Torre Del Greco DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO N. 419 DEL 14.07.2015 §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ OGGETTO: REVOCA DELLA DELIBERA N. 447 DEL 23.09.2009 E S.M.I. E DELLA DELIBERA N. 751 DEL 23.12.2009 E S.M.I. PRESA D’ ATTO ED APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE INTRAMOENIA (A.L.P.I.). PUBBLICAZIONE AFFISSIONE ALBO ESECUTIVITA’ RELATA La presente deliberazione La presente deliberazione sarà affissa all’Albo Pretorio è stata affissa all’Albo informatico dell’ Azienda dal Pretorio informatico dell’ Azienda per 15 giorni consecutivi dalla data della 17.07.2015 sua pubblicazione e vi permarrà per 15 giorni consecutivi. L’incaricato L’incaricato ____________________ F.to Sig.ra Maria Vallone ORDINARIA IMMEDIATA La presente deliberazione ha efficacia a decorrere dal La presente deliberazione per l’urgenza, è resa immediatamente esecutiva. ____________________ 14.07.2015 Il Dirigente ____________________ Il Commissario Straordinario F.to Dott. Salvatore Panaro Nell’anno, giorno e mese sopra specificati, IL COMMISSARIO STRAORDINARIO Dott. Salvatore Panaro, nominato con Delibera della Giunta Regionale della Campania n. 13 del 16 gennaio 2015 in esecuzione della legge Regionale n. 16 del 28.11.2008 e n. 16 del 07.08.2014 con l’assistenza del Segretario verbalizzante, ha adottato la deliberazione in oggetto di cui al testo che segue: U.O.S.D ALPI N. 10 Via Marconi, 66 - 80059 Torre del Greco (NA) DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO OGGETTO: Revoca della Delibera n. 447 del 23.09.2009. e s.m.i. e della Delibera n. 751 del 23.12.2009 e s.m.i. Presa d’atto ed approvazione nuovo Regolamento Attività Libero Professionale Intramoenia (A.L.P.I.) IL DIRIGENTE RESPONSABILE U.O.S. DIPARTIMENTALE ALPI Alla stregua dell’istruttoria compiuta dal Dirigente Responsabile U.O.S. Dipartimentale ALPI e delle risultanze e degli atti richiamati nelle premesse che seguono, costituenti istruttoria a tutti gli effetti di legge, nonché dell’espressa dichiarazione di regolarità tecnica ed amministrativa della stessa resa dal medesimo Dirigente proponente a mezzo di sottoscrizione della presente; Dichiarata, altresì, espressamente con la sottoscrizione, nella qualità di responsabile del trattamento anche nella fase di pubblicazione, la conformità del presente atto ai principi di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003 n°196, con consequenziale assunzione di responsabilità; Dichiarata, infine, la conformità del presente atto ai principi di cui alla legge 6 novembre 2012 n. 190; PREMESSO CHE: Con delibera del Commissario Straordinario n.447 del 23/09/2009 ad oggetto” Adozione regolamento attività libero professionale intramoenia” questa ASL, in attuazione della legge 120 del 3/08/2007 e successive m.i., si è inteso regolamentare l’esercizio dell’attività libero professionale intramuraria effettuato dalla dirigenza medica, sanitaria e veterinaria; PRESO ATTO CHE: La Commissione, istituita con nota del D.G. n. 0102211 del 27.10.2014 e composta dal Resp. UOC GRU, dal Resp. UOC GEF, dal Resp. UOC AA.LL. e dal Resp. UOSD ALPI, nella seduta del 29.01.2015, dopo attenta lettura dell’art.6 dell’allegato “E” alla Delibera GRC n. 214 del 23.02.2007 e degli artt.8 e 18 del Regolamento Aziendale, approvato con deliberazione n. 447 del 23.09.2009, ha rilevato che: l’art. 6 rubricato “Ripartizione proventi” al comma 4 del citato allegato “E” prevede che “ la quota denominata Amministrazione – pari al …..% - competenza dell’Azienda, comprende eventuali oneri fiscali a carico della Azienda ed è intesa a totale copertura delle maggiori spese per rendere utilizzabili strutture logistiche e attrezzature….una parte di questa stessa quota pari al….% dell’intera tariffa viene destinato al personale, dirigenziale e del comparto, delle strutture amministrative di supporto, centrali e periferiche e al personale dei CUP e così suddiviso: …..% al personale delle strutture periferiche e CUP, ….% al personale delle strutture centrali (Bilancio e Personale), ….% al personale amministrativo della struttura centrale intramoenia e della Commissione ALPI”; mentre il Regolamento Aziendale vigente all’art. 8 rubricato “Personale di supporto” prevede la retribuzione del personale amministrativo attingendola dal Fondo Comune Comparto e non dal Fondo Amministrazione, lo stesso dicasi per l’art.18 comma 5 rubricato “Ripartizione proventi” che prevede il personale amministrativo retribuito con una quota percentuale prelevata dal Fondo Comune Comparto e non dalla quota denominata Amministrazione come invece prevede l’allegato “E” innanzi citato. Ciò posto la Commissione, rilevato l’errore, ha ritenuto che fosse opportuno revocare la deliberazione n. 447 del 23.09.2009 con cui il Commissario Straordinario pro tempore approvava il Regolamento Aziendale vigente. Inoltre, la Commissione prendendo atto di quanto stabilito dall’art. 2 della L. n. 189 del 8.11.2012 che nel modificare l’art.1 della L. 120/2007 prevede: “una somma pari al 5% del compenso del libero professionista viene trattenuta dal competente Ente o Azienda del SSN per essere vincolata ad interventi di prevenzione ovvero volti alla riduzione delle liste di attesa…” ritiene che una quota pari al 5% del compenso del libero professionista, trattenuta allo stesso, vada destinata al Fondo Amministrazione per interventi ad hoc. VISTA la delibera n. 521 del 10 Settembre 2013 di Istituzione della U.O.S. a valenza Dipartimentale ALPI; VISTO, altresì, la Delibera n. 6 del 17/1/2014 di affidamento al Dott. Maurizio Di Gennaro, Dirigente Medico, della responsabilità della U.O.S. Dipartimentale ALPI; VISTO il D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502; VISTO il D.P.C.M. 27 marzo 2000; VISTO il CCNL 8.06.2000; VISTI gli accordi sanciti con rep. atti n. 49 del 7 febbraio 2013 e rep. atti n. 60 del 13 marzo 2013 dalla Conferenza permanente per i rapporti Stato-Regioni; RITENUTO di dover dare piena attuazione al D.L. 158/2012 come convertito dalla Legge n. 189 del 8 novembre 2012 (c.d. Decreto Balduzzi) che ha modificato l’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 120 nonché uniformarsi alle Linee Guida Regionali redatte in applicazione del comma 1 art. 9 CC.CC.NN.LL. Sanità del 3.11.05 – Area della Dirigenza Medica e Veterinaria e Area della Dirigenza SPTA secondo l’ALLEGATO E “Schema tipo di regolamento Aziendale in materia di Attività Libero Professionale Intramuraria (A.L.P.I.)” di cui alla Deliberazione N. 214 del 23 febbraio 2007 pubblicata sul BURC del 23 marzo 2007; RITENUTO altresì di vincolare qualsiasi provvedimento riguardante l’ALPI al parere del Collegio di Direzione di cui all’art. 17 del D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502; VISTO il Verbale di Collegio di Direzione N. 15 del 29.06.2015, con il quale “si dà per letto ed approvato, con la contestuale approvazione del nuovo regolamento ALPI” il precedente Verbale di Collegio di Direzione N. 14 del 18.05.2015; PROPONE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO Di revocare la deliberazione n. 447 del 23.09.2009 e successive deliberazioni inerenti l’attività libero professionale intramoenia; Di revocare la deliberazione n. 751 del 23.12.2009 e s.m.i. di costituzione e/o modifica di Commissione Paritetica, sin qui adottate da questa Azienda, affidando al Collegio di Direzione di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni il compito di dirimere le vertenze dei dirigenti sanitari in ordine all’attività libero-professionale intramuraria; Di prendere atto ed approvare il nuovo Regolamento Aziendale dell’Attività Libero Professionale Intramoenia, redatto secondo le Linee Guida Regionali in applicazione del comma 1 art. 9 CC.CC.NN.LL. Sanità del 3.11.05 – Area della Dirigenza Medica e Veterinaria e Area della Dirigenza SPTA - ALLEGATO E “Schema tipo di regolamento Aziendale in materia di Attività Libero Professionale Intramuraria (A.L.P.I.)” di cui alla Deliberazione N. 214 del 23 febbraio 2007 pubblicata sul BURC del 23 marzo 2007, approvato con verbale n. 15 del Collegio di Direzione del 29.06.2015, che si allega al presente provvedimento per farne parte integrante e sostanziale; Di prendere atto ed approvare gli ALLEGATI N. 1 e N. 2 e la modulistica (MOD. 001-002-003), facenti parte integrante e sostanziale del nuovo Regolamento di cui: (ALL. N. 1) Tabella di ripartizione dei Fondi ALPI definisce le percentuali per la determinazione del Fondo Amministrazione, Fondo Comune Dirigenti Sanitari, Fondo Comune Comparto e Fondo Personale Sanitario di Supporto come previsto dall’art.6 dell’allegato “E” di cui alla Delibera GRC n. 214 del 23.02.2007. (ALL. N. 2) Tabella di ripartizione Fondo Amministrazione definisce le percentuali per la copertura delle spese logistiche e di attrezzature a carico della Azienda, degli oneri fiscali, della gestione amministrativo/contabile e degli interventi volti alla riduzione delle liste di attesa (Legge n. 189/2012) come previsto dall’art.6 dell’allegato “E” di cui alla Delibera GRC n. 214 del 23.02.2007. MOD. 001 Modulo di richiesta esercizio ALPI ambulatoriale MOD. 002 Scheda attivazione agenda prenotazione MOD. 003 Modulo di richiesta di esercizio ALPI in costanza di ricovero Di stabilire che, a seguito del presente atto, tutti i Dirigenti Sanitari dell’Azienda che vorranno esercitare l’attività libero professionale intramoenia, ancorché già autorizzati, dovranno attenersi alle disposizioni contenute nel predetto regolamento; Di trasmettere il presente provvedimento ai Servizi Centrali, ai Direttori dei Dipartimenti, dei Distretti e dei Presidi Ospedalieri; Di pubblicare il nuovo regolamento approvato e relativi allegati sul sito web dell’azienda Il Dirigente Responsabile U.O.S. Dipartimentale ALPI f.to Dr. Maurizio Di Gennaro IL COMMISSARIO STRAORDINARIO Preso atto della dichiarazione resa dal Dirigente proponente con la sottoscrizione, in ordine alla regolarità tecnica ed amministrativa del presente atto, nonché relativa alla conformità dello stesso atto alle disposizioni vigenti in materia della privacy DELIBERA Di revocare la deliberazione n. 447 del 23.09.2009 e successive deliberazioni inerenti l’attività libero professionale intramoenia; Di revocare la deliberazione n. 751 del 23.12.2009 e s.m.i. di costituzione e/o modifica di Commissione Paritetica, sin qui adottate da questa Azienda, affidando al Collegio di Direzione di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni il compito di dirimere le vertenze dei dirigenti sanitari in ordine all’attività libero-professionale intramuraria; Di prendere atto ed approvare il nuovo Regolamento Aziendale dell’Attività Libero Professionale Intramoenia, redatto secondo le Linee Guida Regionali in applicazione del comma 1 art. 9 CC.CC.NN.LL. Sanità del 3.11.05 – Area della Dirigenza Medica e Veterinaria e Area della Dirigenza SPTA - ALLEGATO E “Schema tipo di regolamento Aziendale in materia di Attività Libero Professionale Intramuraria (A.L.P.I.)” di cui alla Deliberazione N. 214 del 23 febbraio 2007 pubblicata sul BURC del 23 marzo 2007, approvato con verbale n. 15 del Collegio di Direzione del 29.06.2015, che si allega al presente provvedimento per farne parte integrante e sostanziale; Di prendere atto ed approvare gli ALLEGATI N. 1 e N. 2 e la modulistica (MOD. 001-002-003), facenti parte integrante e sostanziale del nuovo Regolamento di cui: (ALL. N. 1) Tabella di ripartizione dei Fondi ALPI definisce le percentuali per la determinazione del Fondo Amministrazione, Fondo Comune Dirigenti Sanitari, Fondo Comune Comparto e Fondo Personale Sanitario di Supporto come previsto dall’art.6 dell’allegato “E” di cui alla Delibera GRC n. 214 del 23.02.2007. (ALL. N. 2) Tabella di ripartizione Fondo Amministrazione definisce le percentuali per la copertura delle spese logistiche e di attrezzature a carico della Azienda, degli oneri fiscali, della gestione amministrativo/contabile e degli interventi volti alla riduzione delle liste di attesa (Legge n. 189/2012) come previsto dall’art.6 dell’allegato “E” di cui alla Delibera GRC n. 214 del 23.02.2007. MOD. 001 Modulo di richiesta esercizio ALPI ambulatoriale MOD. 002 Scheda attivazione agenda prenotazione MOD. 003 Modulo di richiesta di esercizio ALPI in costanza di ricovero Di stabilire che, a seguito del presente atto, tutti i Dirigenti Sanitari dell’Azienda che vorranno esercitare l’attività libero professionale intramoenia, ancorché già autorizzati, dovranno attenersi alle disposizioni contenute nel predetto regolamento; Di trasmettere il presente provvedimento ai Servizi Centrali, ai Direttori dei Dipartimenti, dei Distretti e dei Presidi Ospedalieri; Di pubblicare il regolamento e relativi allegati sul sito web dell’azienda Il Dirigente Responsabile U.O.S. Dipartimentale ALPI proponente sarà responsabile in via esclusiva della esecuzione della presente delibera, che viene resa data l’urgenza immediatamente esecutiva, curandone tutti i consequenziali adempimenti. Il Commissario Straordinario f.to Dr. Salvatore Panaro REGOLAMENTO AZIENDALE DELL’ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE INTRAMURARIA DEL PERSONALE DELLA DIRIGENZA SANITARIA, MEDICA E VETERINARIA 1 Sommario DEFINIZIONI, PRINCIPI E DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE.........................................................4 ART 1 ‐ ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE INTRAMOENIA – FINALITÀ........................................................ 4 ART 2 ‐ GOVERNO DELLE PRESTAZIONI LIBERO PROFESSIONALI ................................................................. 5 ART 3 – COLLEGIO DI DIREZIONE.................................................................................................................. 5 ART 4 – U.O.S.Dipartimentale ATTIVITA’ LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA......................................... 6 PRESTAZIONI ‐ PERSONALE E MODALITA’ D’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE..............8 ART 5 ‐ ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE – PERSONALE AUTORIZZATO .................................................... 8 ART 6 ‐ TIPOLOGIA ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE ................................................................................ 8 ART 7 – MODALITA’ E CONDIZIONI AUTORIZZATIVE PER L’ALPI……………………………………………………………..12 ART 8‐ ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE ESERCITATA PRESSO STUDI PROFESSIONALI PRIVATI ............. 14 ART. 9 ‐ ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE RICHIESTA A PAGAMENTO DA SINGOLI UTENTI E SVOLTA PRESSO ALTRE STRUTTURE SANITARIE....................................................................................................... 16 Art. 10 – CONSULENZE E CONSULTI ........................................................................................................... 16 ART 11 ‐ SPAZI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE ................................................. 17 ART 12 ‐ ORARIO ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE ................................................................................. 18 ART 13 ‐ LIMITE ORARIO MASSIMO DI ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE................................................ 18 ART. 14 ‐ FUNZIONI DI VIGILANZA………………………………………………………………………………………………………….18 AUTORIZZAZIONI ............................................................................................................................... 19 ART 15 ‐ DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELL’A.L.P.I. AMBULATORIALE INDIVIDUALE E D’EQUIPE PER I DIRIGENTI MEDICI E SANITARI .......................................................................................... 19 ART 16 ‐ COMPOSIZIONE DELLE ÈQUIPES .................................................................................................. 20 ART 17 ‐ PERSONALE DI SUPPORTO ‐ DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITÀ A SVOLGERE A.L.P.I. ................ 20 DIVIETI – SANZIONI ‐ REVOCA DELL’AUTORIZZAZIONE………………………………………………………………………21 ART 18 – DIVIETI ......................................................................................................................................... 21 ART 19 ‐ REVOCA AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE PER ESIGENZE AZIENDALI................................................................................................................................................... 21 TARIFFE ATTIVITA' LIBERO PROFESSIONALE ‐ PUBBLICITA' ‐ RIPARTO ‐ PAGAMENTI ‐CONTABILITA'... 22 ART 20 ‐ PUBBLICITÀ DELLE TARIFFE E DELLE PRESTAZIONI ALPI AMBULATORIALI .................................. 22 ART 21 ‐ REVISIONE TARIFFE ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE .............................................................. 22 ART 22 ‐ MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE PRESTAZIONI LIBERA PROFESSIONE.................................... 22 2 ART 23 ‐ LIBERA PROFESSIONE IN REGIME AMBULATORIALE RIPARTO PROVENTI TRA AZIENDA, DIRIGENZA SANITARIA E ALTRO PERSONALE DI SUPPORTO ...................................................................... 23 ART 24 ‐ CONTABILITÀ DELLE PRESTAZIONI RESE IN REGIME DI ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE ........ 25 PAZIENTI: INFORMAZIONI ‐ DOMANDA DI RICOVERO ........................................................................ 27 ART 25 ‐ INFORMAZIONE E PRENOTAZIONE .............................................................................................. 27 ART 26 ‐ DOMANDA DI RICOVERO ............................................................................................................. 27 Art. 27 ‐ NORME GENERALI ........................................................................................................................ 27 ART. 28 ‐ TARIFFARIO ................................................................................................................................. 29 Art.29 – SERVIZI ALBERGHIERI.................................................................................................................... 31 Art. 30 ‐ ORGANIZZAZIONE........................................................................................................................ 31 DISPOSIZIONI FINALI .......................................................................................................................... 33 ART 31 ‐ RIDUZIONE DELLE LISTE D’ATTESA............................................................................................... 33 ART 32 ‐ CONTROLLO DI GESTIONE ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE .................................................... 33 ART 33 ‐ CALENDARI ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE............................................................................ 33 ART. 34 ‐ NORME TRANSITORIE E DI SALVAGUARDIA…………………………………………………………………………….34 Allegato N.1 ‐ Tabella di ripartizione dei Fondi ALPI Allegato N. 2 ‐ Tabella di ripartizione Fondo Amministrazione Mod.001 ‐ Modulo di richiesta di esercizio ALPI ambulatoriale Mod.002 ‐ Scheda attivazione agenda prenotazione Mod.003 ‐ Modello di richiesta esercizio ALPI in costanza di ricovero 3 DEFINIZIONI, PRINCIPI E DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE ART 1 ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE INTRAMOENIA – FINALITÀ L’attività libero professionale intramoenia della dirigenza sanitaria, medica e veterinaria (di seguito denominata A.L.P.I.) costituisce un’area organizzativa di erogazione di servizi a pagamento offerti sul mercato sanitario ad integrazione e supporto dell’attività istituzionalmente dovuta al fine di: garantire il diritto del cittadino alla libera scelta del medico; contribuire al processo riorganizzativo dei servizi offerti ai pazienti, mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenze, capacità, esperienze e risorse organizzative, tecnologiche e strutturali dell’Azienda, nell’ambito di un sistema di prestazioni e servizi sanitari complessivamente intesi; garantire il diritto sancito dalla vigente normativa al personale sanitario che opti per l’attività libero professionale intramoenia di esercitare la stessa nell’ambito dell’azienda di appartenenza, sia in modo diretto che in forma partecipativa ai proventi derivanti da rapporti instaurati con studi privati e con terzi paganti; valorizzare il ruolo e le opportunità professionali della dirigenza sanitaria, medica e veterinaria; introdurre, contestualmente all’esclusività del rapporto, condizioni che favoriscono la motivazione del personale e il “senso di appartenenza” all’azienda; ridurre le liste di attesa; offrire all’assistito un’ulteriore possibilità di accesso a quelle prestazioni che devono essere assicurate in regime istituzionale; nonché a quelle prestazioni che non sono istituzionalmente erogate ma garantite dai LEA. offrire agli utenti un’ulteriore opportunità di accesso a prestazioni fuori LEA. considerato che l’Azienda sta effettuando una ricognizione straordinaria volta all’individuazione di strutture e spazi idonei alle necessità connesse allo svolgimento delle attività libero professionali in regime ambulatoriale, qualora gli spazi reperiti non fossero sufficienti a coprire le necessità di espletamento della totale attività stessa, limitatamente alle medesime attività, sarà consentito l’utilizzazione del proprio studio professionale secondo le disposizioni normative vigenti e con le modalità indicate dal decreto‐legge 13 settembre 2012, n. 158, coordinato con la legge di 4 conversione 8 novembre 2012, n. 189. L’autorizzazione non deve comportare alcun onere aggiuntivo a carico dell’Azienda. ART 2 GOVERNO DELLE PRESTAZIONI LIBERO PROFESSIONALI L’attività libero professionale rispetto all’attività istituzionale non può comportare, un volume di prestazioni superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali. L'attività libero professionale viene esercitata nella salvaguardia: a) della prevalenza dei volumi di attività necessari per i compiti istituzionali; b) dei piani di attività previsti dalla programmazione regionale e aziendale; c) di tutti i costi aggiuntivi sostenuti dall’Azienda. d) non può comportare un volume di prestazioni superiore a quella assicurata per l’attività istituzionale, oppure, per ogni dirigente, un impegno orario superiore al 50% di quello di servizio. È garantito il diritto di qualità assistenziale del trattamento sanitario tra pazienti richiedenti prestazioni in A.L.P.I. ed i pazienti in regime di attività istituzionale con riferimento a tutte le prestazioni previste o che si rendono necessarie ai fini dell’assistenza sanitaria, sia ordinarie che urgenti. ART 3 – COLLEGIO DI DIREZIONE (ART. 17 D.Lgs. n. 502/1992) Al fine di assicurare che l’attività ALPI comporti la riduzione delle liste d’attesa e la piena funzionalità dei servizi, il Direttore Generale o suo delegato, in sede di definizione annuale del budget, negozia i volumi di attività istituzionale che devono essere comunque assicurati in relazione alle risorse assegnate e, di conseguenza, concorda con i singoli Dirigenti e con le équipe interessate i volumi di attività ALPI che, in ogni caso, non possono superare i volumi di prestazioni per attività istituzionale a quello assicurato per i compiti di istituto, secondo il modello organizzativo aziendale. A tal fine opera a titolo gratuito il Collegio di Direzione al quale sono affidati compiti di organizzazione, promozione, verifica e modifiche del regolamento e di osservatorio sulla ALPI, presieduto dal Direttore Sanitario dell'Azienda o da suo delegato. In particolare, al Collegio di Direzione, spetterà: a) verificare la corretta applicazione delle norme vigenti in materia di libera professione e delle norme contenute nel Regolamento ALPI aziendale, nonché dirimere eventuali questioni sulla sua interpretazione; 5 b) individuare le penalizzazioni da adottare fino anche alla sospensione del diritto all’ALPI in caso di violazione delle disposizioni previste dal presente regolamento; c) il monitoraggio del bilanciamento dei volumi prestazionali erogati in ALPI ed in regime istituzionale, nel rispetto di quanto espresso dalle linee guida regionali e dal presente Regolamento; d) esprimere il parere consultivo sugli spazi da individuare per l’ALPI non allargata; e) la formulazione alla Direzione Generale di proposte di modifica ed integrazione del Regolamento ALPI aziendale a seguito di provvedimenti legislativi e/o per gli effetti dovuti a modificazione e/o attivazione in regime ordinario di nuovi livelli assistenziali ed innovazioni tecnologiche sanitarie; Al fine del corretto espletamento dei suoi compiti al suddetta Collegio è garantito l’accesso, sia in sede centrale che periferica, a tutti i dati gestionali dell’istituto e ad ogni informazione necessaria. ART 4 – UNITA’ 0PERATIVA DIPARTIMENTALE A.L.P.I. L’Azienda, con atto deliberativo del Direttore Generale n. 521 del 10 settembre 2013, ha costituito una articolazione organizzativa dedicata alla libera professione denominata U.O.S. a valenza Dipartimentale ALPI, con compiti di verifica della corrispondenza dell’esercizio dell’ALPI, così come disciplinata dal presente Regolamento, e garante del controllo degli obiettivi relativi all’espletamento della stessa. La suddetta U.O.S. Dipartimentale ALPI : supporta il Collegio di Direzione nello svolgimento delle sue attività, comprese quelle di segreteria; provvede ad accogliere le istanze dei professionisti in materia di libera professione, istruendo le relative pratiche da sottoporre all’autorizzazione del Direttore Generale dopo il parere del Direttore Sanitario di P.O o di Distretto, detiene i rapporti con i professionisti e con le entità esterne all’Azienda per l’area delle prestazioni a pagamento; detiene l’elenco dei professionisti autorizzati, costituendo apposito fascicolo che contenga copia dell’autorizzazione e tutta la documentazione di riferimento, provvedendo, d’intesa con l’URP, a pubblicizzare, anche con 6 inserimento sul sito aziendale, l’elenco con le discipline di riferimento e l’orario degli ambulatori; verifica la rispondenza dell’esercizio dell’ALPI alle indicazioni del presente Regolamento; rileva i volumi delle prestazioni erogate in libera professione in relazione ai volumi delle corrispondenti prestazioni effettuate in attività istituzionali ed i relativi tempi d’attesa, monitorando l’attività anche dal punto di vista statistico e fornendo al Collegio di Direzione i dati di attività ai fini di una verifica di congruità rispetto all’autorizzazione. La Direzione generale si riserva di revocare l’autorizzazione e il bollettario eventualmente consegnato qualora si verifichi costante insussistenza dell’attività; procede alla adozione dei provvedimenti di liquidazione delle competenze entro 30 gg. Dalla ricezione delle fatture, comprese le attribuzioni delle quote relative al fondo perequazione e al fondo comune, come da Regolamento; collabora con i professionisti per la stesura dei preventivi eventualmente richiesti; fornisce indicazioni sulle attività di informazione rivolte all’utenza; accoglie le richieste di convenzionamento per attività di consulenza, istruendo le relative pratiche amministrative; propone soluzioni organizzative in collaborazione con le Unità Operative interessate; monitora l’equilibrio economico dell’ALPI in base alle risultanze dell’apposita contabilità separata, ai sensi dell’art. 5 comma 5 del D. Lgs. 502/92 e s.m.i., che deve tenere conto di tutti i costi diretti ed indiretti, nonché delle spese alberghiere relative all’esercizio dell’ALPI (art. 3 comma 6 della Legge 724/94); predispone la modulistica d’uso. Al personale della UOSD ALPI/GEF‐GRU viene assegnato una quota pari al 1,25% del Fondo Amministrazione 7 PRESTAZIONI PERSONALE E MODALITA’ D’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE ART 5 ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE – PERSONALE AUTORIZZATO L’A.L.P.I. è consentita alla dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Per Dirigenti sanitari: si intendono i dirigenti laureati delle altre professionalità della dirigenza dei ruolo sanitario: farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi (art. 2 D.M. 31.7.1997). ART 6 TIPOLOGIA ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE L’esercizio dell’attività libero‐professionale intramuraria non deve essere in contrasto con le finalità istituzionali dell’Azienda; il suo svolgimento deve essere organizzato in modo tale da garantire l’integrale assolvimento dei compiti di istituto e da assicurare la piena funzionalità dei servizi. 1. Per attività libero‐professionale intramuraria si intende: a) l’attività che detto personale, individualmente o in équipe, esercita fuori dell’orario di lavoro in regime ambulatoriale, ivi comprese le attività di diagnostica strumentale e di laboratorio, di day hospital, di day surgery o di ricovero, in favore e su libera scelta dell’assistito e con oneri a carico dello stesso o di assicurazioni o dei fondi integrativi del SSN (art. 9 del D.Lgs. 30.12.92 n. 502 e successive modificazioni) b) la possibilità di partecipare ai proventi di attività professionali richieste a pagamento da terzi all’Azienda, ad integrazione delle attività istituzionali, allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive soprattutto in presenza di carenza di organico, in accordo con le équipes interessate: a. quando le predette attività consentano la riduzione dei tempi di attesa, b. valutata la compatibilità con le attività istituzionali, c. preferibilmente per le discipline che hanno una limitata possibilità di esercizio dell’ALPI. Pertanto, si distinguono le seguenti tipologie di attività libero‐professionale intramoenia: 8 A. attività ambulatoriale: viene esercitata dai Dirigenti medici attraverso l’erogazione di prestazioni a cittadini non ricoverati. Comprende: prestazioni di laboratorio, visita specialistica, visita con relazione medico‐legale, prestazioni diagnostico‐strumentali, prestazioni diagnostico‐ terapeutiche strumentali, interventi di piccola chirurgia, prestazioni di medicina legale e di medicina del lavoro (perizia, visita necroscopica, idoneità lavorativa, pareri medico‐legali, ecc.), rese anche a domicilio del paziente/utente su specifica richiesta. Essa si espleta nelle seguenti forme: A.1 ‐ individuale, che viene espletata dal Dirigente medico individuato direttamente dal cittadino che esercita la libera scelta. A.2 ‐ divisionale che viene espletata dai Dirigenti medici e o sanitari riuniti in Équipe, definita quale aggregato funzionale mono o polispecialistico, per l’esecuzione di particolari prestazioni medico‐chirurgiche o di prestazioni diagnostico‐strumentali. B. attività in regime di ricovero per ricovero ordinario, di Day hospital e di Day surgery: viene espletata dai Dirigenti medici e o sanitari attraverso l’erogazione di prestazioni medico‐chirurgiche che necessitano di ricovero in Unità Operativa attrezzata individuata nelle strutture dell’Azienda. Esse prevedono una forma nella quale il paziente sceglie solo il professionista o l’équipe e una forma nella quale il paziente sceglie anche il comfort alberghiero, qualora l’Azienda sia in grado di offrirlo. C. attività di consulenza. L’Azienda è l’unica titolare di ogni rapporto di collaborazione con aziende pubbliche e private e con soggetti diversi da privati cittadini. E’ fatta eccezione, in ragione della peculiarità dell’attività svolta, per le figure del medico competente, del medico‐legale e del fisico sanitario, per le quali il rapporto professionale si instaura generalmente con soggetti aventi organizzazione di beni e di persone, nei confronti dei quali viene materialmente svolta la prestazione. In tale ipotesi il rapporto con l’Amministrazione è mediato dal professionista, il quale dovrà, di norma, curare l’emissione della fattura sull’ apposito bollettario fornito dall’Azienda, mentre, per quanto riguarda le modalità di pagamento, la struttura dovrà provvedere mediante accreditamento presso l’Istituto Tesoriere dell’Azienda. L’attività di consulenza è prestata nei confronti di altra Azienda, Ente o Istituzione pubblica, struttura sanitaria privata non accreditata (art. 55 lett. c) C.C.N.L. 2000) o Istituzioni Socio Sanitarie senza scopo di lucro, con i quali l’Azienda abbia stipulato appositi accordi. Tale attività rientra, compatibilmente con i volumi di attività stessa correlabile, nei compiti istituzionali dell’Azienda; solo nel caso in cui tale attività sia svolta al di fuori del normale orario di lavoro si può considerare A.L.P.I. ed i compensi derivanti sono assimilati, 9 ai fini fiscali, a quelli di lavoro dipendente. L’attività di consulenza, resa per conto dell’Azienda, è regolata da apposite convenzioni, sia per professionisti nominalmente richiesti che per singola disciplina, in questo ultimo caso l’Azienda opererà nel rispetto dei principi della fungibilità e della rotazione di tutto il personale, che è tenuto ad erogare le prestazioni. Tali convenzioni debbono prevedere la quantità e la tipologia delle prestazioni, le tariffe, inclusive di ogni onere a carico dell’Azienda, le modalità di versamento dei compensi correlati ed il numero degli operatori interessati, oltre alle caratteristiche indicate dalla normativa vigente. L’attività, quindi, viene attuata nei seguenti casi e con le modalità sottoindicate: C.1 ‐ In servizi sanitari di altra Azienda o ente del comparto, mediante apposita convenzione tra le istituzioni interessate che disciplini: i limiti orari minimi e massimi dell’impegno, comprensivi anche dei tempi di raggiungimento delle sedi di servizio, compatibili con l’articolazione dell’orario di lavoro il compenso e le modalità di svolgimento; C.2 ‐ Presso istituzioni pubbliche non sanitarie, aziende private non sanitarie e istituzioni socio‐sanitarie senza scopo di lucro, mediante apposita convenzione tra i soggetti istituzionali che attesti che l’attività non è in contrasto con le finalità ed i compiti istituzionali del SSN e disciplini: durata della convenzione, natura della prestazione, che non può configurare un rapporto di lavoro subordinato e deve essere a carattere occasionale, limiti di orario dell’impegno, che devono essere compatibili con l’articolazione dell’orario di lavoro, entità e modalità di corresponsione del compenso, motivazioni e fini della consulenza onde accertarne la compatibilità con l’attività d’istituto. C.3 ‐ Certificazione resa dall’Azienda per conto dell’Istituto Nazionale degli Infortuni sul Lavoro ( INAIL ) a favore degli infortunati sul lavoro, ai sensi del DPR n.1124/65, assicurando, per quanto possibile, la rotazione dei Dirigenti sanitari coinvolti. Gli emolumenti saranno corrisposti ad avvenuto rimborso da parte dell’Istituto. D. attività di consulto: espletamento di prestazioni professionali da parte di un dirigente sanitario specificamente indicato dall’utente nella richiesta all’Azienda. 10 E. attività ad integrazione di quella istituzionale (prestazioni aggiuntive ex art. 55 CCNL): nelle discipline per le quali vi sia documentata carenza di organico alla quale l’Azienda abbia tentato di sopperire con atti appropriati senza esito positivo. Tale attività deve essere finalizzata alla riduzione delle liste di attesa o ad assicurare continuità di servizi essenziali, deve essere programmata per tempi definiti e concordata tra i Dirigenti e l’Azienda che ne fa richiesta nel rispetto delle direttive regionali in materia e secondo le procedure stabilite dal Collegio di Direzione. F. Attività di medicina legale. L’ALPI svolta in campo medico‐legale costituisce uno specifico insieme di prestazioni, non erogate in via istituzionale dal S.S.N. che, comunque, concorrono a migliorare l’offerta quali‐quantitativa dell’Azienda. Tali attività sono quelle peritali di parte, intese ad assicurare assistenza medico‐legale e/o specialistica in ambito civile e penale ad utenti paganti in proprio, rese al di fuori delle sedi aziendali (aule giudiziarie e/o studi privati). Non fanno parte dell’ALPI le prestazioni rientranti nei compiti di istituto, la cui validità legale discende proprio dallo stato giuridico di incaricato di pubblico servizio‐medico certificatore. F1 – Le Consulenze Tecniche d’Ufficio (C.T.U.) conferite dall’Autorità Giudiziaria, costituiscono prestazioni rese nell’esercizio della pubblica funzione e per le quali il Consulente nominato ha l’obbligo di prestare la propria opera ai sensi dell’art. 63 del C.P.C. Per dette prestazioni non vi è necessità di richiedere l’autorizzazione ma vi è obbligo di comunicazione al Servizio G.R.U. secondo le modalità indicate nella delibera ASL NA 3 SUD n. 81 del 6.02.2014 e successive modifiche. L’attività de quo deve comunque essere espletata al di fuori dell’orario di servizio e non porsi in conflitto di interessi con l’Azienda. L’attività di C.T.U., pur non costituendo attività libero professionale intramoenia, è ricondotta alla stessa per le regole di fatturazione, ai sensi della Circolare 4/E/2005 dell’Ag. Entrate, ovvero le liquidazioni disposte dal Giudice a favore dei Consulenti operanti in rapporto esclusivo dovranno pervenire, con le modalità già indicate per l’ALPI, ovvero su conto dedicato direttamente all’Azienda, la quale emetterà corrispettiva fattura. F2 – Le Consulenze Tecniche di Parte (CTP) rese davanti all’Autorità Giudiziaria nell’ambito di un giudizio penale, civile o eseguite per finalità assicurative, costituiscono a tutti gli effetti attività libero professionale intramoenia. G. Attività di medico competente. Fermo restando le limitazioni previste ai sensi di legge in materia di incompatibilità, possono essere erogate al di fuori delle 11 strutture aziendali prestazioni rese quale medico competente ai sensi del T.U. n. 81/2008 e succ. modifiche, attraverso appositi atti convenzionali. 2. Non rientrano fra le attività libero‐professionali, ai sensi dell’art. 60 del CCNL 1998‐2001, ancorché possano comportare la corresponsione di emolumenti ed indennità, le seguenti attività: a) partecipazione ai corsi di formazione, diplomi universitari e scuole di specializzazione e diploma, in qualità di docente; b) collaborazioni a riviste e periodici scientifici e professionali; c) partecipazioni a commissioni di concorso o altre commissioni presso Enti e Ministeri (ad es., commissione medica di verifica del Ministero del Tesoro, di cui all’articolo 5, comma 2, del D.lgs 278/1998 ed alle commissioni invalidi civili costituite presso le aziende sanitarie di cui alla L. 295/1990, etc.); d) relazioni a convegni e pubblicazione dei relativi interventi; e) partecipazione ai comitati scientifici; f) partecipazioni ad organismi istituzionali della propria categoria professionale o sindacale; g) attività professionale sanitaria, resa a titolo gratuito o con rimborso delle spese sostenute, a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni e associazioni di volontariato o altre organizzazioni senza fine di lucro, previa comunicazione all’Azienda della dichiarazione da parte dell’organizzazione interessata della totale gratuità delle prestazioni. 3. Le attività di cui al comma che precede possono essere svolte previa autorizzazione da parte dell’Azienda, che dovrà valutare se, in ragione della continuità o della gravosità dell’impegno richiesto, non siano incompatibili con l’attività e gli impegni istituzionali ( art. 58, comma 7, D.Lgs. 29/1993). ART 7 – Modalità e condizioni autorizzative generali dell’ALPI 1. Condizione necessaria ed indispensabile per l’esercizio dell’ALPI è l’esplicita espressione da parte dell’utente della sua volontà di affidarsi alle prestazioni di uno o più Dirigenti sanitari di sua fiducia, nominativamente prescelti tra quanti operano nell’Azienda. 12 2. L’attività ALPI deve essere esercitata al di fuori dell’orario di lavoro, ivi compreso il lavoro straordinario, i turni di pronta disponibilità e di guardia, con separati sistemi di contabilizzazione. La Direzioni Sanitarie sono tenute a verificare che sia rispettata tale condizione attraverso un controllo informatico. 3. L’esercizio di fatto dell’ALPI è vietato in caso di assenza dal servizio, per: assenze dal servizio effettuabili a titolo di: malattia astensione dal servizio ai sensi delle leggi a tutela della maternità permessi retribuiti (che interessano l’intero arco della giornata) congedo collegato al recupero biologico sciopero aspettative non retribuite sospensione dal servizio per provvedimenti cautelari collegati a procedure disciplinari; articolazione flessibile dell’orario di servizio con regime di impegno ridotto. 4. L’esercizio dell’ALPI all’esterno delle strutture dell’Azienda ha luogo previa autorizzazione rilasciata dal Direttore Generale, valida fino alla individuazione di spazi disponibili, e non oltre il termine previsto dalla legge n°189 dell’08/11/2012 e salvo i casi previsti dal CCNL1998/2001 (prestazione domiciliare). 5. L’attività ALPI non può globalmente comportare, per ciascun dirigente sanitario, un volume di prestazioni o un volume orario superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali. Per l’attività di ricovero la valutazione è riferita anche alla tipologia e complessità delle prestazioni. 6. L’attività ALPI non può mai configurarsi come concorrenziale all’attività istituzionale. Qualunque iniziativa volta a promuovere la scelta del regime libero‐ professionale a scapito di quello ordinario configura esercizio di attività concorrenziale, perseguibile con sanzioni disciplinari e con la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività stessa. 7. In ciascuna struttura ospedaliera e/o di distretto, dovranno essere reperiti spazi dedicati all’attività ambulatoriale per l’ALPI. 13 8. La quota di posti letto da utilizzare per l’attività libero‐professionale all’interno dell’Azienda, non può essere superiore al 10% dei posti letto della struttura. 9. L’attività ALPI è prestata esclusivamente nella disciplina di appartenenza. I Dirigenti che in ragione delle funzioni svolte o della disciplina di appartenenza non possono esercitare la relativa attività, possono essere autorizzati con il parere favorevole del Collegio di direzione su proposta della Commissione ALPI, ad esercitare l’attività in una altra disciplina equipollente, purché in possesso della specializzazione o di una anzianità di servizio di cinque anni nella disciplina stessa. (DPCM 27/03/2000, comma 4, art.5) 10. L’attività ALPI non è consentita per: le prestazioni non riconosciute istituzionalmente dal SSN. Per le prestazioni previste dal SSN e non effettuate nell’Azienda, il Dirigente sanitario può essere autorizzato qualora sia disponibile a garantire le stesse prestazioni anche in regime ordinario entro tempi e modalità da concordare con l’Azienda; prestazioni che, ad un esame obiettivo dei costi diretti ed indiretti da sostenere ed in relazione alle problematiche organizzative che comportano, risultino economicamente non remunerative; le prestazioni nelle seguenti unità operative ospedaliere dove si prefigurano le emergenze: Unità coronarica Rianimazione Pronto soccorso Dialisi 11. La Direzione Generale con atto a parte, di concerto con le OO.SS. di categoria interessate, individua eventuali incompatibilità. 12. Il presente atto regolamenta l’attività ALPI che per sua caratteristica è attività a titolo non gratuito. Al dirigente è consentito effettuare prestazioni a titolo gratuito con la rinunzia della sola quota di sua spettanza. ART 8 ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE ESERCITATA PRESSO STUDI PROFESSIONALI PRIVATI L’Azienda al fine di dare piena attuazione alla legge n. 120/2007 e alle modifiche ad essa apportate dalla legge n. 189/2012 ha attivato una ricognizione straordinaria degli spazi disponibili per consentire il passaggio 14 al regime ordinario dell’esercizio dell’ALPI all’interno dei presidi aziendali e superare definitivamente il regime dell’intramoenia allargata. Tuttavia, in via temporanea ed eccezionale è consentito, ai dirigenti sanitari esercitare la libera professione ambulatoriale, presso i propri studi professionali privati con i tempi previsti dalla legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189. Il Dirigente Sanitario pertanto, per documentata carenza di spazi nell’ambito delle strutture dell’Azienda, può ottenere l’autorizzazione ad effettuare l’attività intramoenia allargata presso il proprio studio professionale, ma questa può essere revocata laddove il numero di prestazioni annue è inferiore a 50 in quanto improduttiva per l’Azienda. Nella domanda, redatta secondo le modalità descritte nel presente regolamento, dovrà, altresì, essere precisato: a) la sede (o le sedi) di espletamento dell’attività; b) i giorni, gli orari di ambulatorio riservati all’esercizio dell’attività; c) le prestazioni erogate, le tariffe applicate d) un elenco delle apparecchiature e strumentazioni L'utilizzo di spazi esterni privati è subordinato: In caso di studio proprio del sanitario, alla formale accettazione ‐ attestazione che le prenotazioni delle visite verrà effettuata presso il centro unico di prenotazione (CUP). L’accordo fra l’Azienda ed i terzi deve obbligatoriamente prevedere: a) la quantità presunta e la tipologia delle prestazioni; b) le tariffe delle prestazioni; c) le modalità di versamento all’azienda; d) i limiti orari minimi e massimi dell’impegno, compatibili con l’articolazione dell’orario di lavoro. Il compenso per le attività di cui sopra deve affluire all’azienda che provvede a trattenere la quota di sua spettanza e ad attribuire al dirigente avente diritto quale prestatore dell’attività libero‐professionale della quota a lui spettante. 15 ART. 9 ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE RICHIESTA A PAGAMENTO DA SINGOLI UTENTI E SVOLTA PRESSO ALTRE STRUTTURE SANITARIE L’attività professionale, richiesta a pagamento da singoli utenti, svolta, dal dirigente, in forma individuale o in équipe, presso altra struttura sanitaria, è consentita a condizione: a) che si tratti di attività occasionale; b) venga chiesta e concessa specifica autorizzazione. I rapporti tra l'ASL e la struttura sanitaria, sono regolati da apposita convenzione‐disciplinare che preveda obbligatoriamente l’accordo su: a) la quantità presunta e la tipologia delle prestazioni; b) le tariffe delle prestazioni; c) le modalità di versamento all’azienda; d) i limiti orari minimi e massimi dell’impegno, compatibili con l’articolazione dell’orario di lavoro. Il compenso per le attività di cui sopra deve affluire all’azienda che provvede a trattenere la quota di sua spettanza e ad attribuire al dirigente avente diritto quale prestatore dell’attività libero‐professionale della quota a lui spettante nelle misure previste nelle singole convenzioni. Art. 10 Consulenze e consulti 1. L’attività di consulenza è riservata ai Dirigenti Sanitari, non rientra nei compiti istituzionali, e, se effettuata fuori dall’orario di lavoro, è considerata attività libero‐professionale intramuraria e quindi sottoposta alla intera disciplina de qua. 2. Essa è regolata da appositi accordi o convenzioni stipulate con i terzi interessati, nei limiti della compatibilità della consulenza stessa con l’attività istituzionale. 3. Tale accordo deve prevedere: a) I limiti minimi e massimi dell’impegno orario di ciascun dirigente, comprensivi anche dei tempi di raggiungimento delle sedi di servizio, compatibili con l’articolazione dell’orario di lavoro; b) l’entità del compenso dovuto al dirigente che ha effettuato la prestazione, ove l’attività abbia luogo fuori dell’orario di lavoro, e l’eventuale rimborso spese dallo stesso sostenute, ove l’attività abbia luogo nell’orario di lavoro ma fuori della struttura di appartenenza. 16 4. Rientra in questa stessa attività di consulenza l’attività di certificazione medico‐ legale resa per conto dell’I.N.A.I.L. a favore degli infortunati sul lavoro, nei termini previsti dal presente articolo 5. I Consulti per i singoli utenti sono resi dal dirigente con le seguenti modalità: a) Il consulto è reso esclusivamente nella disciplina di appartenenza e, in ogni caso, fuori dall’orario di lavoro b) L’onorario del consulto, fissato dall’Azienda d’intesa con il dirigente interessato, viene accreditata sul conto ASL e successivamente contabilizzato e liquidato all’interessato. c) Le Consulenze richieste da Enti pubblici e le C.T.U. richieste dall’A.G. sono regolamentate dall’art. 6 del presente regolamento. ART 11 SPAZI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE All’interno delle strutture dell’Azienda sono individuati in subordine e compatibilmente alle esigenze istituzionali spazi da dedicare anche all’esercizio dell’attività libero professionale: a) ambulatoriale; b) di ricovero ordinario; c) di day hospital; d) di day surgery. Sono preventivamente individuati gli spazi da destinare all’attività libero professionale. La quota di posti letto da utilizzare per l’attività libero professionale è definita nella misura del 10% dei posti letto ordinari dell’Azienda. A tali effetti vengono considerati separati e distinti gli spazi temporalmente disponibili: a) purché adeguati dal punto di vista logistico e del comfort; b) a condizione che l’attività libero professionale venga svolta in fasce orarie compatibili con l’esigenza di rendere agevole l’accesso alle prestazioni da parte dell’utente. Le modalità di accesso alle sale operatorie vengono definite preventivamente dalla direzione sanitaria previo accordo dei dipartimenti coinvolti con la direzione strategica dell’Azienda. L’individuazione degli spazi riservati all’attività libero professionale è disposta con atto separato dell’amministrazione entro e non oltre 120 giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 17 ART 12 ORARIO ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE L’A.L.P.I. e l’attività istituzionale sono svolte in fasce orarie differenti. Tutto il personale coinvolto nell’erogazione di prestazioni libero professionali, a garanzia della netta separazione dell’A.L.P.I. rispetto alle altre attività istituzionali, è tenuto a svolgere tale attività al di fuori: a) del proprio orario ordinario di lavoro; b) dei turni di pronta disponibilità; c) dei turni di guardia. Il personale dipendente coinvolto nell’erogazione della prestazione libero professionale dovrà pertanto timbrare quotidianamente al fine di: a) consentire una chiara distinzione e definizione delle prestazioni orarie rese per l’attività libero professionale da quelle rese per attività istituzionale; Per le UU.OO. in cui, per ragioni tecnico‐organizzative, non sia possibile l’articolazione dell’attività libero‐professionale al di fuori dell’orario di servizio, viene stabilito un tempo standard quantificando al personale interessato il debito orario da restituire, secondo il seguente schema: Personale Dirigente Sanitario: restituzione oraria pari a 1 ora per 100,00 euro di proventi corrisposti direttamente al Dirigente Sanitario titolare della prestazione o componente equipe; Personale supporto sanitario non dirigente: restituzione oraria pari a 1 ora per 80,00 euro di proventi corrisposti direttamente all’operatore sanitario di comparto. Personale amministrativo non dirigente centrale e periferico (compreso personale CUP): restituzione oraria pari a 1 ora per 50,00 euro di proventi corrisposti direttamente al dipendente amministrativo di comparto. ART 13 LIMITE ORARIO MASSIMO DI ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE Per ciascun dirigente viene previsto, in ragione delle esigenze organizzative della U.O. di appartenenza, un limite massimo di ore settimanali da dedicare ad attività di consulenza, consulto o altra attività libero professionale, al di fuori dell’orario di servizio. Il limite orario viene definito dalle Direzioni Sanitarie con cadenza semestrale: a) nel mese di dicembre per il semestre da gennaio a giugno; 18 b) nel mese di maggio per il semestre da giugno a dicembre. Fermo restando che le prestazioni in A.L.P.I. in ogni caso non possono comportare un impegno orario superiore al 50% del normale orario di lavoro. ART. 14 – Funzioni di vigilanza Spetta al Direttore Sanitario, tramite i Direttori Sanitari di macrostruttura (Distretto, P.O. e Dipartimento), ciascuno per l’area di competenza, vigilare sull’attività libero professionale dei Dirigenti autorizzati ad esercitarla. Qualora l’attività riguardi Dirigenti di struttura semplice o incarico professionale, sono coinvolti nella vigilanza i Direttori della competente U.O.C. di appartenenza degli Stessi. Ciascuno dei Direttori sopramenzionati, qualora ravvisi irregolarità nello svolgimento dell’attività libero professionale, ha l’obbligo di informare la Direzione Sanitaria Aziendale per l’adozione di ogni utile iniziativa. AUTORIZZAZIONI ART 15 DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELL’A.L.P.I. AMBULATORIALE INDIVIDUALE E D’EQUIPE PER I DIRIGENTI MEDICI E SANITARI I dirigenti sanitari che intendono svolgere l’attività libero professionale intramoenia devono presentare formale domanda di autorizzazione. La richiesta sottoscritta dal sanitario deve essere redatta sugli appositi moduli forniti dall’U.O.S.D. ALPI. Nella domanda per l’esercizio della libera professione ambulatoriale in equipe oltre ai dati ed elementi di cui sopra deve essere precisato: ‐ il nominativo del referente dell’équipe; ‐ i nominativi dei professionisti associati; ‐ i nominativi del personale di supporto; ‐ le quote dei proventi di competenza che verranno assegnate al personale interessato secondo accordi interni all’équipe che a seguito di ratifica avranno validità annuale. La richiesta, sottoscritta dal referente e da tutti i componenti dell’équipe sugli appositi moduli forniti dall’ufficio ALPI, va inoltrata tramite il protocollo generale al Direttore Generale e al Responsabile UOSD ALPI. 19 L’Ufficio ALPI, che effettua l’istruttoria preliminare, predispone la proposta di deliberazione di autorizzazione a firma del Responsabile UOSD ALPI e l’invia alla Direzione Generale per l’eventuale adozione dell’atto deliberativo. L’autorizzazione per l’attività professionale del singolo sanitario e/o dell’ équipe viene inviata dall’UOSD ALPI in copia: a) al Direttore Sanitario del Distretto/P.O./Dipartimento; b) al Dirigente Sanitario responsabile dell’unità operativa di appartenenza; c) all’U.O.C. G.R.U.; d) al Referente economico finanziario per l’ALPI; ART 16 COMPOSIZIONE DELL’ ÈQUIPE L’équipe può essere costituita da dirigenti afferenti alla stessa struttura o disciplina o da dirigenti afferenti a più unità operative e va costituita ed autorizzata una volta l’anno. L’équipe designa al suo interno un referente / coordinatore che tiene i rapporti con l’azienda. Per prestazioni che richiedono la presenza dell’anestesista dovrà essere assicurata, pena la mancata autorizzazione, la disponibilità, oltre l’orario di servizio, anche di questa figura professionale. ART 17 PERSONALE DI SUPPORTO DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITÀ A SVOLGERE A.L.P.I. Il personale di supporto tecnico‐sanitario, infermieristico, all’esercizio della libera professione è tenuto a formalizzare su apposito modulo predisposto la propria disponibilità all’effettuazione di tale attività qualora prestata fuori orario di lavoro, secondo le modalità concordate con il Direttore della U.O.C. di appartenenza. 20 DIVIETI – SANZIONI REVOCA DELL’ AUTORIZZAZIONE A SVOLGERE L’ ATTIVITA’ LIBEROPROFESSIONALE ART 18 – DIVIETI Durante l’esercizio dell’attività libero professionale non sono consentiti: l’uso del ricettario unico nazionale; l’attivazione di procedure d’accesso in regime S.S.N. ai servizi difformi da quanto previsto dalla normativa vigente; riscossioni di proventi o esercizio di attività libero professionale in forme diverse da quelle disciplinate dal presente regolamento. La violazione di detti divieti comporta grave responsabilità e da luogo alla esclusione dalla libera professione intramoenia. I dirigenti che non hanno optato per il rapporto esclusivo non possono effettuare prestazioni libero professionali, anche di natura occasionale e periodica diretta e di èquipe. ART 19 REVOCA AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE PER ESIGENZE AZIENDALI L’attività libero professionale, richiesta a pagamento da terzi all’azienda è autorizzata ai sensi del presente regolamento a condizione che non comporti un incremento delle liste d’attesa per l’attività istituzionale. Ove questo avvenga, con determinazione motivata del Direttore Sanitario Aziendale è disposta la revoca dell’autorizzazione all’A.L.P.I. sentito il Collegio di Direzione. 21 TARIFFE ATTIVITA' LIBERO PROFESSIONALE PUBBLICITA' RIPARTO PAGAMENTI CONTABILITA' ART 20 PUBBLICITÀ DELLE TARIFFE E DELLE PRESTAZIONI ALPI AMBULATORIALI Le tariffe libero professionali praticate dalla dirigenza sanitaria, medica e veterinaria dell’Azienda sono disponibili presso il : C.U.P. centro unico di prenotazione interno; sul sito aziendale ART 21 REVISIONE TARIFFE ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE Annualmente, entro il mese di dicembre, l’Azienda sulla base: a) dei programmi aziendali; b) dei volumi dell’attività istituzionale e di quella in regime libero professionale; c) dei costi di gestione; ridetermina, in accordo con le OO.SS di categoria, un Tariffario Unico ALPI nel quale dovranno essere indicate le prestazioni ambulatoriali, utilizzando gli stessi codici numerici prestazionali del Nomenclatore Tariffario Regionale, specificando la relativa tariffa che assicuri l’integrale copertura di tutti i costi diretti ed indiretti correlati alla gestione dell’ALPI, ivi compresi quelli connessi alle attività di prenotazione e riscossione degli onorari. In ogni caso le tariffe non possono essere inferiori alle tariffe previste, per la medesima prestazione, a titolo di partecipazione del cittadino alla spesa sanitaria. ART 22 MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE PRESTAZIONI RESE IN ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE Il pagamento delle, prestazioni può avvenire, esclusivamente: presso le banche con bonifico bancario N. IBAN IT13J0760103400001017666031 intestato all’ASL NAPOLI 3 SUD. presso gli uffici postali sul N. 1017666031 di conto corrente postale intestato all’ASL NAPOLI 3 SUD presso gli studi privati, tramite POS, al dirigente che ha effettuato la prestazione, adeguandosi alla vigente normativa entro i termini previsti per l’adeguamento, il quale rilascia dettagliata ricevuta al richiedente su apposito bollettario dell’azienda. 22 Il pagamento da parte dell’utente dovrà essere effettuato, prima dell’erogazione della prestazione libero professionale. Qualora il Dirigente, con il consenso dell’utente e informandolo sulle tariffe applicate, effettui ulteriori prestazioni, oltre a quelle già pagate, lo stesso dovrà invitare il paziente interessato al pagamento delle nuove prestazioni. Qualora il professionista rinunci all’onorario a lui spettante, sarà comunque dovuta la quota di spettanza all’Azienda. ART 23 LIBERA PROFESSIONE IN REGIME AMBULATORIALE RIPARTO PROVENTI TRA AZIENDA, DIRIGENZA SANITARIA E PERSONALE DI SUPPORTO Al presente ART. 23 si allegano la tabella di ripartizione Fondi ALPI (Allegato N. 1) e la tabella di ripartizione Fondo Amministrazione (Allegato N. 2) 1. L’attribuzione dei relativi proventi ai dirigenti interessati nonché al personale che presta la propria collaborazione avviene nei due mesi successivi all’erogazione della prestazione in regime ALPI. Il valore della tariffa per la prestazione, ambulatoriale o in costanza di ricovero, è forfettario ed omnicomprensivo 2. La quota percentuale denominata Fondo Amministrazione è di competenza dell’Azienda. Essa comprende gli oneri fiscali ed è intesa a totale copertura delle maggiori spese per rendere utilizzabili strutture logistiche e attrezzature, cioè Ambulatori, Diagnostiche e Sale Operatorie. Una percentuale del Fondo viene destinato al personale delle strutture periferiche e CUP; una percentuale al personale delle strutture centrali (GEF e GRU); una percentuale al personale amministrativo della struttura centrale intramoenia (UOSD ALPI). Un ulteriore parte (5%) viene utilizzata dalla Azienda per procedure volte alla riduzione delle Liste di attesa e un 2% di questa quota viene destinato al personale amministrativo periferico e al personale dei CUP al fine di migliorare la gestione delle liste di attesa. Qualora il personale amm.vo periferico non partecipi alla gestione di supporto all’attività sanitaria (es. CTU/CTP e SIT) la percentuale va assegnata personale amm.vo centrale che di fatto effettua le procedure amministrativo‐contabili. (vedi Allegato N. 2) 23 3. La quota percentuale denominata Fondo di Perequazione è destinata alla perequazione per quei Dirigenti Sanitari (CCNL art. 57 comma 2 lettera i) che per caratteristiche professionali legate alla sede di assegnazione non possono accedere alle attività ALPI e che vengono individuati in sede di contrattazione decentrata. Il fondo di perequazione dovrà essere distribuito entro la fine dell’anno successivo all’attività svolta, sulla base degli accantonamenti effettuati dall’Servizio GEF, tra i Dirigenti medici ed altre professionalità individuate secondo i rispettivi CC.NN.LL. che non possono ovvero hanno limitata possibilità di effettuare attività libero professionale a causa di incompatibilità con le funzioni istituzionali e che comunque non esercitano ad alcun titolo attività libero professionale. Per la costituzione di tale fondo è accantonata una quota pari al 5% delle tariffe al netto delle quote a favore dell’Azienda. Attraverso la contrattazione decentrata con le OO.SS. sono individuate le discipline sanitarie, mediche e veterinarie che abbiano una limitata possibilità di esercizio della libera professione intramuraria. 4. Fondo Comune Comparto. Identifica la quota della tariffa destinata, per le maggiori incombenze svolte in orario ordinario, a tutte le figure di comparto che svolgono attività generiche che consentono il corretto espletamento dell’attività libero‐professionale (OTA, OSA, OSS, ASS, Autisti ecc.). Gli operatori saranno preventivamente autorizzati, anche a rotazione tra il personale di comparto, dal Direttore Sanitario del Distretto, del P.O. o del Dipartimento. 6. La quota percentuale denominata Fondo Personale Sanitario di Supporto è destinata al personale sanitario del comparto che non entra a far parte dell’Équipe ma supporta il Titolare/Equipe in quanto normalmente coinvolto nella prestazione per mansioni professionali (tecnici di Laboratorio o di Radiologia, Infermieri Professionali, ferristi, ecc.). Pertanto esso partecipa direttamente all’attività resa fuori orario ordinario e rilevata elettronicamente tramite modulo dedicato. Qualora la prestazione venga effettuata senza l’ausilio di personale di supporto, la quota relativa viene assegnata per intero al Titolare/Equipe. 7. La Quota Radiologia. Identifica la quota della tariffa, per i ricoveri in ALPI con prestazioni di diagnostica per immagini, al personale Dirigente del Servizio Radiologia previa rilevazione elettronica delle ore rese per tali prestazioni. 8. La Quota Laboratorio Analisi. Identifica la quota della tariffa, per i ricoveri in ALPI con prestazioni di laboratorio, al personale Dirigente Sanitario del Laboratorio Analisi previa rilevazione elettronica delle ore rese per tali prestazioni. 24 9. La quota percentuale denominata Dirigente Sanitario Titolare della Prestazione/Equipe è destinata al Dirigente sanitario o all’equipe scelti dall’utente. La quota viene attribuita per intero al Dirigente, se unico, oppure all’Equipe secondo le indicazioni fornite in sede di costituzione dell’equipe stessa ART 24 CONTABILITÀ DELLE PRESTAZIONI RESE IN REGIME DI ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE La gestione dell’attività libero professionale, sia in costanza di ricovero che ambulatoriale, è soggetta alla normativa che ne prevede la specifica e distinta contabilizzazione rispetto a quella istituzionale. Su base annuale, il Servizio GEF provvederà a tenere una contabilità separata della gestione della attività libero professionale intramoenia, che riporti in dettaglio costi e ricavi del settore. Nell’ambito dei costi dovranno essere comprese tutte le voci che permettano una corretta valutazione economica dell’ALPI. Liquidazione competenze 1. L'Azienda contabilizza tutti i proventi riscossi, con criterio di cassa, ivi compresi gli incameramenti da rinunce, e provvede a liquidare e pagare i dipendenti interessati entro il secondo mese successivo, effettuando altresì le ritenute di legge, riportando le voci relative nello statino ‐ paga della retribuzione mensile. 2. I Dirigenti Sanitari che siano stati forniti di bollettario per le prestazioni domiciliari e quelli autorizzati all’uso del proprio studio professionale in applicazione della disciplina transitoria di cui al presente regolamento procederanno alla riscossione degli importi corrisposti dagli utenti come stabilito nell’art. 22 del presente regolamento. 3. Per le fatturazioni soggette ad IVA la consegna deve avvenire entro il 5 del mese successivo alla prestazione fatturata unitamente al versamento, per intero dell’IVA più il 100% del compenso. 4. Per tutte le prestazioni erogate in regime di ALPI si utilizza sempre il bollettario dell’Azienda e di conseguenza la partita IVA della stessa; questa, parimenti, si utilizza per tutte le prestazioni soggette ad IVA (consulti, consulenza, consulenze di parte, etc). 25 5. Nei casi di attività di consulenza a favore di terzi, le modalità di liquidazione dei corrispettivi verranno regolate dall’apposita convenzione. 6. La distinta delle prestazioni erogate nel mese deve essere presentata entro il giorno 5 del mese successivo agli Uffici amministrativi competenti per Distretto/P.O./Dipartimento. 26 PAZIENTI: INFORMAZIONI DOMANDA DI RICOVERO ART 25 INFORMAZIONE E PRENOTAZIONE L’Azienda, tramite: a) U.O.S.D. ALPI; b) C.U.P. – centro di prenotazione unica interno. assicura una adeguata informazione ai cittadini in ordine: ai tempi di attesa delle prestazioni rese dall’azienda al fine di poter consapevolmente scegliere la prestazione resa a livello istituzionale ovvero la prestazione, ambulatoriale o in costanza di ricovero ordinario e diurno, erogata in regime libero professionale; alle modalità di accesso ed alla tipologia delle prestazioni rese in regime libero professionale; alle tariffe applicate dai dirigenti sanitari per la prestazione richiesta; alle condizioni logistiche in caso di ricovero; alle condizioni e modalità di pagamento. Le prestazioni libero professionali individuali erogate all’interno dell’Azienda sono prenotate tramite il C.U.P.. ART 26 DOMANDA DI RICOVERO La modulistica relativa alla domanda di ricovero deve precisare e documentare che il paziente: a) è a conoscenza delle condizioni normative e dell’onere finanziario presunto che dovrà sostenere; b) si impegna a versare il corrispettivo dovuto secondo le seguenti modalità: acconto pari al 10% del valore presunto del trattamento medico‐chirurgico all’atto della prenotazione; saldo all’atto del ricovero. Art. 27 NORME GENERALI 1. Si rinvia a tutte le norme degli articoli precedenti del presente Regolamento, ove non diversamente stabilito negli articoli che seguono. 27 2. La tipologia delle prestazioni che è possibile erogare in regime di ricovero viene concordata con i Dirigenti interessati in sede di contrattazione delle tariffe che viene effettuata in applicazione di quanto previsto nel presente regolamento. 3. Salvo che nella U.O. di Malattie Infettive, non possono essere ricoverati in regime libero‐professionale pazienti per i quali vadano applicate misure di isolamento. 4. Tale attività libero‐professionale, esclusivamente medica, è espletata all'interno delle strutture dei Presidi Ospedalieri dell'Azienda in tutte le UU.OO. dotate di posti letto. 5. Potranno essere utilizzati a tale scopo, il 10% dei posti letto globalmente autorizzati. 6. Detti posti‐letto vengono garantiti in spazi distinti e separati definiti, anche prescindendo da riferimenti di comfort alberghiero. 7. Le prestazioni libero‐professionali in regime di ricovero si concretizzano nella possibilità del paziente di accedere alle seguenti forme: a) Ricovero ordinario, o di day hospital, o di day surgery, in spazi definiti all'interno della UO o in struttura attrezzata e scelta del professionista e/o dell’équipe b) Ricovero ordinario, o di day hospital, o di day surgery, in spazi definiti all'interno della UO o in struttura attrezzata, scelta del professionista e/o dell’équipe e scelta del comfort alberghiero 9. Tali posti‐letto, riservati all’esercizio della libera professione intramuraria e per l’istituzione delle camere a pagamento, concorrono ai fini dello standard dei posti‐letto per mille abitanti, di ciascuna U.O. interessata (Art. 2, comma 5, Legge n°549 del 28/12/95). 10. Il numero di posti‐letto utilizzabili per ciascuna U.O. è indicato nella relativa autorizzazione rilasciata, di volta in volta, dal Direttore Generale. 11. Fanno comunque parte di tale tipologia tutte le ulteriori prestazioni professionali mediche effettuate durante il ricovero o per il ricovero da altri Sanitari, anche dei Servizi, quali Anestesia, Anatomia patologica, Radiologia, Cardiologia, Laboratori e/o Centri trasfusionali, ecc., purché siano sempre correlate al ricovero stesso. 12. Limitatamente alle sole prestazioni di Laboratorio concorrono a queste prestazioni di supporto od integrative anche Chimici e Biologi. 28 13. Le prestazioni in favore dei pazienti ricoverati in regime ALPI, che di norma vengono effettuate nel corso del normale orario di servizio, comportano la prestazione di un tempo aggiuntivo effettivo, da espletare in relazione e compatibilmente con i piani di lavoro prefissati per l’équipe interessata o per il singolo operatore, secondo il presente regolamento 14. Il ricovero in libera professione va considerato a tutti gli effetti quale prestazione del SSN, anche ai fini della compensazione tra aziende sanitarie della stessa regione o tra regioni diverse, secondo le corrispondenti tariffe del DRG (art. 3, comma 6, L. 724/94) 15. Il dirigente operante in regime libero‐professionale e prescelto dal paziente, essendo Medico di fiducia, assume il ruolo di capo équipe ed ha diritto di scegliere i componenti che formeranno l’équipe stessa, proponendola all’approvazione del paziente e informandone il Medico responsabile della UO ove il paziente stesso sarà ricoverato. Egli è responsabile di tutti i compiti inerenti il ricovero, ivi compresi la compilazione della cartella clinica, della SDO e di ogni certificazione relativa al ricovero. 16. La partecipazione all’équipe è consentita nell’ambito della disciplina di titolarità. 17. Possono partecipare alla formazione dell’équipe tutti i Dirigenti dipendenti dell’Azienda. 18. Il Medico di fiducia assume la responsabilità degli atti medici che effettua nella fase precedente il ricovero, durante il ricovero e nella eventuale fase di follow‐up. 19. Nell'ALPI non rientra il servizio di guardia medica divisionale o interdivisionale ospedaliera continuativa durante la degenza, che pertanto è fornito gratuitamente dall’Azienda. 20. Altrettanto è fornita l'assistenza infermieristica ed ausiliaria. ART. 28 Tariffario 1. Il Nomenclatore Tariffario per le prestazioni in costanza di ricovero viene deliberato dal Direttore Generale in contraddittorio con i Dirigenti interessati relativamente alle prestazioni autorizzate nel rispetto di quanto previsto dal presente regolamento. 2. Le tariffe devono essere remunerative di tutti i costi sostenuti dall’Azienda e devono, pertanto, evidenziare: Compenso del professionista prescelto 29 Compenso dell’équipe, ove partecipante Compenso del personale sanitario di supporto, ove partecipante Compenso per eventuali prestazioni erogate da altri Dirigenti (Equipe di Diagnostica di Laboratorio, Radiologia ecc.) secondo una percentuale appositamente concordata Fondo di Perequazione dei Dirigenti Sanitari Fondo comune comparto ove partecipante Quota per l’amministrazione per i costi generali + il 30% del DRG Secondo il seguente schema: una quota giornaliera fissa, qualora l’utente scelga di usufruire del trattamento diversificato di tipo alberghiero; una tariffa omnicomprensiva composta dalla somma delle seguenti voci: a) del compenso spettante a titolo di onorario per l’opera professionale prestata dal Medico o dal Chirurgo ( o da altri professionisti) prescelto dallo stesso paziente alle cui cure esclusive egli ha voluto affidarsi; qualora l’attività sia svolta in equipe, tale onorario viene ripartito tra i componenti con modalità indicate dall’equipe stessa; di tutti i costi sostenuti dall’Amministrazione per l’effettuazione delle prestazioni aggiuntive rispetto ai livelli essenziali di assistenza relativi al D.R.G. trattato. b) di una quota pari al 30% della sola tariffa prevista per la prestazione istituzionale, restando a carico della Regione Campania la rimanente quota del 70% della tariffa stessa relativa al D.R.G. trattato, ai sensi della DGR n.1541 /2001 e della circolare 1266 del 4..2.02 della Regione Campania Area Generale di Coordinamento c) delle quote incentivanti a favore del personale sanitario di supporto non dirigente che partecipa in orario di lavoro non ordinario alle prestazioni libero professionali; d) delle quote incentivanti a favore del personale del comparto che collabora in orario ordinario all’attuazione dell’A.L.P.I.; e) di una quota, da determinare in sede di contrattazione integrativa, quale specifico fondo aziendale perequativo (accantonato comunque in generale, nella misura non inferiore al 5%, al netto delle quote a favore dell’Azienda, della massa di tutti i proventi dell’attività libero‐professionale) da destinare alla dirigenza medica sanitaria (da individuarsi in sede di contrattazione 30 integrativa e fatto salvo quelli già individuate ope legis) che abbiano una limitata possibilità di esercizio della libera professione intramuraria. 3. A tal fine è predisposta una tabella (Allegato N. 1) che riporta lo schema precedente e che viene utilizzata onde stabilire l’esatta incidenza delle varie voci nell’ambito della tariffa stessa. 4. Le quote relative al Fondo di Perequazione dei Dirigenti Sanitari, al Fondo Comune comparto e al Fondo Amministrazione vengono determinate con valore fissi come da tabella di ripartizione allegata. 5. Su tale base, l’Utenza è tenuta al pagamento dell’intera quota. 6. La ripartizione dei proventi avviene sulla base delle quote prestabilite nella scheda di ripartizione compilata secondo le istruzioni del presente articolo. Art.29 Servizi Alberghieri 1. La Retta giornaliera standard è pari a € 120 + IVA al 22% e prevede, oltre ai servizi ospedalieri di base: disponibilità di letto o poltrona da riposo aggiunti per accompagnatore, vitto per l'eventuale accompagnatore. 2. Le quote derivanti dalla retta giornaliera non sono soggette a ripartizione, restando di esclusiva competenza dell'Amministrazione. Art. 30 Organizzazione 1. L'Utenza accede alla Unità Operativa scelta per il ricovero previa prenotazione effettuata su apposita lista. 2. Nella prenotazione dovrà essere esplicitamente indicata: l'accettazione del Regolamento, delle Tariffe praticate con le distinti voci di composizione delle stesse, del costo globale previsto, il nominativo del Dirigente Sanitario prescelto ovvero la Unità Operativa scelta quale pagante in proprio. 3. In questa stessa occasione l'Utente sottoscrive per accettazione il modello di preventivo spese relativo alla prestazione programmata e versa un importo pari al 10% dell’intero ammontare, ivi compresi gli oneri per servizi alberghieri ove richiesti, a titolo di ACCONTO/DEPOSITO CAUZIONALE. 31 4. Detto importo di «acconto/deposito cauzionale» verrà trattenuto dall'Amministrazione in caso di rinuncia dell'Utente intervenuta oltre i 60 giorni successivi alla data della prima prenotazione. 5. Il giorno fissato per il ricovero, l'Utente provvederà a versare la restante somma (90%) presso il Tesoriere. 6. Nei casi di ricovero ordinario, la data della dimissione predisposta dal Dirigente Sanitario prescelto deve essere comunicata all’ UOSD ALPI nella giornata immediatamente precedente, allo scopo di: a) consentire l'esatta contabilizzazione delle giornate di degenza, nonché degli ulteriori costi sostenuti; b) aggiornare la disponibilità di posti‐letto in libera attività. 7. In ogni caso di dimissioni volontarie contro il parere dei Sanitari prescelti, l'Amministrazione tratterrà comunque l'intera somma già introitata. 32 DISPOSIZIONI FINALI ART 31 RIDUZIONE DELLE LISTE D’ATTESA L’amministrazione trimestralmente monitora la domanda di prestazioni e le liste d’attesa ed in relazione alle esigenze ed al fine di fornire prestazione sempre più tempestive, in accordo con le direzioni sanitarie di distretto, di P.O. e di dipartimento, valuta e dispone motivatamente nell’ordine: a) una diversa articolazione dell’orario di lavoro; b) un diverso e più ottimale utilizzo delle apparecchiature e strumentazioni affidate; c) l’acquisizione di prestazioni aggiuntive dei dirigenti. Nell’interesse del cittadino, al fine di ridurre le liste e i tempi d’attesa l’amministrazione può, pertanto, stipulare accordi con i professionisti affinché gli stessi possano concorrere a soddisfare la domanda di prestazioni. Si impegna, altresì, ad allineare progressivamente i tempi di attesa delle prestazioni rese in ambito istituzionale ai tempi medi di quelle rese in attività libero professionale, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi in ambito istituzionale. ART 32 CONTROLLO DI GESTIONE ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE Al fine di garantire un costante controllo della quantità e qualità dei servizi erogati in regime di attività libero professionale, oltre che per adeguare in modo costante la programmazione delle prestazioni rese saranno rilevati dalla UU.OO. che erogano le prestazioni i dati relativi: a) alle liste d’attesa; b) ai volumi di attività riguardanti i singoli dirigenti interessati; c) alla tipologia delle prestazioni; da inviare al Collegio di Direzione. ART 33 CALENDARI ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE I calendari autorizzati per l’esercizio di attività libero professionale devono essere rispettati e le assenze dei sanitari e/o delle équipe devono essere tempestivamente comunicate all’utenza. 33 ART 34 – NORME TRANSITORIE E DI SALVAGUARDIA Il presente regolamento è adottato in coerenza con le norme di cui alla Legge 3 agosto 2007 n.120 e s.m.i. L’Azienda Sanitaria Napoli 3 SUD provvederà ad aggiornare i contenuti del presente Regolamento qualora la Regione Campania emanasse nuove “linee guida” ai sensi dell’art. 2 del D.L. 13 settembre 2012 n.158 convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012 n.189. Per quanto non previsto nel presente regolamento si applicano le disposizioni della normativa vigente e dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro Il Direttore Generale, su proposta dell’UOSD ALPI e/o delle UU.OO. interessate, con il parere del Collegio di Direzione, impartirà ogni ulteriore necessaria ed opportuna disposizione o direttiva di attuazione e/o interpretativa del presente Regolamento. Sono revocate tutte le precedenti disposizioni in contrasto con la presente regolamentazione 34 U.O.S. Dipartimentale ALPI Tel 081 8729079 – [email protected] ALL. N. 1 Tabella di ripartizione dei Fondi ALPI Costi aziendali Tipologia di attività FONDO Amministrazione AMM FONDO Comune Dirigenti Sanitari (Perequazione) FPDS FONDO Comune Comparto FCC QUOTA che va attribuita al FONDO Personale Sanitario di supporto (*) FPSS Quota Radiologia Quota Laboratorio Analisi Dirigente Sanitario Titolare della prestazione/Equipe DSTP/E ALPI Studi Privati 16% 5% 0 0 0 0 Visita Specialistica Ambulatoriale 22% 5% 5% 5% 0 0 Attività Specialistica Ambul. Strument. (Gastroscopia ecc.) 27% 5% 5% 5% 0 0 Tariffa al netto dei Fondi Radiologia - Lab. Analisi 50% 5% 5% 10% 0 0 Tariffa al netto dei Fondi Ricoveri Medici 27% 5% 5% 10% 2,5% 2,5% Tariffa al netto dei Fondi Ricoveri Chirurgici 32% 5% 5% 10% 2.5% 2.5% Tariffa al netto dei Fondi Consulenze CTU/CTP 16% 5% 0 0 0 0 Tariffa al netto dei Fondi S.I.T 49% 5% 1% 20% 0 4% Tariffa al netto dei Fondi Anatomia Patologica 37% 5% 5% 10% 0 0 Tariffa al netto dei Fondi Tariffa prestazione al netto dei Fondi Tariffa al netto dei Fondi Fondo “AMM” rappresenta la quota trattenuta dall’azienda a fronte dei costi di gestione e comprende gli oneri fiscali (IRAP) + 5% per riduzione liste di attesa Fondo “FPDS” rappresenta la quota della tariffa destinata al fondo di perequazione della Dirigenza (CCNL art. 57 comma 2 lettera i). Si calcola dalle tariffe al netto della quota Amministrazione; Fondo “FCC” rappresenta la quota della tariffa destinata al personale di comparto (OTA, OSA, OSS, ASS, Autisti ecc.), che svolge attività generiche di supporto indiretto, senza debito orario; Fondo “FPSS” rappresenta la quota della tariffa destinata al personale di supporto sanitario del comparto (Tecnici di Laboratorio, Tecnici di Radiologia, Infermieri, Ferristi ecc.) che partecipa direttamente all’attività, svolgendo la stessa fuori del normale orario di servizio, con orario aggiuntivo a quello istituzionale e rilevazione elettronica tramite modulo dedicato; Quota “Radiologia” rappresenta la quota della tariffa che, in caso di ricovero con prestazioni di Radiologia, va al personale Dirigente della Radiologia con rilevazione elettronica delle ore rese; Quota “Lab. Analisi” rappresenta la quota della tariffa che, in caso di ricovero con prestazioni di laboratorio, va al personale Dirigente del Laboratorio di Analisi con rilevazione elettronica delle ore rese; Quota “DSTP/E” rappresenta la quota spettante al Dirigente o all’Equipe/Dirigenti che ha/hanno effettuato la prestazione; (*) In mancanza di personale sanitario di supporto la percentuale del Fondo Personale Sanitario di supporto (FPSS) viene attribuita al Dirigente Titolare di prestazione o all’Equipe/Dirigenti U.O.S. Dipartimentale ALPI Tel 081 8729079 – [email protected] ALL. N. 2 Tabella ripartizione Fondo Amministrazione (*) (*) Il Fondo AMM comprende gli oneri fiscali a carico della Azienda e le spese per le strutture logistiche e attrezzature. Una parte del Fondo viene destinato al personale amministrativo centrale (GEF e GRU) e al personale della struttura centrale intramoenia (UOSD ALPI). Un 5% viene trattenuto dall’Azienda per la riduzione delle Liste di attesa di cui un 2% destinato al personale amm.vo periferico (CUP). Il personale di comparto va impiegato con la massima rotazione possibile. Qualora il personale amm.vo periferico non partecipi alla gestione di supporto all’attività sanitaria (es. CTU/CTP e SIT), la stessa quota va attribuita al personale centrale che di fatto effettua le procedure amm.vo-contabili. Tipologia di attività Spese logistiche Oneri Riduzione e Fiscali liste di attrezzatu attesa re ALPI allargata Visita Special. Ambulatoriale Attività Spec. Ambulatoriale Strumentale (Gastroscopia ecc.) Radiologia Laboratori Analisi Ricoveri Medici Ricoveri Chirurgici Consulenze CTU/CTP S.I.T Anatomia Patologica 0 6.5% 11.5% 34.5% 11.5% 16.5% 0 33% 21.5% 8.5% 5% Personale periferico Dirigente/Comparto Amm.vi + CUP 1,25% + 2% Liste di attesa (5%) 1% + 2% Liste di attesa (5%) Personale C.le GEF e GRU / UOSD ALPI TOTALE FONDO AMM 1,25% 16% 1% 22% 8.5% 5% 8.5% 5% 1% + 2% Liste di attesa (5%) 1% 27% 8.5% 5% 1% + 2% Liste di attesa (5%) 1% 50% 8.5% 5% 1% + 2% Liste di attesa (5%) 1% 27% 8.5% 5% 1% + 2% Liste di attesa (5%) 1% 32% 8.5% 5% 1,25% + 2% Liste di attesa (5%) 1,25% 16% 8.5% 5% 1,25% + 2% Liste di attesa (5%) 1,25% 49% 8.5% 5% 1% + 2% Liste di attesa (5%) 1% 37% Sede legale Torre del Greco U.O.S.D. ALPI Via Alcide De Gasperi 167, Castellammare di Stabia Tel 081/8729079 PEC [email protected] www.aslnapoli3sud.it MOD. 001 (Da inoltrare tramite protocollo generale) Al Direttore Generale Azienda Sanitaria Napoli 3 Sud Al Responsabile UOSD ALPI Oggetto: Richiesta di esercizio di Attività Libero Professionale Intramoenia Il/la sottoscritto/a dott./dott.ssa ……………………………………………………………………….. In servizio c/o (struttura/UOC)……………………………………………………………………… Qualifica ……………………………………………………………………………………………… Disciplina di appartenenza……………………………………………………………………………. In possesso della specializzazione in…………………………………………………………………. CHIEDE Di poter espletare attività libero professionale nella disciplina ……………………………………... in regime: ( ) ambulatoriale ( ) in regime di ricovero ordinario ( ) day hospital. A tal fine dichiara: - Di voler erogare le seguenti prestazioni: ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… - Di svolgere tale attività al di fuori dell’orario di servizio; - Di aver concordato con il Responsabile di ( ) UOC…………………………………………………, l’utilizzo delle seguenti attrezzature e/o materiale di consumo: ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………… - Di aver concordato con il Responsabile di ( ) UOC………………………….( ) Direzione sanitaria di P.O. o ( ) di Distretto o ( ) di Dipartimento l’utilizzo dei locali situati presso: ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… - Di avvalersi del seguente personale non medico di supporto ( ) in orario di servizio ( ) fuori dell’orario di servizio: ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… - Di avvalersi della seguente equipe medica: 1 Sede legale Torre del Greco U.O.S.D. ALPI Via Alcide De Gasperi 167, Castellammare di Stabia Tel 081/8729079 PEC [email protected] www.aslnapoli3sud.it ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… - Di aver concordato con il Responsabile di ( ) UOC……………………………… di ( )Direzione Sanitaria di ( ) P.O. di ( ) Distretto di ( ) Dipartimento, di svolgere l’attività libero professionale nei seguenti giorni e con le seguenti fasce orarie: ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… - Di proporre le seguenti tariffe remunerative di tutti i costi diretti ed indiretti sostenuti dalla ASL NA 3 SUD e di accettare i criteri di riparto delle tariffe come previste nel regolamento aziendale: Prestazione Tariffa Prestazione Tariffa - Di impegnarsi ad utilizzare esclusivamente gli stampati aziendali specifici per la libera professione che l’azienda mette a disposizione; - Di non superare il volume delle attività istituzionali; - Di conoscere ed accettare le procedure di accesso e di riscossione proventi in uso presso l’ASL NA 3 SUD; - Di allegare il modello attivazione agenda CUP (MOD. 002) - Il sottoscritto consapevole di quanto previsto dall’art. 76 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, della responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci, falsità negli atti ed uso degli atti falsi, dichiara sotto la propria responsabilità che quanto asserito nella presente domanda corrisponde al vero. lì………………………………. In fede ____________________ NULLA OSTA ( ) Responsabile UOC ( ) Direttore Sanitario PO/Distretto/Dipartimento 2 Sede legale Torre del Greco U.O.S.D. ALPI Via Alcide De Gasperi 167, Castellammare di Stabia Tel 081/8729079 PEC [email protected] www.aslnapoli3sud.it MOD. 002 (Da allegare al MOD.001) ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE (ALPI) SCHEDA ATTIVAZIONE AGENDA Il dirigente_________________________________ comunica che svolgerà l’attività libero professionale presso la struttura _______________________________________________ Comune di _______________________Via______________________________________ col seguente calendario: Giorni Orario Disponibilità (n. utenti/ora) Prestazioni erogate: codice tariffario descrizione tariffa Note (indicazioni prescrittive) ( ) Nulla Osta del Dirigente Responsabile UOC__________________________________________________________ ( ) Nulla Osta del Direttore Sanitario P.O./Distretto/Dipartimento ___________________________________________ Sede legale Torre del Greco U.O.S.D. ALPI Via Alcide De Gasperi 167, Castellammare di Stabia Tel 081/8729079 PEC [email protected] www.aslnapoli3sud.it MOD. 003 MODELLO DI RICHIESTA AUTORIZZAZIONE ATTIVITA' LIBERO PROFESSIONALE INTRAMURARIA PRESTAZIONI IN COSTANZA DI RICOVERO Al Direttore Generale Azienda Sanitaria Napoli 3 Sud Al Responsabile UOSD ALPI Oggetto: Richiesta autorizzazione attività libero professionale intramuraria per l'effettuazione di prestazioni in costanza di ricovero. Il sottoscritto dott. _____________________________ , tel./cell. ___________________________ e-mail ______________________disciplina ________ ___________________________________ In servizio presso l'unità operativa ____________________________________________________ con la posizione funzionale di dirigente_________________________________________ titolare di incarico_________________________________________________________ Chiede Di essere autorizzato a svolgere attività libero professionale medica e/o chirurgica in costanza di ricovero, individualmente/ in equipe con il seguente personale: Nominativo Qualifica 1 Sede legale Torre del Greco U.O.S.D. ALPI Via Alcide De Gasperi 167, Castellammare di Stabia Tel 081/8729079 PEC [email protected] www.aslnapoli3sud.it compatibilmente con le attività istituzionali dell'U.O. di appartenenza ed al di fuori del normale orario di lavoro negli spazi a tal fine individuati da codesta Amministrazione presso la propria unità operativa: nei giorni e negli orari di seguito indicati: giorno della settimana ____________ , dalle ore ________ alle ore _____________ giorno della settimana ____________ , dalle ore ________ alle ore _____________ con l'utilizzo della strumentazione di proprietà di codesta Amministrazione e con l'utilizzo (per l'attività chirurgica) della sala operatoria e relativa équipe. Il sottoscritto/l'équipe intende svolgere attività libero professionale per le seguenti prestazioni, con il compenso professionale accanto a ciascuna proposto: prestazione_______________________________ drg ____ , compenso € ________________ prestazione_______________________________ drg ____ , compenso € ________________ prestazione_______________________________ drg ____ , compenso € ________________ prestazione_______________________________ drg ____ , compenso € ________________ Il sottoscritto dichiara la piena ed integrale accettazione di tutte le prescrizioni contenute nel regolamento (e relativi allegati), che disciplina l'esercizio della libera professione intramuraria e le incompatibilità, approvato dal Direttore Generale con atto n. ___del __________. Con osservanza Data _______________________ Firma __________________ Nulla osta ( ) Responsabile UOC ( ) Direttore Sanitario P.O./Distretto/Dipartimento _____________________ __________________________________________ 2 Letto, confermato e sottoscritto. IL SEGRETARIO VERBALIZZANTE F.to Dott. Marco Tullo _______________________ TRASMISSIONE AL COLLEGIO SINDACALE La presente deliberazione è stata trasmessa al Collegio Sindacale della A.S.L. ai sensi dell’art. 35 comma 3 della L. R. 03.11.94 n. 32 con nota n. _________ in data _______________ TRASMISSIONE AL COMITATO DI RAPPRESENTANZA DELLA CONFERENZA DEI SINDACI La presente deliberazione è stata trasmessa al Comitato di Rappresentanza dei Sindaci ai sensi dell’art. 35 della L.R. 03.11.94 n. 32 con nota n. _________ in data _______________ TRASMISSIONE ALLA GIUNTA REGIONALE La presente deliberazione è stata trasmessa alla Struttura Regionale di Controllo della G.R.C. ai sensi dell’art.35 della L.R.03.11.94 n. 32 con nota n. ________ in data _______________ PROVVEDIMENTO DELLA GIUNTA REGIONALE Deliberazione della G.R. n. ________________ del ______________ Decisione: ______________________________________________________________ _______________________________________________________________________ _______________________________________________________________________ IL FUNZIONARIO ______________ INVIATA PER L’ESECUZIONE IN DATA x 14 Luglio 2015 __ DIRETTORE SANITARIO D’AZIENDA DIRETTORE AMMINISTRATIVO D’AZIEN COLLEGIO SINDACALE U.O.C. MATERNO INFANT. DISTRET. U.O.C. MEDICINA LEGALE PUBBL.VAL. U.O.C. PATOLOGIA CLINICA U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. U.O.C. PREVENZIONE E PROTEZIONE U.O.C. PROGR. PIAN. VAL. ATTIV. SAN U.O.C. PSICOL.INTEG.DONNA E BAMB. U.O.C. RELAZIONE CON IL PUBBLICO U.O.C. RISK MANAGEMENT U.O.S. ISPETTIVA AMM.VA U.O.S. ISPETTIVA SANITARIA SERV. COORD.TO COMIT.ETICO CAMP. SUD COORD.TO GESTIONE LIQUIDATORIA COORD. TO PROGETTI FONDI COORD.TO SOCIO SANITARIO AZIEND DIPARTIMENTO FARMACEUTICO DIPARTIMENTO PREVENZIONE DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE DISTRETTO N. 34 DISTRETTO N. 48 GABINETTO CONTROLLO DI GESTIONE AFFARI GENERALI AFFARI LEGALI ACQUISIZIONE BENI E SERV. ASSISTENZA DISTRETTUALE ASSISTENZA OSPEDALIERA ASS.ZA RIABILITATIVA AREA A ASS.ZA RIABILITATIVA AREA B ASSISTENZA SANITARIA EPIDEMIOLOGIA VALUTATIVA FASCE DEBOLI FORMAZ. E AGGIORN. PROF. GESTIONE ECONOMICO FINAN GESTIONE RISORSE UMANE GEST.TECN.PATR.IMMOB.OSP. U.O.C. GEST.TECN.PATR.IMMOB.TER. U.O.C. GEST.TECN.SISTEMI INFORM. U.O.C. MATERNO INFANT. OSPEDAL. DISTRETTO N. 49 DISTRETTO N. 50 DISTRETTO N. 51 / DISTRETTO N. 52 DISTRETTO N. 53 DISTRETTO N. 54 DISTRETTO N. 55 DISTRETTO N. 56 DISTRETTO N. 57 DISTRETTO N. 58 DISTRETTO N. 59 OO.RR. AREA NOLANA OO.RR. AREA STABIESE OO.RR. GOLFO VESUVIANO OO.RR. PENISOLA SORRENTINA x U.O.S.D. A.L.P.I.