil colorito
memoria,
come
della musica
Raffaele
non
glichiamerebbe
lasciasse
neir artificio dei colori ; benché
potea far pompa
non
e
del bello ideale vi si
ed
,
pio
perfettoesem-
nei ritratti
di
,
avanzasse
il Bellini ci abbia
ne
,
d' invenzione
a
alla
li
qua-
ne
composizio-
lenza
grande eccel-
dato prove
di
studiala
istromenlazione
tersi
ogni volta che gliaccadeva
tali concelti
a
melodioso
Raffaele
del
situazioni
o
gli lasciassero luogo
non
105
SECONDO
CAPO
alla
che
dramma,
grazia ed allo siile
nelF età che
vìsse
di abbai-
fu chiamata
.
nella
aurea
artisti ; fiori il Bellini nel
quando
,
con
lui viveano
Spontini
secolo
i maestri
Cherubini
d'
della musica
oro
di
RaimonZingarelli,
Morlacchi
,
degliegregi
la moltitudine
pittura per
Paer
Rossini
,
,
,
,
Donizzelti,Pacini, Mercadanle, Caraffa, Fioravanti,
Ricci
i
quali in
,
e
genere
stili ed
variatissimi
sollevarono
cui
altezza,
la loro arte
potrà mai
non
ogni argomento
in
bilissima
quellano-
a
giungere in altro
tempo.
Il Sanzi
air
cortesìa di modi
Vincenzo
di
r
la bellezza del viso
ricco delle
amicìzia, affettuoso
:
specchio
fin da
nel-
costante
a' meschini
suoi, tenerissimo
i
verso
buono; in
era
più squisitedoti
bisognosi che
e
accoppiava
persona
sinceramente
cuore
un
e
similmente
animo
un
della
avvenenza
fanciullo si rattristava
,
al solo vedere
ed ai
,
danari, ch'eglimai
male
curò; tantojncapace poi del
non
delF invidia, quanto
e
possibilenegli altri
la
Ad
come
uno
replicatoun
è
o
,
stato
de' chiari maestri
altro,esser
soggiunse Vincenzo
€
che
amico
.
parlato di lui,rispose
,
un
la credeva
non
bontà, o perchè gli fosse
glinarrava,
largamente di
quali sovveniva
e
è
impossibile
perchè
per
varne
pro-
così riferito,
mal
avesse
impossibile
i"; avendogli
sì difficile,
ma
con
nò pure
un' aria
io
non
non
bile
impossi-
dolce ed
nua:
inge-
ho detto male
di
106
lui.
VITA
Raffaele
A
"
anfii di Yila
VINCENZO
m
Mhhim
conceduti, che trentasei
furono
non
di trentatrò ci mancò
e
il BeVim
Ad
.
,
fu
ambedue
lontana
non
in falicbe
che li mm
deir arte
nienti alla
attribuì la morte
degna
men
a
il che
più nobile
una
considerazione,ebe
ingeg^o
un
volgo
lo storico
ed
perchè la
o
ragionevole
e
un
lare
singo-
cuore
durarci lungamente,
conformazione
come-
il facile
causa;
del giudizio,e lieto per
possono
amor
sdegnato alta inverecondia
riferisce sommessamente
non
disagi non
e
di ambedue
com{desslone;e
V
di morire
cagione
natura
o
per
seca
intrin-
si affretta
a
,
il benevolo
correggere
al
del Sanzi
morte
errore.
popolo
T ultima volta
vederlo
Nel
giorno dopo
che
romano
si
correva
aU' occhio
TrasfigurazioDe,cb^ postaglia
invitava
si verde
tutti
età
piangere
a
lavori deir arte
Le armonìe
i
di alcuni
obe si udirono nella messa
air esequie nel
,
bruno
letto
chi in
«qualeandarono
più portentosi
pezzi dei
ritani
Pu-
funerale d^l Bellini,
icantato nel leatró
r intiera opera
del
cadavere
vedendo
.
e
capo
il dipinto
,
saputo condurre
avea
a
moveva
,
,
della
la
il di susseguente
le donne
vestite
a
commossero
a
sing"darmpslìm
che dimenticate
le
quotidiane
adlegrezzedella città
si andavano
di
morte
ed
a
vicenda
provocando
questo italiano in
tanta
tutti i
il dolore
ni,
Parigi-
per
la
me
giovinezzagii subli-
imp^f eggiatule
.
£ noi
Dio,
dbe
mandato
con
a
animo
constarci
grato riveriremo (ui^oaameDte
I tristi"^asi dalla vita
questo graiàosogiovale tua^stro^
ne
abbia
stupende
e
armonie
dolci
e
107
SECONDO
CAPO
abbia
ne
dato
argomento
nuovo
,
,
che
r
è
si
non
Italia
la
quale
non
debita
fu
matrigna
avrebbe
a
bene
ai
studii,
trasviare
passare
la
quancfo
genio
questo
quando
Catania,
lode
di
a
dovrà
né
ordinati
facilmente
potuto
quando
a
rimemorazione
avviandolo
vea,
segnalare
straordinarii:
ingegni
con
senza
di
stancato
senza
de'
vi-
quali
confortandolo
e
,
con
nel
di
segni
faticoso
affezione,
onorata
della
cammino
cbe
stimolo
sono
è da
Ma
sapienza
acuto
pregare
.
che
insieme
modello
questo
inutile
sia
non
ai
senti
pre-
,
ai
compositori
quali
non
deve
essere
ignoto
,
,
che
r
pittura
essersi
a
dallp
scostata
smarrirsi
in
vie
oscurissimi
di
Raffaele
luoghi
.
FINE
portò
la
110
....
in
I
intorno
Milano:
a
nella
che
in
di
Suo
infermità
44
»
48
"
80
del
Bellini
»
51
»
55
»
iW
»
58
»
59
»
00
»
ivi
»
63
i^
6i
.
Milano
.•
.
signore milanesi.
alcune
di
Norma
tornare
a
^
Catania.
viaggio,
giudizio intorno
e
CAPO
Giunge
Nuovo
Suo
in
in
Entra
.
.
esultanze
pubbliche
contratto
la
per
dimora
in
quella
la
rappresenta
.
Beatrice;
da
par4e
Giunge
fa
in
a
.
città
......
Beatrice
Londra,
Londra,
rappresentare
riceve
onori
e
e
e
sua
alcune
doni
»
67
»
69
»
li
»
73
»
74
»
75
»
77
i
iri
Calinia.
in
Venezia
.
chiamato
ivi
SECONDO
Napoli
Catania:
"
Rossini
al
viaggio alla volta di Yepezia
Sua
Vi
v
Venezia.
.
Vi
gli
Sonnambula
la
rappresenta
Delibera
E
43
Milano.
in
Norma
Dono
Si
»
stadii.
La
Si
ciò
,
campagna
la
rappresenta
Suoi
di
narrazione
e
;
grave
in
dimora
Si
42
...
Sonnambula
Sua
»
quest'opera.
a
Blonteeehi
e
ritorno
La
40
Milano
Caputeti
Fa
Zaira
la
per
avviene
in
»
camera
per
Parma
Torna
39
onori
primi
Composizioni
Va
Pag.
Straniera
la
rappresenta
Suoi
Straniera.
della
finale
L'aria
Si
mDIGB
a
Parigi.
dimora
sue
in
opere
.
quella città
.
.
.
»
78
"
79
i
Ili
INDICE
io
Giunge
Parigi
80
Pag.
......
I
io
dimora
Sua
col
amicizia
ed
città,
quella
Rossini
»
Puritani'
Prima
ivi
83
Puritani
dei
rappresentazione
85
Parigi
a
.
ivi
ODori
Riceve
Nuove
proposte,
e
contratti
musiche.
per
»
.
Va
a
Pateaai:
infermità,
ultima
sua
e
morte
.
Si
la
difTonde
Attestati
di
della
notizia
in
dolore
del
morte
Napoli
e-
Bellini.
»
Catania
in
»
91
ivi
.
Messa
funebre
Si
accennano
Si
considerano
alcuni
le
inediti
lavori
qualità
cadavere
del
sepoltura
e
dello
del
del
stile
in
Parigi
»?
Bellini.
»
Bellini
e
le
93
96
novità
,
da
Raffaele
lui
introdotte
Saozi
e
Vincenzo
Bellini
»
.
102