L’ASSISTENZA DELLO STAFF DEL ROTARY
Focus
Contributi
Formazione
CI METTO
LA FACCIA
CYBERBULLISMO
COSA FARE?
PARLARE
IN PUBBLICO
Rotary
2050Magazine
SPECIALE I NOSTRI PRIMI 30 ANNI
NUMERO 3 - OTTOBRE 2015
Distretto 2050
2050
13
40
SOMMARIO/EDITORIALE
INTERNATIONAL
RICONOSCIMENTI
L’assistenza dello staff
Premio Galilei
31
MONDO ROTARACT
VITA DI CLUB
IL SIRDE in Franciacorta
Iniziative, service, progetti
All’interno del Padiglione Italia, che rappresenta il nostro Paese a Expo, è posizionato un
grande plastico del Mediterraneo in cui manca
la nostra penisola. L’installazione invita il pubblico a riflettere su cosa sarebbe oggi il mondo
senza l’Italia.
Potete immaginare un mondo senza Italia?
Per analogia: potete immaginare un mondo
senza Rotary? Personalmente no!
Solo riferendoci alla storia più recente, a quel
1985 che segna l’inizio di un progetto di portata
mondiale, partito proprio dall’Italia, la lotta alla
poliomielite, quante migliaia di service hanno
visto il Rotary e i Rotariani protagonisti?
Raccontarli tutti è praticamente impossibile,
ma proprio questo fa capire come sia impossibile pensare a un mondo senza Rotary.
Rotary 2050 Magazine è la rivista
ufficiale dell’Associazione “Distretto
2050 del Rotary International (Art. 1
dello Statuto: associazione di diritto
privato, operante nel territorio italiano, senza scopo di lucro, come tale
definita “Ente non commerciale” ai
sensi della legislazione italiana)
Rotary 2050 Magazine è inviata
in abbonamento a tutti i soci
del Distretto 2050; può essere
consultata e scaricata in formato pdf sul sito del Distretto 2050
(www.rotary2050.org); può essere
consultata sulle edicole digitali Calameo (ita.calameo.com) e Issuu
(issuu.com)
Certo, le guerre continuano a combattersi,
l’acqua continua a scarseggiare, l’analfabetismo è una piaga ancora aperta. Ma dove i
Rotariani sono intervenuti, sicuramente sono riusciti a realizzare una migliore qualità della vita.
Sforziamoci tutti insieme per far capire a chi
non ci conosce quanto di buono e di bello siamo in grado di fare unendo le nostre forze.
Siamo ad un passo dall’aver eradicato la polio, una impresa che sembrava impossibile. Ma
la ruota del Rotary continua a girare e siamo
già proiettati ad altri service di portata storica:
“STOP ALL’ICTUS” e “HPV SAFE”, il papillomavirus,
la causa più comune di tumore all’utero, che
attraverso la vaccinazione può essere efficacemente prevenuto. Ancora una volta, tutti
insieme, diamoci da fare.
Numero 3 - ottobre 2015
Editore e proprietario
Associazione “Distretto 2050
del Rotary International”
segreteriarotary2050.org
Direttore Responsabile
Vittorio Bertoni
[email protected]
Redazione
Omar Bortoletti - Vittorio Bertoni
Nedo Brunelli - Giuseppe Torchio
Mauro Mosconi - Lodovico Minelli
Un ringraziamento ai soci del
Distretto che hanno contribuito
inviando alla Redazione testi e
immagini
N.3 - OTT 2015
3
Coordinamento grafico-editoriale
PUBLISHER (Roncadelle-BS)
Stampa
Tipografia Bressanelli (Manerbio-BS)
Finito di stampare nel mese di ottobre 2015
Pernice Editori srl
Editore certificato
rivista periodica ROTARY
Reg. Tribunale di Milano n. 89 - 8/3/86
Rotary International Official Magazine
in italian language
Sede e redazione:
Via Verdi, 1 - 24121 Bergamo
Direttore Responsabile:
Andrea Pernice
Rotary 2050Magazine è supplemento
allegato a Rotary n. 10 - ottobre 2015
42
CONSIGLIO DIRETTIVO 2015/16
Omar Bortoletti
Governatore
RC Brescia Castello
[email protected]
Nedo Brunelli
Anna Spalla
Segretario distrettuale
Vice Governatore
[email protected]
[email protected]
Claudio Giardini
Angelo Pari
Segretario Esecutivo
Governatore eletto
[email protected]
[email protected]
Carlo Silva
Giuseppe Torchio
RC Brescia Manerbio
RC Brescia Castello
Prefetto
RC Certosa di Pavia
RC Melegnano
Azione interna
RC Lomellina
RC Casalmaggiore Oglio Po
[email protected]
[email protected]
Ennio Marchetti
Marina Zanotti
Tesoriere
Azione per i giovani
[email protected]
[email protected]
Beppe Alfonsi
Lorenza Dordoni
Rotary Foundation
Azione Internazionale
[email protected]
[email protected]
Luca Bianchini
Marco Degiovanni
RC Rodengo Abbazia
RC Pandino Visconteo
RC Abbiategrasso
RC Valtidone
RD Rotaract
Azione Professionale
RC Vigevano Lomellina
RC Brescia Nord
[email protected]
[email protected]
Alceste Bartoletti
Ivo De Lotto
Azione Interesse Pubblico
Focus Area
[email protected]
[email protected]
RC Cremona
4
RC Pavia
Rotary 2050Magazine
LA LETTERA DEL GOVERNATORE
Distretto 2050
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Omar Bortoletti - Go
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[email protected]
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7479156 - e-mail. omar.b
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Segreteria del Distre
N.3 - OTT 2015
5
6
Rotary 2050Magazine
N.2 - AGO/SET 2015
7
CI METTO LA FACCIA
Proseguiamo la presentazione dei membri del
Consiglio Direttivo. Un modo diretto per conoscerli e soprattutto per capire il lavoro delle Commissioni che coordinano. Conoscere stimola i soci
a partecipare alle attività e ad essere orgogliosi
di appartenere al Rotary.
MARCO DEGIOVANNI
Azione Professionale
RC Brescia Nord - [email protected]
Fin dalla sua nascita, il Rotary ha perseguito l’intento di accogliere al suo
interno il meglio delle professionalità espresse in vari settori. Nel momento
in cui questa risorsa deve riversarsi sulla società in forme di servizio, una prima naturale possibilità è cercare di promuovere iniziative che favoriscano
l’individuazione e la crescita di giovani con potenzialità da esprimere. In
questa linea, a diversi livelli, si collocano tre iniziative che fanno capo all’Azione professionale.
La prima di queste è rivolta ai giovani in età universitaria.
Nato nel 1955 a Verona, ma cresciuto
ad Aosta, studia Matematica a Pisa,
presso l’Università e la Scuola Normale Superiore, dove intraprende la
carriera universitaria.
Dal 1° novembre 1993 è professore
ordinario di Analisi matematica presso
la Facoltà di Scienze matematiche,
fisiche e naturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Brescia,
dove ricopre, dal 1° novembre 1991 al
31 ottobre 2001, la carica di Direttore
del Dipartimento di Matematica e
Fisica e, dal 1° novembre 2001 al 31
ottobre 2009, quella di Preside della
Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.
È sposato con due figli.
Dall’anno 2007/2008 è socio del
Rotary Club Brescia Nord, che presiede nell’anno 2011/2012. Negli anni
2013/2014 e 2014/2015 è Assistente
del Governatore per il Gruppo Leonessa, mentre per l’anno in corso è
Consigliere distrettuale con delega
all’Azione professionale.
Ha ricevuto tre PHF.
Commissione Premio Interdistrettuale ETIC
e altri premi distrettuali e interdistrettuali
Coordinatore: Maria Carla Calzarossa
La Commissione si occupa della gestione di borse di studio, premi distrettuali e interdistrettuali, che intendono riconoscere l’eccellenza di giovani
che si sono distinti per i loro meriti scientifici. In quest’ambito, una costante
è rappresentata da anni dal Premio ETIC “Etica e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”, bandito annualmente dai Distretti Rotary
italiani in collaborazione con AICA (Associazione Italiana per l’Informatica
e il Calcolo Automatico) e con il patrocinio della CRUI (Conferenza dei
Rettori delle Università Italiane), che premia tesi di laurea magistrale e di
dottorato di ricerca che trattano le tematiche dell’etica applicata alle
tecnologie digitali. Il concorso – giunto alla sua sesta edizione – valorizza
l’impegno di giovani studiosi e nel contempo stimola le nuove generazioni
ad approfondire queste importanti tematiche.
Nell’ambito del Premio, opera una Commissione interdistrettuale - di norma composta da un rappresentante per ogni Distretto – che si occupa di
selezionare le tesi da premiare, dopo una loro attenta e accurata valutazione in base ai criteri esposti nel bando di concorso.
Una seconda iniziativa coglie i giovani alle prime armi in una attività di
tipo professionale.
Commissione Azione professionale nuove generazioni
Coordinatore: Alessandro Marini
La Commissione ha l’obiettivo di svolgere attività finalizzate allo sviluppo
dell’eccellenza professionale nei giovani per supportarli nell’inserimen-
8
Rotary 2050Magazine
to nel mondo del lavoro e nella
costruzione di nuove iniziative. La
Commissione organizza a questo
scopo, in stretta collaborazione con
la Commissione Azione professionale del Distretto Rotaract, il progetto
Mentoring, giunto alla sua quarta
edizione, che si pone l’obiettivo di
affiancare ad un mentor rotariano
un giovane interessato ad intraprendere la sua carriera professionale. La coppia mentor-allievo, una
volta formata, decide in autonomia il proprio percorso di crescita
e condivisione, nella ricerca di un
dialogo continuo che fornisce una
guida all’allievo per la costruzione
del proprio futuro professionale, ma
anche opportunità di arricchimento per il mentor, all’insegna di uno
scambio continuo di esperienze e
di visioni, nella logica di una amicizia intergenerazionale che è alla
base dei valori del Rotary.
La terza iniziativa è invece rivolta
ai giovani che intendono avviare
un’attività di tipo imprenditoriale.
Commissione Programma Virgilio
Coordinatore: Paolo Franchi
Il Programma Virgilio nasce con
la finalità di aiutare, incoraggiare
e assistere le nuove imprese di
piccole dimensioni nella loro fase
di avviamento. Molte iniziative imprenditoriali nascono dall’intuizione
di giovani che hanno pensato o realizzato un progetto di business ed intendono renderlo operativo, mancando però di conoscenze manageriali.
Il Programma Virgilio intende mettere a disposizione un Tutor imprenditore
che li aiuti a verificare la sostenibilità dell’iniziativa, a impostare la gestione
ed organizzazione dell’attività ed a individuare il posizionamento strategico sul mercato. Anche in questo caso si costituisce quindi un rapporto a
due nell’ottica della collaborazione intergenerazionale.
Fanno capo all’Azione professionale anche altre iniziative in cui i rotariani
mettono la loro competenza a servizio della società.
Commissione Miglioramento antisismico istituti scolastici
Coordinatore: Nicola Guardo
La Commissione è nata con lo scopo di mettere a disposizione professionalità ed attrezzature per classificare gli edifici degli istituti scolastici in
base al loro rischio sismico, per poi elaborare, ove necessario, un progetto
di messa in sicurezza da donare all’ente gestore, che provvederà ad inoltrarlo agli Uffici competenti per la realizzazione dell’opera.
L’ideale del servire non è un’esclusiva rotariana ed è quindi naturale anche la collaborazione con altre realtà di volontariato.
Commissione Gruppi rotariani comunitari (GRoC)
Coordinatore: Paolo Sarchi
La Commissione si ripromette di aggregare, in base alle varie tipologie di
competenze, professionisti sia rotariani che non rotariani, tutti accomunati
dal desiderio di mettere a disposizione la loro capacità in iniziative di servizio. La Commissione cura quindi la costituzione di Gruppi che diventano
anche il naturale punto d’incontro tra il mondo rotariano e la variegata
realtà delle ONLUS e associazioni di volontariato che operano sul territorio.
Commissione Amici del Centro Assistenza ai Minori (CAM)
Presidente: Osvaldo Campari, Distretto 2041.
Vicepresidenti Sergio Orsolini, Distretto 2042 e Anna Spalla, Distretto 2050
Si tratta di un’associazione interdistrettuale di Club Rotary, Inner Wheel e
Rotaract che dal 1987 supporta il Centro Assistenza ai Minori del Tribunale
di Milano. Il CAM si propone di prevenire e correggere la devianza giovanile, uno dei problemi più gravi della società attuale, e non vuole tentare
soluzioni semplicemente “benefiche”, ma operare con criteri di alta professionalità, attuando così un’azione sociale non solo a favore dei giovani,
ma a difesa di tutta la società.
Se una realtà interpersonale vuole offrirsi in modo valido, deve anche
possedere una sua coesione interna e la comunanza di interessi, anche
ricreativi, può costituire un’opportunità di conoscersi meglio.
Commissione Fellowship
Coordinatore: Aurelia Boccia
I Circoli professionali del Rotary sono gruppi internazionali, autogestiti, che
riuniscono rotariani, coniugi di rotariani e rotaractiani, che condividono gli
stessi interessi professionali o ricreativi.
I Circoli consentono ai soci di divertirsi insieme, fare nuove amicizie in tutto
il mondo e migliorare la loro esperienza nel Rotary.
N.3 - OTT 2015
9
CI METTO LA FACCIA
LORENZA DORDONI
Azione Internazionale
RC Valtidone - [email protected]
L’Azione internazionale ingloba le azioni intraprese per allargare la portata delle attività umanitarie del Rotary nel mondo e per promuovere la
comprensione e la pace tra i popoli. L’obiettivo è espresso, infatti, dal 4°
punto dello Scopo del Rotary: “Propagare comprensione reciproca”. Ma
quali sono gli strumenti utilizzati per il raggiungimento dell’obiettivo?
Classe 1966 si è laureata nell’a.a. 1989/90
in Giurisprudenza presso l’Università degli
Studi di Parma con la votazione di 110/110
e lode discutendo la tesi “L’oggetto materiale nei reati di bancarotta patrimoniale”
Master di 2^ livello nell’a.a. 2007/08 in
Criminologia Forense presso l’Università
Carlo Cattaneo (LIUC) con la votazione
di 110/110 e lode discutendo la tesi “Criminogenesi e criminodinamica del reato di
stalking”
Master in Diritto di Famiglia e Minorile conseguito presso l’A.I.D.I.F. nell’a.a. 2011/12
con la votazione di 110/110 e lode discutendo la tesi “Il minore autore e vittima di
reato”
Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Piacenza dal 13 novembre 1995
Esercita l’attività professionale in Piacenza
Specializzata in Diritto Penale, Diritto Minorile (sia civile che penale) e Diritto di
Famiglia
Relatrice a Convegni Nazionali sui seguenti temi: “Violenza endo familiare”, “Minori
vittime di violenze sessuali dentro e fuori
casa”
Docente a corsi internazionali alle Forze
dell’Ordine sui temi relativi a tecniche di
ispezione e perquisizione
Azione Pubblico Interesse Mondiale (A.P.I.M. – W.C.S.)
Un progetto A.P.I.M. nasce quando un Rotary Club si fa autorizzare dalle
strutture internazionali di Evanston, la realizzazione di un progetto completo che va a beneficio di una parte svantaggiata della popolazione dello
Stato proponente, riguardante la salute, l’acqua, l’alfabetizzazione, l’alimentazione. Può essere rivolto a bambini, malati, donne, anziani, oppure
indistintamente alla popolazione di un determinato territorio.
L’offerta, inserita in un database sul sito Rotary.org/Projectlink è rivolto a
tutti i Rotary Club e quando uno fra essi è disponibile a donare la cifra
richiesta per il progetto, tramite la Commissione Distrettuale per gli A.P.I.M.,
si prende contatto con il responsabile rotariano del progetto, si spedisce
la somma, e nel giro di pochi mesi il service viene realizzato.
Rotary Friendship Exchange (R.F.E.)
È un programma di ospitalità riservato a rotariani e ad un loro familiare
accompagnatore, che prevede la visita di un gruppo per un periodo
preconcordato in terra straniera e la visita di ricambio di un pari gruppo
nel paese d’origine. Lo scambio di ospitalità è organizzato preferibilmente
presso famiglie. Il programma RFE è un’ottima opportunità di attuazione
della quarta via d’azione del Rotary, ovvero l’Azione Internazionale: esso
permette di conoscere persone e territori lontani e, attraverso esse, i Club
e i loro service; favorisce le amicizie internazionali avviando programmi di
aiuti e collaborazioni internazionali
Partecipazione agli eventi internazionali
Perché partecipare alla Rotary Convention? Il Congresso del Rotary è un
evento indimenticabile perché consente di scoprire la natura internazio-
10
Rotary 2050Magazine
Incarichi nel Distretto e nel Club
Membro della Commissione Effettivo ed
Espansione (da ottobre 2011 al 30 giugno
2013)
Presidente della Commissione Effettivo ed
Espansione (a.R. 2013/14)
Presidente della Commissione RFE (a.R.
2013/14)
Consigliere Azione Internazionale (a.R.
2014/15 e 2015/16)
Assistente del Governatore (a.R. 2012/13,
2013/14, 2014/15)
È socio fondatore del RC Piacenza S. Antonino ed è socio onorario del RC Mantova
Est Nuvolari e del RC Cortemaggiore Pallavicino
Relatore al Congresso Internazionale
nell’a.R 2012/2013 sul tema “Scambi di
Amicizia rotariana - La pace attraverso
l’amicizia”
Referente Distrettuale al Forum della legalità organizzato dal Distretto 2080 (a.R.
2013/2014 e 2015/16)
Relatore nell’a.R. 2013/14 al workshop organizzato dal Distretto Rotaract 2050 relativo al service interdistrettuale “Nemmeno
con un fiore”
Relatore al Seminario Effettivo ed Espansione (a.R. 2011/12, 2012/13, 2013/14)
È stata insignita 5 volte con la PHF
È Governatore Nominato (a.R. 2017/18)
nale del Rotary. Il Congresso Internazionale è l’occasione di conoscere
Rotariani e ospiti da tutto il mondo, uniti dallo spirito rotariano e dall’ideale di servizio dell’organizzazione. Il past President Internazionale Wilfrid L.
Wilkinson in occasione del Congresso di Los Angeles nel 2008 ebbe a
dichiarare: “...è stata la partecipazione al mio primo Congresso Internazionale a Toronto nel 1964 a trasformarmi in un Rotariano. Circondato da
estranei, mi sono subito reso conto di quanti ideali avessimo in comune.
Quel Congresso mi aiutò a capire la portata internazionale del Rotary e
le sue immense opportunità di fare del bene nel mondo e lavorare per la
pace”. Io credo che ogni Rotariano dovrebbe partecipare ad un Congresso Internazionale perché vivendolo si scoprono, come ha affermato
Wilkinson, le dimensioni internazionali di questa grande organizzazione
umanitaria, senza confini di razze, idee o religioni in cui tutti siamo e ci sentiamo uniti da un’ideale comune per cui basta un sorriso o una stretta di
mano per sentirsi Amici.
Il Congresso rappresenta, pertanto, l’occasione ideale per allacciare e
approfondire rapporti con i Rotariani di tutto il mondo, sviluppare le proprie doti di leadership e stabilire rapporti con altri rotariani con gli stessi
interessi creativi, professionali o umanitari. I partecipanti possono scoprire i
programmi del Rotary International ed essere ispirati dagli interventi di relatori di spicco durante le sessioni plenarie. I congressisti possono allargare
i propri orizzonti presso la Casa dell’Amicizia, dove vengono esposti progetti d’azione dei Club, oppure mettere “in vetrina” i progetti del proprio
Club.
Avrete la possibilità di apprendere nuovi metodi per potenziare il vostro
club e per individuare opportunità di servizio e di amicizia; partecipare
ai numerosi seminari, visitare le esposizioni organizzate da club e distretti
e dialogare con gli altri Rotariani e i membri della grande famiglia del
Rotary.
Il Congresso rappresenta un’esperienza unica e memorabile, a prescindere dal fatto che i partecipanti siano Rotariani, familiari o ospiti. Partecipare
al Congresso, per i rotariani significa mostrare il proprio apprezzamento
per l’impegno universale del Rotary nel mondo e rafforzare il proprio impegno nel servire. Per gli Ospiti ed i familiari rappresenta un’occasione
per trascorrere una bellissima vacanza in un Paese straordinario come il
Brasile.
Difficilmente chi ha partecipato ad una Convention del Rotary rimane
indifferente; è sempre un evento straordinario, ricco di spunti, stimoli, fatti
tali per cui rimane sempre nel cuore.
N.3 - OTT 2015
11
LA LETTERA DEL PRESIDENTE
OTTOBRE
Il mese scorso, dopo un intero anno
senza nuovi casi di poliovirus, la
Nigeria è stata tolta dall'elenco
dei Paesi in cui la polio è ancora
endemica. Oggi il poliovirus selvaggio, scomparso dall'Africa, persiste
in due soli Paesi: l'Afghanistan e il
Pakistan. I casi di polio registrati nel
2015 a oggi ammontano a qualche dozzina in tutto il mondo.
La portata di questo evento è epocale. La polio, presente sulla terra
da millenni, ha infierito sull'umanità
sin dai primi insediamenti umani.
Oggi, grazie al lavoro svolto dal Rotary e dalle organizzazioni partner,
ci stiamo avvicinando all'eradicazione della malattia: il conto alla
rovescia è non più in termini di anni
ma di mesi.
Questo nostro successo è al tempo stesso monumentale e fragile.
Avanziamo a fatica ma sistematicamente, grazie a uno sforzo enorme
e incessante. Continuiamo a vaccinare centinaia di milioni di bambini
con campagne di immunizzazione
sincronizzate; continuiamo a svolgere attività di monitoraggio per
UN MONDO SENZA POLIO.
CON IL ROTARY È POSSIBILE
prevenire nuovi focolai. L'enorme portata dell'iniziativa in termini di coordinamento, costi, impegno, è sbalorditiva.
Alcuni si chiedono perché siano ancora necessari questi alti livelli di immunizzazione e sorveglianza per una malattia quasi scomparsa. La risposta
è semplice: non ci sono alternative. Rallentare le attività significherebbe
un ritorno del virus e la vanificazione di anni di lavoro. Abbiamo già visto
purtroppo come sia facile perdere terreno – e decenni di progressi – davanti alla ricomparsa del virus. È per questo che i prossimi mesi saranno
estremamente importanti. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per sensibilizzare l'opinione pubblica, raccogliere fondi e mantenere vivo lo slancio.
Abbiamo bisogno del vostro supporto per aiutarci a lottare sino a che la
malattia non sarà completamente sconfitta.
Il 24 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Polio. Mi auguro che
tutti i Rotariani vi prendano parte. So che molti di voi si sono già impegnati a pubblicizzare l'evento a livello di club e distrettuale. Se non avete
ancora fatto piani, ci sono innumerevoli modi per partecipare. Sul sito
endpolionow.org potete trovare idee, strumenti, esempi di comunicati
stampa e modalità di donazione. Sempre su questo sito troverete il link al
nostro evento in livestream: vi invitiamo a collegarvi e a condividere l'iniziativa sui social media.
La lotta alla polio è una nostra campagna – cominciata per sconfiggere
la polio ma presto estesa all'odio, all'ignoranza e alla paura. Quando avremo vinto, cosa che succederà presto, noi Rotariani potremo parlarne con
i nostri figli e i nostri nipoti, che conosceranno un mondo senza polio, senza
polmoni artificiali, senza ortesi per gli arti colpiti dalla malattia.
Tutti noi Rotariani, da Kano a Peshawar, da Swat a Seul, Madrid o Chicago,
faremo parte di questa narrativa; spetta solo a noi decidere se diventarne
protagonisti. Vi invito a farlo – in modo che nel raccontare la storia della
polio, noi tutti potremo dire di esserne fieri.
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Rotary 2050Magazine
ROTARY INTERNATIONAL
discorso tenuto in occasione della Assemblea
internazionale di San Diego (18-24 gennaio)
John Hewko
Segretario Generale RI
L’ASSISTENZA DELLO STAFF
DEL ROTARY
Buon pomeriggio!
È fantastico essere qui oggi, davanti a questo ragguardevole gruppo di
governatori entranti.
Proprio come voi siete venuti qui per imparare e per trarre ispirazione
dall’Assemblea Internazionale, anche noi del Segretariato ogni anno cogliamo questa occasione per imparare e per trarre ispirazione dai nostri
governatori. L’obiettivo degli uffici della sede centrale di Evanston e degli
uffici internazionali è di rafforzare e sostenere i nostri 34.000 club e un milione e duecentomila Rotariani.
Ci occupiamo di sviluppare strumenti, amministrare le sovvenzioni, e fornire informazioni, contatti e risorse che possano aiutare i club a fare molto di
più collettivamente di quello che non potrebbero fare da soli.
È anche nostro compito mantenere uno sguardo d’insieme sul Rotary
attraverso le zone, i distretti e i club, seguendo l’andamento dell’effettivo
e la stabilità finanziaria, trovando strategie per massimizzare l’impatto del
Rotary su scala mondiale, e fornendo una piattaforma che consenta ai
Rotariani di operare con la massima efficienza nelle loro comunità e nel
mondo.
Qui, all’Assemblea Internazionale, vediamo questo lavoro prendere vita.
È un’occasione per sentire che cosa state facendo, quali problemi vi trovate ad affrontare e come li risolvete. Possiamo capire come vengono
usati gli strumenti che abbiamo sviluppato e discutere insieme su come
migliorarli. Possiamo vedere il Rotary al lavoro attraverso i vostri occhi: gli
occhi di alcuni tra i più informati ed entusiasti Rotariani.
Il 2014 è stato un anno di grandi successi per il Rotary. Voglio cominciare
oggi con l’enunciarne alcuni.
Primo fra tutti, naturalmente, è il progresso che abbiamo fatto nell’eradicazione della polio. Avete ascoltato tutti la relazione di Hamid Jafari sulle
notizie incoraggianti che vengono dall’Africa: non sono stati registrati
nuovi casi di polio dall’agosto scorso.
Nonostante ciò, sappiamo bene quanto sia fragile questo progresso e
come sia facile perdere terreno.
Al tempo stesso, non ci sono parole per esprimere l’importanza delle
conquiste che abbiamo fatto nella lotta contro la polio; o l’orgoglio di
far parte di un’organizzazione che sta per dare al mondo un dono che
durerà per sempre.
Quest’orgoglio non si basa solo sui nostri successi, ma anche sul fatto di
conoscere l’enorme sforzo che c’è voluto (e che ci vuole ancora ogni
giorno) per azzerare i nuovi casi in Africa, in India e nel resto del mondo,
tranne Pakistan e Afghanistan. Se ci voltiamo a guardare gli ultimi 25 anni
dell’Iniziativa globale per l’eradicazione della poliomielite, la portata di
questa impresa ha semplicemente dell’incredibile.
Il Rotary ha raccolto una somma enorme per la lotta contro la polio, ma
non solo: i risultati odierni sono stati raggiunti anche grazie ad uno straordinario lavoro di sensibilizzazione. Abbiamo contribuito a mantenere l’attenzione dei media sulla questione della polio e abbiamo spinto i governi ad
impegnarsi economicamente e a far fede alle loro promesse.
N.3 - OTT 2015
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ROTARY INTERNATIONAL
Abbiamo anche costituito dei partenariati con cui ottimizzare le nostre risorse e le donazioni raccolte.
La collaborazione con la Bill &
Melinda Gates Foundation ci permetterà di raccogliere 525 milioni
di dollari grazie al suo impegno
di corrispondere 2 dollari per ogni
dollaro raccolto dal Rotary, sino a
un massimo di 35 milioni di dollari
l’anno per cinque anni. Ad oggi
abbiamo raggiunto l’obiettivo per
il secondo anno di fila e la scorsa
settimana la Fondazione Gates ha
versato i 70 milioni promessi.
L’infrastruttura sanitaria che abbiamo contribuito a creare nell’ultimo
decennio per combattere la polio
continua a fare la differenza anche
in altri settori della sanità in molti
Paesi. I laboratori, la rete amministrativa, i dati e le competenze che
abbiamo sviluppato nella lotta alla
polio si sono rivelati efficaci anche
contro la malaria, il morbillo e l’ebo-
la; il modello che abbiamo creato noi viene adottato oggi in diversi settori
dell’assistenza sanitaria con risultati molto incoraggianti.
A questo punto non possiamo tirarci indietro. Dobbiamo invece continuare lungo la strada intrapresa e fare il possibile perché nel 2018 venga
dichiarata l’eradicazione della polio.
Il lavoro svolto dal Rotary viene sempre più riconosciuto nel mondo, non
solo per la qualità delle opere fatte ma anche per la validità della nostra
governance. Nel 2014 la Fondazione Rotary ha ottenuto quattro stelle,
ovvero il massimo punteggio, da Charity Navigator, la prestigiosa agenzia
di rating delle organizzazioni non profit. Da una parte le nostre attività di
raccolta fondi e di gestione responsabile continuano ad assicurare che
le donazioni vengano utilizzate per favorire il cambiamento sostenibile,
dall’altra la percentuale delle spese della Fondazione in proporzione alle
donazioni ricevute continua a diminuire. Ci siamo riusciti perché sappiamo sfruttare al meglio le nostre risorse: il lavoro dei nostri volontari, le nostre
competenze locali, la capacità di fare leva sulla nostra rete di Rotariani.
Negli ultimi due anni abbiamo introdotto nuovi strumenti e abbiamo
portato a termine diverse iniziative: il nuovo modello di sovvenzioni (già
Visione Futura), l’iniziativa di rafforzamento del brand Rotary, un nuovo sito
web, Rotary Club Central, Rotary Showcase, la piattaforma Rotary Ideas,
una presenza più solida nei social e, più di recente, il nuovo sistema di fatturazione per i club. Tutti questi elementi aiuteranno i Rotariani a realizzare
più risultati e a crescere e prosperare nel secondo secolo di servizio.
Queste unità di misura del nostro operato ci rendono orgogliosi, ma costituiscono anche una pedana di lancio: ci aiuteranno ad attrarre più
COME CREARE UN PROGETTO IN ROTARY IDEAS
Rotary Ideas è il tool di crowdsourcing dove è possibile postare progetti per i quali servono aiuti o risorse e cercare progetti che necessitano di sostegno.
Postare dettagli e foto dei progetti è semplice. Basta
entrare nel sito www.rotary.org/it/showcase e seguire le istruzioni. I progetti inseriti si possono ricercare
per parole chiave, club, lingua e argomento.
Rotary Showcase aiuta a condividere la storia dei
progetti con il mondo Rotary e gli amici di Facebook.
Il Rotary unisce 1.200.000 leader di tutti i continenti, settori e culture per scambiarsi idee e adoperarsi per soddisfare
i bisogni delle comunità di tutto il mondo. Il Rotary ha oltre
34.000 club impegnati in iniziative di servizio sociale per rispondere alle sfide e ai problemi della comunità locale. Essi
inoltre, instaurano partnership con club di tutto il mondo
per aiutare a migliorare le comunità internazionali.
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Rotary 2050Magazine
partner, ad allargare la portata del
nostro lavoro, a essere presi in maggiore considerazione dai governi, a
migliorare il nostro raggio d’azione
e ad attrarre nuovi soci. Il successo
genera successo e, come ho detto
poco fa, stiamo per raggiungere il
più importante obiettivo nella storia del Rotary: l’eradicazione della
polio.
Ma non possiamo essere compiacenti: non possiamo riposare
sugli allori. Nel proseguire in questo secondo secolo della nostra
esistenza, dobbiamo porci ancora
la domanda forse più importante
per tutti noi qui in questa sala: che
cosa dobbiamo fare, come organizzazione, per continuare sulla scia
di questi successi, su questi punti
di forza? Come possiamo utilizzarli
per fare il maggior bene possibile
per il maggior numero possibile di
persone?
Stando qui davanti a voi, vedo il Ro-
tary: l’organizzazione di cui facciamo parte, al lavoro in 34.000 comunità
nel mondo.
E so che mi capite se vi dico che oggi, guardando voi, posso anche immaginare il Rotary come potrebbe essere.
Siamo una grande organizzazione, ma potremmo essere ancora più grande. Cambiamo vite, tutti i giorni e in tutto il mondo; ma potremmo portare
cambiamenti ancora più numerosi e più duraturi.
Facciamo molto nel Rotary, ma potremmo fare ancora di più se avessimo
più soci (due, tre volte tanti); se collaborassimo di più con altre organizzazioni per ottimizzare le nostre risorse; se decidessimo insieme che è arrivato
il momento di giocare tutte le nostre carte, di esaminare in modo obiettivo
gli aspetti che rischiano di appesantire il Rotary e cambiarli.
Cosa possiamo fare? La risposta è semplice: qualsiasi cosa decidiamo di
fare.
Noi conosciamo il nostro potenziale. La decisione che dobbiamo affrontare ora non è tanto cosa possiamo fare, ma cosa siamo disposti a fare.
Siamo disposti a fare i cambiamenti che ci permetterebbero di crescere?
Siamo disposti a modificare quegli aspetti delle nostre tradizioni che hanno bisogno di essere modificati pensando che la nostra priorità debba
essere il successo del Rotary, non di anno in anno ma nel lungo termine?
Naturalmente ci sono delle tradizioni, come l’etica o la diversità demografica nei club, che rappresentano i fondamenti della nostra organizzazione
e su cui non possiamo fare compromessi; ma ce ne sono anche altre che
nel tempo sono diventate un ostacolo invece che un vantaggio.
Prendiamo ad esempio l’avvicendarsi annuale della leadership, che ha
BENVENUTI AL ROTARY
Siamo tra i tuoi vicini, tra i professionisti della tua comunità
e del mondo, uniti dal desiderio di contribuire al bene comune.
Insieme potremo fare di più.
UNIRSI AI LEADER
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culture e continenti
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Aiutaci ad apportare cambiamenti duraturi
nelle comunità di tutto il mondo
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www.rotary.org
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ROTARY INTERNATIONAL
ovvi vantaggi, ma anche un grosso difetto: le maggiori iniziative
richiedono dai 5 ai 10 anni di lavoro
incessante perché se ne possano
vedere i risultati. Non possiamo più
permetterci il percorso a ostacoli e
i continui cambiamenti di direzione
spesso dovuti al cambiamento annuale della leadership nei club, nei
distretti, nelle zone e nella nostra
governance internazionale.
Immaginiamo per un momento
come potrebbe apparire il Rotary
se, invece di lasciare ad ogni nuovo
leader la definizione di nuovi obiettivi, lavorassimo in base ad un ciclo
di cinque o dieci anni, in cui ogni
nuovo leader raccoglie il testimone dal suo predecessore e senza
interruzione alcuna si impegnasse
a raggiungere gli obiettivi fissati in
un piano strategico dettagliato e a
lungo termine.
E nell’ambito di questo obiettivo
strategico, come apparirebbe il
Rotary, se decidessimo di porre
meno enfasi sulla frequenza alle
riunioni e più attenzione al coinvolgimento? Forse è giunto il tempo di
dare un attento sguardo ad alcune delle nostre tradizioni più sacre
e fornire ai club che lo desiderano
la flessibilità di operare come meglio credono. Ho il sospetto che
potremmo diventare più attraenti
ad un numero maggiore di soci se
rendiamo più facile per loro interagire con noi. Come ho accennato,
la chiave non è la frequenza, ma il
coinvolgimento.
E cosa succederebbe se pensassimo in modo diverso allo schema
delle quote associative dei nostri
club e distretti? Si parla tanto della
quota annuale al Rotary International di 54 dollari, ma questo importo
è un’inezia se paragonato al costo
reale di essere Rotariano che si
basa in gran parte sulle quote di
club e distretto e sul costo dei pasti.
E cosa scopriremmo se a tutti i club fosse richiesto di fare un colloquio in
seguito alle dimissioni dei Rotariani? E cosa succederebbe se mettessimo
insieme i dati per capire quali sono le cause alla radice della decisione
dei 100.000 Rotariani che ogni anno lasciano la nostra organizzazione, e
spendessimo le nostre energie a cercare una soluzione per cambiare le
cose?
E che ne sarebbe se cominciassimo a interagire alla pari con i nostri club
Rotaract e trovassimo un modo migliore per includerli nelle nostre attività
di club in una maniera più significativa e sostenere le loro opere? I Rotaractiani sono proprio le persone di cui abbiamo bisogno nella nostra organizzazione. Loro rappresentano una grande risorsa per il nostro futuro. Non
possiamo permetterci di perderli, e così come stanno le cose, finiamo per
perderli quasi tutti: solo il 5% entra a far parte di un club.
Pertanto chiedo a tutti voi, per il prossimo anno, di fare da portavoce per
fare tutto il possibile nel Rotary, e non solo ciò che è comodo o facile o
continuare ad agire alla vecchia maniera. Siate
sostenitori del cambiamento riflessivo, positivo e duraturo. Abbiamo una
grande tradizione nel Rotary, ma è la nostra tradizione. L’abbiamo creata
noi, ci appartiene ma non ci tiene legati. Se non ha più uno scopo, possiamo cambiarla.
Vorrei anche invitarvi a impegnarvi di più nelle vostre comunità. Sì, dobbiamo parlare tra di noi, ma occorre anche indirizzare le nostre comunicazioni verso l’esterno, al pubblico dei non-Rotariani.
Dobbiamo essere molto più aggressivi nell’organizzare gli eventi destinati
ai non-Rotariani nelle nostre comunità e aree territoriali. E, permettetemi di
suggerire che occorre puntare la nostra attenzione su come siamo percepiti dal mondo esterno. Chiedete alle persone della vostra comunità che
cosa dovrebbero fare i vostri club in modo da ispirarli ad affiliarsi. Questo
potrebbe servire da sprone e come tabella di marcia per condurci in una
nuova direzione.
Dobbiamo chiederci, semplicemente, che tipo di organizzazione vogliamo essere. E non esiste una risposta giusta o sbagliata a questa domanda.
Chiaramente, il nostro modello attuale funziona in molte parti del mondo
e non ha bisogno di essere manomesso. Ma in altre regioni, in base ai dati
rilevati, notiamo che non c’è più lo stesso interesse per il nostro prodotto
come in passato. E ciò significa che dobbiamo essere pronti ad adattarci
alle nuove regole del mercato. So molto bene, come tanti di voi del resto,
che ci sono tantissimi Rotariani che sono contenti di come è il Rotary,
e tanti altri che non guardano al di là del proprio club. Ma so anche, come
voi, che più i Rotariani s’impegnano nei loro club e nelle loro attività, e
tanto più vedono quello che si può fare e ciò che possono realizzare, e
cercare di fare di più e in modo diverso.
Per quanto mi riguarda, nei miei sogni più arditi immagino un Rotary con
2 o 3 milioni di soci attivi in ogni comunità; un’organizzazione che è connessa e che instaura relazioni con l’intera comunità; un gruppo che fa
da mentore a coloro che desiderano migliorare le loro doti di leadership,
professionali, personali, sociali, educative o altre ancora; un’associazione
che collabora con i governi e le ONG della propria comunità e di tutto
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Rotary 2050Magazine
il mondo per porre fine alla povertà, eliminare le malattie prevenibili
e fermare i conflitti prima della
loro insorgenza. Vedo un Rotary
composto da individui pronti ad
essere un punto di riferimento per
chiunque volesse far parte di un’organizzazione volta a fare del bene
nella comunità e coltivare rapporti
professionali e di amicizia che durano per tutta la vita, e acquisire
nuove abilità e competenze. Vedo
un Rotary dove i migliori individui di
ogni comunità fanno parte di uno
dei nostri club che riescono a tirare
fuori il meglio di tutti noi.
Questo potrebbe sembrare un
sogno irrealizzabile. Certamente
è alquanto ambizioso, e forse in
questo momento va oltre le nostre
capacità.
Ma dovete sapere che non troppo
tempo fa, anche l’idea dell’eradi-
cazione della polio sembrava impossibile, ambiziosa e al di là della nostra
portata. Ma questo non ci ha fermato. Perché noi non siamo il tipo di persone che si arrendono se qualcuno ci dice che stiamo puntando troppo
in alto. E sono contento che non siamo così. E lo sono pure i dieci milioni di
bambini che non hanno mai contratto la poliomielite grazie ai 1,2 milioni
di Rotariani ispirati e ambiziosi che non hanno prestato ascolto a coloro
che dicevano che non si poteva fare.
Vorrei concludere le mie osservazioni di oggi onorando una delle più antiche tradizioni del Rotary, una che mi auguro resterà per sempre attuale e
che ci è stata tramandata dal nostro grande fondatore, Paul Harris.
Molti anni fa lui ha scritto: “Se il Rotary vuole realizzare il suo giusto destino,
deve essere sempre evoluzionario e occasionalmente rivoluzionario”. Paul
Harris aveva ragione allora ed ha ragione ancora oggi.
A voi è stata rivolta l’esortazione “Siate dono nel mondo” e voi siete coloro che aiuteranno il Rotary a realizzare il suo destino nei prossimi mesi,
nell’anno rotariano venturo e negli anni a venire. E noi del Segretariato del
Rotary saremo lì per voi, per assistervi in ogni modo possibile. So di parlare
a nome di tutto il personale del Rotary International quando vi dico di
essere così tanto orgogliosi di attraversare le porte della sede centrale del
Rotary ogni mattina, sapendo che il nostro lavoro sostiene il vostro lavoro,
e che il vostro buon operato cambia il mondo, giorno dopo giorno, una
comunità alla volta.
Molte grazie.
LA PROVA DELLE 4 DOMANDE
La prova fu concepita nel 1932 da Herbert J. Taylor, socio del RC Chicago,
che ha ricoperto l’incarico di Presidente Internazionale nell’anno 1954/55.
Avendo avuto il compito di salvare un’azienda dalla bancarotta, Taylor sviluppò la prova come un codice etico da osservare in tutte le relazioni d’affari. È
stato riconosciuto che la sopravvivenza dell’azienda è da attribuirsi a questa
semplice filosofia. Adottata dal RI nel 1934, la prova delle 4 domande rimane
per i Rotariani un requisito essenziale per misurare il comportamento etico.
CIÒ CHE PENSO DICO E FACCIO:
• RISPONDE A VERITÀ?
• È GIUSTO PER TUTTI GLI INTERESSATI?
• PROMUOVERÀ BUONA VOLONTÀ
E MIGLIORI RAPPORTI DI AMICIZIA?
• SARÀ VANTAGGIOSO PER TUTTI GLI INTERESSATI?
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www.rotary.org
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Rotary 2050Magazine
23 ottobre.
GIORNATA
MONDIALE
DELLA POLIO
ERADICAZIONE DELLA POLIO
Dal lancio del programma PolioPlus
avvenuto nel 1985, il Rotary e i suoi
partner hanno aiutato a ridurre il
numero di casi di polio annuali da
350.000 a 370 casi confermati nel
2014 e continuano a restare impegnati nei Paesi in cui la polio non è
stata ancora fermata: Afghanistan,
Nigeria e Pakistan.
Il Rotary ha distribuito oltre 1,3 miliardi di dollari e innumerevoli ore di
volontariato per proteggere fino ad
oggi oltre 2,5 miliardi di bambini in
tutto il mondo. Grazie a una nuova
campagna, per ogni dollaro donato
al Rotary saranno corrisposti 2 dollari
dalla “Bill & Melinda Gates Foundation” fino a 35 milioni l’anno fino al
2018.
Gentili amici Rotariani,
siamo lieti di annunciare il lancio della Giornata Mondiale della Polio,
l’evento annuale del Rotary, in programma per il 23 ottobre a New York.
Approfitteremo dell’occasione per puntare i riflettori sul ruolo di leadership
del Rotary nella lotta che ci ha portato sulla soglia dell’estirpazione della
polio.
Per l’evento in livestream, con UNICEF come co-sponsor, ci ritroveremo insieme ai nostri partner della Global Polio Eradication Initiative, funzionari di
governo e operatori sanitari di spicco di organizzazioni non-governative,
mobilitando oltre 30.000 supporter.
A luglio e agosto sono stati celebrati due incredibili traguardi negli sforzi
per eliminare la polio. Per la prima volta nella storia, in Nigeria – e poi nell’intero continente africano – non sono stati registrati nuovi casi di poliovirus selvaggio per un anno.
Siamo più vicini che mai a mantenere la nostra promessa di porre fine
alla polio per sempre, ma abbiamo ancora tanto da fare. Dobbiamo
continuare a custodire i progressi raggiunti in Africa e focalizzare la nostra
attenzione sulla situazione in Afghanistan e Pakistan.
Il nostro evento “World Polio Day” ci consente anche di dare un aggiornamento a livello mondiale sui risultati conseguiti e sulle prossime azioni, per
ispirarli a condividere la notizia, donare o sostenere la causa dell’estirpazione della polio fino a raggiungere il traguardo finale.
Vi invitiamo a unirVi a noi e seguire l’evento trasmesso live il 23 ottobre,
a partire dalle 18.30 ora locale (UTC-4) oppure la versione registrata che
sarà disponibile subito dopo. Inoltre, Vi chiediamo di promuovere la consapevolezza della nostra iniziativa nella Vostra comunità per garantire una
grande partecipazione all’evento. Visitate il sito web End Polio Now per il
download delle risorse utili per sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi.
Condividete queste informazioni con i Vostri Rotary club, distretti, comunità
e amministratori pubblici del posto.
Trent’anni fa, abbiamo annunciato al mondo ciò in cui crede il Rotary:
che possiamo estirpare la polio. Oggi il nostro sogno sta per diventare
realtà. In occasione della Giornata Mondiale della Polio, facciamo un
altro passo avanti verso un mondo senza polio, a nome di ogni bambino,
nessuno escluso.
Cordiali saluti,
K.R. Ravindran, Presidente del Rotary International
e Ray Klinginsmith, Presidente della Fondazione Rotary
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I NOSTRI PRIMI
...30 ANNI
Il Gov. del Distretto 2042
Gilberto Dondè
nel contributo fotografico
di GIBA Giovanni Barili
alcuni momenti della Festa
Luca Bianchini
RRDI Rotaract
Andrea Oddi
RI Coordinator Zone 12 e 13
VITA DEL DISTRETTO: ANNIVERSARIO
Il saluto del Governatore
Omar Bortoletti
Cari amici, bentrovati.
Non è questo il solito saluto Rotariano, formale ed abitudinario, perchè credo fortemente nel significato della parola AMICIZIA.
(1)
(2)
Il nostro fondatore Paul Harris viveva a Cicago, una città con inverni
lunghi e freddi, soggetta alle tempeste provenienti dal Canada, da
cui non ha riparo perché affacciata al lago Michigan.
Ma molto più freddi erano i rapporti sociali: una grande città, di stampo anglosassone e con pesanti infiltrazioni malavitose.
Decisamente Paul non si trovava a suo agio, lui proveniva dall'hinterland, dalla campagna, dai piccoli paesi dove le porte erano sempre
aperte, dove tutti si conoscevano e si aiutavano.
Da qui nasce l’idea del ROTARY: riprodurre nella grande città il modus vivendi dei piccoli paesi.
Creare un circuito di persone amiche.
Un circuito di persone di cui fidarsi.
Un circuito di persone attente ai problemi del territorio, attente ai
problemi dei meno fortunati.
Come accadeva nei paesi da cui proveniva.
In una parola: ROTARY.
“L'AMICIZIA É LA PIETRA ANGOLARE SU CUI POGGIA L'EDIFICIO DEL
ROTARY”. E aggiungo: “LA TOLLERANZA É LA CALCE CHE TIENE ASSIEME”.
AMICIZIA: conosco la maggior parte di voi, ma anche con quelli che
non conosco, quando li incontro, ci scambiamo un sorriso che non
è di circostanza, perché sappiamo che abbiamo entrambi lo stesso
ideale. Quello di aiutare i meno fortunati in tutti i modi che il Rotary
sa fare.
TOLLERANZA: Un nostro socio stava per lasciare il ROTARY qualche
anno fa per dissapori all’interno del suo club. Poi si é detto: "devo
guardare al ROTARY non al Rotariano”. Ha guardato all’ideale del
ROTARY ed ora è Presidente del suo Club.
La vostra presenza qui, oggi, testimonia il vostro senso di AMICIZIA.
La CONDIVISIONE dell'IDEALE del ROTARY.
(3)
Oggi è una giornata davvero speciale.
Festeggiamo 30 anni di vita del nostro Distretto nel giorno in cui la
Chiesa fa memoria di San Francesco d’Assisi. E oggi, 4 ottobre, si
celebra la prima “Giornata Nazionale del Dono”. Voluta dal Presidente Emerito Azeglio Ciampi, approvata con legge lo scorso
luglio, la giornata ha il fine di far acquisire ai cittadini una maggiore
consapevolezza dell'importante contributo che le scelte e le attività
donative possono recare alla crescita della società italiana nel suo
complesso.
É BENE DARE QUANDO SI É RICHIESTI, MA É MEGLIO DARE QUANDO,
PUR NON ESSENDO RICHIESTI, SI COMPRENDONO I BISOGNI DEGLI
ALTRI.
(4)
Grazie di essere Rotariani. Siamo un dono nel mondo.
(1)
(2)
Il Gov. del Distretto 2041
Tomaso Quattrin
con Oddi, Bortoletti e Cossu
Consegna della Carta
a Paolo Curti
presidente RC Còrtefrànca
(3)
(4)
La relazione di Enzo Cossu
sulla storia del Distretto
Enzo Cossu, PDG Decano
Angelo Pari, Gover. Eletto
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INTERVENTO DI ENZO COSSU
Calvagese della Riviera, 4 ottobre 2015
È con piacere e con ritrovato entusiasmo che mi presto a questo
viaggio per rivivere questi importanti eventi passati. Ricordi che
vogliono essere al servizio dei tanti
rotariani ed amici del Rotary che
per mancata presenza o condizioni anagrafiche non conoscono
i fatti che hanno portato alla creazione di uno dei Distretti Rotary più
virtuosi ed importanti d’Italia e del
mondo. Voglio ringraziare il Governatore Omar Bortoletti che poprio
nella sua annata si trova a celebrare questo importante traguardo
dei trent’anni dalla fondazione del
Distretto e ha condiviso con me la
redazione di questo documento di
memoria storica.
Forse qualcuno di voi lettori avrà
già sentito alcune delle parole che
vado a stendere in altre occasioni.
Tuttavia questa che mi accingo a
raccontare è la storia del Distretto
e quella resta e c’è solo un modo
Si è celebrato il 4 ottobre il 30mo anniversario di
costituzione del nostro Distretto. Ne ripercorriamo la storia proponendo l’articolo di Enzo Cossu
pubblicato su “La nostra storia 1985-2005”, numero speciale della rivista Rotary Distretto 2050 e
contestualizzato fino ai giorni nostri.
per descriverla.
Il Distretto 205, solo successivamente 2050, nacque quindi nell’ormai lontano 1985 quando Evanston decise di separare in due distretti l’area della
Lombardia, prima tutta compresa in un unico Distretto: il 204.
Rimasero nel Distretto 204 gran parte della zona milanese, i Club delle
province di Bergamo, Como, Sondrio e Varese; il Distretto 205 fu formato
con la Lombardia Est e Sud Est, incluso il R.C. Piacenza, per un totale di 34
club.
Quando ciò avvenne, il Governatore Eletto del Distretto ancora unito,
Mario Staffieri, personaggio di grande cultura e spirito rotariano, stava
per recarsi a Nashville per partecipare alla scuola dei Governatori. Non è
un segreto che Staffieri partì un po’ preoccupato per quanto deciso da
Evanston. Rientrato in patria, fu il primo Governatore del neonato Distretto
205. Durante la sua permanenza a Nashville, io (designato Segretario distrettuale), Eugenio Bononi, Lino Poisa, Luciano Malchiodi e Dante Anselmi
ci attivammo per preparare gli uffici della sede e risolvere i problemi più
urgenti.
Entrato ufficialmente in carica, Staffieri inviò ai Soci un messaggio che
riporto testualmente: “Il Distretto 205 si affaccia alla scena del Rotary International con sicuri auspici di vita vigorosa, proficua, felice perché vi militano rotariani di provata fede e giovani reclute che attendono soltanto di
essere valorizzate. A Voi, amici del Distretto 205, del Rotary International, il
compito di esaltare lo spirito di servizio del Rotary con il Vostro entusiasmo,
la Vostra esperienza, la Vostra operosità, la Vostra generosità”.
Il neo Governatore propose che “incipit ed incedit” fosse il motto del Distretto. La consuetudine del motto distrettuale, coniato dal Governatore,
fu successivamente abolita per preservare come motto dell’anno solo
quello del Presidente del Rotary International.
Durante il governatorato di Staffieri furono rigorosamente rispettati i principi fondamentali sui quali poggia il Rotary: la fede nell’uomo, i valori di
libertà e di uguaglianza, di solidarietà, di democrazia. Inoltre, obbedendo
ad una sorta di “grammatica etica”, enunciata da Paul Harris: il mondo
in cui viviamo muta rapidamente: noi dobbiamo evolvere con esso, bisognerà rifare senza soste la storia del Rotary, Staffieri ridusse qualsiasi
contrasto tra parola e azione, valorizzando - con impegno e intenso spirito
- amicizia e servizio. E Staffieri fondò anche la Rivista distrettuale che poi,
con modifiche, vive ancora oggi e viene nuovamente stampata proprio
Enzo COSSU, avvocato, Decano dei PDG
Presidente Consulta Permanente dei Governatori del Distretto 2050
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Rotary 2050Magazine
in quest’anno 2015/16 che celebra
i trent’anni di servizio del Distretto.
C’è un avvenimento nella storia
del Distretto di cui è necessario dar
conto in questi ricordi. Al Consiglio
di Legislazione 1989, fu deciso che
i Club di una città, divisi in due o
più Distretti, potessero chiedere di
appartenere ad un unico Distretto.
Ignoro quante altre città fossero in
tale situazione: Milano si affrettò
a chiedere l’applicazione della
regola.
La decisione del Board fu inaspettatamente rapida e il Governatore
del 2050 (nel frattempo era cambiata la numerazione dei Distretti), Raul Tentolini, si trovò, all’inizio
dell’anno 1991-92, decurtato di 10
Club, con non pochi inconvenienti,
anche di natura economica, che
resero certo non agevole la vita
dell’annata in questione.
Credo sia il momento più opportuno per una riflessione.
Nella ricerca d’un percorso analitico pensato appositamente per un
Distretto Rotary ci si imbatte nella
stessa labilità di contorni che ne
circonda la fama; il nome sembra
risvegliare familiarità di nozioni acquisite, ma una più attenta disamina rivela una realtà spesso misconosciuta, mentre l’opinione generale oscilla tra valutazioni affrettate,
comunque è ferma all’apparenza,
e giudizi perentori sostengono che
il Rotary è circonfuso di un’aura di
significati reconditi ed arcani, magari responsabili di occulti disegni.
Se fare storia è ancora distinguere
vero da falso, accaduto da non
accaduto, e se lo studio dei fatti
storici riesce a sconfiggere i preconcetti, forse, non capita inopportuna l’occasione celebrativa
per aggiungere un contributo che
non ha, ad ogni modo, la pretesa
di essere esaustivo.
Tutti i Governatori succedutisi alla guida del Distretto 2050 hanno operato
per dare rilievo ed efficacia soprattutto ad impegni di primario interesse
nello spirito rotariano. In particolare:
- sviluppare la lotta contro la miseria, la malattia, l’analfabetismo;
- agire con iniziative a favore delle giovani generazioni;
- salvaguardare e tutelare l’ambiente;
- diffondere gli impegni rotariani oltre i confini nazionali;
- operare per esaltare i programmi della Rotary Foundation per una più
ampia comprensione mondiale.
Proprio per tale fine è, ogni giorno, sempre più necessaria la presenza
del Rotary. Nessuno può ignorare che, al di là delle guerre ufficialmente
dichiarate, attentati, terrorismo e violenze di ogni tipo non danno tregua,
perché molti ancora hanno come principale obiettivo il disprezzo e l’odio
verso il prossimo. Nemmeno si può trascurare di constatare come alla base
dell’odio e del disprezzo per la persona di continuo ci siano la grossolanità
e la volgare ineducazione, ed esse siano foriere di male per una pacifica
convivenza. Il tema della convivenza non è mai stato così attuale come
in questo periodo di disperate migrazioni umane, in fuga da persecuzioni,
guerra e fame: con esse le nostre popolazioni e i nostri stili di vita dovranno
forzosamente integrarsi.
Desidero anche ricordare che il Distretto 2050, durante questi 30 anni di
esistenza, si è sempre caratterizzato per la continua crescita dell’effettivo.
E ciò nonostante che, dopo i 10 Club trasferiti al Distretto 2040 all’inizio del
1991, altri 4 Club siano passati al Distretto 2040 nell’anno 2000. Ancor più
dopo la divisione del Distretto 2040 in 2041 e 2042, con un 2013 nel corso
del quale furono tolti al Distretto 2050 altri 10 Club dell’area milanese.
Crescita dei soci e di Club, oggi oltre la settantina, non con l’obiettivo di
distinguersi come il Distretto con il più gran numero di Club, ma per consolidare il primato di essere in Italia il Distretto col migliore rapporto tra il
numero di Soci e la popolazione residente nel territorio.
Per concludere, prendo lo spunto da un perspicuo sillogismo del prof. Valitutti: Rotary = Cultura = Libertà, presentato al Congresso 1980 di Boario
Terme (Governatore Giorgio Valgimigli). Il Rotary non ci può essere imposto e nessuno lo può imporre ad altri. Tocca a ciascuno di noi decidere e
scegliere se vogliamo vivere e operare nel Rotary.
A conferma della mia tesi desidero citare alcuni concetti espressi da Josè
Ortega y Gasset, illustre pensatore spagnolo, nel libro “La ribellione delle
masse” che ebbe, quando apparve nel 1929, risonanza mondiale: “... la
vita, che è soprattutto ciò che possiamo essere, è anche decidere tra le
possibilità che ci sono offerte. Circostanze e decisioni sono i due elementi
radicali di cui si compone la vita. Il nostro cadere in questo mondo c’impone varie traiettorie e quindi ci impone di scegliere. Sorprendente condizione della nostra vita, perché ci sentiamo fatalmente costretti a decidere
ciò che vogliamo essere nel mondo”. Quindi è falso affermare che nella
vita decidono le circostanze: è il nostro carattere che decide.
E il Distretto 2050 ha dimostrato di avere carattere in questi suoi primi
trent’anni di vita. A cominciare dalla capacità, già ricordata, di scegliere
N.3 - OTT 2015
23
INTERVENTO DI ENZO COSSU
professionisti di valore, raggiungendo un rapporto di presenza sul territorio che rappresenta un valore di
eccellenza, forse non solo in Italia,
con 3.000 Soci e 70 Club.
Ritengo che il risultato di crescita
dell’effettivo sia conseguenza di
un obiettivo strenuamente cercato, e difeso e sempre valorizzato:
il contatto, la comunicazione e la
collaborazione con il proprio territorio da parte dei Club e appunto
la loro vocazione prioritaria a lavorare con esso.
Molte delle iniziative distrettuali, poi,
sono anche state di esempio ad
altri: collaborazione umanitaria e
medica in Albania, aiuti ai bambini
a Sarajevo e dono di laboratori per
costruzioni di protesi ivi e in Palesti-
na, soccorso ai terremotati in Turchia e in India, salvataggio dalla desertificazione di aree africane, ricerca di soluzioni semplici e praticabili per cure
di malattie infettive, con metodologie oggi riconosciute ed apprezzate
addirittura dall’OMS.
Sempre attuando la filosofia rotariana di fare di persona e non di far fare,
di agire con azioni controllate direttamente dai Soci e dai Club. Anche
con la generosità delle donazioni sia alla Rotary Foundation per la lotta
alla eradicazione della Polio, sia in altre operazioni di soccorso umanitario, il Distretto ha sempre risposto con molta generosità distinguendosi nei
momenti di necessità.
Questi ricordi non vogliono però essere letti solo al passato. I ricordi sono
le radici piantate nel terreno oltre trent’anni fa e che hanno saputo generare questo magnifico albero che è il Distretto 2050. Ci troviamo ad affrontare un periodo di rigenerazione e consolidamento. Così che queste mie
parole siano da sprono ai nuovi germogli del nostro sodalizio, alle nuove
generazioni che continueranno ad essere elementi vitali del fare bene, assieme, sopra ogni interesse personale. Per il Rotary e per la comunità tutta.
Il nostro è un sogno che dura da 30 anni. E come disse Paul Harris: forse
sognare non è una cosa negativa, se uno fa dei bei sogni e li realizza.
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24
Rotary 2050Magazine
IL DISTRETTO 2050 COMUNICA
La moderna comunicazione non può prescindere dall’utilizzo di internet e
dei social network. Su queste piattaforme il Distretto 2050 ha attivato dal 1
luglio un elaborato Piano Editoriale che accoglie le direttive internazionali e
che consente di veicolare le notizie integrando testi, immagini e filmati
Inquadra il QR-CODE
per vedere la rivista in formato
SITO INTERNET E SOCIAL MEDIA...
GRANDI OPPORTUNITÀ
www.rotary2050.org
Il sito internet rappresenta una miniera di informazioni sulla vita del Distretto. Nelle sedigitale e per consultare zioni “Club” e “Progetti” si trovano l’elenco aggiornato delle attività programmate e il
i contenuti multimediali resoconto dei progetti realizzati nel corso dell’anno rotariano.
Responsabile distrettuale
per il sito internet
Mauro Mosconi
RC Soresina
([email protected])
Responsabile distrettuale
per i social network
Lodovico Minelli Sarteri
RC Brescia Franciacorta Oglio
([email protected])
facebook.com/rotary2050
L’obiettivo dell’utilizzo di facebook è di raccontare il Distretto Rotary 2050. Lo stile sarà
semplice ed il linguaggio colloquiale. Se già utilizzate facebook, a livello personale
o di club, potete aggiungere alla pubblicazione dei vostri contenuti con rilevanza
rotariana l’hashtag, o cancelletto, #Rotary2050. In questo modo il contenuto, sia esso
fotografia, testo o video, potrà essere facilmente individuato nella ret ed i contenuti
più interessanti saranno ripubblicati sui canali del Distretto.
twitter.com/rotary2050
Sull’account di twitter pubblicheremo notizie brevi, oppure retweet dai canali twitter
degli altri club per offrire loro maggiore visibilità.
instagram.com/rotary2050
Instagram sarà una raccolta di immagini per raccontare visivamente i momenti più
importanti del Distretto e dell’operato dei club. Se un rotariano pubblica su propri
account Instagram uno scatto con l’hashtag #Rotary2050 verrà visionato e se valido
replicato sull’account del Distretto.
youtube.com/rotary2050
Sul canale you tube verranno caricati i video (max 2.30 minuti) autoprodotti dai soci
con videocamere, tablet e smartphone in occasione di service e progetti. Una volta
caricati i video cerranno condivisi anche su tutti gli altri canali social così da creare
N.2N.3
-eAGO/SET
- OTTvisibilità
2015
2015ai contenuti
25
un circolo virtuoso
dare
VITA DEL DISTRETTO: VISITE AI CLUB
17 settembre
Mantova Castelli
16 settembre
Mantova Postumia
23 settembre
Andes
di Virgilio-Curtatone
21 settembre
Mantova San Giorgio
24 settembre
Gonzaga Suzzara
28 settembre
Piacenza
29 settembre
Piacenza Farnese
26
Rotary 2050Magazine
1 ottobre
Valtidone
30 settembre
Fiorenzuola d’Arda
6 ottobre
Pandino Visconteo
7 ottobre
Soresina
8 ottobre
Melegnano
9 ottobre
Codogno
N.3 - OTT 2015
27
INTERVISTE ECCELLENTI
UNA VICENDA PROFESSIONALE
ENTUSIASMANTE, CHE ‘RUOTA’
INTORNO ALL’UNIVERSITÀ
Una carriera professionale che
inizia dai banchi dell’Università
e che dall'Università trae ancora oggi linfa vitale. E non poteva
essere che il suo studio all'Istituto
di Igiene della Facoltà di Medicina dell'Università di Pavia il
luogo scelto per l'intervista che
Gabriele Pelissero concede alla
nostra rivista.
coltà l'intera operatività. Proprio
questo è il tema di cui mi occupo da tantissimi anni sia come
ricerca in ambito universitario,
sull'argomento ho scritto articoli
e libri, sia anche dal punto di vista professionale”.
Il primo grande progetto
Il curriculum
“Sono un professore universitario, nonché medico, di un ramo
un po' particolare della medicina, quello che studia
l'igiene e l'organizzazione sanitaria: siamo i medici
che curano la struttura e non le persone. In particolare ho una lunghissima esperienza di organizzazione
ospedaliera, maturata in molti anni di direzione sanitaria presso ospedali sia pubblici che privati. Anche
buona parte della mia attività universitaria è stata
spesa a studiare i sistemi sanitari in Italia e in Europa.
Ho fatto molti studi comparativi tra i diversi sistemi
nazionali ed europei perchè quello che mi interessa
è cercare di capire attraverso quali meccanismi sia
sempre possibile migliorare una organizzazione che
sia in condizione di offrire a una intera popolazione
l'accesso ai servizi sanitari di elevata qualità”.
Il tema del welfare sanitario
“Stiamo parlando di un grande tema, un tema che
interessa tutta l'Europa e che interessa moltissimo il
nostro Paese. Mi sento di affermare che in Italia abbiamo un buon sistema di welfare sanitario, soprattutto nelle regioni del nord, un po' meno in quelle del
centro-sud che sotto questo punto di vista accumulano per tanti motivi un ritardo storico, ma la crisi economica che è partita sette anni fa, crisi di produzione
di ricchezza e di finanza pubblica, ha messo tutti di
fronte a nuovi problemi. Per fornire risposte immediate si è dato il via ad una lunga stagione di tagli
alla sanità, tagli che sono in parte giustificati dai ben
noti sprechi in termini di efficienza, ma che restano
comunque molto difficili da fare selettivamente. E se
non si riesce in una organizzazione così complessa a
colpire l’inefficienza, spesso purtroppo si mette in diffi-
28
“Nella prima parte della mia vita
professionale ho fatto il medico
di direzione e organizzazione
sanitaria in strutture pubbliche,
poi quando ho vinto il concorso
in università sono stato stimolato dal 'grande disegno'
di un amico e compagno di studi, Giuseppe Rotelli,
figlio di un noto imprenditore della sanità privata che
lavorava per il pubblico. Ho messo a disposizione la
mia professionalità e insieme abbiamo lavorato a
questa 'visione': costruire una grande organizzazione
sanitaria ospedaliera di diritto privato che lavorasse
per il pubblico, che desse prestazioni nel servizio sanitario nazionale. Così è nato il Gruppo Ospedaliero
San Donato, distintosi nel corso degli anni ‘90 soprattutto nel settore della cardiochirurgia, con una serie
di ospedali guida tuttora estremamente conosciuti
anche in ambito internazionale”.
L'entusiasmante vicenda 'San Raffaele'
“Dopo aver contribuito a questa importantissima
operazione di 'costruzione imprenditoriale', nel 2012,
sempre in team con Rotelli abbiamo portato a termine un'altra 'missione impossibile': l'acquisizione e
il salvataggio dell'Ospedale San Raffaele di Milano.
Senza ombra di dubbio, di tutta quella che è la mia
attività professionale in materia sanitaria, rappresenta l'evento più conosciuto, anche per la grande
risonanza mediatica che tutta la vicenda legata al
nosocomio ha avuto. La crisi di questo grandissimo
ospedale che, non dimentichiamolo, contiene anche il più grande centro italiano di ricerca biomedica e una importante università, è iniziata tre anni fa. Il
San Raffaele, ideato e costruito da don Verzè, personaggio notissimo, con una storia umana controversa,
ma che ha sicuramente lasciato una formidabile
istituzione, versava da alcuni anni, per colpa di una
Rotary 2050Magazine
Gabriele Pelissero, socio del RC Pavia Minerva, è Docente di Igiene presso la facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, presidente del Gruppo
Ospedaliero San Donato e presidente nazionale Aiop (Associazione
Italiana Ospedalità Privata)
cattiva gestione e di una pessima amministrazione, in
una crisi sempre più profonda e si avviava verso il fallimento. Dopo un periodo drammatico fatto di suicidi
e di pesanti interventi da parte della magistratura e
un primo tentativo di salvataggio messo in campo
da una cordata legata al Vaticano che non portò
a nulla per le enormi difficoltà incontrate, il Gruppo
San Donato, con un gesto di grandissimo, quasi folle,
coraggio ha acquistato la struttura dal fallimento e
insieme abbiamo studiato i rimedi. Affiancati da un
giovane manager di grande valore, Nicola Bedin,
abbiamo iniziato l'operazione di salvataggio di questo grandissimo ospedale, patrimonio autentico del
Paese. Ci siamo dedicati a due attività: dopo una prima fase dedicata necessariamente al risanamento
finanziario e funzionale, ci siamo concentrati sul rilancio qualitativo. Devo dire che entrambe le iniziative
hanno avuto enorme successo perchè l’ospedale
è ripartito splendidamente riguadagnando i livelli di
qualità riconosciuti a livello internazionale che aveva avuto in passato e anzi superandoli. In un anno e
mezzo abbiamo chiuso il buco portando il bilancio
sostanzialmente in equilibrio. Mentre già al secondo anno il centro di ricerca biomedica ha vinto 42
progetti istituiti dal governo italiano in tutte le aree,
la produzione scientifica è tornata altissima, oltre
1.200 pubblicazioni tutte di livello internazionale in un
anno, ogni giorno, compresi Pasqua e Natale, vengono pubblicati 4 lavori scientifici all’avanguardia e
l’attività clinica ha ripreso un rilancio formidabile. È
stata una operazione esaltante, molto difficile, molto complessa, con mille scossoni, un impegno molto
significativo, un evento molto importante e molto visibile della mia vita professionale. Purtroppo Giuseppe
dopo meno di due anni è mancato, ora il vicepresidente è il figlio Paolo”.
La presidenza AIOP
“Contemporaneamente al salvataggio del San Raffaele mi è stato chiesto di assumere la
presidenza di Aiop, la rete di tutte le
aziende ospedaliere di diritto privato
che lavorano per il SSN. Il SSN, torniamo al tema del welfare, è una struttura
mista dove il 75% dell’attività è svolta
da ospedali pubblici e il restante 25%
da ospedali di diritto privato, circa 500
strutture piccole, medie e grandi, distribuite in tutta
Italia, in modo variabile da regione a regione, ma
con un impatto molto forte sull’attività quotidiana
sanitaria. Dopo un primo triennio, l’assemblea di Aiop
mi ha rieletto all’unanimità quest’anno e in questa
veste ho dovuto rappresentare una parte importante del sistema sanitario nel confronto con il governo,
con il parlamento e con le istituzioni internazionali
dell’unione europea a Bruxelles, proprio in una fase in
cui le risorse si riducevano e la possibilità di assicurare
gli stessi livelli di prestazione diventava più difficile.
Purtroppo sono temi noti a tutti la crescita delle liste
di attesa, se possiamo permetterci esami di laboratorio, quanto possiamo spendere per la sanità, ticket
o non ticket, una quantità di cose che riguardano la
vita quotidiana in pratica di tutti gli Italiani, perchè
chiunque ha un momento della propria vita in cui
viene a contatto con la sanità. Sono temi che sono
continuamente nell’agenda sia del governo che dei
lavori parlamentari e come presidente dell’Aiop ho
da tre anni un confronto e uno scambio continuativo con tutti gli organismi di governo improntato allo
sforzo di raggiungere un risultato, che è di mantenere
il volume di prestazioni erogato ai cittadini in modo
che non regrediscano e contemporaneamente di
non perdere il treno dello sviluppo scientifico che nel
mondo della sanità è veramente tumultuoso”.
L'anomalia della situazione attuale
“E qui ci troviamo di fronte ad una situazione particolare e un po’ anomala perchè le nostre conoscenze
e la nostra capacità di intervenire per migliorare la
salute e sconfiggere le malattie è sempre maggiore,
ma dall’altra il denaro è sempre minore. E teniamo
presente che l’Italia, nell’Europa dei 15, è quella che
spende meno per la sanità, è già un Paese che è
molto attento alla spesa. Il mio compito è di rappresentare la parte di interesse delle aziende associate
a mantenere la propria attività, ma indirettamente
anche quello di tutelare i cittadini
che si rivolgono alla rete che rappresento perchè se ci sono meno risorse
avranno tempi di attesa più lunghi e
minore qualità in termini di prestazioni.
Teniamo presente che in Italia ogni
4 ricoveri ospedalieri 1 avviene nella
rete che io rappresento, il governo
N.3 - OTT 2015
29
e il parlamento sono consapevoli di
questo e ci considerano interlocutori
importanti e su moltissimi provvedimenti sono chiamato a esprimere una
opinione. Talvolta troviamo l’accordo,
talvolta discutiamo, diciamo che in
questa fase della mia vita questo
lavoro di confronto, collaborazione o
contrasto con l’azione di governo mi
assorbe moltissimo, lo trovo estremamente interessante dal punto di vista
professionale e devo dire che anche
il bagaglio di studi che ho costruito in
questi decenni, nella mia vita universitaria mi è prezioso perchè mi consente di muovermi in un mondo
difficile e complesso sapendo dove vado a mettere
il piede. E sono contento perchè non di rado le mie
osservazioni poi vengono raccolte anche a livello governativo con un interscambio molto positivo.
Un ruolo da mediatore tra pubblico e privato
Posso tranquillamente affermare che con l’apparato
del governo, soprattutto con il ministero della salute
e anche con lo stesso ministro il confronto è molto
buono, molto positivo e rilevo un desiderio sincero di
mantenere questa grande risorsa sociale che è il SSN.
Certamente le difficoltà sono moltissime e dall’interno dello stesso governo la tentazione di fare cassa
sulla sanità è quotidiana, è un vero conflitto interno
che viviamo ogni giorno: dal punto di vista del senso
di responsabilità che ognuno di noi deve portare nella propria professione io mi sento molto responsabilizzato a difendere le ragioni di un servizio pubblico che
è gestito in parte da operatori pubblici e in parte da
privati, che però veramente dà risposte a un bisogno
fondamentale che è quello della salute e dobbiamo
difendere anche la risorsa finanziaria perchè se non
facciamo questo perdiamo il treno dell’innovazione
tecnologica, che oggi passa moltissimo nel mondo
attraverso la sanità”.
Dove si vince la sfida?
“I grandi settori di sviluppo delle conoscenze scientifiche nella loro forma applicata alla vita quotidiana
nel mondo oggi sono tre: l'information technology
che per essere sviluppata nella sua globalità richiede da parte di un Paese enormi risorse, lo sviluppo
del settore degli armamenti che pur vituperato
rappresenta una gigantesca risorsa economica e
la sanità che è il grande settore di sviluppo di conoscenze scientifiche sia teoriche che applicate, ha un
impatto notevolissimo sulla vita quotidiana di tutti gli
30
abitanti del pianeta e quindi è di fondamentale importanza.
Come si posiziona l’Italia in questo
panorama?
L’Italia è un paese piccolo, ricco di
grandi capacità umane: i medici, i
ricercatori, gli scienziati italiani sono
molto bravi e questa risorsa di capitale umano è importantissima. Attraverso il SSN noi dobbiamo far curare i
nostri pazienti, ma anche fare ricerca
scientifica, le due cose sono strettamente collegate.
Per far bene la sanità bisogna far bene la ricerca,
perchè ogni giorno bisogna essere capaci di capire
e conoscere cosa succede nel mondo, perchè ogni
mattina c’è una soluzione clinica nuova. Chi non fa
ricerca rimane indietro. Però se non ci sono soldi si
rimane indietro per forza. Noi siamo poveri però non
dobbiamo impoverirci ulteriormente. La mia missione,
come interlocutore nel SSN, è quella di difendere
questo comparto della spesa pubblica indirizzandolo
se possibile al miglior utilizzo sia in termini di erogazione di prestazione ai cittadini sia in termini di investimenti nella ricerca. Una opportunità faticosa, molto
impegnativa, devo dire professionalmente esaltante,
non posso che ritenermi una persona fortunata perchè anche se in una situazione difficile posso lavorare
in un campo così interessante e stimolante.
Il cerchio si chiude in una visione rotariana
Vediamolo in modo positivo: sono anni esaltanti dove
bisogna trasformare una criticità in una opportunità,
un tema connaturato con la visione rotariana della
vita. È un po’ quello che siamo chiamati a fare e per
fare bene un po‘ di spirito rotariano non guasta. Il
Rotary ci insegna che dobbiamo avere spirito di servizio, ma anche ottimismo, dobbiamo credere nelle
persone e farle crescere. Anche per questi motivi ho
continuato ostinatamente a fare il professore universitario, a mantenere il contatto con i giovani. Tutti i
giorni passo in università, incontro i miei studenti e
gli specializzandi. Ritengo che anche questo sia un
elemento fondamentale, perchè tra le nostre responsabilità c’è quella di costruire il futuro, di preparare i
giovani a crescere. E quella di preparare le prossime
generazioni è la missione più importante di tutte, perchè se non c’è futuro non c’è più nulla. Sono riuscito
a bilanciare questo gruppo di impegni della mia vita,
spero di aver potuto dare un contributo e comunque
continuerò ottimisticamente e ostinatamente a cercare di fornire la mia professionalità.
Rotary 2050Magazine
RICONOSCIMENTI
La sua avventura di ricercatore incominciò nell'Ateneo di Pavia
I ROTARY CLUB D'ITALIA PREMIANO ALFIO QUARTERONI
CON IL RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE “GALILEO GALILEI”
La Fondazione Premio Internazionale Galileo
Galilei dei Rotary Club Italiani, che opera sotto gli
auspici del Rotary International e dell’Università
di Pisa, è stata riconosciuta come ente morale
con D.P.R. 26 febbraio 1982 (Gazzetta Ufficiale
del 14 Maggio 1982).
L’iniziativa prese avvio nel 1962 in Versilia ma già
nel 1968 passò a Pisa dove è stata sempre più
potenziata, divenendo famosa in Italia e all’estero
quasi come un Nobel italiano con caratteristiche
sue proprie.
Il Premio, che consisteva in origine in una statuetta di Emilio Greco, oggi sostituita da una targa
d’oro, vuol riconoscere la valorizzazione della
cultura italiana all’estero quale risulta dall’opera
di italianisti stranieri che fanno conoscere al
mondo, con lavori fondamentali, la nostra lingua
e la nostra civiltà.
Il Premio Galilei è un’istituzione che, nei vari settori della cultura, senza bandire concorsi ma per
mezzo di giurie  formate da insigni studiosi italiani,
opera con assoluta serietà.
Le discipline riguardanti la nostra civiltà prese in
considerazione sono: Archeologia ed Etruscologia, Storia della letteratura italiana, Storia della
scienza, Storia della lingua, Storia, Storia dell’arte,
Storia della musica, Storia del pensiero, Storia del
diritto, Storia economica, Scienze fisiche, Scienze
mediche, Scienze geografiche, Scienze dell'ingegneria, Scienze della terra, Scienze chimiche,
Scienze agrarie, Scienze biologiche, Scienze economiche, Scienze matematiche.
Il ricercatore lodigiano Alfio Quarteroni, matematico di fama mondiale, ha ricevuto il 3 ottobre 2015 nell'aula magna dell'Università di Pisa, il riconoscimento a cura
dei Rotary Club Italiani “Galileo Galilei”.
Il premio Galilei è internazionalmente conosciuto come una delle manifestazioni
culturali più importanti d'Europa. L’iniziativa che prese avvio nel 1962 in Versilia, ma
già nel 1968 passò a Pisa è stata sempre più potenziata, divenendo famosa in Italia e all’estero quasi come un Nobel italiano con caratteristiche sue proprie.
La Fondazione Premio Internazionale Galileo Galilei dei Rotary Club Italiani, che
opera sotto gli auspici del Rotary International e dell'Università di Pisa, è stata riconosciuta come ente morale con D.P.R. 26 febbraio 1982 (Gazzetta Ufficiale del 14
Maggio 1982).
A partire dal 2006 è stato affiancato al “Premio Galilei” il “Premio Galileo Galilei per
le Scienze della Natura”. L'aggiunta di questo nuovo premio a quello ideato da Tristano Bolelli ha comportato una rivalorizzazione di tutta l'istituzione ed ha lo scopo,
dato il successo del primo, di estendersi a tutte le branche della scienza.
Il Premio Internazionale Galileo Galilei dei Rotary Club Italiani per la Scienza, giunto alla sua X edizione e dedicato quest'anno alle Scienze Matematiche, è stato
assegnato all'unanimità da una Giuria composta da eminenti specialisti stranieri
della materia (prof. Jürgen Appell, Erik J. Balder, Claude Le Bris, Alexander Mielke) e
presieduta dal prof. Antonio Pieretti all'illustre studioso Alfio Quarteroni.
La lunga carriera internazionale di ricercatore di Alfio Quarteroni è iniziata dopo
la laurea in matematica nel 1975 all'Università di Pavia, come ricercatore all'Istituto di analisi numerica del CNR. Nel 1986 arriva la prima cattedra come docente,
sempre di analisi numerica, all'Univeristà Cattolica di Brescia, risale al 1989 il trasferimento al Politecnico di Milano. Nella biografia di Quarteroni anche il ruolo di
professore ordinario di matematica all'Università del Minnesota a Minneapolis e
dal 1998 la cattedra di modellistica e calcolo scientifico all'Ecole Polytecnique
Fédérale di Lausanne, dove ha fondato anche il Mathicse, ovvero Mathematical
institute of computational science and engineering. Al Politecnico di Milano ha
fondato un altro spin-off dedicato all'approfondimento scientifico: il Moxoff una
realtà che sviluppa soluzioni matematiche innovative nel campo dell'ingegneria,
delle scienze della vita e delle scienze sociali. Tra le importanti imprese di Quarteroni anche la partecipazione al progetto “Solar Impulse” per la realizzazione di un
aereo ad energia solare, progetto destinato a cambiare il futuro della scienza.
Fa parte di numerosi comitati scientifici internazionali ed è stato insignito di decine
di riconoscimenti. Anche la città di Lodi l'ha inserito nell'elenco dei suoi concittadini importanti con la consegna del Fanfullino della riconoscenza 2006.
N.3 - OTT 2015
31
NUOVE INIZIATIVE
Appunti per un’idea: l’Archivio
della Memoria del Distretto 2050
Il Governatore Omar Bortoletti, ricorrendo i 30 anni dalla costituzione del
Distretto 2050, nato dalla scissione del Distretto 204 in 204 e 205 operata
nell’anno 1985-1986, ha voluto costituire una apposita commissione denominata MUSEO 2050 con lo scopo di condividere con gli amici del Distretto e rendere onore non solo al passato, ma anche a tutti coloro che
hanno costruito la nostra grandezza.
Cesare Pavese diceva che: “Viene un’epoca in cui ci si rende conto che
tutto ciò che facciamo diventerà a suo tempo ricordo…. é la maturità. Per
arrivarci bisogna appunto già avere dei ricordi”.
Conversando con alcuni presidenti di Club e Governatori del Distretto e
riflettendo sulla nostra realtà ci siamo trovati concordi nel fatto che dopo
il nostro “favoloso” anno sulla nostra scrivania abbiamo cumulato lettere,
documenti, guidoncini, fotografie, targhe, service e quant’altro. Poi abbiamo dovuto fare spazio ad altre realtà e, a malincuore, abbiamo ordinatamente raccolto tutti questi ricordi in capienti scatoloni. In casa non ci
stavano e, sempre con molta cura, li abbiamo portati in soffitta. Poi se è
sopravvenuto un trasloco abbiamo fatto una selezione e poi...
Purtroppo quanto di questo materiale è finito al macero disperdendo così
la ricchezza di tutti quegli anni.
Con una similitudine il nostro anno è come un piccolo rigagnolo che bagna il campo (i service), parte di questa risorsa fa crescere piante che
alimentano o generano semi, parte ristagna in piccoli pozze d’acqua che
il sole evapora, parte va ad alimentare un torrente più ampio che sfocia
in un mare ancora più ampio (la Fondazione), ma prima ha fatto girare la
ruota (la rotellina che portiamo sulla giacca?) del mulino e poi ha proseguito il suo corso e ne abbiamo perso le tracce…
Due considerazioni: non si adatta al nostro essere rotariani l’adagio che
acqua passata non macina più, ma abbiamo constatato che entrando
nell’immaginario mulino lo abbiamo trovato miseramente vuoto.
Da qui l’idea e la necessità di raccogliere tutto il materiale disperso negli
anni di vita del nostro Distretto in un’unica sede per costituire un archivio distrettuale e, ipotesi più ambiziosa, poter allestire un museo. Lavoro
senz’altro improbo, ambizioso ma nello stesso tempo entusiasmante ma
ricco di piacevoli ed inaspettate sorprese.
L’invito è quello di recuperare allora quegli scatoloni, rinverdire i nostri ricordi, testimonianza per i futuri Presidenti e Governatori, ma anche per i
futuri Soci e neoSoci, ma anche dei Soci tutti, della vitalità del Rotary e del
nostro Distretto prima che debba cominciare a vacillare, anche la nostra
memoria, e, scusate il triste paragone, una brutta alluvione spazzi via tutto
e sommerga tutto nell’oblio.
SONO TESORI CHE NON DEVONO ANDARE DISPERSI E SENZ’ALTRO UTILI A
CHI CI SEGUIRA’ NELLA BELLA AVVENTURA CHE ABBIAMO VISSUTO NEL E PER
IL ROTARY.
In questo progetto devono essere coinvolti anche coloro che hanno collaborato nella funzione di SEGRETARI, custodi validissimi della realtà dei
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Rotary 2050Magazine
MUSEO 2050
Nel presente A.R., nel quale ricorre il 30° di fondazione del nostro Distretto, nasce l’iniziativa di un
museo destinato a raccogliere documentazione
e materiale a testimonianza della nostra storia.
Coordinatore dell’iniziativa è Francesco Codazzi
(RC Cremona, [email protected])
Club.
LA MACCHINA È GIÀ PARTITA e
diversi Governatori e Presidenti di
Club hanno garantito fattivamente
e concretamente la loro partecipazione.
Una costatazione che è anche una
raccomandazione: nell’epoca della telematica in cui tutto viaggia
via internet (i bollettini per esempio
e/o le foto ricordo) sarebbe opportuno se ne ricavasse una copia ancora in forma cartacea. Già, con il
passare del tempo cambiano i programmi o si utilizzano programmi
diversi che, purtroppo, non sono fra
loro compatibili vanificando quindi
il nostro lavoro e la nostra attenta e
scrupolosa archiviazione.
Associazione Prometeo 2050
I Volontari del Distretto
Prometeo 2050 ONLUS
Viale Simone d’Orsenigo, 18
20135 Milano
CF 97216840153
IBAN IT68G0542801600000000091865
5X1000
Cari Amici,
grazie al tanto lavoro dei nostri Rotariani esperti in materia,
e alla determinazione di molti di noi, Prometeo 2050 - I Volontari del Distretto, ONLUS di riferimento del Distretto 2050,
ha ottenuto la possibilità di ricevere il 5 per 1000.
Vi invito a diffondere questa notizia e a promuovere l'adesione presso tutti i Rotariani di tutti i Club. Se in tanti firmeremo, in poco tempo potremo avere disponibilità significative da destinare ai service sul nostro territorio.
Si aderisce scrivendo nello spazio dedicato il codice fiscale
Sono molto orgogliosa del risultato ottenuto!
Un cordiale saluto a tutti.
Anna Spalla - Governatore 2013-2014
Caronna - è una ONLUS a disposizione dei club Rotary
per risolvere alcuni problemi di ordine operativo nello
svolgimento di attività che abbiano finalità di volontariato. Raccoglie per conto dei club le contribuzioni e può
rilasciare a fronte di queste una ricevuta valida ai fini
fiscali. Le contribuzioni verranno poi messe a disposizione
dei club per lo svolgimento del service cui sono destinati.
Non costa nulla e può rendere molto!
dell’associazione.
Finalità. “PROMETEO 2050 - spiega il presidente PDG Tullio
PROMETEO 2050 provvederà quindi a versare le contribuzioni od a pagare direttamente le forniture effettuate dai
Club per la realizzazione dei service”.
Diventare soci. Si può diventare soci di PROMETEO con
una quota personale di 5 Euro l'anno.
N.3 - OTT 2015
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IL CONTRIBUTO DEI SOCI
Elisabetta Conti è docente universitario, PP e socia del RC
Brescia. Ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche
e letterarie
Ritengo sia interessante
confrontarsi su questi temi
che riguardano la società,
i giovani, il nostro rapporto
genitoriale e di educatori in un mondo sempre meno
reale e sempre più virtuale, grazie allo sviluppo incredibile della tecnologia.
Da genitore, insegnante e rotariana credo che nella società di oggi la mancanza di regole condivise
porti ad una degenerazione del concetto di legalità,
sempre più intensa, nel rapporto tra adulti e ragazzi,
tra giovani e giovani, con la comparsa di fenomeni di
devianza, di eccessi, e di cyberbullismo.
Posso dire che il mondo della scuola e dell’università,
in questi ultimi anni, ha toccato tutte queste aree tematiche in sinergia con le diverse associazioni per la
legalità e gli esperti della materia.
I docenti di tutte le discipline hanno promosso negli
alunni la cultura della legalità, coinvolgendo spesso
i genitori e la consulta provinciale degli studenti. Peraltro insegnare le regole del vivere e del convivere
è per la scuola, da sempre, un compito ineludibile e
la cultura è il principale strumento di educazione alla
legalità.
La scuola infatti assume il ruolo di ambiente di tutela
dei diritti e dei doveri, di pratica di cittadinanza attiva
e di controllo di tutti i fenomeni antisociali, quali il bullismo ad esempio, sintomi chiari di disagio esistenziale
che deve essere prevenuto e contenuto.
Il termine bullismo è la traduzione italiana dell’inglese “bullying” e viene definito come un’oppressione,
psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo,
perpetuata da una persona più potente nei confronti di un’altra percepita come più debole. Il fenomeno
del bullismo include sia i comportamenti del persecutore sia quelli della vittima, sia quelli di coloro che
guardano e che, con il loro atteggiamento, possono
rinforzare o, al contrario, scoraggiare l’episodio di
bullismo.
Come prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo, le prepotenze tra alunni e contro i docenti?
Ne esce un’interessante pubblicazione: “Il patto
educativo di corresponsabilità tra scuola e famiglia
(introdotto dal Decreto del Presidente della Repubblica 235/2007) – per una nuova alleanza educativa”(2008), per aprire nuove strade di intervento nella
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pratica quotidiana, per contrastare il fenomeno del
bullismo e favorire la crescita positiva dei ragazzi, valorizzando le buone pratiche.
Per favorire una cultura dello “stare bene a scuola”
esce nel 2009, a cura dell’Osservatorio Regionale
della Lombardia sul fenomeno del bullismo, un volumetto di proposte per la “Prevenzione e il contrasto
delle prepotenze in classe contro i docenti, i disagi
comportamentali e il bullismo tra i bambini e le condotte autolesive fra gli adolescenti”.
Analizzando meglio il fenomeno, ci rendiamo conto
che il bullo vive in una situazione di difficoltà e non
vuole crescere. Da numerose interviste da me fatte
ai ragazzi, in merito alle situazioni di bullismo vissute, si
ricava che il bullo non è mai solo, ma controlla il gruppo. La vittima è generalmente un ragazzo timido e
che vive in uno stato di solitudine. Il bullismo femminile, poi, non è da meno: è più sottile, fisicamente meno
violento, ma psicologicamente devastante.
L’ultima forma grave e difficile da controllare da parte dell’adulto è il Cyberbullismo, il bullismo elettronico,
che dal piano reale si sposta su quello digitale, con la
diffusione di sms, e-mail, messaggi in chat, immagini,
mms, video, che sono offensivi o non rispettosi della
riservatezza e della dignità altrui.
Il fenomeno, rispetto al bullismo tradizionale, si distingue per alcune peculiarità:
– la difficoltà per la vittima di risalire al molestatore;
- l’indebolimento delle remore morali, agevolato dalla possibilità di celarsi dietro un nickname;
– l’assenza di limiti spazio temporali, nel senso che il
cyberbullismo investe la vittima ogni volta che questa
si collega alla Rete.
Rotary 2050Magazine
CRESCERE NELLA LEGALITÀ:
tra mondo reale e mondo virtuale
Elisabetta Conti - RC Brescia
Dall’indagine “I ragazzi e il Cyberbullismo”, realizzata
da Ipsos per Save the Children nel 2013, attraverso
810 interviste con questionari compilati online da
ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013, i 2/3 dei minori
italiani riconoscono nel cyber bullismo la principale
minaccia del proprio tempo.
Le ragazze ritengono che alcuni degli ultimi tragici
fatti di cronaca (uccisioni o suicidi) siano molto (33%)
o abbastanza (48%) connessi al fenomeno.
Per i giovani il cyberbullismo arriva a compromettere
anche il rendimento scolastico (38%, che sale al 43%
nel nord-ovest), erode la volontà di aggregazione
della vittima, e può comportare serie conseguenze
psicologiche come la depressione (57%, percentuale
che sale al 63% nelle ragazze tra i 15 e i 17 anni, mentre si abbassa al 51% nel nord-est).
Tale fenomeno si presenta più pericoloso, nella nostra
era, per il 72% dei ragazzi intervistati (percentuale che
sale all’85% per i maschi tra i 12 e i 14 anni e al 77%
nel sud e nelle isole) della droga (55%), del pericolo di
subire una molestia da un adulto (44%) o del rischio
di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile
(24%).
Nell’ordinamento giuridico italiano manca un inquadramento normativo specifico in materia di bullismo
e cyberbullismo. Tuttavia, tale vuoto normativo viene
colmato ricorrendo alle fattispecie esistenti. I comportamenti posti in essere possono produrre conseguenze sia sul piano civilistico sia su quello penalistico.
I reati che si possono configurare sono:
– percosse (art. 581 del codice penale),
– lesione personale (art. 582 del codice penale),
– ingiuria (art. 594 del codice penale),
- diffamazione (art. 595 del codice penale),
- violenza privata (art. 610 del codice penale),
- minaccia (art. 612 del codice penale),
- danneggiamento (art. 635 del codice penale).
Se l’autore è un minore di età ricompresa tra i 14 e i
18 anni, si applicheranno le norme del processo minorile.
Per il minore che, nel momento in cui ha commesso il
fatto, non aveva compiuto i 14 anni, non essendo imputabile per l’ordinamento giuridico del nostro Paese
(art. 97 del codice penale), possono essere adottate
misure rieducative.
Per concludere, si può affermare che i ragazzi oggi
sono più cibernetici degli adulti, ma i genitori e gli insegnanti possono aiutarli a crescere, seguendo il loro
linguaggio ed i loro sistemi virtuali.
Il computer è uno strumento magico, un’immensa
biblioteca virtuale: internet apre un mondo infinito,
ma anche pericoloso! Potremmo abituare il giovane
ad usare il computer ed internet con una password
d’accesso, disponendo il PC in una stanza comune
della casa, per controllare come, il bambino soprattutto, lo usa. Sarebbe utile rivedere, anche periodicamente, nell’hard disk i siti che ha visitato.
Ricordiamo che può scrivere o diffamare, magari con
immagini, su Youtube o con i mezzi telematici più usati per questi scopi: le chat istantanee, i social network
e i video sharing. I giovani possono essere invece vittime di adescatori, che si dedicano al cyberfishing.
Ricordiamo che la Polizia Postale ha approntato
molti progetti in tema di sicurezza nella navigazione
in internet e persegue i reati cibernetici con sanzioni
penali.
Che cosa può fare il Rotary per aiutare a prevenire
questo preoccupante fenomeno?
Le formazioni sociali più agevolate e attente, come
il Rotary, sono oggi più che mai chiamate a concorrere ad azioni di pubblico interesse per sensibilizzare
verso le situazioni di disagio presenti nella società, per
migliorare la qualità della vita di coloro che vivono
nella stessa comunità, nel caso specifico il Rotary
International potrebbe diffondere, attraverso i suoi
canali di informazione ed il Rotaract, tutte queste informazioni volte a tutelare i soggetti potenzialmente
destinatari dei messaggi devianti, vittime della società cibernetica.
N.3 - OTT 2015
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FORMAZIONE ROTARIANA
PARLARE IN PUBBLICO:
capacità o tecnica?
Francesca Pangrazio - RC Brescia Moretto
Sapersi presentare, essere “a proprio
agio” in occasione di discorsi pubblici
e presentare adeguatamente idee e
progetti è un’attitudine personale o
l’esito di un apprendimento specifico?
Ognuno di noi conosce persone che
spontaneamente parlano in pubblico
senza sforzo e persone che hanno raggiunto, impegnandosi molto, lo stesso
obiettivo! In termini generali, trasmettiamo messaggi tramite i nostri gesti, il
nostro atteggiamento e con il nostro
modo di parlare; in minima parte trasmettiamo messaggi con le parole che
scegliamo. Albert Mehrabian ha studiato le tecniche comunicative (ben
cinquant’anni fa) con questo esito: i
messaggi viaggiano ampiamente con
tecniche non verbali (55 %), in modo
consistente attraverso i toni ed il volume della voce (38%) e veramente
poco tramite le parole (7%).
La base di partenza è conoscere noi
stessi, le nostre caratteristiche distintive,
ciò che ci rende unici e renderlo un nostro punto di forza: nel momento in cui
parliamo in pubblico, l’attenzione dei
presenti deve essere immediatamente
“catturata” dalla nostra presenza! In tal
senso, avere riscontri da amici e colleghi, avere la possibilità di vedere la ripresa di un proprio discorso in pubblico
è di grande aiuto, perché mantenere
la propria personalità anche in queste
occasioni aiuta a reggere la tensione ed a mantenere il controllo della situazione.
Un secondo passaggio molto utile è osservare tutte le occasioni in cui una persona
(nota o meno) parla in pubblico e capire qual è il suo punto di forza, come rinforza
il messaggio che vuole inviare e con quale “target” di pubblico comunica.
Conoscere i destinatari e il contesto in cui parlare in pubblico è poi essenziale per
adattare al meglio la presentazione, per comprenderne le motivazioni all’ascolto
e per cercare un riscontro positivo dalle persone presenti.
Ricordiamo sempre che l’ascolto non è spontaneo: l’atteggiamento naturale è
quello di sentire e di porsi in ascolto solo in ambienti di particolare criticità (situazioni di pericolo) o rilevanza personale o sociale (colloqui professionali, riunioni di
lavoro). Riuscire ad avere dei riscontri dal pubblico (tramite parole, domande oppure tramite segnali non verbali o gesti, come annuire con il capo) è già segno di
un ascolto particolarmente elevato.
La progettazione dell’intervento si basa su due pilastri importanti:
-coniugare logiche e parole, costruendo un testo adeguato alla situazione in cui
dobbiamo parlare in pubblico
- rafforzare il messaggio stesso con lo sguardo, la voce, i gesti.
Tutti gli esperti sul tema concordano sul fatto che il successo di una buona presentazione si basa per il 75-80% sulla preparazione precedente all’intervento e solo la
parte rimanente si “gioca” in diretta: costruire con attenzione il testo di riferimento
per la presentazione, pensare bene alla postura e ai gesti, alle pause nel discorso, rende molto più sereno e semplice affrontare il momento della presentazione
stessa.
Per quanto riguarda la stesura del testo, la principale domanda che ci si deve
porre riguarda l’obiettivo della comunicazione: qual è il messaggio “forte” che il
pubblico deve ricordarsi di questa occasione?
La fase di progettazione dell’intervento in pubblico consiste nel comporre un testo che definisca e trasmetta questo messaggio, secondo le caratteristiche del
pubblico (non solo l’età, ma anche le motivazioni all’ascolto, gli interessi comuni,
ecc.), adeguato rispetto al tempo e al luogo di effettuazione, con strumenti che
rendano completo il messaggio.
Il testo deve contenere tutte le informazioni utili rispetto al tema trattato, talvolta
anche quelle divertenti o dell’ultimo minuto: la credibilità del relatore dipende sia
dalla conoscenza dettagliata dell’argomento, sia, nei giorni nostri, dalla tempestività del suo aggiornamento informativo (Internet non dà scampo!). Le informazioni
possono riportare anche esperienze personali od aneddoti, ma devono essere
definiti nel testo, non improvvisati al momento.
Il rischio di perdere il filo del discorso o di “sconfinare” in altri temi interessanti potrebbero distogliere l’attenzione del pubblico dal tema proposto.
L’impostazione del discorso più semplice è costituita dalla sequenza: introduzione-visione d’insieme-tema chiave-proposte d’azione-conclusione, seguita eventualmente dallo spazio dedicato alle domande e alla discussione pubblica. Utile
è creare un titolo accattivante ed inserire nel testo anche domande retoriche o
slogan, che diano la sensazione alle persone presenti di essere coinvolte nella presentazione stessa e che stimolino anche una reazione fisica, dal sorriso alla risata:
sono ulteriori riscontri di una presentazione efficace!
Parlare in pubblico richiede uno sforzo particolare al relatore nell’imparare (quasi) a memoria il testo della presentazione: la lettura in diretta del testo e dunque
lo sguardo non rivolto al pubblico deve essere riservata solo a casi eccezionali,
come temi particolarmente tecnici o relatori particolarmente importanti. In ogni
caso, il relatore avrà una copia del testo a portata di mano e magari anche un testo riassuntivo (tecnicamente una “scaletta”) per punti del discorso, magari anche
segnando i tempi da rispettare… non si sa mai!
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Rotary 2050Magazine
Francesca si è occupata di comportamento organizzativo come docente e come consulente. Lavora presso
un Ente pubblico come responsabile
del settore ‘Prestazioni e Servizi’ con
incarichi di docenza
Ugualmente importante (non sembrerebbe ma è così) per il buon esito della
presentazione è parlare in piedi, non
seduti: il presentatore, per usare sia la
comunicazione verbale, sia i gesti e lo
sguardo, deve essere visibile a tutti e
deve poter rivolgere lo sguardo a tutto il pubblico. Meglio ancora se non vi
sono ostacoli visivi (tavolo, leggio) fra il
relatore ed il pubblico.
Sansavini, un esperto del campo, scrive: “Alzatevi in piedi di fronte al vostro
pubblico, tenete una posizione eretta
e un’espressione del viso sorridente,
esordite con un saluto seguito da una
pausa … vi siete già guadagnati il 50%
della credibilità!”.
Nella fase di progettazione è importante capire se possibile e opportuno utilizzare dei supporti visivi: slides con parole
e numeri, immagini, video, che rafforzino
il messaggio della presentazione. In generale, il relatore proietterà la slide, l’immagine e lascerà un minimo intervallo
di tempo prima di riprendere a parlare:
in quella frazione di tempo le persone
presenti avranno modo di guardare le
immagini e leggere le parole, entrando
nel vivo del tema proposto.
Una particolare attenzione dovrà
essere posta a comporre slides con
messaggi sintetici, utilizzando caratteri
grandi e colori per le parole chiave e
posizionando il testo nella parte centrale della pagina. Il relatore potrebbe utilizzare anche un puntatore (soprattutto
se il tema tratta numeri e tabelle) per
segnalare al pubblico i dati importanti.
Una volta definito il testo e composti
i vari supporti, il presentatore deve
“personalizzare” il suo intervento con
l’utilizzo dello sguardo, della voce e dei
gesti: si tratta della comunicazione non
verbale!
Della postura abbiamo già parlato; per
quanto riguarda i gesti, la personalità
del relatore è determinante. Chi è abituato ad utilizzare molto le mani, dovrà
porre attenzione a non esagerare, ma
ad effettuare gli stessi movimenti con
lentezza, in modo da renderli meno
dispersivi; chi non è abituato invece ad
utilizzare la postura e le mani, è consigliabile fare delle prove (solitamente
foto di gruppo dei partecipanti alla ‘pillola’ formativa condotta da Francesca
e organizzata il 12 settembre nella sede del Distretto
davanti allo specchio) oppure tenere fra le mani un oggetto (penna, matita, foglio della scaletta) durante la presentazione.
La voce è un altro elemento importante per parlare bene in pubblico: i tre elementi chiave da utilizzare sono il ritmo (alternare parole e pause), il tono (neutro o
partecipe), il volume (da tenere costante, anche perché segnala subito lo stress).
Infine lo sguardo: lo sguardo è l’elemento di maggiore contatto con il pubblico e
dal pubblico, permette di capire immediatamente se le persone presenti stanno
ascoltando, sono partecipi, interessate o se sta sorgendo qualche problema (anche semplicemente se il locale è troppo freddo o troppo caldo)… Si suggerisce
di evitare lo sguardo nel vuoto, oltre le persone presenti o costantemente sugli
appunti o lo schermo! Come ultimo punto, parliamo della paura di parlare in
pubblico: molte persone si sentono così impaurite da non volersi cimentare in tale
esperienza, mentre altre persone sono veri “uomini e donne da palcoscenico”. La
personalità, il carattere contano molto, ma comprendere che quella presentazione può essere costruita con competenza e può essere tenuta con supporti tecnici
ed elementi personali utilizzabili con consapevolezza, potrebbe rendere più serena “l’entrata in scena”. Affrontare un pubblico è dunque uno sforzo mentale ma
anche fisico: il nostro organismo si carica di tensione e le modificazioni biochimiche si esprimono in un aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna,
del tono muscolare. La tensione, se non governata con azioni fisiche volontarie
(respirazione profonda, movimento muscolare prima e durante la presentazione)
o con azioni mentali (abitudini, riti personali, frasi positive, persino training autogeno), esplode nell’accentuarsi di sensazioni di caldo/freddo, in mancanza di salivazione, respirazione affannosa, effetto “pagina bianca” … Recuperare il controllo
della situazione si può: riportare la respirazione a livello di normalità, recuperare gli
appunti o la scaletta, ri-focalizzare la propria attenzione sugli obiettivi della presentazione e soprattutto … proseguire!
Concludendo, il modo migliore per imparare a parlare in pubblico è conoscersi
e mettersi alla prova, sfruttando ogni occasione possibile per esercitarsi e migliorare, imparando a riconoscere i propri segni di tensione ed i propri punti di forza,
a trovare il riscontro nell’ascolto e nei messaggi non verbali del pubblico e come
disse Mark Twain, “normalmente mi ci vogliono più di tre settimane per preparare
un discorso improvvisato!”.
N.3 - OTT 2015
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FORMAZIONE ROTARIANA
“Un’opportunità o una minaccia?”
LA GESTIONE DELLE DIVERSITÀ
“Il Rotary e i Cultural Team”
Il famoso antropologo Edward Hall ha coniato il termine: “Prigionieri della
nostra cultura” (captives of cultures) per spiegare come il nostro modo di
leggere e vedere è direttamente collegato alla nostra cultura.
Anche noi Rotariani dobbiamo prepararci a gestire in modo nuovo e per
certi versi prioritario, le diversità presenti nella società, ma tutto ciò non è
facile.
Il primo vincolo consiste proprio nel capire che l’ammissione o esclusione
a certe attività, a certe opportunità non può essere stabilita a priori, sulla
base del vissuto del singolo presidente e/o consiglio direttivo, ma deve,
viceversa, essere valutata sulla base di ciò che le persone di altri contesti
culturali e religiosi possono offrire in termini di professionalità, di esperienza,
di potenzialità.
Il tutto orientato allo spirito di servizio che guida i nostri sodalizi.
Mario Gibertoni
Past President RC Brescia
Presidente distrettuale
Commissione Formazione
Ma, per soddisfare nuovi bisogni e nuove aspettative, dobbiamo prima di
tutto metterci in “ascolto” per capire, e per conoscere l’Altro, il diverso.
Bisogna mettere a tacere almeno temporaneamente il proprio Io per
aprirsi all’Altro, al suo mondo, mettere a tacere i pregiudizi, gli stereotipi
per un Mondo che non è mai fino in fondo conosciuto e conoscibile.
Cammino difficile, duro, che richiede a tutti noi rigore con se stessi, ma
soprattutto capacità di appello alla propria umanità, consapevole che
tutti i “mondi” hanno loro ricchezze e loro limiti.
La conoscenza dell’Altro può avvenire in due modi tra di loro complementari:
• la modalità intuitiva
• la conoscenza razionale
Attraverso la “modalità intuitiva,” si trascende dal pensiero intellettuale,
che va oltre lo spazio e il tempo, oltre la logica della causa-effetto, che è
di tipo organicistico, olistico.
Ma la gestione delle diversità richiede soprattutto l’utilizzo della “conoscenza razionale,” che appartiene al campo dell’intelletto, la cui funzione
è di discriminare, confrontare, misurare, ordinare per categorie.
Siamo nel campo della logica, della consequenzialità, della valutazione
quantitativa.
È possibile avere contemporaneamente questi due tipi di conoscenze,
ovvero queste due modalità di coscienza?
La risposta non è facile, ma si possono individuare alcune linee guida che
noi possiamo seguire per “gestire la diversità”.
Un rotariano che guarda al futuro, ad una società moltietnica, deve:
• Essere aperto mentalmente
• Essere creativo e innovatore
ESSERE APERTO MENTALMENTE
Essere aperti mentalmente significa riuscire a leggere e scambiare nuove
chiavi di lettura. Le chiavi di lettura della realtà si costruiscono nel processo di crescita e di socializzazione, in base alla percezione che il singolo ha
della realtà che lo circonda; e la percezione è determinata dalle necessità che sente, ed è quella che guida i comportamenti.
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Rotary 2050Magazine
Mario Gibertoni ha fondato a Brescia nel 1983 Studio Base, società che
opera nell’area della consulenza direzionale e della formazione, con
particolare attenzione all’area tecnica, dei processi produttivi e della
qualità.
Sono, quindi, fortemente legate al vissuto della persona, vissuto che può essere ricco di stereotipi o povero di affettività, più o meno condizionato dall’aver
affrontato o no situazioni traumatiche, dall’avere o
no potuto sperimentare esperienze di lavoro in altri
contesti geografici e culturali.
Ci si rende conto subito di due conseguenze:
1) che le chiavi di lettura della realtà dei singoli, ad
esempio di religione musulmana, od omosessuali,
sono solamente da rispettare, non si possono respingere; si deve favorire il loro svelarsi per trovare le convergenze, senza proporsi di cambiarle, di mortificarle,
di giudicarle.
2) che, pur nella somiglianza fra persone, poiché
ognuno ha un proprio esclusivo passato, le persone
si differenziano per la diversità con cui leggono la
realtà.
Il vero rispetto verso le persone sta nell’accettarle per
come sono e non per come le si vorrebbe;
Queste differenze sono una ricchezza per l’intero
contesto sociale.
Lo strumento per porre in comune queste chiavi di
lettura sono i “Cultural Team”.
Ossia, dei gruppi costituiti all’interno dei nostri sodalizi,
secondo le logiche del lavoro di un team, finalizzati
al raggiungimento in tempi definiti di alcuni obiettivi
prefissati.
In primis; la conoscenza attraverso qualificati relatori,
o testimonial di: altre religioni, etnie, vissuti personali. Il
tutto rivolto non solo ai nostri soci, ma anche a familiari e amici che sono vicini ai nostri valori.
I “Cultural Team”, sono la via maestra attraverso la
quale è possibile disporre nel nuovo mondo di chiavi
di lettura diverse, di arricchimento, quindi di interpretazioni e conoscenze, di svelamento delle persone
nella loro individualità.
ESSERE CREATIVO E INNOVATORE
La creatività fornisce idee nuove. Pensare è spostarsi
da un sistema di informazioni ad un altro, per cui se
analizziamo le informazioni è possibile avere idee.
In realtà, poiché il nostro cervello è preparato a vedere solo ciò che conosce, è prevedibile la molteplicità di idee standard. Quindi, la raccolta e l’analisi
delle informazioni è certamente importante, ma non
sufficiente.
Nel futuro, sempre più globalizzato, si realizzerà l’omo-
geneizzazione delle tecniche e dei metodi (anche
per la velocità e la trasversalità con cui corrono le
conoscenze grazie a internet), per cui il miglioramento e l’innovazione saranno possibili soprattutto attraverso un diverso utilizzo del “software” umano.
Nel futuro non si potrà procedere solo per via logica
e tecnologica sulla base di un “sapere” noto a tutti,
ma si dovrà procedere soprattutto per via creativa e
innovativa, per ricomporre a nuove logiche lo sviluppo dei prodotti e la gestione dei processi.
Ma attenzione, il preludio alla creatività è l’imprenditorialità. Ossia la capacità di rendere fruttuose, possibilmente a poco prezzo, cose che altri trascurano
(siano idee, opportunità, attività) e, con il lavoro, il
talento e la tenacia trasformarle da improduttive a
produttive, da idee dell’inventore in idee realizzate
dall’imprenditore o dal manager.
È la caratteristica quindi di chi propone, fa cose diverse da quelle che rientrano nel comune modo di
fare o nelle risposte già date.
La creatività di nuovi rotariani riceve oggi una nuova “provocazione”, quella della società multietnica
e della diversità che la rappresenta, questo però è
possibile solo se il contesto esterno lo favorisce.
Il Rotariano, nel contesto della globalizzazione, non
può che essere “aperto all’ascolto”, basato su valori
etici, e rispettoso della persona, attivando l’imprenditorialità e la creatività del singolo.
Nel processo creativo si esprime la parte più autentica e spontanea della persona, per questo ovunque
nel mondo l’inventare, il creare, il trovare nuove soluzioni dà un senso di piacere.
Inoltre, il processo creativo è abilissimo nel fertilizzare
le idee di altre culture, che ne costituiscono uno stimolo a cui reagisce con entusiasmo.
I “Cultural Team costituiscono una nuova opportunità ricca di creatività, di idee di miglioramento, che
saranno tanto più numerose quanto più diverse saranno le chiavi di lettura, i livelli professionali, religiosi,
culturali dei suoi componenti.
In un prossimo articolo, cercheremo di fornire delle
linee guida su come procedere per raggiungere gli
obiettivi sopra delineati.
N.3 - OTT 2015
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MONDO ROTARACT
SIRDE 2015
IN FRANCIACORTA
Dal 23 al 25 ottobre il Distretto Rotaract 2050 avrà
l’onore di ospitare il SIRDE 2015. Tale appuntamento
di portata nazionale, quest’anno si svolgerà in provincia di Brescia e, più precisamente, in Franciacorta.
In tale occasione il nostro Distretto ha deciso di svolgere anche i lavori della II Assemblea Distrettuale. Il
Direttivo Distrettuale potrà contare anche sul prezioso supporto organizzativo dei Rotaract del territorio:
Brescia Franciacorta Oglio e Lovere Iseo Breno. Il
weekend, sarà quindi caratterizzato da momenti di
formazione rivolti sia ai RRD sia ai RRDI, ma anche da
sessioni di lavori e meeting pensati per i singoli soci di
Club, appartenenti al Direttivo e non. Tutto ciò sarà
intervallato da attività di svago volte alla scoperta di
queste terre famose in tutto il mondo, sia per ragioni
riguardanti il tessuto imprenditoriale della zona, ma
anche per quanto concerne aspetti enogastronomici.
L’obiettivo è quello di creare un evento indimenticabile senza tralasciare la finalità principale ovvero realizzare un adeguato seminario di formazione rivolto ai
futuri dirigenti dei Distretti Rotaract italiani, offrendo
40
loro gli strumenti per agire in un contesto sempre più
ampio come quello europeo e, perché no, anche
mondiale, in linea con i principi Rotariani e Rotaractiani!. Vi aspettiamo numerosi!
Sito ufficiale dell’evento: www.sirde2050.it
Video di presentazione: youtu.be/2MqgM_jNOyU
La Franciacorta
La location dell’evento è la Franciacorta, un’oasi verde in terra lombarda, a Sud del lago d’Iseo. Il suo toponimo deriva dalla sua storia antica: le sue corti, nel
Medioevo, erano libere dal dazio, vere e proprie francae curtes. Agli abitanti spettava, in cambio, la manutenzione della strada che congiungeva Brescia a
Iseo, sul lago omonimo, dove imbarcazioni cariche di
mercanzie giungevano dalla Valle Camonica. Nessuno, allora, poteva immaginare che l’ondata di colline
descritta dallo storico Gabriele Rosa, terra di povera
agricoltura, di ville patrizie e di monasteri, sarebbe diventata, in mezzo secolo soltanto, un grande giardino vitato, culla delle più titolate “bollicine” d’Italia. In
Franciacorta, tra i rilievi sinuosi, dai variegati terreni e
dal microclima mite e ventilato, maturano i grappoli
di Chardonnay e Pinot nero che oltre cento vignaioli
trasformano in un miracolo di spuma, di perlage e di
aromi: il Franciacorta. Un fenomeno enologico che
dal 1967 si fregia della DOC e dal 1995 della DOCG,
generoso frutto del più severo Disciplinare del metodo classic d’Europa, voluto dal dinamico Consorzio
per la Tutela del Franciacorta, attivo dal 1990. Al Consorzio si affianca la Strada del Vino Franciacorta, che
valorizza il patrimonio culturale ed enogastronomico
di un territorio sempre più apprezzato in ogni stagione quale meta turistica dei viaggiatori del gusto.
Rotary 2050Magazine
MONDO ROTARACT
A PIACENZA ISTITUITO
UN FONDO PREVENTIVO
PER AIUTI CONCRETI
Il Distretto Rotaract 2050 ha risposto immediatamente: “Presente!” in
merito alla situazione d’emergenza
che si è venuta a creare lo scorso
mese di settembre nel territorio di
Piacenza, provincia appartenente al nostro Distretto attraverso la
creazione di un fondo preventivo
per supportare le attività di soccorso, oltre che a garantire il nostro
impegno sul campo. Le autorità
locali al momento hanno preso
atto della nostra disponibilità ripromettendosi di ricontattarci quando
il nostro lavoro sarà necessario.
a cura di Federico Zani
SERVICE NAZIONALE
LA RICERCA È NELLE TUE MANI
Il Service Nazionale per l’anno sociale 2015/16 dal titolo "La ricerca è
nelle tue mani", promosso dal Distretto Rotaract 2090, si propone di raccogliere fondi da destinare alla realizzazione dell’Unità di Bioinformatica
dell’Irccs Fondazione Neuromed di Pozzilli in Molise. Si tratta di un progetto
teso a sviluppare uno “strumento diagnostico” per l'analisi precoce del
morbo di Parkinson, tramite raccolta fondi.
Il nostro Distretto intende raggiungere la cifra minima di 15.000 euro attraverso l’organizzazione di un Service natalizio mediante il quale, in cambio
di una piccola donazione, si offriranno dei panettoni. L’obiettivo è ambizioso, ma l’idea è quella di giocare d’anticipo e sfruttare il tessuto imprenditoriale del territorio locale, affinché le aziende utilizzino i nostri panettoni
per comporre i pacchi dono riservati a dipendenti, clienti e fornitori. In
tal modo le aziende potranno fare un regalo gustoso ancorché già preventivato, e, allo stesso tempo, “aiutare la ricerca”. Al fine di massimizzare
la partecipazione dei club il direttivo distrettuale ha deliberato che la
metà del ricavato sarà devoluto al progetto; l’altra metà rimarrà invece a
disposizione dei singoli club per completare i loro specifici progetti.
“IL LIBRO PARLATO”
A FAVORE DI CIECHI E IPOVEDENTI
Il Distretto Rotaract 2072 si è fatto promotore del Service “Il libro parlato”
il cui scopo è la produzione di audiolibri e di opere in formato braille in
collaborazione con il Centro Internazionale del Libro Parlato “Adriano Sernagiotto Onlus” e l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti. Il progetto sarà
realizzato in collaborazione con il Distretto Rotaract 4500 del Portogallo,
i cui membri si occuperanno della traduzione degli elaborati in lingua
portoghese. Il nostro Distretto e tutti gli altri Distretti italiani ha aderito con
entusiasmo all’iniziativa. Per la realizzazione di audiolibri i Soci Rotaract diventeranno donatori di voce condividendo il loro piacere per la lettura
con chi non ha il dono della vista.
Il “Centro Internazionale del Libro Parlato” nasce a Feltre nel 1983, con lo
scopo di aiutare i non vedenti ad accostarsi alla lettura ed allo studio.
Rendere meno pesanti le giornate buie con l’ascolto di un buon libro e
realizzare il desiderio di laurea di tanti studenti privati del dono della
vista, è lo scopo principale dell’Associazione.
Di seguito proponiamo la presentazione del Progetto da parte di Annalisa
Minetti, testimonial dell’iniziativa: www.youtube.com/watch?t=3&v=LDbly
f9h898&ab_channel=DistrettoRotaract2072
N.3 - OTT 2015
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VITA DI CLUB
(n.d.r) l’eccezionalità dell’evento meritava
uno spazio adeguato, ecco spiegata la
scelta dei due interventi di Brescia Sud Est
Montichiari e Brescia
UNA MACRO REGIONE ISOLATA
Un interclub da primato quello celebrato lunedì 5 ottobre dal nostro Club
al quale hanno aderito ben 16 Club
del Distretto, per un totale di oltre 550
ospiti.
A fare da palcoscenico il Centro Fiera
di Montichiari, moderno complesso
direzionale ed espositivo della nostra
cittadina, luogo ideale per consentire
la ricezione di un numero così nutrito
di invitati. L’importanza dell’evento è
suggellato dalla presenza di numerose
illustri autorità rotariane: il Gov. Omar
Bortoletti, il PDG Decano Enzo Cossu, i
PDG Adriano Lecci e Carlogiorgio Pedercini e civili: il Sindaco di Montichiari
prof. Fraccaro, il Presidente del Centro
Fiera dott. Giancarli ed il Direttore dott.
Zorzi. Mobilitato il nostro Club, padrone
di casa, capace di accogliere con
grande professionalità e spirito di squadra, magistralmente coordinata dal
nostro Prefetto David Vetturi, le innumerevoli ed importanti presenze.
L’amico Bruno Salvetti, vicepresidente
del RC Milano, presenta l’atteso relatore della serata, il Dott. Bernardo Caprotti, magnate della grande distribuzione,
l’uomo che portò il supermercato in
Italia; durante la sua coinvolgente
esposizione ha posto in evidenza come
le tante carenze nel sistema infrastrutturale italiano condizionino lo sviluppo
di bacini metropolitani ed industriali
di primaria importanza nazionale ed
europea come la nostra valle padana,
definita non a caso una “macroregione isolata”.
Proprio Montichiari, al centro di questa macroregione, rappresenta la più
grande risorsa per uno sviluppo che
può e deve riportarci al passo con le
più importanti e sviluppate economie
mondiali: dotata di una superficie
aeroportuale maggiore di quella dei
più grandi aeroporti internazionali (ora
quasi esclusivamente delegata al trasporto di merci) e strategicamente integrabile nell’asse sud-europeo dell’alta velocità, si trova in una posizione ben
più baricentrica di tanti altri importanti
scali del nord Italia, dotata com’è di un
Un Interclub da record per BERNARDO CAPROTTI
enorme bacino d’utenza in termini di
passeggeri.
Sono tuttavia tanti i problemi e gli ostacoli capaci di limitare un simile titanico
progetto: la burocrazia, i localismi e la
mancanza di visioni strategiche solo
per citarne alcuni; basti pensare che
rappresentava argomento di discussione già 40 anni fa.
Un triste destino per un’area che ha
visto la nascita dell’aviazione Italiana:
è nel settembre del lontano 1909 che
si tenne nella brughiera di Montichiari
il primo circuito aereo internazionale
organizzato in Italia alla presenza di
D’Annunzio, Puccini, Marconi ed altri
grandi, durante il quale pionieri dell’aria come Mario Calderara solcarono
per la prima volta i cieli italiani.
Forte da parte del dott. Caprotti la
speranza che i tanti presenti, più che
interessati ad incontrare un insigne ed
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Rotary 2050Magazine
incisivo personaggio quale sicuramente egli è, si interroghino sulle importanti
ed imprescindibili scelte, troppo a lungo eluse, cui ci troviamo di fronte.
Dopo le inevitabili curiosità scaturite
dalla trascinante esposizione, il Governatore Omar Bortoletti, ha manifestato
la sua gratitudine al dott. Caprotti consegnandogli il gagliardetto del nostro
Distretto 2050.
Il Presidente Cristina Rodondi, stupita
come molti presenti dalla caparbietà e
dalla grinta che una persona con tante
primavere al suo attivo può ancora dimostrare, ha ringraziato il dott. Caprotti
per le sue stimolanti parole e per la sua
generosa disponibilità consegnandogli
una targa commemorativa da parte
di tutti i club presenti ed annunciando che verrà elargita una donazione
all’Associazione Dormitorio della S
Vincenzo, a nome del dott. Caprotti, a
ricordo della sua visita nel territorio bresciano; ha quindi sottolineato il determinante contributo di alcuni nostri soci
nella progettazione del Centro Fiera di
Montichiari: l’opera di progettazione
e realizzazione dell’Ing. Gianfranco
Piovani, l’arioso atrio concepito dagli
architetti Mauro Armellini ed Enzo Renon; la stessa sala che ci ha accolti intitolata a Mario Pedini, illustre padre del
nostro socio Enrico Pedini, che durante
la sua importante carriera politica tanto fece per il territorio bresciano.
Il tocco di campana idealmente a “18”
mani ha concluso questa memorabile
serata. (Daniela Piovani)
Interclub con: Brescia, Brescia Castello, Brescia Est, Brescia Franciacorta Oglio,
Brescia Manerbio, Brescia Moretto, Brescia Museo Mille Miglia, Brescia Nord, Brescia Ovest, Sud Ovest Maclodio, Brescia Veronica Gambara, Brescia Vittoria Alata,
Castiglione delle Stiviere – Alto Mantovano, Rodengo Abbazia, Salò e Desenzano
del Garda, Valtrompia.
Una sala Mario Pedini colma di pubblico ha salutato il successo di questa
bella iniziativa fortemente voluta dal
Distretto e partecipata da ben 16 club
(un record?) e da centinaia di soci e
amici ospiti.
Protagonista indiscusso della serata,
organizzata al Centro Fiera di Montichiari, il dott. Bernardo Caprotti, patron
del Gruppo Esselunga, relatore appassionato e istrionico, cui nessuno si
sognerebbe di attribuire i 91 anni che
l’anagrafe testimonia, nonostante un
infortunio a una vertebra lo renda, a
detta sua, “al 25% del suo potenziale”.
L’intervento del relatore, peraltro anche
lui rotariano (RC Milano), verteva, però
non su Esselunga, azienda che, con i
suoi circa 7.000 dipendenti, costituisce
certamente un’assoluta eccellenza
italiana, ma su un progetto assai caro
cui si parla.
Manca, in particolare, un aeroporto
adeguato alle esigenze della regione,
un hub internazionale, che sia ben
progettato e collocato in posizione
strategica per tutta la pianura e che
possa competere alla pari con i grandi
aeroporti d’Europa e non solo.
Attualmente l’intero traffico aereo, anche quello pesante e intercontinentale,
è, invece, segmentato e disperso in una
serie di piazze “minori”, accolto in strutture troppo piccole e sottoutilizzate (ad
esempio gli aeroporti di Torino Caselle,
di Genova, di Orio al Serio, di Verona),
non facilmente raggiungibili (es. Malpensa), spesso mal progettate e sostenute da interessi prevalentemente
locali e campanilistici.
La ricetta del dott. Caprotti è nei principi abbastanza chiara:
non lontana da Milano, ma soprattutto
ben servita da molte moderne infrastrutture già realizzate o in fase di realizzazione (A4, A21, Brebemi); sarebbe
possibile prevedere di far passare di lì,
anziché dal centro di Brescia, la nuova
linea TAV in costruzione, onde creare un
polo intermodale per persone e merci.
Nei prossimi anni l’Europa spenderà circa 300 miliardi di euro in infrastrutture;
muoversi adesso potrebbe essere l’occasione per ottenerne una parte da
destinare a questo progetto, anziché
a tentativi fallimentari di tenere in vita
l’attuale sistema aeroportuale, che Caprotti considera moribondo.
Per fare ciò, però, sono necessarie una
strategia condivisa e un’azione coordinata e lungimirante a tutti i livelli e da
parte di tutti i potenziali interessati, pubblici e privati. Da qui l’esortazione che
all’imprenditore brianzolo, e cioè sulla
possibilità di individuare e poi realizzare
nella Pianura Padana un polo aeroportuale all’altezza delle sue esigenze
industriali, produttive e di mobilità.
Caprotti partiva dalla constatazione
che Lombardia, Piemonte e Liguria,
regioni che costituiscono il motore
trainante dell’economia italiana e
una delle macroaree più densamente
industrializzate d’Europa, sono sostanzialmente tagliate fuori dal resto del
mondo, essendo assai rari, lenti e difficoltosi i collegamenti per raggiungere
città importanti nel contesto politico
ed economico attuale, europeo e
mondiale (quali, ad esempio, Stoccarda, Ginevra, Monaco di Baviera,
Chicago). Tale carenza di infrastrutture
ha pesanti ripercussioni sull’economia
dell’Italia intera, oltre che dei territori di
– efficientare alcune realtà già esistenti
(es. Malpensa);
– valorizzarne altre, oggi lasciate inspiegabilmente da parte (es. Linate, la cui
vicinanza alla Milano industriale e della
moda è un asset da non sottovalutare);
– abbandonare o comunque fortemente ridimensionare quelle strutture
che costituiscono voci di costo non
giustificate da un sufficiente traffico di
passeggeri/merci;
– creare, infine, un nuovo polo aeroportuale in posizione strategica su cui convogliare il grosso del traffico, soprattutto
internazionale e intercontinentale.
Caprotti identifica quest’area nella
grande superficie già a destinazione
aeroportuale compresa nei Comuni
di Ghedi e Montichiari (circa 44 kmq);
essa è al centro della Pianura Padana,
il relatore rivolge al Rotary, quale platea di imprenditori e leader nei rispettivi
settori, affinché si sensibilizzino su questo argomento e creino un movimento d’opinione per “smuovere qualche
cosa”.
A fine relazione il Governatore Bortoletti
ha ribadito la propria soddisfazione per
l’ottima riuscita della serata e approvazione per le parole del relatore, così ben
disposte verso il territorio bresciano.
Infine l’amica Cristina Rodondi, presidente del Brescia Sud Est Montichiari,
club ospitante, ha spiegato che sarà
devoluto alla Società San Vincenzo
de Paoli di Brescia, associazione che
promuove l’assistenza e la carità verso
i soggetti più deboli, l’equivalente della
cifra che sarebbe servita per acquistare un presente da donare al relatore.
(Achille Piccinelli Magnocavallo)
N.3 - OTT 2015
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VITA DI CLUB
IL GRUPPO PIACENTINO
HA IL SUO BLOG
Henri Bergson diceva: “La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento
di anima.” Arrivare a tanto nell’era
digitale è impresa assai ardua, ma non
per questo non raggiungibile. Così, un
paio di anni fa mi sono messo in testa
il progetto di unire tutti i 7 club rotariani di Piacenza e provincia (Piacenza,
Fiorenzuola d’Arda, Piacenza Farnese,
Valtidone, Valli Nure e Trebbia, S. Antonino, Cortemaggiore Pallavicino con
Rotaract Piacenza e Rotaract Fiorenzuola) in un unico Blog, ospitato dal sito
di informazioni www.piacenzasera.it,
dove attraverso il nostro logo rotariano
sempre cliccabile in home page, ogni
giorno raggiungiamo migliaia di utenti
presentando loro tutte le attività svolte
dai singoli club, per il raggiungimento
degli obiettivi e il compimento dei service prefissati.
Quotidianamente vengono pubblicate iniziative, eventi e ogni altro sforzo
compiuto per incoraggiare e promuovere l’ideale di servizio come base delle iniziative benefiche e la successiva
dimostrazione del loro raggiungimento.
Un’idea, un progetto, ora una concreta realtà, per arrivare all’anima di chi
rotariano non è, mostrare l’indefesso
impegno e chiarire la nostra natura
là dove troppo spesso viene fraintesa
nella fumosa e intricata foresta delle
esistenze umane.
(Nereo Trabacchi)
AL RC ABBIATEGRASSO UNA SERATA SPECIALE
PER PARLARE DI MEDICINA MA SOPRATTUTTO D’AMORE
Donare una parte di sé
La scorsa settimana come spesso accade al Rotary Club Abbiategrasso, era
annunciato un importante relatore, il dott. Carlo Guastoni, direttore dell’unità
operativa complessa Nefrologia e Dialisi presso l’ospedale civile di Legnano, ci si
aspettava quindi di approfondire argomenti inerenti la sua professione medica e
così è stato. Non altrettanto previste erano le emozioni e la commozione che ha
destato in tutti i presenti la delicata storia d’amore di una giovane coppia abbiatense che con il Dott. Guastoni ha percorso il lungo e non facile cammino che ha
portato Andrea a compiere un gesto meraviglioso donando un rene a Stella. Un
omaggio alla vita, una prova d’amore grande, ‘normale’ secondo Andrea che
non ha esitato da subito a rendersi disponibile e, risultato compatibile, ha donato
il  rene che è stato trapiantato alla sua  Stella. Dal 2007 il padre l’aveva affidata al
collega e amico Dott. Guastoni che, nel ricordarlo, si è a sua volta commosso, rivelando umanità ed empatia, preziose nella sua professione quanto la preparazione
medica. Una preparazione consultabile nelle sue 170 pubblicazioni scientifiche e
in un curriculum più che prestigioso, confermata dalla chiarezza e semplicità con
cui ha spiegato  il percorso della malattia che porta al trapianto. “I nefrologi seguono nella fase clinica - ha spiegato-  i chirurghi con 3 buchi e un piccolo taglio
asportano il rene che si impianta in modo tradizionale. Utilizziamo il trapianto da
vivente perché diventa sempre più difficile da cadavere, la fonte maggiore erano
purtroppo tanti ragazzi senza casco… In Italia si contano ca. 9.000 trapianti annui
di cui 1.500 di rene, in Lombardia 250 ca. con il grande vantaggio di evitare la dialisi. La dialisi permette di mantenere in vita persone croniche, in Italia ci sono 45.000
dializzati che a giorni alterni si devono sottoporre alla terapia. Il progresso della
medicina che allunga la vita e il minor numero di incidenti determinano minori donazioni da cadavere quindi si crea il problema di far fronte al bisogno di trapianto,
la donazione da vivente è una grande opportunità, e grazie ai farmaci antirigetto
ora è sufficiente un grado minimo di compatibilità, molti potenziali donatori chiedono ‘Vivrò bene come prima?’ certo un medico non propone a una persona
che sta bene di togliersi qualcosa che gli può creare problemi, nella donazione da
vivente è fondamentale l’altruismo, si dona una possibilità di vita migliore. Ora vengono trapiantati anche pazienti anziani, è importante mantenere uno stile di vita
corretto, ridurre glicemia e colesterolo e non fumare, significa prevenire”. I rotariani
hanno omaggiato Andrea conferendogli la Paul Harris, una spilla e il certificato
a cui corrisponde una donazione, un riconoscimento importante al suo gesto di
generosità e umanità, un esempio per tutti che tutti possiamo seguire.
Presentazione del progetto
presso il Rotary Club Fiorenzuola
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Rotary 2050Magazine
RC Lovere Iseo Breno
CERIMONIA COMMEMORATIVA
AL PASSO DEL TONALE
RC Brescia Franciacorta Oglio
CARTA ‘78
Meeting europeo per celebrare la ‘carta costitutiva’
Si è tenuta al Passo del Tonale la cerimonia commemorativa per l'entrata
dell'Italia nella Grande Guerra da parte
delle Delegazioni di Brescia e Bergamo
dell'Istituto Nazionale per la Guardia
d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon.
Il ripudio della guerra è il principio fondante di ogni società civile ma l’Italia
ha vissuto più volte questa tragica
esperienza, pertanto abbiamo inteso
non festeggiare l'inizio della guerra
bensì ricordare ed onorare tutti i Caduti che fecero esclusivamente il loro
dovere con spirito di sacrificio e con
splendido amor di Patria. Dopo la Messa celebrata alla Chiesa del Tonale, ci
si è recati verso il Sacrario Militare ove è
stata deposta la corona d'alloro e sono
stati resi gli onori ai Caduti da parte del
presidente del club camuno Francesco Serioli e del presidente dell'INGORT
nonché Prefetto del RC Roma Capitale
Ugo d'Atri. Gli immani sacrifici che i
nostri soldati sopportarono, animati dal
senso del dovere e non certo dall’odio,
ci hanno consegnato una Patria libera
ma soprattutto con il loro esempio ci offrono ancor oggi un motivo di speranza
anche nei momenti bui e difficili: che
alla fine la forza delle idee, dei valori
morali e del sincero amor di Patria, prevarranno e che se ce l’hanno fatta loro,
potremo, anzi dovremo, farcela anche
noi. (Valter Cotti Cometti)
Sul territorio bresciano, e franciacortino in particolare, si è svolto il meeting rotariano Carta '78 che ha visto riunirsi per qualche giorno da trascorrere in amicizia
le delegazioni dei club Rotary che hanno ricevuto la carta costitutiva 37 anni fa.
Quest'anno il compito organizzativo è toccato al RC Brescia Franciacorta Oglio,
guidato dal presidente Gustavo Calcagno Baldini. Il meeting ha visto la partecipazione di soci provenienti dai RC MESSINA, RC LIPARI ARCIPELAGO EOLIANO, RC
MONZA OVEST, RC PONTA DELGADA (P), RC ERWITTE-HELLWEG (D), RC LIVERPOOL
EXCHANGE (UK), RC ANTWERPEN RING (B), RC ANDORRA (AND) e di un rotariano
proveniente dall'Australia.
Intenso il programma culturale predisposto per far conoscere le bellezze del
territorio bresciano con escursioni sul lago di Garda, a Brescia e in Franciacorta.
Apprezzate le visite alle cantine e aziende agricole franciacortine. Enzo Cossu, decano dei Governatori del Distretto 2050, ha ribadito come il Rotary sia una grande
famiglia, su cui si può contare in ogni parte del mondo. "Fare Rotary è promuovere
l'incontro fra le culture, coltivare l'amicizia oltre i confini delle discriminazioni sociali
e delle nazioni. Dobbiamo impegnarci a fare sistema fra le culture del mondo, perchè la vera ricchezza, la vera soluzione di questa nostra epoca è nel dialogo, nel
conoscere l'altro, nel far incontrare culture diverse". Nello stile della rotazione proprio del mondo rotariano il prossimo anno il meeting sarò ospitato in Germania.
ShelterBox è un'associazione umanitaria internazionale che in caso di catastrofe agisce installando tende attrezzate
in grado di restituire riparo, calore e dignità alle popolazioni colpite da calamità in ogni parte del mondo. Nata nel 2000
per iniziativa del Rotary Club di Helston – Lizard ed è intervenuta in oltre 90 nazioni rispondendo in 24/48 ore alle
necessita di primo soccorso.
La mission
Forniamo alle popolazioni bisognose in loco ed in tempi rapidi riparo ed attrezzature salva vita ovunque avvengano
www.shelterboc.org disastri naturali o conflitti bellici. Dal 2000 il nostro intervento sul campo è riconosciuto dalle agenzie internazionali e
dai governi come altamente qualificato. Tutto questo è possibile grazie all’attività di supporto delle numerose affiliate
Shelterbox presenti in tutto il mondo, che hanno raccolto più di 150.000 Box. Organizzando o partecipando ad attività
di raccolta fondi e di supporto sarai anche tu parte attiva di questo grande service internazionale riconosciuto e condiviso dal Rotary International come primo “Project Partner”. Potrai vedere tu stesso a chi la tua donazione
ha restituito riparo, calore e dignità perduti in pochi istanti: la Box è tracciabile grazie ad un identificativo unico che ti
verrà assegnato. Chiamaci! Shelterbox ha bisogno di Te.
È questa l’occasione di rivolgersi a tutti i Rotary Club italiani perchè si facciano carico di promuovere questo affascinante Service sensibilizzando quante più persone possibile nella ricerca di fondi e, soprattutto, di giovani e
meno giovani che si impegnino a dedicare una pur piccola parte del loro quotidiano all'attivita di ShelterBox.
L’essere parte attiva di un service che estende la sua azione in ogni parte del mondo portando un efficace aiuto a tutti
coloro che ne hanno urgente necessita`realizza gli ideali di sentirsi partecipi ed utili all’intera umanità.
N.3 - OTT 2015
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VITA DI CLUB
R.C. Andes Virgilio Curtatone - R.C. Gonzaga-Suzzara
PANE IN FIERA
Gruppo Rotary Ticino
Il Rotary: l’impegno per lo sport
che genera vita
I club Certosa, Pavia, Minerva, Ticinum
e Siziano hanno organizzato domenica 27 settembre un Convegno e una
esibizione di tennis in carrozzina, con
la squadra della Canottieri Baldesio di
Cremona che si è confrontata con i
giovani allievi del Tennis Club Pavia.
Lo scopo principale dell’intervento del Gruppo Rotary Ticino è stato
quello di diffondere una cultura della
disabilità che ne riconosca i diritti
e favorisca esperienze socializzanti e gratificanti attraverso lo sport
La finalità dell’esibizione di tennis in
carrozzina è stata quella di invogliare
le persone disabili, giovani e adulti, a
praticare sport, e di sensibilizzare altresì
le persone “senza disabilità”, favorendo
così l’integrazione.
Al Convegno hanno partecipato Marisa Arpesella, Università di Pavia con
“Sport, disabilità in università”; Sergio
Contrini, Presidente Centro Sportivo
Italiano con “Lo sport in Italia: dalla
promozione all’eccellenza, un fenomeno tutto da leggere”, Alceste Bartoletti, Presidente Commissione Azione
di interesse pubblico Distretto Rotary
2050 con “Lo sport disabili: il tennis in
carrozzina”.
Il moderatore del convegno è stato
Paolo Rosa, medico del lavoro.
Il tutto si è svolto nell’ambito di “Sport
Exhibition”, la manifestazione annuale,
organizzata dal CONI Provinciale di
Pavia, presso il Pala Rivizza e il piazzale
adiacente, compreso il campo delle
discipline di atletica leggera.
La possibilità di inserire il Convegno e
l’esibizione del tennis in carrozzina, in
una manifestazione in cui venivano
proposti tutti gli sport, ha dato molta
visibilità al lavoro di sensibilizzazione sul
tema della disabilità, con una significativa partecipazione di pubblico, che
lascia ben sperare e incoraggia per le
attività in programma prossimamente
nel territorio pavese.
Durante i giorni di Ferragosto, dal 14 al 17, il Club Andes Virgilio e Curtatone
congiuntamente con gli Amici del Rotary Gonzaga-Suzzara è stato impegnato
nel Service “Pane in Fiera” presso l’Antichissima fiera dei Madonnari delle Grazie di
Curtatone. Da otto anni questo Service è un appuntamento ricorrente del nostro
calendario rotariano.
I nostri eccezionali panificatori rotariani, per menzionarne due tra tutti, il nostro
Incoming President Paolo Ganzerli ed il past president del RC Suzzara Amilcare
Galafassi, si sono impegnati in prima persona nell’impastare e cuocere le “Ciope”
di Pane Mantovano nei Forni a legna marchiati Rotary, che poi sono state vendute
da svariati nostri soci con un aiuto speciale da parte del Rotaract Andes Virgilio e
Curtatone congiuntamente a Vera Daolio, socia del Rotaract Mantova Postumia.
Siamo orgogliosi di comunicare che il pane prodotto è stato completamente
venduto ed i ricavati verranno devoluti all’acquisto di un Defibrillatore di ultima
generazione proprio per la Frazione Grazie del Comune di Curtatone (MN), oltre
che per aiuti ai terremotatI della zona a sud del Mincio.
Per sottolineare ulteriormente la presenza sul territorio da parte del Nostro Club
abbiamo creato un Premio Speciale ROTARY che è stato assegnato Sabato 15
Agosto dal Presidente Gualtiero Grigato all’opera del Madonnaro selezionata
dalla Giuria che esprima maggiormente la tematica internazionale dell’anno
rotariano in corso, in questo caso “BE A GIFT TO THE WORLD”. La Vincitrice di
quest’anno è stata l’opera Stella Maris di Valentina Sforzini che ha rappresentato
una Madonna abbracciata al Suo Neonato ed avvolta dalle foglie del Loto,
introdotto nei Laghi di Mantova dalla casata gonzaghesca.
Quale “DONO” migliore per il Mondo di una Natività? Inoltre, seppur in modo
casuale, risulta metaforica e vaticinante anche la scenografia lacustre dell’opera
in quanto uno dei Service dei Rotary Mantovani di quest’anno tratterà proprio
la salvaguardia e purificazione delle Acque del Fiume Mincio che forma i Laghi
Mantovani.
Durante questa edizione fieristica è anche stata avanzata la proposta di
riconoscere l’arte madonnara come patrimonio dell’UNESCO, con la prospettiva
di un nuovo inserimento di questo organismo di tutela internazionale nel territorio
Mantovano, dove già ne sono parte Mantova e Sabbioneta per la loro importanza
storica.
Queste tematiche saranno trattate congiuntamente alla consegna del
defibrillatore in una conviviale che si terrà nel mese di Ottobre alla Locanda delle
Grazie in Presenza del Sindaco di Curtatone Carlo Bottani, l’Assessore Angela Luca
e la stessa Valentina Sforzini che ha deciso di omaggiare il Club di una copia in
scala della suddetta opera vincitrice.
L’arte madonnara è una tradizione “antichissima” e molto ben connotata nella
storia e nel territorio della nostra città e provincia ma è stata anche antesignana
di varie correnti artistiche contemporanee.
Innanzitutto per la formula attuativa stessa: il madonnaro utilizza gessetti colorati
inginocchiato o sdraiato nella piazza del santuario. Questo Gesto Pittorico si trasfigura in Gesto Rituale. In un Parallelismo tra devozione religiosa e divina ispirazione,
un atto di “Proskyinesis”, l’artista dipinge prostrato innanzi al Santuario ed offre la
sua preghiera visuale come un dono agli astanti che la vedono materializzarsi dal
grigiore dell’asfalto. La piazza si tramuta in un inno di Colore dal forte misticismo.
La natura Effimera di quest’arte e nello specifico l’impossibilità di mercificarla ed
inserirla nel mercato della compravendita, avrà rimandi già nelle prime Art Performance del Dadaismo. L’Orizzontalità dell’arte madonnara può essere anche
riscontrabile nella tecnica di grandi maestri del Dripping come Pollock. E soprattutto l’ambito più contemporaneo in cui sì è evoluta questa forma artistica: ovvero
la “Street Art”: l’ispirata improvvisazione, esule dalla prigione museale o da committenze che invade e si incastona simbioticamente l’arredo urbano delle megalopoli, che abbiamo riscontrato nelle forme policrome e pop di Harings o nella
fugacità eclettica ed irriverente di Bansky, come anche nelle illusioni ottiche della
3D ART dell’Artista Rotariano Kurt Wenner che ha meravigliato con le sue prime
creazioni proprio il pubblico dell’Antichissima Fiera delle Grazie durante passate
edizioni. (Gualtiero R. M. Grigato)
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Rotary 2050Magazine
RC Mantova
Cibi dall’altro mondo, alimenti e spezie da Americhe e Asia
Conviviale particolare per il Rotary Mantova il 21 settembre. In apertura straordinaria serale i soci con familiari e amici hanno infatti potuto visitare la Biblioteca
Comunale Teresiana e l’esposizione temporanea, collegata ad EXPO 2015, “Cibi
dall’altro mondo, alimenti e spezie dalle Americhe e dall’Asia”.
Il socio e direttore della Biblioteca, Cesare Guerra, ha ricordato che la Biblioteca,
chiusa per quindici anni, è stata riaperta nel maggio 2014 dopo rilevanti interventi
di restauro, recupero conservativo e rifunzionalizzazione, anche a seguito dei danni provocati dal terremoto del 2012. È stata così restituito alla comunità, non solo
mantovana, questo straordinario patrimonio culturale, costituito da più di quarantaquattromila testi antichi, manoscritti, incunaboli, portolani, globi terrestri, punto di
riferimento per la ricerca e lo studio, così come era nel disegno illuminato di Maria
Teresa d’Austria. A seguire la dott.ssa Francesca Ferrari, curatrice della mostra temporanea su cibi non autoctoni, divenuti ormai consueti sulle nostre tavole, come la
patata, il mais o il cioccolato, ha illustrato l’esposizione, come è documentata nei
preziosi volumi illustrati esposti al pubblico in occasione di EXPO.
Il Presidente del RC Mantova, Erminio Araldi, ha ringraziato i relatori per l’incontro,
molto apprezzato dai numerosi soci che vi hanno partecipato. (Luigia Bettoni)
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N.3 - OTT 2015
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VITA DI CLUB
R.C. CREMONA PO
GODI IL MONUMENTO
DAL TUO IPHONE O TABLET
La prima riunione del R.C. Cremona Po,
svoltasi nella cascina dell’amico Palmiro Alquati, ha visto la presenza di moltissimi soci e loro famigliari. Il presidente
Carlo Vittori ha esposto le attività dell’anno rotariano, che vanno da un Corso per ciechi per l’uso dei tablet e iphone; una Borsa di studio per giovani del
Certamen Cremonense; VII Corso per
collaboratori familiari di 44 ore gestito
interamente dai Rotariani; distribuzione
pasti alle Cucine benefiche di 2 soci
ogni giovedì; “Proteggi tuo figlio prima
che nasca” lezioni informative nelle
scuole alle ragazze in età fertile; partecipazione al Torneo tennis in carrozzina;
“Parlare ai giovani” che lo scorso anno
ha impegnato una trentina di imprenditori e professionisti rotariani in un
colloquio di lavoro simulato individuale
di 30 minuti ciascuno a 200 studenti
dell’ultimo anno per due sabati; Progetto Telemedicina che prosegue da
parecchi anni per cure a casa di malati gravi; aiuto a famiglie in difficoltà;
mangiando s’impara corso triennale;
partecipazione ad Amico Campus, al
Ryla e Scambio Giovani. Il progetto più
importante è “Godi il Monumento” con
la compartecipazione finanziaria degli
altri Club del Gruppo Stradivari. Si tratta
di catalogare i monumenti di Cremona
attraverso un percorso delineato da
targhe apposte su ogni opera d’arte,
riportanti oltre al marchio Rotary un
Codice QR (Quick Response Code)
che rinvia in multimedialità ai dati storici e artistici dell’opera con possibilità di
lettura anche in braille per non vedenti,
ad audio testi, a percorsi alternativi per
bambini. L’obiettivo è favorire la fruibilità dei monumenti e opere d’arte con
metodologie informatiche alla portata
di tutti, alla comunità, ai turisti, ai non
vedenti e ai bambini. Un progetto ambizioso e con una preparazione molto
impegnativa per i rotariani.
(Amedeo Viciguerra)
R.C. VALTIDONE
Interclub con R.C. Lugano
Una bellissima citazione di Douglas Pagels così recita: “Un amico è la cosa più preziosa che tu possa avere, e la cosa migliore che tu possa essere”. E frase migliore
sarebbe difficile da trovare con lo scopo di descrivere il sapore e il profumo, dell’aria alpina respirata sabato scorso, durante l’interclub tra il Valtidone e i gentilissimi amici del Club di Lugano già nostri ospiti presso le nostre Valli un paio di anni fa.
Infatti, non appena arrivati nella città Svizzera, i rotariani piacentini, capitanati dal
presidente Vittorio Zacconi, sono stati prima accolti su una meravigliosa terrazza
con vista sul suggestivo lago, e poi condotti in una classica baita della zona per
la consueta convivialità che rafforza rapporti e prolifica nello sviluppo dei comuni
scopi rotariani.
Questo legame grazie al sottile ‘fil rouge’ creato dalla instancabile past president
Carla Spotti, ha visto presenti a patrocinare rapporti con club esteri, il Governatore
in carica Omar Bartoletti con la sempre sorridente signora Paola, il governatore
designato 2017/18 Lorenza Dordoni e Carlo Silva presidente del Comitato Interpaese Italia-Svizzera. Davanti a numerosi e partecipanti soci del Valtidone, sono
avvenuti sobri scambi di doni identificati con importanti libri del territorio piacentino, così che la nostra terra sia ancora più conosciuta e apprezzata anche fuori
dai confini nazionali.
C’è stato anche il tempo per l’ingresso del nuovo socio Nereo Trabacchi, spillato
da entrambi i governatori (attuale e designato).
Alcuni momenti dell’Interclub
dell’RC Valtidone in terra svizzera
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Rotary 2050Magazine
R.C. Abbiategrasso
Il club a Chaumont
per il gemellaggio
Venerdì 18 settembre, 18 soci sono partiti da Abbiategrasso
per recarsi nell’Haute Marne a Chaumont ad incontrare
gli amici rotariani della cittadina francese e della tedesca
Donauworth. Un appuntamento annuale che consolida i
rapporti di amicizia fra i tre club. Lo scorso anno gli stessi
amici gemellati erano stati ospitati nella nostra cittadina.
Molto apprezzati i monumenti, i musei milanesi e il meglio
dei dintorni. La cena di gala si era svolta nella magnifica
cornice dell’Annunciata.
La visita di Chaumont, capoluogo dell’Alta Marna nella
regione della Champagne-Ardenne ha riservato nuove
piacevoli sorprese. La parte più antica, per lo più trecentesca, costruita su uno sperone roccioso, conserva intatto
il fascino medioevale, durante una gradevole passeggiata
lo sguardo abbraccia i tetti spioventi e contemporaneamente si perde nelle valli verdeggianti fino all’orizzonte. Notevole è la basilica di San Giovanni Battista, in stile gotico
e rinascimentale che conserva sull’altare maggiore ‘l’ombrello’ papale, simbolo della Chiesa Cattolica Romana. Un
torrione feudale risalente all’XI sec. è quel che rimane di più
antico. Non meno interessante è la parte secentesca che
comprende anche l’importante municipio, recentemente
un intervento urbanistico nella zona antistante la stazione
ferroviaria propone tra l’altro, un moderno edificio sede del
museo degli ‘affiches’ che conserva  la raccolta completa di locandine e manifesti e accoglie l’annuale festival
internazionale delle arti grafiche. Chaumont conta ca.
25mila abitanti, a pochi chilometri una scuola militare impiega un migliaio di persone, i rotariani abbiatensi sono
stati ospitati in una affascinante struttura militare dismessa
con trabeazioni lignee, adibita talvolta a stoccaggio di
generi alimentari.
La cena di gala si è svolta in un’altra struttura particolare, il
mercato coperto, in metallo tinto azzurro e vetro, nel cuore
della città. Una serata di intensi scambi umani, di confronto
culturale e politico, una serata in cui conoscere bisogni e
aspirazioni arricchisce tutti e serve a preparare nuovi ‘service’, interventi internazionali o piccole gocce d’acqua
distribuite ciascuno sul proprio territorio, con la consapevolezza che nessuna buona azione è insignificante.
L’importante per i rotariani è che ciascuno faccia la propria parte per ‘servire ed essere dono’. (Graziella Calati)
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N.3 - OTT 2015
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VITA DI CLUB
Ruote e Golf in Franciacorta.
In pista tre Club a sostegno
della lotta al tumore al seno
Interclub
R.C. Vigevano Mortara - RC Lomellina
“Medicina tra storia e storie”
Quando si dice “l’unione fa la forza” è
per sottolineare che uno sforzo fatto
insieme ad altri piuttosto che singolarmente, ha molte più probabilità di
avere un risultato più visibile, più efficiente, più cospicuo e dunque più
soddisfacente.
È un bell’esempio quello proposto dai
R.C. Brescia Franciacorta Oglio, Soncino e Romano di Lombardia, appartenenti a tre differenti province - Brescia,
Cremona e Bergamo - e a due diversi
Distretti - 2050 e 2042 - che quest’anno
hanno deciso di organizzare insieme
un raduno automobilistico per vetture
storiche.
Il “X Rotary - Ruote e Golf in Franciacorta” e il “VI Ruote - Rotary tra Ducato e
Serenissima” si è svolto il 17 e 18 ottobre.
L’obiettivo comune è raccogliere fondi
da destinare alla “Breast Unit”, reparto
di patologia mammaria dell’Ospedale
di Cremona che ha il preciso obiettivo
di studiare la cellula tumorale per offrire
al paziente oncologico una più adeguata e mirata terapia con il massimo
del beneficio ed il minimo di tossicità.
La manifestazione motoristica ha visto
la partecipazione di un’ottantina di
equipaggi, ed è stata preceduta dalla
Gara di Golf sul prestigioso green del
Franciacorta Golf Club di Cortefranca.
Le premiazioni si sono tenute presso la
cantina Barone Pizzini, nota azienda
vinicola della Franciacorta.
(Paolo Lombardi)
Ospite pentastellato nell’atmosfera incantata di una Villa Necchi baciata da un
tramonto da sogno e da un parterre di buon livello completato da tanti giovani
rotaractiani e perfino da un monsignore. Adelfio Elio Cardinale ha un curriculum
da far tremare i polsi: ci vuole un tot anche solo per leggere in rapida successione
le sue infinite cariche nel campo medico (è uno specchiato radiologo di fama
trasnazionale), i suoi incarichi a destra e a manca, i riconoscimenti copiosi alla sua
brillante carriera.
Ho sempre detto e creduto che uno che si chiama Adelfio Elio (perfino il correttore ortografico segna il suo nome in rosso) non potrebbe certo accontentarsi di
lavorare alla catena di montaggio della ex Fiat. Ed è così. Il nostro ospite, fra le sue
indiscusse doti scientifiche nel settore sanitario, ha anche la mano felice nel trasmettere storie della medicina, disegnarne i personaggi nel tempo, interpretarne
ruoli e significati, delinearne scoperte e contributi alla crescita della società del
loro tempo, sfatare vecchi e radicati miti attorno ad alcuni.
I cenni devono essere fugaci, i nomi sono molteplici, si passa da Ippocrate a Esculapio, da Chirone a Galeno, da Cardano a Nostradamus, da Paracelso a Messner
fino al triste capitolo degli illusionisti della cura, i più recenti Bonifacio, Di Bella, Vanoni. Il tutto riunito in una sua recente pubblicazione appunto dal titolo “Medicine
tra storia e storie”. Ma i problemi della sanità restano, spesso anzi di incancreniscono, si radicano in un tessuto che qualche politico tenta di forzare, di adattare
a situazioni assolutamente lontane, diverse: non si potrà mai coniugare a pieno il
concetto di azienda vera ad una realtà che non produce bottoni o ferri da stiro
ma solo salute in un binomio medico-malato che impone una rapporto basato
sull’empatia, continuativo, approfondito, allargato, esteso, completo.
E si chiude con le consuete domande di rito.
Stavolta si parla di umanità, di responsabilità, di colpevolezza del medico, di sofferenza come valore, di burocrazia, della quale non si può mai fare a meno, di
tecnologie da domare e mai da subire.
Siamo agli sgoccioli. Maria Luisa Portaluppi (siamo in interclub con i cugini del Lomellina ed è lei che gestisce la serata insieme a Rino Nava in rappresentanza del
presidente Giovanni Gaia impossibilitato da improvvisi guai familiari) ringrazia e
dà il via al ritorno. C’era stata anche la distribuzione di copie del libro di cui sopra.
Sicuramente molti lo scorreranno con interesse per riappropriarsi del tema, per uno
sguardo attento al passato, a quanto Adelfio Elio Cardinale da Palermo ha saputo raccontare con arguzia, con spirito di osservazione, con assoluta intelligenza.
Dimenticavo che, fra le altre numerose cose, nel suo CV c’è anche un Rotary, appunto quello di Palermo, il che, sicuramente non guasta mai! (Cesare de Micheli)
un momento delle premiazioni
Adelfio Elio Cardinale
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Rotary 2050Magazine
RC MEDE AUREUM
Adozione a distanza in Malawi - aggiornamento
lettera inviataci da Suor Ornella,
volontaria della missione
la piccola Mercy
Nelle attività di carattere internazionale realizzate dal nostro club nella scorsa A.R.
si colloca anche l’adozione a distanza di alcuni bambini di una missione in Malawi,
uno degli stati in assoluto più poveri dall’Africa.
Tale iniziativa è stata possibile grazie all’intervento e all’interessamento di Giulia e
Rino Satollini, che – in contatto ormai da anni con Giuditta Marcialli e fautori loro
stessi, in prima persona, di un’adozione a distanza – hanno proposto una conviviale con la presenza proprio di Giuditta, dedicata al tema “La mia Africa”: una
serata assolutamente indimenticabile, in cui la nostra gradita ospite, attraverso la
sua diretta testimonianza e numerose fotografie, ci ha trasmesso l’amore per i suoi
bambini (come affettuosamente ama chiamarli).
La conviviale, svoltasi lo scorso 28 aprile, è stata talmente toccante da determinare il club all’adozione a distanza di un bimbo, Graziano David, seguita il 30 giugno,
in occasione del passaggio di consegne tra il past president Paolo Luise ed il presidente in carica Luigi Braggion, dall’adozione di una seconda bambina: Mercy.
In tale frangente, il past president Paolo Luise aveva evidenziato lo spessore umano di questa iniziativa, che consentiva, a fronte dello stanziamento di un importo
modesto (il costo della vita in Malawi è, infatti, nettamente più basso), di assicurare
il sostentamento e l’istruzione di un bambino/a per un intero anno: si tratta, nella
maggior parte dei casi, di bambini orfani (come nel caso della piccola Mercy,
che ha perso la mamma), ed in condizioni economiche al di sotto di ogni minima
soglia di indigenza. (S. Gonella)
R.C. CREMONA
PROGRAMMA IMPEGNATIVO PER IL R. C. CREMONA
Emozione e gioia di essere tra amici scelti dalla società
civile per eccellenza professionale e disponibilità al servizio: questi i primi sentimenti espressi dal presidente Giovanni Giusti nella conviviale inaugurale del nuovo anno
rotariano, dedicata alla illustrazione della ‘squadra’ e del
programma. Il Rotary, ha sottolineato con fierezza, è un
sodalizio presente in tutto il mondo, il nostro presidente internazionale, Ravindran, viene quest’anno dallo Sri Lanka.
Il ritrovarsi settimanale favorisce il confronto delle idee, la
corretta informazione, il costante aggiornamento sono
volti ad aiutare le persone, a promuoverle, a metterle nelle condizioni di progredire poi “con le proprie mani”. Il nostro club poi vanta di essere il secondo più antico d’Italia,
da sin.: Soldi pres. incoming, Roffi past. president, il pres. Giusti
dopo quello di Milano: nacque infatti il 13 marzo 1926 e
e a destra la Governatrice incoming Lorenza Dordoni, e signore
dunque nel 2016 compirà 90 anni. Scendendo nella concretezza dei progetti e services previsti, Giusti ha indicato
come principali: Lo spazio che educa. Si tratta del sostegno del club a un nuovo centro educativo presso la Fondazione “Madre Rosa Gozzoli” Onlus in via Bonomelli che aiuterà le donne in difficoltà e offrirà il servizio del doposcuola a figli di profughi
come a figli di famiglie disagiate cremonesi. Tennis in carrozzina. Il nostro è il club capofila dei dodici della provincia. Già in
questo fine settimana il nostro club partecipa con il proprio supporto alle gare che si svolgono presso la canottieri ‘Baldesio’.
Di tutto questo va dato merito ad Alceste Bartoletti, che ne è l’anima. Tra gli altri progetti del club: “Diversamente uguali”
‘Cielo senza barriere’ già effettuata con successo da Gianpiero Roffi); “Il Po è” valorizzeremo il grande fiume con la guida di
Riccardo Groppali. Una novità è rappresentata da “Cuore di maglia”: si tratta della confezione con lana pregiata di coperte,
cappellini e scarpette per i neonati prematuri ricoverati presso l’Unità di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale maggiore.
Per la celebrazione dei 90 anni del club, l’intenzione è una “storia di immagini” dal nostro archivio fotografico. Pubblicazione di un volume con gli scritti in materia di agricoltura ed agronomia di Ernesto Cervi Ciboldi, rotariano doc, di cui nel 2016
ricorrerà il centenario della nascita. In corso di ristrutturazione è il service “Cremona per archi”. Proseguiranno il “Mentoring”
per l’orientamento dei giovani al lavoro, “Parlarne non basta”, la promozione dei corsi d’informatica, dell’alfabetizzazione e
si collaborerà al progetto del Rotary Cremona Po “Godi il monumento”. Tra le conviviali in programma, quella di dicembre
con Carlo Cottarelli (direttore esecutivo per l’Italia al Fmi) e quelle con la prof. Elena Mosconi su Ugo Tognazzi. Fra i nostri soci
saranno a breve relatori Rizzoli, Quinto, Guarneri e Menozzi. Gite sociali: visita a Expo con i club contatto francesi e svizzeri;
gita nelle Langhe. In primavera si sta pensando alla Toscana, in particolare Lucca e di Pisa. (Gianpiero Goffi)
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VITA DI CLUB
R.C. SORESINA
“CREDERE È REALIZZARE”: UNA STORIA STRAORDINARIA
Andrea Devicenzi, mental coach e atleta paralimpico, si racconta
Andrea Devicenzi
a una gara di paratriathlon
Devicenzi con il presidente Locatelli
Inverno del 2010. Le mani ben salde al manubrio, la concentrazione, la fatica, il sudore, il fango. Il cuore che batte a mille. Pedalata dopo pedalata, sì, ma con una
gamba sola, la destra, in otto giorni mastica i settecento chilometri della strada
carrozzabile più alta del mondo, nella regione del Ladakh, in India e raggiunge
la cima, quota 5.062 metri. L’altra gamba gliel’hanno amputata in seguito a un
gravissimo incidente stradale, la sua moto che finisce contro un’auto. Un frontale.
È la sera del 28 agosto 1990. Andrea allora aveva 17 anni e amava lo sport: judo
iniziato a cinque anni, la moto due anni dopo. Adesso di anni ne ha 42. In mezzo,
una storia di volontà, caparbietà, attaccamento alla vita e allenamento, tanto
allenamento. È la storia di Andrea Devicenzi, campione paralimpico di Martignana Po, sposato e padre di due bimbe di 5 e 10 anni, che si è raccontato al RC
Soresina presieduto da Stefano Locatelli. Nel ricovero tutti gli dicono ‘non potrai
più fare questo e quello’, una vita di rinunce. E invece no, la sua vita, Andrea, l’ha
riempita di sfide. La prima, pochi mesi dopo l’incidente. Dopo l’amputazione, un
giorno decide di non farsi più condizionare dai filtri che gli altri gli hanno messo in
testa. ‘Capisco che nella vita a fare la differenza è la reale voglia di fare, più che
la condizione fisica’. Nel 2007 inizia la sua attività agonistica nel ciclismo, la sua seconda pelle. Da allora non si ferma più. Una gara dopo l’altra, in Italia e all’estero.
Nel 2010 il miracolo in India, nell’agosto del 2011 conclude in 72 ore e 42 minuti la
Parigi/Brest/Parigi, l’Olimpiade delle Randonnée, manifestazione di 1.230 chilometri che si svolge ogni quattro anni. Nel 2012 inizia l’attività del Paratriathlon (nuoto,
bici, corsa). È medaglia di bronzo ai campionati europei in Israele. E dopo la Nuova
Zelanda (120° posto ai campionati del mondo). Nel 2013 si infila al collo la medaglia d’argento conquistata ai campionati in Turchia. L’anno dopo, ‘concentrato
nel recupero ottimale dall’ernia discale, mi preparo atleticamente, fisicamente e
mentalmente per uno straordinario 2015 agonistico. ‘Primo Giro d’Italia Formativo
del Progetto 22’: 13 istituti, 3.500 ragazzi e oltre 1.200 chilometri percorsi in sella alla
sua bici da una scuola all’altra. In questi giorni sta scalando l’Etna. Per quindici
anni Andrea ha usato un arto artificiale. Troppo dolore, ‘una gabbia’. Un giorno ha
detto basta. Ha ripreso le sue stampelle colorate. Pedalata dopo pedalata, porta
avanti la sua missione: ‘Dare a tutti speranza e fiducia nelle enormi possibilità e
risorse che dimorano in noi; risvegliarle è diventata la mia passione’.
(Francesca Morandi)
R.C. CREMONA MONTEVERDI
BENI CULTURALI A CREMONA E PROVINCIA
La presidente Paola Murador
con mons. Achille Bonazzi
La presidente Paola Murador, ha aperto in un clima amichevole l’incontro conviviale del Club, valorizzato dalla presenza dell’assistente del governatore Annalisa
Balestreri, dal presidente del R.C. Cremona Giovanni Giusti e del Soresina Stefano
Locatelli, mentre il Rotaract era rappresentato da Mattia Sassano. Tre le caratteristiche e i momenti salienti della serata: il simpatico clima del ritrovarsi fra amici
dopo la parentesi dell’estate, il piacere di ospitare i rappresentanti dei club, l’approfondimento culturale della relazione dal titolo “Beni Culturali, manutenzione,
sicurezza e valorizzazione” tenuta dal responsabile diocesano per i Beni Ecclesiastici mons. Achille Bonazzi, poliedrica figura di sacerdote, docente universitario di
scienze della terra, ma anche biologo con laurea in medicina. Con la consumata
sicurezza dettata dalla profonda conoscenza del “mestiere” don Achille (così
semplicemente viene chiamato dagli addetti ai lavori) ha evidenziato diversi fattori, ma anche criticità, che riguardano lo sterminato e complesso sistema dei beni
culturali ecclesiastici che comprende sia gli edifici, quanto gli affreschi e i quadri,
ma anche paramenti, argenti e preziosi manufatti di uso liturgico. Con alcuni
esemplificazioni ed approfondimenti - dal duomo di Cremona alla chiesa di San
Bassiano in Pizzighettone, dalla Cappella Cavalcabò in Sant’Agostino, alla tavola
di Sant’Agata - don Achille ha evidenziato la varietà e la complessità dei problemi
connessi alla conservazione, alla tutela, al pericolo rappresentato da operazioni
di restauro non ben riuscite, ai rapporti talvolta difficili con le Soprintendenze, alle
difficoltà riguardanti la fruizione delle opere d’arte e degli edifici monumentali.
(Marcello Gagliardi)
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Rotary 2050Magazine
R.C. PAVIA MINERVA
Campagna “Stop all’Ictus”: nuovi programmi
per un importante impegno rotariano
Ogni anno si contano più di 19.000 ricoveri per ictus in Regione Lombardia, dei quali trattati presso le 42 Stroke Unit
(unità dedicate a questa patologia) distribuite nel territorio
regionale. L’incidenza dell’ictus aumenta con l’avanzare
dell’età ma è significativa anche prima dei 45 anni (10 casi
ogni 100.000 persone) e raddoppia dopo i 70 anni.
L’intervento tempestivo da parte delle unità specializzate
risolve il problema nella maggior parte dei casi, evitando
disabilità importanti e permanenti.
È dunque fondamentale conoscere le regole della prevenzione, nonché imparare a non sottovalutare i primi sintomi.
Prevenzione è una parola chiave per la Campagna ‘STOP
ALL’ICTUS’ avviata dal R.C. Pavia Minerva nell’anno 20122013 e quindi estesa a tutto il Gruppo Ticino ed al Distretto
2050. L’iniziativa, che continua a ricevere il supporto delle
Stroke Unit lombarde, ha diffusione regionale (avendo avuto l’adesione anche dei Distretti 2041 e 2042) ed è rivolta
alla informazione della popolazione sui sintomi precoci
dell’ischemia o dell’emorragia al cervello oltre che al suggerimento dei comportamenti ideali (abitudini alimentari,
attività fisica regolare, abolizione del fumo, riduzione dell’alcol) per una vita sana.
Diverse le iniziative in programma nel corso dell’anno rotariano 2015/16: prima tra tutte la Biciclettata della salute,
che ha avuto luogo il 20 settembre a Pavia e nel Siccomario. L’evento è stato segnalato dai maggiori giornali, radio
e tv locali della Provincia di Pavia e ha riscosso un grande
successo di partecipazione. Un centinaio le persone coinvolte nella biciclettata e oltre 60 gli screening di prevenzione effettuati dagli operatori della Stroke Unit del Mondino
al termine della giornata.
Perché la biciclettata? “Perché aumentare del 10-20% la
quota di attività fisica quotidiana riduce del 33% il rischio di
un peggioramento della ‘sindrome metabolica’ (diabete,
obesità, ipercolesterolemia e ipertensione) che predispone
al rischio di Ictus nel tempo” spiega il dott. Giuseppe Micieli,
direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza del
Mondino e coordinatore della campagna ‘Stop all’Ictus’.
“Inoltre scegliere la bicicletta come mezzo di trasporto per
muoversi in città, diminuisce il tasso di inquinamento (gas
di scarico e acustico) e riduce in modo significativo (fino
al 30% in 10 anni) il numero di malattie vascolari, oltre che
nuovi casi di diabete.
Infine, muoversi diverse volte al giorno in bicicletta garantisce l’attività fisica quotidiana necessaria per migliorare il
tono muscolare, lo stato di salute e l’umore a tutte le età”.
Nel mese di ottobre si ripeterà il progetto Educational per le
scuole (CORRI-Conosci, Rispondi e Riduci i danni dell’Ictus)
già avviato lo scorso anno. Gli studenti degli Istituti scolastici medi superiori della città di Pavia sono stati scelti come
target perché capaci di diffondere in famiglia le informazioni acquisite e perché frequentemente presenti in casa o
contattabili velocemente in caso di malore da parte di un
anziano a loro vicino. Diverse le iniziative in campo: prima
tra tutte la distribuzione di materiale divulgativo (brochure
e locandine) corredata da incontri e dibattiti con esperti,
per capire meglio. Al termine delle lezioni verrà proposto,
nel corso dell’anno scolastico 2015/16 un concorso per
ideare il ‘Migliore slogan’ capace
di sottolineare l’importanza di ridurre il ritardo evitabile nella cura
dell’Ictus cerebrale.
Lo scorso anno il progetto ha coinvolto 500 ragazzi di 7 Istituti di Pavia
ed ha visto la partecipazione di 38
classi.
Diversi i medici neurologi della
Stroke Unit del Mondino coinvolti
negli incontri esplicativi. Al termine,
gli alunni hanno valutato il corso
classificandolo molto positivo e
coinvolgente. Si tratta dunque di
un vero investimento sul futuro di
tante vite, con effetto immediato
ma anche a lungo termine.
Per questo si punta ad allargare
il progetto anche ad altre realtà
regionali. Nel corso della Settimana Mondiale contro l’Ictus
(25/29 ottobre) verrà effettuato lo screening del rischio cerebrovascolare sia a a Pavia che in tutte le principali città
della Lombardia a cura delle Stroke Unit regionali, per informare e prevenire attraverso la valutazione dei fattori di rischio (familiarità, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia,
fumo, scarsa o nulla attività fisica), l’ictus e le sue complicanze. Nel Gennaio 2016 partirà ‘APOBRAIN’, uno studio da
realizzare in collaborazione con le farmacie della Provincia
di Pavia e dedicato alla valutazione di quanto può essere
efficace un intervento educazionale e strutturato in farmacia per migliorare ancor di più la conoscenza del tema.
L’ipotesi di partenza è che l’intervento di sostegno informativo delle Farmacie sia in grado di migliorare di almeno il
10 per cento la comprensione e la messa in pratica delle
azioni di prevenzione nei soggetti a rischio. Si è scelto di
intervenire anche nel contesto delle Farmacie perché
si considerano questi luoghi delle postazioni privilegiate,
grazie alla fidelizzazione dell’utente che tende a scegliere
un farmacista come figura di riferimento, seconda solo al
medico di base. A distanza di sei mesi dall’inizio dello studio
si potranno valutare analiticamente i risultati della ricerca.
Il programma ‘Stop All’Ictus’ dura tutto l’anno.
Continua dunque a gennaio con un evento di grande rilevanza. Un Congresso, organizzato con il patrocinio di Regione Lombardia, dedicato ai pazienti, ai caregiver, agli operatori sanitari ed alle associazioni di pazienti e che vedrà la
partecipazione di rappresentanti di Regione Lombardia (il
Presidente Roberto Maroni, l’On. Fabio Rizzi e l’Assessore al
Welfare). Tema del Congresso, ideato da Giuseppe Micieli
ed organizzato dal Distretto 2050, saranno le problematiche
assistenziali dell’Ictus Cerebrale a livello regionale.
N.3 - OTT 2015
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DISTRETTO E TERRITORIO
“BRESCIA PROVINCIA OSPITALE”
FATTIVA COLLABORAZIONE
TRA IL DISTRETTO 2050
E LA PROVINCIA DI BRESCIA
PALAZZO BROLETTO
12 OTTOBRE 2015
CONSEGNA DELLA CARTA
DELL’OSPITALITÀ
Francesco Chiolo presenta l’iniziativa
L’incontro di oggi si apre con la consapevolezza dei buoni risultati ottenuti
in questa stagione turistica. Il merito va dato a tutti i protagonisti, partendo
dai Comuni e dagli operatori che hanno profuso impegno, passione e
tanto lavoro.
Una stagione “buona” sotto il segno di un grande evento di livello mondiale. L’Expo di Milano ha contribuito in parte al successo turistico ma, senza
dubbio, è stata la motivazione che ha permesso e stimolato il bisogno da
parte di tutte le componenti (territori compresi) dell’offerta turistica, e non
solo, di fare rete.
Questo lavorare insieme ha dato i suoi buoni frutti. Noi oggi siamo qui nel
Palazzo Broletto per mostrare gratitudine e ringraziare il Governatore del
Distretto Rotary 2050 Omar Bortoletti che, attraverso la collaborazione con
la nostra Provincia, iniziata lunedì 13 aprile, ha permesso di recapitare 535
inviti a Governatori che rappresentano 1.200.000 Rotariani residenti nel
mondo. Il nostro invito a conoscere e visitare i 206 Comuni del territorio
della Provincia è stato indirizzato a veri portatori di status dei 5 continenti,
clienti ideali delle nostre imprese turistiche.
Pier Luigi Mottinelli (Presidente Provincia di Brescia)
Questa iniziativa ha avuto e continua ad avere un preciso obiettivo: destagionalizzare le nostre località turistiche e rendere la Provincia di Brescia
sempre più internazionale facendola conoscere nel mondo a potenziali e
futuri ospiti. La nostra campagna denominata “Brescia Provincia Ospitale”, oggi solo all’inizio, ha il compito di far vivere per gli anni prossimi nella
nostra Provincia le modalità culturali ed i progetti annunciati nella Carta
di Milano.
Questa eredità progettuale che il grande evento Expo ci ha messo a disposizione riguarda non solo l’offerta turistica, ma l’insieme della qualità
della vita che nei nostri territori si esplica. Il binomio ospitare ed esportare
deve essere sostenuto da solide strategie in quanto è parte consistente
dell’identità della nostra Provincia e della sua economia.
Grazie ancora per il Vostro impegno e la fattiva collaborazione.
Laura Parenza (Consigliere provinciale - Delegato EXPO)
firma della convenzione
tra il Governatore Omar Bortoletti
e il Presidente della Provincia di Brescia
Pier Luigi Mottinelli
Nel mondo i Rotariani sono sicuramente “ospiti ideali” per le nostre imprese turistiche e non solo.
Coloro che hanno avuto la possibilità di visitare la nostra provincia sono
rimasti affascinati dalla varietà e dalla bellezza degli ambienti naturali
che spaziano tra colline, montagne, pianura e laghi e dalle innumerevoli
e preziose testimonianze storiche, artistiche e architettoniche presenti in
ogni luogo. Sono sicuro che una volta tornati alle proprie abitazioni i nostri
amici Rotariani sono diventati i primi ambasciatori della brescianità nel
mondo.
L’adesione alla campagna “Brescia Provincia Ospitale” dimostra una volta di più che il Rotary vuole radicarsi sul territorio e lavorare con il territorio
e per il territorio.
Omar Bortoletti (Governatore Distretto 2050)
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Rotary 2050Magazine
GOOD NEWS AGENCY
Nonostante L’AGENZIA
tutto, DELLE BUONE NOTIZIE
una cultura a cura di Sergio Tripi
di pace
sta emergendo
in tutti i campi
dello sforzo
umano
Good News Agency - l’agenzia delle buone notizie - riporta notizie positive e costruttive da tutto il mondo
del volontariato, delle Nazioni Unite, delle organizzazioni non-governative e delle istituzioni impegnate nel
miglioramento della qualità della vita, notizie che non si “bruciano” nell’arco di un giorno. È distribuita gratuitamente per via telematica a 10.000 media e giornalisti di redazione in 54 paesi, a 3.000 ONG e a 1.500 scuole superiori e università. È un servizio di volontariato dell’Associazione Culturale dei Triangoli e della Buona Volontà
Mondiale, ente morale educativo associato al Dipartimento della Pubblica Informazione delle Nazioni Unite.
Sostiene il Movimento Globale per la Cultura di Pace. Nel rapporto conclusivo sul progetto del Decennio per
una Cultura di Pace (2001-2010) consegnato al Segretario-Generale ONU per la presentazione all'Assemblea
Generale), Good News Agency è inclusa tra le tre ONG che svolgono un ruolo importante nel campo della
informazione per la promozione di una cultura di pace tramite Internet.*
Il Pakistan diviene il secondo paese endemico per la poliomielite ad introdurre
l’IPV. Raggiungendo quattro milioni di
bambini ogni anno, l’introduzione dell’IPV incrementerà l’immunità contro la
poliomielite in uno degli ultimi paesi con
il poliovirus selvaggio
20 agosto – Il Pakistan è diventato il secondo
paese endemico per la poliomielite ad introdurre il vaccino antipolio inattivato nel programma
di immunizzazione di routine del paese, una
mossa che porterà beneficio a più di quattro
milioni di bambini attraverso tutto il paese. Con
più di metà del gruppo delle nascite globali che
ora ricevono l’IPV grazie alla più grande introduzione di vaccino sincronizzata nella storia,
l’aggiunta dei bambini pakistani a questo numero aiuterà a far accelerare il Pakistan verso il
blocco del virus una volta per tutte.
Il Pakistan è uno dei tre soli paesi nel mondo
dove la poliomielite rimane endemica.
Il Pakistan ha compiuto significativi progressi
nella lotta contro la poliomielite con una riduzione del 75% del numero dei casi di poliovirus
selvaggio a paragone dello stesso periodo dello
scorso anno (da 115 a 29 casi). Questo declino
mostra che, a dispetto delle sfide più importanti e degli ostacoli rimanenti, il Pakistan si sta
avvicinando all’eradicazione della poliomielite.
L’Africa raggiunge un traguardo importante contro la polio
(Arnold R. Grahl, Notizie Rotary)
11 agosto – La giornata di oggi segna una pietra
miliare per l'Africa nel suo sforzo di sradicare
la poliomielite dal continente. Un intero anno è
passato dall'ultimo caso del selvaggio poliovirus
segnalato in Africa. La Somalia è stato l'ultimo
paese in cui è stato identificato un nuovo caso,
avvenuto l’11 agosto 2014. Mentre l'Africa ha
raggiunto un importante traguardo di sanità
pubblica, il lavoro non è ancora finito. Per sradicare del tutto e per sempre la poliomielite,
tutti i paesi - sia quelli endemici che quelli non
endemici - devono rafforzare la procedura
d'immunizzazione di routine, colmare i vuoti 
sulla sorveglianza della malattia e fare di più
per raggiungere i bambini che ancora non sono
stati vaccinati. (...)
I soci del Rotary hanno svolto un ruolo chiave
nello sforzo per l’ eradicazione. Hanno aperto
la strada per la raccolta di fondi, si sono impegnati per ottenere il sostegno dei governi,
hanno sensibilizzato e mobilitato i volontari a
terra (...) Fino a tutto il 2018, la Bill & Melinda
Gates Foundation donerà due dollari per ogni
dollaro che il Rotary avrà raccolto a sostegno
dello sforzo contro la poliomielite, fino a un
massimo di 35 milioni di dollari l'anno.
N.3 - OTT 2015
55
L’innovativo tributo del Rotary all’eradicazione della poliomielite infrange il
record mondiale del Guinness
(Adam Ross, Rotary News)
Per eradicare la poliomielite in India, i soci del
Rotary hanno dimostrato un’impressionate
coordinazione e impegno. In tal modo non ha
destato sorpresa il fatto che i soci del Rotary
a Chennai, Tamil Nadu, siano stati in grado di
mobilitare più di 40.000 persone per creare la
più grande bandiera umana del mondo. Il tributo allo sforzo di eradicazione della poliomielite
si è qualificato come una conquista in grado di
superare un record mondiale del Guinness.
“Ciò che mi ha più impressionato è stato che
tutto il Rotary era presente: soci del Rotaract,
dell’Interact, e Rotariani,” afferma il past president del Rotary International, Gary C.K. Huang.
“Hanno portato i loro compagni di classe, gli
amici e i colleghi di lavoro. Penso che ciò la dica
lunga su quanto sia importante per la gente che
l’India sia libera dalla poliomielite.”
Partecipanti di ogni estrazione sociale che
portavano cartelli si sono posti in piedi assieme
in una area fieristica locale per dare forma alla
bandiera indiana. La loro esposizione ha infranto il record stabilito lo scorso anno dallo Sports Club di Lahore, che organizzò circa 30.000
persone per formare la bandiera Pakistana. Gli
organizzatori, guidati dal Distretto 3230, stimano che altre 50.000 persone si sono presentate
per assistere su maxi schermi televisivi allestiti
all’esterno dell’evento. (…)
www.polioeradication.org
Good News Agency è pubblicata mensilmente
(tranne agosto) con traduzioni a sua cura. Tutti i numeri precedenti sono disponibili al sito
www.goodnewsagency.org. Registrazione presso il
Tribunale di Roma n. 265-2000 del 20.6.2000.
Direttore responsabile ed editoriale: Sergio Tripi
([email protected]) - Ricerche editoriali
a cura di Fabio Gatti (fabio.gatti@goodnewsagency.
org), Elisa Minelli, Isabella Strippoli. Traduttori: Silvia
Ansaloni, Eleonora Ferrante, Chiara Gessi, Giuliano
Giannone, Pamela Mariotti, Ilaria Minetti, Paolo
Pagin, Martina Parovel, Manuela Sassi, Isabella Strip-
Squadre anti polio sostengono l’assistenza medica nelle comunità remote
in Nigeria
Quarantamilaoperatorisanitaridislocati in tutto lo Yemen. I bambini vaccinati
sono protetti da poliomielite e morbillo
18 agosto - il progetto di potenziamento di
accesso ai vaccini anti poliomielite per le popolazioni dislocate in zone remote in Nigeria sta
avendo un impatto formidabile sulle elevate necessità di cure mediche delle comunità remote
a Yobe, in Nigeria. A luglio e agosto, nonostante
l’inasprimento della rivolta, gli operatori del
progetto hanno distribuito, oltre a 95,000 dosi
orali di vaccino anti poliomielite trivalente, più
di 90,000 dosi di integratori di vitamina A e più
di 99,000 compresse vermifughe alle famiglie
isolate bisognose di cure mediche. Inoltre,
più di 19,000 donne incinte hanno ricevuto
integratori di solfato di ferro e più di 12,000
hanno ricevuto una terapia preventiva contro
la malaria. Il progetto per le famiglie dislocate in zone remote è stato creato per fornire
vaccini alle comunità più isolate e penalizzate
della Nigeria del nord. A luglio, il governo della
Nigeria si è impegnato a continuare a finanziare
i team che lavorano per queste famiglie con lo
scopo di raggiungere donne incinte e bambini
che risiedono in territori tumultuosi e in zone
di precaria sicurezza.
14 agosto - Sabato 15 agosto nello Yemen
prenderà il via una serie di campagne di vaccinazione a livello nazionale contro il morbillo
e la poliomielite, per proteggere i bambini da
queste patologie prevenibili e assicurare che lo
Yemen rimanga fuori dal rischio di poliomielite.
Nonostante il conflitto in corso, la campagna
ha lo scopo di coprire l’intero paese: vaccini
per più di 5 milioni di bambini sotto i 5 anni e
per 1,4 milioni di bambini sotto i 15 anni. Sono
stati mobilitati in questa direzione più di 40,000
operatori sanitari e volontari, sostenuti dal governo e dall’Iniziativa per l’Eradicazione Globale della Poliomielite. La campagna è stata resa
possibile da collaboratori presenti nel Corno
d’Africa durante l’epidemia, che hanno realizzato interventi anche nello Yemen. L’Iniziativa
Globale per l’Eradicazione della Poliomielite è
sovvenzionata dai governi dei paesi colpiti dalla
poliomielite, da fondazioni del settore privato,
dai governi donatori, da organizzazioni multilaterali, da individui privati, da organizzazioni
umanitarie e non governative e da membri
delle imprese.
poli, Simona Valesi. Webmaster e copertura media e
ONG: Simone Frassanito ([email protected])
Mondiale, fondata nel 1979, ente morale con D.M.
24-5-1999 pubblicato sulla G.U. n. 135 dell’11-61999. L’Associazione opera per lo sviluppo delle
coscienze e promuove una cultura della pace nella
prospettiva del ‘villaggio globale’ basato sull’unità
nella diversità e sulla condivisione.
L’Associazione ha sede in Roma, via Antagora 10.
È iscritta al R.O.C., al Registro della Regione Lazio
delle associazioni di promozione sociale, alla World
Association of Non Governmental Organizations
(WANGO) e alla Union of International Associations (UIA).
Good News Agency è distribuita gratuitamente per
via telematica a 10.000 media e giornalisti redazionali della stampa quotidiana e periodica, della radio
e della televisione in 54 paesi, a 3.000 ONG e 1.500
scuole superiori e università e ad oltre 27.000 Rotariani nel mondo.
È un servizio di puro volontariato dell’Associazione Culturale dei Triangoli e della Buona Volontà
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Rotary 2050Magazine
GOOD NEWS AGENCY
L’IPB per conferire il Premio MacBride
2015 a due comunità insulari: l’isola di
Lampedusa e di Jeju
Portarel'educazionenellezoneruralidel
Messico, una scuola alla volta (di Daniela
Garcia, Notizie Rotary)
Realizzando il futuro che vogliamo per
tutti, il rapporto della commissione Onu
sull’agenda di sviluppo post-2015
24 agosto – L’IPB ha il piacere di annunciare la
sua decisione di conferire l’annuale Premio della Pace Sean MacBride a due comunità insulari
che, in differenti circostanze, hanno mostrato
prova di un profondo impegno per la pace e la
giustizia sociale.
Lampedusa ha risposto alle drammatiche circostanze di migliaia di rifugiati nell’arco degli
ultimi anni passati; nell’arco di un periodo
simile il villaggio di Gangjeon ha resistito alla
costruzione di una base navale che distruggerà
l’ambiente locale e il tradizionale modo di vivere delle persone.
26 agosto - (...) Il Rotary Club di Berkeley, in
California, USA, insieme al Club di Bahia de Jaltemba-La Peñita e altri Club del Nord America,
ha recentemente portato a termine il suo più
grande progetto fino ad oggi: un rinnovamento
duraturo di La Preparatoria 20 de Noviembre,
un liceo nel villaggio di Las Varas.
Il finanziamento arriva da una sovvenzione globale della Fondazione Rotary e dai contributi
finanziari di sei Distretti Rotary, che racchiudono i 25 club che hanno partecipato a questo
progetto.
Eduardo Dominguez, un socio del Club Bahía
de Jaltemba-La Peñita, racconta come uno dei
più grandi frutti di questi sforzi sia il fatto che
l’istruzione liceale rappresenti ormai una possibilità reale per gli studenti locali.
"Ci sono molti giovani in Messico con un potenziale enorme e con molto da dare, purché
ne abbiano l’opportunità", dice Dominguez. "I
Rotariani stanno aiutando a fare in modo che
queste opportunità possano verificarsi, per aiutare questi giovani  a diventare contributori per
le loro comunità.”
ONU, 3 agosto – Nel rapporto intitolato Realizing the future we want for all, la commissione
ONU per gli obiettivi di sviluppo post-2015
espone le principali scoperte e raccomandazioni per l’agenda post-2015. Si richiedono
approccio politico integrato per assicurare
uno sviluppo economico per tutti, progresso
sociale, sostenibilità ambientale e un’agenda
di sviluppo che risponda alle aspirazioni di
tutti, per un mondo senza povertà e terrore.
Dal rapporto emerge soprattutto la visione di
un cambiamento verso uno sviluppo inclusivo,
incentrato sulle persone e sostenibile e che nel
momento di creare l’agenda di sviluppo tenga
in considerazione alcuni parametri. Queste
raccomandazioni ci arrivano dopo aver discusso approfonditamente i punti di forza e di
debolezza degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e dopo aver valutato una serie di sfide di
sviluppo impellenti, che devono essere inserite
nell’agenda globale dello sviluppo sostenibile.
Alla fine il rapporto propone una serie di
suggerimenti per la consultazione dell’agenda
post-2015.
Diverse celebrità si uniscono all’UNICEF e
al Global Goals per lanciare “La più grande
lezione del mondo” incentrata sullo sviluppo
sostenibile
4 settembre - Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) e la campagna Global Goals hanno oggi
varato“La Più Grande Lezione del Mondo”,un’iniziativa per insegnare ai bambini di più di 100 paesi cosa
siano i nuovi Obiettivi di uno Sviluppo Sostenibile, che
saranno adottati dall’Assemblea Generale ONU alla
fine di questo mese.
L’UNICEF ha annunciato che l’iniziativa ha già attirato
l’attenzione e il supporto d’importanti leader e cariche
pubbliche, tra cui la Regina Rania Al Abdullah di Giordania, la cantante libanese Nancy Ajram, la campionessa
del tennis Serena Williams e il giocatore di calcio brasiliano Neymar. Oltre a loro, capi di Governo di tantissimi paesi parteciperanno come oratori.
L’ONU calcola che circa 500 milioni tra ragazze e
ragazzi, di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, potranno
imparare di più sugli Obiettivi Mondiali, che vanno dal
sconfiggere definitivamente la povertà a risolvere il
problema dei cambiamenti climatici, al dare a tutti i
bambini l’opportunità di avere una buona istruzione.
www.globalgoals.org
I leader mondiali si sono impegnati a promuovere 17 Obiettivi Globali per ottenere 3 cose straordinarie nei prossimi 15 anni. Fine della povertà estrema.
Combattereladisuguaglianzael’ingiustizia.Fissareilcambiamento
climatico. Gli Obiettivi Globali per lo sviluppo sostenibile dovrebbero ottenere queste cose. In tutti i paesi. Per tutte le persone. Gli Obiettivi stanno
iniziando il lavoro, tutti hanno bisogno di conoscerli. Ditelo a tutti!
N.3 - OTT 2015
57
Mese sviluppo
economico
e comunitario
MARZO
APRILE
NOVEMBRE
Mese acqua
e strutture
igienico-sanitarie
Mese salute materna
e infantile
11-15Consigliolegislazione
Chicago, Illinois
Mese azione professionale
17-23 - Ass internazion
San Diego, California
Mese azione dei giovani
28 maggio-10 giugno
Congresso RI
Seul, Corea
Mese pace
e prevenzione/risoluzione
dei conflitti
Mese
Circoli Rotary
MAGGIO
GIUGNO
Mese alfabetizzazione
ed educazione di base
Mese prevenzione
e cura delle malattie
DICEMBRE
Mese effettivo
ed epsansione
Mese della
Fondazione Rotary
GENNAIO
1 - Inizio nuovo anno
d’incarico
dei dirigenti Rotary
FEBBRAIO
OTTOBRE
SETTEMBRE
AGOSTO
LUGLIO
CALENDARIO ROTARIANO 2015/16
58
Rotary 2050Magazine
ROTARY
GLOBAL
REWARDS
Il nuovo programma di benefici
del Rotary offre ai soci sconti per
una vasta gamma di prodotti e
servizi selezionati appositamente
per loro.
Sconti e offerte speciali
Rotary Global Rewards offre
sconti sul noleggio auto, hotel,
ristoranti e intrattenimento. Nel
corso dell'anno verrano aggiunti
altri prodotti e servizi da aziende
di tutto il mondo. Visita regolarmente la pagina web per vedere
tutte le novità.
Come funziona
Chiunque può vedere le offerte
e gli sconti sulla pagina Rotary
Global Rewards, ma solo i soci dei
Rotary club che accedono al sito
con le loro credenziali per “Il mio
Rotary” possono beneficarne. È
possibile accedere dal proprio
computer, smartphone o tablet.
Se non l'hai ancora fatto, crea un
account per “Il mio Rotary” oggi
stesso per essere pronto ad usufruire dei benefici.
Supporto del Rotary
Per domande su particolari offerte occorre contattare direttamente l'azienda che conosce
bene i dettagli sul programma facendo riferimento alle informazioni di contatto sul loro sito web. Se
non riesci a risolvere direttamente
il problema con l'azienda, non esitare a contattarci. Seleziona il link
evidenziato sotto Redimi offerta.
CLICCA E GUARDA
IL VIDEO
N.3 - OTT 2015
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Italia
1979 il RC Treviglio propone il progetto “vaccino antipolio” alla Convention Internazionale di Roma.
1985 il Rotary lancia il programma “polio Plus”, l’eradicazione della poliomielite nel mondo.
2015 un intero anno senza un solo caso di polio in Africa.
Un risultato dal valore enorme di cui dobbiamo andare orgogliosi, come Rotariani e come Italiani:
abbiamo dimostrato che insieme possiamo realizzare l’impossibile.
A trent’anni di distanza, possiamo farlo di nuovo.
INSIEME PER SCONFIGGERE
IL PAPILLOMAVIRUS
Il Progetto nazionale “HPV SAFE” per la lotta al Papillomavirus umano è promosso dai Distretti Rotary italiani
L’HPV PUÒ ESSERE EFFICACEMENTE PREVENUTO ATTRAVERSO LA VACCINAZIONE
L’HPV è la causa più comune di tumore al collo dell’utero (colpisce ogni anno 3.500 donne in Italia e 270.000
nel mondo). Nel 2008 l’Italia, primo Paese europeo, ha adottato una strategia vaccinale con la somministrazione
gratuita del vaccino a tutte le adolescenti fra gli 11 e i 12 anni.
Ma non basta. Purtroppo molte giovani - in particolare coloro che versano in condizioni di fragilità economica e
sociale - non si sono vaccinate e sono, quindi, senza protezione.
Con l’avvio del Progetto nazionale “HPV SAFE” è il momento di compiere un salto di qualità.
Tutti i Club Italiani sono chiamati a sviluppare il progetto di sensibilizzazione, perchè l’infezione da HPV diventi
un ricordo. Come la polio in Africa.
Il Distretto 2050 ha attivato la campagna di sensibilizzazione sulla vaccinazione del virus HPV papilloma virus attraverso la commissione distrettuale speciale “Progetto nazionale HPV SAFE”
(referente Nedo Brunelli) e in collaborazione con il Rotaract.
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Rotary 2050Magazine
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