02 GESTIRE E SVILUPPARE L’IMPRESA DI DISTRIBUZIONE F&B SETTEMBRE 2013 SUPPLEMENTO A BARGIONALE SETTEMBRE IL SOLE 24 ORE S.p.A. - 20016 Pero (Mi) - via C. Pisacane 1 - ISSN 1127- 6983 Poste Italiane spa Sped. in A. P. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano. 44 ANDREA BERTOLINI - CHEF BERTOLINI 9 CONSORZI 28 MERCATO L’innovazione continua ripaga: si cresce anche in tempi difficili Rotta su prodotti a marchio, web e data intelligence: le strategie dei big Quasi la metà dei distributori resta immobile di fronte alla crisi 000_cover_GH_02.indd 1 07/10/13 17.07 host milano 18 - 22 ottobre b•a•r 24 nuovi concept per nuovi format Una mostra evento dedicata ai nuovi format per il fuori casa promossa dal Gruppo 24 Ore in collaborazione con Host-Fieramilano per anticipare le tendenze in atto nel settore b.a.r (bar alberghi e ristorazione) con nuove proposte che uniscono style + food & beverage mostra evento pad.10 sta Le cose cambiano, nei luoghi e nei “non luoghi” I concept proposti in questa mostra evento guardano a domani, non ad un vago possibile futuro, ma alla disponibilità immediata di innovazioni, materiali, tecnologie, processi da inserire nei più svariati contesti dell’ospitalità professionale. Gli architetti ospiti: Paolo Bulletti+Lombardini22 Studio D73 Studio Daniele Menichini De Ponte Studio Studio PRR Studio Svetti 000_PH_autopubb_BAR24_ok.indd 2 03/10/13 14.59 bargiornale host milano 18 - 22 ottobre pianetahotel b•a•r 24 nuovi concept per nuovi format mostra evento 000_PH_autopubb_BAR24_ok.indd 3 pad.10 stand F112 04/10/13 15.30 sommario 6 facciaafaccia • 70 agendabusiness • 02 SETTEMBRE 2013 71 rinnovamenti PRIMO PIANO 09 INCHIESTA Piattaforma web comune, banca dati centralizzata, sviluppo dell'offerta di prodotti a marchio: sono le linee di sviluppo su cui si muovono i principali consorzi di distributori dell’horeca SEGNALI MERCATO 44 18 24 Il mercato dei prodotti alimentari biologici continua a crescere, anche nella ristorazione. Approcciarlo può essere una scelta lungimirante Crescono i locali che offrono acqua trattata: un'opportunità per i grossisti? 50 54 FARE IMPRESA 28 32 36 42 OSSERVATORIO Le partnership sono la scelta giusta per far fronte a un mercato sempre più concorrenziale. Gran parte dei distributori puntano a tagliare i costi e ad ampliare il raggio d'azione Consumi di bevande in calo nei primi otto mesi del 2013: occorre lavorare di fino su sottocanali e formati dei prodotti 60 62 64 PROTAGONISTI Andrea Bertolini di Chef Bertolini: proporre referenze innovative ogni mese e sviluppare prodotti a marchio di qualità le linee guida per continuare a crescere. In vista acquisizioni in Veneto e Lombardia Claudio Recchioni di Recchioni srl: da piccola enoteca a protagonista regionale. Merito di una grande attenzione ai pagamenti e degli investimenti in formazione Sysco, leader della distribuzione negli Usa: dalla segmentazione dei clienti alle app, le soluzioni gestionali da cui prendere spunto UOMINI E AZIENDE Sabina Clerico (Martini&Rossi): spingiamo sugli aperitivi con nuovi prodotti, ricette e promozioni Anna Bacchini (Surgital): con la nuova linea “Alta tradizione” offriamo alla ristorazione referenze di grande qualità Le novità di prodotto food&beverage GESTIONE Come valutare i venditori con metodo per migliorarne le performance Imparare le tecniche di negoziazione aiuta ad aumentare la soddisfazione dei clienti e i risultati della propria azienda 2 002_04_somm_protag.indd 2 09/10/13 18.22 BEVI RESPONSABILMENTE. NUOVA SKYY GLACIAL MINT. DA UN INCONTRO, NASCE SEMPRE QUALCOSA DI NUOVO. L’OFFERTA SKYY SI ARRICCHISCE DEL NUOVO GUSTO SKYY GLACIAL MINT. UN’ESPLOSIONE DI FRESCHEZZA PER IL TUO PUNTO VENDITA. La purezza di SKYY VODKA incontra la freschezza della menta glaciale e il mondo SKYY si arricchisce di un nuovo gusto raffinato e inimitabile. Ecco SKYY GLACIAL MINT, con la sua trasparenza unica, inconfondibile, fatta solo di purissimo estratto di menta glaciale e aromi naturali: gli ingredienti di una naturale eleganza. M0538_200x267_GrossHoreca_SkyyGMenta.indd 1 17/09/13 14:52 protagonisti dalla copertina 48 ANdreA bertoliNi, chef bertoliNi Determinazione e capacità di scegliere le persone giuste sono le doti che hanno caratterizzato tutta la sua storia professionale. Due esempi: convincere i fratelli, di oltre 20 anni più anziani di lui, a cedergli l’azienda e convincere imprenditori e professionisti di altri rami ad appoggiarlo nella scommessa di ricomprarsi e rilanciare l’azienda che aveva venduto. Un’avventura lunga 30 anni e portata avanti con l’entusiasmo del primo giorno: «Il nostro è un lavoro che richiede un cervello sempre in movimento. Anche perché è un settore che negli ultimi 15 anni ha avuto un’evoluzione incredibile». 50 clAudio recchioNi, recchioNi srl Passione e responsabilità sono i valori che lo spingono a guidare l’azienda di famiglia senza mai fermarsi. «Ho iniziato che ero appena diciottenne e ho mosso i miei primi passi nel magazzino». Dopo più di vent’anni la passione non diminuisce: «Mi piace il contatto con la gente, con i fornitori e mi sento responsabile per decine di famiglie, che vivono grazie alla nostra azienda». 60 sAbiNA clerico, mArtiNi&rossi Da sempre attiva nel mondo della grande distribuzione organizzata, Sabina Clerico ha messo a disposizione la sua esperienza al servizio dell’on trade dell’azienda torinese. Sposata con un figlio, cura molto il proprio fisico ed è possibile incontrarla in tuta mentre corre sull'argine del LungoPo di Torino. Un impegno con cui ha consolidato il carattere, partecipando a varie maratone. 62 ANNA bAcchiNi, surgitAl spA Pur giovane, Elena Bacchini è già mamma di due bambini, un maschio di 4 anni e una femmina di 1 anno. Cosa che non le impedisce di seguire da vicino tutti gli appuntamenti ed eventi aziendali, con la passione per il proprio lavoro che contraddistingue tutta la famiglia. E a cui ha attinto a piene mani nella realizzazione del progetto del nuovo format Ca’Pelletti. 4 002_04_somm_protag.indd 4 09/10/13 09.21 PRIMO PIANO facciaafaccia LIBERI CONFRONTI TRA INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE ROSSELLA DE STEFANO, [email protected] Caviro e Bibital invitano a voltare pagina ANTONIO DONATO Triestino di nascita, udinese di adozione, 44 anni, laureato in Scienze Politiche. Vanta esperienze in Bolton e Unilever. Nel 2001 entra in Carslberg in qualità di area manager fino a giungere alla direzione vendite. Dal 2009 è business unit manager in Caviro. 1. Come giudica il rapporto tra industria e più sistemico e più analitico della propria atti- distribuzione oggi in Italia? vità da parte dei distributori. Condividere, per Un rapporto difficile, che l’inasprimento dei esempio, con l’industria i cluster di clientela termini sui pagamenti non ha fatto altro che potrebbe aiutare a pianificare interventi di complicare. Così oggi il distributore si trova tipo sartoriale sul punto vendita. Attività che a confrontarsi con un’industria, rigida ad ap- Caviro già compie, con corsi di formazione, plicare quanto previsto dall’articolo 62, e un diversificati per tipologia di prodotti, e serate esercente, che in un primo momento sem- di abbinamento cibo-vino presso i punti ven- brava aver recepito la normativa e che ora dita su segnalazione dei distributori. sta allungando nuovamente i tempi di pagamento, con evidenti conseguenze in termini 3. Cosa potrebbe fare la distribuzione per di liquidità. Un discorso che tocca più da vi- assolvere al meglio il proprio compito? cino le aziende meno dimensionate, con le Il mercato ha premiato i distributori che han- quali abbiamo qualche problema in più. In no lavorato con prodotti non abituali, di cui generale, vero è che i distributori dell’hore- sono diventati nel tempo esclusivisti. In que- ca mostrano una certa diffidenza nei nostri sto modo infatti ci si toglie dalle logica di mar- confronti, convinti come sono che siamo più ca e del prezzo più basso. Se guardiamo al interessati al canale moderno. Tuttavia, se in mondo vino, nel segmento daily siamo in gra- passato il peso dei contratti ha spostato l’at- do di proporre vini in una fascia di prezzo as- tenzione verso la Gdo, oggi non è più così. solutamente concorrenziale, da 1,20 a 1,50 2. Cosa occorrerebbe fare per migliorare euro, eppure la richiesta è arrivata ad essere inferiore a un euro sottovalutando aspet- le relazioni industria-distribuzione? ti qualitativi e di provenienza dei prodotti. È Sono convinto che ci siano ampi margini di necessario fare formazione sul punto vendi- miglioramento. Serve anzitutto un approccio ta avvalendosi del supporto dell’industria. x 6 006_07_facciaAfaccia.indd 6 09/10/13 18.24 impresa :: CAVIRO Via Convertite 12 - Faenza (Ra) www.caviro.it :: FATTURATO 300 milioni :: RETE VENDITA 3 area manager, 45 agenti, 1 national manager, 1 business unit manager :: N. DISTRIBUTORI 700 :: PRODOTTO BEST SELLER Prosecco Superiore Docg Romio :: NOVITÀ 2013 Chianti Leonardo Bio Docg Dalle Vigne distributore :: BIBITAL BRIANZA Via Pinamonte da Vimercate 15, Vimercate (Mb) www.bibitalbrianza.it (in costruzione) :: FATTURATO 6,5 milioni di euro :: RIPARTIZIONE FATTURATO Bibite e acque (30%), vini in fusto e in bottiglia (30%), birre (30%), liquori 10%) :: RETE VENDITA 9 agenti :: N. REFERENZE 1.200 :: N. CLIENTI 900 (65% bar, 30% ristoranti-pizzerie, 5% altro) 1. Come giudica il rapporto tra industria e to spazzerà via: quando una piccola azien- distribuzione oggi in Italia? da comincia a perdere fatturato difficilmente C’è scarsa collaborazione e poca fiducia re- riesce a tagliare i costi senza pregiudicare il ciproca. Sono pronto a puntare l’indice sui minimo livello di servizio. Al di là di consi- distributori, troppo spesso interlocutori poco derazioni strutturali, spesso noi distributori qualificati. Rispetto a quello che è avvenuto sottovalutiamo l’evoluzione tecnologica e il nel canale moderno, a cavallo degli anni Ot- peso di Internet negli acquisti. tanta e Novanta, quando abbiamo assistito alla chiusura dei piccoli negozi e alla forma- 3. Cosa potrebbe fare l’industria per assol- zione dei primi supermercati per mano degli vere al meglio il proprio compito? stessi imprenditori che avevano rinunciato I produttori dovrebbero catalogare e selezio- alle loro attività, da noi osservo il fenomeno nare le 300-400 aziende che coprono il 70- quasi inverso: la nascita di molti piccoli di- 80% del mercato e su e con queste lavorare, stributori non specializzati. costringendo i piccoli distributori a convergere 2. Cosa occorrerebbe fare per migliorare per i propri acquisti sui distributori selezionati. Di più: credo spetti all’industria risolvere il le relazioni industria-distribuzione? problema dell’intercanalità e mettere un freno È un po’ di tempo che dico che dobbiamo al continuo “travaso” di merci. Non sempre è avere la forza di chiudere le nostre aziende facile spiegare al pubblico esercizio che abbia- per dare vita a entità atte a essere interlocu- mo costi e modalità di servizio diversi rispetto tori pesanti ed efficaci. Quindi i consorzi do- a un cash & carry o alla Gdo. Auspico a que- vrebbero stimolare i propri associati a muo- sto proposito anche una più chiara discipli- versi in questa direzione e non cadere nella na fiscale (acquisti con scontrini, ticket ecc.). logica “meglio piccolo e da solo che con gli altri”. Una logica che, prima o poi, il merca- SILVANO MASSEROLI Classe ’50, ha vissuto in prima persona la trasformazione del canale moderno ricoprendo numerose cariche sino a quella di direttore commerciale per importanti cooperative. Da diciotto anni in Bibital Brianza di Vimercate, è oggi il direttore commerciale. x 7 006_07_facciaAfaccia.indd 7 09/10/13 09.31 PRIMO PIANO INCHIESTA Il mercato della distribuzione horeca visto dai vertici dei principali gruppi del beverage, del food e del dolciario. Un confronto a tutto campo su strategie, piani di sviluppo e linee guida per gli associati Strutturarsi meglio: u PARTNERSHIP A TUTTO CAMPO Selezionare i fornitori e selezionare i clienti è un’esigenza largamente condivisa. Il motivo? Passare da un mercato dove conta solo il prezzo e tutti rincorrono l’affare del momento alla costruzione di relazioni di partnership in grado di migliorare i margini di tutti gli attori coinvolti. TECNOLOGIA ABILITANTE Il web è un terreno di sviluppo fertile sotto vari punti di vista. Il principale è la condivisione delle informazioni, base fondamentale per pianificare strategie. Ma una rete intranet offre anche una comunicazione in tempo reale fornitore-cliente e prospettive di sviluppo dell’e-commerce b2b. I big italiani in cifre Aziende aderenti, dimensioni, copertura territoriale e offerta di prodotti a marchio BEVERAGE NETWORK CDA HORECA.IT INTESA GDI Sito www.beveragenetwork.it www.cdaweb.it www.horeca.it www.intesagdi.com Forma societaria Scarl Scarl - Scpa Aziende aderenti 41 105 65 84 Fatturato aggregato 300 milioni di euro 520 milioni 400 milioni 350 milioni Copertura geografica Nazionale (presente in 17 Regioni) Nazionale (19 regioni) Nazionale Nazionale (16 regioni, 36 province) Prodotti a marchio Birra Castello, Birra Pedavena (aziende di proprietà del consorzio) No No No 8 009_16_coverstory_consorzi2.indd 8 09/10/13 11.07 di Andrea Mongilardi o: una sfida per tutti CULTURA MANAGERIALE AMPLIAMENTI DI GAMMA Gestione del credito, logistica e selezione degli assortimenti sono le aree dove l’introduzione di criteri manageriali di gestione d’impresa può garantire ai distributori significativi recuperi di efficienza e un conseguente miglioramento della propria marginalità. Lo sviluppo dell’offerta dei prodotti a marchio proprio è una priorità soprattutto per i gruppi del food. Nel beverage il vino potrebbe essere il nuovo fronte per lo sviluppo dell’offerta a marchio. Cresce l’interesse dei consorzi ad ampliare categorie e merceologie trattate. SAN GEMINIANO ITALIA CATERINGROSS CIC DOLCITALIA LEKKERLAND www.sangeminiano.it www.cateringross.net www.coopitcatering.com www.dolcitalia.it www.lekkerland.it Scarl Soc. Coop. Soc. Coop. Spa Scarl 120 50 45 174 33 400 milioni 650 milioni 300 milioni 380 milioni 200 milioni Nazionale Nazionale (presente in tutte le province) Nazionale (85% territorio, isole comprese) Nazionale Nazionale (90% territorio) Acqua Alisea, succhi di frutta Movida e Mambo, birre Falkenturm e Vikingen Big Chef, Salumi Reali, Delizie di Latte, Menoventuno (fatturato: 15 milioni) Qualitaly, Tavola Viva, Utility Professionale e La Carta (fatturato: 20 milioni) No Snok (salato) e Lekkerland (croissant, cioccolato, biscotti ecc.): fatturato 6 milioni 9 009_16_coverstory_consorzi2.indd 9 09/10/13 11.08 PRIMO PIANO INCHIESTA Il ruolo dei consorzi IMPORTANTE AL PARI DI ALTRE ATTIVITÀ NON IMPORTANTE TOT CONVENZIONI CON L’INDUSTRIA (ES. SCONTISTICA, PREMI) 78,9% 19,5% 1,6% 100,0% FORMAZIONE SU GESTIONE OPERATIVA (ES. MARKETING, RETAILING) 67,5% 30,9% 1,6% 100,0% SISTEMA INFORMATIVO INTEGRATO PER CONDIVISIONE INFORMAZIONI 64,8% 27,2% 8,0% 100,0% STRUMENTI PER LA GESTIONE DEL CREDITO 62,9% 29,8% 7,3% 100,0% FORMAZIONE SU PRODOTTI/ASSORTIMENTI 60,2% 37,4% 2,4% 100,0% ESCLUSIVA DI ZONA 60,0% 31,2% 8,8% 100,0% PIATTAFORMA ORDINI CONGIUNTA PER I GROSSISTI ASSOCIATI 54,8% 30,2% 15,1% 100,0% SVILUPPO MARCA COMMERCIALE 47,2% 37,4% 15,4% 100,0% SVILUPPO MAGAZZINI DI PROPRIETÀ CON QUOTE AI SOCI 20,7% 37,2% 42,1% 100,0% GLIESPERTI Le attività richieste dai soci DONATELLA RAMPADO Esperta in marketing e comunicazione, è la fondatrice di Arc Consulting, società di consulenza strategica e di alta formazione ideatrice del metodo SelfBrand. Fonte: TradeLab, 2013. A mpliamento della gamma dei sa difficoltà: quella di mantenere la propria azienda prodotti a marchio, anche profittevole. Troppe aziende, troppo piccole, troppo “sconfinando” verso nuovi ter- poco strutturate è la condizione di partenza. Cui si ritori; sviluppo di un ambiente aggiunge la storica incapacità di lavorare tutti con web che consenta la condivi- tutti, che fatalmente in momenti di difficoltà si tra- sione dei dati, la comunicazio- sforma rapidamente in un tutti contro tutti. Si com- ne in tempo reale tra centro e batte a colpi di centesimi per strapparsi un cliente o periferia e/o lo sviluppo di attività di e-commerce; per piazzare una superpromozione. Una guerra che rafforzamento delle attività consulenziali e formati- rischia di restare senza vincitori. ve per supportare le imprese associate a migliorare la propria gestione d’impresa, a partire dalla delica- Dagli impegni ai risultati tissima funzione della gestione del credito. Sono le Spostare l’attenzione dal prezzo al servizio è un ob- tre principali linee di sviluppo in cui si sta muovendo bligo, prima di tutto per la sopravvivenza. I consorzi l’attività dei maggiori consorzi di distribuzione dell’ho- l’hanno capito. E cercano di adottare una pluralità reca nell’immediato futuro. di strategie per raggiungere l’obiettivo. Sullo sfondo c’è una situazione inedita. Tutti gli at- Partiti con finalità prevalentemente commerciali, tori della filiera - industria, distribuzione e pubblici hanno oggi tutti, chi più chi meno, la necessità di esercizi - condividono, per la prima volta, la stes- “serrare le fila”, aumentando la percentuale di ven- EGIDIO OTTIMO Professore a contratto dell’Università Iulm di Milano, esperto di rapporti industriadistribuzione in largo consumo e horeca, è partner di TradeLab, società di consulenza specializzata nel fuori casa. 10 009_16_coverstory_consorzi2.indd 10 09/10/13 11.08 Voss dalla Norvegia l’acqua artesiana più pura Tau nell’antico idioma gallese “essere silenzioso”. Il nome perfetto per un’acqua di classe Ty Nant la sua iconica bottiglia in vetro blu cobalto trasmette l’esclusività indiscussa di quest’acqua NOTABENE PRIMO PIANO INCHIESTA BEVERAGE FOCUS SUI SISTEMI INFORMATIVI E SU UN MIGLIOR RAPPORTO CON L’INDUSTRIA SERVIZIAGLIASSOCIATI Quali sono i tre principali servizi, in ordine di importanza, offerti dal vostro gruppo alle aziende di distribuzione che ne fanno parte? BEVERAGE NETWORK CDA HORECA.IT raccolta dati, elaborazione di andamenti e definizione di benchmark per le aziende aderenti. Confronti su base periodica e consulenze su richiesta. :: 2. Area commerciale e marketing: accordi nazionali con l’industria e ampia gamma di attività promozionali (promozioni, comarketing, cross selling, sell out, incentivazioni ecc.). :: 3. Area sistemi informativi: report mensili frutto della raccolta dei dati di acquisto e di vendita dei consorziati. progetti di promozione, comunicazione e trade marketing in partnership con l’industria. :: 2. Area sistemi informativi: database collegato con i gestionali degli associati per la raccolta in tempo reale dei dati di vendita, base indispensabile per impostare strategie nazionali e locali. :: 3. Area finanza: check up aziendali e consulenza nella gestione dell’area finanziaria delle aziende distributive. con l’industria. Gestione della piattaforma distributiva www.albaris.it, portale di e-commerce b2b con oltre 3mila referenze food&beverage. :: 2. Area finanziaria: servizio centralizzato di monitoraggio dei pagamenti e di recupero crediti. :: 3. Area economica: carta di credito Horeca-Visa dedicata ai distributori associati da utilizzare come forma di pagamento per la gestione degli incassi verso la propria clientela. PIETRO FLACCADORI, direttore :: 1. Area amministrativo contabile: LUCIO RONCORONI, direttore :: 1. Area commerciale e marketing: EDOARDO SOLEI, presidente :: 1. Area commerciale: accordi centralizzati FUTURODELLADISTRIBUZIONE Quali sono le sfide più importanti che le imprese di distribuzione dovranno affrontare nei prossimi anni? PIETRO FLACCADORI :: 1. Innovazione: è indispensabile un aggiornamento sul piano tecnologico informatico che permetta di recepire le necessità del mercato in tempo reale. :: 2. Fare massa critica: i distributori di piccole dimensioni sono sempre più stritolati, presi in mezzo tra la rigidità dei pagamenti imposti dall’industria con l’art. 62 e le difficoltà da parte dei punti di consumo di far fronte alle scadenze nei tempi giusti. LUCIO RONCORONI :: 1. Passaggio generazionale: oltre la metà delle aziende di distribuzione da qui a 10 anni si troveranno ad affrontare il tema del passaggio del testimone. :: 2. Rapporto industria-distribuzione: è necessario che si evolva in un’ottica di vera partnership. Produttori e grossisti devono andare insieme sul punto di consumo. :: 3. Area finanziaria: la gestione dei crediti e della finanza è un elemento cruciale. EDOARDO SOLEI :: 1. Assetto economico-finanziario. :: 2. Evoluzione dei sistemi informatici della raccolta ordini. :: 3. Utilizzo dei sistemi di pagamento evoluti con carta di credito. 12 009_16_coverstory_consorzi2.indd 12 09/10/13 11.09 dite derivanti da accordi nazionali, e di utilizzare meglio l’enorme patrimonio di dati che hanno potenzialmente a disposizione. Non solo per strappare migliori condizioni commerciali con i fornitori, ma soprattutto per concordare strategie più efficaci per aiutare i punti vendita a migliorare le proprie performance. Gli investimenti nel web Il web è l’ambiente dove si gioca la partita. Beverage Network, Cda, Dolcitalia, Horeca.it, Intesa Gdi e Lekkerland, in modi diversi e con stati di avanzamento altrettanto diversi, stanno cercando di costruire un ambiente che aiuti a fare business o piattaforme di e-commerce. Tre le strade prevalenti, non necessariamente alternative, messe in atto dai consorzi: la prima è la cre- INTESA GDI MARIO CARBONE, direttore commerciale e marketing :: 1. Area commerciale: accordi centralizzati con l’industria. :: 2. Area marketing: calendari promozionali con cadenza periodica. :: 3. Area logistica: servizio di piattaforma affidato ad alcuni soci con possibilità di vendita intragruppo on line. SAN GEMINIANO MARCELLO VETTORI, direttore generale :: 1. Area logistica: magazzino di distribuzione centralizzato (Cedi) per gran parte delle referenze. :: 2. Area produzione: vasta gamma di prodotti a marchio (acqua, succhi, birra). :: 3. Area commerciale: offerte mirate periodiche. azione di un sistema integrato che raccolga in forma aggregata i dati di tutte le aziende associate, da utilizzare come base per pianificare strategie, stringere accordi, negoziare condizioni, programmare iniziative comuni con l’industria. Cda è stato il precursore, ma altri stanno pensando di seguirne le orme. La seconda è la realizzazione di un ambiente comune, accessibile anche dai dispositivi mobili, dove fornitori, consorzi, distributori e forza vendita possono condividere - con livelli diversi di accessibilità - informazioni e strumenti: in sintesi, tutto quello che occorre per lavorare dentro il proprio tablet. Su questo fronte la novità è la app D+ lanciata da Dolcitalia, che tra le innumerevoli applicazioni consente agli affiliati di prenotare le promozioni speciali e di realizzarsi facilmente cataloghi e locandine. Ma le possibili applicazioni, in questo campo, so- MARIO CARBONE :: 1. Migliorare la capacità di gestione dell’azienda, con particolare riferimento agli ambiti della logistica e del controllo di gestione. :: 2. Migliorare le relazioni con l’industria, sviluppando la capacità di creare e gestire progetti di sell out congiunti verso il punto di consumo. MARCELLO VETTORI :: 1. Differenziazione e specializzazione sono due elementi chiave per conquistare il cliente. Non più raccoglitore di ordini o consegnatario, il grossista di bevande deve diventare il consulente del proprio cliente. no infinite: presa d’ordine in tempo reale, lancio di campagne promozionali, possibilità di ricevere ordini direttamente dal cliente. Per non parlare delle possibili evoluzioni sul fronte del marketing: dal lancio di promozioni per i clienti dei punti vendita al test di nuovi prodotti sul mercato. Un esempio? Se 100 venditori una mattina vanno in 5 bar a far assaggiare a 5 clienti un nuovo prodotto, nel giro di mezza giornata si ha disposizione un test di prodotto su 2.500 persone. La terza strada è l’attività di e-commerce: rivolta ai 13 009_16_coverstory_consorzi2.indd 13 09/10/13 11.09 PRIMO PIANO INCHIESTA propri soci oppure ai loro clienti. Due esempi del periodiche riservate ai propri distributori acquistabili solo on line, e Intesa Gdi, che ha avviato un sistema di vendite on line legato al servizio piattaforma: due grossisti del gruppo acquistano in proprio e rivendono agli altri soci tramite la rete intranet. NOTABENE primo caso sono Dolcitalia, con le superpromozioni FOOD MASSIMA ATTENZIONE AGLI ASSORTIMENTI L’esempio più avanzato del secondo tipo è Horeca.it, che ha sviluppato la piattaforma distributiva Albaris (www.albaris.it), con oltre 3mila referenze food&beverage, ed ha in programma la realizzazione di un sito di e-commerce dedicato per ognuna delle imprese associate. E Lekkerland sta facendo ragionamenti analoghi, figli di un progetto pilota già attivo. Gamma più ampia e prodotti a marchio La maggior parte dei consorzi intervistati ha in programma un’allargamento o un ampliamento della gamma di prodotti offerti, con un’attenzione particolare verso quelli a marchio proprio. Le suddivisioni classiche tra beverage, food e dolciario sono destinate a non essere più così nette in futuro: Lekkerland, per esempio, già presente in tutte e tre le categorie, punta a sviluppare ulteriormente l’offerta nel food, dove è meno forte, e ad allargarsi anche ai prodotti non alimentari. Intesa Gdi, dal canto suo, aumenta l’interesse verso i comparti food e dolci, con l’obiettivo di portarli dall’attuale 5% SERVIZIAISOCI Quali sono i tre principali servizi, in ordine di importanza, offerti ai soci? CATERINGROSS CIC nazionali con i principali fornitori dell’industria. :: 2. Area acquisti: importazione o acquisti in esclusiva centralizzati e vendita ai soci attraverso piattaforme proprie. :: 3. Area produzione: produzione o distribuzione esclusiva ai soci di una serie di prodotti a marchio proprio (preparati, salumi, latticini, freschissimo). di prodotti d’ importazione. Vantaggi: maggior controllo sulla qualità del prodotto, risparmi sui costi di approvvigionamento e di intermediazione :: 2. Area produzione: produzione o distribuzione esclusiva ai soci di oltre 500 referenze a marchio. MAURO ENTRADI, direttore generale :: 1. Area commerciale: accordi e convenzioni MAURO GUERNIERI, direttore generale :: 1. Area acquisti: acquisti centralizzati al 10% del fatturato complessivo. E anche Cda ha cominciato a ragionare sull’opportunità di ampliare l’offerta food. Sul fronte dello sviluppo dei prodotti a marchio, i più attivi sono i due principali consorzi food. Entrambi individuano nella completezza di gamma la prima priorità che le proprie aziende associate devono perseguire, ed entrambi spingono sull’acceleratore per sviluppare l’offerta di prodotti freschi, a partire dalle carni e dal settore ittico. Una spinta che li porterà, presumibilmente, a fare una maggiore selezione interna degli associati, focalizzando i propri sforzi su quelli più allineati alle politiche di sviluppo collettive. Nel comparto beverage, il vino sembra essere il pro- FUTURODELLADISTRIBUZIONE Quali sono le sfide cruciali per le imprese di distribuzione? MAURO ENTRADI :: 1. Assortimenti: il distributore deve diventare in grado di offrire un servizio a 360°, fornendo al cliente tutto quello che ha bisogno in termini di gamma e assortimenti :: 2. Servizio: aiutare il responsabile del punto di consumo a sviluppare maggior valore aggiunto. Questo passa attraverso una maggior professionalità della rete vendita :: 3. Logistica: occorre investire per migliorare l’efficienza MAURO GUERNIERI :: 1. Assortimenti: completare la gamma e arrivare a proporre un’offerta di prodotto costante con una qualità costante. :: 2. Servizio: migliorare la velocità di risposta e ridurre le rotture di stock. :: 2. Knowledge management: attingere al patrimonio di conoscenze e competenze dei soci per migliorare l’efficienza della propria azienda. dotto su cui si concentreranno le attenzioni di chi 14 009_16_coverstory_consorzi2.indd 14 09/10/13 11.09 Gran Cordon Negro dalla gamma Freixenet un prodotto di grande personalità. Un cava di indiscussa eccellenza Oroya l’enologia spagnola si affaccia alla cultura gastronomica giapponese con un concetto tutto nuovo di vino Versus dal sole del Sudafrica, un vino giovane e non convenzionale PRIMO PIANO INCHIESTA vuole sviluppare l’offerta a marchio: hanno progetti voler ampliare l’offerta di bevande a marchio privato (di recente hanno lanciato anche le bibite Alisea), sia Beverage Network. Un terzo fronte su cui i consorzi stanno concentrando le loro energie è la consulenza alle imprese as- NOTABENE in tal senso sia San Geminiano Italia, che continua a DOLCI GRANDE ATTENZIONE AI BISOGNI DEL CLIENTE sociate; è comune la percezione che serva un salto qualitativo dal punto di vista della gestione manageriale delle singole aziende e si cerca di favorire e accompagnare questo passaggio. Due le aree chiave: la gestione del credito, vero punto dolente di molte imprese, e la formazione della forza vendita. I servizi forniti dai consorzi vanno dall’audit aziendale, su richiesta o in risposta a situazioni problematiche che emergono dalla lettura dei dati, ai piani formativi, sia programmati su base periodica sia su misura. SERVIZIAGLIASSOCIATI Quali sono i tre principali servizi, in ordine di importanza, offerti ai soci? Potenzialità non sfruttate L’invito degli esperti, per le imprese aderenti, è di attingere a piene mani alle opportunità che offre il far parte di un consorzio: «Molti imprenditori - afferma Donatella Rampado, titolare di Arc Consulting - entrano nel consorzio e poi continuano a fare tutto come facevano prima. In questo modo da un lato vanificano gran parte dei possibili vantaggi commerciali ottenibili se tutti seguissero le direttive comuni, e dall’altro non attingono a uno dei più grandi vantaggi di appartenere a un gruppo più ampio: quello di avere accesso a una visione più ampia del mercato e di poter attingere a un patrimonio di competenze, esperienze e capacità di altri imprenditori che fanno lo stesso mestiere. Continuando a guardare solo DOLCITALIA LEKKERLAND a livello centrale con oltre 100 produttori che regolano la maggior parte delle condizioni commerciali. :: 2. Area marketing: locandine, programma di fedeltà rivolto alla forza vendita degli affiliati e campagne promozionali fruibili solo tramite il sito Intranet. :: 3. Area consulenziale: piani di formazione della rete vendita, affiancamento con gli area manager nelle aziende associate, attività di test con i produttori. a livello nazionali con 550 produttori su piani promozionali, listini scontistica, assortimento ecc. :: 2. Area marketing: supporto alle vendite con materiale promozionale cartaceo ed elettronico. :: 3. Area marketing: programma fedeltà per i clienti con catalogo a premi. STEFANO RAFFAGLIO, direttore :: 1. Area commerciale: contratti quadro ANDREA TAGLIORETTI, direttore :: 1. Area commerciale: accordi quadro FUTURODELLADISTRIBUZIONE Quali sono le sfide cruciali per le imprese di distribuzione? il proprio orticello si fa poca strada». L’esperienza della gdo insegna come le aziende di distribuzione abbiano davanti ancora grandi opportunità di efficientamento non sfruttate: «Le attività commerciali e di marketing - afferma Egidio Ottimo, partner di TradeLab- sono solo il primo passo, spesso vanificato dalla scarsa fedeltà ai comportamenti d’acquisto degli associati. I passi successivi sono la condivisione di un sistema informativo, lo sviluppo di acquisti centralizzati, la marca e la creazione di strutture comuni, a partire dai magazzini». STEFANO RAFFAGLIO :: 1. Gestione del cliente: conoscerlo meglio, servirlo meglio, ottimizzare il parco clienti. :: 2. Efficienza: ridurre i costi di gestione, ottimizzare la rete vendita. :: 3. Gestione del credito. ANDREA TAGLIARETTI :: 1. Logistica: è l’area aziendale dove ci sono maggiori margini di efficientamento. :: 2. Cliente: capirne meglio le esigenze per servirlo meglio. :: 3. Partnership con l’industria: definire insieme le soluzioni migliori (formati, assortimento ecc.) per servire in modo più efficace il cliente. x 16 009_16_coverstory_consorzi2.indd 16 09/10/13 11.09 PRIMO PIANO SEGNALI Cresce il biologico, ma la strada è lunga di Riccardo Oldani I prodotti “organic”, soprattutto quelli confezionati, cominciano a trovare spazio sui cataloghi. Un’offerta che non sempre è compresa o valorizzata. Gli hotel, il canale più sensibile G G li ultimi segnali dal mondo del biologico indica- beverage sono in calo, il biologico è invece in crescita no che l’horeca si sta interessando sempre di costante: +6,7% nel 2012 rispetto al 2011, addirittura più a questa tipologia di prodotto. Lo mette in eviden- +8,8% nel primo semestre 2013 sullo stesso periodo za una recente indagine di Nomisma, condotta per del 2012 (secondo dati Ismea Gfk/Eurisko). il Sana di Bologna, punto di riferimento da 25 anni per chi si occupa di alimentazione naturale (32.400 La ristorazione è più attenta i visitatori all’edizione 2013). Ma andiamo per ordine. I ristoranti assorbono circa il 13,6% delle vendite di Il bio copre solo una minima frazione del consumo prodotti bio. Questo significa che ci troviamo ancora alimentare italiano, appena l’1,45% del totale, che in una fase di “colonizzazione” da parte di una cate- equivale comunque a un mercato da 2 miliardi di eu- goria di prodotti che comprende non soltanto frutta ro e, quindi, degno di attenzione. Quello che balza e verdura, ma praticamente ogni genere alimenta- all’occhio, però, è che in una situazione di crisi gene- re: farinacei, prodotti secchi e da forno, confezionati, ralizzata, in cui tutte le tipologie tradizionali di food e frutta secca, vini ma anche carni e pollame. Anche il 2 miliardi il valore dei consumi di prodotti bio in Italia, pari all’1,45% del totale consumi food +20% la crescita dei visitatori italiani e stranieri all’ultima edizione di Sana 2013 18 018_22_biologico_SL.indd 18 09/10/13 18.26 D CONSIGLI UTILI :: 1. TENDENZE È ormai quasi matematico che una tendenza di consumo che si sviluppa tra le mura domestiche trovi poi una corrispondenza nel fuori casa. I consumatori di prodotti biologici stanno infatti cominciando a cercarli anche nei loro locali preferiti, a partire dai ristoranti, dagli alberghi e da agriturismi e bed&breakfast. :: 2. QUALITÀ Lanciarsi nel bio significa essere sicuri al 100% della qualità e delle caratteristiche organolettiche/nutrizionali Il bio nell’Unione Europea... ... e il trend in Italia Vendite nei mercati domestici di alcuni Paesi Ue in milioni di euro, anni 2009, 2010 e 2011 Variazioni percentuali sull’anno precedente, anni 2009, 2010 e 2011 Fonte: Oss. Sana 2013 a cura di Nomisma. Elaborazioni su dati FiBL Germania Francia 3.756 1.882 Italia 965 Austria Svezia 1.065 9% 15% 2010 +24% UK 2011 -9% 11% VAR % 2011-2009 +14% 1.411 Spagna Danimarca FRANCIA 1.720 Svizzera Fonte: Oss. Sana 2013 a cura di Nomisma. Elaborazioni su dati FiBL 2009 6.590 UK del prodotto che s’intende distribuire. Alcune reti distributive e commerciali sono orientate a richiedere oggi ai propri fornitori anche certificazioni volontarie, ad esempio Ifoam. :: 3. CANALI Un buon inizio è inserire un assortimento di prodotti da prima colazione confezionati come confetture, cereali, miele, farinacei ecc. Non pongono i problemi di conservazione del fresco e hanno già buona penetrazione nel canale alberghi. ITALIA +15% 8% no a nicchie di mercato, pochi esercizi “tradizionali” stanno pensando a introdurre almeno qualche piatto bio nei loro menù. Eppure lo spazio per operazio- 3% ni di questo tipo, per quanto non semplici dal punto delle vendite delle vendite europee mondiali di vista organizzativo, sembra esserci. L’osservatorio evidenzia come negli ultimi 5 anni, cioè dal 2008 al 901 2012, ristoranti e mense bio siano cresciuti del 51% 885 2009 2010 2011 e gli agriturismi bio del 30%. Il bio nella distribuzione pesce bio si è affacciato sul mercato, proveniente da «È vero, per il momento, il bio è ben poco presen- allevamenti certificati. In altre parole, per il momento te nella distribuzione horeca» osserva Guido Vicario, la maggior parte del pubblico che consuma alimenti esperto di alimentazione naturale e promotore della di- bio (e il 32,4% di chi lo fa, lo acquista ogni giorno) lo stribuzione del marchio di tè biologici Clipper. «Quello fa soprattutto a casa propria, acquistandolo in negozi che spesso manca nei cataloghi dei distributori - os- specializzati. Ma il fatto che i consumi fuori casa siano serva Vicario - è una sezione espressamente dedicata ancora relativamente bassi può anche essere legato al al bio, che non necessariamente deve essere molto fatto che, a parte i locali super specializzati che mira- articolata. Possono bastare anche solo pochi prodot- 19 018_22_biologico_SL.indd 19 09/10/13 18.27 PRIMO PIANO SEGNALI Negozi specializzati bio per area geografica Sud e isole +14% Centro +8% Numero punti vendita che commercializzano prodotti biologici, anni 2010 - 2012. Totale Italia e ripartizione per aree (dati non censuari) 1200 Nord-Est +4% 1000 154 800 250 164 175 256 269 375 600 Nord-Ovest +14% TOTALE ITALIA +9% 370 362 400 200 0 451 422 397 2010 2011 2012 la prima colazione sembrano dunque quelli ideali per aprire una sezione bio nel catalogo dei prodotti in distribuzione: non richiedono accorgimenti particolari per la conservazione, né per la logistica, aspetti che vanno invece presi in seria considerazione se si decide di lavorare con il biologico fresco. ti, ben selezionati, ma tali da consentire all’acquirente di prendere atto che il bio è disponibile e di ragionare Un gap a livello di comunicazione quindi sull’acquisto. In questa fase di sviluppo va in- «Nella somministrazione e nei bar in particolare - con- fatti creata una sorta di consapevolezza nei decisori clude Vicario - noto ancora una mancanza di abitu- d’acquisto». Però margini di crescita sembrano co- dine a comunicare come si deve l’offerta di prodot- munque esserci, soprattutto nell’area prime colazioni. ti biologici e questo si ripercuote negativamente sui «Sotto questo punto di vista - dice Vicario - qualcosa consumi. Questa mancanza di attenzione al biologico L’area dei prodotti confezionati per la prima colazione è la più facile da approcciare. Sono referenze ideali per aprire una sezione bio all’interno di un catalogo. Più complicato trattare il biologico fresco si sta muovendo soprattutto nel mondo dell’ospitali- si riscontra anche nelle forza vendite dei distributori. tà in generale e, in particolare, in quello degli hotel. Le aziende distributive che decidono di inserire il bio Succede con le colazioni a buffet che cominciano a nei loro cataloghi devono infatti pensare prima di tut- proporre confetture bio, ma anche fette biscottate, to a formare i propri venditori». Ma introdurre il bio in cereali e muesli, latte biologico vaccino, ma anche di catalogo può anche essere frutto di una scelta “cul- capra, di soia, di riso. C’è una discreta proposta an- turale”. Che significa, niente prodotti fuori stagione e che di prodotti da forno confezionati, che assicurano referenze possibilmente a filiera corta e, soprattutto, una buona durata di conservazione». I prodotti per certificati. Occore tener presente, infatti, che il biolo- ILREPORT Fonte: Oss. Sana 2013 a cura di Nomisma. Elaborazioni su dati Bio Bank FIDUCIA EUROPEA La Commissione Europea ha di recente pubblicato i dati di una consultazione on line, sul futuro dell’agricoltura biologica che ha avuto luogo nella prima metà del 2013 (45mila risposte). Tra i principali risultati è emersa la fiducia dei consumatori nei prodotti bio (71%), i quali li acquistano per la tutela dell’ambiente (83%) e perché sono privi di Ogm e di residui di pesticidi (81%). 20 018_22_biologico_SL.indd 20 08/10/13 17.29 ALTRIBUSINESS PRIMO PIANO SEGNALI BIO COSMETICA L’interesse per il bio va al di là del cibo e tocca anche il non food, in particolare cosmetica e i prodotti per la cura della persona. Settori in attesa di una certificazione europea standardizzata. Vendite food biologico per canale gico è il settore più controllato e verificato dell’agroalimentare italiano. Non sono, quindi, ammessi errori Valori in milioni di euro, variazione percentuale anni 2011 - 2012 o referenze di dubbia origine e la certificazione, oltre a essere essenziale, è garanzia di qualità e credibilità dell’offerta. «La scelta dei fornitori adeguati è al centro di ogni proposta bio che si rispetti», osserva a proposito Patrizia Bertoni, responsabile marketing di Baule Volante, azienda da 25 anni attiva nella distribuzione al dettaglio e, da poco, anche alcanale horeca. «La scelta di lavorare per la ristorazione - dice Patrizia Ber- 1200 1000 farro, kamut, integrale e lievito bio, oltre all’ortofrutta, e ci rivolgiamo a trasformatori specializzati per tutti i prodotti derivati dalle nostre materie prime. Da poco abbiamo introdotto anche una linea di prodotti confe- rispetto 2011 44,9% 600 400 27,4% 957 585 ganizzazione, di abitudini o di prodotti. Noi da sempre commercializziamo materie prime come farine di +6,7% 800 toni - è una conseguenza naturale della nostra attività tradizionale e non ha comportato una modifica di or- 2.133 MILIONI € 200 13,6% 14,1% 290 301 Ristorazione Altri canali 0 GDO Negozi specializzati Fonte: Oss. Sana 2013 a cura di Nomisma. Elaborazioni su dati Assobio zionati pensati proprio per la ristorazione». Forze vendite poco attente deve essere a maggior ragione ancor più controllata Per quanto l’horeca costituisca ancora una percentua- nel bio. «Per questo ci siamo dotati di un nostro si- le minima del fatturato complessivo di Baule Volante, stema interno di controllo, con analisi a tappeto sul circa il 4%, si osserva una grande crescita, pari, per campo, del prodotto trasformato, finito e confeziona- esempio, al 26% nell’ultimo anno. Quali le strategie in to. Per le analisi chimiche ci appoggiamo a laborato- atto? «Abbiamo introdotto un listino settimanale, sul ri della massima fiducia». Baule Volante sta dunque quale i ristoratori possono farci i loro ordinativi, avendo man mano allargando il proprio catalogo di prodotti presente l’esatta disponibilità dei prodotti». La qualità bio, guardando sempre più anche al canale bar. x 22 018_22_biologico_SL.indd 22 08/10/13 17.29 ACADEMIA VITRI TM H a n d M a d e Wi n e G l a s s fo r C o n n o i s s e u r s DI V I N I S LIGHTWEIGHT T-NAX glass ® 6 X MORE BREAK- RESISTANT MOUTH-BLOWN The Miracle of Glass Science by www.bormioliluigi.com PRIMO PIANO SEGNALI Acque trattate: il business possibile di Franco Marini Aumentano i locali che decidono di proporre l’acqua in caraffa. Un’opportunità per i distributori di diversificare l’offerta? Il caso Lorenzoni D al punto di vista del commercio l’ultimo anno E appunto questa valanga di bottiglie in Pet (polietile- di grazia, il 2007, è remoto quanto lo sono le ne tereftalato) che intasano i rifiuti urbani ha indotto guerre puniche. Inutile illudersi. L’ economia di cer- il gestore di pubblici locali e infine il consumatore a to migliorerà, deve farlo, ma il mondo non sarà più una maggiore consapevolezza delle esigenze della quello di prima. Per nessuno è facile accettare que- natura e ad accettare un modo diverso di dissetarsi. sto concetto ma per buona parte dei distributori di In Italia una delle aziende più accreditate nel settore liquidi alimentari è impossibile. La tradizione, o sem- è la Lorenzoni Srl dei fratelli Luigi e Massimo Loren- plicemente la volontà di replicare sé stessi, appar- zoni, ubicata nel reatino. tiene al dna dei grossisti per i quali svolgere i ruolo Abbiamo chiesto a Luigi Lorenzoni di aiutarci a ca- di partner dei fornitori storici è un fatto essenziale. pire questo mercato relativamente nuovo. Al contrario l’ aggiornamento del portafoglio prodotti «La nostra azienda - afferma Lorenzoni - nasce nel è uno dei motivi di successo delle imprese commer- 1976 come distributore di bevande proiettato sugli ciali. Inutile tenere in assortimento 1/2.000 articoli erogatori da banco di birra e di bevande in genere. la maggior parte dei quali gira con un ritmo superio- Nel 1999, sfruttando la competenza di mio fratello re alle due settimane. La sosta in magazzino è uno Massimo, abbiamo iniziato il percorso del trattamen- dei costi occulti che appesantiscono i bilanci dei to dell’acqua automaticamente erogata, ora nota con distributori. È importante guardarsi intorno, scruta- il marchio Acqua Sì. In questo settore bisogna fare re il mercato, capire in tempo quali sono i prodotti un minimo di chiarezza, dividendo i consumi in tre emergenti e futuribili. Credo non sia stato soppesato distinte categorie. Il domestico, di cui si presumono con abbastanza attenzione quanto sia aumentata la volumi interessanti, gestito da una miriade di opera- presenza nei locali pubblici di ristorazione degli erogatori di acqua trattata. Un fiume che segue un suo corso sfuggendo anche alle rilevazioni di mercato. All’epoca il fenomeno incipiente fu osteggiato dal sin- da 120 a 180 euro il costo mensile del noleggio di un impianto di acqua trattata a un pubblico esercizio 2mila euro il costo della vendita di un impianto per l’acqua trattata dacato delle acque minerali che lo riteneva un sottoprodotto del bere: poi la tecnologia si è imposta e l’uso di tali impianti è dilagato. Si è aperto un nuovo consumo nel quale il distributore attento deve considerare l’ opportunità di entrare: infatti il ristoratore acquisito dall’acqua trattata è un cliente perso per le bottiglie di minerale. Luigi (a sinistra) e Massimo Lorenzoni, titolari della Lorenzoni di Magliano Sabina (Ri). 24 024_25_acqua_SL.indd 24 09/10/13 18.28 NOTABENE ti passati attraverso i piccoli impianti di erogazione. Quali prospettive si presentano per il distributore ho- LE IMPRESE PRODUTTRICI reca che intende entrare nel mondo degli erogatori? Gli erogatori di acqua trattata sono in grado di mescere sia acqua piatta sia con gas. 4Clima Srl Padova www.4clima.com Acquazzurra Eurochef Modena www.eurochef.it Aireau A.G. Aarburg (Svizzera) www.aireau.ch Brita Gmbh Taunusstein (Germania) www.brita.it La prima decisione da prendere è il sistema con cui la macchina verrà ceduta all’utilizzatore. Al momento le opzioni sono due: vendita “tout court” o noleggio con manutenzione. Due modelli di business La cessione definitiva del prodotto è più sbrigativa, concede un margine giusto su un valore base che si aggira sui 2mila euro, non necessita di investimenti. Non crea però legami durevoli con il cliente. tori molti dei quali piccolissimi; la ristorazione, dove Il noleggio del bene è invece un sistema più com- il prodotto viene servito in bicchieri o in caraffe ed plesso basato su discreti investimenti ma alla lunga è trattato da medie aziende di tipo territoriale; le co- paga molto di più. L’ erogatore viene noleggiato per Culligan Italiana Spa Cadriano di Granarolo (Bo) www.culligan.it siddette fontane del Sindaco o case dell’acqua, per una cifra che oscilla tra i 120 e i 180 euro al mese; le quali occorrono notevoli investimenti e l’applica- la manutenzione e sanificazione spetta al fornitore Cullwater Srl Mezzolombardo (Tn) www.cullwater.com zione di tecnologie complesse». del bene, il quale ha tutto l’interesse che l’acqua ero- L’ acqua del Sindaco è un fenomeno in rapida diffu- gata sia di ottima qualità e l’apparecchiatura duri nel sione in Italia, con notevole concentrazione in Lazio tempo. In questo caso si instaura tra il titolare del Ecoline & C. Sas Forlì www.ecoline-fo.com e Umbria al Centro e in Piemonte e Lombardia al pubblico esercizio e il fornitore un rapporto di conti- Nord. «Le imprese che operano in questo business nuità e fiducia che può favorire l’avvio di altri affari. - afferma Lorenzoni - sono circa 40; in totale hanno Individuare il prezzo di vendita compete esclusiva- Erogatori Erax Camposanpietro (Pd) www.erax.it piazzato 1.050 impianti in Italia. La media di eroga- mente al gestore del locale. zioni è di 1.000 litri al giorno, probabilmente stimata Per incontrare il favore del consumatore l’acqua trat- Global Water Service Genova www.gwsonline.it per difetto». Sono già operanti due associazioni di tata deve serre perfetta: sofisticati trattamenti auto- categoria: Acqua Italia e Acqua di Qualità per l’assi- matici filtrano le impurità, garantiscono l’assenza di stenza ai produttori. microrganismi, azzerano i residui di cloro e, in defi- Hydra Srl Vinovo (To) www.hydraimpianti.it Per praticare queste attività non occorrono licenze nitiva migliorano il gusto. Ma non basta: gli erogato- o titoli: «Ciò non toglie che la pratica di queste atti- ri sono in grado di mescere acqua refrigerata con vità implichi molta professionalità e competenza che o senza gas. si acquisiscono con appositi corsi di formazione». Per finire va anche detto che i sistemi automatici Cosmetal Srl Recanati (Mc) www.cosmetal.it Lorenzoni Srl Magliano Sabina (Ri) www.lorenzoni.net Os.a Waterline Gerenzago (Pv) www.osawaterline.it Sidea Italia Srl Pontassieve (Fi) www.sideaitalia.it Soda Stream San Vendemiano (Tv) www.sodastream.it Solpur - Italia Group Trani (Ba) www.solpur.it di trattamento dell’acqua godono del favore, rispetVolumi interessanti to alle bottiglie in Pet, di quei consumatori sensibili Ma cos’hanno in comune la gestione delle fontane all’ecologia anche per il forte risparmio di energia in del Sindaco e quella degli erogatori da banco, che fase di produzione, l’assenza di contenitori vuoti da teoricamente rivestono interesse per un gran nume- smaltire, la consegna a Km 0. ro di distributori di bevande? «Innanzitutto la qualità, Le aziende che operano nella fornitura di erogatori che comunque deve essere perfetta». da banco per il mondo horeca sono ormai oltre una Il settore non è facilmente controllabile tramite le ri- decina, la quasi totalità delle quali ubicata nel Cen- correnti rilevazioni di mercato, né per il numero de- tro Nord. Indirizzi utili per i distributori, soprattutto gli impianti in funzione né per i consumi. Esistono per quelli che operano nel Sud, dove il mercato è però indicazioni tali da far presumere volumi ingen- ancora tutto da sviluppare. x 25 024_25_acqua_SL.indd 25 09/10/13 12.40 bargiornale.it l’informazione quotidiana per i professionisti del mondo bar 1.Edicola I flip magazine e le pubblicazioni speciali sfogliabili 2.Professione Norme, fisco, personale, l’aggiornamento indispensabile di gestione 3.News Prodotti, novità, aperture, protagonisti del mondo dei locali 4.Video Ricerche e studi di mercato in collaborazione con le principali società di consulenza del settore 5.Ricette Cocktail d’autore, emergenti o classici da scaricare +.agenda e link utili BARGIORNALE.it newsletter a portata di click la selezione quindicinale delle notizie più importanti per il mondo bar direttamente nella vostra casella di posta iscrivetevi su bargiornale.it PH_pubb_sitoBG.indd 93 11/07/13 08.56 FARE IMPRESA OSSERVATORIO GLIESPERTI GESTIONE 28 32 36 42 DANIELE CESANA ANTONIO FARALLA NORME&FISCO EGIDIO OTTIMO ATTILIO ROSSI SCELTESTRATEGICHE Per reagire alla crisi, i distributori puntano a tagliare i costi e ad ampliare assortimenti e/o raggio d’azione. Ma è fondamentale la partnership con l’industria CONSUMIBEVANDE Calo generalizzato delle vendite nei primi otto mesi del 2013 secondo il rapporto Mindforhoreca. I consigli? Ridurre gli stock e selezionare comparti e formati FORZA FORZAVENDITA Per migliorare le performance, il punto di partenza è creare un metodo di valutazione che ne metta in evidenza potenzialità inespresse e limiti da migliorare NEGOZIAZIONECOMMERCIALE Partire dai bisogni del cliente e stabilire un feeling personale sono le basi di una trattativa efficace. Che si risolve sempre con vantaggi reciproci 27 027_coprosa.indd 27 09/10/13 12.26 FARE IMPRESA OSSERVATORIO LE PRINCIPALI STRATEGIE MESSE IN ATTO DAI GROSSISTI :: OTTIMIZZARE I COSTI :: ATTENDISMO (ASPETTO CHE PASSI) L’82% dei grossisti (l’88% nel comparto sweet) ha in programma interventi strutturati di riduzione dei costi aziendali. Circa il 45% dei grossisti dichiara di non aver in programma ampliamenti di aree, apertura a nuovi settori o nuove referenze. :: AUMENTARE I VOLUMI Il 33% dei grossisti amplierà la base territoriale servita. Il 17% punta ad aumentare l’attività di sub-ingrosso. :: MIGLIOR PRESIDIO DEL BACINO Il 40% amplia le referenze, il 22% si affaccia a un nuovo settore, l’11% lancia un assortimento completo in un nuovo settore. Senza partnership non c’è sviluppo di Andrea Mongilardi Il mercato è superconcorrenziale e difficile. I comportamenti speculativi predominano. Per uscire dal guado occorrono alleanze vere P assare dal tutti con tutti (che poi diventa tutti tima strada - afferma Ottimo - ha di fronte a sé due contro tutti) ad una logica di partnership, co- possibili strade: una è l’allargamento del parco clienti, minciando a stringere accordi mirati con un nucleo nella propria zona di elezione o in un’altra più o meno selezionato di clienti e di fornitori. L’obiettivo: smet- vicina, e l’altra è l’ampliamento dell’assortimento». tere di rincorrere quotidianamente il prezzo più basso per cominciare invece a programmare l’attività su Grande attenzione ai costi una base più continuativa. Con quale scopo? Quello Sul fronte dei costi, l’attenzione sembra molto elevata: di guadagnare di più. È la strada indicata da Egidio oltre l’80% delle imprese ha in programma interven- Ottimo, partner di TradeLab ed esperto delle temati- ti strutturali di riduzione dei costi aziendali (quasi il che della distribuzione food&beverage sia nella gran- 90% nel caso dei grossisti del dolciario). de distribuzione sia nell’horeca. «La gestione del magazzino e la logistica - spiega Analizzando i comportamenti dei grossisti dell’hore- Ottimo - sono sicuramente due aree nelle quali si ca (grazie alle risposte a un questionario inviato via può recuperare efficienza diminuendo i costi, utiliz- web), Ottimo ha tracciato una mappa delle principali zando software gestionali e ottimizzando i giri visita. strategie messe in atto dalle imprese di distribuzione Ma, in realtà, le aree di recupero di efficienza più per far fronte al calo dei ricavi legato alla diminuzione interessanti richiedono di ampliare le economie di dei consumi nel fuori casa. «Le possibili risposte a centralizzazione. E qui i consorzi giocano un ruolo un calo del fatturato sono la riduzione dei costi o la fondamentale. La loro evoluzione naturale, già avve- ricerca di nuove fonti di ricavi: chi sceglie quest’ul- nuta in settori diversi dal fuori casa, va dalle attività 28 028_031_tradeLab.indd 28 10/10/13 09.23 IL CONSIGLIO? SEGMENTARE LA CLIENTELA :: 1. COSTRUIRSI L’ALBERO DELLE CATEGORIE TradeLab consiglia ai grossisti di suddividere i clienti in base al segmento: ristorazione commerciale, collettiva (a sua volta divisa in mense e catering), indipendenti (divisi in bar diurni, serali, ristoranti e hotel). :: 2. ANALIZZARE I PROPRI CLIENTI Ogni cliente andrebbe inserito in una delle categorie individuate. Per ognuno vanno indicate le occasioni di consumo sulle quali sono specializzati. :: 3. CLASSIFICARLI UNO PER UNO È opportuno classificare ogni cliente sulla base di due elementi fondamentali: da un lato la percentuale di acquisti fornita dal grossista, dall’altro quali sono le potenzialità di crescita del singolo cliente per ogni occasione di consumo (è sufficiente classificarle in alte, medie, basse). commerciali e di marketing verso una gestione uni- definire di attendismo, simile a quella del velista nel taria degli ordini, del sistema informativo, degli ac- mare in tempesta: si abbassano le vele aspettando quisti, per arrivare ad avere magazzini in comune». momenti migliori. La domanda da farsi, però, è se si è in grado di resistere in un orizzonte di medio pe- Un diffuso attendismo riodo, dal momento che ci vorranno presumibilmen- Quando si passa dalle strategie per la riduzione dei te ancora lunghi anni prima di tornare ai livelli del costi a quelle per sviluppare i ricavi, il panorama mu- 2007 dei consumi privati. E, sempre ammesso che ta profondamente. «Circa il 45% dei grossisti intervi- si riesca a resistere, bisogna anche vedere in quali stati - afferma Ottimo - non amplierà le aree geogra- condizioni sarà l’azienda quando ci sarà la ripresa. fiche di attività, né introdurrà più referenze o nuovi Anche perché nel frattempo il mercato cambia e ci settori merceologici. È una strategia che potremmo sono concorrenti che invece si stanno muovendo in modo più aggressivo». 21,3% 9,3% La maggioranza delle imprese intervistate, al contra- 14,4% 26,5% rio, non si rassegna. E punta alla conquista di nuove 677 999 21,1% fette del mercato. Un terzo dei grossisti, per esempio, dichiara di avere in programma un’ampliamento 1.328 885 28,3% delle aree territoriali in cui opera attualmente. E un ulteriore 17% punta ad aumentare l’attività di subingrosso. C’è anche chi, infine, ha avviato attività di telemarketing dirette ai punti di consumo non clien- 807 26,0% 17,1% Nuovi territori inesplorati 17,2% Fatturato 18,8% Numero imprese ti. «Sono strategie - afferma Ottimo - che richiedono “spalle larghe”, ovvero degli investimenti e una forza economica sufficiente per ampliare in modo stabile la numerica dei clienti serviti. Per avere successo è Distributori per area geografica necessario potenziare gli elementi che permettono di Peso delle aziende di distribuzione e del relativo fatturato aggregato per macroaree geografiche corrente». Un altro invito è a studiare con attenzione Nord Ovest Sud Nord Est Isole Centro distinguersi rispetto alle imprese di distribuzione conquali nuovi mercati può valere la pena “attaccare”: Fonte: TradeLab, 2013 «La pressione concorrenziale, nelle diverse province, è molto diversa: ci sono territori dove la concorrenza 29 028_031_tradeLab.indd 29 10/10/13 09.23 FARE IMPRESA OSSERVATORIO 6% 7% 19% 55% 32% 59% 18% Il fatturato per tipologia Il fatturato per canale Settore merceologico prevalente Totale mercato servito dai grossisti f&b Food 3,7 miliardi € Sweet 1,8 miliardi € Fuori casa 3,1 miliardi € Sub ingrosso 8,7 miliardi € Drink 2,7 miliardi € Multispecializzati 2,7 miliardi € Normal trade 2,9 miliardi € Non specializ. 2,8 miliardi € Fonte: TradeLab, 2013. Fonte: TradeLab, 2013. è già molto serrata. Altri, invece, dove ci possono ef- caci, richiedono un’analisi il più possibile precisa del fettivamente essere degli spazi interessanti, perché proprio parco clienti e del territorio in cui si opera, la competizione è meno serrata e ci sono margini di per cercare di individuare quali potrebbero essere i manovra decisamente più ampi». locali serviti con le maggiori opportunità di sviluppo e quali i sottocanali che ancora non vengono serviti Ampliare la gamma d’offerta e su cui può valere la pena investire. Invece di cercare di ampliare il bacino territoriale in «Il primo sforzo che dovrebbe fare il grossista - affer- cui si opera, strategia che impone in qualche mo- ma Ottimo - è di capire meglio le esigenze dei propri do un dover “mostrare i muscoli”, un’alternativa in- clienti in termini di referenze, di assortimento, di ser- L’ESPERTO 5% EGIDIO OTTIMO Classe ’60, laurea in economia aziendale all’Università Bocconi di Milano, professore a contratto all’Università Iulm di Milano, è cofondatore di TradeLab, società di analisi e consulenza operativa specializzata nel largo consumo e nel fuori casa. Studia da anni le dinamiche del rapporto industriadistribuzione nel fuori casa e nel largo consumo. La segmentazione della clientela è la base per diventare fornitori capaci di migliorare le performance dei punti di consumo e per instaurare più proficue relazioni di partnership con l’industria teressante è di cercare di migliorare il presidio del vizio, per poi segmentarli sulla base di macrocate- territorio dove già si opera. «È la strada intrapresa gorie». Molti, oggi, si limitano a distinguere tra bar e dal maggior numero di grossisti - conferma Ottimo ristoranti. Ma le esigenze di un bar diurno, in termini -; in particolare, il 40% punta ad ampliare il nume- di approvvigionamento di prodotti, sono completa- ro di referenze trattate, il 22% intende affacciarsi mente diverse da quelle del canale serale, così come a un nuovo settore merceologico, seppur partendo lo sono tra un ristorante di alto livello e una pizzeria. con un assortimento minimale fatto di un numero li- «Una volta divisi i clienti per categorie e sottocate- mitato di referenze, mentre un 11% programma di gorie merceologiche, ad esempio sulla base dell’oc- voler ampliare la gamma allestendo un assortimen- casione di consumo prevalente - continua Ottimo, il to completo in un settore merceologico dove finora passo successivo è definire quale deve essere l’as- non aveva operato». Simili strategie, per essere effi- sortimento più corretto per servire in maniera ottimale 30 028_031_tradeLab.indd 30 10/10/13 09.24 ogni singolo sottocanale. Infine, una volta definito l’assortimento più corretto, l’ideale sarebbe individuare un gruppo selezionato di produttori con cui allestire la propria offerta». Un simile approccio stravolgerebbe 14,5 miliardi tutte le regole in vigore sul mercato: «Oggi - spiega Ottimo - il mercato è dominato dagli acquisti speculativi. Un atteggiamento che finisce con il penalizzare tutti: dall’industria al grossista, al singolo locale». il fatturato complessivo dei grossisti food&beverage in Italia Come uscire da questo circolo vizioso, per cui si fir- 3,1 miliardi La partnership con i locali... il fatturato realizzato nel canale fuori casa dai distributori all’ingrosso mano accordi quadro per poi dimenticarseli un minuto dopo e andare a caccia dell’offerta, del miglior prezzo, della superpromozione? «I primi a cominciare potrebbero essere proprio i grossisti - afferma Ottimo -, proponendo a una selezione dei propri migliori clienti un accordo di part- LE IDEE GUIDA PER L’INDUSTRIA :: BREVE PERIODO: OPERAZIONI “CHIRURGICHE” Offrire sconti aggiuntivi finalizzati ad aumentare la penetrazione su segmenti e/o clienti non performanti e pianificare operazioni a sostegno del sell out. :: MEDIO PERIODO: RIDEFINIRE L’ASSORTIMENTO Guidare il processo, da condividere con il grossista, di ridefinizione degli assortimenti in funzione delle esigenze dei clienti. :: LUNGO PERIODO: INSIEME SUL MERCATO Incentivare i grossisti partner ad adottare una segmentazione condivisa della clientela. Stimolare a una lettura congiunta dei dati. Il tutto come base per studiare e attuare strategie condivise di approccio al mercato. nership: dopo aver studiato insieme qual è l’assortimento ideale per quel locale, il distributore si impegna a fornirgli l’assortimento completo offrendo reale convenienza su tutta la gamma di prodotti offerti. Il gestore del punto di consumo avrebbe il vantaggio su cui poter costruire a sua volta accordi più stretti di semplificare la gestione dei fornitori e del magaz- con l’industria». Gli esempi di quanto questo funzioni zino, il distributore quello di avere una base solida bene ci sono già: «I grossisti che si trovano a gestire dei locali, magari perché hanno “dovuto” rilevarli per recuperare crediti altrimenti inesigibili, applicano esattamente questo principio. E la marginalità dei loro locali è decisamente superiore alla media». ...e quella con l’industria Una più approfondita conoscenza del cliente e delle sue necessità, unita a una lettura del mercato di riferimento che faccia capire quali e dove sono i potenziali di mercato non ancora sfruttati, è un’ottima base per impostare anche il rapporto con l’industria in un’ottica di partnership: «Una volta definito l’assortimento, non è necessario avere 15 fornitori per ogni prodotto - afferma Ottimo -. Ne bastano quattro, ma con i quali andare insieme sul mercato facendo TRA INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE LA NUOVA SFIDA È MIGLIORARE LA RECIPROCA COLLABORAZIONE azioni comuni. I grossisti, grazie alla conoscenza del cliente, possono trasmettere all’industria informazioni utili sui prodotti e gli assortimenti giusti per ogni sotto canale. E l’industria può sostenere i propri prodotti con iniziative a sostegno del sell out». x 31 028_031_tradeLab.indd 31 09/10/13 09.12 FARE IMPRESA OSSERVATORIO Calano i consumi, ma reagire si può Horeca: le vendite di bevande di Riccardo Oldani In esclusiva per Gross Horeca Magazine i consumi di bevande dei primi otto mesi del 2013 rilevati da ForMind: e i consigli ai grossisti su dove puntare Variazione percentuali a volumi e a valore. Confronto periodo gennaio-agosto 2013 vs gen-ago 2012 Fonte: Mindforhoreca, ForMind. Acqua -2,45 -0,55 Aperitivi Bibite (bottiglie/lattine) -1,60 Bibite (fusti) L’ Bibite totali informazione principale che deve possedere un distributore per dare forma alla propria politica commerciale è l’andamento dei consumi nel settore Birra confezionata Birra in fusti horeca. Per quanto riguarda il beverage un nuovo in- Birra totale teressante strumento, il Mindforhoreca messo a pun- Energy to dalla divisione di analisi e ricerche della società di consulenza romana ForMind, raccoglie i dati di cassa Succhi ta la Penisola per tracciare una situazione aggiornata Tè dei locali con interviste a un panel di 3.000 consumatori scelti per fasce d’età, sesso, scolarizzazione, professione e aree geografiche emerge una fotogra- Vino -5,34 -2,57 -3,51 -4,34 -1,90 -3,30 -1,21 -3,72 -1,08 Spirit e degli scanner tridimensionali di 903 esercizi in tutdelle vendite nell’horeca. Incrociando le performance -1,82 -2,76 -0,77 -4,07 -2,15 -3,12 -3,52 -1,19 -4,18 -1,45 -2,25 -0,41 Fatturato categorie gen-ago 2013 vs 2012 -4,17 -2,27 Volumi categorie gen-ago 2013 vs 2012 32 032_35_formind_SL.indd 32 09/10/13 18.30 ILREPORT GROSSISTI: COME REAGIRE ALLA CRISI MINDFORHORECA E PIRAMIDE DEI CONSUMI Grazie al collegamento diretto con oltre 900 esercizi della somministrazione sparsi in tutta la penisola, ForMind produce periodicamente varie analisi sul consumo beverage. “MindforHoreca” produce mensilmente, il giorno 2 del mese sucessivo, i dati di consumo beverage di bar, ristoranti e locali serali. La “Piramide dei Consumi” si focalizza su categorie merceologiche, canali e momenti di consumo, ed è in grado di indicare gli andamenti dei singoli prodotti non solo ora per ora nell’arco della giornata ma anche in base alla tipologia di esercizio. :: 1. RIDURRE GLI STOCK Tenete gli stock ridotti al minimo: non è tempo di scorte, sia per i consumi bassi sia per non immobilizzare liquidità. :: 2. SELEZIONATE I COMPARTI I locali vanno quasi tutti male. Quelli da curare con più attenzione sono le pizzerie, i bar e i locali da aperitivo serale. :: 3. ACQUA IN VETRO AL RISTORANTE Puntando sul vetro anziché sui grandi formati in Pet, si propone un prodotto con più appeal, soprattutto per la ristorazione, e con più valore aggiunto. :: 4. ALTERNATIVE AI FUSTI Birra e bibite alla spina non stanno conoscendo il loro miglior momento. Sono prodotti giudicati spesso troppo cari dalla clientela, con perdite intorno al 5% nell’ultimo anno. Tenete pronte per il gestore alternative in forma di b&c (bottiglie e lattine). fia tempestiva su una serie di categorie di prodotto operative: tra le pieghe di una riduzione generalizzata chiave per i fatturati di bar e ristoranti: acqua, aperi- dei consumi, ci sono ancora spazi per il distributore tivi, bibite, birra, energy drink, spirit, succhi, tè e vino. di prodotti beverage per aumentare i margini e portare anche i propri clienti ad aumentare lo scontrino. Calo generalizzato per le vendite Il rapporto Mindforhoreca delle vendite nell’horeca Non subire il mercato per i primi otto mesi del 2013, pubblicato in esclusiva «Le possibilità di azione, seppur ridotte, ci sono an- da Gross Horeca Magazine, mostra un andamento cora - spiega Antonio Faralla, amministratore unico dei consumi tutt’altro che favorevole. In media tutti i di ForMind -, ma richiedono non soltanto un’attenta consumi fuori casa legati al beverage registrano un valutazione da parte del distributore, ma anche un’ac- ulteriore calo rispetto a un già negativo 2012: il re- corta comunicazione verso il cliente». port evidenzia una diminuzione in volumi del 2,76%, Il calo generalizzato dei consumi è figlio di una ne- con una perdita in valore dell’1,13%. Nessuna area cessità delle famiglie di ridurre drasticamente i co- geografica si salva, anche se il peso dei cali è signi- sti. Dei 3mila consumatori del panel “La piramide ficativamente diverso da regione a regione. La crisi dei consumi” intervistati da ForMind ben l’82% di- morde soprattutto al Sud, che nel periodo gennaio- chiara di avere contratto fino al 25% i propri consu- agosto 2013 perde il 3,25% dei volumi, seguito dal mi in bar e ristoranti nei primi due quadrimestri del Centro con il -2,96%, dal Nord Ovest con il -2,69% 2013 e solo il 3% dice di averli aumentati. Il 75% del Per i grossisti beverage, le possibilità di crescere vanno ricercate in una analisi molto capillare dell’andamento dei singoli sottocanali nelle diverse regioni e dei singoli formati di ogni referenza e dal Nord Est con il -1,87%. Luglio e agosto, i mesi campione ha inoltre scarsa fiducia sul futuro, atteg- clou dell’anno, hanno aggravato una situazione già giamento che li spingerà anche nei prossimi mesi a delicata: con cali nei volumi superiori al 2%, si stima tenere chiuso il portafoglio. che nel solo bimestre estivo siano mancati all’appel- Esaminando una a una le merceologie seguite da lo ben 50 milioni di litri di bevande rispetto al 2012. Mindforhoreca non stupisce quindi che l’acqua ab- Ma al di là dei dati nudi e crudi, è possibile estrapo- bia un calo del 2,40% nei formati Pet e del 2,70% lare informazioni in grado di trasformarsi in direzioni nei formati vetro; gli aperitivi e le bibite vanno ancora 33 032_35_formind_SL.indd 33 08/10/13 17.20 FARE IMPRESA OSSERVATORIO L’ESPERTO ACQUA IN PIZZERIA: STABILE IL VETRO IN CALO IL PET ANTONIO FARALLA Cofondatore e amministratore delegato di ForMind, è un esperto di commerciale nel largo consumo, area in cui ha ricoperto ruoli strategici per molte aziende, tra cui Evian, Barilla, Basf Audiovideo e Peroni Industriale. In quest’ultima ha ricoperto il ruolo di direttore vendite del canale Horeca. In ForMind si occupa di amministrazione aziendale e controllo di gestione. peggio. In particolare si registra un -4,93% per gli i 903 esercizi del panel Mindforhoreca sono ristoran- aperitivi alcolici, un -3,50% per gli analcolici e anco- ti a scontrino medio di 35 euro, pizzerie, bar diurni ra un -3,12% per il b&c (bibite in bottiglia e lattina) e notturni con e senza ristorazione e locali per l’in- e un -5,34% per le bibite dispensing (alla spina). La trattenimento, come birrerie, disco-pub, discoteche. birra va male, e anche qui la spina (-4,34%) performa peggio della bottiglia (-2,76%). Puntare sul vetro E male vanno pure gli energy drink e gli spirit, en- «Se per esempio esaminiamo il caso dell’acqua - trambi associati ai locali da intrattenimento. Nei punti osserva Faralla - notiamo che i cali di consumi si vendita diurni, gli energy perdono il 4,27% e i supe- concentrano soprattutto nei bar e nei locali notturni, ralcolici il 2,97%, mentre le proporzioni si rovesciano mentre nella ristorazione restano più o meno stabili, nei punti vendita notturni, con gli energy a -3,39% specie nelle pizzerie. In questo tipo di esercizi è il Pet e gli spirit a -4,75%. Per tutte le categorie il prezzo che va peggio, mentre le bottiglie in vetro si compor- medio all’acquisto dell’esercente si è ridotto rispetto tano meglio. Allora può essere una buona idea per il al 2012, con percentuali comprese tra lo 0,66% de- distributore presidiare il canale delle pizzerie, spin- gli energy drink nel notturno e il -2,57% delle bibite gendo magari l’acqua in vetro in luogo del Pet da 1,5 per il dispensing. L’unica a restare stabile in termini litri o da 0,5 litri. Si ha un valore aggiunto in più, per- di prezzo d’acquisto è l’acqua. ché con una bottiglia in vetro la tavola è più elegante Per capire come impostare la propria politica di di- e il consumatore ha la percezione di essere trattato stribuzione è però importante incrociare questi dati, meglio. Lo scontrino diventa più “pesante”, ma in di per sé scoraggianti, con quelli territoriali, rilevati questo caso è pagato senza obiezioni dal cliente». regione per regione da ForMind, e con quelli delle Bisogna tenere conto che il consumatore sta taglian- occasioni di consumo e dei sottocanali. In particolare, do tutti i consumi che sembrano troppo cari, come 34 032_35_formind_SL.indd 34 08/10/13 17.20 L’andamento mensile dei consumi Variazioni percentuali 2013 rispetto al 2012 mese per mese: periodo gennaio-agosto Fonte: Mindforhoreca, ForMind. Trend fatturato: variazione rispetto allo stesso mese del 2012 1,20 0,60 Trend volumi: variazione rispetto allo stesso mese del 2012 0,09 -0,14 -0,77 -0,91 -0,99 -0,92 -1,12 -1,29 -1,24 -2,36 gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno -1,09 -2,55 luglio -1,13 -2,76 agosto dimostra il calo elevato delle bibite dispensing e del- può essere una soluzione intelligente per mantenere la birra alla spina. Pagare 5 euro o più una bibita o i consumi a un buon livello, consentendo alla clien- una birra alla spina è da molti considerato troppo e tela di contenere i costi». si assiste così a una virata sulle bottiglie. «Per quanto riguarda la birra - osserva Faralla - in questo mo- Ridurre gli stock mento se fossi un distributore punterei sulle bottiglie Un altro suggerimento è di presidiare i locali serali in tutti i canali, dalla pizzeria, dove quelle in vetro da dell’aperitivo, che specie la clientela giovane frequen- 0,66 o 0,75 cl possono rappresentare un’alternativa ta in sostituzione della cena. «Il distributore beverage alla spina, ai pub, dove proporre una carta delle birre deve cercare di sostenere la propria proposta anche con prodotti per arricchire l’aperitivo - osserva Faralla -, anche per fronteggiare meglio la concorrenza LE TENDENZE: ATTENZIONE AI PREZZI! :: 1. CONSUMI IN CALO Alla tendenza del consumatore di valutare con sempre maggiore attenzione i propri consumi fuori casa si aggiunge l’aumento dell’Iva, destinato certamente a produrre un’ulteriore flessione. :: 2. PREZZI ALLA FONTE STABILI Produttori e distributori nel 2013 hanno mantenuto sostanzialmente gli stessi prezzi del 2012, conservando gli stessi listini. La tendenza dovrebbe protrarsi anche sul 2014. :: 3. PREZZI AL PUBBLICO IN AUMENTO: UN ERRORE Continuano invece ad aumentare i prezzi al pubblico: occorrerebbe una maggiore attenzione da parte del legislatore e delle associazioni di categoria. Se non si prendono provvedimenti per calmierare i prezzi al banco, il rischio è di non garantire la tenuta del mercato nel periodo autunnale. del distributore food, che ha una specializzazione maggiore sul canale». Nella fascia serale perdono i prodotti a più alto valore aggiunto, che negli ultimi anni avevano invece avuto crescite a due cifre. Gli energy drink si riducono quasi quanto i superalcolici, con cui vengono spesso miscelati, e questo segna la difficoltà di tutto il mondo della miscelazione. «Su questi prodotti - osserva Faralla - è diventato quasi un obbligo per il distributore tenere stoccaggi ridotti all’osso, sia perché non si vedono spiragli di una rapida ripresa sia per tenere i pagamenti nei tempi prescritti dalle nuove norme». x 35 032_35_formind_SL.indd 35 08/10/13 17.21 FARE IMPRESA GESTIONE Ottenere il meglio dalla forza vendita di Andrea Mongilardi Imparare un metodo per valutare i venditori permette di scoprire le loro potenzialità inespresse e di migliorare i loro limiti L a forza vendita, in un’impresa di distribuzione, è esempio quella del venditore, del capo area o del re- una risorsa di fondamentale importanza. Eppu- sponsabile vendite». A cosa serve? «I vantaggi sono re, spesso, la valutazione dei venditori è fatta in modo più d’uno - risponde Rossi -: fare una buona sele- superficiale. Si basa su considerazioni contingenti, zione di nuovi venditori, conoscere il potenziale delle con le emozioni che finiscono con il prevalere rispetto persone che già lavorano in azienda, verificare il pos- ai giudizi razionali. E di fronte alla frustrazione di non sesso di capacità-chiave in chi dovrà ricoprire futuri avere una forza vendita che “lavora come dovrebbe” ruoli di responsabilità, come i capi area». finiscono per prevalere rabbia e rassegnazione. Ma un’altra possibilità c’è, e passa dalla creazione di un Lavorare sui punti deboli metodo di valutazione del personale fondato su cri- Il compito fondamentale dell’assessment center, in teri il più possibile obiettivi e razionali. sintesi, è aiutare a mettere sempre le persone giuste «Mettere in piedi un assessment center è di gran- al posto giusto, riducendo al minimo i rischi legati alla dissima utilità per un grossista - spiega Attilio Rossi, selezione di nuovi collaboratori. esperto di selezione del personale -: si tratta di co- Ma la sua utilità va oltre: «Capire quali sono le com- struire un metodo di valutazione per le persone che petenze e le capacità delle persone che lavorano in devono ricoprire una funzione aziendale, come per azienda - spiega Rossi - permette di individuare con 36 036_040_personale_rossi_wt.indd 36 09/10/13 09.15 PERAPPROFONDIRE VENDITORI: COME RENDERE PIÙ EFFICACE LA VISITA* SELEZIONE DEL PERSONALE E VALUTAZIONE DEL POTENZIALE NEL RETAIL E NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE di Attilio Rossi e Cristina De Biasio Franco Angeli Edizioni - 2013 176 pagine 22,00 euro PERCHÉ È UTILE Raramente la selezione del personale, anche se è di fondamentale importanza come nel caso della forza vendita, è fatta sulla base di metodi di valutazione ragionati e codificati. Spesso ci si affida alle sensazioni personali. Conoscere i metodi con cui le grandi aziende selezionano i propri uomini di vendita aiuta a costruire selezioni e percorsi di carriera efficaci. E riduce la probabilità di pentirsi delle scelte fatte. :: 1. AIUTATE IL CLIENTE A VEDERE ELEMENTI CHE NON AVEVA CONSIDERATO Esplicitate al cliente i problemi relativi alla sua attività che avete evidenziato. Attraverso un dialogo si arriva a formulare una diagnosi e poi a condividerla. :: 2. AIUTATE IL CLIENTE A VEDERE SITUAZIONI CHE CONSIDERA INNOCUE, MA NON LO SONO A volte aspetti considerati banali (come un po’ di permissivismo) possono finire per avere un impatto molto negativo su aspetti chiave come la produttività o la motivazione del personale. Dialogare con il cliente su questi aspetti lo aiuta a chiarire l’impatto che hanno sul suo business. :: 3. AIUTATE IL CLIENTE A COGLIERE OPPORTUNITÀ CHE ALTRIMENTI PERDEREBBE Evidenziare opportunità non adeguatamente sfruttate dà un grande valore alla vendita. Alzare l’asticella è più importante che risolvere problemi. Attraverso il dialogo si può costruire una visione condivisa venditore-cliente su quali sono le opportunità non ancora sfruttate da sviluppare. :: 4. AIUTATE I CLIENTI A RISOLVERE PROBLEMI ADOTTANDO SOLUZIONI A CUI NON AVEVANO PENSATO Pochi clienti conoscono tutti i potenziali utilizzi dei vostri prodotti-servizi. Fornirgli dei punti di vista o delle soluzioni a cui non avevano pensato offre loro un vantaggio aggiuntivo e a voi un credito maggiore. :: 5. AIUTATE I CLIENTI METTENDOLI IN CONTATTO CON PERSONE CHE POSSONO FARE AL CASO LORO Quando un cliente espone un problema, pensate se potete suggerirgli qualche persona della vostra azienda o un esperto in grado di risolvergli la questione. *Liberamente tratto da “Would customers pay for your sales call?” di Scott Edinger, Harvard Business Review precisione anche quali sono le principali carenze o le nuovo venditore, cominciamo da subito a identificare competenze da rafforzare. Si tratta di una indicazione le persone che hanno le potenzialità giuste per rico- molto utile, perché permette di definire con precisio- prire ruoli di maggiore responsabilità - spiega Rossi ne quali sono le priorità in ambito formativo». Cono- -. Il secondo è che, nel momento in cui ci si trovi im- scere le debolezze dei propri uomini, in altre parole, provvisamente a dover sostituire una figura di vertice, aiuta a capire dove hanno più bisogno di migliorare come il responsabile vendite, non si parte da zero. le proprie competenze. «Chi fa questo trasmette ai E si hanno molto maggiori elementi di giudizio per propri venditori un messaggio importante: dimostrar- valutare l’eventuale promozione di uno dei venditori Non è detto che il miglior venditore dell’azienda sia il candidato ideale al ruolo di responsabile vendite: essere un buon venditore è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Servono altre doti si sinceramente attenti alle persone e preoccuparsi già in azienda, soluzione certamente meno rischiosa della loro valorizzazione ha come conseguenza che rispetto a prendere qualcuno da fuori». i dipendenti capiscono che chi vale, si impegna e porta risultati può crescere. E il loro atteggiamento I test di valutazione cambia velocemente. Per la valutazione della forza vendita di un grossista, Creare un assessment center a prescindere dall’ef- Rossi ha messo a punto un procedimento basato su fettivo bisogno del momento ha due vantaggi, so- cinque prove, utile anche per individuare i migliori prattutto nella scelta delle figure di vertice della for- candidati al ruolo di responsabile vendite: «La prima za vendita: «Il primo è che, quando selezioniamo un è una autopresentazione: si chiede alla persona di 37 036_040_personale_rossi_wt.indd 37 08/10/13 14.31 FARE IMPRESA GESTIONE COMPITI E COMPETENZE DI UNA MODERNA FORZA DI VENDITA Responsabile Vendite AREA RELAZIONALE (ED EMOZIONALE) COMPITI Venditore AREA RELAZIONALE COMPITI Nei confronti dei clienti: :: Formare, aggiornare, motivare e focalizzare/orientare i venditori :: Trasmettere senso di appartenenza e spirito di squadra :: Trasmettere entusiasmo, senso di responsabilità, serietà e serenità (anche di fronte a criticità) :: Supportare i venditori in fasi di difficoltà (e nella negoziazione con il cliente) :: Instaurare rapporti di fiducia :: Essere autorevole e credibile :: Comprendere le esigenze e le opportunità commerciali :: Fare proposte commerciali :: Essere di supporto nella soluzione di eventuali problemi :: Essere il “consulente” per lo sviluppo del business :: Trasmettere i valori aziendali COMPETENZE/CAPACITÀ PECULIARI Nei confronti dell’azienda e dei colleghi: :: Assegnare e verificare/controllare il conseguimento degli obiettivi (i venditori sono poco portati a organizzarsi e a guardare i numeri) :: Collaborare a costruire e monitorare i “giri visite”/piano di lavoro dei venditori :: Tenere sotto controllo il “recupero del credito” (clienti che non pagano) affinché i venditori si attivino :: Essere collaborativo con tutti i settori aziendali :: Contribuire alla formazione dei nuovi venditori :: Fare squadra con gli altri venditori :: Riportare le esigenze del cliente con idee e proposte di soluzione COMPETENZE/CAPACITÀ PECULIARI :: Comunicazione e relazione :: Sensibilità e competenza commerciale :: Autocontrollo e stabilità emotiva :: Affidabilità :: Energia e orientamento al fare :: Collaborazione AREA REALIZZATIVA COMPITI :: Organizzare il “giro visite” secondo le corrette priorità :: Analizzare i risultati economici del proprio lavoro (vendite, margini, raffronto budget-consuntivi e con dati economici di zona e regione) :: Essere puntuale rispetto a necessità o scadenze :: Essere determinato rispetto agli obiettivi prefissati COMPETENZE/CAPACITÀ PECULIARI :: Orientamento agli obiettivi :: Organizzazione :: Ragionamento critico numerico :: Comunicazione e relazione :: Leadership :: Autocontrollo e stabilità emotiva :: Negoziazione :: Flessibilità AREA MANAGERIALE (E COGNITIVA) COMPITI COMPETENZE/CAPACITÀ PECULIARI :: Ragionamento (deduzioni corrette a partire da dati numerici) :: Manageriali (organizzazione, gestione collaboratori, delega, controllo) AREA REALIZZATIVA COMPITI :: Partecipare attivamente alla riunione mensile nella quale viene decisa la strategia locale (portare la sensazione/polso del mercato e discutere gli obiettivi che ripartirà sui venditori) :: Gestire e animare le riunioni mensili rivolte ai venditori :: Gestire e animare gli incontri mensili individuali con i venditori COMPETENZE/CAPACITÀ PECULIARI :: Proattività :: Iniziativa e autonomia :: Tenacia e orientamento all’obiettivo :: Sensibilità commerciale 38 036_040_personale_rossi_wt.indd 38 08/10/13 14.31 PIANETAHOTEL.it UN SISTEMA MULTIMEDIALE PER I PROFESSIONISTI DELL’OSPITALITÀ 1.Management Aggiornamenti sulle novità legali, fiscali, contrattuali del settore alberghiero con il parere dei protagonisti 2.News L’attualità dal mondo dell’hotellerie, aperture, case history, ritratti di manager, accessibili dalla home page o attraverso le aree tematiche 3.L’edicola Tutti i numeri di Pianetahotel sfogliabili, gli Speciali e le newsletter 4.Osservatorio Ricerche e studi di mercato in collaborazione con le principali società di consulenza del settore 5.Video e Fotogallery Gli eventi e i protagonisti da vedere e da ascoltare +.agenda PH_pubb_sitoPH.indd 93 e link utili 08/05/13 09.06 preparare in cinque minuti una propria presentazione di fronte agli altri, indicando i risultati conseguiti, le cose positive e negative del proprio lavoro, dove si vedrebbe tra qualche anno». Il passo successivo sono i test cognitivi: «Servono a valutare le qualità delle persone dal punto di vista del ragionamento numerico (la capacità di analizzare i dati), verbale-scritto (la comprensione di istruzioni scritte e la capacità di interpretarle), logico-deduttivo (la capacità di ragionamento, nel senso di creare un quadro omogeneo a partire da informazioni eterogenee)». Il terzo strumento si chiama “In basket”: «È una prova individuale che valuta le capacità di soluzione dei problemi, decisione e programmazione - spiega Rossi -: ad esempio si fornisce una serie di documenti a una persona chiedendogli di programmare il lavoro e l’agenda degli impegni in base alle priorità». La quarta è una prova relazionale: «Si fa in gruppo: viene dato un tema e si chiede ai componenti di arrivare a una decisione condivisa. Serve per vedere la capacità di interagire in gruppo di ogni persona». Il quinto e ultimo passo è un colloquio individuale, per capire interesse e la motivazione a ricoprire il ruolo. PERCHÉ VALUTARE I VENDITORI? :: VALORIZZARE I TALENTI Una approfondita conoscenza delle conoscenze e delle capacità di ogni venditore consente di utilizzare al meglio le doti di ognuno. L’attenzione della direzione motiva le risorse migliori. :: LAVORARE SULLE DEBOLEZZE Individuare le aree in cui ci sono le maggiori carenze permette di identificare dove concentrare gli sforzi e i piani formativi. :: PREMIARE CHI PORTA RISULTATI Un’azienda che dimostra che le persone che valgono e che portano risultati vengono valorizzate (non solo in termini economici, ma anche di carriera) spinge a dare il meglio e a impegnarsi per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. :: CONOSCERNE LE POTENZIALITÀ Avere chiaro non solo cosa sa fare una persona, ma anche (e soprattutto) alle potenzialità permette di pianificare i percorsi di carriera e di facilitare e rendere più rapida la scelta nel caso ci si trovi a dover occupare una posizione diventata vacante (dimissioni, licenziamento ecc.). L’utilità dei risultati «Per fare una valutazione di questo tipo per una decina di persone è sufficiente una giornata di lavo- fanno parte del loro lavoro abituale. Per un venditore ro di un team di quattro professionisti» rivela Rossi. che aspira a diventare capo area la richiesta potrebbe Un investimento contenuto con doppio vantaggio: essere di fare una presentazione su un nuovo pro- «Il report finale - afferma - offre da un lato una foto- dotto o sull’andamento delle vendite». L’ESPERTO FARE IMPRESA GESTIONE ATTILIO ROSSI Genovese, classe ’55, laurea in sociologia, ha alle spalle una lunga carriera manageriale nell’organizzazione e nei sistemi di gestione delle risorse umane. È amministratore della società Metodo, che opera nel campo della selezione, della formazione e della consulenza. È specializzato nella valutazione delle prestazioni e del potenziale e nella selezione del personale. Coordina progetti di start up, di riorganizzazione, di ricerca dell’efficienza, di cost saving e di sviluppo del business. grafia molto precisa della propria forza vendita, con punti di forza e di debolezza di ogni venditore. Ma Scegliere un responsabile vendite soprattutto offre una serie di proposte operative su Già, perché vendere e coordinare i venditori sono due come sfruttare i punti di forza e lavorare sui punti di mestieri molto diversi: «L’errore più comune - spiega debolezza». L’ideale, naturalmente, è condividere con Rossi - è pensare che il miglior venditore sia il mi- i venditori i risultati, per coinvolgerli nel processo di glior responsabile vendite possibile. In realtà non è miglioramento delle proprie capacità e competenze. così. Certo, per essere un buon responsabile vendi- Dall’analisi fatta emerge un’ulteriore informazione te bisogna essere stato un buon venditore, perché preziosa: l’identificazione di chi ha le caratteristiche altrimenti non si riuscirà a conquistare la fiducia del più idonee per ruoli di coordinamento: «Per allenare proprio team. Ma questo è solo il 50% delle doti ne- una persona a compiti che non ha mai ricoperto - cessarie, perché l’altro 50% richiede tutt’altro tipo di spiega Rossi -, soprattutto nel caso in cui si passi da capacità: saper motivare, organizzare, indirizzare il un lavoro operativo a uno di coordinamento, è molto lavoro, assegnare e verificare gli obiettivi. Capacità la- utile assegnare piccole deleghe temporanee che non voro completamente diverse da quelle di vendita». x 40 036_040_personale_rossi_wt.indd 40 08/10/13 14.31 Ristorantiweb.com la nuova informazione per chi gestisce e lavora nell’impresa ristorante 1.Ristorazione start up, modelli di business e case history tutte da scoprire nei diversi comparti della ristorazione 2.Management Dagli esperti de Il Sole 24 la sezione “rosa” ad alto contenuto professionale mercato, gestione, norme &fisco, marketing e lavoro 3.Forniture novità e protagonisti dal mondo della produzione e distribuzione 4.Vino&Cantina Aziende, prodotti, itinerari e Territori 5.L’edicola L’informazione multimediale formato flip magazine sfogliabile 6.Video e gallery Eventi, tecniche e protagonisti da vedere e da ascoltare +.agenda e link utili Ristoranti Imprese del gusto debutta sul web con Ristorantiweb.com il nuovo sito per l’informazione e l’aggiornamento di ristoratori, chef, sommelier, maître, aziende e distributori di food&beverage e attrezzature. Una suddivisione chiara fin dalla homepage offre una panoramica generale delle diverse sezioni e consente una navigazione facile e immediata per trovare e consultare agevolmente le notizie utili alla professione Ristorantiweb.com Il nuovo indirizzo di riferimento per i professionisti della ristorazione PH_pubb_sitoRIST.indd 91 08/05/13 09.02 FARE IMPRESA GESTIONE Chi ben negozia ottiene molto di più di Irene Greguoli Venini Partire dai bisogni della controparte e stabilire un feeling con la persona. Sono le basi di una negoziazione efficace. Che deve sempre far leva sui vantaggi reciproci A scoltare approfonditamente per comprende- proposta è attenta a ciò di cui l’interlocutore ha bi- re l’interlocutore, mostrare rispetto e interes- sogno. D’altro canto, pensare di aver capito la con- se evitando di porsi con distacco, chiarire le proprie troparte senza averla fatta parlare può portare a un premesse, tenendo conto di quelle della controparte errore molto insidioso in una trattativa: la sottovalu- e chiedendogli il perché della posizione che assume, tazione dell’interlocutore, nella convinzione di essere personalizzare l’argomentazione avendo ben in men- più che adeguati a gestire la situazione». te l’ordine logico dell’esposizione: sono gli elementi chiave per impostare nel miglior modo possibile una Il rapporto interpersonale negoziazione, che sia con un cliente, un fornitore o «Bisogna anche tener presente - continua Cesana - la propria forza vendita. che non si negozia con un’azienda, ma con una per- Uno dei pericoli più forti in una negoziazione è l’in- sona. Quindi è importante il rapporto interpersonale capacità di comprendere l’interlocutore. «Per questo che si riesce a stabilire: contano il sorriso, la pazienza è fondamentale ascoltare: un buon negoziatore parla e tutti quegli atteggiamenti che ci mettono nella con- poco e ascolta molto - spiega Daniele Cesana, senior dizione di risultare graditi. Dunque è fondamentale partner della società di consulenza Skolé -. Spesso la la valorizzazione della persona che si ha davanti e lo negoziazione viene condotta sulla base di quello che sforzo di mettersi al suo livello». Gratificare l’interlo- si vuole proporre e non di ciò di cui la controparte cutore con interesse e attenzione è consigliabile so- ha bisogno. Occorre invece far capire che la nostra prattutto quando si tratta con uno sconosciuto. Sen- 42 002_negoziazione.indd 42 08/10/13 12.34 È senior partner della società di consulenza di direzione Skolé, negoziatore professionale e mediatore d’affari, trader internazionale, consulente di direzione su temi di strategia, marketing e organizzazione commerciale, personal coach di imprenditori, donne e uomini di affari. È autore del volume “Si negozia sempre. I processi mentali e le dinamiche relazionali nella negoziazione” (FrancoAngeli, 2013, pagg. 224, euro 23). :: 1. ASCOLTO Ascoltare approfonditamente per comprendere il nostro interlocutore. :: 2. ATTENZIONE Gratificare l’interlocutore dedicandogli interesse e attenzione. :: 3. CHIAREZZA Stabilire in modo chiaro le proprie premesse. :: 4. ANALISI Indagare a fondo le premesse della controparte, domandandosi il perché della sua posizione. :: 5. PARTNERSHIP Valorizzare il più possibile il concetto di partnership. :: 6. PERSONALIZZAZIONE La propria argomentazione va il più possibile personalizzata in funzione dell’interlocutore. :: 7. PREPARAZIONE È opportuno prepararsi prima dell’incontro con la controparte uno schema con i punti essenziali e l’ordine logico dell’intervento. za una fiducia già condivisa su cui basarsi, la cosa migliore è favorire la valorizzazione dell’ego dell’interlocutore, avviando la relazione con un argomento che gli piaccia, in modo da incoraggiare il fluire della conversazione, generando il minor attrito possibile. Definire cosa è negoziabile e cosa no Di grande importanza è poi stabilire le proprie premesse, dichiarando sia ciò su cui si è disposti a trattare ampiamente ma anche ciò che si ritiene non negoziabile (per esempio le condizioni di pagamento). Allo stesso tempo però è indispensabile indagare a fondo le premesse dell’interlocutore. Quando, per esempio, la controparte chiede subito uno sconto, l’arma migliore è domandare perché: vuol pagare di meno, giudica il prodotto o il servizio inadeguato rispetto al prezzo richiesto ecc. «Occorre sapersi mettere nei panni dell’altro - spiega Cesana -, vedere le obiezioni e le riflessioni degli altri alla luce del loro punto di vista e non solo in opposizione al proprio, valorizzando il più possibile, all’interno della negoziazione, il concetto di partnership, mostrando cioè che l’obiettivo è raggiungere i migliori risultati insieme». Nel sostenere le proprie ragioni, è bene ricordare che non per tutti funzionano gli stessi argomenti, quindi bisogna personalizzare il più possibile la propria argomentazione. Per questo è utile preparare prima i punti essenziali e l’ordine logico dell’intervento: cosa dire prima, cosa mettere al centro della comunicazione, cosa cercare di far ricordare e cosa omettere. x PERAPPROFONDIRE L’ESPERTO DANIELE CESANA I CONSIGLI PER CONDURRE UNA NEGOZIAZIONE GUIDA ALLE TECNICHE DI NEGOZIAZIONE Franco Angeli - 7a ristampa 2013 256 pagine - euro 22 PERCHÉ È UTILE È il best seller assoluto in tema di strategie di negoziazione, arrivato all’undicesima edizione e alla settima ristampa. L’autore è John Winkler, presidente del Winkler Marketing Group e uno dei maggiori esperti mondiali di tecniche di negoziazione. Il volume spiega i 10 principi chiave della negoziazione, che si sviluppano in 4 fasi preliminari e 6 momenti di contrattazione, dando suggerimenti su come massimizzare i risultati di una trattativa (sia che questa si svolga da una posizione di forza che di debolezza), come annullare le tattiche adottate dalla controparte, come definire di volta in volta l’azione più opportuna, come vincere le resistenze, come giungere a una conclusione positiva. Sono anche presenti liste di controllo e passi in istruzione programmata per autoverificare, capitolo per capitolo, il grado di apprendimento raggiunto nelle tecniche insegnate. 43 042_043_negoziazione.indd 43 08/10/13 12.40 MERCATO PROTAGONISTI Una crescita continua a colpi di innovazioni di Andrea Mongilardi Chef Bertolini porta ogni mese nei bar del Triveneto decine di idee e prodotti nuovi: una strategia che paga. Prossima mossa: l’acquisizione di aziende di distribuzione indipendenti P er un imprenditore di successo, i numeri sono spesso motivo di orgoglio: dietro la loro appa- rente freddezza nascondono obiettivi raggiunti, mete faticosamente conquistate, successi lungamente inseguiti. Sono bandierine che sventolano per ricordare le mete raggiunte. Alcuni numeri, però, assumono un valore speciale. Non perché rappresentano dei record, ma per la storia di cui sono testimoni. Per Andrea Bertolini, amministratore delegato di Chef Bertolini, grossista del Triveneto specializzato nel canale bar, il +20% di fatturato con cui la sede di Padova ha chiuso il primo semestre del 2013 è uno di quei numeri destinati a restare a lungo impressi nella memoria. Il perché è presto detto: sabato 22 dicembre dello scorso anno, nel cuore della notte, riceve una telefonata. Un incendio devastante ha investito l’azienda adiacente alla sua. I magazzini di Chef Bertolini, ultimati appena sei mesi prima, vengono seriamente danneggiati. C’è il rischio che crollino. La domenica mattina, tutti i dipendenti della filiale di Padova sono lì, per rendersi conto del disastro ma, soprattutto, per dare una mano a pulire. «La forza della nostra azienda sono sempre state le persone - afferma -: collaboratori straordinari che lavo- Il magazzino di Padova come si presentava la mattina del 23 dicembre, all’indomani dell’incendio. identikit :: CHEF BERTOLINI Via San Giacomo 52 - Portogruaro (Ve) www.chef.it :: PROPRIETÀ 4 soci operativi (Andrea Bertolini, Gian Franco Barbui, Gabriele Conte, Luigino Morassutto) e 4 non operativi (Roberto Malerba, Adolfo Vannucci, Angelo Cardani, Antonio Cantarella). :: AREA DI ATTIVITÀ Veneto (esclusa Belluno) e Friuli Venezia Giulia :: RETE VENDITA 47 agenti monomandatari Enasarco :: MAGAZZINI 3.000 mq coperti a Romans d’Isonzo (Go), 3.000 a Padova, 2.000 a Portogruaro 44 006_bertolini_SL.indd 44 08/10/13 16.37 ILPROFILO 31 milioni il fatturato previsto per il 2013 ANDREA BERTOLINI Veneto di Portogruaro, classe ’66, è un “fratello d’arte”. Dopo il diploma, muove i suoi primi passi nel mondo della distribuzione nell’azienda dei suoi due fratelli maggiori a metà degli anni ’70: la Bertolini F.lli era una concessionaria del Mulino Bianco specializzata nel retail. La scelta di mettersi in proprio è del ’95, quando rileva dai fratelli l’azienda di famiglia insieme a tre venditori. Dopo quasi vent’anni, loro quattro sono ancora il cuore dell’attuale Chef Bertolini. +6,35% l’incremento di fatturato nel periodo gennaio-luglio 2013 5.200 il parco clienti servito, per l’80% bar, soprattutto del canale diurno 28% rano con entusiasmo e dedizione. A partire dai miei 21% tre soci storici, che hanno creduto nell’avventura che gli ho proposto nel 1995 e che sono ancora oggi la spina dorsale dell’azienda». Dopo aver riacquistato 15% l’azienda a cinque anni di distanza dalla vendita a un fondo, Chef Bertolini ha ricominciato a macinare utili e crescite di fatturato, arrivando a superare i 31 milioni di fatturato a fine 2012. La forza propulsiva della crescita dell’azienda, secondo Bertolini, è LECONSEGNE la capacità di proporre continue innovazioni ai loro AXA QUANDO SERVE Le consegne di Chef Bertolini sono AxB, AxC, ma anche AxA quando serve (come nel caso degli stabilimenti balneari d’estate nei weekend). Un 10% del fatturato è fatto in tentata vendita. clienti, per la stragrande maggioranza bar. Novità a ciclo continuo 13% 5% 5% 7% 6% Il fatturato per categorie Ripartizione percentuale delle vendite, anno 2012 «Da sempre - afferma Bertolini - investiamo tempo ed energie nella ricerca di novità per il mondo Croissanterie Formaggi del bar. Per esempio andiamo a visitare a tutte le Pane Panini farciti principali fiere di settore in Italia e all’estero. Ma gli Insaccati Vasellame spunti non ci mancano: veniamo quasi quotidiana- Gelati (Nestlé) Altro mente a contatto con artigiani eccellenti capaci di Fonte: Chef Bertolini produrre specialità di altissima qualità. Tutto questo si traduce nel fatto che riusciamo tutti i mesi a presentare ai nostri clienti almeno una quarantina tra nuovi prodotti e linee inedite. E l’esperienza ci ha insegnato che quando un prodotto è valido finisce per avere successo, anche se costa un po’ di più». Proporre prodotti innovativi non è affatto banale: «I nostri agenti, tutti monomandatari, sono molto più di semplici venditori: il loro ruolo, nel presentare le novità, non si limita a tentare di piazzare il prodotto 45 006_bertolini_SL.indd 45 08/10/13 16.38 MERCATO PROTAGONISTI I PRODOTTI A MARCHIO, UNA SCELTA STRATEGICA La scelta di affiancare all’attività distributiva quella di produttore risale al 2000, con la creazione di Bertolini Group, specializzata nella produzione di panini e tramezzini confezionati in Atm: «Dopo aver testato tanti fornitori - spiega Bertolini -, non avendo trovato un prodotto che ci soddisfaceva in pieno dal punto di vista qualitativo alla fine abbiamo deciso di produrli noi. I fatti, poi, ci hanno dato ragione, visto che la maggior parte delle aziende sorte in quegli anni hanno già chiuso, mentre noi continuiamo a crescere». Oggi la linea di panini e tramezzini in Atm è una delle famiglie di prodotti più importanti nel mix d’offerta di Chef Bertolini, con un fatturato di circa 2 La sede centrale di Chef Bertolini a Portogruaro (Ve). milioni di euro. L’esperienza positiva fatta con i panini ha spinto Chef Bertolini ad ampliare nel tempo la gamma di prodotti a marchio, racchiusi sotto il cappello di Gusto Cinque Stelle. «La nostra gamma - spiega Bertolini - va dalla croissanterie al pane surgelato e comprende Sopra, il folder “Speciale Intolleranze”. A destra, la linea di biscotteria a marchio Gusto Cinque Stelle. per farlo provare. Lo sforzo è di spiegare ai gestori sulenza nei confronti dei gestori dei locali basato su perché può essere utile, fornendogli delle idee di pos- una solida relazione di fiducia. «Ogni agente ha un sibile utilizzo, ma anche le informazioni corrette per parco clienti di poco più di un centinaio di locali - valorizzarne al massimo le qualità». L’organizzazio- racconta Bertolini - e ogni 7-8 agenti abbiamo un ca- ne dell’azienda prevede una distinzione tra le figure po area. Tutti gli agenti hanno un proprio tablet con di agenti e quelli di consegnatari, per permettere ai listini, cataloghi, aggiornamenti, novità e tutto quello primi di dedicarsi con maggiore attenzione alla con- ce serve per lavorare». Eliminati i cataloghi, la carta 46 006_bertolini_SL.indd 46 08/10/13 16.38 ORGANIGRAMMA anche qualche insaccato. Si tratta di prodotti che acquistiamo da fornitori selezionati e che vestiamo con il nostro marchio: un modo per riuscire a offrire ai nostri clienti delle referenze che nessun’altro ha. Un argomento di vendita molto importante per i nostri venditori». Nell’ampia offerta Gusto Cinque Stelle di Chef Bertolini non manca nemmeno una linea “Speciale Intolleranze”, fatta di primi piatti, dolci e gelati senza glutine, privi di lattosio o adatti per le persone diabetiche: «Sono referenze che fanno numeri davvero minimi - spiega - ma che è fondamentale avere soprattutto se si servono alcune tipologie di clienti, come per esempio gli alberghi a 5 stelle, che hanno bisogno di met- I VERTICI Presidente: Roberto Malerba. Ad: Andrea Bertolini. Resp. commerciali: Giovanni Zattarin e Flavio Forestan (Padova), Gian Franco Barbui (Portogruaro), Luigino Morassutto (Romans d’Isonzo). Resp. acquisti: Giorgio Rigon. Resp. amministrativo: Federico Borsatti. Resp. logistica: Fabio Benetazzo (Padova), Gabriele Conte (Romans e Portogruaro). A destra, il cartello delle referenze della linea Panino Chef: sono prodotte in Atm da Bertolini Group, azienda del gruppo tere a disposizione della propria clientela tutto ciò di cui possono aver bisogno». Il prossimo progetto, in fase di lancio (che sarà probabilmente vestito con un marchio specifico) è quello di portare al bar una «cucina a cinque stelle». «Sarà una linea di prodotti finiti di alta qualità - afferma Bertolini - che il barista dovrà solo ultimare, impiattare e guarnire». In sintesi: qualità in tavola in due minuti (di preparazione). viene usata solo per stampare brochure specifiche per il lancio di nuove linee. Accanto a questa struttura, permane una parte non trascurabile di fatturato, circa il 10%, realizzato in tentata vendita, perlopiù con gelati e panini. L’ampiezza di gamma Da sempre, la scelta di Chef Bertolini è stata quella di puntare alla massima ampiezza di gamma possibile: «Non ci siamo mai voluti legare a un marchio solo - spiega l’amministratore delegato - perché nel nostro canale la marca non riveste un ruolo così fondamentale. Preferiamo invece essere liberi di scegliere i migliori prodotti presenti sul mercato e offrire ai nostri clienti l’intera gamma di possibilità disponibili. Ai nostri fornitori chiediamo molto, ma ricambiamo con risultati e puntualità nei pagamenti». Nata con Il gruppo dei magazzinieri della sede di Padova, artefici della “rinascita” dopo l’incendio che aveva seriamente danneggiato il magazzino a fine 2012. la croissanterie surgelata e il pane, Chef Bertolini ricava ancora da queste due linee di prodotto oltre un terzo del proprio fatturato. Insaccati, formaggi e vasellame sono altre famiglie di prodotto chiave per l’azienda, che negli anni ha sviluppato in maniera sempre più significativa l’offerta di prodotti a marchio (vedi riquadro in lato). 47 006_bertolini_SL.indd 47 08/10/13 16.38 MERCATO PROTAGONISTI DA PICCOLA AZIENDA A GRUPPO L’ANNO DI NASCITA è il 1995, quando Andrea Bertolini, insieme a tre venditori diventati soci (Gian Franco Barbui, Gabriele Conte e Luigino Morassutto) rileva dai suoi fratelli le quote dell’azienda di famiglia, che l’anno successivo cambia la ragione sociale da Bertolini F.lli a Bertolini Commerciale e, tra i primi, decide di specializzarsi nella fornitura di prodotti surgelati per il canale bar e i panifici, focalizzandosi sulle referenze per la prima colazione. Partono in otto: i quattro soci più quattro dipendenti. A fine anni ’90, con l’entrata in vigore delle norme Haccp c’è il boom dei prodotti confezionati in atmosfera modificata, Bertolini dà vita a Bertolini Group, azienda di produzione di panini e tramezzini in Atm. Nel 2003 Bertolini dà vita, con un ex manager Barilla, a Bontal Commerciale e acquista, insieme a un ex manager Nestlé, Friogel Commerciale, allora concessionaria Nestlé in Friuli. Nel 2005 la prima svolta cruciale: il fondo Argos Soditic, impegnato nel progetto della creazione di un grande polo della distribuzione food alternativo a Marr, chiamato Ch&f, dà il là a una campagna acquisti di distributori food. Bertolini cede l’azienda ma resta nella gestione. Negli anni successivi Ch&f arriva ad aggregare 12 aziende, ma il progetto non ottiene i risultati sperati, tanto che verrà successivamente abbandonato. Così nel 2009 Andrea Bertolini decide di ricomprarsi l’azienda. Accanto a lui ci sono i tre soci delle origini. Ma la necessità di ricapitalizzare impone a Bertolini la ricerca di capitali freschi. Mette così insieme una cordata di imprenditori milanesi disposti a investire nell’azienda e a rimanere come soci non operativi: entrano così nella compagine azionaria Roberto Malerba, Adolfo Vannucci, Angelo Cardani, Antonio Cantarella. Nasce la Chef Bertolini, che dopo tre bilanci in utile comincia a guardarsi intorno in cerca di nuove acquisizioni per continuare a crescere. La cura del cliente è un altro caposaldo dell’azienda veneta: «Grazie alla presenza di tre magazzini, a Padova, Romans e Portogruaro, riusciamo a servire tutti i clienti in tempi brevi - spiega Bertolini -. La distanza massima tra un magazzino e il locale cliente è 60 chilometri: significa che riusciamo ad arrivare, in caso di necessità, in meno di un’ora». Più che sulla velocità del servizio, però, Chef Bertolini punta sulla puntualità e sulla affidabilità delle «Cerco imprenditori indipendenti in Lombardia e Veneto che abbiano voglia di entrare in un gruppo più ampio per perseguire insieme nuovi obiettivi» consegne: «Garantiamo di arrivare tutti i giorni all’ora concordata - afferma Bertolini -. E soprattutto non facciamo mai mancare un prodotto rispetto a quello che è stato ordinato». Innovazione continua, puntualità e consulenza sono le chiavi su cui l’azienda riesce a costruire relazioni molto stabili con la propria clientela. «Le azioni di disturbo non mancano - spiega Bertolini -. E, in tempi di forti tensioni sul credito come quelli attuali, si 48 006_bertolini_SL.indd 48 08/10/13 16.38 I PILASTRI DELL’AZIENDA LENOVITÀ :: UN MANAGEMENT COESO I quattro soci che si sono lanciati insieme nell’avventura di una nuova azienda, quasi vent’anni fa, sono ancora nei posti chiave: una vera squadra. :: LE PERSONE GIUSTE NEI POSTI GIUSTI «I nostri collaboratori - afferma Bertolini - sono persone straordinarie, innamorate dell’azienda, pronte a recepire le novità e a farle proprie. È inutile avere delle buone idee se poi non c’è nessuno che le mette in atto». :: AMPIA GAMMA DI PRODOTTI Fatta salva la qualità dell’offerta, l’obiettivo è di proporre una gamma più ampia possibile di prodotti e di soluzioni senza legarsi a esclusive di marca. In ampliamento l’offerta di prodotti a marchio proprio. :: INNOVAZIONE CONTINUA L’innovazione è da sempre il motore dell’azienda. «Mensilmente - racconta Bertolini presentiamo ai nostri clienti almeno 40 tra novità di prodotto e linee innovative. E i nostri venditori sono molto bravi nel proporle dando ai gestori idee, consigli e indicazioni su come utilizzarli al meglio nel proprio locale». CROISSAINT PRONTI L’ultima novità in fase di lancio di Chef Bertolini è una linea completa di croissant surgelati pronti all’uso: basta rinvenirli un minuto in forno. sono moltiplicate anche le pratiche scorrette, come propria festa dedicata a tutti i dipendenti e alle loro ad esempio quella di accettare i buoni pasto come famiglie. «Avere un clima aziendale disteso è molto strumento di pagamento delle forniture. Una con- importante - afferma Bertolini -. Ma i responsabili correnza sleale cui bisognerebbe mettere un freno». devono trasmettere l’energia giusta ai propri collaboratori. Da noi le novità sono accolte con entusiasmo, La qualità delle persone mentre in tante altre aziende prevale la diffidenza. Di prodotti e servizio abbiamo detto. Ma alla doman- E tra i gruppi dei tre magazzini c’è una sana rivalità da su quali siano le caratteristiche distintive chiave che spinge tutti a dare il massimo». dell’azienda, Bertolini mette al primo posto le persone che lavorano con e per lui, a partire dai suoi soci. Acquisizioni in vista «Alla fine le aziende sono fatte da uomini - afferma Siamo partiti dai numeri, finiamo con i numeri: -. E i miei collaboratori sono gente straordinaria. È l’obiettivo di Bertolini è arrivare a un fatturato tra i inutile avere le migliori idee se poi non c’è nessuno 40 e i 50 milioni di euro in due anni. «Siamo interes- che le sa mettere in pratica». santi ad acquisire un paio di aziende indipendenti Due gli appuntamenti chiave nella vita dell’azienda: - annuncia - che operino in Veneto o in Lombardia. la riunione settimanale di tutti i responsabili e l’ap- Possibilmente guidate da imprenditori che abbiano puntamento annuale con il Bertolini Day, una vera e voglia di prender parte a un progetto più grande». x 49 006_bertolini_SL.indd 49 08/10/13 16.38 ILPROFILO MERCATO PROTAGONISTI CLAUDIO RECCHIONI Quarantuno anni, Claudio Recchioni lavora nell’azienda di famiglia da quando era poco più che maggiorenne. Ha cominciato dalla gavetta, dal magazzino, arrivando dopo varie esperienze, alla direzione. Ha frequentato diversi corsi di formazione sull’amministrazione, la distribuzione e la logistica. Da febbraio 2008, Recchioni è consigliere del Cda (Consorzio distribuitori alimentari). In gamma anche servizi e formazione al cliente di Alessandra Tibollo Da enoteca rivolta ai soli consumatori a punto di distribuzione per l’Horeca marchigiano. Così Recchioni di Civitanova è diventata una solida realtà 16% 4% 15% D a piccola enoteca a uno dei maggiori grossisti della sua regione. La Recchioni Srl ha vissuto una profonda crescita negli ultimi venti anni, testi- 2% 4% 7% 35% moniata dagli occhi del suo attuale titolare, terza generazione al vertice dell’azienda di famiglia. Claudio Recchioni ricorda quando a diciotto anni ha mosso i suoi primi passi nel settore: «Era il 1991 e all’epoca c’erano tre dipendenti e un impiegato, adesso 17% siamo più di venti». L’avventura dei fratelli Recchioni inizia nei primi anni Ripartizione fatturato Incidenza dei singoli segmenti merceologici Liquori Succhi Birre Vini Bibite Acque Altro Food Fonte Recchioni Srl Cinquanta, quando i fondatori Tullio, Manlio e Ferdinando danno vita a un’attività di vendita di bibite e birre che si sviluppava prettamente nel periodo estivo nell’area di Civitanova Marche. I primi partner commerciali dell’epoca erano Recoaro, San Pellegrino, Dreher, Crodo e Campari. Col tempo l’azienda si è 50 000_000_recchioni.indd 50 08/10/13 16.21 identikit notevolmente ingrandita, fino a raggiungere i volumi attuali, che contano un fatturato da 6,7 milioni di euro, una sede da 4.800 mq, di cui un magazzino coperto 1.600 mq completamente scaffalato, nel quale 6,7 milioni il fatturato 2012 dell’azienda 920 vengono movimentate 1.940 referenze. Particolarmente importante il ruolo dell’enoteca, aperta anche al pubblico non horeca e dedicata alla vendita diretta di liquori, distillati e soprattutto vini, che contano circa 500 etichette selezionate in Italia e all’estero. La grande svolta nel 2002, con il cambiamento della :: RECCHIONI Via Borioni 2 62012 Civitanova Marche (Mc) www.recchioni.com :: PROPRIETÀ Famiglia Recchioni :: RETE VENDITA un responsabile vendite, 1 responsabile sviluppo, 6 agenti :: PARCO MACCHINE 4 veicoli entro i 35 quintali, 4 veicoli tra i 75 e i 100 quintali :: MAGAZZINI Magazzino coperto scaffalato 1.600 mq, superficie complessiva 4.800 mq i clienti serviti (40% canale diurno, 17% canale serale, 25% ristorazione, 18% altro) L’enoteca aziendale è aperta al pubblico. Qui ruotano oltre 500 etichette italiane e straniere. Nell’offerta rivolta al cliente finale troviamo, oltre al vino, anche birre, liquori e distillati 1.940 location, spostata nella zona industriale di Civitanova te ridimensionata, riducendosi a poche grandi realtà Marche. «Eravamo in pieno centro e il nostro pubbli- (a pochi chilometri c’è la Tod’s). «A Natale doveva- co era composto per lo più di consumatori comuni mo far fronte agli ordini per le strenne di oltre cen- e di tante piccole aziende, specialmente del settore to imprese. Non ne è sopravvissuta neanche una». manifatturiero». Nel marchigiano, ricorda Recchioni, Diminuito l’impatto della clientela aziendale, abban- c’è il distretto calzaturiero, anche se negli anni la pre- donare il centro per allargare il magazzino e spostarsi senza delle piccole e medie imprese si è notevolmen- sul settore horeca investendo molto sul territorio è le referenze movimentate 51 000_000_recchioni.indd 51 08/10/13 16.21 MERCATO PROTAGONISTI A sinistra l’enoteca Recchioni. In questa foto, il magazzino di stoccaggio L’ENOTECA, UN RIFERIMENTO TRADIZIONE La Recchioni è diventata, negli anni, punto di rifermento per la distribuzione regionale. Tuttavia ha mantenuto l’impronta iniziale, ovvero quella legata all’attività di enoteca pura, cui sono dedicati 100 metri quadri dei complessivi 4.800 della nuova sede. «È cambiato radicalmente il nostro pubblico, anche se qualcuno dei nostri vecchi clienti torna a trovarci anche in periferia. Certamente non più per comprare la singola bottiglia di vino, ma più che altro per fare scorta, oppure a Natale per acquistare le strenne». Continuare ad avere l’enoteca è uno dei punti di forza di Recchioni, che grazie alla rivendita al pubblico riesce a far girare il suo magazzino in maniera virtuosa. «Con i moderni software di gestione del magazzino è difficile sbagliare, tuttavia ci sono stagioni dell’anno in cui bisogna far spazio ai nuovi arrivi». È il caso del vino bianco, con la nuova annata che viene distribuita intorno a marzo, o del vino novello, a inizio novembre. Insomma, periodi che permettono di far “girare“ meglio il magazzino e le vendite. Come avviene poi anche durante le ricorrenze, quando il pubblico in enoteca aumenta. Altro vantaggio di avere una rivendita di questo tipo accanto alla distribuzione? Il cliente finale paga in contanti e subito. stata una scelta strategica, oltre che una sfida per migliorare. Ora la Recchioni copre due province, Macerata e Ascoli Piceno, con un responsabile vendite, un responsabile marketing, un credit manager e sette agenti di vendita, oltre a otto veicoli che trasportano le merci sul territorio sei giorni su sette (riposo solo la domenica). Assistere i clienti vuol anche dire organizzare per loro corsi di spillatura o lezioni di miscelazione, ma anche momenti di formazione manageriale Rimane però l’impronta iniziale, quella dell’enoteca, cui sono dedicati 100 metri quadri dei complessivi 4.800 della nuova sede. Uno dei vantaggi nell’avere una rivendita di questo tipo accanto alla distribuzione horeca è il fatto che il cliente finale paga immediatamente e in contanti. «Siamo sempre molto attenti all’esposizione e possiamo contare su un fatturato che sfiora i 7 milioni di euro, ma sappiamo bene che 52 000_000_recchioni.indd 52 08/10/13 16.21 il nostro settore è uno dei più a rischio per il credito». La crisi si sente fortemente anche nel settore della ristorazione, ma secondo Recchioni sono soprattutto i bar a essere in sofferenza. In più, denuncia il distributore, c’è un altissimo livello di improvvisazione, aumentato negli ultimi anni, con l’apertura di tanti locali nati per una semplice passione, ma con poca professionalità. Pagamenti e formazione Due le strategie attuate da Recchioni per far fronte a questa problematica. Una è di natura finanziaria: «per i primi sei mesi pagamenti immediati». Poi se il rapporto continua proficuamente e il locale prende una buona piega si può diventare più elastici. La seconda strategia ha a che fare con la formazione e riguarda non solo i neofiti dell’horeca. Da anni Recchioni offre ai suoi clienti occasioni di incontro e confronto sui temi del beverage: corsi di spillatura, lezioni sulla miscelazione, assistenza nella scrittura delle carte di vino e birra. NETWORK In più, è in arrivo una novità, che partirà a in questi CONSORZIO Claudio Recchioni è nel consiglio del Cda (Consorzio distributori alimentari), come rappresentante per il Centro Italia. Il consorzio è oggi uno dei punti di riferimento per il mercato italiano. mesi con un primo corso che Recchioni definisce UN ESEMPIO DA SEGUIRE TULLIO MANLIO E FERDINANDO sono i tre fratelli Recchioni che nei primi anni Cinquanta avviarono l’attività di vendita di bibite e birre. Zona ad alta vocazione turistica, l’attività dei fratelli era inizialmente concentrata nel periodo estivo, quando l’Italia scopriva le vacanze al mare e bar e ristoranti della zona scoprivano cosa volesse dire il termine “stagionalità”. Consistenti consegne in alcuni periodi dell’anno e periodi di calma che andavano gestiti con le giuste risposte negli ordini. Questa la “palestra” commerciale dei soci fondatori che nel tempo hanno saputo ben interpretare il mercato. Oggi l’azienda, giunta alla terza generazione, è un punto di riferimento per molti locali e nel 2012 ha sfiorato i 7 milioni di euro di fatturato. “Abc del conto economico”. «Ci accorgiamo spesso - denuncia Recchioni - che i nostri clienti possono essere grandi chef o bravi baristi, ma non sono sempre gestori perfetti: hanno problemi con il magazzino, do terminato questo ciclo, non smettiamo di moni- con la cantina, con il fisco, con l’amministrazione del torare le nostre attività, suddivise in base ai setto- locale in generale. Molti di loro non sanno neanche ri dell’azienda: magazzino, amministrazione e forza quale dovrebbe essere il break even point, quel pun- vendita. Questi incontri ci servono per essere sempre to in cui l’incasso giornaliero è sufficiente per coprire sotto il controllo di una persona che non sia emoti- le spese e superato il quale sono solo guadagni. Noi vamente coinvolta». vogliamo dar loro gli strumenti per far quadrare i con- Claudio Recchioni è anche nel consiglio del Cda ti e migliorare le performance». Un corso di cinque (Consorzio distributori alimentari), come rappresen- lezioni, gratuito, che prendendo una delle aziende tante dell’area del Centro Italia. Fondamentale per il come esempio va ad analizzare insieme tutte le cri- confronto, non solo fra distributori, ma anche con le ticità possibili valutando poi le soluzioni. aziende fornitrici. «Siamo circa cento associati e le aziende fornitrici fanno riferimento al consorzio per Monitoraggio aziendale il lancio di nuovi prodotti. Prima si muovevano diret- D’altra parte Claudio Recchioni stesso racconta co- tamente nei punti vendita, poi eravamo noi a dover me abbia sempre cercato di investire in formazione, chiedere loro di darci la nuova bevanda per la distri- su se stesso e sui suoi dipendenti. «Dal 2007 col- buzione. Adesso accade il contrario, per i loro test laboriamo con una società di consulenza che in tre interpellano direttamente noi, vista la capillarità sul anni ha letteralmente riformato l’azienda. Pur aven- territorio nazionale che riusciamo a garantire». x 53 050_053_recchioni.indd 53 09/10/13 18.32 MERCATO PROTAGONISTI Ispirarsi ai grandi, a caccia di soluzioni di Riccardo Oldani Nel 2012 ha superato i 30 miliardi di vendite. Cosa c’è dietro il successo di Sysco, il principale distributore nordamericano di foodservice S i chiama Sysco ed è il più importante operatore market share nello scenario Usa è del 17,5%. Una nordamericano di foodservice. I dati essenzia- vera e propria macchina da guerra, che è arrivata a li dell’esercizio 2012 per il gruppo, che conta circa risultati eccezionali non soltanto per le dimensioni, 420.000 clienti, di cui il 63% sono ristoranti, par- ma anche grazie a un’organizzazione curata in ogni lano di vendite per 42 miliardi di dollari (circa 31,6 dettaglio. La strategia di gestione si sviluppa lungo miliardi di euro), con un utile netto operativo di 1,9 le due direttrici canoniche: verso il fornitore e ver- miliardi di dollari, guadagni netti per 1,1 miliardi di so il cliente. Sysco non è un sistema monolitico che dollari e dividendi pagati per 623 milioni di dollari. Il accentra stoccaggio e distribuzione dei prodotti, ma 54 054_059_sysco_SL.indd 54 09/10/13 18.33 42 miliardi il fatturato 2012 di Sysco in dollari (pari a circa 31,6 miliardi di euro) 17,5% la quota di mercato nella distribuzione horeca in Usa 420 mila il parco clienti. Il 63% di questi sono ristoranti identikit si basa su una rete di 8.000 “marketing associate” in tutto il territorio degli Stati Uniti, che assicurano capillarità di presenza e vicinanza al cliente. La gamma di prodotti venduta è vastissima e raccoglie sia le principali aziende del settore, note, famose e affidabili, sia private label, che generano un profitto ECOLOGICHE di 1,5-2 volte superiore rispetto ai marchi nazionali. GOOD THINGS Ogni anno Sysco pubblica on line il rapporto di sostenibilità “Good Things” con le linee guida e le strategie perseguite. Un numero su tutti: l’energy managment program ha generato un risparmio del 35% dal 2006. Nel mix offerto le private label non superano mai, :: SYSCO V1390 Enclave Parkway - Houston, TX www.sysco.com :: AREA DI ATTIVITÀ Usa (149 sedi), Canada (18 sedi), Irlanda (1 sede) :: MAGAZZINI 185, con una superficie totale di 13mila metri quadri per il freddo e di 12.400 per il secco. :: ADDETTI 47.800 comunque, il 50% dei prodotti a catalogo. L’obiettivo è seguire la regola “per ogni marchio nazionale, una private label”, in modo da offrire sempre all’acquirente un’opzione su qualsiasi tipologia di fornitura. label rispetto alla media del settore negli Usa. In particolare sono state create tre linee, Sysco Bran- Perché i prodotti a marchio ds, Sysco Specialty Brands e Sysco Brandable Pro- Gli obiettivi perseguiti con l’introduzione delle private ducts, con particolare attenzione ai prodotti per la label sono tre: fornire prodotti di base con un mar- cucina italiana e per cucine etniche come la messi- chio riconoscibile per quelle categorie, come la car- cana e le asiatiche. ne, dove manca un protagonista dominante a livello Il sistema è tarato sulla particolarità del mercato del nazionale; dare una garanzia di controllo diretto del food degli Stati Uniti, che è un crogiolo di tradizioni prodotto per quelle categorie dove la freschezza è e di tendenze. Ma al di là della tipicità della formu- fondamentale, quindi dalla carne alle verdure, alla la, è fondamentale la strategia di proporre prodot- frutta; proporre prodotti complementari, quindi non ti a proprio marchio, in qualche modo certificati e di base, per dare ai clienti una possibilità di scelta raccomandati dall’azienda, che si affiancano a quelli supplementare e differenziare la fornitura. In media tradizionali e abituali per la ristorazione. In questo Sysco ha dal doppio al triplo di prodotti in private modo il brand del distributore si afferma non solo 55 000_sysco_SL.indd 55 07/10/13 18.50 MERCATO PROTAGONISTI per i servizi garantiti al cliente, dalla puntualità nel- La crescita del fatturato la consegna all’evasione di ordini anche minimi, ma Serie storica dal 2009 al 2013 Dati in miliardi di dollari - anno fiscale 1/07-30/06 anche come partner che propone una gamma differenziata di prezzi e di prodotti. 36,8 37,2 39,3 42,3 44,4 Tecnologie per la gestione Su questa strategia, che unisce servizi e prodotti, si innesta un intenso ricorso alle tecnologie per gestire la vendita e il magazzino. Sysco ha automatizzato virtualmente ogni passo del processo, dal sistema di ordini in entrata al controllo di magazzino, attraverso la soluzione proprietaria Swms (Sysco warehouse management system), che consente non solo di 20 09 10 20 11 20 12 20 13 20 Fonte: Sysco Gli utili netti Serie storica dal 2009 al 2013 Dati in milioni di dollari - anno fiscale 1/07-30/06 1056 20 09 1180 1152 1122 10 20 11 20 12 20 992 13 20 Fonte: Sysco monitorare i prodotti attraverso ogni fase del ciclo doppia soluzione, per evidenziare le best practices e di distribuzione, ma anche di gestire al meglio i di- applicarle o diffonderle in tutti gli ambiti oppure per pendenti per aumentarne la produttività. Come? Per fornire formazione a distanza attraverso la Sysco In- esempio andando anche a definire le modalità di ca- teractive University. rico nei camion o nei furgoni in base a una mappa delle consegne predeterminata dal sistema. Il mo- Servizi per la clientela nitoraggio e il reporting sono a loro vola controllati Se il cliente è una ricca fonte di informazioni è anche attraverso quattro soluzioni proprietarie, che vanno qualcuno da curare con grande attenzione e da se- dalla gestione generale di tutto il gruppo per scen- guire da vicino. Per questo motivo Sysco ha svilup- dere via via più giù, in modo sempre più capillare, pato una serie di servizi, che vanno a beneficio del fino al più piccolo distributore. La rete che unisce ristoratore, per supportarlo nella sua attività. Sem- tutti i protagonisti del gruppo viene anche utilizza- pre di più il gruppo si propone infatti non soltanto ta per migliorare l’organizzazione generale, con una come distributore di prodotti, ma anche come ero- 56 000_sysco_SL.indd 56 07/10/13 18.51 Pannelli solari installati nel 2012 nella sede di Los Angeles: 1,5 milioni kWh il risparmio energetico in un anno 5% gatore di servizi per la ristorazione. Uno di questi è il sistema Leapset, messo a punto da una start-up californiana che nel giro di un solo anno ha avuto un boom eccezionale negli Stati Uniti. Leapset propone un sistema Pos evoluto basato sul Cloud, studiato 4% 3% 19% 8% 8% specificamente per la ristorazione e che consente di interloquire direttamente con i consumatori attraver- Se il cliente è una ricca fonte di informazioni per il grossista, è anche qualcuno da curare con grande attenzione e supportare nella sua attività so dispositivi mobile. I clienti dei ristoranti possono, 19% 10% 10% 14% La ripartizione del fatturato Incidenza delle principali merceologie distribuite da Sysco con le app collegate al sistema, effettuare l’ordine e Secco e scatolame Prodotti freschi il pagamento, specificare preferenze, anche segna- Carni fresche e surgelate lare che stanno aspettando il piatto troppo a lungo. Frutta e verdura surgelata, pane e altro Prodotti in carta e usa e getta Possono usufruire di promozioni personalizzate, es- Pesce sere premiati, usufruire di iniziative di fidelizzazione e Latticini Beverage commentare o suggerire migliorie ai proprietari. So- Pollame Altro no incluse nel sistema anche soluzioni di backoffice, Fonte: Sysco 57 000_sysco_SL.indd 57 07/10/13 18.51 MERCATO PROTAGONISTI IL MONITORAGGIO DEI CLIENTI SYSCO vanta un sistema di monitoraggio dei clienti che vale la pena approfondire. Tutti i clienti del gruppo Sysco sono catalogati e individuati su una mappa interattiva, simile a quella di Google Play, con una classificazione che prevede ben otto categorie. Di queste, cinque individuano la classe del cliente, indicato come oro (la classe migliore dal punto di vista del ritorno per il gruppo), argento, bronzo, poco performante e non profittevole. Altre tre categorie suddividono i clienti per il potenziale valutato in ordinativi settimanali: da 3.000 a 10.000 dollari, da 1.000 a 3.000 dollari e da 10 a 1.000 dollari. Nel setaccio finissimo del sistema di monitoraggio del gruppo non sfugge virtualmente alcun esercizio attivo nel campo della ristorazione in tutto il Paese. Tutti questi dati sono fruibili dai distributori locali, ma vengono controllati anche a livello centrale per verificare l’efficacia della strategia di vendita e dell’attività di ogni singolo associato. come il controllo dell’inventario o la registrazione dei flussi di cassa giornalieri: tra i vantaggi, l’assenza di costi o di contratti a lungo termine, la “leggerezza” del sistema che non richiede hardware in casa, la sincronizzazione dei dati sul cloud, aggiornamenti in tempo reale, per esempio del menù, che può essere modificato in ogni momento e da qualsiasi posto. Fidelizzazione e consigli Un altro strumento molto interessante è la piattaforma Mogl, studiata per trasformare i clienti occasionali in abituali. È un programma di fidelizzazione che consente agli avventori di registrare la propria carta di credito e poi di usarla per pagare in ogni esercizio che aderisce. Per il momento il sistema è in fase di test in California, con interessanti risultati. I beneficiari ottengono un riaccredito del 10% dei conti pagati nel circuito a fine mese. Gli “high-spender” possono vincere anche un jackpot mensile. Il siste- 58 000_sysco_SL.indd 58 07/10/13 18.51 LAFILANTROPIA Dallo scorso anno sono 165 i camion funzionanti a metano liquido nella flotta Sysco. Sul fronte della fidelizzazione, l’azienda ha sviluppato un sistema che consente di interloquire con i consumatori attraverso dispositivi mobiles FEEDING AMERICA La piattaforma Mogl, in fase di test in California, premia gli avventori di un locale e i ristoratori. Di più: per ogni conto oltre i 20 dollari è donato un pasto ai senzatetto di Feeding America. ma fornisce informazioni e statistiche quotidiane sui rial sia sui piatti sia su tecniche di cottura e prepa- clienti migliori e dà ai ristoratori strumenti aggiuntivi razione. Lo strumento è testato da chef interni e da per migliorare la loro visibilità sui motori di ricerca e clienti e fornitori chiave. sui social network, Facebook e Twitter per il momen- Sysco Market è invece la piattaforma, implementata Ai ristoratori sono offerte app che permettono di migliorare la loro visibilità sui motori di ricerca e sui social network, oltre a strumenti per la gestione del magazzino attraverso smartphone o tablet to. Altre app si rivelano utili strumenti per il ristora- sul sistema gestionale Sap, che fornisce al vendito- tore. Chef Ref è una applicazione per device mobili re e al gestore la possibilità di gestire e controllare che raccoglie migliaia di ricette ispirate alle tendenze gli ordini, avere informazioni sui prodotti, sia di di- del momento o idee per comporre pasti saporiti e sponibilità che nutrizionali. Un’ulteriore app, Sysco nutrienti. È utilizzabile sia dal gestore sia dallo chef, Counts, consente di lanciare gli ordini e controllare il e consente di realizzare automaticamente liste dei magazzino da smartphone o tablet, tracciando i pro- prodotti per le ricette selezionate per lanciare l’ordi- dotti richiesti, sia che si trovino in fornitore Sysco o ne. Contiene anche una ricca galleria di video tuto- non Sysco. x 59 054_059_sysco_SL.indd 59 08/10/13 16.23 ILPROFILO MERCATO UOMINI E AZIENDE SABINA CLERICO Di origini cuneesi, dopo la laurea in Economia all’Università degli Studi di Torino (1994), entra in Kelémata-Perlier come assistente vendite gdo. Il mondo della grande distribuzione organizzata rimane sempre il suo settore di riferimento, anche nei passaggi ad altre importanti aziende multinazionali come Johnson Wax, L’Oréal, HeinzPlasmon, Coca-Cola Hbc. Entrata in Martini & Rossi nel 2007, oggi si occupa di trade marketing per il canale off trade e quello on trade. Puntiamo su premix e superpremium spirit di Rodolfo Guarnieri L’operazione Martini Royale guida il rilancio di Martini&Rossi nel campo della miscelazione 10% V 30% ermouth dal 1864, spumanti dal 1876. Con questi prodotti l’azienda Martini&Rossi ha co- 10% minciato un forte sviluppo che l’ha portata in breve tempo a diventare protagonista del mondo del bere di qualità made in Italy in tutto il mondo. Entrata a far parte del gruppo Bacardi nel 1993, ha ricevuto 10% un’ulteriore accelerazione, moltiplicando l’offerta dei premium spirit a disposizione del mercato. On e off trade, esperienze in comune Nel mondo della grande distribuzione le promozioni sono un fulcro dell’attività di vendita. Una specialità che Sabina Clerico, recente responsabile trade marketing di entrambi i canali off trade e on trade, conosce bene mettendo in comune esperienze e conoscenze. Dopo alcuni anni passati a lavorare nelle vendite gdo, infatti, le è stata affidata la gestione del 30% 10% Portafoglio prodotti Martini Aperitivi e premium rum dominano le vendite realizzate da Martini&Rossi nel canale horeca Martini Breezer Bacardi Luxury brand Spumanti Altri prodotti Fonte: Martini&Rossi 2013 60 060_61_martini_SL.indd 60 09/10/13 12.33 LA STRATEGIA Il successo di consensi ottenuto dalla ricetta Martini Royale ha convinto l’azienda di Pessione a presentare due cocktail, Royale Bianco e Royale Rosato, in versione premix in bottiglia di vetro bianco satinato da 70 cl 800 milioni sono le bottiglie vendute ogni anno dal gruppo Bacardi Martini nel mondo 110 sono le referenze di premium spirit disponibili nel portafoglio prodotti del gruppo Bacardi Martini :: INNOVAZIONE DI PRODOTTO Grazie al contributo dei prodotti del gruppo Bacardi, Martini&Rossi ha recentemente lanciato una serie di novità, da Martini Gran Lusso (aperitivo) a Martini Royale (long drink pronti). :: SUPERPREMIUM Oltre a Martini Gran Lusso (solo 150mila bottiglie), vengono distribuiti superpremium spirit come Bacardi Oakheart, rum speziato e invecchiato, e Gin Bombay Sapphire East, realizzato anche con botanical provenienti dal Sud Est asiatico. :: STRUTTURA A coordinare il lavoro dei 700 grossisti serviti direttamente attraverso due piattaforme logistiche, c’è il country manager Giorgio Molinari affiancato dal responsabile off trade Andrea Marini e dal respondabile on trade Marco Russotto, più 7 area manager e 70 agenti. trade marketing sia gdo sia horeca. «Per la nostra semplice ricetta con Martini Rosato o Martini Bianco azienda - precisa Sabina Clerico - la quota di vendita più il 50% di Prosecco Martini, ha scatenato l’inte- delle 110 referenze nel canale horeca costituisce il resse di tanti bartender, tanto che ci siamo convinti 45% circa. Il settore di punta è quello degli aperitivi a presentare il mix ufficiale Royale Bianco e Roya- da miscelazione, accanto alla gamma Bacardi e a le Rosato in bottiglia da 7 cl. Un successo che ab- premium spirit come Grey Goose e Bombay, segui- biamo facilitato con l’organizzazione di un concorso ti dalla gamma degli spumanti». Accanto agli stori- per barman e tante promozioni nei locali. In questo ci Martini Rosso (1863), Extra Dry (1900) e Bianco supportati dall’impegno dei nostri 700 grossisti ita- Concorsi per barman, ricettati innovativi e promozioni nei locali sono gli strumenti scelti dalla storica azienda di Pessione per incrementare ulteriormente le vendite nel canale horeca (1910), si è aggiunto il Rosato (1984). Ultimo arrivato liani serviti direttamente con le due piattaforme di è Martini Gran Lusso, presentato quest’anno in oc- Venaria e Roma». Da registrare infine la buona ac- casione del 150° anniversario dell’azienda, ripren- coglienza di specialità Bacardi come rum Oakheart dendo un’antica ricetta di casa, l’Estratto 94, a cui (speziato e affumicato), premix da 70 cl Piña Colada si sono sommate le innovative tecnologie produttive. e Mojito, premix da 27,5 cl Cuba Libre e Mojito che «Un vero successo sta riscuotendo - aggiunge Sabi- si aggiungono allla gamma di successo dei 7 premix na Clerico - il cocktail Martini Royale. Partito come Bacardi Breezer da 27,5 cl. x 61 060_61_martini_SL.indd 61 09/10/13 12.34 ILPROFILO MERCATO UOMINI E AZIENDE ELENA BACCHINI “Figlia d’arte”, bazzica in azienda fin da piccola. Dopo gli studi ha assunto il ruolo di direttore marketing (seguendo la promozione dei diversi brand di casa Surgital) e poi responsabile del progetto Ca’Pelletti. Alta tradizione in casa Surgital di Marina Bellati È la nuova linea dall’azienda di Lavezzola (Ra) che porta sul mercato Spaghetti di pasta fresca trafilati al bronzo e Tagliatelle rustiche all’uovo N ata nel 1980 come piccolo laboratorio ar- all’uovo. Prodotti ad alto valore aggiunto, spiega Ele- tigianale, oggi la Surgital di Lavezzola (Ra) na Bacchini, responsabile marketing: «Gli Spaghetti è la prima azienda italiana di produzione di pasta sono di pasta fresca, unici sul mercato, trafilati al fresca surgelata e sughi per la ristorazione e piatti bronzo e prodotti con semola Kronos 100% italia- pronti surgelati (marchio Fiordiprimi) per il canale na, uno dei migliori grani al mondo. È una pasta che bar e snack. Lo stabilimento impiega oltre 200 dipendenti e occupa si cucina in 2/3 minuti, ideale per cotture espresse. Quanto alle ta- una superficie di 60mila mq, gliatelle, oltre all’elevato numero di cui 26 mila mq di superfi- di uova per chilo di farina, la ve- cie produttiva e 25 m di celle ra novità è l’alto grado di ru- frigorifere. vidità della sfoglia, che grazie 3 L’ultima novità dell’azienda è allo spessore e alla larghezza, la linea Alta Tradizione Anti- raggiunge la consistenza della che Paste d’Italia di Laboratorio Tortellini di Surgital, con due tagliatella casereccia». Prodotti che soddisfano le richieste di alta qualità e forte referenze dedicate alla ristorazione: gli Spaghetti di contenuto di servizio del mercato. pasta fresca trafilati al bronzo e le Tagliatelle rustiche «Negli anni - conferma Bacchini - abbiamo registra- 62 062_63_surgital_SL.indd 62 10/10/13 13.06 LA STRATEGIA :: INCREMENTO PRODUTTIVO Fra gli obiettivi c’è quello di un incremento della capacità produttiva :: INVESTIMENTI È in costruzione un nuovo impianto di stoccaggio completamente automatizzato che porterà la capacità a 14.000 posti pallet a -20 °C e un nuovo sistema di picking automatizzato :: ENERGIA L’azienda ha investito in un impianto fotovoltaico di 1000 kw/h e in una centrale di trigenerazione alimentata a metano con una potenza elettrica di 6000Kw/h. :: PROGETTI Rafforzamento della presenza nel mercato italiano e lo sviluppo del fatturato nei mercati esteri; creazione del format ristorativo Ca’ Pelletti, che si prevede sarà sviluppato in Italia e all’estero. Semola Kronos, trafilatura tradizionale e 2/3 minuti di cottura per gli spaghetti freschi, alto numero di uova e una ruvidezza della sfoglia per le tagliatelle, queste le peculiarità che rendono interessanti per la ristorazione questi due nuovi prodotti commerciale e tecnico e nuove iniziative di marketing studiate ad hoc. Importanti gli investimenti tecnologici. Dal potenziamento della capacità di stoccaggio (in costruzione un nuovo impianto completamente automatizzato che porterà la capacità a 14.000 posti pallet a -20 °C). un nuovo sistema che automatizzerà le fasi di picking e, infine, un impianto fotovoltaico di mille kw/h e una centrale di trigenerazione a metano da 6 mila kw/h. to tassi di crescita del fatturato sempre positivi e la «La nostra forza - sottolinea Elena Bacchini - è il chiave del successo è da ricercarsi in primo luogo contatto diretto con il mercato: abbiamo chef che negli elevati standard qualitativi della nostra offerta. organizzano degustazioni direttamente presso i no- A medio termine abbiamo definito delle linee guida stri clienti ma anche una sala di degustazione chia- strategiche, che hanno fra gli obiettivi più importanti mata “De Gusto l’Ateneo della Pasta”, dove orga- l’incremento della capacità produttiva, il consolida- nizziamo quasi 180 incontri l’anno con la nostra mento del mercato nazionale (70% sul fatturato) e lo clientela». sviluppo delle vendite all’estero (Surgital è presente Nel 2012 Surgital ha realizzato un altro importante in ben 56 Paesi)». progetto: Ca’Pelletti, un nuovo concept di ristorazione (oggi presente solo a Bologna, ma che ha l’obiettivo Strategie future di aprire in altre città italiane e nelle principali capitali Da sottolineare che nell’ultimo triennio le vendite Sur- europee), nato dalla volontà aziendale di diffondere gital oltre frontiera hanno registrato tassi di crescita a ed esportare in tutto il mondo la tradizione culinaria doppia cifra. Le azioni strategiche prevedono il raffor- romagnola non solo con i prodotti, ma anche ricre- zamento della presenza e lo sviluppo del fatturato sui ando “l’atmosfera del mangiar bene” che caratteriz- mercati esteri attraverso l’ampliamento dell’organico za la Romagna. x 63 062_63_surgital_SL.indd 63 10/10/13 13.06 MERCATO NOVITÀ a cura di Roberto Barat Si chiama Easy Nature la gamma di patate già cotte e pronte all’uso che McCain offre ai professionisti Baking Potatoes, Intere sbucciate, Novelle, disponibili con e senza buccia, Mini Novelle, Parisienne Piccole, Cubetti, Fette, Quarti e Spicchi: queste le referenze Easy Nature con cui McCain viene incontro alle necessita della ristorazione in fatto di comodità di preparazione, ampiezza nelle possibilità di utilizzo e qualità organolettiche. Tutto il sapore delle patate fresche subito disponibile da rinvenire in modo semplice o da impiegare in gustose ricette, al forno o in padella: Zero sprechi e alta resa sempre garantiti. mccain-foodservice.it IL FOODSERVICE AL SERVIZIO Barilla Foodservice e le soluzioni per i bar Penne Pomodoro e Basilico (nella foto sotto), Penne all’arrabbiata, Penne alla Bolognese e Fusilli integrali alle verdure. Sono le referenze della linea Pastacup Barilla, pensate per il servizio rapido nei bar e nei locali che offrono una ristorazione veloce e di facile preparazione. Peso di 250 grammi netto, monoporzione, si rinvengono rapidamente in microonde (5/6 Il Granchio Reale dell’Alaska minuti a 900 W oppure 2 minuti a Lo snack, tra dolce e salato porta nobiltà in tavola 1850 W). barillafoodservice.it con Riso Scotti Molto richiesti dai mercati ittici di Riso Scotti lancia Rice Crash, tutto il mondo, i crostacei dell’Alaska nuovo cracker dolce-salato prodotto provengono dalle fredde e pulitissime con farina di riso e lievito madre. acque del Mare di Bering e dal Golfo Croccante e friabile, segue un di questo straordinario Stato. Tra le lungo processo di lievitazione tipologie di prodotto più pregiato e naturale che dura ben 23 ore e richiesto troviamo il Granchio reale. che garantisce al prodotto una Ha peso che si aggira intorno ai 3/5 maggiore digeribilità e conservabilità. chilogrammi (ma può raggiungere i È distribuito nei principali circuiti 12 chilogrammi) e si presta, in cucina vending e nel canale Horeca, in a varie e gustose preparazioni. È particolare nei bar, dove trova distribuito cotto e surgelato, oppure la sua collocazione naturale. vivo. alaskaseafood.it risoscottisnack.it 64 064_65_News_prodotti_food_SL.indd 64 09/10/13 18.34 D O Un chilogrammo di grattugiato fresco, un pratico formato dedicato ai professionisti della ristorazione Trentingrana aggiunge una nuova referenza alla sua gamma. Da ora è infatti disponibile, esclusivamente per il canale Horeca il nuovo pack di grattugiato fresco da 1 kg. Naturalmente, la materia prima è certificata: solo Trentingrana Dop, prodotto esclusivamente con caglio, sale e latte trentino proveniente da bovine alimentate con mangimi e con foraggi rigorosamente non ogm. Il grattugiato è ottenuto solo da forme intere, a garanzia di un ingrediente di altissima qualità che conferisce ad ogni portata aroma, freschezza e genuinità del prodotto. trentingrana.it DI CHEF E DISTRIBUTORI Un packaging pensato per comunicare meglio Nuovo packaging per gli oli di semi Zucchi, storica azienda lodigiana fondata oltre 200 anni fa. Sviluppata dall’ufficio progettazione dell’azienda, la veste si caratterizza per l’etichetta fasciante sleeve che si sviluppa tutto intorno alla bottiglia, offrendo il duplice vantaggio di maggior spazio a Lo stile rinnovato disposizione per la comunicazione di che identifica Valbona prodotto e consentire l’applicazione Valbona, storica azienda produttrice di effetti grafici ad alto impatto visivo. di conserve vegetali e da qualche Fanno parte della gamma gli oli di Natura Sotto Vuoto, mese presente anche nel segmento semi di mais, vinaccioli, arachide, nuova gamma Bonduelle fresco con una nuova linea di flan girasole. oleificiozucchi.com Si chiama Natura Sotto Vuoto e alle verdure, avvia un’importante include Carote a fiammifero, Mais operazione di rebranding. supersweet, Sedano a fiammifero La rivisitazione del logo e il e Barbabietola a fette. È la nuova miglioramento del packaging sono la gamma con cui Bonduelle Food “firma” del cambiamento aziendale e Service offre a chef e operatori della anticipano l’esordio di nuovi prodotti. ristorazione verdure subito pronte, dal «Questo restyling - afferma Federico gusto e aspetto naturale e con una Masella, responsabile marketing pratica conservazione a temperatura - vuole esprimere la personalità ambiente. Lavorate dal fresco, cotte dell’azienda e l’impegno ad affrontare al vapore e inscatolate sotto vuoto con atteggiamento fiducioso le sfide hanno innumerevoli possibilità di del futuro». valbona.com utilizzo. bonduelle-foodservice.it 65 064_65_News_prodotti_food_SL.indd 65 08/10/13 17.12 MERCATO NOVITÀ a cura di Rodolfo Guarnieri NUOVE REFERENZE Raritas Prugnole Menta Bio entra da Distillerie Roner in Mixybar Fabbri Antico frutto selvatico, Alla ricca gamma di le prugnole maturano a sciroppi Mixybar Fabbri si fine settembre. Da questa è aggiunto Menta Bio, specialità la distilleria gluten free, ottenuto Roner di Termeno (Bz) con materie prime ha ricavato un intrigante rigorosamente provenienti distillato (43° alc) che così da agricoltura biologica: è entrato a far parte della nessun Ogm, pesticida o linea Raritas Roner. Di concime di origine chimica. colore trasparente, Schlehe Con il programma Goccia Prugnole presenta note Verde, Fabbri ha aderito Dalla sapienza indios Bevande mix frutta di marzapane, insieme a alla Carta dei Principi per il drink Iron Brain My Smoothies quelle di fieno e di prugna. la Sostenibilità Ambientale Da abbinare a noci e di Confindustria. nocciole. roner.com fabbri1905.com Nasce da estratti di erbe della foresta amazzonica La gamma My Smoothie è usati dagli indios per composta di tre mix inediti: migliorare capacità Fibre (ananas, polpa di di concentrazione e banane, latte di cocco, fibra percezioni sensoriali. di cicoria), Relax (frutto Prodotta dalla Cortinetix della passione, valeriana, Pharma di Genova, è già ibisco, camomilla), Green presente sui circuiti del (tè verde, spinaci, broccoli, Mondiale Superbike. mango, guava). Sono in ironbraindrink.com brick 25 cl. eurofood.it 66 066_67_prodotti_beverage_SL.indd 66 08/10/13 17.08 PER IL BEVERAGE Schweppes Aperitivo Etichette a colori gusto fruttato per acqua Tau Bevanda analcolica dal In antico gallese, Tau gusto fruttato, Schweppes significa “silenzioso”. Aperitivo è proposto in Prodotta da Ty Nant Spring bottiglia di vetro trasparente Water Ltd con un sobrio da 18 cl. L’etichetta adotta design nero-bianco, Tau la nuova linea grafica Spring Water (pH 7,2) della gamma Schweppes festeggia i primi 10 anni di che evidenzia anno di successi in 38 Paesi con fondazione (1783) e logo l’etichetta a colori limited (la fontana). Distribuito da edition Rainbow, solo in sanbenedetto.it formato 75 cl. biscaldi.com Rinaldi distribuisce 9.5 Cold Wine Red Vodka Sobieski spumante Astoria Dedicata all’ultimo grande Da uve malvasia dolce, re di Polonia, Jan Sobieski marzemino e moscato, (1629-69), Premium Astoria Vini ricava lo Vodka Sobieski Original è spumante rosso 9.5 prodotta con il 100% di Cold Wine Red (7° alc). segale. Disponibile anche La creazione dei fratelli nelle versioni Estate Single Paolo e Giorgio Polegato Rye, Herbe de Pologne, si aggiunge alla gamma Gold Selection. Testimonial di vini spumanti a bassa d’eccezione è l’attore Bruce gradazione extra dry, rosé Willis. rinaldi.biz e alcol free. astoria.it CRESCE IL PORTAFOGLIO PRODOTTI ONESTI GROUP Nata nel 1986, Onesti Group è una vivace realtà distributiva intermedia nazionale con un magazzino di 7mila mq e 1.600 referenze (16 in esclusiva) tra spirit, Champagne, vini, birre e soft drink. Con sede a Fiorenzuola d’Arda (Pc), dispone di 50 agenti di vendita che servono circa 1.700 clienti. Ultima novità è la vodka tedesca Three Sixty filtrata in polvere di diamante. Di recente ha stretto una partnership con il gruppo spagnolo Gonzalez Byass (sherry Tio Pepe, brandy Lepanto, gin The London N°1). onestigroup.com 67 066_67_prodotti_beverage_SL.indd 67 08/10/13 17.08 MERCATO NEWS a cura di Claudio Bonomi Doreca firma promozioni speciali per bar e birrerie e sposa una nuova immagine Doreca, storico distributore nazionale di bevande oggi di proprietà del gruppo Tuo, in seguito all’acquisizione del ramo catering della società Vip ha ampliato le referenze anche al settore food (con 5.000 prodotti alientari), mettendo a punto un nuovo catalogo completo con promozioni dedicate a bar e birrerie di tutta Italia. In particolare, birre in esclusiva e speciali, realizzate secondo rinnova anche i mezzi di comunicazione istituzionale. l’antica tradizione dei maestri birrai, con il marchio Primi fra tutti il sito web, una vera e propria vetrina interattiva, Beer3serve. Le promozioni sono supportate dall’immagine e la grafica degli automezzi, rivestiti con il nuovo logo del rinnovata di Doreca che, oltre all’offerta commerciale, distributore (nella foto). doreca.it EVOLUZIONI, INNOVAZIONI E NUOVI ATTORI Eataly Net, nuovo polo digitale dell’agroalimentare italiano Internazionalizzazione sempre più spinta e, forse, la quotazione in Borsa per il 2015-2016: a Eataly, la catena fondata da Oscar Farinetti (nella foto), non mancano certo gli obiettivi. Tra questi c’è anche quello di diventare il primo distributore di prodotti alimentari di qualità su Internet. La società che si sta occupando di valorizzare il web Dolcitalia festeggia i suoi primi vent’anni con una App business si chiama Eataly Net ed è Per i suoi primi vent’anni di attività Dolcitalia, gigante della distribuzione partecipata al 60% da Eataly, al 30% di prodotti dolciari e beverage, si è regalato un completo restyling del da 360 Capital Partners mentre il proprio sito web, arricchendolo di nuove funzionalità. Qualche esempio? restante 10% è detenuto da Franco Le proposte Primo Flash, il last minute di prodotti super scontati offerti agli Denari, ceo e co-fondatore di Eataly associati. Oppure, la formula Combo, prodotti di diverse aziende proposti Net. Non è escluso uno sviluppo dello congiuntamente a prezzi interessanti. Tra le novità del ventennale, c’è da store digitale di Eataly anche sul fronte registrare anche il lancio di una App. Si chiama D+ ed è scaricabile da tutti degli acquisti b2b. eataly.net i dispositivi mobile, smartphone, tablet iOS e Android. Accessibile online e fruibile tramite username e password, D+ può essere utilizzata oltre che dai dipendenti Dolcitalia, dagli area manager, dagli affiliati e dalle loro reti agenziali, dai fornitori e dagli esercenti dei pubblici esercizi. Infine, il gruppo distributivo, sempre in coincidenza con i vent’anni, ha lanciato un ambizioso progetto di Crm (Customer relationship manager). dolcitalia.com 68 68_newsgrossisti_SL.indd 68 09/10/13 18.35 L’INNOVAZIONE SI METTE IN MOSTRA Scopri a Host i candidati al Premio Horeca 24 Innovazione dell’anno e le new entry, cioè i prodotti/servizi che vengono presentati in anteprima alla manifestazione NEW SOLUTION GREEN SOLUTION FRIENDLY SOLUTION PACK SOLUTION PREMIO SPECIALE DISTRIBUZIONE NEW ENTRY HORECA24 ANTEPRIMA HOST in collaborazione con www.horeca24premioinnovazione.it CERCA I TOTEM DI HORECA24 bargiornale PIANETAHOTEL RC R ISTORAZIONE C OLLETTIVA - C ATERI NG Ilmilano Gruppo 24 host 18 - 22 ottobre ORE ti aspetta a b•a•r 24 nuovi concept per nuovi format mostra evento Padiglione 10 - Stand F112 Host - fieramilano, 18-22 ottobre pad.10 stand GRUPPO 24 ORE supplemento di bargiornale 108_innova_horeca24_HOST.indd 108 069_ciano_pubb_INNOVAZ.indd 69 09/10/1301/10/13 16.32 12.25 MERCATO agendabusiness GLI APPUNTAMENTI UTILI PER TENERSI AGGIORNATI STEFANO NINCEVICH, [email protected] 8-11/11 12-13/11 Salone Franchising Btc www.salonefranchisingmilano.com www.btc.it La manifestazione di riferimento per il settore del franchising è articolata in nove percorsi tematici. All’interno di Fieramilanocity trovate proposte per abbigliamento, alimentari, articoli per la casa, edilizia per casa e ufficio, articoli e servizi per le imprese, prodotti e servizi alla persona, commercio e servizi per la distribuzione, infine lo spazio dedicato alle istituzioni. Biglietto 12 euro con prevendita on line. Btc è il luogo di networking, dibattito, cultura e aggiornamento professionale per la community di operatori e events manager, della comunicazione e del marketing legato agli eventi. Btc, in calendario a Fortezza da Basso, è organizzata da ExMedia, società controllata da Ttg Italia (Gruppo Rimini Fiera). Tra i seminari segnaliamo “Gamification: le dinamiche del gioco applicate agli eventi per motivare, coinvolgere e formare”. Milano 9-13/11 Salisburgo (D) Gast Firenze www.gastmesse.at La fiera Salisburgo accoglie l’edizione 20-22/11 Madrid 25-27/11 manifestazione enogastronomica di riferimento per gli operatori della Horeq Matching ristorazione e dell’ospitalità dell’area www.ifema.es www.e-matching.it La biennale spagnola, rivolta al settore dell’ospitalità, propone un ampio ventaglio di soluzioni: food service per il consumo fuori casa, prodotti e servizi per hotel e ristoranti, tecnologie e attrezzature, materiali per il cleaning. Il salone si svolge alla Feria de Madrid in contemporanea con Vendiberica, manifestazione internazionale del vending. Biglietto 8 euro previa registrazione sul sito. Le aziende che aderiscono descrivono sul portale www.e-matching.it la propria attività e le proprie esigenze, i prodotti, i servizi e i vantaggi delle proprie offerte. Dall’incrocio dei dati forniti da tutti gli iscritti si ottiene un’agenda di appuntamenti personalizzata. Ogni impresa metterà in rete la propria offerta e potrà individuare gli incontri più interessanti. Appuntamento a Fiera Milano a Rho. autunnale di “Alles für den Gast 2013”, Milano Alpi, Danubio e Adriatico. Partecipano circa 700 espositori specializzati e oltre 46.000 visitatori. In vetrina tante novità destinate al canale horeca. Al salone austriaco espongono produttori di bevande e fornitori di prodotti alimentari per ristoranti, hotel, coffee house, pub, guesthouse, bar e snack bar. Biglietto d’ingresso 30 euro. 70 070_agenda.indd 70 08/10/13 17.05 rinnovamenti LETTURE PER AMPLIARE GLI ORIZZONTI ANDREA MONGILARDI, [email protected] sfogliando tra le pagine A PAGINA 54-55 Quando si tratta di modificare un comportamento, è necessario aiutare le persone a rispondere a due semplici domande. Domanda numero uno: ne vale la pena? Domanda numero due: sono in grado di farlo? Lo strumento più comune che usiamo per cambiare le aspettative degli altri è la persuasione verbale. ...Quando dobbiamo affrontare problemi particolarmente ostinati, la persuasione verbale non funziona quasi mai. Il maggiore fattore di persuasione è l’esperienza personale: è la madre di tutte le trasformazioni. INFLUENCER. IL POTERE DI CAMBIARE QUALSIASI COSA di Kerry Patterson, Joseph Grenny, David Maxfield, Ron McMillan, Al Switzler FRANCO ANGELI - 2013 256 PAGINE - 30 EURO PERCHÉ È UTILE Cambiare è la cosa più difficile che esista. E sapere che è necessario e urgente non sempre aiuta. Aiuta invece la lettura di questo libro, scritto da un gruppo di super consulenti americani che hanno studiato per oltre 20 anni le strategie dei leader migliori a governare a cambiamenti soprendenti e veloci le imprese, le organizzazioni, le nazioni che guidavano. Hanno così trovato delle leggi molto facili da capire (e un po’ meno facili da applicare) che spiegano - in modo semplice quali comportamenti e strategie adottare per riuscire davvero a cambiare per il meglio. A PAGINA 174 In un mondo interdipendente e pieno di cambiamenti il nostro peggior nemico è l’incapacità di agire di concerto con gli altri. ...è raro che ognuno di noi possieda tutti gli strumenti necessari per affrontare le sfide complesse che si presentano ogni giorno. Gli influenzatori più efficaci ...sono sempre pronti a individuare di quale aiuto, autorità, cooperazione le persone hanno bisogno per affrontare nuovi comportamenti rischiosi o sfidanti. A PAGINA 196 Fate di tutto per premiare i comportamenti, non solo i risultati, perché questi ultimi a volte nascondono comportamenti inappropriati. Se vi trovate costretti a punire qualcuno, date prima un ultimo avvertimento: prima di passare all’azione fategli sapere chiaramente a quali conseguenze andrà incontro. © Dimmi e io dimentico. Mostrami e io ricordo. Coinvolgimi e io imparo. BENJAMIN FRANKLIN 71 071_rubrica_rinnovamenti.indd 71 09/10/13 09.08 INDIRIZZI ALASKA SEA FOOD St. Cugat del Vallès (Barcellona, Spagna) www.alaskaseafood.it LEKKERLAND Assago (Mi) www.lekkerland.it ASTORIA Susegana (Tv) www.astoria.it MACCAIN Bergamo www.mccain-foodservice.it BARILLA FOODSERVICE Parma www.barillafoodservice.it MARTINI&ROSSI Pessione di Chieri (To) www.martinierossi.it BAULE VOLANTE Castel Maggiore (Bo) www.baulevolante.it METODO Arenzano (Ge) www.metodoselezione.it BEVERAGE NETWORK Bergamo www.beveragenetwork.it NOMISMA Bologna www.nomisma.it BISCALDI Genova Voltri (Ge) www.biscaldi.com OLEIFICIO ZUCCHI Cremona www.oleificiozucchi.com BONDUELLE FOODSERVICE Milano www.bonduelle-foodservice.it CATERINGROSS Casalecchio di Reno (Bo) www.cateringross.it CDA CONSORZIO DISTRIBUTORI ALIMENTARI Agrate Brianza (Mb) www.cdaweb.it ONESTI GROUP Fiorenzuola d’Arda (Pc) www.onestigroup.com DIRETTORE RESPONSABILE: Mattia Losi CAPOREDAZIONE CENTRALE Claudio Bonomi, Patrick Fontana REDAZIONE Rossella De Stefano (caporedattore), Raffaella Nobile (caporedattore), Roberto Barat, Rodolfo Guarnieri, Stefano Nincevich COORDINAMENTO EDITORIALE Andrea Mongilardi UFFICIO GRAFICO Elisabetta Delfini (coordinatore) Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti, Elena Fusari, Laura Itolli, Silvia Lazzaretti, Luciano Martegani, Cristina Negri, Diego Poletti, Luca Rovelli, Walter Tinelli SEGRETERIA DI REDAZIONE: Anna Alberti, Donatella Cavallo, Rita Galimberti, Laura Marinoni Marabelli, Paola Melis, Elena Palazzolo, Katia Simeoni, Caterina Zanni [email protected] COLLABORATORI: Irene Greguoli Venini, Franco Marini, Riccardo Oldani, Alessandra Tibollo FOTOGRAFI: Fotolia, Marka, Meridiana Immagini, MilanoForward, Thinkstock PROGETTO GRAFICO: Elisabetta Delfini, Cristina Negri DIRETTORE RESPONSABILE Mattia Losi PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A. SEDE LEGALE: Via Monte Rosa, 91 - 20146 Milano PRESIDENTE: Benito Benedini AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu RECCHIONI Civitanova Marche (Mc) www.recchioni.com RINALDI Bologna www.rinaldi.biz CHEF BARTOLINI Portogruaro (Ve) www.chef.it RISO SCOTTI Pavia www.risoscottisnack.it CIC COOPERATIVA ITALIANA CATERING Segrate (Mi) www.coopitcatering.com RONER Termeno (Bz) www.roner.com DOLCITALIA Agrate Brianza (Mi) www.dolcitalia.com Supplemento al numero 08 di Bargiornale - settembre 2013 SAN BENEDETTO Scorzè (Ve) www.sanbenedetto.it EUROFOOD Corsico (Mi) www.eurofood.it SAN GEMINIANO ITALIA Campogalliano (Mo) www.sangeminiano.it FORMIND Roma www.formind.it SKOLÉ Milano www.skole.it FABBRI 1905 Bologna www.fabbri1905.com SURGITAL Lavezzola (Ra) www.surgital.it FRANCOANGELI Milano www.francoangeli.it TRENTINA GRANA Trento www.trentingrana.it HORECA.IT Torino www.horeca.it TRADELAB Milano www.tradelab.it INTESA GDI Pomezia (Rm) www.intesagdi.com VALBONA Monselice (Pd) www.valbona.com SEDE OPERATIVA: Via C. Pisacane, 1 - 20016 Pero (Mi) Tel. +39 02 30223002 - Fax +39 023022.6637 UFFICIO PUBBLICITÀ E TRAFFICO: Tel. +39 023022.6111 PICCOLI ANNUNCI: [email protected] Tel. +02.3022.6111 STAMPA: Artigrafiche Amilcare Pizzi S.p.A. Via Amilcare Pizzi,14 - Cinisello Balsamo (MI) SERVIZIO CLIENTI: [email protected] Tel 02 3022.5680 06 3022.5680 Fax 02 3022.5400 06 3022.5400 UFFICIO ABBONAMENTI: [email protected] Fax 02 3022.5402 06 3022.5402 Prezzo di una copia 0,70 euro Prezzo di un abbonamento Italia 34 euro, estero 68 euro c/c 31481203 intestato a: IL SOLE 24 ORE SPA PIROLA ABBONAMENTI L’abbonamento avrà inizio dal primo numero raggiungibile Registrazione Tribunale di Milano n. 189 del 26.5.1979 R.O.C. n. 6553 DEL 10 DICEMBRE 2001 ISSN: 0392/2707 Associato a: Informativa ex D. Lgs 196/3 (tutela della privacy) Il Sole 24 ORE S.p.A., Titolare del trattamento, tratta, con modalità connesse ai fini, i Suoi dati personali, liberamente conferiti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento od acquisiti da elenchi contenenti dati personali relativi allo svolgimento di attività economiche ed equiparate per i quali si applica l’art. 24, comma 1, lett. d del D.Lgs n. 196/03, per inviarLe la rivista in abbonamento od in omaggio. Potrà esercitare i diritti dell’ art. 7 del D.Lgs n. 196/03 (accesso, cancellazione, correzione, ecc.) rivolgendosi al Responsabile del trattamento, che è il Direttore Generale dell’Area Professionale, presso Il Sole 24 ORE S.p.A., l’Ufficio Diffusione c/o la sede di via Pisacane, 1. Pero, Milano. Gli articoli e le fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. 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