Anno X - numero
Confederazione
E u r o p e a
dei Sindacati
Indipendenti
1
Venerdì 7 gennaio 2005
Sped. A.P. D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n. 46)
art. 1 comma 1 DCB Roma
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Abbonamento annuale Euro 26,00
La copia si può anche acquistare
nelle nostre sedi Confsal in tutta Italia
Società
Cultura
Lavoro
SETTIMANALE DI POLITICA E INFORMAZIONE SINDACALE
CONFEDERAZIONE GENERALE SINDACATI AUTONOMI LAVORATORI
E-mail: [email protected]
Sito Internet: www.confsal.it
VII CONGRESSO NAZIONALE CONFSAL
Nigi confermato Segretario generale
In un ampio dibattito i delegati tracciano le linee politico-operative della nuova stagione
sindacale che dovrà essere caratterizzata da un forte impegno nazionale ed europeo
l 14 - 15 - 16 dicembre 2004 si è tenuto
presso il Centro Congressi Montecitorio in
Roma il VII Congresso nazionale della Confsal, sul tema “Governare il presente e garantire il futuro: prospettive e sviluppo nella
nuova Europa”.
Hanno partecipato oltre mille delegati provenienti da tutte le parti d’Italia che hanno
affollato l’ampia sala in cui si è svolta la massima assise della Confederazione.
Presenti anche numerosi rappresentanti
delle forze istituzionali, politiche e sociali
nonché delegazioni sindacali nazionali ed europee di Spagna, Russia, Francia, Lettonia,
Ungheria e Germania tutte appartenenti alla
Cesi, Confederazione Europea Sindacati Indipendenti, di cui la Confsal fa parte.
I lavori, dopo il saluto del Segretario generale, Marco Paolo Nigi, sono proseguiti
I
con la nomina della Presidenza nelle persone di Mario Bozzo e Luigi Leone i quali,
preliminarmente, dopo aver comunicato i
dati della Commissione verifica poteri,
hanno dichiarato legittimamente aperto il
Congresso.
Sono pervenuti messaggi augurali da: il
Presidente della Repubblica, il Presidente
del Senato, il Presidente del Consiglio e i ministri Mario Baccini, Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri, Antonio Martino, Altero Matteoli, Giuseppe Pisanu, Lucio Stanca, Giulio
Urbani e i sottosegretari Mario Baldassarri e
Adolfo Urso.
La relazione di Nigi, interamente pubblicata sul nostro giornale n. 45/2004, lungamente applaudita, gli interventi, il dibattito, hanno tracciato gli obiettivi prioritari dell’azione
della Confsal nella sua piena autonomia.
SINTESI DEGLI INTERVENTI
FRANCESCO
CIOFFARELLI
LUCIANO
ISCERI
FRANCESCO
ARACRI
Assessore al Personale - Comune di Roma
Segretario Regionale Confsal Lazio
Problematiche Sociali Regione Lazio
orta il saluto del Sindaco Veltroni impegnato all’estero e, dopo
essersi compiaciuto per
la scelta di Roma per la
celebrazione del Congresso, si sofferma su alcune
problematiche riguardanti il mercato del lavoro, le
imprese e la competitività.
Per affrontare tali temi
è essenziale il ruolo che
svolgono i sindacati.
Per il superamento
N
el suo intervento, dopo
i saluti della Confsal
Lazio, fa riferimento alla validità del tema congressuale
ed evidenzia opportunamente il ruolo centrale della
Confederazione nel confronto con le istituzioni e i risultati positivi ottenuti nei diversi negoziati. Tuttavia è
necessario un ulteriore impegno per potenziare ancor
più la Confederazione a livello nazionale e per rilanciare in maniera più incisi-
M
P
dell’attuale crisi economica è necessario che tutti
facciano la loro parte senza distinzione alcuna con
assunzione di precise responsabilità: Governo e
sindacati ma anche - e
soprattutto - le aziende
che devono impegnarsi
nella ricerca e procedere
speditamente verso un
adeguato sviluppo industriale dal momento che
l’Europa lancia in tale direzione la sua sfida.
va le strutture territoriali.
Evidenzia lo stato di stagnazione in cui versa l’economia nazionale, stagnazione che tuttavia non riguarda il Lazio dove si verifica
una inversione di tendenza
con crescita economica ed
occupazionale.
Isceri conclude esprimendo una valutazione critica su alcune parti della finanziaria che non tutelano
adeguatamente fasce di lavoratori.
ette in luce come
tutte le problematiche che riguardano la vita
del Paese debbano essere
ricondotte ad un corretto
confronto con tutte le organizzazioni sindacali nel
rispetto della pluralità delle proposte che non possono essere, come è accaduto in passato, patrimonio esclusivo della “Trimurti”.
In tal senso Aracri
sottolinea l’importanza
del dialogo sociale in sostituzione della concertazione e evidenzia la necessità che il ruolo del
sindacalismo autonomo
debba essere opportunamente riconsiderato in
un rapporto paritario con
le altre organizzazioni
sindacali.
Solamente in tali condizioni si può parlare di
una “politica politicata”.
a pagina 2 ➧
VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
2/VII CONGRESSO NAZIONALE
SINTESI DEGLI INTERVENTI
VALERIO
SALVATORE
ziaria soprattutto perché tale provvedimento va ad incidere anche sulle assunzioni di
vincitori di concorsi per le quali già esisteva
la copertura economica.
Presidente Cesi
n qualità di Presidente della Cesi porta il
saluto della Confederazione autonoma
europea evidenziando i risultati raggiunti
dalla stessa nel confronto con le istituzioni
europee attraverso quel tavolo di contrattazione costituito sulla base del dialogo sociale. Si chiede: è possibile governare il
presente e governare il futuro in Europa?
Sì, a condizione che i principi che devono
essere istituzionalmente del sindacato assumano una connotazione europea e
principalmente si traducano in una solidarietà europea. Conclude affermando che
la Confsal deve trovare il dialogo con tutte
le organizzazioni sindacali “sfidandole” sui
temi dell’indipendenza, dell’autonomia, del
pluralismo, tutti elementi questi vitali in
una società democratica.
I
GIANNI
ALEMANNO
Ministro Politiche Agricole
sordisce con l’affermare che è necessario istituire una nuova dialettica sindacale rispettosa di tutte le forze in campo.
Critica l’ultimo sciopero, pilotato dalla
triplice, indetto contro la finanziaria perché
si tratta di una protesta politica contro il
Governo. Per Alemanno è un’anomalia, un
caso unico in tutti i paesi occidentali, che si
scioperi contro la riduzione delle tasse. Ritiene necessario dare spazio al sindacalismo
autonomo e in tal senso “bisogna lanciare
un’offensiva di comunicazione”, perché “l’Italia ha bisogno del sindacalismo autonomo”. Sul rinnovo dei contratti del pubblico
impiego afferma che il suo partito, Alleanza
Nazionale, si è impegnato fortemente pur in
un momento difficile per ottenere maggiori
stanziamenti in finanziaria e tale impegno
proseguirà perché vengano reperite ulteriori
risorse. La vertenza sui contratti deve essere chiusa al più presto specialmente ora che
il nuovo Ministro della Funzione Pubblica,
Baccini, è “un politico autentico”.
Esprime infine attenzione per i lavoratori
della Banca d’Italia e del sindacato autonomo Falbi-Confsal che li rappresenta.
E
LEARCO
SAPORITO
Sottosegr. Funzione Pubblica
videnzia puntigliosamente il ruolo del
pubblico impiego indispensabile per
dare risposte adeguate ai cittadini e ad un
Paese in linea con i processi di modernizzazione. Il Governo, a suo parere, ha l’obbligo
di porre al centro della propria politica la
massima attenzione per una adeguata ma
anche doverosa valorizzazione della pubblica amministrazione. Ciò non si è verificato
con il dovuto impegno in occasione anche
dei rinnovi contrattuali.
La valorizzazione del personale dello
Stato passa anche dall’impiego di risorse finanziarie adeguate, mentre quelle presenti
in finanziaria per molti versi non sono sufficienti. Proprio per modificare tale situazione
Alleanza Nazionale si è mossa con tempestività ed insistenza realizzando positivi risultati per lo stanziamento di nuove risorse
che tuttavia non risultano ancora sufficienti. Esprime una valutazione non positiva
per il parziale blocco del turn-over in finan-
E
CARMINE SANTO
PATARINO
spinte di natura partitica. La Confsal è
una Confederazione che opera soltanto
nell’interesse dei lavoratori e, più in generale, del mondo del lavoro.
Parlamentare
GIUSEPPE
VALDITARA
Commissione Scuola Senato
salta il valore della Confsal quale sindacato libero da radicalismi ideologici.
La Confsal è notevolmente rappresentativa tanto da essere la terza Confederazione
nel pubblico impiego. Respinge l’immagine
di un Paese, il nostro, “dove tutto va male”.
Richiama puntigliosamente le battaglie condotte insieme allo Snals-Confsal sulla riforma scolastica, contro il taglio degli organici
e per il contratto di lavoro del personale della scuola. Anticipa che Alleanza Nazionale
presenterà una proposta forte per risolvere
il problema del precariato scolastico che è
ormai intollerabile. Si sofferma ad illustrare
l’importanza della funzione del pubblico impiego che va ancor meglio motivato e adeguatamente retribuito per rispondere ad
una moderna concezione del pubblico dipendente.
E
TERESIO
DELFINO
Sottosegr. Ministero Agricoltura
ostiene che la strada maestra nei
rapporti con il sindacato deve passare da confronto, concertazione, dialogo.
In questo modo sarà possibile trovare
sempre soluzioni condivise ed evitare i
contrasti. Considera strumentale e politico lo sciopero attuato dalla triplice
confederale.
S
GIOVANNI
BATTAFARANO
Commissione Lavoro Senato
enuncia la fase di declino industriale
del Paese, che va superata. Avverte la
necessità di una riforma degli ammortizzatori sociali e di una attenzione adeguata per
i lavoratori precari. È opportuno governare
la flessibilità ed evitare la precarietà.
Un interesse forte va indirizzato ai giovani per il superamento delle difficoltà che essi trovano nel mercato del lavoro. Esprime
un giudizio negativo per quella parte della
finanziaria che colpisce i lavoratori agricoli.
È necessaria una maggiore coesione sociale. Conclude evidenziando come la crisi
economica possa essere superata attraverso incentivi alla competitività e alla ricerca.
D
LUCIANO
D’ULIZIA
Presidente Unci
one in evidenza la funzione delle imprese cooperative indispensabile per il superamento della recessione. Esprime un
giudizio molto critico sulla finanziaria, condanna il ruolo monopolistico dei sindacati
confederali e nel contempo avanza critiche
al Governo attuale e a quelli passati che
non hanno tenuto conto delle proposte dell’Unci. Auspica un’intesa, in nome dell’autonomia, con la Confsal per progetti efficaci
per il lavoro e per lo stato sociale.
P
Considera la Confsal una Confederazione che tutela realmente i lavoratori
con decisione e serietà.
È un interlocutore valido. Altrettanta
serietà chiede agli altri interlocutori a
partire da Confindustria, che oltre a lanciare grida di allarme, deve impegnarsi a
produrre in Italia.
GUIDO
FANTONI
Presidente Aran
sprime apprezzamento per la Confsal,
quarta Confederazione dell’intero mondo del lavoro, specialmente per i contributi
positivi forniti per i contratti del pubblico
impiego. La Confsal, sottolinea Fantoni, è
“una Confederazione generale perché spazia nel pubblico e nel privato” e ha la “dignità di pensare senza nessun legame”.
Il Paese deve andare avanti e pertanto,
a breve, si aprirà il confronto sul rinnovo
dei contratti del pubblico impiego e l’augurio è che si possa concludere positivamente. Compito del sindacato è la firma dei
contratti.
E
FRANCESCO
BOSI
Sottosegretario Ministero Difesa
videnzia come la Confsal sia soggetto
aggregante del sindacalismo autonomo.
Sottolinea l’attenzione del Governo per la
Confsal che è Confederazione veramente
autonoma e difende gli interessi complessivi
dei lavoratori che sono poi quelli del Paese.
La Confsal, per Bosi, va ancor più apprezzata perché è “la coscienza critica nel
panorama sindacale”. Conclude il suo intervento augurando la crescita della Confederazione saggiamente guidata da Nigi.
E
DOMENICO
BENEDETTI VALENTINI
Presidente Commissione Lavoro
videnzia come il sindacalismo autonomo sia stato tenuto in considerazione e
come sia stato consultato; lo potrà essere
ancor di più in futuro per la validità delle
proposte, soprattutto per il riconoscimento
del “merito” nei contratti, per la lotta al lavoro nero e a quello sommerso, per l’impegno dimostrato nella richiesta dell’aggancio
delle pensioni alla dinamica salariale.
Per Valentini “il sindacalismo autonomo
è un valore costituzionalmente riconosciuto”. Esalta la logica del confronto che deve
essere libero da qualsivoglia ideologismo e
in tale ottica vanno valorizzate tutte le rappresentanze.
E
GUIDO
MILANESE
Parlamentare
ivendica alla Confsal la capacità di
agire autonomamente e senza fini o
R
GRAZIA
SESTINI
Sottosegretario Ministero Lavoro
sprime un giudizio fortemente positivo
sul valore dell’autonomia di cui si sostanzia la Confsal. Evidenzia la necessità
di un’ulteriore valorizzazione delle professionalità dei pubblici dipendenti ed, in particolare, del personale della scuola. Condivide “le delusioni del sindacato” per certe
mancate risposte evidenziando, comunque,
l’attenzione del Governo per una riqualificazione complessiva del personale e per la
valorizzazione delle carriere. Critica la concertazione perché, di fatto, “ha ingessato il
sistema”. Individua la crescita economica
del Paese nella scommessa sul nuovo mercato del lavoro sottolineando però come la
legge Biagi trovi ostacoli anche da parte di
talune amministrazioni.
E
ELIO
TORTORA
Dir. Gen. Presidenza del Consiglio
pprezza l’impegno della Confsal a favore dei lavoratori e, in particolare,
del ceto medio che attualmente paga il
prezzo più alto della crisi economica.
A
VALENTINA
APREA
Sottosegretario Pubblica Istruzione
videnzia la funzione del sindacato autonomo nella vita del Paese, ne esalta la
libertà decisionale, avvertita anche dal Governo, di scelte non condizionate da interessi marcatamente politici.
Pone l’accento sulle difficoltà dell’attuale
momento politico che si evince anche dalle
manifestazioni di contestazione chiaramente strumentalizzate, contro un provvedimento - la riduzione delle tasse - che va invece considerato molto positivamente.
La presenza della Confsal è di grande rilevanza perché alternativa al monopolio triconfederale e per la capacità progettuale
che ha sempre dimostrato.
E
CARLO
GIOVANARDI
Ministro Rapporti col Parlamento
i sofferma sulla complessità dei sistemi
istituzionali e su ben precise sue anomalie. Condivide un confronto serrato con
le organizzazioni sindacali ma è contrario
all’uso politico della protesta sottolineando
come l’ultimo sciopero contro la riduzione
delle tasse, pilotato dalla Cgil, altro non è
stato che un attacco frontale al Governo.
Esprime alcune critiche sul dibattito politico attualmente in corso nel Paese che
non sempre è ricondotto ad interessi generali. Giudica positivamente l’operato della
Confsal che in nome dell’autonomia ha intrapreso significative battaglie a difesa dello
stato sociale, delle famiglie e dei diritti dei
lavoratori.
S
VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
VII CONGRESSO NAZIONALE/3
SINTESI DEL DIBATTITO
ANTONIO
ACQUAVIVA
à un giudizio positivo sulla relazione
del Segretario generale sia in ordine
alle problematiche che coinvolgono il
mondo del lavoro sia rispetto alle proposte avanzate per il potenziamento delle
strutture centrali e periferiche della
Confsal.
Soprattutto in periferia – ha detto –
occorre rilanciare la mentalità confederale ricercando una maggiore collegialità.
Si prospetta un quadriennio di intenso lavoro che porterà certamente ad una
maggiore affermazione della Confsal, nel
lavoro pubblico e privato.
Infine suggerisce di modificare, sia
pur nel tempo, le norme statutarie portando le Federazioni di categoria ad eleggere – e non più a designare – i delegati
al prossimo Congresso e i propri rappresentanti negli organismi provinciali, regionali e nazionali.
D
GIOVANNI
MARTINELLI
Certamente, afferma, tutta la Segreteria generale ha dato un forte contributo
per far divenire la Confsal una vera Confederazione ma, certamente senza la regia e il coordinamento sapiente e capace
di Marco Paolo Nigi non avremmo ottenuto i risultati attuali nel giro di pochi
anni. Nigi è riuscito a concretizzare un
processo che nei sistemi qualità è certamente il più arduo: cambiare la mentalità agli operatori.
Dove gli operatori sono, in questo caso, i responsabili delle Federazioni aderenti alla Confsal.
Tra le Federazioni si è creato uno spirito di collaborazione, di “mutuo soccorso” precedentemente carente.
Certo non tutti gli obiettivi sono stati
centrati, la costituzione di un vero Polo
Autonomo per raggruppare sotto la bandiera della Confsal le varie e variegate sigle sindacali non è stato raggiunto, anche se l’impegno è stato profuso. Vincere
la logica del proprio orticello non è facile,
ci sono Confederazioni Autonome (così si
definiscono) con meno di trecento associati che pure privilegiano l’isolamento.
Comunque l’obiettivo di raggruppare
tutti gli autonomi sotto un’unica bandiera
non va abbandonato, è il nostro futuro, è
un nostro dovere, è una strategia politica
importante che dobbiamo concretizzare
per costituire una vera alternativa ai sindacati unitari di Cgil – Cisl – Uil.
Dopo il referendum abrogativo dei
commi a) e b) dell’art. 19 della legge
300/90, anziché ridimensionare il potere
delle Confederazioni Unitarie, come nelle
intenzioni dei proponenti del referendum, queste hanno ottenuto quasi l’esclusiva nella contattazione in molti
comparti del privato impiego.
Siamo noi che abbiamo visto crescere
le difficoltà di rappresentare i lavoratori.
Anche in realtà dove raggruppiamo il
90% della forza lavoro (vedi ferrovie sud
est di Lecce) siamo emarginati e impegnati in continue denunce all’azienda
per farci valere.
Non serve avere il 5 o il 10% della
rappresentanza. L’azienda, tramite l’associazione datoriale cui aderisce, è libera
di scegliere, naturalmente previa consultazione con Cgil – Cisl e Uil.
L’ostatività della Cgil, nei nostri confronti ha raggiunto punte inimmaginabili.
Cofferati ricorre alla magistratura perché
non ci ritiene rappresentativi nel comparto
trasporti… e perde, Epifani pone il veto alla
firma Confsal sul CCNL delle attività ferroviarie e per la prima volta Confindustria
(per non dispiacerlo) firma con un sindacato di categoria… lo Sma-Fast.Confsal. Come Confsal dobbiamo, su questo, dare più
impulso e visibilità a chi rappresenterà l’area del Privato Impiego, occorre che lo
Snals-Confsal faccia un piccolo sacrificio e
mandi, in sua vece, a palazzo Chigi, insieme al Segretario generale, il Coordinatore
dell’area del Privato Impiego.
È bene e giusto che Montezemolo e le
altre rappresentanze datoriali vedano e
inizino i rapporti con tale Coordinatore altrimenti continueremo a sprecare importanti opportunità.
CALOGERO
NAPOLI
fferma che bisogna dotare le strutture provinciali Confsal di una disponibilità economica nei modi d’erogazione e nella quantità da decidere e
di un monte ore di permessi sindacali
da poter destinare ai componenti degli
organi statutari Confsal provinciali.
Bisogna fare in modo che tutte le
Federazioni presenti ed operanti nella
provincia di appartenenza partecipino
obbligatoriamente ai lavori del Consiglio provinciale e quant’altro.
A
SILVANA
DE LUCA
a domanda principale che si pone è se
i sistemi scolastici (pubblico - privato)
siano in antitesi tra loro e possono pregiudicare la qualità stessa della scuola.
Condivide l’idea del pluralismo dei
soggetti dell’offerta scolastica purché
vengano garantiti i controlli, gli standard
qualitativi comuni nell’ambito di un sistema unico di istruzione pubblica in
cui si potrà parlare di un sistema scolastico integrato nel quale bisognerà tenere presente e garantire la qualità della
scuola, la tutela del personale, un piano
generale di interventi a favore di tutta la
scuola (in primis quella statale) come asse portante di tutto il sistema, i criteri
più puntuali per il riconoscimento della
parità e i relativi controlli, una riduzione
percentuale della retta a carico della famiglia in proporzione al contributo che è
a carico dello Stato.
In tal senso il sistema scuola non dovrà essere più isolato ma si dovrà collegare agli altri sistemi, alle altre istituzioni presenti sul territorio (EE.LL., Sanità,
Vigili del Fuoco).
L
DOMENICO
GERIA
ingrazia i Segretari di tutte le Federazioni e della Confsal della Liguria, con i quali, grazie alla loro disponibilità, si è creato quel rapporto
di sinergia che sicuramente porterà
ad una crescita sia della Confederazione sia delle Federazioni.
Al fine di effettuare una programmatica attività sindacale sul territorio, afferma che sarà necessario mettere in grado i Segretari Provinciali e
Regionali di lavorare fornendo loro i
mezzi e le risorse necessarie. Risorse
economiche, risorse in termini di esoneri, tali da poter organizzare con i
R
dovuti mezzi, (carta da lettera, fax,
bandiere, distinti dalla sede ospitante), in modo da veicolare l’impegno
Confsal verso l’esterno, verso le Amministrazioni, gli amministratori locali, i mass media.
In questa nuova organizzazione,
precisa Geria, non dovrà mancare la
parte dedicata ai servizi, che rispetto a
quattro anni fa è sicuramente migliorata, ma che risulta ancora in certi
punti da perfezionare e da integrare.
Gli stessi, una volta messi a punto
dovranno essere fortemente pubblicizzati attraverso le Federazioni, in maniera da portare a nuove adesioni legate non solo alla politica sindacale
della Confsal. Nuove adesioni che si
potranno ottenere anche, con l’impegno di tutti, attraverso un proselitismo di scambio tra le varie federazioni regionali, utilizzando il metodo della ricognizione tramite il sondaggio di
opinione, teso a conoscere se l’iscritto
Snals ha il parente, l’amico, il vicino
che lavora in sanità, in un ministero
o in un ente locale e attraverso lui
farlo avvicinare alla nostra Confederazione e farlo iscrivere.
Nell’ottica di portare contributi di discussione aggiunge che sarà importante
creare un maggior filo diretto tra la periferia ed il centro, magari attraverso riunioni organizzative dei quadri.
Un passaggio obbligato, conclude,
sarà sicuramente l’organizzazione di corsi per dirigenti sindacali Confsal per le
RSU, magari attingendo a contributi nazionali od Europei, al fine di portare
nuova linfa alla Confederazione.
GIUSEPPE
MARZULLO
ivolge ringraziamenti al tavolo della Presidenza ed al Segretario generale Marco Paolo Nigi.
Affronta tre specifiche questioni:
a) La visibilità ed il momento comunicativo della Confsal. Elenca le
tante e diverse iniziative messe in atto
in Provincia di Milano che hanno portato lustro e notorietà alla Confederazione.
b) La semplificazione della sigla
sindacale abolendo tutte le voci che
esistono in ambito Confsal per virgolettare la sola sigla confederale accompagnata dal comparto. Ad esempio si parlerà solo di Confsal Sanità o
Confsal Poste.
c) Il problema del finanziamento
delle sedi periferiche e della Confederazione.
R
SANTI
TURCHERIA
a legge Biagi di cui tanto si parla e
che condivide prevede l'inserimento
prima dei contratti co.co.co. e poi dei
contratti a progetto e part-time che devono avere tutti un carattere a tempo,
provvisorio, pianificato, regolato. Ciò deve essere visibile controllabile tangibile e
condiviso. Lasciare che il sia il singolo
soggetto, il singolo lavoratore a contrattare la prestazione di mano d’opera offende e annulla l’azione sindacale.
Precisa che il giovane chiede di essere formato anche su più tipologie di lavoro, ma poi occorre una certa stabilità
che di fatto consente la formazione della
famiglia e pone le condizioni per crearla.
Prosegue affermando che c’è una sot-
L
tile strategia politica che destabilizza il
sindacato e il mondo del lavoro per farsi
portatrice di un liberismo esasperato e demagogico che se si instaura e supera lo
scoglio della credibilità annullerà l’azione
sindacale e di fatto tutti i contratti di lavoro. Per questo chiede la difesa incondizionata dei contratti di lavoro, tipologia per
tipologia senza deroghe e senza compromessi, difesa incondizionata sull’applicazione del CCNL che deve essere valido per
tutto il territorio nazionale senza eccezioni
o quant’altro. Sono e saranno i contratti a
far sì che si possa governare il presente e
garantire il futuro. Il che è il primario interesse del lavoratore.
LETIZIA
GIELLO
iudica complessa, profonda e calcolata nei tempi la relazione del Segretario generale. In essa si ritrovano gli
obiettivi che la Confsal persegue da tempo con forza, ma che, approfonditi alla
luce degli ultimi eventi e proiettati verso
il futuro “sognato”, assumono un nuovo
impulso per noi tutti.
Si sofferma su tre punti della relazione:
1. La Confsal, è vero, è nata da “uno
stato di necessità” e questo, apparentemente, è il suo tallone di Achille. Se riflettiamo, però, sulle ragioni che hanno
spinto le Federazioni autonome a cercare un’unica grande casa, rinveniamo
quel collante che è stato il punto di forza del sindacalismo autonomo: la consapevolezza di garantire con la nostra
presenza il pluralismo sindacale e, più
in generale, il rafforzarsi della democrazia nella nostra società.
Al ricostituito Comitato Inps della Regione Emilia-Romagna la presenza della
Confsal, anche se i confederali mantengono una buona postazione, sarà feconda di cambiamenti, di provvedimenti più
rispettosi dei bisogni dei lavoratori, perché i confederali dovranno confrontarsi
con noi e non potranno ignorare le argomentazioni portate dalla Confsal.
2. La “reductio ad unum” del mondo
sindacale autonomo si è interrotta, ha
sottolineato il Segretario generale non
senza rammarico, ma non poteva essere
diversamente.
La Confsal, dopo aver aggregato molte nuove Federazioni, ha avuto bisogno
di un periodo di assestamento. Quando
si diventa più grandi, sorge la necessità
di ricompattarsi, per ricominciare più
agguerriti di prima.
3. Il rilancio delle strutture periferiche è urgente, inderogabile; rilancio che
non potrà esserci se le Federazioni non
daranno il loro contributo sia direttamente a livello locale sia indirettamente
aumentando la quota da assegnare alla
Confederazione per ciascun iscritto.
Non si può continuare a gravare solo
sulle possibilità economiche dello SnalsConfsal. È tempo, se vogliamo puntare
ad una crescita nel settore privato, che
tutte le Federazioni abbiano un ruolo
importante nella grande casa Confsal
con diritti, doveri e responsabilità.
G
ANNA
MASSAZZA
ichiama opportunamente alcune
considerazioni emerse nel corso del
dibattito, sottolineando un’immagine
R
segue ➧
VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
4/VII CONGRESSO NAZIONALE
SINTESI DEL DIBATTITO
EMILIO
FATOVIC
ottolinea l’importanza del VII Congresso
della Confsal e dei suoi 25 anni di vita
sindacale; una Confederazione fortemente
rappresentativa nel pubblico impiego e nel
privato alla quale aderiscono più di 40 Federazioni.
La Confsal è la quarta Confederazione
nel mondo sindacale e rappresenta una
realtà forte e radicata. Evidenzia i processi
di un cambiamento positivo con il contributo di tutti i quadri sindacali e con le indicazioni di Nigi e delle sue capacità pragmatiche. Richiama l’intervento di Alemanno
relativamente all’importanza del sindacalismo autonomo quale soggetto politico di
pluralismo democratico in antagonismo al
monopolio triconfederale.
Alcuni punti della relazione del Segretario generale, sottolinea ancora Fatovic,
tracciano un progetto politico-sindacale di
notevole spessore per la capacità di saper
leggere le politiche del lavoro e del sociale in
chiave moderna in una società complessa
e con rapidi mutamenti.
S
➧ della Confsal in ascesa e con capacità di influenza ed estensione in diversi
settori del mondo del lavoro sia pubblico che privato.
Evidenzia l’importanza della Confederazione facendo riferimento agli interventi dei rappresentanti delle forze politiche ed istituzionali presenti al Congresso.
La Confsal, sottolinea Massazza, si
pone in alternativa alla Triplice confederale e trova il suo valore fondante nell’autonomia e nella capacità progettuale.
È un orgoglio che va custodito e
continuamente alimentato.
La Confederazione, sottolinea ancora,
deve sapere accettare le sfide che vengono dal mondo del lavoro soprattutto in
presenza della globalizzazione e della caduta delle barriere doganali e dei dazi.
Auspica il rafforzamento delle realtà
territoriali, regioni e province, in funzione anche di un federalismo che assegna a tali realtà uno spessore decisionale importantissimo e che incide
profondamente nel territorio.
Il confronto con le istituzioni assume
connotati particolari in quelle regioni a
statuto autonomo quale è appunto la
Sardegna.
FRANCO
GIANCARLO
ichiama con opportune riflessioni alcuni punti della relazione del Segretario generale Nigi, sottolineando il valore dell’autonomia della Confederazione
da qualsivoglia schieramento politico e
la capacità propositiva nei confronti delle linee sindacali da perseguire.
Sottolinea l’importanza delle politiche
della sicurezza nazionale nella vita del
Paese e la conseguente necessità di valorizzare e qualificare maggiormente i Vigili
del Fuoco. Esprime un giudizio positivo
sulla centralità del sindacato Vigili del
Fuoco-Confsal che si è realizzato nell’ambito del DL di trasformazione del rapporto
di impiego in regime pubblicistico.
Sottolinea ancora l’importanza della
Confederazione nel fornire una efficiente
copertura a tutte le politiche del sindacato impegnato nel prossimo futuro ad
un’attenzione particolare nell’applicazione dei decreti delegati dello stesso DL e
nelle complesse politiche del sistema di
protezione civile italiano.
Evidenzia l’impegno di tutti i quadri
sindacali per un ulteriore rafforzamento
della Federazione e conseguentemente
della Confederazione.
R
SEBASTIANO
CALLIPO
ondivide in pieno la relazione del Segretario generale nella quale riscontra anche il coraggio di una corretta autocritica.
Sostiene che la Confederazione può
ulteriormente crescere implementando
la strategia dei servizi per supportare la
periferia, eliminando gli individualismi
associativi, con l’obiettivo di concretizzare il condiviso valore del dialogo sociale,
senza commistione di ruoli.
Gli obiettivi di cui sopra comportano
la militanza di uomini particolarmente
motivati, pregni di spirito di servizio, all’altezza del compito che li attende.
I diversi obiettivi, parzialmente non
conseguiti, vanno riconfermati, specie, in
particolare, bisogna dire no alla concertazione, alla cultura del ritardo dei rinnovi
contrattuali, alla destrutturazione dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, alla
perdita del potere di acquisto dei salari
dei lavoratori dipendenti, ai risparmi ottenuti sacrificando i lavoratori pubblici.
Circa la tutela primaria dei diversi diritti
dei lavoratori, sollecita la lotta al caro vita, la riforma degli ammortizzatori sociali
ed il riordino della materia lavoristica,
sensibilizzando i settori più sani della politica sull'esigenza di combattere, ma seriamente, l’evasione fiscale, il lavoro sommerso ed il lavoro minorile.
Prosegue affermando che il presente
ed il futuro impongono tempestive rivisitazioni interne dell’organizzazione, un rilancio della collegialità delle decisioni ed una
rete organizzativa che coadiuvi la nascita
di un polo sindacale alternativo a quello
Confederale, per la realizzazione del quale
occorrerà progettare efficaci strategie all’interno, comunque, di una politica solidaristica, governata da una Confederazione moderna, quale deve essere la Confsal,
nell’ambito di un consequenziale potenziamento degli uffici centrali.
Si dichiara convinto, infine, che la
Confsal debba e possa essere un “evento”, che dovrà inserirsi attivamente fra la
dialettica politica e le parti sociali, distinguendo le problematiche ideologiche
da quelle sindacali, per dare nuovo spazio al sindacalismo confederale autonomo, laddove strumentale a tale evento
dovrà essere l’attivazione di una capillare campagna di comunicazione che faccia conoscere meglio i valori, la realtà e
l’alternatività del sindacalismo autonomo, riempiendo quegli spazi, sino ad oggi negati, all’interno delle Istituzioni.
C
ANTONIO
PARISI
fferma che nel campo della sanità il finanziamento è il principale elemento su
cui oggi si interviene, con il primo obiettivo
di contenere la spesa più che migliorare il
servizio. Questa è la prima criticità del sistema; non è possibile contrarre la spesa
sotto un livello in cui si evidenziano grossolani scompensi assistenziali. Di fatto la spesa sanitaria va finanziata opportunamente
altrimenti scatta la regola che quando l’economia si risana tutto il resto si ammala.
Si sofferma su un parallelo tra sanità
privata e pubblica rilevando che non è
ammissibile che la prima si orienti verso
settori ad alta redditività e la seconda debba solo gestire operazioni in perdita (pronto soccorso, servizi di rianimazione, servizi
di chirurgia protesica e quant’altro). Questo sistema va totalmente rivisto se si vuole certezza di salute nel tempo con un sistema che possa durare senza collassarsi
e senza chiedere alle fasce più deboli
esborsi economici insostenibili. Si impone
un sistema di autofinanziamento slegato
una volta per sempre, dall’incubo dei tagli
di spesa sanitaria.
Passando poi a parlare degli obiettivi
economici della categoria Parisi evidenzia
come questi siano importanti e non possano essere disattesi, ma è altrettanto ovvio
che in un momento di congiuntura finanziaria particolarmente sfavorevole, l’obiettivo non possa essere prevalentemente economico ma strategico, debba guardare lontano restituendo al Medico la centralità del
ruolo che deve avere nella sanità pubblica e
A
la dignità professionale che in passato ne
ha contraddistinto la figura.
Questo processo passa attraverso
una revisione della Sanità pubblica
dove il nuovo contratto può essere uno
degli strumenti per attuare ciò, assieme a nuove norme che limitino lo strapotere dei Direttori generali.
Conclude affermando che l’obiettivo
strategico deve essere quello dove non si
parla solo di retribuzione ma di buon funzionamento delle aziende sanitarie e di una
Dirigenza che diriga veramente e che sia
partecipe in questi processi.
ROBERTO
DI MAULO
a relazione di Nigi, largamente condivisa
e apprezzabile, pone al suo centro riflessioni che considera centrali e che devono
essere sviluppate e condivise. Ad esempio
la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Qui il ruolo della Confsal è centrale; come sindacato autonomo non ci si
può attardare a difendere posizioni corporative o reclamare il ritorno di istituti superati come la scala mobile. Ciò è fondamentale soprattutto perché aiuta ad affermare la posizione della Confsal come
Confederazione generale del lavoro, soprattutto in direzione di rapporti organici e migliori con la Confindustria: la globalizzazione che impone un approccio
più flessibile e con una maggiore velocità nel sistema di relazioni sindacali
che deve essere vissuto come una risorsa e una opportunità e non un vincolo.
Puntualizza che l’autonomia dai partiti
significa non avere governi amici o nemici
perché i governi vanno giudicati per quello
che fanno.
A tal proposito precisa che il Governo
attuale ha perso il suo abbrivio riformatore
manifestato all’inizio della legislatura con il
Patto per l’Italia e con la Legge Biagi. Afferma che occorre dare nuova linfa al dialogo
sociale che è stato vanificato dai veti della
triplice confederale con i quali ha impedito
di rivedere l’accordo del luglio 93.
Propone l’applicazione dell'articolo 34
della Costituzione per garantire correttamente rappresentanza e rappresentatività.
L
ACHILLE
MASSENTI
sprime in premessa la piena condivisione alla relazione del Segretario generale. È ormai patrimonio di tutti noi il
ruolo determinante della Confederazione
su tutte le tematiche del lavoro, ma in
particolare su quella previdenziale.
È, infatti, il necessario elemento di
equilibrio e di mediazione di interessi e
E
segue ➧
VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
VII CONGRESSO NAZIONALE/5
SINTESI DEL DIBATTITO
➧ bisogni che potrebbero sembrare
contrapposti a quelli dei lavoratori in
servizio e in pensione e del privato e
pubblico impiego.
Il tema del Congresso Confsal ben si
addice alle tematiche previdenziali ove si
devono affrontare i problemi di chi è già in
pensione e di chi, in attività di servizio,
sarà comunque domani in quiescenza.
Per i pensionati, nell’immediato, si
deve tutelare e migliorare il potere d’acquisto delle pensioni e ne va garantito,
in prospettiva futura, l’adeguamento al
costo reale della vita nonché un adeguamento alla stessa dinamica salariale in
forme da definire con tempestività anche
attraverso il superamento del “patto del
‘93” non sottoscritto dalla Confsal.
Dobbiamo però anche impegnarci,
precisa Massenti, nel trovare una soluzione concreta alle esigenze di perequazione di alcune situazioni pensionistiche
particolarmente penalizzanti per molti
pensionati, per lo più tra i più anziani.
Sempre stando sul tema previdenziale, con riferimento ai lavoratori “in servizio” si deve prestare estrema attenzione
agli snodi determinanti in atto.
Ne cito due:
- l’attuazione della delega previdenziale nella cui stesura finale non vanno
sottaciuti i successi dell’azione della
Confsal, cioè la certificazione, la possibilità di estensione del “superbonus” anche ai dipendenti pubblici, l’attuazione e
il differimento dell’innalzamento dell’età
pensionabile.
La Confsal è oggi impegnata per la
concretizzazione degli impegni a garanzia
dei lavoratori e per migliorare gli aspetti
non condivisibili, primo fra tutti l’attenuazione e una miglior gradualità nell’attuazione del gradone aperto per il 2008;
- l’attivazione del secondo pilastro
previdenziale, quello della pensione integrativa, che già deve essere aggiuntiva e
non sostitutiva di quella “obbligatoria”.
Riguardo ai fondi pensioni si devono
realizzare tutte le tutele per i lavoratori e
la migliore, ma garantita, redditività dei
loro versamenti.
Ovviamente tutti questi temi, come
altri, con occhio attento allo scenario
europeo, ormai di riferimento obbligato
per tutti gli Stati aderenti.
Massenti precisa poi che si deve sempre tenere presente che l’attenzione e il
riconoscimento della Confsal si è ottenuto perché ci si è sempre mossi attenti
alle reali necessità dei lavoratori e pensionati con proposte autonome e originali, sempre scevri da qualsivoglia pregiudizio ideologico, ma anche attenti alla
fattibilità delle proposte, a volte proponendone l’attuazione con la necessaria
gradualità, senza mai cadere nella demagogia.
Conclude ribadendo che per fare
sempre più grande la Confsal, e con la
Confederazione tutte le Federazioni aderenti, bisogna continuare ad operare in
piena autonomia, rafforzando sempre
più le capacità di proposta e operando
in piena sinergia non solo al centro ma
anche e soprattutto sul territorio, tra
tutte le Federazioni.
CARLO
CIANCIO
ileva un grosso salto di qualità dalla
vecchia alla nuova Segreteria generale della Confsal. Il cambiamento di dirigenza era stato dallo stesso sollecitato
da tempo tanto che sin dal 2000 aveva
chiaramente richiesto un cambiamento
di rotta politica.
R
Era necessario ascoltare di più le Federazioni grandi e piccole per far crescere la Confsal, cosa questa che si è verificata appunto con la nuova Segreteria
generale e che è più visibile nell’ultimo
biennio.
La Confsal, conclude, esprime ancora
una volta il Presidente della Cesi in Valerio Salvatore e questo rappresenta un
ulteriore riconoscimento della Confederazione nell’ambito europeo.
CARLO
DRUSIANI
à particolare rilievo a due punti: 1.
Scala Mobile. Per salvaguardare il
potere d’acquisto dei dipendenti in attività di servizio, è bene ripristinare una
forma di “scala mobile”, per adeguare
le retribuzioni annualmente, alle variazioni effettive del costo-vita.
Già il Congresso del 2000 aveva approvato all’unanimità in tal senso un
apposito Ordine del giorno.
Nel corso di quest’anno la stampa
quotidiana di vario orientamento ha già
denunciato che “torna la nostalgia della
scala mobile”;
Nostalgia che si riscontra in parte
anche nella Triplice confederale.
La relazione di Nigi opportunamente, pone tra gli obiettivi “un adeguamento delle retribuzioni almeno al tasso dell’inflazione reale”.
2. Pensioni e dinamica retributiva.
Come affermato ripetutamente in sentenze della Corte Costituzionale, con
richiamo degli articoli 36 e 38 della
Costituzione, la pensione è “retribuzione differita”, perciò è opportuno un
adeguamento al trattamento economico dell’attività di servizio.
La richiesta della Confsal, risalente
al 1981, di “aggancio percentuale alla
dinamica retributiva”, è stata recentemente convalidata implicitamente
dall’impegno assunto dal Governo per
bocca di Maroni, con l’O.d.g. Biondi Nan approvato all’unanimità dalla Camera per risolvere il problema delle
“pensioni d’annata”: “....... prevedere
forme di adeguamento dei trattamenti
pensionistici, con riferimento anche
alla dinamica delle retribuzioni dei lavoratori”.
È una soddisfazione personale aver
sentito affermare tale esigenza, a questo Congresso, anche dal competente
onorevole Benedetti Valentini, Presidente della Commissione “Lavoro”. Richiesta esistente in un documento
della sola Confsal alla Commissione
stessa.
D
DOMENICO
DE GRANDIS
n un contesto politico-economico come quello attuale ha ancora senso un
sindacato autonomo? La risposta a tale
interrogativo, sostiene De Grandis, deve
essere affermativa.
Dopo un’ampia disamima del momento economico che sta attraversando
il Paese e delle difficoltà dei lavoratori
aggravatesi con l’ introduzione dell’euro,
affronta in chiave critica i contenuti della finanziaria 2005.
Afferma che il finanziamento della
riforma delle aliquote fiscali con i fondi
destinati ai rinnovi dei contratti dei pubblici dipendenti, la riduzione dei trasferimenti agli EE.LL. ed il conseguente ridimensionamento dello Stato Sociale debbono trovare in sede confederale risposte coerenti, convincenti e differenziate
rispetto al generale contesto sindacale.
E nel progetto Confsal tutto questo è
previsto.
Per quanto poi attiene il comparto
degli enti locali, è semplicemente impensabile che il trasferimento di tante e rilevanti competenze possa avvenire in costanza del blocco delle contrattazioni e
delle assunzioni.
Rileva infine la necessità che, accanto
alla tutela del lavoratore subordinato di
ruolo a tempo indeterminato, l’azione sindacale debba essere estesa anche a favore di quelle categorie di lavoratori a termine, a progetto, ex co.co.co., interinali, non
di ruolo comunque denominati, ma ricompresi nell’ambito del precariato.
Le pubbliche amministrazioni non
possono accomunarsi ai privati nel ricorso ormai costante al lavoro precario
al quale consegue solo una vita precaria, senza garanzie, senza diritti, senza
futuro.
I
RENATO
PLAJA
remesso che l’intervento viene fatto come Segretario generale Unsa-Confsal e
non come vice segretario generale Confsal,
nella considerazione che un componente di
segreteria non può esprimere valutazioni
sulla relazione del Segretario generale,
avendola già discussa e condivisa in quella
sede. Vorrei solo richiamare all’attenzione
dei delegati congressuali che l'Unsa e lo
Snals sono le Federazioni che 25 anni addietro hanno fondato, con felice e storica
intuizione, la Confsal. Vorrei aggiungere
ancora che l’Unsa celebra il prossimo 31
P
dicembre 2004 il cinquantenario della sua
costituzione, avvenuta appunto il 31 dicembre 1954.
L’Unsa è oggi la Federazione presente in
tutti i tavoli della contrattazione nazionale e
decentrata dei Comparti Ministeri - Agenzie
Fiscali - Presidenza Consiglio dei Ministri.
Il nuovo corso identificativo della
Confsal.
La nuova linea politica può essere così
sinteticamente individuata:
• una svolta sostanziale sul modo di fare sindacato rispetto alla tradizione e alla
cultura della Confederazione;
• un’autonoma posizione nell’azione rivendicativa;
• una svolta unanimemente condivisa
in linea di principio, ma altrettanto fortemente sofferta sul piano operativo;
• in proposito si veda la scioccante posizione dell’Unsa di non partecipare allo sciopero generale del 10 novembre scorso, in
presenza di 25 sindacati aderenti, alcuni
dei quali hanno espresso valutazioni diverse sul problema partecipativo.
Occorre tenere presente che potrebbero
sorgere difficoltà in sede di contrattazione
decentrata, in particolare a mantenere il tavolo unitario.
Non sfuggirà all’attenzione il segnale dato dall’assenza partecipativa a questo Congresso di alcune organizzazioni sindacali.
Occorrerà fermezza e coesione per dare
quella svolta operativa della Confederazione, che sino ad oggi è comunque mancata;
sul piano organizzativo il cambiamento si
rileva in alcune importanti iniziative:
- costituzione del Patronato Inpas;
- rafforzamento del Caf Confsal;
- costituzione della Confsal Servizi.
Occorre un maggiore impegno per superare le difficoltà per utilizzare i servizi offerti e di una maggiore convinzione solidale
all’interno delle Federazioni per conseguire
il risultato dell’auto finanziamento.
Necessità di unificare i sindacati autonomi.
È sempre presente la necessità di continuare quella linea politico-sindacale, capace di cogliere le istanze della base degli
iscritti, nonché delle forze politiche parlamentari e di Governo, volta a conseguire
l’unificazione della frammentaria e dispersiva presenza di numerose organizzazioni
autonome, causa della debole forza contrattuale di questi decenni. L’obiettivo diverso oggi non è la riduzione delle passate
iniziative unificanti che non hanno portato
negli anni ad alcuna positiva conclusione,
ma la volontà di realizzare l’unificazione attraverso la Confsal che si pone, pertanto,
come soggetto coagulante nel panorama
sindacale autonomo italiano.
Anche questa iniziativa produrrà effetti
reattivi negli altri sindacati autonomi timorosi del nuovo corso della Confsal. Anche
occorrerà fermezza e perseveranza per conseguire quell’obiettivo da tutti auspicato e
da tanti anni in sofferenza.
CCNL dipendenti pubblici - biennio
economico 2004-2005.
La situazione di sofferenza della trattativa è nota e riteniamo che, superata la fase
critica della discussione in Parlamento della legge finanziaria si è aggiunto l’improrogabile momento di aprire la trattativa, perché solo in quella sede sarà possibile chiudere il contratto. Il contratto deve essere
chiuso. Non si può e non si deve continuare a chiedere azioni di sciopero alla categoria, vanificando quindi il recupero delle risorse aggiuntive contrattuali che si riuscirà
a perseguire. Il sindacato deve portare risultati e benefici ai lavoratori e non solo sacrifici. Ne va di mezzo la nostra credibilità e
la nostra capacità di tutela rivendicativa
nel quotidiano modo di fare sindacato.
segue ➧
VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
6/VII CONGRESSO NAZIONALE
SINTESI DEL DIBATTITO
ANGELO
FOLETTO
i sofferma con ampiezza di argomentazioni sul quadro politico in
cui si celebra il Congresso della Confsal e quindi sulle nuove concezioni
del lavoro e dell’occupazione.
Dopo alcune considerazioni sulla
vita delle pensioni e dell’assistenza
nonché su ciò che richiedono le nuove
generazioni in tema di cultura, scuola
e formazione, formula talune proposte
per indicare nuove prospettive di crescita della Confsal.
È necessario che si instauri la piena disponibilità di tutti i partecipanti
alla vita sindacale con comportamenti
di solidarietà sincera ed impegnata
nei confronti del Segretario generale e
di tutta la Segreteria, per rafforzare
l’unità e la funzionalità della Confsal.
Le migliori energie di ciascuno
vanno considerate essenziali per favorire nel migliore dei modi l’efficienza e
l’approfondimento dei problemi, in
modo da realizzare idonee e costruttive collaborazioni a tutti i livelli.
C’è un ulteriore aspetto su cui riflettere, quello della coesistenza in
ogni sindacalista di una coscienza federale e confederale, con sostanziale
prevalenza del secondo aspetto.
La Confsal è costituita da diverse
Federazioni e nella stessa si sono maturate capacità, iniziative e scelte importanti, al punto che la provenienza
di ciascun dirigente sindacale nella
vita della Confsal rischia di mantenere prevalente l’esperienza della Federazione.
Occorre ormai che la coscienza
confederale sia prioritaria e fondamentale in ciascuno, perché solo allora si rafforza la Confederazione.
S
SANTO
TORRISI
fferma che le politiche attive nel
mondo del lavoro agricolo subiscono
ancora forti ritardi.
Questo provoca notevoli discrasie di
carattere economico ed anche occupazionale.
Serve maggiore tutela per i lavoratori
agricoli che più di tutti soffrono l’attuale
situazione di crisi.
Sulla rappresentatività sindacale
chiede che vi siano regole certe a tutela
di tutte le organizzazioni sindacali senza
discriminazioni.
A
ALVARO
MARCHISIO
à lettura di un ampio ed articolato documento in linea con le indicazioni e le proposte della Segreteria
Provinciale di Torino.
Sviluppa punti essenziali che mettono in luce un’analisi approfondita
su alcune complesse problematiche:
un sindacato confederale per l’Italia e
l’Europa, l’unità delle Federazioni per
rilanciare una grande Confederazione
Confsal, il ruolo della Confsal nei servizi per i cittadini, la riforma previdenziale del futuro, la nuova finanziaria delle tasse, la Confsal e la rappresentatività nei ruoli istituzionali.
Evidenzia, in particolare, con passione le ragioni di essere Confsal, che
D
“sono racchiuse nei principi statutari,
a cui sono affidati compiti e responsabilità indiscutibili, che fanno di questa Confederazione Autonoma, assieme alle Federazioni, una delle più
rappresentative compagini sindacali
al pari passo delle altre, ma con valori
sicuramente diversi”.
GIOVANNI
GIORDANO
i sofferma sui problemi relativi all’autonomia della Confederazione
e dell’organizzazione centrale e periferica.
Rileva che la situazione, nonostante i risultati raggiunti, non è facile.
La politica della Confederazione
deve fondarsi sempre più sull’autonomia delle decisioni, che presuppone
una chiara strategia sindacale e scelte ben definite, e deve concretizzarsi
attraverso una visibilità che è ancora
tutta da conquistare.
Il rilancio delle strutture periferiche rappresenta in tal senso un valido strumento ma serve un coordinamento e senza risorse umane ed economiche le Segreterie provinciali
Confsal non avranno una vita lunga.
S
COSIMO
NESCI
opo essersi soffermato ad illustrare le difficoltà dell’attuale momento politico-economico pone l’accento
sulla congiuntura negativa dell’agricoltura che colpisce i lavoratori agricoli
dipendenti, specialmente i giovani che
trovano forti difficoltà nelle loro iniziative per carenze di informazioni, difficili
crediti bancari, burocrazia, scarsa assistenza tecnica.
Tutto questo impone una copertura
sindacale totale che tuttavia non esiste
perché l’esecutivo, ignorando l’ampia e
oggettiva rappresentatività del sindacato autonomo, continua a trattare solo
con la triplice confederale.
Altro grave fenomeno specialmente
nel Mezzogiorno, è quello del lavoro
agricolo irregolare a cui bisogna opporre l’erogazione delle prestazioni previdenziali e contributive Inps, sia pure
attraverso il versamento volontario dei
contributi all’ente.
Per porre un freno all’erosione contributiva è poi necessario che l’azienda
corrisponda direttamente al lavoratore
oltre alla retribuzione prevista dal
CCNL anche l’importo relativo agli oneri contributivi e previdenziali.
La proposta della FNA mira al perseguimento dei seguenti obiettivi:
1. eliminazione di ogni possibile opportunità speculativa;
2. garanzia di un salario minimo
per tutti i lavoratori, con possibilità di
miglioramenti attraverso la contrattazione decentrata;
3. riferimento certo, garantito dallo
Stato, anche per chi non trova lavoro;
4. entrate certe per l’Inps, con possibilità di ulteriori benefici per i lavoratori;
5. limitazione degli adempimenti
burocratici dell’azienda.
La FNA-Confsal auspica che le forze
sociali ed imprenditoriali, unitamente
al Ministero del Lavoro, possano subito
avviare un confronto serrato per giungere, in tempi rapidissimi, alla soluzione dei tanti problemi mai risolti.
D
LUIGI
VECCHIONE
a relazione di Marco Paolo Nigi ha seguito un filo conduttore tale da avere
un positivo riscontro. In essa sono stati
messe in evidenza le luci e le ombre dell’organizzazione, con qualche autocritica
che è stata valutata con molto rispetto, tenuto conto della grande passione posta
nel risolvere situazioni e problemi di una
grande organizzazione che si è posta all'attenzione della società.
La Confsal è cresciuta a livello interno
ed interregionale come si è potuto vedere
anche nel Congresso con la presenza di
autorevoli esponenti del Governo e del
Parlamento, oltre che di colleghi del sindacato autonomo europeo.
La Confsal ha contribuito a chiarire la
linea politica a difesa del lavoratore nella
riforma del lavoro, delle pensioni, del fisco
e nelle varie leggi finanziarie.
La Confsal ha veicolato con il suo settimanale i temi affrontati, dando voce a tutte le varie Federazioni. La Confsal ha creato servizi per offrire opportunità agli iscritti
e soprattutto per favorire la crescita del
sindacato per renderlo sempre più competitivo all’esterno ed inoltre ha allargato la
sua influenza nel settore dei pensionati e
non solo dei pensionamenti.
L
FRANCESCO
STRAFALACI
arla anche a nome dell’unione nazionale dei consumatori.
È fortemente interessato allo sviluppo
che il sindacalismo autonomo ha registrato negli ultimi anni perché ciò può
essere estremamente utile anche ai consumatori che fino ad oggi non hanno
avuto interlocutori validi a loro difesa.
Denuncia le discrasie del sistema
bancario che penalizza, così come è oggi
organizzato, i cittadini e che quindi richiede una adeguata riforma.
Ciò anche a salvaguardia di un ceto
medio che, di fatto, non esiste più.
P
DOMENICO
DIMILTA
ichiama la puntuale relazione del Segretario generale, nella quale si evidenzia la genesi della Confsal e l’azione che ha
caratterizzato la Confederazione nell’ultimo
triennio.
Si tratta, sottolinea Dimilta, di una relazione di notevole valore perché, oltre ad offrire un’analisi approfondita dello scenario
politico di questi ultimi anni, fornisce positive indicazioni per un ulteriore rafforzamento della Confsal nel complesso panora-
R
ma sindacale nazionale e per il ruolo centrale che il sindacato è chiamato ad assumere nell’ambito della Cesi in linea col progetto politico già dibattuto a Bruxelles nel
IV Congresso nazionale del 3 dicembre
u.s.. Al fine del raggiungimento degli obiettivi che il Congresso vuol certamente darsi,
Dimilta sottolinea la necessità di un rinnovato impianto organizzativo sia al centro
che nelle realtà periferiche in cui è indispensabile ancor più rafforzare la confederalità, per rispondere compiutamente alle
sfide di un federalismo che impegnerà i
soggetti negoziali ad un confronto complesso. È necessario, inoltre, da un lato valorizzare le professionalità già presenti nella
Confsal e dall’altro stimolare le Federazioni
a mettere a disposizione del sindacato le
proprie risorse umane e professionali.
In tal modo si allargherebbe un percorso partecipativo per proposte e soluzioni su
problematiche rilevanti, quali la salvaguardia del potere d’acquisto delle retribuzioni,
la revisione dello stato sociale, una cultura
diversa del mercato del lavoro.
Afferma, inoltre, la necessità di erogazione di maggiori risorse economiche da
parte delle Federazioni alla Confsal per lo
sviluppo di tutte le realtà territoriali.
Dimilta, a conclusione, richiama un
maggior impegno della Confederazione ad
un confronto immediato con i soggetti istituzionali al fine di una piena attuazione degli articoli 39 e 40 della Costituzione, utile
per il superamento dell’anomalia dell’attuale sistema relazionale.
FEDELE
RICCIATO
sprime forte apprezzamento per il VII
Congresso Confsal anche a nome dello Snals. Sottolinea il valore dell’autonomia della Confsal che le consente di operare liberamente per un progetto politico
di difesa di lavoratori e pensionati.
Evidenzia la validità della presenza della Confederazione nella Cesi per il contributo di proposte e di idee. Si sofferma
sull’attuale crisi economica individuando
per il suo superamento la modifica del
patto di stabilità e di crescita. Esprime
un giudizio positivo sulla legge Biagi che
offre nuove opportunità al mercato del lavoro e che può considerarsi uno strumento valido per superare il precariato e battere la disoccupazione. Denuncia i ritardi
nei rinnovi dei contratti e richiama la manifestazione di protesta dello Snals del 29
novembre. Giudica soddisfacenti i risultati
delle elezioni delle RSU e conclude sottolineando la necessità di un rafforzamento
delle politiche del personale in presenza
anche della riforma Moratti.
E
GINO
VESPA
ottolinea il valore dell’autonomia della
Confederazione emersa soprattutto negli ultimi due anni. Attribuisce grande merito alla Confsal per la sua presenza ad un
tavolo unico nazionale di contrattazione.
Considera assai positivamente la politica della Confederazione sulla lotta al
sommerso, all’evasione fiscale e al lavoro
minorile e ritiene assai valida l’introduzione di alcune modifiche statutarie finalizzate ad una migliore funzionalità della
stessa . Plaude alla capacità del sindacato di saper leggere ed interpretare il nuovo inserendosi efficacemente nel dibattito
politico in corso.
S
segue ➧
VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
VII CONGRESSO NAZIONALE/7
SINTESI DEL DIBATTITO
ANTONIO
SACCO
sprime apprezzamento per la relazione
del Segretario che ha sviluppato efficaciemente il tema del VII Congresso ed in linea col dibattito politico in atto nel Paese.
Il Congresso è espressione della funzionalità della Confederazione che occupa un
ruolo rilevante nella vita del Paese e anche a
livello europeo come è dimostrato dalla rielezione di Valerio Salvatore a Presidente della Cesi. Giudica positivamente le azioni politiche della Confsal con la sottoscrizione di
sei contratti e ritiene importante regolamentare gli articoli 39 e 40 della Costituzione
per affermare il principio della rappresentatività e per battere il monopolio triconfederale. Denuncia infine le mancanze del Governo perché agli impegni assunti non sempre ha fatto seguire risposte concrete.
E
GIUSEPPE
SUGAMELE
enuncia il comportamento della Rai
per la discriminazione riservata al
Congresso Confsal data la mancata presenza di telecamere e di servizi giornalistici. Rappresenta il pericolo che corre la Rai
per la sua imminente privatizzazione che
mette in discussione il servizio pubblico
radiotelevisivo e l’occupazione. Richiama
l’attenzione delle federazioni aderenti alla
D
l 15 dicembre, nell’ambito
dei lavori del VII Congresso nazionale Confsal, si è
svolta una tavola rotonda
sul tema “Riforma Biagi: risultati e prospettive anche
in relazione alla “nuova Europa”; Coordinatore: Mario
Bozzo;
Sono intervenuti: on.
Maurizio Sacconi, Sottosegretario del Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali; prof. Michele Tiraboschi, Presidente Adapt;
dott.ssa Roberta Ebaldi, Responsabile Risorse Umane
della Cremonini Gruppo,
Marco Paolo Nigi, Segretario
generale Confsal.
L’onorevole Sacconi, sui
progetti di Riforma del Governo e relativamente alla
riforma Biagi che segna un
punto centrale per il riordino complessivo del mercato
del lavoro, sottolinea la necessità di un riequilibrio
delle relazioni industriali
che in atto presentano situazioni di anomalia.
Si tratta di una necessità non più rinviabile, rapportata a un sistema bipolare nella politica del nostro
Paese.
Il confronto con le forze
sociali deve svilupparsi senza pregiudizi e in maniera
non ideologizzata e deve
tendere a forme partecipative e a soluzioni equilibrate.
La riforma Biagi, per
Sacconi, assume pur con
alcune zone d’ombra, un significato notevolissimo per
le dinamiche del lavoro attuali e dei prossimi anni.
Con la riforma Biagi sono
I
Confsal invitandole a fare un maggiore
sforzo economico e organizzativo nei confronti della Confederazione affinché ci si
più visibilità e disponibilità in termini di
servizi e di formazione in modo da poter
interpretare le reali esigenze della società.
Richiama l’attenzione del Congresso affinché la nuova dirigenza si faccia carico di
dare ancor più rilevanza e risposte concrete al comparto dell’impiego privato il quale
soffre in modo particolare per l’arroganza e
le discriminazioni poste in atto dalle controparti datoriali.
Dà atto agli organi della Confsal per la
giusta decisione assunta di non partecipare allo sciopero politico proclamato da tutte le altre sigle sindacali contro la riduzione delle tasse.
MARIO
FOLTZ
A distanza di due anni dalla svolta di
Pescara l’operato del Segretario generale
Nigi è da considerarsi più che positivo perché ha reso propositiva la Confsal, l’ha rilanciata a tutti i livelli e ha mantenuto la
sua autonomia. Occorre, però, continuare
nella strada intrapresa, perché la Confsal
sia ancora di più punto di riferimento tra
tutti i lavoratori e i pensionati che non si
ritrovano né nella triplice né negli altri sindacati, sia per aver maggiore peso contrattuale nelle trattative tra Governo e parti sociali. Inoltre, occorre che la Confsal si faccia promotrice dell’applicazione dell’art. 39
della Costituzione, inapplicato per responsabilità di coloro che lo temono ben sapendo che con l’applicazione del citato art. 39
non potranno più continuare a pretendere
di rappresentare anche gli altri lavoratori
che hanno scelto di aderire alla Confsal.
La proposta formulata dal Segretario
generale della F.N.A. di proporre per il settore di lavoro privato l’estensione della rappresentatività del 5% per l’ammissione alla
contrattazione collettiva, in analogia a
quanto è previsto per il settore di lavoro
pubblico, è da sostenere anche per porre fine alla disparità di trattamento fra le organizzazioni sindacali che operano in questo
importante e strategico settore per l’economia del Paese. Si sofferma poi ad illustare
l’importanza che riveste per la collettività il
settore forestale, dove operano gli addetti ai
lavori di sistemazione idraulico forestale e
idraulico agrario che si onora di rappresentare, tutti dipendenti di Enti Forestali pubblici non economici, la cui attività lavorativa finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente naturale boschivo, è utile che sia conosciuta perché rappresenta un bene sociale
da difendere del quale anche la confederazione deve interessarsi.
LA REPLICA
DI NIGI
lla chiusura dei lavori prende la parola
Nigi che esprime la propria soddisfazione per lo svolgimento delle varie fasi congressuali. Evidenzia come il dibattito parte-
A
cipato dei delegati, dei rappresentanti del
mondo istituzionale, culturale e di altre organizzazioni sindacali abbia messo in luce il
ruolo centrale che la Confsal svolge nel panorama sindacale. È la conferma di una
Confederazione che con la sua autonomia
libera da qualsivoglia condizionamento di
parte, interprete e garante dei diritti e delle
necessità dei lavoratori, dei pensionati e dei
cittadini tutti, ha saputo contribuire, in una
società complessa come la nostra, alla definizione e alla risoluzione di problematiche
certamente non facili in un particolare momento nel quale la oggettiva crisi economica
condiziona pesantemente le scelte seppure
accompagnate da un forte impegno.
Tale impegno, tra l’altro, trova non pochi
ostacoli a causa di una dialettica politica
parlamentare ed istituzionale che assume
giorno dopo giorno aspetti sempre più conflittuali. Ciò comunque stimola ancor più la
Confederazione a esercitare appieno il proprio ruolo, respingendo qualsiasi tentativo
di monopolio sindacale, inaccettabile in un
sistema politico bipolare qual è il nostro che
si ispira al rispetto di autentici principi democratici.
Nigi si è poi soffermato ad illustrare la
necessità di un rafforzamento dell’assetto
interno della Confederazione attraverso la
valorizzazione delle “aree”, dei servizi e del
rapporto con le realtà territoriali. Tra l’altro i
progetti della Confsal, dibattuti e coordinati
nella Cesi, Confederazione Europea Sindacati Indipendenti a cui aderisce la Confsal,
allargano il campo di intervento a livello europeo proprio in funzione delle politiche dell’Unione in una realtà globalizzata.
TAVOLA ROTONDA
Riforma Biagi: risultati e prospettive
anche in relazione alla “nuova” Europa
state date risposte convincenti alla precarietà, portando ordine a realtà lavorative che non sempre sono
apparse coerenti ai bisogni
reali delle forze occupate.
Ed inoltre si son voluti individuare opportunità occupazionali nuove e diverse
per un mercato del lavoro
più agile e più moderno, in
linea con gli indirizzi e con
gli orientamenti dell’Unione
Europea che pone il lavoro
al centro dello sviluppo dei
Paesi e della difesa e della
valorizzazione della dignità
dell’uomo.
Con l’intervento del prof.
Michele Tiraboschi si entra
poi nel vivo dei meriti già riconosciuti alla Legge Biagi,
senza omettere le dovute ri-
flessioni sugli oggettivi punti
di criticità ancora da chiarire. La riforma nasce in una
prospettiva di convinta adesione ai criteri e agli obiettivi
della Strategia europea per
l’occupazione, che mira alla
costruzione di un vero e
proprio mercato del lavoro;
questa legge ha già dimostrato la sua forza nel consegnare un diritto del lavoro
attuale, aperto, nel quale i
necessari vincoli giuridici
sono comunque funzionali
ad obiettivi di crescita e di
sviluppo del mercato, in
un’ottica di flessibilità e
concreta praticabilità della
normativa.
L’attenzione dedicata ai
lavoratori impegnati in Italia
con migliaia di contratti di
collaborazione coordinata e
continuativa (i cosiddetti
co.co.co), sostituiti dai nuovi Contratti a progetto, è un
esempio della volontà di tutelare maggiormente il lavoro dipendente, nello sforzo
di far emergere quel “sommerso” che è fonte riconosciuta di vera precarizzazione del lavoro.
In tal senso, la citata
“guerra di religione” tra sostenitori e detrattori della
legge non trova ragione di
esistere; la Biagi è una legge
sperimentale e dunque per
sua natura soggetta ad aggiustamenti, ogni riflessione
sui risultati deve tener conto
della necessità di affiancarle
un sistema integrato di
riforme che preveda, in primo luogo, una sempre maggiore integrazione tra formazione/istruzione e concrete
richieste del mercato.
In merito alla presunta
spaccatura tra pubblico e
privato, quest’ultimo, l’unico settore nel quale la Biagi
trova applicazione, Tiraboschi sottolinea comunque
l’importanza delle competenze che la riforma assegna alla P.A. la quale, investita di funzioni non solo
sanzionatorie, deve accompagnare e guidare l’operato
privato.
Fondamentali i compiti
di orientamento delegati alla
Scuola ed alle Università,
nella già citata prospettiva
di raccordo tra mondo della
formazione e successivo
mercato del lavoro, ma anche di dialogo attivo tra operatore pubblico e privato.
La dott.ssa Roberta
Ebaldi, nel suo intervento
elogia la riforma del lavoro,
evidenziando la necessità
che tutti i contratti collettivi
nazionali di lavoro ne recepiscano al più presto i con-
tenuti superando l’attuale
grave inapplicabilità.
Nigi, traendo le conclusioni, in merito alla concreta applicazione della legge
Biagi, auspica un maggiore
controllo sulle singole aziende ed una più incisiva lotta
al lavoro sommerso.
Sottolinea infine la necessità che la Biagi non resti un corpus normativo
isolato, ma che si inserisca
opportunamente nella più
vasta rete delle riforme che
necessitano alla crescita del
Paese.
Alcuni interventi di delegati sui temi della tavola rotonda hanno poi offerto
spunti di riflessione per ulteriori approfondimenti ed
eventuali indirizzi applicativi.
Antonella Abate
SOCIETÀ CULTURA LAVORO
Confederazione generale Sindacati Autonomi Lavoratori
Settimanale di politica e informazione sindacale
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VENERDÌ 7 GENNAIO 2005
8/VII CONGRESSO NAZIONALE
l Congresso Nazionale della Confsal, riunito in Roma nei giorni 14-15-16 Dicembre 2004, udita la
relazione del Segretario Generale Marco Paolo Nigi,
che ha inquadrato con lucidità e competenza le gravi questioni che caratterizzano l’attuale momento
politico-sindacale in un contesto di riferimenti nazionali ed internazionali puntualmente esaminati:
I
l’APPROVA
e l’assume come linea strategica unificante su
cui la Confederazione spiegherà la sua azione presente e futura, in piena autonomia e senza alcun
vincolo di subordinazione ideologica e partitica.
In particolare il Congresso, raccogliendo le indicazioni emerse dal dibattito, ampio ed approfondito,
ed il contributo dei relatori impegnati nella tavola
rotonda sulla “Riforma Biagi”, segnala la necessità
che la Confsal, nell’ambito degli impegni delineati
dalla relazione del Segretario generale, concentri la
sua attenzione su alcuni obiettivi prioritari quali:
1. il rinnovo, senza ulteriori mortificanti indugi,
dei contratti dell’impiego pubblico in un quadro di
riconsiderazione del ruolo insostituibile dei dipendenti pubblici;
2. la riaffermazione e la tutela dei diritti sociali,
giuridici, professionali ed economici dei pensionati e
dei lavoratori, che vanno estesi alle nuove professioni e a tutte le tipologie di lavoro flessibile;
3. il riordino complessivo di tutta la materia lavoristica, nel quale trovino spazio la riforma degli ammortizzatori sociali, l’aumento delle indennità di disoccupazione, la formazione continua e permanente, in un sistema incisivo di rafforzate garanzie;
4. la lotta al carovita e alle speculazioni che concorrono a determinarlo con una spirale che penalizza soprattutto i lavoratori dipendenti, i pensionati e
le fasce deboli della popolazione;
5. la battaglia dura contro il lavoro nero e minorile e contro l’evasione fiscale che, inaccettabili anche
sotto il profilo morale, sottraggono risorse enormi alla fiscalità generale e alle disponibilità pubbliche;
6. una più giusta distribuzione della ricchezza
del Paese che consenta:
a) il rilancio delle politiche sociali in una visione
ammodernata del Welfare che va comunque salvaguardato contro ogni tentativo strisciante di ridimensionamento o, ancor peggio, di smantellamento;
b) l’adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni almeno al tasso dell’inflazione reale;
c) una politica fiscale di alleggerimento più so-
MOZIONE FINALE
stanziosa, soprattutto in favore dei lavoratori dipendenti e dei ceti più deboli, nonché delle imprese che
decidano, anche con un virtuoso processo di delocalizzazione, di portare il lavoro dove non c’è, nelle aree
depresse del Mezzogiorno, dove c’è larga disponibilità
di lavoratori acculturati e dove forti sono le potenzialità di crescita e di sviluppo per l’intero paese;
d) il rispetto delle scadenze contrattuali del comparto pubblico e privato, accantonando finalmente
la tendenza istituzionalizzata e prevaricatrice del
rinvio, che genera esasperazione, sfiducia e demotivazione.
Il Congresso, nel ribadire la irrinunciabilità di
questi obiettivi, esprime il convincimento che le difficoltà del Paese, che un sindacato responsabile deve sapere assumere come un punto di riferimento
ineludibile sul quale misurare ogni istanza rivendicativa, non possono e non devono diventare un comodo alibi per tutelare gli interessi forti e per penalizzare ulteriormente i lavoratori.
Le difficoltà, al contrario, vanno affrontate e superate in una logica solidale di sistema che veda impegnati, ciascuno nel proprio ruolo, tutti i soggetti
in campo che hanno responsabilità di rilevanza
pubblica attraverso il metodo del dialogo sociale e
fuori dalle vecchie logiche pattizie e dagli accordi
sottobanco.
Le stesse sfide legate alla globalizzazione dell’economia e dei mercati e alla competitività che ne caratterizza le dinamiche, a parte il ruolo determinante che deve essere svolto dall’U.E., specie sul fronte
della definizione di un sistema di regole e di principi
condivisi che ne governino i processi in un quadro
di massima correttezza, di trasparenza e di doverosa
attenzione alle ragioni della solidarietà e del bene
comune, impongono, a livello nazionale, l’adozione
di politiche interconnesse, orientate a:
1. rilanciare la ricerca scientifica e tecnologica facendo convergere, su un progetto di ampio respiro,
finanziamenti pubblici e privati, incentivi nazionali e
comunitari in un contesto di relazioni virtuose con le
università e gli istituti di ricerca pubblici e privati;
2. promuovere, istituzionalizzandole, strategie di
formazione e di istruzione che agevolino ed accompagnino soprattutto i giovani verso le diverse forme
di accesso al lavoro previste dalla “Riforma Biagi” e
dalle opportunità che essa offre;
Consiglio generale Confsal
Alifraco Clemente
Belgini Bruno
Bozzo Mario
Brunello Stefano
Bustinto Vincenzo
Calabrese Alessandro
Callipo Sebastiano
Ciancio Carlo
Carbone Giuseppe
Casella Antonio
Colamaria Antonio
Colelli Concetta
Colombo Loris Renato
Conti Giuseppe
Crisafi Santo
Cucchetti Domenico
D’agostino Angelo
D’aversa Cesare
De Franco V. Caterina
De Girolamo Massimo
De Grandis Domenico
De Luca Silvana
Dennetta Carlo
Di Giacomo Giuseppina
Di Maulo Roberto
Dimilta Domenico
Dipasquale Rosario
Drusiani Carlo
Fatovic Emilio
Ferraro Bruno
Foletto Angelo
Foltz Mario
Forti Alberto
rima dell’approvazione della mozione
finale la Presidenza ha dato lettura dei
Componenti del Consiglio generale designati a norma di Statuto i quali, al termine dei lavori congressuali, hanno proceduto alla elezione del Segretario generale,
della Segreteria, dei Collegi dei sindaci e
dei probiviri.
P
Sparacino Michele
Sugamele Giuseppe
Tamburrini Alberto
Torrisi Santo
Vacca Guido
Valentino Salvatore
Vespa Gino
3. attivare un sistema di misure che favoriscano
l’ingresso della donna nel mondo del lavoro, oggi
non sufficientemente accompagnate nella oggettiva
difficoltà di coniugare responsabilità familiari e impegni lavorativi;
4. accelerare e rendere effettivo l’ammodernamento delle reti infrastrutturali, dando priorità a quelle
aree del Paese più bisognose di interventi urgenti;
5. rendere più efficace l’attenzione sui problemi
connessi alla sicurezza e alla protezione civile.
Il Congresso, convinto che la Confsal debba concorrere da protagonista nella definizione di un quadro sinergico di politiche nazionali che soddisfino le
esigenze dello sviluppo del Paese e gli interessi del
mondo del lavoro e di quanti aspirano legittimamente ad entrarvi con competenza e professionalità, impegna la nuova dirigenza a:
1. continuare il processo di creazione del polo del
sindacalismo autonomo;
2. rafforzare il rapporto con la CESI in vista di
un collegamento sempre pù stretto tra le politiche
nazionali e quelle europee;
3. potenziare la struttura centrale della Confederazione con uffici e competenze in grado di supportare la Segreteria Generale, il Consiglio Generale e
l’operato delle Federazioni anche sul piano culturale
e progettuale;
4. promuovere ulteriori iniziative di formazione
interna, con moduli organizzativi che coinvolgano
tutti coloro che hanno responsabilità operative;
5. continuare nel processo di rilancio organizzativo e politico delle strutture periferiche, che, con il
concreto avvio del federalismo ed il conseguente decentramento di ulteriori funzioni agli Enti locali, sono chiamate a più complesse responsabilità, che
non sopportano latitanza, pressappochismo e incompetenza. Il ruolo decisivo di stimolo e di controllo deve essere svolto, a tal fine, dai responsabili nazionali delle federazioni aderenti;
6. rafforzare a tutti i livelli la rete dei servizi.
Il Congresso, infine, ritiene che queste misure organizzative, centrali e periferiche, vadano realizzate
con tempestività, anche attraverso una diversa e
più consistente dotazione finanziaria da perseguire
con una graduale revisione dei parametri contributivi delle Federazioni aderenti.
Sono misure, del resto, che incidono positivamente sull’immagine della Confederazione e ne
rafforzano la capacità di governare il futuro.
Approvata all’unanimità.
Segreteria generale
Segretario generale
MARCO PAOLO NIGI
Membri Diritto
Galati Gino
Gallotta Antonio
Gaudino Bernardo
Giancarlo Franco
Giello Letizia
Isaia Antonio
Isceri Luciano
Lamorte Domenico
Leone Luigi
Leuzzi Vincenzo
Luzzi Alfonso
Maio Francesco
Mancino Aniello
Manna Letterio
Mannucci Lida
Marchisio Alvaro
Margiotta Salvatore
Mariani Bruno
Marrella Domenico
Martinelli Giovanni
Massarenti Giovanni
Massazza Anna
Massenti Achille
Meli Rosario Giuseppe
Menegatti Carlo
Mercogliano Felice
Mollicone Roberto
Montemurro Teresa
Nesci Cosimo
Palmieri Pietro Luigi
Papale Nino
Pascoletti Gianluigi
Pasqualini Giorgio
Pizzoli Gianfranco
Plaja Renato
Ponticiello Antimo
Ramero Pier Francesco
Ricciato Fedele
Romano Gianni
Romeo Michele
Sacco Antonio
San Marco Benito
Scalzi Concetta
Sebastiani Enrico
Senese Giuseppe
Serbassi Pietro
Silvestri Enzo
Smurra Mario
Blasi Alberto
Cervi Gino
De Lella Federico
Lolaico Saverio
Roselli Cataldo
Salvatore Valerio
Scumaci Salvatore
Collegio dei Sindaci
Lombardo Carmine
Mancini Anna
Schisano Gennaro
Gallotta Raffaele
Rizzo Giovanni
Collegio dei Probiviri
Manghisi Tommaso
Nicastro Carlo
Ruvio Egidio
Ladisa Nicola
Stabile Maurizio
Componenti
Bozzo Mario
Callipo Sebastiano
Colamaria Antonio
De Grandis Domenico
Di Giacomo Giuseppina
Di Maulo Roberto
Dimilta Domenico
Galati Gino
Gaudino Bernardo
Giello Letizia
Leone Luigi
Martinelli Giuseppe
Massazza Anna
Massenti Achille
Nesci Cosimo
Palmieri Pietro Luigi
Plaja Renato
Ricciato Fedele
San Marco Benito
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Nigi confermato Segretario generale