ANNO
4 - NUMERO 3
Poste Italiane SpA - Sped.abb.post. Dl n 353/2003 - art 1 (comma1) D&B Milano - DISTRIBUZIONE GRATUITA
Luglio - Agosto 2009
> EDITORIALE
Niguarda:
orizzonte
il mondo
’Ospedale Niguarda Ca’ Granda,
aderendo al programma di cooperazione internazionale in
campo sanitario voluto da Regione
Lombardia, ha assunto negli ultimi anni
anche un ruolo nel panorama mondiale.
La nostra struttura sanitaria, con i suoi
1.300 posti letto, è conosciuta come un
“grande General Hospital” all’avanguardia per le tecnologie presenti e le
competenze dei suoi professionisti.
Niguarda può a tutti gli effetti essere
definito un Teaching Hospital, dove
l’accreditamento all’insegnamento proviene dalla tradizione storica unita alle
competenze e all’innovazione attuale.
Questa peculiarità è molto apprezzata
all’estero dove Niguarda costituisce un
importante polo di attrazione per professionisti che desiderano aggiornarsi
su nuove tecniche e procedure diagnostico-terapeutiche per acquisire metodologia di lavoro e nuove professionalità. L’attività di formazione internazionale si svolge su diversi livelli. Un
primo livello è quello dei gemellaggi tra
ospedali di altre nazioni del mondo previsti dai programmi di cooperazione internazionale, che vedono il Niguarda
attivo in Benin (Africa) per le grandi
ustioni, nel Minas Gerais-Brasile
(America latina) per l’area emergenzaurgenza, in Libano (Medioriente) per
l’attivazione di centri trapianto di rene e
fegato e dal prossimo anno anche in
Giordania, in Romania (Europa orientale) per la medicina di urgenza, oltre
ad esperienze già concluse come quelle
in Eritrea (Africa) per la cardiologia di
primo livello ed in Bulgaria (Europa
orientale) per la cardiologia d’urgenza
ed intervenzionistica.
Carlo Nicora
Direttore Sanitario
...SEGUE A PAGINA 12
L
> CELEBRAZIONI 70 ANNI - VERSO IL NUOVO
Iscrizioni aperte
I
n occasione del 70° anniversario
dalla fondazione, l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda bandisce il concorso artistico intitolato “Cura e
Speranza”, una competizione per la
realizzazione di una scultura o installazione da collocare nella hall del Nuovo
Ospedale in costruzione. Gli artisti sono
chiamati a sviluppare il tema della speranza e della cura, tenendo conto
dell’importante contesto architettonico
preesistente e dei nuovi spazi sanitari
che apriranno. Niguarda, infatti, tute-
> RICERCA E CLINICA
lato dalle Belle Arti, è un luogo di cura
ma anche di cultura: dal monumentale
padiglione d’ingresso e da alcuni interni
della struttura è possibile ammirare
opere di Arturo Martini, Francesco
Messina, Franco Lombardi e Mario
Sironi. Ed è proprio in questo prestigioso ambiente che verrà installata
l’opera vincitrice.
Entro il 20 luglio 2009 i partecipanti
devono far pervenire presso la segreteria del concorso i disegni del progetto e
una breve relazione.
> TRAPIANTI
Depressione post-partum:
prevenirla si può
Salva la vita della figlia
donandole un rene
Le donne immigrate, le più colpite
Nel nostro ospedale l’operazione della speranza
un disturbo più comune di
quel che si pensa, che colpisce il 13% delle madri e
che insorge nei primi tre mesi
dopo il parto. La depressione
post-partum è la forma più
grave di diverse alterazioni dell’umore, più o meno transitorie.
La più nota e la meno preoccupante è il “Baby Blues” che insorge nell’80% delle gravidanze,
a causa degli squilibri ormonali
tipici del dopo parto, e si esaurisce nel giro di una settimana.
“La depressione post-partum ha
una durata maggiore - spiega
n trapianto che permette
la vita è un intervento
speciale, ma questo lo è
ancor di più, visto che distese
l’una accanto all’altra in sala operatoria c’erano mamma e figlia.
L’intervento si è svolto recentemente nel nostro ospedale ed è
completamente riuscito. Entrambe romene, la madre di 58
anni ha deciso di donare un rene
alla figlia, 31 anni, malata da dieci
anni di glomerulo nefrite cronica, un’infiammazione che provoca insufficienza renale con
necessità di dialisi e di trapianto. Il
È
U
Mariano Bassi Direttore della
Psichiatria 2 - e si manifesta con
pianti frequenti, modificazioni
dell’appetito o del sonno, stati di
ansia/preoccupazione immotivati
e perdita di interesse per le attività che abitualmente danno piacere, inclusa la cura del piccolo.”
CONTINUA A PAGINA 6
doppio intervento, tre ore in laparoscopia per la madre, due quelle
trascorse dalla figlia sotto i ferri,
rientra in una casistica molto rara,
quasi d’élite. Su 2.000 trapianti di
rene, in 37 anni di esperienza a
Niguarda, solo infatti altri 200 pazienti sono entrati a fare parte
della casistica di donazione da vivente; per gli altri 1.800 la storia è
fatta di anni di dialisi tre giorni la
settimana per cinque ore ogni
volta e liste d’attesa infinite per
poi finalmente sottoporsi a trapianto da donatore cadavere.
CONTINUA A PAGINA 5
Entro il 5 settembre 2009 verranno comunicati i nomi di 15 artisti selezionati
dalla giuria per accedere alla fase finale
del concorso. Ai finalisti è richiesta la
realizzazione di un bozzetto, in scala e
materiale a scelta, che possa offrire
un’immagine quanto più possibile aderente a quella dell’opera da realizzare.
Per l’opera vincitrice è previsto un premio acquisto di 60mila euro e un premio di 5mila euro per il secondo
classificato.
CONTINUA A PAGINA 2
> 26 GIUGNO.
MANCANO 188 GIORNI ALLA META
Siamo all’87%
dei lavori
Perfetto rispetto dei tempi nei cantieri,
esempio di efficienza lombarda.
A PAGINA 10
> EMERGENZA CALDO
Solo il bello del caldo
I consigli per un’estate più serena
A PAGINA 5
2
Il Giornale di Niguarda
> FLASH
Se nella ricetta manca
un “ingrediente”
ttenzione medici, attenzione pazienti! Prendete le vostre ricette, per farmaci o visite, e
controllatele. Se riportano il quesito diagno-
A
stico per cui sono state staccate, semaforo verde. Semaforo rosso se la richiesta ne è sprovvista, potreste
infatti incorrere nell’annullamento.
Ad esempio se il vostro medico vi prescrive una risonanza per una possibile ernia del disco dovrà preoccuparsi di aggiungere: “diagnosi: sospetta ernia del
disco”. Solo così la ricetta sarà ritenuta valida. Avvisati… Occhi aperti!
> CENTRO ANTI-FUMO
Smettere di fumare...
A Villa Marelli un centro per liberarsi dalla dipendenza
“L’ultima, questa è davvero l’ultima”, “Finita questa, io col fumo ho chiuso”. Chissà
quante volte queste parole hanno accompagnato le vostre ultime avide boccate o quelle
di amici fumatori nel tentativo di redimersi
da una schiavitù tanto subdola quanto appagante. Nella sede di Villa Marelli è attivo
un centro ad hoc per la disassuefazione e il
trattamento dei danni da fumo, un valido
alleato, che dal 2004 ha aiutato centinaia di
persone a liberarsi dall’insano vizio. Sfuggirgli è sempre più difficile, i dati, infatti,
raccontano che i confini di “Tabaccolandia”
sono in continua espansione. Il report 2009
stilato da DOXA e Istituto Superiore di
Sanità stima che in Italia ci siano 13 milioni
di fumatori, pari al 25,4% della popolazione. Nell’ultimo anno il 14,6% di fumatori ha smesso e i metodi utilizzati sono i più
svariati: si va dai sostituti della nicotina alla
Claudio Sacerdoti impegnato in un esame spirometrico.
CENTRO PER LA DISASSUEFAZIONE
E IL TRATTAMENTO DEI DANNI DA FUMO – VILLA MARELLI
Viale Zara 81 Milano
Lunedì e mercoledì dalle 15.00 alle 16.30
Per prenotare tel. 02 6444.5822
dalle 9.00 alle 12.00, dal lunedì al venerdì
laserterapia, dall’agopuntura all’ipnosi.
“L’approccio terapeutico da noi utilizzatospiega il pneumologo Claudio Sacerdoti
responsabile del centro- si avvale di metodiche la cui azione antifumo è stata accertata da risultati scientifici”. Largo, pertanto,
a cerotti, compresse o gomme che rilasciano nicotina per combattere l’astinenza e
a farmaci di ultima generazione come la vareniclina che legandosi agli stessi recettori
della nicotina, ne mima l’azione riducendo il
desiderio di fumare e la gratificazione che
ne consegue. La “battaglia” è, però, condotta
da due specialisti differenti: lo psicologo e il
medico. Il primo accerta il grado di motivazione che anima il proposito di smettere, calibrando su questo un counseling di
sostegno per infondere l’adeguata sicurezza
per il “grande passo”. D’altra parte il medico, generalmente uno pneumologo, valuta
la perdita di funzionalità respiratoria tramite
un semplice esame, la spirometria, quindi
si occupa di illustrare i possibili benefici che
derivano dallo smettere di fumare: “Soffermarsi sui vantaggi per la salute è di fondamentale importanza- aggiunge Sacerdotiper stimolare la determinazione e far comprendere che quanto più sarà tempestiva
l’interruzione tanto minori saranno i rischi
di incorrere in patologie mortali”.
Il numero di fumatori che si rivolge al centro
è di circa un centinaio l’anno, con una percentuale di successo del 20-25%, in pratica
solo uno su quattro/cinque riesce a dire
addio alle “bionde”. Tradotto: i farmaci e le
sedute di counseling aiutano ma il fattore
determinante per spegnere la voglia di fumare è la forza di volontà. Riuscirci può essere difficile. Molte persone fanno 2, 3 o più
tentativi prima di liberarsi del vizio definitivamente. Tuttavia milioni di persone ci sono
riuscite e se anche tu hai una mezza idea di
smettere non farti scoraggiare dalla difficoltà. Provaci!
Nuoce gravemente…
Perchè smettere di fumare
Dopo 20 minuti
20 minuti dopo aver fumato l’ultima sigaretta pressione del sangue e
frequenza cardiaca tendono a normalizzarsi.
Dopo pochi giorni
Dopo qualche giorno il polmone comincia a ripulirsi dal muco, si recuperano gusto e olfatto.
Dopo alcune settimane
- L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce il fumo
“la prima causa di morte evitabile’’ nei paesi occidentali”.
- Il fumo provoca in Italia oltre 85.000 morti ogni anno.
- Il 50% dei fumatori è destinato ad ammalarsi a causa del fumo.
- La riduzione dell’aspettativa di vita dei forti fumatori è di circa 10 anni.
> CONCORSO ARTISTICO “CURA E SPERANZA”
SEGUE DALLA PRIMA
La giuria del concorso è composta da:
Alberto Artioli, Soprintendente per i
Beni Architettonici e Paesaggistici, Sandrina Bandera, Soprintendente per il
Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico, Pasquale Cannatelli, Direttore Generale A.O. Niguarda Ca’
Granda, e dagli artisti Kengiro Azuma
e Giacomo Benevelli.
Migliora la circolazione in tutto il corpo.
Dopo un anno
La funzione polmonare comincia a ridurre il suo declino.
Il rischio di malattia coronarica si dimezza a 5 anni.
Dopo 10 anni
Si dimezza il rischio di cancro del polmone.
> PER INFORMAZIONI
> E DA SETTEMBRE IL CENTRO “RADDOPPIA”
“Due buoni motivi” per smettere: dopo le vacanze aprirà un centro antifumo anche
nella sede ospedaliera presso il padiglione 21.
CENTRO PER LA DISASSUEFAZIONE E IL TRATTAMENTO DEI
DANNI DA FUMO – OSPEDALE DI NIGUARDA
Martedì dalle 14.00 alle 16.30
Per prenotare tel. 02 6444.2222
dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.00, dal lunedì al venerdì
Segreteria Concorso “Cura e
Speranza”, Ufficio Comunicazione
Ospedale Niguarda Ca’ Granda,
piazza Ospedale Maggiore, 3
20162 Milano
Le “Belle Arti” di Niguarda
tel. 02 6444.4484
www.ospedaleniguarda.it
[email protected]
Il Giornale di Niguarda
3
> MEDICINA INTERNA
Paziente complesso? Ci pensa House... no, l’internista!
A Niguarda collaborazione Medicina Interna - Ortopedia
iuta, analizza e scompone i casi
clinici più complessi e come un
abile regista li indirizza verso gli
specialisti più opportuni. In America lo
chiamano “Hospitalist” ed è una figura
professionale in rapida ascesa. Il medico internista si occupa di tutte quelle
malattie che colpiscono più organi
(come lo scompenso cardiaco, il diabete, l’insufficienza respiratoria) e di
tutti quei pazienti che hanno contemporaneamente più di una malattia,
evento sempre più frequente in una popolazione sempre più anziana.
Nel nostro ospedale un progetto pilota
ha visto l’internista uscire dalla corsia
di Medicina Interna per seguire i pazienti dell’Ortopedia al fianco dello
specialista. Perché questa scelta? “L’ortopedia dispone di 50 posti letto - risponde Fabrizio Colombo, Direttore
del Dipartimento Medico Polispecialistico -, i pazienti ortopedici puri sono
stimati attorno al 30-40%, mentre il
50% sono anziani portatori di pluripatologie con necessità di frequenti aggiustamenti terapeutici durante il ricovero.
Il restante 10-20%, anche se giovani,
sono politraumatizzati con gravi problematiche chirurgiche e mediche come
infezioni, shock emorragico, problemi
F
neurochirurgici e di coagualazione”. In
altre parole in ortopedia la complessità
non manca e così la signora Luigia, paziente di 83 anni, affetta da scompenso
cardiaco e ricoverata in ortopedia per la
rottura del femore può godere di una
presa in carico di più ampio respiro che
tenga conto del suo stato di salute generale. La presenza del medico internista è volta, infatti, a stabilizzare lo
scompenso già sottostante e a prevenirne il riacutizzarsi in seguito alle complicanze post-operatorie. Il medico del
futuro? Da solo no, ma la centralità
della sua funzione di coordinamento è
fondamentale per uno scacchiere di
cura sempre più improntato all’interdisciplinarietà. I risultati non mancano:
“La collaborazione Medicina InternaOrtopedia, che ha potuto realizzarsi
grazie alla partecipazione dell’internista Marco Brivio - commenta Luciana
Bevilacqua, Direttore Qualità e Sicurezza Clinica -, ha portato ad un abbattimento delle complicanze postintervento con conseguente diminuzione dei trasferimenti dei pazienti ortopedici nei reparti internistici ed una
riduzione degli esami ‘inappropriati’
con diminuzione dei costi per gli esami
di circa il 30%”.
Il reparto di Medicina Interna
> INTERVISTA
Uno specialista con l’abito
“di tutti i giorni”
i è da poco concluso il 14° congresso
della Federazione delle associazioni dei
dirigenti ospedalieri di medicina interna (Fadoi). È stata l’occasione per fare il
punto della situazione e riflettere sul ruolo dell’internista nella gestione delle nuove problematiche cliniche. Ne abbiamo parlato con
Fabrizio Colombo, Direttore del Dipartimento
Medico Polispecialistico.
La gente sembra conoscerlo poco e confonderlo con il “medico di base dell’ospedale”.
Qual è la figura del medico internista?
Il medico internista gestisce i pazienti complessi, affrontando lo stato di salute della persona nel suo complesso, garantendo una
risposta globale ai bisogni e rispettando la centralità del paziente. Se nella metodica di cura la
specialità ne rappresenta l’eccellenza, la medicina interna ne è l’asse portante. Ogni ospedale
deve avere sia l’abito da cerimonia, i cosiddetti
centri superspecialistici, sia l’abito “di tutti i
giorni”, le medicine interne e le chirurgie. Senza
dimenticare che i primi si indossano ogni tanto,
i secondi ogni giorno.
In un ospedale polispecialistico come Niguarda quali sono i dati della medicina interna e quali sono le linee guida per il
trattamento dei casi?
Teniamo presente che oltre il 90% dei pazienti
che arrivano in ospedale dal Pronto Soccorso
vengono ricoverati in Medicina Interna. Si tratta
spesso di malati complessi ai quali difficilmente
possono essere applicate delle linee guida. Le
coordinate entro cui ci muoviamo sono l’invecchiamento da un lato, e la malattia cronica che
spesso si riacutizza dall’altro. È bene conside-
Fabrizio Colombo
S
rarle per declinare gli standard clinico-terapici
in base alle esigenze del singolo paziente.
Il futuro sta arrivando con la costruzione del
nuovo ospedale. I nuovi orizzonti della medicina parlano di un ricovero per gravità e non
più per “casella” di specialità. In quest’ottica
il ruolo dell’internista assumerà un’importanza maggiore portandolo ad essere un vero
e proprio stratega al letto del malato. Cosa
ne pensa?
La necessità di un nuovo modello di assistenza
impostato su livelli di intensità di cure è importante perché può evitare di erogare a tutti i pazienti un livello di cure “medio”, abbassando di
fatto il livello assistenziale dei pazienti più gravi
ed elevando inutilmente quello dei pazienti più
stabili. L’accoglienza del paziente in un’area di
degenza appropriata per intensità deve fare riferimento a parametri che tengano conto dell’instabilità clinica, della criticità, della gravità e
complessità, comportando un aumento della
frequenza dei controlli da fronteggiarsi con un
ancor più stretta alleanza medico-infermiere.
> SORDITÀ
Un orecchio bionico per tornare a sentire
L’impianto cocleare per le sordità
i scrive ipoacusia, si
congenite o acquisite,
legge sordità. Oltre
quando la protesi acustica
8 milioni di italiani,
non dà più un’amplificapari a più del 12% della
zione adeguata, l’indicapopolazione, ne sono intezione
è
l’impianto
ressati. Quando colpisce
cocleare. Si tratta di un
La
parte
visibile
l’età infantile in forma
vero e proprio orecchio
dell’impianto cocleare
grave può provocare sebionico che by-passa le celvere alterazioni nello svilule distrutte della coclea,
luppo con conseguenti problemi nella andando a stimolare direttamente il nervo
comunicazione e nell’assetto psicologico, che porta l’impulso al cervello per la sua
oltre a gravi situazioni di disagio nelle fa- elaborazione. L’impianto consta di una
miglie.
parte esterna e una interna.
Diagnosi precoce, proteLa parte esterna è costituita
La parte interna, imsizzazione acustica e teda un microfono, che rileva
piantata con intervento
rapia
logopedica
gli stimoli sonori dell’amchirurgico
possono evitare tali drambiente, un processore che li
matiche conseguenze. Nel
elabora e un’antenna che
caso di sordità profonde
trasmette il segnale modu-
S
lato in radiofrequenza alla parte interna.
Costituita da un ricevitore-stimolatore e
un multielettrodo (o array), la parte interna trasforma il segnale acustico in segnale elettrico stimolando direttamente le
fibre del nervo, corrispondenti alle varie
frequenze dello spettro sonoro. “La parte
interna è impiantata mediante intervento
chirurgico, effettuato in anestesia generale, della durata di circa 2 ore - spiega
Angelo Placentino dell’Otorinolaringoiatria -. La tecnica adottata dalla nostra
équipe ha un approccio mininvasivo e
viene effettuata mediante una piccola incisione retroauricolare. L’impianto viene
attivato a distanza di 2\4 settimane dall’intervento”.
Questo tipo di intervento si effettua nel
nostro ospedale dal 2004.
> QUANDO LA SORDITÀ È IN CULLA
Data l’elevata percentuale di alterazioni genetiche e quindi ereditarie che determinano l’insorgenza della sordità, una volta
escluse le cause ambientali, dovrebbe essere proposta a tutti i
pazienti una consulenza genetica con un adeguato test di biologia molecolare. A Niguarda il test è disponibile ed è effettuato
presso il Laboratorio di Genetica Medica. Attualmente sono
3 i geni che più frequentemente sono associati alla patologia
(le loro alterazioni sono presenti in circa il 45% dei pazienti affetti da sordità ereditaria); la loro diagnosi molecolare permette
di affrontare la gravidanza consapevoli dei fattori di rischio.
> ESEMPIO DI IMPIANTO COCLEARE
1) Retroauricolare: contiene i microfoni ed il processore esterno, capta i suoni e li converte in segnali digitali;
2) Antenna: trasmette i segnali digitali al processore interno;
3) Parte interna (ricevitore-stimolatore): riceve le informazioni dal processore esterno e li trasforma in
micro-impulsi elettrici che invia agli elettrodi intracocleari;
4) Elettrodi intracocleari: stimolano il nervo sensoriale
che porta il messaggio al cervello.
Il Giornale di Niguarda
5
> CENTRI SPECIALISTICI
Grandi Ustionati: un centro per pazienti speciali
Tecniche d’avanguardia e tradizione per il centro di riferimento regionale nella cura delle ustioni
e esistono di tre gradi differenti e
sono tra le ferite più dolorose che il
nostro corpo può subire: le ustioni.
A Niguarda un centro dedicato se ne prende
cura dal 1950, anno in cui il Prof. Innocenzo
Clerici Bagozzi fu nominato primo responsabile del reparto che con metodi scientifici e
rigorosi doveva dedicarsi alla cura della “malattia da ustione”. Nel 1972, sotto la direzione
di Luigi Donati il centro si ammoderna e
vede la fondazione della prima banca dei
tessuti in Italia da cui ricavare la pelle “di ricambio” per i gravi ustionati. La banca,
unica in Lombardia e oggi affiancata da un
laboratorio di ingegneria tissutale, fu
un’intuizione anticipatrice delle terapie attualmente usate per la cura delle ustioni:
“Nella fase acuta della malattia di un
“grande ustionato” si rimuove chirurgicamente il tessuto necrotico - spiega Vincenzo
Rapisarda attuale direttore del Centro - in
un secondo tempo si procede all’impianto di
cute al fine di ricostruire la parte lesa. Il
derma, lo strato più interno della pelle, proviene da un donatore multiorgano ed è crioconservato nella banca; l’epidermide, il
N
Un paesaggio marino
e le più moderne apparecchiature
> IN CASO DI INCIDENTE
- Raffreddare con acqua la parte lesionata per evitare che il trauma termico prosegua
e approfondisca l’ustione.
- Se c’è fiamma viva, prima di tutto soffocarla (es. rotolando a terra) quindi togliere
i vestiti e raffreddare l’area ustionata.
- Trasporto immediato in ospedale.
Larghe finestre per un centro
contro l’isolamento
rivestimento più esterno, proviene dallo
stesso ustionato da cui se ne preleva un campione, della dimensione di un francobollo
dalla parte non lesa, che coltivato in laboratorio, si accresce arrivando alla dimensione
necessaria per l’impianto”. È con queste tecniche che a Niguarda è stato possibile salvare
la vita all’unico superstite del grave incidente
aereo di Linate dell’ottobre 2001. Un uomo,
con ustioni su più del 90% del corpo, è stato
curato grazie ad un protocollo terapeutico
d’intervento studiato nel nostro centro, dimostrando che il limite del 70-80% di superficie
lesa era un limite valicabile per la medicina.
Il Centro è area di eccellenza e unico di riferimento regionale, non solo per la grande tra-
> CONSIGLI DA SEGUIRE
- Non lasciare mai soli i bambini in bagno
o in cucina.
- Disporre le pentole sui fornelli più interni.
- Usare forni alti.
- Non lasciare a portata di mano liquidi
infiammabili e accendini.
- Attenzione all’accensione di camini,
barbecue e falò.
- Attenzione agli abiti infiammabili.
dizione ma anche per la scelta strategica che
a partire dal 2003 lo ha collocato nel blocco
dell’Emergenza-Urgenza, permettendo una
continua collaborazione con l’attigua Terapia
Intensiva. “ La sinergia con la Rianimazioneprosegue Rapisarda- consente di mantenere
in vita il paziente in condizioni molto precarie e per un periodo di tempo sufficiente a
permettere la riparazione chirurgica . Pazienti con prognosi riservate in cui l’ustione
interessava una superficie superiore al 70%,
sono stati guariti proprio perché supportati
dal Reparto di Terapia Intensiva che ha, nel
corso di questi ultimi anni, maturato una
consistente e preziosa esperienza in questo
specifico settore”.
Lo spostamento nella nuova sede è stata l’occasione per un ampliamento dei posti letto,
passati a 10, e per un rimodellamento dello
spazio, meno isolato e più a misura di paziente. Larghe finestre da cui far filtrare la
luce del sole, affreschi, raffiguranti motivi
floreali, scorci paesaggistici e animali, ornano le pareti della degenza che nell’ultimo
anno hanno visto transitare più di 200 pazienti. Tra le cause principali gli incidenti sul
lavoro e gli incidenti stradali. “Purtroppo il
15-20% dei pazienti sono bambini- aggiunge
Rapisarda- vittime, nella maggior parte dei
casi di incidenti domestici. Il dato deve farci
riflettere ed essere di impulso per un’ adeguata sensibilizzazione e prevenzione”. Perché se la distrazione è un attimo, un’ustione
è per tutta la vita.
Vasca ad immersione per le medicazioni
> SALVA LA VITA DELLA FIGLIA DONANDOLE UN RENE
L'èquipe di Cosimo Sansalone durante il trapianto
> SOLO IL BELLO DEL CALDO
SEGUE DALLA PRIMA
rriva l’estate e non mancheranno giornate di
caldo intenso, con temperature elevate e afa. Con esse
anche i problemi che possono colpire soprattutto gli anziani, che per
la loro condizione fisica risultano
più esposti ai disturbi provocati
dalle temperature eccessive.
Tutti possono affrontare meglio
questa stagione adottando stili di
vita adeguati, sapendo come comportarsi. Prevenire ed eventualmente affrontare questi problemi
sono gli obiettivi dell’opuscolo
“Solo il bello del caldo”, distribuito da Regione Lombardia
presso le ASL e le strutture sanitarie, i Comuni e gli sportelli
Spazio Regione; in esso sono illustrati i disturbi legati alle varie
condizioni climatiche, con il dettaglio dei sintomi e dei comportamenti da tenere e da evitare, sono
inoltre elencate le “10 Regole
d’oro per affrontare il caldo
estivo“ e proposti alcuni “Consigli per il menù estivo“.
A
> PER INFORMAZIONI
www.regione.lombardia.it
Call center Regione Lombardia: 840.318.318
SEGUE DALLA PRIMA
“Purtroppo il trapianto da vivente in Italia è
ancora poco diffuso, anche se il donatore
non corre praticamente nessun rischiospiega il chirurgo Cosimo Sansalone responsabile dell’Unità di trapianti rene e pancreas -. La percentuale è del 10% rispetto a
quelli da cadavere. La differenza fondamentale tra le due procedure sta nel fatto che il
trapianto da vivente può essere programNumeri
Tra il 2001 e il 2007, secondo i dati del
ministero della Salute, i trapianti di
rene da donatore vivente in Italia sono
stati 812.
Le madri
Tra i consanguinei nel 30% dei casi i
donatori sono le mamme, nel 13%
sono i papà, mentre nel 22% sono i
fratelli e le sorelle. Per il resto si tratta
di figli e di gemelli.
mato ed essere eseguito prima dell’inizio
della dialisi, mentre il trapianto da donatore
cadavere prevede una lista d’attesa di circa
3 anni”.
Nel 2004 la decisione per la giovane di trasferirsi in Italia in cerca di una vita migliore,
ma dal luglio scorso le condizioni peggiorano e la dialisi diventa l’unica alternativa per
avere una speranza di vita. Cinque mesi fa lo
stesso viaggio lo fa la madre. Ha deciso. Donerà un rene per permettere alla figlia di ritornare ad una vita normale. Da allora la donna
si è sottoposta a esami medici d’ogni tipo e
ad un’équipe di psicologi ha dovuto dimostrare di essere realmente convinta delle sue
intenzioni. Completati i controlli e verificata
la compatibilità sanguigna finalmente l’intervento chirurgico.
La prima volta
Risale al 1972 il primo trapianto di rene
eseguito a Niguarda. Il 1980 è l’anno
del primo trapianto da vivente.
Il Giornale di Niguarda
6
> FLASH
> RICONOSCIMENTI
Lezioni di… “Salva-vita”
A.N.C.O. premia Fabrizio Oliva
assaggio cardiaco e respirazione
bocca a bocca, conoscerli salva la
vita! L’appuntamento per 1.000 ragazzi delle scuole medie è stato dato dai 118
della Lombardia (la cui sede di Milano è presente qui a Niguarda) presso la Fiera di Milano.
In questa sede i giovani studenti hanno assistito
ad un corso pratico di rianimazione cardiopolmonare, apprendendo le tecniche “salva-vita”
del massaggio cardiaco e della ventilazione;
l progetto si chiama RewordHF ed ha vinto il
4° concorso annuale per la ricerca
A.N.C.O. (Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri). A
presentarlo in qualità di
coordinatore Fabrizio
Oliva (nella foto), della
M
hanno inoltre appreso come contattare la Centrale Operativa 118, fornendo le informazioni
utili per fronteggiare l’emergenza. Un’occasione importante per diffondere la cultura del
soccorso nella popolazione più giovane.
> PER INFORMAZIONI
www.areu.lombardia.it
[email protected]
I
Cardiologia 2 -Trapianti del nostro Ospedale, che
potrà disporre del
fondo assegnatogli per
realizzare un progetto
di ricerca per il trattamento della sindrome
cardio-renale nei pazienti con scompenso
cardiaco.
> PEDIATRIA
Ortopedia pediatrica.
Una struttura ai piedi del bambino
Tra le patologie più gravi la paralisi cerebrale infantile, per curarla anche il botulino
“Ne devi fare di strada bimbo, se vuoi vedere com’è fatto il mondo”. Ve lo ricordate? Era lo slogan di un famoso marchio
di calzature per bambini anni fa. A Niguarda
l’ortopedia pediatrica aiuta i bambini con
difficoltà a muovere i primi passi sulla
strada della vita senza le famose scarpe
della reclame ma con metodi di cura all’avanguardia, fondati sulla multidisciplinarietà dell’approccio e le migliori tecniche di
accoglienza per la degenza e la riabilitazione.
L’équipe è diretta da Dario Capitani e ne
> I CASI
Le patologie
più diffuse
Piede Piatto: tutti i bambini presentano un piede con il retropiede
valgo. Nell’80% dei casi si ha una correzione spontanea con lo sviluppo. Nel
restante 20% la patologia è corretta con
l’utilizzo di appositi plantari.
Scoliosi: è una curvatura anomala
della spina dorsale e nei bambini con
scoliosi si osserva la presenza di una o
più curvature patologiche; presenta una
certa familiarità e colpisce prevalentemente le bambine.
fanno parte i medici ortopedici Marco Moscati (chirurgia del piede del bambino sindromi neurologiche e paralisi cerebrali),
Antonio Fiore (patologia dell’anca), Umberto Valentinotti (chirurgia della mano) e
Giovanni La Maida (patologia vertebrale).
Negli ultimi anni si sono rivolti a loro un
numero crescente di pazienti e le patologie
trattate vanno dalla più lieve scoliosi o dal
comune piede piatto fino alle più gravi disabilità motorie come la paralisi cerebrale
infantile. Si tratta di una sofferenza neurologica che colpisce 1 bambino ogni 500
nati. “Si manifesta come una lesione cerebrale- spiega Marco Moscati - che insorge
a causa di una mancanza di ossigeno prima
o durante o dopo il parto. Altri fattori scatenanti possono essere malformazioni congenite o un’emorragia cerebrale a ridosso
della nascita”.
Il danno al cervello ingenera un possibile ritardo nello sviluppo cerebrale stesso e nell’apprendimento; a seconda del gravità della
lesione si possono avere ricadute su più apparati come ad esempio visivo o digerente e
molto spesso motorio. Pertanto al trattamento della paralisi cerebrale infantile partecipano numerosi specialisti: pediatri,
neurologi, ortopedici e fisioterapisti. Il
ruolo dell’ortopedico è consentire l’ottimale
allineamento dell’apparato muscolo-scheletrico prevenendo o correggendo deformità
e spasticità che possono impedire la deambulazione al bambino o interferire con una
Marco Moscati impegnato in una visita di controllo
corretta posizione statica.
“Le tecniche chirurgiche - aggiunge Moscati - consistono in interventi su tessuti
molli: trasposizione tendinee (si scambia
l’estensore con il flessore), allungamento o
accorciamento dei tendini e operazioni
sull’osso e le articolazioni, condotte all’insegna della tempestività: tanto prima si interviene, tanto meno le deformità negli anni
si strutturano, richiedendo un minor numero di interventi durante la crescita del
bambino”. Per sbloccare le forme più lievi
di spasticità o come trattamento pre-operatorio si ricorre a una sostanza protagonista
nei trattamenti ringiovanenti: il botulino.
La tossina legandosi alle giunzioni neuromuscolari provoca il rilassamento delle
fibre contratte dallo spasmo, “sciogliendo”
la rigidità di muscoli, alla base di una non
corretta deambulazione.
Nell’ultimo anno i casi di paralisi cerebrale
trattati chirurgicamente a Niguarda sono
stati una cinquantina. I piccoli pazienti
vengono ricoverati presso il reparto di pediatria dove è presente una scuola, un servizio di interprete e perfino diete
differenziate a seconda della cultura e della
religione. Recentemente, infatti, i casi di
bambini provenienti da altri paesi si sono
moltiplicati. Dopo la dimissione i piccoli
pazienti vengono seguiti da centri di riabilitazione sul territorio afferenti a Niguarda o
dai servizi all’interno dell’ospedale, tra questi la possibilità di programmare sedute di
ippoterapia presso il centro di riabilitazione equestre e la fisioterapia in piscina.
> DEPRESSIONE POST-PARTUM
SEGUE DALLA PRIMA
“...Nei casi più gravi il senso di inadeguatezza nei confronti del bambino può portare
a ricorrenti pensieri di morte e/o suicidio.”
I dati della letteratura scientifica attestano
che la miglior cura è la prevenzione. La partita si gioca, dunque, sull’identificazione di
precisi fattori di rischio che se riconosciuti
per tempo consentono di intervenire in anticipo sullo sviluppo della depressione. “Ad
aumentare la probabilità di svilupparlaspiega la psicologa Mara Ceruti - ci sono
fattori di ordine biologico, psicosociale e
psicologico. È stata dimostrata, infatti, la
correlazione con condizioni di vita stressanti
( difficoltà economico-lavorative, lutti recenti ecc..), insoddisfazione matrimoniale,
precedenti depressioni, bassa auto-stima o
il dover fronteggiare una gravidanza non
desiderata”. Da qualche tempo nel nostro
ospedale è stato attivato un programma che
prevede una stretta collaborazione tra Ostetricia e Psichiatria: lo psicologo partecipa
all’attività ambulatoriale lungo il percorso di
visite che anticipano la nascita. Il suo ruolo
è quello di sensibilizzare le donne a non temere il periodo post-parto, sostenendole per
affrontare le difficoltà che lo accompagnano.
Non solo. È stata condotta un’attività di
formazione per ginecologi, ostetriche e infermieri: conoscere il disturbo è fondamentale per relazionarsi con le madri nella
maniera più corretta possibile, inoltre facilita
il riconoscimento di quei campanelli d’allarme su cui è necessario attirare l’attenzione
dello psicologo e, nei casi più gravi, dello
psichiatra.
C’è di più. Studi internazionali hanno dimostrato un rischio maggiore per le donne immigrate. Se per la donna italiana esiste una
rete relazionale di supporto, famiglia e servizi sociali, che si attiva nelle cure per la
mamma e il nuovo nato, per la donna straniera tale sostegno può venire a mancare.
“Un ospedale come il nostro ospita più di
1.800 parti all’anno - aggiunge Bassi -, e al
Niguarda la quota madri straniere è più del
27%. Si tratta quindi di un contesto ideale
per condurre uno studio sulla maggiore
esposizione delle donne immigrate. La ricerca sarà affiancata da un intervento di
supporto dedicato che si innesta nel “Programma stranieri”, sviluppato con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità, l’accettabilità e l’efficacia del trattamento psichiatrico rivolto agli immigrati residenti a
Milano”.
Gli effetti sul bambino
La depressione post-partum modifica le
interazioni madre-figlio e può portare il
bambino a sviluppare disturbi che si manifestano nel periodo neo-natale o nel corso
dell’infanzia:
- Cognitivo: difficoltà nello sviluppo
mentale e motorio.
- Comportamentale: insorgenza di ansia,
depressione, ritiro sociale, aggressività,
iperattività, rabbia.
- Organico: disregolazioni neurofisiologiche (coliche gassose, disturbi del sonno
o alimentari), infezioni ricorrenti, gravi
allergie, asma, malnutrizione e malattia
nei bambini che vivono in situazioni di
povertà.
7
Il Giornale di Niguarda
> A.S.B.I.N.
> CHIRURGIA IN VIDEO
I calciatori del Milan per i piccoli pazienti
attuso, Abbiati, Bonera c’erano! I giocatori rossoneri hanno partecipato all’evento di sensibilizzazione organizzato dall’A.S.B.I.N. (Associazione per
la Spina Bifida e l’Idrocefalo Niguarda) presso l’Unità Spinale. L’iniziativa,
voluta da Vito Console, ex primario della neonatologia e ora presidente A.S.B.I.N., è
stata caratterizzata da una numerosa partecipazione; in particolar modo Gennaro “Ringhio” Gattuso si è fatto apprezzare per la sua disponibilità e, in mezzo a una lunga sequenza di fotografie e di autografi, ha visitato con interesse l’Unità Spinale.
G
> PER INFORMAZIONI
Live surgery
ono intervenuti anche Raffaele Pugliese e tutta
la sua équipe al “3rd World Congress of Coloproctology and Pelvic Disease”, appuntamento che ha radunato a Roma dal 21 al 23 giugno i
massimi esperti in materia. L’Ergife Palace Hotel,
sede del congresso, si è collegato via satellite con la
sala operatoria del DEA: sugli schermi la videodiretta di un intervento condotto dal Direttore di Chirurgia 1 e Videolaparoscopia del nostro ospedale.
S
Se vuoi saperne di più sulla patologia collegati sul sito www.asbin.it
> PSICOLOGIA
Sostegno psicologico per la perdita di persone care
Insieme per fronteggiare il lutto
l lutto indica la reazione alla morte di
una persona cara, intesa come insieme
di emozioni e comportamenti legati al
dolore per la perdita, che spesso necessita
di un aiuto anche di tipo professionale. Parte
da questa considerazione il nuovo progetto,
a cura del Servizio di Psicologia di Niguarda, che offre la possibilità di un supporto psicologico per coloro che hanno
perso un parente o un amico, integrando il
counseling individuale con interventi di
sostegno psicologico di gruppo. Infatti, la
mancanza di un appoggio sociale o istituzionale può (anche se non necessariamente)
I
esacerbare le inevitabili difficoltà connesse
alla perdita. L’elaborazione del lutto è un
processo articolato che richiede tempo per
arrivare ad una accettazione, anche emotiva,
della morte della persona cara. Inoltre, alcuni fattori (come decessi inattesi, prematuri
o violenti) possono aumentare la probabilità
di sviluppare complicanze d’ordine psicologico e/o psichiatrico.
“La perdita di una persona cara - spiega
Clara Ajmone, responsabile del progetto costituisce una delle forme più gravi di
stress psicologico. Per questo riteniamo necessario che l’Ospedale offra un contesto
istituzionale di supporto, che accompagni
la persona nel difficile processo di elaborazione. L’obiettivo è quello di favorire, per
quanto possibile, l’integrazione del lutto
nella propria storia esistenziale, attraverso
un percorso di ristrutturazione cognitiva ed
emotiva. La costituzione di gruppi omogenei, i cui partecipanti condividano la medesima causa di lutto (incidente o malattia),
consente di esprimere le proprie emozioni
e di rielaborare adeguatamente la sofferenza legata alla perdita”.
Il sevizio è ora attivo. L’équipe di psicologi è pronta ad accogliere ogni richiesta.
> PER PARTECIPARE…
Le persone interessate possono contattare il numero 02.6444.2306 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00. Gli incontri si
terranno all’Unità di Terapia Relazionale della Servizio di Psicologia (Padiglione 27- Grossoni ).
Un punto di riferimento per tutte le occasioni
Ristorante Pentola d’Oro
Via F.lli Bandiera, 25 - Sesto San Giovanni
ntrando nel ristorante
“Pentola d’Oro” si è
subito accolti da una
parete piena di fotografie
con gente famosa d’ogni
tipo. Sono i VIP che da 10
anni a questa parte non si
fanno mancare occasione
per pranzare o cenare in
tutta tranquillità in un ambiente che garantisce qualità
superiore e riservatezza.
Gennaro Lepore gestisce insieme a Stefania la Pentola
d’Oro dal 2001; da allora è
tra i ristoranti più noti del
territorio, con clienti affezionati non solo del mondo
dello spettacolo (vista la vicinanza a Cologno Mond’affari, grazie anche alla stano, se necessario, a mozese).
È il luogo ideale per pranzi disposizione dei tavoli e menti di discrezione lavoradi piacere legati a quelli delle diverse sale che si pre- tiva.
L’antica struttura è settecentesca ed è stata mutata con il
restauro d’inizio secolo in
una più suggestiva architettura d’ispirazione Liberty.
La Pentola d’Oro è un ristorante che mette a frutto una
trentennale esperienza nella
ricerca dei sapori più tradizionali della cucina italiana
(Gennaro Lepore, di origine
calabrese, si occupa di ristorazione da più di 30 anni).
La specialità della casa sono
diversi tipi di paste fresche,
E
Gennaro Lepore con Ezio Greggio
pesce sempre fresco, e le celebri pennette mantecate al
parmigiano, attrazione culinaria per tutti i buongustai.
Ogni giorno sono proposti
piatti veloci, piatti unici di
pesce o di carne per ogni occasione e squisiti dessert
fatti in casa.
Si può quindi confermare
che la Pentola d’Oro è un
punto di riferimento molto
significativo del Nord Milano per chiunque voglia rilassarsi di fronte a un ottimo
piatto caldo e, perché no,
chiudere un contratto senza
rischio d’indigestione.
Il Giornale di Niguarda
11
> NUOVO NIGUARDA
Lavori a tempo di record
Colore, calore e minor impatto ambientale
lavori per il Nuovo Ospedale proseguono a pieno ritmo; il Blocco Sud
(che ospiterà l’alta intensità di cura) si
presenta, a chi passa nei viali dell’Ospedale
o nelle vie adiacenti, nella sua imponenza
(si tratta di ben cinque blocchi in uno).
Allo stato attuale sono stati eseguiti l’87%
dei lavori previsti; all’interno del Blocco
sono all’opera centinaia di impiantisti e po-
satori impegnati nei lavori di completamento e rifinitura.
E all’interno della struttura sono già pienamente visibili i colori che caratterizzano le
diverse aree, come previsto dal progetto
cromatico predisposto dall’architetto Tornquist. All’esterno è stata invece completata la gigantesca Main Street che collega
la nuova realizzazione con il ristrutturato
padiglione Ponti. In fase di completamento
(tra sei mesi la consegna) i cantieri relativi
al Polo Logistico (nella foto) e al Polo Tecnologico (nella foto). In quest’ultimo sono
stati posizionati e collegati gran parte dei
quadri elettrici e sono in fase di allacciamento sia i cogeneratori che le caldaie. “In
particolar modo – spiega l’Ingegner Carlo
Maria Badi - utilizzeremo la cogenera-
zione, un complesso di tecnologie che permette una produzione combinata di energia
elettrica e calore in uno stesso impianto.”
Infatti la cogenerazione consente di ottimizzare il rendimento complessivo e l’efficienza di utilizzo del combustibile fossile
sino ad oltre l’ 80%; a ciò corrispondono
minori costi e minori emissioni di inquinanti.
La Main Street che collegherà il Blocco
Sud con il ristrutturato padiglione Ponti
I lavori proseguono al Polo Tecnologico
Gli interni delle nuove camere
L'imponente camino, ormai completato,
al Polo Logistico
I
> C.R.A.L.
A Verona per l’Aida
e poi tutti in vacanza
> CHI VISITA NIGUARDA
Il gemellaggio
con la Giordania
Malesi
a Niguarda
Delegazione ucraina
a Niguarda
Nei giorni scorsi una delegazione della Giordania ha visitato il nostro Ospedale; a guidarla Alqatitat Ahmad, direttore di tutte le
scuole di specialità del Ministero della Sanità e Braizat Abdullhady, direttore del più
grande ospedale di Giordania. Sono state
messe a punto diverse possibilità di collaborazione. La delegazione ha visitato inoltre
diverse strutture del nostro Ospedale, con
particolare riferimento all‘area dei trapianti.
Guidato da Azhar Zain (preside della facoltà di Medicina dell’Università di Putra
- Kuala Lumpur) e accompagnato da
Claudio Rossetti, il gruppo ha visitato le
strutture del Dipartimento Tecnologie
Avanzate. Motivo della visita lo stabilire
rapporti di collaborazione nell’ambito
della tecnologia diagnostica; in particolar
modo è allo studio un percorso formativo
per tecnici e medici malesi in radioterapia.
I dirigenti e radioterapisti del paese straniero
sono stati accolti dal direttore medico di presidio, Roberto Cosentina, e dallo staff. Gli
ospiti hanno visitato la Radioterapia e la
Gamma Knife. Tra i partecipanti alla visita
Igor Shchepotin (direttore dell’Isituto Nazionale per la lotta contro il cancro), Natalya
Semikoz (Responsabile della Radiologia del
Centro Regionale di Donestk) e Oleksander
Fedko (Ministero della Salute).
abato 4 luglio per tutti i soci
C.R.A.L., e non solo, c’è la possibilità di assistere all’Aida di Verdi
nell’affascinante scenario dell’Arena di
Verona. Presso la sede del C.R.A.L.
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Lun-Ven dalle 10.00 alle 16.00
Il Giornale di Niguarda
12
> INIZIATIVE INTERNAZIONALI
Il primo trauma center brasiliano su modello Niguarda
Logistica e formazione on the job tra Niguarda e il Brasile
i trova nella città di Montes Claros, nel
sud-est del Brasile, ed è stato il frutto della
cooperazione iniziata nel 2006 tra lo Stato
del Minais Gerais (uno dei 27 stati della Confederazione Brasiliana) e la Regione Lombardia.
La collaborazione si è strutturata su più livelli e
inorgoglisce sapere che le autorità sanitarie brasiliane abbiano guardato al modello organizzativo del DEA di Niguarda per fronteggiare
l’emergenza-trauma che nel paese sudamericano
ha da sempre avuto i contorni di un’epidemia: in
Brasile sono più di 120.000 i decessi per incidenti
stradali o per atti di violenza ogni anno, la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari. L’organizzazione di una rete territoriale
di gestione dell’emergenza è stato il primo passo.
Su consulenza di dirigenti e tecnici del trauma
center di Niguarda si sono categorizzati gli ospe-
S
dali del Minais Gerais in tre livelli di funzione:
Centro Traumi ad Alta Specializzazione (livello I), Centro Traumi di Zona (livello II),
Pronto Soccorso di Stabilizzazione (livello III),
con l’obiettivo di indirizzare il paziente verso la
struttura più appropriata a seguito dell’entità del
trauma subito. A ricevere le richieste di intervento
e a “dirigere il traffico sulla rete” una centrale
operativa, già funzionante, modellata sull’organizzazione e la tecnologia del 118 italiano. Aggiornamento strutturale e formazione on the
job hanno completato il progetto abilitando gli
spazi dei dipartimenti ad accogliere le nuove funzioni di trauma center e addestrando il personale
alla gestione dell’emergenze. “La discussione dei
casi clinici- spiega Osvaldo Chiara, Direttore
del Trauma Team- ha dimostrato la notevole preparazione medico-chirurgica dei colleghi brasi-
liani e la loro capacità di risolvere situazioni
complesse, spesso con risorse estremamente limitate. Il valore aggiunto su cui ci siamo focalizzati è stato la necessità di adottare protocolli
concordati per ottimizzare la presa in carico del
paziente nel percorso terapeutico multidisciplinare, tipico della cura del trauma maggiore.”
Nell’ambito formativo rientra inoltre la pubblicazione nel gennaio 2009 del testo “Protocolo
para atendimento intra-hospitalar do trauma
grave”, edizione brasiliana di un manuale universitario scritto da Osvaldo Chiara e Stefania
Cimbanassi che raccoglie tutte le principali procedure di gestione del paziente con lesioni traumatiche gravi, destinato alla formazione
specialistica post-laurea dei medici d’urgenza,
chirurghi, anestesisti ed infermieri dei dipartimenti d’urgenza. La collaborazione tra il nostro
> SOLIDARIETÀ
ospedale e l’Università Federale del Minais
Gerais proseguirà negli anni a venire con la possibilità di scambio di specializzandi e docenti e la
condivisione di lavori scientifici tra le due istituzioni. Inoltre sono giunte al nostro Ospedale
nuove offerte di collaborazione da altri stati della
Confederazione Brasiliana. Al più presto il via
alla cooperazione con il Pernambuco.
La centrale operativa brasiliana,
costruita su modello del 118 italiano
> LA LETTERA DEL PRESIDENTE FORMIGONI
Da Haiti arriva Louseda, 7 anni
L’intervento sarà possibile grazie a Filomondo e a Regione Lombardia
iguarda General Hospital Internazionale e
l’ultimo caso è proprio di questi giorni:
Louseda, bimba di 7 anni, di Haiti affetta
N
Maria Lodovica Volpi
e Monsignor Vittorio Bruni
da meningocele fronto-etmoidale, una severa
malformazione cranica, sarà operata nel nostro
Ospedale. L’intervento è necessario per la sopravvivenza di Louseda, che potrà contare sulle cure di
un’équipe multidisciplinare composta da specialisti
della pediatria, chirurgia pediatrica, neurochirurgia e maxillo facciale; nel team anche Maria
Lodovica Volpi, chirurgo pediatrico che ha seguito
il caso sin dall’inizio.
Il trasferimento a tempo di record è stato reso possibile dall’Associazione Filomondo, il cui presidente è il “nostro” Monsignor Vittorio Bruni, e
dalla Regione Lombardia che ha attivato tutti i
canali a disposizione per il ricovero. Riportiamo la
lettera firmata dal Presidente Roberto Formigoni
che ha messo in moto la macchina della solidarietà.
> CONTINUA EDITORIALE
SEGUE DALLA PRIMA
Un secondo livello di attività estere riguarda la formazione di personale sanitario all’interno di accordi con istituti
internazionali. In questo panorama si
iscrive l’accordo con alcune cliniche della
Bulgaria per la formazione di un’équipe
che avvii l’attività di due nuove cardiochirurgie; i medici in formazione trascorreranno un anno intero coi nostri
cardiochirurghi per l’acquisizione di tecniche e competenze da trasferirsi poi nel loro
paese. Attività analoghe sono in attivazione con medici di Singapore per la formazione in cardiologia (elettrofisiologia) e
tecnici malesi che verranno ad affinare le
conoscenze in radioterapia. Tutte queste
attività, oltre che capaci di apportare nuove
risorse da reinvestire in ricerca e sviluppo,
costituiscono una costante fonte di stimolo
per mantenere il passo come avanguardia
scientifica nel panorama internazionale.
Inoltre nel 2008 Niguarda, su richiesta di
Regione Lombardia, ha accolto 15 pazienti (prevalentemente bambini) che
sono giunti nel nostro ospedale in quanto
affetti da gravi patologie non curabili nella
loro nazione, trovando alla Ca’ Granda accoglienza e cura “a conforto dei molti che
soffrono e sperano” così come riporta la
targa presente già dal 1939 nell’ingresso
monumentale del nostro ospedale.
Carlo Nicora
Direttore Sanitario
NIGUARDA GENERAL HOSPITAL INTERNAZIONALE
Ucraina
Bosnia
MASSACHUSETTS
FRANCIA
FLORIDA
ROMANIA
BULGARIA
Kosovo
Albania
GIORDANIA
Haiti
BENIN
BRASILE
COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI
RICOVERI PAZIENTI STRANIERI
ERITREA
Congo
LIBANO
Afghanistan
Iraq
SINGAPORE
Etiopia
MALESIA
13
Il Giornale di Niguarda
> L’ALBUM FOTOGRAFICO DELLA SERATA
“Conversazione a teatro”
Le promesse della scienza, le domande della fede. Quale speranza per l’uomo?
Ne hanno parlato Mons. Rino Fisichella ed Edoardo Boncinelli
l 18 giugno si è tenuta al Piccolo Teatro
Studio di Milano la serata teatrale promossa dall’Ospedale nell’anno in cui ricorre il settantesimo anno dalla sua fondazione.
Innovativo il format dell’evento, una sorta di
contaminazione tra l’arte drammatica e il dibat-
I
tito su un tema di grande attualità. Sul palco
anche due attori del Piccolo la cui lettura di brani
è stata lo spunto per la Conversazione. Si è discusso sulle straordinarie scoperte della Scienza
che testimoniano l’instancabile ricerca dell’uomo nel superare i suoi limiti ma nello stesso
I due relatori, grazie anche al giornalista Andrea
Monti, hanno discusso a toni pacati ma con lucidità e fermezza i punti di vista dello scienziato e
della Chiesa, mettendo in luce un rapporto,
Scienza e Fede, attualissimo e spesso vittima di
posizioni inconciliabili e a volte ideologiche.
Il saluto tra il prof. Rovelli e il Direttore Cannatelli
tempo pongono alcuni interrogativi. La scienza
si deve porre dei limiti? Recenti fatti di cronaca,
come il caso di Eluana Englaro, l’incredibile
storia di Thomas Beatie, transgender americano
alla sua seconda gravidanza, il dibattito negli
USA sui finanziamenti alla ricerca sulle cellule
Edoardo Boncinelli, professore di Biologia e Genetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele
di Milano. Autore di diversi libri sul tema della
Scienza.
Il Direttore Amministrativo Marco Trivelli accoglie
gli ospiti all’ingresso del Piccolo Teatro
staminali embrionali, i proclamati esperimenti
di clonazione umana sollecitano una società
spesso disorientata di fronte ad eventi che fino
a pochi anni fa sarebbero stati impensabili. Inoltre, è realmente possibile un dialogo tra Scienza
e Fede o sono mondi lontani e inconciliabili?
Mons. Rino Fisichella, rettore della Pontificia
Università Lateranense e Presidente della Pontificia Accademia per la vita.
Interventi e opere di Eschilo, Dante Alighieri, Bertold Brecht, Max Planck, Jerome Lejeune, Galileo
Galilei, Joseph Ratzinger e Werner Heisenberg.
Ospiti tra le prime file
Costantino De Giacomo e altri medici fuori dal teatro
Panoramica della Sala del Piccolo Teatro
L'intervento del Direttore
Generale, Pasquale Cannatelli
Da sinistra Virgilio Ferruccio Ferrario, Preside di Facoltà
di Medicina di Milano, Carlo Camnasio, Carlo Magni, rispettivamente Presidente e dirigente Philips, e il Consigliere
Giuseppe Villa in rappresentanza del Ministro Bondi
Tra i primari presenti all'evento Aldo Bocciardi, Salvatore
Garsia (ex primario), Enrica Morra e Luciano De Carlis
Da sinistra Pasquale Cannatelli, Direttore Generale,
Carlo Nicora, Direttore Sanitario, Marco Trivelli, Direttore Amministrativo, la Senatrice Maria Pia Garavaglia,
Giovanna Oliva, Referente A.U.S. Niguarda, e Alberto
Fontana, Centro Clinico Nemo
Il Maestro Azuma,
giurato del concorso
“Cura e speranza”
Tra il pubblico Massimo Collice, Silvia Carabellese,
Roberto Cosentina e Giorgio Uccellini, ex Dirigente
Amministrativo
Un ringraziamento speciale
a Philips e Telecom
che hanno reso possibile la serata
> FLASH
Nel corso della serata c’è stata la premiere dello
spot del Niguarda “VERSO IL NUOVO” recitato
da “attori” dell’ospedale e realizzato grazie al contributo di Medtronic.
Per vederlo clicca: www.ospedaleniguarda.it
“Da 70 anni l’Ospedale Niguarda è un punto di riferimento
non solo per Milano e la Lombardia ma anche per tutto il territorio nazionale. Questa ricorrenza, che coincide con il rilancio dell’Ospedale e la nascita di una struttura nuova e
innovativa, è per noi un’occasione preziosa per riproporre la
missione di questa grande opera: ‘cura, speranza, conforto’,
anche attraverso un dibattito che ci invita a riflettere sul contributo della Scienza alla cura dell’uomo.” - sottolinea Pasquale Cannatelli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda
Ca’ Granda – “Siamo orgogliosi quindi di collaborare con
uno dei più importanti punti di riferimento culturali della
città e del Paese, il Piccolo Teatro, per offrire a Milano
un’importante occasione per approfondire un tema fondamentale per il futuro dell’Uomo.”
15
Il Giornale di Niguarda
> DONAZIONI
> ASSOCIAZIONI
Nuovi PC per i piccoli
dell’oculistica
resso il Reparto di Oculistica Pediatrica è stata inaugurata,
giovedì 4 giugno, la prima aula informatica per ipovedenti.
Tre postazioni computer con software e tastiere speciali ed
un video ingranditore da tavolo con scanner sono stati donati da
Credito Valtellinese per i piccoli pazienti.
“Siamo molto contenti di partecipare a questo progetto pilota e
ringraziamo il Credito Valtellinese per questa importante e lodevole iniziativa che consente l’utilizzo della tecnologia informatica
per i nostri pazienti ipovedenti - afferma Elena Piozzi (nella foto
al centro), Direttore del Reparto di Oculistica Pediatrica - . I sussidi
informatici sono un supporto ideale per i piccoli pazienti perché
consentono l’utilizzo del residuo visivo permettendo loro sia l’attività scolastica sia l’attività ludica.”
P
Trapianto epatico
Oltre 1.000 trapianti: nuovi orizzonti
on ha né la celebre bacchetta, né la tanto decantata polvere, ma l’intento da cui è animata è altrettanto magico.
FATE (Associazione Amici Trapianto Epatico Onlus)
è una associazione fortemente voluta dalla signora Antonella Beretta (nella foto al centro) con lo scopo di
aiutare il malato in attesa di trapianto ed accompagnarlo,
dopo l’intervento, nel suo percorso di nuova vita seguendo sia lui che la sua famiglia. L’associazione si prefigge di sostenere la ricerca a favore di nuove tecniche
chirurgiche e di farmaci per migliorare sempre più la
qualità di vita del paziente trapiantato. Tra le iniziative
anche campagne per sensibilizzare la donazione di organi presso Scuole, Pronto Soccorso e Comuni. La
nuova associazione è stata presentata con una serata di
N
www.fateonlus.org
gala alla sala Executive dello stadio Meazza di San Siro;
tra i presenti (vedi foto) lo staff dirigenziale del nostro
Ospedale, l’èquipe di Luciano De Carlis, direttore
Unità Trapianti di Fegato, l’assessore regionale Massimo Ponzoni, il presidente del Consiglio Comunale
Manfredi Palmeri, il calciatore nerazzurro Cambiasso
e il vicedirettore generale dell’Inter Stefano Filucchi.
> PER SAPERNE DI PIÙ
tel. 02 6444.4673
da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 18.00
www.fateonlus.org - [email protected]
> PAROLA ALLO SPECIALISTA
Il Giornale di Niguarda
Che cos’è... il COLLASSO?
Lo spiega Ruggero Ruggeri del Dipartimento Medico Polispecialistico
l collasso è l’improvvisa mancanza
di pressione arteriosa del sangue
nel corpo umano. Le cause del collasso possono essere di
diversa natura: i motivi
più frequenti di collasso
cardio-circolatorio sono
l’insufficienza del cuore
nel pompare sangue nel
corpo, una grave emorragia, una esposizione eccessiva del corpo al
calore.
I
TUTTA COLPA
DELLA BASSA
PRESSIONE…
Il collasso presenta alcuni sintomi tipici. Poiché c’è una mancanza di
pressione sanguigna il corpo reagisce
automaticamente per cercare di mantenere una pressione arteriosa adeguata
presso gli organi vitali, e
quindi “sacrifica” le parti
periferiche del corpo. Si
ha, dunque, una vasocostrizione degli organi periferici, pelle pallida,
fredda e sudata, polso
appena percettibile, respiro affannato. Inoltre
si registra quasi sempre
una tachicardia, cioè un
aumento del numero di
battiti cardiaci: infatti il
corpo cerca di far fronte
alla carenza di pressione
arteriosa del sangue auAttenzione al caldo!
mentando il numero di
battiti del cuore, per mantenere costante
la gittata cardiaca. Inoltre porta alla sonnolenza, ad un calo di attenzione e
anche allo svenimento.
…ATTENZIONE AL CALDO!
Nel collasso da calore (o sincope da
caldo) il corpo riceve una quantità eccessiva di calore e non riesce a cederlo
all’esterno (ad esempio a causa di abbigliamento che non fa traspirare il corpo,
oppure una forte umidità dell’aria o la
scarsa ventilazione).
In caso di collasso da calore la cosa migliore è chieder l’intervento di un medico, nel frattempo è bene porre
l’infortunato in posizione antishock
(sdraiato supino sollevandogli le
gambe), coprirlo e vigilare costantemente le funzioni vitali.
Periodico d’informazione dell’Azienda Ospedaliera
Ospedale Niguarda Ca’ Granda
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