UNIVERSITÀ DEGLI STUDI SASSARI FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA (Presidente del CdL Prof. Antonio Azara) LA PROMOZIONE DELL’ALLATTAMENTO AL SENO NEL NEONATO LATE PRETERM : L’ESPERIENZA DELLA TIN DI SASSARI Relatore: Dott.ssa MARIA ZICCHI Tesi di Laurea di: BARBARA FOIS ANNO ACCADEMICO 2014 -2015 Alle donne più importanti della mia vita… a mia Nonna… a mia Mamma… a mia sorella Carla INDICE 1.PREMESSE .................................................................................................................. 3 1.1 Introduzione ........................................................................................................... 3 1.2 Chi è il Late Preterm ............................................................................................. 5 1.3 Cause possibili di parto pretermine .................................................................... 7 1.4 Caratteristiche cliniche dei Late Preterm ........................................................... 8 1.5 Difficoltà nell’alimentazione ............................................................................... 10 1.6 Perché allattare al seno ..................................................................................... 12 1.7 Vantaggi dell’allattamento al seno .................................................................... 15 1.8 Come promuovere e sostenere l’allattamento al seno .................................. 16 2. OBIETTIVI ................................................................................................................. 18 3. MATERIALI E METODI ........................................................................................... 18 3.1 Descrizione del campione.................................................................................. 18 3.2 Strumenti.............................................................................................................. 18 4. RISULTATI ................................................................................................................ 19 5. INTERVISTE ............................................................................................................. 33 5.1 Risultati................................................................................................................. 33 6. CONCLUSIONI ......................................................................................................... 35 7. LEGENDA ................................................................................................................. 37 8. BIBLIOGRAFIA ........................................................................................................ 38 9. SITOGRAFIA ............................................................................................................ 39 “…Ma l'ottavo mese è fuori da ogni contesto quello in cui la situazione è critica; .... per la nascita all'ottavo mese, io dico che due sofferenze sopraggiungono colpo su colpo rendendo impossibile di far crescere bene i neonati, e che, per questa ragione, i feti di otto mesi non sopravvivono. Infatti, essi devono subire senza intervallo, sia la sofferenza nell'utero che la sofferenza del parto. È per questa ragione che nessun feto di otto mesi sopravvive.…” Corpus Hippocraticum - Libri sul Feto al settimo mese e sul Feto all'ottavo mese 1 PREMESSE 1.1 Introduzione Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un progressivo incremento delle nascite pretermine, in particolare per quelle comprese tra 34 e 37 settimane di gestazione. I nati in questa epoca venivano definiti “near term”, cioè soggetti ormai “quasi maturi”, e quindi sostanzialmente degni delle stesse attenzioni attribuite ai neonati a termine. In realtà è ormai evidente che nascere dopo la 34a settimana di EG aumenta il rischio fino a 2-3 volte di sviluppare patologia di lieve-moderata gravità come ipotermia, ipoglicemia, distress respiratorio, ittero, difficoltà alimentari, infezioni, e incrementa il rischio di riospedalizzazione a pochi giorni dalla dimissione. In questa tesi si affronterà l’allattamento al seno in questa classe di prematuri, ora definiti Late- Preterm, che rappresentano una categoria di neonati sempre più in aumento. Verrà inoltre valuta l’adesione a questa pratica durante la degenza e dopo la dimissione dalla TIN dell’AOU di Sassari. L’interesse per questo argomento è sorto in me dopo aver frequentato le lezioni di infermieristica in area materno infantile, dove la docente ha spiegato l’importanza dell’allattamento al seno, sia per il neonato che per la madre. Il tirocinio svolto nella Clinica Neonatologica e Terapia Intensiva Neonatale inoltre, mi ha permesso di stare a contatto con i neonati, facendo crescere ulteriormente l’interesse verso il campo della Neonatologia, ed in particolare per questa categoria di neonati. Grazie a quest’esperienza, ho potuto constatare personalmente come i LP abbiano più difficoltà rispetto ai neonati a termine ad attaccarsi al seno materno, in quanto meno maturi, e quanto sia importante il ruolo dell’infermiere 3 nell’assistenza ai neonati, nel sostegno alle madri e nel supporto alla pratica dell’allattamento. 4 1.2 Chi è il Late Preterm Fin dall’antichità ci si è interrogati sul perché i nati “all’ottavo mese”, seppure apparentemente destinati ad un decorso più semplice, spesso in realtà avessero una prognosi peggiore, se non infausta, rispetto a quelli nati al settimo mese. Negli ultimi 20 anni le nascite dei Late Preterm hanno avuto un incremento del 70% rispetto all’intera popolazione di prematuri e tutto ciò ha portato ad un aumento degli studi su questa particolare categoria di neonati. Le ragioni di tale incremento sono: - aumento di gravidanze multiple - incremento della percentuale di donne con prima gravidanza dopo i 35 anni, definite primipare attempate - riduzione di parti vaginali - migliore sorveglianza ostetrica nell’identificare la sofferenza fetale o ritardi di crescita, che porterebbero ad interventi più frequenti di induzione del parto o taglio cesareo1 L’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’American Academy of Pediatrics, e l’American College of Obstetricians and Gyneocologists, identificano come “pretermine” le nascite sotto le 37 settimane, complete di gestazione o dopo 259 giorni dal primo giorno dall’ultima mestruazione. Per “a termine” si identificano invece le nascite tra le 37 e 41 settimane complete di gestazione mentre, come “post-termine”, dopo le 42 settimane complete di età gestazionale2. I neonati “pretermine”, si distinguono in : “verypreterm”, nati sotto le 32 settimane di età gestazionale (EG) e i 1 American Academy of Pediatrics and the American College of Obstetricians and Gynecologists .Guidelines for Perinatal Care. 5th ed. Elk Grove Village, IL: American Academy of Pediatrics . 160 (2007). 2 American College of Obstetricians and Gynecologists. Induction of Labor .Practice Bulletin # 107.2009 5 “latepreterm” (LP) nati tra le 34 e le 36+6 settimane EG. In passato i LP venivano definiti come “nearterm”, termine ormai non più utilizzato a conferma del fatto che, questi neonati possono mostrare alcune caratteristiche simili ai prematuri sia, per le loro condizioni cliniche, (riospedalizzazioni per ittero o infezioni, distress respiratorio) sia neurologiche. 6 1.3 Cause possibili di parto pretermine Si possono individuare alcune condizioni che aumentano il rischio di parto pretermine. Sono suddivise in: Sofferenza fetale FETALI Gestazione multipla Placenta previa PLACENTARI Distacco di placenta UTERINE Anomalie congenite Preclampsia Patologie croniche (cardiopatie, nefropatie) MATERNE Infezioni Abuso di fumo, alcool e droghe Prima gravidanza dopo 35 aa Rottura prematura delle membrane ALTRE Poliidramnios Iatrogene Tabella 1. Cause di parto pretermine 7 1.4 Caratteristiche cliniche dei Late Preterm Il Late Preterm si presenta clinicamente come un neonato con: - basso peso alla nascita - scarsa quantità di grasso corporeo - scarsa capacità di termoregolazione - immaturità del sistema immunitario - ridotta capacità di interazione A causa della loro immaturità fisiologica e metabolica, a differenza dei nati a termine, i LP sono più a rischio di sviluppare complicazioni che si traducono in alti tassi di mortalità e morbilità durante l’ospedalizzazione e alti tassi di riospedalizzazione a pochi giorni dalla dimissione. 3 Risultano essere maggiormente esposti a: - come tachipnea transitoria neonatale, problemi respiratori pneumotorace, distress respiratorio spesso associato a ipertensione polmonare. - problemi neurologici come leucomalacia, stroke. - ittero - infezioni - ipoglicemia - stress da termoregolazione - difficoltà nell’alimentazione A causa del quadro di insufficienza respiratoria è spesso richiesto il supporto ventilatorio in Terapia Intensiva Neonatale. Alla nascita tutti i LP richiedono una più accurata osservazione rispetto ai 3 Medical e surgicalpediatrics, 26° CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEONATOLOGIA SEZIONE LOMBARDIA 2° Congresso congiunto con SIN Toscana Bergamo, 25-26 gennaio 2013. http//www.google.it 8 neonati a termine e vengono ricoverati in TIN per essere sottoposti agli accertamenti in modo da evitare complicanze. Al ricovero vengono monitorati, il monitoraggio riguarda la valutazione dell'attività cardiorespiratoria, il controllo della temperatura corporea e, entro due ore dalla nascita, la valutazione della glicemia. L'ipotermia e l'ipoglicemia sono molto frequenti in questa popolazione di neonati e possono persistere più a lungo rispetto a quanto previsto nel normale periodo di transizione per il neonato a termine 4. Le ultime settimane di gravidanza sono essenziali per lo sviluppo e la completa maturazione del feto, in particolar modo per il suo sviluppo cerebrale, polmonare, ed epatico. Studi recenti hanno dimostrato come la 34ª - 35ª settimana di gestazione siano importanti per la maturazione polmonare e come fosse rischioso, sotto questo punto di vista, anticipare la nascita. Altri studi invece hanno riscontrato un aumento di patologie polmonari a seguito di taglio cesareo. Uno studio dell'American Journal of Obstetrics and Gynecology ha dimostrato come, fra la 32ª e la 39ª per ogni settimana di permanenza in utero del feto, si registra una diminuzione di oltre il 20% di disturbi quali: problemi respiratori, ittero, instabilità termica, emorragie cerebrali e crisi epilettiche5. Corso di Aggiornamento Teorico-Pratico per Infermieri di area Neonatologica e Pediatrica. Percorsi Assistenziali: Il neonato fisiologico e patologico. Atti (Società Italiana di Pediatria Ospedaliera – SIPO- Gruppo di Studio di Pediatria Ospedaliera – Sardegna 6/10/2008 4 Melinda Beck. New Research Shows "Why Every Week of Pregnancy Counts"; The Wall Street Journal/ Health,, December 23, 2008 5 9 1.5 Difficoltà nell’alimentazione La prevalenza di allattamento al seno è molto bassa e questo a causa di diversi fattori, sia materni che neonatali. Fra le cause che possono influire negativamente sull' instaurarsi di un efficace allattamento al seno, vanno incluse: - le complicanze in gravidanza - il parto cesareo - l'ospedalizzazione del neonato - la separazione del neonato dalla madre - l'insufficiente riflesso di suzione del neonato pretermine che può provocare una diminuzione della lattogenesi. Inoltre, vi sono fattori fisici, ormonali e stress che possono impedire nella madre l'instaurarsi di un efficace allattamento al seno, inibendo la sintesi e la secrezione del latte e modificando il comportamento materno. 6 Il parto prematuro può aumentare e aggravare il distress psicologico del puerperio. La preoccupazione per un bambino troppo piccolo, ricoverato in Terapia Intensiva e spesso collegato ai macchinari, creano un forte disagio nella madre, facendola sentire inadeguata e impreparata ad affrontare questa particolare situazione e rendendola ancor più vulnerabile. Prendendo in considerazione le caratteristiche dei Late Preterm è chiaro intuire perchè l'inizio dell'alimentazione è difficile. Il neonato appare spesso ipotonico, sonnolento e resta sveglio per breve tempo, inoltre la sua capacità di alimentazione è scarsa. Si stanca facilmente, durante la suzione infatti i movimenti sono Julee Waldrop. "The Late Preterm Infant; Thet you need to know to provide quality care to these babies"; MS, RN, PNP Directo Newborn Nursery UNC; www.unchealthcare.org/site/nursing/nurspractice/protocol 6 10 scoordinati e deboli, e spesso interrompe la poppata prima di aver assunto la quantità di latte necessaria. Diventa ancora più importante, in questi momenti, il ruolo del personale della Terapia Intensiva dove è ricoverato il neonato. La madre, deve essere incoraggiata a tirare il latte con il tiralatte elettrico, se il bambino non può attaccarsi direttamente al seno o se non riesce a prendere la quantità di latte necessaria.7 Figura 1. Neonato alimentato dall’ Infermiere della TIN attraverso il biberon Richard J. Schanler, MD Neonatal-Perinatal Medicine, Schneider Children's Hospital at North Shore, Manhasset NY, and Albert Einstein College of Medicine, Bronx NY . "Feeding The Late Preterm Infant". October 20, 2009 7 11 1.6 Perché allattare al seno Uno dei tanti obiettivi dell’OMS è il miglioramento della qualità di vita del bambino e della madre. Lo stato di salute e di nutrizione di entrambi, sono legati in quanto madre e bambino formano un’unica unità sociale e biologica. Pediatri e nutrizionisti sono d’accordo nel definire che l’allattamento al seno costituisca il metodo alimentare migliore, garantendo una crescita sana ed un corretto sviluppo dei neonati, in quanto fornisce tutti i nutrienti ( ferro, proteine, grassi polinsaturi) di cui hanno bisogno nella prima fase della loro vita. Inoltre contiene sostanze bioattive e immunologiche che non si trovano nel latte artificiale e che sono fondamentali, sia per proteggere il bambino da eventuali infezioni batteriche e virali, sia per favorire lo sviluppo intestinale. Il latte materno è definito dagli esperti come “specie specifico”, ovvero un alimento biologicamente adatto per l’essere umano. Sempre pronto, sempre fresco, sempre caldo e per meglio adeguarsi alle necessità di crescita del neonato, non ha mai la stessa composizione modificando nel tempo la sua formula. È per questo che tutti i bambini dovrebbero essere allattati al seno per i primi 6 mesi di vita (26 settimane). Secondo le indicazioni dell’OMS, dell’UNICEF e del Ministero della Salute, l’allattamento al seno dovrebbe continuare per 2 anni e oltre, secondo il desiderio della mamma e del bambino. I neonatologi consigliano di attaccare il bambino al seno subito dopo il parto facendo sì che si instauri tra mamma e bambino il cosiddetto contatto “pelle a pelle”. Già dalle primissime ore di vita il piccolo, è in grado di trovare da solo il seno materno e di succhiare. Nei primi giorni di vita, in attesa della montata lattea, il neonato succhia il colostro, un liquido denso e giallognolo, ricco di sostanze nutritive e rispetto al latte vero e proprio molto più ricco di proteine, sali minerali e a basso contenuto di zuccheri e grassi. Le proteine in esso contenute forniscono particolari anticorpi (IgA), sostanze di difesa che vanno a rivestire le pareti intestinali 12 proteggendolo, sia dall’aggressione di germi e virus, sia dalla penetrazione di sostanze estranee che potrebbero scatenare reazioni allergiche. Più o meno intorno al terzo giorno il colostro cambia aspetto, diventando più chiaro, più grasso e cremoso. E’ quello che viene detto “latte di transizione”, che serve ad abituare in maniera graduale il neonato al latte definitivo. La sua composizione cambia, infatti è carente di proteine, mentre aumentano gli zuccheri che sono fondamentali per lo sviluppo dei tessuti cerebrali e aumentano anche i grassi che apportano energia. Da lì a dieci giorni il seno produrrà il latte vero e proprio: fluido, di colore quasi azzurrognolo e dal sapore piuttosto dolce. 8 L’ allattamento al seno, oltre ad esercitare un’influenza biologica, ha un effetto emotivo unico sulla salute sia delle madri che dei neonati. La diffusione e la continuità dell’allattamento al seno hanno subìto un calo in molte zone del mondo per diversi motivi, sia sociali che economici e culturali. Con l’introduzione delle moderne tecnologie infatti, l’importanza attribuita a questa pratica tradizionale è diminuita. I servizi sanitari hanno contribuito, involontariamente, a tale declino, trascurando l’assistenza e il sostegno alle madri in tale direzione o introducendo metodi e procedure che ostacolano il normale approccio e l’adozione dell’allattamento al seno. Esempi comuni di quest’ultimo caso sono: - la separazione del neonato dalla madre al momento della nascita - la somministrazione di soluzione glucosata con biberon e tettarella prima che inizi la secrezione lattea - l’usanza di incoraggiare l’impiego di surrogati del latte materno. Anche per il neonato LP, il latte materno rappresenta il migliore alimento. Per questo motivo è necessario che, appena le condizioni cliniche lo permettono, inizi ad essere attaccato al seno materno. 8 http://www.salute.gov.it 13 Figura 2. Neonato che si nutre dal seno materno 14 1.7 Vantaggi dell’allattamento al seno È noto, a livello internazionale, come l’allattamento al seno abbia dei vantaggi, sia per il bambino che per la madre. Per quanto riguarda il bambino ha il vantaggio di: - ridurre l’incidenza e la durata delle gastroenteriti - proteggerlo dalle infezioni acute quali polmonite, otiti, infezioni da Haemophilus influenzae, meningiti e infezioni urinarie - ridurre il rischio di sviluppare allergie - migliorare la vista e lo sviluppo psicomotorio - migliorare lo sviluppo intestinale e ridurre il rischio di occlusioni - proteggere da condizioni croniche come il diabete tipo 1, la colite ulcerativa e la malattia di Crohn. Inoltre, è associato a più bassi livelli di pressione del sangue e colesterolo totale e ad una ridotta prevalenza di diabete tipo 2 e di sovrappeso e obesità durante l’adolescenza e la vita adulta. Per quanto riguarda la madre è vantaggioso in quanto: - riduce la perdita di sangue, contribuendo così a mantenere il bilancio del ferro - prolunga il periodo di infertilità post parto - favorisce la perdita di peso e il recupero del peso forma - riduce il rischio di cancro della mammella prima della menopausa e il cancro dell’ovaio e riduce il rischio di osteoporosi. 9 Inoltre quanto più precoce sarà l’allattamento, tanto più rapida sarà la ripresa dal parto e l’involuzione dell’utero, riducendo il rischio di emorragia e di mortalità. 9 http://www.salute.gov.it 15 1.8 Come promuovere e sostenere l’allattamento al seno La ricerca ci insegna che un programma per la promozione dell’allattamento al seno ha successo se combina molti elementi diversi come: - campagne di comunicazione - educazione sanitaria adattata alla situazione locale - formazione integrale degli operatori sanitari - cambiamenti delle politiche nazionali/regionali ed ospedaliere - sostegno per le madri, compreso il sostegno tra pari Altri elementi importanti sono: - sostegno delle donne prima, durante e dopo il parto, compresi i giorni cruciali subito dopo il parto - migliorare il modo di fornire servizi, per esempio attraverso una migliore formazione del personale, l’impiego di consulenti per l’allattamento al seno, informazioni scritte per il personale e gli utenti, il rooming-in (madri e figli assieme 24 ore al giorno in ospedale) - offrire informazioni in forme diverse. La più efficace è quella facciaa-faccia, estesa su un lungo periodo, mentre l’informazione scritta è la meno efficace - poggiare su una legislazione e su un ambiente di lavoro favorevoli. Le madri che lavorano devono avere un impiego garantito e la flessibilità di optare per un lavoro part-time; devono avere anche tempo e spazio per allattare o spremere il latte, se necessario - infine, in tutti i paesi dovrebbe essere istituito un programma efficace come l’Iniziativa Ospedale Amico del Bambino, che comprende molti interventi, in ospedale e sul territorio, per 16 proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento al seno. Una sua estesa applicazione è altamente raccomandata. L’OMS e l’UNICEF hanno redatto un testo che contiene10 suggerimenti rivolti alle strutture sanitarie, con lo scopo di favorire l’allattamento al seno: 1. definire una linea di condotta scritta per l’allattamento al seno e farla conoscere a tutto il personale sanitario 2. fornire a tutto il personale sanitario le competenze necessarie per l’attuazione completa di questa linea di condotta 3. informare tutte le donne in gravidanza sui vantaggi e le tecniche dell’allattamento al seno 4. aiutare le madri ad iniziare l’allattamento al seno entro mezz’ora dal parto 5. mostrare alle madri come allattare e mantenere la secrezioni lattea anche nel caso di separazione dal neonato 6. non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne su precisa prescrizione medica 7. sistemare il neonato nella stessa stanza della madre in modo che stiano insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale 8. incoraggiare l’allattamento al seno tutte le volte che il neonato sollecita di essere nutrito 9. non usare tettarelle artificiali o succhiotti durante il periodo dell’allattamento al seno (per quanto possibile) 10. favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell’allattamento al seno in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo la dimissione dall’ospedale10 10 http://www.unicef.it/doc/150/dieci-passi-per-allattamento-al-seno.htm 17 2. OBIETTIVI L’obiettivo della tesi è quello di acquisire i dati relativi all’ alimentazione dei neonati LP ricoverati nella Clinica Neonatologica e TIN dell’AOU di Sassari e i dati relativi ai neonati LP dimessi con modalità di alimentazione “allattamento al seno” e “misto”, e constatare quanti di loro hanno proseguito con la pratica dopo la dimissione. È stato analizzato in particolar modo l’andamento dell’allattamento ai 3 mesi e ai 6 mesi. 3. MATERIALI E METODI Per acquisire le informazioni necessarie sono state visionate le cartelle cliniche dei LP ricoverati nella Clinica Neonatologica e TIN dell’AOU di Sassari nell’anno 2014 e nel 1° semestre del 2015 (1 Gennaio – 30 Giugno). Sono state poi effettuate delle interviste telefoniche alle madri dei neonati per sapere per quanto tempo hanno allattato i propri piccoli dopo la dimissione. 3.1 Descrizione del campione Il campione di riferimento dello studio è costituito dai LP ricoverati e poi dimessi dalla Clinica Neonatologia e TIN dell’AOU di Sassari nell’anno 2014 e nel 1°semestre del 2015. 3.2 Strumenti Gli strumenti utilizzati sono le cartelle cliniche e le interviste telefoniche alle madri. 18 4. RISULTATI Di seguito vengono riportati i dati raccolti che riguardano i neonati Late Preterm ricoverati presso il nostro centro nell'anno 2014 e nel primo semestre del 2015 (1 Gennaio 2015 – 30 Giugno 2015). Sul totale di 358 ricoveri effettuati nel 2014 e di 182 ricoveri effettuati nel 1° semestre del 2015 ben 112 (31,28%) per il 2014 e 49 (26,92%)per il primo semestre del 2015 hanno interessato neonati nati fra la 34.0 e la 36.6 settimana di età gestazionale. ANNO Numero Numero Ricoveri Ricoveri Peso LP Totali Gemellari Medio 112 19 2014 Sesso T.C P.S. DEG. MEDIA 2308,4 M: 61 Gr. F : 51 2308,3 M : 24 Gr. F : 25 91 21 16,39 gg 1° SEM. 49 2015 7 29 10 16,33 gg. Tabella 2. Caratteristiche dei neonati Late Preterm nella Clinica Neonatologica e TIN nel 2014 e nel primo semestre del 2015. I neonati ricoverati nell’anno 2014 avevano un peso alla nascita compreso tra 1400 grammi e 3965 grammi. Per il 1°semestre del 2015 invece il peso rientrava tra i 1160 grammi e i 3520 grammi. Dalla tabella si nota un basso numero di neonati nati da parto spontaneo e un numero maggiore di neonati nati da T.C. 19 21% 37% 34 settimana 35 settimana 42% 36 settimana Figura 3. Distribuzione età gestazionale alla nascita. Anno 2014 Il grafico dimostra che, nel 2014 vi è una prevalenza (42%) di LP nati alla 35ª settimana. Il 37% è occupato dai LP nati alla 36ª settimana e il 21% dai LP nati alla 34ª. 20 29% 49% 34 settimana 35 settimana 22% 36 settimana Figura 4. Distribuzione età gestazionale alla nascita: 1° semestre2015 Per il 1° semestre del 2015 invece la situazione cambia: vi è una netta prevalenza (49%) di LP nati alla 34ª settimana EG. Il 22% è occupato dai LP nati alla 35ª settimana di EG e il 29% dai LP nati alla 36ª settimana di EG. 21 5% da 1400 grammi a 2000 grammi 5% 21% da 2000 grammi a 2500 grammi 31% da 2500 grammi a 3000 grammi 38% da 3000 grammi a 3500 grammi > 3500 grammi Figura 5. Distribuzione del peso alla nascita dei LP nati nell’AOU di Sassari nel2014 In questo grafico si evidenzia come il 21% dei neonati ha un peso alla nascita compreso tra 1400 grammi e 2000 grammi. Il 38% ha un peso compreso tra i 2000 grammi e i 2500 grammi, il 31% ha un peso compreso tra 2500 grammi e 3000 grammi e solo un'esigua parte di questi piccoli (5%), pesa più di 3000 grammi. Un altro 5% è occupato dai LP con peso superiore ai 3500 grammi. 22 6% da 1160 grammi a 2000 grammi 2% 27% 24% da 2000 grammi a 2500 grammi da 2500 grammi a 3000 grammi 41% da 3000 grammi a 3500 grammi > 3500 grammi Figura 6. Distribuzione del peso alla nascita dei LP nati nell’AOU di Sassari nel 1° semestre del 2015 Nel 2015 la situazione non cambia, la maggior parte dei LP (41%) ha alla nascita un peso compreso tra i 2000 e i 2500 grammi. Una gran fetta del diagramma (27%), è occupata dai LP con un peso inferiore ai 2000 grammi. Il 24% dei LP ha un peso compreso tra i 2500 grammi e i 3000 grammi, il 6% ha un peso compreso tra i 3000 grammi e i 3500 grammi e solo il 2% è occupato dai LP con un peso superiore ai 3500 grammi. 23 4% 2%1% 23% Spontanea CPAP IMV 70% SIPPV O2 TERAPIA Figura 7. Modalità di respirazione, durante il ricovero, dei Late Preterm nell’ anno 2014 Il grafico evidenzia come più della metà dei neonati alla nascita (70%), non necessita di alcuna terapia o supporto ventilatorio. Il 23% ha bisogno di supporto ventilatorio con CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), il 4% necessita di IMV (Intermittent Mandatory Ventilation) e il 2% di SIPPV (SynchronisedIntermittent Positive Pressure Ventilation). Solo l’1% pratica l’O2 terapia. 24 3% 30% Spontanea 67% CPAP O2 TERAPIA Figura 8. Modalità di respirazione, durante il ricovero, dei Late Preterm nel 1° semestre del 2015 Nel 2015 la situazione non cambia, una buona parte dei LP (67%), non necessita di nessun tipo di terapia, mentre il 30% effettua la CPAP e solo il 3% l’O2 terapia. 25 ITTERO 45% DISTRESS RESPIRATORIO 23% ANEMIA 14% APNEA 9% IPOGLICEMIA 9% Tabella 3. Patologie diagnosticate al ricovero. ANNO 2014 La tabella evidenzia che, le patologie che colpiscono maggiormente i LP sono l’ittero (45%) e il distress respiratorio (23%). Tra le altre patologie sono state riscontrate l’anemia (14%), l’apnea (9%), l’ipoglicemia (9%). Dallo studio delle cartelle sono emerse altre patologie a carico del cuore (extrasistoli, difetti intraventricolari) e dell’apparato respiratorio (tachipnea transitoria e Pnx bilaterale) ma in percentuale molto ridotta. ITTERO 51% DISTRESS RESPIRATORIO 19% ANEMIA 14% APNEA 8% IPOGLICEMIA 8% Tabella 4. Patologie diagnosticate al ricovero 1° semestre 2015 Nel 2015 la situazione è la stessa del 2014, le patologie più evidenti sono ittero (51%) e distress respiratorio (19%). Altre patologie riscontrate sono l’anemia (14%), l’apnea (8%) e l’ipoglicemia (8%). Tra le altre patologie emerse dallo studio delle cartelle, vediamo extrasistoli ventricolari, piede torto e schisi del palato molle. 26 5% 14% 14% Latte materno Artificiale Misto 67% Parenterale Figura 9. Tipo di alimentazione durante il ricovero. Anno 2014 Il grafico evidenzia come il 67% dei neonati ha un tipo di alimentazione misto. Il 14% si alimenta con latte artificiale, il 14% con latte materno e un altrettanto 5% necessita di nutrizione parenterale. 27 10% 4% 2% Seno 46% Seno + Biberon Biberon 38% Gavage + Biberon Seno + Biberon + Gavage Figura 10. Modalità di somministrazione alimentazione Il diagramma evidenzia come la maggior parte dei neonati ha difficoltà a nutrirsi esclusivamente dal seno materno. Solo il 2% dei neonati infatti si nutre in maniera esclusiva dal seno materno e il 46% necessita dell’aiuto del biberon. Il 38% dei LP si nutre dal biberon e il 10% necessita del gavage. Il 4% alterna seno, biberon e gavage 28 12% 15% Latte Materno Artificiale 73% Misto Figura 11. Tipo di alimentazione durante il ricovero. 1° semestre 2015 Il 73% dei LP ricoverati nella nostra Clinica, hanno un tipo di alimentazione mista. Il 15% si nutre con latte artificiale e solo il 12% con latte materno. 29 11% 4% 7% Seno Seno + Biberon 29% 49% Biberon Gavage + Biberon Seno + Biberon + Gavage Figura 12. Modalità di somministrazione alimentazione. Solo il 7% dei LP ha un allattamento esclusivo al seno. Il 49% alterna seno/ biberon e la restante fetta del diagramma evidenzia come una gran percentuale di LP (11%), con EG bassa e per le prime settimane di vita, necessita del supporto di biberon e gavage. Il 29% si nutre con il biberon. 30 24% 40% Seno 16% Latte materno Artificiale Misto 20% Figura 13. Tipo di alimentazione dei neonati LP alla dimissione. Anno 2014 Il grafico dimostra come la gran parte dei LP (40%), viene dimesso dalla TIN con alimentazione mista. Il 24% si nutre dal seno materno e il 20% ha un’alimentazione artificiale. 31 24% 27% Seno Latte materno 18% 31% Artificiale Misto Figura 14. Tipo di alimentazione dei neonati LP alla dimissione. 1° semestre 2015 Il grafico dimostra come il 27% dei LP nati nel 1° semestre del 2015 abbia come modalità di alimentazione alla dimissione “allattamento al seno”. Il 24% ha un’alimentazione alla dimissione “mista” e il 31% “artificiale”. 32 5. INTERVISTE Il secondo strumento utile, per completare lo studio, è rappresentato dall’ intervista telefonica fatta alle mamme dei LP con modalità di alimentazione, alla dimissione, “allattamento al seno” e “misto”. È stato chiesto loro per quanto tempo hanno allattato i propri bimbi dopo la dimissione, prendendo in considerazione in particolar modo l’andamento dell’allattamento ai 3 e ai 6 mesi per il 2014 e la situazione attuale relativa al 2015. 5.1 Risultati 14% 35% non hanno proseguito con l'allattamento < 1 mese 5% 21% da 1 a 3 mesi da 3 a 6 mesi 14% 11% > 1 anno chiamate non risposte Figura 15. Periodo di allattamento dei LP nati nel 2014 Il grafico dimostra che il 14% dei LP dimessi dalla Clinica Neonatologia e TIN dell’AOU di Sassari non prosegue l’allattamento, il 21% prosegue l’allattamento per un arco di tempo che va dal 1° mese ai 3 mesi di vita. L’ 11% dei neonati viene allattato oltre i 3 mesi e un altrettanto 14% dei neonati dimessi dalla Clinica Neonatologica e TIN di Sassari prosegue l’allattamento per un periodo superiore all’ anno di vita. 33 21% 5% 32% < 1 mese da 1 a 3 mesi da 3 a 6 mesi 32% 10% tutt'ora in allattamento chiamate non risposte Figura 16. Periodo di allattamento dei LP nati nel 1° semestre del 2015 Il grafico mette in evidenza che il 5% dei LP interrompe l’allattamento prima del 1° mese di vita, il 32% viene allattato da 1 a 3 mesi e il 10% dei neonati prosegue l’allattamento al seno oltre il 3° mese di vita. Una gran fetta del grafico (32%) risulta essere tutt’ora in allattamento. 34 6. CONCLUSIONI Le mamme si sono dimostrate molto disponibili ed entusiaste di collaborare con le interviste alla stesura di questo elaborato, sottolineando l’importanza della pratica dell’allattamento al seno, riferendo di essersi trovate spesso di fronte ad una situazione di sconforto a causa delle condizioni cliniche del bambino e di difficoltà nell’inizio e nel proseguimento della pratica dell’allattamento al seno, comunicandomi quanto sia importante insistere con tenacia e costanza. Dalle interviste si evince che per quanto riguarda il 2014 su 43 chiamate effettuate, di cui 15 non risposte, 9 mamme hanno proseguito con l’allattamento al di sopra del 1° mese di vita del loro bambino, 5 neonati sono stati allattati dai 3 ai 6 mesi. Dato importante è quello relativo al fatto che 6 mamme hanno proseguito l’allattamento al di sopra del 1° anno di vita; 6 mamme invece non hanno proseguito con l’allattamento dopo la dimissione a causa, riferiscono, dello stress psicologico ed emotivo, causato dal ricovero in TIN del proprio piccolo. Solo 2 mamme hanno riferito di aver interrotto l’allattamento prima del mese di vita del loro bambino per cause lavorative. Per quanto riguarda il 1° semestre del 2015 invece, su 19 chiamate effettuate, di cui 4 non risposte, solo 1 LP è stato allattato al di sotto del 1° mese di vita, 6 sono stati allattati da 1 a 3 mesi, 2 da 3 a 6 mesi e 6 LP risultano tutt’ora in allattamento. Le interviste dimostrano come, ancora oggi, l’allattamento al seno non sia abbastanza diffuso in questa categoria di neonati. La causa sembra essere attribuita in particolar modo allo stress e alla preoccupazione causata dal distacco tra la madre e il LP ricoverato in TIN. La nascita di un neonato prematuro rappresenta un momento critico dell'assistenza neonatale in quanto si tratta di bambini fragili soprattutto nella prima settimana di vita. Nella maggior parte dei casi non richiedono un approccio assistenziale invasivo ne eccessive cure mediche, ma un 35 costante supporto da parte del personale infermieristico. Il ruolo dell'infermiere nell'assistenza a questi neonati è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda la capacità di coinvolgere, guidare e rassicurare i genitori ed in particolare la madre. Il personale che opera nelle strutture di assistenza sanitaria deve allora adoperarsi per tutelare, promuovere e sostenere l’allattamento al seno e fornire alle gestanti e alle neo madri giuste informazioni e adeguato sostegno. La prevalenza dell’allattamento al seno rappresenta altresì un indicatore straordinario delle competenze culturali ed organizzative di un sistema sanitario interessato a proteggere la salute dell’infanzia. La promozione dell’allattamento al seno nei Late Preterm rappresenta un obiettivo strategico per tutti i professionisti, nonché dell’infermiere, vista la ricaduta che questo ha sugli outcome. Quindi, sarebbe opportuno rafforzare anche nel territorio una rete di assistenza, che permetta un efficace presa in carico della diade madre - bambino per quanto riguarda la promozione dell’allattamento al seno. 36 7. LEGENDA - LP: Late Preterm - TIN: Terapia Intensiva Neonatale - AOU: Azienda Ospedaliera Universitaria - EG: Età Gestazionale - OMS: Organizzazione Mondiale della Sanità - UNICEF: Fondo delle nazioni unite per l’infanzia - IgA: Immunoglobuline A - T.C.: Taglio Cesareo - P.S.: Parto Spontaneo - CPAP : Contunuous Positive Airway Pressure - IMV: IntermittentMandatoryVentilation - SIPPV : SynchronisedIndettermittent Positive Pressure Ventilation 37 8. BIBLIOGRAFIA - 1 American Academy of Pediatrics and the American College of Obstetricians and Gynecologists. Guidelines for Perinatal Care. 5th ed. Elk Grove Village,IL: American Academy of Pediatrics. 160 (2007). - 2 American College of Obstetricians and Gynecologists .Induction of Labor. Practice Bulletin # 107. 2009. - 3 Medical e surgicalpediatrics, 26° CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEONATOLOGIA SEZIONE congiunto con SIN Toscana LOMBARDIA 2° Congresso Bergamo, 25-26 gennaio 2013. http//www.google.it - 4 Corso di Aggiornamento Teorico-Pratico per Infermieri di area Neonatologica e Pediatrica. Percorsi Assistenziali: Il neonato fisiologico e patologico. Atti (Società Italiana di Pediatria Ospedaliera – SIPO- Gruppo di Studio di Pediatria Ospedaliera – Sardegna 6/10/2008 - 5 Melinda Beck. New Research Shows "Why Every Week of Pregnancy Counts"; The Wall Street Journal/ Health,, December 23, 2008 - 6 Julee Waldrop. "The Late Preterm Infant; Thet you need to know to provide quality care to these babies"; MS, RN, PNP Directo Newborn Nursery UNC; www.unchealthcare.org/site/nursing/nurspractice/protocol 38 - 7 Richard J. Schanler, MD Neonatal-Perinatal Medicine, Schneider Children's Hospital at North Shore, Manhasset NY, and Albert Einstein College of Medicine, Bronx NY . "Feeding The Late Preterm Infant". October 20, 2009 9. SITOGRAFIA - 1 http://www.salute.gov.it - 2 http://www.unicef.it/doc/150/dieci-passi-per-allattamento-al-seno.htm 39 RINGRAZIAMENTI: Ringrazio sentitamente la Dott.ssa Maria Zicchi per la disponibilità prestata per la stesura di questa tesi e per avermi trasmesso dal primo momento la passione non solo per la professione infermieristica ma in particolar modo per il bellissimo campo della Neonatologia. Ringrazio Nonna Chicca che anche se purtroppo non è qui con me oggi,a gioire in questo giorno così importante, so che da lassù mi sta guardando e che è fiera di me e del risultato raggiunto. Ringrazio mia madre, se mi trovo qui in questo momento è grazie alla sua forza, grazie ai suoi mille sacrifici, grazie alla sua voglia di non mollare mai. Ti ringrazio per aver permesso di realizzare il mio sogno che alla fine è il nostro sogno, per avermi sempre sostenuta in questi 3 anni e per avermi sopportata in quest’ultimo periodo. Grazie perché tu 6 LA MIA FORZA. Ringrazio Carla, mia sorella che anche se lontana non mi ha mai fatto sentire la sua assenza. Grazie perché anche se ci separano milioni di km tu per me ci sei sempre e so che sarà sempre cosi nonostante le distanze. Ringrazio Claudia, il mio “punto di riferimento”, la persona su cui so di poter sempre contare, dovrei ringraziarti veramente per mille motivi …e tu lo sai. Grazie perché mi sei stata sempre accanto in questo percorso, grazie perché nonostante tutto mi hai sempre appoggiata in tutte le mie scelte, facendomi notare gli errori ma non contrastandomi mai. A te mia piccola sorellina dico GRAZIE DI CUORE, sei una persona speciale e tu lo sai. Ringrazio Monica, la mia compagnetta di banco delle elementari, la mia compagna di squadra di pallavolo, di calcio, la mia compagna di banco delle scuole superiori, la mia compagna di avventure e disavventure, la mia migliore Amica, mia comare, la mia compagna di vita e finalmente ora posso dirlo, la MIA COLLEGA. Grazie tesoro mio perché nonostante i tuoi impegni familiari e lavorativi tu per me ci sei sempre. Grazie perché tu, Ale 40 e Chiara siete la mia gioia e avete contribuito ad alleviare i periodi più brutti, che purtroppo si sono presentati in questi 3 anni. Vi ADORO. Ringrazio mio compare Checco, un uomo con la U maiuscola, anche tu sei sempre stato presente, mi ricordo ancora un msg ricevuto tempo fa in cui mi scrivevi: “non perdere mai di vista il tuo obiettivo!”. Come vedi Compà, ce l’ho fatta. Grazie di tutto… TI VOGLIO BENE. Ringrazio Zia Franca e Antonella, la mia seconda famiglia. Grazie perché non mi avete mai fatto mancare il vostro affetto e per essere entrate a far parte della mia famiglia. VI VOGLIO BENE. Ringrazio Maria, Marco, Alberto per essersi sempre interessati di me e avermi sostenuto e ringrazio in particolar modo signora Tittina. A lei dico grazie per tutte le volte che mi ha tirato su il morale, incoraggiandomi e facendo sempre comparire sul mio viso un sorriso. GRAZIE TITTI. Ringrazio Sabrina, la mia tutor. Grazie tesoro, grazie di cuore per avermi insegnato tanto, per avermi dato tanta fiducia in reparto e per avermi trasmesso tutto il tuo sapere. Sei grande Sabri e spero un giorno di diventare brava come te. TI VOGLIO BENE e ti stimo tanto come persona e come Infermiera e spero che il nostro rapporto continui. Ringrazio Raffa, la mia collega, la prima persona con cui ho legato, la collega che mi ha sempre supportata, aiutata e soprattutto “sopportata” in questi 3 anni. Grazie per avermi aiutata in biologia e per avermi fatto capire gli alberi genealogici e GRAZIE per essere diventata un’amica In questi 3 anni ci sono stati momenti in cui ci siamo allontanate ma l’amicizia che ci lega ci ha sempre tenute unite sino a farci ritrovare. GRAZIE AMICA MIA e tu sai perché! Ringrazio Lara, la mia collega. Nel tuo piccolo sei una gran donna e TI VOGLIO UN MONDO DI BENE. Ringrazio tutti i miei colleghi che hanno contribuito a rendere questo percorso unico Ringrazio le mie coinquiline ed indimenticabile. Sara e Valeria per i bei momenti passati assieme, MI MANCHERETE TANTO e mi mancheranno le nostre 41 chiacchierate. Ringrazio Antonella, mia comare, grazie per l’enorme aiuto comà, grazie per la disponibilità prestata e grazie per il tuo “occhio critico. Ringrazio Federica, la mia amica più pazza. Ringrazio Daniela, ritrovarti in questo momento così importante della mia vita è stato veramente un piacere GRAZIE AMI. Ringrazio Checco, il mio miglior amico, so che farei del tuo meglio per rendere questa giornata indimenticabile. Ringrazio tutti i miei amici qui oggi presenti e anche quelli che per motivi personali non hanno potuto partecipare. Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto, parenti e conoscenti. GRAZIE A TUTTI !!!! 42 43