Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma
Comune
di Loro Piceno
a cura di Carl-Gustav Yrwing
artisti: Alberto Cipriani, Giordano Emiliozzi, Alexander Hult,
Claude Kayat, Gunvor Larsson, Göran Nilsson, Peter De Ru,
Roberto Torregiani, Anders Wadensjö, Susann Wallander
Museo del Vino Cotto - Chiostro di San Francesco
Agosto 2013
Comune
di Loro Piceno
Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma
Associazione Produttori Vino Cotto del Piceno
Nuovo Museo di Etichette
Da sempre Loro Piceno viene ritenuto “il paese del vino cotto” per
eccellenza. A sostegno di ciò possono essere portati: opere e componimenti poetici e letterari di autori locali, citazioni proverbiali e
soprattutto un comune convincimento diffuso tra la gente marchigiana.
Niente di strano quindi se in questo borgo è nata, alcuni anni fa, la
“Mostra permanente delle attrezzature per la produzione del vino
cotto” e oggi, dopo sei anni di mostre itineranti, un vero e proprio
“Museo Internazionale delle etichette del Vino Cotto”.
L’idea di un museo delle etichette a Loro Piceno non è stata però di
un enologo o di un produttore, bensì di un gallerista, Carl-Gustav
Yrwing, che lo ha avviato nel 2007 avvalendosi della collaborazione
di numerosi artisti che si sono radunati intorno a lui e al nostro
prodotto tradizionale per eccellenza: il Vino Cotto.
Il Museo, allestito in spazi adiacenti al Museo del Vino Cotto, è stato
realizzato grazie al contributo del Gal per la sistemazione dei locali
ed è costituito da un’originale raccolta di etichette create da artisti
di fama internazionale. Alle etichette ogni anno, nel mese di agosto,
in occasione del “Vino Cotto Festival”, è dedicata una interessante
mostra costituita, per ogni artista, da un’etichetta già applicata ad
una bottiglia di vino cotto e da un’opera pittorica o fotografica dello
stesso autore.
Tutte le opere create fino ad oggi costituiscono questo nuovo museo
delle etichette, un’interessante mostra in divenire, che rientra a pieno titolo nelle politiche di promozione del nostro territorio.
Daniele Piatti
Sindaco di Loro Piceno
Presentazione
Nel centro storico di Loro Piceno, anche quest’anno, in occasione
del Vino Cotto Festival - 42° edizione, negli spazi adiacenti al
Museo omonimo, è stata allestita la 7° edizione della mostra di
“Etichette Vino Cotto” curata da Carl Gustav Yrwing.
Yrwing, gallerista di Stoccolma, da anni frequentatore di Loro Piceno, è riuscito ancora una volta, con semplicità e passione, a promuovere il nostro territorio abbinando sapientemente l’arte con
il Vino Cotto, radunando intorno a sé diversi artisti e facendoli
dedicare a questo tema.
Le immagini riprodotte su questo catalogo rappresentano non soltanto opere d’arte particolarmente pregiate per le loro caratteristiche intrinseche, ma anche perché in esse gli artisti sono riusciti
a fondere i colori con i sapori loresi, esaltando tutti i sensi dei
visitatori.
Sono convinto che tra l’universo dell’arte e quello del buon vino ci
sia un rapporto stretto ed indissolubile e questa mostra ne è una
concreta testimonianza. Attraverso di essa, gli artisti creano un
intrigante ponte tra l’arte e il vino, tra l’Europa e Loro Piceno…
Per tutti questi motivi, quindi, non posso, come Sindaco, che essere fiero dell’evento e, in nome della stima che ho per Irving, mi
sento di poter affermare che questo suo lavoro è un vanto per Loro
Piceno pertanto lo ringrazio di cuore e, con lui, ringrazio tutti gli
artisti che si sono impegnati, gratuitamente, in questa bella impresa.
Daniele Piatti
Sindaco di Loro Piceno
Il vino cotto e la sagra
La più che millenaria storia del vino cotto del Piceno è da ricollegare ad uno dei primi metodi di trasformazione delle uve generate nell’area geografica che gli antichi greci (Ecateo) denominavano
Enotria (Italia, terra dei vini).
Gli antichi Piceni ereditarono proprio dai Greci l’abitudine di far
bollire il succo d’uva per garantirne una più prolungata conservazione.
Per i Romani più raffinati il vino cotto era tra
i vini più graditi, al pari
del Passum (passito) o
del vinum conditum. Invecchiato in apposti amphorae, sigillate e contrassegnate con etichette
e commercializzato al
di fuori della regione di
produzione, “reggeva”, a
differenza della maggior “Cantina della Parrocchia di Loro Piceno” foto di Giordano Emiliozzi
parte dei vini allora prodotti, “bene il trasporto”.
Già nel 191 a.c. Plauto, nella commedia “Pseudolus” include il vino
cotto tra le migliori bevande da mescersi in un lauto banchetto.
Questo passo di Plauto è ricordato da Plinio il Vecchio, che nella
sua “Storia naturale” annovera il vino cotto tra le più ricercate bevande dolci prodotte in Italia e lo chiama “sapa” cioè che da sapore
e dolcezza, inoltre ne descrive il metodo di preparazione: il mosto
viene scaldato nelle caldaie con fuoco diretto di legni grossi per farlo bollire piano piano per 12 ore e più, fino a farne evaporare un
terzo; poi, ancora caldo, viene messo in botti di rovere a fermentare
per 18 mesi e a invecchiare per anni. Importante che venga cotto
“quando la luna non si vede”, metodo e regola ancora seguiti dai
nostri contadini.
Anche Catone il Censore cita il vino cotto come prodotto di eccellenza.
Nel Cinquecento Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III,
menziona il vino cotto
dell’area Picena, esaltandone la bontà e la qualità
ed elevandolo alla dignità del rito sacrificale nella Santa Messa.
Nel Settecento, è scritto nei libri di storia, dal
porto di Ancona, partivano barili di un vino
di notevole gradazione
alcolica e dal sapore che
“Cantina della Parrocchia di Loro Piceno” foto di Giordano Emiliozzi
ricordava l’uva passa: il
nostro vino cotto.
In tempi più recenti l’aroma inebriante del vino cotto viene esaltato
dal Consolo nel “Dizionario del Gourmet”, dal Bruni nella pubblicazione “I vini d’Italia”, dagli scrittori giornalisti Guido Piovene in
“Viaggio in Italia” e Mario Soldati in “Vino al vino”.
Sulla qualità e la gradevolezza del vino cotto si sono infine espressi
autorevolmente Stefano Zaccone e Luigi Veronelli nel suo “Libro
dei vini”.
Anche il poeta di Petriolo Giovanni Ginobili, ci narra nei suoi
scritti che nelle campagne marchigiane la vendemmia offre la possibilità di preparare con il vino cotto un prodotto adatto ai più diversi
utilizzi: “le mammine del tempo andato lavavano il corpicino dei
piccini con vino cotto e specialmente le
gambette”
oppure
“quando nasceva un
bambino, la nonna, la
mamma o la comare
si riempiva la bocca di
vino cotto riscaldato
e lo spruzzava sul sederino del bambino
che veniva massaggiato. Questo perché era
credenza popolare che
“Cantina della Parrocchia di Loro Piceno” foto di Giordano Emiliozzi
i massaggi col vino cotto caldo servivano per irrobustire le gambe
del piccolo. Il sederino così rinforzato poteva subire anche qualche
sonora sculacciata”.
Frequentissimo era, inoltre, l’utilizzo di questo prodotto, così caro
alla nostra terra. Vuole la tradizione che, conservato in botti di
rovere, costituisse un principio medicamentoso atto a conservare
lucentezza alla pelle, curare gli eritemi dei bambini, risanare gli effluvi degli aliti e, principalmente, sollevare lo spirito umano dalla
monotonia di ogni giorno. Non c’era contadino o mezzadro che un
tempo non avesse la propria botte di vino cotto; accanto alle botti
normali c’era, anzi, una botticella di cui solo il padrone di casa aveva
la chiave, perché conteneva il vino cotto da “spillarsi” nelle grandi
occasioni.
Loro Piceno è molto
affezionato al suo prodotto tradizionale per
eccellenza e per questo, da più di mezzo
secolo, qui si organizza una vera e propria
Festa del Vino Cotto.
Essa iniziò nell’anno 1948 ad opera di
un falegname detto
“Mèro” ed era chiama“Cantina della Parrocchia di Loro Piceno” foto di Giordano Emiliozzi
ta “FESTA DELL’UVA”; con carri allegorici addobbati con viti e grano, voleva essere un
inno ai prodotti agricoli e, in particolare, al vino cotto.
Dagli anni ‘60 lo stesso Comune iniziò a patrocinare questa manifestazione che prese il nome di “SAGRA DEL VINO COTTO” e che
da allora si svolge nel mese di agosto di ogni anno.
Oggi tale manifestazione “VINO COTTO FESTIVAL ” è giunta ad
essere un avvenimento apprezzato a livello regionale ed oltre, con
stand gastronomici, concerti, spettacoli, mostre, eventi culturali,
mercatino di prodotti tipici dell’artigianato locale e naturalmente
cantine dove è possibile degustare il famoso vino cotto!
ALBERTO CIPRIANI
Nel 1978 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata sezione Decorazione Pittorica. Frequenta anche corsi di pittura e scultura con
Remo Brindisi e Valeriano Trubbiani incontra, conosce, e collabora con
artisti di fama internazionale, come Corneille, P. Fazzini, Irina Inesco, Gabrielle Wittkop, G. Picinni, E. Carmi, P. Klasen, M. Avenali, I. Pannaggi,
W.Tullli, U. Peschi, e André Verdet con il quale instaura fin da subito un
rapporto di amicizia e di innumerevoli frequentazioni destinate a durare
fino alla sua scomparsa - Dicembre 2004. Conosce e frequenta tra gli altri
i fotografi Gianna Ciao Pointer, Antonio Ruberti.
Visita il Brasile, la Tunisia, l’Inghilterra la Corsica, e naturalmente la Francia meta ricorrente di viaggi. Gli amatissimi campi di lavanda della Provenza sono luoghi che gli forniranno immagini per numerose mostre. In
Italia realizza servizi fotografici nel Salento che frequenta abitualmente.
Sicilia, Sardegna, Toscana “ Firenze “, Umbria, Lazio, naturalmente non
trascura le “sue” incantevoli colline marchigiane.
Fa parte dell’Associazione “ Amis André Verdet a Sanit Paul de Vence “.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
Ripe San Ginesio - Mostra personale “Vigneti & Viaggiatori”
Macerata - Mostra personale “Sguardi”
Macerata - Pubblicazione del Libretto “Territorio” immagini su canvas
Saint Paul De Vence - Pubblicazione del
Libretto “Clos De Tantine”
Cingoli (Maiale Volante) - Mostra personale
“Astrazioni Naturali”
Saint Paul De Vence - Martecipa alla performance “Le Marche du Poéme”
Ripe San Ginesio - Pubblica il libretto “L’Emozione e il suo Doppio” omaggio a Roberto
Torregiani
Macerata - Mostra personale “Una pixtura
fotografica” Galleria d’Arte Contemporanea
Terraferma
Saint Paul De Vence – Pubblica insieme il
Volume “UNIVERS ANDRE VERDET”
GIORDANO EMILIOZZI
Giordano Emiliozzi nasce a Macerata il 9 ottobre 1961.
Vive a Mogliano Marche lavora nel suo studio di Loro Piceno e
all’Istituto di Fotografia Accademia Belle Arti Macerata come tecnico
di laboratorio curando in maniera particolare lo sviluppo e la stampa
del Bianco e Nero.
Ha frequentato l’Istituto Europeo di Arti Operative a Perugia anno
accademico 2004/2005, ottenendo il diploma in Fotografia Artistica.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
Agosto 2007 - Partecipazione alla mostra collettiva presso gli spazi espositivi del “
Magyrar Kultura Alapitvany” di Budapest
Novembre 2007 - Pubblicazione del volume fotografico “ LA GIOIA DENTRO ”
Giuffrè Editore.
Ottobre 2008 - Mostra fotografica dal titolo “La Gioia Dentro” all’interno della
manifestazione Cartacanta di Civitanova Marche.
Agosto 2009 - Mostra fotografica “ Scatti Dall’Infinito” presso il Maniero Art Club.
Ottobre 2009 - Mostra fotografica presso le sale espositive del Cosmari Piane di
Chienti (Tolentino) nell’ambito delle manifestazioni “Cosmari Conarte.”
Anno 2010 - Partecipa al “Professional award” di Orvieto Fotografia con conseguimento di 3 prestigiosi Silver Awards ed 1 Bronze Award nella categoria RICERCA.
Aprile 2011 - Mostra fotografica “NEL SEGNO DELL’AGIRE” presso outlet Manas
Montecosaro Scalo
ALEXANDER HULT
Nato a Stoccolma nel 1988. Vive e lavora a Stoccolma.
Studi al Norra Konstskolan, Sundbyberg, al Pernbys Målarskola dal 2010
al 2012 e dal 2013 all´Accademia di Belle Arti di Stoccolma.
Opere di Alexander Hult si trovano in collezioni private in Svezia e nel
Museo del Vino Cotto di Loro Piceno.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2010 Liljevalchs Vårsalong, Stoccolma
2010 Swap Art, Stoccolma
2011 Liljevalchs Vårsalong, Stoccolma
2011 Konst i Förening, Konstnärshuset, Stoccolma
CLAUDE KAYAT
Nato 1939 nel Sfax, Tunisia. Vive e lavora a Stoccolma.
Studi al Gerlesborgsskolan a Stoccolma dal 1959 al 1960 e all´Accademia
de la Grande-Chaumière con André Lhote a Parigi nel 1961.
Claude Kayet è anche scrittore e ha scritto otto romanzi in francese e
quattro hanno riecevuto premi.
Ha anche scritto 27 drammi per teatro.
Opere di Claude Kayat sono presenti in collezioni in Svezia e all’ estero.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2009 Galleri Håfors, Hedekas, Svezia
2010 Galleri Cosmopolitian, Gotemburgo
2010 Rönells, Stoccolma
2011 Chaikana, Stoccolma
2012 Galleri Gåtfull Konst, Stoccolma
GUNVOR LARSSON
Nata nel 1950 a Växjö, Svezia. Vive e lavora a Stoccolma.
Studi alla Scuola di Archittetura a Lund dal 1975 al 1980 e all´Accademia
di Belle Arti a Stoccolma nel 1980.
Lavora paralellamente con la pittura e con opere in vetro. Ha lavorato
come disegnatrice in vetro a Lindshammar dal 1997 al 1999 e a Skruf
dal 2000 al 2006.
Opere di Gunvor Larsson sono presenti nei musei e nelle collezioni
comunali in Svezia.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2007 Smålands Museum, Växjö, Svezia
2007 Södermanlands Museum, Nyköping, Svezia
2007 Vetlanda Museum, Vetlanda, Svezia
2008 Galerie von Waldenburg Tauscher, Dresden, Germania
2008 Galleri Astley, Uttersberg, Svezia
2009 Gallero Halvarby, Ödeshög, Svezia
2011 Bergdala Konsthall, Bergdala, Svezia
2011 KHVC Galleri, Wadköping, Örebro, Svezia
2013 Arvika Konsthall, Arvika, Svezia
2013 Galleri Överkikaren, Stoccolma
GÖRAN NILSSON
Nato nel 1930 a Eskilstuna in Svezia.
Vive e lavora a Stoccolma e in Bergslagen, Svezia.
Ha lavorato anche a San Pablito in Messico per venti anni.
Studi all´Accademia di Belle Arti di Stoccolma dal 1952 al 1957,
all´Accademia di San Fernando a Madrid nel 1958 e all´Rijksakademien
voor Beeldende Kunst a Amsterdam nel 1961.
E’ stato direttore di SAK, il più grande circolo d´arte in Svezia dal 1976 al
1995 e direttore di NUNSKU, organizzazione per mostre svedesi all’estero, dal 1972 al 1976.
Ha pubblicato parecchi libri. Opere di Göran Nilsson sono presenti in
musei e in collezioni in Svezia, Messico e Inghilterra.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
1988 Waldemarsudde, Stoccolma
2004 Lucidor, Stoccolma
2007 Gröna Paletten, Stoccolma
2011 Konst i Förening, Konstnärshuset, Stoccolma
2013 Konsthallen, Smedjebacken, Svezia
PETER DE RU
Nato nel 1946 in Olanda. Vive e lavora a Stoccolma.
Studi al Christer Strömholms Scuola di Fotografia dal 1971 al 1973.
Ha pubblicato parecchi libri con le sue fotografie. L’ ultimo libro ”Sven” è
stato nominato fra i migliori del mondo nel 2009 a Arles in Francia.
Opere di Peter de Ru sono presenti in collezioni private e nei musei in
Svezia e all’ estero.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2005 Stockholms Fotoantikvariat, Stoccolma
2008 Stockholms Fotoantikvariat, Stoccolma
2012 Bergdala Konsthall, Bergdala, Svezia
2012 Robert Morat Galerie, Amburgo, Germania
2012 VIDA Konstmuseum, Öland, Svezia
2012 Villa San Michele, Capri
2012 Istituto Italiano Studi Filosofici, Napoli
2012 Galleria Candido Portincri, Rio de Janerio
2013 Konstnärshuset, Stoccolma
2013 Three Shadows Photography Art Centre, Beijing, China
ROBERTO TORREGIANI
Nato nel 1946 a Civitanova Marche dove ha frequentato corsi di design
nell’Istituto Artigianale.
Giovanissimo si reca in Francia, a Parigi si iscrive alla scuola libera del
nudo presso l’Accademia di BB.AA.
I luoghi del suo lavoro sono: Stoccolma, Parigi, Berlino, Roma, e Civitanova. Intensa la sua partecipazione a mostre sia in Italia che all’estero.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2000 Galleria Marie Guillen, Parigi
2001 galleria Lanterna Magica, Helsinki
2003 Sala Foresi, Civitanova
2005 Galleria Wallmark, Stoccolma
2006 Mostra Ripe 2006, Ripe San Ginesio
2007 Nackia Konstall, Stoccolma
2008 Istituto Italiano di Cultura, Stoccolma
2008 Galleria Tarsaeus, Stoccolma
2009 Chiesa Sant’Agostino, Civitanova
2009 Centre Culturelle Cristiane Peugeot, Parigi
2010 Il Maniero Art Club, Loro Picen
2010 Galleria Wallmark, Stoccolma
2013 Forte Malatesta, Ascoli Piceno
2013 Galleria Wallmark, Stoccolma
ANDERS WADENSJÖ
Nato nel 1965 a Stoccolma. Vive e lavora a Stoccolma.
Studi al Konstskolan Idun Lovén dal 1993 al 1995 e al Grafico Media,
digitale e rappresentazioni di imagine, dal 1995 al 1996.
Selezionato nell’ Unione dei designatori svedesi.
Opere di Anders Wadensjö sono presenti nelle collezione svedesi, nella
Cancelleria del Governo a Stoccolma, nel Communde di Karlstad e
nel Museo del Vino Cotto di Loro Piceno.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2007 Galleri Cupido, Stoccolma
2008 Fållnäs KOnsthall, Nynäshamn, Svezia
2009 Konstfrämjandet, Karlstad, Svezia
2011 Galleri Cupido, Stoccolma
2011 Konst i Förening, Konstnärshuset, Stoccolma
2011 Fållnäs Konsthall, Nynäshamn, Svezia
2012 Fållnäs Konsthall, Nynäshamn, Svezia
2012 Galleri Nord, Örebro, Svezia
SUSANN WALLANDER
Nata nel 1948 a Stoccolma. Vive e lavora a Stoccolma.
Studi all´Accademia di Belle Arti di Göteborg dal 1972 al 1975 e
all´Accademia di Belle Arti di Stoccolma dal 1975 al 1977.
Lavora paralelamente con pittura e opere in vetro.
Opere di Susann Wallander sono presenti nei musei e nelle collezioni
comunali in Svezia.
ULTIME MOSTRE PERSONALI
2007 Smålands Museum, Växjö, Svezia’
2007 Södermanlands museum, Nyköping, Svezia
2007 Vetlanda Museum, Vetlanda, Svezia
2008 Galerie von Waldenburg Tauscher, Dresden, Germania
2009 Galleri Halvarby, Ödeshög, Svezia
2010 Galleri Överkiikaren, Stoccolma
2011 KHVC Galleri, Wadköping, Örebro, Svezia
2012 Bergdala Konsthall, Bergdala, Svezia
2013 Arvika Konsthall, Arvika, Svezia
2013 Galleri Överkikaren, Stoccolma
Loro Piceno
Lo sky line di Loro Piceno e l’essenza stessa della sua antica storia sono
rappresentati e impersonati dall’imponente castello alto-medioevale, intorno ai cui gironi si è dipanata per secoli la vita del borgo feudale e del
Comune, e che tuttora è l’anima e il corpo da cui si snodano vicoli di
ciottoli antichi, case e palazzi in cotto dorato, degradando dolcemente
verso il piano e la modernità.
La dolcezza delle colline circostanti, la serenità del paesaggio, il lindore e
il rigore dei vari restauri apportati all’impianto urbano, fanno di Loro Piceno un luogo piacevolissimo di residenza e un’apprezzata meta turistica.
Per apprezzare tale armonia di geometrie occorre raggiungere il punto
più alto del paese, il Castello Brunforte che, eretto sulle rovine di un castrum romano, rappresenta il complesso architettonico più significativo
e interessante. Risalente al sec. XIII presenta ancora la cortina muraria
difensiva ben visibile dal piazzale “Pantanaccio” oggi Parco St. Nikolai,
delizioso e rigoglioso giardino da cui si gode anche di un’affascinante visione di tre delle quattro torri che cingono il Castello (la grande Torre
Merlata, la Torre Mozzata e la Torre degli Impiccati). La Quarta torre
è quella della Vittoria, alta più di 20 metri, dalla cui sommità, terrazzino del belvedere, lo sguardo spazia dal Conero alla Maiella, dai Sibillini
all’Adriatico; da essa si intravedono cinquantasei paesi tra le dolci colline
marchigiane e un paesaggio agrario singolare frutto del sapiente connubio tra la Natura e il lavoro nei campi dei nostri contadini. Oggi è utilizzata come spazio espositivo per mostre d’arte.
La cinta muraria circondava il nucleo ed era interrotta da quattro porte.
L’unica ad essere ancora visibile è quella di Porta Pia ricostruita nell’ottocento e nel 1847 dedicata a Pio IX.
La Piazza G. Matteotti rappresenta il centro dell’abitato storico di Loro
Piceno. Essa è rettangolare e leggermente in pendenza dove, nella parte
più alta si affaccia il settecentesco Palazzo Municipale. È stato progettato
dall’architetto Pietro Augustoni ed è ornato di portici, con vasti saloni
ben decorati. La Sala Consiliare accoglie l’olio su tela Assunzione della
Vergine di Ercole Ramazzani, (1535-1598), allievo del grande pittore
veneto Lorenzo Lotto. La sua attribuzione è stata definitivamente confermata dall’iscrizione “HESCVLES RAMAZZAN” trovata durante il
restauro effettuato nel 2002. Nel Gabinetto del Sindaco si trovano invece
una pregevolissima terracotta invetriata policroma Madonna col bambino di Scuola della Robbia e una tela su olio Il Beato Liberato orante tra i
compagni BB. Umile e Pacifico (sec. XVIII).
Nella stessa piazza è ubicata la duecentesca Chiesa di Santa Maria di
Piazza; rimaneggiata varie volte oggi ha ritrovato il suo antico splendore,
potendo mettere in mostra diversi affreschi di pregevole fattura: La Madonna del latte (seconda metà del XV secolo di autore ignoto), La Madonna di Loreto (1480 ca. di autore ignoto), Il martirio di S. VenerandaParasceve (di autore ignoto di ambito crivellesco, risale al 1500 ca.).
Da diversi punti del centro storico si possono rintracciare unici scorci del
territorio marchigiano: il Belvedere Ovest punto privilegiato da cui ravvisare il Mar Adriatico ed il profilo inconfondibile del Monte Conero e il
Belvedere Sud, lì si ha una visione completa della dorsale dei Sibillini (dal
Pizzo di Meta sino al Monte Vettore passando per la Sibilla e la Priora) e
nelle giornate più nitide si vedono il gruppo della Maiella e il massiccio
del Gran Sasso d’Italia.
Comune di Loro Piceno
Piazza G. Matteotti, 2
62020 Loro Piceno - Macerata - Italia
Tel. 0733.509112 - Fax 0733.509785
www.loropiceno.sinp.net - [email protected]
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