R2.M
G.A.L.
TERRE DI MURGIA
S.C.a.R.L.
RELAZIONE IMPIANTI
MECCANICO
IDRICO
GAS
ELETTRICO
REGIONE PUGLIA
COMUNE DI ALTAMURA
Progetto architettonico e
degli allestimenti
ALLEGATI
Definitivo
PROGETTISTI
phD. Rosa Giacomobello (capogruppo)
arch. Pasquale Tufariello
ing. Antonio Vincenzo Di Giulio
ing. Rosanna Pitrelli
CONSULENTI LIGHTING E EXHIBIT
Savetheclock design studio
designer Claudia Giacomobello
designer Giovanni Liotta
archivio 0214
luglio 2014
PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE ESISTENTI AI FINI DELLA CREAZIONE DI CENTRI DI INFORMAZIONE E DI ACCOGLIENZA
TURISTICA DEL MONASTERO DEL SOCCORSO | G.A.L. TERRE DI MURGIA S.C.a.R.L. - COMUNE DI ALTAMURA
R2M RELAZIONE IMPIANTI
MECCANICO
IDRICO
GAS
ELETTRICO
RACCOLTA ACQUE METEORICHE
PROGETTO DEGLI IMPIANTI
DEFINITIVO
PROGETTO:
phD. Rosa Giacomobello (capogruppo)
arch. Pasquale Tufariello
ing. Antonio Vincenzo Di Giulio
ing. Rosanna Pitrelli
CONSULENTI LIGHTING E EXHIBIT:
SAVETHECLOCK DESIGN STUDIO
designer Claudia Giacomobello
designer Giovanni Liotta
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TURISTICA DEL MONASTERO DEL SOCCORSO | G.A.L. TERRE DI MURGIA S.C.a.R.L. - COMUNE DI ALTAMURA
INDICE
00
PREMESSA
1
OGGETTO DEL PROGETTO
pag. 3
2
PRESCRIZIONI DI LEGGE E NORMATIVE
pag. 4
3
DATI TECNICI DI PROGETTO
pag. 6
3.1
3.2
3.3
Impianti di climatizzazione
Impianti idrosanitari
Impianti antincendio
4
DESCRIZIONE TECNICA DEGLI IMPIANTI
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
Impianti di climatizzazione
Impianto di estrazione dell’aria
Prestazioni acustiche degli impianti
Sistema di regolazione
Impianti idrici, fognari, gas e fontana
Impianti elettrici
pag. 9
2
PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE ESISTENTI AI FINI DELLA CREAZIONE DI CENTRI DI INFORMAZIONE E DI ACCOGLIENZA
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00 PREMESSA
Nel presente documento si fornisce una descrizione della dotazione impiantistica (impianti meccanici ed
elettrici) a servizio della struttura.
Il progetto del sistema edificio-impianti si pone l’obiettivo di garantire le massime condizioni di benessere e di
sicurezza riducendo al minimo i consumi energetici. Esso segue quindi i principi della sostenibilità
ambientale in termini di elevata efficienza energetica e di massimo utilizzo di fonti rinnovabili allo scopo di
ridurre l’impatto su base locale e globale per quanto riguarda sia le emissioni inquinanti sia il consumo delle
risorse energetiche e naturali.
La natura dell’intervento circoscritta ad alcune zone interne e aree esterne, non può che essere
rappresentativo di un metodo replicabile in futuri interventi di recupero dell’intero Monastero. In merito si
evidenzia che l’intero compendio immobiliare è sottoposto a tutela in quanto bene immobile di notevole
interesse pubblico e pertanto a menzione dell’art 3 – comma 3 del D.Lgs. n° 192/2005 e dell’art. 11 - comma
2 del D.lgs. n° 28/2011 non si applicano gli obblighi in materia di risparmio energetico previsti dagli stessi
decreti legislativi e ss.mm.ii..
Ciò nonostante, l’efficienza energetica, viene perseguita nel progetto attraverso un approccio integrato che
agisce secondo tre direttive principali:
 la chiusura del portico ha posto l’attenzione sul contenimento delle dispersioni termiche invernali
e delle rientrate estive nell’ambiente. A tale scopo si prevedono componenti finestrati ad elevato
isolamento termico, nonché vetri selettivi. La posizione rientrata dell’infisso rispetto al paramento
esterno, consente di minimizzare le rientrate di calore estivo ( sole prossimo allo zenit ) e
favorire nella stagione invernale apporti di irraggiamento ( sole prossimo al valore di latitudine ).
 in generale utilizzo di sistemi e componenti impiantistici ad elevate prestazioni in grado di
garantire bassi consumi energetici;
 massimo utilizzo di fonti rinnovabili come la pompa di calore per il nuovo ambiente del portico
chiuso e l’ingresso.
1
OGGETTO DEL PROGETTO
Oggetto del presente progetto sono gli impianti meccanici (categorie IA.01 e IA.02 ex IIIa e IIIb) e gli impianti
elettrici (categoria IA.04 ex IIIc).
Gli impianti meccanici di categoria IA.01 riguardano essenzialmente:
- Impianto idrico per lavaggi aree esterne e irrigazione delle aree verdi e a coltivo.
Gli impianti meccanici di categoria IA.02 riguardano essenzialmente:
- impianti di climatizzazione e ventilazione per l’ambiente portico (chiuso) e l’ingresso Info-point.
Gli impianti elettrici di categoria IA.04 riguardano essenzialmente:
- impianti elettrici di alimentazione nuovo assetto illuminotecnico di forza motrice;
- impianti elettrici predisposti per l’utilizzo degli spazi esterni espositivi.
3
PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE ESISTENTI AI FINI DELLA CREAZIONE DI CENTRI DI INFORMAZIONE E DI ACCOGLIENZA
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2
PRESCRIZIONI DI LEGGE E NORMATIVE
Il progetto degli impianti si basa sull’esatta e stretta osservanza di tutte le condizioni contenute nella
legislazione e nella normativa vigente, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e il risparmio
energetico.
In particolare, ma non in senso limitativo, il progetto si attiene ai seguenti riferimenti di legge:
IMPIANTI MECCANICI
- legge 9.1.1991 n.9 e 10
- DPR 26.8.1993 n.412 (Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la
manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione
dell'art.4, comma 4, della legge n. 10 del 9.1.1991)
- DLgs 19.8.2005 n.192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia)
- DLgs 29.12.2006 n.311 (Disposizioni correttive e integrative al DLgs n.192)
- DLgs n.115/2008
- DPR 2.4.2009 n.59 (Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b) del DLgs n. 192/05)
- DM 26.6.2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica)
- DLgs 3.3.2011 n. 28
- Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19.5.2010 sulla prestazione energetica
nell’edilizia
- legge 5.3.1990 n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti e relativo regolamento di applicazione)
- DPR 447 del 6.12.1991 (Regolamento di attuazione della legge n. 46)
- regolamenti locali per il servizio acqua potabile
- legge 5.1.1994 n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche)
- legge 8.8.1985 n. 407 (Conversione in legge e modificazioni del D.L. 21.6.1985 n. 288)
- DPR 8.6.1982 n. 524 (Normativa CEE - Segnaletica di sicurezza)
- D.M. 20.12.1982 (Estintori)
- D.M. 16.11.1983 (Elenco attività soggette a ispezioni VV.F.)
- D.M. 30.11.1983 (Prevenzione incendi)
- D.M. 26.6.1984 (Classificazione di reazione al fuoco dei materiali)
- D.M. 2.8.1984 (Prevenzione incendi)
- D.M. 8.3.1985 (Prevenzione incendi)
- D.M. 4.2.1986 (Reazione al fuoco dei materiali) e successive integrazioni
- D.P.C.M. del 1.3.1991 (Limiti massimi di esposizione ai rumori negli ambienti e nell'ambito esterno)
- CPR 305/2011- REGOLAMENTO (UE) N. 305/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e
che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio
IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
- DM n.37 del 22.1.2008 - Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13,
lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione
degli impianti all'interno degli edifici
- CPR 305/2011- REGOLAMENTO (UE) N. 305/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e
che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio
- Norme EN 54 per tutte le subparti relative alla normativa antincendio
IMPIANTI DI FOGNATURE
• Circolare Ministero LL.PP. n° 11633 del 07/01/1974
“Istruzioni per la progettazione delle fognature e degli impianti di
trattamento delle acque di rifiuto”
• Delibera Ministero LL.PP. del 04/02/1977 – Allegato 4 (G.U.
21/02/1977 n° 48 suppl.)
“Norme tecniche generali per la regolamentazione dell’installazione e
dell’esercizio degli impianti di fognatura e depurazione”
4
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• Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 04/03/1996 (G.U.
14/03/1996 n° 62)
“Disposizioni in materia di risorse idriche”
Capitolo 8: “Livelli minimi dei servizi che devono essere garantiti in
ciascun ambito territoriale ottimale”
Paragrafo 8.3: “Smaltimento”
• Decreto Ministero LL.PP. del 08/01/1997 n° 99 (G.U. 18/04/1997 n°
90)
“Regolamento per la definizione dei criteri e del metodo in base ai quali
valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature”
• Decreto Legislativo 03/04/2006 n° 152 (G.U. 14/04/2006 n° 88 suppl.)
“Norme in materia di difesa ambientale – Parte Terza: norme in
materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle
acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche”
• Decreto Ministero LL.PP. del 12/12/1985 (G.U. 14/03/1986 n° 61)
“Norme tecniche relative alle tubazioni”
• Circolare Ministero LL.PP. n° 27291 del 20/02/1986
“Istruzioni relative alla normativa per le tubazioni”
• Circolare Ministero LL.PP. n° 11633 del 07/01/1974
“Istruzioni per la progettazione delle fognature e degli impianti di trattamento delle acque di
rifiuto”
 CPR 305/2011- REGOLAMENTO (UE) N. 305/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione
e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio
IMPIANTI IDRICI
 DM 37/08
 CPR 305/2011- REGOLAMENTO (UE) N. 305/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 9 marzo 2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione
e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio
 UNI 9182 “Impianti di alimentazione e distribuzione d'acqua fredda e calda – Criteri di progettazione,
collaudo e gestione”
 UNI EN 806 “Specifiche relative agli impianti all'interno di edifici per il convogliamento di acque destinate al
consumo umano”
NORMATIVE
In linea generale sono state considerate le seguenti norme:
- norme UNI (in particolare le norme UNI TS 11300 Parte prima, seconda, terza e quarta, per il calcolo del
fabbisogno di energia termica dell’edificio)
- norme UNI-CIG
- norme IIP e UNI collegate
- norme UNI-ASSISTAL
- norme ISO
- raccomandazioni ASHRAE
- norme SMACNA
- norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano)
- prescrizioni I.S.P.E.S.L e A.S.L.
- Norme del Concordato Italiano Incendi
5
PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE ESISTENTI AI FINI DELLA CREAZIONE DI CENTRI DI INFORMAZIONE E DI ACCOGLIENZA
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3
DATI TECNICI DI PROGETTO
3.1 Impianti di climatizzazione
3.1.1
Condizioni termoigrometriche esterne di riferimento
Estate
- temperatura esterna massima B.A.
- umidità relativa esterna alla temperatura massima
+ 32 °C
45% UR
Inverno
- temperatura minima esterna
- umidità relativa
- 2°C
80 % UR
Altitudine
Latitudine
Longitudine
Gradi giorno (DPR 26.8.93. n.412)
Zona climatica
467 m s.l.m.
40°49'48"72 N
16°33'16"20 E
1.858
D
3.1.2
Condizioni termoigrometriche interne
Periodo estivo
- temperatura
- umidità relativa
+26 °C (+/- 1 °C)
50% (+/- 5%)
Periodo invernale
- temperatura
- umidità relativa
+20 °C (+/- 1 °C)
45% (+/- 5%)
3.1.3
Velocità dell’aria ambiente (secondo norma UNI 10339)
Velocità aria in fase di riscaldamento
Velocità aria in fase di raffreddamento
0,15 m/s
0,20 m/s
I valori si riferiscono al volume convenzionalmente occupato così definito: porzione del locale delimitata dal
pavimento, da una superficie orizzontale posta ad un’altezza di 1,80 m al di sopra del pavimento e dalle
superfici verticali poste a distanza di 0,60 m da ciascuna delle pareti del locale o delle apparecchiature per la
climatizzazione ambientale.
3.1.4
Ricambi aria esterna (secondo norma UNI 10339)
Laboratori didattici
Uffici amministrativi
Area mostre, aula eventi
3.1.5
Estrazione aria
Servizi igienici
3.1.6
7 L/s a persona
11 L/s a persona
10 L/s a persona
12 vol/h
Carichi interni
Luci
Altri carichi (computer, ecc.)
Persone (sensibile)
Persone (latente)
15 W/m²
10 W/m²
70 W a persona
65 g/h a persona
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3.1.7
Trasmittanze medie unitarie
- trasmittanza termica strutture opache verticali e orizzontali in copertura
0,2 W/m² °C
- trasmittanza termica strutture opache orizzontali a pavimento
0,18 W/m² °C
- trasmittanza termica serramenti vetrati
< 1,7 W/m² °C
- fattore solare serramenti vetrati
0,6
- fattore solare di schermatura esterna
0,3
- trasmittanza solare serramenti vetrati
0,7
- fattore di decremento strutture opache verticali
0,15 – tempo ritardo > 12h
- fattore di decremento strutture opache orizzontali di copertura
0,13 – tempo ritardo > 13h
- fattore di decremento strutture opache orizzontali di pavimento
0,10 – tempo ritardo > 14h
3.1.8
Livelli sonori ammissibili
La rumorosità verso l’ambiente circostante dovrà rientrare nei limiti fissati dalla Legge 26.10.1995 n.447
(Legge Quadro sull’inquinamento acustico).
I valori massimi di rumorosità degli impianti dovranno essere compresi nei limiti fissati dalla norma UNI 8199.
3.2 Impianti idrosanitari
Adduzione
Portate minime unitarie degli utilizzatori idrosanitari
Acqua
fredda
0,10 L/s
0,10 L/s
 lavabi
 cassette vasi WC
Acqua
calda
0,10 L/s
-
Il calcolo del fabbisogno idrico del complesso verrà condotto conformemente alla norma UNI adottando
quindi il metodo delle unità di carico (U.C.).
Si considerano le seguenti unità di carico (U.C.) per gli apparecchi sanitari:
- lavabo
- vaso con cassetta
- combinazione (lavabo, cassetta WC)
acqua
fredda
1,5
5
5
acqua
calda
1,5
1,5
acqua
calda + fredda
2
5
5
Il dimensionamento delle tubazioni verrà eseguito assumendo le seguenti velocità massime dell'acqua:
- nei collettori
2 m/s
- nelle colonne
1,4 m/s
- nelle diramazioni
0,8 m/s
Pressione massima d'esercizio delle tubazioni e valvolame
Pressione di prova a freddo delle tubazioni
600 kPa
1000 kPa
Scarico
Diametri minimi degli scarichi degli apparecchi
- lavabi
- imbuti di raccolta degli svuotamenti delle centrali
- scarichi WC
34/40 mm
57/63 mm
101/110 mm
Per gli apparecchi sanitari verranno assunte le seguenti unità di scarico (U.S.):
- lavabo
- piletta a pavimento
- vaso con cassetta
1
1
4
7
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- combinazione di apparecchi (lavabo, vaso con cassetta)
Velocità massima dell'acqua nelle tubazioni
- reti principali
- diramazioni secondarie
7
1,5 m/s
0,5 m/s
Pressione massima di esercizio delle tubazioni e valvolame
Pressione di prova a freddo delle tubazioni
600 kPa
1000 kPa
Pendenze minime dei collettori di scarico acque nere
0,5 %
3.3 Impianti antincendio
Il numero di naspi/idranti sarà definito in base al livello di pericolosità di incendio. Il dimensionamento
dell’impianto e la relativa alimentazione saranno determinati in base al D.M. 20/12/2012 e alla Norma UNI
10779.
8
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4
DESCRIZIONE TECNICA DEGLI IMPIANTI
4.1 Impianti di climatizzazione
L’impianto per il controllo del microclima interno dei locali di nuova formazione ( ex portico e ingresso infopoint) è costituito da pompa di calore tipo “split” con chiller esterno e tre unità interne. Gli ambienti saranno
caratterizzati da elevate prestazioni, essendo in grado di garantire:
 elevate condizioni di benessere termoigrometrico;
 controllo della qualità dell’aria interna (IAQ);
 flessibilità ed affidabilità di funzionamento degli impianti;
 semplicità e bassi costi di gestione e manutenzione;
 contenimento dei consumi energetici.
A tale scopo sono state previste le seguenti soluzioni:
 pompa di calore della potenza termica resa pari a 4,5 Kw alimentata elettricamente 250V.
 unità interne del tipo a pavimento ed a soffitto “cassette”.
 sistema di regolazione locale.
4.2 Impianto di estrazione dell’aria
L’estrazione dell’aria ambiente verrà garantita da estrattori locali con gestione manuale.
4.3 Prestazioni acustiche degli impianti
Verranno curate in modo particolare le caratteristiche acustiche delle apparecchiature e degli impianti
installati. Gli elementi in campo avranno una tipologia costruttiva atta a garantire un ridotto livello di
emissioni sonore verso gli ambienti circostanti, nel rispetto delle normative vigenti. Saranno inoltre previsti
dispositivi di assorbimento o smorzamento delle vibrazioni.
4.4 Sistema di regolazione
La regolazione delle nuove apparecchiature sarà manuale con comandi in loco.
9
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4.5 Impianti idrici, fognari, gas e fontana
4.5.1
Impianto per lavaggi ed irrigazione
Il progetto prevede l’allacciamento alla rete già presente ed esistente interna di acqua potabile.
La rete si sviluppa ad anello ed impiega tubi in Polietilene PE 100 per pressioni nominali PN 10. La posa è
prevista interrata ad una profondità non inferiore a 60 cm.
L’erogazione è prevista con idrantini sottosuolo da ½”” con chiave di arresto a leva, il tutto calettato su
tubazione in acciaio zincato senza saldatura innestato sulla tubazione principale. Il vano di alloggiamento è
provvisto di chiusino in ghisa sferoidale 40 x 40 cm.
4.5.2
Impianto fognario
Il progetto prevede il riordino e l’integrazione della rete di raccolta delle acque meteoriche che insistono sulla
corte scoperta del Monastero. Allo scopo di conformare le superfici esterne secondo ampi piani inclinati, si
adottano caditoie lineari a fessura che segnano con decisione segmenti di impluvio dove intrappolare il
ruscellamento dell’acqua superficiale. La fessura a vista migliora la pedonabilità e l’estetica del luogo. Il
materiale è acciaio inox Aisi 430.
Le aree irregolari e di raccordo sono protette con singole caditoie in ghisa sferoidale. Nei pressi delle isole di
esposizione o degli idrantini sottosuolo, sono previsti pilette incassate in pozzetti provvisti di chiusino in
ghisa sferoidale. Tutti i punti di raccolta delle acque sono sifonati.
Le tubazioni sono in PVC SN 8 con attacco a bicchiere interrate ad una profondità non inferiore a 80 cm.
4.5.3
Impianto gas
Il progetto l’ampliamento della rete privata interna di distribuzione del gas. In particolare, è stato scelto di
costruire una linea direttamente attestata al misuratore di gas così da evitare ogni possibile interferenza con
le utenze esistenti durante i lavori e soprattutto nell’esercizio futuro delle nuove utenze. La tubazione è in
Polietilene PE 80 S 8 interrata ad una profondità non inferiore a 70 cm con banda non degradabile
giallo/nero stesa lungo lo sviluppo della condotta ad una profondità di 35 cm . Gli stacchi di attraversamento
delle murature sono previsti in acciaio zincato. Sia la giunzione che l’attraversamento devono essere ventilati
e sullo stacco in acciaio è prevista la valvola di intercettazione a leva. Giunto e valvola sono custoditi in
apposito vano soprassuolo aerato.
4.5.4
Fontana
La presenza di acqua come elemento di arredo e mitigazione del microclima, ha suggerito di realizzare un
percorso di acqua costituito da zanelle conformate nella parte a vista secondo una gaveta a sezione
rettangolare. Il flusso si avvia da un crogiolo di acqua posto a quota +0,75 m per arrivare ad un secondo
piccolo bacino posto a quota +0,30 m. L’acqua raggiunge anche due altri rami ciechi alla cui estremità per
sfioro, è rimanda alla camera di ricircolo e sollevamento. La visione riporta a narrare la pratica antica di
come si raccoglieva l’acqua piovana quando ne era l’unica e vera risorsa tanto nelle campagne quanto nella
città.
La presenza poi di rami ciechi dove l’acqua scompare, richiama la frequente presenza nel territorio carsico
della murgia di “inghiottitoi” spesso inesplorati e sconosciuti. Le zanelle sono in pietra di apricena costruite e
posate con incastri a “Z” opportunamente impermeabilizzate nella gaveta rettangolare e nella malta o
collante di giunto tra i diversi pezzi.
Lo sviluppo longitudinale della gaveta ha una pendenza generalmente pari a 0,5%.
10
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4.6 Impianti elettrici
I lavori prevedono i seguenti impianti elettrici:
 quadro elettrico generale e di zona;
 rete di distribuzione principale e secondaria;
 impianto di forza motrice;
 impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici;
 impianto di illuminazione ordinaria e di emergenza;
 impianto di illuminazione esterna;
 impianto di terra.
4.6.1
Architettura degli impianti elettrici
L’impianto elettrico è alimentato in Bassa Tensione da parte dell’Ente Distributore. Il misuratore è già
presente e quindi costituisce il punto di consegna del nuovo impianto che sostituisce ed in parte integra
quanto esistente.
Al quadro generale di bassa tensione saranno sottesi i quadri di piano (disposti in appositi locali) e di zona
per l’alimentazione elettrica delle varie parti dell’edificio. In particolare si prevedono due quadri di zona : uno
a servizio degli esterni ed uno a servizio della scuola di cucina, questo integrativo dell’esistente.
I quadri elettrici di piano saranno di tipo da incasso con carpenterie metalliche modulari, dotati di porte con
chiave, forma costruttiva 2b, con tenuta al corto circuito idonea alle correnti calcolate; tutti gli interruttori
differenziali saranno in classe A sensibili alle correnti continue e pulsanti.
Per la distribuzione principale orizzontale e verticale verranno utilizzati cavi LS0H tipo FG7OM1-0,6/1kV a
bassissima emissione di fumi neri e gas tossici e corrosivi a norme CEI 20-37, posati in passerelle
metalliche, mentre per la distribuzione in continuità si utilizzeranno cavi tipo FTG10-(0)M1-0,6/1kV resistenti
al fuoco a norme CEI 20-45.
In corrispondenza degli attraversamenti di pareti e solai che delimitano i comparti antincendio saranno
previste apposite barriere tagliafiamma atte a ripristinare la resistenza al fuoco della parete attraversata dagli
impianti.
4.6.2
Impianto di Illuminazione
L’impianto di illuminazione normale garantirà livelli di illuminamento conformi a quanto prescritto dalle norme
vigenti sia negli ambienti interni che negli spazi esterni.
In linea di principio sarà previsto il rispetto dei valori di illuminamento medio prescritti dalla norma UNI
EN12464-1 edizione 2013.
4.6.3
Illuminazione interna
Negli ambienti interni saranno rispettati i livelli di illuminamento medio, di riflessione, di abbagliamento, di
uniformità, di resa del colore previsti per le singole destinazioni d’uso dalla norma UNI EN12464-1 edizione
2013.
L’impianto di illuminazione normale
negli ambienti interni sarà principalmente
realizzato con
apparecchiature illuminanti da incasso o a sospensione nel caso non sia previsto il controsoffitto.
Gli apparecchi collocati nei locali adibiti a uso ufficio o a zone dove si prevede l’uso di videoterminali,
dovranno avere caratteristiche idonee all’utilizzo di apparecchiature informatiche con luminanze medie non
superiori a quelle previste dalla Norma.
In genere i comandi sono da quadro elettrico e da interruttori locali.
4.6.4
Illuminazione di emergenza e di sicurezza
L’impianto di illuminazione di sicurezza, illuminazione antipanico e segnaletica di sicurezza provvederà, in
caso di mancanza della rete di alimentazione normale a fornire alle vie di fuga ed agli spazi interni il livello di
illuminamento non inferiore ai minimi richiesti, oltre a segnalare mediante cartelli luminosi le uscite di
sicurezza ed i dispositivi antincendio.
Gli apparecchi illuminanti per la segnaletica di sicurezza saranno di tipo autonomo di emergenza con
sorgente luminosa a LED, dotati di batterie al Ni-cd autonomia 2h, con controllo dell’autonomia e
dell’efficienza della batteria e della sorgente luminosa tramite apposita centrale di controllo.
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PROGETTO DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE ESISTENTI AI FINI DELLA CREAZIONE DI CENTRI DI INFORMAZIONE E DI ACCOGLIENZA
TURISTICA DEL MONASTERO DEL SOCCORSO | G.A.L. TERRE DI MURGIA S.C.a.R.L. - COMUNE DI ALTAMURA
4.6.5
Illuminazione esterna
Si prevede un’illuminazione della corte interna scoperta con sistemi di “accento” e di “ambiente”.
L’illuminazione esterna sarà inserita automaticamente tramite interruttore crepuscolare con possibilità di
spegnimento (parziale o totale) tramite programmatore orario.
4.6.6
Impianto di forza motrice
In ciascuna area l’impianto di distribuzione FM e prese di servizio renderà disponibile l’alimentazione in
bassa tensione per il collegamento di utilizzatori elettrici di tipo non fisso. L’impianto di forza motrice per
l’alimentazione delle utenze finali avrà origine dal quadro di zona.
In generale la distribuzione avverrà mediante cavi elettrici posati a pavimento o a parete nei cavedi o nei
cavidotti predisposti.
Le isole esterne o aree di esposizione sono dotate di prese elettriche interbloccate protette.
4.6.7
Impianto di terra e protezione dalle scariche atmosferiche
L’impianto di terra è ampliato e costituito da un anello che si svilupperà lungo il perimetro della corte
scoperta dell’edificio ed è costituito da una corda di rame nudo sezione 50mm² interrato a una profondità di
circa 0,60 m con dispersori a picchetto e/o piastra ogni 20 m di sviluppo dell’anello.
All’interno dell’edificio, nel locale quadro generale bassa tensione, sarà previsto il collettore generale di terra,
costituito da una sbarra in rame collegata all’anello di terra.
Dal collettore generale si dipartiranno i montanti di terra in conduttore giallo/verde connessi ai quadri elettrici
dell’edificio.
Saranno collegati al collettore equipotenziale le armature principali, le tubazioni metalliche, le canalizzazioni
elettriche, le carpenterie metalliche.
L’impianto di terra sarà realizzato in ottemperanza alle Norme CEI 99-3, CEI 64-8 ed alla guida CEI 64-12.
L’impianto scariche atmosferiche è escluso dalla ristrutturazione e quindi non è previsto.
4.6.8
Organi per la manovra di emergenza
Al fine di poter agire sull’alimentazione elettrica per eliminare i pericoli imprevisti e per sezionare gli impianti
in caso di incendio, si prevede lo sgancio generale posizionato all’ingresso del fabbricato.
I comandi di emergenza saranno costituiti da pulsanti inseriti in centralini di colore rosso sotto vetro a
rompere muniti di martelletto frangi vetro e con luce interna di segnalazione presenza tensione e circuito
funzionante.
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