Cultura e società: dalla civiltà contadina al fast food
ANNO XIV
ALFA
2
Foglisparsi
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7 lug. 2005
Dir. resp. Rodolfo Palieri . Red. Capo Giulio Borghini. V. Red Capo Marco Borghini. Segreteria di Redazione: Tiziana Cimaroli, Roberta Natalucci. Periodico della
Coop. sociale cristiana ALFA, creata dal CESCAT - Centro di solidarietà cristiana
“Allumiere & Tolfa” - Oratorio parrocchiale di Allumiere – P.zza Mertel s.n.c. - Tel/
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Pregolini, Realdo Trinetti (Segretario Organizzativo), Anna Vici, Pietro Zaini
(Tesoriere), Gianna Zucconi, †Gualtiero Zucconi. Il periodico è diffuso gratuitamente. Stampa La Litografica - C.vecchia - Tel. 24618. Per iscriversi al CESCAT:
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ALFA (ALlumiere & TolFA), libera voce della Comunità per i giovani e gli uomini di buona volontà.
Periodico della Cooperativa sociale cristiana ALFA , creata e gestita dal CESCAT
La verità sulla crisi italiana e l’irriconoscenza comunitaria
L’entrata in Europa ha messo a nudo
i mali strutturali dell’economia
L’Euro momento della verità: la spesa pubblica travalica le nostre risorse, mentre
ricerca e studio sono sacrificati per le missioni militari all’estero. Nel “mercato selvaggio” si punta ai guadagni facili ed il risparmio non è tutelato. Gli italiani acquistano prodotti esteri, anche se più costosi dei nostri, come le auto giapponesi. Il rifiuto dell’Europa nasce dal suo prematuro allargamento. E si è pagata l’irriconoscenza
nei confronti del cristianesimo, per duemila anni nostro poderoso scudo. (pag. 2)
L’Isola ecologica per All.&Tolfa pag. 3
La democrazia
del 74,1%
Residui
di barbarie
I giovani: Ah!
Se il Parco…!
(pag. 10)
I
COMON, si cambia
leader della sinistra erano
I riti picareschi
impreparati allo straripante
(pag. 9)
duri a morire
successo delle regionali come
alla secca sconfitta del referenProtezione civile
dum. La ragione è che i profesIl Gruppo
sionisti della politica si ostinano
Luigi Artebani
a ragionare fra loro senza ascol“Gualtiero Zucconi”
pag. 5
tare la gente, sempre più lontana
(pag. 8)
dai partiti. Le ansie - che talvolta diventano angoscia - per
quanto avviene in Italia e nel
Nulla più inedito della carta stampata
mondo, creano un grande biso(pagg. 12-13)
gno di certezze ed una forte repulsione per le avventure. Il
vuoto ottimismo berlusconiano
Luci e ombre su Piazza Nova
ha fatto il suo tempo insieme
all’avventurismo libertario.
di Antonio Marini
Lo si chiami “riflusso nel privato”, o, più crudamente, qualun- Tolfetani e villeggianti dovranno attendere l’autunno per vequismo, i partiti devono decider- dere ultimati i lavori di “Piazza Nova”? L’interrogativo nasce
si a prenderne atto. Non uno dei dall’attuale stato del cantiere che non lascia prevedere il ri(Continua a pagina 4)
Grazie alle commesse
del Comune di Allumiere
Alcune persone hanno trovato in
ALFA lo strumento per riaffermare le proprie capacità ed il
loro ruolo sociale. E’ una tappa
importante sull’ardua strada
della solidarietà laica e cristiana.
spetto del termine di consegna entro luglio. L’opera, importante per la vita di Tolfa e
per la sua immagine, è il
nostro “biglietto da visita”.
La valutazione progettuale,
pavimentazione in cubetti di
selce e lastre di pietra lavica su
unico livello, é da condividere
e la preferenza dei materiali
usati é in linea con altri interventi realizzati nel centro storico; scelte orientate all’elimina-
zione dell’asfalto a vantaggio
della pietra locale tradizionale.
Certo la gestione dell’appalto,
l’organizzazione di tutta la
logistica della viabilità connessa al trasporto e la decisione,
una volta ultimati i lavori, di
non ospitare più il mercato
settimanale nella stessa piazza
non sono immuni da critiche.
(Continua a pagina 10)
Oriana, Libero
e il Dubbio
“Coltiva sempre il dubbio! Ovvero, non applicare i tuoi pregiudizi alle nuove situazioni. Esamina i problemi nel fondo della coscienza!” Possiamo sintetizzare
così gli insegnamenti cristiani,
dogmi di fede a parte.
Perciò ogni giorno chiediamo
all’Altissimo di illuminarci la
strada per trovare il giusto itinerario. Il dubbio è fondamento del
Cristianesimo praticato. Ciò
spiega anche perché i credenti
abbiano ben pochi “amici politici”, di quelli che esigono la dedizione totale ad un’idea, qualunque siano le strategie - e talvolta
i mezzi - per realizzarla. Ai seguaci di Cristo, invece, spetta
vagliare, di volta in volta, l’etica
di ogni azione. Così, nei limiti
delle forze declinanti, spaziamo
dal Manifesto a Libero, ed oltre,
per conoscere e capire.
E il dubbio più serio è venuto da
Libero del 26 maggio che poneva
a confronto gli stridenti contrasti
fra i tolleranti atteggiamenti della
nostra democrazia - talvolta apparentemente complice del terrorismo islamico - e le persecuzioni praticate in molti paesi musulmani nei confronti dei cristiani.
Nulla di nuovo sotto il sole. Sappiamo che l’intolleranza religiosa
è tipica dei paesi culturalmente
meno evoluti, i quali - appunto non coltivano il dubbio. E scontiamo che solo una paziente opera di apertura, culturale ed uma(Continua a pagina 2)
Il cristianesimo
che ha sfidato le SS
NO a prezzo della vita
pagg. 6-7
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
1
L’Euro momento della verità e... il peccato di irriconoscenza!
Se per una volta fossimo capaci di distinguere la verità dalla ragion politica dovremmo ammettere che fra le colpe di
Berlusconi non si possono annoverare i
mali strutturali dell’economia italiana.
Ma l’etica politica travalica ogni oggettività e saremmo accusati di... aver cambiato bandiera! (Come accadde quando,
contrari alla liberalizzazione della droga,
criticammo il provvedimento Fini.). Ed
allora non lo diciamo. Anzi rileviamo
che il mancato controllo sui prezzi ha
dimostrato l’ostilità nei confronti dell’Euro di una parte del centrodestra ed in
special modo del temibile fascismo nordico risorto con la Lega.
Però ricordiamo che tutti i governatori
della Banca d’Italia hanno sempre invocato - in particolare dagli anni ‘70 - una
riduzione e riqualificazione della spesa
pubblica. Solo le tante alchimie monetarie e finanziarie, (dalla “libera fluttuazione” della lira del febbraio ‘73, agli equilibrismi per restare nelle spire del
“serpente monetario” ad altri marchingegni) hanno permesso all’Italia di non essere emarginata dall’Europa. Ed in que-
sto senso hanno ragione Prodi e Ciampi
nel dire che l’Euro, restituendoci una
credibilità europea, ha conferito all’Italia
il diritto di essere collocata fra le grandi
potenze con pari dignità. Ma era inevitabile attendersi dei contraccolpi sui prezzi
interni. Se le urgenti terapie riequilibratici non fossero state affidate al centrodestra, ma alle più amorevoli cure degli autori dell’Euro, le cose sarebbero andate
certamente meglio. Tuttavia occorre più
lealtà ed ammettere le origini delle nostre difficoltà a tenere il passo con l’Europa.
Ci sono anche da rilevare i mali accentuati dall’impulso impresso al liberismo
economico che pervade ormai tutto l’occidente. Nel “mercato selvaggio” si punta ai guadagni facili ed il risparmio non è
tutelato. Gli italiani acquistano prodotti
esteri, anche se, complessivamente, più
costosi dei nostri, come le auto giapponesi, lanciate da una pubblicità intelligente.
Quanto ai “NO” pronunciati contro l’Europa c’è da rilevare che il rifiuto della
Comunità nasce dal suo prematuro allar-
gamento. Come si può pensare di costruire, anche di là dal progetto originario, attico e superattico quando non sono
state consolidate le fondamenta? La più
forte struttura di base avrebbe anche consentito di imporre regole più rigorose ai
nuovi candidati dando maggiori garanzie
psicologiche ai nostri più tiepidi europeisti. Altro aspetto: è codino dire che abbiamo pagato la vergognosa irriconoscenza nei confronti del cristianesimo?
Non è forse vero che, in mancanza del
baluardo opposto dalle chiese cristiane,
l’Europa oggi sarebbe certamente un’altra cosa?!...molto più triste, povera, arretrata e fondamentalista? Non avremmo
pagato un prezzo molto più elevato alle
sanguinose invasioni musulmane dei secoli scorsi (perché ricordare solo le Sante
Crociate?) e non saremmo caduti nell’Area d’influenza sovietica dopo il ’45? Ed
allora perché essere tanto irriconoscenti
da non voler iscrivere nella Costituzione
europea le nostre radici cristiane? Si trattava di una questione di pura onestà, storica e intellettuale.
Le disonestà si pagano.
Padre Wellington: “Ricordate da dove veniamo”
Eredi di un patrimonio genetico e culturale
“P
osso considerare me stesso un
individuo “a se stante”, del tutto
“indipendente” da ciò che è stato prima?”. Evidentemente no, ma non ci pensiamo spesso. Invece Padre Wellington
ha fatto nascere la domanda, con forza,
nei fedeli di Allumiere commentando,
Domenica 19 giugno, il Vangelo di Matteo (9,36 - 10,8). Con parole semplici
egli ha voluto ricordare il debito di rico-
noscenza che tutti noi abbiamo nei confronti dei genitori e progenitori, e di quel
complesso di valori da loro tramandatici
nei secoli. Valori e principi - difesi a volte col sangue dai nostri predecessori che ci permettono oggi di vivere in una
società incardinata sulle regole di una
rassicurante civiltà, (raramente violate,
se non con grande scandalo collettivo).
La strada per giungere dalla bestia all’-
Angelo è lunga, ma lottando con tenacia
possiamo farcela. L’aiuto verrà da quel
Cristo che, morto per sfinimento sulla
Croce, induce milioni di uomini a contenere, da duemila anni, la propria ferinità.
E’ Lui che travalica ogni altro riferimento culturale. Quanto male è stato risparmiato, nel Suo nome, all’umanità? Pensiamoci e non rinneghiamolo! Né con le
parole né con le azioni.
(Continua da pagina 1) - Oriana,
nacce, l’ha definita “una bestia, figlia di
un fottuto cattolico”. Con una sequenza
di intimidazioni che hanno costretto la
Fallaci a girare sotto scorta. Che i musulmani deleghino la loro rappresentanza ad
un uomo carico d’odio qual è Adel
Smiht la dice lunga sul loro processo di
democratizzazione e sulla loro volontà di
vivere in Italia accettandone la diversità
religiosa. E’ infatti noto che Adel Smith
ha pubblicamente dileggiato, oltre al Vaticano ed a Giovanni Paolo II, persino il
Crocifisso. Per non contribuire anche noi
a diffondere rancore omettiamo di riportare altre frasi pronunciate da questo ineffabile personaggio. Però consigliamo
i musulmani interessati alla pacifica convivenza con i cattolici di liberarsi solleci-
tamente di un rappresentante così poco...
diplomatico.
Confessiamo che, almeno nei nostri confronti, Libero ha ottenuto un successo
creandoci il dubbio: l’Italia e l’Europa
stanno attuando quanto il cristianesimo e
la democrazia suggeriscono? Oppure incerti sostenitori di agonizzanti valori ci prepariamo ad una resa incondizionata
dinanzi a popoli più poveri e sprovveduti, ma provvisti del coraggio della disperazione e di grandi risorse vitali? Forse
la consapevolezza dei nostri limiti etici e
la mancanza di coraggio danno ragione a
Renato Farina quando scrive su Libero
“….processare la Fallaci per vilipendio
alla religione musulmana… è sintomo
della voglia di morire dell’Europa”?
Libero...
na, verso i paesi ancorati ai loro fondamentalismi può aprire la strada ad un terzo millennio caratterizzato dal progresso
civile.
E allora? Allora fanno probabilmente
bene i magistrati italiani a giudicare con
relativa clemenza i reati dei Musulmani
mostrando all’Islam l’insostituibile valore di una democrazia e di una religione
ispirate alla solidarietà con i deboli.
Ma Libero contrappone il trattamento
riservato alla scrittrice Oriana Fallaci,
gravemente malata di cancro, ed al suo
accusatore Adel Smith, Presidente della
Associazione Musulmani d’Italia, che,
fra le altre più forti ingiurie e gravi mi-
2
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
Due questioni hanno avvelenato, più di altre,
la vita politica allumierasca negli ultimi mesi:
il “caso Rotella” ed il “taglio” dei giardini
pubblici nell’area retrostante il Monumento ai
Caduti, periodicamente onorato, con umile
assiduità, dai buoni cittadini. Su Rotella abbiamo scritto, crudamente e fin troppo chiaramente, come la pensiamo.
Per i giardini, pur rinviando il giudizio al
compimento dell’opera, ci chiediamo una
cosa: perché attendere l’inizio dei lavori da
parte della ditta appaltatrice per scatenare
l’offensiva? Non sarebbe stato meglio orga-
Piccoli veleni
nizzare tempestivamente l’opposizione popolare? In tal modo si sarebbe probabilmente
ottenuta una modifica del progetto senza procurare tanti malanimi e danni alla collettività.
Rispondiamo al quesito: di là dai meriti e dalle colpe di questa Amministrazione comunale
siamo convinti che i suoi responsabili lavorino - con impegno - per il proprio paese? Si?
E allora quali sono i motivi degli instancabili
assalti, talvolta feroci, che riceve da sinistra e
da destra? E riecco la nostra ormai vecchia
esortazione: perché non tentiamo, almeno nei
piccoli centri, di vivere nella pace? Più volte
abbiamo apprezzato il ruolo dell’opposizione
- sempre doveroso - ma spesso appare ispirato alla ragion politica.
Ed a proposito di questa “ragione”, Rifondazione di Allumiere, a volte vittoriosa nella
gara col centrodestra per redigere i cartelloni
più mordaci, è informata dei nuovi schieramenti nazionali? Abbiamo sempre ammesso
di capire poco di politica, ma adesso ci si
confondono completamente le idee.
UN’ “ISOLA ECOLOGICA” PER ALLUMIERE E TOLFA
A
llumiere e Tolfa hanno finalmente la
loro “Isola ecologica”: ubicata nella propaggine Nord della “Cavaccia”, lontana dagli
impianti sportivi, raccoglierà in distinti contenitori i rifiuti riciclabili. Propriamente
“ecologica” sarà, quindi, la funzione dell’”isola”, polo dei materiali di scarto. Più
l’atollo crescerà, più saranno pulite le campagne di Allumiere e Tolfa. Infatti, l’iniziativa
del Comune di Allumiere, cui si è associato il
Comune di Tolfa, vuole ora convincere i cittadini a trasportare nell’”isola” gli abbondanti
prodotti riciclabili degli sprechi consumistici.
Se, con l’aiuto delle nuove generazioni, l’operazione avrà successo avremo finalmente
liberato il territorio dalle indecenti scorie della società dei consumi. Non per niente, grazie
all’iniziativa dell’Assessore alla P.I. Stefania
Cammilletti del Comune di Allumiere, erano
presenti all’inaugurazione gli alunni delle
elementari. Assenti, purtroppo, i ragazzi delle
Medie. Ora l’Amministrazione, secondo i
progetti del Delegato all’Ambiente Giovan
Battista Zaini, dovrà procedere alla bonifica
delle discariche abusive dislocate in diverse
aree comunali.
Il rilievo dell’iniziativa ha giustificato l’intervento della Vice Presidente della Provincia,
Rosa Rinaldi, che ne ha rimarcato i riflessi
sociali ed economici unitamente ai sindaci di
Allumiere Peppino Cammilletti e, di Tolfa,
Alessandro Battilocchio. Presenti il Vice Sindaco di Tolfa, Paolo Aloisi, con gli assessori
di Allumiere, la protezione Civile e rappresentanti delle associazioni ecologiste locali.
I giganteschi contenitori sistemati alla
“Cavaccia” possono accogliere un’ampia va-
rietà di materiali differenziati, dai mobili, ai li di scarto: tutti i giorni dalle 9,30 alle 12,30,
frigoriferi, agli apparecchi TV, ai Computer, mentre il giovedì e sabato è possibile accedefino agli imballaggi in materiali diversi, vec- re ai depositi anche dalle 15 alle 17.
chie batterie delle auto, macerie di piccole demolizioni, oli
minerali esausti, farmaci scaduti, ecc.. Perciò tutto lascia
intendere che stiamo per cancellare l’assillo ricorrente ogni volta che acquistiamo
qualcosa di nuovo: “Dove lo
butto quello vecchio?”. Cadrà
insomma l’insana tentazione
di risolvere il problema piazzando l’ingombro di turno nel
bel mezzo di un prato verdeggiante o, non meno grave, al
limitare di un bosco?
C’è da sperare che il territorio
circostante ad Allumiere e
Tolfa sarà gradualmente liberato dall’indecente ostentazione di quanto di più vergogno- La cerimonia inaugurale dell’“Isola ecologica”, al cui proso sia riuscita a creare la pro- getto, varato dal Comune di Allumiere, si è positivamente
duzione industriale. (La con- associato il Comune di Tolfa. Nella foto la Vice Presidente
danna è inevitabile per un si- della Provincia, Rosa Rinaldi, illustra il significato del Piastema produttivo che, accen- no di riciclaggio dei rifiuti nei due comuni. Alla sua destra
tuando l’obsolescenza dei il Sindaco di Tolfa, l’eurodeputato Alessandro Battilocprodotti, ne accelera la sosti- chio, il Sindaco di Allumiere Peppino Cammilletti ed il Vice Sindaco di Tolfa, Paolo Aloisi.
tuzione e lo scarto).
Riciclare consentirà di trarre
dai rifiuti una fonte di reddito, la cui riparti- L’eccessivo onere dello smaltimento dei rizione tra la Provincia di Roma (finanziatrice fiuti ha indotto il Comune di Allumiere ad
del Progetto) ed i comuni interessati è all’esa- affrontare il problema con progettualità e deme delle parti in rapporto al volume dei mate- terminazione. Nei disegni dell’Amministrariali che saranno riciclati.
zione rientrano piani per utilizzare le risorse,
I cittadini di Allumiere e Tolfa sono facilitati non solo economiche, della Provincia e della
dall’orario in cui è possibile portare i materia- Regione.
Il Sindaco di Allumiere denuncia i vandalismi - Monito alle famiglie
“Vandalismi da far venire voglia di ritirarsi.
Tutto il nostro impegno per migliorare Allumiere e poi vediamo la sua immagine distrutta per
il gusto di sfasciare e disprezzare il frutto del
lavoro altrui. E’ anche il fallimento delle agenzie di formazione, dalla famiglia alla scuola”.
E’ il primo cittadino di Allumiere, Peppino
Cammilletti, a parlare così. Affranto dinanzi
agli ennesimi atti vandalici nei giardini pubblici
(ed in particolare al Parco della Fonte Ferrata,
quello che, ancora per poco, è il fiore all’occhiello dell’Amministrazione di centrosinistra),
Cammilletti
farà
sistemare
telecamere
(nascoste, e protette contro ogni tentativo di
manomissione) per cogliere sul fatto i guastatori di turno. “Purtroppo siamo costretti ad affron-
tare un’altra spesa che avevamo tentato di evitare – ha soggiunto Cammilletti - rilevando che
“sembra di vivere in un clima di totale irresponsabilità. Le madri, che dovrebbero educare i
propri figli al rispetto della cosa pubblica, s’indignano se ci si permette di riprendere i loro
figli, che devono essere liberi di fare tutto ciò
che vogliono. Poi vediamo quali frutti produca
questa educazione ultrapermissiva e lassista”.
“Il vandalismo è uno dei modi per disperdere le
energie e le risorse finanziarie dell’Amministrazione in carica – ha concluso Cammilletti – ma
non è il solo. Un altro modo è quello di farsi
male da soli grazie ad un’opposizione impegnata a redigere manifesti con accuse del tutto gratuite, cui però bisogna rispondere, altrimenti la
gente potrebbe persino credere che i rilievi,
siano giustificati.”
L’opposizione ha dato una risposta, intelligente
e tagliente, sintetizzata su “Notizie in diretta”
del CESCAT. Non è solo per mancanza di spazio che non la passiamo anche qui. E’ che Foglisparsi non vuole diventare un’arena in cui si
fa reciprocamente strage di quella solidarietà
sempre auspicata. Sembra alla gente ed anche a
noi che il centrodestra e Rifondazione debbano
abbassare i toni di una polemica che, nata per
legittimi fini istituzionali, rischia di inasprirsi
pregiudicando ogni futura forma di collaborazione. Il Pianeta è percorso dall’odio. Ricreiamo qui un’oasi di serenità. Ricordiamo il monito evangelico: “Beati gli operatori di pace…”
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
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La democrazia del 74,1%... (da pag. 1)
referendum promossi dai radicali negli
ultimi anni ha raggiunto il quorum. E
(mentre lo Stato ed i partiti hanno erogato fiumi di denaro per queste consultazioni straordinarie) l’elettorato si è spostato, amaramente, verso i “partiti con le
idee chiare”, quelli che, dalla Lega ad
AN, indicano traguardi netti.
La sinistra deve prendere posizione sui
problemi che interessano la gente, si
chiamino “sicurezza”, manipolazione
genetica o regolamentazioni dei poteri
istituzionali.
Per la stessa incapacità di offrire certezza
è caduta alle Regionali Forza Italia, il
cui Leader dell’ottimismo forzato, ha
finito col perdere credito. Berlusconi aveva capito che gli italiani erano stufi
delle cassandre, ma ha abusato della sua
intuizione.
Così è rimasta delusa quella parte della
popolazione che sperava nella destra per
vivere più serenamente. Nelle grandi città la situazione è migliorata, ma tutta la
rete di piccoli paesi della little Italia che,
per dormire sonni tranquilli, attendeva
“più prevenzione che punizione” non poteva avere delusioni maggiori. La notte
dormono tutti, per fortuna anche i malavitosi. Quasi sempre. Però, non appena
un nucleo di emarginati decide improvvisamente di aggredire un piccolo agglomerato urbano (facendolo oggetto, nel
caso migliore, di furti sistematici, come a
Tolfa) ci si rende conto dell’inadeguatezza della rete di protezione assicurata ai
cittadini. D’altra parte, dopo aver sempre
difeso la Magistratura, dobbiamo prendere atto della frequente carenza del suo
ruolo. Occorre il coraggio di ammetterlo.
Le forze dell’ordine sono disorientate
dinanzi ai “permessi premio” che servono a compiere altri delitti a spese di innocenti. E lo sono dinanzi alla continua
derubricazione dei reati, anche gravi, che
si risolvono con denunce a piede libero.
Forse per questo, o per effetto di
“conquiste sindacali”, nei piccoli centri
si va diffondendo, per tutti, la “cultura
dello stacco”, nel senso che ad una certa
ora della notte può accadere di tutto.
La vittoria ottenuta dalla sinistra alle regionali, per aver preso le distanze dal libertarismo pannelliano, è già “passato”.
Ora c’è la cocente sconfitta del referendum, che a nostro avviso rischia di avviare un’inversione di rotta che dall’etica
si estenda alla politica.
Berlusconi ha mostrato buon naso tentando di sedurre la Margherita. Un paradosso che ha scandalizzato non solo i
palati fini della politica. Eppure, in un
voto segreto, che non mostrasse il rossore delle guance, tanti italiani sarebbero
imbarazzati a rispondere “no”. Non per
nulla crescono le “rifondazioni” della
DC. Di “moderno” gli elettori italiani
sembrano aver acquisito soprattutto la
capacità di cambiare, velocemente, orientamento.
Ora il cosiddetto “elettorato benpensante” che, sotto varie spoglie, cresce continuamente, è arrabbiato anche con la sinistra, impaludata in diatribe di principio
ritenute inutili rispetto al caro vita e agli
sbarchi di immigrati disperati.
La famiglia che lascia le città per le ferie
agognate, lo fa con una crescente preoccupazione per quanto l’attende al ritorno.
Questo alla fine conta più di tutti i principi laico-libertari che avvincono, travagliandola, l’elite acculturata del Paese.
La destra è cresciuta in Italia perché ha
colto il momento di condividere, almeno
negli obiettivi dichiarati, alcuni programmi della sinistra. I progressisti invece
sono rimasti sordi alle attese del proprio
elettorato, passate dal desiderio di dividere la ricchezza nazionale a quello di
difendere il poco che si è conquistato.
I leaders della sinistra devono scendere
nelle strade e parlare con la gente, magari con i sociologi, lasciando perdere i
furbissimi capi-corrente.
Dialoghi
r.p.
Doccia bollente
A proposito degli anziani che vanno in chiesa.
Sono due settimane che osservo le persone salire
le scale della "porticella": vedo in particolare
faticare le anziane per salire, chi con il bastone e
chi si appoggia al corrimano facendo qualche
smorfia. Perciò, come vedo, non c'era bisogno
del daily (camioncino) del Comune per fare un
dispetto agli anziani.
Dato che Lei è tanto ascoltato dall'amministrazione comunale e non so se anche da don Augusto, caro Palieri, perché non si prodiga per vedere se è possibile fare una rampa o qualche cosa
che potrebbe agevolare 1' entrata in chiesa invece di una striscia Gialla come dice Lei?
Perché non parla delle rampe di via Roma che
non possono essere utilizzate dà chi usa le carrozzelle?
Per ultimo, perché non ha avvertito i Vigili urbani per far spostare quel benedetto daily; non conosce anche lei gli autisti?
Caro Maffei,
innanzitutto complimenti! E’ così che fa un buon
cittadino quando qualcosa lo indispone: prende
carta e penna e scrive, firmandosi, (interpreto le
trasparenti iniziali L.M. come un mero desiderio
di non voler fare il protagonista) e rifiuta il diffuso costume di “abbaiare dalla buca”!
Quanto invece alla sostanza della sua nota devo
segnarle che i suoi “perché” sono un tantino
ingiustificati. Vuol sapere… perché?
Glielo dico subito:
⇒ le sfuggono i tre pezzi (quarto con l’ultimo),
dedicati, nel tempo, all’argomento;
4
⇒ a me ripugna chiamare un vigile per far elevare la contravvenzione ad un trasgressore
perpetuando il cattivo costume che ho denunciato proprio nel pezzo cui lei si riferisce; mi è sembrato molto più… tagliente
denunciare il fatto pubblicamente; anzi mi
sono sentito fin troppo “cattivo” perché fare
il vigile in Allumiere è un incarico ben poco
invidiabile;
⇒ i “buoni rapporti” che ho con il Comune
(io vorrei averli con tutti senza rinunziare ai
doveri professionali) non mi hanno impedito, di essere estremamente severo e, direi,
persino provocatorio; lei è di opinione diversa?
⇒ Ho denunciato più volte il problema in tutte
le sedi competenti, anche a nome dei familiari di Remo Speroni, ma ho ricevuto risposte negative a causa dei vincoli posti dalla
Soprintendenza ai monumenti.
In ogni caso la ringrazio per aver rimarcato
l’attualità del problema che la stampa locale
trattò ripetutamente anni addietro solo quando
fu sollevato da Foglisparsi.
Sono d’accordo con lei che la striscia gialla non
basta, ma, accompagnata da un cartello (e dalle
proteste dei buoni cittadini per le eventuali trasgressioni) sarebbe pur sempre meglio di niente.
Cordiali saluti.
Droga e coscienza
Dopo le critiche del centrodestra allumierasco
per la mia posizione sulla droga (sembra non
abbastanza battagliera) sono giunte quelle di
Rifondazione. La linea di Foglisparsi è stata
criticata in margine alla tragedia di un giovane
siciliano suicidatosi nel suo paese a causa della
legge Fini. Non ho capito il cartellone di RC
visto che, geografia a parte, questa legge è stata
più volte criticata da Foglisparsi.
Sento però il dovere - ed esorto i genitori a
schierarsi con il CESCAT - di evitare ai bambini e agli adolescenti di oggi le tragedie vissute
da tante famiglie del nostro amaro presente.
Batta la propria strada chi ritiene giusta la liberalizzazione della droga, ma non me ne voglia se
la mia coscienza m’impedisce di seguirlo.
Ricordiamolo: ogni “legge” dello Stato è un tentativo - approssimato - di imporre al cittadino
quel comportamento che la maggioranza definisce “etico”. Quindi una legge contiene sempre
un’“ingiustizia” nei confronti della minoranza,
talvolta ampia, che non condivide l’orientamento
dominante. Ma fino ad oggi non abbiamo trovato
alternative al caos che deriverebbe dalla rinunzia
dell’uomo al tentativo di regolare, legislativamente, la condotta umana.
L’argomentazione dell’anarchia è proprio questa, che lo Stato non può imporre le sue leggi
perché... non sa farne di “giuste”! Eppure, proprio in un simile convincimento, si annida la
sfiducia in quell’Uomo che l’Anarchia vorrebbe
esaltare. Ecco perché, alla fine, scegliamo le leggi. Per quanto approssimative possano risultare.
Invece in Italia, di là dalle iscrizioni ai partiti,
c’è un serpeggiante sentimento anarchico che,
attraverso la correntizia frammentazione dei poteri, continua ad erodere la fiducia in quel diritto
di cui vorremmo essere la patria.
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
SE QUEL PERO
POTESSE PARLARE!
di Luigi Artebani *
perato in questo modo
con la speranza di incutere timore e destabilizzare le scelte progettuali di questa o
quella Amministrazione che nel corso degli
anni si sono avvicendate.
Di tanto in tanto spunta fuori con fare scellerato e, erigendosi a
giudice supremo e portatore di verità indiscussa, manovra l’ascia risolvendo in
modo deprecabile ed inqualificabile i motivi di opposti interessi che spesso vengono a determinarsi tra l’Ente e la collettività amministrata.
Se non fosse per la forte tempra che caratterizza le genti di maremma, lo pseudo
progetto “anti progetto”, disfattista avrebbe avuto successo perché solo chi lavora
ed opera quotidianamente nel settore può
capire la frustrazione che assale dopo episodi del genere.
Fortunatamente così non è stato e, seppure tra molte difficoltà, il Progetto va avanti seguendo le regole che disciplinano
la convivenza civile.
Comunque, prima o poi il “pero” parlerà
per donare dignità e rispetto delle istituzioni; se nel frattempo lo facesse qualcun
altro a cui la natura ha donato occhi e orecchie sarebbe ancora meglio: è in gioco
la serenità e la tranquillità di
un’intera comunità.
A.D.A.M.O. per l’uomo
A questo punto è bene sottolineare qualche aspetto tecnico
Presentata con le credenziali di Sandro Verbo,
per inquadrare meglio la vicenallumierasco verace e stimato chirurgo del Poda.
liclinico “Gemelli”, è stata lanciata nel territoDa quando è mondo, le grandi
rio A.D.A.M.O. (Associazione Domiciliare
questioni terriere hanno prodotAssistenza Malati Oncologici). Nata nel 99
to dibattiti, lotte e quindi, anche
per iniziativa di un gruppo di volontari che
Allumiere non poteva costituire
hanno avuto un congiunto colpito dal male del
un’eccezione.
secolo, ADAMO è divenuta in poco tempo
E’ positivo quando le varie foruna grande organizzazione. Il suo successo me di amministrazione dei papurtroppo correlato alla diffusione dei tumori
trimoni collettivi siano oggetto
nel territorio - consente di sviluppare progresdi accesi confronti, tuttavia, a
sivamente la sua attività assistenziale. Il Presimio parere, i dibattiti e le didente e ideatore Massimiliano Riccio, che perscussioni non possono prescinse la consorte in giovanissima età e l’indudere da alcuni punti fermi che
striale Ernesto Mojoli, colpito da un dramma
caratterizzano le nostre zone:
quasi analogo, sono i tuttofare di questa asso⇒ l’uso dei terreni a pascolo
ciazione che può contare sui consigli e l’aiuto
spetta solamente agli aventi didi Sandro Verbo. ADAMO è stata presentata
ritto, quindi, la rivendicazione
dagli Assessori ai Servizi Sociali Angelo Sudi non utenti e cittadini di altri
perchi ed alla P.I. Stefania Cammilletti nel
paesi limitrofi è insensata e
corso di un incontro con le organizzazioni di
priva di fondamento;
volontariato di Allumiere.
Nei pressi del “Poggetto degli spiriti”,
nella tenuta denominata Bandita Grande,
c’è un pero selvatico che ha resistito a
mille intemperie nel corso dei molti anni
della sua vita e si erge quasi a simbolo di
tenacia in un ambiente tanto ostile come
può essere la maremma in particolari stagioni. Ultimamente, suo malgrado, ha dovuto essere testimone, come se le avversità della natura non bastassero, a degli
scempi perpetrati da ignobili personaggi
che, protetti dal buio della notte, ed in più
riprese hanno tagliato la recinzione perimetrale della tenuta adibita a pascolo biologico, data in concessione alla locale Associazione Allevatori Allumiere.
Verrebbe da dire: ah! se quel pero potesse
parlare! Ma certamente non può farlo,
perché delegato dalla natura ad altre funzioni, altrettanto importanti come quella
di donare del cibo con i suoi frutti al bestiame pascolante e regalare un po’ di refrigerio all’uomo della maremma che si
trova a passare di lì.
Mi chiedo allora come si può arrivare a
tanto: criticare ed avversare le scelte non
condivise è legittimo e salutare per la democrazia, oltraggiare e disprezzare con
atti vandalici il lavoro degli altri invece è
un’altra cosa.
La mano vandalica proviene quasi sicuramente dal mondo della zootecnia, una
matrice classica che già in passato ha o-
⇒ la compartimentazione dei pascoli è
necessaria; vi sono innumerevoli studi
che nelle conclusioni unanimemente
concordano sulla razionalizzazione
dei pascoli per permettere alle essenze vegetali appetibili al bestiame un
ciclo biologico completo (nascita, crescita, fiore, frutto seme). La presenza
massiccia, incontrollata, esuberante e
costante di bestiame mette i terreni a
rischio di mineralizzazione e desertificazione. Il concetto che i terreni adibiti al pascolo non sono solo dei possidenti di bestiame ma appartengono a
tutta la collettività di Allumiere, impone agli organi deputati alla gestione
di scegliere forme regolamentate che
preservino e difendano i patrimoni.
⇒ Un futuro imminente vedrà l’ingresso
sui mercati italiani di carne proveniente da paesi i cui costi di produzione
sono
talmente
bassi
da
“scaraventare” la nostra carne, quella
prodotta convenzionalmente, fuori dal
mercato. L’unica soluzione è di produrre una carne che dal punto di vista
qualitativo costituirebbe una particolare nicchia di mercato e per la quale
si stanno costituendo tipiche organizzazioni di cittadini, come le Associazioni di consumatori, interessati non
tanto ai prodotti a basso costo, quanto
ai prodotti sani e di qualità. In tal senso esiste una sola soluzione: produrre
carne certificata biologicamente. Chi
sarà pronto all’appuntamento avrà sicuramente risposte remunerative, gli
altri avranno ben poco da sperare, soprattutto, quando la UE restringerà
l’afflusso degli incentivi finanziari
legati alla zootecnia.
E’ opportuno quindi, che gli imprenditori
operanti nella zootecnia capiscano quanto
prima che i tempi sono cambiati e gli allevamenti concepiti come in passato appartengono, appunto, solo al passato.
*Segretario Università Agraria
di Allumiere
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
5
Il cristianesimo che ha sfidato le SS
NO a prezzo della vita
Ricordato nel 60° della morte Filippo Palieri, Medaglia
d’oro al Valore civile. Al suo sacrificio dedicati due libri
e la brillante relazione di Mauro Padroni. Il Parroco
Don Baldini ha proposto di intestare al Commissario un
albero della Rimembranza. Il relatore ha chiesto di intitolare all’eroico Commissario una strada di Allumiere.
“Nella sala affollata c’era un silenzio
quasi irreale per l’attenzione dei partecipanti: E’ la prima volta che ho visto in
Allumiere una manifestazione così”. Il
giudizio del Segretario Generale del CESCAT, Venturino Mocci, anche se di parte,
è stato condiviso da molti. Le reazioni di
chi ha letto i due libri presentati mi hanno
riempito il cuore e fanno ben sperare. Un
grazie, sentito, a tutti gli intervenuti, anche
a nome di chi crede nelle finalità del CESCAT/ALFA. (r.p.)
Riportiamo da “Lazio Sette” di “Avvenire”
del 1° maggio 2005 la cronaca delle commemorazioni di Filippo Palieri nel 60° anniversario della morte, avvenuta il 13 aprile nel Lager di Wietzendorf. Il sacrificio
del Commissario, che salvò dalla deportazione alcune centinaia di reatini, ma dovette subire la rappresaglia delle SS, è stato
ricordato a Rieti il 16.04.05 e ad Allumiere
il 25.04.05.
Fra gli atti d’eroismo preferiamo quelli dei
credenti perché vogliamo un cristianesimo
impavido. Il coraggio degli uomini di fede
è tonificante. Fra questi eroi è Filippo Palieri, Medaglia d’oro al Merito Civile, morto nel Campo tedesco di Wietzendorf per
aver salvato centinaia di artigiani reatini
ignorando gli ordini delle SS. Scrupoloso
custode della legge, si è poi opposto agli
aguzzini che per salvargli la vita pretendevano la sua adesione al nazifascismo. Ed
ha continuato a dire il suo “no” ai sopraffattori fino agli ultimissimi giorni della sua
esistenza, pur sapendo di morire senza rivedere la moglie, i tre figli in tenera età e gli
amati genitori.
L’ultima testimonianza di credente nel suo
6
diario è quella della S. Pasqua del 1945,
caduta il 1° aprile, soli dodici giorni prima
della morte. Una vicenda dolorosa, ma eticamente esaltante, narrata, sul versante della prosa, in “Oltre il Lager” e della poesia
in “Eredità d’Affetti”. Il primo libro riferisce le circostanze drammatiche in cui il
Commissario Filippo Palieri trovò la morte,
il secondo è dedicato alle poesie che la giovane vedova del funzionario, Giuliana Palieri Annesi, ha dedicato al marito, deportato a 32 anni e da allora non più rivisto. I
due volumi sono stati presentati dai figli - il
16 aprile a Rieti ed il 25 aprile ad Allumiere – nel 60° anniversario della morte del
funzionario. Ne sono emersi eventi inediti,
posti in luce, nel capoluogo Sabino, dal
Questore Italo Grappone e dal Vescovo
Delio Lucarelli, mentre in Allumiere la presentazione è stata affidata a Mauro Padroni.
Avvincente la testimonianza del partigiano
combattente Pietro Luciani, capofila di un
gruppo di patrioti il cui vice comandante
era il Parroco di Configni, Don Gino Cotini. Il Commissario (responsabile della
Questura dopo l’8 settembre, a soli 32 anni) salvò renitenti alla leva repubblichina
che sarebbero stati giustiziati dalle SS. Ed
anche il padre del funzionario, Antonio Palieri, medico condotto nel piccolo comune
Sabino, si espose al rischio della terribile
rappresaglia tedesca raggiungendo una lontana ed impervia zona montana per curare
un partigiano ferito in un conflitto con le
SS.
Oltre il Lager, edito dal CESCAT (Centro
di solidarietà cristiana Allumiere&Tolfa) è
stato pubblicato sotto l’egida dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato - A.N.P.S.
la cui Sezione reatina è intitolata a Filippo
Palieri. Al funzionario è pure intestata una
strada del Capoluogo Sabino, mentre fra i
riconoscimenti proposti c’è l’intitolazione
del Salone delle Conferenze della Questura
di Rieti. Il Parroco di Allumiere, Don Augusto Baldini, ha annunciato di aver proposto di dedicare a Filippo Palieri uno degli
alberi che ricordano i caduti al Santuario
della Madonna delle Grazie. Mauro Padroni, nel corso del suo applauditissimo intervento, ha suggerito di intitolare a Filippo
Palieri una strada, anche in considerazione
delle origini allumierasche dei più stretti
congiunti del funzionario.
“Oltre il Lager” non vuole negare la vasta
adesione popolare al fascismo fino allo
scoppio della guerra. Anzi, citazioni storiche documentano, dopo la “vittoria mutilata”, la quasi ”inevitabilità” di questa ideologia per quella particolare generazione
(1911-1945) che col fascismo “nacque e
morì”. Ma proprio nella leva del 1911, sui
banchi di scuola durante il più acceso squadrismo, si troveranno poi i protagonisti dei
più autentici atti d’eroismo, compiuti per
combattere il nazifascismo. Quella di Giuliana e di Filippo Palieri – scrive il figlio
Antonello - è una delle più belle storie d'amore del Novecento. Lei ha continuato a
scrivere al marito attraverso poesie di rara
intensità raccolte in Eredità d'affetti che
pubblica in copertina una lettera di Benedetto Croce, rimasta inedita per oltre 50
anni, inviata a Giuliana Palieri Annesi nell'inverno del 1949.
"Mio padre, come altri deportati, viveva in
quella testimonianza di fede che è davvero
vita nei secoli. Oggi ne sono finalmente
certo. Oggi comprendo la diversità di quella mentalità e la coerenza di quell'educazione. E ora intravedo gli anni‑luce che ci separano da quello spirito di sacrificio".
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
Qui sopra la sala
gremita. A sinistra:
la delegazione ANPS
guidata dal Presidente Felice Merolli
(al centro) ed il partigiano combattente
Pietro Luciani, dei
Liberi patrioti Umbro/Sabini.
Sullo
sfondo il Segretario
organizzativo
del
CESCAT,
Realdo
Trinetti e l’Assessore
alla P.I. Stefania
Cammilletti, brillante moderatrice del
Convegno. A sinistra. Antonello Palieri , figlio del Commissario
insignito
della Medaglia d’oro, illustra i due libri
“Oltre il Lager” ed
“Eredità d’Affetti”.
Nell’altra pagina: il
Sindaco
Peppino
Cammilletti, il relatore Mauro Padroni
ed il Segretario Generale del CESCAT
Venturino Mocci.
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
7
Il Gruppo di Protezione Civile “Gualtiero Zucconi”
A
di Costantino Regnani*
un anno e mezzo dalla inaugurazione ufficiale del gruppo di Protezione Civile
Comunale "GUALTIERO ZUCCONI",
sento il dovere, nella mia qualità di Presidente delegato comunale, di tracciare un
primo bilancio dell’attività svolta.
Il gruppo, con sede nel palazzo Comunale
aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19
e' costituito da circa 70 volontari. Sono però 30 gli operativi per i servizi da svolgere
a favore della popolazione supportati da 2
mezzi forniti Dall' Amministrazione Provinciale e Dalla Regione forniti di relativi
moduli antincendio.Infatti già nell' anno
2004 i volontari si sono distinti in interventi a fianco del corpo forestale di Tolfa e dei
Vigili del fuoco di c/vecchia in interventi
nei boschi sul territorio di Allumiere e anche a supporto in un intervento a Oriolo
Romano.A tale proposito va ricordato che
5 volontari hanno ottenuto l'abilitazione ad
intervenire sugli incendi partecipando al
corso organizzato dalla Provincia di Roma
e superando anche le successive visite mediche.La presenza di questi volontari a fatto si che abbiamo potuto organizzare all'
interno del gruppo dei corsi per gli altri
volontari sull'uso e la guida dei mezzi.
Sempre grazie all' opera dei volontari l' abbondante nevicata che si è abbattuta a più
riprese sul nostro paese e nella vicina frazione LA BIANCA non ha comportato se
non in minima parte disagi infatti il pronto
intervento dei ragazzi del presidente Regnani Costantino a permesso a circa 45
giovani scout che erano stati sorpresi nei
boschi della Frazione La Bianca di essere
portati prontamente in salvo. In seguito
grazie anche all' intervento del mezzo
spazzaneve messo a disposizione dalla
REGIONE LAZIO su richiesta del DELEGATO COMUNALE tutti i cittadini hanno potuto apprezzare il lavoro svolto in
collaborazione con L'ufficio tecnico del
Comune.x rendere meno pesante la circolazione sulle nostre strade. Altri 8 volontari
hanno frequentato in date diverse corsi x l'
8
Sopra e in basso: i volontari della Protezione Civile di Allumiere in attesa di partecipare
alla festa del 2 giugno per la fondazione della Repubblica Italiana. Nella foto sotto: in
abiti civili, il Presidente del Gruppo, Costantino Regnani, delegato del Comune.
utilizzo del defibrillatore presso la Provincia di Roma ottenendo cosi in dotazione 3
apparecchi che in accordo con i volontari
stessi 2 sono stati dati in comodato d'uso
alla locale sezione della Croce Rossa.
Il Gruppo ha partecipato a tutte le varie
manifestazioni che si sono tenute nel COMUNE in supporto alle forze dell' ordine
ricevendo anche una lettera di elogio da
parte del Comandante della locale caserma
dei CC M.llo Sestito per come hanno interpretato il lavoro nel corso dello svolgimento del PALIO dei RIONI.
Altro importante evento che ha mobilitato
il gruppo dimostrando alto valore spirituale
a cui il gruppo ha fatto riferimento ricordando la devozione del titolare dell' associazione Gualtiero Zucconi e' la presenza , la scorta, il supporto dei pellegrini che
da C/V e dalla BIANCA si recano alla vigilia della festa della Madonna delle Grazie, nonché la fattiva collaborazione in occasione della morte di SS Giovanni Paolo
II sia a ROMA su richiesta della Regione
Lazio sia a C/v su richiesta dell' Amm.
Comunale. Nel frattempo al gruppo arrivava la nota ufficiale dell' iscrizione oltre
che alla colonna mobile Regionale anche
all'albo della protezione civile nazionale
tanto che su richiesta di quest'ultima in occasione dell' insediamento del nuovo Pontefice 5 volontari prestavano servizio in
Piazza S PIETRO.
Altro grande riconoscimento e' arrivato
dal Consiglio Comunale che in seduta
approvato all' unanimità il nuovo piano di
protezione civile comunale che i volontari
insieme al l' impiegato dell'ufficio tecnico
VERBO GIULIO hanno redatto e sottoposto a votazione confermando cosi ALLUMIERE come uno dei pochi paesi in ITALIA che si e' dotato di questo importante
documento a cui fare riferimento in caso di
calamità naturali.
IL presidente COSTANTINO REGNANI
nel ringraziare il Sindaco Cammilletti per
la stima dimostratagli nell' affidamento e
conduzione del gruppo di volontari(tengo a
precisare VOLONTARI sgombrando definitivamente il campo da tutte le polemiche
che da qualche parte si mettono in campo)
non puo' non fare un PLAUSO incondizionato ai suoi piu' stretti collaboratori e a tutti i volontari che con il loro lavoro e il loro
sostegno gli hanno dato una grande spinta
per superare i momenti difficili che si sono
presentati durante questo breve ma intenso
periodo.
In conclusione credo che ALLUMIERE
tutta possa e debba essere orgogliosa di
quanto questi ragazzi hanno fatto e si apprestano a fare per evitare e prevenire disagi (LA BIANCA compresa).
Un grazie da parte di tutti i volontari va
alla popolazione per l' affetto e la stima che
ha dimostrato nelle varie manifestazioni.
* Presidente Gruppo
Protezione Civile di Allumiere
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
L
COMON, Brachetti: “Entro l’anno si cambia”
Brachetti che, già sindaco di Tuscania, si
è detto fortemente interessato al razionale sviluppo delle comunità montane - ed
in particolare a quella dei Monti della
Tolfa - ha pubblicizzato la sua proposta
al Convegno su “Natura, ruolo e prospettive delle Comunità Montane del
Lazio con riferimento al prossimo T.U.
per gli Enti Locali”.
Nel corso dei lavori (due intense sezioni
fra Allumiere e Tolfa) sono stati svolti
importanti interventi, coincidenti sulla
conclusione che l’economicità e l’effi-
e anomalie che rallentano l’operatività delle Comunità montane italiane o
ne mortificano il ruolo potrebbero essere
spazzate via entro l’anno. L’impegno a
varare in questo breve lasso di tempo la
legge di modifica dell’attuale ordinamento è stato assunto dal neo Assessore agli
Affari Istituzionali della Regione Lazio,
Regino Brachetti. A tal fine ha annunciato una convention, da tenere a breve,
proprio per mettere a punto i capisaldi
della nuova legge.
cienza delle COMON riposa sulla realizzazione di forme di servizi consociative.
(In particolare si potrebbero organizzare
servizi comuni nei settori delle Segreterie comunali e della Sicurezza). Fra gli
intervenuti al dibattito il rappresentante
dell’ U.N.C.E.M. Bellini, Presidente
della COMON Luigi Landi, il Vice Presidente Andrea Profumo, l’Assessore alla
Provincia di Roma Piero Ambrosi, i sindaci di Allumiere Peppino Cammilletti e
di Tolfa Alessandro Battilocchio.
Estate calda per gli Amici della Musica (dopo il Marching percussion di Monza e Lecco)
R
educi dal successo di Monza e Lecco - ove gli “Amici della Musica” si sono
esibiti fuori concorso al Campionato italiano di Marching Show Band - i maestri
e gli allievi allumieraschi si apprestano
ad affrontare la consueta e pur sempre...
straordinaria kermesse dell’alta stagione
allumierasca: la Festa della Musica che
dal 2 al 7 agosto coinvolgerà gran parte
di residenti e villeggianti. Il nuovo Piazzale dei Partigiani, appositamente addobbato dall’Associazione e dagli appassionati, ospiterà per sei giorni una serie di
manifestazioni musicali e canore, con
ospiti di tutto riguardo. Fra loro la Banda
di Bucol le cui esecuzioni suggelleranno
il gemellaggio di questo comune spagnolo con Allumiere. Ma nell’ambito della
Festa programmata al Piazzale dei Partigiani sono previste una serie iniziative
volte ad allietare non solo il pubblico
allumierasco. Per l’occasione saranno
naturalmente presenti i più affermati
maestri dell’Associazione sempre guidati
dal Direttore Rossano Cardinali e dal
Direttore Artistico, Umberto Profumo.
Entusiasmanti, dal 1 al 3 luglio, i campio-
nati italiani del Marching Show Band a
Monza e Lecco. L’intervento degli americani “Blue Devils”, Campioni del Mondo della categoria, e la coreografia - che
ha utilizzato, con gli stadi locali, il lungolago di Lecco - hanno conferito un peculiare successo alla manifestazione. Il
“Marching Percussion Band” di Allumiere, composto dalle nuove leve della nostra Banda Musicale e diretto da Gino
Fedeli, ha avuto l’onore di essere invitato per alcune sue particolari esecuzioni,
considerate notevoli per la giovanissima
età dei partecipanti.
Il Parroco: “Quando abbandoniamo Dio Lui non muore. Moriamo noi in lui.
Santa Famiglia Paolina
Il Gruppo di preghiera della SFP si
riunisce una Domenica al mese al
Santuario della Madonna delle Grazie di Allumiere, dopo la S. Messa
serale. Gli insegnamenti del fondatore, Beato Don Alberione, e le riflessioni che ne discendono, possono interessare tutti, in particolare le giovani coppie. E’ un’incontro per approfondire fra credenti, con spontaneità e semplicità, i temi della fede
cristiana.
Il periodico è stato chiuso in redazione il 1 luglio per essere distribuito
gratuitamente (3.200 copie) nel territorio e nei gruppi UNITALSI di Cerveteri, Civitavecchia, Fiumicino,
Fregene, Tarquinia e in ambienti
giornalistici romani. E’ un’attività
autofinanziata, per uno scopo: ottenere commesse di lavoro ed aprire la
porta della Coop. sociale ALFA a
quanti cercano un’occasione di ri-
Avesse avuto
un po’ di fortu- Tolfa, Memorial
na l’avremmo
forse potuto annoverare fra i cantautori
più affermati. Invece Mario Piroli s’è
dovuto guadagnare faticosamente la
vita, come operaio dell’ENEL. Se n’è
andato nel febbraio scorso, a soli 56
anni, dopo aver abbandonato il sogno
di conquistare una notorietà anche fuori del territorio. Eppure aveva una bella vena poetica ed una buona voce che
gli avevano fatto riscuotere molti successi. Il nome del Complesso LSDA
(La Stagione Dell’Amore) era stata
Foglisparsi
scatto sociale. Forse lasciando fuori
gli emarginati decidiamo la loro vita,
mentre potremmo offrirgli una preziosa occasione di recupero! Se non
puoi fare altro aiutaci a combattere
l’indifferenza, iscriviti al Cescat!
I testi non firmati sono del responsabile. Le tesi di Foglisparsi non ri-
una sua intuizione, come tante altre che avevano riscosso la simpatia del pubblico.
Ora i suoi amici vogliono ricordarlo
con un Memorial programmato a Tolfa
per il 6 agosto. Parteciperanno Sergio
Bruxelles, Angelo Copponi, Giancarlo
Copponi, Augusto Gobbi ed il socio di
ALFA Adolfo Mellini, già noto quale
miglior batterista del territorio. Ricordare le persone scomparse è doveroso
e meritevole. A Mellini l’augurio di
riprendere a coltivare regolarmente la
sua vocazione di batterista.
“Mario Piroli”
flettono necessariamente le opinioni
di tutti i soci del CESCAT e della
sua Cooperativa Sociale Cristiana
ALFA.
Puoi migliorare Foglisparsi
arricchendolo con i tuoi articoli,
anche critici, o solo con i tuoi
suggerimenti. Non si fa un buon
giornale senza la collaborazione di
altri. Una sola persona non può
offrire un prodotto soddisfacente.
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
9
“La Tribuna del Marconi” sul Parco naturale dei Monti della Tolfa
AH! SE IL PARCO FOSSE STATO FATTO!!!
F
oglisparsi lamenta sempre che i giovani
non partecipano alla vita culturale e politica del proprio paese! Ecco una dimostrazione
del contrario, che merita di essere indicata alla
pubblica attenzione”. Siamo stati invitati così a
pubblicare il testo che segue, ripreso da La Tribuna del Marconi” . Lo facciamo volentieri, (di
là dalle polemiche che potrà suscitare) perché è
un segno di consapevole partecipazione alla
soluzione dei problemi comuni. Ed auspichiamo che la voce dei giovani si faccia sentire ancora.
^ ^ ^
E' un dato di fatto che l'industrializzazione sta sempre più condizionando il
mondo in cui viviamo. Se in parte la creazione di fabbriche e zone industriali
comporta 1 'aumento dei posti di lavoro,
è pur vero che le zone verdi stanno
sempre più scomparendo. Per limitare
questa grave perdita, molti comuni si
sono mobilitati per trovare qualche soluzione e anche nella nostra zona ci sono
state molte iniziative.
La proposta risale al 1980 su iniziativa dei comuni della comunità montana III zona con l'adesione dei comuni di Allumiere e Tolfa e della
provincia di Roma. Essa promuoveva la realizzazione di un parco naturale nel territorio di
Allumiere e Tolfa.
Il piano fu redatto dal dott. Cantoli e dal prof
Spada, che dopo aver descritto la situazione
ambientale del territorio dal punto di vista geologico, climatico, vegetale e animale, hanno
aggiunto anche note antropologiche, analizzando le realtà umane dei due paesi. I suddetti studiosi hanno dedicato gran parte del loro lavoro,
ad evidenziare i valori naturalistici del territorio, dando particolare importanza alla tutela
dell'ambiente.
Hanno poi elaborato una proposta di strutturazione del parco definendo i confini,le zone,le
prescrizioni e gli incentivi.
La realizzazione del Parco secondo gli studiosi,
andava fatta per tappe progressive, con il coinvolgimento della popolazione locale, in modo
da garantire una piena sintonia, sia da parte de(Cont. da pag. 1) - Luci e ombre a Piazza Nova
Sono stati sottovalutati alcuni aspetti fondamentali collegati alla zona dell’intervento.
Piazza Vittorio Veneto é un punto nevralgico
per la viabilità, per l’economia e per la vita
sociale del paese.
Era indispensabile che il tempo di esecuzione
dei lavori fosse il più compresso possibile
(sei mesi per la consegna dell’opera terminata sono un’enormità) e non si doveva arrivare con il cantiere aperto in piena estate, cosa
che puntualmente si é avverata. La data di
riconsegna della Piazza “NOVA “ ai tolfetani, prevista per metà luglio, non sarà rispettata, con tutte le conseguenze che tale evento
comporterà. La chiusura totale al traffico
pedonale e veicolare si é protratta più del
tempo preventivato e il disagio arrecato agli
10
gli abitanti del posto, che da parte dei visitatori.
Tutto questo avrebbe dovuto avere effetti positivi sullo sviluppo socio‑economico del territorio allumierasco-tolfetano.
Di fronte a questa proposta c'è stato l'atteggiamento ostile di una parte della popolazione,
soprattutto cacciatori ed allevatori, che hanno
condizionato i partiti politici e di conseguenza
le scelte amministrative.
Di fronte a questa proposta c'è stato 1' atteggiamento ostile di una parte della popolazione,
soprattutto cacciatori ed allevatori, che hanno
condizionato i partiti politici e di conseguenza
le scelte amministrative. Molti degli oppositori
agitavano paure infondate e davano informazioni sbagliate, per creare una tensione sfavorevole all'istituzione del parco. La cosa più avvilente, è stata che alcuni personaggi politici, che
inizialmente avevano sostenuto la fondazione
del Parco, si sono poi messi a capo di coloro
che erano contrari.
Esso non è stato più fatto, però la sua realizzazione rimane sempre una necessità, per creare
occupazione e per tutelare la salute dei cittadini. Se 25 anni fa, fosse stato istituito il parco
dei monti della Tolfa, le popolazioni del nostro
territorio avrebbero sviluppato una proficua
utenti dei mezzi pubblici Cotral, da e per
Civitavecchia, con lo spostamento del capolinea in località Sughera, é sotto gli occhi di
tutti.
Altra novità per i tolfetani sarà quella di
constatare che, anche a fine lavori e riconsegna della piazza, il mercato settimanale,
purtroppo, non farà ritorno laddove si é
svolto per tantissimi anni. Rimarrà, per
volontà dell’amministrazione, in località
“Sughera”.
Il mercato relegato in periferia, come dimostrano i dati e la tendenza rilevati in questo
periodo di esilio, sarà destinato a morte
certa a causa delle defezioni delle bancarelle e della graduale diminuzione dei clienti
(qualcuno ricorderà lo stesso esperimento
tentato ad Allumiere). E’ in pericolo un
frammento della tradizione popolare, un’-
economia turistica e si sarebbero difese da tutte
le fonti d'inquinamento, che sono state costituite ai margini del territorio come le centrali ENEL a nafta e a carbone.
La storia non si fa con i "se", la storia reale è
che il Parco non è stato istituito; qualche volta
se ne parla, ma le parole non sono fatti!!!
Riguardo all'istituzione del Parco ed alle relative conseguenze che avrebbe comportato, sono
state fatte delle domande su un campione di
persone che hanno risposto quasi ad unanimità.
D. Pensi che il parco avrebbe garantito
la tutela del patrimonio ambientale e
storico del territorio?
R. Si, senz'altro. L'ambiente sarebbe stato protetto dall'inquinamento causato dai gas nocivi
delle centrali ENEL e dalle auto. Il turismo che
avrebbe attirato il parco, sarebbe stato utile anche a far conoscere la storia del territorio fuori
delle nostre zone.
D. Pensi che avrebbe costituito una base per lo sviluppo creando occupazione?
R. Il parco avrebbe portato senza dubbio una
gran quantità di posti di lavoro. Tra la realizzazione, la manutenzione e il turismo, molta gente avrebbe avuto la possibilità di avere una buona occupazione a pochi passi da casa.
D. Che tipo di occupazione avrebbe favorito il Parco?
R. Per il Parco ci sarebbe stata innanzi tutto la
mobilitazione di molte ditte per la realizzazione
di aree di informazione. Il corpo forestale avrebbe avuto bisogno di più personale. Ci sarebbe stato inoltre lo sviluppo di una cultura di
turismo e la susseguente nascita di luoghi per il
ristoro e di agenzie turistiche ......
D. Perché allora, il parco non è stato fatto?
R. La creazione del parco avrebbe implicato
necessariamente un cambiamento nel modo di
viver di molte persone. La paura di perdere alcune abitudini è stata più forte della voglia di
cambiamento. Questo è dovuto anche alla cattiva informazione della gente.
A cura di
Luca Cappelletti, Paolo Monaldi,
Fabio Stefanini, Antonio Superchi
opportunità di socializzazione, motivo di
incontro per tanti che escono solo il venerdì per il mercato. Molto probabilmente
scomparirà insieme a quel “venerdì”, occasione per sbrogliare incombenze al comune, alla posta o alla banca, anche un pezzo
di microeconomia cittadina (bar, giornalaio, barbiere ecc) da sempre legata al grosso movimento di persone che il mercato
favorisce.
Come cittadino padre di famiglia auspico,
per l’immagine del mio paese e per il rispetto di tradizioni secolari, una rapida
chiusura del cantiere con la riconsegna
della “Piazza Nova” ai tolfetani ed il ripensamento circa la collocazione del mercato
settimanale che, per la sua importanza anche sociale, deve essere necessariamente
prevista al centro del paese.
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
Nel Museo Civico di Allumiere
CONCLUSI I LABORATORI DIDATTICI
C
on la chiusura dell’anno scolastico si è
concluso il ciclo dei laboratori che da
alcuni anni la direzione del Museo Civico
Archeologico-Naturalistico-Minerario di Al-
Odoardo Toti*
lumiere mette a disposizione gratuitamente di
tutte le scuole di ogni ordine e grado della
provincia.
Circa seimila alunni di
scuole elementari, medie
e superiori, provenienti da
varie città hanno utilizzato le strutture didattiche
annesse alle sezioni archeologiche e naturalistiche.
Equamente distribuito è
stato l’interesse dimostrato per i vari temi didattici
proposti nell’ambito delle
discipline che la specificità del museo offre.
Particolarmente avvincente e culturalmente efficace si è dimostrato l’uso
delle attrezzature audiovisive e stereomicroscopiche utilizzate dai giovani
che si sono cimentati nei
laboratori di mineralogia,
di entomologia e nelle
osservazioni sulla flora e
sulla fauna del territorio.
Una particolare attrazione
ha pure suscitato il laboratorio di archeologia sperimentale che ha offerto la
opportunità di avventurarsi nel lavoro dell’archeologo e della riproduDall’alto: rispettivamente le operatrici museali Marina Bentivo- zione del vasellame, prenglio e Sabrina Appetecchi, impegnate nei corsi agli alunni delle dendo spunti dai materiali
scuole medie ed elementari.
esposti. Con la attenta e
La Coop. Sociale Cristiana ALFA ringrazia le socie Appetecchi sperimentata competenza
e Bentivoglio per il qualificante lavoro didattico svolto.
Quando iniziò l’urbanizzazione di Campo
dell’Oro i ragazzi civitavecchiesi cominciarono ad avventurarsi sul Marangone affascinati
dai misteri della sua vegetazione e della imprevedibile fauna. Fra essi c’era Mauro Tisselli la cui passione per questo torrentizio
corso d’acqua non lo ha più lasciato per tutta
la vita. Ed egli ha continuato le sue esplorazioni fino ad oggi “perché - dice - camminare
è cultura”. E cammina, cammina Tisselli è
giunto all’età in cui si ha il dovere e il deside-
Il Marangone di Mauro Tisselli
rio di trasmettere agli altri quello che si è
imparato. Così ha scritto “I segreti del Marangone – Otto camminate alla scoperta di strade
antiche, siti archeologici e vecchie strutture
minerarie”. Presentato a Civitavecchia da
Eugenio Bottacci, Segretario della nostra
COMON, il volume è stato oggetto di un
Convegno, sabato scorso, 2 luglio nella Sala
delle responsabili delle attività didattiche,
Marina Bentivoglio e Sabrina Appetecchi,
molte delle classi partecipanti hanno compilato schede o prodotto lavori di argilla e ceramica o saggi di scrittura antica, che saranno
esposti nelle rispettive scuole.
Per i più piccoli ogni attività si è svolta con
l’apporto di tecniche didattiche ludiche che
hanno reso semplici e interessanti anche gli
argomenti più complessi, in maniera gioiosa.
Questo indispensabile metodo di introdurre
gli alunni ai temi più complessi della conservazione e della tutela dell’ambiente si è esplicitato,a chiusura del ciclo didattico, nella presentazione da parte delle classi seconde sez.
A e B della scuola elementare di Allumiere,
nella Sala Nobile del Palazzo Camerale, sede
del Museo Civico, di una “Storia del bosco”,
con relativo CD. Alla presentazione del lavoro, sono intervenuti, con il numeroso pubblico, l’assessore alla cultura Cammilletti ed i
familiari degli alunni. La Storia narra una colorita presenza nella faggeta, nell’arco delle
quattro stagioni, di due gnomi in compagnia
degli animali del bosco.
Hanno partecipato al ciclo di laboratori, tutte
le altre classi della scuola elementare di Allumiere e alcune classi della scuola elementare
di Tolfa. Questa simpatica partecipazione
conclude la documentata efficacia della sinergia tra il Museo Civico e la Scuola nell’educare all’amore e al rispetto per la natura. C’è
in questa didattica anche il fondamentale rispetto per il passato,che poi è lo scopo principale cui deve tendere una struttura museale.
*Direttore del Museo - Appassionato ricercatore nel campo archeologico e mineralogico, da mezzo secolo ricopre il suo incarico per puro volontariato.
Nobile del Camerale. Come ben pochi forse
sanno, il fiume Marangone trova le sue origini sotto le pendici di Poggio Ombriccolo ed
attraversa una zona ove si trovano miniere e
reperti di attività estrattiva mineralogica,
quali ferro, piombo ecc, fin da tempi degli
etruschi.
Un vivo ringraziamento a Mauro Tisselli per
la sua attività letteraria, rivolta a valorizzare
le nostre colline.
Angelo Regnani
TOLFA, cambiano sede L’Ufficio Postale e il Centro Anziani
“La Posta”, dopo anni di distacco in periferia, ritornerà nel centro del paese. Se tutto
procederà secondo i piani, entro la fine dell’anno, l’ufficio postale sarà trasferito nel
palazzo comunale, in Piazza Vittorio Veneto, nei locali dell’attuale sede del centro
anziani. Finisce così il calvario per i numerosissimi cittadini utenti, in gran parte anziani, che ancora hanno la necessità di rivolgersi alla “Posta” per una serie di servizi che
questa continua a svolgere (Servizi postali di
corrispondenza, pensioni, pagamenti vari
ecc.). Ovviamente, nessuna paura per i nostri
anziani! Non verranno buttati in mezzo alla
strada. E’ previsto lo spostamento della sede
sempre all’interno del municipio, nei locali
dell’ex museo, fianco a fianco delle donne
della “Consulta per le pari opportunità”.
E’ bene ricordare che i nostri centri anziani,
fin dalla loro costituzione, sono stati da sempre appannaggio del sesso forte e che, malgrado numerosi tentativi degli operatori
sociali, la presenza femminile é incessante-
mente stata assente. Dall’esigenza di trasferimento della posta nasce così un’opportunità. Questa nuova sistemazione potrebbe
infatti favorire quell’integrazione tra i due
sessi, sempre auspicata e mai realizzata, che
da tempo, nelle altre strutture sociali simili
presenti nel comprensorio, rappresenta la
norma. La speranza é il superamento di un
vecchio tabù e la nascita di un nuovo impegno di anziani ed anziane per la realizzazione di attività sociali che vadano più in là
delle solite partite a carte o a tombola.
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
11
Preoccupa la vendita alla Pirgi-Cave
Cresce il potere al femminile
Quale utilizzo per la Cava delle Bugacce?
Nel numero precedente, elogiando l’impegno delle brave ragazze allumierasche e
tolfetane che, tagliando l’erba sotto i piedi
agli uomini, si laureano a pieni voti, abbiamo commesso due errori: uno di indicare
alcuni nomi (mentre le giovani che si distinguono sono più numerose di quanto
non si sappia) e l’altro di omettere qualche
generalità come nel caso di Alessandra
Baldini, (di Mario e Maria Grazia Di Pietrantonio) laureatasi con centodieci e lode
in Scienze della Formazione Primaria.
Ancora auguri a lei ed a tutte le altre di cui
non siamo informati. Ma attenzione: non
vogliamo fare concorrenza all’Agrifoglio
di Riccardo Rinaldi cui spetta, fra l’altro,
per diritto di precedenza, il compito di informare Allumiere delle nuove affermazioni e dei lieti eventi dei suoi cittadini.
Che accadrà alla “Cava delle Bugacce”? Il
quesito non fa dormire sonni tranquilli a
molti tolfetani e, soprattutto, agli abitanti
di S. Severa Nord, frazione del nostro Comune. Le ansie sono giustificate dal precedente proposito di realizzare proprio nella
Cava una discarica. Il disegno dell’attuale
Giunta di centrodestra fu sventato per la
mobilitazione dei santaseverini, consapevoli del grave pericolo che ne sarebbe derivato all’ambiente. Allora fu possibile gettare a mare il Piano solo perché il Comune
di Tolfa, in quanto proprietario del terreno, aveva il potere di opporsi. Domani,
invece, completato l’iter di vendita alla
Pirgi-Cave, (approvato dal Consiglio Comunale per 127 mila euro) questo potere
verrebbe meno. Infatti l’acquirente potrebbe essere svincolato da taluni obblighi
previsti dagli strumenti urbanistici. Resta
tuttavia da stabilire in che misura questa
libertà di utilizzo possa consentire soluzioni contrarie alla salute dei residenti.
L’ipotesi peggiore - cioè proprio quella di
riesumare il vecchio progetto della discarica - è legata alla frenetica ricerca della
Regione Lazio di siti da destinare alla raccolta di rifiuti.
La delibera per la “conciliazione”, che ha
avviato l’iter di vendita fra il Comune di
Tolfa e la Pirgi, è stata più volte rinviata
per la netta opposizione dello schieramento
(quasi unanime) del centrosinistra.
(A.M.)
Verba volant, scripta manent, ma...
“NULLA E’ PIU’ INEDITO DELLA CARTA STAMPATA!”
L’intensa attività del CESCAT/ALFA nei dimenticati anni ‘80
“In Italia nulla è più inedito della carta
stampata” diceva serenamente il grande
Missiroli. Perciò, superando l’imbarazzo, torno alla nota storia del CESCAT/
ALFA. Devo farlo perché - precipitandomi nello sconforto - mi hanno chiesto
a bruciapelo come mai, in calce al “Oltre
il Lager”, abbia datato al 1985 la nascita
dell’organizzazione CESCAT/ALFA e
dei relativi fini sociali.
Il mio sbigottimento nasce dall’aver
sempre posto al primo posto fra i miei
interessi (non di rado dinanzi agli affetti
familiari) il progetto concepito nel 1973
e da allora perseguito, anche se ho potuto pubblicizzarlo solo nello Statuto del
CESCAT, varato ufficialmente a Tolfa
nell’85, venti anni fa, appunto.
Ma allora?... le rinunzie ad allettanti
viaggi internazionali, le vacanze ridotte
o “saltate”, le visite mediche, talvolta
apparentemente urgenti, rinviate da un
anno all’altro, le scelte professionali, il
duro studio, di notte, dopo dodici ore di
lavoro, i conseguenti problemi e tante
amarezze… tutto vano?
No! E ringrazio veramente Dio per
quanto mi ha aiutato a fare. Certamente
più di quanto le mie capacità ed i miei
limiti di fragile cattolico autorizzassero a
sperare! Ma adesso arriva uno (forse in
rappresentanza di quanti non leggono e
non ascoltano e se ascoltano contestano
prima di capire?) e mi chiede perché ho
scritto che la mia battaglia per reinserire
nella società gli emarginati è iniziata
nell’85! Allora il mio è stato… il folle
12
di Rodolfo Palieri
sogno di un illuso?
Ho la convinzione che nel mirino dell’indifferenza programmata non sia io,
ma - più o meno consapevolmente - i
valori che maldestramente cerco di testimoniare.
Per riassumere le tappe del CESCAT/
ALFA bastino pochi fatti e date:
- lo Statuto originario del CESCAT,
redatto insieme a Remo Ciambella nel
1985, (approvato nell’Assemblea pubblica di Tolfa l’11.11.85), successivamente registrato dal notaio, indica - subito - l’obiettivo di recuperare socialmente “giovani emarginati”; (questa
definizione, a volte esplicitamente tradotta in “ex detenuti” è spesso coperta
da eufemismi in altri documenti).
- quasi contestualmente avviai la costituzione di ALFA, che, dopo interminabili pratiche, fu istituita il 19.5.86
(iscritta al Tribunale di Civitavecchia al
n. 1120/85) ed al Registro Prefettizio al
n. 21729). La Coop. fu - subito “sociale di fatto”, prima che fosse varata la relativa legge. Infatti ai primi otto
soci lavoratori se ne aggiunsero, gradualmente - ancorché occupati saltuariamente - tre, svantaggiati per cause
diverse;
- la successiva spartizione - con altra
cooperativa - dei nove posti di lavoro
disponibili, impedì ad ALFA di sviluppare appieno la sua peculiare vocazione,
che fu però da me sempre perseguita - e
dichiarata nelle pubblicazioni di ALFA -
pur nei limiti delle personali possibilità
di contrattazione. In ogni caso fu conservato il posto di lavoro a qualche soggetto svantaggiato o emarginato e ne furono
inseriti altri, sia pure per brevi periodi.
Il mio impegno complessivo per occupare più consistenti quote di emarginati
(preso nel ‘73 con la Massima Autorità
che io riconosca e che ora mi giudica) è
sempre stato il più elevato compatibile
con le mie risorse, capacità e possibilità. Tale impegno, di là dalla consapevolezza che se n’è avuta nel territorio, si è
così articolato:
- convegni di studio in Allumiere con i
più noti esponenti della sociologia italiana, riportati dalla stampa nazionale;
- continui progetti finalizzati, indirizzati ai Ministeri dell’Interno, alla Prefettura, alla Regione, alla Provincia;
- attività culturale attraverso conferenze,
contatti con i partiti;
- frequenti istanze a tutte le cariche dello Stato, laiche e religiose;
- presa di contatto con gli istituti di prevenzione e pena, territoriali e romani;
- corsi gratuiti di informatica e Comunicazione di Massa;
- continue iniziative a beneficio degli
inabili; numerose le manifestazioni annuali in Allumiere, Tolfa e in altri Comuni e Regioni italiane (oltre a Lourdes);
- organizzazione (1985-86-87-88-89-90
e seguenti) di grandi Pellegrinaggi
(oltre cinquanta persone) ai santuari mariani, che tuttora proseguono, sia pure
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
(Continua a pagina 13)
(Continua da pagina 12)
con minore partecipazione dei fedeli;
Tutte queste attività - sempre collegate all’obiettivo principe di realizzare
la piena “socialità” di ALFA, sono state opportunamente illustrate nelle nostre voluminose pubblicazioni periodiche, presentate in convegni di cui uno
nazionale, organizzato all’Associazione Stampa Romana.
Particolareggiati resoconti sono stati trasmessi alle competenti istituzioni italiane
per ottenere i necessari finanziamenti. In
questa attività rientra la diffusione del
numero di ALFA pubblicato nell’aprile-giugno 97 in cui si denunciava il
forte consumo di droga nel territorio.
Si puntava ad un adeguato finanziamento da parte delle autorità centrali per la
rieducazione dei giovani attraverso una
alfasociale, esistente di fatto, ma non
ufficialmente qualificata. Ma tutti nel
territorio cominciarono ad urlare che
il servizio di ALFA sulla diffusione
della droga nella zona era un falso
giornalistico ed in tal modo si riuscì a
bruciare il finanziamento già programmato. Prevalse insomma, fin da
allora, la sciocca tesi che il sottoscritto
voleva solo “offendere i giovani di Allumiere”. Tesi purtroppo che, come tutte le
erbe cattive, si è diffusa rapidamente,
anche fuori del territorio, ostacolando e
rallentando di molto il progetto del CESCAT. Tuttora, persone intelligenti, consapevoli di una realtà ben diversa, non
hanno ritegno a ripetere le vecchie accuse.
Dopo i primi aiuti degli anni ’80, che ci
hanno permesso di organizzare i corsi
d’informatica gratuiti e diversi convegni, i vari governi, anche di centrosinistra, hanno drasticamente tagliato i
fondi destinati al volontariato. Non so
dire se - e fino a che punto - le ostilità
locali contro il CESCAT abbiano concorso ad interrompere il rapporto virtuoso che avevamo infine stabilito con le
autorità competenti. Per fortuna al
mancato aiuto nazionale ha fatto seguito quello del Comune di Allumiere
che ci ha affidato sempre nuove commesse di lavoro.
Presi da tanti problemi di gestione, e dovendo tener conto di una base associativa composita, non abbiamo potuto avviare subito le pratiche per il riconoscimento giuridico di “ALFA Sociale”, deciso solo nell’Assemblea del 19.12.1998
e definito legalmente l’anno successivo.
Finalmente si legalizzava un’attività che,
con l’impegno di tutte le mie capacità,
non avevo mai cessato di perseguire fin
dalla sua lontana ideazione del 1973. Da
allora iniziai ad orientare a questo fine le
mie scelte: professionali, relazionali e di
studio; tanto da poter affermare che detto
obiettivo è quello che più d’ogni altro ha
influenzato la mia vita; (ciò anche se la
vera operatività iniziò, genericamente,
nel 1980 e, direttamente finalizzata, solo
nel giugno 1984). In quegli anni fu mio
“Consigliere spirituale” Don Egidio
Smacchia che forse ricorderà un passaggio cruciale: andai da lui una sera,
credo proprio del 1984, sconfortato dai
deludenti colloqui avuti con alte personalità italiane, cui avevo chiesto aiuto
per fondare il CESCAT. Gli illustrai le
ragioni che, dopo tanti anni di studio e di
“strategie relazionali”, sembravano collocare nel regno dell’utopia il mio progetto. Mi ascoltò con un’attenzione così
partecipata che la interpretai come un
implicito assenso ad archiviare tutto.
Un poco sollevato, passai ad argomenti
meno impegnativi fino al momento del
commiato. Rasserenato, stavo chiuden-
domi la porta alle spalle quando Don Egidio soggiunse, con apparente noncuranza, il colpo ferale: “Ah Rodò... non
t’illudere, se Lui ha deciso
il Centro lo farai lo stesso!!”. Iniziò così
il capitolo decisivo della storia.
E la “storia” CESCAT/ALFA risulta
anche da quanto a suo tempo scritto:
- dai “Foglisparsi” dattiloscritti, diffusi
in Allumiere e Tolfa dal 1985 al 1991;
- dai vari convegni con il CENSIS, il
LABOS e L’EURISPES, (con la partecipazione dei più illustri studiosi) e dai
relativi resoconti della stampa nazionale
italiana (il 1 numero di ALFA stampato
in tipografia nel 1992 fu mostrato dal
TG1 in un pur breve servizio dedicato al
CESCAT);
- dai corsi d’informatica e comunicazioni di massa gratuiti;
- dai tre grandi fascicoli di ALFA
(febbraio/aprile ‘92; maggio/luglio ‘93;
aprile/giugno ’97);
dai nuovi Foglisparsi, fotocopiati o
stampati (oggi a colori, per 16 pagine) e
distribuiti personalmente, anche se con
periodicità irregolare, dal 1997
(reperibili anche nel nostro sito
www.cescat.it).
Tanto ho potuto fare grazie alla piena
dedizione di mia moglie che ha fatto memorabili sacrifici per aiutarmi durante
questi non semplici vent’otto anni di volontariato attivo.
Devo ammettere che la mia scelta di lasciare totalmente il giornalismo retribuito nel 1995, (all’atto della risoluzione
del mio rapporto con l’Agenzia Italia),
non è stata positiva ai fini degli aiuti
pubblici concessi ad ALFA/CESCAT.
Da allora la nostra organizzazione - come avevo sempre desiderato - ha svolto
un’attività molto più intensa, ma l’attenzione dei media è precipitata insieme
agli aiuti del Governo. Neppure ci ha
giovato il tentativo di restare sempre fedeli agli insegnamenti cristiani che impediscono di avere “veri amici” in una
qualsiasi area politica e, talvolta, neppure nelle gerarchie ecclesiali.
(Ovviamente riceviamo dai parroci ed in
particolare da Don Augusto Baldini, un
prezioso sostegno spirituale).
Anzi qualche collega della Capitale non
crede che il CESCAT/ALFA possa svolgere un ruolo sociale così rilevante (in
inverno abbiamo trenta occupati stabili
ed un’altra decina saltuari) con le sole,
esclusive, forze di laici e senza un aiuto
pubblico oltre quello del Comune di Allumiere.
D’altra parte la libertà di coscienza comporta la stima della gente. Il Comune l’ha capito e - di là dal modesto numero
degli iscritti - lo ha largamente compreso
la popolazione di Allumiere e Tolfa.
Però non bisogna perdere le occasioni come avvenuto - di pubblicizzare ALFA, che deve ottenere commesse di
lavoro fuori del territorio. Per questo,
in tutte le nostre iniziative (fino alle
1.000 copie di Oltre il Lager, inviate a
anche ad opinion leaders), citiamo sempre i fini della nostra Coop.! Pubblicizzare ALFA significa far conoscere il
processo di recupero sociale dei suoi
più significativi protagonisti e, quindi,
creare i presupposti per avere altre
commesse di lavoro. Ma è così difficile
da capire??? O è l’ostilità preconcetta
che offusca l’intelligenza? Prima o poi
qualche aiuto esterno al Comune di Allumiere dovremo pure ottenerlo!!!
Il rilievo sociale che, malgrado i miei
limiti, va assumendo questa iniziativa,
indica che essa deve poter sopravvivere
al sottoscritto. L’auspicio è dunque che
la storia del paese possa collocare dalla
parte di ALFA/CESCAT i più consapevoli cittadini di oggi. Scegliere ciò che è
giusto, accantonando la ragion politica,
rasserena la coscienza e può anche tornare utile. Banalizzando si può ricordare
un’antica verità: “fare il bene, fa bene”.
Ve lo assicura uno che dovrebbe trascorrere il suo tempo a ringraziare Dio per
l’enorme generosità con la quale Lui ha
ricambiato i buoni propositi.
ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
13
I soci del CESCAT - L’iscrizione non implica la condivisione delle tesi di Foglisparsi.
Per correttezza amministrativa dal numero 3 dovremo cancellare i soci che non versano le quote da tempo.
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Ludovico Agostini – Allumiere
†Suor Veronica Aleandri – Allumiere
Francesco Amici – Allumiere
Luciano Amici – Allumiere
†Massimo Annesi – Roma
Giuliana Annibali Palieri – Allumiere
Angelo Annibali - Allumiere
Francesca Antonelli – Treviso
Luciano Antonelli – Treviso
Arnaldo Appetecchi – Allumiere
Chiara Appetecchi – Allumiere
Sabrina Appettecchi – Allumiere
Luigi Artebani – Allumiere
Annesa Aru – Allumiere
Dino Baiocco – Allumiere
Don Augusto Baldini – Allumiere
Vincenzo Bauco – Fregene
Egidio Bentivoglio – Allumiere
Marina Bentivoglio – Allumiere
Nara Bonizi – Tolfa
Eugenio Bottacci – Tolfa
Bruna Brunelli Ceccarelli - All.re
†Raul Brunelli - Allumiere
M. Luisa Brunori Pistola – All.re
Achille Caferri – Milano
Angelo Cammilletti – Allumiere
Giuseppe Cammilletti – Allumiere
Sira Canestrari – Allumiere
Francesca Canestrari – Allumiere
Augusta Cappelletti – Allumiere
Franca Cappelletti – Allumiere
Giuseppe Cappelletti – Milano
Francesco Cappelletti – Allumiere
Franco Cappelletti – Allumiere
Pasquina Campagna - Allumiere
Leonardo Ceccarelli – Allumiere
Antonio Ciambella – Q. S. Elena
Gabriella Ciambella – Allumiere
†Remo Ciambella - Allumiere
Michele Cimaroli – Allumiere
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Tiziana Cimaroli – Allumiere
Maria Cataldi – Allumiere
Angelo Chiavoni - Tolfa
Antonello Di Belardino – All.re
†Don Luigi Di Liegro – Roma
Silvio&Liana Dionori – Allumiere
Sandro Dionori – Allumiere
Maria Grazia Baldini – Allumiere
Andrea D’Emilio - Allumiere
Sergio Di Pietrantonio – All.re
Remo Ercolani – Allumiere
†Angeletta Fabbi – Allumiere
Luigina Fabbi – Allumiere
Enrica Faggiani – Allumiere
Orietta Feligioni - Civitavecchia
Michele Fiorillo – Civitavecchia
Iva Fracassa - Allumiere
Rosa Fracassa – Allumiere
†Ivo Fanelli – La Bianca
†Augusto Gennaro – Allumiere
Maria Gentili – Civitavecchia
Elda Granella – Allumiere
Sandra Marchi - Allumiere
Maria Rita Lucidi – Allumiere
Pietro Lucidi – Tolfa
Mauro e Antonietta Mandolesi
Maria Teresa Marini – Tolfa
†Natalina Masci – Allumiere
Vincenzo e Marina Mattei - Tolfa
Fabio Mazzafoglia – Allumiere
Adolfo Mellini – Allumiere
Lorella Mellini – Allumiere
Angelo e Rita Menichini – All.re
Mauro Mocci – Allumiere
Venturino Mocci – Allumiere
Agnese Monaldi - Roma
Franco Monaldi –Allumiere
Franco Monaldi - Allumiere
Antonietta Moraldi – Allumiere
Enrico Novello – Civitavecchia
Roberta Natalucci – Allumiere
Anna Obin Vici - Allumiere
83. Mauro Padroni – Allumiere
84. Claudio Palieri – Allumiere
85. Rodolfo Palieri – Allumiere
86. Michele Palieri – Allumiere
87. Fiorella Palieri – Allumiere
88. †Giuliana Palieri Annesi – Roma
89. Giuliana Palieri – Roma
90. Daniela Palieri Antonelli – TV
91. Giuseppe Pecoraro - Roma
92. Ettore Pierrettori – Grosseto
93. Annella Piermarocchi - Tolfa
94. Vittorio Pandolfi – Roma
95. †Arcangelo Piroli – Allumiere
96. M. Antonietta Profumo - All.re
97. Lorena Profumo Del Frate-All.re
98. Alessandro Pennesi – Allumiere
99. Norberta Scialappa - Allumiere
100. Don Antonio Pascucci – Tolfa
101. Velia Piroli – Allumiere
102. Augusto Pieri-Buti – Livorno
103. Fabiola Piroli – Allumiere
104. Lina Ravaioli – Allumiere
105. Angelo Regnani – Allumiere
106. Vincenzo e Agnese Ricci - Roma
107. Riccardo Rinaldi – Allumiere
108. Giac. e Franc. Rinaldi – Cerveteri
109. Giuseppe Roma – Roma
110. †Peppetto Rosati – Rieti
111. Livio Sestili – Allumiere
112. Livio Simonetto – Allumiere
113. †Leo Taranta - Milano
114. Odoardo Toti - Civitavecchia
115. Realdo Trinetti – Allumiere
116. Marcella, Giuliana e Massima
117. Stefanini – Allumiere
118. Giuseppe&Paola Stefanini– All.re
119. Marcello Ugolini – Roma
120. Aldo Venturi – Allumiere
121. Lorenzo Vela – Allumiere
122. Alessandro Vici – Allumiere
121 † Flaminia Lombardi Vici - All.re
122 †Gualtiero Zucconi – Allumiere
Agenzie – Artigiani – Associazioni – Commercianti – Studi professionali
1 ABBIGLIAMENTO/MERCERIA
di Ilva Angelini - Piazza Filippo Turati – Allumiere
2 ABBIGLIAMENTO MERCERIA
di Anna Spargoli – Piazza Filippo
Turati – Allumiere
3 ABBIGLIAMENTO “Lucia” - di
Lucia Fanelli – Piazza Filippo Turati
– Allumiere e Civitavecchia
4 ABBIGLIAMENTO Moda Sport –
di Luciano Lucianatelli - Via Roma
– Tolfa
5 ABBIGLIAMENTO di G. Zucconi
– Via Roma – Allumiere
6 ABBIGLIAMENTO DA.MA. di
Marina Armenio – Viale Garibaldi –
Allumiere
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7 ABBIGLIAMENTO FIORA di Nadia Sgriscia – Via Roma – Tolfa
8 AGENZIA INA/Assitalia di Enrico
Superchi - V.le Garibaldi – All.re
9 AGENZIA LLOYD ADRIATICO
di Chiara Appetecchi - Via Teodolfo
Mertel – Allumiere
10 AGENZIA ASSICURAZIONI
RAS – Via Roma – Allumiere
11 AGRIFER – Sementi, concimi di
Anna Sabatini – Via S. Antonio –
Allumiere
12 ALIMENTARI Antichi sapori di
Angela Moriconi – Via Roma 1 –
Tolfa
13 ALIMENTARI di Arcangelo Cappelletti - Via Roma – Allumiere
14 ALIMENTARI di Adelaide Battilocchio – Via Roma, 57a – Tolfa
15 ALIMENTARI di Emilia Regnani V.le Garibaldi – Allumiere
16 ALIMENTARI di Vittoria Pinardi
– Piazza Mertel - Allumiere
17 ALIMENTARI di Franca Fracassa
Vanni – Via Farnesiana – Allumiere
18 ALIMENTARI di Enzo Compagnucci - Via Roma – Allumiere
19 ALIMENTARI SIDIS – Corso d’Italia – Tolfa
20 A.N.P.S. – Sezione di Rieti
21 AUTOCARROZZERIA di C. Gobbi - V.le d’Italia – Tolfa
22 AUTORICAMBI di F. Maurelli –
Via B.Claudia - Allumiere
CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
23 BANCA DI ROMA – AGENZIA
DI TOLFA
24 BAR ITALIA – V.le d’Italia, 2 –
Tolfa
25 BAR Bluemoon Cafè di A. Paparcurio – Via U. Fondi – Tolfa
26 BAR pizzeria “Due D” F.lli De Fazi
– Via Roma – Allumiere
27 BAR torrefazione di S. Profumo –
Via Mertel – Allumiere
28 BAR PATICCERIA - Il Giardino di
Antonella Cimaroli - Piazza della
Repubblica - Allumiere
29 BARBIERIA di Bruno Papini - Via
Roma - Allumiere
30 CAFFE’ CENTRALE – F.lli Brunori – Piazza della Repubblica – Allumiere
31 CANTIERE EDILE di Carlo Piermarocchi – Viale d’Italia – Tolfa
32 CARTOLERIA PROFUMERIA
IGIENE di Elena Sacconi - P.zza F.
Turati – Allumiere
33 CENTRO ALIMENTARI di A.
Brunori - Via Roma – Allumiere
34 COOP. CARNI LOCALI Il Faggeto - All.re
35 C. & B. DESIGN ARREDAMENTI
– Piazza G. Matteotti – Tolfa
36 CONTRADA GHETTO - Allumiere
37 DISTRIBUTORE CARBURANTE
AGIP – di Antonio Fabbi – P.zza
della Repubblica – Allumiere
38 ELETTRODOMESTICI – di N.
Boriosi – V.le d’Italia – Tolfa
39 EMPORIO – di Giovanni Vannicola – Via Roma – Tolfa
40 FIORAIO “l’Orchidea” - di Antonella Marzoli – Via Roma – Allumiere
41 FIORAIO LE STILISTE DES
FLEURS – V. le d’Italia – Tolfa
42 FIORARIO LA MIMOSA – di M.
Grazia Marini – V.le Garibaldi – Allumiere
43 GIOIELLERIA di V. Capolonghi –
Via Roma – Allumiere
44 GIOIELLERIA “La Rocca” di M.
Giganti – V. Roma – Tolfa
45 GIOIELLERIA “Piccole Gioie” di
Marilena Grassi V. Roma – All.re
46 GRAZY BAR PIZZERIA di Antonio Vannicola - V.le Garibaldi - Allumiere
47 HOBBY CASA di Maria Maddalena Maffei - P.zza Repubblica – Allumiere
48 LA MINIERA DEL REGALO – di
Alida Ceccarelli –Via Roma - Allumiere
49 MACELLERIA di Antonia Sgriscia
– Via Roma – Tolfa
50 MACELLERIA di Umberto Speroni – Piazza Filippo Turati – Allumiere
51 MERCERIA di Patrizia Natalucci –
Piazza Matteotti – Tolfa
52 OREFICERIA di Valentina Luciani - Via Roma – Tolfa
53 OTTICA BERNABEI AL CORSO
- di F. Bernabei – Roma
54 OTTICO Lenti a contatto – di
Carlo Tronti – V.le Garibaldi –
All.re
55 PANIFICIO “LA SPIGA” - di Carlo Papa – P.zza V. Veneto – Tolfa
56 PANIFICIO ARMANI - F.lli Armani – Piazza Mertel - Allumiere
57 PANIFICIO Boutique del pane due
di Armani – Via Roma – Tolfa
58 PANIFICIO PISTOLA - Via Roma
– Allumiere
59 PARRUCCHIERE – Hair Style –
V.le d’Italia – di Daniela Cerretti –
Tolfa
60 PARRUCCHIERE di C. Baiocco –
Piazza della Repubblica – Allumiere
61 PARRUCCHIERA - Francesca Iacomelli - P.zza F. Turati - All.re
62 PASTA ALL’UOVO – di Letizia
Vannicola - Via Roma – Tolfa
63 PIANTE E FIORI di Donatella
Giorgi - Via Roma - Allumiere
64 PIZZERIA Il Cantuccio di Marilena Carolini - P.zza F. Turati – Allu-
Cescat/ALFA/Foglisparsi
Tre nomi per un solo Progetto di solidarietà
•
•
•
•
•
miere
65 PIZZERIA Il Capriccio – di P.
Scorpioni – Piazza della Repubblica
- Allumiere
66 PIZZERIA “L’ora della pizza” di
F. Spanò – V.le d’Italia – Tolfa
67 PIZZICHERIA di Gabriele Lisi Via T. Mertel - Allumiere
68 PNEUMATICI di A. Ciucci – Piazza Mertel – Allumiere
69 PRO LOCO – Allumiere
70 SELLAIO - Lavorazione cuoio Lamberto Bartolozzi - Via Roma -.
Tolfa
71 STUDIO 80 – D.ri Pietro e Luigi
Zaini – Via A. Moro 2 – Allumiere
72 STUDIO TECNICO IMMOBILIARE Barchesi/Marietti – V.le d’Italia
– Tolfa
73 STUDIO TECNICO GEOMETRA
G. Luca Corvi - Via D. Alighieri 7All.re
74 STUDIO TECNICO GEOMETRA
Giancarlo Gobbi/– V.le d’Italia –
Tolfa
74 ESSESPORT di Simona Sgamma V.le Garibaldi, 4 – Allumiere
75 SUPERMERCATO/
MARGHERITA Dante&Mauro
Regnani – Allumiere
76 TABACCHERIA E ARTICOLI
VARI di Giselda Petrocchi – Via
Roma – Tolfa
77 TABACCHERIA di Patrizia Costantini – P.zza Vittorio Veneto –
Tolfa
78 TABACCHERIA di Amedeo Pesoni – Via Roma – Tolfa
79 TABACCHERIA di Amerino Moraldi - Via Roma – Allumiere
80 TABACCHERIA F.lli Feliciani Via T. Mertel - Allumiere
81 TAPPEZZIERE/MATERASSAIO
di E. e S. Jacomelli – Piazza Turati Allumiere
81 ZOOTECNIA/FERRAMENTA di
Pettirossi&Sgamma -P.zza Gramsci– Allumiere
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ALFA Foglisparsi - Anno XIV n.° 2 - Diffuso il 7 luglio 2005
15
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CESCAT – Centro di solidarietà cristiana “Allumiere & Tolfa”
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Numero 2 - Anno XIV