Cultura e società: dalla civiltà contadina al fast food ANNO XIV ALFA 2 Foglisparsi www.cescat.it – cescat.org – cescat.com 7 lug. 2005 Dir. resp. Rodolfo Palieri . Red. Capo Giulio Borghini. V. Red Capo Marco Borghini. Segreteria di Redazione: Tiziana Cimaroli, Roberta Natalucci. Periodico della Coop. sociale cristiana ALFA, creata dal CESCAT - Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” - Oratorio parrocchiale di Allumiere – P.zza Mertel s.n.c. - Tel/ fax 0766/ 96 76 86 – Rec. Post. Via Monte Roncone 56 – 00051 Allumiere (RM) – Autorizzazione del Tribunale di Civitavecchia N. 5/89 del 31/10/89. Consiglio Direttivo: Augusto Amici, Dino Baiocco, Franco Cappelletti, †Remo Ciambella, Federico Cimaroli, Rita Fiorelli, Mauro Mellini, Venturino Mocci (Segretario Generale), Fiorella Palieri, Rodolfo Palieri (Coordinatore), Suor Elena Pregolini, Realdo Trinetti (Segretario Organizzativo), Anna Vici, Pietro Zaini (Tesoriere), Gianna Zucconi, †Gualtiero Zucconi. Il periodico è diffuso gratuitamente. Stampa La Litografica - C.vecchia - Tel. 24618. Per iscriversi al CESCAT: vers. su C/C post. 69336006 intestato al Cescat – P.zza Mertel, Allumiere (RM) o C/ C bancario 30904 Cassa Risparmio C. vecchia Agenzia di Allumiere ABI 6130, CAB 38870 – o vers. (20 €) a Gianna Zucconi – Via Roma 53 – 00051 Allumiere (RM). ALFA (ALlumiere & TolFA), libera voce della Comunità per i giovani e gli uomini di buona volontà. Periodico della Cooperativa sociale cristiana ALFA , creata e gestita dal CESCAT La verità sulla crisi italiana e l’irriconoscenza comunitaria L’entrata in Europa ha messo a nudo i mali strutturali dell’economia L’Euro momento della verità: la spesa pubblica travalica le nostre risorse, mentre ricerca e studio sono sacrificati per le missioni militari all’estero. Nel “mercato selvaggio” si punta ai guadagni facili ed il risparmio non è tutelato. Gli italiani acquistano prodotti esteri, anche se più costosi dei nostri, come le auto giapponesi. Il rifiuto dell’Europa nasce dal suo prematuro allargamento. E si è pagata l’irriconoscenza nei confronti del cristianesimo, per duemila anni nostro poderoso scudo. (pag. 2) L’Isola ecologica per All.&Tolfa pag. 3 La democrazia del 74,1% Residui di barbarie I giovani: Ah! Se il Parco…! (pag. 10) I COMON, si cambia leader della sinistra erano I riti picareschi impreparati allo straripante (pag. 9) duri a morire successo delle regionali come alla secca sconfitta del referenProtezione civile dum. La ragione è che i profesIl Gruppo sionisti della politica si ostinano Luigi Artebani a ragionare fra loro senza ascol“Gualtiero Zucconi” pag. 5 tare la gente, sempre più lontana (pag. 8) dai partiti. Le ansie - che talvolta diventano angoscia - per quanto avviene in Italia e nel Nulla più inedito della carta stampata mondo, creano un grande biso(pagg. 12-13) gno di certezze ed una forte repulsione per le avventure. Il vuoto ottimismo berlusconiano Luci e ombre su Piazza Nova ha fatto il suo tempo insieme all’avventurismo libertario. di Antonio Marini Lo si chiami “riflusso nel privato”, o, più crudamente, qualun- Tolfetani e villeggianti dovranno attendere l’autunno per vequismo, i partiti devono decider- dere ultimati i lavori di “Piazza Nova”? L’interrogativo nasce si a prenderne atto. Non uno dei dall’attuale stato del cantiere che non lascia prevedere il ri(Continua a pagina 4) Grazie alle commesse del Comune di Allumiere Alcune persone hanno trovato in ALFA lo strumento per riaffermare le proprie capacità ed il loro ruolo sociale. E’ una tappa importante sull’ardua strada della solidarietà laica e cristiana. spetto del termine di consegna entro luglio. L’opera, importante per la vita di Tolfa e per la sua immagine, è il nostro “biglietto da visita”. La valutazione progettuale, pavimentazione in cubetti di selce e lastre di pietra lavica su unico livello, é da condividere e la preferenza dei materiali usati é in linea con altri interventi realizzati nel centro storico; scelte orientate all’elimina- zione dell’asfalto a vantaggio della pietra locale tradizionale. Certo la gestione dell’appalto, l’organizzazione di tutta la logistica della viabilità connessa al trasporto e la decisione, una volta ultimati i lavori, di non ospitare più il mercato settimanale nella stessa piazza non sono immuni da critiche. (Continua a pagina 10) Oriana, Libero e il Dubbio “Coltiva sempre il dubbio! Ovvero, non applicare i tuoi pregiudizi alle nuove situazioni. Esamina i problemi nel fondo della coscienza!” Possiamo sintetizzare così gli insegnamenti cristiani, dogmi di fede a parte. Perciò ogni giorno chiediamo all’Altissimo di illuminarci la strada per trovare il giusto itinerario. Il dubbio è fondamento del Cristianesimo praticato. Ciò spiega anche perché i credenti abbiano ben pochi “amici politici”, di quelli che esigono la dedizione totale ad un’idea, qualunque siano le strategie - e talvolta i mezzi - per realizzarla. Ai seguaci di Cristo, invece, spetta vagliare, di volta in volta, l’etica di ogni azione. Così, nei limiti delle forze declinanti, spaziamo dal Manifesto a Libero, ed oltre, per conoscere e capire. E il dubbio più serio è venuto da Libero del 26 maggio che poneva a confronto gli stridenti contrasti fra i tolleranti atteggiamenti della nostra democrazia - talvolta apparentemente complice del terrorismo islamico - e le persecuzioni praticate in molti paesi musulmani nei confronti dei cristiani. Nulla di nuovo sotto il sole. Sappiamo che l’intolleranza religiosa è tipica dei paesi culturalmente meno evoluti, i quali - appunto non coltivano il dubbio. E scontiamo che solo una paziente opera di apertura, culturale ed uma(Continua a pagina 2) Il cristianesimo che ha sfidato le SS NO a prezzo della vita pagg. 6-7 ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 1 L’Euro momento della verità e... il peccato di irriconoscenza! Se per una volta fossimo capaci di distinguere la verità dalla ragion politica dovremmo ammettere che fra le colpe di Berlusconi non si possono annoverare i mali strutturali dell’economia italiana. Ma l’etica politica travalica ogni oggettività e saremmo accusati di... aver cambiato bandiera! (Come accadde quando, contrari alla liberalizzazione della droga, criticammo il provvedimento Fini.). Ed allora non lo diciamo. Anzi rileviamo che il mancato controllo sui prezzi ha dimostrato l’ostilità nei confronti dell’Euro di una parte del centrodestra ed in special modo del temibile fascismo nordico risorto con la Lega. Però ricordiamo che tutti i governatori della Banca d’Italia hanno sempre invocato - in particolare dagli anni ‘70 - una riduzione e riqualificazione della spesa pubblica. Solo le tante alchimie monetarie e finanziarie, (dalla “libera fluttuazione” della lira del febbraio ‘73, agli equilibrismi per restare nelle spire del “serpente monetario” ad altri marchingegni) hanno permesso all’Italia di non essere emarginata dall’Europa. Ed in que- sto senso hanno ragione Prodi e Ciampi nel dire che l’Euro, restituendoci una credibilità europea, ha conferito all’Italia il diritto di essere collocata fra le grandi potenze con pari dignità. Ma era inevitabile attendersi dei contraccolpi sui prezzi interni. Se le urgenti terapie riequilibratici non fossero state affidate al centrodestra, ma alle più amorevoli cure degli autori dell’Euro, le cose sarebbero andate certamente meglio. Tuttavia occorre più lealtà ed ammettere le origini delle nostre difficoltà a tenere il passo con l’Europa. Ci sono anche da rilevare i mali accentuati dall’impulso impresso al liberismo economico che pervade ormai tutto l’occidente. Nel “mercato selvaggio” si punta ai guadagni facili ed il risparmio non è tutelato. Gli italiani acquistano prodotti esteri, anche se, complessivamente, più costosi dei nostri, come le auto giapponesi, lanciate da una pubblicità intelligente. Quanto ai “NO” pronunciati contro l’Europa c’è da rilevare che il rifiuto della Comunità nasce dal suo prematuro allar- gamento. Come si può pensare di costruire, anche di là dal progetto originario, attico e superattico quando non sono state consolidate le fondamenta? La più forte struttura di base avrebbe anche consentito di imporre regole più rigorose ai nuovi candidati dando maggiori garanzie psicologiche ai nostri più tiepidi europeisti. Altro aspetto: è codino dire che abbiamo pagato la vergognosa irriconoscenza nei confronti del cristianesimo? Non è forse vero che, in mancanza del baluardo opposto dalle chiese cristiane, l’Europa oggi sarebbe certamente un’altra cosa?!...molto più triste, povera, arretrata e fondamentalista? Non avremmo pagato un prezzo molto più elevato alle sanguinose invasioni musulmane dei secoli scorsi (perché ricordare solo le Sante Crociate?) e non saremmo caduti nell’Area d’influenza sovietica dopo il ’45? Ed allora perché essere tanto irriconoscenti da non voler iscrivere nella Costituzione europea le nostre radici cristiane? Si trattava di una questione di pura onestà, storica e intellettuale. Le disonestà si pagano. Padre Wellington: “Ricordate da dove veniamo” Eredi di un patrimonio genetico e culturale “P osso considerare me stesso un individuo “a se stante”, del tutto “indipendente” da ciò che è stato prima?”. Evidentemente no, ma non ci pensiamo spesso. Invece Padre Wellington ha fatto nascere la domanda, con forza, nei fedeli di Allumiere commentando, Domenica 19 giugno, il Vangelo di Matteo (9,36 - 10,8). Con parole semplici egli ha voluto ricordare il debito di rico- noscenza che tutti noi abbiamo nei confronti dei genitori e progenitori, e di quel complesso di valori da loro tramandatici nei secoli. Valori e principi - difesi a volte col sangue dai nostri predecessori che ci permettono oggi di vivere in una società incardinata sulle regole di una rassicurante civiltà, (raramente violate, se non con grande scandalo collettivo). La strada per giungere dalla bestia all’- Angelo è lunga, ma lottando con tenacia possiamo farcela. L’aiuto verrà da quel Cristo che, morto per sfinimento sulla Croce, induce milioni di uomini a contenere, da duemila anni, la propria ferinità. E’ Lui che travalica ogni altro riferimento culturale. Quanto male è stato risparmiato, nel Suo nome, all’umanità? Pensiamoci e non rinneghiamolo! Né con le parole né con le azioni. (Continua da pagina 1) - Oriana, nacce, l’ha definita “una bestia, figlia di un fottuto cattolico”. Con una sequenza di intimidazioni che hanno costretto la Fallaci a girare sotto scorta. Che i musulmani deleghino la loro rappresentanza ad un uomo carico d’odio qual è Adel Smiht la dice lunga sul loro processo di democratizzazione e sulla loro volontà di vivere in Italia accettandone la diversità religiosa. E’ infatti noto che Adel Smith ha pubblicamente dileggiato, oltre al Vaticano ed a Giovanni Paolo II, persino il Crocifisso. Per non contribuire anche noi a diffondere rancore omettiamo di riportare altre frasi pronunciate da questo ineffabile personaggio. Però consigliamo i musulmani interessati alla pacifica convivenza con i cattolici di liberarsi solleci- tamente di un rappresentante così poco... diplomatico. Confessiamo che, almeno nei nostri confronti, Libero ha ottenuto un successo creandoci il dubbio: l’Italia e l’Europa stanno attuando quanto il cristianesimo e la democrazia suggeriscono? Oppure incerti sostenitori di agonizzanti valori ci prepariamo ad una resa incondizionata dinanzi a popoli più poveri e sprovveduti, ma provvisti del coraggio della disperazione e di grandi risorse vitali? Forse la consapevolezza dei nostri limiti etici e la mancanza di coraggio danno ragione a Renato Farina quando scrive su Libero “….processare la Fallaci per vilipendio alla religione musulmana… è sintomo della voglia di morire dell’Europa”? Libero... na, verso i paesi ancorati ai loro fondamentalismi può aprire la strada ad un terzo millennio caratterizzato dal progresso civile. E allora? Allora fanno probabilmente bene i magistrati italiani a giudicare con relativa clemenza i reati dei Musulmani mostrando all’Islam l’insostituibile valore di una democrazia e di una religione ispirate alla solidarietà con i deboli. Ma Libero contrappone il trattamento riservato alla scrittrice Oriana Fallaci, gravemente malata di cancro, ed al suo accusatore Adel Smith, Presidente della Associazione Musulmani d’Italia, che, fra le altre più forti ingiurie e gravi mi- 2 CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” Due questioni hanno avvelenato, più di altre, la vita politica allumierasca negli ultimi mesi: il “caso Rotella” ed il “taglio” dei giardini pubblici nell’area retrostante il Monumento ai Caduti, periodicamente onorato, con umile assiduità, dai buoni cittadini. Su Rotella abbiamo scritto, crudamente e fin troppo chiaramente, come la pensiamo. Per i giardini, pur rinviando il giudizio al compimento dell’opera, ci chiediamo una cosa: perché attendere l’inizio dei lavori da parte della ditta appaltatrice per scatenare l’offensiva? Non sarebbe stato meglio orga- Piccoli veleni nizzare tempestivamente l’opposizione popolare? In tal modo si sarebbe probabilmente ottenuta una modifica del progetto senza procurare tanti malanimi e danni alla collettività. Rispondiamo al quesito: di là dai meriti e dalle colpe di questa Amministrazione comunale siamo convinti che i suoi responsabili lavorino - con impegno - per il proprio paese? Si? E allora quali sono i motivi degli instancabili assalti, talvolta feroci, che riceve da sinistra e da destra? E riecco la nostra ormai vecchia esortazione: perché non tentiamo, almeno nei piccoli centri, di vivere nella pace? Più volte abbiamo apprezzato il ruolo dell’opposizione - sempre doveroso - ma spesso appare ispirato alla ragion politica. Ed a proposito di questa “ragione”, Rifondazione di Allumiere, a volte vittoriosa nella gara col centrodestra per redigere i cartelloni più mordaci, è informata dei nuovi schieramenti nazionali? Abbiamo sempre ammesso di capire poco di politica, ma adesso ci si confondono completamente le idee. UN’ “ISOLA ECOLOGICA” PER ALLUMIERE E TOLFA A llumiere e Tolfa hanno finalmente la loro “Isola ecologica”: ubicata nella propaggine Nord della “Cavaccia”, lontana dagli impianti sportivi, raccoglierà in distinti contenitori i rifiuti riciclabili. Propriamente “ecologica” sarà, quindi, la funzione dell’”isola”, polo dei materiali di scarto. Più l’atollo crescerà, più saranno pulite le campagne di Allumiere e Tolfa. Infatti, l’iniziativa del Comune di Allumiere, cui si è associato il Comune di Tolfa, vuole ora convincere i cittadini a trasportare nell’”isola” gli abbondanti prodotti riciclabili degli sprechi consumistici. Se, con l’aiuto delle nuove generazioni, l’operazione avrà successo avremo finalmente liberato il territorio dalle indecenti scorie della società dei consumi. Non per niente, grazie all’iniziativa dell’Assessore alla P.I. Stefania Cammilletti del Comune di Allumiere, erano presenti all’inaugurazione gli alunni delle elementari. Assenti, purtroppo, i ragazzi delle Medie. Ora l’Amministrazione, secondo i progetti del Delegato all’Ambiente Giovan Battista Zaini, dovrà procedere alla bonifica delle discariche abusive dislocate in diverse aree comunali. Il rilievo dell’iniziativa ha giustificato l’intervento della Vice Presidente della Provincia, Rosa Rinaldi, che ne ha rimarcato i riflessi sociali ed economici unitamente ai sindaci di Allumiere Peppino Cammilletti e, di Tolfa, Alessandro Battilocchio. Presenti il Vice Sindaco di Tolfa, Paolo Aloisi, con gli assessori di Allumiere, la protezione Civile e rappresentanti delle associazioni ecologiste locali. I giganteschi contenitori sistemati alla “Cavaccia” possono accogliere un’ampia va- rietà di materiali differenziati, dai mobili, ai li di scarto: tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30, frigoriferi, agli apparecchi TV, ai Computer, mentre il giovedì e sabato è possibile accedefino agli imballaggi in materiali diversi, vec- re ai depositi anche dalle 15 alle 17. chie batterie delle auto, macerie di piccole demolizioni, oli minerali esausti, farmaci scaduti, ecc.. Perciò tutto lascia intendere che stiamo per cancellare l’assillo ricorrente ogni volta che acquistiamo qualcosa di nuovo: “Dove lo butto quello vecchio?”. Cadrà insomma l’insana tentazione di risolvere il problema piazzando l’ingombro di turno nel bel mezzo di un prato verdeggiante o, non meno grave, al limitare di un bosco? C’è da sperare che il territorio circostante ad Allumiere e Tolfa sarà gradualmente liberato dall’indecente ostentazione di quanto di più vergogno- La cerimonia inaugurale dell’“Isola ecologica”, al cui proso sia riuscita a creare la pro- getto, varato dal Comune di Allumiere, si è positivamente duzione industriale. (La con- associato il Comune di Tolfa. Nella foto la Vice Presidente danna è inevitabile per un si- della Provincia, Rosa Rinaldi, illustra il significato del Piastema produttivo che, accen- no di riciclaggio dei rifiuti nei due comuni. Alla sua destra tuando l’obsolescenza dei il Sindaco di Tolfa, l’eurodeputato Alessandro Battilocprodotti, ne accelera la sosti- chio, il Sindaco di Allumiere Peppino Cammilletti ed il Vice Sindaco di Tolfa, Paolo Aloisi. tuzione e lo scarto). Riciclare consentirà di trarre dai rifiuti una fonte di reddito, la cui riparti- L’eccessivo onere dello smaltimento dei rizione tra la Provincia di Roma (finanziatrice fiuti ha indotto il Comune di Allumiere ad del Progetto) ed i comuni interessati è all’esa- affrontare il problema con progettualità e deme delle parti in rapporto al volume dei mate- terminazione. Nei disegni dell’Amministrariali che saranno riciclati. zione rientrano piani per utilizzare le risorse, I cittadini di Allumiere e Tolfa sono facilitati non solo economiche, della Provincia e della dall’orario in cui è possibile portare i materia- Regione. Il Sindaco di Allumiere denuncia i vandalismi - Monito alle famiglie “Vandalismi da far venire voglia di ritirarsi. Tutto il nostro impegno per migliorare Allumiere e poi vediamo la sua immagine distrutta per il gusto di sfasciare e disprezzare il frutto del lavoro altrui. E’ anche il fallimento delle agenzie di formazione, dalla famiglia alla scuola”. E’ il primo cittadino di Allumiere, Peppino Cammilletti, a parlare così. Affranto dinanzi agli ennesimi atti vandalici nei giardini pubblici (ed in particolare al Parco della Fonte Ferrata, quello che, ancora per poco, è il fiore all’occhiello dell’Amministrazione di centrosinistra), Cammilletti farà sistemare telecamere (nascoste, e protette contro ogni tentativo di manomissione) per cogliere sul fatto i guastatori di turno. “Purtroppo siamo costretti ad affron- tare un’altra spesa che avevamo tentato di evitare – ha soggiunto Cammilletti - rilevando che “sembra di vivere in un clima di totale irresponsabilità. Le madri, che dovrebbero educare i propri figli al rispetto della cosa pubblica, s’indignano se ci si permette di riprendere i loro figli, che devono essere liberi di fare tutto ciò che vogliono. Poi vediamo quali frutti produca questa educazione ultrapermissiva e lassista”. “Il vandalismo è uno dei modi per disperdere le energie e le risorse finanziarie dell’Amministrazione in carica – ha concluso Cammilletti – ma non è il solo. Un altro modo è quello di farsi male da soli grazie ad un’opposizione impegnata a redigere manifesti con accuse del tutto gratuite, cui però bisogna rispondere, altrimenti la gente potrebbe persino credere che i rilievi, siano giustificati.” L’opposizione ha dato una risposta, intelligente e tagliente, sintetizzata su “Notizie in diretta” del CESCAT. Non è solo per mancanza di spazio che non la passiamo anche qui. E’ che Foglisparsi non vuole diventare un’arena in cui si fa reciprocamente strage di quella solidarietà sempre auspicata. Sembra alla gente ed anche a noi che il centrodestra e Rifondazione debbano abbassare i toni di una polemica che, nata per legittimi fini istituzionali, rischia di inasprirsi pregiudicando ogni futura forma di collaborazione. Il Pianeta è percorso dall’odio. Ricreiamo qui un’oasi di serenità. Ricordiamo il monito evangelico: “Beati gli operatori di pace…” ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 3 La democrazia del 74,1%... (da pag. 1) referendum promossi dai radicali negli ultimi anni ha raggiunto il quorum. E (mentre lo Stato ed i partiti hanno erogato fiumi di denaro per queste consultazioni straordinarie) l’elettorato si è spostato, amaramente, verso i “partiti con le idee chiare”, quelli che, dalla Lega ad AN, indicano traguardi netti. La sinistra deve prendere posizione sui problemi che interessano la gente, si chiamino “sicurezza”, manipolazione genetica o regolamentazioni dei poteri istituzionali. Per la stessa incapacità di offrire certezza è caduta alle Regionali Forza Italia, il cui Leader dell’ottimismo forzato, ha finito col perdere credito. Berlusconi aveva capito che gli italiani erano stufi delle cassandre, ma ha abusato della sua intuizione. Così è rimasta delusa quella parte della popolazione che sperava nella destra per vivere più serenamente. Nelle grandi città la situazione è migliorata, ma tutta la rete di piccoli paesi della little Italia che, per dormire sonni tranquilli, attendeva “più prevenzione che punizione” non poteva avere delusioni maggiori. La notte dormono tutti, per fortuna anche i malavitosi. Quasi sempre. Però, non appena un nucleo di emarginati decide improvvisamente di aggredire un piccolo agglomerato urbano (facendolo oggetto, nel caso migliore, di furti sistematici, come a Tolfa) ci si rende conto dell’inadeguatezza della rete di protezione assicurata ai cittadini. D’altra parte, dopo aver sempre difeso la Magistratura, dobbiamo prendere atto della frequente carenza del suo ruolo. Occorre il coraggio di ammetterlo. Le forze dell’ordine sono disorientate dinanzi ai “permessi premio” che servono a compiere altri delitti a spese di innocenti. E lo sono dinanzi alla continua derubricazione dei reati, anche gravi, che si risolvono con denunce a piede libero. Forse per questo, o per effetto di “conquiste sindacali”, nei piccoli centri si va diffondendo, per tutti, la “cultura dello stacco”, nel senso che ad una certa ora della notte può accadere di tutto. La vittoria ottenuta dalla sinistra alle regionali, per aver preso le distanze dal libertarismo pannelliano, è già “passato”. Ora c’è la cocente sconfitta del referendum, che a nostro avviso rischia di avviare un’inversione di rotta che dall’etica si estenda alla politica. Berlusconi ha mostrato buon naso tentando di sedurre la Margherita. Un paradosso che ha scandalizzato non solo i palati fini della politica. Eppure, in un voto segreto, che non mostrasse il rossore delle guance, tanti italiani sarebbero imbarazzati a rispondere “no”. Non per nulla crescono le “rifondazioni” della DC. Di “moderno” gli elettori italiani sembrano aver acquisito soprattutto la capacità di cambiare, velocemente, orientamento. Ora il cosiddetto “elettorato benpensante” che, sotto varie spoglie, cresce continuamente, è arrabbiato anche con la sinistra, impaludata in diatribe di principio ritenute inutili rispetto al caro vita e agli sbarchi di immigrati disperati. La famiglia che lascia le città per le ferie agognate, lo fa con una crescente preoccupazione per quanto l’attende al ritorno. Questo alla fine conta più di tutti i principi laico-libertari che avvincono, travagliandola, l’elite acculturata del Paese. La destra è cresciuta in Italia perché ha colto il momento di condividere, almeno negli obiettivi dichiarati, alcuni programmi della sinistra. I progressisti invece sono rimasti sordi alle attese del proprio elettorato, passate dal desiderio di dividere la ricchezza nazionale a quello di difendere il poco che si è conquistato. I leaders della sinistra devono scendere nelle strade e parlare con la gente, magari con i sociologi, lasciando perdere i furbissimi capi-corrente. Dialoghi r.p. Doccia bollente A proposito degli anziani che vanno in chiesa. Sono due settimane che osservo le persone salire le scale della "porticella": vedo in particolare faticare le anziane per salire, chi con il bastone e chi si appoggia al corrimano facendo qualche smorfia. Perciò, come vedo, non c'era bisogno del daily (camioncino) del Comune per fare un dispetto agli anziani. Dato che Lei è tanto ascoltato dall'amministrazione comunale e non so se anche da don Augusto, caro Palieri, perché non si prodiga per vedere se è possibile fare una rampa o qualche cosa che potrebbe agevolare 1' entrata in chiesa invece di una striscia Gialla come dice Lei? Perché non parla delle rampe di via Roma che non possono essere utilizzate dà chi usa le carrozzelle? Per ultimo, perché non ha avvertito i Vigili urbani per far spostare quel benedetto daily; non conosce anche lei gli autisti? Caro Maffei, innanzitutto complimenti! E’ così che fa un buon cittadino quando qualcosa lo indispone: prende carta e penna e scrive, firmandosi, (interpreto le trasparenti iniziali L.M. come un mero desiderio di non voler fare il protagonista) e rifiuta il diffuso costume di “abbaiare dalla buca”! Quanto invece alla sostanza della sua nota devo segnarle che i suoi “perché” sono un tantino ingiustificati. Vuol sapere… perché? Glielo dico subito: ⇒ le sfuggono i tre pezzi (quarto con l’ultimo), dedicati, nel tempo, all’argomento; 4 ⇒ a me ripugna chiamare un vigile per far elevare la contravvenzione ad un trasgressore perpetuando il cattivo costume che ho denunciato proprio nel pezzo cui lei si riferisce; mi è sembrato molto più… tagliente denunciare il fatto pubblicamente; anzi mi sono sentito fin troppo “cattivo” perché fare il vigile in Allumiere è un incarico ben poco invidiabile; ⇒ i “buoni rapporti” che ho con il Comune (io vorrei averli con tutti senza rinunziare ai doveri professionali) non mi hanno impedito, di essere estremamente severo e, direi, persino provocatorio; lei è di opinione diversa? ⇒ Ho denunciato più volte il problema in tutte le sedi competenti, anche a nome dei familiari di Remo Speroni, ma ho ricevuto risposte negative a causa dei vincoli posti dalla Soprintendenza ai monumenti. In ogni caso la ringrazio per aver rimarcato l’attualità del problema che la stampa locale trattò ripetutamente anni addietro solo quando fu sollevato da Foglisparsi. Sono d’accordo con lei che la striscia gialla non basta, ma, accompagnata da un cartello (e dalle proteste dei buoni cittadini per le eventuali trasgressioni) sarebbe pur sempre meglio di niente. Cordiali saluti. Droga e coscienza Dopo le critiche del centrodestra allumierasco per la mia posizione sulla droga (sembra non abbastanza battagliera) sono giunte quelle di Rifondazione. La linea di Foglisparsi è stata criticata in margine alla tragedia di un giovane siciliano suicidatosi nel suo paese a causa della legge Fini. Non ho capito il cartellone di RC visto che, geografia a parte, questa legge è stata più volte criticata da Foglisparsi. Sento però il dovere - ed esorto i genitori a schierarsi con il CESCAT - di evitare ai bambini e agli adolescenti di oggi le tragedie vissute da tante famiglie del nostro amaro presente. Batta la propria strada chi ritiene giusta la liberalizzazione della droga, ma non me ne voglia se la mia coscienza m’impedisce di seguirlo. Ricordiamolo: ogni “legge” dello Stato è un tentativo - approssimato - di imporre al cittadino quel comportamento che la maggioranza definisce “etico”. Quindi una legge contiene sempre un’“ingiustizia” nei confronti della minoranza, talvolta ampia, che non condivide l’orientamento dominante. Ma fino ad oggi non abbiamo trovato alternative al caos che deriverebbe dalla rinunzia dell’uomo al tentativo di regolare, legislativamente, la condotta umana. L’argomentazione dell’anarchia è proprio questa, che lo Stato non può imporre le sue leggi perché... non sa farne di “giuste”! Eppure, proprio in un simile convincimento, si annida la sfiducia in quell’Uomo che l’Anarchia vorrebbe esaltare. Ecco perché, alla fine, scegliamo le leggi. Per quanto approssimative possano risultare. Invece in Italia, di là dalle iscrizioni ai partiti, c’è un serpeggiante sentimento anarchico che, attraverso la correntizia frammentazione dei poteri, continua ad erodere la fiducia in quel diritto di cui vorremmo essere la patria. CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” SE QUEL PERO POTESSE PARLARE! di Luigi Artebani * perato in questo modo con la speranza di incutere timore e destabilizzare le scelte progettuali di questa o quella Amministrazione che nel corso degli anni si sono avvicendate. Di tanto in tanto spunta fuori con fare scellerato e, erigendosi a giudice supremo e portatore di verità indiscussa, manovra l’ascia risolvendo in modo deprecabile ed inqualificabile i motivi di opposti interessi che spesso vengono a determinarsi tra l’Ente e la collettività amministrata. Se non fosse per la forte tempra che caratterizza le genti di maremma, lo pseudo progetto “anti progetto”, disfattista avrebbe avuto successo perché solo chi lavora ed opera quotidianamente nel settore può capire la frustrazione che assale dopo episodi del genere. Fortunatamente così non è stato e, seppure tra molte difficoltà, il Progetto va avanti seguendo le regole che disciplinano la convivenza civile. Comunque, prima o poi il “pero” parlerà per donare dignità e rispetto delle istituzioni; se nel frattempo lo facesse qualcun altro a cui la natura ha donato occhi e orecchie sarebbe ancora meglio: è in gioco la serenità e la tranquillità di un’intera comunità. A.D.A.M.O. per l’uomo A questo punto è bene sottolineare qualche aspetto tecnico Presentata con le credenziali di Sandro Verbo, per inquadrare meglio la vicenallumierasco verace e stimato chirurgo del Poda. liclinico “Gemelli”, è stata lanciata nel territoDa quando è mondo, le grandi rio A.D.A.M.O. (Associazione Domiciliare questioni terriere hanno prodotAssistenza Malati Oncologici). Nata nel 99 to dibattiti, lotte e quindi, anche per iniziativa di un gruppo di volontari che Allumiere non poteva costituire hanno avuto un congiunto colpito dal male del un’eccezione. secolo, ADAMO è divenuta in poco tempo E’ positivo quando le varie foruna grande organizzazione. Il suo successo me di amministrazione dei papurtroppo correlato alla diffusione dei tumori trimoni collettivi siano oggetto nel territorio - consente di sviluppare progresdi accesi confronti, tuttavia, a sivamente la sua attività assistenziale. Il Presimio parere, i dibattiti e le didente e ideatore Massimiliano Riccio, che perscussioni non possono prescinse la consorte in giovanissima età e l’indudere da alcuni punti fermi che striale Ernesto Mojoli, colpito da un dramma caratterizzano le nostre zone: quasi analogo, sono i tuttofare di questa asso⇒ l’uso dei terreni a pascolo ciazione che può contare sui consigli e l’aiuto spetta solamente agli aventi didi Sandro Verbo. ADAMO è stata presentata ritto, quindi, la rivendicazione dagli Assessori ai Servizi Sociali Angelo Sudi non utenti e cittadini di altri perchi ed alla P.I. Stefania Cammilletti nel paesi limitrofi è insensata e corso di un incontro con le organizzazioni di priva di fondamento; volontariato di Allumiere. Nei pressi del “Poggetto degli spiriti”, nella tenuta denominata Bandita Grande, c’è un pero selvatico che ha resistito a mille intemperie nel corso dei molti anni della sua vita e si erge quasi a simbolo di tenacia in un ambiente tanto ostile come può essere la maremma in particolari stagioni. Ultimamente, suo malgrado, ha dovuto essere testimone, come se le avversità della natura non bastassero, a degli scempi perpetrati da ignobili personaggi che, protetti dal buio della notte, ed in più riprese hanno tagliato la recinzione perimetrale della tenuta adibita a pascolo biologico, data in concessione alla locale Associazione Allevatori Allumiere. Verrebbe da dire: ah! se quel pero potesse parlare! Ma certamente non può farlo, perché delegato dalla natura ad altre funzioni, altrettanto importanti come quella di donare del cibo con i suoi frutti al bestiame pascolante e regalare un po’ di refrigerio all’uomo della maremma che si trova a passare di lì. Mi chiedo allora come si può arrivare a tanto: criticare ed avversare le scelte non condivise è legittimo e salutare per la democrazia, oltraggiare e disprezzare con atti vandalici il lavoro degli altri invece è un’altra cosa. La mano vandalica proviene quasi sicuramente dal mondo della zootecnia, una matrice classica che già in passato ha o- ⇒ la compartimentazione dei pascoli è necessaria; vi sono innumerevoli studi che nelle conclusioni unanimemente concordano sulla razionalizzazione dei pascoli per permettere alle essenze vegetali appetibili al bestiame un ciclo biologico completo (nascita, crescita, fiore, frutto seme). La presenza massiccia, incontrollata, esuberante e costante di bestiame mette i terreni a rischio di mineralizzazione e desertificazione. Il concetto che i terreni adibiti al pascolo non sono solo dei possidenti di bestiame ma appartengono a tutta la collettività di Allumiere, impone agli organi deputati alla gestione di scegliere forme regolamentate che preservino e difendano i patrimoni. ⇒ Un futuro imminente vedrà l’ingresso sui mercati italiani di carne proveniente da paesi i cui costi di produzione sono talmente bassi da “scaraventare” la nostra carne, quella prodotta convenzionalmente, fuori dal mercato. L’unica soluzione è di produrre una carne che dal punto di vista qualitativo costituirebbe una particolare nicchia di mercato e per la quale si stanno costituendo tipiche organizzazioni di cittadini, come le Associazioni di consumatori, interessati non tanto ai prodotti a basso costo, quanto ai prodotti sani e di qualità. In tal senso esiste una sola soluzione: produrre carne certificata biologicamente. Chi sarà pronto all’appuntamento avrà sicuramente risposte remunerative, gli altri avranno ben poco da sperare, soprattutto, quando la UE restringerà l’afflusso degli incentivi finanziari legati alla zootecnia. E’ opportuno quindi, che gli imprenditori operanti nella zootecnia capiscano quanto prima che i tempi sono cambiati e gli allevamenti concepiti come in passato appartengono, appunto, solo al passato. *Segretario Università Agraria di Allumiere ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 5 Il cristianesimo che ha sfidato le SS NO a prezzo della vita Ricordato nel 60° della morte Filippo Palieri, Medaglia d’oro al Valore civile. Al suo sacrificio dedicati due libri e la brillante relazione di Mauro Padroni. Il Parroco Don Baldini ha proposto di intestare al Commissario un albero della Rimembranza. Il relatore ha chiesto di intitolare all’eroico Commissario una strada di Allumiere. “Nella sala affollata c’era un silenzio quasi irreale per l’attenzione dei partecipanti: E’ la prima volta che ho visto in Allumiere una manifestazione così”. Il giudizio del Segretario Generale del CESCAT, Venturino Mocci, anche se di parte, è stato condiviso da molti. Le reazioni di chi ha letto i due libri presentati mi hanno riempito il cuore e fanno ben sperare. Un grazie, sentito, a tutti gli intervenuti, anche a nome di chi crede nelle finalità del CESCAT/ALFA. (r.p.) Riportiamo da “Lazio Sette” di “Avvenire” del 1° maggio 2005 la cronaca delle commemorazioni di Filippo Palieri nel 60° anniversario della morte, avvenuta il 13 aprile nel Lager di Wietzendorf. Il sacrificio del Commissario, che salvò dalla deportazione alcune centinaia di reatini, ma dovette subire la rappresaglia delle SS, è stato ricordato a Rieti il 16.04.05 e ad Allumiere il 25.04.05. Fra gli atti d’eroismo preferiamo quelli dei credenti perché vogliamo un cristianesimo impavido. Il coraggio degli uomini di fede è tonificante. Fra questi eroi è Filippo Palieri, Medaglia d’oro al Merito Civile, morto nel Campo tedesco di Wietzendorf per aver salvato centinaia di artigiani reatini ignorando gli ordini delle SS. Scrupoloso custode della legge, si è poi opposto agli aguzzini che per salvargli la vita pretendevano la sua adesione al nazifascismo. Ed ha continuato a dire il suo “no” ai sopraffattori fino agli ultimissimi giorni della sua esistenza, pur sapendo di morire senza rivedere la moglie, i tre figli in tenera età e gli amati genitori. L’ultima testimonianza di credente nel suo 6 diario è quella della S. Pasqua del 1945, caduta il 1° aprile, soli dodici giorni prima della morte. Una vicenda dolorosa, ma eticamente esaltante, narrata, sul versante della prosa, in “Oltre il Lager” e della poesia in “Eredità d’Affetti”. Il primo libro riferisce le circostanze drammatiche in cui il Commissario Filippo Palieri trovò la morte, il secondo è dedicato alle poesie che la giovane vedova del funzionario, Giuliana Palieri Annesi, ha dedicato al marito, deportato a 32 anni e da allora non più rivisto. I due volumi sono stati presentati dai figli - il 16 aprile a Rieti ed il 25 aprile ad Allumiere – nel 60° anniversario della morte del funzionario. Ne sono emersi eventi inediti, posti in luce, nel capoluogo Sabino, dal Questore Italo Grappone e dal Vescovo Delio Lucarelli, mentre in Allumiere la presentazione è stata affidata a Mauro Padroni. Avvincente la testimonianza del partigiano combattente Pietro Luciani, capofila di un gruppo di patrioti il cui vice comandante era il Parroco di Configni, Don Gino Cotini. Il Commissario (responsabile della Questura dopo l’8 settembre, a soli 32 anni) salvò renitenti alla leva repubblichina che sarebbero stati giustiziati dalle SS. Ed anche il padre del funzionario, Antonio Palieri, medico condotto nel piccolo comune Sabino, si espose al rischio della terribile rappresaglia tedesca raggiungendo una lontana ed impervia zona montana per curare un partigiano ferito in un conflitto con le SS. Oltre il Lager, edito dal CESCAT (Centro di solidarietà cristiana Allumiere&Tolfa) è stato pubblicato sotto l’egida dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato - A.N.P.S. la cui Sezione reatina è intitolata a Filippo Palieri. Al funzionario è pure intestata una strada del Capoluogo Sabino, mentre fra i riconoscimenti proposti c’è l’intitolazione del Salone delle Conferenze della Questura di Rieti. Il Parroco di Allumiere, Don Augusto Baldini, ha annunciato di aver proposto di dedicare a Filippo Palieri uno degli alberi che ricordano i caduti al Santuario della Madonna delle Grazie. Mauro Padroni, nel corso del suo applauditissimo intervento, ha suggerito di intitolare a Filippo Palieri una strada, anche in considerazione delle origini allumierasche dei più stretti congiunti del funzionario. “Oltre il Lager” non vuole negare la vasta adesione popolare al fascismo fino allo scoppio della guerra. Anzi, citazioni storiche documentano, dopo la “vittoria mutilata”, la quasi ”inevitabilità” di questa ideologia per quella particolare generazione (1911-1945) che col fascismo “nacque e morì”. Ma proprio nella leva del 1911, sui banchi di scuola durante il più acceso squadrismo, si troveranno poi i protagonisti dei più autentici atti d’eroismo, compiuti per combattere il nazifascismo. Quella di Giuliana e di Filippo Palieri – scrive il figlio Antonello - è una delle più belle storie d'amore del Novecento. Lei ha continuato a scrivere al marito attraverso poesie di rara intensità raccolte in Eredità d'affetti che pubblica in copertina una lettera di Benedetto Croce, rimasta inedita per oltre 50 anni, inviata a Giuliana Palieri Annesi nell'inverno del 1949. "Mio padre, come altri deportati, viveva in quella testimonianza di fede che è davvero vita nei secoli. Oggi ne sono finalmente certo. Oggi comprendo la diversità di quella mentalità e la coerenza di quell'educazione. E ora intravedo gli anni‑luce che ci separano da quello spirito di sacrificio". CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” Qui sopra la sala gremita. A sinistra: la delegazione ANPS guidata dal Presidente Felice Merolli (al centro) ed il partigiano combattente Pietro Luciani, dei Liberi patrioti Umbro/Sabini. Sullo sfondo il Segretario organizzativo del CESCAT, Realdo Trinetti e l’Assessore alla P.I. Stefania Cammilletti, brillante moderatrice del Convegno. A sinistra. Antonello Palieri , figlio del Commissario insignito della Medaglia d’oro, illustra i due libri “Oltre il Lager” ed “Eredità d’Affetti”. Nell’altra pagina: il Sindaco Peppino Cammilletti, il relatore Mauro Padroni ed il Segretario Generale del CESCAT Venturino Mocci. ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 7 Il Gruppo di Protezione Civile “Gualtiero Zucconi” A di Costantino Regnani* un anno e mezzo dalla inaugurazione ufficiale del gruppo di Protezione Civile Comunale "GUALTIERO ZUCCONI", sento il dovere, nella mia qualità di Presidente delegato comunale, di tracciare un primo bilancio dell’attività svolta. Il gruppo, con sede nel palazzo Comunale aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e' costituito da circa 70 volontari. Sono però 30 gli operativi per i servizi da svolgere a favore della popolazione supportati da 2 mezzi forniti Dall' Amministrazione Provinciale e Dalla Regione forniti di relativi moduli antincendio.Infatti già nell' anno 2004 i volontari si sono distinti in interventi a fianco del corpo forestale di Tolfa e dei Vigili del fuoco di c/vecchia in interventi nei boschi sul territorio di Allumiere e anche a supporto in un intervento a Oriolo Romano.A tale proposito va ricordato che 5 volontari hanno ottenuto l'abilitazione ad intervenire sugli incendi partecipando al corso organizzato dalla Provincia di Roma e superando anche le successive visite mediche.La presenza di questi volontari a fatto si che abbiamo potuto organizzare all' interno del gruppo dei corsi per gli altri volontari sull'uso e la guida dei mezzi. Sempre grazie all' opera dei volontari l' abbondante nevicata che si è abbattuta a più riprese sul nostro paese e nella vicina frazione LA BIANCA non ha comportato se non in minima parte disagi infatti il pronto intervento dei ragazzi del presidente Regnani Costantino a permesso a circa 45 giovani scout che erano stati sorpresi nei boschi della Frazione La Bianca di essere portati prontamente in salvo. In seguito grazie anche all' intervento del mezzo spazzaneve messo a disposizione dalla REGIONE LAZIO su richiesta del DELEGATO COMUNALE tutti i cittadini hanno potuto apprezzare il lavoro svolto in collaborazione con L'ufficio tecnico del Comune.x rendere meno pesante la circolazione sulle nostre strade. Altri 8 volontari hanno frequentato in date diverse corsi x l' 8 Sopra e in basso: i volontari della Protezione Civile di Allumiere in attesa di partecipare alla festa del 2 giugno per la fondazione della Repubblica Italiana. Nella foto sotto: in abiti civili, il Presidente del Gruppo, Costantino Regnani, delegato del Comune. utilizzo del defibrillatore presso la Provincia di Roma ottenendo cosi in dotazione 3 apparecchi che in accordo con i volontari stessi 2 sono stati dati in comodato d'uso alla locale sezione della Croce Rossa. Il Gruppo ha partecipato a tutte le varie manifestazioni che si sono tenute nel COMUNE in supporto alle forze dell' ordine ricevendo anche una lettera di elogio da parte del Comandante della locale caserma dei CC M.llo Sestito per come hanno interpretato il lavoro nel corso dello svolgimento del PALIO dei RIONI. Altro importante evento che ha mobilitato il gruppo dimostrando alto valore spirituale a cui il gruppo ha fatto riferimento ricordando la devozione del titolare dell' associazione Gualtiero Zucconi e' la presenza , la scorta, il supporto dei pellegrini che da C/V e dalla BIANCA si recano alla vigilia della festa della Madonna delle Grazie, nonché la fattiva collaborazione in occasione della morte di SS Giovanni Paolo II sia a ROMA su richiesta della Regione Lazio sia a C/v su richiesta dell' Amm. Comunale. Nel frattempo al gruppo arrivava la nota ufficiale dell' iscrizione oltre che alla colonna mobile Regionale anche all'albo della protezione civile nazionale tanto che su richiesta di quest'ultima in occasione dell' insediamento del nuovo Pontefice 5 volontari prestavano servizio in Piazza S PIETRO. Altro grande riconoscimento e' arrivato dal Consiglio Comunale che in seduta approvato all' unanimità il nuovo piano di protezione civile comunale che i volontari insieme al l' impiegato dell'ufficio tecnico VERBO GIULIO hanno redatto e sottoposto a votazione confermando cosi ALLUMIERE come uno dei pochi paesi in ITALIA che si e' dotato di questo importante documento a cui fare riferimento in caso di calamità naturali. IL presidente COSTANTINO REGNANI nel ringraziare il Sindaco Cammilletti per la stima dimostratagli nell' affidamento e conduzione del gruppo di volontari(tengo a precisare VOLONTARI sgombrando definitivamente il campo da tutte le polemiche che da qualche parte si mettono in campo) non puo' non fare un PLAUSO incondizionato ai suoi piu' stretti collaboratori e a tutti i volontari che con il loro lavoro e il loro sostegno gli hanno dato una grande spinta per superare i momenti difficili che si sono presentati durante questo breve ma intenso periodo. In conclusione credo che ALLUMIERE tutta possa e debba essere orgogliosa di quanto questi ragazzi hanno fatto e si apprestano a fare per evitare e prevenire disagi (LA BIANCA compresa). Un grazie da parte di tutti i volontari va alla popolazione per l' affetto e la stima che ha dimostrato nelle varie manifestazioni. * Presidente Gruppo Protezione Civile di Allumiere CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” L COMON, Brachetti: “Entro l’anno si cambia” Brachetti che, già sindaco di Tuscania, si è detto fortemente interessato al razionale sviluppo delle comunità montane - ed in particolare a quella dei Monti della Tolfa - ha pubblicizzato la sua proposta al Convegno su “Natura, ruolo e prospettive delle Comunità Montane del Lazio con riferimento al prossimo T.U. per gli Enti Locali”. Nel corso dei lavori (due intense sezioni fra Allumiere e Tolfa) sono stati svolti importanti interventi, coincidenti sulla conclusione che l’economicità e l’effi- e anomalie che rallentano l’operatività delle Comunità montane italiane o ne mortificano il ruolo potrebbero essere spazzate via entro l’anno. L’impegno a varare in questo breve lasso di tempo la legge di modifica dell’attuale ordinamento è stato assunto dal neo Assessore agli Affari Istituzionali della Regione Lazio, Regino Brachetti. A tal fine ha annunciato una convention, da tenere a breve, proprio per mettere a punto i capisaldi della nuova legge. cienza delle COMON riposa sulla realizzazione di forme di servizi consociative. (In particolare si potrebbero organizzare servizi comuni nei settori delle Segreterie comunali e della Sicurezza). Fra gli intervenuti al dibattito il rappresentante dell’ U.N.C.E.M. Bellini, Presidente della COMON Luigi Landi, il Vice Presidente Andrea Profumo, l’Assessore alla Provincia di Roma Piero Ambrosi, i sindaci di Allumiere Peppino Cammilletti e di Tolfa Alessandro Battilocchio. Estate calda per gli Amici della Musica (dopo il Marching percussion di Monza e Lecco) R educi dal successo di Monza e Lecco - ove gli “Amici della Musica” si sono esibiti fuori concorso al Campionato italiano di Marching Show Band - i maestri e gli allievi allumieraschi si apprestano ad affrontare la consueta e pur sempre... straordinaria kermesse dell’alta stagione allumierasca: la Festa della Musica che dal 2 al 7 agosto coinvolgerà gran parte di residenti e villeggianti. Il nuovo Piazzale dei Partigiani, appositamente addobbato dall’Associazione e dagli appassionati, ospiterà per sei giorni una serie di manifestazioni musicali e canore, con ospiti di tutto riguardo. Fra loro la Banda di Bucol le cui esecuzioni suggelleranno il gemellaggio di questo comune spagnolo con Allumiere. Ma nell’ambito della Festa programmata al Piazzale dei Partigiani sono previste una serie iniziative volte ad allietare non solo il pubblico allumierasco. Per l’occasione saranno naturalmente presenti i più affermati maestri dell’Associazione sempre guidati dal Direttore Rossano Cardinali e dal Direttore Artistico, Umberto Profumo. Entusiasmanti, dal 1 al 3 luglio, i campio- nati italiani del Marching Show Band a Monza e Lecco. L’intervento degli americani “Blue Devils”, Campioni del Mondo della categoria, e la coreografia - che ha utilizzato, con gli stadi locali, il lungolago di Lecco - hanno conferito un peculiare successo alla manifestazione. Il “Marching Percussion Band” di Allumiere, composto dalle nuove leve della nostra Banda Musicale e diretto da Gino Fedeli, ha avuto l’onore di essere invitato per alcune sue particolari esecuzioni, considerate notevoli per la giovanissima età dei partecipanti. Il Parroco: “Quando abbandoniamo Dio Lui non muore. Moriamo noi in lui. Santa Famiglia Paolina Il Gruppo di preghiera della SFP si riunisce una Domenica al mese al Santuario della Madonna delle Grazie di Allumiere, dopo la S. Messa serale. Gli insegnamenti del fondatore, Beato Don Alberione, e le riflessioni che ne discendono, possono interessare tutti, in particolare le giovani coppie. E’ un’incontro per approfondire fra credenti, con spontaneità e semplicità, i temi della fede cristiana. Il periodico è stato chiuso in redazione il 1 luglio per essere distribuito gratuitamente (3.200 copie) nel territorio e nei gruppi UNITALSI di Cerveteri, Civitavecchia, Fiumicino, Fregene, Tarquinia e in ambienti giornalistici romani. E’ un’attività autofinanziata, per uno scopo: ottenere commesse di lavoro ed aprire la porta della Coop. sociale ALFA a quanti cercano un’occasione di ri- Avesse avuto un po’ di fortu- Tolfa, Memorial na l’avremmo forse potuto annoverare fra i cantautori più affermati. Invece Mario Piroli s’è dovuto guadagnare faticosamente la vita, come operaio dell’ENEL. Se n’è andato nel febbraio scorso, a soli 56 anni, dopo aver abbandonato il sogno di conquistare una notorietà anche fuori del territorio. Eppure aveva una bella vena poetica ed una buona voce che gli avevano fatto riscuotere molti successi. Il nome del Complesso LSDA (La Stagione Dell’Amore) era stata Foglisparsi scatto sociale. Forse lasciando fuori gli emarginati decidiamo la loro vita, mentre potremmo offrirgli una preziosa occasione di recupero! Se non puoi fare altro aiutaci a combattere l’indifferenza, iscriviti al Cescat! I testi non firmati sono del responsabile. Le tesi di Foglisparsi non ri- una sua intuizione, come tante altre che avevano riscosso la simpatia del pubblico. Ora i suoi amici vogliono ricordarlo con un Memorial programmato a Tolfa per il 6 agosto. Parteciperanno Sergio Bruxelles, Angelo Copponi, Giancarlo Copponi, Augusto Gobbi ed il socio di ALFA Adolfo Mellini, già noto quale miglior batterista del territorio. Ricordare le persone scomparse è doveroso e meritevole. A Mellini l’augurio di riprendere a coltivare regolarmente la sua vocazione di batterista. “Mario Piroli” flettono necessariamente le opinioni di tutti i soci del CESCAT e della sua Cooperativa Sociale Cristiana ALFA. Puoi migliorare Foglisparsi arricchendolo con i tuoi articoli, anche critici, o solo con i tuoi suggerimenti. Non si fa un buon giornale senza la collaborazione di altri. Una sola persona non può offrire un prodotto soddisfacente. ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 9 “La Tribuna del Marconi” sul Parco naturale dei Monti della Tolfa AH! SE IL PARCO FOSSE STATO FATTO!!! F oglisparsi lamenta sempre che i giovani non partecipano alla vita culturale e politica del proprio paese! Ecco una dimostrazione del contrario, che merita di essere indicata alla pubblica attenzione”. Siamo stati invitati così a pubblicare il testo che segue, ripreso da La Tribuna del Marconi” . Lo facciamo volentieri, (di là dalle polemiche che potrà suscitare) perché è un segno di consapevole partecipazione alla soluzione dei problemi comuni. Ed auspichiamo che la voce dei giovani si faccia sentire ancora. ^ ^ ^ E' un dato di fatto che l'industrializzazione sta sempre più condizionando il mondo in cui viviamo. Se in parte la creazione di fabbriche e zone industriali comporta 1 'aumento dei posti di lavoro, è pur vero che le zone verdi stanno sempre più scomparendo. Per limitare questa grave perdita, molti comuni si sono mobilitati per trovare qualche soluzione e anche nella nostra zona ci sono state molte iniziative. La proposta risale al 1980 su iniziativa dei comuni della comunità montana III zona con l'adesione dei comuni di Allumiere e Tolfa e della provincia di Roma. Essa promuoveva la realizzazione di un parco naturale nel territorio di Allumiere e Tolfa. Il piano fu redatto dal dott. Cantoli e dal prof Spada, che dopo aver descritto la situazione ambientale del territorio dal punto di vista geologico, climatico, vegetale e animale, hanno aggiunto anche note antropologiche, analizzando le realtà umane dei due paesi. I suddetti studiosi hanno dedicato gran parte del loro lavoro, ad evidenziare i valori naturalistici del territorio, dando particolare importanza alla tutela dell'ambiente. Hanno poi elaborato una proposta di strutturazione del parco definendo i confini,le zone,le prescrizioni e gli incentivi. La realizzazione del Parco secondo gli studiosi, andava fatta per tappe progressive, con il coinvolgimento della popolazione locale, in modo da garantire una piena sintonia, sia da parte de(Cont. da pag. 1) - Luci e ombre a Piazza Nova Sono stati sottovalutati alcuni aspetti fondamentali collegati alla zona dell’intervento. Piazza Vittorio Veneto é un punto nevralgico per la viabilità, per l’economia e per la vita sociale del paese. Era indispensabile che il tempo di esecuzione dei lavori fosse il più compresso possibile (sei mesi per la consegna dell’opera terminata sono un’enormità) e non si doveva arrivare con il cantiere aperto in piena estate, cosa che puntualmente si é avverata. La data di riconsegna della Piazza “NOVA “ ai tolfetani, prevista per metà luglio, non sarà rispettata, con tutte le conseguenze che tale evento comporterà. La chiusura totale al traffico pedonale e veicolare si é protratta più del tempo preventivato e il disagio arrecato agli 10 gli abitanti del posto, che da parte dei visitatori. Tutto questo avrebbe dovuto avere effetti positivi sullo sviluppo socio‑economico del territorio allumierasco-tolfetano. Di fronte a questa proposta c'è stato l'atteggiamento ostile di una parte della popolazione, soprattutto cacciatori ed allevatori, che hanno condizionato i partiti politici e di conseguenza le scelte amministrative. Di fronte a questa proposta c'è stato 1' atteggiamento ostile di una parte della popolazione, soprattutto cacciatori ed allevatori, che hanno condizionato i partiti politici e di conseguenza le scelte amministrative. Molti degli oppositori agitavano paure infondate e davano informazioni sbagliate, per creare una tensione sfavorevole all'istituzione del parco. La cosa più avvilente, è stata che alcuni personaggi politici, che inizialmente avevano sostenuto la fondazione del Parco, si sono poi messi a capo di coloro che erano contrari. Esso non è stato più fatto, però la sua realizzazione rimane sempre una necessità, per creare occupazione e per tutelare la salute dei cittadini. Se 25 anni fa, fosse stato istituito il parco dei monti della Tolfa, le popolazioni del nostro territorio avrebbero sviluppato una proficua utenti dei mezzi pubblici Cotral, da e per Civitavecchia, con lo spostamento del capolinea in località Sughera, é sotto gli occhi di tutti. Altra novità per i tolfetani sarà quella di constatare che, anche a fine lavori e riconsegna della piazza, il mercato settimanale, purtroppo, non farà ritorno laddove si é svolto per tantissimi anni. Rimarrà, per volontà dell’amministrazione, in località “Sughera”. Il mercato relegato in periferia, come dimostrano i dati e la tendenza rilevati in questo periodo di esilio, sarà destinato a morte certa a causa delle defezioni delle bancarelle e della graduale diminuzione dei clienti (qualcuno ricorderà lo stesso esperimento tentato ad Allumiere). E’ in pericolo un frammento della tradizione popolare, un’- economia turistica e si sarebbero difese da tutte le fonti d'inquinamento, che sono state costituite ai margini del territorio come le centrali ENEL a nafta e a carbone. La storia non si fa con i "se", la storia reale è che il Parco non è stato istituito; qualche volta se ne parla, ma le parole non sono fatti!!! Riguardo all'istituzione del Parco ed alle relative conseguenze che avrebbe comportato, sono state fatte delle domande su un campione di persone che hanno risposto quasi ad unanimità. D. Pensi che il parco avrebbe garantito la tutela del patrimonio ambientale e storico del territorio? R. Si, senz'altro. L'ambiente sarebbe stato protetto dall'inquinamento causato dai gas nocivi delle centrali ENEL e dalle auto. Il turismo che avrebbe attirato il parco, sarebbe stato utile anche a far conoscere la storia del territorio fuori delle nostre zone. D. Pensi che avrebbe costituito una base per lo sviluppo creando occupazione? R. Il parco avrebbe portato senza dubbio una gran quantità di posti di lavoro. Tra la realizzazione, la manutenzione e il turismo, molta gente avrebbe avuto la possibilità di avere una buona occupazione a pochi passi da casa. D. Che tipo di occupazione avrebbe favorito il Parco? R. Per il Parco ci sarebbe stata innanzi tutto la mobilitazione di molte ditte per la realizzazione di aree di informazione. Il corpo forestale avrebbe avuto bisogno di più personale. Ci sarebbe stato inoltre lo sviluppo di una cultura di turismo e la susseguente nascita di luoghi per il ristoro e di agenzie turistiche ...... D. Perché allora, il parco non è stato fatto? R. La creazione del parco avrebbe implicato necessariamente un cambiamento nel modo di viver di molte persone. La paura di perdere alcune abitudini è stata più forte della voglia di cambiamento. Questo è dovuto anche alla cattiva informazione della gente. A cura di Luca Cappelletti, Paolo Monaldi, Fabio Stefanini, Antonio Superchi opportunità di socializzazione, motivo di incontro per tanti che escono solo il venerdì per il mercato. Molto probabilmente scomparirà insieme a quel “venerdì”, occasione per sbrogliare incombenze al comune, alla posta o alla banca, anche un pezzo di microeconomia cittadina (bar, giornalaio, barbiere ecc) da sempre legata al grosso movimento di persone che il mercato favorisce. Come cittadino padre di famiglia auspico, per l’immagine del mio paese e per il rispetto di tradizioni secolari, una rapida chiusura del cantiere con la riconsegna della “Piazza Nova” ai tolfetani ed il ripensamento circa la collocazione del mercato settimanale che, per la sua importanza anche sociale, deve essere necessariamente prevista al centro del paese. CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” Nel Museo Civico di Allumiere CONCLUSI I LABORATORI DIDATTICI C on la chiusura dell’anno scolastico si è concluso il ciclo dei laboratori che da alcuni anni la direzione del Museo Civico Archeologico-Naturalistico-Minerario di Al- Odoardo Toti* lumiere mette a disposizione gratuitamente di tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia. Circa seimila alunni di scuole elementari, medie e superiori, provenienti da varie città hanno utilizzato le strutture didattiche annesse alle sezioni archeologiche e naturalistiche. Equamente distribuito è stato l’interesse dimostrato per i vari temi didattici proposti nell’ambito delle discipline che la specificità del museo offre. Particolarmente avvincente e culturalmente efficace si è dimostrato l’uso delle attrezzature audiovisive e stereomicroscopiche utilizzate dai giovani che si sono cimentati nei laboratori di mineralogia, di entomologia e nelle osservazioni sulla flora e sulla fauna del territorio. Una particolare attrazione ha pure suscitato il laboratorio di archeologia sperimentale che ha offerto la opportunità di avventurarsi nel lavoro dell’archeologo e della riproduDall’alto: rispettivamente le operatrici museali Marina Bentivo- zione del vasellame, prenglio e Sabrina Appetecchi, impegnate nei corsi agli alunni delle dendo spunti dai materiali scuole medie ed elementari. esposti. Con la attenta e La Coop. Sociale Cristiana ALFA ringrazia le socie Appetecchi sperimentata competenza e Bentivoglio per il qualificante lavoro didattico svolto. Quando iniziò l’urbanizzazione di Campo dell’Oro i ragazzi civitavecchiesi cominciarono ad avventurarsi sul Marangone affascinati dai misteri della sua vegetazione e della imprevedibile fauna. Fra essi c’era Mauro Tisselli la cui passione per questo torrentizio corso d’acqua non lo ha più lasciato per tutta la vita. Ed egli ha continuato le sue esplorazioni fino ad oggi “perché - dice - camminare è cultura”. E cammina, cammina Tisselli è giunto all’età in cui si ha il dovere e il deside- Il Marangone di Mauro Tisselli rio di trasmettere agli altri quello che si è imparato. Così ha scritto “I segreti del Marangone – Otto camminate alla scoperta di strade antiche, siti archeologici e vecchie strutture minerarie”. Presentato a Civitavecchia da Eugenio Bottacci, Segretario della nostra COMON, il volume è stato oggetto di un Convegno, sabato scorso, 2 luglio nella Sala delle responsabili delle attività didattiche, Marina Bentivoglio e Sabrina Appetecchi, molte delle classi partecipanti hanno compilato schede o prodotto lavori di argilla e ceramica o saggi di scrittura antica, che saranno esposti nelle rispettive scuole. Per i più piccoli ogni attività si è svolta con l’apporto di tecniche didattiche ludiche che hanno reso semplici e interessanti anche gli argomenti più complessi, in maniera gioiosa. Questo indispensabile metodo di introdurre gli alunni ai temi più complessi della conservazione e della tutela dell’ambiente si è esplicitato,a chiusura del ciclo didattico, nella presentazione da parte delle classi seconde sez. A e B della scuola elementare di Allumiere, nella Sala Nobile del Palazzo Camerale, sede del Museo Civico, di una “Storia del bosco”, con relativo CD. Alla presentazione del lavoro, sono intervenuti, con il numeroso pubblico, l’assessore alla cultura Cammilletti ed i familiari degli alunni. La Storia narra una colorita presenza nella faggeta, nell’arco delle quattro stagioni, di due gnomi in compagnia degli animali del bosco. Hanno partecipato al ciclo di laboratori, tutte le altre classi della scuola elementare di Allumiere e alcune classi della scuola elementare di Tolfa. Questa simpatica partecipazione conclude la documentata efficacia della sinergia tra il Museo Civico e la Scuola nell’educare all’amore e al rispetto per la natura. C’è in questa didattica anche il fondamentale rispetto per il passato,che poi è lo scopo principale cui deve tendere una struttura museale. *Direttore del Museo - Appassionato ricercatore nel campo archeologico e mineralogico, da mezzo secolo ricopre il suo incarico per puro volontariato. Nobile del Camerale. Come ben pochi forse sanno, il fiume Marangone trova le sue origini sotto le pendici di Poggio Ombriccolo ed attraversa una zona ove si trovano miniere e reperti di attività estrattiva mineralogica, quali ferro, piombo ecc, fin da tempi degli etruschi. Un vivo ringraziamento a Mauro Tisselli per la sua attività letteraria, rivolta a valorizzare le nostre colline. Angelo Regnani TOLFA, cambiano sede L’Ufficio Postale e il Centro Anziani “La Posta”, dopo anni di distacco in periferia, ritornerà nel centro del paese. Se tutto procederà secondo i piani, entro la fine dell’anno, l’ufficio postale sarà trasferito nel palazzo comunale, in Piazza Vittorio Veneto, nei locali dell’attuale sede del centro anziani. Finisce così il calvario per i numerosissimi cittadini utenti, in gran parte anziani, che ancora hanno la necessità di rivolgersi alla “Posta” per una serie di servizi che questa continua a svolgere (Servizi postali di corrispondenza, pensioni, pagamenti vari ecc.). Ovviamente, nessuna paura per i nostri anziani! Non verranno buttati in mezzo alla strada. E’ previsto lo spostamento della sede sempre all’interno del municipio, nei locali dell’ex museo, fianco a fianco delle donne della “Consulta per le pari opportunità”. E’ bene ricordare che i nostri centri anziani, fin dalla loro costituzione, sono stati da sempre appannaggio del sesso forte e che, malgrado numerosi tentativi degli operatori sociali, la presenza femminile é incessante- mente stata assente. Dall’esigenza di trasferimento della posta nasce così un’opportunità. Questa nuova sistemazione potrebbe infatti favorire quell’integrazione tra i due sessi, sempre auspicata e mai realizzata, che da tempo, nelle altre strutture sociali simili presenti nel comprensorio, rappresenta la norma. La speranza é il superamento di un vecchio tabù e la nascita di un nuovo impegno di anziani ed anziane per la realizzazione di attività sociali che vadano più in là delle solite partite a carte o a tombola. ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 11 Preoccupa la vendita alla Pirgi-Cave Cresce il potere al femminile Quale utilizzo per la Cava delle Bugacce? Nel numero precedente, elogiando l’impegno delle brave ragazze allumierasche e tolfetane che, tagliando l’erba sotto i piedi agli uomini, si laureano a pieni voti, abbiamo commesso due errori: uno di indicare alcuni nomi (mentre le giovani che si distinguono sono più numerose di quanto non si sappia) e l’altro di omettere qualche generalità come nel caso di Alessandra Baldini, (di Mario e Maria Grazia Di Pietrantonio) laureatasi con centodieci e lode in Scienze della Formazione Primaria. Ancora auguri a lei ed a tutte le altre di cui non siamo informati. Ma attenzione: non vogliamo fare concorrenza all’Agrifoglio di Riccardo Rinaldi cui spetta, fra l’altro, per diritto di precedenza, il compito di informare Allumiere delle nuove affermazioni e dei lieti eventi dei suoi cittadini. Che accadrà alla “Cava delle Bugacce”? Il quesito non fa dormire sonni tranquilli a molti tolfetani e, soprattutto, agli abitanti di S. Severa Nord, frazione del nostro Comune. Le ansie sono giustificate dal precedente proposito di realizzare proprio nella Cava una discarica. Il disegno dell’attuale Giunta di centrodestra fu sventato per la mobilitazione dei santaseverini, consapevoli del grave pericolo che ne sarebbe derivato all’ambiente. Allora fu possibile gettare a mare il Piano solo perché il Comune di Tolfa, in quanto proprietario del terreno, aveva il potere di opporsi. Domani, invece, completato l’iter di vendita alla Pirgi-Cave, (approvato dal Consiglio Comunale per 127 mila euro) questo potere verrebbe meno. Infatti l’acquirente potrebbe essere svincolato da taluni obblighi previsti dagli strumenti urbanistici. Resta tuttavia da stabilire in che misura questa libertà di utilizzo possa consentire soluzioni contrarie alla salute dei residenti. L’ipotesi peggiore - cioè proprio quella di riesumare il vecchio progetto della discarica - è legata alla frenetica ricerca della Regione Lazio di siti da destinare alla raccolta di rifiuti. La delibera per la “conciliazione”, che ha avviato l’iter di vendita fra il Comune di Tolfa e la Pirgi, è stata più volte rinviata per la netta opposizione dello schieramento (quasi unanime) del centrosinistra. (A.M.) Verba volant, scripta manent, ma... “NULLA E’ PIU’ INEDITO DELLA CARTA STAMPATA!” L’intensa attività del CESCAT/ALFA nei dimenticati anni ‘80 “In Italia nulla è più inedito della carta stampata” diceva serenamente il grande Missiroli. Perciò, superando l’imbarazzo, torno alla nota storia del CESCAT/ ALFA. Devo farlo perché - precipitandomi nello sconforto - mi hanno chiesto a bruciapelo come mai, in calce al “Oltre il Lager”, abbia datato al 1985 la nascita dell’organizzazione CESCAT/ALFA e dei relativi fini sociali. Il mio sbigottimento nasce dall’aver sempre posto al primo posto fra i miei interessi (non di rado dinanzi agli affetti familiari) il progetto concepito nel 1973 e da allora perseguito, anche se ho potuto pubblicizzarlo solo nello Statuto del CESCAT, varato ufficialmente a Tolfa nell’85, venti anni fa, appunto. Ma allora?... le rinunzie ad allettanti viaggi internazionali, le vacanze ridotte o “saltate”, le visite mediche, talvolta apparentemente urgenti, rinviate da un anno all’altro, le scelte professionali, il duro studio, di notte, dopo dodici ore di lavoro, i conseguenti problemi e tante amarezze… tutto vano? No! E ringrazio veramente Dio per quanto mi ha aiutato a fare. Certamente più di quanto le mie capacità ed i miei limiti di fragile cattolico autorizzassero a sperare! Ma adesso arriva uno (forse in rappresentanza di quanti non leggono e non ascoltano e se ascoltano contestano prima di capire?) e mi chiede perché ho scritto che la mia battaglia per reinserire nella società gli emarginati è iniziata nell’85! Allora il mio è stato… il folle 12 di Rodolfo Palieri sogno di un illuso? Ho la convinzione che nel mirino dell’indifferenza programmata non sia io, ma - più o meno consapevolmente - i valori che maldestramente cerco di testimoniare. Per riassumere le tappe del CESCAT/ ALFA bastino pochi fatti e date: - lo Statuto originario del CESCAT, redatto insieme a Remo Ciambella nel 1985, (approvato nell’Assemblea pubblica di Tolfa l’11.11.85), successivamente registrato dal notaio, indica - subito - l’obiettivo di recuperare socialmente “giovani emarginati”; (questa definizione, a volte esplicitamente tradotta in “ex detenuti” è spesso coperta da eufemismi in altri documenti). - quasi contestualmente avviai la costituzione di ALFA, che, dopo interminabili pratiche, fu istituita il 19.5.86 (iscritta al Tribunale di Civitavecchia al n. 1120/85) ed al Registro Prefettizio al n. 21729). La Coop. fu - subito “sociale di fatto”, prima che fosse varata la relativa legge. Infatti ai primi otto soci lavoratori se ne aggiunsero, gradualmente - ancorché occupati saltuariamente - tre, svantaggiati per cause diverse; - la successiva spartizione - con altra cooperativa - dei nove posti di lavoro disponibili, impedì ad ALFA di sviluppare appieno la sua peculiare vocazione, che fu però da me sempre perseguita - e dichiarata nelle pubblicazioni di ALFA - pur nei limiti delle personali possibilità di contrattazione. In ogni caso fu conservato il posto di lavoro a qualche soggetto svantaggiato o emarginato e ne furono inseriti altri, sia pure per brevi periodi. Il mio impegno complessivo per occupare più consistenti quote di emarginati (preso nel ‘73 con la Massima Autorità che io riconosca e che ora mi giudica) è sempre stato il più elevato compatibile con le mie risorse, capacità e possibilità. Tale impegno, di là dalla consapevolezza che se n’è avuta nel territorio, si è così articolato: - convegni di studio in Allumiere con i più noti esponenti della sociologia italiana, riportati dalla stampa nazionale; - continui progetti finalizzati, indirizzati ai Ministeri dell’Interno, alla Prefettura, alla Regione, alla Provincia; - attività culturale attraverso conferenze, contatti con i partiti; - frequenti istanze a tutte le cariche dello Stato, laiche e religiose; - presa di contatto con gli istituti di prevenzione e pena, territoriali e romani; - corsi gratuiti di informatica e Comunicazione di Massa; - continue iniziative a beneficio degli inabili; numerose le manifestazioni annuali in Allumiere, Tolfa e in altri Comuni e Regioni italiane (oltre a Lourdes); - organizzazione (1985-86-87-88-89-90 e seguenti) di grandi Pellegrinaggi (oltre cinquanta persone) ai santuari mariani, che tuttora proseguono, sia pure CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” (Continua a pagina 13) (Continua da pagina 12) con minore partecipazione dei fedeli; Tutte queste attività - sempre collegate all’obiettivo principe di realizzare la piena “socialità” di ALFA, sono state opportunamente illustrate nelle nostre voluminose pubblicazioni periodiche, presentate in convegni di cui uno nazionale, organizzato all’Associazione Stampa Romana. Particolareggiati resoconti sono stati trasmessi alle competenti istituzioni italiane per ottenere i necessari finanziamenti. In questa attività rientra la diffusione del numero di ALFA pubblicato nell’aprile-giugno 97 in cui si denunciava il forte consumo di droga nel territorio. Si puntava ad un adeguato finanziamento da parte delle autorità centrali per la rieducazione dei giovani attraverso una alfasociale, esistente di fatto, ma non ufficialmente qualificata. Ma tutti nel territorio cominciarono ad urlare che il servizio di ALFA sulla diffusione della droga nella zona era un falso giornalistico ed in tal modo si riuscì a bruciare il finanziamento già programmato. Prevalse insomma, fin da allora, la sciocca tesi che il sottoscritto voleva solo “offendere i giovani di Allumiere”. Tesi purtroppo che, come tutte le erbe cattive, si è diffusa rapidamente, anche fuori del territorio, ostacolando e rallentando di molto il progetto del CESCAT. Tuttora, persone intelligenti, consapevoli di una realtà ben diversa, non hanno ritegno a ripetere le vecchie accuse. Dopo i primi aiuti degli anni ’80, che ci hanno permesso di organizzare i corsi d’informatica gratuiti e diversi convegni, i vari governi, anche di centrosinistra, hanno drasticamente tagliato i fondi destinati al volontariato. Non so dire se - e fino a che punto - le ostilità locali contro il CESCAT abbiano concorso ad interrompere il rapporto virtuoso che avevamo infine stabilito con le autorità competenti. Per fortuna al mancato aiuto nazionale ha fatto seguito quello del Comune di Allumiere che ci ha affidato sempre nuove commesse di lavoro. Presi da tanti problemi di gestione, e dovendo tener conto di una base associativa composita, non abbiamo potuto avviare subito le pratiche per il riconoscimento giuridico di “ALFA Sociale”, deciso solo nell’Assemblea del 19.12.1998 e definito legalmente l’anno successivo. Finalmente si legalizzava un’attività che, con l’impegno di tutte le mie capacità, non avevo mai cessato di perseguire fin dalla sua lontana ideazione del 1973. Da allora iniziai ad orientare a questo fine le mie scelte: professionali, relazionali e di studio; tanto da poter affermare che detto obiettivo è quello che più d’ogni altro ha influenzato la mia vita; (ciò anche se la vera operatività iniziò, genericamente, nel 1980 e, direttamente finalizzata, solo nel giugno 1984). In quegli anni fu mio “Consigliere spirituale” Don Egidio Smacchia che forse ricorderà un passaggio cruciale: andai da lui una sera, credo proprio del 1984, sconfortato dai deludenti colloqui avuti con alte personalità italiane, cui avevo chiesto aiuto per fondare il CESCAT. Gli illustrai le ragioni che, dopo tanti anni di studio e di “strategie relazionali”, sembravano collocare nel regno dell’utopia il mio progetto. Mi ascoltò con un’attenzione così partecipata che la interpretai come un implicito assenso ad archiviare tutto. Un poco sollevato, passai ad argomenti meno impegnativi fino al momento del commiato. Rasserenato, stavo chiuden- domi la porta alle spalle quando Don Egidio soggiunse, con apparente noncuranza, il colpo ferale: “Ah Rodò... non t’illudere, se Lui ha deciso il Centro lo farai lo stesso!!”. Iniziò così il capitolo decisivo della storia. E la “storia” CESCAT/ALFA risulta anche da quanto a suo tempo scritto: - dai “Foglisparsi” dattiloscritti, diffusi in Allumiere e Tolfa dal 1985 al 1991; - dai vari convegni con il CENSIS, il LABOS e L’EURISPES, (con la partecipazione dei più illustri studiosi) e dai relativi resoconti della stampa nazionale italiana (il 1 numero di ALFA stampato in tipografia nel 1992 fu mostrato dal TG1 in un pur breve servizio dedicato al CESCAT); - dai corsi d’informatica e comunicazioni di massa gratuiti; - dai tre grandi fascicoli di ALFA (febbraio/aprile ‘92; maggio/luglio ‘93; aprile/giugno ’97); dai nuovi Foglisparsi, fotocopiati o stampati (oggi a colori, per 16 pagine) e distribuiti personalmente, anche se con periodicità irregolare, dal 1997 (reperibili anche nel nostro sito www.cescat.it). Tanto ho potuto fare grazie alla piena dedizione di mia moglie che ha fatto memorabili sacrifici per aiutarmi durante questi non semplici vent’otto anni di volontariato attivo. Devo ammettere che la mia scelta di lasciare totalmente il giornalismo retribuito nel 1995, (all’atto della risoluzione del mio rapporto con l’Agenzia Italia), non è stata positiva ai fini degli aiuti pubblici concessi ad ALFA/CESCAT. Da allora la nostra organizzazione - come avevo sempre desiderato - ha svolto un’attività molto più intensa, ma l’attenzione dei media è precipitata insieme agli aiuti del Governo. Neppure ci ha giovato il tentativo di restare sempre fedeli agli insegnamenti cristiani che impediscono di avere “veri amici” in una qualsiasi area politica e, talvolta, neppure nelle gerarchie ecclesiali. (Ovviamente riceviamo dai parroci ed in particolare da Don Augusto Baldini, un prezioso sostegno spirituale). Anzi qualche collega della Capitale non crede che il CESCAT/ALFA possa svolgere un ruolo sociale così rilevante (in inverno abbiamo trenta occupati stabili ed un’altra decina saltuari) con le sole, esclusive, forze di laici e senza un aiuto pubblico oltre quello del Comune di Allumiere. D’altra parte la libertà di coscienza comporta la stima della gente. Il Comune l’ha capito e - di là dal modesto numero degli iscritti - lo ha largamente compreso la popolazione di Allumiere e Tolfa. Però non bisogna perdere le occasioni come avvenuto - di pubblicizzare ALFA, che deve ottenere commesse di lavoro fuori del territorio. Per questo, in tutte le nostre iniziative (fino alle 1.000 copie di Oltre il Lager, inviate a anche ad opinion leaders), citiamo sempre i fini della nostra Coop.! Pubblicizzare ALFA significa far conoscere il processo di recupero sociale dei suoi più significativi protagonisti e, quindi, creare i presupposti per avere altre commesse di lavoro. Ma è così difficile da capire??? O è l’ostilità preconcetta che offusca l’intelligenza? Prima o poi qualche aiuto esterno al Comune di Allumiere dovremo pure ottenerlo!!! Il rilievo sociale che, malgrado i miei limiti, va assumendo questa iniziativa, indica che essa deve poter sopravvivere al sottoscritto. L’auspicio è dunque che la storia del paese possa collocare dalla parte di ALFA/CESCAT i più consapevoli cittadini di oggi. Scegliere ciò che è giusto, accantonando la ragion politica, rasserena la coscienza e può anche tornare utile. Banalizzando si può ricordare un’antica verità: “fare il bene, fa bene”. Ve lo assicura uno che dovrebbe trascorrere il suo tempo a ringraziare Dio per l’enorme generosità con la quale Lui ha ricambiato i buoni propositi. ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 13 I soci del CESCAT - L’iscrizione non implica la condivisione delle tesi di Foglisparsi. Per correttezza amministrativa dal numero 3 dovremo cancellare i soci che non versano le quote da tempo. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36. 37. 38. 39. 40. Ludovico Agostini – Allumiere †Suor Veronica Aleandri – Allumiere Francesco Amici – Allumiere Luciano Amici – Allumiere †Massimo Annesi – Roma Giuliana Annibali Palieri – Allumiere Angelo Annibali - Allumiere Francesca Antonelli – Treviso Luciano Antonelli – Treviso Arnaldo Appetecchi – Allumiere Chiara Appetecchi – Allumiere Sabrina Appettecchi – Allumiere Luigi Artebani – Allumiere Annesa Aru – Allumiere Dino Baiocco – Allumiere Don Augusto Baldini – Allumiere Vincenzo Bauco – Fregene Egidio Bentivoglio – Allumiere Marina Bentivoglio – Allumiere Nara Bonizi – Tolfa Eugenio Bottacci – Tolfa Bruna Brunelli Ceccarelli - All.re †Raul Brunelli - Allumiere M. Luisa Brunori Pistola – All.re Achille Caferri – Milano Angelo Cammilletti – Allumiere Giuseppe Cammilletti – Allumiere Sira Canestrari – Allumiere Francesca Canestrari – Allumiere Augusta Cappelletti – Allumiere Franca Cappelletti – Allumiere Giuseppe Cappelletti – Milano Francesco Cappelletti – Allumiere Franco Cappelletti – Allumiere Pasquina Campagna - Allumiere Leonardo Ceccarelli – Allumiere Antonio Ciambella – Q. S. Elena Gabriella Ciambella – Allumiere †Remo Ciambella - Allumiere Michele Cimaroli – Allumiere 41. 42. 43. 44. 45. 46. 47. 48. 49. 50. 51. 52. 53. 54. 55. 56. 57. 58. 59. 60. 61. 62. 63. 64. 65. 66. 67. 68. 69. 70. 71. 72. 73. 74. 75. 76. 77. 78. 79. 80. 81. 82. Tiziana Cimaroli – Allumiere Maria Cataldi – Allumiere Angelo Chiavoni - Tolfa Antonello Di Belardino – All.re †Don Luigi Di Liegro – Roma Silvio&Liana Dionori – Allumiere Sandro Dionori – Allumiere Maria Grazia Baldini – Allumiere Andrea D’Emilio - Allumiere Sergio Di Pietrantonio – All.re Remo Ercolani – Allumiere †Angeletta Fabbi – Allumiere Luigina Fabbi – Allumiere Enrica Faggiani – Allumiere Orietta Feligioni - Civitavecchia Michele Fiorillo – Civitavecchia Iva Fracassa - Allumiere Rosa Fracassa – Allumiere †Ivo Fanelli – La Bianca †Augusto Gennaro – Allumiere Maria Gentili – Civitavecchia Elda Granella – Allumiere Sandra Marchi - Allumiere Maria Rita Lucidi – Allumiere Pietro Lucidi – Tolfa Mauro e Antonietta Mandolesi Maria Teresa Marini – Tolfa †Natalina Masci – Allumiere Vincenzo e Marina Mattei - Tolfa Fabio Mazzafoglia – Allumiere Adolfo Mellini – Allumiere Lorella Mellini – Allumiere Angelo e Rita Menichini – All.re Mauro Mocci – Allumiere Venturino Mocci – Allumiere Agnese Monaldi - Roma Franco Monaldi –Allumiere Franco Monaldi - Allumiere Antonietta Moraldi – Allumiere Enrico Novello – Civitavecchia Roberta Natalucci – Allumiere Anna Obin Vici - Allumiere 83. Mauro Padroni – Allumiere 84. Claudio Palieri – Allumiere 85. Rodolfo Palieri – Allumiere 86. Michele Palieri – Allumiere 87. Fiorella Palieri – Allumiere 88. †Giuliana Palieri Annesi – Roma 89. Giuliana Palieri – Roma 90. Daniela Palieri Antonelli – TV 91. Giuseppe Pecoraro - Roma 92. Ettore Pierrettori – Grosseto 93. Annella Piermarocchi - Tolfa 94. Vittorio Pandolfi – Roma 95. †Arcangelo Piroli – Allumiere 96. M. Antonietta Profumo - All.re 97. Lorena Profumo Del Frate-All.re 98. Alessandro Pennesi – Allumiere 99. Norberta Scialappa - Allumiere 100. Don Antonio Pascucci – Tolfa 101. Velia Piroli – Allumiere 102. Augusto Pieri-Buti – Livorno 103. Fabiola Piroli – Allumiere 104. Lina Ravaioli – Allumiere 105. Angelo Regnani – Allumiere 106. Vincenzo e Agnese Ricci - Roma 107. Riccardo Rinaldi – Allumiere 108. Giac. e Franc. Rinaldi – Cerveteri 109. Giuseppe Roma – Roma 110. †Peppetto Rosati – Rieti 111. Livio Sestili – Allumiere 112. Livio Simonetto – Allumiere 113. †Leo Taranta - Milano 114. Odoardo Toti - Civitavecchia 115. Realdo Trinetti – Allumiere 116. Marcella, Giuliana e Massima 117. Stefanini – Allumiere 118. Giuseppe&Paola Stefanini– All.re 119. Marcello Ugolini – Roma 120. Aldo Venturi – Allumiere 121. Lorenzo Vela – Allumiere 122. Alessandro Vici – Allumiere 121 † Flaminia Lombardi Vici - All.re 122 †Gualtiero Zucconi – Allumiere Agenzie – Artigiani – Associazioni – Commercianti – Studi professionali 1 ABBIGLIAMENTO/MERCERIA di Ilva Angelini - Piazza Filippo Turati – Allumiere 2 ABBIGLIAMENTO MERCERIA di Anna Spargoli – Piazza Filippo Turati – Allumiere 3 ABBIGLIAMENTO “Lucia” - di Lucia Fanelli – Piazza Filippo Turati – Allumiere e Civitavecchia 4 ABBIGLIAMENTO Moda Sport – di Luciano Lucianatelli - Via Roma – Tolfa 5 ABBIGLIAMENTO di G. Zucconi – Via Roma – Allumiere 6 ABBIGLIAMENTO DA.MA. di Marina Armenio – Viale Garibaldi – Allumiere 14 7 ABBIGLIAMENTO FIORA di Nadia Sgriscia – Via Roma – Tolfa 8 AGENZIA INA/Assitalia di Enrico Superchi - V.le Garibaldi – All.re 9 AGENZIA LLOYD ADRIATICO di Chiara Appetecchi - Via Teodolfo Mertel – Allumiere 10 AGENZIA ASSICURAZIONI RAS – Via Roma – Allumiere 11 AGRIFER – Sementi, concimi di Anna Sabatini – Via S. Antonio – Allumiere 12 ALIMENTARI Antichi sapori di Angela Moriconi – Via Roma 1 – Tolfa 13 ALIMENTARI di Arcangelo Cappelletti - Via Roma – Allumiere 14 ALIMENTARI di Adelaide Battilocchio – Via Roma, 57a – Tolfa 15 ALIMENTARI di Emilia Regnani V.le Garibaldi – Allumiere 16 ALIMENTARI di Vittoria Pinardi – Piazza Mertel - Allumiere 17 ALIMENTARI di Franca Fracassa Vanni – Via Farnesiana – Allumiere 18 ALIMENTARI di Enzo Compagnucci - Via Roma – Allumiere 19 ALIMENTARI SIDIS – Corso d’Italia – Tolfa 20 A.N.P.S. – Sezione di Rieti 21 AUTOCARROZZERIA di C. Gobbi - V.le d’Italia – Tolfa 22 AUTORICAMBI di F. Maurelli – Via B.Claudia - Allumiere CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa” 23 BANCA DI ROMA – AGENZIA DI TOLFA 24 BAR ITALIA – V.le d’Italia, 2 – Tolfa 25 BAR Bluemoon Cafè di A. Paparcurio – Via U. Fondi – Tolfa 26 BAR pizzeria “Due D” F.lli De Fazi – Via Roma – Allumiere 27 BAR torrefazione di S. Profumo – Via Mertel – Allumiere 28 BAR PATICCERIA - Il Giardino di Antonella Cimaroli - Piazza della Repubblica - Allumiere 29 BARBIERIA di Bruno Papini - Via Roma - Allumiere 30 CAFFE’ CENTRALE – F.lli Brunori – Piazza della Repubblica – Allumiere 31 CANTIERE EDILE di Carlo Piermarocchi – Viale d’Italia – Tolfa 32 CARTOLERIA PROFUMERIA IGIENE di Elena Sacconi - P.zza F. Turati – Allumiere 33 CENTRO ALIMENTARI di A. Brunori - Via Roma – Allumiere 34 COOP. CARNI LOCALI Il Faggeto - All.re 35 C. & B. DESIGN ARREDAMENTI – Piazza G. Matteotti – Tolfa 36 CONTRADA GHETTO - Allumiere 37 DISTRIBUTORE CARBURANTE AGIP – di Antonio Fabbi – P.zza della Repubblica – Allumiere 38 ELETTRODOMESTICI – di N. Boriosi – V.le d’Italia – Tolfa 39 EMPORIO – di Giovanni Vannicola – Via Roma – Tolfa 40 FIORAIO “l’Orchidea” - di Antonella Marzoli – Via Roma – Allumiere 41 FIORAIO LE STILISTE DES FLEURS – V. le d’Italia – Tolfa 42 FIORARIO LA MIMOSA – di M. Grazia Marini – V.le Garibaldi – Allumiere 43 GIOIELLERIA di V. Capolonghi – Via Roma – Allumiere 44 GIOIELLERIA “La Rocca” di M. Giganti – V. Roma – Tolfa 45 GIOIELLERIA “Piccole Gioie” di Marilena Grassi V. Roma – All.re 46 GRAZY BAR PIZZERIA di Antonio Vannicola - V.le Garibaldi - Allumiere 47 HOBBY CASA di Maria Maddalena Maffei - P.zza Repubblica – Allumiere 48 LA MINIERA DEL REGALO – di Alida Ceccarelli –Via Roma - Allumiere 49 MACELLERIA di Antonia Sgriscia – Via Roma – Tolfa 50 MACELLERIA di Umberto Speroni – Piazza Filippo Turati – Allumiere 51 MERCERIA di Patrizia Natalucci – Piazza Matteotti – Tolfa 52 OREFICERIA di Valentina Luciani - Via Roma – Tolfa 53 OTTICA BERNABEI AL CORSO - di F. Bernabei – Roma 54 OTTICO Lenti a contatto – di Carlo Tronti – V.le Garibaldi – All.re 55 PANIFICIO “LA SPIGA” - di Carlo Papa – P.zza V. Veneto – Tolfa 56 PANIFICIO ARMANI - F.lli Armani – Piazza Mertel - Allumiere 57 PANIFICIO Boutique del pane due di Armani – Via Roma – Tolfa 58 PANIFICIO PISTOLA - Via Roma – Allumiere 59 PARRUCCHIERE – Hair Style – V.le d’Italia – di Daniela Cerretti – Tolfa 60 PARRUCCHIERE di C. Baiocco – Piazza della Repubblica – Allumiere 61 PARRUCCHIERA - Francesca Iacomelli - P.zza F. Turati - All.re 62 PASTA ALL’UOVO – di Letizia Vannicola - Via Roma – Tolfa 63 PIANTE E FIORI di Donatella Giorgi - Via Roma - Allumiere 64 PIZZERIA Il Cantuccio di Marilena Carolini - P.zza F. Turati – Allu- Cescat/ALFA/Foglisparsi Tre nomi per un solo Progetto di solidarietà • • • • • miere 65 PIZZERIA Il Capriccio – di P. Scorpioni – Piazza della Repubblica - Allumiere 66 PIZZERIA “L’ora della pizza” di F. Spanò – V.le d’Italia – Tolfa 67 PIZZICHERIA di Gabriele Lisi Via T. Mertel - Allumiere 68 PNEUMATICI di A. Ciucci – Piazza Mertel – Allumiere 69 PRO LOCO – Allumiere 70 SELLAIO - Lavorazione cuoio Lamberto Bartolozzi - Via Roma -. Tolfa 71 STUDIO 80 – D.ri Pietro e Luigi Zaini – Via A. Moro 2 – Allumiere 72 STUDIO TECNICO IMMOBILIARE Barchesi/Marietti – V.le d’Italia – Tolfa 73 STUDIO TECNICO GEOMETRA G. Luca Corvi - Via D. Alighieri 7All.re 74 STUDIO TECNICO GEOMETRA Giancarlo Gobbi/– V.le d’Italia – Tolfa 74 ESSESPORT di Simona Sgamma V.le Garibaldi, 4 – Allumiere 75 SUPERMERCATO/ MARGHERITA Dante&Mauro Regnani – Allumiere 76 TABACCHERIA E ARTICOLI VARI di Giselda Petrocchi – Via Roma – Tolfa 77 TABACCHERIA di Patrizia Costantini – P.zza Vittorio Veneto – Tolfa 78 TABACCHERIA di Amedeo Pesoni – Via Roma – Tolfa 79 TABACCHERIA di Amerino Moraldi - Via Roma – Allumiere 80 TABACCHERIA F.lli Feliciani Via T. Mertel - Allumiere 81 TAPPEZZIERE/MATERASSAIO di E. e S. Jacomelli – Piazza Turati Allumiere 81 ZOOTECNIA/FERRAMENTA di Pettirossi&Sgamma -P.zza Gramsci– Allumiere Entra anche tu nel CESCAT perché vuol dire: anteporre il cristianesimo ad ogni politica sostenere persone nel faticoso reinserimento sociale aiutarci a diffondere gratuitamente 3.200 copie senza dipendere da nessuno spronarci a contestare la cultura consumista offrire a tutti la possibilità di manifestare il proprio pensiero su Foglisparsi Se condividi uno di questi obiettivi hai un buon motivo per iscriverti ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005 15 Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. La Banca del tuo territorio www.cariciv.it 16 CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”