Parte V
Psicologia in azione
LA PSICOLOGIA NELLA RETE
UNO SGUARDO AL PRESENTE E ALCUNI SQUARCI DI FUTURO
Giovambattista Presti, Paolo Moderato
L’evoluzione che ha subìto il mondo occidentale nell’ultimo scorcio di secolo è stata
in parte guidata dal ruolo di primo piano rivestito dall’informazione e dalla comunicazione. La domanda e l’offerta di informazione sono cresciute esponenzialmente
con le necessità dell’individuo che lavora, che studia, che vive nel suo ambiente
domestico, e con la nascita e la diversificazione di strumenti di comunicazione sempre più sofisticati, ma di facile utilizzo. Fino a un decennio fa, la velocità di diffusione delle notizie, per lo meno quelle di carattere scientifico, attraverso la stampa
(libri o riviste) era accettabile per il ritmo che caratterizzava l’evoluzione della
nostra società. La scala mondiale che ha assunto la ricerca e le mutate esigenze di
acquisizione degli obiettivi in tempi sempre più ristretti richiedono l’accesso in
tempo reale a risorse più ampie e diffuse. Tali risorse devono essere caratterizzate da
accesso facilitato e distribuito e, idealmente, dovrebbero essere collegate ad altre
fonti di informazione.
La tecnologia alla base di Internet è in grado di soddisfare questa esigenza e
potrebbe rivelarsi la più adatta a sostenere ulteriori sviluppi futuri, per il momento
soltanto intuibili. Internet, qualunque sia lo scenario che ci attende, apocalittico o
paradisiaco a seconda dell’animo del profeta di turno, rappresenta un nuovo canale
di comunicazione con cui fare prima o poi i conti. A questo sistema di trasmissione
dell’informazione gli psicologi non possono rimanere estranei per diversi motivi.
Cerchiamo di scoprirne alcuni.
CHE COS’È INTERNET
Internet è una rete di computer. La definizione è semplice ma ambigua, per non
dire priva di alcun significato. Se volessimo saperne di più, scopriremmo che è, in
realtà, una rete che collega fra loro migliaia di altre reti (da cui il nome interconnected-networks, reti interconnesse) che hanno adottato le medesime modalità di
trasmissione di dati, il protocollo TCP/IP. Internet mette a disposizione degli utenti corsie autostradali (la metafora delle autostrade dell’informazione è ormai d’uso
comune) che, tramite svincoli (i nodi), si connettono ad altre autostrade o a stra-
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
2
Psicologia in azione
de nazionali, provinciali, comunali. Le autostrade prendono, in gergo tecnico, il
nome di backbone (dorsale) e collegano tra di loro reti locali, regionali, nazionali.
Per collegare le varie reti, Internet utilizza i mezzi più eterogenei per la trasmissione dei dati: cavi telefonici, fibre ottiche, satelliti, ripetitori a microonde. Dalle reti
locali i dati vengono trasmessi tramite connessioni ad alta velocità su linee internazionali e transoceaniche. Internet rappresenta l’insieme di questi collegamenti e non
ha, pertanto, una struttura centralizzata.
Questi milioni di interconnessioni e i computer da esse collegati formano un’entità
astratta che a molti piace chiamare cyberspazio, un luogo che in realtà non esiste (per
questo definito virtuale), che è formato dall’insieme di informazioni e risorse accessibili tramite Rete, altro termine per indicare Internet. Internet veicola informazione
in vari formati (testo, suono, immagini) e ne consente la trasmissione bidirezionale
fra individui, aziende, centri di ricerca sparsi in tutto il mondo. Le sue modalità operative rendono possibile la condivisione di risorse e l’offerta di servizi con caratteristiche diverse da quelli forniti attraverso i tradizionali mezzi di comunicazione.
L’utilizzo di programmi browser di facile impiego, soprattutto per un utente neofita,
ha consentito di accedere in maniera semplificata alle risorse della Rete, facendo
uscire il sistema dai circoli accademici e aprendolo di fatto all’utenza generale.
Anche in Italia, a ruota di ciò che sta avvenendo negli altri Paesi più industrializzati, si sta assistendo a una fase di evoluzione della Rete: dall’uso accademico, transitando da quello “per diletto” di una vasta fascia d’utenza, si sta passando a un uso
che potremmo definire professionale. La diffusione dell’uso di Internet nel nostro
Paese è stata stimolata anche da campagne pubblicitarie curate dalla Presidenza del
Consiglio, non esenti da uno strascico consistente di polemiche 1. Alla diffusione
della rete Internet in Italia hanno contribuito in questi ultimi anni anche diverse
iniziative editoriali, fra cui inserti dedicati nei principali quotidiani, i progetti del
Ministero dell’Istruzione per la diffusione dell’informatizzazione nelle scuole e, non
ultimi e forse decisivi, i provider nazionali che offrono abbonamenti gratuiti alla rete.
Inoltre, quasi tutti i computer che oggi vengono venduti hanno già il modem in dotazione e un abbonamento Internet pre-installato.
Le cifre della diffusione della connettività in Italia sono le più disparate, e il numero
stimato di utenti agli inizi del 2000 variava dai 2 ai 9 milioni, in funzione delle statistiche e degli scopi di chi ha condotto le ricerche, ma il fattore di penetrazione rimane
comunque fra i livelli più bassi in Europa e il più basso in assoluto fra i paesi del G7 2.
1
Nell’ottobre del 1999 e nel gennaio 2000, lo slogan della campagna lanciata dal Governo invitava gli italiani, senza mezzi termini, a non fare la parte dello “scemo” nel villaggio globale delle
telecomunicazioni.
2
Chi fosse interessato alle statistiche di utilizzo di Internet può consultare i seguenti siti:
•
•
•
•
•
Matrix Information and Directory Services, Inc. (MIDS): http://www.mids.org/
Network Wizards Internet Domain Survey: http://www.nw.com/zone/WWW/top.html
RIPE NCC (Regional Internet Registry for Europe): http://www.ripe.net/statistics/index.html
Informazioni sulla Registration Authority italiana: http://www.nic.it/RA/statistiche/index.html
Per i dati italiani si possono consultare le rilevazioni della società Between (http://www.quadrante.net/between/), dell’Osservatorio Internet dell’Università Bocconi (http://www.sda.unibocconi.it/oii/) o la e-zine “Il mercante in rete” curata da Giancarlo Livraghi (http://www.gandalf.it/mercante/home.htm).
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
3
Stimolati dall’esempio che proviene da oltreoceano e da alcune realtà europee, le
aziende italiane – ma anche i privati – progettano di utilizzare Internet per scambiare e reperire informazioni, attivare nuovi canali di comunicazione verso la società,
utilizzare la tecnologia sviluppata per i propri sistemi informativi interni.
Internet offre queste possibilità poiché ingloba, in un unico sistema, servizi di
comunicazione, elaborazione e fruizione di dati. Internet sta promuovendo un’integrazione della conoscenza che potrebbe influenzare lo sviluppo della scienza stessa. Per esempio, il Medical Matrix Index 3, indirizzario curato dall’American
Medical Association, ha decuplicato i suoi contenuti nel primo anno di vita fornendo elenchi di banche dati di fisiologia, patologia, farmacologia, dei journals
più autorevoli in ambito biomedico e delle newsietters, delle facoltà di medicina e
delle istituzioni sanitarie internazionali e nazionali. Inoltre, tramite Rete è possibile accedere a software per la pratica clinica (dalla gestione del paziente, alla diagnosi guidata da sistemi esperti, a corsi di aggiornamento su vari argomenti), ai
gruppi di discussione (newsgroup), alle mailing-list, a informazioni su patologie o
su farmaci.
Lo stesso è avvenuto per la Psicologia. Sulla Rete esistono risorse gestite da università, istituzioni pubbliche o private e singoli professionisti, orientate a fornire servizi di informazione o di tipo professionale.
Tipi di risorse
Riassumere i tipi di risorse e il loro funzionamento richiede uno spazio maggiore che
va oltre gli scopi di questo capitolo; rimandiamo quindi il lettore che volesse
approfondire gli aspetti più tecnici della Rete, alle pubblicazioni che trova oggi in
gran numero in libreria 4. Descriveremo pertanto brevemente quelle principali, in
modo da fornire alcuni elementi essenziali per orientarsi in questo nuovo sistema di
comunicazione e per familiarizzare con il gergo tecnico.
Il primo passo per “navigare nel cyberspazio” e comprendere le opportunità che
esso offre allo psicologo è quello di collegarsi a Internet con il proprio computer, tramite un modem connesso alla linea telefonica, dopo aver contratto un abbonamento
con un fornitore di servizi di connessione (altrimenti detto provider). Si tratta di
società che consentono di “entrare” in Internet tramite i computer che mettono a
disposizione dell’utenza: all’altro capo del filo telefonico vi è un computer che fa da
ponte tra quello dell’utente e la Rete e, alla ricezione della chiamata, connette l’utente a Internet. Con l’abbonamento si paga questo servizio 5.
3
http://www.medmatrix.org.
Si rimanda il lettore ai manuali di riferimento dei rispettivi programmi o ad alcune pubblicazioni
divulgative tra le quali si possono citare: Viscardi (2000), Comi (2000) e Palla (2000).
5
Per un elenco degli Internet provider che in Italia offrono abbonamenti gratuiti si può consultare
http://www.abcitaly.com/descsi/gratis.html. Il termine gratuito non deve trarre in inganno. In
realtà, l’abbonamento si paga attraverso la connessione telefonica, poiché il provider condivide i
ricavi della compagnia telefonica attraverso cui ci si connette. La rivista Internos ha pubblicato
alcuni articoli sugli aspetti legali e le implicazioni delle connessioni “gratuite” consultabili all’indirizzo http://www.internos.it/archivio/internet.html.
4
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
4
Psicologia in azione
E-mail
La posta elettronica è, senza alcun dubbio, la risorsa più importante di Internet e
permette agli utenti della Rete di comunicare fra di loro. Con la posta elettronica
è possibile contattare ogni utente su Internet e sulle reti private a essa collegate, a
patto che egli abbia un account, sia cioè identificato da un indirizzo. È possibile
spedire e ricevere documenti, immagini, suoni, programmi in maniera rapida (un
messaggio dall’Italia agli Stati Uniti può impiegare meno di un minuto) ed economica. Un messaggio può essere trasmesso a un singolo utente o a un gruppo e si
trova già in formato elettronico adatto a essere “manipolato” con l’ausilio del
computer.
Mailing-list
La posta elettronica permette a gruppi di persone di mantenersi in contatto, scambiare opinioni e ricevere informazioni nello stesso momento, pur essendo distanti
varie centinaia o migliaia di chilometri fra di loro. Uno degli strumenti che
Internet mette a disposizione di gruppi di persone con i medesimi interessi è la
mailing-list. Il sistema funziona in maniera molto semplice. Su un server (che
prende il nome di listserver) della rete viene installato un programma che ha in
memoria una lista di distribuzione in cui sono riportati gli indirizzi di posta elettronica degli abbonati e spedisce loro i messaggi che vengono indirizzati alla lista. I
tre programmi server più noti per per la gestione delle liste sono LISTSERV,
Listproc e Majordomo. Le mailing-list sono molto diffuse su Internet, perché consentono di mantenere i contatti con interi gruppi di persone, senza necessariamente dover indirizzare il messaggio a ciascuno di essi. Vi sono oltre decine di migliaia
di liste su Internet, alcune esclusivamente italiane, altre internazionali e molte
mailing-list per psicologi.
Oggi, esistono strumenti che permettono a ogni utente di Internet che non ha accesso a un server di organizzare gruppi di discussione. Molte aziende offrono questo
servizio 6 apparentemente in modo gratuito ma, in realtà, sfruttano i messaggi della
lista per inviare pubblicità in calce al testo o la pongono sulle pagine web di accesso
agli archivi. Se non si è contrari a questa pratica, l’uso di questi strumenti è semplice
e alcuni di essi offrono diverse e utili opzioni per la gestione della lista e del gruppo di
abbonati. CoolList 7 è stato uno dei primi siti web a offrire servizi gratuiti. Dal momento che si tratta di uno strumento pubblico, i gestori di CoolList hanno posto particolare attenzione a frenare le pratiche di coloro che avrebbero potuto servirsi delle
loro liste per attività di spamming, con la presenza di particolari filtri installati sul
server e un servizio basato sulla segnalazione degli utenti. Altri siti sono ListBot 8, che
appartiene al circuito dei siti web della Microsoft (e non offre servizio antispamming), ONEList 9, azienda che nonostante la fusione con eGroups continua a mante-
6
Per un elenco dei servizi disponibili vedi http://list-business.com/list-service-providers/.
http://www.coollist.com/.
8
http://www.listbot.com/.
9
http://www.onelist.com/.
7
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
5
nere la propria identità, e Topica 10, che incorpora il data base di Listz 11 per la ricerca
delle mailing-list attive. Chi, invece, non volesse contaminare la propria lista con
messaggi pubblicitari può utilizzare i servizi via web a pagamento 12, come quelli di
BigList 13, di theMailingList.net 14 e di TalkList 15.
Newsgroup e IRC
Su Internet vi è un altro sistema per organizzare un gruppo di discussione: il newsgroup, una sorta di bacheca elettronica dove è possibile affiggere e leggere messaggi,
porre domande e fornire o ottenere risposte. Come nel caso delle mailing-list, esistono migliaia di gruppi di discussione su Internet, in pratica uno per ogni possibile
argomento che possa interessare i milioni di utenti della Rete. Attraverso le mailinglist, la posta elettronica e i newsgroup, Internet consente di scambiare informazioni,
idee, opinioni: in una parola, offre la possibilità di “comunicare”. Questo tipo di
interazione risente di alcuni limiti legati ai tempi di lettura e di invio dei messaggi e
non permette il dialogo in tempo reale. Questo è invece possibile con l’lnternet
Relay Chat (IRC), che consente a gruppi di persone di conversare contemporaneamente, come se si stesse partecipando a una tavola rotonda. Non si potrà sentire la
voce dei partecipanti, ma i loro messaggi appariranno in forma di “testo” sullo schermo del computer, che mostrerà all’utente ciò che i partecipanti alla conversazione
stanno dicendo in quel momento. Per superare i limiti video-audio, sono oggi disponibili programmi che consentono, a basso costo, di interconnettersi con uno o più
utenti attraverso microfoni e webcam. La qualità non è elevata, ma il compromesso
è decisamente accettabile se paragonato ai costi affrontati.
La creazione di un newsgroup è un processo piuttosto complesso 16. In alternativa
ai newsgroup, diversi provider di servizi offrono l’opportunità di gestire gruppi di
interesse attraverso il web. Ne prendiamo in considerazione tre: Yahoo!Clubs 17,
eCircles 18 ed eGroups 19, ma ne esistono decine di altri, perché sembrano essere i più
10
http://www.topica.com/.
http://www.liszt.com/.
12
List-business.com (http://list-business.com/index.shtml) riporta un elenco e le tariffe delle aziende.
13
http://biglist.com/.
14
http://themailinglist.net/.
15
http://talklist.com/.
16
Il processo inizia con un invito al dibattito per la creazione di un nuovo newsgroup, con la scelta
di un comitato e degli eventuali futuri moderatori del gruppo. Per un periodo di 30 giorni il dibattito verte sulle modalità di organizzazione e sulle finalità del nuovo newsgroup. Se viene raggiunto
un accordo unanime, la creazione del nuovo gruppo viene messa ai voti con un invito su
news.announce.newgroups e su ogni altro gruppo coinvolto nella discussione, che renda note
anche le formalità per la votazione. La votazione dura circa un mese. Alla fine, se il numero dei si
è superiore a quello dei no di almeno 100 voti e i si sono almeno i 2/3 della somma totale dei voti,
il gruppo viene creato. In genere, questa procedura non garantisce la formazione di un gruppo di
discussione e molte gerarchie hanno regole ben precise per la formazione dei sottogruppi. Questo
è il motivo per cui molti gruppi di discussione in ambito scientifico si trovano anche sotto la gerarchia alt. dove la creazione di un gruppo risulta meno difficoltosa.
17
http://clubs.yahoo.com.
18
http://www.ecircles.com.
19
http://www.egroups.com.
11
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
6
Psicologia in azione
completi come offerta di strumenti per la gestione del gruppo e rispettano una rigida
politica antispamming. Yahoo!Clubs è frutto della perenne ricerca di innovazione ed
espansione dei servizi offerti dal più vecchio e importante motore di ricerca. Dati il
respiro internazionale e la visibilità assicurata dalla presenza su Yahoo!, risulta particolarmente adatto a chi volesse creare un gruppo di discussione aperto anche al contributo di residenti in paesi diversi dall’Italia. eCircles ha una interfaccia e uno spirito che lo rende più adatto all’ambiente familiare o al gruppo di amici. eGroups è un
servizio dalle caratteristiche professionali, adatto anche a sviluppare schemi di collaborazione a distanza e che si presenta anche in versione italiana 20, particolare da
non trascurare.
Telnet
Uno dei primi servizi messi a disposizione degli utenti della Rete è stato quello che
consente di collegarsi a un computer remoto in emulazione di terminale, e che viene
chiamato Telnet. Una volta stabilito il collegamento, il nostro computer diventa
locale, quello a cui ci si è collegati viene definito remoto. Un computer in Internet,
tramite Telnet, può diventare terminale di un qualunque computer della rete.
Benché alcuni servizi di Internet, soprattutto il World Wide Web, abbiano soppiantato Telnet per popolarità, facilità d’uso e numero di risorse disponibili, vi sono
tuttavia archivi che sono accessibili solo tramite questa modalità di collegamento:
un tipico esempio è rappresentato dalle biblioteche. In Italia, sono presenti decine
di biblioteche a cui ci si collega attraverso questo sistema. Una di queste è quella
dell’Accademia della Crusca 21.
Tramite Telnet ci si può collegare e giocare ai Multi User Dungeon (MUD) e ai
MUD Object Oriented (MOO), giochi di ruolo in ambiente fantastico in cui si
interagisce con altri utenti-personaggi sparsi per il mondo. Rispetto ai MUD, i
MOO sono giochi meno competitivi, in genere senza combattimento, in cui le
principali attività sono dirette all’esplorazione del mondo fantastico e all’interazione con le strutture e con gli altri giocatori. Per gli psicologi, i MUD rappresentano una delle espressioni di interazione sociale sulla Rete degne di particolare
attenzione. L’interesse deriva non tanto dal gioco in se stesso (tranne che per gli
appassionati del gioco di ruolo), quanto dalla spinta all’evoluzione grafica e a quella delle capacità di interazione che programmi come i MUD e i MOO stanno
generando fra gli sviluppatori di software per Internet e che porteranno, in un
futuro ormai molto prossimo, a trasformarli in un vero e proprio ambiente interattivo multifunzione.
Gopher
Il Gopher è la risorsa che ha aperto, almeno concettualmente se non anche praticamente, la strada alla “navigazione” nello spazio di Internet verso la rivoluzione del
protocollo http e del WWW, e che ha offerto la possibilità di accedere alle risorse
20
21
http://it.egroups.com/.
telnet://149.139.26.200.
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
7
della Rete in modo semplice e intuitivo. Questo servizio si presenta con una struttura a menu, che permette di scegliere l’informazione desiderata. Ogni volta che effettuiamo la selezione, il Gopher si incarica di eseguire la nostra richiesta. Per esempio,
se abbiamo selezionato un testo dal nostro menu, il client Gopher si incarica di localizzare il file, dovunque esso si trovi sulla Rete, e di mostrarcelo a video. Alcune voci
danno accesso ad altri menu, in una sorta di struttura gerarchica che ci permette di
localizzare la risorsa che desideriamo con un semplice click del mouse. La potenza di
questo sistema risiede nel fatto che ciò che viene presentato sullo schermo, come
voci del menu, può essere localizzato in qualsiasi punto della Rete ed è il sistema
Gopher che si incarica delle operazioni necessarie ad assolvere al compito che avete
richiesto.
Il sistema gerarchico dei menu Gopher è organizzato sul modello di tanti sistemi
operativi per personal computer, cosicché l’utente si ritrova in un ambiente familiare che gli facilita la navigazione fra le risorse. Infatti, basta fare un doppio click sulla
voce desiderata per accedere al file o alla voce successiva dell’indice. Non è necessario che la voce dell’indice o il documento a cui si accede sia visualizzato sul server a
cui si è collegati; il servizio è costruito in maniera tale che è possibile accedere ai
suoi contenuti partendo da un punto qualsiasi dell’universo Gopher. Per iniziare la
navigazione nello spazio Gopher è perciò sufficiente indirizzare il nostro client verso
un server Gopher. Lo sviluppo di strumenti alternativi al PC per accedere a Internet,
come cellulari e agende elettroniche (Personal Digital Assistant o PDA) che, almeno per il momento, non sono adatti alla navigazione basata su interfaccia grafica,
come quella del WWW ha fatto “tornare di moda” alcuni sistemi di distribuzione
delle informazioni che erano stati travolti dall’ondata del successo della ragnatela
ipertestuale mondiale del World Wide Web.
World Wide Web
Non c’è comunque alcun dubbio che la diffusione dell’uso di Internet, al di fuori
dei canali accademici e di ricerca fino a quelli professionale e domestico, sia dovuta allo sviluppo del World Wide Web (più comunemente noto con i suoi acronimi
WWW o W3). La facilità d’uso dei programmi client per questo servizio, la possibilità di accedere a informazioni con il semplice click del mouse navigando nel loro
oceano, la capacità di presentazione multimediale (immagini fisse e in movimento, testo, suoni) e le recenti estensioni con linguaggi di programmazione le cui
potenzialità non sono state completamente sviluppate, rendono la tecnologia su
cui si basa il WWW molto interessante e appetibile sia per Internet sia per le
nascenti Intranet, le reti interne r aziendali basate sul protocollo di comunicazione
TCP/IP.
Il WWW è basato sull’idea di ipertesto. Con questo termine si indica un testo in
cui l’informazione è organizzata in modo che i contenuti e gli argomenti siano collegati da puntatori che rimandano ad altre parti del testo per associazione, contrasto,
definizioni, esempi; in realtà, qualsiasi tipo di relazione può essere utilizzato per collegare due parti di un testo. Nel WWW i collegamenti non rimandano semplicemente ad altri testi, ma possono rimandare a immagini, risorse, suoni, servizi, file e
quant’altro possa essere reperito su Internet, formando un’immensa ragnatela (il
Web, appunto).
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
8
Psicologia in azione
Browser
Il programma utilizzato dall’utente per accedere al www prende il nome generico di
browser 22 (visualizzatore), che costituisce la finestra attraverso cui egli usufruisce di
contenuti del Web (la ragnatela). I più noti e duttili sono Netscape Communicator
e Internet Explorer, ma ne esistono molti altri. Dal punto di vista del sistema, ogni
elemento che compone il suo universo può essere distinto in pagine o collegamenti
(link). La funzione del browser è quella di leggere le pagine e di collegarvi a qualsiasi
risorsa sia stata scelta su quella pagina. Il browser mantiene la memoria della pagina
cui ci si è collegati e i collegamenti che a esse si riferiscono appaiono in colore; in
tal modo, l’utente ha un punto di riferimento ed evita di brancolare nella Rete,
rischiando di entrare in un circolo vizioso
ALCUNE FONTI 23
È un compito che oltrepassa gli obiettivi di questo lavoro fornire un elenco esaustivo
delle risorse in Psicologia presenti su Internet. Quello che segue ha lo scopo di stimolare la curiosità del lettore e offrire allo psicologo che ha accesso alla Rete punti
di partenza per approfondire alcuni argomenti trattati in questo volume e illustrare
implicitamente, con una veloce carrellata, la tipologia di risorse presenti su Internet.
Per un elenco più approfondito, il lettore può fare riferimento al volume Lo psicologo
nella Rete (Presti, 2001).
Indici generali delle risorse
Navigare sul Web è abbastanza facile, se si conosce dove approdare. Tuttavia, il
decentramento e la distribuzione dell’informazione sui milioni di server che formano la ragnatela del WWW diventano aspetti negativi per l’utente che ha bisogno di
un’informazione e non sa dove reperirla. Non esiste un ordine per le pagine pubblicate sul WWW: quando ci troviamo davanti allo schermo del nostro browser aperto
sulla connessione Internet siamo nelle stesse condizioni di un grande mercato all’aperto, in cui gli articoli sono messi alla rinfusa sulle bancarelle e sta alla pazienza
dell’acquirente e al suo fiuto trovare quello che gli interessa. Nonostante la cura
che mettiamo nel tenere traccia delle nostre navigazioni e nel recuperare gli indirizzi di siti e risorse varie, il Web è così vasto che ciò che cerchiamo potrebbe rimanere eluso. Per ovviare a questo limite siamo aiutati dai motori di ricerca e dagli
archivi indicizzati per parole chiave. Esiste una sottile differenza fra motori di ricer22
Il verbo to browse significa letteralmente: “sfogliare, curiosare, ricercare tra le pagine di un
libro”. La metafora utilizzata da chi ha progettato il sistema è appunto quella del libro ipertestuale
le cui pagine vengono sfogliate e i cui contenuti vengono visualizzati servendosi di un browser.
23
Benché sia stata posta la massima cura nel riportare gli indirizzi (URL), dato il carattere estremamente dinamico della Rete, alcuni di essi potrebbero non essere più attivi o essere stati nel frattempo modificati. È buona norma di netiquette mantenere per un certo periodo di tempo collegamenti
e rimandi ai nuovi siti o indirizzi ai quali, eventualmente, il lettore potrebbe fare riferimento.
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
9
ca e indici: nel primo caso si tratta di archivi che contengono, in parte o integralmente, le pagine di un sito. Inoltre, i motori di ricerca si servono di un software (il
cosiddetto spider) 24 che raccoglie e archivia, per ogni pagina del WWW che
“legge”, il testo, i collegamenti cui fa riferimento e informazioni sulle immagini che
la pagina contiene. Gli indici, come Yahoo! o Netscape Open Directory, sono elenchi di siti classificati “manualmente”, suddivisi per argomento e che schedano solo i
siti a essi segnalati.
I risultati, alla richiesta dell’utente, sono presentati come un elenco di collegamenti riportati su una o più pagine per ordine di rilevanza (valore attribuito all’importanza che il termine utilizzato per la ricerca assume all’interno del documento
suggerito). La ricerca sui motori avviene con modalità free-text, cioè vengono portate all’attenzione dell’utente tutte quelle pagine (attenzione, non i siti!) che contengono la parola, e non concetti (come sono invece le “parole chiave”) o l’espressione
ricercate; come conseguenza dell’automazione nell’archiviazione delle pagine, i siti
vengono giudicati con parametri che possono essere diversi da quelli dell’utente e,
pertanto, i risultati ottenuti non sono sempre rilevanti ai fini della ricerca effettuata.
Così, per esempio, se stiamo cercando siti che trattino di “memoria”, utilizzando
questo termine verranno mostrati a video gli indirizzi di quelle pagine che hanno nel
proprio testo la parola memoria, ma non quelli che hanno solo i termini memorizzare, processazione dell’informazione o apprendimento.
Sugli indici, i siti (non le pagine!) sono suddivisi sulla base della loro tipologia,
per cui l’utente è facilitato nell’individuare quelli più attinenti all’argomento cui è
interessato. Non esiste “il” motore di ricerca che sia, in assoluto, il migliore. La
struttura stessa della Internet, i suoi diversi servizi, rendono al momento “impossibile” l’impresa che punti a un motore esaustivo, di facile utilizzo e che ci faccia
rintracciare “proprio quella” informazione che si stava cercando. Per avere successo nella ricerca di un’informazione occorre combinare strategia e fiuto, magari
dipanando pazientemente il filo della matassa, seguendo una traccia che, da sito a
sito, vi faccia raggiungere ciò che cercate 25. Fra quelli maggiormente articolati e
funzionali vi segnaliamo:
24
Ciascun motore di ricerca ha, generalmente, due tipi di spider: gli instant spider, programmi
che compiono la prima visita al momento dell’indicizzazione, e il regular spider, software che
rilegge con periodicità la pagina web per registrare eventuali modifiche o eliminare dall’archivio
pagine non più esistenti. Ognuno di questi software funziona come un vero e proprio robot, tanto
che si è soliti personificarlo battezzandolo con un nome. Quelli dei principali motori di ricerca
sono:
•
•
•
•
•
Altavista - Scooter, Mercator
Excite - ArchitextSpider
Hotbot - Slurp
Infoseek - Infoseek Sidewinder, Mozilla, Ultraseek
Lycos - T-Rex
25
Per perfezionare il vostro stile di ricerca potrete trovare utili consigli, in italiano, nei siti:
Motoridiricerca.it (http://www.motoridiricerca.it/suggeri.htm) e @motori (http://www.aleamanagement.com/@motori/), oppure leggere la guida How to Search the World Wide Web:A Tutorial
for Beginners and Non-Experts (http://204.17.98.73/midlib/tutor.htm).
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
10
•
•
•
•
•
Psicologia in azione
Yahoo! 26
Altavista 27
Google 28
Lycos 29
Northern light 30
e gli italiani
• Virgilio 31
• Arianna 32
• Katalogo 33
Indici delle risorse in psicologia
Alcune risorse su Internet sono state create per fornire assistenza a chi voglia concentrare i suoi interessi solo nell’area della psicologia e che indicizzano in Rete ciò
che è possibile reperire in questo ambito. Esistono perciò siti che indicizzano tutto
ciò (o quasi) che può essere reperito attraverso la rete come:
• APA PsychCrawler Search Engine 34 (motore di ricerca creato dall’American Psychological Association [APA]).
• Online Dictionary of Mental Health 35 (curato dal Centre for Psychotherapeutic Studies
della Medical School of the University of Sheffield, in cui vengono presentate informazioni su argomenti, teorie, autori, disturbi in psicologia clinica. Inoltre, vi sono collegamenti
a testi, articoli di ricerca e clinici, archivi e fonti di informazione su psicofarmaci).
• Neuroscience on the Internet 36 (motore di ricerca dedicato esclusivamente alle risorse
relative all’area delle neuroscienze, è membro del Medical Education Ring e offre due
modalità di ricerca: per argomento e per testo libero).
• Psychological Science on the Net 37 (con oltre 9000 siti elencati, si autoproclama il sito di
psicologia più completo della Rete. A disposizione dell’utente vi è anche software che
consente di interrogare, contemporaneamente o singolarmente, molti altri siti dedicati
alla psicologia per ricercare documenti in essi contenuti).
• Psychology Web Resources 38 (curato dal Dipartimento di Psicologia della Northeastern
University, contiene migliaia di indirizzi suddivisi per argomento).
26
http://www.yahoo.com.
http://www.altavista.com.
28
http://www.google.com.
29
http://www.lycos.com.
30
http://www.northernlight.com.
31
http://www.virgilio.it.
32
http://www.arianna.it.
33
http://www.katalogo.kataweb.it.
34
http://www.psychcrawler.com.
35
http://www.shef.ac.uk/~psysc/psychothrapy/index.html.
36
http://www.neuroguide.com.
37
http://www.psychologicalscience.net.
38
http://www.psych.neu.edu/facllinks/index.shtml.
27
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
11
• Psycref 39 (ospitato dal server del LeMoyne College’s Psychology Department, è uno degli
indici più completi e premiati in psicologia. È suddiviso in tre sezioni: Risorse in psicologia generale, Risorse per l’insegnamento, Risorse per gli studenti).
• Psycsite 40 (mantenuto da Ken Stange della Nipissing University, costituisce un buon
trampolino di lancio per le risorse in psicologia della Rete).
Associazioni scientifiche on-line
Diverse sono le associazioni scientifiche, nazionali e internazionali, che hanno istituito una presenza on-line e attraverso Internet offrono servizi non solo ai propri
iscritti ma anche a tutti gli utenti di Internet.
Alcuni siti sono riservati solo a chi ha preventivamente richiesto l’iscrizione producendo un attestato di formazione professionale. Elenchi di link a questi siti sono a
disposizione presso l’Università di Waterloo (Resource list of Scholarly Societies in
Psychology) 41 l’Università di Stanford (Cognitive and Psychological Societies &
Conferences) 42 e la Carnegie-Mellon University (Neuroscience Societies) 43.
Come è accaduto per le associazioni internazionali, anche alcune associazioni
scientifiche italiane hanno aperto un sito Internet attraverso cui offrono servizi a
soci e non soci: AIAMC – Associazione Italiana Analisi e Modificazione del
Comportamento 44; A.I.P. – Associazione Italiana di Psicologia 45; Associazione
Unitaria Psicologi Italiani 46; A.I.P. e F. – Associazione Italiana Psicanalisi e Famiglia 47; Associazione Internazionale di Ontopsicologia 48; Società Psicoanalitica
Italiana 49.
L’Ordine Nazionale degli Psicologi 50 ha un proprio sito attraverso cui offre informazioni sulla professione a tutti gli iscritti. Presso lo stesso sito vi sono due risorse
che il professionista troverà certamente utili nell’esercizio della professione: la psicologia in Europa 51 e Ordine Nazionale Psicologi – leggi e normative 52. Gli aspetti
legislativi della professione, assieme a bandi di concorso, vengono esaminati anche
in Psicologia in Italia – Legislazione, Bandi, Concorsi 53 e presso la pagina dedicata
alla legislazione per lo psicologo della SIPSOT 54.
39
http://maple.lemoyne.edu/~hevern/index2.html.
http://stange.simplenet.com/psycsite.
41
http://www.lib.uwaterloo.ca/society/psychol_soc.html.
42
http://matia.stanford.edu/cogsci/org.html.
43
http://www.cnbc.cmu.edu/other/homepages.html.
44
http://www.ipsico.org/aiamc/index.htm.
45
http://www.infoservizi.it/aip/main.html.
46
http://www.aupi.it.
47
http://www.graffiti.it/AIPeF/welcome.htm.
48
http://web.tin.it/ontonet.
49
http://www.sicap.it/~merciai/spi.htm.
50
http://www.psy.it/ordpsic.html.
51
http://www.psy.it/ordpsic/psy_e_u/psy_e_u.html.
52
http://www.psy.it/ordpsic/consnaz/leggi/leggi.html.
53
http://www-psicologia.psibo.unibo.it/leggi.htm.
54
http://www.sipsot.it/leggi/leggi.html.
40
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
12
Psicologia in azione
Istituti e Dipartimenti di Psicologia
In virtù della storia di Internet, non c’è da stupirsi se la maggior parte delle risorse si
trova localizzata sul suolo americano, nei server dei campus universitari. Ciò vale
anche per le risorse in psicologia, che si presentano particolarmente ricche di informazioni e di approfondimenti nelle varie branche di questa disciplina. Le Università
statunitensi forniscono informazioni su corsi di laurea e borse di studio, e offrono
continui aggiornamenti sulle ricerche in corso. Fra i diversi elenchi, i più esaustivi
sono quelli pubblicati presso il sito Web del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Hanover, suddivisi per ordine alfabetico 55 e per localizzazione geografica 56,
non limitati peraltro solo alle università statunitensi, presso quello del Social
Psychology Network 57, che riporta i dipartimenti sulla base di criteri di qualità definiti da una ricerca dell’American Psychological Society e, infine, quello internazionale del Psych Web 58 che raccoglie un migliaio di indirizzi.
Anche le Università italiane, al pari di quelle estere, forniscono, con gradi variabili di approfondimento, informazioni su corsi di laurea in psicologia, sulle ricerche
in corso presso i vari Istituti e Dipartimenti e sulle risorse nazionali ed estere. Con la
diffusione degli abbonamenti alla Internet, soprattutto fra i giovani studenti, le
Università italiane hanno ampliato l’offerta di servizi attraverso la grande Rete e
molti siti Web sono stati realizzati e curati dalle Facoltà, dai Corsi di Laurea, dai
diversi Dipartimenti e Istituti. Un elenco continuamente aggiornato di siti universitari italiani si può reperire presso il Web del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna 59.
Riviste
II panorama attuale dell’editoria scientifica su Rete pubblica è tipico di un sistema
in divenire al quale i mondi accademico (almeno in discipline come la psicologia)
ed editoriale cominciano a interessarsi solo adesso e le cui regole, come è stato sottolineato, devono ancora essere concordate. Ciononostante sono stati realizzati, da
vari editori, siti dedicati a tutte le principali riviste scientifiche in psicologia. Come
c’è da attendersi, il tipo di informazione che l’utente può trovare in ciascun sito
dipende dagli investimenti che ciascun editore ha voluto fare in questo settore.
Perciò, esistono siti che riportano semplicemente gli indici delle riviste e altri, più
organizzati, che offrono opzioni avanzate di ricerca nel database della rivista, con
creazione di elenchi bibliografici cui vengono collegati gli abstract dei singoli articoli. Altri siti ancora offrono la possibilità di leggere alcuni articoli in versione integrale, dopo averli memorizzati sul proprio computer per una comoda lettura off-line.
Alcuni editori cercano di differenziare la rivista on-line da quella in formato cartaceo, sfruttando le diverse opzioni offerte dai due diversi media. Altri, infine, hanno
intrapreso iniziative esclusivamente on-line.
55
http://psych. hanover.edu/Krantz/othera-z.html.
http://psych.hanover.edu/Krantz/otherloc.html.
57
http://www.socialpsycho-logy.org/ranking.htm.
58
http://www.psychwww.com/resource/deptlist.htm.
59
http://www-psicologia.psibo.unibo.it/diparti.htm.
56
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
13
Alcuni siti mantengono elenchi aggiornati delle riviste scientifiche in psicologia e
scienze correlate, che hanno un indirizzo Web, e possono costituire punti di partenza
alternativi e maggiormente efficaci rispetto ai motori di ricerca generalisti. È il caso,
per esempio, di Electronic Journals and Periodicals in Psychology and Related Fields 60,
Electronic Journal Access (Colorado Alliance of Research Libraries) 61, Electronic journals – Psychology (St. Andrews University Library) 62, World Wide Web Virtual Library
(University of Florida 63, Cog&Psy Sci Journals and Magazine 64 e The Journal Locator
in Psychology and the Social Sciences 65, il sito più completo per opzioni di ricerca e
ampiezza dell’archivio (pluripremiato e curato da Armin Günther) che conta circa
1600 testate.
Mailing-list e newsgroup
La posta elettronica, come abbiamo detto, permette a gruppi di persone di mantenersi in contatto per scambiare opinioni e ricevere informazioni nello stesso momento, pur essendo distanti di varie centinaia a migliaia di chilometri fra loro. Uno
degli strumenti che Internet mette a disposizione di gruppi di persone (studenti, professionisti, ricercatori) con medesimi interessi, per entrare in contatto e mantenere
rapporti con colleghi di tutto il mondo, è la mailing-list.
Le mailing-list sono formate da elenchi di utenti collegati da un sistema automatizzato di distribuzione dei messaggi. Il sistema funziona in maniera molto semplice
e, benché il software di gestione delle varie liste possa essere differente, quasi tutte
hanno degli elementi in comune, soprattutto nell’ambito dei comandi. Su un server
(che prende il nome di listserver) collegato alla rete viene installato un programma
che, avendo in memoria una lista di distribuzione in cui sono riportati gli indirizzi di
posta elettronica degli abbonati, è in grado di spedire a questi ultimi tutti i messaggi
che vengono indirizzati alla lista. I tre programmi server più noti, capaci di gestire le
mailing list, sono LISTSERV, Listproc e Majordomo.
Nonostante possano sembrare, a confronto con altri servizi disponibili, un mezzo
“arcaico” per scambiare od ottenere informazioni, bisogna riconoscere che le mailing-list sono risorse molto utili e spesso insostituibili. Il loro successo come strumento di comunicazione dipende dalla facilità con cui è possibile mantenere i contatti
con interi gruppi di persone, senza necessariamente dover indirizzare il messaggio a
ognuna di esse; questa è la ragione per cui se ne contano decine di migliaia che
discutono dei temi più disparati. Trovare l’indirizzo e il comando per abbonarsi a una
mailing list non è eccessivamente complicato. Su diversi siti Web è possibile trovare
elenchi di mailing-list cui fare riferimento. Questi elenchi non sono onnicomprensivi: alcuni riportano solo i server di tipo LISTSERV, altri anche Listproc e Majordomo. Con un po’ di pazienza, incrociando i dati, possiamo trovare ciò che cerchia60
http://psych.hanover.edu/Krantz/journal.html.
http://www.coalliance.org/ejournal.
62
http://www-library.st-and.ac.uk/external/journals/psychology.html.
63
http://www.clas.ufl.edu/users/gthursby/psi/journals.htm.
64
http://matia.stanford.edu/cogsci/journals.html.
65
http://pc55w3.wiso.uni-augsburg.de/welcome.html.
61
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
14
Psicologia in azione
mo. Un buon punto di partenza viene offerto dagli Indici e dai Motori di ricerca 66.
Ci si può anche servire di banche dati continuamente aggiornate, anche se ovviamente non esaustive, come Liszt 67, l’archivio mantenuto da Vivian Neou 68 o, per le
mailing-list italiane, l’archivio curato presso il Cilea da Cesare Feroldi de Rosa 69.
Software
Tramite Internet è possibile reperire software per PC o Mac da utilizzare nella pratica professionale o per la ricerca scientifica. I programmi spaziano dalle template per
i più comuni word processor, formattate con i parametric di stampa per redigere gli
articoli secondo i criteri dell’American Psychological Association, ai programmi per
i rating di vari strumenti psicometrici o diagnostici, ai programmi di statistica e di
ausilio per le diagnosi, ai programmi di simulazione dell’interazione terapista-cliente. Alcuni indici di risorse da cui partire per la ricerca di software in rete sono:
Yahoo! 70, le pagine del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Stanford 71 e
dell’Università di Bologna 72. Chi fosse interessato a software di tipo clinico può indirizzare il proprio browser anche ai seguenti indirizzi: Computer Programs in Mental
Health 73, Shrinktank 74, e Psychological Software Services 75.
PER APPROFONDIRE ALCUNI DEGLI ARGOMENTI TRATTATI
IN QUESTO VOLUME
Molte risorse su Internet consentono di ampliare gli argomenti sviluppati nei vari
capitoli di questo volume. Vi proponiamo, di seguito, un elenco ragionato di alcune
fra le tante risorse disponibili su Internet, seguendo lo schema con cui sono stati sviluppati gli argomenti in questo volume. Esse possono servire da punto di partenza
per ulteriori approfondimenti.
Psicologia, psicologie e psicologi
Il tema “psicologia e scienza” è fra i più spinosi. Come avrete appreso durante il corso
di studi vi è chi nega la possibilità di fondare una psicologia scientifica legata alla
66
Per esempio, AltaVista (http://dir.altavista.com/Computers/Internet/Mailing_Lists.shtml) e
Yahoo! (http://dir.yahoo.com/Computers_and_Internet/Internet/Mailing_Lists/).
67
http://www.liszt.com.
68
http://catalog.com/vivian/interest-group-search.html.
69
http://www.cilea.it/maillist/srchform.html.
70
http://dir.yahoo.com/Social_Science/Psychology/Software/.
71
http://matia.stanford.edu/cogsci/software.html.
72
http://www-psicologia.psibo.unibo.it/soft.htm.
73
http://www.gamma.rug.nl/.
74
http://www.shrinktank.com/psyfiles.htm.
75
http://www.neuroscience.cnter.com/PSS/default.htm.
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
15
metodologia delle scienze naturali e chi, invece, questo punto lo afferma con vigore e
forza. Vi sono poi, all’interno della stessa Psicologia (anche in linea con il dibattito
epistemologico), posizioni diverse su quel che si deve intendere come “approccio
scientifico”. Le risorse Internet, essendo d’altra parte uno specchio del mondo esterno, non fanno che riflettere la molteplicità e contraddittorietà di queste posizioni. Il
rischio, per chi volesse approfondire questi temi in vista dell’esame di abilitazione
all’esercizio della professione, è come al solito quello di perdersi inseguendo i mille
rivoli (peraltro intersecantisi) in cui si suddivide questa fiumana d’informazione.
A nostro giudizio però esistono alcuni buoni punti di partenza, ben costruiti, che
consentono a chi volesse approfondire i temi trattati nella prima parte di questo
volume, di seguire fili logici ben precisi, evitando il rischio di naufragi. Il primo di
questi è Psic Site 76, dedicato esclusivamente a chi ha un interesse professionale alla
psicologia, e che presenta gli argomenti in modo ben strutturato, con utili consigli
per indirizzare correttamente la ricerca del link giusto. Il secondo è Psychological
Sciente on the Net 77 con una sezione di “tutorial” 78 con link ai principali “manuali”
on-line sulle principali tematiche affrontate dalla psicologia scientifica. Un terzo
punto di partenza, anche questo strutturato secondo il metodo classico della raccolta
dei link, è Methods in Behavioral Research 79, un sito di aggiornamento e approfondimento correlato all’omonimo volume di Paul C. Cozby. Da questo sito è possibile
navigare le risorse che trattano dei metodi della psicologia sperimentale.
Spesso, capita di imbatterci in citazioni di classici volumi che hanno fatto la storia della psicologia o abbiamo la necessità di approfondire un autore, ma ci è materialmente impossibile recuperare il titolo in questione. Classics in the History of Psychology 80 ci viene in soccorso. Il sito contiene diverse centinaia di documenti e link
ad altri documenti che ripercorrono le tappe fondamentali della storia della psicologia. Il primo documento pubblicato fu “Psychology as the behaviorist views it”
(1913) di John B. Watson, seguito da “Perception: An introduction to Gestalt-theorie” (1935) di Kurt Koffka e dai volumi “The origin and Development of Psychoanalysis” (1911) di Freud e “New methods for the diagnosis of the intellectual
level of subnormals” (1916) di Alfred Binet. Il limite del sito, come avrete capito
dalla citazione dei titoli, è legato alla lingua inglese. Infine, l’American Psychological
Association mette pubblicamente a disposizione due interessanti sezioni del proprio
portale; una è relativa alla rivista “APA Monitor” 81, in cui vengono trattati temi
relativi alle radici scientifiche della psicologia, e una è rivolta agli studenti che
vogliano intraprendere la carriera di ricercatore 82. Anche se quest’ultima è fortemente orientata al mercato statunitense, come è logico aspettarsi da un’associazione
nazionale, rimanda a una serie di risorse interessanti che possono comunque orientare chi intenda intraprendere questa carriera o, quantomeno, voglia interessarsi a capire un po’ di più sulla ricerca di base e applicata.
76
http://stange.simplenet.com/psycsite/links.html.
http://www.psychologicalscience.net/.
78
http://www.psychologicalscience.net/Tutorials/.
79
http://methods.fullerton.edu/index.html.
80
http://psychclassics.yorku.ca/index.htm.
81
http://www.apa.org/monitor/.
82
http://www.apa.org/science/infostu.html.
77
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
16
Psicologia in azione
Metodologia e procedure operative in psicologia
Non si può non riconoscere il contributo che la psicologia sperimentale ha da sempre dato, non solo alla comprensione dei processi di base, ma anche all’avanzamento
della scienza applicata, anche se fra i ricercatori di questi due settori sono spesso
nate più incomprensioni che consensi. Clay Helberg ha compilato un elenco ragionato delle risorse di interesse statistico in psicologia 83. L’indice comprende collegamenti a organizzazioni scientifiche, istituzioni pubbliche e gruppi di consulenza,
corsi di statistica via Internet, testi di statistica, pubblicazioni, software, mailing list
e newsgroup. Altri indici possono essere consultati presso The Probability Web 84,
STATLinks 85 e St@tServ 86.
Indubbiamente, e non ce ne vogliano gli esperti delle altre discipline in psicologia, la branca clinica, assieme a quella sperimentale, è fra le più sviluppate e quella
che attrae il maggior numero di studenti e professionisti. L’elenco di siti dedicati alla
psicologia clinica, di conseguenza, occuperebbe da solo uno spazio pari, se non superiore, a questo intero volume. Non mancano elenchi di risorse cliniche e, come per
gli altri argomenti, nessuno di essi è esaustivo, per cui conviene sempre consultarne
più di uno. Fra i più completi vi sono: Internet Mental Health 87, Mental Health Links
and Info 88, Mental Health Net 89, Psychiatry & Psychotherapy by Corelli 90. Il Centre for
Psychotherapeutic Studies della facoltà di Medicina dell’Università di Sheffield 91 offre
un interessante dizionario on-line di psicoterapia.
Processi di base
La psicologia cognitiva ha dato un enorme contributo all’implementazione su una
macchina di processi logici che emulino, almeno in parte, alcuni di quelli tipicamente umani. I confini fra l’informatica, l’elettronica, la neurologia, la biologia e la
microbiologia molecolare si sono fatti oggi molto evanescenti, tanto che è difficile
determinare quale disciplina influenzi maggiormente le altre. Per tentare, comunque, di mantenere l’orientamento è sempre consigliabile iniziare da alcuni indici di
risorse in psicologia cognitiva consultabili ai siti: Cognitive Psychology Resources on
the Web via Haverford College 92, Mind/Brain Resources 93 e Cognitive Science Resources
on the Internet 94.
83
http://www.execpc.com/~helberg/statistics.html
http://www.maths.uq.oz.au/~pkp/probweb/probweb.html
85
http://www.econ.ag.gov/sigstat/statlink.htm
86
http://www.statserv.com
87
http://www.mentalhealth.com
88
http://users.aol.com/lholmes/links.htm
89
http://www.cmhc.com/
90
http://www.stanford.edu/~corelli
91
http://www.med.usf.edu/PSYCH/psychome.htm
92
http://www.haverford.edu/psych/CogPsycpage.html.
93
http://mind.phil.vt.edu/www/mind.html.
94
http://printhost.beckman.uiuc.edu/~c-tsai4/cogsci.
84
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
17
Il progetto Cognitive and Psychological Sciences on the Internet dell’Università di
Stanford 95 offre rimandi a programmi accademici, associazioni scientifiche, conferenze e congressi, riviste, newsgroup, mailing list, editori e software.
La comprensione del linguaggio naturale è una delle aree dove maggiore è stata
l’integrazione dei contributi di varie discipline, fra cui la psicologia, l’informatica e
la linguistica. Pur essendo un problema che è ancora lontano dall’essere risolto, tuttavia grandi passi sono stati compiuti, specialmente nel campo del riconoscimento
della voce. Fra le risorse più interessanti segnaliamo: The Computat ion and Language
E-Print Archive 96, German Research Center for AI Computational Linguistics Department 97 e Unit for Computer Research on the English Language at Lancaster University 98.
Data la natura multidisciplinare dello studio del linguaggio, è ovvio che le risorse
della rete siano uno specchio fedele di questo complesso quadro e che risulti particolarmente difficile decidere quali risorse includere in un elenco rappresentativo di ciò
che si può trovare. Ci limiteremo a segnalare alcuni indici generali: The Linguist
List 99, Psycholinguistics 100, Yahoo! 101 e Open Directory 102.
Il ciclo di vita
I vari approcci teorici alla psicologia dello sviluppo sono ben rappresentati da
diversi siti che ne illustrano gli aspetti più rilevanti, compresi quelli applicativi. In
molti di essi è possibile attingere informazioni su progetti di ricerca o trovare soluzioni a problemi che quotidianamente vengono affrontati nell’esercizio della professione.
Classic Theories of Child Development 103 offre una panoramica delle teorie dello
sviluppo infantile di Margaret Mahler, Sigmund Freud ed Erik Erikson, oltre a
riportare indirizzi e informazioni su risorse presenti sul Web inerenti alla psicologia
dello sviluppo in generale. Presso il sito della fondazione Archivi Jean Piaget 104 si
trovano informazioni sugli archivi e sulla bibliografia di Piaget e sulle sue opere,
tradotte in italiano.
Diverse e numerose sono le associazioni scientifiche che si occupano di psicologia
dello sviluppo e del ciclo di vita, che offrono informazioni e servizi attraverso Internet e che riportano esaustivi elenchi di link, fra cui: APA Division 7 (Developmental
Psychology) 105, APA Division 20 (Adult Development and Aging) 106, American Academy
95
http://www-psych.stanford.edu/cogsci.
http://xxx.lanl.gov/cmp-lg.
97
http://www.dfki.de/lt/index.html.
98
http://www.comp.lancs.ac.uk:80/computing/research/ucrel.
99
http://www.emich.edu/%7Elinguist/research-index.html.
100
http://psychology.about.com/science/psychology/msub_psycholinguistics.htm.
101
http://dir.yahoo.com/Social_Science/Linguistics_and_Human_Languages/Psycholinguistics.
102
http://dmoz.org/Science/Social_Sciences/Language_and_Linguistics.
103
http://idealist.com/children/cdw.html.
104
http://www.unige.ch/piaget/PiagetGB.html.
105
http://www.psych.ucr.edu/Div7/Div7.html.
106
http://www.iog.wayne.edu/apadiv20/apadiv20.htm.
96
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
18
Psicologia in azione
of Child and Adolescent Psychiatry 107, European Society for Developmental Psychology 108 e
Society for Research in Child Development 109. All’altro capo del ciclo di vita, si assiste
oggi all’aumento del numero di anziani che contribuiscono ad allargare le aree di
intervento dello psicologo sia in ambito “fisiologico” sia in quello più specificamente
clinico. La psicologia dell’anziano sarà certamente una delle branche che potrà contribuire al miglioramento generale della qualità della vita, in virtù del progressivo
aumento dell’età media della popolazione occidentale. Per chi intendesse orientarsi
verso questa carriera e avesse interesse ad approfondire la psicologia dell’anziano,
segnaliamo cinque siti che costituiscono ottimi trampolini di partenza: Geroweb 110,
curato dall’Istituto di Gerontologia dell’Università statale del Wayne, che contiene la
GeroWeb Virtual Library, i siti delle società scientifiche americane American Geriatric
Society 111 e American Society on Aging 112, che indicano fonti scientifiche molto interessanti, la rivista “Age and Ageing” 113, i cui archivi sono pubblicamente consultabili, e infine il sito del “Progetto Finalizzato Invecchiamento” 114 del CNR, che contiene la produzione scientifica del progetto e i dati sulla popolazione italiana.
La psicologia in azione
ERIC 115 è uno dei progetti più interessanti per l’uso di Internet in campo pedagogico
e della psicologia dell’educazione, coordinato dal Dipartimento per l’Educazione statunitense. È ripartito in 16 sottoprogetti, ciascuno dedicato alla raccolta di materiale
educativo in uno specifico settore e, su Internet, sono presenti i relativi archivi. Il
materiale è composto da curricula e programmi didattici, bibliografie, articoli di riviste scientifiche e dati di ricerche.
Il mondo del lavoro si evolve alla stessa velocità delle esigenze che la società
impone e richiede continuamente progressi in ambito decisionale e organizzativo.
Oggi, non si chiede semplicemente al lavoratore l’esecuzione acritica di un compito,
ma una partecipazione fattiva al ciclo produttivo, che si rende sempre più necessaria
man mano che si assumono responsabilità di coordinamento e programmazione.
Infatti, ci si aspetta che chi risiede in posizioni organizzative chiave debba essere in
grado di giudicare i suoi collaboratori, le loro esigenze di training e di agire sulle corrette chiavi di motivazione. Per chi volesse iniziare a esplorare la ragnatela che collega i siti Internet dedicati alla psicologia industriale, un eccellente punto di partenza è la Industrial Psychology Resource Page 116. La conoscenza all’interno di un’organizzazione aziendale, il modo come preservarla e come sfruttarla, sono nodi cruciali di
107
http://www.aacap.org.
http://devpsy.lboro.ac.uk/eurodev/index.html.
109
http://www.srcd.org.
110
http://www.iog.wayne.edu/GeroWebd/GeroWeb.html.
111
http://www.americangeriatrics.org/.
112
http://www.asaging.org/alt_index.html.
113
http://ageing.oupjournals.org/.
114
http://www.aging.cnr.it.
115
http://ericir.syr.edu/index.html.
116
http://users.ccnet.com/~bluenote.
108
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci di futuro
19
una corretta gestione manageriale. La pagina sul Design Organizational Memory 117 è
un approfondito documento ipertestuale sull’argomento. Il sito è collegato a una
società di servizi che produce, fra l’altro, software per il supporto alla pianificazione e
al decision making. In un mondo sempre più orientato all’uso dei computer per le
applicazioni più diverse, sia in campo lavorativo sia in campo domestico e nella vita
di tutti i giorni, era logico aspettarsi una vasta presenza di siti dedicati al tema dell’ergonomia. La HCI Bibliography 118 è un buon punto di partenza per una ricerca
sulle risorse inerenti all’ergonomia e alla Human Computer Interaction presenti sul
Web. Per espandere le notizie che qui possono essere consultate, ci si può rivolgere a
Human Factors & Ergonomics list 119. Scott Plous, della Wesleyan University, ha fondato e dirige l’archivio più vasto di risorse presenti in rete per quel che riguarda la
psicologia sociale: Social Psychology Links 120. La pagina curata dal Dipartimento di
Sociologia della University of Southern Indiana 121 si presenta come il classico elenco di collegamenti con risorse presenti sulla rete ma, contrariamente al sito precedentemente citato, la sua organizzazione ricalca quella di un manuale di psicologia
sociale. I collegamenti ipertestuali sono suddivisi in: prospettive teoriche, aspetti sociali della costruzione dell’identità personale, genesi dell’identità sociale, comportamento sociale e influenze di gruppo. Molti link conducono a volumi, articoli o altre
pubblicazioni reperibili on-line. È invece organizzato come un campus universitario,
il Community Psychology Network 122, un sito pieno di informazioni e collegamenti
ipertestuali utili a ricercatori, studenti, gruppi di ricerca per letture e approfondimenti, mailing list, associazioni, fondi di ricerca e annunci di lavoro.
Metapsicologia, ovvero l’arte di superare gli esami
Ogni esame dovrebbe essere affrontato con rigore, serietà e… metodo. Chi ha studiato
psicologia conosce bene le “regole naturali” dell’apprendimento e dovrebbe essere in
grado di volgere a proprio favore ogni condizione, anche ardua, come l’esame che ci si
accinge a sostenere. Ma reperita iuvant, anche per il futuro professionista, ex studente.
Ecco una serie di siti che possono servire per ripassare (o per apprendere) alcune tecniche di memorizzazione e alcuni “trucchi” per affrontare esami e situazioni potenzialmente ansiogene, provenienti per la maggior parte dal web delle università statunitensi: Learning Modalities, Styles and Strategies 123, Leraning to Learn 124, Learning to Learn Resources 125, ERIC Clearinghouse on Assessment and Evaluation 126 e Mind Tools 127.
117
http://www.gdss.com/Questmap/DOM.htm.
http://www.hcibib.org.
119
http://www.usernomics.com/hf.html.
120
http://www.socialpsychology.org.
121
http://www.usi.edu/libarts/socio/socpsy/SOCPSY.HTM.
122
http://www.communitypsychology.net.
123
http://www.fln.vcu.edu/Intensive/LearningStrategies.html.
124
http://www.rio.maricopa.edu/distance_learning/tutorials/study/learn.shtml.
125
http://snow.utoronto.ca/Learn2/resources/stylelinks.html.
126
http://ericae.net/.
127
http://www.mindtools.com/.
118
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
20
Psicologia in azione
IL MONDO DEL LAVORO E LO PSICOLOGO NELL’ERA DI INTERNET
Non passa giorno che su riviste e giornali non vengano osannati i vantaggi che la
diffusione capillare di una rete di interconnessioni globale può offrire a ogni persona
in tutti gli angoli del globo. Per chi si accinge a entrare oggi nel mondo del lavoro,
Internet è uno strumento da utilizzare e un paradigma da studiare. In quanto strumento è contemporaneamente biblioteca, telefono, lettera, laboratorio, sala convegni, ambulatorio. Come paradigma rappresenta un’occasione per comprendere meglio il mondo “reale” e le relazioni in cui “normalmente” viviamo. Interessarsi a internet significa, in entrambi i casi, essere in grado di allargare i propri orizzonti professionali e la propria visione del mondo che ci circonda. La Rete è semplicemente
un’estensione, sia pure virtuale, del mondo, che è il punto di partenza della psicologia, come ci ricordano le parole di Köhler (Köhler, 1947, pag. 3): “There seems to be a
single starting point for psychology, exactly as for all the other sciences: the world as we
find it, naively and uncritically”.
LETTURE CONSIGLIATE PER L’APPPROFONDIMENTO
COMI, L. (2000). Dire, fare, chattare con Internet visto da vicino. Milano: McGraw-Hill.
KÖHLER, W. (1947). Gestalt Psychology. New York: Liveright.
PALLA, S. (2000). Internet senza fatica. Milano: McGraw-Hill, II ed.
P RESTI , G. (2001). Lo psicologo nella Rete. Internet da strumento a paradigma. Milano:
McGraw-Hill.
VISCARDI, R. (2000). Internet e il Web No problem. Milano: McGraw-Hill.
BIBLIOGRAFIA
Per la bibliografia del capitolo consulta la Bibliografia web.
Paolo Moderato, Francesco Rovetto, Psicologo: verso la professione, 3/e
Copyright © 2007, The McGraw-Hill Companies, srl
Scarica

La psicologia nella Rete: uno sguardo al presente e alcuni squarci