Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente
UNITÀ TECNICO-SCIENTIFICA PROTEZIONE E SVILUPPO DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO,
TECNOLOGIE AMBIENTALI
LA NORMA
UNI EN ISO 14001,
GLI ELEMENTI AGGIUNTIVI PREVISTI IN
EMAS
E
L’AUDIT AMBIENTALE
NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
LA NORMA
UNI EN ISO 14001
E GLI ELEMENTI AGGIUNTIVI
PREVISTI IN
EMAS
NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
LA NORMA UNI EN ISO 14001
E’ SUDDIVISA IN QUATTRO SEZIONI A CUI SI
AGGIUNGE UNA GUIDA ALL’USO DELLA NORMA
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
2 RIFERIMENTI NORMATIVI
3 DEFINIZIONI
4 REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE
AMBIENTALE - SGA
NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
LA NORMA UNI EN ISO 14001
4
REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE
AMBIENTALE
QUESTA SEZIONE E’ LA PARTE CENTRALE E PIU’
IMPORTANTE DELA NORMA ED E’ STATA
INTEGRALMENTE RECEPITA NEL REGOLAMENTO
EMAS.
NELL’APPLICARE EMAS NON SI DOVRA’ TENER
CONTO DELLE DEFINIZIONI CONTENUTE NELLA
NORMA UNI EN ISO 14001 (SEZIONE 3), MA DI QUELLE
DEL REGOLAMENTO N. 761/2001.
NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
LA NORMA UNI EN ISO 14001
ALCUNI ESEMPI DI DIVERSE
DEFINIZIONI PRESENTI
NELLA NORMA ISO14001 ED
IN EMAS
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elementi aggiuntivi in EMAS
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POLITICA AMBIENTALE
DEFINIZIONE ISO 14001
• Dichiarazione,
fatta
da
un’organizzazione, delle sue
intenzioni e dei suoi principi in
relazione alla sua globale
prestazione ambientale, che
fornisce uno
schema di
riferimento per l’attività e per la
definizione degli obiettivi e dei
traguardi in campo ambientale.
DEFINIZIONE EMAS
• Obiettivi e principi generali di
azione
di
un’organizzazione
rispetto all’ambiente, ivi compresa
la conformità a tutte le pertinenti
disposizioni
regolamentari
sull’ambiente e l’impegno a un
miglioramento continuo delle
prestazioni ambientali; tale politica
ambientale costituisce il quadro per
fissare e riesaminare gli obiettivi e
i target ambientali.
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elementi aggiuntivi in EMAS
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ASPETTO AMBIENTALE
DEFINIZIONE ISO 14001
• Elemento di un’attività,
prodotto o servizio di
un’organizzazione
che
può
interagire
con
l’ambiente.
DEFINIZIONE EMAS
• Elemento delle attività, dei prodotti
o dei servizi di un’organizzazione
che può interagire con l’ambiente
(allegatoVI – diretti e indiretti – ); un
aspetto ambientale significativo è un
aspetto ambientale che ha o può
avere un
impatto
ambientale
significativo.
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La norma internazionale UNI EN ISO 14001
Politica ambientale
Miglioramento continuo
Pianificazione
Riesame della direzione
•aspetti ambientali
•prescrizioni legali
•obiettivi e traguardi
•programma di gestione ambientale
Attuazione e funzionamento
Controlli ed azioni correttive
•Sorveglianza
•Non conformità
•Registrazioni
•Audit del Sistema di Gestione Ambientale
•struttura e responsabilità
•formazione ,sensibilizzazione e competenze
•comunicazione
•documentazione del SGA
•controllo della documentazione
•controllo operativo
•preparazione alle emergenze e risposta
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LA
POLITICA
AMBIENTALE
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
Politica Ambientale
La Politica Ambientale comprende gli obiettivi e
principi generali di azione di un’organizzazione
rispetto all’ambiente, ivi compresa la conformità a
tutte le pertinenti disposizioni regolamentari
sull’ambiente e l’impegno a un miglioramento
continuo delle prestazioni ambientali; tale politica
ambientale costituisce il quadro per fissare e
riesaminare gli obiettivi e i target ambientali.
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Politica Ambientale
La Politica Ambientale deve essere:
stabilita per iscritto dall’Alta Direzione, in una forma
a) comprensibile anche da parte di terzi;
b) redatta tenendo conto:
•degli aspetti ambientali e degli impatti significativi
•delle risorse disponibili;
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Politica Ambientale
c) adottata e periodicamente riesaminata alla luce degli audit e
corretta, se del caso, dall’Alta Direzione;
d) congruente con le altre politiche aziendali;
e) diffusa a tutto il personale;
f) disponibile al pubblico.
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LA
CONFORMITÀ
LEGISLATIVA
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Conformità Legislativa
(Rispetto delle leggi ambientali)
• la UNI EN ISO 14001 prevede che venga assunto, da parte
della Direzione dell’impresa, un impegno per assicurare la
conformità alla Legislazione Ambientale;
• il regolamento EMAS richiede che sia assicurata la
conformità legislativa;
• il verificatore deve in particolare accertarsi che presso il sito
siano stati adottati provvedimenti adeguati ad assicurare la
conformità legislativa.
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Normativa ambientale
Per mantenere la “conformità” alla Normativa Ambientale
applicabile l’azienda deve:
a) identificare e rispettare tutte le “Disposizioni Legislative” e
“regole” che governano gli Aspetti Ambientali delle sue
attività, prodotti e servizi;
per Regole si intendono:
Lex
• normative tecniche volontarie;
• prassi di buona gestione delle unità produttive;
• accordi con la Pubblica Amministrazione;
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Normativa ambientale
• linee Guida;
• eventuali codici di comportamento
ambientale sottoscritti dall’Alta Direzione;
Lex
b) redigere un registro delle leggi e regolamenti. Il Registro
deve riportare tutte le norme di carattere ambientale relative alle
attività svolte dall’azienda e deve essere continuamente
aggiornato;
c) redigere eventualmente, se non compreso nel precedente un
registro degli adempimenti di legge con scadenziario e
registrazione degli interventi effettuati.
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ATTUAZIONE E
FUNZIONAMENTO DEL
SISTEMA DI
GESTIONE AMBIENTALE
(SGA)
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Il Sistema di Gestione Ambientale
(SGA)
Il Sistema di Gestione Ambientale è la parte del
sistema complessivo di gestione comprendente la
struttura organizzativa, le attività di
pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le
procedure, i processi e le risorse per sviluppare,
mettere in atto, realizzare, riesaminare e
mantenere la politica ambientale.
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Attuazione e funzionamento del SGA
Per l’attuazione di un SGA vanno soddisfatti i requisiti
relativi ai seguenti elementi di sistema/di gestione:
• struttura e responsabilità
• formazione, sensibilizzazione e competenze
• comunicazione
• documentazione del SGA e controllo
• controllo operativo
• preparazione alle emergenze e risposta.
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Struttura e responsabilità
• L’azienda
deve definire e formalizzare i ruoli e le responsabilità
per l’attività di gestione ambientale.
• L’Alta Direzione deve fornire le risorse umane e finanziarie, e le
tecnologie necessarie per attuare e controllare il SGA;
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Struttura e responsabilità
L’alta Direzione deve nominare un rappresentante della
direzione, il quale indipendentemente da altri ruoli che ricopre
nella struttura dell’Azienda , deve avere responsabilità ed autorità
per:
• “assicurare che i requisiti del SGA siano stabiliti, applicati e
mantenuti, in conformità alla norma di riferimento”;
•“riferire all’Alta Direzione sulle prestazioni del Sistema di
Gestione Ambientale al fine del riesame e del miglioramento”.
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Formazione, Sensibilizzazione e Competenze
L’azienda deve assicurarsi che il proprio personale sia
sensibilizzato su:
• l’importanza della conformità alla Politica Ambientale;
• gli Impatti Ambientali Significativi, reali o potenziali dovuti
alla esecuzione dei loro compiti nell’azienda e sui benefici
ambientali cui contribuiscono con le loro prestazioni;
• i loro ruoli e responsabilità per raggiungere il miglioramento
continuo delle prestazioni;
• le potenziali conseguenze dovute al non rispetto delle procedure
operative.
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Comunicazione interna
L’alta Direzione deve attuare e mantenere in tema di
Gestione Ambientale uno scambio attivo di
informazioni tra tutti i componenti la struttura
organizzativa avendo cura di assicurare le comunicazioni
interne fra i differenti livelli e le diverse funzioni
dell’azienda.
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Comunicazione esterna
L’Azienda deve :
• assicurare il ricevimento delle comunicazioni esterne riguardanti gli
aspetti ambientali delle sue attività;
• verificare se la segnalazione esterna è indice di una situazione non
conforme all’interno dell’azienda, o di un problema occasionale ;
• rispondere alle parti interessate esterne, mantenendo un registro dei
reclami.
Se la verifica evidenzia una non conformità del Sistema, deve essere
attivata la procedura di ripristino e registrata ogni decisione di merito.
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
Documentazione del Sistema di Gestione
Ambientale
L’Azienda deve
produrre, conservare ed eventualmente
modificare in sede di riesame la documentazione che descrive gli
elementi fondamentali del Sistema di Gestione Ambientale e le
loro reciproche interazioni.
Tale documentazione deve essere prodotta a vari livelli.
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Documentazione del Sistema di Gestione
Ambientale
Livello 1: norma di riferimento e normative ambientali applicabili;
Livello 2: politica, obiettivi e programma ambientale;
Livello 3: manuale di gestione ambientale;
Livello 4: procedure di gestione ambientale ;
Livello 5: istruzioni operative di gestione ambientale;
Livello 6: documenti di registrazione fogli di raccolta dati, moduli, ed altro.
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
Controllo della Documentazione
Bisogna prevedere procedure affinché i DOCUMENTI previsti
dalla norma:
• Possano essere localizzati
• Siano periodicamente riesaminati
• Siano disponibili in tutti i luoghi operativi per il sistema
• Se superati siano ritrovati facilmente per evitarne l’uso improprio
• Siano chiaramente identificati, se archiviati per ragioni legali e/o
per uso interno.
NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
Ente
tecnologie,
l'Energia
e l'Ambiente
Enteper
perleleNuove
Nuove
tecnologie,
l'Energia
e l'Ambiente
UNITÀ
TECNICO-SCIENTIFICA
PROTEZIONE
E SVILUPPO
DELL’AMBIENTE
E DEL TERRITORIO,
- Gruppo
Divisione
Caratterizzazione dell’Ambiente
e del Territorio
Tecnico Ecogestione
ed EMAS
TECNOLOGIE AMBIENTALI
Controllo operativo
L’Alta direzione deve identificare le attività che hanno
una influenza sugli aspetti ambientali significativi.
Queste attività vanno condotte in modo controllato
attraverso procedure gestionali e/o istruzioni operative.
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Controllo operativo
• Per la fornitura di beni devono essere controllate le operazioni di
acquisto di materie prime che possono influenzare gli aspetti
ambientali a seguito della loro immissione nel processo (ad
esempio l’uso di vernici con un contenuto di solventi superiore ad
un dato valore).
• Per la fornitura di servizi, gli appaltatori devono svolgere le loro
attività all’interno del sito seguendo procedure comunicate
dall’azienda.
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Controllo operativo
Tra le attività correlate agli Aspetti Ambientali
Significativi devono essere individuate quelle il
cui svolgimento senza adeguato sistema di
controllo potrebbe generare situazioni di
emergenza e comunque situazioni di difformità
con quanto previsto in Politica Ambientale.
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
Preparazione alle emergenze e risposta
La norma richiede infatti anche l’applicazione di
procedure per l’individuazione degli scenari di
emergenza relativi a determinate attività e aree del sito e
connessi a potenziali Impatti Ambientali rilevanti.
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Preparazione alle emergenze e risposta
Le procedure devono permettere di attivare le operazioni in
situazioni di emergenza al fine di prevenire il loro verificarsi e
ridurne l’Impatto Ambientale prevedibile.
Le procedure di emergenza devono essere riesaminate
periodicamente e se necessario modificate alla luce di variazioni
del processo, di modifiche del lay-out e soprattutto degli effetti di
emergenze già verificatesi che aiutano a valutare l’adeguatezza
degli interventi correttivi.
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Controlli ed azioni correttive
Le attività di sorveglianza e correzioni di eventuali non
conformità del Sistema di Gestione Ambientale sono previste
nei seguenti punti della norma:
• sorveglianza e misurazioni
• non conformità, azioni correttive e preventive
• registrazioni
• audit del Sistema di Gestione Ambientale (norme UNI EN ISO
14010-14011-14012)
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Sorveglianza e Misurazioni
La norma stabilisce che l’azienda definisca e attui delle
procedure che consentano di misurare l’andamento delle
prestazioni ambientali mediante monitoraggio, con periodicità
funzionali alla rilevanza dei vari aspetti ambientali.
Le apparecchiature di sorveglianza devono essere soggette a
taratura e manutenzione.
Inoltre la norma richiede letteralmente che “l’organizzazione
deve stabilire e mantenere attiva una procedura che consenta di
valutare periodicamente la conformità alle leggi e ai
regolamenti ambientali applicabili”.
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Non conformità ed azioni correttive e preventive
La norma prevede procedure che evidenzino le eventuali non
conformità che devono essere registrate e “trattate”.
Il trattamento delle non conformità prevede la definizione:
• delle azioni necessarie per attenuare i potenziali impatti
conseguenti;
• delle responsabilità e autorità per la loro esecuzione.
Delle non conformità devono essere valutate la Significatività e
Frequenza al fine di definire le azioni correttive che ne
impediscano il ripetersi.
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Registrazioni Ambientali
Le Registrazioni Ambientali possono includere:
• il registro delle disposizioni normative e delle regole;
• il registro della formazione del personale;
• il verbale del riesame della direzione;
• il registro della manutenzione e taratura della strumentazione di
sorveglianza;
• il registro degli aspetti ed impatti ambientali;
• i rapporti di audit;
• altre registrazioni eventualmente applicabili;
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Audit e Riesame
A intervalli determinati bisogna effettuare un RIESAME per
verificare l’adeguatezza e l’efficacia del SGA.
Dal RIESAME della DIREZIONE può emergere l’eventuale
necessità di cambiare POLITICA, PROGRAMMI e altri elementi
del SGA, per mantenere l’impegno al miglioramento continuo.
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
1
Stima dell’impegno per la preparazione di un SGA
) D V L G L V Y LOX S S R
,P S H J Q R
7 H P S L J J X R P R G H O S UR J H WWR
( V WH UQ R
, Q W H U Q R 3 LF F R OD
0 H G LD
LP S U H V D LP S U H V D
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, Q I R U P D ] LR Q H H
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D P E LH Q W D OH
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NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
Stima dei tempi di preparazione di un SGA
) D V L P H V L
$ Q D OLV L, Q L] LD OH
3 LD Q LI LF D ] LR Q H
3 U R J H W W D ] LR Q H
6*$
) R U P D ] LR Q H
$ X G LW H
5 LH V D P H
;
;
;
;
;
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NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
;
;
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
INTEGRAZIONI ALLA SEZIONE 4
DELLA NORMA ISO 14001
AI FINI DI
EMAS
QUESTIONI CHE LE ORGANIZZAZIONI CHE
APPLICANO EMAS DEVONO PRENDERE IN
CONSIDERAZIONE
(Allegato I B Reg.761/2001)
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
INTEGRAZIONE ALLA SEZIONE 4
DELLANORMA ISO 14001
AI FINI DELL’ADATTAMENTO AD EMAS
1. CONFORMITA’ GIURIDICA
2. PRESTAZIONI
3. COMUNICAZIONE E RELAZIONI
ESTERNE
4. PARTECIPAZIONE DIPENDENTI
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1. CONFORMITA’ GIURIDICA
Le organizzazioni devono poter dimostrare di:
a) aver identificato e conoscere le implicazioni per
l’organizzazione di tutte le pertinenti normative
ambientali,
b) provvedere al rispetto della normativa ambientale; e
c) aver predisposto procedure che consentano
all’organizzazione di mantenere nel tempo questi requisiti.
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2. PRESTAZIONI
Le organizzazioni devono poter dimostrare che il Sistema di
gestione e le procedure di audit siano rivolti alla effettive prestazoni
ambientali dell’organizzazione (allegato VI).
L’organizzazione deve anche impegnarsi a migliorare
continuamente le proprie prestazioni ambientali, basando la sua
azione su programmi ambientali locali, regionali e nazionali.
Se l’organizzazione comprende uno o più siti, ogni sito cui si
applica EMAS deve soddisfare tutti i requisiti dello stesso, compreso
il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali (articolo 2,
lettera b).
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3. COMUNICAZIONE E RELAZIONI ESTERNE
Le organizzazioni devono dimostrare di avere un dialogo aperto
con il pubblico e i soggetti interessati, comprese le comunità locali e
i clienti, circa l’impatto ambientale delle loro attività e dei loro
prodotti e servizi per identificare le questioni che preoccupano il
pubblico e i soggetti interessati.
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4. PARTECIPAZIONE DEI DIPENDENTI
I dipendenti devono essere coinvolti nel processo teso al costante
miglioramento delle prestazioni ambientali dell’organizzazione
(possono partecipare anche rappresentanti).
A tal fine si dovrebbe ricorrere a forme appropriate di
partecipazione, come il sistema del libro dei suggerimenti o lavori di
gruppo su singoli progetti in seno a comitati ambientali.
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VINCOLI ED OPPORTUNITA’
DERIVANTI
DALL’ATTUAZIONE
DI UN
SISTEMA DI
GESTIONE AMBIENTALE
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VINCOLI – OPPORTUNITA’
• Controllo dell’ambiente esterno.
• Sfruttamento a
organizzazione.
fini
competitivi
della
nuova
L’azienda non deve considerarsi né indipendente, né
totalmente dipendente dall’ambiente esterno, ma deve
controllare la variabilità delle interrelazioni con
l’ambiente esterno.
La capacità innovativa sia tecnologica che gestionale, è
lo strumento per rispondere ad una logica di interazione
attiva .
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VINCOLI – OPPORTUNITA’
Gestione attiva a tutti i livelli:
• Prevenzione
• Responsabilizzazione
• Organizzazione (sistema)
• Interazione e comunicazione
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UNITÀ TECNICO-SCIENTIFICA PROTEZIONE E SVILUPPO DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO,
TECNOLOGIE AMBIENTALI
VINCOLI – OPPORTUNITA’
Il fattore “ambiente” influenza:
• Scelte tecnologiche delle imprese
• Strategie competitive
• Organizzazione
• Strumenti
• Parametri di valutazione
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VINCOLI – OPPORTUNITA’
Riduzione delle spese ambientali:
• consumo fonti energetiche;
• gestione scarichi;
• consumo risorse idriche;
• consumo di materie prime ed imballaggi.
Miglioramento dei rapporti con gli istituti di credito , il mercato
finanziario e le compagnie assicurative:
• riduzione del costo del denaro;
• riduzione dei premi assicurativi;
• consolidamento della valutazione economica dell’azienda;
• rafforzamento della quotazione di mercato delle quote azionarie;
• snellimento di concessione di credito finanziario
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VINCOLI – OPPORTUNITA’
Mantenimento della conformità normativa:
• riduzione dei costi relativi a sanzioni amministrative;
• riduzione dei costi indotti dalla fermata degli impianti o
dalla chiusura dello stabilimento;
• riduzione dei costi dei servizi di consulenza ambientale.
Miglioramento della competitività e dell’immagine
dell’azienda:
• rafforzamento della quota di mercato;
• sostegno ed approvazione della collettività;
• dialogo aperto con le autorità competenti.
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L’AUDIT
AMBIENTALE
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AUDIT
Norma UNI EN ISO 14010
Linee-guida per l’audit ambientale
Principi generali
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Linee-guida per l’audit ambientale
Fornisce:
• i principi generali per l’esecuzione di audit ambientali
• le definizioni relative all’audit ambientale ed ai termini ad
esso collegati.
Può fare riferimento a:
• Auditor, di prima, seconda e terza parte (ISO 14001)
• Revisore ambientale (Regolamento 761/2001).
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Audit Ambientale
1) SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
• Stabilisce i principi generali che si applicano a qualunque tipo di
audit ambientale.
• Ogni attività che si definisce come audit ambientale dovrebbe
soddisfare le raccomandazioni contenute nella presente norma.
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Audit Ambientale
Strumento di verifica delle prestazioni ambientali e contributo
al loro miglioramento.
Definizione dalla Norma UNI EN ISO 14001:
Processo di verifica, sistematico e documentato per conoscere e
valutare , con oggettiva evidenza, se il sistema di Gestione
ambientale di una organizzazione è conforme ai criteri definiti
dall’organizzazione stessa per l’audit del sistema e per
comunicare i risultati di questo processo alla direzione.
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Audit Ambientale
2) DEFINIZIONI
•
•
•
evidenza oggettiva di audit:
informazioni;
registrazioni;
dichiarazioni relative a fatti verificabili;
•
•
•
•
criteri di audit :
politiche;
prassi;
procedure;
requisiti;
rispetto ai quali, l’auditor confronta le evidenze oggettive
l’audit, sulla materia in oggetto;
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raccolte durante
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Audit Ambientale
•
•
•
•
requisiti :
norme;
guide;
requisiti propri dell’organizzazione;
disposizioni legislative e regolamentari o altro;
- risultanze di audit:
• risultati della valutazione delle evidenze oggettive di audit
confronto ai criteri di audit concordati;
raccolte in
- conclusioni dell’audit:
• giudizio professionale o osservazioni espresse dall’ auditor sull’argomento
oggetto dell’audit, desunti esclusivamente dai risultati dell’audit;
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Audit Ambientale
- argomento della materia:
• attività, avvenimento, condizione, sistema di gestione o informazioni sulle
materie ambientale;
- audit ambientale:
• processo di verifica, sistematico e documentato, per conoscere e valutare
con oggettiva evidenza, se specificate attività, avvenimenti, condizioni, sistemi
di gestione riguardanti l’ambiente, o le informazioni che vi si riferiscono, sono
conformi ai criteri di audit, e per comunicare al cliente i risultati di questo
processo;
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Audit Ambientale
- gruppo di audit:
• gruppo di auditor, o anche un singolo auditor, incaricato di effettuare l’audit
assegnato, e che può comprendere anche esperti tecnici e auditor in fase di
addestramento;
uno del gruppo assume le funzioni di responsabile dell’audit (Team leader);
- esperto tecnico:
• persona che apporta al gruppo conoscenze ed esperienze specifiche, ma che
non partecipa come auditor;
- soggetto all’audit:
• organizzazione che è sottoposta all’audit;
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Audit Ambientale
- cliente:
• organizzazione che commissiona l’audit
( il cliente può anche coincidere con la organizzazione soggetta
all’audit, oppure qualsiasi altra organizzazione che per legge o
per contratto ha il diritto di chiedere un audit );
- organizzazione:
• gruppo, società, azienda, impresa, ente o istituzione, ovvero loro
parti o combinazioni, associata o meno, pubblica o privata, in
possesso di una propria struttura funzionale e amministrativa.
(ripresa e adattata dalla 14001).
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Audit Ambientale
3) REQUISITI ESSENZIALI di un Audit Ambientale:
• concentrazione dell’audit su di un argomento chiaramente definito e
documentato;
• responsabili dell’argomento in esame chiaramente identificati e indicati nei
documenti;
• il responsabile dell’audit, dopo consultazione con il cliente, dovrebbe
intraprendere l’audit solo se può disporre di:
- sufficienti e pertinenti informazioni sull’oggetto dell’audit;
- adeguate risorse per lo svolgimento dell’intero processo;
- sufficiente cooperazione da parte del soggetto all’audit.
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Audit Ambientale
4) REQUISITI GENERALI di un Audit Ambientale
- obiettivi e campo d’applicazione:
• il cliente fissa gli obiettivi dell’audit;
• il responsabile dell’audit stabilisce il campo di applicazione per
il perseguimento di tali obiettivi;
• il campo di applicazione definisce l’estensione e i confini
dell’audit;
• obiettivi e campo vengono comunicati al soggetto all’audit
prima di iniziare;
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Audit Ambientale
- obiettività, indipendenza e competenza;
- per assicurare obiettività alle risultanze e conclusioni, i
componenti il gruppo di audit devono essere indipendenti dalle
attività oggetto dell’audit;
- devono possedere conoscenze, attitudini ed esperienze
adeguate (competenza);
-
la scelta dei membri del gruppo è a discrezione del cliente;
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Audit Ambientale
professionalità:
• attenzione, diligenza, competenza;
• discrezione e riservatezza: diffusione di informazioni e della
relazione finale all’esterno solo attraverso autorizzazione del
cliente o del soggetto all’audit;
• utilizzo di procedure che garantiscano assicurazione di qualità.
-
- procedure sistematiche:
• conduzione di audit seguendo documentate e ben definite
metodologie e procedure sistematiche secondo linee-guida
specifiche per ogni tipologia di audit ambientale(vedi 14011 per i
SGA);
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Audit Ambientale
- criteri di audit, evidenze e risultanze;
- primo passo essenziale: definizione dei criteri in accordo con il
cliente, e loro comunicazione al soggetto all’audit;
- attenta raccolta, analisi, interpretazione e documentazione delle
informazioni;
- qualità e quantità delle evidenze raccolte sufficienti perché
auditor indipendenti l’uno dall’altro giungano ad analoghe
risultanze, a fronte di medesimi criteri;
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Audit Ambientale
- affidabilità delle risultanze e delle conclusioni:
• le evidenze raccolte costituiscono solo un campione delle
informazioni disponibili a causa dei tempi e risorse
generalmente limitati;
• quindi è presente un elemento di incertezza di cui occorre
tenere conto, sia in sede di pianificazione ed esecuzione, sia di
giudizio (risultanze e conclusioni);
•evidenze raccolte devono essere sufficienti sia per importanti
risultanze sia per aggregati di risultanze meno significative ai fini
di corrette conclusioni;
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Audit Ambientale
- rapporto di audit:
• comunicazione al cliente, mediante rapporto scritto contenente
le risultanze e, se permesso dal cliente , anche al soggetto
all’audit;
• il rapporto dovrebbe generalmente contenere le informazioni
elencate al punto 4.7 della norma;
• conseguenti azioni correttive competono a cliente e soggetto,
l’auditor può formulare soltanto raccomandazioni, se
concordato con cliente.
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UNI EN ISO 14011
Linee guida per l’audit ambientale
Procedure di audit
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Linee guida per l’audit ambientale
Fornisce:
le procedure per condurre gli audit sui Sistemi di Gestione
Ambientale (SGA).
Essa è applicabile ad ogni Organizzazione di qualunque tipo e
dimensione in cui sia stato costruito e quindi venga utilizzato un
Sistema di Gestione Ambientale (SGA).
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TECNOLOGIE AMBIENTALI
1) SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
Stabilisce le procedure di audit, che consentono la
pianificazione e la conduzione di un audit su un Sistema di
Gestione Ambientale (SGA), per determinare la sua conformità
ai criteri di audit del SGA.
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2) RIFERIMENTI NORMATIVI
ISO 14001
ISO 14010
ISO 14012
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3) DEFINIZIONI
Valgono le definizioni date nelle ISO 14001 e
ISO 14010, tenendo comunque conto che termini
e definizioni nel campo della gestione
ambientale sono date nella ISO 14050.
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4) OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA’
dell’audit del Sistema di Gestione Ambientale
- obiettivi
L’ audit del SGA deve avere obiettivi definiti, ad es.:
• determinazione conformità del SGA rispetto ai criteri
• identificazione aree di potenziale miglioramento
• valutazione della capacità di riesame da parte della
direzione interna, ai fini di assicurare senza soluzioni di
continuità l’adeguatezza ed efficacia del SGA.
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OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA’
- ruoli, responsabilità ed attività
responsabile ed auditor devono avere un ruolo :
• attivo
• propositivo
• consultivo
- responsabile dell’audit
responsabilità di assicurare una efficiente ed efficace conduzione
e completamento dell’audit nell’ambito del campo di
applicazione e del piano di audit approvati dal cliente.
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OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA’
Elenco dettagliato di responsabilità e compiti al punto 4.2.1
della norma.
- Auditor
elenco responsabilità e compiti al punto 4.2.2
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OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA’
- Gruppo di audit
nella selezione dei componenti per la costituzione del gruppo, si
deve tenere conto di:
• qualificazioni (titolo di studio, esperienza lavorativa,
formazione, addestramento in campo) come dai relativi percorsi
fissati nella 14012;
• organizzazione, processi, attività, funzioni soggette all’audit;
• numero dei componenti, conoscenze linguistiche ed esperienze
dei singoli (settori operativi);
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OBIETTIVI, RUOLI E RESPONSABILITA’
• eventuali conflitti di interesse tra i componenti e il soggetto
all’audit;
• richieste di clienti, organismi di certificazione e di
accreditamento.
Il gruppo potrebbe comprendere esperti tecnici e auditor in
addestramento,che debbono essere accettati dal cliente, dal
soggetto all’audit e dal responsabile dell’audit.
- Cliente
responsabilità e compiti sono elencati al punto 4.2.4 della norma.
- Soggetto all’audit
- responsabilità e compiti al punto 4.2.5 della norma.
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5) ESECUZIONE DELL’AUDIT
- inizio dell’audit - Campo di applicazione
• indica l’estensione e i confini dell’audit in termini di fattori,
quali il luogo, le attività dell’organizzazione e la tipologia del
rapporto.;
• viene determinato dal cliente e dal responsabile dell’audit, con
consultazione del soggetto all’audit;
• qualunque modifica deve essere approvata dal cliente e dal
responsabile.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- Esame preliminare della documentazione
• prima di iniziare, controllo di documenti di base
dell’organizzazione, quali: politica ambientale, programmi,
registrazioni, manuali ecc., che riguardano i requisiti del SGA in
esame;
• se documentazione inadeguata, informare il cliente;
• no utilizzo ulteriori risorse senza le istruzioni del cliente.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- preparazione dell’audit - Piano di audit
• dovrebbe essere concepito flessibile, per adattamenti a
circostanze non previste, e per ottimizzare l’uso delle risorse;
• dovrebbe essere costituito dagli argomenti elencati al punto 5.2.1
della norma;
• obiezioni del soggetto all’audit vanno segnalate al responsabile
dell’audit ed eventuali revisioni vanno concordate tra cliente,
responsabile e soggetto.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- Ripartizione dei compiti nel gruppo di audit
• a ciascun membro sono assegnati alcuni elementi,
funzioni, attività del SGA, e fornite le necessarie
istruzioni;
• solo il responsabile può apportare variazioni.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- Documenti di lavoro
• moduli per la documentazione di supporto alle
evidenze oggettive;
• procedure e check-list;
• verbali di riunioni (custodia e riservatezza per quelli
confidenziali o brevettuali);
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- conduzione dell’ audit - Riunione di apertura
scopi della riunione elencati al punto 5.3.1 della norma.
- Raccolta delle evidenze oggettive dell’audit
• vanno raccolte e verificate sufficienti evidenze mediante interviste, esame
documenti, osservazioni dirette di attività e situazioni con registrazione di
indicazioni di non conformità;
• esame e controllo di piani di campionamento e procedure per il CQ di
campionamenti e misurazioni utilizzati dal soggetto all’audit nell’ ambito delle
attività del suo SGA.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- Risultanze di audit
• evidenze per la determinazione di non conformità ai
criteri, chiaramente documentate e dimostrate;
• per le conformità, no assicurazioni di tipo assoluto;
• esame delle risultanze con il responsabile del soggetto
all’audit per il riconoscimento che le non conformità
sono basate su fatti.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- Riunione di chiusura
• dopo la raccolta delle evidenze e prima della redazione
del rapporto, riunione tra gruppo di audit, direzione e
responsabili di funzioni del soggetto, per il
riconoscimento di cui sopra e per risolvere i disaccordi
prima della pubblicazione del rapporto.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
-rapporti di audit e conservazione dei documenti •
•
•
Preparazione del rapporto di audit
sotto la direzione del responsabile;
accuratezza e completezza;
trattazione di tutti gli argomenti contenuti nel piano di audit.
- Contenuto del rapporto
• dovrebbe essenzialmente contenere: data e firma del responsabile, le
risultanze e/o un riassunto con riferimento alle evidenze che sostengono l’audit;
inoltre potrebbe contenere, mediante accordo responsabile-cliente, quanto
elencato al punto 5.4.2 della norma.
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ESECUZIONE DELL’AUDIT
- Distribuzione del rapporto
• va consegnato o inviato nei tempi previsti dal piano (salvo slittamenti
formalmente dichiarati) al cliente;
• è di esclusiva proprietà del cliente con cui va concordata la
distribuzione, per cui va mantenuto riservato e protetto dagli esecutori e
da ogni altro destinatario;
• una copia dovrebbe andare anche al soggetto all’audit, a meno di veto
del cliente.
- Conservazione dei documenti
• in accordo di responsabile, cliente e soggetto, tutti i documenti, dalle
bozze ai rapporti finali, vanno conservati.
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6) TERMINE DELL’AUDIT
L’audit si può ritenere terminato, quando
tutte le attività previste nel piano di audit
sono state concluse.
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Norma UNI EN ISO 14012
Linee-guida per l’audit ambientale
Criteri di qualificazione per gli auditor ambientali
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Linee-guida per l’audit ambientale
Criteri di qualificazione per gli auditor ambientali
Fornisce:
• le linee-guida sui criteri di qualificazione degli auditor
ambientali, per sostenere l’applicazione degli EMS e audit.
Tenere presente che, come per la 14010 e la 14011, nel testo
tradotto in italiano dall’UNI, è stato lasciato il termine auditor
che nel Regolamento CE 761/2001 (EMAS) corrisponde al
termine revisore.
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1 ) SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
- Fornisce le linee-guida sui criteri di qualificazione
degli auditor ambientali e dei responsabili di audit, ed è
applicabile sia agli auditor interni sia a quelli esterni.
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2 ) RIFERIMENTI NORMATIVI
ISO 14001
ISO 14010
ISO 14011
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3 ) DEFINIZIONI
a quelle già descritte nelle precedenti, vengono inserite:
- laurea
vedere punto 3.3 della norma
- insegnamento secondario
punto 3.4
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4 ) ISTRUZIONE ED ESPERIENZA
PROFESSIONALE
devono possedere:
• laurea o attestato di superamento ciclo di insegnamento
secondario ;
• esperienza di lavoro di base che contribuisce a sviluppare
(mette in condizione di sviluppare) abilità e conoscenze su
alcuni o tutti gli argomenti appresso elencati.
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ISTRUZIONE ED ESPERIENZA
PROFESSIONALE
a) scienze e tecnologie dell’ambiente;
b) aspetti tecnici e ambientali relativi alla conduzione di
impianti;
c) rilevanti prescrizioni di leggi, regolamenti e altri documenti
relativi all’ambiente;
d) norme e SGA rispetto ai quali possono essere condotti gli
audit;
e) procedure, procedimenti attuativi, e tecniche di audit.
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ISTRUZIONE ED ESPERIENZA
PROFESSIONALE
secondaria ....................5 anni di appropriata
esperienza lavoro
• laurea..............................................4 anni
ATTENUAZIONE
pari a periodi di formazione, la cui somma non superi
rispettivamente 1 e 2 anni, per partecipazione con esito
favorevole, ad attività di formazione riconosciuta, orientata in
tutto o in parte agli argomenti elencati.
• scuola
NORMA UNI EN ISO 14001 ed
elementi aggiuntivi in EMAS
Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente
UNITÀ TECNICO-SCIENTIFICA PROTEZIONE E SVILUPPO DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO,
TECNOLOGIE AMBIENTALI
5) FORMAZIONE
In aggiunta vengono richieste una formazione specifica ed una
formazione pratica sul campo (on the job training).
La prima si deve sviluppare attraverso la conoscenza degli
argomenti citati, oppure eventualmente sostituita da esami
riconosciuti o da rilevanti qualifiche professionali.
La seconda attraverso la partecipazione ad interi processi di
audit nei limiti numerici e temporali indicati al punto 5.2 della
norma.
Nell’appendice A vengono descritti i criteri di valutazione
delle competenze raggiunte nella formazione.
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6) EVIDENZE OGGETTIVE DI STUDI,
ESPERIENZE E FORMAZIONE
Ciascuna persona deve conservare evidenza
oggettiva di quanto sopra (importante ai fini
professionali).
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7) CARATTERISTICHE E CAPACITA’
PERSONALI
Vedere norma.
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8) RESPONSABILE DI AUDIT
Figura professionale che possegga profonda conoscenza e
capacità personali tali da assicurare una efficace ed efficiente
gestione ed un’autorevole direzione del processo di audit.
Al punto 8 della norma vengono indicati i limiti temporali e
numerici di criteri aggiuntivi.
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9) MANTENIMENTO DELLE
COMPETENZE
E’ previsto che gli auditor debbano mantenere le loro
competenze sugli argomenti elencati, oltre che con
l’attività specifica, anche assicurando l’aggiornamento
continuo delle proprie conoscenze.
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10) DILIGENZA PROFESSIONALE
E’ la dote professionale già descritta nella 14010 nell’esercizio
dovrebbero aderire ad un previsto codice di deontologia
professionale.
11) LINGUA
In caso di non buona conoscenza della lingua, necessaria per
l’assunzione delle responsabilità, è indispensabile un supporto
esterno che conosca la lingua e dia le necessarie garanzie di non
condizionabilità .
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Infine…... per chiudere
è da segnalare
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Oltre l’APPENDICE A
Descrizione criteri di valutazione competenze raggiunte
durante la formazione
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Anche l’APPENDICE B
Che traccia una guida per la creazione di un organismo (o più
organismi preposti alla “registrazione” o “certificazione” degli
AUDITOR AMBIENTALI
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UNI EN ISO 14001, EMAS L`AUDIT AMBIENTALE