Solvent Gels
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Preparazione e utilizzo di Solvent Gels
reagenti per la pulitura di opere policrome
Fonte: "Progetto restauro" della casa editrice del Prato - Paolo Cremonesi, Alessandra Curti,
Laura Fallarmi, Silvia Rato"
Abbiamo già discusso come, dal punto di vista strettamente chimico, il successo di un
operazione di pulitura effettuata con solventi organici stia nell'abilità a sciogliere certi materiali
(la vernice, o più in generale il materiale filmogeno superficiale da rimuovere) senza invece
solubilizzarne altri (quelli originari dell'opera, presenti negli strati sottostanti).
Questo può avvenire utilizzando solventi che abbiano una polarità simile a quella del materiale resinoso
In realtà, però, è difficile pensare ad una vernice come ad uno strato dalle caratteristiche omogenee in tu
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Il restauratore
miscela
punto
stessa
possano
superficiale
la
diffusione
una
preparazione
solvente
quindi
miscela
indei
sarà
tutte
spesso
essere
componenti
però
sembra
solvente
lecomponenti
sue
indispensabile
si
attori
rende
agire
zone
asotto
su
polarità
conto
di
questo
tutta
apiù
lapolarità
superficie.
la
in
dare
dicostante
ilsuperficie.
certe
questa
ragionamento
alla
zone,
miscela
discontinuità
che
Per
di
possa
anche
meno
mantenere
altissima
di Wolbers
"centrare"
diametralmente
in
nella
altre.
viscosità,
pratica
la
cerchiamo
Piuttosto
selettività
la polarità
della
inopposte,
modo
di
che
dpulitura:
del
riunire
azione
mettere
materiale
dache
reprimere
nella
la a
detto
in
un
po
semplificata,
sono
nati
i Solvent
Gels.
Così,
Ma
vediamo
dimaniera
descriverne
più
in
dettaglio
ideterse,
vari
componenti.
I Solvent Gels
L' addensante utilizzato è l'Acido Poliacrilico, l'omopolimero dell'Acido Acrilico (CH z =CH
COOH), una macromolecola avente la struttura mostrata nello Schema I.
Questa molecola ha due caratteristiche peculiari: le dimensioni e la funzionalità acida.
Innanzitutto, se consideriamo che il Peso Molecolare di questa macromolecola può arrivare fino
a 3.000.000 4.000.000 Dalton, e che quello del monomero costituente è 70 Dalton, ne
consegue che il polimero può contenere anche 40.00055.000 monomeri legati fra loro:
dimensioni enormi dunque, anche superiori a quelle, ad esempio, di una proteina.Le catene di
queste macromolecole, che nello Schema abbiamo indicato per semplicità in forma lineare,
sono in realtà "avvolte" in forma raggomitolata.
I gruppi Carbossilici, acidi, presen ogni due atomi di Carbonio, possono essere salificati per
azione di una base, producendo i corrispondenti anioni Carbossilato ( COOH > COO ).ti
Quando questo avviene, tra le cariche elettriche negative formatesi si esercitano forze repulsive
che tendono ad allontanarle reciprocamente: questo costringe, per così dire, la macromolecola
a "distendersi".
Queste lunghe catene, potremmo dire simili a strutture fibrose, sono ora in grado di impartire
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grande viscosità al liquido in cui sono sciolte: così l'Acido Poliacrilico, quando neutralizzato
anche solo parzialmente con una base, esplica la sua azione addensante.
La base che reagisce salificando l'Acido Poliacrilico, viene a trovarsi "chimicamente legata", in
forma di sale, alle macromolecole dell'Acido stesso. Qualunque base, ad esempio l'Idrossido di
Ammonio, potrebbe svolgere quest'azione di neutralizzazione.
Se però utilizziamo una base che abbia anche proprietà tensioattive, come un Ammina
Polietossilata, otteniamo un secondo, importante risultato: il complesso Acido Poliacrilico/Base
acquista anche proprietà tensioattive, cioè di emulsionante e di detergente. Possiamo così
riassumere i vantaggi che si ottengono da questa particolare combinazione dei due reagenti:
l Acido Poliacrilico, l'addensante, per le sue dimensioni molecolari ha verosimilmente poca
tendenza a diffondere nella porosità del materiale; quando salificato con un Ammina Etossilata,
forma il corrispondente sale e manifesta proprietà addensanti; l'addensante e il tensioattivo
sono ora chimicamente legati tra loro: in altre parole, l'addensante acquista ora anche proprietà
tensioattive; l'Ammina Polietossilata, che di per sé sarebbe un componente non volatile, con
forte capacità di diffondere sotto la superficie e forte ritenzione dentro gli strati, trovandosi
"ancorata" ad una macromolecola acquista azione superficiale.
A questo punto, come componenti liberi restano i solventi organici e l'acqua. Anche questi,
però, trovandosi in un gel ad altissima viscosità hanno limitata possibilità di diffondere sotto la
superficie.
In queste preparazioni viene dunque massimizzata l'azione superficiale e repressa quella di
diffusione sottosuperficiale dei vari costituenti. La loro azione è confinata alla superficie, e la
rimozione del gel ci dà la garanzia di rimuovere efficacemente tutti i componenti.
Nella preparazione si utilizza l'agente neutralizzante, l'Ammina Etossilata, non in quantità
stechiometrica (necessaria cioè a reagire con tutti i gruppi Carbossilici presenti sull'Acido
Poliacrilico, l'addensante), ma in difetto, così da ottenere solo parziale salificazione dell'Acido
Poliacrilico, sufficiente a provocare la "distensione" delle macromolecole, e quindi
l'addensamento della soluzione.
Per quanto riguarda l'Acido Poliacrilico, il prodotto commerciale più facilmente reperibile è il
Carbopol, e per l'Ammina Etossilata il prodotto Ethomeen.5
Preparazione
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La preparazione è semplice, alla portata del comune restauratore, e non richiede eccessivo
bagaglio di conoscenze chimiche. A parte i reagenti specifici, non necessita di attrezzatura
sofisticata: comune vetreria da laboratorio, cilindri e pipette graduate, cartina indicatrice per il
pH. Utile, ma non indispensabile, un agitatore magnetico riscaldante e un miscelatore elettrico
con alimentazione a batteria.
Indipendentemente dai solventi utilizzati, la preparazione segue sempre quest'ordine: per prima cosa si
L agitatore magnetico può semplificare l'operazione di mescolamento. Poi si aggiungono i solventi organ
Sono disponibili vari tipi di Carbopol, diversi tra loro per dimensione molecolare e quindi, dal punto di vis
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A questi livelli, comunque elevatissimi, di viscosità la differenza tra un tipo e l'altro si può
ritenere trascurabile: i vari tipi possono dunque essere considerati equivalenti. Dal punto di vista
della reperibilità può essere più semplice ricorrere al tipo Ultrez 10, commercializzato in quantità
inferiori rispetto agli altri.` Quest'ultimo tipo, più facilmente idratabile, è più conveniente in
quanto utile anche per la preparazione di semplici gel acquosi acidi o basici ad alta viscosità. In
alternativa al Carbopol, si può acquistare il prodotto chimico Acido Poliacrilico.
Per quanto riguarda l'Ethomeen, invece, i tre tipi più spesso citati nella letteratura sono il C12, il
C15 e il C25, diversi tra loro per solubilità." Se consideriamo i loro valori di Numero HLB (un
parametro numerico caratteristico dei tensioattivi che specifica la idrosolubilità, quando HLB >
10, o liposolubilità, quando HLB < 10) abbiamo, rispettivamente: HLB 10 per il primo, HLB 13.9
per il secondo e HLB 19 per il terzo. Il carattere idro
filo, dunque, aumenta dal primo (che è praticamente liposolubile) al terzo (idrosolubile). In
pratica si utilizzano solo il primo e il terzo per preparare Solvent Gels nel modo seguente:
Ethomeen C12 con solventi apolari (Idrocarburi Alifatici come Essenza di Petrolio o di
Tremcntina, o Aromatici come il Toluene) ed Ethomeen C25 con solventi più polari (Alcoli,
Chetoni come l'Acetone, Esteri come l'Etilacetato). Il C25, in particolare, è quello più
ampiamente utilizzato, vista la maggior utilità pratica di preparazioni contenenti solventi polari.
Sono poi state proposte formulazioni più semplici, nelle quali per neutralizzare il Carbopol si
usano semplici basi come l'Idrossido di Ammonio, l'Idrossido di Sodio o la Trietanolammina.
Queste basi però non hanno anche capacità tensioattiva (solo la Trietanolammina, in quanto
Amminoalcool ne ha, ma molto debole). Di conseguenza queste preparazioni non sono da
considerare dei veri Solvent Gels, ma piuttosto delle semplici soluzioni ad alta viscosità
addensate con Carbopol.
Utilizzo
I Solvent Gels sono applicati alla superficie da trattare e lasciati agire indisturbati, oppure
lavorati con un tamponcino di cotone o con un pennello, a seconda del caso particolare
(irregolarità superficiali, rilievi di colore). Il tempo di applicazione è in generale breve, da trenta
quaranta secondi a pochi minuti: difficile, comunque, dare delle regole generali, in quanto la
composizione del gel specifico, il tipo di materiale e lo spessore dello strato influenzano
l'azione, che dovrà dunque essere verificata caso per caso. Il modo migliore, almeno all'inizio, è
sempre quello di saggiare continuamente la zona coperta dal gel con un tamponcino asciutto di
cotone, per verificare il livello d azione. Chiaramente l'applicazione deve riguardare una zona
circoscritta della superficie, per evitare tempi molto diversi da una zona all'altra entro un area
troppo grande.
Quando l'azione è ritenuta sufficiente il gel viene rimosso con un tamponcino asciutto di cotone.
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La zona trattata è poi lavata a tampone con una miscela di solventi: Wolbers stesso suggerisce
Alcool Isopropilico ed Essenza di Petrolio 1:1 oppure Acetone ed Essenza di Petrolio 1:1. Da
ultimo si effettuano lavaggi con sola Essenza di Petrolio.
Questa procedura di lavaggio è fondamentale e merita alcune considerazioni. Perché la
rimozione del gel sia veramente efficace, i solventi utilizzati per il lavaggio devono
effettivamente sciogliere il gel: in altre parole devono avere polarità simile a quella dei solventi
utilizzati nel gel stesso, senza però avere azione diretta di solubilizzazione nei confronti della
vernice (o, più in generale, del materiale filmogeno) su cui è applicato il Solvent Gel, così da
non continuarne l'azione di pulitura. È pertanto raccomandabile mettere a punto una miscela
adatta al caso specifico, prima di iniziare il trattamento di pulitura con il gel. Si può partire dalla
miscela Alcool Isopropilico ed Essenza di Petrolio 1:1, più polare (fd64), verificandone l'azione
su una piccola zona della vernice: se si ha effetto solvente si proverà l'altra miscela, Acetone ed
Essenza di Petrolio 1:1, meno polare (fd 68.5). Se l'effetto solvente continua, si diminuirà la
percentuale di Acetone, fino a trovare una composizione adatta che non abbia diretta azione
solubilizzante della vernice. Ad esempio, con una miscela di Acetone ed Essenza di Petrolio 1:9
si può scendere fino ad un valore di polarità pari a f. 85.7.
Un caso rappresentativo
La scultura lignea policroma della Madonna con Bambino, mostrata in Figura 1, è parte
dell'altare ligneo dorato, collocato nella navata destra della chiesa di San Bartolomeo a
Portacomaro, Asti. L altare, dedicato alla Madonna del Santo Rosario, di autore ignoto, è
databile al XVIII secolo. È costituito da una mensa scolpita sopra la quale vi sono il tabernacolo,
i gradini e due colonne scanalate che sorreggono l'architrave con timpano spezzato. Al centro
dell'altare è la statua della Madonna, circondata da quindici tele dipinte raffiguranti i Misteri del
Rosario, attorniate da intagli lignei a foglie e volute dorate. Sulla sommità è posta una statua di
San Sebastiano di piccole dimensioni, inserita in una nicchia architettonica del timpano. L opera
è realizzata in legno (pioppo, noce e abete) dorata e dipinta di azzurro; le quindici tele sono
eseguite a olio. Bracci reggicero sono inseriti ai lati dei Misteri, per illuminarli.
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sotto
condizioni:
Questo
considerate
come
Pulitura,
pigmentati,
assottigliamento
mobili.
strati
che
notevole
bisturi:
spesso
risulta
La
affrontata
per
meccanismo
dell'Argento
una
della
la
le
Etilico;
all'azione
L
utilizzava
ridipinture
poteva
questo
Idrossipropilcellulosa
secco
così
Le
aprotici
(soluzioni
casi,
colore
prove,
volumetrico
incarnati.
A
leggerissima
di
opacizzazione
Differenziando
scultura.
La
apertura,
intervento
differenza
ridipintura
zone
materiali
pulitura,
prove
scultura
verificare
oltre
miscela
ottenuto
però,
doratura
sono
le
opere
e
essere
sottostante.
la
La
nel
essere
risultato
l'impossibilità
(Dimetilsolfossido
ridipinture
esempio
cromatiche
con
in
La
rischio
alla
composizione
di
La
Essenza
solvente.
ammoniacali
con
rimozione
successive,
a
caso
tenaci
si
questo
si
a
eseguita
piuttosto
che
pulitura
4:1.
lignea,
come
Figura
porporina.
veniva
meccato;
di
con
a
dell'azione
successivi
sopra
Figura
di
alcalinità
raggiungeva
carattere
scarsa
è
sul
se
più
eseguite
la
polarità
resa
espressione
oin
così
tipo
usando
localmente
di
Le
l'azione
sbiancamento.
consueta
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polarità
è
manto.
questo
coeso
esemplici
ottocentesche
tossicità
ridipinture
contesto,
ben
Si
il6
di
una
di
corrispondenti
dunque
Figure
quantitativa
continuavano
fisico
4deciso
di
selettività
a
manto
che
mostra
(2.5%
Petrolio
di
optava
evidenzia
buona
difficile
molto
bisturi,
del
eseguite
acido
strati
Per
rappresentativo
elavaggi
con
più
vernice
con
Alcool
un
alla
di
Fd
modo
semplice
Carbonato
esplicato
in
Solvent
un
modalità,
2azione
"oggetti
solubilizzazione
idonea
di
la
per
consisteva
era
artistica,
differenziato
porporina;
peso/volume).
gli
90
ridipintura
può
concentrazioni
pittorici
e
maggiore,
la
esecuzione,
(olii
quindi
oleose
solubilizzazione,
livello
recuperarla
pulitura
per
di
3nei
al
alcali,
statua
l'azione
alcoolici.
l'operatore.
era
intaccata
alterata
periodicamente
ilsemplicemente
numerosi
mostrano
pertanto
e
99%,
la
bel
le
sulle
confronti
agli
selettiva
Gel
asportazione
risultava
vernici
dai
sufficiente
d
policromia
di
per
zone
presenta
partendo
d
sopra
questi
risultato
uso"
le
del
al
pulitura
Ammonio
incarnati,
(pH
solventi
anche
decolorato
soprastante
zone
Fd
sulle
dell'intervento
un
cromaticamente,
zone
termine
Nella
in
dalla
manto,
appariva
di
con
significare
invecchiate),
tasselli
all'interno
l'azione
47
un
azione
7.5
Ilquesto
L
anche
manufatti
dei
potesse
dal
essere
Argento
gel
del
varie
alternativa
pulite
nella
una
ottenuto
era
legante
dall'esecuzione
l'azione
ad
troppo
Figura
originaria
e
8)
polarità
organici
materiali
5prolungandone
come
di
applicato
al
velo
si
del
sciolto
invece,
effettuare
al
non
sulla
efficace
con
più
in
serie
zone
modo.
materiali
di
deve
velo
parzialmente
rimozione
Acetone
si
che
50%
restauro.
procedere
questo
meccato
completa
dell'ambiente
pulitura,
e
spinto,
mostrano
3presentavano
è
selettiva
già
su
"manutenzione"
di
Carbone,
sul
ancora
superficie
degli
si
con
e
nell'Emulsione
infatti
neutri.
di
non
si
è
fare
era
presenti
pulitura.
l'azione
in
sculture
come
al
Per
può
parzialmente
per
è
la
difficoltà
nel
viso
volume
l'operazione
idi
basamento
condotta
modo.
e
al
generalmente
incarnati
rimozione
con
ricorso
conseguenti
dello
la
sufficiente
rispettivamente,
e
sciogliere
pochi
del
apprezzare
Alcool
deposito
maggiore,
rimozione
supporto.
Si
con
della
attraverso
più
comunemente
ilAcetone
pulitura
gelificato
ridipinta.
evidenti
solvente
spesso
tempo
trovava
ha
lignee
Test'di
ecclesiastico,
Ilspesso
strato
ioperative:
inminuti
prive
Solvent
a
Madonna.
permesso
colore
Benzilico
la
Etilacetato)
con
reagenti
nei
Cerosa).
meccanica,
decoeso,
superficiale
erano
pulitura
le
della
d
di
policrome:
aper
solubilità
di
comportano
Fd
di
segni
così
Ildi
fenomeni
ilcon
iazione:
dell'Alcool
confronti
reintegrazioni
causare
pulitura
veniva
presente
nel
solventi
uno
colore
semplice
sottostante,
livello
ridipintura,
sbiancamenti:
36,
Gels:
ladoratura
spesso
invece
che:
sul
svariati
caso
in
acidi
rimozione
di
di
o
dell'intera
dell'Alcool
In
piuttosto
rapporto
si
stabilire
e
più
abrasione
poi
velo
di
si
originale
dopo
di
entrambi
superficiale
eseguita
salificazione
verifica
dipolari
spesso
con
odell'oggetto.
di
dei
o
in
otteneva
pulitura
Feller
Etilico
resistenti
strati
rimosso
questi
anche
alcalini,
strati
si
buone
eèdipinti
gli
infatti,
alcune
sugli
locali
stata
delle
che
la
alcali
°era
di
ia
sul
astato ritoc
Considerazioni sull'utilizzo
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Alcune
percentuali
per
Nella
tossicità
buona
nelle
sopra
pirrolidone:
del
L
sicure
l'esposizione
piccolissime
sempre
Un
materiale
strato
durante
patinatura
funzione
La
è
Ammonio
(come
Sappiamo
parzialmente
Trifluoroetanolo,
inglobare
Dopo
Trifluoroetanolo
da
Quali
Per
elevatissima
dunque
co-presenza
materiale
materiale
solvente.
lalenote
scelta
alcune
rimozione
riportate,
pittorico,
solventi
per
le
qualità
mescolanze
miscele
con
una
di
di
soluzioni
proteico.
questi
inevitabile,
osi
l'operatore:
della
però
certi
patinatura/verniciatura
sono
l'efficacia
idi
le
forniscono
foderaturadi
quantità,
proteico.
solventi
prove,
filmogeno
ai
solubile
sia
solventi
possono
opportune
viscosità
odescritte
ad
vapori.
che
prodotti."
superficie
di
ha
solventi
di
oespresse
da
inquesto
di
in
esempio,
vernici
resine
vernici:
Esso
in
di
generale
ilsi
residui
Acido
solventi
in
organici
nei
in
Collagene,
effetti
può
solventi,
limitando
èorganici,
Così
indicazioni
questi
che
essere
di
solventi
verificato
può
in
dallo
confronti
colla
precauzioni).
Si
materiale
sintetiche
sintetiche,
pittorica.
essere
queste
oleoresinose,
in
un
Acetico).
90%
di
una
si
sottolinea
un
siderivare
volumi):
dipolari
garanzia
alcalini
una
stesso
riscontra
Solvent
casi,
di
consiglia
se
usati
solvente
l'evaporazione
si
certa
organici
Alcool
pasta,
costituente
utilizzato
preparazioni
che
non
raccomanda
colla
della
di
circa
Non
fare
proteico
nei
ridipinture
aprotici
come
o
Wolbers
da
efficacia
80%
una
si
Gel
ancora
diridipinture
Isopropilico
con
per
oppure
superficie.
ricorso
solventi
infrequente
Solvent
di
seguono
come
neutri
una
minore
80%
da
miscela
utilizzare
con
Acetone
la
velinatura,
frequenza
complica
principale
quali
colla
utilizzare
n
una
Zilnella
si
dei
quali
Alcool
comunque
ancora
ad
minor
aButilammina,
sono
Gels?
Toluene,
di
potenziale
traduce
sostanze
preparazioni
volta
olio
ilcomponenti,
animale
qualità
di
ad
ee20%
sui
ilDimetilsolfossido.`
solubilizzazione
il80%
10%
rischio
Dimetilsolfossido
ad
l'azione
Etilico
Glicole
olio,
sulla
o
resta
da
Possiamo
delle
per
dipinti
come
da
esempio
anche
di
una
adeguata."
Etilenglicole
di
Alcool
alcaline
la
utilizzata
di
colla
N
superficie
cui
invariata,"
Colle
eall'interno
tenere
la
rimozione
Etilenico
rischio
l'utilizzo
Metil
è
di
colla
20%
già
si
Morfolina
anche
in
solubilizzazione
migrata
Benzilico.
Benzilico;
rispondere
riduce
sconsiglia
le
animali,
condizioni
descritte,
(come
2pirrolidone;
Xileni;
pigmentata
in
seguenti
per
di
per
In
pittorica
considerazione
di
l'utilizzo
con
euna
di
Si
al
di
una
ildi
prodotti
il20%
l'operatore:
sulla
un
posto
è
oconsolidamento
l'Idrossido
materiale
2,2,2
èconseguenza
una
vernice
così
lasi
almeno
l'uso
delle
Solvent
tutti.
di
(dove
Piridina)
2,2,2
superficie
di
può
di
utilizzata
minore
utilizzo
del
pensato
chimici
dipinti
di
Con
albume,
se
preparazioni
seguire
contaminata
una
NMetil
le
proteico.
non
Gel
pertanto
dla
l'accortezza
o
tossicità
più
èvernice:
di
acide
come
(pur
in
di
ilin
2
dello
un utile di
proce
util
La "controversia" sui Solvent Gels.
Anche queste preparazioni, fin dalla loro comparsa, hanno attratto con 12,16 18 sensi e
critiche.i,9,Queste ultime, in particolare, riguardano la presenza del componente Ethomeen
all'interno delle formulazioni: essendo non volatile, la sua forte ritenzione negli strati interni
potrebbe rappresentare un fattore di degrado per l'opera trattata. Alla base di queste
preoccupazioni c è il dubbio che l'Ethomeen sia efficacemente "legato" all'addensante:
trovandosi in forma libera dentro il gel potrebbe dunque diffondere sotto la superficie.
Una recente tesi di diploma al Vittoria and Albert Museum di Londra" ha esaminato criticamente
la letteratura pubblicata, arrivando alla conclusione che molte di queste critiche sembrano in
realtà essere basate su un intransigente presa di posizione piuttosto che su dati di fatto.
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Da tempo Wolbers stesso proponeva uno studio applicativo approfondito per quantificare l'eventuale pre
Lo studio applicativo consisteva nel trattare con un Solvent Gel composto di Alcool Isopropilico e Alcool
Attraverso precise misure della radioattività rimossa (dai tamponcini di pulitura) e di quella residua (sulla
Per verificare se anche la manualità dell'operatore avesse importanza nel determinare la
quantità di residui, operatori da paesi diversi furono invitati a partecipare. Durante una visita in
Italia, nella primavera del 98, il direttore del laboratorio scientifico del Getty invitò rappresentanti
dall'Istituto Centrale del Restauro di Roma e dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il primo
istituto declinò l'invito, mentre il secondo aderì con la partecipazione di Roberto Bellucci, capo
restauratore del settore dipinti, e gentilmente estese l'invito anche ad uno degli scriventi, Paolo
Cremonesi. Gli altri partecipanti, oltre a Wolbers stesso e al personale del GCI, erano: Aviva
Burnstock dal Courtauld Institute of Art in Londra, Johann Koller dal Doerner Institut in Monaco,
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Katharina Walch'dal Bayerisches Landesamt fiir Denkmalpflege in Monaco, Joe Fronek dal Los
Angeles County Museum in Los Angeles, Mark Leonard dal Getty Museum in Los Angeles, e
Chris Stavroudis restauratore privato in Los Angeles.
Il risultato della lunga e complessa analisi dei tamponcini utilizzati e di frammenti delle superfici
pulite sarà presentato ufficialmente nel 18° Congresso Internazionale" Tradition and Innovation:
Advances in Conservation" organizzato dall'IIC (International Institute for Conservation) in
Melbourne, il prossimo settembre 2000.2 Senza anticipare questi risultati, ci limitiamo a dire che
la quantità di residui trovati è molto bassa, a conferma dell'ottima azione superficiale di queste
preparazioni. Qui vogliamo solo fare alcune considerazioni.
In primo luogo constatiamo ancora una volta l'assenza dell'Istituto Centrale. Assenza tanto più
grave in quanto alcuni rappresentanti di questa Istituzione si arrogano comunque il diritto di
criticare questi metodi con supposta "cognizione di causa", ma senza essere in grado di
avvalorare queste critiche con alcuno studio applicativo.
In secondo luogo vogliamo far notare l'onestà e l'integrità dell'ideatore di questo lavoro, lo
stesso Wolbers. Pensando al nostro Paese ci rendiamo conto quanto sarebbe difficile trovare
quest'imparzialità in molti dei nostri "scienziati" nei confronti di loro "creature"...
In terzo luogo, auspichiamo che questo studio abbia un seguito, e che, finalmente si prendano
in considerazione anche i tradizionali solventi e reagenti per la pulitura. Che si quantifichino, con
la stessa implacabile scientificità, solventi quali la Dimetilformammide e la Butilammina: solventi
il cui uso è ampiamente avvallato dalla tradizione, nonostante si conosca bene l'alto rischio per
l'integrità strutturale dell'opera e per la salute dell'operatore.
Conclusioni
Tra i possibili reagenti utilizzabili per la pulitura di superfici policrome, i Solvent Gels si
distinguono per varie ragioni: per essere stati pensati e formulati in relazione all'uso specifico
della pulitura di dipinti, per la loro efficacia e semplicità di utilizzo, e per la loro marcata azione
superficiale.
Pur essendo di recente introduzione, hanno già alle loro spalle più studi scientifici di qualunque
altra tradizionale controparte. E questi studi dicono che la quantità di residui è trascurabile.
Sono stati espressamente formulati avendo in mente il requisito di massimizzare l'azione
superficiale, e gli studi condotti dimostrano che quest'obiettivo è stato di fatto raggiunto. Di
conseguenza questi reagenti possono occupare a pieno diritto un posto accanto ai più
tradizionali metodi di pulitura di beni artistici. Con la consapevolezza di questa "pari dignità",
questi reagenti sono correntemente utilizzati presso Istituzioni quali l'Opificio delle Pietre Dure di
Firenze, varie Soprintendenze, scuole e centri di formazione, e numerosi laboratori privati.
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Solvent Gels - Info restauro