"Tranta sold" N° 3 e 4 - settembre e dicembre 2000 Le operazioni del giugno 1940 sulle Alpi Occidentali L'impiego delle truppe alpine La dichiarazione di guerra alla Francia ed alla Gran Bretagna fu annunciata direttamente dal Capo del Governo Benito Mussolini al popolo italiano con una scelta plateale e gigionesca e con un discorso ai limite di ogni retorica. Il 10 giugno 1940, alle ore 18, Mussolini si affacciò al balcone di Pa lazzo Venezia per proclamare la guerra a fianco della Germania " . . . . . . . . . Questa lotta gigantesca non è che una fase e lo sviluppo logico della nostra rivoluzione : è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra ............ Gli erano necessari - come egli stesso spiegò - qualche migliaio di morti per sedere al tavolo della pace. E con questa convinzione attaccò la Francia agonizzante. Definita dall'ambasciatore di Francia - André Franqois Poncet - una pugnalata alle spalle, il conflitto testè iniziato fu considerato, con il senno del poi, un grave errore politico. I successi che furono riportati dall'esercito tedesco sul fronte occidentale nella travolgente offensiva iniziata il 10 maggio e che culminò il 14 giugno con l'occupazione di Parigi e, nei giorni immediatamente successivi, di tutto il territorio francese dal confine svizzero all'Oceano Atlantico, ebbero un peso determinante. Inoltre i suddetti avvenimenti contribuirono ad accelerare la dramma tica decisione, anche se precedentemente Mussolini aveva manifestato, in più occasioni, l'intenzione di intervenire, anche se più tardi, nel conflitto mondiale. All'inizio della 2' guerra mondiale, era in vigore, per eventuali operazioni contro la Francia, il piano P. R. 12 che prevedeva la più stretta difensiva. Mai era stato previsto di effettuare un'offensiva contro la Francia. Era, per contro, considerata certa un'offensiva francese. Le direttive contenute nel suddetto piano non subirono modifiche durante il periodo di "non belligeranza" dal settembre 1939 al giugno 1940. Alla fine dell'agosto 1939, nell'imminenza dello scoppio del conflitto mondiale, venne attuato sulle Alpi Occidentali lo schieramento di copertura previsto dal piano. Durante l'inverno lo schieramento di copertura fu ridotto e poi nuova mente attuato alla fine di maggio 1940. le truppe alpine dislocate sulla frontiera occidentale furono numerose. Inquadrate nel Gruppo Armate Ovest (4 e l Armata), erano presenti in quasi tutti i settori del fronte. Lo schieramento delle armate italiane era esclusivamente difensivo e tale condizione venne ribadita dalle massime autorità militari fin dal 7 giugno, in cui si precisò : " .... In caso di ostilità non dovrà essere intrapresa alcuna azione oltre frontiera . .......... Avvenne così che I'11 giugno ebbe inizio la guerra contro la Francia senza alcuna ostilità. Ma presto si dovette constatare che i Francesi facevano effettivamente la guerra. Il 13 giugno una S.E.S. (Séction éclaireurs skieurs) della Scuola Alpina attaccò la 37 Cpg. del Btg. alpini Intra, ma fu respinta. Un'altra S.E.S. catturò una pattuglia sul fronte del Btg. alpini Ivrea che per ri torsione occupò qt.2929 a nord del Colle Vaudet distruggendo la postazione; respinse poi un attacco tendente a riconquistare la quota. Ancora la 133- Cpg. del Btg. alpini Duca degli Abruzzi occupò qt. 2760 a nord del Col de la Seigne, respingendo l'attacco di un'unità francese. Altri scontri si verificarono il 17 e 18 giugno. Nell'alta Val Roja, il 14 giugno una S.E.S. attaccò un reparto del Btg. alpini Ceva, ma fu respinta. Nella notte unità del medesimo effettuarono due colpi di mano, assicurandosi il possesso di Cima del Diavolo e di Mont Scandail. Il 15 giugno venne ordinato al comandante del Settore Germanasca - Pellice - Col. Emilio Faldella - di occupare di sorpresa la testata della Valle del Guil e nei giorni 16 e 17 giugno furono effettuati gli spostamenti delle unità per raggiungere le basi di partenza. Nella stessa giornata del 15 Mussolini, deluso dal rifiuto di Hitler di far partecipare truppe italiane ad operazioni tedesche contro la Francia, ordinò di attaccare il 18 giugno su tutto lo scacchiere delle Alpi. Ma poichè occorrevano almeno 25 giorni per passare dallo schieramento difensivo a quello offensivo, si venne ad un compromesso con l'ordine di preparare due operazioni offensive, dal Piccolo San Bernardo (C. d'A, alpino) e dal Colle della Maddalena (II C. d'A.), da effettuare entro il 26 giugno. Nel frattempo il 17 giugno Hitler invitò Mussolini a Monaco di Baviera per discutere l'armistizio con la Francia e le ostilità vennero sospese, compresa l'offensiva nella Valle del Guil. La sera del 19 giugno Mussolini ritornò da Monaco di Baviera contrariato per l'esito delle discussioni sull'armistizio con la Francia ed ordinò di attaccare. La sera stessa il comando della 4 Armata ordinò al Col. Faldella di effettuare la prevista azione offensiva. In esecuzione all'ordine ricevuto, nella mattinata del 20 giugno iniziò l'avanzata in territorio francese, con tempo pessimo, pioggia battente e scarsa visibilità. Il Btg. alpini Fenestrelle con 2 btr. del Cr. art. al pina Susa avanzò senza subire perdite. Il Btg. alpini Val Pellice proseguì, fatto segno a colpi di artiglieria. Il Btg. alpini Pinerolo con 2 btr. del Gr. art. alpina Vai Chisone scese nella Valle dei Guil e la 25' Cpg. che era in avanguardia fu sorpresa dal fuoco di mitragliatrici della S.E.S. del 92 B.A.F. (Bataillon alpins de forteresse); subì notevoli perdite e fu costretta ad arrestarsi al villaggio di La Montò, Nel pomeriggio dei 20 giugno, dopo un tempestoso colloquio con i Marescialli Badoglio e Graziani, Mussolini ordinò che le Armate attaccassero il 21 giugno su tutto il fronte. In una ridda di ordini e contrordini, fu infine stabilito che la 4' Armata avrebbe attaccato il 21 giugno, mentre la l' Armata ii 22 giugno. Le armate italiane si trovarono improvvisamente costrette a sferrare una offensiva che non era stata preparata, contro un'organizzazione difensiva in piena efficienza. Nella stesso giorno il Gen. Orly, comandante de L'Armée des Alpes, schierata frontalmente al Gruppo Armate Ovest, compì definitivamente una scelta strategica destinata a deludere le ricorrenti aspettative italiane di vedere le truppe francesi ritirarsi dalle Alpi per far fronte all'attacco tedesco. Questa ferma decisione, che il Gen. Orly saprà far rispettare fino al l'ultimo, eviterà qualsiasi indebolimento delle linee francesi che fronteg giavano le nostre Armate e porrà le basi della loro difesa ad oltranza che avrà termine solo con l'armistizio. Vengono ora riportate le principali operazioni sui fronte alpino oc cidentale effettuate da truppe alpine nei diversi settori del fronte. Nel settore Baltea - Orco - Sture di Lanzo, il C d'A. alpino, ebbe il compito di sboccare nella Tarantasia, lungo la direttrice Colle Picco lo San Bernardo - Bourg St. Maurice. La manovra comprendeva: - un'azione centrale, a cavallo del valico, condotta dalla Divisione alpina Taurinense, con la Divisione motorizzata Trieste in secondo schiera; - un'azione all'ala destra, sulla direttrice Colle de la Seigne - Col du Bonhomme Beaufort, affidata alla Divisione alpina Tridentina; -un'azione secondaria all'ala sinistra, dalla Valgrisanche, portata avanti dal 4' Gruppo alpini valle. Alle testate delle Sture di Lanzo e della Val d'Orco, il Raggruppamento alpini Levanna doveva svolgere azioni locali. Nella mattinata del 21 giugno, avanzò la Divisione motorizzata Trieste per forzare il passaggio lungo la rotabile, ma dovette arrestarsi per la violenta reazione. All'estrema destra della Divisione alpina Tridentina, si mossero il Reparto Arditi, il Btg. alpini Duca degli Abruzzi ed il 5 Rgt. alpini, con il Btg. Edolo in testa. Nella regione del Col de la Seigne ebbero difficoltà a proseguire, fatte segno fuoco di artiglieria. Il 4 Rgt. alpini operando a cavallo del Colle, raggiunse con il Btg. alpini Val Baltea le pendici della Pointe Beaupré, il Btg. alpini Aosta impegnò frontalmente il forte delle Traversette ed il Btg. alpini Vai d'Orco fu arrestato al. Col de Serre dal fuoco di sbarramento dell'artiglieria. Il 4' Gruppo alpini valle con il Btg. alpini Vai Cordevole in prima schiera scese dal Col du Mont preceduto dal Reparto Arditi Alpieri, arrivarono a fondo valle fatti segno a fuoco di mitragliatrici delle S.E.S. del 70- B.A.F. ed a fuoco di artiglieria. Ciò malgrado procedettero rapidamente eliminando altre sporadiche resistenze e giunsero a La Motte. Anche il 6' Rgt. alpini, con il Gr. art. alpina Vicenza, entrò in azione portandosi al Col de la Lex Blanche. Il 22 giugno le Divisioni alpine Taurinense e Tridentina proseguirono l'avanzata superando notevoli resistenze e così il giorno 23 giugno le operazioni continuarono a svilupparsi, ma con crescenti difficoltà, perchè or mai era stato preso contatto con le posizioni di resistenza francese, costellate di opere in calcestruzzo ed il maltempo imperversante impediva l'intervento efficace delle nostre artiglierie. Ii 24 giugno pervenne al C. d'A. alpino l'ordine, dal comando della 4' Armata, di imprimere la massima energia all'azione per la conquista di Bourg St. Maurice. La Divisione alpina Tridentina, malgrado l'imperversare del pessimo tempo, cercò di prendere più stretto contatto con le organizzazioni difensive che impedivano con il loro fuoco l'ulteriore avanzata. La Divisione alpina Taurinense progrediva; il Btg. alpini Val Baltea raggiunse le posizioni a nord di Léché, il Btg. alpini Val Cismon pervenne a Séez ed il Btg. alpini Aosta isolava il forte di Traversette e giungeva a Mont Valénzan. Durante la giornata pervenne alla truppe l'ordine di cessare le ostilità alle ore 1,35 del 25 giugno, a seguito dell'avvenuta firma della convenzione di armistizio italo-francese. Nel settore Moncenisio - Bardonecchia, il I C. d'A, ebbe il compito di spingersi il più possibile, con le Divisioni ftr. Cagliari (rinforzata dai Btg. alpini Susa e Vai Cenischia e da1 Dr. art. alpina Val Chisone) e Superga (rinforzata dal 3 Gruppo alpini valle e 3 btr. art. alpina), oltre il Colle del Moncenisio e la conca di Bardonecchia. Il Btg. alpini Susa ebbe il compito di muovere dal Rocciamelone e, per il ghiacciaio omonimo, scendere per la Valle Ribon e, di qui, agire a tergo delle organizzazioni difensive francesi del Colle del Moncenisio, puntando a Termignon. Dopo un'estenuante marcia nella tormenta giunse all'alba del 22 giugno a Bessan. Proseguì l'avanzata, occupando Termignon il 24 giugno e spingendosi per la Valle dei Doron, con obiettivo il Col de la Vanoise. Il Btg. alpini Val Cenischia ricevette l'ordine di avanzare con obiettivo il Colle di Bramanette, che venne raggiunto durante la notte. Il 22 giugno riprende la marcia ed all'alba del 23 ebbe l'ordine di fiancheggiare il 63' Rgt. ftr. Cagliari che, occupata Bramans, puntava verso Modane. Trascorre la notte all'addiaccio, con gli uomini fradici di pioggia, ed il giorno 24 riprende l'avanzata verso Rio S. Anna, battuti per tutto il giorno delle artigliene dei forti. A tarda sera raggiunse il Rio S. Anna ed alle ore 1,30 cessò il fuoco dell'artiglieria per l'entrata in vigore dell'armistizio. La Divisione ftr. Superga agì dalla conca di Bardonecchia con quattro colonne: il Btg. alpini Val Dora e una btr. art. alpina; il 91- Rgt. ftr., il 92 Rgt. ftr. e una cpg. del Btg. alpini Val Fassa; ii Btg. alpini Exilles, due cpg. del Btg. alpini Val Fassa e due btr. art. alpina. All'alba del 22 giugno il Btg. Vai Dora occupò Mont Rond, soggetto ad intenso fuoco delle artiglierie francesi. Gli alpini rimasero su quelle posizioní in condizioni estremamente penose, per la neve che cadeva fitta. A Mont Rend cadde l'alpino del Btg. Val Dora Livio Morbello, decorato di Medaglia d'Oro alla memoria. Il Btg. Vai Dora meritò per la conquista dei Mont Rond la croce di guerra al valore. Il 3 Gruppo alpini valle, schierato fra il Mont Tabor e il colle di Laval, con i Btg. alpini Exilles, Vai Fassa, III Btg. del 92 Rgt. ftr. Super ga e due btr. art. alpina iniziò le operazioni scendendo nella testata della Valle Névache. La violenta reazione delle artiglierie francesi dei forti lo costrinse a ritornare sulla dorsale. Il giorno 22 reparti avanzanti dei Btg. alpini Exilles e val Fassa scesero nella valle, fatti segno a violenta reazione di fuoco di artiglieria e non potendo essere sostenuti dalle due btr. art. alpina che non avevano potuto seguire, ripiegarono nella notte del giorno 23 sulla testata del Névache, sistemandosi a difesa. All'atto della conclusione dell'armistizio il Btg. alpini Vai Fassa stava iniziando il movimento lungo la cresta Mont Tobor - Roche Noire ed il Btg. alpini Exilles avrebbe seguito in seconda schiera. Nel settore Germanasca - Pellice, tenuto dal 3 Rgt. alpini, abbiamo visto che nella giornata del 20 le tre colonne erano giunte: quella di destra, con il Btg. alpini Fenestrelle, sulla Crete de Reychasse; quella di centro, con il Btg. alpini Val Pellice, a Filly sulla Crete d'Abriès; quella di sinistra, con il Btg. alpini Pinerolo, dinanzi a La Montà. Il Comandante del settore ordinò che l'azione venisse proseguita con vigore. Il Btg. alpini Pinerolo superò la resistenza a La Montò ed avanzò fino ad immediato contatto con le posizioni di Abriès e giunse a La Querlaye il 23 giugno. Contemporaneamente il Btg. alpini Fenestrelle eliminò il caposaldo di Valpreveyre, proseguì oltre Le Roux, ma nei pressi di Abriès veniva arrestato dalle difese francesi. Qui si verificò un episodio di eccezionale valore: il caporale AlbericoMarrone, si lanciò armato di fucile mitragliatore contro una munita postazione in cemento che impediva l'avanzata e cadde fulminato dal fuoco avversario. Fu decorato di Medaglia d'Oro alla memoria. Poichè si constatò l'impossibilità di procedere lungo il fondo valle e di far intervenire le artiglierie pesanti campali, causa la totale mancanza di visibilità, il comandante del settore, dopo una ricognizione effettuata il 23 giugno, ordinò un'operazione in modo da aggirare le difese di Abriés. Tale azione iniziò nel pomeriggio del giorno 24, condotta dai Btg. alpini Fenestrelle, Val Chisone e Pinerolo, con il Vai Pellice di riserva. L'ordine di cessare le ostilità alle ore 1,35 del giorno 25 colse l’operazione in corso di dispiegamento oltre Abriés. Nel settore Maira - Po - Stura il II C. d'A, iniziò le operazioni il 22 giugno, svoltesi nei seguenti sottosettori. Nel sottosettore Po - Varaita il II Raggruppamento alpini aveva alla testata della Valle Po il Btg. alpini Val Chiese. Alla testata della Val Varaita era schierato il 5 Gruppo alpini valle con il Btg. alpini Valtellina a Roc de la Niera; il Btg. alpini Val Camonica ed il Gr. art. alpina Val Po al Col de Longet; il Btg. alpini Val d'Intelvi, il XXXVIII Btg. CC. NN. ed il Gr. art, alpina Val Camonica nella testata della Varaita di Bellino. Con il favore della nebbia i Btg. alpini Val Camonica, Val d'Intelvi e XXXVIII Btg. CC.NN. superarono il confine, scesero in fondo alla valle del1'Ubaye e raggiunsero nello stesso giorno gli obiettivi loro assegnati sulla Montagna de Cristillan. Nella giornata del 23 consolidarono le posizioni raggiunte, di modo che la testata della valle dell'Ubaye rimase in loro saldo possesso. La 72 btr. del Gr. art, alpina Val Po scese oltre il Colle di Longet, si schierò nell'alta Valle dell'Ubaye per appoggiare il Btg. alpini Vai d'Intelvi ed anche il Btg. alpini Saluzzo nell'azione svolta il 24 giugno verso Comba Bramont. La Divisione alpina Cuneense, assegnata al sottosettore Vai Maira, era in riserva con il l' e 2 Rgt. alpini ed il 4' Rgt. art. alpina. Nei giorni dal 19 al 22 si trasferì, con marce prolungate e faticose, nell'alta Val Maira, dove giunse pure il Btg. alpini Ceva dal settore Roja. Il 22 giugno iniziò l'offensiva. Il Btg. alpini Saluzzo, colonna di destra della Divisione, incontrò serie difficoltà per attraversare il Col de l'Autaret e così pure la 9 btr. del Gr. art. alpina Pinerolo di cui era al seguito. Il Btg. alpini Borgo S. Dalmazzo giunse al bosco di La Tunette, ma fu arrestato dal fuoco delle postazioni di Comba Bremont. Il Btg. alpini Dronero che era al Col Nubiera, in attesa di essere sostituito dal Btg. alpini Ceva, si spinse oltre il colle, ma fu arrestato da intenso fuoco di mitragliatrici in caverna. All'alba del 23 giungo la Divisione alpina Cuneense riprese l'offensiva per superare la resistenza delle posizioni fortificate di Comba Bremont. Nonostante gli intensi sforzi compiuti non fu possibile proseguiree a tarda sera si constatò che, per il soverchiante fuoco delle opere di difesa, l'impossibilità di rifornire i reparti e le condizioni fisiche degli uomoni, causa il maltempo imperversante, la situazione divenne insostenibile. Ancora nella giornata del 24 i Btg. alpini Saluzzo e Borgo S. Dalmazzo, rinnovarono i tentativi per riprendere l'avanzata, ma dovettero desistere. Il Btg. alpini Val Maira, agì alle dipendenze della Divisione ftr. da montagna Forlì con il compito di aggirare le fortificazioni della Viraysse, ma fu bloccato dal fuoco delle mitragliatrici e delle artiglierie proveniente dalle difese di Meyronnes. Nel sottosettore Stura solo il Btg. alpini Vai Stura era in copertura al colle dei Ferro. La Divisione alpina Pusteria, assegnata a questo settore, era rimasta fino al 19 giungo nell'alta Valle del Tanaro. Il Btg. alpini Bolzano venne autotrasportato a Bersezio e fu il btg. disponibile sulla base di partenza il 21 giugno. Tutto il resto della divisione eseguì ii trasferimento in ferrovia e per via ordinaria e giunse a destinazione successivamente. Il comandante del II C. d'A, dispose perciò che la divisione iniziasse l'offensiva il giorno 23. La divisione si schierò con il 7' Rgt. alpini fra Monte Ventasuso e l'Enchastraye e il ll Rgt. alpini fra Col de la Vigne e Colle di Puriac. Il Gr. art. alpina Lanzo, in appoggio al 7' Rgt. alpini, e il Gr. art, alpina Belluno, con compiti di manovra di fuoco, presero posizione nella Bassa di Colombart. Essi non poterono poi intervenire per la nebbia persistente, le bufere di neve e la tormenta. Alle ore 4,30 del giorno 23 la. Divisione alpina Pusteria iniziò l'offensiva. Il 7 Rgt. alpini mosse con il compito di raggiungere ii Lago di Lauzanier e la Cabane Donadieu e proseguire oltrepassando il Lac des Hommes. L'll' Rgt. alpini incontrò gravissime difficoltà a discendere dal Col de la Vigne per la neve lungo il ripidissimo pendio e dovette attrezzare una pista percorribile. L'indomani il 24 giugno il 7 Rgt. alpini raggiunse la valle d'Abriès e stava preparando per il mattino del 25 l'ulteriore avanzata verso Jausiers, quando ricevette la comunicazione della conclusione dell'armistizio. Nel settore Alta Roja - Gessi, al comando del III C. d'A., operò il III Raggruppamento alpini con il compito di avanzare nei valloni della te stata della Vesubie, muovendo dal Vallone di Ciriega e dalla zona fra Cima della Valletta e Cima dei Diavolo. Il 22 giugno iniziò l'offensiva. Il Btg. alpini Val d'Adige giunse alla linea Balaour Soprano Coilet Castaioi; il Btg. alpini Val d'Arroscia prese contatto con le difese di Cima di Montjoya; il Btg. alpini Vai Venosta avanzò nei vallone della Gordolasca. I btg. alpini Vai Tanaro e Vai Ellero erano di riserva. I Gr. art. alpina Val Piave e Val Tanaro preso posizione in appoggio ai Btg. alpini di cui sopra. Nella giornata del 23 i btg. alpini Val d'Agige, Vai d'Arroscia e Val Venosta, superarono la zona di sicurezza giungendo a contatto con le posizioni di resistenza. Il 24 giugno fu caratterizzato da una violenta reazione di fuoco, proveniente dalle opere fortificate di St. Nicoias e S. Martin de Vesubie, che costrinse le pattuglie avanzate dei Btg. alpini Val d'Adige a ripiegare. Il Btg. Vai d'Arroscia avanzò fino a Roquebiilière e a Belvedere, malgrado la reazione dell'artiglieria. Ii Btg. alpini Val Venosta tentò di avanzare in Val Gordolasca raggiunse con una cpg. la posizione di Croix de Tremenil, ma non potè mantenerla. Si giunse così alla cessazione delle ostilità sulle Alpi Occidentali dopo cinque giorni di operazioni nei settore Germanasca - Pellice; quattro nei settori Baltea - Orco -Sture di Lanzo, Moncenisio - Bardonecchia, Monginevro; tre negli altri settori. L'Esercito fu chiamato a salvare una situazione politicamente compromessa, operando nelle più difficili circostanze, perchè nulla era stato predisposto per svolgere operazioni offensive, mai previste, che dovettero svilupparsi in un terreno di alta montagna, in condizioni pessime per il maltempo, la neve, la nebbia e la tormenta, di fronte ad una organizzazione difensiva permanente che era sempre stato escluso di poter attaccare, senza i mezzi necessari per intaccarne l'efficienza. L'improvvisa decisione di passare all'offensiva impedì qualsiasi organizzazione per l'impiego delle artiglierie pesanti campali; si può affermare che la sola artiglieria che potè essere impiegata, e con molte limitazioni, fu quella alpina, poche batterie da campagna e soltanto alcune di medio calibro. Luigi Massaia NOTA Per la dettagliata descrizione delle operazioni di unità alpine sul fronte occidentale, mi sono valso della minuziosa ricostruzione a cura del Gen. Emilio Faldelia, nella "Storia delle Truppe Alpine", vol. Il, Milano, Cavaliotti e Landoni, senza l'ausilio della quale ii presente articolo non sarebbe stato possibile. Ringrazio pertanto particolarmente l'Editore per la opportunità fornitami.