P ubblicazioni Approccio scientifico ai protocolli di cure infermieristiche di M.Formanier L.Jovic Entrati nell’infermieristica, senza farsi notare, da una porta secondaria, i protocolli sono attualmente considerati come una delle basi scientifiche della pratica infermieristica. colo tenterà di rispondere a queste domande. Tratteremo l’argomento in maniera abbastanza ampia da includere sia i protocolli in campo clinico ed epidemiologico sia quello delle scienze umane. 1. Definizione di un protocollo scientifico 1.1 Che cos’è un protocollo Vengono definiti come: “la descrizione di La parola protocollo viene dal greco tecniche da applicare e/o di istruzioni da Prôtos: primo, arrotola e incolla. Un seguire in certe situazioni curative o per “Prôtokollon” era il primo foglietto incol- la somministrazione di una cura”. lato su rotoli e serviva, presso i Romani e Il protocollo deve “essere elaborato i Bizantini, come modulo da riempire secondo una metodologia precisa” che nelle lettere ufficiali inviate a re o a mini- deve obbligatoriamente esistere prima stri. della realizzazione di qualsiasi protocollo Per estensione, il protocollo é “l’insieme scientifico. degli usi, delle formalità che si devono Una grande confusione regna in questo rispettare in certe circostanze e in certe ambito: alcune infermiere chiamano pro- cerimonie” (Larousse, vol.3). Gli scien- tocollo ciò che in realtà non è che una ziati si sono appropriati di questo con- “check list” o una scheda tecnica. Allora cetto per indicare “un insieme di azioni, qual’è l’ambito del protocollo scientifico? di gesti successivi, compiuti conforme- Qual è il suo interesse? Come costruirlo? mente a un piano ben definito, prestabi- Quale metodologia seguire? Questo arti- lito” (Diz. di termini scientifici). 41 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 Si parla di protocollo operatorio, di pro- Possiamo distinguere due grandi tipi di tocollo di chemioterapia, etc. In un pro- protocolli: tocollo scientifico, ogni azione, ogni I protocolli chiusi: gesto é pensato, é oggetto di riflessione devono essere rispettati scrupolosamen- e di una ricerca che ne dimostri l’effica- te, nessuna iniziativa, nessuna scelta per- cia, la logica interna, la coerenza con il sonale è autorizzata. suo insieme. È sempre un oggetto Per definizione, un protocollo si adatta costruito a partire da ricerche di concet- infatti a tutte le persone, a tutte le situa- ti, di dati anatomici, psicologici, biologi- zioni. ci, etc. È spesso enunciato in ordine cronologi- L’utente del protocollo deve poter prova- co in termini molto precisi, per esempio: re la sua efficacia e la sua efficienza (vali- protocollo di preparazione di un pazien- dità interna), deve anche poter dire per- te per una colonscopia. chè questo protocollo è migliore o peg- I protocolli aperti: giore di un altro (validità esterna). Tutti sono anche chiamati protocolli a rischio. questi argomenti gli sono forniti dai risul- Nei protocolli aperti, l’azione non è pro- tati delle ricerche, “molte ricerche scien- grammata, essa rimane da definire in tifiche non hanno soltanto come scopo funzione di elementi di riferimento preci- di darci una rappresentazione di ciò che si e predeterminati. è possibile fare, ma hanno anche come Esempio: protocollo aperto del rilievo obiettivo di legittimare delle azioni e di della temperatura in un servizio di lunga motivarle”. degenza. Un protocollo di cure infermieristiche Un protocollo chiuso consisterebbe nel non può non rispettare questa costruzio- rilevare la temperatura rettale per 3 ne scientifica senza perdere il suo titolo minuti in modo sistematico, mattina e di protocollo e diventare così una “sche- sera, ad ogni persona. da tecnica” o una “check list”. Il protocollo aperto consiste nel valutare, Il protocollo scientifico procura infatti a partire da elementi di riferimento pre- una vera padronanza, una conoscenza determinati e che sono stati oggetto di approfondita, dunque un potere sulle ricerca, se la persona rischia di avere una situazioni. È inoltre oggetto di revisioni ipertermia. in funzione dell’evoluzione delle cono- Elementi di riferimento per il rischio di scenze e/o delle valutazioni cui è perio- ipertermia: osservare il viso del paziente (rossore, dicamente sottoposto. 42 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 sudore o al contrario colore grigio, etc.), check list, ovvero “un elenco di opera- valutare il ritmo respiratorio, zioni successive destinate a verificare toccare il paziente per valutare il calo- senza omissione il buon funzionamento re della sua pelle, di tutte le apparecchiature vitali di una domandare al paziente se tossisce, se macchina, di un aereo prima della sua ha un fastidio alla minzione (numerose partenza”. Gli infermieri che pensano di ricerche mostrano che le infezioni pol- elaborare un protocollo di cure mettendo monari e urinarie delle sono le più fre- dopo l’altra, senza quenti nelle perso- verificare preventi- ne anziane), vamente valutare il comportamento azioni il una loro impatto, la loro effi- del cacia, la loro effi- paziente in relazio- cienza o il loro con- ne alle sue abitudi- testo di utilizzo non ni (non vuole alzar- costruiscono si, etc.), fatto che una check di domandare al list che non si rivol- paziente come si ge che a delle mac- sente. chine. Secondo questo Una Scheda tecni- protocollo aperto, ca: gli infermieri deci- la scheda tecnica dono di misurare o ha la stessa funzio- di non misurare la ne della check list, temperatura della persona. è uno strumento che riepiloga le azioni Questi due tipi di protocollo, chiuso o da farsi in ordine logico, evita di memo- aperto, presentano lo stesso interesse e rizzare. hanno obiettivi e indicazioni molto pre- Esempio: scheda tecnica di dietetica. cise. Una Procedura: 1.2 Ciò che non è un protocollo possiamo descrivere una procedura Possiamo definire un concetto attraverso come un insieme di passi da compiere ciò che è, ed è quanto abbiamo appena per ottenere un risultato. Non é sbagliato fatto, oppure, al contrario, attraverso ciò parlare di procedura scientifica in fatto di che non è, mettendolo in contrasto con protocollo, ma ciò comprende: altri concetti più o meno vicini. la metodologia di elaborazione del Un protocollo scientifico non è una protocollo, 43 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 il test su una popolazione di riferi- o anche l’uso dell’asciuga-capelli, del ghiaccio, etc.). mento, un eventuale adeguamento, Numerose ricerche effettuate sulla forma- l’utilizzo, zione di piaghe da decubito mettono in la valutazione della popolazione. evidenza il rinsecchimento della pelle come uno dei fattori scatenanti e racco- 2. Obiettivi dei protocolli di cure mandano lozioni o prodotti idratanti infermieristiche spray o utilizzati con massaggi dolci. 2.1 Uscire dalle abitudini I protocolli stabiliti su queste basi sono Un protocollo scientifico, spesso ripetuto adattabili a ogni paziente, sono protocol- e i cui utenti hanno perduto il significato li aperti ed evolvono in funzione delle e il senso, può cadere nella categoria tecnologie e delle nuove conoscenze; delle abitudini, poichè da un lato “l’abi- come possiamo constatare, siamo lontani tudine smussa la sensibilità” e, dall’altro, dalle “abitudini” di servizio. “crea una tendenza alla ripetizione del- 2.2 Formalizzare le conoscenze empiriche l’atto e un bisogno di quel dato atto”. Se certe abitudini sono da eliminare, ce Esempio: Prevenzione delle piaghe da ne sono altre, al contrario, che sono da decubito, sistematica per tutti i pazienti formalizzare per provare la loro fonda- costretti a letto, senza tener conto dello tezza e la loro efficacia. Formalizzare stato dei pazienti. vuol dire “dare a un sistema di cono- Le abitudini curative non si basano sem- scenze una struttura che gli permetta di pre su protocolli scientifici. Un gran diventare scientifico”, (Dizionario dei ter- numero di queste sono nate da cono- mini scientifici). scenze empiriche, trasmesse dalla tradi- Alcuni infermieri o équipes hanno intui- zione o anche dall’esperienza. zioni basate sulla loro esperienza o sulla Queste abitudini possono essere chiama- loro abilità che li/le portano ad avere te a torto protocolli curativi, allorché esse comportamenti estremamente pertinenti sono scritte; in realtà, non sono che delle in date situazioni. Sfortunatamente, que- check list, esempio: numerose abitudini ste intuizioni o abilità, se sono state for- sono usate da alcune équipes per la pre- malizzate, spariscono con i loro autori o venzione delle piaghe da decubito. Non sono sostituite da altre procedure molto si basano su alcun fondamento scientifi- meno pertinenti. Il protocollo di cure è co (per esempio, l’utilizzo di prodotti a uno dei mezzi per la formalizzazione base di alcool per praticare delle frizioni delle cure infermieristiche. 44 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 Attualmente, una grande parte della conduce i pazienti all’autonomia e non ricerca applicata, nelle cure infermieristi- alla dipendenza. che, è centrata sulla formalizzazione 2.4 Razionalizzare le cure infermieristiche delle conoscenze empiriche che già esi- Quando costruiamo un protocollo di stono, allo scopo di renderle più scienti- cure, lavoriamo su un processo al fine di fiche e di diffonderle (esempio: la dia- ottenere il miglior risultato possibile. gnostica infermieristica, i protocolli, etc.). L’azione è essenzialmente centrata sui 2.3 Migliorare la qualità delle cure risultati. Quando tutte le infermiere e gli infer- In certi casi, è bene, allorché il risultato mieri di un servizio, o anche di un ente ottenuto è soddisfacente, razionalizzare il ospedaliero, utilizzano lo stesso proto- processo per renderlo meno dispendioso collo scientifico, possiamo dire, per più e altrettanto efficace (meno costoso di una ragione, che c’è qualità delle cure. come tempo, come materiali, etc.): l’a- L’utilizzo di un protocollo, la cui efficacia zione é allora centrata sul processo. e le cui applicazioni sono state provate e Esempio: studio che riguarda l’efficacia, il testate, rappresenta una soglia minima di costo e il comfort del malato nel momen- qualità per il servizio. to dell’utilizzo di filtro antibatterico e Per di più, numerose ricerche hanno umidificatore nelle persone intubate. messo in evidenza che l’uniformazione 2.5 Rendere scientifici gli studi infermie- dei protocolli in un ente comporta ottimi ristici risultati. Dando loro delle solide basi. I protocolli Il personale che utilizza e rispetta il pro- scientifici devono fare parte del corpus di tocollo sa con certezza che non fa corre- conoscenze sul quale le scuole basano il re alcun rischio al paziente. loro insegnamento e l’apprendimento Per quanto riguarda la loro costruzione, i degli allievi. protocolli portano in se stessi una dimen- Un gran numero di questi protocolli, vera sione anticipatoria che prevede l’azione. ricchezza per le cure infermieristiche, In tal modo, possiamo dire che un pro- sono informatizzati. Come tutte le cono- tocollo permette di assicurare non sol- scenze scientifiche, devono essere pub- tanto un risultato sicuro a breve termine, blicati affinchè le infermiere e gli infer- ma anche a medio e lungo termine. mieri se ne approprino e li utilizzino a Esempio: protocollo di educazione dei loro volta. malati diabetici. Questo protocollo, Un protocollo non è mai definitivo, deve costruito a partire da ricerche e sottopo- essere reso attuale e sottoposto regolar- sto a valutazione, mette bene in eviden- mente a valutazione; questa dimensione za che l’educazione data, che non è ne fa parte del sapere scientifico che è addestramento ne pura informazione, costantemente riesaminato. 45 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 3. Limiti dei protocolli Bisogna ricordare che un protocollo 3.1 La chiusura chiuso deve adattarsi a tutte le situazioni Per definizione, l’utente di un protocollo e a tutti i pazienti. Perciò, guardiamoci non deve prendere iniziative o avere un bene dal cadere nella dicotomia del comportamento creativo (soprattutto con discorso e dell’azione. i protocolli chiusi). Gli atteggiamenti 3.2 La norma intuitivi sono da scartare, tuttavia, in Un protocollo è una norma che il servi- certe situazioni, essi possono rivelarsi zio impone a se stesso: norme di qualità migliori del- delle l’utilizzo che di cure aiutano un protocol- la definizione lo. di soglie di Alcuni autori qualità e assi- riferiscono curano che, in certi sicurezza casi, della pratica. “la la migliore solu- Un buon pro- zione di un tocollo si tra- problema si sforma presto nel in una norma, ritrovamento è accettato da spontaneo un’èquipe ed trova della soluzione stessa”. entra nella routine delle cure; ma una L’atteggiamento della persona sfugge norma deve evolvere con il cambiamen- allora alla razionalità ed è determinato to dei dati tecnici, medici, economici o solo dall’intuito. sociologici. Senza questa vigilanza scien- Questo limite dei protocolli invita tuttavia tifica il protocollo presenta una falsa alla prudenza. Per risolvere certi proble- sicurezza. mi, è necessario, come vedremo nella Bisogna quindi concepirlo come una problematizzazione, porsi delle domande costruzione non definitiva, come una sulla pertinenza dei protocolli stessi. norma provvisoria che necessita di I protocolli non devono mascherare l’in- aggiustamenti e che, al bisogno, può competenza di certe persone incapaci di essere abbandonato in favore di un pro- rispondere a situazioni problematiche. tocollo migliore o più adatto. 46 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 3.3 L’efficacia valutazioni periodiche per assicurarsi che Quando un protocollo é messo a punto non ci siano stati “slittamenti” di nessun nell’ambito di una ricerca, diventa ogget- tipo. to di parecchie valutazioni riguardo alla sua efficacia. 4 - Elaborazione dei protocolli 1 - L’efficacia teorica: in un primo tempo, L’elaborazione di un protocollo scientifi- il protocollo è valutato in sé, senza tener co comprende 4 fasi: conto del contesto ambientale o di altri la problematizzazione, atti curativi. Vengono testate la sua vali- la documentazione, dità interna e la sua efficacia. la costruzione metodologica, 2 - In un secondo tempo, si procede ad la valutazione. una valutazione dell’efficacia di utilizzo, Se le altre tre fasi sono comuni all’insie- il protocollo è cioè testato nella sua situa- me dei protocolli, la costruzione meto- zione d’uso normale, “si analizzano i dologica varia a seconda del tipo di pro- risultati di un intervento in un contesto tocollo da realizzare, l’ambito scientifico normale, su individui che hanno benefi- da cui proviene: scienza empirico-forma- ciato dell’intervento”. le (clinica, etc.) o scienze umane (psico- Si osserva se il protocollo si integra bene logia, etc.) e a seconda del progresso in un processo curativo, se è coerente delle scienze infermieristiche (lavori esi- con l’insieme degli atti curativi. stenti). Esempio: un protocollo di applicazione 4.1 La problematizzazione di sonda vescicale può avere un’efficacia In prima istanza, un problema è sem- teorica, ma mancare di efficacia nell’uso, pre soggettivo; il tempo di soluzione di poichè è realizzato in un contesto in cui un problema ha un ruolo importante. Un problema nasce in uno spazio e in l’igiene è difettosa. 3 - Quando un protocollo è entrato nella un contesto determinato. pratica curativa, è assimilato e subisce da A partire da questi pochi elementi, è parte degli utenti modifiche che possono della massima importanza saper ricono- nuocere alla sua efficacia: ciò si chiama scere un vero problema, che può diven- efficacia “popolazionale”. tare oggettivo. La frequenza di apparizio- Dopo sei mesi di utilizzo, il protocollo dà ne del problema, la sua logica e il conte- sempre gli stessi risultati o ha subito degli sto ripetitivo favoriranno la sua identifi- “slittamenti”, delle modifiche che, senza cazione. Un metodo di analisi del pro- che gli utenti se ne accorgano, lo rendo- blema dapprima, di analisi della situazio- no meno efficace, perfino inefficace? ne e di ricerca descrittiva in un secondo È un caso limite dell’utilizzo dei proto- tempo, permetteranno di chiarire le colli che richiede una grande vigilanza e cause in maniera metodica. 47 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 È a questo stadio che possiamo parlare preciso senza tener conto dei lavori già di problematizzazione. pubblicati, che siano italiani o stranieri, Per definirla, possiamo dire che essa è al la scienza non ha frontiere. centro di ogni attività razionale: ogni atti- La consultazione bibliografica permette, vità che dia luogo ad una professione é a questo stadio, di affinare le indicazioni problematizzata; certamente non nel del protocollo, le scelte del tipo di pro- senso corrente che ogni lavoro ha i suoi tocollo (aperto o chiuso) e il protocollo problemi, ma nel senso in cui l’attività stesso. professionale consiste in parte nel risol- Tappa di costruzione: vere problemi. molto spesso, i dati teorici, siano essi cli- È in tal modo che si può affermare che i nici o altro, servono come base di riferi- problemi costituiscono i fondamenti mento per l’elaborazione del protocollo. della scienza quando essi sono proble- Esempio: un protocollo di prevenzione matizzati e formalizzati. I protocolli cura- della stenosi tracheale non può essere tivi fanno parte delle soluzioni alla nostra concepito senza riferimento alla anato- problematizzazione professionale. mo-fisiologia della laringe. Perciò, ricordiamolo, bisogna che rispon- Un protocollo educativo del paziente dano ad un problema autentico e che noi deve basarsi su concetti di dipendenza e siamo certi che essi rappresentino la solu- di autonomia. Perciò, come potremo zione più pertinente a quel problema. constatare più avanti, certi protocolli si 4.2 La documentazione basano interamente su costruzioni teori- Nessun approccio scientifico può fare a che che permettono di capire i meccani- meno della fase della documentazione. smi costitutivi del problema da trattare. Più o meno importante a seconda dei Questa fase di documentazione è spesso lavori, interviene in diverse tappe del trascurata, essa rappresenta tuttavia uno protocollo. dei criteri di validità dei lavori scientifici. Tappa preliminare: 4.3 La costruzione metodologica consiste in una rassegna della letteratura Prima di sviluppare quattro possibilità di sull’argomento studiato. È importante costruzione di protocolli, due riflessioni avere un occhio critico sulla documenta- si impongono. zione raccolta e non prendere per ricer- 1 - L’approccio metodologico è lo stesso che lavori che non presentano alcun cri- per i protocolli sia chiusi che aperti; solo terio di validità; é altrettanto inconcepibi- l’oggetto al quale si riferiscono determina le pretendere di costruire un protocollo la scelta. Se riprendiamo l’esempio della 48 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 rilevazione della temperatura, essa può B) Protocollo basato su studi comparativi essere formalizzata in un protocollo Definizione: le pratiche professionali cor- aperto come l’abbiamo descritto per una renti, centrate sul problema, sono recen- popolazione di lunga degenza o, al con- site, analizzate e sottoposte a valutazio- trario, in un protocollo chiuso, quando i ne, sia in vista di selezionare una delle rischi dell’ipertermia siano gravi. pratiche che costituirà l’oggetto del pro- 2 - La problematizzazione degli argo- tocollo, sia in vista di una modellizzazio- menti che riguardano le scienze umane ne di diverse pratiche che confluirà in un viene discussa da lungo tempo. protocollo. Pensiamo tuttavia che certi protocolli Metodologia: censimento delle pratiche siano utilizzati in questo ambito come in (al massimo 10). Osservazione, attraverso griglie, degli altri. Conviene precisare che, qualunque sia il elementi costitutivi della pratica (azioni - tipo di protocollo o di argomento, è da procedure - materiali - gesti - etc.). questo unico modo di costruzione che si Identificazione di certi fattori conte- riconosce la conoscenza scientifica. stuali (durata, qualificazione dell’attore Costruzioni metodologiche materiale disponibile, etc.). A) Protocollo basato su un protocollo esi- Classificazione e valutazione in funzio- stente ne degli obiettivi perseguiti (riuscita, sod- Definizione: un protocollo già scientifica- disfazione del paziente, costi, tempi, etc.). mente elaborato e utilizzato viene tra- Scelta della/delle pratica/pratiche che saranno oggetto del protocollo. sposto in un altro contesto. Formalizzazione del protocollo. Metodologia: Delimitare il problema da risolvere Test, valutazione. senza omettere il contesto nel quale si Esempio: pubblicato in “La valutazione inserisce. in materia di salute”, riguarda la valuta- Identificare nella bibliografia il proto- zione delle procedure di disinfezione uti- collo pertinente in relazione al problema lizzate nei centri di endoscopia digestiva da risolvere. della Gironda. A partire da 18 osserva- Analizzare gli elementi costitutivi del zioni di procedure di disinfezione degli protocollo: studio, popolazione, stru- apparecchi endoscopici, gli autori identi- mento, materiali, azione, etc. ficano le pratiche (pulizia, sciacquo, Adattamento teorico alla nuova situa- disinfezione, etc.); con l’aiuto di prelievi batteriologici, valutano i risultati di ogni zione. Test sulla popolazione interessata, procedura. Queste ultime sono oggetto enunciare i tempi. di discussioni tra esperti, in cui, in più Valutazione. dei dati batteriologici, sono analizzati 49 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 altri elementi (tempi, costi, etc.). richiede una procedura complessa, ma, Un protocollo viene definito dopo que- attualmente, viene sempre più utilizzata. sto studio. Definizione: “Le conferenze di consensi C) Protocollo basato su conoscenze teori- sono un metodo originale per elaborare che delle raccomandazioni di pratiche clini- Definizione: la costruzione del protocol- che... Devono stabilire il valore d’uso per lo si basa sulla comprensione del proble- la società, di una tecnica o di una prati- ma, spiegato dall’esame delle teorie che ca medica controversa, superando le illustrano i meccanismi costitutivi del divergenze esistenti sul valore e le moda- fenomeno stesso. lità del suo utilizzo, attraverso l’otteni- Metodologia: mento di un consenso secondo un meto- Definire il problema. do particolare.”. Delimitare la bibliografia relativa. Praticata in medicina, può essere traspo- Studiare i concetti scelti, la loro inter- sta in infermieristica. Metodologia: dipendenza e interrelazione. Analizzare il problema nel suo contesto alla luce di quei concetti al fine di delimitare il problema da studiare, riunire tre tipi di attori. Ciascuno dei gruppi ha un ruolo ben comprenderne i meccanismi d’azione. Costruire un protocollo sulla base di preciso. 1 - Gli esperti: sono persone riconosciu- questi elementi. te per la loro competenza sull’argomen- Test-valutazione. Esempio: protocollo di sorveglianza di to. Devono illustrare approcci contraddit- un malato in ventilazione artificiale. La tori, divergenti. Possono appartenere a sua elaborazione si basa sull’anatomo- discipline diverse: infermieri, medici, fisiologia respiratoria, la comprensione biologi, psicologi, antropologi, etc. delle pricipali basi dei diversi modi di 2 - Il pubblico: che deve essere abbastan- ventilazione meccanica: controllata, assi- za numeroso. Ha per funzione di amplia- stita-controllata, barometrica, etc. re le comunicazioni degli esperti, di porre D) Protocollo basato su una conferenza di loro delle domande, di contestarli. consensi 3 - La giuria, sotto la responsabiltà di un Questa metodologia è particolarmente presidente, è l’elemento fondamentale interessante quando non esistano abba- della conferenza, perché è la giuria che è stanza dati scientifici o basi teoriche per incaricata di redigere le raccomandazioni trattare un problema. La sua attuazione pratiche, di dare un giudizio e di mettere 50 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 a punto “la definizione di un comporta- Un protocollo deve sempre comportare: mento ottimale, tenuto conto dello stato un titolo e una definizione, della scienza, dei dati dell’esperienza e i suoi obiettivi e risultati scontati, dei fattori non modificabili dell’ambien- la popolazione al quale è destinato, te.” Questo percorso è limitato nel tempo. i materiali richiesti, Più di altre, questa metodologia deve il descrittivo preciso dello svolgimento essete testata e valutata. dell’azione o, per un protocollo aperto, Esempio: Non abbiamo conoscenza di gli elementi di riferimento dell’azione, protocolli infermieristici basati su una la sorveglianza (se necessario), conferenza di consensi. i rischi possibili (e la loro prevenzione Ma questa metodologia potrebbe essere attualmente utilizzata per la frequenza dell’eparinizzazione dei cateteri a camera impiantabile, tenuto conto delle diverse eventuale) nel caso di alcuni protocolli, la data della sua elaborazione e le sue valutazioni successive, i suoi autori. pratiche (12 pratiche sono state recensi- Un protocollo deve essere sintetico, ma te) e del fatto che la pratica é in uso da può comportare degli schemi. poco tempo. Non si deve confondere il lavoro di reda- 4.4 La valutazione zione che riguarda l’elaborazione e che La valutazione di un protocollo riguarda comprende la documentazione e tutte le la sua affidabilità, la validità, l’efficacia altre fasi e lo strumento stesso. dei processi e/o dei risultati. Deve essere redatto sulla base di dati Questa valutazione non è originale, essa precisi e non di informazioni incerte. attinge le sue metodologie e i suoi stru- Esempio: non è sufficiente dire che biso- menti agli strumenti della valutazione. gna eparinizzare un catetere. Essa deve essere praticata immediata- Conviene precisare tutti gli elementi di mente dopo la messa in opera del proto- questa operazione: la concentrazione, il collo su una popolazione interessata. volume, la durata, etc. Essa deve essere ripetuta a periodi regolari per evitare gli “slittamenti” (efficacia 6 - Chi costruisce i protocolli di cure rispetto alla popolazione). infermieristiche? È evidente che le persone che utilizzano 5 - Presentazione di un protocollo i protocolli si sentono più implicate e li A questo punto, lasciamo il posto alla rispettano di più se hanno partecipato creatività degli autori di protocolli; ci alla loro elaborazione. Tocca dunque ad accontenteremo di sviluppare le basi che una équipe di cure costruire e fare pro- si devono trovare in tutti i protocolli prio un protocollo in funzione dei biso- scritti. gni. 51 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0 La complessità di certe metodologie può richiedere l’intervento di persone esterne all’équipe per condurla verso un risultato concreto (un’infermiera clinica, un dirigente incaricato della qualità, etc.). Un certo numero di protocolli sono realizzati nell’ambito di un progetto di équipe o di un progetto di cure. Molto spesso, in funzione del suo oggetto, un protocollo può riunire, per la sua elaborazione, una équipe pluridisciplinare: infermieri, medici, biologi, kinesiterapeuti, informatici, psicologi, etc. CONCLUSIONE Pur mettendo questo articolo in evidenza la complessità della costruzione scientifica dei protocolli di cura, ci sembra tuttavia importante sottolineare il loro interesse sia per il servizio reso ai pazienti sia per il carattere scientifico dato alle cure, di cui i protocolli sono uno degli elementi. In più dell’investimento in mezzi e tempo, è necessario un atteggiamento scientifico. Più ci saranno scambi, discussioni, testi scritti, pubblicazioni sui protocolli, più ci saranno benefici per infermieri e pazienti. BIBLIOGRAFIA DONABEDIAN (A), citato da DURANT (G), La mesure de l’évaluation de la performance à l’hôpital (la misurazione della valutazione della performance in ospedale), ed. MAUWELAERTS, Louvain, 1979, 259 p. E.N.S.P., Evaluation en Santé et Choix Stratégiques (Valutazione sanitaria e scelte strategiche) - ed. E.N.S.P., Rennes, 1991, 264 p. FORMARIER (M), La recherche descriptive (La ricerca descrittiva) in RSI, n° 16, marzo 1989, pp 26-32. FOUREZ (G), La construction des sciences (La costruzione delle scienze), ed. DE BOECK, Universitaires, col. Le point philosophique, Bruxelles, 1988, 235 p. GAUBERT (J), Sténoses trachéales et soins infirmiers (Stenosi tracheale e cure infermieristiche), in RSI, n°12, maggio 1988, p. 6-37. GIRAUD (A), Les conférences de consensus (Le conferenze di consensi) in La lettre de l’évaluation en santé (La lettera sulla valutazione sanitaria), n° 1, ottobre 1992, SOFESTEC, pp 5-7. GUIDE du Service infirmier n° 4, Protocoles de soins infirmiers (Protocolli di cure infermieristiche), Ministéres de la santé et de l’action humanitaires, maggio 1992. GUILLAUME (P), La formation des habitudes (La formazione delle abitudini), PUF, ed. Le psychologue, Paris, 1973, 214 p. JACQUERYE (A) (collezione sotto la direzione di), L’évaluation de la qualité des soins dans la prise en charge des patients à risque et/ou atteints d’escarres (La valutazione della qualità delle cure nell’assunzione di pazienti a rischio e/o colpiti da piaghe da decubito). Presentazione al CHD, La Roche-sur-Yon, 19 settembre 1992, non pubblicato. JOVIC (L9, BALMASSIERE (D), Soins infirmiers en réanimation et médecine d’urgence (Cure infermieristiche in rianimazione e medicina di pronto soccorso), ed. Expansion Scientifique Française, Paris, 1989, LEBRUN (T), SAILLY (JC), AMOURETTI (M), L’évaluation en matiére de santé, des concepts à la pratique (La valutazione in materia sanitaria, dai concetti alla pratica), ed. CRESGE-SOFESTEC, Paris, 1991, MARTEL (F), Les soins infirmiers et l’éducation des personnes diabétiques: autonomie ou aliénation (Le cure infermieristiche e l’educazione delle persone diabetiche: autonomia o alienazione), in Cahier de l’AMIEC, n° 11, Lyon, 1990. ROUQUETTE (C), SCHWARTZ (D), Méthode en épidémiologie (Metodo in epidemiologia), ed. Flammarion, Paris, 1970, 247 p. SCHUTZ (A), Le chercheur au quotidien (Il ricercatore nella pratica quotidiana), ed. Méridien, Klincksieck, col. société, Paris, 1987, 286 p. STENGERS (I) (Collezione sotto la direzione di), D’une science à l’autre, Des concepts nomades (Da una scienza all’altra, Concetti nomadi), ed, Seuil, Paris, 1987, 389 p. STENGERS (I), SCHLANGER (J), Les concepts scientifiques (I concetti scientifici), ed. Gallimard, Col. Folio, Essais, Paris, 1991, 187 p. 52 I O I N F E R M I E R E - N . 2 / 2 0 0 0